Categoria: Salute e Medicina

  • In che modo l’alimentazione influisce sulla salute dei denti da latte?

    Un’alimentazione sana ed equilibrata è importante per mantenere una buona salute in generale ma anche, più specificamente, per avere denti forti e sani, resistenti agli attacchi dei batteri e per prevenire disturbi alle gengive e al resto del bocca.

    La bocca è infatti il primo passo nella digestione e, per questo motivo, è necessario prendersene cura sia nei bambini che negli adulti, occupandosi, soprattutto nel caso dei più piccoli, della nutrizione.

    L’alimentazione dei bambini è molto importante perché i bimbi sono più sensibili allo sviluppo di problematiche del cavo orale. Quando i batteri che popolano la bocca entrano in contatto con i residui alimentari, viene prodotto un acido che attacca i denti e può causare carie. Per questo motivo è molto importante lavarsi i denti almeno tre volte al giorno, anche per i denti da latte.

    Inoltre, lasciare incurati i denti del latte cariati può creare infezioni nelle aree circostanti il ​​dente e ciò può colpire i denti permanenti che si formano sotto quelli del latte. Pertanto il Dottor Brandolini, dentista pediatrico a Legnano,  raccomanda di prevenire e trattare correttamente le malattie orali nei bambini, nonché di monitorare attentamente la loro dieta per prendersi cura della loro salute.

    Alimenti per mantenere una buona salute nei denti da latte

    Un’alimentazione sana ed equilibrata durante l’infanzia aiuterà il corretto sviluppo dei denti da latte e, successivamente, di quelli permanenti. In questi primi anni è molto importante consumare prodotti lattiero-caseari, cibi ricchi di grassi mono-polinsaturi come noci, nocciole o mandorle e alimenti precursori della vitamina D come cereali, frutta e verdura.

    Inoltre, si consiglia di evitare zuccheri e carboidrati fermentabili. Pertanto, tra i nutrienti più importanti per una buona salute dentale, evidenziamo quanto segue:

    ∙ Proteine: sono essenziali per la formazione dei denti e, quindi, per l’eruzione dei denti da latte.

    ∙ Calcio, vitamina D e fluoro: l’assunzione di cibi ricchi di questi nutrienti è necessaria per la formazione di denti forti. Inoltre, il fluoro riduce la possibilità di carie.

    ∙ Le vitamine C e K sono importanti perché mantengono le gengive sane.

    ∙ La vitamina A durante la formazione dei denti è molto importante per sviluppare lo smalto dei denti.

    Se hai dubbi sulla routine igienica o sull’alimentazione dei tuoi figli, prenota una visita presso lo studio del Dott. Brandolini contattando il recapito telefonico 0331598107.

     

  • L’FDA approva ENHERTU® per carcinoma mammario HER2-positivo metastatico

    Approvazione accelerata per ENHERTU® di Daiichi Sankyo e AstraZeneca per il trattamento di carcinoma mammario HER2-positivo metastatico che progredisce dopo due o più terapie anti-HER2

    Approvazione accelerata da parte dell’FDA per ENHERTU® (fam-trastuzumab deruxtecan-nxki) di Daiichi Sankyo e AstraZeneca, sulla base dei risultati di DESTINY-Breast01, che hanno dimostrato risposte del tumore durature e clinicamente significative. L’anticorpo-coniugato di Daiichi Sankyo e AstraZeneca è stato approvato per il trattamento di pazienti adulte con carcinoma mammario HER2-positivo non operabile o metastatico, già sottoposte a due o più terapie anti-HER2 per la malattia metastatica. Nel 2020 la richiesta di approvazione sarà sottoposta anche all’EMA.

    Roma, 21 dicembre 2019 – Daiichi Sankyo e AstraZeneca hanno annunciato oggi che la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato ENHERTU® (fam-trastuzumab deruxtecan-nxki – già noto come DS-8201), un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) anti-HER2, per il trattamento di pazienti adulte con carcinoma mammario HER2-positivo non operabile o metastatico, già sottoposte a due o più terapie anti-HER2 per la malattia metastatica. Questa indicazione è stata approvata tramite richiesta di valutazione accelerata, sulla base della percentuale della risposta del tumore e della durata di tale risposta al farmaco, dimostrate dai dati dello studio DESTINY-Breast01 presentati al San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS) e pubblicati online sul The New England Journal of Medicine. L’approvazione definitiva per questa indicazione può essere condizionata alla verifica e descrizione dei benefici clinici forniti da un trial confermativo. Nel 2020 la richiesta di approvazione sarà sottoposta anche all’Agenzia Europea del Farmaco (EMA).

    “Una volta che le pazienti affette da carcinoma mammario metastatico HER2-positivo subiscono la progressione della malattia nonostante almeno due terapie anti-HER2 somministrate per la malattia metastatica, restano limitate opzioni di trattamento- ha spiegato Shanu Modi, MD, Oncologo senologo al Memorial Sloan Kettering Cancer Center – ed ENHERTU ha il potenziale per diventare un nuovo standard di cura.”

    L’approvazione dell’FDA si basa sui dati di DESTINY-Breast01, lo studio registrativo di Fase II a braccio singolo che ha valutato ENHERTU in monoterapia (5,4 mg/kg) in 184 donne affette da carcinoma mammario HER2 positivo metastatico. I risultati del trial dimostrano una risposta oggettiva confermata (ORR) del 60,3% (n=111; 95% CI: 52,9-67,4), una risposta completa del 4,3% (n=8) e una parziale risposta del 56.0% (n=103). Al 1° Agosto 2019, la durata mediana della risposta è stata di 14,8 mesi (95% CI: 13,8-16,9) e la sopravvivenza mediana libera da progressione di 16,4 mesi (95% CI: 12.7-NE), sulla base della durata mediana di follow-up di 11,1 mesi.

    ENHERTU è stato approvato con un’avvertenza relativa alla Malattia Polmonare Interstiziale (ILD)/polmonite e alla tossicità embrio-fetale. La sicurezza di questo ADC è stata valutata mediante un’analisi combinata su 234 pazienti affette da carcinoma mammario HER2-positivo non operabile o metastatico, a cui è stata somministrata almeno una dose di ENHERTU (5,4 mg/kg) nel trial DESTINY-Breast01 e in un trial di fase I. La malattia polmonare interstiziale si è presentata nel 9% delle pazienti. Esiti fatali causati da ILD e/o polmonite si sono verificati in 6 pazienti (2,6%), con due decessi già riportati nel trial di fase I e quattro nello studio DESTINY-Breast01 di fase II. Pazienti e specialisti dovrebbero considerare il rischio di ILD/polmonite e i pazienti dovrebbero essere accuratamente monitorati per potenziali segnali e sintomi. Se questa malattia viene identificata, dovrebbe essere gestita secondo le informazioni di prescrizione approvate dall’FDA in USA, che prevedono una modifica del dosaggio oppure l’interruzione del trattamento e una terapia steroidea. ENHERTU può causare danni fetali se somministrato a una donna incinta. Le reazioni avverse più comuni (frequenza ≥20%) sono state nausea, spossatezza, vomito, alopecia, costipazione, inappetenza, anemia, neutropenia, diarrea, leucopenia, tosse e trombocitopenia.

    Le pazienti arruolate in DESTINY-Breast01 sono state sottoposte a una mediana di 5 precedenti terapie (range: 2 -17) nella malattia localmente avanzata/metastatica. Tutte le pazienti avevano precedentemente ricevuto trastuzumab, ado-trastuzumab emtansine, e il 66% di esse aveva ricevuto precedentemente pertuzumab.

    “L’ approvazione di ENHERTU sottolinea che questo farmaco anticorpo-coniugato, appositamente progettato per colpire l’HER2, sta riuscendo nell’intento di diventare una nuova importante terapia per le pazienti affette da carcinoma mammario metastatico HER2 positivo. – Ha confermato Antoine Yver, MD, MSc, vicepresidente esecutivo e responsabile globale del dipartimento di Ricerca e Sviluppo in Oncologia di Daiichi Sankyo – Sin dall’inizio del nostro programma di sperimentazione clinica quattro anni fa, ci siamo concentrati sull’opportunità di trasformare il panorama terapeutico per le pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo, e siamo estremamente orgogliosi della rapidità con cui abbiamo consegnato loro ENHERTU negli Stati Uniti, poiché ENHERTU rappresenta uno dei biologici più rapidamente sviluppati in oncologia.”

    “ENHERTU ha dimostrato risultati estremamente importanti in questa popolazione affetta da carcinoma mammario HER2-positivo metastatico, con la maggioranza delle donne che hanno risposto al trattamento e con una durata mediana della risposta superiore a 14 mesi. – Ha commentato José Baselga, MD, PhD, Vice Presidente esecutivo, Ricerca e Sviluppo in Oncologia di AstraZeneca – Con questa prima approvazione globale, siamo orgogliosi di offrire ENHERTU a pazienti con importanti esigenze di cura non soddisfatte, e non vediamo l’ora di esplorare ulteriormente il suo potenziale in ulteriori contesti.”

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    ENHERTU – fam-trastuzumab deruxtecan-nxki (prima DS8201)
    ENHERTU (fam-trastuzumab deruxtecan-nxki), prima conosciuto come DS-8201, è il prodotto leader del franchise sperimentale sugli ADC di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise e il programma più avanzato nella piattaforma scientifica ADC di AstraZeneca. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che forniscono una chemioterapia citotossica (“carico farmacologico”) alle cellule neoplastiche mediante un legante attaccato a un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche.
    Realizzato con l’impiego della DXi, la tecnologia ADC proprietaria di Daiichi Sankyo, ENHERTU è composto da un anticorpo anti HER2 umanizzato, a cui è legato, tramite un legante a base tetrapeptidica, un carico citotossico, cioè un nuovo inibitore della topoisomerasi I.
    ENHERTU ha ricevuto dall’FDA la valutazione accelerata, la designazione di Breakthrough Therapy e di Fast Track per il trattamento di pazienti selezionati affetti da carcinoma mammario metastatico HER2- positivo.

    Carcinoma mammario HER2 positivo
    Circa un cancro mammario su cinque è HER2-positivo., Nonostante I recenti progressi e l’approvazione di nuovi farmaci, permangono significative esigenze di trattamento non soddisfatte per pazienti affette da carcinoma mammario metastatico avanzato HER2 positivo., Questo tumore resta incurabile per pazienti in cui la malattia continua alla fine a progredire dopo l’utilizzo dei trattamenti disponibili.5,6.
    L’HER2 è una proteina recettore di membrana del tipo tirosin-chinasico presente sulla superficie di alcune cellule tumorali, ed è associata ad una malattia aggressiva con una prognosi infausta nelle pazienti affette da carcinoma mammario. Per valutare la positività all’HER2, le cellule tumorali vengono solitamente testate con uno dei seguenti due metodi: immunoistochimica (IHC) o ibridazione fluorescente in situ (FISH). I risultati del primo test sono riportati come: 0, IHC 1+, IHC 2 + o IHC 3+.7 Un riscontro di IHC 3+ e/o amplificazione FISH è considerato HER2-positivo.7

    Il Programma di Sviluppo Clinico
    Un ampio e completo programma di sviluppo con fam-trastuzumab deruxtecan-nxki è attualmente in corso a livello globale con cinque studi registrativi per il carcinoma metastatico mammario e gastrico, incluso una trial su pazienti affetti da carcinoma mammario metastatico e bassi livelli di espressione di HER2 (HER2 basso), Studi di fase II sono in corso per carcinoma colorettale avanzato con espressione di HER2, così come per carcinoma polmonare non-squamoso con sovraespressione di HER2 o carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione di HER2. Sono in corso, inoltre trial clinici in combinazione con altri trattamenti anticancro come l’immunoterapia.

    Una domanda di autorizzazione per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2-positivo è stata anche sottoposta al Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese, che aveva precedentemente concesso la designazione di SAKIGAKE per il trattamento del carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo in stadio avanzato.

    A marzo 2019, Daiichi Sankyo e AstraZeneca hanno formalizzato una collaborazione a livello globale al fine di sviluppare congiuntamente e commercializzare fam-trastuzumab deruxtecan-nxki come potenziale nuovo farmaco in tutto il mondo, eccetto che in Giappone, dove Daiichi Sankyo manterrà i diritti esclusivi. Daiichi Sankyo sarà unica responsabile per la produzione e la fornitura.

    DESTINY-Breast01
    DESTINY-Breast01 è uno studio registrativo di Fase II, in aperto, globale, multicentrico, in due parti, che valuta la sicurezza e l’efficacia di ENHERTU (DS-8201) in 184 donne affette da carcinoma mammario HER2 positivo non operabile e/o metastatico precedentemente trattato con ado-trastuzumab emtansine (T-DM1). L’endpoint primario dello studio è la risposta oggettiva, così come determinata da una valutazione centrale indipendente. Gli obiettivi secondari comprendono la durata della risposta, il controllo della malattia, il beneficio clinico, la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale.

    Fonte: Daiichi Sankyo Italia

  • studio DESTINY-Breast01: presentati alla stampa i risultatti al SABCS19

    Carcinoma mammario metastatico HER2 positivo: la risposta del tumore al DS-8201 di Daiichi Sankyo e AstraZeneca ha raggiunto il 60,9% nello studio registrativo globale di fase II

    Oltre ad una risposta oggettiva del 60,9%, il farmaco anticorpo-coniugato DS-8201 di Daiichi Sankyo e AstraZeneca ha dimostrato una notevole durata mediana di risposta del tumore di 14,8 mesi e una sopravvivenza media libera da progressione di 16,4 mesi. I risultati dello studio DESTINY-Breast01 sono stati presentati alla stampa al San Antonio Breast Cancer Symposium (#SABCS19), e pubblicati sul The New England Journal of Medicine

    San Antonio (Texas), 11 dicembre 2019 – Daiichi Sankyo e AstraZeneca hanno presentato nel dettaglio i risultati positivi di DESTINY-Breast01, lo studio registrativo globale di fase II a braccio singolo su DS-8201 ([fam]-trastuzumab deruxtecan), un farmaco anticorpo-coniugato che attacca l’HER2 in pazienti affette da carcinoma mammario metastatico HER2-positivo. I dati sono stati comunicati alla stampa durante il San Antonio Breast Cancer Symposium (#SABCS19) che si sta svolgendo in Texas, e pubblicati contemporaneamente online sul The New England Journal of Medicine.

    Nello studio, l’endpoint primario della risposta oggettiva (ORR), confermato da una valutazione centrale indipendente, è stato del 60,9% con DS-8201 in monoterapia (5,4 mg/kg) in pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo che avevano ricevuto due o più precedenti trattamenti anti-HER2. Le pazienti hanno raggiunto una percentuale di controllo della malattia (DCR) del 97,3%, con una durata mediana della risposta (DOR) di 14,8 mesi (range 13,8 – 16,9) e una sopravvivenza mediana libera da progressione di 16,4 mesi (range 12,7 – non raggiunto). La sopravvivenza mediana globale (OS) non è stata ancora raggiunta, con una percentuale di sopravvivenza stimata per le pazienti trattate con DS-8201 dell’86% ad un anno. I risultati sono coerenti tra i sottogruppi di pazienti.

    Le pazienti che hanno ricevuto DS-8201 nello studio DESTINY-Breast01 avevano una mediana di sei precedenti trattamenti (range 2-27) per la malattia metastatica, incluso ado-trastuzumab emtansine (T-DM1) (100%), trastuzumab (100%), pertuzumab (65,8%), altre terapie anti-HER2 (54,3%), terapie ormonali (48,9%) e altre terapie sistemiche (99,5%). La durata mediana del trattamento per DS-8201 è stata di 10 mesi (intervallo: 0,7 – 20,5 mesi) con una durata mediana del follow-up di 11,1 mesi (intervallo: 0,7 -19,9). Dal cut-off dei dati del 1° agosto 2019, il 42,9% delle pazienti è rimasto in trattamento.

