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  • Emergenza sanitaria: per Luigi Lusuriello dobbiamo cogliere l’opportunità e spingere sull’innovazione

    Per uscire vincenti dalla crisi servirà cooperazione e innovazione, senza mai dimenticare che il know-how umano rimane al centro del processo di digitalizzazione. Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, ha parlato delle prospettive future in un recente webinar.

    Luigi Lusuriello

    Luigi Lusuriello: investire sul digital

    “In questo periodo il digitale ha avuto un ruolo fondamentale sia per le nostre persone, perché ha contribuito a tenere i team compatti, focalizzati sui valori e i target della società, sia per l’operatività perché ha permesso ai nostri manager e ai nostri tecnici di gestire molti processi a distanza grazie a un’importante digitalizzazione delle attività che stiamo portando avanti da tempo”: queste le parole di Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni. Durante il webinar organizzato da Nedcommunity e Russel Reynolds Associates, il dirigente di Eni ha riflettuto insieme ad altri importanti esponenti del mondo digital, finanziario e del lusso, sullo scenario che ci si prospetta davanti in seguito ai mesi rivoluzionari dell’emergenza sanitaria. Il Coronavirus ha costretto a cambiamenti rapidi, che probabilmente si sarebbero verificati solo in un tempo molto più dilatato. La necessità di gestire da remoto il lavoro, le risorse e i processi, si è rivelata una opportunità da cogliere: oggi più che mai, ha sottolineato Luigi Lusuriello, “bisogna investire nelle persone, sui processi di change management interni, per uscire da questa crisi più forti e più resilienti”.

    Luigi Lusuriello: l’importanza della parola “solidarietà”

    Lo smart working durante la pandemia è stato fondamentale. L’Italia e il mondo hanno spinto sull’acceleratore dell’innovazione, portando professionisti, cittadini e imprese a favorire la rivoluzione digitale già in atto. Eni e Luigi Lusuriello da tempo si concentrano su questa trasformazione, tenendo sempre ben a mente che la tecnologia non serve se non è sostenuta da solide capacità e know-how umano. “La parola che mi suggerisce questo periodo è solidarietà”, ha spiegato il manager. “Essa porta alla consapevolezza di poter uscire dall’emergenza solo operando insieme come una squadra compatta”. Luigi Lusuriello ha aggiunto una riflessione su come uscire dalla crisi basandosi proprio su innovazione e cooperazione, grazie a interventi sinergici. Il manager ha incitato ad unirsi per accelerare i processi di digitalizzazione e per uscire vincenti e più resilienti dalla crisi: nessuno riuscirà a salvarsi da solo, per questo alle innovazioni tecnologiche va affiancato un grande lavoro di squadra.

  • Bitfoliex: una piattaforma di crittografia ideale per il 2020

    Stiamo entrando in una nuova era guidata dalla visione di un’economia digitale decentralizzata. L’adozione della tecnologia blockchain sta avvenendo ad un ritmo rapido, nonostante il mondo convenzionale non abbia ancora adottato pienamente questa tecnologia. Oggi, la maturità dello spazio blockchain è andata oltre la fase di introduzione. I decisori e gli investitori guardano alla tecnologia blockchain con l’intenzione di rivoluzionare l’economia globale. Oggi sono in circolazione più di 5487 critto-valute, con una capitalizzazione di mercato combinata di 265 miliardi di dollari. Le istituzioni leader in tutto il mondo sono desiderose di fare affari in questo spazio in rapida crescita, e un numero crescente di piattaforme di monete criptate sono emerse per soddisfare le esigenze infrastrutturali delle nuove aziende blockchain.

     

    Integrazione di funzioni multiuso in un unico portafoglio

    Abbiamo visto tante soluzioni promettenti che non soddisfano le esigenze di base di questo complesso mercato. Con l’introduzione di numerose valute, piattaforme, borse e altre tecnologie frammentate, è un processo vertiginoso per le nuove aziende affrontare tutte le attuali preoccupazioni del mercato della crittografia. La soluzione Bitfoliex è una piattaforma che affronta le importanti sfide che esistono in questo mercato, tra cui la sicurezza e l’intuizione. La piattaforma Bitfoliex porta l’esperienza del portafoglio crittografico ad un livello completamente nuovo che integra le critto-valute di prima classe in un unico, completo portafoglio, il portafoglio Bitfoliex, eliminando l’attuale necessità di portafogli multipli e scambi.

    Mariela Tánchez, direttore marketing della piattaforma Bitfoliex, afferma “La nostra azienda è stata creata con la visione di fondere e aggiungere tutte le valute e gli scambi in una piattaforma semplice e intuitiva. La nostra tabella di marcia è quella di affrontare tutte le principali sfide che gli appassionati di crittografia devono affrontare nel mondo”.

    Il Portafoglio Bitfoliex è una piattaforma completa che supporta tutti i principali sistemi di crittografia presenti oggi sul mercato: Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), Bitcoin Cash (BCH), Stellar (XLM) e Traxalt Tokens (TXT). Con funzioni multiuso sulla piattaforma, Bitfoliex è l’infrastruttura che funge da ponte tra l’industria della crittografia e gli utenti non crittografici. Bitfoliex dispone anche di un processo di verifica dell’identificazione senza soluzione di continuità che viene presentato per soddisfare le mutevoli normative in tutto il settore di blockchain.

     

    Caratteristiche della piattaforma Bitfoliex:

     

    • Esperienza gratuita di apertura di un conto e caricamento di critto-attivi senza alcun limite minimo
    • Accesso a un’ampia varietà di crittoattivi.
    • Transazioni ad alta velocità.
    • Funzioni di portafoglio intelligente con la massima sicurezza del portafoglio multisig
    • Avvisi su questioni rilevanti per coinvolgere gli utenti
    • Interfaccia semplice e intuitiva, dashboard avanzato
    • Un servizio clienti attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7
    • Oltre 2 milioni di account utente.
  • Mercoledì 3 giugno al via l’Academy sino-italiana sulla manifattura avanzata

    Sono attualmente più di 850 gli accordi di collaborazione tra Università italiane e cinesi, di cui 300 siglati con i primi 40 atenei del Dragone. Frutto di un lavoro di cooperazione scientifica e tecnologica avviato nel 1998, negli ultimi anni le relazioni tra Italia e Cina hanno visto consolidarsi partnership e opportunità crescenti lungo un percorso per molti versi coronato con la firma, nel marzo dello scorso anno a Roma, del memorandum d’intesa sulla Nuova Via della Seta. Tra gli obiettivi, il memorandum mira infatti a favorire la cooperazione scientifica e tecnologica tra startup italiane e cinesi.

    «Attenzione e reciprocità sono il sale della cooperazione tra l’Italia e la Cina, una relazione che ha dato i migliori frutti proprio sul terreno della scienza, dell’innovazione e degli scambi tecnologici e continua a crescere in modo significativo. Il CI – LAM è una grande opportunità per le nostre università e i nostri giovani ingegneri, ma anche per le imprese e i centri di ricerca, per favorire un sempre maggiore confronto tra Spin off accademici, Start up e PMI innovative dei due Paesi. Incontrarsi, conoscere i rispettivi Paesi, lavorare insieme creando laboratori congiunti ed internazionalizzarsi: è così che si creano le premesse per l’applicazione delle convergenze sul terreno operativo, idea cardine sia della strategia cinese del “ Made in China 2025” e “ Internet +” che del piano italiano “industria 4.0, oggi Transizione 4.0”. Interazioni utili ancora di più oggi, vista la crisi economica che tutti dobbiamo affrontare, e di fronte alla quale mi impegno, anche come ministero, ad essere parte attiva nello sviluppo e nel rafforzamento del programma e delle sue articolazioni» evidenzia il ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi.

    Proprio in questa prospettiva di collaborazione, nel 2017 – sotto l’egida del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero cinese della Scienza e della Tecnologia – è nato il CI-LAM, Laboratorio sino-italiano per la Manifattura Avanzata, una piattaforma bilaterale di cooperazione che ha lo scopo di riunire le risorse di università, centri di ricerca e mondo industriale di entrambi i paesi per svolgere attività di ricerca e sviluppo congiunte sulle tecnologie e le piattaforme digitali dedicate al mondo manifatturiero. Il piano di azione del CI-LAM prevede programmi di formazione, scambio e mobilità rivolti a studenti e ricercatori e un supporto alle attività di innovazione e trasferimento tecnologico – con un particolare accento al ruolo delle start-up e delle piccole medie-imprese – al fine di favorire il loro percorso di trasformazione digitale e il processo di internazionalizzazione.

    In questa cornice si inserisce anche l’Academy e in particolare la Summer School che, dopo il suo avvio a Napoli nel 2019, conta quest’anno una nuova edizione erogata in modalità telematica.

    Mercoledì 3 giugno si è svolta la cerimonia di apertura dell’Academy CI-LAM China Italy Laboratory on Advanced Manufacturing. Partner di questa realtà, confermati anche quest’anno, sono la Tsinghua University di Pechino, l’Università degli Studi di Bergamo, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, China Science and Technology Automation Alliance (CSAA) e Campania NewSteel.

    L’asse Cina-Italia assume quest’anno un valore ancora più forte nell’ottica della cooperazione internazionale. L’edizione 2020 della Summer School avrebbe dovuto aver luogo negli spazi dell’ateneo cinese ma, a causa dei limiti di viaggio e di distanza imposti dall’emergenza sanitaria globale, il programma originale di attività è stato “virtualizzato” e ampliato sia in termini di numeri che di categorie di beneficiari. L’obiettivo principale è stato quello di traghettare la piattaforma di cooperazione CI-LAM verso nuovi e più ambiziosi obiettivi previsti nell’accordo firmato nel 2017 tra le parti.

    In questa nuova versione del programma formativo, in particolare, sono state organizzate due serie di webinar e attività di match-making aventi finalità complementari. Per professionisti, manager e ricercatori sono stati previsti webinar sull’innovazione che mirano a promuovere un efficace scambio tra gli ecosistemi di innovazione dei due paesi sulla produzione avanzata, mentre la Summer School sarà rivolta a studenti, laureati e dottorandi con l’obiettivo di fornire lo stato dell’arte e le direzioni di ricerca future sulle tecnologie chiave nel mondo manifatturiero.

    Alla cerimonia di apertura dei lavori hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi, Remo Morzenti Pellegrini rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Arturo De Vivo rettore dell’Università Federico II di Napoli e Yang Bin, prorettore della Tsinghua University.

    La CI-LAM Academy è una grande opportunità non solo per la nostra Università ma per tutto il sistema dell’innovazione del nostro territorio. Come ribadisce il rettore Remo Morzenti Pellegrini, si tratta per l’Università di un grande passo verso l’internazionalizzazione e il raggiungimento di una maggiore qualità della ricerca universitaria.

    «Negli ultimi anni – sottolinea Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli studi di Bergamo -abbiamo portato avanti una forte azione di internazionalizzazione e cooperazione su tutti i fronti, dalla ricerca scientifica alla formazione e al trasferimento tecnologico. Con la CI-LAM Academy trova pieno compimento di fatto il triplice ruolo che una moderna università si pone come missione privilegiata verso la società, vale a dire l’orientamento, la formazione e l’avviamento al mondo professionale di giovani talenti, lo sviluppo della ricerca scientifica fondamentale e applicata e il trasferimento e condivisione del sapere con gli altri attori del tessuto economico e sociale nel quale opera. E in un momento storico come questo in cui purtroppo esistono territori, come quello bergamasco, fortemente provati e lacerati dagli effetti dell’epidemia, una iniziativa come quella del CI-LAM ridà fiato, speranza e ottimismo per un futuro di crescita e rinascita del nostro Paese».

    «La Federico II è tra i partner fondatori del CI-LAM Joint Lab on Advanced Manufacturing insieme con la China Science and Technology Automation Alliance e con l’Università di Bergamo, grazie alla scelta lungimirante dell’allora rettore Gaetano Manfredi. Oggi soprattutto, in un momento difficile di crisi, è necessario promuovere le azioni della ricerca e dell’innovazione tecnologica in una prospettiva di cooperazione nazionale e internazionale, che dia forza al ruolo strategico dell’Ateneo impegnato sui temi della Manifattura Avanzata e del trasferimento tecnologico, anche in collaborazione con il mondo delle aziende» aggiunge Arturo De Vivo, Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II.

     

    Il Ci-LAM è un laboratorio di ricerca e di formazione congiunto italo-cinese incentrato sui temi della Fabbrica intelligente nato dalla partnership tra la China Science and Technology Automation Alliance (CSAA), una delle organizzazioni più attive in Cina nell’area della Manifattura Intelligente, il Dipartimento di Ingegneria Elettrica della Tsinghua University di Pechino, considerato uno dei migliori atenei al mondo nell’area dell’ingegneria e del computer science, il Dipartimento di Ingegneria e scienze applicate e il Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione dell’Università degli Studi di Bergamo, il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione – DIETI dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Campania NewSteel.

    La mission del Ci-Lam è di promuovere e migliorare i risultati di uno sviluppo congiunto di ricerca all’avanguardia, incluso il trasferimento e la valorizzazione delle tecnologie sviluppate nei laboratori universitari e nei centri di ricerca coinvolti all’interno del Joint Lab. La visione di lungo termine del CI-LAM è quella di divenire il ponte di collaborazione più efficace tra Cina e Italia nell’area dei sistemi di produzioni avanzati (smart manufacturing systems) e di essere un benchmarking di successo in altre aree del mondo.

  • Tavolo Detroit e sedia Oklahoma di Moia – Your Home Outdoor. Il dining set moderno per un outdoor dinamico ed elegante.

    I tavoli da giardino dell’azienda novarese protagonisti di pranzi e cene estivi all’insegna del comfort e dello stile.

    Il design moderno e minimalista rende il Tavolo Detroit il complemento d’arredo immancabile per chi vuole creare un angolo dedicato alla convivialità che sia semplice e raffinato allo stesso tempo.

    Il tavolo allungabile è sorretto da una struttura in alluminio dalle linee semplici e regolari, disponibile nei colori bianco o grigio antracite, con un robusto piano a doghe dagli angoli arrotondati. Grazie all’utilizzo dell’alluminio e della viteria in acciaio inossidabile il Tavolo Detroit combina leggerezza, solidità e resistenza agli agenti atmosferici.

    Moia – Your Home Outdoor completa il dining set con la Sedia Oklahoma, coordinata nel materiale e nel colore. Il suo particolare schienale in corda sintetica grigia imbottita crea un perfetto equilibrio tra comfort e design, donando all’ambiente un tocco originale e contemporaneo. Maneggevoli e versatili, le sedie Oklahoma possono essere impilate e riposte ottimizzando gli spazi.

    La combinazione di materiali differenti conferisce alla composizione dinamicità e appeal, caratteristiche ideali per un ambiente esterno dallo stile unico.

     

    www.moiaspa.com

  • ULTRA by U-Power. La nuova scarpa antinfortunistica ultratraspirante

    L’azienda, punto di riferimento nella produzione di calzature e abbigliamento da lavoro, propone un nuovo modello all’interno della gamma top RedLion ideale per i climi più caldi, protagonista della nuova campagna media.

    In vista dell’arrivo della stagione estiva, U-Power ha studiato un nuovo DPI pensato per garantire la massima sicurezza ai piedi dei lavoratori e, al tempo stesso, per offrire una calzatura che unisca comfort, comodità e cura estetica anche durante i periodi più caldi.

    Il modello RedLion – Ultra è, infatti, la scarpa ultratraspirante: dotata di tomaia con rete a maglia larga, si configura come la soluzione ideale per contrastare il disagio conseguente alle elevate temperature. Nata all’interno della fortunata gamma di calzature che, grazie all’esclusiva tecnologia Infinergy® , restituiscono fino a oltre il 55% di energia ad ogni passo, ULTRA si prepara ad affermarsi come la scelta perfetta per evitare l’odiosa sensazione di piedi bollenti e sudati, pur mantenendo tutti i benefici dell’esclusivo inserto progettato in collaborazione con BASF.

