Autore: articolinews

  • Serenissima Ristorazione si impegna per la Giornata della Terra

    Serenissima Ristorazione propone da anni iniziative di educazione alimentare contro gli sprechi e non solo. In occasione della Giornata della Terra, che si festeggia il 22 aprile, tali progetti diventano sempre più centrali.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: le iniziative per la Giornata della Terra

    La Giornata della Terra si celebra in tutto il mondo ogni anno il 22 aprile ed è un’occasione per valutare lo stato della salvaguardia del nostro Pianeta. Molti sono i progetti sul contrasto allo spreco di cibo che Serenissima Ristorazione ha attivi presso le strutture dove è presente con i propri servizi, come asili, scuole, ospedali, aziende, RSA. Sotto questo punto di vista, la società si adopera da anni per portare avanti un’attività di sensibilizzazione sulla centralità del riciclo delle eccedenze alimentari, veicolando consigli e pratiche su questi temi. Inoltre, le eccedenze delle mense sono cedute al Banco Alimentare, che a sua volta le invia alla Caritas, mentre i resti dei menù sono consegnate a canili e gattili che li richiedono. Serenissima Ristorazione ha successivamente dotato tutti i suoi centri cottura di riduttori sui rubinetti per il risparmio d’acqua, oltre a prevedere l’utilizzo delle lavastoviglie esclusivamente a pieno carico e a sostituire l’acqua in bottiglia con quella corrente. Come conseguenza del suo impegno nell’educazione ai temi ambientali e alle azioni per la salvaguardia della Terra, nel 2021 ha fatto domanda di registrazione Eco-Management and Audit Scheme (EMAS), con lo scopo di ottenere costantemente informazioni sulla gestione ambientale e poter quindi minimizzare sempre più l’impatto sull’ecosistema.

    Serenissima Ristorazione: la storia

    Serenissima Ristorazione è in prima linea nel settore della ristorazione commerciale e collettiva, vantando una forza lavoro di oltre 9.000 dipendenti, insieme a 14 società correlate. Inoltre, è capace di fornire ogni anno 50 milioni di pietanze, per un fatturato totale superiore a 330 milioni di euro. Una delle sue particolarità è da sempre la partecipazione a livello internazionale, con sedi dislocate in Spagna e in Polonia. Il metodo global service ha rappresentato fin dagli anni ’80 il modello del Gruppo, allo scopo di assicurare un’azione integrata capace di appagare le specifiche esigenze della clientela. Accortezza, adattabilità dell’offerta e focus sul commercio sono le altre caratteristiche che hanno consentito una crescita costante nel corso degli anni. Attiva nei principali comparti della ristorazione, vale a dire quello commerciale, socio-sanitario, scolastico e aziendale, Serenissima Ristorazione ha la sua sede principale a Vicenza, area di raccordo con le altre controllate presenti in Italia e in Europa. La vision aziendale è basata su tre valori principali: innovazione, crescita e lavoro, per mezzo dei quali il Gruppo vuole illustrare il senso della sua attività quotidiana. Oltre a questo, la responsabilizzazione verso una corretta cultura dell’alimentazione e il desiderio di dare risposte personalizzate e modulate sulle richieste dei clienti.

  • Marco Domizio: carriera, competenze e traguardi nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

    Manager con oltre 20 anni di esperienza nella gestione dei rifiuti, Marco Domizio è Founder e CEO di Ares Ambiente, selezionata nel 2021 tra le aziende “Best Performer” della provincia di Bergamo.

    Marco Domizio

    Marco Domizio: i primi incarichi professionali

    Il primo incarico di Marco Domizio nel settore dell’intermediazione dei rifiuti arriva subito dopo il conseguimento del diploma di geometra. È il 1995 quando dà il via alla sua prima esperienza professionale in un’azienda attiva nella Regione Lombardia, dove si occupa anche di gare d’appalto. Una prima esperienza che dura sei anni, a seguito della quale viene assunto come Responsabile commerciale da una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali. Oltre a guidare l’espansione della clientela, realizza anche un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo, oggi ancora in funzione. La sua carriera registra un’accelerazione quando diventa Responsabile commerciale di una primaria azienda attiva nella provincia di Milano. Per la società si occupa infatti dell’installazione, nel territorio della Regione Campania, di sette impianti di trito-vagliatura. In quegli anni Marco Domizio aggiunge alle proprie competenze anche la gestione delle attività di trasporto transfrontaliero di rifiuti sia a mezzo gomma/intermodale che a mezzo nave.

    Marco Domizio: la fondazione di Ares Ambiente

    Dopo aver gestito per un breve periodo un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo, per alcuni anni Marco Domizio si dedica ad un altro settore, prendendo in gestione una cava di estrazione di minerali naturali. Poco dopo avvia una collaborazione con società specializzate nel trasporti conto terzi e nell’intermediazione dei rifiuti. Con una solida esperienza alle spalle, nel 2008 decide di mettersi in proprio e fondare a Treviolo (BG) Ares Ambiente. La scelta di Marco Domizio si rileva vincente e oggi la società conduce attività di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi su tutto il territorio nazionale. Per la crescita e la solidità finanziaria dimostrata negli ultimi anni, nel 2021 Ares Ambiente è rientrata tra le aziende “Best Performer” della provincia di Bergamo secondo uno studio di ricerca promosso dal “LombardiaPost”.

  • Smaltimento fanghi e centrifuga mobile: come interviene Ares Ambiente

    Ares Ambiente è attiva nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Tra i servizi realizzati vi sono anche gli interventi di trattamento fanghi, sia di provenienza civile che industriale, attraverso l’utilizzo di una centrifuga mobile.

    Ares Ambiente

    Il trattamento dei fanghi tra le attività di Ares Ambiente

    In linea con i principi di efficienza, economicità e trasparenza che da sempre la contraddistinguono, Ares Ambiente fornisce servizi di smaltimento e/o recupero di rifiuti per numerose realtà produttive dislocate sul territorio nazionale. Dal 2008, anno di fondazione, l’azienda ha raggiunto una posizione di primo piano nel settore grazie all’esperienza consolidata messa a disposizione in diverse tipologie di servizi. Tra questi vi è anche il trattamento dei fanghi sia di provenienza civile che industriale. Come illustrato da Ares Ambiente, l’intervento tecnico è condotto installando una centrifuga mobile nel luogo di produzione: è un’operazione di alta specializzazione che prevede fasi differenziate per garantirne una perfetta riuscita.

    Ares Ambiente: le fasi del trattamento

    L’operazione ha inizio posizionando la centrifuga mobile e il cassone scarrabile per lo stoccaggio dei fanghi generati dall’intervento. Un passaggio successivo prevede il campionamento e la caratterizzazione dei rifiuti, al termine del quale un tecnico specializzato di Ares Ambiente effettua la valutazione dei parametri dell’impianto di separazione, in modo da adeguarli alle necessità del trattamento. Si passa successivamente all’estrazione dell’impianto di produzione dal bacino o serbatoio di accumulo: l’operazione è condotta con diverse tecnologie valutate in base alle necessità operative. Infine, è prevista una fase di aspirazione e centrifugazione per separare la parte liquida da quella solida: l’estrazione di una parte solida di quantità inferiore consente di ridurre notevolmente i costi di smaltimento. Nell’intervento Ares Ambiente organizza al meglio gli spazi necessari per i macchinari e garantisce perfetta pulizia e accessibilità in corso d’opera. Inoltre, l’azienda gestisce per il cliente i tempi e le modalità di smaltimento o recupero del rifiuto, sempre nel pieno rispetto della legislazione.

  • Aree montane e innovazione, Davide D’Arcangelo: “Serve offerta digitale orientata e attrattiva”

    In Italia la montagna può diventare un ecosistema dell’innovazione in grado di rispondere ai bisogni post pandemia. Tuttavia, avverte Davide D’Arcangelo, per avviare un percorso di transizione digitale sui territori non basta il Pnrr.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: come la pandemia ha ridisegnato abitudini e spazi

    L’accelerazione sul digitale è uno dei fenomeni che la pandemia ha portato con sé negli ultimi anni. Tra gli effetti più evidenti il cambiamento negli spazi, nelle abitudini e nei consumi. Un trend destinato a durare e che rappresenta un’opportunità per avviare un vero processo di digital transformation nei territori montani. A dirlo è Davide D’Arcangelo. Founder di Next4, Vice Presidente di Impatta e Componente del Comitato Scientifico di Fondazione Italia Digitale, ha partecipato come relatore a “Metromontagna 2022 – Una nuova visione per le terre alte”. Il convegno, organizzato lo scorso 22 marzo da Unindustria, è stata l’occasione per dialogare su una visione innovativa delle aree montane: come obiettivo, la promozione di politiche e progetti volti alla crescita economica e sociale. “La montagna è un luogo dove si deve fare innovazione, forse anche molto più delle città – ha detto Davide D’Arcangelo sul palco – Prima della pandemia, l’OCSE ci diceva che il 65% della popolazione mondiale nel 2030 sarebbe vissuta nelle grandi metropoli. Il Covid ha rovesciato questo paradigma e di conseguenza l’ecosistema dell’innovazione della montagna ha ancora più ragion d’essere”.

