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  • ANTONIO MCFLY MORELLI “Special Guest” è il nuovo progetto da solista per il musicista toscano

    Un brano spiccatamente funky dove ognuno può trovare la motivazione per fare sempre meglio e aumentare la propria autostima.

    In radio dal 31 maggio 2022

     

    “Special Guest” è un brano funky nato dal desiderio di creare spensieratezza nell’ascoltatore.

    Il testo è stato scritto per favorire la motivazione e spronare a fare sempre del proprio meglio. 

    Il titolo del brano farebbe pensare ad un qualcosa di auto celebrativo, ma in questo caso l’ospite d’onore è l’uomo comune che tutti i giorni vive una vita “normale” e apparentemente anonima. Tuttavia, nel portare a termine gli obiettivi quotidiani, l’impegno e la determinazione lo portano a vivere momenti di gloria personale. Andando avanti, la canzone diventa più autobiografica e l’artista racconta la propria esperienza dove questa visione lo ha aiutato a “rinascere” artisticamente. 

    Dietro ad un ritmo incalzante e energetico, il brano aumenta l’autostima e la gioia di vivere. Chiunque quindi può riconoscersi in questo mood che invita a ballare e a muoversi spontaneamente.  È stato scelto proprio il genere funky per il suo ritmo e il suo approccio alla positività. Il refrain è basato sull’inserimento di una melodia orientale, anch’essa ballabile e accattivante, che si fonde alla perfezione con la musica funky.  

     

    Etichetta: Black Out Dischi

    Radio date: 31 maggio 2022

     

    LINK SOCIAL

    FACEBOOK https://facebook.com/antomcfly90 

    INSTAGRAM https://www.instagram.com/antomcfly90 

    SPOTIFY https://open.spotify.com/artist/3KtRC5v9fOgVq6ybEszv2P 

    YOUTUBE https://youtube.com/c/antomcfly90 

    APPLE MUSIC https://music.apple.com/it/artist/antonio-mcfly-morelli/1478288929 

    BIO

    Antonio Morelli, in arte “McFly”, è un musicista italiano di musica elettronica con sonorità chill, funky e breakbeat. 

    Si avvicina al mondo della musica iniziando a suonare la chitarra nel 2006 e due anni più tardi fonda la band indie pop rock Baryonyx (2008-2021).

    Nel 2013 intraprende il percorso Accademico di chitarra elettrica moderna presso l’Accademia Musicale Lizard.

    Durante questi anni ha sviluppato varie collaborazioni, come ad esempio con Francesco Landucci il quale nel tempo è subentrato nella direzione artistica dei suoi progetti musicali. 

    Di pari passo con gli studi accademici di chitarra elettrica, l’autore si cimenta nelle sperimentazioni di musica elettronica. Nel 2018 decide così di preparare un nuovo progetto solista di musica strumentale basata sul jazz, il funky e l’elettronica. Viene pubblicato così l’album “Sound My Way” nel novembre 2020.

    Nel 2021 viene pubblicato il singolo “Updown” (2021) che rappresenta un “ponte” tra il vecchio ed il nuovo, dove il compositore aggiunge un ritornello cantato da lui stesso, gettando così le basi per nuove composizioni. 

    Nel 2022 viene pubblicato così un nuovo singolo chiamato “Special Guest” che riprende le sonorità funky e breakbeat, ma con un testo interamente cantato. 

     

    fonte: www.laltoparlante.it

  • A Luigi Ferraris il Premio Guido Carli: le dichiarazioni dell’AD di FS Italiane

    In un contesto storico delicato come quello attuale, "mai come oggi abbiamo un impegno così forte nel connettere le persone in modo rapido ed efficiente", così l’AD di FS Italiane Luigi Ferraris nel ricevere il Premio Guido Carli 2022.

    Luigi Ferraris

    Luigi Ferraris: le dichiarazioni dell’AD di FS Italiane alla cerimonia di premiazione

    A Luigi Ferraris la XIII edizione del Premio Guido Carli, iniziativa insignita della medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A conferire il Premio è stata la giuria composta da top manager, imprenditori ed editori, con la presidenza onoraria di Gianni Letta, nel corso di una cerimonia svoltasi il 6 maggio presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. "Sono onorato di ricevere questo prestigioso premio in un anno molto importante per l’Europa", ha commentato con soddisfazione l’AD: "Siamo in una fase storica delicata, e mai come oggi abbiamo un impegno così forte nel connettere le persone in modo rapido ed efficiente, con infrastrutture che ci permettono di muoverci non solo nel nostro Paese, ma anche in Europa". Il Premio assegnato a Luigi Ferraris riconosce l’impegno profuso in ambito sociale e manageriale, nonché le attività promosse per la diffusione del talento e della genialità italiana all’estero. Tra le motivazioni, inoltre, la capacità di aver inanellato una sequenza di incarichi di prestigio con pochi eguali nel panorama nazionale, per "un talento che ormai non conosce confini".

    Premio Guido Carli, Luigi Ferraris ringrazia le persone di FS Italiane

    Nel ricevere il Premio, Luigi Ferraris ha evidenziato l’importanza del lavoro svolto dal team di FS Italiane: "Non posso non pensare alle persone che lavorano in Ferrovie, nelle quali ho trovato grande umanità e spirito di servizio, che si è manifestato a pieno durante la crisi pandemica con passione e dedizione", ha dichiarato l’AD: "Nonostante le tragedie che stiamo vivendo colgo l’ottimismo nell’entrare in una fase nuova, di rinascita, e ritengo doveroso rinnovare il mio ringraziamento a chi lavora in questo Gruppo". L’assegnazione del riconoscimento a Luigi Ferraris è stata preceduta da un messaggio del Premier Mario Draghi, da un saluto del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio e da un intervento del Ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta.

  • Luciano Galimberti per Artis. “Emozioni da toccare” al Castello Sforzesco

    Mercoledì 8 giugno, in occasione del Fuorisalone, sarà presentata la nuova collezione caratterizzata da leve di design.

    Dall’autorevole creatività del presidente dell’Associazione per il Disegno Industriale – ADI Luciano Galimberti, con lo studio bgpiù progettazione, e dalla flessibilità produttiva di Artis nasce un nuovo programma volto a sottolineare l’aspetto evocativo e personale di un oggetto meramente funzionale come il rubinetto. Dispositivo dalla forte componente tecnica, risultato di processi industriali e standardizzati, il miscelatore, nel contesto del bagno contemporaneo inteso come luogo chiave della casa deputato al benessere, ha bisogno di stabilire un rapporto inedito tra un approccio emozionale e il gesto quotidiano, ripetuto, ordinario di relazione con il rubinetto.

    Da queste considerazioni nasce la collezione “Emozioni da toccare”, che rende possibile oltrepassare l’espressione formale del rubinetto valorizzandolo nel suo rapporto privilegiato con l’utente attraverso 4 proposte di leve dal carattere fortemente poetico, ispirate a forme della natura o della tecnologia, declinabili nelle molteplici finiture previste da Artis.

     

     

     

     

     

    “Leggermente”, “Precisamente”, “Sensualmente”, “Infinitamente”: le quattro serie proposte sono progettate per evocare con le loro peculiari linee differenti valori che identificano la connessione emotiva con il rubinetto.

     

     

     

     

     

    La collezione che sigla il nuovo sodalizio tra Galimberti e Artis riflette, così, la migliore tradizione del design Made in Italy, caratterizzata da un progetto tecnico solido e approfondito, unito sempre a una spiccata vocazione narrativa intorno alla relazione tra oggetto e un mercato sempre più consapevole. La presentazione di “Emozioni da toccare” si terrà mercoledì 8 giugno alle ore 17, durante la Milano Design Week 2022, all’interno dell’evento DDN Hub, nella splendida cornice del Castello Sforzesco di Milano nel Piazzale del Cannone, con l’intervento del designer Luciano Galimberti e del direttore commerciale di Artis Fabio Brignone.

    artisitaly.com

  • Alessandro Benetton: “Un fallimento a scuola non significa fallire nella vita”

    Ogni fallimento nasconde un’opportunità per rialzarsi e migliorare, soprattutto quando si parla di scuola. Alessandro Benetton ha affrontato l’argomento nel suo ultimo video Youtube ripreso dal "Corriere della Sera".

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: bocciatura un "incidente di percorso" che tutti possono superare

    Fondatore e Presidente di 21 Invest, imprenditore premiato da Ernst&Young, Cavaliere del Lavoro. E di recente nominato alla guida di Edizione, la holding di famiglia. Molti immaginano la carriera di Alessandro Benetton come un percorso senza particolari ostacoli. Nulla di più sbagliato. Sono diverse le sfide che l’imprenditore ha dovuto affrontare per arrivare dov’è ora. La prima già da giovanissimo, durante gli studi. Ne ha parlato per la prima volta durante l’ultimo episodio di un #UnCaffèConAlessandro, rubrica Youtube ripresa anche dal portale del "Corriere della Sera". "Al liceo sono stato bocciato. Una frase che detta ad alta voce mi fa ancora un certo effetto e mi riporta alla mente tantissimi ricordi, non tutti felici". Ricordi ed esperienze che l’imprenditore ha già messo nero su bianco nella sua autobiografia dal titolo "La Traiettoria", edita da Mondadori, e che ha deciso di condividere direttamente anche sui social: "Partiamo da un presupposto fondamentale: un fallimento nella scuola non vuol dire necessariamente un fallimento nella vita – sostiene Alessandro Benetton, portando i noti esempi di Einstein, Hack ed Edison – persone incappate in una bocciatura ma entrate poi nella storia dell’umanità. Nessuno di loro si è fatto fermare dal fallimento scolastico, perché capirono che si trattava di un incidente di percorso e non di una condanna per la vita".

    Alessandro Benetton: grazie ai miei professori ho capito che studiare significa poter realizzare i propri sogni

    È importante dare il giusto peso a quello che sicuramente è un campanello d’allarme, ma farne un dramma si rivela una strategia inutile: "Una bocciatura può essere un’opportunità e può portare a una vera svolta nella tua vita – spiega Alessandro Benettonproprio come quello che è successo a me". Una vera e propria "doccia fredda" quella che colpisce il giovane durante gli anni al liceo: "Non tanto per aver perso un anno, ma perché sentivo di aver fallito in qualcosa di importante. ‘Ho deluso i miei genitori’, ‘Non posso fare niente’, ‘Sono un fallito’: questo tipo di pensieri non mi dava pace". Il cognome importante non avvantaggia, ma conferisce maggiore peso: "Un Benetton che fallisce era un problema per l’immagine della mia famiglia". La svolta avviene quando, proprio a causa della bocciatura, Alessandro Benetton incontra quello che considera il suo primo maestro: "Don Tarcisio, professore di filosofia, che mi ha insegnato una delle lezioni più importanti: l’ignoranza non è un male se è la benzina che accende il desiderio della conoscenza". Con Don Tarcisio, Alessandro Benetton capisce che studiare significa possedere gli strumenti per raggiungere i propri obiettivi. Fondamentale il supporto dei genitori, che hanno il dovere di far capire ai figli la gravità del fatto, ma soprattutto che non sono destinati ad una vita di fallimenti: "Un bambino può cogliere l’opportunità nascosta dietro il fallimento – conclude – solo se i suoi genitori gliela mostrano".

  • Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: arrivano i primi scatti di “BG4SDGs – Time to Change”

    Raccontare lo stato di avanzamento dei 17 SDGS con una fotografia al mese: è l’obiettivo del progetto fotografico targato Banca Generali. L’Istituto, punto di riferimento negli investimenti sostenibili ESG, si è affidato agli scatti di Stefano Guindani.

    Ragaini (Banca Generali): investimenti sostenibili ESG parte integrante del nostro dna

    "Il progetto BG4SDGs Time To Change rappresenta per noi un racconto di una realtà che cerchiamo di far vivere ogni giorno ai nostri clienti attraverso i loro investimenti, guardando al megatrend più importante per la nostra società: la sostenibilità". È con queste parole che Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali, commenta gli sviluppi del progetto fotografico che l’Istituto pioniere negli investimenti sostenibili ESG ha lanciato lo scorso settembre. Nato in collaborazione con il fotografo italiano Stefano Guindani e l’antropologo Alberto Salza, "BG4SDGs – Time to Change" vuole raccontare lo stato dell’arte dei 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030. Uno scatto al mese per testimoniare il percorso verso un modello di sviluppo sostenibile. Due le chiavi adottate da Guindani nella sua ricerca, in tutto il mondo, di immagini iconiche relative al processo. La prima è evidenziare l’azione negativa del genere umano sull’ambiente e sulle comunità, mentre la seconda volge lo sguardo verso la sua capacità di lottare contro il cambiamento climatico grazie a soluzioni sempre più innovative e sostenibili. Finora il progetto promosso da Banca Generali è riuscito a raccontare 6 Sustainable Development Goals: "La sostenibilità è parte integrante del dna della nostra Banca – ha aggiunto il Vice Direttore dell’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESGtanto da essere alla base non solo del nostro piano industriale, ma anche di un modello commerciale che non ha eguali sul mercato".

    Investimenti sostenibili ESG: l’approccio di Banca Generali

    L’iniziativa di Banca Generali si inserisce dunque nel più ampio ventaglio di attività che vedono l’Istituto impegnato nel perseguire un percorso di crescita sostenibile. Negli anni il modello di business si è sempre più ispirato a principi di integrità, responsabilità sociale e innovazione. Ne è un esempio concreto BG Personal Portfolio, la piattaforma proprietaria dedicata agli investimenti sostenibili ESG lanciata nel 2019 in collaborazione con MainStreet Partners, nota società londinese di advisory. Uno strumento in grado di quantificare il contributo generato dagli investimenti in relazione al singolo Sdg su cui il cliente ha deciso di investire. Dal suo lancio, Banca Generali è riuscita a imporsi come punto di riferimento, superando quota 7 miliardi nelle masse convogliate in strumenti certificati ESG. Non è un caso dunque che la sostenibilità rappresenti uno dei perni del Piano strategico e finanziario presentato a febbraio, e che gli investimenti sostenibili ESG rientrino tra le priorità al 2024: l’Istituto ha annunciato infatti che entro il prossimo triennio prevede di raggiungere una percentuale del 40% in prodotti ESG (fondi e wrappers) sul totale delle soluzioni gestite complessive, raddoppiando di fatto quella attuale (20%).

  • “Italia Informa”: Carlotta Ventura e l’impegno di A2A per la qualità della vita

    Direttore Communication, Sustainability and Regional Affairs di A2A, Carlotta Ventura è intervenuta sul cambio di paradigma in corso sul tema della sostenibilità: "La transizione ecologica è un obbligo, la sostenibilità è una guida imprescindibile".