    Il profilo di sicurezza e tollerabilità di DS-8201 è stato coerente con quello osservato nello studio di fase I. Gli eventi avversi più comuni di grado 3 o superiore osservati nel corso del trattamento sono stati riduzione del numero dei neutrofili (20,7%), anemia (8,7%), nausea (7,6%), riduzione del numero dei leucociti (6,5%), riduzione del numero dei linfociti (6,5%) e spossatezza (6%).
    Complessivamente, il 13,6% delle pazienti ha mostrato una malattia polmonare interstiziale (ILD) correlata al trattamento, come confermato da una valutazione indipendente. Rispetto alla gravità, gli eventi sono stati principalmente di grado 1 o 2 (10,9%), con uno di grado 3 (0,5%) e nessun evento di grado 4. È stato stabilito che quattro decessi (2,2%) sono stati causati da ILD.

    La richiesta di valutazione prioritaria della domanda di autorizzazione all’immissione in commercio di DS-8201 per il trattamento di pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo è stata recentemente accettata dalla Food and Drug Administration (FDA)

    “Questi risultati sono particolarmente significativi poiché DS-8201 ha comportato un elevato livello di riduzione duratura del tumore nelle pazienti, la maggioranza delle quali aveva esaurito la maggior parte, se non tutte, delle terapie standard per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2 positivo”, ha commentato Ian E. Krop, MD, PhD, capo associato della Divisione Breast Oncology del ‘Susan F. Smith Center for Women’s Cancers, Dana-Farber Cancer Institute’. “Siamo entusiasti di questi risultati e del loro potenziale di aiuto alle pazienti affette da carcinoma mammario in questa fase avanzata”.

    “La forza di questi fondamentali risultati e la coerenza con i dati relativi a DS-8201 precedentemente riportati, sottolineano ulteriormente che questo farmaco anticorpo coniugato specificamente progettato come anti-HER2 sta riuscendo nello scopo di potenziare l’efficacia per le pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo”, ha spiegato Antoine Yver, MD, MSc, vicepresidente esecutivo e responsabile globale del dipartimento di Ricerca e Sviluppo in Oncologia di Daiichi Sankyo.

    “Le risposte clinicamente significative e durature osservate in queste pazienti illustrano il potenziale di DS-8201 di stabilire un nuovo standard di cura”, ha dichiarato José Baselga, MD, PhD, Vicepresidente esecutivo, Ricerca e Sviluppo in Oncologia di AstraZeneca. “Questi risultati sono notevoli poiché le donne con carcinoma mammario in questo stadio avanzato hanno già sopportato diverse terapie precedenti per carcinoma mammario metastatico HER2 positivo”.

    L’HER2 è una proteina recettore di membrana del tipo tirosin-chinasico presente sulla superficie di alcune cellule tumorali, ed è associata ad una malattia aggressiva con una prognosi infausta nelle pazienti affette da carcinoma mammario.i Per valutare la positività all’HER2, le cellule tumorali vengono solitamente testate con uno dei seguenti due metodi: immunoistochimica (IHC) o ibridazione fluorescente in situ (FISH). I risultati del primo test sono riportati come: 0, IHC 1+, IHC 2 + o IHC 3+. Un riscontro di IHC 3+ e/o amplificazione FISH è considerato HER2-positivo.

    Carcinoma mammario HER2 positivo

    Circa un cancro mammario su cinque è HER2-positivo. Nonostante I recenti progressi e l’approvazione di nuovi farmaci , permangono significative esigenze di trattamento non soddisfatte per pazienti affette da carcinoma mammario metastatico avanzato HER2 positivo. Questo tumore resta incurabile per pazienti in cui la malattia continua alla fine a progredire dopo l’utilizzo dei trattamenti disponibili.

    DESTINY-Breast01
    DESTINY-Breast01 è uno studio registrativo di Fase II, in aperto, globale, multicentrico, in due parti, che valuta la sicurezza e l’efficacia di DS-8201 in pazienti con carcinoma mammario HER2 positivo non resecabile e/o metastatico precedentemente trattato con ado-trastuzumab emtansine (T-DM1). L’endpoint primario dello studio è la risposta oggettiva, così come determinata da una valutazione centrale indipendente. Gli obiettivi secondari comprendono la durata della risposta, il controllo della malattia, il beneficio clinico, la sopravvivenza libera da progressione e la sopravvivenza globale. L’arruolamento di DESTINY-Breast01 è stato completato nel settembre 2018, con 253 pazienti in più di 100 centri in Nord America, Europa, Giappone e altri Paesi in Asia.

    DS-8201
    DS-8201 (fam-trastuzumab deruxtecan in U.S.A; trastuzumab deruxtecan in tutti gli altri Paesi del mondo) è il prodotto leader del franchise sperimentale sugli ADC di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise e il programma più avanzato nella piattaforma scientifica ADC di AstraZeneca.

    A marzo 2019, Daiichi Sankyo e AstraZeneca hanno formalizzato una collaborazione a livello globale al fine di sviluppare congiuntamente e commercializzare DS-8201 come potenziale nuovo farmaco in tutto il mondo, eccetto che in Giappone, dove Daiichi Sankyo manterrà i diritti esclusivi. Daiichi Sankyo sarà unica responsabile per la produzione e la fornitura.

    Un ampio e completo programma di sviluppo con [fam-] trastuzumab deruxtecan è attualmente in corso a livello globale con cinque studi registrativi per il carcinoma metastatico mammario e gastrico, incluso una trial su pazienti affetti da carcinoma mammario metastatico e bassi livelli di espressione di HER2 (HER2 basso), Studi di fase II sono in corso per carcinoma colorettale avanzato con espressione di HER2, così come per carcinoma polmonare non-squamoso con sovraespressione di HER2 o carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione di HER2. Sono in corso, inoltre, trial clinici in combinazione con altri trattamenti anticancro come l’immunoterapia

    La statunitense Food and Drug Administration (FDA) ha recentemente garantito la valutazione accelerata sulla concessione della Licenza Biologica a DS8201 per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2- positivo: l’ADC aveva già in precedenza ottenuto la designazione di Breakthrough Therapy e di Fast Track. Una domanda di autorizzazione per DS-8201 come trattamento per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo è stata anche sottoposta al Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese, che aveva precedentemente concesso la designazione di SAKIGAKE per il trattamento del carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo in stadio avanzato.[Fam-] trastuzumab deruxtecan è una molecola in fase di sperimentazione non ancora approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate.

    Daiichi Sankyo Cancer Enterprise
    La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
    L’obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole.
    I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: [fam-] trastuzumab deruxtecan, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com

    FonteDaiichi Sankyo Italia

    Contatti
    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

    Valeria Carbone Basile
    Tel: +39 339 1704748
    valeria.carbonebasile@gmail.com

  • Make-A-Wish Italia e La Roche-Posay insieme per realizzare i sogni dei bambini

    Continuano le iniziative di Make-A-Wish® Italia, la Onlus con sede a Genova che dal 2004 opera capillarmente su tutto il territorio nazionale in favore dei bambini di età compresa tra i 3 e i 17 anni che soffrono di gravi patologie, donando loro gioia e speranza attraverso la realizzazione di un desiderio.

    Nel 2019 l’associazione rinnova per il terzo anno la collaborazione con La Roche-Posay Laboratoire Dermatologique. Grazie ad una donazione potranno essere esauditi tanti sogni di bambini affetti da gravi patologie. Inoltre, in occasione della vendita di un’edizione limitata di prodotti Lipikar, La Roche-Posay racconterà ai propri consumatori dei progetti della Onlus e i consumatori riceveranno un Olio Lavante da 100ml in omaggio.

    I prodotti Lipikar sono rivolti a tutta la famiglia, per il trattamento della pelle sensibile da secca a molto secca. Il primo prodotto in edizione limitata è il Lipikar Baume AP+, balsamo relipidante che aiuta a riequilibrare il microbioma riducendo la frequenza degli episodi di secchezza severa, ideale per la routine della pelle a tendenza atopica. Il secondo prodotto in edizione limitata è la novità 2019, il Lipikar Latte Urea 5+, destinato alla routine della pelle da molto secca a ruvida: regola la secchezza e la desquamazione cutanea aiutando il rinnovamento della superficie cellulare e alleviando gli arrossamenti e la sensazione di prurito.

    Negli scorsi anni diversi sono stati i desideri realizzati grazie a questa importante iniziativa. Bambini come Denise, Nicolò, Oriana, Fabrizio, hanno visto il loro sogno realizzarsi: chi ha conosciuto le principesse delle proprie favole, chi ha incontrato il suo calciatore preferito, chi è diventata fotografa per un giorno, chi ha esplorato la città dei suoi sogni. Un desiderio che diventa realtà è un potente pensiero positivo, un’esperienza unica in grado di migliorare la qualità della loro vita rendendoli più forti nella loro battaglia contro la malattia.

    Make-a-Wish® Italia e La Roche-Posay danno il proprio contributo per migliorare la qualità della vita di molti bambini gravemente malati realizzando i loro sogni.

    Make-A-Wish® Italia è un’organizzazione no profit nata nel 2004 che realizza desideri di bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni d’età affetti da gravi patologie. Il valore di un desiderio è enorme: un sogno esaudito fa capire che nulla è impossibile, e ha il potere di migliorare la qualità della loro vita. Infatti, specifiche ricerche hanno dimostrato che le emozioni positive che ne derivano, generano concreti benefici per i bambini malati e le loro famiglie: l’89% dei bambini diventa emotivamente più forte, l’81% dei genitori afferma che i bambini affrontano meglio le terapie e il 98% delle famiglie torna a sentirsi di nuovo una “famiglia normale” (Fonte: Wish Impact Study Result, March 2011 – MAW America). A conferma della sua serietà e affidabilità, destina una percentuale altissima delle proprie spese alla Missione (78% nel 2018). Make-A-Wish® Italia è affiliata a Make-A-Wish®International – una delle organizzazioni benefiche più note al mondo presente in 50 Paesi, con 40 affiliate, 45.000 volontari e 480.000 desideri realizzati.

    Make-A-Wish Italia – Realizzare i desideri dei bambini malati

  • Aspetti da considerare per scegliere un chirurgo plastico

    Decidere di sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica può essere una decisione difficile da prendere, dato che può cambiare la vita di una persona migliorando l’immagine che abbiamo di noi stessi e la nostra autostima. Per questo motivo, tantissime speranze sono poste nelle mani del chirurgo plastico cui ci si rivolge, e da questa decisione dipendono le possibilità di ottenere un risultato soddisfacente.

    Come confermato sul sito https://marcomoraci.it/ del chirurgo Marco Moraci, la chirurgia estetica è sempre più sicura, ed i rischi per la salute quando si subisce questo tipo di intervento sono marginali.

    Tuttavia, è conveniente prendere in considerazione una serie di accorgimenti quando si decide di rivolgersi ad un chirurgo plastico.

    1. È essenziale selezionare un professionista qualificato e con grande esperienza nel settore.
    2. L’intervento deve essere eseguito in un ospedale o in una clinica che disponga di tutte le risorse necessarie per poter fronteggiare ogni possibile situazione di emergenza o complicazione.
    3. Se lo si desidera, è anche possibile visitare le strutture prima dell’intervento.
    4. Prima di qualsiasi intervento è necessario sottoporsi a test preoperatori per valutare il tuo stato di salute e conoscere i dettagli dell’intervento.
    5. Il paziente deve firmare un documento con il suo consenso una volta che è stato ben informato e sono stati chiariti tutti i dubbi riguardanti l’intervento, i rischi e i dettagli del pre e post-intervento.
    6. Tutto il team medico che lavora con il chirurgo plastico deve essere qualificato ed iscritto all’albo. Inoltre, qualsiasi intervento che richiede l’anestesia generale deve prevedere la presenza di un anestesista qualificato in sala operatoria.
    7. Il paziente deve essere informato se è necessario rimanere in ospedale o in clinica dopo l’intervento e, indipendentemente da questo, come sarà il processo di monitoraggio nelle settimane seguenti.
    8. Dopo la dimissione, il paziente deve ricevere un rapporto dettagliato sull’operazione eseguita e i consigli da seguire in futuro.
    9. Infine, il consiglio è quello di non avere fretta di scegliere il professionista più appropriato. Prenditi tutto il tempo necessario per riflettere prima di decidere e cancellare tutti i dubbi che possono sorgere.

    Pertanto, scegliere un professionista qualificato e chiarire eventuali dubbi che potrebbero sorgere sull’intervento, nonché sulla fase pre e post-operatoria, è un passo fondamentale sul quale è bene ragionare prendendosi tutto il tempo necessario.

  • “Un extra per la ricerca” il Frantoio Pace aderisce alla campagna AIRC per la prevenzione dei tumori

    Il Frantoio Pace aderisce alla campagna di AIRC “Un extra per la ricerca”. Per ogni bottiglia acquistata presso il punto vendita in corso Italia 8A a San Nicola di Piertragalla(PZ) è possibile donare 2 euro per aiutare i ricercatori a rendere il cancro ancora più curabile.

    Ogni giorno circa cinquemila ricercatori sostenuti da AIRC sono impegnati ad approfondire la conoscenza del cancro e dei meccanismi che ne regolano lo sviluppo. Dal loro lavoro giungono continuamente nuove scoperte, che hanno un impatto significativo sia a livello di cura che di prevenzione, come dimostrano i risultati dello studio condotto dal Dott. Antonio Moschetta dell’Università degli studi di Bari, pubblicati sulla rivista Gastroenterology.

    Il suo gruppo di ricerca ha recentemente dimostrato che il consumo quotidiano di olio extravergine di oliva aiuta a ridurre l’infiammazione intestinale pertanto può contribuire a prevenire in maniera significativa i tumori del colon retto.

    “L’olio extravergine di Oliva tipico del nostro territorio è ricco di acido oleico, una sostanza in grado di attivare una serie di geni e ridurre l’infiammazione intestinale, che rappresenta il primo passo verso la formazione di polipi e tumori del colon-retto

    Antonio Moschetta – Università degli studi di Bari

    Un numero crescente di studi sta dimostrando la stretta correlazione tra un’alimentazione varia ed equilibrata e la prevenzione del cancro. L’American Institute for Cancer research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci. Ci sono ormai molte prove che una dieta salutare vada adottata sin dalla più tenera età, ma non è mai troppo tardi per cambiare menù.

    Ecco alcune semplici indicazioni da seguire:

    • Privilegiare i cibi vegetali come i cereali integrali,legumi e consumare cinque porzioni tra verdura e frutta ogni giorno
    • Limitare l’apporto di grassi saturi e carne rossa
    • Condire con olio extravergine di oliva che, oltre a dare più gusto a ogni piatto, volge un ruolo importante nella prevenzione di alcuni tipi di tumore.

    Per saperne di più: www.oliopace.it/blog/category/salute/

     

  • Anytime Fitness: allenarsi è possibile a tutte le età e fa bene alla salute

    È sempre più diffusa la voglia per gli over 50 e 60 di sentirsi bene e restare in forma, tanto che secondo una ricerca mondiale condotta dalla Georgia State University, gli allenamenti per over sessantenni sono entrati nella top ten delle nuove tendenze fitness. Ma qual è l’allenamento più giusto per questa fascia d’età? Anytime Fitness, il più grande franchising al mondo per palestre, nato negli USA 17 anni fa e dal 2016 presente anche in Italia, ha dedicato a questo target un’attenzione specifica.

    Sono tanti i corsi pensati per chi deve conciliare la voglia di fare movimento con l’esigenza di non sottoporre il proprio corpo a uno stress eccessivo. Con il passare degli anni, infatti, le ossa, i muscoli e il metabolismo evolvono e un buon allenamento deve essere costruito “su misura”. Per questo Anytime Fitness propone programmi ad hoc con corsi di ginnastica dolce, perfetti per lavorare sulla postura – visto che i problemi di schiena diventano sempre più frequenti con l’avanzare dell’età -, e corsi di AVQ, ovvero attività di vita quotidiana, dunque esercizi a corpo libero che coinvolgono tutti i muscoli del corpo e risultano importanti, soprattutto per i più anziani, nel recupero di una piena capacità fisico – motoria. Inoltre, l’attenzione verso il target si dimostra anche nella cura dei centri, con alcune accortezze non comuni nelle palestre tradizionali. Un esempio? Le docce chiuse per garantire massima privacy e riservatezza.

