Categoria: Arte e Cultura

  • Uscire dalle difficoltà con la luce dell’Amore

    Da 5 anni, a seguito di difficoltà lavorative che mi hanno portato ad ampie riflessioni e considerazioni sulla vita, ho dato vita al progetto Amore con il Mondo, dedicando le mie risorse e il mio tempo a realizzare una serie televisiva e numerosi eventi

    Così Paolo Goglio, autore ed interprete del progetto, illustra il lungo percorso per trasformare un momento di crisi in una possibilità importante, con l’obiettivo di creare e tramandare sentimenti, valori e amore per la vita, reagire alle difficoltà e dare un senso più elevato al singolo cammino, al tempo e alle capacità individuali e professionali.

    Non solamente difficoltà lavorative, economiche o professionali: immerso in un contesto naturale di rara bellezza, dialogando con gli alberi, le foglie, i fiori, le nuvole, le sorgenti, il sole o le rocce, l’autore interpreta il silenzioso ascolto della creazione nelle sue radici più profonde alla ricerca di una purezza di intenti ampia ed elevata. Vengono affrontate tematiche di vita molto delicate quali il rapporto con il divino, la solitudine interiore, lo stress e le numerose malattie sociali che derivano da una interpretazione della vita e della realtà non necessariamente sbagliata ma certamente un po’ distorta, deformata e poco autentica.

    Attualmente ha realizzato 104 puntate da 12′ cadauna + 17 puntate da 24′ cadauna, 1 film da 100′ e una serie intitolata Cerchi di Luce con 13 puntate da 12′ cadauna.

    Oggi il progetto Amore con il Mondo ha raggiunto una importante diffusione su scala nazionale.

    • A Gennaio 2014 l’intera serie è stata programmata su Odeon TV in circuito nazionale.
    • Dal 2013 è in onda su TeleMilano, Videostar e Seila Tv (Lombardia), Triveneta (Veneto, Trentino e Friuli), Tele Capodistria, Mediacentro (Lazio), Mediasud e RTT Teletebe (Calabria), Telelaser e Telenuova (Campania), Imperia TV, STV Rapallo, TeleTurchino (Liguria), AciCastello TV (Sicilia), Prato TV (Toscana), TV Centro (Marche), Canale 2 (Puglia e Basilicata).
    • I video realizzati vengono pubblicati anche sul canale Youtube: più di 400.000 visualizzazioni attuali, nei siti amoreconilmondo.com e paologoglio.com e sui webmagazine giornaledellavita.com e corrieredellaluce.com.
    • Fa parte del progetto anche una Web TV: amoretv.it già operativa con l’intera programmazione e 12 canali termatici live e on-demand.
    • Trailer dimostrativo: https://youtu.be/RunXwz-0-GI

    “Ho abbandonato molte cose tradizionali e opero costantemente nella luce di un progetto interiore che cerco di espandere per dare vita alla vita stessa, ricolorare e ridipingere un mondo nuovo, innovativo, positivo e propositivo, un antidoto alle difficoltà, un vaccino contro il sensazionalismo, donare emozioni, sorrisi, speranza e trasmettere amore.

    Nel corso degli ultimi anni ho incontrato numerose persone a conferma che nulla avviene per caso: siamo tutti inseriti in un contesto sincronico dove il singolo cammino, le singole capacità fanno parte di un preciso disegno in cui, quando siamo pronti, ci incontriamo.

    Gli incontri, le esperienze, le conoscenze, i mezzi, le disponibilità, le capacità… possono essere normalmente impiegati in un contesto lavorativo, familiare e sociale.

    A volte tuttavia gli eventi modificano il corso del cammino che avevamo previsto.

    Questo è il momento di ascoltare e vedere le cose in un modo diverso: il cambiamento che a volte si presenta come un evento traumatico o drammatico indica semplicemente che siamo di fronte a una svolta, una scelta.”

    I condizionamenti sociali conducono inevitabilmente a sposare delle cause, seguire ideologie o pensieri altrui, rincorrere miti e traguardi che spesso si rivelano poco aderenti al proprio percorso di vita. Ne conseguono grandi difficoltà per identificare i valori autentici che spesso sono personali, soggettivi e raramente sono generalizzabili in una qualunque dottrina o ricetta di vita.

    Lo scopo non è diffondere un pensiero ma creare una nuova forma di pensiero libera, aperta e quindi positiva e propositiva, non c’è uno schema da seguire ma solamente alcune indicazioni, degli esempi, dei modelli che indicano una nuova strada, un nuovo percorso, una nuova rotta. Ecco che sarà così possibile esplorare una terra nuova nel proprio spazio interiore che non è più chiuso e limitato: è sufficiente infatti un piccolo spiraglio di luce per vedere cosa c’è oltre le mura, cosa si trova, che cosa possiamo vedere, raggiungere, essere, vivere…

    “Non c’è libertà di pensiero fino a quando avremo bisogno di pensare…. cos’è la libertà.

    Se noi pensiamo alla nostra conoscenza personale come a tanti mattoncini che contengono le nostre esperienze, i ricordi, le cose che abbiamo visto, letto, sentito, studiato, ricevuto, ci rendiamo conto facilmente che quella che definiamo libertà di pensiero, in realtà è solamente la possibilità di spostare liberamente questi mattoncini!

    Una serie televisiva sicuramente innovativa per tecniche di ripresa, tipologia di contenuti e tematiche dal profondo impatto emotivo. Nella puntata intitolata “Parleremo alle Stelle” l’autore affronta il delicato argomento del rapporto terreno con le persone che ci hanno lasciato: “Queste persone che apparentemente si spengono in realtà si accendono, per darci una preziosa luce da seguire, per guidare i nostri passi, per proteggerci. Io posso dire con assoluta certezza che loro sono tutti qui, intorno a noi, forse in una dimensione che non siamo in grado di percepire ma che si manifesta quando il nostro cuore è che così aperto verso queste nuove porte da consentire un passaggio tra le luci di questo regno e la nostra Terra“.

    Al termine di ogni puntata la bandiera di Amore con il Mondo sventola nel cielo, sulla vetta di una montagna, sulla sponda del mare, in un prato o in un bosco, un messaggio di luce, pace e amore affidato al vento e destinato a tutti: “Segui sempre la tua stella polare… segui il tuo cuore”

  • Stefano Toma Blog: il primo cartone animato per disabili “Cartoon Able”

    Il giornalista Stefano Maria Toma riporta sul proprio blog la storia di “Cartoon Able”, il primo cartone animato, concepito e studiato anche per bambini con disabilità, reso possibile grazie al crowdfunding.

    Stefano Maria Toma Cartoon Able

    Scrive Stefano Maria Toma: “Si chiama “Cartoon Able” ed è il primo cartone animato, concepito e studiato anche per bambini con disabilità. L’iniziativa e’ della casa editrice “Punti di Vista”, una cooperativa formata da sole donne che si occupa di prodotti per bambini disabili, generalmente esclusi dall’editoria tradizionale.

    “Cartoon Able” non è solo un cartone ma un progetto, più ampio e complesso, che e’ stato selezionato, tra oltre 140 proposte, sulla piattaforma di crowdfunding di Telecom Italia. La particolarità di questa iniziativa sta proprio nel suo aspetto inclusivo: un prodotto che vada bene per tutti i bambini, nessuno escluso.

    Il progetto, che vuole avere un respiro “mondiale”, in quanto mai finora era stato immaginato un cartone animato di questo tipo, nasce dall’interazione tra la casa editrice “Punti di vista”, coadiuvata da un pool di esperti del settore (da educatori a psicologi infantili), e “Animundi”, studio di produzione di cartoni animati presente sul mercato dal 2002 e operante a Roma, con sede all’interno degli Studios di Cinecittà.

    Con Telecom Italia, attraverso la piattaforma di crowdfunding “With You We Do”, Cartoon Able” ha avviato una raccolta fondi per arrivare alla realizzazione dei primi 5 episodi di questo cartone animato, da proporre in Dvd e da abbinare poi a specifici prodotti editoriali. L’obiettivo della raccolta fondi (http://withyouwedo.telecomitalia.com/projects/1701/cartoon-able) è di raggiungere la somma di 52 mila euro e finora ne è stata raccolta quasi la metà”.

    Fonte: Stefano Maria Toma

  • Convegno Storico su Emanuele Filiberto-Testa di Ferro-

    Il Delegato del Friuli V.G. ha il piacere di invitare

    tutte le Dame ed i Cavalieri , amici e simpatizzanti

    al Convegno sulla figura del X° Duca di Savoia

    Emanuele Filiberto detto Testa di Ferro presso la

    Sala Consiliare della Provincia di Udine

    La partecipazione è libera.

    Ore 17,30

    RELATORI:

    Prof. Ciro ROMANO dell’Università

    Federico II° di Napoli

    Gen. Vito DE CARO

    Emanuele Filiberto X° Duca di Savoia

    Uno dei Personaggi piu’ rappresentativi della storia Sabauda.

    Patrocinio : Provincia di Udine  e Club per l’UNESCO di Udine;

    Con la collaborazione

    delle Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon

    Con la collaborazione dell’Associazione Cacciatori delle Alpi

    Con la collaborazione del Centro Monarchico Friulano “Emanuele Filiberto di

    Savoia”

    Il Delegato

    Comm. Alessandro Berghinz

     

     

  • Debutto di “Forza venite gente”, il musical sulla storia di San Francesco d’Assisi In scena gli ospiti della RSA Lucia Mangano di Mascalucia

    All’interno di un ideale giardino di Assisi, tra vivaci canti e divertenti coreografie, si snocciolano le fasi più significative della vita di San Francesco, messe in scena al Teatro Ambasciatori da un gruppo di attori molto speciali.

    Si tratta degli ospiti della RSA “Lucia Mangano” di Mascalucia, interpreti d’eccezione diversamente abili, che con entusiasmo e impegno hanno lavorato alla realizzazione del musical in due atti “Forza venite gente”, emozionando gli oltre 1200 spettatori intervenuti, un numero nettamente superiore a qualsiasi aspettativa.

    Uno spettacolo curato nei minimi dettagli da Giusi Sapienza, regista, scenografa, coreografa, costumista e animatrice dell’Istituto, che insieme con Daniela Messina, fisiokinesiterapista, e tutti gli operatori della struttura, ha saputo valorizzare e mettere in luce la parte più bella di questi ragazzi, con amore, impegno e grande professionalità.

    Un simbolico percorso d’amore e rispetto già iniziato prima dell’apertura del sipario, con un video che racconta la figura di Antonietta Labisi, eroina della carità, attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati, e fondatrice dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Magano” di Sant’Agata Li Battiati, accreditato presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles). A spendersi da anni per questa realtà, con cura e dedizione, il figlio, il prof. avv. Corrado Labisi, anima delle iniziative e un po’ papà di tutti i ragazzi, presidente e Legale Rappresentante anche della RSA “Lucia Mangano” di Mascalcia da lui fondata successivamente.

    Ad introdurre lo spettacolo, presentato dalla giornalista Simona Pulvirenti, la lettera che Albert Einstein scrisse alla figlia Lieserl, un messaggio d’amore universale che l’avv. Labisi ha voluto trasmettere al pubblico presente in sala.

    Protagonista indiscusso della scena, uno straordinario Mario Virzì, credibile e commovente  Francesco, intenso nel rapporto conflittuale con il padre, ma anche divertente e sorprendete nella sua quotidianità, immerso nella natura e tra la gente.

    Nel cast attori disabili (Marcella Accaputo, Roberto Airò, Antonio Anastasi, Giuseppe Carletti, Antonio D’Anna, Domenica D’Anna, Andrea Gristina, Sebastiana Gristina, Leonarda Corsini, Benedetta Mirabella, Angela Valeria Nicolosi, Maurizio Nicosia, Mario Palvarini, Antonio Giardina, Giuseppa Romeo, Grazia Scevoli, Maria Granata, Annarita Segretario, Gianluca Scuderi, Giovanna Vinci e Mario Virzì), coadiuvati dagli operatori della RSA (Solarino, Giustolisi, D’Arrigo, Messina, Valenti, Currò con la figlia, Caronda, Signorino, Ponzo, Castrogiovanni, Delia, Musmeci, Testa, Cardì, Biondi, Di Stefano, Sapienza, Agozzino e Giordano), tutti perfettamente integrati nella narrazione, in uno spettacolo corale, non solo recitato ma anche “fatto” dagli attori stessi, artigiani degli oggetti di scena, dei costumi e delle scenografie, con l’ausilio del personale della “Lucia Mangano”.

