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  • Ungari Group, la risposta per la movimentazione merce in magazzino

    La movimentazione della merce in magazzino è una realtà molto complessa: è necessario avere personale preparato e disporre di mezzi idonei, prestanti e sicuri al tempo stesso.

     

    Chi gestisce un magazzino o un deposito molto grande sa bene quanto sia delicata la fase della movimentazione della merce: ogni giorno arrivano e partono centinaia di pallet, che devono raggiungere le attività commerciali ubicate sul territorio.

    Per funzionare in maniera ottimale, il magazzino deve disporre di personale altamente qualificato, che abbia a disposizione gli strumenti idonei allo svolgimento delle mansioni di movimentazione della merce. La flotta dei veicoli dovrebbe rispettare, in particolar modo, le reali esigenze del magazzino: i giusti carrelli elevatori, così come veicoli automatici opportuni o transpallet ideali per gli spazi dei locali, possono giocare un ruolo davvero fondamentale nell’ottimizzazione delle attività quotidiane!

    I magazzini non sono tutti uguali: tra loro intercorrono alcune fondamentali differenze dettate, ad esempio, dalla loro grandezza, dal tipo di merce stoccata al loro interno e anche dalla tipologia di stoccaggio utilizzata. La scelta del mezzo di movimentazione giusto si rivela quindi un fattore vincente in termini di risparmio di tempo, risorse e denaro!

    Comprendere se è più opportuno utilizzare un carrello elevatore termico o elettrico, per corsie strette o retrattile, determina:

    • una maggiore efficienza lavorativa;
    • il risparmio di tempo e risorse;
    • una diminuzione dei rischi associati al lavoro;
    • una vita più duratura dei mezzi impiegati.

     

    Carrelli elevatori: consigli per gli acquisti

    L’investimento su un carrello elevatore, sia esso nuovo o usato, risulta quindi davvero importante: è bene rivolgersi solo ai rivenditori leader nel mercato, come Ungari Group. L’azienda di Cormano (MI) fornisce da oltre 40 anni una gamma completa di prodotti e servizi legati alla movimentazione e alla logistica delle merci, collaborando attivamente con marchi come Toyota, BT e Cesab.

    Il personale di Ungari sa consigliare i suoi clienti sulla scelta dei carrelli, tenendo conto delle reali esigenze di lavoro, di carico e di movimentazione. Ungari Group fornisce inoltre un’assistenza completa, grazie alle 20 officine mobili attrezzate che garantiscono una rapida ripresa delle attività lavorative, evitando lunghi tempi di fermo macchina. Infine, la manutenzione programmata, i controlli periodici e l’utilizzo di ricambi originali garantiti da Ungari Group, sono sinonimi di qualità ed efficienza negli anni dei carrelli elevatori.

    Per chi avesse necessità di un carrello elevatore per brevi o lunghi periodi, Ungari Group ha a disposizione anche un parco mezzi per il noleggio: la garanzia di affidabilità dei mezzi è certificata dalla rete Toyota.

    Per maggiori info: www.ungari.it.

  • Dalla filosofia del lean management nasce dEDIcated

    Nel nostro percorso di innovazione di processo abbiamo sempre avuto un punto di riferimento:
    il Lean Thinking.

    Cos’è il lean thinking?

    Il termine “Lean” è stato coniato a fine anni ’80 del secolo scorso da un team di ricercatori facenti capo a Jim Womack e Dan Jones nell’ambito dell’ International Motor Vehicle Program (IMPV), sviluppato al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston. I primi risultati dello studio portarono alla pubblicazione del libro “The Machine that changed the World – La macchina che ha cambiato il mondo”, che riporta per la prima volta il termine “Lean”.

    Il Lean Thinking è una metodologia nata dal mondo automotive, ma oggi applicata in molti settori e ambiti per aumentare l’efficienza ed eliminare gli sprechi. E’ una strategia operativa perché racchiude, insieme all’inquadramento sul pensiero e sulle teorie organizzative, anche l’approccio pratico (il lavoro umano che serve per realizzare la conversione snella). Le persone sono protagoniste del lavoro che svolgono e vengono coinvolte nelle loro attività quotidiane. Ognuno è chiamato a contribuire a dare valore all’interno dell’impresa.

