Categoria: Economia e Finanza

  • Auto: in Italia ci sono ancora 3,3 milioni di Euro 0

    Dal primo agosto scatteranno gli incentivi statali per l’acquisto di autovetture Euro 6, una novità importante che potrebbe non solo dare ossigeno all’industria automobilistica, ma anche aiutare a svecchiare un parco auto nazionale che non gode di ottima salute; secondo l’elaborazione di Facile.it, realizzata su dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti* aggiornati al 31 dicembre 2019, nei registri della motorizzazione risultano ancora registrate 3.327.113 automobili Euro 0, corrispondenti all’8,4% del totale vetture ad uso privato in circolazione.

    E il quadro non migliora se si allarga l’analisi sino agli Euro 3; in totale, le auto private Euro 0-1-2-3 presenti nell’Archivio Nazionale dei Veicoli della Motorizzazione sono ancora circa 13,4 milioni. Se è vero che tra questi potrebbero esserci mezzi sì iscritti ma, di fatto, non più circolanti, preoccupa comunque sapere che un terzo della auto potenzialmente in strada (34%) ha 15 anni o più di anzianità, considerando che le vetture Euro 3 sono uscite di produzione nel 2005 e quelle Euro 0 addirittura nel 1992.

    Mappa dei “catorci”

    Come sono distribuite sul territorio nazionale queste autovetture? Se si guarda ai valori assoluti, la maglia nera spetta alla Campania che, da sola, conta più di 503.000 auto private Euro 0 ancora immatricolate, vale a dire circa un sesto del totale italiano; alle spalle della Campania si trova la Sicilia, dove le vetture appartenenti a questa categoria sono quasi 429.000 e la Lombardia, che conta poco più di 383.000 autovetture Euro 0. Guardando i dati su base percentuale, al primo posto si conferma ancora la Campania dove addirittura il 14% delle autovetture rientra nella categoria Euro 0, mentre al secondo posto si trova la Calabria, dove la percentuale è pari al 13,7%; slitta al terzo posto la Sicilia con il 12,6%.

    Stesse regioni, ma posizioni diverse, se si allarga l’analisi e si contano non solo le autovetture Euro 0, ma anche quelle Euro 1-2-3. In questo caso è la Calabria a conquistare la prima posizione della poco invidiabile classifica; nella regione quasi 1 veicolo su 2 (48,3%) appartiene ad una categoria inferiore a quella Euro 4; al secondo posto si trova la Sicilia (47,9%), mentre sul gradino più basso del podio c’è la Campania (46,7%).

    Spostando l’analisi a livello provinciale emerge che maglia nera d’Italia è la provincia di Napoli, dove il 15,77% del parco auto circolante appartiene alla categoria Euro 0. Secondo e terzo posto per due province calabresi; quella di Reggio Calabria (15,32%) e la vicina Vibo Valentia (15,25%).

    Valore più contenuto, ma comunque superiore alla media nazionale, per la provincia di Roma, dove l’8,63% è un Euro 0, mentre in provincia di Milano la percentuale scende al 6,60%.

    Gallina vecchia…costa solo di più

    Autovetture che hanno 15 o più anni alle spalle, oltre ad essere dannose per l’ambiente e, potenzialmente, meno sicure sulle strade, hanno anche inevitabili conseguenze negative sul portafogli, con costi maggiori non solo su manutenzione e carburante, ma anche sull’RC auto.

    A conferma dell’aumento del costo dell’RC auto, Facile.it ha messo a confronto il premio richiesto per assicurare una city car di cilindrata 1.200 cc, Euro 3 immatricolata nel 2005 con quello necessario per assicurare lo stesso modello d’auto, nella sua versione più recente, Euro 6 e immatricolata nel 2020. Secondo le simulazioni* di Facile.it, la miglior tariffa disponibile online per assicurare l’auto vecchia è sino al 156% più alta rispetto a quella necessaria per tutelare il veicolo nuovo.

    La buona notizia è che, con un numero così ampio di auto estremamente vecchie, saranno molti gli italiani che potranno usufruire dei nuovi incentivi statali previsti chi acquista un’autovettura Euro 6. Per poter usufruire del massimo bonus, che tenendo in considerazione tutte le agevolazioni nazionali può arrivare in alcuni casi fino a 10.000 euro, è necessario rottamare proprio un veicolo Euro 3 o inferiore…. modelli che, a quanto pare, in Italia non scarseggiano.

     

     

    * I numeri fanno riferimento alle sole autovetture per trasporto persone ad uso proprio presenti nell’archivio nazionale dei veicoli gestito dalla Direzione Generale per la Motorizzazione e aggiornato al 31-12-2019. La simulazione è stata fatta su Facile.it, in data 27 luglio 2020, sul seguente profilo: CU 1, city car 1.200 c.c, guida esperta, in 3 città campione (Milano, Roma, Napoli).

  • Conti correnti: quasi 6 milioni di italiani ne ignorano i costi

    Secondo un’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat* i titolari di conto corrente che, a luglio 2020, hanno ammesso di non conoscerne i costi sono 5.900.000, vale a dire quasi il 15% dei possessori.
    In particolare, a conoscere meno i costi del proprio conto sono risultate essere le donne (16,6% rispetto al 12,5% del campione maschile) e i rispondenti con un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (17,3%).
    Come il Covid ha cambiato la percezione delle famiglie
    Continuando a scorrere i risultati dell’indagine, un altro dato interessante è vedere come a seguito dell’emergenza Covid la percezione e le priorità degli italiani sulle spese di casa, e nello specifico sul conto corrente, siano cambiate. Se a gennaio 2020, prima dell’esplosione della pandemia, il 17,3% dei rispondenti riteneva il costo del conto corrente una delle voci più pesanti sul budget familiare e addirittura il 17,5% desiderava ridurne il peso, a seguito dell’emergenza sanitaria i valori sono calati, passando, a luglio, 2020, rispettivamente al 16,1% e al 16,9%, segno evidente di come l’attenzione delle famiglie si sia spostata su altre voci di costo. In particolare, sono i rispondenti appartenenti alla fascia di età 65-74 anni a percepire che il conto incida meno sul budget famigliare (12,4%) e solo l’8% dei giovani con un’età compresa tra i 18 e i 24 anni vorrebbe riuscire a risparmiare in questo ambito.
    I costi sono davvero aumentati?
    Dall’analisi di Facile.it è emerso anche che il 14,6% dei correntisti ha lamentato un aumento del costo del proprio conto corrente durante il periodo marzo-giugno 2020 rispetto ai mesi precedenti al Covid. Il dato va letto alla luce del quadro di riferimento; è probabile che non si sia trattato di un effettivo aumento delle tariffe applicate dalla banca, quanto piuttosto, ancora una volta, sia una percezione frutto della maggiore attenzione posta dai correntisti verso i costi, che ha portato ai loro occhi aumenti già in essere da tempo ma dei quali ci si è accorti solo negli ultimi mesi. Va inoltre detto che molti italiani durante la quarantena hanno aumentato l’utilizzo dei servizi di home banking e il numero di operazioni fatte online e questo potrebbe aver di fatto determinato un aumento del peso delle voci di spesa variabili (es. i bonifici, la ricarica di carte prepagate, il trasferimento di denaro ecc.).
    Molti si lamentano, pochi cambiano
    Se da un lato l’indagine ha messo in evidenza come il 16,9% degli intervistati dichiari che vorrebbe risparmiare sul conto corrente, dall’altro ha anche certificato come siano pochi coloro che trasformano il desiderio in realtà; tra i rispondenti, tra marzo e giugno 2020, solo il 4,8% dei correntisti, pari a 1.998.021 individui, ha dichiarato di aver cambiato conto, percentuale bassa, ma che evidentemente risente delle oggettive difficoltà logistiche durante il periodo di lockdown.
    Guardando invece a coloro che hanno cambiato conto, sempre secondo quanto rilevato per Facile.it da mUp Research e Norstat, emerge un dato interessante; più di 1 su 4 (27%) lo ha fatto perché la propria banca non forniva un servizio di home banking (nell’indagine precedente, relativa al periodo gennaio 2019-20, meno del 10% dei rispondenti ha cambiato per questa ragione). Anche se la banca forniva il servizio, però, non sempre lo faceva in maniera tale da soddisfare il cliente, tanto è vero che, sempre fra chi ha cambiato, il 23% ha preso la decisione perché riteneva inadeguato l’home banking offerto dal suo istituto.
    I più inclini a cambiare conto corrente sono stati gli uomini (5,4% vs 4,3% delle donne), i giovani con età compresa fra 25 e 34 anni (9,5%) e i residenti nel Nord-Est (5,8%).
    Se è vero che sono pochi coloro che hanno cambiato il conto, va detto che vi sono tanti correntisti (il 32,9%) che hanno dichiarato di non aver cambiato per il momento, ma che lo faranno non appena troveranno l’offerta giusta.
    Chi non ha un conto
    Un altro dato emerso dall’analisi è degno di nota; anche se il possedere un conto sembra essere ormai indispensabile, c’è ancora chi ne fa a meno e il 5% degli intervistati dichiara che nella propria famiglia non è presente un conto corrente, percentuale che conferma il valore rilevato a febbraio.
    Spostando l’analisi sui rispondenti emerge che chi vive senza conto è residente principalmente nel Meridione (10%), ha fra i 25 ed i 34 anni (10,6%) e non è occupato (9,3%).

    * Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.

  • Oro Record Superati i 1900 Dollari Oncia per la Recessione da Lockdown

    Oro record superati i 1900 dollari oncia ad un passo da superare il massimo storico del 2011 quando la quotazione raggiunse i 1921 dollari oncia.
    Il rally dell’oro innescato dalla paura per la recessione da lockdown che si sta abbattendo sul sistema economico e finanziario globale sta mantenendo le previsioni fatte dai i più importanti analisti del panorama finanziario.
    La corsa al rialzo della quotazione oro record parte però da lontano, già nel 2019 erano stati più che sufficienti i timori per le conseguenze che la guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti a far crescere il valore aureo dal 1200/1300 dollari oncia fino alla soglia di 1550 dollari.
    Oltre alla paura per la recessione da lockdown che è la principale causa che ha spinto il valore oro attuale verso i 1900 dollari oncia, ci sono altri fattori che contribuiscono a formare un terreno favorevole al rialzo del prezzo oro.
    Attualmente a beneficiare del rialzo del prezzo oro sono essenzialmente i compro oro Firenze e di altre città.
    Tra questi vanno annoverati la debolezza del dollaro e le sempre attuali tensioni economiche e politiche tra Stati Uniti e Cina
    Anche le preoccupazioni per un eventuale andamento negativo dell’economia americana pesa sullo scenario finanziario che tende a favorire la domanda di oro record come bene rifugio più sicuro.
    Attualmente i motivi per investire in oro sono principalmente due, uno è quello di avere una copertura contro i pericoli di un eventuale forte inflazione, mentre l’altro è quello riguardante la debolezza delle valute e la loro possibile perdita di valore.
    A contribuire alla debolezza delle valute sono chiaramente le attuali politiche necessarie per contrastare gli effetti negativi della recessione da lockdown sulle persone.
    Negli ultimi mesi i governi di tutto il mondo hanno dovuto adottare politiche di helicopter money per evitare un disastro reale che però non è scongiurato ma attualmente solo rimandato.
    Per poter continuare a mantenere una situazione economica e sociale anche minima sono necessarie ulteriori e aggiuntive politiche di distribuzione di reddito nei riguardi di tutti quei lavoratori e imprenditori che il lockdown ha mandato sul lastrico e per i quali non si vede nemmeno in prospettiva la fine del tunnel.
    Questo scenario innescato dal cigno nero del lockdown non è ancora capibile quando potrà cambiare ma sicuramente da quello che si può analizzare attualmente potrebbe essere una recessione di lungo periodo.

  • Corporate bond, il fiume di denaro delle banche centrali ha alimentato la crescita

    Per combattere gli effetti economici della pandemia, le banche centrali sono scese in campo adottando misure drastiche e straordinarie. Tutto questo sta avendo importanti effetti sul settore del corporate bond. Per chi non lo sapesse, si tratta di un prestito obbligazionario emesso da una società privata per ricorrere al finanziamento sul mercato dei capitali. Un’obbligazione societaria, in sostanza.

    Banche centrali e corporate bond

    corporate bondNegli ultimi tempi, le performance dei corporate bond ha avuto un rimbalzo significativo, nell’ordine di alcuni punti percentuale. Con la forma di una candela hanging man. Molto meglio rispetto – ad esempio – ai titoli investment grade, anche quelli governativi. La motivazione principale è nella riduzione degli spread rispetto ai titoli considerati più sicuri. Alla base di tutto questo, ci sono principalmente le mosse delle banche centrali.

