Categoria: Arte e Cultura

  • AFTERLIFE. A New Beginning

    È passato un po’ di tempo da quando il fenomeno artistico internazionale “La Scuola di Cluj” ha attirato l’attenzione del mondo dell’arte. Ci si chiede cosa sia successo da allora e, soprattutto, come gli artisti di oggi si rapportino al passato e come si approccino alla loro arte con una tale eredità.

    Sembra che per un certo periodo, all’inizio di questo fenomeno, la maggior parte degli artisti fosse legata da una pratica concettuale e da temi simili, come la riconciliazione del passato con il presente, soprattutto se pensiamo alla storia della Romania con il comunismo.

    Con i “nuovi” artisti nati nella democrazia post-comunista rumena si crea una situazione interessante, che li colloca in un tempo per cui è impossibile aver vissuto il comunismo, ma abbastanza vicino perché il suo segno si senta ancora. Se all’inizio, quando gli artisti di spicco sono emersi sulla scena artistica internazionale, la loro indagine principale riguardava il passato, un passato molto vivo che per artisti delle nuove generazioni è percepito solo indirettamente, allora la domanda che rimane da fare è: “e ora dove andiamo?”.
    Anche se si è disinteressati alla politica o alla storia in modo attivo nel suo processo di creazione, possiamo essere d’accordo sul fatto che nessuno esiste in un ambiente vuoto e anche le storie personali sono il risultato di una storia collettiva.
    Con lo spostamento dell’enfasi da una storia collettiva a una più personale, possiamo assistere alla nascita di una gamma più ampia di interessi diversi e di metodi individuali di creazione che pompano sempre nuova linfa nella scena artistica di Cluj, riflettendo alcuni aspetti interessanti del nostro tempo e, forse, un’ansiosa speranza per il futuro.

    Cristian Avram invita gli artisti Oana Cervinschi, Marius Ghita, Amanda Maier, Cătălina Milea and Andriana Oborocean, che oggi vivono e lavorano a Cluj, a riunirsi in un’esposizione di immaginari e pratiche diverse per lasciare il proprio segno in questa nuova vita.
    Boccanera Gallery Trento inaugura questa mostra collettiva intitolata AFTERLIFE. A New Beginning il 7 ottobre 2022.
    Non si tratta né di una sfida né di una continuazione del fenomeno passato ma, negli occhi di chi frequenta un luogo del mondo dell’arte, può certamente essere un nuovo inizio.

    A prima vista, le opere di Cristian Avram (Alba-Iulia, 1994) seguono un approccio piuttosto classico alla pittura con rappresentazioni realistiche di oggetti e scene quotidiane, estrapolate dall’esperienza personale. Tuttavia, la sua ricerca non si concentra sulla rappresentazione in sé (che agisce come un innesco e un pretesto per creare varie forme e relazioni, filtrate in modo tale da eliminare tutto ciò che non è essenziale), essendo la rappresentazione solo un mezzo per creare metafore visive che racchiudono la ricerca della verità del mondo interiore, trasformando il personale in universale, l’impossibile in possibile. Nei suoi soggetti Avram gioca spesso con i riflessi, l’incertezza e la dualità tra interno ed esterno; i dipinti stessi fungono da portali: un modo per guardare attraverso qualcosa di diverso, o forse, anche uno specchio che riflette un diverso tipo di realtà e quindi un modo diverso di vedere per l’osservatore.

    Oana Cervinschi (Zalău, 1998) è una pittrice che trova ispirazione nella storia dell’arte e nella letteratura che riflettono il motivo della solitudine, della natura intrinseca dell’uomo e del rapporto con l’ambiente circostante. Nelle sue opere cerca di rappresentare il tema dello spazio personale, scegliendo interni significativi per lei, con i quali ha sviluppato un legame intimo, soprattutto scene di vita quotidiana in cui l’artista coglie il modo in cui lo straordinario può infiltrarsi anche nei luoghi e nelle situazioni più ordinarie. La figura umana è di solito latitante o assente dai suoi dipinti, denotando un senso di isolamento. Le sue opere possono essere viste come una rappresentazione onesta della vita quotidiana, di oggetti e attività banali, che sono universali e a cui le persone possono relazionarsi indipendentemente dal loro background socio-culturale.

    I dipinti di Marius Ghita (Satu Mare, 1999) portano con sé un notevole senso di nostalgia, dovuto al suo forte legame con l’infanzia e i luoghi del passato, come la casa dei genitori. Mentre lavora, Ghita è in un processo di perenne interrogazione e scoperta, spostando la sua prospettiva dall’esperienza all’immaginazione, lasciando che sia quest’ultima a riempire i vuoti della memoria attraverso una ricerca allegorica del noto e dell’ignoto, dell’umano e del dubbio. L’artista utilizza le tecniche della pittura tradizionale per costruire ambienti che contengono la solitudine umana e alludono all’oscurità della percezione. Nelle sue ambientazioni, il paesaggio è vivo tanto quanto i suoi personaggi e coesistono apparentemente attraverso una simbiosi relazionale e cromatica.

    Amanda Maier (Oradea, 1996) è una fotografa le cui esplorazioni consistono principalmente nel mezzo della pellicola istantanea polaroid. Lavora in serie come diari fotografici come in Fragments of time, un puzzle di sentimenti ambientato in un contesto rinascimentale nella città di Venezia; questo diario nasce dall’idea di un ricordo: uno stato effimero in un certo momento, che si cerca disperatamente di conservare, ma che inevitabilmente svanisce. La maggior parte delle fotografie istantanee di questa serie ritraggono una misteriosa silhouette femminile catturata in varie situazioni intime. Un’altra serie, intitolata In Blue, presenta un diario di fotografie istantanee scattate in un ambiente acquatico. L’acqua esalta le distorsioni uniche di ogni fotografia, dando l’illusione di gesti incantevoli. Mentre le fotografie accendono l’idea di libertà e di pace, le loro cornici suggeriscono l’indubbia prigionia dell’essere umano nella morsa del tempo.

    Cătălina Milea (Bistrița, 2000) preferisce lavorare con un medium classico come i colori ad olio o il pastello secco su superfici di medie dimensioni per stabilire un rapporto più intimo con lo spettatore. Può essere descritta come una cacciatrice di significati, spinta dalla sua sensibilità verso l’inspiegabile, dipingendo l’assurdità delle apparenze quotidiane ed esplorando le incognite dell’essere. Nel processo di costruzione del suo immaginario, Milea trova ispirazione in varie fonti, dalla mitologia ai bestiari del Medioevo. Con il suo campo di ricerca dominante nel Realismo Magico, la contraddizione diventa una delle chiavi principali per comprendere la sua visione. Tutti i suoi personaggi sono rappresentati in uno scenario di tragica ironia, spesso in modo fantasmatico. In molte delle sue opere si possono osservare diversi tipi di modelli organici che combinano il pittorico con il decorativo come mezzo di transizione tra il mondo della realtà e quello della fantasia.

    La fotografia e il video sono gli strumenti principali di Andriana Oborocean (Transnistria, 1995) accompagnati da altri, come il cucito e la scultura. Costruisce opere pensate per generare risposte psicologiche ed emotive, esplorando temi legati all’identità, alla vulnerabilità e al contatto affettivo tra le persone. È frequente che faccia uso di elementi organici provenienti dalla natura e dalla tecnologia, spesso esposti insieme a elementi mistici ed eterei. Ogni sua opera incarna un’estetica personale, quasi surreale.

    Dates

    Opening 07.10.2022
    6pm – 9pm

    08.10.2022 –
    19.11.2022


    Location
    Boccanera Gallery Trento
    Via Alto Adige 176
    Trento


    Artists
    Cristian Avram
    Oana Cervinschi
    Marius Ghita
    Amanda Maier
    Cătălina Milea
    Andriana Oborocean

    AFTERLIFE. A New Beginning

  • The Venice Venice Hotel sceglie Sirius di Stella

    La raffinata collezione di Rubinetterie Stella adorna le sale da bagno del suggestivo hotel veneziano.

    The Venice Venice Hotel è un cinque stelle dall’allure internazionale, situato a Palazzo Ca’ da Mosto, presso Rialto, nel cuore della città lagunare. Al suo interno contributi artistici di grande caratura elevano i luoghi dell’antico palazzo a vere e proprie opere site-specific. Al piano terra un ampio sotoportego ospita diversi format di ristorazione e un concept store di prodotti iconici. Ai piani nobili si trovano l’esclusivo Venice Bitter Club e una grande sala ricevimenti con un’installazione del noto brand Venini. Nel punto più alto del palazzo un’altana permette di affacciarsi su Canal Grande e sull’intera città di Venezia. Le camere, dai preziosi soffitti e con scorci impareggiabili, sono allestite in uno stile veneziano inedito e assolutamente contemporaneo che fondendo architettura, moda, arte e design raccontano la storia delle avanguardie artistiche più influenti del secolo scorso.

    Per le sale da bagno di questo suggestivo hotel è stata scelta la collezione Sirius, frutto della collaborazione di Rubinetterie Stella con l’architetto francese Arnaud Behzadi. La serie, connotata da un carattere semplice e puro, è in grado di esprimere un’allure di lusso e raffinatezza senza cedere al virtuosismo. Le forme arrotondate, arricchite da una trama dentellata, tratteggiano una proposta sobria e garbata. Un solo dettaglio, ben dosato, rende unica e preziosa la collezione: la superficie in rilievo delle maniglie, sapientemente lavorata per ottenere delle sofisticate scanalature.

    www.rubinetteriestella.it

  • WEBINAR GRATUITO PER ARCHITETTI

    Liberare l’aria domestica da impurità, batteri, odori e gas nocivi che residuano in cucina è ora possibile, grazie a un innovativo sistema di sanificazione al plasma per cappe e piani di cottura. La tecnologia di purificazione Aira per impianti di aspirazione domestici sarà al centro del webinar gratuito organizzato da Mares Marketing per venerdì 7 ottobre 2022 alle ore 16:00.

     

    Rivolto ad architetti, geometri, designer e professionisti nell’ambito dell’air quality, il webinar “Progetta e ristruttura la tua casa senza limiti con la tecnologia Aira” presenterà ai professionisti la nuova gamma di prodotti per la purificazione dell’aria firmati Purehomeideas. I sistemi di filtraggio per cappe da cucina e piani di cottura Aira sfruttano l’azione dell’innovativa tecnologia al plasma per purificare l’aria di scarto, eliminando batteri, odori e impurità e reimmettendo nell’ambiente solo aria pulita e sanificata. Tema caldo in questo periodo e che sta a cuore a tutti, è il risparmio energetico, garantito grazie ai filtri al plasma Aira. Il sistema filtrante con tecnologia al plasma infatti evita la dispersione all’esterno  dell’aria calda d’invero e dell’aria fresca in estate.

     

    Intuitivi da installare nelle cappe domestiche comunemente diffuse sul mercato, i filtri al plasma Aira sono una soluzione efficiente, ecologica e senza necessità di manutenzione, con durata di oltre 5 anni e garantita dalle certificazioni ambientali VDE, IUTA e Olafasense. La gamma offre un range diversificato di prodotti per rispondere alle esigenze di ogni cucina: dal filtro RONDO per cappe con camino o a soffitto, al filtro PLANO per cappe da incasso o isola, fino ai filtri QUADRO e QUADRO L per piani cottura con cappa integrata.

     

    I filtri al plasma Aira si montano rapidamente con sistema plug and play su qualsiasi modello di cappa, anche già installata, rendendosi scelta ideale per la libertà e flessibilità non solo per la progettazione, ma anche per operazioni di ristrutturazione di cucine domestiche.

     

    La tecnologia innovativa Aira offre numerosi vantaggi anche nello studio e nella realizzazione degli impianti di ventilazione: una scelta efficace sia per unità immobiliari singole che condominiali.

     

    La linea di filtri al plasma Aira si inserisce nell’offerta Purehomeideas per il benessere domestico e non solo. Costola di Mares Marketing, Purehomeideas propone ai consumatori soluzioni di ventilazione e purificazione dell’aria innovative e creative, attraverso prodotti unici sul mercato, tecnologicamente avanzati e dall’anima green.

     

    Per partecipare al webinar occorre prenotare un biglietto gratuito all’indirizzo webinaraira.eventbrite.it, o collegarsi direttamente a meet https://meet.google.com/hdb-vfsw-mpt

     

     

     

    Maggiori informazioni sull’offerta di prodotti per l’air quality di Purehomeideas sono disponibili sul sito www.purehomeideas.com

  • Dora Tortora è il direttore artistico della scuola di musica “A tutta Musica!”

    La scuola di musica torinese ha ufficializzato il nome del suo direttore artistico per l’anno accademico 2022/2023.

     

    Viene dal jazz e ha una profonda conoscenza artistica e didattica la persona scelta per guidare la scuola di musicaA Tutta Musica!” di Torino. Dora Tortora, artista di rilievo del panorama jazzistico nazionale e docente, guiderà il gruppo di docenti e svilupperà le nuove proposte didattiche della scuola musicale torinese.

    Un segno concreto della volontà della scuola di ripartire puntando sulla qualità e l’esperienza a seguito delle vicissitudini sanitarie degli ultimi anni, che hanno portato ad una forte virtualizzazione dell’offerta formativa.

     

    L’arrivo di Dora Tortora porterà ad un rinnovo evolutivo dell’offerta didattica della scuola e darà agli allievi la possibilità di entrare in contatto concretamente con il mondo della musica a più livelli. Dalle attività propedeutiche per i bambini, fino a quelle più professionali per gli adulti. Nuovi corsi, workshop e masterclass porteranno gli allievi e le band a contatto con molti aspetti pratici e professionisti del mercato musicale.