    Davide D’Arcangelo: per rispondere alle sfide del digitale necessario supporto alle PA

    Ambiente, qualità della vita, sostenibilità: con l’aggiunta dell’innovazione, spiega Davide D’Arcangelo, la montagna può rappresentare la risposta a gran parte delle esigenze attuali. Un processo estremamente complesso che, per avere successo, deve coinvolgere tutti i livelli della società, dalle istituzioni ai cittadini. Molte comunità al momento sono in netto ritardo. Il ruolo della Pubblica Amministrazione si rivela più che mai essenziale e il Pnrr va in questa direzione. Tuttavia, precisa l’esperto, le risorse europee da sole non bastano, per quanto ingenti possano essere: “Il problema è che non si possono recuperare vent’anni di spesa, progettazione e programmazione non eseguite a dovere in sei mesi. Per questo – aggiunge Davide D’ArcangeloFondazione Italia ha lanciato il tema del Public Innovation Management, perché non basta nominare un responsabile della transizione digitale per far cambiare passo alla PA”. Una figura, quella del Public Innovation Manager, in grado di sfruttare al meglio le formule di partenariato pubblico-privato e project financing e di supportare gli enti pubblici in quella che è una trasformazione che deve coinvolgere processi, mindset e persone.

  • Luciano Castiglione: dagli studi in Farmacia agli incarichi manageriali

    Formazione e iter professionale di Luciano Castiglione: dagli inizi nel Gruppo Angelini ai recenti incarichi di carattere manageriale ricoperti per conto di realtà attive in ambito energetico.

    Luciano Castiglione

    Luciano Castiglione: il percorso formativo e le prime esperienze professionali

    Originario di Caltanissetta, Luciano Castiglione si diploma nel 1987 al Liceo Classico R. Settimo. Decide di proseguire il suo percorso di studi iscrivendosi all’Università di Palermo, dove si laurea nel 1991 in Farmacia con il massimo dei voti. Tra il 1997 e il 1998, nell’ottica di specializzarsi ulteriormente, frequenta una serie di corsi di rilievo: “Il marketing e l’analisi delle potenzialità”, “Facing e category management” e “La cultura del cliente”, tenuti a Milano da Pharma Group; “Management aziendale e GeoMarketing” a cura della IMS Health e “La gestione della forza di vendita” presso la SDA Bocconi. Nel 1993 Luciano Castiglione entra nel Gruppo Angelini: inizialmente Direttore Tecnico del Centro di Distribuzione di L’Aquila per A.DI.VAR S.p.A., arriva a ricoprire incarichi di crescente responsabilità fino alla nomina di Responsabile Logistico-Commerciale per il centro Italia.

    Luciano Castiglione: l’affermazione professionale, focus su incarichi e competenze

    Esaurita l’esperienza nel Gruppo Angelini, Luciano Castiglione amministra 24 Consorzi e 230 aziende della zona adriatica in veste di Account Manager per Edison S.p.A. presso cui, tra il 2009 e il 2014, ricopre il ruolo di Wholesales Manager che lo porta ad occuparsi dello sviluppo di contratti per la vendita di gas. In seguito, passa alla società Roma Gas&Power S.p.A. in qualità di Direttore Commerciale Marketing. È il 2014 quando Luciano Castiglione arriva in DEA Elettrica S.p.A. dove per circa tre anni ricoprirà il ruolo di Amministratore Delegato. Dal 2017 al 2021 è Direttore Generale di Astea Energia S.p.A: coordina il processo di privatizzazione dell’azienda curando inoltre l’espansione della linea di business di efficienza energetica. Attualmente lavora nella Direzione Commerciale Area Adriatico Sud di Unoenergy S.p.A.

  • Riva Acciaio mantiene una precisa politica in materia di salute e sicurezza sul lavoro

    Vincitore del premio Sicurezza indetto dall’Associazione Italiana di Metallurgia (AIM), Riva Acciaio è da sempre impegnata a migliorare le attività e le relative prestazioni in materia di salute e di sicurezza sul lavoro.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: salute e sicurezza aziendale

    Oggi un’eccellenza a livello nazionale, Riva Acciaio vanta un’esperienza di oltre 60 anni nella realizzazione di prodotti lunghi e negli acciai di alta qualità indirizzati al mercato nazionale ed europeo. La realtà siderurgica è stata fondata nel 1954 all’interno di Gruppo Riva ed è oggi controllata dalla capogruppo Riva Forni Elettrici. La salute e la sicurezza sul lavoro rappresentano per il Gruppo i due principali e imprescindibili obiettivi della politica aziendale. Tutti gli impianti produttivi di Riva Acciaio adottano infatti sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro conformi alla specifica norma UNI ISO 45001. Inoltre, il rilascio delle certificazioni necessarie assicura la corretta attività dei cinque stabilimenti con sedi a Lesegno, Caronno Pertusella, Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica: come da prassi, enti terzi e indipendenti verificano le modalità di gestione degli impianti e ne accertano il regolare funzionamento.

    Riva Acciaio: il progetto “Sicurezza in Azione”

    Nel 2021 Riva Acciaio ha vinto il Premio Sicurezza indetto dall’Associazione Italiana di Metallurgia (AIM): il premio è stato assegnato come simbolo di riconoscimento per la realizzazione di interventi di carattere gestionale relativi ai miglioramenti raggiunti in ambito salute e sicurezza. Il progetto “Sicurezza in Azione” ha consentito di coinvolgere circa 180 lavoratori degli stabilimenti di Cerveno e Sellero con un duplice obiettivo: sensibilizzare sul tema della salute e della sicurezza aziendale e ridurre la percentuale del tasso di infortuni, incrementando il numero di proposte valide per offrire miglioramenti negli organismi interni all’azienda (i Comitati di Sicurezza). L’attenzione è stata focalizzata sulla costruzione di un sistema di feedback e supervisione dei comportamenti, sul coinvolgimento dei dipendenti nell’analisi e nelle decisioni, sul coinvolgimento del management e sulla comunicazione positiva della sicurezza. Al termine del progetto, Riva Acciaio ha potuto raggiungere gli obiettivi prefissati.

  • Ideal Standard: Atelier Collections, i punti di forza della linea

    Ideal Standard: Atelier Collections, la collezione progettata dallo studio Palomba Serafini Associati per garantire la massima personalizzazione per l’ambiente bagno.

    Ideal Standard

    Ideal Standard: Atelier Collections, eleganza e personalità per ambienti bagno adatti a ogni necessità

    L’eredità culturale è linfa vitale per disegnare la contemporaneità: un principio a cui Ideal Standard si attiene da oltre un secolo per progettare soluzioni e prodotti esclusivi. In quest’ottica è nata anche Atelier Collections: creata dallo studio Palomba Serafini Associati, riunisce innovazione e bellezza per creare ambienti bagno adatti ad ogni esigenza. Nel coniugare design, senso estetico e innovazione, Atelier Collections si configura come elemento d’unione tra il passato, il presente e il futuro dell’azienda. La linea si compone di molteplici prodotti: i sanitari Blend Cube e Blend Curve dalle linee semplici ed eleganti ma anche Conca e Joy, le nuove serie rubinetteria. E molti altri sono esposti all’interno dello showroom inaugurato di recente da Ideal Standard all’interno dell’Headquarter milanese di via Borsi.

    Ideal Standard presenta Calla e Joy Neo

    Fare tesoro di tutto ciò che è stato fatto, pensato e progettato è compito imprescindibile di Ideal Standard. Lo dicono anche Calla e Joy Neo, le due collezioni lanciate di recente che si inseriscono nel percorso intrapreso dall’azienda con Atelier Collections. Calla coniuga elementi classici con tocchi sottili e contemporanei: protagonista elegante, trasmette autentica raffinatezza anche negli spazi più piccoli. La linea comprende un’ampia gamma di prodotti in ceramica, tra cui eleganti lavabi e colonna, un raffinato wc, oltre al bidet e una vasca freestanding in stile neoclassico. L’estetica neoclassica della collezione si abbina perfettamente con i prodotti di Joy Neo: la linea, disponibile in diverse finiture e varietà di modelli con differenti maniglie, incoraggia l’espressione creativa combinando perfettamente stravaganza e linearità. Entrambe sono disegnate dallo studio Palomba Serafini Associati con cui Ideal Standard collabora da anni per una progettazione in grado di coniugare sempre più efficacemente design e funzionalità.

  • Big data: tesoro o minaccia? L’approfondimento di Federico Motta Editore

    Simbolo di cultura e autorevolezza, Federico Motta Editore interviene su molte tematiche attuali: un ultimo articolo si è focalizzato sui big data.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: l’utilità dei big data

    Il web è oggi diventato uno strumento utilizzato anche per studiare il comportamento delle persone, con analisi che si concentrano su abitudini e interessi. Questo è possibile proprio grazie ai big data, ovvero quell’enorme raccolta di dati provenienti dalla navigazione in rete. Ma come vengono ricavati questi dati e a cosa servono? Quando Internet nacque nel 1969 all’interno del progetto Arpanet, ancora non si sentiva molto parlare di big data. Dato il grande valore che subito dimostrò di avere per tutti i campi del sapere, incluso quello della cultura (basti pensare ad esempio all’innovazione che apportò Federico Motta Editore quando lanciò l’Enciclopedia Motta online), internet si diffuse rapidamente in tutto il mondo, attraendo miliardi e miliardi di utenti. Gli internauti, navigando sul web, hanno iniziato a lasciare una serie di tracce digitali che oggi indichiamo appunto con il termine big data, che vengono immagazzinate all’interno di database, per poi essere processate allo scopo di ricavare dati per analisi statistiche.

    Federico Motta Editore: il rapporto tra big data e privacy

    In un estratto che si può ritrovare anche su l’Età Moderna di Federico Motta Editore, il sociologo Manuel Castells parla di internet come uno spaventoso strumento di repressione in un’eventuale dittatura globale. Allo stesso tempo, ammette il sociologo, può però rivelarsi un mezzo per i cittadini per controllare la trasparenza delle amministrazioni. L’utilizzo dei big data ha in effetti destato non poche preoccupazioni a livello globale in merito al difficile rapporto che questi avrebbero con il rispetto della privacy. Lo spropositato uso di tali tecnologie per scopi commerciali non ha fatto altro che acuire il dibattitto, riportato tra l’altro anche da Michela Nacci nelle pagine di Historia. Come sempre, bisognerebbe però valutare entrambi i lati della medaglia e comprendere che non sono le nuove tecnologie ad essere buone o cattive, ma è l’utilizzo che se ne fa a conferire loro attributi positivi o negativi. Sebbene infatti in molti utilizzino i dati per fini commerciali, c’è anche chi li usa per scopi scientifici. Durante le epidemie di influenza, per esempio, si è fatto ricorso a Google per monitorarle attraverso lo studio della frequenza con cui venivano cercati i sintomi della malattia.

