Categoria: Arte e Cultura

  • Importanti partecipazioni e riconoscimenti per l’artista Matteo Fieno

    Matteo Fieno, conosciuto per i suoi eleganti dipinti dedicati al mondo femminile, sta ottenendo grande riscontro di pubblico e critica, grazie alla partecipazione ad importanti eventi artistici e ai numerosi incontri con noti personaggi dell’arte e della cultura italiana. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: Un tuo resoconto globale sulla recente partecipazione alle grandi mostre di Spoleto Arte e Biennale Mantova entrambe presentate da Vittorio Sgarbi.
    R: Aver partecipato a questi eventi mi ha ripagato di tutti gli sforzi fatti, sia per l’esperienza stimolante, sia per la pazzesca cassa di risonanza che eventi di questo tipo sono in grado di offrire.

    D: Come è nata l’occasione di rendere omaggio al famoso trio canoro “Il Volo” con le tue opere? Hai qualche aneddoto di questo incontro speciale?
    R: Ho avuto questa possibilità per via della loro presenza al Festival Collisioni che si è tenuto nella mia zona e grazie a una conoscenza in comune che mi ha permesso di incontrarli. Sono rimasto colpito dalla loro semplicità e dalla loro disponibilità nonostante avessero un’agenda molto fitta. In più mi è sembrato che fossero molto interessati alla pittura e hanno voluto sapere a tutti i costi quale fosse il quadro al quale mi sento più legato e il perché.

    D: Raccontaci qualche anticipazione sull’importante premio che riceverai a Spoleto il 22 Luglio e che ti porterà in mostra a Milano.
    R: Ricevere il Premio Milano Art Gallery è una sensazione bellissima che mi stimola ulteriormente ad andare avanti in questo percorso. Inoltre è una gioia immensa ricevere la stima di persone come il Prof. Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes, presidente della Spoleto Arte. Il premio non è solo un attestato di merito, ma anche un bonus per poter partecipare con sei opere alla Biennale di Milano che si terrà a Ottobre e per poter disporre di una personale alla storica “Milano Art Gallery” in data ancora da stabilire.

  • Intervista – Riflessioni dell’artista Mauro Maisel

    Mauro Maisel è stato intervistato ancora una volta per fare alcune riflessioni sui concetti di arte spirituale e materiale e per parlare della sua ispirazione artistica.

    D: Una riflessione su questi due concetti in parallelo applicati alla tua arte: spirituale/materiale;
    R: La mia arte sicuramente è più deviata dal concetto materiale, certo, il mio io interiore sbatte come una pallina da flipper per cercare idee e significati di un nuovo progetto, ma il lato materiale è quello ormai che governa, realizzo in concreto, anche se è difficile aver un’idea chiara di come sarà il risultato finale, reputo il mio lavoro “estemporaneo”, nel senso che vedo l’opera prender forma man mano che creo e passano i giorni.

    D: A quale artista della storia dell’arte ti senti più affine nell’espressione stilistica?
    R: Qualche anno fa partecipai ad una lectio magistralis di Vittorio Sgarbi, conclusasi ci fu una mostra di un artista italiano di nome Giordano Floreancig. Vidi i suoi ritratti cosi irreali, ma reali, con schizzi di colore, molto colore, fin da uscire dalla tela… Fu un colpo di fulmine… Dapprima provai anch’io a fare dei lavori simili, ma sapevo che non era la mia strada, successivamente mi imbattei negli artisti Antony Micallef e Justin Gaffrey, tanto diversi tra loro, ma con un comun denominatore: lo Spessore. Bombe a mano di colore indefinito nei ritratti ,voluminoso e disordinato Antony; Spessore, peso e maestria nel dosare quel materiale denso creando paesaggi e nature morte Justin. Da allora si aprì il mio mondo, che muta continuamente, ma vedremo dove mi porterà…

    D: Un commento su questa autorevole citazione di Marcel Proust “il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale”;
    R: Stando a questa citazione, il mondo sarebbe stato creato migliaia di volte, visti gli artisti fighi che hanno attraversato la storia. È bello pensare che in qualche angolo remoto del pianeta, presto ci sarà un artista che stupirà e sconvolgerà, sta tutto nel scoprirlo ed aiutarlo ad emergere. Dio non ha avuto bisogno di nulla e nessuno per stupire…

  • CROWDFUNDING PER IL LANCIO DEL PROGETTO DI TURISMO RURALE E SOSTENIBILE “RURALACADEMY, IMPARARE FACENDO IN AGRICOLTURA ECOLOGICA”

     

    il progetto RuralAcademy  – imparare facendo in agricoltura ecologica, opera in una rete di aziende agricole ecologiche, dove le persone vanno a fare esperienze di turismo sostenibile, totalmente immersi nelle tradizioni e nella cultura toscana.

    Un team di giovani periti agrari, agronomi, cooperatori internazionali e paesaggisti ha ideato e testato il progetto nel 2018, e le fattorie che hanno aderito sono principalmente nel comune di Figline e Incisa Valdarno e dintorni.

    Qualche giorno fa RuralAcademy ha lanciato una campagna di Crowdfunding per lanciare e strutturare il progetto, proponendo interessanti ricompense che vanno dalla borraccia in alluminio, al corso di orticoltura, a interi week end formativi nelle aziende agricole della rete. Questo progetto ha due obiettivi: sostenere i piccoli agricoltori ecologici del territorio, custodi del nostro ecosistema, e diffondere conoscenze sull’agricoltura ecologica e sulla produzione del nostro cibo. Per questo vale la pena sostenerlo!

    La campagna di crowdfunding è su www.eppela.com/ruralacademy.

    facebook: facebook.com/ruralacademy17

    Instagram: @ruralacademy

    Web: Ruralacademy.it

    Mail: [email protected]

     

     

     

  • Belluno: splendido vernissage per il fotografo Sambucco all’Hotel Astor

    Ieri, domenica 21 luglio, si è confermato il successo che ha portato il fotografo Gino Maria Sambucco a proporre la sua personale Oltre alla realtà, la fantasia al prestigioso Hotel Astor di Belluno, in piazza dei Martiri 26/E. L’appuntamento, organizzato da Spoleto Arte a cura del prof. Vittorio Sgarbi, è stato presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes.

    L’artista che immortala le Dolomiti in una serie di scatti innovativi e poetici, rientra in Friuli dopo un tour che l’ha visto protagonista lo scorso 5 luglio presso la Casa della Musica a Grado, dove gli è stato conferito il Premio Pasolini. Questo l’ultimo dei riconoscimenti che da tempo coinvolgono da vicino il fotografo. Gino Maria Sambucco infatti, proprio oggi, lunedì 22 luglio, è direttamente interessato nel finissage della mostra internazionale Spoleto Arte, presentata dal prof. Vittorio Sgarbi il 29 giugno. Nella storica sede spoletina, il Palazzo Leti Sansi, l’artista ha esposto ben 14 dei suoi scatti. Inoltre, c’è da ricordare che questa personale, Oltre alla realtà, la fantasia, è stata proposta al pubblico bellunese, e non solo, a seguito del successo avuto presso la storica galleria milanese, la Milano Art Gallery, la scorsa primavera, che gli ha garantito una proroga.

    Un’ascesa continua, dunque, che conduce il nostro artista a spostarsi sul territorio italiano per promuovere quel progetto nato per passione e che invece diventa oggi un vero inno alla maestosità delle vette.

    Scrive così Salvo Nugnes a proposito del fotografo di Codroipo: «Il legame che Gino Maria Sambucco sente di avere con i suoi monti e, in particolare, con le Dolomiti, viene trasposto in innumerevoli scatti e in quelle da lui definite “Pittografie”. Lasciandosi condurre dall’immaginazione, è possibile scorgere sulle vette o sui versanti i volti di personaggi come Trump o un gigantesco anatroccolo. Ma, al di là del gioco divertente e coinvolgente che viene a instaurarsi con l’osservatore, vi è lo sguardo attento di chi sa già cogliere dalla natura una composizione d’arte, che completa attraverso la lavorazione digitale per risaltare determinate sensazioni attraverso espressive tonalità».

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • A Santa Brigida la terza tappa della mostra fotografica “La dignità del lavoro”

    Dal 27 luglio al 14 agosto 2019, la Biblioteca del comune di Santa Brigida (BG), con il patrocinio della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, ospiterà la terza tappa della mostra “La Dignità del Lavoro”, firmata dal fotografo Gianbattista Longhi.

    Dopo le tappe di Bergamo e Presezzo la mostra, visitabile il lunedì e il giovedì dalle 15.30 alle 17.30, il martedì dalle 9.30 alle 11.00 e il sabato dalle 9.00 alle 11.00, si compone di 40 scatti che hanno per protagonisti gli uomini e le donne del mondo del lavoro.

    Nelle sue foto Longhi, fotografo per poesia, perde di vista macchinari, impianti e ambienti e rivolge il suo sguardo a dettagli piccoli ma essenziali, concentrandosi su chi, realmente, è l’anima di un luogo di lavoro. Nascono così racconti puri e immediati che si integrano in geometrie intelligenti e autentiche. E i lavoratori tornano, tra frammenti di rabbia e rivendicazione, a essere centrali in una narrazione graffiante e brutalmente veritiera.

    Ogni foto è accompagnata da un breve testo scritto da nomi illustri del passato e del presente con l’obiettivo di stimolare altri sotto-testi, pensati e non scritti, nella mente dei visitatori, frutto della loro stessa esperienza. Perché alcune fotografie rappresentano la fatica, altre l’orgoglio, ma tutte sono espressione della dignità dell’uomo e della donna.

    Un progetto con cui Fondazione Istituti Educativi di Bergamo intende versare una goccia nel mare del rispetto per il lavoro, stimolando riflessioni e dibattiti da parte dell’intera comunità.

  • King Stewee: la collaborazione con Nature e il ritorno alle origini dell’hip hop

    Freddo Sempre è il nuovo singolo del rapper romano King Stewee, scritto in collaborazione con il rapper Nature, proveniente dal Queensbridge, culla del rap newyorkese.

