Autore: articolinews

  • Federico Motta Editore: Giorgio Parisi è Premio Nobel per la fisica

    Dopo numerosi anni l’Accademia di Svezia premia nuovamente un italiano: Giorgio Parisi insignito del Premio Nobel per la fisica. Scopriamo insieme i i contenuti dell’Enciclopedia Motta e dei volumi di Decenni di storia contemporanea pubblicati da Federico Motta Editore.

    Federico Motta Editore

    Premio Nobel: Federico Motta Editore celebra Giorgio Parisi

    Premiato “per la scoperta dell’interazione di disordini e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica alla scala planetaria”, il 12 ottobre 2021 Giorgio Parisi ha vinto il Premio Nobel per la fisica, insieme ai climatologi Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann. Attraverso i contenuti dell’Enciclopedia Motta e dei Decenni di storia contemporanea, Federico Motta Editore lo celebra menzionando anche i precedenti Nobel italiani. Giorgio Parisi è originario di Roma (1948) e in seguito al percorso di studi come allievo di Nicola Cabibbo, diventa docente di fisica teorica presso l’Università di Roma La Sapienza. Il fisico italiano è noto in tutto il mondo per i suoi studi sui sistemi complessi, vale a dire sistemi dinamici composti a loro volta da altri sistemi dinamici più semplici. Come ricorda Federico Motta Editore, tale definizione raggruppa sia fenomeni piccoli (come gli atomi) sia fenomeni grandi (come i sistemi planetari): Giorgio Parisi si è infatti occupato di diversi ambiti tra cui lo studio sul volo degli stormi, i modelli per approfondire i cambiamenti climatici e l’evoluzione della pandemia di Covid-19.

    Federico Motta Editore: i Premi Nobel italiani

    Come ricorda Federico Motta Editore, sono passati molti anni dall’ultima volta in cui l’Accademia di Svezia ha conferito il premio a personalità italiane. I nomi in lizza per l’ambito riconoscimento non sono però mai mancati: grazie ai suoi libri e alla sua attività intellettuale Umberto Eco è stato considerato dalla stampa un possibile candidato al Premio Nobel per la letteratura, e come lui anche altri scienziati e scrittori. Giorgio Parisi è il ventesimo intellettuale ad aver ricevuto il prestigioso premio. I primi italiani sono stati Carducci (letteratura) e Golgi (medicina) nel 1906. Dopodiché i Nobel per la fisica sono stati conferiti a Marconi, Fermi, Segrè, Rubbia, Giacconi e Parisi. Carducci, Deledda, Pirandello, Quasimodo, Montale e Fo sono invece stati insigniti del Nobel per la letteratura. Federico Motta Editore ricorda inoltre i cinque Premi Nobel per la medicina: Camillo Golgi, Daniel Bovet, Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini e Mario Capecchi. Non solo, nel 1907 Ernesto Teodoro Moneta ha vinto il Nobel per la pace, Giulio Natta per la chimica nel 1963 e Franco Modigliani per l’economia nel 1985.

  • Riva Acciaio: qualità, innovazione e leadership di prodotto, un impegno lungo settant’anni

    Riva Acciaio ha contribuito all’evoluzione del settore siderurgico in Italia: ripercorrendone la storia, emergono i valori fondanti che l’hanno portata ad affermarsi a livello internazionale.

    Riva Acciaio

    Industria: la crescita di Riva Acciaio, eccellenza italiana

    Nata nel 1954 su iniziativa di Emilio Riva, Riva Acciaio rappresenta il nucleo storico originario del Gruppo Riva. È insieme al fratello Adriano che nell’Italia del Secondo Dopoguerra Emilio Riva dà vita a una delle principali realtà destinate a entrare nella storia dell’intero settore siderurgico: oltre a impattare significativamente nella ricostruzione e nella ripartenza del Paese, l’azienda arriva negli anni a imporsi anche all’estero espandendosi coraggiosamente con l’acquisizione di importanti realtà produttive nei principali Paesi europei (Germania, Francia, Belgio e Spagna). Negli anni ’60, dopo diversi investimenti nell’innovazione e nella ricerca, l’azienda introduce la colata continua curva a tre linee: si tratta di una svolta per l’intera industria siderurgica italiana che, grazie a questa lungimirante intuizione, oltre a migliorare la resa del ciclo produttivo può anche ridurre i costi. In questi anni Riva Acciaio avvia un percorso di crescita facendo le sue prime acquisizioni sul territorio italiano. Negli anni ’70 la crescita dell’azienda del Gruppo Riva continua. Inizia a guardare oltre i confini nazionali: nascono sedi in Spagna, Canada e Francia.

    Riva Acciaio: i recenti traguardi all’insegna della qualità e dell’innovazione

    È il 1980 quando, grazie agli ingenti investimenti e alle numerose acquisizioni effettuate nei quindici anni precedenti, la produzione d’acciaio arriva a superare il ragguardevole traguardo di 1,1 milioni di tonnellate: un livello più che triplo rispetto alla fine degli anni ’60 che porta il Gruppo Riva a posizionarsi tra i principali operatori europei. La produzione di laminati deriva invece ormai maggiormente dall’estero: il 45% realizzato in Spagna, il 21% in Francia e il 34% in Italia. La crescita di Riva Acciaio non si ferma: nuove acquisizioni permettono di aumentare ulteriormente la produzione e tra il 1989 e il 1992 il Gruppo raggiunge anche il Belgio e la Germania. Oggi Riva Acciaio continua ad essere una delle più importanti realtà siderurgiche italiane raggruppando le attività nella penisola del Gruppo Riva. Specializzata nella realizzazione di prodotti lunghi e negli acciai di alta qualità, annovera nello stabilimento di Lesegno (CN) un avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo, dotato di apparecchiature sofisticate come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. L’azienda, proiettata costantemente verso la qualità e la ricerca, collabora inoltre con importanti centri universitari e di ricerca, tra cui il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa.

  • Fisco: Giampiero Catone affronta il tema della scadenza dei pagamenti

    “La speranza per milioni di cittadini è che il Parlamento decida per una nuova proroga che faccia slittare i pagamenti ad anno nuovo”: l’editoriale di Giampiero Catone sugli adempimenti fiscali.

    Giampiero Catone

    Giampiero Catone: troppe scadenze imminenti per i cittadini italiani

    Il 30 novembre sono scaduti oltre il 77% degli adempimenti fiscali degli italiani. In uno dei suoi editoriali pubblicati sul quotidiano “La Discussione”, Giampiero Catone affronta la questione degli obblighi fiscali per i quali i contribuenti sperano in una proroga da parte del Parlamento. A fine novembre infatti per milioni di italiani sono scattati 62 adempimenti fiscali che riguardano principalmente i versamenti di tasse e imposta, tra cui gli acconti Irpef, Ires e Irap, e il pagamento dell’imposta di bollo in unica soluzione sulle fatture elettroniche emesse nel terzo trimestre. Tra il 2020 e il 2021 il Governo ha stabilito rinvii e decreti anti crisi che, come ricorda Giampiero Catone, hanno di fatto concentrato le rate non saldate della pace fiscale: 8 della rottamazione Ter (2020 e 2021) e altre 4 del saldo e stralcio. Gli adempimenti valgono anche per le imprese che hanno l’obbligo di versare allo Stato l’Irap non regolata nel 2020, e per i lavoratori autonomi che hanno usufruito della moratoria degli avvisi bonari. Le imminenti scadenze si ripercuotono su numerosi creditori che si ritrovano quindi a fare i conti con le conseguenze finanziarie causate dall’emergenza sanitaria.

    Giampiero Catone: il Governo concede minime proroghe

    Al termine delle scadenze, per coloro i cui versamenti di bollette, rottamazioni e acconti non risulteranno regolati, scatteranno le relative sanzioni con la possibile successiva interruzione di benefici e sconti. Oltre al fardello degli adempimenti, sottolinea Giampiero Catone, i cittadini devono sobbarcarsi anche la trasmissione delle dichiarazioni dei redditi: dopo anni di rinvii, adattamenti e riformulazione dei debiti, gli italiani si ritrovano a barcamenarsi tra conti, versamenti e l’eventualità di ulteriori multe. Tutte le forze di maggioranza hanno chiesto una proroga per i pagamenti tramite emendamenti al decreto fiscale collegato alla manovra in discussione al Senato: qualora il Parlamento accettasse il rinvio delle scadenze, il Governo avrà il compito di individuare la nuova prassi per i versamenti. Secondo Giampiero Catone “pensare a maxi sanatorie o altri slittamenti da dare, è uno scoglio difficilmente superabile perché il Governo per ora è intenzionato a dare solo minime proroghe temporali”. Il giornalista sostiene infatti che “per il Governo la partita deve essere chiusa entro dicembre, al massimo per le imprese in ritardo con i versamenti Irap, la data potrà slittare al 31 gennaio 2022”.

  • Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo rinnova il suo impegno a sostegno del Terzo settore

    Le comunità al centro delle nuove risorse destinate ad oltre 900 enti no-profit in Lombardia. Andrea Mascetti: “Necessario lavorare insieme per cercare risposte condivise”.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: per contrastare la crisi servono risposte condivise

    17,6 milioni di euro tra fondi ministeriali, Regione Lombardia e i contributi di Fondazione Cariplo e Fondazione Peppino Vismara. È il bilancio delle ultime risorse messe in campo per contrastare la forte crisi del Terzo settore lombardo che, secondo gli ultimi dati raccolti da Fondazione Cariplo e Istat, nel 2020 ha subito una perdita complessiva stimabile in circa un miliardo di euro. Un allarme lanciato già lo scorso anno da Cariplo e Fondazione Vismara, confluito poi nel bando “LET’S GO” proprio a sostegno delle organizzazioni no-profit del territorio. Un obiettivo oggi condiviso anche dalla Regione Lombardia: “Problemi complessi si contrastano con risposte condivise – ha commentato Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo – con alleanze tra istituzioni. L’iniziativa realizzata in collaborazione con la Regione e con la Fondazione Vismara rafforza l’idea di lavorare insieme per il bene delle nostre comunità”. Con 55mila enti, circa 250mila lavoratori e migliaia di volontari, in Lombardia il Terzo settore rappresenta un ecosistema vitale per il territorio e che oggi, con la pandemia ancora in corso, necessita più che mai di tutela. “Essere di supporto alle organizzazioni non profit in difficoltà – ha spiegato Andrea Mascettisignifica preoccuparsi della coesione nelle nostre comunità”.