     

    Di seguito il profilo di Dora Tortora e della scuola di musica “A Tutta Musica!”:

     

    Dora Tortora è una cantante jazz, pianista, arrangiatrice e docente italiana. Da sempre affascinata dalla musica, si è diplomata con il massimo dei voti al Conservatorio “G. F. Ghedini” di Cuneo e ha sviluppato e ampliato le sue competenze musicali e artistiche partecipando a corsi, workshop, convegni e masterclass.

    La sua voce calda – impreziosita da un vibrato naturale – le conferisce uno charme canoro al quale è difficile sottrarsi. Ha partecipato, in qualità di voce solista, a progetti musicali e ha dato vita a importanti collaborazioni artistiche. Dora alterna la sua attività artistica con quella di docente, condividendo le sue esperienze con bambini, ragazzi e adulti. Per ottimizzare l’esperienza formativa dei suoi allievi ha scelto di utilizzare le tecniche per l’apprendimento musicale teorizzate da Edwin Gordon. Vive e lavora a Torino

     

    A Tutta Musica!” (rigorosamente con il punto esclamativo), è una scuola di musica di Torino, con sede in zona “Vanchiglietta”. Fondata nel 2011 è diventata un riferimento cittadino nell’ambito dello studio delle tecniche di canto e strumentali a tutti i livelli. Il metodo didattico si basa sulle tecniche per l’apprendimento musicale teorizzate da Edwin Gordon. Queste tecniche si adattano alle potenzialità di base di bambini, ragazzi e adulti semplificando con un approccio pratico l’apprendimento della musica.

    Oltre a quella legata alla tecnica vocale, l’offerta didattica prevede un ricco elenco di strumenti musicali che possono essere studiati individualmente o in gruppo. Tra questi: pianoforte e tastiere, chitarra (classica e elettrica), violino, arpa, basso elettrico, batteria, flauto dolce, ukulele e molti altri.

     

    Per maggiori informazioni www.atuttamusicatorino.it

  • Daniel Mannini: la sua pittura si fonde con la storia universale

    L’artista Daniel Mannini è protagonista di un originale progetto esclusivo e personalizzato, che coniuga insieme la sua pittura con la storia universale, tramandata e perpetrata attraverso un insieme di speciali racconti, che spiegano e descrivono in modo completo ed esaustivo delle vicende rilevanti, delle avventurose e avvincenti scoperte, delle vicissitudini poco conosciute ma di notevole portata sociale e collettiva, che hanno influito sul corso della storia, producendo effetti e conseguenze che ancora oggi sono presenti. In merito alla curatela del progetto artistico, la dottoressa Gollini ha commentato: “Ecco una perfetta sintesi tra arte e storia racchiusa in una visione completa e compiuta, che fonde insieme presente e passato tramite un filo conduttore di articolata orchestrazione sequenziale. I quadri di Daniel rappresentano la dimensione artistica attuale, che si sviluppa e si evolve nella sua natura dinamica e si esplica in chiave contemporanea, mentre i contenuti scritti inerenti alle curiosità sorprendenti e alle narrazioni salienti della storia emergono e affiorano nella loro portata e nel loro spessore. Abbiamo creato una sorta di legame alchemico indissolubile, che certamente verrà condiviso e apprezzato anche dal fruitore (spettatore e lettore al contempo)”. Inoltre, la dottoressa Gollini ha voluto approfondire la spiegazione analitica sottolineando: “Dimenticarsi della storia passata è sinonimo di superficialità e pressapochismo. Purtroppo, vivendo sempre in modo troppo frenetico e con ritmi troppo concitati spesso si tralasciano e si trascurano le letture storiche e magari si viene attratti e attirati da altro tipo di evasione e diversivo. Questo progetto vuole riportare alla mente il valore di quanto tramandato e perpetrato a livello storico, senza elucubrazioni ridondanti e macchinose, ma tramite un racconto che procede con lineare fluidità e scorrevolezza, conferendo la giusta importanza alle descrizioni fornite e contestualmente contribuendo a dare il giusto e meritato risalto comprovante al percorso di ricerca pittorica portato avanti da Daniel con impavida e tenace intraprendenza. Credo, che Daniel vada assolutamente apprezzato anche sotto questo aspetto di avanzamento sperimentale in continua e costante fase d work in progress, che denota il concreto impegno a tutto tondo di esserci e di mostrare in concreto la propria presenza, la propria propensione di crescita. Ecco, perché questo progetto, concepito in modo trasversale tra arte e storia, è ancora più significativo nella sua essenza costitutiva di identità sostanziale“.

    SCARICA IL PROGETTO: https://danielmanniniart.it/progetti/

  • Il mistero della cattedrale, da Lucio Gatto un thriller avvincente tra storia e immaginazione

    Quale terribile mistero si cela sotto le navate della magnifica cattedrale di San Martino a Lucca? Un segreto sepolto sotto la polvere dei secoli, racchiuso in antiche pergamene e inciso su una effige lignea, la cui rivelazione consentirebbe di riscrivere la storia dell’umanità.
    Intorno a questo inquietante mistero e alla catena di omicidi collegati gravita “Il mistero della cattedrale”, il thriller dello scrittore lucchese Lucio Gatto (pseudonimo di Luciano Giovannetti) pubblicato da Youcanprint. L’autore di romanzi come “Omicidi nella città delle Mura” (2005), “L’enigma del Volto Santo” (2012), “L’alba del giorno dopo” (2019), “La pergamena scomparsa” (2021) e “Viola. Il destino di un amore” (2022), ambienta il suo nuovo libro nella città dove è nato (1951) e dove vive. Ma non c’è solo Lucca, con le sue vie, piazze e quartieri nell’ultima fatica letteraria di Gatto.
    L’autore, com’è nel suo stile, crea un puzzle in cui si inseriscono piani narrativi diversi, personaggi storicamente esistiti e altri inventati, vicende accadute in tempi e luoghi tra loro distanti. Bisogna arrivare alle ultime pagine del libro per avere chiaro il quadro d’insieme e i fili sottili che legano uomini e avvenimenti di tempi remoti e recenti. Il libro si articola in tre parti, la prima ambientata negli Stati Uniti, tra New York e Baltimora, nei nostri giorni. La seconda, a Betlemme (33 d. C.), Alessandria d’Egitto (638 d. C.) e Gerusalemme (742 d. C.). La terza, prevalentemente a Lucca, che conosce una inusitata escalation di omicidi efferati, tutti collegati tra loro.

    Tutto inizia a New York nel 2018. Carl Payton, docente alla Stanford University, antropologo di fama internazionale, ingaggia l’investigatrice privata Claire Freelander della Fox Investigation per far luce sulla scomparsa di un anziano professore di storia e di una giovane ricercatrice. Quella che, a tutta prima, potrebbe essere scambiata per una fuga romantica, dopo il macabro ritrovamento del cadavere del professore, si rivela l’inizio di un “caso” dagli inquietanti risvolti. L’investigatrice privata e un aitante poliziotto, Clay Fergusson, volano in Italia sulle tracce della ricercatrice scomparsa, allieva del professore ucciso e depositaria dei suoi segreti. Le indagini, condotte in collaborazione con gli inquirenti del luogo – il commissario D’Ambrosio, l’ispettore Furlan, il procuratore della Repubblica – portano alla scoperta di una setta segreta, dalle origini millenarie e con potenti ramificazioni, pronta a uccidere chiunque si avvicini al segreto che essa custodisce tra Lucca e Gerusalemme. La risoluzione del caso non porterà gli investigatori, almeno per ora, alla rivelazione del segreto. Il finale prelude a un possibile sequel.

    Con “Il mistero della cattedrale” Lucio Gatto si conferma scrittore dalla penna scorrevole e dalla avvincente tecnica narrativa, capace di creare personaggi dalle spiccate singolarità, ben raffigurati nel modo di essere e agire, nei loro drammi sentimentali, nelle rispettive visioni del mondo; personaggi che si muovono entro scenari dove storia e fantasia trovano un perfetto equilibrio.

  • Venezia 2022: raddoppia l’evento #cinemaeweb tra il Lido e Murano

    Una due giorni di incontri e di riflessioni all’insegna del cinema e dei linguaggi della comunicazione, nel segno dell’eccellenza e della sostenibilità ideata dal giornalista Massimo Lucidi e sostenuta da The Map Report, la testata giornalistica crossmediale dedicata interamente alla sostenibilità nata da un progetto Unesco, Citizen Platform, edita da Media Trade Company

     

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    Una due giorni ricca di appuntamenti e incontri tra la storica Vetreria Barovier & Toso di Murano e gli spazi istituzionali della 79 edizione della Mostra del Cinema di Venezia. “La metafora della visita nella secolare vetreria di Murano è stata colta e apprezzata dagli imprenditori e professionisti che hanno voluto aderire all’esperienza di ragionare sulla comunicazione – dichiara Massimo Lucidi. Sentir dire dal bravo Luigi Lucchetta, amministratore di una realtà energivora eppure sesta azienda più antica del mondo con 8 secoli di storia “non ci fermerà una bolletta” è stata una carica di positività, speranza e fiducia nel futuro, di cui tutti sentivamo il bisogno” conclude Lucidi. Sul palco del salotto di Ente dello Spettacolo – diventato televisivo, con i due dibattiti promossi da The Map Report TV canale Sky 513 – nella Sala Tropicana dell’hotel Excelsior al Lido di Venezia, sono stati i protagonisti le aziende, fondazioni, associazioni, professionisti che ogni giorno si impegnano a far diventare più bella e sostenibile la nostra vita.
    Dalla Fondazione Romualdo Del Bianco che ha presentato il Festival dei Luoghi Parlanti tracciando uno straordinario quanto emozionante viaggio nel mondo che unisce persone, comunità e iniziative che fanno cultura della sostenibilità ambientale sociale ed economica. Per arrivare all’imprenditore Romano Solai Presidente di Sovean Group che ha calato su di sé l’espressione cara a Papa Francesco “conversione ecologica”, rinegoziando il business plan del gruppo e facendo nascere una nuova società “Ricarica”, dedicata alle energie rinnovabili. All’imprenditore del “Laboratorio delle eccellenze” del territorio Salvio Passariello: siamo con Ferrarelle nell’alto casertano dove tra pascoli estensivi, cura degli animali, ricette di tradizione e innovazione studiata da grandi chef con l’Agristor Due Torri ha fatto partire durante il Covid, un format di ristorazione nel Paese, originale e sostenibile, La Chiancheria, che sta facendo da subito numeri molto interessanti.
    Segno che la sostenibilità non sono parole ma fatti misurabili, come ha dichiarato a gran voce Massimo Lucidi presentando Alessandro Agostini di karmametrix che misura tra l’altro la sostenibilità del mondo digitale. Interessanti spunti sono venuti dalla coach e scrittrice Alessandra Monasta, dall’architetto Egidio Raimondi che ha presentato un sodalizio professionale di filiera nel campo delle costruzioni, evidenziando la sostenibilità “non solo nel cosa ma anche nel come” si fanno le cose; un discorso che ha fatto il paio con quello dell’imprenditore di successo Giuseppe Caruso, titolare di Mondo Camerette, che ha raccontato come ha mosso i primi passi nella crescita del brand. Storie diverse eppure tutte raccontabili attraverso le tecniche del cinema perchè fortemente intrise di emozione, verità, passione che sono gli elementi che quando si accompagnano a professionalità, team, competenze e appeal il cinema sa tradurre in storie di successo. È questa la certezza portata da Ugo Di Tullio che ha presentato nell’occasione il suo ultimo libro, “il cinepolo green di Napoli”. Storie di eccellenza e sostenibilità.

    Articolo di riferimento

  • PADOVA, SCRINIUM RIPRODUCE (E RESTAURA) LA BOLLA CHE RESE SANTO ANTONIO

    Realizzata la replica fedele dell’opera di Papa Gregorio IX grazie alla tecnologia 3D, prevista un’edizione limitata da 399 copie. La riproduzione numero uno sarà donata a Papa Francesco. La presentazione dell’opera al seminario Maggiore di Padova, l’operazione certificata dalla Veneranda Arca del Santo. Il presidente di Scrinium, Ferdinando Santoro: “Durante il restauro riportati alla luce i danni fatti dagli archivisti nel corso dei secoli”

     

    Nel triennio 2020-2022 ricorre l’ottavo centenario di alcuni importanti avvenimenti legati alla vita di sant’Antonio di Padova: la svolta di Antonio da monaco agostiniano a frate francescano, il naufragio e l’approdo alle coste della Sicilia, l’incontro con Francesco d’Assisi durante il Capitolo delle Stuoie.  

    In coincidenza con questo anniversario la casa editrice veneziana Scrinium, nota a livello mondiale per i restauri conservativi e la riproposizione di opere storiche, in collaborazione con il Centro Studi Antoniani e la Veneranda Arca di Sant’Antonio ha deciso di presentare la prima riproduzione scientifica della Bolla originale della canonizzazione di Antonio di Padova. 

    L’evento di presentazione si è celebrato venerdì 9 settembre 2022 al  teatro del Seminario Maggiore di Padova, il restauro e la riproduzione sono stati presentati dal professor Andrea Tilatti, docente di Storia medievale dell’università di Udine, il professor Marco Bartoli dell’Università LUMSA di Roma e Monsignor Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento. A moderare gli interventi Sabina Fadel, caporedattrice del Messaggero di Sant’Antonio.

    Per i presenti, è stata un’occasione per studiare il reperto manoscritto, recante sigillo papale in piombo, quel documento con il quale papa Gregorio IX, ad appena undici mesi dalla morte del frate portoghese e in risposta ad una vera e propria mozione di popolo, lo proclamò Santo con formule di speciale giubilo ed espressioni di profonda devozione e ammirazione. 