    Carlotta Ventura

    Carlotta Ventura intervistata da "Italia Informa"

    Parla di "grande responsabilità" Carlotta Ventura nel descrivere gli impegni assunti da A2A in tema di sviluppo sostenibile. Lo ha ribadito in un intervento per il magazine "Italia Informa": "Abbiamo una grande responsabilità", spiega, quella di "assicurare il benessere oggi ed un futuro sostenibile per le generazioni che verranno e per fare questo è necessaria un’azione quotidiana che concretizzi ciò di cui parliamo". Il percorso di riposizionamento come Life Company è nato da "una vera e propria presa di coscienza di quella che è l’identità tangibile e intangibile dell’azienda", sottolinea, aggiungendo che "per questo motivo è stato molto semplice raccontare la Life Company a tutta la comunità A2A e ottenere un ottimo riscontro dai circa 13.000 dipendenti, dai vertici a tutti i colleghi, che in questo concetto si sono identificati; avere ben chiara la nostra mission aiuta tutti a lavorare meglio". Una mission indicata nel Piano Industriale 2021-2030, il primo con un orizzonte temporale di lungo periodo. Oggi, aggiunge Carlotta Ventura, "per un’azienda di successo, l’impegno sociale e la sostenibilità ambientale sono sempre meno una scelta e sempre più un’esigenza", anche alla luce degli avvenimenti di enorme portata scaturiti dalla pandemia: "Ogni crisi rappresenta la possibilità di portare alla luce un nuovo modo di vedere le cose, di consentire una rielaborazione di concetti e modelli. La sensibilità verso il tema della sostenibilità da parte di cittadini, aziende, istituzioni è certamente legata al grande impatto di un tema quale il climate change, ma è stata grandemente accelerata e ampliata dall’arrivo della pandemia da Covid 19". Da qui deriva "una presa di coscienza trasversale a tutte le generazioni sul fatto che sia indispensabile occuparsi dell’ambiente che ci circonda".

    Carlotta Ventura: la comunicazione d’impresa "racconti la concretezza delle azioni"

    Ricordando come in A2A tale impegno sostenibile si manifesti attraverso azioni, strategie e progetti concreti, Carlotta Ventura ha poi parlato dell’importanza di avere obiettivi aziendali raggiungibili e verificabili. Fondamentale in tal senso la credibilità: "Il vero collante che avvicina le aziende ai clienti, ai cittadini, alle istituzioni è la fiducia", osserva, evidenziando come oggi la sfida sia "allargare e consolidare il proprio capitale relazionale attraverso comportamenti agiti e risultati tangibili". Per far ciò è importante una comunicazione d’impresa che "racconti la sostanza, la concretezza delle azioni davvero messe in campo". I giovani e in particolare la Generazione Z sono grandi alleati in questa direzione: "Sono i veri esperti in tematiche ambientali e sono coloro che influenzano i comportamenti all’interno delle famiglie. Inoltre, sono queste le generazioni che dovranno convivere un domani con i risultati di ciò che oggi si sta facendo per la lotta al climate change". People, Planet, Prosperity – le "3 P" delle Nazioni Unite – e, inoltre, l’inclusione sono gli altri grandi temi presenti nell’ecosistema della sostenibilità: "Fa parte degli SDGs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, ai quali sono allineati circa il 90% degli investimenti del Piano Industriale di A2A. E un Piano non può essere definito sostenibile se non contempla l’inclusività, intesa non solo come gender balance ma come rispetto e valorizzazione di ogni diversità", rimarca Carlotta Ventura al termine dell’intervista.

  • Prezzo Oro Andamento Lento Ma In Costante Rialzo prezzo or

    Il prezzo oro è generalmente stabile e tende aumentare lentamente e con il tempo andando così a mantenere il valore rispetto anche a fenomeni negativi del nostro sistema valutario come l’inflazione.
    Solitamente il prezzo oro aumenta in modo più veloce durante i periodi di particolare difficoltà economica come le crisi economiche o l’aumento della sfiducia degli investitori verso asset o strategie finanziarie diverse dall’investimento in oro.
    A partire dal nuovo millennio le criticità del sistema economico finanziario sono aumentate sia quantità che in intensità.
    Questo ha contribuito a rendere ancora più evidente certe caratteristiche dell’andamento del prezzo oro che ha reagito aumentando di valore in modo netto.
    In questo modo l’importanza dell’oro è aumentata anche nell’immaginario collettivo comune anche al di fuori degli operatori finanziari che già ben conoscono la forza economica di questo prezioso metallo.
    Questo ha così dato vita ad un commercio dell’oro sempre maggiore a prescindere dalle modalità di investimento come testimoniato dall’importante giro fi affari che si è creato anche con attività come questo compro oro Firenze.
    Negli ultimi 20 anni il prezzo aureo è aumentato quasi sei volte di valore, una performance che anche calcolando gli interessi maturati negli stesso periodo e sommandoli al capitale investito non trova facilmente paragoni con altri asset presenti sul mercato dal almeno un ventennio.
    Uno dei pochi investimenti che possono superare le performance del prezioso metallo giallo sono i Bitcoin.
    Questi pur essendo presenti da solo un decennio hanno moltiplicato in modo esponenziale il loro valore a prescindere dalle recenti perdite.
    Perdite di valore recenti che però mantengono ugualmente ampi margini di guadagno per quegli investitori che hanno acquistato Bitcoin quando il loro valore era bassissimo.
    Al contrario delle criptovalute l’oro esiste fin dalla notte dei tempi e da allora ha sempre avuto un grande importanza come metodo per accuulare e mantenere valore.
    Anche nell’economia moderna il suo ruolo rimane primario essendo l’unico bene rifugio che ha dimostrato di non temere alcun genere di crisi economica o dissesto geopolitico.

     

  • Rendimenti, l’inversione della curva fa temere la recessione

    Quando un ciclo economico si avvicina alla sua fine, gli esperti guardano soprattutto all’andamento della curva dei rendimenti dei titoli di Stato americani, ossia i Treasury. Questo strumento è considerato infatti un affidabile indicatore delle prospettive economiche future.

    Perché si guarda alla curva dei rendimenti

    rendimenti e recessioneE’ importante comprendere perché questa curva è ritenuta così affidabile per allertare riguardo al rischio recessione.
    Essa mette a confronto il rendimento dei titoli di Stato a lunga scadenza con quella a breve scadenza. Generalmente l’inclinazione dovrebbe essere verso l’alto. Infatti per tenere il loro capitale bloccato per lungo termine (10 anni), gli investitori dovrebbero chiedere una remunerazione ben più elevata rispetto al caso in cui li vincolino per un periodo più breve (2 anni).

    Quando questo rapporto si rovescia, ossia diventa più conveniente dare in prestito denaro per brevi periodi piuttosto che a lungo termine, vuol dire che il meccanismo dell’economia si è inceppato. Ossia, ci si potrebbe avviare verso la recessione economica.

    Uno strumento predittivo ma da interpretare

    Bisogna evidenziare però un aspetto importante. L’inversione della curva dei rendimenti non significa automaticamente che ci sarà una recessione. Ne’ tantomeno dà indicazioni precisa su quando potrebbe accadere.
    Tuttavia tutte le recessioni del recente passato, erano state precedute di alcuni mesi dalla inversione della curva dei rendimenti.

    Negli ultimi tempi le inversioni sono apparse su diversi punti della curva. Quella di lungo periodo ha “bucato” le Bande di Bollinger sul lato inferiore, mentre quella di breve periodo l’ha fatto sul lato superiore. Questo ha chiaramente mandato in allarme mercati gli investitori.

    L’elemento nuovo

    Tuttavia il quadro complessivo deve essere arricchito di alcune considerazioni.
    Negli ultimi mesi ci sono stati degli avvenimenti di portata planetaria come il Covid e la guerra, che hanno provocato scenari economici mai visti prima. La deviazione standard della volatilità s’è fatta più forte, e questo ha costretto le istituzioni a prendere decisioni senza precedenti.
    Per questo occorre maggior prudenza prima di giungere alle conclusioni.

    La Federal Reserve ha già chiaramente intrapreso un percorso di rialzo dei tassi di interesse, e questo chiaramente incide sulla curva dei rendimenti a breve periodo.
    Inoltre l’inflazione dovrebbe aver raggiunto il suo picco e nei prossimi mesi, dopo di che è lecito aspettarsi una progressiva frenata. Tuttavia è evidente che i rischi economici sono aumentati nell’ultimo periodo, e questo è un aspetto che non può essere ignorato.

  • Opificio Fred Creatività e ricerca per una mixology innovativa

    Al Bar Show di Roma per incontrare i professionisti del settore e presentare la nuova linea Fred Alkemill. La ricetta di Federico Cremasco per un grande prodotto dedicato ai cocktail bar, capace di fare la differenza e conquistare il pubblico, come richiedono i trend del momento

     

    Dopo il Bar Convent di Berlino e il Vinitaly di Verona, Opificio Fred è pronto a prendersi la scena di un altro evento di portata internazionale. Con i suoi distillati che raccontano l’autenticità del Friuli Venezia Giulia, l’azienda di Polcenigo (PN) fondata da Federico Cremasco, alias Fred Jerbis, parteciperà il 30 e il 31 maggio al Roma Bar Show, appuntamento che trasformerà la capitale italiana in un punto d’incontro e di scambio tra professionisti e star della miscelazione.

    Presso lo stand A03 piano terra, Opificio Fred presenterà Fred Alkemill, nuova linea di liquori destinata al mondo della mixology, un settore alla costante ricerca di nuove basi e prodotti per la creazione di esperienze sensoriali uniche. Realizzata, artigianalmente con botaniche friulane e in quantità limitata, seguendo un’antica ricetta del XIX secolo, la nuova linea di liquori è composta dal Curaçao Imperiale, Rosolio di Bergamotto, Crème de Cassis, Ratafia alla ciliegia, Maraschino, Creme Violette, Liqueur Peach e Alchermes. A spiegarne la genesi è lo stesso Fred che non nasconde l’orgoglio per la sua nuova creazione. “I cocktail bar, visti i trend del momento, hanno bisogno di un grande prodotto per riuscire a fare la differenza e conquistare il pubblico. Per questo motivo ho realizzato ogni singola etichetta a partire da vera frutta, imprimendo al liquore un gusto e un sapore più intenso rispetto alle basi che si usano tradizionalmente per la miscelazione”. Un ricco assortimento di spirits che lunedì 30 maggio alle ore 16.00 vedrà le performance e il talk di Mirko Bedin, titolare del locale R&M Bakery e responsabile Aibes per la provincia di Pordenone. Il momento vedrà un approfondimento tecnico del prodotto insieme alla preparazione e all’assaggio di cocktail.

     

    Durante l’evento, Fred e la sua squadra delizieranno gli ospiti con nuove creazioni, come il Bitter 34 con il miele di castagno, e altri drink di cui diffonderanno le ricette a tutti gli interessati e appassionati. Eccone alcune:

    Napoleone:

    • 20 ml Gin 43 Fred Jerbis
    • 30 ml Bitter 34 Fred Jerbis
    • 2 gocce di angostura
    • 100 ml di succo di arancia rossa

     

    Maraschy- lemon

    • 1cl Maraschino
    • 1cl Bitter 43 (rosso)
    • 2 cl Gin 43
    • Top lemon
    • Spruzzata essenza timo
    • Build
    • Tumbler

     

    Rosolio Fizz

    • 7cl Gin 7
    • 2.5cl tequila
    • 1.5cl Rosolio Bergamotto
    • 0.7cl succo limone
    • 3cl succo pompelmo rosa
    • 1cl sciroppo di zucchero
    • 1cl albumina
    • Shake
    • Highball
    • peal di pompelmo rosa

     

    Opificio Fred è un produttore artigianale di spirit con sede a Polcenigo (PN), in Friuli Venezia Giulia. L’azienda, fondata da Federico Cremasco, ha esordito nel 2014 con la linea Fred Jerbis e in particolare con il lancio di Gin 43, Vermut 25 e Bitter 34, trittico liquoroso che racchiude gli ingredienti del famoso cocktail negroni. Valorizzazione del territorio, studio della tradizione e desiderio di sperimentare sono i tre perni che orientano l’attività di Opificio Fred, capace di conquistare in pochi anni l’attenzione del mondo della mixology, sia in Italia che all’estero. Con il lancio della nuova linea di liquori Fred Alkemil l’azienda ha rafforzato ancora di più il proprio legame con bartender ed esperti di mixology alla ricerca di nuove basi e ingredienti per i propri cocktail.

  • Boundless Outdoor Il design senza limiti di Corradi arriva alla Milano Design Week

    Dal 7 al 12 giugno Corradi raddoppia la sua presenza a Milano tra collaborazioni prestigiose, nuove proposte e una visione dell’outdoor senza confini.

    Riconferme e novità per la Milano Design Week firmata Corradi. Durante questa edizione, infatti, l’azienda bolognese non sarà solo tra i protagonisti del Fuorisalone, nell’ormai consolidato appuntamento in Piazza San Marco, ma sarà in mostra anche all’interno dei padiglioni del Salone Internazionale del Mobile a Fiera Milano.

    Il tema principale che guiderà la presenza di Corradi a Milano è il concetto di “Boundless Outdoor”, dove l’esperienza dello spazio esterno diventa fluida, diffusa, senza veri confini tra il “dentro” e il “fuori”, e in cui personalizzazione e benessere sono elementi imprescindibili.

    Durante l’edizione 2022 della Milano Design Week, il design senza limiti di Corradi sarà protagonista sia in zona Brera, all’interno di dOT – design Outdoor Taste, sia in Fiera Milano a Rho.

    dOT, appuntamento imprescindibile per tutti coloro che vivono il Fuorisalone, si conferma una tappa essenziale per Corradi.
    In Piazza San Marco, dove il leitmotiv quest’anno sarà l’acqua, saranno in mostra tre delle soluzioni Corradi più note: due Imago®, top di gamma tra le pergole bioclimatiche, una Pergotenda® Exyl, elegante e minimal, e 4 iconiche vele ombreggianti Defense.

    Imago®, che vanta due premi di design Red Dot Award – Product Design 2020 e dell’R+T Innovation Award 2021 nella sezione Outdoor, sarà inoltre presente anche al Padiglione 6, stand E37 del Salone Internazionale del Mobile all’interno dello spazio Rever, progettato e voluto dallo Studio Maro Piva.

    Accanto a questi appuntamenti, non mancheranno momenti più leisure e sociali: l’8 giugno infatti, presso Canottieri Olona 1894, uno dei più antichi Club sportivi di Milano, Corradi organizzerà una serata esclusiva su invito. L’evento sarà in partnership con Reaxing, brand innovativo di soluzioni per l’allenamento, presente con Corradi all’interno del Circolo con sistemi fitness in outdoor. La serata sarà l’occasione per approfondire la conoscenza delle soluzioni delle due aziende e per godersi qualche ora insieme dopo le ricche giornate milanesi.

