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  • Nuovo ingresso in La San Marco: Dante Monastero è il nuovo Direttore Commerciale e Marketing

    Entrato a far parte del team La San Marco lo scorso 4 maggio, Monastero assume la gestione dei dipartimenti vendite e marketing della storica azienda di Gradisca d’Isonzo (GO).

    Nell’anno del suo primo centenario, La San Marco S.p.A. dà il benvenuto al suo nuovo Direttore Commerciale e Marketing, Dante Monastero, che lo scorso 4 maggio è entrato a far parte del team della storica azienda di Gradisca d’Isonzo (GO) produttrice di macchine da caffè e attrezzature professionali per bar e ristoranti.

    Matrice veneta, visione internazionale. Una laurea in Ingegneria Elettrotecnica all’Università di Padova, un Master in Business Administration alla Clemson University del South Carolina e trent’anni di esperienza professionale nella vendita di macchine industriali ad alto contenuto tecnologico. Questo il profilo professionale di Monastero che, prima di approdare nel mondo delle macchine da caffè, si è occupato dello sviluppo commerciale di un ampio spettro di settori industriali: dal metalmeccanico, all’automotive, passando per l’industria alimentare a quella per la produzione di componenti di mobili e termoarredo.

    Ho accolto con grande entusiasmo l’opportunità di unirmi ad un’azienda di respiro globale che, da ben cento anni, è sinonimo di Made in Italy nel mondo – dichiara il neo assunto Direttore Commerciale e Marketinge sono certo della massima collaborazione di tutta la squadra La San Marco verso ambiziosi obbiettivi di sviluppo”.

    L’arrivo di Dante Monastero all’interno de La San Marco è coinciso con la ripartenza ufficiale delle nostre attività produttive post emergenza Covid-19 e ha senz’altro contribuito ad alimentare il sentimento di grande determinazione e coraggio che ci spinge a rimboccarci le maniche e a guardare verso il futuro. – commenta così l’ingresso Roberto Nocera, Direttore Generale La San Marco, che continua – La voglia di restare uniti e di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà non è una narrazione per La San Marco, ma ispirazione quotidiana e impulso per fare il meglio anche nelle situazioni più difficili. La nostra, infatti, è la storia di un’azienda e di uomini e donne che assieme hanno superato ben due conflitti mondiali. Oggi come ieri, siamo quindi certi che sapremo cogliere e vincere tutte le nuove sfide del domani”.

    L’azienda

    Con i suoi 100 dipendenti all’interno dello stabilimento produttivo di Gradisca d’Isonzo, La San Marco si posiziona oggi ai vertici dei costruttori mondiali di macchine professionali per caffè. L’azienda ha chiuso il 2019 con un fatturato di oltre 20 milioni di Euro, segnando un +5% rispetto al 2018. In aumento anche la quota export (+7,3% rispetto al 2018) che rappresenta circa il 55% dell’intero fatturato.
  • Volonclick e il piano Grecia

    Dopo una robusta iniezione di prodotto Italia, accompagnato da Costa Azzurra, Croazia, Montenegro e Albania per assecondare la domanda di turismo di prossimità, Volonclick, business unit di Volonline specializzata nell’offerta di pacchetti in allotment per l’alta stagione, conferma gli impegni sulla Grecia per il mese di agosto, presentando una programmazione di partenze garantite studiata in funzione del nuovo contesto di riferimento.

    Le parole di Luca Frolino, Responsabile Booking Milano e Programmazione Offerte Speciali Volonline

    Ci stiamo preparando ad affrontare tutti gli scenari possibili, con piani d’azione specifici – commenta Luca Frolino, Responsabile Booking Milano e Programmazione Offerte Speciali Volonline – Anche sulla base delle recenti dichiarazioni delle istituzioni europee, contiamo in una progressiva ripresa dei flussi outgoing tra luglio e agosto che ci consentirà di comprendere ancora meglio quali potranno essere gli sviluppi per il futuro. Abbiamo deciso di concentrare gli investimenti sui nostri punti di forza, a cominciare dalla Grecia, per garantire prezzi convenienti e un livello di assistenza in linea con le aspettative dei clienti”.

    La programmazione di Volonclick in Grecia

    La programmazione sulla Grecia è disponibile in tutte le agenzie di viaggi, per un totale di oltre 30 partenze nel mese di agosto da Milano, Bergamo, Verona, Roma e Napoli, con proposte di durata variabile tra i 7 e i 10/15 giorni. Particolarmente ampia la gamma di destinazioni proposte, a cominciare da Penisola Calcidica, Cefalonia, Zante, Corfù, Creta, Rodi, Skiathos e Karpathos. A queste si affianca un ampio focus sulle Cicladi, con Mykons, Naxos, Paros, Ios, Santorini e una serie di isole minori, dedicate ai viaggiatori sempre in cerca di nuovi stimoli, come Amorgos, Folegandros, Koufonissi e Milos.

    Tanto nella scelta delle destinazioni, quanto nella riconferma delle strutture – prosegue Frolino – stiamo tenendo conto di quelle che potranno essere le richieste dei clienti, in termini di rispetto delle norme di distanziamento sociale e ricerca di località e situazioni poco affollate. Per questo abbiamo puntato anche sulle isole minori e su formule alternative, come l’affitto di ville a Mykonos con due o tre camere da letto ideali per gruppi di amici. Nella selezione dei collegamenti aerei abbiamo privilegiato ove possibile voli di andata al mattino abbinati a rientri serali che, oltre ad essere più graditi dai viaggiatori, consentono di sfruttare al meglio i collegamenti via mare tra le isole, evitando notti di appoggio. Questo ci consente di proporre anche combinati di 2 o 3 isole alle Cicladi con possibilità di scelta della categoria alberghiera”.
    A tutela e garanzia di tutti i clienti, i pacchetti comprendono una
     polizza di assicurazione “all risks” che include annullamento, spese mediche e bagaglio, a cui si aggiunge il servizio di assistenza Volonclick h24 in loco.

  • lingerie o gossypium?

    Quando si parla di abbigliamento intimo donna, l’immaginazione ci porta quasi automaticamente verso prodotti di lingerie, dalla connotazione tendenzialmente sensuale: pizzi, trasparenze, design spesso poco compatibili con la naturale anatomia del corpo umano femminile, o quantomeno non propedeutici al benessere e al comfort.              Non c’è nulla di male in questo, anzi. A quale donna non piace esprimere il proprio fascino erotico indossando un completino di lingerie particolare ed intrigante?  https://www.mecedora.it

    E soprattutto a quale uomo non piace mettere ogni tanto in primo piano il lato più sensuale della propria Lei che, nella quotidianità è spesso, gioco forza, impegnata in ruoli tanto importanti quanto poco erotici. . .

    Tutto lecito, legittimo e secondo noi anche necessario! L’importante è non trascendere eccedendo nella pretesa di imporre questi standard nella quotidianità di una donna, poiché sono altri i requisiti indispensabili nella scelta dell’ abbigliamento intimo quotidiano e hanno chiaramente a che vedere con i concetti di salute, benessere, igiene, comfort. Quindi cosa scegliere, lingerie o gossypium? Intanto traduciamo subito: gossypium è il nome scientifico della più nota pianta del cotone! Appartenente alla famiglia delle Malvaceae, considerato per molti secoli un tessuto di pregio al pari della seta, il cotone giunse in  Europa (in Sicilia per precisione) poco prima dell’ anno mille, per mano dei Saraceni.  E proprio di cotone deve essere l’ intimo da indossare per molte ore durante il giorno a diretto contatto con le nostre parti più delicate e sensibili.  Ma non bisogna immaginarsi tremendi mutandoni bianchi bensì una vasta gamma di prodotti con forme e design gradevolissimi e in grado di accontentare la più esigente delle donne. Tanto per citare alcuni dei pregi di questa antica fibra naturale: fresco, traspirante, anti odore, ipoallergenica, igroscopica, invisibile sotto gli abiti nella sua versione taglio laser, facilmente lavabile, resistente. E per le più attente poniamo l’ accento sul cotone biologico o cotone organico, ottenuto da semi OGM free, coltivati senza l’ ausilio di prodotti chimici quali fertilizzanti e antiparassitari e sottoposto ad attenti controlli durante tutta le lavorazioni dell’ intera filiera produttiva. Il nostro è un invito a vivere a pieno la propria femminilità, in modo libero e creativo. Per farlo è fondamentale anteporre sempre il nostro benessere.  mecedora-lingerie-push-up-bra

     

     

  • Nuove linee prodotto Volonclick: prossimità, flessibilità e selezione

    Volonclick, business unit di Volonline specializzata nel dynamic packaging attraverso la piattaforma pro.volonclick.it e nell’offerta di pacchetti in allotment per l’alta stagione, svela i piani per il dopo emergenza.

    Il commento di Luca Adami, Cmo-CTO Volonline

    “In questo momento è presto per fare previsioni – dichiara Luca Adami, CMO-CTO Volonline – ma noi ci basiamo su 3 punti fermi: l’emergenza Covid-19 non sta intaccando la voglia di viaggiare degli Italiani, i consumatori cercheranno maggiori garanzie e quindi si rivolgeranno al trade con più frequenza rispetto al passato e, almeno per i primi mesi dopo l’apertura, la domanda si concentrerà sul turismo di prossimità“.

    Da marzo la task force di prodotto coordinata dalla direzione ha analizzato migliaia di indicatori tratti dalle ricerche e dalle pratiche effettuate su Volonclick nel corso dell’ultimo anno. “Questa analisi – spiega Adami – ci ha permesso di valutare limiti e potenzialità del booking engine. I punti di forza riguardano l’elasticità in termini di date, le condizioni di annullamento favorevoli, la competitività dei prezzi determinata dai moltissimi provider connessi e la disponibilità di RTA e strutture di piccole-medie dimensioni, generalmente escluse dalle piattaforme. L’ampiezza di prodotto tra cui scegliere era invece il limite operativo. E’ stata quindi fatta una selezione di tantissime nuove strutture, volta a facilitare il lavoro degli agenti nei prossimi mesi”.

    Le novità di Volonclick

    Volonclick riparte dunque in primo luogo dall’Italia, con 4 macro-linee: mare, città d’arte (prenotabili sia singolarmente che in combinato), laghi e montagna. In totale, l’offerta sulla Penisola conta oggi più di 400 strutture tutte già disponibili sulla piattaforma e annullabili sotto data, inclusi resort, villaggi e boutique hotel. All’Italia si affiancano Croazia, Costa Azzurra, Montenegro e Albania, su cui i product manager hanno già selezionato circa 250 strutture, sempre abbinate a condizioni di prenotazione flessibili. Un potenziamento a tempi di record, reso possibile dalla collaborazione di Luca Adami, manager che vanta una profonda conoscenza del prodotto di corto e medio raggio, acquisita nel corso della sua carriera professionale in tour operator, catene di villaggi e dmc specializzati.

    “Per Volonclick non si tratta di destinazioni nuove – conclude Adami – ma era necessario ampliare e, soprattutto, ottimizzare l’offerta, per renderla più appealing agli occhi del cliente e più semplice da vendere per gli agenti”.

    Un lavoro che ha richiesto anche un impegno importante per l’implementazione di nuovi provider nella piattaforma, tra più di 400 realtà, molte dei quali specializzate sull’Italia.

  • Da lunedì 25 maggio 2020 nei digital store il nuovo album di ZIC

    [KiwiClickToTweet tweet=” Da lunedì 25 maggio nei digital store ‘Smarties’ il nuovo album di @zic_villeneuve” quote=”Da lunedì 25 maggio nei digital store ‘Smarties’ il nuovo album di Zic”]Da lunedì 25 maggio in tutti i digital store SMARTIES (Bonshakara distr. Believe) il nuovo album del cantautore fiorentino ZIC. Il singolo estratto per l’airplay radiofonica e relativo video, è TOP LEVEL brano che unisce lo stile di narrazione di Zic a sonorità psichedeliche. A 2 anni di distanza dall’album di debutto “Faceva Caldo”, torna lo sciatore elettronico ZIC: 14 tracce prodotte e arrangiate da Pio Stefanini (già produttore di Irene Grandi) e dallo stesso Zic.


    Track list:

    Smarties – intro
    Top level
    Over the top
    Powero
    Zarro night
    Bestia
    Rotelle
    Agosto 94 bpm
    Urca
    Rocky
    Torta
    Asma
    Spaqqa
    Upsidedown

    Lorenzo Ciolini, in arte ZIC, perché da piccolo era grande fan di un cartone animato che aveva come protagonista un ragazzino asmatico e un po’ sfigato, esattamente come lui. Nato a Firenze, classe 1997. “Sono l’unico figlio di due architetti e sono sempre stato un bravo ragazzo, depresso ma bravo, e la musica è stata importante fin da subito, soprattutto grazie a mio padre, che mi ha cresciuto a pane Dire Straits, e Deep Purple. Ho cominciato a suonare la chitarra all’età di dieci anni ed è stata la svolta della mia vita, mi sono subito reso conto che era ciò che dovevo fare. Tutto a un tratto non ero più solo il bambino più basso della classe, quello che tutti si sentono in dovere di prendere in giro… Cominciai a studiare chitarra elettrica nel 2009 e il mio idolo era Hendrix. Nel 2014 sentii il bisogno di cominciare a scrivere canzoni; l’unico problema era che la mia voce era davvero molto timida, somigliava a un sibilo, così nel 2016 iniziai a studiare canto. A marzo dello stesso anno avvenne l’incontro speciale con il produttore Pio Stefanini, con il quale iniziò il sodalizio artistico che spero vada avanti fino al giorno della mia morte. Lui mi ha dato la possibilità di raccontare esattamente ciò che sono, parola per parola, senza aver paura. Grazie alla sua esperienza sono cresciuto moltissimo, ci siamo influenzati a vicenda e dopo più di un anno di lavoro insieme, giorni e notti passate in studio ormai siamo una cosa sola. Inoltre sempre grazie a lui ho avuto la possibilità di conoscere, di confrontarmi e perfino in certi casi di collaborare con grandi artisti. A dicembre 2017 è iniziato il mio percorso nel programma televisivo ad “Amici” di Maria De Filippi e il 25 maggio 2018 è uscito il mio primo album “Faceva caldo”. A settembre 2018, insieme a Pio Stefanini, Mike Defunto e Jared Leti, ho fondato la tribù Bonshakara, una sorta di  factory/famiglia dove la musica è al centro di tutto. Il primo singolo prodotto dall’etichetta Bonshakara è stato “Rotelle” pubblicato lo scorso 29 marzo 2019. Maggio 2020 esce il mio secondo album Smarties.