    La lettura della pergamena è da oggi resa possibile grazie all’indagine paleografica svolta dal professor Attilio Bartoli Langeli sul testo in latino ma anche al lavoro di restauro preliminare affidato al Laboratorio dell’Abbazia di Praglia, che Scrinium ha promosso e finanziato. 

    “Vi si ritrova tutta l’atmosfera di quei giorni e la straordinaria devozione del popolo di Padova”, spiega il presidente di Scrinium, Ferdinando Santoro. “Si fa riferimento alla supplica dello stesso Vescovo, del podestà e del Comune, mentre nella solennità del tono e nella complessa articolazione retorica si coglie la larga fama, diffusa ben oltre la città padovana, di cui il Frate da tempo già godeva per i numerosi prodigi compiuti. E noi siamo orgogliosi di consegnare alla lettura e all’ammirazione dei nostri lettori un così prezioso documento proprio in coincidenza con questo significativo anniversario”. 

    Operando sull’originale con avanzate tecnologie di ripresa tridimensionale, Scrinium ha realizzato una replica di assoluta fedeltà scientifica sfruttando le informazioni sulle caratteristiche materiali della pergamena  e del sigillo ottenute in fase di restauro, e riferendosi allo studio paleografico che ha permesso di registrare ogni dettaglio del reperto, compresi i segni delle manomissioni operate dagli archivisti nel corso dei secoli, il sistema di appensione del sigillo, le cuciture e le varie piegature subite. L’intera operazione ha infine ricevuto la certificazione ufficiale da parte del Collegio di Presidenza della Veneranda Arca del Santo. 

    Nel corso della presentazione, Scrinium ha inoltre annunciato in anteprima un innovativo ed esclusivo progetto di integrazione della tecnologia blockchain nell’ambito della propria tradizionale attività di recupero e divulgazione del patrimonio documentario.

    Il Centro Studi Antoniani, istituzione che dal 1959 svolge attività di raccolta e ricerca scientifica del materiale documentario per conto della Provincia Italiana di Sant’Antonio di Padova, ha quindi curato il volume di studi che, insieme alla riproduzione in facsimile della Bolla di canonizzazione, compone ciascuno dei 399 esemplari della tiratura limitata mondiale dell’opera Sacra Vestigia – Antonio di Padova. Vi hanno contribuito quattordici esperti di fama internazionale, coordinati da padre Luciano Bertazzo, direttore del Centro.  

    Come è nella ultraventennale tradizione di Scrinium, l’opera Sacra Vestigia – Antonio di Padova esce in una tiratura limitata di 399 esemplari caratterizzati da una veste di grande pregio e raffinatezza, oltre che da elementi di personalizzazione che ne fanno degli autentici pezzi unici. Ogni esemplare è infatti realizzato singolarmente e con lavorazioni interamente artigianali, decorazioni artistiche d’autore e impiego di materiali altamente selezionati.

    Una serie speciale dell’opera, costituita da soli 36 esemplari in numeri romani, è stata appositamente riservata ai primi sottoscrittori del Progetto, sostenitori di Scrinium e membri attivi del Comitato di Patronage dell’azienda. L’elegante confezione di questa versione esclusiva, dedicata a papa Francesco al quale andrà in dono il numero I, presenta distintivi elementi di creatività artistica ispirati dal sentimento di riconoscenza e devozione verso il Santo Padre.

     

     

     

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

     

    SCRINIUM

    Nel corso della storia sono stati stampati milioni di libri, ma pochissimi sono architravi culturali sui quali si basa la nostra civiltà. Queste “carte” che travalicano il tempo sono difese in preziosi caveau dove solo pochissime mani elette, quelle dei conservatori e di una selezionatissima schiera di intellettuali, possono ancora sfogliarle. Per questo, nel 2000, è nata Scrinium, organizzazione culturale che oggi ha sede in una villa che si affaccia sul Terraglio, a Mestre. Il presidente è Ferdinando Santoro, titolare di un mandato fiduciario esclusivo, conferito dalla Prefettura dell’Archivio Pontificio, per la realizzazione, la diffusione e la promozione internazionale dei documenti custoditi all’interno dell’Archivio Segreto Vaticano. Ma non solo. Scrinium è stata scelta anche dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e dal Sacro Convento di San Francesco in Assisi per la riproduzione scientifica di preziosissimi manoscritti. 

     

    IL PROGETTO SACRA VESTIGIA 

    Il progetto Sacra Vestigia, dedicato al recupero, allo studio e alla divulgazione di rarissime reliquie documentarie, antichi reperti manoscritti intimamente legati alla vita e alla predicazione dei grandi Santi della Cristianità, fu inaugurato da Scrinium nel 2013 con la prima, edizione degli unici scritti autografi superstiti di san Francesco e della Regola Bollata, realizzata da Scrinium con il Sacro Convento di San Francesco in Assisi, l’Arcidiocesi di Spoleto – Norcia e la Società Internazionale di Studi Francescani. Tra gli i reperti che Scrinium ha riportato alla luce, vanno poi citati la bolla “Antiquorum habet fidem” per l’indizione del primo giubileo con Bonifacio VIII, le pergamene degli atti integrali del processo ai Cavalieri Templari (1308), la supplica dei pari d’Inghilterra a Papa Clemente VII con richiesta di annullamento del matrimonio di Enrico VIII con Caterina d’Aragona (1530), ma persino gli unici scritti autografi superstiti di San Francesco. Fino al testamento di Marco Polo del 1324, lavoro, realizzato in collaborazione col Ministero dei Beni Culturali e la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia.

     

  • Inizia l’anno accademico 2022/23 della scuola di musica “A tutta Musica!”

    La scuola di musica torinese ”A Tutta Musica!” inizia la sua attività didattica per l’anno 2022/23, tra corsi di musica e nuove proposte esclusive.

     

    Inizia il 12 settembre il nuovo anno accademico della scuola di musica “A Tutta Musica!” con sede in zona Vanchiglietta a Torino. Un appuntamento atteso, che segna la positiva ripartenza di molte attività (anche “dal vivo”) dopo due anni difficili per le note vicende sanitarie.

     

    Anche quest’anno l’offerta formativa dedicata a bambini, ragazzi e adulti è ampia e di qualità e prevede delle novità.

     

    Oltre a quella legata alla tecnica vocale, l’offerta didattica prevede un ricco elenco di strumenti musicali che possono essere studiati individualmente o in gruppo. Tra questi: pianoforte e tastiere, chitarra (classica e elettrica), violino, arpa, batteria, basso elettrico, ukulele e molti altri.

     

    Il direttore artistico della scuola Dora Tortora ha fatto scelte coraggiose e lungimiranti, affiancando alla consueta offerta didattica nuove opportunità per gli allievi, gli artisti e le band torinesi.

    “A Tutta Musica!” infatti, arricchisce la sua offerta anche per i più esperti grazie alla proposta di corsi di perfezionamento, workshop e masterclass dedicati alla “musica d’insieme”, “accompagnamento al pianoforte per cantanti” e “pronuncia in inglese per cantanti”.

    Attività che oltre a completare il calendario corsi della scuola, offrono agli allievi l’opportunità di incontrare prefessionisti che operano e conoscono il mercato musicale italiano.

     

    Una scelta che vuole mettere la scuola di zona Vanchiglietta nelle condizioni di poter “coprire un’ampia fetta” del mercato didattico musicale torinese.

     

    Di seguito le informazioni relative alla scuola musicale  A Tutta Musica!” e il profilo del direttore artistico Dora Tortora.:

     

    A Tutta Musica!” è una scuola di musica di Torino. Fondata nel 2011 è diventata un riferimento cittadino nell’ambito dello studio delle tecniche di canto e strumentali a tutti i livelli.

    Il metodo didattico scelto dal direttore artistico Dora Tortora, e applicato dai docenti, si basa sulle tecniche per l’apprendimento musicale teorizzate da Edwin Gordon. Queste tecniche si adattano alle potenzialità di base di bambini, ragazzi e adulti semplificando con un approccio pratico l’apprendimento della musica. Gli allievi possono infatti iniziare fin da subito a vivere l’esperienza del “fare musica”.

    I corsi vengono erogati – da docenti selezionati – dal vivo nelle sedi in zona “Vanchiglietta”, online o presso il domicilio degli allievi, ottimizzando tempi e modalità di insegnamento.

     

    Dora Tortora è una cantante jazz, pianista, arrangiatrice e docente italiana. Da sempre affascinata dalla musica, si è diplomata con il massimo dei voti al Conservatorio “G. F. Ghedini” di Cuneo e ha sviluppato e ampliato le sue competenze musicali e artistiche partecipando a corsi, workshop, convegni e masterclass.

    La sua voce calda – impreziosita da un vibrato naturale – le conferisce uno charme canoro al quale è difficile sottrarsi. Ha partecipato, in qualità di voce solista, a progetti musicali e ha dato vita a importanti collaborazioni artistiche. Dora alterna la sua attività artistica con quella di docente, condividendo le sue esperienze con bambini, ragazzi e adulti. Per ottimizzare l’esperienza formativa dei suoi allievi ha scelto di utilizzare le tecniche per l’apprendimento musicale teorizzate da Edwin Gordon. Vive e lavora a Torino

     

    Maggiori informazioni su https://www.atuttamusicatorino.it/home

     

  • Fuori nelle piattaforme digitali la nuova compilation internazionale della Funeral Records : E.B.M. Nation volume 6!

    Banner EBM Nation Vol 6

    Fuori nelle piattaforme di musica digitale , la nuova compilation various artists della record label toscana “Funeral Record Autoproduction” di Alessandro Vezzoni ( aka Kabal Apokalypse). In collaborazione con diverse etichette discografiche, DUW records, White Dolphin records, Insane records e Alchemy Sound Radio, il “sequel” E.B.M. Nation volume 6 raccoglie 14 tracce della scena nazionale e straniera di artisti e gruppi di musica elettronica underground.

    Presenti nella compilation i 9DNB del produttore e discografico Davide Bolzoni con l’ elettronica dello studio di produzione CKTD studio, le sequenze metalliche del progetto mitteleuropeo degli Stuka, la zona di silenzio industriale degli Stalhschlag, la techno industry dei Desputes della MIWS records, l’ aggrotech da Monaco dei tedeschi Tazento, le chitarre baritone echeggianti dei Devya, i nintendo game boy sincronizzati e impazziti dello studio di produzione e sviluppo Ramkard, gli americani Frakton(22), con le loro canzoni distopiche per un mondo distopico, l’ ambient electro atmosferico degli Hattusha di Steve Roach,e molti altri ancora. L’opera si conclude con l’ “S.O.S.” dei Electrocuted.

    La copertina a cura della fotografa Magda Red Ph della Cyber Empire World vede come protagonista la cyber model Sonia Savarese.

    Tracks “E.B.M. Nation Vol 6” Funeral Records Autoproduction Compilation Various Artists:

    • Devya –  How To Save The Heart From A Monster Giant
    • Tazento – Gods Of The Underhive
    • 9DNB – Criptex
    • STAHLSCHLAG – Doomed(ft.Ultra)
    • Hattussha – Krivoj Rog
    • Invictxs J– Los Decretos Del Poter
    • Shinigami IND – Banal
    • Desputes – Psychotech – A Intro Son g
    • Raudadler – My Mind Not Your Battleground
    • Ramkard – My Little Pink Bunny Rabbit
    • Faktion(22)– Schwarz Sektor
    • Stuka – Metal Invasion
    • Midian Dite – Vive Deliciosamente
    • Electrocuted – S.o.s

    E.B.M. Nation Volume 6 é in streaming e download.

    Link : https://funeralrecordsautoproduction.bandcamp.com/album/e-b-m-nation-vol-6

    Etichetta : Funeral Records Autoproduction

    @funeralrecordsagency

    @digitronikscorporation

  • Bergamo Racconta Springsteen, decretato il vincitore di “COVER ME”: Tommy Mauri con “Spirit in the Night” è il migliore interprete dell’Edizione 2022

    La suggestiva sede del Parco Sant’Agostino in città alta a Bergamo ha ospitato “Bergamo Racconta Springsteen”, l’intera giornata dedicata a The Boss; con la prima visione del docufilm “On The Road” e tanti ospiti illustri sul palco della manifestazione – tra cui Claudio Trotta che ha risposto ai dubbi riguardo i prezzi dei concerti di Bruce e alla scelta fatta delle tre location di Ferrara, Monza e Roma. In chiusura, la 3° edizione del contest “COVER ME”, dedicato a Bruce Springsteen, ha decretato l’artista milanese Tommy Mauri come vincitore.

    Affluenza da record domenica 4 settembre al Parco Sant’Agostino di Bergamo per l’evento “Bergamo Racconta Springsteen”: oltre 500 spettatori in presenza e oltre 1000 utenti connessi alla diretta streaming fruita tramite i canali social del gruppo NOI & Springsteen. Sono questi i numeri dell’appuntamento ormai parte della tradizione bergamasca completamente dedicato a The Boss, in occasione del quale è stato presentato “On The Road: Storie di Viaggi e Redenzione”, il film documentario che ha raccolto le testimonianze dei fan del cantautore a stelle e strisce, impegnati in un viaggio di crescita personale, di legami indissolubili e di emozioni fortissime e travolgenti.

