Autore: Minerva

  • Come grigliare con il barbecue a carbonella: i suggerimenti di LOVEBRICO

    La bella stagione porta con sé anche il desiderio di trascorrere più tempo all’aria aperta, concedendosi delle gustose grigliate. Perché allora non scegliere un barbecue a carbonella? Adatto a ogni situazione, è un’ottima soluzione sia per chi è alle prime armi sia per chi è esperto e desidera sperimentare modalità di cottura su griglia più avanzate. Ecco i consigli e le dritte di Lovebrico per fare un ottimo barbecue a carbonella. 

    Milano, aprile 2022. Partiamo dalla domanda più spontanea: perché scegliere di acquistare un barbecue a carbonella? Semplice: si tratta di un metodo di cottura ben noto, pratico e anche molto gustoso. C’è sempre in famiglia o tra gli amici l’addetto alla griglia, che può essere più o meno esperto, per questo potrebbero rivelarsi utili alcuni consigli per una grigliata perfetta! 

    In generale il barbecue a carbonella presenta diversi vantaggi rispetto agli altri modelli, tra cui: 

    • comodità di trasporto
    • bassi costi per l’acquisto di carbonella e griglia
    • facilità di reperimento della carbonella
    • capacità di donare ai cibi un gusto di affumicato

    Ecco alcuni nostri consigli per fare un buon barbecue a carbonella.

    Innanzitutto partiamo dall’accensione del barbecue a carbonella: quali sono gli step da seguire?

    1. Innanzitutto, disporre qualche pezzo di carta e legno sul braciere e al centro collocare la carbonella.
    2. Creare con dei pezzi di legno e poca carbonella una sorta di piramide iniziale, per consentire al materiale di raggiungere una buona combustione.
    3. Utilizzare un fazzoletto intriso di olio come combustibile green oppure la diavolina ecologica.
    4. Per tenere il barbecue sempre acceso e per far sì che la brace duri qualche ora, è necessario arieggiare frequentemente.

    È molto importante ricordarsi di tenere sempre vicino al barbecue gli attrezzi necessari per la grigliata, come un pennello da cucina per le marinature, degli spiedini in legno o in acciaio, delle pinze per girare i cibi e un grande piatto su cui collocare le pietanze pronte.

    Un altro aspetto fondamentale è la distribuzione della brace sulla griglia, che serve per realizzare diversi tipi di cottura per le varie pietanze. Per esempio, le verdure richiedono una cottura veloce su una fiamma non troppo viva: per questo la brace dovrà essere posizionata uniformemente sul braciere e la griglia dovrà essere distanziata da essa. La carne e il pesce invece, soprattutto nei tagli più grossi, necessitano di una distribuzione diversa della brace: una quantità maggiore da una parte e una minore dall’altra, così da poter garantire una cottura più intensa nella prima fase e una più leggera verso la fine. 

    Non resta che scegliere il barbecue più adatto alle proprie esigenze. Su Lovebrico basta un click! Ad esempio: 

    • Barbecue a carbonella 47 cm Weber compact nero: è l’ideale anche per chi è alle prime armi e ha poco spazio a disposizione (come balconi o piccole aree verdi), date le sue dimensioni ridotte e compatte. 
    • Barbecue con portina su braciere e coperchio con termostato Texas: è adatto per grandi grigliate con tanti ospiti e consente di gestire in maniera precisa la temperatura. Questo modello presenta, oltre a 4 valvole di aerazione laterali e un termometro integrato sul coperchio, una cassetta per la carbonella che può essere regolata in altezza, adatta per gestire agilmente la cottura. 
    • Barbecue a carbonella e bricchetti Mastertouch 57 Weber: è una soluzione tecnologica e di alta qualità adatta sia ai principianti che ai grigliatori più esperti, perfetta per cimentarsi con diversi tipi di cottura (dirette, indirette e affumicatura)
    • Per finire il bbq a palla 57 cm grill a carbonella con coperchio: è un modello professionale perfetto per grigliate di altissimo livello e che consente di sperimentare le diverse tipologie di cottura (diretta, indiretta, affumicatura, lenta). 

    Vuoi scoprire di più? Su Lovebrico puoi consultare tutte le schede descrittive dei prodotti e valutare i vantaggi e le caratteristiche di ciascun modello.

  • Kiepe Electric – Sistemi antistatici: come eliminare l’elettricità statica

    Kiepe Electric, azienda specializzata nella distribuzione di componenti di processo per l’industria, propone una vasta gamma di soluzioni per eliminare il problema dell’elettricità statica sulle superfici.

    Milano, aprile 2022 – L’elettricità statica è un fenomeno che interessa diversi settori dell’industria, da quello agroalimentare a quello farmaceutico, fino al comparto del tessile. In ognuna di queste situazioni l’accumulo di carica elettrica sulle superfici dei materiali può comportare numerosi problemi: nel caso dei cibi o dei prodotti farmaceutici, per esempio, questo fenomeno può dar luogo a contaminazioni, mentre per i tessuti può danneggiare o addirittura rompere le fibre.

    Per eliminare l’elettricità statica – che interessa soprattutto materiali non conduttori, quali plastica, vetro o carta – Kiepe Electric – azienda specializzata nella selezione, personalizzazione e distribuzione di componenti, impianti industriali e di processo, sistemi integrati e soluzioni per diversi rami del settore industriale – ha messo a disposizione dei propri clienti una serie di prodotti specifici. Tra questi, le barre antistatiche serie ECA rappresentano una soluzione all’avanguardia: si tratta infatti delle prime barre antistatiche con componenti ionizzanti collegati direttamente all’alta tensione. Robuste, affidabili e performanti, assicurano anche una lunga durata, grazie alla cura con cui sono stati studiati tutti i loro componenti. 

    Oltre alla serie ECA, Kiepe Electric propone anche altre tipologie di barre ionizzanti, adatte a ogni esigenza. La funzione principale di questi prodotti consiste nell’eliminare l’elettricità statica tramite l’emissione di ioni positivi e negativi, che neutralizzano i campi elettrostatici. All’interno della proposta di Kiepe Electric sono infatti incluse anche le barre antistatiche serie ECOBLOWER, che funzionano sulla base di un sistema soffiante. Compatte e robuste, permettono di eliminare facilmente le cariche elettrostatiche anche a distanza. 

    Da menzionare, infine, le barre ionizzanti della serie ECOFLOW, progettate combinando una barra antistatica con elettrodi capacitivi  – che rilascia gli ioni – e un sistema soffiante a lama d’aria compressa, che li trasporta fino a una distanza di 2 metri. 

    Sempre basate sul funzionamento a ioni sono anche le teste e le pistole ionizzanti, progettate per eliminare l’elettricità elettrostatica in particolare su piccole parti e indicate soprattutto per preparare le superfici prima della verniciatura.

  • Quanta Club: il primo maggio arriva l’open day dei camp estivi

    Il primo maggio torna l’open day dei campi estivi del Quanta Club, rinomato club sportivo milanese: sarà l’occasione per scoprire le tante novità in serbo per gli under 16 che decideranno di partecipare a queste tredici settimane di divertimento e adrenalina. 

    Milano, aprile 2022 – Con l’avvicinarsi della bella stagione, stanno per tornare anche i campi estivi del Quanta Club, club sportivo situato nella parte settentrionale del capoluogo lombardo. Quest’anno, i camp coinvolgeranno bambini e ragazzi fino ai 16 anni di età dal 13 giugno a settembre, per una durata complessiva di 13 settimane.

    Il primo appuntamento per progettare l’estate 2022 è il 1° maggio, giorno dell’open day, pensato per rispondere alle necessità di tutti i membri della famiglia: i ragazzi avranno l’opportunità di provare le attività sportive offerte e valutare quali svolgere nei mesi successivi; i genitori potranno dissipare tutti i loro dubbi e, in seguito, rilassarsi al bar del centro o svolgere a loro volta una qualche attività sportiva.

    I campi estivi del Quanta Club sono i più longevi di Milano: vengono organizzati dalla fine degli anni ’90, e sono da sempre caratterizzati da estrema professionità e qualità. Per i ragazzi sono un’occasione per fare nuove esperienze, che spesso hanno un impatto indelebile sul loro futuro, in totale sicurezza, immersi in enormi spazi verdi e certi della competenza di insegnanti e istruttori. Gli sport proposti sono tantissimi, per assecondare l’inclinazione di ogni bambino: tennis, nuoto, danza, beach volley, hockey inline, padel, basket, tiro con l’arco, dodgeball, touch football e pallanuoto.

    Il format di base, dopo anni di successo, non cambia, ma l’edizione del 2022 sarà caratterizzata da qualche sorpresa: l’open day sarà l’occasione ideale per far scoprire i dettagli della nuova offerta ai genitori e per capire fin da adesso se il Quanta Club può essere un fit vincente per l’estate dei propri figli. Il primo maggio è un appuntamento senza impegno per le famiglie, che potranno partecipare senza alcun obbligo. L’eventuale vantaggio? Se si completa l’iscrizione il giorno stesso, si ha diritto al 10% di sconto sul pacchetto scelto.

    Scopri di più visitando i profili social del Quanta Club e la pagina dedicata all’evento sul sito web.

  • Mondoflex: come riposare bene durante la primavera

    Giornate più lunghe, piante fiorite e temperature più miti: se da un lato la primavera porta con sé questi meravigliosi aspetti, dall’altro molte persone associano questa stagione all’insonnia, che influisce negativamente sull’umore e sull’operato quotidiano. Per capire come contrastarla abbiamo chiesto aiuto a Mondoflex, azienda milanese leader nella produzione di materassi.

    Milano, aprile 2022. Complice anche il passaggio dall’ora solare a quella legale, per alcuni il cambio di stagione influisce in modo negativo sull’organismo, impedendo il corretto riposo notturno, per arrivare nei casi più gravi a veri e propri episodi di insonnia prolungata.

    Nel caso questa problematica diventi cronica e quindi invalidante, è consigliabile consultare il proprio medico curante per maggiori approfondimenti e per valutare la possibilità di assumere integratori a base di melatonina (l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia). 

    In generale, possiamo aiutare il nostro corpo a riposare correttamente durante la primavera adottando qualche semplice abitudine direttamente a tavola, come ad esempio:

    • mangiare molta frutta e verdura, alimenti ricchi per natura di sali minerali, per ridurre l’insorgenza di crampi notturni;
    • non assumere bevande a base di caffeina dopo le 16, evitando così uno stato di eccitazione prolungata che può durare fino a tarda notte;
    • favorire il consumo di carboidrati a cena: questi, infatti, agiscono sulla concentrazione del triptofano, un amminoacido essenziale, che favorisce a sua volta la sintesi della serotonina e la sua conversione in melatonina.

