Categoria: Arte e Cultura

  • Cultura della memoria e Responsabilità Sociale protagonisti a Verona

    Il 22 novembre 2019, nel quadro della XVIII Settimana della Cultura d’Impresa all’Università IUSVE, una tavola rotonda ed il film “NEWMUSEUM(S)” di Francesca Molteni tracceranno lo scenario attuale e porranno accento sulla realtà veneta.

    Il prossimo 22 novembre alle 10:45, nel Campus veronese dell’Università IUSVE, in Regaste San Zeno 17, si svolgerà “L’innovazione dell’Impresa tra Cultura della memoria e Responsabilità sociale” evento organizzato da Osservatorio Monografie d’Impresa, Università IUSVE e Museo Nicolis.
    Dopo la tavola rotonda coordinata da Marco Montemaggi si proietterà il film di Francesca Molteni “NEWMUSEMU(S)”

    La XVIII Settimana della Cultura d’Impresa, indetta da Confindustria e Museimpresa, è guidata dal tema A Regola d’Arte. L’Italia delle culture d’impresa: inclusiva e sostenibile e ha l’obiettivo di porre al centro dell’attenzione la capacità del tessuto imprenditoriale italiano di evolversi seguendo le traiettorie di cambiamento stimolate dalle trasformazioni sociali, economiche e ambientali.

    La cultura della Memoria d’Impresa é quindi alleato efficace per preservare la storia e l’identità delle aziende senza frenarne il progresso e contribuisce ad un modello di Responsabilità Sociale ispirata al nuovo Illuminismo Umanistico, che partendo dalla Pubblica Felicità dell’Abate Genovesi e passando per l’Utopismo Pragmatico di Adriano Olivetti, segna il percorso per un’impresa basata sul fattore umano.

    Nella tavola rotonda, Marco Montemaggi uno dei massimi esperti in Heritage Marketing, dialogherà con:
    Silvia Nicolis Direttore del Museo Nicolis, spettacolare Museo-Impresa considerato un emblema della moderna Cultura d’impresa;
    Maurizio Zordan CEO di Zordan 1965, Società Benefit che ha iniziato l’avventura di riorganizzare e condividere le tracce della propria identità
    Christian Sottana co-ideatore di VHT-Venezia Heritage Tower, esperienza pilota di archeologia industriale e museografia del territorio quale driver di sviluppo
    Marina Valenti responsabile relazioni esterne della Cantina Valpolicella Negrar, dalla terra dell’Amarone, una cooperativa che vive in simbiosi e sapere condiviso con soci e territorio.

    Al termine della tavola rotonda avrà luogo la proiezione del film “NEWMUSEUM(S). Stories of company archives and museums”, per la regia di Francesca Molteni
    Il film, promosso da Museimpresa, racconta archivi e musei d’impresa per far comprendere quali valori debbano trasmettere e quali linguaggi debbano adottare per dialogare con la contemporaneità.
    Per il racconto di questa identità in mutamento, tra presente e futuro, sono intervistati direttori di musei, curatori, esperti della materia, ma anche architetti, artisti, musicisti e creativi che hanno contribuito a progetti innovativi per i musei d’impresa.

    L’ingresso è libero.

    PER INFORMAZIONI:
    [email protected]
    Tiziana Sartori 347 6914664

  • Arriva la rassegna “(ri)conoscersi a Teatro”, organizzata da SPERIMENTIAMO Arte Musica Teatro e Roma Capitale – Municipio VIII

    Al via la rassegna organizzata da SPERIMENTIAMO Arte Musica Teatro dal titolo “(ri)conoscersi a Teatro”, sotto la direzione artistica dello scrittore Massimo Simonini e Realizzata con il finanziamento di Roma Capitale – Municipio Roma VIII.

    Un progetto che vede sei giornate di eventi gratuiti con l’obiettivo di portare a Teatro il pubblico per condividere e saldare i rapporti anche con finalità sociali. “Riconoscersi” vuol dire scoprire se stessi, apprendere nuovi linguaggi e viaggiare attraverso culture lontane.

    Dopo il grande successo ottenuto con lo spettacolo musicale di tango argentino “Las Maripositas” che si è svolto presso la Sala Eventi de La Musica (Via Paolo di Dono, 31) e “Il Ritmo della vita”, uno spettacolo di percussioni e danze africane realizzato da Steve Emejuru ed il suo gruppo che si è tenuto al Teatro Mongiovino, si prosegue martedì 19 novembre alle ore 17:00 con lo spettacolo di marionette “Il guardiano dei porci”, tratto dalla storia di H.C. Andersen, che si svolgerà presso il Piccolo Teatro San Vigilio (Via Paolo Di Dono, 180) a cura della compagnia La capra ballerina. La rappresentazione, rivolta a bambini della scuola elementare, racconta la storia del principe di un regno piccolo piccolo che decide di chiedere in sposa una principessa di un grande regno. Architettando marchingegni musicali, dal basso del suo porcile farà di tutto per conquistare il cuore della sua amata.

    Giovedì 5 dicembre è la volta della rassegna corale “#quisicanta” che si svolgerà alle ore 16:00 presso il Teatro Vicenza Altamura (Via David Salinieri, 5). A partecipare saranno cori scolastici e associazionistici divisi per fasce d’età che si esibiranno con repertori moderni e di stampo popolare.

    Sabato 14 dicembre alle 16:00 si terrà, presso il Cortile delle Arti di Sperimentiamo (Via Paolo Di Dono, 169) “Christmas Jam”, una jam session musicale, teatrale e di arte visive aperta ai cittadini. Un intero pomeriggio di festa dedicato a quanti vorranno esprimersi attraverso linguaggi artistici. Un format dinamico nel quale si alterneranno sul palco poeti, narratori, solisti e cantanti. Un vero momento di arte condivisa aperto a tutti.

    Chiusura in bellezza della rassegna con la tragedia greca di Sofocle “Antigone” che si terrà venerdì 20 dicembre alle ore 20:30 presso il Nuovo Teatro San Paolo (viale di San Paolo, 12). Lo spettacolo, che vedrà la partecipazione straordinaria dell’attrice Lina Bernardi, è diretto da Margherita Patti. Le tematiche affrontate nell’Antigone sono sempre attuali: il desiderio di emancipazione femminile, di giustizia, di sentirsi uomo e non numero all’interno di un potere statale. L’amore infine per i propri cari e il bisogno di una legge morale etica che guidi le decisioni di chi ci governa.

    La partecipazione agli eventi è GRATUITA. Si consiglia la prenotazione.

    Info:  +39 06 45435985  – +39 333 4080635 – [email protected] – www.sperimentiamo.it

  • Impegno sociale e difesa delle donne: Flavia Sagnelli insignita del Premio Matera

    Intraprendente, giovane, lungimirante. Flavia Sagnelli è un avvocato e prima ancora una donna. Presidente di WE (Women Empowerment), a Flavia è stato dedicato il Premio Matera per “l’impegno sociale e la difesa delle donne”. Il suo progetto infatti, concretizzatosi in un’associazione di donne per le donne, ha suscitato l’interesse del comitato di giuria, composto dal prof. Vittorio Sgarbi, dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, dalla curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi, dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara. Il Premio Matera le è stato conferito dall’associazione Spoleto Arte e il fatto che si iscriva nell’anno in cui la città, Matera, è stata nominata capitale della cultura, aggiunge un valore tutto simbolico al riconoscimento.

    Il legame con Spoleto Arte nasce durante la mostra Biennale Milano, una rassegna in cui ha partecipato una delle artiste dell’entourage di WE. E si sa, in questi casi “galeotto fu il quadro” e curiosa l’occasione. La missione che Flavia Sagnelli si propone con Women Empowerment, in breve, è quella di sostenere, inserire e reinserire le donne nel mondo del lavoro attraverso dei progetti imprenditoriali mirati.

    We Empowerment e il Premio Matera

    Come direbbe la celebre psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, conosciuta sempre nel contesto di Biennale Milano: «Le donne devono prima di tutto imparare ad essere amiche. L’alleanza tra di loro è fondamentale per cambiare il mondo». Questo concetto è profondamente radicato nel modus operandi di WE che, basandosi sulla solidarietà femminile, vuole creare una rete di professionisti capace di riconoscere la donna per il suo ruolo indispensabile all’interno della società e in questo modo, renderla partecipe di un cambiamento rivoluzionario, più umano ed equilibrato. Con il Premio Matera a Flavia Sagnelli viene riconosciuta la sua professionalità nel saper indicare una strada da seguire, quella dell’informazione. Fare breccia nell’isolamento e in quei luoghi comuni che costringono le donne a negarsi a contesti a cui potrebbero appartenere è il primo passo per cambiare la nostra società.

  • YellowKorner: il regalo che non ti aspetti

    Da pochi mesi YellowKorner – la catena di gallerie fotografiche famosa in tutto il mondo – è approdata anche a Bergamo, in via Sant’Alessandro 4. Marchio di fabbrica è la democratizzazione della fotografia d’autore, la promozione di arte e cultura a prezzi accessibili, pur mantenendo intatta qualità e originalità. Nata del 2006, YellowKorner vanta oltre 130 gallerie in tutto il mondo, Bergamo compresa. Scopo primario, dare voce ai tanti artisti contemporanei, rendendo la fotografia accessibile a tutti. Accanto agli artisti meno conosciuti, è possibile trovare in negozio anche grandi nomi della fotografia e artisti d’epoca, coniugando i talenti di ieri, oggi e domani.

    Proprio per trasmettere questa passione, YellowKorner propone ai suoi clienti – anche in vista delle festività natalizie – due opportunità uniche. Da venerdì 22 novembre a domenica 24 novembre si terranno i Privilege Days, mentre il weekend dal venerdì 29 novembre sarà dedicato al Black Friday. In entrambe le occasioni sarà possibile acquistare una fotografia con sconti del 15%.