    Tutta l’azienda viene coinvolta in una visione di insieme tramite la messa a flusso dei processi principali, dalla progettazione fino alla gestione degli ordini.

    I principi su cui si basa il Lean Thinking sono semplici: il punto di partenza è l’identificazione degli sprechi per poi eliminarli e produrre di più con un minor consumo di risorse.
    Identificare cio’ che vale, individuare quindi ciò per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo.
    Identificare il flusso del valore e quindi allineare le attività che creano valore nella giusta sequenza.
    Far scorrere il flusso del valore senza creare “colli di bottiglia” mettendo in atto le attività a valore senza interruzioni.
    Fare in modo che il flusso sia tirato (pull), “è il cliente che tira” perciò è lui che influenza i ritmi della produzione dei prodotti/servizi.
    Puntare alla perfezione, cioè assumere la perfezione come riferimento per programmi di miglioramento continuo.
    Estendere alla catena dei fornitori l’ottica lean anche alla catena dei fornitori; in pratica convolgerli a ragionare e lavorare con la stessa ottica.
    L’applicazione in azienda dei sei principi provoca un grande cambiamento sia sul “piano fisico” sia sul piano organizzativo (riduzione dei livelli gerarchici, orientamento ai processi, team interfunzionali, responsabilizzazione, delega e sviluppo competenze a livelli operativi, snellimento delle funzioni ecc.); tutto questo comporta quindi un radicale cambiamento di mentalità da parte di tutto il personale ed una vera e propria “rivoluzione culturale”.
    E’ una scelta coraggiosa, operata da una direzione forte, dinamica, innovativa e moderna.

    Questo approccio funziona soltanto se è la direzione stessa a promuoverlo.
    E’ un viaggio impegnativo, ma dona molte soddisfazioni.

    Il nostro progetto nasce sotto questa stella:

    Guidati da questo “faro”, abbiamo identificato tramite la mappatura della nostra value stream, tutti gli sprechi che potevamo eliminare, e preso in considerazione solo quello che è un vero valore per il nostro cliente.

    dEDIcated nasce da una lunga e attenta analisi fatta con metodo e disciplina.

    Quando pensi a Lean Thinking la prima cosa che ti viene in mente è: caccia allo spreco.
    Si parte sempre da questo punto, l’identificazione di ciò che non serve:

    – lo spreco è qualsiasi cosa che non aggiunge valore direttamente al prodotto/servizio finale o non contribuisce alla trasformazione del prodotto/servizio

    – lo spreco aggiunge solo tempo e/o costo, non valore

    – lo spreco interrompe il flusso del prodotto/servizio ed è una causa determinante di mancanza di competitività.

    A noi non piace lo spreco e non vogliamo scaricare i costi, di sprechi non identificati, sui nostri clienti.

    Nelle aziende, le scorte e le azioni di routine svolte lungo il processo nascondono i problemi e creano i presupposti perché le persone si abituino a conviverci. Viceversa, se si smette di considerare certe pratiche come “inevitabili” e si riducono le azioni dettate dall’abitudine, i problemi storici diventano “stretti” e si creano i presupposti per il miglioramento continuo.

    Sono oramai molto noti i principi del lean thinking:
    1.Definire il valore, cioè ciò per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo
    2.Identificare il flusso del valore
    3.Far scorrere il flusso del valore, che deve risultare continuo e bilanciato
    4.Flusso tirato, cioè il fabbisogno di attività è determinato dai reali consumi a valle
    5.Tendere alla perfezione, cioè assumere la perfezione come riferimento per programmi di miglioramento continuo
    6.Estendere i principi del lean thinking alla supply chain.

    Un’azienda che fa queste scelte aumenta le vendite, la produttività e riduce i costi.
    Quindi, diventa automaticamente molto più competitiva sul mercato.

    Ricordiamo, che punto fondamentale per il successo di questa trasformazione è che il capo dell’azienda sia il “primo” esperto di Lean.

    Se la spinta al miglioramento continuo non viene dall’alto la % di fallimento dell’implementazione del metodo è molto alta.

    Ricordiamo anche che i numeri in azienda sono importantissimi, è quindi necessario dotarsi di un sistema di reporting e di controllo che fornisca indicatori utili al governo dell’impresa.