    Il singolo unisce Roma e New York in un suono davvero unico: il tappeto musicale, cucito sulla pelle dei due rapper da G Romano, torna alle origini mantenendosi comunque fresco, senza nulla da invidiare al sound d’oltreoceano.

    Il brano è uno storytelling, come non se ne sentivano da anni: poco spazio alla melodia, se il rapper romano dà sfoggio di una cultura notevole, narrando il freddo disagio del trentenne medio della periferia italiana, perso fra le insicurezze di una generazione di mezzo, Nature ci porta nell’altrettanto freddo e spietato ghetto americano, dove la massima aspirazione di un ragazzo è riuscire a sopravvivere.

    Tutto è estremamente reale, fra flashback di vita vissuta e un ritornello che spiega come in fondo, davanti a un mondo che sta cadendo a picco, siamo tutti uguali, e là fuori, per tutti, è “freddo sempre”.

    Un piccolo gioiello da parte dell’artista romano, che dopo la notevole “Grazie Di Che” torna con un brano potentissimo, che spiazza, disorienta e colpisce.

    Nell’approcciare a un featuring con una leggenda urbana del calibro di Nature, di cui sono fan da anni, ho scelto la strada più difficile. I rapper italiani di solito approcciano alle collabo con gli americani facendo brani autocelebrativi e gangsta, che per ovvi motivi spesso suonano come una parodia. Io ho scelto di essere me stesso fino in fondo e raccontare senza fronzoli la vita di un uomo della mia età alle prese con un mondo freddo e cattivo. Nature ha scritto una strofa potentissima, me lo aspettavo, sapevo che se avessi puntato sullo storytelling avrei tirato fuori il meglio da un mostro del suo calibro, ed è successo”.

    Così King Stewee sulla sua pagina facebook.

    Il brano è disponibile su Spotify e Youtube a partire dal 20 Luglio 2019.

    https://www.instagram.com/kingstewee_acd/

    https://www.facebook.com/kingsteweeofficial/

    https://www.instagram.com/p/BzAv0chgqqn/

  • semer avec nonchalange

    (MO.CO.) montpellier contemporaine
    Giuliano Ravazzini
    Flux
    Semer avec nonchalange
    29 juin – 30 septembre 2019
    Montcalm Jardin 13 rue de la République 34000 Montpellier-France
    http://giulianoravazzini.blogspot.com/
    https://www.moco.art/fr/moco-montpellier-contemporain

    Montpellier (Francia). Le semine di Giuliano Ravazzini ora al Mo.Co.
    Durante l’evento culturale Montpellier Contemporaine della città francese l’artista interverrà in al-cuni luoghi deputati con le azioni seminative, in particolare il nuovo centro d’arte contemporanea l’Hôtel des Collections e altri luoghi di interesse della città francese.
    Il giardini dunque accolgono le semine e le contaminazioni che l’artista esegue sistematicamente in luoghi istituzionali o durante eventi di arte contemporanea.
    Ancora una volta l’intento di Ravazzini, non è suggestionare i presenti incuriositi dalla performance ma piuttosto è produrre un happening dal messaggio molto chiaro: recupero del rapporto creativo uomo natura e sviluppo narrativo nel web.
    L’artista immagina una fine metaforica, un luogo da cui ripartire con il seme del cambiamento che ha radici nel mondo reale ma che sviluppa i germogli in un’altra realtà. Ѐ in atto un’attrazione irresistibile per una dimensione non fisica ma dal grande potere di fascinazione, un richiamo seducente che distrae molti di noi dal mondo reale, un flusso potente e inarrestabile che cattura le nostre percezioni alterando la nostra esistenza, questa è la realtà dove germina l’arte.
    L’uomo iper connesso assimila immagini e suggestioni continuamente è nel racconto egli stesso è un autore che vive nel web cioè un gigantesco territorio fluttuante percorribile istantaneamente che viene aggiornato e configurato, un cervello complesso, generativo e gratuito, perciò se è vero che in quel mondo evolve la nostra sfera sensoriale e intellettiva, allora l’arte nel suo processo estetico concettuale è costretta ad agire attraverso di esso.
    Un passaggio epocale per l’arte che ci impone una revisione completa del valore immagine, non più icona o soggetto da contemplare, ma messaggio visivo istantaneo, significante che sospende i canoni estetici ortodossi e assume su di sé i valori del mezzo, che oggi possiamo definire poli contestuale, dialogica, processuale, evenemenziale, senza luogo, nomade, ubiqua, accumulativa, mixata. Rifles-sioni e denominazioni che l’artista propone al suo pubblico da molti anni con opere condivise nel web come (10 link to Zabaalen), Bitphilia, Migrazioni di Microazioni, War garden Link.

    Ilario Baudanza

  • Teatro Fontemaggiore con “Storia tutta d’un fiato” per la seconda tappa de “I Bambini e Art City”

    Un’iniziativa degna di nota, tra gli eventi dedicati alle famiglie in programma per la stagione estiva della capitale, è certamente “I Bambini e Art City”, l’evento a cura di Casa dello Spettatore, dedicato alle bambine e ai bambini dai 3 ai 10 anni e alle loro famiglie che propone una modalità innovativa per vivere il patrimonio storico, artistico e architettonico del Polo Museale del Lazio attraverso lʼincontro con le arti sceniche.
    Diversi modi per visitare e conoscere il Museo Nazionale di Castel SantʼAngelo e diversi spettacoli indirizzati alle nuove generazioni: un modo unico quest’estate per stare insieme in famiglia, per chi non va in vacanza o per chi, magari, è appena rientrato.
    L’evento, completamente gratuito per i bambini, prevede un biglietto ridotto a 7,50 € per gli adulti che comprende sia il particolare percorso di “visita” firmato Casa dello Spettatore che la visione dello spettacolo.

    Sabato 3 agosto, appuntamento con “Storia tutta d’un fiato” di Teatro Fontemaggiore con Enrico De Meo, Emanuela Faraglia, Giancarlo Vulpes.
    L’opera racchiude in sé il dinamismo del teatro d’attore con molti riferimenti anche al linguaggio dei clown. I tre venditori/saltimbanco cercheranno di farci vivere una situazione di teatro di piazza: l’entrare ed uscire dalla storia li ricondurrà sempre al loro ruolo principale, quello di cantastorie.
    Spettacolo vincitore del premio OTELLO SARZI al festival “I TEATRI DEL MONDO 2006” di Porto Sant’ Elpidio, premio miglior spettacolo giovani compagnie; vincitore come miglior spettacolo del Festival “L’altroFestival 2006” di Lugano nella sezione teatro ragazzi.
    La storia è tratta da “Narco degli Alidosi” di Roberto Piumini, scrittore, poeta e pedagogista.
    Tra gli innumerevoli lavori, è autore di trasmissioni radiofoniche, fiabe, racconti, filastrocche, opere musicali, soggetti e sceneggiature per cartoni animati nonché ideatore dell’amato programma televisivo per la prima infanzia, “L’albero azzurro”.

    “Pinocchiata”, della Compagnia Teatri d’Imbarco, è stato lo spettacolo che ha inaugurato lo scorso 14 luglio,  la seconda edizione de “I Bambini e Art City”.
    Una prima tappa che ha confermato l’alto valore culturale dell’iniziativa e al contempo ne ha sottolineato il valore sociale, se possibile, ancor più rilevante.
    Un esempio pratico di come sia possibile costruire nuove forme di socialità, con le famiglie.
    Educandosi con e alla bellezza.
    Decine di famiglie si sono radunate nel cortile Alessandro VI di Castel Sant’Angelo per intraprendere un viaggio attraverso luoghi e atmosfere del capolavoro di Collodi.
    In linea con l’innovativa modalità pensata per avvicinare lo sguardo sia ad un sito museale che ad uno spettacolo, il pubblico “elitario” del progetto, si è dapprima suddiviso in due gruppi, uno composto solo dai bambini e l’altro, dai loro genitori.
    Entrambi i gruppi hanno stretto nuove amicizie e intrapreso uno specifico percorso di visita per un viaggio ludico- educativo all’interno di Castel Sant’Angelo.
    I piccoli visitatori si sono dilettati, ad esempio, a camminare come sentinelle lungo il camminamento detto “marcia ronda”, collocato alla sommità delle mura esterne, perimetro dell’antico basamento quadrangolare del Mausoleo di Adriano. Hanno, con curiosità e meraviglia, scoperto le innumerevoli fessure che permettevano di vedere ma non di essere visti; si sono nascosti e apparsi come per sorprendere un eventuale nemico.
    Hanno fatto ipotesi e congetture rispetto al luogo che li ospitava, un piccolo visitatore/spettatore ha, ad esempio, ipotizzato che un “maus-oleo” forse può essere una “prigione per topi”…
    Nel frattempo, i genitori hanno avuto un tempo di riflessione, in un percorso di visita dedicato, utile per confrontarsi su come farsi mediatori tra i propri figli e l’arte.
    Entrambi i gruppi hanno anche ricevuto una scheda didattica pensata per “avvicinare” lo sguardo allo spettacolo che sarebbe andato di lì a poco in scena.
    I bambini e le bambine, in particolare, su un morbido tappeto steso nel Cortile dell’Angelo, si sono dilettati nel comporre una sorta di Carta d’Identità di Pinocchio e, lasciando i panni delle sentinelle, hanno provato a camminare come dei burattini. O delle marionette..?
    Poi, tutti insieme, genitori, figlie e figli, più consapevoli e curiosi, a vedere “Pinocchiata” di Patrizia Mazzoni, con Isabella Quaia.