    Andrea Mascetti: servizi del Terzo settore fondamentali per il territorio lombardo

    I nuovi fondi destinati al Terzo settore lombardo serviranno dunque a portare avanti le attività di sostegno e assistenza ai più fragili, con un focus su cultura e tutela dell’ambiente. In totale sono 928 gli enti no-profit del territorio coinvolti dall’iniziativa: “Sono queste − ha continuato Andrea Mascettile organizzazioni che insieme alle istituzioni e alle amministrazioni locali animano le attività delle nostre comunità e svolgono servizi di assistenza importanti per tutti, per i singoli e per le famiglie”. Dal 2020 il Covid-19 sta mettendo a rischio questo sistema e bisogna agire al più presto per prevenirne le conseguenze a livello sociale, culturale e ambientale, avverte Andrea Mascetti. Con il potenziamento del Bando targato Fondazione Cariplo e Fondazione Vismara, in Lombardia il Terzo settore ritorna ad essere una priorità condivisa a tutti i livelli. “Davanti alla crisi generata dalla pandemia – ha dichiarato il Presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti – abbiamo bisogno di comunità forti e capaci di produrre legami che arrivino a tutte le persone, specialmente quelle più fragili: gli enti di terzo settore sono un elemento indispensabile perché questa rete rimanga salda e forte, così da non lasciare indietro nessuno”.

  • Cambia il Consiglio di Amministrazione di ICS Maugeri S.p.A.: Luca Damiani è il nuovo Presidente

    L’Assemblea dei Soci di ICS Maugeri S.p.A. ha nominato il nuovo Presidente: Luca Damiani prenderà, al termine dell’assemblea di approvazione del bilancio 2021, il posto di Gualtiero Brugger.

    ICS Maugeri S.p.A.

    ICS Maugeri S.p.A.: la nomina del nuovo Presidente

    “Faccio sinceri e sentiti complimenti e auguro buon lavoro nel suo nuovo ruolo al Dott. Damiani che conosce bene l’azienda e saprà fornire un apporto di passione e impegno”: così Mario Melazzini, Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., ha accolto la nomina a Presidente del Consiglio di Amministrazione di Luca Damiani, in sostituzione di Gualtiero Brugger. Il 16 dicembre l’Assemblea dei Soci ha deliberato, di comune accordo, il nuovo incarico: il neo-Presidente, già Vicepresidente, avrà dunque un ruolo esecutivo con l’obiettivo di dare un nuovo stimolo al processo di cambiamento e trasformazione, cogliendo le sfide future. Gualtiero Brugger proseguirà il proprio incarico fino all’assemblea di approvazione del bilancio 2021, lo ha dichiarato la società in una nota, ringraziandolo “per il suo ruolo determinante e l’attività svolta dal 2014 ad oggi”. ICS Maugeri S.p.A. ha inoltre comunicato che l’incarico di Vicepresidente è stato assegnato a Giovanni Fattore, già presente nel Consiglio.

    ICS Maugeri S.p.A.: il nuovo incarico di Luca Damiani

    Sin dal 2014 Luca Damiani è membro del consiglio di Fondazione Salvatore Maugeri e dal 2016 è Consigliere di Amministrazione di ICS Maugeri S.p.A., inoltre fa anche parte del CdA di IEO – Istituto Europeo di Oncologia. “Il mio primo ringraziamento – ha dichiarato – va al Professor Brugger e alla Dott.ssa Chiara Maugeri, rispettivamente Presidente e Vice Presidente della Fondazione Salvatore Maugeri, ed a tutto il Consiglio di Amministrazione che mi hanno offerto questa opportunità condivisa con il socio TCP Hospitals; ringrazio Brugger per il suo instancabile impegno e dedizione che questa azienda ha avuto modo di apprezzare dal 2014″. “Personalmente – ha aggiunto – ritengo che presiedere una eccellenza sanitaria, che ha 17 istituti sparsi su 6 regioni tra cui 9 IRCCS, e avvalendosi del fondamentale contributo di 3.600 collaboratori, sia una grande opportunità e responsabilità”. “La sanità – ha concluso Luca Damiani – è sollecitata su diversi fronti e la ICS Maugeri S.p.A. vuole cogliere le nuove sfide; sono certo che con il contributo di tutti e la grande professionalità che contraddistingue questa azienda continueremo a trovare nuove soluzioni per offrire la migliore risposta ai bisogni dei nostri pazienti”.

  • La storia di House to House, azienda di successo specializzata in prodotti per l’igiene

    House to House è un’azienda innovativa che offre prodotti per il bucato, l’igiene e la cucina. Dal 2006, anno della fonazione, ha conseguito ottimi risultati in termini di vendite e si è adoperata anche per sostenere iniziative utili legate alla formazione e alle associazioni umanitarie.

    House to House

    House to House: fondazione e offerta sul mercato

    House to House è stata fondata nel 2006 su iniziativa di Nicola Lunardon. Si tratta di un’azienda specializzata nella vendita di prodotti per il bucato, per l’igiene e per la cucina. L’avventura di House to House è nata grazie all’unione tra produttori di elettrodomestici leader a livello mondiale, l’analisi del mercato e accurati studi tecnologici. La mission si basa sull’offrire un cambiamento concreto nella vita di tutti i giorni, rivoluzionando il mondo del bucato grazie a elettrodomestici e detergenti efficaci, sicuri e di qualità. Agento, asciugatrice, e Hydra, lavatrice, sono alcuni dei prodotti attraverso i quali punta a una igienizzazione profonda del bucato. Il successo dell’azienda è misurabile e si è concretizzato in oltre 25mila unità di Hydra vendute finora.

    House to House: una proposta innovativa

    House to House basa la propria crescita e il proprio sviluppo sul concetto di innovazione. Gli investimenti da oltre 500mila euro hanno consentito la realizzazione di prodotti specifici per la detergenza. Nel 2016 l’azienda ha affidato a H-Global i processi di ricerca e sviluppo. Grazie a un team di professionisti con competenze scientifiche sono stati creati in laboratorio prodotti ed elettrodomestici innovativi. Gruppo H-Lab ha inoltre dato vita all’Accademia di Formazione incentrata sulle tematiche di vendita, sul team building e su prodotti specifici, nonché sulla Leadership e sul Network Marketing. House to House è impegnata anche sul fronte umanitario: fornisce supporto a diverse onlus, associazioni e fondazioni offrendo a titolo gratuito prodotti utili per detergere, lavare, igienizzare ed asciugare. Per alcuni anni ha cooperato con Medici Senza Frontiere per il progetto in Centro Africa e con Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA), nonché con Fata Onlus e Fondazione della Città della Speranza.

  • Forbes Women’s Week: economia circolare e inclusione, la riflessione di Carlotta Ventura (A2A)

    Carlotta Ventura ha parlato della trasformazione di A2A in Life Company e di come questa sia sempre più focalizzata su economia circolare, transizione energetica, sostenibilità e creazione di una cultura condivisa, anche in termini inclusivi.

    Carlotta Ventura

    Acqua, energia e ambiente in A2A: il Forbes Women’s Week ospita Carlotta Ventura

    La dimensione della sostenibilità, oggi diffusamente al centro di considerazioni e analisi, è un valore da coltivare con cura e con coerenza tra riflessione e azione. "Una parola che va trattata con cura perché sta perdendo il suo significato", ha indicato Carlotta Ventura, manager in A2A, nel suo discorso al Forbes Women’s Week di Milano: "Adesso è tutto un po’ verde e sostenibile, dopodiché c’è un passaggio che chi fa marketing deve tenere presente". Il riferimento è al cosiddetto "walk the talk": in altri termini, "dopo tante parole, le azioni devono essere conseguenti, altrimenti perdi credibilità verso tutti i tuoi pubblici di riferimento", ha dichiarato la manager. Attuale Direttore Communication, Sustainability and Regional Affairs, Carlotta Ventura ha così evidenziato come tale concezione sia connessa ad azioni, strategie aziendali e progetti delineati dalla Life Company nel Piano Industriale 2021-2030. "Ci occupiamo di energia per definizione e ci occupiamo di ambiente", ha commentato "Ci occupiamo di distribuire acqua e poi di generare energia attraverso l’idroelettrico. Ci occupiamo di aria tenendo pulite le città con gli impianti di trattamento dei rifiuti". È così che A2A concretizza il nuovo corso che l’ha condotta a diventare una Life Company.

    Sfida sostenibile, Carlotta Ventura: formazione e inclusione sono fondamentali

    I quattro elementi empedoclei, essenziali alla vita, sono dunque al centro delle attività di A2A ed è proprio nel percorso di transizione ecologica che emerge l’importanza del lavoro svolto dalla Life Company. Per Carlotta Ventura si tratta di un compito che prevede certamente impegno, ma anche investimenti: la questione ambientale presenta infatti anche dei costi, riscontrabili oggi, per esempio, nell’innalzarsi delle bollette. "La transizione costa", ha osservato, aggiungendo però che "la povertà energetica non è attaccare il telefonino: la povertà energetica è riscaldare casa e quello significa salute". La sfida sostenibile "va sostenuta", ha aggiunto, e per affrontarla adeguatamente è necessario impiegare diversi strumenti: formazione, inclusione, innovazione e tecnologia. "La formazione è fondamentale per la sensibilizzazione", così Carlotta Ventura in chiusura, "perché consente di mettere in pratica i principi e farli propri". Ad aiutare nel percorso, anche la creazione di una "cultura condivisa" che favorisca contesti efficaci in cui anche le donne possano accedere a ruoli di responsabilità, favorendo la qualità della vita nel suo complesso.