    Ogni fotografia è stampata in laboratorio in altissima qualità, è numerata e fornita di certificato di autenticità. Un regalo unico nel suo genere, adatto a tutti i gusti, e personalizzabile in finiture e dimensioni, che scartato il giorno di Natale regalerà certamente grandi emozioni. Decine le tematiche tra cui scegliere, dai panorami immersi nella natura, alle fotografie di città, dalle opere in bianco e nero senza tempo, alle foto dei grandi artisti di moda. Viaggi, grandi protagonisti, opere astratte portano gli spettatori in mondi nuovi e sconosciuti.

    Tramite il sito yellowkorner.com è possibile accedere a tutta la collezione e ordinare comodamente tutti i pezzi che ci interessano. Ma è nella galleria che si respira la vera passione per la fotografia. Nel negozio di Bergamo infatti, è possibile non solo ammirare dal vivo le opere esposte, ma anche partecipare ad eventi, incontrare e conoscere i propri artisti preferiti, trascorrere dei momenti in uno spazio di cultura e condivisione.

    Proprio per questo, in occasione del primo giorno di Privilege Days, venerdì 22 novembre, YellowKorner Bergamo organizza un aperitivo aperto a tutti, dove – tra un bicchiere e l’altro di vino – sarà possibile ammirare e acquistare le nuove opere, sempre a prezzi contenuti. A disposizione dei clienti, galleristi esperti ed appassionati che guideranno gli ospiti alla scoperta della fotografia, raccontando aneddoti riguardanti artisti e immagini. Un’occasione imperdibile per entrare in contatto con questa nuova realtà.

    Per informazioni www.yellowkorner.com

    Facebook / Instagram: YellowKorner Bergamo

  • “Across the Universe” al Teatro Giovanni XXIII di Sotto il Monte (BG)

    Il Teatro Giovanni XXIII di Sotto il Monte apre il ciclo PROSA e non solo il prossimo 23 novembre alle 20.30 con ACROSS THE UNIVERSE. Parole, immagini, scatole sonore, musiche originali, per viaggiare nel cosmo”, una produzione fra le più recenti dell’Associazione Culturale Progetti e Regie, ideata da Sara Poli, in collaborazione con la violoncellista Daniela Savoldi e Laura Mantovi, autrice e interprete.

    Le artiste, guidate dalla concezione di Margherita Hack “non c’è nulla da temere, solo da capire”, hanno intrapreso questo viaggio nei misteri dell’Universo, dando voce ai Corpi Celesti dello Spazio conosciuto, creando sonorità avvolgenti e raccontando alcuni capitoli dell’avventura dell’Uomo nello Spazio: una riproposizione di suggestioni raffinate per avvolgere di poesia i misteri del Cielo.
    I suoni creati dalle emissioni radiomagnetiche captate da Voyager 1, Voyager 2, Cassini e le voci dei protagonisti della missione Apollo 11 risvegliano emozioni sospese.

    Across The Universe, come uno spiraglio nell’incommensurabile vastità dell’Universo, vuole ricordare, 50 anni dopo, la Lunga Notte della Luna (luglio 1969) rivivendo alcune delle fasi salienti che ci hanno portati sul mare della Tranquillità.

    L’antesignano Somnium Scipionis di Cicerone rivive nelle parole attuali di Stephen Hawking su quanto l’era Spaziale abbia donato all’Umanità: «Quando vediamo la Terra dallo Spazio ci vediamo come un Tutto, vediamo l’Unità e non le divisioni. È un’immagine così semplice dotata di un messaggio così affascinante. Un pianeta, una razza umana!».

    Ma è anche bisogno di “custodire il creato”, così lo stesso Papa Francesco ha esplicitato nella Sua ultima Enciclica Laudato sì, in cui sottolinea: «In questo Universo, composto da sistemi aperti, che entrano in comunicazione gli uni con gli altri, possiamo scoprire innumerevoli forme di relazione e partecipazione», attraverso le quali «la libertà umana può offrire il suo intelligente contributo verso un’evoluzione positiva». Tutto questo perché «l’ambiente è un dono collettivo, è esso stesso patrimonio dell’Umanità».

     

    BIGLIETTI:

    Intero: € 12 – Ridotto* € 10
    * minori di 18 anni e studenti universitari

     

    INFO e PRENOTAZIONI:

    035 4360046

    [email protected]

    Viale Pacem in Terris, 30

    24039 Sotto il Monte (Bg)

  • Milano Art Gallery apre le selezioni per il più famoso concorso d’arte dedicato a Margherita Hack

    Torna a Milano l’atteso concorso d’arte La Signora delle Stelle. Dedicata alla memoria della celebre astrofisica Margherita Hack, la competizione artistica vedrà la premiazione dei vincitori a partire dalle 16 di sabato 14 dicembre, data che consacrerà anche l’apertura della relativa esposizione. Il tutto avrà luogo presso la storica Milano Art Gallery, prima in via Ampère 102 e poi in via Alessi 11, dove la cerimonia di premiazione proseguirà dalle 18.

    Il concorso d’arte in memoria di Margherita Hack

    L’evento, organizzato e presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, avrà i contributi di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. A partire dal prof. Vittorio Sgarbi infatti, figurano anche i nomi del noto sociologo Francesco Alberoni, di Morgan, del grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, e di Umberto Veronesi. E ancora, troviamo Silvana Giacobini, don Antonio Mazzi e Amanda Lear a chiudere l’elenco di testimonianze che impreziosirà l’anima del concorso.

    concorso d'arte

    I requisiti d’ammissione

    Una “gara” che si preannuncia esclusivamente dedicata a tematiche che ruotano attorno alla vita e al percorso di studi, alla carriera della professoressa. Gli artisti che vorranno prendere parte alle selezioni dovranno presentare quindi opere di pittura, scultura, grafica o fotografia che ne rispettino il ricordo e lo rielaborino. Ben vengano dunque ritratti, paesaggi o pianeti, lavori astratti, tutto ciò che risulta essere attinente al credo dell’indimenticabile Margherita Hack. In palio per i vincitori ci sono 20.000 € in servizi per la realizzazione di prestigiose mostre.

    Il ricordo del direttore delle Milano Art Gallery

    La Signora delle Stelle permetterà così di rendere un simbolico omaggio attraverso l’arte al patrimonio intellettuale che ci ha lasciato l’insostituibile divulgatrice scientifica. Commenta così Salvo Nugnes, agente e amico di Margherita: «Questo concorso vuole offrire a tutti i talentuosi artisti partecipanti l’opportunità di ottenere grande visibilità e ritorno d’immagine, di portare avanti il proprio percorso nel mondo dell’arte. Verrà data risonanza all’evento per ricordare Margherita, che ha lasciato un tesoro inestimabile di sapere e di conoscenza a noi e alle generazioni future e si è conquistata la stima e l’ammirazione da parte dell’opinione pubblica internazionale».

    La Signora delle Stelle resterà aperta al pubblico fino al 10 gennaio, tutti i giorni, ad esclusione della domenica, dalle 14.30 alle 19. L’accesso è gratuito.

    Per informazioni sulla mostra e sulle selezioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.margheritahack.it.

  • Grande attesa per la mostra personale di Matteo Fieno a Milano

    L’artista Matteo Fieno conferma la sua intraprendenza e determinazione con la mostra personale, la prima, che lo vedrà protagonista nel cuore di Milano presso la rinomata Milano Art Gallery in via Galeazzo Alessi 11 a due passi dal centro storico cittadino. La mostra dal titolo significativo “Declinazioni al femminile” verrà inaugurata in data Venerdì 22 Novembre alle ore 18 e resterà allestita in loco fino al 6 Dicembre 2019. È visitabile con ingresso libero al pubblico. Le 42 opere selezionate per l’attesissimo appuntamento milanese hanno come tematica portante l’universo femminile, la donna sublimata e celebrata come iconica e poetica rievocazione senza tempo, che rappresenta una commistione armoniosa di fascino e di sensualità, di ammaliante eleganza e di sinuosa malizia. Un corollario armonico ed equilibrato di sentimenti ed emozioni sprigionati a tutto tondo attraverso composizioni figurali di grande raffinatezza esecutiva, che fanno emergere al meglio la sapiente abilità pittorica e la perfetta padronanza tecnica e strumentale, unitamente alla spiccata sensibilità e allo slancio emotivo che lo supportano e lo guidano. Una mostra da non perdere che offre una sfaccettata prospettiva di approccio visionario e che fornisce stimolanti e interessanti rimandi e richiami concettuali. Fieno si dimostra un artista maturo, motivato e convinto nel suo percorso e con questa corposa esposizione senza dubbio saprà sorprendere e stupire gli spettatori. Le sue donne non hanno bisogno di cervellotiche elucubrazioni, perché si lasciano carpire attraverso spontanee percezioni sensoriali. La sua pittura è un inno alla poesia del cuore e all’incanto dell’anima. Si traduce in una delicata e garbata espressione che anche nelle raffigurazioni di nudo conserva e mantiene intatta quella cornice di pudore pulito e quell’afflato di decorosa parvenza, senza mai superare e oltrepassare limiti di eccesso e di esagerazione ambigua. Le donne di Fieno sono emblema di virtù e di bellezza, di energia e carica vitale positiva. Parlano e al contempo sanno ascoltare, vivono nella dimensione del reale e al contempo si calano in quella onirica e immaginifica. Sono donne speciali che lasciano un segno indelebile in chiunque si accosta ad esse per osservarle e ammirarle con sincera devozione. “Il mondo sarebbe imperfetto senza la presenza della donna” (Tommaso D’Aquino). “Essere donna è così affascinante. È un avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai” (Oriana Fallaci).

  • Grandioso vernissage al Museo Crocetti per Tra Sacro e Profano

    ROMA. Al Museo Crocetti si respirava un’aria satura di gioia e creatività lo scorso sabato 9 novembre. La mostra d’arte contemporanea Tra Sacro e Profano, a cura di Salvo Nugnes e Nicoletta Rossotti è stata inaugurata all’insegna della condivisione e dell’allegria generale. Presenti ospiti di spicco, tra cui Pippo Franco, conduttore di numerose trasmissioni TV di successo, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì e la giornalista RAI Antonietta Di Vizia.