    «Una delle ragioni per cui spesso si rinuncia a fare fitness è la convinzione che sia un mondo fatto solo “di e per palestrati”, ma non è così e ogni età può trovare il suo giusto allenamento. Anzi, proprio quando si superano i 50 anni è importante non sottovalutare il movimento che può diventare la base per invecchiare al meglio. L’attività sportiva, infatti, specie se praticata con regolarità, può rappresentare un vero e proprio elisir di lunga vita. Per questo abbiamo voluto dedicare così tanta attenzione a questo target, con attività e servizi dedicati» – dichiara Roberto Ronchi, Chief Operating Officer di Anytime Italia.

     

    IL MODELLO ANYTIME FITNESS

    Anytime Fitness è il più grande franchising del fitness al mondo. Nato negli USA nel 2002, conta oltre 4.500 club in 37 Paesi – dal Canada al Giappone, dal Qatar all’Australia, dal Regno Unito al Cile – con più di 4 milioni di iscritti. In Italia è arrivato nel 2016, per volere di Domenic Mercuri e Rino Centrella, co-fondatori di Anytime Italia s.r.l, a cui si è aggiunto successivamente il terzo socio, Daniel Pagnoni. Nel giro di tre anni hanno già avviato ben 19 club lungo tutto lo Stivale. Il successo del modello proposto da Anytime Fitness è testimoniato anche da importanti riconoscimenti come il conseguimento, nel 2014 e per le tre edizioni successive, del primo posto nella classifica “Entrepreneur Franchising 500”, che ogni anno premia il “Miglior Franchising nel Mondo” per solidità finanziaria e tasso di crescita.

  • Come saldare in sicurezza

    La saldatura (autogena) è un procedimento irreversibile che permette l’unione permanente di due giunti, con o senza l’aggiunta di materiale d’apporto. Una prima distinzione preliminare da effettuare è quella tra saldatura e brasatura (detta anche saldatura eterogena): a differenziare i due processi è la fusione/non fusione dei lembi da congiungere (a essere fuso, nel secondo caso, è il solo materiale d’apporto).

    Queste due operazioni, implicando l’esposizione a calore e temperature elevate, prevedono l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI) affinché l’operatore possa lavorare in assoluta sicurezza. Passiamo ora in rassegna i principali, esaminando il loro impiego in termini di salvaguardia della salute.

    In sicurezza

     

    • Tra gli indumenti che identificano immediatamente un saldatore c’è, senza dubbio, la visiera protettiva, a volte sostituita da occhiali: la funzione di questo dispositivo è quella di proteggere gli occhi dell’operaio dall’intensa luce sprigionata dal processo di saldatura, dalle radiazioni ultraviolette generate e dalle particelle potenzialmente ustionanti che si disperdono nell’aria.

     

    • I guanti, oltre a evitare bruciature, prevengono il rischio di essere folgorati, essendo tutte le attrezzature alimentate a corrente.

     

    • La mascherina per i fumi è indispensabile, anche nel caso la vostra officina disponga di un sistema di aspirazione all’avanguardia. Durante la saldatura, infatti, vengono rilasciate esalazioni estremamente tossiche.

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    • Anche per quanto riguarda le scarpe, non bisogna accontentarsi delle classiche antinfortunistiche: le calzature antiscivolo di un saldatore devono proteggere dal fuoco, dagli urti e dalle scosse elettriche.

     

    • Il grembiule deve essere perfettamente ignifugo e salvaguarda l’operatore dal rischio di incendi e dall’esposizione a radiazioni.

    Consigli utili

     

    Qualora abbiate la necessità di effettuare un’operazione di questo tipo, rifornirvi in una fucina meccanica specializzata nella realizzazione di accessori e attrezzature per la saldatura è la soluzione migliore per lavorare in sicurezza con utensili certificati e di prima qualità. GFB Fucina Meccanica è un’azienda leader nel settore delle produzioni industriali per pipeline.

  • Cos’è la Ventilazione Puntuale?

    La ventilazione puntuale è un sistema di areazione progettato per strutture composte da più ambienti e consente di implementare il ricircolo di aria in una casa, in un esercizio commerciale o in un’azienda, stanza per stanza. Qualunque sia la funzione dell’immobile è dimostrato da svariati studi ed esperimenti scientifici che una cattiva, irregolare o assente areazione può avere conseguenze devastanti, sia sulla struttura stessa, con la formazione di umidità e muffe resistenti, che, soprattutto, sull’essere umano che vi trascorre gran parte delle sue giornate. Le persone tenderanno infatti a sviluppare o aggravare preesistenti patologie di natura allergica, compromettendo sensibilmente l’efficienza delle vie respiratorie, ma questa non è che una delle tipologie di controindicazioni e conseguenze negative di un ambiente reso poco sano o nocivo dalla ventilazione insufficiente. Una ventilazione controllata può alleviare disturbi definibili “da casa malata” o “mal d’ufficio”. L’aria interna può essere contaminata da microorganismi, odori di cottura o tabacco, muffe, umidità o particolari esalazioni di alcune lavorazioni industriali. Persino i più comuni prodotti di pulizia possono rilasciare delle particelle nocive, che non sempre vengono percepite o segnalate adeguatamente. Una buona e regolare areazione potrebbe risolvere o diminuire l’impatto sulla salute di problematiche del genere, ma come sappiamo, anche l’aria esterna è ormai nella maggior parte dei casi inquinata e contaminata da inquantificabili tipologie di batteri. Per questo un sistema come la ventilazione puntuale permette di ottenere un risultato strabiliante in ogni tipo di ambiente.

    L’installazione di un elemento di ventilazione puntuale, che ottiene da anni certificazioni e riconoscimenti della qualità dei suoi prodotti in tutta Europa, risolve i problemi di salubrità dell’aria, annientando anche l’inquinamento acustico, fonte di stress costante e purtroppo generalmente inevitabile nella società moderna. La ventilazione puntuale consente di migliorare nettamente la qualità dell’aria, diffondendo benessere nell’ambiente in cui viene collocata e attivata, attraverso una sorta di igienizzazione dell’aria, grazie al potere antisettico del rame, e una suddivisione netta dell’aria in entrata e in uscita, per cui se da un lato le caratteristiche termiche della seconda verranno trasmesse alla prima, dall’altro non entrando in contatto, i fattori nocivi e sgradevoli non intaccheranno la qualità dell’aria esterna, già purificata nel passaggio. Inoltre, questo processo può riguardare un solo ambiente, la cui esposizione o funzione rende necessario un intervento del genere, che comunque sarà solo minimamente invasivo e il cui costo va valutato come un investimento sulla salute e sulla sicurezza, impagabili. La linea di sistemi di areazione e ventilazione risponde ad esigenze differenti ma allo stesso tempo mantiene degli standard qualitativi altissimi per ognuno dei suoi prodotti. Essi hanno in comune certificazioni di conformità, efficienza e una particolare attenzione verso il risparmio energetico e la protezione e salvaguardia dell’ambiente. In più, gli operatori Prana sono disponibili, qualificati, professionali e ineccepibili, sia nel pianificare e sostenere il cliente nella scelta della soluzione più adatta alle sue esigenze e assisterlo dal primo preventivo, semplice e gratuito, a eventuali contatti e problemi post-vendita, che, naturalmente nelle operazioni legate all’installazione della ventilazione selezionata.

  • Giornata del donatore: Avis comunale Bergamo premia i suoi migliori donatori

    Sette uomini e una donna, sono stati premiati in occasione della “Giornata del Donatore”, nata nel 1936 con la fondazione di Avis Comunale di Bergamo e condivisa con l’Amministrazione comunale di Bergamo.

    Una giornata speciale che premia i donatori più affezionati e meritevoli, che hanno superato le 100 donazioni. L’iniziativa si è tenuta venerdì 22 novembre, presso la Sala Consigliare di Palazzo Frizzoni, alla presenza delle autorità di Avis e Comunali, rappresentate da Roberto Guerini, presidente di Avis comunale Bergamo e del Sindaco Giorgio Gori.

    A ricevere la benemerenza con diploma, i donatori Marco Baldissera, Giorgio Beni, Isidoro Carminati, Riccardo Chiari, Mario Cortesi, Maria Lucilla Danesi, Enrico Guglielmo Galmozzi e Enrico Giovanni Motterlini, persone che si sono distinte per generosità, senso di comunità e merito.

    “Donare è la vittoria più grande per sé stessi e per la propria comunità. Queste persone si sono distinte per impegno, perseveranza e per senso civico ed è giusto che ricevano un riconoscimento per il loro contributo. La Giornata del Donatore vuole ricordare a tutti l’importanza del dono e la sempre maggiore necessità di emocomponenti. Nel 2019, abbiamo registrato 100 donazioni in più rispetto all’anno precedente (4832 donazioni). Sono dati incoraggianti ma c’è ancora molto da fare. Tuttavia, ci riempie di orgoglio sapere che a Bergamo ci sono 3541 donatori e 457 aspiranti. Ringraziamo l’Amministrazione comunale di Bergamo che da oltre trent’anni ci supporta in questa iniziativa” ha sottolineato Roberto Guerini, presidente di Avis Comunale Bergamo

    Per informazioni: www.avisbg.it

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    Instagram @aviscomunalebergamo

  • MINI FULL ELECTRIS PER SICES Corp SA

    La SICES Corp SA contribuisce all’abbattimento delle emissioni di CO2 acquistando le Mini Full Electric  

    In Italia, riguardo al tema di economia circolare, dove si punta al reuse e si cerca di ridurre al minimo gli sprechi e i rifiuti, trovano posto i settori agroalimentare, moda, packaging e, finanche, i materiali da costruzione. A questi si aggiunge la chimica verde, nella carta riciclata e nella componentistica auto per ridurre le emissioni.

    Sistema di mobilità

    Oggi, sono molte le aziende che hanno come obiettivo principe lo sviluppo di un sistema di mobilità, privato e pubblico, che permetta di muoversi in modo più sostenibile. Nel rispetto dell’ambiente, si ottimizzano gli spostamenti e si abbattono le emissioni di CO2 (biossido di carbonio) per rendere le nostre città più vivibili.

    Tra le aziende attente all’ecosostenibilità troviamo la SICES Corp SA, un’importante società di servizi che opera nel settore Oli e Gas, energia, chimica e petrolchimica, dove hanno fatto ingresso le nuove Mini Full Electric, a Zero Emissioni.

    Mobilità sostenibile

    Considerato le agevolazioni fornite, sia dagli Stati che dai produttori automobilistici, per coloro che decidono di aderire alla mobilità sostenibile, la SICES Corp SA è una delle società che, per dare il proprio personale contributo all’ambiente, ha optato per l’elettrico. La SICES Corp SA fa, quindi, un salto di qualità a vantaggio dell’ambiente con la Mini Full Electric, autovettura elettrica all’avanguardia che sta riscuotendo un notevole successo, da Milano a Messina, da Napoli a Roma, fino alla lontana Chiasso (Svizzera).

    Il Dott. Vincenzo Pompeo Bava, amministratore della nota società di capitali, fiero della scelta del gruppo, afferma: “E’ necessario anche per le aziende muoversi in modo più consapevole per abbattere le emissioni di CO2, a vantaggio dell’ambiente. La SICES, leader nel settore delle costruzioni e manutenzione di impianti industriali, ha voluto dare un segno tangibile di interesse verso l’ecosistema del Pianeta e verso il Mondo che lasceremo ai nostri figli, cambiando radicalmente e profondamente la filosofia aziendale”.

    La sede centrale si trova a Chiasso ed opera in tutto il mondo. E’ una società che, grazie alle esperienze consolidate dei propri manager e ingegneri, lavora con responsabilità e con una forte attenzione alla qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente. Il loro modello integrato offre costruzioni industriali, fabbricazioni, oltre a costruzione e manutenzione di moduli in loco e fuori sede.

    Rapporto sulla mobilità elettrica

    Il 25 settembre, al convegno That’s Mobilit, l’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano ha presentato il rapporto sulla mobilità elettrica. Secondo le ultime stime, in Italia finora si sono installate circa 8.200 colonnine: circa 3.500 in aree pubbliche, tra strade, piazze e parcheggi, e le rimanenti in zone private con accesso pubblico, come alberghi e supermercati. La distribuzione dei punti di ricarica però è disomogenea, perché una buona metà si concentra nelle regioni del nord; la Lombardia, in particolare, è l’unica regione con oltre mille colonnine sul suo territorio. Da notare, poi, che il 70-75% delle colonnine si trova nelle città e nelle aree urbane; ancora poche (meno del 5% del totale), invece, sono quelle disponibili sulle strade extraurbane e sulle autostrade italiane, mentre un 20-30% dei punti di ricarica complessivi si trova nei “punti d’interesse”, soprattutto centri commerciali e concessionari auto.

    Tanto è stato fatto e moltissimo c’è ancora da fare per salvaguardare il NOSTRO PIANETA dal riscaldamento globale. L’attenzione è alta verso l’ambiente e le grandi aziende danno l’esempio muovendo i primi passi. Anche noi, nei piccoli gesti quotidiani, possiamo dare un importante contributo per ridurre la nostra impronta di carbonio sulla Terra.

     

     

     

  • Congresso AHA Philadelphia: L’Acido Bempedoico riduce significativamente il colesterolo

    Daiichi Sankyo ha presentato al Congresso AHA i risultati due analisi combinate di quattro trial clinici di Fase III che hanno arruolato più di 3.600 pazienti

    L’acido bempedoico, in aggiunta a terapie ipolipemizzanti di background, riduce significativamente il colesterolo senza tuttavia influenzare negativamente il controllo glicemico. Daiichi Sankyo ha presentato al Congresso AHA, in corso a Philadelphia, due analisi combinate di dati provenienti da 4 trial di Fase III che hanno arruolato più di 3.600 pazienti. L’Acido Bempedoico, un inibitore orale dell’adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) che riduce la sintesi del colesterolo nel fegato, è attualmente in fase di valutazione regolatoria da parte dell’EMA e dell’FDA.

    Philadelphia, 18 novembre 2019 – L’acido bempedoico, in aggiunta a terapie ipolipemizzanti di background, riduce significativamente il colesterolo senza tuttavia influenzare negativamente il controllo glicemico. È quanto emerge da due analisi combinate di quattro trial clinici di Fase III sull’acido bempedoico che hanno coinvolto un totale di oltre 3.600 pazienti, e sono state presentate da Daiichi Sankyo all’American Heart Association (AHA) Scientific Sessions in corso a Philadelphia.

    Una delle analisi ha mostrato che l’acido bempedoico ha ridotto l’emoglobina A1c (HbA1c) dello 0.19% rispetto al placebo in pazienti diabetici trattati per 12 settimane. L’HbA1 è un parametro di valutazione standard del controllo glicemico, usato nella gestione del diabete. L’analisi ha inoltre dimostrato che i pazienti trattati con acido bempedoico hanno sperimentato un numero minore di nuovi casi di diabete così come di episodi di iperglicemia, rispetto a quelli trattati con placebo. L’analisi combinata suggerisce che l’acido bempedoico non ha un impatto negativo sul controllo glicemico in pazienti con e senza diabete, se aggiunto a una terapia ipolipemizzante stabile di background.

    “Molti pazienti ad alto o altissimo rischio di ipercolesterolemia combattono anche per mantenere sotto controllo i valori glicemici, siano essi soggetti già affetti da diabete o a rischio di svilupparlo. Il colesterolo elevato e la glicemia elevata sono entrambi fattori di rischio importanti per malattie cardiovascolari ed eventi quali infarto e ictus. – Ha dichiarato Wolfgang Zierhut, MD, responsabile del dipartimento Antithrombotic and Cardiovascular Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europa – Ci sono evidenze che dimostrano che alcuni trattamenti ipolipemizzanti possano aumentare il rischio di diabete, quindi è incoraggiante per noi osservare che l’acido bempedoico, in aggiunta a terapie preesistenti, riduce il colesterolo senza tuttavia influenzare negativamente il controllo glicemico.”

    Un’altra analisi ha dimostrato che in tutti e quattro gli studi di fase III, l’acido bempedoico riduce significativamente il colesterolo a bassa densità (C-LDL) nei pazienti con ipercolesterolemia, se aggiunto ad una terapia con statine alla massima dose tollerata. Nei soggetti trattati con terapia di background, l’acido bempedoico ha ridotto il C-LDL del 18% rispetto al placebo. Nei soggetti non trattati con terapia di background, l’acido bempedoico ha ridotto il C-LDL del 25% rispetto al placebo.

