Categoria: Economia e Finanza

  • Mercati finanziari ed elezioni in Brasile: adesso gli economisti tifano Lula

    Il Brasile probabilmente diventerà un altro esempio eclatante di come i mercati finanziari cambiano spesso “bandiera”. Un tempo erano ostili al presidente brasiliano Lula, ma adesso sperano nel suo ritorno alla guida della prima economia sudamericana, quando mancano meno di 8 mesi alle elezioni presidenziali in Brasile.

    Bolsonaro, Lula e i mercati finanziari

    brasile lulaA giudicare dai sondaggi, pare proprio che le prossime elezioni segneranno la parola “fine” all’era Bolsonaro. L’uomo della destra populista ha fallito, e peggio ancora si è ritrovato in mezzo anche a questioni moralmente discutibili.

    La bocciatura da parte dei mercati finanziari è invece già arrivata da tempo, per via soprattutto di una pessima gestione della crisi pandemica (i morti sono oltre 600 al giorno), che addirittura l’aveva visto in un primo momento schierarsi dalla parte dei negazionisti.

    La spinta all’ex presidente

    Anche se Lula – che venne travolto dalla Tangentopoli brasiliana – non è formalmente un candidato, la strada sembra spianata verso il suo ritorno, anche perché i sondaggi lo danno trionfatore con il 44% delle preferenze contro il 24% di Bolsonaro. Gli altri sono tutti dietro.
    Il 76enne fondatore del PT (Partito dei lavoratori) è stato presidente del Brasile dal 2003 al 2011. Se tutti gli indizi portano al suo grande ritorno, l’elemento più importante è proprio il gradimento dei mercati finanziari, proprio quegli analisti dei broker Consob autorizzati che in passato furono ostili alla sua gestione statalista.

    Le questioni economiche

    Il fatto è che l’agenda di Lula sarà imperniata principalmente su delicatissime questioni economiche.
    Il Paese fronteggia una forte inflazione che rallenterà a sua volta la crescita post-pandemica. Il 2021 si è chiuso con un tasso di crescita dei prezzi pari a oltre il 10% annuo. Peggio hanno fatto solo Venezuela, Argentina, Turchia e Estonia. Peraltro il grafico non mostra candele di inversione all’orizzonte. Va male anche la valuta, visto che il Real si è svalutato rispetto al dollaro Usd.

    Con livelli altissimi di inflazione, ci saranno inevitabili ripercussioni sul PIL, come ha sottolineato anche la Banca Mondiale. Quest’ultima ha quasi dimezzato le previsioni per il 2022, dal 2,5% all’1,4%.

  • Banca Generali, crescono gli investimenti sostenibili ESG: masse superano i 6,5 miliardi

    Ad accompagnare la crescita degli investimenti sostenibili ESG di Banca Generali la piattaforma BG Personal Portfolio, potenziata nel 2019 grazie alla collaborazione con MainStreet Partners.

    Banca Generali: investimenti sostenibili ESG, nel 2021 raccolti 1,4 miliardi di euro

    Negli ultimi anni sempre più consumatori, in particolare i giovani, si dimostrano interessati al mondo degli investimenti sostenibili ESG. Tra i fattori che hanno contribuito al recente boom i rischi associati ai cambiamenti climatici e l’avvento della pandemia. Lo dimostra l’ultimo record stabilito da Banca Generali: l’Istituto guidato da Gian Maria Mossa ha infatti chiuso il 2021 con un totale di 6,5 miliardi di masse gestite certificate ESG. Un risultato oltre ogni previsione: si tratta infatti del 18% del risparmio gestito totale, mentre l’obiettivo stimato per l’anno si aggirava intorno al 10%. Nel 2021 la raccolta in fondi ESG ha toccato quota 1,4 miliardi euro: "Siamo nel mezzo di un cambiamento storico dei paradigmi di un mondo degli investimenti – ha dichiarato Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generaliche in futuro vedrà la sostenibilità sempre più come elemento centrale nella selezione sia da parte dei distributori, sia della clientela finale". A trainare il nuovo record nell’ambito degli investimenti sostenibili ESG, ha fatto sapere il Gruppo in una nota, la piattaforma per la gestione degli investimenti finanziari "BG Personal Portfolio".

    Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali, un modello di successo

    Già dal 2019 infatti, grazie ad un aggiornamento figlio di una collaborazione con MainStreet Partners, la piattaforma targata Banca Generali consente di sviluppare portafogli profilati sulla base degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda Onu 2030. L’algoritmo, sviluppato con il contributo della società londinese, permette inoltre di quantificare gli impatti concreti generati dagli investimenti sostenibili ESG per ciascuno degli SDGs. Un progetto grazie al quale finora l’Istituto ha potuto selezionare un paniere di 250 fondi considerati "top" a seguito di una mappatura di oltre 5mila titoli con descrizione qualitativa relativa ai rating Environmental, Social e Governance. L’attenzione di Banca Generali verso gli investimenti sostenibili ESG parte dunque da lontano, ricorda Ragaini: "La pandemia ha contribuito ad accentuare nelle famiglie la percezione dell’importanza di detenere strumenti Esg nei portafogli, ma a questo è importante saper corrispondere le giuste tematiche d’offerta. In questa direzione si inserisce il nostro lavoro degli ultimi due anni, in cui abbiamo ampliato l’offerta tematica e la misurabilità dell’impatto sostenibile".

  • Veneto: bollette in aumento del 26% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Veneto nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.758 euro, valore in aumento del 26% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 723 euro (la seconda più alta in Italia), con un rincaro annuo del 33%; quella del gas, invece, è arrivata a 1.035 euro, in aumento del 22% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie venete potrebbe addirittura superare, in media, i 3.100 euro, vale a dire il 79% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per il Veneto, è  pari a 3094 kWh per l’energia elettrica e 1239 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

    Immagine © Andreas

  • Conti: costi in aumento fino al 21%

    Aumentano i costi dei conti correnti con operatività allo sportello (fino al +21%) mentre calano in misura più o meno uguale quelli con operatività online (fino al -22%); sono queste alcune delle evidenze emerse dall’indagine di Facile.it, anticipata ai microfoni di Sportello Italia (Rai Radio 1). Il comparatore ha ottenuto i dati dopo aver esaminato l’ICC (Indicatore dei Costi Complessivi) dei conti correnti offerti oggi da sei primari istituti bancari e confrontato i valori con quelli disponibili per altrettanti profili di clienti ad ottobre 2020.

    Guardando ai dati emerge che per i conti con operazioni allo sportello i costi sono aumentati per tutte le tipologie di clientela; si va da un +2% per i pensionati con operatività bassa (124 operazioni) fino ad un +21% per le famiglie con operatività media (228 operazioni annue).

    Di contro il canale online ha costi quasi sempre in diminuzione, soprattutto per i correntisti con operatività contenuta, in primis i giovani (-15%) e i pensionati con operatività bassa (-22%).

