Categoria: Arte e Cultura

  • Il saggio di Federico Motta Editore sui social media

    I social network sono tra le innovazioni più potenti e rivoluzionarie degli ultimi decenni. Nel saggio di Federico Motta Editore si parla delle piattaforme digitali che ci hanno cambiato la vita.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: il “medium”

    La parola “media” è ormai entrata nel vocabolario di uso frequente di ogni persona. Non tutti sanno però che è il plurale del meno utilizzato “medium”, termine con il quale si indica un concetto tutt’altro che semplice. A parlarne sono Michela Nacci e Peppino Ortoleva nel saggio “I mezzi di comunicazione”, pubblicato sull’opera edita da Federico Motta Editore “L’Età Moderna”. “Il concetto di media è molto complesso e ricco di ambiguità.” – spiegano – “Il medium infatti non è un semplice intermediario sociale tra emittente e destinatario”. Qualsiasi strumento digitale, dopo essere entrato in una determinata cultura, lascia delle tracce, finendo per modificare e trasformare la società che l’ha ospitato. È così che i media digitali, in grado di azzerare le distanze e promuovere una comunicazione immediata tra le persone, hanno plasmato la cultura del XXI secolo.

    Federico Motta Editore: cos’è un social network?

    Il primo prototipo di social network risale al 1997 e porta il nome di SixDegrees. Ancora lontano dai social che conosciamo oggi, SixDegrees presentava diverse caratteristiche comuni ai moderni social network. Da allora ne è stata fatta di strada e i social network si sono articolati in un’infinità di varianti. Da Instagram a Twitter, da LinkedIn a TikTok, per non menzionare il più famoso Facebook: ognuno con le sue peculiarità ha contribuito ad invadere il web – e le nostre vite – trasformando tutto ad una velocità esorbitante. Anche la Casa Editrice Federico Motta Editore è presente su alcune di queste piattaforme. Volendo approfondire il concetto di social network, si scopre che si tratta di una rete sociale. Con questo termine, in sociologia si indica un gruppo di persone unite da diversi legami, ad esempio familiari o lavorativi. Oggi l’espressione viene però per lo più utilizzata per riferirsi ai servizi online che permettono di creare reti di relazioni con altri utenti.

  • Daniel Mannini: la sua pittura in viaggio virtuale nei luoghi delle meraviglie

    Viaggiare è sinonimo di esperienze, di scoperta, di riflessione, di emozione, di visione allargata del senso dell’essere e dell’esistere. Altrettanto, lo è l’arte nella sua visionarietà universale di sapere e conoscenza, nella sua capacità comunicativa di eccezionale estensione percettiva e sensoriale. Ecco, perché insieme a Daniel Mannini abbiamo pianificato questo nuovo progetto artistico, che rende omaggio a quei luoghi delle meraviglie, che possiedono una magia senza tempo, che conservano un’aurea particolare, che custodiscono ancora oggi un patrimonio inesauribile di storia, cultura, arte, tradizioni, valori sostanziali di enorme e immensa portata sociale e collettiva, che irradiano un fascino ammaliante intramontabile. Sono i contesti, dove il viaggio si trasforma in avventura indimenticabile da portare sempre dentro il cuore e da ricordare come momento saliente assolutamente incomparabile“. La Dott.ssa Elena Gollini spiega e commenta le motivazioni a monte, che hanno stimolato e alimentato la realizzazione di questo progetto con protagonista la pittura di Mannini associata in perfetta armonia di sintesi narrativa e descrittiva con una corposa e consistente piattaforma di sezioni di scritti riguardanti luoghi di inestimabile bellezza, tutti da scoprire e tutti da vivere con spirito di grande apertura mentale e psichica, per godere e assaporare al meglio quanto ci offrono e ci donano in tutto il loro incanto e splendore. Proseguendo nell’argomentazione la Dott.ssa Gollini ha sottolineato: “La curatela ideativa e progettuale di questo progetto ha avuto anche un importante salto di qualità nella ricerca creativa compiuta da Daniel, che per la prima volta si è cimentato con sette nuove opere su base monocromatica, dove ha utilizzato un unico colore primario e ha giocato abilmente nell’intreccio e nella fusione tonale e materica, producendo degli effetti visivi davvero convincenti, ma anche un impatto tattile altrettanto intenso. Perché fin dal primo sguardo si ha voglia di toccare i dipinti e di entrare in contatto con l’impasto cromatico e materico in tutta la sua esplosiva suggestione. Le sette opere sono dunque strutturate e impostate in modo voluto e intenzionale per accompagnare i contenuti e le parti scritte e trovano una valenza rafforzativa ulteriore proprio nell’essere stati appositamente studiati e predisposti in funzione di questo accorpamento simbiotico. Pertanto, questo progetto segna un prezioso passo in avanti evolutivo per Daniel e per i suoi traguardi artistici e individua di rimando una maturazione di scelta e di presa di coscienza per la sua dimensione di giovane pittore di virtuoso talento. Dunque, il progetto dedicato al concetto iconico di viaggio alla ricerca di luoghi del cuore si trasforma anche in un nuovo tassello di traguardo raggiunto positivamente nel suo meraviglioso viaggio di ricerca pittorica“.

    SCARICA IL PROGETTO SU danielmanniniart.it/progetti

  • Lessicografi al lavoro per la pace in Ucraina: nel team internazionale anche l’italiana Luisa Giacoma.

    È composto da una decina di esperti, il team internazionale di linguisti che dovrà curare il primo grande dizionario di Tedesco-Ucraino. Tra questi Luisa Giacoma, la più autorevole lessicografa italiana.

     

    C’era anche un po’ di eccellenza italiana nell’incontro che si è tenuto dal 25 al 27 ottobre a Mannheim (Germania) per riunire i migliori linguisti tedeschi e ucraini e coinvolgerli in un progetto culturale al servizio della pace e della comprensione tra i popoli.

    Un progetto che, soprattutto in questo momento storico, non ha solo un alto valore simbolico, ma ricadute pratiche sul futuro a medio e lungo termine, in un ambito (quello linguistico), nel quale per troppo tempo si è lasciato credere che la comunicazione potesse essere delegata ai sistemi di traduzione automatica.

    In uno scenario di crisi così delicato e complesso come l’attuale, infatti, l’apporto umano e professionale risulta essere ancora determinante, soprattutto se di alto profilo.

     

    L’invito alla professoressa Luisa Giacoma, che ha profondamente innovato la lessicografia bilingue europea, viene nientedimeno che dall’Institut für Deutsche Sprache di Mannheim, l’ente che, analogamente a L’Accademia della Crusca in Italia e all’Académie Française in Francia, si occupa della lingua nazionale in Germania.

    Luisa Giacoma è stata inserita dall’Institut für Deutsche Sprache nel comitato scientifico del dizionario.

     

    Chi è Luisa Giacoma: Biografia

    Luisa Giacoma, docente di Lingua Tedesca e Traduzione presso l’Università della Valle d’Aosta, è mentore e ambasciatrice per l’Italia della prestigiosa università di eccellenza tedesca Technische Universität di Dresda. In trent’anni di attività ha curato numerosi dizionari bilingui di Tedesco-Italiano.

     

    Le dichiarazioni dell’accademica italiana:

    Quando è cominciata la guerra in Ucraina ho provato un grande senso di frustrazione. “A che può servire una lessicografa durante una guerra?” mi chiedevo. “A nulla” pensavo. Mi sembrava di non essere in grado di fare niente di utile, mentre ora ho trovato il mio personalissimo modo di stare al fianco della popolazione ucraina e ne sono molto felice.” – dichiara la professoressa Giacoma, che continua – “La crisi ucraina ha fatto emergere un vuoto nel patrimonio lessicografico tedesco, e cioè la mancanza di un dizionario bilingue Tedesco-Ucraino di grandi dimensioni. Tale lacuna va colmata urgentemente per permettere un buon livello di comunicazione sia tra i governi che tra le molte persone ospitate in Germania e i tedeschi. Questo compito non può ancora essere svolto in modo soddisfacente dai traduttori automatici“.

    Al termine dell’incontro, la professoressa Luisa Giacoma ha aggiunto: “L’ucraino, come l’italiano, è una lingua che non corre parallelamente al tedesco, ma è giroscopica rispetto ad esso. Ciò fa sì che il compito di trovare equivalenze tra tedesco e ucraino sia particolarmente arduo e necessiti di conoscenze di linguistica estremamente avanzate.

     

    È possibile consultare il profilo professionale della professoressa Luisa Giacoma sul sito: https://www.univda.it/docenti/giacoma-luisa/

  • La vita del Botticelli narrata da lui medesimo nel romanzo Sandro di Johannes Bramante

    Un vecchio su una panca, in un tramonto d’estate, rievoca ricordi, emozioni, rimpianti, tra riflessioni sul destino e sulla natura dell’arte. Lui è Sandro Botticelli, uno dei massimi artisti del Rinascimento italiano, e quello che leggiamo nelle quasi settecento pagine del romanzo Sandro di Johannes Bramante, è il racconto della sua vita narrato in prima persona.

    Sandro, pubblicato dall’editore fiorentino Maddali e Bruni, segna l’esordio letterario in grande stile di Johannes Bramante (Roma, 1990). Attore, drammaturgo e regista teatrale, Johannes trasferisce nella scrittura del romanzo le doti geniali e le qualità già evidenziate sul palcoscenico con la trilogia Il complesso di Antigone, Alkestis 2.1 e Vertenze Politiche su una Versione Pornografica del Mito di Pasìfae.
    Davanti agli occhi del lettore si dispiega il grande affresco di un luogo e di un’epoca straordinari: la Firenze di Lorenzo de’ Medici. Una città, quella tardo-quattrocentesca, dove umanisti e filosofi indicano nella bellezza la via per elevare l’anima a Dio. Dove fioriscono le botteghe di grandi maestri, da Filippo Lippi ad Andrea del Verrocchio, da Antonio Pollaiolo a Domenico Ghirlandaio e  altri. E dove magnati, banchieri e mercanti fanno a gara per accaparrarsi le loro opere.

    È in questo ambiente stimolante che il giovane Sandro di Mariano Filipepi, detto il Botticello, muove i primi passi. Con un accuratissimo lavoro di ricostruzione storica, Bramante racconta, per voce del grande pittore, gli umili inizi come battiloro nel laboratorio del fratello, l’apprendistato nella bottega di Filippo Lippi, le prime commissioni e i rapporti con la corte medicea che faranno di lui uno dei pittori più apprezzati e richiesti dall’aristocrazia fiorentina. E anche le passioni umane, gli amori omosessuali, l’ambizione, il carattere malinconico e riflessivo, le gelosie e le invidie dei pittori rivali, i dubbi e le incertezze sulla via da seguire, la ricerca di un equilibrio tra l’esigenza di soddisfare il gusto dei committenti e l’indipendenza dell’espressione artistica, il tormento della perfezione, l’influsso neoplatonico di Marsilio Ficino, la convinzione del valore civilizzatore della bellezza, la genesi dei grandi capolavori.

    L’autore ci porta, insieme a Botticelli, sui ponteggi dell’abside del duomo di Spoleto, sotto le volte maestose della cappella Sistina, nelle operose botteghe fiorentine, nelle stanze ingombre di cavalletti, tavole, fogli, pennelli, collante e mortai per pestare i pigmenti, per le strade di Firenze, ma anche nelle raffinate ville di campagna e nelle sale maestose dei palazzi nobiliari. Ci fa incontrare papa Sisto IV, il magistrato Tommaso Soderini, Simonetta Vespucci, i maggiori pittori contemporanei, ma anche Leonardo da Vinci e il giovane Michelangelo.

    Tuttavia, sotto la superficie di quella che fu la nuova Atene, si agitano le oscure passioni di uomini politici, la bramosia di potere, le alleanze, gli intrighi, le congiure, le vendette, i tradimenti, gli assassinii. Gli artisti, che ne siano consapevoli o no, hanno il potere di dare un corpo e un volto a Dio, alla Madonna e ai santi, hanno il dono di tradurre in immagini concrete gli astratti concetti. Per questo i governanti li tengono avvinti con la forza del ricatto o con le lusinghe della fama e della ricchezza. E si servono del loro potere comunicativo come Instrumentum regni. Per finalità di propaganda nella politica interna o per estendere le alleanze all’esterno.

    Così, la mano che ha dipinto la Venere non può sottrarsi all’infame compito di ritrarre i cadaveri dei congiurati impiccati alle finestre dei palazzi. Perché lo vuole il Magnifico, a futura memoria dei suoi avversari. A ben vedere, quello di Botticelli è un lungo cammino verso la consapevolezza della eterogenesi dei fini artistici che ispira riflessioni estremamente attuali sul rapporto tra arte e politica, sull’essenza dell’arte e sulla refrattarietà della natura umana. Per questa via il romanzo può leggersi come un’allegoria del presente.

