Categoria: Salute e Medicina

  • Allenarsi a casa contro il corona virus con il pt Daniele Esposito

     

    Le restrizioni alla libertà di questo periodo in cui anche l’Italia è in fase epidemica da Coronavirus coinvolgono tutti gli aspetti “normali” della vita, limitando spostamenti,  socializzazione, lavoro e organizzazione famigliare. Anche i ritmi dell’esercizio fisico,

    fondamentale per mantenersi in forma, in salute e di buonumore, ne stanno risentendo. La raccomandazione di stare a casa il più possibile per evitare il picco della fase di contagio da Covid-19 può indurre i più, non abituati a una routine di allenamento, a impigrirsi, passando dal letto al divano al tavolo da pranzo. E il segnapassi dello smartphone o dello smartwatch grida vendetta.

     

    Daniele Esposito, personal trainer da 15 anni specializzato in dimagrimento e autore di 16 libri su alimentazione e allenamento, già 3 anni fa ci aveva visto lungo: con il suo programma di dimagrimento e le dirette degli allenamenti sui canali social, ha istituito una guida virtuale per allenare le persone a casa senza attrezzi. Una novità presa in considerazione nelle ultime settimane da molti personal trainer e palestre, vista la chiusura di tutte le strutture sportive.

    “Nel 2015 studiavo come poter allenare centinaia di persone insieme tutte nello stesso momento,-  ha dichiarato Daniele Esposito- restando comodamente a casa. Qualche anno dopo ho creato un portale interattivo dove i miei clienti e le persone che mi seguono online potevano allenarsi in diretta insieme a me, senza usare attrezzi e concludendo l’allenamento in soli 20 minuti. Si sa ormai da tempo che l’esercizio fisico, così come la socializzazione, influisce positivamente sull’umore producendo ormoni e neurotrasmettitori del buonumore come adrenalina e serotonina. Mentre l’isolamento e l’inattività fisica aumentano nell’organismo il rilascio del cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress. Tutti motivi utili a spingerci a impostare una routine nuova in questo periodo di chiusura a casa forzata, fondamentale per uscire il prima possibile da questa situazione.

    Nel 2018 sembrava un’idea troppo futuristica, ma contro la moda dell’epoca e contro la tendenza delle palestre, lanciai Il Metodo5® il programma di dimagrimento definitivo basato esclusivamente su video di allenamenti da poter fare a casa” L’idea ha spopolato e creato una community che oggi conta più di 100.000 followers tra facebook e instagram e migliaia di clienti in tutta Italia, Spagna e Stati Uniti. Durante il periodo pasquale del 2019 uno dei miei allenamenti fu visto contemporaneamente da oltre 750 persone. Una grandissima soddisfazione”.

     

    Circa 12000 sono le persone che ha seguito Daniele Esposito negli ultimi 15 anni, con risultati eccellenti che hanno portano a migliorare non solo la loro forma fisica, ma anche la loro vita.

     

    É possibile allenarsi da subito utilizzando i suoi programmi presenti nella sezione “risorse gratuite” del sito www.danieleesposito.it oppure scaricando il Programma gratuito di 15 giorni http://www.ilmetodo5.it/bonus/.

    Siamo arrivati ad un punto di svolta – aggiunge il pt Daniele Esposito- dopo l’epidemia del Covid.19, sono certo che molti lavori scompariranno per fare spazio a chi sarà riuscito a resistere alla crisi e chi avrà visto oltre. Teniamoci in allenamento, teniamoci in vita!

  • Starkey: gli alimenti che fanno bene all’udito

    L’attenzione verso i cibi che fanno bene alla nostra salute è sempre più alta. Ecco allora secondo gli esperti di Starkey Hearing Technologies, azienda leader a livello mondiale per la realizzazione di apparecchi acustici di alta qualità, quali sono gli alimenti ideali per il benessere dell’udito

    Milano, Febbraio 2020 – Negli ultimi anni, il legame tra alimentazione e salute fisica è stato sempre più evidenziato da medici e nutrizionisti: siamo quello che mangiamo e ciò che portiamo in tavola può influenzare il benessere del nostro organismo. Oltre a prestare attenzione agli alimenti che riducono il colesterolo o favoriscono la circolazione sanguigna, tuttavia, occorre considerare che esistono cibi in grado di migliorare (o, comunque, preservare) anche la nostra salute uditiva. 

    Come spiegano gli esperti di Starkey Hearing Technologies, azienda affermata a livello globale per la realizzazione e la fornitura di protesi acustiche di ultima generazione, esistono molti nutrienti “amici” dell’udito. Tra cui, per esempio, l’acido folico, una sostanza che fa molto bene al nostro organismo (e che infatti viene raccomandata anche alle donne in gravidanza). L’acido folico si trova in tutte le verdure a foglia verde, dagli spinaci alle cime di rapa e ai broccoli, ma anche nei legumi, come lenticchie e ceci e si dimostra un valido alleato contro disturbi come gli acufeni e la perdita progressiva dell’udito dovuta all’invecchiamento. Molto importante per la salute uditiva è anche la vitamina B12, contenuta negli alimenti di origine animale quali uova e latticini, così come l’Omega 3, uno dei “grassi buoni” che fanno bene alla salute. Ricchi di Omega 3 sono il pesce (in particolare quello azzurro) e la frutta secca, e un loro consumo regolare permette di ridurre il rischio di ipoacusia, soprattutto nelle donne. 

    All’interno di una dieta “pro-udito”, puntualizzano gli esperti Starkey, non bisogna dimenticare anche i minerali e in particolare il magnesio (contenuto in numerosi tipi di frutta e verdura), lo zinco, che si trova soprattutto negli alimenti ricchi di proteine, dalle ostriche alla carne di manzo, ma anche nel cioccolato fondente e nelle mandorle, e il potassio. Ciascun minerale svolge una funzione specifica, consentendo, per esempio, di rafforzare il sistema immunitario ed evitare così di contrarre infezioni auricolari oppure di regolare la quantità di fluido presente nel sangue e nel corpo, compreso quello che si trova nell’orecchio interno. 

  • Infuso di Foglie di Olivo, tra i più potenti antimicrobici naturali

    La coltivazione dell’olivo ha origini molto antiche: da oltre seimila anni, infatti, vengono tramandati racconti popolari e testi religiosi che ne testimoniano la coltivazione, oltre ai numerosi ritrovamenti archeologici che confermano l’amore millenario tra l’uomo e questa pianta dalle proprietà uniche. Universalmente e scientificamente riconosciuti, gli effetti benefici dell’olivo sono davvero molteplici, rivelandosi preziosi in numerosi campi d’intervento. Conosciuta in primis per il buon olio che si ottiene dai suoi frutti, la pianta dell’olivo racchiude proprio nelle sue foglie la più grande fonte di benessere. Utilizzate sin dall’antichità per preparare decotti dallo scopo curativo, le foglie d’olivo sono state riscoperte nella storia più recente per produrne tisane, infusi e integratori alimentari.

     

    Ma perché la pianta d’olivo e le sue foglie sono così straordinarie?

    Senza cure e senza l’utilizzo di pesticidi l’albero dell’olivo vive millenni. Non solo, olivi centenari possono essere estirpati, trapiantati e riattecchire sempre. Non esistono altre piante così. Il motivo? L’olivo è ricco di una sostanza particolare: l’Oleuropeina, un glucoside amaro di cui ne è particolarmente ricco il fogliame. L’idrolisi dell’Oleuropeina genera delle molecole importantissime per la nostra salute come:

     

    • l’Acido Elenolico, dalla potente azione antiossidante, antibatterica e antivirale. La molecola ha anche proprietà antimicotiche, antiaritmiche, vasodilatatrici, favorisce la circolazione sanguigna e contrasta i radicali liberi.
    • il Tirosolo, dal potere antinfiammatorio e antiossidante. Contribuisce a stimolare il sistema immunitario e a regolare la pressione sanguigna, oltre che la glicemia.
    • la Rutina, dal   potere   antiossidante,   antinfiammatorio   e   antistaminico;   ha   un’azione   vaso   protettiva   e vasodilatatrice, migliora la circolazione sanguigna e contrasta i radicali liberi.
    • l’Idrossitirosolo, dalla potentissima azione antiossidante, antinfiammatoria e antimicrobica. È in grado di rallentare il processo di invecchiamento cellulare, favorire il buon funzionamento del sistema cardiovascolare e ridurre il colesterolo cattivo

     

    Dopo anni di esperimenti Evergreen Life Products ha elaborato un esclusivo processo di estrazione che permette di ottenere dalle foglie un estratto acquoso 100% naturale ricco di principi attivi molto salutari. L’azienda italiana lo ha brevettato e rinominato OLIVUM®, oggi l’ingrediente base di tutti i suoi prodotti per il benessere dell’organismo.   Per   produrre   OLIVUM®   vengono   utilizzate   esclusivamente   foglie   d’olivo   di  origine certificata, provenienti da piante secolari di un particolare “cultivar” ricco di Oleuropeina, assolutamente naturali e totalmente prive di additivi chimici.

     

    OLIVUM® per affrontare raffreddori, herpes e influenza

      L’assunzione costante di Infuso di Foglie d’Olivo si rivela efficace soprattutto in alcuni momenti dell’anno come il cambio di stagione, quando si riscontrano con più facilità casi di raffreddamento, influenza o semplicemente di affaticamento. Questo proprio grazie alle ottime proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e antiossidanti che aiutano ad eliminare batteri, virus e funghi, stimolando anche il sistema immunitario.

     

    I prodotti del mese con Infuso di Foglie d’olivo

    OLIFE

     Olife è   un   integratore   alimentare   sotto   forma   di   bevanda   dal   forte   potere   antiossidante, energizzante, depurativo, antibiotico e antibatterico. È composto al 93% da OLIVUM®, l’esclusivo Infuso di Foglie di Olivo brevettato da Evergreen  Life Products, ricco di polifenoli e ottenuto attraverso una particolare lavorazione che permette di conservare integre le sostanze nutritive presenti nelle foglie dell’olivo: Oleuropeina, Acido Elenolico, Rutina, Idrossitirosolo e Tirosolo. La restante percentuale è Infuso di Fiori di Calendula. Gli effetti benefici delle foglie di olivo sono riconosciuti dal Ministero della Salute, in particolare, la sua azione sul metabolismo dei lipidi e dei carboidrati, la normalizzazione della circolazione sanguigna, la regolarità della pressione arteriosa e le proprietà antiossidanti. Per questo Olife si rivela un autentico gioiello della fitoterapia tradizionale. Efficace, naturale e completamente atossico. La dose giornaliera consigliata è di 70ml e contiene le stesse proprietà benefiche di oltre 2 litri di olio d’oliva in sole 28 kcal.

     

    SPRAY NASALE

     Lo spray nasale della linea Natural Care è un dispositivo medico CE di origine naturale che sfrutta tutte le proprietà benefiche di OLIVUM®, l’Infuso di Foglie d’Olivo brevettato da Evergreen Life Products. Ideale sia per prevenire occlusioni nasali che per liberare il naso in caso di congestione dovuta a sindromi influenzali, raffreddori, riniti o per favorire la respirazione. L’utilizzo è facile ed intuitivo: basta appoggiare il beccuccio dell’erogatore all’ingresso della narice, dirigere il getto verso la parte laterale posteriore della cavità nasale in ciascuna narice e attendere pochi minuti dopo l’erogazione della soluzione prima di soffiare il naso e favorire la liberazione delle cavità nasali.

     

    Per maggiori informazioni visitare il sito www.evergreenlife.it

    Per acquistare i prodotti Evergreen Life Products Products basta affidarsi all’Incaricato di Vendita della propria zona.

     

     Evergreen Life Products – fondata a San Giovanni al Natisone (UD) nel 2011 – è l’azienda friulana di Network Marketing che per prima in Italia si è specializzata nella produzione e commercializzazione di integratori alimentari e prodotti per la cura della persona, degli animali e della casa a base di OLIVUM®, il brevettato Infuso di Foglie d’Olivo, nato dall’intuito del fondatore Livio Pesle. Prodotto di punta dell’azienda è Olife, l’integratore alimentare costituito per il 93% da OLIVUM®.

