Categoria: Gastronomia

  • Milano: si alza il sipario su Golosaria

    Presentata  la dodicesima edizione della rassegna in programma dall’11 al 13 novembre al Mi.Co – Fieramilanocity
    E’ stata presentata, a Palazzo Lombardia, la dodicesima edizione di Golosaria Milano, la rassegna che dall’11 al 13 novembre porterà negli spazi del Mi.Co – Fieramilanocity il meglio dell’eccellenza agroalimentare italiana, con 300 espositori di cibo e vino18 cucine di strada e oltre 50 appuntamenti declinati sul tema di quest’anno: Oltre il Buono.
    Presenti all’anteprima, oltre agli ideatori della rassegna Paolo Massobrio e Marco Gatti, anche l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, intervenuto per evidenziare il ruolo giocato dalle produzioni Lombarde nel campo dell’eccellenza, a partire dalla filiera del riso. Legato a questo intervento è stato il lancio de “Il Libro del Riso Italiano” (Cairo-Comunica), uno dei volumi che saranno presentati ufficialmente a Golosaria e che proprio ieri è stato annunciato da Massimo Biloni, autore insieme a Valentina Masotti.
    Protagonisti dell’appuntamento anche i riconoscimenti assegnati al ristorante Alice, la Migliore Tavola di Milano, alla pizza contemporanea interpretata da Alessio Rovetta della pizzeria dei Sette Ponti di Cenate Sopra (BG) e alla bottega del gusto dell’anno, ovvero Cose Buone di Pegognaga (MN).
    Quindi l’assaggio finale, con i Lambrusco mantovani che hanno festeggiato i 30 anni della doc, il pane, i dolci e il “pan de mej” di Rossi&Rossi di Milano, la birra di Galbiate alle castagne del Birrificio DuLac e i salumi di Marco D’Oggiono, che si potranno assaggiare anche a Golosaria.
    Tutto alla presenza dei molti partner di Golosaria, che nella tre giorni declineranno il tema “Oltre il Buono” con le loro case history di successo.
    Tutte le info su www.golosaria.it
    Ufficio Stampa Golosaria
    FEDERICA BORASIO
    [email protected]
    tel. 0131.261670 (int.0216)
    Per Golosaria
    MANUELA CAMINADA 
    cell. 333 6217082
  • Sanguche, street food e non solo: cosa mangiare in un viaggio in Cile!

    Qual è il modo migliore per conoscere un paese, se non attraverso la sua cucina, i sapori e gli aromi? Soprattutto un paese che il 15 aprile festeggia addirittura “il giorno della cucina cilena”! In altre parole: per un perfetto viaggio in Cile non potrete fare a meno di assaggiare tutte le fantastiche delizie locali che vi sarà possibile.

    Il centro di Santiago del Cile concentra la maggior parte del patrimonio storico, architettonico ma anche  gastronomico di tutto il paese. È qui che si trovano i bar e i ristoranti più tipici della città, dove si incontra il deciso e distintivo stile culinario cileno.

    Nelle sue strade si assapora il piacere di mangiare; ed è proprio passeggiando che ci si imbatte in una delle più vivide tradizioni: il Sandwich (o meglio, “Sanguche”) che sorprende con una grande varietà di ingredienti e di pane tra i quali la famosa marraqueta, detto anche pan batido, croccante ma soprattutto senza grassi!                                          E ovviamente empanadas ripiene di qualsiasi cosa! Dalla carne alle verdure o il formaggio e tanta tanta cipolla; e anche le sopaipillas, una specie di pane fritto con la zucca, servito con salse dolci o salate: i cileni tradizionalmente lo mangiano per rendere meno tristi le giornate piovose.

    A Santiago non mancano certo le occasioni e i ristoranti per assaggiare i piatti della cucina cilena; e, fra tutti, spicca il quartiere del Barrio Lastarrias: imperdibile, per esempio, è il ristorante Mulato – dove lo chef Cristian Correa aggiorna e cambia continuamente il menu secondo l’offerta del Mercado Central, così da proporre sempre una scelta varia e fresca ai suoi clienti (con un occhio speciale agli stranieri: qui si può pagare anche con dollari ed euro!) Oppure il Tambo, dove alla cucina tradizionale si affiancano anche piatti contaminati dalla cucina peruviana. Invece, per i più nostalgici o per chi non può fare a meno di mangiare una buona pizza, c’è il ristorante Squadritto… e tanti altri ancora! Anche le zone di Providencia o di Bellavista sono ricche di locali dove mangiare qualche tapas, bevendo un Pisco Sour e ristoranti per tutti i gusti… Ovunque si vada non mancherà mai accanto al piatto il pane e il Pebre, una tipica salsa marinata con aglio, pomodoro, cipolla, coriandolo, olio, aceto e, a discrezione, peperoncino (attenti: è buonissima, non rovinatevi la cena!)

    Se poi il vostro viaggio in Cile vi porta nella zona di Puerto Montt e in particolare sull’isola di Chiloè, non potete non assaggiare il Curanto: se ne trovano di vari e “contaminati” da altre preparazioni, ma il più tipico è quello preparato facendo una buca profonda nel terreno per stendere delle pietre roventi su cui appoggiare carne di maialepollo – ma soprattutto frutti di mare, per poi ricoprire tutto con foglie aromatiche e foglie di verza e lasciare a cuocere per almeno due o tre ore.

    Ancora più a sud, in Patagonia, si trova invece famosa la zuppa di centolla che magari qualcuno avrà assaggiato anche a Ushuaia, in Argentina: si tratta di unenorme granchio la cui polpa viene utilizzata per una specie di zuppa con peperoni o patate. Oppure il classico “agnello al palo”.

    Vi è venuta voglia di assaggiare tutte queste delizie cilene? Ottimo! Tuttaltromo(n)do organizza il vostro viaggio in Cile e al vostro ritorno ci racconterete cosa avete assaggiato e i posti più belli che avete visitato… Mettetevi in contatto con noi, vi aspettiamo!

  • WORLD PASTA DAY; PAGANINI (COMPETERE): NO A PROTEZIONISMO PER PROMUOVERE ECCELLENZA ITALIANA

    Roma, 25 ottobre 2017 – Si è tenuto questo pomeriggio, presso la sede di Competere.eu, un nuovo appuntamento del ciclo Tomorrowland, “Protezionismo, la nuova battaglia del grano”. Hanno preso parte all’incontro gli stakeholder del settore agroalimentare per confrontarsi e riflettere sul futuro del settore con particolare attenzione al tema della produzione e del commercio del grano, e delle recenti politiche protezionistiche che il Governo italiano ha intrapreso con il decreto a firma del Ministro Calenda e del Ministro Martina, che obbliga i pastifici ad indicare l’origine del grano sulle confezioni di pasta.

    La scelta di introdurre l’indicazione di origine del grano, oltre ad essere contro i principi fondamentali del libero scambio, è una strumentalizzazione del concetto di trasparenza che danneggia i consumatori e le industrie delleccellenza italiana” – afferma Pietro Paganini, Presidente di Competere. “Invece di  informare meglio i consumatori, come vogliono farci credere, il Decreto li inganna. Con lindicazione di origine si suggerisce loro che il grano italiano sia migliore di quello estero, quando non è così.  Inoltre – continua Paganini – viene arrecato un grave danno ai produttori di pasta che, per mantenere alto lo standard qualitativo e quantitativo, devono obbligatoriamente importare grano da altre nazioni”.

    “E protezionismo grossolano. Il protezionismo ha sempre delle conseguenze negative e non sarà l’etichettatura obbligatoria a migliorare o ad aumentare la produzione italiana. Infatti questo decreto presumibilmente sarà impugnato dall’UE. Per questa ragione abbiamo ritenuto opportuno organizzare questo confronto nel quale si è discusso di come portare avanti una vera e propria politica agraria e industriale che promuova levoluzione dellagricoltura e le eccellenze industriali del nostro paese” – puntualizza Paganini.“I punti da cui partire sono: studiare una vera riforma agraria per limitare l’eccessiva frammentazione della filiera, adottare delle politiche flessibili per l’approvvigionamento di grano e – conclude – fare rete, cioè condividere conoscenze, tecnologie e modelli di coltivazione”.

    Nei prossimi giorni Competere produrrà un documento programmatico che conterrà tutti i punti sollevati durante l’incontro. Il documento sarà presentato ai Ministri dell’Agricoltura e dello Sviluppo Economico e alle Commissioni parlamentari competenti

  • C’è chi dice no

    CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri, è contraria al cambio di location del Cioccoshow per l’edizione 2017: uno spostamento approvato da CNA Bologna ma ritenuto altamente lesivo sia in termini economici che di immagine

    Ci vogliono anni per far crescere una manifestazione ma basta davvero poco per metterla a rischio. Questo il pensiero di CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri, espresso martedì 17 ottobre nel corso della conferenza stampa convocata per comunicare ai media la propria contrarietà in merito alla decisione del Comune di Bologna di spostare il Cioccoshow. L’annuale appuntamento dedicato al mondo del cioccolato artigianale, si terrà infatti non più nella centralissima Piazza Maggiore bensì relegato nella più decentrata Piazza XX Settembre. L’evento bolognese, il più importante del settore a livello nazionale, è da anni molto sentito, non solo dal pubblico ma anche dagli iscritti all’Associazione che vi partecipano con tutto il loro seguito con convinzione, affezione e notevoli risorse. Non si tratta di un mero momento di vendita ma un’occasione di incontro con il grande pubblico e di diffusione della cultura del cioccolato che, come tale, merita una vetrina di primo piano alla stregua di Piazza Maggiore: “noi siamo sempre aperti al dialogo – spiega Giuseppe Sartoni, Presidente dell’Associazione CiocchinBòpurché si trovi una soluzione che non infici il prestigio dell’evento. Avevamo proposto via Rizzoli o via Indipendenza, ma riteniamo che Piazza XX Settembre sia troppo decentrata e che non crei il giusto richiamo per mantenere vivo il successo del Cioccoshow, dopo tutto l’impegno profuso per elevarlo a livello nazionale e oltre”.

    Anche Marco Biolzi, membro di ACAI, l’Associazione Cioccolatieri Artigiani Italiani, conviene sul fatto che lo spostamento sia peggiorativo: “nel considerare Piazza XX Settembre una zona da riqualificare, il Comune ha implicitamente ammesso il minor prestigio dell’area e quindi il cambiamento sfavorevole della location”.

    Un decentramento, quello dell’anno in corso, che peraltro non si spiega neanche in ragione dell’abbattimento dei costi, visto il contributo elevato e sproporzionato rispetto alla location concessa: “non ci spieghiamo il motivo per cui lo scorso anno in Piazza Maggiore per cinque giorni ci sia stata richiesta una cifra pari a circa 780 euro + iva per ciascuna delle cinque giornate di esposizione, mentre per quest’anno il conto economico richiesto ammonti a circa 830 euro + iva per ognuna delle tre giornate, nonostante la posizione molto meno frequentata e lo sgravio da parte del Comune della tassa di occupazione di suolo pubblico che, insieme alla tassa per i rifiuti, constava di circa 4000 euro per la durata complessiva dell’evento”, afferma Antonio Schettini, Presidente dell’Associazione Choco Amore.

    Non è solo una questione di denaro, ma si tratta del tradimento del rapporto affettivo instaurato in questi anni con Bologna e il suo pubblico. Basti pensare che alcuni miei clienti mi contattano, anche dall’estero, per potermi raggiungere nei giorni di manifestazione direttamente allo stand – si rammarica Marina Marchiori, Vice Presidente dell’Associazione CiocchinBò, che continua: “è inammissibile che una decisione di tale portata sia stata presa senza aver preventivamente interpellato i fautori del successo stesso della kermesse, ovvero i Maestri Cioccolatieri, anima pulsante del Cioccoshow. Rende perplessi il fatto che CNA Bologna ci abbia comunicato questa scelta soltanto a luglio, nonostante fosse a conoscenza del cambio di ubicazione già dal mese di febbraio, così come l’irrigidimento della stessa CNA, che non si è opposta a tale scelta e neppure si è fatta portatrice delle nostre istanze e rimostranze”.

    Dello stesso avviso anche Giancarlo Maestrone (ACAI): “Siamo basiti per il mancato supporto di CNA Bologna davanti a una scelta che sembra non tener minimamente conto dello sforzo organizzativo dei partecipanti, specialmente in un periodo prossimo al Natale che impone una produzione dedicata e l’abbandono dei propri laboratori. Ecco perché non ci sentiamo più rappresentati dalla compagine associativa, al punto che molti di noi hanno scelto spontaneamente di prendere le distanze dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato”.

    Anche Schettini conferma di voler effettuare la disiscrizione dal CNA Bologna, ma un altro dato molto significativo è la spontanea rinuncia di due terzi dei circa 40 associati di CiocchinBò, unitamente a 16 aziende di ACAI e 15 di Choco Amore, all’edizione 2017.

