Autore: articolinews

  • Italchimica: la realtà guidata da Alessandro Fioretto e la lotta contro il Covid-19

    L’emergenza sanitaria ha dato un forte impulso alla domanda di detergenti e igienizzanti: Italchimica, azienda leader nella produzione di tali prodotti, ha registrato ottimi risultati relativi all’anno 2020. L’AD Alessandro Fioretto ha confermato l’incremento del 38% del fatturato.

    Italchimica

    Alessandro Fioretto guida la crescita di Italchimica

    All’inizio degli anni 2000 Alessandro Fioretto avvia Italchimica, la piccola impresa padovana nata nel garage di casa che, in poco meno di vent’anni, è diventata tra le più importanti aziende italiane produttrici di detergenti professionali e cosmetici. Le intere giornate dedicate alla miscelazione delle formule, alla preparazione dei flaconi fino alla consegna dei prodotti, hanno permesso all’azienda di crescere e raggiungere il mercato estero dove oggi realizza il 20% dei ricavi totali. Durante l’emergenza sanitaria temi quali disinfezione e igiene hanno guidato la domanda di detergenti e disinfettanti verso una crescita inaspettata: dall’inizio della pandemia Italchimica, nonostante la chiusura di numerose attività come ristoranti, bar e hotel, ha prodotto e fornito circa 21 milioni di articoli di cui 12 milioni connessi al Covid-19. “Con i nostri prodotti siamo in 18 mila scuole – ha sottolineato Alessandro FiorettoE se a settembre abbiamo lavorato affinché potessero riaprire, ora continuiamo a farlo per mantenere al sicuro i nostri ragazzi e le loro famiglie”. “Siamo fiduciosi che – continua l’AD – si riprenderà a pieno ritmo nel 2021 e noi saremo al fianco degli alberghi e delle cooperative come sempre”.

    Alessandro Fioretto: i punti di forza e gli obiettivi di Italchimica

    Due i capisaldi che da sempre contraddistinguono l’operato di Italchimica: “Siamo un’azienda del cleaning professionale tutta italiana – afferma Alessandro FiorettoE abbiamo l’intero processo produttivo tutto nello stesso stabilimento, in modo da mantenere un costante controllo sulla qualità dei flaconi che mettiamo in commercio”. Il fatturato relativo all’anno 2020 si è chiuso con una crescita del 38% rispetto ai 61 milioni dell’anno precedente: i prodotti venduti hanno permesso di sanificare non solo RSA, ospedali e scuole, ma anche catene della grande distribuzione, della ristorazione e della dotazione per ufficio. “Tutti – spiega Alessandro Fiorettosono stati adeguati in base alle informazioni fornite dagli enti competenti in materia di salute pubblica per il contenimento della pandemia”. Italchimica punta da un lato a consolidare la gamma di igienizzanti e disinfettanti (del marchio professionale Sanitec e di quelli per la grande distribuzione Dual Power e Bakterio) e dall’altro a incrementare il livello ecosostenibile della produzione. La pubblicazione del primo bilancio di sostenibilità conferma l’impegno green del Gruppo.

  • Pietro Vignali: dalla laurea in Economia e Commercio agli incarichi politici

    Laureato in Economia e Commercio, fin da giovane Pietro Vignali si interessa al mondo della politica. Gli incarichi dell’ex Sindaco di Parma.

    Pietro Vignali

    Pietro Vignali: il percorso come commercialista e consulente aziendale

    Politico, consulente aziendale in materia di finanziamenti in generale e bancari, commercialista e revisore legale, Pietro Vignali (Parma, 1968) ottiene il diploma Classico e successivamente si iscrive all’Università di Parma dove si laurea in Economia e Commercio con una tesi incentrata sulla Banca Europea Ricostruzione e Sviluppo. Terminati gli studi, si iscrive all’albo revisori legali presso il Ministero delle Finanze e all’ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Parma. Il suo percorso professionale di commercialista e consulente aziendale gli ha permesso di operare in qualità di Curatore Fallimentare per il Tribunale di Parma, di revisore legale per 35 società e di Consulente Tecnico d’Ufficio per la Procura. Pietro Vignali è stato inoltre Consigliere Provinciale, Comunale, Assessore alla mobilità e ambiente del Comune di Parma per 9 anni e Sindaco della città di Parma dal 2007 al 2011.

    L’impegno politico di Pietro Vignali

    Attivo in politica fin da giovane, all’età di 24 anni Pietro Vignali è nominato Commissario provinciale del Partito Popolare Italiano (PPI). Successivamente istituisce il partito CDU – Cristiani Democratici Uniti, di cui è anche segretario provinciale. Nel 1995 viene eletto Consigliere provinciale e per alcuni anni si dedica principalmente ai temi relativi ad ambiente e sviluppo economico. È il 1998 quando l’allora Sindaco di Parma Elvio Ubaldi gli assegna la delega all’ambiente del Comune: l’esperienza politica di Pietro Vignali continua e nel 2002 viene eletto Consigliere Comunale (con 4.000 preferenze), diventando quindi Assessore all’Ambiente e alla Mobilità. Candidato a Sindaco, nel 2007 è nominato primo cittadino di Parma, carica che manterrà fino al 2011. Durante il suo mandato, la città si è distinta per la creazione di diversi progetti di livello nazionale, tra i più importanti il Quoziente Familiare e la Carta di Parma per la Sicurezza.

  • “Credito e responsabilità sociale”: le BCC guidate da Alessandro Azzi nel saggio di Elena Beccalli

    Pubblicato da Vita e Pensiero, l’ultimo lavoro della professoressa Elena Beccalli, preside della Facoltà di Scienze Bancarie – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si focalizza su come il credito, e in particolare la sua forma mutualistica, sia sempre più allineato al concetto di responsabilità sociale. Al testo ha collaborato anche Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda BCC.

    Alessandro Azzi

    Alessandro Azzi: il sistema delle BCC come freno alla crisi

    Tra gli effetti del Covid-19 l’aumento delle disuguaglianze è forse quello più evidente. Secondo gli ultimi dati Istat, attualmente in Italia oltre 5,6 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta. La pandemia ha fatto dunque emergere nuovi bisogni che il mondo del credito ha dovuto intercettare. "Credito e responsabilità sociale" è un volume che offre una panoramica sull’impatto storico che il credito, in particolare quello mutualistico di comunità, ha avuto in termini di responsabilità sociale sui territori. Elena Beccalli, collaborando con esperti come Alessandro Azzi, Pietro Cafaro, Mario Anelli e Sergio Gatti, rivolge la sua attenzione al contributo che le forme di credito mutualistico hanno garantito sia alla finanza, aumentandone la biodiversità, ma soprattutto al concetto di "generatività efficiente". Nel testo un focus particolare è dedicato al tema dell’insolvenza, uno stato patrimoniale ancora oggi caratterizzato da una forte connotazione negativa. Tema che porta poi l’autrice ad affrontare anche il prestito di soccorso e l’accesso al microcredito per i soggetti considerati non più "bancabili". Il sistema delle BCC si conferma, soprattutto nel contesto attuale, come uno degli strumenti più efficienti per lo sviluppo dei territori sia dal punto di vista economico che sociale. La testimonianza portata da Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda BCC, riguarda ad esempio iniziative recenti come "Mutue di Comunità", nata proprio per contrastare la crisi innescata dal Covid-19.

    Alessandro Azzi: "Mutue di Comunità", un nuovo welfare è possibile

    "Mutue di Comunità" è un progetto che si pone l’obiettivo di creare un nuovo sistema di welfare "allargato" destinato a clienti, dipendenti e soci delle BCC che aderiscono all’iniziativa. La volontà della Federazione Lombarda delle BCC guidata da Alessandro Azzi è quella di rinnovare il ruolo delle banche di credito cooperativo nello sviluppo delle comunità territoriali. Tramite associazioni mutualistiche costituite per affiancarsi alle BCC locali, si avrà accesso a nuove forme di sussidio e rimborso a copertura delle spese familiari nel campo della salute, della cultura e della formazione. All’impegno delle 3 associazioni mutualistiche già operanti da alcuni anni sul territorio, si aggiunge quello di 8 nuovi soggetti costituiti nel corso del 2021 e di altre 9 associazioni che nasceranno nei prossimi mesi. Ad occuparsi del coordinamento del progetto la Federazione guidata da Alessandro Azzi, impegnata anche nel supporto amministrativo e nell’assistenza comunicativa. Il progetto nasce in collaborazione con COMIPA, il Consorzio tra Mutue Italiane di Previdenza e Assistenza.

  • Economia circolare: Gruppo Riva la applica al proprio processo produttivo

    Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico italiano, continua a dare esempio di come poter combinare gli obiettivi del settore con quelli della transizione ecologica.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: nuova vita a scorie e polimeri

    L’Italia ricicla il quantitativo più elevato di rottami ferrosi in Europa e, grazie soprattutto all’elettrosiderurgia, sta raggiungendo obiettivi prestigiosi nell’economia circolare. Oggi, attraverso l’applicazione di un insieme di strategie, il settore siderurgico tende ad essere sempre più green. Gruppo Riva rientra tra le aziende siderurgiche che hanno ottenuto e vogliono mantenere questi risultati.

    L’impegno di Gruppo Riva per la sostenibilità ambientale

    Il primo operatore siderurgico italiano ha da tempo sposato i valori della sostenibilità ambientale, intraprendendo diverse attività improntate sull’innovazione e la produzione sostenibile. Oltre ad applicare strategie di economia circolare, con le quali tra l’altro si impegna nel far raggiungere all’Italia i target prefissati a livello europeo e internazionale in materia di economia circolare, Gruppo Riva incentra anche i propri modelli di business sulla sostenibilità, condividendo gli obiettivi e i principi presenti nel documento promulgato dal Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”.

  • Aumento di capitale per Natea, le dichiarazioni di Davide D’Arcangelo (Next4)

    Prodotti basati sull’intelligenza artificiale e dedicati alla neonatologia, consolidando inoltre le relazioni scientifiche con gli Enti di Ricerca e Innovazione: Next4, club deal investor fondato da Davide D’Arcangelo, e Butterfly puntano sulle soluzioni innovative di Natea.