    Per quanto riguarda invece la nostra routine quotidiana, possiamo migliorare il nostro riposo mettendo in atto alcuni dei seguenti consigli:

    • spegnere TV, PC, smartphone e tablet almeno un’ora prima di dormire: infatti, la luce artificiale degli schermi inibisce la secrezione di melatonina, facendo credere al nostro cervello che siamo ancora in fase di veglia;
    • andare a letto sempre a un orario ben definito, in modo tale che l’organismo sviluppi un’abitudine ad addormentarsi più o meno alla stessa ora;
    • leggere qualche pagina di un libro, in modo da distrarsi dai pensieri inerenti al lavoro e alla routine quotidiana.

    Certo è che la qualità del sonno passa anche attraverso un sistema di riposo ottimale; per questo gli esperti di Mondoflex consigliano di verificare la bontà del vostro materasso e di sostituirlo con un modello adatto alle vostre esigenze nel caso questo non vi fornisca il giusto supporto e benessere. 

     

  • La pulizia del divano in tessuto non sfoderabile: i suggerimenti di Biesse Divani

    Rispetto alla tipologia sfoderabile, smacchiare un divano con rivestimento in tessuto fisso è sicuramente più complicato, non potendo lavare la fodera comodamente in lavatrice. È un attimo sbagliare e finire per danneggiare il tessuto. Ma con i consigli giusti, è possibile rimuovere le macchie senza danni irreversibili e senza aloni. Parola di Biesse Divani, che si distingue da più di quindici anni nella produzione e nella vendita di divani artigianali e Made in Italy.

    Milano, aprile 2022 Biesse Divani, che dal 2004 realizza divani di design dai materiali di alta qualità e dalle finiture pregiate, spicca soprattutto per la selezione di materie prime ricercate e abbinamenti tessili studiati, per andare incontro alle esigenze e i desideri di tutti i clienti. Dalla solida esperienza e conoscenza del prodotto divano, ecco una serie di consigli utili per prendersi cura della pulizia di un divano con rivestimento non sfoderabile.

    La regola d’oro vuole che si parta dalla lettura dell’etichetta, da cui si capirà se è necessario un trattamento a secco o si può procedere con l’utilizzo dell’acqua. 

    Oltre a prevedere una regolare pulizia per rimuovere la sporcizia, un altro accorgimento è quello di testare sempre il prodotto in una piccola zona nascosta per evitare inconvenienti. Per la manutenzione ordinaria, si consiglia di aspirare il divano intero una volta a settimana e perfezionare la pulizia con un panno asciutto in microfibra o un rullo adesivo per rimuovere peli e frammenti residui. Completare la procedura con una passata di spazzola dalle setole morbide per rimuovere lo sporco, facendo attenzione alle aree nascoste. Infine, se l’etichetta lo prevede, si può pulire il rivestimento applicando una miscela fai da te a base di acqua e sapone di Marsiglia (o un detergente delicato) da stendere con un panno e poi risciacquare.

    Se invece la pulizia si rende necessaria per rimuovere invece macchie ampie ed evidenti, bisogna agire diversamente. L’ideale sarebbe comunque optare per divani con rivestimento in tessuto antimacchia, molto pratico e comodo. Questi tessuti, infatti, facilitano le operazioni di smacchiatura: basterà quindi tamponare l’area interessata con un panno e procedere con la solita soluzione di acqua e sapone di Marsiglia per rimuovere la macchia.

    Se invece il divano non sfoderabile non è dotato di tessuto antimacchia, bisogna agire diversamente. Prima di tutto, bisogna rimuovere la macchia il prima possibile, tamponando con un panno con movimenti dall’esterno verso il centro della macchia. Successivamente, se il tessuto è naturale o in microfibra, si può applicare e la classica soluzione a base di sapone di Marsiglia e acqua: va fatta agire qualche minuto, spazzolata con uno strumento dalle setole morbide e risciacquata con un panno umido.

    Se poi la macchia è ostinata o vecchia, si può ricorrere a un detergente neutro specifico o va bene anche la solita miscela di acqua e sapone di Marsiglia. Bisogna poi sempre risciacquare il tutto per prevenire la formazione di aloni.

    Infine, tenere a mente che l’acqua va scelta fredda se le macchie sono di origine non ben conosciuta, mentre l’acqua calda è indicata per le macchie oleose e grasse. Evitare sempre, invece, il vapore, perché troppo aggressivo.

  • Orologi cronografo: perché sceglierli? – Capital Time

    L’orologio negli anni è diventato un accessorio di moda irrinunciabile. Resta comunque valida la sua funzione principale, ossia misurare il tempo: ecco perché è bene scegliere un orologio cronografo secondo Capital Time, che dal 1988 realizza e vende orologi da polso.

    Milano, aprile 2022. Tutti gli orologi da polso possono mostrare l’ora; tuttavia misurare con esattezza un determinato lasso di tempo è una funzione tipica di un cronografo, che grazie a uno o due pulsanti può avviare, arrestare e azzerarne il conteggio. Proprio per questo, si tratta di accessori estremamente utili in moltissime situazioni differenti, come ben sanno gli esperti di Capital Time

    Il funzionamento di tutti gli orologio cronografo sullo shop online di Capital Time è semplice: la lancetta dei secondi si muove e si arresta premendo il tasto a ore 2 del quadrante; premendo invece il secondo tasto, posto a ore 4, si azzera il conteggio. 

    Un’altra peculiarità di alcuni cronografi rispetto a un normale orologio è la scala tachimetrica, espressa in chilometri orari e riportata sulla ghiera esterna, che serve per effettuare misure su distanze fisse. 

    La misurazione precisa del tempo che un cronografo da polso riesce a effettuare trova numerosi campi d’applicazione quotidiani, come ad esempio:

    • calcolare la velocità di crociera media dell’auto: infatti facendo partire il cronografo una volta iniziato il percorso, basterà arrestarlo al termine del primo chilometro per sapere quanti se ne percorrerebbero in un’ora mantenendo la vettura a un’andatura costante, facendo collimare la lancetta con il valore riportato sulla scala tachigrafica;
    • misurare il tempo medio sul giro, utile specialmente per ciclisti, podisti o corridori: basterà stoppare e azzerare il cronografo ogni volta che il percorso sarà concluso per avere una stima della propria rapidità;
    • calcolare quanti oggetti si riescono a produrre in un’ora, sempre grazie alla scala tachimetrica: infatti, bloccando i secondi una volta finito il primo manufatto e andando a leggere il numero in corrispondenza sulla ghiera esterna, si saprà quanti se ne realizzeranno in un’ora di lavoro. 

    Se vi interessa scoprire dei modelli di orologi cronografo adatti a ogni esigenza, potete cercare ciò che più fa per voi esplorando lo shop online di Capital Time

  • Parti per le vacanze senza pensieri: collega l’impianto d’allarme alla centrale operativa

    Facili da installare e da collegare alla Centrale Operativa, i sistemi di allarme CIVIS proteggono l’abitazione 24/7

    Milano, aprile 2022 – La paura che ladri professionisti e abili rapinatori possano entrare negli appartamenti e svaligiare la casa, rubando oggetti di valore, gioielli, contanti e ricordi preziosi, è purtroppo sempre più frequente. Per questo motivo moltissime persone si sentono costrette a rinunciare a un weekend fuori porta o a una vacanza, in modo da non lasciare la propria abitazione incustodita. Ma niente paura, CIVIS – azienda leader nel settore della vigilanza e della videosorveglianza – offre la soluzione ideale: i sistemi di allarme, che si collegano direttamente alla Centrale Operativa monitorata costantemente dalle Guardie Giurate CIVIS. In questo modo, è possibile sentirsi più liberi di lasciare temporaneamente la propria casa in totale tranquillità, sapendo di affidarla in buone mani. 

    Come funzionano questi allarmi? I sistemi antintrusione sono davvero molto semplici da utilizzare e assolutamente affidabili: 

    • vengono installati sulla base di un’analisi del rischio che i tecnici di CIVIS eseguono in seguito a un sopralluogo nell’abitazione;
    • permettono di collegarsi sia in modalità wireless che con protocolli Voip con le Centrali Operative di CIVIS, che monitorano l’abitazione 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, intervenendo immediatamente in caso di sospetta intrusione e allertando le Forze dell’Ordine;
    • in caso di impianto wifi non sono necessarie opere murarie.

    Hai già un allarme installato nella tua abitazione? In questo caso, possiamo intervenire collegandolo alla nostra Centrale Operativa per garantirne la massima efficienza. 

    I vantaggi

    Spesso accade che i ladri impegnati a svaligiare un’abitazione sentano suonare l’allarme ma non se ne preoccupino, poiché consapevoli che esso non è collegato ad alcuna centrale e dunque non c’è il rischio che possa arrivare la polizia e sorprenderli in flagrante.

    Con i nostri impianti di allarme, questo non sarà più possibile, perché la centrale operativa a cui il sistema è collegato segnalerà immediatamente l’allerta: quando scatterà l’allarme, le pattuglie di CIVIS si recheranno immediatamente sul posto, secondo le procedure concordate con il cliente. In più, se è evidente che i ladri stanno commettendo un furto, verranno subito allertate le Forze dell’Ordine.

    Un ulteriore vantaggio è anche la riduzione dei falsi allarmi, poiché la centrale operativa sarà in grado di riconoscere un reale pericolo da un allarme che scatta per errore, tramite le telecamere che vengono costantemente monitorate dal personale specializzato.

    Il collegamento dei dispositivi antifurto alla centrale operativa è dunque la scelta più sicura, che ti permetterà di partire senza pensieri: attiva il sistema di allarme CIVIS e goditi le vacanze di Pasqua in totale tranquillità. Le nostre Centrali Operative non vanno mai in vacanza!

     

    CIVIS

    Via Piero della Francesca, 45
    20154 – Milano
    +39.02.3180731
    [email protected]

  • Quanti sono i casi di malasanità in Italia? La risposta dello Studio Legale Scaramuzzo

    Nonostante l’evoluzione delle linee guida e i protocolli divenuti via via più stringenti, la percentuale dei casi di malasanità registrati in Italia e nel mondo è mediamente piuttosto alta: gli esperti dello Studio Legale Scaramuzzo fanno il punto della situazione. 

    Milano, aprile 2022 Nei Paesi membri dell’Unione Europea l’incidenza dei casi di malasanità registrati dall’OMS oscilla tra l’8 e il 12% dei ricoveri. Non si dispone di dati certi relativi alla sola Italia, anche se diverse indagini segnalerebbero come superata la soglia dei 300.000 casi all’anno, distribuiti lungo tutta la Penisola con una concentrazione maggiore nelle aree più carenti di strutture e personale sanitario. 

