Categoria: Gastronomia

  • Matrimonio Boho-Chic a Villa Marta Roma by TessitoreRicevimenti.it

    Il matrimonio di tipo “boho chic” si pone al punto di convergenza tra quello rustico, vintage e bohémien; rende l’atmosfera colorata e liberale ma allo stesso tempo estremamente chic.

    Se non vedete l’ora di indicare sulle partecipazioni di matrimonio il dress code per le vostre nozze “boho chic” e sognate un fantastico abito da sposa per nozze rurali, non vi resta che scegliere Villa Marta come location ideale per ambientare il vostro giorno più bello.

    Villa Marta saprà offrirvi uno scenario perfetto, con i suoi grandi spazi all’aria aperta in cui poter dire il vostro “Sì”…anche a piedi nudi, se vorrete. Un ampio giardino esterno accoglierà il vostro aperitivo in un’atmosfera fuori dalle regole e dal tempo.

    Prato, fiori, rami, candele, spighe, papaveri saranno alcuni dei numerosi dettagli, nell’apparente disordine del vostro matrimonio “boho chic”, che faranno la differenza.

    Potrete scegliere di far pranzare o cenare i vostri ospiti nell’ampia sala di ricevimento o nel verde della Tenuta tra gli odori della vegetazione e il canto degli uccelli.

    Non vi resta che venire a Villa Marta per sbizzarrirvi con colori vivaci ed accessori estrosi ma molto molto chic!

    Giuseppe Tessitore e il suo Staff
    Villa Marta – Villa matrimonio Roma
    Via Tommaso Traetta 141, 00124 Roma
    Tel 06 50934514
    http://www.tessitorericevimenti.it

  • Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli

     

    «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Così recita l’articolo 9 della Costituzione Italiana, ponendo al centro di una possibile rinascita la cultura e il paesaggio di cui fanno parte, a pieno titolo, l’agricoltura, le produzioni alimentari e la cucina. Un contesto ambientale e culturale che rende unici i prodotti italiani nelle loro caratteristiche organolettiche, ma anche nell’immaginario di coloro che, nel mondo, li ricercano e li prediligono.

    Per comunicare e trasmettere questo valore aggiunto, questo potente fattore d’attrazione, e proporre il nostro patrimonio agroalimentare come parte di un sistema culturale è necessario che i professionisti del cibo e del vino dispongano di specifiche opportunità di formazione: con questa missione nasce l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli fondata da Seminario Permanente Luigi Veronelli e Fondazione Giorgio Cini.

    L’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, ideata e coordinata da Andrea Bonini, Direttore del Seminario Veronelli, è stata presentata questa mattina presso il Palazzo della Triennale di Milano, si ispira alle rivoluzionarie idee veronelliane e sarà luogo di pensiero e di formazione dedicato al sapere della terra e della tavola. Destinatari dell’offerta formativa saranno gli operatori (dai titolari di aziende agroalimentari italiane agli addetti al marketing, passando per titolari e personale di ristoranti, enoteche e wine bar, strutture alberghiere e ricettive, con giornalisti, blogger, PR e guide turistiche), e i futuri operatori (studenti universitari iscritti ai corsi di laurea attinenti che, purtroppo, dedicano pochissima attenzione alla gastronomia come cultura). 

    «L’idea dell’Alta Scuola italiana di Gastronomia Luigi Veronelli nasce dalla convinzione che, oggi più che mai, gli atti alimentari debbano essere vissuti e proposti come momenti di conoscenza, occasioni per nutrire corpo e mente. In questo contesto è indispensabile per gli operatori disporre delle competenze necessarie a comunicare i prodotti come ambasciatori di un sistema culturale che accomuna le singole aziende, i singoli territori. Valorizzare questa dimensione cruciale per il consumatore contemporaneo significa proseguire, oggi, il cammino alla scoperta della cultura del campo e della tavola iniziato, con straordinaria lungimiranza, da Luigi Veronelli nel secondo dopoguerra. Sono particolarmente orgogliosa, perciò, di presentare questo progetto concepito e promosso dalla nostra Associazione» – ha dichiarato Angela Maculan, Presidente del Seminario Permanente Luigi Veronelli. 

    Cornice principale delle iniziative dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli sarà la sede di Fondazione Giorgio Cini presso l’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, luogo di elevato valore storico e architettonico. L’Alta Scuola Veronelli sarà inaugurata nel luglio 2018 con la Settimana della Cultura Gastronomica, mentre il primo corso di alta formazione dedicato al vino italiano partirà nel 2019 e avrà titolo Camminare le vigne. Luoghi, persone e cultura del vino italiano. A tracciare questo percorso intellettuale sarà un organo specifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli, il Laboratorio di Cultura Materiale, un tavolo di pensiero, di confronto e di discussione a cui è affidato il compito di innovare le pratiche, i linguaggi, l’immaginario e l’estetica del gusto coinvolgendo i membri del Comitato Scientifico e i docenti e arricchendo di fertili spunti culturali l’attività formativa. 

    «Luigi Veronelli ha dedicato la sua vita a dimostrare come la gastronomia, intesa come sapienza della preparazione del cibo e del vino, è un‘arte come le altre. La capacità di combinare i sapori per il piacere del palato non ha minore dignità della capacità di combinare i colori per il piacere della vista. E se la missione principale della Fondazione Giorgio Cini è la valorizzazione della cultura italiana, e in particolare veneziana, allora la decisione di organizzare sull’Isola di San Giorgio a Venezia (città che ha, tra le altre cose, una propria tradizione gastronomica d’eccellenza) l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia, è una scelta del tutto coerente con la missione della nostra Istituzione» – ha dichiarato Pasquale Gagliardi, Segretario Generale della Fondazione Giorgio Cini. 

    Al fianco del Seminario Veronelli e della Fondazione Giorgio Cini c’è Banca Generali Private, realtà leader in Italia nel private banking che sostiene attivamente l’Alta Scuola Veronelli. «Siamo felici di sostenere questo progetto che valorizza la gastronomia italiana, una delle eccellenze che distingue il nostro Paese nel mondo – dichiara Michele Seghizzi, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Banca Generali, che aggiunge – come banca private attenta ai patrimoni dei nostri clienti siamo consapevoli del nostro ruolo all’interno della comunità. Per questo motivo vogliamo promuovere iniziative come l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli che ha l’obiettivo di proteggere la tradizione e generare cultura positiva». 

    Il Comitato Scientifico è presieduto da Alberto Capatti, primo rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, già direttore scientifico del Comitato Decennale Luigi Veronelli, e si pregia di annoverare al proprio interno Aldo Colonetti, filosofo, storico dell’arte, del design e dell’architettura, già direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Design, Pasquale Gagliardi, Segretario Generale di Fondazione Giorgio Cini, Alfonso Iaccarino, pluripremiato chef patron del ristorante Don Alfonso 1890, Dario Guerini, già professore dell’Università Bocconi di Milano e dell’Università di Bergamo, Ilaria Bussoni, filosofa ed editor presso la casa editrice DeriveApprodi, Roberta Sassatelli, Professore Ordinario di Sociologia presso l’Università degli Studi di Milano, Pierluigi Basso, professore ordinario di scienze del linguaggio presso l’Università Lumière Lyon 2 e dal 2017 Presidente dell’Association Française de Sémiotique, Gianluigi Brozzoni, curatore della Guida Oro i Vini di Veronelli, Gian Arturo Rota, rappresentante della Famiglia Veronelli e custode dell’Archivio Veronelli, Andrea Alpi, responsabile della didattica e della formazione del Seminario Veronelli e Sensory Project Manager della Società Italiana di Scienze Sensoriali.

    «Un approccio al vino e alla cucina, oggi, si configura anzitutto ragionando sui metodi e sui linguaggi, molteplici e interdisciplinari. Dall’immaginario alla focalizzazione del prossimo futuro, la nostra visione del presente alimentare si rinnova continuamente, e il comitato scientifico dell’Alta Scuola Veronelli ne prende atto formulando il proprio progetto. La figura di Veronelli, osservatore con i piedi per terra ed una mente sagace, instancabile, ci servirà da guida» – ha dichiarato Alberto Capatti, Presidente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli.

    L’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli inaugurerà le sue attività con un’iniziativa particolarmente interessante, aperta a professionisti, studenti e appassionati dei vini e dei cibi d’Italia: la Settimana della Cultura Gastronomica, da lunedì 2 a domenica 8 luglio 2018, presso la sede della Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. La settimana sarà interamente dedicata all’analisi e al ragionamento sullo “stato dell’arte” della cultura gastronomica con una sequenza di seminari, degustazioni, concerti, performance artistiche e incontri pubblici condotti da figure di riferimento in ambito internazionale. Ogni giorno sarà incentrato su un tema – ad esempio la terra, l’immaginazione, la parola, i sensi – approfondendo, così, ambiti fondamentali della cultura materiale. 

    Il primo corso di alta formazione prenderà avvio nel 2019 e declinato su 150 ore nell’ambito di un semestre accademico, con una didattica articolata in moduli ordinari, modulo intensivo residenziale, momenti esperienziali presso aziende e partner, momenti formativi a distanza e attività di valutazione dell’apprendimento. Sono previsti, inoltre, alcuni servizi dedicati alla positiva interazione tra l’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli e la cittadinanza, le istituzioni educative, sociali, culturali ed artistiche veneziane. 

    È in fase di progettazione, infine, il corso di alta formazione che nel 2020 sarà dedicato alla cucina italiana.

  • Il bartender Bruno Vanzan all’Open Day “Waiting For Summer”

    Tutto pronto in Ristopiù Lombardia per gli Open Day “Waiting For Summer”

    Ospite principale il bartender Bruno Vanzan
    Grande attesa per il 1° Trofeo Burgermania
    Appuntamento a Varedo il 19, 20, 21 maggio prossimi

    PARTECIPA.
    https://ristopiulombardia.it/ristopiulombardia/modulo-openday.aspx
    https://ristopiulombardia.it/ristopiulombardia/modulo-openevento.aspx

    Varedo, 15 maggio – Tutto è pronto, in casa Ristopiù Lombardia, per accogliere ospiti e clienti che giungeranno presso la sede di Varedo (Via Monte Tre Croci, 5) il prossimo weekend, per vivere l’incredibile esperienza degli Open Day “Waiting For Summer” orchestrati dalla Magic Smile Company guidata dall’imprenditore Giuseppe Arditi.

    L’appuntamento riscuote, a ogni edizione, un enorme successo: tutti gli operatori dei territori lombardi coperti dal servizio di Ristopiù Lombardia – specializzata nella commercializzazione e distribuzione di prodotti per l’Horeca – arrivano a Varedo non solo per scoprire le novità e i trend del momento, ma anche per assistere a spettacoli, frequentare corsi di alta formazione, aggiornarsi in merito a tutte le tematiche relative alla gestione-ottimizzazione di un locale (dal bar, al ristorante, al locale, al pub, all’hotel…).

    La versione “estiva” degli Open Day avrà una serie di momenti clou che di seguito riportiamo.

    – Bruno Vanzan, bartender di fama internazionale, Sabato 19, dalle 14 alle 17, si esibirà in un incredibile show, mentre Lunedì 21, dalle 14 alle 17, terrà una lezione di Bar Management, riservata esclusivamente ai possessori della carta fedeltà di Ristopiù, la Magic Risto Quality Card. Il corso si occuperà di diversi temi, essenziali per gestire al meglio un locale e portarlo al successo: i ruoli all’interno del bar; il manager e le sue mansioni; la creazione del Menù; il drink cost e gli sprechi.

    – Domenica 20, a partire dalle ore 14, si terrà poi il 1° Trofeo Burgermania “Crea il tuo hambuerger d’autore”. I partecipanti dovranno preparare una speciale combinazione con i prodotti messi a disposizione da Ristopiù (tre tipi di hamburger, tre tipi di pane, tre tipi di salsa, tre tipi di verdure, tre tipi di formaggio), a cui potrà essere aggiunto un unico ingrediente segreto. Ai concorrenti di tutte le gare sarà consegnata una medaglia di partecipazione, mentre i primi tre classificati si aggiudicheranno la coppa e un bonus per acquisti presso Ristopiù.

    Da diverso tempo il Presidente Arditi si sta proponendo come “il Guerriero delle Vendite”: anche in occasione degli Open Day si presenterà in tuta mimetica e sarà a disposizione per consulenze e informazioni presso la tenda da campo che è stata allestita nel cortile dell’azienda.

