L’affermata collezione by Marco Pisati, nata nel 2015, riveste ancora un ruolo di spicco nel catalogo Gattoni.
Tra le creazioni più brillanti nate dal proficuo sodalizio tra il rinomato designer Marco Pisati e Gattoni Rubinetteria occupa un posto d’onore la collezione Circle One. Progettata e realizzata nel 2015, insieme a Circle Two, come rivisitazione dell’apprezzata serie Easy rappresenta tuttora un ottimo esempio di design moderno e chic.
I suoi volumi cilindrici e lineari, di pura ispirazione contemporanea, plasmano il miscelatore con un’impronta rigorosa, che ben si presta ad essere sdrammatizzata attraverso vivaci note colorate. Il corpo geometrico è adatto a farsi coronare da leve di inedite tonalità, dalle più classiche alle più eccentriche, per personalizzare in modo originale ed inconfondibile l’ambiente bagno.
Dal rosso al nero, passando per il verde, le nuances disponibili offrono la possibilità di arredare lo spazio con raffinata creatività. L’azienda, attenta anche al completo soddisfacimento delle diverse esigenze di installazione, propone il miscelatore in quattro differenti altezze. Inoltre, la gamma Circle One prevede numerosi modelli, per lavabo – anche in versione floor standing – bidet e vasca, nonché per lavello, per vestire la rubinetteria con fresca eleganza.
Un buon sonno è un fattore fondamentale per la nostra salute e la nostra vita, che ci consente di affrontare con la giusta dose di energia le giornate. Ma non sempre si riesce a dormire bene: a volte, alcuni fattori possono influenzare negativamente la qualità del riposo notturno. Uno tra questi è il cuscino. Dormire, infatti, con un cuscino non adatto alle proprie esigenze può rendere le ore notturne non ristoratrici. Come scegliere il modello giusto? Mondoflex, produttore leader del settore, ci dà le risposte che cerchiamo, aiutandoci ad orientarci nell’acquisto del cuscino perfetto.
Milano, ottobre 2021.Scegliere il cuscino perfetto: facile a dirsi, ma non sempre facile a farsi. Mondoflex, leader nella produzione e vendita di reti, materassi e guanciali, ci propone una semplice guida, illustrando quali devono essere i requisiti più importanti per un buon cuscino. Parliamo di un guanciale che garantisca l’allineamento di testa, collo e schiena, consenta una buona respirazione e un ottimale stato di rilassamento della muscolatura.
Questi elementi, però, non sono sempre semplici da trovare e molto dipende dal cuscino che si sceglie, le cui componenti principali da rispettare devono essere:
Larghezza: idealmente 1 metro, in modo che muovendosi durante il sonno si rimanga con la testa sul cuscino.
Altezza: né troppo alto, né troppo basso. L’altezza media dovrebbe essere di circa 12-13 cm (sia per gli uomini che per le donne).
Composizione: c’è chi predilige la piuma d’oca, morbida e deformabile, e chi, invece, il memory foam, che si adatta alla forma del corpo e memorizza la posizione; i materiali come la fibra di poliestere o il lattice sono particolarmente indicati per i soggetti che presentano disturbi respiratori (dunque, in caso di asma o di allergie respiratorie).
Cuscini più o meno rigidi? Dipende dai gusti e anche dalla posizione che solitamente si assume dormendo. Attenzione, però, a non esagerare con la troppa rigidità. Il rischio, infatti, è che si possa avvertire dolore alla cervicale al risveglio.
Per coloro che dormono a pancia in giù si consiglia di optare per un cuscino morbido e deformabile, come i modelli in piuma o quelli in fibra sintetica. Se la posizione assunta durante il sonno è quella supina, invece, è meglio utilizzare un cuscino più basso rispetto alle spalle e di media durezza, come i modelli in lattice o schiuma. Se, invece, dormite sul fianco, dovreste scegliere un cuscino rigido e con uno spessore medio-alto: come materiali sono indicati lattice, schiuma e memory foam. Nel caso, invece, cambiate spesso posizione, è meglio scegliere un cuscino in lattice dallo spessore medio.
E per i bambini? Nei primissimi mesi di vita il cuscino non serve, in quanto i muscoli del collo non sostengono ancora il peso della testa. Per i più piccoli, man mano che crescono, l’ideale è prediligere guanciali con imbottitura sintetica, per scongiurare l’insorgere di allergie (di altezza media di 10 cm).
Infine,quanto dovrebbe durare un cuscino? Dai 2 ai 5 anni, facendo sempre prendere aria ai tessuti appena svegli, prima di rifare il letto, e utilizzando, sotto la federa, una fodera lavabile di protezione.
E per voi qual è il vostro cuscino preferito? Diciamocelo, ognuno ha il suo… e guai a toccarlo!
Facile.it sceglie la città di Palermo per la nuova tappa del tour di Open Day realizzato per incontrare professionisti del settore assicurativo da inserire nella rete Facile.it Partner, la rete di intermediari indipendente più grande d’Italia che fa capo alla web company.
L’iniziativa ha l’obiettivo di offrire ai professionisti del settore assicurativo in Sicilia la possibilità di conoscere le novità e le opportunità dedicate agli intermediari che vogliono entrare a far parte di Facile.it Partner. Un’occasione di grande valore per tutti; sia per gli intermediari con esperienza e che operano già da anni, sia per i giovani che hanno da poco iniziato la loro carriera nel mondo assicurativo e vogliono farlo con una marcia in più.
«Siamo alla ricerca di intermediari assicurativi in Sicilia che vogliano entrare a far parte della rete Facile.it Partner», spiega Igor Tunesi, Direttore di Facile.it Partner. «I collaboratori potranno avere accesso ad una piattaforma tecnologica all’avanguardia, contare su una squadra di 150 consulenti dedicati e sui prodotti assicurativi offerti da diverse compagnie assicurative partner».
L’incontro si svolgerà il 22 ottobre dalle 10 alle 13 a Palermo, nella splendida cornice della Galleria d’Arte Moderna (Via Sant’Anna, 21, 90133 Palermo). L’evento, che si svolgerà dal vivo e nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, è gratuito ma con registrazione obbligatoria al sito https://eventifacilepartner.it/opendaypalermo.
Facile.it Partner
Facile.it Partner è la rete di intermediari assicurativi di Facile.it; nata nel 2012 è cresciuta arrivando a diventare la rete indipendente più grande d’Italia. Il progetto conta oggi più di 3.000 collaboratori su tutto il territorio nazionale vantando una raccolta complessiva di premi che, nel 2020, ha superato i 90 milioni di euro su un portafoglio di oltre 250.000 polizze attive.
In casa Atitech il rilancio inizia dai giovani: la MRO di Gianni Lettieri ha recentemente dato il via ad un recruiting riservato agli under 35.
Gianni Lettieri: Atitech, per candidarsi c’è tempo fino all’11 ottobre
Atitech, azienda di manutenzione aeronautica leader in Europa, ha in programma un piano di assunzioni dedicato esclusivamente ai più giovani. La realtà di Capodichino ha annunciato pochi giorni fa l’intenzione di reclutare nuove figure professionali "sheet metal" tra gli under 35. Il Presidente Gianni Lettieri ha commentato così l’iniziativa lanciata dalla compagnia: "Dopo il nostro impegno durante il lockdown per le persone in difficoltà e l’apertura dell’hub vaccinale nell’hangar di Capodichino, ora Atitech riparte dal lavoro, soprattutto per i più giovani che sono stati colpiti dalla crisi a causa delle difficoltà incontrate da molte imprese del settore". Le candidature potranno essere presentate fino alla mezzanotte dell’11 ottobre. Basterà inviare una mail all’indirizzo [email protected] allegando curriculum vitae e info utili. L’open day è previsto il 13 ottobre: i candidati ritenuti idonei dovranno presentarsi agli stabilimenti Atitech, in via Nuovo Tempio a Napoli, per un colloquio conoscitivo. "Figure specializzate – ha dichiarato Gianni Lettieri – avranno l’opportunità di iniziare un percorso nella nostra azienda che a Napoli resta un’eccellenza mondiale".
Gianni Lettieri: il rilancio di Atitech tra nuove assunzioni e partnership internazionali
Era il 2009 quando Gianni Lettieri, tramite Meridie S.p.A., decise di rilevare Atitech, allora di proprietà di Alitalia. Oggi l’azienda è considerata la più grande MRO indipendente d’Europa e una delle più importanti nel mercato EMEA. Ryanair, Lufthansa, Alitalia, Aeronautica, Guardia di Finanza: sono solo alcuni degli oltre 50 clienti ai quali Atitech offre servizi di manutenzione e supporto. Un percorso di crescita che continua ancora oggi, nonostante le difficoltà che la pandemia ha causato al settore. L’obiettivo ultimo è la realizzazione di un Polo italiano delle manutenzioni aeronautiche che possa diventare un punto di riferimento nell’area del Mediterraneo e nel resto d’Europa. La recente partnership siglata dal Presidente Gianni Lettieri con Israel Aerospace Industries (IAI) Aviation Group va proprio in questa direzione. Grazie alla collaborazione avviata con la società israeliana, leader mondiale nel settore, Atitech diventerà infatti l’unica realtà europea ad operare nella conversione cargo di alcuni modelli specifici di Boeing.
On air da ottobre, per poi estendersi su tutto il quarto trimestre, la nuova campagna pubblicitaria che vede protagoniste alcune delle proposte per la casa più distintive della collezione OKITE.
La programmazione si articola in un mix tra le principali testate di settore i canali social e rete display.
La campagna è finalizzata a colpire il target di riferimento ma anche a rafforzare la brand awareness, utilizzando uno storytelling mirato per raccontare ai potenziali clienti il prodotto e le sue applicazioni nel mondo arredamento esaltandone la versatilità e la qualità dei materiali del brand.
La nuova collezione, presentata al Supersalone 2021, unisce innovazione tecnologica e design esclusivo.
Dalla collaborazione di Rubinetterie Stella con il rinomato Studio milanese guidato da Sandro Meneghello e Marco Paolelli, nasce la collezione Charm, inedita interpretazione del rubinetto a miscelazione assiale.
La peculiarità tecnica della cartuccia coassiale, che consente di mantenere l’entrata, la regolazione della portata, della temperatura e dell’uscita dell’acqua sullo stesso asse, si trasforma in un’opportunità stilistica per ottenere un’estetica estremamente compatta ed elegante, che elimina il blocco cartuccia laterale tipico dei miscelatori tradizionali.
La leva di Charm assume la forma di un anello concentrico al corpo del rubinetto che sembra fluttuare nel vuoto, collegato lateralmente alla cartuccia attraverso un raccordo affusolato. Senza nulla togliere alla praticità, la temperatura viene regolata ruotando l’anello sull’asse del rubinetto, la portata sull’asse perpendicolare ad esso.
