Tag: vitigni

  • Il mondo del vino sa ancora come stupire

    Da una sfida tra amici, la scoperta di un’eccellenza vitivinicola che farà parlare molto di sé: il maestoso Taurasi etichetta Quattro Cerri by Montemiletto di Masseria Della Porta ha messo in luce il talento inaspettato di un giovane produttore campano

     

    Che Vino & Design sia tra i più importanti distributori vitivinicoli italiani, punto di riferimento del settore Ho.Re.Ca, nonché delle migliori enoteche e tutti i ristoranti stellati del Bel Paese è noto, quanto il fatto che sia una fucina di talenti e un brand che sa stupire grazie a proposte inedite e ricercate.

    L’azienda nata dall’intuizione di Dick ten Voorde, imprenditore e sommelier olandese, figlio d’arte e grande appassionato di vini, conferma la propria vocazione alla scoperta di proposte di grandissimo valore, al punto da essere tra i membri della Società Excellence, il Club dei Distributori e Importatori Nazionali di vini e distillati d’eccellenza che così commenta l’ultimo ingresso: “Da sempre ciò che orienta la nostra mission è la ricerca e la selezione di aziende che prediligono la qualità rispetto ai volumi e sono in grado di offrire un prodotto che con fedeltà rispecchia e racconta il territorio di provenienza”.

    Da un incontro tra amici del calibro di Gianni Fabrizio, Curatore della Guida Gambero Rosso, Antonio Paolini, Curatore Guida Ristoranti Gambero Rosso, Francesco Saverio Russo, Divulgatore enologico e Massimo Maccianti, Direttore Vendite di Vino&Design nasce la sfida nel trovare un giovane talento del quale è giunta voce e che nonostante l’età promette di diventare un produttore di grande spessore.

    I “Tre Moschettieri” raccolgono il guanto di sfida e partono alla volta di Montemiletto, in provincia di Avellino, per una “zingarata” che li porta alla Masseria Della Porta, una piccola azienda agricola che produce da 3,2 ettari 1.000 bottiglie di Aglianico DOC e altre 1.000 di Taurasi DOCG, intorno ai 400 mt di altitudine, nel cuore della verde Irpinia.

    Ad accoglierli, sul finire di maggio, è Achille Della Porta, giovane produttore che con l’obiettivo di tutelare la biodiversità territoriale e con la consapevolezza di ottenere prodotti che possano toccare l’anima delle persone, presenta loro un Taurasi etichetta Quattro Cerri.

    E’ amore al primo sorso, non soltanto per il valore del vino, ma anche per la semplicità e la competenza di Achille.

    A descrivere il momento magico è Francesco Saverio Russo: “L’espressività del Taurasi Quattro Cerri 2017 vanta grande attinenza territoriale e spiccata identità varietale. Eppure, nonostante l’annata difficile, ciò che caratterizza e distingue il vino di Achille è la capacità di coniugare aspetti agronomici ed enologici della tradizione alla più luminosa contemporaneità in termini di dinamica di beva. Un Taurasi d’antàn al naso, scuro, profondo e intrigante ma con un sorso capace di saltare a piè pari gli ostacoli tannici e la poca compostezza dei Taurasi “classici” nelle loro prime fasi dall’immissione sul mercato. Quello di Achille è un Taurasi che, nonostante l’importanza della materia e della tessitura, si lascia bere con grande piacere e non si nega con austerità, bensì tende a concedersi dopo qualche attimo nel calice con garbo ed armonia”.

    Dietro una simile etichetta c’è però anche una grande persona e Francesco Saverio Russo spiega così il contatto che ha lasciato il segno: “Achille è un agronomo, un uomo di vigna e i grandi vini nascono dalla cura e dalle giuste decisioni prese in campo. Lui sa come si gestisce un vigneto e non per “sentito dire” o per un’esperienza meramente empirica. Ha studiato per questo e sta mettendo in pratica conoscenze e competenze che lo aiutano e lo aiuteranno a tradurre al meglio il suo terroir nell’accorto ma per nulla invasivo approccio di cantina. Nello sguardo di Achille e nelle sue parole si percepisce quanto sia forte l’attaccamento a questo territorio e quanto forte sia la volontà di tradurre la sua terra in maniera nitida, senza orpelli e senza snaturarne l’identità varietale e pedoclimatica. E’ un vignaiolo timido, consapevole di dover accrescere la propria conoscenza del vino a 360° ma l’aver compiuto i primi passi della sua storia di produttore in vigna e l’aver avuto il coraggio di confrontarsi con alcuni dei più noti vini italiani fa ben sperare riguardo la presa di coscienza che dovrà necessariamente avere per dimostrare di credere nel suo lavoro tanto quanto ci abbiamo creduto io e Gianni”.

