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  • Spese domestiche: ecco quali aumenteranno

    Cosa ci attende nel 2024 sul fronte delle spese familiari e, anche, a conti fatti come è andato il 2023 che si è da poco concluso? Per rispondere alla domanda, Facile.it e Consumerismo No Profit hanno pubblicato la nuova edizione del rapporto* Cara Italia. Dalle bollette ai mutui, dalla telefonia, all’ortofrutta ecco come sono cambiate e come potrebbero cambiare le principali voci di spesa domestica e, cosa ancora più importante, come accorgersi se stiamo spendendo troppo.

    Luce e gas

    Partiamo da una buona notizia: nel 2023 una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha speso tra luce e gas più di 2.100 euro, valore che scende fino a 1.930 euro per chi ha scelto (bene) una fornitura indicizzata nel mercato libero; importi inferiori rispetto al 2022.

    Cosa aspettarsi per il 2024? Il nuovo anno è iniziato con il calo del prezzo delle materie prime, ma non è detto che questo si traduca in una diminuzione delle bollette. Anzi, a gennaio sulle bollette del gas sono tornati l’Iva all’aliquota ordinaria, gli oneri di sistema, è terminato il servizio di tutela per il gas, e solo questa voce ha comportato aggravi fino a 170 euro l’anno per chi non è passato al mercato libero.

    Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando alle migliori offerte a prezzo bloccato disponibili sul mercato, quest’anno la spesa per luce e gas potrebbe superare i 2.600 euro; o 2.300 euro se si opta per una tariffa indicizzata. Tradotto in percentuale, un possibile aumento tra il 20% e il 38%.

    Come capire se si sta spendendo troppo? Tenendo in considerazione tutte le voci che gravano in bolletta, per una famiglia tipo che vuole optare per una tariffa indicizzata, le migliori offerte per l’energia elettrica disponibili oggi hanno un prezzo compreso tra 0,26 e 0,33 euro al kWh; per il gas tra 1,14 e 1,26 euro/smc.

    Per chi invece vuole la certezza di una tariffa bloccata, le migliori offerte per l’energia elettrica hanno un prezzo compreso tra 0,32 e 0,36 euro al kWh; per il gas tra 1,29 e 1,44 euro al smc. Se attualmente paghiamo di più, il consiglio è di valutare l’offerta di altri fornitori.

    Crescono gli importi recuperati a seguito dei reclami. Nota a margine: gli italiani sono sempre più attenti alle spese domestiche e questo è confermato anche dai dati ARERA analizzati da Consumerismo No profit, da cui emerge che nel primo semestre del 2023, grazie ad un aumento dell’uso dello strumento della conciliazione (+43%), gli importi recuperati dai clienti a seguito di una contestazione sono arrivati a circa 8 milioni di euro.

    Mutui

    Il 2023 è stato caratterizzato da un aumento dei tassi; secondo le simulazioni di Facile.it, la rata di un mutuo variabile medio sottoscritto a gennaio 2022 (126.000 euro in 25 anni, LTV 70%) alla fine dello scorso anno era salita di oltre il 60%.

    Cosa aspettarsi per il 2024? Ancora una volta ci sono buone notizie; la prima è che, salvo imprevisti, la situazione sul fronte dei tassi variabili dovrebbe continuare a migliorare. Chi ha questo tipo di finanziamento potrebbe vedere le prime riduzioni già all’inizio dell’anno; analizzando le aspettative di mercato, Facile.it ha stimato che la rata del mutuo medio sopra indicato potrebbe diminuire di circa 10 euro nel secondo trimestre, arrivando entro fine anno ad un calo di quasi 100 euro (-13%).

    Buone notizie anche per i tassi fissi; sul finire del 2023 gli indici sono tornati a scendere e questo ha rilanciato l’offerta dei mutui surroga da parte delle banche. Prendendo in esame il mutuo variabile sopra indicato, guardando alle migliori offerte di surroga presenti oggi sul mercato, il mutuatario potrebbe passare al tasso fisso riducendo la rata di oltre il 20%. Meglio approfittarne il prima possibile, perché non è detto che gli indici restino su questi livelli a lungo.