  • Mandare messaggi ad una ragazza che ti piace

     

    Alcuni uomini sono bravi a mandare SMS, ma pessimi quando si tratta di parlare faccia a faccia. Altri sono combattuti sulle loro idee quando scrivono messaggi, ma sono parlano tantissimo quando sono di persona.

    Ricorda che l’obiettivo è incontrare donne, quindi l’importante è fare sempre una buona prima impressione, e se il messaggio che invii è quello giusto, otterrai una risposta adeguata, in base alle aspettative che stai creando.

    Anche se sai bene quali sono i messaggi che interessano alle ragazze, ecco alcuni suggerimenti per aiutarti a trasformare i tuoi testi, in modo da renderli migliori.

    Invia un messaggio per scherzare con lei

    Non devi essere scontato o diretto tutto il tempo. A volte, può essere divertente mandare messaggi a una ragazza solo per flirtare e scherzare.

    È consigliato di non inviare sms con il pretesto di iniziare conversazioni “serie” su come conoscersi. Invece, mantieni i messaggi leggeri, scherzosi, beffardi, dalle tinte un po’ flirt.

    Ricorda che il 90 percento della comunicazione non si basa sulle parole che usi, ma sull’intonazione e il linguaggio. Ricorda, ometti cose in un testo e tienile a mente per quando sarete insieme.

     

    Invia un sms a una ragazza per farle sapere che hai trascorso dei bei momenti con lei

    Che tu abbia appena incontrato una ragazza in un bar, che tu sia appena tornato da una serata fuori, non fa mai male mandarle un messaggio e dirle che ti sei divertito.

    Devi essere semplice e diretto. Un paio di consigli a riguardo, puoi usare queste frasi: “È stato un piacere conoscerti stasera. Non vedo l’ora di fare un’escursione con te” o “Mi sono divertito tantissimo stasera. Non cercare di farmi ubriacare. la prossima volta! “L’umorismo ripaga sempre, perché fa sorridere le persone.

    Messaggi come questi fanno sapere alla persona in questione che sei interessato, senza essere troppo diretto, e ti aiuteranno per le conversazioni future.

    I messaggi portano agli appuntamenti

    Le battute in un sms vanno bene, ma non esagerare e non dilungarti molto. Quando cerchi di capire le cose che piacciono ad una donna durante la conversazione, cerca di tenere a mente un obiettivo: trovare una scopamica a Roma. Ho nominato Roma perché è la mia città, ma può essere qualsiasi altra città dell’Italia. Una volta che la ragazza che ti piace accetta, devi solo farti alcune domande: dove, quando, chi conduce a chi, ecc.

  • Riapre la mostra fotografica “Segni e Sogni d’Alpe – passione, orgoglio e resilienza”

    PALAZZO DELLA RAGIONE – SALA DELLE CAPRIATE – BERGAMO

    23 maggio – 28 giugno 2020

    INGRESSO GRATUITO

    Dispositivi di sicurezza, ingressi contingenti, apertura nei weekend e per il ponte del 2 giugno, Palazzo della Ragione nella Sala delle Capriate in Città Alta riapre al pubblico prolungando nella Fase 2 la mostra “Segni e Sogni d’Alpe – passione, orgoglio e resilienza”, inaugurata lo scorso 21 febbraio e chiusa a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Il progetto fotografico di Marco Mazzoleni sulle orobie bergamasche, promosso all’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, in collaborazione con la rivista Orobie e curata da Moma Comunicazione S.r.l., riapre, a ingresso gratuito, domani sabato 23 maggio 2020, e sarà prolungato fino a domenica 28 giugno 2020.

    Da domani sarà quindi possibile visitare la mostra fotografica nel rispetto di alcune misure di sicurezza, applicate in conformità con le disposizioni ministeriali e dell’amministrazione comunale di Bergamo, quali: l’ingresso contingentato per un massimo di 30 persone a volta, la creazione di un percorso a senso unico che prevenga la creazione di assembramenti, l’entrata dalla scalinata principale di Palazzo della Ragione con uscita sul retro per evitare code e l’utilizzo della mascherina obbligatorio durante la visita. L’esposizione sarà aperta al pubblico solo nel weekend (venerdì dalle ore 15 alle ore 22, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19). In occasione del ponte del 2 giugno la mostra resterà aperta in via straordinaria, lunedì 1° giugno dalle 15 alle 19 e martedì 2 giugno dalle 10 alle 19.

    In occasione del riconoscimento di Bergamo a “Città Creativa per la Gastronomia – Unesco”, la rete creata nel 2004 dall’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura con lo scopo di promuovere la cooperazione tra le località che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile, la mostra “Segni e Sogni d’alpe. Passione, orgoglio e resilienza” si focalizza sull’attenzione e sulla cura della realtà orobica di conservare e tramandare le tradizioni alle nuove generazioni in modo spontaneo e in maniera rispettosa verso l’ambiente attraverso una selezione straordinaria di 70 foto che parla di paesaggio, cultura gastronomica, tipicità ed eccellenze del nostro territorio (Orobie bergamasche, lecchesi e valtellinesi) e dialoga con il tema del disegno storicizzato del paesaggio. I territori ricchi di storia uniscono l’elevata biodiversità a una produzione agraria di qualità maturata da antiche tradizioni e da un equilibrio tra intervento dell’uomo e natura che conferisce ai luoghi una bellezza fatta di piccoli segni che cambiano al cambiare delle stagioni.

    Il progetto vede il coinvolgimento di tre autori d’eccezione che hanno contribuito con i loro contenuti a sostenere la ricerca fotografica di Marco Mazzoleni: Roberto Mantovani (giornalista e storico dell’alpinismo), Prof. Renato Ferlinghetti (Professore di Geografia dell’Università di Bergamo) e Francesco Quarna (speaker di Radio Deejay, appassionato di alpinismo).

    La mostra è corredata dal catalogo, edito Moma Edizioni, in vendita presso la Sala delle Capriate al costo di € 15,00. Per info www.orobie.it

    INGRESSO LIBERO ORARI DI APERTURA:

    Ven: dalle ore 15 alle ore 22

    Sab / Dom: dalle ore 10 alle ore 19

    Lunedì 01/06/2020: dalle ore 15 alle ore 19

    Martedì 02/06/2020: dalle ore 10 alle ore 19

  • Guest Post, dove e perchè

    Sul web si sente sempre di più nominare la parola Guest Post, ma in realtà non tutti sanno realmente cosa significhi.

    L’attività cosiddetta di guest posting è quella di pubblicare sul proprio blog un articolo scritto da un altro blogger, in maniera tale da avere un duplice vantaggio. Il blogger ospitante ha la possibilità di aumentare il numero di contenuti del proprio blog con articoli sempre nuovi e qualitativamente alti, mentre il blogger ospite può sfruttare la popolarità del blogger ospitante per aumentare la sua.

    Naturalmente prima di scrivere un guest post dobbiamo avere chiaro in mente dove vogliamo che venga pubblicato. La maggior parte dei blogger ospita solo i migliori guest post inerenti gli argomenti del blog stesso, con una selezione mirata al mantenimento della qualità e dell’originalità.

    Ecco alcuni dei migliori siti  di guest post:

    Aziende News

    Aziende News è un contenitore di articoli di qualità, novità aziendali delle imprese italiane.

    Si possono inserire guest post originali e di ottima qualità, con immagine originale in evidenza. Non sono accettati contenuti duplicati o comunicati stampa scadenti.

    I guest post di Aziende News vi permetteranno di mettere in evidenza le vostre notizie aggiungendo il brand della vostra azienda o il vostro biglietto da visita alla news in questione.

    Sito web: www.aziende-news.com

    Turismo News

    Turismo News è riservato ai guest post su mete turistiche, last minute e offerte di viaggi e novità riguardanti il mondo del turismo. I contenuti devono essere di interesse per un target di viaggiatori e turisti.

    L’obiettivo è comunicare eventi e notizie riguardanti il mondo del turismo e dei viaggi.

    Sito web: www.turismo-news.com

     

    Una volta trovato il blog più adatto alle nostre esigenze editoriali, dobbiamo per prima cosa contattare il blogger, che dovrà dare la sua eventuale disponibilità alla pubblicazione. In questo modo si avranno anche a disposizione tutte le informazioni su come deve essere realmente realizzato l’articolo per soddisfare le esigenze del blog ospitante.

    Riuscire a scrivere articoli che possano riscuotere successo non è difficile, l’importante è rispettare alcune semplici regole, come quella di non copiare pedissequamente il materiale già pubblicato sul web, e mantenere una qualità abbastanza alta sia nell’argomento trattato che nel lessico.

    Per esempio se vogliamo farci pubblicare un guest post sul turismo dobbiamo prima essere sicuri che l’argomento dell’articolo possa essere interessante ed originale, che chi avrà interesse a leggerlo magari cerca informazioni su località turistiche o viaggi, il che rende importante riuscire a rispondere in anticipo a tutte quelle domande che un eventuale lettore si porrebbe sull’argomento scelto.

    La visibilità non è l’unico scopo del pubblicare guest post di qualità, infatti in questo modo si da un concreto aiuto nel rendere migliori i contenuti della rete. Un blogger che scrive articoli dal taglio originale è una delle risorse più importanti del web, utile per migliorare continuamente la qualità della rete.

  • CHE COS’È IL CRYSTAL METH?

    Crystal meth è l’abbreviazione di “metanfetamina in cristalli”. Non è che un tipo di metanfetamina è una droga cristallina bianca che si assume “sniffandola” (inalandola attraverso il naso), fumandola o iniettandola con un ago. Qualcuno la assume persino per via orale, ma in ogni caso si sviluppa un forte desiderio di continuare ad assumerla, poiché crea un falso senso di felicità e benessere: un impeto di fiducia, iperattività ed energia, chiamato “rush” (forte sensazione). Si sperimenta anche una diminuzione dell’appetito. Questi effetti durano in genere dalle sei alle otto ore, ma possono durare fino a ventiquattro ore.

    La prima volta potrebbe procurare del piacere, ma la metanfetamina inizia fin da subito a rovinare l’esistenza delle persone che l’assumono.

    CHE COS’È LA METANFETAMINA?

    La Metanfetamina è una droga illegale della stessa classe della cocaina e di altre potenti droghe da strada. Ha molti soprannomi: meth, crank, chalk o speed tra i più comuni.

    Il Crystal meth viene utilizzato da individui di tutte le età, ma è più comunemente usato come “droga club”, da prendere alle feste, nei locali o ai rave party. I suoi nomi gergali più comuni sono ghiaccio o vetro.

    Si tratta di un prodotto chimico pericoloso e potente e, come tutte le droghe, di un veleno che agisce in primo luogo come stimolante, ma poi comincia a distruggere sistematicamente il corpo. Quindi viene associato a gravi condizioni di salute, inclusa la perdita di memoria, l’aggressività, il comportamento psicotico e, potenzialmente, danni al cuore e al cervello.

    Il meth causa una forte dipendenza, brucia le risorse del corpo creando un’assuefazione devastante, che può essere alleviata solamente prendendone di più.

    Gli effetti del Crystal meth sono molto intensi, e chi ne ha fatto uso riferisce di esserne diventato dipendente dalla prima volta che l’ha usato.

    L’ho provato una volta e… BOOM! Ne sono diventato dipendente,” dice una persona dipendente dal meth, che ha perso la sua famiglia, i suoi amici, la sua carriera di musicista ed ha finito per diventare un senzatetto.

    Di conseguenza, è uno dei tipi di dipendenza di cui è più difficile occuparsi e molte persone muoiono mentre sono nella sua morsa.

    Ho iniziato ad usare crystal meth quando ero al liceo. Prima ancora che il primo semestre finisse, il meth diventò un problema tale che dovetti abbandonare gli studi. Dopo aver passato ore a guardarmi allo specchio e punzecchiarmi, mi ero ridotta a sembrare una che ha la varicella. Passavo tutto il mio tempo facendomi di meth, o cercando di procurarmelo.”
    – Anne Marie

    COME SI PRESENTA LA METANFETAMINA?

    La metanfetamina è disponibile sottoforma di polvere bianca, cristallina, inodore, di gusto amaro che si scioglie facilmente in acqua o alcol.

    Si può presentare anche in colori tendenti al marrone, giallo-grigio, arancio e rosa. Talvolta viene compressa ed assume l’aspetto di una pillola.

    Come descritto in precedenza, può essere sniffata, fumata o iniettata.

    Il crystal meth è disponibile in chiari, grossi cristalli simili al ghiaccio e viene più comunemente fumata.

    Il Filosofo e umanitario L. Ron Hubbard dice: “la scena della droga è mondiale. Sguazza nel sangue e nella sofferenza umana”.