  • Dalla fondazione all’espansione internazionale: la storia di Gruppo Riva

    La storia di Gruppo Riva: dall’iniziativa del fondatore Emilio al primo stabilimento fino all’espansione a livello europeo. Oltre 60 anni di successi.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: una storia di importanti traguardi

    Emilio Riva, grazie alla forte perspicacia e all’incoraggiamento del fratello Adriano, ha saputo cogliere e comprendere le potenzialità che il settore siderurgico avrebbe potuto offrire all’Italia del Dopoguerra. Nasce così nel 1954 Gruppo Riva, oggi il primo operatore siderurgico italiano e uno dei principali leader a livello europeo. La realtà è specializzata nella realizzazione di prodotti “lunghi” con acciaierie ad arco elettrico: la qualità dei prodotti unita all’attenzione verso la sostenibilità e alla sicurezza sul lavoro hanno contribuito al successo del Gruppo. Dopo aver avviato, nell’estate del 1956, la produzione diretta dell’acciaio, viene inaugurato il primo stabilimento di Caronno Pertusella, in provincia di Varese. L’attività di Gruppo Riva era all’avanguardia già all’epoca: l’impianto era infatti dotato di un forno elettrico ad arco della capacità di 25 tonnellate, più efficiente rispetto ai forni di sole 15 tonnellate tipici di quel periodo. Nel 1964 il Gruppo raggiunge un altro risultato significativo. Nello stabilimento di Caronno entra in funzione la prima colata continua, che rappresenta anche la prima colata continua curva a tre linee installata in Italia.

    Le acquisizioni e gli investimenti di Gruppo Riva

    Il percorso di espansione di Gruppo Riva, che oggi può contare su 5.600 dipendenti e opera in 21 siti produttivi (5 in Italia, 7 in Francia, 5 in Germania, 2 in Belgio, 1 in Spagna e 1 in Canada), è segnato da quattro date fondamentali. Nel 1966 la realtà siderurgica rileva le Acciaierie e Ferrerie di Lesegno, in provincia di Cuneo: la prima importante acquisizione consente al Gruppo di raggiungere, alla fine degli anni ’60, una produzione di 300mila tonnellate di acciaio l’anno. A questo traguardo seguono investimenti significativi a livello europeo con un focus particolare sulle nuove tecnologie, sull’automazione del processo di colata e sugli impianti computerizzati. Successivamente, l’acquisizione della società Officine e Fonderia Galtarossa (OFG) di Verona guida il Gruppo verso una produzione diversificata, è il 1981. Sette anni più tardi avviene poi la prima privatizzazione di una fabbrica siderurgica a ciclo integrale in Italia. Dopo essere stata rilevata, COGEA passa infatti da consorzio a S.p.A. con la denominazione “Acciaierie di Cornigliano”. Prosegue quindi la crescita di Gruppo Riva che raggiunge la Germania, la Francia e il Belgio. Nell’aprile del 1995 l’azienda conquista un altro importante traguardo rilevando dall’IRI la totalità del capitale di Ilva Laminati piani.

  • Francesco Milleri: EssilorLuxottica, la partnership per la prima Global Circular Economy Chair

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica promuove insieme a ESSEC Business School, L’Oréal e Bouygues la nascita a livello internazionale della prima cattedra dedicata alla circular economy.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, partnership per l’istituzione di una cattedra sulla Global Circular Economy

    L’impegno di EssilorLuxottica a favore della sostenibilità, supportato fortemente anche dall’AD Francesco Milleri, si esprime attraverso le sempre più numerose iniziative promosse con questo obiettivo. Tra queste di recente anche l’istituzione della prima cattedra dedicata ai temi dell’economia circolare, la Global Circular Economy Chair: un progetto nato dalla collaborazione con la business school che ha sede a Parigi, una delle principali in Europa, e con L’Oréal e Bouygues. La cattedra, riservata agli studenti del Master in Management di ESSEC, punta a formare i futuri Chief Circular Officer, destinati ad accompagnare le aziende nel loro percorso verso un’economia circolare. Non a caso, a fronte di una crescente attenzione su queste tematiche, dell’evoluzione dei comportamenti d’acquisto dei consumatori e di un inasprimento delle normative del settore, le organizzazioni sono chiamate a ripensare in modo radicale i propri modelli di business: in questa prospettiva l’economia circolare fornisce una soluzione chiara e sostenibile al fine di ridurre le emissioni globali di CO2 del 45%. È qui il valore dell’iniziativa a cui contribuirà quindi anche il Gruppo guidato da Francesco Milleri: la costruzione del nostro futuro passa soprattutto attraverso la formazione dei nuovi talenti, sempre più consapevoli dell’importanza della sostenibilità e dell’implementazione di strategie globali per la trasformazione circolare. L’obiettivo è quello di formare 120 leader entro il 2025.

    Francesco Milleri: onorati di collaborare con organizzazioni altamente stimate

    “In EssilorLuxottica, crediamo fermamente nel potere della collaborazione”, hanno sottolineato in merito l’Amministratore Delegato di EssilorLuxottica Francesco Milleri e Paul du Saillant, Vice Amministratore Delegato: “Questo è il motivo per cui siamo onorati di collaborare con organizzazioni altamente stimate come ESSEC Business School, L’Oréal e Bouygues”. L’AD Francesco Milleri, nel parlare insieme al Vice AD dell’importanza del progetto, ha ricordato anche il programma globale di sostenibilità “Eyes on the Planet” lanciato da EssilorLuxottica, attraverso cui “speriamo di rispondere alle esigenze di cura della vista in evoluzione a livello globale e alla domanda di un settore che cresce sempre più rapidamente, in modo responsabile e sostenibile”. La partnership che ha portato alla nascita della Global Circular Economy Chair, come evidenziato dall’AD e dal Vice AD di EssilorLuxottica, “ci aiuterà a fare importanti passi avanti in ricerca, riduzione, riutilizzo e riciclo”.

  • Il progetto di Antonio Franchi (The Residenze) donerà a Palazzo Ravasio una veste green

    Lo storico Palazzo Ravasio è pronto per un futuro più green. Il progetto ideato da The Residenze, società guidata da Antonio Franchi, impiegherà materiali e impianti sostenibili per valorizzare le peculiarità dell’edificio.

    Antonio Franchi

    Antonio Franchi: la nuova versione di Palazzo Ravasio

    Storia ed eleganza vanno di pari passo con sostenibilità e innovazione: il progetto di ristrutturazione e modernizzazione di Palazzo Ravasio (Verona) sarà curato dalla società The Residenze. La realtà guidata da Antonio Franchi è specializzata nel settore immobiliare residenziale di alta gamma ed è impegnata nella realizzazione di edifici di carattere green. L’obiettivo principale è la progettazione di immobili a “triplo zero”, ovvero a zero emissioni, a zero consumo di energia e con zero residui. Il progetto per Palazzo Ravasio segue quindi i principi di architettura sostenibile attraverso un insieme di scelte specifiche e consapevoli, tenendo in considerazione i relativi aspetti economici, sociali e ambientali. Le scelte adottate dal team di Antonio Franchi interessano tutte le fasi del processo di rivalorizzazione dell’edificio, dall’impiantistica ai materiali più idonei. La nuova versione del palazzo sarà infatti caratterizzata dalla limitazione dell’uso di risorse non rinnovabili a favore dello sfruttamento di quelle rinnovabili, come i pannelli solari, e dall’utilizzo di materiali non nocivi e possibilmente rinnovabili e rigenerabili come il bambù e la canapa.

    Palazzo Ravasio, Antonio Franchi: dal passato al futuro

    È ormai trascorso quasi un secolo da quando l’ingegnere Giuseppe Ravasio acquistò, per un totale di 560.000 Lire, il terreno dove oggi sorge lo storico Palazzo Ravasio. Era l’anno 1924. Il nuovo proprietario dimorò nel preesistente fabbricato di 77 vani in Lungadige Campagnola per alcuni anni fino a quando, agli inizi del 1930, decise di iniziare i lavori di demolizione dell’edificio per erigere il nuovo palazzo veronese con al suo interno appartamenti signorili. Negli anni le mura ricche di storia sono rimaste perfettamente intatte e riuscirono a non soccombere ai periodi di guerra e ai bombardamenti tedeschi avvenuti nel 1945. Oggi Palazzo Ravasio è pronto ad affrontare una nuova sfida: diventare un edificio green per soddisfare le esigenze dell’abitare contemporaneo e contrastare il cambiamento climatico. Sarà quindi compito di Antonio Franchi e del suo team realizzare un intervento di ristrutturazione e modernizzazione per donare all’edificio un futuro più sostenibile.

  • Luciano Castiglione, la biografia professionale: formazione e incarichi ricoperti

    Dopo aver esordito professionalmente nel 1993 presso il Gruppo Angelini, Luciano Castiglione raggiunge posizioni di responsabilità crescente all’interno del settore energetico.

    Luciano Castiglione

    Luciano Castiglione: formazione e primi incarichi professionali

    Nato nel 1969 a Caltanissetta, Luciano Castiglione consegue il Diploma di Maturità presso il Liceo Classico R. Settimo della sua città, per poi laurearsi in Farmacia con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Palermo (1991). Dopo aver superato l’esame di abilitazione, avvia il suo percorso professionale in ambito commerciale, ampliando altresì il proprio bagaglio formativo con numerosi corsi di specializzazione presso IMS Health, Pharma Group e SDA Bocconi. Nel 1993 Luciano Castiglione esordisce professionalmente nel Gruppo Angelini, dove è nominato Direttore Tecnico del Centro di Distribuzione di L’Aquila per A.DI.VAR S.p.A. In questo periodo, della durata di sette anni, arriva a ricoprire il ruolo di Responsabile Logistico – Commerciale del Centro Italia.

    Luciano Castiglione: le esperienze manageriali nel settore dell’energia

    Gli anni 2000 imprimono una svolta nella traiettoria professionale di Luciano Castiglione, segnandone l’ingresso nel comparto energetico. In particolare è in Edison S.p.A. che assume incarichi di rilevanza crescente: inizialmente Account Manager per la zona Adriatica, è in seguito nominato Responsabile e, dal 2009 al 2014, Wholesale Manager in Edison Energia S.p.A. In questo periodo si occupa di analisi, negoziazione e sviluppo di contratti di vendita gas ed energia elettrica, sia per le partecipate del Gruppo che per le società di vendita esterne. La carriera di Luciano Castiglione prosegue nel 2014 in Dea S.p.A.: in virtù delle competenze consolidate, è nominato Amministratore Delegato della società attiva nella distribuzione di energia elettrica nelle Marche. Dopo tre anni è chiamato in Roma Gas & Power S.p.A. a ricoprire il ruolo di Direttore Commerciale e Marketing. Nel 2017 opera in Astea Energia S.p.A. (Gruppo SGR): nel ruolo di Direttore Generale fino al 2021, si occupa con successo del percorso di privatizzazione aziendale e dell’espansione delle attività legate all’efficientamento energetico.

  • Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo orgogliosa delle organizzazioni coinvolte

    Il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura, Andrea Mascetti, parla delle sfide sociali, demografiche, ecologiche e culturali che coinvolgono Fondazione Cariplo.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: orgogliosi che le organizzazioni colgano le opportunità offerte da Fondazione Cariplo

    Per il 2022 Fondazione Cariplo ha messo a disposizione oltre 145 milioni di euro, come approvato nel Documento previsionale programmatico annuale, con i quali potrà sostenere otto nuovi progetti sul territorio di Varese. La cifra supera di sette milioni quella offerta nel 2021. Questo crescente interesse per le collaborazioni con gli enti no profit è alimentato anche dai giovani, sempre più attenti al loro futuro e alle tematiche come la lotta ai cambiamenti climatici, che li coinvolge in un numero sempre crescente di iniziative culturali. Il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura, Andrea Mascetti, insieme agli altri commissari varesini della Commissione Centrale di Beneficienza, Giuseppe Banfi, Elisa Fagnani e Sarah Maestri, hanno commentato il rinnovato impegno della Fondazione in questo modo: “C’è di che essere orgogliosi nel vedere che le organizzazioni che operano sul nostro territorio sanno cogliere le opportunità di sostegno ai loro progetti offerte da Fondazione Cariplo”.

    Andrea Mascetti sull’aumento di risorse messe a disposizione da Fondazione Cariplo

    “La Fondazione ha deciso di aumentare le risorse a disposizione dell’attività filantropica a sostegno di progetti degli enti no profit del territorio, consapevole del fatto che ci troviamo in un momento in cui è importante produrre tutti insieme uno sforzo straordinario. È il momento di agire, con grande attenzione all’utilizzo delle risorse, a fare sì che enti, organizzazioni, istituzioni ed aziende operino insieme per produrre un impatto maggiore, per evitare di duplicare gli sforzi o addirittura vanificarli agendo ciascuno per proprio conto”, ha detto Andrea Mascetti in merito ai nuovi finanziamenti previsti per il 2022. Fondazione Cariplo è impegnata a sostegno di numerose iniziative come il Bando My Future, che coinvolge i ragazzi della Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado nella transizione ecologica, oppure come il Bando DigitarSI, con il quale si intendono aumentare le competenze nelle discipline STEM dei futuri diplomati di Istituti tecnici ad indirizzo tecnologico.

  • Facility management: la carriera di Emilio Innocenzi, Presidente di Team Service

    Emilio Innocenzi è uno dei protagonisti dell’evoluzione di Team Service, società che è passata dai servizi agli immobili ad essere una realtà riconosciuta a livello internazionale nell’ambito dei servizi alle imprese.

    Emilio Innocenzi

    Emilio Innocenzi: come nasce Team Service

    Manager classe 1956, Emilio Innocenzi guida in veste di Presidente tutte le attività appartenenti a Team Service, Gruppo italiano leader nel settore del Facility management. Oggi la realtà conta, oltre alle sedi direzionali di Roma, Milano e Napoli, anche altre sedi operative diffuse sia in tutta Italia che all’estero. Il progetto nasce nel 1985, con il contributo dello stesso manager e di alcuni compagni della Facoltà di Architettura, che inizialmente decidono di dedicarsi esclusivamente ai servizi agli immobili. Pochi anni dopo la sua nascita, per Team Service arriva il primo traguardo: la società prende parte alla gara indetta dalla USL RM1 “Ospedale San Giacomo”, con la relativa sede e presidi di Roma. Il Gruppo continua a crescere: verso la fine degli anni ’90, grazie ai numerosi professionisti che negli anni si sono aggiunti al progetto, si espande nel settore delle pulizie, del facchinaggio, del verde, della ristorazione, della sanità e dell’ambiente. È il 1999 quando Emilio Innocenzi diventa Presidente e dà il via ad un nuovo processo di espansione, stavolta a livello internazionale.

    Emilio Innocenzi: traguardi e successi di Team Service

    Dopo l’apertura di diverse sedi in Italia, tra cui quella di Pescara e Torino, nei primi anni 2000 il Gruppo, sotto la guida di Emilio Innocenzi, decide infatti di oltrepassare i confini nazionali. Nuove filiali sorgono negli Stati Uniti, in Spagna e in Cile. Una crescita esponenziale che coinvolge anche l’ambito delle attività, con lo sviluppo di nuove competenze e un continuo aggiornamento nella progettazione di servizi e soluzioni. Negli anni Team Service riesce a imporsi sia sul mercato italiano che estero, diventando leader e punto di riferimento per tutto il settore del Facility management. Un risultato raggiunto anche grazie alla lungimiranza e all’impegno di Emilio Innocenzi, che in 20 anni è riuscito a trasformare una piccola realtà italiana in una società riconosciuta a livello internazionale. E non solo: il manager, impegnato fortemente nel supporto alla propria categoria, è anche Presidente di Federlavoro e Servizi, ente che rappresenta le cooperative di produzione e lavoro della Confederazione cooperative italiane.

  • Davide D’Arcangelo: perché in Italia le PA hanno bisogno di un Public innovation manager

    Per una PA al passo coi tempi è fondamentale un managing sempre più innovativo. Il Public innovation manager è una figura che risponde a queste esigenze, ha spiegato Davide D’Arcangelo intervenendo all’ultimo convegno promosso da Impatta.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: l’importanza di diffondere l’innovation management negli enti pubblici

    La Pubblica Amministrazione in Italia necessita di una svolta. Per sfruttare al meglio le risorse messe in campo dall’Europa, gli enti pubblici devono accelerare, e di parecchio, nell’ambito della digitalizzazione e dell’innovazione. Ecco perché Impatta lo scorso 30 novembre ha organizzato l’evento “Impatta sul Recovery – Innovare la PA. La figura del Public Innovation Manager”. Tenutosi a Roma, il convegno è stata l’occasione per delineare le caratteristiche della nuova figura professionale. Tra i relatori Davide D’Arcangelo, fondatore di Next4 e Vice Presidente di Impatta, che si è soffermato sui vantaggi e sulle potenzialità dell’innovation management all’interno degli enti pubblici. Le PA saranno infatti fondamentali nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: dovranno essere quindi in grado di diventare acceleratori della crescita economica e sociale del Paese. Un cambiamento complesso ma che potrà essere guidato appunto dal Public Innovation Manager, che Davide D’Arcangelo nel suo intervento ha definito un vero e proprio “acceleratore per le PA”.

    Davide D’Arcangelo: con il Public Innovation manager una nuova cultura per le PA

    Ma non si tratta solo di questo: “Il Public innovation manager − ha dichiarato Davide D’Arcangelopuò aprire ad una nuova filiera industriale, quella del Gov-tech, creando strumenti in grado di semplificare la burocrazia e veicolare una nuova cultura negli enti locali, nuovi standard e tecnologie a servizio della pubblica amministrazione”. Sfruttando soft skills trasversali e visione strategica, questa nuova figura è capace di traslare all’interno degli enti tutte le competenze dell’innovation management. L’obiettivo principale del Public innovation manager è quindi quello di contribuire alla trasformazione e alla transizione digitale delle PA. D’accordo con le parole di Davide D’Arcangelo anche il Presidente di Confindustria Digitale, Agostino Santoni, ospite del convegno: “Dopo anni di mancanza di investimenti il nostro settore è finalmente chiamato a trasformare il Paese e la Pa attraverso l’innovazione. Mai come in questo momento il dialogo tra pubblico e privato ha avuto così fondamentale importanza”.

  • Nello stabilimento Riva Acciaio di Lesegno entro fine 2021 torna il ciclo continuo

    Il Presidente del CdA di Riva Acciaio Valerio Bisio e il Direttore dello stabilimento di Lesegno Giangiacomo Olimpo parlano dei progetti futuri dell’operatore siderurgico e della ripresa dopo la pandemia.

    Riva Acciaio

    Cosa c’è nel futuro di Riva Acciaio?

    A oltre un anno di distanza dallo stop produttivo a causa della pandemia, i vertici del gruppo siderurgico fanno sapere che tutte le loro attenzioni sono sulla ripresa dell’industria e sul futuro. Sebbene anche per Riva Acciaio la ripresa sia “stata lenta e difficile fino alla primavera di quest’anno”, a partire dai “primi mesi del 2021 gli ordinativi sono aumentati notevolmente”. Nel prossimo futuro, l’azienda conta di “riportare, entro la fine dell’anno, l’acciaieria a funzionare con il ciclo continuo, quindi lavorando con quattro turni producendo 152 ore alla settimana”. Quest’anno sono state effettuate inoltre circa 60 nuove assunzioni e si prevede di continuare ad ampliare l’organico. Uno dei principali obiettivi aziendali è quello di continuare a migliorarsi, come dimostra il fatto che lo stabilimento di Lesegno è l’unico in Italia ad avere un simulatore termomeccanico, il Gleebe 3800, che permette di simulare tutto il ciclo produttivo con solo qualche chilo di acciaio.

    Riva Acciaio: lo stabilimento di Lesegno costituisce il 50% della produzione

    Dei cinque siti che il gruppo siderurgico possiede in Italia, lo stabilimento di Lesegno è senz’altro la punta di diamante di Riva Acciaio. Il 50% del totale prodotto dal gruppo deriva proprio da Lesegno, dove vengono realizzate tutte le tipologie di acciai di qualità, in seguito laminati e trattati per poter essere poi inviati ai clienti. Nella fabbrica in provincia di Cuneo un enorme forno fusorio ad arco elettrico, alimentato a corrente alternata trifase, produce una colata in meno di 60 minuti, portando la produzione annua a superare le 500.000 tonnellate. Lo stabilimento, dotato di diverse certificazioni, produce acciai destinati a tutti i settori della meccanica, in particolare a quello dell’automotive grazie alla certificazione IATF e delle macchine movimento terra.

