Autore: articolinews

  • Massimo Malvestio: aziende venete, vantaggi e rischi di un rilancio che passa per la Borsa

    “Imprese familiari possono stare in Borsa con successo, ma il gioco deve valere la candela”: l’avvocato Massimo Malvestio in un’intervista pubblicata sul “Corriere del Veneto”.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: per entrare e rimanere in borsa serve ragione strategica

    Dall’esordio di Stevanato Group a Wall Street alla fusione tra Italian Wine Brands ed Enoitalia, “il primo gruppo del vino italiano, già in partenza quotato”. Le aziende venete sono state protagoniste di un’estate ricca di operazioni in Borsa. Non solo ingressi ‘stellari’, ma anche esempi come quello di Carraro e Sicit, che invece hanno deciso di dare il via al delisting. A parlarne il “Corriere del Veneto”, che ha realizzato un focus sulle strategie di rilancio delle imprese venete negli ultimi mesi. Nell’articolo l’intervento dell’avvocato Massimo Malvestio, Presidente del Comitato per gli Investimenti di Praude Asset Management Ltd, che ha evidenziato i rischi connessi alle operazioni in Borsa, in particolare per aziende di piccole e medie dimensioni. L’entrata e la permanenza in Borsa si traduce innanzitutto in costi importanti. “Se una società non ha una chiara ragione strategica o un ritorno in termini di valutazione o immagine – ha dichiarato – per me non ha senso pensarci”. E non sempre, aggiunge, le quotazioni sono così alte come accaduto recentemente nel Veneto: “Se l’effetto è ottenere valutazioni inferiori a quelle che pagherebbe un fondo d’investimento per entrare nel capitale – sostiene Massimo Malvestioho i miei dubbi che il gioco valga la candela”.

    Massimo Malvestio: necessario sviluppare un vero mercato del Private Equity

    La vicenda del delisting avviato dal Gruppo Carraro, continua l’avvocato, è la testimonianza di come entrare in Borsa non significhi automaticamente ottenere dei benefici. Per Massimo Malvestio la multinazionale leader nella produzione metalmeccanica, “ha fatto bene a sganciarsi da una situazione di un titolo sostanzialmente illiquido e anche a lungo sottovalutato”. Quello di Carraro è però un caso, anche le imprese familiari possono avere successo grazie ad un’eventuale quotazione. Ma è opportuno iniziare a cercare altre soluzioni operative più semplici, soprattutto per le PMI. Ecco perché l’avvocato spinge per un “vero mercato del Private Equity”: “In giro c’è tanta liquidità, mano a mano che una cultura della trasparenza e della legalità si diffonderà – come già sta succedendo – tra le piccole imprese, si apriranno opportunità di crescita con capitali privati”. Si tratta, conclude Massimo Malvestio, di “un’opportunità non solo per family office ma anche per investitori meno importanti”.

  • Procida è la “Capitale italiana della cultura” 2022: FME Education e la cultura nazionale

    “Capitale italiana della cultura” è uno dei progetti nati con l’obiettivo di mettere in risalto la ricchezza culturale del territorio nazionale: la Casa Editrice FME Education è da sempre impegnata nella diffusione della cultura italiana e per tale ragione condivide i valori delle iniziative nazionali volte a dare risalto all’intero ecosistema.

    FME Education

    “Capitale italiana della cultura”: il progetto condiviso da FME Education

    Ogni anno il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo assegna il titolo di “Capitale italiana della cultura” permettendo alla città vincitrice di promuovere il proprio profilo culturale attraverso una serie di iniziative ed eventi. Sono numerose le realtà italiane che sostengono il progetto con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico-culturale nazionale: FME Education, Casa Editrice fondata a Milano nel 2013, è da sempre impegnata nella diffusione della cultura e della conoscenza in Italia condividendo i presupposti delle più importanti iniziative culturali realizzate sul territorio nazionale. Il progetto “Capitale italiana della cultura” è stato avviato nel 2015 non solo per sostenere e rilanciare la ricchezza culturale dell’Italia, ma anche per migliorare i servizi offerti a turisti e visitatori. Per l’anno 2020 – e anche per il 2021, a seguito dell’emergenza COVID 19 – la città di Parma è stata designata Capitale italiana della cultura.

    FME Education condivide la scelta di Procida come vincitrice 2022

    Con il progetto di valorizzazione “Procida, la cultura non isola”, la perla del Golfo di Napoli è stata nominata la “Capitale italiana della cultura” per l’anno 2022 primeggiando su altre finaliste quali Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Volterra e Verbania. “Il contesto dei sostegni locali e regionali, pubblici e privati, è ben strutturato; la dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria; la dimensione laboratoriale che comprende aspetti sociali di diffusione tecnologica è importante per tutte le isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee”. Secondo la giuria il progetto di Procida, in linea con i valori da sempre sostenuti da FME Education, “potrebbe determinare, grazie alla combinazione di questi fattori, un’autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del Paese. Il progetto è inoltre capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura che dalla piccola realtà dell’isola si estende come un augurio per tutti noi, al Paese nei mesi che ci attendono”.

  • Italchimica: la storia di una crescita tra innovazione e sostenibilità

    Italchimica fa dell’innovazione, dell’italianità e della trasparenza i suoi valori fondanti: l’impegno sul fronte della sostenibilità ne costituisce un tratto distintivo.

    Italchimica

    Italchimica punto di riferimento nel settore della pulizia professionale, in Italia e all’estero

    Italchimica nasce nel 2003 su iniziativa della famiglia Fioretto che in meno di venti anni l’ha portata ad essere un punto di riferimento nel settore della pulizia professionale in Italia e all’estero. È anche grazie agli elevati standard d’innovazione che ne contraddistinguono la produzione fin da quando è nata che l’azienda si è conquistata nel tempo la fiducia di un numero sempre più importante di clienti. Nel 2006 si espande con l’acquisizione di India S.p.A., aumentando notevolmente la capacità di produzione. Entrambe le sedi di Italchimica sono dislocate nella zona industriale di Padova: la prima è stata costituita nel 2010 e rappresenta il cuore legale-amministrativo e produttivo dell’azienda, la seconda è formata dal polo logistico. Il 2013 segna la nascita dei due brand della “Divisione Professional” a cui fa seguito un ulteriore ampliamento con diverse linee produttive e showroom aziendale nel 2020. Attiva oggi in 51 Paesi, il 90% dei quali in Unione Europea, annovera nove brand. Il fatturato totale ha raggiunto i 93 milioni di euro nel 2020.

    Italchimica: il ruolo prioritario della sostenibilità

    Italchimica ha plasmato la propria crescita su valori quali innovazione, italianità e trasparenza. Ma anche l’attenzione per l’ambiente rappresenta un’altra grande priorità per l’azienda. La sostenibilità riveste un ruolo centrale nelle scelte strategiche. Negli ultimi anni Italchimica ha deciso di fare un ulteriore passo avanti, allineando i propri obiettivi con quelli dell’ONU presenti nell’Agenda 2030. Dal 2019 l’impegno è descritto nel Rapporto di Sostenibilità pubblicato annualmente: qui sono riportati in totale trasparenza tutti i dati e le informazioni relativa alle iniziative promosse sul fronte della responsabilità ambientale, sociale ed economica. È l’unico in Italia ad essere riconosciuto dall’organizzazione internazionale indipendente Global Reporting Initiative.

  • Gruppo Green Power: efficienza energetica a costo zero con il Superbonus 110%

    Consapevole delle difficoltà amministrative e tecniche, Gruppo Green Power ha creato una serie di servizi specifici per il Superbonus 110%.

    Gruppo Green Power

    Gruppo Green Power: l’importanza di un supporto a 360°

    Il Superbonus 110% è una misura del Governo Italiano che nasce per rispondere alle sfide dell’emergenza climatica e allo stesso tempo dare impulso all’economia del Paese. L’aliquota al 110% è prevista per tutti gli interventi che riguardano l’efficientamento energetico degli edifici. Gruppo Green Power offre un servizio che consente ai clienti di perseguire nel proprio progetto di riqualificazione energetica. Il team del Gruppo è a disposizione in ogni fase del processo. Da quelle iniziali, che prevedono attività amministrative come verifiche catastali e pre-Ape, fino alla scelta dei prodotti adatti alla tipologia di interventi programmati. Inoltre, in alternativa alla detrazione, Gruppo Green Power dà ai clienti la possibilità dello sconto in fattura.

    Gruppo Green Power: i servizi legati al Superbonus

    Un ulteriore vantaggio offerto da Gruppo Green Power è la possibilità di verificare gratuitamente i requisiti minimi per ottenere il Superbonus, tra i quali va ricordato il miglioramento di almeno due classi energetiche. L’azienda ha infatti attivato un numero verde – 800 125 858 – da contattare per assicurarsi che il proprio progetto sia in linea con quanto richiesto. Con la sua esperienza più che decennale nel settore, Gruppo Green Power affianca i suoi clienti a 360°, aiutandoli a rendere gli edifici più sostenibili e a fare la propria parte per un mondo e un futuro migliori.

  • Giornata del Ricercatore: Walter Ricciardi, Direttore Scientifico di ICS Maugeri S.p.A., favorevole al Green Pass

    Tenutasi presso l’Auditorium di Pavia lo scorso 20 luglio, la Giornata del Ricercatore ha visto gli interventi di importanti personalità del settore. Tra queste anche Walter Ricciardi, Direttore Scientifico di ICS Maugeri S.p.A.

    ICS Maugeri S.p.A.