    «Appare evidente una dinamica generale per cui gli istituti di credito cercano di spingere i clienti verso l’online alzando i costi per le operazioni allo sportello», spiegano gli esperti di Facile.it. «Aumentano ad esempio le tariffe per le operazioni in filiale come i bonifici o i costi per il prelievo di denaro contante, che per alcune banche sono diventati a pagamento se al di sotto di un certo importo (solitamente 100€). Con l’obiettivo di incentivare l’online, inoltre, alcuni istituti offrono conti con tariffe agevolate per tutta la durata del rapporto in caso di sottoscrizione via web piuttosto che in filiale.». 

    Come detto, invece, calano le tariffe dei conti online sui quali incidono alcune promozioni rivolte agli under 30/35 (con sconti su canone fisso, carta di credito e costo dei bonifici) e alcune offerte di conti con canone azzerato per tutte le fasce di clientela, che fa sì che i soggetti che compiono meno operazioni abbiano un ICC più basso.

     

  • Banca Generali punta su uguaglianza di genere e investimenti sostenibili ESG

    Investimenti sostenibili ESG ma anche grande attenzione al tema "diversity & inclusion": Banca Generali aderisce al progetto Women’s Empowerment Principles e rafforza l’impegno per la parità di genere nel mondo del lavoro.

    Women’s Empowerment Principles: Banca Generali leader in investimenti sostenibili ESG e uguaglianza di genere

    "Siamo felici di aver sottoscritto i Women’s Empowerment Principles delle Nazioni Unite. Come parte del Gruppo Generali siamo da sempre attenti a promuovere l’equità, il rispetto e l’inclusione sia verso le nostre persone che nella comunità all’interno della quale operiamo": sottolinea in questo modo l’AD e DG di Banca Generali Gian Maria Mossa l’adesione del Gruppo ai principi di uguaglianza di genere WEP. Leader in Investimenti sostenibili ESG, l’Istituto diviene in tal modo la prima rete italiana di consulenza e la seconda realtà finanziaria del Paese ad aderire al progetto. "Ci auguriamo che la nostra adesione possa essere di stimolo per tante altre organizzazioni", aggiunge l’AD e DG Gian Maria Mossa. Banca Generali, dunque, già fortemente attiva nel settore degli investimenti sostenibili ESG, si pone in una posizione di leadership in Italia anche sul tema dell’inclusione di genere nel settore della consulenza finanziaria.

    Banca Generali, consulenza finanziaria tra uguaglianza di genere e investimenti sostenibili ESG

    "Siamo convinti che solo facendo fronte comune si potrà arrivare ad una vera e propria parità di genere", così Banca Generali in una nota, "non solo nel mondo del lavoro, ma anche nella quotidianità". Promossi dalle Nazioni Unite, i Women’s Empowerment Principles forniscono una guida alle imprese su come favorire la parità di genere e l’inclusione nella sfera lavorativa, nei mercati e nella comunità. Questioni per cui l’Istituto leader in investimenti sostenibili ESG porta avanti attività concrete che fanno di Banca Generali un ambiente di lavoro con sostanziale parità di genere tra i dipendenti: un risultato raggiunto anche grazie a progetti specifici per l’inclusione di genere e destinati all’area della consulenza finanziaria, tradizionalmente a maggiore presenza maschile. Tra i pionieri italiani negli investimenti sostenibili ESG, con l’adesione ai Women’s Empowerment Principles Banca Generali conferma un ruolo di primo piano anche come prima rete di consulenti del Paese a sottoscrivere i principi WEP delle Nazioni Unite.

  • Inflazione, la FED è passata al contrattacco ma non sarà facile

    L’aumento dell’inflazione è stato uno dei gravi problemi che ha agitato le politiche delle banche centrali, e c’è chi avverte sul pericolo che questo tema rimarrà molto caldo ancora per parecchio tempo.

    Il cambio di retorica sull’inflazione

    Finché ha potuto, la Federal Reserve (ma anche la Banca Centrale Europea e gli altri grandi istituti centrali) ha parlato di fiammate temporanee.
    Nel momento in cui si è palesato il pericolo che la crescita dell’inflazione non fosse solo più temporanea, ma strutturale, c’è stata la svolta nelle politiche monetarie. La Fed per esempio a marzo comincerà a ritoccare all’insù i tassi di interesse.
    Tuttavia potrebbe non essere così semplice riuscire a riportare verso il basso l’inflazione.

    L’oro e i precedenti di super-inflazione

    inflazioneA fornirci una spia di allarme in questo senso è l’andamento dell’oro. Il metallo prezioso da sempre è considerato un bene rifugio, in quanto riserva di valore che preserva il portafoglio in tempi di alta inflazione.
    Bisogna fare un passo indietro e considerare che il prezzo del metallo prezioso tra il 2013 e il 2019 ha oscillato in un range ristretto, con una media di 1250 dollari l’oncia. Nel 2021 l’intervallo di negoziazione è stato estremamente più alto, vicino ai 1800 dollari l’oncia.

    La crescente incertezza legata alla pandemia e la necessità di politiche fiscali non convenzionali è molto importanti, hanno spinto il metallo prezioso verso nuovi massimi e contemporaneamente verso un più alto intervallo di negoziazione.
    La crescita del metallo prezioso non è stata dovuta alla forte domanda di investimenti, ma soprattutto alla grande domanda di metallo fisico da parte di banche centrali.

    Percezione tardiva del pericolo

    È interessante notare come negli ultimi 50 anni si siano vissuti solo altri due periodi di grave inflazione. Negli anni 70 del secolo scorso, e tra il 2003 e il 2008.
    In entrambe queste fasi, l’oro ha dapprima sottoperformato le altre materie prime (come successo nel 2021) ma in seguito ha sovraperformato.

    Questo fa capire che i mercati finanziari sembrano trascurare l’oro è l’inflazione, fin quando la situazione non diventa davvero seria. Hanno cioè un market to limit sfasato, troppo alto.
    Che lo sia in questo periodo storico lo dimostra la svolta rigorista della Federal Reserve, come abbiamo accennato all’inizio.

    L’oro e le strette monetarie precedenti

    A questo punto è necessario fare un altro viaggio nei precedenti storici. Nei mesi che hanno preceduto ogni rialzo dei tassi di interesse di ciascun ciclo di restrizione monetaria, cosa avvenuta nel 1999, 2000 e 2015, l’oro ha perso tra il 5 e il 10% del suo valore nel semestre che ha preceduto un rialzo. I dati Quotex evidenziano che in quello successivo è invece schizzato verso l’alto tra il 10 e il 20%.
    La debole performance che ha avuto il metallo prezioso nel 2021, potrebbe quindi essere il riflesso di un normale andamento storico che precede le strette monetarie. Significherebbe che nel 2022 il metallo prezioso potrebbe vivere un anno davvero interessante, assaltando i suoi vecchi record.

