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  • Tgcom24 presenta il Maestro Giuseppe Oliva, rinomato artista di Spoleto Arte

    L’arte si riprende il proprio spazio nel fine settimana. E lo fa sabato 21 marzo con il Maestro Giuseppe Oliva della scuderia di Spoleto Arte. Il pittore di origini ragusane è infatti protagonista dell’ultimo servizio rilasciato dalla rubrica del Tgcom24 dedicata all’arte contemporanea e creata dal direttore Paolo Liguori.

    Giuseppe Oliva

    Riconosciuto per i suoi blu marini, Giuseppe Oliva porta sempre con sé e nella sua pittura la straordinaria ricchezza cromatica della sua terra. Questo leitmotiv diviene il punto cardine e la potenza espressiva della sua produzione artistica. Oltre al blu profondo del Mar Mediterraneo e al verde delle colline varesine su cui vive da circa quarantacinque anni, è il gesto a non passare inosservato e a prendere la parola. Le spatolate corpose e nervose fanno vibrare la tela dei riflessi della superficie marina o smuovono, come il vento, i teneri fili d’erba. La sua è una pittura che prende corpo, diviene scultorea e allo stesso tempo mantiene la quiete solenne che si ritrova nella corrente impressionista da cui Oliva si muove per la propria personale ricerca.

    Giuseppe Oliva

    La sua ricerca

    Forte e incisiva, la sua produzione mira a focalizzare l’attenzione sul particolare, su una parte del tutto. Il risultato non è l’estraniamento, ma l’avvicinamento alla realtà, una forma di indagine che permette di addentrarsi nel cuore delle cose. La spatola, lo strumento d’azione, si trasforma simbolicamente nel “sismografo delle proprie emozioni”, capace di tradurre e trasferire le sensazioni dell’artista sulla tela. Tenendo presenti queste premesse, si arriva dunque a una conclusione sorprendente: ciò che Giuseppe Oliva dipinge è “una trasfigurazione del reale che esalta la realtà”.

    Il commento di Vittorio Sgarbi

    Di lui ha scritto il critico d’arte Vittorio Sgarbi: «Elabora lungo gli incerti steccati fra la natura e la sua astrazione la ricerca pittorica di Giuseppe Oliva, incentrata sull’espressività lirica del colore, esplorando con particolare dedizione, da novello Yves Klein, l’universo del blu più marino, con soluzioni che possono ricordare le costruzioni informali della Vieira da Silva, sfilacciate e tendenti a rientrare entro il dominio della tonalità del fondo».

  • MONDI FANTASTICI a Palazzo Zacco di Ragusa

    Il Comune di Ragusa in collaborazione con l’Associazione Aurea Phoenix e il Magazine Frattura Scomposta organizza la mostra “Mondi Fantastici” dal 20 dicembre 2017 al 24 febbraio 2018 presso la Civica Raccolta “Carmelo Cappello”, museo d’arte contemporanea Palazzo Zacco di Ragusa.

    La rassegna, a cura di Andrea Guastella e Sergio Curtacci, intende riflettere sugli infiniti mondi, a cavallo tra la realtà e il sogno, evocati dall’immaginazione degli artisti: “Mondi fantastici”.
    Realtà parallele a volte insolite, altre identiche alla nostra se non in ragione di un quid impercettibile che, modificandole, le rende differenti. Fantastici mondi sono i sogni, ma a volte anche le fedi, le credenze sui costumi e sulle origini del cosmo che gli uomini professano sin dai tempi antichi: un sogno composto da più sogni così inspiegabilmente coeso da fungere da sfondo alle esistenze individuali. Posto che i mondi fantastici riflettono il reale, ma non c’è alcun obbligo in tal senso, spesso in essi le leggi della plausibilità sono ignorate. Tutti gli eventi che non si sono mai svolti e mai si svolgeranno vi accadono liberamente. Tutte le idee vi hanno cittadinanza, tutte le aspirazioni.
    Prima fra tutte la certezza – così stranamente radicata negli artisti – che il vero, il bello, persino ciò che è buono siano oggetto di invenzione”.