    “Ristopiù, a differenza di tutti gli altri fornitori di prodotti per l’Horeca, ha un compito ben preciso: non solo vendere prodotti, ma offrire consulenza e servizi puntuali e di qualità. Molto spesso gli imprenditori dei bar e dei ristoranti vedono aprire, a fianco del loro locale, analoghi esercizi commerciali: la competizione si fa durissima, per questo, insieme al mio team, sono a disposizione per vincere la battaglia delle vendite. Nessuna azione – nemmeno il cambio del colore del menù – deve essere lasciato al caso. Gli Open Day sono proprio questo: un momento di incontro e di supporto, di formazione e informazione, di strategia e messa in pratica delle migliori soluzioni per avere successo e aumentare il fatturato”.

    Durante gli Open Day potranno anche essere degustati i migliori prodotti presenti nei diversi Cataloghi Specialistici messi a punto da Ristopiù, che consentono una scelta più rapida delle referenze, in linea con le varie tipologie di locale (Dessert, prodotti per l’Oktoberfest, Pane e Panificati, Pizza, SpiritiEccellenti, Ittici, Burger…)

    Gli orari di apertura: il 19 e 20 maggio dalle 9.30 alle 18.30; il 21 dalle 9.30 alle 17.30.

    Per confermare la propria presenza è necessario inviare una e-mail a [email protected], oppure chiamare il service center al numero verde 800078844

    Informazioni sull’azienda

    Ristopiù Lombardia, guidata da Giuseppe Arditi, è specializzata nella commercializzazione e distribuzione di prodotti alimentari surgelati, freschi e secchi. È stata fondata dal Presidente e dai suoi soci nel 1999.

    Target dell’azienda sono i Bar e la Ristorazione. Principali fornitori sono le più importanti multinazionali del settore Food, ma anche aziende piccole e medie presenti sul territorio italiano.

    Il territorio coperto comprende la Lombardia (provincie di Milano, Como, Lecco, Monza Brianza, Varese).

    L’azienda è partner del Gruppo Ursa Major (presidente Giuseppe Arditi), Associazione Consortile che raccoglie sotto un unico marchio i migliori distributori Food sul territorio nazionale.

    Sito: www.ristopiulombardia.it

  • In anteprima a Cibus le Fettine di Bergader Italia

    L’eccellenza casearia ha scelto la formula della degustazione per portare alla kermesse la sua novità di prodotto: un formaggio pratico e versatile, a misura di consumatore, che ben si presta alla preparazione di ricette made in Italy.

    Dal 7 al 10 maggio, il Salone Internazionale dell’Alimentazione ha accolto lo spazio espositivo di Bergader Italia (Padiglione 02 – Stand A 074), frutto di un concept completamente rivisitato, pensato per ospitare buyers e operatori del food e invitarli all’assaggio della nuova referenza, accompagnata nell’assortimento da tutti gli altri prodotti di punta della gamma. Uno spazio ampio ed evocativo, con un voluto richiamo all’ambientazione delle birrerie bavaresi, che affida a materiali e colorazioni il compito di comunicare la vision dell’eccellenza bavarese, ovvero il giusto equilibrio tra modernità e tradizione. Al centro un’area dedicata alla cucina a vista, dove un team di chef italiani ha realizzato per tutta la 4 giorni, dalle 11.00 alle 17.00, sfiziose ricette che esaltano le peculiarità delle Fettine e degli altri prodotti di casa Bergader.

    Grazie a recenti e approfondite indagini di mercato – di taglio quantitativo ma soprattutto qualitativo – Bergader ha monitorato le abitudini d’acquisto ed è riuscita a individuare la tipologia di formaggio più adatto alle rinnovate richieste: le fette confezionate pre-tagliate, con destinazioni d’uso ben definite ma al contempo estremamente versatili, risultato di un costante processo di ammodernamento produttivo.

    L’assenza di crosta e incarti, unita all’estemporaneità di un impiego che non richiede affettamento, fa delle fettine Bergader un prodotto innovativo e di lunga durata, capace di abbattere gli sprechi grazie al facile dosaggio.

    Le sconfinate applicazioni in cucina rendono questa referenza la soluzione ottimale per avvicinarsi al consumatore italiano interpretandone inclinazioni e preferenze, senza rinunciare al plus valore della qualità e della tradizione bavarese. Con un gusto che si preserva intenso e inalterato senza l’aiuto dei conservanti, all’interno di un packaging creativo e riconoscibile, la novità di casa Bergader ben si presta al consumo out-door ma anche alla preparazione di piatti elaborati.

    Una nuova sfida per l’azienda, che in questo modo dimostra che il gusto e la ricercatezza delle materie prime della Baviera ben si collocano all’interno del mercato italiano e della sua rinomata tradizione culinaria.

    www.bergader.it

  • Ezio Gritti cucina per il «De Casoncello 2018» ed è subito… il cibo dell’accoglienza

    Pasta di salame, carne di maiale e vitello, pancetta, burro, noci, amaretti, pere, fois gras, noci moscate, parmigiano, prezzemolo e marsala. E poi, l’inconfondibile «caramella» di pasta. Ecco gli ingredienti che rendono unici i casoncelli dello chef Ezio Gritti, piatto simbolo della tradizione gastronomica bergamasca che il patron dell’omonimo Ristorante affacciato su piazza Vittorio Veneto a Bergamo cucinerà in occasione del lunch degustazione della manifestazione «De Casoncello», la tre giorni che ha per protagonista la famosa pasta ripiena e che quest’anno avrà come tema «Il cibo dell’accoglienza», con il coinvolgimento delle località le cui «opere di difesa veneziane (XVI-XVII sec) di terra e di mar occidentale», sono state iscritte nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

    La manifestazione, in programma dall’11 al 13 maggio, sarà aperta venerdì con il convegno «Paste ripiene e cultura enogastronomica nelle Terre di San Marco», alle 10, presso la Sala Mosaico della Borsa Merci. Un appuntamento durante il quale, partendo dai casoncelli e dalla polenta bergamasca, si approfondiranno i cibi identitari dell’accoglienza degli altri cinque siti Unesco: Peschiera del Garda (Veneto), Palmanova (Friuli Venezia Giulia), Zadar (Croazia), Forte di San Nicola (Croazia) e Kotor (Montenegro). Lo chef Ezio Gritti parteciperà al convegno raccontando come, alle sue radicate radici bergamasche, abbia unito un tocco di «internazionalità agrodolce» a seguito dell’esperienza maturata negli anni balinesi visto che nella splendida isola indonesiana in passato aveva aperto un ristorante. Aspetto, questo, che lo rende abilissimo nel comprendere – e nell’eseguire – le ricette della cucina veneta, protagoniste della manifestazione.

    Dalle parole, infatti, passerà ai fatti. Gritti, il cuoco che non ama farsi chiamare chef, piuttosto “scieff”, ovvero semplice, concreto, impegnato, elegante, fantasioso, accoglierà i partecipanti al convegno nell’ambiente di elegante semplicità del suo Ristorante e qui preparerà una degustazione di piatti creati con prodotti di terra e mare dei territori coinvolti dalla manifestazione, testimoniando come tuttora nelle cucine tradizionali delle sei località sito Unesco sia riconoscibile l’influenza della cultura enogastronomica veneziana. In particolare, saranno servizi: i casoncelli, gli scarpinocc, i cjarsons, la polenta con il baccalà, il risotto al nero di seppia, salumi e formaggi tipici bergamaschi e, per concludere, offelle, zaletti e galle preparate dai panettieri Aspan.

    Tutti piatti espressioni di una forte tipicità gastronomia locale e ricordo di un’identità storica comune. I casoncelli sono considerati il piatto più antico identitario della provincia di Bergamo, dal 1386 sono simbolo dell’accoglienza poiché, secondo quanto rilevato dai documenti di quell’anno, i soldati di Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano e conquistatore della città di Bergamo, giunti nei pressi dell’attuale Porta San Giacomo vennero accolti da più di duemila persone, uomini e donne danzante e trepidanti, che offrirono a tutti casoncelli. Una grande festa per accogliere i nuovi governatori con il cibo che parlava del territorio. E come riporta anche Carlo Goldoni nel Settecento, lo stesso spirito di gioia legato al cibo si palesò dentro e fuori le cinquecentesche Mura Venete anche in occasione della teatrale e carnascialesca festa di Cibele, la Dea che dà vita alla Natura e agli uomini.

    Ma anche gli scarpinocc, simili ai casoncelli ma con un ripieno privo di carne, hanno un’origine antica: il nome singolare deriva infatti dalla somiglianza con le calzature tradizionalmente indossate nei tempi antichi dagli abitanti del paese di Parre, paese della bergamasca. I cjarsons, invece, sono espressione della cucina povera friulana, un piatto che solitamente si preparava per la festa del ritorno degli emigranti. La “pasta ripiena dell’accoglienza e della gioia” racchiude il territorio con le sue erbe menta e melissa, ma presenta anche ingredienti quali le spezie portate dai commerci veneziani. Cucinati in acqua salata e si condiscono con burro fuso e ricotta affumicata.

    La degustazione andrà così a valorizzare ulteriormente la tre giorni che proseguirà con tanti eventi e iniziative dedicate al cibo che, mai come in questa occasione, sarà davvero espressione di accoglienza, racconto del territorio, forma d’arte, di tradizione e di conoscenza. Si ricorda, infine, che durante tutta la settimana i ristoratori bergamaschi aderenti all’iniziativa proporranno i loro casoncelli nel menù. E’ possibile consultare il programma completo sui siti: www.bg.camcom.gov.it; www.visitbergamo.net; www.decibo.org.

  • Xalumeria, la bottega trasparente in provincia di Parma

    Dietro il nome Xalumeria, volutamente scritto con la X, c’è una storia ben precisa. Si chiama così perché viene effettuata un’accurata e attenta selezione dei prodotti, paragonabile al passaggio di un oggetto ai raggi X. Da qui si sviluppa poi il concetto di bottega trasparente, dato che l’obiettivo principale di Valentina e il suo staff è quello di portare sulle tavole dei clienti solo il meglio della tradizione parmigiana, in tutta la sua naturalezza e genuinità.

    Xalumeria sorge a Fontanellato, nella provincia di Parma e nel cuore della sua Food Valley, un’area con una tradizione culinaria senza eguali. La missione della bottega ristorante di Fontanellato è quello di andare oltre la semplice selezione e permettere ai suoi ospiti di assaporare solo quei prodotti che meglio esprimono l’essenza della tradizione parmigiana.

    Prodotti tipici ed eccellenze del territorio, ma non solo. Da Xalumeria potrai trovare anche tantissime proposte preparate con cura dallo staff: torta fritta e salume, tortelli di zucca ed erbetta, lasagne, arrosti, punta al forno, sbrisolona e tanti altri piatti della tradizione parmigiana ed emiliana.

    Una vasta selezione di gastronomia pronta che si può degustare sia da asporto che all’interno del ristorante, un ambiente tranquillo dove gustare la propria pausa pranzo o un aperitivo. Magari accompagnati da un buon bicchiere di vino emiliano, per immergersi completamente nella tradizione enogastronomica parmigiana.

  • Pro Biennale a Venezia: una partnership consolidata con Bigoi

    Quella di Bigoi è una realtà originale. Start-up dello street food made in Italy, il rinomato marchio Bigoi rientra in qualità di partner alla mostra Pro Biennale presentata dal prof. Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte.
    Promotrice di una ristorazione che promette oltre alla rapidità e alla semplicità anche un prezzo imbattibile e la qualità di un prodotto genuino, l’azienda si presenta con un’identità che riprende sia la bottega della pasta sia la tradizione gastronomica italiana.

    Come tutti gli street food che si rispettino, anche Bigoi utilizza dei contenitori e delle posate monouso, ma con un occhio di riguardo per l’ecosistema ambientale: niente plastica, solo materiale biocompostabile.

    La partnership con Pro Biennale vedrà il marchio veneziano presente in prima linea martedì 8 maggio, il giorno dell’inaugurazione del grande evento, nella preparazione del buffet che seguirà il vernissage nelle due prestigiose sedi separate: la Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador, 4810) e lo Spoleto Pavilion (calle dei Cerchieri, 1270).

    L’esibizione si avvia sotto i migliori auspici, con ben oltre cento artisti in esposizione e la presenza di numerosi ospiti illustri, tra cui il soprano Katia Ricciarelli, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dal’, il direttore di TG Com Paolo Liguori, Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi», Pippo Franco, conduttore del Bagaglino di Canale 5, l’attore Beppe Convertini, Alberto D’Atanasio del museo Modigliani e Patrick di Striscia la Notizia.

    A partire dalle 16 di domani, a festeggiare l’apertura dell’esposizione al grande pubblico, la premiazione degli artisti e il compleanno del noto critico d’arte Bigoi sarà presente con la sua modernità dal sapore ricco di tradizione. Da ricordare inoltre la conferenza dedicata alle donne con le giornaliste Silvana Giacobini e Vanna Ugolini, il concerto del Trio Concentus Venetiani e, ovviamente, l’imperdibile conferenza di Vittorio Sgarbi.

