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  • Serena Vettoretti è in mostra online dal titolo “Pagine di infinito”

    L’artista Serena Vettoretti è stata ufficialmente inserita nello spazio web dedicato alle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini. Una piattaforma, che include un circuito di artisti contemporanei con produzioni creative tra loro eterogenee e tutte meritevoli di interesse e di considerazione per l’alto valore qualitativo, che racchiudono sul piano formale e sul piano sostanziale. La Dott.ssa Gollini ha così voluto commentare l’ingresso della Vettoretti con la mostra online intitolata in chiave metaforicamente allusiva molto profonda “Pagine di infinito”: “Serena è una giovane promettente pittrice, che si affaccia al panorama contemporaneo con presupposti di base radicati in lei, con una fervida passione e con l’intento di affermarsi liberamente e spontaneamente nella sua vena d’ispirazione. Le pagine di infinito rappresentate da Serena corrispondono alle pagine del suo cuore e della sua anima, alle pagine dei suoi sentimenti e delle sue emozioni, che sgorgano e affiorano in superficie come guizzanti zampilli di una sorgente purissima e incontaminata. Serena è una creatura sensibile. Pacata nelle sue espressioni e riservata negli atteggiamenti. Attraverso l’arte si trasforma e diventa disinibita e affrancata da qualunque freno inibitore, da qualunque preconcetto e pregiudizio, è avulsa totalmente da ogni vincolo e blocco emotivo. Questo le consente di spingersi verso quell’infinito ideale, quella visione sublime idilliaca e idealizzata, quella prospettiva sconfinata senza tempo e fuori dal tempo, quella proiezione di spazialità dilatata e ampliata, quell’orizzonte senza limiti dove ciascuno può trovare la propria vera autentica essenza. Fare arte per Serena significa raggiungere una condizione di appagamento completo, di gratificazione piena, di compiacimento assoluto. Il suo traguardo primario è ottenere in primis il proprio personale risultato di benessere per poi trasmetterlo e trasferirlo allo spettatore con spontaneo spirito di comunione e di condivisione. Serena trova nelle sue pagine narrative quell’infinito amore verso il mondo e la realtà circostante, quell’infinito momento unico e irripetibile di pace dei sensi totalizzante, quell’afflato e quel trasporto che la riempie e la soddisfa nel suo intimo senso dell’essere e dell’esistere. Le sue pagine di infinito sono messe a disposizione di chiunque voglia fruirne attraverso le composizioni pittoriche realizzate con attenta dovizia e scrupolosa e meticolosa precisione. Una grazia elegante e un’abilità raffinata le fanno declinare raffigurazioni ricercate, finemente strutturate nelle fattezze e dotate di una virtuosa potenza comunicativa ed espressiva, di un codice linguistico fluidamente accattivante. Il carisma stilistico di Serena si associa e si fonde con la portata e la valenza contenutistica, che si muove e viaggia all’infinito e si espande all’infinito, all’insegna di una pittura di motivato spessore, che la distingue nel suo operato alacremente dedito”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/pagine-infinito-serena-vettoretti/

  • È online la mostra dell’eclettico Lustro dal titolo “Un lustro d’arte”

    L’artista poeta lucchese Dario Barsotti conosciuto con lo pseudonimo d’arte di Lustro è stato selezionato per la piattaforma web delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di opere, che denotano appieno la versatile e poliedrica visionarità creativa che lo qualifica nella sua originale espressione e rafforzano il talento innato trasformista e camaleontico. La mostra online si intitola in modo simbolicamente emblematico “Un lustro d’arte” e raccoglie una produzione pittorica di particolare pregio contenutistico e di intensa profondità suggestiva a livello formale. La Dott.ssa Gollini ha espresso alcune considerazioni riflessive al riguardo dichiarando: “Ammiro e apprezzo la ricerca creativa portata avanti da Lustro, perché dimostra lo spirito giusto dell’artista indomito e intraprendente su più fronti e su più piani. Lustro non si accontenta di avere un valore qualificante a latere, vuole arrivare a diffondere e a divulgare i suoi valori e i suoi principi esistenziali, che sono anche vessillo di quelle tradizioni culturali e storiche del suo territorio d’origine e d’appartenenza e fungono da motore trainante per promuovere a largo raggio la sua amata città nativa, Lucca e quanto la distingue e la contraddistingue nelle sue esclusive peculiarità connotative e caratterizzanti, che la rendono unica e speciale. Lustro vuole rendersi testimone di un’arte votata e protesa verso la collettività in senso ampio e allargato, che partendo dalla comunità lucchese si espande e si dilata e acquista e consolida una valenza plurima nella sua libera interpretazione. L’arte così come la poesia serve a Lustro per far emergere e affiorare in superficie un potenziale di risorse articolato, che riesce abilmente a convogliare e a fare confluire in modo bilanciato e armonioso, producendo e alimentando un equilibrio d’insieme molto accattivante e impattante, che conquista lo spettatore da subito, lo attira, lo attrae e lo incuriosisce facendo scaturire un interesse attento e compartecipe. Accostarsi all’arte di Lustro significa dunque rendersi parte integrante e attiva dei suoi progetti, delle sue ideazioni sfaccettate, dei suoi pensieri ragionati, dei sentimenti sprigionati dal moto e dal tumulto di un’anima vibrante, che lo incalza e lo incita a proseguire nella sua strada evolutiva, in quel viaggio di scoperta avventurosa e avvincente che diventa trasversale al suo viatico terreno, alle sue esperienze di vissuto esistenziale coinvolgendo all’unisono tutto quel suo palinsesto umano di vicende e di momenti catartici, che animano e accendono in Lustro il desiderio e la voglia di non essere semplicemente un artista creativo tra i tanti nel panorama attuale, ma bensì di fare davvero la differenza, di risultare senza ovviamente ostentare un vero e proprio comunicatore con una marcia in più, un comunicatore socialmente utile“.

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  • Rosanna Piervittori: armonie pittoriche formali e sostanziali

    Dalla formula pittorica di particolare pregnanza di Rosanna Piervittori si evince un’impostazione armoniosa di perfetto bilanciamento formale e sostanziale, che diventa un equilibrio di proporzioni mirate e ponderate per garantire una corrispondenza tra visione estetica e dimensione contenutistica”. La Dott.ssa Elena Gollini analizza con precisione le dinamiche connotative e distintive, che contraddistinguono la pittura della Piervittori incline ad un modus pingendi libero e scevro da macchinose e cervellotiche elucubrazioni troppo complicate e affine invece a una poetica comunicativa fluida e scorrevole, immediata nell’interazione congiunta e coesa tra essenza e apparenza e con un registro semantico e linguistico volutamente non standardizzato. Proseguendo nella sua approfondita spiegazione la Dott.ssa Gollini ha evidenziato ancora: “Rosanna è artista di geniale guizzo creativo, di geniale spirito di inventiva, che non si lascia fuorviare da situazioni pronto uso, ma cerca appositamente di innervare un proprio stile subito riconoscibile, dove alla piacevolezza della rappresentazione dal punto di vista esteriore, si associa un gradimento in merito alle corpose sequenze della narrazione intrinseca, fatta di messaggi, di significati, di simboli, di allusioni, di codici speciali che provengono dalla volontà di fare arte non soltanto per puro e semplice diletto, ma bensì piuttosto di generare una commistione rilevante a livello concettuale, ben fruibile per lo spettatore. Rosanna dimostra una notevole saggezza e lungimiranza di vedute, traccia e segna una tessitura e una trama compositiva coerente e consistente nell’articolazione dialettica, non si risparmia e non si nasconde, anzi esce allo scoperto con tutta se stessa, si mette metaforicamente a nudo e si lascia andare fino in fondo nella catarsi ammaliante dell’ispirazione. Il flusso creativo viene alimentato e sostentato su più fronti, su più sequenze di sensazioni e di percezioni, che Rosanna accoglie e metabolizza per poi rielaborarle tramite l’atto e il gesto pittorico. Chi conosce la vocazione viscerale che la sospinge e la travolge ne ammira tutto l’enorme potenziale visionario e la grande onestà intellettuale, la purezza dell’autentica illuminazione, che la stimola a proseguire nella sua appassionata ricerca. Rosanna è una donna matura e responsabile e si dimostra tale anche nell’operato artistico. Si pone delle linee di orientamento per traguardi e obiettivi prefissati e li persegue senza ripensamenti, senza incertezze, con una radicata motivazione e una consolidata e convinta filosofia di pensiero, che si traduce e si trasferisce anche nel suo modus vivendi. La sua versatile e volitiva forma mentis è incentrata sulla voglia di scoperta continua, sul desiderio di sentire sempre battere forte il cuore ad ogni magica pennellata”.

  • “Quando si parla di pittura di impronta e di radice figurativa è importante includere sempre nell’analisi critica accurata e approfondita un rimando di richiamo e di riferimento al concetto di…

    Quando si parla di pittura di impronta e di radice figurativa è importante includere sempre nell’analisi critica accurata e approfondita un rimando di richiamo e di riferimento al concetto di genesi artistica caratteristica e caratterizzante, che definisce e delinea nello specifico la vena di ispirazione, che ogni artista sviluppa e alimenta nel suo percorso di ricerca e da cui trae quel nucleo di sostegno e di supporto che nel tempo si mantiene e si conserva intatto, integro e inalterato garantendo sempre degli spunti e degli step da cui poter attivare soluzioni eterogenee e variegate e di spessore”. La Dott.ssa Elena Gollini entra nel merito del discorso riflessivo dedicato all’arte pittorica di Maria Barisani ponendo un accento particolare alla rilevanza che assume e che riveste il concetto di genesi artistica all’interno del palinsesto strutturale e narrativo prospettato dalla Barisani. In tal proposito ha evidenziato: “Il concetto di genesi artistica per Maria è associato e associabile ad una visione di nascita, di creazione precipua e primordiale, una forma allo stato embrionale, che prende vita dalle sue fonti ispiratrici mentali ed emozionali e gradualmente con una progressione continua e costante si trasforma in un’entità ben percettibile, acquista una propria dimensione vitale e viene collegata e congiunta in armoniosa coesione e bilanciata sintonia con quello che viene rappresentato e rievocato attraverso le immagini riprodotte. Ciò che proviene dalla genesi artistica è creatura propria appartenente alla sfera intima di Maria, che affiora e si palesa, diventa un tutt’uno con quanto proviene dalla visione esterna che Maria recupera dal reale e dalla realtà circostante. Si crea così una mescolanza sui generis, che alimenta la portata d’insieme e garantisce una resa di impatto immediata e ottimale. La genesi artistica sfocia in una serie di modulazioni e di articolazioni, che acquistano un forte potenziale emotivo e sono la personificazione della capacità sensibile e della recettività umana di Maria, che possiede per natura grande empatia e intuito. Quello che viene filtrato e rielaborato da Maria non è mai un prodotto sommario e superficiale, ma è sempre scaturito da un acume spiccato e acuto, da una perspicacia sagace. Al concetto di genesi artistica corrisponde una forma mentis devotamente votata all’ispirazione più pura, capace di fare germogliare il seme della creazione in modo eccellente. Maria è un’artista di pensiero meditato e ponderato, non azzarda e non esce mai da quella prospettiva di vedute mirate e oculate, si tiene sempre volutamente all’interno di un processo creativo, che predilige snodarsi e dipanarsi a favore di un’arte di valore che rispecchia e riflette valori effettivi”.