    Quale mutuo scegliere oggi? Per chi vuole sottoscrivere oggi un finanziamento per l’acquisto della casa, il tasso fisso rappresenta un ottimo punto di partenza: considerando il mutuo standard, i migliori tassi (TAN) vanno da 3,10% a 3,30%, con una rata mensile intorno ai 615 euro. Se la vostra banca vi propone valori più alti, potrebbe avere una politica di tassi poco conveniente; meglio verificare l’offerta di altri istituti di credito, tenendo sempre in considerazione che la durata del finanziamento richiesto e il rapporto mutuo/valore immobile possono incidere notevolmente sulle condizioni

    I variabili oggi costano più dei fissi e i migliori tassi (TAN) variano tra il 4,66% e il 4,90%, con una rata di partenza vicina ai 715 euro; scegliere questa opzione vorrebbe dire scommettere su un calo in futuro.

    Prestiti

    Anche il settore dei prestiti personali ha visto un lieve aumento dei tassi di interesse; secondo l’analisi di Facile.it, per un finanziamento standard da 10.000 euro in 5 anni, il tasso medio (TAN) offerto online a gennaio 2024 è arrivato all’8,51% (era 8,12% un anno fa), con una rata pari a 209 euro.

    Cosa aspettarsi dal 2024? Difficile fare previsioni, ma di sicuro saranno determinanti le decisioni di politica monetaria della BCE. Se l’inflazione, e con essa i tassi della Banca Centrale Europea, dovessero tornare a scendere, non è da escludere che nel medio periodo anche le condizioni offerte dalle società di credito possano beneficiare del calo.

    Come orientarsi nella scelta? Le società di credito possono applicare condizioni più o meno favorevoli in base al profilo del richiedente; migliore sarà la valutazione, più basso potrebbe essere il tasso. Se avete tutte le carte in regola e cercate un prestito, tenete a mente che per un finanziamento standard (10.000 euro in 5 anni) se si cerca bene è possibile trovare offerte con un TAN vicino al 6%. Occhio sempre anche al TAEG, che rappresenta il costo complessivo del prestito; in questo caso, un buon tasso di riferimento varia tra 8% e 10%.

    Telefonia mobile e internet casa

    Sul fronte della telefonia mobile e fissa, le tariffe per chi vuole cambiare operatore sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno e non ci si aspetta che scendano ulteriormente nel 2024. Bisogna però bene fare attenzione ai cosiddetti adeguamenti automatici all’inflazione, una clausola che alcuni operatori hanno introdotto di recente nelle condizioni contrattuali della telefonia mobile e che potrebbe prevedere rincari fino al 10% già nel 2024.

    Come capire se si sta spendendo troppo? Secondo l’analisi di Facile.it, per una connessione internet casa con tecnologia fibra, considerando un arco temporale di 24 mesi, un buon canone si aggira, in media, intorno ai 26 euro al mese, valore che include anche i costi accessori (come, ad esempio, l’una tantum per l’attivazione). È possibile risparmiare un po’ se si opta per un unico fornitore mobile-fisso; in questo caso il canone mensile può scendere sotto i 23 euro. Attenzione a quando si confrontano le offerte; in alcuni casi la tariffa viene scontata per i primi mesi di contratto, per poi aumentare, e questo va tenuto in considerazione nel calcolo complessivo della bolletta, così come tutte le voci extra eventualmente richieste.

    Per la telefonia mobile, invece, per una nuova SIM si spendono, in media, 7 euro al mese, con inclusi più di 120 GB, ma se si cerca bene e non serve un traffico dati così elevato è possibile trovare offerte che partono da 4 euro al mese (e 20 GB). Attenzione, quando si cambia operatore, al costo di attivazione della nuova SIM che, in alcuni casi, può arrivare anche a 10 euro.