    “La Milano Design Week è un appuntamento fonte di ispirazione e scambio per Corradi, come per tutto il mondo del design. Il nostro Boundless Outdoor si inserisce in questa visione di dialogo continuo, dove è centrale la volontà di creare spazi outdoor che rendano possibile l’espressione personale senza porsi limiti, fisici o concettuali. Gli spazi esterni sono sempre stati essenziali per il benessere, ma in questi anni sono diventati una necessità evidente, un fenomeno non più ignorabile anche dal mondo della progettazione.” Ha dichiarato Sully Briskomatis, Marketing & Communication Manager di Corradi, aggiungendo: “Fin dal momento in cui Corradi è stata fondata, per noi l’outdoor è il luogo dove la bellezza può e deve diventare benessere e, per questo motivo, non può che essere un’esperienza senza vincoli, unica ed emozionale, inclusiva e diffusa. La nostra doppia presenza – sia al Salone Internazionale del Mobile sia al Fuorisalone – ci dà l’opportunità di continuare ad alimentare un dialogo proficuo e stimolante e ci rende molto orgogliosi”.

  • DALL’11 GIUGNO RIAPRE PADOVALAND

    Lo storico park acquatico riapre dall’11 giugno, tutti i giorni dalle 10 alle 18 e per tutta l’estate. 50 mila mq di divertimento, oltre 20 scivoli e una decina di attrazioni. Una nuova dog area, convenzioni per centri estivi e possibilità di organizzare eventi e feste. La riapertura è anche all’insegna della sicurezza grazie ad un piano manutenzioni e controlli 

     

    PADOVA. Riapre l’11 giugno Padovaland, lo storico parco acquatico alle porte di Padova. Sarà una nuova stagione ricca di novità e divertimento. Il parco sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 per tutta l’estate. Era il 1989 quando apriva il parco, uno dei primi in Italia, fondato al tempo da Enrico Pozzi ed ora gestito dal figlio. Un’assoluta novità al tempo, tanto che gli scivoli e le attrazioni furono fatte arrivare dalla Spagna (in Italia ancora non venivano realizzate).

    Da allora il parco si è ingrandito ed evoluto in un moderno parco acquatico di 50 mila metri quadri totali, con un grande lago al centro e tantissime attrazioni. Gran parte delle aree riservate agli ospiti sono state da poco ristrutturate, sono stati anche riverniciati gli scivoli. All’interno del parco vi sono 5 grandi strutture scivolanti per adulti, un toboga (“serpentone” bianco dotato di 5 corsie che partono da varie altezze per accontentare anche i più piccoli) per un totale di 20 scivoli a disposizione dei clienti. Tra questi il kamikaze (la cima del parco dalla quale si può scivolare verso l’acqua), la Treccia (la più veloce discesa di tutto il parco, composta da 4 tubi completamente chiusi che scendono attorcigliati tra loro), la “Pista Blanda” (scivolo con 4 corsie affiancate, ideale e amato da chi piace sfidarsi e gareggiare con i propri amici), il “Twin Slide” (2 semplici tubi neri per una veloce scivolata al buio, per i più piccoli).

    Ci sono poi le altre attrazioni. I gommoni, ciambelle in gomma dalle quali si può di interagire e giocare con gli amici durante la discesa. Il pallone con corde, una mezza palla gonfiabile ampia diversi metri da scalare con delle corde mentre l’acqua cade dall’alto rendendo scivolosa la superficie di arrampicata. La piscina con onde artificiali più grande d’Italia. Specchio d’acqua che parte da zero e arriva sino a 190cm di profondità, ideale per tutti i bagnanti. Poi gli idromassaggi, per un momento di relax, e il campo da pallavolo per una partita con gli amici.

    Particolarmente apprezzata anche la zona acquatica per i bimbi più piccoli. Una piscina dedicata che parte da zero e arriva sino a 70cm di profondità, attrezzata con un castello con arrampicate e 3 scivoletti, un fungo con acqua dall’alto con 3 scivoli, la mini pista blanda e il mini toboga. Un’area dove gli adulti possono seguire i propri figli nel loro divertimento ed in massima sicurezza.

    Un’altra novità sono gli ombrelloni. Eliminata la copertura in tela, sono stati tutti realizzati con ombrello in paglia, per una sensazione di freschezza e maggior naturalità. Infine spazio anche ai cani con una “dog area” particolarmente curata (utilizzabile su prenotazione). Non un’area cani comune, ma piccole zone private recintate con sdraio ed ombrellone, dove poter lasciare libero il proprio cane.

    Si rinnova inoltre le partnership con Aliper. I punti spesa raccolti nei 90 punti vendita del marchio daranno la possibilità ai clienti di ottenere un ingresso agevolato a 5 euro (400 punti) oppure anche un ingresso gratuito (900 punti). Altra partnership importante è quella con Radio Padova, con trasmissioni in diretta direttamente dal Padovaland e ingressi omaggio regalati agli ascoltatori.

    Particolare attenzione è stata data ai protocolli di sicurezza. Un piano di manutenzioni annuali di tutte le attrazioni e degli scivoli viene regolarmente applicato dall’organizzazione, per garantire alti livelli di sicurezza all’interno dell’intera struttura. Particolare attenzione anche ai protocolli Covid, con sanificazione continua da parte degli operatori di servizi igienici e delle aree comuni, di sdraio, attrezzature, attrazioni e della zona food&beverage. 

    Per maggior informazioni: www.parcopadovaland.it

  • Gianni Lettieri a “La Discussione”: il Governo dovrebbe investire nel Mezzogiorno

    Il Presidente di Atitech, Gianni Lettieri, in una recente intervista a "La Discussione" ha espresso il suo parere su temi molto importanti per l’Italia, ovvero la crescita del Mezzogiorno e l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

    Gianni Lettieri

    Le proposte di Gianni Lettieri per far crescere il Sud Italia

    Gianni Lettieri è molto legato alla sua terra e crede nelle sue potenzialità. Per sfruttarle al meglio bisognerebbe però risolvere qualche problema e ad occuparsene dovrebbe essere innanzitutto lo Stato. "In Italia – spiega il Presidente di Atitech – abbiamo un paradosso: abbiamo un Mezzogiorno dove ci sono spazi e manodopera da occupare e un Nord dove di spazi non ce ne sono più e dove ci sono meno dipendenti da assumere". Paragonando l’Italia a una grande azienda e Nord e Sud a due capannoni, il primo occupato mentre il secondo libero, sostiene che se si vuole far crescere il fatturato dell’azienda si dovrebbe riempire il capannone vuoto con macchinari e persone. Secondo l’imprenditore, quindi, il Governo dovrebbe indirizzare gli investimenti nel Mezzogiorno, destinandoli soprattutto alla creazione di infrastrutture. A differenza di quanto si pensava una volta, gli incentivi non possono essere considerati come l’unico mezzo per far crescere il Sud. "Posso dire, per esperienza personale, che gli incentivi sono importanti ma non sono il tassello esclusivo che fa decidere a un imprenditore di investire nel Mezzogiorno", afferma. I numerosi incentivi proposti in passato non hanno, infatti, dato i frutti sperati perché c’è prima di tutto bisogno di un territorio che funzioni, e quindi di infrastrutture. Lo Stato dovrebbe seriamente considerare che per far crescere il Paese è necessario spingere sul Mezzogiorno.

    Gianni Lettieri: preoccupazioni sull’attuazione del PNRR e sugli effetti della guerra

    I fondi del PNRR costituiscono un’enorme opportunità ma al contempo anche una grande sfida. A preoccupare maggiormente il Presidente di Atitech è la "capacità progettuale e di spesa del Mezzogiorno". La verità è che "non siamo abituati né a progettare, né a spendere", ammette. Sono le esperienze passate che spingono l’imprenditore a fare queste considerazioni. "Negli ultimi dieci anni, nel Mezzogiorno abbiamo commesso un delitto, ovvero quello di non spendere i fondi della Comunità europea. Siamo stati costretti a stornare circa 10 miliardi di euro di fondi dalla Comunità europea che sono tornati indietro e sono andati a beneficio delle aree che sapevano spendere di più. E guarda caso quelle aree sono quelle che competono con il Mezzogiorno, cioè le aree dell’Est", osserva Gianni Lettieri. Quella dell’attuazione del PNRR non è però l’unica preoccupazione del Presidente. Gli effetti della guerra in Ucraina si fanno sempre più insistenti. "Il mio timore è che duri troppo, e non può durare troppo", confessa. A pagarne le spese sono sia le aziende che le famiglie. "L’inflazione è una cosa seria – continua -. Fa alzare i tassi di interesse alle aziende che erano abituate a lavorare da anni con tassi bassi". Per non parlare poi dell’incremento di prezzi che influisce pesantemente sull’acquisto delle materie prime da parte delle aziende, ma anche sul costo degli alimentari e sulle bollette che le famiglie fanno sempre più fatica a pagare.

  • Rubinetterie Stella. Celebrato il centenario di Italica alla Rocca di Angera

    Nella serata di venerdì 27 maggio si sono svolti i festeggiamenti dedicati al primo secolo di vita della storica collezione di rubinetti.

    L’incantevole Rocca di Angera, location d’eccezione all’altezza del prestigio di un’icona del made in Italy, ha ospitato l’esclusivo evento organizzato da Rubinetterie Stella per celebrare il centesimo anniversario della collezione Italica. Il selezionato pubblico, accolto nel suggestivo castello venerdì 27 maggio, ha potuto immergersi nel lungo e glorioso cammino della serie nata nel 1922. L’allestimento di una galleria museale all’aperto dedicata alla “festeggiata” ha permesso agli invitati di ripercorrere le tappe del primo secolo di successi di una collezione dal fascino inossidabile, in grado di offrire eccellenti prestazioni funzionali al passo coi tempi mantenendo una carica evocativa senza pari.

     

    Ad alzare ufficialmente il sipario sull’elegante serata è stata Federica Nobili, direttore commerciale di Rubinetterie Stella, che ha sottolineato la centralità di Italica nella storia dell’azienda e dell’evoluzione dell’ambiente bagno. “La serie italica ha accompagnato la crescita di Stella, che da piccola bottega artigianale è diventata una realtà industriale all’avanguardia, la prima rubinetteria al mondo.” ha affermato con gratitudine. “Il nostro più grande impegno è quello di scrivere il nostro futuro conservando l’unicità e l’esclusività che da 100 anni differenziano i nostri prodotti sul mercato.” In seguito il noto attore Gianmarco Tognazzi ha allietato la platea con un brillante racconto in cui ha saputo intrecciare la storia di Italica al ricordo dell’amato padre Ugo che con l’iconico rubinetto condivide l’anno di nascita e il legame con il territorio del lago d’Orta.

    Una sofisticata cena ha, infine, concluso l’anniversario, suggellato dalla torta celebrativa. Accanto a Pierluigi Nobili, titolare dell’azienda, alla figlia Federica, direttore commerciale, e all’AD Stefano Sappa, assieme ai principali rappresentanti di Rubinetterie Stella, hanno partecipato importanti autorità, rinomati architetti e designer, coronati dai numerosi clienti e da una selezionata rappresentanza di editori e giornalisti specializzati.

     

    www.rubinetteriestella.it

  • Studio Legale Scaramuzzo: hai subito un errore medico? Ecco i criteri per scoprirlo

    Per capire se si è stati vittime di malasanità è fondamentale affidarsi a degli specialisti in materia. Gli avvocati dello Studio Scaramuzzo forniscono qualche chiarimento al riguardo.

    Milano, maggio 2022. Sono numerose le persone che si ritrovano a segnalare e criticare la condotta professionale di un medico e valutare se agire (in sede civile e/o penale) nei confronti del responsabile di interventi sbagliati o cure inefficaci. Il problema, quando si parla di errori dovuti alla malasanità, è verificare prima di tutto che vi sia una connessione di tipo causa-effetto tra il danno causato al paziente e la condotta del medico o della struttura sanitaria che hanno erogato la prestazione.

    Per questo motivo, è bene seguire un iter preciso prima di ogni azione (civile e/o penale) (per maggiori informazioni: studiolegalescaramuzzo.it). In primo luogo, è fondamentale far esaminare ad un legale esperto tutta la documentazione sanitaria a disposizione, per poi, attraverso visite medico-legali e perizie, stabilire se il danno può per legge dare diritto ad un congruo risarcimento. A questo proposito, è bene sottolineare che il danno da malasanità si accerta nel caso in cui al paziente e/o ai suoi familiari siano state causate:

    • una lesione fisica, non per forza invalidante;
    • un impedimento del diritto di scelta (ad esempio, nel caso non siano state fornite le informazioni necessarie per decidere se procedere o meno con le cure);
    • un decesso.

    Una volta individuato il tipo di danno, occorrerà poi provare secondo legge che poteva essere evitato nel caso ci si fosse attenuti alle linee guida prescritte dalla scienza medica. Solo a questo punto è possibile parlare di nesso causale e, in sede di giudizio, quindi, di danno causato da:

    • un errore medico, vale a dire una svista, un’imprudenza o una negligenza legate a un singolo individuo;
    • una carenza della struttura ospedaliera, sia questa legata alla scarsa igiene o all’inadeguatezza delle infrastrutture e del personale non medico.
  • Scam alla base del 57% di tutti i crimini informatici del 2021 — Digital Risk Summit

    Gli analisti di Group-IB confermano: nel 2021 lo scam è stato il tipo più comune di frode informatica. In Europa lo specialista di cybersecurity ha rilevato un incremento dell’89% delle piattaforme scam che impersonano marchi noti create su base mensile e – nel solo arco di tempo tra ottobre e dicembre 2021 – la creazione di oltre 150 pagine fasulle al mese legate a particolari ricorrenze o situazioni contingenti.

    Logo GAmsterdam ¦ Group-IB, uno dei leader mondiali della sicurezza informatica, condivide oggi la sua analisi della minaccia informatica più diffusa al mondo: lo scam. Responsabile del 57% di tutti i crimini informatici a sfondo economico, l’industria dello scam si sta sempre più strutturando e coinvolge un numero sempre maggiore di soggetti suddivisi in gruppi gerarchizzati. Il numero di tali gruppi ha raggiunto la cifra record di 390, ovvero 3,5 volte in più rispetto all’anno precedente, quando i gruppi attivi erano circa 110. Favorito da piattaforme Scam-as-a-Service (SaaS), nel 2021 il numero di criminali informatici facenti capo ad una singola gang di scammer è aumentato di 10 volte rispetto al 2020, raggiungendo le 100 unità. Il traffico web è assurto inoltre a sistema circolatorio delle attività di scam: I ricercatori di Group-IB sottolineano che il numero di siti web utilizzati per acquistare e fornire traffico “abusivo” e illegale o che attirano vittime in attività fraudolente è aumentato di 1,5 volte. Gli scammer entrano infine nel 2022 con un nuovo livello di automazione degli attacchi scam: niente più utenti non mirati. Ora si rivolgono a gruppi specifici di vittime per aumentare i tassi di conversione, e i social network sono sempre più spesso il primo punto di contatto tra gli scammer e le loro potenziali vittime.