    https://www.elenagolliniartblogger.com/maria-barisani/

  • È online la mostra “Armonie poetiche” di Daniela Rum

    Daniela Rum è protagonista in mostra online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con le sue opere di grande potenza suggestiva. La mostra è collocata all’interno di una piattaforma web permanente, che accoglie un circuito selezionato di esponenti contemporanei all’insegna del motto simbolico trainante #lartenonsiferma. La Dott.ssa Gollini ha espresso alcune valutazioni di commento sulla produzione artistica della Rum, nei confronti della quale nutre sincera ammirazione. In particolare ha dichiarato: “Insieme a Daniela abbiamo pensato di intitolare questa mostra in modo molto mirato, designandola -Armonie poetiche- proprio per dare il massimo risalto alla componente di suadente poesia, a quell’accento di lirismo aulico che risulta molto permeante e molto avvolgente fin dal primo sguardo e aumenta l’enfasi emotiva e l’afflato emozionale, completando in modo perfetto la sfera sostanziale e contenutistica. Daniela è una donna davvero sensibile, che possiede una profonda empatia intuitiva. Questa caratteristica di grande pregio contribuisce a farle cogliere e a farle carpire un coacervo e un corollario di spunti e di rimandi di riferimento, che vengono immessi dentro la narrazione e implicano un’impronta aggraziata e soave di armoniosa poesia dei sensi. Questa particolare dimensione evocativa e rievocativa intesa in chiave aulica viene a sua volta compenetrata da messaggi e significati insiti, che Daniela colloca all’interno dell’orchestrazione compositiva con abile e sapiente proporzione e accurata misura, affinché venga sempre mantenuto un equilibrato bilanciamento d’insieme. La sua formula di tendenza figurale è dunque concepita come una sorta di speciale stratificazione visionaria, dove accanto alla prospettiva reale e realistica viene associato un intreccio alchemico di essenza intrinseca, che vede in primo piano anche il fattore psichico e concettuale. Arte di poesia e arte di comunicazione a tutto tondo e a tutto campo. Arte di ricerca e arte di riflessione, che si protende verso una condivisione a largo raggio e cerca un rapporto e un contatto di approccio continuo e costante con lo spettatore, per instaurare e stabilire un dialogo arricchente e costruttivo, che non si limita soltanto a una partecipazione marginale e superficiale a latere, ma cerca invece un approdo di scambio e di confronto autentico, dinamico, reattivo, recettivo, percettivo. Daniela artista dal guizzo vivace e intriso di sentimento e di pathos riesce dunque a trasferire dentro le opere una poetica espressiva intima e intimista e al tempo stesso capace di essere accolta e compresa in profondità”.

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    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/armonie-poetiche-daniela-rum/

  • La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto Re

    Si tratta davvero di una sintesi materica di valore subliminale quella che distingue l’arte pittorica di Roberto Re, che si incentra su una ricerca di pregevole significato insito, sotteso e allusivo e che rende l’intera orchestrazione compositiva subito distinguibile, caratterizzante, inconfondibile nelle sue fattezze strutturali”. La Dott.ssa Elena Gollini interviene per spiegare i tratti principali della sperimentazione creativa intrapresa e portata avanti da Re con grande fervore d’ispirazione. E ancora approfondendo l’argomentazione ha aggiunto: “La versatilità connaturata all’indole artistica di Roberto gli spiana la strada per così dire a una visione più ampia, più allargata, più estesa, più dilatata del concetto di materia e di matericità applicato alla sua formula pittorica di matrice informale. Roberto lo estende in modo molto articolato e sfaccettato, attribuendo un’alchimia di supporti subliminali. Riesce a trovare appigli e richiami di riferimento sempre sorprendenti e da artista curioso per natura si cimenta ad inserirli dentro gli scenari prospettando per lo spettatore un approccio davvero stimolante e incitandolo a entrare dentro la narrazione. La sintesi materica subliminale della pittura di Roberto è frutto di un’acquisita e consolidata maturità di pensiero e di valutazione, di un’abile e sapiente selezione di scelta e di scrematura molto selettiva. Roberto non si perde in inutili e sterili artifici, non si lascia deviare e fuorviare da preamboli fuori luogo, non si lascia coinvolgere in superflue e superficiali speculazioni. La sua arte si mantiene sempre canalizzata, orientata e convogliata secondo una propria responsabile concertazione logica e lucidamente razionale, diventa una metafora simbolica che personifica ciò che Roberto vuole evidenziare, spiegare, raccontare, descrivere, senza l’uso della parola e della scrittura, diventa un libro virtuale da sfogliare sequenza dopo sequenza, da metabolizzare e da introiettare gradualmente, senza fretta, senza disperdersi in strane e avulse elucubrazioni insensate. Roberto vuole essere artista di pensiero sottile e acuto, di intraprendente e lungimirante perspicacia, di arguta e sagace intuizione e accompagna lo spettatore per mano, lo conduce nel suo mondo e lo lascia assaporare e gustare il tripudio materico carico e pregnante di innumerevoli sollecitazioni allettanti. La sua pregevole sintesi materica equivale simbolicamente a quella dimensione parallela, che consente alla sensibilità umana e all’umano sentire di calarsi dentro una sorta di visione speculare parallela, dove si riesce a recepire in modo molto più forte, più empatico e più reattivo ogni minimo incipit e input entrando in una galvanizzante catarsi”. È possibile acquistare le opere di Re anche nei seguenti circuiti online: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

     

  • La funzione cromoterapica della pittura di Daniel Mannini

    All’interno del multiforme e plurisensoriale codice espressivo dell’arte contemporanea, certamente la funzione del colore riveste un ruolo formale e sostanziale di primo piano e supporta in modo incisivo l’artista a far emergere elementi e componenti di primaria portata e rilevanza associandosi anche al concetto molto attuale e molto profondo di cromoterapia. In merito a queste significative considerazioni riflessive, la Dott.ssa Elena Gollini ha posto in evidenza alcune interessanti connotazioni, che appartengono al modus pingendi di Daniel Mannini e ne elevano qualitativamente la dimensione concettuale contenutistica oltre che estetica. Al riguardo ha spiegato: “Daniel utilizza il colore con piena consapevolezza e con un criterio ben consolidato di orchestrazione scenica progettuale, che prevede un’alchimia bilanciata ed equilibrata di associazioni tonali e di fusioni cromatiche. Attraverso questo intreccio colorato Daniel trova un proprio stile personale, una propria cifra comunicativa soggettiva. Inoltre, stabilisce contestualmente un criterio di visionarietà ricollegabile e riconducibile alla funzione cromoterapeutica e a tutti quei benefici mentali, psichici, psicologici e spirituali scaturiti e derivanti dalle preziose risorse e potenzialità, che il colore ci offre. Ecco dunque che Daniel nel suo fare pittorico sempre coerente e maturo riesce a infondere un paradigma di significati ancora più incisivi, riesce ad attribuire alla narrazione compositiva un’ulteriore valenza plurima e riesce a creare e ad alimentare un’atmosfera di contorno ancora più permeante, più suggestiva, più penetrante. Per Daniel il colore è sinonimo di vita, di movimento, di pulsione e di vibrazione del cuore, di tumulto e di moto dell’anima, che si riflette e si rispecchia nella modulazione strutturale di matrice astratta, che suscita un immediato coinvolgimento nel fruitore e si appoggia a un prorompente e sferzante fermento onirico, ad un incalzante guizzo fantasioso e fantastico, ad una speciale profusione immaginifica. Questa mescolanza diventa estremamente affascinante e intrigante per lo spettatore. Il colore parla, il colore sussurra, il colore grida, il colore racconta e si racconta. Così Daniel nella sua ricerca di sperimentazione coglie e accoglie nella tavolozza cromatica come uno scrigno magico, come un tesoro inestimabile e ne utilizza al meglio le combinazioni e le declinazioni, sfruttando anche in modo ottimale le gradazioni più accese e marcate e alternandole con quelle più tenui e delicate, imprimendo quei giochi chiaroscurali di luci e ombre che offrono una ricercata e aggraziata raffinatezza d’insieme. Il colore per Daniel è il suo distintivo -tocco d’artista- che lo rende davvero molto accattivante e ne innalza il talento creativo”.

