Categoria: Arte e Cultura

  • Paolo Tocchini: l’intensa ispirazione esistenziale alla base della sua cifra pittorica

    Per meglio scandagliare a fondo la cifra pittorica, che appartiene al fare artistico di Paolo Tocchini ho voluto insieme a lui improntare un progetto mirato, congeniale per dare il giusto risalto al fattore di radice esistenziale ed esistenzialista, che è senza dubbio una componente distintiva di notevole pregio all’interno della sua formula espressiva figurale di impronta contemporanea”. Esordisce così la dottoressa Elena Gollini nel commentare la realizzazione di un apposito progetto artistico dedicato alla pittura di Tocchini nella sua intensa ispirazione connessa a riferimenti filosofici e a rimandi allusivi riconducibili alle teorie e alle dottrine dell’esistenzialismo, nonché della sociologia. Inoltre, ha spiegato: “Ho concertato e predisposto un progetto fatto ad hoc per enfatizzare ed esaltare al meglio quel complesso sfaccettato di elementi, che Paolo immette e fa confluire all’interno del costrutto compositivo e che vanno ad integrare e a rafforzare in modo significativo e qualificante il comparto sostanziale contenutistico, fornendo una base di sostegno e di supporto fondamentale per consentire una visionarietà pregnante e intrisa di quei valori cardine pilastro, che inficiano la sfera dell’essere e dell’esistere e afferiscono a quel variegato crogiolo di pensieri, emozioni, sentimenti e riflessioni, che ciascuno incontra e affronta nel suo vivere quotidiano. Infatti, nelle sue rappresentazioni le immagini riprodotte contengono sempre quel quid speciale, che esula dalla semplice riproduzione descrittiva tout court e diventa un simbolico ponte di collegamento e di congiunzione tra mondo emerso, subito visibile e individuabile, e mondo sommerso, da scoprire gradualmente e in progressione di fruizione attenta e ponderata. Ecco perché alla poetica comunicativa della pittura di Paolo è allineabile in perfetta sintonia anche la citazione del maestro esistenzialista francese Albert Camus, che con il suo fervore sferzante di esortazione e di stimolo, ci sprona a trovare dentro ognuno di noi quella forma di -Invincibile estate- che custodisce la nostra potente e propulsiva carica energetica vitale, il nostro incalzante desiderio di avanzare sempre a testa alta nonostante le difficoltà e gli ostacoli da affrontare e superare, che ci rende liberi nelle nostre frizzanti e spumeggianti passioni e ci proietta verso nuovi traguardi e nuove ambiziose sfide da perseguire e nuovi entusiasmanti obiettivi da raggiungere. In ogni opera di Paolo, in ogni raffigurazione concepita nella sua peculiare entità di anima-creatura unica e come tale diversa e originale nella sua costituzione, viene conservato quello spirito di -Invincibile estate- che trova la sua ottimale esternazione e manifestazione e diventa un anello di legame forte e inscindibile con il fruitore-spettatore, perché ciascuno possa davvero rievocare in sé quel concetto magistralmente decantato dall’esimio Camus quando ha pronunciato la frase memorabile -Ho compreso, infine, che nel bel mezzo dell’inverno, ho scoperto che vi era in me un’invincibile estate. E ciò mi rende felice-”.

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  • “Plenty Coups, Capo dei Crow” in italiano, un grande classico sui Nativi Americani

    Plenty Coups, Capo dei Crow. Mauna Kea Edizioni

    Plenty Coups è il più grande Capo Crow del suo tempo; Frank Linderman, un cronista amico dei Nativi, che ne ha raccolto le memorie.

    A tradurre e curare la edizione in italiano di questo grande classico “Plenty Coups, Capo dei Crow” è Raffaella Milandri, nota studiosa dei Nativi Americani ma anche membro adottivo del popolo Crow. Dice la Milandri:

    “Alla fine dell’aprile 2012, due anni dopo la mia adozione, ricevetti il mio nome Crow, Baa Kuuxsheesh, durante una cerimonia del Consiglio tribale.

    In quei giorni Jackie, delegata insieme ad altri a formare la mia cultura Crow, mi portò a visitare i luoghi sacri del suo popolo, inclusa la casa-museo di Plenty Coups, grande Capo dei Crow ai tempi dei bisonti. Sono fiera di aver curato la edizione in italiano delle sue memorie, che dedico alla mia famiglia Crow e a tutti i Nativi Americani. Plenty Coups è un antenato proprio dei Black Eagle di cui sono membro”.

    Questo libro raccoglie le storie del Capo Crow Plenty Coups, aprendo una visione viva e palpitante sulla vita dei Nativi Americani “quando c’erano ancora i bisonti”.

    Le parole del Capo indiano sono incredibilmente vivide e dettagliate: leggendo le sue storie si comprendono appieno le battaglie dei Crow contro gli antichi nemici Sioux (Lakota) e Cheyenne, la loro scelta di allearsi con gli uomini bianchi, e si prende confidenza con la vita quotidiana degli accampamenti indiani, gli appostamenti, le astuzie e strategie di guerra.

    Plenty Coups ci conduce tra i teepee, nelle cerimonie, sui campi di battaglia, a cavallo, ci fa appostare con lui dietro le rocce in attesa del nemico, con descrizioni minuziose della cultura tradizionale e dei miti del suo Popolo.

    Una lettura incredibilmente emozionante.
    “Gli uomini bianchi troppo spesso promettevano di fare una cosa e poi, quando agivano, ne facevano un’altra. Non siamo mai stati in grado di capire l’uomo bianco, che inganna solo se stesso”, disse Plenty Coups.

  • Esce la prima edizione italiana di “Cogewea. La mezzosangue” della nativa americana Mourning Dove

    Cogewea. la Mezzosangue. Mauna Kea Edizioni

    È la storia di una ragazza mezzosangue in doloroso bilico tra il mondo dei Bianchi e quello degli Indiani.

    Tra l’amore del vile e falso Alfred Densmore, damerino bianco, e  quello di James LaGrinder, un rude cowboy mezzosangue. Tra l’apprendimento dai libri in inglese e la saggezza popolare della nonna purosangue nativa. “Cogewea” è un grande classico della narrativa nativa americana, e Mourning Dove una delle prime autrici native ad essere mai pubblicate.

    Fervente attivista per i diritti del suo popolo la autrice, dal nome reale di Christine Quintasket, ha dedicato la sua vita alla tutela e alla difesa dei Nativi Americani. Ha pubblicato anche la bellissima raccolta di racconti tradizionali “Coyote Stories”, pubblicato come “Cogewea” dalla Mauna Kea Edizioni. La casa editrice sta  lavorando da anni su una collana dedicata agli Indiani d’America, sfornando prime edizioni in italiano, unici dizionari di Italiano-Lakota e Italiano-Cherokee e altre pubblicazioni di attualità.

    Tornando al personaggio del romanzo di Mourning Dove, tanto forte è la attrazione di Cogewea verso il mondo degli “Europei”, quanto lo è verso il senso di appartenenza al suo popolo e allo spirito di giustizia indiano. Eppure, in molte situazioni si trova rifiutata e discriminata da entrambe le parti.  Sembra però che sia sempre il mondo dei Bianchi a riservarle le umiliazioni più cocenti. Il libro combina l’autentica tradizione indiana con le circostanze e i dialoghi di un romanzo popolare. Questa prima edizione dell’appassionante romanzo “Cogewea. La mezzosangue” è stata tradotta e annotato da Myriam Blasini.

  • E’ italiana di adozione eletta “Donna dell’anno 2022” dall’ International Association of Freelance Journalists. L’attrice e cantante Angelica Loredana Anton

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    L’International Association of Freelance Journalists che organizza il Premio Donna dell’Anno per dare il dovuto riconoscimento a una personalità femminile di spicco che con intuito e coraggio si è distinta per essere promotrice di iniziative in tutti i campi (dall’economia alla cultura, dal sociale a quello artistico / creativa) che ha un particolare impatto sociale e artistico in ambito internazionale, ha decretato la “Donna dell’anno 2022”. (altro…)

  • Prosegue a ritmo di Rock ‘N Roll il Contest “COVER ME” Al via oggi, 1 luglio le votazioni da casa per scegliere il proprio talento preferito tra i 20 selezionati

    Parte oggi e fino al 1°agosto la votazione per decretare i migliori talenti: il contest “Cover Me” organizzato dal gruppo “NOI & Springsteen” procede a gonfie vele e ora si avvia verso le ultime battute. Il pubblico potrà votare da casa, attraverso il sito dedicato www.noiespringsteen.com, le migliori dieci Cover che voleranno dritte verso la finale, prevista per domenica 4 settembre nel suggestivo Parco Sant’Agostino, Bergamo. Le votazioni del pubblico da casa concorreranno, insieme al parere della giuria di qualità presieduta da Claudio Trotta, fondatore della booking agency Barley Arts, alla scelta dei finalisti.

     

    Hanno partecipato al contest musicisti provenienti da tutto il territorio nazionale: da Padova, Como, Napoli, Firenze e Ascoli Piceno; dal Nord al Sud.

    E non solo! Le voci intorno a questa competizione musicale hanno riecheggiato oltre i confini italiani, espandendosi a macchia d’olio anche su Spagna e Germania con, rispettivamente, Madam Marie da Saragozza e Mario Dress dalla regione della Ruhr.

    Ma a passare la prima severa selezione ci sono anche diversi musicisti della città meneghina: primo posto per Luca Milani con “Devils and Dust”, e terzo per Tommy Mauri con “Spirit in the Night”; classificati più in basso abbiamo invece Leonardo Cereda al tredicesimo posto con “Moonlight Motel”, gli Stick o The Plan al quindicesimo con “Rosalita” e sedicesima posizione per Andrea Penna con “Racing in the Street”.

     

     

    Come procedere con la votazione online

    Le 20 cover che hanno ottenuto il punteggio più alto saranno pubblicate sul sito web www.noiespringsteen.coms e da oggi, venerdì 1° luglio, sarà il pubblico a trasformarsi in giuria votando ogni singolo brano con un punteggio da 0 a 5. Per poter effettuare la votazione sarà necessario registrarsi sul sito e accedere alla sezione “gara” e si potranno votare tutte e 20 le cover o solo una, a propria scelta. L’utente registrato potrà effettuare anche più accessi per votare i 20 brani, ma il giudizio che verrà preso in considerazione sarà l’ultimo effettuato prima del termine della votazione fissato per il 1° agosto.

     

  • Arriva in libreria “Il cinema dalla parte degli ultimi”

    Il cinema dalla parte degli ultimi è il titolo del saggio divulgativo di Sergio Battista edito da Porto Seguro Editore, che avrà la sua presentazione al pubblico lunedì 4 luglio 2022 alle ore 19,00 a Roma presso l’Héco Trastevere sito in Via Portuense 47. 

    Il volume, servendosi di un linguaggio adatto a tutti, intende indagare il rapporto tra classi dominanti e classi subordinate nel corso degli anni. Il periodo storico analizzato dall’autore parte dai primordi della settima arte, passando per l’epopea del cinema muto fino ad arrivare al Neorealismo, e continuando il percorso che da Rossellini conduce a Paolo Benvenuti, Ken Loach e ancora oltre ai fratelli Dardenne per giungere a Pasquale Scimeca e Andrea Segre. Durante questo excursus storico l’autore si interroga se questo tipo di cinema abbia ancora una funzione critica e interattiva con la società di riferimento e soprattutto se è capace ancora di comunicare in maniera proficua con una sempre più sfuggente contemporaneità erede della post-modernità. 

    Dialogherà con l’autore la dott.ssa Alice Milazzo, editor della Porto Seguro Editore.

    https://www.portoseguroeditore.com/prodotto/il-cinema-dalla-parte-degli-ultimi/

     

  • Si conclude con meritato successo la mostra personale di Daniel Mannini

    Non poteva davvero augurarsi e sperare di ottenere esiti migliori per la sua mostra personale, il promettente e giovane pittore Daniel Mannini, che ha allestito una ricca e corposa produzione di opere presso la sede della Biblioteca di San Casciano in zona Firenze, riuscendo a realizzare e concretizzare un traguardo ad alto livello. Elogi e consensi di approvazione non si sono davvero fatti mancare, con giusto compiacimento da parte del talentuoso artista fiorentino, che ha raccolto da tutti riscontri di valutazione assolutamente soddisfacenti e commenti totalmente positivi. La dottoressa Elena Gollini, che sta supportando Daniel con una formula di curatela artistica personalizzata ed esclusiva, ha tenuto a esprimere a sua volta le proprie riflessioni in merito dichiarando: “Come dice il saggio proverbio antico sempre attuale e sempre valido, chi semina raccoglie e Daniel ha saputo seminare davvero molto bene attraverso l’organizzazione di questa sua personale, facendo leva sulle sue risorse virtuose e trovando un cliché espositivo idoneo e adeguato alla location, per fondersi e amalgamarsi in modo esemplare e ineccepibile. Insieme abbiamo concertato di scegliere un quadro da donare come gesto simbolico per omaggiare e rendere onore alla grande ospitalità dimostrata dai referenti della biblioteca, che gli hanno anche concesso di prorogare la mostra di una settimana in più rispetto agli accordi iniziali, per i quali doveva terminare ufficialmente il 17 giugno. Questa rinnovata disponibilità di prolungamento è stata ovviamente accolta da Daniel con piacevolissima e inaspettata sorpresa, trasmettendogli ancora più carica positiva verso questa esperienza così entusiasmante. Certamente questa mostra farà da traino anche per promuovere il nuovo sito web di Daniel https://danielmanniniart.it che raccoglie contenuti davvero interessanti ed eterogenei come impostazione”. E ancora, la dottoressa Gollini ha evidenziato: “Ho suggerito a Daniel di lasciare un quadro come omaggio di riconoscenza. La sua scelta selettiva è stata davvero impeccabile. Infatti il quadro dal titolo emblematico -Accoglienza- nella sua profusione di sferzante e prorompente esplosione ed effusione cromatica, racchiude al suo interno tutto lo slancio di ispirazione che guida l’atto pittorico e si rende metaforicamente portavoce di tutta quella travolgente passionalità, che sorregge l’apparato creativo di Daniel. La tendenza prevalente della tonalità di colore rosso acceso, marcato e deciso, lascia emergere proprio quella speciale red passion, che appartiene alla sua ricerca sperimentale. È un quadro dunque, che riassume in sé nella sua magica sintesi narrativa di radice astratto-informale, tutta quella commistione di pathos e di trasporto, che consentono a Daniel di incedere e procedere nel suo cammino a testa alta e di sentirsi consapevolmente artefice e fautore di un fare artistico, che coincide con la sua più intima e recondita ragion d’essere”.

