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  • Bitfoliex: una piattaforma di crittografia ideale per il 2020

    Stiamo entrando in una nuova era guidata dalla visione di un’economia digitale decentralizzata. L’adozione della tecnologia blockchain sta avvenendo ad un ritmo rapido, nonostante il mondo convenzionale non abbia ancora adottato pienamente questa tecnologia. Oggi, la maturità dello spazio blockchain è andata oltre la fase di introduzione. I decisori e gli investitori guardano alla tecnologia blockchain con l’intenzione di rivoluzionare l’economia globale. Oggi sono in circolazione più di 5487 critto-valute, con una capitalizzazione di mercato combinata di 265 miliardi di dollari. Le istituzioni leader in tutto il mondo sono desiderose di fare affari in questo spazio in rapida crescita, e un numero crescente di piattaforme di monete criptate sono emerse per soddisfare le esigenze infrastrutturali delle nuove aziende blockchain.

     

    Integrazione di funzioni multiuso in un unico portafoglio

    Abbiamo visto tante soluzioni promettenti che non soddisfano le esigenze di base di questo complesso mercato. Con l’introduzione di numerose valute, piattaforme, borse e altre tecnologie frammentate, è un processo vertiginoso per le nuove aziende affrontare tutte le attuali preoccupazioni del mercato della crittografia. La soluzione Bitfoliex è una piattaforma che affronta le importanti sfide che esistono in questo mercato, tra cui la sicurezza e l’intuizione. La piattaforma Bitfoliex porta l’esperienza del portafoglio crittografico ad un livello completamente nuovo che integra le critto-valute di prima classe in un unico, completo portafoglio, il portafoglio Bitfoliex, eliminando l’attuale necessità di portafogli multipli e scambi.

    Mariela Tánchez, direttore marketing della piattaforma Bitfoliex, afferma “La nostra azienda è stata creata con la visione di fondere e aggiungere tutte le valute e gli scambi in una piattaforma semplice e intuitiva. La nostra tabella di marcia è quella di affrontare tutte le principali sfide che gli appassionati di crittografia devono affrontare nel mondo”.

    Il Portafoglio Bitfoliex è una piattaforma completa che supporta tutti i principali sistemi di crittografia presenti oggi sul mercato: Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), Bitcoin Cash (BCH), Stellar (XLM) e Traxalt Tokens (TXT). Con funzioni multiuso sulla piattaforma, Bitfoliex è l’infrastruttura che funge da ponte tra l’industria della crittografia e gli utenti non crittografici. Bitfoliex dispone anche di un processo di verifica dell’identificazione senza soluzione di continuità che viene presentato per soddisfare le mutevoli normative in tutto il settore di blockchain.

     

    Caratteristiche della piattaforma Bitfoliex:

     

    • Esperienza gratuita di apertura di un conto e caricamento di critto-attivi senza alcun limite minimo
    • Accesso a un’ampia varietà di crittoattivi.
    • Transazioni ad alta velocità.
    • Funzioni di portafoglio intelligente con la massima sicurezza del portafoglio multisig
    • Avvisi su questioni rilevanti per coinvolgere gli utenti
    • Interfaccia semplice e intuitiva, dashboard avanzato
    • Un servizio clienti attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7
    • Oltre 2 milioni di account utente.
  • Tavolo Detroit e sedia Oklahoma di Moia – Your Home Outdoor. Il dining set moderno per un outdoor dinamico ed elegante.

    I tavoli da giardino dell’azienda novarese protagonisti di pranzi e cene estivi all’insegna del comfort e dello stile.

    Il design moderno e minimalista rende il Tavolo Detroit il complemento d’arredo immancabile per chi vuole creare un angolo dedicato alla convivialità che sia semplice e raffinato allo stesso tempo.

    Il tavolo allungabile è sorretto da una struttura in alluminio dalle linee semplici e regolari, disponibile nei colori bianco o grigio antracite, con un robusto piano a doghe dagli angoli arrotondati. Grazie all’utilizzo dell’alluminio e della viteria in acciaio inossidabile il Tavolo Detroit combina leggerezza, solidità e resistenza agli agenti atmosferici.

    Moia – Your Home Outdoor completa il dining set con la Sedia Oklahoma, coordinata nel materiale e nel colore. Il suo particolare schienale in corda sintetica grigia imbottita crea un perfetto equilibrio tra comfort e design, donando all’ambiente un tocco originale e contemporaneo. Maneggevoli e versatili, le sedie Oklahoma possono essere impilate e riposte ottimizzando gli spazi.

    La combinazione di materiali differenti conferisce alla composizione dinamicità e appeal, caratteristiche ideali per un ambiente esterno dallo stile unico.

     

    www.moiaspa.com

  • “SOMMELIER AT HOME” IL VIAGGIO ENOICO DI ASPI NELLE REGIONI DEL VINO ITALIANO FA TAPPA IN CAMPANIA

    #SOMMELIERATHOME, LA RASSEGNA DI ASPI – ASSOCIAZIONE SOMMELLERIE PROFESSIONALE ITALIANA PER SCOPRIRE LE MIGLIORI PRODUZIONI ITALIANE, REGIONE PER REGIONE, APRE LE ISCRIZIONI PER IL PERCORSO ALLA SCOPERTA DEI TESORI ENOICI CAMPANI CON IL SOMMELIER ANGELO DI COSTANZO.

     

    Prosegue il calendario di appuntamenti #SommelierAtHome di ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana: una rassegna di incontri rivolti ad appassionati e professionisti, rigorosamente online, alla scoperta delle regioni del vino italiano.

    Ad ogni incontro, ospitato dalla piattaforma Zoom, un sommelier ASPI introdurrà i partecipanti alla storia e alle produzioni della regione, e li guiderà nella degustazione di un vino, rappresentativo delle tipicità del vitigno o territorio oggetto della lezione, che ASPI invierà direttamente a casa dei partecipanti. A chiudere l’incontro, l’intervento in diretta del produttore, che svelerà ogni segreto del vino e della sua terra.

    Dopo la partenza in Piemonte, il viaggio enoico di ASPI fa ora tappa in Campania, tra i territori e i vitigni più iconici della regione. A guidare i partecipanti, Angelo Di Costanzo, già Sommelier dell’Anno per la Guida L’Espresso 2014, oggi nel Food&Beverage Management e Wine Specialist di San Gregorio Ristorazione.

    Si comincia martedì 16 giugno, alle 20.30, con I Campi Flegrei, dove nascono i vini del vulcano: alla scoperta di una delle aree viticole più suggestive della provincia di Napoli, dove nascono vini particolarmente autentici, prodotti su sabbie vulcaniche e da vigne a piede franco, in un contesto dal grande valore storico e culturale.

    Alla stessa ora, martedì 23 giugno si prosegue con Falerno del Massico, da duemila anni di storia sulla bocca di tutti. Protagonista il grande vino della provincia di Caserta, annoverato come il primo vino doc della storia. Sarà l’occasione per viaggiare in un territorio unico e particolare, dalle mille anime.

    La tappa in Campania si conclude martedì 30 giugno, sempre alle 20.30, con Il Greco di Tufo, il grande bianco dell’Irpinia: il vino al centro di questo incontro conserva le caratteristiche del territorio straordinario in cui nasce, nel cuore dell’Irpinia. Prodotto solo in otto comuni del circondario di Tufo, da cui la docg prende il nome, è moderno, già proiettato nel futuro.

    E, dopo Piemonte e Campania, il viaggio di #SommelierAtHome di ASPI proseguirà con la terza tappa: si torna nel Nord Italia, alla scoperta della regione Lombardia, in compagnia di Manuele Pirovano, maitre-sommelier del ristorante D’O* di Davide Oldani (MI).

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    Per partecipare alle lezioni è necessaria la prenotazione. La quota di iscrizione ad ogni tappa di #SommelierAtHome comprende 3 videolezioni ospitate sulla piattaforma Zoom e la spedizione a casa dei 3 vini che saranno degustati durante gli incontri online (un vino a lezione).

    Per informazioni e iscrizioni: [email protected]

    ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

  • UNA VISIONE GLOBALE PER L’AZIONE LOCALE: LE PROPOSTE DI REED EXHIBITIONS PER LA RIPRESA DEL SETTORE FIERISTICO

    Nuovi modelli di business, innovazione dei servizi, nuovi sbocchi internazionali e integrazione con la smartness life: in occasione del Global Exhibitions Day 2020 #Exhibitions are Key to Rebuild Economies, Reed Exhibitions chiama a raccolta le sedi globali per un confronto concreto sul settore fieristico italiano.

    Milano, 3 giugno 2020 – Il 3 giugno 2020 ricorre l’appuntamento con il Global Exhibitions day, #Exhibitions are Key to Rebuild Economies, la giornata celebrativa del mondo fieristico, che in Italia rappresenta un’importante settore industriale, capace di generare affari per 60 miliardi di euro e contribuire al 50% delle esportazioni delle imprese che vi partecipano.

    Un settore pesantemente segnato dall’emergenza da Coronavirus i cui attori stanno pianificando strategie mirate a una ripresa attenta alle esigenze della salute di espositori e visitatori che permettano lo svolgimento delle manifestazioni in piena sicurezza.

    Secondo i dati UFI 2018 il comparto a livello mondiale è un vero motore di sviluppo: sono 116 i miliardi di euro di spesa di espositori e visitatori e 1,3 milioni le persone occupate nel settore che salgono a 3,2 milioni considerando l’indotto come trasporti, ricettività, ristorazione. Ogni anno, in tutto il mondo, i 32.000 eventi fieristici coinvolgono oltre 303 milioni di visitatori e 4.500.000 imprese espositrici. Uno scenario in cui l’Italia è protagonista, al secondo posto in Europa e quarta a livello mondiale: con 200.000 espositori e più di 20.000 operatori a livello globale, circa 1.000 manifestazioni a calendario nel 2019, di cui 200 internazionali, il settore ha un peso rilevante nell’economia italiana.

    In tale prospettiva, Reed Exhibitions ha promosso un confronto che ha coinvolto tutte le principali divisioni mondiali, volto a evidenziare la portata dell’impatto che la crisi sta avendo e continuerà ad avere nei prossimi mesi sull’attività delle fiere, sia a indicare alcune strade, che già molti paesi hanno intrapreso, per adeguare le proprie strategie ai cambiamenti strutturali in atto e riprendere ad organizzare al meglio le fiere di business nella New Normal attuale e futura.

    Un confronto che ha portato a mettere in atto una serie di  iniziative per la ripresa, a partire da una survey globale per ascoltare il sentiment dei molteplici settori industriali al centro delle manifestazioni, capirne le esigenze e fin da subito predisporre le attività più idonee a loro supporto, ad una ricca attività formativa online e nuove occasioni di visibilità digitale per le aziende espositrici ma anche definire gli interventi da prendere a modello che le istituzioni centrali e locali dovrebbero porre in essere per rimuovere le principali criticità del sistema fieristico nazionale, e per evitare un ulteriore indebolimento del settore.

    Forti del network internazionale composto da 30 uffici nei 5 continenti – sottolinea Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia – abbiamo tutti gli strumenti per confrontarci con le sedi internazionali e le aziende partner, e individuare esempi efficaci di innovazione nel settore. Abbiamo coinvolto tutta la nostra rete proprio con l’obiettivo di analizzare gli effetti della globalizzazione in un contesto di pandemia e individuare nuove soluzioni e tecnologie per far fronte alla crisi”

    Reed Exhibitions Italia, che nel nostro Paese organizza MCE – Mostra Convegno Expocomfort, la fiera biennale leader mondiale sul comfort abitativo, assieme a BIE – Biomass Innovation Expo, That’s Mobility, l’evento annuale sulla smart mobility, e Viscom, la più importante fiera in Europa dedicata al mercato della comunicazione visiva, è parte del Gruppo Reed Exhibitions, l’organizzatore leader mondiale di eventi, con oltre 500 manifestazioni in 30 Paesi.

    Non solo accogliamo il cambiamento bensì lo ricerchiamo, sfidando lo status quo ogni volta che possiamo – conclude Massimiliano Pierini –. Fa parte del nostro credo aziendale essere pronti a mosse e decisioni coraggiose, sempre alla ricerca di nuove idee. Sono certo che saremo in grado di organizzare le nostre manifestazioni, anche con il supporto di una nuova veste digitale che abbiamo imparato velocemente ad utilizzare in questo periodo, ma sempre come luoghi unici di incontro fisico e di relazioni di business e contribuire così al rilancio dell’economia del nostro Paese.

    Reed Exhibitions
    Reed Exhibitions è il leader mondiale nell’organizzazione di fiere e congressi che gestisce oltre 500 eventi in 30 Paesi che hanno registrato più di 7 milioni di partecipanti nel 2019. Reed Exhibitions conta 30 sedi in tutto il mondo a disposizione di 43 settori industriali. Reed Exhibitions fa parte di RELX Group plc, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi per clienti professionali in numerosi comparti di business.
    Ufficio Stampa: Flaminia Parrini, Reed Exhibitions Italia, tel.+39 02/43517038, [email protected]

     

  • Professionisti del settore infanzia e genitori insieme per supportare il rientro a scuola dei più piccoli

    Nel primo degli incontri formativi promossi da Start Hub tanti spunti utili per le famiglie e idee per lo sviluppo di un prodotto rivoluzionario per la crescita educativa e ludica dei bambini.