    Le Associazioni, pressoché all’unisono, non si accontentano di spiegazioni evasive e aleatorie in merito allo spostamento dell’area di svolgimento, che implica indubbiamente un passo indietro rispetto alle edizioni precedenti, in cui la città è stata letteralmente invasa da oltre 350.000 presenze. Un indotto importante, non solo per gli espositori, ma anche per le attività commerciali del centro storico, così come per quelle ricettive e ristorative, che dovrebbe pertanto stare a cuore a tutte le istituzioni e le compagini associative.

    La prossima settimana – preannuncia Sartonici sarà un incontro di interrogazione comunale con un contraddittorio alla presenza della CNA Bologna durante il quale esporremo le nostre ragioni. Abbiamo bisogno di riorganizzarci: già stiamo pensando al prossimo anno e a come imbastire già da ora un’edizione 2018 degna di tale nome. Il nostro atteggiamento sarà estremamente collaborativo, a patto che vengano rispettate anche le nostre necessità”.

    Le numerose domande rivolte dai tanti cronisti presenti lasciano presupporre che la questione avrà ulteriori risvolti nelle prossime settimane.

    www.ciocchinbo.it

  • Cucina in tutti i sensi: grande successo e partecipazione del LIS al cooking show di Chef Rubio da Aran Store Gregorio VII

    Cucina e accessibilità oltre ogni disabilità. Il progetto “Cucina in tutti sensi” lanciato da Chef Rubio, coinvolge il pubblico inteso nella sua forma più ampia e sottolinea come l’arte del cucinare sia aperta a tutti. In occasione del cooking show, tenutosi lo scorso 13 ottobre presso l’Aran Store Gregorio VII di Roma – Chef Rubio ha presentato Tempura di verdura.

    La ricetta è stata tradotta in LIS (Lingua dei Segni) con la collaborazione di Deborah Donadio, LIS coach e attrice sorda per consentire anche al numeroso pubblico non udente di prendere parte alla realizzazione del piatto. Su invito dello Chef, tutti hanno partecipato con domande anche nella lingua dei segni e sono state tantissime le curiosità che hanno reso la serata divertente e ricca di spunti per tutti.

    Da sempre impegnato su più fronti nel promuovere la buona cucina come paradigma di condivisione, inclusione, benessere e nutrimento culturale, il noto Chef non-convenzionale si destreggia ai fornelli proponendo una cucina “inclusiva” intesa come cucina senza barriere, oltre ogni disabilità.

    “La cucina è uno strumento per parlare di cultura, di popoli – spiega Chef Rubio. L’arte culinaria è solo un tramite, mentre il punto di partenza e quello di arrivo sono sempre le persone, il loro vissuto, la loro storia, il territorio”.

    La cucina Aran dello Store Gregorio VII, già scelta da Chef Rubio per realizzare le video-ricette della sua web serie “Cucina in tutti i sensi”, è stata ancora una volta protagonista nell’ambito di un’iniziativa sociale e coinvolgente.

    “Coniugare l’aspetto sociale alle nostre cucine ha definito un nuovo modo di concepire uno degli spazi più vissuti della casa – spiega Carla Simotti Rocchi, responsabile dello Store romano di via Gregorio VII. La disponibilità di Chef Rubio e l’empatia che è in grado di creare con il suo pubblico, hanno reso la serata conviviale e spontanea, animando una delle nostre cucine e arricchendo tutti con qualcosa in più.”

     

     

     

  • Non c’è due senza tre… Chicchi & Tazzine!

    La Pasticceria Dolce Salato del Maestro Pasticcere bolognese Gabriele Spinelli entra per la terza volta consecutiva nella prestigiosa “Guida dei migliori bar d’Italia”, la classifica stilata dal Gambero Rosso che da 18 anni accompagna i buongustai alla scoperta delle eccellenze della Penisola

    È nella capitale che si sono riuniti, giovedì 5 ottobre, i rappresentanti delle più rinomate caffetterie e pasticcerie d’Italia. Una premiazione di grande prestigio giunta alla 18° edizione che ogni anno si traduce nella redazione della “Guida ai miglior bar d’Italia” del Gambero Rosso: un vademecum accurato e completo dedicato a oltre 1300 insegne di spicco nel panorama gastronomico italiano, sempre più polifunzionali e sensibili all’evoluzione del gusto, senza che questo comporti la rinuncia ai valori e allo spirito delle origini.

    La Pasticceria Dolce Salato di Pianoro (BO) – già miglior bar d’Italia nel 2016 riposizionatasi nella successiva edizione della competizione tra le eccellenze del Gambero Rosso (2017), ha riconfermato anche quest’anno il massimo punteggio attribuibile a un locale di qualità, tre Chicchi e tre Tazzine, risultato della perfetta sintesi tra prodotto, servizio, atmosfera e ambientazione. L’evocativo mulino ottocentesco che ospita Dolce Salato, infatti, è sicuramente uno degli elementi di pregio che hanno determinato il conferimento del titolo; metodo, esperienza e attenzione alla clientela hanno fatto il resto. Un traguardo ambitissimo, assimilabile per valore alle Forchette, ai Cappelli e alle Stelle prerogative dei ristoranti, che avvicina Dolce Salato a un altro ragguardevole risultato (la Stella), riservato ai locali che per dieci anni si sono fregiati dell’esclusiva attribuzione di tre Chicchi e tre Tazzine.

    Il contest promosso dalla Guida, da quasi due decenni concorre alla divulgazione della cultura del caffè in Italia e oltre confine, grazie all’autorevole apporto della giuria di esperti, selezionati ogni anno tra le migliori firme del panorama giornalistico ed editoriale italiano. Un premio di grande risonanza, quindi, che mette in luce le squisitezze regionali e che accompagna la rapida ascesa di questo settore certamente in trasformazione, ma pur sempre centrale nella tradizionale del Bel Paese.

    Dolce Salato rappresenta oggi il frutto del patrimonio esperienziale costruito in Italia e all’estero dal Maestro Gabriele Spinelli, che da sempre crea le sue speciali leccornie con passione, curiosità e una spiccata inclinazione alla sperimentazione, grazie ad una proposta gastronomica di eccezionale qualità che spazia dal dolce al salato e ad un rapporto con la clientela che non si limita al servizio, ma tiene alla condivisione di trucchi del mestiere, aneddoti e, soprattutto, entusiasmo.

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  • Una torta degna di un Papa

    Il Maestro Pasticcere ha firmato la torta offerta al Pontefice per la visita pastorale di domenica 1 ottobre a Bologna. La “Torta degli Addobbi”, omaggio del Cna di Bologna, è il dolce di 144 kg scelto per l’incontro con oltre mille indigenti nella Basilica di San Petronio

    La profonda esperienza, non senza qualche emozione, ha guidato la mano del Maestro Pasticcere Renato Zoia, titolare della pasticceria Eporedia e inventore del noto cioccolato “Il Bolognino”, per la realizzazione della torta di 1.450 porzioni che il Santo Padre ha scelto di condividere con i poveri nella Basilica di San Petronio, l’1 ottobre, nel corso della visita pastorale a Bologna.

    Il Maestro Zoia, già detentore di un’arte antica come quella della decorazione a cornetto e autore di altre lavorazioni in ambito dolciario che l’hanno reso celebre ben oltre i confini nazionali, ha dedicato 18 ore alla preparazione del dolce della tradizione bolognese già presente nelle cronache del Quattrocento.

    È infatti la Torta degli Addobbi, più comunemente nota come Torta di riso, la specialità creata dal noto pasticcere. Si tratta di una tipicità dolciaria bolognese, preparata secondo la tradizione nel corso della “Festa degli addobbi” istituita nel 1470 e celebrata nel periodo di maggio, in concomitanza con le celebrazioni del Corpus Domini. Veniva portata in processione l’immagine del Corpus Domini, con un evento che coinvolgeva ogni 10 anni nelle parrocchie in città, mentre in campagna ogni paese veniva diviso in 4 quartieri e ogni quartiere festeggiava una volta ogni 4 anni, a rotazione, secondo le fonti. Per celebrare la festa, le parrocchie esponevano alle finestre, drappi colorati, mentre i fedeli aprivano le proprie abitazioni a vicini e conoscenti. Agli ospiti veniva offerta questa delizia, tagliata in piccoli rombi, ognuno con un bacchetto per l’assaggio. Un finger food dalle antiche origini dunque, per questa occasione dal peso di 144 kg, destinato a oltre mille persone con le porzioni disposte in 24 teglie dal Maestro Zoia.

    Per golosi e curiosi, è bene sapere che esiste una ricetta originale depositata alla Camera di Commercio dell’Accademia Italiana della Cucina di “Bologna dei Bentivoglio” nel 2005, ma in realtà ogni nucleo famigliare ha una propria versione segreta e personalizzata in base al proprio gusto. Nella “grassa” e ghiotta Bologna solitamente se ne gustano due versioni: una con spezie, amaretti e canditi, più natalizia, e una più light, per tutto l’anno.

    Non nasconde una certa emozione il Maestro Pasticcere Renato Zoia, pluripremiato, nominato Ambasciatore del Cibo Italiano nel Mondo dalla Camera di Commercio di New York, con un gran numero di riconoscimenti, tra cui un Guinnes dei Primati per la moneta di cioccolato più grande del mondo. Nonostante Renato Zoia, tra i più importanti Maestri Cioccolatieri a livello nazionale e molto noto anche all’estero, dove si reca per dimostrazioni, corsi e missioni informative, sia abituato a deliziare grandi eventi, l’iniziativa del Cna Bologna in onore del Pontefice che l’ha visto protagonista lo ha indubbiamente lusingato.

    Quando mi è giunta la notizia, mi sono sentito onorato – racconta il Maestro Zoia – perché sono indubbiamente occasioni per vivere la storia e prenderne parte. Certo si ha anche una bella responsabilità, ma fortunatamente la passione per il mio lavoro e la mia lunga di esperienza mi permettono di affrontare una grande prova con serenità. Ho scelto di onorare la visita a Bologna del Pontefice con un dolce tipico della città che mi ha accolto tanti anni fa e credo che possa essere un bel ricordo sia per il Papa che per i fedeli riuniti in San Petronio”.

     

    RENATO ZOIA

    Veneto di origini, nato professionalmente in Piemonte, ma bolognese di adozione, Renato Zoia da oltre cinquant’anni dedica la propria vita al mondo della pasticceria.

    La grande scuola piemontese ha lasciato un segno indelebile nello stile di Renato Zoia e il Maestro ha sempre cercato di coniugare le esperienze maturate ad Ivrea con la grande tradizione gastronomica di Bologna, città che lo vide trasferirsi oltre trentacinque anni fa.

    Se il Piemonte è rimasto nel cuore del Maestro Pasticcere, come dimostra il nome della sua pasticceria, Eporedia, l’antico nome di Ivrea, la scoperta della gastronomia bolognese ha permesso a Renato Zoia di stupire il pubblico del capoluogo emiliano con creazioni innovative e originali, di rara bontà.

    Da questo connubio deriva la ricca proposta di lievitati e dolci delle Feste, come panettoni, pandori, colombe, come le brioches di tutti i tipi. Difficile la scelta tra i vari tipi di torroni, spaziando da quelli classici a quelli morbidi, al caffè, al cioccolato, al miele di agrumi.

    Grande amore di Renato Zoia, fin dai primi anni di lavoro, è stato il cioccolato. Un incontro che è diventato una passione straordinaria, sfociata in spettacolari uova di Pasqua, cioccolatini di ogni tipo e con ogni farcitura, praline, ricoperti, fino alla delizia per eccellenza, la celebre “Torta Eporedia” che ha decretato il successo della sua pasticceria, grazie al delizioso pan di spagna al cioccolato farcito con una mousse senza l’utilizzo di alcun tipo di liquore.

    Renato Zoia è tra i protagonisti indiscussi del Cioccoshow, manifestazione dove insegna al pubblico i segreti di questa delizia degli dei, nonché membro fondatore dell’Associazione CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri

  • Il gusto Rizzoli Emanuelli torna a “Cuochi per un giorno 2017”

    Le specialità ittiche dell’azienda parmigiana al centro degli atelier dei piccoli cuochi e a disposizione degli chef stellati durante le due giornate della manifestazione in programma sabato 7 e domenica 8 ottobre a Modena.

    Il Tonno Rizzoli protagonista dei laboratori creativi del Festival nazionale di cucina per bambini. L’azienda di Parma, dal 1906 punto di riferimento nel mercato delle conserve ittiche di qualità, sarà tra i partner dell’iniziativa dedicata a stimolare la creatività in cucina dei bambini.

    I piccoli cuochi avranno a disposizione quindi tutto il gusto naturale del tonno in olio extra vergine di oliva biologico Rizzoli. Selezionati filetti di tonno, pescati in mare aperto lavorati in maniera artigianale in tutte le fasi, poi racchiusi in confezioni in vetro con olio extra-vergine d’oliva bio per preservarne tutta la genuinità ed esaltarne il gusto. 100% naturali, l’olio bio proveniente da agricoltura biologica certificata è ottenuto dalla prima spremitura delle olive senza l’intervento di nessun processo o sostanza chimica.