  • Settore vendite: la storia professionale di Nicola Lunardon tra esperienze e vision

    Gli studi in materie sanitarie, l’incontro con le vendite e la decisione di specializzarsi nel settore: il percorso di Nicola Lunardon.

    Nicola Lunardon

    L’evoluzione di Nicola Lunardon nel settore delle vendite

    Manager e imprenditore ormai affermato nel panorama italiano, Nicola Lunardon è un esperto del settore commerciale in cui opera da quasi 20 anni, con competenze consolidate anche nella formazione. Nasce nel 1981 a Bassano del Grappa (Vicenza). Dopo il liceo si trasferisce a Padova per frequentare la facoltà di Sanità Pubblica – Sicurezza Igienico Sanitaria dell’Università di Medicina Veterinaria. Consegue la laurea nel 2005 ma ben presto capisce che il suo futuro non sarà l’ambito sanitario. Inizia infatti a collaborare con diverse aziende specializzate nel settore commerciale. Una svolta per Nicola Lunardon, che decide di dedicarsi anima e corpo alle vendite. Parallelamente inizia a sviluppare competenze anche nell’ambito formativo, portando avanti con successo entrambe le attività. In pochi anni consolida una vision manageriale che mette in risalto valori come la condivisione delle conoscenze e il lavoro di squadra, essenziale per “dividere gli sforzi e moltiplicare i risultati”.

    Nicola Lunardon: i successi nella distribuzione

    In pochi anni Nicola Lunardon si distingue nel settore delle vendite, arrivando così a dirigere una rete distributiva che conta 15mila persone in totale. Prende così definitivamente forma la sua vision, che si rafforza con l’attenzione alla formazione e alla responsabilità sociale delle aziende. L’aggiornamento continuo delle competenze della rete di venditori è per il manager l’unica strada per anticipare i cambiamenti sempre più repentini delle modalità d’acquisto. Fondamentali si rivelano le soft skills. Ma il principio cardine di ogni azienda, precisa Nicola Lunardon, resta l’impegno nei confronti della collettività. Responsabilità, sostenibilità ambientale e trasparenza sono concetti che vanno oltre il “cliente” e influiscono sul benessere delle comunità e dei territori. I risultati sembrano dare ragione al manager, che negli ultimi anni è stato notato da testate autorevoli come il “Financial Times” e “Il Sole 24 Ore”, le quali hanno evidenziato il ritmo di crescita raggiunto dalle sue attività.

  • SG S.p.A. sullo switch off: si avrà tempo fino alla fine del 2022 per adattarsi al cambiamento

    SG S.p.A. è una società attiva nella distribuzione dei Technical Consumer Goods, nonché primo distributore dei grandi marchi di elettronica.

    SG S.p.A.

    SG S.p.A.: dall’8 marzo 2022 ufficialmente avviato lo switch off

    Lo scorso 8 marzo è avvenuto il passaggio ufficiale ai canali HD, per lo meno sui televisori che supportavano tale tecnologia. Nella giornata in cui si è celebrata la Festa della Donna tutte le emittenti televisive nazionali hanno attivato la codifica Mpeg-4 sullo standard tecnologico DVBT, lo strumento che ha permesso il salto di qualità. Il segnale, oltre ad aver guadagnato in termini di qualità dell’immagine, è diventato anche più compresso, andando quindi ad occupare minore banda, che potrà invece essere utilizzata per lo sviluppo del 5G, come stabilito dall’Unione Europea. In realtà, spiega SG S.p.A., il trasferimento dei canali HD sulle nuove frequenze del digitale terrestre in Italia era già iniziato il 3 gennaio e prevedeva un passaggio graduale tra le regioni. Inoltre, per tutto il 2022 le vecchie frequenze saranno ancora disponibili in un “doppio binario” che sarà attivo fino alla fine dell’anno. In quest’arco di tempo, le persone dotate di apparecchi vecchi e non in grado di supportare la tecnologia avranno la possibilità o di acquistare un nuovo apparecchio o un decoder che consentirà loro la fruizione delle nuove frequenze.

    SG S.p.A. si impegna a garantire sempre prodotti di prima qualità

    SG S.p.A., sempre attenta ai mutamenti che avvengono nel mondo della tecnologia e alle novità del settore, già a partire dal 2018 aveva dismesso tutti gli apparecchi che non erano in grado di supportare i nuovi standard tecnologici. In effetti, le TV vendute dopo il 2018 sono quelle già predisposte per la trasmissione su Mpeg-4. Per verificare quali siano le funzionalità attive sul proprio televisore, sottolinea l’azienda, basterà controllare i canali 100 e 200 del digitale terrestre. SG S.p.A., che collabora da anni con i brand storici del settore come Samsung e LG, si mantiene costantemente al passo con le innovazioni, proponendo prodotti adatti alle richieste del mercato. Tra questi, attualmente, ci sono prodotti premium di ampia tecnologia e OS proprietari di grande fama, ma anche interessanti entry level e brand che puntano sull’integrazione di Android, come Inno-Hit e Metz.

  • Andrea Mascetti: investimenti e progetti di Fondazione Cariplo in ambito culturale, l’intervista

    “L’Ordine” intervista Andrea Mascetti: il coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo parla delle iniziative dell’ente esprimendo la propria vision sulla cultura oggi.

    Andrea Mascetti

    La cultura salverà il mondo e pure il Pil: intervista ad Andrea Mascetti

    La cultura spinge il Pil. Andrea Mascetti, in qualità di coordinatore della commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, lo spiega in un’intervista pubblicata su “L’Ordine” lo scorso 27 marzo: “Nel 2020 la filiera culturale italiana valeva 84,6 miliardi di euro, ovvero il 5,7% del valore aggiunto, capace di attivare più di 230 miliardi (i dati sono del rapporto annuale di fondazione Symbola e Unioncamere, “Io sono cultura 2021″”)”. In questa direzione si muove Fondazione Cariplo: basta guardare ai numeri. Dal 1991 sono 35.000 le iniziative sostenute in materia di Beni Culturali per un impegno complessivo di oltre 3 miliardi: “Noi, come Fondazione Cariplo, facciamo filantropia nella misura in cui aiutiamo chi offre dei servizi culturali analizzando la realtà contemporanea”. Diversi gli esempi riportati da Andrea Mascetti tra cui i bandi “Per il libro e la lettura” e “La bellezza ritrovata”. Il primo nasce per andare incontro alle fasce più giovani della popolazione proponendo la lettura come pratica quotidiana cui viene invitata una sempre più ampia base sociale. Il secondo punta a creare attraverso progetti e finanziamenti “nuove sintesi comunitarie proprio tramite i servizi culturali”.

    Andrea Mascetti: la cultura dà lavoro, dà reddito

    “Fare” economia con la cultura e rendere sostenibile il patrimonio culturale Italiano: nell’intervista a “L’Ordine” Andrea Mascetti sottolinea l’impegno di Fondazione Cariplo anche nel formare i futuri professionisti della cultura: “Abbiamo contribuito per esempio a spostare la Scuola di restauro di Botticino a Milano. Il tema della formazione dei giovani in un ambito come il restauro è fondamentale per il rilancio della cultura, così come tutti gli altri corsi di formazione di tecnici e operatori dei beni artistici e culturali”. In quest’ottica la cultura diventa sostanzialmente anche economia: “Ci sono migliaia e migliaia di persone che lavorano nella cultura e nei servizi legati alla cultura, è davvero un mondo infinito. Stiamo ragionando anche con realtà come il Teatro alla Scala o le Gallerie d’Italia, che hanno realizzato un master proprio per la gestione del patrimonio artistico”. La cultura, come osserva il coordinatore della commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo Andrea Mascetti, porta lavoro, reddito e “crea una grande filiera economica che, di fronte alla perdita di capacità di altri settori, dovrebbe diventare un centro nevralgico dell’Italia di oggi”. Fondazione Cariplo si propone inoltre come suggeritrice di buone pratiche: “La nostra speranza è che i progetti di questi bandi vengano accolti e fatti propri anche dalle istituzioni come strumenti attivi, innescando così una politica diffusa su queste questioni”.

  • Ambiente, diritti umani e futuro: nasce “La Svolta”, iniziativa editoriale di Pietro Colucci

    Pietro Colucci: l’iniziativa cross-mediale “La Svolta” per promuovere uno sviluppo che unisca crescita economica e sostenibilità ambientale, tutela dei diritti e innovazione tecnologica.

    Pietro Colucci

    Pietro Colucci presenta “La Svolta”: i dettagli del progetto

    Incentrata sul fattore della cross-medialità, “La Svolta” si propone come quotidiano di informazione online, periodico di approfondimento cartaceo e community attiva sui social media. L’iniziativa nasce da un’idea dell’imprenditore Pietro Colucci, Direttore Editoriale della testata, insieme alla Direttrice Cristina Sivieri Tagliabue e a Roberto Coizet, fondatore di Edizioni Ambiente, casa editrice specializzata nella cultura della sostenibilità. L’obiettivo è ricondurre l’attenzione sull’importanza di uno sviluppo “che sappia coniugare crescita economica e sostenibilità ambientale, in un quadro di tutela dei diritti e di futuro industriale ispirato all’innovazione tecnologica”, ha commentato Pietro Colucci in merito. Informazione e formazione accompagnate da una grande interazione con i lettori, in un progetto che si focalizza su questioni di primaria rilevanza come l’ambiente, i diritti umani e le prospettive sul futuro: temi trattati con un’attenzione particolare verso l’innovazione, il mondo dei giovani e le trasformazioni socio-economiche odierne.