    Gli esperti dello Studio Legale Scaramuzzo si occupano dal 1999 di sostenere i cittadini vittime di casi di malasanità. Riceve nelle sedi di Milano, Napoli e Roma e si rende disponibile a raggiungere su tutto il territorio nazionale i clienti impossibilitati a spostarsi. Infatti, se circa il 45% del totale dei casi di malasanità si registra nelle regioni del Sud, il 23% avviene nelle regioni del Centro e il restante 32% nelle regioni del Nord.

    Per ciò che riguarda, più nello specifico, le motivazioni alla base di questi numeri, troviamo al primo posto errori nel corso di interventi chirurgici – circa il 39% dei casi totali – seguiti da diagnosi errate, errate terapie ed errate gestioni dei parti. Piuttosto allarmante anche il numero di casi di infezioni ospedaliere, 530.000 al giorno secondo le stime disponibili, pari al 6% del totale dei ricoveri. Un dato da non sottovalutare poiché conduce a circa 6.000 decessi all’anno, oltre ad allungare i tempi di degenza, ampliarne i costi e favorire danni e disabilità permanenti altrimenti evitabili. 

    Il tasso di mortalità in Italia riconducibile alla malasanità è nel complesso inferiore alla media europea, pur rimanendo su numeri molto elevati. Si calcolano infatti 42.000 decessi all’anno imputabili a mancanze ed errori all’interno del sistema sanitario. Le origini del problema sono principalmente da ricondurre a carenze strutturali, mancanza di posti letto e personale sanitario in numero insufficiente a garantire turni adeguati, con ricadute inevitabili, causa eccessiva stanchezza e stress, sulle prestazioni e l’attenzione necessaria a evitare errori.

  • Toosh: la boutique milanese del cashmere

    Toosh, realtà italiana specializzata nella produzione e vendita di prodotti in tessuti pregiati, propone sciarpe e stole di alta qualità in puro cashmere, misto cashmere/seta, vicuña e altri filati nobili realizzate attraverso l’impiego di metodi di produzione innovativi e brevettati. 

    Milano, aprile 2022 Toosh, raffinato ed elegante showroom nel cuore di Milano, si distingue nell’ambito della moda di lusso per la realizzazione di sciarpe e stole in cashmere, seta e altri filati nobili e dal gusto ricercato, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e all’impiego di tecniche di produzione tessile all’avanguardia e brevettate

    Questa realtà italiana, la cui sede produttiva si trova invece a Parè (CO), nasce da una lunga esperienza nella lavorazione di fibre nobili come il cashmere, la seta e la vigogna. L’obiettivo è quello di proporre ai propri clienti dei prodotti di altissima qualità e curati nei minimi dettagli, originali e di buon gusto: dei piccoli gioielli in cashmere da portare al collo, con cui dare un twist al proprio outfit, impreziosendolo in una semplice mossa! 

    Tante colorazioni e fantasie tra cui scegliere, ma anche molte trame da abbinare ai look nelle più svariate occasioni e in tutte le stagioni: twill, garza, voile, diamantina, tartan e masai sono quelle tra cui optare sulla base dei propri gusti ed esigenze. Oltre ai disegni e alle tonalità presenti sul sito è possibile richiedere la personalizzazione su misura delle stole, facendo domanda per una fantasia specifica o una precisa nuance (comunicando il codice Pantone o portando direttamente in showroom il capo che si desidera abbinare alla sciarpa così da trovare la sfumatura più indicata). Se non sapete quali sono i colori che vi donano maggiormente, potrete avvalervi della consulenza dei professionisti di Toosh per individuare le colorazioni che fanno parte della vostra palette in base ai principi dell’armocromia!

    Le sciarpe di Toosh vengono prodotte seguendo un metodo di lavorazione brevettato, lo stesso che consente la realizzazione di uno dei prodotti di punta del brand: l’Eco-shahtoosh®, la versione sostenibile e moderna dell’antica stola indiana shahtoosh, oggi illegale a causa dei metodi cruenti con cui la lana shahtoosh veniva ricavata dalle capre Chiru. Questa tecnica di produzione, in grado di replicare fedelmente le caratteristiche dello shahtoosh, consente di lavorare a livello industriale anche le fibre più delicate di cashmere extrafine; il risultato è un filato pregiato ma allo stesso tempo resistente e durevole nel tempo. Altro fiore all’occhiello della produzione Toosh sono le sciarpe in vicuña: realizzate con un filato estremamente pregiato e raffinato, in grado di conferire eccezionale morbidezza e leggerezza, rappresentano sicuramente una rarità che il brand può vantare di offrire ad un pubblico di classe. 

    Le sciarpe Toosh vengono create nel totale rispetto dell’ambiente, non solo evitando l’inutile spreco di materiale, ma utilizzando anche esclusivamente materie prime naturali e sostenibili, così come scongiurando la presenza di sostanze nocive e tossiche. Il brand segue infatti la filosofia della Slow fashion, una moda che evita gli sprechi e si impegna a proporre solo prodotti realizzati con materiali di qualità, seguendo metodi produttivi che tutelano l’ambiente e la manodopera. 

    Cosa aspetti? Dai un’occhiata allo shop www.toosh.it o visita lo showroom in via Vivaio 4 a Milano!

  • Quanta Club: il 24 aprile arriva l’open day dei camp estivi

    Il 24 aprile torna l’open day dei campi estivi del Quanta Club, rinomato club sportivo milanese: sarà l’occasione per scoprire le tante novità in serbo per gli under 16 che decideranno di partecipare a queste tredici settimane di divertimento e adrenalina. 

    Milano, aprile 2022 – Con l’avvicinarsi della bella stagione, stanno per tornare anche i campi estivi del Quanta Club, club sportivo situato nella parte settentrionale del capoluogo lombardo. Quest’anno, i camp coinvolgeranno bambini e ragazzi fino ai 16 anni di età dal 13 giugno a settembre, per una durata complessiva di 13 settimane

    Il primo appuntamento per progettare l’estate 2022 è il 24 aprile, giorno dell’open day, pensato per rispondere alle necessità di tutti i membri della famiglia: i ragazzi avranno l’opportunità di provare le attività sportive offerte e valutare quali svolgere nei mesi successivi; i genitori potranno dissipare tutti i loro dubbi e, in seguito, rilassarsi al bar del centro o svolgere a loro volta una qualche attività sportiva.

    I campi estivi del Quanta Club sono i più longevi di Milano: vengono organizzati dalla fine degli anni ’90, e sono da sempre caratterizzati da estrema professionità e qualità. Per i ragazzi sono un’occasione per fare nuove esperienze, che spesso hanno un impatto indelebile sul loro futuro, in totale sicurezza, immersi in enormi spazi verdi e certi della competenza di insegnanti e istruttori. Gli sport proposti sono tantissimi, per assecondare l’inclinazione di ogni bambino: tennis, nuoto, danza, beach volley, hockey inline, padel, basket, tiro con l’arco, dodgeball, touch football e pallanuoto. 

    Il format di base, dopo anni di successo, non cambia, ma l’edizione del 2022 sarà caratterizzata da qualche sorpresa: l’open day sarà l’occasione ideale per far scoprire i dettagli della nuova offerta ai genitori e per capire fin da adesso se il Quanta Club può essere un fit vincente per l’estate dei propri figli. Il 24 aprile è un appuntamento senza impegno per le famiglie, che potranno partecipare senza alcun obbligo. L’eventuale vantaggio? Se si completa l’iscrizione il giorno stesso, si ha diritto al 10% di sconto sul pacchetto scelto

    Scopri di più visitando i profili social del Quanta Club e la pagina dedicata all’evento sul sito web.

  • Starkey: correlazione tra mancanza di vitamina B12 e acufeni

    Recenti studi hanno ipotizzato che potrebbe esistere un legame tra la comparsa di acufeni e la mancanza di vitamina B12. Starkey, leader mondiale nella produzione e distribuzione di protesi acustiche altamente tecnologiche, spiega l’attuale posizione degli esperti a riguardo. 

    Milano, marzo 2022 – L’acufene, un rumore o ronzio avvertito nelle orecchie in assenza di stimoli esterni, viene percepito almeno una volta nella vita dal 20% della popolazione mondiale. I fattori alla base di questo sintomo sono molteplici, dall’assunzione di alcuni farmaci all’esposizione a rumori molto forti. Da anni, ormai, gli studiosi hanno notato che uno stile di vita sano sembra essere associato a una minore incidenza di acufeni e recenti studi hanno evidenziato una possibile correlazione tra un deficit di vitamina B12 e la loro presenza.

    La vitamina B12, o cobalamina, è una vitamina che si assume consumando determinati cibi, come la carne rossa, il pesce, il pollame, il fegato, il latte e le uova; è fondamentale per la formazione del midollo osseo e la produzione di globuli rossi e bisognerebbe assumerne circa 2,4 mcg al giorno per non incorrere in numerosi problemi al sistema nervoso. Uno studio dell’American Journal of Otolaryngology ha misurato i livelli di vitamina B12 in più di un centinaio di militari, la metà dei quali con acufene cronico o perdita uditiva dovuta a un’eccessiva esposizione ai rumori, e ha notato che è molto più probabile ritrovare una carenza di vitamina B12 nei soggetti che sperimentano acufeni o ipoacusia.

    Un recente studio della Società Audiologica Americana ha invece constatato che una dieta con alti livelli di vitamina B12 sembrerebbe legata a una minore incidenza di acufeni, mentre un esperimento a doppio cieco del Lucknow Medical College del 2012-2013 ha dimostrato che i pazienti con acufene e bassi livelli di vitamina B12 riscontravano un miglioramento dei sintomi dovuti all’acufene dopo essere stati sottoposti a una terapia per ripristinare livelli normali di vitamina B12. Tutte queste analisi non sono però riuscite a capire quale potrebbero essere le ragioni per cui la vitamina B12 sembri fare da scudo contro l’acufene.

    Certamente, però è bene svolgere controlli periodici dall’otorinolaringoiatra o dal proprio medico di base, soprattutto se si è avanti con l’età o se si è sofferto in passato di otiti frequenti e croniche. Nell’eventualità in cui si soffra già di acufeni e la sola amplificazione dell’ambiente circostante fornita dall’apparecchio acustico, non ne affievolisca la percezione, la tecnologia Tinnitus Multiflex, sviluppata da Starkey, con una sonoterapia personalizzata, utilizzando un rumore bianco, riesce ad alleviare alcuni acufeni. Questo arricchimento sonoro può essere regolato dall’audioprotesista in base alle necessità del paziente, il quale può a sua volta interagire sull’arricchimento sonoro direttamente con la app Thrive Hearing Control.

  • Kyocera Document Solutions: le novità per il business dovute alle nuove tecnologie

    La tecnologia ha portato a cambiamenti innegabili nel modo di fare business di tutte le aziende, come spiega Kyocera Document Solutions, che guida le aziende nella trasformazione digitale grazie a servizi e soluzioni software innovativi.