    Giornata del Ricercatore: Walter Ricciardi (ICS Maugeri S.p.A.) interviene sul Green Pass

    Organizzato in occasione della Giornata del Ricercatore da ICS Maugeri S.p.A. Società Benefit, con il patrocinio della Fondazione Salvatore Maugeri, l’evento di approfondimento su ricerca e innovazione ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Direttore Scientifico Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza. Parlando della situazione pandemica in Italia, Ricciardi ha invitato tutti quanti a vivere questo mese con “razionalità ed equilibrio”. Per la società diventa quindi fondamentale riorganizzarsi in maniera razionale, consentendo la frequentazione di “tutti i luoghi pubblici dove ci si assembra ai soggetti immuni, quindi protetti dalla vaccinazione, o che hanno avuto il Covid o negativi”, ovvero tutti quelli che hanno i requisiti previsti dal Green Pass. Grazie al vaccino, che “protegge contro la malattia grave, contro l’ospedalizzazione, contro l’ingresso in terapia intensiva, e rappresenta lo strumento principale per avere una vita normale”, si può guardare al futuro con speranza, ma non va abbassata la guardia. Anche i vaccinati devono agire con cautela, comportandosi responsabilmente “perché questa variante Delta non dà problemi gravi ma può infettare i soggetti vaccinati”, i quali a loro volta possono trasmettere l’infezione ai soggetti non vaccinati.

    Gli interventi alla Giornata del Ricercatore di Mario Melazzini (ICS Maugeri S.p.A.) e Rino Rappuoli (GlaxoSmithKline)

    Sono intervenuti alla Giornata del Ricercatore anche Mario Melazzini, Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., e Rino Rappuoli, Direttore Scientifico e Responsabile Ricerca e Sviluppo di GlaxoSmithKline. Rappuoli ha parlato della ricerca sulle terapie, sottolineando come, grazie alla scienza e alle nuove tecnologie, si sia ottenuto “un risultato straordinario, quello di essere riusciti a produrre i vaccini contro il Covid in soli 10 mesi”. L’obiettivo ora è fronteggiare il pericolo delle varianti e per questo, forse sarà necessaria “una terza dose di vaccini, a distanza di 6 mesi o un anno dalle prime due”. Contemporaneamente, si sta sviluppando “un anticorpo monoclonale di seconda generazione che ha già superato la prima fase clinica, con risultati eccellenti anche contro tutte le varianti”. A Rino Rappuoli ha fatto eco Mario Melazzini, che si è soffermato sull’importanza della ricerca scientifica abbinata alle innovazioni tecnologiche in questo anno e mazzo di lotta contro il Covid-19. L’augurio del dott. Melazzini è che “grazie ai fondi del Pnrr, aumentino gli investimenti a sostegno della ricerca in Italia. E sarà fondamentale anche la riforma degli Irccs, che dovrà garantire ai nostri istituti un ruolo importante a livello internazionale”.

  • Francesco Milleri: EssilorLuxottica, i numeri del primo semestre 2021

    EssilorLuxottica, la performance del primo semestre 2021 nelle parole dell’AD Francesco Milleri: annunciato anche l’obiettivo della carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, la crescita nel primo semestre 2021

    Nonostante le difficoltà economiche dovute alla pandemia, EssilorLuxottica sorride nel primo semestre 2021. Risultati più che positivi per il Gruppo guidato da Francesco Milleri: in crescita il fatturato a 8,768 miliardi di euro (+5,7%): solo nel secondo trimestre è stato pari a 4,709 miliardi (+9,2% rispetto al secondo trimestre 2019 a cambi costanti). L’utile operativo aumenta del 35% rispetto al 2019 a cambi costanti mentre per la generazione di cassa arrivata a 1,2 miliardi si può parlare di record. "Abbiamo scritto alcune pagine importanti della storia di EssilorLuxottica. Abbiamo definito la nostra governance e costruito una Società unica, continuando ad espandere la nostra presenza retail in Europa grazie al completamento dell’acquisizione di GrandVision" hanno spiegato in merito l’Amministratore Delegato Francesco Milleri e il Vice AD Paul du Saillant. E sul fronte dell’e-commerce nel secondo trimestre 2021 EssilorLuxottica registra un +66% raggiungendo il 9% del fatturato totale: "Quello che stiamo raccogliendo è il frutto della continua attenzione a prodotti e marchi di qualità, di una supply chain efficiente e di una comunità globale di persone coinvolte e motivate, tutti elementi che ci hanno aiutato a raggiungere questi traguardi".

    Francesco Milleri: sostenibilità, entro il 2025 il raggiungimento della carbon neutrality nelle attività aziendali

    "Siamo orgogliosi di condividere la nostra nuova roadmap per la Sostenibilità, "Eyes on the Planet", costruita attorno a importanti pilastri come la carbon neutrality, la circolarità, la buona vista nel mondo, l’inclusione e l’etica": in concomitanza con la presentazione dei risultati del primo semestre 2021, l’AD di EssilorLuxottica Francesco Milleri si è soffermato anche sull’impegno concreto di EssilorLuxottica per uno sviluppo sostenibile e inclusivo. "Come segno del nostro impegno a lungo termine in questo ambito, annunciamo oggi il nostro obiettivo di raggiungere la carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025, a partire dall’Europa entro il 2023" ha sottolineato in merito unitamente al Vice AD Paul du Saillant. "Fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento sia per il pianeta ci dà ancora maggiore fiducia nel domani" ha ricordato infine l’AD Francesco Milleri.

  • Italchimica seconda agli AIDP Award 2021 grazie al progetto “Together is Better”

    Italchimica nasce agli inizi degli anni 2000 da un’idea della famiglia Fioretto: oggi la società è diventata uno dei punti di riferimento nell’ambito della pulizia professionale, Horeca e nella produzione di cosmetici.

    Italchimica

    Italchimica: il leader di detergenti e cosmetica in prima linea per le Risorse Umane

    La pandemia ha provocato enormi cambiamenti nella gestione delle risorse umane all’interno delle aziende. Queste ultime sono chiamate ad affrontare un processo di trasformazione che dovrà tenere conto del nuovo scenario economico e sociale: è l’impegno che hanno dimostrato le realtà vincitrici dell’ultima edizione degli AIDP Award. Quest’anno l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale ha deciso di premiare i progetti aziendali che si sono distinti per creatività e capacità innovative in tema di Human Resource. Tra queste anche Italchimica: la realtà padovana fondata dalla famiglia Fioretto si è aggiudicata il secondo posto davanti a società come Gi Group, Esselunga e Tim. Attiva da quasi 20 anni nella produzione di detergenti e cosmetici, ha conquistato il podio in una competizione che ha visto la partecipazione di oltre 60 aziende. Il concorso, giunto alla decima edizione, ha riconosciuto gli sforzi di Italchimica, che grazie al progetto “Together is Better” è riuscita a mantenere alta l’attenzione sull’importanza di dipendenti, collaboratori e manager.

    “Together is Better”: l’iniziativa di Italchimica dedicata alle HR

    Condividere know-how, esperienze e best practices con l’obiettivo di ripensare i processi aziendali. È il leitmotiv di “Together is Better”. L’iniziativa di Italchimica premiata dall’AIDP punta a coinvolgere sempre più aziende nella ricerca di nuove soluzioni e di modelli alternativi da applicare alla dimensione HR. Un processo avviato nel 2020, come racconta il Responsabile delle Risorse Umane Stefano Belloni: “Abbiamo iniziato a segnalarci i lavoratori a tempo determinato, così da valorizzarne l’investimento formativo, garantendo alle persone una vita lavorativa più stabile e a ‘km 0′”. Un progetto che Italchimica intende portare avanti e soprattutto ampliare: “I prossimi passi saranno la condivisione dei piani formativi, il coordinamento dei piani di welfare del personale e un progetto di car sharing multi-aziendale per rendere più sostenibili i tragitti casa-lavoro. Per il futuro – conclude il Responsabile HR – stiamo studiando la fattibilità di sviluppare percorsi di carriera interaziendali”.

  • Riva Acciaio: scorie e polimeri, esempi pratici per un’economa sostenibile e circolare

    La transizione green è ormai alle porte e l’industria siderurgica deve rimanere al passo. Riva Acciaio dimostra che è possibile inserire la produzione dell’acciaio in un sistema di economia circolare.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: acciaio più green con polimeri provenienti dai rifiuti

    Oggi la sostenibilità è uno dei temi al centro dell’atteso rilancio post-pandemico. Non si tratterà di una semplice crescita economica bensì di un vero e proprio cambiamento di paradigma. Le aziende di ogni settore dovranno adeguarsi a modelli di business dove i valori ambientali e sociali diventeranno sempre più determinanti. Riva Acciaio vede nell’economia circolare una delle risposte più efficaci alle sfide della transizione ecologica. L’azienda, leader italiano nel settore della siderurgia, da anni è impegnata nella promozione di un sistema basato sul riutilizzo e sul riciclo dei rifiuti. Ridurre al massimo gli sprechi è l’unica possibilità per affrontare il tema della scarsità delle risorse e allo stesso tempo diminuire l’impatto ambientale. Riva Acciaio partecipa al progetto italiano verso un’economia circolare attraverso due modalità ed entrambe coinvolgono direttamente il processo produttivo. La prima è quella di servirsi di polimeri derivati dalla raccolta differenziata dei rifiuti in plastica. Oltre ad avere migliori performance rispetto alle fonti classiche, contribuiscono alla diminuzione delle emissioni di CO2. I polimeri vengono infatti utilizzati come prodotti naturali al posto di carbone e antracite.

    Riva Acciaio: le scorie come fonte per la creazione di nuovi prodotti

    Nel primo caso quindi Riva Acciaio si rivolge all’esterno per acquistare un prodotto che precedentemente era un rifiuto. La seconda modalità riguarda invece l’invio dei rifiuti della produzione non in discarica ma reindirizzandoli verso impianti capaci di trasformarli nuovamente in prodotti. La scoria nera proveniente dagli impianti dell’azienda viene infatti utilizzata per produrre conglomerati cementizio bituminosi, utilizzati comunemente per la realizzazione di sottofondi stradali e come indurente negli impasti bituminosi. Si tratta del 10% del materiale derivante dal ciclo produttivo. Alle scorie nere Riva Acciaio aggiunge quelle bianche e le polveri dell’acciaieria. Le prime, similmente alle nere, vengono sfruttate per attività come la formulazione di cementi. Le polveri sono impiegate per produrre CZO, evitando così che materiali pericolosi come zinco, ferro e metalli non ferrosi vengano dispersi nell’ambiente.