    Tra gli applausi dell’intero teatro che non si è risparmiato nel trasmettere il proprio entusiasmo, il prof. avv. Labisi è salito sul palcoscenico per i ringraziamenti finali.

    “Sono certo –  ha detto emozionato – che San Francesco stasera è stato qui tra noi”. Poi ha voluto accanto a sé tutto il personale della struttura, la moglie, le figlie e la nipote membri del CDA, e il dott. Maurizio Gibilaro, coordinatore provinciale di Telethon, che ancora una volta ha sposato il progetto di una solidarietà nella solidarietà, portando le Uova di Pasqua di Telethon, messe in vendita dai volontari della Protezione civile “Le Aquile”, per la ricerca delle malattie genetiche rare.

     

     

  • Esce “Lettere sugli scritti e il carattere di Jean-Jacques Rousseau. Riflessioni sul suicidio”, due saggi di Madame de Staël, in una nuova traduzione in italiano

    Duecentocinquanta anni or sono, il 22 aprile del 1766, nasceva a Parigi Germaine Necker. Nota al mondo come Madame de Staël.
    Era l’unica figlia di un personaggio storico, Jacques Necker (1732-1804) e lei stessa fu testimone di vicende storiche di primaria importanza: la Rivoluzione francese, il Terrore, la sconfitta dei giacobini e l’avvento del Direttorio, l’ascesa al potere di Napoleone Bonaparte, l’impero napoleonico, la Restaurazione dei Borbone. Ciò che rende veramente interessante il lascito ideale di Madame de Staël è che in lei si siano felicemente congiunti l’espressione del nascente pensiero liberale e la rivendicazione di una ben più antica tradizione di libertà repubblicana. Il suo liberalismo era tutt’altro che un indirizzo di politica economica, ma aveva molto a che vedere con la rule of law, ossia con la concezione dello Stato di diritto, e con la lotta, tipicamente repubblicana, contro la tirannia ed il dispotismo.

    Questa edizione della Casa Editrice Bibliosofica ripropone, con una nuova traduzione in lingua italiana, due dei tre saggi che Madame de Staël pubblicò per i tipi dell’Editore Nicolle nel 1814. Quando poté finalmente tornare a Parigi dopo l’abdicazione di Napoleone.
    Il primo saggio, Lettres sur les écrits et le caractère de Jean-Jacques Rousseau, era stato già pubblicato nel dicembre del 1788. Allora Rousseau non era ancora la gloria nazionale, i cui resti mortali furono traslati nel Pantheon di Parigi. Al momento della sua morte, il 2 luglio del 1778, Rousseau era un isolato: avversato e schernito da Voltaire e dagli illuministi in genere; considerato non equilibrato; ritenuto tanto scontento di sé che la tesi che si fosse suicidato non smise mai di circolare, nonostante le smentite ufficiali.
    Madame de Staël contribuì a consacrare l’autore dell’Emilio e della Nuova Eloisa come «il più eloquente» tra gli scrittori di lingua francese. Lo stimò meno, invece, come pensatore politico.
    Il secondo saggio, Réflexions sur le suicide, fu scritto dall’Autrice venticinque anni dopo la prima stesura delle Lettere su Rousseau. Risente di quella che ad alcuni biografi sembrò una “crisi mistica”. In realtà, si trattava del riemergere dell’esigenza religiosa. La religiosità di Madame de Staël era di impronta protestante e prescindeva dalla mediazione dei preti. Dio era la meta della sua ricerca, tanto più sincera perché liberamente condotta; lei non cessava di interrogarsi sulle conseguenze concrete che l’esistenza di Dio, concepito secondo le caratteristiche che il Cristianesimo gli attribuisce, comportasse nella vita degli esseri umani. Qui l’Autrice chiarisce bene che il suicida restringe il proprio orizzonte mentale a sé stesso ed alla propria infelicità. È un egoista. Viceversa, il modo di vivere più positivo è caratterizzato dal sentimento di “dedizione” (in francese, dévouement). La dedizione, il “dedicarsi”, rende il senso di una scelta altruistica. Si tratta di operare il bene di altri esseri umani in carne ed ossa, o di servire una causa apparentemente astratta, perché generale, ma comunque preordinata al bene comune.

    Il curatore, Livio Ghersi, è stato funzionario dell’Assemblea regionale siciliana. Appassionato di studi storici e filosofici, ha pubblicato diversi titoli per i tipi di Bibliosofica, tra i quali Croce e Salvemini. Uno storico conflitto ideale ripensato nell’Italia odierna (2007) e la silloge di scritti Liberalismo unitario (2011).

    www.bibliosofica.it

  • Terzo Premio Anna Magnani

    Roma, 21 Marzo 2016 :
    Sessanta anni fa Anna Magnani era la prima attrice italiana a vincere l’ Oscar.
    Ieri sera, alla Casa del Cinema di Villa Borghese, viene consegnato il “ terzo premio Anna Magnani “ a Giancarlo Giannini. Io, però, resto perplessa, parecchio turbata.
    Non per Giannini, la Golino, la Vitale, Lina Sastri o Gianni Togni, meraviglie di decoro e serietà, quanto piuttosto per il circo in cui sono stati scortesemente fatti entrare.
    Io sarei fuggita, senza lasciare neanche la scarpetta, parecchio prima di mezzanotte.
    Con rammarico, va detto, che l’ approssimazione non può passare sempre. Perciò, se si riuscisse ad evitare la censura, il “ terzo premio Anna Magnani “, va raccontato così:
    Una piccola folla viene fatta pascere attraverso le sale della villa, sotto la guida della voce sguaiata e senza convenevoli di Francesca Piggianelli.
    I posti non sono assegnati e si verificano spiacevoli situazioni di nomadismo e cattiva educazione, affrontati con la risorsa dell’ intimidazione. La scortesia aleggia dal buffet alla sala indistintamente, l’obbiettivo primario è la foto o il personaggio, tutto ciò che si trova tra le due parti in causa è di impaccio e non degno di nota. I ricordi sono belli e gli aneddoti commoventi, ma come può un premio che parla di cinema, presentare i suoi contributi video con una delle peggiori slideshow che io abbia mai visto? Imbarazzante, faticoso riconoscere il volto della Magnani tra i pixel sgranati e le dissolvenze degne di un filmino adolescenziale. Neanche il pubblico è sopravvissuto alla proiezione finale, lasciando la sala
    prima del film. Perché dovrebbe andar bene? Quale condono permette all’ improvvisazione di essere modus operandi? Che almeno si sappia, Roma non può essere solo pizza e fichi.

  • TheCosmobserver presenta il nuovo logo

    È stato presentato il nuovo logo del blog di divulgazione scientificaThe Cosmobserver”. Il blog, fondato nel 2014, si occupa di tematiche legate all’astronomia, astrofisica e astronautica ed è riuscito in poco tempo a guadagnarsi una buona autorevolezza tra gli astrofili e gli appassionati di spazio.

    Il logo è stato disegnato dal designer Federico Ottavio Barberis (BFO – Torino) su richiesta del blogger Emmanuele Macaluso, fondatore del blog.

    Il nuovo logo richiama un doppio significato. In primis si è voluto richiamare lo strumento più importante che si utilizza nell’osservazione del cosmo: l’occhio umano.

    In seconda battuta, l’occhio “dell’osservatore del cosmo” vuole riproporre una sfera che compie un’orbita attorno ad un’altra sfera. Tutto questo con un riguardo per le tipiche “patch” delle missioni spaziali, che abbiamo imparato a riconoscere sulle tute degli astronauti.

    “In questi due anni abbiamo pubblicato articoli di qualità con contenuti eclusivi – dichiara il fondatore Emmanuele Macaluso, che continua – la pubblicazione di un nuovo logo, disegnato da un professionista e in esclusiva per The Cosmobserver si inserisce perfettamente in quella che è la filosofia divulgativa del blog. Vogliamo avvicinare la scienza del cosmo e i suoi protagonisti al grande pubblico, ma sempre in modo professionale e facilemente comprensibile. Il nuovo logo rispecchia perfettamente questo nostro desiderio. Il futuro ci vedrà scrivere nuovi articoli e ci permetterà di presentare importanti protagonisti dello spazio ai nostri lettori”.

    Nel corso della sua breve esistenza, The Cosmobserver ha pubblicato interviste effettuate a veri riferimenti dell’astronomia e dell’astronautica italiana. Dall’intervista all’astronomo Walter Ferreri (Osservatorio Astrofisico INAF di Torino e Direttore scientifico della rivista Nuovo Orione), a quella all’astrofisico Attilio Ferrari (Presidente di Infini.To – Museo dello spazio e Planetario di Torino e docente universitario), passando per quella con il giornalista specializzato in astronautica Antonio Lo Campo fino a quella più recente con l’astronauta italiano Maurizio Cheli.

    La presentazione del logo, avviene mentre la pagina facebook del blog supera la considerevole soglia di 500 “likes reali” e mentre viene pubblicata una recensione sul libro dell’astronauta italiano Luca Parmitano. Recensione che è stata rilanciata dallo stesso astronauta italiano sul suo profilo Twitter.

    Invitiamo a vedere il nuovo logo sui canali ufficiali di The Cosmobserver ai seguenti link:

    Blog: http://thecosmobserver.blogspot.com

    Facebook Official Page  https://www.facebook.com/cosmobserver

    Profilo Twitter  https://twitter.com/thecosmobserver

     

  • Letture in braccio con i Quiet Book

    Libri da toccare, sentire, odorare, esplorare. È l’iniziativa a partecipazione gratuita ‘Letture in braccio’, una delle tante organizzate in questo periodo dalla Libreria Anacleto di Cisterna di Latina. Una mattinata dedicata ai genitori e ai loro piccoli (0-36 mesi), con letture di storie e tematiche pensate per loro.

    Ospite dell’ultimo appuntamento di domenica 20 Marzo, Laura Del Frate, la giovane di Cori, che ha fatto dei Quiet Book la sua artigianeria al servizio dei bambini, per i quali realizza a mano questi Libri Sensibili, fatti in tessuto o stoffa e personalizzati in base ai gusti dei genitori, all’età del bimbo e al sesso.

    A gattoni su grandi tappeti, i bimbi hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con il Libro, in modo del tutto naturale e sin dalla tenerissima età. Insieme alle mamme e ai papà si è cercato di comprendere l’importanza della lettura ad alta voce e le modalità per avvicinarvi i bambini senza forzature.

    Oltre ai materiali della Libreria Anacleto, i bimbi hanno scoperto i Quiet Book di Laura Del Frate, leggeri e resistenti, colorati e divertenti, ricchi di illustrazioni e attività sensoriali e didattiche, che consentono di allenare la manualità e stimolare l’immaginazione, la creatività e la coordinazione motoria.

    Un incontro esperienziale dai notevoli benefici per la crescita del piccolo. Un adulto che legge ad alta voce ad un bambino compie un atto d’amore, e ciò ha risvolti importanti per lo sviluppo della sua personalità sul piano relazionale, emotivo, cognitivo, linguistico, sociale e culturale.

    Laura Del Frate la ritroveremo con il suo stand in piazza Signina, a Cori, durante la Festa della Madonna del Soccorso. Sarà possibile vedere da vicino la varietà di modelli che possono essere prodotti, imparare ad usare questo originalissimo strumento di apprendimento per l’infanzia ed assistere al suo ‘fantastico’ lavoro.

  • Cori: presentate le due antiche tele sacre restaurate grazie ai fondi raccolti da CORARTE e al contributo dell’ICN-NAICI

    In tanti hanno partecipato sabato pomeriggio, nella Chiesa di Santa Maria della Pietà, alla presentazione delle due antiche tele restaurare su impulso dell’Associazione CORARTE e grazie ai fondi da essa raccolti tramite varie iniziative e al contributo offerto dall’ICN-NAICI del Presidente Piero Morucci, presente all’evento e calorosamente ringraziato dai presenti.

    Le due opere sono state riconsegnate alla collettività e verranno riposizionate nei loro luoghi originari. La secentesca ‘Madonna del Soccorso con San Francesco e Sant’Agostino’ tornerà nella chiesa di San Salvatore; il settecentesco ‘Sposalizio della Vergine’ invece al suo posto nella Chiesa di Santa Maria della Pietà.