    Milano, marzo 2022 – La trasformazione digitale è ormai fondamentale per ogni azienda ed è in grado di integrare strumenti e nuove tecnologie a supporto del normale lavoro. La digital transformation ridisegna da capo i processi affidandoli all’automazione e si dedica ai servizi digitali. Non si tratta di aggiungere o togliere strumenti a un’azienda ma di trasformare completamente il sistema lavorativo, rendendolo più semplice, veloce ed efficace ad ogni livello.

    Gli esperti di Kyocera Document Solutions, che da anni si occupa di aiutare le aziende a ottimizzare la gestione del flusso dei documenti con soluzioni e servizi professionali, ci spiegano come, grazie a un’organizzazione più strutturata e precisa, le aziende riescano a essere più efficienti, a risparmiare sui costi complessivi e migliorare la qualità del servizio per i propri clienti.

    Se, infatti, negli ultimi anni, le imprese hanno dovuto cambiare il loro approccio al cliente, esplorando nuovi approcci e canali comunicativi, nonché commerciali, hanno prima di tutto dovuto rivoluzionare il modo in cui operano al loro interno. La digitalizzazione ha investito ogni ambito della vita aziendale, andando a modificare radicalmente i processi aziendali e i flussi comunicativi fra i department.

    Le aziende che non accolgono il processo di digitalizzazione rimangono indietro e non riescono a rinnovarsi. Chi invece ha abbracciato le nuove soluzioni tecnologiche è andato incontro a diversi vantaggi, come l’introduzione di strumenti innovativi per la gestione del lavoro e dell’intera rete commerciale.

    Kyocera Document Solutions offre soluzioni ECM (Enterprise Content Management) personalizzate secondo gli obiettivi di ogni impresa soddisfando, così, diverse necessità applicative. Archiviare, gestire, ricercare e condividere i contenuti aziendali avverrà semplicemente ed efficacemente. In questo modo il team di lavoro potrà gestire i contenuti e documenti in modo centralizzato e sicuro dato che possono essere creati profili utente i quali abilitano l’accesso solo verso determinati contenuti. Un altro fattore vantaggioso è il fatto di poter convertire un semplice documento cartaceo in formato digitale: in questo modo, non si rischia di perdere nessuna informazione e si può accedere a questi file quando si vuole, in velocità.

     

    Per maggiori informazioni:
    KYOCERA Document Solutions Italia S.p.A.
    Via Monfalcone, 15 – 20132 Milano (MI)
    Tel: + 39-02-921791
    Fax: + 39-02-92179604
    https://www.kyoceradocumentsolutions.it/

  • Lovebrico: come arredare un giardino lungo e stretto

    Avete un giardino stretto e lungo, ma non sapete come sfruttare al meglio questo prezioso spazio esterno? Ecco i consigli di Lovebrico per arredare nel modo migliore il vostro angolo verde dalla forma rettangolare esaltandolo con i giusti complementi di arredo.

    Milano, marzo 2022. Chi dice che per godersi un angolo di verde bisogna per forza possedere ampie metrature? Per rilassarsi all’aria aperta non è necessario essere immersi nel verde di Versailles e se possedete un giardino di forma rettangolare o un balcone oppure un terrazzo, seppur piccoli, siete già fortunati.

    Oggi vogliamo raccontarvi, con i preziosi consigli di Lovebrico – lo store online leader nella vendita di articoli di bricolage, fai da te e giardinaggio – quali sono le scelte vincenti per arredare alla perfezione un giardino stretto e lungo.

    Iniziamo subito dall’illuminazione: oltre che della luce naturale, soprattutto al calar del sole, avrete bisogno che il vostro giardino abbia un buon comparto di luci artificiali che possano sia illuminare che creare atmosfera. Per questo duplice scopo sono perfette le lampade solari a LED (da terra, da tavolo e da muro), realizzate con plastica riciclata dagli oceani e ricaricabili con la luce solare. Per creare un’atmosfera romantica, invece, le torce a olio in bambù sono davvero un must have!

    Se il vostro giardino è dotato di un muro perimetrale o di una recinzione, il consiglio è quello di optare per tonalità chiare e neutre per rendere visivamente più ampio lo spazio, per poi osare maggiormente con punte di colore tramite l’utilizzo di arredi in legno, specchi, vasi da parete, mensole e altri accessori.

    Le piante, invece, non dovranno sfruttare solo lo spazio in verticale come nel caso dei rampicanti (molto utili anche per creare dinamicità a livello visivo): infatti, il nostro consiglio è quello di scegliere sì anche arbusti, ma specie che non vadano oltre i 150 cm di altezza (per non ostacolare il passaggio della luce), come l’acero palmato.

    Per quanto riguarda i complementi di arredo veri e propri, invece, saranno diversi per le due aree principali, la zona relax e la zona pranzo.

    Per l’area relax vi suggeriamo di scegliere un salottino da esterno con tavolo, divanetto e poltroncine, oppure un tavolino con sedie pieghevoli (a cui abbinare una classica panchina in ghisa) e di arricchire il tutto con un braciere a legna per creare atmosfere magiche o fare falò con gli amici. Se volete prendere un po’ di tintarella, invece, scegliete tra un’amaca colorata con supporto in legno o un lettino prendisole reclinabile con cuscini (o entrambi, perché no!). Per dotare l’area relax di una zona ombra, non dimenticatevi di prevedere anche un ombrellone orientabile e antivento.

    Per la zona pranzo, invece, non rinunciate a un bel tavolo rettangolare allungabile con le sue sedie coordinate, così come ad un buon barbecue da installare non lontano da un acquaio in pietra con rubinetto in ottone antichizzato, perfetto per il lavaggio di piccole stoviglie o per cucinare. Tutta la zona pranzo, poi, andrà coperta da un bel gazebo a pergola (con telo retrattile) che vi metta al riparo dal sole durante i pasti e le ore più calde della giornata.

  • La Margherita – Riprendersi da un trasloco: come farlo al meglio

    I professionisti dell’azienda, realtà riconosciuta e apprezzata sul territorio lombardo nel settore di sgomberi e traslochi, offrono consigli utili per recuperare rapidamente le energie fisiche e mentali spese durante il trasloco.

    Milano, marzo 2022 – Un trasloco rappresenta un importante cambiamento nella vita e richiede un grande dispendio di tempo ed energie. Anche se ci si affida a una ditta specializzata, come per esempio La Margherita, punto di riferimento a Milano e in Lombardia per sgomberi e traslochi, il lavoro da fare è comunque tanto, senza contare il coinvolgimento psicologico che un evento come il trasloco comporta.

    Per affrontare il post trasloco in modo positivo, i professionisti de La Margherita consigliano innanzitutto di prendere confidenza con la casa nuova, non solo andandoci spesso anche prima dell’arrivo degli scatoloni, ma anche, per esempio, effettuando una prima pulizia degli ambienti: un’attività che non solo permette di esplorare al meglio tutti gli spazi, ma anche di arrivare negli angoli più nascosti intanto che le stanze sono vuote, riuscendo così a pulire proprio dappertutto prima che vengano montati i mobili. 

    Lasciarsi alle spalle la vita nella vecchia casa e incominciare un nuovo capitolo della propria esistenza in un posto nuovo non è sempre facile: per quanto la situazione attuale possa essere migliore, spesso i ricordi vengono a galla e ci si sente quasi degli estranei nella nuova abitazione. Per superare questa difficoltà, gli esperti de La Margherita suggeriscono di ricreare il prima possibile un’atmosfera familiare anche nella nuova casa, per esempio portando con sé, anche per le prime notti, gli oggetti cui si è più legati: anche se non si sono ancora svuotati tutti gli scatoloni, circondarsi di ciò che ci è più caro è sempre molto rassicurante. 

    Per riprendersi in fretta dal post trasloco, inoltre, è molto importante ricominciare una routine quotidiana, anche se sarà diversa dalla precedente. Abituarsi alle nuove consuetudini può essere fatto anche in maniera graduale, per esempio continuando, per i primi tempi, a fare la spesa nel vecchio supermercato, anche se è più lontano dalla nuova casa; a poco a poco si riuscirà ad abbandonare senza traumi le abitudini passate e costruire, anche con l’aiuto di amici, familiari e nuovi vicini, ricordi positivi nella nuova casa, fondamentali per dimenticare in fretta le fatiche del trasloco. 

  • Biesse Divani: la manutenzione del divano in pelle

    Non tutti sanno come fare per pulire un divano in pelle in modo da non rovinare il materiale e mantenere la sua bellezza nel tempo. Quali sono i migliori prodotti utilizzare? Come è meglio procedere? Biesse Divani, impresa artigianale specializzata nella produzione e nella vendita di divani di design, condivide suggerimenti e consigli sulla pulizia del divano in pelle. 

    Milano, marzo 2022 Biesse Divani, punto di riferimento nella produzione di divani artigianali e di design completamente Made in Italy, si distingue da oltre quindici anni nella selezione e nella ricerca di materiali di alta qualità per creare modelli raffinati, comodi e dalla grande varietà di rivestimenti. L’esperienza e la conoscenza dei vari materiali porta Biesse Divani a condividere una serie di consigli sulla manutenzione della pelle, un rivestimento ricercato che per mantenere a lungo la sua bellezza necessita periodicamente di un’accurata pulizia che prevede l’utilizzo dei giusti prodotti.

    Elegante, durevole, pregiato: ecco le qualità di un divano in pelle, a cui va aggiunta senza dubbio la poca manutenzione. In effetti, se la materia prima è di buona fattura, la pulizia e la manutenzione richieste non sono per nulla impegnative. Bisogna sapere però che prodotti usare e in quale ordine.

    Come procedere, quindi? La pulizia di routine richiede il passaggio di un panno asciutto – meglio se in microfibra – perfetto per rimuovere la polvere e lo sporco superficiale. Buone notizie se soffrite di allergie: la pelle è altamente igienica, dato che la polvere non viene assorbita all’interno del divano, rimanendo in superficie.

    Se invece bisogna dedicarsi a una pulizia più profonda e accurata, utilizzare allora una soluzione di acqua (ancor meglio se distillata) e sapone neutro. No a solventi a base di alcol e sgrassatori, vietate anche le spugne abrasive: rischierebbero di rovinare irrimediabilmente la pelle e i suoi filtri protettivi. La soluzione va passata senza strofinare o frizionare con forza: anche questo potrebbe infatti danneggiare il rivestimento. Infine, eliminare i residui di sapone con un panno inumidito con dell’acqua e lasciare asciugare.

    Se invece ci si trova alle prese con una macchia liquida (caffè, vino o succo) bisogna prima di tutto tamponare con della carta da cucina. Questo perché la pelle non deve restare bagnata per troppo tempo, altrimenti inizia a formare degli aloni. Passare poi la classica soluzione di acqua e sapone neutro, da applicare di nuovo senza strofinare o frizionare; da sciacquare e infine far asciugare. 