    Oltre al prossimo spettacolo “Storia tutta d’un fiato”, sabato 3 agosto, in calendario, altre importanti tappe dell’iniziativa, altri modi di incontrare Castel Sant’Angelo e altri spettacoli teatrali per le giovani generazioni: 18 agosto 2019, L’ANATRA, LA MORTE E IL TULIPANO; 23 agosto 2019, IL SOFFIO DI SOFIA; 24 agosto 2019 RANA RANA!; 1 settembre 2019 RACCONTI DAL BOSCO; 8 settembre 2019, CARO ORCO.

    Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo
    Lungotevere Castello, 50

     

    gratuito per i bambini
    € 7,50 per gli adulti
    il costo comprende il percorso di visita e lo spettacolo

     

    INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
    Mob. + 39 333 4954424
    https://www.casadellospettatore.it/

  • Foto Spontanee di matrimonio

    Quando ci si appresta ad un matrimonio Scegliere il fotografo per reportage matrimoni Roma non significa solo scegliere il miglior professionista che fisserà nel tempo e in modo indelebile i ricordi di un giorno speciale, ma anche una persona con cui entrare in empatia e creare una relazione di fiducia già nei mesi che precedono le nozze.

    Soprattutto i più giovani ameranno incaricare un fotografo per matrimonio che sappia scattare, accanto alle foto tradizionali, anche foto divertenti di matrimonio, catturando i momenti più allegri tra sposi, invitati, damigelle e paggetti. Proprio le foto divertenti per il matrimonio saranno quelle che renderanno unico l’album fotografico del matrimonio, anche se possono incidere sul prezzo dell’album.

    Scattare una foto divertente a un evento importante come il matrimonio è, infatti, un lavoro complesso che richiede grande creatività al fotografo di matrimoni, dato che gli sposi non devono essere eclissati e gli invitati ripresi in posizioni buffe o insolite non devono sentirsi presi in giro.

    Foto divertenti di matrimonio: quando scegliere un album insolito

    In quali occasioni è meglio scegliere scatti impostati e quando, invece, si può chiedere al fotografo di immortalare l’evento con foto divertenti di matrimonio e scene improvvisate? Sicuramente i momenti canonici andranno immortalati secondo la tradizione, ad esempio lo scambio delle fedi in chiesa, il primo bacio da sposi o il taglio della torta.

    Accanto a questi scatti tradizionali potete, però, chiedere al fotografo professionista di trovare durante il ricevimento tanti piccoli momenti divertenti che rendono davvero unica la giornata.

    Foto divertenti di matrimonio: gli scatti rubati

    Parlando di foto divertenti di matrimonio abbiamo due tipologie di scatti: gli scatti rubati, quelli che il fotografo fa all’insaputa di tutti muovendosi tra gli invitati al matrimonio e gli scatti divertenti realizzati in collaborazione con gli sposi. Un esempio? La foto della coppia in cui, alle spalle, un invitato si pone come intruso con una posa buffa o l’attenzione della macchina fotografica si concentra su un dettaglio insolito o un oggetto inatteso.

    Non mancano le foto degli scherzi che gli amici preparano allo sposo e sarà compito del fotografo studiare e capire qual è il gruppo di invitati più goliardico, che ben si presta a fare da soggetto per le foto divertenti di matrimonio.

    Naturalmente saranno gli sposi a dire se desiderano inserire nell’album immagini divertenti, coinvolgendo da subito il fotografo professionista. Tra gli esempi di scatti divertenti ci possono essere le espressioni insolite degli invitati durante lo scambio delle fedi o i giochi dei paggetti al matrimonio, l’importante è saper studiare la scena del matrimonio con grande attenzione.

    Non solo foto divertenti di matrimonio: gli scatti concordati con gli sposi

    L’album del matrimonio, anche quando verranno inserite foto divertenti, non può non immortalare i momenti tradizionali del grande evento, tra cui:

    • La coppia in abiti nuziali in un contesto conosciuto, per ricordare il momento in cui si sono conosciuti;
    • Il taglio della torta, magari in compagnia non solo di amici e parenti, ma anche di cani o gatti di famiglia.

    Scatti divertenti possono essere, invece, gli sposi in manetta al termine della cerimonia che li legherà per tutta la vita o il lancio per aria di cappelli o ancora un bel salto o altro gesto fatto da amici e parenti tutti insieme. Le coppie più giovani potrebbero anche decidere di sostituire il lancio del riso all’uscita della chiesa con le pistole ad acqua, soprattutto se il matrimonio avviene in estate.

    Non dimenticate di lasciare agli ospiti la possibilità di truccarsi e organizzare degli angoli per il photobook durante il matrimonio, in cui tra una portata e l’altra gli invitati potranno indossare gadget con parrucche, occhiali e nasi finti e portare a casa un ricordo unico della giornata di festa, facendo a gara per farsi fotografare.

    Tutti questi dettagli contribuiscono a definire i fotografo matrimoni Roma prezzi e vanno decisi fin dalla fase di studio dell’album da matrimonio, quando la coppia deciderà stile, numero e tipologia di foto, scegliendo tra scatti tradizionali, divertenti oi un giusto equilibrio di entrambi.

    Attilio di Filippo | Fotografo Matrimonio Roma 

  • Grande successo per la nuova raccolta poetica di Alessandro Sammarini

    Sta ricevendo tanti positivi riscontri di apprezzamento la nuova raccolta poetica dal titolo “Le facce del dado” acquistabile su Amazon oppure inviando una mail all’indirizzo dell’autore Alessandro Samnarini [email protected].

    Per comprendere al meglio la variegata produzione poetica di Alessandro bisogna recuperare la parte irrazionale che abita la profondità dell’anima e alimenta la radice, dalla quale si dipartono sia la ragione sia l’istinto. Gli antichi avevano dato un’anima sia all’uomo sia al mondo e nell’armonia delle due anime vedevano la bellezza. Da queste antiche concezioni si può prendere spunto per interpretare le sue visioni e i suoi simbolici “passaggi nell’intimità”. È una poesia che stimola a riscoprire intime e universali emozioni e spinge a fissare nel ricordo indelebile della memoria la peculiarità unica e assoluta di un momento, di una sensazione percettiva speciale, che è fisica e al contempo mentale. È una poesia che vuole fare comprendere che in tutti noi c’è un ben radicato “paesaggio interiore” è una “geografia dell’anima” di cui cerchiamo gli elementi costitutivi per tutta la vita.

    La dottoressa Elena Gollini ha così commentato: “Per sviscerare e comprendere a fondo la poetica di Alessandro bisogna decontestualizzare le immagini rievocate nella loro immediata visione estetica ed esteriore e carpire il contenuto sostanziale che vogliono esprimere e che si traduce in simboli visivi. Il risultato finale è una fase di intensa esperienza emotiva che lo coinvolge a tutto tondo e viene vissuta in modo attivo e diretto fin dal momento iniziale di ideazione. L’intima esperienza si traduce nella natura introspettiva delle poesie, che acquistano anche un importante significato e una finalità sociale, evidenziando degli aspetti di grande attualità connessi al senso del vivere, dell’essere e dell’esistere che si riflettono sul piano psichico e psicologico, individuale e collettivo. Emerge una ponderata e meditata comunicazione di natura concettuale destinata ad accentrare l’attenzione sull’analisi relativa alle delicate problematiche legate alla difficoltà oggettiva di inserimento e di integrazione relazionale, che diventa una sua personale denuncia e un’accorata esortazione indirizzata ai fruitori. Nella prospettiva della globalizzazione di massa, sempre più estesa e incalzante, risulta alquanto complesso innescare lo scambio spontaneo e il confronto disinibito, libero e incondizionato e sono soprattutto i giovani e le nuove generazioni a pagarne lo scotto. Alessandro tramite la poesia si rende promotore di tali messaggi e coniuga il talento e l’estro creativo con una spiccata vocazione etica e morale“.

  • La pittura “comunicativa” di Matteo Fieno

    Nell’evidenziare il talento artistico di Matteo Fieno la dottoressa Elena Gollini ha asserito: “Le immagini immortalate da Matteo sembrano essere spiate da una fessura virtuale, che si apre dinanzi allo spettatore con delicatezza, grazia ed eleganza. Questo spiare con grande garbo e rispetto attribuisce dignità e senso di protezione alle immagini evocate. I momenti fissati sono unici, perché le componenti della scenografia narrativa non sono più ripetibili allo stesso modo, rendendo speciale ed esclusiva ogni opera. Matteo considera la pittura come lo strumento prediletto per esprimere e condividere l’innata vena creativa e fantasiosa. Riesce a destreggiarsi al meglio con naturale dimestichezza e padronanza del mezzo strumentale e della tavolozza cromatica, garantendo risultati ottimali e una resa compositiva eccellente“.

    L’attenta e accurata sperimentazione segnico-cromatica della figurazione pittorica elaborata da Matteo introduce lo spettatore in un’avvincente prospettiva di originale ed eclettica combinazione tra visione reale e irreale, tra realtà e fantasia con accenti simbolici e metaforici che aprono ad un linguaggio d’introspezione suo personale e sui generis, dove utilizza componenti ed elementi frutto di una ricerca inedita e non convenzionale. L’osservatore è chiamato e guidato a cogliere e recepire i codici insiti, interpretando l’universo sotteso di contenuti e significati sostanziali e andando oltre la pura coreografia scenica. Matteo instaura con l’opera una forte simbiosi di legame sentimentale ed emotivo, in perfetto equilibrio con l’azione creativa più razionale e pragmatica. La gamma cromatica dalle vibranti gradazioni tonali stimola l’immediata percezione sensoriale e aumenta il flusso energetico dinamico di contorno.

  • La suggestione emozionale dei ritratti di Rosanna Gaddoni

    Nel gioco intrigante della dicotomia del bianco e nero si orchestra l’espressione artistica di Rosanna Gaddoni, che individua soggetti e immagini di interessante visione recuperati dalla realtà circostante del quotidiano e li rende “attori e interpreti” delle sue sequenze narrative. Rosanna riesce a dare vita ad un’impeccabile alchimia di composizione scenica data dall’unione sinergica della fase progettuale e dell’atto creativo, scegliendo le condizioni ideali per ottenere la miglior resa d’impatto. Le sue rievocazioni figurali rispecchiano la sua anima vivace e appassionata, congiunta insieme all’acuta prontezza esecutiva e alla prospettiva sostanziale di profonda pregnanza.