    Inoltre gli chef stellati potranno arricchire le loro lezioni di cucina con altre referenze Rizzoli come le alici del Mar Cantabrico, le migliori per dimensione, polpa e gusto e i filetti di sgombro grigliati uno ad uno.

    Le specialità Rizzoli hanno la certificazione volontaria Tradizione consapevole dal 1906, un marchio unico e distintivo, basato su un disciplinare rigoroso fondato su tre pilastri: sostenibilità della pesca, tracciabilità di filiera e qualità di prodotto.

    “Rizzoli Emanuelli è impegnata da oltre 110 anni nella valorizzazione di una corretta alimentazione: selezioniamo solo le migliori materie prime attraverso un protocollo dettagliato lavorandole manualmente secondo l’antica tradizione. Torniamo a Cuochi per un giorno perché vogliono far testare direttamente ai più piccoli la grande versatilità del tonno in cucina, un alimento non solo buono e gustoso ma anche fonte di nutrienti importanti per la crescita e l’organismo come proteine, vitamina B12, fosforo e iodio”, ha dichiarato Federica Siri, Marketing & Trade Marketing Manager di Rizzoli Emanuelli.

  • Le specialità bio, senza glutine e vegan Sarchio ad Anuga 2017

    Dalla linea di pasta in un packaging interamente biodegradabile alla golosa crema cacao fondente, l’azienda di Carpi presenterà le novità al Salone mondiale dei prodotti alimentari e delle bevande di Colonia.

    Golose, sane e rispettose dell’ambiente: le referenze Sarchio saranno protagoniste ad Anuga, la più importante manifestazione internazionale dedicata al settore alimentare, che si terrà dal 7 all’11 ottobre alla Fiera di Colonia, in Germania.

    L’azienda, pioniera del biologico “senza”, che quest’anno festeggia i 35 anni di attività, presenterà a visitatori e buyer tutte le novità a partire dalle bevande vegetali: quattro golose referenze biologiche, senza glutine e vegan a base di quinoa e riso, grano saraceno, riso e cocco e mandorla.

    Nell’area Sarchio (Hall 5.1 stand D061) sarà inoltre possibile assaggiare le barrette senza glutine nei nuovi pack monoporzione e conoscere le proprietà e i valori nutrizionali dello zucchero di cocco bio, delle farine senza glutine di ceci e di quinoa, dei bocconcini e granulare di soia, perfetti per realizzare burger, polpette e ragù vegetali e della golosissima crema cacao fondente.

    Particolare risalto sarà dato, inoltre, alla nuova linea di pasta biologica e 100% italiana: 13 formati racchiusi in un’innovativa confezione completamente ecologica, biodegradabile e smaltibile nell’organico. La nuova gamma comprende: penne, fusilli e spaghetti, anche nella versione integrale, due paste da brodo e due proposte artigianali orecchiette e strozzapreti.

    “Anuga è una delle principali manifestazioni internazionali dedicate alla valorizzazione dell’enogastronomia di qualità con un’attenzione particolare al biologico. La vetrina ideale quindi per presentare le nostre novità che uniscono benessere e rispetto per l’ambiente, in linea con la filosofia della nostra azienda, che da 35 anni è impegnata nel promuovere un’alimentazione bio, sana e naturale.” ha dichiarato Sandra Mori, Responsabile Marketing di Sarchio.

  • Un nuovo break gustoso con gli aperitivi di Dolce Salato

    Il Maestro pasticcere Gabriele Spinelli e la pasticceria di Pianoro (BO), più volte annoverata dal Gambero Rosso tra i migliori caffè d’Italia, dal 2 ottobre estenderanno la ricca proposta gastronomica del locale all’aperitivo, tra ghiotti assaggi e cocktail ricercati

    Curiosità e passione per la sperimentazione: due caratteristiche preziose e non comuni che riassumono l’essenza del lungo viaggio della pasticceria “Dolce Salato” di Pianoro e dei suoi fondatori, il noto pasticcere bolognese Gabriele Spinelli e sua moglie Milena Govoni, in collaborazione con Damiano Tedeschi.

    Lunedì 2 ottobre, alle 18:00, la famosa pasticceria in provincia di Bologna inviterà i clienti – abituali e futuri – nel suo suggestivo locale, ricavato quasi un decennio fa dal cuore di un mulino ottocentesco, per presentare una nuova voce del suo menu di proposte gastronomiche, dedicata agli aperitivi a buffet gustosi e ricercati in perfetto stile “Dolce Salato”, curati da Laura Spinelli e Claudio Voican.

    Iniziò con il medesimo spirito, nel 2008, l’avventura del negozio di Pianoro: tanti obiettivi e un’infinità di squisiti prodotti nati per soddisfare le eterogenee richieste della clientela conquistata in 4 anni di fervente attività in laboratorio.

    Un’attività che da sempre tiene alla qualità delle proprie ricette; un laboratorio specializzato in prime colazioni di eccezionale qualità che pian piano si è ampliato, fino a diventare un esponente di spessore del catering e del banqueting di alto livello; un fornitore professionale ben presto trasformatosi in un punto di riferimento locale e nazionale della pasticceria d’autore; una realtà pluripremiata che preserva il valore e la genuinità dei suoi prodotti e a indentificarsi con le sue creazioni di punta, tra cui i panettoni e le colombe, intramontabili eccellenze nostrane apprezzate in tutto il mondo, realizzate da “Dolce Salato” su misura e con le migliori materie prime.

    Con questo spirito, dal 2 ottobre, “Dolce Salato” rivolgerà una nuova e golosa proposta: un aperitivo gustoso e mai banale, accompagnato da una ricca scelta di drink, in una location curata e in compagnia di un gruppo entusiasta e di altissimo livello professionale, ideato da Gabriele Spinelli con Laura e Claudio al banco dei cocktail. Il risultato è assicurato!

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  • Si tinge di gusto l’autunno bolognese con “Grado 61”

    Il 21 settembre si festeggia l’avvio dell’attività con un assaggio della ricca proposta del locale, presentando il dolce buongiorno del noto pasticcere Gabriele Spinelli, seguito da un’ampia scelta per il pranzo e l’aperitivo, in una location ricercata e facilmente raggiungibile.

    È tutto pronto per l’apertura di “Grado 61”, il locale bolognese che deve il nome alla sua stessa ubicazione (via Stalingrado, 61) e che giovedì 21 settembre dalle 17.00 celebrerà con un evento inaugurale la sua partenza.

    L’ambiente ampio e confortevole, arricchito dalla presenza di un giardino privato ideale per chi desidera assaporare gli ultimi sprazzi d’estate, è la cornice perfetta per la degustazione di ricette di qualità, adatte ad ogni momento della giornata. La proposta di “Grado 61” si compone di un menu variegato, pensato per allietare il risveglio con ghiotte colazioni ma anche per risollevare le energie e l’umore nelle frettolose pause pranzo. Non mancheranno poi gli aperitivi, un rituale ormai sacro per concludere piacevolmente un’intensa giornata di lavoro, ma anche un’occasione per assaggiare sfiziosi appetizer.

    A contribuire al successo di “Grado 61” ci sarà anche Gabriele Spinelli, un’eccellenza della pasticceria bolognese, già titolare dal 2004 della Pasticceria “Dolce Salato” di Pianoro (BO), specializzata in prodotti a lievitazione naturale quali panettoni e colombe. Il suo tocco speciale, conquistato in anni di golose creazioni, impreziosirà le colazioni di “Grado 61”, che tra brioches, biscotti, pasticcini, croissant e una curata caffetteria ispireranno l’inizio della giornata.

    Forte di una lunga e riconosciuta esperienza nel settore gastronomico, a cui fu iniziato in gioventù grazie alla gelateria di famiglia, Spinelli ebbe presto l’opportunità di collaborare con alcuni tra i più rinomati maestri pasticceri, al fianco dei quali emersero immediatamente la sua passione, la curiosità e una spiccata inclinazione alla sperimentazione. La pasticceria Dolce Salato di Pianoro, anima di un suggestivo e incantevole mulino ottocentesco trasformato in un laboratorio di leccornie, rappresenta oggi il risultato del patrimonio esperienziale costruito in Italia e all’estero. Il rapporto con il pubblico, per Gabriele Spinelli, non si limita al servizio, ma si intreccia spontaneamente in una narrazione avvincente, fatta di trucchi del mestiere, aneddoti, confronto e soprattutto di entusiasmo, lo stesso che lo accompagna quotidianamente lungo le tappe del suo dolce viaggio e che rende i suoi interventi a corsi e manifestazioni tanto appassionanti e intensi.

    Nel laboratorio della sua pasticceria Dolce Salato – più volte annoverata nella Guida del Gambero Rosso tra i migliori bar d’Italia – nascono delizie davvero speciali, presto disponibili al banco di Grado 61 per i momenti di piacere gastronomico della giornata.

    Per fare bene il proprio mestiere occorre mettersi alla prova, scoprire, divertire e divertirsi: i presupposti ci sono, il talento di Gabriele Spinelli e la professionalità del team di “Grado 61” faranno il resto.

    www.dolcesalatopianoro.com

  • Si è appena conclusa la prima edizione della Summer School di SANGUIS JOVIS, L’ALTA SCUOLA DEL SANGIOVESE. Obiettivo dell’Alta Scuola del Sangiovese è accrescere e diffondere la cultura di questo…

    (Montalcino, 2 ottobre 2017) – La Fondazione Banfi si è fatta promotrice del progetto Sanguis Jovis, un centro di ricerca e formazione di eccellenza sul Sangiovese. L’ Alta Scuola del Sangiovese, il cui obiettivo è accrescere e diffondere la cultura di questo vitigno, contribuirà a dare al territorio del suo vino simbolo, il Brunello di Montalcino, un ulteriore, e innovativo, fattore di posizionamento distintivo nel mondo del vino, sia a livello internazionale che nazionale.

    Il Dr. Rodolfo Maralli, Presidente della Fondazione Banfi, spiega che “La Fondazione Banfi è nata nel 1986 per promuovere, diffondere e valorizzare la cultura, lo studio e la ricerca dedicate al vino in tutte le sue forme. Grazie ai piccoli progetti portati avanti negli anni, oggi abbiamo la maturità necessaria per un progetto più grande, relativo a qualcosa che non c’era: un centro studi sul Sangiovese”.

    Presidente di Sanguis Jovis è il Prof.  Attilio Scienza dell’Università di Milano, Direttore Scientifico il Prof. Alberto Mattiacci della Sapienza di Roma, entrambi membri del Comitato Scientifico della Fondazione Banfi.

    Il Prof. Scienza spiega che “L’obiettivo principale dell’Alta Scuola del Sangiovese è contribuire al progresso della viticoltura di Montalcino. La parola d’ordine è conoscenza che si sviluppa attraverso la formazione, con lo scopo di diffondere la cultura del Sangiovese”.

    Dal 25 al 29 settembre, presso O.CR.A. Officina Creativa dell’Abitare (Via Boldrini 4, Montalcino- Siena), 20 studenti selezionati con bando di ammissione (10 studenti neolaureati e 10 professionisti del settore) hanno potuto seguire un percorso formativo originale, il cui scopo è stato quello di innovare la mentalità e la cultura dei professionisti del vino, proiettandola nel futuro, nelle coordinate spaziali della globalizzazione.

    Apriamo l’attività di un centro studi che aspira a divenire un riferimento scientifico di rango mondiale sul Sangiovese e, più ampiamente, sul vino di qualità. Sanguis Jovis vuole innovare il pensiero del vino, attraverso un’attività di education fondata su progetti di ricerca e formazione originali e rigorosi. Su tutto, un mantra: multidisciplinarità e condivisione di esperienze fra professionisti, ricercatori e giovani discenti” afferma il Prof. Mattiacci.

    “La genetica, l’origine, la biodiversità del Sangiovese”, “I territori, la geologia, le peculiarità pedo-paesaggistiche”, “Le risposte adattative del Sangiovese agli ambienti di coltivazione”, “Cambio climatico, sostenibilità e innovazione genetico-agronomica”, “Produzione e mercato: nuovi approcci di conoscenza”, sono solo alcuni dei temi che saranno toccati dai docenti, di altissimo livello, specializzati nelle discipline coinvolte, che si alterneranno durante le 50 ore del corso, il cui tema è “I profili del Sangiovese in Toscana”.

    A breve sarà pubblicato il bando per l’ammissione alla prima edizione della Winter School, che si svolgerà a marzo 2018. Al centro del corso sarà sempre il Sangiovese, proiettato in un mercato globalizzato in cui la digitalizzazione diviene strumento necessario per la sua diffusione e conoscenza.

  • Olio di palma, Campagne Liberali rivela: “I prodotti ‘light’ e ‘senza olio di palma’ hanno più grassi saturi”

    “Con la seconda edizione dell’analisi comparativa, realizzata dalla piattaforma Campagne Liberali, si mette a nudo un altro dei falsi miti che circola ormai da alcuni mesi nell’opinione pubblica: molti prodotti in commercio presentati come ‘light’, e che hanno voluto inserire sulle proprie confezioni la dicitura ‘senza olio di palma’, presentano una maggiore presenza di grassi saturi rispetto ai prodotti realizzati con olio di palma”.
    Così in una nota Campagne Liberali, una piattaforma di cittadini che difende il diritto alla libera scelta ed il corretto dibattito scientifico.