    Informazione e formazione per la transizione ecologica: le parole di Pietro Colucci

    “Credo fermamente che l’attuale transizione ecologica possa realizzarsi solo se accompagnata da un’adeguata informazione e formazione”, ha aggiunto Pietro Colucci presentando la testata giornalistica. Sono questi, pertanto, i significati alla base de “La Svolta”: “Abbiamo condiviso e sostenuto, assieme a Cristina Tagliabue e Roberto Coizet, la nuova iniziativa de ‘La Svolta’ per continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica ed il mondo delle Imprese”. “La Svolta”, Società Benefit, è partecipata da Sostenya, azionista di controllo del Gruppo Innovatec, che opera nel settore della sostenibilità e della clean technology. Al Gruppo fa capo inoltre Edizioni Ambiente, storica casa editrice impegnata sui temi connessi alla sostenibilità ambientale. La promozione del progetto è iniziata a febbraio a Milano: come evidenziato da Pietro Colucci, per il lancio sono stati realizzati 10 tram personalizzati.

  • Massimo Malvestio: l’intervista di “Focus Risparmio”

    Praude Asset Management Ltd, una storia di passione per la performance: l’intervista di “Focus Risparmio” all’avvocato Massimo Malvestio, fondatore e Presidente del Comitato per gli Investimenti.

    Massimo Malvestio

    Hermes Linder, l’avvocato Massimo Malvestio: dal lancio una performance superiore al 600%

    Finanza e avvocatura si sono intrecciate per oltre 30 anni nel percorso professionale di Massimo Malvestio, oggi alla guida di Praude Asset Management Ltd, società di gestione patrimoniale che ha fondato nel 2009 a Malta. “Sono stato un grande amico di Mario Zarattini e ancora prima che si trasferisse a Lugano e fondasse la sua banca molti erano i progetti nel campo finanziario di cui abbiamo discusso insieme”, ricorda in un’intervista a “Focus Risparmio” dello scorso novembre: “Poi decisi di prendere un’altra strada e l’attività di avvocato mi ha impegnato a tempo pieno, non abbastanza però da farmi perdere una passione che nel tempo, dati i risultati, ha dovuto quasi obbligatoriamente trovare una forma più compiuta”. In qualità di Presidente del Comitato per gli investimenti di Praude Asset Management Ltd Massimo Malvestio ha coordinato il lancio di Hermes Linder, fondo che nel 2017 ha vinto il prestigioso Thomson Reuters Lipper Award nella categoria European Small Cap: “È nato dalle pressioni della mia cerchia di amici che con notevole insistenza mi chiedevano consigli. Nel tempo è cresciuto fino ad avere la forma e la dimensione di oggi. Abbiamo un track record di strategia che parte nel 2004 con una performance dal lancio superiore al 600% e con un rendimento composto dell’11,85%. Il 2021 si sta rivelando uno dei migliori anni di sempre. A fine ottobre il fondo segna +33,76% da inizio anno. Il fondo è gestito da Praude, che conta su tre collaboratori full time basati a Malta, società in cui metto soprattutto a disposizione l’esperienza accumulata negli anni e ricopro il ruolo di Presidente del comitato investimenti”.

    Massimo Malvestio: quello che a noi interessa è fare una buona gestione

    Massimo Malvestio nell’intervista definisce Hermes Linder “un fondo super-value, small-cap long only che fa dell’arbitraggio legale e della profonda conoscenza dell’ambiente economico, finanziario e regolamentare in cui si muove il suo punto di forza”. Non ha nessun benchmark e “investe prevalentemente in Italia e Germania entrambe sopra il 20%”. Non solo: “Ha posizioni significative anche in altri Paesi europei come Olanda, Austria, Svizzera e Irlanda. I titoli principali sono tenuti in portafoglio per un tempo medio maggiore rispetto alla media degli UCITS”. La “spiccata” filosofia value investing, aggiunge l’avvocato, lo rende “un fondo che può legittimamente essere definito “old economy” in cui i settori energia, trasporti, costruzioni, industria e finanza sono molto rappresentati, ma questa non è una scelta ideologica”. Hermes Linder infatti si fonda sostanzialmente sullo studio congiunto dei dati finanziari, dei piani industriali e del contesto normativo a cui è esposta l’azienda: “Questo determina le azioni del team di gestione, e non il settore di appartenenza. L’arbitraggio legale è un altro punto cardine, in quanto permette operazioni opportunistiche che negli anni hanno garantito il successo della performance”. Infine Massimo Malvestio evidenzia come il fondo sia cresciuto per masse ma anche attraverso il passaparola: “Quello che a noi interessa è fare una buona gestione. Il primo e più importante sottoscrittore del fondo Hermes Linder sono io stesso”.

  • La storia di Gruppo Riva tra crescita, investimenti ed espansione internazionale

    Gruppo Riva: dal 1954 a oggi il percorso del primo produttore siderurgico italiano è stato caratterizzato da importanti traguardi. La storia, la crescita internazionale e le privatizzazioni estere.

    Gruppo Riva

    La nascita di Gruppo Riva

    Nato nel 1954 dall’iniziativa di Emilio Riva, pioniere della siderurgia in Italia nel dopoguerra, Gruppo Riva è oggi il primo produttore siderurgico italiano e tra i principali gruppi europei nel settore dell’acciaio. È specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi con acciaierie ad arco elettriche e in oltre 60 anni di attività ha attuato strategie di espansione raggiungendo i più importanti Paesi europei. Oggi il Gruppo conta sull’operato di oltre 5.000 dipendenti e su 21 siti produttivi dislocati tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada: a livello europeo mantiene più del 10% della quota di mercato nei prodotti “lunghi”. Da sempre elevati standard produttivi e una strategia costante di crescita e di investimenti guidano la filosofia aziendale. Ogni anno Gruppo Riva realizza infatti un significativo programma di investimenti finalizzato a migliorare e sviluppare gli aspetti qualitativi della produzione, dei prodotti e dei processi, delle condizioni di sicurezza negli stabilimenti e della compatibilità ambientale.

    Gruppo Riva: la crescita internazionale

    È negli anni ’70 che Gruppo Riva, nonostante la crisi petrolifera mondiale e la conseguente battuta d’arresto della siderurgia europea, effettua i primi importanti investimenti a livello internazionale. Inizialmente acquisisce una quota di minoranza, e successivamente il pieno controllo, della Siderúrgica Sevillana in Spagna; nel 1974 costituisce in Canada, a Montreal, la Associated Steel Industries (ASI); mentre quattro anni più tardi diventa il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina. Nel 1988 avviene la privatizzazione, con l’acquisto di una quota di maggioranza, dell’ALPA (Aciéries et Laminoirs de Paris), società con un impianto di produzione in Francia, a Gargenville. L’anno successivo la produzione d’acciaio raggiunge così 3,2 milioni di tonnellate (di cui 2,1 milioni in Italia e 1,1 milioni in Spagna e Francia) e la produzione di laminati arriva a coprire circa il 10% della produzione di tondo per cemento armato dell’intera Comunità europea. Tocca poi a Belgio e Germania: Gruppo Riva rileva il laminatoio belga n.3 di Charleroi, dotato di una capacità produttiva di 750mila tonnellate l’anno, mentre a Berlino acquisisce gli impianti Brandenburger Elektrostahlwerke e Hennigsdorfer Elektrostahlwerke.

  • Serenissima Ristorazione: nelle scuole si insegna consapevolezza alimentare e sostenibilità

    Infografiche, menu variegati e veri e propri percorsi educativi strutturati insieme ad alunni e docenti: così Serenissima Ristorazione si impegna a sensibilizzare e informare gli studenti delle scuole in cui è attiva su tematiche importanti quali l’educazione alimentare e la sostenibilità.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: non solo servizi mensa

    Serenissima Ristorazione è da sempre impegnata nel campo della sensibilizzazione verso tematiche che spaziano dal benessere alimentare alla lotta agli sprechi. Non solo ristorazione collettiva quindi, perché a un servizio di qualità si affiancano una serie di iniziative ed attività per informare ed educare. Nelle scuole in cui Serenissima Ristorazione è attiva con il suo servizio mensa, in particolare, si distribuiscono kit didattici e si allestiscono isole per la raccolta differenziata e infografiche per aiutare gli alunni nella comprensione e nella scoperta dei piatti del giorno. La collaborazione con i docenti e con gli alunni è fondamentale per avviare percorsi di formazione incisivi ed efficaci: saperne di più sugli alimenti e sulla sostenibilità significa anche essere più consapevoli. Ad esempio, tra gli argomenti più gettonati vi è un percorso su frutta e verdura, così che gli studenti ne imparino l’importanza e le proprietà.

    Serenissima Ristorazione: la salute passa attraverso formazione e sensibilizzazione

    Il supporto educativo offerto da Serenissima Ristorazione tratta anche argomenti nozionistici legati alle diciture più diffuse connesse alla produzione dei cibi che ogni giorno arrivano sulle nostre tavole: si impara quindi cosa significa Km zero, biologico, denominazione di origine protetta, indicazione geografica protetta. Gli alunni arrivano a conoscere anche le tradizioni dei territori dai quali i cibi provengono. Serenissima Ristorazione dedica le sue iniziative anche alla dieta mediterranea e alla piramide alimentare, così come al raccontare e illustrare le peculiarità dei cibi provenienti da altri Paesi del mondo. Le pietanze etniche si trovano ormai comunemente anche nei nostri supermercati ed è quindi utile ed arricchente conoscerle. Si promuove inoltre l’attività fisica e il contenimento degli sprechi con conseguente riduzione dell’impatto ambientale. Infine, si spiega ai ragazzi l’importanza di ridurre il consumo di sale in favore invece di altri condimenti più salutari come le spezie.