    Conti correnti

    Come rilevato da Consumerismo No Profit guardando agli ultimi dati di Bankitalia, la spesa per la gestione di un conto corrente è aumentata del +31% in un arco di 5 anni, in contrasto con una sia pur inarrestabile inflazione del +11,6% nello stesso periodo.

    Nel 2022, la spesa media annuale per il conto corrente è salita di 9,3 euro, raggiungendo un totale di 104 euro; nel 2017 la spesa di gestione di un conto si attestava a 79,4 euro. Ciò implica un aumento medio del 31% nei costi sostenuti dai correntisti nel corso di 5 anni, con una spesa complessiva cresciuta di 24,6 euro.

    Le spese fisse sono passate da 52,8 euro nel 2017 a 72,8 euro nel 2022, registrando un incremento del 37,9%. Allo stesso modo, le spese variabili sono salite da una media di 26,6 euro cinque anni fa a 31 euro, segnando un aumento del 16,5%.

    Questo incremento delle tariffe supera di gran lunga il tasso di inflazione registrato nello stesso periodo, che si ferma al +11,6%. L’orientamento migliore per risparmiare fino al 60% rispetto al conto e-banking tradizionale agganciato ad uno sportello fisico, sostiene ancora Consumerismo No Profit, è quello di aprire un conto on line o presso uno sportello postale.

    Assicurazioni auto e moto

    Il prezzo dell’Rc auto continua a crescere; secondo l’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 618,55 euro, vale a dire il 35% in più rispetto allo scorso anno. Anche per le due ruote il prezzo medio dell’Rc è salito; a dicembre 2023 il valore medio quotato online era pari a 511,97 euro, in aumento del 37% su base annua.

    Cosa aspettarsi per il 2024? All’orizzonte non ci sono segnali di un possibile rallentamento e, con grande probabilità, i prezzi rimarranno alti per tutto il 2024. Di certo, però, c’è che dal 23 dicembre è scattato l’obbligo di assicurare anche i veicoli fermi e custoditi in aree private.

    Come capire se sto spendendo troppo? Il prezzo dell’Rc auto cambia per ciascun automobilista sulla base di alcune caratteristiche personali (la classe di merito, la sinistrosità, il modello di vettura, ecc.), territoriali (la città di residenza) e della polizza scelta, pertanto il premio medio può variare moltissimo tra le province d’Italia; a Udine è inferiore ai 400 euro, a Milano supera i 520 euro, a Roma i 650 euro e a Napoli i 1.000 euro.

    Questi valori possono essere un punto di partenza per capire se spendiamo troppo, ma è bene farsi aiutare da un esperto.

    Carburanti

    Buone notizie sul fronte dei carburanti: l’analisi di Consumerismo su dati del MIMIT, anche nelle prime settimane del 2024 conferma il forte trend ribassista partito dallo scorso settembre, nonostante i fatti internazionali (il conflitto mediorientale o quello nel mar Rosso) che avevano fatto ipotizzare il contrario.

    A dicembre 2023 il prezzo del carburante ha raggiunto questi valori medi: Benzina – 1.773,26 €/1.000 litri (-2.66% su mese), Gasolio auto – 1.739,08 €/1.000 litri (-3.70% su mese), GPL – 722,71 €/1.000 litri (-0.43% mese).

    Ciò vuol dire, per una vettura familiare media che percorre circa 20.000 km all’anno, un risparmio considerevole, visto che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – ad esempio – la medesima vettura diesel risparmierà oltre 10 centesimi a litro, che si trasformano in circa 240 euro anno a vettura. Per una vettura a benzina, invece, il risparmio sale a circa 270 euro l’anno.

    Ortofrutta

    Secondo le ultime rilevazioni elaborate da Consumerismo, tra dicembre 2023 e gennaio 2024 i prezzi all’ingrosso sui mercati dell’ortofrutta hanno subito variazioni sostanziali, principalmente a causa di fenomeni atmosferici tali da aver determinato una forte oscillazione di alcuni prodotti essenziali per le tavole degli italiani.