    La giornata di domenica è stata ricca di appuntamenti e ospiti illustri, tra cui in apertura Claudio Trotta, fondatore della booking agency Barley Arts – nonché promotore delle tre tappe italiane del tour 2023 di Bruce che, intervistato da Marco Biondi, ha risposto ai diversi dubbi dei fan di The Boss riguardo i prezzi dei concerti del cantautore americano, ma soprattutto della scelta delle tre location dove si svolgeranno i concerti.  Trotta ha spiegato in primis come i prezzi dei tickets siano definiti in accordo con i rappresentanti degli artisti e come di fatto ha sempre cercato di mantenere il prezzo il più possibile vantaggioso; il problema che va irrimediabilmente ad impattare sul prezzo del biglietto è il “secondary ticketing” e il “dynamic pricing”, ossia logiche algoritmiche che, a seconda della domanda, impennano il prezzo fino a toccare cifre esorbitanti e “camuffano” il prezzo originario. Trotta ha inoltre svelato le modalità di partecipazione e la struttura dei concerti di Bruce: ad aprire le date italiane saranno sei band di accompagnamento di rilievo internazionale, due per concerto – come i White Buffalo e i Teskey Brothers, ma soprattutto ha chiarito una volta per tutte del perché Springsteen non suonerà a San Siro nel 2023. Il palco di Sant’Agostino ha visto poi il susseguirsi di diversi esperti di The Boss: Massimo Cotto, giornalista musicale e speaker radiofonico, Marco Biondi, accompagnato da Dario Migliorini, Gino Castaldo, e Patrizia De Rossi.

    Durante l’evento, inoltre, è stato presentato e proiettato in anteprima il docu-film “On The Road”: la raccolta dei video racconti ricevuti da alcuni fan del Boss ha emozionato il pubblico presente e chi lo ha ideato e progettato. La regia è di Alberto Lanfranchi e la produzione è stata curata dallo studio Da Re. Un prodotto promosso interamente da NOI & Springsteen.

    “La storia del rock nasce dal basso e sulla strada. E “dal basso” e “sulla strada” sono i concetti cardine di questo strano road movie dove apparentemente la gente parla di Bruce e dei viaggi verso i suoi concerti, ma in realtà parla di se stessa, del potere meraviglioso che la musica ha su tutti noi, del ruolo salvifico di Springsteen nelle nostre esistenze. – specifica Massimo Cotto, giornalista musicale e speaker radiofonico – Abbiamo messo i fan di Bruce davanti a una macchina da presa e abbiamo chiesto loro di raccontare gli episodi belli o rocamboleschi (anzi, rockamboleschi), buffi o commoventi che hanno caratterizzato i loro avvicinamenti a un concerto del Boss. Si sono aperti così tanto che abbiamo scoperto che non era una macchina da presa, ma uno specchio. E tutti ci siamo visti riflessi, anche se quella volta non c’eravamo”.

    Infine, il contest dedicato a Bruce, “COVER ME” e curato dal gruppo NOI & Springsteen ha visto l’incoronamento del cantante sassofonista meneghino Tommy Mauri come vincitore dell’edizione 2022, in seguito a una competizione giocata fino all’ultima nota rock. La reinterpretazione di “Spirit in the Night” dell’artista ha seguito la traccia sax, protagonista indiscusso della canzone, mentre il resto della musicalità ha espresso un pentagramma decisamente originale, plasmando un capolavoro che ha convinto giudici e audience e portando Tommy a capitanare il podio. Secondo posto per il duo bresciano The Crowsroads con “Save my Love”; non manca il podio rosa: terzo posto per la partenopea Elda con la romanticissima “I’m on Fire”.

    “Abbiamo fatto emozionare il nostro pubblico insieme agli artisti saliti sul palco di Sant’Agostino e loro, a loro volta, hanno fatto emozionare noi – afferma Alberto Lanfranchi, fondatore del gruppo NOI & SpringsteenAbbiamo condiviso storie, narrazioni, emozioni che ci hanno uniti per un’intera giornata, generando un senso di appartenenza e convivialità avente un unico comun denominatore: la passione per Bruce. Come gruppo, è stato impegnativo e alle volte sfiancante riuscire ad organizzare un evento simile nei minimi dettagli. Ma è sempre stato piacevole, divertente e la passione per Bruce ci ha fatto superare qualsiasi difficoltà. Il risultato finale è stato strabiliante. Vogliamo ringraziare tutti i partecipanti, dal pubblico agli ospiti illustri che ci hanno aiutato ad animare la giornata. Ci vediamo nel 2023, tra le fila del concerto di The Boss e alla prossima edizione di Cover Me”.

  • White Dolphin Records presenta negli store di musica digitale la cover di “Deep Red”, di Devis Simonetti

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    La cover licenziata dalla White Dolphin Records con la produzione affidata allo studio ricerca e sviluppo della Ramkard, si basa sulla programmazione, sincronizzazione della soundtrack e delle sequenze M.I.D.I. completamente dagli smart phones.

    “È tutto troppo pulitino, preciso, troppo formale…” Così all’inizio del film il protagonista Marcus Daly si esprime sul jazz, musica che ha la sua parte fondamentale in Profondo rosso: non solo perché ne è l’innegabile commento musicale (il contributo di Giorgio Gaslini è efficace al pari del tema omonimo – pur inconfondibile – dei Goblin), ma soprattutto perché ne è una sorta di leit-motiv strutturale. Profondo rosso è infatti il film del definitivo distacco dalla rigidità della detection, pure al cospetto (o forse proprio in funzione) di una sceneggiatura molto forte, forse la più equilibrata dei suoi film, piena com’è di tracce disseminate, macguffin e colpi di scena che paiono legarlo alla continuity tradizionale del giallo hitchcockiano, ed invece puntano alla loro dissacrazione e al loro superamento.

    Il Maestro Dario Argento fa riferimento al tema di Tubular Bells di Mike Olfield e commissiona alla band, in particolare, un main title dalle precise caratteristiche, che rispetterà le regole di ingaggio (tempo in 7/4, circolarità ossessiva del tema, drammaticità) e risulterà efficace e popolarissimo nell’incedere pulsante e pesantissimo del basso elettrico, nella scala lancinante del minimoog e nel maestoso organo a canne.

    L’album vendette uno sfracello, un milione di copie solo nel primo anno: l’esordio strumentale di una band sconosciuta, figurarsi, che resterà la perla migliore ma non unica nella discografia dei Goblin.

    “Profondo rosso“, pur rischiando di sconfinare nella più stereotipata e vuota retorica é un capolavoro senza tempo, la summa della perfezione del cinema thriller, che si contamina con l’horror senza dimenticare, come invece accade oggi, le sue radici puramente giallistiche.

    La cover di Devis Simonetti registrata e prodotta a Lucca per l’ etichetta White Dolphin Records, vede la partecipazione della vocalist toscana Patrizia Anzevino (aka Darquette, A.R. della medesima label) con arrangiamenti di vocal samples e “revers shouting“, costruendo la sequenza “oscura” in maniera informale…con la tecnologia telefonica. La produzione affidata allo studio ricerca e sviluppo della Ramkard, si basa sulla programmazione, sincronizzazione della soundtrack e delle sequenze M.I.D.I. completamente sugli smart phones.

    Il tema principale (rifatto da Devis con frequenza di modulazione di bells con il sintetizzatore Yamaha DX7) che va ad accompagnare praticamente tutti i celebri piani sequenza del film è un loop ante-litteram, un giro di note ripetuto a oltranza sul quale si inseriscono via via i vari strumenti; dal basso sintetico ,ai sintetizzatori con arpeggi FM e dall’organo cattedrale, con aggiunte di loop di batteria elettroniche e campioni vocali, un brano ipnotico e inquietante, quasi claustrofobico (come i Maestri nel 1975 fecero l’opera prog con gli strumenti veri).

    BIO : Devis Simonetti (aka Devya) é artista poliedrico, agente stampa e discografico italiano in pista da diversi anni. Si presenta sul mercato della musica elettronica con un disco dalle sonorità originali nel 2013, sicuramente apprezzabili anche al di fuori della nicchia degli amanti del genere. L’etichetta discografica Audio Ferox è lieta di annunciare l’uscita di “I don’t know what is Christmas”, l’album esordio di Devya.
    Cresciuto nella scena post-punk del Nord-Est italiano , Devis Simonetti matura nella “nuova onda” londinese a cavallo del nuovo millennio. Ed è proprio in terra di Albione che mette a punto nuove tecniche di sintesi insieme a Lorenzo Bertoli e Roberto Concina ( Robert Miles) e campionamento per dedicarsi all’autoproduzione.

    Il sound di “I don’t know what is Christmas”, suonato e prodotto interamente da Devis Simonetti, assorbe e rielabora elementi di stampo anglosassone, come il brit-pop, l’industrial e lo shoegaze. Nei 12 brani composti, che descrivono le meccaniche dell’amore, si incontrano e corteggiano le distorsioni di linee di basso elettrico di “Is all 4”, il gusto post punk di “The Fly” e il riff con il delay analogico di “We are together”. Il singolo synth – pop di punta è “Going To Town”, entrata in classifica MEI 2015 e vincitore di diversi concorsi radio internazionali, dove l’ opera si intesse con la triangolazione della chitarra, la linea di basso e i sintetizzatori. A chiudere l’album, le chitarre echeggiate di “The Last Rain”, che scrosciano nella pioggia liberatoria della fine di un rapporto logorante. Raggiunge una discografia di 50 released.

    Simonetti Devis fonda in “lucchesia” la sua etichetta discografica White Dolphin Records nel 2020 e a Udine lo studio di sviluppo e ricerca elettronica Ramkard nel 2007.

    La cover di “Profondo Rosso”, sarà disponibile su Bandcamp e negli altri store di musica digitale.
    Etichetta : White Dolphin Records.

  • Da Gorbaciov ai giorni nostri

    Quando la transizione diventa conversione ecologica

     

    Scrivere di transizione ecologica durante una guerra combattuta con armi di ogni tipo, con il sangue di popolazioni civili, che distrugge le vite, la pace di famiglie, bambini generazioni, per me non è possibile. La Guerra è la madre di tutte le politiche insostenibili del Pianeta. E qualunque cosa si dica o si faccia, di fronte ai morti innocenti, diventa fuori luogo. Esistono Politiche e Politici insostenibili che vanno messi al bando per il bene dell’umanità. Ma scrivere oggi di sostenibilità nel giorno in cui il mondo apprende della morte di Mikhail Gorbaciov suscita in me un sentimento profondo di riconoscenza e gratitudine. Se la guerra è la madre dell’insostenibilità di sistema, Gorbaciov, di fatto padre del disgelo e del disarmo nucleare è il padre di un mondo sostenibile. Di fatto un visionario che seppe dare al suo Paese un grado di libertà e democrazia che oggi a oltre 30 anni si è tragicamente perso in Russia.
    Io ho vissuto il 1989, ma ricordo benissimo grazie all’educazione in Famiglia, grazie ai miei nonni quei formidabili anni 1983/1986, quando il mondo imparò a riconoscere Gorbaciov oltre le coltri invalicabili della Cortina di ferro. Quanta Speranza di Libertà ben riposta in un Signore che avrebbe voluto forse solo riformare lo Stato ma che contribuì ad abbattere il sistema comunista, un gigante che si dimostrava incapace di adattarsi al mondo in cambiamento. Ma Gorbaciov dall’alto del suo ruolo di Segretario del Pcus e Presidente dell’Urss non riuscì. Le politiche che oggi si direbbero sostenibili di “perestroika” e di “glasnost” – riforme economiche e politiche e trasparenza – richiedevano condivisione e partecipazione dal basso. Come diciamo noi, oggi, grazie a Citizen Platform di Unesco: i cittadini imprenditori e consumatori svolgono un ruolo da protagonisti nell’edificazione di una società sostenibile. I cittadini non lo capirono. Forse per troppo tempo sudditi, forse per ancora altro tempo a rischio fame e povertà, i suoi non capirono Gorbaciov… che viceversa è stato tanto amato in Occidente. La transizione dal Comunismo al Libero Mercato avrebbe richiesto ben altro… un rapporto diverso e originale capace di coinvolgere il Cuore e la Ragione nel mondo e invece prevalsero interessi particolari, specie in Occidente e Gorbaciov vero Signore e Galantuomo in Politica si trovò scalzato da ben altri figuri, Boris Eltsin in primis. Ed oggi se mutuiamo contesti e scenari i temi sono gli stessi. Abbiamo bisogno di protagonismi dal basso. Di partecipazione. Non basta la transizione dirigista dell’economia. Occorre la conversione dei singoli perché la sostenibilità conviene a tutti e costruisce un futuro bello e carico di Speranza. Bene Grazie a Gorbaciov sono riuscito a riprendere fiato. E cosa volevo dire? Giusto un caso sul territorio di un imprenditore che ha fatto della sostenibilità la sua conversione personale e aziendale: un gruppo aziendale, una corporate identity, un modello di business convertito dal territorio, dal food, dai servizi a imprese e persone al benessere del territorio e delle persone. Gia dai nomi. Romano Solai, 59 anni trentino-senese innamorato della Toscana e del Paese è a capo di Sovean Group che ha in pancia diverse società tra cui Ricarica perchè si legge nella corporate identity il gruppo punta a rigenerare le connessioni sociali affettive ed economiche sul territorio nel rispetto del prossimo e dell’ambiente. Se non è questa la conversione dei singoli… Occorre la visione della politica. Occorrebbe oggi come ieri in Italia come in Russia come nel mondo, perestroika (e glasnost) per crescere e migliorarsi.

    Massimo Lucidi
    Ideatore Stati Generali della Sostenibilità

    Articolo di riferimento

  • Domenica 4 settembre Bruce Springsteen protagonista a Bergamo Alta. Una tempesta di emozioni in una giornata fitta di incontri. Attesissima la prima del docufilm ON THE ROAD: Storie di Viaggi…

    Le note di The Boss tingono di rock and roll lo skyline bergamasco: domenica 4 settembre, al Parco Sant’Agostino di Bergamo Alta i fan di Bruce Springsteen potranno condividere un’intera giornata all’insegna del rock, della buona musica con ospiti eccezionali, Il tutto a ingresso libero.

