Pomezia: Sfrattati senza saperlo

Parla il coordinatore provinciale romano dell’Italia dei diritti Carlo Spinelli  “ come è possibile che quindici famiglie vengano buttate fuori di casa senza che nessuno abbia dato loro lo sfratto”?

 

Roma – Quindici famiglie ( con anziani e bambini ) residenti in via Catullo 91 a Pomezia si sono viste recapitare improvvisamente una lettera dal tribunale di Velletri dove gli veniva annunciato che lo sfratto dalle proprie abitazioni era stato spostato all’undici Maggio, ma di questo sfratto sembra che nessuno di loro ne fosse a conoscenza. “ Le quindici famiglie residenti in via Catullo 91 pagano da anni regolare affitto al comune di Roma che le ha insediate negli appartamenti per far fronte all’emergenza abitativa – commenta il responsabile della provincia di Roma dell’Italia dei diritti Carlo Spinelli – una sorta di case popolari, che adesso, senza che nessuno avesse detto a loro niente, dovrebbero lasciare in meno di un mese”. Il comune di Roma ha preso in affitto nel 2001 questi appartamenti per poi sub affittarli alle quindici famiglie per fronteggiare l’emergenza abitativa, contratto di affitto scaduto nel 2012 e mai rinnovato dal comune che ha comunque pagato un ‘indennità di occupazione alla ditta proprietaria degli immobili. “ Il comune di Roma – continua Spinelli – ha continuato a chiedere e ha percepire regolarmente l’affitto dagli assegnatari degli appartamenti senza informarli però che il contratto con la proprietà degli stessi  ( la immobiliare Pavona srl ) era scaduto e che, per motivi che non mi sono noti (non siamo riusciti a contattare la immobiliare Pavona ), ancora non era stato rinnovato. E così questa povera gente – prosegue il coordinatore romano del movimento presieduto da De Pierro – si potrebbe trovare improvvisamente in mezzo ad una strada pur avendo sempre fatto fronte ai pagamenti affittuari richiesti. Mi chiedo per quale motivo il comune di Roma non abbia informato le famiglie del problema sorto in merito a questi appartamenti e perché non li abbia avvisati dello sfratto, mi sembra strano infatti che al comune di Roma non siano arrivate le comunicazioni di sfratto da parte della proprietà. Le uniche comunicazioni che il comune ha fatto recapitare agli affittuari – conclude Spinelli – sono le richieste mensili di affitto”. La immobiliare Pavona  dal canto suo intende rientrare in possesso di questi appartamenti e per le quindici famiglie,  è alto il rischio di restare senza un tetto sopra la testa. Il movimento Italia dei diritti si schiera al fianco dei residenti di via Catullo 91. La casa è un diritto ed il comune di Roma o quello di Pomezia ( dove si trovano gli appartamenti in questione ) si devono attivare al più presto per garantire a queste quindici famiglie il diritto di un tetto.

Ufficio stampa provinciale provinciale Italia dei diritti.