Lo spazio tra il rubinetto e la leva crea un senso di sospensione inaspettato, che isola l’anello dal resto del corpo. Questo particolare viene enfatizzato da finiture a contrasto con il rubinetto opaco: nickel, nero, oro e rame lucidi con tre texture differenti (liscia, puntinata e spazzolata) che donano piacevoli esperienze tattili. La leva diventa così protagonista, acquisendo forza ed esclusività: un dettaglio prezioso come un amuleto che suggella il perfetto connubio tra precisione tecnologica ed evoluzione stilistica, in pieno stile Stella.
Semplicità di programmazione e risparmio energetico in bolletta grazie al nuovo termostato di IMIT Control System, compatibile con Ecobonus 65% e Superbonus 110%
IMIT Control System sigla l’evoluzione di uno dei suoi prodotti più affermati: Techno WPT diventa OT, il nuovo cronotermostato in Classe ErP V che mantiene la massima semplicità di installazione e di utilizzo offrendo tanti vantaggi in più.
In particolare, Techno WPT OT adotta il protocollo OpenTherm, un sistema di comunicazione che permette di far dialogare il cronotermostato o il termostato ambiente con caldaie, condizionatori, anche di produttori diversi. È dunque in grado di ricevere e inviare informazioni relative alla temperatura ambiente, alla modulazione della fiamma nelle specifiche caldaie, superando così il semplice stato di acceso/spento dell’impianto, e soprattutto ottenendo una risposta più mirata ed economica alle richieste di riscaldamento. Consente, inoltre, il controllo remoto, per gestire la situazione attuale e la programmazione.
Tra altre funzioni di cui è dotato Techno WPT OT, disponibile anche in versione radio, ci sono la programmazione settimanale, la possibilità di impostare 3 temperature, il display LCD retroilluminato blu, i tasti +/- sempre accessibili. La sua efficienza permette di ottenere un risparmio energetico stimato del 4% su ogni bolletta e, infine, grazie alla sua appartenenza alla Classe V, è compatibile con il Superbonus 110% sugli interventi di riqualificazione energetica o per beneficiare dell’Ecobonus 65%.
L’amministratore delegato è annoverato nella classifica di Forbes Italia, che ne ha riconosciuto capacità e lungimiranza nel guidare l’azienda fuori dalla crisi pandemica verso una ripresa a doppia cifra.
Aiutare le imprese a superare la crisi derivata dalla diffusione globale della pandemia e assicurare loro un futuro solido nel new normal: questa la difficile sfida che gli imprenditori e i manager italiani hanno dovuto affrontare negli ultimi due anni. Sfida che Giuseppe Casareto, CEO di Caffitaly, società leader in un mercato in forte espansione come quello del caffè monodose, ha brillantemente superato con scelte lungimiranti, puntando su innovazione e qualità, tanto da essere riconosciuto da Forbes Italia nella classifica dei TOP 100 manager italiani 2021, capitani d’impresa che hanno guidato e stanno guidando le aziende fuori dalla crisi.
Genovese, dopo essersi laureato in Bocconi e aver svolto il servizio Militare nell’arma dei Carabinieri, Giuseppe Casareto ha ricoperto ruoli di grande importanza nella pluriennale esperienza lavorativa nei settori dei beni di consumo e dei beni durevoli. Dopo 21 anni in Procter & Gamble (a Roma, in Sud Africa, in Belgio, in UK, in Svizzera) e 7 anni in Bolton come Amministratore Delegato per la divisione Home and Personal Care, da maggio 2020 è il CEO di Caffitaly, subentrando in un momento di grande criticità per tutto il mondo.
«Questo riconoscimento mi rende orgoglioso del lavoro svolto e che stiamo tuttora portando avanti in Caffitaly. L’innovazione da sempre è centrale nelle nostre strategie ed è stata per noi la chiave per affrontare i mesi di lockdown, a partire dai nostri lavoratori, incentivando lo smart working e fornendo ogni supporto per continuare a lavorare bene e in sicurezza, fino all’accelerazione digital, cogliendo le nuove opportunità dell’online per continuare ad essere vicini e servire i nostri consumatori.E ora guardiamo avanti con una strategia incentrata su innovazione, investendo 2,5 milioni di euro l’anno in R&D con l’obiettivo di fare il miglior caffè del mondo nel single serve, e sostenibilità, sviluppando una roadmap ad hoc che toccherà i nostri prodotti e coinvolgerà in prima persona i nostri consumatori nell’economia circolare delle capsule – ha dichiarato Giuseppe Casareto. I risultati raggiunti finora sono tangibili e ci incoraggiano a proseguire sulla strada intrapresa: Caffitaly ha chiuso il primo semestre del 2021 con un incremento del 20% del fatturato totale e i prossimi anni saranno densi di nuovi lanci, mentre la nostra presenza sul territorio è solida e in continua espansione: siamo presenti in oltre 70 Paesi, in Italia abbiamo recentemente inaugurato il 100° monomarca e puntiamo a nuove aperture e ad una ancor più significativa penetrazione nella rete multimarca».
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A proposito di Caffitaly.Con una presenza radicata in oltre 70 paesi nel mondo e circa 450 dipendenti, Caffitaly è una società leader in un mercato in forte espansione come quello del caffè monodose. Nel 2021 l’azienda sta registrando un vero e proprio boom delle entrate grazie al suo innovativo e unico sistema di estrazione che combina perfettamente l’alta tecnologia di macchine e capsule, offrendo ai clienti un’esperienza di gusto superiore, che la porterà al traguardo di 150mio euro. Caffitaly investe costantemente in innovazione e ricerca per migliorare la propria offerta di macchine e capsule: attualmente la società investe annualmente 2,5 milioni di euro in Ricerca & Sviluppo. Presente in Italia nella rete dei 1000 multimarca, e con 100 punti vendita monomarca sul territorio, l’azienda punta fortemente sull’internazionalizzazione, con il fatturato in capsule che proviene al 71% dal mercato estero.
Dall’azienda novarese leader nel settore, un moderatore di flusso per vasca e doccia splash-free.
L’aeratore CRYSTAL è uno speciale modellatore di flusso, particolarmente adatto per vasche da bagno e docce. CRYSTAL genera un getto d’acqua molto compatto ed omogeneo, che riduce il rumore e permette di riempire silenziosamente vasche da bagno con un’elevata portata di 60 – 70 l/min.
L’aeratore “splash-free” di Neoperl garantisce un flusso laminare e cristallino, anche quando l’acqua cade dall’alto, fino ad un’altezza di 2,5 metri. In questo modo la colonna d’acqua, quasi priva di schizzi, rimane in temperatura più a lungo, producendo un rilassante effetto riscaldante sul corpo.
Il 19 ottobre, durante la prima giornata di EIMA INTERNATIONAL 2021, le aziende G.R Gamberini e MET presenteranno al pubblico specializzato l’assetto definitivo di OXIR, la tecnologia green che sfrutta in ambito agricolo il potere igienizzante dell’ozono. Una macchina top di gamma che dopo anni di studi e test, è pronta a rivoluzionare il settore all’insegna della sostenibilità e della sicurezza
L’anteprima mondiale
Le bolognesi G.R. Gamberini e MET tracciano la strada dell’agricoltura del futuro raccogliendo i risultati di due anni di sperimentazioni nell’ambito del progetto europeo Oxir. Il 19 ottobre alle ore 12:00 le due aziende presenteranno a EIMA INTERNATIONAL 2021, a Bologna, presso il Padiglione 30, Stand A 12,l’anteprima mondiale della tecnologia che sfrutta il potere igienizzante dell’ozono.
Una soluzione all’avanguardia nata per ridurre l’utilizzo della chimica nella lotta ai parassiti e alle infezioni e portare l’agricoltura a un nuovo livello di sostenibilità e sicurezza. La macchina progettata per effettuare trattamenti in vigneto e frutteto consente di ottenere un residuo zero sul terreno, nei frutti e nelle falde. Rappresenta pertanto la sintesi dell’esperienza costruttiva di G.R. Gamberini specializzato in atomizzatori e impolveratrici e della conoscenza e della competenza di MET nel settore dei generatori a ozono. Un traguardo raggiunto anche grazie alla collaborazione di diverse aziende italiane che attraverso test e prove hanno saputo orientare, disegno dopo disegno, l’attività dei progettisti fino al raggiungimento dell’assetto definitivo.
Un prodotto top di gamma
La macchina, destinata al mercato nazionale e internazionale e presto omologata dall’ENAMA per la circolazione stradale, si afferma per importanti caratteristiche tecniche e per prestazioni che al momento non conoscono concorrenza. Ha dimensioni estremamentecompatte che non ostacolano con l’agilità di manovra tra i filari del vigneto e del frutteto grazie a due super ruote che garantiscono un buon livello di galleggiamento sia su terreni pianeggianti che in dolce collina, mentre per i terreni più impervi e scoscesi occorrerà attendere gli upgrade successivi già in fase di studio. È dotata di un serbatoio in acciaio inox, con capacità di 1800 litri, al suo interno invece un rivestimento in materiale tecnico di ultima generazione mantiene la temperatura dell’acqua bassa, mantenendo l’ottimale concentrazione di ozono.
La componentistica si avvale di elementi di altissima gamma come il potentissimo generatore di corrente e la pompa elettrica ad alta capacità. A questi elementi si aggiunge tutta la perizia e l’esperienza di G.R. Gamberini e, in particolar modo, la progettazione del sistema diffusore che, convogliando l’aria, movimenta la foglia facendo meglio penetrare l’acqua ozonizzata.
Ulteriori plus, che fanno della macchina un prodotto top di gamma, si individuano nel generatore a ozono brevettato dalla MET, al momento il più performante disponibile sul mercato, nella possibilità di personalizzazione, nell’eventuale applicazione di un computer per l’agricoltura 4.0 e in un servizio di manutenzione premium che, oltre al collaudo e alla messa in campo, prevede l’intervento tempestivo dei tecnici in caso di problematiche, forti della cinquantennale esperienza di G.R. Gamberini, abbattendo i tempi di fermo macchina. Infine, la macchina non conosce tempi morti e si presta ad essere utilizzata lungo tutto l’arco dell’anno, coprendo la fase vegetativa, il post-raccolta, la potatura (come confermano recenti sperimentazioni effettuate in Abruzzo, l’acqua ozonizzata risulta efficace nel cauterizzare le ferite della potatura, inibendo così l’infezione da parte di microbi e batteri) e financo la sanificazione delle cantine e dei magazzini.
