Categoria: Arte e Cultura

  • “Gli Orazi e i Curiazi” di Cimarosa in CD

    Intervista a Simone Perugini, massimo esperto di Domenico Cimarosa e direttore d’orchestra della registrazione discografica, che sarà rilasciata da VDC Classique il 20 ottobre 2019.

    Maestro, ci parli de Gli Orazi e i Curiazi. Un’opera che, a suo parere, merita effettivamente una riscoperta e la riproposta a un pubblico contemporaneo?

    Il parere personale di un musicista che si occupa di Cimarosa da vent’anni è piuttosto ininfluente poiché, è facile capire, viziato da un giudizio di tipo emotivo se non addirittura affettivo. Premesso questo, sì, naturalmente, Gli Orazi e i Curiazi è un’opera straordinaria, di non facile esecuzione, ma sicuramente di fattura straordinaria. E’ un Cimarosa, quello di questa tragedia per musica in tre atti, a cui siamo poco abituati – ammesso che ci sia qualcuno abituato alla sua produzione. Il musicista abbandona, come in tutte le sue opere serie, il suo personalissimo linguaggio adottato per le innumerevoli produzioni comiche, a vantaggio di un linguaggio profondamente diverso, sicuramente in linea con lo stile “serio” dell’epoca, ma anche arricchito di una vena personalissima che conferisce al lavoro, in alcuni casi, la caratteristica di un quasi “miracolo”.

    Un’opera che, come le coeve, si struttura in un’infinita serie di recitativi e arie o c’è qualcosa di più?

    C’è molto di più. Innanzitutto, nel 1796, anno in cui l’opera debuttò alla Fenice di Venezia, le opere serie non si sviluppavano già più tramite una sequenza infinita, come dice lei, di arie e recitativi. Cimarosa, poi, forte della sua esperienza in terra russa presso la corte di Caterina II, aveva notevolmente arricchito il proprio linguaggio musicale, la propria intuizione drammaturgica e la tavolozza dei colori e degli impasti orchestrali. Se, in linea di massima, il primo atto e la prima metà del secondo, pur contenendo pagine di sublime bellezza, possono essere più o meno allineati allo stile e alle figure retorico/musicali in auge anche nelle produzioni coeve, a partire dalla seconda parte del secondo atto e per tutto il terzo – brevissimo – il musicista mette in pratica una serie di soluzioni musicali inedite e teatralmente efficacissime: la famosa scena del sotterraneo, concepita come finale del secondo atto, evidenzia colori timbrici e soluzioni drammaturgico/musicale inattese, modulazioni tonali imponenti e fraseggio ti stampo pre-ottocentesco.

    Le biografie del musicista, raccontano di un fiasco clamoroso avvenuto alla prima veneziana…

    Si tratta di una leggenda sfatata dai documenti ritrovati per l’allestimento dell’edizione critica della partitura che è servita per questa registrazione. Le “Gazzette” venete, in particolare la Gazzetta Urbana Veneta registra, al contrario, un successo clamoroso dell’opera fin dalla sera del proprio debutto. Tant’è che nel giro di pochi mesi si contarono più di 140 repliche del lavoro nei teatri di tutta Europa. Gli Orazi e i Curiazi divenne in breve tempo considerata, insieme a Il matrimonio segreto, il capolavoro di Cimarosa e la fama di quest’opera fu tale che il suo libretto e la sua musica servirono come base non solo per alcune parodie (il compositore Francesco Gnecco scrisse un’opera buffa intitolata La prova dell’opera seria Gli Orazi e i Curiazi), ma ebbero anche l’onore di un’edizione a stampa della partitura (cosa rarissima all’epoca) da parte dell’editore parigino Imbault nel 1802.

    Qualche legame di quest’opera con le future opere serie di Rossini?

    Naturalmente. Anticipo che non tutta la musica composta da Cimarosa per Gli Orazi e i Curiazi è completamente nuova: un paio di cori (riadattati e riorchestrati) vennero tratti dalla partitura de La Cleopatra che debuttò una decina d’anni prima a San Pietroburgo. La marcia del primo atto, non solo fu tratta da Cimarosa da un’altra opera precedentemente composta, Achille all’assedio di Troja, ma servirá anche da base per la musica del famosissimo e anomalo coro composto per la Rivoluzione partenopea del 1799 – e sul quale mai è stata fatta completa luce. Non solo Gioachino Rossini, per venire alla sua domanda, ma decine di compositori che si collocano cronologicamente tra la morte di Cimarosa (1801) e il debutto ufficiale di Rossini (1810), si ispirarono alla forza creativa e alle soluzioni musicali adottate ne Gli Orazi e i Curiazi che divenne, ben presto, un modello assoluto per tutti coloro che volevano cimentarsi in un’opera d’argomento tragico. Rossini stesso, ancora nel suo straordinario Tancredi (composto anch’esso su commissione del teatro La Fenice nel 1813 ) riprese, facendone un uso personalissimo e originale, diverse soluzioni adottate da Cimarosa.

    (Intervista a cura di Gigliola Creatini)

  • Tutti pronti per la Ferrara Marathon!

    Anche quest’anno Ferrara diventa per un giorno la capitale italiana per tutti gli appassionati della corsa. Domenica 29 settembre è in programma la Ferrara Marathon, una gara podistica organizzata dalla Corriferrara A.S.D. Questa sarà la gara principale e si svilupperà per ben 42 chilometri. La partenza sarà proprio sotto il Castello Estense, i maratoneti proseguiranno poi fuori le mura della città, lungo gli argini della Destra Po per poi tornare, sempre all’interno delle mura, proprio sotto la Cattedrale Di Ferrara. Questo percorso è riservato agli atleti semi-professionisti e professionisti ed è un tragitto pensato anche per portare alla luce le bellezze delle città e dei dintorni, sia da un punto di vista storico che naturalistico.

    Parallelamente a questa competizione ci saranno altre gare a carattere non competitivo, come la Family Run di 6,5 chilometri. Spazio anche per i più piccoli, a loro sarà riservata la giornata di sabato 28 settembre con la Kid’s Run NaturaSi. Tre percorsi differenti per ogni fascia di età, a tutti i bambini sarà data la medaglia di partecipazione, la maglietta ufficiale della Fearrara Marathon Kid’s e il ristoro a fine corsa a base di prodotti biologici offerti da NaturaSi. Le preiscrizioni sono obbligatorie perché il numero massimo di bimbi è centocinquanta.

    Questa occasione potrebbe essere buona anche per concedersi un’ultima giornata al mare, nei bellissimi Lidi Ferraresi. Spiagge silenziose ed un mare pulito, un caldo sole autunnale e tutta la tranquillità e bellezza di una giornata assolata di fine estate. Anche per un long week-end la combo Ferrara Marathon e qualche giornata di mare ai Lidi Ferraresi potrebbe essere un’ottima idea. Nel sito web dell’Agenzia Immobiliare Evasione è possibile trovare molte offerte interessanti: https://www.immobiliareevasione.it/.

  • A VERONA NASCONO I CARTOON 3D DEL FUTURO, SIDE ACADEMY RIVOLUZIONA LA CGI ITALIANA

    Al via il primo corso italiano per gli studenti grafici d’elite, alcuni di loro lavoreranno per le più famose aziende al mondo, da Walt Disney alla Marvel e Dreamworks. La storia della docente key artist per il “Re Leone” record di incassi. Il direttore Stefano Siganakis: “Sveleremo i segreti delle animazioni video il prossimo venerdì 20 settembre nell’open day”

    Gli effetti grafici speciali e la grafica 3D del futuro nascono a Verona. Dal prossimo ottobre prende infatti il via il primo corso triennale italiano specializzato nella Cgi, ossia quell’ambito della programmazione grafica destinato a realizzare effetti speciali digitali. Per i non addetti ai lavori: sono i cartoni animati dei colossal statunitensi, dalla Disney alla Marvel.

    “La svolta che inizieremo a ottobre è molto coraggiosa”, spiega il direttore Stefano Siganakis. “Apriremo per la prima volta in Italia un corso triennale dedicato a chi vuole imparare a sviluppare le immagini 3D più evolute che esistono sul pianeta. Prima di noi, nessuno aveva avviato un progetto tanto ambizioso. Ed è per questo che i nostri ragazzi vanno a studiare all’estero. Da oggi, l’eccellenza del 3D parla italiano”.

    La sede della Side Academy si trova a pochi passi del centro storico di Verona, all’interno di un edificio del Cinquecento, che ospitò numerosi personaggi illustri tra i quali anche Luigi XVIII, che qui vi fu incoronato. L’innovativa accademia propone percorsi formativi indirizzati alla formazione di figure professionali altamente specializzate nel settore del cinema, del cinema d’animazione, effetti speciali, advertising e videogame.

    Infatti, molti dei suoi ex studenti sono oggi artisti che hanno curato progetti nelle aziende più famose al mondo, di Walt Disney, Marvel fino a Ducati. I docenti sono “top trainer” del settore, come Sarah Arduini, che ha lavorato nelle più prestigiose società di VFX a Londra, vincendo insieme al proprio team l’Oscar per migliori VFX per il film “Jungle Book” della Disney. La docente peraltro è al centro della cronaca cinematografica in questi giorni: ha infatti svolto il ruolo di «key artist» per la Moving Picture Company che è responsabile degli effetti speciali del “Re Leone”, già oggi record di incassi.

    Per tutti coloro che vogliono conoscere il magico nel mondo 3D e vedere da dietro le quinte come nascono le animazioni dei cartoon, Side Academy propone una opportunità: l’appuntamento è venerdì 20 settembre  a Verona, all’Open Day organizzato nella sede di Side Academy, in via del Fante.

    Nell’occasione, sarà possibile anche vedere uno studio di animazione, battezzato “Side Animation Studio”, che si occupa di animazione e computer grafica e che cura e ha curato, progetti per molti marchi importanti come Disney, Ducati, Warner Bros, Dc Comics, Panini, Gardaland. “L’obiettivo è quello di emergere tra le principali realtà della CGI in Italia – incalza il direttore – e per questo abbiamo iniziato un nuovo progetto, stiamo lavorando alla realizzazione di Beatrix, un lungometraggio “made in Verona” di animazione 3D”.

    Il motivo? Avere uno studio di animazione ed un’Accademia di 3D permette agli studenti dei vari master di avere un’esperienza diretta col mondo del cinema e dei videogame e testare quindi le proprie capacità lavorando sia durante l’anno scolastico che alla fine del percorso di studio ai progetti in corso. Conclude Siganakis: “Il genio creativo italiano, così tanto richiesto e invidiato da tutto il mondo, ha finalmente una palestra per specializzarsi senza dover abbandonare la propria terra”.

     

    Ufficio stampa: [email protected]

     

    LA SCHEDA / LA CGI Ma cos’è questa “CGI” di cui si sente così tanto parlare, soprattutto dall’America, patria di questo innovativo settore? La “computer generated imagery” (tradotto: immagini generate al computer) è più nota con la sigla CGI, è un’applicazione nel campo della computer grafica, o più specificatamente, nel campo della computer grafica 3D per la resa degli effetti speciali digitali nei film, in televisione, negli spot commerciali, nei videogiochi di simulazione e in tutte le applicazioni di grafica visiva. I colossi che primeggiano al mondo sono sempre stati oltreoceano, grazie a scuole e corsi di primissimo livello che sfornano miriadi di talenti. Per informazioni: www.sideacademy.com.

     

  • Bassano del Grappa: le fotografie di Elisa Fossati in mostra alla Milano Art Gallery

    Ha inaugurato sabato 7 settembre la mostra personale della già nota fotografa Elisa Fossati dal titolo We are the world presso la sede di Bassano del Grappa della Milano Art Gallery in via Portici Lunghi 37, nel cuore del centro storico cittadino. Le sue opere sono già state esposte, in marzo, alla Milano Art Gallery a Milano (via Ampère 102) alla presenza del sociologo Francesco Alberoni, del fotografo internazionale Roberto Villa, del direttore della Triennale di fotografia Luigi Gattinara, del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, di Vincenzo di Vincenzo direttore ANSA. In maggio invece Elisa ha esposto alla Pro Biennale, presentata dal Prof. Vittorio Sgarbi, alla Scuola Grande di San Teodoro e successivamente, in giugno, all’interno della grande mostra Spoleto Arte presso Palazzo Leti Sansi a Spoleto, nel contesto del Festival dei Due Mondi.

    La giovane fotografa milanese, laureata in Arte, Patrimoni e Mercati allo IULM, è riuscita ad immortalare nei suoi scatti due grandi passioni, quella per il viaggio e quella per l’arte, portandole al compimento con la realizzazione delle mostre. Uomo e spazio in contatto in tempo reale: è ciò che riesce a trasmettere la Fossati, frammenti di memoria che vengono convogliati in cornici paesaggistiche, in skyline, in architetture signorili che lasciano negli occhi dei visitatori la possibilità di immaginare per un istante a provare la meraviglia di chi vede tutto per la prima volta.

    Elisa Fossati in ogni fotografia aggiunge e scrive una breve frase, un aforisma, che dà “la chiave di lettura” dell’opera. A tal proposito il fotografo Roberto Villa descrive in questo modo la sua produzione artistica: “C’è, trasparente, un grande romanticismo sia nelle foto sia nelle poesie che, nel collage cercano, e trovano, un differente mezzo di comunicazione che travalichi gli schemi e che consenta una possibilità espressiva allargata, aperta alle emozioni che diventano immagini d’Arte. Una Poesia Visiva non critico politica, come quella antica del secolo passato, ma Poetica e Ri-Generativa per il tempo presente, per il futuro. La Poetica immaginifica di Elisa Fossati”.