    L’evento Bergamo Racconta Springsteen organizzato da NOI & Springsteen si apre domenica 4 settembre alle ore 13, nell’area pic-nic del giro mura, l’appuntamento fisso e consolidato negli anni con ospiti illustri e massimi esperti di musica, come Patrizia De Rossi, Massimo Cotto, Ugo Bacci, Claudio Trotta, Gino Castaldo e molti altri, che andranno al cuore di The Boss che, con un anno di anticipo, ha registrato il sold-out a tutti i concerti programmati nel 2023 in Italia.

    Un fenomeno che conoscono bene Claudio Trotta, fondatore della booking agency Barley Arts e Roberto Cosolini, ex sindaco di Trieste, la città che 10 anni fa ospitò un concerto di The Boss. Insieme, alle ore 15, racconteranno le emozioni, la fatica e gli straordinari riflessi dei concerti di The Boss.

    E sarà proprio l’emozione pura la protagonista del docu-film anteprima “ON THE ROAD: Storie di Viaggi e di Redenzione” che sarà presentato alle 15.45. Il film-documentario di produzione del gruppo NOI & Springsteen raccoglie alcune delle testimonianze dei fan di The Boss condivise direttamente dalla community; un lavoro frutto della regia di Alberto Lanfranchi e della direzione tecnica e del montaggio video di Umberto Da Re e della direzione artistica di Massimo Cotto, giornalista musicale e speaker radiofonico che, oltre ad essere la voce narrante, presenterà il film.

    Ma è con la golden hour delle 17.30 che si entrerà nel vivo dell’evento: i 10 finalisti selezionati dal pubblico da casa e dalla giuria di qualità si sfideranno in un concerto live che decreterà il vincitore del contest “COVER ME”, presentati da Marco Biondi e Dario Migliorini e con i preziosi interventi di Gino Castaldo, Patrizia De Rossi e Gianni Poglio. Tra i 10 talenti selezionati c’è anche un’eccellenza di Bergamo: nona posizione per Freddocane da Bergamo con “Because the Night”.

    Alle 21.00 seguiranno le premiazioni dei vincitori del contest per poi chiudere la splendida serata con il concerto di Fabio Melis & Full Band, finalista di “COVER ME” 2021.

    In caso di maltempo l’evento verrà effettuato al Druso di Ranica (BG), eventuale comunicazione verrà data venerdì 2 settembre alle 20.00 sui canali social del gruppo NOI & Springsteen.

    Quest’anno la partecipazione al contest è più sentita che mai, abbiamo ricevuto il supporto di una community attiva che ci ha ricordato cosa significa fare parte di una grande famiglia che condivide la passione per la buona musica”  dichiara Alberto Lanfranchi, fondatore del gruppo NOI & SpringsteenIl contest “COVER ME” non è che una singola parte di quello che è in realtà un disegno più grande, che abbraccia il pubblico a 360°: il docu-film “On the Road”, per esempio, è un altro potente connettore pensato per unire e condividere le esperienze più intime ed emotive. Ogni viaggio realizzato dai fan di Bruce Springsteen è caratterizzato da un aneddoto, un’amicizia che nasce e che cresce; non è solo un viaggio, è un’esperienza di vita formativa, è una tempesta di emozioni e rappresenta la voglia di incontrare un amico prima ancora di una star internazionale. Queste tipologie di viaggio educano, formano, ma soprattutto cambiano: la persona che ritorna non è mai la stessa che è partita”.

     

    Presso l’info-point di NOI & Springsteen sarà possibile ottenere tutte le informazioni sull’evento e acquistare – al costo di 10€ – il braccialetto di NOI & Springsteen che permette di avere una maglietta dell’evento in omaggio, pranzare e cenare nell’area riservata giro-mura evitando la coda, ricevere la scheda per votare le cover in gara e vincere due biglietti omaggio per assistere al concerto di Bruce Springsteen a Monza, il 25 luglio 2023.

    È disponibile un servizio navetta gratuito e continuato (dalle ore 12.00 alle ore 24.00) che, partendo dal parcheggio di Via Statuto (Bergamo) – di fronte all’Accademia della Finanza – arriva fino alla sede dell’evento presso il parco Sant’Agostino. Sono previste agevolazioni anche sul prezzo del parcheggio, fisso a 5€ per tutta la durata dell’evento, oltre che una convenzione con l’Hotel Arli *** attivabile scrivendo all’indirizzo [email protected].

     

  • Daniel Mannini: nuovo progetto artistico sulla scia della grande storia passata

    La dinamica pittura e l’estro creativo incalzante e vibrante di Daniel Mannini celebrano e rendono omaggio simbolico alla grande storia del passato, annoverando un circuito di eventi importanti, scoperte sorprendenti e vicende curiose di particolare interesse, che costituiscono un ricco e variegato apparato e corollario di ragguardevole caratura anche a livello sociale. La dottoressa Elena Gollini, curatrice del progetto artistico appositamente strutturato ha spiegato i tratti salienti e la mission portante di questo originale accostamento, affermando: “Insieme a Daniel stiamo seguendo un percorso sequenziale di contenuti e concetti eterogenei e diversificati, parimenti meritevoli di considerazione e parimenti attinenti e pertinenti all’intento primario di dare vita a una formula comunicativa, che possa esprimere al meglio e a 360 ° la volontà di libertà creativa e di libera condivisione. La storia, patrimonio universale di risorse umane e di contributi collettivi enorme e incommensurabile, si presta senza dubbio a essere ricordata su più fronti e attraverso una panoramica di accadimenti di vasta e variegata tipologia. In particolare, in questo progetto sono stati selezionati accadimenti connessi e correlati a scoperte e invenzioni di rilievo, nonché a fatti ed episodi, che hanno influito in modo decisivo e determinante su situazioni particolari e che hanno apportato cambiamenti decisivi e trasformazioni migliorative nello stile di vita, così come anche di riflesso nello stile di pensiero e nella mentalità socio-culturale dell’epoca in cui si sono concretizzati”. Proseguendo ancora nella dissertazione critica, la dottoressa Gollini ha rimarcato: “La storia ci insegna e ci rende partecipi e compartecipi di quanto e come il passato torna sempre e sempre si ripropone. Questo progetto dedicato alle grandi curiosità della storia diventa un vivace stimolo per il lettore-fruitore, che da attento e sensibile spettatore della pittura di Daniel ha la possibilità di entrare nel merito anche di una altrettanto coinvolgente narrazione, assaporando e gustando una commistione armoniosa di percezioni e sensazioni. Le 7 opere che Daniel ha appositamente identificato come più rappresentative per questo progetto nella loro permeante e prorompente visionarietà esplosiva, fanno da contraltare di equilibrato bilanciamento ad affascinanti e intriganti sezioni di scritti, che raccontano e descrivono con fluida e scorrevole impostazione dialettica le tracce indelebili e i solchi profondi lasciati dalla storia passata e conservati fino ad oggi, a testimonianza che i cosiddetti corsi e ricorsi della storia devono essere mantenuti sempre vivi nella memoria”.

    SCARICA IL PROGETTO: https://danielmanniniart.it/progetti/

  • Romano Solai interviene all’Aula dei Gruppi Parlamentari in occasione della Conferenza: Energia, Eccellenza, E-Novation

    Romano Solai è un imprenditore a tutto tondo di eccellenza e lo dimostra partecipando alla tavola rotonda “Energia, Eccellenza, E-novation” nella prestigiosa Sala dei Gruppi Parlamentari alla Camera dei Deputati: un incontro promosso da The Map Report con Asmef Giornate dellemigrazione e Ministero degli Esteri, moderato dal giornalista economico Massimo Lucidi, direttore editoriale di questa testata nata da un progetto Unesco. Romano Solai a capo del Gruppo Sbr Service è stato chiamato a partecipare per portare il proprio originale punto di vista, impegnato tra Toscana e Trentino in diversi comparti economici. Ma pure perché viene riconosciuta una straordinaria capacità di ascolto, premessa formidabile per fare start up di successo. Ascoltiamo Romano Solai ai microfoni del direttore Lucidi.

  • Rituale di separazione con sale e limone

    In questo articolo parleremo del rituale di separazione con sale e limone.

    Ecco il parere del famoso Sensitivo Letterius.

    Sensitivo Letterius: Il rituale di separazione con il sale e limone è un rito di separazione. Va svolto dopo il tramonto durante la luna calante.

    Sensitivo Letterius: Per svolgere il Rituale di separazione con sale e limone tutto ciò che abbiamo bisogno è un limone, sale grosso e un coltello, un bigliettino con i dati. Tagliate il limone a croce e mettete i dati delle persone da separare. Sopra il biglietto mettete il sale grosso. Conservate il limone per una settimana in un luogo sicuro e lontano dagli occhi indiscreti.

    Dopo questo periodo prendete il limone e gettatelo in una fogna. Se avete fatto tutto con criterio otterrete ciò che avete desiderato.

    Sottolinea il Sensitivo Letterius: Il rituale di separazione con sale e limone va eseguito per dividere due persone non solo a livello sentimentale ma anche a titolo di amicizia.

    Va anche svolto per ” eliminare ” un rivale in amore. Le persone a cui è indirizzato il rituale inizieranno ad essere fredde, litigheranno, si distaccheranno. Cioè sentiranno una certa repulsione tra di loro. Alla fine il legame si rompe. Consiglio di essere certi di volere ciò. 

    Perché la magia è una cosa seria e va rispettata. 

    Sensitivo Letterius conclude:Ovviamente se non avete dimestichezza nel campo esoterico vi consiglio di affidarvi a un professionista del settore.

    Vi ringrazio per avermi seguito anche stasera. Vi mando un abbraccio di luce.

  • Daniel Mannini: una pittura finalizzata a rendere omaggio al mondo delle donne

    Daniel Mannini è protagonista di un nuovo progetto artistico inserito all’interno del suo sito web danielmanniniart.it, che mette in primo piano un’avvincente e coinvolgente narrazione biografica dedicata a donne di notevole pregio e prestigio, che hanno fatto la storia e sono sempre presenti tramite il supporto encomiabile, che ci hanno fornito e offerto. Sono tutte storie raccontate con trasporto e pathos, che conquistano da subito l’attenzione e la curiosità di chi legge e suscitano una compartecipazione intensa e immediata. “Ritengo che questo progetto sia davvero un fiore all’occhiello per integrare e rafforzare il sito web di Daniel e apportare del materiale assolutamente valido. Stiamo proprio procedendo con il cosiddetto vento in poppa per avere dei contenuti, che facciano da sostegno autorevole per accentuare in modo ottimale le credenziali pittoriche di Daniel. Chi entra a visitare il suo sito web capisce subito, che non è una piattaforma qualunque, composta in modo seriale e standardizzato. Questo progetto, dunque, è finalizzato sia a celebrare queste donne uniche e speciali, sia ad alimentare il potere sostanziale della produzione artistica di Daniel. La sua pittura fatta sempre con autentica enfasi creativa, si presta benissimo ad essere accostata a un certo tipo di contenuti. è pregnante di richiami e di rimandi, pullula di riferimenti e di allusioni, di codici cifrati e di chiavi di lettura”. Proseguendo ancora, la dottoressa Elena Gollini ha evidenziato: “Avendo a disposizione una formula comunicativa di grande apertura e versatilità, i quadri di Daniel possono essere accorpati ad intreccio e offrono quella contestualizzazione impeccabile, senza né offuscare né limitare l’energia che scaturisce dalle sezioni di scritti, tanto meno senza risultare autocelebrativi e autoreferenziali. Le storie di queste donne straordinarie si pongono in commistione alchemica con l’arte pittorica di Daniel e amplificano al massimo il loro potenziale di risorse. È un progetto dove mente, cuore e anima sono in legame di coesione assoluta. Da una parte Daniel con la sua partecipe visione creativa, dall’altra parte le vicende esistenziali e umane di queste donne nella loro enorme esplosione sensoriale. Il tutto all’insegna di un’armonia alchemica di passione viscerale, di sentimento incontaminato e incondizionato, di emozione allo stato puro. Ecco, perché la pittura di Daniel diventa un ponte di collegamento e di connessione con la vita di queste donne, ne preserva e ne custodisce l’integrità e ne esalta la valenza intrinseca. Sono convinta, che questo progetto resterà nel cuore di Daniel come di tutti quelli che avranno il piacere di leggerlo, perché rendere omaggio ad honorem a questo circuito di donne, che sono esempi e modelli indiscutibili e indiscussi, è un po’ come rendere il giusto merito e il giusto tributo all’insieme globale di ciò che ha significato il loro modus pensandi e operandi”.