  • FME Education: la vittoria di Procida come Capitale italiana della cultura

    FME Education è una delle Case Editrici italiane che più ha a cuore la divulgazione delle ricchezze culturali del Belpaese?

    FME Education

    La celebrazione della cultura in FME Education

    La Casa Editrice FME Education, nata nel 2013, è impegnata soprattutto nei settori dell’editoria, dell’innovazione digitale e della cultura. La sua più grande mission è quella di divulgare e mettere in risalto le ricchezze culturali dell’Italia, valorizzando quel patrimonio storico-culturale che rende il nostro Paese unico al mondo. Quest’obiettivo è condiviso dal progetto che dal 2015 prevede l’assegnazione annuale da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo del premio “Capitale Italiana della cultura”, con il quale la città vincitrice può mettere in mostra il proprio patrimonio culturale attraverso una serie di eventi, progetti e iniziative che prendono luogo nell’anno della designazione del titolo.

    Procida: FME Education parla della vincitrice del premio “Capitale italiana della cultura”

    Per l’anno 2022 le città finaliste erano dieci: Bari, Ancona, L’Aquila, Taranto, Cerveteri, Pieve di Soligo, Trapani, Volterra, Verbania e Procida. Alla fine a spuntarla è stata proprio la piccolissima e pittoresca isola campana con le sue casette dai colori pastello. La vittoria di Procida, come espresso dalla giuria, è dovuta al fatto che “il contesto dei sostegni locali e regionali, pubblici e privati, è ben strutturato; la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria; la dimensione laboratoriale che comprende aspetti sociali di diffusione tecnologica è importante per tutte le isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee”. Il messaggio e la visione della cultura trasmessa nel progetto procidano coincidono perfettamente con il punto di vista di FME Education, sempre pronta a celebrare iniziative come queste che promuovono la cultura italiana.

  • ICS Maugeri S.p.A. celebra il suo fondatore nel 116esimo anno dalla sua nascita

    Il 17 novembre è ricorso il 116esimo anniversario della nascita di Salvatore Maugeri, fondatore di ICS Maugeri S.p.A., venuto a mancare nel 1985. La Fondazione e l’Istituto Clinico hanno organizzato per l’occasione una giornata volta a celebrare Maugeri e il capitale umano della Società Benefit.

    ICS Maugeri S.p.A.

    Il discorso di Mario Melazzini, Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., alla celebrazione di Salvatore Maugeri

    In occasione della giornata dedicata a Salvatore Maugeri non poteva certo mancare il discorso da parte dell’Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A. Mario Melazzini. “Il 17 novembre è una data speciale per noi, prima di tutto per ricordare la nascita del nostro fondatore e di ciò che Salvatore Maugeri è riuscito a costruire partendo da ciò che era lui, come uomo, come scienziato e come medico che aveva, anche da imprenditore della sanità, come unico obiettivo il bene del paziente. E poi per celebrare anche quello che è il capitale umano di Maugeri: i medici, i tecnici, gli infermieri, i terapisti che sono il motore trainante del tradurre in fatti concreti quello che il nostro fondatore voleva”, ha detto l’AD, prima di continuare ad elogiare gli uomini e le donne su cui gli Istituti Maugeri si reggono. “Un capitale umano che negli anni difficili dal 2012 in poi è rimasto unito, ha tenuto la barra dritta e che oggi in pandemia ha saputo modificarsi e adattarsi alle esigenze dei tempi che stiamo vivendo mettendosi a disposizione delle istituzioni in quel principio di sussidiarietà che ci ha sempre contraddistinto”, ha affermato.

    ICS Maugeri S.p.A.: all’inizio solo una clinica del lavoro

    Quando è nata la Fondazione nel 1965 era una semplice clinica del lavoro. Alla morte del fondatore, nel 1985, è poi diventata “Salvatore Maugeri” e ha iniziato ad affiancare alla medicina del lavoro anche la medicina riabilitativa. Nei primi anni del 2000 si contavano già una ventina di istituti sul territorio. Nel 2016 tutte le attività, sia assistenziali che di ricerca, vengono conferite alla ICS Maugeri S.p.A., che attualmente opera in sei regioni italiane con 17 Istituti. Nella giornata di celebrazione, la Vicepresidente della Fondazione Salvatore Maugeri, Chiara Maugeri, ha ricordato di quanto siano orgogliosi del loro passato e del fatto di essere stati pionieri nella medicina del lavoro. Adesso bisogna però guardare al presente e al futuro. “Non possiamo vivere solo di passato. – ha sottolineato la Vicepresidente – Prendersi cura del paziente a 360 gradi è la vera sfida di questi anni poiché il paziente cronico è quello per cui il sistema sanitario può fare di più, e noi riteniamo di poter dare un contributo per dare un supporto alle Istituzioni affinché questa tipologia di paziente possa avere risposte adeguate. Salvatore Maugeri ha insegnato che al primo posto c’è sempre la persona e che per raggiungere l’unico obiettivo, che deve essere la cura del paziente, serve lavoro di squadra e che da soli non si è efficaci”.

  • Ideal Standard presenta la nuova finitura Nero seta

    Nero seta è la nuova proposta di Ideal Standard per un bagno dal design audace. La finitura total black è la giusta alternativa al tradizionale bagno dalla ceramica bianca.

    Ideal Standard

    Nero seta: la versione all-black di Ideal Standard

    Da sempre sinonimo di eleganza, il colore nero è capace di comunicare raffinatezza e valorizzare qualsiasi contesto. Legata al design, la tonalità scura è infatti comunemente usata per ricreare ambienti moderni e accattivanti. Con lo scopo di offrire ai propri clienti un’alternativa contemporanea alle tradizionali stanze da bagno, Ideal Standard, leader delle soluzioni di alta qualità, ha recentemente lanciato la nuova finitura Nero seta. La linea all-black è stata pensata per alcuni dei modelli più apprezzati: dalla ceramica, alla rubinetteria, fino ai mobili e agli accessori per donare un look più contemporaneo rispetto alla più tradizionale ceramica bianca. “Sviluppiamo le nostre linee di prodotti puntando all’eccellenza del design – ha spiegato Massimo Vismara, Vice Presidente Brand and Activation di Ideal Standardsappiamo che le finiture sono in grado di valorizzare qualsiasi spazio. Con Nero seta, offriamo a designer e privati la possibilità di esprimere il loro senso dello stile, sia che si tratti di un nuovo progetto su misura che della ristrutturazione di ambienti esistenti”.

    Ideal Standard: le collezioni total black

    Dal carattere sofisticato, Nero seta consente quindi di trasformare l’ambiente e creare un design audace e moderno. In abbinamento con il bianco, la nuova versione targata Ideal Standard genera un contrasto visivo a favore di un bagno di tendenza. La linea è disponibile per un’ampia gamma di prodotti come lavabi, piatti e cabine doccia, mobili, rubinetteria e accessori sulle collezioni più innovative. Tra le principali: Ceraline, dalla forma cilindrica e organica; Ceraline 0, dal design più audace per un tocco di stravaganza; Ceratherm T ideale per la vasta gamma di miscelatori termostatici per vasca e doccia; e la collezione classica Tesi dalla forma snella e raffinata. Ideal Standard ha reso disponibile la nuova versione anche per i piatti doccia Ultra Flat New, per le cabine doccia e le docce walk-in della linea Connect 2 e per gli accessori bagno e i miscelatori per cucina Ceralook. Nero seta regala quindi infinite possibilità di scelta, dal total black al contrasto con la luminosità del bianco.

  • Firmato l’atto costitutivo di “Parma è donna”: l’intervento dell’ex Sindaco Pietro Vignali

    “Parma è donna” è la nuova realtà associativa nata per dar voce al mondo femminile della città. Il gruppo si è costituito come entità giuridica a inizio novembre, occasione a cui ha preso parte anche l’ex Sindaco Pietro Vignali.

    Pietro Vignali

    Pietro Vignali: “Parma è donna”, coltivare le proprie ambizioni senza rinunciare alla vita personale

    “Le donne svolgono un ruolo cruciale nella società e nella famiglia. Per questo sono fondamentali servizi che consentano alla donna di poter svolgere questo ruolo e al contempo poter partecipare appieno alla vita sociale, culturale, economica della città”: ha commentato così Pietro Vignali la nascita di “Parma è donna”, nuova realtà associativa ed espressione del mondo femminile a Parma. In seguito alla firma del manifesto, sottoscritto da oltre 30 persone, l’associazione è diventata ufficialmente un’entità giuridica grazie alla firma dell’atto costitutivo. L’evento ha visto la partecipazione di oltre 60 donne e ha fornito occasione per esporre i principi fondanti dell’associazione. Presente anche l’ex Sindaco Pietro Vignali che, nell’inaugurare la nuova realtà parmigiana, ha sottolineato il ruolo fondamentale delle donne nella società: da qui, la necessità di servizi adeguati che consentano alle donne di essere parte attiva “coltivando le proprie ambizioni e sogni senza rinunciare al proprio tempo libero e al proprio benessere psico fisico”.

    Pietro Vignali: i principi fondanti dell’associazione

    Tre i pilastri al centro di “Parma è donna”, come ricordato anche da Pietro Vignali nell’intervento: la sicurezza, intesa come elemento imprescindibile per una vita in città di qualità; il ruolo cruciale della donna all’interno della società e della famiglia, spesso obbligata a dover scegliere tra realizzazione professionale e personale; l’esigenza di realizzare politiche di welfare che favoriscano la personalizzazione nei servizi. A tal proposito, l’associazione punta su servizi flessibili che agevolino la vita delle donne, così come sulla conciliazione tra lavoro e vita familiare, riqualificazione degli spazi e necessità di eventi culturali diffusi in città. Attività che, ha ricordato Pietro Vignali, furono rese possibili durante gli anni gestiti dalla sua amministrazione: lo stesso avvenne per la misura del “quoziente familiare” che, introdotto in quegli anni come prima e unica città in Italia, poneva in risalto le politiche sociali, la famiglia e l’agevolazione della vita delle donne.