  • Covid: 2 miliardi spesi dagli italiani per i tamponi

    Gli italiani hanno speso di tasca propria oltre 2 miliardi di euro per sottoporsi ai tamponi; il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research Norstat, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta, da cui è emerso che da marzo 2020 ad oggi sono circa 26,8 milioni i maggiorenni che hanno fatto uno o più tamponi a pagamento, con una spesa media pro capite di circa 76 euro.

    «Il costo dei tamponi è solo una delle spese che, causa pandemia, hanno iniziato a gravare sulle famiglie italiane», spiega Irene Giani, responsabile polizze vita e salute di Facile.it. «Un aiuto economico in questo senso può arrivare dalle assicurazioni a tutela della salute; generalmente il tampone non è escluso dalle coperture per esami diagnostici, ma occorre un certificato medico che dichiari che serve per avere conferma della diagnosi di Covid. Se si tratta di un tampone effettuato prima di un viaggio, invece, è bene sapere che alcune polizze ne rimborsano il costo in caso di positività».

    Per quasi 1 italiano su 5 l’importo pagato è stato ben più alto della media; 3,4 milioni di individui hanno speso tra i 100 e i 200 euro, mentre quasi 2 milioni hanno dovuto mettere a budget più di 200 euro; le fasce anagrafiche che in media hanno pagato di più sono i 25-34enni (93 euro) e i 45-54enni (81 euro). Dal punto di vista territoriale, sono i residenti nel Centro Italia coloro che, sempre in media, hanno speso di più per fare tamponi a pagamento (81 euro). Il costo ha gravato, seppur in modo differente, sia sui lavoratori (80 euro) sia sui disoccupati (60 euro).

    Ma quali e quanti tamponi hanno fatto gli intervistati? Il 51% ha dichiarato di aver fatto un test rapido in farmacia o presso altra struttura sanitaria, il 36% un molecolare mentre il 32% un rapido in autosomministrazione, per una media di 6 tamponi a testa. Interessante notare che di questi 6 tamponi ben 4 sono stati fatti negli ultimi tre mesi e, di conseguenza, gran parte dei costi si sono concentrati in questo lasso di tempo: se come detto, in media, gli italiani hanno messo a budget 76 euro per verificare il proprio stato di salute rispetto al Covid, 52 euro sono stati spesi solo negli ultimi tre mesi.

    Nella maggior parte dei casi ci si è sottoposti a tampone a seguito di un contatto con un soggetto positivo (35,1%), perché non ci si sentiva bene (30,6%) o, anche senza averne obbligo, perché un parente/conoscente aveva avuto un contatto con un positivo (19,6%); 3,6 milioni quelli che lo hanno fatto per poter lavorare. In ultimo, ben due milioni di persone hanno fatto il test solo per semplice paura.

    **Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 21 ed il 23 gennaio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.009 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Edizione si trasforma in S.p.A. e nomina Alessandro Benetton come Presidente

    Alessandro Benetton ha deciso di accettare l’incarico come Presidente di Edizione: l’obiettivo del cambio di statuto e di management è ridare lustro al Gruppo.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: "Presidenza Edizione la sfida più grande della mia carriera"

    Alessandro Benetton è il nuovo Presidente di Edizione S.p.A.: la decisione è stata annunciata lo scorso 14 gennaio dallo stesso imprenditore attraverso il suo canale Youtube. Il fondatore di 21 Investimenti ha accettato la nomina ricevuta dall’Assemblea straordinaria. Durante la stessa seduta la Holding controllata dalla famiglia Benetton ha anche approvato la trasformazione da società a responsabilità limitata a società per azioni. A ricoprire la carica di Amministratore Delegato Enrico Larghi. "Si tratta di un passo molto importante per me, nonché probabilmente la sfida più grande della mia carriera – ha dichiarato Alessandro Benettonanche se vi confesso che non avrei mai pensato di arrivare qui. Il mio lavoro è sempre stato 21 Invest, e non ho mai avuto a che fare, fino ad oggi, con le aziende di famiglia, se non per un breve periodo". La Holding racchiude tutte le aziende dei Benetton, dai trasporti fino al settore immobiliare, e controlla realtà quali Atlantia, Autogrill e Benetton Group. Diverse le novità del nuovo statuto, tra cui una governance che prevede un periodo di lock up di cinque anni e l’introduzione del diritto di prelazione nel controllo di Edizione a favore della famiglia Benetton.

    Alessandro Benetton: la Presidenza di Edizione un’opportunità per cambiare approccio industriale

    È il 2012 quando Alessandro Benetton decide di guidare la transizione del Benetton Group entrando nel CdA e diventandone Presidente. Si tratta dell’unico arco temporale in cui l’imprenditore si è occupato direttamente degli affari di famiglia. La notizia della nomina a Presidente di Edizione S.p.A. rappresenta dunque una svolta significativa nel suo percorso: "Ho deciso di non rimanere in panchina ma di mettermi in gioco, insieme ai miei cugini, con l’obiettivo di riportare Edizione a quello che è sempre stata negli anni: un punto di riferimento italiano nel mondo". L’imprenditore arriva alla guida della Holding dopo un periodo particolarmente complesso: "Nella mia carica di presidente ho visto che c’è una occasione di discontinuità, per reinterpretare l’approccio industriale che ci ha caratterizzato come famiglia nel tempo. Quando mi è stata presentata l’occasione di potere avere un peso reale nelle decisioni del gruppo – ha concluso Alessandro Benettonho scelto di coglierla".

  • Emilia-Romagna: bollette in aumento del 27% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Emilia-Romagna nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.825 euro (valore più alto a livello nazionale), in aumento del 27% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 680 euro, con un rincaro annuo del 35%; quella del gas, invece, è arrivata a 1.146 euro, in crescita del 23% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie dell’Emilia-Romagna potrebbe addirittura superare, in media, i 3.200 euro, vale a dire il 78% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per l’Emilia-Romagna, è  pari a 2.908 kWh per l’energia elettrica e 1.367 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

     

  • Piemonte: bollette in aumento del 28% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Piemonte nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.798 euro, valore in aumento del 28% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 616 euro, con un rincaro annuo del 31%; quella del gas, invece, è arrivata a 1.182 euro (valore più alto a livello nazionale), in aumento del 27% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie piemontesi potrebbe addirittura superare, in media, i 3.100 euro, vale a dire il 76% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per il Piemonte, è  pari a 2.637 kWh per l’energia elettrica e 1.375 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

  • Liguria: bollette in aumento del 35% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Liguria nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.521euro, valore in aumento del 35% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 568 euro, con un rincaro annuo del 32%; quella del gas, invece, è arrivata a 953 euro, in aumento del 36% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie liguri potrebbe addirittura superare, in media, i 2.600 euro, vale a dire il 76% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per la Liguria, è pari a 2.432 kWh per l’energia elettrica e 1.090 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