    Ultima nata e già pronta ad emergere a fianco dei modelli iconici come Point e Yellow, la scarpa ULTRA, concentrato di tecnologie e accorgimenti in grado di fare la differenza, è un’eccellente portabandiera del catalogo per la stagione in corso. Come tutti gli articoli della gamma RedLion®, sono dotate di puntale AirToe® in alluminio, di sistema antiperforazione Save & Flex PLUS, suola con innovativo sistema Infinergy® e intersuola in PU espanso. Bassa e super leggera, in virtù della tomaia in rete ultra traspirante con inserti in morbida pelle scamosciata, assicura il prolungato benessere del piede anche in estate. Il tacco polifunzionale e il battistrada in PU compatto offrono aderenza e stabilità della postura. Il rispetto degli standard di sicurezza  S1P SRC ESD, infine, la rendono  adatta all’uso in ambienti secchi, trasporti e logistica, laboratori artigianali e settore terziario e dei servizi.

    Guarda lo spot

    www.u-power.it

  • Alessandro Giordani: astrazione pittorica e riflessione esistenziale

    “Alessandro Giordani: astrazione e suggestione visionaria” è il titolo, che designa la mostra online presente nella piattaforma web curata dalla dottoressa Elena Gollini, che vede protagonista il pittore Alessandro Giordani con un circuito di 20 opere particolarmente rappresentativo, per scandire e tracciare il suo impegno artistico portato avanti con slancio dinamico. La dottoressa Elena Gollini, che si occupa di curare e promuovere l’immagine mediatica e la visibilità di Giordani ha commentato: “La formula astratta di Alessandro nelle sue esclusive componenti conformanti e performanti viene evidenziata attraverso questa esposizione in rete e si pone come una vetrina molto coinvolgente per il fruitore. Alla perizia strumentale subito riscontrabile, si associa e si accosta l’essenza sostanziale profonda, che integra e completa l’orchestrazione e si traduce in una narrazione di impronta esistenziale. In ogni quadro, si connette e si congiunge la riflessione e il pensiero intimo di Alessandro, che non dissocia e non distacca mai la sfera emotiva ed emozionale dall’ispirazione creativa. Alessandro si guarda dentro e parla in primis con se stesso e a se stesso, per poi esternare e manifestare tramite i quadri quanto il proprio ego intimo gli suggerisce. Per Alessandro fare arte è come scrivere pagine di un diario autobiografico, dove al posto della penna e dei fogli ci sono tele e pennelli e colori. In ogni opera presente in mostra è dunque racchiusa e custodita una piccola-grande verità interiore di Alessandro. Le sue riflessioni creative accomunano le scelte esistenziali e viceversa, con uno scambio e un interscambio di armonica sintonia. Arte e vita diventano due macrocosmi unificati in modo inscindibile, entrambi indispensabili e non divisibili e non separabili. L’arte da sempre come linguaggio universale apre e spalanca orizzonti conoscitivi e cognitivi sorprendenti. Alessandro si affida totalmente a questo potere sovrano dell’arte e lascia librare e volteggiare il suo pensiero negli anfratti e nei meandri più nascosti e celati, trovando e recuperando sensazioni e percezioni inattese e inaspettate, che colmano e compensano qualunque carenza e lacuna esterna. Ecco dunque, perché l’essere uomo non può disgiungersi dall’essere artista e viceversa, alimentando una commistione sinergica con quanto lo circonda e con l’intero Creato”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/astrazione-e-suggestione-visionaria-giordani/

  • UNA VISIONE GLOBALE PER L’AZIONE LOCALE: LE PROPOSTE DI REED EXHIBITIONS PER LA RIPRESA DEL SETTORE FIERISTICO

    Nuovi modelli di business, innovazione dei servizi, nuovi sbocchi internazionali e integrazione con la smartness life: in occasione del Global Exhibitions Day 2020 #Exhibitions are Key to Rebuild Economies, Reed Exhibitions chiama a raccolta le sedi globali per un confronto concreto sul settore fieristico italiano.

    Milano, 3 giugno 2020 – Il 3 giugno 2020 ricorre l’appuntamento con il Global Exhibitions day, #Exhibitions are Key to Rebuild Economies, la giornata celebrativa del mondo fieristico, che in Italia rappresenta un’importante settore industriale, capace di generare affari per 60 miliardi di euro e contribuire al 50% delle esportazioni delle imprese che vi partecipano.

    Un settore pesantemente segnato dall’emergenza da Coronavirus i cui attori stanno pianificando strategie mirate a una ripresa attenta alle esigenze della salute di espositori e visitatori che permettano lo svolgimento delle manifestazioni in piena sicurezza.

    Secondo i dati UFI 2018 il comparto a livello mondiale è un vero motore di sviluppo: sono 116 i miliardi di euro di spesa di espositori e visitatori e 1,3 milioni le persone occupate nel settore che salgono a 3,2 milioni considerando l’indotto come trasporti, ricettività, ristorazione. Ogni anno, in tutto il mondo, i 32.000 eventi fieristici coinvolgono oltre 303 milioni di visitatori e 4.500.000 imprese espositrici. Uno scenario in cui l’Italia è protagonista, al secondo posto in Europa e quarta a livello mondiale: con 200.000 espositori e più di 20.000 operatori a livello globale, circa 1.000 manifestazioni a calendario nel 2019, di cui 200 internazionali, il settore ha un peso rilevante nell’economia italiana.

    In tale prospettiva, Reed Exhibitions ha promosso un confronto che ha coinvolto tutte le principali divisioni mondiali, volto a evidenziare la portata dell’impatto che la crisi sta avendo e continuerà ad avere nei prossimi mesi sull’attività delle fiere, sia a indicare alcune strade, che già molti paesi hanno intrapreso, per adeguare le proprie strategie ai cambiamenti strutturali in atto e riprendere ad organizzare al meglio le fiere di business nella New Normal attuale e futura.

    Un confronto che ha portato a mettere in atto una serie di  iniziative per la ripresa, a partire da una survey globale per ascoltare il sentiment dei molteplici settori industriali al centro delle manifestazioni, capirne le esigenze e fin da subito predisporre le attività più idonee a loro supporto, ad una ricca attività formativa online e nuove occasioni di visibilità digitale per le aziende espositrici ma anche definire gli interventi da prendere a modello che le istituzioni centrali e locali dovrebbero porre in essere per rimuovere le principali criticità del sistema fieristico nazionale, e per evitare un ulteriore indebolimento del settore.

    Forti del network internazionale composto da 30 uffici nei 5 continenti – sottolinea Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia – abbiamo tutti gli strumenti per confrontarci con le sedi internazionali e le aziende partner, e individuare esempi efficaci di innovazione nel settore. Abbiamo coinvolto tutta la nostra rete proprio con l’obiettivo di analizzare gli effetti della globalizzazione in un contesto di pandemia e individuare nuove soluzioni e tecnologie per far fronte alla crisi”

    Reed Exhibitions Italia, che nel nostro Paese organizza MCE – Mostra Convegno Expocomfort, la fiera biennale leader mondiale sul comfort abitativo, assieme a BIE – Biomass Innovation Expo, That’s Mobility, l’evento annuale sulla smart mobility, e Viscom, la più importante fiera in Europa dedicata al mercato della comunicazione visiva, è parte del Gruppo Reed Exhibitions, l’organizzatore leader mondiale di eventi, con oltre 500 manifestazioni in 30 Paesi.

    Non solo accogliamo il cambiamento bensì lo ricerchiamo, sfidando lo status quo ogni volta che possiamo – conclude Massimiliano Pierini –. Fa parte del nostro credo aziendale essere pronti a mosse e decisioni coraggiose, sempre alla ricerca di nuove idee. Sono certo che saremo in grado di organizzare le nostre manifestazioni, anche con il supporto di una nuova veste digitale che abbiamo imparato velocemente ad utilizzare in questo periodo, ma sempre come luoghi unici di incontro fisico e di relazioni di business e contribuire così al rilancio dell’economia del nostro Paese.

    Reed Exhibitions
    Reed Exhibitions è il leader mondiale nell’organizzazione di fiere e congressi che gestisce oltre 500 eventi in 30 Paesi che hanno registrato più di 7 milioni di partecipanti nel 2019. Reed Exhibitions conta 30 sedi in tutto il mondo a disposizione di 43 settori industriali. Reed Exhibitions fa parte di RELX Group plc, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi per clienti professionali in numerosi comparti di business.
    Ufficio Stampa: Flaminia Parrini, Reed Exhibitions Italia, tel.+39 02/43517038, [email protected]

     

  • “SOMMELIER AT HOME” IL VIAGGIO ENOICO DI ASPI NELLE REGIONI DEL VINO ITALIANO FA TAPPA IN CAMPANIA

    #SOMMELIERATHOME, LA RASSEGNA DI ASPI – ASSOCIAZIONE SOMMELLERIE PROFESSIONALE ITALIANA PER SCOPRIRE LE MIGLIORI PRODUZIONI ITALIANE, REGIONE PER REGIONE, APRE LE ISCRIZIONI PER IL PERCORSO ALLA SCOPERTA DEI TESORI ENOICI CAMPANI CON IL SOMMELIER ANGELO DI COSTANZO.

     

    Prosegue il calendario di appuntamenti #SommelierAtHome di ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana: una rassegna di incontri rivolti ad appassionati e professionisti, rigorosamente online, alla scoperta delle regioni del vino italiano.

    Ad ogni incontro, ospitato dalla piattaforma Zoom, un sommelier ASPI introdurrà i partecipanti alla storia e alle produzioni della regione, e li guiderà nella degustazione di un vino, rappresentativo delle tipicità del vitigno o territorio oggetto della lezione, che ASPI invierà direttamente a casa dei partecipanti. A chiudere l’incontro, l’intervento in diretta del produttore, che svelerà ogni segreto del vino e della sua terra.

    Dopo la partenza in Piemonte, il viaggio enoico di ASPI fa ora tappa in Campania, tra i territori e i vitigni più iconici della regione. A guidare i partecipanti, Angelo Di Costanzo, già Sommelier dell’Anno per la Guida L’Espresso 2014, oggi nel Food&Beverage Management e Wine Specialist di San Gregorio Ristorazione.

    Si comincia martedì 16 giugno, alle 20.30, con I Campi Flegrei, dove nascono i vini del vulcano: alla scoperta di una delle aree viticole più suggestive della provincia di Napoli, dove nascono vini particolarmente autentici, prodotti su sabbie vulcaniche e da vigne a piede franco, in un contesto dal grande valore storico e culturale.

    Alla stessa ora, martedì 23 giugno si prosegue con Falerno del Massico, da duemila anni di storia sulla bocca di tutti. Protagonista il grande vino della provincia di Caserta, annoverato come il primo vino doc della storia. Sarà l’occasione per viaggiare in un territorio unico e particolare, dalle mille anime.

    La tappa in Campania si conclude martedì 30 giugno, sempre alle 20.30, con Il Greco di Tufo, il grande bianco dell’Irpinia: il vino al centro di questo incontro conserva le caratteristiche del territorio straordinario in cui nasce, nel cuore dell’Irpinia. Prodotto solo in otto comuni del circondario di Tufo, da cui la docg prende il nome, è moderno, già proiettato nel futuro.

    E, dopo Piemonte e Campania, il viaggio di #SommelierAtHome di ASPI proseguirà con la terza tappa: si torna nel Nord Italia, alla scoperta della regione Lombardia, in compagnia di Manuele Pirovano, maitre-sommelier del ristorante D’O* di Davide Oldani (MI).

    ***

    Per partecipare alle lezioni è necessaria la prenotazione. La quota di iscrizione ad ogni tappa di #SommelierAtHome comprende 3 videolezioni ospitate sulla piattaforma Zoom e la spedizione a casa dei 3 vini che saranno degustati durante gli incontri online (un vino a lezione).

    Per informazioni e iscrizioni: [email protected]

    ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

  • Termite Formosa: dall’Asia un nemico del legno devastante

    Una specie invasiva ed estremamente distruttiva per la vegetazione e gli ambienti in cui vive l’uomo. Dopo il nuovo coronavirus in grado di generare una pandemia a livello globale, dal continente asiatico un curioso parassita sta minacciando il legno di milioni di case nel mondo: la Termite Formosa, un piccolo parassita resistente a qualsiasi trattamento antitarlo tradizionale.

    Originario di Formosa (Taiwan), esso è presente in vaste aree del pianeta come Giappone, Sud Africa, Sri Lanka, Hawaii e Sud degli Stati Uniti, ed è capace di nidificare sia sottoterra che fuori sfruttando la presenza di legno umido. Una singola colonia, composta da milioni di individui, è in grado di mangiare fino a 400 grammi di legno al giorno; ma sono diversi i materiali preferiti, tra cui carta e cartone, gesso, lamiere sottili e alberi (soprattutto querce). Non a caso, le termiti formosa, chiamate anche super-termiti, invadono le aree boschive vicino alle zone urbane infestate.

    Oltre alla loro capacità divoratrice, un’altra particolarità di questi minuscoli insetti è quella di percepire la presenza di pesticidi e sostanze per loro dannose grazie alle loro antenne. Essi, infatti, sono in grado di produrre naftalene chimico, una sostanza contenuta nei pesticidi, che consente di scoraggiare l’attacco dei loro nemici.

    Una peculiarità, quest’ultima, davvero impressionante, che ci fa ben comprendere come un semplice intervento di disinfestazione basato sull’impiego di sostanze chimiche non sortisce in alcun modo gli effetti sperati. Risultati che è invece in grado di assicurare un trattamento ecologico tarli a microonde, il cui grande vantaggio è quello di non danneggiare l’ambiente.

  • Dopo il Lockdown, la ristorazione lombarda riparte “INGRUPPO”. Torna in versione “Reload” l’iniziativa che celebra l’alta cucina e fa riscoprire il piacere della condivisione a tavola

    Appuntamento dal 15 giugno al 7 agosto 2020 con la ristorazione gourmet di 19 ristoranti lombardi, di cui 9 stellati. Un’iniziativa che durerà 54 giorni e che da Bergamo, tra le province più colpite dall’emergenza Covid-19, testimonia l’incredibile voglia di rinascita della popolazione e la volontà di portare a termine un progetto che da 8 anni a questa parte valorizza il territorio, a partire dalla riscoperta dei suoi sapori unici.

    Non c’è nulla che nella tradizione italiana possa esprimere meglio il momento di una gioia ritrovata, del condividere la stessa tavola. Un atto abituale e familiare che negli ultimi mesi ha perso queste sue connotazioni, ma che oggi assume un sapore ancora più speciale, specie nella regione più colpita dall’emergenza Covid-19. Per questo, la Fase 2 della grande ristorazione lombarda si fa “INGRUPPO”. Dopo cinquantaquattro giorni di chiusura forzata, 19 tra i ristoranti più rinomati delle province di Bergamo, Milano e Monza – Brianza, tra cui 7 stellati e 2 tristellati Michelin, sono pronti a riaprire le loro porte dando appuntamento, dal 15 giugno al 7 agosto, con “INGRUPPO Reload”: la nuova edizione della celebre iniziativa nata per avvicinare anche la clientela meno tradizionale alla ristorazione gourmet. Un format che, in versione “reload”, durerà ben 54 giorni, tanti quanti quelli che sono stati di chiusura. Un segnale forte, espressione della tenacia che da sempre contraddistingue la popolazione bergamasca e della voglia – fortissima – dei ristoratori di portare a compimento un progetto che da ben 8 anni segna il passo della nuova ristorazione.

    Riunirsi intorno a una stessa tavola per gustare ricette tradizionali o scoprire nuovi sapori diventa ora un momento di vera felicità. Un’occasione unica, a lungo attesa, che da Bergamo, provincia in cui l’iniziativa è nata e in cui risiedono la maggior parte dei ristoranti aderenti, celebra la fine di un periodo difficilissimo e si fa portavoce di una ripartenza a lungo attesa, fatta della riscoperta di valori essenziali e di momenti autentici, come il condividere un pranzo o una cena, finalmente… insieme!