    Dopo il saluto di Don Angelo Buonaiuto, la storica dell’arte Antonina Ducci ha inquadrato i due dipinti nel panorama generale dell’arte di quei periodi. L’animatore di CORARTE, Piero Manciocchi, ha illustrato i risultati del restauro, confrontando il prima e il dopo l’intervento effettuato dalle restauratrici Sandra Martin e Luana Milita.

    Il restauro è durato in tutto quattro mesi, due per ciascuna tela. Il cantiere, aperto al pubblico, era stato allestito nei locali della Parrocchia di Santa Maria della Pietà. Una classe terza della primaria di Cori ne ha fatto oggetto di un laboratorio di educazione all’immagine con l’insegnante Antonella Corbi, incentrato sulla lettura iconografica e reinterpretazione delle immagini.

    “Il coinvolgimento della scuola è un aspetto fondamentale dell’intero progetto – ha sottolineato Piero Manciocchi – il restauro delle opere d’arte antiche deve essere l’occasione per riscoprirle da parte delle Comunità locale e tutti gli attori che sul territorio fanno cultura possono prendere spunto dal restauro per creare momenti di approfondimento.”

    La manifestazione si è conclusa con una bella notizia. Un nuovo benefattore finanzierà il restauro della prossima tela, ‘Pentecoste’, un’opera seicentesca custodita nella Chiesa di Santa Maria della Pietà e di grande rilevanza perché attribuita al noto pittore toscano Anastasio Fontebuoni, che lavorò a lungo a Roma per Papi e Cardinali.

    Molti hanno contribuito acquistando il volume ‘Tutela e valorizzazione del tempio d’Ercole a Cori tra Ottocento e Novecento’ di Pier Luigi De Rossi. 100 copie sono state donate a CORARTE da Centro Stampa “la Piaia” di Sezze. CORARTE intende restaurare altre 15 tele tra Cori e Giulianello. Gli interessati a sposare la causa possono scrivere a [email protected]. L’auspicio è che questa idea possa diventare virale, cominciando ad estendersi in altri comuni limitrofi, in modo che ulteriori gruppi di persone diano vita a simili progettualità (SERMONETARTE, NORMARTE, PRIVERNARTE …) (foto di Vincenzo Pacifici).

  • Cori: Giornata Mondiale della Poesia in ricordo di Cesare Chiominto ed Elio Filippo Accrocca

    Ricorre domani, lunedì 21 Marzo, primo giorno di primavera, la Giornata Mondiale della Poesia istituita dall’UNESCO nel 1999 per riconoscere all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace. La città di Cori, culla di rimatori di elevata qualità espressiva, ricorda due dei suoi illustri poeti, coloro che più di tutti, ognuno con i suoi tratti distintivi, hanno contribuito coi loro versi a rendere lustro ad un’intera comunità, oltre che a dare un significativo contributo all’evoluzione della poesia italiana.

             Cesare Chiominto (Cori 1920 – 2003), personalità artistica di alto livello, non solo locale, curò un inestimabile lavoro sul dialetto corese, condensando in tre opere, «Lo parlà forte della pora ggente», «Còri mé bbéglio», «Il dizionario corese italiano», una cultura millenaria, espressa nelle piccole cose di ogni giorno. Ha tratto ispirazione dalla quotidianità del lavoro dei campi, dei vetturali, dei pastori; dalle osterie ingoiate dalla civiltà del fast food; dalla continua frequentazione della povera gente, protagonista delle sue poesie. Districandosi tra il comico ed il drammatico, ha reso onore e dignità all’espressivo linguaggio dei contadini, arrivando a tradurre Marziale in corese.

             Elio Filippo Accrocca (Cori 1923 – Roma 1996, riposa a Cori) fu allievo ed amico di Giuseppe Ungaretti, decisivo per la sua formazione poetica. Annoverato tra i grandi poeti postbellici italiani, fu il capostipite del Gruppo di Portonaccio. La sua vita intensa e solcata da vari lutti familiari fu l’ispiratrice di versi dolorosi. Ma nelle sue opere ha cantato anche la città di origine, luogo dell’infanzia e della memoria del mondo antico, consapevole della sua fondazione leggendaria e della sua storia pre-romana, dove nacque da padre ferroviere, di umili origini popolane. Un artista e un intellettuale a tutto tondo, che seppe vivere intensamente il suo tempo, forte della sua fede nella poesia da lui definita “un remo per approdare nel nuovo millennio”.

  • Consegnato il Premio Livatino Saetta Costa al Procuratore Capo di Enna Massimo Palmeri

    Enna – Qualche mattina fa il presidente del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa, prof. Attilio Cavallaro e il presidente onorario, avv. Corrado Labisi, si sono recati alla Procura di Enna per consegnare a S.E. il Procuratore Capo della Repubblica di Enna Massimo Palmeri, il prestigioso Premio Internazionale Livatino Saetta Costa.

    Insieme a loro la prof.ssa Anna Marmo, preside del liceo scientifico “Pietro Farinato”, da anni impegnata a sensibilizzare gli studenti del suo istituto sul tema del rispetto delle leggi, che anche in questa occasione ha voluto confermare il suo interesse a riguardo, ospitando il Comitato e la sua lezione di legalità.

    Presenti una numerosa rappresentanza di allievi, tutti attenti e partecipativi, pronti ad ascoltare il dott. Palmeri nella sua spiegazione sulla funzione della Procura, sul ruolo del magistrato, e su come, nonostante la carenza di organico del 50% alla Procura di Enna, i vuoti siano stati colmati con l’impegno e l’abnegazione.

    Amico e collega di Rocco Chinnici, di lui ha raccontato il periodo in cui furono insieme uditori giudiziari: “Un grande uomo, un grande maestro, un grande magistrato”, ha voluto ricordare.

    A prendere la parola poi il prof. Cavallaro, che ha spiegato la missione del Comitato e del tour della legalità nelle scuole: “Tra Stato e mafia non c’è una contrapposizione. La politica è il terzo livello della mafia: i colletti bianchi, l’antimafia, sono tutte maschere dietro alle quali si nasconde la criminalità, ed è per questo che il Comitato Livatino Saetta Costa ha avanzato al Capo dello Stato la proposta di non concedere più finanziamenti pubblici alle associazioni antimafia, così che non si possa più parlare di un’antimafia di professione.”

    “Non esiste pace senza giustizia sociale”, ha affermato l’avv. Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles), nonché docente di Diritto Internazionale presso le facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università Uniesi di Ginevra e direttore del Dipartimento di Pubbliche relazioni internazionali della stessa.

    Figlio della prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto e antesignana della lotta alla mafia, ha parlato con ammirazione della madre, una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati. Ma si è soprattutto soffermato sulla povertà del Meridione, conseguenza di una politica sorda: “Già sociologi e psicologi lo hanno affermato, e mia mamma lo verificò personalmente, che la delinquenza nasce dal disagio culturale e socio-economico. Negli anni Sessanta lei chiedeva aiuto alla classe politica, che però sorrideva, criticando la sua spiritualità. E ancora oggi nei quartieri c’è la corsa all’acquisto del voto in cambio di buste colme di spesa. Ci stanno togliendo la speranza e la dignità.”

    Poi l’avv. Labisi ha voluto regalare alla scuola due copie del libro del generale Angiolo Pellegrini, “Noi, gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di vincere”: uomo di fiducia del pool e più stretto collaboratore di Giovanni Falcone, negli scorsi mesi presente all’auditorium comunale di San Gregorio “Carlo Alberto dalla Chiesa”, alla presenza della stampa e di alte autorità civili e militari, in un evento fortemente voluto dall’avv. Labisi, il generale Pellegrini è stato testimone di una stagione sanguinosa e incancellabile, denunciata nel suo libro.

    La consegna della pergamena del Premio Livatino Saetta Costa a S.E. Massimo Palmeri, Procuratore della Repubblica di Enna, ha suggellato l’incontro.

     

  • Web marketing e creatività

    Semplicità, chiarezza, verità. Su questi tre pilastri, il padre dell’advertising moderno, David Ovilgy, ha sempre costruito la sua comunicazione e la sua strategia di web marketing. Non, dunque, frasi baroccheggianti e complessi periodi senza un chiaro filo conduttore, ma headline e bodycopy facilmente comprensibili per chi fruisce della comunicazione pubblicitaria. È proprio questa la difficoltà del web marketing: non c’è sfida più ambiziosa, non c’è montagna più insormontabile di questa.

    In un’agenzia di comunicazione o, in generale, nel lavoro di un professionista del settore, si impiegano ore, quando non addirittura giorni o settimane, alla ricerca dell’idea creativa perfetta per comunicare quel determinato messaggio che rappresenta l’obiettivo finale di una strategia marketing.  È indispensabile un elevato livello di concentrazione per poter individuare la chiave giusta attraverso cui trasmettere una notizia e al tempo stesso la giusta dose di empatia che genera una reazione emotiva nel consumatore. Comunicare vuol dire diventare artisti della parola – o dell’immagine, se pensiamo ai grafici, che utilizzano il linguaggio visivo -. Insomma, non lasciare mai nulla all’improvvisazione.

    Se sei un copywriter lo sai bene, qualunque testo parte da una bozza che probabilmente verrà modificata e rielaborata decine di volte, fino a quando non si inizierà a intravedere “l’opera d’arte” finale.

    Nel web marketing (come nel marketing tradizionale), la comunicazione presuppone un meticoloso e strutturato lavoro di fino nella scelta dei termini più appropriati, ma la principale difficoltà è quella di dar vita a un testo talmente fluido e scorrevole da renderne la lettura quanto più naturale possibile. Citando La Capria, un buon testo è “un’anatra che, senza sforzo apparente, fila via tranquilla e impassibile sulla corrente del fiume, mentre sott’acqua le zampette palmate tumultuosamente e faticosamente si agitano ma non si vedono”.

  • Un nuovo software è stato sviluppato da ricercatori europei per valutare lo stato ambientale degli ecosistemi marini

    Il nuovo software si chiama NEAT, nome che sta per “Nested Environmental status Assessment Tool” (“Strumento per la valutazione dello stato ambientale integrato”). “NEAT ci permette di valutare lo stato ambientale dei mari europei in modo integrato”, afferma il Dottor Borja dell’istituto di ricerca AZTI (Spagna), esperto di biodiversità marina e coordinatore del progetto di ricerca europeo DEVOTES (www.devotes-project.eu). “Questo è il risultato della collaborazione di 23 partner, distribuiti in 14 paesi, dopo quattro anni di ricerca nel Mar Baltico, in Atlantico, nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero.”, spiega Borja “La nostra ricerca è importante per migliorare la comprensione degli effetti delle attività umane sulla biodiversità marina, così come le variazioni dovute ai cambiamenti climatici”.

    NEAT è progettato per supportare la valutazione delle aree marine da parte delle autorità ambientali degli Stati membri dell’UE, ma anche dalle Convenzioni Marittime Regionali (Regional Seas Conventions) e per la Direttiva Quadro sulla Strategia Marina (Marine Strategy Framework Directive). NEAT integra uno strumento realizzato precedentemente, che comprende oltre 500 indicatori utilizzati o sviluppati dagli Stati membri dell’Unione europea.

    “La valutazione dello stato di salute dei mari è un processo complesso “, spiega Borja, “ma questo strumento rende il compito molto più facile”. Secondo il Dottor Berg (dell’istituto di ricerca MariLim, Germania), uno degli autori del software, “Alcuni di questi strumenti possono essere difficili da usare, così abbiamo lavorato duramente per creare un’interfaccia user-friendly”. L’utilizzo di NEAT è semplice: basta selezionare prima il mare di cui si vuole valutare lo stato, e poi scegliere in modo appropriato gli indicatori, gli habitat e le componenti dell’ecosistema per una specifica area all’interno del mare selezionato. “NEAT determina l’incertezza dei valori degli indicatori, in modo da poter valutare il livello di accuratezza della vostra valutazione. Più indicatori e dati sono utilizzati, migliore sarà la valutazione” mette in evidenza il Dottor Carstensen (Aarhus University, Danimarca), esperto in statistica ambientale, che ha lavorato allo sviluppo del software. Ma la caratteristica migliore di NEAT è la sua flessibilità: “Gli utenti possono personalizzare ogni fase della valutazione, e la valutazione riflette meglio la realtà dell’area.” aggiunge il Dottor Andersen (dell’istituto di ricerca NIVA Water Research, Danimarca), che è uno dei designer dell’idea: “NEAT è così versatile che può essere utilizzato anche per altri tipi di valutazione ambientale, non solo per la biodiversità marina”. Quindi, NEAT potrebbe essere utilizzato anche da aziende e consulenti che svolgono tutti i tipi di valutazione ambientale.