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  • L’arte pittorica di Daniel Mannini per celebrare l’universo declinato al femminile

    All’interno del nuovo sito web danielmanniniart.it dell’artista pittore Daniel Mannini è stato collocato un nuovo progetto artistico davvero speciale, che attraverso la sua formula stilistica di matrice informale e di tendenza astratta, celebra il sorprendente universo declinato in chiave tutta al femminile, per rendere sempre viva la memoria del ricordo dei preziosi contributi, che un circuito di donne di illustre fama e di acclarato prestigio hanno lasciato come simbolico patrimonio ereditario a tutti quanti noi. A tal riguardo, la dottoressa Elena Gollini, curatrice del progetto, ha spiegato: “Attraverso questa importante celebrazione, che annovera un gruppo di presenze femminili davvero di eccezionale spessore, insieme a Daniel abbiamo voluto offrire al lettore-fruitore internauta che visita il suo interessante sito web, la possibilità di approfondire i percorsi esistenziali di queste superdonne e avere anche degli stimolanti spunti di riflessione e di valutazione. Sono Donne con la D maiuscola nel vero senso della parola, che rispecchiano appieno talento e virtù, forza vitale e carica energetica, tempra robusta e grande coraggio, tenacia e intraprendenza, dinamismo e determinazione, profondità di vedute e mente volitiva, sensibilità umana e capacità comunicativa. Daniel apprezza il segno e la traccia indelebile lasciata da loro e ne rimarca il solco incancellabile. Nella sua spiccata proiezione ricettiva e percettiva, Daniel diventa una sorta di testimone del nostro tempo per esaltare al meglio l’operato di queste donne e condividere le loro storie e le vicende esistenziali, spesso anche molto sofferte e travagliate”. Inoltre, proseguendo nella sua dissertazione analitica, la dottoressa Gollini ha sottolineato: “Ritengo, che la propensione autentica e accorata di Daniel nell’avallare questo enorme patrimonio di contributi umani, che queste donne hanno donato al mondo intero, sia un ulteriore punto di forza contenutistico per imprimere la giusta impronta sostanziale al suo sito web, nonché per rendere ancora più comprovante la variegata prospettiva dell’impianto strutturale. La sua arte diventa così un potente e funzionale motore trainante di slancio, che va ben oltre la semplice proposta estetica e innerva tutto un palinsesto emotivo ed emozionale di spontanea espressione. Leggere le narrazioni biografiche dedicate a queste donne e osservare i dipinti, che Daniel ha scelto e designato per rappresentare il progetto e la sua vicinanza empatica verso di loro, è davvero suggestivo e denota in modo palese e indiscutibile quanto prevalga in lui la volontà di mettersi su un piano di calibro e di caratura, rifuggendo in toto da dimensioni effimere e da visioni superficiali, per intrecciare una propria evoluzione di sviluppo creativo, che coincide con delle fasi e delle tappe qualificanti e degli step di crescita edificanti”.

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  • Alessandro Benetton: “La Traiettoria” tra i libri più letti dell’estate

    La classifica dei libri più letti nel mese di luglio: nella categoria "saggistica" svetta "La traiettoria", l’autobiografia di Alessandro Benetton.

    Alessandro Benetton

    "La Traiettoria" di Alessandro Benetton convince sempre più lettori

    L’autobiografia di Alessandro Benetton è tra i libri più letti nella categoria saggistica. "La Traiettoria" del Presidente di Edizione S.p.A. ha conquistato i lettori risultando il saggio più venduto nelle librerie Mondadori. Il libro ne ripercorre il percorso di crescita umana e professionale attraverso spunti, messaggi, ricordi che Alessandro Benetton ha voluto condividere in particolare con i giovani invitandoli a trovare le proprie coordinate e la spinta per imboccare e seguire la propria strada. "La Traiettoria" è riuscito inoltre a posizionarsi nella classifica della saggistica GFK.

    Alessandro Benetton: La Traiettoria, il racconto di un viaggio intimo e onesto

    Il racconto della propria infanzia e del rapporto con i genitori, in particolare con il padre. L’adolescenza "un po’ ribelle", la bocciatura al liceo. E poi i grandi traguardi professionali: Alessandro Benetton si racconta a 360 gradi in "La Traiettoria" parlando delle intuizioni e delle scelte coraggiose che ne hanno inesorabilmente segnato il destino a partire da 21 Invest, la "creatura a cui ho dedicato 30 anni della mia vita". Ma la conquista più importante per Alessandro Benetton è stata diventare padre: "Ho instaurato con i figli un rapporto diverso rispetto a quello dei miei genitori, con un dialogo più parallelo e meno verticale". In "La Traiettoria" emerge il racconto di un viaggio tortuoso, segnato anche da errori che hanno portato a nuove scoperte e consapevolezze. Probabilmente è proprio questo ad aver conquistato i lettori.

  • ARTISTIC SCHOOL IAV CORSI E RICORSI “MAGMATICI” BY IN ARTE VESUVIO

    Da settembre, impara l’arte e non metterla da parte.

    Non conosce tregua la creatività e l’azione di stimolo per le arti e la cultura che anima lo IAV (acronimo che sta per “In Arte Vesuvio”), la giovanissima ma già rodata struttura multifunzionale nata dalla passione per la cultura, l’arte e la bellezza delle sorelle Lucia e Angela Andolfo.

    Situata tra quel Castel dell’Ovo, sede naturale della Sirena Partenope, e Santa Lucia, il Vesuvio di fronte, sembra fatta apposta per dare accoglienza a quel magma artistico e geniale che scorre tra le pietre millenarie e sotterranee di Napoli.

    Ed ecco pronta da settembre la possibilità per tanti talenti di migliorare e migliorarsi per competere al meglio e – magari – vincere la sfida nel canto, recitazione ed interpretazione, teatro in lingua, musica, spettacolo, tango e milonga, videomaker e filmaker nel cinema, TV e coreografia, barman, Taijiquan, grazie ad una serie di corsi e laboratori appositamente studiati, ed affidati a riconosciute professionalità dei relativi settori.

    Una serie di corsi e laboratori specializzatissimi per il mondo dello spettacolo, supervisionati da altrettanti tutor dalla riconosciuta professionalità. Dai Maestri Fernando Alfredo Cabrera e Fortuna Del Prete, Mauro Squillante, Antonello Cascone, Leonardo Massa, Angelo Lollo, Lello Giulivo, Lorenzo Marino, Marianna Corrado, Giovanna Sannino e Gaetano Migliaccio, Agostino Chiummariello, Veria Ponticiello e Alessandro Esposito, Giovanni Cafiero, Francesco e Maurizio Giordano, Carmela Filosa.

    Per maggiori e/o più dettagliate informazioni sulle modalità i contatti sono: cell. 3343013800 – instagramfacebook.

    Ecco l’elenco dei Corsi:

    • Mandolino
    • Chitarra
    • Pianoforte
    • Violino
    • Violincello
    • Sassofono
    • Percussioni e Batteria
    • Basso Elettrico
    • Contrabbasso
    • Recitazione ed Interpretazione della Canzone
    • Fiati
    • Sax
    • Flauto
    • Clarinetto
    • Tango – Milonga e Laboratori Didattici
    • Barman
    • Filmaker e Videomaker
    • Laboratori di Produzione Audiovisiva
    • Laboratorio pratico di Teatro
    • Teatro in lingua
    • Canto

    CORSI TEORICI E COLLETTIVI

    • Solfeggio
    • Teoria Musicale e Armonia
    • Ear Training
    • Storia della Musica
    • Storia della Canzone Napoletana
    • Musica d’Insieme
    • Laboratorio Corale
    • Orchestra

     

  • George – online il nuovo singolo “Siamo”

    COMUNICATO STAMPA
     
    George  “Siamo”
     
    Da venerdì 5 Agosto, in digital download
    e su tutte le piattaforme streaming il nuovo singolo “Siamo” per l’etichetta indipendente “EnZoneRecords”
     
    Da venerdì 5 Agosto fuori: “Siamo”, nuovo singolo del Rapper Siciliano George sotto l’etichetta siciliana EnZoneRecords.

    Composto dallo stesso George e prodotto da Buddysound, “Siamo” è un quadro, un quadro in musica che rappresenta la monotona routine del  cittadino medio.
     
    “Siamo” Scritta da George, prodotta e mixata da Buddysound, e masterizzata da Peppe Barbera, ci conduce in un viaggio particolare, un viaggio nella routine giornaliera dell’uomo moderno, svilito dalla sua condizione di lavoratore urbano disumanizzato, lontano dalla dimensione spirituale alla quale sarebbe giusto e naturale tendere
    “…siamo linee di sorpasso su questa strada nera”  
      
     
    Dario Giuseppe Musso, in arte George, nasce a Licata sul finire degli anni 80.
    La sua sicilianità lo ha reso curioso, profondo, aperto al prossimo così come i siciliani sanno essere, ma, un certo provincialismo della sua terra gli fa sentire l’esigenza di dover ricercare un nuovo percorso e  una nuova evoluzione personale e professionale. Si trasferisce a Bologna dove muove I primi passi nel Rap col il tag “Ame’n”
    Col nome di Geroge pubblica quest’anno il singolo, accompagnato dal video “La tua Coscienza”
    (Guarda il Video) (Ascolta su Spotify)
    Dario dice di sè:  “non ho mai avuto in me la concezione che la musica potesse diventare esclusivamente il mezzo che mi veicolasse, a rischio stesso di scavalcarla,
    mi sono sempre considerato un modesto artigiano della metrica; scrivere è come un passatempo che ci aiuta a scandire i battiti della vita con maggiore amore”. 



    Info e Contatti:
    Ufficio Stampa: [email protected]
    Etichetta: www.Enzonerecords.com – [email protected]
    Indirizzo: 
    Via Dante alighieri
    98022 Fiumedinisi (ME)
    Tel. 0942 711600  cell. 338 8844088
    Segui George su : Instagram
     
    Fiumedinisi 30/07/2022
     

     

  • Bergamo investe nei dottorati di ricerca per rafforzare imprese e pubblica amministrazione

    Investire nei dottorati di ricerca per rispondere alla domanda di personale specializzato da parte delle imprese e degli ecosistemi territoriali.

     

    È questo l’obiettivo di Università degli studi di Bergamo e Confindustria Bergamo che, insieme alla Camera di Commercio di Bergamo, hanno scelto di raccogliere la sfida e l’opportunità lanciata dal MUR – Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR cofinanziando 26 borse di dottorato, il più alto livello di istruzione previsto dall’ordinamento universitario.

     

    A partire dalle reali esigenze delle aziende del territorio, attraverso progetti di ricerca applicata, saranno sviluppati tecnologie, metodi e approcci innovativi per creare o rafforzare infrastrutture di Ricerca e Innovazione.

     

    Le borse di dottorato riguardano dottorati innovativi dalla forte connotazione industriale; i temi e i percorsi formativi sono infatti definiti con il coinvolgimento delle aziende co-finanziatrici: ABB, Acciaitubi, Aisent, AKinformatica, CMS, COES, Confindustria Bergamo, Cosberg, DDX, Delcon, Ecolab, Gildemeister Italiana, Indeva, Intellimech, Itema, MEDIACLINICS, O.ME.FA (Fassi Gru), Patronato San Vincenzo, Pinetti, Radici Yarn, RSE, SIAD Macchine e impianti, SMI, SNAM Rete gas, Trix, W&H Sterilization.

     

    Spiega il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, prof. Sergio Cavalieri: “In linea con le finalità del piano Next Generation EU, il nostro Ateneo intende investire sempre di più nei prossimi anni sulla formazione di giovani ricercatrici e ricercatori in grado di acquisire nel loro percorso di studi di dottorato approcci metodologici e conoscenze alla frontiera della ricerca, coniungandoli con la concretezza e il pragmatismo propri di chi vive un’esperienza a diretto contatto con una realtà aziendale. Questo nuovo sistema di collaborazione è in grado di creare filiere di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico, frutto di una intensa e proficua collaborazione a livello di ecosistema territoriale tra pubblico e privato”.

     

    Il percorso di dottorato, della durata di tre anni, prevede un periodo di studio e ricerca in azienda (da 6 a 18 mesi) e uno presso un’Università o un centro di ricerca estero (sempre da 6 a 18 mesi). Le borse di dottorato attivate sono le seguenti: 1 borsa nell’ambito del corso di dottorato in Economia e diritto dell’impresa, 2 borse in Scienze della persona e nuovo Welfare, 13 borse in Ingegneria e scienze applicate, 10 borse in Technology, Innovation and Management.

     

    Sottolinea Giovanna Ricuperati, presidente di Confindustria Bergamo: “Crediamo fortemente in questa iniziativa che, focalizzandosi su progetti di ricerca co-progettati, ci permette di portare da subito più innovazione nelle aziende e di offrire ai giovani laureati percorsi di crescita di grandissimo interesse, caratterizzati anche dal profilo internazionale. E’ questa la strada giusta per far compiere un salto di qualità alla collaborazione tra il sistema delle imprese, l’Università e i centri di ricerca che rappresenta un fattore di sviluppo fondamentale per il nostro territorio, grazie al quale dare ancora più valore aggiunto alle nostre produzioni”.

     

     

    Il Presidente della Camera di commercio di Bergamo, Carlo Mazzoleni, dichiara: “Questi dottorati di ricerca innovativi rappresentano una grande opportunità per i giovani che verranno coinvolti e per le aziende che intendono investire su competenze di alto potenziale per realizzare progetti di ricerca applicata.”

     

    Il bando di concorso per accedere alle borse di dottorato sarà pubblicato il 23 agosto 2022, con scadenza il 23 settembre 2022. Il candidato potrà concorrere per un massimo di 3 temi di ricerca proposti all’interno del medesimo corso di dottorato, indicando l’ordine di preferenza delle tematiche e allegando un progetto di ricerca (in italiano o inglese) e un abstract. I candidati verranno ammessi sulla base della valutazione del profilo scientifico e di una prova orale.

    Questi i macro-temi di ricerca:

    • Robotica e sistemi di produzione intelligenti;
    • Transizione energetica;
    • Materiali e prodotti ecosostenibili, innovativi e intelligenti;
    • Supply chain e processi digitali e sostenibili;
    • Modelli di business e di governance sostenibili e innovativi.

     

    Inoltre, contestualmente al ponte tra la ricerca e l’impresa, l’Università di Bergamo, con la stessa impostazione pragmatica, sta investendo nei dottorati di ricerca, per assicurare una formazione altamente qualificata anche al mondo della pubblica amministrazione e del terzo settore. Nell’ambito del DM 351/2022, prevede infatti di assegnare 14 borse di dottorato, di cui 6 borse in convenzione con Enti Pubblici, 2 sul patrimonio culturale (con Fondazione MIA all’interno del Dottorato in Scienze linguistiche) e sulla transizione digitale ed ambientale (con ENEA all’interno del Dottorato in Ingegneria e Scienze Applicate).