    Davide D'Arcangelo

    Il digitale per la sanità: Davide D’Arcangelo sull’operazione realizzata da Next4 e Butterfly

    “Lo sviluppo della sanità in chiave digitale grazie alle nuove tecnologie è uno dei temi strategicamente più rilevanti per lo sviluppo del Paese”: lo ha sottolineato il Founder di Next4 Davide D’Arcangelo in seguito all’operazione di finanziamento realizzata da Next4 e Butterfly su Natea, startup specializzata in software per la terapia intensiva neonatale. Un aumento di capitale che, con un volume di finanziamento pari a 300.000 euro, consentirà alla startup di potenziare l’offerta commerciale con soluzioni innovative basate sull’intelligenza artificiale, in particolar modo per il settore della neonatologia. Sanità e innovazione digitale come temi centrali nello sviluppo del Paese: questo “è vero a maggior ragione per la terapia intensiva neonatale, che è stata ancora poco impattata dalle potenzialità del 4.0”, ha aggiunto in merito Davide D’Arcangelo.

    Davide D’Arcangelo su Natea: nel medio periodo “punto di riferimento importante per le strutture sanitarie”

    Per il club deal investor fondato da Davide D’Arcangelo, si tratta così di una forte spinta verso gli strumenti innovativi dello sviluppo tecnologico. È questo il caso, ad esempio, del software “Cartella Clinica Elettronica”, sviluppato da Natea e dedicato alla Terapia Intensiva Neonatale e ai reparti di Neonatologia: il software raccoglie i dati degli apparati elettromedicali a cui è collegato il neonato, nonché quelli provenienti dai Sistemi Informativi Ospedalieri – sia di tipo anagrafico che diagnostico – e quelli raccolti nel periodo di degenza. Impiegando il Deep Learning e l’Intelligenza Artificiale, il software consente di analizzare i dati, compararli con Data Base Scientifici e attivare anche un sistema di Allarme Predittivo per il personale medico per indicare potenziali conseguenze avverse prima che queste accadano. “Siamo certi che nel medio periodo Natea potrà diventare un punto di riferimento importante per le strutture sanitarie del Paese”, ha dichiarato il Founder di Next4 Davide D’Arcangelo, “e stiamo già immaginando uno sviluppo sui mercati internazionali”. Soddisfazione anche per il Founder e CEO di Natea Mauro Cofelice: “La crescita dell’impegno di Next4 è una testimonianza di fiducia da parte di tanti investitori di cui sento la responsabilità. Inoltre, l’ingresso di Butterfly nel capitale sociale ci permetterà di allargare il nostro network dal punto di vista dello sviluppo tecnico”.

  • House to House guarda al benessere delle persone e alla cura dell’ambiente

    House to House punta da sempre su innovazione e sostenibilità, guardando in particolare al benessere dei propri clienti e di quanti operano quotidianamente per contribuire alla crescita dell’azienda.

    House to House

    House to House punta sulle persone, il “patrimonio più importante”

    Ha investito fin dalla sua nascita sulle persone, per House to House il “patrimonio più importante”. Dai clienti alle proprie risorse, l’azienda guidata da Nicola Lunardon investe per soddisfare le necessità di quanti gravitano intorno alla sua orbita. E mai come oggi l’attenzione per le persone non può prescindere da quella per l’ambiente e per le nuove generazioni. In quest’ottica l’impegno di House to House è orientato a una produzione in grado di conciliare l’efficacia e i risultati all’ecosostenibilità. In seguito a un accurato lavoro di studio, ricerca, formulazione, analisi e comparazione dei risultati effettuato all’interno die propri laboratori, è stata creata un’intera gamma di detersivi ecologici altamente performanti, specifici per trattare, smacchiare e lavare il bucato. I Prodigi della Natura derivano infatti da materie prime di origine vegetale e sono composti da ingredienti che provengono dal mondo della cosmesi in modo da rispettare la pelle: ogni componente individuato e scelto per la realizzazione del prodotto finito è di origine vegetale e proviene da fonti rinnovabili. Importante inoltre è il livello di biodegradabilità dei prodotti stessi: quando sono rilasciati nell’ambiente, al contatto con esso le loro molecole si decompongono velocemente e completamente.

    Dall’Italia al mondo: House to House, riconoscimenti per una strategia vincente

    Puntare sulle persone per House to House ha significato una scelta vincente. Lo dicono i riconoscimenti che le sono stati conferiti in pochi anni di attività, a partire dall’inclusione in una classifica stilata da “Il Sole 24 Ore” in collaborazione con l’Istituto di ricerca Statista dove si è posizionata tra le prime 100 aziende per la maggior crescita. Il quotidiano ha redatto infatti l’elenco delle 350 realtà che hanno visto una maggiore crescita di fatturato nel periodo 2014-17 e House to House, nata nel 2006, ha evidenziato un tasso medio annuale di crescita pari al +71%, piazzandosi al 95° posto assoluto, davanti anche a realtà importanti a livello nazionale. Ma anche il prestigioso “Financial Times” ha guardato all’azienda guidata da Nicola Lunardon: nel 2019, per il terzo anno consecutivo, l’ha inserita nelle 1.000 Europe’s Fastest Growing Companies, le aziende che a livello europeo sono cresciute più rapidamente: secondo i parametri del “Financial Times” con un tasso di crescita del +400%, House to House ha conquistato la 423ª posizione.

  • Esperti di Diritto internazionale: il ritratto professionale di Stefania Bariatti, giurista e avvocato

    Autrice di oltre 150 pubblicazioni, Stefania Bariatti è un avvocato e professore ordinario di Diritto internazionale, Diritto internazionale privato e Diritto fallimentare internazionale. Durante la sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità in ambito accademico, istituzionale e privato.

    Stefania Bariatti

    Stefania Bariatti: studi e prime esperienze accademiche

    Stefania Bariatti nasce a Milano nel 1956. Si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, per poi ottenere un dottorato di ricerca in Diritto internazionale. Nel 1994 ottiene il ruolo di professore ordinario, insegnando Diritto dell’Unione Europea, Diritto della concorrenza e Diritto internazionale prima all’Università di Sassari e in seguito alla Milano-Bicocca. Diverse le esperienze internazionali. In quegli anni, oltre a lavorare in qualità di visiting professor a Tolosa e alla LUISS, rappresenta l’Italia alla Conferenza dell’Aja di Diritto internazionale privato. Ricopre inoltre l’incarico di Presidente di associazioni come l’European Law Faculties Association e il Groupe Européen de Droit International Privé. Entra a far parte anche del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Sassari e Milano-Bicocca, oltre a essere scelta come direttore di Dipartimento (Milano-Bicocca) e direttore di numerosi corsi Master. Come giurista esperta, Stefania Bariatti è stata scelta come Rappresentante dell’Italia nel Comitato di diritto civile del Consiglio dell’Unione Europea, oltre a collaborare con il Parlamento e la Commissione Europea nell’ambito della cooperazione giudiziaria in materia civile. Nel 2011 è stata nominata come membro del Gruppo di esperti della Commissione Europea sul Diritto dell’insolvenza. Autrice di oltre 150 pubblicazioni in diverse lingue, attualmente è Co-direttore della Rivista di Diritto Internazionale Privato e Processuale.

    Stefania Bariatti: avvocatura e percorso manageriale

    Nel 2002 Stefania Bariatti si dedica anche all’avvocatura. Si occupa principalmente di Diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale. È prima associate, poi partner e infine of counsel di una nota law firm italiana, fino a guidarne la sede di Bruxelles. Grazie alla solida esperienza accumulata sia nell’ambito accademico che in quello professionale, siede nei CdA di numerose società quotate. È stata Presidente del Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, SIAS (Gruppo Gavio) e membro del Consiglio di ASTM e SIT Group. Attualmente è membro dei board di A2A, Mediaset NV e BNL, dove è anche presidente di comitati endoconsiliari. Stefania Bariatti ha ricoperto incarichi di responsabilità anche per associazioni di categoria. Ha fatto parte della Giunta e del Comitato direttivo di Assonime e dal 2018 al 2020 è stata Vicepresidente dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), di cui è attualmente membro del Consiglio e Presidente del Comitato Tecnico Antitrust.

  • Federico Motta Editore: il saggio di Gaetano Chiurazzi dedicato all’età postmoderna

    Età postmoderna: il saggio di Gaetano Chiurazzi, edito da Federico Motta Editore, ripercorre le tappe del nuovo movimento. Dalle origini al rapporto con il passato

    Federico Motta Editore

    Il postmoderno nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore

    Citando il filosofo Jean-Francois Lyotard, Gaetano Chiurazzi tratta la corrente filosofica del postmoderno nel saggio edito da Federico Motta Editore. Il postmoderno abbraccia non solo il mondo dell’arte e dell’architettura, ma anche quello della filosofia e della letteratura: tale termine designa la condizione antropologica e culturale affermatasi nel periodo successivo alla crisi e definito dall’epilogo della modernità nelle società del capitalismo. Il filosofo francese introdusse il concetto di postmoderno nel dibattito filosofico e culturale nel 1979 con la pubblicazione dell’opera “La condition postmoderne”. L’autore, esaminando le conseguenze provocate dai nuovi mezzi informatici sul sapere, affronta il tema del postmoderno: “L’oggetto di questo studio è la condizione del sapere nelle società più sviluppate. Abbiamo deciso di chiamarla postmoderna. La definizione è corrente nella letteratura sociologica e critica del continente americano. Essa designa lo stato della cultura dopo le trasformazioni subite dalle regole dei giochi della scienza, della letteratura e delle arti a partire dalla fine del XIX secolo. Tali trasformazioni saranno messe qui in relazione con la crisi delle narrazioni”.