    Bisogna fermare questa spirale discendente e con la prevenzione si può fare. Se voi unirti a noi come volontario in ogni parte d’iIalia puoi inviare una mail a: [email protected] per la zona della Romagna [email protected] Altre informazioni utili e gratuite come corsi e video le potrai trovare nel sito: https://www.noalladroga.it

  • Botanica a distanza, visite guidate e percorsi digitali: la ripresa post covid-19 passa dalla rete degli Orti Botanici della Lombardia

    Mentre l’Italia abbraccia la fase 2 e corre veloce verso la fase 3, desiderosa di lasciarsi alle spalle l’incubo del lockdown, la natura risplende. E la Rete degli Orti Botanici della Lombardia ne celebra la meraviglia, preparandosi a riaprire i suoi giardini.

    La riapertura sarà segnata da tante novità, tra percorsi ad anello, visite per le famiglie e percorsi autoguidati tematici, che saranno messi a disposizione dei visitatori sotto forma di pdf scaricabili da sito per visitare in autonomia le collezioni.

    Altra novità riguarda il progetto Botanica a distanza dei Servizi educativi. Una proposta che risponde alle esigenze della nuova didattica. Perché anche in una situazione così eccezionale, gli Orti Botanici continuano ad essere a fianco della scuola, dando la possibilità agli insegnanti di integrare le lezioni online con interessanti spunti per condurre attività pratiche e approfondimenti multimediali. Attraverso un processo co-creativo realizzato a più mani con gli insegnanti, i Servizi Educativi degli Orti hanno infatti predisposto materiali innovativi, per stimolare l’osservazione e la sperimentazione.

    Il tutto, mentre la natura si prepara a una nuova, intensa, stagione estiva. Le gemme sono diventate fiori, le clorofille regalano sempre nuove sfumature di verde, gli impollinatori continuano a darsi un gran da fare, attirati dai colori e dai profumi, tra poco compariranno i primi frutti.

    Un universo che i giardinieri degli Orti hanno curato con dedizione, rispettando le restrizioni e le indicazioni ministeriali, nell’attesa di poterne presto condividere la meraviglia con tutti i visitatori e di celebrarne la bellezza con la grande festa degli Orti in programma per la settimana del 21 giugno, il solstizio d’estate. Una XVII edizione che arriva in concomitanza con l’”Anno internazionale della salute delle piante” – indetto dalla FAO – invitando tutti gli amanti della natura a riflettere su quanto le piante siano portatrici di benessere e su quanto sia importante il compito degli Orti, veri custodi della biodiversità. Per l’occasione, saranno organizzati incontri digitali, workshop, visite virtuali e in presenza con ingressi contingentati.

    «In questo periodo, in cui le nostre consuetudini hanno subito uno arresto forzato, la natura non si è fermata. Ed è da essa che, oggi più che mai, dobbiamo lasciarci ispirare. La natura ci mostra di continuo spirito di adattamento, capacità di resilienza e desiderio di rinascita. Stagione dopo stagione, essa si rinnova e innova con inesauribile ottimismo. Riaprire gli orti della nostra Rete è, perciò, un inno alla vita» – dichiara Martin Kater, presidente della Rete degli Orti Botanici della Lombardia. E aggiunge – «In quanto veri e propri “musei all’aperto”, gli orti daranno la possibilità ai visitatori di godere della bellezza della natura in totale sicurezza. Con una peculiarità: l’esperienza di visita era e resta interattiva e inclusiva. Siamo convinti, infatti, che per apprezzare appieno gli orti della nostra Rete sia fondamentale fare esperienza diretta con le piante e il paesaggio e che proprio da questa esperienza possano nascere emozioni positive che potranno dare a tutti noi la giusta spinta per ripartire».

    Ogni Orto botanico riaprirà con tempistiche e modalità specifiche. Agli Orti di Bergamo Città Alta e di Astino, già aperti, si aggiungeranno a partire dal 22 maggio Villa Carlotta, dal 23 l’Orto botanico di Pavia (solo per il sabato e la domenica, con orario eccezionale dalle 10.00 alle 20.00); a partire da giugno, gli Orti di Brera e Città Studi a Milano e di Toscolano Maderno (BS); infine da luglio, riaprirà l’Orto di Bormio (SO). In tutte le sedi gli ingressi saranno contingentati e si consiglia, prima della visita, di consultare il sito dell’Orto di riferimento per verificare eventuali variazioni di orario.

    PER INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI

    Per aggiornamenti sulle iniziative https://reteortibotanicilombardia.it/2020/05/20/aperti-al-pubblico/

    Per richiedere visite guidate per famiglie su prenotazione e a pagamento, scrivere a [email protected].

    Per tutte le info sulla Festa degli Orti consultare il sito www.reteortibotanicilombardia.it.

    Per i progetti di Botanica a distanza https://reteortibotanicilombardia.it/2020/04/19/botanica-a-distanza/ . Si ricorda inoltre che gli insegnanti delle scuole possono richiedere gratuitamente i materiali didattici sviluppati per i progetti di Botanica a distanza scrivendo a [email protected].

    La Rete degli Orti Botanici della Lombardia, è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli Orti botanici aderenti. 
Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti Botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto Botanico di Pavia; il Giardino Botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS); Villa Carlotta Museo e Giardino Botanico a Tremezzina (CO). 
La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli Orti Botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative.
www.reteortibotanicilombardia.it

    www.ortobotanicodibergamo.it

    www.ortibotanici.unimi.it

    https://ortobotanico.unipv.eu

    www.villacarlotta.it

    www.stelviopark.it

     

  • #COSAFARAi? la campagna di Faravelli che racconta i piccoli e grandi progetti post Covid

    La campagna #cosafarai? è stata lanciata a fine aprile sul canale YouTube e sulle pagine ufficiali social di Faravelli, azienda milanese che si occupa di distribuzione di materie prime chimiche

    Alla domanda #cosafarai?  i collaboratori di Faravelli hanno raccontato i loro piccoli grandi progetti post Covid, con autoironia e garbo, donando spunti di riflessione, concretezza e un sorriso: l’emergenza e il distanziamento sociale ci hanno fatto riscoprire il valore delle piccole e grandi emozioni che ogni giorno costellano le nostre vite, date spesso per scontate.

    #cosafarai propone una prospettiva positiva e un elogio alla normalità, con allegria, ironia, concretezza e nessuna retorica.

    Andrea, Antonella, Clara, Claudia, Daniela, Davide, Erika, Fabiana, Fabio, Fabrizio, Giacomo, Giulia, Guido, Ilaria, Ilenia, Irma, Laura, Lucia, Luisella, Mariana, Marinella, Noemi, Pierpaolo, Raffaella, Roberto, Rosa, Silvia, Stefania D, Stefano, Stefania P., Tiziana, Valentina C, Valentina P, Valentina R, Viola: sono i FARAvelliani protagonisti di #cosafarai? che con garbo e ironia ogni giorno ci hanno regalato leggerezza e spensieratezza.

    La direzione creativa della campagna è di Puzzle

  • Le proposte per la Versilia: contrastare Covid-19 con macchinari all’avanguardia che garantiscono sicurezza e risparmio

    Parola d’ordine: sanificare. Con questo obiettivo, gli stabilimenti balneari di tutta Italia sono alla ricerca di soluzioni agili e sicure per contrastare il rischio Covid-19 e preservare la salute dei bagnanti. Si va dai termoscanner trasportabili alle capsule di sanificazione: macchinari che consentono ai gestori dei lidi di rispettare le direttive emesse da Inail in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss).

    A seguito dell’emergenza Coronavirus, anche gli stabilimenti balneari della Versilia sono infatti costretti a una vera e propria rivoluzione. Per limitare al massimo il rischio del contagio, dovranno applicare criteri rigorosi: bisognerà rilevare la temperatura corporea degli utenti, limitando l’accesso a chi ha più di 35,7, sarà necessario privilegiare l’accesso su prenotazione agli stabilimenti, gli spazi dovranno essere riorganizzati in modo da assicurare almeno 1m di separazione tra gli utenti, gli ombrelloni dovranno occupare una superficie di 10 m2 ciascuno, sdraio e lettini dovranno essere posizionati a una distanza di almeno 1,5 m e dovranno essere disinfettati a ogni cambio di persona o nucleo familiare. E per vigilare, saranno operativi degli “steward da spiaggia”: personale appositamente formato per rispondere alle domande dei clienti, per far rispettare il distanziamento sociale, per contingentare gli ingressi e contribuire al rispetto generale delle nuove normative.

    Ma, è possibile mettersi in regola senza gravare eccessivamente sui costi del personale e senza limitare troppo la libertà dei bagnanti? La risposta arriva da GSI Security, brand della società Protevo Group operante nel campo della sicurezza, che per far fronte ai nuovi protocolli anti Covid-19, propone l’adozione di macchinari certificati CE che agiscono senza bisogno di operatori. Sono apparecchi molto semplici da usare che si aprono e si chiudono come degli ombrelloni e agiscono da vere e proprie attrezzature sanitari, sanificando persone e materiali e rilevando e memorizzando le temperature corporee.

    Si tratta, in particolare, di: totem per la sanificazione che, senza bisogno di alcun presidio da parte degli operatori, garantiscono la corretta igienizzazione in entrata e in uscita (si azionano direttamente, tramite sensore, e disinfettano mani e suole); termoscanner trasportabili che effettuano uno screening della temperatura in meno di 5 secondi, lanciando un allarme in caso di rilevazioni sospette; capsule di sanificazione che si attivano automaticamente al semplice ingresso della persona, nebulizzando una sostanza igienizzante su tutti i lati; tunnel di sanificazione, pratici da spostare, utilizzabili anche al chiuso con un sensore ad attivazione automatica, disponibili sia nella versione fissa che espandibile; varchi automatizzati per la disinfezione delle mani, la rilevazione della temperatura e la sanificazione e minitunnel adatti a tutti gli oggetti trasportabili come zaini, borse da spiaggia, cestini e molto altro.

    Soluzioni pratiche e “leggere” che consentono ai gestori dei lidi di adottare misure efficaci nel contrasto alla diffusione del virus e che, contemporaneamente, danno la possibilità ai bagnanti di raggiungere i propri lettini in riva al mare senza lunghe attese per i controlli. Il tutto, con la massima sicurezza per chi li istalla e per chi ne usufruisce.

    «La Versilia è uno dei luoghi di villeggiatura più famosi e apprezzati al mondo. In un contesto così complicato ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare per aiutare tutti coloro che ogni anno assicurano un’estate ricca di divertimento a migliaia di turisti italiani e stranieri. Dopo una serie di riflessioni, guardando anche a ciò che è stato fatto nel resto del mondo, abbiamo capito che la risposta giusta è nell’innovazione. Con strumentazioni all’avanguardia, possiamo assicurare la giusta sicurezza ai bagnanti, il rispetto delle regole per i proprietari degli stabilimenti e, al tempo stesso, un risparmio nei costi di gestione. Trattandosi di macchinari che lavorano in autonomia, infatti, non si rende necessaria la presenza di un operatore fisico, dando così la possibilità ai gestori dei lidi di poter impiegare in altro modo le proprie risorse. Aspetto questo fondamentale in una fase economica così delicata con la stagione estiva ormai alle porte» – dichiara Antonella Beretta, Responsabile GSI per la direzione della regione toscana

  • Think, plan & go: i 3 pilastri per la ripartenza delle imprese

    A seguito della pandemia da Coronavirus, il Fondo monetario internazionale ha stimato un calo del Pil per l’Italia nel 2020 del -9,1%, mentre per le aziende è attesa una perdita di fatturato fino a 670 miliardi di euro[1]. Uno scenario critico per le aziende chiamate a ripensare il proprio business per effetto di Covid-19. La pandemia ha, infatti, fatto saltare tutte le variabili in gioco: i mercati, la produzione, la supply chain, l’organizzazione aziendale, e prima ancora l’equilibrio finanziario. Solo chi, senza indugi, saprà ripensare il proprio modello di business riuscirà a superare questa forte crisi: in gioco c’è la continuità aziendale.  Lo sostiene il pool composto dai professionisti specializzati in finanza d’impresa dello Studio BNC e gli advisor industriali di 4WARD CONSULTING, al lavoro nel cuore delle aziende con analisi e soluzioni per la ripresa.

    I numeri dell’emergenza – L’impatto del Covid-19 si è abbattuto sul sistema produttivo italiano e internazionale in maniera improvvisa, con una forza distruttiva e diffusa. E non fa eccezione nessun settore (o quasi): si registrano infatti flessioni tendenziali e congiunturali sia nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-52,6%) che nelle industrie tessili e abbigliamento (-51,2%) così come nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-37,0%). Un po’ meno accentuato è il calo nelle industrie alimentari, bevande e tabacco, con (- 6,5%).

    La chiusura dei mercati esteri – Negli ultimi due mesi, il Coronavirus ha travolto le borse di tutto il mondo, con perdite percentuali drammatiche. «Ma i mercati sono stati sconvolti anche da un punto di vista geografico, oltre che finanziario – sottolinea Caterina Lorenzi, partner di 4ward Consulting –. Il deterioramento del contesto macroeconomico globale ha portato a un crollo della domanda di beni e servizi che, aggiunto al blocco delle produzioni, avrà una forte ricaduta sui fatturati, incidendo soprattutto sulle aziende che più commerciavano con l’estero, con grandi incognite rispetto al futuro. Bisognerà costruire, settore per settore, scenari di possibili evoluzioni, tenendo conto dei mercati che per primi mostrano di arrivare alla fase Post Covid, come sembra essere per ora la Cina, anche grazie al controllo rigoroso dell’adesione alle restrizioni anche nella fase 2. Nel frattempo, bisogna risolvere un altro problema geografico: le forniture, che ieri avvenivano su scala globale anche per le PMI e che sono quindi un’altra fonte di criticità per le aziende. Quello che era saggio ieri, nell’aver trovato fonti a basso costo anche in paesi lontani, si trasforma oggi in una spada di Damocle che condiziona la ripartenza: riuscirò ad avere le merci per ricominciare? In quanto tempo e a che costi? Ogni azienda è quindi un mondo a sé, ha criticità che vanno individuate velocemente e risolte ridefinendo completamente modalità operative e processi, per adeguarsi a un “new normal” per ora complesso anche da immaginare, per garantire la continuità dell’azienda, che è il vero tema sul tavolo.»