    I curatori di tra Sacro e Profano

    Commenta così il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes: «Quelle qui presenti sono espressioni vive, sincere. Sono espressioni di una passione che si eleva a preghiera per toccare le corde del cuore in modo diretto, semplice e puro». Aggiunge Nicoletta Rossotti: «È proprio questo l’intento della mostra Tra Sacro e Profano, che ho avuto il piacere di realizzare assieme a Salvo. L’aspetto del sacro è visibile in tutto ciò che ha una natura religiosa, intima; il profano in tutto ciò che si discosta da questi elementi, fino a giungere al paesaggio. Gli artisti in esposizione sono talenti affermati o scoperti da poco, molti arrivano direttamente da Biennale Milano». Lo stesso Pippo Franco ha voluto rendere onore alle opere e agli artisti presenti in rassegna soffermandosi a commentare ciascun lavoro assieme agli autori e ai visitatori.

    Tra Sacro e Profano con Pippo Franco, i curatori, José Dalì e altri personaggi di spicco

    Tra Sacro e Profano rimarrà visitabile fino al 29 novembre con gli orari di apertura del museo: dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19, il sabato dalle 11 alle 19.

    Gli artisti di Tra Sacro e Profano

    In esposizione le creazioni di: Almonti Patrizia, Augelli Angela, Barbagallo Sabrina, Bertolini Renata, Bonanni Barbara, Calì Dario, Capuano Simona, Cormio Concetta Maria, Astrid, D’Alessio Francesca, D’Elia Anna, Favaro Davide, Ferrante Giusy Cristina, Figura Beniamino, Nevèl, Gerardin Sylvia, Landolfi Silvana, Marchese Angiolina, Memmi Marilena, Murzilli Antonella, Nanni Costa Margherita, Olivieri Pietro, Pani Salvatore, Perrone Amelia, Pozzetti Paolo, Praed Dannie, Rodella Federica, Roman Beatrice, Russo Carla, Sablon Carlos, Scorcelletti Laila, Scuccimarra Antonio, Scuderi Angelo, Seralio Isabela, Silvestri Giovanna e Tironi Romano Elia.

  • Barceló Imagine presenta le audioguide per conoscere Madrid attraverso la musica

    Madrid è una città che ha quasi tante storie quante sono le strade e molte di esse vengono percorse attraverso la musica. Per mantenere viva la storia della città e permettere ai visitatori di scoprire Madrid dai movimenti culturali, Barceló Imagine, il primo hotel musicale di Madrid, ha deciso di creare e offrire in esclusiva ai suoi ospiti le prime audioguide che permettono di viaggiare a Madrid negli anni ’80, il decennio in cui è nata la Movida.
     
    In collaborazione con Ariel Rot, Barceló Imagine ha creato un’audioguida che racconta le origini di uno dei movimenti più importanti della cultura spagnola, da concerti indimenticabili come l’omaggio a “Canito” a un tour dei locali dove è iniziata la Movida. Il tutto raccontato dai ricordi e dagli aneddoti di uno dei musicisti che hanno vissuto in prima fila la nascita di quel movimento contro-culturale che avrebbe cambiato per sempre la città di Madrid.
     
    Prenotando il soggiorno in hotel, gli ospiti di Barceló Imagine riceveranno un esclusivo link per ascoltare la prima edizione delle audioguide. Attraverso questo nuovo servizio chiamato “Walk & Play”, l’hotel di Madrid offrirà ogni anno ai suoi clienti nuove audioguide con le quali potranno viaggiare nel tempo a Madrid, sempre con qualche genere musicale come filo conduttore.
     
    La Madrid della Movida, vissuta da Ariel Rot
    In fuga dall’Argentina, Ariel Rot arriva a Madrid in adolescenza, nel 1976, e la prima cosa che lo affascina della capitale spagnola è la sua ampia offerta culturale, gli splendidi musicisti che fanno tremare i palchi e la sensazione di libertà che si respirava nelle strade.
     
    Per l’argentino, l’emergere della Movida era inaspettato “ma in un certo senso era inevitabile, se si tiene conto dei sentimenti repressi, della mancanza di libertà e della censura che si era vissuta anni prima in Spagna“. Ariel ha vissuto l’omaggio a “Canito” come spettatore, ma ricorda di aver sentito che questo piccolo concerto era qualcosa di più di una staffetta generazionale del rock spagnolo, e così è stato: è stata la pietra miliare da cui è iniziata la Movida.
     
    Dopo la nascita di questo movimento, la sua escalation fu rapida e vertiginosa. Sono emersi locali iconici come El Penta, Vía Láctea, Madrid me Mata e Sala Sol, palchi che ancora aprono le loro porte e in cui si mantiene vivo il ricordo del genere musicale che ha ridefinito la notte di Madrid.

  • Tanto tuonò che poi piovve: Socrate e le nuvole di Aristofane

    In occasione della mostra Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti, la Fondazione Credito Bergamasco invita allo spettacolo Tanto tuonò che poi piovve: Socrate e le Nuvole di Aristofane del gruppo artistico “Antiche Contrade” che si terrà venerdì 15 novembre alle ore 17.30 presso il Salone Principale di Palazzo Creberg.

    Attraverso i testi di Socrate, lo spettacolo invita a riscoprire il lato più ironico del filosofo che tratta in modo leggero e satirico le figure di Aristofane e Platone: il primo viene illustrato tramite il suo scritto sulle Nuvole, il secondo per i suoi testi filosofici. Il legame tra Socrate e Francesco Betti è dato grazie alle scenografie dello spettacolo, realizzate proprio dall’artista sul tema delle nuvole.

    Per lo spettacolo Tanto tuonò che poi piovve: Socrate e le Nuvole di Aristofane la direzione artistica è affidata a Fulvio Manzoni, con la narrazione di Bruno Pizzi e le musiche a cura di Vincenzo Albini (violino), Gianni Alberti (clarinetto), Gino Zambelli (fisarmonica), Pierluigi Ferrari (chitarra), Valerio Della Fonte (contrabbasso).

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti a sedere.

     

    LA MOSTRA

    Lo spettacolo di Antiche Contrade rappresenta l’occasione per inaugurare la mostra Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti che aprirà al pubblico dal 18 novembre al 6 dicembre presso Fondazione Credito Bergamasco – Banco BPM (Largo Porta Nuova 2, Bergamo).

    Dopo tre anni dalla prima mostra dell’artista presso Palazzo Creberg, la serie delle Nuvole e altre opere tornano protagoniste degli spazi: saranno esposti nella sala principale 21 dipinti dell’artista, verrà data l’opportunità di fermarsi a riflettere e praticare momenti di meditazione e trovare uno spazio di silenzio e di ascolto davanti alle tele oniriche e visionarie di Francesco Betti.

     

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    Per informazioni: www.fondazionecreberg.it

    1. Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco
  • Successo per la mostra su Dalì alla Milano Art Gallery presentata da Salvo Nugnes

    MILANO. Con un brio contagioso, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, ha inaugurato ieri, giovedì 7 novembre, la mostra fotografica su Salvador Dalì Nel nome del padre e del figlio. Presentata alla Milano Art Gallery in via Ampère 102 dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la kermesse ha riscosso l’immediato consenso del pubblico. E questo perché si possono ammirare fotografie inedite che ritraggono assieme i due Dalì e alcune delle loro opere fino al 21 novembre. Assieme a questa preziosa documentazione si trovano inoltre alcune delle creazioni di artisti contemporanei, tra cui Alda Boscaro, Felice Cremesini, Paolo De Polo, Francesco Fazio e Tullio Gombac.

    L’interesse dei visitatori e della stampa si è fin da subito rivelato con un susseguirsi di domande, alle quali José Dalì ha risposto con tono scherzoso. Così, quando gli è stato chiesto come ci si sente a essere figli di un artista di tale spessore, la battuta non si è fatta attendere: «Ci si sente sicuri. Diversamente, per esempio, da Giacomo Celentano o dai Carrisi, che si trovano nella mia stessa situazione, posso dire che mio padre ha fatto talmente tanto che, quando io ho capito di chi ero figlio, non potevo più fare niente, perché aveva fatto tutto lui». José Dalì, cresciuto in Italia con i tutori, ricorda la figura eccentrica del padre, il suo teatro-museo a Figueres e i momenti di svago dell’infanzia condivisi con un compagno di giochi veramente unico. E, proseguendo su questa scia, alla domanda sulle esposizioni fatte e quelle in corso o in fase di realizzazione, chiosa: «La pigrizia è un bene di famiglia e va preservato, quindi faccio pochissime mostre. Ma sicuramente, spero, ci saranno altre occasioni di ritrovarci, proprio come oggi, con il mio amico Salvo».

    Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Il talento piemontese Matteo Fieno alla Milano Art Gallery presentato da Salvo Nugnes

    Una scalata di successi da capogiro per il giovane pittore di Alba. Dopo Biennale Milano Matteo Fieno è ora pronto per tagliare il nastro alla sua prima personale. Declinazioni al femminile verrà infatti inaugurata alle 18 di venerdì 22 novembre presso la Milano Art Gallery. La storica galleria di via Alessi 11, sita nel centro nevralgico della città del Duomo, ospiterà la mostra del talento piemontese che ormai è conosciuto ai più come l’artista delle donne. L’evento verrà presentato da Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi a cui lo stesso Matteo Fieno ha preso parte più volte in quanto selezionato dal comitato.

    Chi è Matteo Fieno

    Imprenditore alberghiero delle Langhe, Matteo Fieno intraprende seriamente il percorso artistico, iniziato per puro divertimento, a partire dal 2018, con Female Art Design. Avviato assieme alla moglie per far conoscere i suoi lavori al mondo digitale, il progetto raggiunge ben presto più di 50.000 follower su Instagram.

    Uomo dei record artistici, l’artista viene riconosciuto con il Premio Bienal de Canarias e subito viene selezionato per la mostra Pro Biennale presentata dal prof. Vittorio Sgarbi a Venezia. Riceve quindi il Premio Canaletto e il Premio Caravaggio come “prova della qualità del suo lavoro nel panorama artistico contemporaneo”. A consolidare questa rapida ascesa la sua presenza nella mostra Spoleto Arte e nella Biennale Milano, entrambe presentate da Vittorio Sgarbi.