    Federico Motta Editore: Umberto Eco, il simbolo del postmoderno italiano

    A livello nazionale, invece, la nascita della corrente letteraria postmoderna risale indicativamente tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta. Figura chiave di numerose opere edite da Federico Motta Editore, Umberto Eco – scrittore, filosofo, semiologo – rappresenta una delle più grandi personalità italiane legate alla letteratura postmoderna. Una delle sue opere più importanti è senza dubbio “Il nome della rosa” (1980) caratterizzata dalla contaminazione di generi diversi, come accade spesso nelle opere considerate postmoderne: nel capitolo “Il Postmoderno, l’ironia, il piacevole”, Umberto Eco afferma che il “post-moderno è un termine buono à tout faire” e che “ogni epoca ha il proprio post-moderno” in quanto “il passato ci condiziona, ci sta addosso, ci ricatta”. Il nuovo movimento promuove dunque la sfaccettatura e la molteplicità della realtà, mettendo in discussione i grandi sistemi filosofici e i valori dell’età moderna.

  • “Cosa rende la vita vita?”: le parole di Mario Melazzini ospite al Campus By Night 2021

    “Cosa rende la vita vita?”: ospite all’evento Campus By Night 2021, Mario Melazzini ha espresso il proprio pensiero introducendo il tema della prospettiva di salute all’interno della sfida contro il Covid-19.

    Mario Melazzini

    Mario Melazzini ospite al Campus By Night 2021

    Campus By Night 2021: dopo quasi due anni di pausa forzata è tornata la XVIII edizione dell’evento organizzato dagli studenti dell’associazione studentesca Student Office dell’Alma Mater Studiorum (Università di Bologna), in collaborazione con The Crew. Alla tre giorni di incontri, tenutasi dal 7 al 9 ottobre, hanno partecipato anche Mario Melazzini, Paolo Cevoli e Farhad Bitani. Lo scopo di Campus By Night, che ogni anno coinvolge centinaia di studenti universitari, è di portare, attraverso mostre, spettacoli e conferenze, all’intera comunità universitaria e agli abitanti della città di Bologna il significato del valore di esistenza e ciò che appassiona e affascina gli studenti riguardo alla vita e allo studio. Le iniziative sportive, gli incontri, i dibattiti e gli spettacoli organizzati sono stati accomunati da un unico quesito che ha rappresentato per l’appunto il titolo della XVIII edizione: “Cosa rende la vita vita?”.

    L’intervento di Mario Melazzini

    Piazza Scaravilli, Piazza Puntoni e Cortile dell’Ercole sono stati il fulcro delle attività organizzate da Campus By Night, che ha inoltre sancito l’inizio del nuovo anno accademico. Le mostre e gli incontri hanno permesso ai partecipanti di riflettere e interrogarsi sui cambiamenti imposti dall’emergenza sanitaria: nell’incertezza di questo periodo storico, cosa veramente determina la condizione di vivere una vita piena? A questa domanda hanno provato a dare una risposta gli spettacoli e gli incontri dedicati ai temi di attualità quali la fame e la povertà, le vicende dell’Afghanistan, la qualità dell’istruzione, la sostenibilità e il cambiamento climatico. Anche Mario Melazzini ha affrontato il tema introducendo il concetto delle prospettive di salute dentro le sfide della pandemia: “Solo una lettura consapevole della realtà e del proprio limite – rivela l’AD di ICS Maugeri S.p.A.ti permette di vivere il momento che stai vivendo come un valore, anche nelle circostanze più avverse. Nel mio piccolo io dico sempre che la vita è una questione di sguardi”.

  • 2020 di Italchimica in forte crescita: l’analisi del Presidente e AD Alessandro Fioretto

    Italchimica si conferma “un’azienda con una reputazione solida, all’avanguardia in termini di sostenibilità e capace di continuare a crescere anche oltre i confini nazionali”: così il Presidente e AD Alessandro Fioretto nel commentare la performance ottenuta nel 2020.

    Italchimica

    Alessandro Fioretto analizza il 2020 di Italchimica

    Italchimica in crescita nonostante le difficoltà generate dalla pandemia. È quanto emerge dai risultati ottenuti nel 2020 dall’azienda leader in Italia nella produzione di detergenti e cosmetici. Si è trattato di un vero e proprio “boom” per la società guidata da Alessandro Fioretto: aumento del fatturato pari al +50% e volume totale della produzione a circa 93 milioni di euro (62,1 milioni nel 2019). Non solo: ben 5 i milioni di euro investiti in innovazione, tra linee produttive ad alta efficienza, impianti fotovoltaici e riorganizzazione delle attività produttive. “Già nel gennaio dell’anno scorso avevamo intuito che sarebbe successo qualcosa di epocale”, ha commentato Alessandro Fioretto: “Alla fine del mese dalla Cina ci arrivavano richieste insistenti di disinfettanti sanitari. Un segnale inquietante che ci ha spinti a comprare, allo scoperto, volumi estremamente elevati di alcool, materie prime per la sanificazione e packaging”. Una scelta che ha consentito a Italchimica di riconvertire la propria produzione “riducendo le referenze di prodotto dalle oltre 200 del 2019 alle poco più di 70 del marzo 2020”.

    Italchimica, nuovo ciclo di sviluppo nel segno della sostenibilità

    Una riconversione che ha segnato il grande impegno di Italchimica nel “produrre esclusivamente disinfettanti per le strutture sanitarie che ne necessitavano con maggiore urgenza: abbiamo rifornito per mesi e con regolarità ospedali, case di cura e di riposo per dare tutto il supporto necessario ad una comunità in emergenza”. In seguito, con il rientro dell’emergenza, la realtà padovana ha proseguito negli investimenti per rendere l’azienda ad impatto ambientale zero. Con circa 200 dipendenti in organico, oggi Italchimica continua a guardare al futuro nel segno della sostenibilità, un principio che da sempre ne contraddistingue l’operato. “In questo senso va l’introduzione del Bilancio di Sostenibilità”, ha aggiunto il Presidente e AD, “nel contempo, entro cinque anni, crediamo di poter offrire sul mercato prodotti per la pulizia e la disinfezione ad impatto ambientale zero sia in termini di prodotto che di confezione”. Con un fatturato di circa 72 milioni di euro previsti per il 2021, “l’azienda ha ora la forza per lanciarsi in un nuovo ciclo di sviluppo anche guardando ad acquisizioni di società affini per tipologia e settore. La nostra responsabilità d’altronde è quella di garantire continuità ad un’impresa che è un sistema fatto di persone, progetti e aspirazioni”, ha dichiarato in conclusione Alessandro Fioretto.

  • Il concetto di bioedilizia applicato da Antonio Franchi

    Antonio Franchi è tra i professionisti italiani che si occupano di bioedilizia e con il team di The Residenze sta lavorando ad un importante progetto nel veronese.

    Antonio Franchi

    Antonio Franchi: come si fa bioedilizia?

    La bioedilizia, anche detta bioarchitettura, indica un modo di progettare, costruire e gestire un edificio che sia in linea con i principi della sostenibilità ambientale, riducendo l’impatto negativo che questo avrebbe sull’ambiente. Diversi professionisti si stanno specializzando in questa branca “green” dell’edilizia per far fronte alla crisi climatica e avviarsi verso una nuova era. Antonio Franchi, alla guida della società attiva nel settore immobiliare residenziale di alta gamma The Residenze, lavora applicando tutti i principi della bioedilizia, quali: l’approccio integrato, la considerazione dei vincoli geografici, la scelta dei materiali, le prestazioni energetiche, la salute e il comfort degli utenti. Nella pratica, questo si traduce in una costruzione che tiene conto dell’ambiente circostante, adattandosi al clima e alla vegetazione presente; significa scegliere materiali efficienti e non nocivi; vuol dire ridurre il fabbisogno energetico ed affidarsi alle energie rinnovabili attraverso ad esempio l’installazione di pannelli solari. Infine, un edificio ecosostenibile deve anche garantire un luogo sano per i suoi occupanti, che devono poter godere di una buona qualità dell’aria e dell’acqua, oltre ad essere protetti da elementi come i campi elettromagnetici e l’umidità.

    L’intervento del team guidato da Antonio Franchi per rendere sostenibile Palazzo Ravasio

    Tra i progetti presi in carico dalla società guidata da Antonio Franchi c’è la rivalorizzazione di Palazzo Ravasio, un importante edificio storico di Verona risalente al 1924 e posizionato sulla riva dell’Adige. Il team di The Residenze sta lavorando affinché la nuova versione dell’edificio trasmetta valori quali cultura e attenzione all’ambiente. Aiutandosi anche con le nuove risorse offerte dall’innovazione tecnologica come lo smart facility management, verranno effettuati interventi che manterranno alti gli standard qualitativi BIO del progetto. I materiali selezionati, ad esempio, saranno certificati e dovranno rispondere a precisi requisiti prestazionali di emissività. Tutte le attività edilizie saranno costantemente monitorate e verrà installato un impianto ionizzatore che andrà a purificare le particelle inquinanti e le polveri sottili. Fattori poi come il comfort, la sicurezza e il risparmio energetico saranno ottimizzati grazie all’installazione di un impianto evoluto che permetterà agli occupanti di gestirli da remoto semplicemente accedendo al proprio smartphone.

  • Pietro Vignali, ex Sindaco di Parma, a “Studio Aperto” per raccontare la sua vicenda

    Pietro Vignali si è definito soddisfatto ma anche amareggiato: nel servizio di “Studio Aperto”, l’ex Sindaco di Parma assolto lo scorso marzo dopo 10 anni da un’inchiesta giudiziaria non giustificata, ha raccontato la sua vicenda e l’impatto che ha avuto sulla sua vita e sul suo percorso politico.