    NEAT e le sue linee guida sono già disponibili gratuitamente sul sito web del progetto DEVOTES (http://www.devotes-project.eu/neat). Nei prossimi mesi, NEAT sarà implementato con ancora più funzioni e possibilità di effettuare una valutazione della biodiversità su misura. Gli aggiornamenti saranno rilasciati regolarmente.

    I membri del progetto stanno ora diffondendo il software ed organizzando seminari di formazione negli Stati membri e per le Convenzioni Marittime Regionali. “Abbiamo già mostrato questo strumento alle autorità in Portogallo e in Spagna”, spiega Alice Newton (istituto di ricerca NILU, Norvegia, ed Università di Algarve, Portogallo), “ed è stato ben accolto dalle Convenzioni Marittime Regionali”.

    Il progetto DEVOTES sarà presentato dal canale televisivo Euronews a Giugno 2016 e la conferenza “Biodiversità marina, la chiave per mari sani e produttivi” che si terrà a Bruxelles nel mese di Ottobre, sarà dedicata ai potenziali utilizzatori di NEAT provenienti dal mondo della ricerca, dal settore privato e pubblico.

  • Castelli Aperti Fvg 9-10 Aprile 2016

    Castelli Aperti 9 – 10 Aprile 2016

    Castelli Aperti nasce con l’intento di facilitare l’accesso alle testimonianze storiche rappresentate dai siti castellani e dalle altre opere fortificate della Regione. Affacciati sul golfo o posti su verdi colline, immersi in grandi parchi o al centro di città di cui erano la dimora più prestigiosa, sorgono numerosi castelli privati. L’iniziativa è rivolta al visitatore individuale che desidera scoprire alcuni dei castelli più belli della Regione, dietro i loro portoni i loro segreti: magnifici giardini, saloni ricchi di arte, storia e memorie d’altri tempi. Sulle antiche scale di affascinanti castelli medioevali, potete essere accolti personalmente dai proprietari, ciceroni d’eccezione, oppure da professionali guide turistiche; insieme a loro, ritornerete indietro nel tempo scoprendo un patrimonio storico finora nascosto.

    Le visite guidate partiranno all’inizio di ogni ora nei giorni indicati.

    L’ingresso ad ogni singolo Castello è di 7 euro (bambini dai 7 ai 12 anni, 3,5 euro).

    Per info visitare il sito www.consorziocastelli.it o inviare e-mail a [email protected]

    Le seguenti residenze apriranno:

    sabato pomeriggio orari 15-16-17-18 e domenica orari 10-11-12-14-15-16-17-18

    Castello di MUGGIA – Castello di FLAMBRUZZO – Castello di SUSANS – Castello di VILLAFREDDA – Casaforte LA BRUNELDE – Palazzo ROMANO – Palazzo STEFFANEO RONCATO – Villa KECHLER DE ASARTA – Rocca BERNARDA – Centa di JOANNIS

    Le seguenti residenze apriranno:

    domenica orari 10-11-12-14-15-16-17-18

    Castello di CASSACCO – Castello di VILLALTA – Villa ELODIA – CASTELCOSA – Palazzo D’ATTIMIS-MANIAGO – Castello di SAN FLORIANO DEL COLLIO – Castello di SPESSA di Capriva – Palazzo LANTIERI

    Le seguenti residenze apriranno straordinariamente:

    Castello di ARCANO

    sabato orari 10-11-12-14-15-16-17-18 e domenica orari 10-11-12-14-15-16-17-18

    Castello di CORDOVADO

    Domenica orario dalle 10 al tramonto

  • Arriva in libreria “La dea dei robot”

    Il primo robot di misura al mondo? È nato in Italia negli anni Sessanta . Rilevava e misurava con precisione micrometrica le carrozzerie delle auto e le ali dei jet. Un libro appena uscito racconta la nascita e i primi passi di una delle più prestigiose aziende di robotica, la DEA di Torino.

    TORINO – Nel 2017, secondo la IFR (International Federation of Robotics), lavoreranno nel mondo oltre due milioni di robot industriali. La crescita media del settore nei prossimi anni è stimata attorno al 12%. A fine 2008, l’industria della robotica ha creato tra gli otto e i dieci milioni di posti di lavoro, in gran parte destinati a tecnici altamente specializzati. Il nostro Paese (con 4701 unità vendute nel 2013, pari al 10,9% della produzione europea) ha da sempre svolto un ruolo importante nella robotica mondiale. Proprio in Italia, infatti, sono nati tre tipi di robot: quello di misura, di montaggio e il laser.

    Un libro appena uscito – La dea dei robot, autore Tito Gaudio, editore Cartman Edizioni (www.cartmanedizioni.it), 256 pagine, formato 13 x 21, € 17,90 – racconta, a mezzo secolo di distanza, la nascita e i primi passi della Dea (Digital Electronic Automation) di Torino, una delle più prestigiose aziende italiane della meccatronica. È alla Dea, infatti, che si deve il progetto e la produzione della prima macchina di misura tridimensionale di precisione al mondo.

    Il libro è un reportage, minuzioso e appassionato, della prima giornata di lavoro di un adolescente calabrese arrivato a Torino con il Treno del Sole, una valigia di cartone e poche lire in tasca. Lunedì 13 settembre 1965. Un pretesto per raccontare com’è nata e cresciuta all’ombra della Mole l’azienda che in quegli anni ha dato vita e impulso alla meccatronica.

  • Al PALAZZO GRANAFEI – NERVEGNA (Via Duomo, 20 -Brindisi) le opere di Giuseppe Amadio

    Al PALAZZO GRANAFEI – NERVEGNA (Via Duomo, 20 -Brindisi), polo
    culturale e di punta dell’arte italiana contemporanea, diretta da Giuseppe Benvenuto in
    collaborazione con LA SPIRALE MILANO, ARCHIVIO GIUSEPPE AMADIO E MALONI
    ARTE CONTEMPORANEA si effettuerà dal 13 marzo al 3 aprile 2016 con 25 opere uniche
    una personale di un’eccellenza dell’arte italiana, Giuseppe Amadio(Todi 1944), artista tra i
    più veri, colti, innovativi e sicuri della contemporaneità.
    Tra i linguaggi visivi della contemporaneità quello di Giuseppe Amadio è tra i
    più affascinanti, risultandone un grande inventore, essendo stato capace di organizzare
    inedite soluzioni dimensionali, compositive, cromatiche e spaziali. Una continuità
    inventiva e conoscitiva che attraversa il suo operare artistico con una ricerca estetica che
    accoglie sentimento e ragione, emozione e razionalità. Con rigore, unitamente a perfezione
    e imperfezione, tracciati e sagomati, limite e illimitatezza, gli spazi ritagliati da Giuseppe
    Amadio restituiscono una potenza energetica incredibile grazie a un progettare e
    prevedere, a un “costruire” ritenuto sempre “possibile”, da quel segno impresso che
    movimenta lo spazio tra concavi e convessi, con un’istanza di libertà geniale, che porta a
    far vibrare il movimento originario in una grammatica che esperisce com’è il mondo, lo
    spazio circoscritto o infinito, la geografia dello spazio, di uno spazio placcatico svelato da
    un perpetual inventory, declinando una sorta di cartografia dinamica, capace di non
    sottrarsi a sommovimenti, a dune di colore e impunturate che svelano l’estroflessione del
    telero, estroflessioni monocrome che raccontano un universo che si accende di toni, di
    materia pulsante, di dilatazioni , svelandoci persino oltre l’ossatura anche una sorta di
    respiro sincopato. C’è un tempo totale dentro questo spazio totale in cui percepisce non solo il respiro
    dell’esistenza, ma anche il pensiero dilatato, tanto che colore e pittura entrano ed escono
    dal telero in un proliferare ritmato e crescente di luoghi, di morfologie e geografie, di spazi
    che crescono e danno esiti incredibili, misurando un’alternanza anche di immagini
    geometriche che giocano in contrapposizione contrappuntistica di linee e di sfondo,
    restituendo alla fine uno spazio densamente emozionale, capace di filtrare in questo rigore
    e in questa spiritualità congiunta, una sorta di novello alfabeto. Lungo il percorso transdimensionale
    che apre e chiude lo spazio dipinto e lo esplora dall’alto in basso e da destra a
    sinistra e ne misura i giusti ritmi, il loro confine immaginario, Giuseppe Amadio vive ancor
    di più con ritmi d’interazione e connessioni di energie del probabile, quel segmento leggero
    e inconsapevole di un presagio oggi arrivato a destinazione, visibile nel suo esserci in
    quell’inconfondibile sigillo della vita infinita.

    Con lui rivive il “canone” che è linguaggio greco, ovvero regola, proporzione, rigore
    visivo, raffinatezza stilistica; tutto ciò entra prima e si anima poi nello spazio di Amadio ed
    anche la superficie si esaurisce nella sua funzione primaria, ne diventa nuovo oggetto, si
    piega, si configura campione fino a divenire territorio nuovo, geometria nuova, nuova
    prospettiva. Questi spazi colorati si confermano esercizio di libertà, di ramificata
    espressione complessa di un alfabeto che è testimonianza radicale di Giuseppe Amadio,
    artista capace, intellettuale colto, raffinato filosofo del fare, come è stato e com’è ancora
    oggi, di muoversi in una nuova visione delle spazio e del tempo, ma anche della società e
    della storia contemporanea, intessendo strutture e tensostrutture che sono divenute ritratti
    del mondo, ritratti del corrugamento terrestre, iterazioni tensive come ritmi cosmici che
    contengono un respiro dinamico e un valore infinito.

    Giuseppe Amadio con il suo alfabeto, personalissimo, pur rientrando in quell’area
    che muovendosi da Lucio Fontana porta ad autori come Castellani e Bonalumi, offre
    possibili possibilità, in cui il lessico visivo movimenta punti, linee, curve, angoli, quadrati,
    cerchi, ovvero quella geometria simbolica e rigeneratrice, vera geometria dell’universo,
    mossa dalla sua creatività del sapere, da un ritmo elementare che imprime alla sua
    produzione il labirinto dell’esistere, la prova cartografica di un vivere infinito.

    La pittura di questo spazio, di questi campi colorati(color field) e un colore monocromo
    (azzurro, rosso, giallo, bianco, nero, ecc.) disposto in modo omogeneo, uniforme, rotto
    solamente da cedimenti e avvallamenti spaziali, come soluzioni tra cielo e terra, portano ad
    approfondire miraggi filosofici, il mondo, la relazione con il sublime, genere emozionale,
    spirituale, che supera la potenzialità dei sensi. I colori di Amadio, nella loro luminosità si
    compenetrano con lo spazio, vivono l’aspetto del bagliore, della luce assoluta, assumono il
    carattere di un varco metafisico. La pittura transita nell’azione e dall’azione prende corpo.
    Il ritmo incalzante delle colline spaziali coinvolge l’intera superficie che trova il proprio
    equilibrio nel susseguirsi dei movimenti. Ogni tela racchiude quella capacità di apparire e
    scomparire della pittura, su cui si fonda il lavoro recente, quel farsi a un tempo corpo e
    assenza. Lo spazio “accade”, provocando un diverso accadere, una diversa immagine. Il
    luogo dei movimenti è impregnato di fisicità ed affascinato dai vuoti. Tale pittura in questi
    teleri si costruisce, ci sorprende, ci affascina per il suo esserci, e si offre con un linguaggio
    che trova la propria origine nel gesto che la esegue. Il colore sembra distendersi secondo
    un principio temporale. Le estroflessioni danno un fondo ritmico e la superficie crea una
    spazialità tutta inventata, costruita sulla possibilità dell’assenza di luogo.

    Giuseppe Amadio raggiunge il massimo della semplicità accanto al massimo della
    grandezza, lasciando che siano i colori, i suoi toni, a sancire il passaggio luminoso, quella
    luce che è l’elemento fondante di una spiritualità che connette l’astrazione sua agli
    spazialisti storici che hanno interrogato la natura della visione, maturando un’ascesi
    assolutamente strutturale che vive una sorta di spasmo dinamico, un codice nobile, un
    universo mentale.