    Evergreen  Life Products, associata Avedisco (Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori), conta anche quattro aziende partecipate all’estero ed è presente in Italia con una rete di oltre 20.000 Incaricati di Vendita Indipendenti attivi, formati e seguiti da

    Evergreen Life Academy. Ad aprile 2014 è nata Evergreen Life Foundation Onlus, l’associazione di solidarietà sociale a favore di giovani meritevoli che si distinguono nello sport, nella scuola e nelle discipline artistiche. Nel 2018 l’azienda ha realizzato un fatturato di oltre 17 milioni di euro, segnando un + 13% rispetto all’anno precedente.

  • Il mercato logistico in Italia

    Con il termine logistica, per chi non lo sapesse, si vanno ad indicare tutte quelle attività organizzative e gestionali di un ente o azienda, che governano i flussi di materiali dall’origine fino alla consegna agli utenti-clienti.

    Si tratta di un settore complesso, al quale sono legate più discipline, che hanno fatto nascere perfino dei corsi universitari specifici.

    78 miliardi di euro, questo è il valore attuale del fatturato delle aziende che si occupano di logistica contro terzi. La crescita del settore è trainata dall’incremento del PIL, delle esportazioni e del traffico merci.

    Il cambiamento del mercato ha determinato l’esigenza di offrire ai clienti un servizio sempre più preciso e all’avanguardia. Ciò vale anche per il settore dei Medical Devices, che vede l’interfacciarsi di nuove aziende nazionali e multinazionali.

    Logya, vendita di dispositivi medicali

    Logya Hub, nata a Pomezia, è un’azienda che si occupa di distribuzione e trasporto di presidi medicochirurgici, la quale possiede le dovute certificazioni ISO (9001 e 13485) per lo stoccaggio di tali merci.

    Con oltre vent’anni di attività, la società si è sempre distinta per l’impiego di tecnologie all’avanguardia e per la competenza del proprio personale, che garantiscono un sistema logistico estremamente preciso ed efficace, verso tutte quelle aziende appartenenti al mondo dell’health-care.

    I prodotti sono costantemente monitorati all’interno dei magazzini, prestando molta attenzione al codice di scadenza.

    Il servizio di customer service è sempre disponibile, sia telefonicamente che via mail, rispondendo ad ogni bisogno dei clienti, 24/7.

    L’utente finale può quindi contare su rifornimenti regolari di prodotti medicali e attrezzature professionali, che possono avvenire anche entro 12 ore dall’invio dell’ordine, garantendo un eccellente servizio di sicurezza medica.

    Ogni merce viene infatti gestita tramite un sistema informativo che, tramite codice a barre, ne permette la tracciabilità, in modo da gestire al meglio la fase di consegna.

    Un simile servizio contribuisce alla crescita di una rete commerciale anche per quelle aziende che vogliono far crescere il loro mercato senza dover investire in strutture delocalizzate.

    Logya offre anche, come servizio aggiuntivo, dei corsi di formazione e di aggiornamento, destinati a coloro che lavorano nel campo del Medical Device, allo scopo di dare una panoramica a 360 gradi a questo nuovo campo d’impiego, addestrando il personale e offrendo incontri informativi e pratici.

    Negli ultimi anni l’azienda è inoltre entrata nel mercato dell’acido ialuronico e nella vendita del Plasma, orientando la propria mission nel mondo dell’estetica e della chirurgia ambulatoriale.

  • Diagnosticare la distrofia muscolare di Duchenne con un test genetico

    A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica

     

    In previsione di una gravidanza, è bene che la coppia inizi a preoccuparsi di tutelare la propria salute e quella del nascituro, già prima del concepimento. I futuri genitori possono valutare la possibilità di eseguire un test genetico, per determinare il rischio riproduttivo di avere un figlio affetto da malattie genetiche recessive. La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) ne è un esempio. Tutte le malattie genetiche recessive sono accomunate dalla presenza di anomalie geniche che influenzano le normali attività delle cellule e che determinano la sintomatologia caratteristica della patologia.

    La DMD è una patologia genetica di tipo recessivo. Connessa al cromosoma X, si presenta quando viene ereditata anche una sola copia mutata di un gene. Ciò significa che, solitamente, solo le persone di sesso maschile, dotate di un solo cromosoma X, hanno i sintomi. Le femmine, avendo a disposizione un altro cromosoma X (che può compensare le attività della copia mutata), sono portatrici sane della malattia. Le stime indicano che 1 soggetto ogni 3.300 nati maschi sviluppa la DMD1.

    La distrofia muscolare di Duchenne si manifesta nel momento in cui viene ereditata una mutazione del gene responsabile della codifica della distrofina, una proteina presente sulla superficie delle cellule muscolari, in combinazione con altre proteine. Quando tale proteina manca, i muscoli tendono con più facilità a deteriorarsi e a degenerare, a subire infiammazioni croniche e un aumento della fibrosi. Nel caso della DMD la distrofina manca del tutto, mentre nella distrofia di Becker (BMD), che è una forma meno grave, la distrofina è prodotta in quantità ridotta o alterata2.

    La DMD è una malattia che colpisce il sistema neuromuscolare. Il soggetto malato pian piano va incontro ad atrofia e debolezza muscolare e alla degenerazione della muscolatura liscia, scheletrica e cardiaca. I sintomi iniziano a essere visibili intorno ai due anni di età, osservando lo sviluppo del bambino, soprattutto quello motorio. Di solito, il bimbo inizia a camminare tardi e lo fa in modo “anserino”, e mostra difficoltà a salire le scale o ad alzarsi. Tra i 6 e i 13 anni di età, quando la malattia è a uno stadio avanzato, il soggetto malato non riesce più a muoversi e la sua schiena sviluppa una forte scoliosi. Da adulto subentrano altre complicazioni, come insufficienza respiratoria e cardiomiopatia, che portano al decesso. Nella distrofia muscolare di Becker, i sintomi sono simili ma più lievi e tardivi1,3.

    La DMD è una patologia attualmente incurabile, ed è possibile trattare solo la sintomatologia, al fine di migliorare la qualità di vita del soggetto che ne è affetto. Le terapie sono mirate ad alleviare i sintomi a livello respiratorio, cardiaco e deambulatorio. Uno dei trattamenti che sta ottenendo maggiori risultati positivi è quello a base di corticosteroidi, usato per contrastare i disturbi motori. Ci sono anche delle sperimentazioni in atto che prevedono l’utilizzo di terapie cellulari e molecolari1,3.

    Per diagnosticare la DMD è necessario avere un quadro generale dell’anamnesi familiare dell’individuo e della sua storia clinica. Per accertare la presenza della patologia occorre eseguire una biopsia muscolare e analizzare il gene della distrofina3. Le stime indicano che le probabilità che una madre portatrice sana ha di trasmettere la patologia al figlio maschio sono del 50%; le sorelle dei malati di DMD hanno la stessa percentuale di rischio di essere portatrici sane della patologia.

    Il test preconcepimento IGEA di Sorgente Genetica è un test genetico innovativo di ultima generazione che consente di scoprire quali sono le probabilità di avere figli affetti da DMD o da altre malattie ereditarie recessive, e si esegue attraverso un prelievo di sangue di entrambi i genitori.

    Si consiglia di rivolgersi sempre a uno specialista in genetica per valutare il miglior percorso riproduttivo.

     

    Per maggiori informazioni sul test genetico IGEA: www.sorgentegenetica.it

     

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    Fonti:

    1. https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/Disease_Search.php?lng=IT&data_id=13913&Disease_Disease_Search_diseaseGroup=distrofia-muscolare-di-duchenne&Disease_Disease_Search_diseaseType=Pat&Malattia(e)/%20gruppo%20di%20malattie=
    2. http://embor.embopress.org/content/embor/5/9/872.full.pdf
    3. http://www.telethon.it/ricerca-progetti/malattie-trattate/distrofia-muscolare-di-duchenne-becker

     

     

  • Tumori mammari e ovarici: i criteri di eleggibilità per l’esame genetico

    A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica

     

    È importante modificare le proprie abitudini di vita, se errate. Il dolore alle ovaie è uno dei possibili sintomi del tumore ovarico che assieme a quello mammario rappresentano le patologie oncologiche più diffuse fra le donne. In Italia il tumore al seno, infatti, rappresenta il 29% di tutte le tipologie di cancro ed è la causa del 17% dei decessi per cancro fra le donne1.

    Ogni anno in Italia 1 donna su 1.000 sviluppa un tumore mammario2. Le stime hanno rilevato che 1 donna su 45 si ammala di cancro al seno entro i 50 anni, 1 su 19 fra i 50 e i 69 anni, e 1 su 23 tra i 70 e gli 84 anni2.

    Il cancro ovarico è detto “silente” poiché la sintomatologia è evidente solo a uno stadio inoltrato3. Le misure preventive, quindi, sono fondamentali. Bene è:

    • tenersi in forma
    • vivere in modo sano
    • seguire una dieta variegata4

     Familiarità e mutazioni genetiche influiscono sull’incidenza dei tumori mammari e ovarici. Se si hanno consanguinei cui è stato diagnosticato un cancro al seno o all’ovaio, il rischio di sviluppare la stessa neoplasia cresce nei parenti. Le mutazioni ai geni BRCA1 e BRCA2 possono essere ereditate, e sono associate allo sviluppo dei tumori ovarici e mammari5,6.

    La diagnosi precoce permette di innalzare il tasso di sopravvivenza al 98% per il tumore mammario e all’85% per quello ovarico7. Per avere una diagnosi precoce per queste due forme tumorali le donne interessate dovrebbero valutare la propria predisposizione genetica con specifici esami genetici.

    Il test SorgenteBRCA individua le alterazioni ai geni BRCA tramite un prelievo ematico, ed è raccomandato soprattutto alle donne con familiarità ai tumori ovarici o mammari.

    I seguenti criteri di eleggibilità del questionario di familiarità sono stati ideati dal team di specialisti di Sorgente Genetica basandosi sulle linee guida FONCaM (Forza Operativa Nazionale sul Carcinoma Mammario):

    Malati di cancro mammario

    • familiarità di 1° per cancro mammario e/o annessiale
    • < di 36 anni
    • cancro mammario maschile a qualunque età

    Malati di cancro annessiale (ovarico, tube, primitivo al peritoneo)

    • familiarità di 1° per cancro mammario e/o annessiale
    • < di 50 anni

    Soggetti sani

    • familiarità di 1° per cancro mammario e/o annessiale

    Entrambi i rami, materno e paterno, sono considerati nella familiarità di 1°.

    Avere un’alterazione genetica non significa che si svilupperà un cancro, tuttavia è da monito per stabilire un percorso di prevenzione personalizzato.

     

    Per maggiori informazioni: www.brcasorgente.it

     

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    Fonti:

     

    1. Airc – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro
    2. I numeri del Cancro in Italia – 2016
    3. Actoonlus – Tumore ovarico e rischio genetico: cosa bisogna sapere
    4. LILT – Lega Italiana per la lotta contro i tumori
    5. Rohini, R., Chun, J., Powell, S. (201 2). BRCA1 and BRAC2: different roles in a common pathway of genome protection. Nature.1 2:68-78
    6. Ferla R, et al. (2007). Founder mutations in BRCA1 and BRCA2 genes. Annals of Oncology. 1 8; (Supplement 6): vi93-vi98
    7. Airc – Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro .

     

  • Come cambiare abutudini

    Le abitudini ci danno sicurezza

    • L’abitudine è uno schema di comportamento appreso, adottato in una certa fase e poi ripetuto in maniera stabile;
    • l’abitudine diventa automatismo, tanto che, quando si ripete un’azione per l’ennesima volta, non ci si chiede perché la si fa.
    • Più la persona si trova in condizioni di difficoltà, più le abitudini diventano un sostegno fondamentale a cui aggrapparsi.

    Le abitudini si formano a causa dell’innata tendenza del cervello a risparmiare energia: permettono al nostro cervello di ridurre gli sforzi.