    Bologna, 28 maggio 2020. Start Hub Rebel Change, la rete multidisciplinare di persone che sviluppa prodotti con la partecipazione collettiva dei consumatori è stata promotrice di un’importante incontro durante il quale genitori, pedagogisti, psicologi ed educatori si sono confrontati sulle tematiche riguardanti il rientro a scuola post-Covid. Un’iniziativa condivisa da famiglie e professionisti che darà vita a una serie di incontri con l’obiettivo di sviluppare un prodotto rivoluzionario per la crescita educativa e ludica dei bambini e al contempo aiutare i genitori a gestire al meglio la delicata esperienza del Covid-19.

    Durante la diretta streaming di mercoledì 27 maggio Start Hub, la dott.ssa Eléna Chiarillo, e le psicologhe Elizabeth Nobile e Alessandra Fioretti hanno risposto alle domande di centinaia di genitori confrontandosi sulle tematiche inerenti al rientro a scuola dei più piccoli e alle possibili difficoltà da dover superare nel ritorno ad una nuova normalità.

     

    “Un rientro a scuola Outdoor permetterebbe ai bambini di sperimentare il “gioco distanziato”, poiché nella natura i bambini sono attratti da poli differenti. In questo modo i più piccoli saranno in grado di creare autonomamente il distanziamento senza imposizioni dall’alto” afferma la dott.ssa Chiarillo, soffermandosi poi sull’importanza della formazione della comunità educativa in un momento di trauma globale che ha modificato radicalmente la socialità, soprattutto nei più piccoli.

     

    La psicologa Elizabeth Nobile ha poi approfondito l’ambito neurologico del bambino attraversando a fianco dei genitori le possibili cause che possono innescare disturbi nell’attenzione nei bambini da zero a sei anni: “Innanzi tutto, è necessario effettuare una pulizia di contesto, osservare il bambino nell’assenza della quotidianità scolastica ed individuare eventuali segnali di passività. La mancanza di attività sensoriali a cui si abituano i più piccoli fin dal nido, può comportare passività e disattenzione, per questo è importante individuare questi segnali ed intervenire in modo tempestivo fornendo al bambino tutto il supporto di cui necessita” suggerisce Nobile.

     

    A concludere la diretta la psicologa Alessandra Fioretti che ha sottolineato: “Nel periodo di lock down forzato il bambino potrebbe aver cominciato a pensare alla realtà esterna come un luogo pericoloso, a causa delle notizie ascoltate in tv o magari assorbendo le preoccupazioni dei genitori stessi, cominciando a considerare l’esterno come un nemico. In questo contesto, i genitori devono riuscire a essere un buon esempio accompagnando il bambino in un processo di risocializzazione e connessione col mondo esterno”.

     

    Il percorso formativo per un fine concreto

    Start Hub Rebel Change ha da sempre come obiettivo lo sviluppo di soluzioni e prodotti insieme alle persone, dall’esperienza nello sviluppo di consumatori consapevoli e dal contributo di educatori, psicologi ed esperti del mondo dell’infanzia Start Hub si fa promotrice di un progetto rivoluzionario. Seguendo la filosofia di Start Hub per la quale i prodotti sono occasione di connessioni, incontri e condivisioni su temi relativi ai prodotti, ogni incontro proseguirà con il confronto fra i genitori e i professionisti del settore con il fine di individuare lo sviluppo di una soluzione concreta; un tavolino capace di integrare in un unico strumento l’aspetto educativo, di crescita e di gioco. Sarà l’inizio di un percorso che porterà alla produzione del tavolino e di altre soluzioni fattive con l’obiettivo di accogliere e soddisfare le esigenze di tutti gli attori in gioco, dai bambini, ai genitori, agli educatori all’interno di un percorso partecipativo che vede già coinvolti oltre 1000 consumatori e professionisti del settore.

     

    È possibile approfondire i temi trattati durante l’incontro in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=IbpKfD7LyT4&t=2182s

     

    Chi è Start Hub Rebel Change – Prima di tutti Start Hub ha creato una metodologia che connette e crea relazioni con i consumatori potenziali durante le fasi di analisi e sviluppo, così da assicurarsi i primi clienti ancora prima del lancio dei prodotti sul mercato. I benefici che ne derivano sono molteplici, per le persone che possono collaborare attivamente allo sviluppo del progetto, e per le imprese che decidono di farne parte.

     

    Maggiori informazioni su https://rebelchange.it/

     

    Contatti Start Hub:

    [email protected]

     

  • Orgoglio italiano: MainAd sbarca negli US e apre nuova sede a New York

    In una fase cruciale come quella della ripartenza dopo tre mesi di pandemia, MainAd – azienda italiana leader nel campo del programmatic e perfomance marketing – apre una nuova filiale negli Stati Uniti, a New York, con l’obiettivo di supportare i brand attraverso strategie di marketing su misura.

    Alla guida della neonata sede americana ci sarà Ben Segal nel ruolo di VP Americas mentre dall’Italia a guidare le sorti di MainAd in qualità di Chief Strategy Officer ci pensa dal 2016 il bergamasco Michele Marzan, tra i manager del “digital” italiano che più di tutti ha sperimentato nuovi metodi di advertising e di marketing, combinando l’utilizzo dei media, della creatività e delle tecnologie.

    “L’Italia è un Paese che ha sempre saputo reagire alle avversità osando, ora con maggiore creatività ora con più spiccata risolutezza. In questa scia si inserisce a testa alta MainAd che, nonostante i numerosi problemi derivanti dalla pandemia in atto, ha deciso di proseguire la propria espansione anche in Nord America, forte dei risultati ottenuti nei mercati APAC ed EMEA, e certa che gli Stati Uniti rappresentino ad oggi il mercato più dinamico in questo settore”, dichiara Marzan che conclude: “Da un recente studio é emerso che solo il 19% dei clienti attivi in Gennaio ha deciso durante la pandemia di sospendere le campagne per i mesi di Marzo e Aprile mentre ben il 40.2% dei clienti attivi ha invece visto un aumento delle vendite tra la prima settimana di Febbraio e la prima di Aprile. Un trend che ci aspettiamo di replicare Oltre Oceano continuando ad investire comunque e parallelamente sul nostro mercato, ovvero l’Italia”.

    In seguito all’apertura della nuova sede, MainAd prevede assunzioni in diverse aree dell’azienda entro la fine dell’anno: ad operation, business analysis, sales and account management.

  • COVID e distanziamento sociale: il disagio psicologico nei bambini con disabilità e nelle loro famiglie

    Fatica nei genitori, ansia e aggressività nei bambini ma anche tante risorse inaspettate.  Lo studio del Medea su 1.500 famiglie in tutta Italia grazie all’indagine RADAR.

    Il distanziamento sociale disposto in situazioni di emergenze pubbliche di natura pandemica si associa ad un incremento di problemi di salute mentale: precedenti studi rilevano come tassi significativamente più elevati di sintomi da stress post-traumatico siano stati riscontrati nei bambini con sviluppo tipico e nei loro genitori. Tuttavia, per quanto noto, non ci sono studi che abbiano esaminato l’incidenza di manifestazioni di disagio psicologico nei bambini con disabilità e nelle loro famiglie.

    “I bambini sono i grandi dimenticati di questa pandemia: i loro bisogni di socialità, di gioco comune, di vitali relazioni tra pari, sono stati nascosti dalla immane tragedia che ci ha colpito: nascosti, ma rimangono. I bambini con disabilità o bambini con condizioni esistenziali particolari come quelli con autismo o con disabilità dello sviluppo intellettivo, forse i più sofferenti, sono addirittura completamente scomparsi dai RADAR“, spiega Massimo Molteni, Direttore Sanitario della Nostra Famiglia.

    Ecco il perché dell’indagine specifica  [RADAR (EspeRienze nell’emergenzA COVID-19 nei bAmbini con disabilità e nei loro genitoRi)] che l’Associazione ha voluto sviluppare proprio approfittando del suo osservatorio unico e prezioso, costituito da numerosi Centri presenti in 6 regioni italiane (Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria, Puglia, Campania: la numerosità totale dei dati raccolti riguarda 1472 genitori e 1630 bambini e ragazzi.

    I genitori dei bambini che sono in carico presso i Centri italiani dell’Associazione hanno partecipato rispondendo in forma anonima all’indagine coordinata da Rosario Montirosso, responsabile del Centro 0-3 per il bambino a rischio evolutivo, e da Gianluigi Reni, responsabile dell’Area in tecnologie applicate dell’IRCCS Medea – La Nostra Famiglia.

    “Abbiamo voluto capire come le famiglie hanno vissuto questa esperienza e quali sono i fattori di rischio e di protezione che si associano ai livelli di stress nei bambini e nei genitori”, spiega Rosario Montirosso: “lo scopo della nostra indagine è avere conoscenze mirate per poter indirizzare eventuali azioni di sostegno“.

    L’indagine si è svolta agli inizi di Aprile, nel momento peggiore dell’epidemia, ed è ora disponibile l’analisi dei risultati.

    “Le tecnologie che questa epoca ci offre e su cui l’Associazione ha tanto investito con numerosi programmi di ricerca ci hanno permesso di essere reattivi molto velocemente e di attivare l’indagine con una organizzazione alle spalle che ha lavorato in modo completamente virtuale”, sottolinea Gianluigi Reni.

    I figli: problemi di attenzione, ansia e aggressività
    Lo studio ha preso in esame bambini con disturbi del linguaggio, dell’apprendimento, deficit motori, disturbo dello spettro autistico, disabilità intellettiva… Il 35% dei bambini del campione ha un’età compresa tra i 7 e i 10 anni, il 28% tra i 4 e i 6 anni, il 9% tra 0 e 3 anni.

    I ricercatori hanno riscontrato nei bambini di tutte le età un incremento significativo di alcuni “comportamenti problema”, indice di una maggiore difficoltà di regolazione delle emozioni: per un terzo dei bambini sono mediamente aumentati  i comportamenti di ritiro, i comportamenti ansioso-depressivi, i problemi di attenzione e i comportamenti aggressivi.

    I genitori: sopraffatti ma non arrabbiati
    L’83% dei genitori che hanno partecipato alla ricerca sono mamme, con una media di 42,5 anni.

    “Abbiamo chiesto ai genitori di confrontare la loro attuale esperienza rispetto al periodo precedente alla situazione di emergenza dovuta al Covid-19” spiega Rosario Montirosso.

    Ebbene, la fotografia dello studio è piuttosto variegata. Certo, i genitori si sentono mediamente più sopraffatti e sovraccaricati nel proprio ruolo genitoriale. Ma un dato che ha stupito gli studiosi è che allo stesso tempo sono emerse meno emozioni negative di quanto ci si aspettava e la situazione di emergenza non ha impedito ai genitori di percepire elementi di positività nel loro ruolo anche in un momento così difficile.

    “Esiste una risposta variegata allo stress che dipende da molti fattori”, precisa Montirosso: “ad esempio, dalla nostra indagine emerge come fattore di rischio la pluridiagnosi: se il figlio ha più patologie, i genitori sono sottoposti ad un carico maggiore”.

    L’indagine tuttavia ha messo in luce, oltre agli elementi di stress, anche strategie di adattamento alla situazione: per affrontare il periodo di emergenza sono stati decisivi alcuni fattori, come le caratteristiche psicologiche, le capacità individuali, le abilità della persona di ricorrere all’aiuto della famiglia e della rete sociale esterna. Per esempio, ci sono alcuni genitori che hanno una prospettiva più ottimista sul futuro, altri che si sono appoggiati molto alle risorse sociali… tutti elementi che contribuiscono a migliorare l’impatto dello stress.

    Il commento: anche se resilienti, queste famiglie hanno bisogno di aiuto
    “La ricerca ci fornisce gli elementi per capire in quali ambiti possiamo intervenire per aiutare i genitori e garantire loro una maggiore resilienza. Ma non solo: questi dati ci servono per adesso ma anche per la fase post lockdown. I bambini con disabilità hanno bisogno di interventi terapeutici, riabilitativi, educativi, che li aiutino a fronteggiare la loro quotidianità e, anche ad emergenza finita, la loro normalità non sarà subito disponibile” sottolinea Montirosso.

    “Più della metà delle famiglie ha segnalato bisogno di supporto negli ambiti riabilitativi, didattici, educativi, specialmente nel momento dell’isolamento. E’ una richiesta sfidante, che deve accelerare il processo di trasferimento dell’innovazione sviluppata nei laboratori di ricerca alla realtà della inedita vita quotidiana che ci aspetta”, precisa Gianluigi Reni.

    “Dalle prime risultanze, cui ne seguiranno altre, speriamo si possa gettare un fascio di luce sulla condizione di questi bambini e delle loro famiglie, utili anche nel dopo pandemia per sviluppare una rinnovata azione di attenzione da parte delle istituzioni pubbliche” conclude Molteni: “non ci si salva da soli e solo insieme pubblico e terzo settore possono trovare le giuste sinergie per continuare a camminare in modo rinnovato, utilizzando modelli e paradigmi nuovi come la telemedicina e la teleriabilitazione, in combinazione ad interventi in presenza con un forte coinvolgimento dei contesti, in primis la scuola, anche modificando vecchi schemi organizzativi e normativi. Speriamo che la creatività e la genialità italiana abbiano anche in questo ambito il sopravvento  sul grigio ordine burocratico che ha mortificato tante azioni a favore dei bambini con disabilità negli ultimi anni:  dalla parte dei bambini, sempre”.

    RADAR (EspeRienze nell’emergenzA COVID-19 nei bAmbini con disabilità e nei loro genitoRi)
    Rosario Montirosso, Eleonora Mascheroni, Elena Guida, Caterina Piazza, Maria Enrica Sali, Massimo Molteni, Gianluigi Reni.