    Se la macchia è più consistente perché grassa e oleosa (salse, olio, prodotti di make-up), bisogna invece utilizzare acqua tiepida e sapone neutro, lavorando dall’esterno all’interno, per poi passare al risciacquo col panno bagnato e finire con uno asciutto.

    Infine, le macchie di muffa vanno lavorate con un panno asciutto e ripassate con una soluzione di sapone neutro e acqua, da passare con delicatezza. La muffa, in ogni caso, è segno che l’ambiente in cui si trova il divano è umido e poco ventilato, oppure sono presenti infiltrazioni o condensa. 

  • Mondoflex: i consigli da mettere in pratica per un buon sonno in gravidanza

    La qualità del sonno è un aspetto fondamentale della nostra vita, che durante la delicata fase della gravidanza può essere messo a dura prova a causa dei continui cambiamenti del corpo e degli sbalzi ormonali. Per cercare di risolvere le difficoltà di addormentamento e migliorare la fase di riposo per le donne incinte abbiamo chiesto qualche consiglio a Mondoflex, azienda specializzata nella produzione di reti e materassi.

    Milano, marzo 2022. L’aumento del volume della pancia, assieme alle nausee, al gonfiore degli arti inferiori e agli squilibri ormonali sono i principali responsabili delle notti insonni delle donne in stato di gravidanza.

    Per favorire il riposo notturno e rendere più immediato l’addormentamento si può provare a mettere in pratica i seguenti consigli:

    • assumere liquidi solo al mattino e al pomeriggio per ridurre le minzioni notturne;
    • non assumere tè o caffè dopo le 13,00;
    • preparare cene leggere, favorendo il consumo di carboidrati complessi, che rilasciano elevate dosi di serotonina;
    • dormire sul fianco sinistro: in questo modo il peso dell’utero non va a schiacciare la vena cava inferiore, che collega caviglie e gambe al cuore, favorendo una corretta circolazione di sangue e ossigeno.

    Oltre a ciò, è bene specificare che il principale artefice di un buon sonno non può che essere il materasso, che dev’essere scelto con cura e seguendo le proprie esigenze. Stando a quanto affermano gli esperti di Mondoflex, il materasso perfetto per una donna in gravidanza deve: 

    • adattarsi ai continui cambiamenti di peso e forma del corpo, accogliendolo al meglio; 
    • garantire sufficiente libertà di movimento;
    • supportare in modo adeguato colonna vertebrale, bacino e gambe.

    Sulla base di tali considerazioni, un materasso a molle insacchettate si rivela la scelta ottimale: infatti, da un lato sopporta perfettamente la pressione del corpo lavorando in modalità elastica, mentre dall’altro si modella attorno alla figura senza che questa risulti eccessivamente infossata nel materasso, garantendole così indipendenza e libertà di movimento.  

    In alternativa si può optare per un materasso in memory foam, che assicura massima ergonomia e perfetto sostegno a colonna vertebrale e bacino, ma che rispetto al modello a molle tende ad aderire maggiormente alla forma del corpo, con una conseguente sensazione di leggero infossamento.

    Per maggiori informazioni sulle varietà di materassi a molle insacchettate e in memory foam gli esperti di Mondoflex vi aspettano in sede per fornirvi tutta la loro competenza ed esperienza nel campo del riposo notturno. 

  • La Margherita – Trasloco: a chi bisogna comunicare il cambio di indirizzo?

    L’azienda rappresenta un importante punto di riferimento sul territorio lombardo nel settore di sgomberi e traslochi, distinguendosi per la celerità, l’affidabilità, la puntualità nel servizio e i costi accessibili.

    Milano, marzo 2022 – Nel momento in cui si trasloca non deve essere trascurato alcun dettaglio: non solo bisogna fare un’attenta cernita degli oggetti da portare nella casa nuova, imballarli a dovere e cercare di organizzarsi al meglio per portare a termine l’intera operazione senza stress, ma è anche necessario espletare alcune formalità, come per esempio la comunicazione del cambio indirizzo. 

    A tale proposito, i professionisti de La Margherita – azienda milanese che si occupa di sgomberi e traslochi, offrendo un servizio puntuale, efficiente e a prezzi competitivi – consigliano innanzitutto di valutare qual è la propria situazione. Chi abita in una casa in affitto e deve effettuare un trasloco, per esempio, è tenuto a comunicare l’evento ai locatari per tempo, controllando sul contratto di locazione quando deve essere dato il preavviso (solitamente si tratta di sei mesi, ma i tempi possono essere anche più brevi in caso siano stati presi accordi specifici). 

    Così come i locatari, sottolineano gli esperti de La Margherita, occorre ricordarsi di informare del cambio residenza anche il datore di lavoro, in modo che abbia i contatti aggiornati del dipendente. Si tratta di un accorgimento importante anche per il lavoratore stesso, perché per il trasloco può godere del diritto di permesso retribuito e coordinare così le diverse operazioni senza troppo stress. 

    Non bisogna poi dimenticare di avvisare anche l’ufficio anagrafe del Comune di residenza, indicando i propri dati e quelli dei familiari. Nel caso ci si sposti in un nuovo Comune, bisogna preoccuparsi non solo di scegliere anche il nuovo medico di base e informarsi sulle modalità di pagamento della tassa sui rifiuti, ma anche di richiedere una nuova tessera elettorale. 

    C’è infine la questione delle utenze domestiche, alla quale i professionisti de La Margherita consigliano di prestare una particolare attenzione: a seconda del tipo di utenza – acqua, gas, energia elettrica e telefonia fissa – è  infatti necessario seguire regole ben precise, che possono variare da regione a regione. In ogni caso, raccomanda lo staff dell’azienda, è consigliabile effettuare la lettura dei contatori prima di trasferirsi nella nuova casa. 

  • Kiepe Electric: quali sono le principali tipologie di celle di carico capacitive

    Kiepe Electric ha stretto una partnership con l’azienda danese Eilersen, che ha brevettato la vantaggiosa tecnologia digitale delle celle di carico capacitive. Gli esperti di Kiepe Electric ci spiegano cosa sono le celle di carico capacitive e come funzionano.

    Milano, marzo 2022 – Kiepe Electric ha firmato ufficialmente un accordo con l’azienda danese Eilersen Digital Systems A/S per la distribuzione in Italia dei suoi prodotti per la pesatura industriale capacitiva, ovvero le celle di carico capacitive. Da più di 50 anni, infatti, Eilersen sviluppa, produce e brevetta sistemi di pesatura capacitivi innovativi che si distinguono nel settore di riferimento per l’estrema precisione, affidabilità, facilità di installazione meccanica ed elettrica, nonché per la minima manutenzione richiesta. 

    Ideali per le pesature di tipo industriale, realizzabili ad hoc e in modo personalizzato anche su specifiche esigenze dei clienti, le celle di carico capacitive sono dei particolari sistemi di pesatura industriale che funzionano attraverso la valorizzazione di segnali di misura provenienti da un sensore ceramico inserito al loro interno. Il sensore non ha nessun contatto meccanico con il corpo della cella di carico, che grazie alla sua costruzione è soggetta a basse sollecitazioni. La cella di carico capacitiva è così in grado di sopportare un sovraccarico anche del 1000%, così come torsioni, carichi laterali e alte tensioni di saldatura.

    Le celle di carico capacitive Eilersen distribuite da Kiepe Electric sono molto versatili e hanno tantissimi ambiti di applicazione nel campo della pesatura dinamica: sono infatti molto sfruttate nel settore agroalimentare, in quello chimico, petrolchimico e farmaceutico, nell’industria mineraria, in quella biotecnologica, nel settore dell’automazione, della logistica e del packaging, nell’ambito della pesatura dei camion e dei grossi automezzi. Proprio per il loro uso in settori come quello medico e alimentare, le celle di carico capacitive sono realizzate in acciaio inossidabile e con un design conforme EHEDG, con estrema attenzione agli standard igienici, per produzioni basate su principi HACCP e cGMP.

    Le celle di carico capacitive a marchio Eilersen, rispetto ai modelli utilizzati in passato con tecnologia analogica, estensimetrica e a compensazione elettromagnetica, sono molto più convenienti e vantaggiose. Innanzitutto, vantano un’estrema facilità di utilizzo, di manutenzione e di attivazione, grazie al sistema di installazione plug-and-play e alla possibilità di sostituire i cavi delle celle di carico (lunghi fino a cento metri) in loco, senza intaccare la calibrazione della cella. Inoltre, le celle possono essere collegate a diversi tipi di uscite, interfacce e dispositivi, sfruttando l’estrema connettività flessibile di questa tecnologia, che oggi è brevettata e utilizzata in più di 90 Paesi in tutto il mondo.

    Esistono diversi tipi di celle di carico capacitive, ciascuna usata in uno specifico settore grazie alle peculiarità di funzionamento: le principali tipologie sono le celle di carico a compressione, a singolo punto, a trazione, a taglio e a doppio taglio.

     

  • Credit Group Italia: ingiunzione di pagamento, di cosa si tratta?

    Descritta e disciplinata dagli articoli 633 e seguenti del Codice di Procedura Civile, l’ingiunzione di pagamento è uno strumento funzionale a un recupero crediti il più possibile vantaggioso in termini di tempo e oneri giudiziari: gli esperti di Credit Group Italia ne approfondiscono il funzionamento. 

    Milano, marzo 2022 Un creditore che si trovi nella posizione di poter fornire prova scritta del credito vantato (contratti che vedano la controparte inadempiente, fatture, parcelle di professionisti, canoni di locazione e altro) può rivolgersi a un Giudice competente per territorio e valore del credito e avanzare richiesta di un’ingiunzione di pagamento nei confronti del debitore. L’ingiunzione di pagamento è l’atto attraverso il quale il Giudice ingiunge alla parte debitrice di soddisfare la richiesta del creditore entro una data prestabilita. Trova applicazione nel recupero di crediti in denaro quantificabili in modo certo e nell’ottenere la restituzione o la consegna di beni mobili e beni fungibili. Restano invece esclusi da questo tipo di provvedimento beni non quantificati e non quantificabili.

    Qualora ci si trovi nella posizione di dover depositare un’ingiunzione di pagamento, è sempre bene rivolgersi a professionisti altamente qualificati, come gli specialists di Credit Group Italia, società di riferimento per Gestione e Recupero del Credito, Business Information e Tutela Legale, accreditata presso la Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano.

    L’ingiunzione di pagamento può essere emessa dal Giudice di pace per il recupero di importi sino a 5.000 euro e dal Tribunale per importi oltre questa soglia.

    Richiesta ed emissione del decreto ingiuntivo per importi superiori a 5.000 euro avvengono telematicamente previa verifica da parte del Giudice del rispetto dei requisiti e dell’adeguatezza della documentazione fornita dal creditore. Una volta emesso, il decreto ingiuntivo dovrà essere notificato al debitore entro e non oltre 60 giorni. Il debitore entro 40 giorni dalla ricezione dello stesso può esercitare il diritto di opposizione attraverso un atto di citazione, ponendo le condizioni per l’avvio di una causa ordinaria. 