    Think, Plan & Go – E’ questa la formula per affrontare la sfida che coinvolge tutti i livelli e tutti i settori aziendali che si basa su tre pilastri: equilibrio finanziario a sostegno del business, strategia commerciale per il rilancio e ottimizzazione dei processi industriali. «Agire tempestivamente, a partire dalla valutazione dell’impatto economico – finanziario generato dalla crisi in corso andando, di conseguenza, ad attivare nuove fonti di liquidità e a individuare l’appropriata struttura finanziaria di medio termine. Attività alla quale si affiancano una strategia commerciale e un’ottimizzazione dei processi industriali studiati nel breve, medio e lungo periodo e costantemente monitorati per fare in modo che siano adeguati con gli scenari mutevoli dei prossimi mesi. Abbiamo studiato questa formula alla luce delle esigenze delle imprese del nostro territorio, molte rischiano di non riuscire a superare questa crisi se non proveranno ad affrontarla con gli strumenti necessari. L’obiettivo del nostro progetto è quello di affiancare gli imprenditori che non hanno solo bisogno di procurare nuova finanza alla propria impresa, ma che hanno l’ambizione di trasformare la sfida del momento in un’opportunità di ripensamento, rilancio e consolidamento del proprio business.» – dichiara Valerio Chignoli, Studio BNC.

    Parola d’ordine: integrazione e personalizzazione – L’emergenza Covid-19 per le aziende significa ridisegnare geografie ed ampiezza dei mercati di sbocco e approvvigionamento, ma anche precisare i segmenti serviti e la propria value proposition nonché il modo di finanziarsi e di gestire il proprio capitale circolante. L’affiatamento consolidato dei team di lavoro con competenze multidisciplinari permette all’imprenditore di avere un unico referente in grado di mettere a fattor comune la quantità di informazioni provenienti dalle varie aree della gestione aziendale con il fine di confezionare una soluzione integrata e “taylor-made”.

    Il pool di esperti entra in profondità nelle aziende, lavorando in stretta collaborazione con i manager aziendali per implementare azioni strutturate ed interrelate in ogni area della gestione aziendale: si parte da una nuova VISION e si ripensano coerentemente processi ed operatività. KPI definiti e monitorati costantemente garantiscono la rotta. Un intervento su misura per le aziende del nord Italia e in particolar modo della Lombardia, la regione che più di tutte ha sofferto per la diffusione del virus. Ogni azienda è affiancata proattivamente con il coinvolgimento di tutti gli attori del processo decisionale, dalla proprietà alle varie direzioni aziendali.

    [1] analisi Cerved

  • Perché regalare profumi e come scegliere i più adatti

    Regalare profumi ON LINE da uomo o da donna significa comunicare un messaggio ben preciso e per questo la scelta del profumo ONLINE va fatta con grande cautela. Il nostro consiglio è individuare note e essenze sulla base delle esigenze della persona, in modo da adattare il profumo al carattere di chi riceverà il regalo. In tutto questo è importante non dimenticare che proprio il profumo è il modo più originale per comunicare a una persona il nostro amore.

    Consigli per scegliere il profumo da regalare

    Il profumo rappresenta sicuramente uno dei regali più graditi e apprezzati e tanti sono i siti specializzati nella vendita di Profumi online Originali. Ecco alcuni consigli su come sceglierlo, dato che regalare un profumo è un fatto estremamente personale e che questo accessorio racconta molto di chi lo “indossa”. Al pari del make up e degli abiti, il profumo comunica la personalità ed esprime gusti, carattere e stato d’animo di una persona.

    Solitamente si distingue tra due categorie di persone:

    – chi è legato allo stesso profumo da tempo e usa sempre quello;

    – chi ama sperimentare profumi diversi, per trovare sempre nuovi modi di raccontarsi agli altri.

    Nel primo caso, chi sceglie sempre lo stesso profumo lo fa per essere associato ad un certo tipo di personalità, proprio come se la fragranza scelta fosse la propria firma. Nel secondo caso, cambiare profumo a seconda della stagione o del gusto personale, esprime la necessità di comunicare messaggi diversi a seconda dei momenti. Per questo motivo, scegliere il profumo da regalare non è affatto semplice e la prima cosa da fare è capire a quale categoria appartiene il destinatario del regalo.

    Chi si occupa di Acquisto Profumi online troverà in rete e nei siti di vendita profumi online originali la piramide olfattiva di numerose essenze, utile a individuare le note principali e a orientare la decisione di acquisto.

    Regalare profumi: l’importanza di età e personalità

    Oltre alla categoria di persona, nel regalare profumi e nella vendita profumi è importante pensare anche all’età e personalità e alla loro influenza sulla scelta dei profumi. Ci sono poi alcuni fattori aggiuntivi da prendere in considerazione, tra cui ricordiamo:

    – stagione dell’anno, dato che ogni periodo è accompagnato da sensazioni e profumi caratteristici. Ad esempio, in inverno cerchiamo calore e sono perfetti i profumi speziati o che richiamano ambra e incenso, mentre in primavera o estate saranno perfette le note agrumate:

    – momento della giornata in cui il profumo verrà “indossato”, dato che di giorno sono consigliati bouquet freschi e leggeri e la sera profumi più forti ed intensi, pensati per durare a lungo;

    – carattere della persona: una donna dal carattere forte amerà i profumi maschili come vetiver, sandalo e patchouli o quelli speziati. Chi ha un animo più romantico preferirà le fragranze floreali, mentre le donne dinamiche sceglieranno profumi agrumati.

    Oltre a questo, un profumo racconta chi lo indossa anche grazie alla sua intensità, dato che è molto diverso regalare un eau de toilette, un eau de parfum o un extrait de parfum, che sono diversi per concentrazione dell’essenza e, quindi, effetto e durata.

    Profumi da regalare: l’importanza di rivolgersi a siti specializzati

    Quando si parla di profumi online scontati da regalare, l’importante è rivolgersi a siti per l’acquisto profumi online specializzati, come Dyma Profumi. Sul nostro sito troverai tantissimi profumi originali online tra cui scegliere il regalo perfetto per lui e per lei. Ricorda, anche se molto spesso si guarda al prezzo della fragranza, il consiglio degli specialisti è sempre quello di scegliere un profumo 100% originale, per mantenere intatto il valore dell’essenza e la sua piacevolezza.

     

    Romaweblab | Web Agency Roma

  • La Moda a Portata di Tutti: L’Abbigliamento Donna Curvy Perfetto

    Al giorno d’oggi si sente spesso parlare di moda curvy o capi d’abbigliamento per donne curvy e si nota come questa tipologia di capo d’abbigliamento stia assumendo sempre più importanza. Questo permette anche a chi non porta rigorosamente la taglia 40 di beneficiare di outfit eleganti e alla moda senza dover spendere il doppio del tempo alla ricerca della taglia giusta. Attraverso l’abbigliamento donna curvy, moltissime donne possono sentirsi a proprio agio, comode ed eleganti al tempo stesso

     

    Donna Curvy: I Consigli Per un Abbigliamento Perfetto

    La cosa più importante per un look perfetto è sicuramente saper valorizzare i punti di forza del proprio corpo, e su questo punto le donne curvy possono davvero esaltare la propria femminilità con eleganza. Dal decolletè sensuale alle curve morbide dei fianchi, il tutto riuscendo anche a divertirsi con colori e abbinamenti strategici, per giungere poi al look perfetto.

    Innanzitutto se l’altezza non è il proprio punto forte bisognerà sicuramente slanciare la figura con capi sfiancati o a vita alta, abiti lunghi e un po’ di tacco, se si punta ad un’uscita elegante o cerimonie. Per La scollatura si può giocare con maglie a scollo a “V” ma senza esagerare, altrimenti si rischia di risultare eccessive. In base alla propria silhouette si può poi optare per una gonna a ruota, morbida, comoda e possibilmente poco al di sopra del ginocchio per slanciare ulteriormente la figura nel suo complesso.

    Infine come detto precedentemente i tacchi giocano un ruolo importante soprattutto per le cerimonie e gli outfit eleganti, se si vuole esaltare al meglio la propria figura di donna curvy. Attraverso giochi e strategie di abbigliamento, una donna curvy può senza alcuna difficoltà vestire alla moda senza rinunciare tonalità, fantasie o colori specifici. Tutto si basa sul giusto bilanciamento e sulle proprie esigenze specifiche. Tra i consigli più utili ci sono quelli di evitare in generale capi troppo stretti, troppo larghi o troppo corti e giocare invece anche sull’utilizzo di accessori sottili (non ingombranti).

     

    Abbigliamento Donna Curvy: Lo Sport e la Comodità

    Per Le donne curvy amanti dello sport o più in generale della comodità, ci sono moltissime opzioni di abbigliamento a cui affidarsi. Innanzitutto meglio evitare indumenti troppo stretti che non lasciano traspirare la pelle, limitano la circolazione e risaltano spiacevoli punti di debolezza della propria figura. La qualità dei tessuti gioca anch’esso un ruolo fondamentale per la comodità sia per chi ama lo sport sia per chi semplicemente preferisce il comfort nella propria quotidianità.

    Molte linee di abbigliamento sportivo e casual inoltre risultano anche avere un effetto contenitivo in modo tale da sentirsi “sostenute” durante la propria attività fisica. L’elasticità dei tessuti gioca ovviamente un ruolo fondamentale per un comfort a 360 gradi, regalando libertà di movimento in qualsiasi occasione. In questo modo si potrà beneficiare del comfort senza rinunciare alla propria femminilità durante la quotidianità o durante sessioni di attività fisica. 

    Per le donne curvy non resta quindi che divertirsi con femminilità ed entusiasmo puntando sempre all’espressione della propria personalità attraverso look da favola, grazie anche al boom sempre più marcato anche di influencer e star di hollywood che lanciano sempre nuove idee e trucchi in questa tematica

  • Vacanze: quasi 7 milioni rinunceranno per paura di essere contagiati

    Solitamente l’arrivo dell’estate per molti italiani significa vacanze, ma l’emergenza Coronavirus ha cambiato anche questo. A non partire per le ferie sarà più di un italiano su due (55,2%) ovvero, in totale, oltre 24 milioni di individui. Il dato, emerso dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta*, è piuttosto cupo visto che, confrontando i dati con quelli del 2018, quando a rimanere a casa erano stati circa 8 milioni di italiani, è più che triplicato.

    A fugare ogni dubbio circa la correlazione diretta fra questo numero e la pandemia Covid, basta il dato degli oltre 6,9 milioni di italiani che hanno esplicitamente dichiarato che questa estate non si muoveranno da casa proprio per la paura di essere contagiati.

    Perché si rinuncia alle vacanze

    Nel 43,7% dei casi, corrispondenti a quasi 10,6 milioni di italiani, non si partirà perché non ce lo si può permettere, la percentuale sale al 51,3% nelle famiglie composte da tre persone. Nel 42,3% dei casi (10,2 milioni di italiani) si rimarrà a casa propria perché scoraggiati dalle nuove regole imposte con i DPCM; il valore cresce al 46,5% tra i rispondenti che abitano al Sud e nelle Isole.

    Come detto oltre 6,9 milioni di individui (28,7% del campione), hanno dichiarato esplicitamente di rinunciare alle vacanze per la paura di essere contagiati; ad averlo ammesso sono soprattutto i residenti al Sud e nelle Isole (37,6%).

    Elemento da non sottovalutare è che quasi 1,5 milioni di italiani (6,1%) quest’anno rimarrà a casa perché, essendo stati messi in ferie forzate durante il lockdown, non hanno più giornate per le vacanze vere.

    Chi farà le vacanze, dove andrà, come ci andrà e dove alloggerà?

    Se invece si hanno in programma delle vacanze, dove si andrà? La risposta è: decisamente in Italia. Rimarrà entro i confini nazionali il 90,2% di chi viaggerà; nello specifico il 51,3% farà le vacanze nel nostro Paese, ma in una regione diversa rispetto a quella in cui risiede, mentre il 38,9% non cambierà nemmeno regione.

    Altro elemento emerso dall’indagine, e chiaramente legato all’emergenza che abbiamo vissuto, è che quelle del 2020 saranno vacanze su ruote; alla domanda “Come raggiungerà il luogo di vacanza?”, il 78,3% degli intervistati, pari a oltre 15,3 milioni di individui, ha risposto con l’automobile di proprietà, a cui si devono aggiungere gli oltre 600.000 italiani (3,1%) che noleggeranno la macchina e i 520.000 che utilizzeranno un camper o una roulotte.

    La quota di chi si muoverà su ruote è molto maggiore rispetto a chi utilizzerà mezzi “promiscui”: solo il 12,4% dei nostri connazionali, pari a 2,4 milioni di rispondenti, userà l’aereo, mentre l’11,1% (2,2 milioni) si sposterà in treno.

     

    Pochissimi, invece, gli italiani che quest’anno raggiungeranno il luogo di vacanza con la nave: rappresentano, purtroppo per il turismo delle Isole, solo il 2,2% del campione che ha in programma un viaggio.

