Autore: articolinews

  • Il percorso professionale di Antonio Liseno

    Antonio Liseno nasce il 26 gennaio del 1967 in un paesino della Basilicata: oggi è un imprenditore di successo, nonché fondatore della cooperativa Moderna Agricoltura Lavellese e di SG S.p.A.

    Antonio Liseno

    Antonio Liseno: la prima grande esperienza imprenditoriale

    Originario di Lavello, in provincia di Potenza, Antonio Liseno avvia la sua prima attività da giovanissimo. Poco dopo aver terminato gli studi presso l’Istituto Tecnico Agrario e aver ottenuto la qualifica come Perito Agrario, fonda Moderna Agricoltura Lavellese, una cooperativa specializzata nella raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli. Da subito indirizzata sia sul mercato italiano che su quello estero, in breve tempo la società raggiunge i 500 soci consorziati e si afferma tra le prime realtà di produzione e distribuzione sul territorio. Con questa esperienza, Antonio Liseno entra in contatto con la grande distribuzione, apprendendone le dinamiche e le problematiche legate all’approvvigionamento dei prodotti freschi, e le questioni finanziarie relative al rapporto tra i piccoli imprenditori consorziati e la grande distribuzione.

    Antonio Liseno, la maturazione professionale: la nascita di SG S.p.A.

    Avendo maturato capacità imprenditoriali e abilità derivanti dalle numerose collaborazioni con la grande distribuzione, Antonio Liseno è ormai capace di cogliere quelle opportunità proficue che si presentano sul mercato, anche con certo anticipo rispetto ai suoi competitor. È il 2007 quando, dopo aver captato il grande potenziale del mercato dei dispositivi mobili di telefonia, avvia il progetto SG, finalizzato alla fondazione di SG Trading, società attiva nella distribuzione e commercializzazione dei prodotti elettronici di largo consumo. In seguito rinominata in SG S.p.A., è il primo partner commerciale di Telecom e conta circa 120 addetti e oltre 3.000 agenzie convenzionate di commercializzazione e distribuzione in tutto il mondo. Attualmente è il primo interlocutore nazionale di grandi brand di elettronica come LG, Xiaomi, Apple, Oppo e Huawei.

  • Mario Melazzini a “La Verità”: il suo pensiero sull’obbligo vaccinale

    Il quotidiano “La Verità” ha intervistato Mario Melazzini, medico, ricercatore e AD di ICS Maugeri S.p.A., il quale, dopo aver chiarito la sua posizione contraria sull’eccessiva esposizione mediatica che ha contraddistinto il periodo della pandemia, ha espresso il proprio pensiero sull’obbligo vaccinale e sulle terapie.

    Mario Melazzini

    Obbligo vaccinale: l’opinione di Mario Melazzini

    Dall’8 gennaio 2022, in Italia gli over 50 hanno l’obbligo di vaccinarsi contro il Covid-19. Oltre loro, anche chi lavora nella sanità, chi opera nelle scuole e nelle università, le forze armate, le forze dell’ordine e quelle addette al soccorso pubblico devono farlo per accedere ai luoghi di lavoro. Secondo Mario Melazzini, l’obbligo vaccinale si sarebbe dovuto estendere a tutti “già dopo l’estate”, perlomeno “per le categorie che per motivi professionali hanno contatti con il pubblico”. Pure “i bambini devono essere vaccinati”, dal momento in cui “possono essere potenzialmente vettori”. E questo, l’AD di ICS Maugeri S.p.A., lo afferma non solo “da medico, esperto di sanità pubblica e da cultore della materia, ma anche da genitore, e da nonno”. Inutile però “demonizzarli”, in quanto non rappresentano loro il problema principale. Bisognerebbe piuttosto far comprendere a chi non è convinto dell’efficacia del vaccino che “l’obiettivo prioritario è sì evitare la contagiosità, ma anche la prevenzione di manifestazioni cliniche ed effetti severi. E questo è avvenuto”.

    Mario Melazzini: il punto sulle terapie

    Mentre la campagna vaccinale prosegue, c’è una domanda che si stanno ponendo in tanti: a che punto sono le terapie? Siamo vicini o meno all’avere la possibilità, oltre che di prevenire, di curare il Covid-19? Mario Melazzini, in quanto membro del management board dell’Ema, ha saputo finalmente dire qualcosa in più. Da quanto riporta l’AD di ICS Maugeri S.p.A., “l’antivirale orale della Merck da poco approvato, se preso entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi riduce l’ospedalizzazione del 30%. A breve arriverà anche quello di Pfizer, con risultati ottimi: -90% di ospedalizzazione. Anche il remdesivir è stato recentemente autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco: per i soggetti non in ossigenoterapia ad alto rischio il farmaco può essere utilizzato fino a 7 giorni dai sintomi. Il trattamento, per via endovenosa, dura 3 giorni”. In quanto alle monoclonali, non tutti gli anticorpi monoclonali sembrerebbero efficaci contro Omicron. Una ricerca condotta sull’anticorpo monoclonale bebtelovimab, sviluppato da Abcellera e Ely Lilly, parrebbe però evidenziare che questi sia capace di neutralizzare sia Omicron che le altre varianti.

  • Arredamento e design: nuovo showroom di Ideal Standard a Milano

    Ideal Standard è leader nelle soluzioni per l’ambiente bagno. La sua storia, lunga oltre un secolo, è da sempre sinonimo di innovazione e design: due elementi posti oggi in grande risalto anche nel nuovo showroom presentato in Via Borsi 9 a Milano.

    Ideal Standard

    La cultura del design nei nuovi spazi Ideal Standard

    Ideal Standard inaugura il suo nuovo showroom all’interno dell’Headquarter milanese, in un edificio dotato di ampie vetrate, specchi d’acqua e grande illuminazione. Uno spazio di narrazione del brand e concepito per soddisfare le esigenze di progettazione di professionisti, architetti e business partner. Ideato come un luogo di lavoro, lo showroom racconta la storia di design e tecnologia che contraddistingue il marchio Ideal Standard fin dalla sua nascita nel 1903: un percorso di successo in grado di anticipare le esigenze dei clienti e soddisfarne a pieno le necessità. I nuovi spazi donano una visione organica sulle proposte del brand, a partire dalla famiglia Atelier Collections: una visione che, grazie a "una galleria" immaginata per valorizzare tutte le possibili declinazioni e soluzioni, conduce attraverso un percorso di scoperta dei prodotti. A ciò contribuiscono anche l’apertura e il dialogo delle vetrine espositive esterne con il contesto circostante e il controllo della luce. La progettazione dello showroom è stata affidata allo studio Palomba Serafini Associati, che ha scelto un design semplice e pulito in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione contemporanea.

    Ideal Standard: i dettagli dello showroom di Via Borsi 9

    Oltre alla collana Atelier Collections, che propone lavabi, miscelatori, sanitari, vasche, mobili e accessori, nello showroom trovano spazio anche tanti altri prodotti a marchio Ideal Standard, di notevole importanza per il mondo del progetto. Presenti anche diverse novità del brand, come gli articoli realizzati nell’elegante finitura Nero seta. Non solo: gli ambienti dell’Headquarter ospitano un’area tecnica e uno spazio dedicato alla formazione dei partner. Inoltre, consulenti esperti sono a disposizione per accompagnare i progettisti nello sviluppo di progetti conformi alle normative, nella scelta dei prodotti e nella stesura di capitolati e preventivi. Tecnici specializzati offrono supporto, invece, negli aspetti più strettamente legati al cantiere. Infine, con la collaborazione di professionisti provenienti da diversi settori, Ideal Standard ha in programma di realizzare anche percorsi di formazione continua per architetti, installatori e studenti.

  • Codice della crisi d’impresa: il commento di Cristiano Poponcini alle novità del D.Lgs. 14/2019

    Titolare dello Studio omonimo, Cristiano Poponcini è Dottore in Economia e Commercio e revisore contabile con 30 anni di esperienza come consulente e relatore specializzato in Diritto fallimentare.

    Cristiano Poponcini

    Cristiano Poponcini: organi di controllo societari, excursus sulla legislazione italiana

    Introdotto con il decreto legislativo n°14 del 12 gennaio 2019, il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” ha apportato cambiamenti significativi nella normativa relativa agli organi di controllo delle società. A fare luce sulle principali novità introdotte è l’esperto di Diritto fallimentare Cristiano Poponcini. Dottore in Economia e Commercio, revisore contabile e consulente aziendale, ha dedicato al tema una delle sue recenti pubblicazioni dal titolo “La revisione dei conti nel nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”. Il contributo dell’esperto comincia con una panoramica dedicata alla storia dei sistemi di controllo interno previsti dalla legislazione italiana. Istituti che, ricorda Cristiano Poponcini, sono stati introdotti per la prima volta dal legislatore con il Testo unico di finanza (D.lgs. 58/98). Il TUF ha infatti affidato al Collegio Sindacale “la vigilanza sulla adeguatezza della struttura organizzativa delle società quotate, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile, nonché sull’affidabilità di quest’ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione (art. 149, co.1, lett. c)”. Numerosi gli interventi adottati negli anni per valorizzare la funzione dei controlli interni: dal D.Lgs. 231/2001, che ha stabilito la responsabilità amministrativa dell’ente per i reati commessi nel suo interesse da parte di soggetti-persone fisiche, fino a quello che è l’attuale testo unico della revisione legale (D.Lgs. 135/2016).

    Cristiano Poponcini: focus sulle modifiche all’art. 2477 C.C.

    Dopo un ulteriore focus dedicato ai modelli di amministrazione e controllo introdotti dalla riforma del diritto societario (D.Lgs. 6/2003), il lavoro di Cristiano Poponcini si concentra sulle principali novità introdotte dal nuovo Codice della crisi d’impresa. In primis, l’introduzione delle procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, che assume quindi un significato ben diverso: “Crisi e insolvenza divengono due concetti diversi – spiega l’esperto – la prima è vista come stato sintomatico e prodromico della seconda e consente agli amministratori e agli organi di controllo societario di anticipare e prevenire l’insolvenza, andando a recepire i primi segnali di squilibrio, al fine di adottare gli opportuni correttivi e di evitare che la situazione aziendale assuma una connotazione irreversibile”. Con l’obiettivo di incentivare l’adozione di una struttura interna idonea ad anticipare l’emersione della crisi, continua Cristiano Poponcini, il legislatore ha anche modificato l’art. 2477 del Codice civile introducendo la nomina obbligatoria di un organo di controllo o del revisore anche per le S.r.l. che per due esercizi consecutivi superano determinati limiti previsti (totale dell’attivo dello stato patrimoniale deve ammontare a quattro milioni di euro, idem per i ricavi delle vendite e delle prestazioni e infine il numero dei dipendenti occupati in media che durante l’esercizio deve essere almeno di 20 unità).