  • Fondazione Cariplo, ecco SOS Patrimonio. Andrea Mascetti: “Non dimenticare sostegno a cultura”

    Dal 2020 a oggi Fondazione Cariplo ha destinato alla cultura 12,5 milioni di euro. L’ultimo Bando ne dedica 2 ai beni architettonici. Andrea Mascetti: “Fondazione impegnata sul sociale senza mai dimenticare sostegno alla cultura”

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: SOS Patrimonio, 2 milioni per il recupero dei beni storico-architettonici

    Pubblicato lo scorso 7 luglio, SOS Patrimonio è il nuovo Bando targato Fondazione Cariplo che nasce con l’obiettivo di sostenere interventi di recupero urgenti su beni di interessi storico-architettonico. L’ente ha deciso di mettere a disposizione 2 milioni per progetti che hanno come focus l’apertura, la messa in sicurezza e la fruibilità del patrimonio italiano. Con la crisi Covid-19, i fondi destinati alla cultura hanno infatti ricevuto diversi tagli. Tuttavia, ricorda Andrea Mascetti, è necessario che la cultura torni protagonista di un impegno condiviso. Il commissario della Commissione Centrale di Beneficenza ha dichiarato che Fondazione Cariplo continuerà ad occuparsi di iniziative sociali sul fronte della povertà, senza però dimenticare l’importanza della cultura. Si tratta di un settore in estrema difficoltà ormai da oltre un anno e mezzo. SOS Patrimonio prova a dare un segnale sui rischi di mancata programmazione e scarsa manutenzione, tra i quali la perdita di valore identitario per le comunità. “Il sostegno alla cultura rappresenta un enzima importante per la crescita delle persone, perché arricchisce e completa – ha spiegato Andrea Mascettioffre occasioni di relazione e di rafforzamento dei legami, nello stare insieme, godendo del patrimonio artistico e dell’eccellenza culturale dei nostri territori”.

    Andrea Mascetti: Cariplo, in trent’anni realizzati 14mila progetti

    Le parole utilizzate da Andrea Mascetti, che ricopre anche il ruolo di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura, confermano quanto la Fondazione reputi strategico e fondamentale un settore come quello culturale. In trent’anni di attività Cariplo ha finanziato 14mila progetti, per un totale di 1 miliardo e 200 milioni di euro. Solo dal 2020 a oggi, l’Ente ha stanziato per la cultura, contando anche il recente SOS Patrimonio, 14,5 milioni. Numeri importanti ma che, sostiene la Fondazione, sono una goccia in un oceano di nuovi bisogni. Cariplo, ha detto il Presidente Giovanni Fosti, intende perseguire nella sua strategia, soprattutto in un momento storico come quello attuale: “Non possiamo permetterci di perdere ciò che rende il nostro territorio attrattivo e ricco di significato”. Sulla stessa linea di Andrea Mascetti, il Presidente ha poi aggiunto: “L’azione di soggetti che creano e diffondono cultura rende le nostre comunità più unite e la presenza di beni storico-architettonici genera un valore simbolico, culturale e anche economico”.

  • Sostenibilità nel settore chimico: il progetto “Green Change Matters” di Alessandro Fioretto

    Alessandro Fioretto è un manager e investitore italiano con esperienza consolidata nel settore chimico della pulizia professionale. Impegnato da tempo in materia di responsabilità sociale d’impresa, ha posto la sostenibilità al centro dell’operato di Italchimica.

    Alessandro Fioretto

    Sostenibilità e cambiamento: il progetto “Green Change Matters” di Alessandro Fioretto

    Alessandro Fioretto è Amministratore Delegato e Presidente di Italchimica, azienda fondata nel 2003 insieme ai fratelli Marco e Fabrizio e oggi leader in Italia nella produzione di detergenti e cosmetici. Con oltre 20 anni di esperienza nel settore chimico della pulizia professionale, il manager ha indirizzato da tempo le proprie attività verso i principi della responsabilità sociale d’impresa: un impegno che ha permesso all’azienda di raggiungere traguardi con un’attenzione particolare verso la responsabilità ambientale, sociale ed economica. Tale vision è alla base di “Green Change Matters”, progetto promosso da Alessandro Fioretto e finalizzato a definire con chiarezza le scelte effettuate nei processi produttivi. Una modalità, come illustrato dall’AD, che permette di fornire dati e informazioni aziendali con trasparenza: “Significa avere cura delle cose che si fanno: esprimere una visione sostenibile dei propri obiettivi, nel rispetto della natura e del mondo che verrà”. Tali principi confluiscono inoltre nel Rapporto di Sostenibilità che l’azienda pubblica volontariamente dal 2019, unica realtà nel settore della detergenza e della cosmetica in Italia con un Report riconosciuto dall’organizzazione internazionale Global Reporting Initiative.

    I traguardi di Alessandro Fioretto alla guida di Italchimica

    Alla responsabilità sociale e alla sostenibilità, Alessandro Fioretto ha affiancato grandi competenze in project management, leadership e capacità d’impresa. Un percorso che, alla guida di Italchimica, ha portato la società verso una posizione primaria nel settore della pulizia professionale I&I e Horeca. I risultati non sono mancati neanche sul versante internazionale: l’azienda opera infatti con successo in oltre 50 Paesi esteri (90% in UE) e conta più di 170 dipendenti in organico e 9 marchi di proprietà. Il fatturato aziendale ha registrato valori costantemente in crescita fin dal 2003, raggiungendo un volume totale di 93 milioni di euro nel 2020. Tale solidità finanziaria è valsa anche l’importante titolo di “Miglior Impresa Under 40 della Provincia di Padova”, riconoscimento conferito nel “Premio Industria Felix 2018”. Italchimica ha inoltre raggiunto, negli “AIDP Award 2021”, il secondo posto davanti a grandi realtà quali Esselunga, TIM e Gi Group, in un concorso nazionale che ha premiato la società guidata da Alessandro Fioretto per innovazione e trasformazione nell’area delle risorse umane.

  • EssilorLuxottica, con FIA per la guida sicura. Francesco Milleri: “Buona vista è essenziale”

    Francesco Milleri (EssilorLuxottica): bisogno di correzioni visive problematica di tutti i Paesi. "Action for good vision on the road" il nome della prossima campagna globale in collaborazione con la Fédération Internationale de l’Automobile.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri (EssilorLuxottica): "Insieme a FIA per generare cambiamento positivo"

    EssilorLuxottica e FIA rinnovano il proprio impegno in tema di mobilità sicura. Il Gruppo leader nell’eyecare e la Fédération Internationale de l’Automobile continueranno per altri tre anni nell’opera di sensibilizzazione dedicata alla sicurezza stradale e all’importanza degli screening visivi periodici. "Una buona vista è essenziale quando si è alla guida – ha dichiarato l’AD di EssilorLuxottica Francesco Milleril’impegno per una guida sicura rientra in quell’ampio spettro di responsabilità che fanno capo a un’azienda di riferimento come la nostra". La partnership prevede diverse iniziative e campagne di informazione sulla cura della vista. Previsti anche numerosi progetti sull’innovazione applicata a soluzioni visive e agli accessori per la sicurezza stradale. L’esecuzione sarà preceduta da un piano congiunto che vedrà la partecipazione anche di enti pubblici e privati. "Action for good vision on the road" è il nome di una delle prime campagne globali che il Gruppo guidato da Francesco Milleri e FIA intendono avviare con i professionisti dell’eyecare per sensibilizzare l’opinione pubblica.

    Francesco Milleri (EssilorLuxottica): "Cresce bisogno di correzioni visive adeguate"

    Le due realtà hanno deciso di continuare a collaborare anche in vista del 2022. È l’anno che l’Assemblea delle Nazioni Unite ha deciso di dedicare al piano di azione globale sulla sicurezza stradale. La mobilità sicura rientra inoltre tra i pilastri nel piano di conseguimento degli SDGs. Si stima infatti che, a causa degli incidenti, ogni anno perdono la vita 1,4 milioni di persone, mentre 50 milioni subiscono gravi infortuni. "L’opinione pubblica – ha detto Francesco Milleriha ancora una ridotta consapevolezza dell’importanza di una buona vista mentre continua a crescere il bisogno di accedere a correzioni visive adeguate. Questa è una problematica che riguarda tutti, sia i Paesi a basso e medio reddito sia i Paesi maturi, dalle comunità più svantaggiate ai piloti professionisti". Non è un caso dunque che le Nazioni Unite abbiano proclamato il 2021-2030 "Decennio d’azione per la sicurezza stradale": l’obiettivo è ridurre del 50% il numero delle vittime stradali. La partnership tra EssilorLuxottica e FIA prosegue dunque in linea con le raccomandazioni dell’ONU. Francesco Milleri si è detto fiducioso in merito alla partnership: "Insieme a FIA, e con il supporto di enti pubblici e privati in tutto il mondo, riusciremo a generare quel cambiamento positivo e significativo che auspichiamo".

  • Parma: Pietro Vignali auspica un miglioramento della situazione treni e interconnessione

    Non si commettano più gli errori del passato e si consideri la città di Parma per quello che è: un importante centro strategico per l’Italia e l’Europa. Questo si auspica l’ex Sindaco Pietro Vignali, intervistato da “Parma Daily” sulla questione Alta Velocità.

