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  • Spoleto Arte: intervista a Gino Maria Sambucco, protagonista del servizio al Tgcom24

    L’Anima della roccia, questo il titolo del servizio di Tgcom24 sul fotografo friulano Gino Maria Sambucco, artista dell’ass. Spoleto Arte presieduta da Salvo Nugnes, lo scorso 19 marzo. Incuriositi dai suoi scatti e dalla sua simpatia, abbiamo voluto fargli qualche domanda.

    D: Recentemente è uscito un servizio del Tgcom24 su di lei e le sue fotografie nella rubrica dedicata all’arte ai tempi del Coronavirus. Cosa ne pensa e come si sente?

    R: Penso che questa sia una delle ottime iniziative che servono a distrarre un po’ dallo stress di stare continuamente a casa per tanto tempo. Di sicuro le particolari foto delle Dolomiti e del Nordest gioveranno a questo scopo, oltre che a pubblicizzarle per quando terminerà l’emergenza sanitaria. Sfruttare per questi motivi la mia arte mi fa stare bene. Mi rendo conto che sarà un piccolissimo contributo, ma è già qualcosa, e tanti di questi contributi messi insieme faranno la differenza.

    Gino Maria Sambucco
    Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes davanti alle foto di Gino Maria Sambucco

    D: Lei ha preso in mano giovanissimo la macchina fotografica. C’è un modello a cui è particolarmente affezionato o qualcosa che ricorda con particolare piacere?

    R: Ho ereditato la macchina fotografica da mio padre quando non c’erano ancora le foto a colori. Quando finalmente sono arrivate, ho immortalato gli uccellini che ho sempre allevato e mi sono reso conto di quanto si migliora in poco tempo. Poi, durante il servizio militare, con delle piccole Polaroid ho portato a casa parecchi ricordi. In quel periodo sono arrivate anche le videocamere che registravano filmati di 5 minuti e alla fine degli anni Ottanta avevo una videocamera con nastri che duravano mezz’ora per lato e allora mi sono filmato tutto il mio comune di Codroipo. Tutte le vie, casa per casa, e tutto il territorio.

    D: In passato ha realizzato anche degli MMS con le immagini del suo Friuli. Qual è il suo rapporto con la tecnologia?

    R: Dovrei partire da prima degli MMS per spiegare questa passione. Vede, nel 1997 è comparsa nei cieli del Friuli la bellissima stella cometa Hale-Bopp. Mai vista una cosa simile a memoria d’uomo, a dir poco fantastica. Rincorrendola nelle notti terse, mi ha dato il tempo di fotografarla accanto o sopra tutte le torri, i campanili, i monumenti importanti che mi circondavano. In quel periodo esposi quelle foto a Mortegliano (UD), sotto il campanile più alto d’Italia. Riscontrai di aver fatto un buon lavoro perché vidi arrivare davanti ai miei quadri fotografi importanti.

    Nel 2003, grazie ai telefoni cellulari, oltre agli SMS era arrivata per tutti la possibilità con gli MMS di spedire per via postale delle cartoline con commenti, saluti ecc. Così io, da bravo filatelico, entro l’anno ho spedito una cartolina per ogni località riportata sull’elenco telefonico del Friuli “Terra di risorgive”.

    Gino Maria Sambucco
    Salvo Nugnes e Gino Maria Sambucco

    D: La sua ricerca è divisa in fotografie realistiche e pittografie. Cosa l’ha portata a questa diversificazione? Nel suo lavoro c’è inoltre una forte relazione tra il viaggio e lo scatto. Quanto è importante l’attimo?

    R: Nel Medio Friuli, guardando da Nordovest, l’orizzonte è ricamato dai monti della Slovenia, del Friuli, delle Dolomiti fino ai monti padovani e vicentini. Fin da ragazzo mi sono interessato ai loro nomi e alla loro fisionomia per riconoscerli e viaggiando molto per lavoro ho notato che osservandoli in orari diversi con condizioni climatiche diverse, mostrano dei particolari alle volte curiosi, specie per me che ho un carattere allegro e scherzoso.