  • Francesco Milleri, il 2021 di EssilorLuxottica: focus sul primo anno come azienda integrata

    Il 2021 è stato un anno cruciale per EssilorLuxottica, il primo del percorso come nuova azienda integrata: le considerazioni dell’AD Francesco Milleri.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, il 2021 un anno fondamentale nel percorso come azienda integrata

    Ha parlato di "risultati importanti" l’AD Francesco Milleri ripercorrendo il 2021 di EssilorLuxottica. Un anno ricco di momenti e iniziative cruciali su diversi fronti: la nuova generazione di smart glasses Ray Ban – Meta, la prima roadmap per un futuro sostenibile, l’acquisizione di GrandVision, il lancio di prodotti innovativi per l’eyecare e l’eyewear, le nuove partnership e Leonardo, la piattaforma globale di formazione unica nel suo genere, sono alcune delle tappe che hanno segnato il primo anno del nuovo corso di EssilorLuxottica come azienda integrata. Il Gruppo che l’Amministratore Delegato Francesco Milleri guida unitamente al Vice AD Paul du Saillant ha realizzato importanti passi avanti contribuendo alla creazione di un’organizzazione sempre più forte, in grado di implementare la propria visione strategica e allo stesso tempo di costruire valore per i propri stakeholder.

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, le tappe fondamentali del 2021

    "Abbiamo molto di cui essere tutti orgogliosi", hanno scritto lo scorso dicembre l’AD Francesco Milleri e il Vice AD nel messaggio indirizzato a quanti lavorano quotidianamente per la crescita di EssilorLuxottica aiutando "le persone nel mondo a vedere meglio e vivere meglio, nel segno della nostra mission aziendale". Traguardi e opportunità hanno segnato il 2021 di una realtà che sta contribuendo a ridefinire il settore grazie al suo modello di integrazione verticale, al suo footprint globale e a una leadership chiara. L’azienda rimane al centro della trasformazione del settore grazie a un approccio omnichannel unico, riconfermandosi leader nell’innovazione e rafforzando il proprio impegno nel portare la "salute degli occhi" a tutti, "ovunque". "Non abbiamo mai smesso di costruire il nostro futuro assieme", ha ribadito l’AD Francesco Milleri nel messaggio scritto a quattro mani con il Vice AD Paul du Saillant: "Guardiamo al 2022 con fiducia e ottimismo. EssilorLuxottica continuerà a guidare l’evoluzione creando opportunità e valore".

  • Gruppo Riva: la fondazione, i valori e la mission della realtà leader in Italia nel settore siderurgico

    Leader nel settore siderurgico in Italia, Gruppo Riva possiede il “Gleeble 3800”, un simulatore termomeccanico unico nel nostro Paese che rende lo stabilimento di Lesegno un fulcro importante di ricerca, sviluppo e produzione.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: la storia

    Da un grande intuito imprenditoriale è nata un’azienda solida che oggi si afferma come leader nel settore siderurgico in Italia. Gruppo Riva, tra i principali operatori europei per quanto riguarda l’acciaio, è stata avviata nel 1954 dall’iniziativa di Emilio Riva. Supportato dal fratello Adriano, l’imprenditore intercetta le enormi potenzialità di crescita del comparto siderurgico nell’Italia del dopoguerra, cogliendo quindi una sfida di grandissimo valore. Si guadagna di fatto un posto di prestigio tra gli industriali europei più lungimiranti e innovativi dell’ultimo mezzo secolo, dando vita a un’azienda basata su qualità e continua evoluzione. Gruppo Riva, negli anni, si specializza soprattutto nella realizzazione di prodotti lunghi e acciai di qualità realizzati nelle acciaierie ad arco elettrico. Il Gruppo è il primo in Italia a introdurre la colata continua curva, entrata in funzione il 2 giugno del 1964 nello stabilimento di Caronno. Oggi, sotto la guida del Presidente Claudio Riva, in carica dal 2014, lavorano in azienda oltre 1000 dipendenti nei cinque stabilimenti italiani.

    Gruppo Riva: le ragioni del successo

    Innovazione, qualità, ricerca, sicurezza, sostenibilità ambientale: sono da sempre i pilastri sui quali si fonda il successo di Gruppo Riva, che cresce anche grazie agli investimenti strategici. Gli alti standard di qualità sono mantenuti nel tempo e vanno di pari passo con la salvaguardia della sicurezza dei lavoratori e la sostenibilità ambientale. Per quanto riguarda lo sviluppo di nuove tecnologie, Gruppo Riva ha avviato nei primi anni 2000 il Centro di Ricerca di Lesegno, che ha reso possibili diverse collaborazioni con il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. Ancora oggi, quello di Lesegno è l’unico laboratorio in Italia dotato del “Gleeble 3800”, un innovativo e sofisticato simulatore termomeccanico in grado di ricreare tutte le fasi di fabbricazione dell’acciaio e di ogni tipo di lega. Da diversi anni, inoltre, Gruppo Riva ha adottato un Sistema di Gestione della Qualità basato su norme UNI EN ISO 9001 e IATF 16949. Si punta a soddisfare le diverse esigenze della clientela e di tutte le parti interessate.

  • Stefania Bariatti: focus sugli incarichi professionali e accademici

    Laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, Stefania Bariatti ha maturato una lunga carriera di respiro internazionale. Oggi, oltre agli incarichi come docente e seminarista, ricopre ruoli apicali in diverse associazioni di categoria.

    Stefania Bariatti

    Biografia di Stefania Bariatti: l’impegno come docente universitario

    Di origini milanesi, Stefania Bariatti avvia il suo percorso professionale dopo il conseguimento della Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano nel 1979. Dopo quattro anni diviene ricercatrice di Diritto Internazionale, per poi assumere l’incarico di professore ordinario a partire dal 1994, inizialmente insegnando Diritto dell’Unione Europea, Diritto della Concorrenza e Diritto Internazionale presso l’Università di Sassari e di Milano-Bicocca, e successivamente Diritto Internazionale, Diritto Internazionale Privato e Processuale e International Insolvency Law presso l’Università degli Studi di Milano (Facoltà di Giurisprudenza). Autrice di oltre 150 pubblicazioni in italiano, inglese, francese e tedesco, in diverse occasioni ha partecipato come relatrice per corsi e seminari nazionali e internazionali. Visiting professor a Tolosa e alla LUISS in Diritto Internazionale Privato, Stefania Bariatti è inoltre co-direttore della Rivista di Diritto Internazionale Privato e Processuale, nonché membro di comitati scientifici in numerose riviste scientifiche italiane e straniere. La sua esperienza nel settore annovera diverse attività all’interno di associazioni e centri di ricerca, un impegno che la vede operare con successo anche a livello internazionale.

    Stefania Bariatti: il percorso in ambito legale e le attività istituzionali

    La carriera di Stefania Bariatti include importanti esperienze nel settore legale. Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano e patrocinante in Cassazione, nel 2002 inizia a esercitare la professione di avvocato esperto nelle aree del diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale. Opera successivamente in un noto studio legale italiano, per il quale è chiamata a dirigere lo studio di Bruxelles e la practice di diritto della concorrenza europeo e italiano. Le sue competenze annoverano, inoltre, operazioni di concentrazione, procedimenti per intese e abusi di posizione dominante, procedure di insolvenza cross-border e procedimenti arbitrali. In concomitanza alle attività legali, è attiva anche in importanti realtà aziendali: tra queste, nel 2015 entra nel CdA di Banca Monte dei Paschi di Siena (dove è stata anche Presidente) e, dopo tre anni, è nominata Vicepresidente di ABI – Associazione Bancaria Italiana. Oggi opera nei CdA di A2A, di MediaForEurope NV e di BNL, dove è anche Presidente e membro di comitati endoconsiliari. Di calibro internazionale anche gli incarichi in rappresentanza o su indicazione del Governo Italiano: tali esperienze includono la nomina a membro del Governing Council di UNIDROIT – International Institute for the Unification of Private Law, ricevuta nel 2014 dall’assemblea degli Stati Membri su designazione dello Stato Italiano. Stefania Bariatti ha preso parte, inoltre, ai lavori della Conferenza dell’Aja di Diritto internazionale privato – rappresentando l’Italia in numerosi negoziati – e al Comitato di diritto civile del Consiglio dell’Unione Europea. Membro del Gruppo di esperti della Commissione Europea sul diritto dell’insolvenza dal 2011, in passato ha fornito assistenza al Parlamento Europeo e alla Commissione Europea nella redazione di strumenti legislativi.

  • Ares Ambiente e compostaggio: l’azienda al lavoro per la produzione di compost

    Con l’acronimo FORSU si indica la frazione organica del rifiuto solido urbano: quel materiale che, grazie alla raccolta differenziata, può essere efficacemente trasformato in compost, un ammendante naturale. È questa una delle attività per cui Ares Ambiente rappresenta l’elemento di congiunzione in Italia tra i principali soggetti attivi nella gestione dei rifiuti.

    Ares Ambiente

    Economia circolare e frazione organica: il modello di Ares Ambiente

    Con scrupolosi criteri di efficienza, economicità e trasparenza, Ares Ambiente conduce attività di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi su tutto il territorio nazionale. L’azienda è nata a Treviolo (BG) nel 2008 e, fin da allora, si è specializzata nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Come mostrato in un video pubblicato sul canale YouTube aziendale, Ares Ambiente ha avviato di recente operazioni finalizzate alla realizzazione di un impianto di compostaggio. In particolare, il centro si occuperà di rifiuti organici FORSU (Frazione Organica Rifiuti Solidi Urbani), attività di particolare importanza dal punto di vista dell’economia circolare. Il recupero si basa infatti su processi di degradazione controllata applicati alla sostanza organica, così da poter produrre il compost, ammendante organico di origine naturale.