“Ha un costo facilmente ammortizzabile, – commenta Luca Gamberini, Ceo di G.R. Gamberini – poiché il ritorno dell’investimento è stimato addirittura nello stesso anno di acquisto per le aziende che dispongono di una superficie a partire da 50 ettari. È un prodotto premium in grado di restituire un ritorno economico importante non solo a livello di risparmio sui prodotti convenzionali (su cui abbiamo un abbattimento veramente significativo), ma anche sulla salubrità in generale di tutto l’ambiente, dell’operatore, del frutto, del terreno e delle falde acquifere. Oltre alla possibilità di utilizzo anche nella sanificazione di ambienti e macchinari di produzione vitivinicola, azione determinante per operare in condizioni ottimali.Anche se siamo solo all’inizio siamo molto fiduciosi. Nel 2022 contiamo di fare un importante produzione di macchine per rispondere alle prime richieste del mercato, soprattutto quello estero, già in arrivo”.
https://www.oxir.eu/
MET SRL è un’azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all’individuazione di soluzioni su misura l’azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall’ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met Srl propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell’ozono nell’ottica di un’economia e di una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.
G.R. Gamberini SRLnasce a Bologna alla fine degli anni 60′ specializzandosi nella progettazione di tecnologie al servizio dell’agricoltura come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo. Oggi dopo oltre 50 anni di esperienza l’azienda è conosciuta in tutto il mondo grazie alla produzione di macchine agricole affidabili, performanti e personalizzate, espressione di un autentico made in Italy. Fiore all’occhiello dell’azienda sono le impolveratrici pneumatiche che presentano la gamma più completa sul mercato, mentre le nuove frontiere sono rappresentate dalle innovative macchine ad acqua ozonizzata.
L’unica luxury vodka griffata 100% made in Italy conquista il pubblico durante la settimana della moda. Protagonista dello shooting fotografico nel prestigioso ristorante The Manzoni la modella brasiliana Daniele Moraes, per l’occasione testimonial del prodotto top di gamma
Fashion Diamond continua a incantare e accendere la fantasia dei bon vivant di tutto il pianeta calcando la scena degli ambienti più glamour ed esclusivi della moda e dei club internazionali. Durante la recente edizione della Milano Fashion Week, la luxury vodka nata dalla passione e dall’intuizione di Giulio Massimo Cario, è stata presentata al The Manzoni, spazio multifunzionale comprendente ristorante e showroom, progettato dalla star del design internazionale Tom Dixon. Una cornice prestigiosa e ideale per Fashion Diamond, unica vodka al mondo distillata 7 volte, 100% made in Italy, un prodotto premium e che si distingue da qualsiasi altro per le caratteristiche e gli elevati standard di qualità, ottenuto da grano italiano e acqua di sorgente prealpina che conferiscono un gusto inconfondibile, per prestigio, raffinatezza e stile.
Al The Manzoni di Milano, Fashion Diamond ha ricevuto la benedizionedi una madrina di eccezione, la sensualissima e conturbante Daniele Moraes, modella brasiliana di successo e fondatrice del bellissimo brand di abbigliamento “Yo Abà”. Una donna dal carattere dolce e determinato, legata tanto alle sue origini quanto all’Italia dove vive da oltre dieci anni. Per lei Fashion Diamond ha rappresentato un incontro rivelatore, una passione immediata e sfociata in una serie di indimenticabili scatti che, sullo sfondo della città e del locale milanese, la ritraggono in tutta la sua bellezza insieme alla preziosa bottiglia satinata e griffata. “Ho amato questo spirit da subito, fin dal primo sguardo. Fashion Diamond sintetizza e racchiude in sé tutto ciò che amo dell’Italia, la cura per il design, la ricerca del bello, la volontà di raggiungere l’eccellenza a tutti i costi, dalla ricerca delle materie prime fino a una lavorazione artigianale sapiente e senza eguali che regala un gusto unico e indimenticabile”.
Ambasciatrice del gusto italiano, un inno alla qualità e alla perfezione, Fashion Diamond Luxury Vodka, con le sue caratteristiche organolettiche che ne delineano un sapore fresco, nitido e puro, letteralmente irresistibile, si rivolge a chi sa apprezzare un aroma intenso e avvolgente, con un tono morbido che non fa distinzioni di genere e si presta ad essere amato tanto dagli uomini quanto dalle donne. Una vodka glamour ed esclusiva perfetta anche per accompagnare pietanze pregiate come caviale, salmone, ostriche. Trova la sua massima esaltazione nel suo ambito packaging, uno scrigno pregiato che evidenzia l’alto lignaggio della bottiglia di 1 litro, satinata e costellata di incisioni che riprendono l’idea del diamante.
E’ stato Giulio Massimo Cario, da oltre vent’anni nel mondo del beverage e del bien vivre, a ideare e realizzare questa sintesi di eccellenza che non lascia indifferenti anche i palati più esigenti. Un sogno che ha saputo trasformare in una ricercata realtà grazie alla capacità di interpretare il sogno dei più raffinati gourmet: un alcolico di valore, adatto in qualsiasi circostanza, mai banale e scontato, ma anzi in grado di esaltare i momenti più importanti di una serata, un evento o qualsiasi altra occasione da celebrare nel migliore dei modi con un tocco di esclusività.
Fashion Diamond è un’idea ambiziosa, la prima luxury vodka griffata 100% made in Italy, nata dall’intuizione e dalla passione di Giulio Massimo Cario, professionista del settore beverage con una lunga esperienza in brand di fama internazionale. Ideale per essere degustata liscia, perfetta per accompagnare la preparazione di cocktail e long drink e infine gradevole compagnia per pietanze altrettanto nobili come caviale, salmone e ostriche. Unica da tutte le altre per la purezza estrema, Fashion Diamond è destinata a diventare simbolo degli ambienti più esclusivi di tutto il pianeta.
Le innovative cucine realizzate dall’azienda di Crema sono esposte nello spazio dell’atelier TIDE, nel cuore della metropoli.
VezzDesign – original custom projects porta la sua nuova concezione di cucina nella capitale del design italiano, presentando le sue proposte nel centralissimo show-room situato all’interno dell’atelier TIDE, in via Cesare Battisti 1. L’azienda di Crema sbarca così con le sue innovative creazioni nel cuore di Durini Design District, postazione d’eccellenza per il settore dell’arredamento e delle finiture d’interni.
Progettisti, architetti o semplici interessati potranno toccare con mano le rivoluzionarie cucine in acciaio 100% green, per interni e per esterni, in grado di coniugare eternità strutturale ed evoluzione stilistica grazie al sistema brevettato x-door che consente l’agevole sostituzione delle ante per personalizzarle con le numerose finiture proposte.
Robustezza, modularità ed ecosostenibilità sono le caratteristiche fondamentali che VezzDesign potrà illustrare in uno spazio curato e facilmente accessibile che permetterà alle cucine del brand di farsi apprezzare in tutti i loro vantaggiosi dettagli.
L’azienda di Paruzzaro ha partecipato alla ventesima edizione del Salone Internazionale dell’emergenza.
Si è conclusa domenica 10 ottobre l’edizione 2021 del REAS – Salone Internazionale dell’Emergenza, che si è svolto all’interno del Centro Fiera del Garda a Montichiari a partire da venerdì 8. La manifestazione, leader in Italia per il settore emergenza, primo soccorso e antincendio, ha rappresentato un’ottima occasione di visibilità per U-Power, azienda che condivide pienamente la mission dell’evento: offrire strumenti concreti per innovare e accrescere il bagaglio tecnico di operatori e volontari.
Nel padiglione 5, presso lo stand E25, U-Power ha avuto modo di presentare le sue più recenti, avanzate soluzioni antinfortunistiche e di sottoporle all’attenzione di un qualificato gruppo di operatori (produttori, distributori, referenti di enti e istituzioni) e di volontari attivi nell’ambito di associazioni e organizzazioni del sistema emergenza. Grande interesse hanno suscitato, in particolare, le calzature della linea Red Over, appositamente studiate per i soccorritori e per chi è impegnato nella protezione civile, oltre alle ultime novità inserite nel catalogo, come la gamma Red360 e i nuovi capi di abbigliamento della collezione autunno-inverno.
La partecipazione di U-Power al REAS, che ha visto la presenza dei principali Corpi dello Stato, di Enti Istituzionali e delle Associazioni di Volontariato, conferma l’autorevolezza del brand in ogni ambito caratterizzato dalla priorità della sicurezza.
Transizione green, l’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma spinge sulle infrastrutture: "Al lavoro su importanti connessioni interne e interconnessioni internazionali".
Stefano Donnarumma porta la testimonianza di Terna all’Italian Energy Summit
Transizione energetica e sostenibilità sono stati i temi centrali della 20esima edizione dell’Italian Energy Summit. Durante la due giorni promossa da "Il Sole 24 Ore" i principali attori dell’energia hanno discusso e analizzato trend e prospettive future del settore. Tra gli ospiti dell’evento anche l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, Stefano Donnarumma. Il manager, alla guida del gestore della rete elettrica nazionale da maggio 2020, ha sottolineato l’importanza delle infrastrutture, fondamentali per portare a compimento il percorso green avviato dal Paese. "Terna è al centro della transizione energetica in quanto gestore e implementatore del sistema di trasmissione nazionale – ha dichiarato l’AD e DG – La testimonianza che portiamo oggi è quella di una forte spinta sugli investimenti infrastrutturali per raggiungere gli obiettivi dell’agenda ONU al 2030". Per supportare la transizione, il Gruppo ha messo in campo 18,1 miliardi di euro nei prossimi dieci anni: "Quello che dobbiamo fare – ha detto Stefano Donnarumma – è realizzare importanti connessioni interne e interconnessioni internazionali".
Stefano Donnarumma (Terna): "Per raggiungere obiettivi Onu serve condivisione"
Un terzo delle risorse a disposizione si concentrerà in particolare sulle infrastrutture marine: "L’infrastrutturazione è il punto forte – ha spiegato Stefano Donnarumma – in questo Piano industriale abbiamo un buon terzo degli investimenti totali che sono su cavi sottomarini, e che consentono di utilizzare quindi la dorsale come supporto di integrazione di quelle continentali". L’impegno di Terna come abilitatore non è tuttavia sufficiente. Per rendere l’Italia un Paese più green è fondamentale il ruolo delle imprese, in particolare quello delle Pmi: "Bisogna mettere a sistema piani e programmi, condividere anche modalità, metodi e approcci. Oggi c’è molta iniziativa autonoma, un po’ estemporanea e ci sono regole del gioco che rendono difficile l’implementazione". Stefano Donnarumma appare dunque ottimista sul futuro sostenibile dell’Italia: "Credo che saremo in grado di raggiungere la neutralità carbonica al 2050. Anche se oggi dobbiamo focalizzarci soprattutto e primariamente sugli obiettivi di medio termine".
Tutte le performance in ambito ESG in un documento completo ed esauriente.