    Nel corso della conferenza online Digital Risk Summit 2022, suddivisa in sessioni analitiche e tecnologiche, Group-IB ha condiviso i risultati delle sue ricerche su vari schemi di scam, ottenuti con l’aiuto di reti neurali e sistemi di punteggio basati sul machine learning, integrati nella piattaforma Group-IB Digital Risk Protection, progettata per mitigare i rischi digitali esterni in cui incorrono proprietà intellettuali e identità dei marchi. Tra i partecipanti alla conferenza figurano il Centro Informatico Internazionale delle Nazioni Unite (UNICC), Scamadviser (un progetto globale indipendente), Ebank (Egitto), e molti altri.

    Scam “onnipotente”

    Alla luce del crescente numero di utenti Internet quotidianamente raggirati dai cybercriminali, i truffatori prediligono le buone vecchie tecniche di attacco, come il phishing (18%), lo scam e le frodi (57%) oltre a infezioni tramite malware e attacchi alla reputazione (25%). Nel 2021, lo scam è stato il tipo di crimine informatico più comune.

    57% cybercrimes are scam
    (c) 2022 – Group-IB

    types of cybercrimes
    (c) 2022 – Group-IB

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Anche il numero di piattforme scam che impersonano marchi noti create su base mensile è aumentato. In Europa gli analisti di Group-IB hanno registrato un incremento dell’89%.

    scam increase map
    (c) 2022 – Group-IB

    Prendendo spunto dalle attività condotte con successo dagli hacker ai danni di organizzazioni aziendali e governative in tutto il mondo, gli scammer hanno adottato le loro metodologie per perfezionare i propri schemi. Soggetti solitari e caotici hanno iniziato ad attirare intere bande criminali organizzate fornendo servizi SaaS (Scam-as-a-Service). “Una forte tendenza che abbiamo osservato nel 2021 è stato l’ingresso di scammer senza infamia e senza lode in gruppi controllati da criminali altamente qualificati dal punto di vista tecnico”, afferma Antony Dolgalev, Deputy Head of Digital Risk Protection di Group-IB.

    “La nostra piattaforma basata sull’intelligenza artificiale ha identificato tra i 75 e i 110 gruppi di scammer nel 2020, con un numero medio di 10 membri per gruppo. Il numero medio di link a siti scam per gruppo aveva raggiunto le 100 unità. Il SaaS ha contribuito non solo a far crescere l’appetito dei truffatori, ma anche il settore stesso. Nel 2021 infatti il nostro sistema DRP (Digital Risk Protection) ha monitorato 350 gruppi, arrivando a picchi di fino a 390 gruppi in taluni momenti. Il numero di cybercriminali membri di gruppi di scammer è aumentato altrettanto drasticamente, con una media tra 100 e 1.000 per gruppo. Di conseguenza anche la loro infrastruttura è cresciuta proporzionalmente: il numero medio di link a siti di scam per gruppo oscilla tra 2.000 e 3.000″.

    Scam ad hoc per occasioni speciali

    Gli scammer continuano ad abusare di ricorrenze e situazioni particolari per le loro frodi, tra queste il black friday, programmi e attività del governo, offerte per la giornata della salute e simili. Tra l’altro anche il settore delle Risorse Umane è stato uno degli ambiti più abusati a scopo di truffa: tra ottobre e dicembre 2021 in Europa sono state create oltre 150 pagine fasulle al mese legate alla ricerca di impiego.

    In numerosi casi celebrità e marchi popolari sono stati impersonati per attrarre le vittime, una tattica che continua a dare i suoi frutti. Inoltre, alla luce della situazione sanitaria globale, il numero di scam sul Covid-19 è aumentato notevolmente, e in modo particolare lo scam legato alla commercializzazione di falsi vaccini e certificati Covid. In tutto il mondo sono stati rilevati oltre 7,5 milioni di abbonati a gruppi che proponevano documenti Covid fasulli.

    Il traffico web ti interessa quanto agli scammer?

    Il numero di siti web utilizzati per acquistare e fornire traffico abusivo e illegale è aumentato di 1,5 volte. Per ovviare alla creazione e manutenzione di risorse proprie, alcuni scammer hanno preferito dirottare il traffico web su risorse di proprietà di altri scammer, naturalmente a pagamento qualora il furto di denaro fosse andato a buon fine.

    “Gli scammer ora si focalizzano sulla generazione di traffico mirato. In passato il modello adottato mirava ad attirare anche utenti inadatti su risorse fraudolente, ma dal 2021 la strategia è cambiata drasticamente. Ora gli scammer si rivolgono a gruppi specifici di vittime per incrementare i tassi di conversione. Una sola piattaforma per la rivendita di traffico illecito genera un fatturato medio di 2.758 USD la settimana per singola offerta,” aggiunge Antony Dolgalev. “La piattaforma per la commercializzazione di traffico web abusivo e illecito presa ad esempio dagli analisti del team DRP di Group-IB risulta essere distribuita primariamente in India, USA e Vietnam.”

    I cybercriminali non si sono avvalsi di strategie deboli per il targeting degli URL. Gli esperti di Group-IB hanno rilevato al contrario una forte tendenza ad utilizzare un URL targeting perfezionato: un link web valido una solta volta e condiviso esclusivamente con un particolare utente in un particolare momento, destinato quindi ad un pubblico specifico. Gli indirizzi web personalizzati di norma includevano non solo data, orario e un codice hash, ma anche informazioni geolocalizzate, la versione del sistema operativo, il tipo di browser impiegato e il nome dell’operatore internet. Anche a livello di personalizzazione dei contenuti non si sono riscontrate debolezze. I truffatori hanno impiegato sistemi di personalizzazione avanzata con moduli web auto-compilati su una pagina che presentava i dati personali dell’utente, estratti dai cookies del browser.

    Ciao [nome utente], facciamo quattro chiacchiere!

    La digitalizzazione è un trend di portata globale. Le frodi informatiche non fanno eccezione e il fatto che il numero degli utenti internet sia aumentato a circa 4,95 miliardi nel 2021 ha contribuito alla sua avanzata. Inoltre, il numero di utenti dei social network e di utenti unici di smartphone è arrivato a 4,62 miliardi di persone ( (+10% rispetto al 2020). Nel 2021 il preludio del 48,15% dei tentativi di scam consisteva in un dialogo attivo con la vittima, hanno concluso gli esperti. È stata altresì rilevata una tendenza alla semplificazione delle landing page fasulle, con il progressivo passaggio degli scammer alla proposta di offerte fraudolente attraverso piattaforme legittime come Facebook e Instagram. La ragione dell’impiego dei social network è semplice. Prima di tutto è il modo migliore per ispirare fiducia. In secondo luogo, i servizi dei social network vengono moderati in maniera insufficiente.

    incermento scam
    (c) Group-IB

    I trend identificati dagli esperti di Group-IB sono stati confermati altresì dai partner dell’azienda che hanno partecipato al Summit. Jorij Abraham, Direttore Generale dell’Alleanza Globale Anti-Scam e  Consulente Scam, ha affermato che gli scammer si stanno progressivamente professionalizzando e che il numero di Scam riportati è passato da 139 a 266 milioni (93%).

    “Il numero di cybercrimini aumenta di anno in anno. Dobbiamo anticipare gli scammer. Per farlo, gli attori del mercato della cybersecurity devono condividere il proprio know-how e propri dati. Solo in questo modo potremo spuntarla”, afferma Jorij Abraham. “A fronte della proliferazione dei dati e dello sviluppo di nuove tecnologie come i deepfake, è sempre più difficile identificare lo scam.”

    L’hype generato dai metaversi a livello globale è in costante crescita. Gli analisti del team DRP di Group-IB si aspettano quindi che il volume dello scam aumenterà anche nei metaversi. La stessa situazione si riscontra nell’ambito delle criptovalute e negli NFT, dove lo scam è già molto popolare. Anche l’utilizzo di deepfake e voicefake (imitazione della voce) aumenterà — che figurano già tra i metodi prediletti per per attacchi scam. Gli esperti prevedono infine che strumenti di deanonimizzazione saranno impiegati nell’ambito dei ricatti e della personalizzazione delle vittime.

  • “One Express, One Quality” su Rai News

    Il primo Pallet Network italiano per Qualità rivela al grande pubblico il segreto di un successo che la accompagna fin dalla sua costituzione. Obiettivo raggiunto, puntando alla perfezione, grazie a soluzioni tecnologiche di ultima generazione.

     

    Non scontato e assolutamente decisivo per il successo è, per un player del trasporto espresso, raggiungere e mantenere nel tempo livelli di Qualità elevati. Puntare alla perfezione non è un obiettivo così semplice da conseguire. Non per One Express, il primo Pallet Network italiano per Qualità, grazie all’impiego di soluzioni tecnologiche di ultima generazione.

    Con l’entusiasmo e il dinamismo che la caratterizza, One Express torna in tv su Rai News dal 15 al 28 maggio proprio per testimoniare la vicinanza al grande pubblico che da tempo ormai la chiama “la One” e spiegare il segreto di consegne puntuali, in tutta Italia e in Europa.

     

    L’investimento tecnologico che per mesi ha visto protagonista il lavoro degli ingegneri logistici dell’ufficio di Ricerca & Sviluppo dell’azienda, ha visto l’introduzione di muletti pesi e misure che rafforzano ancora di più il sistema di informatizzazione e di Transizione 4.0 che caratterizza le attività all’interno degli Hub di Bologna, Napoli e Milano. Nello specifico, la misurazione dei bancali avviene tramite certificazione fotografica automaticamente messa a sistema nel momento in cui l’Affiliato inserisce la spedizione. La certificazione fotografica contiene la valutazione, il peso, l’altezza e la tipologia del bancale lavorato, consentendo sia all’Affiliato mittente che a quello di destinazione di controllare che la propria fattura sia corretta tanto nei confronti della distribuzione che del proprio Cliente.

    Un’ottimizzazione di servizio che, riducendo tempi e operazioni, ha una forte ricaduta positiva sull’attività degli Affiliati ma anche su altri aspetti che interessano la collettività, come costi gestionali delle strutture e la conseguente riduzione dell’impatto ambientale, oltre a un maggiore benessere per gli operatori e sempre maggiori garanzie per la Clientela.

    Gli effetti di questa informatizzazione si sono visti fin da subito e i 130 Affiliati da tempo hanno riscosso la stima del tessuto produttivo già durante i mesi della pandemia, quando l’intero Network ha proseguito nella preziosa opera di trasporto, assicurando il mantenimento delle consegne in un momento così critico.

    Una leadership tecnologica, quella ottenuta da One Express, dimostrata in veste di partner strategico anche nel superare brillantemente le problematiche derivanti dalla Brexit, riuscendo a far arrivare a destinazione le merci oltre Manica supportando anche gli aspetti doganali.

     

    Il saper rispondere alle crescenti istanze del tessuto produttivo e del grande pubblico in maniera efficace ha permesso al marchio di essere vissuto come un punto di riferimento e un partner prezioso. Un livello di servizio talmente efficace che One Express è diventata per tutti “la One”. Un riscontro non del tutto inaspettato, vista la crescita a doppia cifra del Pallet Network a conferma del sempre crescente apprezzamento della Qualità espressa e dal servizio capillare su tutto il territorio nazionale e sulle principali tratte europee, rendendolo un ambasciatore del Made in Italy in tutto il continente europeo.

     

    “Per noi è una grande soddisfazione che vogliamo condividere con il grande pubblico televisivo – conferma il Presidente Claudio Franceschelliperché è importante che le persone percepiscano non solo la Qualità del nostro servizio, ma anche lo sforzo compiuto per accontentare tutte le esigenze del mercato. I nostri 130 Affiliati ci mettono il cuore ogni giorno e siamo orgogliosi del riconoscimento dato al nostro impegno e che sia stato percepito in maniera così forte. Del resto, per One Express non si tratta solo di un lavoro, ma di una vera e propria missione”.

     

    Queste le motivazioni della comunicazione di One Express attraverso gli spot televisivi in onda dal 15 al 28 maggio su Rai News. “Il messaggio – spiega il Responsabile Marketing e Comunicazione Roberto Talianiè nato dal desiderio di far comprendere a milioni di Italiani che dietro un grande brand c’è anche una grande visione che comprende investimenti tecnologici sempre più avanzati. I risultati sono stati pienamente percepiti dalla Clientela e oltre ai risultati economici abbiamo visto crescere costantemente anche la nostra brand awareness e la nostra brand reputation. Siamo sempre più capillari con oltre 130 Affiliati, affidabili con consegne in 24, 48 e 72 ore in tutta Europa, tracciabili in real time con il sistema track& trace, premurosi con il nostro customer care interno, green grazie a trasporti sempre a pieno carico. Ecco perché One Express, One Quality è la sintesi perfetta di ciò che siamo e di quanto garantiamo”.

     

     

     

    One Express è dal 2008 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 150 membri tra Affiliati italiani e Partner europei.

  • Spirits & Colori racconta l’eccellenza dei propri distillati al Roma Bar Show

    Presso lo stand A03 piano terra, Spirits & Colori presenterà al pubblico alcuni tra i più rinomati produttori del proprio catalogo. In programma numerosi presentazioni e degustazioni guidate da professionisti e bartender di fama come Kevin Ragaven, Andrea Bernava e Simone Bodini

     

     

    Spirits & Colori si racconta attraverso i protagonisti del mondo del beverage e della mixology. Il 30 e 31 maggio l’azienda con sede a Reggio Emilia, sarà al Roma Bar Show (Palazzo dei Congressi) per presentare, presso lo stand A03 piano terra, alcune tra le più prestigiose etichette del proprio catalogo, distillati ed esperienze di gusto provenienti da ogni parte del mondo. Un assortimento di spirit in grado di stupire i palati più esigenti attraverso fattori come materie prime, processi produttivi artigianali e capacità di innovazione. Diversi gli appuntamenti e i talk in programma che vedranno protagonisti per ciascuna azienda, bartender di fama impegnati in un focus tecnico sul prodotto comprendente origini, caratteristiche organolettiche e possibili utilizzi. Un’introduzione teorica che si completerà con la preparazione e il conseguente assaggio di cocktail.

    Si inizia lunedì 30, alle 13.00, con Alessandro Russo dal Marmo che presenterà Gin di Puglia, prodotto che ha fatto dell’utilizzo dell’olio e delle botaniche mediterranee il proprio segno distintivo. Dalle 15.00 salirà al bancone Renzo Bussi di Distellerie Levi/Ottoz, azienda valdostana, produttrice di alcune tra le grappe più apprezzate al mondo.

