Categoria: Economia e Finanza

  • Seconda casa? Adesso la si cerca anche in città

    Cambia il concetto di seconda casa, soprattutto per chi vive nelle grandi città; non più solo la tradizionale abitazione al mare o in montagna dove passare le vacanze, ma anche immobili da mettere a reddito nei capoluoghi. È questa una delle evidenze emerse dall’analisi di Facile.it e Mutui.it che hanno esaminato un campione di oltre 15.000 richieste di mutuo per acquisto* presentate tramite i due portali tra gennaio e dicembre 2017.

    Se le domande di finanziamento destinate all’acquisto di una seconda casa rappresentano oggi circa il 7% del totale, aumentano rispetto ad un anno fa sia l’importo che gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere sia il valore degli immobili seconde case; nel 2017 la richiesta media per questa tipologia di mutuo è stata pari a 121.636 euro (+3,6% rispetto al 2016), mentre il valore medio degli immobili ha raggiunto i 191.691 euro (+4,7% rispetto al 2016).

    «L’aumento dell’importo richiesto e del valore medio delle seconde case che gli aspiranti mutuatari hanno cercato di acquistare lo scorso anno è legato alle condizioni estremamente favorevoli del mercato», spiega Ivano Cresto, responsabile BU Mutui di Facile.it «Da un lato i tassi ai minimi storici e i prezzi degli immobili ancora stabili, dall’altro le importanti detrazioni fiscali cui possono usufruire i proprietari in caso di ristrutturazione dell’immobile».

    Analizzando i dati su base territoriale emergono alcune differenze significative. Se, ad esempio, nelle Isole e in Toscana più di 9 richieste su 10 di mutuo seconda casa riguardano immobili costruiti all’interno dei confini regionali, la percentuale scende al 77% in Lombardia, al 75% per i richiedenti in Abruzzo, al 73,3% in Calabria e addirittura al 68,3% in Piemonte.

    Queste differenze trovano spiegazione analizzando ulteriormente i dati; scendendo nel dettaglio, ad esempio, si scopre che, nel 9,5% dei casi i piemontesi acquistano case per le vacanze in Liguria e, forse spinti dal pendolarismo lavorativo o universitario, nel 6% dei casi cercano di comprare in Lombardia. Il garantire un’abitazione ai figli che studiano fuori è presumibilmente una motivazione ancora più forte in Calabria, dove è legato ad acquisti verso regioni come la Lombardia o l’Emilia Romagna circa un preventivo su cinque.

    Che sia per sfruttare le opportunità offerte dal crescente settore degli affitti a breve termine o, come detto, per intercettare la richiesta dei fuorisede, è interessante notare che, nelle grandi città italiane, spesso la seconda casa è ad uso investimento.

    È il caso di Milano, ad esempio, dove il 74% dei richiedenti mutuo per seconda casa punta ad acquistare un immobile in città, mentre solo il 17,8% cerca in un’altra regione. Situazione analoga a Roma, dove il 72,7% di coloro che si rivolgono ad una banca per un mutuo seconda casa intendono comprare in città, mentre solo il 14% delle richieste è legata a un immobile fuori dai confini regionali.

     

     

    * Campione analizzato: 15.835 richieste di mutuo per acquisto raccolte tramite Facile.it e Mutui.it dall’1/1/2017 al 31/12/2017.

  • Agenzia delle Entrate: “Real Estate ancora in crescita nel I trimestre 2018”

    Il volume delle compravendite immobiliari in Italia continua la sua crescita inarrestabile: nei 3 mesi del 2018, infatti, il mercato residenziale è cresciuto del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, segnando il dodicesimo aumento trimestrale consecutivo. A darne notizia è direttamente l’Agenzia delle Entrate con i dati delle ultime statistiche trimestrali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, che Cambio Casa, leader tra le agenzie immobiliari a Taranto, sembra confermare anche per la città pugliese. Bene anche il mercato non residenziale.

    Un trend assolutamente positivo ma accompagnato comunque da una lieve flessione in alcune grandi città. Il + 4,3% si traduce in 127.277 compravendite di abitazioni nel periodo gennaio-marzo di quest’anno, caratterizzate da una metratura media di circa 105 mq, che annovera anche le pertinenze, con cantine e soffitte in aumento del 9,9% e box/posti auto in crescita dell’1,9%.

    Se la compravendita di case cresce in maniera più accentuata nei comuni non capoluogo (+5,5%), nei capoluoghi invece il trend rimane positivo (+ 2,3%), ma frenano le grandi città: Roma, Bologna, Genova e Firenze continuano a perdere terreno, ad eccezione di Torino, Milano, Palermo e soprattutto Napoli, città regina assoluta in termini di compravendite con un +11,8% record.

    Dicevamo anche della crescita del mercato non residenziale, ovvero del settore che riguarda la compravendita di negozi, capannoni, autorimesse, uffici e depositi commerciali. Ebbene, il settore del terziario-commerciale ha registrato un balzo in avanti davvero impressionante, e cioè +5,9% rispetto al periodo gennaio-marzo 2017, con negozi e depositi commerciali che crescono del 9,2% insieme al settore produttivo (+8,2%). Unica nota stonata gli uffici (-9,5%).

    Investire negli immobili è sempre una scelta redditizia per gli italiani, e se pensi di farlo a Taranto e provincia allora ti conviene valutare con attenzione le tante proposte dell’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa.

  • Vera Valor la Moneta d’ Oro sicura come i Lingotti

    La Vera Valor è una moneta d’oro da investimento realizzata in Svizzera in modo tecnologicamente avanzato avendo impresso su di essa un codice QR verificabile per mezzo del quale è possibile verificarne la veridicità.
    In un momento storico come quello attuale dove la questione della garanzia di autenticità è particolarmente sentita e richiesta non solo dai privati ma anche dai compro oro Firenze, Lucca, Pistoia e tutti gli altri centri abitati.
    La Vera Valor si pone come una vera sicurezza per quanto riguarda gli investimenti in oro, tanto da essere considerata una moneta lingotto.
    La Svizzera che da sempre è un paese attento a mantenere e proteggere la propria credibilità ha creato Vera Valor, la moneta-lingotto d’oro che abbina le caratteristiche delle monete a quelle più specifiche dei lingotti da investimento.
    Questa moneta non ha alcun riferimento nazionale, storico o religioso si tratta semplicemente di un nuovo mezzo di investimento in oro fisico che ha caratteristiche anti contraffazione uniche nel suo genere.
    Un’altra caratteristica unica è la possibilità di poter personalizzare la moneta con le proprie iniziali antecedenti al numero di serie ufficiale oltre al punzone del fonditore-collaudatore, tutti questi dati saranno registrati al momento della vendita in modo da essere presenti su Internet sulla pagina web attribuita alla moneta acquistata a garanzia dell’originalità della Vera Valor.
    La forma e la mancanza di riferimenti verso qualsiasi moneta fiduciaria fa assomigliare la Vera Valor ad una medaglia in realtà a causa delle sue caratteristiche uniche si tratta di un nuovo genere di oro da investimento con titolo 999,9 d’oro certificato dal punzone dell’impresa fondatrice-collaudatrice e per questo non soggetto a tassazione IVA.
    Da anni in molti paesi è in crescita l’acquisto di monete d’oro a fini di puro investimento, un metodo che permette di accumulare oro in modo più flessibile investendo anche piccole cifre in più volte e in caso di necessità rivendere l’oro accumulato in quantità suddivise al contrario di ciò che succede per i lingotti non divisibili se non attraverso una nuova fusione.
    La Svizzera per la realizzazione della Vera Valor aderisce al protocollo “Clean Extraction / Estrazione pulita”, che garantisce che l’oro utilizzato per questa moneta provenga dal metodi estrattivi che tutelano l’ambiente dall’inquinamento che alcune miniere non regolamentate provocano con conseguenze molto gravi.

  • Petrolio, mercato teso in vista della riunione OPEC

    Il mercato del petrolio è tornato a surriscaldarsi, per via di diverse notizie che giungono da più fronti. C’è anzitutto l’attesa per il vertice OPEC di fine mese a tenere banco, perché definirà il prossimo livello produttivo dei paesi aderenti al cartello. Parallelamente c’è la guerra commerciale USA-Cina, che ha coinvolto in modo diretto il petrolio vista la minaccia della Cina di imporre dazi su quello proveniente dagli Stati Uniti. In ultimo, il recente recupero del dollaro sul mercato valutario ha messo altra pressione alle quotazioni del greggio.

    Tutti questi eventi hanno cancellato il tentativo di rimbalzo del greggio, che è scivolato verso il supporto di area 65 dollari e sotto la media mobile a 100 giorni (inviando altri segnali al ribasso a chi segue la strategia incrocio medie mobili). Anche l’analisi tecnica sembra quindi fornire un ulteriore segnale di debolezza da non sottovalutare.

    I fondamentali del mercato del petrolio

    petrolioDal punto di vista fondamentale, come detto è la riunione Opec (a Vienna) il fulcro di tutto. Come si temeva, le divergenze sulle strategie per la produzione del greggio hanno creato molte tensioni tra i membri dell’organizzazione dei paesi produttori. Le ultime notizie raccontano che i membri del cartello starebbero discutendo un compromesso. Questo prevede l’incremento produttivo da 300.000 a 600.000 barili al giorno nei prossimi mesi. Attualmente esiste un accordo tra Opec e alcuni paesi produttori (Russia in testa) che precede la riduzione dei livelli produttivi di 1,8 milioni di barili al giorno. E’ chiaro che un aumento dell’output provocherebbe un calo dei prezzi, visto che l’offerta andrebbe ad aumentare.

    La questione dazi sta inoltre facendo sentire i suoi effetti. La Cina ha minacciato di imporre tariffe pesanti sull’import di greggio dagli Stati Uniti nell’ambito della guerra commerciale sempre più aspra, nonostante la parentesi diplomatica tra il presidente Usa Donald Trump e il dittatore nord coreano Kim Jong Un. Infine c’è il rimbalzo del petrolio a farsi sentire, dal momento che il biglietto verde continua a guadagnare terreno sull’euro (ma discorso analogo vale per tutte le altre coppie di valute più volatili forex).

    Il quadro complessivo quindi continua a essere molto delicato per il petrolio. L’equilibrio che è stato raggiunto dopo molte difficoltà potrebbe vacillare di fronte alle posizioni molto differenti che esistono tra i produttori.

  • Simone Tarlarini è il nuovo Sales Manager del Gruppo Sme.UP

    Simone Tarlarini è il nuovo Sales Manager del Gruppo Sme.UP. esperto di ERP, Business Intelligence e CRM, nonché marketing, business strategy, sales managemet, sotware development e new business development.

    Tarlarini, arrivato a maggio 2018 nel Gruppo Sme.UP, specializzato nella risoluzione delle complessità del business moderno, ha un brillante passato in aziende di primo livello nei software come Team System in cui ha lavorato dal 2008 come commerciale e dal 2013 come responsabile commerciale dell’hub nord ovest. In precedenza è stato socio di Veridian srl e rivenditore del gruppo Zucchetti.

    In Sme.UP lavorerà per ampliare ulteriormente l’area commerciale, valorizzando il ruolo dei consulenti commerciali affinché siano un’interfaccia sempre più affidabile tra l’azienda ed il mercato, rafforzando il rapporto di fiducia con i clienti e fornendo loro le soluzioni più efficaci per ogni singola esigenza. In un settore in cui spesso tecnologia e strumenti inaridiscono il rapporto con la clientela, il nuovo Sales Manager di Sme.UP intende invece accompagnare il cliente nel suo percorso di crescita con competenza, valore ed etica.

    «Con enorme orgoglio ed entusiasmo inizio questa nuova avventura professionale. Accompagnerò il gruppo SME.UP nel suo prossimo futuro con la consapevolezza che avremo davanti tante nuove sfide: continueremo a investire, amplieremo i servizi offerti e potenzieremo le competenze a disposizione dei clienti. Lo faremo, in un’ottica di ulteriore rafforzamento e crescita, forti dei valori che ci hanno sempre contraddistinto, con la consapevolezza che oggi più che mai è importante essere al fianco delle aziende giorno dopo giorno per accompagnarle alla scoperta di un business sempre nuovo. – dichiara Simone Tarlarini. E aggiunge – Difficilmente sul mercato ho incontrato realtà che come SME.UP che hanno al loro interno enormi contenuti e valori sia tecnici che umani ed è questa la combinazione migliore per poter servire la clientela con successo e continuità».

    «Siamo molto felici dell’ingresso di Simone Tarlarini come Sales Manager del Gruppo SME.UP, una realtà che è sempre stata all’avanguardia in termini di innovazione e che anche in futuro conta di continuare a crescere grazie alle ottime competenze delle nostre persone e dei nostri manager, attori principali del nostro sviluppo. Siamo orgogliosi di avere in squadra un talento come il suo che saprà farsi promotore verso i clienti di una cultura diffusa dell’innovazione, fornendo alle aziende tutto il supporto e le informazioni di cui hanno bisogno per rispondere alle esigenze del business moderno» – commenta Silvano Lancini, presidente del Gruppo SME.UP.