  • Daniel Mannini: una pittura per celebrare l’esistenzialismo filosofico

    Daniel Mannini è protagonista di un progetto artistico, che si trova collocato in modo permanente sul suo sito web danielmanniniart.it finalizzato a celebrare e omaggiare l’intero comparto della filosofia esistenziale e dell’esistenzialismo, attingendo in particolare da quanto dichiarato e proclamato dall’esimio maestro Albert Camus in una delle sue citazioni più famose “Imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate” che è stata presa come frase testimonial del Festival della Fotografia Europea a Reggio Emilia in rappresentanza del tripudio espressivo e comunicativo, di cui si rende portavoce per evidenziare tutto il mondo delle arti visive nella loro poliedrica ed eclettica portata. Sulla scia e in concomitanza con questa proiezione enfatizzata attraverso la prestigiosa manifestazione reggiana, Mannini ha voluto dedicare un circuito di sei opere che si sono intrecciate con scritti e pensieri riflessivi dedicati a quanto trasmesso dalle dottrine esistenzialiste, per comporre un formulario completo e compiuto da offrire a chi desidera approfondire in modo analitico e con la massima libertà recettiva e percettiva, quanto racchiuso all’interno di questo progetto. La dottoressa Elena Gollini ha espresso le sue valutazioni di sostegno dichiarando: “Ecco un progetto studiato a puntino e destinato a Daniel per dare enfasi al suo operato umano oltre che artistico. Essere pittori di talento in senso stretto e in senso lato, è importante altrettanto quanto dimostrare, che accanto e insieme alle risorse creative virtuose ci sono anche e in primis dei principi e delle meditazioni sul senso della vita, sul senso dell’essere e dell’esistere, che vanno di pari passo con quanto intrapreso nella ricerca pittorica e vengono inglobati e assorbiti in tale ricerca completandola e integrandola in modo compiuto. Su questo Daniel è assolutamente convinto e motivato. L’aspetto introspettivo-esistenziale e il tratto intrinseco-filosofico sono indispensabili e basilari nelle sue orchestrazioni compositive. Pertanto, ho deciso di premiare questa sua fervida e costante propensione con il conferimento simbolico di un attestato di merito, che costituisce un tassello di pregio del suo percorso di arte e di vita. In questo riconoscimento ho messo in rilievo l’apporto prezioso dell’essenza umana e la capacità innata di vedere con il cuore e pensare con l’anima, che appartiene al al DNA genetico creativo di Daniel e che lui tiene a custodire e incrementare”. E ancora, la dottoressa Golini ha sottolineato: “Un giovane artista come Daniel merita considerazione, non soltanto per l’impegno e la volontà di crescita a livello tecnico e di perizia strumentale, ma anche e soprattutto per ciò che diffonde e promuove, rendendosi sostenitore e fautore e scendendo in campo in prima persona e in prima linea a favore di un messaggio forte: nell’arte, in qualunque sua dinamica e manifestazione, la visione esistenziale è inderogabile e essenziale. Altrimenti, tutto si riduce a uno sterile e statico esercizio estetico e formale e perde quella magia e quella allure accattivante e ammaliante”.

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  • Paolo Tocchini: un progetto artistico che esalta la profonda ispirazione esistenziale

    Volendo trarre e ricavare una serie di valutazioni e di considerazioni favorevolmente attinenti e pertinenti alla profonda visione esistenziale ravvisabile all’interno del corposo apparato compositivo alla base della pittura di Paolo Tocchini, la dottoressa Elena Gollini ha trovato una citazione illustre davvero molto calzante, sulla quale poter prendere spunto per intavolare e realizzare un articolato progetto artistico personalizzato. Questo progetto si propone come una sorta di approfondito vademecum guida, per supportare il fruitore-spettatore nel cogliere appieno quel virtuosismo sostanziale e contenutistico, che appartiene alla proiezione creativa di Tocchini e costituisce anche la base di fondamento su cui edificare la sua ricerca di impostazione figurativa, con toni e accenti pregnanti e intrisi di componenti e di elementi narrativi e scenici insiti e sottesi tra le pieghe dell’esistenzialismo e della filosofia esistenzialista. In particolare, la dottoressa Gollini ha voluto sviluppare l’argomentazione partendo dalla celebre citazione appartenente al grande maestro francese Albert Camus, esponente autorevole e rappresentante di dogmi e di dottrine esistenziali di alto spessore, sempre attuali e sempre fonte di riflessioni e di pensieri elevati. La frase-assioma perfetta scaturita dalla mente geniale e acuta di Camus recita prendendo i versi aulici salienti della celeberrima poesia intitolata “Invincibile estate”: “Ho compreso, infine, che nel bel mezzo dell’inverno, ho scoperto che vi era in me un’invincibile estate. E ciò mi rende felice. Perché, afferma che non importa quanto duramente il mondo vada contro di me, in me c’è qualcosa di più forte, qualcosa di migliore che mi spinge subito indietro”. Al riguardo, la dottoressa Gollini ha sottolineato spiegando il motivo di questo accostamento simbolico tra la poetica espressiva di Tocchini e la lectio magistralis eccellente dell’esimio Camus: “La pittura di Paolo racchiude, anche tramite l’ausilio della tavolozza cromatica e tonale abilmente e sapientemente intrecciata con le raffigurazioni da lui prospettate in chiave di moderna rievocazione, quell’afflato emotivo ed emozionale e quel particolare pathos di trasporto interiore introspettivo, che la rende potentemente comunicativa a livello di impatto sostanziale. Accanto all’orchestrazione strutturale e al palinsesto compositivo, che denotano una maturità consolidata nella perizia strumentale, sfociando in immagini di accattivante parvenza estetica, Paolo associa in sintonia di corrispondenza armoniosa quello stimolo che coincide con il suo speciale concetto di -invincibile estate- all’insegna di una sferzante e prorompente carica di positiva reattività, di dinamico modus pensandi e operandi, che coinvolge subito anche il fruitore-spettatore e conquista la sua attenta curiosità recettiva e percettiva, andando ben oltre il semplice approccio di tipo visivo fine a se stesso e fugacemente superficiale. Lo spettatore viene così spronato ad accogliere a sua volta questa speciale sensazione di -invincibile estate- facendola sua e metabolizzandola con spirito di condivisione e di compartecipazione attiva”.

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  • LO STUDIO OTIUM VINCE LA MEDAGLIA D’ORO AGLI “EUROPEAN DESIGN AWARDS 2022”

    Primo classificato agli “Oscar del design”, tra centinaia di studi europei partecipanti per la categoria “Cataloghi d’Arte”, lo studio di Castelfranco Veneto (TV) ha ottenuto la vittoria con il progetto “OMNE BEAUTY 2018-2020”. Un libro concepito come un cofanetto che racchiude, oltre a un apparato testuale ricco di contributi di docenti ed esperti, otto fascicoli fotografici, con gli scatti che raccontano il territorio del Nord-Est, tra arte, paesaggio, armonia e contraddizione. Alessandro Fraccaro: “Al centro di tutto il lavoro una rilettura del concetto di Bellezza, nel rispetto di un’interpretazione plurale del concetto stesso”.

     

    CASTELFRANCO VENETO (TV). Lo studio Otium di Castelfranco Veneto (TV) vince l’edizione 2022 degli “European Design Awards”. La consegna del premio è avvenuta qualche giorno fa a Tallin in Estonia. Otium si è piazzato al primo posto nella competizione per il miglior “Catalogo d’Arte”, cui hanno partecipato centinaia di studi di tutta Europa.  

     

    La medaglia d’oro è arrivata grazie al libro intitolato “Omne Beauty 2018-2020” un progetto fotografico in cui sono racchiusi gli scatti di 8 fotografi di fama internazionale: Gianantonio Battistella, Francesca Cirilli, Anne Golaz, Vittorio Mortarotti, Igor Ponti, Antoine Séguin, Massimo Sordi, Marco Zanta. I curatori sono Massimo Sordi e Stefania Rössl di OMNE – Osservatorio Mobile Nord Est. Il progetto grafico a cui si deve il prestigioso premio è di Damiano Fraccaro, grafico e art director, dal 2012 nello staff di Otium, laureato presso l’Università Iuav di Venezia, con esperienza anche in ambito didattico e già vincitore di numerosi premi di settore in ambito internazionale. Al suo fianco nel progetto Matteo Beda, altro talentuoso grafico dello studio Otium.  

     

    Il volume è frutto del progetto “OMNE – Osservatorio Mobile del Nordest” in cui fotografi professionisti hanno immortalato aspetti ambientali, architettonici, antropologici, sociali e culturali del Nord-Est italiano con un approccio artistico. Un cammino che si compie sul territorio alla ricerca di possibili relazioni tra spazio, paesaggio e corpo che lo abita. 

     

    Il libro “Omne Beauty 2018/2020” è un cofanetto in cui sono racchiusi 9 volumi, uno di introduzione al lavoro, altri 8 dedicati a ciascuno dei fotografi impegnati nel progetto. I fascicoli contengono le foto e gli approfondimenti concettuali attorno alle quali sono state realizzate. Tutte le foto sono state scattate principalmente nell’area compresa tra Castelfranco Veneto, Asolo, Bassano del Grappa e Treviso. “Analizzando i differenti aspetti che descrivono il paesaggio del Nord Est italiano e soffermandosi sulla lettura dei fattori critici attribuibili ai progressivi processi di dispersione e frammentazione, propri di questa particolare area geografica – spiega Alessandro Fraccaro, titolare di Otium – OMNE Osservatorio Mobile Nord Est ha proseguito le campagne fotografiche avviate nel 2016 affidando a 5 artisti in residenza e 3 fotografi invitati un’indagine sul territorio veneto proponendo una riflessione sul termine Bellezza. Il volume è concepito come un cofanetto che racchiude, oltre a un apparato testuale ricco di contributi di docenti ed esperti, tra cui “Il mondo salverà la bellezza?” di Salvatore Settis, 8 fascicoli, uno per ciascun fotografo, nel rispetto di un’interpretazione plurale del concetto stesso di bellezza”.

     

    Il primo fascicolo si intitola “Città di G. ovvero Giorgionesca”. Francesca Cirilli ha qui raccolto l’eco del pittore nato a Castelfranco Veneto attraverso tracce di un immaginario moderno, rievocando la storia d’amore tra Giorgione e Cecilia. “Il tempo nostro” di Vittorio Mortarotti affronta il tema della bellezza coniugandolo con il concetto di transitorietà che si riflette, in forma di ritratto, nella figura dell’adolescente e nei tratti di un paesaggio fragile, quello appunto del nord est sospeso tra rapido sviluppo e tutela del precario equilibrio con l’ambiente. Con “Bellezza” Igor Ponti propone un ricco immaginario di luoghi del territorio dalla forte valenza iconica. Il progetto “Simili” di Antoine Séguin si sofferma invece sulle contraddizioni del paesaggio contemporaneo e sull’ipotesi di una mappatura visuale inafferrabile, sospesa tra modernità e passato. “Panorami del Silenzio. Lente incursioni nel paesaggio della storia. Monte Grappa 1987-2020 “è il titolo del progetto di Gianantonio Battistella sulle sue esplorazioni del Monte Grappa. “Partizioni d’archivio nel Nordest di fine secolo” di Marco Zanta propone un’incursione nell’archivio personale del fotografo che invita ad abitare gli spazi interni di alcune aziende venete nel periodo d’oro dell’economia degli anni Novanta. La serie di immagini presentate in “Intorno all’albero” di Massimo Sordi narra infine il rapporto uomo-natura suggerendo relazioni inedite con il cosmo. 

     

    Non è una prima volta per lo studio Otium. Negli ultimi 4 anni lo studio di Castelfranco è già stato premiato per ben 3 volte agli European Design Award, vincendo 2 medaglie d’oro. “Questo riconoscimento è motivo d’orgoglio per tutto lo studio – spiega Alessandro Fraccaro, titolare di Otium – siamo grati all’organizzazione e alla Giuria degli EDAwards e a tutti coloro che hanno collaborato al progetto. In primis devo citare Damiano Fraccaro e Matteo Beda che hanno seguito in prima persona il progetto. L’idea di approfondire il contesto in cui viviamo, con un approccio ragionato e contemporaneo, è alla base di tutto di lavoro di Otium. Questo catalogo rappresenta un punto d’arrivo, ma anche un punto di partenza per la prosecuzione del progetto “OMNE”. In particolare mi sento in dovere di citare gli ideatori di OMNE: Massimo Sordi e Stefania Rösll, i promotori dell’iniziativa “Omne Beauty 2018/2020”: La Città di Castelfranco Veneto, L’Università di Padova, Ulss 2 Marca Trevigiana, Università di Bologna – Dipartimento di Architettura; Non di meno, un grazie va all’editore Skinnerboox che ha creduto in noi, a Fedrigoni che ci ha sostenuto e alla Tipografia Toffanin che ha realizzato eccellentemente quanto è stato progettato dallo Studio”

     

    SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: OTIUM

     

    Otium è uno studio multi-disciplinare di Castelfranco Veneto. Nasce nel 2007 da un gruppo di professionisti di settori diversi, ma complementari, con l’intento di seguire progetti complessi garantendo una progettazione condivisa e coerente. Lo studio si occupa di analisi e strategia generale di comunicazione, grafica, fotografia, video, progettazione e sviluppo web, editoria e allestimento museale. Quest’anno festeggia i 15 anni di attività. Dal 2010 lo studio opera nella sede storica dei Rusticali di Palazzo Riccati Avogadro a Castelfranco Veneto. Otium collabora stabilmente con il Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno, il Museo Bodoniano di Parma, il Museo Casa Giorgione di Castelfranco Veneto, l’Orto Botanico di Padova, Villa Parco Bolasco a Castelfranco Veneto, la Città di Riese Pio X, Venice Garden Foundation, Istresco e con numerose aziende italiane. Questi i riconoscimenti ottenuti dallo studio nel corso degli ultimi anni: Menzione d’Onore al XXV Premio Compasso d’Oro ADI per il progetto “Tipoteca”, Country Champion – Italy Fedrigoni Top Award 2019 per il progetto “Tipoteca”, Vincitore (Medaglia d’oro) European Design Awards 2019 per “Omne-Work 2016-2018”, Vincitore Red Dot Best of the Best 2019 per “Omne-Work 2016-2018”, ADI Design Index 2019, per il progetto “Omne-Work 2016-2018”, ADI Design Index 2020, per il progetto “P=S+N, Paesaggio, Soggetto Natura”, Medaglia di Bronzo European Design Awards 2021 per “At home in Sweden, Germany and America”. 