    L’acido bempedoico è in fase di sviluppo come trattamento addizionale in monosomministrazione giornaliera per quelle persone con ipercolesterolemia che non riescono a raggiungere i loro target di C-LDL e restano all’alto rischio di eventi cardiovascolari come infarto o ictus, nonostante assumano terapie ipolipemizzanti orali ottimizzate.
    La richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio dell’acido bempedoico, è attualmente sottoposta a valutazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e della Food and Drug Administration (FDA).

    Acido Bempedoico
    L’acido bempedoico è un inibitore orale dell’ATP citrato liasi (ACL) che, con un meccanismo d’azione mirato, riduce la biosintesi del colesterolo nel fegato, riducendo i livelli di C-LDL in circolo. Utilizzato in monosomministrazione giornaliera, è destinato a pazienti affetti da ipercolesterolemia e/o ad alto rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) che necessitano di una ulteriore riduzione di C-LDL, nonostante abbiano ricevuto statine alla massima dose tollerata.

    L’acido bempedoico ha una modalità d’azione unica e innovativa, complementare a quella di altre terapie ipolipemizzanti come le statine. Grazie alla sua specifica modalità d’azione sul fegato, l’acido bempedoico ha una ridotta potenzialità di indurre gli effetti collaterali a carico dell’apparato muscolare associati all’uso delle statine, e determina una riduzione ulteriore del C-LDL rispetto alla monoterapia con statine nei trial clinici.
    Con l’acido bempedoico si è osservata una riduzione della proteina C-reattiva ad alta sensibilità, un marker chiave dell’infiammazione associata a malattia cardiovascolare.

    L’acido bempedoico in monoterapia (180 mg) e l’associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe (180 mg/10 mg) in compresse, sono attualmente in corso di valutazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la riduzione del colesterolo LDL nei pazienti che non hanno raggiunto i loro livelli ottimali di C-LDL. Daiichi Sankyo Europa ha ottenuto da Esperion la licenza esclusiva per la commercializzazione di questi prodotti nell’area economica europea e in Svizzera. Le decisioni in merito all’approvazione sono attese per la prima metà del 2020.

    FonteDaiichi Sankyo Italia

    Daiichi Sankyo
    Daiichi Sankyo è un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e diffusione di terapie farmaceutiche innovative con la mission di migliorare a livello globale gli standard di cura e colmare i diversi bisogni ancora non soddisfatti dei pazienti, facendo leva su una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica”, Daiichi Sankyo è impegnata nella creazione di nuove terapie per l’oncologia e in altre aree di ricerca incentrate su malattie rare e disordini immunitari. Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

    Contatti
    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    [email protected]

    Valeria Carbone Basile
    Tel: +39 339 1704748
    [email protected]

  • Lotta contro i tumori maschili: San Martino Buon Albergo aderisce alla campagna in blu della LILT

    Dopo essersi tinto di rosa per sensibilizzare al tema della prevenzione del tumore al seno, il Municipio di San Martino Buon Albergo si veste di azzurro aderendo alla campagna nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori onlus di prevenzione del tumore alla prostata.

    La delegazione LILT di San Martino Buon Albergo organizza insieme al Comune un momento dedicato allo screening oncologico maschile gratuito, giovedì 21 novembre dalle 16 alle 19 presso l’ambulatorio comunale (Angolo via Roma – San Martino Buon Albergo).

    «La campagna di sensibilizzazione della Lilt rivolta agli uomini assume particolare importanza – dichiara Roberta Scaravelli, Assessore alle Politiche sociali del Comune di San Martino Buon Albergo -. Parlare di queste tematiche al sesso maschile risulta spesso difficoltoso per via dell’inconsapevolezza dei rischi ma anche della scarsa informazione: il carcinoma prostatico è la neoplasia più frequente nella popolazione maschile occidentale ma una diagnosi precoce porta il 95% dei pazienti asintomatici a scoprire il tumore alla prostata con 10 anni di anticipo, aumentando notevolmente la possibilità di sconfiggerlo»

    Per tutta la durata della campagna la facciata del Municipio sarà illuminata di azzurro, un piccolo segno di riconoscenza verso l’azione di sensibilizzazione della Lilt e di supporto alle famiglie da parte dell’Amministrazione Comunale.

    «Ringrazio a nome di tutta la comunità la Lilt per l’impegno costante e il contributo a diffondere il messaggio di questa campagna di prevenzione e informazione sul tumore alla prostata e sulle neoplasie maschili che si possono sconfiggere grazie alla prevenzione e ai corretti stili di vita. Ora, insieme, dobbiamo far arrivare questo messaggio a tutti gli uomini che vivono nella nostra città e, attraverso l’iniziativa in occasione del “mese azzurro”, siamo in campo a fianco della Lilt e dalla salute dei nostri concittadini. – conclude Franco De Santi, Sindaco del Comune di San Martino Buon Albergo.

  • Acido Bempedoico: Pubblicati sul JAMA i risultati del trial CLEAR Wisdom

    L’Acido Bempedoico riduce significativamente il C-LDL del 17% in aggiunta alla terapia di 12 settimane a base di statine alla massima dose tollerata.

    L’Acido Bempedoico, un inibitore orale dell’adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) che riduce la sintesi del colesterolo nel fegato, è attualmente in fase di valutazione regolatoria. Somministrato a pazienti in terapia con statine alla massima dose tollerata, ha dimostrato in 12 settimane una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 17%, e l’effetto si è protratto nelle 52 settimane dello studio. I risultati del trial di Fase III pubblicati sul JAMA- Journal of American Medical Association

    Roma, 13 novembre 2019 – L’acido bempedoico ha dimostrato una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 17% nei pazienti che assumono una terapia a base di statine alla massima dose tollerata, e l’effetto si è protratto nelle 52 settimane dello studio. I risultati del trial CLEAR Wisdom sono stati pubblicati oggi sul Journal of the American Medical Association (JAMA). La richiesta di autorizzazione all’immissione in commercio dell’acido bempedoico, è attualmente sottoposta a valutazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e della Food and Drug Administration (FDA).

    CLEAR Wisdom è il trial di Fase III, randomizzato, in doppio cieco, che ha valutato l’efficacia, la sicurezza a lungo termine e la tollerabilità dell’acido bempedoico 180 mg, rispetto al placebo, in 779 pazienti affetti da malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) e/o ipercolesterolemia eterozigote familiare (HeFH) non adeguatamente controllata con le attuali terapie ipolipemizzanti, in trattamento con statine alla massima dose tollerata.1

    Nella pubblicazione del JAMA, oltre all’endpoint primario di efficacia rappresentato dalla riduzione del colesterolo LDL a 12 settimane, sono riportati i principali endpoint secondari di sicurezza e tollerabilità fino a 52 settimane. L’articolo riporta che l’acido bempedoico:

    • Ha ridotto significativamente il C-LDL del 17% in aggiunta alla terapia di 12 settimane a base di statine alla massima dose tollerata, con quasi tutti i pazienti (85%) che ricevevano statine a intensità moderata o alta, e l’effetto si è protratto per le 52 settimane dello studio;
    • Ha significativamente ridotto del 19% la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP), un importante marker dell’infiammazione associata a malattia cardiovascolare, e l’effetto si è protratto per le 52 settimane dello studio.
    • A 12 settimane non ha peggiorato i valori dell’emoglobina A1c (HbA1c) (- 0,21% vs. placebo) nei pazienti con diabete.
    • A 52 settimane ha fatto registrare una frequenza di eventi avversi comparabile a quella osservata nel gruppo placebo (acido bempedoico 70% vs placebo 71%) e, nello stesso periodo, una simile percentuale di pazienti che hanno presentato eventi avversi gravi (acido bempedoico 20% vs placebo 19%);
    • Ha fatto registrare un’incidenza di eventi avversi cardiaci maggiori del 2,7%, mentre quella con placebo è stata del 4.7%.

    “Il trial CLEAR Wisdom ha dimostrato che l’acido bempedoico ha portato ad una ulteriore riduzione del colesterolo LDL nei pazienti che assumevano una terapia di background a base di statine alla massima dose tollerata, con un profilo di eventi avversi totali comparabile a quello del placebo” ha spiegato Anne C. Goldberg MD, FACP, FAHA, FNLA, Professore di Medicina nella Divisione di Endocrinologia, Metabolismo e Ricerca lipidica alla Washington University di St. Louis, nonché principale autore dello studio – Questi risultati sono coerenti con quelli osservati nello Studio 1 o CLEAR Harmony, il più ampio studio di fase III a lungo termine sull’acido bempedoico, pubblicato qualche mese fa sul New England Journal of Medicine. Questi risultati, ottenuti dal programma di sviluppo di fase III, dimostrano che l’acido bempedoico ha il potenziale per diventare un’opzione di trattamento per i pazienti ad alto rischio che richiedono una ulteriore riduzione di C-LDL.”

    “Crediamo che l’acido bempedoico risponderà ad un importante bisogno non soddisfatto per pazienti che richiedono una ulteriore riduzione del colesterolo LDL perché non raggiungono i target ottimali con le terapie ipolipemizzanti orali esistenti – ha dichiarato Wolfgang Zierhut, MD, responsabile del dipartimento Antithrombotic and Cardiovascular Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europa – Molti pazienti restano ad alto rischio di eventi cardiovascolari e necessitano di ulteriori opzioni di trattamento per raggiungere i loro obiettivi di C-LDL. Ciò è persino più pertinente visto che le ultime linee guida suggeriscono di ridurre ulteriormente tali livelli al fine di fornire una protezione ottimale”

    Disegno dello Studio 2 di Fase III (1002-047 conosciuto anche come CLEAR Wisdom)
    Lo studio registrativo di fase III, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 52 settimane, ha valutato l’efficacia e la sicurezza di acido bempedoico 180 mg al giorno rispetto al placebo.
    Lo studio è stato condotto in 86 centri in Nord America ed Europa. Un totale di 779 pazienti sono stati randomizzati per ricevere acido bempedoico o placebo in rapporto 2:1. L’obiettivo principale era valutare l’efficacia a 12 settimane nella riduzione del C-LDL dell’acido bempedoico rispetto al placebo. Gli obiettivi secondari comprendevano: la valutazione della sicurezza e tollerabilità dell’acido bempedoico rispetto al placebo, l’efficacia dell’acido bempedoico rispetto al placebo nel ridurre il C-LDL a 24 e 52 settimane, e gli effetti dell’acido bempedoico sugli altri marker di rischio dopo 12 settimane di trattamento, inclusi hsCRP and HbA1c,.

    Acido Bempedoico
    L’acido bempedoico è un inibitore orale dell’ATP citrato liasi (ACL) che, con un meccanismo d’azione mirato, riduce la biosintesi del colesterolo nel fegato, riducendo i livelli di C-LDL in circolo. Utilizzato in monosomministrazione giornaliera, è destinato a pazienti affetti da ipercolesterolemia e/o ad alto rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) che necessitano di una ulteriore riduzione di C-LDL, nonostante abbiano ricevuto statine alla massima dose tollerata.

    L’acido bempedoico ha una modalità d’azione unica e innovativa, complementare a quella di altre terapie ipolipemizzanti come le statine. Grazie alla sua specifica modalità d’azione sul fegato, l’acido bempedoico ha una ridotta potenzialità di indurre gli effetti collaterali a carico dell’apparato muscolare associati all’uso delle statine, e determina una riduzione ulteriore del C-LDL rispetto alla monoterapia con statine nei trial clinici.

    L’acido bempedoico in monoterapia (180 mg) e l’associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe (180 mg/10 mg) in compresse, sono attualmente in corso di valutazione da parte dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la riduzione del colesterolo LDL nei pazienti che non hanno raggiunto i loro livelli ottimali di C-LDL. Daiichi Sankyo Europa ha ottenuto da Esperion la licenza esclusiva per la commercializzazione di questi prodotti nell’area economica europea e in Svizzera. Le decisioni in merito all’approvazione sono attese per la prima metà del 2020.

    FonteDaiichi Sankyo Italia

    Daiichi Sankyo
    Daiichi Sankyo è un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e diffusione di terapie farmaceutiche innovative con la mission di migliorare a livello globale gli standard di cura e colmare i diversi bisogni ancora non soddisfatti dei pazienti, facendo leva su una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica”, Daiichi Sankyo è impegnata nella creazione di nuove terapie per l’oncologia e in altre aree di ricerca incentrate su malattie rare e disordini immunitari. Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

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    Elisa Porchetti
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  • Anytime Fitness: la rivoluzione nel mondo delle palestre

    Andare in palestra quando se ne ha più voglia, anche di notte o il giorno di Natale? È possibile grazie a Anytime Fitness, il primo franchising al mondo per il fitness. Una realtà nata 17 anni fa negli USA da Chuck Runyon e Dave Mortensen e presto diventata punto di riferimento a livello globale con oltre 4.500 centri e più di 4 milioni di iscritti.

    Il modello ha conquistato anche l’Italia dove è presente dal 2016. In soli due anni sono già 18 i centri nati nella penisola, destinati a crescere rapidamente già nel breve periodo. Del resto, quello del fitness è un mercato in continua espansione: più di 15 milioni di italiani si allenano con costanza e 40 milioni praticano sport saltuariamente. Molti di loro sono alla ricerca di un nuovo modo di fare palestra: basta centri snob o superaffollati, basta palestre per culturisti o per simil-agonisti. Sempre più persone ricercano un centro “su misura”, adatto a tutti, sempre. Anytime Fitness rappresenta la risposta a questa domanda.

    In ogni club Anytime Fitness si respira un clima conviviale, in cui poter svolgere in autonomia o in gruppo le attività più adatte alle proprie necessità. È un ambiente accogliente, in cui al beneficio di fare sport si somma la condivisione dell’esperienza. Perché la filosofia non è quella dei centri “d’élite” ma del “sentirsi a casa” dove ognuno può trovare l’offerta fitness più adatta alle proprie esigenze.

    Anytime Fitness è la palestra per tutti, sempre. Perché i centri Anytime Fitness sono pensati affinché tutti, ad ogni età, possano trovare la risposta più efficace all’allenamento di cui hanno bisogno. Ogni palestra mette infatti a disposizione un ricco calendario di corsi che spaziano dal mondo aerobico a quello anaerobico: da zumba e total body alla ginnastica dolce e posturale, con specifica attenzione per gli over 50 con attività AVQ ed esercizi a corpo libero che emulano attività quotidiane coinvolgendo tutti i muscoli del corpo. E anche per l’allenamento a corpo libero c’è tutto ciò che serve: dalle palle mediche agli elastici a muro, dalle corde ai sacchi box, dalle battle ropes al rack multifunzionale al trx. Supporti indispensabili per allenare tutti i muscoli del corpo, da soli o in compagnia.

    Ma la vera rivoluzione è la formula del “sempre aperti”: 24 ore al giorno, ogni giorno, anche durante le festività. Così, anche chi lavora o è sempre in viaggio, non è costretto a rinunciare al proprio momento fitness. Grazie alla chiavetta magnetica consegnata in fase di iscrizione, infatti, ogni iscritto può accedere a qualsiasi club al mondo.

    A prendersi cura di ogni cliente sono personal trainer competenti e preparati, tutti laureati in scienze motorie e con lunga esperienza professionale. La loro presenza è fondamentale non solo come accompagnamento durante l’allenamento, ma anche per favorire la socializzazione di ogni nuovo iscritto. Entrare a far parte di un centro Anytime Fitness, infatti, significa accedere a un ambiente accogliente, con una community globale, in cui molto spesso vengono organizzate anche attività extra, come cene, aperitivi o feste.