    Dalle 16.00 invece sarà il turno di Mirko Bedin, titolare e barman del Bakery R&M di Pordenone. Durante la sua performance sperimenterà Fred Alkemill, la nuova linea di Opificio Fred pensata per il settore della mixology, un mondo alla costante ricerca di nuove basi liquorose per la creazione di esperienze sensoriali uniche.

    Grande attesa alle 17.00 per Franco Cavallero e Daniele Fierro del The Aubrey – Mandarin Oriental London, con i loro i drink a base Gin Agricolo.

    Infine la giornata di lunedì si chiuderà con Matteo Rizzolo, bar manager del Moebius Milano che alle 19.00 traccerà una panoramica dei prodotti della linea Mangiantosa, giovane azienda di Paternò che a partire dalla selezione delle erbe officinali e dei migliori agrumi del territorio siciliano ha dato vita a due liquori 100% artigianali: Lumià & Arànciu. (La stessa guest si ripete martedì dalle 11:30 alle 12:30).

    A partire dalle 14.00, sarà la volta di Franco Cavallero, Giorgio Montella dal The Aubrey ed Elena Urbani del Bar with Shapes for a name di Londra, considerato uno tra i migliori 50 bar del mondo.

     

    La giornata di martedì, invece, vedrà alle 15.00 la partecipazione di Kevin Ragaven, bartender di origine mauritiana con diverse esperienze a Parigi e Melbourne, che terrà una lezione su Labourdonnais, rum agricolo delle Mauritius. Dalle acque cristalline delle isole dell’Oceano Indiano il panorama è destinato a cambiare radicalmente alle ore 16.00 con Andrea Bernava, director of mixology del ristorante Pacifico di Roma. Il barman, infatti, coinvolgerà il pubblico in un’esperienza di gusto che avrà come sfondo il fascino e il mistero della foresta norvegese, nel cuore della quale nasce Gin Bareksten. Sempre i prodotti dell’azienda norvegese vedranno alle ore 17.00 la performance di Lucas Kelm, bar Manager di Palazzina Grassi a Venezia.

    A seguire, invece, il programma con gli appuntamenti che Vino & Design ha organizzato “fuori salone”.

    Lunedì 30 maggio, ore 23.00: Franco Cavallero con Elena Urbani, Giorgio Montella – Barber Shop Bar (Via Iside, 2).

    Martedì 31 maggio, 10:00 – 01:00: Simone Bodini global brand ambassador Bareksten ed Eddie Rudzinskas fondatore della community Cocktails for you – At The Court (via Labicana, 125).

     

     

    Spirits & Colori è un’azienda italiana con sede a Reggio Emilia specializzata dal 2016 nella selezione, importazione e distribuzione sul territorio nazionale di distillati destinati a cocktail bar, trendy lounge bars e ristoranti. Il suo catalogo comprende un assortimento di elevata ricercatezza, caratterizzato da piccoli produttori di acclarata qualità a livello mondiali, capaci di stupire con i propri distillati i palati più esigenti.

  • Attilio Mazzilli: Blacksheep Ventures, con Orrick il MadTech Fund investe in ID Ward e Scibids

    Il primo fondo europeo nel settore madtech annuncia i suoi primi investimenti e si affida agli esperti di Orrick per portare a termine le operazioni. A coordinare il team dello Studio Attilio Mazzilli, Partner e Responsabile del Tech Group Italiano.

    Attilio Mazzilli

    Attilio Mazzilli: Blacksheep Madtech Fund, i dettagli del round di ID Ward

    Investire nelle aziende ad alto potenziale tecnologico focalizzate su IA, big data e automazione destinate al mondo del marketing e della pubblicità. È l’obiettivo di Blacksheep MadTech Fund (in origine Blacksheep Ventures), il primo fondo di venture capital specializzato nel settore madtech (marketing, advertising, and technology). Lo scorso febbraio, assistito dai legali di Orrick coordinati dal Partner Attilio Mazzilli, il Fondo lanciato da Eureka! Venture sgr ha deciso di investire in ID Ward Ltd, startup con sede a Londra e specializzata in gestione dell’identità e soluzioni di data privacy, e in Scibids Technology, realtà parigina attiva nel settore del digital marketing. Nel dettaglio, Blacksheep Madtech Fund ha guidato il seed round da 1,1 milioni di euro di ID Ward per contribuire al suo lancio in Europa. La piattaforma londinese è riuscita in pochi anni a sviluppare diverse tecnologie proprietarie in grado di garantire un’accurata identificazione e profilazione dei consumatori nel pieno rispetto della privacy.

    Attilio Mazzilli: l’operazione Scibids e il ruolo di Orrick

    Per quanto riguarda Scibids, il Fondo italiano investirà 2 milioni di euro per contribuire al suo sviluppo internazionale. La startup, già attiva in Europa, Usa, America Latina e Asia, si occupa di intelligenza artificiale applicata all’acquisto in tempo reale di spazi pubblicitari su scala globale. Scibids fornisce agli inserzionisti l’IA necessaria per fare offerte mirate durante le aste per gli spazi pubblicitari che avvengono sulle piattaforme di trading digitale. Il tutto senza uso di dati personali o identificatori. Ad assistere Blacksheep in entrambe le operazioni Attilio Mazzilli. Nello specifico, il Partner e Responsabile del Tech Group Italiano ha coordinato i team Orrick composti dai partner Shawn Atkinson (sede di Londra), Benjamin Cichostepski (Parigi) e dagli associate Elena Cozzupoli, Emma Zarb (Londra), Manon Speich (Parigi) e James Badge (Londra). I due investimenti del Fondo italiano appaiono in linea con la trasformazione che l’Europa sta portando avanti sul tema della privacy. Un mercato con molto potenziale, secondo Blacksheep, che infatti non intende fermarsi e anzi punta ad accelerare: prima dell’estate, l’obiettivo annunciato è quello di chiudere almeno altri 4 investimenti nel settore.

  • C’è anche Serenissima Ristorazione tra le 300 “Green Stars” italiane della sostenibilità

    Un risultato che inorgoglisce, ma che deve essere la spinta a fare ancora meglio sul fronte della sostenibilità e della lotta agli sprechi: Serenissima Ristorazione è tra le 300 imprese “Green Stars” italiane secondo Itqf.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione tra le “Green Stars”

    “Siamo orgogliosi di essere una delle 300 imprese “Green Stars” della sostenibilità. Essere stati riconosciuti dall’approfondita ricerca dell’Itqf”, su un panel di 2mila imprese, tra i campioni di sostenibilità in Italia ci conferma che il nostro impegno per migliorare l’impatto sull’ambiente, nel territorio in cui operiamo e, in generale, verso tutti i nostri interlocutori, sta andando nella direzione giusta”: così si è espresso Tommaso Putin, Chief Financial Officer di Serenissima Ristorazione. L’azienda top nell’ambito della ristorazione collettiva in Italia ha raggiunto l’importante traguardo di essere tra le 300 “Green Stars” della sostenibilità per quanto riguarda le aziende che si occupano di Servizi di Ristorazione. Il riconoscimento si basa su un’analisi delle citazioni online relative alla sostenibilità e all’impatto ambientale, economico e sociale. Lo studio ha analizzato oltre un milione di siti, comunicati stampa, news, commenti su blog e sui social, per un totale di 2.000 imprese italiane in esame. Serenissima Ristorazione ha passato l’esame. “Siamo consapevoli che la strada verso la sostenibilità è ancora molto lunga e articolata, questa certificazione ci spinge a fare ancora di più e meglio”, ha concluso Tommaso Putin.

    Serenissima Ristorazione: le iniziative in ambito sostenibile

    L’azienda guidata da Mario Putin è da sempre impegnata con iniziative di sensibilizzazione verso la sostenibilità, la consapevolezza alimentare e la lotta agli sprechi. Di recente Serenissima Ristorazione ha partecipato alla Green Week Food, portando nelle scuole del Comune di Bolzano un menu pensato per ridurre l’impatto ambientale, a partire dalla sostituzione di proteine animali con proteine di origine vegetale, altrettanto utili nella dieta dei più piccoli. Ha inoltre ottenuto il Premio Emas Italia 2021, promosso dal Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit e da Ispira, nella categoria riguardante le comunicazioni ambientali più efficaci. Serenissima Ristorazione si impegna anche sul fronte della lotta agli sprechi: grazie alla partnership con Biova Project, recupera il pane non somministrato presso i propri centri cottura e le cucine del territorio per trasformarlo in pregiata birra artigianale. Il cibo integro e non somministrato viene da anni recuperato e devoluto ad associazioni benefiche come il Banco Alimentare ed altre strutture del territorio.

  • La popolarità delle strutture modulari di Easystand

    Easystand è un nome rinomato che vanta oltre 20 anni di esperienza nell’offerta di strutture modulari e stand per diverse occasioni ed eventi.

    L’azienda fornisce un gran numero di prodotti che comprendono stand, soluzioni espositive di vario tipo per eventi, fiere e punti vendita. In questo marchio è presente una vasta famiglia di strutture modulari, che hanno stabilito una nuova rivoluzione nel mondo degli stand, adatti all’uso in eventi promozionali e fiere.

    Easystand o stand modulari per eventi promozionali e fiere offre tre diversi tipi di strutture modulari. Queste strutture possono essere assemblate con estrema facilità e aiutano a creare allestimenti adatti a gazebo, stand, vetrine, scenografie, eventi e fiere e oggetti e strutture di design. Le strutture modulari che fanno parte integrante della famiglia Easystand sono molto versatili. Possono essere montate in molti modi. Ciò dipende dallo spazio in cui verranno montate.

    Le strutture modulari offerte da Easystand sono perfette per chi ha bisogno di adattare ogni volta il proprio stand a un nuovo spazio. Sono perfette anche per chi desidera allestire gli stand in modo indipendente e ha bisogno di avere uno stand modulare che sembri sempre nuovo. È un buon modo per dimostrare che ogni volta c’è uno stand diverso.

    Ecco alcuni degli utilizzi più diffusi delle strutture modulari Easystand.

    • Stand espositivi – Vengono utilizzati in diverse mostre per esporre informazioni sull’evento.
    • Stand per riunioni e congressi – Questi stand sono utilizzati durante le riunioni. Su questi stand vengono affisse informazioni e avvisi importanti.
    • Allestimenti per musei e mostre – Questi stand sono ampiamente utilizzati nei musei, dove espongono fatti e informazioni fondamentali.
    • Eventi sportivi – Vengono utilizzati in diversi eventi sportivi come allestimento e spesso come elemento decorativo.
    • Arredi e vetrine – Si tratta di elementi che spesso espongono abiti o altri prodotti nei negozi.
    • Cavalletti portatili fai da te – Essendo portatili, i cavalletti possono essere facilmente spostati da un luogo all’altro. Sono leggeri e facili da usare per qualsiasi scopo.

    Per saperne di più sui prodotti offerti da Easystand, visitate il sito https://easystand.it/.

    Informazioni sull’azienda:

    Easystand è un nome popolare che offre un’ampia gamma di prodotti, tra cui strutture modulari e stand. L’azienda offre una serie di prodotti che comprendono stand per fiere, stand espositivi e stand portatili. Il vantaggio principale di questi stand è che sono economici e di lunga durata.

  • Liste civetta, De Pierro risponde a Rieti Life e a Fabio Melilli

    Dopo l’articolo apparso sulla testata reatina e le dichiarazioni del deputato del Partito Democratico il presidente del movimento Italia dei Diritti si pronuncia deciso sull’argomento

    Antonello De Pierro

    Roma – In occasione delle elezioni amministrative previste per il prossimo 12 giugno anche quest’anno, in sede di presentazione delle liste, c’è stato chi è tornato a parlare di liste civetta. E puntualmente, in maniera esplicita o più velatamente, qualcuno ha eletto a bersaglio il movimento Italia dei Diritti, la compagine politica che fa capo al giornalista romano Antonello De Pierro, noto alle cronache anche per essere stato vittima in passato di un’aggressione da parte del boss di Ostia Armando Spada.
    Fabio Melilli
    Tra i tanti figura la testata reatina Rieti Life, che, in un articolo dal titolo “Casaprota, 5 liste per 700 abitanti. Ecco tutti i candidati a sindaco e a consigliere”, facendo apoditticamente riferimento alla lista IdD, pur non citandola, e sottolineando la circostanza che vede “una lista” contenere “molti nomi che si sono candidati in un altro comune ma con un altro candidato sindaco”, afferma che “sì può fare, ma ovviamente torna alla mente l’appello del deputato Melilli sulle liste civetta, consuetudine deprecabile in danno dei nostri piccoli comuni ormai da diversi anni”. Ma in cosa consiste il richiamato appello del deputato Melilli? E’ stato proprio Rieti Life a pubblicarlo, qualche ora prima del prefato articolo su Casaprota. Fabio Melilli, ex presidente della provincia di Rieti dal 2004 al 2012 e segretario regionale del Partito Democratico nel Lazio dal 2014 al 2018 aveva dichiarato: “Come accade ormai da qualche anno anche in questa tornata di elezioni amministrative i nostri piccoli comuni, sono invasi da liste di soggetti sconosciuti alle comunità e composte per lo più da militari in servizio. Il periodo di congedo, previsto per legge per chi si candida, spinge alla presentazione di liste e di candidati a Sindaco solo per avere la possibilità di non recarsi al lavoro per più di un mese. Tutto ciò, oltre a determinare un aggravio di lavoro per gli uffici comunali, mortifica ed offende le comunità che vengono utilizzate per esclusivi fini privati. Credo sia arrivato il tempo di porre fine a tali comportamenti a salvaguardia della dignità delle istituzioni e dei nostri comuni”.