    Un fiume di denaro sui mercati

    La politica monetaria si è dovuta pesantemente rimboccare le maniche per contrastare gli effetti della pandemia sul sistema economico. Gli istituti come FED e BCE hanno aperto a manetta i rubinetti del credito, inondando il mercato di liquidità. Il bazooka della BCE e quello della Federal reserve hanno alimentato un fiume di denaro che ha finanziato gli acquisti complessivi di obbligazioni societarie. Un terzo di tutte le emissioni sono finiti nelle mani delle banche centrali. Va aggiunto che negli Stati Uniti, oltre alla domanda della FED c’è pure quella dei compratori esteri, attratti dalle obbligazioni investment grade in dollari.
    Dal lato dell’offerta le cose sono andate in modo inverso. Anche in chiave prospettica, si prevede che le emissioni primarie europee e statunitensi si ridurranno in misura significativa.

    Squilibri e rendimenti

    Questo squilibrio spiega perché nel secondo trimestre, i fondi specializzati sui corporate bond in euro hanno guadagnato mediamente il 5,1%.
    Tuttavia occorre andarci cauti. Le probabilità di default di molte aziende rimangono alte, se paragonate ad altre fasi di crisi. Il miglioramento dei fondamentali macroeconomici, sia nel settore dei servizi sia in quello manifatturiero, dipende anche dal fatto che il livello di partenza era molto basso. Lo stesso dicasi per la ripresa del mercato del lavoro. Inoltre, soprattutto negli Stati Uniti, non si possono sottovalutare i rischi di una seconda ondata.
    E quindi ancora tempo di investire in corporate bond? Solo in caso di portafoglio ben bilanciato di lungo periodo, con la possibilità di aggiustamenti. Perché siamo in una fase in cui il rischio di contraccolpi fori è ancora elevato.

  • Costi di casa: ecco le tariffe aumentate dopo l’emergenza Covid

    Quali effetti ha avuto il Covid-19 sulle principali voci di spesa domestica e come sono cambiate le tariffe nei mesi pre e post lockdown? Per rispondere a questa domanda Facile.it ha passato in rassegna e confrontato i prezzi offerti dagli operatori a gennaio e a giugno 2020, scoprendo che alcune spese, come l’RC auto (-1%), il tasso dei mutui (-22,1%), la bolletta della luce (-3%) e del gas (-4,4%) sono diminuite, mentre altre come i tassi dei prestiti (+6,1%) e il costo della telefonia fissa (+4,6%) sono aumentate,  altre ancora, ovvero la telefonia mobile e i costi dei conti correnti sono rimaste sostanzialmente invariate. Come approfittare del calo delle tariffe e proteggersi dagli aumenti? Ecco l’analisi*, e i consigli, di Facile.it.

    Rc auto

    La prima voce di spesa finita sotto la lente è l’RC auto; come è noto, durante il periodo di lockdown, complice il calo del numero di auto e moto in circolazione e dei sinistri stradali denunciati, le tariffe assicurative sono diminuite sensibilmente, registrando tra marzo e aprile valori ai minimi storici. Un trend che si è però invertito a partire da maggio, quando il ritorno in strada di molti veicoli ha determinato un graduale aumento dei prezzi RC auto. La buona notizia è che la risalita dei prezzi non li ha ancora riportati ai livelli pre Covid; secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, per assicurare un veicolo a quattro ruote a giugno 2020 occorrevano, in media, 531,32 euro, vale a dire quasi l’1% in meno rispetto a inizio anno; il 3,6% in meno se confrontato con i valori rilevati a giugno 2019.

    Consiglio: chi ha l’assicurazione in scadenza o sta approfittando del periodo di comporto, farebbe bene a rinnovarla quanto prima. Le famiglie che hanno più di un veicolo e di diversa tipologia possono inoltre approfittare anche dell’RC familiare; secondo l’analisi di Facile.it, fino ad oggi, chi è riuscito ad utilizzarla ha risparmiato, in media, fino al 54%.

    Mutui

    Buone notizie arrivano anche dal fronte dei mutui: i tassi sono rimasti estremamente bassi per tutto il primo semestre dell’anno, con un nuovo minimo storico toccato dal fisso nel mese di marzo. Secondo l’osservatorio Facile.it – Mutui.it, considerando un mutuo fisso al 70% di importo pari a 126.000 euro da restituire in 25 anni, il miglior tasso (Taeg) disponibile a giugno 2020 era pari a 0,95%, vale a dire il 22% in meno rispetto al tasso rilevato a gennaio 2020 (1,22%). In valori assoluti, il finanziamento erogato a giugno aveva una rata mensile di 469 euro, ovvero – su tutta la durata del mutuo – un risparmio di 3.000 euro rispetto a chi ha sottoscritto lo stesso tipo di finanziamento a gennaio 2020 e, addirittura, di 10.500 euro rispetto a chi lo ha ottenuto dodici mesi fa.

    Consiglio: questo è un ottimo periodo per surrogare il mutuo se si ha un variabile, per valutare di passare al fisso, dato che la distanza tra i due è ai minimi. Per chi è alle prese con l’acquisto della casa e la richiesta di un finanziamento, il suggerimento è di farlo il prima possibile; i tassi dovrebbero rimanere bassi ancora a lungo, ma qualora la situazione economica generale dovesse peggiorare, le banche potrebbero scegliere di irrigidire i criteri di concessione del credito.

    Prestiti personali

    Il settore dei prestiti personali, e più in generale quello del credito al consumo, è strettamente connesso ai consumi e ha pertanto risentito pesantemente sia del lockdown, sia del peggioramento delle condizioni lavorative degli italiani. E proprio questo elemento, unito al pericolo che nei prossimi mesi la situazione possa ulteriormente complicarsi, ha spinto molte società del credito a ritoccare al rialzo i Taeg offerti alla clientela. Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, considerando un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni, il Taeg medio disponibile online è passato dal 6,25% di gennaio 2020 al 6,63% di giugno 2020 (+6,1%), con un aumento di circa 90 euro in più di interessi per tutta la durata del finanziamento.

    Consiglio: nonostante l’aumento generalizzato, il settore dei prestiti personali è caratterizzato da un’accesa competizione tra le società del credito e non mancano le finanziarie che offrono tassi estremamente competitivi; ecco perché, in una fase storica in cui i costi tendono a crescere, risulta ancora più importante – se si vuole risparmiare – il confronto tra le offerte di aziende diverse.

    Telefonia fissa e mobile

    Notizie in chiaroscuro arrivano dal mondo della telefonia. Guardando alle tariffe di telefonia mobile, non sono stati rilevati cambiamenti significativi nell’offerta pre e post Covid; secondo l’analisi di Facile.it, a giugno 2020 la tariffa media mensile per una nuova SIM, con chiamate illimitate e 50 GB di traffico dati, era pari a 13 euro, valore in linea con quello rilevato a inizio anno.

    Sul fronte delle tariffe di Internet Casa, invece, l’analisi di Facile.it ha evidenziato un lieve aumento del costo delle offerte proposte ai nuovi clienti. Se, a gennaio 2020, il canone mensile era pari, in media, a 27,68 euro al mese, a giugno 2020 è aumentato del 4,6% arrivando, sempre in media, a 28,94 euro.

    Consiglio: la competizione tra gli operatori di telefonia mobile è serrata e spesso sono disponibili offerte estremamente vantaggiose riservate a chi sceglie di cambiare operatore e che potrebbero contribuire a ridurre di molto la spesa mensile. Sempre più società, inoltre, offrono soluzioni a pacchetto che includono sia la telefonia mobile sia internet casa; un’ottima soluzione per abbattere il costo complessivo.

    Luce e gas

    Se si analizza l’andamento delle tariffe luce e gas del mercato libero emerge che, a partire da inizio anno, i prezzi offerti ai consumatori sono mediamente calati. Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando alle migliori tariffe disponibili sul portale, una famiglia con un consumo annuo di 2.700 kWh, a gennaio 2020 spendeva, in media, 45,26 euro al mese per la corrente elettrica; a partire da luglio, a parità di consumi, la bolletta mensile è diminuita del 3%, stabilizzandosi a 43,92 euro.

    Calo ancor più consistente se si guarda alle tariffe del gas; in questo caso, per una famiglia con un consumo annuo di 1400 smc, la spesa media mensile è diminuita del 4,4%, passando da 86,18 euro di gennaio a 82,43 euro di luglio.

    Consiglio: sebbene le tariffe siano scese, per molti italiani i consumi di energia e gas, a causa del lockdown e dello smart working, sono aumentati, con un conseguente aumento della bolletta finale. Per chi fosse ancora nel mercato tutelato, il suggerimento è di valutare il passaggio al mercato libero; questo potrebbe abbattere la bolletta elettrica fino al 30% e quella del gas fino al 16%. Chi è già nel mercato libero, invece, potrebbe valutare di cambiare tipologia di tariffa, passando da una bioraria ad una monoraria o viceversa.

    Conti correnti

    Guardando ai conti correnti disponibili su Facile.it, non emergono differenze dal punto di vista dei costi fissi o variabili rispetto alle offerte rilevate a inizio anno. Va detto, però, che negli ultimi mesi alcuni Istituti di credito hanno avviato campagne promozionali online offrendo ai nuovi clienti condizioni particolarmente vantaggiose, con canone azzerato o scontato, mentre altri istituti hanno puntato, come leva promozionale, su buoni regalo che vengono dati a chi sceglie di aprire un conto corrente.

    Consiglio: l’offerta di conti correnti a canone annuo zero è ancora solida; se si sceglie di cambiare, però, è importante fare una valutazione completa del nuovo conto, considerando anche i costi variabili delle singole operazioni, altrimenti il rischio è di avere brutte sorprese a fine anno.

    Noleggio a lungo termine

    Il settore del noleggio a lungo termine rivolti ai privati, pesantemente colpito dal periodo di lockdown, ha adattato le proprie politiche al nuovo scenario. Se, da un punto di vista del canone, non sono state riscontrate variazioni – secondo l’analisi di Facile.it, la tariffa media è rimasta ferma a 350 euro al mese – novità importanti sono state introdotte riguardo all’anticipo.

    Per far fronte alla scarsa liquidità da parte delle famiglie, alcune società del settore hanno potenziato le offerte di veicoli ad anticipo zero, mentre normalmente viene chiesto un anticipo che, per i modelli base, parte dai 3.000 euro.

    In virtù dell’emergenza, poi, le aziende del settore hanno iniziato a valutare con più flessibilità la possibilità di sospendere i contratti in corso o disdire gli ordini, alle volte implementando anche servizi aggiuntivi come la sanificazione dei veicoli e la consegna/ritiro del mezzo a domicilio.

    Consiglio: nella scelta dell’auto da noleggiare a lungo termine, soprattutto se percorrete lunghe distanze, è fondamentale fare attenzione al chilometraggio massimo incluso nel canone mensile. Eviterete così di dover pagare più del previsto a fine contratto.

     

     

     

    * RC auto: il valore è basato su oltre 7.607.275 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 giugno 2019 e 30 giugno 2020 i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Mutui: i tassi sono stati rilevati in data 3 luglio 2019, 13 gennaio 2020 e 19 giugno 2020

    Bolletta luce: stima bolletta mensile considerando un consumo annuo di 2700 kWh, tariffa mono oraria e potenza 3 kW

     

    Bolletta gas: stima bolletta mensile considerando un consumo annuo di 1400 smc, zona Nord Orientale.

    Telefonia mobile e fissa, conti corretti e noleggio a lungo termine: analisi realizzata fatta sui prodotti in comparazione su Facile.it da gennaio a giugno 2020

     

  • La motivazione: impariamo da Bravehearth!

     

    Nel comunicare, gli esseri umani si modificano e si influenzano a vicenda. Inevitabilmente si producono effetti sull’interlocutore, con cognizione di causa o “per sbaglio”. E, con le cose che diciamo a noi stessi, produciamo effetti su noi stessi.

    Il tema della motivazione sul lavoro è stato affrontato da molteplici punti di vista.

    Il più bel destino, la più grande fortuna, che può capitare a un essere umano, è di essere pagato per fare ciò che ama (Abraham Maslow)

    Ma che cosa facciamo, concretamente, quando motiviamo qualcunoSu quali elementi facciamo leva? 

    Per rispondere a queste domande prenderemo spunto dal film “Bravehearth – cuore impavido” nel quale Mel Gibson interpreta il ruolo del protagonista. Una parte famosa del film è il discorso motivazionale prima della battaglia.

    Affrontando questo tema c’è una cosa che è importante sottolineare per non cadere in fantasie di onnipotenza: non si può persuadere  o motivare chi non ha la disposizione a lasciarsi convincere. Il risultato di un “discorso motivazionale”, come quello che vedremo, non dipende solo dalle abilità di Bravehearth, ma dalla relazione tra lui e i suoi interlocutori, che non sono semplici oggetti passivi.

    Il testo del discorso


    Un soldato: È William Wallace!

    Un soldato: Non può essere, Wallace è più alto!

    Un nobile: L’onnipotente dice che sarà una grandiosa battaglia, il fior fiore di Scozia vi partecipa!

    Un nobile: Attendo il tuo saluto!

    Wallace: Per la vostra presenza su questa campo di battaglia io vi ringrazio.

    Un nobile: Questo è il nostro esercito, per unirti ad esso devi porgere omaggio!