    Il processo delle abitudini

    E’ un processo che può essere schematizzato in tre step distinti:

    • c’è un segnale, uno stimolo, un innesco che dice al nostro cervello di entrare in modalità automatica
    • poi c’è la routine, che può essere fisica, emotiva o mentale
    • l’effetto è una gratificazione, a causa della quale il nostro cervello decide di memorizzare una certa routine

     

     

     

    Quando si forma un’abitudine, il cervello smette di lavorare, non partecipa più al processo decisionale. Ed è per questo che ricadiamo nelle abitudini automaticamente, senza averlo deciso.
    Durante una riunione di lavoro cominciamo a sentirci annoiati (innesco). Allora tiriamo fuori lo smartphone e guardiamo le mail in arrivo (routine). La curiosità appagata dal controllo delle mail è la gratificazione.

    Esistono abitudini che aiutano a stabilire altre abitudini. Alcune idee:

    • Meditazione: due minuti quotidiani di meditazione del respiro aiuta a stabilire altre abitudini.
    • Tenere un diario: questa abitudine incoraggia la riflessione e la consapevolezza.
    • Camminare: può essere un’attività sociale se cammini con altri, o un momento di riflessione se cammini da solo. E comunque fa bene alla salute e al tono dell’umore.
    • Svegliarsi un po’ prima: anticipare la sveglia, magari solo di dieci minuti, crea lo spazio per dedicarsi alla meditazione e alla scrittura del diario.

    Uno dei motivi principali per cui le persone non hanno successo con le nuove abitudini è che si dimenticano di praticarle. E’ utile usare dei pro-memoria, come post-it o promemoria digitali. Meglio ancora utilizzare entrambi. Cambiarli dopo qualche tempo, per evitare che diventino inefficaci.

    E’ facile trovare il tempo, se la nuova abitudine richiede solo 2 minuti. Se la nuova abitudine è scomoda, come fare esercizio fisico o meditare … non è poi così insopportabile se dura solo due minuti.

    Potrai aumentare il tempo via via che l’abitudine si è consolidata: però è sempre più importante essere costanti nel praticare l’abitudine che dedicarvi più tempo.

    Un Life Coach può essere di aiuto per riesaminare le proprie abitudini. A Bologna ci sono i professionisti di www.pragmatica-mente.com.

  • Top Italian Women Scientists: Susanna Esposito tra le eccellenze italiane delle scienze cliniche

    Fondato nel 2016, il Top Italian Women Scientists è il club scientifico che riunisce eccellenze italiane che si distinguono per il proprio contributo in campo biomedico, delle scienze cliniche e delle neuroscienze: Susanna Esposito, docente di Pediatria e Direttore della Clinica Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Parma, è tra le ricercatrici premiate a Milano durante l’evento dedicato alla ricerca “rosa”.

    Susanna Esposito

    Susanna Esposito tra le ricercatrici italiane più influenti nelle scienze cliniche

    Nel corso dell’incontro organizzato da Fondazione Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere) lo scorso 29 gennaio presso Palazzo Pirelli a Milano, Susanna Esposito è stata inserita all’interno del Top Italian Women Scientists, il club delle scienziate italiane più influenti. “Amare il proprio lavoro è la cosa che si avvicina più concretamente alla felicità, diceva Rita Levi Montalcini, una delle più grandi scienziate di tutti i tempi: non c’è cosa più vera”, ha commentato la ricercatrice, “passione, tenacia, curiosità, e ovviamente un forte spirito di sacrificio mi hanno consentito di raggiungere importanti traguardi in ambito pediatrico, infettivologico e immunologico”. Premiata insieme ad altre ricercatrici italiane, alla Professoressa è stato riconosciuto l’impegno profuso nell’ambito delle scienze cliniche, e il suo inserimento nel “club” conferma la rilevanza del lavoro svolto nella ricerca. Il Top Italian Women Scientists, infatti, è dedicato alle scienziate italiane presenti nella classifica di Via-Academy, un censimento che, utilizzando l’indicatore H-index, prende in considerazione fattori quali produttività, impatto scientifico e continuità. Per la premiazione sono state selezionate le scienziate con un H-index pari o superiore a 50, e quello di Susanna Esposito si attesta a 67. “È un onore per me ricevere questo prestigioso riconoscimento”, ha concluso la Professoressa, “che conferma, ancora una volta e con la premiazione di altre connazionali, come le donne diano quotidianamente un significativo contributo alla ricerca scientifica italiana e internazionale”.

    Susanna Esposito, importanti collaborazioni e scoperte nella ricerca medica

    Susanna Esposito è Professore Ordinario di Pediatria presso l’Università di Parma e Direttore della Clinica Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Parma. Nata nel 1971 e laureata cum laude in Medicina e Chirurgia, con una specializzazione in Pediatria prima e, successivamente, in Malattie Infettive, è considerata una delle ricercatrici italiane di fama internazionale. Con oltre 25 anni di attività scientifica alle spalle, tra le sue più importanti collaborazioni spiccano quelle con numerosi istituti stranieri, tra i quali il Southwestern Medical Center (Texas, USA), il St. George’s Medical Centre (Inghilterra), e il Kiremba Hospital (Burundi). Nel corso della sua carriera, inoltre, ha fornito contribuiti di rilievo alla ricerca scientifica, tra i quali emerge, nel 2012, l’identificazione di due nuovi Enterovirus (C-117 e C-118). Autrice di 710 pubblicazioni in extenso su riviste internazionali, più di 500 tra articoli e volumi nazionali e internazionali, con oltre 1.300 partecipazioni come relatrice su invito in congressi di Società Scientifiche. Insieme alle sue attuali attività didattiche e di ricerca, è Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid).

  • Politerapico: che cos’è e come funziona la risonanza magnetica

    La risonanza magnetica (RM) o risonanza magnetica nucleare (RMN) è un esame non invasivo, che si avvale delle tecniche di diagnostica per immagini e viene utilizzata sin dai primi anni ’80 del secolo scorso.

    Si tratta di una tecnica che acquisisce direttamente le immagini in tre dimensioni e che sfrutta processi biochimici. La ricostruzione delle immagini è in funzione del legame biochimico delle molecole, in quanto si basa sulla struttura della materia. Ciò consente un’altissima risoluzione di contrasto delle immagini e rende possibile rappresentare strutture completamente diverse sulla stessa immagine, contrariamente a quanto avviene con la TAC (Tomografia Assiale Computerizzata). 

    La risonanza magnetica è uno strumento non invasivo poiché non si avvale di radiazioni e, anche in caso di ricorso alla somministrazione del mezzo di contrasto, questo ha un potere allergizzante molto basso. L’unico aspetto negativo per il paziente potrebbe essere legato alla durata dell’esame (circa mezz’ora) che necessita dell’assoluta immobilità e alla geometria delle apparecchiature, che sono imponenti e possono creare problemi di adattamento ai soggetti claustrofobici. Per questo motivo, al Centro Politerapico di Monza è possibile eseguire la risonanza magnetica aperta anticlaustrofobica.

     

    A che cosa serve la risonanza magnetica

    La risonanza magnetica viene utilizzata in moltissimi campi medici: in ambito neurologico, neurochirurgico, traumatologico, oncologico, ortopedico, cardiologico, gastroenterologico. La risonanza magnetica è più utile della TAC nelle patologie muscolo-scheletriche e in ambito neurologico, in particolare per lo studio dell’encefalo e del midollo spinale. In altri ambiti clinici, come nel caso dell’epatologia, la risonanza magnetica può essere considerata complementare alla TAC.

     

    Come funziona la risonanza magnetica

    Il paziente viene introdotto all’interno dell’apparecchiatura, simile a una sorta di breve galleria e coricato su un apposito lettino scorrevole. Poiché la regione corporea da esaminare deve essere posizionata al centro del magnete, il paziente verrà introdotto parzialmente  o completamente nell’apparecchio. Talora possono verificarsi episodi di claustrofobia e in tal caso l’esame può essere interrotto. 

    Le immagini acquisite, computerizzate, spesso vengono trasferite a un altro computer per essere successivamente elaborate da parte del medico radiologo.

     

    Come  viene garantita la sicurezza del paziente

    All’interno del magnete è assicurata la ventilazione, per garantire un corretto ricambio dell’aria, mentre una telecamera a circuito chiuso permette agli operatori di sorvegliare il paziente. Per pazienti particolarmente ansiosi è ammesso un parente in sala magnete, a condizione che non sia in stato di gravidanza. Al paziente viene fornito un pulsante per segnalare eventuali situazioni di pericolo. Durante l’esame il paziente non avvertirà nessun dolore o particolari sensazioni e, terminato l’esame, può tornare a casa senza particolari problemi.

     

    Come ci si prepara per l’esame

    Prima di sottoporsi ad una risonanza magnetica il paziente riceve dal medico una serie di indicazioni che riguardano la preparazione. Per avere un risultato migliore, è preferibile presentarsi all’esame a digiuno.

    Prima dell’esame è necessario togliere oggetti di metallo, orologio, schede magnetiche, trucco al viso, lenti a contatto, chiavi, monete e quant’altro di metallico indossato.

    Un esame previsto per la preparazione alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto è il dosaggio della Creatininemia, un valore del sangue che permette di verificare la buona funzionalità dei reni.


    Controindicazioni e fattori di rischio

    La Risonanza magnetica, non utilizzando radiazioni ionizzanti, non comporta alcun rischio. L’assenza di radiazioni rende la risonanza magnetica particolarmente adatta anche per la ripetizione di esami a breve distanza di tempo. Prima di eseguire l’esame, tuttavia, il medico radiologo formula specifiche domande per valutare bene il quadro clinico del paziente e prevenire possibili controindicazioni.

    La risonanza magnetica ha controindicazioni per i portatori di pace-maker cardiaco o di neuro stimolatori perché il funzionamento di questi dispositivi può essere danneggiato dal campo magnetico e/o dalle onde elettromagnetiche. Le altre possibili controindicazioni sono legate alla presenza di materiale ferromagnetico nel corpo del paziente, come protesi articolari, stent vascolari o valvole cardiache metalliche. Grazie ai progressi della tecnologia, ormai da diversi anni gran parte dei metalli utilizzati sono compatibili con la risonanza magnetica.

     

    Cosa avviene dopo l’esame

    Le immagini del corpo ottenute durante l’esame vengono visualizzate su un monitor e archiviate in forma digitale, in modo che siano a disposizione dei medici dello studio. I pazienti che avessero la necessità di avere le immagini possono richiederne la stampa su CD compilando l’apposito modulo. Il CD, a sua volta, viene consegnato insieme al referto.

    Per alcuni tipi di esame, infine, può essere richiesta la stampa su pellicola delle immagini più significative.

     

  • Medicair – I ragazzi delle scuole in visita all’Atelier Alimentare

    Una mattinata in azienda per due classi del comune in provincia di Padova dove ha sede una realtà unica nel suo genere, fortemente voluta da MedicAir e diventata un importante punto di riferimento per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative in ambito alimentare.

    Milano, Febbraio 2020 – Due classi dell’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Vigonza, in provincia di Padova, lo scorso 11 febbraio sono state in visita all’Atelier Alimentare, struttura nata per iniziativa del gruppo MedicAir – leader nella fornitura di soluzioni per l’home care – e ubicata presso la sede MedicAir Industry, società di MedicAir Group che si occupa della produzione e della fornitura di gas tecnici, puri e refrigeranti per uso alimentare.

    La mattinata trascorsa all’Atelier Alimentare, organizzata nell’ambito dell’iniziativa “La scuola in azienda” – realizzata in partnership tra l’Istituto “Don Milani” e il Comune di Vigonza – aveva l’obiettivo di mostrare ai ragazzi una realtà unica nel suo genere, dove innovazione, ricerca e sviluppo vanno di pari passo, accanto all’attenzione per la formazione dei giovani e per il loro inserimento nel mercato del lavoro.