    Lo scorcio del secolo XV, caratterizzato da un’involuzione autoritaria e dalle profezie apocalittiche del Savonarola, vedrà l’uscita di scena dell’artista. Amareggiato dal rogo dei suoi dipinti considerati da blasfemi nel nuovo clima di rigore moralistico e dalle persecuzioni dei sodomiti, abbandonato da tutti gli allievi, Sandro si ritira in campagna, sulle colline di Bellosguardo, per trascorrervi gli ultimi anni.

    Quando il flusso di memorie giunge al termine, il sole non è ancora tramontato: «Neanche il tempo di un tramonto – commenta il vecchio sulla panca – è durato il racconto di tutta la mia vita! E forse la mia vita stessa è stata breve come un tramonto». Non così le opere, destinate invece a una gloria imperitura.

  • Mostra Collettiva Internazionale “Prospettive Metafisiche”

    PROSPETTIVE METAFISICHE”

    Mostra Collettiva Internazionale

    Presentazione del Prof. Roberto Boccalon, Psichiatra e Psicoterapeuta, Presidente dell’International Association for Art and Psychology

    Evento a cura del Critico d’Arte e Curatrice Maria Palladino

    Inaugurazione Domenica 6 Novembre ore 18:00

    La nozione di metafisica rimanda ad un “oltre” che concorre all’attribuzione di senso.

    Ogni prospettiva rimanda, implicitamente, ad un oltre metafisico in quanto forma immateriale che accoglie ed ordina gli oggetti o le loro rappresentazioni.

    Il pentagramma, che richiama metafisicamente le dita della mano, è la forma prospettica in cui Guido D’Arezzo, monaco a Pomposa, accoglie ed ordina le note musicali.

    La prospettiva “protometafisica” di Piero della Francesca accoglie ed ordina le rappresentazioni di persone e cose in uno spazio/tempo matematicamente definito e magicamente sospeso.

    La corrente dell’arte metafisica, nata in parallelo a quella futurista, ha trovato un suo terreno di coltura in una Ferrara particolarmente estraniante ed interrogante tra nebbie, tracce estensi e contingenze belliche.

    La testimonianza di quella stagione artistica ha costituito e continua a costituire un invito ad indirizzare lo sguardo creativo oltre il contingente in una rigorosa ed inesauribile ricerca di senso.”

    Prof. Roberto Boccalon, Presidente IAAPs

    Corrente di spicco fra le Avanguardie del ‘900, la pittura metafisica ha preso origine dall’opera di uno dei grandi maestri del secolo scorso, il pittore Giorgio De Chirico (Volo, 10 luglio 1888 – Roma, 20 novembre 1978), che già prefigurava temi e stilemi del suo universo immaginifico e del filone a cui avrebbe dato vita, nel dipinto realizzato a Firenze, conseguentemente ad una “epifania” sopravvenuta in Piazza Santa Croce, nel 1910, ovvero “L’enigma di un poemriggio d’autunno”. L’incontro seguente, durante il periodo della guerra, nel 1916, fra De Chirico e CarloCarrà, presso il nosocomio di Ferrara, dove erano entrambi ricoverati a seguito di traumi bellici, segnò l’inizio del movimento, a cui si aggiunsero Alberto Savinio (Andrea De Chirico, fratello di Giorgio), Giorgio Morandi, Mario Pozzati e in un secondo momento Filippo De Pisis, Mario Sironi, Felice Casorati, Massimo Campigli. La fase metafisica terminerà, con susseguenti esiti estenuati, intorno al 1920

    La nuova evoluzione apportata da questo gruppo di artisti, riguardò innazitutto un distacco dal coevo Futurismo (1900 – 1945), dall’attivismo e dal movimento incessante di quest’ultimo, per rivolgersi ad un recupero dell’arte classica e soprattutto per aprire nuove prospettive di visione rivolte all’introspezione, all’analisi dell’inconscio e all’attesa di imminenti rivelazioni, alla prefigurazione delle infinite e imponderabili possibilità umane.

    I venti artisti in mostra interpretano, nelle tecniche e nei modi della pittura, della grafica e della scultura, ciascuno secondo la propria interpretazione e linguaggio, i contenuti e i motivi tipici dello stile metafisico.”

    Maria Palladino, Critico d’Arte e Curatrice

    In esposizione opere degli artisti:

    Alberto Schiavi, Alda Delledonne, Arianna Capponi, Aurelio Bulzatti, Donato Carlà, Gabriella Mariano, Germana Bedont, Gianfranco Vanni Collirio, Giordana Verzilli, Laura Spedicato, Leda Tagliavini, Lilia Kaluzhyna, Loris Roncaglia, Maiya Petra, Maria Gioia Dall’Aglio, Orietta Sartori, Roberto Fenocchi, Rosanna Cafolla, Simonetta Pantalloni, Steve Magnani.

    A chiusura dell’evento, Venerdì 25 Nevembre, alle ore 18:00, il Dr. Adello Vanni, Psichiatra e Psicoterapeuta, già Direttore del Dipartimento di salute mentale di Ferrara, terrà una conferenza di presentazione dei primi due volumi della sua trilogia, dedicati all’interpretazione psico-biografica della figura di Giorgio De Chirico e della sua opera, dal titolo “La Ferrara delle meraviglie” e “Le Muse e le Vergini inquietanti di Giorgio De Chirico”. I volumi saranno disponibili in galleria dal giorno dell’inaugurazione, Domenica 6 Novembre.

    Galleria Transvisionismo di Stefano Sichel, Via Sforza Caolzio 78, 29014 Castell’Arquato (PC).

    La mostra resterà visitabile fino al 25 Novembre.

    Orari di apertura: 10:30 – 12:30, 16:00 – 19:30. Chiuso il Martedì. Ingresso libero.

    Per informazioni: Maria Palladino 3341695479 [email protected]

  • Domenica in scena “Se la vita mia fosse poesia…” di Marco Di Stefano

    Di Stefano, Enrico Frandino, i fratelli AngelinoRoppolo (BI) – Secondo appuntamento con “Se la vita mia fosse poesia…”, spettacolo di e con Marco Di Stefano che andrà in scena domenica 23 ottobre alle ore 16 nella prestigiosa sede della fondazione “Emanuele Cacherano di Bricherasio” di Roppolo (Biella). L’incantevole “recital tra sogni ed emozioni”, che nasce dalla viva collaborazione tra il regista e attore lucchese e il poeta biellese Enrico Frandino, è reduce da una strepitosa prima nazionale tenutasi venerdì scorso al teatro Don Minzoni di Biella.

    Un evento dall’impronta totalizzante, resa unica dalla comunione delle arti che dialogano fino a una comunicazione intima con lo spettatore. Il fil rouge che tiene insieme la poesia, la recitazione, la musica è frutto dell’esperienza pluriennale del Di Stefano. Molto conosciuto per partecipazioni e ruoli significativi nei film d’azione e horror di registi del calibro di Fulci, Lucchetti e Bergonzelli, da diversi anni il suo impegno artistico è rivolto all’integrazione sociale grazie alla realizzazione di progetti e laboratori teatrali di forte impatto collettivo. Il suo fiore all’occhiello è il Teatro della Comunità, un genere di fama internazionale di cui è fondatore e che il performer porta avanti insieme alla compagna di vita e nota coreografa Tanya Khabarova.

     

    Sensibile e opportuno compagno di viaggio in “Se la vita mia fosse poesia…” è Enrico Frandino, che partecipa in modo viscerale alla realizzazione del recital: sue le liriche tratte dalle sillogi Carezze di Vento e Pittore dell’anima; Di Stefano le interpreta magistralmente intervallandole a monologhi e classici della musica internazionale da lui stesso eseguiti con la tromba e accompagnati dai due fratelli chitarristi Giuseppe e Daniele Angelino. Ricordiamo che la fama di Frandino è legata alla vittoria di un centinaio di concorsi internazionali e al prestigio delle pubblicazioni che lo presentano agli occhi del pubblico come il poeta dell’anima, cioè a dire la voce che riesce a interpretare i sentimenti dell’uomo contemporaneo.

    “Se la vita mia fosse poesia…” conta sul sostegno della fondazione “Emanuele Cacherano di Bricherasio” di Roppolo, che trae ispirazione dalla figura del nobile torinese fondatore dell’Automobile Club d’Italia e della prima Fabbrica Italiana Automobili di Torino. Un personaggio imprenditoriale di notevole spessore da cui l’ente morale biellese prende spunto per operare in modo attivo e intraprendente. Si ricorda che il recital di domenica 23 ottobre, com’è stato per la prima nazionale di venerdì 21, è aperto al pubblico in forma gratuita. Saranno però raccolte offerte libere in favore della realizzazione di due progetti che il presidente della fondazione, Maurizio Aiassa, ha in cuore di realizzare. Si tratta di una biblioteca all’interno del parco e della ristrutturazione di uno degli stabili per la creazione di un laboratorio scolastico.

     

    Sono inoltre previste altre diciannove repliche dello spettacolo in tutta Italia (location ancora da confermare).

     

    Info e contatti

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  • SIRECOM, il tappeto di design contemporaneo è custom made

    Nella sua sede di Concorezzo Sirecom Tappeti Italia fornisce consulenze di progettazione e servizi di personalizzazione su misura a partire dal dialogo diretto con il cliente.

    Il tappeto, all’interno del living contemporaneo, assume il ruolo di sottofondo in armonia con gli altri elementi d’arredo, si fa presenza discreta ed elegante al servizio dello spazio. L’esperienza di SIRECOM nel trattare questo multiforme oggetto dalla storia millenaria come tela flessibile da disegnare e costruire secondo i desideri del cliente è condivisione di cultura.


    Per comprendere le esigenze del privato che vuole donare anima al suo salotto o di un architetto che deve soddisfare una committenza pubblica il team di SIRECOM parte sempre dal dialogo. La sede di Concorezzo, un’accogliente cascina immersa nel verde, apre al pubblico l’area espositiva come luogo ideale di confronto tra il personale dell’azienda e la clientela. Qui avviene l’interazione diretta tra l’interessato e il tappeto: nulla come toccare con mano i campioni dei differenti tessuti, vedere dal vivo le innumerevoli tinte disponibili, approcciare le tecniche di esecuzione può aiutare a scegliere in base ai propri bisogni di arredo, estetici ma anche pratici. Fare chiarezza, ad esempio, sui materiali più adatti al proprio spazio, così come sulla tecnica e sulle cromie che possono suonare meglio nel contesto in cui andrà ad inserirsi il tappeto, è fondamentale per una scelta consapevole.

    Il mondo SIRECOM si dispiega tra tessuti naturali intrecciati attraverso minuziose lavorazioni artigianali, collezioni di design pensate all’insegna del custom-made. Come ISLAND, una combinazione modulare perfetta per creare contorni, disegnare percorsi e delineare prospettive sia in ambienti ampi e accoglienti che in spazi intimi. La calda lana neozelandese – ottimo isolante termico e acustico – e la lucente seta di bamboo – antibatterica, traspirante, barriera contro i raggi UV – interagiscono dando forma a isole composte da geometrie e sfumature uniche. In questo caso la tecnica dell’annodatura a mano consente opzioni illimitate di disegni, colori e forme, da sfruttare come soluzione ottimale per progetti contract e ambienti pubblici. Conoscere da vicino, sotto la giusta guida, l’universo sensoriale del tappeto è il migliore punto di partenza per portare valore aggiunto all’abitare contemporaneo.

    www.sirecomtappetiitalia.com

  • Palazzo Donà dalle Rose: va in scena il progetto “Moda d’Autore”

    Il 29 ottobre fa il suo debutto in Laguna il progetto «Moda d’autore» ideato da Marco Sanna, Art Director Visual Consulting.it, in collaborazione con la Fondazione Donà dalle Rose in una parte del complesso monumentale di Palazzo Donà dalle Rose alle Fondamenta Nove. Tale iniziativa, che prevede la presentazione in anteprima assoluta di 4 prototipi di caftani haute couture, si inserisce nel programma annuale del “The Doge Venice Carpet“ che mira all’ulteriore sviluppo e alla sempre maggiore valorizzazione del rapporto fra Arte, Moda, Cinema e Architettura.

    Il progetto “Moda d’Autore” vede come protagoniste la Fashion Manager ed Events PR Specialist Cristina Egger, dall’altro la contessa Chiara Modica Donà dalle Rose che indosseranno quattro caftani realizzati come se fossero vere e proprie tele di un quadro. I capi, infatti, riprodurranno alcune opere d’arte inedite di due giovani artisti italiani, promesse del futuro, Paola Mazzoni e Pitmarels, estremamente diversi nella loro ricerca artistica ma con due forti personalità accomunate dalla costante ricerca d’immagine e dalla raffinata creazione di illusioni ottiche.