    L’attenzione per l’universo femminile

    Sicuramente contribuisce al sorprendente successo il fatto che Fieno dedichi particolare attenzione alla figura femminile, soprattutto al corpo della donna. Con lo scopo di raccontarne il vissuto per avvicinare l’osservatore al “comune desiderio di sentirsi più umani e, magari, un po’ meno cinici e disillusi”, l’autore scava nell’impressione per giungere all’essenza del suo soggetto. È così che il corpo comunica, svela con le sue pose e le sue nudità “la verità delle sue imperfezioni”, permettendo quindi di avvicinarsi al mistero, secondo Fieno.

    Insomma, un 2019 intenso, che culminerà il 22 novembre con il vernissage di Declinazioni al femminile, l’esposizione interamente dedicata al fascino e alla sensibilità di questo artista intraprendente. Le sue opere potranno essere ammirate nel cuore di Milano fino al 6 dicembre, dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19. L’ingresso è libero.

    Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Disegni moderni con tecniche tradizionali

    Intrecciati o annodati a mano? Nodo persiano o nodo turco? Prodotto artigianale oppure annodatura meccanica? Le opzioni tra cui scegliere quando si parla di tappeti sono veramente infinite. La risposta a ogni dubbio però non può venire da altri ma solamente dalle vostre esigenze e dal vostro gusto personale.

    Iniziamo parlando di una categorizzazione generica che è possibile fare dei tappeti: tappeto classico e tappeto moderno.

    I tappeti classici solitamente presentano un tema floreale e hanno come zona di provenienza l’Asia Centrale.

    I tappeti moderni di design invece sono una rivisitazione dei tappeti orientali, che vengono reinterpretati rispettando però le più antiche tradizioni di quest’arte antica.

     

    Tappeti moderni: una scelta sicura

    I disegni presenti nei tappeti classici, come detto in precedenza, sono caratterizzati dalla presenza di motivi floreali. I tappeti moderni invece vogliono rompere gli schemi stilistici per quanto riguarda i motivi e i soggetti rappresentati. Modernità però non vuol dire tagliare i ponti con le antiche tradizioni manifatturiere, per questo continuano ed essere prodotti come una volta.

    Le figure geometriche, le linee, la destrutturazione dei temi floreali sono tutti soggetti che ben si sposano a qualsiasi tipo di ambiente, sia per quanto riguarda lo stile dell’arredamento che per quanto riguarda l’utilizzo cui è stata destinata la stanza in questione.

    Come è facile intuire, la modernità del tappeto si sposa facilmente con una tipologia di arredamento dallo stile simile, ma al contrario di quanto pensano in molti un tappeto di qualità non sfigurerà neppure in un ambiente dai toni più classicheggianti.

    L’importante sarà abbinare elegantemente le combinazioni di colore per fare in modo che il tappeto e l’arredamento che lo circonda siano in armonia e riescano a valorizzarsi a vicenda.

    Un paio di errori da evitare assolutamente possono essere:

    • Abbinare fantasie diverse, come per esempio delle tende a righe con il tappeto a figure geometriche quadrangolari;
    • Posizionare un tappeto chiaro su un pavimento chiaro, e allo stesso modo un tappeto scuro su una pavimentazione scura, questo per evitare che il vostro tappeto passi completamente inosservato.

     

    Intrecciati o annodati?

    Quando si parla di tappeti è importante fare una differenziazione tra tappeti annodati a mano e tappeti intrecciati. Possiamo partire dal semplice fatto che i tappeti intrecciati non esistono.

    I tappeti sono esclusivamente annodati. Nel caso di prodotti di alta qualità e di artigianato l’annodatura avviene completamente a mano, e questo ne determina un aumento notevole di valore. Se invece si fa riferimento a tappeti annodati meccanicamente, l’annodatura in questione avviene industrialmente mediante l’utilizzo di macchinari appositi.

    L’importanza e il valore di un tappeto dipendono anche dalla quantità di nodi che presenta per ogni pollice quadrato (unità di misura utilizzata quando si parla di tappeti).

    Quando qualcuno parla di intrecciatura le alternative sono due: o non sa di cosa sta parlando oppure fa certamente riferimento ai kilim.

    I kilim sono dei tessuti piatti in cui si può notare l’assenza del vello e che solitamente presentano disegni geometrici molto colorati.

  • L’anticonformismo artistico di Marco Merulla

    Artista eclettico dallo spiccato spirito anticonformista, Marco Merulla si dimostra un talentuoso e intraprendente creativo, che si cimenta con passione e dedizione e si muove con destrezza nel variegato e multiforme panorama attuale della scultura informale non convenzionale.

    La dottoressa Elena Gollini lo ha selezionato per entrare nel circuito di qualità degli artisti del suo blog www.elenagolliniartblogger.com e ha espresso delle significative riflessioni critiche di analisi, per scandagliare i tratti e gli aspetti salienti che ne caratterizzano l’ideologia creativa alla base della sua originale produzione. Di recente ha redatto un corposo testo di recensione critica, dove ha voluto evidenziare una serie di punti di collegamento con la tradizione scultorea del passato e creare anche un riferimento di legame con la cosiddetta arte del riciclo nelle sue peculiari componenti distintive. Leggi qui sotto in allegato il testo critico scaricabile gratuitamente dal link http://www.elenagolliniartblogger.com/marco-merulla/ .

  • Un altro premio per Maurizio Marcato: “Design in the Nature” vince il Gold Award al BIFA 2019

     

    Verona, Novembre 2019 – Il 2019 continua al meglio per Maurizio Marcato. Dopo i premi ricevuti ad inizio anno, un’altra foto del progetto “Design in the Nature” che il fotografo internazionale ha realizzato per Euro3Plast (azienda di design vicentina specializzata nella creazione di arredamento outdoor), è stata premiata con il Gold Award nella categoria Portfolio/Advertising al concorso BIFA (Budapest International Foto Awards).

     

    La fotografia di Maurizio Marcato che ha vinto il premio fa parte di un progetto che mette a nudo l’intimità dell’uomo e le sue creazioni di design immergendole in un paesaggio naturale ed incontaminato. La foto in questione raffigura la poltrona Big Cut Armchair caratterizzata da un “taglio a V” che unisce ogni elemento del sistema. La ragazza seduta e vestita dello stesso colore del cuscino sembra quasi non voler contaminare la natura che la circonda.

     

    “Con questa composizione ho voluto fermare lo spazio e il tempo, utilizzando colori puri e naturali” ha affermato Maurizio Marcato, che poi ha aggiunto: “Dietro questo progetto c’è stata molta ricerca per comprendere come esaltare al massimo il prodotto attraverso la corretta composizione degli elementi che formano l’immagine e l’utilizzo dei colori, per una comunicazione che esaltasse al tempo stesso il minimalismo e la complessità dei prodotti Euro3Plast”.

     

    Il progetto “Design in the Nature” ha riscosso un grande successo grazie ai premi internazionali ricevuti ai concorsi MIFA (Moscow International Foto Award), TIFA (Tokyo International Foto Award) e al PX3 (Prix de la Photographie Paris). Tutto questo è stato realizzato con la preziosa collaborazione di Vittorio Moretti e Giorgia Rabito di Euro3Plast, lo studio Joe Velluto, la stylist Carlotta Angius e il fotografo Paolo Marcato.

     

     

    Maurizio Marcato Press office:

    Terzomillennium

    [email protected]

    +39 045 6050601

    www.mauriziomarcato.com

     

  • Il manager Salvo Nugnes presenta Concetta Maria Cormio al Castello Bolognini

    Doppiamente coraggiosa, Concetta Maria Cormio ha portato alto il ruolo e il valore dell’arte durante questo fine settimana. L’artista ha infatti inaugurato la sua mostra personale lo scorso 2 novembre presso lo storico Castello Bolognini. Sant’Angelo Lodigiano (LO) ha dunque ospitato la rassegna Concetta Maria Cormio e le sue opere pittoriche, colorando le Sale del Presidio della maestosa fortezza del XIII secolo. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, la kermesse si è conclusa ieri, domenica 3 novembre, ponendo in primo piano l’abilità pittorica dell’artista.

    Con il patrocinio del comune di Sant’Angelo Lodigiano, la mostra si iscrive in quel fenomeno di apertura alla cultura che vede i cittadini partecipi e interessati in particolar modo nel weekend e durante le occasioni di svago. E questo ponte non è stato un’eccezione.

    Il Castello Bolognini, splendida cornice della manifestazione, ha permesso a Concetta Maria Cormio di portare alla luce una maturità artistica coltivata in oltre cinquant’anni di dedizione alla ricerca della vitalità del colore e dei dettagli. Paesaggi, donne, rappresentazioni sacre hanno popolato così le antiche mura del maniero per due giornate all’insegna della festa e dell’arte.

    Scrive così Salvo Nugnes sull’arte di Concetta Maria Cormio: “Tutto punta all’ideale, a quella realtà riplasmata dalla memoria e proposta in una veste più generosa. Seguendo questo processo di abbellimento, ecco che ci si trova davanti a vedute in cui lo sguardo si perde all’orizzonte e può indugiare all’aria aperta. Il fruitore crede quasi di potervisi immergere, tale è la forza evocativa e suggestiva della composizione cromatica. Sempre stando a questo principio, in cui la nostra pittrice persegue liricamente l’ideale bellezza, le sue donne meditano in un contesto che ne incoraggia il raccoglimento oppure, inaspettatamente, abbagliano con una forza che attraversa il loro sguardo magnetico sorgendo impetuosa proprio dalla loro interiorità”.

    Per informazioni: 339 1811876 o [email protected].

  • Teatro per bambini – dal 9 novembre a Milano Chi ha paura della paura?

    Al teatro Wagner di Milano (piazza Wagner 2) torna l’ormai tradizionale appuntamento con il musical per bambini, interpretato da bambini e scritto da Mitzi Amoroso. Dal 9 al 24 novembre, tutti i sabati e le domeniche del mese, alle ore 16 la compagnia dei piccoli attori guidata da Mitzi va in scena con lo spettacolo di beneficenza Chi ha paura della paura?