    All’Atelier Alimentare, accompagnati da Alessandro Bacci (Responsabile applicazioni tecnologiche) e Giovanni Gasperi (referente commerciale Triveneto), gli studenti hanno avuto modo di conoscere un’azienda giovane e dinamica, partecipando a esperimenti di laboratorio, come per esempio quello sulla distillazione, che consente di separare i gas dall’aria e preparando un gustoso gelato all’azoto. A conclusione della mattinata, a ogni studente è stata regalata una bottiglia termica a marchio MedicAir Group come ricordo di questa esperienza speciale.

    Da oltre 70 anni, MedicAir investe sulla ricerca di soluzioni sempre più all’avanguardia, tanto nel settore dell’home care quanto nella produzione di gas industriali, allo scopo di garantire un’offerta sempre più in linea con le esigenze dei propri clienti. Sulla scia di questa mission nasce l’Atelier Alimentare, una realtà che unisce un particolare settore produttivo, come quello dei gas criogenici, all’industria alimentare e al mondo della ristorazione, collaborando con chef, biologi, nutrizionisti e tecnologi alimentari e organizzando diversi eventi, da workshop e corsi di aggiornamento fino a presentazioni e dimostrazioni sulle ultime novità in merito al trattamento delle materie prime, alla preparazione e alla conservazione degli alimenti.

     

  • Politerapico: quale soluzione scegliere in caso di disturbi articolari o per la riabilitazione

    In caso di disturbi articolari o di riabilitazione post chirurgica, le soluzioni per tornare in forma sono molteplici. Gli esperti di Politerapico, centro polispecialistico di Monza, ci  aiutano a capirne di più.

    Milano, Gennaio 2020 – Traumi, dolori articolari, riabilitazione post chirurgica: le situazioni in cui si ha bisogno dell’aiuto di un professionista per tornare in forma sono molteplici, ma bisogna sapere con precisione a che tipo di medico rivolgersi. Per questo tipo di problemi, infatti, esistono quattro principali figure di riferimento: l’ortopedico, l’osteopata, il fisioterapista e il fisiatra. Tutti sono accomunati da un medesimo scopo e cioè ripristinare le funzionalità fisiche del paziente; ciascuno, però, persegue questo obiettivo con metodi diversi. Per aiutarci a capirne di più, gli esperti di Politerapico, struttura all’avanguardia presente a Monza, spiegano le differenze tra le diverse specializzazioni.

    Cominciamo dall’ortopedia, una branca della medicina che nasce nel XVIII secolo per aiutare i bambini con deformazioni agli arti e alla colonna vertebrale e che, nel corso del tempo, si è ulteriormente articolata, arrivando a includere la chirurgia degli arti (superiori e inferiori), la chirurgia ricostruttiva – come l’alluce valgo. Per diventare ortopedico è necessario conseguire una laurea in Medicina e Chirurgia e quindi prendere una specializzazione. Al contrario dell’ortopedia, l’osteopatia non prevede interventi di tipo chirurgico né l’utilizzo di medicinali, ma si propone di risolvere i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico tramite manipolazioni manuali. 

    La fisioterapia è invece particolarmente indicata nei casi di riabilitazione (per esempio a seguito di un intervento chirurgico) e può fare ricorso anche all’utilizzo di protesi. Il fisioterapista, per svolgere al meglio il proprio lavoro, può avvalersi di diverse tecniche terapeutiche, tra cui la fototerapia, l’idroterapia e la termoterapia. Anche la fisiatria, ribadiscono gli esperti di Politerapico, è una disciplina molto importante nell’ambito della medicina riabilitativa: il fisiatra, infatti, svolge un duplice ruolo, occupandosi da un lato della cura della patologia e dall’altro della previsione del suo decorso, coordinando il lavoro sia del chirurgo ortopedico che del fisioterapista nell’ottica di un’integrazione tra le diverse specializzazioni.

     

  • Avis Regionale Lombardia: il Coronavirus non è un pericolo per chi dona e chi riceve

    Il sistema sangue italiano è sicuro e non teme il Coronavirus. AVIS Regionale Lombardia, alla luce del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha rafforzato le misure di contenimento, tranquillizza e invita i donatori a continuare a donare. A scopo puramente prudenziale sono sospese temporaneamente dall’attività donazionale i residenti nei comuni di Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione D’Adda, Castelgerundo, Fombio, Maleo, Bertonico, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini.

    Il presidente di AVIS Regionale Lombardia, Oscar Bianchi rassicura: «I donatori devono comportarsi come sempre, seguendo il fondamentale criterio dell’autosospensione in caso di sintomi da raffreddamento e febbre o altri sintomi simili.  Si dona il sangue solo quando si è in buona salute, quindi è opportuno avere la sensibilità di comunicare alla struttura trasfusionale se tali sintomi sono comparsi nei 15 giorni dopo la donazione. A tutti i donatori raccomando di informare il servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con l’infezione da “Coronavirus” o in caso di diagnosi, nei 14 giorni successivi ad una donazione. Vige il principio di massima precauzione, ma è importante ribadire che il nostro sistema trasfusionale è sicuro e di qualità”.

    Insieme alle istituzioni nazionali e locali, Avis Regionale Lombardia sta costantemente monitorando la situazione e dando aggiornamenti puntuali sui canali social e sul sito. Non sono state documentate trasmissioni mediante la trasfusione di emocomponenti e non è noto alcun rischio di trasmissione trasfusionale ma in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono state rafforzate le misure di sorveglianza anamnestica sul donatore di sangue. I criteri di esclusione dalla donazione sono: soggiorno in area interessata nei 28 giorni precedenti, soprattutto se vi sono stati contatti personali con soggetti confermati o potenzialmente infetti, specie se con sintomi simil influenzali, ma anche in fase ancora asintomatica; presenza di sintomatologia simil influenzale. I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Il periodo di incubazione è attualmente stimato in 3-14 gg. E’ competenza e responsabilità del medico l’ammissione o meno alla donazione.

    Sul sito di Avis regionale www.avislombardia.it è pubblicato il pieghevole informativo del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità su sintomi e prevenzione del Coronavirus.

  • Concorso Cuore d’oro 2.0: edizione #gialloplasma

    Ultimi giorni per partecipare al secondo concorso “Cuore d’Oro 2.0 – Edizione #gialloplasma” promosso da Avis Comunale di Bergamo per sensibilizzare i cittadini sulle donazioni di plasma.

    Il plasma è la parte liquida del sangue di colore giallo. Da questo prezioso elemento è possibile ottenere dei veri e propri farmaci per la cura di numerose malattie e – poiché il fabbisogno nazionale rende necessario importare dall’estero alcune scorte di tali farmaci – è fondamentale incrementare il numero di donatori e di donazioni. Per questo Avis Comunale di Bergamo organizza questo concorso la cui partecipazione è gratuita ed aperta a tutti i cittadini di Bergamo e ai soci Avis iscritti nella sezione Comunale di Bergamo.

    Scopo del concorso: la realizzazione di grafiche e fotografie utili a sensibilizzare donatori ed aspiranti donatori al dono del plasma.

    Partecipare è semplice, basta inviare la scheda di adesione (individuale o di gruppo) e l’elaborato in alta definizione, che può essere un disegno grafico o una fotografia, all’email [email protected] entro e non oltre il 7 marzo 2020.

    In palio numerosi premi. A tutti i partecipanti verrà consegnato il kit #gialloplasma mentre ai primi tre classificati dei buoni dal valore di 300 euro, 200 euro e 100 euro. I lavori più meritevoli saranno promossi sui canali social di Avis Comunale Bergamo, e utilizzati per il materiale informativo promozionale dell’Associazione.

    Per informazioni e programma: www.avisbg.it

    Facebook @avis.comunalebergamo

    Instagram @aviscomunalebergamo

  • Il sequenziamento del DNA per il tumore al seno e all’ovaio

    A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica

     

    Da cosa è causato il cancro alla mammella? Cosa s’intende con “prevenzione tumore al seno”?

    Ogni donna dovrebbe essere informata e conoscere la risposta a questi quesiti dal momento che il cancro al seno rappresenta la prima causa di morte per malattia oncologica nella popolazione femminile1: ogni anno, infatti solo in Italia a più di 1 donna su 1.000 viene diagnosticato il carcinoma alla mammella2

    I tumori al seno e all’ovaio possono essere causati da diversi fattori tra cui uno stile di vita sregolato, un’alimentazione non equilibrata, l’avanzare dell’età, i fattori ambientali e le mutazioni genetiche ereditabili. In particolare, le mutazioni genetiche hanno un ruolo importante nella comparsa di queste due neoplasie. Nel nostro DNA sono presenti due geni, BRCA1 e BRCA2, le cui mutazioni possono essere trasmesse per via ereditaria. Queste mutazioni aumentano il rischio di sviluppare il tumore al seno e all’ovaio. Il rischio di insorgenza del tumore al seno in caso di mutazioni dei geni BRCA, è dell’87% circa, mentre per il cancro alle ovaie è del 40% circa3.

    Un gene, formato da DNA, è l’unità che racchiude le informazioni responsabili della trasmissione dei caratteri ereditari. Partendo dallo studio dei geni e delle loro mutazioni si può comprendere il meccanismo d’insorgenza di un tumore e di conseguenza si può ideare una terapia mirata.

    La prevenzione tumore al seno è importante. Oggigiorno sono disponibili test di screening genetici tramite i quali è possibile individuare i soggetti che presentano un rischio maggiore di sviluppare un tumore data la presenza di mutazioni. I test genetici sono in grado di sequenziare, cioè “leggere” lettera per lettera, il DNA così da individuare l’eventuale presenza di una mutazione. Fino a pochi anni fa il sequenziamento del DNA veniva effettuato tramite il metodo Sanger (dal nome dal suo ideatore Fred Sanger). Oggi invece il sequenziamento avviene tramite tecniche chiamate NGS (Next generation Sequencing): metodologie di ultima generazione che leggono contemporaneamente migliaia di geni4 riducendo costi e tempi di analisi.

    Per effettuare un test genetico con sequenziamento del DNA, come ad esempio il test BRCA offerto da Sorgente Genetica, basta un semplice prelievo di sangue. Il DNA verrà estratto dalle cellule presenti nel sangue e questo viene sottoposto ad analisi tramite la tecnologia NGS. Il test è consigliato non solo alle donne con un rischio genetico (ovvero in caso di tumori al seno e all’ovaio), ma anche alle donne che non hanno familiarità con questi tumori ma che vogliono conoscere la propria predisposizione genetica.

    Conoscere se si ha una predisposizione allo sviluppo di una neoplasia è determinante per poter intraprendere il prima possibile un piano di prevenzione personalizzato.

    Scopri il Test BRCA offerto da Sorgente Genetica: www.brcasorgente.it

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    Fonti:

    1. Nastro Rosa 2014 – LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori)
    2. I numeri del Cancro in Italia – 2016
    3. FERLA, et al., Founder mutations in BRCA1 and BRCA2 genes, Annals of Oncology 18, Supplement 6, vi93-vi98, 2007
    4. DEMKOW, R. PLOSKI, Clinical Application for Next-Generation Sequencing, Elsevier, 2016
  • Farmaci durante la gravidanza: come comportarsi?

    A cura di: Ufficio Stampa Sorgente

    Prendersi cura della propria salute e di quella del futuro nascituro è importante durante la gravidanza. Per questo è fondamentale sottoporsi agli esami di controllo e, per garantire al massimo la prevenzione e la salute di mamma e bambino, può essere molto utile eseguire i test prenatali e conservare le cellule staminali del cordone ombelicale.

    Alcune mamme durante la gravidanza vanno incontro a diversi disturbi che possono portare all’assunzione di farmaci, i quali potrebbero mettere in pericolo la salute del bambino che portano in grembo. Per sfatare questo mito e promuovere una tutela della salute delle donne in dolce attesa, l’Agenzia Italiana del Farmaco è intervenuta con un portale internet dedicato alla corretta informazione sui farmaci.

    In primo luogo bisogna considerare che non tutti i farmaci sono dannosi per il bambino e, se sono stati prescritti dal proprio medico, possono sicuramente essere utilizzati. Le donne con malattie croniche, che sono in terapia farmacologica già da prima della gravidanza, devono valutare con un medico specialista come proseguire la cura. Infatti è molto importante non sospendere improvvisamente la terapia ma valutare con il medico i corretti dosaggi per questo periodo o l’eventuale sostituzione con un farmaco alternativo.