  • Bergader Italia: novità di prodotto e concept inedito a Cibus 2018

    L’eccellenza bavarese torna al Salone Internazionale dell’Alimentazione portando con sé una ventata di nuovo: eventi, degustazioni fusion, stand evocativo e una presentazione di prodotto in anteprima nazionale.

    Un’attesa riconferma, quella che porterà Bergader Italia a partecipare alla kermesse di riferimento per il settore agroalimentare italiano e internazionale. Dal 7 al 10 maggio (Padiglione 02 – Stand A 074) l’azienda alimentare con oltre cent’anni di storia – ancora oggi, dopo 4 generazioni, a conduzione familiare – svelerà al pubblico della fiera la nuova veste del suo stand: un ambiente ampio, pensato per coniugare la tradizione bavarese con la modernità in continua evoluzione. Da un lato il legno chiaro sinonimo di calore, origini e sicurezza garantita da una lunga e consolidata storia familiare; dall’altro la grande lavagna del futuro, da personalizzare e riscrivere continuamente per fondere gestualità antica e innovazione di prodotto.

    Al centro, una cucina a vista a disposizione di uno chef professionista, che preparerà ogni giorno – dalle 11.00 alle 17.00 – dei ricercati finger food accomunati dalla presenza di un fondamentale ingrediente “segreto”: il formaggio made in Bergader. Il modo più gustoso ed efficace per offrire a buyer e visitatori le ghiotte novità di prodotto e dimostrare le sconfinate possibilità di utilizzo delle referenze Bergader nelle ricette della cucina italiana.

    Lunedì 7 maggio alle 16.30 (Cibus Innovation Corner – Pad. 4.1) il Direttore Vendite Bergader Italia Luca Fontana interverrà nel dibattito sul “Formaggio: prodotto di servizio o prodotto di Marca”: un’importante occasione di scambio – alla presenza del noto sociologo e sondaggista Renato Mannheimer – per trasmettere l’orientamento interculturale dell’azienda bavarese e darne diretta testimonianza.

    Martedì 8 maggio, alle 12.00, l’azienda accoglierà in stand stampa, buyer e visitatori per la presentazione ufficiale della nuova referenza, risultato di un’approfondita indagine di mercato di taglio quantitativo e, soprattutto, qualitativo, presto disponibile negli scaffali della Gdo.

    Una nuova sfida per l’eccellenza bavarese, che da sempre fa della materia prima e della filiera corta e controllata un elemento distintivo e caratterizzante. Grazie al latte fresco degli alpeggi della Baviera e alle 1800 piccole fattorie che ospitano non più di 35 capi bestiame ciascuna, Bergader garantisce la qualità e la tracciabilità dei propri formaggi, ancora oggi lavorati a mano da maestri casari esperti, a pochi km dalle malghe.

    A Cibus 2018 Bergader mostrerà agli operatori del settore un prodotto pratico, versatile e vicino alle esigenze del consumatore moderno. Un formaggio che sa farsi interprete delle rinnovate preferenze d’acquisto degli italiani, senza rinunciare al plus valore della qualità e della tradizione che hanno reso il marchio bavarese apprezzato e riconoscibile in tutto il mondo.

    www.bergader.it

  • Gli chef di Ingruppo in campo per il Premio Francesco Arrigoni 2018

    Sarà l’Abbazia di Fontanelladi Sotto il Monte Giovanni XXIII, sulle pendici del Monte Canto, a ospitare, giovedì 3 maggio alle ore 18.30, la consegna del Premio Francesco Arrigoni 2018, riconoscimento istituito in memoria del giornalista Francesco Arrigoni, allievo di Luigi Veronelli, fondatore e direttore del Seminario Veronelli, passato alle pagine del Gambero rosso e del Corriere della Sera, prematuramente scomparso nel 2011. Il Premio è dedicato a tutti coloro che si sono distinti per aver progettato o realizzato nel campo della gastronomia un’azione dal forte contenuto etico. A seguire (ore 20) una cena speciale ospitata dall’Agriturismo Cavril a cui, riconfermando la formula dello scorso anno, contribuiranno anche alcuni dei ristoratori di Ingruppo, l’iniziativa che da cinque anni rende l’alta gastronomia bergamasca «prêt-à-manger».

    Saranno, in particolare, lo chef di origine amalfitana Roberto Proto, patron del ristorante Saracenodi Ambivere, Mario Cornali, chef e titolare del ristorante Collina di Almenno San Bartolomeo, giunto alla terza generazione, Antonio Lecchipatron di Casa Virginia a Sorisole e Stefano Binda, chef del ristorante a una Stella Michelin Dac a Trà di Castello Brianza a deliziare gli ospiti della serata con le loro preparazioni gourmet.

    Materie prime pregiate nella qualità e certificate nella provenienza, intuizioni creative, gustose e sorprendenti, tecnicalità e passioni della migliore ristorazione bergamasca sono gli ingredienti che renderanno indimenticabile la serata. Dopo l’aperitivo di benvenuto a cura dell’Agriturismo Cavril, saranno serviti: Crudo di ricciola, mandorle, sfere di yuzu e the matcha preparati dallo chef Proto, Gnocchetti di asparagi dell’Albenza, borragine, bruscandoli e scarola croccante dello chef Cornali e Guancia di vitello su crema di mais e barbabietola e fondente di Formai de Mut dello chef Lecchi, per poi concludere con il Morbido allo yogurt di capra, rape e frutti rossi dello chef Binda. E in abbinamento, i preziosi vini offerti dalle cantine amiche.

    Obiettivo del Premio è, infatti, valorizzare coloro che nella ristorazione, oltre alla professionalità, mettono il cuore e la collaborazione dei ristoratori di Ingruppo per la serata dedicata ad Arrigoni ne è la dimostrazione, ricreando la cornice perfetta per la consegna del Premio al vincitore consistente in 5 mila euro e in un oggetto artistico realizzato sulla roccia, in ricordo della passione di Francesco per la montagna e le arrampicate.

    Durante la serata si terrà, inoltre, una lotteria con in palio vini e prodotti gastronomici offerti dalle cantine e dagli artigiani amici di Francesco.

    Il ricavato della cena sarà corrisposto a titolo di contributo al Comitato Francesco Arrigoni (il costo è di 60 euro a persona). All’Agriturismo Cavril dell’azienda agricola Sant’Egidio, all’Associazione Ingruppo e a tutti coloro che parteciperanno va il ringraziamento del Comitato Francesco Arrigoni per il generoso e gioioso supporto.

    Per partecipare è necessario acquistare il ticket al link www.eventbrite.it
    Per informazioni http://www.comitatofrancescoarrigoni.org

  • Burrata pugliese e mozzarella: ecco le differenze

    Chi adora i latticini ed i prodotti caseari in genere, sarà un sicuro appassionato di due dei prodotti emblematici della cultura gastronomica italiana: la burrata pugliese e la mozzarella. Bianche, morbide, succose e irresistibili, sono due alimenti di grande richiamo gustativo e si distinguono per le diverse preparazioni e proprietà, ma con un comune denominatore: la qualità e la lavorazione tradizionale. (parliamo ovviamente di prodotti certificati e riconosciuti a livello territoriale, con la premessa di un utilizzo di materie prime di qualità e di controlli rigidi e costanti). Non sono due prodotti antagonisti, anzi, solitamente chi ne apprezza uno non può fare a meno dell’altro.

    Differenze tra burrata pugliese e mozzarella

    La prima importante differenza consiste nell’origine geografica: la mozzarella viene prodotta in Campania a partire dal XII secolo, mentre la burrata nasce in Puglia nei primi anni del ‘900. La mozzarella vanta quindi una storia più antica, mentre la burrata pugliese ha un inventore certo, un casaro di Andria di nome Lorenzo Bianchino. La sua idea di conservare nella pasta filata la mozzarella sfilacciata immersa nella panna, ha avuto come risultato la scoperta di un prodotto dal sapore e dalla consistenza straordinari.

    La mozzarella si presenta compatta e morbida, con un sapore delicato e versatile; la burrata si distingue invece per il contrasto deciso tra la pasta filata (come una mozzarella) e la stracciatella cremosa e burrosa. Il suo sapore è dolce e intenso.

    Mentre la mozzarella è prodotta con caglio animale (anche se ci sono ormai numerose alternative adatta ai vegetariani), la burrata pugliese è riconosciuta ufficialmente dall’Associazione Vegetariana Italiana come un prodotto adatto a consumatori vegetariani.

  • Con Monari Federzoni tanti prodotti omaggio giocando su Facebook

    MPlay Monari Federzoni
    Stanno per iniziare gli “#Mplay“, i giochi social di Monari Federzoni.
    Piccoli rompicapo che saranno postati periodicamente sulla pagina Facebook dell’azienda e che permetteranno, fornendo la soluzione corretta, di ricevere prodotti omaggio.
    Il primo post è previsto per il 30 aprile 2018.
    Un giorno speciale per il web in quanto 25 anni fa, il Cern annunciò che il World Wide Web sarebbe diventato gratis per tutti.
    E Monari Federzoni da sempre attenta ai fatti che hanno contrassegnato la nostra storia dal 1912, anno della fondazione, non poteva che scegliere una data più significativa per questa epoca “digitale”.
    I giochi saranno quindi momenti ludici e interattivi che daranno la possibilità a molti utenti di fornire le proprie risposte e aggiudicarsi i prodotti delle linee Monari Federzoni: Bottiglie di Aceto Balsamico di Modena IGP, Glasse all’Aceto Balsamico di Modena IGP, Aceti di Mele e tanti altri prodotti.
    Il consiglio è di cliccare “MI PIACE” sulla pagina del brand e restare aggiornati sui post, in modo tale da essere tra i primi a fornire le risposte ai giochi, in quanto solo i più veloci potranno aggiudicarsi i prodotti.
    Buon Mplay a tutti!
     
  • I love Ostrica: degustazione d’eccellenza all’Enoteca Castelletti

    Dopo il grande successo del primo appuntamento, I love Ostrica, l’esclusivo format di shop online, catering e degustazioni con protagoniste ostriche, crudités di mare e pescato di altissima qualità, invita gli appassionati di ostriche alla seconda Masterclass dedicata alla promozione della cultura dell’ostrica e dei prodotti più rari e preziosi del mare.

    Appuntamento venerdì 27 aprile alle ore 20.30 presso la prestigiosa Enoteca Castelletti di Ponte San Pietro (BG), enoteca pluripremiata, punto di riferimento a livello nazionale per la selezione di vini di alto livello provenienti da tutto il mondo e per l’importante selezione di distillati italiani e francesi dalla forte storicità, con annate dal 1861 a oggi (tra le più rinomate, un Cognac del 1868 appartenuto a Napoleone II e le prime bottiglie della Riserva “Capo di Stato” Venegazzù del Conte Loredan Gasparini).

    Le preziose eccellenze enoiche dell’Enoteca Castelletti saranno la cornice perfetta per la nuova Masterclass di I love Ostrica, realtà nata dall’intuizione dell’imprenditore bergamasco Luca Nicoli, profondo conoscitore del mondo delle ostriche, oggi a tutti gli effetti tra i principali esperti al mondo di questa prelibatezza, che porterà i partecipanti all’incontro con i più pregiati prodotti del mare.

    In particolare, il secondo capitolo della Masterclass di I love Ostrica condurrà i partecipanti all’approfondimento di etichette importanti, con un focus dedicato alla regione della Nouvelle Aquitaine e dei cru di Marennes Oléron. Il viaggio degustativo partirà dalle coste del Portogallo per assaggiare ostriche dolci e carnose, proseguirà a Marennes Oléron per l’assaggio delle ostriche di quattro produttori del territorio e offrirà un’incursione in Normandia con la Tsarskaya, l’ostrica degli Zar. Infine, due specialità: le ostriche piatte di Bélon e l’ostrica del Mediterraneo in versione gigante.