    Ares Ambiente, l’etica nella gestione dei rifiuti

    In linea con la classificazione adottata nell’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER 2014/955/UE), Ares Ambiente garantisce efficienza nel trattamento di rifiuti caratterizzati in oltre 830 codici CER (Codice Europeo dei Rifiuti). L’azienda è iscritta presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali – Sezione Regionale della Lombardia, con attività aziendali attestate dalle certificazioni Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014). Verso la stessa linea di trasparenza è orientato il Codice Etico di Ares Ambiente, che promuove valori di correttezza, lealtà, integrità e trasparenza. In tal senso, l’azienda accetta solo trasportatori iscritti all’albo Gestori Ambientali e conferisce esclusivamente in impianti autorizzati in possesso di AIA – Autorizzazione Integrata Ambientale. Per il campionamento e la caratterizzazione dei rifiuti, infine, Ares Ambiente si affida esclusivamente a tecnici abilitati e laboratori chimici certificati.

  • Innovatec: la società guidata da Pietro Colucci ora è in mano alla holding di famiglia Sostenya

    Con l’operazione conclusa da Pietro Colucci, la holding Sostenya ottiene il controllo di Innovatec, leader nel settore dell’efficientamento energetico.

    Pietro Colucci

    Pietro Colucci: come cambia l’azionariato di Innovatec

    Novità in casa Innovatec S.p.A.: lo scorso 27 dicembre l’azionista di riferimento Pietro Colucci ha ceduto il 45,68% delle azioni a Sostenya, holding attiva nella green economy fondata dallo stesso imprenditore nel 2011. Punto di riferimento in Italia per la CleanTech, il Gruppo nasce nel 1960 e in pochi anni conquista i settori dell’efficientamento energetico e della produzione di energia da fonti rinnovabili. La società è stata poi quotata in Borsa a partire dal 2008. Con la cessione portata avanti dal Presidente Pietro Colucci, che ha venduto 42,515 milioni di azioni alla holding di famiglia, Innovatec ha quindi un nuovo azionariato. La maggioranza relativa è detenuta appunto dal Gruppo Sostenya (45,68%), mentre il restante 53,85% resta sul mercato.

    Pietro Colucci: il trend positivo di Innovatec

    L’operazione condotta da Pietro Colucci non ha intaccato il trend più che positivo registrato dalle azioni di Innovatec, che nell’ultimo trimestre sono state protagoniste di un aumento record del 111%. Un dato non tanto distante dalla media del 2021, con il valore dei titoli schizzato a +97%. Due le cause principali legate al recente successo in Borsa di Innovatec. In primis, la presenza sul mercato di un flottante particolarmente rilevante. Si è poi aggiunta la notizia di un’importante acquisizione. Lo scorso dicembre, con il sostegno dell’allora azionista di maggioranza Pietro Colucci, l’azienda ha acquistato il 56,45% del capitale sociale di Cobat, una delle più grandi piattaforme italiane di servizi per l’economia circolare. La società è impegnata nella gestione di flussi e nel recupero di pile, batterie ed accumulatori: un settore oggi in fermento e dalle grosse potenzialità, soprattutto considerando la diffusione sempre più capillare di mezzi di trasporto elettrici.

  • Biografia di Stefania Bariatti, avvocato e docente universitario

    Di origini milanesi, Stefania Bariatti si è laureata in Giurisprudenza nel marzo 1979 presso l’Università degli Studi di Milano. Pochi anni più tardi ha avviato una carriera di successo in ambito accademico, istituzionale e privato.

    Stefania Bariatti

    Stefania Bariatti: gli incarichi e le attività come docente

    Il percorso accademico di Stefania Bariatti prende avvio in seguito al conseguimento della Laurea in Giurisprudenza: divenuta ricercatrice di Diritto Internazionale nel 1983 e professore ordinario nel 1994, assume prima incarichi di docenza di Diritto dell’Unione Europea, Diritto della Concorrenza e Diritto Internazionale presso l’Università di Sassari e di Milano-Bicocca, per poi dedicarsi agli insegnamenti di Diritto Internazionale, Diritto Internazionale Privato e Processuale e International Insolvency Law presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano. La sua esperienza accademica annovera anche diverse partecipazioni come relatrice in corsi e seminari, sia in Italia che all’estero, nonché ruoli in qualità di visiting professor a Tolosa e alla LUISS in Diritto Internazionale Privato. Autrice di oltre 150 pubblicazioni in italiano, inglese, francese e tedesco, Stefania Bariatti è co-direttore della Rivista di Diritto Internazionale Privato e Processuale, membro di comitati scientifici in numerose riviste scientifiche, sia italiane che straniere, e membro di diverse associazioni e centri di ricerca italiani e internazionali.

    Stefania Bariatti nel settore legale e gli incarichi di rappresentanza

    Stefania Bariatti è iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano ed è patrocinante in Cassazione. La sua carriera legale prende avvio nel 2002, quando inizia a operare come avvocato esperto in diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale presso un noto studio legale italiano. Grazie alla rapida crescita professionale, è chiamata a dirigere lo studio di Bruxelles e la practice di diritto della concorrenza europeo e italiano. Si occupa anche di operazioni di concentrazione, procedimenti per intese e abusi di posizione dominante, procedure di insolvenza cross-border e procedimenti arbitrali. Parallelamente è attiva all’interno di importanti realtà italiane: nel 2015 entra infatti nel CdA di Banca Monte dei Paschi di Siena, dove è stata anche Presidente, e nel 2018 diventa Vicepresidente di ABI – Associazione Bancaria Italiana. Stefania Bariatti è oggi nei CdA di A2A, di MediaForEurope NV e di BNL, dove è anche presidente e membro di comitati endoconsiliari. Durante la sua carriera ha ricoperto incarichi di rappresentanza o su indicazione del Governo Italiano, tra cui la nomina a membro del Governing Council di UNIDROIT – International Institute for the Unification of Private Law, conferitole nel 2014 dall’assemblea degli Stati Membri su designazione dello Stato Italiano. Ha partecipato anche alla Conferenza dell’Aja di Diritto internazionale privato, dove è stata rappresentante dell’Italia in numerosi negoziati. Inoltre, ha rappresentato l’Italia al Comitato di diritto civile del Consiglio dell’Unione Europea e ha fornito assistenza al Parlamento Europeo e alla Commissione Europea nella redazione di strumenti legislativi. Dal 2011 è nel Gruppo di esperti della Commissione Europea sul diritto dell’insolvenza.

  • SG S.p.A.: la qualità della rete di vendita della società

    Oggi player nella distribuzione di elettronica, SG S.p.A. basa la sua attività sulla disponibilità immediata degli articoli, sulle consegne rapide e capillari e sul riassortimento costante della merce. La crescita e i punti di forza della società.

    SG S.p.A.

    SG S.p.A.: da attività di trading a partner ideale nella distribuzione di prodotti di elettronica

    Oggi importante player della distribuzione di beni di consumo tecnici, SG S.p.A. nasce nel 2007 come attività di trading, investendo inizialmente sulla commercializzazione dei prodotti Telecom Italia. Tre anni più tardi la società lancia il proprio marchio di smartphone, telefoni cellulari e accessori Glam’Our, mentre nel 2020 inaugura la divisione Healthcare Solutions, progettata con lo scopo di assistere aziende e privati nella reperibilità di dispositivi sanitari e DPI di alta qualità. Oggi è impegnata nella distribuzione business-to-business: annovera nel proprio portafoglio oltre 1.500 prodotti e più di 3.000 clienti, tra cui Esselunga, Coop, Mediaworld, Amazon, SMA, Metro Italia, Carrefour, ePRICE, Groupon, Mondadori, Euronics, Expert, Iper, Il Gigante, Auchan, Conforama, Famila e Despar. SG S.p.A. è il partner ideale delle più grandi catene della GDO e GDS, dei piccoli e grandi dealer, dei system integrator, nonché dei reseller e degli shop indipendenti. Il percorso di crescita ha consentito alla società di diventare distributore dei principali marchi premium dell’elettronica come Huawei, Xiaomi, Amazfit, Tim, Panasonic, Roidmi e Sharp.

    SG S.p.A.: l’attività e i punti di forza

    SG S.p.A. opera attraverso le quattro sedi di Milano, Roma, Melfi e Bari e distribuisce la merce sul mercato nazionale e internazionale di Europa, America, Africa e Asia. La società fa di affidabilità, ricerca, innovazione e analisi i principi alla base dell’operato aziendale focalizzato su: distribuzione di elettronica di consumo, dispositivi sanitari e DPI; gestione di punti vendita di prodotti elettronici e telefonici; attività di barter. Le forti competenze del team di professionisti sul riassortimento costante della merce, sull’immediata disponibilità dei prodotti e sulla rapidità di consegna consentono all’azienda di contare su una rete di vendita capillare e su processi distributivi e logistici davvero efficienti. I gestionali logistici di ultima generazione presenti nei magazzini rappresentano un altro punto di forza di SG S.p.A. e garantiscono ai clienti la costante disponibilità dei prodotti. L’attività è inoltre contraddistinta da consegne rapide, sulle piattaforme logistiche o sui singoli punti vendita, consolidate dalla partnership siglata con Amazon che garantisce consegne entro 24 ore. Oggi la società punta ad affermarsi come partner di riferimento nella distribuzione di prodotti di elettronica.

  • Massimo Malvestio: boom di Borsa e private equity, cosa sta succedendo alle aziende del Nordest

    Che sia la quotazione in Borsa o il ricorso al private equity, negli ultimi due anni le aziende venete puntano sempre più su soluzioni finanziarie alternative. Un fenomeno agli inizi, secondo Massimo Malvestio.