     

  • La camaleontica creatività di Federico Marchioro

    Apprezzato e conosciuto in ambiente musicale per il suo stile e per la sua qualità, Federico Marchioro dimostra di possedere anche una notevole propensione creativa per la pittura e si cimenta in una produzione davvero interessante, stimolato dall’incontenibile voglia di comunicare e di condividere e dal desiderio di trovare sempre nuovi sbocchi e nuovi orizzonti di appagante e gratificante esternazione espressiva. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue con ammirazione e stima i progressi evolutivi di Marchioro nel campo pittorico, ha spiegato alcune componenti primarie del suo modus pingendi soffermandosi in primis sulle virtuose potenzialità camaleontiche, che possiede nel DNA e che riesce a ottimizzare al meglio sia in ambito musicale sia in ambito pittorico. In particolare la Dott.ssa Gollini ha messo in evidenza queste riflessioni critiche e analitiche: “Uno sguardo di scandaglio meticoloso e accurato è necessario per entrare in toto nel mondo creativo di Federico, per riuscire a superare e ad oltrepassare l’apparenza formale estetica di impatto immediato e per addentrarsi in quel comparto più intimo e meno esplicitato, quel comparto recondito dove Federico racchiude tutta la sua intensa umanità, il suo essere fragile e sensibile e al tempo stesso tenace e determinato. Federico è abituato a rinnovarsi di continuo, a mettersi sempre alla prova, a darsi dei traguardi e degli obiettivi ambiziosi e nel campo musicale si è ricavato con meritocrazia una posizione qualificante. Alla stessa stregua Federico affronta la sfida in contesto pittorico e si mette in prima linea con impegno e con dedizione, con volontà ferma, decisa, con forza indomita. Certamente, essere artista pittore emergente ai giorni nostri è una prova forte e comporta una temperanza e una perseveranza, implica una resilienza potente. Federico trova dentro di sé tutte le motivazioni che lo spingono a procedere con incessante vitalità e dinamismo. La sua produzione di opere dimostra la sua vena di ispirazione vasta e modulabile, la sua dimestichezza di proiezione dilatata ed estesa oltre la semplice apparenza, che si protende e si profonde oltre e oltrepassa il superficiale esercizio di perizia tecnica e strumentale. Considero Federico un pittore molto valido e sono certa che nel tempo saprà raccogliere i frutti rigogliosi e floridi di quanto ha positivamente seminato. La sua pittura è fatta per durare nel tempo e andare oltre le mode e le tendenze fugaci ed effimere del momento. È una pittura di essenza e di sostanza, una pittura di contenuto e di concetto, una pittura simbolo di una ricerca che attraverso e tramite le opere si spinge e si snoda, si dipana e si articola in valori, sentimenti, emozioni, che rievocano tutto il suo immenso amore per la vita che riesce sempre a stupirlo e a sorprenderlo”.

    http://elenagolliniartblogger.com/federico-marchioro

  • Rosanna Piervittori: concettualismo pittorico visionario

    Rosanna Piervittori è tra gli esponenti della pittura contemporanea attuale, che sta senza dubbio compiendo un progressivo percorso di evoluzione molto stimolante, uscendo dagli schemi accademici e dottrinali più rigidi e rigorosi e cimentandosi in una propria personale ricerca di ispirazione, che sfocia in soluzioni sui generis e in espressioni inedite. La Dott.ssa Elena Gollini nel cogliere la variegata sfera concettuale insita all’interno delle composizioni pittoriche della Piervittori ha così dichiarato: “Nel distaccarsi volutamente dalle regole imposte e dagli schemi predefiniti, Rosanna si ricava una cifra stilistica non convenzionale davvero convincente. Affida alla fantasia e all’immaginazione l’intreccio scenico tendenzialmente astratto e di figurazione stilizzata e si appoggia ad un codice concettuale cifrato molto ben congeniato, studiato e progettato a monte per essere sempre in linea con quanto vuole esternare e divulgare tramite il suo medium artistico. La visionarietà concettuale della sua pittura risulta sempre innovativa e sorprendente, coglie e centra nel segno un circuito di messaggi e di significati plurimi, che vanno ben oltre la prospettiva estetica formale e si spingono su un territorio autonomo e indipendente, viaggiando su binari paralleli molto estesi e dilatati. Rosanna distingue l’aspetto ottico e visivo, che ha sempre una sua gradevole piacevolezza da quel crogiolo di essenze sostanziali, che appare più appariscente e meno evidente nell’impatto immediato, ma è invece assolutamente pregnante e consistente, nell’attento e accurato scandaglio certosino e dovizioso. Rosanna suggerisce al fruitore-osservatore di non fermarsi al primo sguardo, di non valutare superficialmente di primo acchito limitandosi all’esteriorità di bell’aspetto, ma di procedere piuttosto ad accostarsi in modo riflessivo, compiendo consapevolmente una serie sequenziale di passaggi percettivi e sensoriali, che consentono di arrivare a carpire e comprendere quell’insieme concettuale di indiscusso pregio, che possiede anche una valenza a livello sociale e si orienta proprio a rivestire un valore collettivo e comunitario. Tramite il suo operato creativo Rosanna diventa un autorevole divulgatrice concettuale e si rende affrancata dal banale e scontato modus pingendi fine a se stesso. La bellezza formale della sua arte è dunque arricchita da contenuti rilevanti, che fanno da perno portante per promuovere delle idee e dei pensieri, per manifestare dei sentimenti e delle emozioni finalizzati a sollecitare un’azione-reazione attiva e diretta da parte dei fruitori. Per Rosanna la bellezza ideale dell’arte non si manifesta passivamente e staticamente, ma deve essere alimentata e animata di continuo, proprio come quando viene seminato un terreno per renderlo fertile e fecondo di frutti pregiati e preziosi da poter donare a piene mani”.

     

  • Maria Barisani: una pittura di scandaglio psicologico

    Nel coacervo vasto e variegato della pittura figurativa attuale e della ritrattistica contemporanea spesso purtroppo si incorre in proposte standardizzate e stereotipate, che vengono elaborate e predisposte seguendo cliché troppo sdoganati e troppo infrazionati. Certamente Maria Barisani si discosta nettamente da questa impostazione falsata e si ricava un proprio modus connotativo con una propria mimesi semantica soggettiva”. Così la Dott.ssa Elena Gollini spiega ed evidenza i tratti e gli aspetti salienti più significativi che contraddistinguono l’arte pittorica della Barisani ponendo un particolare accento di rilievo sulla componente dello scandaglio psicologico e analitico, sulla quale si incentra il climax narrativo dello scenario compositivo e strutturale. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha dichiarato: “Maria ci regala delle immagini di immediato impatto estetico, che vengono integrate e avvalorate dal fattore psicologico, che viene introdotto in modo più o meno esplicito e che funge da motore trainante principale della sua ricerca pittorica. Infatti, Maria non si accontenta di riprodurre in modo puramente descrittivo e superficialmente fotografico quanto rende protagonista delle sue vedute figurali, ma si concentra e si focalizza nel cogliere e nel dare risalto a quanto è custodito nel complesso paradigma della psiche, nel suo articolato evolversi in continuo divenire, nelle sue trasformazioni improvvise, nei suoi mutamenti imprevisti e inaspettati. In tal modo riesce con impeccabile prontezza e tempestività ad immortalare nelle raffigurazioni quella componente intrinseca, che diventa un importante plus valore aggiunto alla sua elaborazione. Maria con dinamico intuito riesce a riprodurre quei particolari speciali, che fanno la differenza e che permettono al fruitore di comprendere anche i significati insiti e i messaggi sottesi, che vengono immessi nello scenario in modo subliminale, tattico e strategico e vengono delicatamente sussurrati all’orecchio dello spettatore, vengono poeticamente declarati in emozionanti e vibranti versi aulici, che fanno da contraltare bilanciato all’intreccio equilibrato del disegno accorpato alla tavolozza cromatica con doviziosa e certosina accortezza e precisione esecutiva. Le sfumature tonali e i giochi chiaroscurali fanno ulteriormente enfatizzare l’aspetto mentale e psicologico e completano la formula personalizzata, che Maria ha pensato e studiato a monte con grande impegno. Niente dunque viene mai improvvisato e tanto meno lasciato al caso e all’istinto irrazionale incontrollato e incontrollabile. Tutto si compone secondo una progettualità mirata, predefinita e preconfigurata, che garantisce sempre delle soluzioni ottimali e fruibili in modo eterogeneo. Chiunque si avvicina e si accosta alla produzione pittorica di Maria può quindi respirare a pieni polmoni il potente anelito di vita, che si propaga e si sprigiona e penetra avvolgente in profondità”.

     

  • La pittura di Roberto Re al servizio dei clienti-committenti

    Intraprendente nello spirito e anticonformista nell’anima l’artista Roberto Re, accanto alla sua ricerca di sperimentazione atipica e inconsueta, affianca un interessante e stimolante lavoro artistico svolto specificamente su committenza clientelare, mettendo a disposizione la sua esperienza e le sue capacità per compiacere e soddisfare al meglio le peculiari ed eterogenee esigenze e preferenze. La Dott.ssa Elena Gollini ha fornito una sua riflessione al riguardo dichiarando: “Considero Roberto un artista a tutto tondo e a tutto campo come potenziale espressivo e vedendo i risultati ottenuti con le opere su committenza non posso che confermare questa mia valutazione positiva. Conferire a Roberto il ruolo di artista fantasioso e visionario è certamente giusto, poiché si cimenta nell’arte informale di tendenza non convenzionale e compie delle sperimentazioni continue e costanti per evolvere e progredire. Questa sua propensione messa al servizio su committenza clientelare ad personam ritengo sia ulteriormente avvalorante e comprovante e lo qualifica anche come meticoloso e certosino ideatore e fautore di soluzioni destinate a soddisfare un certo tipo di desiderio, che Roberto subito interpreta e introietta abilmente e sapientemente dentro lo scenario narrativo, proponendo delle rappresentazioni sempre ad effetto e molto impattanti. Lavorare su committenza a livello artistico è un modus operandi antichissimo, che si è tramandato e perpetrato nel tempo e appartiene a buon conto e a buon diritto alla grande storia dell’arte, dove illustri ed esimi maestri hanno realizzato su committenza dei capolavori eccelsi e di inestimabile valore sempre attuali. Ecco, che Roberto si pone un po’ come seguace di questa intramontabile tradizione e la fa sua modulandola e adattandola al suo stile e alle sue concezioni e generando una produzione ad alto livello formale e contenutistico. Infatti, anche nei lavori su committenza Roberto non tralascia mai il discorso sostanziale e non si limita a eseguire in modo strettamente estetico quanto richiesto, ma entra dentro la forma mentis del cliente e trova il quid precipuo, che fa sempre la differenza e garantisce una portata di insieme di ragguardevole pregevolezza. Invito ed esorto affettuosamente Roberto a proseguire anche con questa produzione ad personam e a continuare anche in questa direzione, dando sempre il massimo come lui sa fare. Avanti tutta allora, perché ogni sfida per Roberto si vince sempre in modo fattivo e concreto”. Le opere di Re sono disponibili per la vendita anche nel circuito di siti e portali di settore specializzati: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

  • È online la mostra “Nunzia Romeo: arte e archetipi femminili”