    Non si è fatta attendere la risposta dell’Italia dei Diritti, che è intervenuto sulla questione per bocca del suo presidente De Pierro, capogruppo a Roccagiovine, consigliere in seno all’Unione deì Comuni Valle Ustica e già capogruppo IdD nel consiglio della X Comunità Montana dell’Aniene, attualmente comnissariata. Il leader del movimento non le manda a dire e rispedisce al mittente ogni accusa di lista civetta: “E’ arrivata l’ora di finirla di etichettare il nostro movimento come lista civetta. E’ già successo in passato, pur avendo ampiamente dimostrato il contrario sul campo, e in questo caso mi rivolgo soprattutto alla testata Rieti Life. E’ stato scritto che in 2 liste compaiono molti nomi simili. Infatti è accaduto nelle nostre liste a Casaprota e a Nespolo. In merito c’è una previsione normativa specifica che prevede la candidatura della stessa persona in non più di 2 comuni e noi ci siamo attenuti al dettato della norma. A quanto pare sembra sia bastata questa congiuntura per far tornare alla mente al redattore della testata reatina il concetto di ‘liste civetta, consuetudine deprecabile in danno dei nostri piccoli comuni ormai da diversi anni’. L’aver concesso ad alcuni candidati ritenuti più validi la doppia possibilità di elezione è bastato a rispolverare l’assunto concettuale che è espresso dal binomio liste civetta. Forse si ignora che ciò avviene a volte anche nelle file di grossi partiti a Roma, dove, per esempio, ci sono candidati al Comune, i quali figurano anche nelle liste municipali e spesso in ben 2 municipi. Per ciò che afferisce al richiamo alle parole del deputato Fabio Melilli, parlando di noi credo sia alquanto improprio e inopportuno. e voglio sperare che quest’ultimo non facesse riferimento al nostro movimento. In ogni caso se qualcuno ci etichetta come lista civetta non sa davvero di cosa parla. La realtà fattuale che ci vede protagonisti nei territori dice esattamente il contrario. Nei comuni del perimetro territoriale della Città Metropolitana di Roma Capitale abbiamo eletto ben 23 consiglieri e tutti si sono distinti fin dall’inizio per l’impegno profuso nell’onorare l’attribuzione mandataria ricevuta tramite l’espressione di voto da parte degli elettori. Se altre liste si comportano diversamente non è una cosa che ci riguarda, l’importante è che il comportamento che pretendiamo dai nostri candidati, specie se poi vanno a sedere sugli scranni delle assise consiliari, si traduce in una manifestazione esemplare di rispetto per le istituzioni e di conseguenza per i corpi collettivi che queste rappresentano. Abbiamo invece assistito a esternazioni comportamentali da lista civetta proprio da parte di compagini elettorali formate da candidati locali, con sindaci eletti che si sono dimessi dopo qualche giorno condannando i comuni al commissariamento. E nemmeno mi pare che i nostri eletti si siano candidati, come afferma Melilli riferendosi alle ‘liste di soggetti sconosciuti alle comunità’ e composte per lo più da militari in servizio’, offendendo e mortificando ‘le comunità che vengono usate per esclusivi fini privati’. Voglio pensare che Melilli non si riferisse a noi, perché in caso contrario siamo noi a essere mortificati e offesi di fronte a una lapalissiana mistificazione della realtà fenomenica e pretendiamo delle scuse. In centinaia di nostre liste sono stati finora candidati solo 2 militari, un sottufficiale della Marina Militare, che risponde al nome di Marco Zoppini ed è uno dei punti di forza sotto il profilo politico informatico del nostro movimento e negli anni scorsi un carabiniere. E’ stato candidato qualche poliziotto, di cui 3 sono stati eletti, onorando con tutti i crismi il mandato e facendo registrare la loro presenza a ogni convocazione , ma Melilli dovrebbe sapere che i poliziotti non sono militari, ancorché sia prevista l’applicazione d’ufficio dell’istituto dell’aspettativa e non del congedo, come lui erroneamente lo chiama, che è tutta un’altra cosa. Ma tra i nostri eletti figurano soprattutto 2 commercialisti, Dario Domenici e Maria Condrò, 2 infermieri, Massimo Pacico e Teresa Trerotola, un assicuratore, Sandro Taraborrelli, un’ex hostess dell’Alitalia, Paola Torbidoni, un medico, Marco Del Monaco, 2 imprenditori, Angelo Lori e Tony Gallo, una docente, Angela Malaspina, una lavoratrice precaria, Sabrina Ragucci, un ex ispettore capo della Polizia di Stato, Francesco Palmisano, un’eccellenza nel diritto amministrativo e candidato senza usufruire di alcuna aspettativa, un pensionato delle Poste Italiane, Aurelio Tartaglia, un pensionato del Cotral, Angelo Barnaba, il nostro responsabile provinciale romano Carlo Spinelli, impiegato nel campo della tutela ambientale , un impiegato del Ministero dei Beni Culturali, Roberto Porcacchia, un impiegato di un’azienda privata, Giovanni Ziantoni. Tutti i nostri eletti sono impegnati quotidianamente sul territorio e quasi mai sono stati assenti a una seduta consiliare. Molti di loro peraltro non sono estranei ai territori che rappresentano, ma vivono in loco o nei dintorni. Pertanto ogni tentativo di screditarci con la definizione di ‘lista civetta’ è smentito dai fatti e può essere tranquillamente rispedito al mittente. La verità è che non siamo graditi proprio perché troppo presenti e soprattutto competenti. Per fortuna non a tutti. Molti amministratori locali intelligenti hanno colto al volo la straordinaria opportunità da noi rappresentata e hanno recepito il nostro proporci ad adiuvandum. E sono nate delle importanti e proficue collaborazioni, che hanno arricchito le comunità di un valore aggiunto e non hanno certo leso ‘la dignità delle istituzioni’ e dei ‘comuni’, per riprendere ancora il concetto espresso da Melilli. Non ci faremo intimidire da nulla e da nessuno. Il nostro esercito in continua crescita di esponenti e attivisti continuerà a salvaguardare i principi fondanti del movimento, basati sulla legalità, sulla giustizia e sull’etica. Continueremo ad apprezzare e a fare un plauso a tutte le maggioranze virtuose e terremo accesi i riflettori su chi non è in grado di porre in essere un’efficace azione gestionale. Sono gli amministratori incapaci, che siano del luogo o meno, a offendere e mortificare le comunità che rappresentano, spesso costrette a subire per mancanza di una valida alternativa una gestione insufficiente o inerte della cosa pubblica, spesso dettata da una sola persona e avallata dal voto di maggioranze di figuranti, i quali si limitano per 5 anni ad alzare la mano per votare, obbedendo come scimmie ammaestrate agli ordini di scuderia. Che piaccia o no con l’Italia dei Diritti queste aberrazioni istituzionali non passeranno più inosservate. Le amministrazioni non virtuose dovranno rassegnarsi a subire la nostra critica mirata a svegliare le coscienze anestetizzate del tessuto collettivo. Infatti da quando abbiamo lanciato l’iniziativa denominata ‘opposizione ombra’ sarà pressoché ininfluente la nostra presenza o meno nei consessi consiliari, ma i nostri consiglieri ombra denunceranno con tutti i mezzi mediatici disponibili le lacune amministrative. La pacchia è finita”.

  • RCH dà appuntamento ad EuroCIS 2022 con nuovi prodotti ad alta tecnologia, a servizio del retail

    Dal 31 maggio al 2 giugno l’azienda trevigiana parteciperà alla principale fiera europea per la tecnologia del settore retail a Düsseldorf, con l’energia del ritorno agli eventi in presenza e nuove soluzioni a supporto degli esercizi commerciali

     

    Treviso, 27  maggio 2022 – RCH S.p.A., azienda produttrice di soluzioni avanzate per il punto vendita, ritorna a EuroCIS 2022, con nuove soluzioni tecnologiche nell’ambito dei registratori di cassa e la gestione delle attività commerciali.

    L’appuntamento per conoscere l’intera gamma di soluzioni smart RCH e i nuovi prodotti come stampanti, cassetti automatici, software e app integrative è alla Fiera di Düsseldorf, dal 31 maggio al 2 giugno, presso lo stand C52 nel Padiglione 9.

    Protagoniste dell’evento saranno le soluzioni smart con sistema Android targate RCH: dai registratori telematici all in one Walle8T ed A-Box 3, alla linea POS AT15 Iron, nelle versioni self standing e wall.

     

    Tra le novità di gamma, messe a punto negli ultimi mesi e dunque pronte al debutto nell’importante vetrina internazionale offerta da EuroCIS 2022, RCH propone la stampante PRINT! WiFi con connettività integrata per la facile emissione di comande per il mercato della ristorazione e dell’ospitalità; il nuovo Sistema di cassa telematico Android PRINT! RT Smart, con la stampante telematica che poggia su una docking station con Sistema Operativo Android 10: una soluzione compatta e salvaspazio, con display incluso, che assicura elevate prestazioni con una minima occupazione di spazio; AT 15 Iron Print: il sistema POS con stampante integrata, pensato per gli ambienti retail che prediligono un’estetica contemporanea con tutta l’usabilità, la versatilità e la funzionalità dei sistemi RCH.

     

    Le novità però non finiscono qui: presso lo stand RCH sarà possibile richiedere la demo di Physit Store Solutions, la piattaforma che integra hardware e software pensata per rispondere alle attività del Retail e della DO con esigenze gestionali evolute; inoltre sarà esposto il Cassetto Automatico RCH D-Mat11, la soluzione per le casse automatiche di front-end integrato con il software di cassa RCH A-Touch System, per automatizzare i pagamenti in contanti in piena sicurezza. Ultima ma non meno importante, sarà presentata l’integrazione a tutti i registratori di cassa RCH con Sumup, per agevolare i pagamenti cashless con tutti i tipi di carte attraverso l’app RCH Paybox.

     

    Immancabile, il tocco di design made in Italy offerto da Cortina59, il registratore di cassa nato dal restyling di un fortunato prodotto degli anni’60, con le sue linee elegantemente retrò e i suoi colori POP: un modello – di colore giallo – farà parte del design espositivo dello stand, a conferma dello stretto legame esistente tra la storicità e l’innovazione tecnologica tipica dei sistemi smart proposti da RCH. Cortina ‘59 sarà uno degli elementi di attrazione e photo opportunity per i visitatori di EuroCIS 2022.

  • Rc Auto: nel Lazio premio in aumento del +3,5% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto nel Lazio è aumentato del 3,5% arrivando a 437,39 euro.

    L’incremento registrato nella regione risulta leggermente più basso rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+3,7%).

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.700.000 preventivi e relative quotazioni effettuati nel Lazio e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Lazio.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Rieti, area dove i valori medi sono saliti del 6,6% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 444,66 euro, seguita da Frosinone (+5,3%, 394,32 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria laziale si trovano Roma, che lo scorso mese ha registrato un aumento del premio medio del 3,5%, salito a 438,69 euro, e Viterbo (+2,9%, 365,99 euro).

    Chiude la classifica Latina, area che ha segnato un incremento del 2,4% (477,76 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Latina si è confermata la provincia più costosa della regione, Viterbo la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti laziali emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (39,4%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori del Lazio la garanzia infortuni conducente (22%) e la tutela legale (15,8%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.705.948 preventivi effettuati nel Lazio su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Rc Auto: in Veneto premio in aumento del +3,2% ad aprile

    Se è vero che i prezzi sono ancora lontani dal periodo pre-Covid, secondo l’Osservatorio di Facile.it* da gennaio ad aprile 2022 il premio medio RC auto in Veneto è aumentato del 3,2% arrivando a 353,61 euro.

    La regione, oltre ad aver registrato un incremento leggermente più basso rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+3,7%), risulta essere anche una delle zone della Penisola, dove, lo scorso mese, sottoscrivere la polizza Rc Auto costava di meno, posizionandosi dopo il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e la Lombardia.

    Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 700.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Veneto e raccolti da Facile.it.

    «Nello scorso trimestre», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «i premi Rc hanno ricominciato a salire anche se, va evidenziato, nell’ultimo mese il dato è rimasto sostanzialmente stabile. È presto, però, per dire se la tendenza si sia effettivamente bloccata».

    L’andamento provinciale

    Confrontando il costo medio Rc Auto di aprile 2022 con quello di gennaio emerge come l’incremento sia stato registrato, seppur in misura differente, in tutto il Veneto.

    A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Belluno, area dove i valori medi sono saliti del 6,4% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 317,42 euro, seguita da Verona (+5,1%, 354,35 euro).

    Continuando a scorrere la graduatoria veneta si trovano, a pari merito, Treviso e Venezia, aree che lo scorso mese hanno registrato entrambe un aumento del premio medio del 3,9%, salito, rispettivamente, a 356,82 euro e 371,88 euro.

    Chiudono la classifica Padova (+2,8%, 351,93 euro) e Vicenza (+1,8%, 339,55 euro).

    In valori assoluti, ad aprile 2022, Venezia si è confermata la provincia più costosa della regione, Belluno la più economica.

    Garanzie accessorie

    Considerando le garanzie accessorie scelte dagli automobilisti veneti emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale (35%).

    Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dai guidatori del Veneto la garanzia infortuni conducente (20,4%) e, a brevissima distanza, la tutela legale (20,2%).

    * L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 707.015 preventivi effettuati in Veneto su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2021 e il 30 aprile 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

  • Guerra e inflazione: 1 italiano su 4 in difficoltà a causa dei rincari

    Più di 1 italiano su 4, dato equivalente ad oltre 11 milioni di individui (26%), ha dichiarato che l’aumento dei prezzi in corso ormai da 3 mesi ha avuto un impatto molto negativo sul proprio bilancio familiare. Per far fronte ai rincari gli italiani hanno adottato diverse strategie; c’è chi ha ridotto, se non del tutto eliminato, alcune voci di spesa (66% dei rispondenti), mentre oltre 4,7 milioni di individui per far quadrare i conti, hanno dovuto lasciare indietro alcune spese comunque scadute come, ad esempio, le bollette di luce e gas o le rate del condominio.

    Questi alcuni dei dati emersi dall’indagine che Facile.it ha commissionato a mUp Research e Norstat* per fotografare come i consumatori stiano affrontando l’attuale scenario economico. 

    A livello territoriale – si legge nell’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale – l’aumento dei prezzi sembra aver colpito più duramente i rispondenti residenti nel Centro Italia (31%) e coloro con età compresa tra i 25-34 anni e i 45-54 anni (31%).

    Ma quali sono le principali aree nelle quali gli italiani sono intervenuti per risparmiare? Ecco cosa è emerso dall’indagine.

    Alimentari e tempo libero

    L’aumento del costo delle materie prime ha avuto un forte impatto sul carrello della spesa e questo ha spinto molti consumatori a cambiare le proprie abitudini d’acquisto o alimentari. Secondo l’indagine, molti hanno affrontato i rincari orientandosi su marchi più economici (41%) o cambiando punto vendita (28%).

    Soluzioni spesso non sufficienti tanto che, comunque, 35 milioni di consumatori hanno ridotto, se non addirittura eliminato, dalla loro tavola alcuni alimenti; non solo dolci (46%), snack (44%), alcolici (39%), ma anche alimenti come carne (43%) e pesce (30%). C’è addirittura chi ha ridotto notevolmente l’acquisto di frutta (4,5 milioni di individui), pasta (3,4 milioni) e verdura (2,9 milioni).

    Dalla tavola al tempo libero; più di 2 italiani su tre hanno ridotto le uscite al ristorante, mentre il 48% ha deciso di limitare i viaggi.