    Mi porto appresso sempre la macchina fotografica perché credo fermamente nella capacità di sorprendere l’istante. Così ho iniziato a costruire “Mitici e Dolomitici” con migliaia di fotografie. Negli ultimi anni le fotocamere dispongono di un sacco di tecnologia, c’è la possibilità di ravvivare i colori, di dare tonalità diverse, fare immagini posterizzate… Con queste nuove funzioni si possono ottenere immagini reali con colori e sfumature irreali. Con l’esperienza le accentuo o attenuo finché vedo che mi piacciono, allora scatto e ottengo le mie pittografie che stimolano la fantasia e la condivisione.

    D: Ha dei modelli di riferimento oppure la natura è la sua insegnante?

    R: Le mie insegnanti sono la natura e la continua attenzione alla tecnologia che ci permette di sperimentare sempre di più.

    D: Lo scorso anno ha esposto in numerose città con Spoleto Arte e tenuto due personali, una a Belluno, l’altra alla Milano Art Gallery (MI). Qual è ora la sua prossima mossa?

    R: Nel  2019 ho partecipato con soddisfazione a parecchie mostre. Quest’anno intanto sono fermo per l’emergenza sanitaria del Covid19 che si spera termini al più presto… Poi vedremo dove ci porterà questo imprevedibile mondo.

    D: Rispetto alla pittura, alla scultura, ai video o alle installazioni che cosa può offrire la fotografia oggi?

    R: Tutte le arti sono importanti perché documentano, raccontano situazioni, stimolano l’interpretazione, dimostrano l’abilità umana… Anche la fotografia deve avere tutte queste peculiarità, più quella dell’immediatezza.

  • Al Tgcom24 Gino Maria Sambucco della scuderia di Spoleto Arte

    Gino Maria Sambucco, biofornaio per professione, fotografo per passione, sarà protagonista del prossimo appuntamento firmato Tgcom24 e dedicato all’arte ai tempi del Coronavirus. A unire pane e foto l’unicità della cornice in cui vive e lavora: la montagna. Una montagna che ha lasciato il segno alle mostre organizzate da Spoleto Arte.

    Gino Maria SambuccoGino Maria Sambucco

    Ed è proprio la natura che costituisce l’elemento imprescindibile per la produzione dolciaria e di panetteria di ordine biologico. Un campo, quello della panificazione, tramandato da generazioni in famiglia e che ha deciso di abbracciare con lo stesso cuore genuino con cui si rivolge alle vette. La scintilla per queste ultime scatta ai tempi del liceo e da allora l’artista si dedica con fervore a immortalare la storia e il paesaggio della sua terra.

    Codroipo, Udine e Belluno guadagnano il podio per numero di scatti, tuttavia Sambucco ha già pensato di estendere la sua ricerca al Friuli e al Trentino, avanzando nella conquista tutta personale delle Dolomiti. Ma, forse, così personale poi non è. Le sue fotografie infatti non hanno come unico scopo quello documentaristico, puramente descrittivo. Non vogliono essere solamente “rimirate”.

    La magia della foto

    A dominare il gesto con cui decide di fotografare le montagne è il rischio che scompaiano, che la magia di quell’istante vada perduta per sempre. Ma, più ancora del timore, è l’amore sconfinato per le alture che gli fa notare il lato positivo, giocoso con cui ci si può avvicinare tanto alla fotografia quanto alla natura. Nei tratti scoscesi, nei profili che si stagliano tra le luci e le ombre, tra le nuvole e la neve, vivono personaggi divini, contemporanei, fiabeschi. Le Dolomiti svelano storie preziose tutte da interpretare. Ed è la gioia di queste epifanie che ha portato Sambucco alla condivisione di questi attimi di pura meraviglia.

    Con l’utilizzo delle fotocamere digitali, l’aspetto più giocoso si fa sentire maggiormente perché “si possono ottenere effetti simpatici e pieni di colore che attirano l’attenzione”. Ecco allora che la sua ricerca fotografica si divide in realistica e in pittografia, con la quale scopre altri soggetti oltre alle montagne. D’altro canto la sua lungimiranza valica senza timori il regno della realtà, per lasciarsi trasportare dall’immaginazione… Sambucco spera infatti che “la nostra fantasia possa interagire con la tecnologia per darci immagini ben definite, anche in 3D, e ologrammi per raccogliere quanto la stupefacente natura ci offre in modo da fonderlo con l’inventiva”. Se il tutto avviene tramite fotocamera, tanto meglio.