  • Massimo Malvestio, l’avvocato che ha conquistato il mondo della finanza

    La storia di Massimo Malvestio, professionista originario di Treviso che ha deciso di dedicarsi con successo al settore della finanza.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: le prime esperienze come avvocato e la svolta nel mondo della finanza

    Avvocato, autore, editorialista e ricercatore, Massimo Malvestio è alla guida del Comitato per gli investimenti di Praude Asset Management, società di gestione del risparmio da lui fondata nel 2009 e che al momento controlla anche il fondo Hermes Linder. Costituto nel 2004, Hermes Linder oggi registra una performance dal lancio superiore al 600% e un rendimento composto dell’11,85%. Un successo per molti versi inaspettato, considerando che nei primi anni della sua carriera Massimo Malvestio sembrava aver intrapreso la via dell’avvocatura. Dopo aver ottenuto la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova, nel 1990 è infatti tra i fondatori dello Studio Legale Barel Malvestio & Associati (poi rinominato BM&A). In pochi anni lo Studio si afferma come uno delle realtà legal più importanti della Penisola. Tuttavia, parallelamente alle attività come Managing Partner dello Studio, nello stesso periodo l’avvocato trevisano conosce Mario Zarattini, storico fondatore di Zarattini & Co. Bank, con il quale inizia a collaborare facendo il suo ingresso nel mondo della finanza.

    Massimo Malvestio: i progetti in ambito finanziario

    “Sono stato un grande amico di Mario Zarattini – ha detto Massimo Malvestio in una recente intervista pubblicata sul magazine “Focus Risparmio” – molti erano i progetti nel campo finanziario di cui abbiamo discusso insieme. Poi decisi di prendere un’altra strada e l’attività di avvocato mi ha impegnato a tempo pieno, non abbastanza però da farmi perdere una passione che nel tempo, dati i risultati, ha dovuto quasi obbligatoriamente trovare una forma più compiuta”. Passione da sempre nota, tanto da portare amici e colleghi a chiedere continuamente consigli finanziari. È su questa base che nasce Hermes Linder Fund SICAV. Il Fondo cresce e, dopo esser passato sotto la gestione di Praude AM, nel 2017 si aggiudica il Thomson Reuters Lipper Fund Award. Risultati ottenuti grazie ad una filosofia value investing mai abbandonata: “Hermes Linder fa dell’arbitraggio legale e della profonda conoscenza dell’ambiente economico, finanziario e regolamentare in cui si muove il suo punto di forza – ha spiegato Massimo MalvestioLe sue decisioni di investimento si fondano sostanzialmente sullo studio congiunto dei dati finanziari, dei piani industriali e del contesto normativo. È questo che forma le convinzioni che muovono il team di gestione. Non l’appartenenza ad un dato settore piuttosto che a un altro”.

  • Team Service: focus sulla realtà attiva nel settore del Facility Management

    Team Service, realtà di carattere internazionale attiva nel settore del Facility Management, ha raggiunto in 30 anni di esperienza una posizione di rilievo nel comparto.

    Team Service

    Le attività di Team Service

    Team Service opera nel settore del Facility Management, le cui società sono specializzate in precisi ambiti professionali che vanno dal verde all’igiene, dagli impianti alla manutenzione, dai servizi sanitari a quelli di pulizia, dalla reception alla ristorazione e all’accoglienza. Con i suoi oltre 30 anni di esperienza nel settore, è riuscita a crearsi un’identità affidabile capace di garantire qualità e innovazione nell’assistenza ai propri clienti. La mission è aiutare “le aziende nel loro business fornendogli tutti i servizi necessari per fare delle loro sedi degli ambienti di lavoro efficienti, risaltandone l’immagine”, obiettivo portato avanti con successo negli anni. Oggi Team Service è leader del settore, con oltre 1.000 clienti tra imprese e PA. Tra i suoi più grandi punti di forza ci sono la personalizzazione dei servizi offerti e la grande diversificazione.

    La storia di Team Service

    La società nasce nel 1985 su iniziativa di Emilio Innocenzi, fondatore e attuale Presidente di Team Service. Il primo nucleo operativo è costituito da una società che si occupa della gestione degli immobili sul territorio romano. In poco tempo la società cresce, divenendo presto un punto di riferimento nella Capitale e partecipando ad importanti iniziative come la gara indetta dalla USL RM1 “Ospedale San Giacomo”. A contribuire alla crescita vi è l’ingresso in società di tanti nuovi professionisti specializzati in diversi settori, i quali permettono a Team Service di diversificare ulteriormente la propria offerta. Negli anni ’90 viene celebrata l’apertura di nuove sedi a Milano, Pescara e Torino. Negli anni 2000, invece, l’espansione assume carattere internazionale, portando all’avvio di filiali in Spagna, Cile e Stati Uniti.

  • Campus by Night, Mario Melazzini: parlare di salute ai tempi del Covid-19

    Dal 7 al 9 ottobre 2021 si è tenuto il Campus by Night, evento organizzato dall’Università di Bologna e suddiviso in tre giorni di incontri, mostre e spettacoli: tra gli ospiti anche l’AD di ICS Maugeri S.p.A. Mario Melazzini.

    Mario Melazzini

    L’incontro con Mario Melazzini

    “Cosa rende la vita ‘vita’?”: questo il titolo che gli organizzatori hanno dato alla XVIII edizione del Campus by Night. L’evento, che è stato realizzato in collaborazione con l’associazione studentesca Student Office dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e The Crew, si è incentrato su una serie di riflessioni scaturite da un anno e mezzo di pandemia: “Su cosa fondiamo la nostra speranza?” e “Vale la pena vivere questo momento che sembra sospeso?”. Mario Melazzini è stato tra i primi a presenziare all’evento. L’incontro con l’Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., intitolato “La prospettiva della salute dentro le sfide della pandemia”, si è tenuto infatti nel corso della prima serata ed ha fornito alla comunità universitaria il punto di vista di un esperto sulla tematica della salute ai tempi del Coronavirus.

    Mario Melazzini: la biografia

    Oltre ad essere l’Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., Mario Melazzini è anche medico, specialista in Ematologia generale Clinica e Laboratorio e un ricercatore in ambito onco-ematologico. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Pavia, ha effettuato il tirocinio presso la Clinica Medica II del Policlinico San Matteo e si è poi specializzato in Ematologia Generale Clinica e Laboratorio. Nel 1995 inizia la sua collaborazione con la Fondazione Salvatore Maugeri. Diventa dapprima Primario e poi Dirigente Responsabile presso l’Unità di coordinamento centrale di Medicina del lavoro del Centro Medico di Pavia. Dopo la diagnosi di Sclerosi Laterale Amiotrofica, ricopre anche l’incarico di Direttore Scientifico del Centro Clinico Nemo e quello di Presidente nazionale dell’Aisla. Continua ad avanzare di carriera, ricoprendo incarichi di crescente responsabilità e prestigio, pure in ambito istituzionale, arrivando nel 2016 ad assumere il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione e Direttore Generale di AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco. Ha scritto diversi libri e tenuto seminari didattici. Tra gli importanti riconoscimenti conferiti la Medaglia d’oro di Benemerenza Civica Ambrogino d’Oro dal Comune di Milano e l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”.

  • Palazzo Ravasio: gli impianti e i materiali utilizzati dal team di Antonio Franchi

    Per il progetto di Palazzo Ravasio a cui sta lavorando il team di The Residenze, società guidata da Antonio Franchi, tutte le scelte sono dettate da due comuni denominatori: il rispetto per l’ambiente e il benessere umano. Da un lato c’è quindi l’impiego di materiali ecocompatibili e dall’altro l’installazione di impianti green.

    Antonio Franchi

    Palazzo Ravasio: gli eco-materiali usati dal team di Antonio Franchi

    Nell’intervento di ristrutturazione che interessa l’antico palazzo veronese, tutti i principali materiali scelti da Antonio Franchi e dal suo team saranno 100% “green”. L’isolamento termico dell’involucro, ad esempio, prevede un pacchetto di contro-parete composta da due pannelli isolanti in fibra di canapa vegetale e un pannello di gesso per l’abbattimento della formaldeide. Un biointonaco a base di calce naturale termo-deumidificante, antimuffa e anticondensa andrà invece a rivestire le pareti, poi rifinite con un’idropittura organica minerale perfettamente eco-compatibile o con un bio spatolato a base d’argilla a colori vegetali. I pavimenti sono realizzati con legni certificati P.E.F.C., prodotti in Val di Fiemme, in Trentino, in seguito trattati con un sistema a base di olio essenziale e poi posati con sistema flottante ad incastro in modo da evitare l’impiego di collanti chimici nocivi. In legno sono anche le finestre tecnologicamente innovative che garantiscono un ottimo isolamento termico ed acustico. I rivestimenti dei bagni, infine, sono realizzati con ceramica sostenibile di altissima qualità, prodotta dalla prima industria ceramica al mondo.

    Antonio Franchi: gli impianti green

    Per quanto concerne l’impiantistica, il team guidato da Antonio Franchi si è ovviamente affidato alle rinnovabili come fonte di energia. Gli impianti di Palazzo Ravasio non saranno alimentati a partire da combustibili fossili e non concorreranno quindi alle emissioni di Co2 nell’atmosfera. Due generatori in pompa di calore aria-acqua, alimentati da energia elettrica, basteranno a garantire la climatizzazione estiva e invernale. Volendo assicurare un elevata qualità dell’aria, si prevede l’installazione di un impianto di ventilazione, utile al ricambio continuo e all’eliminazione degli inquinanti. La ventilazione permette infatti di migliorare l’igiene ambientale, riducendo la trasmissibilità di virus ed elementi patogeni. Tutto questo senza sprecare energia. Un sistema di filtrazione dell’impianto sarà capace di trattenere, inoltre, fino al 70% delle polveri sottili e di sanificare i locali mediante dei raggi ultravioletti, opportunamente mascherati, e senza alcuna produzione di ozono. Anche l’impianto idrico avrà un sistema di filtraggio automatico, nonché autopulente, che purificherà l’acqua.

  • Avvocato e professore ordinario: il profilo professionale di Stefania Bariatti

    Avvocato esperto in Diritto internazionale, Diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale, Stefania Bariatti ha una comprovata esperienza in ambito accademico e legale.