    A celebrare il connubio di arte e moda ci saranno anche l’effervescente dj set di Miss Enjoy e un’inedita sfilata di collari per levrieri by Vusciché, Sustainable Circular Couture brand made in Abruzzo, che sostiene la Moda Sostenibile.

    FONDAZIONE DONA’ DALLE ROSE E CIAK RONCATO

    Dal 27 aprile 2022 l’artista Rosa Mundi è inoltre presente all’interno del Padiglione della Repubblica di San Marino, per la Biennale Arte 2022 di Venezia con la poderosa installazione “Europosaurus” appositamente realizzata per il prestigioso brand CIAK Roncato. Si tratta della grande sagoma dello scheletro di un dinosauro realmente esistito e derivante dall’affiancamento di tre valigie scolpite nel marmo e altre quattordici dipinte su vetro e plastica riciclata dall’artista, tutte firmate Ciak Roncato.

    MOSTRA “FACELESS”. BANKSY E ROSA MUNDI

    Sarà inoltre possibile ammirare la mostra antologica che vede protagonisti, insieme, due noti artisti a livello mondiale quali Banksy e Rosa Mundi – determinati nel non offrire al pubblico i tratti del loro volto e della loro vera identità, entrambi attivi nel mondo dell’arte da oltre un trentennio. Il format della mostra ideato dalla Fondazione Donà dalle Rose, con più di 100 opere, 56 opere autentiche di Banksy e altrettante di Rosa Mundi, racconta il percorso di entrambi questi artisti, dal loro esordio sino ai giorni nostri. A Venezia, la mostra “Faceless” è installata al piano nobile di Palazzo Donà dalle Rose, principalmente tra i ritratti della Galleria degli Avi della nobile famiglia patrizia veneziana con l’esposizione di 13 opere autentiche di Banksy ed altrettante opere di Rosa Mundi.

    Si tratta di una complessa esposizione che dal 27 ottobre 2022 al 22 dicembre 2022 sarà aperta al pubblico su prenotazione non solo a Venezia, nello storico Palazzo Donà dalle Rose, ma anche a Villa Barbarigo Martinengo Donà dalle Rose a Valsanzibio, maestosa villa tra i Colli Euganei nei pressi di Padova.

     

  • The Rose Trilogy, il nuovo libro di Maria Tedeschi

    The Rose Trilogy è la trilogia della scrittrice Maria Tedeschi, che rappresenta un pezzo unico nel genere dei racconti, per la sua originalità e vivacità espressiva.
    Queste le sinossi in italiano delle tre storie raccolte in The Rose Trilogy:

    La “Rosa” gialla
    La caffettiera è uno degli oggetti della signora Rosa, che, alla sua morte, gli eredi hanno ritenuto senza valore e gettato nei rifiuti. Si ritrova accanto a un vecchio quaderno che fa capolino dai rifiuti di carta: una sorta di diario, in cui la donna appuntava i suoi pensieri, a cui faceva corrispondere un numero della Smorfia napoletana. Il quaderno e la caffettiera iniziano a dialogare, ingannando il tempo che precede la loro fine, ricordando i “bei tempi”, quando erano indispensabili e molto apprezzati in casa e le esperienze vissute accanto a Donna Rosa. Da quell’ incontro casuale, nascerà un’amicizia sincera e intensa, seppur di breve durata. I due amici comprenderanno finalmente che la vita è un ciclo in cui il più forte mangia il più debole. Per attraversare la vita e i pericoli che vi si celano, non si può far altro che affidarsi a Dio e accettare la morte con coraggio, immaginando dopo di essa orizzonti più felici. I due si diranno addio a cuor leggero all’alba del nuovo giorno, quando il camion della nettezza urbana verrà a prelevarli per lo smaltimento nella discarica.

    Il diario dell’imperfezione: la rosa rossa
    La scrittura può essere una grande terapia: guarisce i blocchi, le paure, aiuta a essere più consapevoli di noi stessi, dando voce alle nostre imperfezioni, al rimosso, al disagio, a pesi che ci portiamo dentro e che non troverebbero altra via d’uscita, per poi affidarli a un amico lontano, che seppur non ti conosce di persona, riuscirà a interpretarli nella maniera giusta e a immedesimarsi in te: il lettore.

    La truffa sentimentale: Rosa Rosa
    Il bisogno di affetto, di essere amati, riconosciuti, il desiderio di trovare l’altra metà per sentirsi completi a volte è così forte che si cede all’illusione, alla magia della favola, spiccando il volo senza avere ali e così si finisce poi sul pavimento, facendosi male. Qualcuno asserisce che non è importante farsi male quando si finirà a terra, ma quel breve momento in cui ci si sente come se si stesse volando.

    The “Rose Trilogy” sarà presto pubblicata anche in versione italiana per la Di Carlo edizioni.
    Il primo racconto, La “Rosa” gialla, è stato già pubblicato in versione audible, un dono dell’autrice per gli ipovedenti ed è presente nell’ antologia letteraria” Vibrations littéraires” edizioni We in lingua francese e italiana.
    Il 12 novembre ci sarà la presentazione ufficiale in lingua francese a Roma nella Cappella Orsini in presenza dei membri dell’istituto di cultura francese e dell’Ambasciata di Francia.
    La scrittrice Maria Tedeschi ha in programma anche altre presentazioni all’estero e in Italia.

    Maria Tedeschi è docente di Lingua e cultura inglese presso il Liceo Classico Plinio Seniore di Castellammare di Stabia.
    Da diversi anni è la referente dell’istituto per l’internazionalizzazione e mobilità internazionale degli studenti, in più cura le pubbliche relazioni in lingua inglese dell’istituto con i paesi orientali e con gli enti diplomatici.
    Appassionata di viaggi, di musica rock e di letteratura, vive nella provincia di Napoli con marito e due figli.
    Ha sempre adorato lo storytelling realizzando diversi cortometraggi, anche in lingua inglese, che hanno ottenuto il primo posto o la medaglia d’oro nelle competizioni nazionali.
    Ha esordito con Non chiudere quella porta edito da Iseaf books che ha avuto diversi riconoscimenti, tra cui la menzione d’onore al concorso “Amore sui generis” 2° edizione.
    Il secondo romanzo La Maiastra e le vite invisibili ha vinto il premio internazionale “Letteratura” dell’istituto italiano di cultura di Napoli edizione 2021, è stato ospitato nei maggiori saloni nazionali e internazionali e parteciperà a Sanremo writers 2023.
    Ha collaborato con i Telìa, band finalista di Sanremo trend 2022, per il testo della loro canzone.

    Il libro The Rose Trilogy è disponibile in versione digitale e cartacea con copertina flessibile su Amazon, 72 pagine.

    Link per l’acquisto: https://amzn.to/3Duvjf5

  • “ASIMOV IS NOT DEAD”, la nuova compilation elettronica italiana!

    Asimov Is Not Dead - Compilation WDR31

    Isaac Asimov è stato uno dei più grandi scrittori di fantascienza e uno dei più ineguagliati divulgatori scientifici del mondo. Io, robot: un titolo diventato famoso grazie al cinema, ma che nasconde una storia ben più grandiosa rappresenta infatti l’avvento di quelle che tutti oggi conosciamo come “Le tre leggi della robotica”. Pubblicato per la prima volta nel 1950 vede formulate e applicate quelle norme che regolano il comportamento delle “macchine pensanti”. Racconti che mentre parlano di androidi ci svelano i lati più reconditi della bizzara natura umana. Un pezzo di storia contemporanea, capace di influenzare la realtà per mezzo della fantasia. Perché la letteratura, a volte, non si limita a precedere i tempi, ma ci guida verso un futuro prima impensabile.

    White Dolphin Records presenta questa compilation ispirandosi a questi concetti con 6 artisti della scena elettronica italiana e con 9 tracce. Il titolo dell’opera da cui trae ispirazione, si tratta di una libera rivisitazione del libro originale dello scrittore.

    1. Un robot non può recar danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno.
    2. Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che contrastiono la Prima Legge
    3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo questo non contrasti con la Prima o Seconda Legge.

    Manuale di Robotica, 56° Edition

    Il disco si apre con la band veneta elettro pop EkynoxX di Frank Rossano con le inedite “Android Poem” e “RetroFuture”, accompagnati dalla splendida voce della cantante Patty Organtini. La loro musica affonda con un approccio contemporaneo ed innovativo, nelle tematiche ‘retrofuturiste‘ affrontate con sonorità raffinate e pop.

    Si prosegue con il rover marziano abbandonato nel “dance floor” del trio elettronico live “mittel-europeo” Arbeiter, l’esercito degli automi di Devya con la traccia “Kyashan” il ragazzo androide, ispirata al cartone animato giapponese creato da Tatsuo Yoshida. E’ il turno della “industria tossica” di Kabal Apokalypse con i suoi Toxic Industry della Funeral Records Autoproduction , con tre tracce (Worlds of Androids, Module Antares e Vortex) che descrivono le parole degli androidi, con chitarre inquadrate e ritmiche industriali. La compilation si conclude con Andy’s Market degli Stuka (con il loro omaggio a Flecht dei Depeche Mode) e Darquette (aka Patrizia Anzevino, AR della medesima label), eseguendo, enunciando con la tecnologia telefonica “Le Trois Lois de la Robotique” in francese con un suono vocale speech pitch formant.

    Etichetta : White Dolphin Records

  • Sviluppo rurale e giovani, un binomio urgente e possibile

    In Lombardia, prima regione agricola d’Italia, settimana dedicata allo sviluppo rurale alla strategia LEADER. Staffetta verde tra il Forum Giovani e il Forum Leader 2022 nel territorio del GAL Valle Brembana 2020 per rendere le aree rurali più accoglienti, competitive e sostenibili.

     

    Il futuro dei territori rurali dipende dalle nuove generazioni. Con questa responsabilità, under 30 provenienti da tutto il territorio nazionale sono riuniti da oggi al 12 ottobre per la prima edizione del Forum LEADER Giovani; per definire nuove visioni, per rendere la qualità della vita nelle aree rurali competitiva e sostenibile. I giovani sono chiamati a presentare la loro visione di futuro ai rappresentanti dei 200 GAL italiani che, dal 13 al 15 ottobre, in seno al Forum Leader 2022, si confronteranno su sostenibilità e valorizzazione del capitale sociale, culturale e ambientale delle aree rurali. Obiettivo comune: riflettere sulla strategia LEADER (Collegamento fra azioni di sviluppo dell’economia rurale) e su come capitalizzare al meglio quanto fatto dai GAL nella prospettiva della programmazione europea 2023-2027.

     

    Nella prima regione agricola d’Italia che ha saputo conservare intatta la vitalità dell’attività agricola, nei comuni del territorio del GAL Valle Brembana 2020, suddivisi in 6 gruppi di lavoro tematici in competizione tra loro, i giovani, già attivi in progetti di sviluppo locale di tutto il territorio nazionale, saranno al tavolo insieme, in un forum diffuso, per lavorare su progettazione, scambio di buone pratiche ed esperienze. Un lavoro tecnico e partecipato di forte impatto, che proietta i giovani in una prospettiva internazionale per il futuro delle aree rurali, sia dal punto di vista socio-economico che ambientale.

     

    Forum LEADER Giovani, è un’iniziativa gratuita di formazione partecipativa, organizzata, in occasione dell’anno Europeo dei Giovani, dal GAL Valle Brembana 2020 in collaborazione con RRN-Rete LEADER, Forum LEADER e dei GAL fondatori della SISL (Scuola Italiana dello Sviluppo Locale).  https://www.reterurale.it/forumleadergiovani2022.

     

    Tre giornate fitte di laboratori, discussione e analisi per arrivare, mercoledì 12 ottobre, a presentare la propria visione di futuro sui temi cardine dello sviluppo rurale, partendo da casi concreti già realizzati nei Comuni ospitanti. Per la prima volta un Forum diffuso che coinvolge amministrazioni, associazioni e giovani del territorio chiamati ad ospitare i gruppi di giovani.

    Sotto la lente esperienze emblematiche: i giovani agricoltori che a Val Brembilla e in Valle Taleggio (4293 abitanti) hanno avviato aziende agricole integrate con il Consorzio di Tutela della DOP “Strachi tunt” e una Cooperativa agricola, puntando su produzioni di qualità; il percorso di cittadinanza attiva di Corna Imagna (921 abitanti) dove un progetto di Cooperazione del GAL, sta portando al riconoscimento in Lombardia di una certificazione di competenza per i manutentori di muretti a secco (patrimonio UNESCO); a S. Omobono Terme (3.878 abitanti) l’Accademia Sport Valle Imagna, esperienza di vitalità della comunità che ha permesso di strutturare un’offerta sportiva articolata per i bambini e i ragazzi che risiedono in paesi piccoli e piccolissimi, molto distanti fra loro;  l’albergo diffuso e le attività proposte dalle Donne di Montagna, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ornica (147 abitanti), che hanno consentito di rilanciare il paese situato in un’area fortemente soggetta a spopolamento favorendo la nascita dell’’Ecomuseo Centro Storico Borgo Rurale di Ornica (2009); a Serina (2049 abitanti) l’esperienza del territorio della Val Serina dove realtà cooperativistiche guidate da giovani, dal 2008 offrono opportunità di lavoro anche a persone svantaggiate; il caso studio di Dossena (910 abitanti) e della Cooperativa I Rais, fondata da ragazzi di età media 25 anni, che ha dato vita – in strettissima collaborazione con l’amministrazione comunale – al rilancio turistico ed integrato del proprio territorio attraverso la riqualificazione di antiche miniere dismesse e la riqualificazione di un’area di cava attraverso il ponte tibetano più lungo d’Europa.