    La dottoressa Elena Gollini ha così spiegato al riguardo: “L’intento perfettamente raggiunto da Rosanna è quello di voler coinvolgere lo spettatore dentro un’esperienza totalizzante, che confluisce all’interno di un microcosmo che racconta un macrocosmo. Il suo fare artistico racchiude una simbologia articolata e sfaccettata, che lega e connette arte e psicologia e va oltre l’indagine estetica e l’approccio estetico strutturale fine a se stesso. La produzione è uno scavo dell’anima per dare la massima resa di intensità permeante al sentimento umano, tramite la materia pittorica, nelle combinazione della luce e degli effetti chiaroscurali e nelle forme del disegno. Nelle composizione la composizione illimitata dello spazio corrisponde all’estensione della sfera dell’inconscio, che Rosanna indaga e analizza mediante il suo fare arte. Gli esiti delle raffigurazioni garantiscono un perfetto effetto plastico, mentre il tratto segnico è utilizzato nelle dinamiche più congeniali. L’opera diventa un tripudio e una profusione armoniosa di intrecci e commistioni sempre in fuga rispetto ai confini delimitanti della tela, avvolgendo in modo coinvolgente l’osservatore e dando vita ad un linguaggio comunicativo, che conserva in sé il pregevole rapporto con la tradizione figurativa intramontabile, con quello stile ritrattistico evergreen, sempre apprezzato e sempre elogiato nella sua piacevolezza d’insieme e nella sua valenza acclarata“.

  • L’NH President di Milano sceglie Ditre Italia per il restyling della hall

    La hall del prestigioso hotel NH President di Milano si rinnova negli arredi e punta sui prodotti Ditre Italia per dare il benvenuto ai suoi clienti con oggetti di design dal comfort impareggiabile. A pochi passi da Piazza del Duomo, dal Teatro alla Scala e dal quadrilatero della moda, l’NH President ha negli anni scelto di offrire un servizio ai clienti sempre più attento ai dettagli, per un’accoglienza di lusso che fa sentire gli ospiti come a casa propria.

    Un’attenzione che passa anche dall’allestimento della hall che ora ricrea l’ambiente familiare di casa anche in hotel: i divani Artis e Sanders Air, in versione bicolor, rassicurano e accolgono, le poltrone Kyo e St. Tropez lineari nella loro estetica danno invece un tocco più formale. Anche i toni utilizzati (rosso, beige e tortora) caratterizzano lo spazio aiutando a ricreare un’atmosfera calda e confortevole, un mix che valorizza in modo unico gli arredi del brand di eccellenza del made in Italy.

    Sempre più proiettata verso il settore contract, Ditre Italia registra un’altra importante realizzazione in cui si coniugano le molteplici necessità tecniche ed estetiche della struttura.

  • Milano Art Gallery entusiasta per il successo della mostra di Slávka Krátká

    Colma di pubblico ammaliato e meravigliato, così si è presentata Milano Art Gallery lo scorso venerdì 12 luglio in via Alessi 11. Nella storica galleria nel cuore di Milano l’artista ceca Slávka Krátká ha infatti inaugurato la sua personale The Everyday Naivety presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo e dal direttore della Triennale della Fotografia Italiana Luigi Gattinara.

    L’interesse rivelato dai visitatori ha dimostrato come le opere della pittrice abbiano suscitato in tutti i presenti fin da subito quell’ammirazione e quella contemplazione nei confronti della bellezza e della particolarità che inconsciamente si va sempre cercando.

    Slávka Krátká, pittrice professionista di Praga, vive e lavora in Repubblica Ceca, dove, dopo una laurea in Architettura, si dedica con passione e dedizione all’arte. I suoi lavori hanno un fascino moderno e, se inizialmente erano riconducibili al cubismo e all’astrattismo, oggi si iscrivono perfettamente all’interno dello stile naif. Il suo talento, che continua a trovare approvazione e supporto da diversi paesi di tutto il mondo, è giunto nella nota sede espositiva milanese portando con sé quella gioia e quella tranquillità che solo la sua pittura riesce a trasmettere. Mediante una cura del dettaglio e una scelta del colore che accarezzano delicatamente sensazioni e ricordi tanto quotidiani quanto semplici, l’artista desta stupore nell’osservatore catturandone immediatamente l’immaginazione.

    I dipinti della pittrice resteranno esposti fino al primo agosto, visitabili tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, ad eccezione della domenica. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Spoleto Arte punta sull’Asia con il Premio Internazionale Ambasciatore d’Arte

    Istanbul, Shanghai, Pechino e Tokyo, queste le quattro città che Spoleto Arte toccherà prossimamente con il prestigioso Premio internazionale Ambasciatore d’Arte. Dal 27 luglio al 12 agosto gli artisti selezionati con questo prestigioso riconoscimento porteranno visibilità alle loro opere attraverso quattro tappe che ne presenteranno valore e talento al pubblico orientale. Il tour espositivo, ideato e organizzato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, avrà il contributo dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, della giornalista RAI Antonietta Di Vizia e del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

    A partire dal 27 luglio dunque le opere giungeranno dapprima a Istanbul per spostarsi il primo agosto a Shanghai. Il 6 agosto sarà la volta di Pechino, il 12 dello stesso mese invece il giro si concluderà a Tokyo. Il viaggio alla volta della Turchia, della Cina e del Giappone sarà la pietra angolare per un progetto destinato a fissarsi nella storia di Spoleto Arte – non nuova a questo genere di esperienze – quale ulteriore apertura, una dimostrazione di come l’arte sia una lingua universale, un valore culturale imprescindibile, capace di unire e di creare ponti tra paesi sostanzialmente diversi.

    Passando per quattro centri nevralgici dell’Oriente, Spoleto Arte intende così omaggiare artisti affermati o emergenti conferendo loro il Premio Internazionale Ambasciatore d’Arte e, per tre di loro è previsto un’ulteriore compenso.

    Premi del valore di 5.000, 3.000 e 2.000 € andranno rispettivamente al primo, secondo e terzo classificato, i quali potranno usufruirne spendendoli in esposizioni presso la Milano Art Gallery o con Spoleto Arte.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • La visionarietà tra arte e spirito di Mauro Maisel

    Nell’individuare le peculiarità distintive del suo fare arte la dottoressa Elena Gollini ha spiegato: “Per Mauro Maisel ogni opera è simbolo di vera e autentica elevazione e ogni gesto creativo costituisce il raggiungimento di un’intima ascensione emozionale e arricchimento interiore. Nella sua arte emerge qualcosa di intangibile volutamente celato e non del tutto svelato e rivelato, per lasciare all’osservatore la possibilità di guardare oltre e vedere più lontano rispetto all’immediatezza dell’immagine riprodotta e l’opportunità di calarsi e immergersi dentro la coreografia compositiva e di manifestare le proprie riflessioni interpretative in completa e assoluta libertà. È un’arte che sviluppa la commistione armoniosa ed equilibrata di tecniche artistiche differenti, in un vortice dinamico e animato di sensazioni e percezioni da cui trapela il suo stato d’animo durante l’atto creativo. Il ritmo del mondo e del nostro vivere quotidiano accelera di continuo e fa perdere frammenti importanti della nostra essenza spirituale. Con la sua arte Mauro vuole riportare in primo piano l’attenzione su tale essenza primaria e ricondurre lo spettatore al senso puro e incontaminato dell’immateriale e della dimensione spirituale di cui siamo fatti“.

    Il sogno, la fantasia, l’irrazionalità inconscia, l’immaginario onirico affiorano come tematiche predominanti nella ricercata poetica di Mauro, che pone l’accento su una visione fantastica delle immagini percepite e traslate mediante una formula di astrattismo materico e cromatico di intenso impatto suggestivo. La vivace e appassionata vena creativa si rivolge a quel senso profondo che avvolge tutta l’arte informale non figurativa e la personalizza con connotazioni distintive sostanziali di qualificante levatura, che ne rendono lo stile espressivo ben identificabile e subito riconoscibile. Nella sequenza narrativa dimostra l’abile capacità di saper creare e individuare delle precise e definite sezioni coloristiche che accentuate fanno risaltare e danno vitalità all’intera composizione, nel tripudio dinamico delle declinazioni e combinazioni tonali dense e corpose che imprimono ritmo e plasticità. Con la sua arte Mauro sembra quasi voler esprimere il desiderio di sognare la “realizzazione dell’impossibile” invitando lo spettatore a soffermarsi con attenzione e a riflettere e pensare sui significati sottesi intrinsechi inseriti dentro la costruzione scenica, traducendo e interpretando a livello visivo ed emozionale le percezioni sprigionate dalla sfera sensoriale. Ogni opera realizzata gli permette di essere più consapevole della sua essenza mentale e spirituale, procedendo verso un viaggio magico da intraprendere insieme all’osservatore. La sua diventa una rievocazione fantastica del bello, di qualcosa di elevato che simboleggia lo spirituale, l’etereo, il senza tempo, l’eterno, l’infinito.

  • Accadia Blues 2019 – Il Festival Internazionale di Blues – Dal 18 al 21 luglio 2019

    Da qui puoi vedere le Stelle da vicino. E’ questo il leitmotiv del Festival Internazionale di musica Accadia Blues 2019. Un simpatico gioco di parole che coniuga il cartellone “stellare” della manifestazione con i cieli limpidi dei Monti Dauni.

    Il Festival promosso dall’amministrazione comunale di Accadia con la direzione artistica di Nino Antonacci (fondatore del Moody Jazz Café) ed Elisabetta Manella, si terrà, come da tradizione, nel medievale borgo fantasma di Rione Fossi da giovedì 18 a sabato 20 luglio, per poi terminare nell’incantevole Bosco Paduli (a pochi km dal paese) domenica 21 luglio.