    L’esposizione alla Milano Art Gallery a Bassano del Grappa sarà aperta fino al 10 ottobre 2019. Per info: 0424 525190, mail [email protected]; www.milanoartgallery.it.

  • Gaia Bianco Prima in Europa con il suo brano Senza regole

    GAIA BIANCO raggiunge il primo posto nella classifica indie europea con il suo
    brano “ Senza Regole “.

    Continua inarrestabile l’ascesa europea della giovanissima cantautrice avellinese
    GAIA BIANCO, 18 anni appena compiuti e n°1 nella classifica EURO INDIE MUSIC
    CHART.
    Edita e prodotta da GR MUSICA, Gaia raggiunge questo importantissimo risultato già
    alla sua seconda pubblicazione discografica e, ne siamo certi, non ha intenzione di
    fermarsi qui. Sappiamo infatti che l’artista è impegnata nella registrazione di nuovi
    brani per completare la track list del suo primo album e sta riflettendo sulla
    eventuale partecipazione alle selezioni di Sanremo Giovani. Nel frattempo festeggia
    il primo posto europeo e promette importanti novità radiofoniche.
    Ufficio Stampa
    GR MUSICA

  • Graziano Ciacchini artista sempre in evoluzione

    Reduce da una mostra personale in versione flash allestita a Castagneto Carducci dal 6 all’8 Settembre, dove ha ottenuto risultati ottimali e riconfermato le sue eccellenti potenzialità artistiche, Graziano Ciacchini si propone in continua evoluzione e costante slancio creativo. Scandagliando gli aspetti sostanziali della sua pittura, la dottoressa Elena Gollini ha rimarcato: “Le opere di Graziano sembrano librarsi in vibranti e sinuosi movimenti, palpitare di una vitalità speciale, possedere un battito intenso che le anima e sprigiona energia. Esse sono in ascesa verso l’alto e hanno una proiezione in verticale, si nutrono della sua forza ideativa e fluttuano nell’arioso viaggio creativo verso uno spazio ideale, proteso all’infinito cosmico dell’universo. Uno spazio virtuale e utopico che appartiene alla sfera onirica del sogno, alla fantasia immaginaria, allo spirito d’invenzione. Graziano imprime con maestria una spinta propulsiva di magica leggerezza che è fatta di un crescendo continuo di armonie ed equilibri, di purezza e di sintesi, di persistenze e variazioni e sfocia in una ricerca che non trascura mai nel concetto di fare arte l’indagine introspettiva e si orienta negli anfratti e nei meandri di contenuti da recepire e decodificare. Le opere appaiono formate di materia diafana, quasi impalpabile nell’essenza costitutiva e hanno una funzione comunicativa primaria in cui l’origine del significato sostanziale si colloca nella radice stessa del conoscere se stessi e nell’approccio all’auto riflessione analitica consapevole e approfondita“.

    Ciacchini è un pittore curioso della realtà, un grande e attento osservatore del mondo circostante, sempre pronto a cogliere e carpire ciò che più lo impressiona e colpisce. I quadri sono come un album da sfogliare, una sequenza di scene suggestive e toccanti che tracciano e percorrono il vissuto come la trasposizione del vero rimasto impresso e incastonato nella sua memoria e riportato sulle tele. Le pennellate accompagnano i profili e la pittura diventa poesia d’immagine, conservando nell’idillio della percezione visiva tutto il suo pathos. La componente realistica che affiora nelle rappresentazioni è connessa a codici di un linguaggio semantico personale e riflessivo, dove emergono lo spirito di ricerca e il desiderio di accrescimento umano. Nella narrazione essenziale si recepisce l’amore per le cose, per la natura, per le persone, per il senso del bello nella gioia di vivere e di essere artista. È una pittura rafforzata dall’intensità visiva, fatta di colori pastosi, densi che vengono mantecati dalla profondità della sfera interiore con una tensione poetica romantica e sentimentale. Pur restando ancorato ai parametri conformi al classicismo figurativo della tradizione, Ciacchini elabora un proprio stile con un equilibrio prospettico e una costruzione tonale che ne contraddistinguono il segno pittorico. L’artista reinventa la natura e il paesaggio e li fa rivivere integrandoli con una cornice di stupore e meraviglia attraverso una dimensione visionaria, che li avvolge di sorprendenti prospettive.

  • Interessante iniziativa del Conservatorio Santa Cecilia di Roma – La musica di Leopardi

    Quali musiche ascoltava Leopardi, il genio della poesia italiana che nel suo Zibaldone dichiara di essere un grande appassionato delle sette note? Quali autori erano attivi nel tempo in cui il poeta creava le sue composizioni immortali? E’ ancora giusto parlare di “pessimismo” a proposito della sua poetica? Sono le domande a cui vuole dare una risposta la particolare conferenza-concerto “Infinito genio” proposta dal Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma venerdì 27 settembre ore 18.00

    L’iniziativa, che si inserisce nell’anno del Bicentenario della creazione di una delle più belle poesie italiane di tutti i tempi, si propone di ripercorrere la vita e l’opera di Leopardi presentando la “colonna sonora” della vita del poeta, cioè quei brani che lui stesso ha ascoltato o che sono comunque stati scritti nel tempo della sua creatività artistica.

    Ideata e scritta dal prof. Mario Camilletti, autore di una fortunata versione cantata de L’Infinito, e voluta dal Direttore del Conservatorio “S. Cecilia” M° Roberto Giuliani, l’iniziativa vede la partecipazione degli allievi del Conservatorio, chiamati a presentare i lavori di Rossini, Beethoven, Chopin, Mozart, Giuliani.

    Per il Direttore, M° Giuliani, si tratta “di un omaggio che il Conservatorio di Musica di Roma vuole rendere al genio di Recanati, il quale ha dedicato alla musica pagine importanti del suo Zibaldone, sviluppando anche una particolare teoria musicale”.

    “Intrecciare la vita di Leopardi con la musica ci aiuterà a ricostruire l’immagine di un poeta su cui per troppo tempo ha pesato l’ingiusta accusa di “pessimismo’”, ha detto il prof. Camilletti, “è ora di ripensare la nostra interpretazione della sua opera e superare certi schemi ormai obsoleti.”

    L’iniziativa, unica nel suo genere e di indubbio spessore culturale, è ad ingresso gratuito.

  • Parte la casa editrice etica, Mauna Kea Edizioni. E cerca autori da best seller

    Apre i battenti una casa editrice marchigiana che ha tutta l’intenzione di dare

    voce a chi non ne ha: la Mauna Kea Edizioni. Il nome e il logo nascono dal

    vulcano dormiente delle Hawaii, sacro agli indigeni, e attualmente teatro di una

    lotta ambientalista. Saranno infatti l’ambiente, l’ecosostenibile e i diritti umani

    i temi ad essere affrontati nelle uscite imminenti della Mauna Kea. Nel “cratere”

    del vulcano editoriale sono previsti autori stranieri tra cui Nativi Americani,

    e dizionari di lingue indigene; ma un appello è per gli autori nostrani. Tra i fondatori

    Raffaella Milandri, scrittrice e giornalista, che afferma: “Tra le tante persone che

    scrivono libri, si annidano autori da best seller che aspettano solo di prendere il volo,

    e che noi abbiamo intenzione di supportare in tutto e per tutto. La nostra ricerca è

    di scrittori originali e di talento, dalle tematiche anche inusuali, di preferenza legate

    ad un concetto di letteratura etica, che abbiano una valenza morale e di ispirazione

    positiva sui lettori. E anche legate alla denuncia di situazioni umanamente difficili,

    che troppo spesso vengono insabbiate”. La Milandri, attivista per i diritti umani, è

    stata frequentemente impegnata in inchieste di denuncia sul mondo dei popoli indigeni

    e sfruttamento dei loro territori. Il mondo editoriale attualmente vede una moltitudine

    di libri in uscita e le case editrici in Italia sono quasi 5000. Aggiunge la Milandri: “Saremo

    etici anche in questo: nel lavorare fianco a fianco con gli autori che selezioneremo. Inoltre,

    abbiamo intenzione di dare in donazione una parte degli utili, a sostegno di campagne benefiche”.

    In progetto prevede edizioni cartacee, ebook e audiolibri, e non si esclude una collana di fumetti,

    ma non finisce qui: alla Mauna Kea lo sceneggiatore Andrea Cacciavillani si occuperà anche di

    adattamenti cinematografici e per la tv dei testi idonei. Tra le uscite di settembre e ottobre, un

    dizionario Italiano-Lakota e un libro della Milandri, attivista per i diritti dei popoli indigeni:

    “Gli Ultimi Guerrieri”, dedicato al popolo dei Sioux-Lakota e alle lotte in corso contro miniere

    di uranio e oleodotti. Battaglie senza arco e frecce, ma con tanta determinazione da parte dei

    Nativi Americani a salvare le sacre Black Hills.

  • Matrimonio a Roma: le location più belle

    Il dubbio principale di ogni coppia di sposi che si rivolge a un Fotografo di Matrimonio a Roma è quale location scegliere per realizzare gli scatti prematrimoniali e quelli da novelli sposi.

    La città eterna, infatti, offre diversi spunti e scenari da favola, che possono fare da sfondo agli scatti del vostro album fotografico del matrimonio. Vediamo in questo post alcuni esempi a cui ispirarsi, senza dimenticarsi di chiedere sempre consiglio al Fotografo di Matrimoni Roma.

    Album di matrimonio: le location per le foto a Roma

    La scelta più frequente, quando si tratta di individuare le location per le foto del matrimonio a Roma, sono le chiese con i loro elementi esterni (scale, facciate e portici) dalla bellezza infinita. Segue il centro storico della capitale, famoso per gli angoli ricchi di storia, arte e mistero, che offrono un’infinità di spunti per la realizzazione di un album del matrimonio davvero unico, soprattutto se alla location da sogno si affianca l’esperienza di un fotografo di matrimonio a Roma competente e professionale.

    Senza dimenticare il fascino intramontabile delle ville romane, simbolo della storia antica della città o dei vicoli sconosciuti al turismo di massa e che potrete scoprire proprio in occasione della realizzazione dell’album da matrimonio.

    Si tratta di valide alternative al Colosseo, Fori Imperiali, Piazza di Spagna, Piazza Navona, Transtevere e Bocca della Verità, che sicuramente non mancano negli album di chi sceglie di sposarsi a Roma.

    In poche parole, un buon fotografo di matrimoni a Roma saprà darvi validi consigli per festeggiare il matrimonio e scattare foto uniche di questo giorno speciale, a patto di non lasciare per ore gli invitati da soli per realizzare tutti gli scatti dell’album. Cosa fare allora? Ecco i miei consigli.

    Fotografo di matrimoni a Roma: i miei consigli per la scelta della location

    Come abbiamo visto, le idee sulle possibili location per l’album del matrimonio sono davvero tante, dato il fascino e la storia di una città come Roma. Tuttavia il mio consiglio è limitare le foto ai posti limitrofi alla chiesa, al luogo del rito civile o alla location scelta per il ricevimento, proprio per non lasciare per troppo tempo gli ospiti senza la compagnia dei protagonisti della giornata di festa.

    Il fotografo professionista, inoltre, ricorda alla coppia come le foto più importanti dell’album non sono quelle della passeggiata, bensì momenti magici come lo scambio delle fedi, il primo bacio o il ballo degli sposi.

    Se proprio si vuole raccontare la magia d’amore con una passeggiata nei luoghi simbolo di Roma, il consiglio è realizzare un servizio fotografico o reportage prematrimoniale qualche settimana prima del matrimonio. Il risultato?

    Porterete a casa foto ricche di fascino e limiterete gli scatti del giorno dell’evento a una o due location, aumentando il tempo da dedicare a voi stessi, agli ospiti, ma soprattutto al divertimento. Un altro vantaggio del servizio prematrimoniale è che non ci saranno foto forzate e la sposa e lo sposo appariranno naturalmente belli, senza essere in posa.

    Foto del matrimonio a Roma: cosa tenere a mente

    Sicuramente è importante che il fotografo di matrimoni a Roma sappia mettere a suo agio gli sposi e trasformare anche la realizzazione dell’album del matrimonio in un momento di festa. Per non stressarvi ulteriormente dati i tanti preparativi per festeggiare il matrimonio, sarà il fotografo stesso a indicarvi le location più interessanti, tenendo conto anche del fatto che Roma è una grande città.

    Scegliere location troppo distanti significa affrontare il traffico, rischiare di finire in manifestazioni o entrare in ZTL e molto altro ancora dato che guidare a Roma è una vera impresa. Nella scelta delle location per le foto del matrimonio a Roma ricordatevi che il matrimonio è un giorno di festa e di gioia e, pertanto, vanno evitate tutte le situazioni stressanti, anche grazie al confronto con un fotografo di matrimonio a Roma professionista.

    Attilio Di Filippo | SERVIZI FOTOGRAFICI MATRIMONIO ROMA

  • I DIPINTI DI CLARA WOODS PER LA PRIMA VOLTA ALLA FASHION WEEK

    I colori di Clara Woods contagiano la Fashion Week Women’s di Milano. La giovanissima pittrice fiorentina entra a far parte, con la sua nuova mostra, del ricco cartellone di eventi della capitale della moda, in occasione della collettiva “Milano Fashion Week – evento internazionale” della Galleria Farini Concept di Bologna.

    Clara ha tredici anni, ha esposto in Italia e all’estero e usa la pittura come una vera e propria lingua, con una grammatica di segni e colori che le consentono di comunicare con il mondo. A causa di un ictus perinatale Clara infatti non può parlare, capisce benissimo tre lingue – italiano, inglese e portoghese – e si esprime soprattutto attraverso la tavolozza, i pennelli, le mani e uno sguardo curioso che le consente di raccontare, in maniera straordinariamente vitale, se stessa e il mondo che la circonda.

