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  • Antonello De Pierro celebra i 30 anni di carriera di Gennaro Marchese

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti è intervenuto presso il Billions di Roma al party in onore del noto visagista per dare voce “alle eccellenze di cui l’Italia non è mai stata avara
    Antonello De Pierro e Gennaro Marchese
    Roma – Un party d’eccezione, degno di essere catalogato di diritto negli annali della mondanità capitolina, ha salutato i trent’anni di carriera del celebre visagista delle dive Gennaro Marchese. La cornice scelta per festeggiare in pompa magna la ricorrenza, nonché il genetliaco dell’artista, è stata quella elegante e suggestiva del Billions dei fratelli Francolini, dove i selezionatissimi ospiti sono stati accolti con tutti i crismi dalla padrona di casa, l’impeccabile contessa Maria Antonietta Gallo.
    Antonello De Pierro, Roberta Giarrusso e Gennaro Marchese
    Nella parte loro riservata e blindatissima all’accesso dei tanti astanti del locale, accorsi in massa e desiderosi di incontrare i numerosi vip presenti, gli invitati hanno potuto deliziare i palati con le prelibatezze di un menu curato in ogni particolare, mentre dall’imponente schieramento dei tanti fotografi giunti nel locale sono partite, senza economia, raffiche di flash per immortalare i volti dell’indimenticabile serata.Gennaro Marchese, Gioia Scola e Antonello De Pierro

    Sono stati in tanti gli amici che hanno voluto celebrare il noto truccatore, che ha scritto pagine indelebili del cinema, della musica e del teatro, imprimendo la sua firma su tanti volti famosi col suo inconfondibile stile.Gennaro Marchese, Viviana Natale e Antonello De Pierro

    Tra questi il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti e direttore di Italymedia.it Antonello De Pierro, che, al di là del legame amicale che lo lega al festeggiato, ha voluto omaggiare “l’incommensurabile espressione artistica elargita da Gennaro per mezzo del suo lungo esercizio professionale, che ha prodotto tangibilmente e indelebilmente i suoi effetti nella storia dello spettacolo“, come lui stesso ha affermato. L’ex direttore e voce storica di Radio Roma, il quale è solito, con la sua attività giornalistica e politica, dare voce “alle eccellenze di cui l’Italia non è mai stata avara“, è giunto al Billions accompagnato dalla splendida Isabella Picchione, talentuosa attrice di teatro reduce dal successo ottenuto con la pièce “Le troiane”, la celeberrima tragedia di Euripide, recentemente portata in scena presso il teatro San Giuliano a Roma. “Sono qui per festeggiare un amico che, grazie alla valida esplicitazione creativa manifestata durante il suo intenso percorso carrieristico, fa parte del patrimonio culturale che il nostro paese può vantare“, ha concluso De Pierro.Antonello De Pierro e Adriana Russo

    Fotografi scatenati nel tempestare di scatti la bellissima Roberta Giarrusso, in dolce attesa, con il compagno Riccardo De Pasquale, ma non hanno lesinato la loro azione anche per gli altri, tra cui l’affascinante Gioia Scola, la grande Adriana Russo, che ha sfoggiato un decolleté da sogno, la bellissima Viviana Natale, ex moglie del bomber della Lazio Beppe Signori, i registi Pierfrancesco Campanella e Maurizio Anania, la rediviva Alessandra Di Sanzo, che ha legato indissolubilmente il suo nome al celeberrimo film “Mery per sempre” di Marco Risi, l’attrice e cantante Rosa Miranda. E ancora Brando Giorgi, Giucas Casella, Raffaello Balzo, Cristian Verre, Rosa Pianeta, Roberta Garzia, Marcelo Fuentes, Antonella Angelucci, Francesca Piggianelli, Nando Moscatello, Alessandro Messina e Silvio Laurenzio.
    Antonello De Pierro e Alessandra Di Sanzo

    (Foto di Marco Bonanni)

  • Antonello De Pierro a sostegno dei “Pensieri Piccanti” di Claudio Gnomus

    Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti continua il tour di sostegno al teatro e fa tappa al L’Aura di Roma per lo spettacolo del noto attore e regista, in scena con Debora Zingarello e Roberta Milia