Castellina Marittima, 23 settembre 2021. Knauf, multinazionale leader in soluzioni e sistemi per l’edilizia, rilascia oggi il suo primo Bilancio di Sostenibilità in cui rendiconta le proprie performance in ambito ESG (ambientale, sociale e di governance) realizzate nel triennio 2018-2019-2020. Il documento, finalizzato a condividere i notevoli risultati conseguiti nel campo della sostenibilità, è stato redatto tenendo fortemente conto delle aspettative, espresse dai suoi stakeholder interni ed esterni interpellati precedentemente e sintetizzate nella cosiddetta “matrice di materialità”.
La struttura – Il Bilancio di Sostenibilità si sviluppa in cinque macro aree: profilo organizzativo, analisi di materialità, business e governance, economia circolare e temi sociali.
Quanto al profilo organizzativo, il Bilancio illustra il Gruppo, la vision, la mission, i valori fondamentali e la sua storia. Si presentano qui il quadro valoriale del gruppo e le attività che comprendono 250 siti produttivi in più di 90 paesi, con 35.000 dipendenti e 10 miliardi di euro di fatturato nel 2019, per poi focalizzarsi su Knauf Italia, sul suo core business e sulle sue performance. È in questa sezione che il lettore scopre il sistema di valori che da sempre contraddistinguono e guidano le sue scelte e il suo operato.
Passando all’analisi di materialità, frutto dell’elaborazione dell’indagine condotta da Knauf Italia e nella quale vengono approfonditi i profili dei principali stakeholder (i portatori di interessi nei confronti dell’azienda) e le rispettive attese informative, Knauf classifica qui i temi che hanno riscontrato maggior interesse per poi illustrare i criteri di rilevanza in base ai quali selezionato quelli da approfondire.
Nella terza parte, relativa a business e governance, Knauf sviluppa i temi inerenti al dialogo collaborativo con i clienti, alla digitalizzazione, alla promozione dell’innovazione, e alla sicurezza. In questo contesto vengono esaminate e illustrate le nutrite attività di formazione dedicate al canale e ai professionisti, lo sviluppo di nuove forme di interazione basate sul digitale e i processi di ideazione, studio e lancio di nuovi prodotti che, sempre più orientati alle prestazioni sostenibili, sono frutto di un modello organizzativo/collaborativo adottato da Knauf per la gestione delle relazioni con il contesto esterno e denominato “Innovation Honeycomb”.
Nell’area inerente l’interazione con l’ambiente Knauf presenta le attività in tema di economia circolare, biodiversità, gestione efficiente dell’energia e dell’acqua, illustrando gli eccellenti risultati conseguiti in tema di riduzione e riutilizzo degli scarti dei processi, la riqualificazione delle aree di cava con il ripristino dell’ambiente naturale preesistente, l’efficientamento energetico degli impianti e la gestione intelligente delle risorse idriche grazie all’utilizzo esclusivo e controllato di falde acquifere.
Il Bilancio di Sostenibilità di Knauf si conclude con la sezione riguardante i temi sociali, con le iniziative ordinarie e straordinarie in tema di salute e sicurezza dei lavoratori, tra cui quelle messe in campo in seguito dell’emergenza Covid per assicurare contemporaneamente la salvaguardia del personale e la continuità dell’attività. Fanno parte di questa sezione anche gli approfondimenti sulla formazione dei lavoratori e sullo sviluppo/attrazione del talento (la maggior parte degli avanzamenti in Knauf avvengono per linee interne, con il salario dei neoassunti mediamente superiore al salario minimo), le pratiche di anticorruzione e trasparenza con il Codice Etico e il Manuale di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG), e quelle per l’integrità delle risorse, tra le quali si evidenzia la metodologia delle 5S di derivazione giapponese e adottata, assieme a molte altre, nella gestione degli stabilimenti di Knauf Italia.
Comunicare la sostenibilità – La redazione del Bilancio di Sostenibilità di Knauf è stata resa estremamente complessa dalla necessità di accorpare in un unico documento informazioni riguardanti ambiti e sfere tematiche molto differenti. È stato necessario adottare un linguaggio univoco, egualmente distante dal gergo tecnico quanto dalla banalizzazione, capace di divulgare in modo comprensibile a ogni target tutti gli aspetti di carattere economico, sociale e ambientale.
Ragionando inoltre sui molteplici e diversi livelli di attenzione e interesse dei suoi stakeholder, Knauf ha scelto di comunicare il Bilancio di Sostenibilità e i suoi contenuti agendo su più livelli. Innanzitutto ha costruito un corpus completo di informazioni, aggregate e selezionate in base alle esigenze espresse dagli stakeholder, organizzate secondo principi di accuratezza, equilibrio, chiarezza, comparabilità, affidabilità e tempestività e seguendo i Global Sustainability Standards definiti dal Global Reporting Initiative (GRI). Inoltre, per la redazione del Bilancio nel suo complesso, Knauf ha fatto riferimento all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per l’integrazione dei Sustainable Development Goals (SDGs), inquadrando le sue attività e il proprio impegno nel contesto del più ampio sforzo generale verso la sostenibilità.
Definito il corpus generale e redatto il documento nel suo complesso, Knauf ha quindi proceduto alla selezione di argomenti topici e alla redazione di specifici quadri sinottici, per condensare i principali concetti e le relative evidenze producendo contenuti idonei a soddisfare specifiche esigenze informative. Questo ha portato alla produzione di un cospicuo numero di documenti mirati, specifici e verticali, alla base di altrettante pagine di una piattaforma web dedicata da Knauf alla sostenibilità (http://sostenibilita.knauf.it), liberamente accessibile e nella quale ciascuno può facilmente e velocemente trovare ed estrarre i dati sintetici desiderati.
In questo modo Knauf ha inteso dare al suo sforzo verso la sostenibilità un vero senso di trasparenza e condivisione, facilitando a tutti, senza distinzione tra stakeholder ufficiali e semplici interessati, l’accesso a tutte le informazioni desiderate.
Crescere sostenibili – Knauf ha scelto di perseguire la sostenibilità attraverso la direttrice della collaborazione, che porta a studiare e sviluppare attività con i partner di filiera nella consapevolezza che nessuno può fare economia circolare da solo, e attraverso quella dell’evoluzione e dello sviluppo di prodotti e soluzioni sempre più sostenibili, per mantenere e rinnovare costantemente la propria leadership.
“Sostenibilità significa crescere creando cambiamenti positivi il cui impatto si riflette su persone, ambiente e imprese; Knauf si impegna quindi a portare benessere alla società attraverso le sue soluzioni sostenibili per l’edilizia a secco, importanti anche per studi di progettazione e imprese che adottandole dimostrano la propria sostenibilità e attenzione al mondo che li circonda” sottolinea Damiano Spagnuolo, marketing & product manager di Knauf Italia.
L’affidabilità economica di un’azienda con la quale si intende stringere accordi commerciali può essere oggetto di indagini specifiche allo scopo di prevedere e contenere eventuali rischi di insolvenza.
Milano, ottobre 2021 – Credit Group Italia, società di riferimento per Gestione e Recupero del Credito, Business Information e Tutela Legale, consiglia sempre di effettuare tutti i passaggi necessari per verificare l’affidabilità economica di un’azienda, prima di arrivare a stringere un accordo commerciale. Le indagini aziendali sono uno strumento fondamentale in questo senso perché permettono di avere una visione estremamente chiara della situazione.
L’ottenimento di un quadro dettagliato della situazione finanziaria di un’azienda richiede una serie di passaggi volti ad assicurarsi in primo luogo dell’assenza di debiti insoluti, di gravi precedenti in questo senso e di eventuali procedure concorsuali e ipoteche giudiziali in corso. Andrà verificato, inoltre, che l’azienda non sia sottoposta ad azioni legali di pignoramento dei beni.
A questi accertamenti è prassi far seguire una ricerca approfondita sui dati di bilancio dell’impresa, che possa offrire rassicurazioni circa la solidità nel tempo della stessa. In caso di azienda totalmente sconosciuta è inoltre buona norma, prima di procedere a eventuali ricerche patrimoniali, effettuare una semplice verifica della sua regolare iscrizione al Registro delle Imprese.
Volendo sintetizzare, i passaggi chiave di un’indagine sull’affidabilità di un’azienda risultano essere:
verifica preliminare di regolare e attiva iscrizione al Registro delle Imprese della Camera di Commercio. A questo scopo è sufficiente conoscere Partita Iva, Codice Fiscale o REA.
visura protesti, tramite ricerca all’interno del Registro dei Protesti della Camera di Commercio, al fine di escludere l’esistenza di creditori.
visura pregiudizievoli e procedure concorsuali, per escludere casi di fallimento, concordato preventivo, amministrazione controllata e liquidazione.
analisi del bilancio dell’azienda e quindi della sua solidità e solvibilità (rating).
Si tratta di indagini che seguono procedure standard e per le quali può essere molto utile affidarsi a professionisti specializzati, in grado di muoversi con rapidità e sicurezza nel rispetto delle norme vigenti. È piuttosto evidente l’utilità di approfondire la conoscenza di un potenziale cliente o partner commerciale prima di investire tempo e risorse in un accordo. Andrà poi considerato che nell’eventualità futura di un credito non soddisfatto si sarebbe già in possesso di alcuni dati utili per sapere se e come procedere con un’azione di recupero crediti.
Alessandro Benetton, fondatore e Presidente di 21 Invest, ha commentato con entusiasmo la nascita di un nuovo polo dell’acciaio a Nord Est: Aussafer, partecipata della società di private equity, ha acquisito Ramo, da 50 anni attiva nel settore della lavorazione dell’acciaio.
Aussafer, nel portafoglio di 21 Invest (guidata da Alessandro Benetton), acquisisce Ramo
Aussafer, azienda friulana, è leader nella lavorazione dei metalli ad alta tecnologia. L’attività fa parte da dicembre 2020 del portafoglio di 21 Invest, gruppo di investimento europeo fondato e guidato da Alessandro Benetton. Aussafer ha di recente concluso l’acquisizione di Ramo, altra azienda friulana attiva nel medesimo settore: si tratta di un’operazione strategica, che consente alla società nel portafoglio di 21 Invest di acquisire una tecnologia sinergica e complementare a quella del taglio laser, con significative opportunità di cross-selling. La squadra di Ramo, guidata da Marco De Sabbata, è attiva da oltre 50 anni nella lavorazione dell’acciaio con applicazione della tecnologia dello stampaggio a freddo e del taglio laser. Lo stabilimento di Povoletto, in provincia di Udine, è animato da una squadra giovane e competente. I prodotti, indirizzati in particolar modo ai settori della refrigerazione e dell’arredamento, interessano Germania ed Austria, aree strategiche per lo sviluppo del Gruppo Aussafer: l’operazione rientra quindi nella tipica strategia di 21 Invest, fondata e guidata da Alessandro Benetton, utile a supportare e far crescere le aziende italiane dal grande potenziale.