    Estremamente significativa la rosa degli artisti invitati: Calusca, Elisa Anfuso, Giovanni Robustelli, Ilaria Del Monte, Miriam Pace, Momò Calascibetta, Sergio Padovani, Vania Elettra Tam, Vanni Cuoghi.

    MONDI FANTASTICI
    a cura di Andrea Guastella e Sergio Curtacci

    Palazzo Zacco
    Via San Vito 158 – Ragusa

    inaugurazione mercoledì 20 dicembre ore 18.00
    20 dicembre 2017 – 24 febbraio 2018

    orari:
    da martedì a sabato 8.30/14.00 – 15.00/18.00
    chiuso lunedì, domenica e festivi

    info:
    [email protected]
    Tel. +39 0932 684780

    ingresso libero
    catalogo in mostra

    pagina evento

    (nell’immagine l’opera di Vania Elettra Tam – Rhodiola Rosea in Fa diesis, 2013, olio su tela, 120×100 cm)

  • X E N O S, Giuliano Ravazzini

     

    Baiarte Arte e Territorio, Migrazioni di Microazioni, Art Link

     

    L’associazione culturale Baiarte (arte e territorio) è lieta di comunicare ai media nazionali l’azione evento dell’artista Giuliano Ravazzini.

    Si tratta di un opera site specific  visibile nei territori di approdo/accoglienza dei migranti. Il progetto partirà in contemporanea nei seguenti luoghi: Agrigento-Lampedusa-Cagliari-Elmas-Lecce-Otranto-Ragusa-Pozzallo. L’artista presenzierà all’installazione dei segnali nei punti prestabiliti coadiuvato dalle maestranze e dai cantonieri locali. Il progetto denominato Xenos è la rappresentazione sintetica e simbolica del sentimento che ci accomuna nei confronti dello straniero che arriva nei nostri territori. Un momento di riflessione e di approfondimento sul fenomeno che nonostante il clamore mediatico sostanzialmente ignoriamo.

     

    Giuliano Ravazzini

    Xenos nemico straniero/amico rituale

    Agrigento-Lampedusa-Cagliari-Elmas-Lecce-Otranto-Ragusa-Pozzallo

    Dal 31/05/2016 al 31/05/2017

     

    Il confine è un ostacolo quasi sempre superabile! Non consente transiti che non siano regolamentati, e ha dalla sua  il peso della legge: per scavalcarlo bisogna infrangerla. Una linea immateriale oltre la quale c’è un altro luogo, che si può raggiungere anche se si impegna per non farci passare.  Un invito vietato, oltrepassato il quale provoca  brividi di conquista, e intensa consapevolezza.

    Al di là c’è un paesaggio che pur nella similitudine  non  appartiene,  una memoria riscrive e codifica questo oltre con altri significati che riguardano una idea di posto migliore dove stare. Ecco dunque i flussi progressivi di umanità che si spostano verso luoghi già densamente abitati e con abitudini secolarizzate dalla religione e dal diritto romano.

    La nostra evidente decadenza assimila il fenomeno e produce solo  attività funzionali ad un miglior sfruttamento (economico e simbolico) delle migrazioni stesse. Quale è il sentimento che realmente prevale verso questo fenomeno apertura e comprensione o paura?

    L’artista interviene e dichiara il duplice sentimento che prova con l’opera dal titolo  xenos parola ambigua usata nella grecia antica da Omero  a significare concetti divergenti come “nemico straniero” così come “amico rituale”. Un equilibrio fragile la cui stabilità dipende dalla nostra resilienza, immigrare è portare con se stati emozionali del proprio paese di origine, contaminare come una malattia il nuovo ambiente che si destabilizza.

    Aldo Pe

    Tag: xenos, confine, proprietà, privato, delimitare, segnare, pietra, barra, steccato, curva, immateriale, frontiera, linea, demarcazione, alt, italia, cuore, razzismo, heart, customs, carità, mano, multirazziale, clandestino, emarginato, agrigento, lampedusa, cagliari, elmas, lecce, otranto, ragusa, pozzallo