     

    Da queste esperienze e dai lavori dei giovani tecnici del mondo rurale nascerà l’idea forte, vincente, in base a criteri di applicabilità, narrazione e credibilità e, dopo l’autovalutazione, in base a un giudizio finale di una giuria di esperti.

     

    I Giovani apriranno il Congresso Nazionale del Forum Leader 2022 che prenderà il via il 13 ottobre in maniera diffusa nei territori del GAL Valle Brembana 2020. I rappresentanti dei 200 GAL italiani lavoreranno insieme sui temi prioritari per accompagnare i territori rurali nello sviluppo di strategie nel solco dell’Agenda 2030 ONU, lavoro che si concretizzerà in un manifesto condiviso.

     

    Parallelo ai lavori tecnici un programma di visite guidate, degustazioni, iniziative culturali per consentire ai partecipanti di vivere e condividere un’esperienza assolutamente immersiva e verosimile nelle aree rurali e montane.

     

    A dare il benvenuto ai giovani la presidente Lucia Morali   e il vicepresidente Luca Personeni del Gal Valle Brembana 2020, il sindaco di Zogno Selina Odette Fedi, il presidente della Comunità Montana Val Brembana, Jonathan Lobati, che hanno ribadito l’importanza di salvaguardare la realtà rurale attraverso una visione innovativa per portare nuova energia e nuova linfa ai programmi di sviluppo. Il programma dei lavori è stato illustrato da Patrizio Musitelli e da Marta Ratti Carrara rispettivamente direttore e animatore del Gal Valle Brembana 2020 e da Chiara Salerno e Laura Guidarelli di Rete Rurale Nazionale.

     

    Per saperne di più https://www.reterurale.it/forumleadergiovani2022

     

    Nota * la Lombardia si conferma da diversi anni, la prima regione agricola d’Italia: produce il 37% del latte italiano, il 42% del riso italiano, il 40% dei prodotti suinicoli italiani. E’ prima anche per superficie dedicata all’agricoltura, le cui attività coprono il 69% del territorio. 

     

  • Antonello De Pierro e Gaia Zucchi diventano protagonisti alla prima del docufilm su Zeffirelli

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e la celebre attrice, che sta per uscire con un libro dedicato al grande regista, hanno movimentato la prima della pellicola diretta da Anselma Dell’Olio

    Antonello De Pierro e Gaia Zucchi
    Roma – In attesa del centenario dalla nascita di Franco Zeffirelli, ricorrenza che vedrà la sua concretizzazione temporale il 12 febbraio 2023, iniziano ad affacciarsi sulla scena varie iniziative culturali, che celebrano il grande regista fiorentino di respiro internazionale.

    E non potrebbe essere altrimenti a fronte della caratura di uno degli intellettuali italiani più famosi nel mondo, il quale vanta una produzione internazionale per quasi tutti i suoi film. Quel cognome di fantasia con cui la madre lo registrò all’anagrafe (infatti era nato fuori dal matrimonio e le norme di allora prevedevano in tale circostanza che i figli non potessero prendere né il nome paterno, né quello materno) sarebbe stato destinato a campeggiare nelle più importanti pagine del cinema internazionale. Uno dei primi omaggi al cineasta porta la firma di Anselma Dell’Olio , al secolo Selma Jean Dell’Olio, la giornalista e regista moglie di Giuliano Ferrara. la quale ha realizzato un docufilm dal titolo “Franco Zeffirelli, conformista ribelle”. Prodotta da Francesca Verdini per La Casa Rossa e Rs Productions, in collaborazione con Rai Cinema, la pellicola è stata presentata lo scorso settembre alla 79^ Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, dove ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico. Con i contributi, tra gli altri, di Giancarlo Antognoni, Adriana Asti, Urbano Barberini, Roberto Bolle, Placido Domingo, Massimo Ghini, Giancarlo Giannini, Riccardo Tozzi, Luca Verdone e Pippo Zeffirelli, la Dell’Olio, partendo dalla voce di chi lo ha conosciuto, si avventura in una disamina attenta del suo essere un omosessuale cattolico convinto in un’epoca indubbiamente poco liberale rispetto a quella odierna. Ma soprattutto indaga quella singolare circostanza che lo vedeva osannato e venerato all’estero e trattato con sufficienza in Italia. E se è vero che un’antica locuzione latina recitava “nemo propheta acceptus est in patria sua“, sintetizzata in “nemo propheta in patria”, che i vangeli attribuiscono, ironia della sorte, a Gesù di Nazareth, nel caso di Zeffirelli questa congiuntura appare paradossale, quasi surreale, a fronte della sua indiscussa grandezza.

    Dopo una prima presentazione a Firenze a settembre scorso, per la prima romana è stato scelto il cinema Troisi, nel cuore di Trastevere. E così, l’altra sera, una ressa debordante di invitati ha invaso la sala per assistere al capolavoro della Dell’Olio. tra cui Marina Cicogna, che ha raccontato alcuni aneddoti legati alla sua conoscenza col maestro, gli attori Vinicio Marchioni, Emanuele Propizio e Andrea Di Bella, il regista Luca Verdone il produttore Riccardo Tozzi e i popolari giornalisti Pascal Vicedomini e Patrizia Caldonazzo, con il muro di fotografi appostato come da copione a immortalare la sfilata di Vip. Qualcuno forse attendeva il leader della Lega Matteo Salvini, che però non si è fatto vedere. Ma ecco che all’ improvviso accade ciò che non ti aspetti. A un tratto i fotografi, fino ad allora un po’ inattivi, forse delusi per l’assenza del segretario leghista, iniziano a scuotersi e a infiammarsi. Si avvicinano all’ingresso del Troisi un uomo e una donna e partono le raffiche di flash, che si abbattono sui due e squarciano il buio illuminando via Induno. Lui è Antonello De Pierro, il giornalista leader del movimento politico Italia dei Diritti – De Pierro, balzato agli onori delle cronache negli ultimi mesi per varie polemiche, tra cui proprio una diatriba a distanza con Salvini, il quale l’aveva definito “povero ominicchio”, suscitando l’accesa reazione di dirigenti e attivisti del movimento da lui fondato e presieduto. Peraltro De Pierro, con i suoi 174.000 follower sulla pagina Facebook è uno dei politici italiani più seguiti sui social, figurando al 73esimo posto nella classifica ufficiale che si aggiorna quotidianamente. Al suo fianco i professionisti dei flash a raffica riconoscono subito Gaia Zucchi, una delle attrici più talentuose del nostro panorama artistico, che li manda in visibilio, rinnovando il copione di alcuni anni fa, quando questa, protagonista di molti film, popolava le pagine di giornali e riviste ed era costantemente inseguita dai paparazzi e corteggiata dai migliori fotografi per servizi in studio. Ritiratasi per scelta a vita privata per qualche anno sta per riprendersi la scena partendo dalla pubblicazione di un libro prossimamente in uscita, che l’IdD, nel suo programma di promozione della cultura, ha deciso di sostenere. Il volume, edito da De Nigris, è dedicato proprio a Franco Zeffirelli e parla della sua grande amicizia col celebre regista. Il titolo è “La vicina di Zeffirelli” ed è un concentrato di aneddoti narrati con grande sincerità e conditi dall’ironia che la caratterizza. Con l’entusiasmo di sempre Gaia, a quanti le chiedono altri particolari, dà appuntamento all’imminente uscita del libro.

  • Fluttuazioni – Vania Elettra Tam

    Fluttuazioni - Vania Elettra Tam - Galleria Mossini - MN

    D’origine comasca, cresciuta artisticamente a Milano e ora mantovana per scelta, Vania Elettra Tam torna ad esporre nella città virgiliana dopo la Biennale diffusa del 2011 tenutasi a Palazzo Te e la grande antologica allestita nel 2017 al Palazzo della Ragione. La mostra, dal titolo emblematico Fluttuazioni, inaugura sabato 12 novembre alla Galleria Mossini per la curatela di Carlo Micheli e si protrarrà fino all’8 gennaio 2023.

    Fluttuazioni è un titolo che ben si adatta alla più recente produzione di Vania Elettra Tam, ma in particolare alle opere qui esposte. L’ironia e la seduzione delle sue sceneggiature si sovrappongono ad una velata critica sociale ma dallo sguardo sempre lieve, divertito e surreale. Lo spettatore è invitato a giocare con le unità di tempo, di luogo e di spazio, con la consapevolezza che niente è come sembra… il tutto filtrato attraverso il variegato universo femminile che nell’intera opera di Vania Elettra Tam è protagonista assoluto di un immaginario al tempo stesso reale e irreale, ironico e onirico.
    La mostra voluta da Marcello Mossini consentirà di godere, non solo visivamente, delle preziosità di Vania, delle sue qualità artistiche, ma anche del suo sense of humor, della sua corrosiva leggerezza, della sua soave crudeltà…

    titolo: Fluttuazioni
    artista: Vania Elettra Tam
    categoria: personale
    curatela: Carlo Micheli 
    durata: 12 novembre 2022 – 8 gennaio 2023
    inaugurazione: sabato 12 novembre dalle ore 18.30

    sede: Galleria Mossini
    indirizzo: via Cavour 104 – Mantova
    info: [email protected] +393405671242 www.galleriamossini.it
    orari: sab. dom. lun.16:30 – 19:00
    mar. mer. gio. ven. 09:00 – 12:30 | 15:30 – 19:00

    La Galleria Mossini è situata nel cuore di Mantova, a due passi da Palazzo Ducale, e opera da oltre quarant’anni nel settore trattando opere di arte antica, moderna e contemporanea di eccellente qualità.

  • La bellezza, la filosofia e il Möbius strip

    Il nuovo libro di Giacinto Plescia

    Di fronte alle manifestazioni della forza della natura e delle umane tragedie sorge il senso della paura e dell’angoscia ma anche della bellezza e del sublime.
    La bellezza presuppone forma, misura, proporzione, simmetria, il sublime richiama grandezze incommensurabili che generano sgomento e terrore.
    La bellezza e il sublime sono due poli in un continuo: un polo è la bellezza associata a un principio di organizzazione, l’altro rappresenta una disorganizzazione, una distopia e scaturisce dalla scoperta dell’abisso costitutivo dell’esistenza.
    È la differenza tra due spazi topologici che s’incontrano come in un nastro di Möbius: un fiore, un poema, un dipinto, o un brano musicale, che possieda bellezza del primo genere può essere vista anche come bellezza del secondo genere.
    Si ha la compresenza di due sensibilità in una: la physis, bistabile, si biforca e abita lo spazio möbiusiano: un meta-paradigma aldilà della metafisica-ermeneutica-epistemica.

    Giacinto Plescia si laurea in Architettura al Politecnico di Torino, consegue n.2 Attestati di perfezionamento in “Scienza e Filosofia, Temi di Epistemologia Generale ed Applicata” e n.1 in “Estetica ed Ermeneutica delle Forme Simboliche” all’Università di Firenze.

    Partecipa a Concorsi universitari di Docenza, Convegni internazionali e nazionali di Fisica, Modelli Matematici e Urbanistica.
    All’attivo ha molte pubblicazioni di Filosofia, Urbanistica, Modelli Matematici e Topologia. Ha presentato dei brevetti sul Fullerene ad Università ed agenzie.

    Il libro La bellezza, la filosofia e il Mobius strip è stato pubblicato su Youcanprint, per la categoria Scienze Accademiche.
    È disponibile in versione digitale e cartacea con copertina flessibile, 118 pagine.

    Link dell’autore:

    Sito web: https://www.giacintoplescia.it/
    Blog: https://giacintoplescia.blogspot.com/
    Blog di Scienze e Humanities: https://frame-frames.blogspot.com/

    Link per l’acquisto:

    Amazon: https://amzn.to/3TDC5po
    Youcanprint:https://www.youcanprint.it/la-bellezza-la-filosofia-e-il-mobius-strip/b/3fd98d02-7ec2-5fc6-9a93-26f67b9cdcb6

  • Andrea Mascetti: arte e cultura, Valore Italia disegna il futuro del Paese

    Dallo scorso febbraio nell’Advisory Board di Valore Italia, Andrea Mascetti ha preso parte all’evento organizzato a Montecitorio per presentare il programma di proposte lanciato dall’ente per il futuro del Paese.