    E in ognuno dei 4.500 club può allenarsi su macchinari di ultima generazione che regalano un’esperienza altamente coinvolgente e interattiva. Una delle innovazioni più interessanti, ad esempio, è che i cardio macchinari, oltre ad essere connessi ad Internet e a bluetooth, hanno uno schermo attraverso il quale è possibile vedere addirittura Netflix. E ogni macchinario possiede un codice QR che mostra un video di esercizi da seguire per il proprio allenamento, utile nel caso in cui si vada fuori orario o il personal trainer non sia presente. Altra novità assoluta è l’Air Runner (anche nella versione Air Bike), tapis roulant ad aria che si adatta all’andatura del runner – a differenza di ciò che avviene solitamente. Infine, l’app Anytime Fitness su cui gli iscritti possono inserire i dati personali e programmare il proprio allenamento avendo a disposizione video, esercizi, recuperi suggeriti e un archivio degli allenamenti già svolti. Un database personale con cui sia il corsista che il personal trainer possono sempre monitorare i progressi fatti.

    «Una delle ragioni per cui spesso si rinuncia a fare fitness è la convinzione che sia un mondo fatto solo “di e per palestrati”, ma non è così: ogni persona, a ogni età, può trovare il suo giusto allenamento. Per questo, con Anytime Fitness proponiamo un modo nuovo di intendere la palestra: senza preclusioni per nessuno, con servizi di alta qualità, supervisione accurata da parte dei professionisti e massima flessibilità oraria. Siamo convinti, infatti, che l’attività sportiva debba accompagnare ogni momento della nostra vita, anche quando si diventa anziani, scegliendo di volta in volta la formula più adatta. Ciò significa mettere davvero al centro la persona. Ecco la rivoluzione di Anytime Fitness: il club che ti consente di essere “in continuo movimento”, nel modo che più preferisci» – dichiara Domenic Mercuri, fondatore con Rino Centrella e Daniel Pagnoni di Anytime Italia, il Master Franchisee di Anytime Fitness.

    IL MODELLO ANYTIME FITNESS

    Anytime Fitness è il più grande franchising del fitness al mondo. Nato negli USA nel 2002, conta oltre 4.500 club in 37 Paesi – dal Canada al Giappone, dal Qatar all’Australia, dal Regno Unito al Cile – con più di 4 milioni di iscritti. In Italia è arrivato nel 2016, per volere di Domenic Mercuri e Rino Centrella, co-fondatori di Anytime Italia s.r.l, a cui si è aggiunto successivamente il terzo socio, Daniel Pagnoni. Nel giro di tre anni hanno già avviato ben 18 club lungo tutto lo Stivale. Il successo del modello proposto da Anytime Fitness è testimoniato anche da importanti riconoscimenti come il conseguimento, nel 2014 e per le tre edizioni successive, del primo posto nella classifica “Entrepreneur Franchising 500”, che ogni anno premia il “Miglior Franchising nel Mondo” per solidità finanziaria e tasso di crescita.

  • Cerotti detox, eseguite nuove analisi: niente carbone nei prodotti in vendita

    Cerotti di Sale, e-commerce per la vendita online di cerotti terapeutici a base di sale dell’Himalaya, pubblica il risultato delle analisi di laboratorio che smentiscono il servizio mandato in onda da Striscia la Notizia secondo cui i prodotti contenevano carbone.

    Milano, Novembre 2019 – Niente carbone nei cerotti detox venduti da Cerotti di Sale, e-commerce per la vendita online di cerotti terapeutici a base di sale dell’Himalaya. Lo confermano le nuove analisi fatte eseguire presso Chemical Center, un laboratorio specializzato in provincia di Bologna. Toni smorzati, dunque, dopo che il servizio andato in onda su Striscia la Notizia che aveva messo in allarme i consumatori comunicando che i prodotti contenessero carbone. 

    Secondo il TG satirico, una delle peculiarità dei cerotti detox e cioè la colorazione nera dovuta all’assorbimento delle tossine all’interno del prodotto, era dovuta in realtà alla presenza di carbone tra gli ingredienti che, a contatto con il sudore del piede, dava al cerotto la tipica tonalità scura. A seguito della pubblicazione, da parte di Striscia la Notizia, di analisi di laboratorio che confermavano effettivamente la presenza di carbone nei prodotti, Cerotti di Sale ha voluto vederci chiaro, affidando al Chemical Center il compito di eseguire un’analisi completa dei cerotti detox.

    Il risultato delle analisi di laboratorio non ha lasciato dubbi: come dichiarato sulla confezione dei cerotti, infatti, questi ultimi erano composti esclusivamente da ingredienti quali sale dell’Himalaya, quintessenza di bambù, aceto di legno, minerale di tormaline, fibra vegetale, ioni negativi e vitamina C. Tutte sostanze naturali, tra le quali però non figura affatto il carbone. 

    I cerotti detox rappresentano uno dei prodotti di punta venduti da Cerotti di Sale: utilizzati soprattutto nel Sud Est Asiatico e in Medio Oriente, i cerotti detossinanti di sale vengono applicati sulla pianta del piede e agiscono durante la notte, aiutando il paziente a smaltire impurità e tossine che si accumulano nell’organismo. In quanto prodotti naturali e non farmaci veri e propri, i cerotti detox non possono certo promettere risultati miracolosi, né essere usati per curare gravi patologie, ma risultano essere un valido supporto come integratori detox. Senza bisogno di ricorrere al carbone. 

  • Più la vita ti segna più valore ha: Daiichi Sankyo coinvolge anche i dipendenti

    Daiichi Sankyo Italia include i dipendenti nella campagna di sensibilizzazione su invecchiamento attivo e supporto ai caregiver

    Roma 29 ottobre 2019 – Check up gratuiti per sé e per i propri genitori, permessi retribuiti extra, misure personalizzate e riconoscimenti per l’anzianità aziendale, sono solo alcune delle iniziative che Daiichi Sankyo Italia ha messo in atto per coinvolgere e includere anche i propri dipendenti in “Più la vita ti segna, più valore ha”, la campagna di sensibilizzazione che l’azienda farmaceutica ha creato per riportare l’attenzione sui bisogni non soddisfatti dei pazienti anziani, e contemporaneamente promuovere politiche di invecchiamento attivo e azioni di supporto ai caregiver.

    L’Italia è il Paese più longevo al mondo dopo il Giappone, dunque il tema dell’invecchiamento della popolazione è destinato ad entrare in maniera crescente e pervasiva nelle agende delle aziende italiane, in particolare all’interno del quadro normativo attuale in cui l’età pensionabile è legata ad un meccanismo di adeguamento automatico all’aspettativa di vita, e a fronte di una curva demografica della popolazione nazionale che si assottiglia sempre più in termini di nascite e si amplia in corrispondenza delle fasce di età medio-alte. Senza contare l’esercito silenzioso dei caregiver, composto da 7,3 milioni di italiani che si prendono cura dei propri familiari anziani non più autosufficienti, e che sono sempre più a rischio di burn out (dati ONDA-Osservatorio Nazionale per la Salute della donna e di genere). Vale pertanto la pena interrogarsi e sforzarsi di trovare soluzioni creative che possano trasformare in opportunità un trend che, se non gestito opportunamente e per tempo, rischia di diventare per le organizzazioni un problema in termini di produttività, motivazione e perdita di un enorme bagaglio di esperienze, competenze e networking detenuto da questa fascia di lavoratori.

    Così Daiichi Sankyo Italia ha scelto di coinvolgere nella sua campagna la propria “popolazione aziendale”, la cui età media è di 48 anni ed è cresciuta negli ultimi anni, anche grazie al fatto che la casa farmaceutica non ha mai considerato l’età una discriminante nella scelta delle sue risorse umane, tanto che dal 2014 ha assunto 32 ultracinquantenni. Dei suoi attuali 185 dipendenti, il 37% (68) è over 50, e il 56% è tra i 35-50 anni. Entrambe le fasce di popolazione sono interessate, direttamente oppure in qualità di caregiver, da queste nuove politiche di inclusione e approcci personalizzati, che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita professionale dei dipendenti, con particolare attenzione al tema dell’Aging. Nell’ambito di questo impegno si collocano diverse misure per dipendenti over 60, caregiver e genitori anziani:

    – Ai dipendenti office-based a due anni dalla pensione viene data la possibilità di usufruire di 1 giorno in più di Smart Working al mese, mentre quelli field-based a 2 anni dalla pensione potranno lavorare 4 giorni a settimana, pur mantenendo l’intero trattamento retributivo.

    – Un check up annuale gratuito, con esami comuni e specialistici per le patologie cardiovascolari e metaboliche, è offerto ai dipendenti over 62 e ai genitori di tutti i dipendenti.

    – Gli impiegati che si prendono cura dei loro familiari anziani avranno la possibilità di usufruire di permessi retribuiti extra per accompagnare i propri genitori alle visite di check up e potranno ricevere un training gratuito online e manuali di orientamento sul tema del caregiving.

    – I dipendenti saranno chiamati a partecipare alla valorizzazione del patrimonio di esperienze, con la condivisione del vissuto dei colleghi “più senior” e di quelli che fanno da caregiver, racconti che saranno selezionati attraverso il concorso interno “Ogni ruga è una storia”, affissi sul wall of value, “la bacheca del valore” aziendale, e infine pubblicati nel libro “Storie di ordinaria anzianità aziendale”. Verrà, inoltre, istituito un riconoscimento per celebrare il compimento dei 20 e 30 anni di servizio in Daiichi Sankyo Italia.

    Il progetto è appena entrato nella sua fase di implementazione, che si protrarrà fino ad aprile 2020. “Ad oggi sono già numerose le attestazioni di stima che stiamo ricevendo in maniera spontanea ed informale dai nostri dipendenti e da altre organizzazioni, per ciò che stiamo realizzando. – ha dichiarato Paolo Pagliarini, direttore del dipartimento HR & GA di Daiichi Sankyo Italia – E lo stiamo facendo perché crediamo davvero che il ruolo delle risorse umane sia quello di sperimentare con coraggio ed innovare i processi aziendali, al fine di valorizzare al massimo il patrimonio umano che l’organizzazione ha al proprio interno, iniziando proprio dal riconoscimento e dal rilancio attivo di questo prezioso segmento di lavoratori. Del resto questo tipo di pratiche non solo può essere compatibile con le esigenze di business, ma riesce addirittura a supportarle”.

    FonteDaiichi Sankyo Italia

    Daiichi Sankyo
    Daiichi Sankyo è un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredità di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica”, Daiichi Sankyo è impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.
    Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

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  • Al fondista Luca Sclisizzo la quarta borsa di studio “Giovane sportivo dell’anno Evergreen Life Products”

    L’iniziativa, arrivata alla sua quarta edizione, vede sempre la collaborazione dell’USSI FVG

    Udine, 24 ottobre 2019 – È un talento emergente negli sport invernali il vincitore della quarta borsa di studio “Giovane sportivo dell’anno Evergreen Life Products, promossa dall’azienda di San Giovanni al Natisone attraverso la sua Fondazione con la collaborazione dell’USSI FVG. Si tratta di Luca Sclisizzo, 18 anni e una grande passione per lo sci di fondo che gli sta già regalando le prime soddisfazioni. Come il secondo posto assoluto nella categoria U18 della Coppia Italia (stagione 2018/2019), risultato, tra gli altri, che gli ha permesso l’arruolamento nel Centro Sportivo Esercito, un obiettivo molto importante che rappresenta un primo passo per puntare ad una carriera agonistica.

    “Uno dei desideri che hanno portato alla nascita di Evergreen Life Foundation è stato quello di investire sulle nuove generazioni, fornendo la possibilità, a giovani meritevoli, di proiettarsi concretamente nel proprio futuro.” – dichiara Alessandra Vidon Pesle, Presidente della Fondazione, che prosegue: “Siamo felici di essere arrivati alla quarta edizione e di premiare un ragazzo come Luca, che sta investendo energie, tempo, dedizione e studio per realizzarsi come sportivo e come giovane uomo. La Borsa di Studio Triennale lo aiuterà negli studi universitari, fondamentali per progettare un futuro professionale al di là di quello sportivo.”

    Luca, infatti, oltre ad essere una promessa nello sport, è anche un ottimo studente. Dopo 4 anni al liceo ISIS Paschini-Linussio e ora iscritto al quinto anno presso l’Istituto Omnicomprensivo Bachmann di Tarvisio, Luca ha da sempre mostrato un ottimo metodo di studio e una spiccata propensione alle materie scientifiche, oltre che essere molto attivo nella partecipazione a progetti scolastici e sociali, supportando le associazioni di Paluzza, suo Comune di residenza. Le docenti di Scienze Motorie e Sportive Gabriella Zanier e Caterina Polettini, lo descrivono così: “Di Luca apprezziamo molto la serietà e la determinazione, tratti del suo carattere che gli hanno permesso, nonostante il poco tempo a disposizione per studiare, di ottenere ottimi risultati a scuola e rendersi esempio per i suoi compagni.”

    A premiare Luca Sclisizzo insieme a Alessandra Vidon Pesle e Umberto Sarcinelli (Pres. USSI FVG), anche l’ospite d’onore Gabriella Paruzzi, ex sciatrice di fondo e campionessa olimpionica che ha dato utili consigli al giovane premiato e ha catturato la platea con il racconto della sua personale esperienza sportiva tra sacrifici ed emozioni.

    Umberto Sarcinelli ha commentato così l’impegno dell’Associazione rappresentata: “L’USSI FVG, nel suo compito di sostenere i giovani alla pratica sportiva unita all’ottima condotta e all’altrettanto ottimo rendimento scolastico, è lieta di poter collaborare nel tempo con Evergreen Life Foundation, in piena sintonia con l’Ufficio Scolastico Regionale, al fine di fornire un supporto concreto agli atleti meritevoli. I valori che lo sport insegna, sono valori universali e fondamentali alla formazione delle donne e degli uomini della società del domani. Iniziative come questa, meritano ogni tipo di appoggio e sostegno, ed è dovere dell’USSI darne lustro”.

    La borsa di studio, del valore di 2.000€, è un gesto concreto che sottolinea la volontà da parte di Evergreen Life Foundation e USSI FVG di supportare i giovani talenti affinchè possano realizzare i loro sogni, regalando un futuro non solo a loro ma anche al settore sportivo regionale.

    Alla cerimonia hanno preso parte anche Claudio Bardini docente presso l’Università degli Studi di Udine, Enzo Sima di Promoturismo FVG, il Tenente Colonnello Danilo Eliseo dell’Esercito FVG e Stefano Mazzolini, Vice Presidente Consiglio Regionale FVG.

    Evergreen Life Foundation

    I valori di filantropia e solidarietà che hanno ispirato Livio Pesle a fondare Evergreen Life Products srl, società di Network Marketing, il cui scopo è quello di offrire benessere fisico e opportunità di lavoro al maggior numero di persone, sono alla base anche di questo nuovo progetto destinato a devolvere fondi sociali e donazioni per la realizzazione di progetti mirati soprattutto ad alleviare la grave crisi occupazionale in cui versano i giovani del nostro Paese. Evergreen Life Foundation è pertanto un organizzazione senza scopo di lucro, nata dal desiderio di una famiglia e di un’azienda di impegnarsi nel sociale in maniera diretta anche al di fuori della sfera di attività solidale e filantropica caratteristica di Evergreen Life Products srl.

  • I CAMPIONI DEL BIOMEDICALE VOLANO NEL DISTRETTO EMILIANO BENCHMARK E PERFORMANCE DI UN SETTORE CHE NON CONOSCE CRISI

    Il Rapporto 2018 di AreaSCOA fotografa il polo produttivo di Bologna e Mirandola. Palmieri: «La Silicon Valley italiana del biomed compete nel mondo con aziende dinamiche che, per quanto piccole, hanno ottime marginalità e interessanti prospettive di sviluppo»

    Con un fatturato complessivo di oltre 1,6 miliardi di euro e più di 150 milioni di margine operativo lordo, Mirandola e Bologna rappresentano il più importante distretto del settore biomedicale in Europa, terzo nel mondo dopo Minneapolis e Los Angeles. Un polo in cui operano aziende dalle ottime performance e dagli eccellenti potenziali di crescita, a cui AreaSCOA, il marchio di Studio COnsulenti Associati – SCOA che si occupa di analisi di mercato, analisi di settore, business model e di formazione su temi manageriali ed economico-gestionali, ha deciso di dedicare, per il terzo anno, un dettagliato Rapporto di analisi.