  • La storia di Ideal Standard: i prodotti dell’azienda tra funzionalità e design

    Dai sanitari alle docce ma anche vasche, rubinetteria, mobili e accessori per il bagno: i prodotti certificati di Ideal Standard, da oltre 100 anni leader del settore per performance ed eccellenza.

    Ideal Standard

    Ideal Standard: prodotti certificati per i clienti di ieri, di oggi e di domani

    I prodotti Ideal Standard sono garanzia di qualità e solidità: dalle materie prime alla progettazione fino a collaudo e manutenzione, i sanitari, la rubinetteria, docce, vasche, miscelatori, mobili e accessori esclusivi per il bagno sono alla base della reputazione che l’azienda si è costruita in oltre 100 anni di attività arrivando a imporsi come leader del settore. Testati e approvati in modo indipendente, tendono costantemente ai massimi livelli di efficienza, igiene e praticità. L’azienda lavora a stretto contatto con gli organismi di regolamentazione, definendo lo standard dei prodotti che, nel corso della sua storia ultra-centennale, hanno contribuito a rivoluzionare il corso dell’intero settore. Non a caso la leadership nella performance di Ideal Standard è riconosciuta a livello internazionale.

    Ideal Standard: vision e ispirazioni nella storia ultra-centennale dell’azienda

    Nel corso della storia Ideal Standard ha modellato il futuro della progettazione per il bagno: l’azienda, collaborando a stretto contatto con i più importanti designer del periodo, è divenuta un punto di riferimento nella cultura del design: il know-how, la capacità e l’expertise di quanti lavorano quotidianamente all’interno degli undici siti produttivi tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa. L’ampia gamma di prodotti e le soluzioni per il bagno sono progettate nell’ottica di soddisfare le necessità dei clienti, presenti e futuri, come l’azienda si propone di fare da quando è stata fondata: in Ideal Standard la tradizione ispira il futuro, la forma segue la funzione, il design è vitale, l’artigianato è essenziale, la qualità è fondamentale e l’esperienza diventa il tutto. Essere parte di questa visione significa lavorare nell’ottica di creare e rafforzare costantemente l’integrazione tra perfezione funzionale e bellezza estetica: in questo si esprime “il valore intramontabile del design” come lo concepisce e lo esprime l’azienda.

  • ICS Maugeri S.p.A. partecipa al progetto “Musica e Medicina”

    ICS Maugeri S.p.A. prende parte al progetto ideato da Fondazione Bracco per approfondire l’interessante discorso della musica in ambito clinico.

    ICS Maugeri S.p.A.

    ICS Maugeri S.p.A.: il potere curativo della musica

    Fin dall’antichità la musica, e i suoni in generale, venivano utilizzati come un efficace strumento di cura e li si ritrovano in questa forma persino nella mitologia. Ad oggi, il fatto che la musica conservi un potenziale curativo è ormai assodato, al punto che viene effettivamente impiegata a tale scopo in una pluralità di ambiti clinici. Fondazione Bracco, incentrata da sempre sull’esplorazione delle relazioni che si vengono a creare tra cultura, arte e scienza e sui loro effetti positivi sulla vita delle persone, ha pensato di approfondire il rapporto tra musica e medicina attraverso un ciclo di incontri realizzati in collaborazione con ICS Maugeri S.p.A., il Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano e il Museo del Violino di Cremona. Il progetto rappresenta in effetti la naturale prosecuzione del tema "arte e salute" spesso approfondito dalla Fondazione.

    ICS Maugeri S.p.A.: gli incontri nel dettaglio

    Il ciclo di incontri dal titolo "Musica e Medicina" è stato suddiviso in tre giornate e coinvolge tre diverse città: Milano, Pavia e Cremona. Durante il primo incontro al Conservatorio G. Verdi di Milano, tenutosi lo scorso 10 marzo all’interno della Sala Puccini, si è affrontato il tema della musica per la salute materna e fetale. Nel secondo, che avrà luogo nella sede di Pavia di ICS Maugeri S.p.A. il prossimo 7 aprile, si parlerà della musica in ambito neurologico e quindi degli effetti della musica sul cervello. Il terzo e ultimo incontro si terrà invece il 4 maggio all’interno del Museo del Violino di Cremona e vedrà trattata la tematica della musica in ambito ospedaliero. Ogni incontro ha una durata di circa due ore, nel corso delle quali è prevista una sessione di interventi che si concludono con un contributo musicale suonato dal vivo. Per partecipare all’evento gratuito è necessaria l’iscrizione ed è inoltre possibile seguire la diretta streaming sui canali social di Fondazione Bracco.

  • I punti di forza e le competenze del team di SG S.p.A.

    SG S.p.A. è oggi uno dei più importanti player della distribuzione moderna nel settore Technical Consumer Goods sui mercati nazionali e internazionali. La storia e i punti di forza del Gruppo.

    SG S.p.A.

    Le attività di SG S.p.A.

    Con un portafoglio di oltre 1.500 prodotti e più di 3.000 clienti (tra cui Esselunga, Coop, Mediaworld, Amazon, SMA, Metro Italia, Carrefour, Eprice, Groupon, Mondadori, Euronics, Expert, Iper, Il Gigante, Auchan, Conforama, Famila e Despar), SG S.p.A. è il partner ideale delle più grandi catene della GDO e GDS, ma anche dei piccoli e grandi dealer, dei system integrator, dei reseller e degli shop indipendenti. Nata nel 2007 sotto il nome di SG Trading per la commercializzazione di prodotti Telecom Italia, oggi è un importante player impegnato nella distribuzione business-to-business nel settore Technical Consumer Goods. Nel 2010 il Gruppo ha lanciato il proprio marchio di smartphone, telefoni cellulari e accessori Glam’Our e dieci anni più tardi ha inaugurato la divisione Healthcare Solutions per offrire assistenza ad aziende e privati nella reperibilità di dispositivi sanitari e DPI di alta qualità. La crescita costante ha consentito a SG S.p.A. di affermarsi come distributore dei principali marchi premium dell’elettronica come Huawei, Xiaomi, Amazfit, Tim, Panasonic, Roidmi e Sharp.

    Il team e i punti di forza di SG S.p.A.

    SG S.p.A. fa dell’affidabilità, della rapidità e dell’ampio assortimento i punti di forza che da sempre contraddistinguono l’operato aziendale focalizzato sulla distribuzione di dispositivi sanitari, DPI ed elettronica di consumo, sulla gestione di punti vendita di prodotti elettronici e telefonici e sull’attività di barter. Grazie alle quattro sedi di Milano, Roma, Melfi e Bari, il Gruppo distribuisce la merce sul mercato nazionale e internazionale di Europa, America, Africa e Asia e mira a diventare il partner di riferimento nella distribuzione di prodotti di elettronica. Il team di professionisti possiede forti competenze sul riassortimento costante della merce, sull’immediata disponibilità dei prodotti (scelti dopo un’attenta analisi del mercato internazionale) e sulla rapidità di consegna: l’azienda può quindi contare su una rete di vendita capillare, arricchita ulteriormente da processi distributivi e logistici efficienti. I gestionali logistici di ultima generazione presenti nei magazzini consentono infatti a SG S.p.A. di garantire ai clienti la costante disponibilità dei prodotti. Le consegne rapide sulle piattaforme logistiche o sui singoli punti vendita sono state consolidate anche grazie alla partnership siglata con Amazon che garantisce le consegne in 24 ore.

  • Ideal Standard: sanitari e altre soluzioni d’eccellenza per il bagno, la storia dell’azienda

    Ideal Standard: una lunga e importante storia di innovazioni e traguardi quella dell’azienda che si riflette nelle soluzioni e nei prodotti proposti: sanitari, rubinetteria, docce, vasche, mobili e accessori esclusivi per il bagno.

    Ideal Standard

    Innovazione, funzionalità e qualità: la vision di Ideal Standard

    I prodotti e le soluzioni per il bagno proposti da Ideal Standard, in grado di coniugare qualità, funzionalità, innovazione, design, sicurezza e rispetto dell’ambiente, sono progettati nell’ottica di migliorare la vita delle persone: rimodellare le principali dinamiche del vivere moderno impronta i progetti che l’azienda porta avanti proiettandosi costantemente nel futuro per garantire il meglio ai propri clienti e continuare a rivoluzionare il settore. Per Ideal Standard parlano oggi i traguardi raggiunti in oltre 100 anni di storia, le innovazioni tecnologiche introdotte nel settore, i riconoscimenti ricevuti anche per la capacità di conciliare funzionalità e design nelle proprie proposte. Fondamentali in questa prospettiva le numerose collaborazioni avviate con università, architetti, urbanisti e imprese di costruzione di primo piano: dall’arredo bagno ai sanitari fino agli accessori, l’azienda si propone di fornire soluzioni innovative, studiate appositamente per rispondere efficacemente alle esigenze attuali e future dei clienti.

    Ideal Standard: la storia dell’azienda leader nella produzione di soluzioni per il bagno

    Propensione all’innovazione e cura per il prodotto: Ideal Standard ha costruito la propria storia ultra-centennale sull’attenzione alla funzionalità e al design delle proprie proposte. Docce, sanitari, rubinetteria, mobili, vasche e accessori: le soluzioni per il bagno dell’azienda si contraddistinguono da sempre per il loro carattere all’avanguardia. Intuizioni che hanno contribuito a rivoluzionare il corso dell’intero settore: non a caso autorevoli personalità del mondo del design e dell’architettura hanno scelto di collaborare con Ideal Standard dando vita a collezioni che ne impreziosiscono tuttora la storia. Non ultima quella con il rinomato Studio Palomba Serafini Associati che ha curato la progettazione anche del nuovo showroom situato in via Borsi 9 all’interno dell’Headquarter milanese dell’azienda.