    Accadia Blues celebra nel 2019 il suo decennale, orgoglioso di aver proposto musica di qualità e aver ospitato negli anni artisti internazionali in un territorio spesso dimenticato dalle grandi produzioni musicali, tra questi ricordiamo: Charlie Musselwhite, Eric Jonhnson, Robben Ford, Bill Evans, Paul Young & Los Pacaminos, Scott Henderson, Popa Chubby, Eugenio Finardi, Spyro Gyra, ecc. …

    Dopo la prestigiosa e apprezzata anteprima del 15 giugno scorso, in occasione del doppio concerto del sassofonista statunitense Jake Clemons e del duo Amy LaVere & Will Sexton, anche il programma del 2019 vede la presenza di straordinari artisti, con prime assolute e date esclusive:

    Giovedì 18
    "Doyle Bramhall II" (prima volta nel sud Italia)
    "The Magic Numbers" (unica data in Italia)
    
    Venerdì 19
    "Stone Foundation" (prima volta e unica data in Italia)
    "The Buttshakers" (solo due date in Italia)
    
    Sabato 20
    "Nik West" (da Umbria Jazz 2019 ad Accadia Blues 2019)
    "Chris Grey & Bluespand" (prima volta e unica data in Italia)
    
    Domenica 21 per "Music Under The Tree"
    Filippo Graziani

    Come da consolidata tradizione, i concerti saranno tutti a ingresso gratuito, il primo programmato alle ore 21:30 e il secondo alle ore 23:15.

    Oltre alla musica ci saranno numerose altre iniziative, come gli spettacoli di magia di Nadir Mura; la presentazione del libro “Rock & Arte” con Leonardo Follieri, Lucio Pentrella e il Drugo; il post-concerto con “Dance the Blues” insieme ai DJ Acido Domingo, Dj Dfonq e Dj Emanuele Menga; la nona edizione della mostra collettiva “Artistico Blues 2019“, curata e coordinata dal prof. Antonio Paolucci che in occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e i 50 anni dallo sbarco sulla Luna, è intitolata “Da Leonardo alla Luna“.

    All’Allunaggio saranno anche dedicati gli allestimenti all’interno di Rione Fossi, grazie al gemellaggio con il Bertani Day, manifestazione organizzata dall’Officina B5 e l’Associazione B5 di Roma.

    Immancabile il tradizionale Percorso Enogastronomico con prodotti tipici, tutti di altissima qualità, provenienti dai Monti Dauni, che rappresenta un meraviglioso momento di aggregazione all’interno dell’antico Rione Fossi.

    E poi artigianato, CD, vinili, passeggiate naturalistiche e per la gioia dei più piccoli “Bimbi in Blues” con giochi, laboratori e altre attrazioni.

    Cosa dire “… rifugiatevi nelle fresche colline dei Monti Dauni ad Accadia“, quattro giorni fuori dallo spazio e dal tempo, in pieno relax e convivialità, avvolti da grande musica e dalla natura incontaminata di un territorio tutto da scoprire.

     

    Per informazioni dettagliate
    www.accadiablues.it
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    BlueArt Promotion
    The Press Office for Quality Music
    Rosario Moreno
    Mobile: +39 335 52 57 840
    [email protected]
  • L’arte sensoriale di Piergió

    Il colore è il mezzo che consente di esercitare un influsso indiretto sull’anima. Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde. L’artista è una mano che toccando questo o quel tasto mette in vibrazione l’animo umano” (Vasilij Kandinskij). In perfetta sinergia con queste autorevoli riflessioni si articola il percorso creativo di PierGió. Per lui ovunque noi siamo rilasciamo vibrazioni e qualsiasi cosa tocchiamo trasferiamo in essa parte di noi stessi e la nostra presenza rimane nel tempo, come ricordo carico di palpitante fremito emozionale. La pittura diventa esperienza sensoriale completa, dove i cinque sensi vengono appagati e stimolati dal comparto emozionale. PierGió interpreta l’arte come emozione a tutto tondo e vuole emozionarsi e fare emozionare lo spettatore con sempre nuovi e incalzanti incipit.

    La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “Per PierGió la libertà artistica equivale alla libertà morale e intellettuale di uomo e artista che sa stare al passo con i tempi ed è consapevole del proprio ruolo sociale. Le opere contengono un arcobaleno cromatico ricco, corposo, multicolore che si accende di luce, di bagliori luminosi, di vitalità energizzante. Il suo sguardo attento cura ogni dettaglio e particolare trovando soluzioni estetiche molto coinvolgenti, senza però mai tralasciare l’aspetto sostanziale che arricchisce e integra con intelligente calibratura“.

    PierGió cerca la luce della creatività in se stessa e la trasferisce nelle opere. La sua inclinazione artistica si può accostare a quel movimento culturale vicino alla corrente surrealista che si diffuse in Francia e poi nel resto dell’Europa del Novecento coinvolgendo tutte le arti visive. Il principale teorico André Breton venne influenzato dal saggio “L’interpretazione dei sogni” scritto da Sigmund Freud rivendicando l’importanza del sogno, della componente onirica e della sfera emozionale ed emotiva inconscia all’interno del processo creativo. L’arte di PierGió in linea con queste concezioni è associabile a concetti come parole libere, pensieri e immagini senza freni inibitori, che si sviscerano in modo assolutamente spontaneo e incondizionato. PierGió accoglie la concezione dell’irrazionale perpetrata nel linguaggio surrealista bretoniano e la fa sua, designando ogni libera espressione come fantasia pura, scaturita dall’anima e dal cuore. Secondo PierGió libera espressione è sinonimo anche di libertà da ogni imitazione copiativa ed emulazione pedissequa e si trasmette di rimando nella sfera interiore e spirituale. PierGió è portavoce convinto e fautore di un’arte che sa liberare le pulsioni più profonde, attribuendo particolare rilievo al cammino di evoluzione esistenziale accanto a quello di crescita artistica.

  • Scegliere il fotografo per il vostro matrimonio

    Come scegliere il fotografo per il matrimonio

    Quando si avvicina il giorno più importante della vostra vita amorosa,quindi del vostro Matrimonio, deve andare tutto bene ed essere tutto perfetto senza sbagliare il fotografo professionista che vi garantirà di ricordare tale evento.

    Il discorso riguarda il giorno del vostro Matrimonio, dove l’amore festeggiato va accompagnato dalla esperienza e professionalità di un fotografo matrimonio Roma discreto e tecnico che possa immortalare attraverso pose spontanee e video stupendi il giorno del vostro evento fino alla fine della cerimonia.

    Scegliere un fotografo per il matrimonio è un momento importante e decisivo nell’organizzazione dell’evento stesso. La grande soddisfazione di aver coronato il proprio sogno tanto atteso sarà arricchita dalla presenza di un fotografo professionista che imprimerà momenti indimenticabili in scatti d’autore. Pensate quanto sarà bello emozionarsi nuovamente guardando le splendide foto del proprio matrimonio.

    Se avete bisogno di una guida per scegliere i Servizi Fotografici Matrimonio Roma, eccovi alcuni ottimi motivi per considerare di non affidarvi a un fotografo amatoriale per il vostro matrimonio.

    Innanzitutto è importante rivolgersi ad un professionista affidabile e non delegare degli amici, che se ben muniti di entusiasmo e volontà, potrebbero rovinare un momento che non potrà essere ripetuto. Dunque bisogna affidarsi nelle mani di chi saprà ritrarvi nel maniera più opportuna durante la cerimonia, senza errori e che sappia lavorare con capacità e grande passione.

    Per una buona scelta del fotografo è importante visionare i lavori già svolti da lui ed assicurarsi che sarà in prima persona ad occuparsi del vostro matrimonio; inoltre assicuratevi che si occuperà in quel giorno esclusivamente di voi e non anche di altri committenti. Se ha un sito internet potrete avere anche idee più chiare sul lavoro svolto, maggiori dettagli sul team ed in generale più chiarimenti: nei migliori siti ci sono sempre delle pagine dedicate (FAQ o Chi Sono) che danno maggiori spiegazioni sull’attività svolta.

    L’appartenenza a delle categorie di settore (comunque non riconosciute) è importante ma non garantisce i risultati che in genere sono molto personali e riguardano ciò che non può essere standardizzato ovvero lo stile e le capacità del fotografo. Informatevi se adotti uno stile di reportage o in posa o meglio un connubio tra i due. Soffermatevi ad osservare le foto del suo portfolio matrimonio perché saranno queste a darvi la giusta indicazione sul suo operato!

    Il numero di foto che verranno scattate non ha molta importanza ma senza dubbio un buon resoconto fotografico dell’intera giornata si aggira almeno sui 500-800 scatti che saranno successivamente rielaborati. Molti lo fanno, ma non tutti consegneranno gli originali delle foto (file su dvd) per cui prima di scegliere il fotografo informatevi anche di questo. La cessione potrebbe essere non a titolo gratuito.

    Per quanto riguarda il costo di un servizio fotografico non esiste un listino universale e guardando un po’ in giro ce n’è per tutte le tasche. Tra l’altro, potete informarvi su Fotografo Matrimonio Roma Prezzi: potreste trovare la soluzione più adatta al vostro budget. Prima di scegliere, fate i vostri conti e valutate ciò che vi viene offerto nei vari pacchetti che ovviamente variano in base alle personalizzazioni che saranno richieste sul momento. Assicuratevi che il fotografo abbia partita IVA e chiedete anche un contratto scritto (indice di serietà ed onestà) che eviterà malintesi e tutelerà entrambe le parti.

    Dedicare del tempo alla ricerca di valide alternative vi farà sicuramente incontrare professionisti che hanno prezzi esposti ed offerte trasparenti (senza tranelli) come potete vedere, ad esempio, su Fotografo di Matrimonio Roma pagina del fotografo professionista Attilio Di Filippo. Il feeling che si instaurerà tra voi ed il fotografò sarà determinante per far si che tutto proceda senza intralci.