    In particolare, saranno presentate in degustazione le ostriche Princesse de Setúbal, nate dalla selezione di un grande allevatore e affinatore di ostriche Cédric Lamaison, famoso nel mondo per la cura con cui sceglie le migliori produzioni dei parchi ostricoli irlandesi, francesi e portoghesi creando le sue espressioni del territorio, proprio come ogni viticoltore fa con il vino. Quest’ostrica, apparentemente selvaggia con guscio frastagliato e sfumature che ricordano l’ebano, esprime al naso un leggero bouquet salmastro e all’assaggio un’immediata dolcezza, lasciando a lungo il ricordo del suo carattere. A seguire, le Gillardeau, richiestissime dagli chef di tutta Europa, dal sapore delicato, sapido, carnoso e al tempo stesso tenero, allevate dalla famiglia Gillardeau, un’istituzione dell’ostricoltura francese. Ancora: le ostriche di Daniel Sorlut, dal 1930 espressione di eccellenza al palato, texture uniche, impressionanti emozioni gustative con le sue Spéciale Daniel Sorlut. Ma dalla Francia si punta alla Russia con le Tsarskaya, allevate nella Regione della Bretagna, più nello specifico a Cancale nella famosa baia di Mont Saint Michel, già più di un secolo fa conosciute per essere le predilette dagli Zar di Russiache le importavano direttamente dalla Francia a San Pietroburgo per degustarle con caviale e vodka.

    E, per concludere, gli esperti di I love Ostrica, realtà che nell’ultimo anno ha distribuito circa 1 milione di ostriche in Italia distinguendosi per l’impegno profuso nella promozione della cultura dell’ostrica, accompagneranno i presenti nella degustazione di altre quattro specialità: le Spéciale de Claire, un’ostrica concava che deve il suo sapore particolare e unico alla cura minuziosa nella scelta delle Claire, i bacini dove le ostriche vengono affinate per ben otto mesi acquisendo quel gusto setoso e delicato, un prodotto con carne abbondante e di un colore perlato e lucido; le Fin de Claire di L’Oleronnaise, le Bélon de Thaeron, grande specialità degli ostricoltori della regione di Marennes-Oléron, ostrica piatta europea che si distingue per la conchiglia piatta, simmetrica e tondeggiante e la Bouzigues, moderna interpretazione dell’ostricoltura Francese proveniente dal caldo mar Mediterraneo, allevata nel bacino di Thau, poco più a ovest di Montpellier. Le acque del Mediterraneo, infatti, si distinguono da quelle oceaniche per la maggior presenza di sale, conferendo alle ostriche un gusto più intenso: il guscio frastagliato con sfumature scure color noce di questa ostrica, custodisce un prodotto dal profumo iodato e intenso e dall’assaggio salmastro e persistente con un dolce finale.

    Sapori sublimi che gli ospiti potranno degustare con l’attenta supervisione degli esperti di I love Ostrica, progetto che celebra le eccellenze ostricole e i prodotti del mare, accompagnando alla vendita e all’assaggio la diffusione di un progetto culturale che stimoli negli assaggiatori un senso di curiosità e un desiderio di approfondimento. Per ostriche da scoprire, da degustare, approfondire.

    I LOVE OSTRICA nasce da La Piazzetta del Pesce, e-commerce e delivery di pesce di alta qualità per ristoranti e privati, realtà fondata nel 2007 da Luca Nicoli, oggi a tutti gli effetti leader nella distribuzione italiana di prodotti di lusso, in particolare ostriche. Considerate che nell’ultimo anno sono quasi 1 milione le ostriche distribuite in Italia. L’accurata selezione dei fornitori, a cui viene imposto un rigido capitolato di autocontrollo, è alla base dell’alta qualità di ogni prodotto che viene tracciato in tutta la sua filiera produttiva, dal momento in cui viene pescato fino alla consegna. Con I LOVE OSTRICA, il portale di lusso che si occupa di eventi, show cooking, chef a domicilio, serate didattiche, le ostriche diventano vere protagoniste, portando all’attenzione di un pubblico curioso e selettivo un prodotto pregiato, tutto da scoprire.

  • Dove mangiare pesce a Milano: ristoranti a Brera

    Lettori e lettrici, amici di buona forchetta e amanti della ristorazione di qualità, oggi vogliamo parlarvi di un nuovo trend tutto da scoprire: quello dei ristoranti di pesce a Milano! Sì, perchè il pesce a Milano è di qualità eccelsa e si sa ormai da anni: è il mercato ittico più importante del Paese e garantisce pesce freschissimo e di qualità, che dal mare arriva direttamente sulle tavole dei migliori ristoranti di Milano e provincia. Che siate amanti del pesce cotto o crudo, che preferiate i primi o i secondi, che amiate le cruditè o preferiate i piatti della tradizione, che siate appassionati di crostacei, ostriche o preferiate un classico branzino, che amiate i piatti italiani o preferiate delle commistioni con cucina asiatica ed internazionale, Milano è una chicca per tutti gli amanti del pesce e della ristorazione. E se Milano è la destinazione da tenere a mente, zona Brera è sicuramente una delle più valide per una passeggiata gastronomica: mangiare in un ristorante di pesce a Brera è sicuramente un’ottima opzione se ancora non sai cosa fare questo fine settimana!

     

    Mangiare pesce a Milano

    Insomma, perchè mangiare pesce a Milano? Semplice: l’abbiamo già detto ma è bene ribadirlo, il pesce di Milano è fresco e di qualità grazie ad un mercato ittico che fa della sua efficienza e professionalità la sua arma vincente. In pochissime ore il pesce arriva direttamente dalle coste della nostra penisola, vicine o lontane che siano. Il pescato è fresco la logistica eccellente, il pesce è di qualità ottima e perfetto per allietare anche i palati più esigenti. Dopotutto si sa: Milano è ricca di locali di tendenza e chef d’eccezione, per poter finire sulle tavole di ristoranti di alto livello il pesce deve avere una qualità eccelsa, per questo Milano è una garanzia. Ostriche, vongole, cozze, gamberi e gamberetti, granseole e pesce di tutte le tipologie, d’acqua dolce o salata, tutto arriva in pochissime ore sui tavoli del mercato del pesce di Milano, pronto per essere acquistato dai ristoranti e traformato in vere e proprie chicche per il palato. Ma non finisce qui: nessun posto offre la varietà di Milano quando si tratta di locali eleganti, chic e di tendenza, perfetti per  una serata romantica e per lanciarsi nella movida della capitale della moda.

    Dove se non a Brera?

    E quando si tratta di una passeggiata per il centro di Milano, zona Brera è senza ombra di dubbio una garanzia. Condensa in poche vie tutto il meglio che Milano ha da offrire: arte, bei palazzi, creatività e uno stile unico. In pochi passi si raggiungono tutti i locali di tendenza per una notte all’insegna della movida. Ristoranti di tendenza, atmosfere chic ed eleganti, luci diffuse e cocktail di alto livello, buon vino e bollicine accompagnano alla perfezione piatti deliziosi a base di pesce. Le rivisitazioni in chiave urbana dei classici della tradizione sono il nuovo trend, una gastronomia tutta nuova e di tendenza, al passo con le più grandi metropoli del mondo. Insomma, gastronomia di alto livello, piatti deliziosi, pesce di ottima qualità, locali e ristoranti dall’atmosfera trendy ed elegante, il tutto in una cornice come quella del centro di Milano: cosa deisderare di più?

  • «GRAN MILANO», l’aperitivo che non c’era

    Milano? È solo il Gran MilanoRovagnati, azienda leader nella produzione di salumi di alta qualità, presenta un nuovo esclusivo crudo dedicato alla città della Madonnina. Un prodotto TOP nel segmento salumi nato dalla nuovissima Linea Riserva della casa brianzola, pensato per onorare l’intrigante rito dell’aperitivo milanese e per diventare, da qui, protagonista indiscusso delle tavole di tutta Italia.

    Qualità, stile, autenticità. Il Gran Milano è l’aperitivo che non c’era. Un crudo nato solo dalle carni migliori, certificato in ogni fase della produzione, marchiato sulla cotenna, un crudo che nasce con la caratteristica forma detta “taglio redondo”, perfetto per il taglio al coltello. La guest star di serate glamour e conviviali, tra amici o in famiglia, per salutare la giornata con gusto e allegria. Non a caso, la prima «uscita ufficiale» del Gran Milano è stata all’imbrunire, durante un raffinato aperitivo organizzato presso la Terrazza Aperol, con vista sulla splendida Piazza Duomo.

    Ma quali sono gli ingredienti che rendono il Gran Milano tanto speciale? Solo tre le materie prime insostituibili: la carne, il sale, l’aria. Rovagnati usa solo le migliori carni di razze selezionate, scelte sapientemente presso fornitori con alimentazione controllata e rigorosi controlli in entrata. Per assicurare la migliore qualità, vengono utilizzati solo i maiali più pesanti, superiori al quintale di peso. Da fresco, il quartino è pari a 12 – 15 kg, superiore agli standard comuni. Ogni prodotto è numerato, limitato ed esclusivo, fornito interamente con l’osso, disossato solo su richiesta.

    Nessun nitrato o nitrito è utilizzato per la produzione. Il Gran Milano beneficia solo del miglior sale italiano, proveniente prevalentemente dalla salina di S. Margherita di Savoia, area naturale protetta della Puglia e prima salina d’Europa. A donare un tocco ancora più unico al Gran Milano ci pensano l’aria delle colline parmensi – dove viene prodotto – e il “Marino”, profumato vento dalle pinete della Versilia mitigato dai monti carsici della Cisa.

    Ma non finisce qui. Anche la stagionatura segue un processo unico nel suo genere: per più di 14 mesi, il crudo Gran Milano è custodito nelle cantine dello stabilimento di Ambra, a Felino, nel cuore della zona di produzione DOP del prosciutto di Parma, a due metri sotto terra, dove il peculiare microclima è in grado di garantire un prodotto organoletticamente superiore.

    E alla naturale predisposizione geografica dell’area parmense, territorio capace di assicurare la migliore stagionatura naturale dei prosciutti crudi, si unisce la cura distintiva di Rovagnati che, con accortezze costanti, assicura un accurato equilibrio tra la qualità della materia prima, la stagionatura e la salatura, creando un prodotto unico e inimitabile come il crudo Gran Milano.

    «Ci siamo ispirati al rito dell’aperitivo, diventato ormai parte dell’identità milanese e italiana. Il momento dello stare insieme per eccellenza, per divertirsi, raccontarsi, ritrovarsi dopo una giornata di lavoro. Ma happy hour, l’ora felice, non può essere davvero tale se non è accompagnata da un prodotto gustoso, di qualità eccellente, garantito in ogni sua fase di produzione. Volevamo un prodotto che potesse rivoluzionare il mercato, distinguendosi da tutti gli altri per il suo carattere forte e la sua straordinaria qualità. E allora: ecco il Gran Milano. Un crudo sincero, autentico, inimitabile a cui ci siamo dedicati con la passione e l’impegno di sempre. Perché da quasi 80 anni, ci prendiamo cura degli italiani, preparando per loro cibi buoni, sani e gustosi. È il nostro segno distintivo da sempre e si rinnova ulteriormente oggi, con la Linea Riserva e con il Gran Milano: serietà e responsabilità, dalla firma al cuore» – ha dichiarato il dott. Gabriele Rusconi, Direttore Generale di Rovagnati, presentando Gran Milano.

    E da aprile tutto il sapore di Gran Milano si potrà gustare non solo fuori, ma anche a casa: il nuovo crudo di casa Rovagnati sarà infatti disponibile nei migliori locali e gastronomie d’Italia.

  • Al Premio Italia a Tavola le degustazioni d’eccellenza di I Love Ostrica

    I Love Ostrica, l’esclusivo format di shop online, catering e degustazioni con protagoniste ostriche, crudités di mare e pescato di altissima qualità, è Partner del Premio Italia a Tavola, il riconoscimento più importante per il mondo dell’ospitalità italiana che per il primo anno arriva a Bergamo, il 7 e l’8 aprile prossimi, riconoscendo in questa città l’incontro perfetto tra accoglienza, innovazione, cultura ed eccellenze enogastronomiche.

    Eccellenze come I Love Ostrica, realtà nata dall’intuizione dell’imprenditore bergamasco Luca Nicoli, profondo conoscitore del mondo delle ostriche, oggi a tutti gli effetti tra i principali esperti al mondo di questa prelibatezza. Una specialità che sarà protagonista del Premio Italia a Tavola in due momenti: venerdì 6 aprile, presso il Ristorante Collina e sabato 7 aprile presso il Ristorante Cantalupa Da Vittorio. Due fiori all’occhiello della ristorazione bergamasca e italiana conosciuti in tutto il mondo per l’eccezionale qualità delle loro proposte e dei loro premiati chef, rispettivamente: Mario Cornali e Roberto ed Enrico Cerea.