  • Cosmos Media Italia media partner del progetto sportivo EM314

    Cosmos Media Italia supporta le attività media e di Relazioni Pubbliche  del progetto di marketing dello sport di supporto all’atleta Emmanuele Macaluso denominato EM314.

     

    Cosmos Media Italia e EM314 hanno concluso un accordo di media partnership. L’accordo prevede l’attività di ufficio stampa e di supporto alle relazioni pubbliche per il progetto di marketing dello sport EM314. Cosmos Media Italia fornirà il suo contributo anche sui social media e nelle azioni di brand management del progetto.

     

    Cos’è EM314

    EM314 è il progetto professionale di marketing dello sport che supporta il rientro all’attività agonistica di Emmanuele Macaluso. È un progetto operativo gestito formalmente dall’associazione Factory Performance di Torino.

    Lanciato nel novembre 2019, a pochi mesi dal lancio conta una rassegna stampa con oltre 150 articoli pubblicati e migliaia di follower e fan sui social.

     

    L’accordo di media partnership è da considerarsi a tutti gli effetti attivo.

     

    Di seguito i contatti di EM314

    Web http://www.emacaluso.com/em314official.htm

    Blog https://em314official.blogspot.com/

    E-mail [email protected]

    Facebook https://www.facebook.com/EM314official

    Instagram https://www.instagram.com/emmanuelemacaluso/

    Linkedin https://www.linkedin.com/company/em314

  • La verità sull’LSD

    L’LSD è tra le più potenti sostanze chimiche che alterano l’umore. Deriva dall’acido lisergico, un fungo che cresce sulla segale ed altri tipi di cereali.

    Viene prodotto in forma di cristalli all’interno di laboratori illegali, principalmente negli Stati Uniti. Questi cristalli vengono poi convertiti in forma liquida per la distribuzione. È inodore, incolore e ha un sapore leggermente amaro.

    Conosciuto come “acido” e con molti altri nomi, l’LSD viene venduta illegalmente sotto forma di piccole pillole (“micropunte”), capsule o quadrati di consistenza gelatinosa (“window panes”). A volte della carta assorbente viene impregnata con questa sostanza e poi suddivisa in piccoli quadrati decorati con personaggi dei cartoni animati (“loony toons”). Occasionalmente viene venduta in forma liquida. Ma, indipendentemente dalla sua forma, l’LSD porta chi ne fa uso sempre allo stesso punto: una grave dissociazione dalla realtà.

    Chi fa uso di LSD chiama un’esperienza con l’LSD un “trip” (viaggio). Solitamente dura circa dodici ore. Le reazioni avverse, che sono frequenti, vengono chiamate “brutti trip”, un’espressione con la quale si sottintende che si è provato l’inferno.

    CHE COS’È UN ALLUCINOGENO?

    Gli allucinogeni sono droghe che causano allucinazioni. Coloro che ne fanno uso vedono immagini, sentono suoni e provano sensazioni che sembrano molto reali ma non esistono. Alcuni allucinogeni producono anche cambiamenti improvvisi e imprevedibili nell’umore di coloro che ne fanno uso.

    All’età di 16 anni mi fecero conoscere una droga di cui ho abusato per oltre tre anni: l’LSD. Ciò di cui ero inconsapevole era il fatto che l’LSD è il più potente allucinogeno conosciuto dall’uomo. Si presentava sotto forma di un piccolo pezzo di carta, non più grande dell’unghia del mio indice, chiamata francobollo. Quindici minuti dopo aver messo la carta sulla lingua tutto il mio corpo diventava caldo ed io cominciavo a sudare. Altre reazioni che ho sperimentato mentre ero sotto l’effetto della droga sono state pupille dilatate, nausea e pelle d’oca. Mentre ero sotto l’effetto dell’LSD mi sentivo come se ci fosse un’enorme distorsione nella mia mente e nel mio corpo. I cambiamenti visivi, come anche gli estremi cambiamenti di umore, erano come un viaggio strano e spaventoso, un viaggio in cui sentivo di non avere alcun controllo sulla mia mente e sul mio corpo.” Edith

    QUALI SONO I RISCHI DELL’LSD?

    Gli effetti dell’LSD sono imprevedibili. Dipendono dalla quantità assunta, dall’umore e dalla personalità della persona oltre che dall’ambiente nel quale la droga viene usata. È come giocare ai dadi: una dirompente, innaturale euforia o una grave depressione *paranoica (* paranoico: sospettoso, diffidente o spaventato nei confronti delle altre persone).

    Si possono inoltre sperimentare alterazioni eccessive nell’umore, di qualsiasi tipo, dalla “gioia” improvvisa al terrore intenso. La parte peggiore è che il consumatore di LSD non è più in grado di distinguere quali sensazioni vengano create dalla droga e quali siano parte della realtà. Alcune persone che fanno uso di LSD sperimentano una gioia immensa che erroneamente scambiano per “illuminazione”. Non solo si dissociano dalle loro normali attività, ma sentono anche l’impulso di assumerne ancora per sperimentare di nuovo la stessa sensazione. Altri, mentre usano l’LSD, sperimentano violenti, terrificanti pensieri e sensazioni, paura di perdere il controllo, paura di impazzire e di morire e disperazione. Una volta che un brutto “trip” è cominciato, spesso non c’è modo di fermarlo e può durare fino a ore. In effetti alcune persone non si sono mai ristabilite da una psicosi indotta dall’acido. Assunto in quantità sufficientemente elevate, l’LSD produce illusioni e allucinazioni visive. Il senso del tempo e la consapevolezza di sé cambiano. Grandezze e forme degli oggetti diventano distorte, così come i movimenti, colori e suoni. Persino il tatto e le normali sensazioni corporee diventano qualcosa di strano e bizzarro. Le sensazioni appaiono “accavallate”, dando al consumatore l’idea di sentire colori e di vedere suoni. Tali alterazioni possono essere spaventose e causare panico. La capacità di giudizio e il senso del pericolo si deteriorano. Un consumatore di LSD può arrivare a saltare da una finestra per “dare uno sguardo più da vicino” al suolo. Può rimanere lì seduto a godersi il tramonto, inconsapevole di trovarsi nel bel mezzo di un incrocio trafficato. Molte persone che fanno uso di LSD sperimentano dei flashback o il riaccendersi di trip da LSD, spesso senza alcun preavviso, anche molto tempo dopo averlo assunto. I brutti trip e i flashback sono solo una parte dei rischi che si corrono nell’assumere LSD. I consumatori di LSD possono manifestare psicosi di durata piuttosto lunga o grave depressione. Poiché l’LSD si accumula nel corpo, i consumatori sviluppano una tolleranza per la droga. In altre parole, i consumatori abituali devono prenderne una quantità sempre maggiore per raggiungere lo “sballo”. Il che crea effetti fisici ed aumenta il rischio di un brutto trip che potrebbe indurre alla psicosi.

    Di solito, i primi effetti dell’LSD vengono sperimenti minuti dopo l’assunzione della droga. Spesso le pupille si dilatano. La temperatura del corpo può salire o scendere, mentre la pressione sanguigna e il battito cardiaco possono aumentare o diminuire. Sudorazione o brividi sono comuni. I consumatori di LSD spesso sperimentano perdita di appetito, insonnia, labbra secche e tremori. Alterazioni visive sono tra gli effetti più comuni, la persona può fissarsi sull’intensità di determinati colori.

    Si possono inoltre sperimentare alterazioni eccessive nell’umore, di qualsiasi tipo, dalla “gioia” improvvisa al terrore intenso. La parte peggiore è che il consumatore di LSD non è più in grado di distinguere quali sensazioni vengano create dalla droga e quali siano parte della realtà.

    Alcune persone che fanno uso di LSD sperimentano una gioia immensa che erroneamente scambiano per “illuminazione”.

    Non solo si dissociano dalle loro normali attività, ma sentono anche l’impulso di assumerne ancora per sperimentare di nuovo la stessa sensazione. Altri, mentre usano l’LSD, sperimentano violenti, terrificanti pensieri e sensazioni, paura di perdere il controllo, paura di impazzire e di morire e disperazione. Una volta che un brutto “trip” è cominciato, spesso non c’è modo di fermarlo e può durare fino a ore. In effetti alcune persone non si sono mai ristabilite da una psicosi indotta dall’acido.

    Assunto in quantità sufficientemente elevate, l’LSD produce illusioni e allucinazioni visive. Il senso del tempo e la consapevolezza di sé cambiano. Grandezze e forme degli oggetti diventano distorte, così come i movimenti, colori e suoni. Persino il tatto e le normali sensazioni corporee diventano qualcosa di strano e bizzarro. Le sensazioni appaiono “accavallate”, dando al consumatore l’idea di sentire colori e di vedere suoni. Tali alterazioni possono essere spaventose e causare panico.

    La capacità di giudizio e il senso del pericolo si deteriorano. Un consumatore di LSD può arrivare a saltare da una finestra per “dare uno sguardo più da vicino” al suolo. Può rimanere lì seduto a godersi il tramonto, inconsapevole di trovarsi nel bel mezzo di un incrocio trafficato.

    Molte persone che fanno uso di LSD sperimentano dei flashback o il riaccendersi di trip da LSD, spesso senza alcun preavviso, anche molto tempo dopo averlo assunto.

    I brutti trip e i flashback sono solo una parte dei rischi che si corrono nell’assumere LSD. I consumatori di LSD possono manifestare psicosi di durata piuttosto lunga o grave depressione.

    Poiché l’LSD si accumula nel corpo, i consumatori sviluppano una tolleranza per la droga. In altre parole, i consumatori abituali devono prenderne una quantità sempre maggiore per raggiungere lo “sballo”. Il che crea effetti fisici ed aumenta il rischio di un brutto trip che potrebbe indurre alla psicosi.

    All’età di 13 anni ho bevuto il mio primo drink e presto conobbi la marijuana. Poi mi trovai tra le mani l’LSD e ne divenni dipendente, mangiandone come fossero caramelle.

    Una notte durante una festa ho perso conoscenza e mi sono risvegliata con la faccia sporca di sangue e vomito che mi usciva dalla bocca. Fu un miracolo se riuscii a svegliarmi e a ripulirmi. Salii in macchina, tremante, guidai fino a casa dei miei genitori. Mi arrampicai sul letto di mia madre e piansi.

    All’età di ventun’anni feci la mia prima riabilitazione”. Donna

    Noi volontari Mondo Libero Dalla Droga ci battiamo per far sì che queste droghe sino eliminate dalla faccia della terra ed attraverso una corretta informazione e l’aiuto di persone di ogni ceto sociale e di buona volontà possiamo far diminuire questa piaga mondiale come dice il Filantropo L.Ron Hubbard:” Il pianeta si è scontrato con una barriera che impedisce un progresso sociale su vasta scala: droga, farmaci e le altre sostanze chimiche”. Queste parole ci motivano a continuare la nostra crociata che in tutto il mondo sta avvenendo, ognuno può far qualcosa, non ci stiamo prendendo responsabilità nella zona Romagnola e chiunque voglia aiutarci può scrivere una mail: [email protected] o tramite il sito https://www.noalladroga.it/ dove sono disponibili molti libricini informativi, scaricabili gratuitamente, che riguardano molte tipi di droghe e sono scritti in modo che chiunque possa capirli, ci sono anche e corsi  e documentati gratuiti, questo perché La Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga è un’associazione di pubblica utilità, non a scopo di lucro, che dà ai giovani e agli adulti informazioni basate sui fatti in merito alla droga, affinché possano prendere decisioni consapevoli e vivere liberi dalla droga.

    REFERENCES:
    1. European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction 2007 Annual Report
    2. United Nations Office of Drugs and Crime, report on LSD, 1998
    3. S. Department of Justice, National Drug Intelligence Center report, May 2003
    4. S. Drug Enforcement Administration
    5. Research Report Series—Hallucinogens and Dissociative Drugs,” U.S. National Institute on Drug Abuse
    6. S. Office of National Drug Control Policy report on Hallucinogens, September 2005
    7. Acid Dreams: The Complete Social History of LSD—The CIA, the Sixties, and Beyond,Martin A. Lee and Bruce Shlain, Grave Press, (revised edition), March 1986
    8. drogues.gouv.fr. (Website of French Government’s Interdepartmental Mission for the Fight Against Drugs and Drug Addiction)
    9. Hopkins Medical News
    10. S. Substance Abuse and Mental Health Services Administration
    11. Situation of Amphetamines, Ecstasy and LSD in Europe,” European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction
    12. New Study Reveals More than 3 Million Adolescents and Young Adults Have Used Non-Prescription Cough and Cold Medicines to Get High at Least Once in their Lifetimes,” 10 Jan 2008, Substance Abuse and Mental Health Services Administration1
  • Susanna Esposito, i consigli dell’infettivologa sulle vaccinazioni nei bambini

    “I vaccini devono essere intesi come un vantaggio per la salute dei figli, non come una costrizione, ma spesso questo concetto stenta a passare”: è il messaggio lanciato da Susanna Esposito sull’importanza delle vaccinazioni nei bambini.