    I clienti potranno scegliere tra le proposte di ristoranti d’eccellenza, come: Da Vittorio e il Mudec di Enrico Bartolini, fiori all’occhiello di INGRUPPO che può vantare ben 2 dei 3 chef tristellati della Lombardia (11 in Italia); Sadler, Casual, Frosio, Il Saraceno, Loro e Osteria della Brughiera, tutti con una stella Michelin; Impronte, new entry di INGRUPPO, che con il giovane chef Cristian Fagone, classe 1988, ha conquistato quest’anno la sua prima stella. E ancora, aderiscono all’iniziativa anche Collina, La Caprese, Lio Pellegrini, Al Vigneto, Antica Osteria dei Camelì, Posta, Roof Garden Restaurant, Tenuta Casa Virginia, Pomiroeu e Cucina Cereda. In totale, 16 ristoranti della provincia di Bergamo, che, secondo la 65°guida Michelin presentata lo scorso novembre, conferma la sua posizione dell’olimpo della ristorazione italiana.

    Ognuno di loro, come dal tradizionale format di INGRUPPO, presenterà proposte di alta qualità nella scelta della materia prima, nella creatività e nella realizzazione del piatto, a un prezzo accessibile. Sarà infatti possibile degustare, tutti i giorni, sia a pranzo che a cena, un menu di 4 portate (con acqua, caffè e vino, in alcuni casi anche con entrèè e pre-dessert) al prezzo di 60 euro a persona. Da Vittorio, Sadler e Bartolini, il prezzo sarà invece di 120 euro a persona.

    Come previsto dalle nuove normative, i ristoranti rispetteranno rigide regole in fatto di sicurezza igienico-sanitaria. Sarà previsto il distanziamento tra i tavoli che saranno disposti in modo tale che le sedute possano garantire il distanziamento di almeno 1 metro tra i clienti; saranno privilegiati i pagamenti elettronici e vietati i buffet; al termine di ogni servizio al tavolo saranno previste tutte le consuete misure di disinfezione delle superfici, evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, ecc) e sarà stilato un elenco delle prenotazioni che sarà conservato per un periodo di 14 giorni. Tutte accortezze che consentiranno di godere in maniera serena della propria esperienza INGRUPPO. Un appuntamento, quello con la ristorazione gourmet, sempre più apprezzato da una clientela giovane e variegata, tanto che anche durante il periodo di lockdown le richieste per le prenotazioni non si sono mai fermate, anche grazie alla visibilità assicurata dai profili social dell’iniziativa, Instagram e Facebook.

    Novità dell’edizione “Reload”: lo chef stellato Roberto Proto con la sua cucina raffinata in cui il pesce è l’ingrediente protagonista, trasferisce, per la stagione estiva, il ristorante e l’intero staff, dalla storica location di Cavernago al centro di Bergamo. L’edizione estiva del Saraceno sarà presso la Terrazza Fausti, il suggestivo spazio allestito sui Portici del Sentierone di Bergamo, con vista sul cuore pulsante della città.

    Per prenotare un pranzo o una cena con il format “INGRUPPO Reload”, si richiede di contattare direttamente, via telefono o via e-mail, il ristorante prescelto. Tutte le info sono disponibili su www.ingruppo.bg.it, anche in inglese.

  • Professionisti del settore infanzia e genitori insieme per supportare il rientro a scuola dei più piccoli

    Nel primo degli incontri formativi promossi da Start Hub tanti spunti utili per le famiglie e idee per lo sviluppo di un prodotto rivoluzionario per la crescita educativa e ludica dei bambini.

    Bologna, 28 maggio 2020. Start Hub Rebel Change, la rete multidisciplinare di persone che sviluppa prodotti con la partecipazione collettiva dei consumatori è stata promotrice di un’importante incontro durante il quale genitori, pedagogisti, psicologi ed educatori si sono confrontati sulle tematiche riguardanti il rientro a scuola post-Covid. Un’iniziativa condivisa da famiglie e professionisti che darà vita a una serie di incontri con l’obiettivo di sviluppare un prodotto rivoluzionario per la crescita educativa e ludica dei bambini e al contempo aiutare i genitori a gestire al meglio la delicata esperienza del Covid-19.

    Durante la diretta streaming di mercoledì 27 maggio Start Hub, la dott.ssa Eléna Chiarillo, e le psicologhe Elizabeth Nobile e Alessandra Fioretti hanno risposto alle domande di centinaia di genitori confrontandosi sulle tematiche inerenti al rientro a scuola dei più piccoli e alle possibili difficoltà da dover superare nel ritorno ad una nuova normalità.

     

    “Un rientro a scuola Outdoor permetterebbe ai bambini di sperimentare il “gioco distanziato”, poiché nella natura i bambini sono attratti da poli differenti. In questo modo i più piccoli saranno in grado di creare autonomamente il distanziamento senza imposizioni dall’alto” afferma la dott.ssa Chiarillo, soffermandosi poi sull’importanza della formazione della comunità educativa in un momento di trauma globale che ha modificato radicalmente la socialità, soprattutto nei più piccoli.

     

    La psicologa Elizabeth Nobile ha poi approfondito l’ambito neurologico del bambino attraversando a fianco dei genitori le possibili cause che possono innescare disturbi nell’attenzione nei bambini da zero a sei anni: “Innanzi tutto, è necessario effettuare una pulizia di contesto, osservare il bambino nell’assenza della quotidianità scolastica ed individuare eventuali segnali di passività. La mancanza di attività sensoriali a cui si abituano i più piccoli fin dal nido, può comportare passività e disattenzione, per questo è importante individuare questi segnali ed intervenire in modo tempestivo fornendo al bambino tutto il supporto di cui necessita” suggerisce Nobile.

     

    A concludere la diretta la psicologa Alessandra Fioretti che ha sottolineato: “Nel periodo di lock down forzato il bambino potrebbe aver cominciato a pensare alla realtà esterna come un luogo pericoloso, a causa delle notizie ascoltate in tv o magari assorbendo le preoccupazioni dei genitori stessi, cominciando a considerare l’esterno come un nemico. In questo contesto, i genitori devono riuscire a essere un buon esempio accompagnando il bambino in un processo di risocializzazione e connessione col mondo esterno”.

     

    Il percorso formativo per un fine concreto

    Start Hub Rebel Change ha da sempre come obiettivo lo sviluppo di soluzioni e prodotti insieme alle persone, dall’esperienza nello sviluppo di consumatori consapevoli e dal contributo di educatori, psicologi ed esperti del mondo dell’infanzia Start Hub si fa promotrice di un progetto rivoluzionario. Seguendo la filosofia di Start Hub per la quale i prodotti sono occasione di connessioni, incontri e condivisioni su temi relativi ai prodotti, ogni incontro proseguirà con il confronto fra i genitori e i professionisti del settore con il fine di individuare lo sviluppo di una soluzione concreta; un tavolino capace di integrare in un unico strumento l’aspetto educativo, di crescita e di gioco. Sarà l’inizio di un percorso che porterà alla produzione del tavolino e di altre soluzioni fattive con l’obiettivo di accogliere e soddisfare le esigenze di tutti gli attori in gioco, dai bambini, ai genitori, agli educatori all’interno di un percorso partecipativo che vede già coinvolti oltre 1000 consumatori e professionisti del settore.

     

    È possibile approfondire i temi trattati durante l’incontro in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=IbpKfD7LyT4&t=2182s

     

    Chi è Start Hub Rebel Change – Prima di tutti Start Hub ha creato una metodologia che connette e crea relazioni con i consumatori potenziali durante le fasi di analisi e sviluppo, così da assicurarsi i primi clienti ancora prima del lancio dei prodotti sul mercato. I benefici che ne derivano sono molteplici, per le persone che possono collaborare attivamente allo sviluppo del progetto, e per le imprese che decidono di farne parte.

     

    Maggiori informazioni su https://rebelchange.it/

     

    Contatti Start Hub:

    [email protected]

     

  • Orgoglio italiano: MainAd sbarca negli US e apre nuova sede a New York

    In una fase cruciale come quella della ripartenza dopo tre mesi di pandemia, MainAd – azienda italiana leader nel campo del programmatic e perfomance marketing – apre una nuova filiale negli Stati Uniti, a New York, con l’obiettivo di supportare i brand attraverso strategie di marketing su misura.

    Alla guida della neonata sede americana ci sarà Ben Segal nel ruolo di VP Americas mentre dall’Italia a guidare le sorti di MainAd in qualità di Chief Strategy Officer ci pensa dal 2016 il bergamasco Michele Marzan, tra i manager del “digital” italiano che più di tutti ha sperimentato nuovi metodi di advertising e di marketing, combinando l’utilizzo dei media, della creatività e delle tecnologie.

    “L’Italia è un Paese che ha sempre saputo reagire alle avversità osando, ora con maggiore creatività ora con più spiccata risolutezza. In questa scia si inserisce a testa alta MainAd che, nonostante i numerosi problemi derivanti dalla pandemia in atto, ha deciso di proseguire la propria espansione anche in Nord America, forte dei risultati ottenuti nei mercati APAC ed EMEA, e certa che gli Stati Uniti rappresentino ad oggi il mercato più dinamico in questo settore”, dichiara Marzan che conclude: “Da un recente studio é emerso che solo il 19% dei clienti attivi in Gennaio ha deciso durante la pandemia di sospendere le campagne per i mesi di Marzo e Aprile mentre ben il 40.2% dei clienti attivi ha invece visto un aumento delle vendite tra la prima settimana di Febbraio e la prima di Aprile. Un trend che ci aspettiamo di replicare Oltre Oceano continuando ad investire comunque e parallelamente sul nostro mercato, ovvero l’Italia”.

    In seguito all’apertura della nuova sede, MainAd prevede assunzioni in diverse aree dell’azienda entro la fine dell’anno: ad operation, business analysis, sales and account management.

  • Distruggidocumenti per ufficio: come scegliere

    Scegliere un distruggidocumenti ideale per il proprio ufficio non è sempre facile. Tutti desiderano che sia funzionale e moderno, ma selezionare quello con le caratteristiche perfette per le proprie necessità può essere complesso, in quanto individuare le specifiche che fanno al caso proprio richiede spesso un certo grado di conoscenza tecnica.

    Questo articolo si propone di elencare i criteri più importanti in base ai quali selezionare il macchinario migliore per il proprio ufficio e di presentarne uno in particolare: il distruggidocumenti manuale Kobra 400 WB. Un vero gioiello tecnologico del mondo dei distruggidocumenti.

     

    Maggiori funzioni di un distruggidocumenti

     

    Innanzitutto per scegliere un distruggidocumenti bisogna avere ben chiaro a quali carichi di lavoro sarà sottoposto e alla durata e frequenza delle mansioni necessarie per la propria attività. Ogni distruggidocumenti da ufficio, infatti, ha un determinato lasso di tempo in cui può lavorare senza interrompersi prima di necessitare di una fase di raffreddamento. Più le caratteristiche di cosiddetto ciclo continuo sono potenziate, più aumenteranno la velocità di distruzione e il numero di fogli eliminati ad ogni tranche.

    Un altro criterio che interessa chi acquista un distruggidocumenti per il proprio ufficio è il livello di sicurezza che questo garantisce: questi macchinari possono avere dei blocchi di accesso come pin e password o essere più o meno sicuri a seconda della forma in base alla quale tagliano la carta. Per quanto concerne la tranquillità di chi utilizza questi macchinari, inoltre, alcuni distruggidocumenti manuali sono dotati di un meccanismo che provvede allo stop immediato della lavorazione qualora si trovi una mano umana nelle vicinanze della zona di taglio.

    Infine può risultare utile tenere conto dei costi che un distruggidocumenti per ufficio comporterà a tutto tondo: se un macchinario è dotato di auto-spegnimento o di un sistema di risparmio energetico, ad esempio, il suo utilizzo risulterà immediatamente più economico. Riguardo a costi vivi come manutenzione e pulizia, invece, se un distruggidocumenti manuale è provvisto di una funzione anti-inceppamento e di determinate caratteristiche fisiche, permetterà di risparmiare tempo e denaro.

     

    Kobra 400 WB: un distruggidocumenti manuale per il tuo ufficio

     

    Per facilitare la scelta è bene presentare un modello che può adattarsi facilmente a diverse esigenze, per uffici medi e grandi: il distruggidocumenti manuale Kobra 400 WB.

    Il taglio incrociato di qualsiasi foglio e documento consente un livello di sicurezza molto alto e una semplice eliminazione degli scarti. I documenti che si possono eliminare non si limitano alla carta: il Kobra 400 WB è in grado di tagliare carte di credito con o senza chip, CD e DVD, floppy disk e chiavette USB.

    Il sistema automatico di riciclo fogli permetterà di servire anche uffici di grandi dimensioni, con 48 documenti eliminati alla volta, grazie anche all’autonomia del motore di 24 ore senza bisgono di raffreddamento.

    Le lame in acciaio temprato al carboio, inoltre, sono super resistenti e richiedono pochissima manutenzione. Il secchio, infine, con i suoi 200 litri, può contenere numerosi scarti ed è semplicissimo da svuotare.

    È piuttosto raro trovare tecnologie così avanzate in semplici distruggidocumenti per ufficio: non vi resta che provare per credere.

  • Alla scoperta della Toscana e della sua spirituale natura

    Se si fosse un vacanziere animato dal desiderio di andare alla scoperta della Toscana e della sua spirituale natura, allora è fortemente suggerito di visitare il sito italicarentals.com, il portale per trovare la casa per le vacanze ideale per una stupefacente vacanza verde e spirituale in Toscana.

    Quindi, se è forte il desiderio di fuggire dai rumori, dal traffico e dallo stress, allora si potrà fare visita al sito italicarentals.com, per trovare il meglio per immergersi nelle bellezze della natura e non solo. Infatti, grazie alla professionalità e alle competenze dello staff del portale, si avrà, anche, l’imperdibile occasione di andare alla scoperta di luoghi, ambienti e siti fatti apposta per meditare e ritrovare le energie perdute. Non per nulla, le proposte di case vacanze consultabili sul sito italicarentals.com, sono incorniciate in incredibili paradisi naturali.

    Pertanto, è l’occasione perfetta per rigenerarsi, per intraprendere una ricerca spirituale e per trovare luoghi dalla particolare energia, così come per potersi andare a collegare con la natura in una più profonda e completa maniera. Una vacanza, dunque, per godere di un po’ di relax. D’altra parte, tra parchi e riserve naturali, foreste, colline, mare, fiumi, laghi e montagne, è indiscutibile che con la Toscana madre natura sia stata di gran lunga assai generosa.

    Tra le sue molteplici gemme, ad esempio, troviamo il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il Parco naturale della Maremma e la Riserva naturale Abetone. Quindi, andando a concludere, si invita a visitare il sito italicarentals.com, per trovare una ampia proposta di case vacanze per andare alla scoperta della Toscana e della sua spirituale natura.

  • COVID e distanziamento sociale: il disagio psicologico nei bambini con disabilità e nelle loro famiglie

    Fatica nei genitori, ansia e aggressività nei bambini ma anche tante risorse inaspettate.  Lo studio del Medea su 1.500 famiglie in tutta Italia grazie all’indagine RADAR.

    Il distanziamento sociale disposto in situazioni di emergenze pubbliche di natura pandemica si associa ad un incremento di problemi di salute mentale: precedenti studi rilevano come tassi significativamente più elevati di sintomi da stress post-traumatico siano stati riscontrati nei bambini con sviluppo tipico e nei loro genitori. Tuttavia, per quanto noto, non ci sono studi che abbiano esaminato l’incidenza di manifestazioni di disagio psicologico nei bambini con disabilità e nelle loro famiglie.

    “I bambini sono i grandi dimenticati di questa pandemia: i loro bisogni di socialità, di gioco comune, di vitali relazioni tra pari, sono stati nascosti dalla immane tragedia che ci ha colpito: nascosti, ma rimangono. I bambini con disabilità o bambini con condizioni esistenziali particolari come quelli con autismo o con disabilità dello sviluppo intellettivo, forse i più sofferenti, sono addirittura completamente scomparsi dai RADAR“, spiega Massimo Molteni, Direttore Sanitario della Nostra Famiglia.