    È stata ufficialmente inserita all’interno della piattaforma delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini l’esposizione di Nunzia Romeo dal titolo particolarmente significativo “Nunzia Romeo: arte e archetipi femminili”. Sono state designate 20 opere di interessante pregevolezza formale e di stimolante pregnanza sostanziale, che individuano le principali componenti caratteristiche più salienti della ricerca artistica appassionata alla quale si dedica la Romeo nel suo percorso creativo di fantasiosa, prolifica e feconda visionarietà tutta declinata e improntata al femminile. La Dott.ssa Gollini ha cosi espresso le sue valutazioni riflessive affermando: “Considero l’arte di Nunzia una proiezione ricercatamente al femminile, che si articola, si muove e si dipana tramite quegli archetipi soggettivi subito riconoscibili e diventa il suo particolare e connotativo status quo creativo sui generis. L’humus fertile che alimenta la sua evoluzione creativa va ritrovato e rintracciato all’interno del suo mondo interiore spirituale, va colto e carpito attraverso la manifestazione del suo ego di donna-artista che si rende partecipe e compartecipe di quanto la circonda e vive intensamente e profondamente ogni attimo e ogni istante della sua dimensione quotidiana, ne valorizza e ne assapora il respiro insito. La particolare sensibilità femminile di Nunzia è un rimando di riferimento basilare, perché la aiuta a concepire ogni creazione secondo quella speciale magia poetica di allure, scaturita da una delicata e aggraziata eleganza virtuosa, propria del suo essere e connaturata al suo DNA genetico al femminile. È un’arte di classe, fatta di sequenze narrative garbate, sobrie, limpide, ordinate ed equilibrate, fatta di ritmi compositivi bilanciati in armonia di proporzioni, composta da una mimesi semantica e linguistica sempre adatta e idonea all’insieme globale del costrutto. Nunzia si propone come artista di spessore, come portavoce di principi che dal femminile possono essere estesi all’universale e possono essere recepiti all’unisono. Il suo essere donna coerente e consapevole le apre e le spalanca una visione molto sfaccettata, che non le preclude di sentirsi spiritualmente connessa e coesa a tutti coloro che si avvicinano e si accostano alla sua arte per generare un contatto con lei. Gli archetipi di Nunzia diventano così dei virtuali ponti di collegamento e di unione, fanno da motori trainanti di trait d’union. Per Nunzia l’arte dev’essere proprio utilizzata e fruita senza freni inibitori di blocco, deve preservare e proteggere in ciascuno l’Io intimo e deve apportare un benessere mentale e psicologico che perdura nel tempo, deve spingere il pensiero verso traguardi importanti per se stessi e per l’intera collettività“.

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  • “L’essenza dell’apparenza” di Marco Renier in mostra online

    Prende il titolo “L’essenza dell’apparenza” la mostra online del pittore contemporaneo Marco Renier inserita sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini. In riferimento all’esposizione, nella quale è presente una photogallery con opere di particolare valenza suggestiva declinata con una cifra stilistica distintiva ben qualificante, la Dott.ssa Gollini ha commentato: “Marco si protende verso una dimensione pittorica di matrice figurale, che coglie tratti e aspetti formali sviluppati e concertati all’insegna di un’impronta attuale e di una concezione moderna. La sua pittura si inserisce al meglio nel paradigmatico mondo creativo, che coniuga perfettamente tradizione e innovazione, trasferendo originalità e versatilità espressiva al concetto di figurazione. La ricerca compiuta da Marco si sposta spaziando su più fronti comunicativi dando sempre la massima importanza alla componente sostanziale, imprescindibile per enfatizzare i messaggi e i contenuti che vengono immessi dentro la struttura compositiva formale, sempre elaborata con impeccabile precisione. L’essenza e l’apparenza nell’arte pittorica di Marco diventano un unicum indissolubile, si fondono in armoniosa coesione e fanno da filo conduttore portante a quella mescolanza di sentimenti, pensieri ed emozioni provenienti dall’animo sensibile di Marco. La sua pittura oltre ad avere delle ottime credenziali come presentazione estetica, risultando immediatamente impattante a livello ottico e visivo, possiede il plus valore aggiunto fondamentale della pregnanza di essenza intrinseca, che viene inserita tramite un registro linguistico apposito, fatto e realizzato ad hoc, che si intreccia e si amalgama al meglio con la pregevole narrazione scenica sempre centrata e canalizzata in modo esemplare. Per Marco l’arte deve rispecchiare il concetto di bello e di bellezza, deve risultare piacevole e gradevole nelle sue fattezze, ma contestualmente deve sempre avere dei pilastri cardine sostanziali di fondamento per suffragare in modo compiuto e completo la vena ispiratrice che la sorregge e la sostiene. La progettazione ideativa a monte viene pertanto sempre guidata e accompagnata da un ideale di comunicazione a tutto tondo e a tutto campo, ampia e allargata il più possibile, di prospettiva di vedute estesa ed estendibile. La sua arte si propone come riflessiva, come arte di analisi e di concetto e diventa un’occasione funzionale di esternazione e di manifestazione indirizzata e orientata in modo spontaneo verso lo spettatore, per trovare dei punti di contatto e di comunione, dei punti da sviluppare insieme in modo autentico. Marco artista di ricerca e di sperimentazione è dunque un vivace e dinamico pittore-comunicatore, che unisce con lungimiranza essenza e apparenza“.

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  • Daniel Mannini: visione astratta e dimensione intimistica

    Nella visione di natura astratta della pittura di Daniel Mannini la dimensione intimistica assume e riveste un ruolo di centralità nevralgica, poiché si espande a partire dalla rappresentazione proposta e si dilata con un largo raggio d’azione e coinvolge direttamente anche la fase di osservazione-fruizione, in quanto lo spettatore viene praticamente catapultato dentro lo scenario immaginifico e fantasioso prospettato da Daniel e può liberamente entrare in contatto con la propria intimità, con la sfera introspettiva del suo ego più intimo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega con chiarezza esaustiva alcuni tratti e aspetti salienti dell’espressione poetica di Mannini, dando particolare risalto alla profonda corrispondenza e corresponsione che si genera e si innesca tramite i quadri con lo spettatore e che si modella e si modula attraverso una parabola comunicativa basata su più canali di rispondenze reattive e recettive. E ancora ha tenuto a rimarcare precisando: “Daniel riesce perfettamente a collegare e congiungere in sinergia l’esigenza di piacevolezza estetica, che fornisce un immediato impatto ottico e visivo, alla proiezione sostanziale, che attinge direttamente dalla dimensione intima e interiore. Le opere diventano un territorio fertile e fecondo per il fruitore, che può intraprendere un percorso di interpretazione variegata e può esternare e manifestare la propria empatia valutativa senza cercare risposte omologate e scontate, ma bensì trovando sempre risposte inedite e sorprendenti. Nella formula pittorica di Daniel gioca un ruolo cardine proprio la componente dello stupore, della sorpresa, che si profonde tramite quanto suggerito dall’interiorità di ciascuno e può volta per volta essere sempre diversa, può trasformarsi e rinnovarsi di continuo. Ecco, perché i quadri di Daniel non forniscono mai una chiave unica di accesso, ma offrono molteplici possibilità di approccio facilitando un feedback soggettivo e diversificato nel tempo. Un’opera di Daniel va guardata senza fretta, va osservata gradualmente e in progressione, va sentita e va respirata nella sua spumeggiante e sfavillante emersione cromatica, che contiene una trionfale esplosione di energia positiva rivitalizzante. Le opere segnano un ritmo di movimento dinamico incalzante, che racchiude in sé il momento catartico simbolico dell’incontro e della fusione tra formale e sostanziale, tra apparenza e sostanza, tra realtà e sogno, tra reale e immaginario. Il tutto arricchito e integrato dall’intima e recondita genetica di essenza, che completa in modo esemplare l’ispirazione e l’intento creativo di Daniel. Ecco dunque, una pittura che basta a se stessa ed è intrisa e pregnante di allettanti appigli tutti da cogliere intimamente”.

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  • La “Genesi figurale” di Matteo Scanu in mostra online

    Il promettente artista contemporaneo Matteo Scanu in arte “EMES” è stato inserito in mostra online dal titolo “Genesi figurale” all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di opere di particolare pregio, che ne esaltano appieno il talento creativo innato e le vivaci potenzialità espressive. Al riguardo la Dott.ssa Gollini ha commentato nel merito spiegando: “Matteo è un giovane artista, che apprezzo molto per l’intraprendenza e per la passione viscerale con le quali si cimenta e si prodiga nel suo modus pingendi. Questo titolo è stato concepito per stimolare nel fruitore un approccio incuriosito e per suscitare di rimando delle chiavi di lettura interpretativa non soltanto dal punto di vista dell’impatto estetico e formale, ma anche e soprattutto a livello concettuale sostanziale. Le rappresentazioni figurali realizzate da Matteo trovano un proprio spazio comunicativo congeniato e predisposto attraverso una serie di passaggi studiati e delineati a monte e attraverso una serie di sequenze narrative e di parafrasi sceniche ideate e progettate con grande dovizia meticolosa e certosina. Il termine simbolicamente utilizzato di Genesi costituisce, pertanto un richiamo ad una formula creativa profondamente meditata e intensamente posta in essere con grande coerenza e consapevolezza, che geneticamente viene connessa a tutta quella commistione ad intreccio di pulsioni sferzanti, di energia vitale e prorompente, che appartiene al DNA di Matteo e viene traslata e immessa all’interno delle composizioni per imprimere il proprio peculiare e distintivo marchio pittorico qualificante. Genesi diventa dunque un termine da accorpare e da collegare ad un tracciato in evoluzione e in divenire, sempre in continuo e in costante rinnovamento, sempre in progressiva rigenerazione, che corrisponde alla fervida vena d’ispirazione che lo guida e lo orienta nelle scelte e ne canalizza e ne convoglia tutta l’energia propulsiva. La genesi pittorica figurale di Matteo avanza e procede di pari passo con la sua crescita e con la sua maturazione, con quello che si aggiunge al suo patrimonio di esperienze, di vissuto, di ricordi esistenziali permeanti, che appartengono al suo essere un artista di scoperta e di avventura, uno sperimentatore libero e indipendente, prodigo e impegnato a ricavarsi una propria nicchia esclusiva di valore reale ed effettivo e a destinare ai fruitori un’essenza preziosa e pregevole del proprio operato, che viene geneticamente avvalorata dalle pagine incalzanti di una fantasia e di un’immaginazione galoppante. Dipingere per Matteo equivale a vivere in un mondo speciale, dove sentirsi perfettamente a proprio agio e dove sentirsi totalmente realizzato”.