    Superato il termine dei 40 giorni senza che sia stata avanzata opposizione, né saldato il debito, l’atto di ingiunzione può diventare esecutivo e tradursi, quindi, in un pignoramento dei beni del debitore nella misura atta a soddisfare la richiesta della parte creditrice. Il termine di 40 giorni potrebbe ridursi a 10 per decisione del Giudice nei casi di ricorso all’ingiunzione di pagamento avvalorati da titoli esecutivi, quali cambiali e/o assegni non pagati.

  • Come scegliere il divano: i consigli di Biesse Divani per non sbagliare

    Scegliere il divano, vero e proprio cuore della zona living, non è così semplice: sono diversi gli aspetti e le variabili da considerare. A questo proposito Biesse Divani – impresa artigianale fondata nel 2004 che progetta e realizza divani di alta qualità – ha preparato una guida per aiutare tutti coloro che sono in procinto di acquistare un nuovo divano e non sanno bene come muoversi.

    Milano, marzo 2022 Simbolo di convivialità e socialità, ma anche sinonimo di relax e riposo, il divano è uno degli elementi di arredo che sono più legati alla nostra sfera affettiva e personale: proprio per questo merita la giusta attenzione quando si tratta di sceglierlo.   

    Ma quali sono gli aspetti da valutare quando si deve acquistare il divano? Ce lo spiegano gli esperti di Biesse Divani, azienda artigianale brianzola che impiega esclusivamente materiali di qualità e tecniche di produzione innovative: il risultato sono divani artigianali Made in Italy e di alto valore in grado di soddisfare le esigenze e i gusti di tutti.

    Innanzitutto, per la scelta di un divano è fondamentale conoscere lo spazio a disposizione nel soggiorno per determinare le dimensioni, il numero dei posti e la tipologia del modello da scegliere, così da non ingombrare troppo la stanza e evitare di ostruire le vie di passaggio. Il catalogo di Biesse Divani è ricco di modelli più ampi, come i divani angolari e a penisola, ma anche di tipologie dalle dimensioni più ridotte, come quelli lineari a due o tre posti.

    Le dimensioni, infatti, sono strettamente correlate con la tipologia del divano, che include il classico modello lineare (più contenuto, solitamente a due o tre posti), i divani letto salvaspazio, oppure i divani angolari o con penisola per chi ha un ampia zona living in cui creare un angolo relax, o, ancora, i divani modulabili, per chi vuole combinare più moduli in totale libertà.

    Per quanto riguarda la struttura, essa deve essere dotata di un telaio flessibile che risulta ottimale se prodotto in legno, come nel caso dei divani Biesse Divani: realizzati proprio in legno massello rivestito con imbottiture in poliuretano e nelle sue varianti, materiale particolarmente resistenti all’usura.

    Molto importante è sicuramente l’aspetto del rivestimento del divano: si può optare per la classica ed elegante pelle, oppure per il tessuto, che può essere sfoderabile o non sfoderabile. La prima è molto resistente, richiede poca manutenzione e tende a sporcarsi e macchiarsi con più difficoltà. Il secondo, invece, comprende una vasta gamma di materiali tra cui scegliere: lino, velluto, cotone, lana, viscosa e tessuti misti, che sono solo alcuni dei rivestimenti tessili disponibili da Biesse Divani. 

    La scelta del colore e dello stile del divano, infine, è il tocco finale e va operata in armonia con lo stile, le tonalità e le dimensioni del soggiorno. In realtà si può scegliere se optare per colori e stili in linea con gli arredi presenti nella stanza, oppure se puntare a creare un piacevole contrasto. Una valida opzione è scegliere colori scuri per far risaltare il prodotto, minimizzando allo stesso tempo le eventuali macchie, o, invece, colori chiari per illuminare e alleggerire l’impatto della zona living.

    Comodità, flessibilità, resistenza e bellezza: ecco le qualità indispensabili di un divano, da sempre pilastri dell’operato di Biesse Divani!

     

  • Bonus Mobili 2022: Mondoflex spiega come funziona la proroga

    La Legge di Bilancio di quest’anno ha prorogato il Bonus Mobili, incentivo riservato a chi voglia ristrutturare casa e abbia intenzione di acquistare complementi d’arredo ed elettrodomestici nuovi. Ma quali sono le novità previste per il 2022? Lo abbiamo chiesto agli esperti di Mondoflex, che ogni giorno realizzano materassi, poltrone e letti di qualità certificata.

    Milano, marzo 2022. Lo scorso 31 dicembre 2021 il Governo ha approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale la Legge di Bilancio 2022, all’interno della quale è stato confermato ancora una volta il Bonus Mobili, valido per tutti coloro che hanno sostenuto lavori di ristrutturazione all’interno del proprio immobile nel corso del 2021.

    La misura prevede anche per quest’anno una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di beni di arredo quali:

    • materassi;
    • letti;
    • divani;
    • poltrone;
    • tavoli, sedie, armadi e mobili di ogni tipo;
    • elettrodomestici, con vincoli specifici in termini di classe energetica che variano a seconda del tipo specifico di prodotto. 

    Rispetto allo scorso anno invece il tetto massimo di spesa detraibile è passato da 16.000 a 10.000 euro, mentre per il 2023 la quota verrà ulteriormente ribassata a 5000 euro. 

    L’incentivo è detratto unicamente in sede di dichiarazione dei redditi, con una quota fissa che verrà sottratta dal proprio reddito imponibile per un massimo di 10 anni

    A livello burocratico, per poter richiedere il Bonus Mobili 2022 è necessario:

    • presentare in sede di dichiarazione una copia della dichiarazione di inizio dei lavori di ristrutturazione, che deve avere data di inizio anteriore all’acquisto, ma non precedente al 1° gennaio  2021;
    • aver eseguito il pagamento dei mobili tramite bonifico bancario, avendo cura di indicare: la tipologia di detrazione cui fa riferimento, la causale del versamento, il codice fiscale di chi beneficia della detrazione e il numero di Partita IVA del destinatario del bonifico;
    • allegare una copia della fattura di acquisto dei complementi d’arredo;
    • fornire una fotocopia della ricevuta di bonifico.

    Per maggiori informazioni sul Bonus Mobili 2022 e sulle tipologie di complementi d’arredo validi per la detrazione fiscale gli incaricati di Mondoflex sono a vostra completa disposizione. 

    Tra i beni per l’arredamento compresi nell’agevolazione che potrete trovare negli showroom di Mondoflex sono inclusi i materassi, le poltrone, i divani e i letti.

    Fonte: www.mondoflex.it/bonus-mobili-2022-come-funziona-e-le-novita-previste/

  • La Margherita: alcuni consigli per liberarsi del superfluo in casa

    In casa spesso si accumulano tanti oggetti di cui molti completamente inutili. I professionisti de La Margherita, azienda milanese specializzata in sgomberi e traslochi, spiegano come liberarsene con serenità e senza rimpianti.

    Milano, febbraio 2022 – Liberarsi dal superfluo è un obiettivo che tutti vorremmo perseguire: nella società occidentale, infatti, complice la cultura del consumo, viviamo letteralmente inondati di oggetti di qualunque tipo, molti dei quali sono inutili o, comunque, non servono più. Un fenomeno che è evidente soprattutto nelle case e nelle cantine, dove pullulano le cianfrusaglie più disparate, dal vecchio frullatore che ha smesso di funzionare anni prima al gadget regalato durante un evento di lavoro. 

    Un evento come uno sgombero e un trasloco, per quanto stressante sotto molti punti di vista, rappresenta però anche una splendida opportunità per fare decluttering e cioè liberarsi da tutte le cose inutili accumulatesi durante gli anni e ricominciare la vita nella nuova casa con rinnovato spirito e, soprattutto, solo con ciò che serve veramente. 

    Per aiutare chi, pur con tutti i buoni propositi, non sa da che parte cominciare per liberarsi dagli oggetti che non si utilizzano, il team de La Margherita, azienda milanese leader sul territorio e a livello nazionale nel settore degli sgomberi e dei traslochi, ha deciso di offrire alcuni suggerimenti utili. 

    La prima cosa da fare, sottolineano i professionisti de La Margherita, è riuscire a organizzarsi: non si tratta di un lavoro che si può portare a termine nell’arco di una giornata. Serve tempo per il decluttering. Per questo è consigliabile stabilire a tavolino delle date precise in cui segmentare il lavoro, che in questo modo procederà con maggiore efficienza. 

    In secondo luogo, non bisogna lesinare l’aiuto altrui, soprattutto se si è indecisi se buttare o no ogni oggetto che capita sottomano: in questo caso, un punto di vista esterno può rappresentare uno stimolo decisivo per portare avanti l’attività rapidamente e senza esitazioni. E se proprio non ci si riesce a decidere se buttare o no qualcosa, si può sempre riporlo in uno scatolone e sistemarlo in garage o in cantina, occupandosi poi del suo destino una volta terminato lo sgombero o il trasloco. 

    Nel caso in cui non si abbia tempo o energie per liberarsi in autonomia degli oggetti accumulati durante gli anni così come dei vecchi mobili e degli elettrodomestici non più funzionanti, è possibile rivolgersi ad aziende di professionisti come La Margherita che si occuperanno in piena sicurezza di tutte le fasi di sgombero dei vari locali. La ditta offre anche un interessante servizio di ritiro mobili usati, che potranno essere portati in discarica gratuitamente oppure, se pregiati o caratterizzati da valore commerciale, acquistati dopo un’attenta valutazione da parte degli esperti. 

    Fonte: www.milanosgomberi.it/come-sgomberare-casa-da-oggetti-inutili/

  • Kyocera: consigli per un buon funzionamento del lavoro agile

    Lo smart working e il remote working sono pratiche sempre più diffuse, ma per essere davvero efficaci devono essere basate su appositi strumenti come gli ECM

    Milano, febbraio 2022 – Con l’avvento della pandemia da Covid-19, il mondo del lavoro è stato rivoluzionato: moltissime aziende hanno iniziato a praticare quello che viene definito (a volte incorrettamente) “smart working” o “remote working”, anche in modalità ibrida con il lavoro in ufficio. I due termini, però, non sono sinonimi e non consistono nel semplice “lavorare da casa”.

    Lo smart working è una modalità di lavoro agile, basata sulla flessibilità in termini di tempo e spazio, dove l’ufficio non è più l’unico luogo adibito al lavoro, e che si concentra su determinati obiettivi professionali, mettendo al centro le esigenze e la soddisfazione della singola persona e del team di collaboratori, in ottica di un conseguente aumento della produttività.