    Wallace: Io porgo omaggio alla Scozia! E se questo esercito è vostro, perché se ne sta andando?

    Un soldato: Non siamo venuti a combattere per loro!

    Un soldato: A casa! Gli inglesi sono più di noi!

    Wallace: Figli di Scozia! Io sono William Wallace!

    Un soldato: William Wallace è alto due metri!

    Wallace: Si, l’ho sentito dire! E uccide i nemici a centinaia! E se ora fosse qui, istruggerebbe gli inglesi con palle di fuoco dagli occhi, e fulmini tonanti dal culo!

    Sono io William Wallace, ed ho dinanzi agli occhi un intero esercito di miei compatrioti decisi a sfidare la tirannia! Siete venuti a combattere da uomini liberi… e uomini liberi siete, senza libertà cosa faremo? Combatterete?

    Un soldato: No, non combatterò!

    Un soldato: Contro quelli no! fuggiremo! … e resteremo vivi!!!

    Wallace: Certo, chi combatte può morire, chi fugge resta vivo… almeno per un pò…

    … agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi, per avere l’occasione, solo un altra occasione, di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita ma non ci toglieranno mai la libertà!

     

    Nell’articolo Motivare come Bravehearth presentiamo un’analisi, frase per frase, di quello che rende motivante questo discorso.

  • Contratto base RC auto: ecco perché, almeno per il momento, cambierà poco

    Con il decreto 54-2020 del Ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato in gazzetta ufficiale lo scorso 17 giugno, è stata definitivamente introdotta un’importante novità in materia di RC auto e moto: il contratto assicurativo base. Per comprendere meglio la portata del decreto, Facile.it ha esaminato il contenuto della norma scoprendo che, almeno per il momento, cambierà poco o nulla per il consumatore finale; ecco perché.

    Cos’è il contratto base e cosa cambia

    Con il decreto è stato definitivamente introdotto il cosiddetto contratto base, vale a dire un contratto standard “minimo” che le compagnie assicurative devono inviare ai propri clienti al momento della scelta della copertura assicurativa. Secondo quanto indicato nella norma, il contratto base contiene gli elementi minimi affinché la polizza RC auto e moto assolva agli obblighi di legge, differenziandoli dalle condizioni aggiuntive opzionali, quali le clausole limitative, quelle di ampliamento della copertura assicurativa e quelle attinenti alle modalità di gestione del contratto.

    Questa ripartizione, da un lato, aiuterà i consumatori a distinguere con più semplicità l’offerta base obbligatoria dagli elementi aggiuntivi facoltativi, dall’altro consentirà loro di conoscere con esattezza il valore economico di ciascuna voce. Una semplificazione non da poco se si considera che oggi molte compagnie assicurative offrono prezzi a pacchetto e non sempre è semplice riconoscere l’impatto economico delle singole condizioni che concorrono a formare il prezzo finale.

    La maggiore trasparenza, inoltre, agevolerà il confronto tra le proposte di diverse società assicurative. Una volta che la norma sarà a regime, tutte le compagnie saranno obbligate a pubblicare sul sito internet il proprio “contratto base”, redatto secondo un modello standard; questo consentirà ai consumatori di comparare con più facilità le offerte base proposte da diverse società di assicurazione.

    Libertà di ampliare il contratto base

    Se è vero che, da un lato, il decreto definisce con precisione gli elementi che devono essere contenuti nel contratto base RC auto e moto, dall’altro lascia una certo margine di libertà sia ai consumatori, che potranno modulare tale contratto secondo le proprie esigenze, sia alle compagnie assicurative, che potranno continuare a proporre, in aggiunta a quello base, anche altre proposte contrattuali non necessariamente redatte secondo le linee guida indicate dalla norma.

    A questo si aggiunge un ulteriore elemento di possibile confusione: dal momento in cui la norma sarà operativa, gli agenti assicurativi saranno obbligati a mostrare ai clienti i contratti base offerti anche dalle altre compagnie; il rischio concreto, quindi, è che tutti questi elementi, insieme, anziché semplificare la vita dei consumatori la vadano a complicare.

    E se non bastasse, vi è un’ultima potenziale criticità; il contratto base, contrariamente al suo nome, non sarà necessariamente il contratto più economico. Al contrario, è probabile che le compagnie possano proporre, in aggiunta al contratto base, altre offerte contrattuali redatte senza seguire le indicazioni della norma ma paradossalmente più convenienti; questo perché alcune delle condizioni opzionali che possono essere aggiunte al contratto base contribuiscono a ridurre il rischio a carico della compagnia assicurative e, di conseguenza, ad abbassare la tariffa. Un esempio è la clausola di guida esclusiva; non rientra all’interno del contratto base ma, se aggiunta, fa diminuire il prezzo della polizza.

    Mancano ancora alcuni elementi essenziali

    Sebbene pubblicata in Gazzetta ufficiale mancano ancora alcuni elementi essenziali affinché la norma possa essere applicata dalle compagnie assicurative come, ad esempio, il modello elettronico di preventivo standardizzato, che dovrà essere usato da tutti i soggetti per formulare il contratto base, nonché l’entrata in funzione del nuovo preventivatore Ivass. Fino a che questi strumenti non entreranno in funzione, il contratto base resterà una novità solo su carta.

  • La Città metropolitana di Bologna spinge sulla semplificazione per il consolidamento e il rilancio del tessuto produttivo locale

    Semplificazione e approccio integrato di servizi per comunità, imprese e territorio per attrarre investimenti e talenti, supportare la nascita e la crescita di imprese, promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori: questa è la sfida e allo stesso tempo la “ricetta” per il rilancio del tessuto produttivo metropolitano.

    L’Area Sviluppo economico della Città metropolitana di Bologna, nell’ambito del progetto europeo Start Easy del programma di cooperazione interregionale Interreg Europe, ha incontrato oggi online i rappresentanti di Comuni e Unioni di Comuni, in particolare i Responsabili degli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP) del nostro territorio. Il confronto si è concentrato sullo stato dell’arte del tessuto produttivo locale dopo l’emergenza COVID-19 e sulla elaborazione di idee e attività di consolidamento e rilancio.

    La situazione e l’impatto del COVID-19

    Secondo il recente rapporto della Banca d’Italia sull’economia emiliano-romagnola, l’emergenza sanitaria ha colpito il mercato del lavoro regionale in una fase positiva che durava da circa sei anni. Dal 1° gennaio al 23 aprile le nuove assunzioni sono diminuite del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e le persone in cerca di nuova occupazione del 10,2%. In aggiunta, il 69% delle imprese stima una riduzione delle vendite di almeno il 15%, mentre a marzo un quinto delle imprese sospese non disponeva di liquidità per un periodo superiore a un mese.

    Le azioni di consolidamento e rilancio

    In questo scenario, la Città metropolitana di Bologna aumenta i suoi sforzi su diversi ambiti: dai servizi per le persone e le comunità come Insieme per Lavoro, che mira all’inserimento nel mondo del lavoro di persone scarsamente autonome nella ricerca di occupazione, al supporto all’avvio e allo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali con Progetti d’impresa; dall’attrazione e promozione degli investimenti alla salvaguardia del patrimonio produttivo e dell’occupazione sul territorio attraverso il Tavolo metropolitano di salvaguardia; inoltre, attraverso il Servizio Ricerca, innovazione e gestione progetti europei, l’Area raccoglie nuove idee, opportunità e risorse, attivando occasioni di scambio e coprogettazione transnazionali con enti pubblici e privati. Infine, l’Ente promuove lo sviluppo sostenibile del territorio con le attività dell’Agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile, il supporto al turismo da parte di Destinazione turistica Bologna metropolitana e il lavoro del Focus Appennino.

    Tra i punti focali dell’incontro con i Comuni e le Unioni, il coordinamento a livello metropolitano atto a rafforzare il dialogo tra i SUAP territoriali e la Regione; l’impegno verso azioni di semplificazione e comunicazione per rendere più snello l’avvio, lo sviluppo e la trasformazione delle imprese; la necessità di supportare, tra le altre, le neoimprese del commercio e dei servizi di prossimità, tra le più colpite dalla crisi.

     

    Il progetto europeo Start Easy

    Il progetto Start Easy (www.interregeurope.eu/starteasy), promosso dal Governo della Catalogna (Spagna), è partito nell’agosto 2019 con l’obiettivo di studiare nuove politiche di semplificazione per l’avvio di imprese in 7 nazioni europee. Oltre alla Città metropolitana di Bologna e al Governo Catalano partecipano al progetto il Lithuanian Innovation Center (LT), il Lublin Science and Technology Park (PL), il Consiglio economico delle Fiandre orientali (BL), l’Agenzia di Sviluppo della Mazovia (PL), il Direttorato generale per l’impresa francese (FR) ed il Ministero dell’Economia della Repubblica Lettone (LTV).

  • Forex Broker Italia

    Il settore del trading in Italia fa registrare numeri costantemente in crescita, grazie al fatto che sono sempre più gli utenti che si appassionano a questo nuovo tipo di possibilità di guadagno e cercano per questo maggiori informazioni sul web. Diciamo innanzitutto che è bene non improvvisarsi trader finanziari, in quanto si parla di un settore in cui è possibile perdere molti soldi se si opera senza sapere effettivamente quello che si sta facendo. Ciò lascia intendere che è necessario seguire degli appropriati studi prima di iniziare ad operare nel trading finanziario al fine di acquisire le basi necessarie che consentono di operare con maggiore sicurezza.

    Infatti, di sicuro con il trading è possibile guadagnare molti soldi così come è vero il contrario. A tal proposito è bene sottolineare anche l’importanza dell’utilizzare le piattaforme e gli strumenti più adatti che consentono di poter seguire al meglio questo tipo di lavoro e dunque operare in maniera più efficace. Esistono Infatti tantissime piattaforme che consentono agli operatori di poter effettuare le compravendite desiderate, ma ciascuna di esse offre condizioni differenti e una usabilità diversa.

    Dopo aver dunque studiato attentamente il settore e le dinamiche che lo contraddistinguono, è importante anche andare ad individuare tutti quegli strumenti che effettivamente consentono di lavorare bene al fine di poter trarre il profitto che tutti ci si aspetta.

    A tal proposito, il sito Forex Broker Italia rappresenta una vera miniera di informazioni per tutti coloro i quali sono interessati. Infatti, lei informazioni a disposizione degli utenti sono davvero numerose, ma soprattutto vi sono degli ottimi consigli su quelle che sono le piattaforme forex italiane più importanti e facili da utilizzare, e grazie alle quali è possibile massimizzare ogni tipo di operazione. Grazie alle tante informazioni presenti sarà possibile effettuare delle scelte importanti per il proprio futuro in maniera maggiormente ponderata e consapevole.

  • Auto: i giovani scelgono quella a noleggio

    L’automobile è una delle voci di costo che più incide sul budget delle famiglie italiane e se l’auto è intestata ad un giovane neopatentato, la spesa totale può arrivare alle stelle; secondo l’analisi di Facile.it, considerando un veicolo nuovo dal valore di 16.800 euro, il costo complessivo nei primi 3 anni di vita del mezzo, includendo RC auto, bollo, manutenzione e spese accessorie, sfiora i 22.000 euro.

    Con costi così alti non sorprende vedere come anche tra i più giovani si stiano diffondendo formule alternative all’acquisto, ad esempio il noleggio dell’auto a lungo termine. Facile.it, in occasione del lancio della nuova sezione dedicata al confronto delle tariffe per il noleggio a lungo termine, ha voluto fare due calcoli scoprendo che, dati alla mano, grazie a questa modalità non solo non occorre avere un capitale per acquistare il veicolo, ma si può risparmiare più di 500 euro l’anno e, al contempo, contare su una serie di servizi accessori aggiuntivi che non si hanno quando si sceglie di comprare l’auto.

    «Quando si parla di giovani neopatentati, i primi anni di guida sono quelli più delicati, sia dal punto di vista economico, sia della sicurezza», spiega Lodovico Agnoli, Responsabile new business di Facile.it. «Una famiglia alle prese con l’acquisto di un’auto per un neopatentato, anziché prenderne una nuova, o sceglierne una vecchia e usata per contenere la spesa, ha oggi una terza opzione: il noleggio a lungo termine. In questo modo potrebbe risparmiare sul prezzo di acquisto, senza però rinunciare agli standard di sicurezza che solo un veicolo nuovo può offrire.».

    Quanto costa acquistare e mantenere l’auto

    L’analisi di Facile.it è stata realizzata confrontando il costo totale di acquisto e mantenimento di un’auto intestata ad un neopatentato diciottenne ed una, di pari tipologia, presa a noleggio lungo termine, considerando un arco temporale di 3 anni*.

    Se si sceglie di acquistare l’auto, la spesa più importante è il prezzo del veicolo che, per il mezzo preso in esame, è pari a 16.800 euro. Il secondo costo più rilevante è quello dell’RC auto; secondo Facile.it, un automobilista neopatentato che parte dalla classe 14, in media, deve mettere in conto una spesa di circa 1.000 euro l’anno. A questa voce vanno aggiunti i costi delle garanzie accessorie che normalmente vengono attivate quando si acquista un veicolo nuovo; la copertura furto incendio, la polizza cristalli e quella per gli eventi naturali. In totale, nei 3 anni, l’importo complessivo stimato per assicurare il veicolo è di 3.900 euro.