    Immagine © Andreas

  • Campania: bollette in aumento del 36% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Campania nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.561 euro, valore in aumento del 36% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 704 euro (la seconda più alta di tutta Italia) con un rincaro annuo del 35%; quella del gas, invece, è arrivata a 857 euro, in aumento del 36% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie campane potrebbe addirittura superare, in media, i 2.700 euro, vale a dire il 77% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

     

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per la Campania, è pari a 3.013 kWh per l’energia elettrica e 937 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

     

    Immagine © Andreas

  • Toscana: bollette in aumento del 26% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Toscana nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.686 euro, valore in aumento del 26% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 663 euro, con un rincaro annuo del 31%; quella del gas, invece, è arrivata a 1.023 euro, in aumento del 22% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie toscane potrebbe addirittura arrivare, in media, a quasi 3.000 euro, vale a dire il 77% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per la Toscana, è pari a 2.836 kWh per l’energia elettrica e 1.172smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

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  • Rc auto: in Abruzzo aumenti in arrivo per 19.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 19.000 automobilisti abruzzesi; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di quasi 12mila preventivi raccolti in Abruzzo a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 14% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 345,91 euro, vale a dire il 12,47% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,66% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Pescara è la provincia abruzzese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (4,09%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.

    Seguono nella graduatoria le province di L’Aquila (2,37%) e, staccata di un soffio, Teramo (2,36%). Chiude la classifica Chieti, area abruzzese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,64%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti abruzzesi che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,17% del campione femminile e il 2,36% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come gli impiegati d’azienda siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,86%) che farà scattare un aumento dell’RC auto.

    Di contro, sono i pensionati coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,92%).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 166.455 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Umbria aumenti in arrivo per 15.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 15.000 automobilisti umbri; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se si confrontano i valori di dicembre 2021 con quelli rilevati l’anno precedente, dall’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 5mila preventivi raccolti in Umbria a dicembre 2021 – emerge che la regione è l’unica area italiana che ha addirittura registrato un lievissimo calo dei sinistri denunciati (-0,9%).

    Per il momento, invece, restano ancora su livelli minimi le tariffe per gli automobilisti virtuosi; secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Umbria occorrevano, in media, 387,59 euro, vale a dire il 10,83% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,78% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Perugia è la provincia umbra che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,95%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto.

    Segue la provincia di Terni, dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (2,44%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti umbri che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,34% del campione femminile e il 3,04% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come gli impiegati d’azienda siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,95%) che farà scattare un aumento dell’RC auto.

    Di contro, sono gli operai coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (2,33%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 82.819 preventivi effettuati in Umbria dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in FVG aumenti in arrivo per 14.000 automobilisti

    Brutte notizie per quasi 14.000 automobilisti del Friuli-Venezia Giulia; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 10mila preventivi raccolti in Friuli-Venezia Giulia a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto dell’8% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Friuli-Venezia Giulia occorrevano, in media, 296,17 euro, vale a dire l’11,55% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale l’1,95% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,47%), ma fa anche guadagnare alla regione il penultimo posto nella classifica nazionale.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Trieste è la provincia del Friuli-Venezia Giulia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,77%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto; segue la provincia di Gorizia (2,38%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Pordenone (1,66%) ed Udine, area del Friuli-Venezia Giulia dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,64%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti della regione che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,36% del campione femminile e l’1,72% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,81%) che farà scattare un aumento dell’RC auto.

    Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (0,50%).


    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 133.341 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

     

  • Dividendi strizzano l’occhio all’Europa. Si preannuncia un 2022 boom

    La cultura del distacco delle cedole è sempre stato un fattore determinante per le società quotate nel Vecchio Continente. Ed è stato anche uno dei caratteri distintivi del mercato azionario europeo rispetto a quello americano e asiatico.
    Lo dimostra il fatto che negli ultimi 45 anni, i dividendi hanno rappresentato circa il 34% del rendimento azionario complessivo.

    Verso un boom di dividendi

    dividendoTenuto conto di questo aspetto, assume ancora più rilevanza il fatto che nel 2022 la distribuzione degli utili agli azionisti dovrebbe raggiungere un nuovo livello record.
    L’ammontare delle distribuzioni è tornato a crescere dopo la battuta d’arresto del 2020, anno che è stato segnato dalla pandemia da coronavirus. Ma già nell’esercizio successivo, i dividendi erano tornati a crescere di circa un terzo. Questa tendenza con ogni probabilità si rafforzerà ulteriormente nell’anno in corso.

    Un fiume di soldi per gli azionisti

    Secondo le ultime stime, la crescita dovrebbe essere di circa il 8%, portando l’ammontare complessivo de distribuzioni agli azionisti a circa 410 milioni di euro.

    Quello che colpisce è il fatto che l’andamento delle cedole abbia avuto uno scollamento rispetto all’andamento dell’economia. Mentre quest’ultima ha fatto più fatica a riprendersi dalla pandemia, le distribuzioni di dividendi invece hanno segnato una ripresa a forma di V.
    Le società del vecchio continente si confermano quindi fortemente orientate ad una dividend policy caratterizzata da pagamenti costanti, se non in aumento costante.

    Generosità spagnola

    A livello europeo, il paese che sarà più generoso è la Spagna. Gli aumenti riconosciuti ai propri azionisti dalle società quotate potrebbero infatti sfiorare il 20%.
    Nelle altre principali economie del vecchio continente, come la Xetra borsa in Germania, Il CAC in Francia e Piazza Affari in Italia, le distribuzioni dovrebbero essere comprese in una forbice tra 10 e 13%. Più attardato invece è il Regno Unito, dove anche per via della Brexit le distribuzioni dovrebbero essere più moderate, forse del 4%.

    Al di là di tutto, è chiaro che con la progressiva ripresa dell’economia dalla crisi Covid, i dividendi continuano a dare un contributo in modo robusto ai rendimenti azionari. Soprattutto in Europa, chi sfrutta app per giocare in borsa li utilizza come criterio di scelta per investire. Basta pensare che anche solo il 2,5% rappresenta un rendimento superiore a quello nominale di molte obbligazioni.

  • Puglia: bollette in aumento del 29% nel 2021

    Secondo l’analisi* di Facile.it, in Puglia nel 2021 il costo delle bollette luce e gas è schizzato alle stelle e le famiglie hanno speso, in media, 1.465 euro, valore in aumento del 29% rispetto al 2020.

    Nello specifico, la bolletta elettrica è stata, in media, pari a 676 euro, con un rincaro annuo del 37%; quella del gas, invece, è arrivata a 789 euro, in aumento del 23% rispetto al 2020.