    Pietro Vignali

    Pietro Vignali per Parma: cosa è necessario fare

    Il delicato tema della fermata dell’Alta Velocità a Parma riemerge ciclicamente in vista delle elezioni. Di Parma e della valorizzazione della città è un esperto Pietro Vignali, ex Sindaco. Si guarda con attenzione al mese di luglio per dare nel breve tempo la possibilità di avere più treni e sfruttare l’interconnessione mai utilizzata. Nel lungo periodo si auspica l’attivazione di collegamenti veloci o una fermata in linea con la Mediopadana di Reggio. “Speriamo che sia la volta buona e che questa manifestazione di volontà si traduca in qualcosa di concreto, a differenza di quanto accaduto nel recente passato”, ha commentato Pietro Vignali in una recente intervista a “Parma Daily”. “Benissimo se si riuscirà a realizzare la stazione in linea alle Fiere, ma questo non esclude nel frattempo non si possano far arrivare più treni veloci a Parma, attraverso l’interconnessione. Potrebbe essere un servizio aggiuntivo che parta da Piacenza e arrivi a Parma con la linea storica e che poi, utilizzando l’interconnessione, possa raggiungere l’AV a Roma in due ore e un quarto”.

    Pietro Vignali: più treni veloci per Roma, le soluzioni concrete

    Pietro Vignali, Sindaco di Parma dal 2007 al 2011, nonché ex assessore all’Ambiente e alla Mobilità, sostiene con forza l’importanza centrale della città e la sua collocazione strategica per Italia ed Europa, grazie alla sinergia fra AV, Aeroporto Verdi e Pontremolese. “Da Sindaco ho provato a riportare a Parma la stazione in linea, approfittando dei ritardi che c’erano stati negli appalti a Reggio Emilia. Abbiamo avuto numerosi incontri con l’allora ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, ma ciò che era stato deciso dalla Conferenza dei servizi del 1997 non si poteva più cambiare”. Un’occasione mancata, un vero e proprio “scippo” per la città come lo ha definito Pietro Vignali, ma si spera che in breve tempo le acque si smuovano per migliorare la situazione. In attesa dello studio di fattibilità promesso dal Ministro per una nuova stazione in line in prossimità delle Fiere, si punta ad ottenere più treni veloci per Roma senza interferire con il sistema attuale, “due corse al mattino e due al pomeriggio sarebbero sufficienti”, ha spiegato l’ex Sindaco. Oppure “si potrebbe collegare l’Aeroporto con la Mediopadana attraverso una navetta ferroviaria, ma bisognerebbe studiare a livello tecnico se è fattibile”. La città ha già perso l’occasione con il piano Italia Veloce, col decreto “rilancio” e con il Pnrr: non si attenda oltre.

  • Massimo Malvestio: il Veneto tra forze politiche ed economiche, l’analisi dell’avvocato

    Una classe dirigente “di tale evidente affidabilità, che è potuta transitare naturalmente dalla gestione della cosa pubblica alla guida delle maggiori imprese private della provincia, ha segnato l’affermazione di Verona”: l’avvocato Massimo Malvestio ricorda in un editoriale lo spessore umano e politico di Giorgio Zanotto.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: uomini capaci e degni di coltivare un progetto, il valore per una politica e un’economia vincenti

    Quando politica ed economia “interagiscono e si integrano per opera di uomini capaci e degni di coltivare un progetto” i risultati arrivano e restano nel tempo: a sostenerlo è Massimo Malvestio, avvocato e Presidente di Praude Asset Management Ltd, in un editoriale scritto nel 2011 e pubblicato su “Nordesteuropa” focalizzato sulla figura di Giorgio Zanotto, per anni alla guida di Verona. Politico, insegnate ed economista, è stato “sindaco della città per dieci anni e poi Presidente di quella provincia e quindi Presidente della Banca Popolare di Verona e consigliere della Società Cattolica di Assicurazioni”. Sono molti in Veneto gli amministratori pubblici passati dal Comune, o dalla Provincia, alla guida delle casse di risparmio e, nei centri minori, delle banche di credito cooperativo: pochi, come evidenzia l’avvocato Massimo Malvestio, coloro che sono entrati nei Consigli di Amministrazione delle banche popolari anche per via di una “diversa ispirazione ideale, accompagnata dalla convinzione che le banche dovessero restare estranee alla politica potendo da questa trarre soltanto indebite interferenze e distorsioni”. Non tanto una preoccupazione reale, quanto piuttosto un “espediente per conservare la gestione delle banche popolari ad una classe dirigente autoreferenziale che si perpetuava di generazione in generazione”. Zanotto costituì quindi “un’eccezione e di eccezione furono i risultati che egli ottenne alla guida della popolare veronese”.

    Massimo Malvestio: il ricordo di Giorgio Zanotto in un’editoriale scritto dall’avvocato per “Nordesteuropa”

    “Rileggere la cronaca dei dieci anni che Giorgio Zanotto ha passato alla guida del Comune consente di cogliere i tratti che hanno caratterizzato la sua attività di amministratore pubblico e di comprendere come quelle stesse regole e quelle stesse idee potevano essere applicate ad un’impresa diversa con eguale successo”, scrive l’avvocato Massimo Malvestio nell’editoriale riproposto di recente anche su “Venezie Post”. Dal pareggio di bilancio che per lui “non era il frutto della preoccupazione del contabile ma esclusivamente il mezzo per garantire sempre e comunque la vera autonomia del Comune” alla sua concezione di Sviluppo, gli esempi sono molteplici: per Zanotto “l’aumento delle entrate del Comune non era mai aumento dei livelli impositivi ma piuttosto la crescita doveva essere il frutto dei buoni investimenti che il comune doveva compiere per dotare la città di infrastrutture”. Massimo Malvestio parla anche degli amministratori che lo hanno affiancato nella gestione del Comune: “Tra questi, nella prima Giunta Zanotto, vi era quale assessore alle Finanze, Giulio Bisoffi che poi sarebbe divenuto direttore generale e quindi presidente della Società Cattolica di Assicurazione, l’altra grande impresa cooperativa veronese”. Secondo l’avvocato “non può essere una coincidenza il fatto che al vertice della Popolare e della Cattolica siano giunti pressoché contemporaneamente due uomini che avevano assieme avuto un’appassionante esperienza di pubblici amministratori”: piuttosto si tratta della conferma “che a Verona negli anni Cinquanta e Sessanta si è avuta una classe amministrativa dotata di grandi visioni e di ancora maggiori capacità realizzative”.

  • L’impegno di Gruppo Riva a favore di un modello di economia circolare

    Nella sfida ecosostenibile, l’operato di Gruppo Riva mira a creare un modello di economia circolare a supporto delle strategie green nazionali.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: le attività del primo operatore siderurgico nazionale

    Nato nel 1954 dal grande intuito di Emilio Riva – precursore della siderurgia italiana del dopoguerra – Gruppo Riva è diventato un player di grande rilievo nel settore espandendo la propria attività nei principali Paesi europei. Un’esperienza di oltre 60 anni e il progresso delle nuove tecnologie hanno permesso al Gruppo di ideare e proporre servizi e prodotti sempre più innovativi. Oggi Gruppo Riva conta cinque stabilimenti sul territorio nazionale (Caronno Pertusella, Lesegno, Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica), 21 siti produttivi presenti in Italia, Francia, Spagna, Belgio, Germania e Canada, e oltre 5.300 dipendenti. Innovazione, qualità, sostenibilità ambientale e sicurezza rappresentano la filosofia che guida l’operato del Gruppo.

    Sostenibilità: l’impegno di Gruppo Riva

    Quanto al profilo sostenibile, l’operato di Gruppo Riva risulta essere conforme alle norme di sviluppo sostenibile pubblicate dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente nel documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”, finalizzato ad attuare la più ampia Strategia Nazionale per lo sviluppo sostenibile: il Gruppo mira infatti a guidare la transizione del settore siderurgico verso un’economia circolare. Il modello adottato da Gruppo Riva comprende sia i processi produttivi sia le abitudini e i comportamenti dei consumatori: le attività produttive del Gruppo sono focalizzate sull’innovazione tecnologia e sulla produzione sostenibile avvalendosi di processi produttivi all’avanguardia incrementati da risorse prodotte da fonti rinnovabili.

  • Le esperienze professionali di Luciano Castiglione

    Dopo un importante percorso formativo, Luciano Castiglione ha ricoperto diversi incarichi manageriali nel settore energetico.

    Luciano Castiglione

    Luciano Castiglione: dal diploma classico alla laurea in Farmacia

    Nato nel 1969 a Caltanissetta, Luciano Castiglione si diploma nel 1987 presso il liceo classico Ruggero Settimo e dopo essersi iscritto alla facoltà di Farmacia dell’Università di Palermo, consegue la laurea nel 1991 con il massimo dei voti. Con l’obiettivo di consolidare le proprie competenze, tra il 1997 e il 1998 partecipa ad alcune attività formative presso istituti e atenei di spicco: frequenta i corsi “Il marketing e l’analisi delle potenzialità”, “Facing e category management” e “La cultura del cliente” tenuti da Pharma Group a Milano; prende parte anche a “Management aziendale e GeoMarketing” a cura della IMS Health e successivamente frequenta il corso “La gestione della forza di vendita” organizzato da SDA Bocconi.

    Il percorso professionale di Luciano Castiglione in ambito energetico

    Il 1993 segna l’avvio della carriera professionale di Luciano Castiglione presso il Gruppo Angelini: inizialmente viene nominato Direttore Tecnico del Centro di Distribuzione di L’Aquila per A.DI.VAR S.p.A. e successivamente opera in qualità di Responsabile Logistico-Commerciale per il centro Italia. Entrato in Edison S.p.A. nel 2000, dopo aver ricoperto il ruolo di Account Manager della zona adriatica, assume la carica di Wholesales Manager dal 2009 al 2014. Concluse tali esperienze, Roma Gas&Power S.p.A. lo nomina Direttore Commerciale Marketing per lo sviluppo e l’amministrazione della rete commerciale in ambito wholesale, top business e retail. Successivamente Luciano Castiglione passa in DEA Elettrica S.p.A. esercitando la funzione di Amministratore Delegato per circa tre anni. Dal 2017 al 2021, in veste di Direttore Generale, avvia il procedimento di privatizzazione di Astea Energia S.p.A. e contribuisce all’espansione della linea di business di efficienza energetica.