    Auto e benzina

    Il caro-benzina è uno dei problemi con cui tutti gli automobilisti hanno dovuto fare i conti; per far fronte agli aumenti il 46% dei rispondenti, molto semplicemente, ha detto di aver ridotto l’uso dell’auto nel tempo libero, mentre il 47% ha cercato di risparmiare prestando maggiore attenzione nella scelta della pompa di benzina. 

    Quasi 1 automobilista su 3, invece, ha modificato il proprio stile di guida al fine di ridurre il più possibile il consumo di carburante.

    Casa, energia elettrica e gas

    Altra voce di spesa cresciuta notevolmente negli ultimi mesi è quella dell’energia elettrica e del gas. In questo caso gli italiani hanno cercato di far fronte agli aumenti impegnandosi nella riduzione dei consumi, ad esempio facendo più attenzione all’illuminazione domestica (61%), abbassando il riscaldamento (46%), ottimizzando l’uso degli elettrodomestici (42%) o consumando meno acqua calda (26%).

    Circa 10 milioni di italiani, invece, hanno cercato di risparmiare sulla bolletta luce e gas semplicemente cambiando fornitore di energia.

    *Nota metodologica: Indagine mUp research – Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, patentati, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Francesco Starace: Enel, disponibile il nuovo sito dedicato all’Integrated Reporting 2021

    Verso lo stakeholder capitalism, l’energia per creare valore nel lungo periodo per tutti: l’AD Francesco Starace presenta la nuova piattaforma online sulla sostenibilità di Enel.

    Francesco Starace

    Francesco Starace: Integrated Reporting 2021, Enel lancia un nuovo sito appositamente dedicato

    “È un report che consente di avere una visione diversa delle nostre attività rispetto ai report finanziari tradizionali”. Francesco Starace introduce con queste parole la nuova piattaforma online sulla sostenibilità in cui Enel illustra la performance 2021 e le strategie alla base del modello di business sostenibile su cui negli ultimi anni ha improntato la propria crescita. Il sito digitale racconta inoltre le prospettive di medio e lungo termine. “Da sempre riteniamo che la sostenibilità sia fondamentale per i risultati finanziari. È il motore principale che ci consente di ottenere buoni risultati finanziari per gli azionisti”, spiega Francesco Starace. Non a caso l’innovativa piattaforma si propone di offrire valore sostenibile creato e distribuito a tutti gli stakeholder del Gruppo in linea con l’obiettivo “Open Power for a Brighter Future we empower a sustainable progress”.

    Enel, l’AD e DG Francesco Starace: il futuro racchiude la chiave della sostenibilità

    Dimostrare l’impegno di Enel per la sostenibilità “non solo a parole ma anche nei numeri”: l’AD Francesco Starace, in merito al lancio della nuova piattaforma dedicata all’Integrated Reporting 2021 “Towards stakeholder capitalism”, sottolinea il valore dell’iniziativa. “Ritengo che sia uno strumento interessante. Sono convinto che ci consentirà di accrescere ulteriormente la trasparenza e anche di affrontare diverse questioni”, aggiunge l’AD che ha definito il nuovo sito come “il riflesso di un cambiamento avvenuto molto tempo fa”. Il riferimento è al percorso che Enel ha intrapreso ormai da anni in questa direzione. “Il futuro racchiude la chiave della sostenibilità”, ribadisce l’AD di Enel Francesco Starace: “Non c’è sostenibilità senza la volontà di andare avanti nel tempo”.

  • Maire Tecnimont, parla il Presidente Fabrizio Di Amato: l’intervista al “Corriere della Sera”

    Partire dalle competenze ingegneristiche italiane e produrre gas dagli scarti urbani e industriali: la strategia di Fabrizio Di Amato, Presidente di Maire Tecnimont, per la transizione energetica in Italia.

    Fabrizio Di Amato

    Fabrizio Di Amato: "Valorizzare il passato dell’industria italiana per dare luce al futuro energetico del Paese"

    Con i mutamenti nello scenario energetico causati dagli effetti delle sanzioni internazionali verso la Russia, l’Italia si trova improvvisamente costretta a fare i conti con il problema, atavico, della dipendenza energetica. Una situazione critica che tuttavia per il Paese può rivelarsi un’opportunità. A spiegarlo è Fabrizio Di Amato, fondatore e Presidente del Gruppo Maire Tecnimont, in una recente intervista pubblicata sul "Corriere della Sera". "Si stanno aprendo nuove rotte per gli approvvigionamenti energetici – ha dichiarato l’imprenditore – e c’è in gioco la transizione ecologica. È un’occasione da non sprecare per ridare le carte al sistema industriale e pensare a nuovi modelli. Si tratta di guardare al futuro valorizzando il passato dell’industria energetica italiana". Per il Presidente di Maire Tecnimont è necessario partire dalle "straordinarie competenze ingegneristiche" che l’Italia ha sviluppato nel corso dei secoli e sfruttarle per cercare nuove soluzioni tecnologiche a supporto del cambio di paradigma. Una delle strade da percorrere l’ottimizzazione del riciclo degli scarti urbani e industriali, utilizzando quelli non riciclabili per produrre gas sintetico, etanolo, metanolo e idrogeno a basse emissioni di CO2: "Abbiamo radici antiche e ora vogliamo proiettarle nel futuro per costruire impianti del terzo millennio con il "nuovo" petrolio che viene dalla valorizzazione dei rifiuti", spiega Fabrizio D’Amato.

    Fabrizio Di Amato: "Transizione ecologica? La vorrei in Costituzione"

    Nel dettaglio, la proposta dell’imprenditore è ripartire dai siti industriali oggi in dismissione, come ad esempio quelli di raffinazione, e sfruttare le loro caratteristiche per trasformarli in impianti di riciclo di materiale plastico: "L’idea è fare prodotti uguali a quelli che vengono realizzati con gli idrocarburi – sottolinea Fabrizio Di AmatoÈ un processo di upcycling che può sostituire il prodotto vergine. Non si usa solo per fare panchine o bidoni per la raccolta ma anche per costruire pezzi di automobili". Grazie alle tecnologie sviluppate da Maire Tecnimont e oggi confluite anche in NextChem, società dedicata alla transizione, è possibile utilizzare i vecchi impianti per recuperare carbonio e idrogeno dalle tonnellate di rifiuti raccolti invece di mandarle in discarica o smaltirle pagando a caro prezzo i partner europei: "Riciclandoli in gas sostitutivo del metano si potrebbe ridurre del 10% il fabbisogno di gas per il settore termoelettrico. Con la nostra tecnologia si può risparmiare fino al 90% delle emissioni di CO2. Il concetto è quello del distretto circolare verde dove i rifiuti diventano idrogeno, metanolo, fertilizzanti". L’augurio di Fabrizio di Amato è che in Italia venga disegnata al più presto una politica industriale dell’energia che tenga conto della transizione ecologica: "Io la inserirei come legge costituzionale, così nessuno la potrà più smontare. Adesso – conclude – stiamo pagando le non scelte del passato".

  • Marco Domizio: la vision del fondatore e AD di Ares Ambiente

    Nel 2008 Marco Nicola Domizio ha dato vita a Treviolo ad Ares Ambiente, di recente riconosciuta Azienda Best Performer nel territorio per la solidità economica e finanziaria dimostrata negli anni.

    Marco Domizio

    Marco Nicola Domizio: Ares Ambiente premiata per solidità economica e finanziaria

    È il 2008 quando a Treviolo, in provincia di Bergamo, Marco Nicola Domizio dà vita ad Ares Ambiente. Specializzata nel servizio di intermediazione rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, l’azienda è cresciuta rapidamente arrivando ad affermarsi nel settore. Non a caso proprio lo scorso novembre è stata premiata come Azienda Best Performer di Bergamo, secondo quanto emerso da uno studio realizzato da Italy Post per il quotidiano “Lombardia Post” sui bilanci delle imprese del territorio con rating equilibrato o ottimo su valori di fatturato ed EBITDA. “È un traguardo che ci rende orgogliosi e ci spinge a mantenerci ai massimi livelli di efficienza nella gestione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi”, ha commentato in merito Marco Domizio.

    Marco Nicola Domizio: insieme, clienti e partner, per un futuro più sostenibile

    Nel commentare il riconoscimento di Best Azienda Performer ad Ares Ambiente, Marco Nicola Domizio ha sottolineato come nonostante l’incertezza economica degli ultimi due anni non sia mai venuto meno “il nostro impegno a conferire i rifiuti delle attività produttive”. L’AD ha ricordato inoltre come l’azienda operi “nel modo più efficiente possibile e secondo criteri di tracciabilità e pratiche amministrative che rispettano la normativa vigente”: merito di quanti “ogni giorno contribuiscono a consolidare la nostra posizione nel mercato, lavorando con la massima professionalità e con competenze che continuano a crescere e rinnovarsi”. Infine ha ringraziato “coloro che ci hanno scelto, clienti e partner”: solo insieme si possono “affrontare le sfide del presente” aprendo a “un futuro più sostenibile per le persone e per l’ambiente” in cui Ares Ambiente potrà continuare a perseguire gli obiettivi di trasparenza ed efficienza a cui guarda fin da quando 14 anni fa Marco Domizio le ha dato vita.

  • Arte: la mano di Rubens sull’acquaforte l’ultima cena

    Giovanni Battista De Andreis, artista sperimentatore e studioso di tecniche calcografiche, analizza storia e tecnica dell’incisione
    derivata dal Cenacolo di Leonardo per una circostanziata e attendibile
    attribuzione al celebre maestro di Anversa.

     

    Se ne conosceva l’esistenza da sempre, da quando si è cominciato a
    scrivere di Rubens come incisore e più importante diffusore di questa
    particolare tecnica d’arte.
    “Gli amatori hanno cercata avidamente la stampa rappresentante il
    famoso Cenacolo di Leonardo da Vinci” così la presenta il Ferrario nel
    suo Le classiche stampe dal cominciamento della calcografia, del 1836.
    Ogni trattato ne parla, a partire dal Settecento, primo fra tutti il
    Mariette, assieme alle due uniche acqueforti concordemente attribuite
    al Maestro fiammingo: la Santa Caterina d’Alessandria e la Vecchia
    della candela.
    La notizia: L’ultima cena, una tra le più ricercate incisioni di
    Rubens, è recentemente riapparsa presso un professionista Romano, il
    dottor Gilberto di Benedetto (psicologo e psicoterapeuta).
    Certamente un omaggio importante per il celebre e sfortunato Cenacolo
    dipinto da Leonardo sul finire del Quattrocento per il refettorio di
    Santa Maria delle Grazie in Milano.
    Un bulino che per le dimensioni insolite (mm 996 x 298 al bisello) è
    stato realizzato su due matrici congiunte: procedimento non certo
    consueto all’epoca, dovuto probabilmente alla difficoltà di produrre o
    incidere matrici in rame di dimensioni così ragguardevoli.
    Tanto per l’esecuzione quanto per la storia che l’accompagna il
    recente rinvenimento merita più di una riflessione o di una expertise
    sbrigativa. La tradizione è unanime nell’attribuire l’incisione alla
    mano di Soutman, peintre-graveur allievo di Rubens e cresciuto alla
    sua bottega.
    L’autenticità della stampa è garantita dalla tiratura coeva, in primo
    stato, impressa su carte con filigrane di Leida, in ottimo stato di
    conservazione. Le matrici originali sono tuttora conservate presso lo
    Stedekijk Prentenkabinet di Anversa.
    Le scritte della legenda sottostante, chiare ma non senza enigmi,
    impongono qualche considerazione non inutile.
    A sinistra, fatto il dovuto riferimento a Leonardo (Pinxit) si legge
    P. P. Rub. Delin. (disegnò). Manca del tutto l’indicazione solita
    dell’incisore esecutore, accanto al termine excudit . Perché?
    Dopo il termine invenit, (quì sostituito da pinxit, l’autore dell’
    originale) il termine delineavit indica l’autore del disegno
    esecutivo, in questo caso Rubens.
    A rigore dobbiamo dedurre che Rubens disegnò – di questo possiamo
    stare certi, scrupoloso com’era – ma che nessuno eseguì (sculpsit o
    excudit). Com’è possibile? Le ipotesi non sono poche: l’impossibilità
    di menzionarlo, che l’artista non l’abbia ritenuto pertinente o
    necessario, che non era semplice stabilirlo o perché, semplicemente,
    gli incisori erano due.
    Da notare che l’acquaforte, a differenza del bulino che viene inciso,
    in effetti viene “disegnata”. Forse in questo il senso di quel
    delineavit, che nel presente contesto assumerebbe un significato
    particolare: l’autore del disegno potrebbe coincidere con l’autore
    dell’acquaforte?
    La Pinacoteca Repossi di Chiari (Brescia) possiede un foglio similare
    a questo, non coevo però e sprovvisto di filigrana dove curiosamente
    si legge, nella specifica della Collezione: “Il nome dell’incisore è
    stato sostituito da quello del disegnatore”. Una ammissione incauta
    che non fa che ravvivare gli interrogativi appena esposti. Curioso
    anche – sempre a proposito di questo lavoro e prassi generalizzata –
    come gli studiosi parlino indifferentemente ora di acquaforte ora di
    bulino, mai accennando ad una tecnica composta o comunque menzionando
    le due tecniche.

    Un po’ di storia, intanto.
    Disceso in Italia, come ogni buon nordico che intendesse temperarsi
    nella cultura italiana, certamente impressionato dalla Cena di
    Leonardo, Rubens non avrebbe esitato a copiarla. E’ quanto
    è sempre stato scritto. Ipotesi suffragata, nel caso, dall’unico
    disegno esistente del maestro riferibile a un particolare della Cena,
    conservato nella collezione Devonshire a Chatsworth, con ogni
    probabilità databile tra il 1600 e il 1612 (J.S.Held, L.Burchard, R.A.
    d’Ulst).
    L’interrogativo se il disegno esecutivo finale abbia invece altra
    provenienza viene dall’esistenza di una copia del Cenacolo vinciano –
    singolare per l’orizzontalità del formato e la totale assenza di
    spazio prospettico – dovuta ad allievi di Leonardo (Boltraffio o Marco
    d’Oggiono ) e conservata alla Royal Academy di Londra (ipotesi E.
    Moeller del 1952).
    Neppure da trascurare, come ulteriore possibile spunto iconografico,
    una copia della Cena di imponenti dimensioni esistente già nel 1545
    nell’abbazia di Tongerloo, a qualche decina di chilometri da Anversa
    (A. e P. Philippot nel 1967-68).
    Sempre in tema di un iter creativo che non può che avvalorare
    l’importanza data dal Fiammingo a questo lavoro, esiste un disegno, al
    Gabinetto dei Disegni del Louvre, assai curioso ed eloquente. Sono
    rappresentate in controparte le sole figure del Cristo e dell’apostolo
    Simone: un particolare di un eventuale prototipo esecutivo? Il foglio
    si impone per una peculiarità non indifferente: se da un lato vi
    appaiono particolari identici all’incisione, dall’altro la posizione
    delle mani rispetta quella di Leonardo, soprattutto quella a sinistra
    nella stampa.
    Se il disegno fosse derivato dall’incisione le mani non potrebbero che
    riprendere quelle dell’incisione e non certo tornare al modello di
    Leonardo. Ma la comparsa del tendaggio, così come il calice e il pane
    davanti a Cristo, richiamano perfettamente la stampa, per cui,
    soltanto considerandolo uno studio creativo intermedio (un occhio
    ancora a Leonardo e un altro teso a modificare) si può legittimarne
    l’origine non di riporto ma creativa: la mano di Rubens o di chi per
    lui.