    Susanna Esposito

    Susanna Esposito: i vaccini per la salute dei più piccoli e il ruolo del pediatra

    Professore ordinario di Pediatria e Direttore della Clinica Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Parma, Susanna Esposito è intervenuta sulla tematica di stretta attualità riguardante l’importanza dei vaccini nei confronti della salvaguardia della salute e della lotta alle malattie infettive. “I vaccini hanno un ruolo determinante nel preservare la salute dei bambini, ma anche degli adulti e degli anziani”, scrive la Professoressa, “grazie alle vaccinazioni sono state salvate nel mondo milioni di vite e alcune malattie sono quasi del tutto scomparse”. Nonostante la portata scientifica di tale strumento, però, i vaccini a volte dividono l’opinione pubblica e sono al centro di un dibattito che contrappone vaccinisti e anti-vaccinisti. Il messaggio della Professoressa è rivolto soprattutto a quei genitori che, piuttosto che rivolgersi alla competenza di professionisti sanitari, preferiscono effettuare scelte per la salute dei propri figli affidandosi a quanto circola sul web. Per porre rimedio a ciò, sottolinea l’infettivologa, il ruolo del pediatra è di cruciale importanza poiché “ha il compito di informare e formare le famiglie sull’importanza dei vaccini”, un compito necessario a “far capire che la vaccinazione è l’unico strumento efficace contro il rischio di morte o complicanze gravi legate a morbillo, rosolia, meningite e altre malattie infettive”.

    Vaccini, i falsi miti smentiti dalla Professoressa Susanna Esposito

    L’intervento pubblicato da Susanna Esposito sul sito dell’Associazione Amici del Bambino Malato – ABM, Onlus da lei fondata nel 2009 insieme a Nicola Principi, prosegue analizzando alcuni dei falsi miti più comuni riguardanti l’argomento dei vaccini, come quello, abbastanza diffuso, del presunto legame tra vaccinazioni e autismo. Il messaggio della Professoressa è chiaro: “Attualmente non esistono studi scientifici in grado di dimostrare una correlazione tra vaccini e autismo”. Un altro, anch’esso comune, è rappresentato dal dubbio relativo alla composizione dei vaccini: “Erroneamente si crede che i vaccini contengano sostanze dannose per la salute dei bambini. I vaccini invece non contengono né mercurio né i suoi derivati”, spiega Susanna Esposito, “e alcuni prodotti presentano solo in minima parte sali di alluminio che ne rafforzano l’effetto”. Un’altra diffusa credenza riguarda la relazione tra influenza e vaccino antinfluenzale, il quale “talvolta può generare effetti collaterali di durata transitoria, come qualche linea di febbre o inappetenza” e questo, purtroppo, “fa subito pensare ad una non efficacia del vaccino antinfluenzale”. Infine, il falso mito secondo cui sarebbe meglio ammalarsi che vaccinarsi, ma, anche in questo caso, il consiglio dell’infettivologa non lascia adito a dubbi: “Il rischio che si corre contraendo l’infezione naturale è molto più alto del rischio legato alla vaccinazione”.

  • Cinque segreti per capire le donne

     

    Cinque segreti per capire le donne

    La domanda che ogni uomo prima poi si pone è: “Come posso fare per capire le donne?”. Molti ci hanno provato. Tuttavia, non ti preoccupare, capire le donne è possibile, i tuoi dubbi hanno senso. Il trucco per capire le donne è lasciar perdere tutti gli stereotipi che sai, per poter iniziare a conoscere la donna come individuo. Che si tratti di una conoscenza, di un membro della famiglia o di una fidanzata, se ti prendi del tempo per parlare con una donna e ascoltare davvero ciò che ha da dire, presto avrai un’idea più chiara di chi è realmente e di come approcciarsi con lei. Può anche essere utile tentare di capire quali siano i problemi delle donne per imparare a riconoscerli: solo così potrai sfidare alcuni stereotipi di genere abbastanza comuni.

    Ecco cinque consigli da tenere a mente, da sapere quando una donna cerca un uomo, per capire meglio quelle che conosci e per capire quelle che incontrerai in futuro.

    1. Tutte le donne sono diverse

    La prima cosa da capire per comprendere le donne è che non tutte sono uguali. Certo, ci sono tante donne che hanno cose in comune, ma ogni donna è un individuo a sé stante. Se provi a giudicare una donna in base al comportamento di un’altra, stai sbagliando ogni cosa. Se vuoi divertirti con una donna, devi capire che ogni donna ragiona a modo suo.

    1. Non puoi trattare le donne come i tuoi amici

    Non potrai mai capire la donna che ti interessa se ti approcci a lei allo stesso modo con cui tenti di capire i tuoi amici. Uomini e donne sono creature diverse, socialmente e biologicamente parlando. Se cerchi di interagire con lei come se fosse un uomo con un vestito, sappi che non funzionerà.

    1. Presta attenzione alle sue parole

    Quindi, come capirla? Bene, il primo passo da fare per capire le donne è sicuramente quello di ascoltare ciò che hanno da dire. Troppo spesso, gli uomini parlano tanto, aspettano il loro turno per aprire la bocca, ma non ascoltano mai. Quello che devi fare per capire una donna, è prestare attenzione. Non solo imparerai molto su di lei, ma potrai anche capire qualcosa in più sulla sua persona da ciò che deciderà di raccontarti.

    1. Presta attenzione alle sue azioni

    Sarà un modo di dire ma è proprio così: le azioni contano più delle parole. Se vuoi davvero capire come flirtare per uscire con donne a Bari o in qualsiasi altra città italiana, per capire chi sono le donne piuttosto di ciò che vogliono farti credere, devi osservare le loro azioni. Quando ciò che dice non corrisponde a ciò che fa, devi fidarti delle sue azioni, piuttosto che delle sue parole.

     

    1. Fai domande

    Naturalmente, non puoi capire le donne se non poni delle domande. Ogni volta che ti senti in difficoltà mentre cerchi di capire di più, è tempo di fare qualche domanda. Non perché tu sia confuso su qualcosa che ha già detto o fatto, potresti fare qualche domanda specifica sulla sua vita, in modo da sapere di più.

    D’altra parte, se non hai tempo o soldi per tentare la fortuna con le donne, è meglio iscriversi a un sito di incontri per incontrare persone che cercano rapporti occasionali, come scopamici.com

     

     

    Provare non costa nulla!

    Cinque segreti per capire le donne

    La domanda che ogni uomo prima poi si pone è: “Come posso fare per capire le donne?”. Molti ci hanno provato. Tuttavia, non ti preoccupare, capire le donne è possibile, i tuoi dubbi hanno senso. Il trucco per capire le donne è lasciar perdere tutti gli stereotipi che sai, per poter iniziare a conoscere la donna come individuo. Che si tratti di una conoscenza, di un membro della famiglia o di una fidanzata, se ti prendi del tempo per parlare con una donna e ascoltare davvero ciò che ha da dire, presto avrai un’idea più chiara di chi è realmente e di come approcciarsi con lei. Può anche essere utile tentare di capire quali siano i problemi delle donne per imparare a riconoscerli: solo così potrai sfidare alcuni stereotipi di genere abbastanza comuni.

    Ecco cinque consigli da tenere a mente, da sapere quando una donna cerca un uomo, per capire meglio quelle che conosci e per capire quelle che incontrerai in futuro.

    1. Tutte le donne sono diverse

    La prima cosa da capire per comprendere le donne è che non tutte sono uguali. Certo, ci sono tante donne che hanno cose in comune, ma ogni donna è un individuo a sé stante. Se provi a giudicare una donna in base al comportamento di un’altra, stai sbagliando ogni cosa. Se vuoi divertirti con una donna, devi capire che ogni donna ragiona a modo suo.

    1. Non puoi trattare le donne come i tuoi amici

    Non potrai mai capire la donna che ti interessa se ti approcci a lei allo stesso modo con cui tenti di capire i tuoi amici. Uomini e donne sono creature diverse, socialmente e biologicamente parlando. Se cerchi di interagire con lei come se fosse un uomo con un vestito, sappi che non funzionerà.

    1. Presta attenzione alle sue parole

    Quindi, come capirla? Bene, il primo passo da fare per capire le donne è sicuramente quello di ascoltare ciò che hanno da dire. Troppo spesso, gli uomini parlano tanto, aspettano il loro turno per aprire la bocca, ma non ascoltano mai. Quello che devi fare per capire una donna, è prestare attenzione. Non solo imparerai molto su di lei, ma potrai anche capire qualcosa in più sulla sua persona da ciò che deciderà di raccontarti.

    1. Presta attenzione alle sue azioni

    Sarà un modo di dire ma è proprio così: le azioni contano più delle parole. Se vuoi davvero capire come flirtare per uscire con donne a Bari o in qualsiasi altra città italiana, per capire chi sono le donne piuttosto di ciò che vogliono farti credere, devi osservare le loro azioni. Quando ciò che dice non corrisponde a ciò che fa, devi fidarti delle sue azioni, piuttosto che delle sue parole.

     

    1. Fai domande

    Naturalmente, non puoi capire le donne se non poni delle domande. Ogni volta che ti senti in difficoltà mentre cerchi di capire di più, è tempo di fare qualche domanda. Non perché tu sia confuso su qualcosa che ha già detto o fatto, potresti fare qualche domanda specifica sulla sua vita, in modo da sapere di più.

    D’altra parte, se non hai tempo o soldi per tentare la fortuna con le donne, è meglio iscriversi a un sito di incontri per incontrare persone che cercano rapporti occasionali, come scopamici.com

     

     

    Provare non costa nulla!

     

  • “CUOR DI NOCE”

    Oggi vogliamo farvi conoscere una realtà imprenditoriale entusiasmante, stiamo parlando di Tenuta La Spiga un’azienda agricola nata subito dopo la bonifica di questi terreni di Torre di Fine, proprietà della famiglia Gaggia dal 1923, oggi rappresentata da Alessandro Gaggia che porta avanti con passione l’azienda di famiglia. A Tenuta la Spiga si coltivano noce da frutto, noce da legno, nocciolo, mais, frumento e Glera…l’azienda è diventata un modello di eccellenza e per noi è stato un colpo di fulmine: le loro noci sono un qualcosa di sublime.

    *Entriamo nel dunque, Alessandro perché comprare le vostre noci?

    Cuor di Noce è prima di tutto sinonimo di qualità. Tutte le noci commercializzate con nostro marchio provengono dai nostri terreni: questo ci permette di controllarle in ogni fase dalla coltivazione alla vendita.  Cuor di Noce, viene essiccata piano piano per avere un equilibrio perfetto tra croccantezza e dolcezza, ed è buona a settembre come a maggio. Nei nostri laboratori, inoltre facciamo molti controlli accurati per garantire l’alta qualità delle nostre noci che ci ha permesso di ottenere le certificazioni SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata) e ISO 22005 che garantisce la rintracciabilità del prodotto.


    *Che tipologia di noci producete?

    La produzione è cosi suddivisa: per il 70% noce Lara e per il 30% noce Chandler. Recentemente abbiamo piantato, in collaborazione con Veneto Agricoltura alcune piante di Noce Pecan, chiamata anche la noce degli indiani d’America, ma dobbiamo pazientare ancora qualche anno per raccogliere i primi frutti. La noce Pecan è un’ottima antiossidante naturale, aiuta a contrastare le insorgenze di malattie cardio-circolatorie. In America è molto famosa e apprezzata nella cucina di tutti i giorni: la tanto amata Pecan Pie ne è la conferma!

    Per concludere Alessandro, da questa breve esperienza il tempo trascorso insieme mi ha fatto conoscere un gran signore e un imprenditore lungimirante, un luogo a me sconosciuto nel quale si è in costante contatto con l’ambiente e la natura procurando un senso di benessere immediato. I turisti non possono solo essere affascinati dal punto di vista della location, ma anche di mete per svolgere attività, sperimentare qualcosa di nuovo, che permetta loro di esplorare mondi sconosciuti alla vita quotidiana o di riscoprire tradizioni passate.

    Non si tratta quindi di un singolo fattore, ma di più elementi collegati, connettere esperienze sensoriali uniche con il luogo scelto.

    E’ da provare!

    www.cuordinoce.it

     

  • Artis presenta Q-Box. Il sistema-doccia dal design innovativo

    Rappresenta una novità assoluta il nuovo sistema-doccia proposto da Artis Rubinetterie.

    Si tratta infatti di un miscelatore bicomando a due vie per la doccia dal design particolarmente innovativo, di semplice installazione e di grande efficienza funzionale.

    Il box, da installare a parete e realizzato in acciaio, contiene infatti i due comandi per la regolazione di portata e temperatura ed il deviatore per indirizzare l’acqua miscelata alla doccetta integrata o ad un soffione da installare a parete o a soffitto, una lama d’acqua o dei body jets, che possono essere scelti nell’ampia selezione di modelli proposti nel catalogo Artis.

    Q-Box è disponibile nella finitura total black matt e cromato.

     

     

    https://artisitaly.com

  • Starkey Hearing Technologies, gli accessori Hi-Tech per migliorare la qualità di vita dei pazienti

    L’azienda leader globale nella produzione e fornitura di protesi acustiche di qualità mette a disposizione dei propri clienti tecnologie all’avanguardia in grado di soddisfare ogni esigenza.

    Milano, maggio 2020 – Starkey Hearing Technologies, multinazionale impegnata nella produzione e nella distribuzione di protesi acustiche, ha messo a punto un’ampia gamma di tecnologie innovative allo scopo di fornire ai pazienti gli strumenti ottimali per migliorare la loro qualità di vita.

    Tra le novità è stata presentata la piattaforma Livio Edge AI, un prodotto hi-tech che permette di raggiungere un’eccellente qualità sonora, combinata a un trasferimento audio veloce e affidabile. La piattaforma, inoltre, è dotata di Intelligenza Artificiale, che consente di usufruire di numerosi tools, tra cui la possibilità di monitorare l’attività fisica e mentale, la traduzione in 27 lingue o la nuova Modalità Edge, che con un semplice doppio tocco dell’apparecchio, consente di analizzare costantemente l’ambiente di ascolto, e grazie all’Intelligenza Artificiale ottimizzare la risposta istantaneamente.