    Ecco il perché dell’indagine specifica  [RADAR (EspeRienze nell’emergenzA COVID-19 nei bAmbini con disabilità e nei loro genitoRi)] che l’Associazione ha voluto sviluppare proprio approfittando del suo osservatorio unico e prezioso, costituito da numerosi Centri presenti in 6 regioni italiane (Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria, Puglia, Campania: la numerosità totale dei dati raccolti riguarda 1472 genitori e 1630 bambini e ragazzi.

    I genitori dei bambini che sono in carico presso i Centri italiani dell’Associazione hanno partecipato rispondendo in forma anonima all’indagine coordinata da Rosario Montirosso, responsabile del Centro 0-3 per il bambino a rischio evolutivo, e da Gianluigi Reni, responsabile dell’Area in tecnologie applicate dell’IRCCS Medea – La Nostra Famiglia.

    “Abbiamo voluto capire come le famiglie hanno vissuto questa esperienza e quali sono i fattori di rischio e di protezione che si associano ai livelli di stress nei bambini e nei genitori”, spiega Rosario Montirosso: “lo scopo della nostra indagine è avere conoscenze mirate per poter indirizzare eventuali azioni di sostegno“.

    L’indagine si è svolta agli inizi di Aprile, nel momento peggiore dell’epidemia, ed è ora disponibile l’analisi dei risultati.

    “Le tecnologie che questa epoca ci offre e su cui l’Associazione ha tanto investito con numerosi programmi di ricerca ci hanno permesso di essere reattivi molto velocemente e di attivare l’indagine con una organizzazione alle spalle che ha lavorato in modo completamente virtuale”, sottolinea Gianluigi Reni.

    I figli: problemi di attenzione, ansia e aggressività
    Lo studio ha preso in esame bambini con disturbi del linguaggio, dell’apprendimento, deficit motori, disturbo dello spettro autistico, disabilità intellettiva… Il 35% dei bambini del campione ha un’età compresa tra i 7 e i 10 anni, il 28% tra i 4 e i 6 anni, il 9% tra 0 e 3 anni.

    I ricercatori hanno riscontrato nei bambini di tutte le età un incremento significativo di alcuni “comportamenti problema”, indice di una maggiore difficoltà di regolazione delle emozioni: per un terzo dei bambini sono mediamente aumentati  i comportamenti di ritiro, i comportamenti ansioso-depressivi, i problemi di attenzione e i comportamenti aggressivi.

    I genitori: sopraffatti ma non arrabbiati
    L’83% dei genitori che hanno partecipato alla ricerca sono mamme, con una media di 42,5 anni.

    “Abbiamo chiesto ai genitori di confrontare la loro attuale esperienza rispetto al periodo precedente alla situazione di emergenza dovuta al Covid-19” spiega Rosario Montirosso.

    Ebbene, la fotografia dello studio è piuttosto variegata. Certo, i genitori si sentono mediamente più sopraffatti e sovraccaricati nel proprio ruolo genitoriale. Ma un dato che ha stupito gli studiosi è che allo stesso tempo sono emerse meno emozioni negative di quanto ci si aspettava e la situazione di emergenza non ha impedito ai genitori di percepire elementi di positività nel loro ruolo anche in un momento così difficile.

    “Esiste una risposta variegata allo stress che dipende da molti fattori”, precisa Montirosso: “ad esempio, dalla nostra indagine emerge come fattore di rischio la pluridiagnosi: se il figlio ha più patologie, i genitori sono sottoposti ad un carico maggiore”.

    L’indagine tuttavia ha messo in luce, oltre agli elementi di stress, anche strategie di adattamento alla situazione: per affrontare il periodo di emergenza sono stati decisivi alcuni fattori, come le caratteristiche psicologiche, le capacità individuali, le abilità della persona di ricorrere all’aiuto della famiglia e della rete sociale esterna. Per esempio, ci sono alcuni genitori che hanno una prospettiva più ottimista sul futuro, altri che si sono appoggiati molto alle risorse sociali… tutti elementi che contribuiscono a migliorare l’impatto dello stress.

    Il commento: anche se resilienti, queste famiglie hanno bisogno di aiuto
    “La ricerca ci fornisce gli elementi per capire in quali ambiti possiamo intervenire per aiutare i genitori e garantire loro una maggiore resilienza. Ma non solo: questi dati ci servono per adesso ma anche per la fase post lockdown. I bambini con disabilità hanno bisogno di interventi terapeutici, riabilitativi, educativi, che li aiutino a fronteggiare la loro quotidianità e, anche ad emergenza finita, la loro normalità non sarà subito disponibile” sottolinea Montirosso.

    “Più della metà delle famiglie ha segnalato bisogno di supporto negli ambiti riabilitativi, didattici, educativi, specialmente nel momento dell’isolamento. E’ una richiesta sfidante, che deve accelerare il processo di trasferimento dell’innovazione sviluppata nei laboratori di ricerca alla realtà della inedita vita quotidiana che ci aspetta”, precisa Gianluigi Reni.

    “Dalle prime risultanze, cui ne seguiranno altre, speriamo si possa gettare un fascio di luce sulla condizione di questi bambini e delle loro famiglie, utili anche nel dopo pandemia per sviluppare una rinnovata azione di attenzione da parte delle istituzioni pubbliche” conclude Molteni: “non ci si salva da soli e solo insieme pubblico e terzo settore possono trovare le giuste sinergie per continuare a camminare in modo rinnovato, utilizzando modelli e paradigmi nuovi come la telemedicina e la teleriabilitazione, in combinazione ad interventi in presenza con un forte coinvolgimento dei contesti, in primis la scuola, anche modificando vecchi schemi organizzativi e normativi. Speriamo che la creatività e la genialità italiana abbiano anche in questo ambito il sopravvento  sul grigio ordine burocratico che ha mortificato tante azioni a favore dei bambini con disabilità negli ultimi anni:  dalla parte dei bambini, sempre”.

    RADAR (EspeRienze nell’emergenzA COVID-19 nei bAmbini con disabilità e nei loro genitoRi)
    Rosario Montirosso, Eleonora Mascheroni, Elena Guida, Caterina Piazza, Maria Enrica Sali, Massimo Molteni, Gianluigi Reni.

  • I primi desideri dopo il lockdown: amici fuori regione e cinema

    Dal 3 giugno potremo tornare a viaggiare anche fuori dai confini regionali e, in qualche modo, avremo più libertà. Ma chi vogliamo rivedere per primi e, anche, dove abbiamo intenzione di andare ora che le regole sono meno ferree? La risposta arriva dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta*, più di 35.000.000 di italiani non vedono l’ora di rivedere gli amici (80,4%) e, escludendo parrucchiere e ristorante, de facto già frequentabili, la maggior parte degli “ex” rinchiusi non vede l’ora di andare al cinema (13.000.000 di individui pari al 29,7% del campione).

    Chi vogliamo rincontrare

    Le cronache di questi ultimi mesi sono state affollate da storie di famiglie e rapporti interrotti perché separati dagli invalicabili confini regionali; ma adesso che questi limiti stanno per essere abbattuti, quale sarà la prima visita che faranno gli italiani? Secondo i risultati del sondaggio condotto da mUp research e Norstat per Facile.it, la risposta è netta: oltre 8 italiani su 10 (80,4%) andranno subito a trovare gli amici.

    Sarà perché gli amici te li scegli e i parenti…te li trovi, ma i primi doppiano i secondi nelle preferenze; a voler andare a trovare i parenti fuori regione sono, infatti, solo il 39,8% dei rispondenti.

    Forse per una sorta di bisogno di normalità o, anche, perché sul lavoro nascono belle relazioni, il 16,4% dei rispondenti (addirittura 20,2% se si guarda al solo campione maschile) ha dichiarato di aver nostalgia dei propri colleghi.

    Solo l’11,1%, invece, non vede l’ora di ricongiungersi con il partner o il coniuge che vive fuori regione.

    Dove vogliamo tornare

    La seconda domanda posta ai rispondenti era relativa a quale fosse non la persona, bensì il luogo “proibito” durante la quarantena in cui non vedevano l’ora di tornare.

    Escludendo tanto parrucchieri ed estetisti quanto ristoranti, da qualche giorno nuovamente frequentabili, e che avevano ottenuto percentuali altissime (rispettivamente 55,4% e 47,1%; per i parrucchieri e gli estetisti con addirittura il 66,3% nel sotto campione femminile), il primo posto dove gli italiani hanno gran voglia di rimettere piede è il cinema. Hanno indicato questa opzione, come detto in precedenza, il 29,7% dei rispondenti.

    Sono appena meno del 20% (19%) gli intervistati che hanno molta voglia di riprendere a frequentare i propri luoghi di culto e quelli che non vedono l’ora di riprendere in mano le valigie per viaggiare all’estero (18,2%, addirittura il 23,4% fra i residenti del Nord Est ed il 26,6% tra i rispondenti con età compresa tra i 25 ed i 34 anni).

    È ancora la voglia di cultura a guidare la scelta del 16,2% dei rispondenti che vorrebbe tornare a visitare una mostra, mentre il 15,8% desidera fare un bel tuffo in piscina ed il 14,9% riprendere a frequentare la sua palestra abituale.

    Sono molti, 14,7% del campione, anche gli italiani che sognano di poter presto assistere ad un concerto e, anche se questo può sorprendere, il 12,9% dei rispondenti… non vede l’ora di tornare alla sua scrivania in ufficio.

    Tra gli altri luoghi oggi ancora inaccessibili, ma che tanti italiani hanno voglia di riprendere a frequentare troviamo i teatri (10,1%), gli stadi (7,5%) e le discoteche (4,2%).



    *Metodologia: n. 505 interviste CAWI ad un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 16 e il 17 maggio 2020

  • Calciatori alleati per beneficenza, nasce la start up All Stars For Good

    È online la piattaforma che permette ai campioni dello sport di donare ai fan le maglie-cimelio della carriera. I fondi raccolti sono destinati a progetti solidali. Boom di attività durante il Coronavirus, gli sportivi hanno dedicato il loro tempo per la beneficenza: picchi di richieste per le maglie di Iori, Pascali e Alfonso. I founder: “Partecipano fan persino da Irlanda e Lussemburgo”

     

    Lo sport si è fermato per colpa del Coronavirus, ma in compenso ha accelerato l’attività di All Stars For Good (www.allstarsforgood.com), start up benefica fondata in Veneto. La piattaforma ospita calciatori, pallavolisti e campioni sportivi di ogni disciplina mettendoli in relazione coi loro fan grazie alla solidarietà. Il meccanismo è semplice: il campione mette a disposizione un’esperienza o una maglia. A quel punto scatta il countdown tra gli appassionati per aggiudicarsi la maglietta autografata, alcune sono cimeli di anni fa. Il ricavato viene devoluto in beneficienza ad un’associazione scelta o dal campione stesso oppure dall’utente che si aggiudica la maglia. Tra le altre realtà a cui sono destinate i fondi, gli ospedali di Cittadella, nel Padovano, di Vicenza, di Cosenza e di Brescia, ma anche fondazioni, come quella per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica.

    In poche settimane, sono già state consegnate decine di maglie, anche grazie alla maggiore disponibilità degli sportivi che in questo periodo sono lontani dalle competizioni. “Il tutto in totale trasparenza”, spiegano i due giovani founder della start up Omar Rossetto e Irene Berno. “Durante il Coronavirus, abbiamo deciso di devolvere il 100% del ricavato in beneficenza, quasi tutti i fondi sono stati destinati alla lotta contro il Covid-19: in questo periodo ci è sembrato ancora più importante dare il nostro contributo a sostegno delle cause benefiche selezionate. Nei prossimi mesi attiveremo altre donazioni, mantenendo saldo il principio della massima trasparenza. Tutti i soggetti coinvolti (benefattore, sportivo o social media celebrity e beneficiario) saranno sempre a conoscenza del reale importo che verrà devoluto a sostegno della causa prescelta e quale sarà la fee che invece tratterremo”.

    Il progetto ha raggiunto in questi mesi una dimensione internazionale: dalla maglia numero 10 di Federico Dionisi del Frosinone, consegnata in Irlanda, alla maglia di Alessandro Ballan, indossata nel podio delle Fiandre per l’incoronazione a campione del mondo, recapitata in Lussemburgo.  Dalla serie A è arrivata la solidarietà del portiere del Brescia, Enrico Alfonso, che ha proposto ai propri tifosi le magliette indossate durante due importanti match contro Milan e Juve. Manuel Iori, capitano del Cittadella, e Manuel Pascali, ex Cittadella, hanno donato maglie emblematiche per la storia della loro carriera, passata da Cesena a Torino, fino a Cosenza e Cittadella. Ma ci sono molte altre opportunità per i fan, gli aggiornamenti sono registrati su allstarsforgood.com.

    A sostenere la promozione della start up c’è Velvet Sport, spin off della holding veneta della comunicazione Velvet Media. Velvet Sport, guidata dal professionista nelle pubbliche relazioni Fabio Volpato, è realtà leader nel Triveneto nel marketing sportivo. Partner delle più blasonate squadre di Serie A, tra cui il Brescia Calcio, Bologna e Udinese, Velvet Sport si basa su un database di oltre 300 atleti, offrendo la possibilità di entrare in contatto con i grandi campioni del presente e del passato, rendendoli portavoce dei propri valori aziendali.

     

  • Uscita sulle piattaforme di musica digitale la compilation della label White Dolphin Records : “WDR – Various Artists – 2020”! “

    La Net Label White Dolphin Records

    presenta : “WDR Compilation 2020″(Various Artists).

    Uscita sulle piattaforme di musica digitale, la White Dolphin Records raccoglie in questa compilation diversi musicisti e artisti della scena underground italiana e straniera. Sono presenti il  synth pop raffinato degli Inter-Connection, le sequenze industrial dei sudafricani G.L.O.W. , il post pop-rock psichedelico degli Stringe, la potente disco punk dei Commando, la tech house alternativa degli Arbeiter, i ricordi sintetici dei Devya, la dark wave intimista dei Michellanea, il pathos kraut pop di Selfishadows, la vapor wave e la nu-disco dei Dj’s e produttori GialloDj e Rangdage (Estesticadriatica), le preghiere elettroniche introspettive di Think , le chitarre sognatrici di A-SI-NO, l’avant-guarde multimediale dei Supereterodina. 

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    Tracks WDR Compilation :

    • Inter Connection – Shuold I
    • Devya – The Fly
    • G.L.O.W. – Brave, Strong and Tenacious
    • Michellanea – 140420
    • Stringe – Zirt
    • Arbeiter – Big deal ( Live Performance)
    • Commando – Gli Amici Infetti
    • G.L.O.W. – Levitate
    • Supereterodina – Oro di Mida
    • Devya – Away
    • A-SI-NO – Nuovo x
    • Stringe – Anita
    • Supereterodina – Fake and Sophisticated
    • Think – Prayer
    • Selfishadows – Secrets
    • Esteticadriatica – Come to me

    La compilation é disponibile su Bandcamp e su altri music digital store con questi 12 artisti e 16 tracce as “Name You Price” streaming & download. Sono inclusi i bonus item : foto, copertine e biografie degli artisti.