    “L’analisi ‘Senza olio di palma, ma più saturi’ nasce per rispondere a una domanda molto semplice: dove c’è olio di palma ci sono più grassi, soprattutto saturi, rispetto ai prodotti in cui è stato eliminato?

    “La risposta è no”, rivela Campagne Liberali. Come riporta lo studio, “i grassi saturi, ovvero quelli che incidono di più in sulla nostra salute, ma anche i grassi totali, sono gli stessi se non addirittura di più in molti casi. È sufficiente leggere e confrontare etichette e tabelle nutrizionali di prodotti similari, laddove l’olio di palma è stato sostituito per lo più con olio di cocco, olio di girasole, olio di mais, oltre che burro, burro di cacao e burro di karitè”. La notizia più sbalorditiva è quella che riguarda i prodotti da forno cosiddetti ‘salutisti’, quelli cioè che il commercio identifica come ‘light’ agli occhi dei consumatori. Il confronto tra due noti prodotti della grande distribuzione evidenzia che, su 100 grammi di prodotto, quello senza olio di palma contiene 18 grammi di grassi di cui 4,9 grammi di grassi saturi. Diversamente il prodotto di pari livello, ma con olio di palma, contiene 3,7 grammi di grassi saturi su un totale di 13 grammi di grassi totali”.

    “Questa seconda edizione ha prodotto risultati sulla falsa riga della prima pubblicata a maggio 2017. In questo aggiornamento abbiamo aumentato e suddiviso a loro volta per tipologia: merendine a sfoglia, frollini, wafer, merendine con cialda e cioccolato, crostatine. Sono state inoltre aggiunte due nuove categorie: i prodotti impanati e i gelati confezionati” – riferiscono da Campagne Liberali.

    “La scelta di cavalcare il falso mito che ‘senza olio di palma’ significhi ‘più salutare’ – puntualizzano – si dimostra totalmente fuorviante e ingannevole visto che la sostituzione dell’olio di palma non determina un miglioramento del profilo nutrizionale dei prodotti alimentari. Così come eliminarlo non significa essere più ambientalisti, visto che le piantagioni di olio di palma sono le più sostenibili: la palma da olio utilizza in tutto il mondo 17 milioni di ettari di terreno, ossia il 6% del totale delle terre coltivate, per fornire il 35% del fabbisogno mondiale di olio vegetale. Servono invece ben 111 milioni di ettari perché la soia garantisca appena il 27% del fabbisogno globale. Inoltre, rispetto ad altri oli vegetali, l’olio di palma richiede meno fertilizzanti, pesticidi ed energia rispetto alla soia e alla colza. Non solo, l’olio di palma è ottenuto tramite spremitura, l’olio di girasole viene spesso raffinato chimicamente in un bagno solvente”.

    “Insomma – conclude la nota di Campagne Liberali –  i cittadini consumatori devono essere informati, altrimenti il rischio è di lasciarli in balia di slogan che più convengono a certe parti politiche e che servono a indirizzare certe scelte commerciali anche da parte delle Istituzioni. Questo l’obiettivo che persegue Campagne Liberali, insieme a quello di stimolare anche le imprese a utilizzare pratiche commerciali più trasparenti e rispettose di noi tutti”.

     

  • Tempura, estro e design: da Aran Store Gregorio VII, la cucina inclusiva di Chef Rubio

    La cucina come espressione del proprio essere, in tutta la sua creatività per stimolare i cinque sensi. Tra eleganza e design, l’Aran Store 2A Cucine di via Gregorio VII a Roma, ospita l’estro di Chef Rubio con una performance aperta al pubblico, nella location in cui sono state girate le riprese della web series “Cucina in tutti i Sensi”.

    Il 13 ottobre a partire dalle 18:30 presso lo Store di via Gregorio VII 87 a/b, la cucina Aran Volare accoglie la genialità di Chef Rubio che presenta Tempura di verdura, puntando sulla leggerezza creativa del tradizionale piatto giapponese.

    Da sempre impegnato su più fronti nel promuovere la buona cucina come paradigma di condivisione, inclusione, benessere e nutrimento culturale, il noto Chef non-convenzionale si destreggia ai fornelli agevolato dalla praticità d’uso di Aran Volare, proponendo una cucina “inclusiva” intesa come cucina senza barriere, oltre ogni disabilità.

    Grazie alla partecipazione di Deborah Donadio, LIS coach e attrice sorda, il cooking show sarà accessibile anche ad un pubblico non udente.

    La cucina Aran, già scelta da Chef Rubio per realizzare le video-ricette della sua web serie “Cucina in tutti i sensi”, torna ad essere protagonista per un cooking show gratuito e aperto al pubblico. Un’occasione unica per vedere da vicino lo chef indipendente all’opera negli spazi Aran.

    Iconica e sempre attuale, la cucina Aran Volare è caratterizzata da forme sinuose e leggere, che la rendono estremamente versatile e funzionale. La sua struttura moderna si compone di un elegante piano da lavoro che ospita un ampio lavello e una grande piastra ad induzione, mentre solide ante in legno racchiudono gli elettrodomestici delle migliori marche. Volare è la cucina perfetta per apprezzare ogni piatto, in piena armonia con la personalità degli ambienti!

    “La cucina è uno strumento per parlare di cultura, di popoli – spiega Chef Rubio. L’arte culinaria è solo un tramite, mentre il punto di partenza e quello di arrivo sono sempre le persone, il loro vissuto, la loro storia, il territorio”.

    In quest’ottica, l’Aran Store 2A Cucine di Gregorio VII si apre ad eventi volti a valorizzare gli spazi e le forme della cucina per viverla in ogni sua espressione.

    Le cucine Aran sono da sempre sinonimo di qualità e innovazione, spiega Carla Simotti Rocchi, responsabile dello Store romano di via Gregorio VII. Ospitare il cooking show di uno Chef eclettico che unisce sapori e valori come Rubio, non può che esaltare le funzionalità delle nostre cucine, offrendo al pubblico l’opportunità di cogliere ogni sfaccettatura delle peculiarità che le caratterizzano”.

    Maggiori informazioni su www.arancucineroma.it
    Aran Store Gregorio VII
    Via Gregorio VII 87 a/b, 00165 Roma

  • Farsi strada tra l’invasione di cibo. Una scuola di professionisti: Les Chefs Blancs

    Ormai è qualche anno che il cibo ci ha letteralmente invasi. Ci sentiamo un po’ come i protagonisti di Piovono polpette (divertentissimo film d’animazione del 2009), dove in città a causa dello sbadato Flint, inventore pasticcione, dal cielo iniziano a piovere tonnellate di qualsiasi possibile pietanza.

    Nel nostro mondo sta succedendo la stessa cosa, solo che invece dell’invasione di polli parlanti e di polpette che vogliono asfaltarci, abbiamo a che fare con qualsiasi media, di vecchia e nuova generazione, in cui mangiare è tra le parole più cliccate, hashtaggate, utilizzate.

    Il fenomeno delle trasmissioni legate al cibo, dei canali che trattano solo di pietanze cucinate in tutti i modi possibili, di foto che spopolano e che su Instagram ottengono milioni di like, ha fatto sì, come spesso succede, che cucinare o comunque avere a che fare con il cibo, diventasse una moda.

    Inevitabilmente, come da prassi, il passo successivo è che la moda trasformi in esperti anche chi di cibo non ne capisce nulla; di conseguenza spuntano corsi di cucina tenuti da chef improvvisati, persone che solo perché riescono a cucinare una carbonara senza trasformare l’uovo in frittatina si autocelebrano a grandi cuochi.

    E poi ci sono gli Chef veri, coloro che hanno studiato tanto, fatto gavetta, sperimentato, girato il mondo, assaggiato e che hanno una tradizione alle spalle per poter fondare una vera scuola di cucina. Uno di questi esempi è Les Chefs Blancs, situata a Officine Farneto, a Roma, che vede come docenti Sandro Masci e Giulia Steffanina, con la direzione didattica di uno dei più grandi Chef italiani: il maestro Igles Corelli. Si tratta di scuola professionale che organizza corsi di cucina e corsi di pasticceria a Roma oltre a Master di approfondimento. I corsi sono rivolti sia ad adulti che a bambini e/o adolescenti, che partono da qualsiasi livello di conoscenza di cucina, per amatoriali ed esperti.

  • Patate Coppola, un amore di patata

    Patate Coppola: un mondo genuino, certificato e tutto italiano. Parliamo dell’azienda.

    Da oltre 50 anni l’azienda si occupa della coltivazione e della vendita di patate all’ingrosso. Grazie a impianti tecnologici ed esperienze personali, riescono a garantire un’elevata qualità tutto l’anno.

    Grazie a produttori italiani ed esteri, riescono a seguire l’intero processo dalla coltivazione alla raccolta. Ciò ha permesso loro di ottenere la cerfiticazione Global Gap: azienda che si occupa a livello mondiale di garantire alti standard di qualità, sostenibilità e salvaguardia per quanto riguarda l’agricoltura.

    Soddisfazione dei clienti, stile di vita sano e attenzione all’ambiente è il business core dell’azienda.

    Patate Coppola principalmente presenta 4 prodotti:

    • Fornatine, ideali per la cottura in forno
    • Selezione fritte, per la frittura ma anche gnocchi, dolci e torte
    • Pasta gialla, adatte per realizzarle in umido o lesse
    • Buccia rossa, generalmente piccole e tonde ideali per purè e gnocchi

    Pietro Coppola afferma

    “Le radici delle nostre patate sono profonde come la nostra storia. Nascono dall’amore di una intera vita dedicata a produrre il meglio”

     

    Cosa chiedere di più di genuinità, controllo e alta qualità? Imparare a mangiar bene è un’ottima pratica per la salute, oltre che per la linea.

    Per maggiori informazioni potete consultare il sito:  www.coppolapatate.it o far riferimento all’ufficio stampa per immagini e comunicati:

    Atlas Group spa, Isabella Colombo (responsabile press office): [email protected]

  • Donne, Vino e Poesia” si incontrano il 19 settembre presso Ristopiù Lombardia

    Oltre ad Angioletta Masiero, Lia De Martin, Rodolfo Vettorello sarà presente lo scrittore, regista e attore Alessandro Quasimodo.
    Ultimi posti disponibili

    https://ristopiulombardia.it/ristopiulombardia/poesia-ristodonna.aspx

    Varedo, 12 settembre – Una location inusuale ed estremamente “pop”, nel più alto senso del termine. Un gruppo di autori, poeti, amanti delle Lettere e delle Arti in generale, che sapranno creare un’atmosfera unica e raccontare in versi l’amore per la vita, le donne, la poesia e il vino. Questo eccezionale evento prenderà vita il 19 settembre presso Ristopiù Lombardia, azienda che commercializza prodotti alimentari per Bar, Ristoranti e Locali.

    Nella sede di Varedo, in via Monte Tre Croci 5, si terrà l’incontro dal titolo “Donne, Vino e Poesia”, che vedrà susseguirsi, su un inedito palco virtuale, Angioletta Masiero, Lia De Martin, Rodolfo Vettorello. La giornata sarà presentata e coordinata da Donatella Rampado, Direttore Risorse Umane Ristopiù Lombardia e scrittrice.

    Angioletta Masiero, giornalista pubblicista, recensore critico d’arte e critico letterario, poetessa, scrittrice, promotrice di Premi Letterari Nazionali e Internazionali leggerà quattro poesie dedicate alle donne.

    Lia De Martin, Presidente dell’Associazione Culturale Clan Verdurin, dedicherà il suo intervento al rapporto tra cultura e responsabilità sociale, forte dell’esperienza, vissuta insieme al marito Flaminio, della creazione dell’Associazione, che negli anni ha visto transitare presso Casa Flaminio, a San Pietro di Feletto (TV), poeti, registi e scrittori di fama internazionale, tra cui Federico Fellini, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Alberto Sordi.

    Il poeta Rodolfo Vettorello, che ha partecipato a concorsi letterari, pubblicato Raccolte Poetiche e che ricopre la carica di Presidente del Cenacolo Letterario Internazionale Altrevoci ed è stato Presidente di Giuria di molti Premi Letterari, declamerà quattro poesie dedicate alle donne e all’amore.

    Ospite d’eccezione e presenza graditissima della giornata sarà Alessandro Quasimodo, scrittore, regista, attore, erede di una sensibilità poetica che gli proviene direttamente dal padre Salvatore, Premio Nobel per la Letteratura.

    La giornata vedrà uno svolgimento duplice: i partecipanti potranno infatti essere presenti all’evento della mattina, con orario dalle 9,15 alle 12, oppure a quello del pomeriggio, con orario dalle 14,45 alle 17,30. In entrambi i casi, alle letture poetiche seguirà una degustazione di vini e cibo curata da Chef Ruggero De Lazzari dell’Academy Ristopiù Lombardia.

