Metalli a prezzi choc: il rodio può imitare la corsa sfrenata del palladio?

Nel corso dell’ultimo anno il settore dei metalli è finito sotto i riflettori non tanto per la marcia dell’oro, che ha superato i 1500 dollari l’oncia, quanto per il rally del palladio. Questo metallo industriale ha vissuto un 2019 strepitoso, che lo ha fatto schizzare ben oltre i 2000 dollari l’oncia.

Il rodio in rampa di lancio

rodioAll’orizzonte però si sta affacciando un altro caso analogo, visto che il Rodio è pronosticato come la prossima “star” del mercato dei metalli. Va precisato che la sua quotazione è già altissima, anche se pochi lo sanno trattandosi di una materia prima poco nota. Eppure nel 2008 il prezzo ha toccato i suoi massimi storici verso l’astronomica cifra di 10mila dollari l’oncia.

Dopo quel picco però la festa durò poco, visto che negli anni successivi il prezzo ha oscillato tra i 1000 e i 3000 dollari, imbrigliato dentro le sue “nuvole ichimoku“. Poi è scoppiato il nuovo boom. Il metallo ha aumentato il suo prezzo di 12 volte negli ultimi quattro anni, sovraperformando di gran lunga tutte le principali materie prime. Anche se i prezzi non hanno ancora raggiunto i massimi storici, la quotazione in questo mese di gennaio è già cresciuta di oltre il 30% superando quota 8000. La marcia è così forte che gli investitori scommettono sul raggiungimento di nuovi livelli record nel corso dell’anno.

Domanda, offerta e prospettive

Va detto che anche questo metallo, così come il palladio e a differenza dell’oro, trova impiego nel settore industriale. Soprattutto quello automobilistico (è utilizzato nelle marmitte catalitiche dei veicoli con motore a diesel). La sua volatilità descritta dal commodity channel index oscillatore CCI danza quindi in base all’andamento di domanda e offerta del settore. L’80% dell’estrazione avviene in SudAfrica, come sottoprodotto del platino e del nichel. Siccome il suo mercato è molto contenuto, anche piccole variazioni di offerta o domanda possono innescare forti ricadute sul prezzo. Anche perché, in assenza di un mercato regolamentato per la risorsa mineraria, gli effetti su domanda, offerta e prezzi si amplificano. Ed è proprio quello che sta succedendo. L’aumento della domanda proveniente dall’Asia, legata al settore automobilistico, ha innescato il recente rally che non accenna a fermarsi.