    Al momento la spesa media a famiglia (con composizione di 4 persone) per frutta e verdura si attesta intorno a 130 euro mensili per un totale 1500 euro/anno circa. Un +14% rispetto allo stesso periodo rilevato lo scorso anno. La frutta incide per il 40% rispetto al totale sugli aumenti.

    In base all’analisi di Consumerismo, aumenta la disponibilità di alcuni prodotti, e quindi la riduzione del prezzo, come ad esempio per le rape; le patate mantengono stabilità e un andamento positivo, con una forte richiesta per il prodotto del Fucino; i finocchi sono abbondanti sul mercato, offerti a prezzi convenienti. E ancora, i prezzi della cicoria ritornano alla normalità, mentre si osserva ancora un trend in aumento per i prezzi delle pere emiliane.

    Il consiglio, considerato il rapporto qualità prezzi è quello di consumare: clementine, arance rosse, kiwi, mele, noci e mandarini. Mentre per gli ortaggi si consigliano cicoria, finocchi, cime di rapa, spinaci e carciofi.* Note metodologiche

     

    Mutui: la stima sull’impatto della variazione delle rate variabili non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo. Le previsioni sull’andamento dei tassi variabili tengono in considerazione i Futures sugli Euribor aggiornati al 19/01/2024

    Energia: la famiglia tipo ha consumi pari a 2.700 kWh e 1.400 smc. La stima sulla spesa energetica 2024 tiene in considerazione le migliori tariffe mercato libero disponibili su Facile.it in data 17/01/2024 e, per le voci di costo definite dall’Autorità (es. oneri di sistema), gli ultimi valori disponibili. Per la tariffa indicizzata, inoltre, sono state usate le previsioni sull’andamento del prezzo delle materie prime fornite dall’European Energy Exchange (EEX) aggiornate al 17/01/2024

    Telefonia fissa e internet casa: analisi realizzata da Facile.it su un campione di circa 100 offerte tra telefonia mobile e fissa disponibili in data 1/01/2024

    Prestiti personali: analisi realizzata da Facile.it su un campione di oltre 2.000 richieste di prestito personale raccolte online

    Rc auto e moto: l’Osservatorio di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 13.390.525 preventivi RC auto e 3.361.643 preventivi Rc moto effettuati in Italia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Ortofrutta: analisi Consumerismo No profit su dati BMTI

  • Nasce l’Osservatorio Nazionale su consumi, prezzi e tariffe

    Facile.it, azienda leader nell’intermediazione e comparazione online, e Consumerismo No Profit, associazione a difesa dei consumatori guidata da Luigi Gabriele, hanno firmato un protocollo di intesa dando vita all’Osservatorio Nazionale sui consumi, prezzi e tariffe (ONAC).

    L’Osservatorio sarà un appuntamento periodico, con cadenza trimestrale, pensato per raccontare ai consumatori e ai media come si evolvono nel tempo i costi delle principali voci di spesa familiare, quali siano le cause dietro la variazione dei prezzi e per fornire, al contempo, suggerimenti e consigli per far fronte agli aumenti e, più in generale, risparmiare sulle spese domestiche.

    L’obiettivo è quello di spiegare in modo semplice ed efficace, attraverso numeri e analisi, come cambiano le spese di casa e dare ai consumatori strumenti di conoscenza per fare scelte consapevoli in materia di finanza personale e per riempire il carrello della spesa in modo saggio.

    Al contempo, l’Osservatorio mira ad offrire all’opinione pubblica, alla politica e ai media una lente di ingrandimento capace di rilevare ed esaminare eventuali trend e fenomeni legati al mondo delle spese domestiche.