    Massimo Malvestio

    Massimo Malvestio: a guidare il trend aumento dei multipli e legislazione favorevole

    C’è chi parla di ricambio generazionale, chi di effetto della pandemia: sta di fatto che a partire dal 2020 si assiste ad un rapido aumento del numero di realtà venete quotate in Borsa o, ancora, protagoniste di operazioni di private equity. A fare luce sul fenomeno Massimo Malvestio. In un’intervista pubblicata da “Nordest Economia”, il fondatore di Praude Asset Management ha provato a spiegare le ragioni che negli ultimi anni stanno spingendo le aziende nordestine verso soluzioni finanziarie alternative al credito. In primis, un mercato che ha aumentato i multipli riconosciuti alle società di piccole e medie dimensioni. Secondo l’esperto c’è poi da considerare una legislatura sempre più favorevole: “Dal Governo Renzi in avanti – sottolinea Massimo Malvestiosono state approvate numerose misure per favorire la quotazione delle società di minori dimensione e per avvicinare il risparmio al capitale di rischio”.

    Massimo Malvestio: private equity leva per lo sviluppo, ma attenzione ai rischi sociali

    L’avvicinamento alla Borsa da parte delle aziende nordestine si spiega anche con una più ampia adesione ai criteri di accessibilità, aggiunge Massimo Malvestio: “A favore di una progressiva apertura al mercato gioca anche il fatto che la trasparenza è ormai nel Dna della stragrande maggioranza delle nostre imprese, per cui le regole imposte dalla Borsa non sono percepite come un trauma, diversamente da quello che poteva accadere nel passato”. Piazza Affari non rappresenta l’unica opzione. Sempre più aziende si affidano infatti al private equity: “Un’opportunità se l’imprenditore è in grado di gestirla. I fondi di private equity apportano capitali, che costituiscono una leva fondamentale per lo sviluppo delle imprese e quindi del territorio, e rafforzano i presidi di trasparenza nella comunicazione”. I rischi sono tuttavia dietro l’angolo, ricorda Massimo Malvestio: “Se i fondi acquistano la maggioranza facendo ricorso in maniera prevalente al debito e puntano a rivendere il prima possibile, senza mostrare alcun attaccamento verso l’impresa, la sua storia, la gente che ci lavora, il territorio che quell’impresa ha espresso, allora diventano socialmente pericolosi”.

  • Nuovo accordo quadro tra Next4 e Ulixes Capital Partners: il commento di Davide D’Arcangelo

    Ulixes Capital Partners e il Club Deal Investor Next4 hanno stretto un accordo quadro. La soddisfazione del co-fondatore di Next4 Davide D’Arcangelo.

    Davide D'Arcangelo

    Davide D’Arcangelo: l’accordo quadro tra Next4 e Ulixes Capital Partners

    Una grande opportunità di crescita, un’occasione per continuare sulla strada dell’innovazione: così si presenta, secondo Davide D’Arcangelo, il nuovo accordo quadro sottoscritto da Next4. Il Club Deal Investor fondato da Angelo Paletta, Pierluigi Sassi e lo stesso Davide D’Arcangelo ha infatti reso noto l’accordo con Ulixes Capital Partners, holding prestigiosa che grazie a questa ambiziosa operazione entra a far parte del network di Next4. Ulixes Capital Partners è una holding di investimento in startup e PMI innovative italiane, focalizzata sullo sviluppo di progettualità comuni nel corso degli anni a venire. Next4 nasce invece nel 2018 dall’iniziativa di alcuni esperti di politiche industriali e del mercato dell’innovazione. L’obiettivo è di supportare progetti strategici a partire già dall’early stage, accompagnandoli dal progetto al mercato e affiancandoli durante la composizione del team e del management.

    Il commento di Davide D’Arcangelo

    “Ulixes è una realtà importante nel settore del venture capital, con una visione chiara del futuro e un approccio innovativo al business”: queste le parole di Davide D’Arcangelo, tra i fondatori di Next4, in occasione della sottoscrizione dell’accordo quadro con Ulixes Capital Partners. “Per questo”, ha continuato l’imprenditore, “siamo molto felici di questa stretta di mano e siamo certi che questa collaborazione contribuirà a farci crescere ancora sia come investitori che come punti di riferimento per l’ecosistema dell’innovazione italiano”. Nel comunicato ufficiale si legge in particolare che sono previste “collaborazioni verticali per l’attività in ambito commerciale e finanziario oltre che in ambito relazionale e comunicativo, garantendo un reciproco arricchimento sia in termini imprenditoriali che di crescita di network”. Next4 continua a lavorare per favorire la nascita di un nuovo ecosistema fertile per le innovazioni, la circolazione di idee e la creazione di nuovi modelli di business.

  • Riva Acciaio, dalle origini agli obiettivi futuri

    Obiettivi in linea con il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’Ambiente e l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici: su questo, nonché su qualità e innovazione, lavora Riva Acciaio, che conta oggi oltre 1.000 dipendenti e cinque stabilimenti attivi in Italia.

    Riva Acciaio

    Riva Acciaio: la storia dell’azienda

    Riva Acciaio nasce in seno a Gruppo Riva nel 1954. L’attività si basa sull’iniziativa imprenditoriale dei fratelli Emilio e Adriano Riva. Oggi l’azienda conta oltre 1.000 dipendenti e cinque stabilimenti attivi e si è affermata con competenze e impegno come leader in Italia per la produzione siderurgica. Le sedi sono dislocate a Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica (BS). La produzione di Riva Acciaio è destinata però anche al mercato internazionale europeo: gli acciai per prodotti lunghi rispettano standard di alta qualità. L’azienda è da sempre anche fortemente impegnata sul fronte della ricerca e dell’innovazione: basti pensare allo stabilimento di Lesegno, un centro all’avanguardia che collabora con enti e Università. Al suo interno è collocato il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, uno strumento prezioso e ambito. Gli stabilimenti di Caronno, Cerveno, Malegno e Lesegno hanno ottenuto la certificazione IAFT 16949 che permette di rifornire il mercato dell’auto. Lo stabilimento di Sellero invece è certificato secondo la norma UNI EN ISO 9001. Si punta al miglioramento delle performance e a mantenere gli stakeholder al centro delle politiche aziendali. I processi sono costantemente monitorati, così come i sistemi di gestione.

    Riva Acciaio e l’impegno per la tutela ambientale

    Riva Acciaio abbraccia a pieno il documento stilato dal Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente intitolato “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”. Il progetto ha come obiettivo il definire la posizione dell’Italia in merito all’economia circolare, in continuità con gli impegni adottati in occasione dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il principale player italiano in ambito siderurgico non poteva sottrarsi dall’affrontare questa sfida: Riva Acciaio lavora per condurre l’industria del comparto verso principi sempre più green, che mirano alla riduzione delle emissioni, prodotti più durevoli e più riciclabili. Le caratteristiche dell’acciaio in questo senso favoriscono la transizione delle industrie siderurgiche. Questo materiale infatti è riciclabile e durante le fasi di riutilizzo non perde le sue originarie proprietà, risulta quindi in linea con gli obiettivi ambientali prefissati. Riva Acciaio è già impegnata nella produzione sostenibile dell’acciaio grazie al rottame “end of Waste” e l’utilizzo dei forni elettrici.

  • Serenissima Ristorazione accresce il proprio impegno nella salvaguardia dell’ambiente

    Serenissima Ristorazione ha sposato i princìpi cardine dell’Agenda 2030 dell’ONU. In un’intervista edita da “Ristorando”, il CFO Tommaso Putin ha parlato dei progetti più significativi per il presente e per il futuro del Gruppo.

    Serenissima Ristorazione

    Serenissima Ristorazione: l’adozione degli obiettivi dell’Agenda 2030

    Il Covid-19 non ha fatto perdere di vista le problematiche collegate alla crisi climatica, anzi se possibile è vero l’esatto contrario. Infatti, i mesi di chiusura forzata hanno reso evidente l’avanzare indisturbato della natura nell’assenza dell’intervento umano, facendo comprendere ancora di più sia ai policy maker che alle aziende l’importanza della salvaguardia ambientale. Un esempio di questo sistema di causa-effetto è stato il fare propri, da parte di Serenissima Ristorazione, i traguardi dettati dall’Agenda 2030, approvata e condivisa in sede ONU. In linea con i princìpi difesi e promossi da moltissimi anni, il Gruppo guidato da Mario Putin ha quindi scelto con convinzione di dedicarsi a progetti e opere in grado di traghettare l’impresa verso una transizione ecologica che porti anche ad uno sviluppo economico. Serenissima Ristorazione concretizza tale obiettivo attraverso tre linee d’azione principali: la prima è quella di rendere prossimi allo zero gli sprechi alimentari; la seconda è la riduzione della quantità di plastica negli imballaggi; la terza, e ultima, è la produzione e la condivisione della cultura legata alle tematiche ambientali. Grazie al perseguimento di tali politiche, nel 2021 il Gruppo è stato insignito del prestigioso Premio Emas Italia, a riconoscimento del proprio operato.

    L’intervista a Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione

    In una recente intervista pubblicata su “Ristorando”, testata giornalistica per le realtà della ristorazione organizzata, Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione, si è inserito nel discorso collegato agli obiettivi dell’Agenda 2030 ribadendo l’impegno dell’azienda ed elencando a tale proposito le principali iniziative adottate negli ultimi tempi. Tra queste: l’impiego di un sistema informatico di tracking dei prodotti a magazzino, il quale indica di dare precedenza a quelli che scadono prima degli altri e la partnership con il progetto basato sulla circular economy, e avviato dal Biova Project, che raccoglie il pane in eccesso presso la grande distribuzione organizzata trasformandolo in birra e dandogli così anche nuovo valore commerciale. La vera differenza, tuttavia, la fa l’importanza che il Gruppo attribuisce alla vision, ovvero alla riflessione collettiva sull’elaborazione di un modello generale di sostenibilità adeguato e duraturo nel tempo. In quest’ottica, Serenissima Ristorazione prevede già adesso, per un target di professionisti coinvolti negli appalti, un aggiornamento dedicato alle corrette metodologie produttive e di ripartizione, mentre negli istituti scolastici dove è presente con i propri servizi ha avviato programmi di responsabilizzazione ricchi di giochi interattivi e coinvolgenti.

  • Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo, i numeri della provincia di Varese in 30 anni di attività

    Dal 1991 a oggi, Fondazione Cariplo ha sostenuto migliaia di progetti su tutto il territorio lombardo e nelle province piemontesi di Novara e Verbania. Andrea Mascetti: numeri possibili grazie ad una forte azione di condivisione.