    Stefania Bariatti

    Stefania Bariatti: l’impegno in ambito accademico

    Il percorso professionale di Stefania Bariatti in ambito accademico prende avvio nel 1994 quando viene nominata professore ordinario. La laurea in Giurisprudenza le ha permesso di diventare ricercatrice di Diritto Internazionale e di ottenere prima il ruolo di docente di Diritto dell’Unione Europea, Diritto della Concorrenza e Diritto Internazionale nelle Università di Sassari e Milano-Bicocca e nel 2002 il ruolo di docente di Diritto internazionale, Diritto internazionale privato e processuale e International Insolvency Law presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano. L’attività di Stefania Bariatti in campo accademico comprende diversi incarichi, anche di carattere internazionale. Entra nei CdA degli atenei di Sassari e Milano-Bicocca ed è nominata direttore di dipartimento di Milano-Bicocca e direttore di corsi Master. A livello internazionale è invece stata Presidente di associazioni quali European Law Faculties Association, Insol Europe Academic Forum e il Groupe Européen de Droit International Privé. Autrice di oltre 150 pubblicazioni in diverse lingue, è Co-direttore della Rivista di Diritto Internazionale Privato e Processuale ed è impegnata nel comitato scientifico di diverse riviste scientifiche italiane e straniere.

    Stefania Bariatti: la carriera nel settore legale e gli incarichi amministrativi

    Nel 2002, contemporaneamente all’impegno accademico, Stefania Bariatti intraprende la carriera di avvocato esperto in diritto internazionale, diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale: è iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano ed è patrocinante in Cassazione. Ha inizialmente collaborato con un noto studio legale italiano, ottenendo la direzione dello studio di Bruxelles e la practice di Diritto della concorrenza europeo e italiano. Nel 2015 è entrata nel CdA di Banca Monte dei Paschi di Siena per la quale è stata anche nominata Presidente. A livello internazionale Stefania Bariatti è stata eletta nel 2014 membro del Governing Council di UNIDROIT (International Institute for the Unification of Private Law) dall’assemblea degli Stati membri su indicazione dello Stato Italiano. Quattro anni più tardi ha ottenuto la vicepresidenza dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ed è membro del Consiglio e Presidente del Comitato Tecnico Antitrust. Oggi è anche Board Member di A2A S.p.A., Mediaset NV e BNL S.p.A., per la quale ricopre la carica di Presidente e membro di comitati endoconsiliari. Dal 2011 è inoltre membro del Gruppo di esperti della Commissione Europea sul diritto dell’insolvenza.

  • Policlinico Umberto I: il piano di ristrutturazione creato da Tecnicaer di Fabio Inzani

    Tecnicaer, società di Engineering guidata dal Presidente Fabio Inzani, è impegnata nel progetto per la ristrutturazione del Policlinico Umberto I di Roma. I dettagli della prima fase dell’opera.

    Fabio Inzani

    Fabio Inzani: la proposta di Tecnicaer per il Policlinico Umberto I

    Complesso ospedaliero costituito da edifici “a padiglioni” collocati su 300 mila mq e suddivisi in 54 edifici, 46 dei quali all’interno del quadrilatero (circoscritto da V.le Regina Elena, V.le dell’Università, V.le del Policlinico e Via Lancisi) e 8 all’esterno, il Policlinico Umberto I è tutt’oggi uno dei più grandi ospedali universitari d’Europa. Tecnicaer, di cui Fabio Inzani è Presidente, si è aggiudicata la gara “Rimodulazione della prima fase esecutiva del piano di riorganizzazione e ristrutturazione del Policlinico Umberto I”: la prima fase dell’opera, dal valore di oltre 65 milioni di euro, coinvolgerà la ristrutturazione di 5 edifici e la demolizione di alcuni padiglioni e superfetazioni realizzate negli anni. Una proposta innovativa in un “contesto ad alta sensibilità archeologica e architettonica, intervenendo in maniera rispettosa sull’ambiente e sul tessuto storico” permetterà alla società di Engineering di creare luoghi ergonomici e confortevoli, nonché innovativi ed efficienti. Gli edifici di pregio storico uniti ai vincoli archeologici che interessano il complesso ospedaliero hanno da sempre ostacolato i diversi interventi di ristrutturazione e ammodernamento: infatti, i quattro “masterplan” elaborati negli anni passati non hanno mai consentito l’attuazione delle opere di ristrutturazione in quanto respinti dalla Proprietà e dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. Il progetto della realtà guidata da Fabio Inzani si è posto l’obiettivo di garantire alle attività didattiche, di ricerca, cliniche e assistenziali un “substrato strutturale e distributivo-funzionale” ideato secondo un modello innovativo basato sulla qualità degli obiettivi prefissati, sulla percezione dell’utilizzo delle risorse, sull’umanizzazione dell’attività operativa e sul comfort ambientale.

    Fabio Inzani: la prima fase del progetto

    La prima fase del progetto, che avrà una durata totale di 9 anni, prevede la ristrutturazione di alcuni fabbricati e dei principali impianti, realizzando un complesso “organico e coerente di corpi di fabbrica” (riservati alle attività sanitarie) comunicanti con il blocco operatorio, con la diagnostica per immagini e con il DEA. Nello specifico, il progetto proposto dalla società guidata da Fabio Inzani prevede la demolizione delle superfetazioni di alcuni stabili (4A, 9, 11, 15A, 15B, 22), la creazione dei nuovi collegamenti epigei (CE1 e CE4) e la ristrutturazione e riqualificazione di 5 padiglioni: i Laboratori, l’attuale Clinica Oculistica dove verrà trasferita la Clinica di Ematologia, parte della Clinica Ostetrica e Ginecologica, la Clinica Chirurgica e il Dipartimento di Diagnostica per Immagini Centrale. Il progetto mira da un lato ad accorpare le attività di laboratorio, di radiologia e delle sale operatorie e, dall’altro, a riqualificare gli edifici di fine ‘800 (in quanto il complesso ospedaliero rappresenta un’area di interesse storico artistica), smantellando in parallelo le superfetazioni create negli anni. La proposta della realtà guidata da Fabio Inzani opererà nel pieno rispetto delle “preesistenze di pregio e ambientali, anche con lo scopo di rispristinare, nei limiti del possibile, le aree verdi ed esterne in genere”.

  • EssilorLuxottica cresce nel terzo trimestre, Francesco Milleri: “Orgogliosi della performance”

    Performance solida per EssilorLuxottica, Gruppo guidato da Francesco Milleri. Decisivo il contributo di GrandVision.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: fatturato EssilorLuxottica +33% grazie a GrandVision

    Dopo un primo semestre da record, i risultati del Q3 2021 confermano l’andamento positivo di EssilorLuxottica. Nel terzo trimestre la società ha infatti registrato un fatturato che si aggira intorno ai 5,5 miliardi, segnando un +33% rispetto al periodo pre-Covid a cambi costanti. Soddisfatto Francesco Milleri, che si è detto orgoglioso della performance ottenuta dall’azienda, in linea con l’accelerazione del secondo semestre. Fondamentale nel percorso di crescita il ruolo di GrandVision, consolidata solo dallo scorso 1° luglio: “Con GrandVision, nel primo trimestre di consolidamento nel gruppo, il fatturato comparabile di EssilorLuxottica è cresciuto ancora più rapidamente – ha spiegato Francesco Milleriregistrando un aumento del 9,3% rispetto ai livelli pre-COVID”. Da luglio a settembre il business retail ha infatti toccato quota 1,8 miliardi di euro, crescendo dell’11,6% rispetto al 2019.

    Francesco Milleri: prodotti innovativi e iniziative commerciali alla base dei risultati positivi di EssilorLuxottica

    Alla luce dei numeri del terzo trimestre, il Gruppo ha potuto aggiornare nuovamente le stime per l’anno: “Con ricavi in accelerazione, la nostra azienda ha ampliato i margini in maniera sostanziale – ha dichiarato Francesco Milleridimostrando fino a che punto può beneficiare della leva operativa”. A rendere possibile il trend positivo di EssilorLuxottica, secondo l’AD, è stato il modello di business “aperto e omnichannel”, al quale vanno aggiunti sia le nuove iniziative commerciali integrate che lo sviluppo di prodotti sempre più innovativi. Il Gruppo, fa sapere il manager, è sempre più impegnato nel portare avanti il programma sulla sostenibilità presentato lo scorso maggio: “Continua a consolidarsi anche ‘Eyes on the Planet’, la roadmap costruita attorno a importanti pilastri come la carbon neutrality, la circolarità, la cura della vista nel mondo, l’inclusione e l’etica”. Tra le iniziative ricordate da Francesco Milleri la campagna globale sui problemi della vista tra i minori annunciata durante la Giornata Mondiale della Vista 2021.

  • Fondazione Cariplo, nel 2022 previsto aumento dei fondi: il commento di Andrea Mascetti

    Fondazione Cariplo rafforza il suo impegno nell’attività filantropica. Andrea Mascetti: “Operare insieme per produrre impatto maggiore”.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: per Cariplo un 2022 all’insegna della ripartenza

    Dai 138 dello scorso anno ai 150 previsti per il 2022: sono 12 i milioni in più che Fondazione Cariplo ha deciso di stanziare a supporto di iniziative e progetti di utilità sociali. Una decisione maturata dalla Commissione Centrale di Beneficenza ed espressa nel Documento previsionale programmatico approvato lo scorso 28 ottobre. Andrea Mascetti, membro della Commissione, ha spiegato le motivazioni dietro il cospicuo aumento di budget: “La Fondazione ha deciso di aumentare le risorse a disposizione dell’attività filantropica a sostegno di progetti degli enti no profit del territorio, consapevole del fatto che ci troviamo in un momento in cui è importante produrre tutti insieme uno sforzo straordinario”. L’Ente ha definito il 2022 come l’anno della ripartenza, che non può non tenere conto dei nuovi bisogni sorti durante la pandemia. Sono 9 gli obiettivi della nuova programmazione Cariplo: contrasto alla povertà, partecipazione culturale, occupabilità, sfide demografiche, ricerca, ambiente, cambiamenti climatici, Housing sociale e capacity building delle no-profit. “È il momento di agire con grande attenzione all’utilizzo delle risorse – ha commentato Andrea Mascettia fare sì che enti, organizzazioni, istituzioni ed aziende operino insieme per produrre un impatto maggiore, per evitare di duplicare gli sforzi o addirittura vanificarli agendo ciascuno per proprio conto”.