    Pietro Vignali

    Pietro Vignali a “Studio Aperto”

    “Sono soddisfatto, ma anche amareggiato”, è la dichiarazione di Pietro Vignali, ex Sindaco di Parma accusato di abuso d’ufficio e assolto dopo quasi 10 anni. Durante una recente intervista rilasciata a “Studio Aperto”, ha raccontato la sua incredibile vicenda, che lo vede purtroppo protagonista di un increscioso caso di “giustizia lumaca”. L’inchiesta giudiziaria che lo ha coinvolto per 10 anni lo ha privato del suo ruolo di Sindaco, del suo tempo e del suo denaro. Tutto ingiustamente, visto che è stato prosciolto dalle accuse nel marzo 2021, dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia nel lontano febbraio 2010. Pietro Vignali era accusato di abuso d’ufficio per la presunta assunzione clientelare di 18 dirigenti per il Comune di Parma, ma anche per un danno erariale pari a 3 milioni di euro. Il PM ha concluso lo scorso marzo che queste accuse erano basate su errori investigativi. “Questo caso di giustizia lumaca ha avuto grandi ripercussioni sul piano esistenziale, sul piano amministrativo e sul piano politico sociale”, ha affermato.

    Pietro Vignali: le conseguenze della giustizia lumaca

    La procura ha ammesso che ci sono stati errori di valutazione nelle indagini, come si apprende dal servizio di “Studio Aperto”, ma purtroppo da oltre 10 anni la carriera politica e la vita privata di Pietro Vignali sono state stravolte. Il risarcimento stabilito dalla Corte d’Appello di Bologna per l’irragionevole durata del processo ha più un valore simbolico che economico, infatti ammonta a soli 800 euro per ogni anno di indagine. “10 anni sono un’eternità nella vita di una persona”, ha commentato Pietro Vignali durante l’intervista, “nel mondo di oggi si contano anche i singoli minuti, figuriamoci gli anni che importanza e che peso possono avere. Le accuse erano tanto infamanti quanto inconsistenti”, per questo la situazione risulta così grave e non va presa sottogamba. In conclusione, Pietro Vignali ha commentato: “Credo che in Italia ci sia bisogno si una seria riforma della giustizia, autenticamente garantista e che metta al primo piano sia la durata, sia soprattutto anche la responsabilità civile dei magistrati, considerando anche talvolta quel cortocircuito tra la magistratura e la comunicazione”.

  • Gruppo Riva mira a diventare un modello di economia circolare

    Gruppo Riva promuove gli obiettivi sostenibili dell’industria siderurgica e mira a diventare un modello di economia circolare.

    Sostenibilità: la politica ambientale di Gruppo Riva

    La maggior parte dei Paesi del mondo è impegnata a sostenere iniziative volte ad accelerare la transizione energetica: gli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ne sono un esempio concreto. Gruppo Riva, operatore numero uno in Italia nel settore siderurgico, è tra le realtà produttive nazionali maggiormente impegnate a promuovere un modello di industria sostenibile. Da numerosi anni la società ha infatti “consolidato e mantiene costantemente aggiornata una specifica politica in materia ambientale, applicata a tutti i propri stabilimenti, finalizzata al rispetto della sostenibilità ambientale delle attività, dei prodotti e dei servizi”. Nel nostro Paese il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente hanno pubblicato il documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia” con lo scopo di poter concretizzare la “più ampia Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile, contribuendo in particolare alla definizione degli obiettivi dell’uso efficiente delle risorse e dei modelli di produzione e consumo sostenibile”, linea strategica condivisa da Gruppo Riva.

    Gruppo Riva: un modello di economia circolare

    L’operato di Gruppo Riva è quindi in linea con gli obiettivi, le misure di policy e gli strumenti attuativi che costituiscono il focus del nuovo modello di economia circolare per l’Italia. Nella sfida green anche i consumatori hanno una grande responsabilità: è infatti fondamentale trasmettere la giusta consapevolezza al fine di comprendere gli effetti che una determinata scelta di acquisto o comportamenti decisionali generano sull’ambiente e sull’economia. I valori di sviluppo sostenibile e di economia circolare si riflettono nella politica sostenibile adottata da Gruppo Riva anche grazie alle proprietà dell’acciaio (l’acciaio e tutti i prodotti in acciaio possono essere infatti riciclati e riutilizzati all’infinito senza perdere le loro caratteristiche iniziali) e all’impiego di forni elettrici, nei processi di produzione, alimentati esclusivamente con materiale riciclato.

  • Cariplo – Federculture, Andrea Mascetti tra i protagonisti di “La cultura oltre la pandemia”

    Con la pandemia il settore culturale italiano ha affrontato una crisi profonda. Fondazione Cariplo e Federculture spingono per una fiscalità in linea con l’emergenza. Andrea Mascetti: “Lo Stato deve farsi promotore”.

    Andrea Mascetti

    Crisi cultura, Federculture e Fondazione Cariplo per una nuova fiscalità: il commento di Andrea Mascetti

    I segnali positivi dell’estate appena trascorsa dimostrano che il settore culturale in Italia ha le carte in regola per uscire dalla crisi causata dal Coronavirus. Tuttavia, per una ripartenza sostenibile e capace di durare nel tempo, è necessario intervenire in maniera sistematica, in particolare sulla fiscalità. È quanto è emerso dall’incontro “La cultura oltre la pandemia”, promosso da Federculture e Fondazione Cariplo. Il tavolo nasce proprio per elaborare una serie di interventi in materia fiscale per agevolare il rilancio del settore. Tra i relatori dell’evento Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo. “Quello della fiscalità è un tema fondamentale – ha dichiarato – perché significa rimettere in attività la cultura. Il 6% del Pil di questo Paese è animato dal settore, ma la percentuale potrebbe essere nettamente maggiore”. Quattro le proposte principali sul tavolo: una “nuova” iva per la cultura (4%), detraibilità per le spese culturali, l’ampliamento dell’art bonus e infine finanziamenti pubblici stabili e certi. “Sono convinto che una nuova animazione di questa economia produrrebbe risultati importanti – ha commentato Andrea Mascettisoprattutto se si considera che il Paese al momento sta affrontando una deindustrializzazione drammatica”.

    Andrea Mascetti: “Covid importante occasione di riflessione”

    Per il Coordinatore di Fondazione Cariplo il tema della fiscalità è “assolutamente indispensabile”. Agire in questo senso permetterebbe al settore di mettere in pratica gli insegnamenti della pandemia. “Il nostro è un tempo di grandi velocità – ha spiegato Andrea Mascettisiamo ben lontani dal classico tempo del contadino. Il periodo dell’emergenza è stato quindi utile a chi si occupa di servizi alla cultura per una riflessione profonda su ciò che dovremo fare negli anni a venire. Paradossalmente questo periodo è servito anche a dare un termine a delle attività che si trascinavano da tempo e fare così spazio a nuovi progetti”. Oggi il Paese, soprattutto grazie alle risorse del Recovery Plan, ha l’occasione per rilanciare l’intero sistema culturale. Le sole risorse dei privati, benché abbiano avuto il merito di limitare gli effetti della crisi, non sono infatti sufficienti a portare avanti la trasformazione del settore: “Noi come Fondazione Cariplo siamo intervenuti aggiornando le linee e progettando nuovi bandi. Un esempio quello per la Lettura, un sassolino per i nostri territori ma soprattutto un messaggio per lo Stato, che deve impegnarsi per favorire queste iniziative. Per questo – conclude Andrea Mascettici siamo impegnati a portare questa riforma della fiscalità al centro di tutti i tavoli più importanti”.

  • Sostenibilità, A2A premiata da GAIA Rating per indicatori ESG: il messaggio di Carlotta Ventura

    Carlotta Ventura, Direttore Communication, Sustainability and Regional Affairs di A2A, ha posto l’accento sul percorso compiuto dal Gruppo per coniugare la sostenibilità alle strategie aziendali.

    Carlotta Ventura

    Carlotta Ventura: fondamentale un dialogo costruttivo con le agenzie di rating ESG

    A2A leader di settore in termini di performance ESG (Environmental, Social and Governance): l’ottimo risultato emerge dalla valutazione compiuta da GAIA Rating, agenzia di rating non-finanziario appartenente al Gruppo Ethifinance e specializzata nella valutazione delle prestazioni ESG. “Questo nuovo riconoscimento premia la strada intrapresa da A2A volta a integrare in modo sempre più marcato la sostenibilità all’interno della strategia aziendale”, così Carlotta Ventura in merito all’importante riconoscimento ricevuto. In particolare, con un risultato complessivo di 77 punti su 100, la Life Company ha distanziato di ben 26 punti la media raggiunta dal settore “Conventional and Renewable Energy Producer”. La performance del Gruppo si è attestata in continua crescita nell’ultimo triennio, con risultati ottimi in tutte le dimensioni: Governance (70/100), Social (82/100), Environment (82/100) e External Stakeholders (73/100). “Un dialogo costruttivo con le agenzie di rating ESG”, ha aggiunto Carlotta Ventura, si rivela “fondamentale”, nella consapevolezza che “oggi e sempre di più scegliere valori responsabili significa anche migliorare le proprie performance finanziarie”.

    Carlotta Ventura: il percorso di A2A per lo sviluppo sostenibile

    Come evidenziato da Carlotta Ventura, il riconoscimento avvalora la direzione che A2A ha intrapreso da tempo in termini di sostenibilità, un ambito di rilievo che rappresenta le fondamenta del progetto di Life Company avviato con il Piano Industriale 2021-2030. Un piano industriale “disegnato da un nuovo vertice che pensa all’azienda in un contesto europeo e che decide di guardare a un orizzonte temporale di lungo periodo”. Si tratta di un passaggio di grande significato valoriale che, nel rebranding guidato dalla stessa Carlotta Ventura, ha marcato appunto la trasformazione di A2A da multiutility a Life Company: una realtà che rafforza la propria vicinanza alle persone puntando sempre più su sostenibilità e uso circolare delle risorse naturali.

  • Mario Melazzini: una carriera tra medicina e ricerca

    Mario Melazzini è un medico specializzato in Ematologia generale Clinica e Laboratorio e un ricercatore nel campo dell’oncoematologia. È inoltre Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., Società Benefit attiva nel settore della Medicina riabilitativa.