    Etichetta : White Dolphin Records

    Link Compilation : https://whitedolphin.bandcamp.com/album/wdr-compilation

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    White Dolphin Records 

    via 2 giugno 13/D ,  55016

    Lucca – Italy

  • I cerchi della Hula-Dance per fare ballare i bambini distanti, Club Esse ripensa l’animazione nei villaggi per favorire la ripartenza

    La catena alberghiera italiana pronta ad accogliere gli ospiti nelle sue strutture in Sardegna, Sicilia, Calabria e Abruzzo.
    Spazi, offerta, servizi, intrattenimento: tutto è stato riorganizzato per garantire la sicurezza senza smettere di “scegliere la felicità”

    Roma, 1 giugno 2020 – La baby-dance diventa Hula-Dance, con i bambini impegnati a ballare rimanendo all’interno di cerchi poggiati a terra e distanziati, e gli animatori che si occupano di loro aumentano di numero, in modo da gestire gruppi più piccoli e meglio sorvegliati. L’accesso al mare e alla piscina resta libero, purché ci si mantenga lontani dagli altri bagnanti, mentre le postazioni in spiaggia vengono ridisegnate, così che tutti possano goderne con assegnazioni quotidiane.
    Club Esse (www,clubesse.it), catena alberghiera italiana che ha all’attivo villaggi e resort in alcune tra le più belle località balneari di Sardegna, Sicilia, Calabria e Abruzzo, è pronta alla ripartenza, cercando di coniugare nel miglior modo possibile l’esigenza di sicurezza degli ospiti e il loro bisogno di divertimento, riposo e relax, specialmente dopo i mesi drammatici che hanno contraddistinto i picchi di contagio del Covid19. L’animazione, cuore pulsante dell’offerta di Club Esse, è stata riorganizzata senza perdere i suoi caratteri di eccellenza, ma facendo sì che tutte le attività sportive, ludiche e di intrattenimento permesse si svolgano o singolarmente o alla necessaria distanza, ma sempre con piacere.
    “In questo periodo di emergenza abbiamo lavorato intensamente per farci trovare pronti alla ripartenza – spiega Marco Baldisseri, Chief Marketing Officer di Club Esse -. L’abbiamo fatto con la massima serietà, come sempre quando si tratta della sicurezza dei nostri ospiti e dei nostri collaboratori, ma senza dimenticare che il relax e il divertimento non possono mancare in una vacanza vera. La formula del villaggio turistico segue dinamiche da cui non si può prescindere, che vanno certamente adattate alle nuove regole, ma non eliminate. Per questo abbiamo usato tutta la nostra fantasia per elaborare un piano di ripartenza della stagione estiva che sia pienamente conforme alle normative vigenti e ai protocolli nazionali e regionali (e che si possa adeguare alle loro eventuali modifiche), ma tenendo fede al nostro motto, che è #sceglilafelicità”.
    Molti gli accorgimenti che sono stati presi per salvaguardare la salute degli ospiti (e dei dipendenti, sottoposti costantemente a sorveglianza sanitaria). Sarà possibile iniziare la vacanza in tutti i giorni della settimana, per scaglionare gli arrivi e gestire gli ingressi in sicurezza; le aree di maggior passaggio all’interno delle strutture saranno fornite di stazioni gel-igienizzante; il numero dei soggiorni venduti varierà in base alla capienza delle aree ristorante, dove i tavoli, debitamente distanziati, saranno assegnati uno per camera; i buffet verranno schermati e i cibi serviti direttamente dal personale, senza self-service. Le zone per la colazione sono state riorganizzate e ampliate, utilizzando anche spazi esterni, e chi sceglierà la formula pernottamento e prima colazione fruirà, se lo desidera, di una linea dedicata di ristorazione espressa da asporto, in modo da poter poi consumare il cibo all’aperto o in camera.
    Ancora: camere, sala ristorante, bar, reception, divani, sdraio e lettini saranno sanificati a cadenza regolare con specifici macchinari di ultima generazione, la biancheria da letto e da bagno arriverà in struttura con rigorosi certificati di idoneità che seguono le linee guida dell’OMS e dell’ISS. Saranno assegnate camere Covid-free, cioè precedentemente sanificate con tecnologie all’avanguardia e poi igienizzate quotidianamente. A tutela di tutti, ogni ospite dovrà fornire un’autocertificazione in cui dichiari di non aver contratto il Covid19, di non averne i sintomi e di non essere esposto a provvedimento di quarantena.

  • NASCE IN VENETO UNA NUOVA REALTA’ MUSICALE INDIPENDENTE DAL SAPORE POST- ROCK: GLI ANASTATICA ESORDISCONO CON L’ALBUM RECALLING

    Nasce in Veneto una nuova realtà musicale dal sapore post-rock. Il nome del gruppo è Anastatica. L’album d’esordio porta il titolo di Recalling, prodotto dall’etichetta indipendente Kitten Nest Production, uscito lo scorso 19 Aprile 2020, è presente sulle più importanti piattaforme di distribuzione musicale online.

    Recalling è un album di 10 brani strumentali dalle sonorità intense, penetranti, insidiose e turbolente. Quaranta minuti di musica in cui si susseguono trame e atmosfere ora dense e incalzanti, ora eteree, dilatate ed evanescenti. Un viaggio sonoro all’interno di un paesaggio variegato e trasognante, in cui convergono suggestioni dream pop anni ’80, elettronica e musica d’ambiente, psichedelia e minimalismo.

    Un album ricco di richiami e tributi in cui è sicuramente facile riconoscere le influenze stilistiche dei grandi maestri della scena contemporanea (da Brian Eno a Sakamoto, da David Sylvian ai Cocteau Twins, dai Cure ai Daed Can Dance), ma nel quale è altrettanto facile scoprire, assaporare e riconoscere la speciale personalità degli Anastatica, codificata in un sound felino, fatto di brani sinuosi e graffianti, in cui la feconda tensione tra crudeltà e dolcezza rivela il richiamo di una spietata innocenza.

    Il disco è il risultato della maturazione musicale del compositore poli-strumentista Simone Bortolotto(1974), ideatore e guida del progetto Anastatica. Veneziano d’origine e trevigiano d’adozione, diplomato in contrabbasso, orchestrale, bassista, musicista jazz e turnista in varie formazioni, negli ultimi anni ha assecondato il richiamo verso la sua più naturale inclinazione alla scrittura, realizzando numerose collaborazioni con artisti di varia provenienza disciplinare (danza, pittura, installazione, teatro, video) e geografica (Italia, Europa, America).

    L’interesse per la commistione dei linguaggi artistici e la fascinazione per la creazione di ambientazioni sonore per mostre, lo hanno portato nel 2017 all’incontro con la galleria d’arte contemporanea Pramantha Arte, da cui sono scaturite produzioni, esperienze e collaborazioni notevoli, che hanno dato un indirizzo di ricerca più sperimentale alla neonata formazione: nel 2018 il sound scritto per la video-installazione Osservazione accompagna la personale Interferenza scomoda dell’artista lituana Kristina Kurilionok presso lo spazio espositivo Krematorium dell’Accademia di belle arti di Vilnius in Lituania; sempre a Vilnius nello stesso anno le suites Skywalking 1, 2, 3 accompagnano la mostra degli artisti italiani Luigi Magli e Francomà presso la Galleria 555; nel 2019 la colonna sonora Nebbia su tela interpreta e caratterizza musicalmente la personale dell’artista russa Ludmila Kazinkina presso la Barchessa di Villa Giovannina di Villorba a Treviso, e in Calabria nella galleria Pramantha Arte di Conflenti con il brano Mantra accompagna la mostra Lacerazioni dell’artista italiano Francesco Maria Caberlon e con A short of meditation la personale Viaggio nella testa della pittrice lituana Aistė Gabrielė Černiūtė; mentre per la filosofa e performer Gilija Zukauskiene ha scritto le musiche per l’opera Emma’s Dance in uscita il prossimo dicembre.

    “Con Recalling – dichiara il compositore – gli Anastatica ritornano con un lavoro autonomo, libero e spontaneo. Un lavoro che sicuramente non si preoccupa delle classifiche e che potrebbe soddisfare la curiosità e l’interesse di qualche appassionato in cerca di alternative al pop facile, di chi nella musica cerca un’esperienza estetica; di chi intende un album come qualcosa da ascoltare e sentire, fuori dalla logica del consumismo distratto”.

    Recalling degli Anastatica è disponibile per lo streaming e per il download su tutte le piattaforme digitali (Apple music: https://music.apple.com/it/artist/anastatica/1511550680 – Amazon: https://www.amazon.it/…/ B0…/ref=cm_sw_r_cp_tai_ebAWEb9AS9WDY, Spotify: https://open.spotify.com/artist/ 6tvkc0fvifs2lPqCcEXQ58 – Deezer: http://www.deezer.com/album/147354502 – Youtube: https:// www.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_kfDZAR1G7mTndqIr6Iizbj31eAofn-C2E).

    Per ulteriori informazioni: www.anastaticaofficial.blogspot.com, [email protected].

  • La Economia dell’Oro dalla Lidia Fino ai Giorno Nostri

    C’era una volta un mondo ove il baratto era l’unica forma di scambio di tutte le merci, che fossero alimenti od oggetti ed elementi più o meno essenziali alla vita umana, scambiarsi alla pari queste merci era il solo modo di riuscire ad avere tutto ciò di cui la vita dell’uomo necessitava.
    Ma a rompere questo schema subentrò un elemento capace di sovvertire questa metodologia di scambio, l’oro un metallo dall’aspetto luccicante capace di elevarsi al di sopra di tutti gli altri elementi o merci, la cui notorietà era diffusa in ogni luogo e per certi versi il suo fascino superiore anche agli elementi primari indispensabili alla vita umana.
    Ancora oggi l’oro è considerato quasi come fosse una moneta corrente come dimostrato dai moltissimi operatori compro oro Firenze, Roma, Milano.
    Da quando nel ‘600 a.c. in Lidia furono realizzate le prime monete d’oro la diffusione di questo metallo come mezzo di pagamento di qualsiasi merce è divenuto uno standard per tutti i popoli del mondo.
    Certo è che appare strano come un metallo, che per quanto bello ed utile per molte caratteristiche intrinseche, sia riuscito ad essere tanto ambito in modo universale da poter essere determinante ancora oggi nell’economia e nella finanza moderna.
    Nell’economia il ruolo dell’oro è ancora oggi di primaria importanza oltre che nel panorama finanziario globale a dispetto dei tantissimi prodotti finanziari presenti sui mercati azionari.
    Ancora prima di oggi questo prezioso metallo giallo era stato definito come il bene che facesse da garanzia alle valute emesse dai governi, un sistema per dare credibilità a quelle che in definitiva sono soltanto unità di valore commerciale ideate e governate dagli stati attraverso le proprie banche centrali.
    A tempi del Gold Standard per ogni quantità di valute emesse in circolazione si accantonava una determinata quantità di oro, in questo modo si era stabilita una proporzione che dava credibilità e stabilità al valore stesso delle valuta.
    Questo meccanismo ha funzionato bene fino a quando divenne impellente una maggiore necessità di denaro in circolazione che potesse permettere i volumi sempre più grandi delle merci e dei servizi prodotti grazie all’evoluzione.
    Fu per questi motivi che con gli accordi di Bretton Woods fu sospeso il Gold Standard e di fatto si liberò gli stati dal vincolo di dover accantonare oro per stampare valuta.
    Una scelta che forse poteva trovare qualche giustificazione nel breve periodo per fare fronte a determinante esigenze ma che nel lungo periodo avrebbe determinato forti crisi di sfiducia nelle valute da parte del sistema stesso.

  • Tumore HER2 positivo: Daiichi Sankyo e Astrazeneca presentano i risultati dei trial di Fase II

    Daiichi Sankyo e Astrazeneca presentano al Congresso ASCO 2020 i risultati dei trial di Fase II DESTINY-Gastric01, DESTINY-Lung 01, DESTINY-CR01 su trastuzumab deruxtecan

    Dopo l’approvazione dell’FDA per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2 positivo, l’anticorpo monoclonale coniugato ENHERTU® (trastuzumab deruxtecan) di Daiichi Sankyo e Astrazeneca ha dimostrato risposte tumorali clinicamente significative anche nel carcinoma gastrico HER-positivo, nel carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2 e nel carcinoma colorettale HER2 positivo. Al Congresso Virtuale dell’American Society of Clinical Oncology (#ASCO20) i risultati dei trial di Fase II DESTINY-Gastric01, DESTINY-Lung 01, DESTINY-CR01

    Tokyo -Basking Ridge, NJ- Monaco, 29 maggio 2020 – Dopo l’approvazione dell’FDA per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2-positivo, l’anticorpo monoclonale coniugato ENHERTU® (trastuzumab deruxtecan) di Daiichi Sankyo e Astrazeneca ha dimostrato risposte tumorali clinicamente significative anche nel carcinoma gastrico HER-positivo, nel carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2 e nel carcinoma colorettale HER2positivo. Al Congresso Virtuale dell’American Society of Clinical Oncology (#ASCO20) presentati oggi i risultati dei trial di Fase II DESTINY-Gastric01, DESTINY-Lung 01, DESTINY-CR01.

    DESTINY-Gastric01 – ENHERTU nel carcinoma gastrico HER2-positivo
    I risultati dettagliati dello studio registrativo, controllato, randomizzato di fase II DESTINY-Gastric01 hanno mostrato che ENHERTU® (trastuzumab deruxtecan) ha portato ad un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo della risposta obiettiva (ORR) e della sopravvivenza complessiva (OS )- un endpoint chiave secondario – rispetto alla chemioterapia, in pazienti affetti da carcinoma gastrico HER2 positivo non resecabile metastatico o da adenocarcinoma della giunzione gastroesofagea HER2-positivo con dimostrata progressione di malattia nonostante due o più regimi di trattamento comprendenti trastuzumab e chemioterapia. I dati presentati all’ASCO 2020 sono stati pubblicati simultaneamente sul The New England Journal of Medicine.

    Il tasso di risposta obiettiva (ORR), valutato mediante revisione centrale indipendente, è stata del 42,9% con ENHERTU in monoterapia (6,4 mg/kg) (p<0,0001; CI: 33,8-52,3) rispetto al 12,5% osservato nei pazienti trattati con chemioterapia scelta dallo sperimentatore (paclitaxel o irinotecan). Nei pazienti trattati con ENHERTU sono state osservate 10 risposte complete (CR) e 41 risposte parziali (PR), rispetto a nessuna risposta completa e 7 risposte parziali osservate in quelli trattati con la chemioterapia.
    Nell’analisi intermedia predefinita dell’endpoint secondario chiave, la sopravvivenza complessiva, i pazienti trattati con ENHERTU hanno mostrato una riduzione del 41% del rischio di morte rispetto ai pazienti trattati con chemioterapia (basata su un hazard ratio [HR] di 0,59; intervallo di confidenza al 95% [CI]: 0,39-0,88; p = 0,0097). La sopravvivenza mediana complessiva (OS) con ENHERTU è stata di 12,5 mesi, contro 8,4 mesi della chemioterapia. L’OS stimata a un anno con ENHERTU era del 52,1% contro il 28,9% nel braccio di controllo.
    ENHERTU ha mostrato un tasso di controllo della malattia (DCR) dell’85,7% (IC: 78,1-91,5) rispetto al 62,5% (IC: 48,5-75,1) della chemioterapia, con una durata mediana della risposta (DoR) di 11,3 mesi (CI: 5,6-NE), rispetto a 3,9 mesi (IC: 3,9-4,9) della chemioterapia.

    Il carcinoma gastrico è il quinto tumore più comune al mondo e la terza principale causa di morte per cancro, con un tasso di sopravvivenza a 5 anni del 5% nei casi di malattia metastatica; nel 2018, sono stati segnalati circa un milione di nuovi casi e 783.000 decessi.
    Circa un carcinoma gastrico su cinque risulta essere HER2-positivo. Il carcinoma gastrico viene solitamente diagnosticato in fase avanzata, ma anche quando la diagnosi avviene nelle fasi precoci, la sopravvivenza rimane modesta. Il trattamento di prima linea raccomandato per il carcinoma gastrico avanzato o metastatico HER2-positivo è la chemioterapia in associazione con trastuzumab, un farmaco anti-HER2, che ha dimostrato un miglioramento degli outcomes rispetto alla sola chemioterapia. Per il carcinoma gastrico che progredisce con il trattamento di prima linea, trastuzumab non ha mostrato ulteriori benefici e non sono attualmente approvati altri farmaci anti-HER2.