    Durante le serate, un parterre selezionato di ospiti, con la supervisione degli esperti di I Love Ostrica, potrà degustare la selezione del grande allevatore e affinatore Cédric Lamaison, famoso nel mondo per la cura con cui sceglie le migliori produzioni dei parchi ostricoli Irlandesi e francesi creando le sue espressioni del territorio, proprio come ogni viticoltore fa con il vino. In particolare, venerdì 6 aprile sarà l’affascinante location del Ristorante Collina di Almenno San Bartolomeo a ospitare l’eccezionale degustazione, con la straordinaria partecipazione di Enrico Derflingher, tra i più grandi chef italiani al mondo, scelto come cuoco personale da Carlo e Diana d’Inghilterra e George Bush Sr, premiato nel 2008 come “Miglior chef al mondo”, patron per nove anni de “La Terrazza” di Roma dove ha conquistato la Stella Michelin prima di passare in Svizzera al prestigioso Palace Hotel di St. Moritz e diventare successivamente ambasciatore della cucina italiana in Giappone con l’Armani di Tokyo.

    Qui, gli ospiti assaggeranno: le preziose Prestige des Mers, ostriche plasmate dalle maree di Utah Beach in Normandia, con il guscio bianco e la struttura della conchiglia che ricorda eleganti pizzi, caratterizzate da un suadente aroma di ciboulette all’apertura che all’assaggio si trasforma in una spiccata dolcezza con fine sapore di erbe agliate; le Prestige d’Irlande, perla della baia irlandese di Donegal con guscio dalle sfumature color ebano, dal bouquet di erbe di campo e una leggera sapidità che rilascia aromi di linfa ed erbe, mentre il muscolo dell’ostrica regala una piacevole croccantezza, raggiungendo il massimo della dolcezza; infine, sempre di Cédric Lamaison, la Fine de Claire, un’ostrica concava che deve il suo sapore particolare e unico alla cura minuziosa nella scelta delle Claire, i bacini dove le ostriche vengono affinate per ben otto mesi acquisendo quel gusto setoso e delicato, un prodotto con carne abbondante e di un colore perlato e lucido.

    Sapori sublimi che gli ospiti potranno degustare anche sabato 7 aprile durante la serata di gala che si terrà alla Cantalupa dove, in particolare, troveranno in assaggio le varietà de Prestige des Mers e le Spèciale de Claire, sempre di Cédric Lamaison, mentre cuochi stellati provenienti da tutta Italia, pasticcieri, pizzaioli e bartender si esibiranno in isole gastronomiche dedicate. Oltre ai tre stelle Michelin padroni di casa, Chicco e Bobo Cerea, che, per l’occasione, cucineranno con Paolo Rota, si esibiranno in delizie enogastronomiche: Alfio Ghezzi (**), Fabio Pisanie Alessandro Negrini (**), Ciccio Sultano (**), Silvia Baracchi (*), Lorenzo Cogo (*), Riccardo Di Giacinto (*), Luca Marchini (*), Rosanna Marziale (*), Claudio Sadler (*), Viviana Varese e Filippo Lamantia. Con loro, i pizzaioli Giovanni Santarpia e Giuseppe Vitiello, i pasticceri Franco Aliberti (*), Federico Anzellotti, Vetulio Bondi
e Paolo Sacchetti, Ernst Knam, Iginio Massari, Giuseppe Triolo e i barman Fiorenzo Colombo, Danny Del Monaco e il suo staff, Marvin Dondossola e Marina Milan. Ospiti d’onore, le tre stelle Michelin: Umberto Bombana, Annie Féolde e Niko Romito.

    «Sono molto felice ed emozionato: essere partner del Premio Italia a Tavola, manifestazione che celebra l’eccellenza italiana nella ristorazione e nell’ospitalità, mi riempie di orgoglio. I Love Ostrica è un progetto a cui mi sono dedicato fin da giovanissimo, a seguito del mio amore per il settore ittico. Tutto è iniziato tra i banchi del pesce della GDO: in pochi credevano al mio sogno, ma oggi siamo il principale riferimento italiano in fatto di ostriche, i massimi intenditori, specializzati nel proporre prodotti di altissima qualità, estremamente ricercati, accompagnando le degustazioni con la descrizione del prodotto in assaggio. Per creare cultura, cultura dell’ostrica. Proprio come fa il Premio Italia a Tavola: perché il cibo è sapore e cultura. Per questo, mi impegno quotidianamente per trasmettere ai miei ospiti tutto l’amore che nutro verso questo prodotto, per farli appassionare, per stimolare in loro un senso di curiosità e un desiderio di approfondimento. E il Premio è una grande occasione, gastronomica e culturale, per esprimere la raffinata, ricercata ed elegante identità che da sempre caratterizza I Love Ostrica» – ha dichiarato Luca Nicoli, fondatore di I Love Ostrica.

    Il Premio Italia a Tavola, infatti, prevede numerosi momenti di confronto fra gli addetti ai lavori (con particolare focus sui temi della formazione e dell’innovazione tecnologica), oltre ad eventi culturali e appuntamenti enogastronomici con alcuni dei più importanti professionisti del settore, nonché le premiazioni dei vincitori del sondaggio “Personaggio dell’anno” e il conferimento degli “Awards”. Obiettivo: valorizzare tutti i volti dell’accoglienza accendendo i riflettori su uno dei comparti di punta del Made in Italy nel mondo.

    Il Premio, ideato dalla omonima testata, è organizzato in partnership con Confindustria Alberghi e col patrocinio della Regione Lombardia, del Comune e della Camera di Commercio di Bergamo, oltre che di Eco di Bergamo e dell’Università degli studi di Bergamo e ha come main sponsor Consorzio Grana Padano, Trentodoc, Consorzio mozzarella di bufala campana Dop e Pentole Agnelli.

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    I LOVE OSTRICA nasce da La Piazzetta del Pesce, e-commerce e delivery di pesce di alta qualità per ristoranti e privati, realtà fondata nel 2007 da Luca Nicoli, oggi a tutti gli effetti leader nella distribuzione italiana di prodotti di lusso, in particolare ostriche. Considerate che nell’ultimo anno sono oltre 2.000.000 le ostriche distribuite in Italia. L’accurata selezione dei fornitori, a cui viene imposto un rigido capitolato di autocontrollo, è alla base dell’alta qualità di ogni prodotto che viene tracciato in tutta la sua filiera produttiva, dal momento in cui viene pescato fino alla consegna. Con I LOVE OSTRICA, il portale di lusso che si occupa di eventi, show cooking, chef a domicilio, serate didattiche, le ostriche diventano vere protagoniste, portando all’attenzione di un pubblico curioso e selettivo un prodotto pregiato, tutto da scoprire.

  • “a Scuola di Gusto” con i dolci segreti di Gabriele Spinelli

    Ha preso avvio la sessione del corso professionale di Iscom Bologna per diventare pasticceri: un iter specializzato per carpire le tecniche dell’arte pasticcera che vedrà in cattedra anche il Maestro Spinelli.

    Dal 26 marzo al 4 giugno 2018, presso il Laboratorio bolognese di via Gnudi 5, il percorso formativo di “a Scuola di gusto” – il progetto made in Iscom Bologna attivo dal 2010 – arricchirà la sua variegata proposta con l’appuntamento per la specializzazione nell’arte pasticcera. Il corso, propedeutico all’inserimento nelle più prestigiose aziende del settore, annovera tra i docenti affermati professionisti e Maestri pluripremiati.

    Sarà in prima linea Gabriele Spinelli, titolare della pasticceria Dolce Salato di Pianoro (BO) – per il terzo anno consecutivo citata tra i migliori bar d’Italia nella nota Guida del Gambero Rosso – con l’obiettivo di trasmettere agli aspiranti pasticceri non solo le basi della professione, ma anche l’estro e la forte passione che lo guidano nella creazione delle sue inconfondibili specialità.

    Sono proprio la curiosità e la spiccata inclinazione alla sperimentazione il segreto del noto pasticcere, che ha dato vita nel 2004 alla pasticceria Dolce Salato di Pianoro, anima di un suggestivo e incantevole mulino ottocentesco trasformato in un laboratorio di leccornie. Spinelli, che vanta un patrimonio esperienziale costruito in tutta Italia e all’estero, rappresenterà per questi futuri pasticceri un’ispirazione e un punto di riferimento prezioso al quale affidarsi per affinare le proprie tecniche e intraprendere un percorso duraturo e ricco di soddisfazioni.

    Un fitto calendario di incontri ospiterà le lezioni di Spinelli in materia di biscotteria, dolci da credenza, crema e pasta bignè, pan di Spagna e torte classiche della tradizione italiana. La formula scelta da Iscom Bologna per i partecipanti metterà alla prova la loro abilità e l’apprendimento delle nozioni teoriche tramite il test del laboratorio, per verificare i progressi sul campo e simulare casi pratici fondamentali per l’ingresso nel mondo del lavoro.

    www.dolcesalatopianoro.it

  • Villa Marta a Roma: location gay friendly by TessitoreRicevimenti.it

    Con la legge Cirinnà, dal 5 Giugno 2016, è possibile Ufficializzare la propria relazione e/o convivenza attraverso la Costituzione dell’Unione Civile.

    Le parti acquistano i medesimi diritti e doveri, con l’obbligo reciproco all’Assistenza Morale, Materiale e alla coabitazione. Le parti sono tenute a contribuire ai bisogni comuni in base alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo. Quindi possono richiedere l’Unione Civile le persone dello stesso sesso e maggiori di 18 anni.

    Questo per la nostra tradizionalissima Italia è un passo in avanti, rivoluzionario, che progredisce lentamente ma fortunatamente non si può dire lo stesso di altre nazioni dove il concetto di unioni gay è stato assorbito e ad oggi viene vissuto con estrema normalità.

    Per noi di Villa Marta l’unico concetto fondamentale è il desiderio di festeggiare un unione che sia basata su amore, rispetto e uguaglianza. La priorità è affrontare ogni evento con estrema naturalezza ed entusiasmo per garantire ai nostri clienti, chiunque essi siano, l’evento che hanno sempre desiderato.

    Nel caso di unioni gay non esiste un vero e proprio protocollo o tradizioni da seguire, questo fa sì che siano degli eventi estremamente personalizzati e ricchi di piccoli riti simbolici.

    La cena viene svolta a scelta dei clienti sia nel bellissimo bordo piscina che all’interno del Pavillon con vista sul meraviglioso giardino. I menù personalizzati e curatissimi serviti con eleganza e disinvoltura sia che si scelga la tradizione o semplicemente un appetitoso apericena.

    I festeggiamenti di Villa Marta proseguono a lungo con dolci coccole e musica in assoluta libertà e tranquillità. Quindi tutto è pronto per il fatidico “SI”.

    Auguri da Villa Marta e da tutto lo Staff di Tessitore Ricevimenti.

    Villa Marta – Villa ricevimenti Roma – Villa matrimonio Roma
    Via Tommaso Traetta 141, 00124 Roma
    Tel 06 50934514
    http://www.tessitorericevimenti.it

     

  • Scuola, innovazione e alta cucina: Taste per il Premio Italia a Tavola

    L’innovazione e la creatività di TASTE. A School Restaurant Experience incontra la decima edizione del prestigioso “Premio Italia a Tavola”da anni l’evento più importante dell’ospitalità italiana, organizzato da Italia a Tavola, insieme con Confindustria Alberghi e col patrocinio di Regione Lombardia, Comune e Camera di Commercio di Bergamo, oltre che di Eco di Bergamo e dell’Università degli studi di Bergamo.

    I temi di questa edizione del Premio, dedicati all’innovazione tecnologica e alla formazione professionale, non potevano essere più in linea con Taste: unristorante didattico unico nel suo genere, in cui ogni giorno gli studenti dell’istituto Alberghiero iSchool, organizzati in brigate, si confrontano con veri commensali, mettendo nel piatto le conoscenze apprese durante le ore di lezione del corso per l’enogastronomia e l’ospitalità per i servizi alberghieri dell’Istituto iSchool, impegnato da sempre nel formare i futuri talenti della ristorazione italiana, unendo a un alto e qualificato percorso didattico una vera e propria «scuola del fare». Un luogo in cui la tecnica incontra la pratica, in cui le materie di studio diventano creazioni gastronomiche, in cui le ricette escono dai libri e danno vita a piatti strepitosi. Un luogo d’incontro tra generazioni e percorsi culinari, un luogo di collaborazioni – a partire dalle contaminazioni artistiche con l’attigua 255 Raw Gallery, un luogo in cui è possibile toccare, spostare, modificare e… acquistare uno dei pezzi d’arredo del locale, grazie alla formula «Take it. It’s yours».

    A raccontare l’innovativo concept di TASTE e i suoi obiettivi, sfide e conquiste, sarà Valentina Fibbi, titolare di iSchool, che interverrà alla Tavola Rotonda “Più formazione per ristoranti e hotel. Da un nuovo alberghiero alla laurea accoglienza”, in programma la mattina di sabato 7 aprile presso la Sala Mosaico (ex Borsa Merci).