    Il risultato? Per Russo “Capita raramente di scovare talenti come quello di Achille e quando li incontri e li vedi muoversi con rispetto, modestia ma al contempo sicurezza e fermezza in vigna, sai già che il responso del calice non ti deluderà. Così è stato! Al punto tale che se i grandi vini non hanno abbinamenti preferenziali se non per la didattica, ciò che consiglierei è di abbinarlo al proprio stato d’animo, sia esso positivo o negativo. Un calice di un Taurasi di questa caratura non potrà che rendere il momento speciale. Il Taurasi ha bisogno di talenti giovani e di interpreti capaci di dare nuova linfa alla denominazione e di mostrare una strada nuova votata a scrollarsi di dosso retaggi e preconcetti dovuti a una lunga fase di stasi della denominazione. Achille può essere uno di quei talenti e sono certo che la contemporaneità dei suoi vini lo dimostrerà di annata in annata!”.

    Dello stesso avviso anche Gianni Fabrizio, Curatore della Guida Gambero Rosso che traccia dell’evento, del vino e del vignaiolo una precisa analisi che aiuta a comprendere le peculiarità della scoperta di un vino che per l’esperto è una delle denominazioni DOCG tra le più importanti, ma anche meno valorizzata, non solo per la presenza di due giganti commerciali e lo scarso quantitativo, ma anche per la polverizzazione delle imprese, spesso condotte a livello amatoriale e affidate a enologi e filiera, ma senza una dedizione totalizzante dei produttori. “Il caso di Achille non è quello di un produttore casuale, il cui risultato è spesso caratterizzato da un vino privo di carattere o dove emergono difetti tipici del Taurasi come l’essere acido e tannico. In questo caso c’è un viticoltore giovane che parte da zero, con la voglia di recuperare la tradizione contadina di famiglia, assorbendo pienamente dal padre la fortissima passione per la valorizzazione dell’agricoltura locale. Una passione che è diventata un’immersione totale, diventando agronomo e prendendo le redini dell’azienda”.

    Dalle parole di Gianni Fabrizio emerge la figura di un giovane che crede nel suo territorio e vuole che il suo vino lo esprima pienamente. Un presupposto estremamente raro, così come il volerlo fare esprimere liberamente, senza sovrastrutture. Da qui un vino che ha struttura, carattere e un uso perfetto del legno, non come condimento, ma come prezioso fattore di crescita del vino. “E’ stato un piacevole incontro, quello con Taurasi vero e autentico come non ce ne sono tanti. Autentico come il suo produttore, un viticoltore che vive la sua vigna, la sa coltivare e gestire”.

    L’assaggio evidenzia da subito un vino che ha un carattere autentico, una giusta densità al palato, tannini e acidità ben marcati che sono i segni distintivi della zona fredda nonostante sia a Sud, dando vita a caratteri distintivi ben amalgamati, con una struttura degna e con una pienezza di polpa che in pratica va a bilanciare tannini e acidità.

    Noi Italiani il vino lo beviamo pasteggiando ed è quello che fa la differenza con gli Americani che bevono fuori pasto. Questo è un grande vino anche senza un abbinamento, ma è un vino molto adatto anche alla tavola. Sicuramente non è un vino da aperitivo, considerando l’alcolicità e la struttura tannica importante. E’ un eccellente vino da sera, eventualmente anche da fuori pasto o per accompagnare carni arrostite, piuttosto che arrosti o primi piatti della cucina tradizionale della zona, tendenzialmente più piatti bianchi e non a base pomodoro”.

    La serata è stata di quelle che si fanno ricordare, quattro amici e una bottiglia che entusiasma, perché dentro vi si ritrova tutto l’impegno di un giovane e la vocazione di un territorio capace di esprimere grandi vitigni. Un incontro dove la passione accomunante per il vino, la sua cultura e il suo fascino sono capaci di creare quel feeling che solo una grande etichetta sa regalare a chi è capace di apprezzarla nel profondo. Di certo, si sentirà parlare di questo talento, destinato a crescere e a far cresce la sua terra e il suo vino.