    Alla lista delle spese obbligatorie va aggiunto anche il bollo, che per il modello preso in analisi è pari, in 3 anni, a 472 euro. Ultima, ma non meno importante, è la manutenzione ordinaria, che anche nel caso di un veicolo nuovo non va sottovalutata; considerando un utilizzo di circa 10.000 km l’anno e un paio di tagliandi, la spesa può arrivare, nell’arco dei 36 mesi, a circa 600 euro.

    Il costo totale tra acquisto, spese obbligatorie e manutenzione arriva così a 21.772 euro, esclusi gli eventuali imprevisti che potrebbero far salire ulteriormente il conto; se al termine di questi 3 anni il proprietario decidesse di rivendere l’auto, ipotizzando un guadagno di 10.000 euro, la spesa netta sostenuta scenderebbe a 11.772 euro.

     

    Quanto costa noleggiare l’auto e quanto si risparmia

    E se l’auto, invece di comprarla, fosse stata noleggiata per un periodo di pari durata (36 mesi)? In questo caso il risparmio sarebbe significativo. Guardando alla miglior tariffa disponibile su Facile.it, il costo per il noleggio dell’auto analizzata è pari a 285 euro al mese, senza alcun anticipo. Si tratta di un costo all inclusive che comprende tutte le altre voci di spesa prese in considerazione: l’RC auto e le garanzie accessorie (furto-incendio, cristalli, eventi naturali), il bollo, la manutenzione ordinaria, ma anche alcuni costi straordinari, come ad esempio l’invio del soccorso stradale o la copertura in caso di atti vandalici, eventi socio-politici e danni accidentali.

    Il costo complessivo per il noleggio a lungo termine, in 3 anni, raggiunge i 10.260 euro, vale a dire 1.512 euro in meno rispetto alla spesa netta emersa dall’analisi dell’acquisto dell’auto.

    Un risparmio che potrebbe essere addirittura più alto se si mettono in conto eventuali imprevisti o, anche, se si considera che il costo dell’RC auto per un veicolo intestato ad un neopatentato è, in alcune province italiane, estremamente elevato; variabili che graverebbero ulteriormente sul portafogli di un proprietario d’auto ma non su quello di un giovane che ha scelto il noleggio a lungo termine.

     

     

    * La simulazione è stata realizzata prendendo in considerazione il modello Citroën C3 Puretech 83 S&S Shine. La stima sul costo dell’RC auto e garanzie accessorie è stata calcolata da Facile.it come media delle migliori tariffe disponibili sul comparatore in data 10 luglio considerando i primi 3 anni di RC auto intestata ad un neopatentato in 3 città campione (Milano-Roma-Napoli).

  • Come intervenire sulle termovalvole in estate per evitare problemi in inverno?Da MCE Lab i giusti consigli per evitare falsi consumi

    Milano, 13 luglio 2020 – E’ possibile che in estate i ripartitori della contabilizzazione indiretta rilevino involontari consumi energetici, determinati dalla posizione del ripartitore stesso che, esposto a forte irraggiamento solare e con l’innalzamento della temperatura in maniera significativa, può registrare alcuni scatti del sistema ma con una influenza minima sui consumi totali.

    I consumi che possono essere registrati sono del tutto irrilevanti. La regolazione estiva della valvola è superflua, se l’impianto di riscaldamento è spento: non c’è circolazione di calore e quindi consumi rilevabili. Non è necessario quindi operare sulle valvole termostatiche, almeno per evitare i falsi consumi – assicura Egisto Canducci, coordinatore di MCE Lab, la piattaforma di MCE Mostra Convegno Expocomfort dedicata ai temi del comfort residenziale, dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale per una riapertura in totale sicurezza.

    A impianto di riscaldamento spento, quindi, su quali valori devo impostare la manopola della valvola termostatica?

    “Il consiglio è quello di individuare un valore su cui impostare le valvole, mediamente sulla posizione 3 o al massimo 4, per non correre il rischio, a inizio riscaldamento, di trovare la valvola bloccata dal periodo prolungato di pressione dell’otturatore sul corpo valvole. Con una valvola sul valore zero e chiusa troppo stretta si rischia che l’otturatore (di materiale sintetico) blocchi col caldo la parte in ottone. Con la riapertura dell’impianto di riscaldamento si rischia quindi di avere il radiatore bloccato e mal funzionante”.

    Periodicamente MCE Lab fornisce “I consigli per…” chiunque sia incuriosito e voglia saperne di più sui temi dell’innovazione, dell’efficienza energetica, della sostenibilità ambientale, delle energie rinnovabili, della climatizzazione e del design: https://www.mcexpocomfort.it/MCE_Lab/

     

  • Auto: i patentati in Italia aumentano e arrivano a 39,2 milioni

    Nonostante la diffusione di mezzi alternativi per la mobilità, la passione degli italiani per i motori sembra non tramontare; questo quanto emerso dallo studio realizzato da Facile.it che, analizzando i dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti*, ha scoperto come negli ultimi anni il numero di italiani con una patente di guida attiva sia aumentato arrivando, al 31/12/2019, a quota 39,2 milioni, valore in crescita di oltre 437mila unità rispetto al 2017 e addirittura di 3,9 milioni se si allarga il periodo di analisi dal 2010 a fine 2019.

    Rapportando il numero di patenti di guida attive con quello degli over 14 residenti in Italia emerge che il 73,9% della popolazione è abilitato alla guida di un veicolo a motore, ma come sono distribuite le licenze di guida lungo la Penisola? Come sono cambiate nel corso degli ultimi anni e quali sono le aree del Paese con la maggior penetrazione di guidatori? Ecco i risultati dell’analisi di Facile.it.

    Numero di patentati: Lombardia prima della classe

    Guardando alla distribuzione regionale delle patenti, il primo posto della graduatoria è occupato dalla Lombardia, che da sola conta più di 6,5 milioni di licenze di guida, vale a dire quasi il 17% del totale; seguono il Lazio, dove i guidatori abilitati sono più di 3,7 milioni (il 9,7% del totale) e la Campania, con 3,4 milioni di patenti attive (8,7%).

    Le regioni con il numero più basso di documenti di guida sono la Valle d’Aosta, che registra poco più di 87 mila patenti, il Molise, con 198 mila patentati e la Basilicata che raggiunge quota 358 mila.

    Campania ultima in classifica nel rapporto tra patenti e residenti

    Se si analizza il rapporto tra numero patentati e popolazione residente, la graduatoria nazionale cambia radicalmente e la Valle d’Aosta passa dall’ultimo al primo posto; nella regione il 79,6% degli over 14 ha un documento di guida attivo. Seguono in classifica le Marche (78,4%), il Veneto (78,2%) e l’Emilia-Romagna (77,5%).

    Secondo l’elaborazione dei dati ufficiali del Ministero, le aree con il rapporto più basso tra licenze di guida e residenti sono la Campania, dove solo il 67,8% della popolazione over 14 ha una patente attiva, la Calabria (69,2%) e la Liguria (70,2%).

    Il Molise unica regione dove le patenti sono diminuite

    Analizzando l’evoluzione del numero di documenti di guida presenti nel Paese dal 2017 a fine 2019 emerge che le patenti attive sono aumentate in tutte le aree della Penisola ed eccezione del Molise, che invece ha registrato un calo dello 0,11%.

    La regione che ha visto l’incremento percentuale più alto è il Trentino-Alto Adige, dove le licenze di guida attive sono cresciute del 2,27%; seguono Lombardia, con un aumento dell’1,72% e, parimerito al terzo posto, Emilia-Romagna e Campania, con un +1,64%.

    Gli incrementi più contenuti, invece, sono stati registrati in Basilicata (+0,11%), Liguria (+0,17%) e Valle d’Aosta (+0,21%).

    Quali le patenti più diffuse

    Guardando alle quattro ruote, in Italia la patente più diffusa è quella B, che consente di guidare le comuni autovetture in totale sono poco più di 36 milioni i cittadini dotati di questo documento, corrispondenti al 92% del totale. Segue la patente C, che abilita alla guida dei camion, ovvero dei veicoli adibiti al trasporto cose in conto proprio, conseguita da circa di 1,2 milioni di italiani.

    Passando alle due ruote, invece, il documento più diffuso è la patente AM, che abilita alla guida dei ciclomotori a 2 o 3 ruote con cilindrata non superiore a 50 cc, o anche i quadricicli leggeri come le minicar e i quad; in Italia sono in totale poco più di 315 mila. Le patenti A, che permettono di guidare qualsiasi motociclo, sono invece circa 106 mila. Va detto, però, che il dato relativo alle due ruote è probabilmente fortemente ridimensionato perché i numeri forniti del Ministero dei Trasporti rilevano la categoria di patente più elevata conseguita alla data di estrazione dei dati. Solo guardando alle patenti B emerge che più del 50% di queste è in realtà abilitato alla guida di un motociclo (abilitazioni A2-A3-A4).

    Alcune curiosità; la regione Marche è quella con la percentuale più alta di guidatori con patente AM sul totale patentati, mentre la patente B, in rapporto al numero patentati, è più diffusa in Lombardia. La patente C, invece, ha una penetrazione maggiore tra i patentati del Molise.

     

    * Il numero di patenti 2019 tiene conto delle categorie A, AM, AMS, AS, B, BE, BS,C, CE, CS, D, DE, DS secondo quanto pubblicato dal Ministero dei Trasporti, aggiornato al 31/12/2019 e proveniente dall’archivio nazionale abilitati alla guida su strada gestito dalla Motorizzazione. I valori del 2017 fanno riferimento allo stesso dataset aggiornato al 26/5/2017. I dati relativi al 2010 sono ricavati da un’elaborazione su dati del Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per i dati sulla popolazione italiana residente sono stati utilizzati i dati Istat aggiornati all’1/1/2019.

     

  • Immobili, il Covid non intacca il valore delle case

    In Italia cresce il valore delle case nei primi tre mesi dell’anno nonostante lo scoppio della pandemia. Sembra strano ma è proprio così e a confermarlo è l’Istat. Immobiliare Cambio Casa, leader tra le agenzie immobiliari a Taranto, valuta e osserva con attenzione l’andamento del comparto del mattone in questo periodo di ripartenza.

    L’indice dei prezzi delle abitazioni IPAB, ovvero quelle acquistate dagli italiani per viverci o per investimento, ha registrato nel I trimestre 2020 un incremento medio dell’1,7%: un dato che non si verificava dal 2011. A determinare questa crescita sono stati il prezzo più alto delle nuove abitazioni (+0,9%) e soprattutto il costo di quelle già esistenti (+1,9%). Per l’Istat la crescita dell’IPAB è certamente la più alta da quando esiste l’indice, in riferimento ai primi tre mesi dell’anno; ma dall’istituto arrivano inviti alla prudenza, perché si dovranno attendere i numeri dei prossimi trimestri, quando le conseguenze del Covid sul settore saranno più chiare.

    Conseguenze che sono già ben visibili e di segno opposto se guardiamo alle compravendite, che durante i mesi gennaio, febbraio, marzo 2020 registrano un crollo del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Anche in questo caso, è doveroso tenere conto dei risultati del II trimestre, esattamente il periodo clou della pandemia.

    Offrire servizi immobiliari e soluzioni personalizzate di affitto e acquisto di case in vendita a Taranto, ville e locali commerciali resta, invece, il compito che da anni e ogni giorno Immobiliare Cambio Casa svolge con passione e professionalità.

  • Reagire alla crisi: i commercialisti siano alleati degli imprenditori

    Investire sulle competenze. Riscoprirsi uniti. Imparare a reagire. Sono queste le leve fondamentali per ripartire secondo Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo.

    In carica da gennaio 2017, Simona Bonomelli ha ripercorso le condizioni dell’economia globale, nazionale e provinciale, soffermandosi sulle conseguenze generate dai due mesi di lockdown. Dalla fine di febbraio la diffusione dell’epidemia di Covid-19 ha infatti determinato un forte impatto negativo sull’attività economica con una contrazione del PIL nel primo trimestre del 4,7% e una riduzione degli occupati, soprattutto tra i dipendenti a termine. Le stesse prospettive della finanza pubblica sono state modificate dall’emergenza sanitaria: il rapporto tra il debito e il PIL, ad esempio, potrebbe aumentare di oltre 20 punti percentuali quest’anno, raggiungendo il 155,7%. Nel contempo, si è attenuata la crescita dei consumi delle famiglie e vi è stato un calo marcato nei servizi turistici, nella ristorazione, nel trasporto, nelle attività ricreative e culturali. Un contesto nel quale i commercialisti sono stati chiamati a dare un importante contributo al Paese con le loro competenze e peculiarità, manifestando proposte concrete al Governo. Da qui, il richiamo a una maggiore coesione e ad un’attenzione crescente al ruolo della categoria.