    Andrea Mascetti: Valore Italia lancia una grande sfida per il futuro del Paese

    Andrea Mascetti è entrato nell’Advisory Board di Valore Italia lo scorso febbraio: a distanza di pochi mesi l’ente, nato per promuovere una maggior diffusione dell’arte e della cultura nel Paese, ha lanciato quella che è stata definita, a ragione, una grande sfida per il futuro dell’Italia. Lo ha fatto lo scorso 21 settembre nella Sala Stampa di Palazzo Montecitorio presentando una serie di proposte basate sull’assunto “programmare significa tutelare”. Il programma di Valore Italia si incarna concettualmente nell’ambito della cosiddetta “conservazione programmata” e si pone l’obiettivo di modellare il futuro dell’Italia su valori fondamentali quali bellezza dei paesaggi e identità territoriale attraverso una visione di lungo periodo (almeno 30 anni): un percorso da portare avanti in sinergia con altri tipi di transizione come quella green. Tra le numerose avanzate, è stata proposta una riforma fiscale che consenta, da un lato, la detraibilità delle spese culturali e, dall’altro, l’abbassamento dell’IVA sulla vendita delle opere d’arte contemporanea e in generale sui prodotti di cultura, al pari dell’IVA agevolata per la vendita dei libri. Incentivare la cultura significa poi sostenere il coinvolgimento di privati e imprese private nelle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale: fare impresa d’altronde è anche fare cultura.

    Andrea Mascetti a Montecitorio: l’importanza dell’arte e della cultura per l’Italia nel programma di Valore Italia

    Insieme ad Andrea Mascetti sono intervenuti nel corso del convegno presso la Sala Stampa di Palazzo Montecitorio anche il Direttore Scientifico di Valore Italia Angelo Crespi, l’On. Federico Mollicone (Coordinatore dell’Intergruppo parlamentare “Cultura, Arte, Sport”) e Patrizia Asproni, Presidente della Fondazione Industria e Cultura. L’ente, nato nel 2019 sotto forma di impresa sociale per rilanciare la Scuola di Restauro di Botticino, propone inoltre l’estensione dell’Art Bonus a istituti e fondazioni private, la costituzione di un fondo cultura per l’innovazione tecnologica delle imprese e un sostegno permanente al libro e alla lettura sul modello proposto da Fondazione Cariplo al cui interno Andrea Mascetti opera da anni proprio in qualità di Coordinatore della commissione Arte e cultura. Tra le diverse soluzioni proposte da Valore Italia figurano inoltre la riattivazione della cosiddetta legge “Duepercento” (estesa per esempio alle opere infrastrutturali), l’istituzione di una rete di residenze di artista nei borghi da ripopolare oppure nei luoghi dismessi all’interno di grandi città e l’apertura di una serie di spazi espositivi (sul modello kunsthalle) per dare la possibilità ai giovani di esporre con più facilità.

  • Daniel Mannini: il mio progetto artistico per festeggiare i 100 anni simbolici di Margherita Hack

    Il 2022 è l’anno in cui ricorre un anniversario da non poter assolutamente dimenticare: la scienziata astrofisica Margherita Hack, mancata nel 2013, avrebbe compiuto ben 100 anni. Questo compleanno simbolico va celebrato in forma di rispettoso riconoscimento ad honorem, riservato a una donna unica e ineguagliabile, che ha sempre mantenuto e conservato un’autenticità di pensiero e di idee senza mai farsi condizionare e tanto meno vincolare da niente da nessuno, dimostrando una coerenza inconfutabile sia a livello lavorativo sia nella vita privata. Il pittore fiorentino Daniel Mannini ha tenuto a dedicare un progetto artistico proprio come gesto pregevole di ossequiosa ammirazione verso la Hack e verso il suo operato in campo di ricerca e studio, nonché verso la grande onestà intellettuale e l’integerrima integrità etica e morale, sempre solida e inossidabile. La curatrice del progetto artistico, la dottoressa Elena Gollini, ha rimarcato a tal proposito: “Ho voluto affidare a Daniel in modo esclusivo la celebrazione di una figura illustre a me particolarmente cara, avendo avuto l’onore e la fortuna di frequentarla sia in ambito professionale sia in ambito privato e facendo parte anche dell’Associazione-Fondazione omonima, creata per tenere sempre viva la memoria di questa eccezionale donna di geniale intelletto, così come di spiccata sensibilità e frizzante spirito battagliero. Daniel sta facendo dei passaggi nevralgici per la sua evoluzione creativa e la sua sperimentazione pittorica. Questo progetto segna un solco profondo, avendogli permesso di riflettere e di approfondire una formula espressiva per offrire il miglior risalto agli scritti dedicati a Margherita e per far emergere appieno anche il sentimento accomunante di stima riconoscente e di sincera gratitudine, che si estende a tutti noi. Margherita ci ha lasciato tutta se stessa, tutta la sua capacità, le sue doti, il suo talento. Ci ha fornito nozioni e insegnamenti guida, che sono alla base del lavoro svolto dai suoi colleghi oggi e saranno ancora degli ottimi spunti di riferimento anche in futuro. Margherita ha rappresentato e rappresenta un esempio a modello di indomita donna carismatica, artefice del proprio destino, ma al tempo stesso sempre altruista e prodiga verso gli altri e verso il bene del prossimo, anche se sconosciuto. Ecco, perché la sua missione-vocazione, non è stata soltanto limitata al campo astrofisico, ma è andata ben oltre, a toccare temi e visioni sociali di ampia proiezione, a diventare emblema di valori cardine di civiltà e di coscienza collettiva, a ergersi coraggiosamente come presenza pubblica senza maschere e senza finzioni, tanto da fare la differenza in ogni situazione presa come causa da perorare”.

    SCARICA IL PROGETTO su danielmanniniart.it/progetti

  • Il ritorno di Gaia Zucchi, De Pierro a sostegno del suo libro su Zeffirelli

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti, nell’ambito del progetto di valorizzazione della cultura da parte del movimento che presiede, annuncia l’appoggio al volume scritto dall’eclettica attrice
    Antonello De Pierro e Gaia Zucchi

    Roma – A volte il nostro percorso esistenziale estrae dall’imperscrutabile cilindro del destino incontri inattesi. Ci sono quelli che cambiano la vita, quelli che spalancano nuovi orizzonti esplorativi nei campi di interesse professionale o quelli che vanno semplicemente ad aprire nuovi percorsi socioamicali o riprendono le fila di conoscenze che il divenire fenomenico del tempo, con i suoi molteplici risvolti, aveva relegato agli angoli del percorso esistenziale e nei meandri della mente.

    Anche se non è dato sapere a quale delle prefate opzioni ascriverlo è quanto accaduto al giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro e all’attrice e scrittrice Gaia Zucchi. Dopo lo spartiacque forzato imposto dall’emergenza pandemica l’amico comune Paolo Pazzaglia, il notissimo imprenditore playboy bolognese, organizza un megaparty con quasi mille invitati nella sua dimora regale di Roma, attico e superattico con vista mozzafiato sulla vera “Grande Bellezza” della Città Eterna. Qui, nel cuore del jet-set romano, che finalmente inizia nuovamente a pulsare, i 2 si rincontrano dopo molto tempo. De Pierro ha sempre nutrito grande stima per la Zucchi e in passato le aveva dedicato vari articoli. In un confronto dialogico scivolato tra note amarcord e progetti futuri, il filo discorsivo si posa sul nuovo libro scritto dall’eclettica artista. Il titolo è “La vicina di Zeffirelli” ed è edito da De Nigris. Dai file mnemonici del leader dell’IdD emerge un aneddoto legato a un’intervista rilasciatagli ai suoi esordi dal celebre regista. Ciò sollecita le sue corde emozionali, da cui promana un comando imperioso a leggere immediatamente il volume partorito dal talento letterario della sua amica. Da qui la scelta di inserirlo nella lista dei prodotti culturali a cui l’Italia dei Diritti dedica periodicamente la sua attenzione in nome del sostegno alla cultura italiana. Un libro “irriverente”e dall’ animo ribelle. La storia della Zucchi, attrice non conforme, sì racconta in un’esplosione di ironia e sincerità. Storie di sogni infranti ed esauditi, fughe dalla normalità, per inseguire le gioie più immense e nascoste. Segreti e aneddoti di una vita, al di sopra delle righe, vissuta con delicatezza. Dalla grande amicizia con Zeffirelli, mentore e fonte di ispirazione, alle infinite dosi di saggezza, mescolate a forza ed entusiasmo, al coraggio di una donna indomabile. Attrice, madre e guerriera senza fine. Storie immerse e leggere che, come le onde del mare, superano i mali del mondo, per tornare a vivere. Come l’araba fenice che rinasce tra le ceneri, per risorgere, sotto un cielo di cristallo.
    Gaia Zucchi

    Sono felice — dichiara De Pierro — che Gaia, attrice che ai bagliori della popolarità usa e getta ha sempre anteposto la concretezza del mestiere, abbia realizzato quest’opera. L’entusiasmo con cui ne parla e l’emozione che trapela in ogni sua espressione riferita a Franco Zeffirelli accendono in chiunque l’ascolti la fiamma della curiosità. La naturale conseguenza è il farsi largo inevitabilmente l’impulso a correre ad acquistare il libro. E’ proprio sotto il profilo emozionale che sono rimasto piacevolmente colpito. Un profluvio di emozioni espresse mentre si percepisce l’affondo sul pedale della raffinatezza e della ricerca stilistica. Zeffirelli è stato e resta immortale come patrimonio della cultura italiana e pertanto chiederò a tutti i nostri consiglieri eletti di promuovere la presentazione di questo libro rispettivamente nei comuni in cui espletano il loro munus elettivo“.
    Antonello De Pierro e Gaia Zucchi

  • Aperte le iscrizioni al 19° accordi @ DISACCORDI – Festival internazionale del cortometraggio

    Scade il 23 settembre 2022 il bando per partecipare alla 19.ma edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio che si svolgerà a Napoli presso la location d’elite del Palazzo delle Arti Napoli – PAN, Sala Di Stefano, dal 7 al 13 Novembre. Il tema del Festival è: consonanze e dissonanze dei nostri tempi.

    La partecipazione al concorso è gratuita ed aperta ad opere di durata massima di 25 minuti (per i documentari è ammessa la durata fino a 35 minuti) completate dopo il 1 gennaio 2019. Il bando di concorso ed il regolamento per partecipare sono disponibili sul sito  www.accordiedisaccordi.it   La  kermesse diretta da Pietro Pizzimento e Fabio Gargano,  è organizzata da Associazione Movies Event, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e con il sostegno del fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

    I finalisti del concorso avranno a disposizione una vetrina d’eccezione per farsi conoscere dal pubblico e dagli addetti ai lavori della Città di Partenope e staranno a contatto con altri registi, produttori ed attori di fama riconosciuta.

    La giuria composta da professionisti della filiera cinematografica assegnerà  premi e menzioni speciali alle opere e agli autori che si saranno particolarmente distinti nelle categorie come miglior cortometraggio internazionale, miglior cortometraggio nazionale, miglior cortometraggio prodotto o ambientato in Campania, miglior cortometraggio d’animazione, miglior documentario e miglior cortometraggio a tematica ambientale. Inoltre verranno riconosciuti premi al miglior regista, miglior attore, migliore attrice dei film brevi in concorso, e il pubblico del festival assegnerà il suo  premio al miglior cortometraggio.

    Info:  www.accordiedisaccordi.it   – tel. 0815491838

     

  • Il monastero del diavolo, il romanzo di esordio di Giovanni Morlari, tra horror e fantascienza

    copertina Milano (MI) – Qual è il prezzo dell’ambizione? Quanto costa il successo per una scoperta capace di rivoluzionare il mondo? E soprattutto che valore ha l’esistenza se certe conquiste svelano confini talmente inquietanti da mettere a repentaglio la stessa vita? Questi e molti altri interrogativi attraversano Il monastero del diavolo di Giovanni Morlari, la storia di un’avventura al limite con l’immaginazione più terrificante.

    L’autore di origine milanese sfrutta uno pseudonimo per conquistare il pubblico con un romanzo horror dalle venature fantascientifiche. Alla stregua di un Dottor Jeckyll e Mister Hyde dichiara sui social di condurre una doppia vita: “impiegato di giorno e scrittore al calar delle tenebre”. La passione di Giovanni Morlari per l’occulto lo accompagna fin da giovanissimo, e ne Il monastero del diavolo, la sua prima prova narrativa, dimostra ottime conoscenze di religione, fantascienza e filosofia tradizionale.