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  • È online la mostra “Dipingere le emozioni” di Giorgio De Virgilio

    Trattasi proprio di emozioni dipinte, di incantevoli evocazioni e rievocazioni emozionali allo stato puro, che Giorgio De Virgilio inserisce dentro le sue magistrali orchestrazioni pittoriche”. Così esordisce la Dott.ssa Elena Gollini nel mettere in evidenza la portata sostanziale elevata della produzione artistica di De Virgilio inserito all’interno delle mostre online da lei curate con un’esposizione che si intitola proprio intenzionalmente “Dipingere le emozioni” per enfatizzare al massimo la sfera emozionale, che influisce in modo preponderante e predominante nel suo operato creativo e delinea la permeanza avvolgente delle sue composizioni, qualificandone il contenuto primario e principale. E ancora la Dott.ssa Gollini ha voluto precisare proseguendo nelle sue argomentazioni riflessive: “Fin dal primo impatto e fin dal primo sguardo lo spettatore viene letteralmente catapultato dentro lo scenario prospettato e può cogliere le molteplici sfumature emozionali, che appartengono all’anima sperimentale e sensibile di Giorgio, uomo-artista di spessore, di grande valore umano oltre che indiscusso talento. L’emozione sprigionata diventa un tripudio di codici cifrati sottesi, si fonde insieme con la tecnica e la perizia nella lavorazione e la rafforza, la rende più incisiva e più efficace nella resa impiantistica e strutturale. Giorgio ovviamente ponendo in primo piano il comparto emozionale ed emotivo, nonché la sfera psichica e psicologica, non si lascia però mai deviare dal tumulto e dall’impeto incontrollato e incontrollabile della sfera irrazionale e istintiva più irruenta, ma conserva e mantiene sempre integro e intatto quel self control, quell’autocontrollo di lucidità riflessiva e di ratio ponderata, che gli consente di non trascendere mai in situazioni improvvisate e di non farsi mai trascinare dalla casualità. La sua espressione pittorica è ben salda e ben ancorata a pilastri robusti e a colonne solide, derivanti dalla sua arguzia e dalla sua prontezza di vedute. Attinge dunque dalle emozioni senza però mai esagerare e si pone sempre in un bilanciato equilibrio psicologico e mentale. Per Giorgio fare arte è una prova estremamente avvincente, lo sprona e lo incita a nuove dinamiche e a nuove prospettive creative e lo spinge a sperimentare soluzioni originali e personalizzate. Giorgio trova nelle raffigurazioni riprodotte quell’humus, quella linfa e quell’anelito vitale che è lui stesso a inserire, lo lascia affiorare delicatamente in superficie, affinché si possa palesare e possa essere recepito appieno dallo spettatore, innescando e alimentando una relazione di scambio reciproco, un dialogo di contatto ravvicinato. L’arte per Giorgio serve proprio in primis come proiezione dialettica emozionale pregnante di messaggi, di visioni speciali, di magia incantata e incantevole. Tutto questo viene offerto attraverso le sue immagini e ogni spettatore può attingerne e goderne in toto senza riserve”.

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  • In mostra online l’incalzante “E-vocazione” creativa di Davide Romanò

    È stata ufficialmente pubblicata sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini la mostra online del poliedrico artista Davide Romanò, che resterà all’interno del circuito selezionato di creativi contemporanei in modo permanente. Molto congeniale il titolo “E-vocazione” designato per rappresentare simbolicamente il circuito delle 20 opere scelte per questa esposizione tra quelle, che maggiormente evidenziano il significativo percorso compiuto da Romanò nella sua vibrante e incalzante ricerca sperimentale sui generis e fuori dagli schemi paradigmatici imposti a monte. La Dott.ssa Gollini nel precisare e motivare la scelta di questo titolo così speciale ha spiegato: “Ho intenzionalmente suggerito a Davide questo titolo per la mostra online, perché lo considero davvero appropriato e molto centrato anche nel gioco peculiare di rimandi e di allusioni interpretative, che viene innescato. Da una parte, infatti si individua per esteso la parola chiave -evocazione-, riferita alla potente portata evocativa e rievocativa della sua formula espressiva e comunicativa e dall’altra parte contestualmente si coglie la parola chiave nevralgica -vocazione-, che mette in rilievo la fervida e appassionata vocazione artistica, che lo guida e lo accompagna durante la fase ideativa progettuale e durante quella esecutiva operativa. Davide è sorretto da una commistione di fonti ispiratrici e le convoglia in modo sempre mirato, sottendendo messaggi insiti e allusioni metaforiche subliminali. La sua poetica di evoluzione pittorica si fonda su molteplici spunti stimolanti, derivanti dal tripudio delle percezioni sensoriale ed emozionali, che la sua anima sprigiona ed esterna attraverso il suo fare artistico. Davide uomo-artista si pone degli obiettivi e dei traguardi precisi, lavora con metodo e ponderatezza, si lascia andare in modo spontaneo e incondizionato. Il suo feedback con lo spettatore è sempre autentico, puro, senza filtri e senza maschere. Per Davide l’arte deve in primis trasmettere un senso assoluto di verità e di veridicità, deve lasciare spazio a sentimenti e pensieri incontaminati da ingerenze fuorvianti. Il suo peculiare e distintivo tracciato creativo di evoluzione diventa pertanto un sentiero di rivelazione, di condivisione, di incontro-contatto compartecipe. La mostra raccoglie una produzione variegata, che lascia affiorare al meglio la piena padronanza nella pianificazione a monte di un suo progetto di ricerca in divenire, in costante e continua progressione di avanzamento, che rispecchia e riflette in toto la sua condizione mentale dinamica, trasformista e camaleontica del moto dell’anima e dello spirito libero e liberato”.

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  • Rosanna Piervittori: effusioni poetico-pittoriche

    Osservando con ammirazione autentica la produzione pittorica di Rosanna Piervittori mi sovviene immediatamente di focalizzarmi sull’intenso afflato di profusione poetica, del quale le opere sono intrise e avvolte e che accentua al massimo il potere evocativo della portata scenica e narrativa”. Inizia così il commento riflessivo della Dott.ssa Elena Gollini, che evidenzia il tratto fondamentale della pittura-poesia realizzata dalla Piervittori con viscerale enfasi aulica di slancio creativo. E ancora la Dott.ssa Gollini ha proseguito nella sua analisi valutativa asserendo: “L’ispirazione vivace e dinamica di Rosanna è un aspetto decisivo nella sua buona riuscita creativa, che le consente di spaziare ampliando e dilatando le prospettive e le proiezioni di veduta e di pensiero da cui poter attingere. A questa componente protagonista in primo piano, si aggiunge e si accorpa in perfetto equilibrio di bilanciamento la dimensione di lirismo sotteso, che appartiene alla sua anima sentimentale e fa da delicata e aggraziata cornice alle rievocazioni visionarie, rendendole ancora più magiche e coinvolgenti. Per Rosanna la poesia pittorica si traduce in quel particolare trasporto sempre virtuoso, che sottolinea la sua appassionata dedizione artistica e la sua ispirazione pura e senza intenti speculativi ambigui e fuorvianti. Rosanna dipinge in primis per se stessa, per sentirsi pienamente libera, per poter trovare un registro dialettico di approccio e di contatto comunicativo con il mondo esterno e con quanto la circonda. Si offre come artista di grande apertura mentale, di arguta recettività, di acuta perspicacia, di spiccata intuizione, di sottile lungimiranza. Non le interessa innescare delle diatribe e delle controversie linguistiche, ma ricerca invece una formula ideale di beatitudine sublime e sublimata, che l’arte riesce a trasmettere e a diffondere a largo raggio. Rosanna crede appieno al potere benefico del fare arte, che poi di rimando si trasferisce dall’artista allo spettatore-fruitore facendo da simbolico ponte di unione e di trait d’union, fungendo da stimolante collante sociale e collettivo. La sua arte dunque si profonde a tutto campo e a tutto tondo e viene a rivestire il ruolo chiave metaforico di poesia dipinta, risuonando e riecheggiando nelle sue pagine auliche, che verso dopo verso vengono accolte dallo spettatore e diventano una sorta di monologo condiviso, compreso fino in fondo nelle sue parafrasi e sintassi più articolate e modulate. L’arte di Rosanna si trasforma in effusioni poetico-pittoriche, che avvolgono quanto le circonda e vanno oltre la superficie del supporto, si rendono personificazioni visibili e tangibili di quel complesso universo espressivo a cui appartiene l’arte e di cui Rosanna si rende convinta testimone-portavoce e devota custode”.

     

  • Daniela Petito: in mostra online con il suo “Sentire” pittorico

    S’intitola proprio “Sentire” la mostra online, che vede protagonista la talentuosa pittrice Daniela Petito e che è stata collocata in modo permanente all’interno della piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini, un circuito selettivo e selezionata al quale prendono parte artisti di calibro e di spessore, una vetrina mediatica di alta qualità. La Dott.ssa Gollini nel porre l’accento sulle componenti connotative principali della poetica espressiva della Petito ha dichiarato: “Daniela sente la pittura come un pilastro del proprio essere creativo, come una colonna portante della propria visione emozionale ed emotiva, della propria dimensione sensibile. In ogni opera si percepisce da subito tutto quell’afflato che la pervade, che si inserisce e si immette dentro le raffigurazioni e genera e alimenta un’alchimia di sensazioni forti. Donna-artista dalle notevoli doti creative si avvale del suo mondo interiore e spirituale per dare voce alle composizioni, per farle parlare allo spettatore, per attirarne l’attenzione e l’interesse. Considero Daniela una visionaria realistica, una visionaria che resta in sospeso in una sfera reale dove immette dentro anche i propri pensieri, le proprie libere valutazioni e riflessioni e completa a suo modo svincolandosi dalla descrizione statica e sfociando in una produzione soggettivante, connaturata al suo modus vivendi e alla sua forma mentis. Si cimenta nel disegno e nel ritratto con grande destrezza e con quell’empatia, che le consente di ottenere delle prospettive sceniche sempre accattivanti e convincenti. Gusto raffinato, elegante, essenziale e imprinting di classe, Daniela lavora con precisione certosina e accurata. La ricercata piacevolezza delle fattezze figurali è un inno celebrativo simbolico alla bellezza artistica per antonomasia, al concetto di bello etereo ed eterno, senza tempo e fuori dal tempo. I soggetti protagonisti delle sue narrazioni possiedono sempre un’allure magica, che incanta e al contempo ipnotizza lo spettatore, che rimane subito conquistato. Ogni opera è un universo di sentimenti, un pullulare di sensazioni, un tripudio di intrecci idilliaci. A Daniela preme lasciare un segno profondo e tangibile del suo operato in modo completo e compiuto, vuole trasmettere e trasferire al fruitore in modo spontaneo e diretto, fluido, senza deviazioni sterili e inutili. Arte come sentire, come fare sentire e come farsi sentire, arte come lasciarsi andare e scambiarsi reciprocamente senza limiti e senza condizionamenti. Arte concepita come sinonimo di sentire infinito, come sinonimo di guardare e vedere verso l’infinito con gli occhi del cuore e dell’anima. Daniela ci regala in ogni quadro un frammento meraviglioso del suo sentire da condividere in perfetta sinergia e a sua volta accoglie con cura amorevole quanto recepisce dal contatto di approccio compartecipe da parte dello spettatore. Nasce così quel sentire plurisensoriale universalmente appagante e coinvolgente”.