  • Belluno: splendido vernissage per il fotografo Sambucco all’Hotel Astor

    Ieri, domenica 21 luglio, si è confermato il successo che ha portato il fotografo Gino Maria Sambucco a proporre la sua personale Oltre alla realtà, la fantasia al prestigioso Hotel Astor di Belluno, in piazza dei Martiri 26/E. L’appuntamento, organizzato da Spoleto Arte a cura del prof. Vittorio Sgarbi, è stato presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes.

    L’artista che immortala le Dolomiti in una serie di scatti innovativi e poetici, rientra in Friuli dopo un tour che l’ha visto protagonista lo scorso 5 luglio presso la Casa della Musica a Grado, dove gli è stato conferito il Premio Pasolini. Questo l’ultimo dei riconoscimenti che da tempo coinvolgono da vicino il fotografo. Gino Maria Sambucco infatti, proprio oggi, lunedì 22 luglio, è direttamente interessato nel finissage della mostra internazionale Spoleto Arte, presentata dal prof. Vittorio Sgarbi il 29 giugno. Nella storica sede spoletina, il Palazzo Leti Sansi, l’artista ha esposto ben 14 dei suoi scatti. Inoltre, c’è da ricordare che questa personale, Oltre alla realtà, la fantasia, è stata proposta al pubblico bellunese, e non solo, a seguito del successo avuto presso la storica galleria milanese, la Milano Art Gallery, la scorsa primavera, che gli ha garantito una proroga.

    Un’ascesa continua, dunque, che conduce il nostro artista a spostarsi sul territorio italiano per promuovere quel progetto nato per passione e che invece diventa oggi un vero inno alla maestosità delle vette.

    Scrive così Salvo Nugnes a proposito del fotografo di Codroipo: «Il legame che Gino Maria Sambucco sente di avere con i suoi monti e, in particolare, con le Dolomiti, viene trasposto in innumerevoli scatti e in quelle da lui definite “Pittografie”. Lasciandosi condurre dall’immaginazione, è possibile scorgere sulle vette o sui versanti i volti di personaggi come Trump o un gigantesco anatroccolo. Ma, al di là del gioco divertente e coinvolgente che viene a instaurarsi con l’osservatore, vi è lo sguardo attento di chi sa già cogliere dalla natura una composizione d’arte, che completa attraverso la lavorazione digitale per risaltare determinate sensazioni attraverso espressive tonalità».

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Gli appuntamenti di Spoleto Arte a cura di Sgarbi: Sambucco inaugura la sua personale a Belluno

    Rientra in Friuli il fotografo di Codroipo che ha incantato Spoleto con gli scatti delle sue vette. Alle 18 di domenica 21 luglio infatti Gino Maria Sambucco inaugurerà la sua personale dal titolo Oltre la realtà, la fantasia in piazza dei Martiri 26/E, all’Hotel Astor di Belluno. L’artista, tra i partecipanti alla rassegna d’arte internazionale Spoleto Arte, quest’anno presentata dai professori Vittorio Sgarbi e Francesco Alberoni e visitata da molti grandi personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, è conosciuto per le sue fotografie dedicate alle Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO. Già a marzo, alla Milano Art Gallery, la sua mostra Oltre la realtà, la fantasia, aveva dimostrato quanto forte fosse il legame tra Sambucco e la sua terra, sollevando l’attenzione di pubblico e stampa, culminato lo scorso 5 luglio con il conferimento del Premio Pasolini a Grado.

    La mostra Oltre la realtà, la fantasia, presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, manager di grandi personalità, e organizzata da Spoleto Arte, raccoglie tutto il percorso artistico di Sambucco, partendo dall’idea iniziale di mostrare al visitatore un “volto” diverso delle sue amate vette. Questo perché immaginazione e divertimento vanno a braccetto nella logica del fotografo, che, appena può, immortala quei giochi di luci e ombre che si creano sui pendii, quei profili e quei contorni delle cime che fanno credere di scorgere un viso, un animale di roccia e neve. I suoi tour l’hanno portato poi, nel 2016, a coniare il titolo “Mitici&Dolomitici”, un nome a cui affiderà la fortuna di molte sue mostre e sotto cui raduna migliaia di scatti e non solo, visto che c’è ora anche l’omonimo gruppo. Principalmente dedicata alle Dolomiti, l’esposizione all’Hotel Astor si apre anche all’ultimo frangente artistico esplorato da Sambucco: la Pittografia. In tal modo l’orizzonte si amplia, includendo una natura più varia, non limitata solo ai monti.