    Da Edgar Allan Poe a Stephen King l’horror ha sempre prediletto i passaggi spaventosi che la mente umana sa concepire conducendo il lettore all’interno di quel cerchio intimo che è il perturbante freudiano. Ciò che non appare, o che appare poco, o che può essere solo immaginato e non classificato, suscita la paura fino all’angoscia più allarmante con successiva quiete in cui si annida il passibile spettro del ritorno del male. Uno schema narrativo che Giovanni Morlari utilizza ne Il monastero del diavolo attraverso una scrittura accattivante e intellegibile, capace di soffermarsi su particolari e parentesi riflessive di un plot ad alta tensione.

    La trama ben articolata vede Marco e Matteo due fratelli della Brianza, orfani di padre e con una madre psicolabile, alla ricerca di uno spiraglio che riscatti le loro esistenze provate. In particolare Matteo, il più sensibile e dotato intellettualmente ma anche il più e fragile, asseconda l’ambizione del fratello che avverte la necessità di un cambiamento e, di fronte all’invenzione di un anziano signore, riconosce l’occasione di una vita. All’interno di una compagnia un po’ troppo ingenua approdano Simone vecchio compagno di scuola, Lucia ex fidanzata di Marco, e tre personaggi tanto strambi quanto pericolosi di bulgakoviana memoria. Tra esperimenti paranormali, misteriose leggende e luoghi tenebrosi, il viaggio dei protagonisti attraverserà un portale per un’altra dimensione contraddistinta da incontri con entità spettrali e scomparse inverosimili.

    L’aspetto psicologico appare rilevante. Il desiderio di Morlari di distaccarsi dal quotidiano alla ricerca di verità oscure è indice di una forte introspezione che richiama l’idea junghiana degli archetipi: la dualità umana insita nel confronto tra i fratelli, la figura del matto in Simone, l’anima nell’immagine di Lucia. Il tutto contornato da un velo di religiosità ben congegnato che insinua dubbi e revoca certezze di ortodossa memoria e da un tono catartico di intensa umanità.

    Il monastero del diavolo è un romanzo da leggere tutto d’un fiato assaporando una trama intrigante, capace di far riflettere e rabbrividire insieme.

  • Tra nuovi arrivi e nascite il Parco Faunistico Le Cornelle continua nel percorso di tutela e salvaguardia delle specie in via d’estinzione

    Un piccolo Saimiri, un Sitatunga e quattro cuccioli di Suricati con l’arrivo di un Bongo e di un Tamarino, sono gli ultimi esemplari accolti al Parco a dimostrazione dell’attenzione al benessere delle specie animali.

    Il Parco Faunistico le Cornelle si conferma alleato nella tutela e salvaguardia delle specie animali più a rischio e nelle ultime settimane ha accolto nuovi arrivi e nascite: la famiglia dei Suricati si amplia con 4 nuovi cuccioli, insieme a quella di Saimiri e Sitatunga; sono arrivati anche due nuovi esemplari da due strutture europee, una femmina di antilope Bongo e un esemplare di Tamarino.

     

    Il Parco, da sempre impegnato nella tutela e nella salvaguardia delle specie maggiormente a rischio, aderisce e partecipa attivamente a progetti europei e, grazie ai programmi EEP (EAZA Ex Situ Programme), il Parco ha accolto da una struttura di Praga una femmina di antilope Bongo che andrà ad integrarsi al gruppo di 3 esemplari già presenti al parco.

    Il Bongo è un’antilope delle foreste pluviali dell’Africa che oggi è a grave rischio di estinzione a causa della caccia per le lunghe corna, lo splendido manto striato e la sua carne, l’arrivo di questo esemplare non appartenente alla stessa linea di sangue di quelle già presenti al Parco va ad ampliare il gruppo di esemplari della struttura, permettendo così di generare una nuova linea che possa garantire il mantenimento della specie.

    Dalla struttura di Straubing, Germania, ha fatto il suo ingresso al Parco un esemplare di Tamarino dalla chioma di cotone maschio, specie originaria del Sudamerica e riconoscibile dalla sua “chiome arruffata”. Anche questa specie è inserita nel programma europeo EEP di tutela e salvaguardia delle specie ed arriva alle Cornelle dopo i lavori di ampliamento dell’exhibit che riserva agli animali maggior spazio all’aria aperta, così da garantire un maggior benessere per gli animali.

    Non solo trasferimenti da altre strutture zoologiche, in queste settimane il Parco ha dato il benvenuto anche a nuovi cuccioli: primo successo tra tutti è la nascita di un cucciolo di Saimiri, un piccolo primate originario dell’America Centrale inserito anch’esso in un programma EEP. Sono chiamate anche “scimmie scoiattolo”, poiché caratterizzate da una coda molto lunga che permette di bilanciarne i movimenti durante le acrobazie tra i rami. Una nascita avvenuta dopo molto tempo, a testimonianza dell’attenzione che il Parco pone nei riguardi di tutte le specie. I Saimiri, infatti, sono animali primariamente sociali e hanno necessità di un grande gruppo per potersi riprodurre e prendersi cura dei piccoli. Al Parco, la comunità di Saimiri è formata da 4 esemplari, rispettivamente un maschio e tre femmine che hanno amorevolmente accolto il nuovo arrivato.

    Seconda cucciolata in meno di un anno per la famiglia di Suricati – che danno il benvenuto a quattro nuovi cuccioli – e di Sitatunga, con una piccola esemplare da pochi giorni.

    IL CONTEST SU FB

     

    Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome al cucciolo di Saimiri avrà la durata di 3 giorni (dal 4 ottobre al 7 ottobre 2022) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, infatti, potrà partecipare alla scelta del nome commentando il post dedicato con la proposta di nome. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento ai post. Per ogni post è possibile indicare solo un nome. Nel caso in cui più fan proponessero il nome che sarà poi scelto dallo staff del Parco per il cucciolo, vincerà il contest colui che lo ha postato per primo, farà fede la data e l’ora riportate nel post presente sulla pagina del parco.

  • Percorsi intrecciati e vite parallele, Le storie di Irut

    Percorsi intrecciati e vite parallele è il nuovo romanzo dell’autore Le storie di Irut, lo conosciamo in questo articolo.

    Scelte casuali, azioni insignificanti, incontri inaspettati contribuiscono a comporre il puzzle di ogni esistenza. Imboccare una strada rispetto un’altra, trovarsi li, per caso, ti consentirà di vivere delle opportunità mai pensate prima.
    E solo quando s’inizia a desiderare, a diventare irrequieto, fissare prepotentemente ciò che è stato deciso debba succedere a noi, solo allora, ti rendi conto che non puoi più ignorarlo.
    Sarà così che inizierà il percorso, quelle piacevoli sensazioni, quelle coinvolgenti passioni, per il tempo a noi concesso.
    Così tutto sarà svelato, tutto sarà posto lì dove era previsto, mentre a noi resterà soltanto il retrogusto di quanto vissuto, la percezione che tutto sommato sia stato utile viverla.

    Dalla lettura di questo romanzo si evince fin da subito la scrittura incredibilmente eccelsa.
    L’autore riesce ad accompagnarti in questa storia come se fosse una sola e lunga poesia, facendo diventare la sua scrittura un atto automatico, come respirare.

    Il romanzo Percorsi intrecciati e vite parallele è pubblicato da ilmiolibro.it nella categoria narrativa.
    È disponibile in versione digitale e cartacea con copertina flessibile, 136 le pagine.

    Le Storie di Irut, nasce dall’esigenza di raccontare un finale diverso alle storie lette e dall’urgenza di narrare episodi di vita vissuta, che intrecciati con mondi ideali, consentano al lettore di riscrivere la propria esistenza.
    Dalle parole dell’autore: “Irut è anche l’altro me, grazie a lui riesco a immaginare e narrare mondi ideali, “Storie”, appunto, nelle quali chiunque si appresti a leggerle possa interrogarsi o rivedersi in alcuni dei momenti descritti.”

    Link per l’acquisto:

    Amazon: https://amzn.to/3CsJ6DA

    Ilmiolibro: https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/612948/percorsi-intrecciati-e-vite-parallele/

    Feltrinelli:
    https://www.lafeltrinelli.it/percorsi-intrecciati-vite-parallele-libro-le-storie-di-irut/e/9788892385962?queryId=9d9989e5f80338e03b8ad4a10d11db05

  • Le prigioni interiori dell’esistenza umana nel nuovo romanzo di Marco Spinicci

    Pistoia – Può l’individuo sottrarsi ai condizionamenti naturali e sociali che, sin dall’infanzia, vanno definendo i confini delle sue prigioni interiori? Può, con la libertà di scelta, sfuggire al campo di forze deterministiche e scardinare le sbarre di quelle prigioni? Sono le domande che Marco Spinicci solleva nel suo nuovo e intrigante libro, A ciascuno la sua prigione, appena pubblicato dalle edizioni Porto Seguro di Firenze. Il libro, con un sapiente intreccio narrativo, incastra alla perfezione romanzo di formazione, giallo e saga familiare, in una più ampia cornice che contempla riflessioni di natura filosofica sulla condizione umana e motivi di dura critica sociale.
    Marco Spinicci, medico odontoiatra, vive e lavora a Pistoia. Nella scrittura esprime la sua dimensione interiore, cercando un’armonia tra gli accadimenti della vita. Ha pubblicato il saggio La virtù della libellula; le sillogi poetiche Oltre l’orizzonte L’acqua saliente; i romanzi Ti accenderò di amore antico e L’abbraccio dell’acqua. Ha ottenuto il Premio Ferrucci Montagna Pistoiese per la poesia e la menzione di merito al Premio Argentario per la narrativa.Nel nuovo libro l’autore dispone gli avvenimenti – che si svolgono tra l’Emilia Romagna, l’Eritrea e la Toscana dagli anni Venti agli anni Ottanta del Novecento – in un ordine non lineare, anticipando o posticipando alcuni fatti rispetto al loro succedersi naturale. Frammenti di storie, destini che si incrociano, trame multiple che si intrecciano e si aggrovigliano. Per poi dipanarsi nel finale e confluire in un’unica, complessa, vicenda nella quale ritroviamo tutti i sentimenti, le passioni, le emozioni e le ragioni che agitano l’infinito garbuglio delle esistenze umane.Lagune comacchiesi, anni Trenta. Giuditta Dacreni, figlia di umili pescatori di anguille, nel passaggio dall’infanzia alla pubertà, scopre di avere una rara alterazione dei caratteri sessuali nota come pseudoermafroditismo, che influisce sul suo carattere e sul suo aspetto fisico.

    La giovane cresce in una società che esalta il virilismo e assegna alla donna il ruolo di angelo del focolare. Prigioniera del suo corpo androgino, sotto il peso dei pregiudizi familiari e sociali, si chiude in sé e diventa ostile verso il prossimo. E «nessuna prigione è peggiore di quella che ci costruiamo noi stessi». Nel dopoguerra, rompe definitivamente con la famiglia d’origine e si trasferisce a Lucca, dove inizia una nuova vita. Anni di ingiustizie, umiliazioni e patimenti, ne piegheranno il carattere. Riuscirà a riappacificarsi con sé e con gli altri poco prima della morte.

    La sua vicenda, da un lato, si lega a quella dello zio materno Agostino Signorini, morto nel 1926 ad Asmara, prima di conoscere la figlia nata da una relazione clandestina con una donna del luogo. Lei e la figlia avranno un ruolo importante nel prosieguo della vicenda. Dall’altro, si lega alla morte di Ottavio Rustici.

    Ottavio, che in gioventù si era macchiato di crimini orrendi nel nome degli ideali fascisti, nel dopoguerra prova a rifarsi una vita. Il lavoro come capo cantiere nelle cave di marmo a Seravezza, il matrimonio con Vanna Prisco e la nascita delle figlie Maddalena e Solidea fanno di lui un uomo nuovo. Finché i fantasmi del passato non tornano a materializzarsi. Michele, scampato anni prima all’eccidio di Sant’Anna di Stazzema e da poco assunto come cavatore, lo riconosce come uno dei collaborazionisti repubblichini che guidarono i tedeschi fin lassù, lungo i sentieri della collina. Tre donne, a diverso titolo, lo odiano e vogliono vendicarsi. Vilma, che ha avuto un figlio da lui in seguito a una violenza sessuale. La matrigna Fedora Borghi, che Ottavio ricatta per una vecchia storia di soldi. E la cognata Laura, innamorata di lui e malamente respinta. Quando Ottavio muore per avvelenamento, sono molti gli indiziati di omicidio. Le indagini, tuttavia, puntano in un’unica direzione. Molti anni dopo toccherà all’investigatore privato Egidio Pierini, su incarico delle figlie di Ottavio, riaprire i fascicoli del cold case e fare luce sull’accaduto.