    «Siamo contenti di questo nuovo progetto al fianco di Consumerismo No profit», commenta Maurizio Pescarini, CEO di Facile.it «L’Osservatorio Nazionale sui consumi, prezzi e tariffe rappresenta l’evoluzione naturale di un’alleanza nata lo scorso anno con l’iniziativa Stop alle truffe e che ci vede ancora una volta al fianco dell’associazione per aiutare i cittadini. Come Facile.it siamo, da sempre, impegnati in prima linea non solo nell’offrire ai consumatori strumenti concreti per risparmiare sulle principali spese domestiche, ma anche nel fornire loro conoscenze e competenze che aiutino a fare scelte consapevoli e informate. Consumerismo No Profit sposa la nostra stessa filosofia e per questo abbiamo pensato di unire le forze al servizio dei consumatori italiani.».

    «Unire competenze per migliorare la consapevolezza e l’informazione dei cittadini sui temi di consumo», continua Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit «Non dare numeri a caso e saper orientare i consumatori con facilità, ma al contempo autorevolezza, è il nostro principale obiettivo. Nella modernità che viviamo tutto è comunicazione e tutto è consumi. Quindi l’idea è di dare origine ad un osservatorio che sappia tradurre numeri e dati in informazioni utili ai cittadini e allo stesso tempo contribuire con serietà a generare una informazione, semplice, chiara e attendibile. Per nulla scontata l’attendibilità dei dati, che oggi giorno sono facili da essere manomessi, condizionati ed anche interpretati. Con questo sodalizio mettiamo a disposizione dei lettori e dei tele/radio spettatori, dossier, ricerche e interpreti che con assoluta terzietà sapranno garantire una informazione consumeristica affidabile e indipendente.».

  • La bolletta spiegata facile: a Roma un evento per capire come leggere le bollette e risparmiare

    Prende il via da Roma l’iniziativa La bolletta spiegata facile, promossa da Facile.it in collaborazione con Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit e volto noto delle principali trasmissioni televisive a difesa dei consumatori. L’obiettivo è quello di insegnare a chi parteciperà all’incontro a leggere le bollette dell’energia elettrica e del gas, aiutandoli al contempo ad analizzare costi e consumi e a capire come risparmiare.

    L’evento, gratuito ma con disponibilità di posti limitata, si terrà sabato 11 novembre dalle ore 11.00 alle 13.00 presso il Facile.it Store di via Tiburtina (Via Tiburtina, 542).

    Quali sono le voci che pesano di più in bolletta? Perché spendo così tanto per l’energia? Devo cambiare fornitore? Meglio una tariffa fissa o una indicizzata? Con la fine del mercato tutelato, rischio di rimanere senza fornitura? Queste alcune delle domande che troveranno risposta durante l’evento grazie ai preziosi consigli di Luigi Gabriele.

    Il prezzo dell’energia sta aumentando: secondo l’ultimo aggiornamento Arera, le tariffe nel mercato tutelato sono salite del 18,6% per l’elettricità (quarto trimestre 2023) e del 12% per il gas (ottobre 2023), ma le tensioni a livello internazionale e l’aumento dei consumi tipico dei mesi invernali potrebbero contribuire a far crescere ulteriormente i costi. In aggiunta, nel 2024 dovrebbe scattare, salvo ulteriori rinvii, la fine del mercato tutelato, con 7 milioni di italiani per il gas e 5 milioni per l’energia elettrica che dovranno passare al mercato libero.

    «Se non si hanno strumenti adeguati, a partire dalla capacità di leggere e capire le proprie bollette, scegliere il fornitore adatto diventa difficile» spiega Daniela Zancan, Managing Director Facile.it Store. «Non solo si rischia di sbagliare spendendo più del necessario, ma ci si espone anche al rischio truffe».

    Truffe che, come emerso da un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e lanciata in occasione della presentazione del progetto “Stop alle truffe”, in soli dodici mesi hanno riguardato ben 4 milioni di italiani, con un danno stimato in circa 1,2 miliardi di euro.