  • Francesco Milleri: EssilorLuxottica, iniziative e progetti a favore dell’economia circolare

    Francesco Milleri: l’economia circolare è uno dei pilastri di "Eyes on the planet", il programma lanciato da EssilorLuxottica per promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, il ruolo della circolarità nella crescita responsabile del Pianeta

    La circolarità è un principio fondamentale per tutelare le persone e il pianeta. Non a caso la scorsa estate l’AD Francesco Milleri, nel presentare "Eyes on the planet", la road map per la sostenibilità di EssilorLuxottica, aveva sottolineato come l’economia circolare ne costituisca uno dei pilastri. In linea con l’impegno a favore degli Obiettivi Di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG), il Gruppo attraverso la promozione di iniziative legate all’economia circolare guarda in particolare al raggiungimento del Goal 9 (Industria, innovazione e infrastrutture) e del Goal 12 (consumo e produzione responsabili). L’ottica in cui si muove EssilorLuxottica è contribuire progressivamente all’abbattimento di rifiuti e sprechi implementando modelli di sviluppo basati sul principio delle quattro "R": Ricerca-Riduzione-Riutilizzo-Riciclo. Ma l’impegno del Gruppo guidato da Francesco Milleri non si esaurisce qui: l’obiettivo infatti è arrivare a creare prodotti circolari sin dall’inizio del processo di innovazione grazie ad una progettazione ecologica.

    Francesco Milleri: nelle iniziative di EssilorLuxottica l’impegno concreto per costruire un futuro "bio"

    Il futuro di EssilorLuxottica, in linea con l’impegno ribadito dall’AD Francesco Milleri, è all’insegna del "bio": mai come oggi infatti urge lasciarsi alle spalle una produzione basata su materiali di origine fossile e puntare su fonti rinnovabili che generino meno emissioni, siano biodegradabili e più facili da riciclare. È in questa direzione che guarda il Gruppo: lo dice l’implementazione di strumenti di Valutazione del Ciclo di Vita (LCA, Life-Cycle Assessment) funzionali a portare trasparenza e chiarezza nell’intera supply chain partner ma anche l’introduzione di materiali biologici nell’ampia gamma di prodotti. Basti pensare a collezioni speciali come Arnette e Foster Grant, per citarne alcune. Inoltre il Gruppo sta sviluppando uno strumento LCA interno che ci aiuterà a valutare materiali e prodotti, tenendo conto dei diversi aspetti della sostenibilità. La consapevolezza dell’impatto in tutti i livelli permette infatti di non perdere mai di vista ciò che è realmente importante: per riprendere le parole dell’AD Francesco Milleri "fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento, sia per il Pianeta ci dà ancora maggiore fiducia nel domani".

  • Antonio Liseno: il Don Alfonso del San Barbato è un ristorante stellato

    Il Don Alfonso 1890 San Barbato, nato da una collaborazione tra l’imprenditore Antonio Liseno e Don Alfonso Iaccarino, è stato riconfermato anche quest’anno tra i ristoranti stellati.

    Antonio Liseno

    Antonio Liseno: la Stella Michelin al Don Alfonso San Barbato

    Sebbene non sia tanto facile rientrare nella lista dei ristoranti stellati, considerato l’impegno profuso da Antonio Liseno per trasformare l’hotel San Barbato Spa & Golf in un luxury resort coi fiocchi, era solo questione di tempo. L’imprenditore, originario di Lavello, aveva fatto ricadere la scelta del partner con il quale avviare il ristorante d’alta cucina su Alfonso Iaccarino e la scelta sembra essere stata davvero azzeccata. “Qui troviamo l’ispirazione non solo dei proverbiali classici, ma anche rivisitazioni di ricette più regionali con la massima esaltazione d’ingredienti locali come il peperone crusco. Una cucina moderna, tecnica, volta a dare voce a piccole produzioni del territorio e a sapori dimenticati. Ottima selezione di vini del sud, e non solo, a complemento di una tappa gastronomica da non perdere”, si legge sulla guida Michelin. D’altronde, uno degli scopi di Antonio Liseno era proprio quello di rivalorizzare il territorio dove sorge il lussuoso hotel, con i suoi sapori e le sue tradizioni.

    Antonio Liseno e la collaborazione con gli Iaccarino

    La famiglia Iaccarino è conosciuta in tutto il mondo per aver dato vita al ristorante bistellato Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi. Dopo aver accettato la proposta di Antonio Liseno, Alfonso Iaccarino, la moglie Livia e i due figli hanno così contribuito a portare la cucina d’autore all’interno del resort, sempre contraddistinta da quella passione e da quella filosofia che hanno reso il loro primo ristorante così famoso. In merito alla questione delle collaborazioni, l’imprenditore aveva dichiarato in passato che avere fiducia nelle persone che lavorano insieme a lui e che condividono la stessa passione e lo stesso entusiasmo per l’accoglienza è alla base del suo operato. Dalla partnership con gli Iaccarino è così nato nel 2018 il Don Alfonso 1890 San Barbato, un luogo dove l’eleganza del total black mette ancora più in risalto i piatti d’autore, il panorama circostante e la cucina a vista.

  • L’utilizzo del compost agricolo in un video animato di Ares Ambiente

    Un nuovo impianto per la produzione di compost realizzato da Ares Ambiente: l’azienda, specializzata nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, ne ha raccontato l’utilità con un video animato su Youtube.

    Ares Ambiente

    Ares Ambiente: il rifiuto organico domestico diventa compost per l’agricoltura

    Ares Ambiente rappresenta l’elemento di congiunzione in Italia tra i principali soggetti attivi nella gestione dei rifiuti. È un ruolo di grande attenzione, efficienza e trasparenza, che consente all’azienda di fornire un contributo notevole nelle dinamiche legate alla valorizzazione dei materiali di scarto. Nell’economia circolare è infatti importante recuperare questi ultimi per dar loro nuova utilità. Con questi intenti Ares Ambiente sta realizzando un nuovo impianto per la produzione di compost per l’agricoltura: nel video pubblicato sul canale Youtube aziendale, la realtà di Treviolo (BG) ha raccontato le varie fasi che consentono di utilizzare tale materiale in agricoltura. In particolare, il compost viene creato riproducendo in modo controllato e accelerato i processi che in natura trasformano la sostanza organica al fine di essere riutilizzata quale ammendante nei terreni agricoli o per l’utilizzo nel settore florovivaistico. È un modo efficace per recuperare e riutilizzare il rifiuto organico domestico.

    Ares Ambiente: rapidità e sicurezza nella gestione operativa e documentale del rifiuto

    Grazie a un percorso di efficienza, economicità e trasparenza realizzato negli anni, Ares Ambiente è oggi una realtà consolidata nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Una posizione che l’azienda ha raggiunto specializzandosi nelle attività di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi su tutto il territorio nazionale. Le sue attività includono il trattamento di rifiuti caratterizzati in numerosi codici CER – Codice Europeo dei Rifiuti, in linea con la classificazione “Elenco Europeo dei Rifiuti – EER 2014/955/UE”. Diverse le certificazioni possedute dall’azienda, tra cui Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014). A queste si aggiungono anche il “Certificato di eccellenza” e la “Convalida dichiarazione ambientale”. Ares Ambiente è iscritta presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali Categoria 8 Classe A e Categoria 4F e 5F – Sezione Regionale della Lombardia.

  • Il nuovo progetto editoriale dell’imprenditore Pietro Colucci

    Pietro Colucci, già Presidente e azionista del Gruppo Sostenya, sarà il Direttore Editoriale del giornale, la cui campagna promozionale è partita lo scorso 1° febbraio.

    Pietro Colucci

    Pietro Colucci: il progetto editoriale

    “La Svolta”, questo il nome della nuova testata giornalistica, è frutto di un progetto realizzato insieme a Roberto Coizet, fondatore della casa editrice Edizioni Ambiente, e alla Direttrice Cristina Sivieri Tagliabue. La testata sarà sia un quotidiano di informazione online che un periodico di approfondimento cartaceo e utilizzerà i canali social per instaurare un rapporto con i lettori, attraverso contenuti e dirette video. I principali temi trattati saranno ambiente, diritti umani e futuro, affrontati con una particolare attenzione ai giovani, all’innovazione e alle trasformazioni sociali ed economiche. Per la campagna promozionale di lancio della testata fondata da Pietro Colucci e partita lo scorso 1° febbraio, sono stati utilizzati dieci tram completamente personalizzati, sia all’esterno che all’interno.

    Le dichiarazioni di Pietro Colucci sulla nuova testata giornalistica

    La Svolta Società Benefit nasce come testata giornalista partecipata da Sostenya, azionista di controllo del Gruppo Innovatec, attivo nel settore della sostenibilità e della clean technology. Il Direttore Editoriale di “La Svolta”, Pietro Colucci, ha commentato il lancio della nuova testata giornalistica in questo modo: “Credo fermamente che l’attuale transizione ecologica possa realizzarsi solo se accompagnata da un’adeguata informazione e formazione. Abbiamo condiviso e sostenuto, assieme a Cristina Tagliabue e Roberto Coizet, la nuova iniziativa de La Svolta per continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica ed il mondo delle Imprese sull’importanza di uno sviluppo che sappia coniugare crescita economica e sostenibilità ambientale, in un quadro di tutela dei diritti e di futuro industriale ispirato all’innovazione tecnologica”.