    “Abbiamo pensato – racconta lo chef – di creare un’experience coinvolgente per tutti i sensi, da quello visivo a quello gustativo. Ai presenti proporremo tre assaggi di vino abbinati ad altrettante portate. Il Franciacorta Brut Villa Crespia Biologico Simbiotico sarà proposto con frittini assortiti e tempura di verdure; il Campania IGT Oppida Aminea Biologico Simbiotico con le code di mazzancolle in croccante ai cereali e mini-tartare di tonno rosso; il Sangiovese IGT Rubbia al colle Biologico Simbiotico con bartolacci con rucola selvatica e salumi, mousse di verdure con Parmigiano e crostini”.

    “Desidero – commenta il Presidente di Ristopiù Lombardia, Giuseppe Arditiche questa sia la prima festa delle arti nelle loro molteplici forme, e che le persone presenti possano partecipare a un evento unico, un’immersione totale nel mondo delicato della poesia, capace di avvolgere e affascinare le corde più profonde dell’animo umano”.

    I posti sono ad esaurimento. Per prenotarsi è necessario scrivere a:
    [email protected]
    oppure
    chiamare il numero 0362 5839200 (chiedere di Anna Esposti).

  • «Cool Container Music & Food»

    La rivoluzione dei tempi moderni è cool & green e Taste, il ristorante didattico di iSchool, crea un nuovo format per coinvolgere i giovani in un modo più green. Dal 7 al 24 settembre 2017, nell’ambito della kermesse I Maestri del Paesaggio, organizzata dal Comune di Bergamo in collaborazione con Arketipos, l’universo del food dell’istituto alberghiero iSchool si trasforma.

    Il ristorante didattico Taste, in piazza Dante, cambia volto e con la sua straordinaria energia spinge I Maestri del Paesaggio ad affacciarsi in città bassa. Ad attenderli ci sarà un locale in stile metropolitano, fashion e contemporaneo, spalancato su Piazza Dante, allestita dai Maestri del Paesaggio, che accoglierà i giovani in 7 serate con live music, food e performance artistiche.

    Taste, nelle serate del 7,9,12,14,19, 21 e 23 settembre, dalle 18 alle 22, si trasforma in un lounge e music bar. A caratterizzarlo, un’ambientazione urbana che lo renderà luogo di incontro, punto di riferimento in Città Bassa e paradiso dello splendido connubio musica e cibo.

    Una serie di appuntamenti a partecipazione libera e gratuita che vogliono raccontare quel che accade quando forme d’arte e generi musicali apparentemente lontani si incontrano in un unico “Cool Container”, per poi perdersi un po’ tra Dj set, live music, finger food e drink eccezionali. Per partecipare: http://high.ischool.bg.it/cool/

    «Abbiamo ricreato  un luogo-non luogo perfettamente integrato all’interno della piazza cittadina grazie alla trasparenza e alla versatilità che è propria a questa location. Uno spazio espositivo perfetto per le esibizioni di giovani  artisti locali ed emergenti, in cui saranno ospitati oggetti d’arte e performance musicali in una fusione di personalità e poetiche creative. Il tutto, a partire dalla straordinaria originalità e professionalità dei nostri studenti» – annuncia la titolare di iSchool, Valentina Fibbi.

    Collaborano sia istituzioni che producono musica di altissimo livello sul territorio come la Fondazione Donizetti, il CDpM e Il Conservatorio “Gaetano Donizetti” di Bergamo, sia realtà della vita notturna bergamasca come Bauhaus Party e The Box.

    Aprirà le danze in Taste, giovedì 7 “Opening Cool Container” con Dj Bombardieri, volto del panorama mondano cittadino, dal Face2Face agli School Party più frequentati.

    Per i clubber, affezionati ai suoni house e deep, gli appuntamenti sono due: “Colorful Container” giovedì 14 grazie alle note elettroniche di CIOZ (Monaberry Label), resident al party Bauhaus che prende il nome dallìomonima corrente culturale che ha riunito geni artistici di diversa appartenenza sociale e con differenti background in un unico grande movimento; giovedì 21, sulla stessa onda si sviluppa la sinergia tra The Box e la mostra fotografica TOILET-immagini per transizione di Marco Riva che dipingeranno la serata “Cool Black” con i loro toni black&white. Il dj Danilo Carsana, del party più in voga del mercoledì notte bergamasco dal carattere monocromatico e essenziale, farà compagnia a drag queens e club kids, protagonisti degli scatti curiosi e discreti di Marco Riva.

    Serate per i giovani ma anche animate da giovani come gli Alta Quota, un duo acustico del mondo CDpM composto da Michela Belotti e Diego Pavoni, che intratterrà il pubblico della serata “Cool blues and soul” di sabato 9 con delle note graffianti di blues e soul.

    Restando in queste corde black dell’accademia CDpM, sabato 23 Stefano Damaro, con la sua voce piena e il suo pianoforte coinvolgente accompagnati da una chitarra energica, intratterrà i ragazzi con “Viaggio di Voce”.

    E i più conservatori che non vorranno stare a casa, che faranno? Doppio appuntamento classico: martedì 12 è il giorno perfetto per un po’ di “Contemporary Lyric” con la Fondazione Donizetti che delizierà gli avventori con un percorso affascinante fatto di musica e parole. Chi non vuole osare troppo perché, in fondo, il classico è un evergreenmartedì 19 Kaosmos, quartetto di fiati del Conservatorio di Bergamo, proporrà “‘900 is cool” per creare un’atmosfera sinfonica che terrà compagnia al pubblico di TASTE-a restaurant experience tra un finger food e uno spritz.

  • Il Veg Aperitif direttamente a casa tua!

    Quest’estate tanti locali per essere più competitivi si stanno attrezzando con offerte innovative volte a rivoluzionare il concetto dell’aperitivo.

    Tutti stanno cercando di cavalcare le nuove tendenze del momento, senza però tralasciare la tradizione dell’aperitivo Made in Italy: sono ormai nati da qualche settimana anche i Veg Aperitif, dove il concetto di Vegan è espresso sia nel cibo che nel drink. Ci domandiamo…ma sarà buono?

    Il Veg Aperitif è un nuovo modo di intendere l’happy hour: l’idea è quella di associare prodotti e cocktail tutti provenienti dal mondo vegano. Questo format è fra i più apprezzati anche tra i giovanissimi, che vedono in questo rivoluzionario modo di fare l’aperitivo un momento di convivialità anche sotto il punto di vista della sperimentazione derivante dall’associazione tra gusti nuovi e il concetto di benessere legato al cibo e al bere buono.

    Ma se dopo una giornata di lavoro si vuole soltanto tornare a casa, buttarsi sul divano e fare due chiacchiere rilassati con gli amici di una vita, il Veg Aperitif è facilmente replicabile anche tra le mura domestiche, pare, in pochi e semplici passaggi.

    Si possono utilizzare le ricette rivisitate dei cocktail classici, e mangiarsi tanti stuzzichini sfiziosi a base vegetale. Qui i protagonisti sono i prodotti Polli, azienda leader nelle ricette di verdure sottolio e sottaceto, le migliori con l’aperitivo.

    Evitando i cocktail alcolici, così da venire incontro anche ai vegani più intransigenti, vi proponiamo le tre formule cibo/drink più consumate nei Veg Aperitif in queste settimane:

    1) Il ‘Virgin Mojito’ (lime, soda, zucchero di canna, menta) è ottimo da gustare insieme a spiedini con Olive Verdi Denocciolate Polli e pomodorini pachino.

    2) Il ‘Florida’ (succo d’arancia, succo di pompelmo, succo di limone, sciroppo di zucchero e soda) che si unisce perfettamente ai Carciofini Polli già tagliati sottolio. Tutto molto facile da preparare, anche a casa, tutto molto buono!

    3) Il ‘Prohibition Punch’ (succo di lime, succo di mela, ginger ale, sciroppo di zucchero) si abbina perfettamente invece ai Funghetti Sottolio della marca Polli., che vanno via uno dietro l’altro.

    Insomma, ce n’è per tutti i gusti! Vegani benvenuti, ma quest’aperitivo lo possono gustare tutti quanti, senza rimpianti.

  • Miele di Acacia: Passione, Gusto e Bontà

    Decidere quali alimenti prendere al momento di fare la spesa è importante e non deve mai mancare il miele. Un prodotto naturale che da migliaia di anni ha accompagnato almeno una volta i pasti di qualsiasi persona. Usato come dolcificante per il latte, sul pane, sui biscotti o per fare innumerevoli dolci grazie alle sue ricche quantità di fruttosio e saccarosio è un alimento energizzante. Viene usato al posto dello zucchero nel caffè e nelle degustazioni di formaggi dove si mescolano il sapore dei latticini stagionati con quello dello dolce del miele.

    Le prime colture di miele a scopo commerciale iniziarono durante gli anni 30 dove furono creati i primi apiari. La coltivazione diretta di questi insetti iniziò a prendere sempre più piede nel corso della metà del secolo fino a quando l’unione europea non emanò delle direttive legislative per regolarizzare questa produzione.

    Le abitudini culinarie cambiano nel corso degli anni seguendo le mode. Oggi più che una moda è stata una maggior attenzione sulla qualità di quello che arriva sulle nostre tavole. Sebbene la grande distribuzione ha portato tanta varietà di scelta è rimasto fondamentale acquistare consapevolmente.

    Il biologico è un esempio calzante perché vuole portare altissima qualità in campo gastronomico. Un paese come l’Italia dove l’alimentazione è famose in tutto il mondo ha dato vita a grandi e piccole realtà che producono miele in zone delimitate diventando in tal modo prodotti tipici di un determinato provincia.

    Dal Miele di Acacia a Tutti gli altri Mieli

    Il miele può essere distinto in due grandi tipologie: quello millefiori è composto dalla raccolta di polline da svariati tipi di piante e fiori mentre quello monofloreale proviene da una tipologia di pianta come il miele di acacia o di girasole.

    Di seguito un elenco dei mieli più ricercati sul mercato biologico:

    • miele di manuka
    • pappa reale
    • miele di rododendro
    • miele di tarassaco
    • miele di tiglio
    • miele di castagno
    • miele di melata
    • miele di colza

    Le categorie sono tantissime e chi segue una dieta specifica o vuole apportare un determinato tipo di alimenti può scegliere una delle tante tipologie di miele. Il sapore cambia per ogni genere risultando più amaro, dolce, con retrogusti più accesi o meno intensi.

    L’Attività dell’Apicoltura

    Sono tanti gli apicoltori che si dedicano a questa attività. Un semplice hobby può diventare una piccola realtà economica valorizzando un prodotto locale. Sono piccoli impulsi di un’Italia che non demorde nonostante la momentanea crisi economica e la gastronomia è diventata un ottimo bacino dove viene spazio a idee e passioni.

    Le api che vivono nell’alveare hanno creato un sistema efficiente e efficace. L’organizzazione è straordinaria in quanto ogni singola ape ha un preciso ruolo e nessuno viene lasciata al caso.

    La struttura fisica è stata creata per ottimizzare gli spazi e questo dimostra quanto la natura può essere stupefacente. Un’organizzazione tale è il frutto di un’evoluzione durata milioni di anni e ha affascinato numerosi studiosi.

    Oggi in rete è possibile trovare numerose guide su come costruire l’apiario perfetto. Sono predisposti dei kit già completi di ogni elemento e l’unica cosa necessaria sarà un luogo adatto che non sia vicino a case o centri abitati.

  • Degustazione di vini eccezionali per brindare alla vendemmia

    Nova Gorica, 23 agosto 2017 – L’inizio della vendemmia a Nova Gorica coincide con un appuntamento da non perdere, una kermesse dedicata all’eccellenza della produzione vitivinicola slovena. E’ il Park Wine Party, la festa che raduna i protagonisti del settore enogastronomico del Paese al Park Casinò & Hotel, in una location suggestiva immersa nel verde.

    Quest’anno l’evento si svolgerà venerdì 25 agosto e gli ospiti della serata potranno degustare i migliori vini prodotti in quattro regioni vitivinicole distinte: Collio Sloveno, Valle del Vipacco, Carso e Istria Slovena.

    All’evento parteciperanno 18 cantine, per un totale di 60 etichette: dal frizzante al fruttato, dal morbido al vellutato, dal rotondo al robusto, saranno i vini i grandi protagonisti della serata.

    Tante le cantine già coinvolte in storie di successo internazionale, nomi che evocano un’altissima qualità e che negli anni hanno saputo farsi conoscere e apprezzare anche dagli amanti del buon vino italiani. E’ il caso di Movia, inserita da Wine&Spirits tra i 100 migliori produttori del mondo nel 2016, e di Marjan Simčič, il cui rinomato Ribolla Opoka dell’annata 2013 ha vinto la medaglia d’oro agli ultimi “Decanter World Wine Awards”. Il prestigioso concorso internazionale, che raduna critici da ogni angolo del pianeta, ha anche insignito Bjana della medaglia di platino per il suo spumante brut rosé.

    A partire dalle 20:00 intenditori, appassionati e curiosi potranno condividere gradevoli momenti all’insegna dei piaceri di Bacco, salutando al tramonto del sole l’alba di una nuova vendemmia di qualità.

    E mentre i rappresentanti delle cantine presenti sveleranno i loro gioielli, gli Chef del Gruppo Hit prepareranno diverse specialità gastronomiche: ricercati piatti di carne e pesce, accompagnati da verdure fresche e spezie di prima qualità, oltre a coloratissimi dessert che faranno venire l’acquolina in bocca agli invitati più golosi.

    Da segnalare in particolare la partecipazione di Tadej Jug, giovane Chèf del Ristorante Calypso al Perla Casinò & Hotel, da pochi mesi entrato a far parte della Nazionale Slovena Cuochi, dopo aver brillantemente superato le difficili selezioni. Jug solleticherà le papille gustative degli ospiti preparando un saporitissimo orzo con crema di ortica accompagnato dal ragù di agnello a base di ricotta di Caporetto stagionata e un prelibato croccantino di noci.

    La Big Band NOVA con ospiti Tinkara Kovač e Paola Rossato animerà la serata a suon di melodie Swing e Funk, ritmi latini e inediti arrangiamenti di canzoni Pop slovene e Gospel americani, prima di cedere il palco al DJ Martin Bonè, che farà scatenare gli invitati.

    Miran Čurin, direttore dell’Hotel Park, dichiara: “da anni Park Wine Party è sinonimo di eccellenza enogastronomica slovena ed è l’esempio più concreto del legame che unisce il Gruppo Hit al territorio e alla valorizzazione delle eccellenze locali. Un rapporto che si alimenta ogni giorno e che si basa sull’attenzione alla tradizione, alla terra e ai protagonisti del settore. La cura meticolosa di ogni aspetto, unita alla particolare composizione del terreno e al nostro clima creano un connubio fondamentale per la produzione di vini di qualità, capaci di richiamare critici e appassionati da ogni continente”.

    I biglietti per partecipare alla serata sono disponibili in prevendita a 25 euro presso tutti i punti vendita Eventim, al Park Casinò & Hotel e sul sito www.thecasinopark.com.

    Per i giornalisti è prevista la possibilità di richiedere accrediti stampa a:

    m&cs
    Ufficio Stampa per l’Italia Gruppo Hit

    Tiziana Pini – Carlo Menegazzi

    Tel. 02 43981646

    [email protected]

     

    CANTINE ED ETICHETTE

    • Vinska Klet Goriška Brda– Bagueri Zero brut nature, Rebula Bagueri 2013 secco, A+ Rdeče 2012 secco, Pikolit 2014 dolce
    • Vina Simčič– Sivi Pinot Brda Classic 2016 secco, Chardonnay Selekcija Cru 2015 secco, Rebula Opoka Cru 2014 secco, Teodor Rdeče Selekcija Cru 2012 secco
    • Vina Belica– Rebula 2012 secco, Chardonnay 2016 secco, Sauvignon 2016 secco, Merlot 2016 secco
    • Vina Movia– Puro rosé 2007 brut, Gredič 2016 secco, Veliko belo 2010 secco
    • Vina Bjana – Bjana Brut, Bjana Brut Rosé, Bjana Cuvée Prestige 2011 extra brut, Status Riserva (cuvée merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc) 2012 secco
    • Vina Ščurek– Jakot 2016 secco, Beli pinot 2016 secco, Kontra 2015 secco, Modri pinot 2013 secco
    • Vina Prinčič – Rebula 2016 secco, Modri pinot 2016 secco, Mihael Rdeče magnum 2007 secco
    • Vina Bregar – Rebula 2015 secco, Sauvignon 2015 secco, Malvazija 2015 secco
    • Vinska Klet Ferdinand – Sinefinis Rebolium 2013 brut, Rebula 2016 secco, Sivi Pinot Epoca 2013 secco
    • Vina Reja – Rebula 2015 secco, Malvazija 2015 secco, Extok 2015 secco, Cabernet Sauvignon 2009 secco
    • Vina Piro – Sivi pinot 2016 secco, Chardonnay 2016 secco, Chardonnay Bosc 2016 secco, Merlot Bosc 2015 secco
    • Vina Aleksander – Poje 2016 secco, Sauvignon 2015 secco, Cabernet Sauvignon 2013 secco
    • Vina Sirk – Malvazija 2015 secco, Rebula 2015 secco, Beli pinot 2015 secco
    • Vina Osti Jarej – Vitovska grganja 2015 secco, Izbrani teran 2016 secco, Sara rdeče 2007 secco
    • Vina Sutor – Chardonnay 2014 secco, Malvazija 2013 secco, White 2013 secco
    • Vina Štokelj– Penina Pinela 2014 brut, Pinela 2016 secco, Rosé 2016 secco
    • Vina Pucer– Malvazija Prstna 2016 secco, Progenerata Malvazija 2009 secco, Rumeni Muškat 2015 semi dolce
    • Vina Korenika Muškon– Malvazija 2016 secco, Paderno 2011 secco, Kortinca 2008 secco, Refošk 2015 secco

     

     CHEF, RISTORANTI E PREPARAZIONI GASTRONOMICHE

    • Tadej Jug – Ristorante Calypso c/o Perla Casinò & Hotel di Nova Gorica               Orzo con crema di ortica, ragù di agnello con ricotta di Caporetto stagionata e croccantino di noci
    • Tomaž Mrevlje Ristorante c/o Hotel Lipa di Nova Gorica                                                  Lingua di manzo bollita su crema d’arancia e scorza caramellata con cappellini di porri fritti
    • Adi Blaško – Ristorante Tiffany c/o Park Casinò & Hotel di Nova Gorica                        Polpo in crosta, purea di polpo con aceto di passiflora, maionese al limone e salsa di burro
    • Martin Saksida – Ristorante Tiffany c/o Park Casinò & Hotel di Nova Gorica             Manzo arrosto, midollo affumicato, scalogno condito, cerfoglio e crema di cavolfiori con pancetta
    • Janez Faletič – Ristorante Mediterraneo c/o Perla Casinò & Hotel di Nova Gorica Polpetta fritta con gamberi e finocchio, fregola con salicornia in riduzione di pesce, sponge al prezzemolo, pomodoro secco, gelatina di gamberi
    • Alen Arbi Miloševič – Pasticceria c/o Perla Casinò & Hotel di Nova Gorica                   Panna cotta al cioccolato bianco con salsa di lamponi, gel di lamponi, brownie con lampone, lampone coperto di cioccolato bianco, lacrima al cioccolato
  • Riccione, con Mojito Beach e Il Mio Angolo l’estate è “Aperìscrub”

    Riccione 16 agosto 2017 – È il nuovo modo di vivere il momento centrale di ogni serate estiva e di vacanza: l’aperitivo. Trasformato  in momento di benessere e salute, di scoperta di nuovi gusti e profumi e, soprattutto, di cura del proprio corpo. Si chiama “Aperìscrub” e lo propongono per la prima volta nella Perla Verde il “Mojito Wellness Beach” e “Il Mio Angolo”, in occasione di “Love Yourself”, 24 ore del benessere in programma venerdì prossimo allo storico bagno 137 del Marano (18 agosto- dalle 8.00 a 24.00).

    “L’Aperìscrub” mixa la cura della pelle, con specialisti della biocosmesi di “Il Mio Angolo” pronti a indicare come rivitalizzarla e mantenerla in forma, e cocktail naturali, estratti e concentrati, preparati dai bartender del “Mojito Beach”. Aperitivi che non rinunciamo al piacere del gusto, ma che nel contempo aiutano la rigenerazione dei nostri organi interni e ci mantengono in forma. Ingredienti principali dei cocktail: curcuma, zenzero, melone, cocomero,pesche, limoni e lime dei caraibi.

    “L’Aperìscrub” è però solo uno degli ingredienti della giornata “Love Yourself” che si apre al mattino con la proposta di una colazione 100% bio colazione (dalle ore 8.30), creata solo con materie prime, tè e caffè naturali. Durante la mattinata sarà invece possibile seguire alcuni natural beauty workshop su un tema importante per chiunque affronta spiaggia e mare: il rapporto tra sole e pelle e come sia possibile proteggerla e rinforzarla.

    Dopo pranzo, lo chef Lorenzo Scagliusi del ristorante del “Mojito”, il “La Mar” presenterà un menù all’insegna di leggerezza, saranno di scena gli operatori olistici di “Il Mio Angolo” che illustreranno diverse tipologie di interventi e pratiche per migliorare forma fisica e prevenire malesseri e patologie. A chiudere la giornata subito dopo “AperìScrub” dimostrazioni e esercizi Yoga, da effettuare lungo la spiaggia e mentre il sole tramonta sul mare. Mentre dopo la cena la pista del “Mojito” accenderà i suoi riflettori per i Dj’s set che accompagneranno gli ospiti fino alla mezzanotte.

    “Abbiamo caratterizzato l’estate 2017 del nostro bagno con una piena offerta wellness style con idromassaggi, Yoga, Pilates, menù salutari e bio – spiega Claudio Tamburini, rappresentante della terza generazione della famiglia dal 1946 al timone del Mojito Beach –  l’incontro e la collaborazione con “Il Mio Angolo” sono stati di fatto un passo assolutamente naturale, nato da una comune sensibilità e attenzione verso i temi, salute, benessere, natura”. Infatti, “Il Mio Angolo” è il nuovo concept store che ha portato a Riccione paese biofarm, biocosmesi, cibi e prodotti delle terra biologici o biodinamici. Tutti racchiusi in un grande spazio, dove trovano posto anche artigianato, design e un grande bar biologico.

  • OLIO DI PALMA; CAMPAGNE LIBERALI INVITA MAMME DI VIAREGGIO AL BUON SENSO

    Roma, 3 agosto 2017 – Non è la prima volta che accade, né purtroppo sarà l’ultima, ma sull’olio di palma molti genitori prendono posizione contro la scienza e seguono le isterie del momento. E’ quanto successo in questi giorni a Viareggio dove un comitato di mamme e papà si è schierata contro la merenda a base di pane e Nutella proposta ogni anno dalle colonie estive per festeggiare insieme ai bambini. Il motivo? L’olio di palma.

     

    “La domanda che invece dovrebbero porsi i genitori, prima di inveire, è la seguente: è vero che l’olio di palma fa male alla salute dei bimbi? Ci sono delle fonti scientifiche che confermano questa paura?” Ad affermarlo Campagne Liberali. Nata con l’intento di scardinare molte delle fake news che circolano in rete, spesso utilizzando guru delle pseudo-scienze e blogger dell’ultima ora, per dirottare invece i cittadini e l’opinione pubblica su ciò che fa più comodo a certi mercati, la piattaforma ha verificato che gli studi scientifici sull’olio di palma confermano che non fa male né tantomeno è cancerogeno”.

     

    “Le bufale, spesso create ad hoc per strategie di marketing, prima ci allarmano, poi una volta catturata la nostra attenzione ci rassicurano facendoci credere che è meglio comprare qualcosa ‘senza’ e togliersi il pensiero, senza approfondire. Poco importa se la comunità scientifica e dei medici, nonché le autorità per la salute, – continuano da Campagne Liberali – non hanno mai sconsigliato di evitarlo oppure se viene sostituito con altri ingredienti che potrebbero essere meno salutari, ma di cui i blog parlano meno”.

     

    “Il problema vero di abboccare a qualsiasi notizia sensazionalistica è che ci dimentichiamo che i nostri ragionamenti dovrebbero avvenire in base a tutte le informazioni disponibili, soprattutto se da fonti attendibili. Quando ciò non avviene si possono verificare anche casi estremi come quello del padre che ha picchiato il medico perché lo riteneva colpevole di aver vaccinato il figlio facendolo diventare autistico. È nostra responsabilità insegnare ai figli che non bisogna seguire le mode e le loro semplificazioni della realtà, ma il metodo sperimentale. L’obiettivo di un educare – conclude la nota di Campagne Liberali – non è costringere o inculcare a forza dei concetti, bensì insegnare a prendere le decisioni migliori in base alle informazioni disponibili. Care mamme di Viareggio, dunque, speriamo che la vostra posizione sull’olio di palma possa cambiare grazie a una migliore informazione. Basta un po’ di pazienza e di impegno. Scommettiamo che a vostro figlio non dispiacerebbe!”

  • Seminario Veronelli e Airo presentano il primo corso per aspiranti assaggiatori di olio d’oliva

    Bergamo, 2 agosto 2017  La millenaria coltura dell’olivo e le impareggiabili virtù organolettiche, salutistiche e culturali dell’olio d’oliva vivono un momento straordinaria riscoperta. Per comprendere appieno questo patrimonio e rispondere con professionalità alle esigenze di un consumatore sempre più attento, Seminario Permanente Luigi Veronelli, associazione per la cultura del vino e degli alimenti fondata da Luigi Veronelli, e A.I.R.O, Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio, presentano il primo corso per aspiranti assaggiatori di olio d’oliva.