    «iSchool è una scuola innovativa, orientata al futuro, attenta ai cambiamenti del mondo del lavoro, nata proprio con l’obiettivo di valorizzare la formazione scolastica quale esperienza culturale di eccellenza nell’incontro tra scuola e impresacommenta Valentina Fibbi. – Un obiettivo che con Taste riusciamo ogni giorno a raggiungere e che centra in pieno i temi di questa decima edizione del Premio Italia a Tavola. Siamo felici che i nostri ragazzi abbiano l’opportunità di vedere da vicino il lavoro di alcuni tra i migliori professionisti del settore che grazie al Premio si riuniranno nella nostra splendida città. Speriamo che il loro esempio sia di ispirazione per i nostri studenti, per poter contare anche loro, un giorno, tra i nomi eccellenti della ristorazione italiana».

  • Ezio Gritti cucina per il Premio Italia a Tavola

    Sarà il Ristorante Ezio Gritti, splendido locale affacciato sulla porta principale di Bergamo, Porta Nuova, e sul Teatro Donizetti, guidato dal cuoco Ezio Gritti, a ospitare il light lunch in programma sabato 7 aprile alle ore 13.30 in occasione della decima edizione del Premio Italia a Tavola.

    Il Premio, ideato dalla omonima testata, è organizzato in partnership con Confindustria Alberghi e si prefigge di valorizzare tutti i volti dell’accoglienza accendendo i riflettori su uno dei comparti di punta del Made in Italy nel mondo: è a tutti gli effetti il premio più importante per il mondo dell’ospitalità italiana, con un’attenzione di pubblico che negli anni è aumentata in maniera esponenziale.

    Per il primo anno, il prestigioso evento, da sempre tenutosi a Firenze, arriva a Bergamo, riconoscendo in questa città un mix particolarmente interessante di eccellenze delle filiere legate allo stile, all’alimentazione e all’accoglienza. Eccellenze come il Ristorante Ezio Gritti in cui, in un ambiente di elegante semplicità, va in scena la filosofia culinaria di Ezio Gritti, il cuoco che non ama farsi chiamare chef, piuttosto “scief” contraddistinto da: Semplicità, Concretezza, Impegno, Eleganza, Fantasia.

    La sua è una cucina pulita, diretta, schietta e mirata. Semplice, ma mai banale. Di visione e di pensiero. «Una cucina cerebrale», come ama definirla lui, in cui il gusto estetico e il valore del territorio sono al centro di ogni piatto. Una ricerca attenta della materia prima di migliore qualità e una riflessione acuta sulle sue peculiarità, infatti, garantiscono l’equilibrio perfetto delle pietanze, capaci di raccontare e raccontarsi, proprio come accadrà con il Light Lunch organizzato per il Premio.

    Per l’occasione, Gritti cucinerà per i giornalisti invitati alla manifestazione e provenienti da tutta Italia proponendo un menù speciale, diverso rispetto a quello che solitamente caratterizza la sua carta. L’unicità del menù deriva dal fatto che Gritti userà le materie prime fornite dall’organizzazione del Premio. Sapori della tradizione che incontreranno la creatività del cuoco, dando vita a piatti speciali, dal gusto estetico ricercato ed essenziale.

    In particolare, Gritti cucinerà con: il mais giallo di Gandino, una varietà unica di mais che è stata coltivata per la prima volta in Lombardia proprio nel borgo seriano di Gandino dove, di conseguenza, è stata preparata anche la prima polenta; il mais rosso di Rovetta, altra eccellenza protetta dal marchio De.C.O. (Denominazione Comunale d’Origine) che si distingue per il colore arancione/rosso intenso delle sue spighe, per una granella vitrea o semi-vitrea e per il rostro dei suoi chicchi (detto rampì in bergamasco) a cui deve il nome; il fumetto per dolce, farina a grana finissima, di colore giallo chiaro, ottenuta dal cuore del mais grazie alla macinazione a pietra e le gallette di mais. Dal mondo dei salumi, arriveranno invece cacciatori, pancetta, anatra e salsiccia accompagnati dai formaggi strachitunt, il cui nome deriva dalla stanchezza delle mucche e dei pastori a fine giornata durante il periodo di transumanza, taleggio, formaggio a Denominazione d’Origine Protetta antichissimo, probabilmente risalente al X secolo, formai de mut, formaggio di montagna, contraddistinto dai caratteristici profumi dell’alpeggio, e roccolo, altro capolavoro caseario dal profumo intenso, con sentori erbacei e retrogusto leggermente amarognolo. Prodotti perfetti all’assaggio con il pane tradizionale e la “Garibalda” forniti dall’Aspan.

    Ma in un Lunch ispirato ai sapori del territorio non possono mancare i casoncelli, la tipica pasta ripiena bergamasca, diventati famosissimi già nell’800 con l’aggiunta di amaretti, uva sultanina e scorza di limone, e gli scarpinocc, specialità culinaria di Parre, comune dell’alta Valle Seriana, caratterizzata da un ripieno più povero dei casoncelli ma altrettanto gustoso, a base principalmente di formaggi e verdure. Tra le verdure, in particolare, ci saranno fiori di zucca, asparagi, scarola, pomodori, fagiolini, erbette e fiori eduli. Il tutto valorizzato da calici di Brut Terre del Colleoni, da un bianco fermo e un rosso riserva e da un Moscato Passito, e, a chiudere, un dolce simbolo di Bergamo: il gelato alla stracciatella de La Marianna, la pasticceria bergamasca che per prima ideò uno dei gusti più famosi e golosi del gelato italiano.

  • A tavola con la fata delle Dolomiti

    È cominciata la rassegna gastronomica di “A tavola con la fata delle Dolomiti”, la tradizionale settimana gourmet nello splendido scenario di Moena: i vari incontri del gusto permettono di riscoprire gli antichi ed autentici sapori delle Dolomiti di Fassa, rivisitati con fantasia e creatività. La tradizione si sposa con l’innovazione, i sapori ladini vengono riscoperti e offerti agli ospiti con piatti nuovi e particolari, per la soddisfazione dei palati più esigenti. Un tripudio di sapori fassani e trentini che sicuramente stupirà quanti non si lasceranno sfuggire questa settimana gastronomica all’insegna di una continuità capace di rinnovarsi in proposte culinarie sempre di altissimo livello.
    A tavola con la fata delle Dolomiti è guidata dall’associazione Ristora Moena, che celebra quest’anno i suoi 25 anni e vedrà come protagonisti gli chef dei ristoranti Malga Panna, Fuciade,Tyrol e Foresta. Oltre alle proposte gastronomiche, elementi particolarmenti curati e distintivi della rassegna culinaria sono da sempre la presentazione e il servizio. Da non trascurare anche il prezzo promozionale proposto per piatti di assoluta qualità, accompagnati da eccellenti vini trentini e altoatesini. Tutti fattori che hanno contribuito a rendere, nel corso degli anni, la manifestazione sempre più importante e famosa, tanto che molti ospiti prenotano con mesi di anticipo per assicurarsi “un posto a tavola”.
    Moena, adagiata tra splendidi prati in una conca soleggiata, è circondata da alcuni dei più bei gruppi dolomitici patrimonio UNESCO, tra cui il Sella, il Latemar e il Catinaccio. Da diversi anni fa parte di Alpine Pearls, network internazionale che riunisce 25 tra le più belle località alpine sotto il denominatore comune della sostenibilità e della mobilità dolce. L’obiettivo è offrire agli ospiti proposte turistiche consapevoli, senza stress e in piena armonia con la natura, per scoprire tutto il bello di una vacanza senza auto.

    (Ufficio Stampa Alpine Pearls Italia: OfficineKairos.it)

    Info
    0462 565038 – [email protected]
    www.visitmoena.it

  • La Linea Oblò del mare Rizzoli Emanuelli si aggiudica il premio Prodotto Food 2018

    Prestigioso riconoscimento per Rizzoli Emanuelli. La storica azienda di Parma specializzata dal 1906 nella produzione di conserve ittiche di qualità, si è aggiudicata con la Linea Oblò del Mare il premio Prodotto Food 2018 nella categoria di riferimento.

     

    Un riconoscimento che ogni anno seleziona le realtà imprenditoriali che più hanno puntato sulla Ricerca & Sviluppo e hanno saputo rispondere con l’innovazione alle richieste del consumatore moderno.

     

    Racchiusa in un’innovativa confezione “guarda e gusta”, una lattina trasparente che permette di vedere il prodotto e di facile apertura grazie al metodo “easy peel”, la linea Oblò del Mare è unica nel suo genere perché coniuga i plus del packaging in vetro e la leggerezza e infrangibilità delle lattine.

    Solo i migliori filetti di tonno e sgombro, 100% naturali, lavorati a mano e poi grigliati singolarmente per garantire gusto e delicatezza e mantenere inalterate tutte le qualità nutrizionali.

     

    A ritirare il prestigioso award sono stati Roberto Sassoni, Direttore Generale di Rizzoli Emanuelli e Federica Siri, Marketing & Trade Marketing Manager di Rizzoli Emanuelli.

  • Ravioli Salsiccia e Funghi: la nuova proposta della linea “I Granripieni” Fini

    Alla linea “I Granripieni” Fini si aggiunge una nuova ricetta all’insegna della tradizione italiana più celebre e dell’esaltazione del gusto.

    Grande successo nel 2017 per il rilancio de “I Granripieni” di Fini, linea premium che raccoglie i formati e i ripieni più gustosi proposti dalla storica azienda emiliana nata nel 1912 a Modena specializzata nella pasta fresca ripiena.

    Tutti gli indicatori di performance segnano una crescita a doppia cifra per la linea: +25% di distribuzione numerica e +18% di ponderata a dicembre 2017, aumenta il referenziamento medio della categoria a scaffale e cresce la rotazione di base dei prodotti (+13%). La referenza più classica di Fini, i Tortellini Antica Ricetta 1912, rappresentativa di tutta la gamma, è quella che ha avuto la migliore performance distributiva nel segmento della pasta fresca con ripieni a base di prosciutto crudo: un’ulteriore testimonianza della riconosciuta esperienza dello storico marchio emiliano nel formato della tradizione per eccellenza.

    Da questo successo una nuova proposta: Fini, che studia costantemente il mercato e i consumatori, ha scelto di ampliare ulteriormente la linea de “I Granripieni” con i nuovi Ravioli Salsiccia e Funghi, disponibili da marzo nel banco frigo. Mezzelune di sfoglia racchiudono un ripieno saporito e speziato che celebra l’abbinamento tra la salsiccia e i funghi porcini, tipico di tante ricette della gastronomia italiana.

    Questa nuova referenza si va ad aggiungere alle altre sei della linea, che nel 2017 hanno registrato una crescita del volume di vendita di oltre il 20%: segno che la ricerca di qualità e di appagamento da parte del consumatore ha trovato risposta in questa linea composta da ricette fortemente incentrate sul gusto, sulla scelta delle materie prime e sui formati di pasta. Oltre ai ripieni ricercati, anche l’inconfondibile sfoglia ruvida e porosa di Fini, realizzata con farine 100% italiane, ha contribuito al successo di questi prodotti.

    Tutti i formati de “I Granripieni” sono realizzati nella totale assenza di conservanti e aromi artificiali, grassi vegetali di palma e glutammato monosodico: una linea dedicata a quei consumatori che, con la garanzia di un grande gruppo alimentare, vogliono sperimentare ad ogni assaggio il piacere del mangiare bene in ricette come quelle fatte artigianalmente in Emilia.

    Oltre alle sei proposte de “I Granripieni”, la gamma Fini comprende “I Granripieni di Benessere”, due referenze di ravioli con ripieni vegetali, fatti con olio extravergine di oliva e sale iodato, dedicati a chi ama alternare gusti classici e proposte più leggere, e “I Granripieni Bio”, altre due proposte realizzate esclusivamente con prodotti biologici al 100%, dedicate a chi cerca prodotti naturali e genuini senza voler rinunciare al gusto di mangiare bene.

    www.nonsolobuono.it

  • Cuoco, professione usurante? Al via i lavori per il riconoscimento della natura gravosa del mestiere.

    Lunedì 5 marzo Accademia delle Professioni DIEFFE con Federazione Italiana Cuochi, Veneto Lavoro, Confcommercio, CISL e  Spisal si sono riuniti a Padova  inaugurando il percorso che porterà alla definizione di un documento tecnico condiviso sul tema.

    Un mestiere mosso dalla passione ma anche, e soprattutto, dal sacrificio e dalla fatica. Una professione che accanto alle numerose soddisfazioni prevede grossi carichi di lavoro, turni spossanti e la gestione di clienti sempre più esigenti. Essere cuochi oggi significa operare in un settore in continua crescita – secondo Tiziano Barone di Veneto Lavoro le assunzioni nella sola Regione Veneto sono passate dalle 16.000 unità del 2014 alle 21.700 del 2017 segnando un +35% in 3 anni – che richiede però una forte resistenza allo stress, sia dal punto di vista fisico che mentale.

