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  • Cambio, l’India pesta i piedi agli Stati Uniti (che non gradiscono…)

    Quando si parla di scenari economici, i Paesi che vengono subito in mente sono gli Stati Uniti, la Cina e diverse economie del Vecchio Continente. Gli altri Paesi hanno un ruolo marginale, che però spesso diventa “fastidioso” per chi è più potente. E’ il caso dell’India, che sta avendo degli attriti con gli USA per via del cambio.

    Le accuse USA sul cambio della Rupia

    cambio rupiaL’economia indiana non è certo una di quelle che balzano spesso agli onori delle cronache. Eppure di recente è finita nel mirino del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Il motivo? Il colosso a stelle e strisce accusa il paese asiatico di manipolare il tasso di cambio, allo scopo di ottenere un vantaggio competitivo.
    E così l’India è finita nella “watchlist”, ossia la lista di osservazione del Tesoro americano.

    Azioni volte a crearsi un vantaggio competitivo

    Quello che non va giù a Washington è che la banca centrale di Nuova Delhi stia comprando dollari (per lo più tramite Treasuries) per fare in modo che la propria valuta rimanga più meno stabile rispetto al biglietto verde (anzi, quest’anno l’ha fatta indebolire del 2,3%). In assenza di tali interventi, il cambio della Rupia si rafforzerebbe e questo svantaggia le esportazioni e favorisce le importazioni. Agendo sul mercato valutario, l’India riesce così a preservare la sua bilancia commerciale, che segna avanzi sostenuti con gli USA. Ecco, in definitiva, cosa non piace all’America, sche si usi la sua valuta base per fare dei “magheggi”.

    In teoria l’inserimento nella watchlist è l’anticamera di sanzioni. Ma non si arriva quasi mai a questo, e neppure stavolta. Prima di correre questo rischio, la Reserve Bank of India (RBI) metterà mano alla sua politica monetaria lasciando la Rupia libera di crescere di valore.

    Mercati con le antenne drizzate

    Per questo motivo molti investitori hanno drizzato le antenne. Infatti le obbligazioni e azioni indiane diventerebbero assai interessanti, perché con il cambio Usd-Inr in crescita, i prezzi dei bond salirebbero, così come quelli delle azioni. A quel punto converrebbe fare spread trading. Oggi, il decennale sovrano offre un rendimento del 5,95%, mentre quella a due anni è al 3,88%. Certo, occorre sempre considerare che l’economia indiana non ha tutti i fondamentali a posto. Ma se domani l’inflazione nei paesi sviluppati dovesse iniziare a correre, allora la caccia al rendimento porterebbe molti esperti proprio verso l’India.