    Una volta in ferie, dove si alloggerà? Escludendo chi andrà in una seconda casa di proprietà (20,4% di coloro che andranno in vacanza, quasi 4 milioni di italiani), il 22,1%, corrispondente a più di 4,3 milioni di nostri connazionali, ha comunque scelto di prendere in affitto una casa (per brevi o lunghi periodi), il 27,4% soggiornerà in albergo, il 9,7% in un B&B e il 6,6% in un villaggio turistico. Stessa percentuale (2,7%), invece, sia per chi ha scelto un campeggio o una vacanza in tenda, sia per chi farà le ferie in camper o roulottes.

     

     

    *Metodologia: n. 505 interviste CAWI ad un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale e 100 interviste CATI ad un campione di titolari di esercizi di ristorazione (pub, ristoranti, bar, pizzerie). Indagine condotta tra il 16 e il 17 maggio 2020

  • Consigli su come scegliere un profumo da regalare

    Non solo le donne amano i profumi on line e questo “accessorio” è adatto anche agli uomini che vogliono rendere più accattivante il loro stile e look. Scegliere un profumo da uomo, tuttavia, non è semplice e sono tanti gli errori che si rischia di commettere. Vediamo in questo post i consigli di Dyma Profumi per l’acquisto di profumi scontati originali online da uomo.

    Cosa caratterizza un profumo (da uomo e non)

    Tutti i profumi si caratterizzano per una struttura chimica a piramide, che comprende:

    • note di testa: le prime ad essere percepite, ma che solitamente evaporano dopo mezz’ora dato che sono fresche e leggere;
    • note di cuore: sono più persistenti rispetto alle note di testa e sono solamente spezie o note floreali;
    • note di fondo: sono quelle che aderiscono alla pelle e permettono di lasciare la scia olfattiva desiderata da ogni uomo.

    Inoltre, anche se il profumo si presta ad essere indossato in ogni momento della giornata, è importante ricordare quando si acquistano Profumi online Originali che alcune note sono più adatte al giorno ed altre alla sera. Tutto dipende dalla loro avvolgenza e persistenza e per questo quando si sceglie un profumo da uomo è importante fare attenzione alla piramide olfattiva. Le note leggere come agrumi, menta ed eucalipto sono perfette di giorno o nelle calde serate estive.

    Ambra, vaniglia, sandalo sono invece essenze più intense e perfette per la sera, anche perché durano più a lungo. Infine, abbiamo le note floreali che sono perfette di giorno o di sera a seconda della loro composizione olfattiva.

    Consigli su come scegliere un profumo da uomo per sé

    Molti uomini amano comprarsi da loro il profumo, tuttavia andare sui siti di Acquisto Profumi online e scegliere la fragranza giusta non è semplice. Si tratta di una scelta che ha bisogno di tempo e che richiede la conoscenza di essenze e note dato che non è possibile testare il profumo desiderato come in profumeria.

    L’ideale, come consigliano i creatori di profumi, sarebbe indossare il profumo qualche giorno prima di prendere la decisione definitiva, ma naturalmente questo non è possibile. Se, in profumeria, per scegliere si usano i cartoncini, chi acquista profumi da uomo online deve affidarsi alle sue conoscenze o comprare il profumo che già conosce.

    Sbagliare profumo significa rischiare fastidi come mal di testa e nausea, mentre scegliere una fragranza troppo invadente altera il pH della pelle. Ecco perché nella scelta di un profumo da uomo per sé è meglio continuare ad utilizzare fragranze ed essenze che si conoscono bene, almeno quando si tratta di fare acquisti online. Se, invece, si decide di cambiare profumo meglio testarlo con cura in profumeria e poi trovare la fragranza desiderata sui migliori siti di acquisto profumi online come Dyma Profumi.

    Consigli su come scegliere un profumo da regalare

    Uomini e donne amano sempre più regalare un profumo a chi amano, compiendo così un atto d’amore vero e proprio. Tuttavia, se scegliere il profumo per sé è difficile, ancora più complesso è scegliere il profumo da regalare agli altri. Il consiglio, in questo caso, è conoscere bene il destinatario, ma anche le sue abitudini. Se il profumo deve essere regalato a qualcuno che esce poco la sera, meglio preferire essenze e fragranze da giorno, mentre se la persona lavora in ufficio il profumo non deve essere invadente.

    Chi, invece, utilizza il profumo la sera potrà scegliere note più decise, per colpire la persona amata o raccontare tutte le sfaccettature della sua personalità.

    Come vedi, c’è solo l’imbarazzo della scelta e noi di Dyma Profumi, vendita profumi online, abbiamo pensato a proporti una vasta selezione di profumi originali online tra cui scegliere.

     

    Romaweblab | Web Agency Roma

  • Più sicurezza per i dispositivi medici: cresce la richiesta di codici UDI. GS1 Italy unica realtà italiana abilitata al rilascio

    Nonostante l’emergenza sanitaria abbia fatto slittare la data di entrata in vigore delle nuove norme di identificazione e tracciabilità dei dispositivi medici in tutta l’Unione europea, le richieste di codici UDI da parte dei produttori non si fermano. GS1 Italy, unica Issuing Entity italiana, aiuta le imprese dei dispositivi medici ad adottare i nuovi regolamenti UE, migliorando la sicurezza dei pazienti, la tracciabilità e i processi di tutta la filiera.

    Fino a qualche anno fa la sigla UDI (acronimo di Unique Device Identification) era nota solo agli addetti ai lavori. Ora sta diventando una realtà ampiamente conosciuta a chiunque operi nel settore sanitario.

    Lo UDI è infatti il sistema usato per identificare e marcare i dispositivi medici e diagnostici in vitro lungo la supply chain sanitaria in Europa, Stati Uniti e altri paesi per:

    • Garantire la sicurezza dei pazienti.
    • Assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi medici.

    E sebbene l’emergenza sanitaria tuttora in corso abbia fatto slittare la data di entrata in vigore delle nuove norme UE riguardanti i dispositivi medici e diagnostici in vitro – rispettivamente i Regolamenti EU 745/2017 e 746/2017 – continua a crescere il numero delle aziende produttrici che ne fanno richiesta.

     

    Il sistema UDI e gli standard GS1

    Lo UDI è un codice alfanumerico che identifica univocamente ogni dispositivo medico presente sul mercato ed è costituito da due parti:

    1. UDI-DI, che identifica il dispositivo medico.
    2. UDI-PI, che rappresenta le informazioni utili alla tracciabilità e rintracciabilità del dispositivo medico.

    I regolamenti europei hanno introdotto anche il BASIC UDI-DI, l’identificativo del modello del dispositivo medico, che descrive una famiglia di dispositivi con la stessa destinazione d’uso, classe di rischio e caratteristiche essenziali di progettazione e fabbricazione.

    L’identificativo univoco deve essere applicato sull’etichetta dei dispositivi medici, sulle confezioni e/o sugli stessi dispositivi in formato testuale oppure in formato codice a barre o RFID. I dati descrittivi relativi al dispositivo dovranno poi essere caricati su EUDAMED, la banca dati europea dei dispositivi medici.

    Gli standard GS1 sono la soluzione per identificare i dispositivi medici anche nel sistema UDI. In particolare:

    • Il GS1 GTIN per lo UDI-DI.
    • Il GS1 GMN per BASIC UDI-DI.
    • Gli Application Identifier GS1 per rappresentare lo UDI.

     

    Realizzare e ottenere lo UDI con GS1 Italy

    In Europa, per ottenere un codice UDI i produttori devono rivolgersi ad una Issuing Entity abilitata al rilascio e riconosciuta dalla Commissione europea. L’unica Issuing Entity autorizzata in Italia è GS1 Italy, l’associazione che riunisce oltre 35 mila imprese di beni di consumo e che rappresenta GS1, associazione senza scopo di lucro impegnata nello sviluppo e nel mantenimento degli standard più usati al mondo per un’efficiente comunicazione tra imprese, a partire dal più conosciuto in assoluto: il codice a barre.

    Gli standard globali GS1 sono i più diffusi e i più utilizzati dagli stakeholder della supply chain sanitaria: basti pensare che l’83% dei dispositivi medici in USA è identificato con gli UDI di GS1 e che GS1 è attiva come Issuing Agency/Entity anche in molti altri regolamenti UDI nel mondo, in particolare Cina, Corea del Sud e Arabia Saudita.

    «Come GS1 Italy – che rappresenta in Italia GS1 AISBL, la Issuing Entity accreditata presso la Commissione europea – stiamo supportando le imprese italiane del settore dei dispositivi medici a implementare lo UDI e mettiamo a loro disposizione le competenze e gli strumenti necessari a sostenerle in questo nuovo importante passo avanti nella digitalizzazione dell’healthcare» commenta Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy.

    Oltre a rilasciare i codici UDI e a fornire l’assistenza su come rappresentarli mediante codici a barre standard GS1, GS1 Italy fornisce alle imprese assistenza in italiano e personalizzata e mette a disposizione servizi di formazione e di consulenza per aiutare le aziende con la documentazione tecnica dei prodotti (ad esempio, dichiarazioni di conformità, marchio CE, ecc.), a riportare il BASIC UDI-DI e lo UDI-DI e ad implementarli per ottemperare ai requisiti imposti dai nuovi regolamenti europei.

     

    L’identificazione dei dispositivi medici assicura tracciabilità ed efficienza

    Anche nelle situazioni più complesse come l’attuale emergenza sanitaria, dotare i dispositivi medici di codici UDI consente di armonizzare le norme per la loro identificazione, di accedere alle informazioni fornite dal produttore con una semplice scannerizzazione del codice, di assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi, anche di quelli impiantati nei pazienti, in modo veloce e preciso e di rendere più efficiente la gestione degli inventari e delle scorte di cliniche e ospedali, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure, la sicurezza del paziente e i processi di business di tutta la filiera healthcare.

     

    Per saperne di più, visita il sito di GS1 Italy.

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    GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

  • Scegli l’oriente per la tua casa con i migliori tappeti persiani

    L’arte di annodare tappeti risale probabilmente a migliaia di anni fa, nata non a caso nelle steppe dell’Asia centrale, dove i nomadi avevano bisogno di proteggersi dai rigidi inverni. Ben presto questa pratica servirà anche a fabbricare ed ornare le tende, dando il via ad una tradizione viva e apprezzata ancora oggi.

    Sebbene annodare i tappeti sia una pratica diffusa dal Medio al lontano Oriente, con tutta una serie di peculiarità, un territorio più di tutti gode di fama e apprezzamento per la raffinatezza e la cura con la quale realizza questi manufatti.

    La Persia (territorio più o meno sovrapponibile al moderno Iran), ponte da sempre tra Oriente e Occidente, è la culla più florida della fabbricazione di questi veri e propri simboli di cultura e appartenenza: non a caso ai giorni nostri molti sovrappongono, erroneamente, l’idea di tappeto orientale con quella di tappeto persiano.

    Una forte influenza nella trasmissione e nel successo di questa antica arte la ebbe anche l’incontro con la religione islamica, che influenzò la creazione e la decorazione dei tappeti persiani conferendogli una certa aura mistica ed iniziando ben presto ad utilizzarli per la preghiera in virtù della loro natura maneggevole. Da quel momento un tappeto non solo abbellisce un luogo, ma inizia a delimitare un vero e proprio spazio sacro. Tutt’oggi le famiglie in Iran si riuniscono proprio su uno di essi per i momenti di preghiera.

    La simbologia dei tappeti persiani

     

    L’antica influenza islamica non si limita all’utilizzo dei tappeti persiani, ma lascia un’impronta, in parte ancora rintracciabile nei tappeti moderni, anche sui motivi decorativi dei tappeti persiani. Poiché il Corano vieta rigorosamente di riprodurre immagini sacre, infatti, la decorazione vira verso l’astratto e il simbolico, conferendo significati criptici ad ogni tappeto.

    Eco di una tradizione antica, inoltre, questi manufatti annodati richiamano i valori dei clan che li hanno realizzati, come vero e proprio simbolo di appartenenza. Persino la posizione dei tappeti nelle case persiane portà con sé un messaggio: questa, infatti, ricalca a distanza di secoli la disposizione che questi dovevano avere sul suolo delle tende delle popolazioni nomadi antenate.

     

    Classificare i tappeti persiani

     

    Proprio in virtù di questo retaggio antico, non è facile classificare i tappeti persiani, ma esistono alcuni criteri utili a riconoscerli e ad apprezzarli per la loro peculiarità.

    Il primo si basa sull’origine geografica dei tappeti: quelli definibili persiani vengono annodati in un’area più o meno corrispondente a quella dell’odierno Iran.

    Non tutte le annodature, però, sono uguali. Nel tappeto persiano viene utilizzato un nodo simmetrico (anche detto Ghiordes) diffuso anche in Turchia e nella zona caucasica, e il nodo Senneh.

    È poi possibile distinguere i tappeti persiani in base al tipo di disegno e farlo dunque risalire a una delle numerose etnie presenti sul territorio, o addirittura a singole tribù o clan particolarmente famose per l’annodatura di tappeti.

    L’idea migliore per acquistare un vero tappeto persiano, però, rimane quella di affidarsi ad artigiani e veri appassionati che con la vista e con il tatto sapranno guidarvi alla scelta giusta per portare una storia millenaria dal Medio Oriente direttamente al salotto di casa vostra.

     

  • Organizzazione eventi: come fare team building online?

    Poiché le circostanze non consentono l’organizzazione eventi team building classico, optare per il formato online. È un modo efficace per tenere unita la tua squadra. Con la reclusione, tutti rimangono a casa e gli scambi sono rari. Le riunioni si svolgono, ma l’esperienza faccia a faccia rimane a sé stante. Vi guidiamo su tutti i preparativi per iniziare questo nuovo concetto.