  • Prestiti: nel 2017 erogati oltre 98 milioni di euro per pagare le ferie

    Le vacanze estive sono ormai alle porte e anche in Italia si diffonde sempre di più l’abitudine di ricorrere alle società finanziarie per non rinunciare al meritato riposo, tanto che, secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, nel 2017 è di oltre 98 milioni di euro il valore dei prestiti personali erogati per pagare viaggi e vacanze.

    Dall’esame di un campione di oltre 110.000 domande di prestito personale presentate fra il 01 gennaio 2017 ed il 31 marzo 2018* i due portali hanno calcolato che chi lo scorso anno si è rivolto ad una società del credito per pagare le vacanze, ha chiesto in media 4.140 euro da restituire in 39 rate (poco più di 3 anni).  Valore che, peraltro, nel primo trimestre del 2018 è cresciuto del 15,6%, raggiungendo quota 4.787 euro.

    Aumentano gli under 30

    L’analisi delle domande di prestito personale ha portato alla luce un dato particolarmente significativo; dal 2016 al 2017 è diminuita di 2 anni e mezzo l’età media di chi si è rivolto a una finanziaria per pagare le ferie, passando da 40 anni e 1 mese a 37 anni e 6 mesi. Una riduzione su cui ha avuto un ruolo determinante l’aumento della percentuale di richieste presentate dagli under 30, più che raddoppiata nel corso di 1 anno; se nel 2016 solo il 15,4% delle domande di prestito personale per cui si esplicitava la finalità “viaggi e vacanze” facevano capo a un giovane con meno di 30 anni, nel 2017 la percentuale è salita al 32,8%.

    «Per chiedere ed ottenere un prestito da una società del credito è fondamentale poter contare su una posizione lavorativa stabile o, in alternativa, su un garante», spiega Andrea Bordigone, Responsabile BU prestiti di Facile.it.  «L’aumento delle richieste di prestito provenienti dagli under 30 va quindi letto positivamente e contestualizzato all’interno di un generale miglioramento delle condizioni lavorative dei giovani, di un atteggiamento più fiducioso verso il futuro, nonché di una maggiore consapevolezza finanziaria.».

    I dati emersi dall’analisi dimostrano ancora una volta come anche in Italia si stia sviluppando un atteggiamento di maggiore consapevolezza rispetto alle possibilità offerte dal credito al consumo e, sia pur gradualmente, ci si stia muovendo da un modello tipico del passato “spendo se posso pagare tutto subito” a uno di matrice anglosassone “beneficio del pagamento rateale per non gravare eccessivamente sul mio budget e, al contempo, non dover rinunciare al bene o al servizio che finanzio”.

    «Oggi chiedere un prestito da 4.000 euro da restituire in 3 anni» – continua Bordigone – «significa ottenere una rata mensile di circa 115 euro**, spesa sostenibile anche per un giovane».

    Le altre fasce che più richiedono questa tipologia di prestito personale sono coloro che hanno un’età compresa tra i 30 e i 39 anni (28,6%) e quelli tra i 40 e 49 anni (22,7%).

    A presentar domanda di prestito è stato nel 75% dei casi un uomo, mentre lo stipendio medio dichiarato in fase di richiesta è pari a 1.518 euro, anche se permangono le differenze tra i richiedenti uomini, che in media dichiarano uno stipendio di 1.559 euro e le donne, con uno stipendio di 1.391 euro.

    Per quanto riguarda la posizione lavorativa dei richiedenti, il 77% è un dipendente privato a tempo indeterminato, il 12% un lavoratore autonomo o libero professionista.

     

     

     

    * L’analisi è stata realizzata su un campione di 111.496 richieste di prestito personale presentate tramite Facile.it e Prestiti.it tra ll’1 gennaio 2017 e il 31 marzo 2018

    ** Miglior offerta disponibile su Facile.it in data 31/05/2018

     

     

  • L’economia cooperativa nella provincia di Bergamo

    Fari accesi sull’impresa cooperativa e sull’economia sociale come modelli di sviluppo sostenibile al convegno «Imprese cooperative a Bergamo. Valori comuni e specificità» in programma lunedì 18 giugno all’Università Studi di Bergamo, nella sala Galeotti in via dei Caniana 2, dalle ore 15.30 alle 19.00. Una giornata che sarà l’occasione per fare il punto sull’economia cooperativa in Bergamasca sulla base dei dati e dei modelli di analisi contenuti nella ricerca svolta da Annalisa Cristini, Mara Grasseni e Silvana Signori  del Centro sulle Dinamiche Economiche, Sociali e della Cooperazione (CESC) dell’Università di Bergamo per conto di Confcooperative Bergamo e CSA Coesi, con il contributo della Camera di Commercio di Bergamo.

    «Questa ricerca si sviluppa attorno a due principali interrogativi messi in evidenza a conclusione della prima ricerca condotta sempre dal CESC con particolare attenzione alle cooperative sociali – sottolinea Giuseppe Guerini, presidente di Confcooperative Bergamo -. Da un lato c’è il tema centrale della mutualità, concetto proprio e comune alle cooperative, e il suo ruolo nel determinarne le dinamiche imprenditoriali ed economiche. Dall’altro lato c’è l’eterogeneità del mondo cooperativo, con focus sulle imprese distinte tra diverse categorie e settori produttivi».

    Oltre alla presentazione della ricerca e al punto di vista di diversi attori economici e sociali del territorio, il convegno sarà anche l’occasione per illustrare le collaborazioni in essere tra Confcooperative Bergamo e Università degli Studi di Bergamo.

    «L’università degli Studi di Bergamo – sottolinea il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini –crede nell’impresa cooperativa e nell’economia sociale come modelli di sviluppo sostenibile. La ricerca realizzata dal CESC-Università di Bergamo sul modello cooperativo bergamasco è un tassello fondamentale per la pianificazione delle prossime strategie in continuità all’impegno preso nel 2016 e nella consapevolezza che senza rafforzare le competenze del “capitale umano cooperativo” sarà difficile affrontare le sfide con cui ci stiamo confrontando».

  • Il Mod. 730 Precompilato: un’occasione di incontro tra l’Agenzia delle Entrate e l’Università degli Studi di Bergamo

    Nell’ambito delle sue attività istituzionali l’Agenzia delle Entrate sta promuovendo, in questo periodo, una serie di iniziative conoscitive sul Modello730 Precompilato. Tante le Istituzioni Pubbliche e gli Enti che hanno aderito, in primis l’Università degli Studi di Bergamo, la quale ha aperto le porte per accogliere l’Agenzia nell’Aula “Galeotti” di Via dei Caniana, Sede dell’Università in città.

    A dare il benvenuto, il padrone di casa, Professor Remo Morzenti Pellegrini, Rettore dell’Università bergamasca, insieme al Direttore Generale dell’Università, dottor Marco Rucci.

    Presenti il Direttore provinciale, Antonino Lucido e i Funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Bergamo, in qualità di Tutor Facilitatori. In platea:  funzionari dipendenti, docenti, professori, impiegati e studenti dell’Università.

    Il Rettore ha colto l’occasione per ribadire l’importanza della trasparenza amministrativa e dei notevoli passi avanti compiuti dall’Amministrazione Finanziaria in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi (Legge 7 agosto 1990, n. 241), confermando il forte impegno nel campo della semplificazione e della informatizzazione dell’Agenzia delle Entrate nonché il “Cambia Verso” in atto.

    In questo contesto, molto apprezzato, per quel che concerne la trasparenza, è stata la slide dimostrativa dell’Agenzia delle Entrate, dove nell’ambito della dichiarazione del Mod. 730 Precompilato, la stessa Agenzia comunica, per ogni Cittadino, la sua partecipazione alla spesa pubblica (Sanità, Sicurezza sociale, Istruzione, ecc. ecc.) in base ai propri redditi percepiti e dichiarati.

    Il Direttore provinciale Lucido ha spiegato i dieci punti salienti dei vantaggi del 730 Precompilato, mentre i Funzionari dell’Agenzia delle Entrate hanno approfondito la materia spiegando  chi riguarda, come accedervi e quali dati (circa un miliardo) sono già inseriti da parte dell’Agenzia delle Entrate, nonché come modificare/integrare e trasmettere on-line il 730 Precompilato, in autonomia comodamente da casa o dall’ufficio, entro i termini previsti per l’invio.

    L’iniziativa, inserita in una nuova politica di Cooperative Tax Compliance che vede a Bergamo e in provincia tutti gli attori di parte pubblica e privata lavorare insieme per un miglioramento del Sistema, in tutte le sue componenti, ha avuto successo: tanti i partecipanti all’incontro.

    Oltre ai vantaggi offerti con questa campagna promozionale sul 730 Precompilato, l’incontro è stata un’occasione  per confermare il costruttivo rapporto di fiducia improntato al dialogo, instauratosi tra l’Agenzia delle Entrate di Bergamo e l’Università degli Studi di Bergamo, con l’impegno delle due Istituzioni a promuovere azioni tese a sviluppare nei giovani la cultura della legalità fiscale.

    Il Rettore Morzenti Pellegrini e il Direttore provinciale Lucido, infatti, si sono ripromessi di continuare questa collaborazione istituzionale  che vede interessate entrambi le parti, per coinvolgere gli studenti universitari e la società civile onde diffondere la cultura solidale e contributiva, intesa come “educazione” alla concreta partecipazione dei cittadini al funzionamento dello Stato, partendo dai principi della Carta Costituzionale.

    In quest’ottica, la spesa per l’istruzione dalle Scuole elementari fino all’Università va vista come una spesa in conto capitale per le nuove generazioni e per il Paese, capace così di vincere la sfida mondiale della globalizzazione per una Italia 4.0.

    Il mondo della scuola e dell’università rappresenta un sito strategico per trasmettere tale messaggio; l’Istruzione ha infatti il compito di promuovere e favorire nelle scuole, interventi di supporto all’educazione e alla convivenza civile, cercando di favorire sempre più l’inserimento degli studenti nella vita sociale e nel mondo del lavoro, sempre più digitalizzato, professionalizzato, eticamente sostenibile. Fondamentale per questo scopo risulta l’attività di informazione civica della materia fiscale, anche nell’ottica del ruolo dei giovani quali futuri contribuenti, eticamente coinvolti.

    In quest’ottica, è da apprezzare il lodevole sforzo praticato dall’Agenzia delle Entrate,  Direzione provinciale di Bergamo.

     

     

  • Informarsi Sulla Successione Ereditaria, Ecco Come Fare

    La successione ereditaria è prevista dalla normativa vigente. Infatti, il Codice Civile prevede una tutela nei confronti di alcune categorie di soggetti. Si tratta dei legittimari ovvero coloro che anche maniera indipendente dalla volontà del defunto hanno una quota dell’eredità e quindi hanno quota legittima. Loro sono i principali quando si parla di lascito solidale di solito si pensa a qualcosa che sia destinata ai ricchi o di alte quote però negli ultimi anni è cresciuta almeno del 10% il numero di italiani che hanno deciso di fare un lascito solidale. Nelle ultime volontà, si va a sottolineare l’importanza anche di dare una parte dei propri beni o anche una percentuale ad un ente benefico che svolge il ruolo importante. Nella successione ereditaria, il lascito solidale viene specificato dove viene chiarito anche a chi si vuole dare quel preciso tipo di bene. Quando si parla di successione ereditaria è bene sottolineare che si riferisce a quello che un parente scende una volta defunto. La successione ereditaria deve essere anche presentata e dichiarata entro un anno dal decesso. Con dei moduli scaricabili online da inviare all’Agenzia delle Entrate oppure con un patronato o un CAF si ha l’opportunità di specificare tutto ciò che c’è da sapere sui beni ricevuti.

    Cosa c’è da sapere su una successione ereditaria

    La successione ereditaria dei beni un soggetto defunto deve essere specificato all’interno di un testamento. Se non ci fosse il testamento ci sono i cosiddetti successori legittimi che riceveranno i beni in base alla storia di quote ereditarie. I soggetti legittimati sono quelle persone a cui spetta l’eredità, come ad esempio il coniuge, i figli adottivi e anche gli ascendenti. Non ci sono però le possibilità di specificare all’interno del testamento delle specifiche quote, in modo tale da non creare problemi nella successione ereditaria. Se il defunto infatti, ha espresso nel testamento la volontà di fare un lascito solidale oppure di suddividere in maniera non equa i propri beni, vale sempre il testamento.