    Il remote working, anche noto come telelavoro, permette ai dipendenti (o freelance) di lavorare ovunque desiderino, in modo flessibile, conciliando al meglio la vita professionale con la vita privata.

    Gli ambienti di lavoro ibridi sono quei luoghi dove vengono coniugate alcune modalità del lavoro da remoto con quelle del lavoro in presenza “tradizionale”, mantenendo l’ambiente dell’ufficio ma dando libera scelta ai dipendenti di lavorare da casa, abbinando anche altre caratteristiche proprie dello smart working e del remote working.

    In questi casi, affinché i lavoratori siano messi nelle migliori condizioni di svolgere la propria professione da remoto, è fondamentale che le aziende offrano dispositivi tecnologici all’avanguardia, stabili e veloci connessioni internet e che si affidino a specifici strumenti di digitalizzazione e gestione dei contenuti aziendali e dei documenti, chiamati ECM, cioè Enterprise Content Management (per maggiori informazioni: https://www.kyoceradocumentsolutions.it/it/smarter-workspaces/insights-hub/articles/find-the-best-content-management-solution-for-your-business.html).

    Questo servizio consente innumerevoli vantaggi, dalla riduzione al minimo della possibilità di errore umano nei vari processi alla digitalizzazione e archiviazione in maniera omogenea dei documenti cartacei aziendali. Inoltre, semplifica i flussi di lavoro garantendo l’accesso da remoto a tutte le informazioni e i materiali, tracciando e limitando gli accessi se necessario, assicurando così totale sicurezza e un nucleo centralizzato e protetto sul cloud, allo scopo di facilitare il lavoro di tutti e aumentare la produttività aziendale.

  • Acqua nelle orecchie: come risolvere il problema? I consigli di Starkey

    L’acqua nelle orecchie provoca una sensazione fastidiosa e, se non viene eliminata, può causare otiti e infiammazioni. Starkey, azienda leader nella produzione di protesi acustiche all’avanguardia, condivide qualche consiglio per evitare simili patologie.

    Milano, febbraio 2022. Non bisogna necessariamente essere nuotatori provetti per avere dell’acqua nelle orecchie: infatti, può capitare che qualche goccia entri nel canale uditivo anche quando ci si immerge nella vasca da bagno o si fa la doccia.

    Se normalmente basta attendere poco tempo perché l’acqua defluisca, in alcuni casi possono formarsi accumuli di liquido, con un conseguente arrossamento dell’orecchio, che di solito si accompagna a un persistente pizzicore e a una percezione dei suoni ovattata.

    L’umidità persistente all’interno del condotto uditivo, assieme a funghi e batteri, è inoltre la principale causa dell’otite esterna, patologia che si manifesta con:

    • ingrossamenti dei linfonodi del collo;
    • perdita dell’udito;
    • forte dolore all’orecchio, al collo e anche alla testa.

    In questi casi è bene consultare il medico di base, che potrà optare per una terapia antibiotica locale.

    Per favorire l’uscita dell’acqua dalle orecchie ed evitare l’insorgenza delle otiti è possibile provare a mettere in pratica uno dei seguenti rimedi:

    • inclinare la testa e tendere il lobo dell’orecchio, muovendosi avanti e indietro per spingere fuori il liquido;
    • applicare sull’orecchio esterno un impacco caldo, per favorire la dilatazione del condotto uditivo. In alternativa, si può utilizzare l’aria calda di un asciugacapelli;
    • utilizzare una soluzione a base di perossido d’idrogeno, comunemente nota come acqua ossigenata, da diluire e versare nell’orecchio a piccole gocce. Questo rimedio è molto utile quando, oltre all’acqua, nell’orecchio esterno si sono formati accumuli solidi di cerume.

    L’acqua nelle orecchie, se fatta uscire in maniera non appropriata, può infine compromettere le nostre capacità acustiche; per questo gli esperti di Starkey Hearing Technologies, che da oltre 50 anni si occupano della salute dell’udito, consigliano di:

    • non inserire alcun oggetto nel canale uditivo
    • evitare di usare i bastoncini per le orecchie “cotton-fioc”: questi spingono i residui di cerume verso il fondo del condotto uditivo e seccando potranno graffiare le pareti dell’orecchio esterno e provocare infezioni, oltre che causare danni alla membrana timpanica

    evitare di usare le unghie o le dita all’interno dell’orecchio: infatti possono graffiare le pareti dell’orecchio esterno e provocare infezioni, oltre che causare danni alla membrana timpanica.

  • Vuoi richiedere un risarcimento per un errore medico? Ecco i suggerimenti dello Studio Legale Scaramuzzo

    I professionisti dello Studio Legale Scaramuzzo, che dal 1999 si occupano specificamente di consulenze legali nell’ambito della malasanità, ci spiegano come richiedere un indennizzo a seguito di un errore medico in maniera rapida ed efficace.

    Milano, febbraio 2022. Spesso la causa dei danni da malasanità va ricercata in alcune delle lacune strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, come le carenze d’organico e i fondi insufficienti per servire in maniera capillare ed efficiente il territorio, a cui si aggiungono negligenze ed errori dei singoli professionisti. Oggi la Legge Gelli riconosce alle vittime di malasanità ed errori medici un adeguato indennizzo economico, qualora venga legalmente riconosciuta colpevole una struttura sanitaria e/o il suo personale. Ma come muoversi in queste situazioni?

    La prima mossa da mettere in atto per ottenere un rapido risarcimento è verificare se effettivamente esistono i presupposti per poter parlare di errore medico e/o di danno da malasanità.

    A questo scopo specifico il legale incaricato, dopo aver sostenuto un colloquio preliminare con la presunta parte lesa, richiederà il parere di un medico, il quale intraprenderà un iter procedurale composto da:

    • un’analisi preliminare delle cartelle del paziente e di tutta la documentazione medica in suo possesso;
    • una visita medico legale alla presunta vittima di malasanità, per accertare la presenza di danni fisici e/o psicologici;
    • la redazione di una perizia medico legale definitiva sulla responsabilità sanitaria e sul danno conseguente.

    A questo punto si potrà intraprendere l’azione giudiziaria (eventualmente a seguito di un primo invito al risarcimento stragiudiziale nei confronti del responsabile/i).

    Con un’esperienza di oltre 20 anni, lo Studio Legale Scaramuzzo, nelle sue sedi di Milano, Roma e Napoli, mette in campo tutta la propria professionalità al fine di ottenere in tempi rapidi un risarcimento del danno per malasanità giusto ed adeguato al danno subìto.

    Grazie alla collaborazione di medici specialisti nelle principali branche della medicina, gli avvocati dello Studio Legale Scaramuzzo sono in grado di verificare qualunque ipotesi di errore medico in modo rapido ed efficace, fornendo così al cliente un’assistenza completa, che va dal colloquio preliminare fino all’ottenimento del giusto risarcimento.

  • Kiepe Electric: i DPI per l’evacuazione e il recupero degli operatori nei lavori in quota

    Kiepe Electric propone i DPI di evacuazione, calata e salvataggio della Skylotec, di estrema facilità e velocità d’uso, nonché fondamentali nei lavori in quota in caso di situazioni di emergenza; la dimestichezza con i dispositivi è poi garantita dall’addestramento preliminare con personale specializzato.

    Milano, febbraio 2022Kiepe Electric, azienda leader nella fornitura di prodotti innovativi ad alta tecnologia per diversi settori di mercato, include nella sua gamma anche i DPI per l’evacuazione, la calata e il soccorso della Skylotec, fondamentali per i lavori in quota in contesti di emergenza che necessitano di un intervento immediato. 

    Quando si lavora in quota, infatti, possono verificarsi situazioni ad alto rischio per l’incolumità degli operatori che richiedono un intervento tempestivo, come il salvataggio e il recupero di un lavoratore infortunato oppure incosciente o anche rimasto bloccato in quota; in queste circostanze si rivelano necessari i dispositivi per il salvataggio e la calata, che possono essere di tipologie diverse: 

    • autoevacuazione: quando l’operatore che si trova in pericolo è cosciente e utilizza autonomamente i DPI per calarsi a terra;
    • evacuazione con l’aiuto di un operatore;
    • evacuazione di un’unica persona;
    • evacuazione di due persone contemporaneamente (infortunato e soccorritore). 

    Trattandosi di situazioni di emergenza, in cui la fretta e il panico possono mettere in difficoltà i soccorritori, è indispensabile che i dispositivi siano di facile utilizzo e che scongiurino o riducano i seguenti pericoli:

    • l’effetto pendolo, ossia l’oscillazione del corpo sospeso;
    • il tempo di permanenza, cioè la sospensione inerte del corpo;
    • una velocità di calata troppo elevata e non controllabile, che può comportare una caduta traumatica e violenta.

    I sistemi di salvataggio e calata includono, dunque, alcuni dispositivi di discesa che permettono di calarsi al suolo in modo facile, sicuro e rapido, grazie allo scorrimento di una corda, agganciata saldamente ad un punto di ancoraggio.

    I dispositivi MILAN 2.0 e MILAN 2.0 HUB proposti da Kiepe Electric, nello specifico, consentono una discesa massima di 500 m e garantiscono velocità e elevati livelli di sicurezza durante le operazioni di soccorso; grazie all’azione del freno centrifugo, infatti, la velocità di calata rimane sempre costante. Il modello base (MILAN 2.0), utilizzabile da due persone, corrisponde al classico dispositivo di salvataggio ed è in grado di sostenere un peso fino a 280 kg. Invece, il modello HUB – anch’esso adatto all’impiego da parte di due persone – è dotato anche della funzione sollevamento, che permette di sollevare l’assistito per sganciarlo dalla sua corda e calarlo finalmente a terra. 

    Infine, Skylotec fornisce anche un contenitore sigillato (chiamato Seal Pac) in cui conservare tutti i dispositivi di salvataggio e recupero, così da proteggere le varie componenti dai raggi solari, dall’umidità e dal degrado ambientale, snellendo così di molto le operazioni di revisione obbligatorie.

    Per saper utilizzare con destrezza tali DPI e conoscere le differenti applicazioni a seconda dello scenario di salvataggio è indispensabile un addestramento preliminare specifico: Kiepe Electric, in collaborazione con il centro VRC Italia autorizzato da Skylotec, permette di seguire un corso di formazione e addestramento con istruttori certificati e specializzati.

  • La Margherita: come liberarsi dei vecchi mobili usati?

    I professionisti dell’azienda, punto di riferimento nel milanese nel settore di sgomberi e traslochi, hanno scelto di condividere alcuni accorgimenti utili per disfarsi della vecchia mobilia senza stress.

    Milano, febbraio 2022 – Quando si effettua uno sgombero o un trasloco oppure quando si vuole semplicemente rinnovare un po’ l’arredamento di casa, spesso ci si trova con un grosso problema da risolvere, ovvero come disfarsi dei mobili usati. Per aiutare chi è alla prima esperienza con uno sgombero o un trasloco e non sa dove mettere la vecchia mobilia, i professionisti de La Margherita – azienda milanese punto di riferimento sul territorio lombardo nel settore – hanno scelto di condividere alcuni consigli utili.