Aussafer-Ramo: il commento di Alessandro Benetton
Con l’operazione Aussafer si consolida nel suo settore, raggiungendo un fatturato di circa 50 milioni già nel 2021. Soddisfatto il fondatore e Presidente di 21 Invest Alessandro Benetton, che ha così commentato: "Questa operazione è un segnale importante del percorso di crescita condiviso che stiamo strutturando con Aussafer, nonché un primo passo concreto verso l’obiettivo di creazione di un polo industriale della lavorazione dell’acciaio ad alta tecnologia". Alessandro Benetton ha quindi menzionato Michael Porter e la sua storica teoria dello "Shared Value", fondante per il modus operandi di 21 Invest. "Con Aussafer sposiamo appieno la teoria dello "Shared Value" di Michael Porter, applicata in Italia dalle aziende partecipate da 21 Invest, accompagnando la crescita di un’azienda capace di creare valore economico e sociale per il suo territorio". Aussafer, guidata dalla famiglia Citossi, ha sede a San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine. La sua produzione si concentra in particolare sull’elettromeccanica e prototipazione di motori elettrici, anche in ottica di mobilità sostenibile.
Le misure adottate in tutto il mondo per contenere la pandemia hanno generato enormi cambiamenti anche nell’ambito delle risorse umane. Tuttavia, un ritorno ai vecchi schemi non è più concepibile e nemmeno voluto. Una relazione sulla gestione delle risorse umane 2021.
Berlino | La lotta contro il coronavirus non ha avuto solo conseguenze macroeconomiche negli ultimi 18 mesi. In tutte le organizzazioni di tutte le dimensioni e in tutti i settori, sono state adottate le più svariate misure per evitare il contagio, in conformità con le normative in vigore nei diversi Stati. Questo è stato un periodo molto impegnativo, specialmente per le aziende con sedi dislocate in più Paesi. Tuttavia, superare questa sfida non era solo compito della direzione e dei dipartimenti IT, che dovevano assicurare la rapida conversione dell’infrastruttura aziendale al lavoro a distanza, ma naturalmente anche dei responsabili delle Risorse Umane.
“Il passaggio all’onboarding digitale dei nuovi dipendenti, la necessaria rinuncia ad uno scambio tempestivo e spontaneo di informazioni “in corridoio” a causa dell’improvvisa mancanza di contatto vis-à-vis tra i dipendenti, l’uso di videoconferenze per discutere qualsiasi questione e l’accresciuta esigenza di consulenze all’interno dell’azienda in merito a questioni organizzative e di gestione delle risorse umane, hanno richiesto un cambiamento significativo nei processi del dipartimento HR e una maggior comprensione dell’importanza del lavoro condotto da questo dipartimento”, riferisce Grit Endter, Head of HR Operations & Development di Snom. “È stata un’esperienza che personalmente ho trovato arricchente, poiché ha segnato l’inizio di una nuova era nella gestione delle risorse umane.
Cambiamento necessario nelle procedure di assunzione
Alla luce di una situazione economica rosea, Snom ha aperto numerose nuove posizioni ed è stata in grado di occupare i posti vacanti nonostante la pandemia: Nel periodo di totale lock-down, l’azienda ha assunto 14 nuovi impiegati.
Secondo Endter, condurre i colloqui di lavoro in videoconferenza non è stato uno svantaggio – le circostanze inusuali hanno persino assicurato una maggiore autenticità tra tutti i partecipanti. La conversazione video, quindi linguaggio e mimica visibile hanno prodotto valutazioni reciproche positive o negativa che fossero – dello stesso valore di colloqui tenuti in ufficio. “Naturalmente è più bello se il candidato può anche farsi un’idea degli ambienti aziendali. Ma sarebbe sciocco rinunciare ad un colloquio con un potenziale talento solo a causa delle misure di contenimento o della distanza”, sottolinea Endter.
Sfide che promuovono il cambiamento
Anche il ruolo delle Risorse Umane nell’azienda è cambiato in modo duraturo durante questo periodo e ha assunto un posizionamento molto più rilevante – incluse nuove caratteristiche. Dall’essere punto di riferimento per le mere questioni contrattuali e di diritto del lavoro, l’HR viene consultato sempre più spesso quale interlocutore competente per lo sviluppo delle risorse umane, le questioni organizzative e le preoccupazioni del personale.
Era anche importante definire nuove procedure formazione. “Abbiamo erogato la nostra consulenza quando si è trattato di ridefinire i processi lavorativi e contribuito alla ridistribuire i compiti, alla definizione di nuovi schemi operativi e addirittura alla progettazione dell’home office”, aggiunge Endter.
Grit Endter, Head of HR Operations & Development bei Snom Technology GmbH
Una delle sfide più grandi, tuttavia, è stata quella di abbandonare la “cultura della presenza” saldamente ancorata in molti. I dipendenti e i dirigenti hanno dovuto in primis superare lo scetticismo verso se stessi e gli altri. Da remoto si lavora davvero così bene come in ufficio? Superare questi pregiudizi è costato a tutti molta energia – nonostante la produttività della forza lavoro sia rimasta invariata. Grazie a schemi di lavoro maturi e rapidamente implementati e al buon livello di commesse, non è stato neanche necessario introdurre l’orario ridotto. L’azienda ha persino raggiunto i suoi obiettivi nell’anno del coronavirus.
Eppure, l’uomo è un essere sociale
La necessità di colloqui con il personale è indubbiamente aumentata proprio a causa della distanza fisica durante questo periodo, ma, a differenza del passato, la creazione di soluzioni individuali ha richiesto una visione olistica della vita e della situazione lavorativa dei dipendenti. Non avere all’improvviso un contatto dal vivo e diretto con colleghi e superiori ha avuto sicuramente un impatto su molti. “Così, se da un lato alcuni reparti si sono presentati in ufficio a scaglioni senza esitazioni, per poi tornarvi al completo appena è stato possibile, dall’altro taluni lottano ancora con stati di panico da coronavirus, motivo per cui il loro rientro in ufficio ha luogo più lentamente”, spiega Endter.
In un momento in cui alcune aziende ordinano ai lavoratori di tornare in ufficio senza possibilità di obiezione, e altre, invece, hanno prolungato l’obbligo dell’home office almeno fino alla fine dell’anno senza interrogarsi in merito alla situazione concreta dei dipendenti, Snom ha optato per uno schema equilibrato aperto ad entrambe le opzioni operative.
Tendenze irreversibili
Questi 18 mesi di pandemia hanno cambiato in molte persone la percezione della propria realtà.
Molti dipendenti hanno apprezzato l’azzeramento dei tempi di percorrenza e la possibilità di programmare il proprio lavoro in modo più flessibile. Con l’eccezione di profili lavorativi, per i quali, per motivi di sicurezza dei dati o per la necessità di accedere alla dotazione tecnica, la presenza fisica in azienda è richiesta, una disposizione flessibile dei “giorni d’ufficio” è divenuta parte integrante del quotidiano. Come imprenditore e responsabile delle risorse umane, si dovrebbe quindi attingere a tutte le possibilità tecniche per garantire questa flessibilità, usarle virtuosamente e sviluppare – già oggi – i modelli di lavoro di domani.
Secondo Endter, guardarsi indietro analizzando i risultati raggiunti nonostante il ricorso forzato all’home office solleva la questione di quanto le PMI in generale fossero disposte a prendere a cuore l’introduzione del principio dell’equilibrio tra lavoro e vita privata (work-life-balance) in termini concreti. Anche presso i datori di lavoro più aperti, come Snom fortunatamente è (il produttore è stato nominato dalla rivista tedesca Focus “Top Medium-Sized Employer”), ciò che viene offerto ora ai dipendenti da questo punto di vista, grazie alle esperienze accumulate, è lontano anni luce da quello che si reputava ottimale prima della crisi sanitaria.
Non da ultimo: finché tutto il mondo sarà in lotta contro i tassi di incidenza e l’occupazione dei letti di terapia intensiva, i nuovi modelli di lavoro non possono trascurare l’adozione di misure di igiene e prevenzione, comprese eventuali stazioni di test aziendali. Tuttavia, i legislatori creano zone grigie in merito all’obbligo di fornire prove della vaccinazione, guarigione o test negativo, cosa che rende difficile determinare la giusta portata delle misure interne da introdurre. Tuttavia, questo è un capitolo a sé. Come responsabili delle risorse umane, non possiamo che attendere gli sviluppi con la massima curiosità.
A proposito di Grit Endter
Con una laurea in “International Business Administration”, Endter lavora nell’ambito delle risorse umane dal 1998. Per Endter, le esperienze acquisite nella gestione delle risorse umane e nello sviluppo del personale in vari settori con le loro molteplici sfaccettature devono confluire in una gestione del personale che abbia un significato, cosa che non solo le sta particolarmente a cuore, ma che si rivela necessaria e più che mai richiesta in tempi di cambiamento. Grit Endter è responsabile delle operazioni e dello sviluppo delle risorse umane presso Snom Technology GmbH dal 2019.
A proposito di Snom
Fondata a Berlino nel 1997, Snom si è affermata quale pioniere per terminali e soluzioni VoIP (voice over IP) professionali trasformandosi rapidamente in marchio premium riconosciuto a livello mondiale per soluzioni di telefonia all’avanguardia e tecnologie innovative per il posto di lavoro intelligente in ambito aziendale e industriale.
La strategia di sviluppo dei prodotti Snom è incentrata sulla soddisfazione delle esigenze del mercato e delle necessità individuali di clienti e partner Snom in tutto il mondo. Di conseguenza, Snom risponde alla nuova realtà caratterizzata da una crescente digitalizzazione e mobilità con tecnologie all’avanguardia: i terminali IP firmati Snom si adattano facilmente ad ogni scenario di impiego, che si tratti di uffici o sale conferenze, di studi di designer, di edifici della pubblica amministrazione o di ambienti impegnativi come stabilimenti dell’industria di processo o ospedali.
Snom dispone di uffici in Benelux, Francia, Inghilterra, Italia, Russia, Spagna, e Sud Africa. Dal 2016, Snom fa parte del gruppo VTech, il più grande produttore mondiale di telefoni cordless. Qui Snom esercita il pieno controllo sull’intero ciclo produttivo dei prodotti e delle soluzioni sviluppate in Germania e distribuite in tutto il mondo attraverso una rete di oltre 3500 partner Snom certificati. Questi ultimi beneficiano di un programma partner dedicato, di servizi di supporto remoto e on-site e di una garanzia di tre anni. Ciò fa di Snom un partner convincente per qualsiasi tipo di organizzazione.