     

    Nello specifico, le 6 borse di PA (di cui una finanziata nell’ambito del Dottorato in Applied Economics and Management in convenzione con l’Università di Pavia) sono accompagnate da altrettanti progetti di ricerca sviluppati dai docenti di UniBg con importanti amministrazioni del territorio, ovvero il Comune di Bergamo, la Provincia di Bergamo, l’Ufficio della Consigliera provinciale di parità, il Consiglio della Regione Lombardia, POLIS LOMBARDIA – Istituto Regionale per il Supporto alle Politiche della Lombardia e l’ASST Bergamo Est.

    Le tematiche, che si caratterizzano per il taglio multidisciplinare, spaziano dal management pubblico alle politiche pubbliche e riguardano:

    • Il coinvolgimento dei cittadini nel ciclo di offerta dei servizi pubblici;
    • La gestione dei beni culturali delle aree montane lombarde e la loro valorizzazione in chiave sostenibile;
    • I processi di ibridazione nell’integrazione socio-sanitaria;
    • Le politiche di contrasto alle disuguaglianze di genere degli enti locali;
    • Il ruolo dell’identità nel definire percorsi di sviluppo delle competenze tesi ad ottenere risultati di sostenibilità sociale sia all’interno che all’esterno delle aziende sanitarie;
    • L’analisi e le prospettive delle vocazioni produttive locali in Lombardia (in convenzione con l’Università di Pavia).

     

    Per informazioni www.unibg.it

  • Pietra a secco mania: il Progetto P-ART conquista anche i villeggianti di Fraggio

    Prende sempre più piede il progetto P-ART Una pietra sopra l’altra, nato dalla collaborazione dell’ente capofila GAL Valle Brembana 2020 con il GAL Valtellina Valle dei Sapori e il GAL Quattro Parchi Lecco Brianza, cofinanziato da Regione Lombardia nell’ambito dell’Op. 19.3 del PSR 2014 – 2020.

    L’avvio dei corsi di formazione e il lancio del social-contest “P-ARTe del Cuore” – che vede il diretto coinvolgimento della community appassionata di costruzioni in pietra a secco – pensati per la tutela e il recupero del territorio e dei manufatti in pietra a secco, hanno coinvolto anche alcuni villeggianti di Fraggio (Taleggio), Bergamo, dove si stavano tenendo alcune dimostrazioni pratiche dei corsi. Il gruppo, attrezzato di strumentazione tecnica e seguendo le tecniche di recupero, insieme ai rappresentanti del GAL Valle Brembana 2020, ha eseguito con minuziosa attenzione il recupero di una porzione di un muro in pietra a secco, salvaguardandone la struttura originaria e le tradizioni da esso tramandate.

    L’entusiasmo che il progetto P-ART sta raccogliendo da parte del pubblico e, in particolare, questo intervento di recupero, testimonia come i valori di salvaguardia del territorio siano profondamente avvertiti e riconosciuti a livello locale, perché il futuro di questi territori passa dalla valorizzazione del passato. Ora non ci resta che attendere che il luogo entri a far parte dei luoghi P-ARTe del Cuore.

    Per maggiori informazioni sul progetto P-ART: www.progettop-art.it

  • “COVER ME”: il primo e unico contest italiano dedicato a Bruce Springsteen Ecco la classifica delle 10 band finaliste

    Si sono chiuse lunedì 1 agosto le votazioni da casa per selezionare i 10 migliori talenti che, a ritmo di rock’n roll, avanzano dritte alla finale, prevista per domenica 4 settembre a Sant’Agostino, Bergamo in occasione dell’evento Bergamo Racconta Springsteen arrivato alla sua VI edizione dal titolo ON THE ROAD.

    Rullo di tamburi quindi per “COVER ME”, il contest organizzato dal gruppo “NOI & Springsteen”, che ha visto una partecipazione straordinaria di musicisti e di pubblico votante. I 10 talenti selezionati da oltre 5.000 persone hanno totalizzato ben 30.168 le visualizzazioni sul sito.

    Premio della Critica per Iacopo Fedi, da Ascoli, con “Spirit in the Night”, perché come dice lo stesso Gino Castaldo – critico musicale tra i più noti in Italia e che da oltre 40 anni narra, con immagini e parole, la storia dei grandi nomi della musica italiana e internazionale e che presiede una giuria di altissimo livello – “è stato in grado di trasmettere l’enorme passione che avvolge il mondo poetico e musicale di Bruce Springsteen”.

    La città meneghina ha corde tese e con un buon grip sulla classifica finale: primo posto per Tommy Mauri con “Spirit in the Night”, terzo posto per Luca Milani con “Devils and Dust” e ottavo per gli Stick o The Plan con “Rosalita”. Gli altri talenti partecipanti si sono classificati, rispettivamente: secondo posto per Franky and the Blind Zeroes con “Born in the USA” da Lecco, quarto per la partenopea Elda con “I’m on Fire” , quinta posizione per i bresciani “The Crowsroads” con “Save my Love”, sesta classificata abbiamo Veronica Howle da Lecco con “Radio Nowhere”, da Firenze abbiamo Andrea Pacini con un settimo posto che ha portato “Born to Run”, nona posizione per Freddocane da Bergamo con “Because the Night” e decimo classificato Simone Bernardini, Cagliari, “Dancing in the Dark”.

    Le voci sono calde e graffianti, pronte a contendersi il primo posto in finale, prevista per domenica 4 settembre nel suggestivo parco di Sant’Agostino a Bergamo alta.

    Come gruppo, vogliamo innanzitutto fare i complimenti ai 10 finalisti selezionati e non solo. Anche coloro che non sono riusciti a classificarsi tra i primi 10 hanno contribuito a rendere il contest avvincente ed emozionante, dimostrandosi immensamente talentuosi. Quest’anno è stata davvero dura PER LE DUE GIURIE stilare la classifica”  commenta Alberto Lanfranchi, fondatore del gruppo NOI & SpringsteenMa la soddisfazione per il numero crescente di persone che ci seguono  è enorme così come l’entusiasmo per la grande partecipazione di tutta la community che, da casa, insieme alla Giuria di Qualità presieduta da Claudio Trotta ha scelto i 10 migliori talenti. I numeri di quest’anno sono stati di gran lunga superiori rispetto a quelli dell’anno scorso, ma il più grande successo di questa edizione è legato all’aver coinvolto ed emozionato un così ampio numero di persone.

  • “Mi hai trovata tu” di Maria Rita Concilio, un viaggio introspettivo ai confini della felicità

    Pescara – Un viaggio alla ricerca della felicità, tra mari, memorie e città, contro i fantasmi della bulimia e dell’anoressia, per approdare alla consapevolezza che «felicità è desiderare di essere nel luogo esatto in cui si è». È il percorso narrato nel sorprendente “Mi hai trovata tu”, romanzo di formazione di Maria Rita Concilio, appena pubblicato da Youcanprint, con la prefazione di Vania Russo, scrittrice di romanzi e docente di scrittura creativa. Il libro, per la qualità della scrittura capace di coinvolgere il lettore e trasmettere le emozioni più intime e per la rilevanza sociale delle tematiche affrontate, si annuncia come una delle novità più interessanti nel panorama della narrativa femminile contemporanea.
    Maria Rita Concilio (Salerno, 1973), manager in una multinazionale italiana, vive e lavora a Pescara. Nel 2007 ha esordito sulla scena letteraria con la silloge poetica “Ancora un alito di vento” (Ed. Tracce).

    “Mi hai trovata tu” parla di vite sospese, come barche dondolanti sul mare al tramonto. Di naufragi sentimentali sulle rotte della felicità. Di dolori che levigano l’anima e il corpo, come fanno le onde con i ciottoli sulla riva. Ma anche della voglia di rialzarsi e ricominciare un nuovo viaggio. E del coraggio di essere sé stessi, in una società che ci vorrebbe cinici e insensibili.

    L’io narrante e la protagonista, Anna, è una giovane sognatrice, solitaria, avida di letture, amante del mare. I fatti narrati si svolgono tra l’inizio e la prima metà degli anni Novanta del secolo scorso, tra Roma, una imprecisata città della costa adriatica e Milano. Schiacciata dal peso delle speranze e delle aspettative che altri le hanno cucito addosso, Anna è alla ricerca di un amore perfetto, di un approdo sicuro per dare un senso alla propria vita. Crede di trovarlo in Alessandro, ma ben presto la loro relazione naufraga tra incomprensioni e incompatibilità. È allora che iniziano i disturbi del comportamento alimentare. Prima la bulimia, poi l’anoressia. In principio l’insano rapporto col cibo si manifesta come una richiesta di attenzione. In seguito diventa una dipendenza, subdola e latente. «Convivevo col suo spettro – si legge – Mi ricordava che si sarebbe potuta manifestare, indesiderata, in qualsiasi momento, ogni volta che la vita non avrebbe funzionato come volevo».

    Il tempo e le distanze leniscono le ferite. A Milano, dove Anna si è trasferita per uno stage in una multinazionale americana, conosce Carlo, rampollo anticonformista di una ricca famiglia di imprenditori, con il quale intreccia una relazione amorosa. Gli eventi che precedono e seguono la fine della loro storia costringono la protagonista a interrogarsi sul senso della vita e della morte, sul prezzo da pagare per una vita felice. Ricomincia allora la sua discesa negli abissi, accompagnata dai disturbi alimentari, dalla depressione, da sentimenti distruttivi e autolesionistici, dai pensieri suicidi. A tirarla fuori dal vortice che la sta per annientare è Cecilia, una collega di stage, che la assiste e la convince ad andare da uno psicanalista. È attraverso lo scavo analitico su di sé e sulla sua anima, sulle sue emozioni e aspirazioni, che Anna ritrova un equilibrio esistenziale. Nella nuova vita, ci sarà posto solo per ciò che veramente conta, anche a costo di sacrificare il lavoro in una grande azienda. Una vita al prezzo di una vita.

    Dalle pagine del romanzo emergono innumerevoli spunti di interesse: il viaggio introspettivo della protagonista che può essere d’aiuto per chi lotta contro i disturbi del comportamento alimentare; la rappresentazione della società disumanizzante e orientata al profitto che espropria l’individuo del suo tempo e della sua anima; il profondo rapporto d’amore con il mare che si alimenta della contemplazione delle onde e di passeggiate solitarie sulla battigia; e soprattutto la riflessione sul fatto che la felicità non vada ricercata all’esterno, nelle cose materiali e nelle persone che ci circondano, ma dentro di noi, nell’autenticità delle nostre passioni e aspirazioni.

  • Successo di Ciro Florio su RealTime con Cenerentola 24

    I sogni di sentirsi belle e apprezzate possono diventare realtà grazie a Cenerentola 24, il nuovo format con Ciro Florio in onda su Real Time (canale 31)
    Cenerentola 24 – Stiamo parlando di un nuovo docu-reality che pone al centro dell’attenzione le tecniche innovative di make-up, per correggere qualsiasi difetto o imperfezione fisica e che racconta come migliorarsi grazie a trattamenti estetici capaci di fare la differenza.
    Il tutto in sole 24 ore, il tempo necessario a Ciro Florio per mettere in gioco tutte le sue competenze e tecniche per riuscire a mostrare “un nuovo aspetto di se” alle protagoniste del format senza l’utilizzo di medicina o chirurgia estetica. Ed è così che il format cerca di intervenire sulle protagoniste, solo grazie al make-up, quando arriva la non accettazione del se, siamo costretti ad un’impennata dei numeri di chi ricorre alla chirurgia estetica (seppur in un periodo di forte crisi economica).


    Le dichiarazioni – Ciro Florio durante la conferenza stampa di presentazione ha raccontato: “E’ solo una coincidenza che quello che facevo tutti i giorni è diventato un programma televisivo, ma una coincidenza che mi fa essere convinto che voglio continuare questo percorso che va avanti da 35 anni. Cenerentola 24 è nato dall’incontro con una mia amica che doveva incontrare l’amore della sua vita ed aveva bisogno di un supporto… e da lì è nata l’idea di creare questo incantesimo del make-up”.
    La presentazione – Il format che è stato presentato al Teatro Sannazaro di Napoli, ha visto la moderazione di Nicole Lanzano e l’alternarsi sul palco degli ospiti tra interventi, gag e la visione esclusiva della prima puntata. Durante la presentazione sono intervenuti amici di Florio, dello spettacolo e delle Istituzioni come la conduttrice Veronica Maya, lo sportivo Marco Maddaloni, gli attori comici Ciro Giustiniani e Gaetano De Martino, l’attrice e cantante Anna Capasso, il chirurgo estetico Marco Moraci, il Segretario di CasaArtigiani Napoli, Fabrizio Luongo.
    Info – Cenerentola 24 (8×30′) nasce da un’idea di Ciro Florio, prodotto da Pascal Media Consulting & Big Bang Production in collaborazione con Warner Bros. Discovery ed è scritto da Elena Giorgini con la regia di Alfredo Carbone e Mario Sposito. L’ufficio stampa è a cura di Diego Paura e Francesco Russo. Con il supporto dei parrucchieri di Diffitalia SpA, le attrezzature Tecnomec, Michela Élite, Villa Signorini Events & Hotel, John Pacific Band, Sun’s Royal Park, Oro Bianco Eventi, Tenuta Donna Vittoria, Maj Italy, le innovazioni dello Studio Dentistico Cacciola, Vega Luxury, Vega Cafe, Vega Food, Centro Asterix. Ciro Florio veste Sartoria Pisano.