  • Gruppo Green Power: la trasformazione digitale nell’efficientamento energetico

    Alti standard di qualità e trasparenza, con un’attenzione specifica verso l’ambiente e senza tralasciare i vantaggi dello sviluppo digitale: l’etica sostenibile di Gruppo Green Power, realtà specializzata in efficientamento energetico.

    Gruppo Green Power

    Gruppo Green Power: innovazione e sviluppo digitale per la sostenibilità

    Fondato nel 2010, Gruppo Green Power ha sede legale a Bolzano e sede operativa a Mirano (VE). Fin dalla nascita l’azienda ha indirizzato i propri servizi e prodotti verso il settore dell’efficienza energetica e dell’energia rinnovabile, ambiti in cui è affermata oggi tra le principali realtà su scala nazionale. Con un focus particolare verso il mercato di tipo residenziale, il fulcro delle attività è incentrato nella messa in opera di soluzioni dedicate all’efficientamento energetico. Esperienza, trasparenza e sostenibilità sono elementi che caratterizzano l’operato di Gruppo Green Power: fattori oggi più che mai declinati nel solco della transizione ecologica e supportati da un’ottica di innovazione e sviluppo digitale. Tali aree coinvolgono particolarmente il reparto commerciale del Gruppo, con il fine di assicurare efficienza sempre maggiore nei servizi e nei prodotti offerti ai clienti.

    L’efficienza energetica per il benessere del pianeta e delle persone: la vision di Gruppo Green Power

    All’avanguardia in materia di impianti a energia solare fotovoltaica, accumulatori e caldaie a condensazione, così come in sistemi ibridi, pompe di calore ACS, climatizzazioni e ristrutturazioni edilizie (cappotti serramenti), Gruppo Green Power fa della trasparenza e del rapporto diretto con il cliente due principi fondanti delle proprie attività. Allo stesso modo, il Gruppo è impegnato nel sostenere a pieno l’etica e i dettami indicati dal Ministero dell’Ambiente, che pongono l’accento sulla sensibilizzazione degli utenti finali verso il tema dell’inquinamento da combustibili fossili. In tal senso, le soluzioni fornite da Gruppo Green Power mirano a favorire il risparmio energetico e l’uso oculato delle risorse: un’etica sostenibile che punta a tutelare le necessità del pianeta senza tralasciare il benessere delle persone.

  • Daclé, Paolo Campiglio commenta i ricavi record

    Paolo Campiglio soddisfatto per l’approvazione del bilancio d’esercizio consolidato al 31 dicembre 2020 di Gruppo Daclé, caratterizzato da ricavi significativi e da una maxi-cedola ripartita tra i soci.

    Paolo Campiglio

    Paolo Campiglio commenta i ricavi record del 2020 di Gruppo Daclé

    La riunione in sessione plenaria da parte dei membri azionisti di Gruppo Daclé, insieme al presidente Paolo Campiglio, ha dato il via libera all’approvazione del bilancio d’esercizio consolidato al 31 dicembre 2020, nelle tempistiche canoniche per le imprese multinazionali di capitali che possiedono fatturati di elevate dimensioni e dispongono di un grande capitale sociale. Sullo sfondo di un’annata, quella del 2020, decisamente in sofferenza per il sistema economico globale nella sua totalità, la holding del Gruppo Daclé al contrario ha chiuso un bilancio caratterizzato da utili ineguagliati e da una maxi-cedola da condividere con i soci. Entrando nei particolari, i ricavi sono incrementati in percentuale pari al 21%, ma ancor più importante è stato l’aumento dell’utile netto: +38%. Tale risultato positivo del reddito d’esercizio è conseguenza del massiccio sviluppo in Europa con il supporto decisivo da parte delle realtà partecipate in Polonia e Lituania: a questo, si aggiunge l’incredibile lavoro di un management di livello internazionale a cui l’azienda deve molto, secondo il pensiero e le parole pronunciate dal presidente Paolo Campiglio. Nel corso del 2021 lo sviluppo continuerà eccedendo gli obiettivi del piano industriale in previsione di un’ulteriore corsa verso nuovi primati di fatturato e utile, attraverso nuovi investimenti in produzione e il continuo slancio per integrare ambiziosi brevetti innovativi nella ricerca e nello sviluppo.

    Paolo Campiglio: il percorso professionale

    Paolo Campiglio, quarta generazione di imprenditori milanesi nel settore farmaceutico, dopo aver ottenuto il diploma superiore presso il liceo commerciale a indirizzo giuridico-amministrativo, si iscrive al corso di Laurea in Farmacia all’Università di Pavia, continuando la tradizione e l’esperienza familiare. Oggi è direttore esecutivo della holding del Gruppo Daclé e presidente di Daclé SA. Ha maturato significative esperienze nell’ambito della consulenza rivestendo i ruoli di associate advisor della British-Polish Chamber of Commerce e vice-presidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca. Ha ricoperto anche incarichi di primissimo piano in qualità di direttore e coordinatore di differenti realtà sullo scenario italiano ed internazionale. Accanto all’attività manageriale, Paolo Campiglio è noto al pubblico per essere ospite come critico televisivo e radiofonico, in particolare nella sala stampa RAI al Festival di Sanremo.

  • Massimo Malvestio: la DC in Veneto, l’approfondimento dell’avvocato ed editorialista

    Massimo Malvestio: focus sull’attività di editorialista dell’avvocato trevigiano, oggi a Malta in qualità di Presidente del Comitato per gli Investimenti di Praude Asset Management Ltd.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: gli editoriali firmati dall’avvocato

    Originario di Treviso, l’avvocato Massimo Malvestio si è trasferito da diversi anni a Malta dove ha fondato Praude Asset Management Ltd, che tuttora guida nel ruolo di Presidente del Comitato per gli Investimenti. È autore di numerosi editoriali, scritti per diverse testate di rilievo come “Nordesteuropa” e “Corriere del Veneto”: alcuni di questi sono stati ripresi recentemente anche da “Venezie Post”, a riprova della lungimiranza delle sue analisi. Delicate operazioni di rilievo finanziario ma anche excursus di carattere storico sulle principali realtà attive in ambito economico e politiche in Veneto come banche, fondazioni, municipalizzate, associazioni di categoria, partiti. Di recente, ad esempio, ne è stato rilanciato uno scritto nel 2005 per “Nordesteuropa” in cui Massimo Malvestio si soffermava ad analizzare la parabola della Democrazia Cristiana in Veneto.

    La Democrazia Cristiana in Veneto: l’editoriale di Massimo Malvestio

    Nell’editoriale, Massimo Malvestio spiega come la Democrazia Cristiana sia riuscita a imporsi per 50 anni in Veneto “anche grazie alla coesistenza” di due anime “che si sono reciprocamente condizionate e che hanno dovuto apprendere ciascuna qualcosa dall’altra ma che sono, nel loro complesso, riuscite a produrre una classe dirigente che era tale”. Da una parte “chi studiava e con la cultura politica mirava a trasformare la società” e dall’altra “chi organizzava il territorio in una prassi di governo”: l’egemonia della DC si realizza in questa “sintesi dinamica e originale tra due visioni apparentemente antitetiche”. Poi negli anni ’80 l’equilibrio comincia a incrinarsi e la coesistenza tra quelle due anime diviene “paralisi prima e diaspora poi”. Massimo Malvestio illustra poi le ragioni alla base della crisi: “La radicale modifica dell’assetto economico della regione che sempre più ha chiesto alla politica non già di provvedere i mezzi per lo sviluppo ma più semplicemente di conservare i benefici portati dallo sviluppo raggiunto”. E la Chiesa che “nel frattempo ha perduto la capacità di attrarre e di condizionare”. Da allora diverse esperienze politiche si sono succedute in Veneto: “Molti partiti sono nati, si sono scissi e sono morti in una sola legislatura e consensi anche significativi sono stati raccolti per sparire senza alcuna evidente ragione alla tornata elettorale successiva”.

  • Massimo Rizza: il percorso fino ai vertici dell’ODCEC di Milano

    Massimo Rizza ha fondato lo Studio Rizza, attivo da vent’anni nel settore consulenziale grazie ad un team di commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro

    Massimo Rizza

    Massimo Rizza: i primi passi professionali nel settore della contabilità

    Commercialista, revisore e conciliatore societario, Massimo Rizza ha sviluppato negli anni un’esperienza consolidata nel settore. Il suo ingresso nel mondo della contabilità si realizza non appena ottenuta l’abilitazione come ragioniere. Oltre a frequentare la facoltà di Scienze Economiche dell’Università degli Studi “Guglielmo Marconi”, si mette subito in proprio con il fratello, fondando a Milano lo Studio Rizza. Una volta terminato il percorso formativo con il conseguimento della laurea e aver accumulato diversi anni di esperienza, il commercialista viene nominato come delegato di Milano nella Cassa Nazionale dei Ragionieri. Massimo Rizza ricoprirà l’incarico dal 2009 al 2014. In quegli anni, precisamente nel 2012, diventa anche Consigliere della Fondazione dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili della città.