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  • Tomaso Pirrigheddu mette in mostra il suo speciale “Trasformismo creativo”

    La scelta del titolo -Trasformismo creativo- designato ad hoc per questa mostra online simbolo della vulcanica e camaleontica dimensione trasformista, che appartiene al DNA artistico di Tomaso Pirrigheddu ritengo sia assolutamente calzante e ben si coniuga con la sua vivace versatilità espressiva”. La Dott.ssa Elena Gollini evidenzia con precisione le caratteristiche distintive della produzione pittorica del talentuoso Pirrigheddu, entrato a fare parte del circuito selezionato delle mostre online da lei curate. Proseguendo nell’analisi di approfondimento ha poi ulteriormente rimarcato: “Le opere scelte appositamente per questa esposizione dimostrano la capacità e le risorse di Tomaso finalizzate ad una progressione artistica in costante divenire. Una progressione continua, che rafforza il suo potenziale comunicativo e si qualifica come sempre originale, mai scontata e mai ripetitiva. Tomaso ha la preziosa virtù innata di essere un creativo fantasista, riuscendo al meglio a reinventarsi nel suo operato e nella sua ricerca. Per Tomaso fare arte equivale ad una dinamica voglia di mettersi alla prova, è una sfida avvincente e sempre stimolante, sempre nuova e sempre sorprendente. Essere artista di spessore oggi più che mai significa essere alternativi rispetto allo standard, spiccare il volo e fare sempre un passo in più in avanti, avanzare con decisione verso ambiti applicativi atipici, inconsueti e inusuali, spingersi oltre le soluzioni più gettonate e più frequentemente proposte. Tomaso è in primis un libero battitore, un creativo che ragiona e decide con coerenza e consapevolezza delle proprie azioni. Le opere vanno pertanto osservate secondo parametri interpretativi contenuti e racchiusi dentro a una mimesi speciale, peculiare nella sua unicità costitutiva. Chi si addentra penetrando gli anfratti reconditi dell’articolato e sfaccettato mare magnum narrativo, può sempre trovare nuovi spunti da cui attingere, sollecitando la vista, ma anche tutti i sensi. Tomaso ci offre un’orchestrazione scenica inaspettata e imprevista, che può sempre essere integrata e modulata con nuovi inediti richiami, con riferimenti inattesi che affiorano e si palesano sulla superficie pittorica e prendono vita come entità, che entrano a fare parte del palinsesto rappresentativo e hanno ciascuna una propria specifica rilevanza evocativa, un proprio acclarato ruolo simbolico, metaforico, allegorico e allusivo. Per Tomaso l’arte diventa uno strumento efficace e funzionale per veicolare e convogliare messaggi subliminali profondi e intensi, per esternare un mix di contenuti, che difficilmente le parole potrebbero riuscire a spiegare e descrivere in modo compiuto ed esaustivo. E dunque il suo spirito trasformista accoglie l’arte proprio come un universo meraviglioso da plasmare e da forgiare in armoniosa evoluzione”.

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  • Daniel Mannini: emozioni pittoriche astratte

    La componente emozionale, il pathos e il coinvolgimento emotivo, sono senza dubbio delle componenti fondamentali e imprescindibili nella parafrasi pittorica di Daniel Mannini, che si cimenta nella sfaccettata orchestrazione narrativa dell’astrazione e recupera quanto tramandato dai grandi autorevoli maestri precursori dell’Informalismo astratto, ottenendo una propria visionarietà scenica di pregevole qualificazione”. La Dott.ssa Elena Gollini approfondendo nel merito il progetto creativo di Mannini, ha voluto far emergere e mettere in luce l’importanza e la rilevanza primaria dell’afflato emozionale, che funge da motore trainante e di ispirazione e lascia riaffiorare in superficie l’intensità emotiva che guida e accompagna l’atto e il gesto creativo. Inoltre, ha proseguito nell’analisi critica affermando: “Daniel è un vulcano di idee e di sentimenti, è influenzato da una fervida fantasia e da una forza d’animo potente. Tutta questa commistione sensoriale e sensitiva si traduce nello slancio pittorico e sfocia nella realizzazione di uno scenario corposo, denso di materia cromatica e di giochi tonali ad intreccio, formati da una sequenza sempre ben calibrata e in linea con una profusione ricercata e raffinata. Daniel è un grande creativo dal gusto moderno, dal pensiero guizzante e contemporaneo, che riesce ad interpretare al meglio le tendenze e le preferenze attuali, ma al tempo stesso si prefigge di compiere una costante e continua ricerca sperimentale innovativa e alternativa per avere un proprio imprinting originale ed esclusivo. Certamente muoversi nel campo dell’Astrattismo in apparenza può sembrare più semplice e più immediato, perché si è meno dipendenti dalle regole dogmatiche e dottrinali e dai parametri accademici della tradizione figurativa più rigida e più ferrea, ma in realtà invece ci sono altrettanti discorsi a monte al riguardo, di cui tenere conto e che vanno appositamente e opportunamente vagliati, valutati, selezionati e scremati per riuscire a ottenere esiti e soluzioni convincenti, meritevoli di interesse e di placet di apprezzamento. Ecco, perché Daniel non lascia mai nulla al caso e alla casuale improvvisazione e seppur le opere appaiono prive di immagini figurali, la loro dinamica compositiva strutturale è decisamente articolata e impostata con cura e attenzione per il dettaglio e per il particolare. La spazialità e i volumi vengono distribuiti in modo ottimale, secondo una prospettiva di proporzioni tra vuoto e pieno ben calcolata a monte. Ogni opera racchiude un lavoro dovizioso e impegnativo per dare un senso di compiutezza, di completezza e di finitezza armoniosa e per infondere un immediato effetto di avvolgente suggestione, che rafforza la dimensione della piattaforma pittorica agli occhi dello spettatore e la rende magicamente intrigante a livello multi percettivo”.

     

  • Roberto Re: artista specializzato in committenze ad personam

    Purtroppo nel multiforme campo dell’arte odierna e dell’espressione creativa attuale capita molto spesso di imbattersi in situazioni alquanto scontate, standardizzate e banalmente ripetitive, direi anche piuttosto sdoganate e infrazionate in modo palesemente emulativo e pedissequamente copiativo. Sono dei cliché, che definisco senza usare mezzi termini decisamente noiosi e sempliciotti, che abbassano il livello di parametro valutativo dell’arte contemporanea e ne riducono drasticamente il potenziale di risorse inedite e sui generis. Roberto Re nella sua eclettica cifra stilistica di matrice informale e non convenzionale, si comporta invece da libero battitore e da artista di sperimentazione affrancata e disinibita. Ecco, perché riesce perfettamente anche nel variegato ambito delle committenze artistiche ad personam, dei cosiddetti lavori su incarico, che vengono eseguiti con grande maestria esecutiva e hanno a monte una fase attenta e approfondita di analisi, per soddisfare al meglio le esigenze clientelari eterogenee e al contempo per offrire sempre soluzioni non omologate e non uniformate a modelli qualunque”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega così le caratteristiche salienti principali della produzione pittorica, che Re realizza all’interno di un circuito di committenze personalizzate nel quale da tempo sta spaziando con esiti davvero soddisfacenti, riscuotendo placet di consenso positivo da parte dei suoi affezionati clienti committenti. Inoltre, al riguardo la Dott.ssa Gollini ha tenuto a proseguire nella spiegazione rimarcando: “Un grande e sincero elogio di apprezzamento per l’operato pittorico di Roberto, che rientra nel comparto dell’arte su commissione, perché è riuscito con impeccabile acume a ritagliarsi un proprio personale modus autonomo e indipendente e contestualmente ha saputo carpire e comprendere appieno i desideri, le esigenze e le preferenze più o meno manifeste e più o meno esplicitamente esternate dei suoi clienti, che ha conquistato e reso convinti e motivati estimatori, ottenendo di rimando anche una funzionale ed efficace portata di promozione a tam tam che sono certa risulti incisiva anche nell’approccio generale di valutazione e di giudizio al suo appassionato e pregevole lavoro creativo. Esorto dunque Roberto a proseguire con slancio ed entusiasmo in questa sua speciale modalità espressiva, dimostrando anche la sua spiccata empatia intuitiva e la sua innata perspicacia recettiva. Accontentare in toto il cliente-committente per Roberto significa infatti instaurare e consolidare un contatto autentico e farlo sfociare in rapporto relazionale attivo e interattivo, dove l’arte è un collante inossidabile”. Le opere di Re possono essere acquistate anche tramite i seguenti siti e portali web: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

  • La pittura di Roberto Re celebra ed esalta l’amore per la musica

    Un inizio anno davvero spumeggiante per Roberto Re, artista contemporaneo di volitivo talento e incalzante estro creativo, che ha deciso di cimentarsi nell’accostamento mirato ad hoc di Arte e Musica. In particolare, ha selezionato un gruppo di strumenti, che sono diventati i soggetti protagonisti delle sue poliedriche formulazioni espressive e sono stati collocati e posizionati dentro le sue materiche visioni astratte come entità magiche dotate di vita propria e di grande carica di sferzante energia dinamica e plastica. Sulla scia di questa particolare sperimentazione davvero vincente sono nate così sei opere-creature, che compongono un circuito di pregio e di qualità in limited edition. A tal riguardo la Dott.ssa Elena Gollini ha spiegato: “Considerando queste opere meritevoli di particolare interesse abbiamo definito assieme a Roberto la creazione di sei rispettivi documenti di expertise comprovanti e avvaloranti, che accompagnano e vanno di pari passo con l’ammirevole evoluzione compiuta da Roberto. Ogni opera dunque possiede una propria precisa e specifica certificazione ufficiale apposita, che la rende ancora più unica ed esclusiva. In tal modo, sarà a maggior ragione consono e congeniale concepire questo circuito anche per un acquisto mirato a livello di collezione sui generis. Questa produzione è un tassello fondante e una pietra miliare della sua peculiare ispirazione, che ha guidato Roberto durante la fase ideativa-progettuale così come durante la fase operativa-esecutiva e che certamente segna anche in modo molto positivo e significativo questo inizio di nuovo anno. Nonostante la fase particolarmente delicata e critica, che sta colpendo tutto il comparto artistico in generale, Roberto si dimostra già orientato nello slancio creativo e pieno di risorse e di inventiva. A maggior ragione questo gruppo di opere merita di essere valorizzato come esempio a modello di quella resilienza artistica indomita, che deve sempre e comunque essere supportata e sostenuta, sorretta a tutto campo su più fronti e in più direzioni. I miei personali complimenti a Roberto per questa nuova sfida già vinta a buon conto e a buon diritto da coraggioso e impavido gladiatore dell’arte!”.