    «Sono numerose le sfide e le opportunità che noi professionisti siamo chiamati a cogliere, ad analizzare e a risolvere nell’ottica di un ruolo che non può più essere solo di comunicazione di nuovi obblighi e adempimenti, ma di alleanza nella gestione aziendale dell’impresa. Durante la pandemia, abbiamo lavorato ininterrottamente per garantire assistenza a imprese e contribuenti, adattandoci in tempi rapidissimi e, non senza difficoltà, a logiche di lavoro nuove. Questa esperienza è stata per noi, come per tutto il mondo del lavoro, un importante banco di prova che può aiutarci a cambiare e a migliorarci. Per farlo, dobbiamo investire sempre di più nelle competenze, dobbiamo fare leva sulla capacità di adattarci, di reagire, di svilupparci, spingendo anche le imprese a fare lo stesso, e dobbiamo agire uniti, condividendo le nostre capacità. Solo così potremo dare la necessaria forza al Paese per ambire a una nuova “ricrescita”» – ha dichiarato Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo.

    Un richiamo forte che trova riscontro in molte delle sfide che attendono le imprese italiane, specie le PMI. Oltre alla ripartenza, l’attenzione per il nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza d’impresa (D. Lgs. n. 14/2019) nel quale i professionisti sono chiamati ad avere un ruolo determinante. In molti casi, infatti, le PMI non hanno le competenze e gli strumenti necessari per osservare i nuovi adempimenti e i sistemi di allerta interna. Il ruolo dei commercialisti è quindi fondamentale per far comprendere agli imprenditori la necessità dell’implementazione di un nuovo modello di gestione basato sui moderni sistemi di controllo.

    «Le sfide di mercato che si stanno rapidamente e prepotentemente manifestando impongono all’imprenditore un netto cambiamento del modus operandi, essendo ormai imprescindibile la necessità di rilevare tempestivamente i segnali della crisi. Di conseguenza anche la nostra categoria deve essere pronta ad adattarsi alle nuove sfide del tempo, facendo leva sulle sue risorse professionali. È questo l’auspicio con cui vado a concludere il mio mandato in scadenza alle fine dell’anno, un percorso che mi ha fatta crescer a livello personale e professionale, nella consapevolezza che ciascuno di noi è un patrimonio fondamentale per il Paese e che le nostre risorse sono indispensabili per la crescita di ciascuno» – ha concluso Bonomelli.

     

    DATI E ATTIVITA’ DELL’ODCEC

    Gli iscritti, alla data del 31 dicembre 2019, sono complessivamente 1708 di cui 1696 all’elenco ordinario e 12 all’elenco speciale, oltre a 32 STP. Nel corso dell’anno 2019 vi sono state 37 iscrizioni e 38 cancellazioni (di cui 6 decessi, 19 dimissioni, 10 trasferimenti, 3 radiazioni). Per quanto attiene ai Praticanti al 10 giugno 2020, n. 77 sono iscritti nella sezione A dei Commercialisti e n. 20 sono iscritti nella sezione B degli esperti contabili.

    Oltre alle attività ordinarie è proseguito il lavoro dell’Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio del debitore così come l’attività della Scuola di Alta Formazione della Lombardia attraverso la quale si sta cercando di favorire la specializzazione anche in aree che non sono mai state riconosciute a livello istituzionale.

    Per informazioni https://www.odcec.bg.it/

  • Capitali mossi troppo dall’euforia, sui mercati scatta l’ora del reality check

    L’aspetto psicologico continua ad essere predominante in questa fase. Vale nella vita di tutti i giorni come anche sul mercato dei capitali. Lo shock emotivi dovuto al lungo lockdown, ha finito per amplificare la gioia per un parziale ritorno alla normalità.

    Troppa euforia sul mercato dei capitali

    capitaliAnche i mercati hanno vissuto la stessa scia emotiva. A maggio e giugno (o per lo meno la prima metà di quest’ultimo) infatti i capitali hanno consentito all’azionario di recuperare i valori che c’erano a inizio anno. Se prima esisteva la speranza di un miglioramento dal punto di vista sanitario ed economico, ben presto si è passati in una ingiustificata sorta di euforia. Ad alimentare questo processo sono state le manovre fiscali e monetarie che governi e banche centrali hanno messo in atto per sostenere le economie.

    Via alla fase del reality check

    Ora, se è vero che questo genere di interventi – peraltro molto massicci – nel medio termine potranno produrre risultati significativi, è altrettanto vero che i mercati dei capitali sono andati troppo di fretta. Abbiamo infatti parlato di risultati nel medio termine, mentre i mercati sono andati ad anticipare questo scenario. Per questo motivo adesso sono entrati nella fase del “reality check, ovvero quella in cui si analizzano in modo più oggettivo i dati macro (soprattutto l’andamento degli utili aziendali) ed eventualmente ci si riposiziona. Per questo motivo adesso si vede un doppio minimo tecnico sul listino americano, cosa che può preannunciare una forte frenata o al più un consolidamento.

    Riposizionamento

    Questo riposizionamento dei capitali dovrebbe riguardare in misura minore le asset corporate. Dovrebbe invece dare ampio sostegno ai titoli governativi; anche se i loro rendimenti sono destinati comunque a rimanere bassi a lungo. Chi invece potrebbe essere premiato, tenuto conto della crescita della propensione al rischio, è il segmento degli ETF mercati emergenti, anche se il loro peso all’interno del portafoglio dovrebbe comunque rimanere ridotto (per via della componente rischio).

    Ad ogni modo, nell’orizzonte temporale di medio periodo non si potrà non tenere conto dell’appuntamento elettorale USA. Un’eventuale sconfitta di Trump, che allo stato attuale appare probabile, potrebbe impattare negativamente sulle aziende (per via della politica fiscale di Biden), e spingere i capitali fuori dagli Usa.

  • Riciclo Oro 10 Miliardi nella Spazzatura Ogni Anno

    Il riciclo oro è una attività ancora tutta da sviluppare, secondo uno studio realizzato nientemeno che dall’ONU è di 10 miliardi il valore dell’oro e di altri metalli preziosi che finiscono ogni anno nella spazzatura.
    Se da un lato il riciclo oro usato da gioielli e altri oggetti in oro funziona molto bene ed è anche redditizio per chi si libera di tali oggetti vendendoli direttamente ad un qualsiasi compro oro Firenze o di altro luogo.
    L’anello debole del settore del riciclo oro è rappresentato da quella montagna di rifiuti elettronici che ogni hanno finiscono per essere gettati via perché rotti o obsoleti solo dopo pochi anni dall’acquisto.
    Si calcola che in tutto il mondo vengano ogni anno generati 50 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici come televisori, computer, smartphone e tanti alti dispositivi digitali ed elettronici di cui facciamo uso quotidiano.
    Attualmente di questa quantità enorme di rifiuti elettronici viene effettuato il riciclo di una quantità ben al di sotto del 20%, questo fatto provoca un danno gravissimo all’ambiente in quanto questi oggetti contengono materiali anche altamente inquinanti e nocivi direttamente anche alla salute dell’uomo come il mercurio.
    Queste sostanze finendo successivamente nelle acque e nel terreno finiscono per entrare in circolo in quella catena alimentare animale che poi viene in parte immessa anche nel cibo che mangiamo quotidianamente sotto forma di carni e pesci.
    Al grave danno ambientale si aggiunge anche la beffa economica in quanto in mezzo ai rifiuti elettronici si trova una vera e propria miniera d’oro che potrebbe portare ricchezza e lavoro se fosse riciclata completamente.
    In questo contesto non bisogna dimenticare il grande impegno che grandi aziende internazionali come Pandora, la prima produttrice di gioielli al mondo si è data come obbiettivo da raggiungere entro il 2025 il totale approvvigionamento di oro riciclato per la realizzazione dei propri gioielli che vengono venduti in tutto il mondo.
    Questi importante obbiettivo oltre allo scopo di incentivare il riciclo oro ha anche quello di evitare lo sfruttamento di nuovi giacimenti auriferi che in fatto di emissioni e di inquinamento hanno un impatto ambientale molto più dannoso e pesante.

  • Smart working estivo: ci costerà almeno 68 euro in più in bolletta per ciascuna stanza in cui lavoreremo

    Sono tanti gli italiani che lavoreranno in smart working per tutta l’estate e molti, a breve, dovranno fare i conti con un nemico invisibile… il caldo. Si dovrà tenere accesa l’aria condizionata in casa per numerose ore, con inevitabili conseguenze sulle bollette, già appesantite dai maggiori consumi dettati dalla permanenza forzata tra le mura domestiche. Secondo le stime* di Facile.it, per rinfrescare una stanza da 16-20 mq per 6 ore al giorno è necessario mettere in conto un aumento della bolletta estiva di almeno 68 euro; valore che arriva addirittura a 113 euro se si sceglie di tenere l’aria accesa per 10 ore.

    E se oltre alla postazione di lavoro si vogliono mantenere freschi anche gli altri ambienti della casa, la bolletta lievita ulteriormente. Sempre secondo le stime di Facile.it, considerando l’uso del condizionatore per altre 6 ore al giorno, necessarie per rinfrescare le stanze da letto prima della notte e la sala da pranzo/cucina durante i pasti, una famiglia di 4 persone, dotata di un condizionatore A+ con e un consumo di 812 Kwh, spende circa 132 euro in più all’anno, che sommati a quelli spesi per lo smart working fanno, nella migliore delle ipotesi, 200 euro in più.

    Quest’anno, quindi, è bene fare attenzione a come ci si comporta tra le mura domestiche; per questo motivo Facile.it ha realizzato un breve vademecum con 5 consigli pratici per ridurre le spese.

    • Nuovi ritmi, nuova tariffa. La quarantena forzata prima, lo smart working dopo, hanno modificato lo stile di vita di molti italiani; se una volta i consumi energetici domestici si concentravano nelle fasce serali, ora in tanti hanno iniziato a consumare durante tutto l’arco della giornata. Il consiglio, quindi, è di valutare con attenzione se convenga mantenere una tariffa bioraria (con un prezzo ridotto nella fascia serale ma superiore in quella diurna) o se, invece, sia meglio passare ad una monoraria, con un prezzo della componente energetica unico, che non varia a seconda dell’orario di consumo.
    • La classe fa la differenza. Il secondo consiglio è quello di valutare con attenzione il proprio condizionatore e, se vecchio, considerare di sostituirlo con uno più moderno in classe A, A+, A++ e superiori. Questa scelta, oltre a far bene all’ambiente, porterà enormi vantaggi in termini di risparmio; basti pensare che cambiare un condizionatore di classe C, ad esempio, con uno di classe A+ consente ridurre il costo in bolletta sino al 21% annuo. La buona notizia è che, in caso di lavori di manutenzione straordinaria nell’abitazione o se si sostituisce il vecchio impianto con uno nuovo ad alta efficienza, costituito da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, è possibile ottenere uno sconto fiscale che va dal 50% al 65%, a seconda della tipologia di intervento.
    • Evitate le temperature polari. Una temperatura troppo bassa fa male alla salute…e al portafogli. Non serve avere un clima artico per stare al fresco, soprattutto se si devono trascorrere molte ore nella stanza con l’aria condizionata. Se l’apparecchio ne è dotato, il consiglio è di utilizzare la funzione di deumidificazione anziché quella di raffrescamento; in questo modo è possibile comunque mantenere una temperatura confortevole e, al contempo, abbattere la spesa fino al 13%.
    • Impianto pulito. Sebbene sia stato dimostrato che l’uso del condizionatore non favorisca la diffusione del Coronavirus, è comunque molto importante mantenere l’impianto pulito così da avere la garanzia che questo possa funzionare al 100%. Un impianto non efficiente consuma fino all’8% in più.
    • Sembra ovvio… ma pochi lo fanno. Per risparmiare, a volte, basta un po’ di buon senso e di attenzione: non c’è motivo di far lavorare il condizionatore per ore, consumare corrente e spendere soldi, se poi facciamo entrare il calore da fuori.

    Lasciare aperta la porta del corridoio o di uno stanzino e disperdere il fresco può arrivare ad incidere sino al 6% sui consumi.

    Se dovete lavorare da casa e avete la possibilità di scegliere in quale stanza posizionarvi, il consiglio è di evitare stanze grandi o aperte; un ambiente piccolo, meglio se si tratta di uno spazio chiusa come uno studio o una cameretta, sarà più semplice – e meno costoso – da rinfrescare.

    «Grazie al calo del costo delle materie prime registrato negli scorsi mesi, secondo le nostre stime** passando al mercato libero è possibile abbattere la bolletta elettrica fino al 17%; valore che potrebbe salire ulteriormente se si considera che a partire dal 1 luglio il costo dell’energia elettrica in regime di maggior tutela è aumentato del 3,3%», spiega Silvia Rossi, Responsabile energia di Facile.it.