    Le donazioni e la successione ereditaria

    La successione ereditaria deve essere sempre accettata dell’erede quando si vanno a suddividere i beni leggendo il testamento, la persona interessata deve essere informata su tutti i beni ereditati in modo tale da avere poi la facoltà di amministrarlo. Stesso discorso se si ha voglia di rinunciare all’eredità oppure di accettare con delle riserve. Quando però ci sono dei lasciti solidali, diventa importante anche scegliere l’ente destinatario a cui donare e che ha diritto a ricevere determinati beni. Si tratta di un’opportunità molto importante che viene presa in considerazione da sempre da più persone che vogliono fare un’opera benevola prima della morte, in modo tale da lasciare dei beni a chi fa dei progetti davvero importanti in grado di cambiare la vita delle persone, degli animali o dei i malati.

    La Successione Ereditaria e i Limiti

    Chi ha intenzione di lasciare dei beni ad un ente benefico e quindi di fare una donazione a un lascito specifico, deve necessariamente specificato all’interno del testamento. È molto importante dare la propria successione ereditaria ad un ente che si occupa di opere caritatevoli in maniera chiara e precisa in modo da evitare qualunque tipo di problema successivo. La successione ereditaria viene proposta da tantissimi enti che in Italia si occupano di ricerca, di beneficenza e di supporto ad esempio, a bambini malati oppure a famiglie in difficoltà. Le realtà sono davvero tantissime e il consiglio è quello di trovare un ente, che possa ispirare le vostre fiducia e considerare l’opportunità di donare la propria eredità oppure una quota ereditaria a queste realtà che solitamente si leggono proprio su questo tipo di donazioni.

  • Noleggio macchine agricole, una pratica ancora poco diffusa in Italia

    Quella del noleggio è una prassi dalle enormi potenzialità in termini di crescita economica con vantaggi notevoli sia per chi concede in locazione, sia per chi dispone della proprietà temporanea di un bene. Ma se questa pratica trova successo in diversi settori economici nel nostro Paese, in agricoltura le cose non vanno esattamente in questa direzione, con il noleggio macchine agricole che stenta a decollare.

    A interrogarsi sulla questione è stata UNACMA – Unione Nazionale dei Commercianti macchine agricole – che nel corso dell’ AgriDealers Day dello scorso 16 maggio a VeronaFiere, ha fatto il punto della situazione generale, in collaborazione con alcuni operatori del settore. Il quadro che ne è uscito ci dice che in Italia il Rental di questa particolare categoria di veicoli non riesce ancora a raggiungere i livelli europei. In sostanza, nel nostro Paese mancherebbe la cultura del noleggio: sono in pochi, infatti, a noleggiare per ragioni di business (solo il 17%), mentre la stragrande maggioranza (83%) lo fa per necessità, soprattutto per affrontare i periodi con alti picchi di lavoro.

    Diverse le motivazioni per cui si decide di optare per questa scelta, ad esempio l’acquisto diretto o il fatto di ritenere troppo alte le tariffe. Tuttavia, dopo il periodo nero segnato dalla crisi economica, il fatturato delle aziende che noleggiano è tornato a crescere e con esso le previsioni, che danno l’Italia più in crescita rispetto a paesi come Francia e Germania, sebbene si facesse riferimento alle macchine movimentazione terra.

    Ma le ragioni di un mancato successo del noleggio secondo Unacma dipendono dai noleggiatori, molti dei quali non sono titolari del codice Ateco e non sono in grado di offrire un servizio professionale anche dal punto di vista dell’assistenza tecnica e burocratica. Quello che si chiede è rendere il noleggio un vero e proprio core business per i noleggiatori e non un’attività finalizzata alla vendita: questo implica la necessità di dotarsi delle autorizzazioni per svolgere questo tipo di attività commerciale, effettuare una manutenzione costante del parco macchine, stabilire tariffe ragionevoli correlate a polizze assicurative adeguate.

    Ed è proprio di questo che si occupa Cordini Srl, azienda leader nella vendita macchine agricole, il cui noleggio fa parte del suo core business, e che offre alla sua clientela la possibilità di locare solo macchine dei migliori brand presenti sul mercato.

  • L’investigatore privato veste i panni del mistery client

    Un cliente misterioso che entra nel tuo negozio, nel tuo ufficio, nella sede dislocata della tua attività commerciale e comincia ad osservare il contesto; si guarda intorno, registra movimenti e conversazioni, chiede informazioni su un prodotto, poi su un altro e un altro ancora. Domanda come funziona il servizio, a chi può rivolgersi in caso di malfunzionamenti o reclami, dove viene realizzato, in che modo, vantaggi e svantaggi. Mette in difficoltà il personale, fa commenti irriverenti e chiede persino di parlare con il responsabile.

    No, non è la scena di un film ma una tecnica di marketing investigativo con precise finalità. Si chiama mistery shopping ed è, appunto, l’indagine svolta da un mistery client su specifico mandato della proprietà o del franchising, che ha lo scopo di verificare il livello di qualità percepito dai propri clienti e l’applicazione degli standard aziendali.

    Mistery client professionista by Argo

    Ma affinché i risultati di tale attività siano il più veritieri possibili e diano un quadro completo di comportamenti, relazioni e abitudini di dipendenti e dirigenti, è necessario che a svolgere l’indagine sia un mistery client professionista. Affidandosi agli investigatori privati di Argo si ottengono riscontri aderenti alla realtà ed è possibile, incrociare dati, elaborare profili psicologici e richiedere all’agenzia investigativa ceck reputazionali. Gli investigatori Argo possono raccogliere le prove anche intervistando altri clienti, navigando in siti di E-Commerce o telefonicamente.

    Nessuna improvvisazione, quindi, nessun cliente misterioso impreparato che può far perdere all’azienda tempo, denaro e, se scoperto, persino la fiducia di dipendenti e collaboratori. Meglio investire in un investigatore privato capace ed esperto, con spiccate doti di osservazione ed affinate tecniche d’indagine alle spalle. Senza trascurare il fatto che, a investigazione conclusa, l’agenzia investigativa Argo consegna un report utilizzabile, eventualmente, in sede di giudizio.

    A cosa serve, quindi, un’indagine come quella condotta dal mistery client?

    Viena adottata solitamente dalle aziende strutturate in franchising o con sedi secondarie operanti nei settori della grande distribuzione, dell’assistenza sanitaria privata o convenzionata, nel settore alberghiero, dagli istituti di credito o in qualsiasi altro genere di business, che vogliano avere garanzia:

    • della soddisfazione dei propri clienti;
    • del rispetto delle disposizioni fiscali come l’emissione dello scontrino;
    • della lealtà di dipendenti e soci;
    • del rispetto delle procedure stabilite dal management.

     

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    Agenzia investigativa Roma

    Investigatore privato Roma

     

     

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  • Le imprese e i dati per prendere decisioni consapevoli

    Tutti parlano di “big data”, ma quanti sanno di cosa si tratta realmente? E soprattutto, quante aziende italiane hanno compreso quanto siano importanti per la loro crescita? Per far chiarezza, Sme.UP, gruppo specializzato nella risoluzione delle complessità del business moderno, partecipa in qualità di partner al Qlik Sense Tour 2018 nella sua tappa torinese, il 13 giugno.

    Il Qlik Sense Tour 2018 è un popolarissimo evento itinerante sulle analytics promosso da Qlik®, leader nella Data Analytics. L’evento sarà ospitato all’hotel NH del Lingotto alle 9.30 e consentirà ai partecipanti di capire in che modo dai dati si possono trarre informazioni utili alle attività, ascoltando le best practice di alcune aziende presenti, in particolare di Comoli Ferrari, e creando connessioni grazie al motore associativo di Qlik.

    Per crescere in efficienza e produttività, infatti, l’analisi dei dati è sempre più importante. Basti pensare che il mercato dei Big Data Analytics nel 2017 è cresciuto del 22%, raggiungendo un valore complessivo di 1,1 miliardi di euro. Per la maggior parte resta appannaggio delle grandi imprese, che si dividono l’87% della spesa complessiva, mentre le Pmi si fermano a una quota del 13%, anche se i loro investimenti aumentano del 18% rispetto allo scorso anno. Ma nessuna impresa può restarne sprovvista.

    Senza le giuste data analytics, infatti, Big Data e Internet of Things restano un potenziale inutilizzato. Una perdita che oggi nessuna azienda può permettersi. Non stupisce, infatti, che il 43% dei Cio italiani ritenga gli Analytics la principale priorità di investimento nel 2018 che quasi un’impresa su due abbia già inserito nel proprio organico uno o più data scientist. Ma la transizione completa è ancora lunga ed è fondamentale supportarla affinché le imprese italiane non perdano di competitività. Interpretare la grandissima mole di dati che ogni azienda possiede, infatti, consente di prendere le decisioni più giuste all’interno delle organizzazioni, prevedendo gli andamenti futuri del business e creando opportunità a maggior valore aggiunto.

    «Con i dati possiamo fare tutto: danno informazioni che consentono di aumentare la soddisfazione dei clienti, migliorano le performance aziendali attraverso la predizione di tendenze future, evidenziano eventuali aree di miglioramento indicando come procedere a correzioni in tempi rapidi e riducono i rischi operativi per le società. Ma per poter ottenere tutti questi benefici è fondamentale capire come usarli, nel pieno rispetto degli utenti e assicurando la massima efficacia alla propria attività. E sappiamo bene che il loro utilizzo, potenzialmente rivoluzionario, da molte aziende è ancora visto come una grande sfida. Per questo abbiamo deciso di partecipare in qualità di partner al Qlik Sense Tour, evento che riunendo tutti gli stakeholder coinvolti nell’analisi dei dati – partner, clienti e utenti interessati -, consente di condividere sfide e successi della trasformazione delle aziende attraverso i dati, aiutando le imprese a compiere questo decisivo passo verso il business moderno» – dichiara Paolo Gobbi, Product Manager Business Intelligence Gruppo Sme.UP

  • “Fintech”, digitalizzazione e disintermediazione dell’industria finanziaria

    Il fenomeno, attualmente poco visibile della digitalizzazione e disintermediazione dell’industria finanziaria, destinato a esplodere nel giro di pochi anni, sarà sotto la lente del  Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bergamo,  che organizza venerdì 8 giugno presso l’Aula Magna della sede di S. Agostino dell’Ateneo, una giornata di studi dedicata a “Bitcoin, cryptocurrencies, crowdfunding, peer-to-peer lending. Fintech e disintermediazione”.

    Il convegno,  che sarà aperto dal Rettore, prof. Remo Morzenti Pellegrini, affronterà le tematiche economico/giuridiche più discusse in questo periodo: politica economica e bitcoin, finanziamento collettivo, nuovi canali di credito online tra privati, tecnofinanza e conseguenze della rimozione della figura dell’intermediario per un raggiungimento più facile dell’accordo.

    Durante la giornata interverranno i massimi esperti del settore tra cui docenti di economia, diritto commerciale, politica economica dell’Università degli Studi di Bergamo, di Padova, Milano, Bari, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

    Presiede e coordina la seduta mattutina Enrico Ginevra, professore di diritto commerciale dell’Università degli Studi di Bergamo; quella pomeridiana, Antonella Sciarrone Alibrandi, professoressa di diritto dell’economia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

    Attività bancaria e gestori di piattaforme: concorrenza o integrazione? È il titolo del dibattito finale della giornata di studi la cui direzione scientifica è affidata a Elisabetta Bani,  professoressa di Regolazione europea dei mercati nanziari e Vincenzo De Stasio, professore di Diritto bancario.

    Il convegno è a partecipazione libera e gratuita. Per informazioni: [email protected]

  • Mutui prima casa: LTV in aumento di oltre 7 punti percentuali

    Nel corso del 2017 in Italia sono state acquistate tramite mutuo ipotecario circa 260.000 abitazioni (Fonte: Agenzia delle Entrate e Abi), ma quando si rivolgono ad un istituto di credito, quale percentuale del valore dell’immobile gli italiani cercano di finanziare col mutuo e come questa è variata nel tempo? Per capirlo Facile.it e Mutui.it hanno analizzato oltre 17.000 domande di mutuo prima casa* scoprendo che, a fronte di una richiesta media pari a 133.456 euro, nel 2017 gli aspiranti mutuatari hanno cercato di finanziare il 70,6% del valore dell’abitazione principale, ovvero 7,66 punti percentuali in più rispetto al dato del 2013.

    «L’aumento dell’LTV, sigla che rappresenta il rapporto tra il valore del mutuo richiesto e quello dell’immobile da acquistare, è un segnale positivo ed è legato principalmente a due fattori», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Da un lato la riduzione dei tassi di interesse e la sostanziale stabilità dei prezzi delle case che consentono agli aspiranti mutuatari di chiedere somme più alte, dall’altro la maggiore disponibilità degli istituti di credito che, a fronte di un miglioramento generale dell’affidabilità creditizia dei richiedenti, tornano a finanziare percentuali maggiori rispetto al recente passato».

    Analizzando i dati su base regionale emerge un quadro abbastanza variegato di quanta parte del valore della prima casa si cerchi di ottenere dalla banca. Gli aspiranti proprietari che hanno tentato di finanziare attraverso il mutuo una percentuale maggiore sono quelli residenti in Puglia; qui, nel corso del 2017, il valore LTV medio è stato pari al 73,42%. Seguono i richiedenti della Sicilia, che in media hanno cercato di finanziare il 73,38% e quelli residenti in Umbria, con un LTV pari al 73,24 %.