    Mario Melazzini

    Il percorso professionale di Mario Melazzini

    Mario Melazzini nasce nel 1958 a Pavia, dove consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi della città. È invece presso la Clinica Medica II del Policlinico San Matteo che svolge la sua prima attività di tirocinio pratico e arriva a specializzarsi in Ematologia Generale Clinica e Laboratorio. Divenuto medico convenzionato per l’esercizio della Medicina Generale, inizia a collaborare con la Fondazione Salvatore Maugeri, la quale nel 1995 gli offre un incarico presso il Servizio di Medicina del Lavoro di Veruno. Viene in seguito promosso, dapprima al ruolo di Primario e poi a quello di Dirigente Responsabile, entrambi gli incarichi svolti nel Centro Medico di Pavia – Via Maugeri. Nel 2003 diventa Dirigente Responsabile di ruolo presso l’U.O. di Oncologia II° e nel 2007 presso l’U.O. di Oncologia I°. Dal 2009 al 2011 ricopre invece il ruolo di Direttore del Centro medico di Milano della Fondazione Maugeri. Dopo una serie di esperienze in ambito istituzionale, nel gennaio del 2016 Mario Melazzini assume la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, e nel novembre dello stesso anno ne diventa Direttore Generale. Ottiene poi un Master di secondo livello in Economia e Management della sanità, conseguito presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e inizia a ricoprire importanti ruoli all’interno di ICS Maugeri S.p.A. È stato Direttore Scientifico centrale di ICS Maugeri e Direttore Generale dell’IRCCS Maugeri Pavia. Oggi è Amministratore Delegato della Società.

    Mario Melazzini: la diagnosi di SLA e l’impegno a favore delle cure per le malattie neuromuscolari

    Nel 2003 un evento cambia per sempre la vita di Mario Melazzini, sia dal punto di vista personale che professionale: gli viene diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica, comunemente conosciuta con la sigla SLA. Dal momento della diagnosi, decide di impegnarsi su questo fronte e arriva a ricoprire importanti incarichi come quelli di: Direttore Scientifico del Centro Clinico Nemo (specializzato nella diagnosi e cura delle malattie neuromuscolari), Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrifica – Aisla Onlus, Presidente di Arisla (la Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrifica) dal 2007 al 2016 e Segretario Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’handicap (dal 2007 al 2012).

  • Investimenti da 88 milioni di euro per Riva Acciaio

    Il leader siderurgico Riva Acciaio ha presentato il nuovo piano di investimenti, continuando con il suo programma di crescita annuale.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: gli investimenti servono a prepararsi alla ripresa

    La pandemia ha avuto effetti anche sui bilanci delle grandi realtà aziendali, ma alcune hanno dato prova di resistenza, resilienza e determinazione. È il caso di Riva Acciaio, leader del settore siderurgico in Europa, che ha presentato anche quest’anno il suo annuale programma di investimenti, con un piano da 88 milioni di euro. I vertici hanno spiegato che in questo modo “il gruppo si è posto nelle condizioni di essere pronto a cogliere quella ripresa che si sta registrando nei primi mesi di quest’anno, puntando a mantenere nel medio e lungo termine la propria leadership nel segmento di riferimento a livello europeo”. Nei primi mesi del 2021 si sono infatti registrati i primi segnali di ripresa della domanda e dei prezzi sul mercato. La produzione è aumentata del 18% e il fatturato è arrivato a quota 881 milioni di euro, in crescita del 21%.

    La storia di Riva Acciaio

    Riva Acciaio, facente parte del Gruppo Riva, costituisce una delle principali realtà siderurgiche in Italia ed è oggi divenuta un punto di riferimento anche nel panorama europeo. La società, specializzata nella realizzazione di prodotti lunghi in acciaio di qualità, viene fondata nel 1954 da Emilio Riva. Nei suoi 60 anni di attività è riuscita ad ottenere una posizione di rilievo nel suo settore a livello internazionale, grazie soprattutto a elevati standard di qualità e a costanti piani di crescita e investimento. Il Gruppo impiega più di 5.300 dipendenti, di cui molti giovani diplomati e laureati. Attualmente opera in 21 siti produttivi che sono dislocati tra Italia, Francia, Belgio, Germania, Spagna e Canada.

  • Pietro Vignali: gli scenari delle città italiane nel post pandemia

    Rigenerazione urbana, migliori servizi e un piano per il rilancio economico: la ricetta dell’ex Sindaco di Parma Pietro Vignali per le città del post pandemia.

    Pietro Vignali

    Pietro Vignali: “Città devono garantire alloggi adatti al contesto attuale”

    La crisi mondiale scaturita dal Covid-19 ha avuto un forte impatto sull’evoluzione delle città di tutto il mondo. Gli effetti della pandemia sul contesto urbano sono innumerevoli: distanziamento, nuove modalità di lavoro, trasporti e una socialità mutata sono gli esempi più lampanti. In un’intervista pubblicata su “Parmapress24” Pietro Vignali parla di “città diverse, con nuove necessità”. Per l’ex Sindaco di Parma è necessario partire dalla realizzazione di un “grande” piano casa: “Sarà urgente avviare una sinergia pubblico-privato per garantire alloggi adatti al contesto vissuto in quest’ultimo anno e che continuerà anche dopo la pandemia”. Complessi abitativi dunque sempre più confortevoli, con aree verdi e spazi dedicati al co-living e al co-working. Fondamentale per Pietro Vignali anche un processo di riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, puntando in particolare su forme di Housing sociale destinate a giovani coppie e nuclei monogenitoriali.

    Pietro Vignali: “Piano anticrisi, accessibilità e sicurezza per godere degli spazi pubblici”

    Le città dovranno essere in grado di rispondere al più presto anche ai cambiamenti sul fronte economico e sociale: “Serve un piano anticrisi – continua Pietro Vignaliper garantire servizi per cassintegrati, disoccupati, prestiti sulla fiducia, incentivazione del lavoro giovanile e femminile e sostegno per le fasce più deboli per i beni di prima necessità e per far fronte alle nuove povertà che toccano anche fasce del ceto medio e che sono emerse a seguito della pandemia. Anche in questo caso serve collaborazione. Pubblico e privato insieme per far ripartire l’economia”. Tra le priorità da affrontare anche la riqualificazione degli spazi pubblici. In particolare nelle zone periferiche, che spesso soffrono di fenomeni di ghettizzazione a causa del degrado diffuso: “Con più sicurezza, pulizia, decoro e con tanta cultura nelle strade le persone, i bambini, le madri possono riappropriarsi dello spazio pubblico in libertà”. Bisogna infine intervenire in merito al rischio di desertificazione di centri direzionali e centri storici: “Vanno rilanciati garantendo accessibilità, servizi di trasporto efficienti e rapidi, incentivi al commercio e tante iniziative culturali di giorno e di sera con centri commerciali e culturali naturali all’aperto. L’accessibilità è fondamentale – conclude Pietro Vignalie si ottiene con parcheggi comodi e di servizio al centro e con mezzi pubblici efficienti, rapidi e dedicati”.

  • ICS Maugeri S.p.A.: Mario Melazzini a Superquark per spiegare cosa c’è dentro un vaccino

    ICS Maugeri S.p.A. è una realtà nata nel 2016 per proseguire le attività clinico-sanitarie ereditate dalla Fondazione Salvatore Maugeri (1965) e che nei diversi Istituti dislocati sul territorio italiano si occupa di medicina riabilitativa e delle cure correlate, ma anche e soprattutto di ricerca e formazione.

    ICS Maugeri S.p.A.

    L’AD di ICS Maugeri S.p.A. sul contenuto dei vaccini contro il Covid-19 nella puntata di Superquark

    I ricercatori degli Istituti Maugeri conducono da sempre attività di ricerca, la quale nell’ultimo anno e mezzo si è incentrata soprattutto sulla creazione e la verifica dei vaccini contro il Covid-19. In quanto centro di ricerca e formazione, in ICS Maugeri S.p.A. si è molto preparati in materia e per questo l’Amministratore Delegato Mario Melazzini è stato intervistato da Superquark per fare luce sul contenuto dei vaccini. Dopo aver chiarito che esiste una distinzione tra quelli a vettore virale come Astrazeneca e J&J e quelli a mRNA come Pzifer e Moderna, Mario Melazzini spiega che nei primi sono presenti amminoacidi “che servono a stabilizzare il farmaco”, composti utili per la conservazione contenenti sali, zuccheri o alcoli (come l’etanolo contenuto nel vino) e infine polisorbati, i quali “permettono di tenere insieme la parte oleosa a quella parte acquosa”, facilitando l’iniettabilità del farmaco. Tutte sostanze completamente innocue. Nei vaccini “prodotti da Pzifer e Moderna l’elemento chiave” è rappresentato invece dalle molecole di RNA messaggero, racchiuse dentro minuscole gocce di grasso. Sono proprio tali grassi artificiali ad aver scaturito reazioni allergiche in alcune persone. L’AD di ICS Maugeri S.p.A. sottolinea però che si tratta di casi rarissimi e che il prodotto “è estremamente sicuro e sempre valutato al 100%” in quanto a qualità, sicurezza ed efficacia.

    ICS Maugeri S.p.A., Mario Melazzini: la differenza con gli altri vaccini

    Prima di questi vaccini innovativi che si basano su un’informazione genetica, eravamo abituati soprattutto ad un altro tipo di vaccini: quelli realizzati a partire da microbi indeboliti. Appartengono a questa categoria, ad esempio, i vaccini contro il morbillo, la parotite, la rosolia, la varicella e alcuni vaccini contro l’influenza, ai quali probabilmente ci si è sottoposti senza porsi troppe domande. L’AD di ICS Maugeri S.p.A. Mario Melazzini spiega che questi “possono essere inadatti per alcune persone” con un sistema immunitario fragile, dato che anche una forma di infezione molto lieve potrebbe causare gravi problemi. I vaccini invece basati su agenti infettivi uccisi o su loro parti inattivate “vanno bene per tutti ma hanno un problema, cioè la risposta immunitaria che suscitano è meno forte”. Per questo motivo viene aggiunto al farmaco una sostanza innocua, l’adiuvante, che serve proprio a stimolare “maggiormente la reazione del nostro sistema immunitario”.