    Andrea Mascetti

    Andrea Mascetti: “Da Fondazione Cariplo impegno poderoso, successo possibile grazie al metodo”

    Oltre 35mila progetti sostenuti e più di 3,5 miliardi di euro donati: è il bilancio dei 30 anni di attività filantropica portata avanti da Fondazione Cariplo. Ambiente, Arte e Cultura, Ricerca, Servizi alla persona: sono questi i settori tradizionali di intervento dell’Ente, che dal 1991 ha preso il posto della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde. Nella sola provincia di Varese, Fondazione Cariplo ha offerto il suo supporto per un totale di 1.859 iniziative e 163 milioni di euro. Uno sforzo non indifferente in termini di risorse. Tuttavia, secondo Andrea Mascetti, “non è nei numeri che si vede l’opera della fondazione”. Il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura, insieme con gli altri commissari della Commissione Centrale Elisa Fagnani, Giuseppe Banfi e Sarah Maestri, ha infatti dichiarato: “I dati presentano un impegno poderoso della Fondazione sul nostro territorio, ma è soprattutto il metodo con cui in questi anni ha saputo indicare la strategia di intervento a contraddistinguerla”. I risultati ottenuti da Fondazione Cariplo sono frutto della “capacità di costruire alleanze con gli enti di terzo settore e con le istituzioni”. A questa, sottolinea Andrea Mascetti, si aggiunge anche “il prezioso contributo della fondazione della comunità locale di Varese”.

    Andrea Mascetti: le principali iniziative a favore del territorio varesino

    Le risorse destinate alla provincia di Varese in 30 anni di attività di Fondazione Cariplo sono state così suddivise: 18,2 milioni destinati al settore Ambiente, 15,6 alla Ricerca scientifica, oltre 44,6 milioni al settore Culturale e infine 84,4 ai Servizi alla persona. “La cultura, il sociale, l’attenzione all’ambiente e il sostegno alla ricerca scientifica – ha commentato Andrea Mascetti insieme con gli altri commissari varesini – sono da sempre i capisaldi, anche se, sempre di più la Fondazione opera con obiettivi trasversali”. Tra gli interventi più rilevanti, ovvero di dimensioni significative e di particolare impatto per la comunità, spiccano il progetto Palazzo Verbania, gli archivi di Piero Chiara e Vittorio Sereni del Comune di Luino, la realizzazione del Polo museale del Medioevo nel Seprio presso l’ex Monastero di S. Maria Assunta in Comune di Cairate, il Centro Multiservizi per le Disabilità e la Famiglia della Fondazione per disabili Intellettivi e Relazionali Renato Piatti e infine il progetto MO.V.E.O.N. – MObilità leggera in VallE OloNa.

  • La carriera di Cristiano Poponcini, tra consulenza aziendale, organizzativa e gestionale

    Laureato in Economia e Commercio, indirizzo “Professionale” (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 1993) e in Giurisprudenza (Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma, 2017), Cristiano Poponcini è un professionista affermato nel settore della contabilità e della consulenza aziendale.

    Cristiano Poponcini

    L’esperienza di Cristiano Poponcini, Dottore in Economia e Commercio e Revisore Contabile

    Cristiano Poponcini ha alle spalle una carriera consolidata da oltre 30 anni di esperienza professionale. Oggi è attivo in particolar modo nelle aree della consulenza aziendale, organizzativa e gestionale, svolgendo attività anche direttamente all’interno delle aziende clienti. Originario di Monza, avvia la sua carriera abilitandosi all’esercizio della professione di Dottore Commercialista, per poi iscriversi all’Ordine dei Dottori Commercialisti di Monza e della Brianza. Svolge in seguito un periodo di apprendistato presso due rinomati professionisti, per poi entrare nel noto Studio Legale Carpinelli: nel corso di tale esperienza coordina l’area specializzata in ristrutturazione e risanamento aziendale. Le competenze acquisite gli consentono di dedicarsi allo sviluppo di una propria attività: nasce, così, lo Studio Poponcini, specializzato in servizi a supporto delle aziende in crisi. In quegli anni lo Studio fu una delle prime esperienze di “società tra professionisti”, oggi ampiamente diffuse. Parallelamente, Cristiano Poponcini continua a occuparsi di consulenza in operazioni di ristrutturazione aziendale, processi per il risanamento e accesso alle procedure concorsuali, fornendo anche assistenza alle persone fisiche nella procedura di sovraindebitamento, Legge 3/2012, la cosiddetta “Legge salva suicidi”. Ha svolto inoltre, su nomina giudiziale, incarichi come Curatore Fallimentare e Commissario Giudiziale (dal 1996), Consulente Tecnico del Giudice Penale e del Pubblico Ministero in ambito penale commerciale e di usura (dal 1998), Custode Giudiziario e Professionista delegato alle vendite giudiziarie immobiliari (dal 1999).

    Cristiano Poponcini: gli incarichi nell’ODCEC di Monza e le attività come relatore

    Sul finire degli anni ’90, il percorso professionale di Cristiano Poponcini si arricchisce di importanti nomine nell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Monza e della Brianza. Inizialmente Consigliere e Segretario dell’Associazione Interprofessionale di Monza e della Brianza (di cui diventa Presidente nel 2007), successivamente è chiamato a operare nella Commissione Procedure Concorsuali dell’Ordine, per poi assumerne la presidenza. Rimette in seguito il mandato in virtù della nomina a Consigliere dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Monza e della Brianza. Mediatore per la Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi nel 2011, opera anche nella Commissione Praticanti dottori commercialisti (1997-2002) e nella Commissione Imposte Indirette (1998-2001). In Banca d’Italia, nel 2007, è chiamato come relatore in occasione della riforma del Processo Esecutivo e, per circa un decennio, ha tenuto corsi di formazione e aggiornamento professionale su tutto il territorio nazionale. Nel 2008 collabora alla stesura del “Formulario Commentato della Legge Fallimentare” (Ipsoa), partecipando anche alla successiva edizione del 2014. Con un profilo professionale di grande competenza, Cristiano Poponcini si dedica oggi prevalentemente all’area della consulenza aziendale, organizzativa e gestionale, con specializzazione nella ristrutturazione e nel risanamento aziendale. Dal 2020 presta la propria attività professionale anche direttamente all’interno delle aziende clienti.

  • 2021, anno delle rinnovabili e dei rincari. Antonio Franchi: l’edilizia predilige le scelte green

    Il 2021 è stato l’anno delle energie rinnovabili, ma anche quello dei rincari di energia e gas. Nel progetto per Palazzo Ravasio Antonio Franchi ha optato per materiali e impianti green a favore del risparmio energetico.

    Antonio Franchi

    Rincari e rinnovabili: il progetto sostenibile di Antonio Franchi

    Il 2021 è stato senza dubbio l’anno delle rinnovabili: le stime hanno confermato un nuovo record a livello globale, sono infatti stati raggiunti 290 gigawatt di nuova potenza installata. Tuttavia, il 2021 ha registrato anche l’aumento dei prezzi dell’energia causato dalla ripresa economica. Il gas ha toccato i massimi storici in Europa, raggiungendo alla fine di dicembre un incremento del 650% da inizio anno. Lo scorso anno le rinnovabili sono state la prima fonte di energia, superando per la prima volta in assoluto la produzione proveniente da fonti fossili. Il fotovoltaico, l’eolico, il biogas e l’idroelettrico hanno soddisfatto il 38,2% della domanda di elettricità. Risulta ormai essere chiara la necessità di introdurre soluzioni a favore dell’energia rinnovabile anche in campo edilizio. Numerose realtà sono da tempo impegnate a realizzare progetti all’insegna della sostenibilità non solo al fine di beneficiare dei vantaggi economici che ne conseguono, ma anche con l’obiettivo di tutelare l’ambiente e il comfort abitativo. In quest’ottica il team di The Residenze, società guidata da Antonio Franchi, è attualmente impegnato nella realizzazione del progetto per Palazzo Ravasio (Verona) prediligendo eco-materiali e impianti al 100% green.

    Antonio Franchi: le dotazioni green di Palazzo Ravasio

    Nell’attuale sfida verso la sostenibilità, è giunto il momento di cambiare il modo di progettare, di costruire e di abitare, insomma è arrivata l’ora di ripensare le costruzioni, optando per materiali e impianti green e adottando forme di energia più pulite. Il progetto per Palazzo Ravasio, portato avanti da Antonio Franchi, sintetizza questi obiettivi puntando anche al risparmio energetico. Lo storico edificio veronese verrà ristrutturato secondo i principi di edilizia sostenibile che prevedono l’impiego di materiali naturali ed eco-compatibili come ad esempio i pavimenti in legno certificato P.E.F.C. Anche la proposta impiantistica prevede una soluzione al 100% green, senza l’utilizzo di combustibili fossili: due generatori in pompa di calore aria-acqua, alimentati esclusivamente da energia elettrica, saranno riservati alla produzione sanitaria e alla climatizzazione invernale ed estiva. Inoltre, l’impianto di ventilazione migliorerà la qualità dell’aria indoor senza causare dispendio di energia. Le dotazioni sostenibili adottate nel progetto di Antonio Franchi non solo contribuiranno ad aumentare la percentuale di rinnovabili utilizzate, ma consentiranno inoltre di contenere, come in questo caso, i rincari di luce e gas.

  • ICS Maugeri S.p.A.: Fondazione Onda premia le strutture a misura di donna ICS Maugeri S.p.A.

    Anche quest’anno due strutture di ICS Maugeri S.p.A. rientrano nei 354 ospedali a misura di donna premiati da Fondazione Onda. A ottenere i Bollini Rosa sono l’Irccs di Pavia e quello di Milano.

    ICS Maugeri S.p.A.

    Fondazione Onda premia due strutture di ICS Maugeri S.p.A.

    Due strutture di ICS Maugeri S.p.A. (l’Irccs di Pavia e l’Irccs di Milano) hanno ricevuto da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, i Bollini Rosa. “La 10a edizione dei Bollini Rosa, che ha visto la partecipazione di 363 ospedali italiani e il patrocinio di 27 enti e società scientifiche – ha dichiarato Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda – rinnova il nostro impegno nella promozione di un approccio gender-oriented all’interno delle strutture ospedaliere, riconoscendo l’importanza della sua promozione attraverso servizi e percorsi a misura di donna, in tutte le aree specialistiche”. Dal 2007, attraverso un’attenta valutazione dei servizi offerti, la Fondazione attribuisce agli ospedali italiani da uno a tre Bollini Rosa, confermando l’impegno delle strutture in grado di offrire servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili di maggior livello clinico ed epidemiologico. Da tempo l’attività di ICS Maugeri S.p.A. è orientata verso la medicina di genere.