    I tuoi collaboratori potrebbero non essersi tenuti in contatto dal telelavoro. È del tutto normale. In ufficio, potevano chiacchierare per un po’ mentre si incontravano in ascensore o durante l’intervallo. Questi piccoli benefici della convivenza sono difficili da mantenere quando tutti lavorano a casa. Tutti parlano solo durante le riunioni in videoconferenza.

     

    Che cos’è il team building online?

    Le agenzie che si occupano di organizzazione eventi a Perugia, o in altre città italiane, realizzano anche eventi di team building è un evento all’aperto in generale. È organizzato appositamente per federare i team per quanto riguarda la cultura dell’azienda. Un team building virtuale ha più o meno gli stessi obiettivi di quelli che di solito pianifichiamo. Tuttavia, emergono alcune differenze.

    Un team building online consiste soprattutto in impiegati rassicuranti. Ciò dimostra che la comunicazione interna continua anche se non tutti si incontrano negli stessi uffici. Inoltre, questa è un’opportunità unica per tutte le squadre geograficamente distanti di incontrarsi. È un momento divertente per condividere e ascoltare.

    Anche se il lavoro viene svolto in remoto, tutti hanno bisogno di un momento di relax. Il team building online è il modo perfetto per farlo. Dopo la sessione, i tuoi dipendenti si conosceranno meglio durante la costruzione di relazioni migliori. È anche molto importante includere la gestione dello stress nel programma. Una volta terminato questo evento connesso, noterai una solidarietà completamente nuova all’interno della tua squadra.

     

    Organizzazione eventi online: quale piattaforma usare?

    Se preferisci la semplicità, scegli semplicemente la piattaforma che di solito usi per le tue riunioni. Ad esempio, è del tutto possibile organizzare un team building su Zoom. Tuttavia, puoi anche optare per piattaforme meno professionali.

    Dal momento che questa è una giornata senza lavoro, un cambiamento di scenario sarebbe apprezzato. Anche se pensi che i social media comuni siano più pratici, andrà bene. L’importante è che la piattaforma consenta di effettuare videochiamate. Tutti dovrebbero essere in grado di vedersi e parlarsi. Per l’occasione, le applicazioni con filtri divertenti porteranno più allegria nell’atmosfera.

     

    Preparare le attività

    Organizzare un team building online richiede tanto rigore quanto quello che di solito pianifichiamo. Questa volta non dovrai scendere sulla scena e fare shopping per le attività. Tuttavia, dovrai dedicare molto tempo alla ricerca.

    Pensa ai tuoi obiettivi e alla cultura e all’identità della tua attività. Fai un elenco di attività e scegli quelle che soddisfano questi tre criteri. Se hai una compagnia di produzione musicale, un test alla cieca sarà perfettamente adeguato. Lavori nel marketing? Perché non fare un quiz sulle migliori campagne o sui loghi delle grandi marche?

     

    Controlla l’attrezzatura per il team building online

    Non avrai bisogno di attrezzature specifiche per il tuo team building online. A priori, i tuoi soliti strumenti per riunioni ti saranno sufficienti: computer, webcam, microfono e possibilmente cuffie o auricolari. Se le attività pianificate richiedono strumenti specifici, informa il tuo team qualche giorno prima. Prima di lanciare l’evento, assicurarsi che tutti possano testare la propria attrezzatura. Come organizzatore, hai anche il compito di garantire la qualità della piattaforma scelta. Bug e altri malfunzionamenti potrebbero interrompere la sessione.

     

  • Simili ma diversi: il confronto tra genomi virali fa luce sulle caratteristiche del SARS-CoV-2

    Grazie all’analisi  dei coronavirus che infettano i mammiferi, i ricercatori del Medea identificano  alcune regioni genomiche del SARS-CoV-2 con potenziale funzione regolatoria non descritte precedentemente . Lo studio del Medea è stato pubblicato su Infection, Genetics and Evolution.

    Coding potential and sequence conservation of SARS-CoV-2 and related animal viruses

    Come è ormai noto, la pandemia di COVID-19 è causata da un coronavirus oggi ufficialmente denominato SARS-CoV-2. I coronavirus sono una grande famiglia di virus e, dopo il SARS-CoV (che emerse in Cina nel 2002) e il MERS-CoV (che causò focolai limitati soprattutto in Medio Oriente nel 2012-2013), negli ultimi 20 anni il SARS-CoV-2 è il terzo coronavirus a compiere un salto di specie e diffondersi nelle popolazioni umane. Si ritiene infatti che, come i due precedenti coronavirus, anche il SARS-CoV-2 abbia avuto origine nei pipistrelli e da questi animali sia arrivato, direttamente o indirettamente, a infettare l’uomo. Le origini di un virus sono scritte, almeno in parte, nel suo genoma, un RNA a filamento positivo nel caso dei coronavirus. Quindi, confrontando i genomi di altri coronavirus, si è potuto stabilire che i parenti più stretti del SARS-CoV-2 sono virus isolati da pipistrelli della specie Rhinolophus affinis. Altri virus simili al SARS-CoV-2 sono stati identificati nei pangolini, mammiferi spesso contrabbandati in Cina per le loro scaglie e la loro carne.

    Chiaramente, nel genoma virale sono anche scritte le informazioni che consentono al virus di infettare la cellula dell’ospite e di moltiplicarsi.  Nello studio pubblicato su Infection, Genetics and Evolution i ricercatori del laboratorio di biologia computazionale dell’istituto scientifico Eugenio Medea si sono quindi concentrati sul confronto tra il genoma di SARS-CoV-2 e quelli dei virus di pipistrelli e pangolini.
    Innanzitutto hanno dimostrato che, come precedentemente ipotizzato, questi virus evolvono anche grazie alla ricombinazione, cioè lo scambio di materiale genetico. Inoltre hanno identificato una regione del genoma virale che assume una conformazione tridimensionale conservata e, verosimilmente, svolge un ruolo regolatorio. Questo è in linea con quanto noto per altri virus che usano il proprio RNA non solo per codificare proteine, ma anche per formare elementi strutturali che consentono loro di sfuggire al controllo del sistema immunitario dell’ospite e regolare la propria replicazione.

    I coronavirus codificano per un numero variabile di proteine accessorie, che differiscono anche tra coronavirus filogeneticamente vicini e spesso contribuiscono alla modulazione della risposta immunitaria e alla virulenza. Analizzando il genoma di SARS-CoV-2 e di virus simili i ricercatori hanno identificato alcune proteine accessorie che non sono state fino ad ora descritte o caratterizzate in altri coronavirus. Le caratteristiche di una di queste, chiamata proteina 3h, suggeriscono che possa avere la funzione di viroporina, cioè che possa formare pori nelle membrane cellulari. Un’altra proteina che probabilmente si localizza in membrana, la proteina p10, è probabilmente codificata solo da SARS-CoV-2 e dai virus simili che infettano pipistrelli e pangolini, ma non dalla grande maggioranza degli altri coronavirus, incluso quello che causa la SARS.

    “Chiaramente sarà necessario verificare che queste proteine siano effettivamente prodotte dal virus quando infetta le nostre cellule” – affermano i ricercatori – “certamente comprendere quali proteine vengano espresse da questo virus, di cui sappiamo ancora così poco, è fondamentale per capire come interagisca il nostro sistema immunitario e per individuare dei target per i farmaci antivirali”.

    Dal 2002, quando emerse in Cina, molti ricercatori hanno studiato il virus della SARS (SARS-CoV). Quanto sappiamo oggi su COVID-19 deriva in gran parte da questi studi, perché i virus che causano le due malattie sono relativamente simili e appartengono alla stessa famiglia. E’ ora necessario comprendere quali caratteristiche specifiche di SARS-CoV-2 lo rendano così contagioso e quali approcci possano essere utilizzati per impedire l’infezione e curare chi si ammala. Il confronto tra genomi virali e la caratterizzazione del potenziale codificante (quali proteine vengano prodotte dal virus) rappresentano primi passi in questa direzione.

    Coding potential and sequence conservation of SARS-CoV-2 and related animal viruses
    Rachele Cagliani a, Diego Forni a Mario Clerici bc Manuela Sironi a

    a Scientific Institute IRCCS E. MEDEA, Bioinformatics, Bosisio Parini, Italy
    b Department of Physiopathology and Transplantation, University of Milan, Milan, Italy
    c Don C. Gnocchi Foundation ONLUS, IRCCS, Milan, Italy

    https://doi.org/10.1016/j.meegid.2020.104353

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    UFFICIO STAMPA
    Associazione La Nostra Famiglia – Istituto Scientifico E. Medea
    Cristina Trombetti M. 339 2160292
    Via don Luigi Monza, 20 – Bosisio Parini  (Lecco)
    Tel  031 877.384
    www.lanostrafamiglia.it
    www.emedea.it
     

  • Benedetta Trudesti, artista di Spoleto Arte, si racconta in un’intervista

    È una settimana di grandi soddisfazioni per Benedetta Trudesti. La pittrice di Spoleto Arte è stata recentemente protagonista di un servizio del Tgcom24. Sul format Arte in quarantena, la pittrice nota per i suoi dipinti dagli sfondi rossi continua a incuriosire e ad appassionare il pubblico di spettatori. E la curiosità non manca nemmeno a noi, che abbiamo voluto farle qualche domanda.

    Cosa ne pensa del format “Arte in quarantena”: le piace l’iniziativa pensata per portare l’arte nelle case degli italiani durante la quarantena?

    Certo che sì! L’arte da sempre è un veicolo di emozione, stupore, studio e ricerca. In questo tempo, in cui la nostra vita si imprime di incertezze, possiamo spostare lo sguardo oltre, verso qualcosa che aiuta lo spirito. La visione dell’arte è una presenza importante in questo periodo di isolamento.

    Secondo lei, cosa dovrebbe fare l’arte in questo momento?

    Dal mio punto di vista è fondamentale l’incontro con l’Arte che è in grado di foggiare una sorta di creatività collettiva, ovvero una condivisione universale, il risveglio delle coscienze: ci si sente ingabbiati come in un vortice che evolve velocemente, di conseguenza la realtà diventa pesante e motivo di sofferenza. Si percepisce la necessità di ritrovarsi, di riscrivere lo spazio e il tempo in una sinergia, in un turbinio di emozioni che portino a un coinvolgimento.

    E a proposito di coinvolgimento… Nelle sue opere il colore rosso balza subito agli occhi. Impossibile non domandarsi quale sia il motivo dietro a questa scelta…

    Esse vivono un’esperienza di vita. L’esperienza che mi ha proiettato verso un qualcosa che intuivo ma non sapevo cosa fosse. Man mano che il tempo passava cercavo di cogliere tutto quello che mi rendeva felice interiormente. Andavo alla ricerca del particolare, un percorso che scrutava l’essenza dell’io in un contesto di intenso colore, ove emerge una passione intrinseca. È l’io che matura e che ritrova la forza nella fragilità, consapevole del tortuoso cammino.

    Che cosa cerca nei suoi ritratti?

    Questa è una bella domanda!

    Allora, tratti, movenze e pennellate trasudano di molecole dinamiche, guidate dal conscio e dall’inconscio di cui l’anima diventa una specie di “specchio”. Uno specchio che lascia riflettere l’essenza di un io nuovo, che lascia riscoprire l’essenza della vita in nuovi volti.

    In questi volti ci sono tantissime espressioni, specie in quelle dei bambini. Come sceglie i suoi soggetti?

    I volti sono il punto focale delle opere. Il tutto prende forma da un connubio fra idea, progetto e interiorità. Le espressioni indicano la capacità di ricercare lo sguardo di bimba dove si cela il desiderio dell’artista. I soggetti sono scelti da un’intuizione “inconscia” e profonda.

    C’è un quadro a cui è particolarmente legata?

    No, perché ogni lavoro nasce, prende forma, si plasma e acquista coscienza dall’intimo. Perciò l’uno non esclude l’altro, essi fanno parte di un grande disegno, cioè l’infinito (come i tanti tasselli della vita).

    Come ha conosciuto Spoleto Arte?

    Spoleto Arte l’ho conosciuta tramite vari eventi di rilievo, e con stupore in un momento così inconsueto.

    Qual è il suo prossimo progetto?

    Il mio prossimo progetto è tutto da scrivere, perché nasce e prende forma dalla vita stessa.

  • Almo Collegio Borromeo: il libro su epidemie e pandemie pubblicato sul sito ufficiale

    Unire scienza e medicina alla cultura storico-artistica è il risultato di Non è la prima volta… Epidemie e pandemie, l’opera di Renzo Dionigi (Professore Emerito di Chirurgia Generale) e Filippo Maria Ferro (Neurologo e Psicopatologo) pubblicata sul sito dell’Almo Collegio Borromeo.

    Almo Collegio Borromeo

    Il libro su epidemie e pandemie pubblicato sul sito dell’Almo Collegio Borromeo

    Il fenomeno delle epidemie e delle pandemie inteso come condizione ricorrente nella storia dell’essere umano, e rappresentato da un ampio apparato iconografico ad opera dei principali artisti del mondo occidentale: l’Almo Collegio Borromeo, per mezzo di una distribuzione gratuita sul sito ufficiale, ha pubblicato Non è la prima volta… Epidemie e pandemie. Storie, leggende e immagini, un libro scritto a quattro mani da Renzo Dionigi, già Rettore dell’Università dell’Insubria e attualmente Professore Emerito di Chirurgia Generale, e Filippo Maria Ferro, Neurologo, Psicopatologo e grande esperto di psichiatria, nonché ex alunno dell’Almo Collegio Borromeo. “In questi giorni dominati dal caos dell’inquietudine, dell’incertezza e dell’isolamento quotidiano che il virus impone a tutti”, scrive nella prefazione il Rettore del Borromeo, Alberto Lolli, “il libro propone una lettura e una visione intelligente del ‘morbo’ nelle sue varie sfaccettature”. Una riflessione, quindi, sul fenomeno della pandemia, inteso, da un lato, come situazione di preoccupazione e angoscia e, dall’altro, come “compagno di strada tanto terribile quanto ‘creativo’, come condizione ciclica del vivere umano”, prosegue l’introduzione del Rettore dell’Almo Collegio Borromeo, “che da secoli, nello sconvolgerne i ritmi e le abitudini di vita, sfida e mette a contatto singoli individui e intere popolazioni”.