  • Edilizia sostenibile: i tre criteri condivisi e promossi da Antonio Franchi

    Anche il settore edilizio può contribuire alla lotta contro l’emergenza climatica. I requisiti fondamentali per un’architettura sostenibile sono condivisi e promossi da The Residenze, società guidata da Antonio Franchi e impegnata nella ristrutturazione e valorizzazione di Palazzo Ravasio (Verona).

    Antonio Franchi

    Edilizia sostenibile: il contributo della realtà guidata da Antonio Franchi

    Transizione e sviluppo sostenibile: due parole chiave che rappresentano i pilastri sui quali si basa l’attuale sfida contro il cambiamento climatico. I dati ufficiali confermano che in Europa gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas serra, è quindi evidente l’effetto del settore edilizio sull’impatto ambientale. Pertanto, è fondamentale che il nuovo modo di progettare, costruire e abitare si basi sull’utilizzo di tecniche e materiali sostenibili per garantire il pieno rispetto ambientale e il comfort abitativo. In Italia sono numerose le realtà che stanno indirizzando le nuove costruzioni e ristrutturazioni verso progetti fondati sui principi di sostenibilità: The Residenze ne è un esempio, la società guidata da Antonio Franchi è infatti impegnata in un’opera di ristrutturazione e valorizzazione di Palazzo Ravasio (tra gli edifici più storici e importanti di Verona) all’insegna dei criteri ESG e dei principi di architettura sostenibile. Il progetto mira inoltre a creare una sinergia tra architettura, arte, design e tecnologia, ciò che la Commissione Europea promuove attraverso il programma New European Bauhaus. Per poter realizzare edifici a zero emissioni, zero consumo energetico e zero residui, e che siano in grado di garantire benessere e comfort, è necessario ripensare il metodo di costruzione utilizzando materiali rinnovabili e riciclati e avvalendosi del supporto di un team interdisciplinare.

    Il progetto di Antonio Franchi: un modello di architettura sostenibile

    Gli edifici di nuova costruzione utilizzati dalle pubbliche amministrazioni, scuole incluse, devono, dal 31 dicembre 2018, essere immobili a energia quasi zero. Tale direttiva coinvolge, da gennaio 2021, tutti gli stabili pubblici e privati, di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazioni significative. Per poter parlare di architettura sostenibile, gli immobili devono soddisfare tre criteri fondamentali: la qualità della vita, la sostenibilità ambientale e il risparmio energetico. Il benessere abitativo è garantito dall’uso di tecniche e materiali ecologici (naturali, recuperati o riciclati e facilmente smaltibili al termine del loro ciclo di vita) che permettono di ridurre i consumi e aumentare il risparmio energetico, ma tale comfort può essere compromesso dall’inquinamento indoor. Questo fenomeno è determinato dalla presenza di agenti biologici, fisici o chimici inquinanti che possono essere eliminati con soluzioni specifiche (materiali adeguati, pulizia mirata, buona coibentazione): per far fronte a tale problematica, il progetto di Palazzo Ravasio, portato avanti da Antonio Franchi, prevede l’utilizzo di un impianto ionizzatore per la purificazione di particelle inquinanti e di polveri sottili e un impianto di ricambio continuo dell’aria al fine di sanificare l’aria indoor e i canali del sistema di ventilazione meccanica. Il risparmio energetico e la riduzione dei consumi dipendono sì dai materiali utilizzati, ma anche da ulteriori fattori quali il clima, la vegetazione esistente, l’illuminazione naturale e il livello di umidità. In generale, un progetto definito eco-sostenibile non solo aspira al comfort abitativo, ma mira anche a tutelare l’ambiente, il suolo e il paesaggio.

  • Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo): “Festival di Varese Estense iniziativa ideale per la rinascita”

    Secondo il Coordinatore di Fondazione Cariplo Andrea Mascetti, responsabile della Cultura, l’evento rappresenta per la città di Varese un’occasione di rilancio artistico e culturale.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: “Varese culturalmente nel dimenticatoio, la città ha bisogno di ritrovarsi”

    Tenutosi dal 25 giugno all’11 luglio scorso, il Varese Estense Festival è giunto quest’anno alla quarta edizione. La kermesse culturale, organizzata da Officine Teatrali Red Carpet e Giorni Dispari Teatro, è stata divisa in 11 appuntamenti che hanno spaziato tra opera lirica, musica classica, teatro, poesia e presentazione di libri. Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, ha parlato di un “evento ideale” per la rinascita della città di Varese. “Questo è il terzo anno che Cariplo collabora all’iniziativa – ha spiegato durante la presentazione del Festival – iniziativa che ogni anno, grazie alla fatica di ideatori e organizzatori, sta avendo sempre più successo”. Per il Coordinatore di Cariplo la kermesse è stato dunque un primo passo per la rinascita culturale di Varese: “La città ha bisogno di identità, di ritrovarsi, di cultura – ha detto Andrea Mascettiper questo noi di Cariplo cercheremo di aiutare sempre sostenendo questo tipo di iniziative”.

    Andrea Mascetti: “Varese deve ritrovare la propria identità culturale”

    Il Festival, prosegue, ha avuto negli anni anche il merito di riportare in auge “un’idea di bellezza e di cultur alta”. Valori che secondo Andrea Mascetti sono stati messi in secondo piano, in particolare durante i mesi più difficili della pandemia. “In tempi dove bruttura e decadenza sembrano averla vinta in ogni dove, questo festival fa bella mostra di uno spirito di sana rivolta ideale”. Il Coordinatore di Cariplo insiste sulla necessità della città di ritrovare la propria essenza. “Uno degli organizzatori ha detto che noi varesini dobbiamo rimetterci insieme e ridare speranza ad una città che l’ha persa. E questo evento dà speranza”, ha concluso Andrea Mascetti. Nonostante il Festival sia ufficialmente concluso, all’appello mancano ancora due appuntamenti. L’11 e il 12 settembre si terrà infatti il “Varese Estense Festival Off”: nella due giorni al Cinema Teatro Nuovo andrà in scena l’opera Elisir d’Amore di Gaetano Donizetti.

  • FME Education supporta la tutela e la valorizzazione della ricchezza culturale italiana

    Consapevole del ruolo primario del settore culturale nella ripartenza del nostro Paese, FME Education supporta, attraverso progetti e iniziative, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

    FME Education

    FME Education: puntare sulla valorizzazione del patrimonio culturale

    Un anno e mezzo dopo lo scoppio della pandemia il nostro Paese sta guardando al futuro. La ripartenza dell’intera società deve però focalizzare l’attenzione anche sulla promozione e sulla valorizzazione delle attività del settore culturale. L’obiettivo è condiviso da numerose realtà impegnate nella diffusione della cultura: dal 2013 la Casa Editrice FME Education supporta, attraverso progetti e iniziative, un sistema in grado non solo di salvaguardare l’intero patrimonio culturale nazionale, ma anche di promuovere la conoscenza, le opere, la storia, le arti e lo spettacolo che rappresentano una risorsa fondamentale per il futuro del nostro Paese. In un’ottica di ripartenza, l’ecosistema culturale può quindi contribuire al rilancio nazionale anche per quanto riguarda il settore economico, basti pensare che prima della pandemia il valore generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo (imprese, PA e no-profit) ha sfiorato i 96 miliardi di euro.

    FME Education: la sinergia tra cultura e nuove tecnologie

    Negli ultimi anni le nuove tecnologie si sono diffuse a macchia d’olio, la pandemia ha inoltre accelerato l’espansione del digitale che ha progressivamente coinvolto ogni settore, compreso il mondo della cultura, dello spettacolo e delle arti in generale. La tecnologia è uno strumento ormai indispensabile per la promozione e diffusione della cultura in ogni suo aspetto: di questo è ben consapevole la Casa Editrice FME Education, impegnata a incentivare iniziative e progetti al fine di integrare le potenzialità del digitale con la qualità della ricchezza culturale del nostro Paese. Il patrimonio storico-culturale nazionale ha un valore inestimabile e proprio per tale ragione è compito di ognuno di noi tutelarlo e, al tempo stesso, valorizzarlo anche attraverso i numerosi strumenti innovativi che abbiamo a disposizione e che permettono di raggiungere un pubblico sempre più ampio.

  • Italchimica: il leader di detergenti e cosmesi alla Fiera ISSA Pulire 2021

    Nata nel 2003 su iniziativa della famiglia Fioretto, Italchimica è tra le principali aziende produttrici di detergenti e cosmetici nel Paese, una posizione raggiunta incentrando il proprio operato sui principi dello sviluppo sostenibile.

    Italchimica

    ISSA Pulire 2021 accoglie le scelte sostenibili di Italchimica

    Rispondere in modo efficace alle necessità del pianeta è un obiettivo che richiede costanza, attenzione e trasparenza: una questione che diventa ancor più importante se connessa agli ambiti della responsabilità sociale d’impresa. È su questa filosofia che Italchimica, leader in Italia nella produzione di detergenti e cosmetici, porta avanti da tempo il suo percorso orientato alla sostenibilità, legandolo con forza al raggiungimento degli obiettivi di responsabilità sociale d’impresa. Di eguale importanza è saper comunicare tale impegno in maniera efficace, presentando con precisione dati e informazioni riguardanti prodotti, servizi e attività. Anche in tal senso si inserisce la Fiera internazionale ISSA Pulire 2021, dedicata interamente al settore della pulizia professionale. L’evento si svolge a Verona e vede la partecipazione di Italchimica insieme a Sanitec, marchio con 20 anni di specializzazione sul mercato e ideato per i principali canali legati al mondo della pulizia professionale.