    «Le bollette sono ormai un incubo per molte famiglie. In 20 anni siamo passati da un periodo relativamente calmo con prezzi bassi e stabili, ad un vero e proprio dramma per far quadrare i conti. Capire come è composta la bolletta è il primo passo per fare scelte consapevoli, e questa è ormai una necessità per molti italiani.», spiega Luigi Gabriele. «Non dobbiamo concentrarci solo su quanto si paga, ma dobbiamo comprendere cosa paghiamo e quali sono le informazioni essenziali in bolletta. Bisogna acquisire queste competenze ed è per ciò che insieme a Facile.it abbiamo deciso di rivolgerci ai consumatori, fornendo loro gli strumenti per evitare di rimanere truffati o di sottoscrivere un contratto troppo oneroso.»

    Per partecipare è necessario scrivere a [email protected]  o registrarsi a questo indirizzo: https://go.facile.it/survey-consumerismo

  • Cara Italia: rapporto autunno 2023

    É tempo di bilanci per molte famiglie italiane, già oggi costrette a fare i conti soprattutto in previsione di un autunno che si preannuncia “caldo” dal punto di vista dei prezzi. Facile.it e Consumerismo No profit hanno analizzato le principali voci di spesa familiare per capire quali siano quelle cresciute di più nell’ultimo anno e quali quelle che potrebbero aumentare ulteriormente nei prossimi mesi. Dai mutui ai prestiti, dalle bollette alla benzina, l’assicurazione auto, il carrello della spesa, l’ortofrutta, i trasporti e il turismo, ecco cosa è emerso.

    Assicurazioni auto e moto

    Nell’ultimo anno il prezzo delle polizze auto e moto è aumentato; secondo l’analisi* di Facile.it, ad agosto 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Italia occorrevano, in media, 591,10 euro, vale a dire il 26% in più rispetto al 2022, quando il premio medio era pari a 469,10 euro.

    È andata addirittura peggio per chi si sposta sulle due ruote; ad agosto 2023 il prezzo medio quotato online per una polizza moto è arrivato a 502,07 euro, vale a dire 148 euro in più rispetto allo stesso mese del 2022 (+41%).

    Benzina e diesel

    Oltre all’Rc, a pesare sulle tasche di automobilisti e motociclisti c’è il capitolo carburante. Se a luglio 2023 gli italiani si sono parzialmente salvati, con prezzi sì in aumento, ma comunque inferiori rispetto allo scorso anno, la vera stangata è arrivata ad agosto e, soprattutto, a settembre.

    Guardando al prezzo medio rilevato alla pompa* nella settimana dal 18 al 24 settembre emerge che per fare il pieno, in media, è costato il 21% in più rispetto all’anno prima per un’auto a benzina, il 10% in più per una a diesel.

    Luce e gas

    Lo scorso anno i prezzi di luce e gas hanno raggiunto il picco durante il periodo estivo, pertanto guardando alle tariffe in vigore ad agosto 2023 nel mercato tutelato per una famiglia tipo* il prezzo sembra tutto sommato basso; -43% per l’energia elettrica e –26,8% per il gas. Ma si tratta, come detto, di un’illusione ottica dovuta ai valori straordinari raggiunti dodici mesi fa; purtroppo, le bollette oggi sono ancora salate, decisamente più alte rispetto a quelle che pagavamo prima dello scoppio di pandemia e guerra.

    Ad agosto 2023 una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato ha speso per la bolletta elettrica 54 euro, il 18% in più rispetto al 2019, mentre per il gas ha pagato 106 euro, il 27% in più rispetto a ad agosto 2019. I prezzi, peraltro, potrebbero salire ulteriormente nell’ultimo trimestre del 2023, quando aumenteranno i consumi energetici; lo scorso mese la tariffa del gas nel mercato tutelato è cresciuta del 2,3%. Non un buon segnale in vista dei mesi più freddi dell’anno.