    Altra prestazione unica del settore introdotta con Livio Edge AI sono i comandi vocali. Con Thrive Assistant oggi è infatti possibile per il paziente porre domande, semplicemente parlando, e non solo: può impostare promemoria e regolare i propri apparecchi acustici.

    Anche la app Thrive Hearing Control è stata rivisitata, l’abbiamo resa più semplice e intuitiva: l’applicazione – disponibile sia per iOS che per Android.

    Per quanto riguarda inoltre la gamma accessori Starkey, offre: il Dispositivo TV, che permette di trasmettere in stereo lo streaming audio direttamente dalla TV a quante protesi acustiche si desidera e può essere controllato dal telecomando, dall’apparecchio acustico stesso o dall’app Thrive; il Microfono Remote +, uno strumento molto semplice da utilizzare che consente al paziente di ascoltare lo streaming audio di conversazioni telefoniche che provengono da smartphone o da altre sorgenti sonore e l’apposito Telecomando per regolare l’apparecchio acustico senza dover utilizzare lo smartphone o attivare il controllo utente sulla protesi acustica. Il Telecomando è dotato di una batteria di lunga durata, per un utilizzo garantito in qualsiasi momento. La grande novità tra gli accessori è il Microfono da Tavolo, accessorio da utilizzare in situazioni di gruppo come ad esempio riunioni di famiglia o in ristoranti particolarmente rumorosi. Otto microfoni integrati rilevano la voce dell’interlocutore principale e la trasmettono all’apparecchio acustico. 

    E per ricevere assistenza in modo rapido ed efficace, Starkey ha messo a punto Hearing Care Anywhere, una tecnologia che permette all’audioprotesista di intervenire a distanza in caso di eventuali problemi del dispositivo acustico, inviando le modifiche tramite la app Thrive.

     

  • Presentata da Vittorio Sgarbi, la Pro Biennale nel cuore di Venezia

    Cosa significa essere artisti oggi e come si fa selezione? Questa era la questione cardine del panorama artistico, non solo nazionale, a cui Pro Biennale provava a dare una soluzione. Questo prima della pandemia. Ma dopo? Anche. Così l’appuntamento, ma non l’intenzione di offrire l’arte democratica, è stato posticipato da maggio a luglio. Con la stessa scaletta. Presentata a Venezia dal prof. Vittorio Sgarbi, raccoglierà le opere di artisti italiani e stranieri contemporanei degni di essere notati e annotati.

    Da segnare intanto il giorno dell’inaugurazione: giovedì 23 luglio 2020. Doppio il vernissage, che comincerà alle 13 con l’apertura dello Spoleto Pavilion, altrimenti conosciuto come Palazzo Ivancich a 300 metri da piazza San Marco, l’evento continuerà alle 15.30 alla Scuola Grande di San Teodoro, a pochi passi dal Ponte di Rialto.

    La rassegna porta i contributi di importanti personalità del mondo della cultura, della politica e dello spettacolo. A partire da Vittorio Sgarbi e dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, organizzatore di Pro Biennale, troviamo: il soprano Katia Ricciarelli, Morgan, la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, la giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e il direttore di Tgcom24 Paolo Liguori. Ma anche il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, l’assessore al Turismo Paola Mar, il presidente della regione Veneto Luca Zaia, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, la giornalista RAI Antonietta Di Vizia e il fotografo internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Fino ad arrivare al Premio Oscar Gianni Quaranta, a Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori, Patrick, vincitore morale del Grande Fratello Vip e inviato speciale di Striscia la Notizia, e la giornalista di Rete Veneta Angelica Montagna.

    Rendere l’arte e la cultura fruibili per tutti e far conoscere a un pubblico il più vasto possibile gli artisti contemporanei è la missione di cui Pro Biennale da anni si fa promotrice. Lodandone l’intento, Vittorio Sgarbi ritorna sul problema delle selezioni commentando: «Quanti sono gli artisti oggi nel mondo? Forse un milione, forse due milioni. E in Italia quanti sono? Almeno cinquantamila. Se io fossi stato Vittorio Pica, famoso critico d’arte della prima metà del secolo scorso, o se fossi stato un critico come Ugo Ojetti, insomma, fino al 1950 avrei potuto avere una piantina con tutti gli artisti regione per regione. Perché essere artisti voleva dire qualcosa di distinguibile. Non c’era, per esempio, il mondo femminile: era del tutto esterno all’arte fino alla seconda metà del secolo scorso. Quindi un critico poteva dominare l’Italia con un panorama di forse mille artisti, conoscendoli tutti. Io come faccio, come fa un critico a conoscerli tutti? Con quale possibilità, con quale verosimiglianza e con quale rispetto della loro ricerca?»

    Pro Biennale è la risposta di Venezia a una questione sempre più pressante nel mondo dell’arte. Il diritto alla creatività tuttora non è contemplato dalla Costituzione italiana, sebbene il mondo sia cambiato rispetto a settant’anni fa. Ci sono la democrazia, l’alfabetizzazione e c’è finalmente l’attività creativa femminile. C’è, paradossalmente, un eccesso di creatività che viene ignorata. «La creatività ‒ continua il critico d’arte ‒ non è più per pochi. Ora, cosa deriva da questo? Un progresso per i creativi, una difficoltà per i critici. Oggi non posso più scegliere perché non so quanti sono gli artisti. Posso solo osservarli». E per farlo Pro Biennale diventa vitale.

    A valorizzare maggiormente l’esposizione, due cornici storiche nel cuore di Venezia. Il Palazzo Ivancich, secolare dimora nobile sita a Castello 4421, e la Scuola Grande di San Teodoro (San Marco 4810). Qui le opere resteranno esposte dal 23 luglio al 7 agosto 2020, visitabili gratuitamente tutti i giorni dalle 10 alle 18, eccetto il lunedì.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare il 388 7338297.

  • Roberto Casula, dirigente di Eni, racconta il futuro del gas in Europa

    La frammentazione dei mercati europei del gas è causa di diversi problemi, tra cui la difficoltà di approvvigionamento. Roberto Casula, manager di Eni S.p.A., ha spiegato questo concetto in diverse occasioni di rilievo.

    Roberto Casula

    Roberto Casula: una riflessione sul rifornimento del gas in Europa

    Roberto Casula, manager di Eni S.p.A., è stato al centro del panorama mondiale per il rifornimento del gas. Con una importante carriera alle spalle, è stato responsabile in Italia della Direzione Tecnica e di ogni attività tecnico-operativa di progetto, ricerca e sviluppo. Come ha sottolineato in diverse occasioni ed eventi internazionali, è sempre più necessaria l’unificazione della pluralità dei mercati del gas che sono oggi presenti in Europa. La frammentazione comporta infatti disomogeneità nell’approvvigionamento della materia prima, nonché difficoltà nel sistema di trasporto con conseguenti perdite economiche. Secondo Roberto Casula serve maggior coinvolgimento del continente africano, sul quale investire così da farlo diventare un fornitore importante di materie prime per l’Europa. Il gas, infine, è centrale nel processo di decarbonizzazione, in quanto fonte energetica alternativa e di sostegno alle rinnovabili.

    Roberto Casula: il percorso professionale del manager di Eni

    Dopo aver concluso l’Università, conseguendo la laurea in Ingegneria Mineraria, Roberto Casula ottiene l’abilitazione alla professione di Ingegnere ed entra a far parte di Agip S.p.A., assumendo l’incarico di Reservoir Engineer. Nel 1992, in Luanda, lavora presso la consociata Agip Angola Ltd dove svolge mansioni di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer, diventando Chief Development Engineer nel 1994. La sua carriera professionale continua in Italia, dove ritorna tre anni più tardi per ricoprire l’incarico di Development and Production Coordinator in Eni S.p.A. Nel 2000 Roberto Casula viene nominato Department Manager per le operazioni in Iran, mentre l’anno successivo diventa Dirigente e Project Director del progetto in corso a Teheran denominato giant South Pars Gas fasi 4-5. Nel 2004 è Managing Director della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. È stato, inoltre, Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana, Chairman delle tre consociate Eni situate in Nigeria ed Executive Vice President nel 2011 (Africa e Medio Oriente) e Chief Development Operations & Technology Officer.

  • Living Suavinex On Air: una serie di dirette Instagram con gli esperti del mondo della puericultura dedicate alle mamme e a tutta la famiglia

    In diretta sulla pagina Instagram Suavinex Italia: ogni giovedì alle 15 i professionisti del settore forniranno pratici consigli per accompagnare dalla gravidanza alla nascita, fino ai primissimi anni di vita dei figli.

    Sono molte le domande che nascono nella mente di una madre durante il periodo della gravidanza e del post partum. Suavinex, azienda spagnola di riferimento da oltre 40 anni nel mondo della prima infanzia, conferma il suo impegno nell’affiancare i genitori mettendo a disposizione le conoscenze degli esperti del settore, tramite degli appuntamenti in diretta Instagram.

    Gli obiettivi del ciclo di incontri sono molteplici. Le tematiche spaziano dall’allattamento allo svezzamento, fornendo importanti consigli in merito ad argomenti delicati come il sonno del neonato, il massaggio come metodo per tranquillizzare il bambino e il fitness in fascia. Ogni tema verrà illustrato dai professionisti, che si impegneranno a offrire suggerimenti utili per risolvere eventuali dubbi.

    Il servizio digitale, perfettamente in linea con lo spirito innovativo del marchio Suavinex, è fruibile gratuitamente e accessibile per ogni follower tramite la pagina Instagram “Suavinex Italia”. Sarà come avere un esperto a casa propria, perché ogni spettatore, tramite i commenti, avrà la possibilità di interagire con i professionisti del mondo della maternità.

    Di seguito le tematiche dei primi appuntamenti in programma, moderati da Susanna Rossi, Product Specialist di Suavinex Italia, ai quali seguiranno ulteriori incontri.

    • 28 maggio: Allattare oggi per non sentirsi esclusa con la Dottoressa Ostetrica Sara Menzione
    • 4 giugno: Relazionarsi con il neonato attraverso il massaggio con l’Educatrice perinatale Giulia Lora
    • 11 giugno: Il sonno del neonato con la Dottoressa Ostetrica Alice Pessina
    • 18 giugno: Dall’allattamento allo svezzamento con la Dottoressa Ostetrica Sara Menzione
    • 25 giugno: I consigli pratici per lo svezzamento con la nutrizionista Maria Chiara Villa

    I cicli di incontri proseguiranno per tutto l’anno con sempre nuovi argomenti per affiancare i genitori per la scoperta del favoloso mondo dei primi anni di vita dei bambini.

  • Gruppo Riva, riapre lo stabilimento di Lesegno

    In Italia è iniziata ufficialmente la Fase 2: Gruppo Riva, multinazionale del settore siderurgico proprietaria di 5 stabilimenti sul territorio nazionale, ha riaperto lo stabilimento di Lesegno.

    Gruppo Riva

    Lesegno, Sindaco Rizzo: “Soddisfatti per la ripresa del Gruppo Riva”

    È da più di una settimana che il Paese è entrato nella fase della riapertura: dal 4 maggio il Governo italiano ha infatti allentato alcune delle misure restrittive messe in campo contro l’emergenza sanitaria, permettendo la ripresa di alcune attività economiche. Tra queste anche quelle del Gruppo Riva, eccellenza del settore siderurgico a livello internazionale: lo stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo, è tornato a pieno regime. Il Primo Cittadino del Comune si è detto soddisfatto delle misure di sicurezza adottate in modo da tutelare i lavoratori: “Tutte le operazioni interne della produzione sono state ricalcolate e ridistribuite con nuovi criteri dettati dalle attuali esigenze di sicurezza per contenere la diffusione del Coronavirus”, ha dichiarato il Sindaco Emanuele Rizzo. Tutti gli operai dello stabilimento sono stati forniti di dispositivi di protezione individuali e informati sul rispetto della distanza di sicurezza: inoltre all’ingresso del sito avviene la misurazione della temperatura corporea grazie all’intervento della Croce Rossa. La ripartenza del Gruppo Riva è stata accolta con favore dall’Amministrazione Comunale: Lesegno dà lavoro a più di 300 dipendenti, oltre ad essere un polo di ricerca e sviluppo per la società.

    Il Centro R&S del Gruppo Riva

    Fondato dai fratelli Emilio e Adriano, Gruppo Riva oggi è una realtà siderurgica internazionale, con siti produttivi sparsi tra Europa e Nord America. Una delle chiavi del successo dell’azienda è la continua ricerca di soluzioni tecnologiche sempre più performanti: già poco dopo la sua nascita, è stata la prima in Italia ad adottare nei suoi stabilimenti la tecnica della colata continua. In quello di Lesegno è presente dagli anni ’90 un vero e proprio Centro di Ricerca e Sviluppo, grazie al quale il Gruppo ha potuto stabilirsi negli anni in un mercato estremamente competitivo. Strumentazione all’avanguardia, simulazioni di scala e soprattutto contributi importanti hanno fatto sì che il laboratorio potesse partecipare anche a progetti europei dedicati all’innovazione siderurgica. Università come quelle di Genova, Pisa e Brescia, e ancora il Politecnico di Milano e di Torino, hanno infatti collaborato con il Gruppo Riva in diverse attività sperimentali e di ricerca, dando la possibilità agli studenti di produrre tesi di laurea e dottorati di ricerca.