    L’uso dei farmaci durante la gravidanza non solo per precauzione, ma anche per paura di eventuali complicazioni tende a diminuire, ma dopo la nascita è allo stesso modo importante tenere sotto controllo la somministrazione dei farmaci nei bambini. Come è stato ricordato dall’Aifa nelle sue recenti campagne di comunicazione1, spesso molti genitori pensano che ai bambini si possano somministrare gli stessi farmaci degli adulti ma con dosaggi minori. In realtà per l’utilizzo dei farmaci nei bambini è necessario avere precise indicazioni dal medico per seguire un corretto trattamento terapeutico senza conseguenze.

    A volte, nonostante la prevenzione e il corretto utilizzo dei farmaci, nei bambini e negli adulti possono insorgere disturbi che non possono essere trattati con i farmaci, ma per i quali si può ricorrere ad altri trattamenti. Il Ministero della Salute riconosce il trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale come un valido trattamento per oltre 80 malattie (decreto ministeriale 18 Novembre 2009)2.

    Prendere in considerazione ogni eventuale tipo di terapia è importante per la prevenzione e per la cura della salute. Il medico di fiducia può indicare il giusto trattamento per ogni disturbo, a partire dalle terapie farmacologiche fino ad arrivare a quelle di altro tipo, come l’utilizzo di cellule staminali.

    Per maggiori informazioni: www.sorgente.com

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    Fonti:

    1. Campagna di comunicazione AIFA “Farmaci e pediatria” (anno 2014)
    2. Decreto ministeriale 18 novembre 2009 “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato”

     

  • Inquinamento plastica: un’emergenza alimentare

    L’uomo mangia 5 grammi di plastica ogni settimana e questa sta diventando un’emergenza sempre più pressante.

    Mano a mano che gli scienziati studiano il problema ci si rende conto della gravità della situazione: se fino a qualche anno fa si pensava che il problema principale fosse di natura strettamente ecologica per la vita di flora e fauna, oggi, progressivamente, ci si sta rendendo conto che l’emergenza sta trasformandosi in un problema anche sanitario. (altro…)

  • Alcol: una moda che distrugge giovani vite

    I volontari continuano a fare prevenzione per le strade di Vicenza.

    Anche questa volta i volontari dell’associazione Mondo Libero dalla Droga hanno fatto prevenzione sull’alcol e sulle altre sostanze stupefacenti nel centro storico di Vicenza. Nel week-end erano presenti nel cuore della città e hanno distribuito a tutti i ragazzi e ai commercianti l’opuscolo informativo gratuito “LA VERITA’ SULLA DROGA”.

    Il perché di questa iniziativa è sotto i nostri occhi; specie nei fine settimana dove masse di giovani si ritrovano con il bicchiere in mano tanto per fare qualcosa in compagnia senza neanche rendersi conto della quantità di alcol ingerita.

     

    Sono proprio gli alcolici i “numeri uno” delle classifiche distruttive, attualmente punto di realtà della maggior parte dei giovani.  Dopotutto è legale, è parte della vita sociale ed è perfino consigliato da alcuni medici come salutare se preso a piccole dosi.

     

    Questo opuscolo contiene le statistiche internazionali, spiega chiaramente che cos’è l’alcolismo e la dipendenza, inoltre numerose testimonianze rendono chiara l’idea dei danni che l’alcol può causare.

     

    Ogni anno in Italia circa 40 mila persone muoiono per malattie correlate all’alcol: cirrosi epatica, cancro, infarto, incidenti stradali o sul lavoro, suicidi e omicidi e dato ancora più allarmante sono gli 8,6 milioni a rischio dipendenza.

     

    L’alcol viene assorbito nel sistema circolatorio attraverso dei piccoli vasi sanguigni nelle pareti dello stomaco e dell’intestino tenue. Entro pochi minuti dall’assunzione di alcol, viaggia dallo stomaco al cervello, dove produce velocemente i suoi effetti, rallentando l’azione delle cellule nervose.

     

    Cosa succede se insieme all’alcol vengono usate altre droghe?

     

    I volontari ispirati da anni dalle parole dell’umanitario L. Ron Hubbard, che scrisse: “L’arma più efficace nella guerra contro le droghe è l’istruzione.”, svolgono attività di prevenzione tramite la corretta informazione consegnando opuscoli informativi ai giovani e materiale didattico ad educatori e insegnanti gratuitamente.

     

    Per maggiori informazioni visita il sito www.noalladroga.it o scrivi a [email protected] .

  • Deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena media: che cos’è e rischio di trasmissione

    A cura di: Ufficio Stampa Sorgente Genetica

     

    La gravidanza è un momento magico per una coppia, non privo di preoccupazioni per la salute del nascituro. Grazie a un test genetico preconcepimento è possibile capire se il bimbo potrebbe nascere con qualche malattia genetica.

    Il deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena media (MCADD), ad esempio, è una malattia genetica recessiva che potrebbe essere trasmessa al figlio in maniera inconsapevole. Una malattia recessiva può manifestarsi nel nascituro quando entrambi i genitori sono portatori dello stesso gene mutato alla base della malattia.

    Il deficit di acil-CoA deidrogenasi a catena media è un difetto causato da una mutazione del gene ACADM, che codifica per la proteina MCAD (media-catena acil-CoA deidrogenasi) mitocondriale. Tale malattia interessa il metabolismo degli acidi grassi. Il nostro organismo ricava energia dalla catabolizzazione degli acidi grassi; la proteina MCAD ha la funzione di catabolizzare gli acidi grassi con catene di media lunghezza, ovvero compresa tra i 4 a e i 14 atomi di carbonio [1,2].

    Il deficit di MCAD si manifesta con crisi metaboliche che possono anche essere letali. I sintomi della malattia sono: ipoglicemia ipochetotica, letargia, vomito, convulsioni, problemi respiratori, problemi epatici, coma [1,2].

    L’esordio della malattia è tra 3 e i 24 mesi di vita, anche se in alcuni pazienti può rimanere asintomatica anche fino all’età adulta. I sintomi possono scatenarsi in seguito ad un’infezione o a un digiuno prolungato [1,2].

    Per fare la diagnosi si valuta la presenza delle acilcarnitine (specifici metaboliti) nel sangue e nelle urine, ed è confermata dalle analisi genetiche [2].

    Il trattamento del deficit di MCAD prevede la somministrazione endovenosa di destrosio. Per il trattamento a lungo termine si consiglia di fare pasti frequenti, ricchi di carboidrati e poveri di grassi. Seguendo queste indicazioni, la prognosi è generalmente buona [2].

    Il deficit di MCAD è anche una malattia rara, poiché colpisce 1 bimbo ogni 14.600 bimbi nati [2].

    Conoscere in anticipo il proprio rischio riproduttivo permette ai futuri genitori di programmare il percorso di nascita più idoneo. Il test genetico preconcepimento Igea indica la probabilità di essere portatori di patologie genetiche recessive come la fibrosi cistica e l’atrofia muscolare spinale. Per eseguirlo occorre un semplice prelievo ematico, dal quale verrà estratto e analizzato il DNA dei futuri genitori.

    Scopri di più sul test preconcepimento Igea visitando il sito: www.sorgentegenetica.it

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    Fonti:

    1. National Institutes of Health, National Library of medicine, https://ghr.nlm.nih.gov/condition/medium-chain-acyl-coa-dehydrogenase-deficiency#resources;
    2. Orphanet, https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/OC_Exp.php?Lng=IT&Expert=42.
  • Sonni tranquilli e benessere psicofisico grazie a Melatonin & 5HTP Night Recovery Complex di Vitaminity

    Si parla spesso della Melatonina come elemento essenziale per il nostro organismo per avere un sonno tranquillo e riposante e una migliore qualità della vita.

    Vitaminityl’azienda e il marchio italiano che da anni opera nel settore degli integratori – dedica a questo ormone prodotto naturalmente dal nostro organismo il nuovo Melatonin & 5HTP Night Recovery Complex. Si tratta di un integratore sinergico perchè racchiude in un unico prodotto alcuni dei principali estratti vegetali che hanno dimostrato maggiore utilità nel regolarizzare il corretto ciclo sonno/veglia e favorire un naturale benessere mentale contrastando gran parte dei disturbi del sonno. Come in tutti i prodotti Vitaminity, la differenza risiede nell‘alta concentrazione dei principi attivi contenuti.

    Alla base di Melatonin & 5HTP Night Recovery Complex c’è, come ricorda anche il nome del prodotto, la Melatonina in grado di regolare l’equilibrio tra sonno e veglia e favorire quindi un migliore riposo notturno.

    Il secondo importante principio attivo è il 5-HTP (o 5 idrossitriptofano) derivante dall’estratto secco della Griffonia, una leguminosa africana. Questo elemento concorre, insieme alla Melatonina, a favorire il riposo notturno ma ha anche effetti sulla produzione della serotonina e di altri neurotrasmettitori quali dopamina, noradrenalina e beta-endorfine coinvolte tutte in numerose funzioni biologiche fra cui la regolazione del sonno, il tono dell’umore e il controllo dell’appetito.

    Melatonin & 5HTP Night Recovery Complex è quindi l’integratore ideale per raggiungere un maggior benessere psicofisico anche durante il giorno; contiene inoltre la L-Teanina, un aminoacido non proteico in grado di avere sul nostro organismo un’azione sedativa e miorilassante.

    Completano la formulazione gli estratti secchi titolati di Passiflora, Valeriana, Luppolo e Melissa, in grado di alleviare nervosismo, stati ansiosi e disturbi del sonno.

    Si tratta pertanto di un mix completo che racchiude elementi di fondamentale importanza per migliorare la qualità del sonno preservando intatta la performance cognitiva (attenzione, concentrazione ed attività motoria) e il benessere generale.

  • Medicina d’urgenza: idee ANAAO-ASSOMED per il breve e medio periodo

    Ambito nazionale – Breve periodo

    Nella legge di bilancio è stata aperta la possibilità ai medici specializzandi dell’ultimo anno di accedere ai bandi di concorso in graduatoria separata, con chiamata al conseguimento del titolo, conservando le equipollenze e le affinità previste dalle norme.

    Il Decreto Calabria e la sua Legge di conversione (DL 35/2019 e L 60/2019) hanno previsto l’assunzione a tempo parziale degli specializzandi, garantendo il completamento del percorso formativo della scuola di specializzazione. Attualmente il provvedimento non è operativo, ma recenti rassicurazioni fanno presagire una prossima risoluzione del problema.

    Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale prevede per il Pronto Soccorso una maggiore remunerazione del disagio (indennità di guardia notturna). È stato messo un tetto mensile di 5 notti al mese, che imporrà riorganizzazioni e assunzioni di personale.

    Ambito nazionale – Medio periodo

    Rivedere le equipollenze e la programmazione nazionale dei fabbisogni. Obiettivo è ridurre le equipollenze per indirizzare i medici verso la Medicina d’Emergenza-Urgenza.Troppe discipline hanno accesso al Pronto Soccorso e alla Medicina d’Urgenza senza una reale “vocazione”.

    Questa è una conseguenza della vecchia organizzazione che vedeva i PS privi di un organico proprio, e a turno i medici dei reparti coprivano i turni in PS. Ora la disciplina è strutturata autonomamente e richiede personale dedicato sin dalla formazione specialistica post-laurea.
    É quindi necessario aumentare i contratti e rivedere la distribuzione tra le varie discipline.

    Ambito regionale – Breve periodo

    Regione Lombardia ha inserito nella modifica della Legge 33/2009 approvata nel 2018 un finanziamento aggiuntivo a regime per contratti di formazione medica specialistica. In totale il numero di contratti finanziati è circa la metà di quelli finanziati da altre regioni del Sud e del Nord, sia in termini assoluti che relativi (Tab. 1)1 .