    «Campioni del biomedicale» – questo il titolo del rapporto – analizza 121 aziende, fornendo indicazioni circa: i valori delle singole aziende, i valori macro dei due distretti, la loro evoluzione nel tempo e i valori mediani delle aziende caratterizzati dalla produzione di una classe di prodotti simili. Il rapporto nasce per essere d’aiuto agli imprenditori del settore, affinché possano effettuare benchmarkingin maniera veloce e intuitiva, e per mettere a disposizione di fornitori, consulenti, operatori finanziari e policy maker, uno strumento di analisi dei dati delle aziende del settore, contribuendo così alla valorizzazione del patrimonio imprenditoriale emiliano-romagnolo.

    Sviluppatosi a partire dal 1962 per intuizione del lungimirante farmacista Mario Veronesi che inventò uno dei primi dispositivi per infusione, il distretto è oggi riconosciuto come la Silicon Valley del biomed in Italia. Un’area che occupa complessivamente circa 5.000 addetti, con prevalenza di società a responsabilità limitata (97 aziende su 121). Le aziende del distretto sono soprattutto di media o piccola dimensione e solo tra le società più grandi prevale la forma delle società per azioni (18% del campione). Il rapporto dimostra in particolare come l’appartenenza a un gruppo aziendale con altre imprese del settore sia fortemente correlata alla dimensione: le 58 aziende inserite in gruppi fatturano oltre l’80% del totale dei due distretti. In termini di redditività invece non c’è una differenza evidente tra le aziende inserite in gruppi esteri e quelle di gruppi italiani, mentre le aziende stand alone hanno margini maggiori di quelle appartenenti a gruppi esteri.

    Analizzando il fatturato si evidenziano inoltre le differenze tra i risultati dei due distretti: nel periodo 2014-2017 il fatturato delle aziende bolognesi è cresciuto di oltre 150 milioni di euro, mentre per quelle mirandolesi è diminuito di quasi 20 milioni di euro, risentendo ancora in parte della recessione del 2012 e del sisma verificatosi nello stesso anno. Valore della produzione, immobilizzazioni totali e numero di aziende dei due distretti sono, invece, piuttosto simili, anche se nell’insieme le aziende di Mirandola esprimono maggiori margini e indebitamento netto.

    Non solo, i dati mostrano un’evidente specializzazione rispetto alle produzioni: in particolare, le aziende che producono Materiali sono concentrate nel distretto di Mirandola, quelle che realizzano Protesi e Mobili in quello di Bologna, mentre le aziende della classe più numerosa – Apparecchi e Componenti – si ripartiscono in maniera equilibrata tra i due distretti. Tra i comparti si distingue per importanza la sottocategoria dell’odontoiatria che in termini di ricavi vale il 26% del comparto Protesi e il 36% di quello dei Mobili. Analizzando gli indici di bilancio di ciascun comparto, in ogni caso, si rileva che per quanto eterogenea sia la tipologia produttiva delle imprese del settore biomedicale, esistono degli economics che possono essere ritenuti stabili.

    «Nonostante la ridotta dimensione media delle sue aziende, il distretto biomedicale emiliano è assolutamente strategico: qui si concentrano aziende innovative, con elevata redditività e propensione all’esportazione, con tassi di crescita superiori a quelli di altri settori industriali. Proprio la piccola dimensione rende tali aziende interessanti aprendo a grandi opportunità di aggregazione. Ma per far sì che le aziende riescano a cogliere le migliori opportunità di crescita, è necessario spingerle a confrontarsi non solo con il proprio storico, ma con i competitors e con il mercato di riferimento. Per questo abbiamo realizzato uno studio dettagliato che consente a ogni imprenditore di comparare le performance della propria impresa con dati esterni. Noi di SCOA, che da sempre operiamo al fianco delle PMI e che abbiamo un’importante esperienza in operazioni di M&A, siamo convinti infatti che razionalizzare e contestualizzare i dati, mettendoli a disposizione degli imprenditori in maniera comprensibile e facile da utilizzare, possa essere fondamentale per contribuire allo sviluppo economico e sociale della nostra Regione, il cui tessuto imprenditoriale rappresenta un’eccellenza del nostro Paese» –dichiara Federico Palmieri, presidente SCOA.

  • Concorso Cuore d’Oro 2.0 – Edizione #gialloplasma

    Al via il secondo concorso “Cuore d’Oro 2.0 – Edizione #gialloplasma” promosso da Avis Comunale di Bergamo per sensibilizzare i cittadini sulle donazioni di plasma.

    Il plasma è la parte liquida del sangue di colore giallo. Da questo prezioso elemento è possibile ottenere dei veri e propri farmaci per la cura di numerose malattie e – poiché il fabbisogno nazionale rende necessario importare dall’estero alcune scorte di tali farmaci – è fondamentale incrementare il numero di donatori e di donazioni. Per questo Avis Comunale di Bergamo organizza questo concorso la cui partecipazione è gratuita ed aperta a tutti i cittadini di Bergamo e ai soci Avis iscritti nella sezione Comunale di Bergamo.

    Scopo del concorso: la realizzazione di grafiche e fotografie utili a sensibilizzare donatori ed aspiranti donatori al dono del plasma.

    Partecipare è semplice, basta inviare la scheda di adesione (individuale o di gruppo) e l’elaborato in alta definizione, che può essere un disegno grafico o una fotografia, all’email [email protected] entro e non oltre il 7 marzo 2020.

    In palio numerosi premi. A tutti i partecipanti verrà consegnato il kit #gialloplasma mentre ai primi tre classificati dei buoni dal valore di 300 euro, 200 euro e 100 euro. I lavori più meritevoli saranno promossi sui canali social di Avis Comunale Bergamo, e utilizzati per il materiale informativo promozionale dell’Associazione.

    «La vittoria più grande – dichiara Roberto Guerini, presidente di Avis comunale Bergamo – resta la donazione! Promuovere la cultura della donazione di sangue ed emoderivati regolare è oggi più che mai fondamentale perché la richiesta aumenta sempre di più. Diventare “donatore” significa aiutare tutti coloro che stanno affrontando un momento difficile della propria vita, ma anche se stessi perché i donatori sono sottoposti a controlli periodici e accurate visite. Questo concorso permette a tutti i partecipanti di mettere al servizio dei più bisognosi anche la propria fantasia e creatività»

    Per informazioni e programma: www.avisbg.it

    Facebook @avis.comunalebergamo

    Instagram @aviscomunalebergamo

  • Il Settore della Sanità cerca 63 profili al Nord

    La Divisione Medical di Articolo1, Soluzioni HR, ricerca per aziende operanti nel settore della sanità, ospedali e RSA 63 profili specializzati al Nord Italia.

    La ricerca in dettaglio:
    • 20 Ottici per negozi multinazionali
    Requisiti: Diploma di Ottico e relativa abilitazione a svolgere la professione; Esperienza come ottico di almeno 5 anni; Orientamento al cliente e al servizio. Orario di Lavoro: full time 40h settimanali da lunedì a domenica su turni. Sede: Nord Italia

    • 1 Tecnico sanitario di radiologia medica
    Requisiti: la laurea triennale e relativa abilitazione a svolgere la professione; Esperienza nel ruolo; Motivazione, affidabilità e serietà; Disponibilità immediata 36 ore settimanali su turnazioni.
    Sede: Appennino Tosco-Emiliano.

    • 1 Medico Internista
    Il candidato presterà la propria opera in una Clinica privata.
    Requisiti: Laurea, conoscenze di Primo Soccorso, esperienza in reparto e disponibile a turni. Sede: Appennino Tosco-Emiliano.

    • 1 Medico Radiologo
    Il candidato opererà in un Ospedale pubblico con il compito di effettuare esami diagnostici e refertazione. Requisiti: Laurea, esperienza. Sede: Padova

    • 15 Operatori Socio Sanitari
    Requisiti: Formazione adeguata alla qualifica di OSS; precedente esperienza in ambito ospedaliero o in case di riposo; Motivazione, affidabilità e serietà; Disponibilità immediata. Sedi: Savona, provincia di Venezia, provincia di Padova, Treviso, Brescia.

    • 10 Infermieri pe RSA e cliniche private
    Requisiti: Laurea in infermieristica; Iscrizione all’IPASVI; precedente esperienza in ambito ospedaliero o in case di riposo; Motivazione, affidabilità e serietà; Disponibilità immediata. Sedi: Savona, Torino, Bergamo, Venezia, Padova, Treviso, Appennino Tosco-Emiliano

    • 15 Farmacisti
    Requisiti: Laurea Farmacia o similari; Abilitazione all’esercizio della professione e iscrizione al relativo Ordine; Esperienza di almeno 1 anno, anche solo di stage; Disponibilità immediata indispensabile domicilio in zona. Sedi: Torino, Biella, Novara, provincia di Varese, provincia di Milano Est, provincia di Como, provincia di Bergamo, provincia di Brescia, Udine.

    Per candidarsi inviare il proprio cv con indicazione in oggetto del ruolo che si vuole ricoprire a [email protected].

    Le offerte sono rivolte a candidati ambosessi (L.903/77). Si invitano i candidati a leggere la nostra privacy policy (Regolamento UE n. 2016/679) sul sito www.articolo1.it.

  • 60 anni di Fondazione Marzotto: una tappa per ripartire verso nuovi traguardi di solidarietà.

    Un percorso fatto di storia e di impegno quello tracciato dalla Fondazione Marzotto, istituita da Gaetano Marzotto sessant’anni fa con lo scopo di renderla indipendente e di riunire sotto un’unica égida iniziative sociali realizzate dalla famiglia fin dalla metà del 19° secolo. Nel 1866, infatti, Gaetano senior promuove la costituzione a Valdagno di una Società di Mutuo Soccorso, fra le prime all’epoca, e il primo asilo nido, in seguito sviluppate fino ad arrivare negli anni ‘30 alla costruzione di una vera e propria “Città Sociale”, la “Città dell’Armonia”. Impegno e solidarietà profusi a favore di bambini, anziani e famiglie che continuano tutt’oggi, raccontando di un progetto di vita e di lavoro che non solo non si è mai interrotto, ma che si è rinnovato, ricercando nuove formule per dare benessere e assistenza alle fasce sociali più fragili. Oggi la Fondazione compie 60 anni e dimostra non solo di essere attuale, ma anzi lungimirante. “Non sono portatrice di una memoria – sottolinea la presidente della Fondazione Veronica Marzotto – ma di una storia di continuità” dove il filo conduttore è innanzitutto l’incontro con le persone e le famiglie, in un intreccio di storie e di vite che fanno della Fondazione un unicum con la città di Valdagno. Per ricordare, però senza fossilizzare il ricordo, senza svuotarlo della sua sostanza di etica e di premessa per il futuro, la Fondazione Marzotto ha scelto di dedicare a se stessa e ai suoi prossimi 60 anni una giornata celebrativa, che si è tenuta nelle sale di Palazzo Festari,a Valdagno, dove sono stati scanditi diversi momenti che hanno rappresentato uno alla volta, le diverse anime dell’Ente morale creato da Gaetano Marzotto per poter lasciare libertà di azione alle diverse attività che gravitavano attorno al Gruppo Marzotto. La mattina ha visto l’ingresso al Palazzo allietato dalle note dell’inno italiano seguito dall’europeo ad opera del Complesso Strumentale V.E. Marzotto Città di Valdagno diretto dal Maestro Massimo Gonzo. Sono seguiti gli interventi istituzionali delle autorità locali come il sindaco di Valdagno Giancarlo Acerbi, che alla fine della giornata ha omaggiato Veronica Marzotto dello stemma cittadino, una sorta di affiliazione molto sentita. Si sono alternati al microfono l’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin che ha portato anche il saluto del presidente Luca Zaia e Renata Carletti Vicario del Prefetto in sostituzione di quest’ultimo, giunto solo nel primo pomeriggio per assistere alla prevista esecuzione da parte del Complesso Strumentale V.E. Marzotto Città di Valdagno del poema sinfonico “Valdagno Fantasy” composto da Tilo Heinrich, giovane compositore tedesco proveniente da Priem am Chiemsee, cittadina bavarese gemellata con Valdagno. La mattinata è proseguita con la tavola rotonda dal titolo “60 e poi? Quale futuro?” moderata da Gian Antonio Stella, all’interno della quale hanno portato i propri contributi due giovani donne, imprenditrici e particolarmente impegnate nel sociale come Anna Fiscale, fondatrice del Progetto Quid, attraverso il quale una cooperativa sociale (che conta ad oggi 150 dipendenti con un passato di violenza o di fragilità) lavora nel fashion creando capi e accessori venduti nei monomarca o nei negozi partner. Nel sociale opera anche Margherita Pagani creatrice di Impacton, un’organizzazione che si concentra sulla ricerca e l’analisi di progetti d’impatto sociale e ambientale, che sta lavorando su almeno 50 progetti ad impatto sociale come la costruzione di abitazioni con la plastica ritrovata in mare o le colture idroponiche. Ad affiancarle Giovanni Pavesi Direttore Generale AULSS 8 e Marco Morganti della Direzione Impact di Intesa Sanpaolo, che ha messo in risalto come a tutt’oggi il terzo settore (l’economia sociale) stia sempre più diventando importante spesso supplisca lacune altrimenti non colmabili. Infine, le conclusioni di S.E. Mons. Beniamino Pizziol Vescovo di Vicenza, hanno sottolineato quanto la Fondazione sia a carattere globale, con connotazioni olistiche, rivolte perciò a tutti, in ogni strato sociale. Si termina con la presentazione del libro realizzato ad hoc “60 Anni di Prospettive che Fondazione Marzotto ha realizzato per l’occasione e che raccoglie i contributi di saggisti e studiosi di vaglia come Umberto Curi, Susanna Mantovani, Laura Bosio, Francesco Caggio, Ferruccio De Bortoli, lo stesso Marco Morganti. Al libro è associata una raccolta di fondi per l’acquisto di una speciale carrozzina che consente di partecipare alle partite di hockey su pista, che sarà regalata a Gabriele, un ragazzino disabile che ha ritrovato il sorriso nella pratica di questo sport.

     

     

  • Giuseppe Nastasi presenta: “Alimentazione e tumori”

    Esiste una correlazione tra cibo e tumori? Alcuni alimenti possono favorirne lo sviluppo?  Queste alcune delle domande a cui il Prof. Giuseppe Nastasi, Direttore della Struttura Complessa di Oncologia Medica dell’Ospedale “Pesenti Fenaroli” di Alzano Lombardo e Direttore del Dipartimento Medico dell’ASST Bergamo Est, risponderà nel corso dell’incontro “Alimentazione e tumori” organizzato nell’ambito di BergamoScienza da Avis Comunale di Bergamo.

    Ogni anno, nel mondo, circa 9 milioni di persone perdono la vita a causa di un tumore. Numeri impressionanti, che si spera destinati a diminuire grazie alla ricerca scientifica e alla prevenzione. Prevenzione che passa anche dalle buone abitudini alimentari e da uno stile di vita sano e attivo. Proprio questo sarà dunque il tema dell’appuntamento che si terrà giovedì 17 ottobre alle ore 8.30 all’Auditorium liceo scientifico Lorenzo Mascheroni.

    Il Prof. Giuseppe Nastasi e il Dott. Giorgio Severgnini, Endocrinologo presso ASST Est Bolognini di Seriate, illustreranno infatti il ruolo dell’alimentazione in relazione allo sviluppo dei tumori e le proprietà benefiche di alcuni alimenti, il cui consumo nella dieta è da prediligere rispetto ad altri. Fattori genetici, ma anche malattie metaboliche come obesità e diabete possono conferire una certa predisposizione all’insorgenza di neoplasie, per questo è importante comprendere l’importanza di adottare uno stile di vita sano. Nel corso dell’incontro verranno inoltre illustrati i benefici sulla salute della dieta mediterranea.

    Per ricevere gratuitamente materiale informativo da Avis Comunale Bergamo è possibile scrivere a [email protected]

    Per informazioni e programma: www.avisbg.it

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    Instagram @aviscomunalebergamo

  • Lotta contro i tumori al seno: San Martino Buon Albergo si tinge di rosa

    Anche San Martino Buon Albergo si tinge di rosa aderendo alla campagna nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori onlus “Nastro rosa 2019”, il programma di sensibilizzazione contro il tumore al seno che prevede la tradizionale offerta di visite senologiche gratuite. Nello specifico, la delegazione LILT di San Martino Buon Albergo organizza insieme al Comune un doppio appuntamento dedicato alla prevenzione.