  • Riaprono gli showroom di Mondoflex!

     

    Alcune regole da rispettare, un nuovissimo servizio per visionare i prodotti a distanza 

    e la passione di sempre: Mondoflex è pronta per una grande ripartenza

     

    18 maggio 2020 – Gli showroom e i punti vendita di Mondoflex hanno riaperto i battenti: dopo lo stop forzato, Mondoflex si è subito attivata per riaprire le porte e trovare soluzioni innovative per andare incontro alle esigenze dei clienti, sempre garantendo la loro incolumità

     

    Da ora è dunque possibile far visita regolarmente agli showroom e testare i prodotti Mondoflex, grazie alle norme igieniche e alle semplici ma efficaci regole che l’azienda ha stilato al fine di tutelare la sicurezza e la salute dei clienti e del personale: è necessario indossare la mascherina protettiva per tutto il tempo della permanenza all’interno del punto vendita, ed è obbligatorio utilizzare il gel disinfettante per le mani che si trova all’ingresso di ogni negozio. Inoltre, occorre rispettare la distanza di sicurezza prevista tramite un’apposita segnaletica presso le postazioni scrivania. Mondoflex infine assicura ai suoi clienti la possibilità di testare i materassi in totale sicurezza, grazie all’utilizzo di un telo protettivo monouso, della dimensione di 130×200 cm, che impedisce così il contatto tra il cliente e la superficie del materasso e che verrà gettato al termine della prova da parte del cliente, in modo che ogni telo venga utilizzato solamente da una singola persona (o da una coppia convivente).

    Vengono inoltre svolti interventi di sanificazione e pulizia degli ambienti due volte al giorno e tutto lo staff è dotato di mascherine e di gel igienizzante per le mani.

     

    Ma Mondoflex ha pensato anche a un’altra innovativa soluzione per poter vivere l’esperienza dello showroom restando a casa: il nuovo servizio Whatsapp, un ibrido tra la vendita tradizionale e l’e-commerce, che permetterà ai clienti di poter chiedere e ricevere informazioni – sia generiche che su specifici modelli – e di prendere visione dei prodotti attraverso una videochiamata Whatsapp con un membro dello staff. In seguito alla videocall, il cliente potrà riceverà un preventivo e decidere se concludere l’ordine direttamente tramite Whatsapp oppure se fissare un appuntamento in showroom per testare i prodotti di persona.

     

    MONDOFLEX

    www.mondoflex.it

    sede Centrale: Treviolo (BG) in v. S.ta Caterina 31.

    Contatti: [email protected]

    Siamo anche a: Castel Mella (BS), Chieve (CR), Desenzano (BS), Erba (CO), Melzo (MI) e Monza.

  • Un tavolo per bambini rivoluzionario. StartHub lo progetta insieme a oltre 1000 genitori, pedagogisti, psicologi, ed educatori

    Una diretta web unirà le idee dei vari soggetti interessati con il fine di iniziare un percorso partecipativo per sviluppare un tavolino per la crescita educativa e ludica dei bambini.

    Bologna, 25 maggio 2020. StartHub Rebel Change, la rete multidisciplinare di persone che sviluppa prodotti con la partecipazione collettiva dei consumatori si fa promotrice di un’iniziativa che si pone l’obiettivo di sviluppare un prodotto rivoluzionario per la crescita educativa e ludica dei bambini e al contempo aiutare i genitori a gestire al meglio la delicata fase del rientro a scuola dopo l’esperienza del Covid-19.

    L’appuntamento è una diretta streaming aperta a tutti che si terrà mercoledì 27 maggio e durante il quale genitori, pedagogisti, psicologi, ed educatori si confronteranno inizialmente su tematiche riguardanti il rientro a scuola post-Covid, l’attenzione nei bambini e l’importanza di essere d’esempio, soprattutto in questo particolare periodo, nelle prime fasi di età.

    Il tema specifico del rientro a scuola post-Covid sarà trattato dalla dott.ssa Elena Chiarillo che illustrerà quasi siano le misure per un rientro a scuola in sicurezza e come la scuola si sta preparando a questo cambiamento che non ha precedenti nella storia dell’istruzione.

    Gli aspetti da trattare in una situazione complessa come quella che i più piccoli si apprestano ad affrontare nei prossimi mesi però non si limitano all’ambito logistico e organizzativo del rientro a scuola, per questo la psicologa Elizabeth Nobile interverrà sul tema dell’attenzione in termini di supporto e di spiegazione ai più piccoli. Come stiano cambiando queste dinamiche, quando accorgerci che possano essere problematiche e quando non devono essere demonizzate.

    La prima parte sarà conclusa  dalla psicologa Alessandra Fioretti che tratterà il tema “Essere buoni esempi per i più piccoli” in cui si parlerà dei modelli sinceri di comportamento, che ci responsabilizzano rispetto all’esempio che quotidianamente dobbiamo dare ai bambini di tutte le età e che nei prossimi mesi saranno ancora più determinanti, visto che tutti noi dovremmo affrontare situazioni del tutto inedite e il modo in cui risponderemo sarà oggetto di attenzione da parte dei più piccoli.

    Seguendo la filosofia di StutHub per la quale i prodotti sono occasione di confronto, incontri e condivisioni su temi connessi ai prodotti, la diretta streaming proseguirà con il confronto fra i genitori e i professionisti del settore con il fine di individuare non solo le problematiche e le necessità che riguardano i piccoli, ma anche lo sviluppo di una soluzione concreta; un tavolino capace di integrare in un unico strumento l’aspetto educativo, di crescita e di gioco. Sarà l’inizio di un percorso che porterà alla produzione del tavolino che accontenterà così le esigenze di tutti gli attori in gioco, dai bambini, ai genitori, agli educatori.

    Per iscriversi all’evento gratuito è sufficiente seguire le istruzioni spiegate alla pagina https://rebelchange.it/percorso-27-maggio/

    Gli iscritti avranno la possibilità anche di vedere il video successivamente in registrazione.

    Chi è Start Hub Rebel Change – Prima di tutti Start Hub ha creato una metodologia che connette e crea relazioni con i consumatori potenziali durante le fasi di analisi e sviluppo, così da assicurarsi i primi clienti ancora prima del lancio dei prodotti sul mercato. I benefici che ne derivano sono molteplici, per le persone che possono collaborare attivamente allo sviluppo del progetto, e per le imprese che decidono di farne parte.

    Maggiori informazioni su https://rebelchange.it/

  • Serie H2OMix7000 di Gattoni Rubinetteria. La nuova veste del miscelatore a risparmio idrico

    Gattoni Rubinetteria non si ferma: ecco il nuovo miscelatore dotato di cartuccia economizzatrice, ottimo compromesso tra efficienza funzionale e piacevolezza estetica.

    Dal catalogo dell’azienda novarese si fa notare una nuova serie di miscelatori in grado di creare un mix perfetto tra classicità e stile contemporaneo. Il design lineare e sobrio rende H20Mix7000 un elemento d’arredo elegante e versatile, studiato per soddisfare le diverse esigenze di funzionalità, estetica e risparmio.

    Gattoni Rubinetteria si conferma al primo posto nella costante ricerca di soluzioni estetiche accattivanti ed innovative, lasciando spazio alla personalizzazione dei miscelatori. Con le sue possibili finiture nero e bianco matt, e nickel spazzolato, oltre al classico cromo, la serie H2OMix7000 si candida ad essere protagonista dell’ambiente bagno di tendenza.

    Per soddisfare le diverse richieste di installazione, inoltre, è possibile scegliere tra due dimensioni di cartuccia (piccola con Ø 25 mm e grande con Ø 35 mm) e due differenti altezze.

    H20Mix7000 risponde anche alle esigenze di praticità funzionale grazie alla sua particolare cartuccia economizzatrice che garantisce prestazioni elevate. Il miscelatore è caratterizzato dalla tecnologia Water saving, che assicura la regolazione della portata d’acqua, e della tecnologia Energy saving, che limita l’energia prodotta ogni qual volta il rubinetto entri in funzione. Il risultato è, innanzitutto, il drastico abbattimento dei consumi idrici ed energetici, con un conseguente risparmio sui costi in bolletta.

    La collezione interpreta il concetto classico di rubinetto con una veste rinnovata in chiave moderna che ne rende facile l’inserimento in qualunque contesto di interior design.

     

    www.gattonirubinetteria.com

     

  • Andrea Mascetti: emergenza Coronavirus, il sostegno di Fondazione Cariplo al territorio

    Andrea Mascetti: in seguito a una riprogrammazione delle attività 2020, Fondazione Cariplo ha deciso di investire 60 milioni di euro per sostenere il tessuto sociale nel post-emergenza. Tra gli ambiti di intervento anche il ripensamento del sistema culturale, in riferimento al ruolo che la cultura potrà svolgere nella fase di ripartenza.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo riprogramma le attività a seguito dell’emergenza Coronavirus

    60 milioni di euro per rispondere all’emergenza Coronavirus. È l’impegno di Fondazione Cariplo, che annovera l’avvocato Andrea Mascetti nel ruolo di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura. L’ente ha chiuso il 2019 con un avanzo di 501 milioni. Per il 2020, in base a quanto approvato il 5 novembre 2019 dal DPPA, sono stati stanziati 135 milioni di euro in attività di carattere filantropico. Rispetto a questa cifra complessiva, 60 milioni non sono ancora stati destinati o impegnati e quindi possono essere oggetto di una riprogrammazione straordinaria per fronteggiare l’emergenza sanitaria che ha duramente colpito il Paese in queste settimane. Non solo: a partire dal riorientamento di questi contributi, Fondazione Cariplo intende sfruttarne anche l’effetto volano per mobilitare ulteriori risorse, non solamente economiche, anche attraverso i progetti sostenuti, le collaborazioni con le Fondazioni di Comunità, le disponibilità di possibili partner. Sei gli ambiti prioritari di intervento intorno a cui saranno riorientate le risorse: il contrasto alle nuove povertà causate dalla crisi e dal maggior distanziamento sociale che ne deriverà, il sostegno agli enti del terzo settore in gravi difficoltà, l’individuazione di opportunità di sviluppo economico e di creazione di posti di lavoro, soprattutto in chiave green, il ripensamento dei modelli di offerta di welfare, il rilancio della ricerca. E per quanto riguarda in particolare la Commissione Arte e Cultura, di cui Andrea Mascetti è Coordinatore, l’obiettivo è il ripensamento del sistema culturale, anche in relazione al ruolo che la cultura può svolgere nella fase di ripartenza.

    Andrea Mascetti: l’attenzione di Fondazione Cariplo per i problemi reali del territorio e delle persone

    "Siamo orgogliosi della scelta di Fondazione Cariplo, ancora una volta di dimostrare attenzione ai problemi reali, ai nostri territori e alle persone che vi vivono" hanno commentato in merito all’annuncio di Fondazione Cariplo della riprogrammazione delle attività 2020 il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti, i commissari varesini all’interno della Commissione Centrale di Beneficenza, Elisa Fagnani, Sarah Maestri e i membri del Consiglio di Amministrazione di Fondazione Comunitaria del Varesotto. E ancora: "Siamo consapevoli delle difficoltà che le persone, le famiglie, gli enti non profit, ma anche il mondo delle imprese, stanno vivendo in questo periodo. Abbiamo visto una grande capacità di reazione e una forte resilienza di fronte alla pandemia". Titolare dello Studio Legale Mascetti, Andrea Mascetti è stato nominato a giugno dello scorso anno Coordinatore della Commissione Arte e Cultura, che si occupa dello sviluppo e della tutela del patrimonio artistico e archeologico lombardo.

  • Marcello Vandelli a Spoleto Arte: “L’arte è principalmente una segreta premeditazione”

    Marcello Vandelli, artista di origini modenesi, sa come farsi riconoscere. La sua arte questa settimana è entrata negli schermi degli italiani grazie a un servizio del Tgcom24. Il pittore di Spoleto Arte, con il suo stile inconfondibile, ha ammaliato il pubblico del format Arte in quarantena ed è pronto a conquistare anche noi con la sua filosofia artistica.

    • Di recente il Tgcom24 ha rilasciato un servizio su di lei. Come si sente?

    Sono grato di questa possibilità. Da anni investo tempo e spirito in questo mio percorso artistico. La pittura è totalizzante, riempie ogni istante della mia vita, è un sacrificio enorme, ma la considero un privilegio. Curo nei dettagli ciò che può aumentare la visibilità dei miei lavori e il servizio all’interno della rubrica Arte in quarantena è assolutamente un ottimo risultato. In modo particolare, nell’attuale contesto che tutti stiamo vivendo, ritengo che l’arte possa diventare una medicina per l’anima.

     

    • Cosa significa fare arte oggi?

    L’arte è principalmente una segreta premeditazione, nasce da un accumulo silenzioso di idee e da una costante attività di critica selezione. Il risultato che ne consegue si basa sulla pura sperimentazione, volta a ricercare un equilibrio tra forma e colore in grado di saper esprimere il senso di ciò che voglio comunicare.

     

    • Nelle sue opere trovano spazio l’autobiografico e l’anonimità. Da cosa nasce questa fusione così particolare?