    La padronanza delle tecniche narrative; la capacità di penetrazione psicologica; la creazione di personaggi dai tratti fisici, caratteriali e morali ben definiti; l’attenta descrizione di ambienti e contesti sociali e di lavoro (la pesca delle anguille, le cave di marmo, i lavori della terra); la critica ai pregiudizi per il diverso; la riflessione sull’origine del male e sullo statuto ontologico della verità, fanno di questo libro un romanzo di grande lucidità in cui l’autore, svincolando i personaggi dai ruoli prestabiliti, ci racconta il conflitto continuo tra l’ineluttabilità del destino e ciò che ognuno sceglie di essere.

  • UniTreEdu: al via l’Anno Accademico 2022/2023 – Da settembre i corsi online “live” di UniTreEdu

     

    Da fine settembre ripartono i corsi dell’Anno Accademico 2022/2023 di UniTreEdu (sito www.unitreedu.com), il progetto di educazione permanente e qualificazione accademica online “live” nato dalla positiva esperienza didattica di UNITRE.

     

    UniTreEdu si rivolge a tutti coloro che, senza limiti di età o titoli di studio pregressi, intendono approfondire il proprio interesse verso le più disparate discipline dello scibile umano. La partecipazione alle proposte UniTreEdu è rivolta in particolare a giovani in attesa di occupazione che desiderano sviluppare conoscenze specifiche, giovani orientati a valorizzare le proprie esperienze in ambito didattico, adulti in cerca di occasioni di approfondimento culturale.

     

    Ogni studente iscritto a UniTreEdu ha la possibilità di costruire un piano studi interamente personalizzato, scegliendo i corsi preferiti fra oltre 300 proposte multidisciplinari e molteplici livelli di approfondimento. La composizione del piano è assolutamente libera, senza limiti di numero di corsi o rami disciplinari e senza alcun onere aggiuntivo rispetto alla quota annuale.

     

    Per ogni insegnamento è consultabile un programma dettagliato messo a punto dai docenti UniTreEdu, professori universitari, professionisti ed esperti nelle varie discipline che mettono a completa disposizione le loro conoscenze e know-how per fornire una vastissima scelta didattica per ogni livello di approfondimento, dagli insegnamenti propedeutici ai corsi istituzionali, monografici, avanzati e specialistici.

     

    Le attività fruibili appartengono a diversi campi del sapere, con corsi che spaziano dall’ambito artistico, letterario, filosofico, linguistico, medico, psicologico, giuridico, economico, al campo fotocinematografico, musicale, matematico, fisico, chimico, storico, informatico, scientifico, delle scienze umane, sociali, tradizionali, olistiche e della comunicazione, e sono ulteriormente arricchiti da iniziative culturali extraaccademiche.

     

    Al termine dei corsi è possibile ottenere la “certificazione delle competenze” ai sensi della normativa 170/2016 con riconoscimento di punteggi in “svariati concorsi”.

     

    Tutte le attività formative di UniTreEdu prevedono la possibilità di seguire le lezioni online “live” e di interagire direttamente con i docenti, sia durante le lezioni sia con colloqui personalizzati, l’accreditamento automatico alla frequenza tramite le funzioni della Suite di Google, l’accesso a materiali didattici riservati messi a disposizioni dai docenti, la possibilità di consultare liberamente tutte le riviste scientifiche e le pubblicazioni realizzate dalla Rete Accademica di UNITRE e di usufruire con forti agevolazioni dei servizi e delle attività dei partner di UNITRE.

     

    La partecipazione alle lezioni live è equiparabile ad un corso accademico annuale, con insegnamenti   di livello propedeutico, monografico, avanzato e specialistico.

     

    Le attività UniTreEdu per l’Anno Accademico 2022/2023 prenderanno via a partire da fine settembre 2022 e si concluderanno a fine maggio 2023. Al termine dell’Anno Accademico ci sarà  un ricco programma di Corsi Estivi UniTreEdu, con proposte didattiche e seminariali estese fino a settembre 2023.

    L’erogazione dei contenuti avviene on line live (da fine settembre 2022 fino a fine maggio 2023 più i Corsi Estivi), semplicemente cliccando il LINK inviato per ogni corso prescelto sulla mail.

     

     

    La quota di iscrizione annuale onnicomprensiva a UniTreEdu per l’Anno Accademico 2022/2023 è di €195,00 e per il pagamento della quota di adesione è possibile utilizzare, per chi ne ha diritto, il “Buono Scuola”. 

    Maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione e sull’offerta di UniTreEdu sono disponibili accedendo al sito www.unitreedu.com o contattando l’indirizzo [email protected] o telefonando ai numeri 333-6092746 (dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16) e 324-8635155 (dalle 16 alle 23).

  • Daniel Mannini: omaggio speciale alla mitica “Signora delle stelle” Margherita Hack

    Nell’interessante circuito dei progetti artistici dell’intraprendente pittore Daniel Mannini non poteva assolutamente mancare un omaggio speciale riservato alla mitica “Signora delle Stelle” Margherita Hack, donna straordinaria e professionista-ricercatrice di enorme pregio e spessore, che quest’anno festeggia simbolicamente i suoi 100 anni, nel ricordo e nella memoria collettiva. A tal riguardo, si è espressa la dottoressa Elena Gollini, curatrice del progetto artistico, evidenziando l’importante e significativo gesto commemorativo di Mannini. In particolare, ha sottolineato: “Daniel nella sua spiccata sensibilità, ha voluto realizzare 7 nuove opere proprio destinate a rendere onore a questa figura di valore indiscusso, che io ho avuto la possibilità di conoscere de visu e di poter frequentare anche in ambito privato, godendo della sua genuina spontaneità e della sua simpatia goliardica, oltre che del suo sapere e delle sue conoscenze. Ecco, perché appena ho comunicato a Daniel il desiderio di predisporre la curatela del progetto dedicato alla cara e indimenticabile Margherita, mi sono davvero emozionata nel cogliere il suo entusiasmo e la stima ammirata verso questa presenza così altisonante e ho subito approvato la sua volontà di preparare nuovi quadri designati anche con titoli attinenti e pertinenti alla scia degli iscritti racchiusi nel progetto. Penso, che sia stata per Daniel una duplice soddisfazione: il potersi cimentare in una nuova avvincente e coinvolgente fase creativa e al contempo la profonda e intensa consapevolezza di celebrare un personaggio, che ha fatto epoca con le sue preziose scoperte e ha documentato in modo impeccabile il frutto del suo complesso e certosino lavoro sul campo, lasciandoci un’eredità di lezioni e di insegnamenti incomparabili”. Inoltre, la dottoressa Gollini ha ulteriormente evidenziato: “Senza dubbio la Hack, che è stata anche portavoce di messaggi sociali elevati e di cosiddette prese di posizione decise e ferme su più fronti di dibattito pubblico, dimostrando tenacia e determinazione anche in questi ambiti extra professionali. E a prescindere dalle sue competenze in materia di Fisica e Astrofisica, si è sempre schierata con forza energica a sostegno della libertà e dell’uguaglianza, ideali che ha sostenuto sempre in ogni contesto. La sua umanità e generosità, il suo animo puro e il suo buon cuore non vanno dimenticati, unitamente al grandioso contributo che ha donato a tutti quanti noi e alle future generazioni. Voglio pensare questo progetto come fosse un virtuale abbraccio rivolto a Margherita come sentito ringraziamento, che accomuna tutti quanti noi e ci rende un po’ tutti figli delle stelle che abitano nello stesso cielo e nell’immensità sconfinata”.

    SCARICA IL PROGETTO su danielmanniniart.it/progetti

  • Trentanni nel Trecento di Paolo Ciri

    Trentanni nel Trecento è un romanzo/saggio che descrive le vicende dei personaggi storici intrecciandole con quelle dei personaggi di fantasia.

    Un tentativo di ricostruire la vita medioevale per confrontarla con quella odierna e scoprire che poco è cambiato.

    Uno stile veloce e scarno per percorrere i trenta anni di vita del protagonista, e divagare nelle tante brevi storie degli altri personaggi.

    Vi troverete la caduta di San Giovanni d’Acri, la fine dei Templari, la storia dei Re maledetti, le compagnie di ventura, i flagellanti, i pellegrini, Cola di Rienzo, Gil Albornoz, Carlo Iv, la costruzione della Rocca di Spoleto, la Bolla d’Oro, la Serenissima Repubblica di Venezia, le battaglie in oriente, la guerra dei cento anni, il terremoto e la peste nera che coinvolsero tutta Europa, e molto altro, intorno alla vita di Jacquì.

    Paolo Ciri, 58 anni, Docente di Diritto ed Economia, vive a Spoleto. Sulla sua bellissima città ha scritto un sito con oltre 500 schede (www.myspoleto.it).

    Motociclista praticante, su strada e fuoristrada; si definisce uno “scrivente”, per la voglia di raccontare agli altri, ma non “scrittore” che è cosa ben più alta.

    E’ stato giornalista e speaker nel motociclismo agonistico (da questa esperienza il libro “Fuorisacco”), ha scritto molti altri libri, tra i quali due di carattere giuridico ed un romanzo storico (Trentanni nel trecento).

    Il libro è disponibile in formato cartaceo con copertina flessibile e in digitale, 194 pagine.

    E’ una autopubblicazione, l’edizione digitale è realizzata con StreetLib, una casa editrice italiana operante nel settore dell’editoria elettronica.

    Link per acquistare il romanzo:

    Amazon: https://amzn.to/3R6BfQt

  • Rinoceronte Bianco, una specie da salvaguardare! Al parco Le Cornelle in occasione del World Rhino Day una giornata speciale di sensibilizzazione con Educazoo

    In occasione del World Rhino Day, la Giornata Mondiale del Rinoceronte, il Parco Faunistico Le Cornelle organizza Educazoo, un appuntamento di sensibilizzazione rivolto a grandi e piccini, tutto dedicato alle specie maggiormente a rischio, tra cui anche il rarissimo Rinoceronte Bianco.

     

    Il Parco Faunistico Le Cornelle dedica un’intera giornata alla sensibilizzazione, all’educazione senza dimenticare il divertimento: sabato 24 settembre, in occasione della Giornata Mondiale del Rinoceronte (World Rhino Day), al Parco si terrà uno degli appuntamenti di Educazoo, un’occasione speciale per piccoli e grandi amanti della natura e degli animali per conoscere meglio le specie maggiormente a rischio di estinzione.

     

    Queste occasioni conviviali – ed estremamente educative – sono importanti testimonianze dell’impegno e della perseveranza che la struttura bergamasca pone nella tutela e nella salvaguardia delle specie più a rischio e, non di meno, permettono al pubblico di conoscere meglio i tre esemplari di rinoceronte bianco ospitati dal Parco: Lara, Shanny e il maschio Pancho. In quest’occasione ci si potrà avvicinare maggiormente alla delicata storia del rinoceronte bianco, esemplare gravemente minacciato dal bracconaggio a causa della preziosità del corno, altamente richiesto dalla medicina tradizionale orientale e che sui mercati illeciti ha raggiunto un valore addirittura maggiore rispetto all’oro. Dagli anni ’70, la specie ha subito un drastico calo, passando dagli iniziali 65.000 esemplari ai 18.000 odierni, ragion per cui è stata inserita in programmi di EEP (EAZA Ex Situ Programme) – a cui il Parco faunistico Le Cornelle aderisce – e che rappresenta un ottimo strumento di salvaguardia e tutela del rinoceronte bianco, permettendone la riproduzione in cattività.

     

    Durante la giornata di sabato, naturalisti e keeper del Parco dedicheranno numerosi momenti di approfondimento e divulgazione riguardanti alcune specie a rischio, facendo un particolare focus sul rinoceronte bianco; ma questo ingombrante e goffo – ma molto simpatico – ospite del parco non sarà l’unico ad essere messo sotto i riflettori: anche foche, siamanghi e ghepardi saranno protagonisti degli approfondimenti di Educazoo. Di seguito il programma nel dettaglio:

     

    Ore 11.00 – foche

    Ore 12.00 – rinoceronte bianco

    Ore 14.00 – siamanghi

    Ore 15.00 – ghepardi

    Ore 16.00 – rinoceronte bianco

  • La nuova traccia elettronica degli ARBEITER OUT NOW!

    La RAM, la ROM e il groove degli ARBEITER : “The Mars Rover Mission”, il nuovo singolo!

    Poster Arbeiter “The Mars Rover Mission” – WDR30

    Licenziato e distribuito negli store di musica digitale e in radio dalla etichetta White Dolphin Records ,”The Mars Rover Mission” é il nuovo digital 45 del trio elettronico ARBEITER!