     

    LINK PAGINA DEDICATA SU SITO EUROPEAN DESIGN AWARD

    https://awards.europeandesign.org/#/Winners/256535

     

    SCHEDA LIBRO

     

    Titolo: 

    Omne/Beauty 2018-2020

    Autori: 

    Gianantonio Battistella, Francesca Cirilli, Anne Golaz, Vittorio Mortarotti, Igor Ponti, Antoine Séguin, Massimo Sordi, Marco Zanta

    Curatori: 

    Stefania Rössl, Massimo Sordi

    Testi:

    Matteo Melchiorre, Salvatore Settis, Leonardo Delogu, Francesco Bergamo, Enrico Malatesta, Elena Mucelli, Paolo Feltrin. 

    Direzione creativa e progetto grafico: 

    Damiano Fraccaro / Otium 

    Progetto promosso da: 

    Città di Castelfranco Veneto, Università di Padova, Ulss 2 Marca Trevigiana

    In collaborazione con: 

    Museo Casa Giorgione, Università di Bologna – Dipartimento di Architettura 

    Traduzioni: 

    Gray Sutherland

    Stampa:

    Tipografia Toffanin

    Partner tecnico: 

    Realizzato su carte Fedrigoni

    Editore:  

    Skinnerboox

    Pubblicazione: 

    Jesi, Agosto 2021

    Copyright:

    OMNE – Osservatorio Mobile Nord Est, 2021

    Skinnerboox

    ISBN 

    978-88-94895-48-3

     

    _________________________________

    Dati sul formato: 

    Legatura: Scatola / Brossura filo refe / Punto metallico 

    Formato: A4

     

    Dati aggiuntivi sul formato cartaceo: 

    Dimensioni (MM): 225 mm / 315mm / 65mm

    Peso (g) 2600gr

    Numero pagine totale: 374 

    Numero tomi: 9 

    Disponibilità e prezzo: 

    Disponibilità: in commercio

    Prezzo: 65€

  • “P-ART Una pietra sopra l’altra”: Presentato oggi il progetto e i corsi di formazione sulla tecnica costruttiva in pietra a secco

    Sono state presentate questa mattina a Cà Berizzi, in Valle Imagna, le linee guida del progetto “P-ART Una pietra sopra l’altra”, volto alla tutela e alla salvaguardia dei manufatti e della tecnica costruttiva in pietra a secco, patrimonio UNESCO. Il progetto, che ha come ente capofila il GAL Valle Brembana 2020 e che vede la cooperazione di GAL Valtellina Valle dei Sapori e GAL Quattro Parchi Lecco Brianza, si avvale del partner ITLA Italia APS, Sezione Italiana dell’Alleanza Mondiale per il Paesaggio Terrazzato, che ha delineato l’offerta formativa e l’organizzazione dei corsi inerenti alla tecnica di costruzione in pietra a secco.

    Il focus della conferenza ha riguardato le azioni comuni del progetto e le azioni locali sui territori di competenza dei GAL coinvolti, ognuno caratterizzato dalla presenza, più o meno radicata, degli elementi architettonici realizzati in pietra a secco quali muri (e terrazzamenti), tetti in piöde, baitelli e percorsi lastricati. Obiettivo ultimo di P-ART, oltre alla salvaguardia, manutenzione e conservazione programmata dei manufatti: il riconoscimento istituzionale della figura professionale dell’Operatore di costruzioni in pietra a secco.

    Per raggiungere questo fine e formare operatori competenti, il progetto P-ART prevede lo svolgimento di corsi professionalizzanti, dedicati a hobbisti ma anche a esperti del settore. La realizzazione di questi percorsi e dei materiali necessari è stata possibile proprio grazie alla collaborazione con ITLA Italia APS, che da sempre ha a cuore i paesaggi terrazzati, le conoscenze tradizionali utili alla loro manutenzione e l’attivazione di progettualità dedicate alla loro valorizzazione attiva.

    Il progetto è volto a riqualificare i territori coinvolti per permettere all’area uno slancio verso l’ambito turistico, riproponendo un rilancio del patrimonio locale verso una popolazione turistica e, perché no, giovanile.

    “Il progetto P-ART ha una duplice connotazione spiega Lucia Morali, Presidente del GAL Valle Brembana 2020, ente capofila di P-ART – da un lato la tutela e la valorizzazione di manufatti e paesaggi che sono diventati, nel tempo, veicolo di identità e tradizione, per valorizzare quanto i territori possono ancora offrire ai visitatori e agli abitanti: questi manufatti costituiscono dei veri e propri driver locali per lo sviluppo in zone di montagna. D’altro canto – prosegue la Presidente – il riconoscimento della figura professionale dell’Operatore di costruzioni in pietra a secco, una volta approvato, coronerà le azioni intraprese dal progetto”.

    “La Valtellina è l’area vitata terrazzata più ampia d’Italia, circa 980 ettari, per un totale di 2.500 chilometri di muretti – dichiara Alberto Marsetti, Presidente del GAL Valtellina Valle dei SaporiPer il nostro territorio, valorizzare, conservare e tutelare le costruzioni in pietra a secco significa anche tutelare il patrimonio storico e vitivinicolo valtellinese. P-ART rappresenta non solo un’occasione importante di valorizzazione, ma anche uno strumento strategico per creare le condizioni per la strutturazione di un percorso di formazione e certificazione delle competenze necessarie per recuperare e mantenere questa particolare tipologia costruttiva, che nel corso dei secoli ha modellato il paesaggio Valtellinese.”

    “I manufatti in pietra a secco sono elementi architettonici che testimoniano abilità e laboriosità delle genti di questo territorio – afferma Giacomo Camozzini, Presidente del GAL Quattro Parchi Lecco Brianzain perfetta armonia e rispetto per l’ambiente, l’elegante semplicità che li caratterizza spesso fa dimenticare l’importante compito strutturale che gli viene assegnato dalla sapiente mano che li ha realizzati. Una ricchezza che riceviamo dal passato e che vogliamo preservare e tramandare contribuendo a sviluppare delle adeguate competenze attraverso la formazione di professionalità di prestigio che affondano le radici nella tradizione.”

    Oltre ai rappresentanti dei tre GAL, hanno partecipato alla conferenza stampa: Giacomo Invernizzi – Sindaco di Corna Imagna, Tommaso Saggiorato – ITLA Italia APS, Maurizio Mazzoleni – Presidente dell’Associazione Muratori e Amici di Cà Martì.

    Per maggiori informazioni sul progetto P-ART: www.progettop-art.it

  • Limited n.0 – Francesca Gentili

    Sala Ipogei “Galleria Marconi” riprende la sua attività espositiva. Sabato 18 giugno 2022, alle 18.30, presso il Museo della Cripta di Monsampolo del Tronto si inaugura Limited n 0, mostra personale di Francesca Gentili, che si avvale della cura e del testo di Dario Ciferri.
    La mostra, che propone le opere del nuovo progetto dell’artista, è organizzata dal Comune di Monsampolo del Tronto, da Sala Ipogei “Galleria Marconi” e da Marche Centro d’Arte.
    La mostra può essere visitata tutti i giorni tutti i giorni (10:00/13:00 – 16:00/19:00) fino al 30 settembre 2022. Info 3771500858

    Limited n 0 introduce in un luogo meraviglioso come il Museo della Cripta le opere di Francesca Gentili, creando un potente dialogo di pensieri e vite. Le vite raccontate nel museo, di cui tanto poco sappiamo, si incontrano con i volti, i corpi, le storie “narrati” dalla pittura.
    “La pittura ha una forza straordinaria, ha un legame magico con l’uomo, lo racconta, lo esalta, lo rende divino. Francesca Gentili accarezza la pittura, la fa assaporare e la maltratta. Nel suo cammino artistico l’ha percorsa in tante direzioni, alla ricerca di un ordine forse impossibile da trovare. Il suo è un rapporto entropico con la pittura, genera arte, ma rilascia disordine nell’artista, una necessità di provare altre strade per raccontarsi. Limited n 0 nasce qui, non la voglia di raccontare l’essere umano, ma dietro ogni volto, ogni corpo, ogni frammento, il bisogno di scandagliare se stessa, di scuotere la propria esperienza personale e narrarla, di generare una narrazione interiore attraverso l’osservazione della realtà. Realtà e pittura che non si incontrano direttamente, ma sono mediate dallo strumento fotografico, con i suoi limiti e le sue potenzialità. Francesca Gentili ci racconta tutto ciò, ci fa approssimare al suo personale, senza svelarsi fino in fondo, tendiamo al suo punto zero, ma continuiamo ad ammirarlo, senza arrivarci mai “

    L’iniziativa rientra nello sviluppo del progetto del Sistema Museale Piceno teso alla valorizzazione del più vasto comprensorio comunale ed in particolare del vecchio incasato, dei suoi musei e della rete dei 58 musei del territorio piceno sostenuta dal BIM Tronto.
    Sala Ipogei “Galleria Marconi” nasce come ideale prosecuzione dell’esperienza ventennale della Galleria Marconi di Cupra Marittima, e per non disperdere la qualità della ricerca artistica e culturale portata avanti in tanti anni di lavoro del suo direttore artistico Franco Marconi.

    “L’arte è un farmaco potente, nel senso letterario del termine è una cura e un veleno. È capace di esaltarti o di scuoterti nel profondo. In questi 27 anni di attività ho sempre vissuto in profondità il mio rapporto con l’arte, ho dato tutto per lei e l’ho anche odiata. Il mio è un amore immenso che a ogni ripartenza mi prende alla bocca dello stomaco. In questi anni di cultura a singhiozzo, di limiti, di distanze, ho aumentato il desiderio di stare vicino agli altri, di condividere esperienze, di crescere. Non smettiamo mai di imparare, di accumulare suggestioni, di cercare la bellezza. Ancora oggi ho un rapporto epidermico con le opere degli artisti, e il primo impatto è sempre determinante, e ogni mostra è un’emozione fortissima da vivere con le persone che ho intorno. Voglio ringraziare sinceramente il sostegno e la fiducia del Comune di Monsampolo del Tronto, del Sindaco Massimo Narcisi e di Mario Plebani, di Marche Centro d’Arte e di Lino Rosetti, infaticabile e insostituibile nella sua attività e un amico sincero. (Franco Marconi)

    Limited n 0 –

    Info e contatti
    Artista: Francesca Gentili
    Cura e testo Dario Ciferri

    fotografia: Catia Panciera
    allestimenti: Pasquale Fanelli – Sabatino Polce

    Museo della Cripta – Monsampolo del Tronto
    via Giuseppe Mazzini, 50
    info3771500858

    Inaugurazione 18 giugno 2022 ore 18.30
    Orario di apertura: tutti i giorni
    Mattino 10:00/13:00
    Pomeri. 16:00/19:00
    Chiusura 30 settembre 2022

    Spazi Ipogei Galleria Marconi
    Via Fratelli Kennedy
    63077 Monsampolo del Tronto
    web http://galleriamarconi.it/ – http://marchecentrodarte.it
    e-mail [email protected]
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

  • “Il destino decide per te”, nel memoir della Anzini il dramma della genitorialità negata

    ROMA – Educare significa plasmare, modellare l’indole di un individuo secondo un disegno prestabilito, quasi “cera molle” tra le mani di un artigiano, oppure lasciarlo libero di svilupparsi secondo la propria natura, come una pianta frondosa? Può un incontro influenzare una persona a tal punto da renderla estranea alla famiglia in cui è cresciuta? E ancora: esiste il libero arbitrio oppure è il destino a decidere per noi? Questi e altri interrogativi solleva il libro di Anna Maria Anzini, “Il destino decide per te”, un memoir (disponibile anche in ebook) che ripercorre in undici capitoli un’amara vicenda realmente accaduta. Il libro, che reca la prefazione del giornalista Carmelo Abbate, offre all’autrice l’occasione di raccontare un pezzo importante della sua vita e di riflettere sulle relazioni genitori-figli, sulla maternità, sull’esperienza dell’adozione, sulle difficoltà e sulle gioie che ne derivano, affinché altri genitori possano metterle a frutto.
    Anna Maria e il marito Maurizio Persiani sono due affermati immobiliaristi della Capitale. Nel 2007, dopo una gravidanza extrauterina e diversi tentativi non riusciti di concepimento mediante la fecondazione assistita, la coppia decide di ricorrere all’adozione per coronare il sogno di diventare genitori. Ma il percorso burocratico si rivela lungo e irto di ostacoli. Assomiglia a «un labirinto fatto di analisi del sangue, per accertare che fossimo sani, di presentazione di documenti reddituali e un alloggio adatto, per dimostrare di essere solidi». Ancor più arduo il percorso psicologico. «Per due anni – scrive – ci siamo sottoposti a test, terapie, abbiamo affrontato percorsi individuali e di gruppo. Abbiamo seguito corsi con altre coppie, alcune sono arrivate con noi fino alla fine, altre hanno gettato la spugna, sfiancate dalla difficoltà e dalle domande. […] Saremmo stati pronti a crescere un bambino malato? Ad accogliere un bambino già cresciuto in condizioni difficoltose? E poi la domanda più importante, quella più reale, più vera: ve la sentite di curare la ferita più profonda di un bambino, quella lasciata dall’abbandono?»Alla fine, la coppia decide di cambiare percorso e sceglie la via dell’adozione internazionale. Tramite i canali della Comunità di Sant’Egidio, Anna Maria e Maurizio riescono ad adottare una bimba cambogiana di 8 anni, che chiamano Sara. L’autrice tratteggia efficacemente la gioia dell’attesa, le emozioni dei neo-genitori, il clima di amore, affetti e attenzioni che circondano la bambina nella nuova famiglia, il miracolo della crescita, il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. La vita insieme è divertente e complicata al tempo stesso. Anna Maria e Maurizio imparano giorno dopo giorno quanto sia difficile il “mestiere” di genitori. La bimba dallo sguardo malinconico diventa un’adolescente ribelle prima e una ragazza apatica poi. Per i genitori, vederla consumare le ore e i giorni in una vita piatta e senza uno scopo, senza studiare o applicarsi nello sport, incurante di costruirsi un futuro e divenire autonoma, annullata da una relazione d’amore con un ragazzo impulsivo e possessivo, è qualcosa di disperante e drammatico. Ma è proprio quella relazione a lungo contrastata che spinge la giovane a innalzare un muro di incomunicabilità verso i genitori adottivi. Un muro costruito, giorno dopo giorno, con mattoni fatti di silenzi e cementato con la malta dell’indifferenza. Il destino, insomma, sembra voler negare per vie impreviste quella genitorialità che Anna Maria e Maurizio hanno ricercato con forza e determinazione. Una frase di Maurizio condensa il dramma della vicenda: «I sacrifici che facciamo per i figli sono a fondo perduto, in qualche modo glieli dobbiamo. Non hanno chiesto loro di venire al mondo. Né di essere adottati.»