    «La campagna “Nastro rosa” ha l’obiettivo di sottolineare l’importanza della diagnosi precoce in ambito di lotta al tumore al seno, una condizione che purtroppo colpisce sempre più donne, in particolare nella fascia d’età tra i 45 e i 49 anni. Un ruolo chiave gioca la diagnosi precoce: ecco perché riteniamo fondamentale sostenere e promuovere una campagna importante come questa» – commenta Daniela Castagna, Consigliera delegata per le Politiche sociali del Comune di San Martino Buon Albergo.

    Giovedì 17 ottobre, dalle 15 alle 19 nel cortile comunale, medici volontari saranno a disposizione delle cittadine per una visita gratuita presso l’ambulatorio mobile offerto dalla Protezione Civile. La sera, alle ore 20, in sala consiliare di terrà il convegno “Alimentazione come prevenzione dei tumori” a cui parteciperanno il presidente LILT provinciale Verona dott. Alberto Massocco e la biologa nutrizionista, dott.ssa Eliana Amato.

    Si chiude la campagna, domenica 27 ottobre alle 17, con il concerto della “White Project Band di Luigi Giradi presso l’auditorium della Gran Guardia di Verona, organizzato dalla LILT provinciale di Verona.

    «Ringrazio – conclude Roberta Scaravelli, Assessore alle Politiche sociali del Comune di San Martino Buon Albergo a nome dell’intera comunità la LILT per il suo continuo impegno e per l’opera di sensibilizzazione che non si limita al tumore al seno nel mese di ottobre. Mi riferisco alla costante promozione di buoni e sani stili di vita, il sostegno e l’attenzione ai malati e alle loro famiglie. Per tutta la durata della campagna la facciata del Municipio sarà illuminata di rosa, un piccolo segno di riconoscenza e supporto da parte della nostra istituzione».

  • Progetto DONNE CORAGGIOSE

    fiocco rosa

    Dalla collaborazione tra Gomitolorosa onlus e l’Associazione I Folletti Laboriosi nasce il progetto “donne coraggiose”. E durante “l’ottobre rosa”, mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, saranno distribuite oltre mille sciarpe realizzate con 400 chilometri di filo solidale. L’iniziativa sosterrà i progetti di ricerca sui tumori femminili di Fondazione Umberto Veronesi.

    Il progetto Donne Coraggiose nasce dalla collaborazione tra Gomitolorosa Onlus e Associazione I Folletti Laboriosi per ricordare le “follette” che purtroppo non ci sono più. L’obiettivo è portare un messaggio di vicinanza e solidarietà alle donne che si trovano ad affrontare il tumore al seno. Per questa ragione, oltre mille sciarpe simbolo del “fiocco rosa” sono state create a mano con amore dagli Amici de Il filo che unisce, il network nazionale di amanti del lavoro a maglia, impegnati in progetti solidali. “Questo progetto – spiega Gabriella Coletta Presidente dell’Associazione I Folletti Laboriosi – è la risultante di un percorso di sensibilizzazione alla problematica che colpisce un gran numero di donne, nato dal desiderio di una volontaria, che vivendo il dramma del cancro, ha sottoposto alla nostra attenzione l’esigenza della vicinanza e della condivisione nel periodo della malattia. Coniugando, così, arti manuali e valori di solidarietà, è nato il progetto dedicato a coloro che lottano, con l’intento di rendere sensibili gli animi affinché questo percorso doloroso e delicato, sia supportato da rispetto, affetto e vicinanza”.

    La sciarpa “fiocco rosa” è un dono per le donne coraggiose abbracciate virtualmente dalle tante mani che ne hanno intrecciato i fili riempiendoli di solidarietà; è uno strumento di sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione come prima azione da intraprendere contro il tumore al seno; è fonte di sostegno alla ricerca dei tumori femminili di Fondazione Umberto Veronesi – per il progresso delle scienze. “Siamo felici di aver raggiunto questo straordinario obbiettivo proprio nei giorni del nostro settimo compleanno – dichiara Alberto Costa, senologo oncologo e Presidente Gomitolorosa – orgogliosi di essere ormai solidamente percepiti come parte integrante del movimento anti-spreco e solidale, sulla scia di quanto cominciato da Umberto Veronesi con il recupero delle arance e delle azalee invendute. La lana è calore e civiltà. Nulla di meglio per esprimere vicinanza a chi è ammalato”.

    E proprio Fondazione Umberto Veronesi è la realtà scelta congiuntamente da Gomitolorosa e Folletti Laboriosi come destinataria del progetto Donne Coraggiose. Una parte delle sciarpe “fiocco rosa” verrà donata alle Pink Ambassador del progetto Pink is Good di Fondazione Umberto Veronesi in occasione della PittaRosso Pink Parade, in programma il prossimo 6 ottobre a Milano, come espressione di solidarietà delle tante persone che hanno voluto contribuire con la loro opera manuale ad arricchire questo progetto, molte delle quali pazienti di tumore al seno.

    Le sciarpe “fiocco rosa” saranno inoltre donate a tutte le donne che hanno vissuto o stanno vivendo il tumore al seno che vorranno passare al banchetto dedicato, durante i due giorni della PittaRosso Pink Parade, il 5-6 ottobre, in Piazza del Cannone a Milano. Infine, le sciarpe “fiocco rosa” potranno essere donate alle donne di tutti i partecipanti alla manifestazione a fronte di una donazione minima di 15€, fondi che verranno devoluti a Fondazione Umberto Veronesi per la ricerca sui tumori femminili. Un regalo da portare ricco di grandi significati positivi.

    I 5000 gomitoli rosa utilizzati per questo progetto sono stati creati salvando ben 500 kg di lana di scarto che Gomitolorosa onlus ha recuperato dall’ambiente trasformandola da rifiuto speciale a risorsa solidale. La lavorazione dei 5000 gomitoli ha richiesto oltre 12.500 ore di lavoro a maglia, producendo benessere alle persone che hanno svolto questa attività. La realizzazione delle sciarpe fiocco rosa ha coinvolto più di 50 gruppi di lavoro a maglia, scuole, associazioni della terza età, un migliaio di persone alimentate dallo straordinario impulso della solidarietà. Solidarietà, Benessere, attenzione all’Ambiente sono i principi cardine della mission del Gomitolorosa.

    Questo progetto di maglia solidale è stato reso possibile grazie al contributo di:

    Fondazione per la Formazione Oncologica, Mapei Spa

    Squadra Femminile del Sassuolo Calcio

    Un ringraziamento speciale va a U.S. Sassuolo Calcio Femminile che ha voluto testimoniare il proprio supporto a Gomitolorosa posando per alcuni scatti fotografici che ritrae la squadra durante la preparazione estiva al MAPEI FOOTBAL CENTER di Sassuolo (MO) indossando la sciarpa “fiocco rosa”.   1000 sciarpe fiocco rosa

  • Al via il Mese della Salute Mentale

    Il Mese del Benessere Psicologico è una campagna di sensibilizzazione e promozione della cultura del benessere della persona che punta a migliorare la qualità della vita.

    Cos’è il Benessere Psicologico?

    E’ la condizione psicologica e fisica ottimale che permette di:

    • stare bene con se stessi e con gli altri
    • realizzare se stessi e raggiungere i propri obiettivi
    • prendere decisioni risolvere difficoltà nelle relazioni
    • sapere affrontare gli eventi stressanti

    Il benessere psicologico migliora la qualità di vita e aiuta a prevenire possibili disagi nel rapporto con se stessi e con gli altri. La ricerca del proprio benessere promuove la crescita personale e migliora la convivenza civile tra le persone

    PRESSO IL CENTRO DI PSICOLOGIA DR. MAURIZIO MICUCCI (PESCARA)

    In occasione del Mese del Benessere Psicologico è possibile prenotare un primo colloquio conoscitivo completamente gratuito.

  • FA screening gratuito Roma: Festa dei nonni 2019 “Più la vita ti segna, più valore ha”

    Il 5 ottobre Daiichi Sankyo festeggerà i nonni con una mostra e screening gratuito della FA presso la Galleria Alberto Sordi a Roma

    Il prossimo 5 ottobre anche Daiichi Sankyo Italia festeggerà i nonni, con una mostra audio-visiva e un corner dedicato allo screening gratuito della fibrillazione atriale, all’interno della Galleria Alberto Sordi di Roma. Prossime tappe Milano e Napoli a novembre e dicembre.

    Roma, 2 ottobre 2019 – Alberto l’anziano geriatra, Arturo il nonno dalle soluzioni semplici, zio Primo di fronte alle SS, sono alcune delle 20 storie in cui ogni ruga è un’esperienza da tramandare alle future generazioni, storie che si potranno ascoltare il prossimo 5 ottobre in “Più la vita ti segna, più valore ha”, una mostra audiovisiva interattiva che Daiichi Sankyo Italia allestirà nella galleria Alberto Sordi di Roma in occasione della Festa dei Nonni. Alla fine del percorso sarà possibile effettuare anche lo screening gratuito per la fibrillazione atriale, con medici cardiologi che utilizzeranno un device di ultima generazione. Le prossime tappe saranno Milano e Napoli, che ospiteranno l’iniziativa rispettivamente a novembre e dicembre.

    Interagendo con i volti e i dettagli catturati dalla fotografa Valentina De Santis, sarà possibile ascoltare le storie di donne e uomini, di nonni, zii e genitori che continuano a lasciare una traccia indelebile nella vita dei loro cari e della società, storie esemplari tra milioni di altre che fanno parte della vita di ognuno di noi, e selezionate tra i racconti che figli e nipoti hanno inviato a Daiichi Sankyo, partecipando al contest che l’azienda farmaceutica ha lanciato sui suoi canali social.

    Perché lo screening della Fibrillazione Atriale: Circa il 96% dei pazienti affetti da FA è a rischio di ictus, terza causa di morte, ma prima causa di invalidità. Il 20-30% di tutti i casi di ictus è attribuibile a questa aritmia molto comune, e la percentuale aumenta in modo drammaticamente significativo con l’avanzare dell’età. In questo contesto, prevenzione e diagnosi precoce risultano fondamentali per promuovere l’invecchiamento attivo e migliorare la qualità di una vita che, grazie ai progressi della scienza, è sempre più lunga.

    Al termine del percorso, i visitatori potranno dunque effettuare uno screening gratuito della Fibrillazione Atriale con medici cardiologi, grazie alla collaborazione della VIOLATECH, nota azienda di tecnologie biomedicali e telemedicina, che ha fornito un device di ultima generazione. Basterà impugnare con entrambe le mani questo strumento a forma di bacchetta per 60 secondi, per registrare una traccia elettrocardiografica che consentirà di rilevare l’eventuale presenza di un’alterazione del ritmo cardiaco. Ai partecipanti, inoltre, verrà distribuito del materiale informativo con le informazioni essenziali sulla patologia, i fattori di rischio modificabili e la prevenzione.

    “In quest’epoca di profonda crisi economica e valoriale, gli anziani rappresentano ancora un supporto per i loro figli, e in qualità di nonni un punto di riferimento educativo per le future generazioni. E questo è tanto più vero nel nostro Paese. Ecco perché i nostri anziani rappresentano un’importante risorsa sociale che noi tutti dobbiamo impegnarci a valorizzare. – spiega Massimo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia – E proprio per ricordarlo abbiamo deciso di allestire questa mostra, che è solo una delle tante iniziative della campagna di sensibilizzazione che stiamo realizzando a supporto della promozione dell’invecchiamento attivo, del miglioramento della qualità di vita, anche nelle sue fasi più avanzate, affinché nessuno venga escluso e sia riconosciuto il valore di ognuno, a qualunque età”.

    Per maggiori info visita: sicurotuttalavita.it; la pagina Facebook Cura il tuo cuore e il canale Twitter Daiichi Sankyo Italia.

    Fonte: Daiichi Sankyo Italia

    Daiichi Sankyo
    Daiichi Sankyo è un Gruppo attivamente impegnato nello sviluppo e nella diffusione di terapie farmaologiche innovative con la mission di migliorare gli standard di cura a livello globale e di colmare i diversi bisogni dei pazienti ancora non soddisfatti, grazie ad una ricerca scientifica e una tecnologia di prima classe. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 15.000 dipendenti in tutto il mondo, possono contare su una ricca eredità di innovazione e una valida linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo solido portafoglio di farmaci per il trattamento delle malattie cardiovascolari, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica”, Daiichi Sankyo è impegnata nella ricerca di nuove terapie oncologiche e in altre aree terapeutiche incentrate su malattie rare e disordini immunitari.
    Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

    Contatti
    Daiichi Sankyo
    Elisa Porchetti
    Tel.+39 0685255-202
    [email protected]

    Valeria Carbone Basile
    Tel: +39 339 1704748
    [email protected]

  • Natural Regain: La Nuova Cura Della Perdita Di Capelli Utilizzando Gli Ingredienti Della Natura

    Natural Regain Formula utilizza i concetti della medicina tradizionale cinese per migliorare la salute dei capelli

     

    Nel tentativo di affrontare la sempre inquietante lotta per mantenere i capelli dall’aspetto sano per le persone di tutte le età, Natural Regain ha messo a punto una nuova formula per combattere i disturbi della caduta e migliorare la crescita dei capelli da tutti i fronti. Lo ha annunciato il vicepresidente di Natural Regain, James Manoukian a New York City. Come spiega Manoukian, il concetto di prodotto è arrivato dopo consultazioni deliberate e ricerche approfondite sulle tendenze del mondo che indicavano la necessità di un prodotto efficace per aiutare le persone a combattere il loro problema di perdita di capelli e altri disturbi come l’alopecia. La loro cura per la calvizie integra sia la medicina tradizionale cinese che la scienza moderna per creare un prodotto naturale organico per trattare queste condizioni di capelli.

     

    Colloquio

     

    Lana Sadaka, portavoce dell’azienda, ha sottolineato che Natural Regain è il culmine di diversi anni di ricerche e studi che hanno approfondito la medicina tradizionale cinese nel tentativo di trovare una soluzione sostenibile e a lungo termine al problema della perdita di capelli e dei poveri crescita dei capelli. “Nessuno vuole sembrare più vecchio di quanto non sia in realtà. Non sono solo donne. Anche uomini. Avere dei bei capelli sani e luminosi è un tratto desiderato che l’età così spesso sembra staccarsi da noi”, ha lamentato Lea. “Abbiamo quindi attinto a ciò che gli antichi medici cinesi sapevano da secoli, i concetti di Qi. I nostri corpi richiedono un sistema energetico equilibrato per svolgere efficacemente le loro funzioni. È lo squilibrio di queste energie che si manifesta con una scarsa crescita e perdita di capelli. ”

     

    Secondo la medicina tradizionale cinese, il concetto di Qi spiega come un sistema efficace deve essere bilanciato per essere sano e sostenibile. Dalla più ampia delle definizioni come società e famiglie a quella più complessa come la vita, il Qi spiega come due tipi di energia, la forma e la forza, debbano bilanciare affinché un sistema sia sano ed efficace.

     

    Il vicepresidente di Natural Regain, James Manoukian, spiega che Yin e Yang sono i due tipi di energie. Yin rappresenta tutte le manifestazioni relativamente materiali, sostanziali, condensanti, solide, pesanti, discendenti, fredde, umide, rinfrescanti, oscure, passive e quiescenti del Qi, mentre Yang rappresenta gli opposti esatti di tali manifestazioni: relativamente immateriali, amorfi, in espansione, vuoti, leggeri , crescente, caldo, secco, caldo, luminoso, aggressivo e attivo. In termini semplici, Yin è l’energia negativa e yang il positivo. “Queste due energie devono essere sempre in equilibrio, altrimenti sorgono problemi di salute”, ammonisce James.