    Per cui, nonostante questa Cena incisa pretenda presentarsi come
    fedele copia nella legenda sottostante – referenza non da poco per il
    suo successo – l’occhio di oggi non può che coglierne lo spirito di
    libero d’après, ricco di vistose ablazioni. Ambiente prospettiva e
    oggetti sono scomparsi, ad eccezione del pane e del calice. In
    aggiunta, l’esuberante Rubens ha innalzato alle spalle del Cristo il
    vistoso panneggio piramidale appena menzionato che, mentre evidenzia
    la maestà del Maestro, crea un trasfigurante moto ascensionale su
    tutta l’orizzontalità della scena. Libertà espressive che non lasciano
    dubbi sulla disinvoltura toccata al capolavoro vinciano.
    Creativa dissacrazione che aggiunta all’incuranza di presentarsi
    invertita (speculare) rispetto all’originale conferma la tensione del
    Fiammingo di avvalersene più per una propria rappresentazione che per
    diffonderne l’icona originaria. Una anomalia che è bene non trascurare
    perché mai attuata da Rubens per nessuna trasposizione in stampa delle
    sue numerose opere di pittura. Trasgressione legittimata forse
    dall’opportunità che, standogli sott’occhio la perfezione del suo
    prototipo, egli stesso abbia temuto di indebolirla rovesciandola, per
    non dire affidarne ad altri il rischio. Un Leonardo alla rovescia per
    cui, a tutto vantaggio dell’energia del foglio, che dice quanto
    l’Artista tenesse a questo lavoro, vivendolo come un vero e proprio
    furto creativo.
    Non poco, per l’artista trentenne che si rivelerà il maggiore
    “imprenditore” della storia dell’arte: fregiarsi d’un colpo della
    grande tradizione rinascimentale con un trait d’union degno di un vero
    protagonista.

    Da tali premesse, considerato il prestigio del lavoro, può essere
    verosimile che Rubens abbia saputo trattenersi dall’intervenire
    direttamente sulla matrice?
    Una occhiata non superficiale convince della assoluta armonia
    dell’insieme: incastri perfetti di luci e ombre, un controllo del
    segno sempre di ammirevole perfezione: assolutamente convincente nei
    panneggi e di massima espressività nei volti: sempre inventato e
    articolato nella raffinata tornitura
    delle mani dei tredici personaggi. Tutto con sintesi da maestro. Dove
    sarebbe improprio cercare il pathos distintivo del Rubens maturo, quei
    viluppi di energia che lo fanno unico. Piuttosto risulta palpabile una
    certa sospesa atmosfera di attesa che riporta, per equilibrio e
    compiutezza, a quel capolavoro giovanile di fascinante bellezza che è
    la tela “Romolo e Remo” della Pinacoteca Capitolina di Roma, dipinta
    ad Anversa nel 1616.
    L’attribuzione a Pieter Claesz Soutman – così come quella più
    difficilmente sostenibile a Vosterman, di recente avanzata da De
    Liberis – merita qualche riflessione. Intanto la curiosa, non
    trascurabile coincidenza che un foglio importante del Soutman, La
    Caccia al cinghiale, risulta inciso su due matrici, esattamente come
    il nostro soggetto. Tecnicamente E’ sempre presente in Soutman (come
    ha rilevato con acutezza L. Leeber) un puntinato fine, a volte
    circonflesso, per accompagnare il volume dei corpi e dare rilievo agli
    incarnati nei passaggi di maggiore finezza; procedimento tipicamente
    pittorico di possibile suggerimento (o suggestione) rubensiano.
    Mancano comunque prove certe, nonostante il Soutman fosse pittore e
    incisore, di una collaborazione ristretta tra lui e Rubens nell’ambito
    dell’incisione. Ciò che sposterebbe questa attribuzione ad altri
    incisori: Cornelis Galle il Vecchio (conosciuto da Rubens in Italia),
    Boetius Adamsz Bolswert, Willem Isaac Swanenburgh e qualche altro, o
    confermare l’incisore eccellente dell’atelier Rubens, Lucas Vosterman.
    Evidente, consentendo quest’ultima attribuzione, che la data verrebbe
    dilatata dal 1610 al 1620.

    Ma in quale ottica il Maestro vedeva il rapporto con i suoi
    collaboratori? Una solidale vicinanza è certa, ma lo è ancor più la
    puntigliosa accuratezza che egli pretendeva nella fase di riproduzione
    di prototipi che egli stesso era solito portare alla perfezione. E’
    certamente la causa dei ruvidi, avventurosi contrasti emersi con
    Vosterman (troppa albasìa, a detta di Rubens), unanimemente
    considerato il suo intagliatore di maggior talento, ma il cui rapporto
    con il Maestro, per quanto ci riguarda, viene costretto ai quattro
    anni che vanno dal 1618 alla tempestiva rottura del 1622; per
    riprendersi poi (miracoli dell’arte!) dopo il 1630.
    Rubens era fin troppo consapevole, a sue spese, che quando non
    personalmente controllata la qualità del lavoro poteva slittargli di
    mano. Mi piace citare l’umiltà davvero commovente dell’Artista che
    aveva ormai conquistate tutte le corti d’Europa. “Con tutto ciò posso
    dire con verità, che li dissegni sono più finiti e fatti con più
    diligenza che le stampe, li quali dissegni io posso mostrare ad ognuno
    poiche li ho in mia mano”.
    Come accaduto per la disgraziata serie delle illustrazioni per la vita
    di Ignazio di Lodola – incise a Roma dopo la sua partenza per Anversa
    – di una mediocrità disarmante, benché “L’unico disegno che ne
    conosciamo, ora al Louvre, sia di rara intelligenza e sensibilità” (D.
    Bodart 1977).
    Quanto egli stesso lamenta in una lettera enigmatica del 23 gennaio
    1619 diretta a Pieter Van Veen e riferita probabilmente al Vosterman:
    “Havrei ben voluto che l’intagliatore [bulinista] fosse riuscito più
    esperto ad imitar bene il prototypo, pur mi pare minor male di vederli
    fare in mia presenza per mano di un giovane ben intentionato che di
    gran valenthuomini secondo il loro capriccio”. Non c’è migliore
    conferma della preferenza di Rubens per intagliatori rispettosi delle
    sue direttive piuttosto che per l’estro di genialità ingovernabili.
    Federico Zeri amava ripetere (l’ha scritto anche in qualche suo libro)
    che mentre un capolavoro sopporta qualsiasi ingrandimento, sempre
    migliorando, una brutta opera non può che peggiorare mano a mano che
    viene ingrandita.
    Entrando nell’incisione, si riscontrano subito due differenti
    tecniche. Un potente ingrandimento permette di distinguere le diverse
    specie e modi di interventi e, ciò che più importa, i “tempi di
    esecuzione”. Intanto la traccia, cioè il disegno che contorna forme e
    figure, risulta incisa all’acquaforte: un segno morbido e sensibile,
    robusto e deciso. Tutte le figure e i profili dei volti appaiono
    tracciati da questa mano: una varietà e intensità d’espressioni non
    certo da copista! Il secondo stadio risulta eseguito al bulino: una
    mano assai abile ha dato corpo alle figure con un
    intaglio secco e preciso. Di rilevante interesse i punti più delicati
    degli incarnati: la mani soprattutto, trattate con interventi di
    finissimi punteggiati, vibrazioni infinitesime per imitare una resa di
    materia pittorica.
    Ecco al terzo livello riapparire l’acquaforte. Com’è possibile,
    trattandosi sempre di acquaforte, che le due fasi non siano state
    eseguite contemporaneamente?
    E’ questa la scoperta più affascinante. Scrutando l’energica
    tratteggiatura delle massime ombre (specie tra i capelli degli
    apostoli e ovunque appaiano rinforzi consistenti) si osserva che le
    linee di di tratteggio procedono a scatti, come a balzelli. La mano
    dell’incisore sa riconoscere tali scatti: il caratteristico salto
    della punta d’acciaio (puntasecca) ogniqualvolta interseca i solchi
    del bulino o dell’acquaforte sottostante. La sicurezza con cui si
    riesce qui a padroneggiare la direzione del segno, per quanto gli
    incavi possano impedirlo, rivela l’artiglio del Maestro. Per
    esperienza so quanto in un intervento del genere risulta difficoltoso,
    anche alla mano più esperta, mantenere la direzione voluta.
    Se un intervento all’acquaforte – dove si disegna, è l’acido a
    incidere – può risolversi in tempi rapidi, la lavorazione a bulino
    comporta, oltre una ammirevole pazienza, tempi notevoli: un rapporto
    da giornate a mesi.
    Questa considerazione conferma che un disegnatore prodigioso come
    Rubens era in grado di intervenire in tempi assai rapidi
    all’acquaforte, lasciando al paziente lavoro del bulinista tutto il
    rimanente, purché sempre sotto controllo. Un procedimento identico a
    quello di molti suoi disegni. Nelle stupenda Testa a sanguigna di
    bambino qui riprodotta egli traccia appunto a sanguigna le parti più
    luminose e delicate, lasciano poi agli interventi energici del
    carboncino tutte le parti rinforzate in ombra. Nell’incisione la
    sanguigna corrisponde al bulino e il nero del carbone all’acquaforte.
    La lettera sopra menzionata evidenzia che l’Artista considerasse
    l’incisione come emanazione della sua propria creatività. Il suo
    occhio straordinario non poteva che fargli ricercare nell’opera
    stampata quelle stesse caratteristiche di verità ed energia che
    ricercava nell’opera dipinta.
    Una energia che egli riusciva a suscitare, come nel caso di questa
    incisione, avocando a sé tanto la parte iniziale quanto quella finale
    del lavoro, con la stessa fluidità con cui riusciva nei dipinti a
    interscambiarsi con i suoi valorosi aiuti. Una bottega, la sua, che ha
    saputo gestire, oltre uno stuolo di incisori di considerevole statura,
    artisti della levatura di Van Dyck o Jordaens: il più importante
    esempio di gestione di creazione artistica di ogni tempo.

    Eccessivo pretendere che per questa Cena il Maestro abbia messo mano
    anche al bulino, nonostante la sua pratica accertata dello strumento e
    la definizione di “Pittore del bulino” attribuitagli da Mariette.
    Per mio conto è sufficiente, dato il valore del suo doppio intervento
    in acquaforte, la certezza che egli ha tenuto sotto controllo l’intera
    lavorazione, con un’attenzione specifica all’intaglio. Per il quale
    non credo ragionevole, in ultima analisi, spostarsi da Soutman; non
    fosse che per le sue documentate capacità e per rispetto di quella
    tradizione che concordemente lo richiama. Una attribuzione diversa
    suonerebbe meno giustificata, come anche quella a Vosterman, avanzata
    da De Liberis, mi sembra posticipi troppo una esecuzione che io sento
    collocarsi nel primo decennio del Seicento.
    Per cui, come per gran parte del suo stile di produzione pittorica, è
    possibile a pieno titolo ascrivere al nome di Rubens la piena
    paternità di questo stupendo e insolito foglio. Una qualità e una
    rarità di cui non è certo agevole ipotizzare un possibile valore di
    mercato. Nella misura in cui è difficile precisare quale valore si
    intenda e, soprattutto, a quale mercato ci si voglia riferire.
    Come artista e come appassionato studioso di questa meravigliosa arte
    su carta non posso che concludere: allo stesso modo che un
    appassionato di Rubens ricerca una sua opera autentica di pittura si
    può parimenti restare affascinati da questa originalissima “Ultima
    cena” del grande maestro di Anversa.

  • “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita incanta il pubblico della Biennale Light Art di Mantova

    Mantova (MN) – Suggestione, passione e grandissima professionalità, gli ingredienti fondamentali della performance “Circe. Amore e guerra” di Marilena Vita alla Biennale Light Art di Mantova. L’evento, che ha riscosso un enorme successo di pubblico e di critica, è stato presentato domenica 29 maggio alle ore 21.30 all’interno di una cornice d’eccezione, il cortile quattrocentesco della Casa di Andrea Mantegna.

    Il site-specific dell’artista siracusana, nonostante il rinvio di sabato 28 maggio a causa del maltempo, è riuscito ad attrarre molte presenze e a creare un enorme trasporto emotivo. L’incanto è stata la parola d’ordine di una delle chicche del festival curato da Vittorio Erlindo. Le pareti rinascimentali, un tempio a porte aperte da cui esce la performer in abito nero con filamenti illuminati e sguardo bionico che si accende di rosso. Al centro del cortile un bulbo d’occhio gigantesco in cui Marilena Vita inserisce una mano che poi estrae ed espone, sanguinante, al pubblico: è la guerra che si insidia nelle vite di ciascuno, è Circe che attinge all’olocausto, al dolore, lei che è dea, figlia di Elio e della ninfa Perseide, e reca in sé il seme della magia. Dispensatrice di lutto e di compassione, Circe diventa la perfezione, l’equilibrio dell’Essere tra amore e guerra: fronteggia i presenti mostrando loro il braccio insanguinato, poi cinge il bulbo, lo culla, sceglie la vita, diventa madre, ama. In ultimo, Circe si ritrova al centro della scena, apre un cofanetto da cui tira fuori la frase “I want to be free”, simbolo di libertà dei popoli.

    L’evento ha ricalcato perfettamente la tipicità dell’ispirazione artistica di Marilena Vita, ovvero la metamorfosi dell’atto creativo, l’archetipo dell’eterno femmineo, la Sicilia tra rituali e miti, lo straniamento personale di carrolliana memoria, l’astrazione della coscienza sociale, la riflessione sull’ambiguità del segno, tutte componenti che hanno ispirato scritti critici di Gillo Dorfles, Edward Lucie Smith, Ante Glibota, Carmelo Strano, Gèrard Georges Lemaire, Aldo Gerbino.

    La performance di Marilena Vita, sponsorizzata da Lanterne Magiche Ortigia e da Fimesa spa, sarà visibile in un video esposto alla Biennale Light Art di Mantova, manifestazione a carattere internazionale aperta fino al 28 agosto.

     

    Info e contatti

    www.biennalelightart.it
    [email protected]

    Circe. Amore e guerra di Marilena Vita