    Guardando la classifica nel senso opposto, invece, l’LTV più basso si registra in Basilicata (67,29%); seguono Molise, dove in media si è puntato a finanziare tramite mutuo il 67,53% del valore immobiliare, e Lazio, con un LTV medio pari al 69,22%.

    LTV inferiori, però, non necessariamente equivalgono ad importi più contenuti; ad esempio al 73,42% del valore immobile richiesto dagli aspiranti mutuatari pugliesi corrisponde una cifra media di mutuo pari a 115.155 euro; al 69,22% registrato nel Lazio, invece, corrisponde una richiesta pari a 151.043 euro.

    «Il valore dell’LTV rappresenta un elemento importante da tenere in considerazione quando ci si presenta in banca», continua Cresto «È bene sapere che spesso al crescere di questo parametro corrisponde un aumento dello spread applicato sul finanziamento dagli istituti di credito e, di conseguenza, anche degli interessi che graveranno sul mutuatario.».

    Facile.it ha realizzato alcune simulazioni** per verificare come lo spread applicato dalle banche cambi al variare dell’LTV corrispondente. Ipotizzando una richiesta di mutuo a tasso fisso di 160.000 euro, da restituire in 25 anni per acquistare un immobile di 320.000 euro (LTV pari al 50%), le proposte attualmente sul mercato hanno uno spread mediamente compreso tra lo 0,25% e lo 0,50%; considerando invece la stessa richiesta di mutuo, ma per un immobile da valore pari a 200.000 euro (LTV 80%) lo spread applicato dagli istituti di credito può arrivare anche allo 0,70%. Una differenza apparentemente minima, appena dello 0,20% nel nostro esempio, che però si traduce in una maggiorazione di 5.000 euro della cifra da restituire alla banca.

    Il costo del mutuo aumenta di molto se la somma che si cerca di ottenere supera l’80% del valore dell’immobile; ipotizzando sempre una richiesta di mutuo a tasso fisso di 160.000 euro per acquistare una casa da 180.000 euro (LTV pari all’89%) ad esempio, lo spread applicato dalle banche può raggiungere anche il 2,5%, percentuale che si traduce in oltre 45.000 euro di interessi in più rispetto allo 0,70% considerato nella simulazione precedente.

    Le grandi province italiane

    Guardando le richieste di mutuo prima casa presentate nel 2017 tramite Facile.it e Mutui.it e analizzando questa volta il comportamento delle 10 grandi province italiane, al primo posto per LTV si posiziona Palermo  (73,49%); seguono in classifica Cagliari (73,40%), Bari (72,46%), Genova (70,83%), Torino (70,64%) e Bologna (70,55%). Esaminando la graduatoria nel senso opposto, invece, al l’LTV più basso si registra a Firenze (67,65%), seguita da Roma (69,11%), Milano (69,52%), Napoli (69,79%).

     

    * Campione analizzato: 17.784 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it dall’1/1/2013 al 31/12/2013 e tra l’1/1/2017 e il 31/12/2017.

    ** Simulazioni realizzate su Facile.it in data 28/05/2018.

     

  • Tesoreria e pianificazione finanziaria: un vantaggio competitivo potentissimo.

    Avere una cognizione chiara e aggiornata di quella che è l’effettiva fluidità di cassa della propria azienda o impresa, valutandone la previsione sia a breve che a lungo termine, consente di intraprendere azioni mirate e più efficaci. Solitamente è la direzione finanziaria a gestire la pianificazione finanziaria e la tesoreria di una azienda, ed una valida gestione di entrambe le attività consente di effettuare importanti economie su quelli che sono gli oneri finanziari cui far fronte, limare i vari oneri amministrativi e fare in modo da ottenere concrete previsioni future sui flussi di cassa. Come recentemente evidenziato dallo specialista finanziario Mirco Del Duca, diventa fondamentale andare a monitorare (tramite procedure automatiche) tutte le attività aziendali connesse alla tesoreria e alla programmazione finanziaria, mediante l’utilizzo di appositi software ai quali viene affidato il compito di acquisire in maniera costante ed automatica tutti i dati a disposizione presenti all’interno degli applicativi gestionali adoperati.

    In questa maniera sarà possibile avere in qualsiasi momento una visione chiara di quella che è la propria situazione finanziaria, anche in relazione alle uscite cui si prevede di dover fronte nell’immediato futuro. Adoperare dunque una pianificazione finanziaria accurata rappresenta un enorme vantaggio competitivo per la propria azienda, non soltanto perché grazie ad essa sarà possibile andare a programmare i flussi di cassa con il grande beneficio di poter regolare in maniera efficace i piani di incassi e pagamenti, ma soprattutto per i vantaggi del poter esaminare in qualsiasi momento quella che sarà la fluidità di cassa della propria azienda o impresa in un preciso momento nel futuro. Un piano di cassa accurato e affidabile rappresenta dunque un valore aggiunto al quale è oggi impossibile pensare di poter rinunciare, ed esistono già tutte le soluzioni software per consentire la sincronizzazione dei dati aziendali utili allo scopo.

  • La Crisi della deutche bank e Uscita dall’euro della germania

    Nonostante le tonnellate di lingotti d’oro fate rientrare in tutta fretta entro i confini tedeschi la principale banca tedesca la deutche bank non gode certo di credibilità nonostante il silenzio dei media europei sulla questione, Nonostante la diffusa omertà in europa la situazione della banca tedesca è ben conosciuta nei paesi come gli Stati Uniti dove i giornali e le autorità non hanno certo paura di dire la loro sui tedeschi già ridimensionati con mezzi convincenti ormai più di mezzo secolo fa.
    L’agenzia di rating Statunitense Standard & Poor’s ha tagliato il rating di Deutsche Bank a BBB+ dal precedente A, la situazione di Deutsche Bank è sotto osservazione da tempo dopo un triennio in rosso ed un 2018 che si prefigura altrettanto deludente.
    Le cattive notizie non provengono solo dagli Stati Uniti, appena pochi giorni fa si è tenuta un’affollata assemblea annuale dove il ceo della deutche bank ha tentato di spiegare agli azionisti la nuova strategia della banca tedesca.
    A dimostrare scetticismo sulla ripresa della banca non sono stati solo i grandi azionisti provenienti in molti casi dall’estero ma gli stessi risparmiatori tedeschi si sono dimostrati non solo scettici ma arrabbiati nel vero senso della parola.
    In realtà la situazione delle deutsche bank va ben oltre un semplice momento di crisi, la banca tedesca per decenni è stata utilizzata dal governo per operazioni ben diverse rispetto all’interesse degli investitori tedeschi e non.
    Questo ruolo ha portato progressivamente la banca tedesca a perdere gli obbiettivi primari che una banca privata dovrebbe perseguire divenendo protettrice e garante delle politiche economiche del governo rendendola di fatto non redditizia per gli investitori privati che avevano puntato su deutche bank.
    I problemi della banca tedesca potrebbero essere molto difficili da risolvere ben più di quello che il ceo ha affermato pubblicamente, soprattutto in quanto le regole dell’unione europea così tanto decantate dal governo tedesco proibiscono il salvataggio delle banche dei singoli paesi.
    Alcuni osservatori finanziari pensano però che il governo tedesco non lascerà che la deutche bank vada incontro al baratro senza intervenire, alcuni pensano che il piano di rientro delle riserve d’oro realizzato dalla germania sia una mossa per uscire dall’euro nel caso sia necessario per salvare la sua banca più famosa.

  • Il 27% degli emiliano romagnoli litiga almeno una volta a settimana per ragioni di risparmio familiare

     

    Più di un emiliano romagnolo su quattro (27%), almeno una volta a settimana litiga in famiglia per ragioni legate al risparmio e comunque, a livello complessivo, in regione si discute per questi motivi all’incirca una volta ogni 15 giorni. Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine* commissionata in occasione dell’apertura del Facile.it Store di Parma da Facile.it a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione italiana per scoprire come viene gestito il risparmio all’interno delle famiglie.

    Ma quali sono le principali ragioni che spingono i residenti in Emilia Romagna a discutere sul risparmio? Alla domanda, il 60% degli intervistati ha risposto “perché uno di noi è veramente sprecone”, mentre il 40%, di contro, afferma che la causa sia l’eccessiva parsimonia di qualcuno dei componenti della famiglia. Ad essere indicati come spreconi sono soprattutto gli uomini (60%), quando si chiede ci invece sia il più parsimonioso in famiglia, a vincere sono le donne (55%).

    L’indagine ha voluto mettere a fuoco i comportamenti messi in atto dalle famiglie dell’Emilia Romagna al fine di ridurre i costi. Interessante notare come le azioni più comuni siano legate al consumo d’acqua; gli emiliano romagnoli sono molto attenti a fare la doccia, dosando bene l’acqua, anziché il bagno (scelta indicata dal 60% dei rispondenti), o a chiudere il rubinetto quando si lavano i denti (74%), ma quando si tratta di usare la lavatrice o lavastoviglie solo se a pieno carico lo fa addirittura l’82% dei residenti in regione, contro il 70,7% della media nazionale.

    Al fianco di queste azioni, atteggiamenti virtuosi ormai entrati tra le abitudini quotidiane, dall’indagine sono emersi anche comportamenti meno comuni e, in alcuni casi, forse eccessivi tanto che il 79% dei rispondenti (a fronte di una media italiana pari al 74%) dichiara di avere in famiglia un componente affetto da “manie da risparmio” al limite dell’esagerato.

    Le bollette di luce e gas pare rappresentino una sorta di incubo per le famiglie della regione tanto che, quando si chiede di esplicitare quali siano i comportamenti messi in atto per risparmiare, il primo posto è occupato dalla voce “spengo le luci di casa quasi in modo maniacale” (79%) e il secondo da quella “tengo la temperatura di casa al minimo” (47%).

    Altro capitolo importante il risparmio in cucina; circa un rispondente su quattro dichiara di riutilizzare più volte pellicola e stagnola per alimenti, uno su dieci, invece, di acquistare solo cibo prossimo alla scadenza e quindi in offerta.

    Ma quanto risparmiano le famiglie emiliano-romagnole? Nonostante gli sforzi, poco; secondo l’indagine il risparmio medio ottenuto in questo modo dai residenti è basso; pari ad appena 238 euro all’anno.

     

    Dalla ricerca sono inoltre emerse indicazioni relative alle spese che incidono maggiormente sul budget familiare e assicurazione auto, luce e gas sono risultate essere quelle più importanti. Nonostante molti dichiarino di essere già riusciti nel 2017 a ridurre il peso della bolletta del gas (33% del campione) e di quella elettrica (27%), queste rimangono le voci che le famiglie dell’Emilia Romagna vorrebbero ulteriormente alleggerire (61% e 60%), seguite dalla polizza auto, indicata come spesa su cui si desidera risparmiare dal 58% degli intervistati.

     

    * Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra dicembre 2017 e marzo 2018.

  • Dentix apre una nuova clinica a Cinisello Balsamo, la 13° in Lombardia

    Dentix, azienda leader nel settore della cura dentale, apre un nuovo centro a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Il centro, che sarà inaugurato il prossimo 5 giugno, vede Dentix arrivare a 32 centri aperti in Italia da fine 2014, di cui solo 13 in Lombardia. E prossimamente arriverà anche una nuova apertura a Piacenza.

    La clinica di Cinisello Balsamo, grande 220 mq, sarà aperta in via Libertà 56, poco distante dalla nota piazza Antonio Gramsci, negli spazi in cui prima aveva sede un negozio di abbigliamento. Nel centro verranno assunti 15 professionisti del territorio che saranno a disposizione dei pazienti con un servizio attento e accurato, aperture dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20, prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre. Stesso numero di assunzioni e stesso trattamento sono riservati al nuovo centro dell’hinterland piemontese.

    Con le due nuove aperture sale a 280 il numero dei nuovi posti di lavoro creati da Dentix in Italia. Una cifra che continuerà a crescere visto che Dentix ha in programma di aprire entro dicembre 2018 altri 13 centri arrivando a un totale di 45 cliniche diffuse su tutto il territorio italiano. Un obiettivo che è già stato anticipato dal raggiungimento di un altro importante traguardo: la compagnia, infatti, aveva previsto di aprire entro fine 2018 30 cliniche in Italia, risultato che ha raggiunto con largo anticipo, guardando già a nuove prospettive per consolidare ulteriormente la sua presenza nel Belpaese con cliniche di proprietà e non in franchising.

    Da sempre, infatti, Dentix lavora per portare un servizio ad alta specializzazione con assoluta prossimità nelle province italiane e per farlo si avvale di professionisti esperti e formati, pronti a prendersi cura dei pazienti con la massima attenzione. Per questo, a ogni nuova apertura, Dentix assume tra le 10 e le 15 persone per creare uno staff selezionato composto da circa 5 medici odontoiatri e da personale non medico come direttori e vicedirettori di clinica, assistenti alla poltrona e receptionist. Il Direttore Sanitario, nello specifico, si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.