    Mutui

    Le rate dei mutui, come noto, sono una delle voci di spesa cresciute maggiormente nell’ultimo anno; se chi ha già stipulato un finanziamento a tasso fisso prima dell’aumento degli indici può stare tranquillo, lo stesso non si può dire per chi ha un mutuo variabile o chi ha intenzione di acquistare casa nei prossimi mesi.

    Secondo l’analisi di Facile.it, un finanziamento medio* a tasso variabile sottoscritto all’inizio dello scorso anno, ha visto crescere la rata dai 515 euro di settembre 2022 ai 740 euro di settembre 2023, con un aggravio di 225 euro (+44%). La buona notizia è che gli aumenti potrebbero essere vicini alla fine; il picco è previsto entro dicembre, da lì in poi gli indici dovrebbero stabilizzarsi per poi, molto gradualmente, tornare a scendere. Sarà una discesa lenta, ma pur sempre discesa.

    Prestiti

    Anche il mondo del credito al consumo ha risentito dell’aumento generale del costo del denaro, che si è tradotto in un incremento dei tassi di interesse proposti alla clientela. Guardando alle richieste di prestiti personali raccolte da Facile.it, per un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni, il tasso (Tan) medio è passato da 7,96% di settembre 2022 a 9,51% di settembre 2023, con un aumento del 19%.

    In termini di rata, si tratta di circa 7 euro in più al mese che, calcolati su tutta la durata del finanziamento, si traducono in un aggravio di circa 420 euro.

    Carrello della spesa  

    Il “carrello della spesa” è il contenitore dei maggiori aumenti negli ultimi due trimestri, soprattutto per un insieme di motivazioni che vanno dalla crisi climatica a quella energetica, oltre agli effetti che l’inflazione sta facendo sentire su tutte le filiere. Quali sono i prodotti che hanno subito più aumenti nel 2023 all’interno del cosiddetto paniere essenziale, che si compone di beni primari ed irrinunciabili per le famiglie? Estrapolando i dati ufficiali di settembre e confrontando il paniere di alcuni tra i principali prodotti di largo consumo quali zucchero (1kg), olio d’oliva (800ml), patate (1kg), pomodori (1kg), riso (500gr), latte conservato (1lt), alimenti per bambini (confezione omogenizzato 1kg) e pane confezionato(1kg), si riscontra un aumento del 24,5%.

    Secondo Consumerismo No Profit, considerando che la spesa media settimanale per un nucleo di 4 persone si aggira intorno a 120 euro, significa che per riempire il carrello dei beni essenziali di prima necessità occorrerà spendere circa 480 euro al mese, pari a 5.760 euro l’anno, con un aggravio di oltre 1.100 euro rispetto al 2022.

    Ortofrutta

    Sebbene parte integrante del “carrello della spesa”, merita un discorso a parte l’ortofrutta, i cui prezzi sono in costante aumento, con rincari a doppia cifra legati a più fattori ed in particolar modo all’inflazione climatica, ovvero quel fenomeno tale per cui gli eventi climatici estremi (come quelli avvenuti in primavera e ad inizio estate) hanno conseguenze negative sui prezzi dei prodotti anche a molti mesi di distanza.

    Su base cumulata, da inizio anno ad agosto, nel nostro Paese sono stati acquistati poco più di 2 milioni di tonnellate di frutta e verdura e, guardando ai soli primi cinque mesi del 2023, a causa degli aumenti si registra un ammanco dell’8% pari a 169 mila tonnellate: questo sta ad indicare che gli italiani rinunciano sempre più a frutta e verdura a causa degli aumenti che si percepiscono quasi istantaneamente ogni volta che si va a fare la spesa.

    Mediamente l’ortofrutta ha subìto aumenti del 20%, ma alcuni prodotti risultano essere particolarmente più cari. Tra questi vediamo pere, susine, pesche, mele, cipolle, patate, carote, zucche e radicchio; paradossalmente sembrerebbe che anche la vecchia e sana zuppa di patate e cipolle sia diventata un bene “quasi di lusso” per gli italiani.