    Medicina di genere: l’impegno di ICS Maugeri S.p.A.

    Tra i 354 ospedali premiati da Fondazione Onda per il biennio 2022-2023 rientrano quindi anche due strutture di ICS Maugeri S.p.A. In dettaglio, l’Irccs di Milano ha ricevuto per il secondo anno consecutivo un Bollino Rosa, mentre quello di Pavia ha ottenuto nuovamente tre Bollini Rosa. “Fare medicina di genere non è facile e tantomeno scontato – ha ricordato il Direttore Laura Dalla Vecchia – ma è assolutamente necessario. Servono impegno, cultura poliedrica, interdisciplinarità, aggiornamento continuo. Sono ingredienti ben consolidati nel nostro Irccs dove stiamo lavorando alla realizzazione di protocolli di ricerca, alcuni conclusi e pubblicati, altri in itinere e portiamo avanti progetti clinici di prevenzione, cura e riabilitazione individualizzati e differenziati per genere”. “L’attenzione alle nostre pazienti – ha aggiunto il Direttore Giuseppe Laganga – specificatamente ad alcune patologie femminili, viene da lontano. Qui il professor Alberto Costa ha fondato, nel 2000, la prima Breast Unit d’Italia, che è stata in seguito la prima struttura senologica italiana ad essere certificata a livello europeo, nel 2009″. Anche quest’anno ICS Maugeri S.p.A. riconferma il suo impegno nella promozione della medicina di genere.

  • FME Education: il marketing della cultura

    Il digitale e il marketing culturale costituiscono degli strumenti con grandi potenzialità da sfruttare per diffondere la ricchezza culturale ai giorni nostri: per FME Education sono strumenti imprescindibili per valorizzare il patrimonio culturale italiano.

    FME Education

    Il marketing culturale in FME Education

    Il 2020 ha messo a dura prova il settore della cultura, rendendo impraticabili semplici attività come una visita guidata al museo o la partecipazione a una mostra. L’impossibilità di accedere ai luoghi di interesse artistico e culturale ha in un primo momento gettato nello sconforto i soggetti interessati, abituati soprattutto alle modalità tradizionali di trasmissione della cultura. Per fortuna, gli strumenti digitali si sono rivelati degli ottimi alleati, consentendo di portare mostre, opere artistiche, musica ed eventi direttamente nelle nostre case. La principale attività che permette di diffondere le grandi ricchezze culturali attraverso le nuove tecnologie prende il nome di marketing culturale, il quale in realtà esisteva già prima che la pandemia costringesse chiunque ad esplorare queste nuove modalità. FME Education ne è l’esempio. La Casa Editrice milanese da anni si occupa infatti di impiegare gli strumenti digitali nella diffusione della cultura.

    FME Education: la fortuna di essere italiani

    Il fatto di vivere in un Paese con un patrimonio storico, artistico e culturale immenso come l’Italia rappresenta sicuramente un vantaggio. Il marketing culturale ricorre a una serie di strategie studiate per stimolare interesse nei confronti di un determinato elemento culturale, tra queste: la creazione di contenuti di valore sia per i siti che per i social network e lo storytelling. Per rendere possibile tutto ciò c’è però bisogno di materiale sul quale poter lavorare. Da questo punto di vista, data la ricchezza di elementi artistici, storici e architettonici di cui è dotato il nostro Paese, si potrebbe affermare senza troppi indugi che l’Italia ha una marcia in più. Manca spesso proprio la conoscenza di tale ricchezza. Alla base dell’attività di FME Education c’è proprio la consapevolezza dello straordinario patrimonio culturale italiano e la voglia di diffondere la sua conoscenza. Per questo motivo, la Casa Editrice milanese supporta i progetti che hanno come scopo la promozione e la valorizzazione della cultura italiana.

  • Valorizzazione del territorio: Antonio Liseno racconta il successo dell’Hotel San Barbato

    Intervistato da “Food & Travel Italia”, Antonio Liseno parla delle motivazioni che lo hanno spinto ad investire in un Resort in Basilicata, la sua terra natia, e dei traguardi finora raggiunti.

    Antonio Liseno

    Antonio Liseno: l’importanza di valorizzare il territorio

    “Personalmente credo di avere avuto la fortuna di crescere e vivere in Basilicata, una terra ricca di paesaggi straordinari con un patrimonio artistico e culturale ancora sconosciuto a molti”, esordisce in questo modo l’imprenditore di Lavello nella sua intervista rilasciata a “Food & Travel Italia”. Fin dalla sua prima esperienza professionale, Antonio Liseno ha messo a disposizione le proprie competenze per dare prestigio alle ricchezze dei suoi territori, valorizzandoli in quanto intrisi di storia, cultura e tradizioni eno-gastronomiche. Nel 1986 avvia la sua carriera da imprenditore fondando Moderna Agricoltura Lavellese. La maturazione professionale gli permette di continuare a servire il suo paese e rimanere fedele ai propri valori lavorando a progetti sempre più ambiziosi. Nel 2018 nasce così l’Hotel San Barbato Resort Spa & Golf, una struttura ricettiva che annovera numerose eccellenze italiane e la cui idea deriva “proprio dalla volontà di creare un importante polo nella mia terra finalizzato alla rivalutazione e alla valorizzazione del territorio. Inoltre i prodotti locali permettono di sviluppare eccellenze gastronomiche”.

    Hotel San Barbato Resort Spa & Golf: Antonio Liseno racconta i traguardi recenti e i progetti futuri

    Uno degli ultimi successi riconosciuti all’Hotel San Barbato Resort Spa & Golf ha riguardato senz’altro l’assegnazione della Stella Michelin al ristorante Don Alfonso 1890, una delle eccellenze che sorgono al suo interno. A dare prestigio alla struttura ricettiva fondata da Antonio Liseno vi è anche una serie di collaborazioni con importanti personalità internazionali appartenenti al mondo della ristorazione e dell’alta cucina. Tra questi: Don Alfonso Iaccarino, Franco Pepe e Chef Nobuya. Partner che condividono con l’imprenditore lo stesso intento, ovvero “innovazione nel rispetto della tradizione, della storia e della terra in cui si opera”. Parlando invece di progetti futuri, Antonio Liseno menziona il ristorante giapponese Sansei, che andrà ad arricchire l’offerta culinaria del Resort e che porterà la firma dello Chef Niimori Nobuya di Tokyo, dando vita a “un connubio tra cucina giapponese di altissima qualità e curiosità per le materie prime italiane e le eccellenze del territorio lucano”.

  • Consorzio chimico-farmaceutico: Paolo Campiglio riconfermato

    Paolo Campiglio è stato riconfermato ai vertici del consorzio chimico-farmaceutico. Inoltre, tra i nuovi incarichi a lui affidati, vi è anche il coordinamento delle risorse economiche in arrivo dal Recovery Fund.

    Paolo Campiglio

    Paolo Campiglio confermato ai vertici del consorzio chimico-farmaceutico

    I soci del consorzio chimico-farmaceutico riuniti in seduta comune hanno confermato la dirigenza, designando inoltre Paolo Campiglio alla gestione dei fondi economici in arrivo dal Recovery Fund. Manager con specializzazione nei mercati globali, nel corso del passato decennio ha preso parte in maniera preponderante al nuovo business di Daclé in Europa centrale e orientale, vale a dire la distribuzione di medicinali (Farmacol approvvigiona in questo senso più di 12.000 farmacie in Polonia) e le forniture ospedaliere di prodotti sanitari in Polonia, Lituania e Lettonia attraverso Pelion. Ha inoltre ricoperto posizioni di alto livello nell’ambito della diplomazia commerciale ed ha lavorato come vice-presidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca e componente di advisory board sulla globalizzazione per le imprese. Figura di primo piano nella promozione della cultura del Made in Italy, Paolo Campiglio è stato riconfermato anche per il biennio 2022-2024 al vertice del consorzio chimico-farmaceutico. Inoltre, avrà anche il compito di amministrare i fondi in arrivo del Next Generation Eu.

    Paolo Campiglio: la carriera in ambito manageriale e istituzionale

    Paolo Campiglio nasce a Milano nel 1975. Dopo il conseguimento del diploma superiore presso il liceo commerciale a indirizzo giuridico-amministrativo, frequenta la facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia, continuando così la tradizione e l’expertise nel settore della sua famiglia. Oggi è direttore esecutivo della holding del gruppo Daclé e presidente di Daclé SA. Ha maturato poi esperienze nella consulenza grazie ai ruoli rivestiti come associate advisor della British-Polish Chamber of Commerce e vice-presidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca. Tra gli altri incarichi ricoperti si segnalano quelli in qualità di direttore e coordinatore di differenti realtà in Italia e all’estero. Oltre all’attività come imprenditore, è noto anche il suo impegno in ambito istituzionale: è stato consigliere comunale di Legnano per tre mandati dal 1997 al 2012 e presidente del Consiglio comunale dal 2007 al 2012. Paolo Campiglio è infine conosciuto come critico televisivo e reporter radiofonico, essendo ospite fisso della sala stampa RAI al Festival di Sanremo.

  • Ideal Standard: la soluzione per l’igiene delle mani negli ambienti condivisi

    Intellimix, il miscelatore totalmente touch-free progettato per erogare acqua e sapone in giuste quantità ad ogni utilizzo. Sensorflow, con sensore a infrarossi, ideale per bagni di uffici, ristoranti e strutture pubbliche. Ideal Standard garantisce qualità e innovazione per una pratica quotidiana fondamentale: il lavaggio delle mani.