    La brutta notizia è che il 2022 potrebbe andare peggio: se le tariffe attualmente in vigore rimarranno costanti fino a fine anno, a parità di consumi e in assenza di interventi istituzionali, il conto complessivo per le famiglie pugliesi potrebbe addirittura superare, in media, i 2.600 euro, vale a dire l’80% in più rispetto al 2021.

    «Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che il quadro potrebbe restare critico almeno per la prima metà dell’anno, se non di più», spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it. «Se la situazione non tornerà alla normalità, dopo le misure a  favore delle imprese sarebbe auspicabile un nuovo intervento del Governo a supporto delle famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica.».

    *L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 75.000 contratti di fornitura raccolti a livello nazionale da Facile.it nel 2021 e considerando un consumo medio che, per la Puglia, è  pari a 2.892 kWh per l’energia elettrica e 921 smc per la fornitura di gas, prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato. Il risparmio è stato calcolato tenendo in considerazione le migliori tariffe disponibili su Facile.it in data 24 gennaio 2022

    Immagine (c) Andreas

  • Ampliare le finestre di scarico: il nuovo progetto di GS1 Italy in ambito ECR per migliorare l’efficienza della logistica

    Meno attese, meno costi operativi e più sicurezza: ampliare le finestre di scarico può portare molteplici benefici, come emerge dalla ricerca condotta da GS1 Italy in ambito ECR, con la collaborazione di LIUC Università Cattaneo e Politecnico di Milano, e messa gratuitamente a disposizione di tutta la business community.

    Migliore distribuzione del carico di lavoro, maggiori produttività e sicurezza. Sono solo alcuni dei vantaggi per gli operatori della filiera del largo consumo emersi dall’ultimo studio di GS1 Italy, condotto in ambito ECR e in collaborazione con LIUC Università Cattaneo e Politecnico di Milano, che indaga vincoli e opportunità relativi ad alcune aree di miglioramento del processo di consegna delle merci ai centri di distribuzione (Ce.Di.) della Grande Distribuzione, focalizzandosi in particolare sull’ampliamento delle finestre di scarico come importante innovazione di processo.

    Intitolata “Ottimizzazione del processo di consegna: focus sull’estensione delle finestre di ricevimento presso i Ce.Di. della GDO”, questa ricerca rientra tra le attività messe in campo da GS1 Italy che opera per fornire alla business community strumenti, informazioni e best practice con l’obiettivo, in accordo con il piano strategico triennale GS1 Italy 2020-2022, di promuovere la digitalizzazione della filiera, la sostenibilità per il trasporto e le prassi collaborative tra gli attori della supply chain.

    Dai precedenti studi ECR sulla Mappatura dei flussi logistici, in particolare, era già emersa la necessità delle aziende di capire come rendere più efficiente l’attività di scarico presso i centri di distribuzione. Da qui, la decisione di focalizzare l’indagine sull’estensione delle finestre di ricevimento presso i Ce.Di. della GDO, una delle soluzioni applicate con maggior frequenza dalle aziende nel periodo di pandemia, mappate e sistematizzate da GS1 Italy nell’Albero delle soluzioni.

    Dalla ricerca, condotta nel corso del 2021 attraverso oltre 30 interviste a insegne della GDO, produttori, operatori logistici e IT provider di primaria importanza, è emerso come la filiera abbia l’esigenza di efficientare l’attività di scarico e come proprio l’ampliamento delle finestre di scarico dei Ce.Di. sia ritenuta, da buona parte delle aziende intervistate, una soluzione che potrebbe diventare strutturale.

    L’indagine, infatti, rileva (Figura 1) che le finestre di scarico hanno una durata media di 7 ore – anche se il 71% dei Ce.Di. italiani ha una finestra di scarico inferiore alle 6 -, fortemente concentrate nella mattinata (appena il 21% riceve dopo le 13:00). Tale organizzazione è dettata, da una parte, dalla semplicità organizzativa nell’operare esclusivamente su un turno, dall’altra dalla predisposizione dei trasportatori a iniziare il viaggio nelle prime ore del mattino. Anche quei Ce.Di. che adottano un sistema di prenotazione degli slot di scarico (meno del 50% del totale) concentrano l’85% delle prenotazioni tra le 6:00 e le 12:00. Ma, se per chi non utilizza un sistema di prenotazione il tempo medio di attesa può arrivare fino a 5 ore, chi lo utilizza beneficia di un forte contributo alla riduzione delle attese, in media di 100 minuti.

    Al fine di comprendere quali Ce.Di. possano beneficiare dell’estensione delle finestre di scarico, è stata fatta una classificazione in base alla saturazione media, al flusso gestito e alla finestra di ricevimento. In generale, l’estensione delle finestre di scarico presso i Ce.Di. può portare vantaggi concreti per la GDO prevalentemente lato magazzino e soprattutto per magazzini saturi che sviluppano alti volumi. In particolare, tra i benefici si evidenziano:

    • Riduzione del traffico nelle corsie del magazzino, con conseguente aumento della produttività oraria e della sicurezza.
    • Migliore allocazione degli articoli, riducendo il rischio di stoccaggio in aree non corrette e di extra percorrenze dei carrellisti.
    • Aumento del livello di servizio, con la riduzione del rischio di respingere consegne, limitando gli inevasi.

    Tutto questo può essere ottenuto tramite effort organizzativi che vanno a minimizzare i rischi di generare maggiori costi connessi a bassi volumi (rischio di non saturare il personale di magazzino addetto al ricevimento) o ad ore di straordinario (rischio di eventuale ritardo della consegna pomeridiana). È necessario, quindi, riuscire a superare alcuni vincoli, come la difficoltà a saturare la finestra di ricevimento pomeridiana o serale, la carenza di baie di carico/scarico disposte sullo stesso fronte e la rigidità dell’attuale organizzazione delle attività nel Ce.Di., legata in particolare all’organizzazione dei turni di lavoro.

    Guardando poi a produttori e operatori logistici, i benefici derivanti dall’estensione delle finestre di scarico presso i Ce.Di. può portare vantaggi concreti in prevalenza lato trasporti, sia in termini di minori costi operativi che di minori soste. Ad esempio, vi sarebbe la possibilità di ricorrere al multi-drop, migliorando così la saturazione dei mezzi, si avrebbe una maggiore diluizione del carico di lavoro in magazzino durante la giornata e si ridurrebbero le attese allo scarico e i costi a esse legate. Inoltre, l’eliminazione del vincolo di consegna mattutina permetterebbe di utilizzare un mezzo per effettuare più consegne consecutive, migliorando la saturazione delle ore di guida degli autisti – un beneficio particolarmente rilevante in un contesto in cui c’è carenza di autisti e minore disponibilità di trasporto. A ciò si aggiunge che aumentando la finestra utile aumenta il numero di consegne evadibili con trasporto intermodale, riducendo così l’impatto ambientale.

