La colonnina per la ricarica elettrica: il miraggio dell’automobilista ecologico

Chi oggi acquista un’automobile elettrica fa sicuramente una scelta ecologica rispettosa dell’ambiente ma si trova immediatamente a dover fare i conti con un interrogativo costante e alquanto spinoso: dove troverò la prossima colonnina per la ricarica elettrica? Questa preoccupazione così pressante per i possessori di auto elettriche è anche conosciuta con il nome di “range anxiety”, ovvero la paura che la carica del veicolo non sia sufficiente a raggiungere la successiva stazione di rifornimento energetico, la colonnina appunto, e rappresenta uno dei principali fattori che disincentivano l’acquisto delle automobili elettriche a favore di quelle a benzina o a diesel.

L’Italia ultima tra i mercati di vetture elettriche

In Italia purtroppo il mercato delle automobili elettriche è ancora molto ristretto rispetto al resto del mondo, in cui Cina e Stati Uniti si classificano rispettivamente come il primo e il secondo Stato per diffusione di vetture elettriche, ma anche a confronto con gli altri paesi europei, tra cui emergono invece la Norvegia e la Germania. Non di rado è capitato che turisti stranieri in viaggio nel nostro paese con le proprie auto elettriche si siano ritrovati in difficoltà perché a ‘secco’ di energia data la scarsità di colonnine per la ricarica presenti sul territorio italiano. Situazione questa assolutamente deprecabile per il turismo in Italia che sappiamo essere settore trainante dell’economia nazionale.

Se si analizza il rapporto costo di ricarica e chilometri percorribili, le vetture elettriche risultano più vantaggiose di quelle a benzina e a diesel. Inoltre, rispetto a queste ultime, esse pongono fine al problema delle polveri sottili. Ma i prezzi rimangono piuttosto elevati soprattutto per motivi legati ai costi di produzione delle batterie. Oltre a ciò, come già detto, sul suolo italiano le postazioni di rifornimento sono ancora molto esigue: si stima la presenza di circa 4000 colonnine, quindi approssimativamente una colonnina ogni 14000 abitanti. Una delle tratte servite meglio è quella Milano – Roma, lungo la quale sono distribuite circa una trentina di colonnine. Anche in alcune città, quali Torino, Milano, Mestre e Latina, iniziano a comparire le prime postazioni di ricarica, in particolare a supporto dei servizi di car – sharing.

La necessità di una svolta

Nonostante l’Italia sia molto indietro rispetto al resto del mondo e manchi attualmente un programma organizzato di investimento nel mercato delle auto elettriche, la Commissione Ambiente e la Commissione Lavori pubblici del Senato hanno recentemente approvato una risoluzione con cui il governo si impegna a valutare il divieto di vendere moto e autoveicoli a combustibili fossili a partire dall’anno 2040. L’esigenza di dotare il Paese di una rete di infrastrutture di ricarica pubbliche e private sta diventanto sempre più sentita da parte delle istituzioni, delle aziende che lavorano nel campo e anche dei cittadini che si apprestano a compiere una scelta diversa e innovativa, che rappresenta attualmente il futuro della moblità su quattro ruote. La diffusione delle vetture elettriche comporterà un incremento notevole dell’energia elettrica richiesta per alimentare le colonnine di ricarica, a cui si potrà far fronte solo aumentando la produzione attraverso l’impiego delle energie rinnovabili.