    “ENHERTU è la prima terapia anti-HER2 che mostra un miglioramento nella sopravvivenza globale dei pazienti con carcinoma gastrico metastatico HER2-positivo dopo trattamenti precedenti. – Ha affermato Antoine Yver, MD, MSc, vicepresidente esecutivo e responsabile globale del dipartimento di Ricerca e Sviluppo in Oncologia di Daiichi Sankyo – Questi dati sono incoraggianti e significativi per quei pazienti con carcinoma gastrico avanzato che dopo progressione hanno limitate opzioni terapeutiche e mostrano un alto tasso di mortalità. Stiamo lavorando con le autorità regolatorie per rendere ENHERTU accessibile a questi pazienti il prima possibile”.

    DESTINY-Lung 01 – ENHERTU nel carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2

    I dati intermedi dello studio di fase-II DESTINY-Lung01, attualmente in corso, hanno mostrato che ENHERTU® (trastuzumab deruxtecan) ha indotto una risposta tumorale positiva in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso non resecabile e/o metastatico con mutazione HER2, la cui malattia è progredita nonostante una o più terapie sistemiche.

    L’endpoint primario (tasso percentuale di risposta obiettiva) valutato da una revisione centrale indipendente (ICR) nei pazienti trattati con ENHERTU in monoterapia (6,4 mg/kg) è stato del 61,9%. I pazienti hanno raggiunto un controllo di malattia (DCR) del 90,5%, con una sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) di 14 mesi. La durata mediana della risposta (DoR) e la sopravvivenza complessiva (OS) non erano ancora state raggiunte al momento dell’estrazione dei dati.
    Nello studio DESTINY-Lung01, i pazienti erano stati trattati con una mediana di due precedenti regimi terapeutici (range 1-6), e la maggior parte di essi aveva ricevuto chemioterapia a base di platino (90,5%) e trattamento anti-PD-1 o PD-L1 (54,8%). La durata mediana del trattamento è stata di 7,75 mesi (0,7-14,3) con una durata mediana di follow-up di 8 mesi (1,4-14,2). All’estrazione dei dati del 25 novembre 2019, il 45,2% dei pazienti con NSCLC metastatico e mutazione HER2 è rimasto in trattamento con ENHERTU.

    Il carcinoma polmonare è la principale causa di morte per cancro sia negli uomini che nelle donne ed è responsabile di circa 1/5 di tutti i decessi per cancro. Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) corrisponde a circa l’80-85% di tutti i carcinomi al polmone. Per i pazienti con malattia metastatica, la prognosi è particolarmente infausta, poiché la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è solo del 6-10%. Nel decennio scorso, l’introduzione di terapie mirate e di inibitori checkpoint ha migliorato il panorama terapeutico per i pazienti affetti da NSCLC avanzato o metastatico; tuttavia, per coloro che non sono eleggibili agli attuali trattamenti o per coloro i quali il cancro continua a progredire sono necessari nuovi approcci terapeutici. Attualmente, nessun farmaco è specificamente approvato per il trattamento di pazienti affetti da NSCLC con mutazione HER2.

    DESTINY-CR01- ENHERTU nel carcinoma colorettale HER2-positivo

    I risultati aggiornati dello studio di fase-II DESTINY-CRC01 hanno dimostrato che ENHERTU® (trastuzumab deruxtecan), ha indotto una risposta clinicamente significativa del tumore in pazienti affetti da carcinoma colorettale non resecabile e/o metastatico HER2-positivo, precedentemente trattati con almeno due linee di terapia standard.

    Il carcinoma colorettale è la seconda forma più comune di cancro nelle donne e la terza negli uomini. Nel 2018, più di 1,8 milioni di persone nel mondo hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma colorettale, e circa 880.800 pazienti sono deceduti a causa della malattia. Circa il 25% dei pazienti ha ricevuto una diagnosi di malattia metastatica, in cui il carcinoma si è diffuso ad altri organi, e approssimativamente il 50% dei pazienti affetti da carcinoma del colon-retto svilupperà metastasi durante il trattamento.

    L’obiettivo primario (tasso di risposta obiettiva, ORR), valutato mediante revisione centrale indipendente (ICR), ha mostrato una risposta nel 45,3% dei pazienti trattati con ENHERTU (6,4 mg/kg). Nella stessa popolazione ENHERTU ha dimostrato un controllo della malattia (DCR) dell’83%, con una sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) di 6,9 mesi. La durata mediana della risposta (DoR) e la sopravvivenza complessiva (OS) non erano state raggiunte al momento dell’estrazione dei dati.
    Questo tipo di risposta è stata registrata anche nei diversi sottogruppi. Nei pazienti precedentemente trattati con un regime anti-HER2 (n=16) la risposta obiettiva (ORR) è stata del 43,8%. I pazienti erano stati trattati con una mediana di 4 precedenti regimi terapeutici (range 2-11), e tutti loro avevano già ricevuto chemioterapia con irinotecan e oxaliplatin. La durata mediana del trattamento è stata di 4,8 mesi (range 1-11). All’estrazione dei dati del 9 agosto 2019, il 38,5% dei pazienti era ancora in trattamento con ENHERTU in tutte le coorti.

    Salvatore Siena, MD, Professore di Oncologia Medica al Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell’Università degli Studi di Milano e al Niguarda Cancer Center, nonché sperimentatore principale dello studio DESTINY-CRC01, ha commentato: “Sperimentare nuove terapie come un farmaco diretto contro HER2 è fondamentale per il trattamento del carcinoma colorettale, in quanto i pazienti che ne sono affetti hanno poche opzioni dopo progressione nel setting avanzato. I risultati ottenuti nello studio DESTINY-CRC01 in pazienti con malattia metastatica HER2 positiva sono impressionanti e spingono a nuove ricerche, specialmente considerando che molti di questi pazienti hanno ricevuto numerose linee di terapia in precedenza”

    “Queste risposte clinicamente significative e durature in pazienti con carcinoma colorettale HER2-positivo avanzato rafforzano la nostra convinzione che HER2 è un target farmacologico importante per il trattamento di questa malattia – ha commentato José Baselga, MD, PhD, Vice Presidente esecutivo, Ricerca e Sviluppo in Oncologia di AstraZeneca – ENHERTU ha dimostrato un’attività clinica significativa in quattro differenti setting di tumore, rafforzando così il potenziale di questo anticorpo monoclonale coniugato nel migliorare la prognosi dei pazienti affetti da tumori HER2 postivi ”.

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    HER2
    HER2 è un recettore di membrana tirosin-chinasico presente sulla superficie delle cellule di molti tipi di tumore, tra cui quello mammario, gastrico, polmonare e colorettale. In alcuni tumori, la sovra-espressione di HER2 è associata ad una specifica alterazione genetica di HER2 nota come amplificazione ed è spesso associata ad una malattia aggressiva con una prognosi infausta.
    Altre alterazioni genetiche di HER2 (chiamate mutazioni HER2) sono state identificate nel NSCLC, specificamente adenocarcinomi, come target molecolari distinti e sono presenti in circa 2-4% dei pazienti affetti da NSCLC. Tali mutazioni genetiche HER2 acquisite sono state associate indipendentemente alla crescita delle cellule tumorali e a prognosi infausta.
    La sovra-espressione e amplificazione di HER2 si ritrova nel 2-5% dei pazienti affetti da carcinoma del colon-retto. Gli studi indicano che l’amplificazione di HER2 può essere associata alla resistenza alla terapia anti-EGFR (recettore del fattore di crescita dell’epidermide) e ad una ridotta sopravvivenza.

    ENHERTU
    ENHERTU (trastuzumab deruxtecan) è un anticorpo-coniugato (ADC) specifico per il recettore HER2. È l’ADC leader del portfolio oncologico di Daiichi Sankyo e il programma più avanzato nella piattaforma scientifica ADC di AstraZeneca. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che forniscono un agente citotossico (“carico farmacologico”) alle cellule neoplastiche mediante un chemioterapico legato a un anticorpo monoclonale diretto contro uno specifico bersaglio espresso dalle cellule neoplastiche.
    Realizzato con l’impiego della DXi, la tecnologia ADC brevettata di Daiichi Sankyo, ENHERTU è composto da un anticorpo anti HER2 umanizzato, a cui è legato, tramite un legame a base tetrapeptidica, un carico citotossico, rappresentato da un nuovo inibitore della topoisomerasi I.

    ENHERTU (5,4 mg /kg) è approvato negli Stati Uniti e in Giappone per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma mammario HER2-positivo non resecabile o metastatico, i quali hanno ricevuto due o più precedenti regimi di trattamento anti-HER2. L’approvazione si basa sullo studio DESTINY-Breast01.

    ENHERTU non è stato ancora approvato per alcuna indicazione in UE né in Paesi al di fuori del Giappone e degli Stati Uniti. È attualmente in fase di sperimentazione a livello globale per varie indicazioni. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora stabilite per l’uso proposto.

    Il Programma di Sviluppo Clinico ENHERTU
    Un ampio e completo programma di sviluppo è attualmente in corso a livello globale con sei studi registrativi che stanno valutando l’efficacia e la sicurezza di ENHERTU in monoterapia per il trattamento di diversi tumori con espressione di HER2, inclusi i carcinomi mammario, gastrico, colorettale e polmonare. Sono in corso ulteriori trials su ENHERTU in associazione con altri trattamenti anti-cancro come l’immunoterapia.

    Nel maggio 2020, ENHERTU ha ricevuto la designazione Breakthrough Therapy (BTD) dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per il trattamento di pazienti con adenocarcinoma non resecabile/metastatico gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo che hanno ricevuto due o più regimi di trattamento precedenti, tra cui trastuzumab, e la designazione di farmaco orfano per il carcinoma gastrico, incluso quello della giunzione gastroesofagea. Nel marzo 2018, ENHERTU ha ricevuto la designazione SAKIGAKE per un potenziale utilizzo nella stessa popolazione di pazienti HER2- positivi e una New Drug Application supplementare sNDA è stata presentata per l’approvazione al Ministero della salute, del lavoro e del welfare giapponese (MHLW) nell’aprile 2020.

    Nel maggio 2020, ENHERTU ha anche ricevuto una BTD per il trattamento di pazienti con carcinoma polmonare metastatico non a piccole cellule (NSCLC) che presentino una mutazione di HER2 e abbiano mostrato progressione della malattia durante o dopo la terapia a base di platino.

    La collaborazione tra Daiichi Sankyo e AstraZeneca
    A marzo 2019, Daiichi Sankyo e AstraZeneca hanno finalizzato una collaborazione a livello globale al fine di sviluppare e commercializzare congiuntamente ENHERTU in tutto il mondo, eccetto che in Giappone, dove Daiichi Sankyo manterrà i diritti esclusivi. Daiichi Sankyo sarà unica responsabile per la produzione e la fornitura.

    Daiichi Sankyo Oncologia

    La missione di Daiichi Sankyo Global in ambito oncologico, è far leva su una ricerca scientifica innovativa spingendosi oltre il pensiero scientifico tradizionale, al fine di sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per i pazienti, e questo impegno permea ogni sua scelta. Ancorata alla sua nuova tecnologia DXd dei farmaci anticorpo-coniugati (ADC), la ricerca di Daiichi Sankyo include laboratori di bio/immuno-oncologia in Giappone e Plexxikon Inc., il suo centro di R&S sulla struttura delle “small molecules” a Berkeley (California). Per maggiori informazioni, consultare www.DSCancerEnterprise.com

    Fonte: https://bit.ly/2AoAgZS

    Contatti

    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    [email protected]

  • Cosmos Media Italia media partner del progetto sportivo EM314

    Cosmos Media Italia supporta le attività media e di Relazioni Pubbliche  del progetto di marketing dello sport di supporto all’atleta Emmanuele Macaluso denominato EM314.

     

    Cosmos Media Italia e EM314 hanno concluso un accordo di media partnership. L’accordo prevede l’attività di ufficio stampa e di supporto alle relazioni pubbliche per il progetto di marketing dello sport EM314. Cosmos Media Italia fornirà il suo contributo anche sui social media e nelle azioni di brand management del progetto.

     

    Cos’è EM314

    EM314 è il progetto professionale di marketing dello sport che supporta il rientro all’attività agonistica di Emmanuele Macaluso. È un progetto operativo gestito formalmente dall’associazione Factory Performance di Torino.

    Lanciato nel novembre 2019, a pochi mesi dal lancio conta una rassegna stampa con oltre 150 articoli pubblicati e migliaia di follower e fan sui social.

     

    L’accordo di media partnership è da considerarsi a tutti gli effetti attivo.

     

    Di seguito i contatti di EM314

    Web http://www.emacaluso.com/em314official.htm

    Blog https://em314official.blogspot.com/

    E-mail [email protected]

    Facebook https://www.facebook.com/EM314official

    Instagram https://www.instagram.com/emmanuelemacaluso/

    Linkedin https://www.linkedin.com/company/em314

  • Bando “Nuove economie di comunità” la pandemia Covid-19 non ferma il lavoro della Fondazione Istituti Educativi

    500 mila euro destinati alla diffusione di una cultura dell’integrazione, per il miglioramento della convivenza civile, la coesione sociale e il miglioramento delle condizioni di vivibilità del territorio e della comunità, la valorizzazione delle risorse ambientali locali, la tutela del comparto agroalimentare locale della filiera corta e la promozione dei principi dell’economia sociale e solidale e della sostenibilità ambientale. Fondi messi a disposizione dalla Fondazione Istituti Educativi di Bergamo attraverso il bando “Nuove economie di comunità”, che ha selezionato i 10 progetti meritevoli del finanziamento, per un totale di 90 soggetti partner, con un’attenzione particolare alla fascia più vulnerabile della società che, a causa della pandemia, è tra le più colpite dalla crisi. Un bando che ha visto la partecipazione di ben 30 progetti con il coinvolgimento di più di 200 soggetti.

    Tre gli ambiti di intervento: “territori smart land”, “cultura di sistema e alleanze generazionali” e “economie trasformative e circolari” in cui i progetti dovevano rientrare, fondamentale inoltre la capacità di fare rete sul territorio con enti, associazioni o strutture partner. Finanziamenti significativi che attualizzano gli scopi statutari della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo (FIEB) individuati nella qualità della vita, nella marginalità sociale, nel diritto/dovere di istruzione e formazione e nello sviluppo della persona umana. Una nuova tappa nella lunga storia della Fondazione in stretto rapporto con l’economia della terra e della comunità.

    “Abbiamo scelto i progetti più innovativi e capaci di coinvolgere il maggior numero di soggetti sociali. Diversi progetti hanno mostrato di avere un impatto positivo dal punto di vista dell’occupazione e dell’inclusione di soggetti svantaggiati ovvero la tutela e la valorizzazione del comparto agroalimentare locale. Obiettivo della FIEB, attraverso questo bando, è sostenere e promuovere lo sviluppo di un sistema economico locale solido, solidale e sostenibile” spiega Luigi Sorzi, Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo “Nonostante l’emergenza da Covid-19, abbiamo deciso di onorare il nostro impegno per la provincia Bergamasca, per tutelare le peculiarità e le tipicità di un territorio operoso, dinamico e pronto a ripartire con grande forza. Alcuni dei progetti, avranno rilevanza anche nell’ambito della ripartenza economica post emergenza, e quindi per noi hanno un grande valore aggiunto” conclude Sorzi.