All’Anuga di Colonia e al TUTTOFOOD di Milano l’azienda di Fregona (TV) è pronta a conquistare buyer e consumatori di tutto il mondo con tre importanti novità: la pizza a doppia lievitazione, la pinsa farcita e una linea di pizze biologiche
A pochi mesi dal lancio della pizza “metodo a doppia lievitazione”, Margherita srl conferma la propria presenza nei più importanti eventi food del panorama internazionale. Dal 9 al 13 ottobre sarà a Colonia per partecipare ad ANUGA, appuntamento di livello mondiale che riunirà i principali player dell’industria alimentare e delle bevande. Dal 22 al 26 ottobre invece farà tappa a Milano dove ad attenderla è il TUTTOFOOD, la fiera b2b per l’ecosistema agroalimentare, momento privilegiato per lo sviluppo del settore e rilanciare il comparto alimentare del futuro.
Due tappe importanti che si inseriscono nella fase di crescita e sviluppo per la storica realtà di Fregona (TV). Dopo un 2021 che ha visto un incremento delle vendite del 14% e la conquista di nuove fette di mercato, sono tanti i progetti e le novità con cui l’azienda, specializzata nella produzione artigianale di pizza in versione frozen e fresco e di snack pizza è pronta a stupire i consumatori di tutto il mondo.
Tutte le delizie di Margherita verranno presentate e fatte degustare
dal 9 al 13 ottobre all’Anuga di Colonia al padiglione 5.1 allo stand A-034
dal 22 al 26 ottobre al Tuttofood di Milano al padiglione 10 stand B11/B13.
LA PIZZA CON METODO DOPPIA LIEVITAZIONE
La pizza “metodo a doppia lievitazione” è un prodotto di fascia premium dedicato a Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca. e Retail, ma anche il mondo Bakery, con caratteristiche uniche: il doppio impasto con lievito madre a lievitazione 24 ore garantisce un eccezionale sviluppo dell’impasto, rendendolo ancora più saporito e digeribile. La miscela di farine e grani antichi e orzo maltato riporta profumi e sapori inconfondibili, quelli della vera pizzeria italiana. Il frutto di una lavorazione completamente realizzata a mano, risultato dell’esperienza dei maestri pizzaioli con anni di formazione in azienda, conduce allo sviluppo di un impasto saporito, digeribile e capace di garantire la massima resa, dopo la cottura sia in padella che in forno, con farciture accuratamente ricercate. Esempio di questa capacità di ricerca è l’utilizzo su varie referenze della gamma Re Pomodoro degli Champignon del Consorzio funghi di Treviso che grazie al processo di brasatura mantengono intatte le caratteristiche organolettiche sprigionando tutto il loro sapore.
Un risultato di eccellenza che si inserisce pienamente nell’ampia e variegata offerta Made in Fregona che spazia dalle pizze fresche confezionate in atm con shelf life di 30 giorni e in versione frozen, a quelle della gamma classica dai gusti tradizionali e lievitazione con lievito madre, fino ai pizza snack per ogni occasione, tra calzoni, fruste, Pizzycotti a base pizza.
LA PINSA FARCITA
Sempre attenta a sondare e a intercettare le esigenze del mercato, Margherita srl è pronta a colmare nuovi segmenti con prodotti top di gamma firmati Re Pomodoro, il brand che racchiude il profumo, la fragranza e la tradizione della pizza italiana più autentica.
Tra le novità è la pinsa farcita, una nuova e avvolgente esperienza di gusto pensata per tutti i consumatori gourmet, amanti della specialità romana. E’ anch’essa un prodotto di fascia premium dedicato al mercato della Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca. e Retail e al Bakery. Sia in versione surgelata che nel fresco, la referenza dell’azienda si afferma per proprietà uniche e una qualità globale comprendente molteplici elementi a partire dall’impasto, per arrivare all’elevatissimo grado di crunch, elemento distintivo di ogni autentica pinsa. A questo aspetto si somma la qualità del topping, di un’ingredientistica che da anni l’azienda arricchisce e perfeziona selezionando i migliori prodotti presenti sul territorio.
LA LINEA BIO
Sempre firmata Re Pomodoro è la nuova linea di pizze con cui l’azienda ha deciso di veicolare nel segmento bio l’esperienza, la tradizione e la bontà della vera pizza italiana. “Il nostro dipartimento di ricerca e sviluppo è sempre attento e attivo nel monitorare il mercato e nell’intercettare le richieste esplicite o implicite dei consumatori. Dopo mesi di analisi in Italia e all’estero caso abbiamo constatato una certa insoddisfazione nel mondo bio e in particolar modo, una scarsità d’offerta a livello quantitativo e qualitativo”.
La nuova linea, dedicata al mercato italiano ed estero della Grande Distribuzione, Ho.Re.Ca e Retail comprende 3 ricette di margherita: una a base bianca, una a base integrale e una multicereale/farro. L’ingredientistica, dalle farine al topping, proviene da filiera certificata bio e da realtà riconosciute a livello nazionale per la qualità e la sicurezza dei propri prodotti. Altro file rouge e valore aggiunto della gamma è l’impasto: con lievito madre a lievitazione 24 ore garantisce un eccezionale sviluppo della pizza rendendola ancora più saporita e dirigibile. Lamiscela di farine e grani antichi e orzo maltatosprigionaprofumi e sapori inconfondibili, mentre la lavorazione effettuata completamente a mano conduce a una stesura perfetta e a un’alveolatura ben sviluppata, indice di un’ottima idratazione e lievitazione. Il cornicione extra alto, morbido dentro e croccante fuori, riporta alla mente la migliore tradizione della pizza come in pizzeria, così come l’assaggio ne evoca il gusto caratteristico.
Le nuove referenze confermano il marchio Re Pomodoro come un’eccellenza del Made in Italy riconosciuta a livello internazionale, mentre l’investitura di Margherita srl a regina delle pizzerie italiane è la naturale conseguenza di una qualità che si esprime in ogni aspetto, dalla continua ricerca delle migliori materie prime locali al rigoroso rispetto dei tempi di lievitazione e di preparazione, fino alla manualità acquisita dopo mesi di continuo perfezionamento dai 350 pizzaioli che quotidianamente sfornano nei quattro stabilimenti capolavori del gusto, ciascuno unico e inimitabile, rigorosamente steso e farcito a mano.
Margherita srl è nata nel 1991 come società a conduzione familiare, dall’esperienza di Fabrizio Taddei che nel 1972 iniziò la sua carriera nel mondo della pizza. A Fregona, in provincia di Treviso, l’azienda è immersa in un contesto ambientale particolarmente salubre e suggestivo, tra i vigneti del Prosecco e la maestosa foresta del Cansiglio, seconda foresta d’Italia. Il suo brand Re Pomodoro è conosciuto a livello internazionale per la qualità dei suoi prodotti realizzati rigorosamente a mano: pizze e snack surgelati e refrigerati di qualità premium. Con 4 stabilimenti produttivi, 350 addetti e 45 milioni di fatturato, può definirsi a pieno titolo “La più grande pizzeria d’Italia”.
Dopo il successo a Macfrut 2021 e in attesa di Eima International, dal 5 al 7 ottobre Met e G.R. Gamberini presentano Oxir al pubblico specializzato del settore ortofrutticolo. La tecnologia, finanziata nell’ambito del prestigioso programma Horizon 2020, sfrutta il potere igienizzante dell’ozono ponendo le basi per un’agricoltura a salvaguardia dell’ambiente, degli operatori e del consumatore finale
L’innovazione e la tecnologia come leva per creare un modello di agricoltura sostenibile e performante. Sarà questo il file rouge che dal 5 al 7 ottobre cadenzerà le giornate di Fruit Attraction, appuntamento di spessore mondiale che riunisce alla Fiera di Madrid i principali attori del settore ortofrutticolo. Un palcoscenico ideale, quello rappresentato dalla fiera spagnola, presso lo stand 10G12B, per presentare Oxir, innovativa tecnologia che utilizza ozono (O3) disciolto in acqua sviluppata in sinergia da due aziende bolognesi, Met e G.R. Gamberini, entrambe reduci del successo riscosso all’ultima edizione riminese di Macfrut e prossime a presentare in anteprima mondiale un nuovo macchinario a Eima International di Bologna. La prima è una realtà specializzata nella progettazione di generatori a ozono con applicazione in diversi settori industriali, la seconda è leader nella realizzazione di macchine a servizio dell’agricoltura, come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo.
Come funziona Oxir?
La tecnologia Oxir ha un approccio estremamente naturale prefiggendosi di mettere in acqua ciò che è nell’aria. L’ozono è un ossidante, agisce come un raggio laser che ustiona il patogeno target, colpendo solo questo, senza danneggiare la pianta, protetta dalle sue cere naturali. Si ottiene così un effetto di sanificazione che non ha ripercussione per la coltura, ma l’aiuta a contrastare i parassiti, riducendo il carico fungino, così come il carico microbico, oltre a ridurre la carica batterica. Disponibile in due configurazioni adattabili alle esigenze degli utenti (fissa e mobile) consentirà agli agricoltori europei di risparmiare diverse migliaia di euro all’anno, a seconda della tipologia di coltura trattata, grazie alla riduzione delle sostanze chimiche e della manodopera. Sulla base di queste potenzialità e premesse, il valore innovativo della tecnologia Oxir è stato riconosciuto anche dalla Comunità Europea che ha deciso di finanziarla nell’ambito del prestigioso e ambito programma di ricerca e innovazione Horizon 2020.
L’impatto sull’agricoltura
L’Italia ha la possibilità, grazie alla partnership tra Met e G.R. Gamberini, di rivoluzionare il mondo agricolo a carattere globale. Una rivoluzione che con la riduzione della deriva, la minore immissione di agenti chimici nelle colture, preserva terreni, falde acquifere, ma anche la salute dei milioni di addetti ai lavori che quotidianamente operano in campo. Una riduzione dell’impatto ambientale di cui beneficia anche la popolazione, poiché un minor ricorso alla chimica ne minimizza anche la presenza nei cibi, con i residui che spesso superano la soglia massima consentita e tollerabile dall’organismo. Oxir non è dunque una semplice miglioria o un progetto che vuole far eco alle istanze “ecofriendly” sempre più pressanti da parte dell’opinione pubblica, ma uno strumento efficace da offrire a istituzioni e player internazionali per il superamento di una criticità che desta forti preoccupazioni.
Oxir è dunque un risultato che dimostra l’eccellenza delle aziende nazionali e il potenziale esprimibile in ogni settore, grazie alla visione avveniristica di un’imprenditoria capace d’interpretare le necessità di un mondo in rapida evoluzione. Da Bologna parte dunque una grande rivoluzione agricola destinata a cambiare il concetto stesso di agricoltura a livello globale!
This project has received funding from the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme under grant agreement no 873055.