    L’allargamento delle finestre di scarico presso i Ce.Di. può quindi produrre vantaggi per tutta la filiera del largo consumo, soprattutto in determinate condizioni (Figura 2). Per questo, il Ce.Di. ideale è identificato come quello che:

    • Opera in una zona ad alta concentrazione di Ce.Di. o punti di carico/scarico, cosa che facilita l’esercizio di consegne aggregabili.
    • Si trova nelle vicinanze (entro i 100 km) di un terminal intermodale, con la possibilità di ricevere consegne inoltrate per via intermodale e compatibili con l’orario dei treni.
    • Ha un’alta saturazione.

    Efficientare i processi richiede un’attenzione costante lungo tutta la filiera e il confronto diretto e costante con tutti i suoi operatori. E tale ricerca nasce proprio su queste basi. L’ampliamento delle finestre di scarico potrebbe generare importanti vantaggi e GS1 Italy sta continuando a lavorare in ambito ECR per fornire gratuitamente alla business community soluzioni e best practice per rendere processi e attività sempre più efficienti, promuovendo digitalizzazione e collaborazione lungo tutta la filiera. A questa ricerca, infatti, seguirà una seconda parte, al termine della quale stileremo delle linee guida sull’efficienza logistica» dichiara Giuseppe Luscia, ECR project manager di GS1 Italy.

     

    Le principali evidenze della ricerca sono riassunte nell’abstract “Migliorare l’efficienza della logistica. Una questione anche di slot” e nel video animato sul canale YouTube di GS1 Italy.

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    gs1it.org

  • Round di investimenti per The Hundred con il contributo di Nicola Volpi (ex Permira)

    La holding italiana specializzata nella ricerca di influencer chiude l’aumento di capitale con l’obiettivo di sviluppare nuove partnership. A condurre l’operazione Nicola Volpi e Antonio Zaccheo, entrambi volti noti del Private Equity.

    Nicola Volpi

    Aumento di capitale per The Hundred: il ruolo di Nicola Volpi e Antonio Zaccheo

    The Hundred, media company attiva nello scouting di nuovi talenti del mondo dell’intrattenimento, ha recentemente chiuso un round da 5 milioni di euro. L’aumento di capitale è stato sottoscritto da un gruppo di investitori guidati da Nicola Volpi, esperto di Private Equity e tra i fondatori di Permira, con il supporto di Antonio Zaccheo, anche lui ex Permira e oggi CEO di BIC Capital, che è stato nominato Presidente della holding. L’operazione è stata seguita dagli advisor Hilex, Lexis associati, RSM Italy, GIM Legal e Tcftc. Fondata nel 2019 a Milano dagli imprenditori Vincenzo Macrì, Marino Giocondi e dal venture capitalist Leonardo Bongiorno, The Hundred investe in potenziali influencer come musicisti, TikToker, fashion blogger, aiutandoli a crescere sia dal punto di vista artistico che imprenditoriale. La società è nota soprattutto per la collaborazione nata nel 2020 e attiva ancora oggi con il famoso influencer Tommaso Zorzi. Oggi, grazie al round guidato da Nicola Volpi, la holding ha tutte le carte in regola per ampliare la propria rosa di talenti.

    Nicola Volpi: progetto The Hundred "sfida affascinante"

    Le nuove risorse a disposizione della società verranno infatti utilizzate per sviluppare ulteriori partnership. Le attività di scouting si focalizzeranno soprattutto nei settori considerati più promettenti, come il Beauty & Make-up, l’Education e il Gaming. "L’aumento di capitale – ha dichiarato il CEO Vincenzo Macrì commentando l’operazione condotta da Nicola Volpiè una tappa importante nel nostro processo di sviluppo mirato ad accreditarci sempre di più come il miglior partner per i talent. The Hundred rappresenta un’eccellenza italiana in un settore ancora poco sviluppato nel nostro Paese, che mette insieme alta tecnologia, marketing e comunicazione, sensibilità artistica e capacità imprenditoriali". Soddisfazione anche per il fondatore di Permira, oggi alla guida di Movidea: "L’obiettivo di The Hundred è aiutare giovani promettenti a massimizzare il proprio talento, affermarsi e diventare fenomeni globali, conosciuti in tutto il mondo – ha detto Nicola VolpiÈ una sfida affascinante che sono felice di supportare assieme ad un gruppo di amici".

  • EssilorLuxottica, boom di dipendenti azionisti. Francesco Milleri: “Orgogliosi della risposta”

    Sono 6.600 i dipendenti che hanno aderito al Piano di azionariato promosso dalla società guidata da Francesco Milleri.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, i numeri del Boost 2021

    Il 2021 si conferma l’anno di EssilorLuxottica. Il Gruppo ha rilasciato lo scorso dicembre i dati aggiornati di Boost, il Piano di azionariato diffuso che porta avanti dal 2019. L’ultima edizione ha visto l’adesione di 54.000 dipendenti, con un tasso di sottoscrizione pari al 65%, in crescita rispetto al 2020 (62%). Francesco Milleri, alla guida del colosso dell’eyewear e dell’eyecare, ha dichiarato: “Anche quest’anno Boost si conclude con successo e con un tasso di sottoscrizione in crescita”. Ad oggi, negli 85 paesi coinvolti dal progetto, sono 67mila i dipendenti che posseggono una quota della società, in crescita, dunque, dai 63mila del 2020 e dai 56mila del 2019. Inoltre più di 11.000 ex dipendenti, oggi in pensione ma che tuttavia hanno scelto di continuare a partecipare al percorso dell’azienda come azionisti. “Siamo orgogliosi di questa risposta – hanno commentato Francesco Milleri e il suo vice Paul du Saillant – continueremo a costruire sulla partecipazione azionaria diffusa dei dipendenti, centrale nella cultura aziendale”.

    Francesco Milleri: il 2021 di EssilorLuxottica

    Tra i risultati evidenziati nella nota rilasciata dal Gruppo anche l’aumento dei dipendenti azionisti membri di Valoptec, che raggiunge quota 20mila iscritti. L’associazione indipendente collabora attivamente nella definizione della strategia di EssilorLuxottica con un focus sulle Risorse Umane. “Questo andamento riflette la fiducia dei dipendenti nella strategia del gruppo – ha detto Francesco Milleri, che ha aggiunto – L’obiettivo è quello di estendere la stessa opportunità al maggior numero possibile di dipendenti in futuro”. Il successo ottenuto dall’iniziativa è la ciliegina sulla torta di un 2021 dai risultati decisamente incoraggianti. Il Gruppo guidato da Francesco Milleri ha chiuso l’anno in forte ripresa economica, con un’accelerazione registrata soprattutto nell’ultimo trimestre e che ha portato al miglioramento e al consolidamento dell’Outlook. Diversi i traguardi che hanno reso particolarmente positivo il 2021 di EssilorLuxottica: tra questi la partnership siglata con Meta per la produzione dei primi smart glasses e il consolidamento dell’iniziativa “Eyes on the planet”, la roadmap dedicata alla strategia dell’azienda in tema di sostenibilità e che ha tra i suoi capisaldi la circolarità, la carbon neutrality e il diritto alle cure della vista.