    Occorre quindi premere su Regione Lombardia per ulteriori finanziamenti già dal prossimo anno. In questo ambito l’offerta lombarda di specialisti in Medicina d’Emergenza-Urgenza è ampiamente sotto la richiesta, pertanto occorre aumentare di molto il numero di specialisti da formare (Tab. 2)2.

    Altro elemento di azione: aumentare le dotazioni organiche dei Pronto Soccorso utilizzando le leve delle ultime modifiche normative (Decreto Fiscale e Mille proroghe) e eliminare le forme di contratto flessibile in essere, ormai vietate dal D.lgs. 75/2017.

    La forma ordinaria di rapporto di lavoro è quella di dipendente. Fondamentale e necessaria è anche la piena immissione dei medici di PS (a prescindere dalla specializzazione) nei servizi di emergenza territoriale, laddove ne facciano richiesta.

    Ambito regionale – Medio periodo

    Nella Medicina d’Emergenza-Urgenza non è più accettabile il modello che prevede la contemporanea presenza di chirurgo generale e internista, perché nessuno dei due ha iniziato il proprio percorso pensando a quel tipo di lavoro. Il modello più indicato è quello del medico unico con annesso reparto di degenza. Occorre pensare un percorso di medio periodo in cui si trasformano tutte le strutture di Pronto Soccorso in UOC articolate con postazioni per l’osservazione breve intensiva, con un reparto di degenza di medicina d’urgenza e con la possibilità di presenza di letti monitorizzati in funzione dei volumi e delle funzioni del presidio ospedaliero (hub o spoke secondo i modelli previsti dal DM 70/2015).

    In questo modo i medici avranno più possibilità di gratificazione e crescita professionale, meno tendenza ad abbandonare la disciplina per “fuggire” nei reparti, più possibilità di carriera. I pazienti avranno a disposizione specialisti più competenti, formati e motivati. Dovrà inoltre essere garantita l’attività di soccorso extraospedaliero dei medici certificati AREU che ne facessero richiesta.

    Si propone, sulla scorta di quanto fatto in Regione Toscana, di valutare l’indizione di procedure concorsuali per la copertura di posti a tempo indeterminato nei profili di dirigente medico nella disciplina di Medicina interna ed equipollenti, che prevedano la possibilità di assegnazione temporanea al PS, accompagnata da un periodo di addestramento, per un periodo non inferiore a 2 anni e non superiore a 3 (salvo diversa volontà dell’interessato di prolungare la permanenza)3.

  • A Torino una rete di imprenditori e professionisti del mondo green

    “Quella a cui ambiamo è un’evoluzione verde che parta da diversi settori e travolga più persone possibili. Vogliamo creare un movimento di uomini e donne che vivano secondo uno stile più naturale, sano, salubre, e siano responsabili dell’ambiente”. Arriva anche a Torino e in tutto il Nord Italia la rete di imprenditori e professionisti del mondo green ‘Stile naturale’ (https://stilenaturale.com). Tra i suoi promotori c’è Andrea Rotta, ingegnere, autore di libri e imprenditore specializzato nella progettazione di ‘smarthome’, ovvero le case intelligenti a basso consumo energetico, che ha deciso di scendere in campo e di mettersi in gioco per promuovere la filosofia di ‘Stile Naturale’, una rete a brand di imprenditori, professionisti e aziende, tutti accomunati da una fortissima visione di rispetto per il tema dell’ambiente e dell’ecosostenibilità, che si pongono come obiettivo quello di impattare in maniera decisiva su quella che è la più grande emergenza dei giorni nostri: la salute delle persone, la salubrità degli ambienti confinati e la salvaguardia del pianeta.

    Dal 6 all’8 marzo prossimi “Stile naturale” sbarcherà a “Fa la cosa giusta”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili in programma a Milano, dove ospiterà il primo “Vertice nazionale su sensibilità ambientale e comfort abitativo”. Uno stand di 120mq, uno dei più grandi dell’intera fiera, si trasformerà così in una vetrina d’eccezione per tutti quegli imprenditori e professionisti che hanno deciso di imboccare la strada della svolta verso la Sostenibilità. Con un pubblico stimato di 65mila persone, “Fa la cosa giusta” rappresenta senz’altro uno degli eventi che meglio incarnano la filosofia ‘green’, intesa non come semplice moda passeggera, ma come impegno concreto e quotidiano. Da 16 anni “Fa la Cosa Giusta” si fa portavoce di stimolare il pensiero critico ed uno stile di vita sempre più sostenibile.

    Divulgare il messaggio del comfort abitativo, per sensibilizzare le persone ad uno stile di vita più sano, pulito e salubre”: sono queste le motivazioni che hanno spinto Rotta ad aderire alla rete di ‘Stile Naturale’. “Il tessuto economico della provincia di Torino – spiega l’imprenditore – è ricco di attività che hanno particolarmente a cuore le problematiche legate alla sostenibilità ambientale e agli stili di vita equilibrati e sani. Abbiamo bisogno di persone che condividano questo nostro sogno, e vogliano essere parte attiva per stimolare l’evoluzione consapevole dei comportamenti di consumo e del rispetto dell’ambiente. Per arrivare a cambiare veramente le cose, è necessaria tanta collaborazione e una forte visione etica, per questo vogliamo riunire visionari green sotto un’unica bandiera, quella di Stile Naturale”.

  • Arnistil di DOC Ofta vince il premio internazionale ADF Award 2020 per il packaging più innovativo in farmacia

    Prestigioso riconoscimento a ARNISTIL, soluzione oftalmica senza conservanti a base di estratti di Arnica e Acido Ialuronico

    Il flacone brevettato Pactive, consente di preservare la soluzione oftalmica dopo l’apertura senza il bisogno di conservanti.


    Arnistil, soluzione oftalmica di DOC Ofta, si è aggiudicato il premio ADF (Aerosol Dispensing Forum) AWARD 2020 per il packaging più innovativo presente in farmacia. Il concorso ADF è l’unico evento al mondo che celebra l’importanza di avere packaging e sistemi di erogazione sempre più innovativi e all’avanguardia nell’ambito di segmenti quali medical device, bevande, cosmetici e aerosol. Il forum ADF di Parigi, nato nel 2007, si distingue anche per la notevole attenzione e impegno sul fronte della sostenibilità, scelta dei materiali, tendenze dei consumatori e del mercato, ispirazione del design.

    Arnistil è la prima soluzione oftalmica che combina estratto di Arnica e Acido Ialuronico in un unico dispositivo, l’innovativo flacone Pactive multidose senza conservanti. L’Arnica è una pianta officinale molto studiata per il trattamento di diverse condizioni infiammatorie. Grazie alle proprietà idratanti e protettive dell’Acido Ialuronico ARNISTIL è una soluzione oftalmica adatta per il trattamento sintomatico delle irritazioni e degli arrossamenti oculari.

    Il flacone brevettato Pactive di Arnistil è frutto di ricerca e studi di innovazione tecnologica italiana sviluppata internamente dalla SMP di Airuno, altamente specializzata in packaging primario farmaceutico. Il flacone Pactive è realizzato in una speciale resina con azione antibatterica autopreservante che consente il confezionamento della soluzione oftalmica in flacone multidose senza conservanti.

    “Siamo veramente orgogliosi di questo premio – dichiara Davide Pulici, Direttore di DOC Ofta, la Business Unit Oftalmica di DOC Generici – L’ADF Award assegnato ad ARNISTIL per il packaging più innovativo presente in farmacia è un prestigioso riconoscimento internazionale che conferma la linea intrapresa da DOC, volta alla continua ricerca di tecnologie innovative nel settore oftalmico. Arnistil è la prima soluzione oftalmica presente sul mercato che unisce le proprietà dell’ARNICA a quelle idratanti e protettive dell’Acido Ialuronico. L’innovativo flacone Pactive, grazie all’azione antimicrobica dei componenti contenuti nella plastica, consente di eliminare il conservante, che ha una riconosciuta azione citotossica sulla superficie corneale. Siamo molto soddisfatti della collaborazione con i nostri partner Pharmaxima, sviluppatore della nostra formula e produttore di Arnistil, e SMP Airuno, ideatore e produttore del flacone Pactive”.

    Fonte: DOC Ofta

  • AVIS Lombardia: consegnato il contributo per il restauro dell’Organo del Duomo

    È con un grande grazie che Avis Regionale Lombardia apre il 2020, anno che vedrà l’Italia ospitare l’evento globale del World Blood Donor Day, celebrato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno il 14 giugno.  Un’assegnazione – quella dell’evento globale – a riconoscimento della qualità del sistema sangue italiano, della generosità dei volontari, che insieme riescono a garantire l’autosufficienza all’Italia sia per gli interventi urgenti sia per migliaia di pazienti che dipendono quotidianamente dalle trasfusioni e dai medicinali plasmaderivati.

    Un ringraziamento rivolto ai donatori di sangue e ai tanti volontari Avis che, accanto alla loro primaria e nobile missione, hanno contribuito con entusiasmo e generosità anche a raccogliere 17 mila euro destinati a sostenere il progetto di raccolta fondi della Veneranda Fabbrica 15.800 note per il Duomo, a favore del restauro dell’Organo della Cattedrale.

    Una raccolta fondi che ha preso il via con Note di solidarietà, il concerto natalizio organizzato lo scorso 11 dicembre in Duomo da AVIS Regionale Lombardia, in collaborazione con AVIS Nazionale, Avis Provinciale e Comunale di Milano e la Veneranda Fabbrica per i propri volontari e sostenitori, con un duplice scopo:  promuovere la cultura della donazione del sangue, un piccolo gesto che ogni giorno salva migliaia di vite e sostenere il restauro del più grande organo d’Italia, costruito nel 1938 e che oggi rischia di veder minacciato il proprio futuro a causa di polveri, ossidazioni e deterioramento causato dal trascorrere del tempo.

    Nel corso di un incontro con il Presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo Fedele Confalonieri tenutosi a Milano lunedì 3 febbraio, il Presidente Avis Regionale Lombardia Oscar Bianchi ha consegnato il contributo di 17 mila euro all’ente istituito da Gian Galeazzo Visconti nel 1387, confermando l’impegno di Avis per il simbolo della città nel mondo.

    “La sfida è ancora aperta: tutti i centri Avis della Lombardia sono invitati ad essere partner della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, che abbiamo scelto di sostenere non solo per il valore simbolico che questo monumento ha per ciascuno di noi e per la nostra Regione, ma anche per non dimenticare che Avis è nata proprio a Milano per iniziativa del medico Vittorio Formentano figura carismatica, dotata di una genialità profetica e di una straordinaria veggenza nel campo dell’ematologia, che per primo comprese il valore di sviluppare una raccolta volontaria e gratuita del sangue. ll Concerto realizzato insieme alla Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano ha dato il via ad una collaborazione importante che intendiamo proseguire nel tempo. I progetti in cantiere sono molti e il percorso per riportare al suo splendore l’Organo del Duomo è ancora lungo” dichiara Oscar Bianchi, Presidente Avis Lombardia.

    “Ringrazio Avis, il suo Presidente Regionale Oscar Bianchi e tutti i volontari per il sostegno destinato al restauro dell’Organo del Duomo il cui intervento, iniziato nel 2019, proseguirà nel prossimo triennio. Con Avis condividiamo il valore della cultura del dono. Il mio augurio è che altre realtà, espressioni della società civile, possano unirsi a quella rete di sostenitori della Veneranda Fabbrica che hanno garantito per secoli la vita del Duomo” – sono le parole del Presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano Fedele Confalonieri.

    Il sistema sangue italiano, che a differenza di altri paesi si basa totalmente sulla donazione volontaria e non remunerata, conta al momento oltre 1,7 milioni di donatori, di cui 1,3 periodici e oltre 300mila alla prima donazione. Il numero di donazioni è di poco superiore ai 3 milioni con un’incidenza sulla popolazione di circa 50 per ogni mille abitanti. In media si parla di una donazione di sangue ogni 10 secondi che consente di trasfondere circa di 1.745 pazienti al giorno e di trattare con medicinali plasmaderivati migliaia di persone al giorno. La Lombardia contribuisce alla raccolta di sangue ed emocomponenti con 258.475 donatori, in media circa 1300 donazioni al giorno.

