
Per aiutare gli altri occorrono empatia e una buona relazione. Ma, a parte questo, è importante porre le domande giuste, saper arrivare in fretta al cuore del problema.
Esiste uno strumento linguistico della PNL, chiamato metamodello, che aiuta molto in questa direzione. Lo spiega bene questa metafora:
Una certa Azienda aveva un enorme impianto idraulico che aveva smesso di funzionare, e l’intervento di diversi idraulici e manutentori si era rivelato inutile.
Fino a che l’Amministratore Delegato dell’Azienda decise di ricorrere ad un altro idraulico, di cui si diceva un gran bene, e che fu chiamato per il giorno seguente. Questo idraulico era un omino con un’aria molto professionale, andò in giro per tutto l’impianto con la sua valigetta 24 ore ad osservare tutto anche nei minimi particolari.
Ad un certo punto aprì la valigetta e tirò fuori un piccolo martello, si avvicinò ad un tubo e lo colpì leggermente e… miracolo! L’impianto riprese a funzionare.
L’Amministratore Delegato, sollevato, chiese all’omino a quanto ammontassero le sue spettanze, e l’omino rispose: “1000 euro!”.
“Non sono un po’ tanti 1000 euro per un colpetto di martello? Mi faccia avere una distinta del suo lavoro!”
“E’ presto fatto – rispose l’idraulico – per il colpo di martello 1 euro; per aver saputo dove darlo, 999 euro!”
Ecco, il metamodello serve per non dare colpi a destra e a sinistra, un po’ a casaccio, ma per circoscrivere l’intervento – la domanda – nel punto dove avrà il suo massimo effetto nell’incrementare la consapevolezza.