  • Rc auto: in Lombardia aumenti in arrivo per 141.000 automobilisti

    Brutte notizie circa 141.000 automobilisti lombardi; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 114mila preventivi raccolti in Lombardia a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 16% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 334,86 euro, vale a dire l’8,18% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,71% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Sondrio è la provincia lombarda che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,71%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Como (3,29%), Brescia (2,89%), Bergamo (2,79%), Monza e Brianza (2,78%) e Milano (2,74%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Varese (2,53%), Lecco (2,46%) e, a pari merito, Lodi e Pavia (2,36%).

    Chiudono la classifica Mantova (2,01%) e, staccata di un soffio, Cremona, area lombarda dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (2,00%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti lombardi che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,98% del campione femminile ed il 2,55% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i disoccupati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,97%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire gli insegnanti (3,72%) e gli impiegati pubblici (3,18%).

    Di contro, sono i commercianti colore che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,98%), seguiti dai dirigenti-funzionari (2,04%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.557.489 preventivi effettuati in Lombardia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Immagine © Paolese

  • Rc auto: in Calabria aumenti in arrivo per 14.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 14.000 automobilisti calabresi; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 13mila preventivi raccolti in Calabria a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 13% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Calabria occorrevano, in media, 494,23 euro, vale a dire il 18,84% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale l’1,56% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,47%), ma fa anche guadagnare alla regione l’ultimo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Catanzaro è la provincia calabrese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,16%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue Vibo Valentia (1,91%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Cosenza (1,51%) e, staccata di un soffio, Crotone (1,49%). Chiude la classifica Reggio Calabria, area calabrese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,28%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti calabresi che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,12% del campione femminile e l’1,31% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come le casalinghe siano risultate essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,97%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire i pensionati (2,03%).

    Di contro, sono gli operai coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,34%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 177.100 preventivi effettuati in Calabria dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Covid: la paura fa aumentare le polizze vita e salute

    I timori per la pandemia che non si ferma hanno spinto gli italiani a stipulare sempre più polizze assicurative legate alla vita o allo stato di salute. A novembre 2021, secondo un’indagine di Facile.it, erano 3,6 milioni (pari al 6% della popolazione) gli italiani che ne avevano sottoscritto una per la prima volta, portando a ben 16 milioni il numero dei nostri connazionali che avevano una polizza di questo tipo.

    Per loro esplicita dichiarazione, si legge nell’indagine* effettuata per conto del comparatore dall’istituto mUp Researchil 34% dei 3,6 milioni di nuovi assicurati, ha sottoscritto la polizza per timore della pandemia.

    A dimostrazione del crescente interesse degli italiani per un prodotto prima poco diffuso in Italia è anche il notevole incremento (27% anno su anno) delle ricerche online legate a queste polizze; interesse che non si è affatto spento e, affermano da Facile.it, nel secondo semestre del 2021 ha fatto registrare rispetto ai primi sei mesi dell’anno un +9% per le ricerche online di polizze vita.

    *Indagine mUp Research realizzata attraverso n.1.072 interviste CAWI ad un campione di individui in età 18-74 anni rappresentativo della popolazione italiana adulta. 

     

    Immagine © Kasar

  • Rc auto: in Sicilia aumenti in arrivo per 53.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 53.000 automobilisti siciliani; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 62mila preventivi raccolti in Sicilia a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 18% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 429,30 euro, vale a dire il 13,59% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,24% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Agrigento è la provincia siciliana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,57%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono le province di Caltanissetta (2,46%), Catania (2,39%), Trapani (2,34%), Messina (2,31%) e Palermo (2,27%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Siracusa (1,92%) e Ragusa (1,83%). Chiude la classifica Enna, area siciliana dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,30%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti siciliani che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,34% del campione femminile ed il 2,19% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come il personale medico sia risultata essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (4,65%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire i pensionati (3,07%).

    Di contro, sono gli imprenditori coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,00%), seguiti dai commercianti (1,48%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 850.964 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc auto: in Veneto aumenti in arrivo per 66.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 66.000 automobilisti veneti; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 53mila preventivi raccolti in Veneto a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 16% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto occorrevano, in media, 346,45 euro, vale a dire il 10,88% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,35% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Belluno è la provincia veneta che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,71%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono le province di Treviso (2,52%) e, staccata di un soffio, Rovigo (2,51%).

    Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Venezia (2,46%), Padova (2,39%) e Vicenza (2,37%). Chiude la classifica Verona, area veneta dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,93%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti veneti che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,72% del campione femminile ed il 2,13% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,86%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire i liberi professionisti (3,74%).

    Di contro, sono gli impiegati pubblici coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,17%), seguiti dagli imprenditori (1,18%).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 714.210 preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Oro e Argento dagli Smartphone Ma l’Italia li Ricicla all’Estero

    Oro e argento sono metalli preziosi che vengono utilizzati, sebbene in minime parti, anche negli smartphone.
    Quantità infinitesimali che però dato il grande numero di telefoni possano essere una fonte remunerativa di riciclo per i paesi che hanno la tecnologia e le strutture idonee al recupero di questi metalli preziosi.

    Come si riciclano i metalli preziosi in italia

    In italia esistono altre forme di riciclo dei metalli preziosi che per alcuni anni hanno messo il nostro paese nella classifica dei paesi esportatori di oro nonostante non esista una sola miniere aurifera in attività.
    Ad oggi la sola filiera di recupero di oro e argento in italia è quella che inizia con le attività come i compro oro Firenze o di altri luoghi del nostro paese.
    Soprattutto fino ad alcuni anni fa queste attività che fanno dell’acquisto dell’oro usato il loro principale business sono riuscite a riciclare grandi quantità di oro.

    Il ruolo delle crisi economiche

    Un fenomeno che è nato con il nuovo millennio quando le crisi economiche in occidente e soprattutto nel nostro paese hanno cominciato a creare problemi di liquidità molto gravi alle persone.
    Gioielli e oggetti in oro e argento di ogni genere sono stati acquistati dai compro oro direttamente da persone che avevano intenzione o necessità di monetizzare il valore dell’oro che avevano in casa.
    Oggi con una diminuita disponibilità di metalli preziosi la nuova frontiera del riciclo di oro e argento sono proprio quegli smartphone che in alcuni casi sono stati acquistati anche grazie alla vendita dei gioielli e altri oggetti in oro.