    Ideal Standard

    Ideal Standard: l’importanza dei miscelatori touch-free

    Igienizzare le mani sufficientemente e in modo corretto è fondamentale, soprattutto durante gli anni difficili che stiamo vivendo, nei quali la salvaguardia della salute delle persone va messa sempre al primo posto. I miscelatori touch-free di Ideal Standard sono la soluzione migliore per l’igiene negli spazi condivisi come uffici, ristoranti, strutture educative ed edifici pubblici. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi è un’arma importantissima per impedire la diffusione di virus e batteri, ma spesso e volentieri questa buona pratica viene ignorata negli spazi comuni o non viene portata a termine efficacemente: il 30% degli impiegati europei non lava le mani con il sapone, il 95% non utilizza una quantità sufficiente di acqua e sapone. Per questo Ideal Standard propone i nuovi miscelatori elettrici Intellimix e Sensorflow, in linea con gli standard di igiene necessari in questo periodo.

    Ideal Standard: i miscelatori Intellimix e Sensorflow

    Il miscelatore Sensorflow di Ideal Standard coniuga un design pulito a un’installazione rapida e semplice, che avviene in breve tempo e senza problemi anche nei bagni senza collegamento elettrico. In ottone massiccio, con sensore a infrarossi, Sensorflow è l’ideale per migliorare l’igiene dei bagni in uffici e ristoranti, edifici pubblici e strutture educative. La gamma Sensorflow comprende miscelatori da appoggio, a parete e a pannello, con possibilità di garantire risparmi a lungo termine rispetto ai rubinetti tradizionali. Intellimix invece, totalmente touch-free, è progettato per erogare acqua e sapone ad ogni utilizzo: Ideal Standard propone così una soluzione concreta sia contro gli sprechi, sia a sostegno delle buone pratiche di igiene quotidiane. Il ciclo di lavaggio digitale ottimizzato, unito allo schermo TFT integrato, aiuta a migliorare l’esperienza del lavaggio delle mani, rendendola più piacevole e anche più efficace.

  • Ares Ambiente è l’azienda più performante di Bergamo: a dirlo “LombardiaPost”

    Fondata a Treviolo, Ares Ambiente opera nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione degli impianti autorizzati. Per l’azienda il riconoscimento è il risultato dell’impegno responsabile e trasparente verso tutti gli stakeholder.

    Ares Ambiente

    Ares Ambiente, un’eccellenza lombarda dalla performance solida

    Ares Ambiente entra di diritto tra le imprese con la migliore solidità economica e finanziaria della provincia di Bergamo. L’azienda, specializzata nell’intermediazione dei rifiuti e che da anni offre i suoi servizi su tutto il territorio italiano, è stata infatti premiata come “Best Performer” da “LombardiaPost”. Realizzato da ItalyPost, lo studio promosso dal quotidiano lombardo nasce per conoscere le realtà performanti delle sei province più industrializzate d’Italia. Fatturato ed EBITDA i valori su cui si basa la classifica stilata dal Centro Studi. L’evento di premiazione si è tenuto lo scorso 22 novembre al Centro Congressi Papa Giovanni XXIII di Bergamo. “Il riconoscimento è il risultato dell’impegno nel fare impresa in modo responsabile e trasparente verso i nostri partner e verso la comunità – scrive Ares Ambiente in una nota – e testimonia la visione del fondatore, Marco Domizio, che persegue obiettivi di trasparenza ed efficienza economica”.

    Ares Ambiente: le dichiarazioni del CEO Marco Domizio

    Come Best Performer 2021, Ares Ambiente si è distinta per il percorso di crescita intrapreso e i risultati raggiunti tra il 2017 e il 2020. L’azienda, secondo la ricerca di ItalyPost, è riuscita a reagire positivamente alle sfide della pandemia e alla profonda incertezza economica del periodo dimostrando stabilità, resilienza e solidità costanti. “Non abbiamo mai fatto venire meno il nostro impegno a conferire i rifiuti delle attività produttive – ha commentato Marco Domizio, founder e CEO di Ares AmbienteLo abbiamo fatto nel modo più efficiente possibile e secondo criteri di tracciabilità e pratiche amministrative che rispettano la normativa vigente. Un risultato raggiunto grazie a tutti coloro che ogni giorno contribuiscono a consolidare la nostra posizione nel mercato, lavorando con la massima professionalità e con competenze che continuano a crescere e rinnovarsi”.

  • House to House: su “Focus” un approfondimento sull’asciugatrice Agento Professional

    House to House è un’azienda specializzata nella produzione e vendita di elettrodomestici e prodotti per l’igiene della casa: un’attività su cui si è soffermata anche la nota rivista a carattere scientifico “Focus” con un articolo dedicato.

    House to House

    House to House: “Focus” sottolinea la validità di Agento Professional

    Migliorare la qualità della vita delle persone non è compito da poco, soprattutto in un periodo in cui gli impegni dentro e fuori casa sono numerosi e all’ordine del giorno. Riuscire a farlo apporta un valore nel quotidiano e rappresenta un traguardo da evidenziare e approfondire: lo ha fatto “Focus”, rivista italiana conosciuta in ambito scientifico, dedicando un articolo all’approccio fortemente innovativo di House to House. Il mensile ha analizzato in particolare le caratteristiche di Agento Professional, asciugatrice di punta dell’azienda: dotata di elementi di grande innovazione come la tecnologia Double Power Technology – che consente di scegliere tra le due migliori tecnologie riscaldanti – e un’attenzione massima all’efficienza energetica, Agento Professional riesce a fornire un miglioramento concreto alla qualità della vita delle persone. È questo un obiettivo perseguito da House to House fin dalla nascita: apportare benessere alle famiglie sollevandole dalle incombenze quotidiane legate al bucato.

    L’innovazione si conferma un importante valore aggiunto: la soddisfazione di House to House

    “È motivo di grande orgoglio per House to House sapere che Focus, la prestigiosa rivista a carattere scientifico, ha voluto dedicare uno spazio all’interno delle proprie pagine”, così l’azienda in una nota: “L’innovazione si conferma un valore aggiunto fondamentale, quindi, segnando la differenza con tutto quello che il mercato propone”. E dell’innovazione l’azienda con sede a Villorba (TV) ha fatto un elemento centrale nelle proprie attività, attraverso investimenti continui in ricerca e sviluppo, studi tecnologici e analisi di mercato. Da qui il successo di un elettrodomestico come Agento Professional: “Focus ha voluto evidenziare anche i risultati che confrontano un tessuto asciugato con un metodo tradizionale e lo stesso tessuto asciugato in Agento Professional”, si legge nella nota diffusa da House to House. “La differenza è notevole, evidente ad occhio nudo ed è garanzia di una soddisfazione piena, che va ben oltre le aspettative di ogni Cliente”, ha aggiunto l’azienda: “Ringraziamo quindi Focus per questa grande opportunità; per noi è un punto di visibilità molto importante, che conferma da una parte il nostro brand e dall’altra la validità della nostra Agento”.

  • Il 2021 di Gruppo Riva

    Conclusosi il secondo anno di pandemia, Gruppo Riva tira le somme e raccoglie i frutti delle scelte coraggiose effettuate a inizio 2021.

    Gruppo Riva

    Gruppo Riva: la ripresa nel 2021

    Il 2020 è stato un anno difficile per tutti i comparti economici e ha interessato tanto le piccole come le grandi imprese. Tra chi ha dato prova di grande resilienza Gruppo Riva, che ha concentrato i suoi sforzi sulla ripresa, vedendo i frutti del proprio lavoro già nel primo trimestre del 2021. Nel 2020, l’operatore siderurgico ha infatti destinato 88 milioni di euro agli investimenti, ponendosi “nelle condizioni di essere pronto a cogliere la ripresa” e mantenere “la propria leadership nel segmento di riferimento”. Nei primi mesi del 2021 il Gruppo ha potuto assistere ad un aumento della produzione pari al 18%, arrivando a produrre 1.666 milioni di tonnellate di acciaio, 259 milioni in più rispetto a quanto fatto nel primo trimestre del 2020. Con un incremento del 21% rispetto al fatturato dell’esercizio precedente, Gruppo Riva ha toccato quota 881 milioni.

    Il ruolo di Gruppo Riva nel panorama europeo

    L’operatore siderurgico, specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi e acciai di qualità, ricopre una posizione di leadership non solo a livello nazionale ma anche europeo. I 21 stabilimenti produttivi del Gruppo, che lavora soprattutto per i settori dell’edilizia, dell’automotive, della meccanica e della cantieristica, sono dislocati tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Di questi solo cinque sorgono sul territorio italiano. In effetti, il fatturato di Gruppo Riva deriva soprattutto dalle controllate europee, dalle quali proviene circa l’89%, mentre solo l’11% è legato all’attività delle società italiane.

  • Medicina di genere: due strutture di ICS Maugeri S.p.A. premiate da Fondazione Onda

    In Italia sono 354 gli ospedali a misura di donna. Due strutture di ICS Maugeri S.p.A. hanno ottenuto i Bollini Rosa da Fondazione Onda, che premia gli ospedali con servizi dedicati alle patologie femminili.

    ICS Maugeri S.p.A.

    ICS Maugeri S.p.A.: Fondazione Onda premia le strutture a misura di donna

    Per il biennio 2022-2023 Fondazione Onda ha premiato alcuni ospedali italiani: l’assegnazione dei Bollini Rosa (da uno a un massimo di tre) riconosce l’impegno delle strutture che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili di maggior livello clinico ed epidemiologico. Tra le strutture premiate anche ICS Maugeri S.p.A.: all’Irccs Pavia sono stati confermati tre Bollini (come ad altri 107 ospedali) e all’Irccs Maugeri Milano un Bollino Rosa (insieme ad altri 74 ospedali). “La 10a edizione dei Bollini Rosa, che ha visto la partecipazione di 363 ospedali italiani e il patrocinio di 27 enti e società scientifiche – ha dichiarato Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda – rinnova il nostro impegno nella promozione di un approccio gender-oriented all’interno delle strutture ospedaliere, riconoscendo l’importanza della sua promozione attraverso servizi e percorsi a misura di donna, in tutte le aree specialistiche”. Dal 2007 i Bollini Rosa vengono assegnati a seguito di un’attenta valutazione dei servizi offerti.