     

    * i valori sono stati calcolati ipotizzando un impianto di condizionamento da 9000 BTU in classe A+, con un consumo di 0,9 kWh. I prezzi sono stati calcolati considerando la tariffa del servizio di tutelato aggiornata al III Trimestre 2020, fascia mono oraria e potenza 3 kW

    ** Per il passaggio al mercato libero, il valore è stato calcolato considerando la differenza tra la migliore offerta mercato libero disponibile in data 25 giugno 2020 e la tariffa del mercato tutelato aggiornata al II Trimestre 2020.

  • “Macchinari Innovativi”, il nuovo bando per la digitalizzazione dell’agroalimentare

    Favorire la trasformazione tecnologica per rendere sostenibile e circolare il processo produttivo delle piccole e medie imprese: è questa la mission di “Macchinari Innovativi”, il nuovo bando previsto dal decreto Mise pubblicato lo scorso 23 giugno rivolto soprattutto all’innovazione dei macchinari per agricoltura.

    Una dotazione complessiva di 265 milioni di euro per il sostegno di programmi di investimento mirati a favorire non solo la digitalizzazione delle imprese, ma anche il passaggio del settore manifatturiero a un’economia circolare. Il bando, firmato nei giorni scorsi dal Ministro Stefano Patuanelli, è soprattutto l’occasione di rilancio per il sistema produttivo del Mezzogiorno. Come sottolineato dal Sottosegretario Giuseppe L’Abate, Macchinari Innovativi rappresenta un’occasione importante per pmi e reti d’impresa agroalimentari delle regioni Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Campania, le quali avranno la possibilità avvicinarsi a un processo produttivo più sostenibile e circolare nel rispetto dei principi del Green Deal Europeo e della strategia “Farm to Fork”.

    Le risorse, previste dal Programma Operativo Nazionale “IMPRESE E CONNETTIVITA’ 2014-2020 FESR ed erogate dall’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa Spa-Invitalia, saranno concesse come contributi in conto impianti sotto forma di finanziamento agevolato, per una percentuale sulle spese ammissibili del 75%.

    Gli importi di finanziamento vanno dai 400 mila ai 3 milioni di euro per l’acquisto di macchine agricole digitali e tecnologie abilitanti. Le procedure per accedere al beneficio che le imprese devono seguire sono ben definite: registrazione alla piattaforma dal 23 luglio e invio delle domande di partecipazione al bando a partire dal 30 luglio 2020.

  • Nexus cambia nome e logo: da oggi si chiamerà Facile.it Mutui e Prestiti

    Nexus, realtà specializzata da oltre 18 anni nella mediazione del credito alle famiglie, dopo il perfezionamento dell’acquisizione da parte di Facile.it si rifà il look e cambia nome: dal primo luglio la società si chiamerà Facile.it Mutui e Prestiti.

    Daniela Zancan, che assume il ruolo di Managing Director Stores & FMP di Facile.it  e a cui è affidata la responsabilità dell’intera Business Unit Store e Facile.it Mutui e Prestiti ha dichiarato: «L’operazione di rebranding rientra all’interno di in un percorso di integrazione iniziato nel 2018 e conclusosi lo scorso aprile con il completamento dell’acquisizione di Nexus da parte di Facile.it» spiega «Oggi i consulenti di Nexus sono a tutti gli effetti parte integrante del team Facile.it».

    L’operazione di rebranding coinvolgerà anche le 40 agenzie fisiche che la società di consulenza ha su tutto il territorio nazionale e che, a partire da luglio, cambieranno insegna – si chiameranno Facile.it Mutui e Prestiti – e subiranno un restyling in linea con le guideline di Facile.it.

    Il marchio sarà declinato in numerosi supporti di comunicazione e promozione e il nuovo logo di Facile.it Mutui e Prestiti manterrà i colori caratteristici delle due società: l’arancione di Facile.it ed il blu che ha contraddistinto all’origine lo storico logo di Nexus.

     

    «Quello che annunciamo oggi»spiega Angela Giannicola, fondatrice di Nexus e oggi Presidente di Facile.it Mutui e Prestiti – «è un passaggio del tutto naturale e, al contempo, una grande opportunità per tutti i collaboratori della società, che possono contare sulla struttura organizzativa e sull’eccellenza tecnologia di Facile.it e, anche, sull’autorevolezza e notorietà del suo brand. Sono sicura che questa novità ci consentirà di raggiungere importanti performance qualitative e quantitative nell’ambito dell’offerta multicanale che unisce on line e rete fisica a vantaggio dei clienti.».  

    Mauro Giacobbe, già Amministratore Delegato di Facile.it, assume anche il ruolo di Amministratore Delegato di Facile.it Mutui e Prestiti, mentre Angela Giannicola, Presidente di Facile.it Mutui e Prestiti, assume anche il ruolo di Direttore Commerciale Stores & FMP di Facile.it a cui è affidata la direzione e il coordinamento commerciale della rete fisica degli Store Facile.it e delle agenzie Facile.it Mutui e Prestiti.

    Francesco Rigamonti continuerà a seguire l’individuazione e l’apertura delle nuove sedi degli Store a marchio Facile.it in tutta Italia.

  • L’avvocato Giovanni Caporaso stila top 10 dei migliori paradisi fiscali

    In linea generale, nel pensare a quali possono essere i migliori paradisi fiscali, si tende a parametrare quella che è chiamata segretezza finanziaria. Seppure, come è ovvio che sia, questa tipologia di parametro abbia una rilevante importanza, è da considerare, come molto correttamente ricorda l’avvocato Giovanni Caporaso, questa tipologia di valutazione si va a basare su regolamenti e Leggi che, poi, nella loro applicazione possono essere mutuati attraverso delle serie di servizi fiduciari e triangolazioni.

    Quindi, nell’andare ad elaborare quella che può essere considerata la top 10 dei migliori paradisi fiscali, pur ritenendo la segretezza finanziaria un aspetto determinate, si deve, al contempo, considerare che questa potrà essere aumentata indipendentemente dal singolo indice di ogni paradiso fiscale. L’avvocato Caporaso, nella sua classifica dei 10 dei top paradisi fiscali pone al primo posto Panama, al secondo gli Stati Uniti d’America e al terzo posto Wallis, che è un’isola di origine vulcanica nell’Oceano Pacifico che appartiene al territorio francese.

    Quindi, oltre che la top 10 dei migliori paradisi fiscali elaborata, ad esempio, da Forbes, vi è anche quella stilata dall’avvocato Giovanni Caporaso. Non per nulla, nel pensare al top 10 dei migliori paradisi fiscali, oltre che basarsi su dati pubblici, l’avvocato Caporaso, da serie professionista, ha stilato la sua top 10 dei migliori paradisi fiscali anche basandosi sulla profonda conoscenza e sulla sua ampia esperienza. Dunque, andando a concludere, questa interessante classifica, in maniera più che motivata, vede Panama al primo posto come migliore paradiso fiscale. Maggiori informazioni su https://www.caporasoandpartnerslawofficepanama.com/it/blog/paradisi-fiscali/i-10-migliori-paradisi-fiscali

  • Auriga e Cosmobserver insieme per la divulgazione dell’astronomia

    Nasce la partnership tra Auriga, il più importante importatore e distributore di telescopi (Strumentazione Astronomica ed Accessoristica) italiano e per i paesi del Sud-Europa, e il sito di divulgazione scientifica dedicato allo spazio Cosmobserver.

     

    È un incontro di eccellenze quello che vede la nascita della collaborazione tra AURIGA e COSMOBSERVER.

    Una partnership che metterà COSMOBSERVER e il suo G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica) nelle condizioni di poter utilizzare strumenti ottici di qualità forniti direttamente dal principale importatore di strumenti ottici per l’astronomia presente in Italia.

    COSMOBSERVER e il suo team di lavoro e ricerca avranno a disposizione per le proprie attività osservative, formative e divulgative strumenti e telescopi dei marchi Celestron, Sky-Watcher, Kowa, Luna Optics ed accessori a marchio AURIGA.

    Oltre alla fornitura, consulenza e assistenza tecnica, la collaborazione prevederà anche attività di natura comunicativa e divulgativa integrata delle quali verrà dato conto nei prossimi mesi.

     

    I protagonisti dell’accordo

     

    AURIGA: Nata nel 1983 AURIGA fa parte del gruppo Virgilio Holding Spa la cui prima azienda, Prodotti Gianni S.r.l., è stata fondata nel 1948. AURIGA opera su tre mercati principali; Ottica, Elettronica e Fulldome.

    Nell’ambito dell’ottica, l’azienda è il più importante distributore italiano  di strumentazione per osservazione astronomica, terrestre e naturalistica. Tra i marchi principali trattati CelestronSky-WatcherKowaLuna Optics ed accessori a marchio AURIGA. Negli ultimi 10 anni Auriga ha allargato la distribuzione dei suoi prodotti ad altri paesi dell’area Mediterranea; Spagna, Portogallo, Croazia, Grecia, Malta e Cipro.

     

    COSMOBSERVER: (Conosciuto anche come The Cosmobserver o Cosmobserver) è un progetto integrato di divulgazione scientifica dedicato all’astronomia, astrofisica e astronautica.

    Fondato nel 2015 dall’esperto di comunicazione scientifica e marketing Emmanuele Macaluso come un blog, e successivamente come sito non periodico di divulgazione scientifica, ha presto varcato i confini del web approdando nel “mondo reale” grazie ai progetti: G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica), la campagna di sensibilizzazione globale sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY, e il Centro di ricerca e divulgazione attualmente  in fase progettuale. COSMOBSERVER è stato riconosciuto dalla rivista “Nuovo Orione” come uno dei Top Player della divulgazione scientifica italiana per quanto riguarda i temi astronomici a astronautici.

     

    Nasce quindi una collaborazione tutta italiana, ma di respiro internazionale, a favore della scienza e dell’astronomia.

     

    Link: http://www.cosmobserver.com

  • Mutui: dopo il lockdown cresce del 9% l’importo medio erogato

    Dopo i mesi di lockdown, da maggio la richiesta dei mutui è ripartita a grandissima velocità e oggi il settore viaggia addirittura più spedito di quanto non fosse nei mesi precedenti al Covid. Secondo l’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it, a fronte dell’aumento della domanda, le banche sembrano aver adottato una politica di grande apertura nella concessione del credito alle famiglie; l’importo medio erogato dagli istituti di credito tra l’1 maggio e il 15 giugno 2020 è cresciuto del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo i 134.315 euro.

    In questo modo, si legge nello studio realizzato dai due comparatori su un campione di oltre 77.000 domande di finanziamento*, l’erogato medio è tornato ai livelli registrati ad inizio anno, nonostante oggi la situazione economica generale sia oggettivamente peggiore rispetto ad allora.

    «Vuoi per un effetto rimbalzo dopo lo stop forzato imposto dalla quarantena, o perché proprio durante questa la casa ha assunto un ruolo ancor più importante nella vita di tutti noi, tanti italiani sono tornati a presentare domanda di mutuo e le banche stanno rispondendo con grande apertura alla richiesta», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Sebbene bisognerà aspettare fine anno per tracciare un bilancio complessivo, va di certo evidenziato che un ruolo importante lo sta giocando il canale online con il quale, a causa del periodo in cui si era costretti in casa, moltissimi consumatori hanno preso confidenza.».

    Le richieste raccolte nel canale online sono caratterizzate da un incremento del peso percentuale delle surroghe che oggi, secondo l’analisi di Facile.it, rappresentano più di 1 terzo del totale domande di finanziamento (34%); erano poco più del 17% lo scorso anno.

    Nuovi prodotti e criteri di selezione da parte delle banche

    Le banche, anche grazie alla grande liquidità messa a disposizione dalla BCE, si stanno dimostrando dunque molto aperte nel concedere i mutui alle famiglie, non solo percorrendo le vie già presenti prima dell’emergenza, ma anche attraverso l’adeguamento dell’offerta alla situazione attuale.

    Ci sono istituti di credito, ad esempio, che consentono di iniziare a pagare la prima rata del finanziamento dopo 12 mesi dalla stipula, concedendo così al cliente molto tempo per normalizzare la propria situazione lavorativa; altri invece, hanno lanciato finanziamenti green con tassi agevolati per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica.

    Oltre all’adeguamento della propria offerta, molte banche hanno deciso di non irrigidire i criteri di valutazione dei richiedenti mutuo e, anzi, hanno adattato le proprie politiche a quelle condizioni diventate critiche proprio a causa dell’emergenza Covid, in primis in riferimento alla cassa integrazione, solitamente ritenuta un elemento ostativo alla concessione del finanziamento, ma oggi guardata con minore rigidità se connessa alla pandemia e alla situazione economica venutasi a creare a seguito di essa.

    Tassi ancora ai minimi

    Ad agevolare la situazione vi sono anche i tassi di interesse; a giugno i valori rilevati rimangono estremamente bassi, in linea con quelli eccezionali che si registrarono a marzo scorso e, se si guarda al fisso, più convenienti rispetto a quelli di inizio anno.