    La formula scelta da Dentix, compagnia fondata da un odontoiatra, è per altro molto apprezzata dagli italiani. Ogni paziente, infatti, viene affidato a uno specialista con cui può instaurare un rapporto di fiducia, godendo di cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Aspetto, questo, particolarmente rilevante visto che, secondo quanto rilevato dal VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie per motivi economici e le cure odontoiatriche sono le meno accessibili (40,2%). Il Sistema Sanitario Nazionale, infatti, riesce a coprire solo limitate fasce della popolazione, rendendo quello delle cure dentarie un nervo scoperto del sistema sanitario universalistico italiano.

    Non stupiscde, dunque, che su oltre 1.200 pazienti che hanno valutato le cure ricevute da Dentix, il 99% si siano ritenuto soddisfatto. Tutto questo, unito al fatto che la Borsa di Londra l’ha indicata come una delle mille aziende che ispirano l’Europa, fa di Dentix un centro sicuro, professionale e di altissima qualità. A testimoniarlo, anche il basso tournover delle cliniche: inferiore alla media del settore.

    «Con la nuova apertura di Cinisello Balsamo e con la prossima in programma a Piacenza, Dentix compie un ulteriore passo in avanti per riavvicinare gli italiani alle cure odontoiatriche. Sappiamo quanto la crisi economica abbia costretto molte persone a dover rinunciare a prendersi cura della loro salute, ma con le nostre cliniche di prossimità e con i nostri prezzi accessibili, tutto ciò non dovrà più accadere. Dentix sta lavorando per essere presente in maniera capillare in tutte le province italiane, offrendo servizi e assitenza di prima qualità. Un impegno che viviamo come una vera e propria missione. E il fatto che la nuova apertura sia la 13° clinica in Lombardia è la dimostrazione di questo nostro impegno – dichiara Paolo Marzo, Marketing Manager Italia di Dentix Entro la fine dell’anno puntiamo ad aprire altri 13 centri, arrivando a 45 cliniche di proprietà non in franchising, aperte in Italia, con un totale di oltre 400 professionisti assunti, lavorando sempre con professionalità e passione, affinchè tutti possano tornare a sorridere».

  • Dentix apre una nuova clinica a Nichelino, la 5° in Piemonte

    Dentix, azienda leader nel settore della cura dentale, apre un nuovo centro a Nichelino, in provincia di Torino. Con l’inaugurazione della clinica piemontese, che sarà il prossimo 4 giugno, Dentix arriva a contare 31 centri aperti in Italia da fine 2014, di cui solo 5 in Piemonte. Nella stessa settimana, il 5 giugno, Dentix aprirà a Cinisello Balsamo e entro fine giugno a Piacenza.

    La clinica di Nichelino, grande 350 mq, sarà aperta in via Torino 170, negli spazi dell’ex Banca Popolare. Nel centro verranno assunti 15 professionisti del territorio che saranno a disposizione dei pazienti con un servizio attento e accurato, aperture dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20, prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre. Stesso numero di assunzioni e stesso trattamento sono riservati al nuovo centro dell’hinterland piemontese.

    Con la nuova apertura sale a 265 il numero dei nuovi posti di lavoro creati da Dentix in Italia. Una cifra che continuerà a crescere visto che Dentix ha in programma di aprire entro dicembre 2018 altri 13 centri arrivando a un totale di 45 cliniche diffuse su tutto il territorio italiano. Un obiettivo che è già stato anticipato dal raggiungimento di un altro importante traguardo: la compagnia, infatti, aveva previsto di aprire entro fine 2018 30 cliniche in Italia, risultato che ha raggiunto con largo anticipo, guardando già a nuove prospettive per consolidare ulteriormente la sua presenza nel Belpaese con cliniche di proprietà e non in franchising.

    Da sempre, infatti, Dentix lavora per portare un servizio ad alta specializzazione con assoluta prossimità nelle province italiane e per farlo si avvale di professionisti esperti e formati, pronti a prendersi cura dei pazienti con la massima attenzione. Per questo, a ogni nuova apertura, Dentix assume tra le 10 e le 15 persone per creare uno staff selezionato composto da circa 5 medici odontoiatri e da personale non medico come direttori e vicedirettori di clinica, assistenti alla poltrona e receptionist. Il Direttore Sanitario, nello specifico, si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.

    La formula scelta da Dentix, compagnia fondata da un odontoiatra, è per altro molto apprezzata dagli italiani. Ogni paziente, infatti, viene affidato a uno specialista con cui può instaurare un rapporto di fiducia, godendo di cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Aspetto, questo, particolarmente rilevante visto che, secondo quanto rilevato dal VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie per motivi economici e le cure odontoiatriche sono le meno accessibili (40,2%). Il Sistema Sanitario Nazionale, infatti, riesce a coprire solo limitate fasce della popolazione, rendendo quello delle cure dentarie un nervo scoperto del sistema sanitario universalistico italiano.

    Non stupiscde, dunque, che su oltre 1.200 pazienti che hanno valutato le cure ricevute da Dentix, il 99% si siano ritenuto soddisfatto. Tutto questo, unito al fatto che la Borsa di Londra l’ha indicata come una delle mille aziende che ispirano l’Europa, fa di Dentix un centro sicuro, professionale e di altissima qualità. A testimoniarlo, anche il basso tournover delle cliniche: inferiore alla media del settore.

    «Con le due nuove aperture di Nichelino e di Cinisello Balsamo e con la prossima in programma a Piacenza, Dentix compie un ulteriore passo in avanti per riavvicinare gli italiani alle cure odontoiatriche. Sappiamo quanto la crisi economica abbia costretto molte persone a dover rinunciare a prendersi cura della loro salute, ma con le nostre cliniche di prossimità e con i nostri prezzi accessibili, tutto ciò non dovrà più accadere. Dentix sta lavorando per essere presente in maniera capillare in tutte le province italiane, offrendo servizi e assitenza di prima qualità. Un impegno che viviamo come una vera e propria missione. E il fatto che nel giro di due giorni si inaugurano due centri, è la dimostrazione di questo nostro impegno – dichiara Paolo Marzo, Marketing Manager Italia di Dentix Entro la fine dell’anno puntiamo ad aprire altri 13 centri, arrivando a 45 cliniche di proprietà non in franchising, aperte in Italia, con un totale di oltre 400 professionisti assunti, lavorando sempre con professionalità e passione, affinchè tutti possano tornare a sorridere».

  • DIGITAL TRANSFORMATION? SEMPLICE CON YOW

    Yow (acronimo di You On Web) è la nuova soluzione messa a punto da Radar, Digital Enabler Company con sede a Milano, per facilitare l’ingresso delle Pmi italiane nel mondo digitale, rendendolo quanto mai semplice e immediato.

    Quello della digital transformation è un inarrestabile processo di cambiamento che rivoluziona le dinamiche aziendali e porta verso una semplificazione e un’automazione dei processi in grado di ridurre ridondanze e limitare gli errori legati alle attività umane. I più recenti studi dimostrano però che solo il 7% delle aziende è realmente ‘full digital. Molte (troppe) realtà imprenditoriali, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, sono ancora frenate da una sorta di timore riverenziale verso il nuovo e da una consequenziale reticenza ad abbandonare meccanismi e modelli consolidati. Ma il passaggio verso il digitale è molto più lineare di quanto possa sembrare.

    Yow nasce proprio per questo, per accompagnare verso la digitalizzazione tutte le realtà imprenditoriali, qualsiasi sia l’ambito di riferimento, e per verificare (prima) e ottimizzare (poi) il loro posizionamento online. Il presente del business vive su Internet e per qualsiasi impresa le logiche del Web sono ormai fattori imprescindibili. Ma la vera chiave di successo è riuscire a distinguersi nel mare della ReteYow fornisce una ‘radiografia’ sulla digital position delle Pmi (qualità del sito, presenza sui social network, visibilità sui motori di ricerca, coerenza della brand awarness) misurandone l’efficacia in modo semplice e tempestivo. Entro 24 ore, tutte le web-performance vengono schematizzate e valutate con un voto che permette un paragone immediato fra il posizionamento/rendimento attuale e quello reputato ottimale. Un vero e proprio ‘Radar check-up’ che offre una ricetta in pillole per riuscire a comunicare online in maniera corretta e davvero proficua. A differenza di altre soluzioni, Yow non è basata solo su algoritmi matematici, ma lascia spazio anche alla componente umana, in un mix di tecnologia e professionalità. Spetta infatti a una persona fisica (uno specialista digitale Radar appositamente formato) interpretare i dati rilevati. Il tutto, per un periodo di tempo limitato, a costo zero. In questa fase di lancio la soluzione viene infatti proposta gratuitamente. Non è tanto una questione di investimenti, quanto piuttosto di mentalità. Accessibile a tutte le realtà imprenditoriali, la Digital Transformation è un percorso che prevede adeguamenti tecnologici, ma che soprattutto presuppone una predisposizione al cambiamento organizzativo, culturale, creativo e manageriale. In questo processo, Radar si propone come facilitatore in grado di affiancare le Pmi offrendo loro soluzioni concrete ai problemi quotidiani.

    “La Digital Transformation non è più una alternativa, è una tendenza ormai imprescindibile. Radar nasce con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo culturale del digitale nell’intero sistema delle Pmi del Paese.” – sottolinea Marco Di Marco, Amministratore Delegato di Radar – “Offriamo consulenza, servizi e strumenti calibrati sulle singole esigenze dei nostri interlocutori ‘accompagnandoli’ a migliorare le prestazioni con un utilizzo semplice delle nuove tecnologie. E Yow ne è un esempio lampante.”

    Semplice e intuitiva da utilizzare, tempestiva e chiara nelle risposte, YOW accompagna passo dopo passo le Pmi lungo il cammino della Digital Transformation e permette di comprendere dove è necessario intervenire per migliorare l’efficacia dei processi di comunicazione in Rete a supporto delle attività quotidiane. Le analisi predisposte dai digital specialist Radar sono di immediata lettura ed esprimono con chiarezza il livello di usabilità del sito aziendale e l’efficacia delle strategie social. Viene infatti assegnato un voto che permette di valutare in maniera lampante e inconfutabile una serie di Web indicatori:

    • Web Quality – per verificare se il sito riflette in maniera esaustiva le skill dell’azienda, se viene visualizzato correttamente sui dispositivi mobili, se è costantemente aggiornato e se attira realmente l’attenzione dei visitatori;
    • Social Presence – per comprendere se l’azienda è presente sui social network più adatti e se i messaggi utilizzati sono davvero i più congeniali per rafforzare i rapporti con il pubblico di riferimento e coinvolgere nuovi potenziali clienti;
    • Web Presence – per scoprire se il sito ha realmente tutti i requisiti necessari per essere trovato velocemente da chi naviga in Rete (indicizzazione per parole chiave e ottimizzazione SEO);
    • Digital Brand Awareness – per ‘fotografare’ la brand reputation dell’azienda e scoprire come e quanto l’azienda è realmente conosciuta e apprezzata sul web;
    • Google Visibility – per incrementare e qualificare la visibilità del proprio sito posizionandolo ai primi posti sui motori di ricerca.

     www.radaryow.it

  • Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Parma

    Facile.it ha scelto Parma per l’apertura del suo sesto Store in Italia (https://www.facile.it/store/parma.html) e, in occasione dell’inaugurazione, ha voluto approfondire un tema importante: quanto costa oggi vivere a Parma e provincia? Il comparatore ha tracciato una mappa delle principali voci di spesa che le famiglie devono affrontare; dall’assicurazione per l’auto al mutuo, dai prestiti personali alle bollette di luce, gas e ADSL: ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    Il primo costo messo sotto la lente dal comparatore è quello relativo all’assicurazione dell’auto. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it*, ad aprile 2018 il costo medio per assicurare un’auto a Parma era pari a 512,60 euro, l’1,34% in più rispetto ad aprile 2017 ma inferiore del 9,19% rispetto alla media nazionale. Tariffe ancor più contenute per chi abita in provincia, dove il prezzo medio per l’RC auto registrato ad aprile 2018 è stato di 486,49 euro.

    Per quanto riguarda l’RC moto*, invece, il premio medio pagato dai centauri in provincia di Parma ad aprile 2018 è stato pari a 341,32 euro.

    Energia e gas

    Tra le voci di spesa che incidono maggiormente sul budget familiare ci sono quelle relative ai consumi energetici. Guardando alla bolletta dell’energia elettrica, considerando un consumo medio di 2.906 kWh, la spesa annua sostenuta nel 2017 dalle famiglie di Parma e provincia è stata pari a 572,90 euro, in aumento dell’1,9% rispetto al 2016. Analizzando i consumi di gas, invece, la spesa media è stata pari a 1.003 euro, l’1,6% in più rispetto al 2016.  Costi che, secondo le previsioni del comparatore, a causa degli aumenti delle tariffe energetiche, potrebbero ulteriormente aumentare nel corso del 2018 rispettivamente del 12,8% e del 4,8%.