    Il finale lascia l’amaro in bocca. Sara, che dopo il compimento del diciottesimo anno di età è andata a vivere con il fidanzato e ha chiuso i rapporti con la famiglia, denuncia i genitori per atti gravissimi, non meglio precisati, chiedendo loro un risarcimento economico. La vicenda giudiziaria, tuttora in corso, impone la sospensione di qualunque giudizio. L’ultimo capitolo è una lettera aperta alla figlia: una promessa d’amore rinnovata, una mano tesa in segno di pace e di aiuto.

    Link di approfondimento (estratto)

  • Muraless Art Hotel di Verona celebra Banksy

    Quattro opere dedicate al leggendario artista di Bristol. Saranno esposte a partire da sabato 4 giugno presso gli spazi della stazione veronese di Porta Nuova, dove è già in corso la mostra The World of Banksy – The Immersive Experience

     

    Nel segno di Banksy. Di una libertà pura, che lotta, si esprime scavalcando le convenzioni, nello stile del più grande street artist vivente, di una creatività pungente, sovversiva, che vuole tenere accesa una riflessione sul mondo e i suoi paradossi. Un’icona di un mistero vivente che ha trasmesso a tanti altri la volontà di mettere in evidenza le incongruenze e i paradossi della società contemporanea. Da sabato 4 giugno la crew di artisti del Muraless Art Hotel di Verona porterà il proprio contributo a The World of Banksy – The Immersive Experience, la mostra dedicata all’artista di Bristol e che fino al 31 luglio animerà gli spazi della stazione di Porta Nuova. Un allestimento che con più 100 opere restituisce al pubblico il personaggio di Banksy nella sua totalità offrendo un’esperienza immersiva che attraversa il mondo dell’artista nella sua interpretazione della quotidianità fatta di denunce sociali, economiche e politiche.

     

    Un percorso ricco di suggestioni e in cui troveranno spazio con altrettante opere gli artisti di Eyelab Design, quattro degli componenti della Crew Muraless del Muraless Art Hotel di Verona, il primo hotel in Italia dedicato alla street art, unico al mondo per la sua estensione artistica che ha visto artisti di fama nazionale e internazionale interpretare il tema della storia, del costume e della cultura italiana grazie al supporto, sia come autore che come coordinatore, del veneziano Andrea Zamengo (Chill Surrealist) e della curatrice Chiara Canali. Un progetto in divenire, non ancora concluso, una galleria d’arte vivente e cangiante in continuo divenire, in evoluzione e trasformazione progressiva, trasgressiva nella sua unicità, per un soggiorno esclusivo e inusuale, decisamente non banale.

    Una struttura ricettiva che si lega con orgoglio alla potente figura di Banksy; se infatti gli interni sono già stati portati a compimento, la facciata esterna non è ancora stata realizzata. A dare il tocco ultimo e definitivo sarà un’altra celebrità del mondo della street art, Thierry Guetta, meglio conosciuto come Mr. Brainwash o semplicemente MBW. Dopo il successo planetario del film “Exit through the gif shop”, con il quale Banksy ha raccontato la vita di Thierry Guetta dopo averlo incoraggiato a intraprendere la strada dell’arte, le due figure sono inestricabilmente legate tanto che nel mondo si impone con insistenza una domanda: “Mr Brainwash é Banksy?” Per molti la risposta è sì.

     

    Mr Brainwash, oggi tra gli artisti più quotati al mondo, si serve della tecnica della vernice nebulizzata e stencil ispirandosi alla Pop Art. I suoi sono quadri d’amore e di speranza. Tra i soggetti più amati e ricercati lo scimpanzè, che con una bomboletta spray scrive “Follow your dreams”. Un’altra fonte d’ispirazione è il geniale Albert Einstein che inneggia all’amore con il cartello “Love is the Answer”. E ancora il comico Charlie Chaplin e la coppia di Mickey Mouse e Minnie stretti in un abbraccio d’amore. Un’energia che con tutta la sua forza si imprimerà in maniera indelebile anche sulla facciata di Muraless Art Hotel.

     

     

    LE OPERE ESPOSTE A VERONA PORTA NUOVA

     

    SPY GAME di CHILL SURREALISM

    L’opera è una celebrazione dell’arte di Banksy, rivisitata dall’artista. Forti contrasti per messaggi altrettanto forti. Uno dei soggetti è in ascolto con un apparato da intercettazione ambientale. Di qui la necessità di ascolto a tutto tondo senza focalizzare tutta l’attenzione su di un solo particolare.

     

    PIG di Z-STONE PANDONE

    L’archetipo della casa come rifugio e luogo “proprio” ricorre sovente e nei primi approcci creativi dell’individuo. La rappresentazione della suddetta nell’opera di Pandone denota un profondo collegamento con l’atto creativo istintivo che caratterizza l’incipit puro di tutte le arti.

     

    VORTICI di DEBOYO

    L’opera è un vortice di colori cangianti che vengono attirati verso un centro di gravità. Si modellano seguendo le linee di forza del vortice ma mantengono la propria integrità cromatica pur accostandosi nell’inestricabile struttura che ricorda Fibonacci. Una metafora astratta che suggerisce quasi di non perdere identità affrontando le correnti esterne.

     

    CARPA DIEM di DEM125

    Una carpa giapponese che lotta contro i flutti. La carpa da sempre simbolo di tenacia e perseveranza è simbolicamente molto importante in tutte le culture orientali. L’immagine è ispirata alla leggenda della carpa e del dragone della tradizione cinese. L’animale fu premiato per aver risalito il Fiume Giallo dalle divinità che lo trasformarono in un drago.

     

     

    Muraless Art Hotel è il primo Hotel e unico al mondo interamente dedicato alla Street Art. Una struttura ricettiva ma non solo. Con le sue oltre novanta stanze, gli spazi comuni, la facciata esterna interamente dipinti, punta ad essere un vero e proprio tempio a 360° della Street Art, un Museo dedicato all’Arte Urbana e ai suoi protagonisti, una vera e propria Galleria vivente. Il progetto è realizzato in collaborazione con la galleria Milanese Deodato Art, con la curatela di Chiara Canali, curatrice indipendente esperta nei linguaggi della Street Art e la collaborazione di Andrea Zamengo (Chill Surrealist). La facciata esterna di Muraless Art Hotel porta la firma di Mr Brainwash, uno degli street artist più quotati al mondo.

  • “BANKSY È CHI BANKSY FA!”, RECORD DI VISITATORI SUL LAGO DI GARDA

    Primi bilanci ad oltre un mese dall’apertura. Migliaia di spettatori, i curatori moltiplicano le visite guidate per star dietro alle richieste del pubblico. Prossimo appuntamento l’11 giugno

     

    Le opere di Banksy sono sbarcate sul Lago di Garda domenica 10 aprile con l’inaugurazione della mostra “Banksy è chi Banksy Fa! An unconventional Street Art Exhibition”, ospitata al Castello di Desenzano del Garda (nel Bresciano) e curata da Michele Ciolino e Matteo Vanzan. 

     

    Ebbene, è tempo per i primi bilanci di un evento senza precedenti, che ha già portato oltre cinquemila persone a visitare la mostra, un record per gli spazi espositivi che si affacciano sulla cittadina: e manca ancora un mese e mezzo alla chiusura. Non solo, sono andati sold out anche gli incontri previsti coi curatori. Per questo, è stato deciso di aprire una nuova finestra per la visita guidata, il prossimo 11 giugno alle ore 11.30. 

     

    In programma collaterale all’esposizione sarà possibile, infatti, previa prenotazione e al costo di 3 euro a persona per gruppi di minimo 20 persone, partecipare alle visite guidate e agli incontri con il curatore. La mostra “Banksy è chi Banksy fa! An unconventional Street Art Exhibition”, visitabile fino al 17 luglio 2022, sarà aperta al pubblico, con biglietto d’ingresso intero di 10 euro, dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.30.

     

    Organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Desenzano del Garda e prodotta dall’agenzia MV Eventi di Vicenza e sostenuta dal media partner Arte In, la mostra non presenterà solamente il celebre artista di Bristol, ma anche alcuni dei principali protagonisti della scena Street Art internazionale come Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Obey, Space Invader, Ron English, Anthony Lister, Mason Storm, Mark Dean Veca, Martin Whatson, Donald Baechler, Paul Kostabi, D*Face, KayOne, MR. Wany, Sandra Chevrier, Icy and sot, Hama Woods, Vhils, Ben Eine, Solomostry, Thetan One, Slog 175, Skaione, Cizerocentodieci, Evyrein. 

     

    Circa 50 opere, tra cui alcune esposte alla Biennale di Venezia, provenienti da collezioni private italiane e dagli stessi artisti in un’alternanza di lavori su tela, legno, carta, scultura, serigrafie firmate, poster e memorabilia selezionati dopo oltre due anni di ricerca.

     

    “La mostra” spiega Matteo Vanzan di MV Eventi “è strutturata per essere una riflessione sul fenomeno Banksy, più che essere una mostra di Banksy. Vogliamo porre al visitatore una serie di interrogativi non solo attraverso le opere esposte, ma soprattutto lungo un percorso didattico ed emozionale fatto di filmati, gigantografie e testi critici. La Street Art è indomabile, affascinante, misteriosa e per molti versi ancora avvolta nel mistero. È arte senza confini ed estesa in ogni angolo del pianeta per raccogliere le voci di un’umanità in continua emergenza espressiva.” 

     

    Con contenuti sempre nuovi, forme in mutazione continua, la Street Art è affascinate e sexy, alternativa e allo stesso tempo mainstream diventando, dagli anni Ottanta, linguaggio istituzionalizzato proprio grazie ad un sistema dell’arte che tutto fagocita. Le più rinomate gallerie newyorkesi iniziarono ad interessarsi a quelli che, ancora, non erano considerati artisti, ma che ben presto e grazie ai sistemi di promozione culturale, divennero a tutti gli effetti delle vere e proprie star, in primis Keith Haring e Jean-Michel Basquiat. L’artista di Bristol rappresenta la punta di un iceberg le cui origini iniziano nelle metropolitane degli Stati Uniti verso la prima metà degli anni Sessanta per espandersi sempre di più nei pieni Settanta. Fu grazie alle contestazioni studentesche e sociali del ’68 che si sancì la nascita di quella controcultura sintomo del rinnovamento di stili, linguaggi e forme espressive dal Post-Minimalismo alla Street Art. 

     

    Quello scolpito sui muri è un messaggio necessario per esprimere il proprio dissenso, per riappropriarsi di quegli spazi, definiti non-luoghi, la cui genuinità non deve sopportare i vincoli dei circuiti ufficiali. Ecco nascere, in tutto il mondo, un coro generazionale che, parlando direttamente al pubblico, riporta l’arte ad una nuova dimensione di significato: lo crea senza mai subirlo. Quello rappresentato in questa esposizione è un luogo del mistero e dell’invisibilità, consapevoli che non c’è più tempo per definizioni o accademismi ma che la Street Art è oggi linguaggio universale della nostra società.

     

    “Questa mostra vuole chiedersi, oggi, cosa sia la Street Art: dove nasca, chi ne siano i principali protagonisti giunti alla ribalta internazionale e quale sia oggi la potenza del muro” conclude Matteo Vanzan “un supporto concreto e tangibile su cui gli artisti di tutto il pianeta tessono messaggi sociali che giungono con forza inaudita sino a noi. Il tempo del mondo metropolitano tanto caro a Taki 183 sembra essere finito, ma non quello del mondo underground e dei circuiti alternativi. Come la pittura a buon fresco, anche i lavori su muro oggi assumono un significato allegorico che va contestualizzato con la società contemporanea senza dimenticarsi mai che, come Banksy ci ricorda, “l’invisibilità è un superpotere.”

     

    Dal 4 giugno al 03 luglio 2022, inoltre, presso la Galleria Civica Gian Battista Bosio sarà presentata “Alethéia: la ricerca della verità attraverso la conoscenza”, esposizione trasversale che presenterà le opere di sette artisti contemporanei: Guido Airoldi, Angelo Alessandrini, Giorgio Dalla Costa, Daniele Nalin, Manlio Onorato, Donatella Pasin e Maurizio Taioli. Le opere di questi artisti rappresentano uno spaccato della pittura italiana che, dall’estasi dell’espressionismo astratto fino ai silenzi dell’introspezione psichica, ci conducono a riflettere sul significato più profondo dell’essere artista oggi. Le opere degli artisti selezionati sono state esposte in Musei italiani e stranieri di rinomata importanza culturale come il Palazzo dei Diamanti di Ferrara, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, la Galleria d’arte moderna di Torino e, nell’appuntamento di Desenzano del Garda, presenteranno opere di pittura e scultura.

     

    MAGGIORI INFORMAZIONI

    Castello di Desenzano del Garda (Bs) – Via Castello, 63

     

    ORARI DI APERTURA

    Dal martedì alla domenica 10.00 – 18.30. Chiuso lunedì

     

    BIGLIETTI

    Intero 10 euro / Ridotto 8 euro / Gratuito minori di 10 anni

     

    VISITE GUIDATE

    Visita guidata al costo di 3 euro a persona (gruppo minimo di 20 persone)

     

    CONTATTI E PRENOTAZIONI

    Ufficio Cultura: 030/9994161 / Castello: 335/6960209

    Mail: [email protected]  /  [email protected] 

     

    MV EVENTI

    www.mveventi.com  /  [email protected]

  • “Me, Myself And Eye”: l’intima relazione tra fotografia, società e identità al centro di Cortona On The Move

    Dal 14 luglio al 2 ottobre 2022 apre al pubblico il festival internazionale di fotografia Cortona On The Move con decine di mostre dislocate tra il centro storico della città, la Fortezza medicea del Girifalco e la nuova location “Stazione C” a Camucia, frazione del Comune di Cortona.