    Secondo le simulazioni di Facile.it, a giugno per un finanziamento da 124.000 euro da restituire in 25 anni, con un rapporto mutuo/valore dell’immobile pari al 70%, i migliori tassi fissi (Taeg) disponibili online variano tra lo 0,95% ed il 1,15%, con una rata compresa tra 463 euro e 477 euro; a inizio anno (gennaio), per questo stesso finanziamento i tassi variavano tra l’1,23% e 1,34%, vale a dire circa 300 euro in più all’anno di interessi; 7.500 euro se si considera l’intera durata del mutuo.

    E anche sul fronte dei tassi variabili l’offerta rimane estremamente bassa, con Taeg che variano, per i parametri sopra indicati, tra 0,81% e 0,98% (rata tra 452 euro e 463 euro).

    La distanza tra tassi fissi e variabili rimane quindi su livelli minimi e, in alcuni casi, ci si può imbattere in offerte fisse addirittura più convenienti di quelle variabili; non sorprende quindi vedere come oggi, secondo quanto emerso dall’analisi di Facile.it e Mutui.it, la scelta degli italiani sia quasi unanime; il 97% di chi ha presentato domanda nelle ultime settimane ha chiesto un fisso (erano l’86% 12 mesi fa).

    I tassi di interesse estremamente bassi, uniti alla maggior apertura al credito da parte delle banche e alla nuova offerta di prodotti ad hoc, hanno contribuito a far abbassare l’età media degli aspiranti mutuatari che è oggi pari a 40 anni, due anni in meno rispetto a inizio 2020, segno che anche gli under 40 sono tornati a chiedere finanziamenti per l’acquisto della casa e questo incide sulla media.

     

    * Campione analizzato: oltre 77.000 domande di finanziamento raccolte da Facile.it e Mutui.it dall’1 maggio al 15 giugno 2019 e dall’1 maggio al 15 giugno 2020.

  • Barcella Elettroforniture acquisisce Ceriani Elettroforniture e si espande toccando quota 400 dipendenti e 43 filiali nel Nord Italia

    Barcella Elettroforniture, leader in Italia nel campo della distribuzione di materiale elettrico nei settori industriale, residenziale e terziario, per l’illuminazione e per l’automazione industriale, ha acquisito Ceriani Elettroforniture, con sede a Gerenzano (VA), importante distributore di materiali elettrici, elettronici, illuminotecnici e di telecomunicazione, per impianti civili, terziari e industriali, dando vita a un Gruppo da 175 milioni di euro di fatturato, con 43 filiali (28 di Barcella Elettroforniture e 15 di Ceriani Elettroforniture) e quasi 400 dipendenti (tra i 90 lavoratori di Ceriani Elettroforniture e gli oltre 300 collaboratori interni ed esterni di Barcella Elettroforniture).

    Un investimento importante che rispecchia i valori di leadership, crescita e innovazione continua che da oltre 70 anni rappresentano l’identità di Barcella Elettroforniture, da oggi uno dei principali player nella distribuzione di materiale elettrico a livello nazionale.

    Alla base di questa scelta, la voglia di rinascita e ripartenza, soprattutto se si considera il momento di incertezza che ha colpito in modo particolare l’intera Lombardia, i suoi abitanti, aziende e lavoratori. Ed è proprio in questo territorio che Barcella Elettroforniture implementerà la sua presenza: 28 filiali nel Nord Est (4 in Emilia-Romagna, 1 in Veneto, le restanti tra le province di Brescia, Bergamo e Milano) e da oggi anche nel Nord Ovest, attraverso i 15 punti vendita di Ceriani Elettroforniture presenti nella provincia di Milano, Monza Brianza, Como, Novara e Varese.

    «Abbiamo scelto Ceriani per i suoi punti di forza: la tradizione, le competenze specifiche, la qualità professionale e la capillarità della rete vendita. Un DNA che sarà mantenuto con tutte le sue peculiarità. L’accordo si inserisce in maniera coerente nel nostro piano di crescita ed espansione, aprendo nuove e strategiche aree di mercato» – spiega Guido Barcella, Amministratore Unico di Barcella Elettroforniture SpA, che sottolinea: «Scegliere di investire in questo momento significa anche trasmettere a tutte le componenti aziendali, dai dipendenti ai fornitori, fino ai clienti, fiducia nel futuro e solidità del nostro comparto».

    L’azienda punta ora sui settori della domotica, dell’automazione industriale e dell’efficientamento energetico rafforzando la sua profonda conoscenza del settore elettrico e dell’illuminazione, sviluppando il segmento di mercato della sicurezza, in particolare della sicurezza domestica, la videosorveglianza e il controllo accessi.

  • Gestionale Fatture Maestro

    Maestro è il gestionale fatture che è ideale per la fatturazione elettronica e per gestire gli ordini di magazzino e dunque il carico e scarico, perfetto per tutte quelle aziende che svolgono attività commerciali. È lo stesso programma Maestro a gestire la fatturazione elettronica senza che vi sia la necessità di sottoscrivere abbonamenti annui, con grandi vantaggi per l’utente.

    Questo tipo di software gestionale è facile da utilizzare anche per quanti non hanno grandi dimestichezza con l’utilizzo di applicativi in genere, dunque uno strumento realmente in grado di facilitare il lavoro di ogni giorno. Tramite questo strumento è anche possibile firmare, controllare e inviare la fattura elettronica tramite PEC e anche tramite codice univoco, per quanto riguarda gli enti pubblici e tra le aziende con partita IVA.

    Questo innovativo sistema di fatturazione di Euromedian consente dunque di preparare ed archiviare i preventivi ma anche le fatture di vendita, le ricevute emesse e quelle ricevute, ddt, note di credito nonché resi e vendita al banco.

    Parliamo dunque di un software gestionale che è al momento utilizzato da migliaia di aziende e liberi professionisti sull’intero territorio nazionale: questo importante strumento è infatti in grado di facilitare il lavoro di grandi aziende, piccole imprese, artigiani e liberi professionisti. Tra l’altro è facile da installare e trasportare in quanto installabile su una normale chiavetta USB.

    Infine, Euromedian consente di scaricare una versione di prova dei suoi software gestionali, che è completamente gratuita e consente di provare in anteprima tutte le funzioni del software così da potersi rendere conto della semplicità di utilizzo e dei vantaggi che questo riesce a regalare. È inoltre possibile personalizzare il software in base alle richieste del cliente.

  • La società bergamasca OMB Valves S.p.A completa un’ulteriore acquisizione

    OMB Valves S.p.A. ha completato l’acquisizione di BEL Valves S.r.l., società del Gruppo British Engines con sede a Corsico (MI).

    Con un fatturato di 130 milioni di euro e oltre 300 dipendenti, OMB Valves S.p.A., con sede a Cenate Sotto (BG), è un produttore riconosciuto a livello mondiale di valvole in acciaio forgiato per i settori Oil&Gas, Power, costruzioni navali e aerospaziali, con stabilimenti in Europa, Nord America, Asia e Medio Oriente.

    Giorgio Berta e Riccardo Rapelli di Studio BNC hanno curato per conto di OMB Valves la due diligence contabile e fiscale, nonché gli aspetti fiscali dell’acquisizione.

    Gli aspetti legali sono stati seguiti per OMB Valves dagli Avvocati Emanuele Cortesi, Matteo Ghilardi e Mauro Alessio dello Studio Legale CMA Caffi Maroncelli e Associati, mentre il venditore è stato assistito dallo Studio Legale BonelliErede.

    L’operazione fa seguito all’acquisizione dello storico marchio americano Vogt Valves completata nel 2017, e si pone nel percorso di crescita di OMB Valves ed ampliamento del proprio portfolio.

    Per info: https://www.ombvalves.com/events/Bel2020/

  • Mercati finanziari, nei prossimi mesi gli USA saranno al centro dell’interesse

    Anche nei mesi che verranno, gli Stati Uniti saranno il centro di attenzione del mercati finanziari. Se le proteste di piazza sorte dopo l’omicidio Floyd hanno avuto un impatto limitatissimo sui mercati, altri fattori porranno al centro dell’attenzione degli investitori gli USA.

    Gli occhi dei mercati finanziari sugli States

    mercati finanziari usaL’aspetto più importante riguarda l’intreccio tra la politica e l’economia. L’emergenza Covid ha richiesto e richiederà ancora un intervento politico per dare slancio alla ripresa, ma al tempo stesso dovrà fronteggiare anche una serie di situazioni esterne (internazionali).

    Gli investitori dei mercati finanziari stanno valutando la capacità del Congresso di approvare un pacchetto fiscale equilibrato, presupposto fondamentale per le prospettive economiche statunitensi. Senza intervento fiscale, la ripresa si farà più dura. Ma la politica fiscale non potrà non essere influenzata dalle elezioni presidenziali americane di novembre. Se vincerà Trump sarà un conto, se Biden salirà alla Casa Bianca sarà tutt’altra storia.

    Il difficile rapporto con la Cina

    Ma ci sono anche altri fattori che si agitano sullo sfondo, e che tengono gli USA sempre al centro dell’attenzione. Ad esempio le controversie commerciali con la Cina, che nonostante l’accordo di Fase Uno firmato a gennaio, ogni tanto riemergono prepotentemente. Una volta per colpa dell’atteggiamento ambiguo di Pechino quando s’è diffuso il virus, una volta per via delle questioni di controllo su Hong Kong. Ogni volta che la tensione cresce (in realtà più che altro sono minacce e non fatti concreti), i mercati finanziari si spaventano.

    FED e mercati

    A questo vanno aggiunti gli scenari di politica monetaria della FED, che ha azzerato i tassi ma difficilmente taglierà ancora. La banca centrale continuerà a supportare l’economia a stelle e strisce. Ma in che misura? Cercare di prevederlo è difficile come usare la tecnica martingala, si potrebbe sbagliare 100 volte prima di avere l’esito giusto.

    Il punto di partenza da considerare è lo scenario pessimo lasciato dalla fase acuta di Covid. Dal picco negativo, l’indice S&P 500 è salito del 37,7%, malgrado nel frattempo sia stata certificata la recessione dell’economia globale. Gli analisti dei siti per fare trading online dicono che gli investitori sono stati pressi dalla fear of missing out (FOMO) dopo che gli asset più ciclici e quelli di qualità più bassa hanno recuperato. Ma questo potrebbe anche significare (anzi, il rischio è molto concreto), che i mercati stanno vivendo un eccesso di rialzo. Insomma, bisogna vivere i mercati come se una temporanea battuta d’arresto sia sempre dietro l’angolo.

  • MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT E BIE – BIOMASS INNOVATION EXPO RIPROGRAMMATE: APPUNTAMENTO DALL’8 ALL 11 MARZO 2022

    Alla luce dell’attuale situazione normativa e di quella socio sanitaria mondiale Reed Exhibitions ha deciso di ripianificare l’edizione di settembre 2020 delle due manifestazioni che si svolgeranno dall’8 all’11 marzo 2022 in Fiera Milano.

    Milano, 19 giugno 2020 – Lo scorso febbraio Reed Exhibitions ha deciso individualmente di posticipare da marzo a settembre l’edizione 2020 di MCE MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT, fiera leader mondiale nell’impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili che si svolge in concomitanza con BIE – BIOMASS INNOVATION EXPO, dedicata alle biomasse legnose.

     Una decisione difficile ma necessaria e da subito condivisa a pieno dal mercato. In quella fase, settembre era sembrato il periodo migliore per riprogrammare le Manifestazioni, in quanto avrebbe permesso al mercato di ripartire in maniera forte, dopo un periodo di crisi, con tanta voglia di recuperare il tempo perduto e tornare a crescere. L’entità, la durata e l’ampiezza dell’emergenza sanitaria sono andate ben oltre quanto ci si potesse attendere a febbraio, sia in Italia sia all’estero, causando una situazione di instabilità socio-economica che ha segnato profondamente tutti noi, sia da un punto di vista professionale che personale.

    In questi mesi, Reed Exhibitions ha continuato a mantenere un costante contatto con espositori, associazioni e visitatori, grazie a numerose iniziative digitali sotto l’insegna di #MCEMoveOnTogether lanciato a marzo 2020 e, allo stesso tempo, ha continuato a monitorare l’evolversi delle diverse disposizioni emanate dal Governo e dalle Autorità Regionali. In più, ha lavorato per mettere a punto un piano che potesse garantire l’assoluta sicurezza di tutti i partecipanti all’edizione di settembre: espositori, visitatori, allestitori e personale di supporto.

    “Il nostro obiettivo primario – dichiara Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia, è di riuscire a mettere in scena delle manifestazioni che possano rispondere alle esigenze di business dei nostri interlocutori e alla rilevanza internazionale dei brand MCE e BIE. Il lavoro svolto sui diversi fronti, purtroppo, ci porta a ritenere che settembre non sarà ancora il contesto ideale per lo svolgimento di MCE e BIE, per come le conosciamo e vogliamo continuare a conoscerle. Le attuali disposizioni nazionali e regionali, ma anche la situazione internazionale, che continuano a non garantire tempi e modalità certe per la ripresa delle attività fieristiche, ci costringono pertanto a riprogrammare l’appuntamento con MCE e BIE dall’8 all’11 marzo 2022, sempre in Fiera Milano”.