    Il riciclo di oro e argento dagli smartphone in italia

    Questo tipo di riciclo non è certo una novità, paesi come il Giappone sono anni che hanno investito in politiche industriali che fossero in grado di recuperare metalli e altri materiali proprio dagli smartphone.
    Il Giappone è un paese tecnologicamente molto avanzato e per questo forse ha avuto al possibilità di fare da apri pista a livello internazionale avendo prima di altri un gran numero di cellulari da riciclare.
    Nonostante ciò anche in europa ci sono paesi che hanno realizzato strutture di riciclo dei metalli dai dispositivi digitali in grado di assorbire anche le necessità di paesi esteri come è nel caso dell’italia.
    Le schede elettroniche provenienti dal nostro paese finiscono direttamente in Belgio e Francia che hanno una tecnologia in grado di separare i componenti più nobili presenti negli smartphone in modo redditizio.
    Con tale tecnologia da una tonnellata di smartphone è possibile recuperare una media di 276 grammi di oro, 345 grammi di argento.
    Quantità che contenendo i costi di lavorazione possano essere sufficienti a giustificare una tale tipo di attività.
    Attualmente anche nel nostro paese si cerca di mettere a punto un tipo di riciclo che oltre a dare un grande contributo all’ambiente rappresenta una occasione non perdibile per poter essere in linea con le nuove politiche green europee.
    Quantità che contenendo i costi di lavorazione possano essere sufficienti a giustificare una tale tipo di attività.
    Attualmente anche nel nostro paese si cerca di mettere a punto un tipo di riciclo che oltre a dare un grande contributo all’ambiente rappresenta una occasione non perdibile per poter essere in linea con le nuove politiche green europee.
    In questo modo si può davvero cominciare a parlare di economia circolare e a basso impatto considerando anche il risparmio del lavoro necessario a estrarre nuovo oro dalla terra.

  • Rc auto: nel Lazio aumenti in arrivo per 80.000 automobilisti

    Brutte notizie per circa 80.000 automobilisti laziali; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 125mila preventivi raccolti nel Lazio a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 13% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote nel Lazio occorrevano, in media, 422,88 euro, vale a dire il 9,40% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,84% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Rieti è la provincia laziale che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,09%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Segue nella graduatoria la provincia di Roma (2,91%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Latina (2,64%) e Viterbo (2,13%). Chiude la classifica Frosinone, area laziale dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,97%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti laziali che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,02% del campione femminile ed il 2,71% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,57%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire gli operai (3,22%) e le casalinghe (3,09%).

    Di contro, sono gli studenti coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,72%), seguiti dagli appartenenti alle forze armate (1,94%).

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.731.353 preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Costi dell’energia, molte fonderie sono costrette ad alzare bandiera bianca

    Il problema energetico continua ad essere uno dei fardelli più grandi che si porta dietro la ripresa economica globale.
    L’aumento dei costi dell’energia sta interessando tutti i settori economici e produttivi, ma chiaramente colpisce principalmente quelle attività considerate “energivore”.

    Attività colpite dalla crescita dei costi dell’energia

    fonderiaL’esempio più eclatante sono le fonderie, che per loro natura debbono tenere i forni accesi 24 ore su 24. Con il costo dell’energia schizzato a livelli record, per molte aziende la situazione è diventata insostenibile.
    Nell’ultimo periodo in tutta Europa una lunga lista di fonderie di alluminio ha dovuto ridurre la produzione. C’è anche chi addirittura ha dovuto chiudere, in attesa di tempi migliori. E questa lista già lunga cresce di giorno in giorno.

    Tagli produttivi e chiusure

    I problemi provocati dal caro energia al conto economico, ha costretto a operare un taglio produttivo netto nella fonderia più grande d’Europa, l’Aluminium Dunkerque Industries France, e nella seconda più grande, San Ciprian di Alcoa. Il lungo elenco delle fonderie colpite si estende però dall’est Europa in tutto il resto del continente.
    Le uniche fonderie che finora sono riuscite a rimanere in piedi sono quelle che hanno stipulato con i broker regolamentati contratti di fornitura energetica a lungo termine.

    Redditività compressa

    Tra fagli produttivi e chiusure, si parla di circa 35.000 tonnellate in meno l’anno di alluminio, che si sommano alla riduzione produttiva già avvenuta lo scorso anno.
    Il problema è che l’impennata del costo dell’energia in tutta Europa ha compresso la redditività delle fonderie, spingendola finanche in territorio negativo.

    Siccome nel breve termine non è facile trovare delle soluzioni, visto che gli indicatori di trend del costo dell’energia indicano semmai altri rincari, questo comporta una pressione al rialzo sui prezzi dell’output finale.
    Intatti il prezzo dell’alluminio Infatti è risalito sui massimi di 2 mesi sotto la spinta crescente delle preoccupazioni per la scarsa offerta dovuta ai costi di produzione sempre più elevati.

  • Rc auto: in Emilia-Romagna aumenti in arrivo per 63.000 automobilisti

    Brutte notizie per più di 63.000 automobilisti dell’Emilia-Romagna; tanti sono gli assicurati che, secondo l’osservatorio di Facile.it, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2021, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito e, di conseguenza, aumentare il costo dell’RC auto.

    Se in base all’analisi del comparatore – realizzata su un campione di oltre 51mila preventivi raccolti in Emilia-Romagna a dicembre 2021 – il numero di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa è cresciuto del 17% rispetto allo scorso anno, le tariffe riservate a quelli virtuosi per il momento restano ancora su livelli minimi.

    Secondo i dati dell’osservatorio di Facile.it, a dicembre 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Emilia-Romagna occorrevano, in media, 378,99 euro, vale a dire il 10,32% in meno rispetto a dicembre 2020.

    «Le tariffe», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «godono ancora oggi del calo dei sinistri rilevato per tutto il 2020, ma con il 2021 questi hanno ricominciato a salire e, in virtù di ciò, ci aspettiamo che i premi assicurativi tornino a crescere, con rincari che secondo le nostre stime potranno arrivare anche a 35-40 euro per ciascun automobilista.».

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,52% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,47%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Rimini è la provincia dell’Emilia-Romagna che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,94%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’RC auto. Seguono nella graduatoria le province di Ferrara (2,85%), Modena (2,81%), Parma (2,71%), Piacenza (2,66%) e Bologna (2,57%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per Ravenna (2,34%) e Forlì-Cesena (2,07%). Chiude la classifica Reggio Emilia, area dell’Emilia-Romagna dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,80%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti dell’Emilia-Romagna che vedranno aumentare l’RC auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,72% del campione femminile ed il 2,40% di quello maschile.

    L’analisi del campione in base all’occupazione professionale dell’assicurato, invece, evidenzia come i pensionati siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,95%) che farà scattare un aumento dell’RC auto; a seguire, a pari merito, gli insegnanti e i liberi professionisti (3,11%).

    Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2021 meno sinistri con colpa (1,35%), seguiti dalle casalinghe (1,97%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 692.011 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2020 e il 31 dicembre 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate