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  • Ritorno alla tradizione. Così Geoplant rivoluziona il comparto pericolo

    Dopo anni sperimentazioni e prove in campo l’azienda ravennate conferma la validità dei portainnesti franchi (in particolare Conference Autoradicato) per rilanciare la produttività dell’Abate Fetel. Un’esperienza di successo che sarà presentata a Ferrara, in occasione del FuturPera

     

     

    Tornare a scommettere sui portainnesti franchi per salvare e rilanciare la produttività dell’Abate Fetel, varietà di pera tra le più diffuse in Italia. È la principale novità che Geoplant Vivai si prepara a presentare a FuturPera, evento fieristico che dal 2 al 4 dicembre riunirà a Ferrara i principali attori della filiera pericola per tracciare una rotta comune e favorire il massimo sviluppo del comparto.

     

    Nel 2021, secondo il consuntivo diffuso da OI Pera, la produzione della celebre varietà italiana, coltivata negli ultimi 30 anni quasi esclusivamente su cotogni, ha toccato i minimi storici confermando l’andamento disastroso e drammatico degli ultimi anni. In Emilia Romagna le nuove stime pongono la produzione di Abate Fetel su poco oltre le 40.000 t., -78% rispetto al già deficitario 2020 e -83% se il confronto viene fatto rispetto all’ultima annata definita “normale” che è quella del 2018. Una situazione di crisi, causata da cambiamenti climatici e dalla diffusione di patogeni killer, che potrebbe trovare una svolta nel percorso intrapreso dall’azienda ravennate, realtà storica del vivaismo italiano che nel 2022 si appresta a tagliare il traguardo dei 40 anni di attività.

     

    Negli ultimi 3-4 anni, Geoplant Vivai, in collaborazione con alcuni importanti enti di ricerca e grazie all’impegno di una importante OP del nostro territorio ovvero Agrintesa, ha sperimentato in campo l’efficacia dei portainnesti franchi ed in particolare del Conference Autoradicato come portinnesto di Abate Fetel. Una sperimentazione che ha dimostrato, attraverso specifici risultati e riscontri, l’opportunità di tornare al modello passato e progressivamente abbondato a partire dagli anni 90. “Il ritorno al passato – spiega Gianluca Pasi, responsabile tecnico dell’azienda – è motivato dal fatto che i peri franchi sono più rustici, più forti a livello di vigoria ma più produttivi sul lungo termine rispetto ai cotogni e quindi economicamente più efficienti e remunerativi. Al momento la soluzione migliore è il Conference Autoradicato, capace di garantire elevati standard sia a livello di produttività che di qualità del frutto”.

     

    Il ritorno alla tradizione e all’applicazione del Conference Autoradicato pone Geoplant nel ruolo di pioniere assoluto del settore. In Italia è una delle poche aziende vivaistiche che ha avuto il coraggio di proporre, tra incertezze e titubanze, un approccio e un sistema da molti considerato obsoleto. Un agire in controtendenza che stando ragione alla realtà ravennate. A parlare sono semplicemente i risultati. “Mentre si discute di crisi del settore pericolo, mentre alcune realtà valutano la possibilità di accantonare questa coltivazione, noi siamo fra i pochi ad aver creduto ad un’alternativa e a ragione. Abbiamo la fila, stiamo vendendo le piante per il 2022/2023 e le abbiamo terminate. Abbiamo iniziato tre anni fa e ogni anno abbiamo raddoppiato la produzione. Stimiamo che tra due anni faremo cinque volte quello che facciamo oggi perché il mercato ha compreso questa preziosa opportunità e ci sta seguendo”.

     

     

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

  • Le best practice di Geoplant conquistano l’Ungheria

    Il 14 marzo l’azienda vivaistica è volata a Szatymaz, nel sud dell’Ungheria, per condividere trend di mercato, strategie di breeding e plusvalenze della propria offerta varietale con gli addetti locali del comparto drupacee.

    Nel cuore della coltivazione del pesco sul territorio ungherese, nel piccolo comune di Szatymaz in provincia di Csongrád, si è tenuto giovedì 14 marzo un importante convegno tra breeders e operatori locali, guidato dalla relazione di Gianluca Pasi, Responsabile Commerciale e Responsabile del miglioramento genetico per le piante da frutto della società agricola Geoplant Vivai di Savarna (RA).

    Ad interessare la platea di coltivatori e vivaisti – chiamati ad assistere, in un secondo momento, a una dimostrazione pratica sul campo –  quattro macro tematiche concernenti l’universo di pesche e nettarine, introdotte a partire dal punto di vista del mercato internazionale e dei suoi andamenti e poi approfondite secondo la prospettiva di un player di riferimento che, nel caso di Geoplant, ha saputo preservare significative quote di mercato nonostante le tendenze commerciali altalenanti e l’imporsi di forti competitor, come la Spagna.

    Nel Paese che – insieme a Francia, Polonia, Serbia, Romania, Bulgaria, Spagna, Russia e Germania – costituisce il 30% del fatturato annuo della società ravennate, Gianluca Pasi si è soffermato innanzitutto sulle evoluzioni del mercato e delle abitudini di consumo in Italia e in Europa.

    Primo spunto di analisi, la sensibile diminuzione della superficie coltivata a pesche e nettarine nell’arco di un decennale, sia per il fresco e per il trasformato, nonostante i consumi siano rimasti stabili sia dentro che fuori i confini nazionali. Se nel 2008 infatti gli ettari erano 77.055, il 2017 ne ha impegnati il 25% in meno (58.110), concentrando l’80% della riduzione negli areali del Nord Italia (Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna). Unica voce fuori dal coro la Spagna, le cui produzione ed export, di pesche e nettarine, sono cresciuti nello stesso arco di tempo del 44%.

    In questo scenario, la produzione di Geoplant del 2018/’19, per le piante da frutto, si è così ripartita: su 800.000 piante consegnate, 300.000 competono al melo, 100.000 al pero, 200.000 coincidono con pesche e nettarine e 80.000 sono albicocchi. Il suo punto di forza, ovvero la consolidata esperienza nel settore dell’innovazione varietale, porta l’azienda vivaistica a proporre cultivar di qualità a partire da alcuni fondamentali parametri, tra cui emergono: le valutazioni raccolte tra i breeders nei loro campi sperimentali; la sicurezza data da almeno 5 anni di coltivazione e verifiche sul campo; i continui check di mantenimento dei risultati.

    Proprio la sperimentazione sul campo ha portato Gianluca Pasi a presentare alla platea ungherese la serie di portinnesti Rootpac, evidenziandone pregi e difetti per l’utilizzo negli ambienti di coltivazione ungheresi di pesche e nettarine, a fronte dei test realizzati in Pianura Padana.

    La serie è stata sviluppata da Agromillora con diffusione principalmente in Sud America (Cile) e in Spagna.

    Infine, le strategie di miglioramento genetico applicate nello sviluppo del progetto MASPES, che aggiunge un ulteriore tassello con il nuovo programma di breeding per P.persica e P.armeniaca. Il progetto, fondato su metodologie innovative basate sulla genomica e in particolare sulla MAS (Marker-Assisted Selection, cioè selezione assistita), nel 2018 aveva presentato alcune promettenti selezioni di drupacee studiate per rispondere alle esigenze del consumatore e, contemporaneamente, alle richieste del mercato.

    Geoplant Vivai da tempo dimostra di credere nel rapporto tra vivaisti e produttori e di volersi impegnare in un progetto capace d’innalzare la qualità della produzione vivaistica, attraverso l’offerta di piante già strutturate e pronte a una rapida immissione sul mercato. Si tratta di un lavoro che dimostra l’importanza dell’innovazione varietale ma anche la plus valenza della cooperazione in materia di ricerca e sperimentazione.

    Il convegno di Szatymaz ha chiuso i lavori con ottimi riscontri e significative occasioni di scambio, dimostrando la forte portata innovativa delle best practice condotte da Geoplant Vivai e l’importanza di un’attività vivaistica al passo con i trend di mercato e le sue mutevoli necessità.

    www.geoplantvivai.com