    La storia dell’Almo Collegio Borromeo: dalla fondazione all’offerta formativa

    Fondato da San Carlo a Pavia nel 1561, l’Almo Collegio Borromeo è il collegio di merito più antico d’Italia. Ente morale dal 1922, è legalmente riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La sua nascita si deve alla volontà di offrire a studenti meritevoli, ma senza mezzi economici, la possibilità di studiare all’Università di Pavia. Promotore di una ricca offerta formativa che prevede corsi di approfondimento, conferenze e seminari con cui gli studenti possono integrare il proprio curriculum, il Borromeo include una Biblioteca, un Archivio Storico, aule multimediali, sale studio, servizi di vitto e alloggio e attività sportive. Gli alunni sono selezionati annualmente tramite concorso e possono partecipare a progetti internazionali che il Borromeo istituisce con Università e Collegi stranieri (Corpus Christi College di Cambridge e l’Università di Salta in Argentina). Sede, inoltre, del Master in Cooperation & Development, l’Almo Collegio Borromeo fornisce servizi di tutorato e tirocini per l’inserimento lavorativo, finalità supportata anche dall’Associazione Alunni. Tra le attività artistiche, promuove una stagione di musica da camera, un coro, un’orchestra e il corso annuale Pavia Cello Academy. In ambito sportivo organizza il Trofeo dei Collegi, che permette di cimentarsi in numerose discipline atletiche.

  • Vito Gamberale: focus sul sistema sanitario nell’emergenza Coronavirus

    Rimettere mano alla sanità, pensare a un modello più efficiente e virtuoso che lasci fuori la politica e gli interessi, spesso speculativi, dei privati: l’invito di Gamberale alla luce di quanto ha evidenziato l’emergenza Coronavirus.

    Vito Gamberale

    Per un nuovo modello di sanità, lontano da politica e interessi speculativi: l’auspicio di Vito Gamberale

    “Il tracollo del sistema sanitario italiano di fronte all’emergenza Coronavirus fa emergere anche la pressoché generale impreparazione della sanità privata”: lo rileva Vito Gamberale, manager di lungo corso, già alla guida di Telecom, Autostrade e F2i e oggi Presidente di Iter capital Partners e Vicepresidente del gruppo Ivs. La sua analisi sulla sanità italiana alle prese con il Coronavirus, ripresa anche in un articolo de “Il Secolo d’Italia”, non fa sconti. Da quella privata a quella pubblica, “affidata a manager che, nella stragrande maggioranza, non sono mai stati manager”, l’emergenza ha ben messo in luce quanto sia ormai necessario ripensare al sistema sanitario e ricavarne un nuovo modello “virtuoso e più efficiente”. Questo il pensiero di Vito Gamberale: “Coinvolgere le casse di previdenza e i fondi pensione. Lasciando fuori dalla porta la politica. E gli interessi, spesso prevalentemente speculativi, dei privati”.

    Vito Gamberale: medici e personale operativo sono i veri eroi di questa guerra contro il Coronavirus

    Nella sua analisi Vito Gamberale sottolinea inoltre come nella sanità ci siano “migliaia di cliniche private che in questa situazione si sono trovate fuorigioco” per diverse ragioni: “Da una parte la mancanza di capitali per attrezzarsi al meglio e dall’altra la paura dei cittadini che questi luoghi potessero diventare focolai”. Il manager ravvede inoltre un’ulteriore perplessità: “Tutti sappiamo che in quelle cliniche private essenzialmente lavorano infermieri reclutati con la logica del sistema cooperativo. E che, quindi, non si sa fino a che punto il personale sia effettivamente acculturato, effettivamente preparato e dotato”. Per quanto riguarda la sanità pubblica invece “al di là dei medici e del personale operativo veri eroi di questa guerra, non si può santificarne l’organizzazione”: secondo Vito Gamberale infatti “tranne rare eccezioni sappiamo che la sanità pubblica è stata sempre condizionata dalla politica”. E in quest’ottica “non sempre direttore sanitario e direttore di dipartimento sono persone che hanno una vera competenza. Basta pensare che l’80 per cento dei bilanci regionali è rappresentato dalla spesa per la sanità: per dire che gli assetti politici di molte regioni sono determinati dal sistema sanitario privato”.

  • Il ruolo delle Fondazioni: intervista ad Andrea Mascetti

    Nato a Varese, classe 1971, Andrea Mascetti è titolare dello Studio Legale Mascetti: appassionato di storia e letteratura, dal 2019 è coordinatore della Commissione Arte e Cultura dalla Fondazione Cariplo.

    Andrea Mascetti

    “Centri di cultura, ambiente e ricerca scientifica”: le Fondazioni secondo Andrea Mascetti

    Le Fondazioni non possono occuparsi di welfare e tutela della salute: sono ambiti, questi, che spettano allo Stato e alla Politica in senso stretto. In un’intervista a cura della rivista “Pangea”, Andrea Mascetti mette subito in chiaro il suo pensiero. Secondo l’avvocato, a causa dell’emergenza sanitaria nelle ultime settimane la tendenza è quella di relegare la cultura in un angolo, dando priorità a forme di sostentamento più “materiali”. Un concetto che reputa errato. Le Fondazioni infatti, sebbene possano sostenere alcuni compiti fondamentali per le comunità, non possono prendere il posto delle Istituzioni Pubbliche. Anzi, in un periodo di repentini cambiamenti sociali come quello attuale, è più che mai fondamentale che si focalizzino su cultura, ricerca scientifica, temi ambientali e localismo consapevole. “Non spetta a noi controllare le grandi maree del mondo: alle Fondazioni credo spetti invece il compito di indicatori, di facilitatori, di alchimisti (e non di apprendisti stregoni) che sappiano porre i giusti ingredienti nelle fucine del misterioso mondo che vedremo avanzare nei tempi prossimi”. Per questo motivo Andrea Mascetti condivide l’idea di istituire un fondo salva cultura e di una forte defiscalizzazione dedicata agli investimenti del settore.

    Focus lettura: l’opinione di Andrea Mascetti

    Secondo un recente studio commissionato da Fondazione Cariplo, in Italia sono poche le persone che leggono almeno un libro al mese: la percentuale si aggira infatti attorno al 14%. Andrea Mascetti, come coordinatore della Commissione Cultura, è in prima linea nella promozione della lettura e delle librerie indipendenti: è importante infatti indagare non solo sul numero dei lettori, ma anche sulla qualità dei contenuti e le modalità di fruizione. I risultati finora scaturiti dalle indagini di Cariplo sulla crisi della lettura, secondo l’avvocato, suggeriscono di cambiare rotta: un modo potrebbe essere ad esempio quello di puntare a iniziative locali e diffuse, uscendo quindi dai percorsi precostituiti. In tal caso, il ruolo delle librerie e degli artigiani della materia risulta fondamentale: “Oggi un bravo libraio dovrebbe stimolare percorsi e letture, anche ricercate, novello Virgilio. Certo – conclude Andrea Mascettirimane il problema annoso del ‘magazzino’ che se Amazon può permettersi, il piccolo non può certo mantenerselo; ma qui deve intervenire l’ingegno commerciale”.

  • Distanziamento sociale: 1 italiano su 2 non tornerà al ristorante

    L’Italia ha ufficialmente “riaperto”, molti ristoratori tra difficoltà economiche e nuovi standard di sicurezza hanno alzato le serrande, ma gli italiani sono pronti a tornare a pranzare e cenare fuori casa? La maggior parte, purtroppo, no. Secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta, più di un intervistato su due (54,5%) ha dichiarato che, almeno nella prima settimana di riapertura, non mangerà fuori casa perché non si sente sicuro; il 22% è ancora indeciso e il 10,3% continuerà ad utilizzare la modalità di asporto o consegna a domicilio. Insomma, nonostante le fatiche di molti ristoranti, pizzerie e pub, sembra che solo il 13,3% degli italiani tornerà subito a mettere le gambe sotto al tavolo.

    Addio al ristorante fino al 2021?

    Ma il dato forse ancor più preoccupante, si legge nell’indagine, è che questa scelta non sembra essere momentanea ma pare corrispondere ad un cambiamento di abitudine più radicale. Alla domanda “Con quale frequenza, rispetto a prima dell’emergenza coronavirus, crede che andrà a pranzo o a cena in un ristorante, una pizzeria o un pub da qui alla fine del 2020?” solo il 21,6% degli intervistati ha dichiarato che ci andrà con la stessa frequenza di prima; il 60,4%, pari a quasi 26,5 milioni di italiani, ha invece ammesso che ci andrà meno spesso di prima, mentre il 16,8% addirittura non ci andrà proprio.

    A cambiare maggiormente abitudini sembra saranno i più anziani; nella fascia di età compresa fra i 65 ed i 74 andranno al ristorante/pizzeria meno di quanto facessero prima dell’emergenza il 63,2% dei rispondenti, e ancora meno (64,8%) coloro che hanno una età compresa fra i 55 ed i 64 anni.

    Distanziamento sociale, che confusione!

    Altro tema affrontato dall’indagine è stato quello del distanziamento sociale; se, a livello generale, la quasi totalità della popolazione afferma di aver chiaro il concetto (solo l’1,2% dei rispondenti ha ammesso di non sapere o non essere sicuro di sapere cosa sia), guardando più da vicino i frangenti specifici emerge che sono oltre 29,5 milioni gli italiani che hanno ancora le idee confuse sulle distanze da mantenere in alcuni dei più comuni contesti quotidiani.

    Analizzando le principali situazioni comuni e luoghi pubblici, quelli in cui i rispondenti sembrano avere le idee meno chiare sono la spiaggia (il 32,4% dichiara di non sapere con certezza quale sia la distanza corretta da rispettare), i negozi di parrucchieri o saloni di estetica (31,5%), i mezzi pubblici (23%) e quelli privati come auto e moto (20,6%); ma il dato che forse più di tutti preoccupa è quello relativo alla distanza corretta da osservare nei giochi fra bambini; in questo caso, oltre la metà dei rispondenti (il 50,9%) ha dichiarato di non sapere quale sia il comportamento corretto da tenere.

    Se non si conoscono le distanze da mantenere, difficilmente si possono rispettare; sono molti i rispondenti che hanno ammesso di non essere sicuri di riuscirci o, peggio, di sapere già da ora che non lo potranno fare. Ancora una volta il caso più critico è quella dei giochi fra bambini, una situazione nella quale 1 rispondente su 2 (50,2%) ha dichiarato che difficilmente riuscirà a rispettare le indicazioni di sicurezza. Ma sono molti coloro che faranno fatica ad attenersi al distanziamento sociale anche in altri contesti comuni, ad esempio, sui mezzi pubblici (32,5%) e in spiaggia (30,1%).

    I ristoratori

    L’indagine ha poi voluto affrontare il tema del distanziamento sociale e delle riaperture dal punto di vista degli esercenti della ristorazione; se, come detto, a livello nazionale solo l’1,2% ha dichiarato di non sapere o di non essere sicuro di sapere cosa sia il distanziamento sociale, guardando le risposte fornite alla stessa domanda dal campione di ristoratori coinvolto nell’indagine, la percentuale arriva addirittura al 13%.

    E se poi si entra nel dettaglio delle distanze che devono essere garantite all’interno del proprio locale, la percentuale degli esercenti che non sanno o non sono sicuri di sapere arriva al 19%; un dato preoccupante se si considera che sono proprio loro a dover applicare le regole per garantire il corretto distanziamento tra i clienti. Va detto che la rilevazione è stata fatta prima della pubblicazione del DPCM, pertanto non vi erano ancona notizie certe riguardo le distanze definitive cui attenersi.

    Molti non hanno riaperto e alcuni non lo faranno più

    Nonostante le oggettive difficoltà, gli esercenti della ristorazione stanno facendo di tutto per ripartire e hanno già messo in atto moltissime, e sovente costosissime, azioni per adeguarsi alle direttive nazionali.

    Tra le più comuni, l’86% dei rispondenti ha detto di aver dotato il proprio personale dei necessari dispositivi di protezione individuale (mascherina FFP2 e guanti monouso), l’81% ha riorganizzato gli spazi interni del locale, il 72% ha dovuto procedere a modifiche della capacità ricettiva, il 71% ha dotato il proprio ristorante di dispenser automatici per l’erogazione di gel disinfettante.

    Pochi, per ora, coloro che hanno optato per l’installazione di separatori in plexiglass (24%) e ancora meno i rispondenti che hanno previsto la misurazione della temperatura corporea dei clienti prima dell’ingresso al locale (17%). Solo il 6% degli intervistati dichiara di non aver ancora intrapreso alcuna azione.

    Nonostante tutti questi sforzi, però, la situazione rimane molto preoccupante e il 22% degli esercenti intervistati pensa di non riuscire o comunque non è certo di riuscire, nel proprio locale, a rispettare le distanze malgrado le misure adottate.

    Risultato? Nella prima settimana di riaperture solleveranno nuovamente la saracinesca solo il 58% degli intervistati; il 10% lo farà fra qualche settimana, il 25% ha rimandato la riapertura a data da stabilirsi e, ahinoi, il 7% pensa che non riaprirà mai più.