     

    La fotografia è oggi più presente che mai, assurta a linguaggio universale, prodotta, condivisa e consumata in maniera pervasiva. Il festival, attraverso le mostre, riflette su autorialità, punto di vista e legittimità, su come soggetto e oggetto si intersecano, si scontrano e finiscono col coesistere. Osservando queste dinamiche, si mette in discussione la fotografia come mezzo di espressione e condivisione, come illustra il nuovo direttore artistico Paolo Woods: “ricercando la sua anima senza sfuggire al dibattito, ma sempre aspirando al poetico. Esplorando i limiti estremi del mezzo come audaci astronauti e le storie sepolte come meticolosi archeologi.”

     

    Nell’edizione 2022 Cortona On The Move prosegue la sua ricerca nell’ambito della fotografia documentaria con particolare attenzione all’incessante evoluzione del linguaggio visivo “estendendo le collaborazioni internazionali e presentando produzioni originali e inedite. Il festival ambisce a diventare un protagonista della produzione fotografica a livello internazionale” dichiara Veronica Nicolardi, nuova direttrice del festival, “e a rendere la sua ricerca sul linguaggio fotografico accessibile e comprensibile al grande pubblico, facendone un fattore di scambio e accrescimento culturale.”

     

    Il festival Cortona On The Move, organizzato dall’associazione culturale ONTHEMOVE, si svolge con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Cortona; è realizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, main partner, con il contributo di Fondazione CR Firenze e di Autolinee Toscane, partner, e di Medici Senza Frontiere, charity partner.

     

     

    LE MOSTRE DI CORTONA ON THE MOVE 2022

    Cosa succede esattamente quando fotografiamo? La fotografia è un’arma o un faro illuminante? Chi ha il diritto di fotografare cosa? Il consenso di chi è fotografato è d’obbligo? Stiamo ancora fotografando finestre o siamo solo persi in una gigantesca sala degli specchi guardando noi stessi all’infinito? Sono questioni discusse da decenni e intrinseche nella natura del mezzo, ma che sono recentemente riemerse con nuovo vigore sospinte dalla battaglia identitaria che ci ha inghiottito. La presa di coscienza che sia urgente riconsiderare come siano rappresentate etnia, genere e classe sta sconvolgendo vecchie regole non scritte e scrivendone di nuove.  Un’indagine che ritroviamo nei lavori di:

    • Jacob HoldtAmerican Pictures I just do things a cura di Lars Lindemann e Paolo Woods
    • Enoch Boateng (Focus and Blur); Sam ed Ekta; Thomas Sauvin; Oreste e Ivana Pipolo; Manal Alhummed; Valerie Baeriswyl; Lindsay Ladd; Juan de la Cruz Megías Mondéjar; Massimo Stefanutti, mostra collettiva I Do (Sì, lo voglio)
    • Jojakim Cortis e Adrian Sonderegger Icons
    • Stacy Kranitz As it was Give(n) to Me
    • Gregory Halpern Let the Sun Beheaded Be
    • Walter Niedermayr Transformations / Il dialogo tra il self e il luogo in partnership con Intesa Sanpaolo
    • Martin Parr & The Anonymous Project Déjà View. A Conversation in Colour
    • Izaak Theo Adu-WattsNo Ordinary Love
    • Martina BacigalupoGulu Real Art Studio
    • Jan Banning The Sweating Subject
    • Alessandro CinqueSer y aparecer
    • Alexander Chekmenev Passport
    • Jah-Nita Ride, Set, Match
    • Carlo RainoneLa foto con Dios
    • Niccolò RastrelliCovid-19 Face Wear
    • Nicolas RighettiThe Dictatorship of Image
    • Christian LutzCitizens
    • Lucas Foglia Constant Bloom (progetto in corso) in partnership con Autolinee Toscane

     

           Cortona On The Move AlUla

    • Hussain Alsumayen Wrinkles
    • Huda Beydoun A Disparate Familiar
    • Martin Kollár Objects in mirror are closer than they appear
    • Hayat Osamah Fast – Paced
    • Eleonora Paciullo – المرأة (Almar’a)
    • Awoiska van der Molen – Under Land

     

    • Jessica Auer The Falcon’s Garden in collaborazione con Rencontres internationales de la photographie en Gaspésie

     

            Storie di Umanità. Fotografi per Medici senza Frontiere

    • Yarin Trotta del VecchioShifting Sands. L’oblio dei migranti del Sahara
    • Filippo TaddeiNel mare ci sono coccodrilli
    • Giuliano Lo ReRIP: Rest In Pieces

     

            Premio Ponchielli in collaborazione con GRIN

    • Gabriele GalimbertiThe Ameriguns (vincitore edizione 2021) a cura di Renata Ferri
    • Nicolò Filippo RossoExodus (vincitore edizione 2022) a cura di Roberta Levi

     

     

    CORTONA ON THE MOVE ALULA

    La prima edizione internazionale di Cortona On The Move è stata lanciata nel febbraio 2021 ad AlUla, in Arabia Saudita, in collaborazione con Arts AlUla, parte della Royal Commission for AlUla. Dopo il successo del festival – che ha visto le fotografie di 19 artisti internazionali esposte in luoghi all’aperto nell’Aljadidah Village, l’emergente distretto artistico di AlUla – una residenza d’artista di 21 giorni ha invitato tre fotografi sauditi e tre europei (olandese, italiana e slovacco) a creare opere ispirate al ricco patrimonio e alla cultura di AlUla. I mentori – Kholood AlBakr, François Hébel, Nathalie Herschdorfer, Corinne Noordenbos, Arianna Rinaldo e Gaia Squarci – hanno guidato i sei fotografi sia a distanza che di persona con masterclass e sessioni di formazione. I lavori prodotti saranno orgogliosamente esposti all’edizione 2022 di Cortona On The Move. I fotografi e i mentori si riuniranno a Cortona durante i giorni di apertura per incontrare il pubblico e parlare della loro esperienza in Arabia.

     

    CORTONA ON THE MOVE AWARD

    La prima edizione della open call del festival si inserisce nella costante ricerca di narrazioni originali e innovative che da sempre connota Cortona On The Move.
    Alla open call, dal tema aperto, hanno partecipato ben 1529 fotografi sottoponendo i loro lavori alla giuria composta da: Jim Casper, Caporedattore e Co-Fondatore di LensCulture; Veronica Nicolardi, Direttrice di Cortona On The Move; Laura Sackett, Direttrice Creativa di LensCulture e Paolo Woods, Direttore Artistico di Cortona On The Move. I dieci lavori finalisti saranno proiettati durante l’inaugurazione di Cortona On The Move 2022, e tra questi, l’autore del lavoro primo classificato riceverà un riconoscimento economico del valore di € 5.000 e avrà la possibilità di esporre all’edizione 2023 del festival, mentre altri due artisti selezionati dalla giuria vedranno il proprio lavoro pubblicato sul sito web di LensCulture. L’open call è svolta in partnership con LensCulture e la collaborazione del Consorzio Vini Cortona.

     

    GIORNATE INAUGURALI

    Nelle giornate inaugurali del festival (14-17 luglio) si daranno appuntamento a Cortona i più grandi esperti nazionali e internazionali del mondo della fotografia, impegnati in eventi, presentazioni, talk, workshop e letture portfolio. Giornalisti, registi, scrittori e musicisti saranno i protagonisti di “COTM ON STAGE”, un momento unico di spettacolo che si svolgerà al Teatro Signorelli il 16 luglio 2022.

    COTM Summer School in collaborazione con Canon Italia in qualità di Partner Culturale.

    Il 16 e il 17 luglio la COTM Summer School realizzata in collaborazione con Canon Italia in qualità di Partner Culturale, vedrà protagonisti Paolo Verzone, specializzato in fotogiornalismo e ritratto, e Massimo Sestini, fotografo tra i più famosi e autorevoli in Italia. Due appuntamenti tenuti da professionisti internazionali che condivideranno le loro conoscenze tecniche e stilistiche per rendere ancora più d’impatto le storie fotografiche dei partecipanti.

     

    Letture portfolio

    Il 15 e il 16 luglio Cortona On The Move offrirà ai fotografi professionisti ed emergenti la possibilità di far valutare il proprio lavoro a esperti del settore fotografico e ai photo editor delle più importanti testate nazionali e internazionali. Tra i lettori presenti quest’anno: Martina Bacigalupo (Picture Editor of 6 Mois); Giovanna Calvenzi (Giornalista e curatrice); Andrea Comollo (Head of Communication, WeWorld-GVC); Renata Ferri (Chief Picture Editor di Io Donna); François Hébel (Director Foundation Henri Cartier-Bresson); Nathalie Herschdorfer (Director Photo Elysée); Lara Huck (Deputy Chief of Photography of the German weekly newspaper DIE ZEIT); Nicolas Jimenez (Director of Photography Le Monde); Whitney Johnson (Vice President of Visual and Immersive Content at National Geographic); Andrew Katz (Deputy Photo Editor, The New Yorker); Peppe La Rosa (Digital Content and Multimedia Specialist MSF Italy); Lars Lindemann (Director of Photography and Deputy Visual Director, GEO and PM); Emanuela Mirabelli (Photo Editor Marie Claire); Arianna Rinaldo (Photography Curator PhEST); Kathy Ryan (Director of Photography at NYTMAG); Laura Sackett (Creative Director of LensCulture); Rosy Santella (Photo Editor Internazionale); Laura Serani (Artistic Director Festival Planches Contact); Mohamed Somji (Director of Gulf Photo Plus [GPP] and Co-curator of BredaPhoto Festival); Stefano Stoll (Director Festival Images Vevey); Marie Sumalla (Photojournalist & Photo Editor Le Monde); Narda van’t Veer (Founder of the Ravestijn Gallery); James Wellford (Senior Visual Editor/Producer National Geographic).

     

    L’associazione culturale ONTHEMOVE nasce nel 2011 con la missione di promuovere le arti visive e in particolare la fotografia. Dall’anno della fondazione, l’associazione organizza il festival internazionale di fotografia Cortona On The Move. Dal 2015 all’associazione è stata affidata la gestione della Fortezza del Girifalco di Cortona e l’attività di ricerca di fondi per l’avanzamento del progetto in corso di restauro del bene, con l’obiettivo di farne un centro internazionale dedicato alla cultura, alle arti visive, alla fotografia. Il presidente dell’associazione è Nicola Tiezzi.

  • “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita incanta il pubblico della Biennale Light Art di Mantova

    Mantova (MN) – Suggestione, passione e grandissima professionalità, gli ingredienti fondamentali della performance “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita alla Biennale Light Art di Mantova. L’evento, che ha riscosso un enorme successo di pubblico e di critica, è stato presentato domenica 29 maggio alle ore 21.30 all’interno di una cornice d’eccezione, il cortile quattrocentesco della Casa di Andrea Mantegna.

    Il site-specific dell’artista siracusana, nonostante il rinvio di sabato 28 maggio a causa del maltempo, è riuscito ad attrarre molte presenze e a creare un enorme trasporto emotivo. L’incanto è stata la parola d’ordine di una delle chicche del festival curato da Vittorio Erlindo. Le pareti rinascimentali, un tempio a porte aperte da cui esce la performer in abito nero con filamenti illuminati e sguardo bionico che si accende di rosso. Al centro del cortile un bulbo d’occhio gigantesco in cui Marilena Vita inserisce una mano che poi estrae ed espone, sanguinante, al pubblico: è la guerra che si insidia nelle vite di ciascuno, è Circe che attinge all’olocausto, al dolore, lei che è dea, figlia di Elio e della ninfa Perseide, e reca in sé il seme della magia. Dispensatrice di lutto e di compassione, Circe diventa la perfezione, l’equilibrio dell’Essere tra amore e guerra: fronteggia i presenti mostrando loro il braccio insanguinato, poi cinge il bulbo, lo culla, sceglie la vita, diventa madre, ama. In ultimo, Circe si ritrova al centro della scena, apre un cofanetto da cui tira fuori la frase “I want to be free”, simbolo di libertà dei popoli.

    L’evento ha ricalcato perfettamente la tipicità dell’ispirazione artistica di Marilena Vita, ovvero la metamorfosi dell’atto creativo, l’archetipo dell’eterno femmineo, la Sicilia tra rituali e miti, lo straniamento personale di carrolliana memoria, l’astrazione della coscienza sociale, la riflessione sull’ambiguità del segno, tutte componenti che hanno ispirato scritti critici di Gillo Dorfles, Edward Lucie Smith, Ante Glibota, Carmelo Strano, Gèrard Georges Lemaire, Aldo Gerbino.

    La performance di Marilena Vita, sponsorizzata da Lanterne Magiche Ortigia e da Fimesa spa, sarà visibile in un video esposto alla Biennale Light Art di Mantova, manifestazione a carattere internazionale aperta fino al 28 agosto.