     

     

     

    Vino & Design è un’azienda con sede a Reggio Emilia tra i principali leader del settore della distribuzione vitivinicola. Fondata nel 1999 dall’imprenditore e sommelier olandese Dick ten Voorde rappresenta un punto di riferimento per il settore Ho.Re.Ca e per le enoteche più rinomate d’Italia grazie a un catalogo eccellente che comprende un vasto e variegato assortimento di vini pregiati provenienti da tutto il mondo. Nel 2016 l’azienda si è sviluppata creando la divisione Spirits & Colori che si dedica con molto successo alla mixology rifornendo cocktailbar e trendy loungebar.

  • Una limited edition dal profondo significato per Silvia Fuselli

    L’ex campionessa lancia due etichette del Vermentino Bolgheri Doc Giochessa in omaggio alle amiche calciatrici Sara Gama e Cristiana Girelli simbolo del calcio femminile e dei grandi cambiamenti che stanno favorendo lo sviluppo di questa disciplina.

     

     

    Un sogno nato sui campi da calcio e ripartito poi nella terra di origine, in quella Toscana che le ha dato i natali e che l’ha vista tornare come campionessa di calcio femminile.

    Questa la storia di Silvia Fuselli, titolare dell’azienda vitivinicola Le vigne di Silvia che dopo una carriera nel calcio – ha vestito 53 volte la maglia della nazionale e vinto ben 5 scudetti – ha realizzato uno dei suoi sogni di bambina: quello di fare la contadina.

    Una realtà affermata e diffusa da Vino & Design, azienda di Reggio Emilia riconosciuta in Italia come uno dei principali distributori di best wines. Il percorso di eccellenza scelto per le proprie produzioni da Silvia si arricchisce di una limited edition del Vermentino Borgheri Doc dedicata a due campionesse di calcio femminile, Sara Gama e Cristiana Girelli con le quali ha condiviso sogni e successi. Nei 15 ettari di terreno, di cui 5 vitati e coltivati con metodo bio, tra Artemio, un doc Bolgheri rosso da uvaggio Cabernet Sauvignon, solare, mediterraneo, con un carattere unico e Itinerante, un elegante Toscana Cabernet Franc che nella campagna di Bolgheri ha trovato il suo terroir di elezione, è Giochessa, il Vermentino dalla forte personalità e dall’identità spiccata a essere protagonista dell’iniziativa che porta con sé un profondo messaggio.

    Giochessa è dedicato alla carriera di Silvia, richiamata nel nome e nella grafica. Il nome è infatti un termine che in Toscana viene associato anche al mondo calcistico per sottolineare un gesto tecnico di fantasia, una “finta” o una giocata estrosa che permette di eludere gli avversari.

    Un legame, dunque, molto particolare con Silvia che proprio da Giochessa, che in etichetta riporta in maniera grafica una sua immagine di atleta in azione, ha preso spunto per una limited edition di grande significato.

    Durante la mia carriera ho conosciuto molte ragazze ricche di talento e sogni con le quali ho condiviso tanti momenti di sport, di vita e di impegno per ottenere i diritti che non solo questo sport ma tutte le atlete in Italia meritano – spiega Silvia Fuselli.

    Tra queste, Sara Gama e Cristiana Girelli, grandissime calciatrici e simboli di un calcio femminile che negli ultimi anni sta avendo il riconoscimento che da tempo veniva chiesto. Sara e Cristiana rappresentano il cambiamento fra quello che è stato il calcio femminile e quello che sarà in questo continuo percorso di crescita.

    A loro compagne e avversarie di tante partite nel club e nella nazionale ho dedicato una tiratura limitata di Giochessa Doc Bolgheri Vermentino con una grafica personalizzata, studiata per loro da Deborah Salvatori Rinaldi, anche lei calciatrice che ha realizzato l’intero progetto grafico delle Vigne di Silvia” – illustra la campionessa – “La grafica proprio per esprimere questo concetto di sviluppo e di crescita iniziato prima di loro e che mi auguro proseguirà in maniera importante definisce i loro volti utilizzando una linea continua che non si interrompe mai e che non ha né un inizio né una fine bene definita”.

    La bottiglia a loro dedicata è destinata a un pubblico di privati con una produzione di 200 esemplari. Non semplici bottiglie, ma un simbolo volto a rappresentare un cambiamento, un percorso di crescita di gruppo e personale che si ottiene solamente con la perseveranza e la passione.