Met Srlè un’azienda di Bologna, player di riferimento nella progettazione di generatori e impianti a ozono totalmente made in Italy. Con un approccio orientato all’individuazione di soluzioni su misura l’azienda è in grado di operare in qualsiasi settore interpretando di volta in volta situazioni ed esigenze specifiche. Dall’ambito medicale a quello agroalimentare, dal settore dei trasporti a quello della sanificazione degli ambienti, Met Srl propone un ampio ventaglio di prodotti e di soluzioni in grado di valorizzare le capacità sanitizzanti e deodorizzanti dell’ozono nell’ottica di un’economia e di una produzione sempre più attenta all’impatto ambientale.
G.R. Gamberininasce a Bologna alla fine degli anni 60′ specializzandosi nella progettazione di tecnologie al servizio dell’agricoltura come impolveratori, atomizzatori e gruppi di diserbo. Oggi dopo oltre 50 anni di esperienza l’azienda è conosciuta in tutto il mondo grazie alla produzione di macchine agricole affidabili, performanti e personalizzate, espressione di un autentico made in Italy. Fiore all’occhiello dell’azienda sono le impolveratrici pneumatiche che presentano la gamma più completa sul mercato, mentre le nuove frontiere sono rappresentate dalle innovative macchine ad acqua ozonizzata.
Gruppo Riva promuove gli obiettivi sostenibili dell’industria siderurgica e mira a diventare un modello di economia circolare.
Sostenibilità: la politica ambientale di Gruppo Riva
La maggior parte dei Paesi del mondo è impegnata a sostenere iniziative volte ad accelerare la transizione energetica: gli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ne sono un esempio concreto. Gruppo Riva, operatore numero uno in Italia nel settore siderurgico, è tra le realtà produttive nazionali maggiormente impegnate a promuovere un modello di industria sostenibile. Da numerosi anni la società ha infatti “consolidato e mantiene costantemente aggiornata una specifica politica in materia ambientale, applicata a tutti i propri stabilimenti, finalizzata al rispetto della sostenibilità ambientale delle attività, dei prodotti e dei servizi”. Nel nostro Paese il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente hanno pubblicato il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” con lo scopo di poter concretizzare la “più ampia Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile, contribuendo in particolare alla definizione degli obiettivi dell’uso efficiente delle risorse e dei modelli di produzione e consumo sostenibile”, linea strategica condivisa da Gruppo Riva.
Gruppo Riva: un modello di economia circolare
L’operato di Gruppo Riva è quindi in linea con gli obiettivi, le misure di policy e gli strumenti attuativi che costituiscono il focus del nuovo modello di economia circolare per l’Italia. Nella sfida green anche i consumatori hanno una grande responsabilità: è infatti fondamentale trasmettere la giusta consapevolezza al fine di comprendere gli effetti che una determinata scelta di acquisto o comportamenti decisionali generano sull’ambiente e sull’economia. I valori di sviluppo sostenibile e di economia circolare si riflettono nella politica sostenibile adottata da Gruppo Riva anche grazie alle proprietà dell’acciaio (l’acciaio e tutti i prodotti in acciaio possono essere infatti riciclati e riutilizzati all’infinito senza perdere le loro caratteristiche iniziali) e all’impiego di forni elettrici, nei processi di produzione, alimentati esclusivamente con materiale riciclato.
L’azienda è un importante punto di riferimento sul territorio lombardo nel settore degli sgomberi e dei traslochi. Grazie a un servizio efficiente e a prezzi competitivi, La Margherita rappresenta la scelta ideale per chi deve effettuare un lavoro con rapidità e precisione.
Milano, ottobre 2021 – Sgomberi e traslochi sono interventi che comportano un grande carico di stress: oltre alla necessità di organizzarsi con la massima precisione, infatti, un altro elemento da prendere in considerazione in questi casi riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Nel momento in cui si sgombera una casa, un ufficio, un garage o un esercizio commerciale, gli oggetti da buttare via si accumulano e spesso non si sa come smaltirli correttamente. Per questo è necessario evitare il fai da te e rivolgersi a professionisti del settore, che saranno in grado non solo di gestire i lavori di sgombero con rapidità ed efficacia, ma anche di occuparsi dello smaltimento dei rifiuti nel rispetto della normativa vigente.
Smaltire i rifiuti di uno sgombero in modo corretto significa anche agire nel rispetto dell’ambiente e La Margherita è una realtà che da sempre opera cercando di avere il minimo impatto ambientale possibile. La ditta è iscritta regolarmente all’Albo gestori rifiuti e, al termine degli sgomberi, presenta ai clienti una copia del Formulario Rifiuti, un documento che attesta che i rifiuti provenienti dallo sgombero sono stati smaltiti correttamente, specificando in quale discarica autorizzata sono stati raccolti.
Il lavoro dei professionisti de La Margherita per gestire correttamente i rifiuti inizia però prima del passaggio finale, ossia il loro smaltimento in discarica: già durante le operazioni di sgombero i professionisti dell’azienda dividono i rifiuti per categoria, in modo da favorirne il riciclo.
La Margherita è una delle migliori ditte di sgomberi e traslochi che assicura prezzi altamente accessibili, pur garantendo la massima efficienza nei lavori; tuttavia, occorre sottolineare – come ribadiscono i professionisti dell’azienda – che lo smaltimento rifiuti rappresenta una voce di costo, certamente importante dal punto di vista economico ma assolutamente necessaria: chi non opera secondo la normativa vigente, infatti, rischia di incorrere in sanzioni anche molto salate.
L’azienda, punto di riferimento per la selezione, personalizzazione e fornitura industriale di prodotti tecnologici e soluzioni innovative per aziende grandi e piccole, include nella propria offerta anche numerosi articoli legati all’ambito della pulizia professionale e della sanificazione.
Milano, ottobre 2021 – Pulizia, igienizzazione, disinfezione e sanificazione: termini che, ai non addetti ai lavori, possono apparire sinonimi, ma che in realtà differiscono molto l’uno dall’altro. Lo confermano gli esperti di Kiepe Electric, leader nella fornitura di prodotti tecnologici ed innovativi per le aziende, che sottolineano l’importanza di una corretta formazione, da parte degli operatori del settore, per conoscere le principali pratiche di igienizzazione, disinfezione e sanificazione, indispensabili soprattutto in tempo di pandemia negli ambienti di lavoro e nei luoghi pubblici.
È infatti necessario sapere che pulire e igienizzare da un lato e disinfettare e sanificare dall’altro sono processi molto diversi: detergere una superficie significa eliminare lo sporco, riducendo la quantità di germi presenti. Per assicurare una pulizia profonda occorre utilizzare prodotti specifici, come per esempio il Detergente enzimatico multiuso per sgrassaggio componenti nell’industria meccanica – DD456, particolarmente indicato in ambito industriale per la pulizia di macchinari, postazioni di lavoro e ampie superfici caratterizzati da sporco, grasso e olio industriale. Formulato con ingredienti vegetali, questo prodotto sostituisce i pericolosi sgrassatori tradizionali con un detergente innocuo per l’ambiente e per la salute umana.
La disinfezione, invece, ha lo scopo di ridurre il più possibile la presenza di batteri, virus, microbi e agenti patogeni presenti sulle superfici, impiegando specifiche sostanze disinfettanti.
La sanificazione è un procedimento che prevede – in modalità sequenziale – sia la fase di igienizzazione che quella di disinfezione e ha l’obiettivo di abbattere la carica microbica, batterica e virale dalle superfici, dai materiali e dagli ambienti. A questo proposito, uno dei prodotti migliori proposti da Kiepe Electric è il 2 in 1 Detergente Disinfettante Concentrato PMC DD 4112: versatile, pratico ed efficace, consente di pulire e disinfettare in un solo passaggio macchinari, utensili, pavimenti, pareti e tutte le superfici dure. Come ribadiscono gli esperti di KIEPE, infatti, la sanificazione può essere effettuata solo previa un’accurata pulizia profonda delle superfici. L’efficacia dei disinfettanti, infatti, dipende dal grado di pulizia della superficie: se quest’ultima dovesse essere sporca, nessun disinfettante sul mercato funzionerebbe. Per questo per la disinfezione bisognerebbe usare sempre un prodotto 2 in 1.
Oltre a questi due innovativi prodotti, Kiepe include all’interno della propria offerta anche altri ausili che permettono di pulire e igienizzare a fondo, come per esempio le lavapavimenti Kärcher (azienda leader nelle soluzioni per la pulizia professionale, di cui Kiepe è partner); le idropulitrici, sempre Kärcher, disponibili nelle varianti ad acqua calda, fredda, fisse e ad altissima pressione e, infine, il pulitore a ghiaccio secco, un prodotto innovativo che funziona tramite pellet di ghiaccio secco e può essere utilizzato laddove l’idropulitura e la pulizia con idrosabbiatura sono vietate per legge. Il ghiaccio secco riesce a penetrare in ogni fessura e cavità, senza lasciare residui di acqua sporca.
La collezione dell’azienda bresciana dedicata alla rubinetteria che evoca il fascino del passato.
Artis Rubinetterie, sempre attenta alle nuove tendenze per l’arredo bagno, propone una serie dalle forme tondeggianti e sinuose, che guarda al passato e lo reinterpreta in chiave contemporanea. Croce deve il suo nome alle caratteristiche manopole “a croce”, che con il loro design accattivante e particolare sono la scelta più indicata per gli ambienti moderni in cui non si voglia rinunciare alla tradizione. I dettagli vintage, infatti, sono sempre più attuali e ricercati, danno carattere all’ambiente e lo identificano.
La Serie Croce esprime le sue potenzialità attraverso un’ampia gamma di soluzioni: sono disponibili miscelatori per lavabo monoforo, da incasso a parete, il rubinetto mono acqua da 1/2”, miscelatori per bidet, per vasca e per doccia. Completano la collezione i miscelatori a doppio comando per la cucina, anche in versione a parete.
Infine, Artis Rubinetterie garantisce la personalizzazione con diverse finiture classiche, ma sempre d’attualità: cromo, oro lucido, bronzo e rame.
Carlotta Ventura, Direttore Communication, Sustainability and Regional Affairs di A2A, ha posto l’accento sul percorso compiuto dal Gruppo per coniugare la sostenibilità alle strategie aziendali.