     

    Info e contatti

    www.biennalelightart.it
    [email protected]

    Circe. Amore e guerra di Marilena Vita

  • Daniel Mannini: mostra personale nella Biblioteca di San Casciano

    Alla luce del percorso artistico del giovane pittore fiorentino Daniel Mannini si può senza dubbio affermare, che questa mostra è un punto di arrivo e un traguardo rilevante e che diventa un ulteriore stimolo per proseguire con forza, energia, intraprendenza, tenacia, determinazione, caparbia, le sue evoluzioni avvaloranti e comprovanti”. La Dott.ssa Elena Gollini esprime il suo positivo commento di sostegno a favore dell’esposizione pittorica di Mannini in stile personale, allestita nello storico contesto istituzionale della Biblioteca Comunale di San Casciano in Val di Pesa, alle porte della “sua” amata Firenze (via Roma 37 – via Lucardesi 10 – 50026 San Casciano in Val di Pesa). L’esposizione, visitabile con ingresso libero negli orari di apertura della Biblioteca, è prevista dal 20 maggio al 17 giugno 2022 e prevede un corposo circuito di opere, scelte e selezionate seguendo una pianificazione ben studiata e ben ponderata a monte. Infatti, Manini ha deciso di mostrare in loco i quadri, che appartengono a due prestigiosi progetti artistici esclusivi e personalizzati, che fanno parte anche del corollario di contenuti del suo sito web danielmanniniart.it e che evidenziano in toto le credenziali qualificanti del lavoro creativo, che sta portando avanti con appassionata propensione e autentica ispirazione, sorretto e supportato dall’intento di darsi sempre nuovi traguardi da perseguire con resa e risultato ottimali. La Dott.ssa Gollini ha così proseguito: “Presso questa prestigiosa location, Daniel propone in mostra i progetti artistici da me curati. Uno riguarda un virtuale itinerario storico-artistico-culturale dislocato proprio lungo le strade, le vie e le piazze di Firenze, fornendo una simbolica mappatura molto esaustiva e approfondita, alla quale ha accostato 12 opere rappresentative del suo omaggio celebrativo a questa città unica e straordinaria nella grande e maestosa tradizione passata sempre attuale e intramontabile. L’altro, invece, riguarda la vita e la filosofia di pensiero dell’esimio Niccolò Machiavelli, che è uno dei cosiddetti “mostri sacri” della grande filosofia universale e che da buon fiorentino DOC ha lasciato un patrimonio prezioso di insegnamenti, che sono vere e proprie perle di saggezza lungimirante. All’illustre Machiavelli, Daniel ha dedicato 6 opere, che fanno da cornice agli scritti rivolti verso questa figura emblematica di modello senza tempo”.

  • “DELENIMENTUM” di ORTICOLARIO nella capitale inglese

    Il gigantesco trono che nel 2021 ha incantato migliaia di visitatori sulla “punta” della riva di Cernobbio, fino al 26 maggio è a Londra per la Clerkenwell Design Week.

    Le immagini di “Delenimentum”, il gigantesco trono color lampone che tra agosto e ottobre 2021 ha regalato uno sguardo diverso sul Lago di Como, stanno ancora popolando il web. Da oggi, per tre giorni, l’opera si trova nel giardino di Charterhouse Square, grande piazza nel quartiere londinese di Islington, per la Clerkenwell Design Week, il principale festival di design indipendente del Regno Unito.

    “Delenimentum”, ovvero attrazione, fascino, incanto, è la versione titanica della mitica Adirondack Chair, nata agli inizi del 1900 in America, realizzata artigianalmente con legno di recupero dal laboratorio veneto Limperfetto (limperfetto.design).

    “Per noi è una grande soddisfazione avere la possibilità di trasmettere il nostro pensiero in occasione di una manifestazione così importante – commenta Anna Rapisarda, curatrice di Orticolario. “Delenimentum” è un invito a dedicarsi tempo e lentezza. Per guardare il paesaggio, ma soprattutto vederlo, da una prospettiva diversa, sorprendersi e sentirsi parte di esso. Nel 2021 sul Lago di Como e ora a Londra, per uno sguardo differente su uno scorcio urbano”.

    La partecipazione alla Clerkenwell Design Week è stata possibile grazie al sostegno di Ethimo (ethimo.com) e al contributo di Wide Group (widegroup.eu).

     

  • NOI & Springsteen: il Druso si scatena sulle note rock di Moa Holmsten e Band

    L’artista svedese Moa Holmsten dà il La agli appuntamenti previsti dalla narrativa del Contest “Cover Me” organizzato dal gruppo “NOI & Springsteen” e scuote il Druso, il locale cult della musica alternative sul suolo bergamasco (Ranica) con le note crude e rockettare di un’abile rielaborazione del sound di Bruce Springsteen.

     

    L’agenda dei fan di The Boss è sempre più ricca e piena di appuntamenti: dalla fresh breaking news del ritorno del Cantautore Americano entro i confini del Bel Paese, alla prossima partenza del contest – martedì 31 maggio è la deadline prevista per l’invio delle candidature alla competizione musicale – infine l’imperdibile concerto dell’artista svedese, Moa Holmsten e Band: giovedì 26 maggio al Druso, Ranica.

     

    Moa Holmsten vanta un’esperienza incredibile, dalla band femminile Meldrum e, successivamente, con i Motorhead e molte altre band di spicco della scena rock musicale. Ad aprire la serata, alle ore 21.15 al Druso, sarà Tommaso Imperiali e la sua band, arrivati per ben due volte sul podio del Contest del gruppo “NOI & Springsteen” delle edizioni del 2020 e 2021; la serata, quindi, proseguirà con l’esibizione dell’artista svedese e della sua band a partire dalle ore 22.00.

     

    L’ingresso costa 15€ ma per tutti i musicisti e le band di Bergamo e dintorni che partecipano al contest “Cover Me” 2022 il gruppo “NOI & Springsteen” ha previsto l’ingresso gratuito, proprio per incentivare a perseguire le proprie ambizioni musicali e, soprattutto, per celebrare insieme una serata all’insegna dell’energia, della musica e del divertimento.

     

    L’energia e la vitalità che Moa Holmsten trasmette è indescrivibile e difficilmente si riesce a trasporre in parole – dice Alberto Lanfranchi, fondatore del gruppo “NOI & Springsteen”per questo l’unico modo che si ha per percepire l’atmosfera e la carica della serata è prenderne parte. Sarà un momento di condivisione, di unione tra tutti coloro che sono accomunati dalla grande passione per la musica, per chi le note le ha sotto la pelle, nel sangue, e per chi ha il cuore che batte a ritmo di rock ‘n roll“.

  • NOI & Springsteen: la soddisfazione di riavere The Boss in Italia!

    Era la notizia che stavamo aspettando: dopo la delusione della cancellazione del tour previsto inizialmente per il 2022 tutti noi speravamo di ricevere dalla Barley Arts e dal suo fondatore, Claudio Trotta, una bella notizia. E così è stato, questa notte è arrivata la grande novità del ritorno di The Boss in Italia.

     

    Nei prossimi giorni avremo maggiori informazioni anche a riguardo dell’impostazione del concerto, ben sapendo però che ogni concerto avrà una sua storia. Ed è per questo che il camper è pronto per tornare On The Road. Durante l’evento organizzato da “NOI & Springsteen” – che si terrà a Bergamo il 4 settembre – verrà presentato il film documentario diretto da Massimo Cotto che racconterà la storia di tanti viaggi realizzati dai fan per andare a vedere un concerto di Bruce Springsteen. Ebbene, quelle valigie verranno rifatte molto presto, tutti pronti ad affrontare nuove avventure per poter incontrare l’artista tanto amato. Il suo ritorno insieme alla sua band daranno ulteriore lustro al Contest COVER ME che, nel frattempo, sta proseguendo il suo percorso. Il prossimo 31 maggio, infatti, si chiuderanno le iscrizioni e poi le danze avranno inizio. Insomma, Springsteen ci accompagnerà nei prossimi mesi in modo ancora più stretto di sempre e questo è fantastico.

     

    Tre date in Italia: giovedì 18 maggio 2023 a Ferrara, domenica 21 maggio 2023 a Roma e martedì 25 luglio 2023 a Monza. E a Monza sarà l’ultima tappa del tour Europeo di Bruce Springsteen e della E-Street Band. Il gruppo “NOI & Springsteen” è stato immediatamente pervaso da un’immensa felicità, una felicità legata al poterlo riabbracciare dopo diversi anni. Lo abbiamo visto nel 2016 e da allora i cuori scalpitano.

     

    Sono convinto che ci sarà il sold out in tutte tre tappe italiane – dice Alberto Lanfranchi, fondatore del gruppo “NOI & Springsteen”è certo che, seppur in modo diverso Bruce, vista anche l’età, saprà emozionarci, farci ballare e cantare come sempre è riuscito a fare. Dall’annuncio di ieri sono passate solo alcune ore ma sono state lunghissime. Nonostante l’amicizia che mi lega a Claudio Trotta – prosegue Lanfranchi – nulla era trapelato. Certo, alcune cose le sapevo, ma l’annuncio di ieri è stato improvviso e repentino. E giovedì si andrà alla caccia dei biglietti, con la speranza che però nel 2023 possa riabbracciarlo di nuovo, dopo quell’incontro nel 1987 allo Stone Pony che mi cambiò la vita“.

     

  • Al Parco Cornelle volano alte le emozioni: nuovi cuccioli di Ibis Eremita e Pinguino di Humboldt

    A far capolino anche cinque Suricati

     

    La bella stagione porta una ventata di aria fresca con molti nuovi arrivi al Parco Faunistico Le Cornelle: ben tre coppie di Ibis Eremita su quattro hanno visto nuove nascite per un totale di quattro pulcini; anche un piccolo pinguino di Humboldt ha fatto capolino dal guscio e, non da ultimo, cinque cuccioli di Suricati sono pronti a ergersi dritti come fusi sulle loro zampette.

     

    L’Ibis Eremita (Geronticus eremita) è una delle specie europee migratrici a più grave rischio estinzione e fa parte di un progetto EEP (European Endangered Species Programme) iniziato per il parco due anni fa, nel 2020, con l’ingresso della nuova colonia di animali. Il progetto nasce nel 1985 a tutela e conservazione delle specie in pericolo o minacciate ed è assicurata dall’Associazione europea degli zoo e degli acquari (EAZA). Essendo un progetto sovranazionale, vede la collaborazione di numerose strutture presenti su tutto il territorio europeo per la tutela e il mantenimento della specie minacciata – o in pericolo – avendo come obiettivo un’eventuale reintroduzione in natura o un rafforzamento della popolazione selvatica. Gli esemplari che compongono lo stormo, tra cui i genitori dei piccoli, provengono dalle strutture zoologiche di Basilea e di Berlino; le nuove nascite rappresentano un grade successo per questo progetto EEP. Una volta che i pulcini saranno cresciuti, il coordinatore della specie deciderà in quali strutture indirizzarli per permettere la corretta conservazione della specie e la riproduzione della stessa. È importante tutelare questi animali e favorirne la conservazione poiché in epoca storica la popolazione di Ibis Eremita ha subito un calo pari al 98%, a causa principalmente della caccia e del deterioramento dell’habitat a causa delle attività antropiche.

     

    Fiocco rosa per il pinguino di Humboldt (Spheniscus humboldti), un uccello che è solito vivere in colonie, diffuso principalmente lungo la costa peruviana e cilena. La particolarità di questo animale risiede nel suo sistema di nidificazione, rappresentato da tane sotterranee, grotte o massi rocciosi. La specie, pur non essendo a rischio di estinzione, è considerata “specie vulnerabile”, dal momento che sta purtroppo subendo un calo drastico di esemplari a causa della pesca intensiva che diminuisce le loro disponibilità di cibo. Quest’ultima new entry ha tinto di rosa l’exhibit del Parco Le Cornelle, dimostrando come la conservazione della specie stia procedendo a gonfie vele.

     

    Come ogni primavera, a chiudere il ciclo di novità sono nati ben cinque cuccioli di Suricati (Suricati suricatta), per la gioia di tutti i piccoli fan di Timon de “Il Re Leone”. Queste simpatiche manguste tipiche delle zone desertiche dell’Africa Meridionale sono facilmente individuabili proprio grazie alla loro innata curiosità che le spinge ad ergersi diritte sulle zampe posteriori. Il gruppo è composto, oltre che dai cinque ultimi arrivati, da altri otto esemplari adulti. L’aumento del numero di componenti della piccola famiglia di suricati è un ottimo segnale che il programma di tutela che il Parco ha messo in atto per la conservazione della specie, si sia rivelato efficace ed efficiente. Altri quattro cuccioli degli anni scorsi – ora adulti – sono stati trasferiti presso la struttura zoologica di Fasano.

     

    Non ci resta che seguire la crescita dei nuovi cuccioli e scoprire di più riguardo i traguardi che raggiungeranno durante la loro permanenza a Le Cornelle, vi aspettiamo al Parco!

     

    IL CONTEST SU FACEBOOK

    Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome al cucciolo di pinguino di Humboldt avrà la durata di 3 giorni (dal 24 al 26 maggio 2022) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà potrà partecipare alla scelta del nome commentando il post dedicato con la proposta. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento ai post. Per ogni post è possibile indicare solo un nome. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento a questo video.
    Per ogni post è possibile indicare solo un nome.
    Se uno o più fan proporrà il nome che verrà scelto dallo staff del parco, vincerà chi lo ha scrittoNel caso in cui più fan proponessero il nome scelto dallo staff del Parco per il cucciolo, vincerà il contest colui che lo ha postato per primo: faranno fede la data e l’ora riportate nel post presente sulla pagina del parco. Nei prossimi giorni verrà poi lanciato anche il contest per la scelta dei nomi dei suricati, continua a seguire il Parco sui canali social per partecipare!

  • People symbols: il nuovo piano di riqualificazione pittorica di Tommaso Chiappa

    Palermo (PA) – Il dialogo con la città ma soprattutto con i più giovani al centro di “People symbols”, l’ultimo progetto artistico di Tommaso Chiappa. L’Istituto Comprensivo Renato Guttuso, in via Galletti 78 a Palermo, diventa protagonista urbano grazie a un laboratorio che ha coinvolto alcuni studenti delle classi III A, III B, III D in uno straordinario piano di riqualificazione pittorica, realizzato dall’artista palermitano ma interamente coordinato dalla docente Maria Santo Buscemi e opportunamente sostenuto dal dirigente scolastico Gloria Casimo.

    Tommaso Chiappa vive e lavora nel capoluogo siciliano, dove è conosciuto per i suoi innovativi lavori dai contenuti a sfondo sociale. Di fatto da alcuni anni si dedica a programmi di riconversione urbana tra Palermo, Bagheria e Termini Imerese, rinnovando letteralmente il look di spazi pubblici e privati come scuole, sale d’attesa di ospedali, fabbriche, aree portuali e industriali. Di recente realizzazione sono i suoi progetti: “green house”, ovvero la riqualificazione di un angolo di via Sampolo, interamente deturpato e ridotto a una discarica, e “resilienza”, con cui si è rivalutato il parcheggio sopraelevato del centro commerciale La Torre.