    Le mie intuizioni artistiche sono l’espressione di uno spirito tormentato che vuole esplodere in un grido liberatorio. Sono ossessionato dalle problematiche della vita e della morte, i pensieri si trasformano in colori e forme, rappresentando la condizione esistenziale dell’uomo moderno, afflitto dalla solitudine, dall’incomunicabilità, dall’angoscia. In fondo, rappresento me stesso, quel bambino cresciuto in un mondo che non mi apparteneva, che mi faceva sentire estraneo. E al contempo rappresento il vissuto di ogni individuo, dipingendo una realtà fatta di sagome che si librano in una realtà onirica che ha oltrepassato il materiale, ma ha lasciato inalterata l’esigenza del silenzio e della solitudine.

     

    • Quanto c’è della sua terra nei suoi lavori?

    La mia vita, fin dalla giovinezza, è stata intrisa di esperienze, avventure ed imprevisti che hanno permesso alla mia indole artistica di uscire allo scoperto e crescere. Dopo aver viaggiato per il mondo, sono ritornato alle mie origini, a cui sono indissolubilmente legato, con una maturata consapevolezza.

    Nella primavera del 2012 è accaduto, però, un qualcosa che avrebbe cambiato per sempre la mia vita, così come quella di molti altri. Il dolore nel vedere la mia terra lacerata dal terremoto… Questo evento brutale e inatteso, assolutamente incontrollabile, ha reso fragili le vite di molti, distrutto in pochi secondi gli equilibri della vita, lacerando ogni stabilità fisica ma soprattutto emotiva. In questa situazione di enorme incertezza si sono risvegliati i sentimenti, la necessità di ricercare, seppur con difficoltà, una nuova pace attraverso la condivisione con gli altri. Racchiuso nel mio piccolo mondo, per la prima volta, ho avvertito l’esigenza di palesare ciò che fino a quel momento avevo celato con tanto riguardo.

     

    • Spesso le è stato fatto notare che il suo stile si ispira alla Pop Art italiana. Che cosa l’ha spinta a seguire questa corrente?

    È impossibile non essere influenzati dal passato, nel mio caso, artistico. Esiste certamente una correlazione, e in alcuni casi mi sento collegato come da un filo invisibile. In genere, mi affascinano e colpiscono tutti quegli artisti che, attraverso cose apparentemente banali, riescono a esprimere emozioni profonde. Mi riferisco in primis agli artisti che hanno segnato un’epoca nella Roma degli anni Sessanta. In loro riconosco un’analogia con il mio vissuto, un’affinità elettiva. Una generazione, la loro, ambientata nel provvisorio benessere o nella provvisoria miseria del miracolo economico. La loro esigenza di dipingere, di stabilire dei rapporti e delle proporzioni, non è alienabile dalla condizione di vuoto in cui si sentono immersi e, proprio in questo vuoto, si sforzano di operare tracciando nuovi punti di riferimento. Ti porto l’esempio di Tano Festa con i suoi Coriandoli, di Mario Schifano con i suoi Campi di pane, di Cesare Tacchi e Giosetta Fioroni, la cui semplice eleganza riesce sempre a emozionarmi delicatamente, e il tormento interiore di Emilio Vedova che scolpisce le tonalità come a rappresentare i giorni drammaticamente vissuti nel periodo della guerra.

    Allo stesso modo, utilizzo l’arte come forma di comunicazione e al contempo di “purificazione”. Attraverso essa fisso il mio passato, mi faccio domande e mi do delle risposte. L’arte diventa il tramite verso la liberazione e la ritrovata consapevolezza.

     

    • Come ha conosciuto Spoleto Arte?

    “Il destino mescola le carte e noi giochiamo”, diceva Schopenhauer. Capita a volte di essere nel posto giusto al momento giusto. E così è stato.

     

    • C’è un’opera a cui è particolarmente legato?

    In realtà, direi di no. Ogni mia opera trova origine nei più profondi meandri del mio Io, è parte inscindibile del mio essere. La mia mente è in continua evoluzione. Non si placa, nemmeno quando dormo. Ogni mia opera è una rappresentazione onirica, un racconto introspettivo, indissolubilmente legato al precedente e a quello che ancora non ha trovato forma, condizionato dal momento, ma soprattutto dai ricordi, che troppo spesso riaffiorano, riconducendo i pensieri verso amore, dolore, passione e solitudine.

  • LOCKDOWN E INQUINAMENTO DELLE CITTÀ LA MOBILITÀ ELETTRICA MOTORE DELLA NUOVA NORMALITÀ? A THAT’S MOBILITY DAL 29 AL 30 OTTOBRE IL PUNTO SUL FUTURO DEL SETTORE.

    Milano, 22 maggio 2020 – Fervono i lavori per THAT’S MOBILITY, la Conference&Exhibition B2B dedicata alla mobilità elettrica e sostenibile, organizzata da Reed Exhibitions Italia in collaborazione con l’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, in calendario dal 29 al 30 ottobre 2020, che dedicherà ampio spazio alle nuove esigenze di mobilità urbana nate a seguito dell’emergenza covid-19 e alla necessità di una riflessione sulle nuove politiche di trasporto e modelli di spostamento di cittadini e lavoratori nelle nostre città.

    Lockdown e smart working hanno contribuito a diminuire le emissioni di CO2 in molte città come dimostrano le prime analisi ed alcuni studi come “Clear evidence of reduction in urban CO2 emissions as a result of Covid-19 lockdown across Europe” avviato e promosso dall’Icos Ecosystem thematic centre (Etc), centro coordinato dalla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e dall’Università della Tuscia, che ha evidenziato come in sette città europee ad alta densità di traffico e di attività commerciali, le misure restrittive ed il blocco del traffico hanno portato a emissioni di CO2 ridotte fino al 75%. Più in dettaglio, prendendo per esempio i primi dati sulla Lombardia, in pieno centro della Pianura Padana che per la sua configurazione geografica e l’intensa presenza industriale risulta fra le aree più inquinate del nostro paese, il blocco di molte attività e la riduzione degli spostamenti, soprattutto dei trasporti privati, hanno portato, a fronte di una riduzione del traffico che va oltre il 65%, ad una diminuzione media di Nox pari al 28%, di Pm10, all’11% e di CO2 attorno al 18%, dati legati sempre, in ogni caso, all’andamento dei fattori metereologici (fonte Arpa Lombardia mese di marzo).

    L’impatto della diminuzione dei trasporti sulla qualità dell’aria è sicuramente importante ed apre le porte alla necessità di introdurre nuovi paradigmi di gestione della mobilità, più sensibili al rispetto dell’ambiente e attenzione alle risorse energetiche impiegate, dove la mobilità elettrica, in tutte le sue declinazioni, può svolgere un ruolo importante per riuscire a trasformare questa esperienza in misure concrete per favorire una modalità di spostamento più sostenibile nelle aree metropolitane, riducendo così l’inquinamento atmosferico e il danno alla salute dei cittadini. In questo scenario, si inseriscono anche le prime misure di incentivazione previste dal Governo rivolte a supportare la diffusione della micro mobilità anche elettrica, la realizzazione attraverso l’ecobonus, dell’installazione di colonnine di ricarica nei condomini e fonti rinnovabili, i fondi per la rottamazione dei veicoli più inquinanti e la sostituzione con veicoli elettrici, ibridi o plug-in.

    “THAT’S MOBILITY 2020 intende dedicare ampio spazio a questi temi di grande attualità – dichiara Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitons Italia – questa crisi mondiale ha accelerato transizioni già in corso come per esempio lavorare in modo più flessibile, comprare un po’ di più in rete o usare la bicicletta, il nostro intento, come manifestazione b2b, è di aiutare aziende ed operatori a cogliere a pieno le nuove opportunità, non solo per ridisegnare la logistica urbana per vivere meglio la nuova normalità ma anche per affrontare appieno le sfide del cambiamento climatico non più procrastinabili. Stiamo lavorando per offrire un importante momento di riflessione e dibattito fra tutti gli attori per una ripartenza del business per tutta la filiera legata alla mobilità elettrica e della Smart mobility”,

    In quest’ottica, THAT’S MOBILITY intende contribuire allo sviluppo dei nuovi paradigmi di trasporto, evidenziati da questa emergenza, per una progettazione delle nuove forme che assumeranno le città del futuro. Un calendario di incontri dunque che a partire dai dati dello Smart Mobility Report, a cura dell’Energy &Strategy Group della Business School del Politenico di Milano, spazierà dai temi legati alla pianificazione di infrastrutture di ricarica pubblica e privata nel nostro paese, allo stato degli incentivi per i veicoli elettrici – che ci auguriamo possa essere ulteriormente incrementato per auto e moto, aggiunge Pierini – dai sistemi di storage e di ricarica intelligente, alle normative nazionali e regionali per lo sviluppo dell’elettrificazione nel nostro paese, alle potenzialità di sviluppo della sharing mobility privata e aziendale per venire incontro alle nuove esigenze di spostamento dei lavoratori e altri ancora in via di definizione.

    Tutti gli aggiornamenti su THAT’S MOBILITY sono disponibili su www.thatsmobility.it e sul profilo Instagram, LinkedIn, e Facebook.

    THAT’S MOBILITY – è una Conference&Exhibition di proprietà di Reed Exhibitions, il leader mondiale nell’organizzazione di fiere e congressi che gestisce oltre 500 eventi in 30 Paesi che hanno registrato più̀ di 7 milioni di partecipanti nel 2019. Reed Exhibitions conta 38 sedi in tutto il mondo a disposizione di 43 settori industriali. Reed Exhibitions fa parte di RELX Group plc, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi per clienti professionali in numerosi comparti di business.
    Ufficio Stampa: Flaminia Parrini, Reed Exhibitions Italia, tel. +39 02/43517038, [email protected]
  • Legno naturale e design multi-funzione: i nuovi complementi d’arredo firmati TEAM 7

    Fare i conti con le effettive disponibilità di spazio può spesso costituire un ostacolo nella scelta degli arredi di casa. Esistono però soluzioni pensate proprio per chi non intende sovraccaricare troppo l’ambiente e, al contempo, necessita di complementi in grado di offrire numerose funzionalità.

    Nella sua ricca offerta di mobili e arredi per la casa, l’azienda austriaca TEAM 7 dedica un vasto assortimento ai piccoli complementi multi-funzione. Realizzati in puro legno naturale dalle sapienti mani di artigiani austriaci, i complementi TEAM 7 sono l’ideale per chi intende coniugare estetica, design funzionale e qualità dei materiali.

    Tra le novità 2020, il celebre marchio di arredi ecologici made in Austria presenta la nuova scala italic e il nuovo tavolino clip. Appendiabiti, servitore muto o divisiorio decorativo la prima; tavolino di servizio, comodino da letto, o comodo ripiano d’appoggio per l’ingresso il secondo. Eleganti, compatti e versatili, i complementi TEAM 7 si prestano a numerose interpretazioni di utilizzo e, grazie al loro design pulito ed essenziale, sono dei perfetti passepartout per tutta la casa.

    Scala italic

    Via libera alla fantasia!
    Appendiabiti, servitore muto o divisorio: la scala di legno italic è un oggetto decorativo versatile, sul quale trovano posto gli accessori più diversi – vestiti, decorazioni, lampade che possono essere messi in scena con stile. Posizionata nella zona notte o all’interno della cabina armadio, ma anche nella stanza da bagno o in ingresso: italic sta bene praticamente ovunque e invita ad esprimere la propria creatività.

    Eclettica
    Con il suo design sobrio ed essenziale, italic si abbina facilmente a numerosi mobili e stili d’arredo.

    Multifunzione
    Appoggiata alla parete, o utilizzata come divisorio se agganciata a una seconda scaletta: italic può essere utilizzata in molteplici modi. Per creare più spazio per i vestiti, è possibile togliere il secondo e terzo piolo dall’alto.

    ∙ Design: Stefan Radinger
    ∙ Misure: altezza 105 o 210 cm; larghezza: 70 cm; profondità: 4,5 cm
    ∙ Essenze: noce, rovere, faggio selvatico

    Tavolino clip

    Un talento a tutto tondo
    Agile e compatto, il nuovo tavolino di servizio clip in legno naturale è pensato per adattarsi a tutte le zone della casa. In camera da letto, come pratico comodino per appoggiare sveglia, libri, occhiali e tutte le cose che si desidera tenere a portata di mano. Ruotato di 90°, si trasforma in un comodo tavolino per le colazioni a letto della domenica mattina. Ma le possibili interpretazioni non finiscono qua. clip infatti può essere sfruttato anche nell’ingresso di casa, oppure accanto al divano come tavolino di servizio..

    Flessibile
    Oggi qui, domani là. Il tavolino clip è fatto per essere spostato e utilizzato ovunque sia necessario.

    Salvaspazio
    Piccolo ma efficiente. Con il suo ingombro di soli 40 x 40 cm, il tavolino clip occupa davvero poco spazio. Eppure, grazie al suo design intelligente, si rivela un compagno prezioso in tantissime situazioni.

    ∙ Design: Kai Stania
    ∙ Misure: 70 x 40 x 40 cm
    ∙ Essenza: noce, rovere selvatico, faggio selvatico

  • Nuovo ingresso in La San Marco: Dante Monastero è il nuovo Direttore Commerciale e Marketing

    Entrato a far parte del team La San Marco lo scorso 4 maggio, Monastero assume la gestione dei dipartimenti vendite e marketing della storica azienda di Gradisca d’Isonzo (GO).

    Nell’anno del suo primo centenario, La San Marco S.p.A. dà il benvenuto al suo nuovo Direttore Commerciale e Marketing, Dante Monastero, che lo scorso 4 maggio è entrato a far parte del team della storica azienda di Gradisca d’Isonzo (GO) produttrice di macchine da caffè e attrezzature professionali per bar e ristoranti.