    A spiegare il titolo, oggettivamente curioso, è la stessa autrice: «Chi non ha mai provato paura per qualcosa? Il buio, un’impresa difficile, un compito in classe… Anche Cenerentola, vessata da matrigna e sorellastre, teme di non poter andare al ballo, ma la sua madrina, Smemorina, le riuscirà ad insegnare il coraggio di vivere.».

    Un’ora di spettacolo dove, accanto alla protagonista, appariranno in scena alcuni personaggi del testo originale, altri inseriti nel racconto dalla penna della Amoroso o, anche…presi in prestito da altre storie. E così ecco che assieme a Cenerentola, alle sorellastre e alla matrigna si alterneranno sul palco topolini, una lepre giuliva, due simpatici gattini, un messaggero molto stanco, la regina madre e, ovviamente, il principe.

    L’intera sceneggiatura, scritta ed elaborata da Mitzi Amoroso, avrà il sapore di una commedia divertente e con un ospite speciale; il nanetto Cucciolo che diventerà elemento collante di tutta la storia.

    Gli spettacoli della Amoroso, pur in forma di commedia musicale, cercano sempre di dare un messaggio ai piccoli spettatori e, nel caso di Chi ha paura della paura? Questo compito è affidato soprattutto all’ultima canzone che trasforma la paura in coraggio: «Stringi in pugno la tua vita, lascia indietro la paura che c’è in te, nel coraggio della vita troverai la soluzione.».

    Le musiche, di Paolo Peroni, sono cantate dagli stessi bambini della compagnia che fanno parte della scuola di canto e recitazione di Mitzi Amoroso e, come ogni anno, l’intero ricavato dello spettacolo sarà devoluto all’associazione I Sempre Vivi Onlus, da anni impegnata nell’assistenza dei malati psichici. Il costo dei biglietti, a offerta libera, parte da 10 euro (5 euro fino ai 6 anni). L’età consigliata è per i bambini dai 3 agli 11 anni.

    Per informazioni:

    Andrea Polo

    [email protected]

     

  • Le velature oniriche del reale nella pittura di Graziano Ciacchini

    Nei dipinti di Graziano Ciacchini emerge la piena consapevolezza, padronanza e coerenza del gesto pittorico. Per lui la componente emozionale è un tassello fondamentale della sua ispirazione, poiché instaura un rapporto di stretta relazione con quanto raffigurato. Le immagini figurali di impronta paesaggistica vengono riprodotte in una proiezione personalizzata travalicando i confini stessi della natura e delle ambientazioni naturali immortalate, per assurgere ad emblema simbolico di dolcezza, serenità, pacatezza, bellezza da ammirare e contemplare con slancio interiore. Il cromatismo tutto giocato sulle sfaccettate tonalità del blu, sono densi e intensi, sono vibranti bagliori soffusi che talvolta si avvicendano in tonalità più sfumate ed evanescenti donando una permeante cornice radiosa di contorno allo scenario. I dipinti possiedono una luce che si propaga a tutto tondo e pervade lo sguardo dello spettatore. Ogni opera è frutto di una ponderata e meditata azione ideativa ed esecutiva. Riesce a combinare con abile maestria ogni dettaglio e ogni singola componente e a garantire la resa ottimale d’insieme avvolgendo la rappresentazione con una soave e delicata velatura poetica, aulica e sentimentale che lascia spazio ai dettami del cuore e alle pulsioni dello spirito. L’arte di Ciacchini si riveste di significati subliminali e simbologie sottese. La pittura è intesa come metafora della vita nell’avventuroso viaggio dell’esistenza e come forza vitale ed energia libera di fluire e sprigionarsi. Si muove all’interno di una concezione dell’opera d’arte come suggerimento di lettura e di interpretazione riflessiva con atteggiamento aperto e incondizionato. Persegue una compiutezza formale di pieno equilibrio ed armonia che diventa una sollecitazione a porsi in sintonia, a stare in ascolto, ad osservare, a cercare, a interrogarsi, a stimolare la capacità di sognare e di fare sognare alimentando l’immaginazione e la fantasia. Dipinge con stile e tecnica molto personali valorizzando le rappresentazioni con una ricerca raffinata per il dettaglio scenico de una ricca e variegata sottolineatura narrativa, con una partitura strutturale articolata e precisa che accentua la sua espressione emozionale nella fase creativa e la filtra nella suggestione compositiva d’insieme. Il tratto segnico sempre curato con dovizia traccia figurazioni di sorprendente visionarietà con una formula di realismo e di verismo traslata sul piano immaginifico con accento onirico e fiabesco. “Sogno di dipingere e poi dipingo il mio sogno” (Vincent Van Gogh).

  • Rosanna Gaddoni: arte di poetica realtà

    Il linguaggio artistico per Rosanna Gaddoni diventa il riferimento privilegiato e lo strumento preferenziale per entrare in contatto con il mondo circostante e la conduce ad un’approfondita indagine interiore. L’arte è un mezzo di intima conoscenza di sé e di scandaglio analitico di quanto la circonda. Gli effetti di luce e i riflessi luminosi sapientemente dosati e calibrati liberano le immagini producendo forte suggestione visiva, lasciandole emergere come se fossero apparizioni trasfigurate ed eteree inserite dentro atmosfere spaziali sospese senza tempo e fuori dal tempo. Ogni raffigurazione possiede un forte potere evocativo ed è come la metafora di una nascita, di una rivelazione, di un nuovo inizio rigenerante e Rosanna si proietta nel sorprendersi e nel meravigliarsi di quanto ancora è misterioso e rimasto celato e non svelato. Non si limita alla ricerca della verità del dato reale e puramente descrittivo, ma individua un’articolata e sfaccettata piattaforma fantastica e immaginaria per creare, inventare e scoprire innovative e inedite soluzioni compositive. Il suo lavoro pittorico è al tempo stesso sperimentale e concettuale. Si ricava un proprio metodo strumentale nella procedura e si rende autonoma da canoni e regole preimpostate e preconfigurate a monte, definendo una propria esclusiva identità artistica che qualifica i suoi lavori e li rende ben riconoscibili. Rifugge volutamente dalla discrepanza radicale della sempre crescente ricerca di perfezione assoluta che porta all’inevitabile standardizzazione e si orienta verso un percorso evolutivo libero, con una formula espressiva e comunicativa scaturita da un archivio della sua memoria visiva e personale del vissuto esistenziale. In questo mantiene le tracce tangibili del suo mondo circostante, un mondo in costante divenire e in continua mutazione. Le composizioni sceniche figurali si presentano come le pagine illustrate di un diario privato che filtrano e rielaborano queste trasformazioni e vogliono condividerle con lo spettatore.

    Ecco come la critica curatrice Elena Gollini ha posto in evidenza le connotazioni di pregio della sua pittura: “Un afflato emotivo pregnante e un aggraziato e garbato lirismo poetico fanno da cornice alla vivace vena creativa di Rosanna che trova nella pittura un filone preferenziale d’ispirazione inesauribile, nel quale immettere a fare riecheggiare una permeante e avvolgente melodia del cuore, come una sonorità soffusa che si diffonde con soave delicatezza. Si cimenta con dinamica fantasia su varie tematiche espressive riuscendo a ricavarsi un proprio filo conduttore personale qualificante e una cifra stilistica riconducibile ad un orientamento soggettivo, mai pedissequamente copiativo né emulativo. Nei quadri il suo vissuto è ciò che narra, ciò che sente e lo rappresenta come se fosse uno scorcio speciale e inedito della sua vita interiore. I cicli pittorici diventano dei virtuali romanzi esistenziali e compongono figurativamente un’estemporanea raccolta di stati d’animo e di esperienze significative. Guardare le sue opere trasmette le stesse emozioni di ascoltare una musica suadente e accattivante e di ammirare un suggestivo panorama che cattura e conquista lo sguardo. La sua pittura racchiude espressioni nascoste e messaggi appena celati tutti da scoprire che sollecitano la mente e l’approccio sensoriale a tutto tondo“.

  • La potenza espressiva nelle opere di Mauro Maisel

    Mauro desidera dal fruitore la comprensione spontanea di quello che c’è in lui, la condivisione delle emozioni pure e incontaminate, la partecipazione interattiva a valorizzare la bellezza e la grazia dell’arte“. Così scrive la Dott.ssa Elena Gollini, curatrice, critica e giornalista d’arte parlando dell’arte di Mauro Maisel e continua: “Il suo ego creativo non è isolato e ripiegato su se stesso, non si limita soltanto ad uno scandaglio di autocoscienza, ma si apre al dialogo e al confronto all’insegna di un concetto di esistere anche fuori di noi per ritrovare e recuperare frammenti e segmenti di un’essenza vitale, che pensavano essere andati perduti“.
    Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Come coniughi nel tuo fare arte i concetti di potenza espressiva e dimensione allusiva?
    R: La potenza espressiva è ciò che curo prevalentemente, l’uso dei colori, la brillantezza delle opere finite. Voglio che l’occhio di chi osserva sia catturato dall’irregolarità dell’opera e di conseguenza evocare pensieri e domande nell’osservatore.

    D: Come inserisci all’interno del tuo percorso creativo l’auto riflessione analitica?
    R: È d’obbligo, quando si realizza un’opera, fermarsi a riflettere durante la realizzazione! Per forza, il dubbio di star facendo bene deve sempre esser presente.

    D: Cosa devono possedere le tue opere per avere un’efficace e incisiva funzione comunicativa?
    R: Devono avere un titolo ed un tema che rispecchia l’opera, anche ridicolo e che faccia sorridere! Deve sorprendere anche il titolo e la descrizione oltre all’opera.

  • Duecento Samurai invadono (pacificamente) il Comune di Cinisello Balsamo

    Gli atleti della dimostrazione

    Nel fine settimana 26-27 Ottobre 2019 si è svolto a Cinisello Balsamo un raduno delle principali scuole di arti marziali tradizionali giapponesi facenti capo alla prestigiosissima DAI NIPPON BUTOKUKAI, organizzazione di arti marziali tradizionali giapponesi.