    La mostra sarà aperta tutti giorni dal martedi alla domenica incluso
    festivi

    Il 27 e 28 marzo (Pasqua e Pasquetta aperti)

    10.00 – 13,00 / 16,00 – 20,30

  • Le opere di Athos Faccincani profumano di Mediterraneo Le opere del maestro a Lecce dal 12 al 28 marzo 2016

    Athos Faccincani in mostra a LECCE per presentare i quadri dedicati al Mediterraneo: l’inaugurazione si terrà sabato 12 marzo alle ore 18,30 con la presenza del Maestro presso Ex Convento dei Teatini in Corso Vittorio Emanuele II, 34.Sarà il Maestro Athos Faccincani in persona a realizzare la mostra. La personale di pittura, con quadri in olio su tela, sarà curata da Giuseppe Benvenuto“La vivacità cromatica delle opere del maestro Faccincani è fortemente legata al Sud della nostra Italia e l’arrivo a Lecce costituisce un appuntamento importantissimo per apprezzare attraverso i paesaggi la cifra espressiva e pittorica che ne fa un tutt’uno con il territorio, con i suoi colori e il profumo del nostro Mediterraneo” Nella dichiarazione di Giuseppe Marrone, filosofo a critico d’arte, facilmente si intuisce lo strettissimo legame del maestro con Lecce e la Puglia.

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    Photo of the Remarkables mountain range in Queenstown, New Zealand.

    Il maestro Faccincani afferma che: “Dipingere è avere la voglia di dare un’anima al luogo, di infondergli la gioia, la luce, il sole, i colori; perché debba parlare di sé a chi lo guarda esprimendo, attraverso la mia fantasia, il suo sogno”. È per questo forse che i quadri del Maestro, e la sua pittura espressionista, sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. “Io amo particolarmente il nostro Sud, terra di cultura e di grandi paesaggi naturali. E sono molto legato alla Puglia in particolar modo, per le sue bellezze autentiche, come ne ho viste in poche parti del mondo, come il Gargano, ad esempio.  Ma anche per la sua luce, per l’ottima cucina, e per la particolare cordialità dei pugliesi”.

    “Il Faccincani nell’estensione del suo animo che è l’atto pittorico abbraccia con forza e carica espressiva il paesaggio che pone il fatto di un innamoramento, di una dedizione a questo soggetto che tramuta spinte emotive sospingendole verso l’alto cielo dell’atto pittorico stesso. Un cielo di costellazioni fatte di sogni e proiezioni di movimenti mnemonici che segnano una storicità, la vita del maestro, fatta di narrazioni concretamente volte ai fatti esistenziali del senso della vita stessa. Un moto che possiede la solidità espressiva di imprimere alla pennellata l’evocatività del ricordo, lo stigma di un  sogno del passato, l’onirico che incontra se stesso e si fa forma”. Così suggerisce ancora Giuseppe Marrone.  

    “Faccincani  regalerà alla Città di LECCE una personale tutta mediterranea, intrisa di colori, gioia di vivere e felicità. È un pittore molto amato, ovunque nel mondo, proprio perché possiede una tecnica magistrale che emoziona ed esalta. Un artista che ha la capacità di rendere ancora più bello ciò che nel corso della sua intensa vita ha osservato, carezzato, toccato”, ha concluso Benvenuto, direttore artistico della mostra.

    Alla presentazione interverranno il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, l’assessore alla cultura, Luigi Coclite e l’avvocato Barbara Pirelli.

     

     

    BIOGRAFIA

    Athos Faccincani nasce a Peschiera del Garda il 29 Gennaio 1951. Negli anni 70 il giovane artista comincia a farsi notare per l’intensità espressiva delle sue figure. Gli viene così commissionata una mostra sulla Resistenza presso la Gran Guardia di Verona che gli frutterà la Medaglia di Cavaliere della Repubblica, consegnatagli dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Nel 1980, dopo un profondo cambiamento interiore, Faccincani decide di lasciarsi ispirare dalla Natura, che diventa la protagonista indiscussa della sua pittura. Da allora l’ascesa del Maestro del Colore si è estesa ben oltre i confini nazionali; tra le sue esposizioni internazionali più importanti quelle di New York, Boston, S. Antonio, Miami, San Francisco, Chicago, Los Angeles, Londra, Vienna, Tokyo, Madrid, Zurigo, Amburgo, Monaco, Sofia e Montecarlo. Innumerevoli anche i premi di cui è stato insignito durante la sua quarantennale carriera; fra gli ultimi, il premio Personalità Europea consegnatogli a Roma nel 2008.
    CONTEMPORANEA GALLERIA D’ARTE

    di Giuseppe Benvenuto

    VIALE MICHELANGELO, 65 – Foggia

    Tel. 346 7334054

  • MOSTRA COLLETTIVA PERCORSI VISIVI E LETTERARI 10 anni di promozione culturale ne La Casa degli Artisti di Gallipoli.

    Un’esplorazione fra i piccoli tesori raccolti e gelosamente conservati in questi 10 anni di presenza attiva nel panorama culturale pugliese e nazionale. Un itinerario emozionale fra donazioni e attestati di affetto,
    collezionati negli anni e con cura custoditi, che ora vengono esibiti al pubblico per la gioia di condividere
    momenti di entusiasmo e passione. E’ questo il significato della nuova mostra che animerà gli spazi espositivi della Casa degli Artisti di Gallipoli a partire dal 24 marzo prossimo sino alla fine dell’anno.
    Si tratta quindi della celebrazione del primo decennio di attività di questo fantasmagorico contenitore d’arte e di ospitalità, ormai famoso a livello internazionale non solo per la singolare struttura architettonica, ideata dall’artista Giorgio De Cesario che qui espone in permanenza le sue opere, ma anche per la molteplicità delle iniziative culturali proposte dai proprietari, lo stesso Giorgio De Cesario e Maria Cristina Maritati, che sempre hanno offerto gratuitamente la propria residenza come location espositiva per varie espressioni d’arte. Numerosi quotidiani, giornali e riviste specializzate del mondo dell’arte e del turismo hanno testimoniato con articoli lusinghieri questo loro continuo impegno .

    Per l’occasione saranno messe in mostra tutte le opere donate alla Casa, tra le quali, ad esempio, i dipinti
    minimal di Salvatore Pepe, le realizzazioni surrealiste di Max Hamlet Sauvage, alcune tele di Eugenio Giustizieri, Patrizia Chiriacò e Giuseppe Cascella.

    Si potranno ammirare i numerosi cimeli che impreziosiscono vari angoli di questa residenza e tra questi citiamo uno scritto inedito di Gabriele D’Annunzio, due litografie di Basilio Cascella, alcune foto fine ‘800, con ritocchi di colore dati a mano, e tante altre piccole rarità dall’inestimabile valore affettivo.
    Completeranno questo excursus celebrativo i vari volumi qui presentati nel corso degli anni e fra questi ricordiamo le opere storiche di Federico Natali, le poesie di Beppe Costa e Amanda Gesualdi, i ritratti biografici di Augusto Benemeglio,i racconti di Nadia Marra, gli innovativi graphic novels di Ilaria Ferramosca e numerosi testi della casa editrice Akkuaria rappresentata da Vera Ambra.

    Concludendo, ecco di seguito, e in ordine rigorosamente alfabetico, i nomi dei pittori, degli scultori e degli
    scrittori partecipanti alla collettiva: Ago, Elisa Albano,Sebastiano Altomare, Vera Ambra, Augusto Ambrosone, Enzo Angiuoni, Antarm (Armida Mele), Salvatore Barbagallo, Augusto Benemeglio, Ivano Bersini, Romina Berto, Pino Bosco, Alba F. Bove, Davide Caputo, Luigi C. Carriero, Basilio Cascella, Giuseppe Cascella, M. Concetta Cataldo, Giovanna Cataliotti,Patrizia Chiriacò, Rita Colopi, Pino Conestabile, Letterio Consiglio, Stefania Convalle, Danny H. Cortese, Beppe Costa, Gianni D’Amico, Angelo De Boni, Giorgio De Cesario, Gianmarco De Francisco, Mario D’Imperio, Andrea Donaera, Menna Elfyn, Anna Falcone, Vittoria Fedele, Ilaria Ferramosca, Bice Ferraresi, Salvatore Gaglio, Amanda Gesualdi, Annalaura Giannelli, Eugenio Giustizieri, Beatrice Gradossa, Raffaele Iannone, Lorenzo Lenzi, Gigi Leone, Giuseppe Lucca, Mariangela Mancini, Anna L. Marcinò, Marco Marino, Nadia Marra, Federico Natali, Salvatore Pepe, Roberto Perrone, Domenico Pinto, Antonio Presicce, Caradog Prichard, Max H. Sauvage, Valerie Scaletta, Gino Schirosi, Giovanni Scillo, Paolo Tortorici.

    Inaugurazione il 24 marzo ore 18,00 ingresso libero e gratuito
    dal 24 marzo al 31 dicembre 2016
    dalle ore 10,00/13,00 16,00/20/00

    visitate la pagina facebook per visionare tutte le opere
    facebook.com/events

    ufficio stampa e sede dell’evento:

    LA CASA DEGLI ARTISTI
    contenitore d’arte e di ospitalità
    Via Lepanto 1  73014 Gallipoli (Le) Italia

    Prof.ssa Maria Cristina Maritati
    tel. 0833/261865 3332720348  3471893963
    lacasadegliartisti.it
    giorgiodecesario.it

  • Roma, omaggio di Antonello De Pierro a Raf Vallone

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti ha partecipato, presso la Casa del Cinema, all’evento organizzato dalle figlie Eleonora e Arabella in occasione del centenario della nascita dell’indimenticabile attore

    Roma – Il tenace, incessante e ormai noto impegno, consolidatosi nel tempo, del giornalista e presidente del movimento politico Italia dei Diritti Antonello De Pierro per la salvaguardia dell’immenso patrimonio culturale rappresentato dal cinema italico, l’altra sera si è concentrato sulla Casa del Cinema di Roma, dove era in programma una serata evento per celebrare il centenario della nascita di uno dei più grandi talenti che l’Italia abbia mai esportato nel mondo, il celeberrimo Raf Vallone. L’appuntamento commemorativo, voluto fortemente dalle figlie Eleonora e Annabella, assente l’altro figlio Saverio per motivi personali, è stato condotto magistralmente da Laura Delli Colli, la quale ha introdotto con dovizia di particolari ogni frangente programmatico dell’avvenimento, che ha fatto registrare un successo andato abbondantemente oltre ogni più rosea previsione. L’enorme affluenza di pubblico, che ha reso necessario aprire anche le altre sale interne alla struttura di largo Mastroianni e chiudere l’ingresso principale con l’affissione di una scritta annunciante il sold out, con un fiume di gente rimasta all’esterno, ha confermato il grande attaccamento, ancora vivissimo, che l’Italia esprime al compianto attore. Un personaggio, Vallone, che ha fatto sempre trapelare, in ogni sua sortita pubblica, il grande spessore culturale su cui aveva edificato la sua straordinaria figura, una piattaforma granitica nutrita al banco di due lauree, lettere e giurisprudenza, e di una fulminea ascesa carrieristica nel giornalismo, che l’aveva condotto alle pagine culturali del quotidiano L’Unità come redattore capo e a La Stampa come critico cinematografico, dopo aver abbandonato una promettente carriera da calciatore in serie A, nelle file del Torino.
    Gli interventi delle figlie Eleonora e Annabella, visibilmente commosse, hanno strappato tanti applausi da parte della gremita platea dove, oltre a già citato De Pierro, erano seduti, tra gli altri, il regista Pupi Avati, l’attore e regista Lino Capolicchio, Francesco Rutelli con la moglie Barbara Palombelli, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli, il noto giornalista e attivista per i diritti dei padri separati Giorgio Ceccarelli, Elisabetta Viaggi e l’attore Mario Donatone. Poi la Delli Colli ha sapientemente traghettato l’attenzione dei presenti sul fulcro previsionale dell’evento, la proiezione del film di Sidney Lumet, del 1962, “Uno sguardo dal ponte”, preceduto dalla visione di una recente intervista inedita al regista Peter Brook, che aveva diretto, nel 1958, Vallone nella versione teatrale di “Uno sguardo dal ponte”. E prima di tutto questo le corde emozionali del pubblico sono state sollecitate da una carrellata di spezzoni cinematografici, che hanno ripercorso la florida carriera in celluloide del versatile artista calabrese.
    De Pierro, che si è sempre alacremente prodigato per dare voce al mondo del cinema, specie se made in Italy, anche in passato come direttore e voce storica di Radio Roma e ancora oggi da direttore di Italymedia.it, ha espresso grande soddisfazione per il grande successo della serata.
    “E’ il dovuto e naturale tributo — ha dichiarato — che il pubblico cinematografico ha rivolto a Raf Vallone, artista di grande spessore che ha scritto pagine memorabili negli annali del cinema mondiale, elevando al massimo fulgore l’immagine del nostro paese. La gente ha risposto prontamente al tam tam lanciato dalle figlie Eleonora e Arabella, consacrando la sua grandezza, e questo ci fa comprendere appieno la sensibilità che domina nel nostro tessuto sociale nei confronti della cultura. Questa ricorrenza però ha aperto in me una profonda e dolorosa parentesi riflessiva, che ci fa comprendere quanto in Italia si sia imboccata una deriva orientata sempre più verso un appiattimento della politica e delle istituzioni nei confronti delle espressioni intellettuali. A spalancare le porte alla memoria storica rappresentata dalla figura di Vallone è stata la famiglia. Il mondo politico e istituzionale, fatta eccezione per quello di Tropea, sua città natale, è rimasto silente e questo mi preoccupa alquanto. La nostra classe politica presta sempre meno attenzione ai fermenti culturali e favorisce l’assopimento delle coscienze verso essi. E’ semplicemente vergognoso che non ci siano state celebrazioni istituzionali per ricordare un illustre connazionale come Raf Vallone. A muovere ciò avrebbe dovuto essere un sentimento piacevole e spontaneo, ma visto che ormai l’arido deserto di valori formatosi sul proscenio politico, che trasforma quotidianamente le nostre certezze in disillusioni, ci fa desistere dal pretendere tanto, mi appello al fatto che ciò avrebbe dovuto rappresentare un dovere, atteso che è la Costituzione che ce lo chiede a mezzo dell’articolo 9, che elegge la cultura a valore fondamentale e impone alla Repubblica di promuoverne lo sviluppo e soprattutto di tutelarne il patrimonio, in virtù di una ratio di tipo conservativo. Le tradizioni culturali sono quelle che distinguono un popolo dall’altro. L’Italia non è mai stata avara nel generare eccellenze intellettuali, ma purtroppo nemmeno campioni di ignoranza e incapacità, che spesso vanno inutilmente a popolare le folte schiere della politica e soprattutto del sottobosco che vi ruota intorno, e tutto, purtroppo, a spese dei corpi collettivi. Ringrazio in particolar modo Eleonora, a cui mi lega da sempre un sincero vincolo affettivo, per avermi invitato e avermi dato l’opportunità di corroborare l’apprezzamento, già molto vivo in me, nei confronti del suo immenso padre”.