    Lunedì 5 marzo il workshop tecnico svoltosi presso l’Accademia delle Professioni DIEFFE di Noventa Padovana (PD) ha inaugurando l’interessante percorso che porterà alla definizione di un documento condiviso sul tema, da presentare al Ministero della Lavoro. L’obiettivo è quello di sottolineare e far riconoscere ufficialmente la natura gravosa del mestiere di cuoco, affinché possa essere inserito nella lista delle professioni usuranti e possano essere prese misure di tutela adeguate per la categoria.

    Presenti al tavolo di lavoro Rocco Cristiano Pozzulo (Presidente nazionale della Federazione Italiana Cuochi), Federico Pendin (Presidente della Cooperativa Sociale DIEFFE), Tiziano Barone (Direttore di Veneto Lavoro), Enrico Rizzante (Confcommercio Padova), Paolo Nalesso (CISL Veneto), Matteo Gregolin e Andrea Guarnieri (Job Select), Giorgio Sbrissa (Enaip Veneto), Luciano Moro (esperto di formazione professionale) e Spisal di Padova.

    Saranno monitorati gli aspetti sanitari e di igiene del lavoro dei professionisti della cucina – precisa Federico Pendin, Presidente della Cooperativa Sociale DIEFFE – che sono chiamati a rispondere ad una clientela sempre più esigente in termine di qualità, fantasia e varietà del prodotto.

    Dall’altro – continua Pendin – operare con tempistiche pressanti, in spazi spesso ristretti e in condizioni ambientali non sempre agevoli, in ambienti con alte temperature e con la presenza di fumi e vapori continui, insieme alla postura scorretta e a un sollevamento di pesi costante, provoca a lungo andare danni alla salute dell’organismo.

    È un mix di componenti che viene messo in gioco, aggiunge il Presidente nazionale FIC Rocco Pozzulo: sia quello psicologico-relazionale, sia quello fisico, in quanto il cuoco è chiamato a lavorare in periodi festivi, in orari disagiati e con richieste molto pressanti. È per questo, forse, che un alto numero di cuochi lascia la professione dopo 10/15 anni di lavoro cercando un contesto lavorativo più favorevole.

    Cosa fare allora di fronte a questa situazione?

    Ampio spazio è stato dedicato alla formazione, sia riorganizzando tempi e metodi di lavoro, ad esempio ruotando i diversi compiti della cucina in modo da svolgere più mansioni diverse tra loro, sia acquisendo abitudini personali in grado di prevenire comportamenti a rischio, come ad esempio lo sport.

    Durante la mattinata, il Presidente FIC Pozzulo ha inoltre colto l’occasione per incontrare i giovani studenti dell’Istituto Professionale DIEFFE, presentando loro le attività e il ruolo che la Federazione Italiana Cuochi ricopre a livello internazionale ma anche, e soprattutto, condividendo con loro la propria esperienza professionale e fornendo preziosi consigli: “Diffidate dalle scuole che promettono di formarvi per andare in televisione, lì ci si arriva perché si ha una lunga formazione e gavetta alle spalle, perché si ha qualcosa da raccontare. Mettetevi in gioco, partecipate a concorsi, e quando lavorate ragionate come se aveste sempre un giudice alle vostre spalle, così diventerete bravi cuochi!”.

    “DIEFFE è orgogliosa di sedere a questo tavolo tecnico in qualità di rappresentante del mondo della formazione professionale legata al settore enogastronomico, ma anche in qualità di ente moderatore per favorire  le relazioni tra i soggetti coinvolti, il mondo dell’impresa e le altre istituzioni presenti sul territorio”. Questa invece la dichiarazione del Presidente DIEFFE Federico Pendin, che ha guidato l’incontro tenutosi lunedì in Accademia a Noventa Padovana.

     

  • A marzo nuovo palinsesto di appuntamenti alla Fabbrica di Mortadella Bologna IGP a Fico

    Un marzo all’insegna del gusto alla Fabbrica di Mortadella Bologna IGP a Fico Eataly World. Dopo il successo degli eventi di febbraio, proseguono gli appuntamenti enogastronomici organizzati dal Consorzio Mortadella Bologna IGP con il patrocinio della Città Metropolitana di Bologna.

     

    In occasione della festa della donna, giovedì 8 marzo alle ore 18.30, Lorenzo Biagiarelli, “social chef” che trasforma la propria creatività in cucina in un’esperienza polisensoriale, si cimenterà in uno show cooking dedicato a tutte le donne nella loro giornata speciale preparando due ricette originali e facilissime da replicare a casa: Cannolo salato mimosa e Spaghetti di mortadella e zucchine alla crudaiola.

    In abbinamento la degustazione dell’ “800rosa”, il nuovo  Spumante Rosé Extra Dry, firmato Albinea Canali, essenza femminea del Lambrusco IGT, ideale come aperitivo e da pasto.

     

    Giovedì 15 marzo alle ore 13, debutta Max Mariola, lo chef televisivo che ama spiegare il mondo della cucina con semplicità e schiettezza. Accompagnato dall’autore e intrattenitore bolognese Franz Campi, Max Mariola svelerà i segreti per preparare panini a base di Mortadella Bologna IGP non solo sani e gustosi ma anche nutrizionalmente corretti.

     

    Mercoledì 21 marzo alle ore 13, si festeggia il primo giorno di primavera con Monica Bergomi, affermata blogger del panorama culinario italiano che racconta storie di cucina 100% Made in Italy. Con l’aiuto del pubblico, preparerà una ricetta gustosa e originale a base di Mortadella Bologna IGP.

     

    Grande attesa per la Pink Box di Daniele Reponi con la partecipazione di Franz Campi, giovedì 22 marzo alle ore 13. Lo chef, celebre volto de “La Prova del Cuoco” e grande appassionato di Mortadella Bologna IGP, dovrà cimentarsi con gli ingredienti misteriosi che troverà nella Pink Box.

     

    Conclude il calendario di appuntamenti, mercoledì 28 febbraio dalle 13, la seconda Masterclass “La Ricetta del mese dei giovani chef” questa volta a cura degli alunni della classe 4ª E dell’Istituto Alberghiero Bartolomeo Scappi che, accompagnati dal professore di cucina Massimo Bettelli, realizzeranno innovative interpretazioni a base del salume felsineo.

  • Apicoltura Anzivino: produzione e vendita miele italiano on-line. On line il nuovo sito

    Ci sono siti e siti di vendita miele italiano on-line. Affidati ad Anzivino.

    Purtroppo dietro allo schermo a volte si nascondono venditori non competenti e con prodotti non al top; acquistare miele on-line può essere realmente vantaggioso se si conoscono le aziende produttrici. Per questa ragione in questo articolo vogliamo parlarvi un po’ di loro ed informarvi del loro nuovo sito di vendita miele on-line.

    La società Agricola Fratelli Anzivino è un’azienda agricola operante nel settore dell’apicoltura ormai da qualche secolo. Allevano e curano le laboriose api con la stessa passione che i loro padri, e prima ancora, i loro nonni, e ancora prima, i loro bisnonni gli hanno trasmesso.

    Attualmente producono un’ampia gamma di mieli e si sono specializzati nella vendita di miele italiano on-line. Tra le varie tipologie di mieli prodotti troviamo:
    •Il classico miele di millefiori;
    •Il dolce miele di acacia;
    •Il profumato miele di arancio;
    •Lo speziato miele di coriandolo;
    •Lo stimolante miele di Girasole;
    •Il balsamico miele di Eucalipto;
    •Il ricco miele di castagno.

    I fratelli Anzivino hanno puntato anche sull’innovazione producendo attualmente tre mieli speciali:
    •Nocciolmiele: preparato con miele e pasta di nocciola. Adatto ai bambini al posti delle classiche creme cioccolato e nocciola;
    •Limonmiele: preparato con miele ed oli essenziali di limone, un profumo inimitabile;
    •Balsamiele: Prodotto con miele ed oli essenziali di eucalipto e menta, il rimedio ideale contro i mali di stagione.

    Quando parliamo di vendita miele italiano on-line dobbiamo stare attenti a selezionare siti internet che si occupino realmente di vendita miele italiano on-line per questa ragione è buona abitudine affidarsi a siti web di aziende italiane che personalmente producano miele italiano e realmente lo vendano on-line.
    Dunque, prima di acquistare poniamoci delle domande:
    •Conosco i venditori?
    •L’azienda dalla quale sto acquistando on-line risiere realmente on-line?
    •Il venditore è un semplice market place on-line che si limita a vendere prodotti di terzi oppure è un vero, reale apicoltore?

    Il sito web www.apicolturanzivino.it è in grado di rispondere a tutte queste domande:
    •Anche se non si conosce il venditore è possibile conoscerlo sul sito web sul quale sono indicate tutte le informazioni dell’azienda;
    •L’azienda risiete realmente in Italia e produce sul territorio italiano miele rigorosamente italiano;
    •Il sito web non è un market place on-line di semplici venditori ma un piccolo negozietto on-line aziendale.

    Il miele italiano è un prodotto particolarmente ricco di proprietà e le tecniche di produzione degli apicoltori italiani, che venerano il loro lavoro, consente di mantenere intatte tutte le proprietà nutrizionali del miele tanto da essere particolarmente indicato come integratore nell’alimentazione dei bambini.
    Dunque, affidati a professionisti, apicoltori e consumatori di miele oltre che venditori di miele italiano on-line; solo così potrai avere la garanzia di un prodotto italiano al 100%.

  • Nuova apertura per GIRI DI PASTA a Napoli

    La tradizione della pasta napoletana e della dieta mediterranea rivisitate in golose monoporzioni gourmet e solo con ingredienti tipici del territorio campano. “Giri di Pasta” il 2 marzo inaugura a Napoli il suo secondo locale. Dopo l’apertura avvenuta con successo poco più di un anno fa nel centro storico, in via dei Tribunali 73, l’innovativo format delle frittate di pasta approda in via Bernini 12, nel cuore del quartiere Vomero. “Giri di Pasta” è l’unico in Italia a riproporre la tradizione culinaria tipicamente napoletana in una chiave del tutto moderna. Non si tratta della frittata impanata e fritta, ma di quella “spadellata” che le mamme e le nonne napoletane sono solite preparare. Le ricette tradizionali sono rielaborate e gli abbinamenti studiati per ogni tipo di pubblico. Potrete scegliere infatti tra le frittatine classiche, quelle gourmet o le special. Che siate vegetariani, celiaci o vegani, da “Giri di Pasta” il vostro palato avrà solo l’imbarazzo della scelta. E anche i nomi vi divertiranno nell’eleggere la vostra frittatina preferita. La “Scugnizza”, con salsiccia campana e pomodorini del piennolo del Vesuvio; la “Scostumata”, con salsiccia di maiale nero casertano, funghi porcini di Roccamonfina e vino rosso Aglianico; la “Ruffiana”, con polpettine di carne al sugo, caciocavallo di Sorrento a pasta filata e basilico; la “Pescatrice”, con gamberetti saltati, crema di zucchine e prezzemolo; la “Libera” con pasta di ceci, noci, tofu, pomodorini del piennolo del Vesuvio e basilico. Per l’inaugurazione del nuovo locale al Vomero, i titolari hanno pensato ad una frittata ad hoc, la “Sciantosa”, assolutamente particolare: sarete deliziati dal ragù napoletano, olive nere di Gaeta e capperi. Che vogliate fare un break o sedervi per un gustoso aperitivo, da “Giri di Pasta” troverete la location giusta. Gustare una frittata è un po’ come sedersi a tavola con tutta la famiglia riunita. Ecco perché è un locale pensato sia per un aperitivo con gli amici sia per un pranzo o una cena. “Giri di Pasta” al Vomero sarà aperto fino a tarda notte per offrire frittate “notturne” agli amanti della movida. L’obiettivo è promuovere l’identità di una città che cresce, di una Napoli che allarga i suoi confini e promuove le sue eccellenze, non dimenticando però le proprie tradizioni. L’attaccamento al territorio, ai suoi prodotti tipici, sono tra i punti principali della filosofia del format, che predilige infatti ingredienti di altissima qualità, come la pasta di Gragnano, i pomodorini del Piennolo, la ricotta di Montoro, i funghi porcini di Roccamonfina, i limoni di Sorrento, e per finire il nostro vino rosso Aglianico. “Giri di Pasta” è stato insignito della nomination come miglior format innovativo di “Mangia e bevi 2017”, il premio riservato alle eccellenze campane. “Siamo orgogliosi e soddisfatti della riuscita di questo format e abbiamo intenzione di esportare le nostre tradizioni napoletane anche in altre zone d’Italia e, perché no, in Europa”, dichiarano Dario Savarese e Eduardo Manco, i due giovani titolari.