    Reed Exhibitions ha naturalmente già informato tutti gli espositori attivandosi con nuove procedure per definire gli aspetti economici relativi all’edizione 2020 delle manifestazioni.

    Nel frattempo, le attività di MCE e di BIE proseguiranno, anche se solo in una nuova veste digitale, con webinar, attività di comunicazione con le aziende espositrici e partnership con le associazioni con il motto #MCEMoveOnTogether e con nuovi progetti per il 2021 per continuare a supportare tutti gli interlocutori di riferimento nella ripresa economica post Covid-19.

    Tutti gli aggiornamenti su MCE e BIE 2022 saranno disponibili sui siti delle manifestazioni e sulle pagine Facebook, Twitter e linkeDin.

     

    MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT e BIE – BIOMASS INNOVATION EXPO sono manifestazioni fieristiche di proprietà di Reed Exhibitions, azienda leader a livello mondiale nel settore degli eventi, capace di coniugare occasioni di incontro face to face con dati e strumenti digitali per supportare i clienti nella conoscenza dei mercati, dei singoli prodotti e nella conclusione di trattative d’affari. Reed Exhibitions gestisce oltre 500 eventi in almeno 30 paesi, al servizio di 43 settori industriali e con più di 7 milioni di partecipanti. Eventi organizzati da una rete di 35 uffici nel mondo che, attraverso le grandi competenze nel settore, la disponibilità di dati e di tecnologie, consentono ai propri clienti di generare miliardi di dollari di ricavi, utili per lo sviluppo economico dei mercati locali e delle economie nazionali di tutto il mondo. Reed Exhibitions fa parte di RELX Group plc, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi per clienti professionali in numerosi comparti di business.
    Ufficio Stampa: Flaminia Parrini, Reed Exhibitions Italia, tel.+39 02/43517038, [email protected]
  • RC familiare: a Roma risparmio medio sino al 55%

    L’RC familiare, entrata in vigore il 16 febbraio 2020, dà ai membri di una stessa famiglia la possibilità di utilizzare per le polizze auto e moto la classe di merito più favorevole maturata su un qualsiasi altro veicolo già presente nel nucleo; ma quanto sono riusciti a risparmiare gli automobilisti e i motociclisti romani che hanno usufruito della norma? Facile.it ha voluto analizzare un campione di preventivi scoprendo che, nella provincia di Roma, il risparmio massimo conseguito da chi ha usato l’RC familiare per assicurare un’auto è stato, in media, pari al 55%, mentre per le due ruote è arrivato al 47%.

    In valori assoluti significa che gli assicurati romani che hanno approfittato della nuova norma, passando dalla classe 14 alla classe 1, hanno risparmiato, in media, 419 euro sull’RC auto e 407 euro sull’RC moto.

    L’analisi, realizzata su un campione nazionale di oltre 87.000, ha anche rilevato che, a livello italiano, il risparmio ottenuto grazie all’RC familiare è arrivato al 58% per le quattro ruote e al 54% per le due ruote.

    «Ad oggi i dati disponibili confermano che chi ha potuto approfittare dell’RC familiare in questi primi mesi è riuscito a conseguire un risparmio significativo sull’RC auto che arriva sino ad oltre il 50%» spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «È però necessario contestualizzare i dati rispetto allo scenario di riferimento; il lockdown iniziato a marzo, a meno di un mese dall’ingresso della norma, ha certamente influito sugli effetti della riforma, limitando, almeno in questa prima fase, il numero degli assicurati che ne hanno potuto usufruire. Non è detto quindi che, una volta tornati alla normalità, il risparmio ottenibile grazie alla norma rimarrà su questi livelli».

    L’RC familiare potrebbe quindi aver beneficiato del calo generalizzato delle tariffe assicurative verificatosi durante i mesi di lockdown; con il graduale ritorno alla normalità, però, e una curva dei prezzi in risalita, anche i vantaggi ottenibili grazie alla norma potrebbero pian piano ridursi. Per questo motivo, spiegano ancora gli esperti di Facile.it, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza o hanno deciso di sospendere l’assicurazione è di rinnovare la copertura adesso, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.

    RC auto e moto

    Per calcolare il risparmio massimo conseguito grazie all’RC familiare, Facile.it ha preso in esame i prezzi offerti ad un campione di utenti che hanno usufruito della norma (passando dalla classe 14 alla classe 1) e confrontato tali valori con le tariffe offerte agli assicurati di pari profilo che, non potendo beneficiare dell’RC familiare, hanno dovuto assicurare il proprio veicolo in classe 14. L’analisi è stata realizzata a livello nazionale e sulla provincia di Roma tenendo in considerazione la media delle migliori tariffe disponibili su Facile.it tra il 16 febbraio e il 10 maggio 2020.

    Guardando all’RC auto, se, come detto, a livello nazionale chi è passato dalla classe 14 alla 1 ha risparmiato, in media, il 58%, il valore rilevato nella provincia di Roma è leggermente inferiore. Nel capoluogo laziale assicurare un’auto in classe 14 costa, in media, 766 euro; per chi può approfittare dell’RC familiare, ereditando una classe 1, il costo scende a 347 euro, con un risparmio di 419 euro, pari al 55%.

    Analizzando l’RC moto, invece, il risparmio percentuale rilevato nella provincia di Roma è lievemente inferiore a quello nazionale (54%); nel capoluogo laziale per assicurare una due ruote in classe 14 occorrono, in media, 875 euro; chi può usufruire dell’RC familiare, passando in classe 1, spende in media 467 euro con un risparmio pari al 47% del premio.

     

    Risparmio più contenuto nelle classi intermedie

    Se passare dalla classe 14 alla classe 1 grazie all’RC familiare consente di abbattere il premio RC auto di oltre il 50%, il risparmio si riduce man mano che migliora la classe di merito di chi usufruisce della norma.

    Guardando i valori relativi alla provincia di Roma, un automobilista che, grazie all’RC familiare, passa dalla classe 13 alla classe 1, risparmia il 45%. Se il passaggio avviene da una classe 10 alla classe 1, il risparmio si ferma al 31% e, ancora, se l’automobilista si muove dalla classe 6 alla classe 1, il premio medio si riduce di circa il 22%.

  • Prestiti Covid, lo Studio Legale Andrea Mascetti ipotizza uno scudo penale per le banche

    Fondato nel 2004 dall’avvocato Andrea Mascetti, lo Studio Legale omonimo ha offerto durante l’emergenza sanitaria una serie di focus sui provvedimenti presi dal Governo italiano per contrastare la pandemia.

    Andrea Mascetti

    Banche e imprenditori a rischio: il commento dello Studio Legale di Andrea Mascetti

    Uno degli effetti più nefasti della pandemia causata dal Coronavirus è sicuramente la ricaduta sull’economia dei Paesi: le misure per contrastare il virus hanno infatti limitato la maggior parte delle imprese, costrette alla chiusura o comunque a pesanti vincoli. Per venire incontro agli imprenditori e ai commercianti, il Governo italiano ha varato il "Decreto Liquidità", che al suo interno prevede la possibilità di richiedere dei finanziamenti, garantiti dallo Stato, agli Istituti di credito. Monica Alberti, avvocato dello Studio Legale di Andrea Mascetti, dopo aver analizzato il testo del decreto ha sottolineato un particolare importante: non è stato infatti previsto uno scudo penale nel caso in cui questi prestiti non risultino sufficienti per uscire dal momento di crisi. Uno scudo che dovrebbe essere introdotto per tutelare sia gli amministratori degli Istituti bancari che gli imprenditori. Le banche infatti non hanno alcun obbligo di analizzare approfonditamente la situazione finanziaria delle imprese che chiedono prestiti fino a 800mila euro, mentre per quelli al di sotto dei 25mila manca anche la valutazione di merito del credito: secondo il Governo, è necessario semplificare il più possibile le operazioni per uscire celermente da una delle crisi economiche più gravi del secolo. Ma nel caso in cui le imprese che hanno ricevuto i finanziamenti non riescano a recuperare il terreno perso, il rischio per Direttori o Amministratori Delegati degli Istituti bancari è quello di essere accusati di concorso in bancarotta, mentre per gli imprenditori, in caso di fallimento, potrebbe scattare il reato di ricorso abusivo al credito. Ad oggi, gli effetti della crisi economica non sono paragonabili a quelli ancora più consistenti previsti nei mesi successivi. Si aggiunga poi il particolare che al momento non si ha una certezza su un’eventuale seconda ondata del virus. Per questo lo Studio Legale di Andrea Mascetti spinge per l’introduzione di "clausole di non punibilità di banchieri e di imprenditori in stato di difficoltà per l’incolpevole pandemia in atto".

    Andrea Mascetti: le esperienze professionali

    Oltre ad essere titolare dello Studio omonimo, Andrea Mascetti è un consulente esperto in diritto commerciale e amministrativo; fa parte di diversi collegi arbitrali e organismi di vigilanza. Nato a Varese nel 1971, dopo la maturità classica il suo percorso formativo prosegue con il conseguimento della Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Si iscrive successivamente all’Ordine degli Avvocati della sua città natale. Prima di fondare lo Studio nel 2004, ha un’importante esperienza nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, nota società di servizi professionali di consulenza riconosciuta a livello mondiale. Appassionato di libri e amante della Storia, dal 2019 Andrea Mascetti è componente della Commissione Centrale di Beneficenze e ricopre il ruolo di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura per la Fondazione Cariplo, occupandosi di promozione culturale soprattutto per i territori della regione Lombardia.

  • Sismabonus per l’acquisto di case antisismiche: novità della Legge di Bilancio 2020

    Che cos’è il Sismabonus e chi ne può beneficiare? Con la Legge di Bilancio 2020 ci sono alcune novità interessanti da valutare.

     

    L’articolo 46-quater del DL 50/2017 ha esteso il Sismabonus anche agli acquisti di unità immobiliari antisismiche, non soltanto agli interventi di messa in sicurezza. Chi compra unità immobiliari in uno dei Comuni in zona a rischio sismico 1, 2 o 3 può beneficiare di una detrazione del 75% o dell’85% del prezzo di vendita, fino a un imposto massimo di 96mila euro, purché l’immobile sia ceduto, entro i 18 mesi dalla fine lavori, dall’impresa di costruzione di edifici antisismici che ha effettuato interventi di demolizione e costruzione, anche con variazione volumetrica, se consentito.

    Novità della legge di Bilancio 2020 sul Sismabonus acquisti

    L’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha aggiornato il vademecum sul Sismabonus Acquisti, tenendo conto delle novità della legge di Bilancio:

    • dall’art. 1, commi 70 e 176, della Legge di Bilancio 2020, che ha eliminato lo sconto in fattura per gli interventi di messa in sicurezza antisismica. La Legge 160/2019 ha escluso, per l’acquirente delle unità immobiliari antisismiche beneficiario del Sismabonus, la possibilità di optare per lo sconto sul corrispettivo praticato dall’impresa, in alternativa alla fruizione diretta della detrazione ovvero alla cessione del credito, riducendone drasticamente la portata applicativa
    • dalla risposta n. 5 del 16 gennaio 2020, con la quale l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito alla fruibilità del Sismabonus anche con riferimento a eventuali acconti, purché il preliminare di vendita dell’immobile sia registrato entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale si intende far valere la detrazione e siano ultimati i lavori sull’intero fabbricato. Se al momento del rogito l’intervento sull’intero fabbricato non è ancora ultimato, la detrazione potrà essere fatta valere solo a partire dall’anno di imposta in cui i medesimi lavori saranno terminati
    • dal DM n. 24 del 9 gennaio 2020, che ha aggiornato il Decreto n. 58 del 28 febbraio 2017, prevedendo, in conformità alle disposizioni regionali, che il progetto degli interventi per la riduzione del rischio sismico e l’asseverazione della classe di rischio dell’edificio debbano essere allegati alla SCIA o alla richiesta del permesso di costruire, al momento della presentazione allo Sportello Unico competente, “tempestivamente e comunque prima dell’inizio dei lavori”.

    Attualmente, l’acquirente di unità immobiliari antisismiche che ha diritto al beneficio può seguire due strade:

    • utilizzare direttamente la detrazione a scomputo delle imposte sul reddito (Irpef o Ires), suddividendo il beneficio in cinque quote annuali di pari importo
    • oppure utilizzare indirettamente la detrazione attraverso la cessione del corrispondente credito d’imposta a favore delle imprese esecutrici degli interventi o a soggetti terzi collegati, con possibilità per tali soggetti acquirenti di ricedere il credito medesimo un’altra volta (con un massimo di due cessioni complessive).

     

    L’ANCE sta intervenendo presso le competenti sedi per pervenire, in tempi brevi, alla proroga del termine del 31 dicembre 2021, ai fini dell’applicazione dei benefici fiscali per l’acquisto di unità immobiliari antisismiche ed efficienti energeticamente, tenuto conto dei tempi necessari per portare a termine le operazioni di demolizione, ricostruzione e vendita delle singole unità immobiliari.