    Con i suoi oltre 26mila follower su Instagram e 14mila su Facebook, Clara ha creato un altro prezioso canale di comunicazione, condividendo la propria storia e arte, motivando e ispirando le persone a trovare forza nelle avversità e ricevendo in cambio altrettanta energia positiva.

    L’esposizione milanese, in programma da martedì 17 settembre a mercoledì 25 settembre all’Art Mall Gallery, vede l’artista di nuovo insieme alla Galleria Farini, con cui ha esposto a Bologna dal 7 al 17 settembre e con cui volerà a Londra dal 30 settembre al 6 ottobre, per l’evento IV Art Expo Galleria Farini a Londra, la mostra collettiva alla Arthill Gallery.

    A Milano, insieme agli artisti della Galleria Farini, Clara esporrà all’Art Mall Gallery, uno spazio espositivo di nuova generazione che ha saputo diventare in breve tempo un collettore fondamentale per arte, ricerca, stile e creatività.

    “Il sodalizio Arte & Moda, filo conduttore di quest’esperienza condivisa nel cuore della città, – racconta Roberto Dudine, direttore artistico della Galleria bolognese – darà al pubblico e agli artisti un’occasione esclusiva per vivere l’effervescente settimana della moda”.

    Tra i dipinti di Clara selezionati per l’esposizione milanese ci sono Never too big!, omaggio a uno dei suoi cibi prediletti, il cheeseburguer, la passione per il quale è stata trasferita in un acrilico di grandi dimensioni dai colori caldi. Dimensioni ancora maggiori per una delle opere più attese, Casa de Papel, il dipinto realizzato insieme al pittore ed educatore Matteo Bellesi e ispirato alla celebre serie “La casa di carta” in onda su Netflix. Non poteva mancare una delle nuove opere della serie “Cats” dipinta da Clara negli ultimi anni. A Milano ci sarà l’inedito Two Cats, in cui sul fondo giallo si muovono gli amatissimi felini.

    “Scoprendo i dipinti di Clara – spiega Grazia Galdenzi, titolare della Galleria Farini – siamo rimasti colpiti da come, grazie all’arte, lei abbia intrapreso un incredibile viaggio nel cuore della vita, generando una pittura di grande forza espressiva, attraverso cui riesce a esprimere tutto il suo universo interiore e condividerlo con tutti”. “Alcune delle sue opere – prosegue Galdenzi – ci hanno impressionato in maniera particolare per la loro sorprendente e vibrante energia, caratterizzata da cromie ricche e da narrazioni che invitano a riflettere su sé stessi e sul mondo”.

    La mostra di Milano sarà inaugurata con il vernissage di martedì 17 settembre alle ore 18.00 (Art Mall Gallery, via Torino, 64) e nei giorni successivi sarà aperta tutti i giorni dalle ore 15.00 alle 22.00. Clara e la sua famiglia saranno presenti e disponibili per interviste sia in occasione del vernissage che nei giorni successivi di allestimento, negli orari di apertura indicati.

    Per approfondimenti:

    www.clarawoods.art
    www.instagram.com/woods_clara_
    www.galleriafarini.com

  • La mostra Tra sacro e profano inaugura al Museo Crocetti con la curatela di Nicoletta Rossotti e Salvo Nugnes

    Grande attesa per la mostra Tra Sacro e Profano a cura della dott.ssa Nicoletta Rossotti e del presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, che si terrà dal 9 al 29 novembre 2019 presso il prestigioso Museo Venanzo Crocetti, in via Cassia 492, a Roma.

    La mostra vedrà esposte opere di talentuosi artisti, di tutto il mondo, provenienti da svariate forme d’arte, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al design, allestite all’interno di un contesto museale storico della capitale.

    Il vernissage che inaugurerà sabato 9 novembre, alle ore 18, vedrà la presenza dei curatori e la partecipazione straordinaria di Antonietta di Vizia, giornalista RAI, di Josè Dalì, figlio di Salvador Dalì e rinomato artista, e di altri ospiti illustri.

    Il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, già manager di Vittorio Sgarbi, Katia Ricciarelli, Francesco Alberoni e altri personaggi, in riferimento all’esposizione, afferma: «Gli artisti presenti in mostra hanno un elevato spessore culturale. Proprio per questo ho individuato come sede questo museo perché, si sa, sono i musei che storicizzano le opere d’arte! Il Crocetti è un museo di arte contemporanea, ma ricco di storia, dedicato all’opera dell’abruzzese Venanzo Crocetti. Le sue sculture dialogheranno con le creazioni allestite nella collettiva “Tra Sacro e Profano”».

    La curatrice d’arte Rossotti, laureata in Lettere con indirizzo storico-artistico all’Università degli Studi Roma Tre, commenta: «Questi eventi sono democratici e aperti agli artisti più meritevoli. Dopo un’attenta selezione e valutazione del Comitato individueremo e selezioneremo dei nomi di grande livello e talento, valutando perizia tecnica, sensibilità e ricerca stilistica».

    Per info sull’esposizione contattare il numero 392 8507137 o scrivere una mail a [email protected] oppure a [email protected].

  • Pasolini torna a Matera con gli scatti di Villa in un’antologica curata da Sgarbi e Nugnes: l’intervista

    Dal 22 settembre al 6 ottobre alla Sax Art Gallery a Matera si terrà una sua mostra personale dal titolo Il fiore delle mille e una notte. Cinema e cultura dal 1973. L’Oriente di Pasolini nelle foto e cinema di Roberto Villa. L’esposizione antologica su Pasolini, curata dal prof. Vittorio Sgarbi e dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, verrà presentata alle 18 di domenica 22 settembre in quella che quest’anno è stata eletta capitale della cultura. Presenti alcune delle fotografie più significative scattate da Roberto Villa durante le riprese del film, al quale abbiamo voluto chiedere di entrare un po’ più nel dettaglio di questa manifestazione.

    Maestro Villa, qual è il legame tra Pier Paolo Pasolini e Matera?

    Chi meglio dello stesso Pasolini potrebbe risponderle? Ho estratto, a tal proposito, da conversazioni ed interviste dello stesso in merito al film da lui girato in questa città, le parti che meglio chiariscono questo punto.

    «Il semplice fatto che ho realizzato il film per analogia significa che non ero interessato alla precisione. Caso mai mi interessava tutt’altro […] dovendo scegliere fra una esatta riproduzione della Palestina di duemila anni fa e l’accostamento alla realtà di oggi, non potevo non optare per il secondo.

    Inoltre, assieme a questo metodo di “ricostruzione analogica”, c’è quell’idea del mito e dell’epicità di cui ho tanto parlato: quindi, raccontando la storia di Cristo non volli ricostruire Cristo come effettivamente fu […] non avrei fatto un film religioso, perché non sono un credente. Avrei fatto al massimo una ricostruzione positivista o marxista. […] Ma io non volevo far questo, perché non sono interessato alla dissacrazione. […] Volevo fare la storia di Cristo, più duemila anni di tradizione cristiana, perché sono stati duemila anni di storia cristiana a mitizzare quella biografia».

    Ecco il perché della scelta di girare in Basilicata, in posti fisicamente lontani dalla Palestina, ma molto vicini alla visione di Pasolini che ne intravedeva l’evocazione, quella perfetta per il Vangelo secondo Matteo, che «L’Osservatore Romano» aveva definito come il miglior film mai girato su Gesù.

    La mostra espone degli scatti unici da lei realizzati durante le riprese del film Il fiore delle mille e una notte. Qual è la foto più rappresentativa?

    La quantità di immagini realizzate per questo lavoro rasenta le ottomila unità, un numero decisamente superiore rispetto a quelle normalmente esposte.

    Tra queste una è certo la più emblematica, una in bianco e nero, di Pasolini con il ciak, ma non solo… infatti è l’unica foto in cui lui guarda e sorride alla macchina, ma in realtà a me, per una battuta che alludeva alle nostre conversazioni sul cinema.

    Pasolini sosteneva che il cinema è il linguaggio della realtà, io che era solo un linguaggio, quindi anche finzione.

    Quando l’ho visto fermo, davanti a me con l’attore che aveva il ciak in mano vicino, facendomelo passare e porgendolo a Pasolini, gli avevo detto: «Pier Paolo, prendi un attimo, faccio una foto». Mentre prendeva il ciak, aveva replicato: «Ma è una finzione!». Io, di rimando: «Anche il cinema, no?». Memore del nostro “contrasto” aveva sorriso, ed ho scattato.

    Com’è stato lavorare con Pasolini? Ha un altro aneddoto da raccontarci?

    Quello che tutti dicevano sul set era che fosse “di acciaio”… Lavorava sempre senza dare segni di rallentamento. Era rispettatissimo poiché estremamente educato, gentile e rispettoso di tutti. In diverse circostanze ho risolto problemi tecnici che erano sfuggiti a Pier Paolo perché la reverenza che avevano verso di lui aveva sempre trattenuto tutti dal farlo notare.

    Un caso eclatante è stato durante una ripresa in Persia, sul piazzale della Moschea del Venerdì, a Isfahan. Stava per passare al 43° ciak quando mi sono avvicinato a Pier Paolo che era alla cinecamera, dicendogli: «Pier Paolo, hai notato che quando l’attore raggiunge il punto in cui deve fermarsi, si alza in punta di piedi e poi ricade?». Mi ha guardato perplesso, poi, rivolgendosi agli assistenti aveva detto, con tono stupito e interrogativo: «Perché non mi avete detto niente? Ecco perché ad un certo momento mi usciva dall’inquadratura!». La 43° ripresa è stata quella giusta! A parte questo, lo “scambio” con Pier Paolo era costante, quello per cui ero là, il problema del linguaggio cinematografico a cui eravamo entrambi interessati e di cui Pasolini era stato estensore di centinaia di complesse pagine di saggistica.

    Che commenti ha fatto Pasolini quando ha visto le foto?

    Al ritorno in Italia, a chiusura dei lavori, e dopo le riprese di un piccolo rifacimento a Cinecittà, ho mostrato a Pasolini una selezione di immagini, venti pagine con venti diapositive ciascuna. Questi le sollevava e guardava contro luce poi, stupito dal risultato, come se non avesse mai visto quei posti, si era complimentato per i colori, le luci e, con genuina simpatia, aveva detto: «Hai fatto un film dove tu sei stato il regista ed io l’interprete».

    Quali saranno i suoi progetti futuri?

    Fra un mese, il 21 ottobre 2019, saremo in Bielorussia, invitati dall’ambasciata italiana a rappresentare ufficialmente l’Italia nella “Settimana della Lingua italiana”, presso il Teatro nazionale bielorusso di Minsk con il nostro lavoro sul Giullare Nobel Dario Fo e Franca Rame, che presenteremo anche all’Università di Stato bielorussa e all’Accademia delle Belle Arti di Minsk.

    Di seguito, un’intensa attività di preparazione dei lavori di Finché c’è guerra c’è speranza, di e con Alberto Sordi, poiché nel 2020 è il centenario della nascita di questo gigante che è stato poco compreso nel suo intento sociale.

    Lavoriamo anche su Geppo il Folle di e con Adriano Celentano, Omega di Marcello Piccardo e Bruno Munari, The Rocky Horror Picture Show che ho portato in teatro a Milano con la compagnia originale diretta da James “Jim” David Sharman, il Pilato sempre e Cercando Picasso di Giorgio Albertazzi, e qui mi fermo, perché sono così tanti i lavori sui personaggi con cui abbiamo collaborato che questa potrebbe essere una lunga lista della spesa.

    La sua mostra a Matera è curata da Salvo Nugnes e dal Prof. Vittorio Sgarbi. Com’è nata questa collaborazione?

    Avevo incontrato diverse volte il prof. Sgarbi in giro per l’Italia, quando mi rivolgevo a lui con “Prof” e lui con “Ing”. Molti anni fa avevo visto che era presente a una mostra, in una certa Milano Art Gallery, ed ero andato a vedere e sentire; quando il prof. Sgarbi mi vide, disse: “Cosa ci fai qui?”

    Forse pensava che mi occupassi solo di elettronica… Frattanto era venuto a salutarmi un signore che si era presentato come il presidente della Milano Art Gallery, Salvo Nugnes, che mi disse immediatamente tutto sulla sede, anche che aveva riaperto da poco.

    I contatti da radi che erano, sono diventati frequenti, fino a quando abbiamo parlato del mio archivio e delle possibilità di fare qualcosa insieme. L’ho aperto e ho messo a disposizione un po’ di cose e qualche idea, ho spolverato le mie antiche conoscenze dell’arte e abbiamo iniziato a fare “qualcosa insieme”.

    Da esperto fotografo e artista internazionale quali consigli e suggerimenti può dare a un aspirante fotografo?

    Sono un ingegnere elettronico, un esperto di comunicazione che ha utilizzato queste conoscenze per comunicare e la fotografia è stato un mezzo che ho usato professionalmente solo dal 1970 al 1984, per cui non mi identifico con il ruolo del “fotografo di paesaggi o ritratti, d’architettura o still-life, di reportage ecc” che segue l’ispirazione e che opera in conseguenza a un travaglio creativo. Ho sempre fatto solo comunicazione attraverso la teoria dell’informazione, nata nel 1949, delle teorie della comunicazione dell’arte e degli strumenti linguistici e specifici fotografici appropriati.