    Ci sono ben 15 diversi gusti da scegliere, che aspettate a provarli?

    SAVE THE DATE 2 marzo alle 18:30 Aperipasta

    Giri di Pasta, via Bernini 12

    www.giridipasta.it

    www.facebook.com/giridipasta-vomero

     

     

  • Corso di degustazione a Roma: la passione per il vino in 7 incontri

    Tra i programmi la tecnica, la geografia, l’analisi sensoriale e degustativa, le tecniche di abbinamento cibo-vino

    Il 6 marzo inizierà a Roma il corso di degustazione del vino ideato da Glu Glu Wine Srl in partnership con l’Unsic (Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori) e l’Enuip (Ente di formazione dell’Unsic). L’iniziativa è rivolta a tutti gli appassionati di vino, che vogliono acquisire una conoscenza più approfondita della materia e ai professionisti del settore che pur non necessitando di corsi professionali, quali quelli per sommelier, sentono il bisogno di approfondire ed acquisire un nuovo approccio al prodotto. A coloro che frequenteranno il corso, suddiviso in sette appuntamenti (due a settimana, l’ultima lezione è prevista per il 27 marzo) sarà rilasciato un attestato di frequenza.

    L’attività formativa si avvarrà della docenza di esperti sommelier. La direzione è affidata al professor Antonio Mazzitelli. sommelier internazionale e membro Fisar, che spiega “Questi corsi costituiscono una realtà positiva per chi ama il vino e rappresentano un vero e proprio percorso di conoscenza. Oltre ad affrontare la parte tecnica e la geografia, dedicano ampio spazio all’analisi sensoriale e degustativa e alle tecniche di abbinamento cibo-vino. Infatti, l’uomo sembra aver ormai perso da tempo uno dei propri sensi, ovvero l’olfatto. L’attività formativa legata al vino è un modo per recuperare se stessi ed i propri sensi, oltre che immergersi in un percorso di conoscenza storica, geografica e gustativa”.

    Il corso verrà riproposto nelle stesso giorno in tre orari diversi, cosicché gli interessati possano scegliere quello più confacente alle proprie esigenze:

    • 1° corso, dalle 14:30 alle 17:00 (dedicato principalmente agli ex alunni delle scuole alberghiere);
    • 2° corso, dalle 17:15 alle 19:45;
    • 3° corso, dalle 20:00 alle 22:30.

    Questa, invece, la struttura e gli argomenti trattati, suddivisi per ogni singola lezione:

    • martedì 6 marzo 2018 – Degustazione attraverso i sensi;
    • giovedì 8 marzo 2018 – Le vinificazioni;
    • martedì 13 marzo 2018 – Viaggio attraverso i vitigni italiani;
    • giovedì 15 marzo 2018 – Viaggio attraverso i vitigni laziali;
    • martedì 20 marzo 2018 – Viaggio attraverso i vitigni internazionali;
    • giovedì 23 marzo 2018 – Tecniche di abbinamento vino e cibo;
    • martedì 27 marzo 2018 – L’olio.

    Per la fine di ogni lezione è prevista la degustazione di due vini diversi.

    L’aspetto del tutto innovativo è la possibilità di iscriversi ai corsi di degustazione di vino anche in modalità e-learning ed in diretta streaming tramite webinar, primi in Italia a prevedere questa modalità per tale tipologia di corso. A scelta, sarà possibile ricevere a casa il kit di bottiglie (ovvero 12 di vino più quelle di olio) degustate durante le lezioni. Sede dei corsi è la sede nazionale Unsic a Roma in via Angelo Bargoni 78, zona Trastevere. Il corso in webinar è stato ideato per permettere anche a chi non vive a Roma o non ha né modo né il tempo per seguire il corso in sede ma intende comunque approfondire la propria passione per il vino. Tramite questa modalità, attraverso le registrazioni, tutti i partecipanti avranno modo di seguire il corso nell’orario che preferiscono senza perdere nemmeno una lezione.

    Per tutti gli interessati al corso e per avere maggiori informazioni circa i costi e le modalità di pagamento, inviare una mail all’indirizzo: [email protected] oppure chiamare al numero +39 329-8341276 e chiedere del dott. Christian Battistoni.

    Per tutti gli appassionati di vino, oltre ai corsi di degustazione di vino, Glu Gu Wine ha creato una nuova app mobile gratuita, grazie alla quale è possibile trovare ed organizzare eventi e degustazioni di vino in tutta Italia. Per scaricarla basta entrare nello store (Apple o Android) e digitare Glu Glu Wine, oppure scaricarla direttamente dal sito, dove troverete in basso il pulsante che vi rimanderà direttamente allo store: www.glugluwine.com

     

    Ufficio Stampa

    Glu Glu Wine

  • Zuppe e vellutate Le Conserve della Nonna: novità assoluta sullo scaffale

    Innovazione nella tradizione delle zuppe e delle vellutate con cinque nuove referenze che sanciscono l’ingresso nello scaffale dei piatti pronti ambient de Le Conserve della Nonna.

    La capacità di innovare nel rispetto della tradizione è da sempre la caratteristica distintiva de Le Conserve della Nonna, che in febbraio arricchisce ulteriormente l’offerta con una nuova linea di zuppe e vellutate a marchio. Sono in tutto cinque le nuove referenze che sanciscono l’ingresso del marchio emiliano nel segmento dei piatti pronti, categoria in forte crescita e con grande appeal sul consumatore contemporaneo:

    –      vellutata zucca, carota e zenzero

    –      zuppa ceci e fagioli azuki

    –      vellutata zucchine, spinaci e finocchio

    –      zuppa fagioli tondini e ortiche

    –      vellutata patate e carote viola

    Cinque ricette preparate con verdure 100% italiane e solo olio extravergine d’oliva, a basso contenuto di grassi e ricche di fibre e proteine vegetali, senza aromi artificiali, glutammato, conservanti, coloranti, olio di palma o altri grassi vegetali idrogenati e senza glutine. Tutte queste caratteristiche si sposano perfettamente con l’attenzione sempre maggiore verso le tendenze salutistiche, rispondono anche alle esigenze di chi sceglie un’alimentazione vegetariana e chi soffre di intolleranza al glutine. Per queste nuove referenze è stato realizzato un packaging molto distintivo: un vaso di vetro scuro ambrato per proteggere tutte le caratteristiche del contenuto dall’ossidazione. Le zuppe e le vellutate sono realizzate senza aggiunta di conservanti, ma hanno una shelf life di due anni e non necessitano di essere tenute in frigorifero prima dell’apertura. Inoltre, il prodotto può essere scaldato versandolo in pentola, ma anche nel microonde o a bagnomaria direttamente all’interno del vaso. Bastano 2/3 minuti per ottenere una vellutata o una zuppa calde, buone come fatte in casa e pronte per essere consumate, magari con la sola aggiunta di crostini di pane. I più pigri, poi, potranno anche mangiarle comodamente dal vasetto grazie all’imboccatura larga che consente l’ingresso del cucchiaio. Quindi, altissimo il contenuto di servizio offerto: queste nuove proposte sono perfette per un pasto veloce, sano, equilibrato e completo sempre disponibile in dispensa, pratiche anche da portare con sé fuori casa o da conservare anche in ufficio. Queste cinque referenze sono già disponibili da febbraio sullo scaffale della grande distribuzione, mentre sono già previste altre proposte di gusti per arricchire la gamma. Un vaso contiene 525 ml di prodotto (2 porzioni) e il prezzo consigliato è di 2,98 €.

    Gruppo Fini SpA Sede sociale: Via Confine, 1583 41017 Ravarino (MO); Amministrazione: Via Albareto, 211 41122 Modena [email protected] – www.nonsolobuono.it

    Ufficio Stampa – Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200 – Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 [email protected]

  • Matrimonio stile Giapponese a Villa Marta Roma

    Negli ultimi anni, specialmente in Italia, ha preso molto piede la cucina Giapponese e l’inconfondibile stile orientale. Sicuramente vi sarà capitato anche a voi di uscire il sabato sera e di andare in qualche ristorante “Nihon no”. Proprio per questo oggi vi propongo un Matrimonio Japan-Style.

    Cominciamo dall’inizio, il vero biglietto da visita del vostro matrimonio è dato dalla “Partecipazione”. Alcuni ritengono sia un’idea ormai superata ma io personalmente credo non debbano mancare, anche perché già dalle partecipazioni i vostri invitati intuiranno il tema del vostro ricevimento. Altro dettaglio non meno importante è la creazione del Tableau. Qui potrete sbizzarrirvi con le idee che più vi piacciono come ad esempio mettere i nomi dei Manga e film giapponesi o i nomi delle pietanze più famose.

    Per quanto riguarda il tovagliato vi consiglio di orientarvi su colori come il rosa cipria che ricorda i favolosi ciliegi del Giappone o altrimenti vi consiglierei di utilizzare il bianco e il rosso che ricordano i colori di una perfetta “Geisha”. Uno dei momenti più attesi da tutti gli invitati è senza dubbio quello del pranzo o della cena. Il menù di Villa Marta già prevede un buonissimo e coreografico Buffet Giapponese che si accosta perfettamente ai nostri tipici buffet di Salumi e Formaggi nostrani, cosi da dare al cliente una molteplice scelte di gusti ed accontentare tutti i tipi di palati. Alcuni esempi di piatti Giapponesi molto conosciuti da inserire nel buffet giapponese potrebbero essere: il Sushi, il Sashimi, Ramen e Okonomiyaki o per i più curiosi andare ad eplorare i piatti tipici di strada e magari nel frattempo ascoltare un po’ di musica soft naturalmente “Made in Japan”. La Location di Villa Marta gestita dal magnifico Team della “Tessitore Ricevimenti” sarà lieta di rendere il giorno del vostro matrimonio indimenticabile.

    Villa Marta – Villa matrimonio Roma

    Via Tommaso Traetta 141, 00124 Roma

    Tel 06 50934514

    http://www.tessitorericevimenti.it

  • Scuola per cuochi/chef Congusto Gourmet Institute

    La scuola per cuochi/chef Congusto Gourmet Institute si trova nella zona Dergano-Bovisa di Milano, raggiungibile facilmente con i mezzi pubblici. La scuola Congusto propone corsi adatti per chi vuole intraprendere questa carriera ma non ha alle spalle un consistente bagaglio di esperienza maturata nel settore o per aspiranti professionisti della ristorazione.

    La scuola di cucina Congusto vanta la più grande concentrazione di spazi formativi in ambito culinario a Milano, con 7 aule didattiche completamente attrezzate con macchinari all’avanguardia. Gli studenti passeranno la maggior parte del tempo anche in ristoranti, hotel e strutture partner dove dovranno mettersi alla prova in un ambiente di ristorazione reale. Si estende su 1500 metri quadrati divisi in diverse zone e offre diverse possibilità, dalla formazione tradizionale ai workshop, gli eventi e le presentazioni.

    Nel 2015 la scuola di cucina Congusto Gourmet Institute dà il via a corsi di cucina italiana per stranieri, riceve l’accreditamento dalla Regione Lombardia e amplia la sede. Congusto diventa il primo campus per le discipline gastronomiche.

    Il Presidente della scuola per cuochi/chef Congusto, nel 2018 festeggia 15 anni di fondazione del brand, è Federico Lorefice, imprenditore ed esperto di gastronomia con esperienza ventennale nel settore della ristorazione. Il coordinatore didattico è Roberto Carcangiu, Chef e Presidente dell’Associazione Professionale Cuochi Italiani.

    Scuola per cuochi/chef: perché scegliere Congusto?

    • Esperienza
    • Eccellenza accademica
    • Reputazione
    • Certificazioni riconosciute
    • I nostri corsi si rifanno alla tradizione e all’innovazione
    • Networking
    • Campus
    • Formazione con periodo di tirocinio presso prestigiose strutture
    • Modularità / Tempi
    • Orientamento al lavoro

    Il Gourmet Institute propone stage formativi di 60/90 giorni presso strutture partner della scuola, un’esperienza per lavorare a stretto contatto con professionisti del settore.

    I requisiti per accedere ai corsi professionali della nostra scuola per cuochi/chef sono innanzitutto un diploma di scuola superiore o istituto alberghiero, un titolo universitario, una breve esperienza lavorativa nel settore della ristorazione. Nel caso in cui non venga soddisfatto uno di questi requisiti bisognerà prima frequentare il corso base di cucina.