    Telefonia

    La telefonia fissa (voce e ADSL) è un’altra delle voci esaminate da Facile.it. Nel corso del 2017 la spesa media annua sostenuta dai residenti di Parma e provincia è stata pari a 355 € (circa 26 euro al mese), in linea con quanto pagato nel 2016.

    Mutui casa

    A pesare in maniera importante sul bilancio delle famiglie è la rata del mutuo per l’acquisto della casa. Ma come si comportano i cittadini di Parma e provincia rispetto a questa spesa? Dall’analisi delle domande di finanziamento presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nel corso del 2017, gli aspiranti mutuatari della provincia hanno chiesto, in media, 133.595 euro; valore in aumento del 4% rispetto al 2016, quando invece l’importo che si cercava di ottenere era pari a 128.428 euro. La durata media del finanziamento è rimasta stabile (22 anni) e attraverso il mutuo gli acquirenti hanno cercato di finanziare mediamente il 60% del valore dell’immobile.

    Guardando alla tipologia di tasso scelto emerge che il 76,19% dei richiedenti ha optato per quello fisso mentre solo il 21,13% ha cercato di ottenere il variabile.

    Prestiti personali e cessione del quinto

    Facile.it ha mappato anche il rapporto che i cittadini di Parma e provincia hanno con il credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate da utenti di Parma e provincia tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel 2017, l’importo medio richiesto è stato pari a 9.532 euro, in calo dell’11,6% rispetto al 2016, quando si cercava di ottenere 10.785 euro. Stabile, invece, il numero di rate con cui i richiedenti desiderano restituire il prestito (58, pari a poco meno di 5 anni). L’importo richiesto in provincia risulta essere il più basso tra le altre province dell’Emilia Romagna e il 10% delle domande totali presentate in regione provengono da un utente del parmense.

    Analizzando invece le richieste di cessione del quinto emerge un quadro opposto. La richiesta media 2017 è stata pari a 17.842 euro (da restituire in 104 rate), in aumento di oltre il 30% rispetto al 2016, quando invece si cercava di ottenere 13.560 euro (da restituire in 73 rate). In questo caso l’importo richiesto rappresenta il secondo più alto tra le province emiliano romagnole e il 10,5% delle domande di cessione del quinto presentate in regione fanno capo a richiedente di Parma e provincia.

    Lo Store di Parma

    Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma e Monza, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche sbarca in Emilia Romagna con un punto vendita situato nel cuore della città di Parma (Strada Garibaldi, 9). All’interno del nuovo Store, i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

    «Parma rappresenta una città importante all’interno del nostro percorso di espansione territoriale» ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «Non solo perché è la prima città dell’Emilia Romagna ad ospitare un Facile.it Store, ma anche perché analizzando i costi sostenuti dalle famiglie ci siamo resi conto che ci sono ampi margini di risparmio. All’interno dello Store i clienti, supportati da un team di consulenti dedicati, potranno analizzare i costi relativi a RC auto, mutui, prestiti, luce, gas e ADSL e scegliere i prodotti migliori disponibili sul mercato. Obiettivo dei Facile.it Store è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online, di ridurre le spese.».


     

    (*)

    Per i premi RC auto: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 40.274 preventivi effettuati a Parma e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2017 e il 30 aprile 2018 i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

     

    Per i premi RC moto L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC moto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 6.120 preventivi effettuati a Parma e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2017 e il 30 aprile 2018 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

     

    Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 600 richieste di mutuo presentata da gennaio 2016 a dicembre 2017 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da richiedenti residenti in provincia di Parma.

     

    Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 950 richieste di prestito personale e cessione del quinto presentate da gennaio 2016 a dicembre 2017 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it richiedenti residenti in provincia di Parma.

  • AREE INTERNE: ARTE E NATURA PER IL RILANCIO DELL’ITALIA MARGINALE

     

    Arte, natura e aree interne: all’AGA di Bruxelles, le sperimentazioni per il rilancio del territorio promosse dal Programma AttivAree di Fondazione Cariplo. 

    Si svolgerà a Bruxelles dal 29 al 31 maggio la ventinovesima edizione dell’Annual General Assembly (AGA) di EFC – il network della filantropia istituzionale che riunisce oltre 300 organizzazioni di circa 40 paesi. Il tema principe di questa edizione – nell’anno europeo dei beni culturali – è proprio la cultura, che sarà oggetto di una serie di mostre entusiasmanti, sessioni tematiche e site-visit stimolanti. Bruxelles, città sinonimo di diversità, ospiterà un elettrizzante mondo della cultura – artistico, linguistico, architettonico e molto altro ancora – per celebrarne il valore intrinseco.

    Fondazione Cariplo e il Programma AttivAree per il rilancio delle aree interne
    Nell’ambito dell’AGA il Programma AttivAree è in prima linea presentando, all’interno della sessione dedicata al tema “Cultura e natura”, i progetti frutto delle collaborazioni con due partner internazionali – Airbnb e il Giffoni Film Festival – che attraverso forme d’arte diverse, stanno contribuendo alla valorizzazione del patrimonio naturale di alcuni luoghi dove è operativo il Programma.

    Le collaborazioni
    Con Airbnb, che ha scelto per il progetto “Italian Villages”, un borgo di AttivAree – Lavenone (BS) – arte e natura si fondono, nella poetica della giovane illustratrice Olimpia Zagnoli, che in una coloratissima installazione d’arte musiva ha racchiuso un pezzo di “storia locale”. Protagoniste dei mosaici che impreziosiranno lo spazio promosso dalla piattaforma di Airbnb a Lavenone, è la rana Bufo Bufo, il simpatico anfibio che “anima” il vicino Lago d’Idro ed è tutelato come specie a rischio.
    L’altra forma d’arte che valorizza il patrimonio naturale dei territori del Programma AttivAree è il cinema. L’ottava arte ha trovato spazio d’espressione grazie alla partnership stretta da Fondazione Cariplo con il Giffoni Film Festival, all’interno di un progetto che ha coinvolto 300 studenti residenti nelle aree di riferimento (Oltrepò Pavese e Valli Trompia e Sabbia – Brescia).
    L’esperienza, che si è tradotta in una scuola di cinema itinerante, ha rappresentato un ponte straordinario per incontrare i giovani e consentire loro di esprimersi attraverso l’arte visuale nella realizzazione di cortometraggi e spot che valorizzano i propri territori e che saranno presentati alla giuria internazionale del Giffoni Film Festival a luglio 2018.

    Il confronto internazionale con altre realtà porta slancio alle nostre progettualità ma anche consapevolezza della diffusione dei problemi dei territori marginali in gran parte del vecchio continente e delle tante esperienze in grado di rispondere in modo creativo e originale alla crisi di alcuni luoghi. Anche AttivAree sta sperimentando un modello di interazione tra cultura e natura che speriamo possa mostrare presto i propri frutti” afferma Elena Jachia direttore area ambiente di Fondazione Cariplo e responsabile Programma AttivAree.

     

    http://AttivAree: http://attivaree.fondazionecariplo.it/it/news/index.html

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    FONDAZIONE CARIPLO : soggetto filantropico che concede contributi a fondo perduto per la realizzazione di progetti di utilità sociale, sul piano internazionale figura oggi tra le prime fondazioni al mondo per patrimonio, mentre nel panorama nazionale è tra quelle che vanta origini più antiche. Nel corso degli anni, l’istituzione ha saputo rinnovarsi ma rigorosamente nel segno della continuità e conservando la lunga tradizione lombarda. Nata, da un punto di vista formale, agli inizi degli anni Novanta con l’avvento della legge Amato-Carli (che diede impulso all’iter di privatizzazione e razionalizzazione del sistema bancario italiano), può in realtà far risalire il suo debutto ad oltre un secolo e mezzo prima. L’ente, infatti, ha raccolto e portato avanti l’esperienza della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde che, costituita a Milano nel 1823, da sempre si è contraddistinta per lo stretto legame con il territorio, contribuendo al progresso dell’economia ed alla crescita sociale e culturale della comunità locale. Svariati gli ambiti in cui la Fondazione, in qualità di soggetto privato che agisce senza scopo di lucro, da tempo opera, promuovendo studi e progetti ed assegnando contributi ad iniziative che conferiscano innovazione e trasferimento tecnologico ad enti ed imprese. Il suo obiettivo è di rappresentare una risorsa per le istituzioni del Paese e in particolare per quelle lombarde, con un occhio di riguardo per il settore della cultura e la valorizzazione dei beni artistici, ma anche l’attenzione all’attività di service e all’assistenza, all’ambito della ricerca scientifica, dell’istruzione e della sanità.

    ATTIV-AREE : Programma intersettoriale dedicato alle aree interne, che mira a “riattivarle” e renderle più attrattive attraverso la valorizzazione e la “messa a sistema” delle risorse ambientali, culturali, economiche e sociali dei territori. La promozione e il sostegno a quegli elementi di unicità che contraddistinguono ciascun territorio e la creazione di reti collaborative che consentano di superare le difficoltà e le distanze dai centri urbani maggiori e dai servizi sono ingredienti fondamentali del programma, operativo su due territori, l’Oltrepò Pavese e la parte alta delle bresciane Valle Trompia e Valle Sabbia. I progetti Oltrepò(Bio)diverso e Valli Resilienti, scelti tra 11 proposte ad una Call for Ideas, sono una vera scommessa per il futuro questi due territori che, iniziando a guardarsi con occhi diversi, stanno ri-scoprendo il loro patrimonio, materiale e immateriale.

     

     

     

    Contatti:

    Lucia Masutti – Team AttivAree Comunicazione : [email protected]

    Via Manin 23 – 20121 MILANO
    www.fondazionecariplo.it

  • Petrolio in frenata, Russia e OPEC ridiscutono i tagli produttivi

    Sono tornate le vendite sul mercato del petrolio. Dopo un lunghissimo rally che ha spinto le quotazioni dell’oro nero verso un rialzo del 70% nell’ultimo anno (a causa dell’aumento della domanda e dell’offerta limitata da parte dell’OPEC), adesso il clima si è un po’ raffreddato. Sul mercato petrolifero pesano soprattutto due elementi. Da una parte ci sono i ragionamenti di Opec e Russia riguardo ai tetti alla produzione. Dall’altra anche la dinamica della quotazione del dollaro.

    I driver del mercato del petrolio

    petrolioAnzitutto i dati di questo brusco calo. Il greggio è tornato in prossimità di quota 70 dollari a New York, e basta vedere una qualunque piattaforma trading online gratis per cogliere il momento fortemente bearish del mercato. Il future sul Brent è sceso sotto il livello degli 80 dollari.

    Le discussioni tra i Paesi Opec e la Russia potrebbero portare delle novità a breve termine. Da San Pietroburgo i ministri dell’energia dei due paesi hanno spiegato che l’aumento dei prezzi che è stato registrato negli ultimi mesi potrebbe spingere a un indebolimento dell’accordo produttivo. In sostanza potrebbero essere rimossi dei limiti all’output. E’ quindi probabile che ci sarà un graduale aumento della produzione da qui alla fine del 2018. se ne discuterà durante il prossimo incontro in programma il 22 giugno a Vienna. Secondo fonti riportate da Reuters, il taglio potrebbe essere ridotto e la produzione incrementata di circa 1 mln di barili al giorno.

    Il petrolio ha reagito con un tonfo, che ha mandato in crisi anche chi adotta strategie scalping Forex visto lo stretto legame con il dollaro e con altre economie. Ma davvero Arabia Saudita e Russia sono pronte a rottamare il piano che ha tolto dal mercato petrolifero 1,8 milioni di barili al giorno? Pare proprio di sì, anche perché si è creato inaspettatamente un buco di offerta derivante dal ripristino delle sanzioni all’Iran e dalla crisi venezuelana.

  • Matrimonio: fioccano le polizze per il gran giorno

    Il giorno del matrimonio è per molti uno dei momenti più attesi, ma se è vero che l’amore è cieco, è altrettanto risaputo che la sfortuna ci vede benissimo e le insidie dietro al gran giorno sono potenzialmente numerose; oggi però bastano pochi euro per assicurare, se non la buona riuscita dell’unione, perlomeno quella dell’evento. Con prezzi a partire da meno di 200 euro, le compagnie assicurative hanno messo a punto polizze pensate per tutelare i promessi sposi da annullamento della cerimonia, smarrimento delle fedi, infortuni agli invitati…e non solo. Facile.it ha redatto un breve vademecum sulle polizze per i matrimoni, spiegando cosa coprono, cosa non coprono e quanto costano.