Carlotta Ventura: fondamentale un dialogo costruttivo con le agenzie di rating ESG
A2A leader di settore in termini di performance ESG (Environmental, Social and Governance): l’ottimo risultato emerge dalla valutazione compiuta da GAIA Rating, agenzia di rating non-finanziario appartenente al Gruppo Ethifinance e specializzata nella valutazione delle prestazioni ESG. “Questo nuovo riconoscimento premia la strada intrapresa da A2A volta a integrare in modo sempre più marcato la sostenibilità all’interno della strategia aziendale”, così Carlotta Ventura in merito all’importante riconoscimento ricevuto. In particolare, con un risultato complessivo di 77 punti su 100, la Life Company ha distanziato di ben 26 punti la media raggiunta dal settore “Conventional and Renewable Energy Producer”. La performance del Gruppo si è attestata in continua crescita nell’ultimo triennio, con risultati ottimi in tutte le dimensioni: Governance (70/100), Social (82/100), Environment (82/100) e External Stakeholders (73/100). “Un dialogo costruttivo con le agenzie di rating ESG”, ha aggiunto Carlotta Ventura, si rivela “fondamentale”, nella consapevolezza che “oggi e sempre di più scegliere valori responsabili significa anche migliorare le proprie performance finanziarie”.
Carlotta Ventura: il percorso di A2A per lo sviluppo sostenibile
Come evidenziato da Carlotta Ventura, il riconoscimento avvalora la direzione che A2A ha intrapreso da tempo in termini di sostenibilità, un ambito di rilievo che rappresenta le fondamenta del progetto di Life Company avviato con il Piano Industriale 2021-2030. Un piano industriale “disegnato da un nuovo vertice che pensa all’azienda in un contesto europeo e che decide di guardare a un orizzonte temporale di lungo periodo”. Si tratta di un passaggio di grande significato valoriale che, nel rebranding guidato dalla stessa Carlotta Ventura, ha marcato appunto la trasformazione di A2A da multiutility a Life Company: una realtà che rafforza la propria vicinanza alle persone puntando sempre più su sostenibilità e uso circolare delle risorse naturali.
Dal 3 ottobre l’azienda di Paruzzaro torna in tv con la popolare conduttrice.
Ha esordito ieri la nuova campagna media U-Power che proseguirà per cinque settimane toccando televisione, quotidiani, web e social network. La strategia di comunicazione integrata, volta a promuovere i nuovi capi della collezione autunno-inverno 2021, ruoterà attorno allo spot TV trasmesso dalle più importanti emittenti nazionali a partire dal 3 ottobre.
Sull’onda del successo ottenuto in occasione della campagna dello scorso anno, Diletta Leotta sarà protagonista di una divertente narrazione che mette in evidenza le ultime creazioni U-Power come eccellente equipaggiamento di sicurezza e stile per i lavoratori che vogliono distinguersi. Focus dello spot saranno la giacca Spoke, la felpa Jupiter, la maglia Alien e il pantalone Atom, ideali per affrontare con eleganza e praticità i mesi più freddi, da abbinare perfettamente alle calzature della linea RED 360.
A sostegno della forza del brand, sinonimo di sicurezza e di tecnologie da indossare con un look impeccabile, la popolare conduttrice si troverà di nuovo alle prese con la ricerca dell’“uomo U-Power” proseguendo l’accattivante story-telling che ha portato all’azienda importanti consensi omni-canale, dai social fino ai rivenditori e agli utenti finali.
Mario Melazzini è un medico specializzato in Ematologia generale Clinica e Laboratorio e un ricercatore nel campo dell’oncoematologia. È inoltre Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., Società Benefit attiva nel settore della Medicina riabilitativa.
Il percorso professionale di Mario Melazzini
Mario Melazzini nasce nel 1958 a Pavia, dove consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi della città. È invece presso la Clinica Medica II del Policlinico San Matteo che svolge la sua prima attività di tirocinio pratico e arriva a specializzarsi in Ematologia Generale Clinica e Laboratorio. Divenuto medico convenzionato per l’esercizio della Medicina Generale, inizia a collaborare con la Fondazione Salvatore Maugeri, la quale nel 1995 gli offre un incarico presso il Servizio di Medicina del Lavoro di Veruno. Viene in seguito promosso, dapprima al ruolo di Primario e poi a quello di Dirigente Responsabile, entrambi gli incarichi svolti nel Centro Medico di Pavia – Via Maugeri. Nel 2003 diventa Dirigente Responsabile di ruolo presso l’U.O. di Oncologia II° e nel 2007 presso l’U.O. di Oncologia I°. Dal 2009 al 2011 ricopre invece il ruolo di Direttore del Centro medico di Milano della Fondazione Maugeri. Dopo una serie di esperienze in ambito istituzionale, nel gennaio del 2016 Mario Melazzini assume la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, e nel novembre dello stesso anno ne diventa Direttore Generale. Ottiene poi un Master di secondo livello in Economia e Management della sanità, conseguito presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e inizia a ricoprire importanti ruoli all’interno di ICS Maugeri S.p.A. È stato Direttore Scientifico centrale di ICS Maugeri e Direttore Generale dell’IRCCS Maugeri Pavia. Oggi è Amministratore Delegato della Società.
Mario Melazzini: la diagnosi di SLA e l’impegno a favore delle cure per le malattie neuromuscolari
Nel 2003 un evento cambia per sempre la vita di Mario Melazzini, sia dal punto di vista personale che professionale: gli viene diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica, comunemente conosciuta con la sigla SLA. Dal momento della diagnosi, decide di impegnarsi su questo fronte e arriva a ricoprire importanti incarichi come quelli di: Direttore Scientifico del Centro Clinico Nemo (specializzato nella diagnosi e cura delle malattie neuromuscolari), Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrifica – Aisla Onlus, Presidente di Arisla (la Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrifica) dal 2007 al 2016 e Segretario Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’handicap (dal 2007 al 2012).
A poche settimane dalla premiazione ufficiale delle vincitrici, finalmente pronti il volume e il video della seconda edizione del concorso di scultura intitolato a Silla Corradini.
È prevista per l’autunno in Accademia a Brera la cerimonia di premiazione delle vincitrici della seconda edizione del concorso di scultura dedicato a Silla Corradini. Alla premiazione, oltre alle 3 protagoniste della competizione 2020 (Lucia, Francesca e Yasmine), saranno presenti anche rappresentanti DUNA-Corradini, istituzioni e professori per la consegna ufficiale delle borse di studio.
Questa edizione del concorso è stata particolarmente sfidante: benché l’emergenza pandemica globale abbia più volte obbligato a posticipare o rallentare i lavori in corso, la tenacia della squadra DUNA e Accademia ha tenuto alto l’entusiasmo permettendone la realizzazione. Spostamenti e socialità limitati qualora non inibiti non sono bastati a farci demordere e la realizzazione delle opere, certamente non possibile in smart working, si è compiuta nel pieno rispetto dei più severi protocolli di prevenzione anti COVID-19.
Con qualche ritardo, DUNA ed Accademia sono dunque fiere di presentare il catalogo CORPI LEGGERI, un volume che raccoglie i 28 progetti presentati e fotografa le 3 opere realizzate nell’affascinante contesto dell’Accademia di Brera, oltre al VIDEO (https://bit.ly/3uvfMXv) che descrive l’inedito incontro tra industria e arte, ripercorrendo il lavoro delle studentesse che sono state tre giorni a Modena con noi per realizzare insieme le loro magnifiche opere d’arte vincitrici.
A presto per la cerimonia di premiazione!
Per saperne di più sul concorso Silla Corradini:
Kick-off seconda edizione: https://bit.ly/3meBoDP
Visita dei ragazzi in DUNA: https://bit.ly/39Uni4N
Selezione dei progetti vincitori: https://bit.ly/3Fb45tV
DUNA-Corradini si trova a Soliera (Modena) e progetta e produce schiume poliuretaniche e poliisocianurati, sistemi, adesivi poliuretanici e resine epossidiche, con le quali serve una varietà di mercati tra cui isolamento, oil&gas, nautica, arredamento tecnico, industria automobilistica, edilizia e molti altri.
Capofila di siti produttivi situati in USA ed Emirati Arabi, (DUNA-USA e DUNA-Emirates), Soliera è anche la sede della Ricerca & Sviluppo di tutto il gruppo, specializzato nel servire l’industria e le applicazioni industriali per il continuo miglioramento di materiali, processi, macchine ed impianti.
Visita https://www.dunagroup.com/it/home per ulteriori informazioni.
La nuova collezione, presentata al Supersalone 2021, inaugura la collaborazione tra la storica rubinetteria e l’importante studio milanese.
Macarons è la nuova, originale collezione di rubinetteria tre fori progettata da Meneghello Paolelli Associati con l’intento di realizzare una proposta versatile ed elegante in grado di interpretare i valori storici di Rubinetterie Stella e, al contempo, di proiettarli verso il futuro.
Il risultato è un’esclusiva collezione “one off”: un articolato sistema capace di rispondere al meglio alle necessità dei singoli utenti e dei mercati di riferimento e con infinite possibilità di personalizzazione.
Tutto si impernia sulla scomposizione della maniglia in tre differenti elementi sovrapponibili – come i macarons appunto – affinché i singoli strati possano comporsi tra di loro in un “mix and match” di materiali e finiture.
Ad un layer di base viene aggiunto un secondo anello “prezioso”, al quale viene sovrapposto un terzo ed ultimo layer materico (legni, marmi e graniglie) che completano il “macaron” creando un sofisticato gioco tra suggestioni tattili e ricercate finiture.
Il leader siderurgico Riva Acciaio ha presentato il nuovo piano di investimenti, continuando con il suo programma di crescita annuale.
Riva Acciaio: gli investimenti servono a prepararsi alla ripresa
La pandemia ha avuto effetti anche sui bilanci delle grandi realtà aziendali, ma alcune hanno dato prova di resistenza, resilienza e determinazione. È il caso di Riva Acciaio, leader del settore siderurgico in Europa, che ha presentato anche quest’anno il suo annuale programma di investimenti, con un piano da 88 milioni di euro. I vertici hanno spiegato che in questo modo “il gruppo si è posto nelle condizioni di essere pronto a cogliere quella ripresa che si sta registrando nei primi mesi di quest’anno, puntando a mantenere nel medio e lungo termine la propria leadership nel segmento di riferimento a livello europeo”. Nei primi mesi del 2021 si sono infatti registrati i primi segnali di ripresa della domanda e dei prezzi sul mercato. La produzione è aumentata del 18% e il fatturato è arrivato a quota 881 milioni di euro, in crescita del 21%.
La storia di Riva Acciaio
Riva Acciaio, facente parte del Gruppo Riva, costituisce una delle principali realtà siderurgiche in Italia ed è oggi divenuta un punto di riferimento anche nel panorama europeo. La società, specializzata nella realizzazione di prodotti lunghi in acciaio di qualità, viene fondata nel 1954 da Emilio Riva. Nei suoi 60 anni di attività è riuscita ad ottenere una posizione di rilievo nel suo settore a livello internazionale, grazie soprattutto a elevati standard di qualità e a costanti piani di crescita e investimento. Il Gruppo impiega più di 5.300 dipendenti, di cui molti giovani diplomati e laureati. Attualmente opera in 21 siti produttivi che sono dislocati tra Italia, Francia, Belgio, Germania, Spagna e Canada.