    Quello che posso suggerire a chi voglia fare il fotografo, a pieno titolo, è di studiare, studiare tanto, l’arte e la sua storia, linguistica e semiologia, psicologia e tecnologia, sapendo che non sarà mai abbastanza poiché un artista opera per il sociale, da sempre, ed è lui parte costituente di quel sociale che spesso rappresenta nelle immagini come se ne fosse esterno “a parte”.

    Non è un caso che Pasolini affermasse di credere al progresso ma non allo sviluppo: l’avanzamento tecnologico non avrebbe, di pari passo, costituto un avanzamento sociale e quindi culturale. La risposta si trova su Facebook se ci sia o no comunicazione, da parte di quelli che bevono e ridono di un sorriso standard, beota, davanti a una fotocamera. È una domanda che non si fanno, ma sono lì, a rendere noto che la loro insipiente presenza ci dice che nessuno ha niente da dire, ma non sanno che sono un documento antropologico e sociologico della realtà odierna, del loro contesto socioeconomico, del loro stato culturale.

    Ogni immagine fotografica o pittorica è l’impronta digitale, unica, della società, della cultura, dell’individuo che l’ha realizzata.

  • I foulard Flora di Gucci vestono le bottiglie di acqua minerale Bracca

    Gruppo Bracca Acque Minerali, azienda bergamasca leader nella produzione di acque minerali, promuove ARTE DI MODA, in mostra dal 14 settembre al 21 ottobre 2019 in Accademia Carrara a Bergamo.
    1.500.000 di bottiglie in vetro Bracca si vestono della famosa trama floreale per diffondere il progetto proseguendo la filosofia aziendale di supportare iniziative culturali e grandi eventi che promuovano il bello, la cultura e valorizzino il territorio. 6 bottiglie di queste bottiglie dedicate alla manifestazione entreranno in dialogo con i foulard e le opere dell’Accademia Carrara con un’esposizione nella sala 18.

    L’iniziativa è organizzata da BE-STILE, un nuovo format dedicato allo STILE, acronimo di “BERGAMO STILE” ma anche di “ESSERE STILE”, che avrà come luogo prediletto la storica Accademia Carrara e che vuole essere un laboratorio di riferimento per proposte e progetti che possano favorire il dialogo fra la città e il mondo della Moda, dell’Arte e del Design.
    Il tema centrale della prima edizione, intitolata “Arte di Moda” avrà come tema la collezione di Foulard “Giardini di Seta” disegnati per la Maison Gucci dall’artista Vittorio Accornero durante gli anni 60-70, tra i quali spicca il celebre Flora, uno dei trade-marks della Maison Gucci. Una mostra di grande freschezza, rappresentativa di un periodo storico fra i più rilevanti per il design e la moda italiani per l’affermazione nell’immaginario collettivo di un concetto di STILE italiano. Un percorso attraverso visite guidate tematiche che legano e creano un dialogo tra il mondo della moda e quello dell’arte e tra i diversi modi di essere Stile.

  • Matera ospita l’antologica su Pasolini con gli scatti del fotografo Villa curata da Sgarbi e Nugnes

    Ripercorre la vita e le opere del grande Pier Paolo Pasolini la mostra antologica curata dal prof. Vittorio Sgarbi e dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes nella capitale europea della cultura. Dal 22 settembre al 6 ottobre l’evento, con sede la Sax Art Gallery di via Fiorentini 233/243 (Sasso Barisano), arricchirà il già interessante programma di Matera. L’esposizione verrà inaugurata alle 18 di domenica 22 settembre dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, dalla curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi, dall’assessore alle opere pubbliche Nicola Trombetta, dal tenore di fama internazionale Francesco Zingariello e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico del famoso intellettuale e di Dario Fo. Sue sono infatti le immagini che ritraggono il noto regista sul set del film de Il fiore delle mille e una notte durante le riprese nello Yemen.

    È così che, dopo il successo registrato a Grado (UD), l’isola del sole in cui quest’anno si sono festeggiati i 50 anni dalle riprese del film Medea, l’antologica vola in Basilicata, nella città che ha regalato un’indelebile scenografia a Il Vangelo secondo Matteo (1964), altro celebre film di Pasolini. Sembra dunque una perfetta chiusura ad anello quella che vede la mostra antologica riportare a Matera il regista che ha mostrato la regione quando ancora il mondo l’ignorava. Anche il momento scelto porta in risalto il legame profondo che l’intellettuale ha instaurato con i Sassi più affascinanti d’Italia: il 2019, al decorrere dei 55 anni dall’uscita del film, è anche l’anno in cui Matera gode della massima visibilità culturale e mediatica. Si tratta dunque di un’ottima occasione per riscoprire il vissuto di Pasolini attraverso gli scatti di chi l’ha seguito durante le riprese. Scatti che catturano i momenti più salienti di lavorazione del suo film più visionario, che indagano, attraverso gli sguardi e le ambientazioni, lo spirito del popolo iraniano e dello Yemen.

    La mostra è visitabile tutti i giorni dalle 10.30 alle 13 e dalle 16 alle 21.

  • Le opere di Sergio Battarola in mostra al Centro Culturale San Bartolomeo

    Dopo il successo della mostra “Laudato sì”, dedicata al delicato equilibrio tra Uomo e Creato, continua l’impegno della Fondazione Credito Bergamasco a provocare riflessioni quanto mai attuali. Si inaugura venerdì 27 settembre alle ore 18 “Al tempo dei lupi”, l’esposizione delle opere di Sergio Battarola presso il Centro Culturale San Bartolomeo a Bergamo (Largo Belotti, 1).

    «Homo homini lupus. Il sintetico aforisma del filosofo inglese Thomas Hobbes mi è tornato in mente alla visione della interessante e originale produzione di Sergio Battarola, dedicata al tema dei lupi – anticipa Angelo Piazzoli, Segretario Generale della Fondazione Creberg -. Ho pensato subito che il lavoro di questo straordinario artista, introverso e profondo, tecnicamente eccellente, “scoperto” e valorizzato da Giovanni Testori, potesse dar luogo ad un evento espositivo di rilevante spessore che ci consentisse di porre al centro della comune attenzione e delle nostre riflessioni le situazioni prevaricatorie che nel mondo si ripetono quotidianamente: il crescente imbarbarimento nelle relazioni collettive e personali, l’individualismo culturale ed esistenziale che sembra ormai prevalere nei comportamenti e nel pensiero, accrescendosi in modo esponenziale proprio nella nostra civiltà occidentale decadente e svuotata dei suoi originari valori etici. Da qui il titolo della mostra Al tempo dei lupi».

    L’attrazione e la persistenza di Battarola verso il lupo, accresciuta nel corso di una ventina d’anni con studi e approfondite ricerche si inserisce in un antico solco percorso a ritroso nel tentativo di recuperare memorie di convivenze sullo stesso territorio di generazioni di uomini forti e risoluti, mai domi dalla fatica, sempre alla ricerca di nuove aree selvatiche da addomesticare, e i lupi, predatori dalle capacità altamente evocative, oltremodo amplificate dalla cultura popolare.

    «L’esposizione – aggiunge Claudia Emedoli, curatrice della mostra con Angelo Piazzoli– presenta alcune riflessioni sulla natura del lupo proponendo una selezione fra i tanti disegni a matita e tempera su carta realizzati dal 2003 ad oggi, caratterizzati da rigore e serialità. Le figure prendono foggia nella rituale ripetizione degli stessi passaggi di gesto e veicolano una forte carica di graffiante ferocia nell’insistita stratificazione del tratto, reiterato nella fissità della postura di lupi in atteggiamento di manifesta aggressività. Le immagini rispecchiano il carattere stereotipato del lupo ideato e sostenuto durante il Basso Medioevo, che lo ha reso una presenza sinistra e diabolica, come si evince dal famoso inizio dell’Inferno dantesco, in cui il pellegrino incontra tre fiere, l’ultima delle quali, la più temibile, è una lupa. La descrizione di questo predatore notturno da parte del Sommo Poeta si inserisce in un particolare sistema religioso di simboli ideato intorno alla contrapposizione di salvezza e peccato, Paradiso e Inferno, che ha incrementato il numero di animali e creature fantastiche zoomorfe, caricate di significati morali, portando alla sfortuna di alcune di esse come appunto il lupo».

    La mostra sarà visitabile fino al 13 ottobre, dal lunedì alla domenica dalle 16 alle 19, sabato e domenica anche dalle 10 alle 12. Ingresso libero e distribuzione del catalogo gratuita.

    Da sabato 19 ottobre a domenica 17 novembre “Al tempo dei lupi” sarà allestita presso Palazzo Micheli – Biblioteca comunale (primo piano) a Grumello del Monte (Via San Nicola, 2).

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    Per informazioni: www.fondazionecreberg.it

    Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco

  • UNITRE MILANO – Convegno del 13 settembre 2019 “Tecniche e nuove modalità espressive nell’arte contemporanea”

    L’Università delle Tre Età UNITRE Milano organizza il secondo incontro di approfondimento di Alta Cultura previsto per il mese di settembre, nell’ambito delle attività extraaccademiche di avvio al nuovo anno accademico 2019/2020: venerdì 13 settembre alle ore 15:00, presso l’Auditorium UNITRE Milano in via San Calocero 16, si terrà il convegno “Tecniche e nuove modalità espressive nell’arte contemporanea”, uno sguardo interdisciplinare alle forme espressive che le diverse arti hanno assunto entrando in contatto con odierne tecnologie e pensiero moderno.

    A tenere l’incontro sarà una rosa di docenti di UNITRE ed ospiti d’eccezione provenienti da altri Atenei. Tra i relatori annoveriamo il Prof. Marco Marinacci, dell’Università e-Campus e UNITRE Milano, con l’intervento “L’opera d’arte dall’epoca della sua riproducibilità tecnica ai nuovi media”, il Prof. Lorenzo De Donato dell’Università Statale di Milano con “Adorno e le nuove modalità espressive della musica contemporanea”, il Prof. Luca Siniscalco dell’Università E-Campus e UNITRE Milano con “Immagine autentica e simulacro. Filosofia dell’immagine nel tempo della «planetarizzazione»”, il Prof. Roberto Rosso dall’Accademia di Brera con “Indagini sull’arte contemporanea attraverso le tecnologie” e il Prof. Carmelo Strano dell’Università di Catania con “Tecniche Global, modi Giocal”.

    I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE MILANO rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari. Possono parteciparvi liberamente tutti coloro che desiderano approfondire le proprie conoscenze nelle tematiche proposte, senza vincoli di età o titoli di studio.

    Per l’anno accademico 2019/2020, l’Università delle Tre Età UNITRE MILANO ha ampliato la propria offerta attivando oltre mille corsi e laboratori in tutti i campi d’interesse. Un fitto programma ricco di incontri, eventi e convegni sui più svariati ambiti culturali alimenta l’interesse verso materie tradizionali e contemporanee con un occhio di riguardo all’impiego del tempo libero. Accanto alle lezioni tradizionali non mancano momenti significativi di carattere extraaccademico quali conferenze, seminari, manifestazioni, rappresentazioni teatrali, musicali, artistiche, gite culturali, visite guidate, attività sociali-turistiche e di tempo libero, orientamento e counseling psicologico. Tutti gli eventi si svolgono a Milano nella sede di UNITRE Milano in via Ariberto 11 oppure nell’Auditorium in via San Calocero 16.

     

    UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

    Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

  • “I Maestri del Paesaggio” fanno tappa alla Fondazione Istituti Educativi con “Il Meraviglioso Mondo delle Api”

    Piccole, generose, audaci, instancabili, rispettose… le api” (Emilia Masati). La Fondazione Istituti Educativi si tinge di verde e ospita un corner della IX edizione di “Landscape Festival – I Maestri del Paesaggio”, la manifestazione organizzata dal Comune di Bergamo e dall’associazione Arketipos dedicata a natura, paesaggio e design al via da oggi fino al 22 settembre.

    Nella splendida cornice del Chiostro di Sant’Antonio in Passaggio Canonici Lateranensi, 23, la curatrice bergamasca Giovanna Massone espone un’installazione dedicata al meraviglioso mondo delle api. Un’opera fruibile dal pubblico da giovedì 12 settembre, nata dell’esigenza di far comprendere alle persone l’importanza vitale dell’esistenza di questi piccoli insetti per il mantenimento della biodiversità e per la conservazione della natura. L’obiettivo primario dell’installazione è infatti quello di far conoscere, incuriosire e sensibilizzare i visitatori al ruolo fondamentale che le api hanno all’interno del nostro ecosistema, perché senza di loro il mondo come lo conosciamo non esisterebbe.

    L’installazione nasce da una sinergia tra diverse realtà che ha avuto come modello quello delle stesse api, instancabili e minuziose lavoratrici. Curiosità scientifiche, aforismi, carta d’identità delle piccole impollinatrici, danze e ronzii, arnie urbane e tanto altro: la volontà dell’artista è quella di creare, nel tempo, un alveare sempre più produttivo e sempre più armonioso. 

    L’installazione di Giovanna Massone vanta la preziosa collaborazione di: CCIAA di Bergamo, Ambasciata Slovena di Roma, Conapi, Melixia, Csm di Treviolo, Italgreen, Vivai Colleoni di Palazzago, Coldiretti, Dott.ssa Elisabetta Palazzi, apicultrice francese Diane Jo’s e BPW International nella persona della Dott.ssa Cristina Visconti ed è pronta a raccontarsi presso il chiostro della Fondazione Istituti Educativi in città bassa.