    «Si tratta di prodotti assicurativi ancora poco conosciuti ma i cui prezzi sono tutt’altro che proibitivi, soprattutto in relazione ai benefici che garantiscono» – spiega Lodovico Agnoli, responsabile new business di Facile.it. «Se ci si vuole tutelare dall’annullamento della cerimonia o da eventuali danni causati durante i festeggiamenti, il costo della polizza si aggira intorno ai 200 euro. Prezzo destinato a salire se il valore della cerimonia da assicurare aumenta o se si aggiungono anche altre coperture, come quella sul viaggio di nozze, sulle fedi o l’assistenza per il primo anno di matrimonio».

    Se il partner ci ripensa…

    L’organizzazione di un matrimonio è di per sé uno stress-test per la coppia che, tra inviti, tavoli, e bomboniere viene chiamata a un grande lavoro di mediazione e pazienza per cercare di mettere tutti d’accordo facendo, al contempo, quadrare i conti. Non tutti riescono a superare questa fase e a volte capita che, nonostante gran parte del matrimonio sia già stato organizzato, uno dei due futuri sposi decida all’ultimo di annullare il grande evento. Niente paura, quantomeno per il portafoglio; l’assicurazione contro l’annullamento consente ai mancanti coniugi di ottenere il rimborso delle spese sostenute per il recesso anticipato dai servizi già prenotati per la celebrazione; sono coperti dalla polizza, ad esempio, i costi legati a fotografo, location, ristorante, catering, torta nuziale, abiti, bomboniere, partecipazioni, fiori, auto noleggiata e artisti ingaggiati per l’intrattenimento. Ma attenzione a franchigie ed esclusioni; quando l’annullamento è legato alla volontà di uno (o entrambi) gli assicurati, il rimborso potrebbe essere parziale.

    … o se lo ferma un uragano

    La compagnia copre invece fino al 100% nel caso in cui la cerimonia venga annullata per circostanze terze impreviste e indipendenti dalla volontà degli sposi, come l’impossibilità fisica di uno dei due partner di raggiungere il luogo delle celebrazioni, a seguito, ad esempio, di gravi calamità naturali, o in caso di gravi infortuni, malattie o decessi, anche dei familiari più stretti.

     

     

     

     

    Al via con i festeggiamenti

    Conclusa la cerimonia inizia la festa e, con lei, i potenziali problemi. Cosa accade se durante il ballo a bordo piscina il testimone scivola sul bagnato e sbatte la testa? O se il tappo dello champagne finisse nell’occhio del capoufficio facendogli male? Nessuna paura; la garanzia responsabilità civile copre gli sposini da tutte le richieste di risarcimento per danni involontariamente causati a terzi durante i festeggiamenti. Attenzione però perché, in alcuni casi, non tutti i partecipanti sono inclusi nella copertura: se, ad esempio, le vittime dell’incidente sono i figli o i genitori della coppia, nonché gli stessi sposini l’assicurazione potrebbe non risarcire.

    E se si strappa l’arazzo del ‘300?

    Importante sapere che la garanzia RC copre anche eventuali danni accidentali causati alle cose: un aspetto non secondario per chi, ad esempio, sceglie di coronare il proprio sogno in una location come un castello o una dimora storica, dove le spese per riparare i danni potrebbero essere consistenti; insomma, se facendo il loro ingresso trionfale gli sposi cadessero e si aggrappassero all’arazzo del ‘300 danneggiandolo sarebbero coperti, perlomeno per una quota del suo valore.

    Il viaggio di nozze

    Se cerimonia e ricevimento sono filati lisci, non rimane che partire per la luna di miele. In questo caso, oltre alle tradizionali polizze viaggio offerte dalle compagnie, gli sposini possono chiedere alcune garanzie speciali, come quella per assicurare gli anelli nuziali, che rimborsa il valore delle fedi nel caso in cui queste dovessero essere rubate o smarrite durante il viaggio e tanti sposi improvvisatisi sub in luna di miele sanno per esperienza che può capitare.

    In salute e in malattia, in ricchezza e povertà

    Il primo anno può essere molto impegnativo per una coppia e le compagnie assicurative sembrano saperlo. Molte prevedono una garanzia di assistenza alla persona che tutela gli sposi per i primi 12 mesi di unione e offre supporto in caso di malattie o infortuni; si va dalla consulenza specializzata telefonica sino all’invio di un medico nelle situazioni più gravi. È possibile tutelarsi anche dalla perdita del posto di lavoro a tempo indeterminato; qualora uno dei due coniugi venisse licenziato, questi continuerà a ricevere per alcuni mesi dall’assicurazione un contributo economico mensile che può arrivare sino all’80% dell’ultimo stipendio.

    E vissero tutti felici, contenti e…assicurati

    Non solo la coppia, ma anche il loro nido può essere assicurato per il primo anno di matrimonio con la copertura di servizi di manutenzione della casa: si va dal fabbro a domicilio, che interviene in caso di smarrimento delle chiavi della porta, all’elettricista, pronto a riparare guasti improvvisi dell’impianto elettrico, sino all’idraulico, da far intervenire per problemi alle tubature. E se il danno richiede di lasciare per qualche giorno l’appartamento, niente paura: l’assicurazione provvede a prenotare e pagare l’albergo e, ove necessario, predispone anche la vigilanza al contenuto dell’abitazione.

     

     

     

     

     

     

    A seguire i costi indicativi delle garanzie previste dalle polizze per matrimoni:

    Copertura Massimale Premio
    Annullamento cerimonia 15.000 € 180 € ca.
    Responsabilità civile matrimonio 100.000 € 12 € ca.
    Tutela giudiziaria 15.000 € 12 € ca.
    Annullamento viaggio luna di miele 7.000 € 60 € ca.
    Assistenza Sposi 25.000 € 12 € ca.
    Assistenza casa 15.000 € 12 € ca.
    Garanzia perdita Lavoro reddito netto familiare: 2.500 euro/mese 90 € ca.
    Totale 380 € ca.

     

    A questo punto non resta che dire… evviva gli sposi!

     

  • Il 5 Per Mille, Il Miglior Modo Per Finanziare Il Terzo Settore

    Il 5 per mille è una quota dell’imposta IRPEF che serve per destinare una parte del proprio contributo ad attività di rilevanza sociale, civile oppure religiosa. In pratica, lo Stato Italiano deve ripartire i fondi che il cittadino in sede di dichiarazione dei redditi ha stabilito di voler cedere a quella determinata associazione oppure in rete. In base al proprio contributo si darà una parte maggiore oppure minore e questo quindi è un meccanismo che differenzia la suddivisione del 5 per mille da quella dell’8 per mille.

    Come È Disciplinata La Gestione Del 5 Per Mille

    La normativa per disciplinare il 5 per mille è stata introdotta in modo sperimentale dalla legge del 23 dicembre 2005, ovvero la numero 266. Nei Commi 337 e fino a quello 240, c’è la possibilità di poter destinare questa quota dell’IRPEF ad associazioni specifiche. Nell’ambito della legge finanziaria, quindi fu stabilità questa nuova possibilità per il 2006, in modo tale da riuscire a dare un sostegno da parte dello stato e degli enti che si sono contraddistinti per una particolare attività politica e civile, religiosa e sociale. Nel 2008 attraverso il dpcm del 19 marzo è stato stabilito che l’erogazione della quota deve essere rendicontata e quindi tutti coloro che dicevano questo tipo di donazione devono rendicontare i fondi. Ecco perché, sono sempre più le norme che cercavano disciplinare questo tipo di attività con grande attenzione e interesse.

    A Chi Destinare La Propria Quota Del 5 Per Mille

    La quota del 5 per mille può essere destinata a diversi tipi di associazioni. In particolare, secondo quanto stabilito anche dalla normativa vigente, è possibile destinare il 5 per mille alle attività che si impegnano nel mondo del volontariato, come ad esempio delle Onlus oppure delle altre organizzazioni no profit.  Tra le altre opportunità, c’è quella di destinare questi fondi ad associazioni di promozione sociale, culturale e territoriale. L’importante è che queste associazioni siano iscritte nei registri nazionali, provinciali o regionali e che quindi non si tratti di strutture improvvisate che hanno semplicemente lo scopo di intercettare questo tipo di contributo.

    Le Chance Per Il Contributo Del 5 Per Mille

    Un’altra opportunità è quella di destinare questi fondi anche a attività di tipo sociale, indirizzando i soldi al comune di residenza e chiedendo che venga creato un apposito capitolo di spesa dove il comune possa andare a spendere questi soldi per assistenza medico-sanitaria, sociale, per le classi meno abbienti e per creare delle infrastrutture sul territorio per le politiche sociali o quelle giovanili. Un’altra possibilità sta invece nel fatto di prevedere il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi per le università e per la ricerca. Anche in questo caso si tratta di un contributo importante che ha lo scopo di assicurare fondi a enti che si differenziano per la ricerca e per un contributo da un punto di vista sociale e sanitario importante.

    L’importanza Del Contributo Del 5 Per Mille

    Il contributo del 5 per mille è importante perché per il cittadino non rappresenta un costo extra, quanto in maniera diretta viene indirizzata una quota dell’IRPEF direttamente a queste associazioni. È un meccanismo di finanziamento che serve per sostenere il terzo settore e quindi è importante anche per lo stato, che in questo modo, rinunciando da un punto di vista economico fiscale a una parte di questo contributo riesce comunque a spostare direttamente le risorse su determinati settori. È molto importante questo tipo di attività perché riesce in questo modo, a dare una mano ad enti benefici che lavorano sul territorio in maniera diretta e cruciale per la crescita del Paese e dei servizi necessari ai più deboli.

  • Trading Online: impara divertendoti con il programma gratuito di Binck Italia!

    Milano, 21 Maggio 2018 – Al via il programma didattico gratuito di BinckBank che sfrutta le diverse possibilità offerte dal Simulatore di Trading sviluppato da Traderlink. Il programma è rivolto a tutti i traders che vogliono seguire un percorso formativo completo per l’apprendimento delle basi del trading online.

    “In concerto con Taderlink abbiamo sviluppato un percorso formativo completo, in grado di seguire il trader e di permettergli di mettersi alla prova per poter testare quanto acquisito in maniera semplice e divertente” spiega Valentina Fonda, responsabile marketing di Binck Italia, “sono convinta che imparare giocando e divertendosi è il sistema sicuramente più efficace di apprendimento. La possibilità di accedere al simulatore anche da smartphone permette inoltre di giocarvi in qualsiasi momento della giornata e non obbliga il trader ad una postazione fissa”.

     

    PERCHE’ BINCK TRADING CIRCLE?

    Perché è uno strumento di apprendimento circolare: è infatti possibile partire dalla didattica e proseguire con gli esercizi ed ogni mese confrontarsi con gli altri così come partire con la gara per capire quali tematiche di analisi tecnica approfondire in vista della gara successiva ed esercitarsi per migliorare la propria posizione.

    In un mondo sempre più veloce, il Binck Trading Circle è infatti un programma ideato per lasciare ad ogni trader (o aspirante trader) di individuare il percorso di apprendimento a lui più congeniale da poter seguire sua da casa che in movimento:

    • BINCK TRADING COACH: è la sezione di didattica. Qui è possibile imparare ad interpretare alcuni degli indicatori più utilizzati in Analisi Tecnica grazie ai brevi video di spiegazione e alle simulazioni guidate;
    • BINCK TRADING GAME: è la sezione di gioco dove potersi esercitare. Ogni sessione di gioco simula una giornata di trading ed è possibile effettuare acquisti o vendite virtuali sullo strumento scelto.
    • BINCK TRADING CHALLENGE: è la sezione dove poter testare le proprie capacità gareggiando simultaneamente con altri 500 traders. Sono previste 3 sessioni di gara da 30 minuti ciascuna e, per rendere più stimolante il gioco, ogni mese sono previsti 3.000€ in commissioni gratuite per i vincitori.

    I nostri esperti hanno registrato per te delle vere e reali sedute di borsa, su strumenti finanziari anche molto diversi tra loro, hanno creato le didattiche e studiato il modo migliore per velocizzare la tua formazione mentre ti applichi a vere sedute di borsa.

    Ora tocca a te! Segui le didattiche, scegli il tipo di strumento su cui vuoi allenarti ed avvia la simulazione: mentre vedrai il grafico scorrere e formarsi sotto i tuoi occhi usa i bottoni “Buy/Sell” per simulare le tue operazioni di acquisto e vendita, verifica la tua performance, rivedi al termine della gara tutti i movimenti che hai fatto, sia sul grafico che nell’apposita lista e poi sfida gli altri traders nel torneo.

     

    Ti aspettiamo su www.bincktradingcircle.it

    Per maggiori informazioni contattaci a [email protected]

  • Contratto metalmeccanico industria, 150 euro in welfare aziendale per il 2018

    Iniziative di welfare aziendale si diffondono sempre più nelle imprese italiane, dopo l’introduzione delle agevolazioni fiscali della Legge di Bilancio 2016. Piani di welfare vengono implementati in aziende più grandi come in quelle più piccole, in quanto i benefici sono trasversali e riguardano tutti i lavoratori.