  • DIGITAL STRATEGY: Al Politecnico di Milano il Master Universitario che forma interpreti – non intermediari – della rete

    In partnership con CEFRIEL e Pr Hub-Assocom

    La sfida per il Digital Strategist oggi non è tanto quella dell’elaborazione del messaggio e della sua trasmissione, ma soprattutto quella di poter usare tutte le potenzialità del web per studiare i comportamenti degli utenti interpretandone bisogni, desideri e soprattutto il sentiment.”

    Ecco come Marisa Galbiati, Professore Ordinario presso il Politecnico di Milano e Direttore del Master Universitario in Digital Strategy, lancia la I edizione di questo percorso didattico gestito dal Consorzio POLI.design in partnership con CEFRIEL, centro di eccellenza del Politecnico di Milano per l’innovazione, la ricerca e la formazione in ambito ICT, Assocom, l’associazione che attualmente rappresenta 70 delle più importanti imprese di comunicazione, nazionali e multinazionali, attive in Italia e Pr Hub, la nuova piattaforma partecipativa di società di Relazioni Pubbliche e Comunicazione.

    Il Master, in partenza il prossimo ottobre, ha l’obiettivo di  contribuire in modo determinante alla nascita di figure professionali in grado di interpretare i bisogni più attuali degli stakeholder  e favorire lo sviluppo di un nuovo mercato digitale basato sul superamento degli intermediari e la valorizzazione delle risorse del singolo individuo.

    “Riuscire a trasformare la tecnologia digitale in una preziosa opportunità da cogliere è, oggi, la sfida più importante per tutte le aziende. Per implementare una “strategia digitale” che vada oltre l’approccio tattico è fondamentale conoscere bene gli strumenti digitali, saperli dominare e sfruttare al massimo le opportunità offerte della digitalizzazione. Diventano quindi sempre più preziosi professionisti dotati di visione strategica d’insieme, capaci di affrontare le nuove sfide della digitalizzazione con un approccio estremamente pragmatico e concreto per raggiungere gli obiettivi di business”, dichiara Andrea Cornelli, coordinatore di Pr Hub.

    Il percorso formativo si concentra sulla trasmissione di un metodo progettuale unico e di competenze tecniche specifiche che consentono ai candidati di interpretare i cambiamenti in corso nell’attuale panorama della comunicazione e le opportunità offerte da nuovi scenari tecnologici.

    “L’accurato mix di competenze erogate dal percorso, che integra anche l’area indispensabile del Project Management, è una caratteristica imprescindibile per tutti i nuovi profili. E’ fondamentale, infatti, sia avere competenze tecniche eccellenti che saper lavorare per progetti, in quanto sapere come impostare e monitorare le attività in corso è alla base di una gestione di successo delle attività stesse. In quest’ottica, il contributo dei professionisti CEFRIEL sarà in particolare quello di portare l’esperienza progettuale quotidiana nell’ambito della relativa contestualizzazione didattica, condividendo competenze approfondite in ambiti quali API economy, data science e sicurezza informatica secondo l’approccio ‘we teach what we do’” dichiara Fabio Giani, Responsabile della Divisione Digital Knowledge di CEFRIEL.

    Ascolto, Strategia e Monitoring  sono i pilastri del processo formativo in un mix di discipline che permette di progettare e realizzare ecosistemi di comunicazione digitale in linea con gli obiettivi di conversione del brand e coerenti con le più recenti metodologie di UX Design, secondo un approccio marcatamente User Centered, marchio inconfutabile della Scuola del Design del Politecnico di Milano.

    Grazie ad un team di docenti affiatato e molto presente durante tutto l’iter didattico, il Master è in grado di valorizzare il background del singolo candidato nello sviluppo di una propria autonomia critica professionale che gli consenta di conquistare ogni giorno, con le proprie capacità, un ruolo nel mercato del lavoro.

    Emilia Iuliano, studentessa del Master SNID – Social Network Influence Design, di cui Digital Strategy è evoluzione, per esempio, aveva un passato da giornalista quando ha scelto di frequentare questo Master: “Il Master ha contribuito in modo significativo a dare forma e sostanza al riposizionamento professionale che avevo intrapreso a fine 2013. Mi ha, inoltre, permesso di collaborare con professionisti provenienti da ambiti diversi allargando il mio orizzonte e il mio network e nulla del mio iter giornalistico è andato sprecato o perduto, ma anzi è stato valorizzato dal Master, alla fine del quale è emerso il mio differenziale competitivo rispetto ai molti giornalisti che spesso si improvvisano in questo settore. Attualmente svolgo consulenze in qualità di content strategist, coniugando le mie competenze giornalistiche e quelle di digital strategist.”

    Tutti i candidati delle passate edizioni del Master in Social Network Influence Design oggi lavorano stabilmente: dopo un accesso al mercato del lavoro ottenuto grazie all’esperienza di stage garantita dal Master, hanno saputo ritagliarsi uno spazio importante nel settore, ponendosi come punti di riferimento nel complesso periodo di cambiamento che le aziende stanno vivendo in questa fase di rinnovamento. Il risultato più importante è la formazione di una community di professionisti attiva e fortemente legata al Master, in grado di accogliere i nuovi candidati fornendo loro un supporto concreto.

    REPLAY, TRENORD, WALTHAM, LOVERESTO e UIDU sono solo alcuni dei nomi già coinvolti nei project work previsti dalla didattica a garanzia della qualità del percorso e dell’interesse del mondo professionale per la disciplina. Gli studenti, infatti, dopo aver ricevuto le basi teoriche, saranno messi alla prova con brief di clienti reali e lavoreranno in team con ruoli ben definiti e obiettivi da raggiungere, come in una vera agenzia.

    Il Master è riservato a candidati in possesso di Diploma universitario o Laurea in Ingegneria, Architettura, Disegno Industriale, discipline umanistiche o tecnico-scientifiche.

    Per maggiori informazioni si prega di contattare l’Ufficio Coordinamento Formazione: mail. [email protected], [email protected], Tel. +39 02 2399 7217.

     

     

    Press Contact:

    Ufficio Comunicazione

    Tel. (+39) 0223997201

    [email protected]

  • Iaia e le sue avventure vi aspettano Sabato 5 marzo presso la libreria Liberitutti a La Spezia!!

    In uscita per Leucotea Bds Junior il nuovo romanzo di Alessandra Cerretti, “Il favoloso mondo di Iaia” Una storia sull’importanza di accettare le diversità che ci rendono unici.

    Un mondo fatto di colori che, però, non si incontrano mai, tranne che della variopinta salopette di Iaia!

    Non è mai stato un problema finché dei nuovi arrivati non decidono di dividere i bambini in squadre… Ogni colore una squadra, solo che Iaia i colori gli ha tutti, e per questo viene allontanata.

    Da questo evento parte un viaggio, tanto interiore quanto reale, alla ricerca di un posto dove essere uguale agli altri. Incontrerà nuovi amici, ognuno diverso e ognuno altrettanto unico, tanto da spingerla a far ritorno a casa consapevole che le sue differenze son ciò che la rendono unica.

     

    Alessandra Cerretti nasce a La Spezia nel ’65 dove vive con la sua famiglia. Laureata in Lingue e letterature straniere a Pisa, è soprattutto mamma di due bambini, ormai ragazzi, dai quali ha avuto l’ispirazione di scrivere fiabe, favole e racconti per l’infanzia. Oltre a scrivere per ragazzi, legge presso le librerie “Giunti” e “Liberitutti” della sua città settima-nalmente favole, racconti e filastrocche ai bimbi di ogni età, anche presso alcune scuole elementari e per LaAv (letture ad alta voce) associazione culturale di volontari a cui è diventata una associata e alla biblioteca Beghi per il progetto lettura “Nati per leggere” tramite AIDEA, associazione culturale senza scopo di lucro e ha partecipato all’iniziativa nazionale IOLEGGOPERCHE’. Per questa sua attività di lettura ora viene chiamata da tutti i bimbi “lettrice di fiabe”.

  • UNIDEE – Programma educativo di moduli residenziali presso Cittadellarte – Fondazione Pistoletto

    UNIDEE – Università delle Idee

    Nel 2015 UNIDEE – Università delle Idee, ereditando la lunga esperienza di residenza per artisti internazionali (2000-2013), ha lanciato nel contesto unico e peculiare di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto a Biella – la sperimentazione di un prototipo o “modello” educativo che combina la teoria con la pratica.

    UNIDEE – Università delle Idee offre un modello formativo basato su laboratori settimanali di ricerca e progettazione sotto la guida di un mentore esperto del tema oggetto del modulo e il coinvolgimento di un ospite con l’obiettivo di esaminare gli argomenti nella loro complessità e nelle loro sfaccettature, cercando di tenere in equilibrio le forme del pensiero (le teorie) e le situazioni libere o imprevedibili (i processi creativi).

    Per l’anno 2016 l’intenzioni sono di continuare ad analizzare e quindi a perfezionare tale metodo educativo attraverso la disamina di altri tre macro-temi, quali la ricerca, il dono e l’alterazione.

    UNIDEE – Università delle Idee – Programma 2016

    18 / 22 APRILE 2016

    UNMAKING: SUBVERTING THE EVERY-DAY

    Modulo a cura di Expodium / Nikos Doulos & Bart Witte (artisti)

    Si può pensare all’azione del “decostruire” senza usare i termini enfatici dell’attivismo, della ribellione e della disobbedienza?Unmaking” propone modelli di sovversione degli schemi tradizionali riguardanti la percezione e l’intervento nella sfera sociale. Comprende e abbraccia una serie di meccanismi altri concepiti per attivare processi di cambiamento.

    25 / 29 APRILE 2016

    (OVER)WORKED BODIES, CARE, AND MAINTENANCE

    Modulo a cura di Jason Waite (curatore indipendente)

    Ospite: Adelita Husni-Bey (artista)

    In che modo gli imperativi capitalisti condizionano le forme attraverso cui i soggetti esprimono la propria individualità? Il modulo prende avvio dal contesto di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, ex fabbrica tessile trasformata in “industria culturale”, al fine di esaminare il processo attraverso il quale si formano i nostri desideri intorno al nostro lavoro, il suo impatto sui nostri corpi e i modi per la sopravvivenza.