    ISSA Pulire 2021: l’impegno di Italchimica nel Report di Sostenibilità 2021

    Ma ISSA Pulire 2021 per Italchimica non rappresenta soltanto questo: l’evento costituisce infatti un’occasione per condividere i principi di sostenibilità applicati al settore della pulizia professionale I&I e Horeca. Caratterizzata da elevati standard di qualità, sicurezza e rispetto per l’ambiente, le strategie dell’azienda pongono in luce le scelte effettuate in materia di sostenibilità: azioni che successivamente vengono raccolte e presentate nel Report di Sostenibilità che Italchimica pubblica volontariamente dal 2019. Unica nel settore della detergenza e della cosmetica in Italia con due Report riconosciuti da GRI (Global Reporting Initiative), la società guidata da Alessandro Fioretto presenta con “Green Change Matters” – questo il nome del progetto legato al Report – le attività svolte nelle aree della responsabilità ambientale, sociale ed economica. Il modello ne attesta l’operato con trasparenza e precisione e delinea con chiarezza gli obiettivi aziendali per i prossimi anni. Un impegno che la realtà padovana è lieta di condividere anche durante la Fiera ISSA Pulire 2021: Italchimica è presente con postazioni multimediali in cui, tra le altre cose, è possibile conoscere e scaricare il Report di Sostenibilità pubblicato a luglio 2021.

  • Francesco Milleri: sostenibilità e inclusione, l’impegno di EssilorLuxottica

    Francesco Milleri, l’annuncio dell’AD di EssilorLuxottica: obiettivo del Gruppo è raggiungere la carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025, a partire dall’Europa entro il 2023.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica presenta la nuova roadmap per la Sostenibilità

    “Eyes on the Planet”: la nuova roadmap per la Sostenibilità di EssilorLuxottica è stata condivisa nelle scorse settimane, in concomitanza con la presentazione dei risultati del primo semestre 2021. Sottolineando l’orgoglio nel presentarla, l’AD Francesco Milleri ha spiegato come si fondi su “importanti pilastri” quali la carbon neutrality, la circolarità, la buona vista nel mondo, l’inclusione e l’etica. E “come segno del nostro impegno a lungo termine in questo ambito, annunciamo oggi il nostro obiettivo di raggiungere la carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025, a partire dall’Europa entro il 2023”: Francesco Milleri ha quindi evidenziato come “fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento sia per il pianeta” dia a EssilorLuxottica “ancora maggiore fiducia nel domani”.

    Francesco Milleri: aiutare le persone a vedere e vivere meglio la mission di EssilorLuxottica

    “La nostra Mission è aiutare le persone a vedere meglio, vivere meglio e godere appieno della vita”: l’AD Francesco Milleri lo ha ricordato in diverse occasioni parlando dell’impegno concreto e trasversale di EssilorLuxottica. Fondamentale per il Gruppo è poter aiutare miliardi di persone in tutto il mondo a studiare, lavorare, scoprire ed esprimere al meglio il loro pieno potenziale realizzando prodotti all’avanguardia, funzionali a correggere, proteggere ed esaltare la bellezza degli occhi, i più preziosi organi sensoriali. Guidata da Francesco Milleri, EssilorLuxottica unisce competenze uniche nella realizzazione di lenti e nella produzione di occhiali a marchi amati dai consumatori e a una capacità distributiva globale.

  • La rivalutazione dei beni d’impresa spiegata nel dettaglio da Massimo Rizza

    Tra le misure introdotte dal Governo a supporto di lavoratori e imprese, la rivalutazione dei beni d’impresa è l’argomento principale dell’elaborato realizzato da Massimo Rizza. I dettagli e i requisiti del Decreto Legge 104.

    Massimo Rizza

    Massimo Rizza: la rivalutazione di beni materiali e immateriali

    La rivalutazione dei beni d’impresa, misura introdotta dal Governo a supporto di imprese e lavoratori per contrastare le conseguenze economiche della pandemia da Covid-19, è il tema principale dell’elaborato realizzato da Massimo Rizza con il contributo di Riccardo Oscar Cavazzana. La norma delinea i beni oggetto di rivalutazione quali: i beni materiali come immobili, macchinari, attrezzature industriali e commerciali, impianti e beni mobili iscritti in registri pubblici; i beni immateriali quali i diritti giuridicamente tutelati tra cui i diritti di brevetto industriale, le licenze e le concessioni; le partecipazioni in società controllate che risultino iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie, incluse quelle relative alle joint venture. Come sottolinea Massimo Rizza, la misura messa in atto dal Governo non include però gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa; i beni in leasing, salvo il caso in cui non sia stato esercitato il diritto di riscatto e le immobilizzazioni immateriali costituite da meri costi pluriennali, quali l’avviamento e le spese di impianto, ampliamento e sviluppo.

    Massimo Rizza: il Decreto Legge 104

    La rivalutazione dei beni d’impresa, spiega Massimo Rizza, offre la possibilità di incrementare il valore dei componenti attivi del patrimonio societario al fine di supplire parzialmente alle perdite causate dalla pandemia. Il Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020 è il risultato di una modifica apportata dalla Legge di conversione n. 126 del 13 ottobre 2020 e riconosce la rivalutazione dei beni “ai soggetti titolari di reddito di impresa che adottano i Principi contabili nazionali per la redazione del bilancio d’esercizio”. Come ricorda Massimo Rizza, la misura era già stata stabilita dalla Legge n. 342 del 21 novembre 2000 che è stata successivamente arricchita da una serie di novità relative all’opportunità di poter rivalutare singoli beni, alla decorrenza del riconoscimento dei maggiori valori fiscali, alla possibilità di effettuare una rivalutazione ai soli fini civilistici, all’inserimento di un’aliquota unica di imposta sostitutiva pari al 3% e all’estensione all’avviamento ed altre attività immateriali dell’ambito oggettivo del riallineamento.

  • Nascita ed evoluzione della musica elettronica nel saggio edito da Federico Motta Editore

    La musica elettronica è il genere musicale con cui icone come Jimi Hendrix hanno fatto la storia: Franco Fabbri scrive per Federico Motta Editore un saggio intitolato La musica elettrificata e i nuovi strumenti musicali, in cui si ripercorre l’evoluzione della musica elettronica dagli albori a oggi.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: la nascita della musica elettronica

    Nel saggio edito da Federico Motta Editore si racconta che il primo passo che ha dato avvio alla sperimentazione degli strumenti elettronici, portando alla nascita della musica elettrificata, può essere identificato nell’invenzione del thermonium, uno strumento creato nel 1902 da Thaddeus Cahill che sfruttava i suoni prodotti dall’elettricità e che fece da ispirazione per i successivi strumenti musicali elettrici. Il 1920 fu la volta del theremin, con il quale il fisico sovietico Leon Termen riusciva a produrre, senza alcun contatto fisico con lo strumento, dei suoni a metà strada tra il futuristico e l’inquietante. Questi suoni vennero addirittura in seguito inseriti all’interno di diverse pellicole di genere horror, fantascientifico e thriller come La fabbrica di cioccolato, La moglie di Frankenstein o Io ti salverò.

    Federico Motta Editore: la musica elettronica dagli anni ’30 ad oggi

    Il punto di svolta nella storia della musica elettronica è rappresentato senza alcun’ombra di dubbio dall’avvento della chitarra elettrica, ancora oggi simbolo di questo genere musicale. Come si ricorda nel saggio di Federico Motta Editore, lo strumento sembra aver preso vita a partire dalle intuizioni di Adoplh Rickenbacker, inventore svizzero che nel 1931 realizzò il primo dispositivo capace di trasformare le vibrazioni delle corde in impulsi elettrici, il cosiddetto pick-up elettromagnetico. In questo modo creò il primo modello di chitarra elettrica, perfezionata poi nel tempo da altri inventori, permettendole di fare il suo ingresso nella musica jazz e nel rock. Negli anni ’60, grazie al talento di chitarristi del calibro di Jimi Hendrix ed Eric Clapton, raggiunse il suo massimo livello di maturazione. Oggi, la musica elettronica viene riprodotta, oltre che con la chitarra, con una serie di strumenti via via più sofisticati come i sintetizzatori e persino i PC.

  • Italchimica, il programma Green dell’AD Alessandro Fioretto punta su sostenibilità e trasparenza

    Per l’Amministratore Delegato di Italchimica Alessandro Fioretto la sostenibilità è un impegno “permanente”. L’azienda punta a raggiungere al più presto la carbon neutrality.

    Alessandro Fioretto

    Alessandro Fioretto: “Sostenibilità viaggio consapevole verso orizzonte inclusivo e resiliente”

    La sostenibilità si conferma il driver principale della strategia portata avanti da Italchimica. Grazie a Green Change Matters, programma di responsabilità aziendale promosso dal fondatore e AD Alessandro Fioretto, il leader del settore della pulizia professionale prosegue a passo spedito nel percorso sostenibile intrapreso ormai da anni. Tra i traguardi raggiunti la pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità 2020. Uno strumento di trasparenza oggi più che mai necessario e che testimonia l’impegno della realtà padovana. “Il 2020 è stato un anno impegnativo – scrive Alessandro Fioretto nella lettera agli Stakeholder – La crisi sanitaria ha evidenziato la vulnerabilità dell’attuale sistema economico globale, evidenziando le sfide socioeconomiche per la circolarità e ha sottolineato la necessità di accelerare l’Agenda dell’ONU 2030″. Nell’anno del Covid-19, Italchimica ha dunque continuato a perseguire i propri obiettivi sostenibili: “La sostenibilità per Italchimica rappresenta un viaggio consapevole verso un orizzonte inclusivo e resiliente”.