    Le sei opere si intitolano emblematicamente: Chitarra, Corde gialle, Fagotto, Il Corno, Sound Sax, Squillo di tromba. Attualmente, le opere pittoriche di Re possono essere acquistate anche tramite vendita online, utilizzando questi quattro canali di riferimento: singulart.com, wikiarte.com, topcontemporaryart.com, pitturiamo.com.

  • Daniel Mannini: il potere subliminale dell’astrazione

    L’estro creativo versatile e camaleontico, che è insito nell’indole artistica di Daniel Mannini gli consente e gli permette di imprimere un potere subliminale molto permeante alla componente dell’astrazione pittorica e di riuscire ad enfatizzare al meglio e appieno le molteplici e multiformi componenti narrative e sceniche, che appartengono alla costruzione e alla sintassi compositiva dell’Informalismo non convenzionale”. Ecco come la Dott.ssa Elena Gollini esalta la stimolante ricerca sperimentale, che il pittore Mannini porta avanti con intraprendente spinta di trasporto e di pathos e con la voglia viscerale e appassionata di chi cerca di evolvere e di migliorarsi di continuo e con profonda costanza e perseveranza. Inoltre, la Dott.ssa Gollini ha voluto evidenziare in merito: “Nella scala dei valori fondamentali, che Daniel attribuisce e conferisce alla sua esperienza di ricerca sperimentale senza dubbio emerge tutta la carica pregnante e intrisa di significati sottesi e di contenuti subliminali, che assume e riveste lo scenario astratto prospettato e rinnovato sempre con un impatto visionario e sensoriale unico e speciale. Daniel non si appoggia mai a schemi paradigmatici già battuti e infrazionati e sdoganati ad oltranza, ma si ricava un proprio modus per affidare all’astrazione un potere superiore e supremo, un potere allusivo simbolico che viene sviluppato con doviziosa progettazione e ideazione a monte, affinché possa ricoprire una valenza qualificante e crescente, in una progressione di arricchente essenza sostanziale. A livello formale dunque, Daniel si serve della modulazione astratta per poter ottenere un imprinting di spessore e per poter dare voce ad una pittura, che riesce a parlare più lingue diverse tutte insieme, che riesce a tradurre più espressioni differenti modulandole all’unisono con una comprensione fantasiosa e fantastica, che si affianca e si accosta al pensiero razionale e riflessivo e lo completa e lo integra rafforzandone il DNA genetico connaturato e costituendo un unicum armonioso ed equilibrato. Il bilanciamento tra fantasia sognante e immaginifica e ratio consapevolmente calibrata diventa un punto di forza nell’impatto recettivo delle opere e garantisce a Daniel di potersi avvalere di ulteriori dinamiche nella sfera conscia e inconscia e nella dimensione più intima e introspettiva. Durante la fase saliente della creazione Daniel raggiunge quel cosiddetto momento di delirio artistico, che viene però sempre filtrato dal controllo razionale e apporta allo scenario rappresentativo un grado di recettività trasformista, che viene intercalato e inframezzato dall’afflato sensoriale all’insegna del trionfale motto, che governa l’astrazione universale e la innalza ed eleva come regina e sovrana di un incontrastato e incontrovertibile potere subliminale”.

     

  • Nunzia Romeo: arte di ragione e di passione

    L’artista contemporanea Nunzia Romeo sta compiendo un percorso creativo di interessante e stimolante evoluzione, di intraprendente ricerca, che si snoda e si dipana attraverso un’esperienza pittorica portata avanti sull’onda e nella scia di un’autentica, fervida e viscerale vocazione e di un’ispirazione pura e incondizionata. La pittura per la Romeo diventa una vera e propria esperienza plurisensoriale e multisensoriale, che la coinvolge in toto, mente, cuore e anima. La ratio e la passione si legano saldamente e si fondono insieme ad intreccio per guidarla e accompagnarla quasi prendendola per mano, affinché possa orientarsi e dirigersi in una ricerca sempre equilibrata e bilanciata, che sfocia in soluzioni fortemente e intensamente evocative e rievocative, dove coesistono insieme perfettamente in alchemica armonia. Lo slancio emotivo ed emozionale vibrante e pulsante, che la incalza nel modus pingendi viene dunque accorpato alla riflessione analitica ponderata. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le virtuose qualità artistiche della Romeo ha così commentato spiegando: “La pittura di Nunzia è vivace, frizzante, dinamica, spinta e sospinta da uno stimolo intimo profondo, che viene ad emergere e si palesa in modo travolgente e al tempo stesso viene convogliato e filtrato attraverso la componente razionale e ragionata. Ecco, perché Nunzia non procede mai affidandosi alla casuale improvvisazione e tanto meno allineandosi a situazioni istintuali del momento e non controllabili. Ogni suo gesto diventa come un simbolico rituale impeccabile e si traduce in una sorta di fusione, che viene immessa nella narrazione scenica e la completa e la integra rafforzandone e avvalorandone il potere espressivo e comunicativo. Nunzia non è assolutamente asservita a dogmi rigidi e rigorosi e tanto meno a imposizioni dottrinali e accademiche troppo ferree e intransigenti. Rispetta le lezioni fondamentali e gli insegnamenti di valore impartiti e tramandati dalla tradizione e sempre validi e attuali ai giorni nostri. Ma riesce a ricavarsi una propria esclusività distintiva e una propria qualificante identità e identificabilità. Sono certa, che Nunzia ha ancora tante preziose risorse da offrirci e che saprà stare sempre al passo con i tempi ed avere un carisma artistico accattivante. Il suo elevato spirito di condivisione diventa uno strumento importante per coinvolgere lo spettatore e conquistare da subito la sua attenzione e curiosità e questo aspetto è senza dubbio un plus valore aggiunto ragguardevole della sua profonda e intensa poetica”. La Romeo è stata ufficialmente selezionata per partecipare al prestigioso Premio Vittorio Sgarbi. Questa pregevole iniziativa diventa un ulteriore step per aumentare la sua autorevolezza e le sue credenziali e la colloca di rimando all’interno di un circuito selettivo di calibro e di caratura.

  • La pittura di realtà visionaria di Nunzia Romeo

    Perché quello che vediamo è un guizzo di fiamma. È tutto ciò che resta per dileguarsi all’ombra, per consegnarsi al vero” (Apocrifo platonico). Quando si parla di realtà e di irrealtà nell’ambito artistico bisogna sempre fare delle premesse di specificazione a monte. Nel linguaggio comune la realtà viene spesso confusa e identificata con l’insieme dei fatti, delle circostanze, delle vicende, delle situazioni. Secondo la fisica subatomica gli alberi, le rocce, l’acqua e tutti gli oggetti in generale che interagiscono con la nostra dimensione quotidiana, così come le stesse persone, possiedono un flusso di vibrazioni energetiche intense. La fenomenologia esorta invece a cogliere nel nostro giudizio l’essenza di ciò che vediamo, liberandoci dai freni e dai blocchi concettuali, convenzionali e conformistici. La realtà ha una propria storia, un linguaggio precipuo, che è anche la nostra storia del nostro vedere, del nostro sentire e della nostra capacità di osservazione. Alla luce di queste articolate e autorevoli riflessioni la Dott.ssa Elena Gollini ha evidenziato alcuni punti salienti, che appartengono alla visione artistica di Nunzia Romeo. In particolare, ha dichiarato: «La registrazione espressiva di Nunzia, che coglie e accoglie il concetto di realtà dell’arte diventa una sorta di sfida a rileggere e rivedere la storia della visione e della visionarietà. Nunzia ci mostra come nella sua pittura la sfaccettata componente del realismo figurale viene collegata e coniugata ad una peculiare componente soggettiva. Per Nunzia la realtà nella sua sfera di complessità e di totalità è e resta qualcosa di inafferrabile e deve essere modellata e modulata secondo criteri che in ogni epoca, in ogni stile e in ogni artista diventano aspetti e tratti soggettivanti e perciò stesso anche variabili e mutabili a seconda della particolare condizione spirituale e introspettiva e della particolare sensibilità individuale emotiva ed emozionale del momento. Nunzia vuole dare risalto in toto al cosiddetto “teatro dell’anima” inteso come il moto dell’anima che aspira, brama e anela a un senso di verità inconfutabile. La pittura di Nunzia si traduce in una visione dove l’occhio sa cogliere la realtà delle cose sia esteriore sia interiore, sia formale sia sostanziale. Scriveva il geniale Leonardo Da Vinci: “Fai le figure in tale atto il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’animo. Altrimenti la tua arte non sarà laudabile”. Ecco, dunque l’equilibrio raggiunto perfettamente da Nunzia: verità esteriore e verità interiore coesistenti e coese. Nunzia mantiene la prospettiva e l’atmosfera tipica della visione figurale senza mai perdersi in una pedissequa emulazione copiativa e fotografica e senza mai perdersi in una descrizione statica e cristallizzata. Il suo orientamento genera immagini compiute e autonome, che acquistano e assumono vita propria. La sua è una pittura meditata e riflessiva, che si concentra nell’affinare e nel perfezionare la resa spaziale strutturale per ottenere un effetto immediatamente impattante e piacevolmente gradevole. Riesce molto bene a gestire la fusione armoniosa di luce e colore, alternando il tripudio cromatico alle sfumature chiaroscurali e producendo un’effusione e un afflato permeante e avvolgente, che attira e attrae fin dal primo sguardo. Nunzia parte dall’oggetto/soggetto per arrivare ad un’immagine estrapolata e rivisitata in modo sempre convincente, approdando a composizioni di indiscussa raffinatezza e garbata eleganza. La superba riflessione creativa di Nunzia trova sostegno e supporto anche nella psicologia e nella filosofia esistenziale e ne assorbe elementi importanti, che vengono traslati dentro lo scenario con un registro simbolico e metaforico molto stimolante. La variante tradizionale della costruzione della bellezza artistica si riassume nella sua sintesi pittorica, che diventa il perfetto connubio di passato e presente guardando già però avanti al futuro e al futuribile». La Romeo è stata selezionata all’interno del circuito di artisti contemporanei che parteciperanno all’importante Premio Vittorio Sgarbi. Questo evento è certamente un ulteriore fiore all’occhiello nel suo meritevole percorso di evoluzione artistica.