    ICS Maugeri S.p.A.: la medicina di genere è fondamentale

    La costanza e l’impegno portati avanti da ICS Maugeri S.p.A. hanno consentito all’Irccs di Pavia di ottenere nuovamente tre Bollini Rosa: “L’attenzione alle nostre pazienti – spiega il Direttore Giuseppe Laganga – specificatamente ad alcune patologie femminili, viene da lontano. Qui il professor Alberto Costa ha fondato, nel 2000, la prima Breast Unit d’Italia, che è stata in seguito la prima struttura senologica italiana ad essere certificata a livello europeo, nel 2009″. Anche l’Irccs di Milano ha ricevuto per il secondo anno consecutivo un Bollino Rosa. “Fare medicina di genere non è facile e tantomeno scontato – ha ricordato il Direttore Laura Dalla Vecchia – ma è assolutamente necessario. Servono impegno, cultura poliedrica, interdisciplinarità, aggiornamento continuo. Sono ingredienti ben consolidati nel nostro Irccs dove stiamo lavorando alla realizzazione di protocolli di ricerca, alcuni conclusi e pubblicati, altri in itinere e portiamo avanti progetti clinici di prevenzione, cura e riabilitazione individualizzati e differenziati per genere”. Due strutture di ICS Maugeri S.p.A. sono quindi tra i 354 ospedali italiani premiati dalla Fondazione Onda per il biennio 2022-2023.

  • EssilorLuxottica, boom di dipendenti azionisti. Francesco Milleri: “Orgogliosi della risposta”

    Sono 6.600 i dipendenti che hanno aderito al Piano di azionariato promosso dalla società guidata da Francesco Milleri.

    Francesco Milleri

    Francesco Milleri: EssilorLuxottica, i numeri del Boost 2021

    Il 2021 si conferma l’anno di EssilorLuxottica. Il Gruppo ha rilasciato lo scorso dicembre i dati aggiornati di Boost, il Piano di azionariato diffuso che porta avanti dal 2019. L’ultima edizione ha visto l’adesione di 54.000 dipendenti, con un tasso di sottoscrizione pari al 65%, in crescita rispetto al 2020 (62%). Francesco Milleri, alla guida del colosso dell’eyewear e dell’eyecare, ha dichiarato: “Anche quest’anno Boost si conclude con successo e con un tasso di sottoscrizione in crescita”. Ad oggi, negli 85 paesi coinvolti dal progetto, sono 67mila i dipendenti che posseggono una quota della società, in crescita, dunque, dai 63mila del 2020 e dai 56mila del 2019. Inoltre più di 11.000 ex dipendenti, oggi in pensione ma che tuttavia hanno scelto di continuare a partecipare al percorso dell’azienda come azionisti. “Siamo orgogliosi di questa risposta – hanno commentato Francesco Milleri e il suo vice Paul du Saillant – continueremo a costruire sulla partecipazione azionaria diffusa dei dipendenti, centrale nella cultura aziendale”.

    Francesco Milleri: il 2021 di EssilorLuxottica

    Tra i risultati evidenziati nella nota rilasciata dal Gruppo anche l’aumento dei dipendenti azionisti membri di Valoptec, che raggiunge quota 20mila iscritti. L’associazione indipendente collabora attivamente nella definizione della strategia di EssilorLuxottica con un focus sulle Risorse Umane. “Questo andamento riflette la fiducia dei dipendenti nella strategia del gruppo – ha detto Francesco Milleri, che ha aggiunto – L’obiettivo è quello di estendere la stessa opportunità al maggior numero possibile di dipendenti in futuro”. Il successo ottenuto dall’iniziativa è la ciliegina sulla torta di un 2021 dai risultati decisamente incoraggianti. Il Gruppo guidato da Francesco Milleri ha chiuso l’anno in forte ripresa economica, con un’accelerazione registrata soprattutto nell’ultimo trimestre e che ha portato al miglioramento e al consolidamento dell’Outlook. Diversi i traguardi che hanno reso particolarmente positivo il 2021 di EssilorLuxottica: tra questi la partnership siglata con Meta per la produzione dei primi smart glasses e il consolidamento dell’iniziativa “Eyes on the planet”, la roadmap dedicata alla strategia dell’azienda in tema di sostenibilità e che ha tra i suoi capisaldi la circolarità, la carbon neutrality e il diritto alle cure della vista.

  • Consulenza e contabilità: l’esperienza professionale di Cristiano Poponcini

    Dottore in Economia e Commercio e Revisore Contabile, Cristiano Poponcini ha alle spalle oltre 30 anni di esperienza nella consulenza aziendale, organizzativa e gestionale.

    Cristiano Poponcini

    Cristiano Poponcini: le tappe della carriera negli anni ’90

    Originario di Monza, Cristiano Poponcini è laureato in Economia e Commercio, indirizzo “Professionale” (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 1993) e in Giurisprudenza (Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma, 2017). Avvia il suo percorso professionale abilitandosi all’esercizio della professione di Dottore Commercialista e iscrivendosi all’Ordine dei Dottori Commercialisti di Monza e della Brianza. Dopo aver svolto un periodo di apprendistato presso due studi professionali, Cristiano Poponcini entra a far parte del rinomato Studio Legale Carpinelli, dove si occupa di ristrutturazione e risanamento aziendale. Successivamente, fonda lo Studio Poponcini, realtà che riesce ad anticipare l’ormai diffusa concezione della “società tra professionisti”. Lo Studio fornisce servizi qualificati a supporto delle aziende in crisi. In quegli anni, Cristiano Poponcini opera parallelamente in attività consulenziali per operazioni di ristrutturazione aziendale, procedure di risanamento e di accesso alle procedure concorsuali. Fornisce assistenza, inoltre, a persone fisiche nell’accesso alla procedura di sovra indebitamento (Legge 3/2012, cosiddetta “Legge salva suicidi”). Forte delle competenze maturate, ricopre anche incarichi su nomina giudiziaria, tra cui: Curatore Fallimentare e Commissario Giudiziale (dal 1996), Consulente Tecnico del Giudice Penale e del Pubblico Ministero in ambito penale commerciale e di usura (dal 1998), Custode Giudiziario e Professionista delegato alle vendite giudiziarie immobiliari (dal 1999).

    Cristiano Poponcini: la carriera nell’ODCEC di Monza e il presente professionale

    Revisore legale dei Conti e Revisore degli Enti Locali, Cristiano Poponcini ha lavorato, inoltre, come conciliatore e arbitro nella risoluzione di controversie. Del 1998 è invece la nomina a Consigliere e Segretario dell’Associazione Interprofessionale di Monza e della Brianza, di cui diventa Presidente nel 2007. Opera anche nella Commissione Procedure Concorsuali presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Monza e della Brianza e ne assume, in seguito, la presidenza. Successivamente, rimette il mandato in virtù della nomina a Consigliere dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Monza e della Brianza. È stato anche Mediatore per la Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi (2011) e ha prestato servizio nella Commissione Praticanti Dottori Commercialisti (1997-2002) e nella Commissione Imposte Indirette (1998 – 2001). Ha operato altresì nella Commissione Esami di Stato di Dottore Commercialista ed Esperti Contabili (Università Bicocca di Milano). Relatore in Banca d’Italia in occasione della riforma del Processo Esecutivo – nonché in diversi corsi di specializzazione e convegni – Cristiano Poponcini ha partecipato alla stesura del “Formulario Commentato della Legge Fallimentare” (Ipsoa) e alla successiva edizione del 2014. Il suo presente professionale è incentrato sulle attività di consulenza aziendale, organizzativa e gestionale, anche collaborando direttamente nelle aziende clienti.

  • Federico Motta Editore: Giorgio Parisi è Premio Nobel per la fisica

    Dopo numerosi anni l’Accademia di Svezia premia nuovamente un italiano: Giorgio Parisi insignito del Premio Nobel per la fisica. Scopriamo insieme i i contenuti dell’Enciclopedia Motta e dei volumi di Decenni di storia contemporanea pubblicati da Federico Motta Editore.

    Federico Motta Editore

    Premio Nobel: Federico Motta Editore celebra Giorgio Parisi

    Premiato “per la scoperta dell’interazione di disordini e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica alla scala planetaria”, il 12 ottobre 2021 Giorgio Parisi ha vinto il Premio Nobel per la fisica, insieme ai climatologi Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann. Attraverso i contenuti dell’Enciclopedia Motta e dei Decenni di storia contemporanea, Federico Motta Editore lo celebra menzionando anche i precedenti Nobel italiani. Giorgio Parisi è originario di Roma (1948) e in seguito al percorso di studi come allievo di Nicola Cabibbo, diventa docente di fisica teorica presso l’Università di Roma La Sapienza. Il fisico italiano è noto in tutto il mondo per i suoi studi sui sistemi complessi, vale a dire sistemi dinamici composti a loro volta da altri sistemi dinamici più semplici. Come ricorda Federico Motta Editore, tale definizione raggruppa sia fenomeni piccoli (come gli atomi) sia fenomeni grandi (come i sistemi planetari): Giorgio Parisi si è infatti occupato di diversi ambiti tra cui lo studio sul volo degli stormi, i modelli per approfondire i cambiamenti climatici e l’evoluzione della pandemia di Covid-19.

    Federico Motta Editore: i Premi Nobel italiani

    Come ricorda Federico Motta Editore, sono passati molti anni dall’ultima volta in cui l’Accademia di Svezia ha conferito il premio a personalità italiane. I nomi in lizza per l’ambito riconoscimento non sono però mai mancati: grazie ai suoi libri e alla sua attività intellettuale Umberto Eco è stato considerato dalla stampa un possibile candidato al Premio Nobel per la letteratura, e come lui anche altri scienziati e scrittori. Giorgio Parisi è il ventesimo intellettuale ad aver ricevuto il prestigioso premio. I primi italiani sono stati Carducci (letteratura) e Golgi (medicina) nel 1906. Dopodiché i Nobel per la fisica sono stati conferiti a Marconi, Fermi, Segrè, Rubbia, Giacconi e Parisi. Carducci, Deledda, Pirandello, Quasimodo, Montale e Fo sono invece stati insigniti del Nobel per la letteratura. Federico Motta Editore ricorda inoltre i cinque Premi Nobel per la medicina: Camillo Golgi, Daniel Bovet, Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini e Mario Capecchi. Non solo, nel 1907 Ernesto Teodoro Moneta ha vinto il Nobel per la pace, Giulio Natta per la chimica nel 1963 e Franco Modigliani per l’economia nel 1985.