    Per restare aggiornati sul sostegno di Avis al progetto “15.800 note per il Duomo” e sugli eventi scientifici, celebrativi e di promozione della donazione che Avis Regionale Lombardia promuoverà in vista della Giornata mondiale del Donatore che quest’anno si svolgerà in Italia e avere maggiori approfondimenti sul World Blood Donor Day, istituito nel 2004 per opera dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa internazionale, della Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue (FIODS/IFBDO) e della ISBT, International Society of Blood Transfusion: www.avislombardia.it/

  • Un corso sul Life Coaching in 4 giornate a Bologna

    ABC del Life Coaching

    Il 15 febbraio 2020 inizia a Bologna un corso di quattro giornate sul Life Coaching. Docenti del corso sono Maria Soldati e Fabrizio Pieroni, coach professionisti da più di 15 anni, i cui orientamenti possono essere letti sul blog pragmatica-mente.com.

    Il corso va incontro alla domanda crescente di corsi brevi, magari volti ad integrare percorsi precedenti. Gli organizzatori sono consapevoli del fatto che un percorso di sole quattro giornate non fornirà le competenze per esercitare la professione di Coach a chi è digiuno della materia.

    Modalità di iscrizione e programma dettagliato possono essere letti sul sito dell’Associazione PNL Apps.

  • CHMP parere positivo su acido bempedoico

    Il CHMP ha raccomandato il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio dell’acido bempedoicoper pazienti con ipercolesterolemia

    Il CHMP esprime parere positivo per l’acido bempedoico, un inibitore dell’ATP citrato liasi, in monosomministrazione giornaliera orale, che riduce la sintesi epatica del colesterolo. Ha un meccanismo d’azione unico, complementare a quello delle statine e di altre terapie ipolipemizzanti. Il parere positivo del CHMP sull’acido bempedoico e sull’associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe è basata sui risultati del programma globale di sviluppo clinico che ha dimostrato una consistente riduzione dei valori di colesterolo LDL in un ampio range di popolazioni spettro di pazienti.
    La decisione della Commissione Europea in merito all’autorizzazione all’immissione in commercio è attesa per la prima metà del 2020.

    Monaco, 31 gennaio 2020 – Daiichi Sankyo Europa ha annunciato oggi che il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha espresso parere positivo per l’autorizzazione all’immissione in commercio sia dell’acido bempedoico che dell’associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe, raccomandandone l’approvazione come trattamento per la riduzione del colesterolo LDL (v).

    L’acido bempedoico è stato sviluppato come molecola first-in-class, pratica, in monosomministrazione giornaliera orale, per le persone con ipercolesterolemia che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL nonostante l’assunzione di terapie ipolipemizzanti orali ottimizzate, e che restano ad alto rischio di eventi cardiovascolari, come infarto o ictus.

    Il CHMP ha raccomandato il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio di acido bempedoico per pazienti con ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista, in aggiunta alla dieta:

    • in associazione ad una statina o ad altre terapie ipolipemizzanti, in pazienti che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con la massima dose tollerata di una statina

    oppure

    • da solo o in associazione ad altre terapie ipolipemizzanti, in pazienti intolleranti alle statine o per i quali le statine sono controindicate.

    Il CHMP ha raccomandato il rilascio dell’autorizzazione all’immissione in commercio della associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe in pazienti con ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista, in aggiunta alla dieta:

    • in associazione ad una statina, in pazienti che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con la massima dose tollerata di una statina in aggiunta a ezetimibe,
    • da sola, in pazienti che sono intolleranti alle statine o per i quali le statine sono controindicate, e che non riescono a raggiungere i target di colesterolo LDL con il solo ezetimibe
    • in pazienti già trattati con la associazione di acido bempedoico ed ezetimibe assunti separatamente, con o senza statina.

    Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in Europa, uccidono oltre quattro milioni di persone ogni anno e l’aumento dei livelli di colesterolo LDL è uno dei fattori di rischio più importanti. Tuttavia, ben l’80% delle persone che assumono statine non raggiunge i propri obiettivi di colesterolo LDL.i Questo non è solo frustrante per loro, ma anche impegnativo per gli specialisti che li hanno in cura – ha dichiarato Benoit Creveau, Responsabile del Marketing Cardiovascolare presso Daiichi Sankyo Europa – “Il programma di sviluppo clinico per l’acido bempedoico ha dimostrato una riduzione consistente di colesterolo LDL in un ampio range di pazienti, compresi quelli che già ricevono terapie ipolipemizzanti orali ottimali L’opinione del CHMP è un riconoscimento di questi risultati e ci consente di fare un passo avanti rispetto all’impegno di aiutare i pazienti in UE che non hanno ancora raggiunto i loro livelli target di colesterolo LDL”.

    Le opinioni positive del CHMP sono supportate dal programma di sviluppo clinico di fase III condotto in oltre 4.000 pazienti. L’acido bempedoico ha determinato una riduzione del colesterolo LDL fino al 18% corretto rispetto al placebo, quando somministrato con statine a moderata e alta intensità, e una riduzione del 21-28% corretto rispetto al placebo, quando usato con statine a basso dosaggio o in assenza di statine.3,4,5
    L’associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe ha determinato una riduzione dei valori del colesterolo LDL del 38% corretto rispetto al placebo, quando somministrato in associazione ad una terapia con statine alla massima dose tollerata, che può significare anche nessuna statina.6

    Il CHMP è un comitato scientifico dell’EMA che esamina le richieste di autorizzazione relative ai medicinali, dal punto di vista scientifico e clinico. La Commissione europea esaminerà il parere del CHMP e si prevede che prenderà la sua decisione finale nella prima metà del 2020. L’acido bempedoico e l’associazione fissa di acido bempedoico/ezetimibe sono attualmente in fase di valutazione anche da parte della Food and Drug Administration (FDA) statunitense.

    Acido Bempedoico
    L’acido bempedoico è un inibitore orale dell’ATP citrato liasi (ACL) che, con un meccanismo d’azione mirato, riduce la biosintesi epatica del colesterolo, riducendo i livelli di colesterolo LDL in circolo. 3,5 Utilizzato in monosomministrazione giornaliera, è destinato a pazienti affetti da ipercolesterolemia e/o ad alto rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD) che necessitano di una ulteriore riduzione di colesterolo LDL, nonostante abbiano ricevuto statine alla massima dose tollerata.

    L’acido bempedoico ha una modalità d’azione unica e innovativa, complementare a quella di altre terapie ipolipemizzanti come le statine.4 Grazie alla sua specifica modalità d’azione sul fegato, l’acido bempedoico ha una ridotta potenzialità di indurre gli effetti collaterali a carico dell’apparato muscolare associati all’uso delle statine, e determina una riduzione ulteriore del colesterolo LDL rispetto alla monoterapia con statine nei trial clinici.
    Con l’acido bempedoico si è osservata una riduzione della proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP), un marker chiave dell’infiammazione associata a malattia cardiovascolare.5
    Daiichi Sankyo Europa ha ottenuto da Esperion la licenza esclusiva per la commercializzazione di questi prodotti nell’area economica europea e in Svizzera.

    Fonte: Daiichi Sankyo Italia

  • Coronavirus: da Avis Regione Lombardia nessun pericolo per i donatori

    Con la diffusione del “Coronavirus, la forma virale che dalla città di Whuan, in Cina, si sta diffondendo anche in altri continenti, AVIS Regionale Lombardia promuove controlli serrati per garantire la sicurezza di donatori, riceventi e di tutto il personale. Il presidente di AVIS Regionale Lombardia Oscar Bianchi rassicura: «Non sono state documentate trasmissioni mediante la trasfusione di emocomponenti e non è noto alcun rischio di trasmissione trasfusionale ma in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità abbiamo rafforzato le misure di sorveglianza anamnestica sul donatore di sangue, applicando una sospensione temporanea di 21 giorni dal rientro per tutti i donatori che abbiano soggiornato nelle aree interessate. A tutti i donatori stiamo raccomandando di informare il servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con l’infezione da “Coronavirus” , o in caso di diagnosi, nei 14 giorni successivi ad una donazione».

    Nessun pericolo dunque per i donatori che, al massimo, saranno costretti ad un periodo di sospensione dell’attività, come peraltro accade con qualsiasi altra patologia virale. I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie come in una forma simil influenzale. L’infezione si previene valutando la possibilità di posticipare viaggi a Wuhan non strettamente necessari, vaccinandosi contro l’influenza almeno 2 settimane prima della partenza, evitando il contatto diretto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, lavandosi spesso le mani, soprattutto dopo il contatto diretto con persone malate, evitando di visitare mercati ittici o di animali vivi, evitando il contatto diretto con animali da allevamento o selvatici vivi o morti.

    Infine, i viaggiatori con sintomi di infezione respiratoria acuta dovrebbero rispettare l’igiene respiratoria: evitare contatti ravvicinati, coprire starnuti e colpi di tosse con un fazzoletto, preferibilmente, monouso e lavare le mani. In caso di dubbi si raccomanda di consultare il numero verde 1500 del Ministero della Salute che fornisce gratuitamente ai cittadini informazioni, in italiano, inglese e cinese sul Coronavirus. Il numero è attivo 24 ore su 24.

     

    Avis Regionale Lombardia

    È la struttura che coordina tutte le Avis Comunali e Provinciali lombarde. Con oltre 40 anni di storia alle spalle opera su tutto il territorio lombardo tramite una rete di Avis comunali (648) presenti quindi in oltre il 42% dei Comuni della Regione; le sedi comunali sono coordinate dalle 12 Avis Provinciali. La Lombardia rappresenta oltre il 20% dei donatori italiani che coprono il 24% del fabbisogno nazionale. Avis Regionale costituisce l’organismo di interfaccia e il momento di raccordo tra il volontariato attivo, il mondo medico e le istituzioni sanitarie, nell’ottica dell’ottimizzazione e dell’efficacia del nostro essere volontari attivi.

  • Arriva un cucciolo: ecco la guida suo body language per accoglierlo al meglio

    Quando arriva un cucciolo in famiglia si scatena una molteplicità di emozioni e nuove situazioni, tra gioia e incertezze, a cui non sempre si è preparati. Sono tante, in questo periodo dell’anno le famiglie italiane che – complice il recente Natale – hanno da poco adottato un cucciolo, il quale, nell’entusiasmo di tutti e soprattutto dei bambini, va accolto al meglio nel rispetto delle sue esigenze per vivere felici insieme.

    Il 63% delle persone adotta il cane da cucciolo e la metà dei cuccioli trova una nuova famiglia prima dei 3 mesi di età, nel periodo chiamato della “socializzazione”, che dura fino alla 12 esima settimana” osserva Francesca Frigerio, Responsabile Marketing Linee OTC di Ceva Salute Animale. “In questo periodo, e fino al 5-6° mese di età, il cucciolo attraversa una fase fondamentale nel determinare il carattere che svilupperà il cane da adulto e non sempre si è grado di capire, nelle tante situazioni della quotidianità, i suoi reali bisogni e come comportarsi”.

    Per questo, è importante riconoscere la comunicazione dei piccolo, che manda chiari segnali attraverso il corpo e la voce. “Quando arriva un cucciolo ci sono comportamenti che possiamo aspettarci come mordicchiare, lo scodinzolio vivace o la lotta con cuccioli di analoga età. Sono tutti modi per prendere le misure di se stessi, del proprio corpo, della propria forza: esercizi che, sotto forma di gioco, consentono di imparare” chiarisce la dott.ssa Chiara Passalacqua, Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale e Vice Presidente di S.I.S.C.A. (Società Italiana Scienza del Comportamento Animale). “Ci sono però anche comportamenti inattesi o ambigui che è meglio saper riconoscere per rispondere in modo adeguato e favorire così una crescita equilibrata”.

    Ecco allora una breve GUIDA AL BODY LANGUAGE DEL CUCCIOLO compilata con la dott.ssa Passalacqua:

    • I segnali di gioia e benessere.