    Sta di fatto che le immagini proposte dal fotografo friulano suscitano forti emozioni e questo è dovuto anche all’impiego di tecniche digitali che permettono di destare nell’osservatore determinati ricordi, di suscitarne la curiosità, di coinvolgerlo in un gioco di sogni e fantasia.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Proroga per la personale di Sambucco che conquista stampa e pubblico alla Milano Art Gallery

    Viste la grande affluenza di pubblico e la quantità di articoli di stampa usciti sull’esposizione, la Milano Art Gallery di via Alessi 11 è orgogliosa di annunciare la proroga della mostra personale del fotografo friulano Gino Maria Sambucco. Le porte della storica galleria milanese resteranno aperte al pubblico fino a mercoledì 17 aprile 2019 e, al loro interno, si potranno continuare ad ammirare le cime delle Dolomiti e le ultime sperimentazioni del Sambucco, da lui definite “pittografie”.

    Oltre alla realtà, la fantasia, è stata presentata lo scorso 27 marzo dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes e dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Tenendo a mente lo scopo principale, quello di divertire il visitatore stimolandone la fantasia, l’esposizione che ha denotato un grande successo di stampa e pubblico, mira a portare alla nostra attenzione sul modo con cui osserviamo il mondo che ci circonda.

    Lo sa bene Vanni De Conti, artista amico di Gino Maria Sambucco, che ha rilevato una particolarità degli scatti del maestro, quelli che evidenziano la presenza di volti sui profili e sulle vette delle montagne. Si tratta di pareidolia, un fenomeno che ci fa ricondurre nel nostro subconscio delle forme casuali a un disegno familiare, come ad esempio il volto di una persona. Ecco dunque che le Dolomiti si popolano di visi, di animali, di esseri fantastici nelle foto di Sambucco.

    E commenta così Conti: «Alcune sono sulle cime, quindi basta rovesciare a destra o sinistra la foto, altre si trovano verticalmente sulla roccia viva e sembrano scolpite con martello e scalpello, altre ancora si formano tra neve e vegetazione: queste sono le più effimere e durano il tempo della neve. Altre sono derivate dalle luci e dalle ombre a certe ore del giorno, e per questo sono le più incerte e instabili. A curare questa scoperta, forma d’arte o altro ancora, è Gino Maria Sambucco, un appassionato di fotografie e di montagne che qualche anno fa si è accorto di questo fenomeno e ha cominciato a documentarlo. Sono foto catturate sulle montagne dolomitiche bellunesi, trevigiane e friulane».

  • Milano Art Gallery: vernissage di qualità per il fotografo Sambucco con Roberto Villa e Salvo Nugnes

    I flash erano tutti dedicati al maestro Gino Maria Sambucco ieri, mercoledì 27 marzo, alla Milano Art Gallery. Per il fotografo delle Dolomiti, in via Alessi 11, era giunto infatti il momento di inaugurare la sua personale di fotografia Oltre alla realtà, la fantasia. Presentato dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, Gino Maria Sambucco ha tenuto una vera e propria lezione per i presenti. Ha così raggiunto il suo scopo, quello di divertire attraverso le sue immagini.

    Gino Maria Sambucco alla Milano Art Gallery: Oltre alla realtà, la fantasia

    L’artista friulano, residente a Codroipo (UD), in esposizione fino al 10 aprile con le sue cime, in particolare quelle bellunesi, ha scelto per Oltre alla realtà, la fantasia la storica galleria di Milano. Le pareti della Milano Art Gallery vantano difatti oltre cinquant’anni di incontri artistico-culturali, su di loro sono state esibite le opere di grandi maestri italiani, tra cui Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Arnaldo Pomodoro, Gino De Dominicis, Fausto Pirandello e molti altri.