     

    Continua spiegando: “Secondo l’antica medicina cinese, i capelli sono considerati un’estensione del sangue, che la sua salute e il loro aspetto sono il risultato diretto delle funzioni del sangue. È quindi influenzato negativamente dalla cattiva circolazione del sangue. Inoltre, la qualità del sangue influisce sulla crescita dei capelli. Con uno squilibrio del Qi nel corpo, la qualità del sangue e la sua circolazione ne risentono, causando direttamente una scarsa crescita e perdita dei capelli. Pertanto, la caduta dei capelli è una manifestazione dello squilibrio di yin e yang nel corpo umano. Quando queste due energie cadono fuori equilibrio nel corpo umano, un certo numero di funzioni corporee ne risentono. Questo squilibrio porta a una scarsa crescita e perdita di capelli. Con la medicina tradizionale cinese, siamo stati in grado di identificare squilibrio e le varie erbe necessarie per correggerlo. È qui che entra in gioco Natural Regain. ”

     

    Manoukian continua a spiegare che Natural Regain utilizza tecniche avanzate ed efficaci della medicina tradizionale cinese che sono state utilizzate per curare vari disturbi e malattie che sono riconosciute come tecniche di trattamento umano sicure. Natural Regain integra 9 erbe tra le centinaia di erbe utilizzate nella MTC per affrontare lo squilibrio di yin e yang nel corpo. Una volta affrontato questo squilibrio, il corpo riprende le sue capacità di auto-guarigione, incluso il miglioramento della crescita dei capelli. Queste erbe aiutano a ripristinare sostanze nutritive come vitamine, minerali e composti antiossidanti che correggono lo squilibrio. Il cuoio capelluto diventa sano, creando un ambiente favorevole per la crescita e la crescita dei follicoli piliferi.

     

    Con i meccanismi interni spiegati e fuori mano, cerco di imparare l’ispirazione di un’innovazione così notevole, perché per secoli la calvizie è stata considerata un segno di alto intelletto per gli uomini e che non c’era nulla che tu potessi fare al riguardo.

     

    Lana Sadaka interviene con una risposta. “Penso che l’idea che la calvizie, essendo ereditata geneticamente, non ci sia nulla da fare al riguardo sia scaduta dal tempo. I nostri studi hanno dimostrato che con i giusti tonici Qi di varie erbe, questa condizione può essere invertita. Inoltre, la maggior parte delle donne lottare per mantenere i capelli dall’aspetto sano. Esistono molti prodotti là fuori che abbiamo imparato non sono efficaci, ma vengono pubblicizzati come una soluzione. Stanno usando la disperazione della maggior parte delle donne per attingere a questa domanda e alimentare la propria profitti. Io, come donna, mi sento male per loro. Nessuno dovrebbe manipolarci per il nostro naturale bisogno di apparire belli. È la ragione per cui ho dedicato così tanti sforzi per garantire che Natural Regain diventi un successo in modo che molte persone indotto ad acquistare sostanze chimiche che hanno effetti negativi sulla salute a lungo termine o che non sono efficaci possono avere una soluzione sostenibile a lungo termine ai loro problemi di capelli “.

     

    Ma perché le persone dovrebbero usare Natural Regain e non altri prodotti là fuori? Cosa c’è di così unico al riguardo?

    Natural Regain è un trattamento per la perdita dei capelli formulato da 9 erbe efficaci tra le centinaia di erbe utilizzate nella medicina tradizionale cinese. I tonici di queste erbe vengono estratti in modo organico naturale e combinati per creare la soluzione che è Natural Regain.

     

    Non ci sono effetti collaterali a differenza di altri farmaci usati per trattare la caduta dei capelli. Alcuni prodotti chimici per capelli sono stati addirittura associati al cancro della pelle. Altri si infiltrano nel cranio e colpiscono gradualmente il cervello. Con Natural Regain hai una soluzione organica che non solo aiuta i tuoi capelli a crescere, ma fornisce al tuo corpo i micronutrienti necessari per svolgere efficacemente le sue funzioni.

     

    Gli effetti di Natural Regain sono a lungo termine. A differenza di altri prodotti per capelli là fuori, una volta che i capelli iniziano a crescere, puoi avere i risultati per un lungo periodo di tempo se mangi sano e mantieni l’equilibrio del Qi.

     

    Conclusione

    Natural Regain è la luce splendente alla fine del tunnel. Ora esiste una soluzione efficace e organica, naturale per varie condizioni di capelli là fuori sotto un solo ombrello. Con l’integrazione della medicina tradizionale cinese e dei concetti di Qi, Natural Regain promette una soluzione salutare per il trattamento della calvizie, della scarsa crescita dei capelli, dell’alopecia e di un eccesso di altre condizioni. A differenza di altri prodotti per la crescita dei capelli, Natural Regain è privo di composti tossici e può fornire risultati migliori del minoxidil senza avere effetti collaterali. Ora hai il potere di ravvivare i follicoli piliferi e invertire la perdita di capelli senza la necessità di danneggiare il tuo corpo.

     

    Sfondo

    Natural Regain è un’azienda che si occupa di ingredienti naturali per la crescita dei capelli e tonici Qi a base di erbe ed estratti biologici con l’aiuto della medicina tradizionale cinese. I loro prodotti e soluzioni si integrano con la scienza moderna per fornire un trattamento umano approvato per varie condizioni di caduta dei capelli.

     

    Contatto:

    Natural Regain

    4900 Creekside Parkway

    Suite #1901-5720

    Lockbourne, OH, 43137, USA

    Tel: +1-866-734-2468

  • Onda Convegno Anziani Roma, supporto ai caregiver per la QOL degli anziani

    Organizzato da ONDA e Daiichi Sankyo Italia il convegno “Presa in carico assistenziale e terapeutica del paziente anziano”

    Roma, 30 settembre 2019 – Invecchiamento attivo, sicurezza delle nuove terapie anticoagulanti per i pazienti anziani, tecnologie digitali a supporto della gestione delle cronicità, e infine il prezioso e difficile ruolo del caregiver in un’Italia che conta sempre più anziani e necessita di migliori servizi sanitari e assistenziali. Sono questi i temi del convegno “Presa in carico assistenziale e terapeutica del paziente anziano”, l’evento organizzato da Onda – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere e Daiichi Sankyo Italia, che oggi mette a confronto esperti del settore, classe medica e istituzioni.

    L’Italia è il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, per percentuale di anziani, con 13,8 milioni di persone over 65, ovvero il 22,8% della popolazione totale, e detiene il record europeo, con la Francia, per presenza di ultracentenari (oltre 14 mila). Secondo l’Istat, all’inizio del 2019 sono 2,2 milioni gli individui di età pari o superiore agli 85 anni. In aumento anche i non autosufficienti, ad oggi circa 2,5 milioni che, secondo le stime, raddoppieranno entro il 2030, ma solo la metà di questi usufruisce di servizi sociosanitari, mentre il resto è assistito da un caregiver familiare, di cui 1 su 5 è a sua volta ultrasessantenne. Per ciò che riguarda la differenza di genere, la longevità delle donne rispetto agli uomini è controbilanciata da una inferiore aspettativa di vita in buona salute rispetto a questi; inoltre sulle donne grava maggiormente perdita di autosufficienza, a cui si aggiunge una maggiore predisposizione ai disturbi cognitivi e depressivi. Eppure, è donna anche la maggioranza dei caregiver che assistono gli anziani.

    “Questa nuova realtà sociodemografica pone le istituzioni e la società civile di fronte alla necessità, ormai ineludibile, di interventi significativi a livello non solo sanitario ma anche culturale e socioassistenziale. È diventato più che mai cruciale promuovere l’invecchiamento attivo di tutti i cittadini, garantendo un’assistenza sanitaria adeguata e programmi di educazione sui sistemi di prevenzione dei rischi per la salute legati all’invecchiamento. Ma soprattutto – ha spiegato Nicoletta Orthmann, Coordinatore medico-scientifico di Onda – è necessario dare il massimo supporto a quell’esercito silenzioso di milioni di donne e uomini che, ogni giorno e per anni, si prende cura dei di ignorarli e lasciarli soli.” nostri anziani non più autosufficienti. Persone, spesso anch’esse ultrasessantenni, che a titolo gratuito svolgono un prezioso e faticoso lavoro di alto valore sociale ed economico, ad oggi non ancora riconosciuto né tutelato nel nostro Paese. Non possiamo più permetterci di ignorarli e lasciarli soli.”

    Pazienti anziani con cronicità e comorbilità: la gestione ed i costi della fibrillazione atriale (FA)

    L’epidemiologia dell’invecchiamento della popolazione italiana, caratterizzata dalla riduzione delle nascite, dall’aumento progressivo dell’aspettativa di vita, e dal contestuale incremento delle cronicità che impatta sulla qualità della vita dei singoli e sul costo sociale derivante dalla non autosufficienza in tarda età, è un dato di cui tener conto nella valutazione delle risorse da investire nella sanità pubblica. Una popolazione che merita particolare attenzione è costituita dagli anziani “fragili”, ovvero quei milioni di italiani in età avanzata o molto avanzata (grandi anziani) con gravi comorbilità, a rischio di disabilità e rapido deterioramento dello stato funzionale. L’approccio terapeutico per questi pazienti (>85-90 anni) deve essere basato su una valutazione multidimensionale che prenda in considerazione più aspetti della persona, tra i quali lo stato funzionale, cognitivo e sociale, oltre a quello propriamente clinico.

    La vera sfida dei prossimi anni sarà la gestione integrata e interdisciplinare delle malattie croniche dell’anziano, una su tutte la Fibrillazione Atriale.
    I costi di gestione della FA in Italia ammontano a circa 5000€ per paziente all’anno. Circa il 96% dei pazienti affetti da FA è a rischio di ictus, terza causa di morte, ma prima causa di invalidità. Il 20-30% di tutti i casi di ictus è attribuibile a questa aritmia, e la percentuale aumenta in modo drammaticamente significativo con l’avanzare dell’età.
    Il paziente con fibrillazione atriale ed ictus è ad alto rischio di recidiva ischemica ma nello stesso tempo è ad alto rischio di emorragia – soprattutto intracranica – più frequente nel paziente anziano, perché spesso questo presenta disabilità residua con tendenza alle cadute, patologie legate al decadimento cognitivo o possibili interazioni farmacologiche dovute all’assunzione di più medicinali, con problematiche che interessano anche l’aderenza terapeutica. Lo specialista si trova a dover considerare tutti questi fattori prima di prescrivere un trattamento con anticoagulanti orali per la prevenzione secondaria dell’ictus.

    L’innovazione farmaceutica e tecnologica procede proprio in questo senso, per offrire a questa categoria di pazienti una terapia più appropriata e sicura, quindi più efficace ed efficiente, per ridurre l’incidenza di ictus con un notevole vantaggio economico e sociale, ridurre gli episodi acuti e le ospedalizzazioni, limitando al contempo i costi sociali ed economici indiretti, come quelli che gravano sull’assistenza e sul caregiver. “Il progresso della ricerca scientifica e farmacologica ci consente oggi di vivere più a lungo, e non possiamo permettere che questo straordinario successo della scienza diventi un peso sociale, sanitario o economico. È per questo che Daiichi Sankyo si impegna da sempre a migliorare la qualità e non solo la durata della vita dei pazienti, anche di quelli più fragili e anziani. Un impegno che investe tutti gli ambiti, non solo quello scientifico e farmacologico. – ha commentato Massimo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia – Siamo quindi particolarmente felici di sostenere le importanti attività di ONDA, e questo evento è solo il primo di una lunga serie di iniziative in ambito istituzionale, civile e culturale, a cui parteciperemo per promuovere l’invecchiamento attivo e contribuire ad affrontare questa nuova realtà non come problema, bensì come un’opportunità e una risorsa per l’intera società.”

    “Terapie digitali” a supporto del paziente anziano e dell’aderenza terapeutica

    Oggi si contano oltre 250.000 app che interessano la salute, e tra queste numerose sono le soluzioni studiate specificatamente per gli anziani e per facilitare il lavoro di chi se ne prende cura: sensori e braccialetti intelligenti che monitorano la postura e identificano eventuali cadute, sistemi automatici di identificazione di possibili nuove patologie o di monitoraggio di quelle in corso, app per smarthphone e tablet che favoriscono una maggiore aderenza al trattamento farmacologico, e sistemi che fanno uso della gamification per favorire la riabilitazione. Nuove soluzioni, come le terapie digitali – strumenti software in grado di somministrare terapie comportamentali a fini di prevenzione o cura – promettono inoltre significativi cambiamenti nell’assistenza a pazienti non più autosufficienti e con bisogni di cura a lungo termine, soprattutto per caregiver familiari che spesso non sono adeguatamente preparati. In particolare, i dispositivi mobili, grazie alla loro ampia diffusione e maggior semplicità di utilizzo rispetto ai personal computer, aiutano l’impostazione e la pianificazione della terapia farmacologica, fungono da promemoria, e permettono di accedere rapidamente a contenuti formativi e informativi sulla salute e sulle diverse patologie, e di comunicare a distanza con altri familiari coinvolti nella cura o con gli operatori sanitari.
    Tuttavia, affinché tali strumenti possano trovare una reale applicazione è necessaria una validazione scientifica, ad oggi ancora carente, mediante la conduzione di sperimentazioni cliniche che facciano uso di una metodologia di ricerca rigorosa.

    Invecchiamento, fragilità, decadimento cognitivo: il difficile ruolo del caregiver, che nell’86% dei casi è donna

    Secondo l’ultima analisi dell’Istat, che fa riferimento solo alle forme di assistenza fornite per problemi circoscritti a salute e invecchiamento, in media il 17.4% della popolazione, pari ad oltre 8.5 milioni di italiani, è caregiver: un esercito silenzioso di persone, spesso anch’esse anziane, rappresentato per la maggior parte da donne. L’indagine Ipsos-Farmindustria del 2018 ha documentato come quasi 9 donne su 10 del campione intervistato ricoprano questo ruolo con diversi gradi di intensità, in un terzo dei casi senza aiuti e con un alto tasso di insoddisfazione a causa delle difficoltà a conciliare questo compito con le necessità della famiglia, i propri spazi e interessi personali nonché gli impegni professionali. L’associazione del ruolo di caregiver al genere femminile affonda le proprie radici in un retaggio culturale e in un contesto sociale fortemente connotato nel nostro Paese, anche se sono sempre più numerosi gli uomini che affiancano le proprie partner o che sono in prima linea. Ciò che cambia è l’approccio verso il malato: l’uomo ha un atteggiamento più pragmatico teso alla risoluzione dei problemi, mentre la donna è più emotiva ed empatica.

    Indipendentemente dal genere di appartenenza, il ruolo di caregiver rappresenta un compito ad alto “costo”, considerato il peso dell’impegno e della responsabilità che inevitabilmente si ripercuote sulla salute fisica e psichica e sulla quotidianità, investendo le relazioni affettive, la vita sociale e la sfera lavorativa, un carico pesante, gravato dalla difficoltà di conciliarlo con emozioni come il senso di inadeguatezza o di colpa, la solitudine, la rabbia. Diverse ricerche hanno evidenziato come ciò porti spesso il caregiver a trascurare la propria salute, fino a sviluppare la sindrome del burnout, uno stato di esaurimento emotivo, che può portarlo perfino ad avvertire un senso di fastidio nei confronti della persona assistita, che si aggrava nei casi in cui il paziente accudito è affetto da patologie come demenze e disturbi psichici, su cui a tutt’oggi pesa uno stigma sociale.

    Nella popolazione anziana ultrasessantacinquenne dei Paesi occidentali le malattie neurodegenerative rappresentano la quarta causa di morte; la loro diffusione è in costante crescita quale conseguenza dell’allungamento dell’aspettativa di vita. In Italia circa l’80% delle persone colpite da demenza sono assistite a casa da familiari, i quali svolgono gratuitamente una preziosa attività di assistenza, attività non riconosciuta nel nostro Paese dal punto di vista previdenziale, sanitario e assicurativo. Esiste un Fondo dedicato, istituito con la legge di bilancio 2018 per “la copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare” ma, di fatto, le risorse non sono disponibili perché manca una normativa a sostegno: ad oggi si attende ancora l’esito dell’iter parlamentare del testo unificato “Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare” che raccoglie le diverse proposte di legge.

    FonteDaiichi Sankyo Italia

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