    Alessandro Fioretto: “Nostra più grande sfida è diventare azienda net-zero emissioni”

    In tema di responsabilità ambientale l’obiettivo a lungo termine di Italchimica è raggiungere la carbon neutrality. “La nostra più grande sfida – ha dichiarato Alessandro Fiorettoè quella di diventare un’azienda net-zero emissioni, sostenendo il passaggio a una economia sempre più circolare e aumentando il nostro impatto sociale positivo sulla comunità locale”. Nonostante i grandi passi avanti fatti finora e i successi ottenuti, per l’Amministratore Delegato di Italchimica sarà necessario accelerare gli sforzi in materia di sostenibilità: “Da ciò dipendono il benessere del nostro pianeta e la redditività futura della nostra attività. Italchimica continuerà ad evolvere il suo quadro strategico. Il nostro programma Green Change Matters – conclude Alessandro Fiorettorappresenta un esempio concreto di creazione di valore sostenibile nel tempo, attraverso la comunicazione e la sensibilizzazione delle persone”.

  • Francesco Milleri: con Ray-Ban Stories una nuova e promettente prospettiva all’omnichannel

    Smart glasses, EssilorLuxottica e Facebook lanciano Ray-Ban Stories: il potenziale dell’innovativa tecnologia nelle parole dell’AD Francesco Milleri.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: Ray-Ban Stories, dalla collaborazione tra EssilorLuxottica e Facebook gli innovativi smart glasses

    Ray-Ban Stories rappresenta "il tassello di un disegno più grande". Lo ha sottolineato l’AD di EssilorLuxottica Francesco Milleri, intervistato dal "Corriere della Sera" insieme al Presidente Leonardo Del Vecchio in occasione del lancio, lo scorso 9 settembre, dei Ray-Ban Stories, gli smart glasses di ultima generazione progettati insieme a Facebook: una collaborazione che porta con sé una concezione completamente nuova della fotografia, della condivisione e dell’ascolto nei momenti più autentici della vita. EssilorLuxottica, guidata da Francesco Milleri, e Facebook hanno infatti sviluppato una tecnologia smart indossabile comodamente anche tutto il giorno: il processore Snapdragon integrato non compromette in alcun modo lo stile, il comfort, l’estetica, né tantomeno il peso, che supera di soli 5 grammi quello dei normali Ray-Ban Wayfarer. Protagonisti della linea sono i modelli Wayfarer e Wayfarer Large: negli smart glasses è integrata una dual camera da 5 MP con funzionalità foto e video, auricolari open-ear molto discreti, oltre a un sistema audio composto da tre microfoni per riprodurre suoni e voce in alta qualità durante le telefonate e i video. Design iconico e contenuti innovativi ma non solo: disponibili in un’ampia gamma di modelli, tra cui i leggendari Ray-Ban Round, per uno stile rétro, o i mitici Meteor, i Ray-Ban Stories saranno lanciati insieme a un’app integrativa, Facebook View (per iOS e Android), che servirà a importare, modificare e condividere in modo semplice i contenuti acquisiti con gli smart glasses, con la possibilità di caricarli su tutte le app social installate sullo smartphone.

    Ray-Ban Stories, l’AD Francesco Milleri: l’elettronica entra nel mondo dell’ottica offrendo prospettive inedite

    Nell’intervista al "Corriere della Sera" l’AD di EssilorLuxottica Francesco Milleri spiega come Ray-Ban Stories dia "una nuova e promettente prospettiva all’omnichannel". È l’esempio concreto di come l’elettronica, entrando nel mondo dell’ottica, riesca ad offrire prospettive inedite. E al contempo rappresenta "il tassello di un disegno più grande", delineato dall’AD nell’intervista: "Si indossano e si usano sia nella vita vera sia in rete, proprio come il gruppo che stiamo costruendo vive in costante equilibrio tra fisico e virtuale". Francesco Milleri ha quindi parlato della "formidabile trasformazione digitale" che ha interessato EssilorLuxottica negli ultimi cinque anni: "Le fabbriche, i negozi, la comunicazione, tutto oggi viaggia in rete. Poi ci sono i giovani. Ne abbiamo assunti a migliaia negli ultimi anni, a Milano e nel mondo. Ci portano talento, nuovi linguaggi e sensibilità, sul digitale e oltre. Con loro inventiamo nuove professioni nell’eyewear e proiettiamo l’azienda nel futuro".

  • Francesco Milleri: profilo professionale dell’AD di EssilorLuxottica

    Da gennaio 2017 Vicepresidente e AD di Luxottica, Francesco Milleri guida oggi EssilorLuxottica in qualità di Amministratore Delegato.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: formazione e crescita professionale

    Nato nel 1959 a Città di Castello (PG), dopo essersi laureato con lode in Giurisprudenza nel 1987 presso l’Università di Firenze, ha conseguito un MBA in Business Administration con alto merito presso l’Università Bocconi. In seguito alla vittoria della borsa di studio "Donato Menichella", bandita dalla Banca d’Italia, Francesco Milleri si trasferisce negli Stati Uniti dove si specializza in Corporate Finance presso la Stern School of Business (New York University): tale esperienza gli permette di acquisire competenze solide in ambito management consulting e gestione dei processi aziendali nelle organizzazioni complesse. Rientrato in Italia, nel 1996 Francesco Milleri insieme a due soci dà vita ad Abstract (prima MeA o Milleri e Associati), specializzata in definizione e ingegnerizzazione dei processi aziendali. La società di consulenza strategica ha sviluppato la piattaforma SAP: un’intuizione che nel tempo si è rivelata vincente permettendole di crescere rapidamente e di farsi strada nel settore. Tra le attività realizzate, il progetto di design e implementazione dei processi gestionali per l’Istituto Europeo di Oncologia, nonché diverse partnership nel settore sanitario, come quella con il San Raffaele di Milano e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara. Nel 2006 viene acquisita iDoq, proprietaria della piattaforma di digitalizzazione Lucy Star e specializzata nell’automatizzazione dei flussi documentali.

    Francesco Milleri: gli incarichi in Luxottica e in EssilorLuxottica

    In quegli stessi anni Abstract comincia a collaborare anche con Luxottica, in particolare a progetti di change management legati a SAP e, successivamente, alla digitalizzazione dei processi di business. È Francesco Milleri a occuparsene: in circa dieci anni il Gruppo riesce a sostenere efficientemente la migrazione su tecnologia SAP della quasi totalità delle sue attività nelle diverse aree geografiche, integrare sistemi e modalità di lavoro e garantire la semplificazione dei processi, il controllo dei flussi e una più ampia flessibilità e rapidità decisionale. È il 2016 quando il Presidente Leonardo Del Vecchio lo nomina Amministratore con funzioni vicarie portandolo stabilmente in Luxottica dove in seguito verrà designato Vicepresidente e Amministratore Delegato. I risultati non tardano ad arrivare: dal 2015 al 2019 le vendite cumulate registrano un +40% rispetto al periodo 2010-2013, passando da 26 a 36 miliardi di euro; l’utile netto cumulato aumenta di circa l’80%, mentre il valore medio del margine netto cresce da circa il 7,5% a oltre il 10%. In questi anni lavora inoltre alla delicata operazione che porterà alla nascita di EssilorLuxottica: da maggio 2019 co-delegato esecutivo, guida oggi il Gruppo nel ruolo di Amministratore Delegato. Francesco Milleri opera attualmente anche nel CdA della Fondazione Leonardo Del Vecchio e in quello dell’Istituto Europeo di Oncologia, in rappresentanza della Fondazione stessa.

  • Mario Melazzini: la “Giornata del Ricercatore” di ICS Maugeri S.p.A.

    Mario Melazzini: l’intervento dell’Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A. alla “Giornata del Ricercatore”, l’evento svoltosi lo scorso 20 luglio.

    Mario Melazzini

    ICS Maugeri S.p.A., l’AD Mario Melazzini: la pandemia ha fatto emergere il valore della ricerca scientifica

    In Italia la ricerca scientifica deve tornare ad essere una priorità. È il monito lanciato da Mario Melazzini lo scorso 20 luglio in occasione della “Giornata del Ricercatore”, l’evento promosso da ICS Maugeri S.p.A. di cui è Amministratore Delegato. “Dopo un anno e mezzo di chiusure, abbiamo la possibilità di rifare direttamente in presenza un momento che richiama l’importanza della ricerca condotta da ICS Maugeri, ricerca che permette di garantire risposte ai bisogni di salute del paziente”, ha sottolineato Mario Melazzini. L’AD nel suo intervento ha parlato di come durante la pandemia sia indiscutibilmente emerso il valore della ricerca scientifica abbinata alle nuove tecnologie. E ha ringraziato “tutti i nostri ricercatori” evidenziando “la loro grande motivazione e il grande entusiasmo che hanno nonostante il carico di lavoro, perché più dell’80% di chi fa ricerca nei nostri 19 Istituti, di cui 9 riconosciuti dal ministero della Salute, fa anche attività clinico assistenziale”.

    Mario Melazzini: l’augurio è che con il PNRR aumentino gli investimenti a sostegno della ricerca

    Durante l’evento è intervenuto anche il Professor Rino Rappuoli, responsabile Ricerca e Sviluppo di GlaxoSmithKline Vaccines. Per l’AD Mario Melazzini “il fatto che con il nostro Direttore Scientifico Walter Ricciardi abbiamo fortemente voluto la presenza di un grande ricercatore, il professor Rappuolioserei dire uno dei più grandi scienziati in ambito immunologico, che definisco anche potenziale Nobel per la vaccinologia − è un qualcosa di estremamente importante per chi fa ricerca, perché testimonia che questi sedici mesi di grandissima difficoltà legata alla pandemia possa trasformarsi, con quanto abbiamo e stiamo imparando, in valore”. I vaccini ottenuti in tempi record sono l’esempio più lampante, ha evidenziato il Professor Rappuoli nel suo intervento: “Un risultato possibile grazie agli scienziati e agli investimenti che sono stati fatti in Ricerca e Sviluppo. Un insegnamento fondamentale per il nostro Paese, non solo per la salute ma per l’economia e la libertà”. Il PNRR potrebbe rappresentare un’occasione di sostegno alla ricerca italiana ma, come ricordato da Mario Melazzini, altrettanto fondamentale sarà “la riforma degli Irccs, che dovrà garantire ai nostri Istituti un ruolo importante a livello internazionale”.