    Si iscrivono in un tale contesto gli scatti di Gino Maria Sambucco, capaci di esaltare la natura alpina attraverso diverse angolazioni e un’esplosione di colori. Le sue, va ricordato, sono fotografie che comprendono sia il periodo che ha visto la fondazione del gruppo Mitici e Dolomitici che la sua fase di ricerca più recente, dedicata alle “pittografie”. Il raggio d’azione si allarga dunque ben oltre le sue amate montagne.

    Le parole del Maestro

    Nel corso del vernissage il maestro Sambucco ha voluto spiegare così la ragione della sua arte e della personale: «Alle mie immagini cerco di dare un senso ironico, positivo, mai negativo. Ecco, lo definirei giocoso. Vorrei poi che tutti quelli che verranno a visitare la mostra capissero questo scopo. Alla fine è un po’ come inventare delle barzellette e il mio desiderio rimane quello di far sorgere un sorriso, di far divertire attraverso la fantasia. Perché tutti potrebbero vedere quello che ho notato io o scorgere dei riferimenti storici oppure scoprire degli avvenimenti del futuro “leggendo” le mie foto».

  • Milano Art Gallery: l’intervista al fotografo friulano Gino Maria Sambucco

    Un giorno ancora e la mostra fotografica Oltre alla realtà, la fantasia di Gino Maria Sambucco debutterà alla Milano Art Gallery in via Alessi 11, a Milano. Al vernissage il fotografo di fama internazionale Roberto Villa e il manager di volti noti Salvo Nugnes presenteranno l’ultimo lavoro del maestro Sambucco a partire dalle 18 di domani, mercoledì 27 febbraio. Noi di Milano Art Gallery non ci siamo trattenuti e abbiamo voluto strappare al nostro artista qualche informazione in anteprima.

    Maestro Sambucco, il 27 marzo inaugurerà la sua personale Oltre alla realtà, la fantasia. Come si sente? Vuole rilasciarci qualche anticipazione su cosa troveremo alla Milano Art Gallery?

    Certamente sono un po’ emozionato. Il titolo Oltre alla realtà, la fantasia anticipa cosa troveranno gli ospiti e i visitatori. Si tratta principalmente di scatti eseguiti con la mia macchina fotografica, una normalissima Sony che tengo sempre con me, e sono stati effettuati tutti da posizioni che si raggiungono facilmente in automobile, quindi alla portata di chiunque.

    Il suo rapporto con la fotografia e la montagna si sviluppa già in età giovanile. Cos’è stato determinante per far sì che continuasse a coltivare questa sua passione?

    Da studente, quando le giornate erano belle e terse, salivo sul Castello di Udine e sul balcone della scala nord del palazzo trovavo ad aspettarmi la piastra metallica che indica direzione e nomi di tutti i monti che si vedono: il Tricorno ad Est, tutto il Nord fino al Monte Grappa ad Ovest. Mi piaceva ricordare i nomi e le forme per poi riconoscerne le cime anche dalle varie località del Friuli che frequentavo andando a giocare le partite con l’Associazione Calcio Codroipo.

    Nella mostra sono presenti anche delle pittografie. Vuole parlarci di questa sua ultima sperimentazione?

    Da alcuni anni con la nuova macchina fotografica ho la possibilità di usare le nuove funzioni che permettono di avere immagini in bianco e nero o che registrano solo un colore. Tra queste nuove operazioni c’è anche la possibilità di scattare foto color seppia o con colori più marcati, altre posterizzate, che permettono di destreggiarsi coi toni, con aloni più o meno a fuoco che danno la possibilità di avere immagini astratte ma ricavate dalla realtà. Tutti questi scatti io li ho chiamati “pittografie”.

    Perché associa alla fotografia, in alcuni suoi lavori, la parola scritta?

    In tanti miei lavori associo piccole frasi per aiutare chi osserva a capire che cosa vedo io nell’immagine o quali storie il paesaggio ci racconta, quelle che forse ancora non conosciamo.

    Che cosa ritiene sia indispensabile per la fotografia oggi?

    Oggi i giovani fotografano tutto e fanno bene, poi sono sempre ben informati per poter avere a disposizione tutte le novità che la tecnologia sforna in modo inarrestabile, perciò tutto è documentato. Per fare delle fotografie che diano soddisfazione ritengo che sia indispensabile amare la natura, avere un buon bagaglio culturale e tanto buon gusto per saper raccontare e spiegare più cose con uno scatto.