    Tra i progetti assegnatari, “Migrantour a Bergamo: i nuovi cittadini raccontano il territorio” proposto come capofila dalla Coop. Impresa sociale Ruah S.C.S, che si propone l’obiettivo di valorizzare il turismo esperienziale con un forte coinvolgimento dei giovani migranti e “Una rete per costruire una economia della persona e della sostenibilità” proposto come capofila dal Biodistretto dell’Agricoltura Sociale di Bergamo, con l’intento di creare un Distretto dell’Economia sociale e solidale provinciale. “Relazioni in prova, relazioni in scena” proposto come capofila da Cea Servizi si occupa di sensibilizzare sul tema dell’apicoltura e dell’orticoltura; “Il recupero delle eccedenze alimentari verso una nuova sostenibilità” proposto come ente capofila da Coop. Namastè coinvolge rete di supermercati e numerosi volontari, anche nel mondo della disabilità mentre “Le 5 R: recupero, riuso, riciclo, riutilizzo risorse” proposto come ente capofila da Associazione Diakonia lavora per dare nuova vita ad oggetti riciclati. Cinque infine i progetti trasversali a più ambiti: “I mercati degli agricoltori per il benessere della comunità” proposto come ente capofila da Promoisola, progetto multiarea con più azioni e ricaduta nel territorio Isola Bergamasca; “Nutrire relazioni per sostenere il futuro” proposto come ente capofila da Ca’ Al del Mans, quale progetto innovativo per la Valle Brembana; “Proposte di turismo sostenibile delle terre alte del Sebino settentrionale” proposta dall’ente capofila Associazione Bossico Borgo Diffuso, quale progetto turistico innovativo per l’area del Sebino; “Cre-attivi per natura” proposto come ente capofila dalla Coop. Città del Sole, quale migliore progetto di creazione di collaborazioni e partnership nell’ambito dell’economia circolare; “Giro-Tondo” proposto come ente capofila da Azienda Bergamasca Formazione, quale migliore progetto multiarea con focus formazione nell’ambito agroalimentare.

    “Il bando sulle nuove economie di comunità – dichiara il consigliere Matteo Rossiha portato in evidenza una realtà fortemente presente sul nostro territorio che cerca di promuovere ogni giorno un’economia che metta al centro la persona, l’ambiente e la comunità anziché il profitto e lo sfruttamento delle risorse naturali. E’ una risposta chiara alla domanda di senso che molte persone si pongono – dopo questa crisi – con la speranza di poter costruire un nuovo modello di sviluppo, ed è la strada giusta sulla quale costruire il rinascimento del nostro territorio, mettendo al centro quei valori che durante la crisi ci hanno dato la possibilità di rimanere uniti come comunità bergamasca”. 

     

    I progetti saranno presentati in un webinar mercoledì 10 giugno alle ore 20.30. Per partecipare alla presentazione https://www.istitutieducativi.it/bandi-contributi/

  • Aneurisma “Never Say”

    in radio e sulle piattaforme digitali il singolo d’esordio dell’alternative rock band 

    La canzone è stata scritta dopo un’esperienza sentimentale negativa in cui le tue emozioni vengono fatte a pezzi, ma nonostante tutto trovi la forza di rialzarti. Infatti il tema principale è la rinascita. È la voglia di buttarsi il passato alle spalle e di mettersi nuovamente in gioco… perché la vita è meravigliosamente imprevedibile e tutto deve essere ancora scritto. Siamo noi a decidere del nostro destino!

    Gli Aneurisma sono una band Grunge/Alternative-Rock pescarese formatasi nel 2011 dall’incontro tra Antonio Orlando (voce e chitarra) e Luca Degl’Innocenti (basso e cori).
    La band raggiunge la sua formazione completa con l’arrivo del batterista Ettore Saluci, consolidando un sound duro, aggressivo e psichedelico che contraddistingue le loro composizioni.
    In seguito alla pubblicazione del loro primo omonimo Ep, calcano i palchi di numerosi festival e club italiani, ricevendo recensioni e accoglienze positive.

    Nel 2016 sono ospiti di una edizione del “Bussi Rock Festival”, dove condividono il palco con gli IWolf, reduci dal successo del talent show The Voice of Italy.

    Nell’Aprile del 2017 partecipano al premio nazione “Brano Inedito” suonando nello storico locale romano la “Locanda Blues”, evento seguito on line da oltre 30.000 spettatori.

    Nel 2018 la band entra a far parte nell’associazione musicale nazionale #nonsiamosoli e viene selezionata la loro canzone “Insanity” per il primo volume di una compilation, in uscita nazionale discografica, rappresentativa dei gruppi emergenti della realtà musicale italiana.
    Nello stesso anno il gruppo si esibisce nell’anfiteatro del porto turistico di Pescara, in una tappa dell’Indipendente Festival”, condividendo il palco con alcuni dei maggiori gruppi della scena musicale nazionale, riscuotendo un notevole consenso da parte di pubblico e critica.

    Nel 2019 la band si ferma per un breve periodo dall’attività live per dedicarsi alla registrazione in studio dell’album d’esordio in uscita prevista per Settembre/Ottobre 2020.
    Nel frattempo a lavoro per il lancio ufficiale nazionale del primo singolo con rispettivo videoclip.

    https://www.facebook.com/aneurismarockband/
    https://www.instagram.com/aneurisma.rock.band/

  • La verità sull’LSD

    L’LSD è tra le più potenti sostanze chimiche che alterano l’umore. Deriva dall’acido lisergico, un fungo che cresce sulla segale ed altri tipi di cereali.

    Viene prodotto in forma di cristalli all’interno di laboratori illegali, principalmente negli Stati Uniti. Questi cristalli vengono poi convertiti in forma liquida per la distribuzione. È inodore, incolore e ha un sapore leggermente amaro.

    Conosciuto come “acido” e con molti altri nomi, l’LSD viene venduta illegalmente sotto forma di piccole pillole (“micropunte”), capsule o quadrati di consistenza gelatinosa (“window panes”). A volte della carta assorbente viene impregnata con questa sostanza e poi suddivisa in piccoli quadrati decorati con personaggi dei cartoni animati (“loony toons”). Occasionalmente viene venduta in forma liquida. Ma, indipendentemente dalla sua forma, l’LSD porta chi ne fa uso sempre allo stesso punto: una grave dissociazione dalla realtà.

    Chi fa uso di LSD chiama un’esperienza con l’LSD un “trip” (viaggio). Solitamente dura circa dodici ore. Le reazioni avverse, che sono frequenti, vengono chiamate “brutti trip”, un’espressione con la quale si sottintende che si è provato l’inferno.

    CHE COS’È UN ALLUCINOGENO?

    Gli allucinogeni sono droghe che causano allucinazioni. Coloro che ne fanno uso vedono immagini, sentono suoni e provano sensazioni che sembrano molto reali ma non esistono. Alcuni allucinogeni producono anche cambiamenti improvvisi e imprevedibili nell’umore di coloro che ne fanno uso.

    All’età di 16 anni mi fecero conoscere una droga di cui ho abusato per oltre tre anni: l’LSD. Ciò di cui ero inconsapevole era il fatto che l’LSD è il più potente allucinogeno conosciuto dall’uomo. Si presentava sotto forma di un piccolo pezzo di carta, non più grande dell’unghia del mio indice, chiamata francobollo. Quindici minuti dopo aver messo la carta sulla lingua tutto il mio corpo diventava caldo ed io cominciavo a sudare. Altre reazioni che ho sperimentato mentre ero sotto l’effetto della droga sono state pupille dilatate, nausea e pelle d’oca. Mentre ero sotto l’effetto dell’LSD mi sentivo come se ci fosse un’enorme distorsione nella mia mente e nel mio corpo. I cambiamenti visivi, come anche gli estremi cambiamenti di umore, erano come un viaggio strano e spaventoso, un viaggio in cui sentivo di non avere alcun controllo sulla mia mente e sul mio corpo.” Edith

    QUALI SONO I RISCHI DELL’LSD?

    Gli effetti dell’LSD sono imprevedibili. Dipendono dalla quantità assunta, dall’umore e dalla personalità della persona oltre che dall’ambiente nel quale la droga viene usata. È come giocare ai dadi: una dirompente, innaturale euforia o una grave depressione *paranoica (* paranoico: sospettoso, diffidente o spaventato nei confronti delle altre persone).

    Si possono inoltre sperimentare alterazioni eccessive nell’umore, di qualsiasi tipo, dalla “gioia” improvvisa al terrore intenso. La parte peggiore è che il consumatore di LSD non è più in grado di distinguere quali sensazioni vengano create dalla droga e quali siano parte della realtà. Alcune persone che fanno uso di LSD sperimentano una gioia immensa che erroneamente scambiano per “illuminazione”. Non solo si dissociano dalle loro normali attività, ma sentono anche l’impulso di assumerne ancora per sperimentare di nuovo la stessa sensazione. Altri, mentre usano l’LSD, sperimentano violenti, terrificanti pensieri e sensazioni, paura di perdere il controllo, paura di impazzire e di morire e disperazione. Una volta che un brutto “trip” è cominciato, spesso non c’è modo di fermarlo e può durare fino a ore. In effetti alcune persone non si sono mai ristabilite da una psicosi indotta dall’acido. Assunto in quantità sufficientemente elevate, l’LSD produce illusioni e allucinazioni visive. Il senso del tempo e la consapevolezza di sé cambiano. Grandezze e forme degli oggetti diventano distorte, così come i movimenti, colori e suoni. Persino il tatto e le normali sensazioni corporee diventano qualcosa di strano e bizzarro. Le sensazioni appaiono “accavallate”, dando al consumatore l’idea di sentire colori e di vedere suoni. Tali alterazioni possono essere spaventose e causare panico. La capacità di giudizio e il senso del pericolo si deteriorano. Un consumatore di LSD può arrivare a saltare da una finestra per “dare uno sguardo più da vicino” al suolo. Può rimanere lì seduto a godersi il tramonto, inconsapevole di trovarsi nel bel mezzo di un incrocio trafficato. Molte persone che fanno uso di LSD sperimentano dei flashback o il riaccendersi di trip da LSD, spesso senza alcun preavviso, anche molto tempo dopo averlo assunto. I brutti trip e i flashback sono solo una parte dei rischi che si corrono nell’assumere LSD. I consumatori di LSD possono manifestare psicosi di durata piuttosto lunga o grave depressione. Poiché l’LSD si accumula nel corpo, i consumatori sviluppano una tolleranza per la droga. In altre parole, i consumatori abituali devono prenderne una quantità sempre maggiore per raggiungere lo “sballo”. Il che crea effetti fisici ed aumenta il rischio di un brutto trip che potrebbe indurre alla psicosi.

    Di solito, i primi effetti dell’LSD vengono sperimenti minuti dopo l’assunzione della droga. Spesso le pupille si dilatano. La temperatura del corpo può salire o scendere, mentre la pressione sanguigna e il battito cardiaco possono aumentare o diminuire. Sudorazione o brividi sono comuni. I consumatori di LSD spesso sperimentano perdita di appetito, insonnia, labbra secche e tremori. Alterazioni visive sono tra gli effetti più comuni, la persona può fissarsi sull’intensità di determinati colori.

    Si possono inoltre sperimentare alterazioni eccessive nell’umore, di qualsiasi tipo, dalla “gioia” improvvisa al terrore intenso. La parte peggiore è che il consumatore di LSD non è più in grado di distinguere quali sensazioni vengano create dalla droga e quali siano parte della realtà.

    Alcune persone che fanno uso di LSD sperimentano una gioia immensa che erroneamente scambiano per “illuminazione”.

    Non solo si dissociano dalle loro normali attività, ma sentono anche l’impulso di assumerne ancora per sperimentare di nuovo la stessa sensazione. Altri, mentre usano l’LSD, sperimentano violenti, terrificanti pensieri e sensazioni, paura di perdere il controllo, paura di impazzire e di morire e disperazione. Una volta che un brutto “trip” è cominciato, spesso non c’è modo di fermarlo e può durare fino a ore. In effetti alcune persone non si sono mai ristabilite da una psicosi indotta dall’acido.

    Assunto in quantità sufficientemente elevate, l’LSD produce illusioni e allucinazioni visive. Il senso del tempo e la consapevolezza di sé cambiano. Grandezze e forme degli oggetti diventano distorte, così come i movimenti, colori e suoni. Persino il tatto e le normali sensazioni corporee diventano qualcosa di strano e bizzarro. Le sensazioni appaiono “accavallate”, dando al consumatore l’idea di sentire colori e di vedere suoni. Tali alterazioni possono essere spaventose e causare panico.

    La capacità di giudizio e il senso del pericolo si deteriorano. Un consumatore di LSD può arrivare a saltare da una finestra per “dare uno sguardo più da vicino” al suolo. Può rimanere lì seduto a godersi il tramonto, inconsapevole di trovarsi nel bel mezzo di un incrocio trafficato.

    Molte persone che fanno uso di LSD sperimentano dei flashback o il riaccendersi di trip da LSD, spesso senza alcun preavviso, anche molto tempo dopo averlo assunto.

    I brutti trip e i flashback sono solo una parte dei rischi che si corrono nell’assumere LSD. I consumatori di LSD possono manifestare psicosi di durata piuttosto lunga o grave depressione.

    Poiché l’LSD si accumula nel corpo, i consumatori sviluppano una tolleranza per la droga. In altre parole, i consumatori abituali devono prenderne una quantità sempre maggiore per raggiungere lo “sballo”. Il che crea effetti fisici ed aumenta il rischio di un brutto trip che potrebbe indurre alla psicosi.

    All’età di 13 anni ho bevuto il mio primo drink e presto conobbi la marijuana. Poi mi trovai tra le mani l’LSD e ne divenni dipendente, mangiandone come fossero caramelle.

    Una notte durante una festa ho perso conoscenza e mi sono risvegliata con la faccia sporca di sangue e vomito che mi usciva dalla bocca. Fu un miracolo se riuscii a svegliarmi e a ripulirmi. Salii in macchina, tremante, guidai fino a casa dei miei genitori. Mi arrampicai sul letto di mia madre e piansi.

    All’età di ventun’anni feci la mia prima riabilitazione”. Donna

    Noi volontari Mondo Libero Dalla Droga ci battiamo per far sì che queste droghe sino eliminate dalla faccia della terra ed attraverso una corretta informazione e l’aiuto di persone di ogni ceto sociale e di buona volontà possiamo far diminuire questa piaga mondiale come dice il Filantropo L.Ron Hubbard:” Il pianeta si è scontrato con una barriera che impedisce un progresso sociale su vasta scala: droga, farmaci e le altre sostanze chimiche”. Queste parole ci motivano a continuare la nostra crociata che in tutto il mondo sta avvenendo, ognuno può far qualcosa, non ci stiamo prendendo responsabilità nella zona Romagnola e chiunque voglia aiutarci può scrivere una mail: [email protected] o tramite il sito https://www.noalladroga.it/ dove sono disponibili molti libricini informativi, scaricabili gratuitamente, che riguardano molte tipi di droghe e sono scritti in modo che chiunque possa capirli, ci sono anche e corsi  e documentati gratuiti, questo perché La Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga è un’associazione di pubblica utilità, non a scopo di lucro, che dà ai giovani e agli adulti informazioni basate sui fatti in merito alla droga, affinché possano prendere decisioni consapevoli e vivere liberi dalla droga.

    REFERENCES:
    1. European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction 2007 Annual Report
    2. United Nations Office of Drugs and Crime, report on LSD, 1998
    3. S. Department of Justice, National Drug Intelligence Center report, May 2003
    4. S. Drug Enforcement Administration
    5. Research Report Series—Hallucinogens and Dissociative Drugs,” U.S. National Institute on Drug Abuse
    6. S. Office of National Drug Control Policy report on Hallucinogens, September 2005
    7. Acid Dreams: The Complete Social History of LSD—The CIA, the Sixties, and Beyond,Martin A. Lee and Bruce Shlain, Grave Press, (revised edition), March 1986
    8. drogues.gouv.fr. (Website of French Government’s Interdepartmental Mission for the Fight Against Drugs and Drug Addiction)
    9. Hopkins Medical News
    10. S. Substance Abuse and Mental Health Services Administration
    11. Situation of Amphetamines, Ecstasy and LSD in Europe,” European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction
    12. New Study Reveals More than 3 Million Adolescents and Young Adults Have Used Non-Prescription Cough and Cold Medicines to Get High at Least Once in their Lifetimes,” 10 Jan 2008, Substance Abuse and Mental Health Services Administration1
  • 500 mila euro per Ospedali, Rsa e medici di medicina generale. Strumenti per l’emergenza ma anche per ripartire in sicurezza

    Mascherine, Dispositivi di Protezione Individuale, termo scanner, ventilatori polmonari e barelle bio-contenitive per ospedali milanesi, medici di medicina generale, RSA, associazioni di mutuo soccorso, associazioni di volontariato e istituzioni carcerarie. Una mobilitazione dal valore di oltre 500 mila euro attivata dal Distretto Rotary 2041 a sostegno dell’area metropolitana milanese in cui opera.