  • La talentuosa pittrice Maria Brunaccini a Lamezia Terme: l’intervista prima del vernissage

    A pochi giorni dall’apertura della personale della pittrice di Falerna (CZ) Maria Brunaccini, la curiosità non fa che salire. Per soddisfarla, dunque, abbiamo posto alcune domande all’artista sulla sua mostra Effetti di luce sulla realtà, appuntamento di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi che verrà inaugurato alle 18 di sabato 21 settembre. A presentare gli ultimi decenni di attività della pittrice, presso il chiostro caffè letterario della piazzetta San Domenico di Lamezia Terme (CZ), saranno il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

     

    Da artista affermata a livello nazionale ha rivelato in una precedente intervista che tra le ragioni che hanno originato la sua arte, vi è quella di dipingere il bello. Ora le chiediamo, che cos’è per lei il “bello”?

    Il concetto di bello è molto vasto e del “bello” sono grandi interpreti pittori, scultori, scrittori e pensatori.

    Nella mia arte pittorica anche io ho provato a riportare sulla tela il “bello” che, per me, è prima di tutto armonia delle forme e del colore. Ma la bellezza è anche l’emozione che suscita una mia opera negli osservatori. Come ho già detto in una precedente intervista, sulle mie tele riporto tutto ciò che più mi attrae ed è fonte di ispirazione.

    Tra le mie ultime creazioni ve n’è una intitolata Paura, che vuole rappresentare gli effetti tragici della guerra sulla vita umana. Quando ho visto la foto che poi è stata fonte ispiratrice di Paura, sfogliando una rivista, ho avuto come un flash: in pochi attimi, in quella foto, ho visto il vero significato della violenza che altri esseri umani compiono sui propri simili; a quella tragica immagine di così forte impatto emotivo ho cercato di dare armonia attraverso le forme e i colori, ricercando l’essenza del bello anche in ciò che non può intendersi tale, come, appunto, una scena di guerra o di inquinamento del nostro Pianeta. Le tonalità dei colori che uso per dipingere illuminano, come lampadine accese, anche quegli angoli di mondo dove la luce si sta spegnendo.

    In Effetti di luce sulla realtà molti suoi lavori fanno riferimento alla mitologia greca. Come mai?

    Attraverso la mia arte e facendomi interprete di alcuni pittori del passato, ho riportato sulla tela i grandi miti greci, come il Patroclo attribuito a Jacques Louis David, un Patroclo dipinto di schiena e che rivela uno studio anatomico molto accurato, un nudo imponente da cui traspare la bellezza armoniosa della sua forma fisica e che incarna perfettamente quell’idea del bello di cui ho parlato prima. Attraverso l’interpretazione di questo dipinto, ho riportato sulla tela il fascino di un nudo maschile così come era inteso nel mito classico. Sulle mie tele ho voluto ridare vita agli dei e agli eroi dell’antica Grecia, queste figure leggendarie in cui gli esseri umani si incontrano e si scontrano con le divinità generando personaggi-eroi dotati di poteri eccezionali e che evocano qualità quali il coraggio e la forza fisica e morale, caratteristiche che mi auguro possano suscitare nobili sentimenti, attraverso queste mie opere, negli attenti osservatori che visiteranno Effetti di luce sulla realtà.

    Una parte dei dipinti è inoltre riservata alla riproduzione di alcune opere di Modigliani. Cosa rappresenta per lei questo modello?

    Ho dedicato una parte della mia riproduzione artistica a Modigliani, quando ho conosciuto la storia della sua vita. Modigliani, pur nella sua brevissima esistenza, è riuscito a passare alla storia per la sua particolare abilità nel dipingere ritratti di giovani donne. Ho riprodotto cinque sue opere, cinque versioni di Jeanne, l’amore della sua vita, ritratta con gli occhi privi delle pupille e pare che questa scelta fosse dovuta alla difficoltà del pittore di carpire l’animo della sua amata. “Quando conoscerò la tua anima dipingerò i tuoi occhi”, secondo un’autorevole fonte questa frase fu attribuita a Modigliani e in queste parole si racchiude l’essenza di un animo vulnerabile e tormentato. Ho studiato a lungo le sue opere prima di decidere di riprodurne qualcuna. Apparentemente i suoi ritratti sono quasi monotoni, perché seduti o sdraiati, quasi inerti, ma si distinguono proprio per alcune connotazioni psicologiche; in ogni dipinto che ho eseguito si nota un’infinita dolcissima malinconia che, ai miei occhi, ha reso le sue opere uniche e di una bellezza quasi innaturale. Non so se in futuro creerò altre riproduzioni di opere di Modigliani, certamente però lo studio di questo pittore ha lasciato un segno indelebile nella mia carriera artistica.

    Appuntamento di Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, Effetti di luce sulla realtà è un viaggio nell’arte figurativa e non solo… Quanto ha influito il legame con la sua terra?

    La mia città natale è Messina e qui ho vissuto buona parte della mia vita ed è proprio in questa città che ho incominciato a dipingere, ridando vita ad una vecchia foto che ritraeva un mio lontano parente, usando semplici pastelli. Ho iniziato facendo ritratti, anche su commissione, nel tempo restante mi sono dedicata allo studio della pittura paesaggistica, ho riportato sulla tela gli scorci più belli delle campagne siciliane, dove ho vissuto da bambina. Ho imparato a miscelare i colori proprio nel tentativo di riprodurre fedelmente la luce calda del sole al tramonto, sul mare di Messina. In Sicilia ho partecipato alle prime mostre collettive, riscuotendo un notevole successo e ho partecipato a diverse estemporanee anche in Calabria, la mia terra d’adozione e dove vivo attualmente.

    In mostra vi sarà un ritratto del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, che presenterà la sua personale durante il vernissage del 21 settembre. Come ha conosciuto il presidente di Spoleto Arte?

    Mi hanno parlato del presidente di Spoleto Arte durante una mostra collettiva che si è svolta in Calabria circa due anni fa e a cui ho partecipato con la presentazione di due quadri. Durante il vernissage una pittrice, oggi diventata cara amica, ha manifestato particolare apprezzamento per le mie due opere esposte e mi ha consigliato di presentare qualche dipinto al comitato di Spoleto Arte, per poter essere selezionata e partecipare alle importanti mostre collettive organizzate dal manager della cultura Salvo Nugnes. È iniziata così la mia collaborazione con il curatore di eventi e grandi mostre, con la selezione di quattro dipinti, Patroclo della mitologia greca, L’uliveto, Jeanne in due differenti versioni, esposti a Spoleto, Palazzo Leti Sansi, durante la grande mostra internazionale Spoleto Arte, nel contesto del Festival dei Due Mondi.

    Una collaborazione che portato dunque buoni frutti… Tornando un attimo al ritratto: cosa cerca di carpire al suo soggetto quando lo rappresenta sulla tela?

    Ho eseguito diversi ritratti nel corso della mia carriera artistica, quasi tutti su commissione, poi ci sono quelli che ho deciso di dipingere per puro piacere personale, come quello dedicato al manager Salvo Nugnes. La mia aspirazione, quando creo dei ritratti, è quella di cogliere ciò che sento e che vedo, cerco di esprimere il sentimento che colgo nella persona che scelgo come soggetto. Ho creato il ritratto di Salvo Nugnes guardando una sua foto su Facebook; paradossalmente se dovessi descrivere con le parole e i pensieri ciò che ho visto in quella foto, non ci riuscirei, ma con lo strumento dell’Arte, con i miei pennelli e i colori, potrei dire che ho cercato di imprimere sulla tela l’espressione più pura del soggetto ritratto, quella che io vedo e sento ma che, come ho già detto, so descrivere attraverso una tela, più che con le parole. Sarà poi il presidente Salvo Nugnes a dirmi se sono riuscita a cogliere la sua espressione interiore.

    L’ultima parola sempre a chi osserva, quindi. A lei però l’ultima di questa breve intervista: cosa si augura per questa mostra e quali progetti ha in serbo per il futuro?

    Effetti di luce sulla realtà è un tassello che si unisce a tutti gli altri e che rappresenta una della diverse tappe del mio percorso artistico, è come un cerchio che si chiude ma che ha ancora bisogno di essere riempito, è l’apoteosi della mia carriera artistica fatta di dedizione, piacere, entusiasmo e anche fatica. Cosa mi auguro per questa mostra? Credo di avere un desiderio comune a tutti i pittori che celebrano la loro prima personale, quello di entusiasmare e piacere attraverso le proprie opere. Metterò in esposizione più di quaranta quadri e vorrei che questa mostra fosse come un viaggio per gli spettatori che la visiteranno, un viaggio tra diverse epoche e nella vita dei pittori classici di cui ho cercato di interpretarne le opere più belle. Progetti per il futuro? Al termine di Effetti di luce sulla realtà sarà pubblicato un importante catalogo di tutte le opere esposte che vorrei esibire nelle mostre internazionali più importanti, per farmi conoscere anche fuori dall’Italia come in parte è già avvenuto grazie alla selezione di tre mie opere dedicate a Modigliani e che sono state protagoniste dell’evento Miami Meets Milano, organizzato dal curatore Salvo Nugnes, nel contesto di una delle fiere d’arte moderna e contemporanea più importanti al mondo, Art Basel a Miami. Vorrei continuare su questa strada, superare i confini dell’Italia e portare la mia arte in molte altre parti del mondo. Altri progetti per il futuro? L’ho detto prima, lo ribadisco, Effetti di luce sulla realtà è un cerchio che si chiude ma che ha ancora bisogno di essere riempito…

  • “Giorgio La Pira sindaco innovativo”, si presenta il nuovo libro di Corrado Monaca

    Poggibonsi (SI) – Sono trascorsi più di quarant’anni dalla scomparsa di Giorgio La Pira, ma il suo pensiero e il suo operato si rivelano ancora vitali, vivi e attuali, capaci di sviluppare nuovi punti di vista, riflessioni stimolanti e proposte di soluzione sui temi e sui problemi d’oggi. È quello che emerge dalla lettura del libro “Giorgio La Pira sindaco innovativo, la reinvenzione del modo di governare oltre la planologia” di Corrado Monaca (Città Nuova editrice) che sarà presentato in prima nazionale sabato 28 settembre alle ore 17,30 a Poggibonsi (Siena) presso il Salone delle feste della Misericordia in via Alessandro Volta 38/A. L’evento è organizzato dal locale Centro studi “Giorgio La Pira” Istituto culturale valdelsano di Poggibonsi, in collaborazione con la locale Confraternita di Misericordia.
    Il programma della serata prevede i saluti e l’introduzione di Paolo Marrocchesi, fondatore e presidente del Centro studi “Giorgio La Pira”, l’intervento di Marco Ricceri segretario generale dell’Eurispes, la testimonianza di Mario Primicerio presidente della Fondazione “Giorgio La Pira” di Firenze e le conclusioni dell’autore.

    Corrado Monaca, ispicese, docente, tecnico e imprenditore, con un passato da amministratore pubblico e presidente nazionale di un noto movimento ambientalista, tratta nel suo libro un argomento inedito e originale: La Pira artefice di una innovativa pianificazione socio-economica e di un nuovo approccio planologico ai problemi del suo tempo. Non si tratta (soltanto) di una ricostruzione cronologica di fatti storici, ma di un esempio concreto di buone pratiche e capacità amministrativa che ha ancora tanto da insegnare ai politici d’oggi.
    La “reinvenzione” del modo di governare avvenne agli inizi degli anni Sessanta nel Comune di Firenze. Il capoluogo toscano all’epoca era dissestato e afflitto da innumerevoli problemi: le spinte dell’immigrazione, la disoccupazione, le difficoltà della ricostruzione postbellica, il crescente pauperismo, la mancanza di alloggi, ospedali e scuole. Così La Pira dovette inventarsi un nuovo strumento di governo: la “Compagnia delle Indie fiorentina”, sul modello della britannica Compagnia delle Indie Orientali, risalente al XVII secolo.

    Il suo compito era quello di rilevare le esigenze e i problemi dei cittadini, suddivise negli ambiti strategici – economico, sociologico, urbanistico e religioso – per poi formulare programmi di intervento e progetti risolutori. La Pira chiamò a parteciparvi come “soci” tutti i cittadini. La direzione, invece, fu affidata a Gianni Conti, giovane universitario nuorese stabilitosi a Firenze. Suoi collaboratori erano inviati nei quartieri della città per ascoltare la gente e programmare le azioni da realizzare. Poi si stilavano i piani di lavoro, si annotavano i costi, i soggetti attuatori e i tempi di realizzazione. Dal 1961 al 1965 la Compagnia fiorentina realizzò ben 113 strade per servire 47.000 abitanti con rete fognante, rete idrica, piani stradali e servizi; 14 scuole prefabbricate e demolì 54 strettoie stradali. E ciò grazie al volontariato e ai privati, in una sorta di “sussidiarietà orizzontale” o sinergia pubblico-privato.

    Fin qui la storia. Ma quali insegnamenti se ne possono trarre? “Dal modus operandi della Compagnia delle Indie fiorentina – spiega Monaca – emerge una gestione innovativa, ancora fino ai giorni nostri, della pianificazione come strumento di democrazia e partecipazione. È stata la prima testimonianza non solo in Italia, di una nuova disciplina unitaria della pianificazione – la Planologia – intesa a creare un ponte fra i progressi scientifici e teorici in economia e di altre scienze sociali e l’efficienza della politica operativa e amministrativa. Una pianificazione socio-economica unificata e integrata, meta-disciplinare, per una nuova esperienza di gestione delle politiche pubbliche”.

    Monaca fa riferimento in particolare alla tesi di Franco Archibugi, teorico della pianificazione spaziale, circa la fine dell’economia teorica e la nascita, al suo posto, di una politica integrata socio-economica, orientata all’azione e alla programmazione, attraverso un approccio problem-solving, basato su coefficienti o parametri cognitivi tratti dall’analisi ex post (modelli decisionali) e non ad analisi di “modelli descrittivi” o legati all’azione futura.