  • La formazione e la carriera politica di Pietro Vignali

    Sindaco di Parma dal 2007 al 2011, Pietro Vignali è un politico, dottore commercialista e revisore legale. La carriera professionale e l’impegno politico.

    Pietro Vignali

    Pietro Vignali: formazione e carriera professionale

    Politico, revisore legale e dottore commercialista, Pietro Vignali è stato Sindaco di Parma dal 2007 al 2011. Nato a Parma nel 1968, ottiene il diploma Classico e successivamente consegue la Laurea in Economia e Commercio presso l’Università della sua città natale. Terminati gli studi, si iscrive all’Ordine dei Dottori commercialisti e dei revisori legali presso il Ministero delle Finanze: è stato revisore legale dei conti per 35 Società di Capitali e consulente di mutui e finanziamenti per imprese. Non solo, è stato inoltre Curatore Fallimentare per il Tribunale di Parma e CTU per la Procura. La passione per la politica ha sempre contraddistinto il percorso di Pietro Vignali: inizialmente diventa commissario provinciale del Partito Popolare Italiano (PPI) e successivamente fondatore e segretario provinciale dei Cristiani Democratici Uniti (CDU). Nel 1995 ottiene l’incarico, che manterrà per quattro anni, di consigliere per la provincia di Parma, occupandosi principalmente di temi ambientali, infrastrutture e sviluppo economico.

    Pietro Vignali: l’attività politica a Parma

    Nel 1998 Pietro Vignali ottiene, dall’allora Sindaco, la delega all’Ambiente e successivamente, dal 2001 al 2007, l’assessorato all’Ambiente, Viabilità e Mobilità Sostenibile. Il suo impegno politico prosegue e nel 2002 viene eletto Consigliere Comunale con un record di circa 4.000 preferenze. L’incarico politico lo conduce nel 2007 alla candidatura a Sindaco: viene eletto primo cittadino di Parma fino al 2011. Durante la sua Amministrazione si distingue per il suo operato grazie all’attuazione di progetti importanti per il contesto nazionale. Tra questi, ad esempio, il Quoziente Familiare e la Carta di Parma per la Sicurezza. Nel 2010, grazie all’impegno di Pietro Vignali e della sua Amministrazione, la città è stata scelta come sede della V Conferenza Mondiale su Ambiente e Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

  • Next4: l’esperienza professionale del Co-Fondatore Davide D’Arcangelo

    Davide D’Arcangelo è Business Developer & Innovation Manager in Next4, club deal investor avviato insieme ad altri soci e specializzato nel mondo dell’open innovation, con progetti focalizzati nei settori Digital Health, Innovability e IT/ICT.

    Davide D'Arcangelo

    Innovation Manager: la biografia professionale di Davide D’Arcangelo

    Classe 1976, Davide D’Arcangelo è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi “Roma Tre”. Nel corso della sua carriera ha sviluppato ampie competenze specialistiche in materia di innovazione, politiche industriali, reti di impresa e cluster tecnologici. Annovera inoltre una consolidata esperienza nel supportare gli enti locali nel settore dei fondi europei. Oggi è attivo nel club deal investor Next4 nei ruoli di Business Developer & Innovation Manager. Tra i suoi incarichi attuali, anche quello di Vice Presidente del network di imprese Impatta. Recentemente è entrato a far parte del comitato scientifico di Fondazione Italia Digitale, prima Fondazione in Italia dedicata alle policies digitali a livello pubblico e privato. In qualità di Investor Relator Davide D’Arcangelo collabora con importanti scale-up, tra cui Speri Ingegneria, AAtech e Termo S.p.A.

    Innovation Manager e Investor Relator: le attività di Davide D’Arcangelo nel settore pubblico e privato

    Davide D’Arcangelo è attivo nel Nucleo di valutazione dei progetti di Ricerca della Regione Lazio, nella task force nazionale di Anip – Confindustria ed è membro del Comitato Tecnico Scientifico di Anci Lazio e del Training Camp IFEL Campania. Iscritto all’albo MISE degli Innovation Manager, è consulente per la transizione digitale per enti pubblici quali MEF, Anci, IFEL e Confindustria. Da diversi anni si occupa di progetti relativi alle politiche industriali e le animazioni territoriali, in particolare come consulente di CCIAA Roma, Roma Città Metropolitana, CNA Roma, Confcommercio Roma, Provincia di Frosinone e Comune di Latina. In passato è stato Partner di “Iniziativa” e ha collaborato con il Parco Scientifico di Castel Romano occupandosi di finanza per l’innovazione. Nel settore privato ha collaborato come advisor per Lucciola & Partners S.r.l. e Orrick Herrington & Sutcliffe, nonché in progetti di ricerca finanziati da Menarini S.p.A., IBM S.p.A., Novamont S.p.A., Luiss Business School, IBI-Lorenzini S.p.A., IRCSS San Raffaele, Noovle S.p.A., Giomi S.p.A., Sigma Tau S.p.A. e Corden Pharma S.p.A. Davide D’Arcangelo ha all’attivo numerosi articoli, ricerche e studi pubblicati in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma (Facoltà di Economia e Gestione delle Imprese). Nel 2019, in occasione dell’evento “Eccellenze Made in Italy”, è stato premiato alla Camera dei Deputati per la sua esperienza nel settore delle politiche industriali.

  • Massimo Malvestio: imprese e finanza, l’intervista di “Nordest Economia” all’avvocato

    “Il Triveneto deve fermare l’emorragia dei suoi giovani più qualificati e attrarre nuovi talenti. Occorre salvare il policentrismo del territorio”: intervista all’avvocato Massimo Malvestio.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio, l’intervista: private equity e quotazioni in Borsa, boom di operazioni per le imprese del Nordest

    La quotazione in Borsa. Il private equity. Per raccogliere capitali e crescere ulteriormente molte società del Nordest negli ultimi mesi hanno deciso di optare per una di queste soluzioni. Ne parla l’avvocato Massimo Malvestio in una recente intervista rilasciata a “Nordest Economia”: secondo il Presidente del Comitato per gli investimenti di Praude Asset Management si tratta di un fenomeno “che si consoliderà e si svilupperà se il quadro legislativo rimarrà favorevole” nonostante i costi di quotazione siano ancora “molto alti e non proporzionati nei casi di imprese che puntano a raccogliere sul mercato soltanto qualche milione di euro”. Per quanto riguarda il private equity, invece, il parere dell’avvocato è favorevole: “un’opportunità se l’imprenditore è in grado di gestirla”. I fondi di private equity apportano capitali che, come spiega Massimo Malvestio, costituiscono “una leva fondamentale per lo sviluppo delle imprese e quindi del territorio, e rafforzano i presidi di trasparenza nella comunicazione”. E anche quando investono in quote di minoranza rappresentano “quasi sempre una ottima opportunità per imprenditori attrezzati per gestire il rapporto”. Diversamente, nei casi in cui “acquistano la maggioranza facendo ricorso in maniera prevalente al debito e puntano a rivendere il prima possibile, senza mostrare alcun attaccamento verso l’impresa, la sua storia, la gente che ci lavora, il territorio che quell’impresa ha espresso, allora diventano socialmente pericolosi”.

    Massimo Malvestio: salvare il policentrismo del territorio e attrarre nuovi talenti, l’opinione dell’avvocato

    Borsa e private equity, secondo Massimo Malvestio, sono soluzioni efficaci anche in risposta alla desertificazione bancaria che sta colpendo i territori. “Il Triveneto non esiste più in termini bancari a parte Cassa Centrale a Trento e a parte la provincia di Bolzano. Le casse di risparmio, le banche popolari e quelle di credito cooperativo sono state private dei rispettivi tratti tipici per via normativa e spinte verso il modello di Spa. Ora si è persa anche Cattolica Assicurazioni, e in questo caso neppure sarebbero mancati i soldi. È così che si diventa periferia, un po’ alla volta”, osserva il Presidente del Comitato per gli investimenti di Praude Asset Management. Un punto su cui l’avvocato torna più volte nel corso dell’intervista: “Occorre salvare il policentrismo del territorio: il Covid ha rilanciato i centri minori ed è un’opportunità enorme. Abbiamo carte straordinarie da giocare: non solo il paesaggio, ma anche la qualità della convivenza, un sistema sanitario ai vertici mondiali, le università e un sistema di imprese formidabile. Dobbiamo fermare la deriva a diventare periferia e su questo in effetti bisogna pensare un po’ di più”. Il PNRR in quest’ottica gioca un ruolo fondamentale, come evidenzia Massimo Malvestio: “È importante che le risorse in arrivo vengano impiegate per investimenti in grado di sostenere la competitività del territorio. Il Triveneto deve fermare l’emorragia dei suoi giovani più qualificati e attrarre nuovi talenti”.

  • Giampiero Catone: Russia – Ucraina, l’impatto della guerra sull’economia e la strategia UE

    Sul quotidiano “La Discussione” un approfondimento a cura di Giampiero Catone dedicato al vertice UE di Versailles. L’Unione Europea si prepara ad affrontare le conseguenze economiche del conflitto russo – ucraino: sul tavolo una strategia comune su difesa ed energia.

    Giampiero Catone

    Giampiero Catone: inflazione, caro energia e volatilità dei mercati i possibili effetti del conflitto

    I Paesi europei si trovano di fronte ad un’enorme sfida economica: contenere gli effetti, già in corso, della guerra scoppiata in Ucraina. Effetti che, senza un intervento rapido, sono destinati a peggiorare. La strategia delineata dal Consiglio Europeo tenutosi pochi giorni fa a Parigi va in due direzioni. Più fondi per la spesa militare ma soprattutto un piano per l’autonomia energetica. L’impatto sulle economie ci sarà, e anche l’Italia dovrà prepararsi a subirne le conseguenze, avverte Giampiero Catone. In un editoriale pubblicato sul quotidiano “La Discussione”, il giornalista ricorda le recenti parole di Valdis Dombrovskis, Vice Presidente Esecutivo della Commissione Europea, che ha parlato di “aumento dell’inflazione, una maggiore pressione sui prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari”, oltre che di volatilità dei mercati. L’inasprimento delle sanzioni, che in questi giorni si sono estese anche alla Bielorussia, andrà probabilmente a peggiorare il clima economico. Tuttavia, scrive Giampiero Catone, l’Europa è pronta a rispondere in maniera “corale” alle minacce russe su gas e petrolio: “L’Unione metterà in campo tutte le iniziative per difendere crescita, energia, materie prime e import”.