    Roma – L’Aura è un delizioso teatro bomboniera che si trova dalle parti di viale Marconi a Roma. Il giornalista presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro l’ha inserito come tappa del tour che ormai da diverso tempo ha avviato per tributare il suo sostegno, e quello del movimento che rappresenta, alla cultura teatrale. Un impegno assunto che lo conduce ormai da tanto a presenziare a vari spettacoli, scelti di volta in volta tra i vari inviti ricevuti, che hanno luogo nelle sale per lo più capitoline, ma anche del resto d’Italia. L’enorme attenzione riservata alle pièce teatrali, specie quelle portate in scena in spazi off con artisti minori, è un’impronta distintiva che accompagna De Pierro da sempre, anche nell’attività giornalistica, da direttore di Italymedia.it e di altre testate che ha diretto negli anni, ma soprattutto nel decennio trascorso a capo della redazione di Radio Roma, dove il mondo del teatro era una costante imprescindibile che imperava nell’offerta informativa e nel palinsesto dell’emittente.
    L’altra sera era presente alla prima a inviti dell’effervescente rappresentazione “Pensieri piccanti”, scritta, diretta e interpretata da uno straordinario Claudio Gnomus, affiancato dalle brillanti Debora Zingarello e Roberta Milia. L’ambientazione è quella dell’alba degli anni ’70, subito dopo la contestazione studentesca e il ritorno alla normalità accademica. Ma nulla è più come prima, l’evento sessantottino ha determinato un cambiamento epocale, il parenchima sociale si rivela oggettivamente alterato e stravolto. Si respira forte un fresco profumo di libertà e di nuovi fermenti sociopolitici, nuove espressioni ideali si fanno strada nella quotidianità, associate alla demolizione delle barriere pregiudiziali verso le donne, che conquistano ampi margini di autonomia. Chi non si adatta alla rivoluzione dei valori resta escluso dalle dinamiche evolutive e fenomeniche dei corpi collettivi. In questo contesto in continuo fermento si incardina la vicenda scenica che Gnomus rende magistralmente esilarante, apponendo il marchio di fabbrica che va a sviscerare, come di consueto nella sua produzione artistica, le relazioni umane e gli automatismi che determinano, spesso inesorabilmente, estrinsecazioni conflittuali e divergenze nei nuclei familiari. Il gradevole filo narrativo si srotola lungo uno spaccato esistenziale di due giovani studentesse, pienamente inglobate nei canoni della neonata dimensione morale, affrontata spesso da un angolo prospettico dal sapore onirico e dell’innocenza giovanile. L’epocale ridefinizione dei confini del comune senso del pudore e l’avanzante e irrefrenabile abbattimento di molti tabù sessuali, le trascinano in relazioni sentimentali che deviano dai canonici rapporti imposti finora dai costumi, finalmente scivolati alle spalle, finendo per coinvolgere anche il padre di una delle due ragazze.
    “Ho fatto di tutto per esserci — ha dichiarato De Pierro — , sono arrivato sul filo dei secondi in quanto ero impegnato in un’altra manifestazione dall’altra parte della città e ne è valsa la pena. Ho assistito a uno spettacolo ottimamente confezionato dal mio amico Claudio Gnomus, che rappresenta una garanzia in termini creativi, direttivi e interpretativi per gli spettatori che si recano ad assistere a una sua messa in scena. Stasera era nel triplice ruolo di autore, regista e attore e pertanto la guarentigia, per usare estensivamente un termine con un’accezione più solenne, era praticamente indiscutibile e scontata. Peraltro era la prima volta che mi recavo al L’Aura, teatro di cui avevo sentito molto parlare, e sono felice di esserci stato proprio per assistere a una rappresentazione così qualitativa. Da molto tempo ho sposato questa causa e continuerò a dare il mio contributo finché non sarà attribuita al teatro l’attenzione che merita. E non mi riferisco certo al pubblico, che, ancorché abbandonato nelle sue scelte culturali, riesce fin troppo a rispondere con sensibilità alle sollecitazioni artistiche. Alludo alle istituzioni, che nicchiano imperdonabilmente quando si tratta di valorizzare i fermenti culturali che si agitano ovunque nel nostro paese. I risultati sono quasi sempre affidati alla passione e all’immane sforzo di pochi, che con grandi sacrifici riescono a sopravvivere all’indifferenza e a concretizzare un’offerta di spessore, con attori di valore, che con dedizione continuano a esibirsi, preferendo ai bagliori della popolarità la concretezza del mestiere. Basta fare un giro anche nei teatri più piccoli, spesso anche in quelli amatoriali o parrocchiali, per comprendere che l’Italia non è mai stata avara di talenti. E spesso sotto i riflettori finiscono piccoli fenomeni televisivi, edificati artatamente per soddisfare appetiti commerciali o di altro genere, che spesso si fanno largo prepotentemente e sacrificano sull’altare degli interessi economici o privati la qualità artistica, ma per la legge del contrappasso hanno fortunatamente la data di scadenza già inclusa alla nascita. Auspico azioni concrete da parte della politica e che non si consegnino i buoni intenti sempre e solo ai proclami, intrisi di monotona retorica, che di ogni linguaggio è il parassita più temibile, che gli fa perdere la forza della credibilità”.
    In una sala al limite della capienza, tra gli spettatori divertiti, c’erano anche Salvatore Marino, Nino Taranto, Luciana Frazzetto con Massimo Milazzo, Geppi Di Stasio, Roberta Sanzò, Mariano Perrella, Pietro Romano, Prospero Richelmy e Salvatore Scirè.