    Da ultimo, ma non meno importante, sono anche i tempi di consegna. Spesso i fotografi impiegano un’eternità per la consegna dei lavori. Chiedete, quindi, in quanto tempo saranno consegnati i vostri. Vi potete anche affidare ad un Fotografo di Matrimoni Roma per dei Servizi Fotografici Prematrimoniali Roma. Detto ciò non vi resta che godere a pieno di questo giorno unico e denso di emozioni condividendolo con tutte le persone a voi più vicine, all’insegna di un brindisi di buon auspicio.

  • GRANDE SUCCESSO IN TUTTA ITALIA PER “CONSEGUENZE D’AMORE E DISAMORE”. TUTTO ESAURITO ANCHE PER L’ULTIMA DATA ROMANA CON BARBARA ALBERTI

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    A SETTEMBRE UN’INATTESA SERATA FINALE A PORTO VENERE CON UN ALTRO GRANDISSIMO NOME DELLA LETTERATURA ITALIANA.

     

    Conseguenze D’Amore e Disamore, la prestigiosa rassegna letteraria di Olga Lumia, si è appena conclusa con una splendida serata di cui è stata protagonista Barbara Alberti.

     

    La scrittrice e sceneggiatrice ha presentato il suo ultimo romanzo Non Mi Vendere, Mamma! (Nottettempo).

    (altro…)

  • Gli appuntamenti di Spoleto Arte a cura di Sgarbi: Sambucco inaugura la sua personale a Belluno

    Rientra in Friuli il fotografo di Codroipo che ha incantato Spoleto con gli scatti delle sue vette. Alle 18 di domenica 21 luglio infatti Gino Maria Sambucco inaugurerà la sua personale dal titolo Oltre la realtà, la fantasia in piazza dei Martiri 26/E, all’Hotel Astor di Belluno. L’artista, tra i partecipanti alla rassegna d’arte internazionale Spoleto Arte, quest’anno presentata dai professori Vittorio Sgarbi e Francesco Alberoni e visitata da molti grandi personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, è conosciuto per le sue fotografie dedicate alle Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO. Già a marzo, alla Milano Art Gallery, la sua mostra Oltre la realtà, la fantasia, aveva dimostrato quanto forte fosse il legame tra Sambucco e la sua terra, sollevando l’attenzione di pubblico e stampa, culminato lo scorso 5 luglio con il conferimento del Premio Pasolini a Grado.

    La mostra Oltre la realtà, la fantasia, presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, manager di grandi personalità, e organizzata da Spoleto Arte, raccoglie tutto il percorso artistico di Sambucco, partendo dall’idea iniziale di mostrare al visitatore un “volto” diverso delle sue amate vette. Questo perché immaginazione e divertimento vanno a braccetto nella logica del fotografo, che, appena può, immortala quei giochi di luci e ombre che si creano sui pendii, quei profili e quei contorni delle cime che fanno credere di scorgere un viso, un animale di roccia e neve. I suoi tour l’hanno portato poi, nel 2016, a coniare il titolo “Mitici&Dolomitici”, un nome a cui affiderà la fortuna di molte sue mostre e sotto cui raduna migliaia di scatti e non solo, visto che c’è ora anche l’omonimo gruppo. Principalmente dedicata alle Dolomiti, l’esposizione all’Hotel Astor si apre anche all’ultimo frangente artistico esplorato da Sambucco: la Pittografia. In tal modo l’orizzonte si amplia, includendo una natura più varia, non limitata solo ai monti.

    Sta di fatto che le immagini proposte dal fotografo friulano suscitano forti emozioni e questo è dovuto anche all’impiego di tecniche digitali che permettono di destare nell’osservatore determinati ricordi, di suscitarne la curiosità, di coinvolgerlo in un gioco di sogni e fantasia.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • “PAROLE DIPINTE”: SERATA DEDICATA A CLARA WOODS CON MOSTRA PITTORICA E SPETTACOLO TEATRALE

    Locandina Parole DipinteClara Woods è un’artista fiorentina di 13 anni con una storia speciale alle spalle e un brillante futuro che sta costruendo a colpi di pennello. Clara, infatti, non può parlare a causa dei un ictus perinatale ma conosce tre lingue (italiano, inglese e brasiliano) e usa le dita per comunicare con il mondo e pennello e colori per esprimere i suoi stati d’animo.

    Nel corso dell’ultimo anno Clara ha esposto in Giappone, a Miami, a Milano, a Roma e il prossimo 20 luglio sarà al Camping Europa di Torre del Lago, frazione di Viareggio (LU), per una riproposizione di “Parole Dipinte” esposizione pittorica e spettacolo di e con Lavinia Costantino – attrice, formatrice teatrale, danzaterapista ed esperta nell’utilizzo della narrazione in contesti terapeutici – che ha scelto di raccontare la storia di Clara sotto una forma artistica differente rispetto alla pittura, con l’obiettivo di raggiungere un’audience sempre più ampia.

    Lo spettacolo racconta la storia polifonica di una famiglia, di una comunità e di un paese (Calenzano, provincia di Firenze) che ammirano e sostengono Clara, che insieme a lei crescono, vincono, perdono e dialogano. Attraverso l’intreccio tra i suoi dipinti, che fanno da sfondo, e il racconto, gli spettatori vengono accompagnati in una narrazione intensa, quotidiana ma anche straordinaria, in cui riconoscere se stessi nelle emozioni e nelle vicissitudini di Clara, scoprendo che disabilità è solamente una parola, non una categoria dell’esistenza.

    “Ho voluto rappresentare la storia di Clara – racconta Lavinia Costantino – perché sono una donna di teatro e so che quando una storia parla al cuore di tutti, è una buona storia. Ho chiesto di raccontare Clara, perché sono una cittadina che crede che fare delle scelte inclusive verso chi ha bisogni speciali permetta di costruire una società più gentile e accogliente verso ciascuno di noi. Ho scelto di raccontarla perché sono una donna, e penso che ogni volta che una ragazza come Clara si alza in piedi e sceglie di realizzare se stessa, diventa quella farfalla il cui battito d’ali permetterà ad altre donne di fare lo stesso”.

    Tra i quadri in mostra in occasione della serata versiliese ci saranno Botticelli, ritratto del celebre pittore Sandro, uno dei pezzi della collezione interamente dedicata alla famiglia dei Medici; Flower, un fiore spuntato dal nulla, cresciuto contro ogni speranza, che testimonia la fiducia di Clara nel “tutto può succedere” e richiama cromaticamente il significato dell’espressione inglese “out of the blue” (“all’improvviso”); e Painter – Autoritratto, in cui l’artista rappresenta se stessa mentre dipinge seduta (la posizione che preferisce per via dei suoi problemi di equilibrio) un quadro che raffigura due pesci, omaggio al fratellino minore grande appassionato di pesca.

    “So che è difficile separare la sua arte dalla sua disabilità – spiega mamma Betina Genovesi – ma prima di tutto Clara è Clara. La disabilità è solo una delle sue sfaccettature, non è sicuramente quello che la definisce e non è l’elemento decisivo per capirla e conoscerla”. “Clara ha 13 anni, i capelli biondi – prosegue Betina – ed è una bambina che sorride sempre. Clara ama nuotare, Clara mangerebbe solo gelati, Clara ha avuto un ictus, Clara è sempre pronta a viaggiare, Clara stringe amicizie ovunque, Clara non parla, Clara ama senza filtri, Clara è innamorata del cinema, Clara non parla, Clara è molto amica di Gesù, Clara canta, Clara ama correre, Clara è un’artista… Clara è Clara”.

    Un successo, quello di Clara, che si esprime anche nel crescente seguito che la pittrice sta raccogliendo sui social network: su Instagram conta ben 26.500 follower che la supportano con grande entusiasmo e per i quali lei riesce a essere di grande esempio e ispirazione, aiutandoli a trovare nel racconto delle sue giornate la motivazione per sperimentare la propria vena artistica o anche solo per tornare a sorridere.

    È impossibile incontrare Clara e non restare conquistati dalla sua gioia, la sua storia e la sua arte. Non per nulla a portare “Parole Dipinte” al Camping Europa è stata la signora Ornella Esposito Rosolino, concittadina della giovane artista, già impegnata nel sociale attraverso la Fondazione Caponnetto, che l’ha conosciuta in occasione del lancio della campagna d’inclusione #soloungelato del febbraio 2019.

    “L’incontro con Clara e la sua famiglia per me è stato un innamoramento a prima vista – racconta Ornella – e ho avuto subito l’istinto di usare i miei contatti per farla conoscere di più”. “Lo spettacolo di Lavinia – prosegue Ornella – mi è sembrato perfetto per gli amici della Versilia, località in cui vado sempre in vacanza; così ho contattato i proprietari del Camping Europa, che conosco da anni, e abbiamo organizzato la cosa”.

    L’appuntamento con la mostra e lo spettacolo, a ingresso gratuito, è per sabato 20 luglio presso il Camping Europa di Torre del Lago alle 21.30.

  • Vivi il chiostro: dibattiti ed eventi per animare durante tutto il mese di luglio l’antico borgo di Sant’Antonio

    Continua il ciclo di eventi “Vivi il Chiostro: libri, musica e spettacoli da condividere” promosso dalla Fondazione Istituti Educativi di Bergamo, che per l’estate 2019 mette a disposizione della comunità il chiostro in Via Passaggio dei Canonici Lateranensi 23.

    Giovedì 11 luglio alle ore 20.30, si terrà il dibattito “Costruire tessiture sociali tra i labirinti delle paure” in vista del lancio del bando promosso dalla Fondazione, “Nuove economie di comunità”. Il confronto, introdotto da Matteo Rossi (Consigliere FIEB) e moderato da Andrea Valesini (Eco di Bergamo), vedrà la partecipazione di Aldo Bonomi (AASTER), Luigi Sorzi (Presidente FIEB), Daniele Rocchetti (Presidente ACLI), Jhonny Dotti (Amministratore Delegato ON impresa sociale) e Claudio Bonfanti (Vice Presidente Biodistretto).