    Un percorso di alta formazione che si terrà a Milano, presso il Luxury Condotel AllegroItalia di Via San Pietro all’Orto 6, a partire da lunedì 25 settembre, con la conduzione di un selezionato parterre di agronomi, assaggiatori, consulenti e giornalisti specializzati che illustreranno ai partecipanti i fattori chiave dell’olivicoltura di qualità, analizzando le tecniche di produzione, le caratteristiche organolettiche, le eccellenti proprietà salutistiche e le infinite possibilità di abbinamento culinario dell’olio.

    Ai ristoratori e agli operatori della distribuzione, in particolare, il corso permetterà di arricchire la propria proposta gastronomica, approfondendo un mondo in larga parte ancora inesplorato. Inoltre, grazie alla collaborazione tra due prestigiose associazioni non profit che da decenni operano a favore della cultura gastronomica italiana e alla sinergia nata tra professionisti della formazione e della comunicazione, i corsisti potranno conseguire, per la prima volta in Lombardia, l’attestato di idoneità fisiologica all’assaggio di oli d’oliva riconosciuto dal MIPAAF, utile all’iscrizione nell’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

    «“Il divenire, per molti aspetti rivoluzionario, del comparto olio di oliva è già iniziato. È sostenuto dalle persone che hanno lavorato e lavorano per la qualità e l’onestà”. Le parole scritte nel 2001 da Luigi Veronelli, padre della critica gastronomica contemporanea, sono, oggi, più vere che mai. L’attenzione posta dai produttori all’ottenimento di olive sane, raccolte e lavorate per esprimerne al massimo il potenziale qualitativo, la disponibilità di frantoi d’ultima generazione e la diffusione delle competenze necessarie al loro corretto utilizzo, nonché l’estrema cura riservata alla fase di stoccaggio e commercializzazione sono solo alcuni dei fattori che concorrono all’affermazione internazionale degli oli d’oliva italiani. Fattori che abbiamo pensato di approfondire con questo primo corso per aspiranti assaggiatori.» – dichiara Andrea Bonini, direttore del Seminario Veronelli.

    A condurre le lezioni saranno, tra gli altri, Franco Pasquini, presidente di ANAPOO, Giuseppe Mazzocolin, cultore dell’olivo e dell’olio, Alberto Grimelli, agronomo e giornalista, Marco Scanu, oleologo, Andrea Alpi, sensory project manager del Seminario VeronelliCristina Gazzana, assaggiatrice AIRO, Piero Barachini, vivaista, e Fiammetta Nizzi Grifi, agronomo e responsabile tecnico del Consorzio Olio DOP Chianti Classico. Tra i docenti che illustreranno le tecniche di abbinamento olio-cibo, brilleranno le stelle di Tano Simonato, chef patron del ristorante milanese Tano passami l’olio, e di Matia Barciulli, Chef dell’Osteria di Passignano in provincia di Firenze.

    Ulteriori informazioni e il programma completo del corso sono disponibili sul sito www.seminarioveronelli.com.

    Per iscrizioni: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-aspiranti-assaggiatori-olio-doliva-corso-di-primo-livello-36636006281

    NB: Ai ristoratori viene scontata la quota AIRO, biglietto specifico qui: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-aspiranti-assaggiatori-olio-doliva-corso-di-primo-livello-36636006281?discount=Ristoratori

  • Birre artigianali – Arriva in Italia una tradizione d’importazione

    birra artigianale un americano a roma Lervig

    La birra nella tradizione Italiana

    La birra è sempre stata una bevanda alcolica parecchio consumata in Italia. Ciononostante, non ha mai avuto la stessa importanza che ha, invece, sempre avuto il vino; il quale si configura alla base della tradizione del nostro paese trovando le sue fondamenta ai tempi degli antichi romani.

    Fino a qualche anno fa (appassionati a parte), della birra si conosceva ben poco. Ci si soffermava giusto su qualche stile o al massimo se ne chiedeva una doppio malto; termine esclusivamente italiano creato per fini del tutto fiscali e del tutto fuorviante.

    Sì, ho detto fuorviante e vi spiego perchè. Le cosiddette doppio malto non contengono affatto una doppia dose di malti; cosa il termine chiaramente suggerisce. Bensì, vengono etichettate come doppio malto tutte le birre la cui percentuale di zuccheri supera una determinata soglia.

    Quello che non sapevate

    Un altro mito da sfatare a proposito delle birre “doppio malto” è che siano tutte parecchio alcoliche.

    Si sa: l’elevata presenza di zuccheri fa salire la gradazione alcolica. Per cui ,spesso e volentieri, una birra etichettata come doppio malto risulta essere particolarmente alcolica. Ma non è detto che sia così. Ne esistono, infatti, di gradazioni non maggiore del 5% di alcol.

    Ho cominciato aprendo questa parentesi sulle doppio malto affinchè sia chiaro quanto effettivamente poco conosciamo di questo argomento; anche nonostante la presenza costante – specialmente se accompaganta da una bella pizza – sulle nostre tavole di questa bevanda.

    La birra artigianale in Italia

    La birra, dunque, è sempre stata una bevanda alcolica molto importante nella nostra cucina; così come sulla nostra tavola e nel nostro stile di vita. Solo da qualche anno a questa parte il mondo delle birre si sta scoprendo sempre più grande; sempre pronto a sorprenderci con nuovi sapori. Tutto questo grazie all’avvento del fenomeno delle birre artigianali.

    Per quanto questo fenomeno sia ancora in espansione, e per la maggior parte delle persone sia un fatto appreso di recente, in Italia esistono decine e decine micro birrifici di produzione artigianale da oltre 10 anni. Uno tra i più importanti da ricordare è il micro birrificio abbruzzese Opperbacco (Notaresco – TE).

    Questo micro birrificio produce di diversi stili, come ad esempio: Saison, Golden Ale, IPA, APA, la loro inconfondibile N°1 (al termine della fermentazione questa viene lasciata per un anno a maturare in barrique di montepulciano).

    Questi sono solo alcuni dell’infinità di stili di birra possibili da trovare. Purtroppo, la maggior parte di questi stili non esistono nelle grandi produzioni industriali; è inoltre davvero difficile riuscire a reperirli nei supermercati così come nei bar o pub ai quali siamo abituati ad andare.

    Dove trovare oggi birre atigianali

    Le nuove birrerie in rapida apertura in tutta Italia, o almeno una buona parte di esse, stanno investendo parecchio negli ultimi anni nel settore delle birre artigianali; dandoci così modo di poter conoscere e apprezzare a pieno una bevanda che si pensava fosse fatta con 4 semplici ingredienti senza particolari sfumature.

    Nelle grandi metropoli Italiane come Roma, Milano Napoli…, è molto facile, oggi, trovare birrerie che vendono birre artigianali sia italiane, sia di importazione. Se va di spaziare tra questi nuovi stili di birra, vi consiglio di farlo sotto una guida attenta e preparata. Ad esempio, la birreria artigianale Il Birraiuolo fa al caso vostro se siete a Napoli; la troverete nei pressi di piazza Danta al centro storico. Lì sarete accolti da un’ottima musica, disponibilità e cortesia e Simone, il titolare, saprà guidarvi nella scelta della birra soddisfacendo ogni vostra curiosità sul mondo delle birre artigianali.

    Come si produce la birra?

    Gli ingredienti basilari per produrre una birra sono 4: malto d’orzo, acqua, lievito, luppolo.

    Ma non esiste un solo tipo di malto, ne esistono diversi. Così come esistono diverse varietà di luppolo (c’è il luppolo Centennial, Citra, Mosaic, Aurora ecc ecc ) i quali vengono selezionati dai mastro birrai esperti per poter dare carattere alle proprie birre.

    Ognuna di queste varietà di luppolo possiede delle caratteristiche differenti dalle altre. Alcune conferiscono un sapore più agrumato o fruttato alla birra; altre tendono al floreale; altre ancora restituiscono alla birra un amaro più persistente che nelle altre (quello che caratterizza una birra stile IPA è una massiccia presenza di luppolo).

    È grazie all’esperienza, alla scelta meticolosa e alla conoscenza approfondita di questi ingredienti (proprio come accade nella cucina di uno chef) che i mastro birrai riescono a creare birre di ogni stile e davvero per tutti i gusti.

    Alta fermentazione, bassa fermentazione e fermentazione spontanea

    Le birre, come le conoscevamo noi, si dividevano in due grandi famiglie dalle quali nascono poi gli stili: birre ad alta fermentazione e birre a bassa fermentazione.

    C’è però un’altra grande famiglia che di rado viene mensionata, ma che di certo è altrettanto importante; sto parlando delle birre a fermentazione spontanea.

    Le birre artigianali a fermentazione spontanea

    Sono birre molto particolari per più di un motivo:

    1. In primis sono, appunto, sono a fermentazione spontanea, il che vuol dire che la fermentazione avviene semplicemente lasciando aperto il barile.
    2. Queste birre possono essere prodotte solo ed esclusivamente in Belgio e in alcune zone. Questo perchè solo lì esistono una tipologia di batteri che permette alla birra di fermentare senza fare andare a male la birra.
    3. Il sapore di queste birre vi stupirà (che sia in maniera positiva o negatva), sarà completamente al di fuori dell’ordinario

    Di questa famiglia esistono sono 6 stili:

    • Lambic: questo stile (base per gli altri stili di questa famiglia) risulta parecchio complesso e acido, spesso acetico, poco frizzante.
    • Kriek: è caratterizzata dall’aggiunta di ciliegie durante la fermentazione. La fermentazione lascerà nel giro di qualche mese soltanto il nocciolo conferendo gusto alla birra che verrà poi miscelata con un lambic giovane per l’imbottigliamento.
    • Gueze: è il risultato della miscela di un lambic vecchio e uno giovane (contenente acnora zuccheri in fermentazione). Frizzante e con più carattere di un lambic.
    • Framboise: vengono utilizzati i lamponi e non le ciliegie e a differenza della kriek questa birra risulta essere più acida e secca.
    • Faro: stile ormai in estinsione, è il risutlato di una lambic con aggiunta di zucchero bruno che serve ad smorzare l’acidità.

    Il mondo delle birre artigianali è in espansione e tutto da scoprire. Ogni anno, sempre più birrerie e bar mettono a disposizione nuovi stili e sapori che questa bevanda ci propone, e altri ancora in attesa di farsi conoscere.

    Il mio piccolo consiglio: Beer yourself.

  • Flavio Angiolillo del Mag Cafè di Milano protagonista con il suo cocktail al Tenda Bar di Lignano Pineta (UD)

    Anche per la stagione estiva 2017 il Tenda Bar di Lignano Pineta, locale affacciato sulla riviera adriatica friulana e tra i più importanti del Triveneto, lancia #cocktaildate, l’esclusivo appuntamento con i drink d’autore firmati da intraprendenti barman italiani.

    Nel mese di luglio sarà la volta di uno dei bartender più famosi d’Italia, conosciuto per le sue eccelse creazioni e per la spiccata creatività nell’ideare prodotti e drink innovativi, nonché per gli esclusivi locali da lui lanciati e volto noto del programma TV “Mixologist”. Si tratta di Flavio Angiolillo del Mag Cafè di Milano, che per l’occasione farà provare agli ospiti del Tenda Bar le note profumate del suo “Farmily Aloe Mule”: un mix di Farmily raccolto 2016, Aloe Vera, lime, ginger beer e angostura. Un cocktail fresco, dalle note molto speziate ma morbido, perfetto da sorseggiare in estate.

    Farmily, lanciato proprio da Angiolillo insieme al suo socio Marco Russo, è un distillato unico, innovativo, perfetto per la miscelazione e per donare nuovi gusti ai drink, composto da botanicals, spezie, radici e fiori diversi. Nella versione “Raccolto 2016”, il Farmily è tutto dedicato al Mediterraneo e ha sapori di pino mugo, angelica, origano, maggiorana, rosmarino e vaniglia.

    “L’intento di #cocktaildate è quello di inserire nel nostro menù delle proposte diverse, che possano stuzzicare ancora di più il gusto della nostra clientela, che nei mesi di luglio e agosto arriva a toccare le 2 mila presenze giornaliere”. – affermano i soci del Tenda Bar di Lignano, che continuano – “Abbiamo lanciato la prima edizione di #cocktaildate l’anno scorso, dando spazio alle creazioni di talentuosi barman del Triveneto. Quest’anno, per la seconda edizione, abbiamo allargato i nostri confini per proporre drink a firma di alcuni dei barman più famosi d’Italia.”

    #cocktaildate prevede anche una sessione di live mixology ad opera del barman autore del drink del mese, che offre, oltre ad un gusto inedito, anche lo spettacolo dell’arte della miscelazione.

    Nel mese di giugno, il Tenda Bar ha già ospitato Damiano Pellaschiar dell’Urbanis di Trieste, storico locale in Piazza della Borsa, che ha presentato Mèditerranèe: un mix di Burleighs Gin, sciroppo di olive nere, limone, essenza di finocchietto selvatico e soda in cui profumi e sapori mediterranei incontrano le note aromatiche del gin, per un cocktail saporito ma fresco.