    Sono 32542 i contratti che prevedono l’erogazione dei premi di risultato in welfare aziendale. In questo modo, i premi di risultato da riconoscere ai dipendenti sono totalmente detassati. Oltre a questa tipologia di piano di welfare e a quello su base volontaria da parte dell’azienda, ci sono le misure di welfare introdotte con i Contratti Collettivi Nazionali dei Lavoratori.

    A fare da apripista è stato il CCNL Metalmeccanici del settore industria e dal 1°giugno partirà l’obbligo di adempimento del secondo contributo annuale di welfare. Il valore complessivo una tantum riconosciuto è di €150 per ogni dipendente. (Qui tutti gli altri CCNL che, come quello Metalmeccanico, prevedono quota di welfare nel 2018)

    Chi ha diritto al contributo welfare?

    I piani di welfare creano benessere in azienda per i lavoratori metalmeccanici confapi

    Tempo indeterminato e tempo determinato (con almeno tre mesi di lavoro dall’inizio dell’anno, anche non consecutivi). Tutti i lavoratori in forza all’azienda metalmeccanica percepiranno i €150previsti.  Nel dettaglio, ogni azienda metalmeccanica dovrà provvedere ai lavoratori assunti dall’inizio di giugno 2018 o assunti entro il 31 dicembre 2018. Non ha diritto il personale in aspettativa non retribuita, né indennizzata nei mesi da giugno a dicembre. Collaboratori esterni o tirocinanti non hanno diritto al contributo.

    I 150 euro previsti nel CCNL industria per le aziende metalmeccaniche non escludono l’introduzione di un piano di welfare. Si tratta di due misure diverse. Nel secondo caso, si beneficia di importanti vantaggi fiscali e si può implementare un piano di welfare con diverse modalità.

    Un piano di welfare infatti prevede di mettere a disposizione beni e servizi per i dipendenti e le loro famiglie. Con un piano di welfare si migliora il clima aziendale e si attivano vantaggi fiscali sia per l’azienda che per il lavoratore. Anche i Premi di Risultato possono essere convertiti in welfare aziendale.

    Uno dei provider più attivi nel settore, che ha iniziato la sua attività in Italia 31 anni fa è Day Gruppo UP. Già conosciuta per i suoi buoni pasto (molto diffusi e riconoscibili dal caratteristico colore verde), Day propone diversi servizi di benessere per i lavoratori e oltre al ticket buono pasto, il classico servizio sostitutivo di mensa, offre servizio di voucher shopping (Cadhoc) e il Welfare aziendale tramite portale digitale.

    E proprio sul sito ufficiale Day Welfare sono specificate alcune nozioni sull’argomento che possono interessate tutti gli imprenditori che desiderano saperne di più sull’argomento welfare, benefici, sgravi fiscali e opportunità. Oltre alla lettura di alcune informazioni base, si può chiedere un confronto gratuito con uno specialista commerciale. A tal proposito, Day ha messo a disposizione una form per potersi registrare sul sito.

    Day ha affrontato anche la questione del contributo welfare CCNL Metalmeccanico di €150. La quota prevista non è trattabile o derogabile. È compito delle aziende scegliere la soluzione ideale, che risponde alle esigenze dei dipendenti. Il Contratto Collettivo non indica, infatti la misura specifica da adottore, lasciando libere le imprese di decidere.

    Bisogna quindi orientarsi verso una soluzione pratica ed economica, ma anche vantaggiosa per i beneficiari, quindi i lavoratori. La ratio della misura, infatti è quella di dare un contributo concreto che risponda a tutti i bisogni degli aventi diritto.

    Attenzione, per buoni spesa non si intendono assolutamente buoni pasto, che rispondono ad una normativa differente e che possono essere già presenti in azienda. Il contributo welfare di €150 non è economico e non si aggiunge allo stipendio in busta paga. Il fringe benefit ideale è il buono shopping Cadhoc, strumento versatile che può rispondere alle esigenze di ogni tipologia di dipendente.
    Si presenta sotto forma di carnet di buoni personalizzati, spendibili presso le più importanti catene di negozi nazionali o negli e-commerce più popolari. Cadhoc è un buono per fare la spesa, acquistare tecnologia, arredamento, abbigliamento, prodotti di profumeria, ecc. Inoltre, può diventare buono carburante o voucher albergo.
    È esente da IVA, ma l’importo nel corso dell’anno non può superare la soglia di esenzione di 258,23 euro. Rientra pienamente nella quota welfare di €150, quindi, ma può sommarsi ad altre misure come ad esempio, quello dell’auto assegnata in uso promiscuo al dipendente.

    partnership cadhoc
    Cadhoc, voucher shopping ideale per i lavoratori delle aziende metalmeccaniche

    Nel caso si superasse la quota di €258.23 non è più fiscalmente conveniente lo strumento del buono regalo Cadhoc, ed è opportuna l’attivazione di uno strumento diverso, il portale Day Welfare.

    Video di presentazione di Cadhoc, il voucher multifunzione e multibrand, strumento ideale come contributo welfare per le aziende metalmeccaniche con CCNL industria:

  • Reddito di Cittadinanza cos’è, come funziona e chi ne ha diritto

    Il reddito di cittadinanza è un provvedimento dello stato che prevede che nessun italiano debba vivere sotto la soglia di povertà.
    In un momento storico dell’economia come quello attuale il reddito di cittadinanza è una questione quanto mai attuale da affrontare con equilibrio ed equità.
    Indubbiamente fin dai primi anni del 2000 la situazione economica di molte persone in italia é andata progressivamente peggiorando a causa dei molteplici fattori macroeconomici che hanno reso non solo l’italia ma tutta l’europa un continente più povero.
    I segnali di povertà in italia sono sotto gli occhi di tutti, la chiusura di molti esercizi commerciali, la diminuzione dei salari, la diffusione di attività come i compro oro, sono segni evidenti di un paese in declino economico.
    Purtroppo ciò che è successo in europa non può essere identificato come una crisi temporanea ma piuttosto come un cambiamento strutturale che ha visto il vecchio continente perdere gran parte delle condizioni favorevoli per quanto riguarda molte attività industriali e non.
    Con l’apertura dei mercati asiatici del 2001 le attività industriali italiane che fornivano prodotti di largo consumo hanno perso competitività rispetto a quei paesi che per condizioni economiche e sociali sono molto più adatti a produrre secondo la logica del profitto, che è la condizione necessaria per lo sviluppo industriale.
    Tutto ciò ha reso l’italia un paese molto più povero dove il costo del lavoro è arrivato a livelli talmente bassi da rendere impossibile sopravvivere considerando anche l’alto costo della vita e delle tasse che hanno continuato a correre ai livelli pre crisi.
    In un contesto del genere il reddito di cittadinanza è sostegno indispensabile non solo per chi non lavora ma in alcuni casi anche per chi lavora a redditi troppo bassi.
    A sostegno di questa tesi c’è il fatto che non avere tale sussidio in italia è un’eccezione, quasi tutti i paesi europei tra quelli considerati sviluppati sono previsti redditi integrativi che siano di sostegno alle persone indigenti che per varie cause non riescano a superare la soglia economica necessaria alla sopravvivenza.
    Il reddito di cittadinanza che viene proposto in italia prevede una soglia di 780 euro al mese, qualsiasi cittadino italiano che non superi questa soglia a diritto ad un integrazione al reddito che permetta al soggetto di arrivare a tale cifra.
    Questo concetto permette di estendere il sussidio non solo agli inoccupati senza reddito ma anche a tutti quei lavoratori che pur lavorando non riescono a raggiungere tale cifra ritenuta essenziale per la sopravvivenza.

  • Con CallUPro puoi trovare il professionista giusto per tutte le tue esigenze

    Milano, 16 maggio 2018 – Sempre più professionisti si stanno iscrivendo a CallUPro, l’innovativa piattaforma fondata da Andrea Pessina che vanta un database in crescita di professionisti in ogni settore, provenienti da tutta Italia. CallUPro è il nuovo punto di incontro immediato tra gli esperti in un determinato ambito lavorativo e le molteplici esigenze degli utenti. Ogni giorno abbiamo innumerevoli necessità e poco tempo per trovare il modo giusto per soddisfarle. Per esempio, dovendo dedicare gran parte della giornata al lavoro rimane poco tempo per poter pensare alla palestra, all’alimentazione corretta, all’apprendere una nuova lingua o all’organizzazione del compleanno dei nostri figli. Per riuscire a pianificare al meglio la tua vita risparmiando tempo e denaro, da oggi puoi trovare la consulenza più adatta a te su CallUPro. Su questa piattaforma potrai confrontare all’istante più professionisti dello stesso settore e trovare in pochi click la figura più idonea ai tuoi bisogni. I primi due minuti di ogni video-chiamata sono gratuiti e, successivamente, pagherai in base al tariffario scelto dal professionista.

    Potrai utilizzare CallUPro in pochi semplici passaggi:

    • Registrazione gratuita al portale;
    • Completamento del profilo-utente personalizzato;
    • Scelta del professionista.

    Da questo momento potrai beneficiare delle valutazioni che sono state condivise dagli altri utenti per ogni figura professionale e, di conseguenza, scegliere quella che si avvicina maggiormente alle tue necessità e alla tua disponibilità economica.

    CallUPro è disponibile, cercandolo sui principali motori di ricerca, sia su desktop che su mobile. Consente in tal modo di gestire ogni rapporto direttamente e comodamente tramite i dispositivi personali. Anche il processo di pagamento è semplice e immediato: basta collegare la propria carta (di credito o prepagata) alla piattaforma. Più precisamente, al momento di una richiesta di consulenza, l’Utente verrà reindirizzato a una finestra di pagamento sicuro all’interno della Piattaforma CallUPro. In questa finestra l’utente introdurrà i dati della propria carta di credito o debito, che verranno verificati e processati da MangoPay (soggetto terzo) senza che il gestore venga in alcun modo a conoscenza ne abbia a disposizione i dati medesimi. Qualsiasi errore di pagamento che non sia dovuto a cause imputabili all’utente sarà esclusivamente addebitabile a tali terze parti e non potrà comportare alcuna responsabilità né obbligo di rimborso a carico del gestore.

    Grazie a CallUPro potrai provare un sistema di video-chiamate che abbatte le distanze, capace di rendere più accessibili le consulenze e permettendoti una più efficiente organizzazione del tuo tempo.

  • Un Caffè con Alessandro: il capitalismo oggi secondo Alessandro

    Nella video-rubrica “Un Caffè con Alessandro” Alessandro Benetton riflette sulle debolezze mostrate attualmente dal sistema capitalista alla luce dei grandi cambiamenti che stiamo vivendo: la soluzione è incentivare un futuro sempre più sostenibile.

    Alessandro Benetton

    Il capitalismo oggi: il pensiero di Alessandro Benetton

    Qual è oggi il ruolo del capitalismo all’interno della nostra società? Alessandro Benetton , Presidente di 21 Investimenti, prova a dare una risposta nella sua video-rubrica “Un caffè con Alessandro”. La sua riflessione parte dal concetto di “società liquida” coniato da Zygmunt Bauman: la mancanza di riferimenti e di certezze caratterizza sempre più la contemporaneità che ci vede in balia di opinioni diverse, talvolta contrastanti. Una moltitudine di voci, di espressioni che se da un lato rafforza il valore democratico del pensiero, dall’altro ha l’effetto di creare incertezze, generare nuovi punti interrogativi. “La critica del sistema stesso non può essere la risposta definitiva – osserva Alessandro Benetton richiamando ad esempio i dibattiti che si sono creati intorno alla Brexit e all’esito delle ultime politiche – Siamo di fronte a una serie di cambiamenti epocali: i meccanismi che sono stati disegnati non sono più sufficienti a inquadrare la realtà odierna”.

    Alessandro Benetton promuove un futuro all’insegna della sostenibilità

    Il sistema capitalista è uno dei modelli radicati nella società di oggi che secondo Alessandro Benetton necessita particolarmente di essere rivisto “per evolversi in qualcosa di più contemporaneo”. Per il Presidente di 21 Investimenti “ci troviamo di fronte a una ridistribuzione della ricchezza che non è più sostenibile, con un divario in continua crescita tra chi sta bene e chi meno”: un tema studiato negli ultimi anni anche da “visionari” come Bill Gates, il primo a parlare di “capitalismo creativo”, sistema in cui chi è più fortunato pensa anche a chi non lo è. “Con 21 Investimenti abbiamo sempre cercato di puntare sulla qualità della Corporate Social Responsibility, del rapporto con il territorio, del creare un ambiente di lavoro idoneo, di creare rapporti solidi con fornitori e clienti finali” prosegue Alessandro Benetton sottolineando quanto questo modus operandi nel tempo dia molti frutti. “Non è solo un costo, ma è un investimento” fa notare l’imprenditore ricordando un aneddoto: “Quando incontrai Al Gore mi disse che essere attenti agli interessi degli altri è un’opportunità per far crescere ulteriormente l’azienda”.