    Massimo Rizza: il percorso nell’ODCEC

    Le due cariche ricoperte conferiscono a Massimo Rizza le competenze e l’esperienza che gli valgono la nomina come membro del Consiglio dell’Ordine dei Commercialisti e degli esperti contabili di Milano, incarico che ricopre dal 2014 al 2020. Negli anni all’ODCEC ricopre, per un breve periodo, anche l’incarico di segretario, con alcune importanti deleghe a diverse commissioni di studio (Compliance e modelli organizzativi, Principi contabili, Bilancio Integrato, Semplificazione e startup, Finanziamenti e bandi). Tra le commissioni principali, nel 2018 è stato capo team di quella dedicata all’analisi e alla classificazione dei Bilanci 2017 delle aziende non quotate con fatturati sotto i 100 milioni (Oscar del Bilancio, promosso da FERPI). Oggi Massimo Rizza continua a guidare lo Studio omonimo che, grazie ad un team composto da numerosi esperti, offre servizi di consulenza in diverse aree (commerciale, diritto contabilità). Per il ruolo svolto a sostegno della categoria, ha ricevuto una medaglia dal Collegio dei Ragionieri Commercialisti.

  • Raffaello Molina (Fondazione Prisma): Italia, un museo “diffuso” da preservare e tutelare

    Raffaello Molina è fondatore e Presidente di Fondazione Prisma, nata nel 2020 con lo scopo di avviare progetti di rigenerazione edilizia nelle città italiane.

    Raffaello Molina

    Raffaello Molina: punti di forza e debolezze del patrimonio italiano

    Ridare vita a edifici e spazi storici come palazzi, cinema o ex siti industriali per promuovere una cultura libera per tutti i cittadini italiani. È la mission di Fondazione Prisma, ente che nasce a Roma per volere dell’architetto e Presidente Raffaello Molina. Tutelare e valorizzare il patrimonio artistico e culturale vuol dire creare nuove opportunità di sviluppo per i territori coinvolti. Una strategia che si adatta perfettamente alle caratteristiche della nostra Penisola. In un editoriale pubblicato sull’ultimo numero di “Diario Online”, rivista ufficiale della Fondazione, il Presidente ha parlato dell’Italia come il Paese del museo diffuso. “Non esiste paese in Italia che non conservi tracce storiche, monumenti e paesaggi di grande interesse – scrive l’architetto – un’incredibile media di circa 34 beni, tra architettonici e museali, ogni 100 km quadrati”. Un patrimonio immenso che tuttavia è in costante pericolo, ricorda Raffaello Molina riferendosi all’elevato rischio sismico del territorio. Un dato su tutti: i danni economici provocati dai terremoti degli ultimi 40 anni sono stati valutati in circa 135 miliardi di euro.

    Raffaello Molina: le attività di Fondazione Prisma

    In che modo è possibile salvaguardare quello che Raffaello Molina definisce “un’ininterrotta azione creativa dell’uomo attraverso i secoli”? Come valorizzare i circa 100mila punti di attrazione turistica diffusi nel Paese, dando spazio anche alle realtà produttive e artigiane presenti in ogni regione? Per il Presidente di Fondazione Prisma il primo step è concentrarsi sulla conservazione e la riqualificazione del patrimonio italiano, puntando in particolare sul senso di consapevolezza e appartenenza delle comunità. “La cultura di una comunità e dei suoi beni culturali – spiega – possono essere un punto di partenza per l’inizio di importanti processi economici e di sviluppo, nonché di scopi sociali, artistici e educativi”. Le azioni di Fondazione Prisma si basano innanzitutto sui benefici collettivi e sull’evoluzione dei rapporti sociali. Grazie allo sviluppo di questi aspetti, è possibile creare effetti positivi a catena per altri settori, in primis quello turistico. La Fondazione guidata da Raffaello Molina intende agire come coordinatore di una rete di professionisti, aziende e istituzioni, con l’obiettivo di convogliare tutti gli sforzi verso un’unica direzione, la tutela delle opere architettoniche italiane. Da qui il nome “Prisma”, che oltre ad essere l’acronimo di “Progetti per il Recupero di Immobili destinati allo Sviluppo Multidisciplinare delle Arti”, fa riferimento al poliedro capace di scomporre la luce bianca nelle sue componenti colorate.

  • Studio Legale di Andrea Mascetti: le novità introdotte dalla delibera ANAC sul Project Financing

    Studio Legale di Andrea Mascetti: come la delibera ANAC è intervenuta sul possesso dei requisiti di proponente e promotore nel Project Financing.

    Andrea Mascetti

    Studio Legale di Andrea Mascetti, ANAC: verifica requisiti del proponente propedeutica al procedimento

    Per Project Financing si intende una procedura di affidamento per la realizzazione di lavori pubblici o di pubblica utilità approvati dalle PA e finanziabili anche con capitali privati. È uno strumento che appartiene alla categoria dei contratti di partenariato pubblico-privato. Sul possesso dei requisiti del proponente è intervenuta recentemente l’ANAC. Lo Studio Legale di Andrea Mascetti ha offerto una panoramica sulle novità introdotte dalla delibera n. 295 del 13 aprile 2021 pronunciata dall’Autorità Nazionale Anticorruzione nell’ambito di un procedimento di vigilanza avente ad oggetto la procedura di finanza di progetto ex art. 183, comma 15 e seguenti del d.lgs. 50/2016. La modifica più rilevante riguarda appunto la valutazione della sussistenza dei requisiti. L’ANAC ha infatti chiarito che, in una procedura di Project Financing, la verifica del possesso dei requisiti del proponente, anche ai fini dell’attribuzione della qualifica di promotore, deve essere espletata prima dell’approvazione della proposta. Inoltre, come spiegato nel contributo dello Studio di Andrea Mascetti, l’Autorità ha precisato che la valutazione “deve essere effettuata in concreto sulla scorta dell’oggetto del progetto proposto, delle sue specifiche, dell’annesso piano economico-finanziario allegato alla proposta presentata”.

    Studio Legale di Andrea Mascetti: i dettagli del quadro normativo

    Nel focus l’avvocato Paola Balzarini ricostruisce il quadro normativo della delibera, arrivando alla fonte dei requisiti richiesti da proponente e promotore. “L’ANAC ne ricava – scrive la collaboratrice dello Studio di Andrea Mascetti – che i proponenti nella procedura di project financing debbano possedere i requisiti previsti per il concessionario dall’art. 95 d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 (Regolamento di esecuzione ed attuazione del precedente Codice dei contratti pubblici), anche associando o consorziando altri soggetti”. Requisiti che dovranno essere autodichiarati, ha precisato l’ANAC, dal proponente in sede di formulazione della proposta e permanere fino alla stipulazione del contratto senza soluzione di continuità. Come anticipato, tali requisiti andranno verificati prima dell’approvazione della proposta. “La loro mancanza ab origine – riporta l’analisi effettuata dallo Studio di Andrea Mascetti – non può essere superata dalla successiva costituzione della società di progetto dopo l’aggiudicazione eventualmente con i soggetti dotati dei requisiti richiesti”. Un quadro che offre una garanzia allo stesso proponente/promotore, “nonché – si legge nella delibera – della successiva procedura di gara alla quale sarà invitato il proponente il quale potrà esercitare il diritto di prelazione”.

  • Francesco Milleri designato AD di EssilorLuxottica: i nuovi traguardi del Gruppo

    Felice di continuare a lavorare con Paul e di guidare EssilorLuxottica attraverso un nuovo capitolo della sua storia, raggiungendo ulteriori traguardi e creando valore per tutti i nostri stakeholder: Francesco Milleri, AD di EssilorLuxottica.

    Francesco Milleri

    EssilorLuxottica, Francesco Milleri AD: continuerà a guidare il Gruppo “in un nuovo capitolo della sua storia”

    “Ringrazio il consiglio e l’azienda intera per aver creduto in me e in tutto il management team del gruppo”: riconfermato alla guida di EssilorLuxottica lo scorso 21 maggio dal nuovo CdA eletto nel corso dell’Assemblea annuale degli Azionisti, Francesco Milleri ha accolto con queste parole la notizia. Insieme a Paul du Saillant, designato Vice Amministratore Delegato su indicazione del CdA presieduto da Leonardo Del Vecchio, Francesco Milleri continuerà a guidare il Gruppo verso i nuovi traguardi prefissati, forte anche della performance positiva registrata lo scorso anno. “I solidi risultati per il 2020 dimostrano la forza del nostro modello di business e i vantaggi della nostra integrazione”, si legge nel messaggio indirizzato agli Azionisti in occasione dell’Assemblea: “Siamo riusciti a rafforzare la nostra pipeline di innovazione sfruttando le risorse di entrambi, sia di Essilor che di Luxottica”.

    Francesco Milleri: aiutare le persone a vedere meglio, vivere meglio e godere appieno della vita la nostra Mission

    Prosegue quindi il percorso di Francesco Milleri alla guida di EssilorLuxottica: sul fronte dell’integrazione sono già stati fatti “passi da gigante”, come sottolinea il messaggio scritto insieme al Vice AD Paul du Saillant, e “possiamo confermare sinergie cumulative per 300-350 milioni di euro entro la fine del 2021 e per 420-600 milioni entro la fine del 2023”. Oggi EssilorLuxottica è ben posizionata “per sovraperformare e trasformare il settore dell’eyewear e dell’eyecare”: si continuerà a lavorare in questa direzione “per garantire il benessere della nostra azienda e dei suoi dipendenti, con una tabella di marcia chiara in modo da raggiungere tutti i nostri obiettivi nel 2021 e oltre”. E “al nostro fianco avremo migliaia di talenti per realizzare la nostra Mission: aiutare le persone a vedere meglio, vivere meglio e godere appieno della vita”. Insomma, come emerge dalle parole dell’AD Francesco Milleri, si guarda al futuro con grande fiducia: “Sono felice di continuare a lavorare con Paul e di guidare EssilorLuxottica attraverso un nuovo capitolo della sua storia, raggiungendo ulteriori traguardi e creando valore per tutti i nostri stakeholder”.