    Grande protagonista di questo ciclo di incontri sarà la musica con lo spettacolo teatro canzone “Ricordi in accordi” (venerdì 12 luglio, ore 21.00) a cura di Pier Tironi con la partecipazione di Cristian Bosio alla tromba e cajon e Giovanni Colombo al piano. Il cantautore bergamasco Tironi alternerà canzoni con ironici monologhi. Tra passato e futuro, il racconto si svolgerà tra ironia e leggerezza attraverso lo sguardo agrodolce della vita di provincia.

    Sempre in ambito musicale l’appuntamento di domenica 14 luglio, con lo spettacolo “Then Sings My Soul” in cui voce e chitarra si esibiranno in canzoni tutte al femminile. Nel corso della serata una sociologa porterà gli spettatori all’interno di un viaggio alla scoperta della musica interpretata dalla più grandi artiste femminili.

    Chiudono il calendario eventi del mese Gabriele Riva con Riki Anelli e i “Good Samaritans” che accenderanno il Chiostro venerdì 26 luglio alle ore 21.00, con la loro musica coinvolgente e l’autore Luigi Minuti che, dopo il successo della serata di giugno, sarà nuovamente ospite sabato 27 luglio alle ore 18.00, con il suo libro “Spes et Fortitudo” un volume storico che racconta i 130 anni di collaborazione tra l’Asilo Infantile “Emilio Costanzo Piazzoni” e la Fondazione Istituti Educativi di Bergamo. I partecipanti saranno accompagnati dall’autore stesso a visitare i luoghi descritti nell’opera.

    Per info e programma, in continuo aggiornamento, www.istitutieducativi.it

  • FME Education: il corso di aggiornamento per docenti

    FME Education, editore specializzato nella formazione, ha organizzato un corso di aggiornamento per i docenti della primaria "7 Fratelli Cervi" a Valenza, in provincia di Alessandria. 20 ore di lezione di carattere tecnico – pratico, articolate in due moduli da dieci ore ciascuno. Il tema principale è l’approfondimento della didattica digitale.

    FME Education

    FME Education: il corso di formazione docenti a Valenza

    La scuola è finita e ad occupare le aule vuote dei banchi di scuola della primaria "7 Fratelli Cervi" di Valenza ci sono i docenti, che sostituiscono gli alunni impegnati inattività ludiche nei campus estivi o all’oratorio. FME Education, editore specializzato nella formazione, ha pensato per loro ad alcuni corsi di aggiornamento professionale e proprio a Valenza, in provincia di Alessandria, è iniziato quello di 20 ore dedicato al tema "Didattica digitale e comunicazione", molto caro all’editore. Le lezioni di carattere tecnico – pratico sono articolate in due moduli da dieci ore ciascuno. L’obiettivo della prima tranche è quello di fornire le competenze basilari necessarie per la creazione di lezioni multimediali, quello della seconda è lo sviluppo delle capacità comunicative e relazionali del docente, con focus specifico sulla comunicazione veicolata dai social network. Al termine del percorso promosso da FME Education, tutti i docenti sono chiamati a sostenere una prova per verificare quanto appreso.

    FME Education: attività e servizi dell’editore

    Specializzato nel settore della formazione, FME Education è un editore che progetta e realizza contenuti didattici innovativi da utilizzare a scuola e a casa finalizzati allo studio e alla crescita dei ragazzi, indirizzandosi a insegnanti, studenti e famiglie. Il motto "imparare divertendosi" costituisce la mission aziendale, in quanto l’obiettivo ultimo è quello di rendere l’apprendimento più facile, coinvolgente e piacevole unendo tecnologia e creatività. A trarre giovamento anche gli insegnanti, poiché saranno agevolati nel corso delle loro lezioni. A tal proposito, FME Education ha progettato e realizzato la piattaforma digitale "MyEdu", dalla quale è possibile attingere materiale per lezioni, verifiche, giochi ed esercizi relativi a tutte le materie scolastiche. Tutti i contenuti offerti da tale piattaforma rispettano le ultime Indicazioni Nazionali del Ministero dell’Istruzione. Oltre alla scuola, FME Education si rivolge anche alle famiglie con un’offerta mirata in modo specifico sulle esigenze di quest’ultime.

  • COSMOBSERVER media partner del Festival dello Spazio

    Il progetto di divulgazione scientifica COSMOBSERVER è media partner ufficiale del Festival dello Spazio che si terrà per la terza volta a Busalla (GE).

     

    Si terrà dal 26 al 28 luglio, a Busalla in provincia di Genova, la terza edizione del Festival dello Spazio. La prestigiosa manifestazione ligure, che si svolge nella città natale del primo astronauta italiano Franco Malerba, è arrivata alla sua terza edizione e quest’anno si svolge a pochi giorni dal 50° anniversario dello sbarco sulla Luna da parte di Apollo 11, avvenuto nella notte del 20 luglio 1969.

     

    Proprio a questa impresa è dedicata questa edizione del Festival dello Spazio di Busalla. Il Comitato organizzatore ha infatti scelto lo slogan “Ritorno sulla Luna”.

     

    Il progetto di divulgazione scientifica dedicata allo spazio COSMOBSERVER (www.cosmobserver.com) sarà media partner ufficiale dell’evento. Fondato dal divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso nel 2015, il sito di comunicazione scientifica COSMOBSERVER, è diventato in pochi anni un riferimento nel panorama divulgativo e scientifico italiano, con progetti che dal web stanno prendendo forma anche nel mondo reale.

    Tra questi segnaliamo la campagna globale di sensibilizzazione sull’inquinamento luminoso MISSION DARK SKY e il G.R.O.C.A. (Gruppo di Ricerca e Osservazione Cosmica e Astronomica).

     

    Siamo Entusiasti di poter dare il nostro contributo al successo di una manifestazione prestigiosa come il Festival dello Spazio di Busalla. Un evento che ha molti punti in comune con COSMOBSERVER, vista la velocità con la quale è riuscito a ritagliarsi uno spazio di primo piano in un settorecompetitivo e strategico come quello della divulgazione scientifica e culturale dello spazio”. Queste le parole del fondatore di COSMOBSERVER Emmanuele Macaluso.

     

    La crescita della visibilità di una manifestazione come il Festival dello Spazio è legata agli attori mediatici che possono interagire con essa. È vero che lo spazio è un settore di nicchia, ma la tecnologia legata alla scoperta dello spazio è fondamentale per lo sviluppo economico del nostro Paese. Busalla si candida, con questa terza edizione del festival a diventare un punto di riferimento, non solo per la comunicazione di quanto avviene oggi nell’industria dello spazio, ma anche come luogo di incontro dove possono nascere nuove opportunità di sviluppo. COSMOBSERVER saprà darci una mano alla divulgazione del nostro intento! riferisce Fabrizio Fazzari, Assessore alla Cultura, Industria e Relazioni Esterne del Comune di Busalla.

     

    Appuntamento al weekend dal 26 e 28 luglio a Busalla (Ge) per la terza edizione del Festival dello Spazio.

     

    Maggiori informazioni e programma completo su www.cosmobserver.com e www.festivaldellospazio.com

  • Il connubio tra design e cucina “mette le radici” nel cuore della città

    Nasce una nuova e originale collaborazione nel cuore della città tra IL LEGNO dalla Natura alle Cose, manifestazione voluta e ideata dalla Fondazione Museo del Falegname Tino Sana, che riunisce le principali aziende del territorio con l’intento di diffondere la cultura del legno, e Taste, il primo ristorante e catering didattico in Italia aperto al pubblico e guidato dell’Istituto ISchool di Bergamo. Una nuova esperienza che coniuga cibo e design per una pausa tutta green dalla cucina all’arredo.

    Per questa edizione 2019, IL LEGNO dalla Natura alle Cose “mette le radici” in città con un nuovo progetto il cui concept trae ispirazione proprio dal legno, la materia prima che per sostenibilità e versatilità diventa protagonista dell’arredo di TASTE ricreando uno spazio all’aperto dove gustare le creazioni gastronomiche dei giovani chefdell’Istituto professionale per l’enogastronomia e l’ospitalità per i servizi alberghieri di iSchool.

    Una partnership che non si ferma con l’offerta culinaria, ma che trova in Piazzetta Zanchi il punto di incontro ideale per fare formazione e cultura, del legno da una parte e del buon cibo dall’altra. Un pit stop all’aria aperta prima di scoprire la città e l’installazione “Dalle Radici alle Ali” de IL LEGNO dalla Natura alle Cose che la colorerà fino al 31 ottobre in quattro diversi punti tra Via XX Settembre e Via T. Tasso con otto casette in legno colorato che riportano al proprio interno messaggi differenti legati al mondo dell’architettura e della sostenibilità.

    Il leit motiv della casetta de IL LEGNO dalla Natura alle Cose si fa piccola per arredare le vetrine dei commercianti della città. La silhouette di una casa, realizzata in multistrato di pioppo colorato naturale, accoglie un uovo in faggio, simbolo iconico della manifestazione che rappresenta la perfezione in natura, il legno come materia prima viva, rappresentativo di una vita nuova che sta per nascere, che si rigenera. Il legno emblema dalla natura incontra così la casa metafora dell’architettura e della città, in un legame che sottolinea e diffonde in modo semplice il messaggio di sostenibilità caro alle aziende che condividono gli ideali de IL LEGNO dalla Natura alle Cose sin dalla sua prima edizione.

    Non resta altro da fare se non gustare un pranzo leggero e raffinato, tutti i giorni dal martedì al venerdì, usufruendo della formula “business lunch” oppure concedersi nel fine settimana, il venerdì e il sabato sera, una cena degustazione curata nei minimi dettagli dagli studenti dell’Istituto Alberghiero iSchool approfittando dell’apertura estiva del ristorante didattico TASTE prevista fino al 3 agosto compreso.