  • “Dinamism and Emotions”, antologica di Guido Cicero all’ex Convento del Carmine

    Modica (RG) – Quasi settanta dipinti raggruppati in cinque percorsi tematici, il meglio della produzione pittorica dell’ultimo quinquennio, in una mostra antologica che propone un “viaggio” nell’opera dell’artista Guido Cicero.

    “Dinamism and Emotions”: è questo il titolo della mostra dedicata all’artista modicano, a cura dello storico e critico d’arte Giorgio Gregorio Grasso, allestita dal 14 al 29 settembre negli spazi espositivi dell’ex Convento del Carmine, in piazza Matteotti, con il patrocinio del Comune di Modica e della Fondazione Teatro Garibaldi. La mostra sarà inaugurata sabato 14 alle ore 19 (ingresso libero solo per il vernissage; visite tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 17 alle ore 21 con ticket di 2,00 €; catalogo disponibile in loco).

    All’inaugurazione saranno presenti per i saluti istituzionali il sindaco Ignazio Abbate, l’assessore alla Cultura Maria Monisteri e il sovrintendente della Fondazione Teatro Garibaldi Tonino Cannata. Seguirà un intervento del curatore Giorgio Gregorio Grasso. Daniele Voi presterà la voce alla lettura di alcuni brani tratti dal catalogo della mostra. I maestri Lino Gatto (chitarra) e Carmelo Melilli (sassofono) allieteranno la serata con alcuni intermezzi musicali. Coordinerà la giornalista Cinzia Vernuccio.

    L’attesa mostra nella sua città natale giunge per Guido Cicero al termine di un percorso di crescita professionale che lo ha visto protagonista di numerose e qualificate esposizioni in Italia e all’estero, da Milano a Venezia, da Mantova a Parigi. Un percorso, il suo, costellato di premi, riconoscimenti della critica e apprezzamenti del pubblico. Partito dalla pittura figurativa, il poliedrico artista modicano (pittore, musicista e fotografo) ha attraversato varie esperienze e correnti culturali, approdando infine a uno stile personalissimo e riconoscibile, attraverso il quale riesce a esprimere un profondo dinamismo emotivo.

    “La pittura di Guido Cicero – scrive il critico d’arte Maria Palladino nel catalogo della mostra – è manifestazione sincera, sinestetica e cromaticamente spazialista del suo sentire, proteso a una rappresentazione realistica quanto alla scomposizione di questa stessa in costituenti elementari formati dal segno e dal colore. Emergono direttrici che creano punti di fuga e improvvise attrazioni prospettiche: ci troviamo risucchiati all’interno del dipinto, coinvolti dalla forza dei contrasti timbrici e degli accordi tonali che l’artista, da abile colorista, sa disporre, contrapporre, bilanciare, per ottenere effetti d’ombra o di luminosità e per far risaltare i soggetti”.

    La mostra è articolata in cinque sezioni: Hidden Colors of Nature (I colori nascosti della Natura), Women and Spirituality (Donne e spiritualità), City Illusions (Allucinazioni metropolitane); A las cinco de la tarde (Alle cinque della sera); Abstract (Astratto). Ogni sezione raccoglie le opere più significative prodotte da Guido Cicero dal 2014 a oggi.

  • “Cinema e Nuovi Media: i luoghi di racconto dell’eccellenza. La seduzione digitale rinnova l’amarcord”

    Comunicato incontro giovedì 5 settembre, ore 9/10, Italian Pavilion Sala Tropicana Hotel Excelsior Lido.
    Nell’ambito della 76esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia nello spazio istituzionale di ANICA col Ministero per i Beni e le attività culturali torna l’appuntamento “Cinema e Web” ideato dal giornalista economico Massimo Lucidi, autore di numerosi eventi, internazionali come il “Premio Eccellenza Italiana” a Washington DC e, libri, i “quaderni social” best sellers su Amazon. L’incontro annuale a Venezia nato lo scorso anno in collaborazione con “Casa Sanremo” presieduta da Vincenzo Russolillo, si candida ad essere un momento di riflessione sul rapporto tra l’emozione e la seduzione del Cinema al tempo dei nuovi strumenti web. Un incontro di contenuti impreziosito da tanti ospiti che testimoniano nell’impresa e nella professione l’evoluzione della società digitale e il rischio della scarsa consapevolezza nel #webdelleopportunità.
    L’incontro “Cinema e web” vedrà la partecipazione dell’onorevole Nicola Acunzo, presidente intergruppo parlamentare “Cinema e Arti nello Spettacolo” che sta portando nei palazzi istituzionali i protagonisti dell’arte cinematografica con una rassegna che “rinnova l’amarcord”: i maestri del cinema che ricordano i propri maestri. Accomunati da storie di cinema e di cultura, di impegno e di eccellenza tanti ospiti che hanno assicurato la propria presenza. Atteso anche Paolo Del Brocco direttore di Rai Cinema.
    L’incontro apre con la proiezione del corto curato da Sanremo Coffee Machines, l’azienda trevigiana della famiglia De Sordi, leader nel mondo della fabbricazione di macchine da caffè: un corto perché sempre più nei prossimi mesi ed anni sarà determinante costruire uno storytelling emozionale e “adulto” di proporsi ai mercati internazionali. E la Sanremo dimostra di voler investire e puntare alle tecniche cinematografiche per comunicare. Anche il product placement diventa uno strumento di promozione di prodotti di eccellenza nei film: ne è convinto il Presidente di “Arte e Tradizioni” Claudio Mele che a Venezia porta la propria esperienza di imprese piccole e medie presenti sui mercati internazionali dalle forti potenzialità, come gli stivali da donna di Angelo Bervicato, i materassi innovativi della Silver Prince, il cachemire di Fool Company, la bicicletta innovativa firmata da Bad Bike. Ma anche altre aziende, altre storie attenzionate dall’Asmef, l’associazione presieduta da Salvo Iavarone che ha candidato per il Premio a Washington, Luigi Acanfora ceo del gruppo alberghiero Acanfora, il Comune di Montescano sulla Marcellana con il suo sindaco Giuseppe Rinaldi, Walter Maiocchi  presidente del maglificio Malo e Mariano Negri ceo della CMD realtà leader nella componentistica motori. Storie e aziende che stanno guardando al cinema e al web per evolvere il dialogo col mercato, spesso internazionale.
    Al dibattito in Laguna, organizzato da Massimo Lucidi,  nella preziosa cornice del Grand Hotel al Lido, nel penultimo giorno del Festival interverranno Judy e Leonard Gingerella la Famiglia americana discendente dei Ferrara, quelli della omonima caramella, comprata dai Ferrero, l’inventore Giorgio Torchio e la figlia Francesca titolare della TRC che si sta distinguendo come start up innovativa. Ma anche Giovanni Caria, l’ethical hacker a capo di Centuria Security, il colonnello dei Carabinieri Orazio Anania ideatore peraltro del Premio Apoxiomeno del cinema in divisa, le produttrici cinematografiche Daniela Sabella ed Elisa Russo, il regista Enzo Acri che sarà accompagnato dalla giovane attrice Anna De Angelis scelta per il nuovo cortometraggio sul bullismo, “Baby Gang”, già protagonista di “un amore malato” di Antonio Rosolino.
    Anna De Angelis sarà premiata per la candidatura a Washington DC da Giovanni Trevisan, ambasciatore del Premio Eccellenza Italiana, quale gestore tra i più bei ristoranti di Venezia come Taverna La Fenice, i Gondolieri e il Museum Cafe della collezione del Peggy Guggenheim.
    Al dibattito parteciperà anche l’esperto di televisione e patron di Canale Europa Roberto Salvini, che sarà accompagnato da Orietta Trevisanato fondatrice e presidente di Blue Knowledge, organizzatrice del progetto e del “Premio Marco Polo”; e da Simona Balduzzi autrice e attrice del trailer “La Via della vita” che sarà d’ispirazione alla realizzazione dell’omonimo film.
    Dopo Venezia, già si calendarizzano i prossimi incontri di approfondimento pubblico sul web, a Casa Sanremo in occasione del Festival della canzone italiana; a Palma di Maiorca al Club de Vela di Giuliano Di Matteo. “Si fa maturo il tempo per lanciare un festival sul cinema e web, magari sul corto, avendo realizzato di fatto un pensatoio itinerante su come stia cambiando la vita di imprenditori e professionisti” conclude Massimo Lucidi che lancia un messaggio di #networking a tutti i partecipanti.
    Ufficio Stampa e Info al +39 339 8772770
  • Clara Woods “In mostra con i grandi maestri” a Bologna

    Per la prima volta a Bologna, per la prima volta accanto a grandi maestri italiani e per la prima volta insieme a Galleria Farini. Tante le novità che costelleranno il settembre di Clara Woods, la pittrice fiorentina di 13 anni che non può parlare a causa di un ictus perinatale ma capisce tre lingue (italiano, inglese e portoghese) e usa tela e pennello per raccontare e raccontarsi.

    Grazie alla tenacia dei suoi genitori, però, già da piccolissima Clara ha iniziato un percorso riabilitativo di cui la pittura è stata una parte fondamentale, che l’ha portata a fare grandi progressi comunicativi. Attraverso i suoi quadri, infatti, Clara ha trovato il modo di esternare i suoi sentimenti più profondi e realizzare se stessa.

    Attraverso i social, poi, Clara ha avuto l’occasione di aprirsi ulteriormente al mondo, condividendo la sua storia e la sua arte, motivando e ispirando, attraverso il passaparola dei suoi oltre 26mila follower su Instagram, le persone a trovare forza nelle avversità. Un’energia positiva, quella di Clara, che si alimenta proprio grazie all’affetto di tutti colore che la seguano, la motivano e la spingono a continuare a perseguire i suoi sogni e a non mollare.

    La collettiva “In mostra con i Grandi Maestri“, allestita presso la Galleria Farini dal 7 al 17 settembre, vedrà artisti emergenti italiani e stranieri esporre accanto a grandi nomi come Franco Angeli e Mario Schifano e sarà presentata dal Professor Luca Raccagni. In occasione di questa esposizione la Galleria Farini presenterà le opere di Clara Woods, per la prima volta a Bologna! Tra le opere in mostra Rebel Heart, il cui titolo riprende quello di una celebre canzona di Madonna che racconta di superare le difficoltà della vita grazie alla tenacia del cuore, e Save the Oceans, un appello ad acquisire tutti una maggior consapevolezza dell’inquinamento ambientale moderno, in particolare quello di mari e oceani.

    “Siamo molti contenti di questa opportunità – spiega la mamma di Clara, Betina Genovesi – e di poter seguire da vicino la crescita di Clara, sia a livello artistico che personale. Come famiglia ci stiamo impegnando perché lei possa avere un futuro e fare quello che li piace di più: riuscire a comunicare sia attraverso l’arte, sia attraverso i mezzi di comunicazione che ha a disposizione. Vogliamo insegnare a lei e a Davi, nostro figlio minore, che è possibile abbattere le barriere e raggiungere ciò che prima sembrava l’impossibile, basta metterci la giusta motivazione e il giusto impegno e saper coglierle le opportunità che la vita ci dà. Vogliamo lanciare un messaggio e lasciare un’eredità non solo per i nostri figlia ma anche per tutte quelle famiglie che vivono difficoltà simili alle nostre. Certo, è una strada ardua e costruita con lacrime ma oggi vedere i frutti dei nostri sforzi ci rende felici e ci dà speranza per continuare”.

    Il vernissage dell’esposizione bolognese si terrà sabato 7 settembre a partire dalle ore 18.00, nei giorni successivi la mostra rimarrà invece aperta dal martedì alla domenica con orario 15.00-19.00. Clara e la sua famiglia saranno presenti e disponibili per interviste sia in occasione del vernissage che nei giorni successivi di allestimento, negli orari di apertura indicati.

    La collaborazione di Clara con la Galleria Farini proseguirà poi durante la Fashion Week di Milano, dal 17 al 25 settembre, con un allestimento all’interno dello spazio espositivo della Galleria nel Art Mall Gallery, e poi a Londra, dal 30 settembre al 6 ottobre, nell’ambito dell’evento “IV Art Expo Galleria Farini a Londra, Mostra Collettiva alla Arthill Gallery.

    “Scoprendo i dipinti di Clara – spiega Grazia Galdenzi, titolare della Galleria – siamo rimasti colpiti da come, grazie all’arte, lei abbia intrapreso un incredibile viaggio nel cuore della vita, generando una pittura di grande forza espressiva, attraverso cui riesce a esprimere tutto il suo universo interiore e condividerlo con tutti”. “Alcune delle sue opere – prosegue Galdenzi – ci hanno impressionato in maniera particolare per la loro sorprendente e vibrante energia, caratterizzata da cromie ricche e da narrazioni che invitano a riflettere su sé stessi e sul mondo”.

    “È con immenso piacere – ha aggiunto Roberto Dudine, direttore artistico della Farini Concept – che invitiamo tutti a scoprire l’arte di Clara Woods, interprete eccezionale del nostro contemporaneo, esponente del ruolo unico che l’Arte riveste nella vita di ognuno di noi”.

    La Galleria Farini Concept è la perfetta fusione di amore per l’arte, storia e visione del futuro, in un palazzo nobiliare del Cinquecento, in centro storico a Bologna, 450 mq di ambienti espositivi rinascimentali con Collettive internazionali, Personali di grande prestigio, workshop, conferenze, eventi internazionali d’arte. La Galleria non è solo uno spazio espositivo permanente in una prestigiosa location, ma molto presto essa ospiterà un’importante Scuola d’arte, aperta a tutti coloro i quali vorranno avvicinarsi personalmente all’arte, da fruitori a protagonisti.