  • Settore siderurgico: l’impegno di Gruppo Riva per un’economia circolare

    Nella lotta contro il cambiamento climatico, Gruppo Riva mira a diventare un esempio di industria sostenibile e un modello di economia circolare per guidare il settore siderurgico verso un futuro più green.

    Gruppo Riva

    Economia circolare: il contributo di Gruppo Riva

    Secondo l’edizione 2021 del Rapporto sull’Economia Circolare in Italia, il nostro Paese “conserva tra le principali economie dell’Unione europea la medaglia d’oro per l’economia circolare”. A tale proposito, Gruppo Riva, operatore numero uno in Italia nel settore siderurgico, è tra le realtà produttive nazionali maggiormente impegnate a diventare un esempio di industria sostenibile all’interno di un modello di economia circolare. Il sistema di circular economy contribuisce alla lotta ai cambiamenti climatici riducendo il consumo dei materiali e diminuendo le emissioni di gas serra. Utilizzando processi produttivi innovativi alimentati da risorse provenienti da fonti rinnovabili, Gruppo Riva affronta la sfida green focalizzando le attività industriali sulla produzione sostenibile e sull’innovazione tecnologica: “Le nuove tecnologie hanno sempre più permeato il mondo dell’acciaio per garantire maggiori livelli di produttività, migliori condizioni di sicurezza e soprattutto una più elevata tutela dell’ambiente, trasformando così il “prodotto acciaio” in un materiale all’avanguardia e altamente evoluto”.

    Acciaio: il prodotto green di Gruppo Riva

    La tutela ambientale fa parte della filosofia produttiva di Gruppo Riva che, nel corso degli anni, “ha consolidato e mantiene costantemente aggiornata una rigorosa politica in materia ecologica, applicata a tutti i propri stabilimenti, finalizzata al pieno rispetto della compatibilità e sostenibilità ambientale delle attività produttive, dei prodotti e dei servizi”. Le proprietà dell’acciaio rendono l’operato del Gruppo conforme agli obiettivi condivisi dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente nel documento “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”: l’acciaio e tutti i prodotti in acciaio possono essere riciclati e riutilizzati all’infinito senza perdere le loro proprietà iniziali e per tale ragione l’acciaio green risulta essere in linea con i principi dell’economia circolare. Gli stabilimenti di Gruppo Riva rispecchiano i requisiti e la filosofia di uno sviluppo sostenibile anche grazie all’impiego di forni elettrici alimentati esclusivamente con materiale riciclato.

  • Gruppo Green Power: le soluzioni disponibili per Superbonus 110% ed Ecobonus

    Gruppo Green Power, leader nel settore dell’efficientamento energetico, ha creato un team di esperti capace di accompagnare le famiglie sia negli interventi che nell’iter amministrativo previsto per Superbonus ed Ecobonus.

    Gruppo Green Power

    Cosa prevede Gruppo Green Power per il Superbonus 110%

    Con il D.L. Rilancio 34/2020 il Governo italiano ha deciso di introdurre il Superbonus 110%: si tratta di un’agevolazione fiscale che si applica sulle spese sostenute per l’efficientamento energetico degli edifici dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. La nuova aliquota va ad aggiungersi a quelle dell’Ecobonus, che riguarda invece gli interventi di riduzione dei consumi. Gruppo Green Power, nel settore dal 2010, si propone con diverse soluzioni definite su misura a seconda del bonus al quale si intende accedere. Riguardo l’aliquota al 110%, prevista in caso di miglioramento di almeno due classi energetiche, il Grupp ha già attivato un numero verde, 800125858, che consente di verificare rapidamente i principali requisiti previsti. In caso di esito positivo, un team di esperti è a disposizione per le fasi successive, comprese l’iter amministrativo (pre-Ape, verifiche catastali) e la selezione dei migliori prodotti. Gruppo Green Power è infatti in grado di supportare i clienti sia per gli interventi “trainanti” (impianto di riscaldamento, cappotto termico) che “trainati” (impianti fotovoltaici). Prevista la possibilità di sconto in fattura.

    Gruppo Green Power: Ecobonus, una guida alle diverse aliquote

    Oltre al Superbonus, resta in vigore anche l’Ecobonus, introdotto nel 2019. Prorogato dal D.L. Rilancio, nasce con l’obiettivo di incentivare la riduzione dei consumi energetici degli edifici. Gruppo Green Power offre consulenza e prodotti anche per ottenere le detrazioni del 65% e del 50% previste sui lavori di riqualificazione energetica. Nel primo caso rientrano interventi come cappotto e caldaie a condensazione, mentre nel secondo gli impianti fotovoltaici e impianti di accumulo. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi sempre al numero verde già segnalato. Inoltre, come con il Superbonus, con Gruppo Green Power il cliente può optare per lo sconto in fattura. È bene ricordare che la Legge di Stabilità 2021 ha prorogato fino al 31 dicembre 2021 le detrazioni fiscali a sostegno degli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio, quindi anche l’Ecobonus. La misura relativa al Superbonus 110% è stata prorogata invece al 30 giugno 2022, termine prorogabile di altri 6 mesi per i condomini che a quella data abbiano completato i lavori per almeno il 60%.

  • La parte nascosta della storia antica raccontata nelle opere di Federico Motta Editore

    La nota Casa Editrice milanese, Federico Motta Editore, è oggi un punto di riferimento soprattutto per quanto riguarda l’Editoria enciclopedica e la saggistica.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: le collaborazioni con le grandi firme

    Dopo quasi 90 anni di attività, lo storico marchio editoriale Federico Motta Editore è diventato ormai sinonimo di tradizione e qualità di contenuti, frutto di anni di lavoro improntato alla realizzazione di opere esclusive grazie soprattutto a collaborazioni con personalità autorevoli del calibro di Umberto Eco, Margherita Hack, Mario Tozzi e Angelo Lombardi. Una delle collane di maggior successo, Historia, è ad esempio il risultato di una longeva collaborazione con il grande uomo di cultura alessandrino. Nonostante quest’ultimo sia venuto a mancare nel 2016, la Casa Editrice ha continuato ad affascinare milioni di lettori e appassionati con saggi e storie che trattano di epoche passate. Tra i volumi più apprezzati ci sono sicuramente quelli appartenenti alla sezione L’Antichità, dove il mondo antico prende nuovamente vita tra le pagine.

    Il saggio di Federico Motta Editore sul primo faraone donna d’Egitto

    Una delle qualità più apprezzabili delle opere pubblicate da Federico Motta Editore è riportare alla luce fatti e vicende storiche spesso passate inosservate, come quella sulla regina d’Egitto. Sebbene i suoi successori abbiano tentato di cancellare per qualche ragione la sua memoria, la Casa Editrice milanese prova a ridare il giusto prestigio a colei che viene considerata una delle prime figure femminili politiche della storia, nonché tra le prime a detenere il titolo di faraone. A scrivere di lei è il docente di Egittologia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Emanuele Ciampini, che racconta di come Hatshepsut sia riuscita a raggiungere il potere dopo aver convinto tutto il popolo del suo legittimo diritto a salire sul trono.

  • Serenissima Ristorazione, gli eventi per la giornata mondiale della sicurezza alimentare

    La terza giornata mondiale della sicurezza alimentare, coincisa con lo scorso 7 giugno, ha visto la partecipazione, tra gli altri, anche di Serenissima Ristorazione. La realtà guidata da Mario Putin da tempo si impegna nella prevenzione sulle MTA.

    Serenissima Ristorazione

    Le iniziative di Serenissima Ristorazione per la sicurezza alimentare

    “Cibo sicuro ora per un domani sano”: questo è il motto che accompagna l’edizione numero tre della giornata mondiale della sicurezza alimentare, celebrata il 7 giugno. L’iniziativa nasce infatti tre anni fa, nel 2018, ad opera dell’Assemblea generale presso l’ONU a New York, per perseguire scopi tangibili che Serenissima Ristorazione da tempo pubblicizza non solo in occasione del World Safety Day, bensì nel corso dell’intero anno, ad esempio attraverso le azioni intraprese dagli Attori del Food per garantire la salute e prevenire le malattie di origine alimentare (MTA). La realtà presieduta da Mario Putin è infatti attiva nella diffusione delle competenze legate alla sicurezza alimentare degli operatori, conscia dell’importanza di ciascun lavoratore nel garantire un pasto sano, gustoso ed equilibrato sotto il profilo nutrizionale. Serenissima Ristorazione segue inoltre con attenzione le novità apportate alle leggi in tema di Sicurezza Alimentare. A questo proposito, è stata messa in piedi una squadra di esperti focalizzati sulla trasformazione dei regolamenti in buone pratiche per la prevenzione delle Malattie a Trasmissione Alimentare. Le attività portate avanti dal team spaziano dal design degli stabilimenti alla messa in pratica della profilassi igienica sul personale, sulla produzione e sugli ambienti di lavoro, dal controllo delle catene del caldo e del freddo al ricevimento delle materie prime fino alla consegna della pietanza pronta per il consumo.

    La supervisione di Serenissima Ristorazione sul processo di produzione

    Un altro risvolto importantissimo della politica di Serenissima Ristorazione per la sicurezza alimentare coinvolge il controllo del processo produttivo, con ispezioni interne ed esterne ed esami chimici e microbiologici condotti sulle pietanze che vengono poi servite ai clienti nelle strutture dove è presente la realtà guidata da Mario Putin. Ogni piatto deve infatti possedere determinate caratteristiche organolettiche che incontrino l’esigenza di una corretta alimentazione. Tra gli eventi che si sono succeduti in occasione del World Safety Day del 7 giugno, vale la pena citare la relazione tenuta da Laura Mongiello, Tecnologo Alimentare Responsabile commessa AOR San Carlo presso Serenissima Ristorazione, al webinar “World Safety Day: strategie future Made in Italy per la sicurezza alimentare”, predisposto da Ayama Aceademy. Un’ opportunità di dialogo e discussione tra differenti protagonisti del comparto in merito alle più efficaci strategie da intraprendere per veicolare una accurata cultura alimentare nel mondo. La sicurezza alimentare è infatti un argomento cruciale per la salute e il benessere della popolazione, nella misura in cui, ad esempio, L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura calcola che a livello mondiale circa 600 milioni di casi e 420 mila decessi ogni anno siano causati da malattie trasmesse da alimenti. La maggior parte di questi casi avviene nelle nazioni in via di sviluppo, e comporta una perdita di 33 milioni di DALY (Disability Adjusted Life Years).