    Del resto, la vita ci presenta una strada fatta di linee dritte e curve, ma il non rinunciare mai ci permette di raggiungere grandi traguardi o realizzare i propri sogni. Questo è accaduto a me nello sport e nel lavoro e credo sia anche quello che stanno vivendo entrambe le calciatrici che ho deciso di rappresentare. Inoltre siamo in un anno particolare, quello dell’Europeo femminile in Inghilterra, ma soprattutto dall’1 luglio le calciatrici diventeranno professioniste” chiosa Silvia Fuselli.

     

     

     

    Vino & Design è un’azienda con sede a Reggio Emilia tra i principali leader del settore della distribuzione vitivinicola. Fondata nel 1999 dall’imprenditore e sommelier olandese Dick ten Voorde rappresenta un punto di riferimento per il settore Ho.Re.Ca e per le enoteche più rinomate d’Italia grazie a un catalogo eccellente che comprende un vasto e variegato assortimento di vini pregiati provenienti da tutto il mondo. Nel 2016 l’azienda si è sviluppata creando la divisione Spirits & Colori che si dedica con molto successo alla mixology rifornendo cocktailbar e trendy loungebar.

  • L’ex campionessa di calcio femminile che ama e produce vini di grande qualità

    Silvia Fuselli oggi è la titolare de Le Vigne di Silvia, azienda vitivinicola con sede a Bolgheri. Una realtà nata da pochi anni ma che con una visione chiara e consapevole punta all’eccellenza. Per questa ragione ha deciso di affidarsi all’esperienza e alla competenza di uno dei più importanti distributori italiani: Vino & Design

     

    Dietro a ogni vino, a ogni etichetta, c’è un mondo fatto di ricerche, scoperte e grandi storie. Lo sa bene Vino & Design, azienda di Reggio Emilia riconosciuta in Italia come uno dei principali distributori di best wines. Una realtà che dal 1999 seleziona e distribuisce vini pregiati provenienti da produzione nazionali e internazionali che puntano alla qualità e non scendono a compromessi con la tradizione. Un percorso di eccellenza che spesso di vigna in vigna si imbatte in esperienze imprenditoriali su cui vale la pena soffermarsi. Una di queste, tutta al femminile, è quella di Silvia Fuselli, titolare dell’azienda vitivinicola Le vigne di Silvia, che dopo una carriera nel calcio professionistico – ha vestito 53 volte la maglia della nazionale con cui ha vinto ben 5 scudetti – ha realizzato uno dei suoi sogni di bambina: quello di fare la contadina.

    Un’avventura imprenditoriale che ha il sapore della libertà e custodisce il sogno di chi, dopo aver viaggiato tanto, ha capito che tornare è importante quanto andare via. “Questo percorso – racconta Silvia – è iniziato al termine della mia carriera calcistica, ma le sue radici sono ben più profonde e hanno a che vedere con la tradizione della mia famiglia”. Negli anni cinquanta il nonno lasciò Recanati per stabilirsi a Bolgheri doveva aveva acquistato alcuni terreni dal marchese Incisa della Rocchetta. Nella splendida terra cantata da Carducci dove “i cipressi sono alti e schiettiavviò un’attività agricola che sarà poi portata avanti dai genitori di Silvia che per anni si sono dedicati con successo alla produzione di ortaggi, in particolar modo basilico. Nel 2014 il successivo passaggio di testimone. “In ricordo della passione di nonno Silvio per il vino, mio padre – spiega l’ex calciatrice – ha deciso di procedere all’impianto di un nuovo vigneto di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, seguito, pochi anni dopo, anche da quello di vermentino. Questa volta però siamo state io e mia sorella Stefania a prendere in mano la nuova attività agricola rinnovando la tradizione di una famiglia che affonda le proprie radici nell’amore per la terra”.

    Dunque un progetto che nasce dal cuore, dalla passione ma che gode di una vision consapevole e chiara. I 15 ettari di terreno, dei quali 5 vitati, sono coltivati secondo il metodo biologico e la scelta dei vitigni, tra Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Vermentino e Verdicchio, è legata alle tipicità del territorio e alla volontà di produrre vini di grande freschezza ed eleganza. La campionessa ha così siglato una tripletta di alta gamma, con tre vini tutti caratteristiche ben definite. Giochessa è il Vermentino dalla forte personalità e dall’identità spiccata, Artemio invece è un DOC Bolgheri rosso da uvaggio Cabernet Sauvignon, solare, mediterraneo, con un carattere unico, frutto di meticolose attenzioni in vigna e cantina. Infine Itinerante, un elegante Toscana Cabernet Franc che nella splendida e vocata campagna di Bolgheri ha trovato il suo terroir di elezione. “La nostra azienda dal punto di vista vitivinicola è nata da poco ed è in continua evoluzione, – conclude Silvia – la volontà di migliorarsi ci ha spinto a scegliere Vino & Design per poter intraprendere un percorso di valore e di grande qualità a livello nazionale. Una partnership importante e che ci sta consentendo di raccogliere i primi risultati in termini di visibilità e diffusione”.

