Semplicità, chiarezza, verità. Su questi tre pilastri, il padre dell’advertising moderno, David Ovilgy, ha sempre costruito la sua comunicazione e la sua strategia di web marketing. Non, dunque, frasi baroccheggianti e complessi periodi senza un chiaro filo conduttore, ma headline e bodycopy facilmente comprensibili per chi fruisce della comunicazione pubblicitaria. È proprio questa la difficoltà del web marketing: non c’è sfida più ambiziosa, non c’è montagna più insormontabile di questa.
In un’agenzia di comunicazione o, in generale, nel lavoro di un professionista del settore, si impiegano ore, quando non addirittura giorni o settimane, alla ricerca dell’idea creativa perfetta per comunicare quel determinato messaggio che rappresenta l’obiettivo finale di una strategia marketing. È indispensabile un elevato livello di concentrazione per poter individuare la chiave giusta attraverso cui trasmettere una notizia e al tempo stesso la giusta dose di empatia che genera una reazione emotiva nel consumatore. Comunicare vuol dire diventare artisti della parola – o dell’immagine, se pensiamo ai grafici, che utilizzano il linguaggio visivo -. Insomma, non lasciare mai nulla all’improvvisazione.
Se sei un copywriter lo sai bene, qualunque testo parte da una bozza che probabilmente verrà modificata e rielaborata decine di volte, fino a quando non si inizierà a intravedere “l’opera d’arte” finale.
Nel web marketing (come nel marketing tradizionale), la comunicazione presuppone un meticoloso e strutturato lavoro di fino nella scelta dei termini più appropriati, ma la principale difficoltà è quella di dar vita a un testo talmente fluido e scorrevole da renderne la lettura quanto più naturale possibile. Citando La Capria, un buon testo è “un’anatra che, senza sforzo apparente, fila via tranquilla e impassibile sulla corrente del fiume, mentre sott’acqua le zampette palmate tumultuosamente e faticosamente si agitano ma non si vedono”.