    Per i suoi scatti deve passare diverso tempo a contatto con la natura. È cambiato qualcosa, nel corso degli anni, nel suo modo di osservare il territorio che la circonda? È cambiato il territorio stesso?

    Negli anni il territorio è molto cambiato in pianura e collina perché ci sono sempre più cemento, tralicci, asfalto, viadotti, gallerie e ponti. Le colture sono diverse, gli animali sono calati, gli uccellini sono diminuiti e gli insetti arrivano a ondate. Quello che ho notato con rammarico è che borghi e casali vecchi o stanno crollando abbandonati o sono abitati abusivamente: mancando una vera manutenzione, una cultura che si assuma la responsabilità di preservare la bellezza e la particolarità, tutto è lasciato al degrado.

    Ormai collabora con Spoleto Arte da diverso tempo e tra pochi giorni varcherà la soglia della storica Milano Art Gallery. Come ha avuto modo di conoscere il direttore Salvo Nugnes?

    Col titolo Mitici e Dolomitici negli ultimi anni mi sono deciso a partecipare a qualche mostra fotografica cominciando dalla mia Codroipo, poi Padova, Pordenone, Lignano, Jesolo e, a Vicenza, la signora Lina Zenere mi ha indicato Spoleto Arte per esporre qualche mio lavoro a Spoleto e a Cortina. Quindi sono andato a Bassano del Grappa, negli uffici di Spoleto Arte, a portare le opere per le due mostre, e lì ho conosciuto il direttore Salvo Nugnes e i suoi collaboratori. Ho da subito notato la loro professionalità, tanto che successivamente ho esposto con loro anche a Venezia e a Sanremo. Qualche mese fa inoltre il direttore Salvo Nugnes mi ha fatto visita a Codroipo, alla mia bioforneria, e mi ha proposto questa personale alla Milano Art Gallery.

    Che obiettivo si pone con questa personale?

    Con questa personale mi prendo una bella soddisfazione.

    C’è un messaggio che vuole lanciare a chi verrà a visitare la sua mostra?

    Io auguro a chi vedrà queste opere di potersi divertire “leggendo” le montagne.

  • Il fotografo friulano Gino Sambucco inaugura la sua personale alla Milano Art Gallery

    Alla storica Milano Art Gallery gli incontri avvengono in rapida successione. Infatti, a chiusura dell’esposizione L’Arte delle Donne, aprirà la mostra fotografica di Gino Maria Sambucco, Oltre alla realtà, la fantasia. L’imperdibile appuntamento verrà inaugurato alle ore 18 di mercoledì 27 marzo. L’esposizione verrà presentata in via Alessi 11 dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal manager di noti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo Salvo Nugnes.

    Si passa così da uno sfondo dalle tematiche femminili a  una mostra che ha a cuore il rapporto uomo-natura e, in particolar modo, il ruolo che la mente ha nell’interpretazione di ciò che si osserva. Lo sa bene l’artista Gino Maria Sambucco, grande appassionato di fotografia e cinema, ma soprattutto di montagna.

    L’imprenditore di Codroipo (UD) ha coniato il titolo Mitici e Dolomitici, con il quale nel 2017 presenta al pubblico la sua prima personale. Fonda in seguito l’omonimo gruppo fotografico e oggi sperimenta una nuova via dell’immagine, le pittografie, spaziando oltre le sue amate vette.

    Scrive su queste ultime l’artista Vanni De Conti: «Alcune sembrano poesie, altre preghiere sommesse, altre ancora un canto, il canto del colore. Queste pittografie, atmosfere magiche del digitale, danno sensazioni che non si trovano neanche in pittura. Questa fotografia è un’altra cosa: qui si apre un pittorialismo nuovo, impensabile a fine Ottocento e inizio Novecento. Il digitale ha aperto una porta sull’anima e Sambucco ha colto questa dimensione impalpabile, incodificabile, che lascia immaginare, sognare, fantasticare».

    La mostra resterà aperta al pubblico fino al 10 aprile e sarà visitabile tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a [email protected].