    Giampiero Catone: “UE, sviluppo di fonti energetiche alternative. Attenzione al caro bollette”

    Nel dettaglio, durante il vertice il Consiglio ha discusso l’ipotesi di un piano stile “Recovery Plan”. L’obiettivo del nuovo fondo è duplice. Aumentare budget e attività di difesa dei Paesi dell’Unione e trainare l’Europa nell’affrancamento energetico. “Bisogna annullare la dipendenza delle economie europee da gas, petrolio e carbone russo – spiega Giampiero Catonesviluppando al più presto delle energie e fonti alternative. Così come sarà urgente per ogni Paese – aggiunge – un intervento per mitigare il caro bollette soprattutto per le famiglie a più basso reddito e le piccole e medie imprese”. Intanto il gas russo continua ad alimentare l’Europa. Risorse con cui la Russia può continuare a finanziare la guerra. Per questo la Commissione guidata da Von der Leyen ha già stabilito che entro il 2027 l’Unione non farà più affidamento sui combustibili sovietici: “La Commissione Europea con una nuova direttiva è decisa a far giocare un ruolo attivo anche ai cittadini. L’obiettivo è tagliare di due terzi la dipendenza dal gas russo: un obiettivo difficile però realizzabile – conclude Giampiero Catonese davvero ci impegneremo”.

  • Nuovo ingresso nell’Advisory Board di Valore Italia: Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti, Commissario di Fondazione Cariplo, porterà il suo contributo alle attività del Centro di Formazione e Ricerca per il restauro realizzato da Enaip e Umana Forma.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: Valore Italia, il restauro riparte da Milano

    Rilanciare la storica Scuola di Restauro di Botticino creando un luogo dinamico e interdisciplinare dove coniugare tradizione e nuove metodologie utili ai restauratori del futuro. È la mission di Valore Italia Impresa Sociale, il Centro di ricerca e Alta formazione nato a Milano nel 2019 per volere di Fondazione Enaip e Umana Forma. Ed è proprio nella città che sono state trasferite le attività della scuola sorta nel comune bresciano. Al progetto prenderà parte anche Andrea Mascetti, recentemente nominato componente dell’Advisory Board. Profondo conoscitore del settore culturale italiano, è l’ottavo membro del Comitato Consultivo di Valore Italia, organo che fornisce supporto e consulenza al management della società, composto dal Presidente Alessandro Tarpini e dai Consiglieri Delegati Giuseppe Venier e Salvatore Amura. Coordinatore della Commissione Arte e Cultura, nonché componente della Commissione Centrale di Beneficenza, Andrea Mascetti porterà con sé le competenze acquisite in anni di impegno in Fondazione Cariplo e contribuirà al lancio del nuovo anno accademico, che per la prima volta nella storia della Scuola di Botticino si svolgerà a Milano.

    Andrea Mascetti: Valore Italia, i dettagli del progetto

    L’ingresso di Andrea Mascetti nell’ADBO nasce dalla volontà degli enti sostenitori del progetto, di partecipare attivamente alla creazione di nuove professionalità nel settore, considerato da sempre strategico, dei Beni Artistici e Culturali. Nel nord Italia la Scuola di Botticino e la Scuola di Restauro di Venaria sono infatti gli unici due istituti di restauro con corsi accreditati per legge. La formazione rappresenta uno dei pilastri centrali di Valore Italia: il trasferimento dell’antica Scuola dalla provincia di Brescia al centro di Milano nasce dall’esigenza di allargare l’ambito di azione oltre che alle materie tradizionali del restauro, ai nuovi ambiti del contemporaneo, del design e dell’artigianato. L’anno accademico 2022 partirà il prossimo settembre e si svolgerà in un edificio nel nuovo complesso di MIND (Milano Innovation District), dove oggi si trova la sede milanese della scuola, con i laboratori siti invece in via Cosenz 54, all’interno del Bovisa Design District. Nei prossimi mesi Andrea Mascetti siederà nell’Advisory Board al fianco di Angelo Crespi (Direttore Scientifico), Patrizia Asproni (Fondazione Industria e Cultura), Maria Raffaella Caprioglio (Umana Forma), Erica Corti (Milano Servizi), Isabella Villafranca Soissons (Open Care), Sabrina Fiorino (Cdp) e Martino Troncatti (Enaip).

  • L’arte dei fumetti: Federico Motta Editore ripercorre le origini e rievoca gli studi di Eco

    Oggi il fumetto coinvolge in particolar modo le generazioni più giovani. Per diversi anni questo genere è però stato considerato un mondo separato dal resto del panorama editoriale: Federico Motta Editore ricorda come Umberto Eco fu tra i primi italiani a riconoscere la dignità artistica dei fumetti analizzandoli dal punto di vista analitico nei suoi studi di semiotica.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore rievoca gli studi di Umberto Eco

    Descritto dallo scrittore Gianrico Carofiglio come “un dotto professore il quale aveva il coraggio di scrivere che Charles M. Schulz, il creatore dei Peanuts, faceva poesia”, Umberto Eco ha saputo analizzare il fumetto attraverso un approccio originale. Da quel momento, sottolinea la Casa Editrice Federico Motta Editore, venne meno quella divisione convenzionale che separava la cultura “alta” da quella “bassa”. Non solo i classici del pensiero e della letteratura, ma anche i personaggi televisivi, i supereroi e i romanzi polizieschi hanno catturato l’attenzione di Eco: all’epoca considerati moderni, quei saggi sono ancora oggi dei capisaldi degli studi di comunicazione. Attraverso i contenuti presenti nel volume “Historia”, diretto da Umberto Eco, Federico Motta Editore ricorda gli studi del semiologo, filosofo, scrittore e linguista italiano che spesso hanno sconfinato in altri ambiti della comunicazione, inclusa la cultura di massa.

    Federico Motta Editore ripercorre le origini del fumetto

    Era il 1896 e il fumettista statunitense Richard Felton Outcault introdusse per la prima volta il baloon nella sua serie The Yellow Kid. Il baloon, precisa Federico Motta Editore, è la tipica nuvoletta in cui vengono riportati i pensieri e le parole dei personaggi. Quello stesso anno un’altra novità cambiò ulteriormente il modo di scrivere i fumetti: le vignette satiriche, che prima erano formate da un’unica scena, diventarono sequenze di vignette. Grazie a questo cambiamento i disegni delle storie raccontate poterono mostrare maggiore movimento. Nel 1907 l’introduzione delle strisce umoristiche consentì invece di proseguire la stessa storia da un giorno a quello successivo. Come ricorda il saggio pubblicato su “Historia” di Federico Motta Editore, la striscia comica lasciò successivamente spazio ai fumetti non umoristici: fu infatti la pubblicazione di Tarzan nel 1929 a inaugurare il filone avventuroso. Gli anni ’30 infine aprirono la strada alle pubblicazioni periodiche dedicate esclusivamente ai fumetti, i comic book.

  • SG S.p.A. portavoce del settore della distribuzione: ecco cosa è accaduto durante la pandemia

    SG S.p.A. interviene sulle difficoltà affrontate durante la pandemia dal comparto, proponendo la prospettiva di una realtà che è stata interessata da vicino.

    SG S.p.A.

    SG S.p.A. sull’importanza della supply chain nella distribuzione

    Il settore della distribuzione è completamente dipendente dalla cosiddetta supply chain, altrimenti nota come catena di approvvigionamento. Con tale locuzione si indica il complesso processo che, tramite il coinvolgimento di più figure professionali, permette di portare sul mercato un prodotto. Uno dei principali agenti è rappresentato dal settore del trasporto dei beni, soprattutto lo shipping marittimo. SG S.p.A., con questa premessa, intende confutare le ripetute accuse mosse dai mass media al settore, i quali hanno spesso semplificato la questione parlando di shortage di materie prime. L’intero comparto dei trasporti è stato duramente colpito dalla pandemia, innescando una sorta di effetto domino con enormi ripercussioni su tutti gli agenti della catena, che ha poi portato le TV nazionali a trasmettere le immagini di scaffali completamente vuoti all’interno dei supermercati.

    SG S.p.A.: il settore dei trasporti era in difficoltà già prima del Coronavirus

    Se da un lato è indubbio che il Coronavirus abbia dato una forte batosta al settore, SG S.p.A. ci tiene a sottolineare che il sistema di approvvigionamento globale era già da tempo messo in ginocchio da altri mali. La sua incapacità di rispondere agli stimoli del mercato e di crescere insieme ad esso rappresenta, ad esempio, un primo tallone d’Achille. Se poi si aggiunge che la manodopera scarseggia, le infrastrutture non sono efficienti e mancano gli addetti alla distribuzione finale, è facile comprendere come un mercato dipendente dalle performance dei trasporti sia stato rapidamente sottomesso dalla crisi scaturita dalla pandemia. I dati raccolti dalla Sea-Intelligence mostrano infatti che nell’ultimo anno c’è stato un incremento medio dei ritardi pari a 7,33 giorni e che nessun vettore è riuscito a raggiungere il 50% di arrivi puntuali. Alcuni sono arrivati solo al 14% di consegne puntuali.