    L’evento nominato “ITALIA SHIBU RENSEI TAIKAI 2019” ha visto la partecipazione di circa duecento tra maestri e praticanti di arti marziali provenienti da tutta Italia e da alcuni paesi europei.

    La Dai Nippon Butokukai

    è la prima, e la più prestigiosa, organizzazione fondata in Giappone per preservare le arti marziali tradizionali ed il loro contenuto etico-filosofico.

    Essa fu voluta dallo stesso imperatore Meiji nella seconda metà del 1800 e, per tale motivo, assunse subito il ruolo di punto di riferimento per la conservazione della cultura delle antiche discipline marziali.

    Attualmente è presieduta dal principe monaco Higashi Fushimi Jiko, membro della famiglia imperiale e abate del tempio di Shorenin a Kyoto.

    La DNBK , oltre ad essere capillarmente diffusa in Giappone, possiede succursali in Europa e nel mondo.

    La Italia Shibu (sezione italiana) recepisce in pieno i valori etici della Dai Nippon Butokukai. Valori che considerano la pratica delle arti marziali tradizionali come veicolo di progresso fisico, morale e spirituale della persona umana.  La pratica delle arti marziali tradizionali, inoltre, è occasione di incontro fra i popoli per superare le differenze culturali e creare uno spirito di armonia e di pace per il mondo intero.

    Nel pomeriggio

    autorità, maestri e atleti si sono ritrovati presso la Sala Consiliare del Comune di Cinisello Balsamo per un incontro con il Sindaco, l’Assessore allo sport e cultura, il Presidente del consiglio Comunale e altri membri del Consiglio e delle giunta.

    Dopo i saluti di benvenuto delle Autorità si sono tenute alcune conferenze e dimostrazioni relative alla cultura tradizionale giapponese con un percorso di storia e filosofia del Dai Nippon Butokukai a cura del Kyoshi Fabio Bardanzellu, la Cerimonia del tè (Chanoyu) della maestra Emma Di Valerio della Scuola Urasenke, una dimostrazione di Calligrafia giapponese (Shodo) scuola Bokushin Kai e una di Iaido (arte della spada giapponese) sempre del Kyoshi Bardanzellu.

     

    La calligrafia OSS

    La scuola di calligrafia giapponese Bokushin Kai ha inoltre fatto dono al consiglio comunale di una delle opere realizzate durante il pomeriggio, un benaugrale “OSS”, termine del Giappone marziale utilizzato per indicare saluto, rispetto, auspicio di lavorare al meglio.

    La domenica mattina,

    alla presenza di un folto pubblico e delle Autorità, i Dojo appartenenti alla organizzazione Dai Nippon Butokukai – Italia Shibu hanno presentato una dimostrazione delle discipline da loro praticate con i vari stili.  Karate dei Maestri Angelo Bonanno, Renato Papale e Franco Corbella, il Jujutsu del Maestro Marcello Filippo, le scuole di Aikido dei maestri Pietro Paterna e Paolo Salvadego e le scuole di Spada Giapponese del Maestro Fabio Bardanzellu.

    La manifestazione si è conclusa con la consegna dei premi di gruppo e individuali per “Eccellenza nell’esecuzione”, “Eccellenza nella tecnica” e “Determinazione e Impegno” come è tradizione negli incontri di discipline tradizionali giapponesi della DNBK.

    Cordiali Saluti
    Segreteria DNBK Italia
    [email protected] – http://www.butokukai.it

  • GRANDE SUCCESSO PER LA COLLETTIVA IMPRESSIONI D’AUTORE

    Il PROGETTO Artisti MAG promotore di un importante programma di valorizzazione dell’arte italiana contemporanea

     

    Grande successo per la mostra collettiva Impressioni d’Autore, Prima Edizione del “Progetto Artisti MAG”, conclusasi sabato 26 ottobre 2019.

    L’esposizione, negli spazi della Life Art Gallery, ha proiettato i visitatori all’interno di magiche atmosfere alla scoperta di opere, figurative e astratte, giunte a Battipaglia (SA) da tutta Italia. La mostra dei circa cento artisti emergenti, in pochi giorni, dal 21 al 26 ottobre, ha riscosso un notevole interesse di pubblico, registrando un boom di presenze soprattutto durante il weekend, con un’affluenza di oltre mille persone. (altro…)

  • GQ Italia racconta la carriera di Francesca Dellera nel cinema e nella moda

    Il compleanno di Francesca Dellera ha dato l’occasione a GQ Italia di celebrare le tappe più significative della sua carriera in un articolo ricco di bellissime immagini, aneddoti e curiosità sull’attrice e modella famosa per il suo splendido incarnato candido al tal punto che il regista Marco Ferreri l’ha definita “la pelle più bella del cinema italiano”.

    Francesca Dellera

    Francesca Dellera: l’articolo di GQ Italia omaggia la sua carriera

    Francesca Dellera è la protagonista di un articolo correlato da splendide foto pubblicato in occasione del suo compleanno su GQ italia. La diva del cinema e della moda Francesca Dellera dotata di rara bellezza esaltata da splendide immagini scattate dai più grandi fotografi internazionali in un articolo pubblicato su GQ Italia che ripercorre le fasi salienti della sua carriera.
    Francesca Dellera è ritratta in splendide immagini dai più importanti fotografi di fama mondiale quali Helmut Newton, Michel Comte, Dominique Isserman, Annie Leibovitz e Greg Gorman. La bellezza di Francesca Dellera buca lo schermo e ben presto il cinema si accorge di lei: registi come Marco Ferreri e Jacques Deray la scelgono come protagonista dei loro film. È con il film La romana di Giuseppe Patroni Griffi tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia dove recita al fianco di Gina Lollobrigida che conquista più di 10 milioni di spettatori e importanti premi.

    I successi professionali di Francesca Dellera

    Grazie al film La Carne, Francesca Dellera acquista anche una grande popolarità a livello internazionale; difatti il film viene scelto in concorso al Festival di Cannes, dove l’attrice accompagnerà il regista Marco Ferreri sul red carpet.
    Successivamente, durante la fashion week di Parigi, viene scelta come modella d’eccezione per le sue sfilate dallo stilista Jean-Paul Gaultier: in precedenza, era accaduto solamente per una star internazionale come Madonna. Anche la rockstar Prince resta colpito dalla straordinaria bellezza dell’attrice e modella tanto da arrivare ad affittare un intero cinema per vedere da solo il film La Carne, ma nonostante l’insistente corteggiamento della rockstar, che tra l’altro la vuole portare con sé negli Stati Uniti proponendole di farle girare da protagonista un suo video musicale, Francesca Dellera decide comunque di non partire con lui coerente con il suo senso di libertà e indipendenza che da sempre contraddistinta. Negli anni in cui vive in pianta stabile in Francia, è protagonista del film di Jacques Deray L’Ours en peluche, accanto a un mito del cinema come Alain Delon, e dei film Nanà e La contessa di Castiglione: in quest’ultimo divide la scena con la grande attrice Jeanne Moreau. Il più famoso critico cinematografico italiano Tullio Kezich descrive l’attrice con queste parole di grande ammirazione: “La fisicità di Francesca Dellera è parlante, possiede quel qualcosa in più che hanno le figure schermiche d’eccezione, tanto a suo agio davanti la macchina da presa che quando è vestita sembra nuda, e quando è nuda sembra vestita”.

  • Spoleto Arte si prepara per Miami meets Milano durante la fiera più importante del mondo, Art Basel

    In dirittura d’arrivo, la nuova edizione della mostra internazionale Miami meets Milano è pronta per salpare e giungere sulle coste di Miami Beach. Organizzata da Spoleto Arte, la rassegna avrà luogo all’Hotel Victor (1144 Ocean Drive, Miami Beach, USA) dal 4 all’8 dicembre 2019, nel pieno dell’apertura della fiera artistica più importante del mondo, l’Art Basel.

    Presentata da Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, la kermesse riporta il contributo di numerose personalità di spicco, tra cui il prof. Vittorio Sgarbi, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, il direttore generale del Ministero, il console generale d’Italia, il presidente della Regione Lombardia, il sindaco di Milano e il sindaco di Miami Beach, di Roberto Villa (Casa della Fotografia), della giornalista RAI Antonietta Di Vizia, del direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara e della curatrice d’arte Nicoletta Rossotti.

    Miami meets Milano porterà all’attenzione di un pubblico multietnico e vivace come può essere quello oltreoceano soprattutto l’arte italiana, con un piccolo e prezioso accenno a quella straniera, ma sempre ponendo un particolare riguardo per quel panorama artistico contemporaneo così ricco quanto poco conosciuto. Pertanto, la curata selezione di pittori, scultori e fotografi porterà alla realizzazione, oltre che di un’esposizione fisica e digitale, di un catalogo che verrà pubblicato da Editoriale Giorgio Mondadori.

    “Ormai anche negli Stati Uniti – spiega Nugnes – il brand Miami meets Milano è una realtà consolidata e conosciuta per gli amanti dell’arte e non solo, che in questo periodo arrivano a Miami. La rassegna, che sono onorato e fiero di dirigere, ha l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico che ospita Miami, l’arte che il nostro Comitato seleziona e intende promuovere”. E grazie anche alla location che ospita la rassegna, Miami meets Milano diventa un punto di richiamo con un rooftop dal quale si può godere di una vista a 360° su Miami, un panorama mozzafiato sul mare e sulla spiaggia.

    La mostra, che aprirà al pubblico alle 18 (ora locale) del 4 dicembre, sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 18. L’ingresso è gratuito. Per informazioni sulle selezioni e sull’esposizione è possibile chiamare lo 0424 525190 o il 388 7338297, scrivere una mail a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • MAURIZIO MARTINELLI FESTEGGIA L’USCITA DELL’ALBUM “I DETTAGLI DI UN GIORNO” AL TEATRO ARCILIUTO

    TANTI VOLTI NOTI PER IL LIVE DI MAURIZIO MARTINELLI

    Fra gli amici, gli artisti, gli addetti ai lavori, gli affetti più cari, Maurizio Martinelli ha presentato il suo album I dettagli di un giorno. Un lavoro composito da cui ha estratto per l’occasione parte dei brani per regalarli live al numeroso pubblico.