     

     

     

     

    *Metodologia: n. 505 interviste CAWI ad un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale e 100 interviste CATI ad un campione di titolari di esercizi di ristorazione (pub, ristoranti, bar, pizzerie). Indagine condotta tra il 16 e il 17 maggio 2020.

     

  • RC auto: ad aprile crollo record dei premi in Lombardia (-11,70%). Prezzi mai così bassi, ma risaliranno

    Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti lombardi dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati in Lombardia hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (8,65% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -11,70% rispetto allo stesso mese del 2019.

    In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Lombardia occorrevano, in media, 382,30 euro, vale a dire ben 50 euro in meno rispetto ad aprile 2019.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.345.600 preventivi effettuati in Lombardia attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

    «Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».

    Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.

    Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.

    L’andamento provinciale

    Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Lombardia ad aprile 2020, seppur inferiore alla media nazionale (-15,04%), è stato rilevante, con una diminuzione a doppia cifra in quasi tutte le aree della regione.

    La provincia lombarda che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Lodi dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 21,93% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 350,76 euro.

    Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Cremona, dove ad aprile 2020 la diminuzione è stata del 19,98% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 361,45 euro, quella di Pavia, dove il calo è stato del 19,21%, con un premio medio fermo a 371,10 euro e quella di Sondrio, che, con una diminuzione del 19,12% e un valore medio Rc auto pari a 308,59 euro, è risultata essere l’area lombarda dove, ad aprile 2020, assicurare un veicolo a quattro ruote costava meno (terza a livello nazionale).

    Continuando a scorrere la classifica troviamo le province di Varese (-18,73%, premio medio pari a 346,05 euro), Monza e Brianza, dove il prezzo è calato del 17,85% stabilizzandosi a 354,33 euro, e Como dove la diminuzione è stata del 17,50%, con un premio medio fermo a 369,77 euro.

    Seguono nella graduatoria la provincia di Brescia, dove il calo è stato del 17,05%, con un premio medio fermo a 347,54 euro, quella di Bergamo (-16,58%, premio medio pari a 343,14) e quella di Mantova, dove la diminuzione rilevata è del 15,34%, con un premio medio stabilizzatosi a 338,29 euro.

    Diminuzioni inferiori alla media regionale, e quindi anche a quella nazionale, per le province di Milano, dove il prezzo è calato del 7,08% stabilizzandosi a 412,65 euro, il più alto registrato nella regione, e Lecco (-5,37%, valore medio RC auto pari a 360,37 euro).

     

     

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.345.678 preventivi effettuati in Lombardia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Franco Uzzeni, stop ai rally. Il presidente di U-Power spinge l’acceleratore sulla sicurezza

    Il “leone di Soriso” rimane fermo ai box, ma prosegue la corsa che ha portato la sua azienda al ruolo di leader mondiale nel settore calzature e abbigliamento da lavoro.

    Campione nello sport e nell’imprenditoria, Franco Uzzeni guida con la stessa grinta la sua macchina da rally e la sua azienda, U-Power, praticamente da una vita. Dopo 44 anni di corse e numerosi titoli nazionali, il “leone di Soriso” ha deciso di non rinnovare la licenza sportiva, complice anche la lunga sosta ai box imposta dal Covid-19 che ha imposto uno stand-by globale ancora tutto da metabolizzare.

    Ora la sua corsa prosegue a pieni giri sulla pista della sicurezza, da sempre al centro della mission di U-Power: una sfida oggi quanto mai importante, da affrontare quotidianamente con la forza di un team che negli anni ha saputo scalare le vette del settore delle calzature antinfortunistiche.

    “Lo svantaggio non lo devi recuperare tutto in un solo giro perché il panico non è mai tuo alleato”, così la nuova campagna TV riassume efficacemente l’insegnamento che Uzzeni ha tratto dalla sua carriera rallistica per trasporlo nel suo ruolo di pilota di un gruppo che conta ben 5000 dipendenti nel mondo. È proprio a loro, oltre che alla consolidata clientela, che ha continuato, e continuerà, a dedicare il suo impegno di imprenditore per vincere, grazie a fiducia e costanza, una prova speciale inedita e tortuosa, da percorrere insieme a una squadra che opera con dedizione per migliorare la qualità della vita dei lavoratori. Del resto la tempra dello sportivo ha forgiato il carisma di un presidente che ha dimostrato più volte di sapere come gestire una crisi, ponderando il passaggio da una fase all’altra: dalla fondazione paterna del gruppo Almar al suo tramonto, dalla nascita del marchio U-Power nel 2006 all’acquisizione del gruppo Jal, fino alla costituzione di un sistema sempre più strutturato che fa perno sull’imponente produzione in Tunisia e può contare su un’efficiente rete commerciale insediata in Italia, in Francia, Spagna, Germania e Inghlterra.

    Per la ripartenza Franco Uzzeni ha già ingranato la giusta marcia sul tracciato che ha condotto U-Group all’eccellenza mondiale: lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia per creare modelli che uniscono sicurezza, comfort e cura estetica, trasformando dispositivi di protezione nati per rispettare un obbligo normativo in una piacevole esperienza di stile e benessere. Assodato il successo delle rivoluzionarie gamme Red Lion – la scarpa che restituisce fino a oltre il 55% di energia in virtù dell’esclusivo inserto Infinergy® – e Red Carpet – la scarpa antifatica, il brand è, infatti, pronto alla conquista del segmento abbigliamento da lavoro con la Linea Future, una collezione di che comprende capi pratici, comodi ed esteticamente impeccabili.

             

     

    Guarda lo spot: https://youtu.be/6nHBupKoDBs

    www.u-power.it

  • Perché avvalersi di un fotografo di matrimoni professionista?

    Alcuni dei principali rimpianti che le spose hanno dopo i loro matrimoni non riguardano le decorazioni, cibo o vestiti. Si tratta invece di ricordare la giornata, attraverso la fotografia e la videografia. Per farlo al meglio però si avrà bisogno di un fotografo di matrimoni professionista, non di un dilettante, in questo modo si potrà avere qualche centinaio di fantastiche foto da godersi negli anni a venire. In rete si trovano molti post sui social di neo spose che manifestano il proprio rimpianto per aver assunto dilettanti (e le foto che condividono sono veramente terribili). Se non sei ancora sicuro dei motivi per cui dovresti affidarti a un fotografo di matrimoni professionista (e non di un amico o uno studente), di seguito ne elenchiamo alcuni.

    Sempre preparato

    Il tuo fotografo professionista è sempre preparato. Ha già pensato ad ogni possibile difficoltà, quindi non hai nulla di cui preoccuparti. Qualsiasi guasto dell’attrezzatura, tempo avverso o problemi di viaggio: nessuno di questi sorprenderà il professionista. Viene sempre armato con attrezzatura extra, batterie, ombrelli, alcuni addirittura portano il proprio cibo e un assistente. Probabilmente avrà anche una clausola nel contratto che indica chiaramente cosa succede in caso di assenza (ad esempio, a causa di malattia) e una soluzione, nonché una politica di rimborso. Tutti questi fattori contribuiscono a tranquillizare anche le coppie più ansiose.

    Proteggere la loro reputazione

    Se un fotografo amatoriale incasina completamente le tue foto, si ammala pochi giorni prima del matrimonio o non si presenta affatto, non è un grosso problema per lui. Questo perché non ha alcuna reputazione da rovinare o da difendere. Se per te il matrimonio è il giorno più importante della tua vita, per loro è solo un giorno in cui hanno provato (e non sono riusciti?) a fare qualcosa di divertente con la loro macchina fotografica. Nessun pianto da parte della sposa potrebbe mai cambiarlo, e non c’è nulla che possa essere fatto – nessun posto dove lamentarsi o addirittura lasciare un commento.

    Un professionista come Duccio Argentini (www.duccioargentini.com) è esattamente il contrario. Il giorno del tuo matrimonio è il giorno del loro lavoro. I tuoi commenti positivi sulla loro condotta e sulle foto sono di grande aiuto per la loro attività. È molto probabile che possano ricevere future prenotazioni dai tuoi invitati. Faranno del loro meglio per te perché non vogliono mettere a rischio tutto ciò.

    Essere discreti

    I professionisti conoscono l’arte di scomparire tra gli ospiti, perché è così che scattano le foto migliori. Non appena le persone sanno che la fotocamera sta puntando nella loro direzione, iniziano a sentirsi a disagio e ad agitarsi, e questo si vede nelle foto. Ma quando sono rilassati, ridono e si muovono in modo naturale, le foto appaiono completamente diverse. Un fotografo professionista sa come raggiungere questo obiettivo essendo discreto e indossando l’abbigliamento giusto. Una volta mi è capitato una volta ad un matrimonio: il sacerdote chiese al fotografo dilettante, nel mezzo della cerimonia, di dare un po ‘di spazio alla coppia. Era enormemente imbarazzante ed è stato l’unico neo in una cerimonia altrimenti perfetta.

    Conoscere il luogo

    È probabile che il fotografo professionista abbia già lavorato nel luogo che hai scelto di sposarti, o almeno ci sia già stato. In caso contrario, puoi chiedere se visiterà prima del giorno del matrimonio o se arriverà presto per cercare buone location. E soprattutto se desideri scattare foto particolari (come ritratti in giardino), non dovrai preoccuparti delle posizioni migliori, perché il tuo fotografo le conosce già.

    Foto di gruppo efficienti

    Se organizzate male, quelle foto di famiglia, di festa nuziale e di gruppo sono una vera fonte di disagi perchè ritarderà di molto il ricevimento. Un professionista lo ha già fatto molte volte in precedenza, e tutto ciò di cui ha bisogno è l’aiuto di una delle tue damigelle o testimoni per individuare le persone che dovranno essere fotografate. Non rimarrai delusa, non mancherà di scattare una foto della tua amata nonna insieme a te. Invece con un fotografo dilettante tutto ciò divverà molto confusionario. Avrai bisogno di un fotografo di matrimoni professionista per evitare il caos che potrebbe accadere durante il ricevimento.

    L’arte della fotografia

    Sai cosa rende bella una foto? È la combinazione perfetta di tecnica e arte, composizione e luce – qualcosa che solo un artista può vedere, catturare e rappresentare. È un’abilità che richiede molto tempo per essere affinata, e nessun dilettante ha quell’esperienza pregressa.

    L’abilità artistica di un fotografo professionista (e la sua conoscenza del montaggio) è ciò che mantiene lo sfondo libero da oggetti o elementi di disturbo, come porte di sicurezza e zii ubriachi. È ciò che dà quel bagliore, perché il fotografo sa esattamente dove stare e se usare il flash o meno. È ciò che rende le foto libere da un braccio che entra nella scena per caso o teste calve in primo piano.

    Dai un’occhiata ai matrimoni scattati da Duccio Argentini Wedding Photographer in Florence. Non importa quale scegli, non troverai una singola foto che sia venuta male. E se ti sei mai chiesto perché sono così belle, è perché sono state scattate da un fotografo professionista che è anche un vero artista. Sicuramente NON un dilettante.

    Il prodotto finale

    Un fotografo professionista ti offrirà una scelta per le tue foto. Potrà trattarsi di cornici, un album fotografico o un collage per i genitori. Potrai essere completamente sicuro che tutto sarà della massima qualità e prodotto da rinomati artigiani. Un professionista non inserirà i frutti del proprio lavoro in strutture di bassa qualità che sembrano provenire da un emporio dell’usato. E ricevi un CD con le migliori immagini, saranno già perfettamente editate e pronte per la condivisione e la stampa.

    Cosa può offrirti un dilettante? Potresti anche avere un CD, ma non si sa cosa ci sarà dentro. Potrebbe essere che dovrai eseguire tutto il lavoro di editing da solo. E (storia vera) una sposa ebbe la terribile esperienza di ricevere solo 15 immagini dell’intera giornata, ed erano al massimo di qualità mediocre. Erano foto talmente inguardabili che non valeva la pena di mostrarle.

    Non sei ancora convinto?

    Ribaltiamo la domanda e chiediamoci erché dovresti assumere un amico che ha una buona macchina fotografica? Il motivo principale è molto semplice: perché il tuo matrimonio è troppo importante e speciale per rischiare di avere delle foto di bassa qualità. Indipendentemente da ciò che la vita avrà in serbo per te, non avrai mai più l’occasione di tornare indietro, quindi quei ricordi andranno persi. “Ma il mio amico scatta foto davvero belle!”, Potresti dire. “Ne ho viste centinaia!” Ok, ma sono foto di eventi e matrimoni? Queste foto le hanno scattate con un telefono? Le hai viste solo su Instagram, dopo pesanti modifiche e filtri?

    Qualcuno che fotografa automobili, paesaggi o scene di strada avrà difficoltà durante un matrimonio, in particolare quando si ha un equipaggiamento poco numeroso e nessun piano per il backup. Non assumere il tuo amico – o qualsiasi altra persona – se non ha mai fatto un matrimonio. Le possibilità di essere profondamente delusi sono troppo alte. Per il tuo giorno speciale, hai bisogno di un fotografo di matrimoni professionista.

  • Storia del clima sulla Terra

    Stasera, giovedì 21 maggio 2020, alle ore 21:00, in diretta su Youtube e Facebook, Aldo Piombino terrà una relazione sul clima.

    Nello specifico il geologo spiegherà di quanto ha influito il tenore di gas serra, dal paradosso del sole debole del Precambriano agli stretti rapporti temporali fra tenore di CO2 atmosferico, temperature ed estinzioni di massa.

    Ad ospitare la relazione online di Aldo Piombino sarà il canale Cafféscienza, spazio in cui il geologo ci dirà cosa è successo nel passato al variare del tenore di CO2 perché — come dice lo stesso Piombino — «il passato serve anche per capire il presente»