    9 / 14 MAGGIO 2016

    MINERAL RIGHTS, SITE EXPLORATION: BIELLA GUIDE TOURS

    Modulo a cura di Lara Almarcegui (artista)

    Ospite: Marco Giardino (geologo)

    Chi possiede la superficie terrestre? Cosa si trova su di essa e in che modo è oggetto di strumentalizzazione da parte di soggetti privati? Mineral Rights comprende sia una ricerca sia una serie di opere d’arte in corso di realizzazione. Rintracciando linee di minerale ferroso, pozzi di petrolio e depositi di acciaio, Almarcegui approfondisce la questione dei diritti minerali in diversi paesi, registrando i suoi tentativi e fallimenti.

    23 / 28 MAGGIO 2016

    GIROTONDO

    Modulo a cura di Cesare Pietroiusti (artista)

    Ospite: Aldo Spinelli (artista)

    Lidea di “girare intorno” a qualcosa (un problema, un luogo, un concetto) è comunemente associata a una condizione di sterilità (il “girare a vuoto”) ma, nella pratica del lavoro di gruppo, specie in un contesto artistico, la metafora del cerchio può aiutare a comprendere non soltanto una condizione di lavoro condiviso e orizzontale, ma anche un approccio che non affronta un problema per trovarne la soluzione, e invece ne osserva, da diverse angolazioni, le caratteristiche, le sfumature, le ambiguità.

    6 / 10 GIUGNO 2016

    Designing while Walking, Walking while Designing

    Modulo a cura di Martino Gamper (designer e artista)

    Ospite: Visible project / Matteo Lucchetti e Judith Wielander (curatori)

    Una settimana di esplorazione e di deriva” tra le colline dell’Oasi Zegna a Trivero (nella regione Piemonte) al fine di sperimentare le dinamiche di gruppo e individuali che generano il processo creativo, e di progettare un oggetto o una situazione che apporti un pensiero, un’interazione o un’attitudine nuova all’Oasi stessa.

    20/ 24 GIUGNO 2016

    The Shifting Place.

    Aesthetic, spatial and temporal fractures of transitional territories

    Modulo a cura di Giusy Checola (dottoranda Paris VIII, curatrice)

    Ospite: Italia che cambia (redazione giornalistica) e Biellese in transizione (movimento culturale)

    Territorialità, località, territorializzazione: in che modo questi concetti entrano a far parte della vita quotidiana? In continuità con la prima residenza TIPP Creating Territorialities – progetto europeo sviluppato a Cittadellarte nell’ambito di UNIDEE – Università delle Idee 2015 –, The Shifting Place vuole indagare le “fratture” estetiche, spaziali e temporali dei processi legati ai territori in transizione, tra dimensione locale e internazionale, privata e comune, materiale e immateriale.

    4 / 8 LUGLIO 2016

    FABRICARTE.

    STORIE DI TESSUTI TRA ARTI E MODA

    Modulo a cura di Maddalena Marciano (designer di moda e docente di fashion design) in collaborazione con Cittadellarte Fashion B.E.S.T.

    Ospite: Claudia Losi (artista)

    Il modulo oltre a porre in questione il ruolo etico del design, riflette sui rapporti tra arte, tessuto, innovazione, sostenibilità, design e ricerca. La settimana prevede approfondimenti sui materiali tessili innovativi, sulla storia della moda, insieme a momenti di laboratorio di ricerca e alterazione del prodotto con la realizzazione di un elaborato finale.

    11 / 15 LUGLIO 2016

    SOUND, SPACE, BODY

    Modulo a cura di Attila Faravelli (artista sonoro) ed Enrico Malatesta (artista sonoro)

    Ospite: Nicola Ratti (musicista, sound designer)

    Quale percezione abbiamo dei suoni intorno a noi? Quale consapevolezza? In che modo si relazionano suono, spazio e corpi? Il modulo ruota intorno al suono, ai modi di percepirlo e di produrlo, con un’attenzione particolare alla sua relazione con il corpo e lo spazio.

    19 / 23 SETTEMBRE 2016

    WHICH LANGUAGE WILL I SPEAK TO YOU? COLLECTIVE VOICE AFTER THE END OF PROTEST

    Modulo a cura di Luigi Coppola (artista)

    Ospite: Daniel Blanga Gubbay (ricercatore)

    Quale struttura teorica è necessaria per salvaguardare un nuovo processo di creazione di un linguaggio comune per la mobilitazione? E come usarlo? Il modulo costituirà un momento di condivisione di ricerche e pratiche sulle strategie volte a prendere e dare parola ai soggetti che si muovono nella sfera pubblica e politica, partendo da alcune questioni urgenti nella costruzione (come agente linguistico) di una coscienza collettiva.

    26 / 30 SETTEMBRE 2016

    PERSONAL IMAGINARY MUSEUM

    Modulo a cura di Antoni Muntadas (artista)

    Ospite: Alessandra Messali (artista)

    Può un museo essere immaginario e personale? Un mercato delle pulci può essere percepito come un museo? Il modulo indaga la natura del museo tradizionale in relazione all’idea di un “Museo Personale Immaginario” che può avere caratteristiche esclusive, essere segreto, intimo o persino irreale.

    3 / 7 OTTOBRE 2016

    Practicing the Object.

    Give me an (art )object so I can find my position and continue to move

    Modulo a cura di Daria Filardo (curatrice)

    Ospite: Fatma Bucak (artista)

    Può l’oggetto artistico contribuire eticamente alla costruzione dello spazio pubblico e alla definizione di indentità singole e collettive? Allinterno di questo modulo l’arte è intesa come dispositivo e ambito nel quale l’identità personale negozia la sua posizione e relazione con l’altro, dove i confini si toccano, si fondono, si aggrovigliano e si separano continuamente.

    10 / 22 OTTOBRE 2016

    THE ENCOUNTER.

    RECLAIMING THE POTENTIALITY OF AFFECTION

    Modulo a cura di Adrian Paci (artista)

    Ospite: Edi Muka (curatore) e Tea Çuni (curatrice)

    Come ripensare il gesto artistico contemporaneo? Il modulo bisettimanale pone al centro la rivendicazione del ruolo dell’artista come narratore di luoghi, di storie ed esperienze, riconoscendone il potenziale, riscoprendo affetto e stupore; rinnovando il gesto artistico in relazione al campo della ricerca.

    7 / 11 NOVEMBRE 2016

    ELAPSING TIME IN EXPANDED ARTWORK.

    PRACTICES OF THE UNCONSCIOUS THROUGH MEANS OF ACTIVISM

    Modulo a cura di Aria Spinelli (curatrice e ricercatrice)

    Ospite: Nuria Güell (artista)

    Qual è la relazione tra emozione e attivismo? Il modulo riflette sulle modalità attraverso cui la pratica dell’ascolto e dello star bene (wellbeing) accrescono la sensibilità collettiva all’interno dei gruppi.

    14 / 26 NOVEMBRE 2016

    CARVING OUT THE SPACES FOR OUR COMMONED LIFE: A TRAINING GROUND

    Modulo a cura di STEALTH.unlimited / Ana Džokic e Marc Neelen (artisti)

    Ospiti: Piet Vollard (architetto, scrittore e produttore culturale) e Erik Jutten (artista)

    Quale ruolo per gli artisti nella creazione di nuove economie mutualistiche? Il modulo della durata di due settimane analizzerà e affronterà in profondità i differenti principi e meccanismi economici. In quest’arco di tempo si dibatterà su come gli artisti, designer e operatori culturali possano immaginare e dare forma a un nuovo “spazio” economico mutualistico e di supporto alla vita e al lavoro.

    Per ulteriori informazioni e per candidarsi ai singoli moduli si prega di visitare il sito di UNIDEE – Università delle Idee http://www.cittadellarte/unidee o di scrivere a [email protected]

    UNIDEE – Università delle Idee

    Cittadellarte – Fondazione Pistoletto

    Via Serralunga 27 – 13900

    Biella

  • il Principe e la moneta spettacolo Teatrale e presentazione libro – 11 Marzo 2016 ore 16,30 Auditorium Regione Toscana – via cavour 4 Firenze

    Tratto dal libro “La favola del principe e la moneta” di Michele Signa  trasposizione teatrale a cura dell’attore e regista, Daniele Viciani che mette in scena un adattamento studiato appositamente per sensibilizzare le coscienze sulle cause della crisi economica che stiamo vivendo e i suoi perchè (Euro,Trattati europei,sovranita monetaria,influenze dei grandi poteri sulla politica e non solo,ecc).Lo spettacolo “Il principe e la moneta” ricalca i dialoghi del libro che avvengono tra un principe e il suo ciambellano caratterizzati per l’intero spettacolo(1 ora) dallo stesso attore ci saranno anche delle interazioni audio e video e completare il tutto.Dopo l’evento teatrale il pubblico potrò intrattenersi con i dottori economi della associazione MMT Filippo Abbate e Alessio Farinella e alcuni esponenti dell’associazione ART 53 e  il consigliere regionale Andrea Quartini e l’autore stesso del libro Michele Signa che sarà presente a l’evento.L’evento sarà replicato il 19 sera alle 21 e 30 circa all’Impruneta all’interno dei locali della casa del popolo.

  • 4Marzo – 18.30 Nuova Acropoli propone in occasione della Festa della Donna: presentazione Libro DONNE NELLA GRANDE GUERRA con Claudia Galimberti

    In occasione della Festa della Donna 2016 NUOVA ACROPOLI ROMA presenta

    Con il Patrocinio del XI Municipio di Roma – Arvalia

    “DONNE NELLA GRANDE GUERRA” Ed. Il Mulino – introduzione di DACIA MARAINI

     

    Venerdì 4 Marzo 2016, ore 18.30

    Presso la sede dell’associazione – p.zza Meucci 23 (Marconi)

    INGRESSO LIBERO

     La presentazione del libro sarà curata da una delle autrici: Claudia Galimberti.

    Sarà possibile ricevere copia del libro autografata dall’autrice.

     

    Essere Donna in tempo di guerra: storie esemplari di gente comune.

    L’Associazione Nuova Acropoli presenta il libro “Donne nella Grande Guerra”, con la partecipazione della scrittrice Claudia Galimberti.

    Venerdì 4 marzo alle ore 18.30 in occasione della Festa della Donna, verrà presentato, presso la sede dell’Associazione sita in piazza Meucci 23, il libro “Donne nella Grande Guerra” con la partecipazione di Claudia Galimberti, una delle autrici. Evento ad ingresso gratuito.

    Attraverso la parole della scrittrice e a delle letture animate tratte dal libro e curate dai volontari di Nuova Acropoli, conosceremo le storie di donne “comuni”, diventate speciali grazie alla loro capacità di affrontare attivamente quella follia che chiamiamo Prima Guerra Mondiale.

    Dall’introduzione del libro curata da Dacia Maraini: «Storie che raccontano il coraggio, la tenacia, la forza di corpi femminili in azione, prima, durante e dopo una guerra devastante che ha impoverito e umiliato il nostro Paese. Donne che hanno avuto una parte importante nelle cronache del tempo e che qualche volta sono state anche riconosciute e ammirate dai loro contemporanei. Ma poi, appena si è cominciata la sistemazione della memoria comune, sono passate nel silenzio di una sepoltura che viene considerata “naturale”, ma naturale non è.»