    Non sono mancate le riflessioni, fra un brano e l’altro. I dettagli di un giorno, sono le rifrazioni, il riverbero, il riflesso, i volti di un prisma; le facce che distinguono una vita dall’altra, e la rendono comunque simile. “Sono passaggi di vita quotidiana!” – afferma il cantautore.

    Martinelli è da sempre legato alla musica. Il padre, fisarmonicista, gli ha permesso di vivere osservando e ascoltando musica, fino ad approdare al conservatorio.

    “Fare radio lo considero una naturale conseguenza” – sottolinea Maurizio. Conduttore della nota trasmissione quotidiana Container e Direttore Artistico di Radio Italia anni 60100.05, intervista i maggiori esponenti della canzone italiana, non trascurando gli emergenti. Massimo Di Cataldo, Gigi Miseferi, Raffaella Cesaroni, Milk and Coffee, Gio di Sarno, Toni Malco e tanti altri artisti, si sono uniti al nutrito gruppo di spettatori che hanno voluto ribadire l’entusiasmo di ascoltare Maurizio, l’amico cantautore.

     

    Maurizio, un disco a lungo agognato “I dettagli di un giorno”?

    “Sì, ci è voluto coraggio a pubblicare, dopo anni di gavetta, un mio album, un disco che mi rappresentasse”.

     

    Un lavoro, a tratti, estremamente legato al modo di oggi, fra problemi di immigrazione ed emarginazione.

    Grandi applausi per la proiezione del videoclip Anima a Brandelli, vincitore dello Special Award Sociale al Festival del Cinema di Roma. Un “NO” al BULLISIMO, raccontato con quel fare tipico della migliore scuola cantautoriale, impreziosito dal sapiente lavoro di Fabio Sidoti e i suoi laboratori cinematografici attivi nelle scuole. Per la regia di Michele Vitiello (che ha firmato anche il videoclip del singolo I dettagli di un giorno) e Fabio Sidoti, “Anima a brandelli” è raccontato dagli stessi giovani studenti, vittime e carnefici, allo stesso tempo, del fenomeno bullismo.

    La serata condotta da Niccolò Carosi ha visto la partecipazione del discografico ed editore dell’album, Beppe Aleo di Videoradio e Video Radio Channel.

    Presto nuovi appuntamenti e nuove date.

    Link video Anima a brandelli.

     

     

  • Emozioni allo stato puro nella pittura di Graziano Ciacchini

    L’arte pittorica di Graziano Ciacchini prende forma e sostanza dalla vita quotidiana, si immerge in essa e genera immagini metaforiche e allusive che riflettono la trasformazione qualitativa di un’esperienza visionaria del reale. Porsi dinanzi ad un suo quadro equivale a mettersi di fronte a una scena di vita quotidiana che ha assunto forme, contorni e colori diversi e inattesi. La sua è un’arte vivente che prende vita e si anima. Ciacchini è portavoce di una pittura influenzata dal senso del dinamismo e del movimento, protesa ad una trasformazione del dettame e degli stilemi figurativi più tradizionali che conduce ad un equilibrio scenico innovativo e inusuale con una resa d’impatto di immediata efficacia. Le opere acquistano una valenza esistenziale di consistente portata e pongono davanti all’osservatore nuove prospettive per modificare la propria percezione personale, producendo nuovi punti di vista e nuove immagini interiori della realtà. La produzione si snoda nell’indefinibilità di una verità assoluta messa al cospetto di una verità soggettiva, che assume molteplici sfumature e sfaccettature interpretative subliminali. Lavora nel solco di un impressionismo rivisitato che si erge e si sviluppa con inedite e sorprendenti connotazioni distintive non convenzionali ed è governato dal fattore emotivo ed emozionale di fondo. Lo stile pittorico di Ciacchini si dilata superando la classicità delle forme per inseguire una personale originalità di rivisitazione. Libertà espressiva e costruzione scenica predefinita si intrecciano in un bilanciato equilibrio tonale e si fondono tra loro in una vasta e variegata tarsia di pensieri, umori, passioni. Pittore di accesa espressività e dall’evidente e sicura plasticità segnica e volumetrica, riesce a caricare di profonda energia vitale le composizioni che sono sempre ben armonizzate sia a livello cromatico che di prospettiva. L’arte di Ciacchini riecheggia della espressionistica vissuta tramite le esperienze della vita e il pathos esistenziale. Come una nuova linfa vitale l’ispirazione creativa si sviluppa in lui sublimando e trasformando in forme e figure, colore e luce, il magico rapporto tra sogno e realtà. “La pittura è mettere a tacere tutti i linguaggi e far danzare solo la vista” ( Fabrizio Caramagna).

  • L’arte di esplorazione del reale di Rosanna Gaddoni

    L’apparato figurativo dell’arte di Rosanna Gaddoni si costituisce e si afferma mediante una sorta di poetica esplorativa del mondo visibile conosciuto e di quello non visibile che abita nella dimensione psichica e immaginaria. I suoi lavori producono una sorta di stratificazione del conscio e dell’inconscio, che si avvicendano nell’ispirare il suo atto creativo. Le immagini restituiscono alla vista il significato allusivo di un percorso empirico che vive, si alimenta e si rigenera nei sedimenti della memoria. Quando dipinge la Gaddoni attinge dalle sensazioni, dalle intuizioni, dai pensieri, dagli stati emotivi, dalle associazioni delle idee che sgorgano e fluiscono dando ritmo e scandendo le fasi elaborative. La sua versatile vena fantasiosa la avvicina a quanto dichiarato da Borges “il sogno visionario non si forma che nel viaggio”. La sua poetica artistica sviluppa una vocazione figurativa che diventa metamorfosi di un viaggio paradigmatico nel reale e si evolve anche nella sfera dell’immaginario aprendo porte d’accesso inaspettate e sorprendenti che confondono e mescolano il vero e l’invenzione e danno spazio a un mondo percettivo sommerso e ancora inespresso. La componente tonale sempre molto minimale, sobria e pacata e utilizzata con combinazioni mirate di grande effetto e rende molto accattivante l’insieme, favorendo l’approccio visivo e lasciando volutamente affiorare un contorno di significato enigmatico che sfugge alla comprensione sommaria immediata e resta ancorato ad un concetto affascinante di non del tutto svelato e rivelato. La Gaddoni entra e si addentra nel quadro e ne diventa parte integrante attiva, trasportandovi l’essenza della propria anima come se fosse in senso metaforico il prolungamento della sua mano nel gesto creativo. Suggerisce atmosfere oltre lo spazio naturalmente percepito ed esprime una concettualità visionaria modulata e modellata da un potente afflato di pathos e di coinvolgimento. Attraverso l’orchestrazione impeccabile e la sapiente partitura dinamica della composizione garantisce una resa plastica ottimale alle raffigurazioni e innesca un gioco bilanciato e armonioso di gradazioni luminose ed effetti chiaroscurali che dilatano la profondità spaziale e la percezione ottica. La sua pittura cerca l’attenzione partecipe dello spettatore e vuole essere portavoce di un mondo ancora tutto da perlustrare, un mondo che attira e attrae verso il sapere e la conoscenza e sottende a importanti interrogativi di cui cercare le risposte.

  • Mauro Maisel: arte per stupire e per stupirsi

    Analizzando la corposa produzione di Mauro Maisel emerge la sua potente inventiva che fluttua nell’incalzante desiderio di ricerca di orizzonti creativi sempre nuovi e stimolanti, con un procedimento tecnico e una perizia strumentale in continua evoluzione, caratterizzati da un paziente e certosino studio sperimentale che nel tempo scandisce fasi di fervida creatività, congiunta a momenti preparatori di meticolosa e ponderata meditazione sul proprio mondo interiore. Il linguaggio del colore è basilare in ogni lavoro e acquista una profonda valenza simbolica e concettuale. L’uso del colore, pastoso, luminoso, caldo, pervade la trama narrativa di vitalità, accende e alimenta lo scenario compositivo. Le tonalità e le sfumature cromatiche possiedono una suggestione tutta speciale e sono permeate da una visionarietà eterea, senza tempo e fuori dal tempo. La consistente e marcata stesura dell’impasto pigmentoso variopinto e policromatico, che si compone di più strati plasmati e armonizzati insieme, permette di ottenere dei volumi in rilievo che fuoriescono dallo spazio dell’opera, si espandono e si dilatano e producono delle proporzioni plastiche di immediato impatto estetico. Dedizione instancabile e vocazione inesauribile sono i pilastri portanti del suo fare arte che si completa di una fase esecutiva dove l’istinto creativo e l’incipit irrazionale vengono convogliati dentro un’azione ordinata e bilanciata in ogni gesto. Maisel raggiungendo la piena maturità artistica si protende verso il fruitore con la massima libertà espressiva e con impronta decisa, sicura, disinibita e segue le sue percezioni intime e il suo perspicace e acuto colpo d’occhio. Il risultato delle sue opere garantisce un’immediatezza visiva e genera nell’osservatore la voglia di addentrarsi e scoprire quanto è insito, si cela e viene custodito dentro le rappresentazioni.