     

     

     

    Vino & Design è un’azienda con sede a Reggio Emilia tra i principali leader del settore della distribuzione vitivinicola. Fondata nel 1999 dall’imprenditore e sommelier olandese Dick ten Voorde rappresenta un punto di riferimento per il settore Ho.Re.Ca e per le enoteche più rinomate d’Italia grazie a un catalogo eccellente che comprende un vasto e variegato assortimento di vini pregiati provenienti da tutto il mondo. Nel 2016 l’azienda si è sviluppata creando la divisione Spirits & Colori che si dedica con molto successo alla mixology rifornendo cocktailbar e trendy loungebar.

  • Un Vinitaly dal gusto esotico con Bioagrotech

    Una viticoltura sempre più bio, quella proposta dalla sammarinese Bioagrotech alla manifestazione internazionale dedicata alla filiera del vino con il corroborante naturale Zeolite Cubana e la propria gamma di fertilizzanti.

    Bioagrotech srl, azienda della Repubblica di San Marino specializzata nella produzione e commercializzazione di fertilizzanti e trattamenti organici per l’agricoltura biologica, la prima a presentare al mercato italiano i vantaggi della Zeolite Cubana, espone a Vinitaly, a Verona dal 7 al 10 aprile, i risultati dei trattamenti. Allo Stand C6- Padiglione F, offrirà una campionatura di prodotto per testare direttamente a casa i risultati garantiti dalla Zeolite Cubana una roccia sedimentaria di origine vulcanica formatasi milioni di anni fa dall’incontro della lava incandescente con l’acqua di mare. Bioagrotech ne propone una varietà pura al 100% (clinoptilolite al 67,5% e mordenite al 32,5%).

    È un prodotto completamente ecologico che fortifica le difese delle piante e il cui utilizzo è consentito nell’agricoltura biologica. L’efficacia di questo corroborante di origine vulcanica sulla vite è certificata dalle numerose prove presso centri di saggio. Ha ottenuto ottimi riscontri nel trattamento della Botrytis Cinerea ed è molto efficace contro la tignoletta e le cocciniglie. In sinergia con altri trattamenti, ne esalta gli effetti come avviene per l’Oidio nella vite o per nella ticchiolatura del melo. In generale la Zeolite Cubana Bioagrotech mostra sempre un’attività utile contro i funghi della vite e contribuisce a rendere l’ambiente meno ospitale per i microrganismi dannosi. Aiuta a potenziare l’effetto di altri trattamenti, è efficace contro le scottature e permette di asciugare e cicatrizzare le ferite sugli acini. Non lascia residui e permette di utilizzare gli altri trattamenti in dosi minori.

    Questo prodotto, che l’azienda Bioagrotech per prima ha lanciato sul mercato, risponde a tutte le esigenze di chi sceglie di portare avanti progetti di agricoltura biologica, all’insegna della sostenibilità e del rispetto delle risorse naturali.

    Grazie alla presenza del management aziendale e di un team di tecnici specializzati, Bioagrotech presenterà l’ampia gamma di prodotti premium a base di Zeolite Cubana, oltre alla propria gamma di fertilizzanti dedicati all’agricoltura sostenibile e alle loro applicazioni nella viticoltura.

    Presso lo stand C6 del Padiglione F, Bioagrotech offrirà consulenze sulle caratteristiche e l’utilizzo dei formulati Agrofito ed Ergostart nella cura della vite e non solo, oltre agli straordinari risultati della Zeolite Cubana che continua a dimostrare grande efficacia in tutte le sperimentazioni e le prove in campo.

    Agrofito ed Ergostart sono le due linee di concimi organici Bioagrotech che, insieme alle sostanze necessarie per rispondere alle esigenze specifiche delle piante, veicolano un microma che contiene la stessa flora microbiologica presente in una rizosfera ricca di humus e sostanze organiche, in grado di creare l’equilibrio ideale tra pianta e terreno, favorendo la crescita sana e florida della coltivazione.

     

    Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica, biodinamica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti.

    www.bioagrotech.com