     

    Per eventuali informazioni, rivolgersi a:

    Nuova Acropoli – Piazza Antonio Meucci, 23  – 00146 Roma

    Tel. 06.58 96 514 – Mob. 345. 60 35 649

    [email protected]www.nuovaacropoli.it

     

     

  • Ecco perché conviene affidarsi a degli esperti per l’allestimento di uno stand

     Per promuovere un’attività o dei prodotti presso il pubblico di riferimento, è spesso necessario partecipare a fiere o eventi del settore, allestendo uno spazio dedicato alle proprie proposte che sia visitabile da chiunque partecipi a quella determinata manifestazione.
    Non è sempre facile, però, capire in quale direzione muoversi per organizzare uno spazio che attragga i visitatori e allo stesso tempo valorizzi i prodotti che intendiamo sottoporre all’attenzione del pubblico. Per questo motivo, è opportuno rivolgersi a dei professionisti in grado di curare gli allestimenti di stand, in modo da renderli:
    • invitanti;
    • sicuri;
    • personalizzati secondo le nostre esigenze;
    Un’impresa che si occupa di allestimenti di stand fiere Milano, infatti, oltre a procurare tutto il materiale occorrente (dalle semplici sedie al gazebo vero e proprio) saprà sicuramente come sfruttare al meglio gli spazi a propria disposizione, organizzando la disposizione di poltrone, palchi e pannelli espositivi, in modo da creare un ambiente accogliente e dall’impatto visivo accattivante, che induca il pubblico a scegliere di fermarsi proprio in quello stand invece che in un altro.
    Esperienza e competenza per operare le giuste scelte
    La scelta dell’arredo di uno stand, del resto, è molto delicata, poiché può risultare decisiva nel buon esito dell’operazione promozionale. Inoltre, non ci sono regole precise su come progettare un ambiente, poiché la soluzione giusta dipende anche, in massima parte, dallo scopo o dal prodotto che si va a promuovere.
    Per tale motivo, un professionista nel settore degli allestimenti saprà proporre le soluzioni più adeguate a seconda che si tratti di una conferenza con più relatori, di una presentazione di un nuovo libro o di una “vetrina” degli articoli d’arredamento in vendita presso un negozio della zona.
    Progettare al meglio eventi e manifestazioni
    La necessità di allestire un ambiente aperto al pubblico, ovviamente, può sorgere anche in occasioni estranee a una manifestazione fieristica. Ad esempio, un fotografo che voglia organizzare una mostra dei suoi lavori avrà bisogno di noleggiare pannelli espositivi e kit di illuminazione adeguati, oppure un’associazione musicale che voglia tenere un concerto in piazza avrà bisogno di palchi e arredamento congruamente dimensionati. Anche per queste esigenze, come è evidente, non si può improvvisare ed è consigliabile rivolgersi ad imprese specializzate.
    Tali imprese possono inoltre fornire idee progettuali e materiali che solo un professionista sa dare. Ad esempio, per una festa di quartiere, si potrà commissionare l’allestimento di un capannone rimovibile o di una moderna tensostruttura, che accolga nel suo spazio tutte le iniziative relative a quell’evento.
    In ogni caso, affidarsi alla competenza e all’esperienza di imprese esperte in allestimenti di stand rappresenta senza dubbio il primo passo verso il buon esito della propria iniziativa.
  • Lezioni di legalità agli istituti Fermi-Guttuso e Mazzei-Pantano di Giarre

    Giarre ospita la legalità. All’istituto tecnico industriale Fermi-Guttuso e al professionale per l’agricoltura Mazzei-Pantano, riflettori puntati sull’antimafia.

    Continua anche in questo 2016 il viaggio del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa nelle scuole della provincia etnea. Lezioni di legalità che nel 2015 hanno coinvolto oltre 8.000 studenti delle scuole superiori di Catania, con un unico focus: non esiste pace senza giustizia sociale.

    A partecipare negli scorsi giorni, centinaia di studenti del Fermi-Guttuso, alla presenza del presidente del Comitato Livatino Saetta Costa, prof. Attilio Cavallaro, del presidente onorario del Comitato, avv. Corrado Labisi, del Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, Contrammiraglio Nunzio Martello, Direttore Marittimo della Sicilia Orientale, e il Capitano della Guardia di Finanza di Riposto Antonino Costa.

    “Sarete voi, ragazzi, la nuova classe dirigente – spiega il presidente Cavallaro, che così saluta gli alunni  – voi per primi dunque dovrete combattere la mafia, e la scuola è la vera maestra di antimafia, la salvezza per la nostra terra”.

    La testimonianza di un’antesignana della lotta alla mafia arriva dall’avv. Corrado Labisi, presidente onorario del Comitato, figlio della prof.ssa Antonietta Labisi, fondatrice dell’Istituto Medico psicopedagogico Lucia Mangano di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles). Eroina della carità, Antonietta Labisi che, soprattutto nel quartiere di San Cristoforo, durante gli anni Sessanta, ha operato assistendo piccoli e anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta ha consegnato all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione.

    “Dobbiamo avere la forza di non arrenderci – commenta l’avv. Labisi – e indagare invece le ragioni del fenomeno mafioso. Già sociologi e psicologi lo hanno affermato, e mia mamma lo verificò personalmente, che la delinquenza nasce dal disagio culturale e socio-economico. Il diritto al lavoro, in questa chiave di lettura, è elemento indispensabile per la lotta alla mafia, che si cela anche dietro ai colletti bianchi e alla maschera dell’antimafia.”

    A concludere l’incontro, la consegna della pergamena del Premio Livatino Saetta Costa alla prof.ssa Tiziana D’Anna, dirigente scolastico dell’istituto.

    Ma il Comitato ha fatto tappa anche in un’altra scuola di Giarre, l’Istituto agrario Mazzei-Pantano. Una numerosa rappresentanza degli allievi della scuola ha ascoltato la lezione di legalità del presidente del Comitato Attilio Cavallaro, del presidente onorario avv. Corrado Labisi e del Commissario della Polizia di Stato Carmelo Cavallaro, durante la quale si è parlato anche del generale Angiolo Pellegrini, autore del libro “Noi, gli uomini di Falcone. La guerra che ci impedirono di vincere”, uomo di fiducia del pool e più stretto collaboratore di Giovanni Falcone, negli scorsi mesi presente all’auditorium comunale di San Gregorio “Carlo Alberto dalla Chiesa”, alla presenza della stampa e di alte autorità civili e militari, in un evento fortemente voluto dall’avv. Labisi.

    Alla fine dell’incontro la prof.ssa di religione Patrizia Privitera ha proposto come gesto simbolico quello di piantare un albero di ulivo, del quale si prenderanno cura gli stessi studenti, in quello che è stato chiamato “viale della Legalità”. A partecipare all’iniziativa, il dirigente scolastico prof. Stefano Raciti e il vice preside prof. Natale Scavo e tutti i relatori intervenuti.

  • L’Università Europea di Studi Internazionali “Uniesi” nomina l’avv. Corrado Labisi direttore del Dipartimento delle Relazioni Internazionali ed Esterne

    L’avv. Corrado Labisi, Presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza nell’ambito della riabilitazione e del recupero funzionale dei diversamente abili, accreditata presso il Parlamento Europeo (Registro Trasparenza n. 054846014854-49 con sede in Rue Fernand Neuray n. 68 – 1050 Bruxelles), fondata nel 1956 dalla Nobildonna prof.ssa Antonietta Azzaro Labisi, già docente universitario di Diritto Internazionale per le facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università Europea di Studi Internazionali Uniesi, con sede a Ginevra, è stato insignito di una nuova e prestigiosa carica: direttore del Dipartimento delle Relazioni Internazionali ed esterne di Uniesi.

    Da sempre attento al sociale, l’avv. Labisi è anche presidente onorario del Comitato Antimafia Livatino Saetta Costa, con il quale da anni si batte affinché i valori di giustizia, verità e fede, salvaguardati dalle tante vittime di mafia che hanno perso la vita in difesa della legalità, non siano dimenticati.

    Avv. Labisi, l’internazionalizzazione del sistema universitario è una sfida che possiamo dichiarare vinta da Uniesi?

    Assolutamente si. L’Università Europea degli Studi Internazionali, in coerenza con i principi generali previsti dal proprio statuto e dalla commissione europea promuove e favorisce la dimensione internazionale degli studi, della didattica e della ricerca scientifica. Considera tra i propri compiti fondamentali lo sviluppo degli scambi internazionali di docenti, ricercatori e studenti mediante programmi europei di alta formazione, accordi di cooperazione universitaria, azioni integrate di cooperazione didattica e scientifica, con il rilascio del doppio titolo di studio e la partecipazione a consorzi universitari finalizzati a specifiche azioni di cooperazione.

    Lei ha già ricevuto diversi incarichi istituzionali da governi stranieri, ma per la prima volta è direttore del Dipartimento delle Relazioni Internazionali ed Esterne, carica che per importanza segue solo quella del rettore. Quali sono le sue mansioni?

    Fondamentalmente, nel rispetto dello Statuto e Regolamento dell’Università Uniesi, ricoprirò un ruolo di rappresentanza istituzionale, e mi occuperò dei rapporti diplomatici internazionali ed esterni.

    Quali sono le caratteristiche dell’Università svizzera Uniesi?

    Uniesi è un’università libera e privata, apolitica e aconfessionale, con personalità giuridica riconosciuta ai sensi dell’art. 52 del codice civile svizzero, in conformità degli articoli 20 e 27 della Costituzione federale svizzera, riconosciuta dall’ordinamento giuridico nazionale come appartenente al settore universitario svizzero (LPSU entrata in vigore il 1 gennaio 2015).

    I titoli conseguiti sono validi ai fini del riconoscimento, secondo la Convenzione di Lisbona del 1997 del Consiglio d’Europa ratificata dalla Svizzera il 1 febbraio 1999 e dall’Italia con la legge n. 148 dell’11 luglio 2002. UNIESI inoltre è Campus Universitario di alcune importanti Università Europee, in linea con i dettami del trattato di Bologna, aventi sede in Spagna, Portogallo, Slovenia, Romania, Albania, svolge corsi universitari Master in convenzione con Università a livello internazionale Europeo.

    Quali sono i corsi di laurea attivi?

    Uniesi utilizza le tre lingue ufficiali elvetiche, Italiano, Francese e Tedesco, unitamente all’Inglese, e offre quattordici corsi di laurea. I corsi di studio sono on/off line, quindi le lezioni, i chiarimenti sugli argomenti, colloqui con docenti e tutor, discussioni tra alunni, prove in itinere si svolgono interamente in rete. Questo consente agli studenti di seguire il corso di laurea senza rinunciare all’attività lavorativa e senza spostarsi da casa.

  • In uscita per Edizioni Leucotea la nuova opera per ragazzi di Melania D’Alessandro “Sogni di Carta”

    Una favola moderna in cui i protagonisti sono i libri.

    Appassionato lettore, il nostro protagonista, gestisce una libreria in cui i testi sono “vivi”!

    Sono infatti loro a proporsi ai clienti che entrano, e con le loro trame si armonizzano con gli stati d’animo degli avventori, talvolta aiutandoli a risolvere un problema altre risollevando loro il morale, o ancora facendogli vivere avventure incredibile senza dover uscire dalle loro abitazioni.

    A tenere compagnia a Archimede, il nostro librario dagli abiti variopinti, oltre a grandi quantità di biscotti, ci sono il topolino Gulliver e un pizzico di magia, che rende ogni giornata trascorsa da Sogni di Carta unica.

    Un modo nuovo e gioioso di raccontare la letteratura ai ragazzi, per imparare a leggere oltre le parole ed arrivare al messaggio che ogni opera contiene.

     

    Melania D’Alessandro, nonostante la giovane età ha già pubblicato opere rivolte ai piccoli lettori, inserendo nelle sua storie elementi didattici per avvicinare i giovani lettori a temi nuovi.

    Edizioni Leucotea

     

    Autore: Melania D’Alessandro

    Pagine: 130

    Prezzo: 13,90 €

    ISBN: 978 88 97770 39 8

  • Il Principe e la moneta -Performance monologo teatrale di Daniele Viciani –

    Presso l’auditorium della Regione Toscana in via Cavour 4 a Firenze il giorno 11 marzo dalle 16,30 circa verrà rappresentato lo spettacolo ” il principe e la moneta’ frutto dell’ adattamento scenico che l’attore e regista fiorentino Daniele Viciani ha studiato tratto dal meraviglioso e unico nel genere libro di Michele Signa ” La favola del principe e della moneta ” sdoppiandomi nella caratterizazzione nei due personaggi:Il Principe e il suo Ciambellano doveroso in questo momento triste nel quale viviamo ma che soprattutto un paese ne sta pagando il prezzo più caro con il silenzio clamoroso e voluto dagli organismi tradizionali di comunicazione(stampa e tv).Vi aspettiamo e faremo del nostro meglio per regalarvi quelle emozioni che dovrebbero far smuovere le nostre coscienze ma che purtroppo sono sempre più sopite.Dopo la rappresentazione il pubblico potrà ascoltare e confrontarsi sia con i due dottori della MMt Filippo Abbate e Alessio Farinella che con gli esponenti dell associazione Art 53,naturalmente coordinerà il tutto Andrea Quartini
    Ecco noi questo sistema l’11 marzo lo combatteremo usando l’arma del teatro,vi aspettiamo…