    Per il mese di agosto, invece, il sipario è ancora celato sul nome del barman, ma di sicuro sarà una garanzia per tutti coloro che vogliono assaporare cocktail inediti.

  • Il gelato del Perla Casinò & Hotel tra i finalisti al Gelato World Tour

    Gli amanti del gelato sono avvisati: quello servito al Perla Casinò & Hotel potrebbe essere il migliore d’Europa!

    Sta per accadere in occasione della Finale Europea del Gelato World Tour, che si svolgerà domani alla Carpigiani Gelato University di Bologna. Tine Valič, mastro pasticcere del Perla Casinò & Hotel, si scontrerà a colpi di coni e coppette con altri 19 esperti gelatieri provenienti da tutta Europa: in palio, l’accesso alla finalissima mondiale di Rimini, che tra l’8 e il 10 settembre prossimi decreterà il vincitore assoluto, ovvero il gusto di gelato più buono e originale del mondo.

    Il cavallo di battaglia di Tine Valič è un vero e proprio capolavoro dell’arte dolciaria, che armonizza in modo unico ed originale gusti e consistenze, rivisitando la ricetta della Prekmurska Gibanica, tradizionale specialità slovena. La base è un cremoso gelato alla ricotta, arricchito da un sorbetto alla mela verde autoctona con scaglie di pasta frolla, sfoglia croccante, semi di papavero e granella di noci: un piacere anche per la vista, oltre che per il palato!

    Il gelato alla Prekmurska Gibanica, che lo scorso aprile si è già aggiudicato il titolo di miglior gelato sloveno, può essere degustato al Caffè Dolce Vita, il lounge bar del Perla Casinò & Hotel, insieme a tante altre irresistibili tentazioni.

    “Nella sua creazione – spiega Tine Valič – mi sono ispirato ai sapori dell’infanzia, rispettando la ricetta tradizionale, sia in termini di materie prime che di modalità di preparazione. Il recupero della tradizione è uno dei vantaggi offerti dal gelato artigianale e sono molto contento di offrire agli ospiti italiani del Perla Casinò & Hotel la possibilità di scoprire un tassello importante della cultura gastronomica slovena, seppur in questa inedita chiave rinfrescante”.

    Il Gelato World Tour è una competizione internazionale che mira a individuare il gusto più originale del mondo, promuovendo la cultura del gelato artigianale. La gara è diretta dalla Carpigiani Gelato University e da Sigep, la più importante fiera nel settore del gelato e del dolciario tradizionale, con il patrocinio del Ministero Italiano degli Affari Esteri, del Ministero Italiano dello Sviluppo Economico e della Regione Emilia Romagna.

  • Vinitaltour – vini italiani in tour: dai produttore all’importatore

    Sei alla ricerca di un  modo per vendere vini italiani all’estero ? O di un esportatore che possa aiutarti a commercializzare il vino prodotto dalla tua azienda nel resto d’Europa ed in America?
    Vinitaltour è la guida per gli importatori esteri di vino, specializzata nella proposta di piccole eccellenze italiane, pensata per valorizzare le piccole e medie realtà del Made in Italy.L’Italia è leader nel mondo per la produzione e la commercializzazione di vino rosso, vino bianco, vino rosè e spumante ed offre davvero un panorama molto variegato.

    Guida per importatori stranieri di vino

    Per offrire un punto di riferimento per gli importatori stranieri di vini è nato il progetto Vinitaltour, un network specializzato per la proposta di vini italiani, in grado di mettere in contatto direttamente il produttore con il rivenditore, accorciando in questo modo la filiera tradizionale.

    Promozione Made in Italy

    L’organizzazione mira infatti alla promozione e rappresentanza della cultura, del turismo, dell’enogastronomia, dell’arte, del lifestyle e di tutto ciò che rappresenta l’eccellenza italiana nel mondo. Ideato dal Gruppo Editoriale Vannini talia Amica Mia mira a rappresentare le aziende e le realtà presenti sul territorio, aprendo relazioni e contatti verso nuovi mercati, per incrementare al contempo l’export del settore enogastronomico.
    Vinitaltour contribuisce alla promozione del Made in Italy nel mondo promuovendo sul mercato internazionale vini autoctoni italiani – con vini bianchi, vini rossi, vini rosè e spumanti – valorizzandone i territori d’origine e le aziende produttrici. Forte della collaborazione con alcuni dei Consorzi nazionali di tutela dei vini italiani, Vinitaltur vuole dare un supporto tangibile alle aziende per presentare i loro vini e commercializzarli all’estero.

    Guida ai piccoli vigneti italiani

    Esistono infatti innumerevoli cantine di produzione con piccoli vigneti italiani, che riscontrano difficoltà nell’esportazione di vino, a causa delle accise e delle innumerevoli normative vigenti sull’export di vini e prodotti enogastronomici.
    Vinitaltour mette la propria esperienza e la propria conoscenza al servizio delle piccole medie aziende, che desiderano vendere i propri vini, stimolando l’interesse di un pubblico internazionale di addetti del settore.
    Visita il sito o contattaci per saperne di più sulla prossima guida per importatori in uscita in autunno 2017.

  • Dibevit Import porta in Italia un sorso di Hawaii

    Milano, 5 Luglio 2017 – Spiagge mozzafiato, onde da surfisti, natura tropicale: le Hawaii sono il luogo dell’immaginario. Un paradiso ambito da molti viaggiatori che oggi, dal cuore dell’Oceano Pacifico, si avvicina più che mai ai lidi italiani, grazie a Dibevit Import, da vent’anni leader nazionale nell’importazione e distribuzione di birre speciali provenienti da tutto il mondo. Nella sua quotidiana caccia a birre d’eccellenza, infatti, Dibevit Import è sbarcata nell’Aloha State per portare in Italia quattro birre dall’ineguagliabile fascino esotico.

    Le quattro referenze sono figlie del birrificio Kona Brewing che dal 1995 ha aperto i battenti sulla più grande delle isole, quella che dà il nome all’arcipelago stesso, detta anche, per l’appunto, Big Island. Le sue produzioni avvengono sia sull’isola che sul continente americano sempre con un controllo scrupolosissimo da parte della casa madre che impone anche la modifica dell’acqua al fine di rispettare le caratteristiche organolettiche della sorgente hawaiiana. La gamma di prodotti offerta è molto vasta e diversificata e Dibevit Import, al momento, ha selezionato le varietà Longboard Lager, Fire Rock Pale Ale, Big Wave e Hanalei Island Ipa.

    La prima è la bestseller locale: la Longboard Lager è una chiara di bassa fermentazione da 4,6% vol, molto equilibrata e beverina, con una delicata nota di luppolo che si coglie nell’aroma e nel delicato retrogusto. La Fire Rock Pale Ale, invece, è ambrata, 5,8% vol, in perfetto equilibrio tra i malti caramellati e l’amaro del luppolo, resa ancora più accattivante dai profumi agrumati che si colgono facilmente al naso. Sono queste le prime due birre prodotte dal Kona Brewing e restano ancora saldamente in cima al gradimento degli hawaiiani, a tavola come durante piacevoli momenti di relax.

    La terza etichetta che sarà possibile assaggiare anche in Italia è la Big Wave, una golden ale da 4,4% vol in cui la composizione di luppoli da aroma (Galaxy e Citra) contribuisce a regalare un bouquet tropicale che difficilmente passerà inosservato. Infine, per gli amanti dei profumi esotici: Hanalei Island Ipa, una vera specialità. Si tratta di una birra di alta fermentazione da 4,5% vol costruita attorno a luppoli aromatici come Millennium, Galaxy e Azacca, arricchita dagli ingredienti di una bevanda molto popolare sulle isole: il POG, ovvero di un mix di passion fruit, arancia e guava. Il risultato è una birra rinfrescante ed esotica, piacevolmente sorprendente per il palato. 

    «Il mito di queste isole che uniscono Oriente e Occidente ha affascinato intere generazioni: dai film di Hollywood prima, alle serie televisive poi, passando per documentari e riviste di viaggio. Chi non ha sognato di trascorrere del tempo sotto una palma, ascoltando una musica rilassante e sorseggiando una fresca bevanda? Siamo certi di aver realizzato un piccolo, grande, desiderio di tanti portando in Italia quattro varietà di birre di grande qualità. Quattro referenze uniche, così come unica è la terra da cui nascono, perfette per essere sorseggiate in qualsiasi momento della giornata. Per staccare dalla routine, per viaggiare almeno con la fantasia, immaginando di essere stesi al sole di quella che Mark Twain definì “la più incantevole flotta di isole che abbia mai gettato l’ancora in un oceano”»  ha commentato Davide Daturi di Dibevit Import.

    www.dibevit.it   –   www.bieretheque.it   –   www.beviresponsabile.it

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    Da 20 anni Dibevit Import mette a disposizione di grossisti e locali pubblici di tutta Italia una vasta gamma di prodotti selezionatissimi del panorama birrario internazionale e glistrumenti più idonei per la loro corretta somministrazione, anche attraverso corsi specializzati. Nel portafoglio di Dibevit Import ci sono circa 200 birre, importate da diversi Paesi europei, oltre alle italiane (Birra Moretti Selezione Riserva da 75cl: Grand Cru, Lunga Maturazione, Grani Antichi; Ichnusa Speciale e la gamma Cervisia: Camallo, Mozzo, Ciurma). Leader nell’importazione dei prodotti delle più importanti birrerie belghe e tedesche e principale partner dei prodotti di linea ingleseDibevit Import (www.dibevit.it) è una società del Gruppo HEINEKEN Italia.

  • Italia, Austria, Slovenia: a Kranjska Gora si inaugura la “Cena dei 3 Paesi”

    Nova Gorica, 5 luglio 2017 – Primo piatto in Italia, secondo in Austria e dolce in Slovenia: si chiama“Cena dei 3 Paesi” ed è l’ultima novità presentata dal Gruppo Hit per l’estate 2017 a Kranjska Gora, celebre località turistica nel cuore delle Alpi Giulie. Un’occasione da non perdere per tutti gli amanti della buona tavola, che potranno così assaggiare nel corso di una sola cena il meglio della tradizione enogastronomica di Friuli, Carinzia e Alta Carniola, approfittando della posizione strategica di Kranjska Gora, al confine tra 3 Stati.

    Del resto, che la buona tavola sia uno dei piaceri della montagna è risaputo: complici le temperature miti e l’assenza di preoccupazioni da “prova costume”, l’assaggio delle specialità enogastronomiche locali è uno degli “sport” maggiormente praticati dagli amanti della vacanza “in quota”. E se ormai tutte le località più alla moda si sono attrezzate con ristoranti, baite, locande e rifugi, solo Kranjska Gora propone l’opportunità di cenare in 3 Paesi differenti, ospiti di location di grande charme.

    La “Cena dei 3 Paesi” è disponibile ogni mercoledì sera per tutta l’estate. Si comincia alle 18:00 al Ramada Hotel & Suites nel centro di Kranjska Gora, dove viene servito un aperitivo prima di salire su un bus riservato alla volta del Ristorante Alte Hütte di Camporosso in Valcanale – frazione di Tarvisio – avamposto friulano delle Caravanche. Qui, in una tipica baita in legno dall’atmosfera rustica e famigliare, si degusta un tris di primi piatti italiani: Crespelle agli asparagi, radicchio o funghi, Involtino di melanzane con ricotta fresca e parmigiano e Gnocchi di patate con burro fuso e ricotta affumicata. Il “Gastro Tour” internazionale prosegue in Austria, a 15 km di distanza dall’Alte Hütte, con una sosta al Wallnerwirt Restaurant di Arnoldstein, tra i locali più rinomati dove assaggiare le specialità della Carinzia: si può scegliere tra una Costata di manzo con cipolle, fagiolini, bacon e patate, e un Filetto di salmerino con patate al burro. Gran finale in Slovenia, nuovamente al Ramada Hotel & Suites di Kranjska Gora, per assaggiare uno dei simboli dell’Alta Carniola: il tortino alle noci con crema alla vaniglia, rivisitazione della tradizionale Potica slovena, recentemente citata da Papa Francesco in occasione dell’incontro con Melania Trump. L’hotel, di proprietà del Gruppo Hit, è rinomato proprio per la sua pasticceria “London” che propone squisiti dolci fatti in casa in un contesto accogliente e tranquillo, con vista mozzafiato sulle montagne circostanti.

    L’escursione dura circa 4 ore al prezzo di 39 euro a persona (inclusi i trasferimenti in bus) e consente a chi lo desidera di incontrare gli Chef, scoprendo i segreti legati alle ricette e alla preparazione dei piatti: un modo per entrare in contatto con una cultura fatta di antiche tradizioni tramandate di generazione in generazione che, oltre al tempo, hanno resistito ai confini imposti dalla storia. Il programma si affianca ad un’altra attività di successo a tema enogastronomico proposta dal Gruppo Hit, il “Sentiero Culinario di Kranjska Gora”: una degustazione guidata per le vie del villaggio, che tocca 5 ristoranti tipici per altrettante portate della tradizione. Anche in questo caso la partenza è al Ramada Hotel & Suites, ma l’itinerario si effettua il giovedì.