    Andrea Mascetti: le novità di Fondazione Cariplo per il territorio varesino

    Pochi giorni dopo l’approvazione del Documento programmatico, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha dato il via libera alla concessione di otto contributi a favore del territorio di Varese. Risorse che ammontano ad un totale di 145.000 euro. Una notizia accolta con profonda soddisfazione dai commissari varesini, tra cui Andrea Mascetti, che oltre a far parte della Commissione di Beneficenza è anche Coordinatore Arte e Cultura. My Future, Laiv e DigitarSI i bandi coinvolti. Il primo, incentrato sulla transizione ecologica, si rivolge ai ragazzi di scuola primaria e secondaria con lo scopo di renderli protagonisti del processo. Il secondo nasce per promuovere la realizzazione di laboratori teatrali e musicali su tutto il territorio. DigitarSI, come si evince dal nome, è un bando nato con l’obiettivo di aumentare le competenze degli istituti specializzati nelle discipline Stem. “C’è di che essere orgogliosi – ha dichiarato Andrea Mascetti insieme con gli altri commissari varesini – nel vedere che le organizzazioni che operano sul nostro territorio sanno cogliere le opportunità di sostegno ai loro progetti offerte da Fondazione Cariplo”. Da ultimo, l’Ente si è reso protagonista di un’iniziativa congiunta con Fondazione Telethon. Un bando da 250mila euro a progetto dedicato alla ricerca sulle malattie rare, in particolare su aspetti genetici e meccanismi molecolari ancora non compresi o mai affrontati.

  • Tagliati i fondi per il Superbonus, Giampiero Catone: così si frena lo sviluppo economico

    Con la metafora “il divano sconfigge il mattone”, Giampiero Catone sintetizza il suo pensiero rispetto alla decisione di finanziare ancora una volta il Reddito di Cittadinanza, il “divano”, e tagliare i fondi del Superbonus, il “mattone”.

    Giampiero Catone

    Giampiero Catone: duro colpo all’edilizia

    Proprio nel momento in cui si iniziavano a intravedere i benefici del Superbonus, è arrivata la batosta da parte del Governo, che nell’ultima manovra sembrerebbe aver deciso di “punire” l’edilizia. Giampiero Catone riporta nell’articolo quanto sostenuto da Confedilizia, ovvero che “l’effetto di queste novità è facile da prevedere: in futuro meno cantieri e meno lavoro, oggi rischio paralisi per gli interventi programmati o già avviati”. Il Superbonus 110% è stato di fatto prorogato al 2023 solo per i lavori in ambito condominiale e si potrà accedere con determinati parametri Isee che escludono la maggioranza dei possibili fruitori. Il bonus facciate è stato ridotto del 90%, facendo in pratica morire l’attività di riqualificazione delle città. Secondo Giampiero Catone, si tratta di “un’inspiegabile e irrazionale frenata” arrivata “in una fase di sviluppo economico che deve essere incentivato e non bloccato”.

    Giampiero Catone: i furbetti del Reddito festeggiano

    Se da un lato “un settore che produce lavoro, crescita e benessere come l’edilizia è punito”, dall’altro i percettori del Reddito di Cittadinanza, o aspiranti tali, possono tirare un sospiro di sollievo dato che sarà stanziato un altro miliardo per tenerlo in piedi. Giampiero Catone definisce questa misura un “doppio flop”. In primis perché non incentiva realmente a trovare lavoro; l’autore dell’articolo riporta che solo “1 su 10 dei percettori ha deciso di lavorare secondo i dati della Corte dei Conti”. In secondo luogo, il RdC non sarebbe “di aiuto alle famiglie povere o in momentanee difficoltà”, che beneficerebbero di tutt’altre misure. Inoltre, continuano ad aumentare le denunce nei confronti dei cosiddetti “furbetti del reddito”: solo per il 2021 si contano circa 200 milioni di prestazioni erogate e non dovute, un lusso che forse il Paese non può permettersi.

  • Cristiano Poponcini: l’iter professionale dell’esperto in consulenza e contabilità

    Dottore in Economia e Commercio e Revisore Contabile, Cristiano Poponcini è un consulente specializzato in ristrutturazione e risanamento delle aziende in crisi.

    Cristiano Poponcini

    Cristiano Poponcini: formazione e prime esperienze professionali

    Fondatore e titolare dello Studio Poponcini, Cristiano Poponcini è un Dottore in Economia e Commercio e Revisore Contabile. Esperto di consulenza aziendale, è attivo soprattutto nella ristrutturazione e risanamento delle aziende in difficoltà. Nasce a Monza e si laurea in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Subito dopo l’abilitazione come Dottore Commercialista (Ordine di Monza e della Brianza) e due periodi di apprendistato, inizia a collaborare con lo Studio Legale Carpinelli, un incarico che lo vede responsabile dell’area dedicata alle ristrutturazioni aziendali. L’esperienza accumulata nella nota law firm lo porterà a mettersi in proprio: negli anni ’90 fonda lo Studio Poponcini, anticipando quella che oggi è ufficialmente riconosciuta come “società tra professionisti”. Il team, composto da dottori commercialisti, avvocati e architetti, ha fornito supporto multidisciplinare alle aziende, prestano la propria attività di consulenza anche presso diversi Tribunali. Lo stesso Cristiano Poponcini ha ricoperto diversi incarichi per il Tribunale di Monza: dal 1996 al 1999 è stato nominato Curatore Fallimentare e Commissario Giudiziale, Consulente Tecnico del Giudice Penale e del Pubblico Ministero sia in ambito penale commerciale che di usura e, infine, Custode Giudiziario e Professionista delegato alle vendite giudiziarie immobiliari.

    Cristiano Poponcini: gli incarichi nell’ODCEC di Monza

    Oltre ad occuparsi di operazioni di ristrutturazione e risanamento aziendale, negli anni Cristiano Poponcini si è specializzato nelle procedure concorsuali (concordati preventivi, fallimenti) e nell’assistenza a persone fisiche nell’accesso alla procedura di sovra indebitamento (c.d. “Legge salva suicidi”). Si è dedicato intensamente anche a diverse attività di supporto alla categoria. È stato Consigliere, Segretario e infine Presidente (2007) dell’Associazione Interprofessionale di Monza e della Brianza. Dal 2001 è stato Membro della Commissione Procedure Concorsuali dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Monza e della Brianza, arrivando a ricoprirne la carica di Presidente. Ruolo che lascerà nel 2008 a seguito della nomina a Consigliere dell’ODCEC. Nel 2007 ha collaborato con la Banca d’Italia nella riforma del Processo Esecutivo. Come esperto in Legge Fallimentare e procedure concorsuali, Cristiano Poponcini ha svolto diversi incarichi come relatore e formatore prendendo parte sia a corsi di specializzazione che convegni. Figura inoltre tra gli autori del “Formulario Commentato della Legge Fallimentare” (edizione 2008 e 2014).

  • Italchimica: la realtà guidata da Alessandro Fioretto e la lotta contro il Covid-19

    L’emergenza sanitaria ha dato un forte impulso alla domanda di detergenti e igienizzanti: Italchimica, azienda leader nella produzione di tali prodotti, ha registrato ottimi risultati relativi all’anno 2020. L’AD Alessandro Fioretto ha confermato l’incremento del 38% del fatturato.

    Italchimica

    Alessandro Fioretto guida la crescita di Italchimica

    All’inizio degli anni 2000 Alessandro Fioretto avvia Italchimica, la piccola impresa padovana nata nel garage di casa che, in poco meno di vent’anni, è diventata tra le più importanti aziende italiane produttrici di detergenti professionali e cosmetici. Le intere giornate dedicate alla miscelazione delle formule, alla preparazione dei flaconi fino alla consegna dei prodotti, hanno permesso all’azienda di crescere e raggiungere il mercato estero dove oggi realizza il 20% dei ricavi totali. Durante l’emergenza sanitaria temi quali disinfezione e igiene hanno guidato la domanda di detergenti e disinfettanti verso una crescita inaspettata: dall’inizio della pandemia Italchimica, nonostante la chiusura di numerose attività come ristoranti, bar e hotel, ha prodotto e fornito circa 21 milioni di articoli di cui 12 milioni connessi al Covid-19. “Con i nostri prodotti siamo in 18 mila scuole – ha sottolineato Alessandro FiorettoE se a settembre abbiamo lavorato affinché potessero riaprire, ora continuiamo a farlo per mantenere al sicuro i nostri ragazzi e le loro famiglie”. “Siamo fiduciosi che – continua l’AD – si riprenderà a pieno ritmo nel 2021 e noi saremo al fianco degli alberghi e delle cooperative come sempre”.

    Alessandro Fioretto: i punti di forza e gli obiettivi di Italchimica

    Due i capisaldi che da sempre contraddistinguono l’operato di Italchimica: “Siamo un’azienda del cleaning professionale tutta italiana – afferma Alessandro FiorettoE abbiamo l’intero processo produttivo tutto nello stesso stabilimento, in modo da mantenere un costante controllo sulla qualità dei flaconi che mettiamo in commercio”. Il fatturato relativo all’anno 2020 si è chiuso con una crescita del 38% rispetto ai 61 milioni dell’anno precedente: i prodotti venduti hanno permesso di sanificare non solo RSA, ospedali e scuole, ma anche catene della grande distribuzione, della ristorazione e della dotazione per ufficio. “Tutti – spiega Alessandro Fiorettosono stati adeguati in base alle informazioni fornite dagli enti competenti in materia di salute pubblica per il contenimento della pandemia”. Italchimica punta da un lato a consolidare la gamma di igienizzanti e disinfettanti (del marchio professionale Sanitec e di quelli per la grande distribuzione Dual Power e Bakterio) e dall’altro a incrementare il livello ecosostenibile della produzione. La pubblicazione del primo bilancio di sostenibilità conferma l’impegno green del Gruppo.