    Innanzitutto, sottolineano gli esperti del team La Margherita, si può considerare l’opzione di guadagnare con i mobili vecchi: nei mercatini dell’usato e, soprattutto, su internet, le opportunità per rivendere gli elementi di arredo usati sono moltissime e in men che non si dica si riuscirà a trovare un acquirente interessato e a disfarsi così dei vecchi mobili in modo semplice e veloce. 

    Un’altra opportunità da offrire ai mobili vecchi, suggerisce lo staff de La Margherita, consiste nel riportarli a nuova vita grazie al riciclo. In molte città sono presenti officine specializzate che si occupano proprio di riciclare tutti i tipi di oggetti, rivendendoli poi una volta trasformati o restaurati. Il riciclo, inoltre, è una scelta amica dell’ambiente, perché consente di evitare gli sprechi e di produrre ulteriori rifiuti.

    Tuttavia, se proprio i mobili usati non possono essere recuperati in alcun modo, non resta che l’opzione della discarica. Attenzione però, avvertono i professionisti de La Margherita: i mobili vecchi non possono essere buttati ovunque, ma unicamente nei centri autorizzati, dove possono essere smaltiti a norma di legge. Un consiglio da seguire alla lettera, soprattutto se si opta per il fai da te (rivolgendosi a ditte specializzate, come La Margherita, le procedure di smaltimento avvengono secondo un iter ben preciso e nella piena ottemperanza della normativa vigente): il mancato rispetto delle regole – con l’abbandono dei mobili in boschi, fiumi o sul ciglio della strada – può comportare infatti sanzioni sia di tipo amministrativo che penale.  

    Resta, infine, l’opzione più comoda e vantaggiosa se ci si vuole disfare dei vecchi mobili usati senza troppo stress e perdite di tempo: rivolgersi a ditte specializzate come La Margherita, che potranno occuparsi del ritiro (completamente gratuito) della vecchia mobilia per poi smaltirla correttamente nelle discariche autorizzate. Un’altra opzione è che, in caso di oggetti di pregio o di valore, i professionisti, dopo un’accurata valutazione, formulino una proposta di acquisto dei vecchi mobili usati: sarà così possibile ottenere un guadagno liberandosi allo stesso tempo dei vecchi elementi di arredo.  

     

  • Dove e in che modo giocare a Padel? – Quanta Club

    Il club sportivo milanese include nella propria offerta corsi e lezioni private di padel, oltre che la possibilità di affittare i campi da gioco.

    Milano, gennaio 2022 – Il successo del padel, gioco di derivazione tennistica nato negli anni ’70 in Messico e rapidamente diffusosi a partire dal decennio successivo nel resto del mondo, è destinato a crescere ogni anno di più. Lo dimostrano anche le richieste di iscrizione ai corsi e alle lezioni private promossi da Quanta Club, storico club sportivo milanese che, a fronte di un crescente interesse nei confronti del padel, ha scelto di investire su questa disciplina attrezzando campi da gioco – che possono anche essere affittati – e mettendo a disposizione dei soci l’expertise dei migliori maestri di tennis. 

    Le regole del padel sono simili a quelle del tennis, con la particolarità che, a differenza di quest’ultimo e di altri sport con la palla, le pareti che circondano il campo fanno parte dell’area di gioco e possono dunque essere utilizzate. 

    Il padel, inoltre, è uno sport adatto proprio a tutti, a prescindere dall’età, dalla preparazione tecnica e dalle condizioni fisiche. È un gioco divertente e coinvolgente, che permette di mantenersi in forma e fare esercizio fisico senza compiere sforzi eccessivi; inoltre, essendo uno sport di coppia, il padel rappresenta una preziosa opportunità per fare nuove conoscenze e stare in compagnia di altre persone.

    Quanta Club propone corsi di padel per tutti coloro che desiderano avvicinarsi a questa disciplina, migliorare le proprie abilità tecniche e tattiche e definire obiettivi e traguardi personalizzati in base alle proprie capacità e aspettative. I soci che vogliono praticare l’attività a un livello più approfondito, infatti, possono contare su un servizio di preparazione atletica dedicato, in modo da massimizzare le prestazioni; in più, i maestri del club offrono la possibilità di partecipare a match e tornei da loro organizzati. 

    I corsi per adulti si svolgono dal lunedì al giovedì, nell’orario tra le 18.00 e le 23.00; in alternativa, si possono prenotare lezioni private – tenute dai maestri di tennis del club – definendo liberamente giorni e orari. Per l’anno 2021/2022, inoltre, Quanta Club ha introdotto una novità dedicata ai più piccoli, con il corso di mini padel rivolto a bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni, in programma il martedì e il giovedì nella fascia oraria tra le 15.00 e le 18.00.

  • Artigianalità, materiali di pregio, design innovativo: le parole chiave di Biesse Divani

    Biesse Divani, azienda brianzola attiva dal 2004, progetta e realizza divani artigianali di alta qualità, in grado di soddisfare le esigenze di tutte le case e di adattarsi ad ogni stile di arredamento, valorizzandolo a pieno. 

    Milano, gennaio 2022 Biesse Divani, azienda brianzola in attività da più di quindici anni, si distingue da sempre nel settore della produzione dei divani, spiccando per la qualità dei materiali così come per l’accuratezza delle lavorazioni e la ricercatezza degli accostamenti tessili e cromatici dei suoi prodotti.

    In particolare, ogni componente è realizzato con la massima cura e in armonia con il modello di riferimento e il tutto è combinato per risultare stabile, resistente, flessibile e, ovviamente, bello da vedere.

    Ad esempio il legno dell’intelaiatura e delle finiture dei divani Biesse Divani, specie nei punti di particolare sollecitazione, sono realizzate in legno massello di primissima qualità e rivestite in poliuretano; così come le imbottiture dei divani sono ottenute da varianti del poliuretano stesso, caratterizzato da particolare resistenza e durevolezza.

    Grande attenzione è poi rivolta al vero e proprio abito del divano, ossia il rivestimento. Al cliente sono proposti numerosi tessuti ricchi di varietà cromatica: dal lino alla lana, dal cotone al velluto, dalla viscosa ai tessuti misti, sia monocromatici che bicolor o multicolor.

    Anche le pelli selezionate sono contraddistinte da alta qualità, trattate con metodi naturali e caratterizzate da elasticità e morbidezza.

    La combinazione di tutti questi elementi si concretizza poi in un prodotto finale completamente Made in Italy e dalla qualità inconfondibile, sempre disponibile anche nella versione personalizzata. Il catalogo Biesse Divani è quindi completo e ricco di opzioni per ogni esigenza e stile, dai modelli più classici a quelli maggiormente particolari e raffinati. 

    Dal 5 gennaio, poi, e per i successivi 60 giorni circa, saranno attivi i saldi invernali di Biesse Divani, con sconti davvero convenienti!

    In particolare, chi è interessato a divani design dalla spiccata personalità e di forte impatto visivo per arricchire il proprio soggiorno, può dare un’occhiata al divano Malaga dalle linee morbide e al divano angolare Parigi, che saranno scontati del 30%.

    Chi è alla ricerca di un divano a 3 posti, potrà invece valutare il modello angolare Siria, estremamente versatile e con Jolly contenitore a € 2100,00, oppure il modello design Firenze, in offerta a € 2300,00, per chi non vuole rinunciare all’ergonomicità ma neanche all’eleganza.

    Infine, per chi volesse aumentare i posti letto in casa o creare in soggiorno un angolo notte per gli ospiti, sono disponibili i divani letto TWIN a € 1350,00, versatile e robusto e con rivestimento sfoderabile, e COMODO a €1190,00, dalle linee essenziali e facilmente adattabile a ogni zona living o stile di arredamento.

  • Materasso e rete: come abbinarli? I consigli di Mondoflex

    La qualità del sonno e il suo giusto numero di ore sono fondamentali per mantenere corpo e mente in salute. E i due strumenti principali in grado di coniugare e garantire tali aspetti della nostra vita sono rete e materasso, il cui abbinamento è molto importante per assicurare una postura corretta e un riposo ottimale. Ci aiuta a capire come abbinare i vari elementi del sistema letto Mondoflex, azienda leader nella produzione e vendita di reti e materassi di diverse tipologie e caratterizzati da tecnologie all’avanguardia.

    Milano, gennaio 2022. Una tendenza molto diffusa quando si cambia materasso è quella di non prestare sufficiente attenzione alla tipologia di rete su cui si andrà ad appoggiare il nuovo modello, col risultato che i benefici che si dovrebbero trarre da esso vengono del tutto vanificati

    La prima cosa da fare prima di cambiare il proprio materasso è perciò verificare la natura della propria rete, valutando aspetti quali:

    • il materiale di cui è composta;
    • la larghezza, la flessibilità e la distanza che c’è tra le doghe;
    • l’altezza da terra;
    • la disponibilità di cursori per variare la rigidità delle doghe;
    • la presenza di meccanismi (elettrici o manuali) per il sollevamento di testa e piedi. 

    Una volta fatto ciò, bisogna capire se il nuovo modello di materasso è compatibile o meno con la rete che si ha a disposizione. La discriminante in questo caso è il materiale con cui è stato realizzato il materasso, che può essere:

    • molle metalliche insacchettate;
    • schiuma;
    • lattice;
    • memory foam

    Ad esempio, le reti con movimenti elettrici o manuali non sono indicate per i materassi a molle insacchettate, dato che questi non sono in grado di seguirne il movimento, mentre sono l’ideale per essere abbinate con quelli in memory foam, schiumati o in lattice, in quanto decisamente più elastici.

    Le reti a doghe ravvicinate, invece, sono l’ideale per i materassi a molle insacchettate, proprio perché garantiscono una solida base d’appoggio per le molle, conferendo la giusta rigidità alla colonna vertebrale. 

    Le reti fisse possono essere una buona base d’appoggio anche per i materassi ortopedici a molle.

    Le reti multilistello (caratterizzate da piccole doghe unite in supporti multipli) sono perfette per i materassi in lattice naturale, così da garantire non solo un buon livello di elasticità, ma anche un ottimo grado di traspirazione. Questa tipologia di rete piuttosto flessibile è indicata anche per i materassi schiumati o in memory foam che si adattano maggiormente alla forma del corpo di chi li utilizza.

    È chiaro che le variabili in gioco nell’accoppiamento rete-materasso sono molteplici; per questo conviene sempre affidarsi ad esperti del settore come i professionisti di Mondoflex, che sono a disposizione di tutti coloro che vogliono migliorare la qualità del proprio sonno per svegliarsi ogni giorno in salute e pieni di energia.