    Un’azione che è parte di un più ampio progetto dal valore di 1,3 milioni di euro realizzato da tutti e 13 distretti italiani per dotare 28 centri ospedalieri di tecnologie avanzatissime.

    Sul fronte milanese, particolarmente impegnato nella battaglia contro il Coronavirus, la solidarietà di Rotary ha visto donazioni a diverse realtà del territorio.

    L’Ospedale Luigi Sacco ha ricevuto una barella bio-contenitiva, dispositivo fondamentale che permette il trasporto in sicurezza per pazienti infetti, isolandoli completamente, 10.000 mascherine chirurgiche, mascherine filtranti e due ventilatori polmonari. «Questa donazione da parte del Rotary – afferma il Prof. Piergiorgio Danelli, Responsabile del Dipartimento Chirurgico dell’ospedale – rappresenta sicuramente una grande spinta nell’ottica di una maggior solidarietà futura. Per quanto riguarda il momento attuale, la donazione della barella bio-contenitiva costituisce naturalmente un grande aiuto per il trasporto di pazienti nella massima sicurezza».

    All’Ospedale di Garbagnate Milanese sono invece stati donati due ventilatori polmonari, uno da parte dei club del Distretto 2041, l’altro da parte del Rotary Club Naviglio Grande San Carlo. Anche l’Ospedale Gaetano Pini di Milano ha ricevuto un ventilatore polmonare e riceverà nei prossimi giorni un termo scanner.

    Termoscanner e ventilatori sono andati anche a, tra gli altri, Policlinico, l’Istituto Nazionale dei Tumori, Fondazione Pelucca RSA di Sesto San Giovanni, l’Ospedale Niguarda e l’Associazione Fratelli San Francesco.

    Agli Ospedali San Carlo e San Paolo di Milano sono destinati due gate con termo scanner in grado di rilevare istantaneamente la presenza di febbre, una Covid Triage Unit, cabina isolata in cui è possibile seguire il triage in modo sicuro senza contatto, e una barella ad alto bio-contenimento per il trasporto di un paziente infetto.

    Il Comune di Milano ha invece ricevuto una fornitura di 5.126 facciali filtranti da destinare ai medici di Medicina Generale e pediatri di libera scelta. Le mascherine sono state consegnate alla Vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e al Direttore della Protezione Civile Dott. Cristiano Cozzi nella sede della Protezione Civile.

    «È un’esperienza estremamente toccante e impegnativa – dichiara il governatore del Distretto Rotary 2041 Simonetta Tiezzi -. Ho la fortuna di avere a fianco una grande squadra: questo lavoro svolto insieme ci fa capire l’importanza dell’unione e della condivisione, specialmente in un momento di emergenza. Siamo molto contenti, perché il risultato è davvero ottimo: con donazioni come i ventilatori polmonari portatili pensiamo al presente ma strumenti come i termoscanner ci permettono di guardare al futuro per prevenire e limitare i contagi».

    MATERIALE IN CONSEGNA

    Termoscanner: RSA Golgi Redaelli, RSA Pio Albergo Trivulzio, RSA Sacra Famiglia di Cesano Boscone, RSA Fondazione Pelucca di Sesto San Giovanni, Ospedale Luigi Sacco, Ospedale Fatebenefratelli, Ospedale Vittore Buzzi, Ospedale Macedonio Melloni, Istituto Nazionale dei Tumori, Ospedale Mangiagalli, Ospedale di Sesto San Giovanni

    Ventilatori Polmonari: Ospedale Niguarda, Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo

    Ecografo: Ospedale di Rho

  • Susanna Esposito, i consigli dell’infettivologa sulle vaccinazioni nei bambini

    “I vaccini devono essere intesi come un vantaggio per la salute dei figli, non come una costrizione, ma spesso questo concetto stenta a passare”: è il messaggio lanciato da Susanna Esposito sull’importanza delle vaccinazioni nei bambini.

    Susanna Esposito

    Susanna Esposito: i vaccini per la salute dei più piccoli e il ruolo del pediatra

    Professore ordinario di Pediatria e Direttore della Clinica Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Parma, Susanna Esposito è intervenuta sulla tematica di stretta attualità riguardante l’importanza dei vaccini nei confronti della salvaguardia della salute e della lotta alle malattie infettive. “I vaccini hanno un ruolo determinante nel preservare la salute dei bambini, ma anche degli adulti e degli anziani”, scrive la Professoressa, “grazie alle vaccinazioni sono state salvate nel mondo milioni di vite e alcune malattie sono quasi del tutto scomparse”. Nonostante la portata scientifica di tale strumento, però, i vaccini a volte dividono l’opinione pubblica e sono al centro di un dibattito che contrappone vaccinisti e anti-vaccinisti. Il messaggio della Professoressa è rivolto soprattutto a quei genitori che, piuttosto che rivolgersi alla competenza di professionisti sanitari, preferiscono effettuare scelte per la salute dei propri figli affidandosi a quanto circola sul web. Per porre rimedio a ciò, sottolinea l’infettivologa, il ruolo del pediatra è di cruciale importanza poiché “ha il compito di informare e formare le famiglie sull’importanza dei vaccini”, un compito necessario a “far capire che la vaccinazione è l’unico strumento efficace contro il rischio di morte o complicanze gravi legate a morbillo, rosolia, meningite e altre malattie infettive”.

    Vaccini, i falsi miti smentiti dalla Professoressa Susanna Esposito

    L’intervento pubblicato da Susanna Esposito sul sito dell’Associazione Amici del Bambino Malato – ABM, Onlus da lei fondata nel 2009 insieme a Nicola Principi, prosegue analizzando alcuni dei falsi miti più comuni riguardanti l’argomento dei vaccini, come quello, abbastanza diffuso, del presunto legame tra vaccinazioni e autismo. Il messaggio della Professoressa è chiaro: “Attualmente non esistono studi scientifici in grado di dimostrare una correlazione tra vaccini e autismo”. Un altro, anch’esso comune, è rappresentato dal dubbio relativo alla composizione dei vaccini: “Erroneamente si crede che i vaccini contengano sostanze dannose per la salute dei bambini. I vaccini invece non contengono né mercurio né i suoi derivati”, spiega Susanna Esposito, “e alcuni prodotti presentano solo in minima parte sali di alluminio che ne rafforzano l’effetto”. Un’altra diffusa credenza riguarda la relazione tra influenza e vaccino antinfluenzale, il quale “talvolta può generare effetti collaterali di durata transitoria, come qualche linea di febbre o inappetenza” e questo, purtroppo, “fa subito pensare ad una non efficacia del vaccino antinfluenzale”. Infine, il falso mito secondo cui sarebbe meglio ammalarsi che vaccinarsi, ma, anche in questo caso, il consiglio dell’infettivologa non lascia adito a dubbi: “Il rischio che si corre contraendo l’infezione naturale è molto più alto del rischio legato alla vaccinazione”.

  • “Anima fragile” il debutto musicale di un cantautore raffinato: Cioffi

    E’ disponibile in radio e nei digital store ANIMA FRAGILE il singolo di esordio di CIOFFI.

    Con “Anima fragile” cerco di parlare e rivolgermi ai ragazzi, ai miei coetanei ai giovani della mia generazione. Quelli che definisco come i ragazzi della gente. Noi, anime fragili: dei ragazzi forti e consapevoli dei loro mezzi ma allo stesso tempo, pieni di bisogni e di incertezze. Ci troviamo ad affrontare i dilemmi sul senso della vita stessa, su ciò che ci riserva il destino, cercando di dare un senso a tutto ciò che ci capita e ci circonda – racconta Cioffi.

    A noi, dei ‘bambini ormai già grandi’ – continua il cantautore pugliese – ci piace godere della bellezza delle piccole cose e di tutti i colori del mondo e le su sfumature. Il nostro unico scopo e augurio è che ogni ragazzo possa realizzare i propri piccoli grandi sogni, che nella canzone immagino con la figura di un tramonto. Non importa quanta strada dovremo percorrere e quanti ostacoli dovremo superare in questo ‘viaggio andata senza ritorno’, dall’alto della nostra vittoria la vista sara stupenda, e ci godremo il tramonto più bello di sempre”.

    Andrea Cioffi, in arte CIOFFI, nasce a Galatina (Lecce) il 3 Luglio 1996. Cantautore salentino di 23 anni, si affaccia allo studio della chitarra fin da adolescente. La passione per la musica lo spinge, altresì, a prendere lezioni di canto e ad approcciarsi, da autodidatta, allo studio di uno secondo strumento musicale, il pianoforte. Portatore di uno stile, una combinazione tra pop e cantautorato classico italiano, senza disdegnare qualche sfumatura rap, Cioffi è autore e compositore delle sue canzoni. Notato e apprezzato da alcuni Artisti, Cioffi ha la possibilità di salire sul palco, in qualità di opening act di nomi quali Fabrizio Moro (Parole rumori e anni Tour, Figli di Nessuno Tour); Le Vibrazioni (Cosi Sbagliato Tour); Antonio Maggio e Pierdavide Carone (Diamoci del Tour). Attualmente Cioffi sta lavorando alla stesura del suo primo album.

  • Cinque segreti per capire le donne

     

    Cinque segreti per capire le donne

    La domanda che ogni uomo prima poi si pone è: “Come posso fare per capire le donne?”. Molti ci hanno provato. Tuttavia, non ti preoccupare, capire le donne è possibile, i tuoi dubbi hanno senso. Il trucco per capire le donne è lasciar perdere tutti gli stereotipi che sai, per poter iniziare a conoscere la donna come individuo. Che si tratti di una conoscenza, di un membro della famiglia o di una fidanzata, se ti prendi del tempo per parlare con una donna e ascoltare davvero ciò che ha da dire, presto avrai un’idea più chiara di chi è realmente e di come approcciarsi con lei. Può anche essere utile tentare di capire quali siano i problemi delle donne per imparare a riconoscerli: solo così potrai sfidare alcuni stereotipi di genere abbastanza comuni.

    Ecco cinque consigli da tenere a mente, da sapere quando una donna cerca un uomo, per capire meglio quelle che conosci e per capire quelle che incontrerai in futuro.

    1. Tutte le donne sono diverse

    La prima cosa da capire per comprendere le donne è che non tutte sono uguali. Certo, ci sono tante donne che hanno cose in comune, ma ogni donna è un individuo a sé stante. Se provi a giudicare una donna in base al comportamento di un’altra, stai sbagliando ogni cosa. Se vuoi divertirti con una donna, devi capire che ogni donna ragiona a modo suo.

    1. Non puoi trattare le donne come i tuoi amici

    Non potrai mai capire la donna che ti interessa se ti approcci a lei allo stesso modo con cui tenti di capire i tuoi amici. Uomini e donne sono creature diverse, socialmente e biologicamente parlando. Se cerchi di interagire con lei come se fosse un uomo con un vestito, sappi che non funzionerà.

    1. Presta attenzione alle sue parole

    Quindi, come capirla? Bene, il primo passo da fare per capire le donne è sicuramente quello di ascoltare ciò che hanno da dire. Troppo spesso, gli uomini parlano tanto, aspettano il loro turno per aprire la bocca, ma non ascoltano mai. Quello che devi fare per capire una donna, è prestare attenzione. Non solo imparerai molto su di lei, ma potrai anche capire qualcosa in più sulla sua persona da ciò che deciderà di raccontarti.

    1. Presta attenzione alle sue azioni

    Sarà un modo di dire ma è proprio così: le azioni contano più delle parole. Se vuoi davvero capire come flirtare per uscire con donne a Bari o in qualsiasi altra città italiana, per capire chi sono le donne piuttosto di ciò che vogliono farti credere, devi osservare le loro azioni. Quando ciò che dice non corrisponde a ciò che fa, devi fidarti delle sue azioni, piuttosto che delle sue parole.

     

    1. Fai domande

    Naturalmente, non puoi capire le donne se non poni delle domande. Ogni volta che ti senti in difficoltà mentre cerchi di capire di più, è tempo di fare qualche domanda. Non perché tu sia confuso su qualcosa che ha già detto o fatto, potresti fare qualche domanda specifica sulla sua vita, in modo da sapere di più.

    D’altra parte, se non hai tempo o soldi per tentare la fortuna con le donne, è meglio iscriversi a un sito di incontri per incontrare persone che cercano rapporti occasionali, come scopamici.com

     

     

    Provare non costa nulla!

    Cinque segreti per capire le donne

    La domanda che ogni uomo prima poi si pone è: “Come posso fare per capire le donne?”. Molti ci hanno provato. Tuttavia, non ti preoccupare, capire le donne è possibile, i tuoi dubbi hanno senso. Il trucco per capire le donne è lasciar perdere tutti gli stereotipi che sai, per poter iniziare a conoscere la donna come individuo. Che si tratti di una conoscenza, di un membro della famiglia o di una fidanzata, se ti prendi del tempo per parlare con una donna e ascoltare davvero ciò che ha da dire, presto avrai un’idea più chiara di chi è realmente e di come approcciarsi con lei. Può anche essere utile tentare di capire quali siano i problemi delle donne per imparare a riconoscerli: solo così potrai sfidare alcuni stereotipi di genere abbastanza comuni.

    Ecco cinque consigli da tenere a mente, da sapere quando una donna cerca un uomo, per capire meglio quelle che conosci e per capire quelle che incontrerai in futuro.

    1. Tutte le donne sono diverse

    La prima cosa da capire per comprendere le donne è che non tutte sono uguali. Certo, ci sono tante donne che hanno cose in comune, ma ogni donna è un individuo a sé stante. Se provi a giudicare una donna in base al comportamento di un’altra, stai sbagliando ogni cosa. Se vuoi divertirti con una donna, devi capire che ogni donna ragiona a modo suo.

    1. Non puoi trattare le donne come i tuoi amici

    Non potrai mai capire la donna che ti interessa se ti approcci a lei allo stesso modo con cui tenti di capire i tuoi amici. Uomini e donne sono creature diverse, socialmente e biologicamente parlando. Se cerchi di interagire con lei come se fosse un uomo con un vestito, sappi che non funzionerà.

    1. Presta attenzione alle sue parole

    Quindi, come capirla? Bene, il primo passo da fare per capire le donne è sicuramente quello di ascoltare ciò che hanno da dire. Troppo spesso, gli uomini parlano tanto, aspettano il loro turno per aprire la bocca, ma non ascoltano mai. Quello che devi fare per capire una donna, è prestare attenzione. Non solo imparerai molto su di lei, ma potrai anche capire qualcosa in più sulla sua persona da ciò che deciderà di raccontarti.

    1. Presta attenzione alle sue azioni

    Sarà un modo di dire ma è proprio così: le azioni contano più delle parole. Se vuoi davvero capire come flirtare per uscire con donne a Bari o in qualsiasi altra città italiana, per capire chi sono le donne piuttosto di ciò che vogliono farti credere, devi osservare le loro azioni. Quando ciò che dice non corrisponde a ciò che fa, devi fidarti delle sue azioni, piuttosto che delle sue parole.

     

    1. Fai domande

    Naturalmente, non puoi capire le donne se non poni delle domande. Ogni volta che ti senti in difficoltà mentre cerchi di capire di più, è tempo di fare qualche domanda. Non perché tu sia confuso su qualcosa che ha già detto o fatto, potresti fare qualche domanda specifica sulla sua vita, in modo da sapere di più.

    D’altra parte, se non hai tempo o soldi per tentare la fortuna con le donne, è meglio iscriversi a un sito di incontri per incontrare persone che cercano rapporti occasionali, come scopamici.com

     

     

    Provare non costa nulla!