    Per approfondimenti:

    www.clarawoods.art

    www.instagram.com/woods_clara_

    https://www.galleriafarini.com/

     

  • RISTORANTI DEL RADICCHIO, CENA DI GALA E TORTA PER MISS ITALIA A JESOLO. SVELATO IL MENU’

    Venerdì 6 settembre evento glamour all’Hotel Casa Bianca Mare. Il presidente Egidio Fior: “La rosa castellana ispira bellezza, da sempre siamo vicini alle miss”

     

    Vent’anni di matrimonio sono un traguardo eccezionale. E quest’anno li raggiunge una coppia di sposi che unisce bellezza a gusto raffinato. Miss Italia conferma infatti la partnership con il gruppo dei ristoranti del Radicchio. Un rapporto che si concretizza nei giorni della kermesse dedicata alla bellezza italiana e che poi, durante tutta la stagione, si sviluppa con scambi reciproci.

    Nel dettaglio, il primo appuntamento è fissato per il prossimo venerdì 6 settembre alle ore 19 all’Hotel “Casa Bianca Mare” di Jesolo. Mentre il set televisivo per la fase finale del concorso di bellezza entrerà nel vivo, i ristoratori trevigiani allestiranno una cena di gala riservata a selezionatissimi ospiti del mondo dello spettacolole miss, i loro manager, gli organizzatori dell’evento, gli sponsor e la stampa nazionale e internazionale accreditata. Ecco quindi il menù speciale pensato dagli chef dei Ristoranti del Radicchio: verranno serviti come antipasti delle fritturine di pesce dell’Adriatico e verdure degli orti jesolani, baccalà mantecato sui “Figulì”, prosciutto crudo San Daniele stagionato 24 mesi “Cattel”, tartara di sorana all’olio dei Colli Asolani e gambero su purea di mela acidula di Monfumo. Come primi piatti, risotto con radicchio di Treviso precoce e Casatella Trevigiana Dop, gnocchi di zucca “mamma Emma” con verdure del Cavallino, conchiglioni croccanti alla parmigiana di melanzane, e infine, cappellacci con branzino e patate con pasta al nero di seppia prodotto a mano dal “Pastificio Artusi”. Seguono i secondi, tartella di funghi e formaggio del Grappa, insalata di coniglio al radicchio Castellano e noci, e trota del Sile affumicata con radicchio marinato. A contorno una selezione di formaggi del Monte Grappa e delle Prealpi Venete con miele e confettura di radicchio. Si conclude in dolcezza con i gelati artigianali di “Adriagel”, la tavolozza di frutta fresca e le selezioni di dolci “Dolcefreddo Moralberti”. Ogni pietanza è abbinata ad un vino, il Prosecco Doc Treviso Extra Dry Millesimato 2018 dei Viticoltori Ponte e il Prosecco Docg “Ca’ Bertaldo” Bonaventura Maschio,  Chardonnay Italia 2018 e il Merlot Veneto Igt 2018. Per gli amanti del luppolo, invece la 150° Bionda Premium Lager Birra Menabrea, ed infine Prime Uve acquavite d’uva Ron Botran, Ron Cubaney Distilleria Bonaventura Maschio – Gaiarine (TV).

    La location è prestigiosa e sarà allestita con cura dei dettagli. A seguire, la trasmissione andrà in diretta televisiva e alla fine, a premiazioni avvenute, sarà celebrato anche il taglio della torta alla presenza di tutto il gruppo dei ristoratori e della miss vincente, oltre allo staff della Rai che cura la trasmissione.Lo sposalizio tra Miss Italia e ristoranti del Radicchio a quel punto potrà decollare con una raffica di appuntamenti in vista della stagione autunnale. Le miss infatti sono sempre presenti alle cene di gala dei ristoratori, a partire dal Radicchio d’Oro per arrivare agli eventi di solidarietà in sostegno dell’attività del Centro Atlantis. “Il senso della partnership è duplice”, spiega Egidio Fior, presidente dei Ristoratori del Radicchio. “Da un lato, è uno scambio di visibilità reciproco. Dall’altro, crediamo fermamente che la vera bellezza italiana sia la migliore ambasciatrice della bellezza della cucina trevigiana, quella che noi proponiamo nel mondo con uno dei prodotti di punta, il radicchio”.

    La storia del gruppo è lunga. Nasce negli anni Settanta come Gruppo di Ristoratori avente per obiettivo principale quello di promuovere i prodotti del territorio trevigiano, il radicchio su tutti. Alfredo el Toulà, alle Grazie, Dino Marchi, Righetto, L’incontro, Alla Corte, Le Beccherie, Tamburello, da Marian, Monreal, sono i nomi di chi per un po’ ha percorso un tratto di strada insieme e nel Gruppo condividendone lavoro e successi, poi la svolta: una ventina di anni fa nasce il Consorzio Ristoranti del Radicchio che attualmente è composto da Fior, Pasina, Agostini, Albertini, da Gerry,  San Lorenzo,  San Martino, Antico Podere dei Conti, al Migò e Dolcefreddo Moralberti.

     

    UFFICIO STAMPA VELVET MEDIA / [email protected]

    I partner dell’evento che promuovono la cultura gastronomica e valorizzano il Made in Italy: Ponte, Bonavenutra Maschio, Veneto – organizzazione produttori ortofrutticoli Veneto, Italì, Casatella D.o.p Trevigiana, Caseus Veneti, Associazione Regionale Produttori Latte del Veneto (A.Pro.La.V.), Cooperativa agricola produttori “Castellana”, Ron Botran, Ron Cubaney, Ca’ Bertaldo, Menabrea, Master gnocchi di patate “mamma Emma”, Figulì, Ortofrutta Ricky, i Bibanesi, Artusi, Adriagel, Cattel, Carine, Acqua Rocchetta.

  • Premio Cesare Pavese verso il rilancio

    Dal 2019 nuova giuria e nuove sezioni  per premiare anche editori e traduttori

     Il Premio Cesare Pavese, giunto alla sua 36a edizione, si avvia a un rilancio, adeguato alla figura dello scrittore e poeta, che fu anche direttore editoriale, creatore di una storica collana di saggi e traduttore. Il nuovo corso vede una giuria totalmente rinnovata e due nuove sezioni per premiare il lavoro di editori e traduttori, che si affiancano alle sezioni dedicate alle opere di saggistica e narrativa, e convegni che ogni anno analizzino aspetti della letteratura ancora inesplorati.

    Il primo appuntamento della manifestazione rinnovata si avrà sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019, quando a Santo Stefano Belbo, città natale di Pavese, nel cuore delle Langhe, verranno assegnati tre premi: a un protagonista dell’editoria, a un grande traduttore e all’autore di uno dei migliori saggi usciti nell’anno (in questa fase di transizione il premio per la narrativa verrà assegnato dall’edizione 2020). Li deciderà la nuova giuria, composta da Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca; Gian Arturo Ferrari, figura di rilievo dell’editoria italiana; Giulia Boringhieri, traduttrice, storica dell’editoria, figlia di Paolo Boringhieri che fu amico e collega di Pavese all’Einaudi; Alberto Sinigaglia, giornalista, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Cesare Pavese, e Pierluigi Vaccaneo direttore della Fondazione Cesare Pavese e organizzatore del Pavese Festival.

    Sabato 26 ottobre, dopo una visita dei tre premiati alla casa natale di Pavese, nel pomeriggio avrà luogo un convegno, “Letteratura e scienza: la nuova frontiera delle due culture”, al quale parteciperanno, assieme alla la giuria, giornalisti culturali delle maggiori testate e i rettori del Politecnico, dell’Università di Torino e dell’Università del Piemonte orientale.

    Domenica 27 ottobre, alle ore 11, avverrà la cerimonia di premiazione.

    Il Premio Cesare Pavese è stato organizzato per 35 anni dal Cepam, Centro Pavesiano Museo Casa Natale, l’associazione no profit costituita nel 1976 per la promozione e lo sviluppo culturale e socio-economico del territorio. Dal 2019 la Fondazione Cesare Pavese ha assunto la cura del Premio in collaborazione con la Regione Piemonte, il Comune di Santo Stefano Belbo e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

    Il professor Luigi Gatti, storico animatore del Cepam e per molti anni presidente del Premio Pavese, sarà commemorato con un convegno nella giornata di sabato 26 ottobre.

    La cerimonia del Premio Pavese e il convegno si svolgeranno nell’Auditorium della Fondazione Pavese in cui è stata trasformata la Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, antica pieve medioevale, sconsacrata nel 1920, in cui fu battezzato Cesare Pavese.

    Il programma dettagliato del Premio Cesare Pavese 2019 sarà disponibile nelle prossime settimane.

    Info al pubblico:

    0141.840894 – www.fondazionecesarepavese.it[email protected]

  • La valenza subliminale dell’arte di Rosanna Gaddoni

    Nella spiccata e arguta intuizione creativa di Rosanna Gaddoni risiede la fluidità comunicativa di un’emotività pittorica speciale e mai scontata. Riscopre nelle composizioni il suo modo esclusivo di rievocare tramite la pittura i propri stati d’animo e la sua visione esistenziale, lasciando anche affiorare evoluzioni e scansioni mentali di carattere metafisico e commistioni armoniose di linguaggi emotivi da decifrare e decodificare. Rosanna dimostra di rimanere sempre fedele a se stessa e a uno stile incisivo ed efficace, capace di sollevare anche silenziose e sottese riflessioni. Nel suo fare arte non esistono ne indecisioni ne ambiguità espressive, ma tutto diventa emozione pura e incontaminata, legata all’interpretazione sensibile. Nella poetica pittorica confluiscono reminiscenze filosofico-intimistiche. La vivacità e la luminosa energia scenica esaltano la rappresentazione e regalano l’osservatore vibrazioni vitali di flusso penetrante, che ne impoveriscono e ne rafforzano l’essenza insita, andando oltre il mero dato esteriore immediatamente visibile e accrescendo la percezione sensoriale dello spettatore” così la dottoressa Elena Gollini ha messo in luce le connotazioni particolari del fare arte di Rosanna Gaddoni.

    E poi ha aggiunto: “Il linguaggio espressivo nella sua pittura traduce un sentimento di verità ispirata, che è sinonimo di libertà di vivere e i creare. I quadri non sono concepiti come semplice riflesso della realtà, intesa come mimesis, ma sono considerati come l’esistenza stessa di un pullulare fremente di componenti emozionali e di suggestioni visionarie. Le composizioni vivono e pulsano costantemente nell’animo di Rosanna e in quello di chi le guarda le analizza con occhio attento e sensibile, pronto a recepire gli stimoli propulsivi che esse emanano. L’operato artistico di Rosanna rende la costruzione narrativa un elemento altro rispetto a quella banalmente realizzata nella tradizione standardizzata più classica. L’interpretazione percettiva sensoriale è alla base del suo fare arte. I sentimenti vengono riportati e impressi dentro le opere che vibrano di calore umano. Pregnante di valori e contenuti semiotici da carpire decifrare. Il significato assume l’essenza dell’accennato e del sotteso. Il linguaggio segnico trova il suo significato più profondo nel dinamismo evolutivo si rende portavoce della struttura del pensiero“.

  • La suggestiva poetica di Alessandro Sammarini tra realtà e fantasia

    Il poeta Alessandro Sammarini ha ricevuto in questo periodo il Premio Speciale Elena Gollini Art Blogger, in forza del suo pregevole e prezioso contributo alla moderna poesia d’autore con i suoi versi intensi e pregnanti di emozione e sentimento. Molto coinvolgente è il suo nuovo libro “Le facce del dado” ordinabile su Amazon oppure tramite mail inviata a [email protected] .

    Il percorso creativo di Sammarini si traduce in una vibrazione del moto dell’anima costantemente in tensione, volta a trascendere il linguaggio più tradizionale e convenzionale della tradizione poetica classica, per ricavarsi una propria peculiare nicchia di comunicazione. Il dinamismo creativo libero e svincolato da espressioni conformanti e costrittive diventa un coinvolgente “incantamento visionario”. L’ispirazione di Sammarini è in continua e costante evoluzione e metamorfosi e pone il fruitore dinanzi ad un sottile e sapiente gioco di commistioni e combinazioni auliche, che alimentano la voglia di leggere e penetrare nel profondo. Il concetto di movimento si concretizza anche nell’evoluzione della forma, tradotta in raffinate costruzioni intellettuali e di pensiero, frutto della maturità interiore e della profondità interiore di Sammarini. Le poesie sono una sintesi dove la mente e la volontà razionale entra in assonanza e in coesione con lo stato d’animo di Sammarini, in un progressivo e coerente venire in luce di una necessità espressiva impellente e di un bisogno di condivisione e comunicazione.

    La dottoressa Elena Gollini ha voluto evidenziare: “Nell’impianto scenico compositivo delle rievocazioni poetiche il lettore ha un notevole arricchimento percettivo e sensoriale. Chi legge viene inserito in una visione di equilibrio sospesa tra comprensione e intuizione sensibile, dove concorrono e interagiscono molteplici suggestioni visionarie emozionali. Come se fossero state chiuse dentro un virtuale mandala, il cerchio magico di valenza mistica, esoterica e trascendentale, le poesie si animano e acquistano vita propria generando vibrante dinamismo. Viene innescato un meccanismo narrativo capace di unire e legare saldamente la forza arcana della tradizione passata, perpetrando e richiamando l’eco del passato, con l’energia propulsiva del presente attraverso una rivisitazione personalizzata sempre attuale. Per Alessandro il visibile e il non visibile coesistono insieme, poiché ciò che l’occhio non riesce a vedere la fantasia e l’immaginazione possono fare recepire, imparando a guardare e a proiettarsi nell’oltre“.