  • L’artista Roberto Re conclude alla grande il 2020 e si prepara al 2021 con tanta energia creativa

    Roberto Re tra gli artisti contemporanei, sta compiendo in modo molto oculato e selettivo le scelte migliori, quelle che gli consentono di ottenere esiti ottimali e di proseguire con abnegazione convinta e motivata il suo percorso creativo all’interno del comparto dell’Informalismo pittorico”. Così la Dott.ssa Elena Gollini rimarca i positivi e meritati traguardi raggiunti da Re durante questo anno quasi arrivato alla sua conclusione. E ancora tiene a sottolineare: “Questo anno ha fatto davvero da spartiacque per il mondo artistico culturale e ha messo a dura prova l’intero comparto dell’arte contemporanea. Re da temerario gladiatore ha saputo superare e oltrepassare lo stress e la tensione emotiva provocati dalla diffusione della pandemia Covid-19 e ha dato il meglio di sé, senza remore e senza riserve. Dinanzi alla sua produzione così corposa e qualitativamente molto valida non posso che lodare ed elogiare la sua volontà ferma e la sua forza coraggiosa. Parecchi artisti purtroppo si sono bloccati e arenati e hanno trascorso il 2020 con gravi blocchi creativi ancora non superati, mentre Roberto perseverante e tenace ha dimostrato di essere sempre positivo e propositivo, si è messo in gioco e ha portato avanti i suoi progetti conseguendo risultati ammirevoli. Adesso più che mai in questo periodo storico e sociale abbiamo bisogno di figure come la sua, di artisti per vocazione autentica, che non si fermano davanti a niente e divulgano dei messaggi collettivi in nome e a favore dell’arte e della cultura. Auguro a Roberto di proiettarsi verso il 2021 con la stessa voglia di fare e di sperimentare, con il desiderio di condividere il suo fervore creativo e di utilizzare la sua arte come medium, come tramite, come strumento prediletto per fare da aggregante e da collante comunitario. Roberto altruista per natura e generoso per indole, sono certa che anche nel 2021 sarà un esempio a modello di artista prodigo nel rendersi portavoce di un’arte messaggera di pensieri e di sentimenti incontaminati e incondizionati e nell’essere convinto fautore di un’arte all’insegna della comunione-unione. Auguro ancora al caro Roberto di rimanere sempre positivo, di essere sempre avulso da ambiguità fuorvianti che troppo spesso inquinano e rovinano l’arte e di rimanere sempre aperto alla ricerca creativa in modo arricchente e costruttivo”.

  • Daniel Mannini: la sua arte in continua sperimentazione

    La pittura per Daniel Mannini si materializza e prende vita attraverso il multiforme e variegato concetto di astratto e di astrazione, che concede una versatile libertà alla fantasia creativa e alla sfera della componente immaginifica, nonché alla dimensione dell’inventiva”. La Dott.ssa Elena Gollini sottolinea così lo stimolante imprinting dell’approccio creativo di Daniel Mannini, promettente e intraprendente pittore contemporaneo, certamente ben inserito e ben allineato nell’evoluzione attuale dell’arte contemporanea e pronto a cimentarsi anche verso le prospettive e le proiezioni future e futuribili. Inoltre, ha aggiunto rimarcando: “Attraverso la produzione informale e non convenzionale realizzata da Daniel è possibile addentrarsi e penetrare a fondo dentro il suo paradigmatico mondo interiore, che si manifesta ed emerge in modo vigoroso, prorompente, energico, con un’impronta d’ispirazione che coniuga perfettamente la parte istintiva e inconscia con quella razionale e ragionata. La formulazione compositiva elaborata da Daniel appare sempre dirompente e convincente, con un intercalare incalzante di moduli e di sequenze strutturali, di palinsesti sempre equilibrati, seppur gestiti in modo spontaneo e scevro da inibizioni e costrizioni. Il gesto e l’atto creativo non sono mai forzati da movimenti imposti, ma vengono lasciati fluidamente dinamici e consentono di accentuare non soltanto la fase esecutiva materiale, ma anche quella non immediatamente visibile e percepibile, scaturita e generata dal coacervo di sentimenti, sensazioni, pathos emozionale, offrendo un’esplosione in commistione ad intreccio, una corposa alchimia di vitalità e di forza comunicativa. Per Daniel la rappresentazione deve possedere una propria vita intima e intrinseca e deve trasmettere e trasferire all’esterno senza trattenere nulla, deve essere un terreno fertile e fecondo verso il quale lo spettatore può incedere e può accostarsi con autentica propensione e nel quale può simbolicamente seminare e fare germogliare i frutti delle proprie riflessioni, dei propri pensieri anche più reconditi e ancora inespressi. Per Daniel l’arte deve tramutarsi in un’incontenibile forza trainante e deve consentire al fruitore di esplorare ex novo, di scoprire in modo inaspettato e inatteso, di imparare a far uscire allo scoperto anche quell’ego profondo inconscio ancora non palesato e non manifesto. Per Daniel l’arte deve poter infondere positività e speranza, deve offrire un sogno ideale, anche a chi ha smesso di sognare e deve ritrovare quella preziosa capacità di evasione visionaria, che fa tanto bene alla mente, al cuore e all’anima”.

     

     

  • Davide Romanò: un 2020 vissuto nell’arte e per l’arte

    Davide Romanò funambolico idealista dell’arte ha vissuto un 2020 ricco di ispirazione e alimentato da pulsioni creative genuine, che la diffusione mondiale della pandemia Covid-19 non ha minimamente scalfito. Infatti, Romanò ha trascorso un anno di intensa attività sperimentale e di ricerca incalzante, ha portato in luce e realizzato un’interessante produzione pittorica, di notevole e acclarata qualità formale e sostanziale ha scelto la strada di combattente in prima linea portavoce di un messaggio di tutela e di salvaguardia dell’intero comparto artistico e di tutti coloro che ne fanno parte e che amano l’arte in modo viscerale proprio come lui. Artefice e sostenitore di un’arte affrancata dalle contingenze inquinanti e depauperanti del mondo esterno, ne rivendica una sublimazione universale, come una sorta di giusta e meritata rivalsa de iure e de facto. Con la sua arte pittorica Davide è fautore di uno stile narrativo e di una cifra stilistica subito riconoscibile, che non si appoggiano a nulla di già banalmente scontato e di pedissequamente visto, ma trovano una propria nicchia preferenziale dove aprire un varco e fare breccia per ottenere soluzioni inedite, innovative e sui generis”. Ecco come la Dott.ssa Elena Gollini spiega le caratteristiche e le componenti connotative salienti dell’arte pittorica di Romanò. Inoltre, afferma: “Davide diventa un tramite importante nel contesto artistico attuale, perché ha davvero a cuore non soltanto le dinamiche specifiche della sua pittura, ma anche quelle di tutto l’apparato creativo contemporaneo. Infatti, lavora e si prodiga con grande rispetto, con grande correttezza, con irreprensibile etica e senso morale. Non segue mai la corrente facendosi trainare e trasportare da espedienti ambigui, ma conserva una propria integrità, ed è integerrimo a qualunque costo. Questa sua lodevole onestà intellettuale lo nobilita e nobilita il suo fare artistico e lo eleva qualitativamente, a prescindere dall’indiscussa valenza delle opere. Davide anche in questo 2020 si erge a difensore paladino dell’arte e a lottatore combattente e combattivo. Desidero sinceramente complimentarmi con lui e augurargli un 2021 altrettanto fertile, fecondo e produttivo, che possa infondergli ancora più carica ed energia. Adesso più che mai sono gli artisti come Davide, che tengono alta la bandiera e il vessillo dell’arte contemporanea con assoluta e indefessa dedizione e con quella devozione solenne e sacrale, che proviene dal cuore e dall’anima di un vero autentico uomo-artista per vocazione”.

  • Roberto Re: un 2020 di grandi soddisfazioni artistiche

    L’artista Roberto Re può senza dubbio considerarsi molto compiaciuto e soddisfatto per questo anno 2020 e nonostante la diffusione incalzante della pandemia Covid-19 ha continuato imperterrito e imperturbabile nella sua ricerca sperimentale e ha portato avanti con decisa e sicura determinazione il suo percorso creativo. Un motivo ancora in più per essere davvero appagato e gratificato dalla sua fervida vena d’ispirazione. La Dott.ssa Elena Gollini, che lo supporta nella promozione mediatica e nella comunicazione promozionale ad personam, ha voluto esprime alcune considerazione a riguardo dichiarando: “Mi complimento sinceramente con Roberto, perché nonostante questo anno così gravoso e difficile a livello psicologico per tutti quanti noi, ha saputo tenere ben alto il vessillo dell’arte e attraverso la sua pregevole pittura ha saputo trasmettere e trasferire nelle sue originali ed eclettiche composizioni dei contenuti speciali di elevata qualità sostanziale, oltre che formale e ha saputo mantenere una padronanza narrativa di spessore accompagnata dalla capacità di sfruttare e utilizzare al meglio le molteplici risorse comunicative profuse dal colore blu, eccelso nelle sue virtù spirituali e sublime nel suo fascino ammaliante e senza tempo. Approdando con grande slancio alla ricerca sul colore blu, Roberto ha avvalorato ulteriormente la sua preparazione doviziosa e la sua formazione certosina e ha compiuto un’evoluzione fondamentale nella produzione pittorica. Inoltre, in parallelo ha intrapreso anche uno step importante, collegando e fondendo la sua arte al concetto di moda creativa, di moda ad arte, di creazione artistica da indossare e da utilizzare in modo funzionale. Il concetto attualissimo di arte da indossare è diventato davvero incisivo, qualificando l’arte come cosmopolita e al passo con le tendenze contemporanee. Roberto cogliendo questa ghiotta occasione ha messo a disposizione alcune sue opere mirate e scelte ad hoc e l’immagine di esse è stata impressa su eleganti borse, raffinati portafogli, ma anche su mascherine, ciabatte mare, occhiali da sole, nonché su borracce e altri oggetti di uso quotidiano. Questo mix di iniziative ha contribuito certamente a testimoniare in modo visibile e tangibile la serietà delle finalità e dei traguardi prefissati e raggiunti da Roberto, che ha visto la sua arte ottenere meritati riconoscimenti, consensi e riscontri e si protende verso il 2021 con altrettanto trasporto e con una sferzante e vibrante carica di energia positiva e di belle speranze”.