  • THE GREAT LEAP – poema sinfonico – Teatro del Maggio Musicale Fiorentino – 21 luglio 2019 ore 21.15

    E’ una composizione per grande orchestra che ripercorre idealmente le fasi e le emozioni salienti della straordinaria missione Apollo 11 del 1969. La struttura del brano infatti ricorda quella del poema sinfonico classico in cui vengono suggerite immagini ed evocate situazioni attraverso cambi di registro, di ritmo, di timbro e di intensità, in un continuo divenire e dove i temi si susseguono ed inseguono come i personaggi in una densa e concitata trama d’opera. Pur lasciando quasi sottintesa la mera fase cronologica dell’evento (preparazione, i dubbi e le paure, il lancio, l’allunaggio, la vista della Terra dalla Luna, il ritorno), la composizione vuole esaltare principalmente le miriadi di emozioni che caratterizzarono l’impresa sottolineando proprio come da quel momento l‘uomo non sarebbe più lo stesso e che il sogno di Icaro e Leonardo era stato finalmente realizzato. L’impresa delle imprese. Il taglio del “cordone ombelicale” dalla Madre Terra. La conquista dell’ignoto. IL GRANDE SALTO, appunto; parafrasando le parole di Armstrong che volle sottolineare non tanto l’impresa ingegneristica ma soprattutto quella di una specie, l’umanità, che si accingeva a cambiare il proprio destino dandosi finalmente una nuova speranza, un affaccio verso un nuovo mondo pieno di mistero e straordinariamente affascinante.
    E nei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, che del ‘volo’ fece il più grande dei suoi sogni, occasione più giusta per una celebrazione di tale impresa non poteva esserci. La composizione riporta, infatti, quale incipit, le parole di Leonardo: “Quando camminerete sulla Terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare”.

  • Spoleto Arte brinda al successo della mostra antologica su Pier Paolo Pasolini a Grado

    Si è aperta a Grado nel migliore dei modi lo scorso venerdì 5 luglio la mostra antologica su Pier Paolo Pasolini curata dal critico Vittorio Sgarbi e da Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte. Proprio da quest’ultimo, dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, dall’Assessore alla Cultura Sara Polo e dal sindaco Dario Raugna l’esposizione è stata inaugurata al cospetto di un pubblico che si è mostrato molto interessato. Alla scelta della location, la storica Casa della musica in piazza Biagio Marin, è dovuta parte del successo della mostra, così come alla presenza degli scatti inediti del Maestro Villa, che ricoprono il periodo di riprese del film Il fiore delle mille e una notte, e di un ritratto di un giovane Pasolini per mano della pittrice Antonella Cappuccio Muccino.

    Nell’arco della manifestazione è stato inoltre conferito il Premio Pasolini a quattro artisti contemporanei: Claudia Crestani, Milo, Gino Maria Sambucco e Maria Pia Severi. Il riconoscimento che valuta la qualità del loro lavoro nel panorama artistico contemporaneo è, soprattutto in questa occasione, una conferma dell’impegno profuso e delle capacità comunicative manifestate da questi autori nelle loro opere.

    In apertura, l’Assessore ha così dichiarato: «Ho atteso questa data da non so quanto tempo. Ci tenevo a promuovere questa mostra fin dal momento in cui ci siamo sentiti con Spoleto Arte. E mi sono chiesta: “Ma perché Spoleto Arte ha cercato proprio me? E be’, un motivo ci sarà…”

    Pasolini era legatissimo a Grado e fare la mostra proprio in questa città ha un significato particolare. Infatti quest’anno abbiamo deciso di dedicare a lui molti eventi, molte manifestazioni che hanno avuto un grosso successo sul pubblico perché la persona di Pasolini è molto coinvolgente, interessante, ed è giusto riscoprire tutto ciò che lei ci ha lasciato».

    Per maggiori informazioni è possibile  chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • CONSEGUENZE D’AMORE E DISAMORE: ULTIMA DATA CON BARBARA ALBERTI

     

    L’8 LUGLIO, ALLE 18:30, LA SCRITTRICE E SCENEGGIATRICE AL SAVOY CON IL SUO LIBRO “NON MI VENDERE, MAMMA!”

    Tutto pronto per la data conclusiva della rassegna letteraria Conseguenze D’Amore E Disamore, che si tiene nel prestigioso hotel Savoy Roma, già da qualche settimana.

    L’8 luglio, infatti, il ciclo di incontri terminerà con Barbara Alberti.

    (altro…)

  • Il Tibet, una regione cinese da esplorare e conoscere

    Nel momento in cui sono arrivato in Tibet, ho scoperto che è ancora più bello di quello che viene presentato abitualmente nei video promozionali proposti dai media, inoltre ho potuto constatare che lo stile di vita dei tibetani stia migliorando molto di anno in anno. Infatti in questi ultimo periodo la qualità della vita dei tibetani è stata continuamente e notevolmente migliorata, grazie alle diverse politiche del governo cinese di beneficiare i tibetani, fornendo loro case,incrementando una scuola che promuova un’alta formazione basata sulla tradizione e sull’alta tecnologia, oltre all’importanza che Il governo cinese ha sempre attribuito alla costruzione delle infrastrutture. È stata già completata la costruzione della ferrovia Qinghai-Tibet ed è in procinto la costruzione di una rete ad alta velocità che si estende alle aree tibetane in tutte le direzioni. Certo è da considerare che i lavori di costruzione in queste aree sono di grande difficoltà e prevedono ingenti investimenti. Questo però, dimostra l’atteggiamento risolutivo del governo cinese per migliorare la qualità della vita attraverso la costruzione di infrastrutture nelle aree minoritarie della Cina, come appunto l’area tibetana. Gli sforzi del governo cinese sono evidenti a tutti e la vera Cina ha bisogno di più attenzione e sostegno da parte delle persone. I cinesi d’oltremare, emigrati da diversi anni, compresi i tibetani dei quali molti sono andati a vivere in India, dovrebbero conoscere la nuova storia della Cina odierna.

    Di recente, gli alti dirigenti del “governo in esilio del Dalai Lama” sono stati impegnati con le loro lamentele personali. Il conflitto tra Lobsang Sangay, il governo in esilio del Sikong del Dalai Lama e Penpa Tsering, ex parlamento tibetano in esilio, è stato inquietante. Sembrano essere più preoccupati dei propri interessi e agire in completa contraddizione con ciò che dicono quando si tratta della questione del sostentamento del tibetano ordinario, in cui possono guadagnare interessi personali ma perdere la fiducia. Il nucleo della stabilità e dello sviluppo di un paese e di una nazione proviene dal costante aumento delle entrate economiche di ciascuna famiglia e dalla speranza di felicità, che è anche l’obiettivo principale dei capi di governo europei.

    Il “2019 – China Tibet Development Forum” ospitato dall’ufficio informazioni del Consiglio di Stato e dal governo popolare della Regione autonoma del Tibet, si è tenuto a Lhasa con il tema “Cintura e strada” e Tibet’s Open Development “, ai quali si sono aggiunti tre sottogruppi di discussione: ”Tibet in Silk Road Civilization “, ” Ruolo del Tibet nella costruzione di ‘One Belt, One Road” e ” Tibet Open and Tibetan Culture, Ereditarietà e sviluppo “.

    Il Forum sullo sviluppo del Tibet, il sesto del suo genere e il terzo che si è tenuto a Lhasa, dimostra la prontezza di questa regione ad ascoltare i suggerimenti della società internazionale, riguardo lo sviluppo e l’apertura verso l’estero.

    L’evento ha riunito circa 60 funzionari governativi stranieri provenienti da 36 paesi, studiosi, esperti, giornalisti e alti funzionari tra cui il presidente Qizhala e il massimo legislatore regionale Losang Jamcan, per un totale di 160 partecipanti.

    Erano presenti anche i funzionari locali di tutte e sette le città e prefetture del Tibet – Lhasa, Xigaze, Shannan, Nyingchi, Chamdo, Nagqu e Ngari, insieme ai direttori del governo regionale tibetano.

    Durante il forum Jiang Jianguo, vicedirettore del Dipartimento di propaganda del Comitato centrale del PCC, ha letto una lettera di congratulazioni del presidente Xi Jinping per questo forum. Nel suo discorso, Jiang Jianguo ha affermato che quest’anno ricorre il 70 ° anniversario della fondazione della Nuova Cina e il 60 ° anniversario della riforma democratica in Tibet. Sin dalla fondazione della

    Nuova Cina nel 1949, specialmente dopo le riforme democratiche del 1959, il Tibet ha cambiato la sua vita. Per decenni, sotto la direzione del Partito comunista cinese, il popolo tibetano ha intrapreso con successo, insieme alle persone di tutto il paese che lavorano insieme per un comune sviluppo, un progresso ricco di prosperità.  La povertà e l’arretratezza del passato del Tibet è diventata prosperità economica, sviluppo e costruzione. Il Nuovo Tibet è simbolo di progresso sociale e ambiente ecologico dove la vita delle persone scorre felice.

    Il forum sullo sviluppo del Tibet dal 2007 è un ponte per la cooperazione e lo scambio con il resto del mondo. La cintura economica della “via della seta” ha aperto un nuovo mondo, portando nuove opportunità per l’apertura e lo sviluppo del Tibet nei riguardi del resto della Cina e dei paesi dell’Asia meridionale, promuovendo uno scambio e una cooperazione attiva tra popoli su una priorità ecologica,

    Il Tibet approfondirà ulteriormente la comunicazione politica, rafforzerà la connettività delle strutture, migliorerà il flusso commerciale, espanderà il capitale finanziario e promuoverà la comunicazione popolare.

    Gli ospiti hanno espresso le loro opinioni sotto forma di discussioni di gruppo e conferenze per parlare e discutere sulle opportunità e le sfide del Tibet “lungo la strada” ossia il processo di costruzione e l’eredità e lo sviluppo della cultura tibetana.