     

  • Paolo Cevoli a Vignola per Fondazione ANT

    Comunicato stampa del 19 luglio 2022

     

    Paolo Cevoli a Vignola per Fondazione ANT

    Si terrà il 14 settembre al Teatro E. Fabbri e parlerà con ironia del marketing romagnolo. Tutto il ricavato sarà destinato alla Fondazione ANT Italia Onlus.

     

    Lo spettacolo “Lezioni di marketing romagnolo” di Paolo Cevoli andrà in scena mercoledì 14 settembre alle 20:15 al Teatro E. Fabbri di Vignola (MO). Tutto il ricavato andrà a Fondazione ANT Italia Onlus, che da quasi 45 anni si prende cura dei malati oncologici del territorio e in tutta Italia.

    L’iniziativa è organizzata da Weevo Srl Società Benefit con il Patrocinio di Regione Emilia-Romagna, in attesa del Patrocinio del Comune di Vignola. Lo spettacolo è reso possibile grazie alle donazioni di aziende ed enti che hanno a cuore il territorio: Rotary Club Vignola-Castelfranco Emilia-Bazzano, Modula, Elisabetta Franchi, Plastica Panaro, Forbase, Silvia Vaccari Posta Aerea e Spazio, Antica Via Romea Fanano, KCBS: Kotler-i Carboni Business School, CMS, Sushiko, Star Diesel, Daedalus, Ritmo Ristorazione.

    I biglietti saranno in vendita dal 5 settembre presso la biglietteria del Teatro E. Fabbri di Vignola e su Vivaticket già da agosto.

    È ancora possibile partecipare come sponsor dell’iniziativa, chiamando direttamente Gabriele Carboni di Weevo al 3311323429. Alle aziende e agli enti donatori sono riservate le prime file del teatro e una piacevole sorpresa a fine spettacolo.

     

    Bio

     

    Paolo Cevoli – C’è chi lo conosce come Teddi Casadey, l’instancabile e innovativo imprenditore di maiali, titolare dell’omonima “Glorioso Maialificio Casadey S.r.L., lider nel settore della maialistica” e chi come Lothar il sostituto, un “lavoratore” dello spettacolo a paga sindacale mandato da fantomatiche agenzie. Altri invece lo ricordano bene per via del suo personaggio più famoso (che si è anche conquistato una rubrica umoristica sul Corriere della Sera estate), quel Palmiro Cangini, confusionario Assessore (alle varie ed eventuali) del comune di Roncofritto (in)capace di risolvere i problemi del suo amato Paese. E inventore di alcuni dei tormentoni più esilaranti delle recenti stagioni cabarettistiche.

     

    Fondazione ANT Italia Onlus – Nata a Bologna nel 1978 per iniziativa dell’oncologo Franco Pannuti, Fondazione ANT Italia ONLUS fornisce assistenza medico specialistica gratuita a casa dei malati di tumore senza alcun costo per le famiglie. In base alle risorse reperite sul territorio, ANT offre inoltre progetti di prevenzione oncologica gratuiti. Il credo di ANT è sintetizzato dal termine “Eubiosia” (dal greco, eu/bene-bios/vita, “la buona vita – vita in dignità”) intesa come insieme di qualità che conferiscono dignità alla vita, in ogni fase della malattia. Fondazione ANT è la più ampia realtà non profit in Italia per l’assistenza socio-sanitaria domiciliare gratuita ai pazienti oncologici. Dal 1985 a oggi ANT ha assistito oltre 149.000 malati, in modo completamente gratuito, con équipe multidisciplinari presenti in 29 province in 11 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria).

     

    Weevo Srl Società Benefit è un’azienda impegnata nella comunicazione strategica digitale. Guidata da David Rimini e Gabriele Carboni con sedi a Pesaro, Vignola (MO) e Castiglione delle Stiviere (MN), è specializzata nell’uso degli strumenti digitali a supporto della comunicazione corporate e dei processi di internazionalizzazione delle imprese (Export Digitale).

     

    Contatti

    Per media e sponsor:

    Weevo Srl Società Benefit – www.weevo.it

    Gabriele Carboni 3311323429

     

    Per i biglietti:

    Tetro E. Fabbri dal 1 settembre

     

    Locandina e media kit

    https://drive.google.com/drive/folders/1C84nt2EUaUq1MJsiApvBCJc7IxH_EmM8?usp=sharing 

     

  • Teatro Lendi, pronta la stagione artistica 2022-23

    “Divertiti, emozionati, sogna… Sei a Teatro!” è il claim della nuova stagione teatrale del Teatro Lendi (Via Alessandro Volta, 144 – Sant’Arpino CE), che è pronta a raccontare i generi più diversi di spettacolo, proponendo al pubblico una serie di diverse angolazioni artistiche. Il claim associato al cartellone 2022/23 è un invito a lasciarsi travolgere dalla bellezza dell’arte, concedendosi dieci serate di piacere lontano dagli impegni e dalle preoccupazioni della routine quotidiana. Da più di quarant’anni, il Teatro Lendi continua a essere un riferimento culturale premiato dalla fedeltà di un gruppo solido di abbonate e abbonati.

    Quello che evidenza la stagione 2022-23 è l’alternanza tra la commedia e la drammaturgia contemporanea, con incursioni comiche di prestigiose collaborazioni e coinvolgimento di registi e attori prestati dal cinema e la TV, creando un nuovo filo conduttore tra teatro e cinema. Da quest’anno, inoltre, il Teatro Lendi si avvarrà partnership con il Teatro Pubblico Campano.
    Sulla nuova stagione teatrale e sulla scelta degli spettacoli si esprime il direttore artistico Francesco Scarano che racconta: “Finalmente si torna a presentare un cartellone ex novo e per me questo è già motivo di gioia. Sono assolutamente fiducioso che in autunno ci sarà la grande e definitiva ripartenza dei teatri e il Lendi è pronto a ospitare una carrellata di brillanti artisti acclamati sull’intero territorio italiano. Ben tre spettacoli saranno in anteprima nazionale. Tutte le mie energie e la mia incrollabile passione al servizio della felicità del pubblico. Quella che verrà, sarà una stagione che stupirà dall’inizio alla fine, ci credo molto così come credo nell’importanza della partnership voluta e avviata con il Teatro Pubblico Campano, perché sono convinto che alla crescita professionale non bisogna mai porre il freno”.


    Alfredo Balsamo, direttore artistico del Teatro Pubblico Campano dichiara: “Questa collaborazione nasce dalla consapevolezza che oggi, creare una rete, sia fondamentale per aiutare il nostro territorio a crescere. Pertanto aderire alla richiesta di partnership ci è sembrato un atto dovuto, vista la competenza e l’entusiasmo mostrato dal Teatro Lendi”.

    La stagione teatrale 2022-23

    Si comincia il 16 Novembre con l’anteprima nazionale dello spettacolo di Carlo Buccirosso, “L’erba del vicino è sempre più verde”. Lo spettacolo vede come fulcro la sopravvalutazione di tutto quanto non appartenga all’individuo, di ogni essere umano diverso da se stesso.
    A partire dal 23 e fino al 25 Novembre arriva “Mettici la mano” di Maurizio De Giovanni con Antonio Milo, Adriano Falivene ed Elisabetta Mirra per la regia di Alessandro D’Alatri. Dalla straordinaria e immaginifica penna di Maurizio de Giovanni, due tra i volti più colorati si staccheranno dalle vicende del filone corale del Commissario Ricciardi e torneranno a raccontarsi con il pubblico, ma questa volta dal vivo: il brigadiere Maione e il femminiello Bambinella. A completare la magia ci saranno le musiche di Marco Zurzolo.
    Si prosegue dal 6 all’8 Dicembre con Alessandro Siani ed il suo “Extra libertà Live Tour (new Edition)”. Libertà di pensiero, libertà di stampa libertà d’espressione, ma anche la libertà che ci è stata negata in questi ultimi tempi di Covid come regalo dei 25 anni di carriera dell’attore.
    Il nuovo anno comincia l’11 Gennaio con Sergio Rubini in “I Fratelli De Filippo” con Mario Autore, Jennifer Bianchi, Susy Del Giudice, Anna Ferraioli Ravel, Francesco Maccarinelli, Lucienne Perreca e Domenico Pinelli. I Fratelli De Filippo è la storia emblematica di una famiglia d’arte italiana che, a partire da una condizione drammatica di emarginazione e umiliazione, trova la forza di riscattarsi attraverso il teatro fino al raggiungimento di uno straordinario successo.
    Dal 25 al 27 Gennaio va poi in scena il nuovo spettacolo di Sal Da Vinci, “Masaniello Revolution”. La storia del capopolo, dopo ben dopo 4 secoli dalla nascita di Masaniello, fa rivivere il suo mito, ma fa capire che mettere tutto il potere nelle mani di un unico uomo è troppo pericoloso.
    Il 1, 2 e 3 Febbraio arriva come protagonista Massimo Masiello ed il suo “Palcoscenico”. Uno show tra gag, monologhi e canzoni, trasforma la “finzione” della scena in assoluta realtà.
    Dal 15 al 17 Febbraio invece troviamo la comicità di Biagio Izzo in anteprima nazionale con “La coppia strana”. Biagio Izzo e Mario Porfito, due attori in tournée, professionisti di successo, amici, complici e solidali, d’accordo su tutto, in un susseguirsi di attenzioni e premure talmente inverosimili da risultare esilaranti.
    Lo showman dell’anno, arriva al teatro Lendi in anteprima nazionale. E’ Stefano De Martino, che inizia il suo show a partire dall’8 Marzo. Titolo “Meglio stasera… quasi-one man show”. Ed è qui che il personaggio di punta della televisione italiana dialoga ed empatizza: gag, monologhi umoristici, riferimenti insospettabilmente colti, improvvisazioni e scherzi col pubblico… e tanto tanto altro!
    Il 29 Marzo è la volta di Silvio Orlando che fino al 31, porta in scena “La vita davanti a se”. La storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Il racconto teatrale di un romanzo commovente e ancora attualissimo, con un significato sempre attuale: bisogna voler bene.
    Chiude la stagione il 19, 20 e 21 Aprile, Cristina Donadio, Solis sting quartet Capone Bungt Bangt con “Strativari”. Qui in 8 movimenti si alternano differenti per colori, dinamiche ed atmosfere. Otto tavole, otto ritratti emotivi che toccano altrettanti affetti – il ricordo, la passione, il gioco, lo scontro, la fatica, la denuncia, il desiderio, la devozione – esplorati dal punto di vista dei napoletani.

    La conferenza stampa di presentazione si è tenuta nella sala del Teatro Lendi il 28 Giugno alla presenza del cast di alcuni spettacoli e moderata dal direttore del quotidiano La Gazzetta dello Spettacolo, Francesco Russo.

  • Grande consenso per la mostra pittorica di Daniel Mannini

    Ha riscosso un meritato consenso di approvazione la mostra pittorica con protagonista Daniel Mannini e la sua visionarietà informale, intrisa di vivace dinamismo creativo, allestita nel rinomato contesto della Biblioteca di San Casciano, nei pressi di Firenze. Stante il successo ottenuto, la mostra è stata anche prorogata di un’altra settimana rispetto alle tempistiche pattuite all’inizio con la cadenza di finissage fissata per il 17 giugno, a dimostrazione dei riscontri positivamente ricevuti sia dai referenti interni della prestigiosa location sia dai frequentatori. A tal riguardo, la dottoressa Elena Gollini che ha supportato Mannini nella gestione e nella curatela del suo percorso artistico, ha voluto sottolineare: “Credo, che Daniel debba davvero essere molto fiero e orgoglioso del risultato e del traguardo simbolico conseguito con grande meritocrazia attraverso questa esposizione in forma di mostra personale. Il contesto della biblioteca così prestigioso è stato senza dubbio funzionale a dare ancora più risalto alla produzione designata e selezionata accuratamente da Daniel per essere di insieme ottimale nel configurare una panoramica esaustiva ed esauriente della sua vena di ispirazione e della sua dimensione di ricerca. Il tutto è stato certamente orchestrato al meglio e anche come definizione degli spazi adibiti alla collocazione dei vari quadri, sono stati seguiti criteri molto validi per offrire una sistemazione adatta e congeniale al tenore stilistico e alla narrazione scenica, sia facente capo alle singole opere sia considerato il complesso compositivo globale, come una sorta di coacervo armonioso e bilanciato di parafrasi e di palinsesti formali e sostanziali, sempre equilibrati in perfetta proporzione formale e contenutistica. Nell’aver scelto di collocare le opere testimonial di due importanti progetti artistici posizionati all’interno del suo sito web https://danielmanniniart.it senza dubbio Daniel ha centrato in pieno la mission espositiva a monte, convogliando anche delle speciali sinergie scenico-narrative corredate e accompagnate dagli appositi materiali di approfondimento. In tal modo, ha fornito ulteriori motivazioni coinvolgenti per conquistare da subito l’attenzione e la curiosità del nutrito pubblico frequentatore della struttura bibliotecaria”. Inoltre ha rimarcato ancora: “Ho trovato molto azzeccata anche la scelta del dipinto da lasciare in loco come omaggio simbolico di riconoscenza e di ringraziamento, destinata alla biblioteca, che nella sua accattivante contestualizzazione si intreccia perfettamente all’ambientazione di contorno e diventa il fulcro simbolo di questa esperienza così positiva e gratificante, che certamente Daniel porterà nel cuore e terrà come colonna portante del suo incalzante percorso evolutivo, sperando magari in un futuro prossimo di tornare a rinnovare la propria presenza espositiva in questa cornice ormai diventata così cara e familiare”.