  • Intervista a Mauro Maisel: arte, scienza e sperimentazione

    Una nuova intervista a Mauro Maisel, originale artista autodidatta, sempre alla ricerca di sperimentazioni, a cui piace realizzare le sue opere d’arte utilizzando materiali e prodotti diversi per creare il suo stile astratto dalla forte personalità ed unicità.

    D: La tua capacità creativa così guizzante deriva anche dalla costante ispirazione di ricerca sperimentale?
    R: Sicuramente i miei stimoli arrivano dal testare e provare sempre nuovi prodotti e materiali, mi piace creare sculture che stupiscano, che facciano star fermo davanti a loro lo spettatore.

    D: Un tuo commento di riflessione sul parallelismo tra arte e scienza; come valuti questa interazione?
    R: Una non può esistere senza l’altra, l’arte è la scienza e lo studio del mixaggio dei colori e della creazione di qualsiasi opera.

    D: Come valuti le teorie e le concezioni di Freud sul sogno e la componente onirica applicata al mondo dell’arte e all’interpretazione delle varie forme.
    R: Penso che se certi artisti sono riusciti a creare movimenti artistici e gli stili più disparati è solo e soltanto per il novantacinque percento dei casi merito di alcool e droghe varie.

  • Dopo il successo di Bolgheri, Graziano Ciacchini si prepara per la mostra personale a Castagneto Carducci

    L’artista Graziano Ciacchini si accinge con grande slancio a preparare la sua personale a Castagneto Carducci (LI) intitolata “L’estraneo” che si terrà il 6-7-8 Settembre 2019 presso lo Spazio Il Multiverso, in via Cavour 15. Un altro appuntamento espositivo molto importante per lui, che certamente gli riserverà grandi soddisfazioni.

    Nella pittura di Ciacchini le nozioni tecniche e strumentali si fondono al suo sentire, consolidando una formula stilistica sua propria non standardizzata che risulta qualificante e ben riconoscibile. Inizia un viaggio simbolico inteso come percorso pittorici evolutivo, che lo indirizza verso l’articolato comparto dell’arte figurativa facendolo approdare ad un approfondimento sostanziale delle tematiche trattate. Nelle opere c’è un linguaggio personalizzato dove le forme e il colore si supportano l’un l’altro producendo una bilanciata corrispondenza strutturale. Ogni quadro ha vita propria e viene consegnato al fruitore come se fosse una missiva speciale con un contenuto da recepire e interpretare con acuta e spiccata sensibilità intuitiva. Addentrandoci nell’osservare i dettagli compositivi, si viene da subito attirati e affascinati dall’uso sapiente del colore che viene dosato con soave grazia e fine ricercatezza, assumendo anche una dimensione di significato sotteso. La prospettiva globale del segno, delle forme e delle figurazioni è sempre bilanciata e viene rafforzata dal colore, che funge da pilastro scenico portante e da cifra espressiva che fornisce un ulteriore chiave di riflessione e di meditazione evocativa. La risposta emozionale di ogni opera viene sollecitata dalle particolari declinazioni tonali che ruotano intorno alle sfumature del blu e dell’azzurro, accentuano e mettono in risalto il fulcro centrale della narrazione colpendo la coscienza dello spettatore e spronandolo ad una visione attenta e a una lettura accurata per poter cogliere pienamente le chiavi interpretative. La ricchezza immaginativa e lo spirito d’invenzione lo supportano nel rievocare al meglio la tematica prescelta, instaurando un canale di contatto tra reale e irreale, tra dimensione quotidiana concreta e sfera fantastica visionaria. Emergono rimandi e richiami che vedono protagonista, seppur nella sua non presenza dentro lo scenario, l’essere umano e il suo relazionarsi con l’universo esperienziale e con la parte più intima dell’ego. Le tessiture figurali e gli scenari compositivi sono un ponte virtuale di collegamento per favorire la connessione dell’uomo con quanto lo circonda. Quella di Ciacchini è un’arte intellettuale di astrazione colta e raffinata che si avvale di un solido fondamento di formazione e preparazione, dove niente viene mai lasciato al gesto istintuale e irrazionale, ma l’atto creativo è sempre riconducibile a fonti e sorgenti percettive che riconducono a loro volta a valori esistenziali ben radicati e a ideali eterni e imperituri da trasmettere al fruitore, in nome dell’arte dell’io nella consapevolezza del proprio ruolo, che al tempo stesso si protende alla condivisione di scambio reciproco, libero e incondizionato.

  • Assegnato al fondatore di COSMOBSERVER – Emmanuele Macaluso – il premio “INTERSTELLARS International Award”

    Il prestigioso riconoscimento sarà assegnato al fondatore di COSMOBSERVER e MISSION DARK SKY durante il NASA Space Apps Challenge di Brescia di ottobre dagli organizzatori della manifestazione.

     

     

    Comunicazione ufficiale: Chiara Chiesa e Andrea Giannattasio, Presidente e Vicepresidente dell’associazione culturale per la divulgazione del trasferimento tecnologico spaziale legato agli SDG goals INTERSTELLARS annunciano che la prima edizione del premio “INTERSTELLARS International Award”, per la categoria “Best Global Impact”, verrà consegnato durante la gara NASA Space Apps Challenge Brescia 2019, per meriti curricolari, lo straordinario impegno sociale e culturale, e per l’estrema importanza della sua iniziativa su scala mondiale della campagna contro l’inquinamento luminoso “MISSION DARK SKY”, al Professore Emmanuele Macaluso.

     

    Il premio “INTERSTELLARS International Award” vuole premiare alte personalità, italiane e straniere, che operano nel mondo della scienza, della tecnologia, dell’aerospazio e della divulgazione scientifica, e che ogni giorno si battono per un mondo migliore e con meno disuguaglianze.

     

    Motivazioni del premio: Al Professor Emmanuele Macaluso per il suo quotidiano impegno nella comunicazione della conoscenza scientifica:

    – Nell’ambito della sensibilizzazione su larga scala alla tematica dell’inquinamento luminoso – e sulle sue conseguenze sull’uomo e l’ambiente – attraverso la fondazione della campagna di sensibilizzazione globale MISSION DARK SKY e il progetto di divulgazione COSMOBSERVER.

    – Nell’ambito dell’aerospazio e del trasferimento tecnologico a tutta la popolazione, consci delle grandi opportunità che si manifestano già oggi nel mondo della new space economy e dell’importanza di avvicinare tutti, ma specialmente i giovani, a questa realtà che può rappresentare il loro futuro e la rinascita dell’economia italiana.

     

    Il premiato: Emmanuele Macaluso, è saggista, project manager, docente, divulgatore scientifico e uno dei massimi esperti mondiali di inquinamento luminoso.

    Nel 2014 ha fondato il sito di divulgazione scientifica COSMOBSERVER (www.cosmobserver.com), diventato in breve tempo, grazie ad un nuovo modello di marketing applicato alla divulgazione e comunicazione della scienza (MfSD nda.), sviluppato dallo stesso Macaluso, uno dei top player della divulgazione scientifica spaziale italiana.

    Dal 2015 è l’addetto alle Relazioni Pubbliche digitali dell’astronauta Maurizio Cheli (Missione STS-75) e collabora con altri astronauti e ricercatori.

    Nel giugno 2017 il suo articolo sull’inquinamento luminoso dal titolo: “Inquinamento luminoso: analisi di un problema globale“, ha richiamato l’attenzione dei media. A seguito della pubblicazione dell’articolo, ha contribuito, attraverso eventi pubblici e conferenze, a dare visibilità a questo problema informando migliaia di persone in tutta Italia.

    Nel 2019 fonda la Campagna Globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY.

    Ha pubblicato articoli e saggi per diverse testate giornalistiche e scientifiche, tra le quali citiamo la rivista “Le Stelle” (fondata da Margherita Hack e Corrado Lamberti).

    Insegna astronautica, divulgazione scientifica, comunicazione, infotainment e marketing per diversi enti privati. È l’autore e il primo firmatario del Manifesto del Marketing Etico e per le molte similitudini nei principi e nelle qualità divulgative è stato definito dalla stampa “l’Al Gore italiano”.

     

    Riconoscimenti e Onorificenze

    Targa d’argento della Presidenza della Repubblica Italiana (Novembre 2007)

    Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferisce al “Comitato Giù le Mani dai Bambini Onlus” la Targa d’Argento per il valore civile nel periodo di coordinamento della segreteria nazionale dell’Ente.

     

    Marchio della Microeditoria di Qualità 2015 per il saggio “Dirty Marketing” ed. Golem Edizioni (Novembre 2015)

     

    Inserimento del saggio “Dirty Marketing” (Golem Edizioni) nella Biblioteca del Centro UNESCO di Torino (Novembre 2014)

     

    Catalogo dei blog di astronomia di “Nuovo Orione” (Dicembre 2018)

    Il sito scientifico “COSMOBSERVER” è stato inserito dalla rivista scientifica “Nuovo Orione” (n° 319 – pag. 33 – dicembre 2018) nel catalogo dei blog di astronomia più popolari e influenti d’Italia.

     

    Inserimento del saggio “Bende Invisibili – Manifesto del Marketing Etico” (Marco Valerio Ed.) nella Biblioteca del Centro UNESCO di Torino (Luglio 2014)

     

    Bio e informazioni complete su www.emacaluso.com e http://www.cosmobserver.com/founder%20Emmanuele%20Macaluso.htm

     

    Le dichiarazioni:È per me un privilegio accettare un riconoscimento così importante – dichiara il premiato Emmanuele Macaluso, che continua – Sono stato informato in queste ore, e sono lieto che il mio lavoro, e quello dei miei preziosi collaboratori, venga riconosciuto da un’istituzione prestigiosa e seria come l’associazione culturale INTERSTELLARS. Desidero ringraziare quindi gli organizzatori e condividere questo riconoscimento con il mio team di lavoro, la mia famiglia, e le altre personalità che erano in lizza per il premio”.

     

    “Siamo felici di poter assegnare questo premio al Professor Macaluso e continueremo a lavorare affinché il premio internazionale INTERSTELLARS possa dar risalto alle numerose eccellenze nel campo aerospaziale e del trasferimento tecnologico nel mondo.”

     

    La consegna del premio si terrà domenica 20 ottobre 2019, presso il Mo.Ca. Palazzo Martinengo Colleoni, in via Moretto 78, Brescia. Emmanuele Macaluso sarà – ad honorem – uno dei giudici della manifestazione.

  • Il Trio lirico Partenopeo De Maio Lupoli conquista il pubblico in un magico Recital al Palazzo del Trono di Cetraro (Cs)

     

    Altro grande successo si è registrato la sera 30 agosto 2019 per il Trio lirico De Maio Lupoli al Giardino di Palazzo del Trono in Piazza del Popolo a Cetraro,per il Concerto conclusivo della Rassegna concertistica “ Due Sogni di Notte di Mezz’Estate ” promossa dal Comune di Cetraro con l’organizzazione, la direzione artistica e la partecipazione del M° Sebastiano Brusco, pianista solista di fama internazionale che ha tenuto il primo concerto del 29 agosto.

    Grande nuovo appuntamento,dopo i precedenti per Ferrari Event a Capri,l’Estate a Napoli,al Parco dei Campi Flegrei, nel Lazio per l’Estate a Gaeta, ambasciatori della lirica e del bel canto partenopeo il Trio lirico, composto dagli ormai conosciuti ed apprezzati Olga De Maio soprano , Luca Lupoli tenore, Lucio Lupoli tenore, accompagnati al pianoforte da Nataliya Apolenskaja sono stati davvero protagonisti di una fantastica serata dedicata al Bel Canto, all’Opera, alla Romanza da Salotto, all’Operetta ed alla classica canzone napoletana, un variegato e ricco programma che ha veramente suscitato le emozioni e le ovazioni del pubblico accorso in gran numero nel bellissimo Giardino di Palazzo del Trono di Cetraro, per una serata già preannunciata di grande spessore per la vocalità importante e la bravura degli interpreti, caratterizzata da una dote e da una versatilità, non comune,a passare dai vari generi del belcanto sempre con eleganza, raffinatezza e stile appropriato.

    Eseguito in forma solistica ed in trio un programma davvero collaudatissimo, passando dall’atmosfera appassionata e sentimentale della Romanza da Salotto di Leoncavallo, De Curtis, Bixio, alla Danza di Rossini ed ai brani immortali da La Traviata di Verdi e la Turandot di Puccini, alla magia del mondo dell’operetta di Lehar ed alla struggente bellezza delle melodie classiche napoletane quali I te vurria vasa ‘, MarechiaroTorna a Surriento, O sole mio che hanno coinvolto e fatto sognare tutti gli spettatori,che hanno richiesto dei bis…

    Lunghissimi applausi agli artisti e parole di apprezzamento da parte del direttore artistico della rassegna Sebastiano Brusco che si e’ detto felice di aver concluso con un tale Concerto due serate, augurandosi e dando appuntamento al prossimo anno per un programma ancora più ricco ed articolato.

    Intanto vi invitiamo a seguire e ad aggiornarvi sui prossimi eventi ed appuntamenti degli artisti consultando i loro siti, quello dell’Associazione Culturale Noi per Napoli e la relativa pagina Facebook.

    http://soprano Olga De Maio

    http://Luca Lupoli,

    http://Associazione Culturale Noi per Napoli

    https://www.facebook.com/AssociazioneNoiPerNapoli