  • Andrea Mascetti: excursus sulla carriera dell’Avvocato

    Andrea Mascetti è un avvocato dall’esperienza pluriennale, fondatore di uno studio legale che dal 2004 a oggi si è arricchito di professionisti dalle diverse competenze.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: i primi passi professionali e la fondazione dello Studio legale

    Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, Andrea Mascetti è originario di Varese. In seguito alla conclusione del suo praticantato, sostiene l’esame di abilitazione davanti alla Corte di Appello di Milano. Entra nell’Ordine degli Avvocati di Varese e dal 2014 è iscritto all’Ordine di Milano. Muove i primi passi della sua carriera all’interno di uno Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young come collaboratore. Nel 2004, forte dell’esperienza accumulata, Andrea Mascetti fonda l’omonimo Studio Legale Mascetti. L’attività dello Studio negli anni si è ampliata e arricchita di nuovi professionisti con competenze differenti che spaziano tra diversi rami del diritto civile, amministrativo e penale.

    Andrea Mascetti: gli ambiti di competenza

    Andrea Mascetti esercita la sua attività professionale in prevalenza nell’ambito del diritto civile e amministrativo, spaziando fino alle applicazioni del decreto legislativo 231/01. La sua esperienza si è consolidata nel corso degli anni, concentrandosi in particolare sul diritto commerciale e societario e nelle materie attinenti ai diritti reali, oltre che in alcune aree della responsabilità civile e del diritto del lavoro. Attivo sia come consulente che in qualità di processualista, per quanto riguarda il diritto amministrativo svolge attività difensiva avanti ai TAR e al Consiglio di Stato. Fornisce inoltre consulenza stragiudiziale per enti pubblici, società commerciali e privati in materia di appalti e contratti pubblici, concessioni, partenariato pubblico-privato, urbanistica ed edilizia. Oltre alle sue attività in ambito giuridico, Andrea Mascetti è un appassionato bibliofilo e animatore di iniziative culturali.

  • L’Italia prima in Europa in materia di economia circolare: l’apporto di Gruppo Riva

    Nonostante la posizione di rilievo dell’Italia in materia di economia circolare e sostenibilità, è indispensabile continuare ad impegnarsi e apportare miglioramenti, e Gruppo Riva intende dare il suo contribuito alla causa.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva a favore della sostenibilità

    La sostenibilità è ormai una priorità in qualsiasi settore, ma è in quei comparti che per anni hanno concorso maggiormente all’inquinamento che oggi si concentrano la maggior parte degli sforzi, e con ottimi risultati. L’ambito siderurgico è passato infatti dall’essere uno dei principali agenti nelle emissioni di CO2 a divenire un esempio di transizione ecologica, grazie soprattutto al contributo di realtà come Gruppo Riva che ha fatto della sostenibilità il suo cavallo di battaglia. Lo storico Gruppo, tra i principali operatori nel panorama europeo, da anni presta particolare attenzione al fattore della salvaguardia ambientale, attraverso un’attenta ricerca volta a trovare le soluzioni migliori per limitare al massimo le emissioni di anidride carbonica e rendere quanto più sostenibili possibili i processi di produzione. Negli stabilimenti del Gruppo si utilizzano di fatto forni elettrici alimentati da rottami classificati nel Regolamento Europeo 333/2011 come “end of waste”.

    Il nuovo obiettivo di Gruppo Riva: contribuire alla crescita dell’economia circolare italiana

    Nei mesi passati è stato presentato il Rapporto 2021 di Circular Economy Network, lo strumento creato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile per sostenere e accelerare l’economia circolare. Secondo il Rapporto, l’economia circolare italiana detiene il primato rispetto agli altri Paesi europei, distaccandosi per l’adozione di strategie ottimali in termini di riciclo dei rifiuti, produzione e tasso di uso circolare dei materiali. La sua posizione è però a rischio data l’assenza di miglioramenti importanti, necessari per progredire in un percorso di circolarità, e per i quali si rendono indispensabili le azioni delle imprese. Gruppo Riva si è ufficialmente impegnato in tal senso, nel raggiungimento degli obiettivi di transizione ecologica prefissati a livello europeo e internazionale. L’adozione di nuovi modelli di business in cui si parla di fornitura di risorse provenienti da fonti rinnovabili e di creazione di prodotti in linea con i principi di ecodesign costituisce un esempio dell’impegno preso.

  • Riva Acciaio adotta le strategie di economia circolare

    Riva Acciaio, leader nel settore siderurgico, possiede tutti i canoni necessari per divenire un esempio di industria sostenibile all’interno di un modello di economia circolare.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: il settore siderurgico sempre più green

    Il settore siderurgico è un settore ad alta intensità energetica con un quantitativo di emissioni di CO2 molto elevato. L’importanza della sensibilità ambientale ha quindi spinto i produttori di acciaio ad impegnarsi particolarmente in tal senso. Riva Acciaio, leader del settore siderurgico sia in Italia che in Europa, è già da tempo attenta alle tematiche ambientali. L’obiettivo principale è quello di rendere i sistemi produttivi quanto più sostenibili possibile: per farlo ci sono una serie di scelte responsabili che i produttori possono attuare. Partendo dall’approvvigionamento delle materie prime, ad esempio, si può scegliere di indirizzarsi verso materie provenienti da scarti di lavorazione o dal recupero di rifiuti opportunamente valorizzati allo stato di end of waste, come fa appunto Riva Acciaio. Si possono poi effettuare pratiche di simbiosi industriale per la valorizzazione dei materiali con altre aziende, e ancora basarsi su principi di ecodesign per la realizzazione di prodotti durevoli, riparabili e riciclabili.

    L’economia circolare in Riva Acciaio

    Se si adottano misure come quelle descritte precedentemente, affiancandole magari ad ulteriori strategie utili allo scopo, anche l’industria siderurgica può divenire parte integrante del sistema di economia circolare. Riva Acciaio si sta impegnano per essere considerata promotrice esemplare di circular economy. L’azienda sostiene infatti tutte le strategie delineate nel documento emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dell’Ambiente che definisce i principi generali dell’economia circolare e che porta il titolo “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”. Le acciaierie godono, inoltre, di un vantaggio non da poco, legato alle proprietà intrinseche del materiale utilizzato. “L’acciaio – come ricordava anche il Direttore Generale della World Steel Association Edwin Basson – è riciclabile al 100% e all’infinito”, rendendo di fatto il settore siderurgico non solo idoneo al concetto di economia circolare, ma gettando anche le basi per farlo diventare uno dei settori trainanti di questo modello economico.

  • Gruppo Green Power: servizi per Superbonus ed Ecobonus

    Efficienza, risparmio energetico e in bolletta: Gruppo Green Power, leader del settore, spiega i benefici delle misure promosse dal Governo italiano.

    Gruppo Green Power

    Gruppo Green Power: ottenere il Superbonus al 110%

    C’è tempo fino a tutto il 2022 per migliorare l’efficienza energetica del proprio edificio e avere accesso alle agevolazioni previste dall’ormai noto Superbonus 110%. Il Governo italiano ha infatti deciso, attraverso l’ultima Legge di Bilancio, di prorogare la validità delle detrazioni. Con i servizi offerti da Gruppo Green Power, realtà attiva dal 2010 nell’efficientamento energetico, famiglie e aziende verranno accompagnate in tutte le fasi dell’iter previsto e potranno scegliere anche di richiedere direttamente lo sconto in fattura. È possibile iniziare subito contattando il numero verde 800125858: un operatore qualificato fornirà supporto per la verifica dei requisiti principali. Va ricordato infatti che per usufruire del 110% c’è bisogno che i lavori siano finalizzati al passaggio di due classi energetiche. Il team di Gruppo Green Power, dopo aver concluso le fasi preliminari, in caso di esito positivo si occuperà delle pratiche amministrative. Infine, aiuterà i clienti nella scelta dei prodotti più adeguati: gli interventi che rientrano nella detrazione si dividono in “trainanti”, tra i quali ad esempio il cappotto termico e l’impianto di riscaldamento, e “trainati”, come gli impianti fotovoltaici e di infissi e serramenti.

    Gruppo Green Power: i prodotti compatibili con l’Ecobonus ordinario

    Gruppo Green Power prevede la stessa tipologia di servizi anche per l’Ecobonus: restano infatti valide le detrazioni al 65% e al 50%. La Legge di Bilancio ha infatti prorogato anche l’incentivo fiscale ordinario, nato per promuovere la riduzione dei consumi energetici. Se non si rientra nei requisiti previsti per il Superbonus ma l’intenzione è quella di eseguire comunque delle migliorie a livello di efficienza energetica, è bene dunque verificare gli interventi da eseguire. Diversi i prodotti offerti che rientrano nelle detrazioni al 65%, tra cui caldaie a condensazione abbinata a sistemi di termoregolazione evoluti, cappotto e domotica per il controllo da remoto degli impianti. Per quanto riguarda l’aliquota al 50%, Gruppo Green Power propone infissi e serramenti e impianti fotovoltaici con relativi sistemi di accumulo. Tuttavia la novità più importante riguardo l’Ecobonus ordinario è che il Governo ha deciso di estendere anche a questa misura la possibilità dello sconto in fattura: in questo modo l’azienda potrà anticipare i soldi e recuperarli in un secondo momento come creditore d’imposta, liberando il cliente da attese future.