    Dalla visione delle opere scaturisce un universo complesso di sensazioni simultanee e contestuali che accorpano insieme bellezza, materia e spirito. La critica curatrice Elena Gollini ha espresso delle riflessioni articolate al riguardo spiegando: “Per Mauro la creazione artistica corrisponde alla creazione spirituale e le leggi della creazione artistica equivalgono a quelle della creazione spirituale. Ideando ed elaborando l’opera intraprende in modo contestuale un lavoro di rigenerazione interiore. Nell’intento di perfezionare al meglio la sua creazione vuole raggiungere un ideale di bellezza evocativa di potente suggestione. Ama e celebra il senso del bello e lo trasmette nell’essenza costitutiva delle opere. L’arte con una personale e soggettiva riqualificazione, gli consente di percorrere il suo cammino esistenziale con coerenza e maturità, acquisendo una più profonda comprensione della dimensione interiore che gli offre spunti utili per affrontare la vita quotidiana. Esprimendo il suo archetipo di bellezza evidenzia simbolicamente il bello e il buono che c’è in ogni essere vivente e in ogni creatura, in nome di una proiezione visionaria positiva e di un fare arte sorretto da un’intensa vena di espressività intrinseca e da uno slancio artistico audace e temerario, che lascia emergere non soltanto l’aspetto estetico delle composizioni sceniche, ma anche tutto quel mondo di risorse interne sottese che conferiscono un valore concettuale aggiunto alla portata sostanziale della narrazione e generano messaggi e significati subliminali che vanno oltre il marginale e sommario impatto visivo. Mauro si propone di dare vita ad un’arte atemporale che può fluire e spaziare librandosi con dinamismo e vitalità conquistando da subito lo sguardo incuriosito dello spettatore“.

  • “Il silenzio e l’incontro” – Opere di Francesco Betti

    Bergamo, Palazzo Storico Credito Bergamasco – Banco BPM

    15 novembre – 6 dicembre 2019

    Dopo tre anni dalla prima mostra di Francesco Betti presso Palazzo Creberg, le opere dell’artista tornano protagoniste nella sede della Fondazione Credito Bergamasco – Banco BPM (Bergamo, Largo Porta Nuova 2), con la mostra Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti, a cura di Angelo Piazzoli, che inaugurerà il 15 novembre 2019 alle ore 17.30, a partecipazione libera e gratuita.

    LA MOSTRA – In mostra saranno presenti 21 dipinti, con l’obiettivo di creare un’opportunità per riflettere su alcuni momenti della vita, attraverso attimi di silenzio e ascolto. La ricerca artistica di Francesco Betti è capace di rallentare la vita frenetica e vivere l’esperienza di visita in modo lento e calmo per godere della pacatezza che i suoi dipinti trasmettono.

    “L’affascinante mostra – spiega Angelo Piazzoli, Segretario Generale della Fondazione Creberg – rappresenta una buona opportunità per una riflessione e per indurci a praticare, in alcuni momenti della vita, spazi di silenzio e di ascolto. Come ricorda Chaplin, “il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca”. Le opere di Francesco Betti, oniriche e leggere, raffinate e semplici, intelligenti e comprensibili, rappresentano un segno concreto di lucida ribellione alla banalità e alla superficialità che ci circonda”

    INIZIATIVE COLLATERALI – In occasione dell’inaugurazione della mostra “Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti”, la compagnia Antiche Contrade presenterà lo spettacolo “Tanto tuonò che poi piovve: Socrate e le nuvole di Aristofane” diretto da Fulvio Manzoni ed eseguito presso Palazzo Creberg.

    La rappresentazione scenica, che si terrà venerdì 15 novembre (ore 17.35, Palazzo Creberg), avrà ingresso libero fino ad esaurimento dei posti a sedere.

    Narrazione di Bruno Pizzi. Musiche a cura di Vincenzo Albini (violino), Gianni Alberti (clarinetto), Gino Zambelli (fisarmonica), Pierluigi Ferrari (chitarra), Valerio Della Fonte (contrabbasso). Direzione artistica di Fulvio Manzoni.

     

     INFORMAZIONI

    Sede e orari

    PALAZZO STORICO CREDITO BERGAMASCO / BANCO BPM – Bergamo, Largo Porta Nuova 2

    18 novembre – 6 dicembre 2019

    Da lunedì a venerdì, negli orari di apertura della filiale (8.20 – 13.20 e 14.30 – 15.30)

    Ingresso libero – Catalogo in distribuzione gratuita

     

    Evento inaugurale

    Venerdì 15 novembre 2019, ore 17.30 – Palazzo Storico Credito Bergamasco –Banco BPM

    Organizzazione

    Fondazione Credito Bergamasco (Bergamo)

    Curatore

    Angelo Piazzoli

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    Per informazioni: www.fondazionecreberg.it

    La Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco”

  • 1^ EDIZIONE PROGETTO ARTISTI MAG – “Impressioni d’autore”

    L’ambizioso programma della Prima Edizione “Progetto Artisti MAG” parte da Battipaglia (SA) con la collettiva Impressioni d’autore, che si terrà dal 21 al 26 ottobre 2019, presso la galleria Life Art Gallery.

    La mostra vedrà protagoniste, negli spazi della Life Art Gallery, le opere di moltissimi artisti italiani emergenti, provenienti da tutte le regioni della nostra Penisola.

    L’esposizione gratuita “Impressioni d’autore” sarà solo il primo step di una lunga serie di eventi, mostre e fiere, che vede nel progetto MAG (Mediolanum Art Gallery), un’autorevole joint venture con le gallerie SPIRALE MILANO, ART&CO MUSEUM e LIFE ART GALLERY.

    Seguendo l’evoluzione dell’arte, con grande responsabilità, MAG porta avanti un importante progetto di valorizzazione dell’arte italiana e soprattutto dei suoi artisti, alla ricerca costante di messaggi visivi che, attraverso la pittura, la scultura e la fotografia, raccontano il nostro tempo.

    Nella serata conclusiva, il 26 ottobre, dalle ore 17:30 si darà il via all’esclusivo MAG Party per celebrare i protagonisti dell’esposizione, preceduto da una Conferenza Stampa.

    Testimonial d’eccezione il Maestro Paolo De Cuarto che si esibirà in una spettacolare live performance. Il noto artista, con grandissima abilità, ha saputo riportare il passato nel presente, trasformandolo in Pop art. Le immagini delle sue opere, dal 2002 ad oggi, hanno celebrato il Carosello della memoria in Italia e nel mondo, fino ad approdare in Cina nel 2014. Con “Tracce”, la mostra che ha inaugurato i percorsi di Matera, dichiarata Patrimonio dell’Umanità e Capitale Europea della Cultura 2019, il pittore ha mostrato in maniera inequivocabile l’originalità del suo talento.

    L’attore e doppiatore statunitense James Earl Jones qualche anno fa dichiarò: “Le arti sono sempre state importanti per la salute di una nazione, ma non lo abbiamo ancora capito”. Questo concetto, invece, è stato ampiamente compreso dalla MAG, la cui mission è proprio quella di Dare Voce a coloro che utilizzano un medium espressivo artistico per protestare, per raccontare e raccontarsi, per tracciare una linea del nostro tempo.

    La MAG, fautrice di un notevole cambiamento nel campo artistico-culturale, oltre a dare una vetrina ai talenti emergenti, mette in connessione le eccellenze della filiera dell’arte contemporanea con gli artisti da sempre marginalizzati dal pugno di ferro di alcuni privilegiati che permeano questo ambiente. Gli autori, infatti, riscontrano molte difficoltà nel mettere in luce la propria arte o nel districarsi nelle imbrigliate lobby di gallerie e musei.

    La rete di Gallerie coinvolte in questo progetto, attuano da anni una nuova politica per abbattere le barriere di fruizione ed aprirsi all’attuale mercato globale. Con le sedi negli States, a Miami e New York, e in Italia, a Padova, Milano, Parma, Lecce e Battipaglia, dedicano i propri spazi mediante attività galleristiche d’eccellenza, finalizzate a moltiplicare la voce dell’artista in maniera esponenziale.

    Una vera e propria rivoluzione, uno svecchiamento dei sistemi a cui l’arte si era ancorata. Fondamentale, quindi, in questo programma così completo, è stato il percorso innovativo per dare un valore aggiunto alle opere. E nel rinnovamento ha trovato posto anche il product placement. Attraverso lo screen placement, la filmografia italiana potrà raccontare l’artista o le sue opere. Grazie alla pellicola, si abbattono definitivamente le barriere di comprensione dell’arte contemporanea. Una nuova era artistica che sdogana le immagini dell’artista e lo consacra attraverso un mezzo nuovo e universale.

    I Cataloghi dedicati e una Comunicazione mirata, saranno gli strumenti di preminenza dell’artista, con un Comitato Scientifico dedicato pronto ad interpretare le tendenze della contemporaneità non di fronte all’artista, ma al suo fianco, per condividere insieme un Percorso Nuovo.

    Una vasta programmazione, dunque, che vedrà la valorizzazione a lungo termine di dotati ed estrosi artisti contemporanei che potranno finalmente avere visibilità. Per tutto il restante 2019 e per i due anni a seguire, non solo saranno protagonisti di una serie di eventi mirati negli spazi della MAG a Milano e Padova, in quelli della MAG – Art&Co Museum, a Parma e Lecce, e in quelli della MAG Life Art Gallery di Battipaglia, ma vedremo le loro opere pubblicate su un catalogo personale e su importanti riviste d’arte. Seguiranno le fiere d’arte italiane più importanti dove ci sarà uno spazio dedicato a MAG ed una visibilità collettiva.

    I più talentuosi, scelti dal Comitato Scientifico, dopo un’attenta analisi di vari parametri, avranno la possibilità di esporre i propri lavori, attraverso mostre personali o collettive, all’interno di prestigiosi musei nazionali, come il Lu.C.C.A., la REGGIA di Caserta, il MARCA di Catanzaro e la REGGIA di Monza.

    Presenzierà alla serata di chiusura l’intero Comitato Scientifico, da Maurizio Vanni, Direttore del Lu.C.C.A. e Docente Universitario di Museologia, da Mirko Mele, Direttore Artistico della Life Art Gallery, a Carlo Colombo, Archistar Internazionale, da Massimo Ferrarotti, Presidente di Spirale Milano e Spirale d’Idee, a Stefano Pirrone, Mediolanum Art Gallery. E poi, Giampaolo Prearo, Prearo Editore, Tiziano Giurin e Simone Viola, Art&Co Museum, Fabio Vece, Life Art Gallery, Vito Caggianelli, CEO di Ismaele Film.

    Il patrimonio artistico non può essere trascurato né ignorato, e deve ‘necessariamente’ essere trasmesso alle generazioni future. La MAG, apre percorsi pioneristici, proiettando l’arte verso nuovi orizzonti.