    Per la sola Ortofrutta gli italiani dovranno mettere in conto un aggravio di circa 8 euro al mese (su una spesa media di 40 euro a settimana), per un totale di 96 euro in più all’anno.

    Trasporti e turismo in Italia più cari

    Spostarsi e villeggiare nel nostro Paese è diventato economicamente più difficile visto che, come già messo in luce nel report “Cara Italia” del periodo estivo, anche in autunno si confermano tutti gli andamenti in rialzo.

    A causa dell’aumento dell’inflazione, del costo del carburante e delle materie energetiche, tutto il settore ha adeguato i prezzi arrivando ad un aumento medio del 9,4%. Simulando un weekend per due in una città d’arte italiana si arrivano a spendere anche 700 euro.

    In particolare, per un fine settimana a Roma, Firenze, Venezia, Milano o Torino, se sommiamo alloggio (B&B), viaggio (Treno alta Velocità) e vitto (pranzo e cena in osteria), la spesa si aggira intorno ai 370 euro a persona, ben 740 euro per una coppia senza figli. Con un incremento che può arrivare fino al 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, soprattutto a causa degli aumenti nel costo degli alloggi e della ristorazione.

     

    *Nota metodologica:

     

    Assicurazione auto e moto: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto e moto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 14.285.518 preventivi auto (su 3.494.976) effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 agosto 2022 e il 31 agosto 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina

     

    Elettricità e gas: analisi fatta sui consumi di una famiglia tipo (2.700 kWh per l’energia, 1.400 smc per il gas) tenendo in considerazione le tariffe del mercato tutelato

     

    Mutui: simulazione realizzata su un mutuo tipo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%) sottoscritto a gennaio 2022; la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

     

    Benzina e diesel: media settimanale dei prezzi nazionali della benzina fonte Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica

  • Bollette: 5 milioni dovranno cambiare, occhio alle truffe

    Sono circa 5 milioni gli italiani che dovranno passare al mercato libero per l’elettricità entro il 10 gennaio 2024 ma, se non lo faranno in autonomia, la loro fornitura verrà assegnata d’ufficio e tramite asta ad un nuovo operatore; queste le regole definite dal Decreto Ministeriale entrato in vigore proprio oggi che sancisce i criteri e le modalità per il passaggio al mercato libero dei clienti domestici non vulnerabili.

    Le condizioni tariffarie a cui potranno accedere questi clienti saranno definite più avanti, ma se si vuole evitare di “finire all’asta”, la soluzione è di passare al mercato libero scegliendo in autonomia il fornitore da cui acquistare energia tra le numerose offerte disponibili oggi.

    «L’offerta sul mercato libero è molto ampia, per questo è importante scegliere con attenzione il proprio fornitore, meglio se con l’aiuto di un consulente esperto e affidabile, che sappia guidare il consumatore tra le centinaia di proposte presenti sul mercato e, anche, che lo sappia proteggere da eventuali truffe», spiegano gli esperti di Facile.it. «Un fenomeno, quello delle frodi, che nell’ultimo anno è aumentato notevolmente e che ha coinvolto 4 milioni di persone».

    I numeri sulle frodi arrivano dall’indagine commissionata da Facile.it in occasione del lancio, assieme a Consumerismo No Profit, del progetto Stop alle Truffe (www.stopalletruffe.it), nato proprio per aiutare i consumatori a riconoscere e difendersi dai tentativi di truffa in ambito luce e gas.  Il fenomeno è considerevole: solo nell’ultimo anno il numero di chi è stato vittima di una truffa o un tentativo di frode in ambito utenze luce e gas è aumentato del 28%, con un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro.

    «La fretta è spesso una delle ragioni principali per cui si cade in trappola – spiegano gli esperti di Facile.it – per questo il consiglio per tutti coloro che sono nel mercato tutelato è di iniziare a muoversi già oggi e sfruttare i mesi che ci separano da qui al 10 gennaio 2024 per scegliere con la dovuta calma».