    Oggi “People symbols” occupa il pian terreno, il primo piano della scuola media e il muro esterno che ne delimita l’ingresso. Su quelle pareti alcuni studenti hanno rappresentato i simboli della loro contemporaneità, contrassegni virtuali dei social più amati, delle app più utilizzate, delle serie tv da non perdere, dei videogiochi e dei cartoni più popolari. Altri invece hanno rielaborato alcune opere dell’artista pop americano Keith Haring, come i suoi famosi personaggi stilizzati che vanno al ritmo della musica anni ‘80.

    Parte centrale del murale sono le sagome di alunni e alunne dai colori differenti, che trasmettono dunque l’idea di una società in mutazione. Sono people privilegiati, rappresentano la realtà condivisa, il flusso di coscienza giovanile, le nuove regole sociali. Sono figure uniche, importanti, ecco perché disegnate a mano a grandezza naturale, in una dimensione concreta in cui si accampano triangoli energetici dai colori rifrangenti e multi decorazioni pittoriche.

    Così, le sagome degli studenti che hanno partecipato al laboratorio viaggiano sul muro che circoscrive la scuola. In più, nella parte posteriore è stata recuperata una parete degradata e vandalizzata, che dopo il laboratorio è diventata gialla, ricca di decorazioni policrome e animata da people che la rendendo potenziata, viva.

    Tommaso Chiappa, che si è formato all’Accademia di Brera e successivamente ha frequentato la Galleria di Luciano Inga- Pin, è noto per aver portato i suoi progetti fuori dai contesti istituzionali con l’intento di avvicinare un pubblico diverso all’arte contemporanea. Nelle opere urbane riesce a utilizzare le sue skills accademiche, in particolare negli interventi a pennello per creare opere uniche come se fossero concepite pittoricamente.

    Nelle parole dell’artista palermitano ritroviamo il senso del suo progetto e dell’intero laboratorio: “È importante cercare di sviluppare una trasformazione che parte da un micro-sistema e arriva via via a un macro-sistema, coinvolgendo quindi per primi gli studenti, per poi arrivare a determinare il cambiamento della società, o per lo meno a far intravedere una nuova possibilità di miglioramento di vita nelle periferie delle grandi città”.

     

     

    Il progetto “People symbols” è stato realizzato grazie alla scuola media Renato Guttuso, che ha reso possibile il suo inserimento nell’ambito dei Pon finanziati dall’Unione Europea.

     

    Info e contatti

    Tommaso Chiappa

    cell. 338 8697986

    www.tommasochiappa.eu
    [email protected]

    people symbols 

  • “Cover Me” è pronto a fare sul serio: deadline fissata al 31 maggio per inviare la propria candidatura. Nell’attesa è Moa Holmsten ad intrattenere i fedelissimi di Bruce in due…

    Artisti, band e cantanti avranno tempo fino al 31 maggio per inviare la reinterpretazione di uno dei brani del cantautore americano.

    La musica e The Boss non conoscono confini. Il contest “Cover me” procede a ritmo incalzante. Ad oggi, nelle due edizioni precedenti, ben 154 artisti (tra band e musicisti) hanno partecipato al contest “COVER ME”, numeri importanti che gli organizzatori si augurano di rivedere in occasione della terza edizione che sta per iniziare. Ma oltre al Contest, il mese di maggio chiuderà con il botto: Moa Holmsten e i suoi meravigliosi concerti tenuti sulle note di una sopraffina rielaborazione del sound del cantautore americano scalderanno il pubblico giovedì 26 maggio al Druso di Ranica (BG) e venerdì 27 maggio al Gasoline di Castegnato (BS).

    Per partecipare al contest è richiesta una reinterpretazione di uno dei brani di The Boss, senza però snaturarne l’essenza o la melodia da inviare entro martedì 31 maggio a [email protected] con oggetto “partecipazione contest musicale”, includendo una biografia, una foto, i propri contatti e un link YouTube o Vimeo in cui l’artista esegue la canzone candidata al contest.  I 20 brani migliori  entro il 15 giugno saranno caricati sui canali social del gruppo “Noi & Springsteen” e sul sito noiespringsteen.com così da farli conoscere al pubblico che, dal 1° luglio al 1° agosto, potrà votare i 10 brani più belli.

    Sarà poi una giuria di qualità, composta da esperti e critici musicali, presieduta da Claudio Trotta, fondatore della booking agency Barley Arts che, insieme al parere del pubblico, determinerà i tre vincitori del contest “Cover Me 2022”.

    Ma non è tutto. Oltre al premio principale, il contest prevede anche il Premio della Critica che verrà assegnato da una giuria di altissimo livello presieduta da Gino Castaldo, critico musicale tra i più noti in Italia e che da oltre 40 anni narra, con immagini e parole, la storia dei grandi nomi della musica italiana e internazionale.

    Attesissima, non solo dai fan di The Boss, la finale in concomitanza “Bergamo Racconta Springsteen” in programma il 4 settembre. Una giornata interamente dedicata a Bruce Springsteen con ospiti illustri, giornalisti e esperti di musica.

    “L’edizione di quest’anno è densa di appuntamenti, è avvincente. L’eco della nostra competizione è arrivata fin in America coinvolgendo persone che hanno fatto della musica rock la loro vita – spiega Alberto Lanfranchi, fondatore del gruppo “NOI & Springsteen” – Sono sempre più gli artisti di diverso genere che partecipano al contest e per noi, poter rappresentare una buona luce di riflettore che dia a questi artisti maggiore energia, è il vero successo del contest.”

    Per informazioni e partecipare: https://www.noiespringsteen.com/contest/

  • “CONTRASTI”: VIVALDI, MOZART E BACH IN CONCERTO DA DOMITYS QUARTO VERDE CON GLI STUDENTI DEL LICEO “P. SECCO-SUARDO” DI BERGAMO

    Nel cuore della città di Bergamo, i giovani alunni del liceo musicale “P. Secco-Suardo” hanno progettato e orchestrato un concerto per i senior di Domitys Quarto Verde. L’incontro si è concluso con momento di dialogo e confronto tra le due generazioni.

    Il mondo affascinante e senza tempo della musica classica è arrivato presso Domitys Quarto Verde, la prima struttura in Italia nel cuore di Bergamo interamente dedicata agli “over” attivi. Si è appena concluso, negli spazi della bocciofila della struttura, un concerto che ha visto protagonisti i giovani studenti del Liceo bergamasco “P. Secco-Suardo” nell’ambito del Laboratorio di Musica d’Insieme coordinato dai docenti Anna Cima, Deborah Vallino, Salvatore Alcaras e Giacomo D’Amelio.

    Un vero e proprio viaggio nelle forme e nelle espressioni che la musica ha assunto nel corso dei secoli, dalla grandiosità dell’era barocca al colore cangiante della musica contemporanea, che permesso ai partecipanti di esplorare i più grandi capolavori internazionali: Il prete rosso di Antonio Vivaldi, compositore massimo del barocco veneziano, con un concerto per due trombe e arco con i solisti Enrico Mismara, Amelia Sambo; poi la volta di un salto nel Novecento con Boutrous per arrivare all’inconfondibile Mozart dei Notturni. Johann Sebastian Bach, Johannes Brahms e Marc-Antoine Charpentier hanno chiuso l’indimenticabile esibizione di questi giovanissimi talenti, in grado di far risuonare luoghi e cuori grazie alla musica.

    Al momento artistico è seguito un confronto tra i giovani liceali e i residenti senior di Domitys Quarto Verde: un’occasione di scambio intergenerazionale e di crescita collettiva, che conferma l’importanza per Domitys Quarto Verde di coinvolgere bambini e ragazzi e avvicinarli alle generazioni più adulte. Sono d’altronde numerosi gli appuntamenti e le iniziative proposte da Domitys in questi mesi, per privilegiare un dialogo e confronto continui in favore della comunità tutta.

    «Scambio generazionale e dialogo sono imprescindibili per noi: è importante che ci siano occasioni, per i residenti e per tutta la comunità, di incontrarsi all’insegna della musica, dell’arte, della cultura. La nostra priorità è offrire iniziative cui ogni cittadino, di qualsiasi età, possa sentirsi coinvolto » commenta Orietta Coppi, direttrice di Domitys Quarto Verde «ed è per questo motivo che siamo entusiasti di questa nuova avventura intrapresa con il Liceo “P. Secco-Suardo” e i loro studenti, che ci ha permesso di dare spazio alla musica e al confronto».

    Del resto, i giovani sono il futuro del nostro territorio: per questo Domitys Quarto Verde continua a proporre attività, aperte al pubblico, che li coinvolgano e li rendano protagonisti, come è successo con i ragazzi dell’Istituto Galli, che hanno supportato e supportano tuttora la struttura in occasione degli eventi con grande entusiasmo e partecipazione. O, ancora, i ragazzi dell’Istituto Bambin Gesù, che il 3 maggio 2022 si sono esibiti per i residenti con una rassegna musicale. Sempre all’insegna dell’arte e dei giovani, Domitys Quarto Verde ha di recente inaugurato la mostra “Mezza Quaresima. Il Carnevale Bergamasco tra Arte e Tradizione, ieri e oggi” a cura della Scuola d’Arte A. Fantoni visitabile fino al 31 maggio nella hall della struttura e dedicata alla tradizione e al folklore locale. Ma anche uno sguardo sempre rivolto alla salute, con l’importante messaggio di prevenzione e attenzione a tutti i cittadini lanciato dalla collaborazione con Ragazzi On The Road – l’Associazione socio-educativa dietro al progetto, unico in Italia, “On The Road” che ha trovato casa proprio da Domitys Quarto Verde – attraverso la donazione di 10 defibrillatori alle istituzione del territorio. Educare allo scambio generazionale vuol dire anche creare situazioni e attività in cui si possa sperimentare e conoscere. Da questi presupposti Domitys Quarto Verde ha stretto la collaborazione con Amici della Pediatria, l’Associazione nata nel 1990 presso l’USC di Pediatria degli Ospedali Riuniti di Bergamo con lo scopo di agire a sostegno e ad integrazione dell’Ente pubblico per migliorare l’assistenza ai bambini ricoverati e per dare supporto alle loro famiglie: lo scorso Natale, Domitys ha infatti avviato il progetto “Crescendo Giocando”, che ha visto i bambini e i loro genitori realizzare una decorazione assemblata proprio dai residenti.

    ***

    Fondata nel 1998, DOMITYS è leader in Francia nelle soluzioni abitative che integrano servizi per la terza età attiva. Il Gruppo nasce da AEGIDE, realtà già fortemente affermata in tutta Francia oltre che in Belgio, Italia e Mauritius (190 residenze aperte e in costruzione con 22.500 unità abitative). DOMITYS punta a raggiungere 240 residenze attive nel 2025 (con 28.500 unità abitative) per oltre 30.000 residenti. Fin dalla sua nascita, il Gruppo lavora per rispondere alle nuove esigenze dettate dall’invecchiamento della popolazione, mettendo a disposizione di senior ancora autosufficienti soluzioni abitative confortevoli e indipendenti, aprendo così la strada a un nuovo modo di vivere la terza età, in piena libertà e con la garanzia di una vita sociale attiva. Inoltre, DOMITYS è in prima linea sulle tematiche legate all’invecchiamento attivo, attraverso i think-tank Cercle Vulnérabilités & Société e Matières Grises e unendo le loro forze con partner riconosciuti per il loro impegno nei confronti della terza età attiva (Synerpa, Fédération Française de Cardiologie, ecc.).

    www.domitys.it

  • FACE RELOADED by SIRECOM. I volti del tappeto custom-made

    L’azienda con sede a Concorezzo realizza elementi d’arredo su misura, in grado di assecondare le sfaccettature del living contemporaneo a partire dall’annodatura a mano di materiali naturali e pregiati.

    Gli spazi abitativi, quelli professionali e dell’ospitalità, si stanno muovendo in un’ottica di sempre maggiore apertura, divenendo sempre più fluidi. Al tempo stesso, in un contesto di progressivo abbassamento delle barriere tra una stanza e l’altra, cresce la necessità di identificare gli ambienti attraverso elementi d’arredo personalizzabili in ogni dettaglio e caratteristica. Il tappeto, grazie alle soluzioni artigianali e custom-made offerte da SIRECOM, può diventare il perfetto sottofondo per sottolineare il carattere unico di una casa, di un ufficio o di un albergo.

    Nel rispetto di un’evoluzione storica che ha visto nei suoi contorni e nella superficie da essi delimitata il filo conduttore della sua funzione, oggi il tappeto rimodula i confini del living contemporaneo lasciando ampio margine di libertà ai designer e i progettisti. I gesti silenziosi di culture lontane risuonano all’interno delle culle del design moderno, assecondando le sfaccettature dello spazio e di chi lo vive.

    Aderente a questa mission, la collezione FACE RELOADED, frutto della collaborazione progettuale con Dainelli Studio, rende omaggio sia ai pittori cubisti che al rigore del Bauhaus, componendo e scomponendo volti, attraverso geometrie astratte e profili stilizzati. La seta di bamboo, annodata a mano 100 nodi su tre livelli di spessore, dona luce e morbidezza, vivificando la frammentazione di facce e profili, nel contrasto tra colori brillanti che si stagliano sullo sfondo neutro. FACE RELOADED, come le altre proposte SIRECOM, può essere declinata in diverse forme, dimensioni e tonalità all’insegna della massima personalizzazione. L’azienda, inoltre, ha implementato le opportunità di dialogo con i suoi interlocutori primari – interior designer e architetti – mettendo disposizione un’area di download dei modelli 3d di ogni tappeto SIRECOM. Si tratta di un utile strumento b2b, a cui si accede previa registrazione oppure tramite le piu? note piattaforme verticali di design, da utilizzare per arricchire ambientazioni virtuali, configurazioni e progetti personali o mood-board. Il tappeto Sirecom prende valore come nuovo protagonista discreto, elegante e naturale dell’arredamento contemporaneo.

    www.sirecomtappetiitalia.com

  • Musumeci S.p.A. per la prima volta a Fieramilanocity

    Dalla grafica ai materiali, la brand identity dei prodotti di lusso passa anche da un packaging sempre più ricercato in termini di qualità e innovazione. Il mercato degli imballaggi del settore del lusso trova la massima espressione a Packaging Première, l’esposizione esclusiva che ispira e anticipa le “forme” del lusso, attesa dal 24 al 26 maggio 2022 a Fieramilanocity. Per la prima volta, l’impresa della Valle d’Aosta Musumeci S.p.A., insieme alla capogruppo Genoud Arts graphiques SA con sede a Losanna, presenterà cofanetti, astucci o originali realizzazioni studiate per brand internazionali puntando su qualità e innovazione.