    Il dato certo è che non si può definire un disco che cambierà la storia della musica elettronica: innanzitutto perché la storia si scrive autonomamente, e fare previsioni a lungo termine è materia da chiaroveggenti che non ci riguarda. In secondo luogo, “The Mars Rover Mission” non è un disco di musica elettronica. Lo sarebbe nel 1978, quando usare un sintetizzatore era “elettronica”, non lo è nel 2022, perché la musica elettronica ha assunto tante di quelle forme che sarebbe impossibile ricondurle ad un solo “futuro”. La valutazione appartiene alla sensibilità e al gusto del singolo, ma il disco è scritto, suonato e prodotto in maniera eccellente. In questo senso è una rivoluzione: campionamenti vocali, sintesi analogica, sintesi digitale e tanto tanto realtime “morphing” groove con TB303 acide.

    Esaltazione del tocco androide tipico della produzione del “Trio“. Perché l’omaggio alla musica del passato passa anche attraverso un omaggio alla loro stessa musica, che di passato si è sempre nutrita di live: una batteria ancora una volta in evidenza, progressioni mozzafiato e il riferimento alle loro scale, di inviluppi e progressioni vertiginose è più che una sensazione di logica e ingegno. Dopo un singolo così ambizioso, che è stato concepito e realizzato per essere “definitivo”, in grado di riassumere e approfondire ogni aspetto della musica degli artisti coinvolti, preconizzare possibili scenari futuri non è facile. “The Mars Rover Mission” é una produzione del trio “mittel-europeo” che lascia aperta la porta a nuove future soluzioni e contaminazioni non solo alla musica elettronica ma anche alla scienza e alla esplorazione.

    La Mars Exploration Rover è stata una missione di esplorazione di Marte, dove sono stati impiegati due rover identici chiamati Spyrit e Opportunity. Il lancio è avvenuto nel 2003 e i rover sono giunti su Marte nel gennaio del 2004, in due diversi punti del pianeta. Entrambi hanno superato di gran lunga la loro operatività prevista di 90 sol : Spirit è rimasto operativo fino al 22 marzo 2010, mentre Opportunity fino al 10 giugno 2018.

    Il lavoro svolto in studio e di produzione si svolge in completa armonia e in sequenze elettroniche live. Quello che è sicuro è che, fin troppo fedele alle sue intenzioni programmatiche, “The Mars Rover Mission” non solo è già un “classico” della produzione del trio con i suoi otto minuti e 14 secondi, ma lascia aperta la porta a nuove future soluzioni e contaminazioni. Le composizioni degli Arbeiter si basano su un’idea che viene reiterata in continuazione, con l’aggiunta di piccoli suoni e con il costante ritmo martellante tipico di certa musica techno. Eppure sarebbe riduttivo definire gli Arbeiter come dei “rielaboratori” di antiche idee : il loro singolo è pieno di piccoli magisteriis che, anche grazie all’accompagnamento di ottimi stratagemmi, riescono a sfondare e a creare un vero e proprio “suono” unico. A metà della traccia si entra nel vivo: sembra di essere capitati in un club, dove, ora con i rumori di Marte, ora con le onde sub-wave in sottofondo, non ti chiedi quanti sono i minuti passati, ma muovi la testa e ti lasci incastrare in un tunnel sonoro ipnotico…ed é bellissimo.

    Uno stile nuovo, una visione del mondo della musica innovativa, una grande forza sonora per questi elementi che ha permesso ai tre di diventare veri e propri baluardi della musica elettronica a Udine(FVG – Italy)) e non solo. Registrato e prodotto a Trieste il singolo sarà presentato negli store in distribuzione digitale e in radio questo autunno.

    Bio Arbeiter : Trio elettronico, propone un live set e produzioni costruite totalmente su macchine analogiche e digitali, senza l’utilizzo di alcun laptop: drum machines, sintetizzatori, e quant’altro sia collegabile via midi o in control voltage, si uniscono per formare un sound unico e potente. L’improvvisazione, in termini jazz, insita nel loro approccio all’elettronica, ne ha contraddistinto il suono, che si colloca a metà tra techno, house ed electro e molto altro. Il trio Arbeiter è composto da Dave Octave, il professore Paolo Uanza Franzon, e Luca “Jama” Zuccato. Hanno pubblicato per Mozzarella Recordings (Francesco Brini) e diverse compilation per Funeral Records Autoproduction (Alessandro Vezzoni) e White Dolphin Records (Devis Simonetti), svolgendo anche diverse collaborazioni con artisti /Dj e band del panorama musicale internazionale.

    Link FB : arbeiter

    Etichetta : White Dolphin Records @wdrpress @digitronikscorporation

    Devis Simonetti

  • Sergio Battista secondo classificato al XX Premio letterario Il Delfino

    Il cinema dalla parte degli ultimi, il saggio di Sergio Battista si piazza alla seconda posizione categoria saggistica del XX Premio letterario Il Delfino promosso dalla Pro loco del Litorale Pisano.
    Abbiamo posto a questo proposito alcune domande all’autore:

    Sergio sei soddisfatto del risultato conseguito al primo concorso al quale hai partecipato con Il cinema dalla parte degli ultimi?

    Risposta: Certamente, il secondo posto in un premio letterario credo sia un ottimo risultato, significa che il libro è stato apprezzato dai membri della giuria, quindi da lettori esperti, critici su contenuti e linguaggio. Si, sono soddisfatto.

    Domanda: Hai avuto qualche apprezzamento particolare che ci vuoi riportare?

    Risposta: Si, il commento più importante che mi è stato rivolto riguarda il fatto che il libro è scritto in un linguaggio comprensibile a tutti, con pochi termini tecnici e ancor meno accademismo. Questo era proprio il mio intento iniziale: far giungere dei concetti, a volte anche complessi, in maniera semplice. Altri commenti che mi sono stati riservati riguardano poi il fatto che ho realizzato un gran bel lavoro. E questo mi inorgoglisce.

    Domanda: Una volta portato a casa un risultato come questo che si fa?

    Risposta: Niente. Si continua a studiare e a ricercare. Si incassa l’apprezzamento, che sicuramente fa morale, e si guarda oltre. Sicuramente parteciperò ad altri premi e poi già sto lavorando ad un altro progetto.

  • Una villa rinascimentale e una coppia di antieroi protagonisti del giallo “L’amico fedele” di Daniele Gonella

    Vicenza – Quali misteri si celano dietro i maestosi cancelli della Villa Bocchese e nel suo enorme parco in collina, tra viali alberati, prati e boschi ombrosi? Che fine ha fatto il proprietario, l’imprenditore Claudio Bocchese, partito per un viaggio d’affari e scomparso nel nulla? E che ne è del suo gatto Fijodor, uno splendido esemplare di Certosino, dagli occhi gialli? Sono questi i quesiti che dovranno risolvere un investigatore improvvisato e spregiudicato, Leo Rodgher, e un goffo tuttofare, Boris Castaman, protagonisti del giallo “L’amico fedele” di Daniele Gonella, pubblicato da Youcanprint.

    Daniele Gonella (Trissino, 1984) è un appassionato lettore di libri gialli, che ha deciso di scriverne uno. “L’amico fedele” segna, appunto, il suo esordio sulla scena letteraria. La storia è ambientata ai nostri giorni, nel piccolo mondo della provincia veneta. Protagonisti, due anti-eroi da commedia italiana. Leo Rodgher e Boris Castaman, coinquilini, cercano di sbarcare il lunario. L’uno, con piccoli incarichi da investigatore privato. L’altro con riparazioni, traslochi e lavoretti qua e là. Alla fine del mese si ritrovano puntualmente in bolletta. Così Boris spinge Leo a darsi da fare per ritrovare un gatto, che si è allontanato da Villa Bocchese. I proprietari hanno promesso una ricca ricompensa a chi glielo avrebbe riportato.

    La villa rinascimentale della famiglia Bocchese sorge su una collina, circondata da un’immensa tenuta di giardini, viali, prati e boschi. All’interno della tenuta sopravvive il rudere di un antico castello, semidistrutto da un incendio. La facoltosa famiglia che risiede nella tenuta è salita di recente agli onori delle cronache per la sparizione di Claudio Bocchese, a capo di un piccolo impero finanziario. L’imprenditore, partito all’improvviso per un viaggio di affari in Germania, è sparito nel nulla. La sua macchina è stata ritrovata in terra tedesca. Di lui, invece, si è persa ogni traccia. Le tensioni interne alla famiglia e i rilevanti interessi economici in ballo hanno fatto pensare a una scomparsa volontaria. A sospettare che le cose siano andate in maniera diversa è, invece, Leo Rodgher che, nel tentativo di riportare il gatto scomparso ai legittimi proprietari e di incassare la ricompensa, sente “puzza di bruciato”. Così decide di indagare, di sua volontà, per vederci chiaro. Nelle indagini coinvolge anche il povero Boris come infiltrato tra i giardinieri della villa. Da qui si dipartono una serie di rocambolesche vicende, che avranno come suggestivo scenario la misteriosa tenuta e come attori i suoi abitanti, l’autorevole donna Erminia, la figlia Michela, il piccolo Niccolò, il viscido avvocato Filiberto Varotto, curatore degli affari di famiglia, e il personale di servizio. Chiave di volta dell’intera costruzione narrativa sarà proprio il felino Fijodor, “l’amico fedele” cui allude il titolo, che consentirà agli inquirenti di risolvere il caso.

    Come nella migliore tradizione del genere, Gonella costruisce un giallo in cui ogni minimo dettaglio o particolare apparentemente insignificante diventa importante per la soluzione finale, in una logica narrativa stringente. La scrittura sobria, scorrevole e a tratti ironica rendono particolarmente piacevole e avvincente la lettura di questo romanzo di esordio che ci rivela il profilo di un autore e di un’opera già maturi.

  • Miss Progress International 2022 è italiana: produrrà marmellate in un edificio confiscato alla camorra

    Si è svolta a Leuca l’ottava edizione mondiale del concorso dedicato a ambiente, salute e diritti umani. Francesca Speranza, casertana, si è affermata tra 20 concorrenti provenienti da tutti i continenti con un progetto autosostenibile.

    LEUCA, 18 settembre 2022 – Realizzerà marmellate in un edificio confiscato alla camorra nella sua città, tramite la piantumazione di alberi da frutto e concretizzando il concetto di agricoltura urbana. Francesca Speranza, 26enne di Caserta, con questo progetto autofinanziato con la vendita dei prodotti, e che può già vantare sul supporto di un nutrito gruppo di volontari, si è affermata nell’ottava edizione di Miss Progress International – Donne a sostegno del mondo e ha consentito all’Italia di vincere il titolo per la prima volta.

    Clicca qui per guardare la sintesi dello spettacolo finale finale (90 secondi).

    Sabato sera, al Messapia Hotel & Resort di Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce, si è svolta la finale mondiale del concorso che promuove i progetti dedicati all’ambiente, alla salute e ai diritti umani presentato dal direttore Giuseppe Borrillo e trasmesso in streaming in mondovisione.

    La vincitrice riceverà anche un sostegno economico dell’Associazione culturale In Progress, presieduta da Giusy Nobile, per avviare il progetto.

    Laureata in giurisprudenza, tirocinante in uno studio legale e prossima a specializzarsi in diritto internazionale in quanto agevolata dalla sua ottima conoscenza dell’inglese e dello spagnolo, Francesca ha sbaragliato la concorrenza composta da altre diciannove giovani concorrenti provenienti dai cinque continenti.

    Nel corso della serata sono stati assegnati anche altri riconoscimenti: Andrea Pineda (Colombia) si è aggiudicata la competizione per il tema Salute e per miglior costume tradizionale, Beatriz Awatin (Filippine) quella per i Diritti umani e il premio speciale destinato alla più popolare sul web e la portoricana Gabriela Monserrate quella per l’integrazione culturale.

    Il progetto di Francesca Speranza è stato il migliore sul tema dell’Ambiente, ma il suo elaborato ha ottenuto il punteggio più alto in assoluto e, quindi, le ha fatto conquistare anche il titolo più ambito.

    Ospite d’onore della serata è stata la colombiana Vanesa Giraldo Lopez, vincitrice dell’ultima edizione, che ha portato a realizzazione il suo progetto ambientale Almagua a sostegno della tribù amazzonica degli Yaguas e sabato sera ha ceduto la corona all’italiana direttamente dalle sue mani.

    Grazie alla preziosa collaborazione dell’Inner Wheel Club di Tricase e Santa Maria di Leuca, presieduto da Rossana Rossoni, sono stati raccolti 4.500 euro destinati al Women’s Cancer Center gestito dalla Fondazione IEO-Monzino di Milano.

    Unica nota dolente dell’evento, che ha goduto del patrocinio morale del ministero della Cultura e dei presidenti della Regione Puglia e della Provincia di Lecce, è stata proprio l’assenza delle istituzioni in una manifestazione che accende i riflettori su temi troppo spesso dimenticati sebbene siano sempre attuali e che promuove il territorio pugliese in tutto il mondo.