    Quando è contento, il cucciolo emette piccoli uggiolati, abbai, tende le orecchie in avanti, saltella, mordicchia per l’eccitazione, tira i pantaloni, scodinzola vivacemente, si accuccia per fare piccoli agguati: segnali che comunicano il desiderio di giocare, la sua curiosità. Il consiglio a fronte di questi comportamenti è di dargli attenzione e giocare, in maniera però non troppo eccitatoria. Quando sono molto emozionati, i cuccioli possono anche fare la “pipì emozionale” – piccole minzioni dovute a picchi emozionali ad esempio per un saluto affettuoso o un contatto sociale che il cucciolo fa fatica a “gestire” emotivamente: si tratta di un comportamento transitorio che generalmente passa con lo sviluppo.

    • I segnali di ansia e paura.

    I fattori di ansia o paura per un cucciolo appena arrivato in una nuova famiglia possono essere tanti: per lui è tutto sconosciuto. Se, alle prime uscite, si siede o fa opposizione sta comunicando che non ha voglia di passeggiare, se tiene le orecchie all’indietro ha paura, così come se tiene la coda fra le zampe. Occorre tener presente che il rumore del traffico per lui può davvero essere spaventoso all’inizio. In questi casi, si può prenderlo in braccio per qualche minuto solo per i momenti di maggiore difficoltà, come in certi ascensori magari con specchi, attraversando porte, o incrociando riflessi che lo spaventano, ma solo in questi casi e le prime volte. Nei primi giorni, meglio portarlo fuori in orari tranquilli, incoraggiandolo con serenità senza mai trascinarlo, oppure accompagnarlo (in auto) a passeggiare in un parco o area tranquilla.

    I cuccioli spesso soffrono di solitudine e lo manifestano con pianto e guaiti – come riporta il 15% dei proprietari. Nei primi giorni dell’adozione è consigliabile dedicargli del tempo per non lasciarlo solo e abituarlo in modo graduale alla separazione. Utilissimo, una settimana prima del suo arrivo, diffondere nell’ambiente feromoni del cane con Adaptil Diffusore che invia un messaggio naturale di serenità che farà percepire al cucciolo l’ambiente come familiare.

    • Coccole e affettività.

    I cuccioli sono irresistibili e tutti, in famiglia e fuori dalla famiglia, fanno a gara per coccolarli. Ma cosa ne pensano i cuccioli di baci, abbracci e carezze degli “umani”?Un approccio simile a quello con i bambini è corretto dal punto di vista emotivo ma non da quello fisico” chiarisce la dott.ssa Passalacqua. “Quindi, per esempio, parlargli teneramente o offrire consolazione con una carezza se di notte piangono o hanno paura va bene. Ricordiamo però che l’abbraccio non è il contatto preferito dal cane, lo tollera ma non lo gradisce. Meglio offrirgli vicinanza e far sentire la presenza, ad esempio, posizionando la cuccetta in camera per i primi giorni”. E se per strada si incontrano persone che lo vogliono accarezzare meglio proteggerlo dall’eccessiva fisicità degli altri: non prenderlo in braccio per farlo accarezzare ma abbassarsi e avvicinarsi gentilmente a lui, lasciando decidere al cucciolo se cercare riparo nel proprietario o lasciarsi avvicinare.

    • I segnali di malessere fisico.

    Se il cucciolo appare troppo tranquillo, dorme più del solito o è meno incline al gioco lamentandosi con piccoli guaiti, potrebbe soffrire di un disturbo fisico. In questo caso, si può per prima cosa valutare le feci – potrebbe avere parassiti intestinali – e quindi consultare il veterinario di fiducia.

    L’adozione è un periodo impegnativo e delicato, in cui le fonti di ansia e paura per il cucciolo sono tante” ricorda Francesca Frigerio. Un quarto dei cagnolini fatica ad abituarsi al guinzaglio e ad evacuare correttamente, quasi il 20% ha paura dei rumori e dell’incontro con altri animali e il 15% piange di notte. “Per tutte queste situazioni abbiamo elaborato una prevenzione molto efficace: un collare basato sui feromoni appaganti del cane, studiato a misura di cucciolo – nella forma, nei materiali e nella formulazione” spiega Frigerio. Si chiama Adaptil Junior e, indossato sin dal giorno dell’adozione, invia messaggi rassicuranti che fanno sentire  il cucciolo la sicurezza e il comfort che sentiva quando era vicino alla madre, favorendo un miglior apprendimento, aiutando lo sviluppo di un cane adulto equilibrato e ben addestrato. Gli studi hanno mostrato che dopo solo 3 giorni con Adaptil Junior i cuccioli si adattano a situazioni non familiari, riduce dell’80% i guaiti quando rimane da solo e nell’86% dei casi riduce il pianto notturno in cinque giorni. “I feromoni sono sostanze naturali: sono segnali di comunicazione tra animali della stessa specie. I feromoni di Adaptil Junior riproducono in tutto e per tutto i feromoni appaganti del cane, che mamma cane rilascia e trasmette ai piccoli sin dalla nascita. Prolungare l’esposizione ai feromoni materni anche dopo l’adozione favorisce la fase della socializzazione verso lo sviluppo di un cane adulto equilibrato” conclude Frigerio.

  • Lenti a contatto multifocali

    nullLa multifocale è un innovativo tipo di lente a contatto particolarmente indicata per chi soffre di presbiopia. Questo è un disturbo visivo che colpisce soprattutto con l’avanzare dell’età (i primi sintomi iniziano a comparire intorno ai 40-45 anni) e consiste nella progressiva difficoltà a vedere da vicino. Oggi in Italia sono circa 28 milioni i presbiti. Oltre 2 miliardi in tutto il mondo. 

    COSA SONO– Per tutti loro, l’uso degli occhiali da vista progressivi è di fondamentale importanza. Per questo, grazie alle moderne tecnologie, sono state inventate le lenti a contatto multifocali. Queste sono simili alle lenti progressive degli occhiali e per questo riescono a sostituirli completamente. Sulla stessa lente sono presenti più zone di correzione, una per la messa a fuoco da vicino, una da lontano, e le altre per le distanze intermedie. A differenza degli occhiali, in cui la demarcazione tra le due parti è molto netta, con le lenti a contatto multifocali il passaggio da una zona all’altra avviene gradualmente. Esistono due tipi di lenti a contatto multifocali che si distinguono in base ai materiali con cui sono realizzate:

    • lenti morbide, sono più flessibili perché contengono acqua e gas permeabili al loro interno
    • lenti rigide, meno elastiche e più piccole delle precedenti.

    A CHI RIVOLGERSI– Scegliere di utilizzare le lenti a contatto multifocali al posto degli nullocchiali progressivi porta numerosi vantaggi tra cui una visione a tutto campo senza interruzioni, grazie alla progressione graduale dal vicino al lontano; un’ottima visione delle immagini a tutte le distanze; la capacità di vedere senza l’ausilio degli occhiali. E’ importante ricordare che ogni occhio ha le sue caratteristiche ed esigenze che vanno sempre ascoltate e rispettate. Per questo è bene rivolgersi a degli specialisti del settore. Recatevi presso i migliori centri ottici specializzati per provare le nuove lenti a contatto multifocali, disponibili in varie tipologie: giornaliere, quindicinali e mensili.

     

  • Gli esperti di Politerapico presentano la loro terapia con le onde d’urto

    Gli esperti di Politerapico, struttura all’avanguardia di Monza, spiegano in cosa consiste questo tipo di terapia e quali vantaggi può offrire.

    Milano, Gennaio 2020 – Politerapico, centro polispecialistico di Monza, è considerato un punto di riferimento a Monza e in Lombardia, per la qualità dei servizi offerti ai pazienti e la disponibilità di informazioni sui diversi metodi terapeutici. Tra questi, la terapia con le onde d’urto è forse uno dei meno conosciuti, sebbene assicuri notevoli vantaggi. È importante capire cosa sono le onde d’urto e come agiscono sul nostro corpo. Come precisano gli esperti di Politerapico, si tratta di impulsi sonori e meccanici che si estendono sui tessuti di una determinata area corporea. Le onde d’urto non devono essere confuse con gli ultrasuoni poiché, a differenza di questi ultimi, agiscono in due fasi, la prima a pressione positiva e la seconda a pressione negativa, funzionando più o meno come un idromassaggio.

    Inizialmente impiegate soltanto in ambito urologico – e, in particolare, per il trattamento dei calcoli renali – le onde d’urto trovano oggi un vasto ambito d’applicazione, essendo utilizzate come terapia per patologie croniche, ossee e tendinee e muscolo-scheletriche. I benefici delle onde d’urto sono molteplici: il loro funzionamento, infatti, permette di stimolare i tessuti dall’interno, favorendo la produzione di sostanze antinfiammatorie da parte delle cellule, il che ha come conseguenza una rigenerazione dei tessuti stessi nonché delle cellule staminali. Efficaci, altamente tollerabili e applicabili nel corso del tempo, le onde d’urto sono tra le terapie migliori a oggi disponibili, anche in abbinamento ad altri trattamenti.

    L’efficacia delle onde d’urto è stata dimostrata anche a livello cutaneo; disturbi come, per esempio, le ulcere, sono infatti trattabili anche con questa terapia, dal momento che rigenera i tessuti, intervenendo sia sull’osso che sulle parti molli. Le onde d’urto, assicurano gli esperti di Politerapico, non sono assolutamente dolorose; al massimo si può provare un leggero fastidio nell’area interessata, ma nulla di più. Per quanto riguarda la durata del trattamento, è variabile a seconda della patologia, anche se si stimano almeno 3 mesi di sessioni terapeutiche, con benefici in parte immediati e in parte sul lungo periodo.

     

  •  “La cura sono io” – Maria Teresa Ferrari incontra le donne Fidapa per un’iniezione di voglia di vivere e di vincere il cancro.

    Giovedì 23 gennaio alle ore 17,30, presso la Società Letteraria di Verona, le Sezioni Verona Est e Verona Centro di Fidapa – BPW Italy organizzano un incontro con Maria Teresa Ferrari, travolgente autrice del libro “La cura sono io” e promotrice dell’associazione omonima dedicata – come dice la Ferrari – a “progettare bellezza, nonostante”. 

    Sarà un incontro importante per tutte le donne, quello di giovedì 23 gennaio a Verona.
    Un incontro con chi ha deciso di essere più forte anche di quello che ancora molti chiamano “brutto male”: Maria Teresa Ferrari, che presenta il suo libro “La cura sono io”.
    “In quei giorni travagliati – spiega la scrittrice – ho capito che la soluzione sarebbe stata diventare io stessa artefice della mia guarigione. Mi sono detta ‘La cura sono io. Sì, la cura. Dentro e fuori.’ Decisi che sarei partita dalla testa, perché è lì che nasce la volontà di volersi bene, ancora di più quando sai che vivrai la sua improvvisa nudità causata dalle chemio”.
    E nella sua testa hanno preso vita dei “copripensieri”, fantasiosi cappellini portatori di un messaggio di benessere e speranza.
    Questo e tanto altro in un libro-manifesto ricco di umanità, arricchito dalla delicate illustrazioni di Valentina D’Andrea.

    L’evento, coordinato da Francesca Gaspari, che da anni per Fidapa Verona Est cura gli incontri “Viaggi in poltrona” dedicati alla recensione di opere letterarie, sarà aperto dai saluti della Presidente della Società Letteraria, Daniela Brunelli, e quelli delle presidenti delle sezioni Fidapa promotrici: Antonia Pavesi per Verona Est e Silvia Mostarda per Verona Centro.

    Per trasmettere al cuore dei presenti le emozioni di cui il libro é carico, oltre naturalmente al dialogo con l’autrice, l’esperta voce di Sandra Ceriani leggerà alcuni brani significativi.

    L’ingresso è libero.

    Giovedì 23 gennaio 2020, ore 17:30 – Società Letteraria di Verona, Piazzetta Scalette Rubiani 1 (angolo Piazza Bra).

    Per informazioni: Antonia Pavesi – [email protected] – 392 981 4592