    Il mercato del confezionamento e imballaggio dei prodotti di fascia alta, valutato 16,65 miliardi di dollari (poco più di 15 miliardi di euro) nel 2020, secondo il rapporto “Luxury Packaging Market – Growth, Trends, COVID-19 Impact, and Forecasts (2021 – 2026)” diffuso da Reportlinker.com, continuerà a crescere con previsioni del +4,8%. Nel 2026, infatti, si prospetta che il fiorente settore raggiungerà un giro d’affari di 22,37 miliardi di dollari. E proprio in questo scenario, a Packaging Première, la parte editoriale di Musumeci S.p.A. incontra quella del packaging design di alto profilo con i prodotti realizzati per brand internazionali attraverso soluzioni che vanno dagli imballaggi sostenibili e biodegradabili che costituiscono un driver cruciale per il mercato a soluzioni in carta, cartone, metallo, vetro e legno trasformati attraverso grafica e decorazioni creative e innovative, in anticipo sui tempi, le stagioni e i gusti.

    Storia, expertise, ma anche innovazione. Saranno questi i tre elementi principali dello stand Musumeci S.p.A. che, grazie alla collaborazione con Taurus Print, società specializzata nella concezione e creazione di packaging per il mercato della cosmesi e del lusso, porta a Fieramilanocity nuove realizzazioni in VPack, il rivoluzionario sistema interattivo che integra uno schermo digitale alle infinite soluzioni della cartotecnica. Le possibilità di personalizzazione sono infinite, a partire dal supporto cartaceo, passando per un’ampia varietà di schermi, forme, grafiche, materiali e colori. Il VPack è lo strumento che unisce lo stile delle creazioni Musumeci S.p.A. e la tecnologia all’avanguardia di Taurus print per l’ideazione di packaging sorprendenti e attenti all’esperienza del consumatore finale.

    A Packaging Première, lo spazio sarà d’impatto dal taglio semplice e intuitivo che ripercorre le principali tappe dello sviluppo di questo settore di mercato: sui due lati si potranno osservare gli imballaggi già realizzati da Musumeci S.p.A. e Genoud Arts graphiques SA, su quello frontale le campagne pubblicitarie che raccontano il mondo della cosmesi, quello dell’arte e quello degli accessori di alta gamma.

    “Questa esperienza in fiera rappresenta un passo importante che si inserisce nello sviluppo di nuovi mercati, importanti investimenti in tecnologie avanzate e ricerca dei migliori materiali. C’è un alto tasso di competizione tra i player internazionali e regionali, ma la nostra visione, che sarà protagonista in fiera, è fatta di grande qualità, attenzione al dettaglio, alta gamma e sensibilità internazionale. Questa è la nostra forza attrattiva che ci vede partner ideali per i marchi di bellezza e di prestigio – sottolinea l’amministratore unico Michele Biza, orgoglioso della prima partecipazione a un evento che riunisce i principali protagonisti delle confezioni del mondo del lusso e della cosmetica.

     

    PACKAGING PREMIÈRE

    24-25-26 maggio 2022

    Fieramilanocity Pad. 4 Milano

    Musumeci S.p.A.

    Stand F01, F03

    https://www.packagingpremiere.it/it/

  • Circe alla Biennale Light Art di Mantova: l’amore e la guerra nell’inedita performance di Marilena Vita

    Marilena Vita
    Mantova (MN). La luce è un’idea sociale alla Biennale Light Art di Mantova 2022. Nella splendida Casa di Andrea Mantegna, dal 27 maggio al 28 agosto, ventisei artisti di spessore internazionale si ispirano alla “ricerca contemporanea sulla Luce, tra Arte e Design”. Un confine sottile, questo, che permette di concepire fonti luminose e chiaroscuri come esperienze emotive e relazionali tra luoghi e persone. È una visione attualizzante, nella quale risulta profondamente significativa la performance “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita, invitata al festival mantovano curato da Vittorio Erlindo. Sabato 28 maggio alle ore 21.30 la poliedrica ed esuberante artista siracusana evocherà attraverso il fascino della leggendaria incantatrice l’archetipo che, reso celebre dagli Amores di Ovidio, rimanda al dramma bellico contemporaneo.

    Non solo performer ma anche pittrice, fotografa e videoartista, Marilena Vita opera tra la Sicilia, Milano e Amsterdam. Le sue opere sono accolte in prestigiose esposizioni di grandi metropoli come Berlino, New York, Città del Capo, Roma, Parigi, per citarne alcune. E molte sono le manifestazioni di rilievo che l’hanno vista protagonista, ad esempio la Prima Biennale d’Arte Industriale a Labin in Croazia, Cafes Litteraires alla Fondazione Stelline di Milano, Vision in New York City alla Columbia University di New York, The Sixth Jinan International Photography Biennal Exhibition Worldwide in Cina, la Biennale di Praga, Kafka contro Kafka alla Galerie Brun Leglise di Parigi, Πai The Eon is a Child Playing al Museo di Alexandropolis, Hepiran Huyman Emotion Project a Teheran, Duomedia in Photography al Grattacielo Pirelli di Milano.

    L’opus di Marilena Vita, che trova fascino e luogo nel progetto inedito della performance mantovana “Circe. Amore e Guerra”, è l’eterno femmineo colto nello studio degli archetipi, la Sicilia tra mito, rituali e storia, lo straniamento personale di carrolliana memoria, il tempo ritrovato nel gesto ludico, il viaggio immaginifico come astrazione della coscienza sociale, la riflessione sull’ambiguità del segno. La sua ricerca artistica caratterizzata dalla precipua metamorfosi dell’atto creativo ha ispirato scritti critici di Gillo Dorfles, Edward Lucie Smith, Ante Glibota, Gèrard Georges Lemaire, Aldo Gerbino. Un pensiero su tutti, quello di Carmelo Strano, coglie in modo inequivocabile l’anima dell’artista siciliana: «Che sia fotografia, performance, dipinto, video, Marilena Vita naturalmente comunica e commuove. In maniera ambigua “gioca”. Il suo messaggio è per così dire “ingabbiato” da un’ellisse e riesce a strappare la complicità del fruitore. La sua fotografia è il dominio in cui la performance e il video vengono esaltate. E cantano un unisono gregoriano. Non privo di sacralità. Anche quando il corpo si accampa con prepotenza non solo come protagonista inevitabile della scena ma anche quale deuteragonista naturale dell’autocoscienza dell’artista».

    “Circe. Amore e guerra” è un site-specific che Marilena Vita ha concepito per la Biennale Light Art di Mantova di quest’anno. La riflessione iniziale dell’artista ha subìto delle interferenze sostanziali a causa del contingente conflitto in Ucraina: i tragici sviluppi investono di maggiore carica emotiva il ruolo della creatura mitologica. Circe è dispensatrice di bene e di male, di luce e bellezza da un canto e di dolore e oscurità dall’altro. Figlia di Elio e della ninfa Perseide, la dea che reca in sé il seme della magia, diviene simbolo di trasformazione dell’umano in non-umano e della passione in conflitto, perfetta incarnazione delle due facce dell’Essere: amore e guerra.

    La performance di Marilena Vita, sponsorizzata da Laterne Magiche Ortigia e da Fimesa spa, sarà accompagnata da un video, anch’esso inedito, a lei dedicato dal noto architetto e artista multimediale brasiliano Emanuel Dimas de Melo Pimenta.

    Info e contatti:
    www.biennalelightart.it
    [email protected]

  • CINE BELLYDANCE  15 Maggio 2022 Cinecittà World

    CINE BELLYDANCE  15 Maggio 2022 Cinecittà WorldCine Bellydance è la manifestazione dedicata all’arte della danza orientale

    CINE BELLYDANCE –  15 Maggio 2022 – Cinecittà World

    Cine Bellydance è la manifestazione dedicata all’arte della danza orientale, promossa dalla celebre artista tunisina Maryem Bent Anis, nella meravigliosa location di Cinecittà World di Castel Romano (Roma).
    Faranno da cornice all’affascinante evento di danza orientale, le scenografie originali di kolossal che hanno fatto la storia del cinema.del Parco, pronte ad ospitare le ballerine di Cine Bellydance, per momenti indimenticabili.

    Questo intenso week-end vedrà Cine Bellydance all’interno della manifestazione Roma Sport Experience, il più grande evento multidisciplinare della Capitale, promosso dall’OPES, e in occasione del Campionato mondiale di Kung Fu voluto fortemente in Italia dall’UIKT con la direzione del Sifu Alessandro Colonnese.

    Cine Bellydance è un progetto di spettacolo e cultura, approdato nel 2017, quando Maryem Bent Anis ha portato per la prima volta al Parco lo show della Bellydance;  la presenza della danza orientale nel Cinema internazionale è cosa risaputa, in particolare la cinematografia egiziana ne è piena.

    A partire dall’avvento della macchina da presa nella capitale delle piramidi, fin dai primi del ‘900, la danza orientale è stata sempre un fiore all’occhiello della filmografia egiziana, segnando l’epoca artistica che oggi viene denominata “Golden Era”, il periodo più fecondo della produzione musicale, danzante, teatro e musica.

    La presenza dei coloni francesi ed inglesi in Egitto è stata decisiva per l’accelerazione del paese dei faraoni verso la modernizzazione e verso la nuova produzione cinematografica.
    Basti pensare che gli operatori dei fratelli Lumière fin dal 1896 portarono le prime immagini esotiche dall’Occidente e filmarono poi con il loro inconfonfondibile stile le immagini di Alessandria d’Egitto; grazie a loro l’Egitto vide l’apertura della prima sala cinematografica. 

    Quarant’anni dopo il Cairo evolutasi velocemente, vide alla luce la prima istituzione Cinematografica “Studi Misr”, che nel periodo d’oro dagli anni Trenta agli anni Cinquanta vide la massima e migliore produzione cinematografica del Paese, tanto da avvalersi la definizione di “Hollywood sul Nilo” o “Hollywood d’Oriente”.

    Il progetto Cine Bellydance vuole portare alla ribalta il Cinema egiziano e la Danza Orientale, in un percorso a lungo termine, che post pandemia risulterà più difficoltoso per l’arte, ma che è necessario per riconsolidare  contenuti di alto spessore intorno alle danza arabe, in particolare egiziane.
    Nel 2017 abbiamo visto sfilare tra le vie colorite di Cinecittà World Maryem Bent Anis, nel personaggio di Cleopatra, del cui film il Parco possiede alcuni reperti di scenografie originali dell’epoca; mentre nel 2019 l’abbiamo vista interpretare la star egiziana Samia Gamal nelle vesti di Morjana, personaggio del film del 1954 “Ali Baba e i quaranta ladroni” con l’iconico attore francese Fernandel. 

     
    Domenica 15 Maggio – Cine Bellydance a Cinecittà World:
    ?h 15,30/16,55 – Cine Bellydance Super Show – Palco Cinecittà Street
    ?h 17,45 – Cine Bellydance Grand Show – Teatro 1
     
    Info e Prenotazioni:
    Scrivi su Whatsapp: +39 347 485 7047
    Manda un’ e-mail a: [email protected]
    Programma e Aggiornamenti Ufficiali: www.marhabaevents.com

  • Daniel Mannini: nuovo progetto artistico dedicato all’illustre pensatore Niccolò Machiavelli

    Daniel Mannini, artista emergente di spiccata capacità elettiva, ha messo in cantiere un nuovo importante progetto artistico, che vede protagonista l’eccellente filosofo Niccolò Machiavelli con le sue preziose lezioni dottrinali e le sue teorie di ricercata pregnanza, che lo hanno consacrato nella filosofia universale come esponente e rappresentante di elevata caratura e forte portata. Nel nuovo progetto collocato in modo permanente all’interno del sito web di Mannini www.danielmanniniart.it ci sono sei opere pittoriche, che fanno da spartiacque simbolico agli scritti tematici riguardanti il sommo maestro pensatore di epoca rinascimentale-medicea e in calce si trova anche un’intervista, dove vengono espressi pensieri di valutazione molto centrati e incisivi, che lasciano emergere una sincera considerazione di apprezzamento verso questo cosiddetto “mostro sacro” della grande storia della filosofia. La curatela ideativa e progettuale è stata svolta dalla dottoressa Elena Gollini, che sta supportando il giovane talento fiorentino nel suo dinamico sviluppo di ricerca artistica e ha così commentato: “Machiavelli è senza dubbio una figura chiave, nevralgica ed estremamente pregevole a livello di insegnamenti perpetrati nel tempo. Da qui, l’idea subito condivisa da Daniel, di creare un progetto ad intreccio tra la sua arte pittorica e le ravvedute concezioni filosofiche del virtuoso pensatore, fiorentino DOC e DOP come lui e altrettanto dinamico nella visionarietà esistenziale e nelle prospettive evolutive. Siamo così andati a pianificare questo importante fulcro di coesione e di connessione, che pone la produzione artistica di Daniel al centro di un circuito compositivo sfaccettato, elaborato in modo preciso e puntuale, ma altrettanto fluido e scorrevole, facilmente consultabile e facilmente accessibile anche da parte di chi non è avvezzo alla materia filosofica in senso lato e in senso stretto”. E ancora, la dottoressa Gollini ha rimarcato: “Anche questo progetto diventa un tassello prestigioso nel curriculum di Daniel e lo rende artista di contenuto e di sostanza, ben oltre il discorso strettamente correlato all’aspetto estetico e visivo. Daniel e Machiavelli oltre alla provenienza territoriale, sono accomunati dallo spirito vitale in continua e costante divenire, dal desiderio di emergere per meriti reali ed effettivi senza compromessi e senza ambiguità e da quella forma guizzante di ingegno, che in Daniel si traduce in estro pittorico e in Machiavelli in estro filosofico. Ritengo, che sia molto utile fare questo genere di incontri sinergici virtuali, poiché seppur a distanza di tanti secoli, l’attaccamento viscerale verso Firenze è un collante potente, unitamente a quella personalità volitiva e a quella capacità di intraprendenza e determinazione, che per entrambi è un motore trainante di quanto costituisce il loro speciale ‘centro di gravità permanente’ citando l’indimenticabile maestro filosofo dei nostri tempi Franco Battiato”.

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