    Matrice veneta, visione internazionale. Una laurea in Ingegneria Elettrotecnica all’Università di Padova, un Master in Business Administration alla Clemson University del South Carolina e trent’anni di esperienza professionale nella vendita di macchine industriali ad alto contenuto tecnologico. Questo il profilo professionale di Monastero che, prima di approdare nel mondo delle macchine da caffè, si è occupato dello sviluppo commerciale di un ampio spettro di settori industriali: dal metalmeccanico, all’automotive, passando per l’industria alimentare a quella per la produzione di componenti di mobili e termoarredo.

    Ho accolto con grande entusiasmo l’opportunità di unirmi ad un’azienda di respiro globale che, da ben cento anni, è sinonimo di Made in Italy nel mondo – dichiara il neo assunto Direttore Commerciale e Marketinge sono certo della massima collaborazione di tutta la squadra La San Marco verso ambiziosi obbiettivi di sviluppo”.

    L’arrivo di Dante Monastero all’interno de La San Marco è coinciso con la ripartenza ufficiale delle nostre attività produttive post emergenza Covid-19 e ha senz’altro contribuito ad alimentare il sentimento di grande determinazione e coraggio che ci spinge a rimboccarci le maniche e a guardare verso il futuro. – commenta così l’ingresso Roberto Nocera, Direttore Generale La San Marco, che continua – La voglia di restare uniti e di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà non è una narrazione per La San Marco, ma ispirazione quotidiana e impulso per fare il meglio anche nelle situazioni più difficili. La nostra, infatti, è la storia di un’azienda e di uomini e donne che assieme hanno superato ben due conflitti mondiali. Oggi come ieri, siamo quindi certi che sapremo cogliere e vincere tutte le nuove sfide del domani”.

    L’azienda

    Con i suoi 100 dipendenti all’interno dello stabilimento produttivo di Gradisca d’Isonzo, La San Marco si posiziona oggi ai vertici dei costruttori mondiali di macchine professionali per caffè. L’azienda ha chiuso il 2019 con un fatturato di oltre 20 milioni di Euro, segnando un +5% rispetto al 2018. In aumento anche la quota export (+7,3% rispetto al 2018) che rappresenta circa il 55% dell’intero fatturato.
  • Mandare messaggi ad una ragazza che ti piace

     

    Alcuni uomini sono bravi a mandare SMS, ma pessimi quando si tratta di parlare faccia a faccia. Altri sono combattuti sulle loro idee quando scrivono messaggi, ma sono parlano tantissimo quando sono di persona.

    Ricorda che l’obiettivo è incontrare donne, quindi l’importante è fare sempre una buona prima impressione, e se il messaggio che invii è quello giusto, otterrai una risposta adeguata, in base alle aspettative che stai creando.

    Anche se sai bene quali sono i messaggi che interessano alle ragazze, ecco alcuni suggerimenti per aiutarti a trasformare i tuoi testi, in modo da renderli migliori.

    Invia un messaggio per scherzare con lei

    Non devi essere scontato o diretto tutto il tempo. A volte, può essere divertente mandare messaggi a una ragazza solo per flirtare e scherzare.

    È consigliato di non inviare sms con il pretesto di iniziare conversazioni “serie” su come conoscersi. Invece, mantieni i messaggi leggeri, scherzosi, beffardi, dalle tinte un po’ flirt.

    Ricorda che il 90 percento della comunicazione non si basa sulle parole che usi, ma sull’intonazione e il linguaggio. Ricorda, ometti cose in un testo e tienile a mente per quando sarete insieme.

     

    Invia un sms a una ragazza per farle sapere che hai trascorso dei bei momenti con lei

    Che tu abbia appena incontrato una ragazza in un bar, che tu sia appena tornato da una serata fuori, non fa mai male mandarle un messaggio e dirle che ti sei divertito.

    Devi essere semplice e diretto. Un paio di consigli a riguardo, puoi usare queste frasi: “È stato un piacere conoscerti stasera. Non vedo l’ora di fare un’escursione con te” o “Mi sono divertito tantissimo stasera. Non cercare di farmi ubriacare. la prossima volta! “L’umorismo ripaga sempre, perché fa sorridere le persone.

    Messaggi come questi fanno sapere alla persona in questione che sei interessato, senza essere troppo diretto, e ti aiuteranno per le conversazioni future.

    I messaggi portano agli appuntamenti

    Le battute in un sms vanno bene, ma non esagerare e non dilungarti molto. Quando cerchi di capire le cose che piacciono ad una donna durante la conversazione, cerca di tenere a mente un obiettivo: trovare una scopamica a Roma. Ho nominato Roma perché è la mia città, ma può essere qualsiasi altra città dell’Italia. Una volta che la ragazza che ti piace accetta, devi solo farti alcune domande: dove, quando, chi conduce a chi, ecc.

  • CHE COS’È IL CRYSTAL METH?

    Crystal meth è l’abbreviazione di “metanfetamina in cristalli”. Non è che un tipo di metanfetamina è una droga cristallina bianca che si assume “sniffandola” (inalandola attraverso il naso), fumandola o iniettandola con un ago. Qualcuno la assume persino per via orale, ma in ogni caso si sviluppa un forte desiderio di continuare ad assumerla, poiché crea un falso senso di felicità e benessere: un impeto di fiducia, iperattività ed energia, chiamato “rush” (forte sensazione). Si sperimenta anche una diminuzione dell’appetito. Questi effetti durano in genere dalle sei alle otto ore, ma possono durare fino a ventiquattro ore.

    La prima volta potrebbe procurare del piacere, ma la metanfetamina inizia fin da subito a rovinare l’esistenza delle persone che l’assumono.

    CHE COS’È LA METANFETAMINA?

    La Metanfetamina è una droga illegale della stessa classe della cocaina e di altre potenti droghe da strada. Ha molti soprannomi: meth, crank, chalk o speed tra i più comuni.

    Il Crystal meth viene utilizzato da individui di tutte le età, ma è più comunemente usato come “droga club”, da prendere alle feste, nei locali o ai rave party. I suoi nomi gergali più comuni sono ghiaccio o vetro.

    Si tratta di un prodotto chimico pericoloso e potente e, come tutte le droghe, di un veleno che agisce in primo luogo come stimolante, ma poi comincia a distruggere sistematicamente il corpo. Quindi viene associato a gravi condizioni di salute, inclusa la perdita di memoria, l’aggressività, il comportamento psicotico e, potenzialmente, danni al cuore e al cervello.

    Il meth causa una forte dipendenza, brucia le risorse del corpo creando un’assuefazione devastante, che può essere alleviata solamente prendendone di più.

    Gli effetti del Crystal meth sono molto intensi, e chi ne ha fatto uso riferisce di esserne diventato dipendente dalla prima volta che l’ha usato.

    L’ho provato una volta e… BOOM! Ne sono diventato dipendente,” dice una persona dipendente dal meth, che ha perso la sua famiglia, i suoi amici, la sua carriera di musicista ed ha finito per diventare un senzatetto.

    Di conseguenza, è uno dei tipi di dipendenza di cui è più difficile occuparsi e molte persone muoiono mentre sono nella sua morsa.

    Ho iniziato ad usare crystal meth quando ero al liceo. Prima ancora che il primo semestre finisse, il meth diventò un problema tale che dovetti abbandonare gli studi. Dopo aver passato ore a guardarmi allo specchio e punzecchiarmi, mi ero ridotta a sembrare una che ha la varicella. Passavo tutto il mio tempo facendomi di meth, o cercando di procurarmelo.”
    – Anne Marie

    COME SI PRESENTA LA METANFETAMINA?

    La metanfetamina è disponibile sottoforma di polvere bianca, cristallina, inodore, di gusto amaro che si scioglie facilmente in acqua o alcol.

    Si può presentare anche in colori tendenti al marrone, giallo-grigio, arancio e rosa. Talvolta viene compressa ed assume l’aspetto di una pillola.

    Come descritto in precedenza, può essere sniffata, fumata o iniettata.

    Il crystal meth è disponibile in chiari, grossi cristalli simili al ghiaccio e viene più comunemente fumata.

    Il Filosofo e umanitario L. Ron Hubbard dice: “la scena della droga è mondiale. Sguazza nel sangue e nella sofferenza umana”.

    Bisogna fermare questa spirale discendente e con la prevenzione si può fare. Se voi unirti a noi come volontario in ogni parte d’iIalia puoi inviare una mail a: [email protected] per la zona della Romagna [email protected] Altre informazioni utili e gratuite come corsi e video le potrai trovare nel sito: https://www.noalladroga.it

  • #COSAFARAi? la campagna di Faravelli che racconta i piccoli e grandi progetti post Covid

    La campagna #cosafarai? è stata lanciata a fine aprile sul canale YouTube e sulle pagine ufficiali social di Faravelli, azienda milanese che si occupa di distribuzione di materie prime chimiche

    Alla domanda #cosafarai?  i collaboratori di Faravelli hanno raccontato i loro piccoli grandi progetti post Covid, con autoironia e garbo, donando spunti di riflessione, concretezza e un sorriso: l’emergenza e il distanziamento sociale ci hanno fatto riscoprire il valore delle piccole e grandi emozioni che ogni giorno costellano le nostre vite, date spesso per scontate.

    #cosafarai propone una prospettiva positiva e un elogio alla normalità, con allegria, ironia, concretezza e nessuna retorica.

    Andrea, Antonella, Clara, Claudia, Daniela, Davide, Erika, Fabiana, Fabio, Fabrizio, Giacomo, Giulia, Guido, Ilaria, Ilenia, Irma, Laura, Lucia, Luisella, Mariana, Marinella, Noemi, Pierpaolo, Raffaella, Roberto, Rosa, Silvia, Stefania D, Stefano, Stefania P., Tiziana, Valentina C, Valentina P, Valentina R, Viola: sono i FARAvelliani protagonisti di #cosafarai? che con garbo e ironia ogni giorno ci hanno regalato leggerezza e spensieratezza.

    La direzione creativa della campagna è di Puzzle

  • Benedetta Trudesti, artista di Spoleto Arte, si racconta in un’intervista

    È una settimana di grandi soddisfazioni per Benedetta Trudesti. La pittrice di Spoleto Arte è stata recentemente protagonista di un servizio del Tgcom24. Sul format Arte in quarantena, la pittrice nota per i suoi dipinti dagli sfondi rossi continua a incuriosire e ad appassionare il pubblico di spettatori. E la curiosità non manca nemmeno a noi, che abbiamo voluto farle qualche domanda.

    Cosa ne pensa del format “Arte in quarantena”: le piace l’iniziativa pensata per portare l’arte nelle case degli italiani durante la quarantena?

    Certo che sì! L’arte da sempre è un veicolo di emozione, stupore, studio e ricerca. In questo tempo, in cui la nostra vita si imprime di incertezze, possiamo spostare lo sguardo oltre, verso qualcosa che aiuta lo spirito. La visione dell’arte è una presenza importante in questo periodo di isolamento.

    Secondo lei, cosa dovrebbe fare l’arte in questo momento?

    Dal mio punto di vista è fondamentale l’incontro con l’Arte che è in grado di foggiare una sorta di creatività collettiva, ovvero una condivisione universale, il risveglio delle coscienze: ci si sente ingabbiati come in un vortice che evolve velocemente, di conseguenza la realtà diventa pesante e motivo di sofferenza. Si percepisce la necessità di ritrovarsi, di riscrivere lo spazio e il tempo in una sinergia, in un turbinio di emozioni che portino a un coinvolgimento.

    E a proposito di coinvolgimento… Nelle sue opere il colore rosso balza subito agli occhi. Impossibile non domandarsi quale sia il motivo dietro a questa scelta…

    Esse vivono un’esperienza di vita. L’esperienza che mi ha proiettato verso un qualcosa che intuivo ma non sapevo cosa fosse. Man mano che il tempo passava cercavo di cogliere tutto quello che mi rendeva felice interiormente. Andavo alla ricerca del particolare, un percorso che scrutava l’essenza dell’io in un contesto di intenso colore, ove emerge una passione intrinseca. È l’io che matura e che ritrova la forza nella fragilità, consapevole del tortuoso cammino.

    Che cosa cerca nei suoi ritratti?

    Questa è una bella domanda!

    Allora, tratti, movenze e pennellate trasudano di molecole dinamiche, guidate dal conscio e dall’inconscio di cui l’anima diventa una specie di “specchio”. Uno specchio che lascia riflettere l’essenza di un io nuovo, che lascia riscoprire l’essenza della vita in nuovi volti.

    In questi volti ci sono tantissime espressioni, specie in quelle dei bambini. Come sceglie i suoi soggetti?

    I volti sono il punto focale delle opere. Il tutto prende forma da un connubio fra idea, progetto e interiorità. Le espressioni indicano la capacità di ricercare lo sguardo di bimba dove si cela il desiderio dell’artista. I soggetti sono scelti da un’intuizione “inconscia” e profonda.

    C’è un quadro a cui è particolarmente legata?

    No, perché ogni lavoro nasce, prende forma, si plasma e acquista coscienza dall’intimo. Perciò l’uno non esclude l’altro, essi fanno parte di un grande disegno, cioè l’infinito (come i tanti tasselli della vita).

    Come ha conosciuto Spoleto Arte?

    Spoleto Arte l’ho conosciuta tramite vari eventi di rilievo, e con stupore in un momento così inconsueto.

    Qual è il suo prossimo progetto?

    Il mio prossimo progetto è tutto da scrivere, perché nasce e prende forma dalla vita stessa.