Categoria: Economia e Finanza

  • Alessandro Noceti, l’intervista: l’impegno di Valeur Group nel coniugare finanza e sostenibilità

    Il Rhino Bond è “uno strumento finanziario innovativo e unico che rappresenta un importante cambiamento nel modello di finanziamento della conservazione”: la vision di Alessandro Noceti, Direttore di Valeur Capital e Valeur Securities, in un’intervista rilasciata a Class CNBC.

    Alessandro Noceti

    Alessandro Noceti: l’importanza di promuovere iniziative a favore dell’ambiente e della tutela degli animali

    L’attenzione di Valeur Group per le tematiche ambientali è emersa anche nell’intervista rilasciata da Alessandro Noceti recentemente a Class CNBC: “Come Gruppo siamo sempre molto vicini alle tematiche ambientali e di tutela degli animali, sia indirettamente che direttamente tramite la nostra Valeur Foundation, che si impegna per conseguire obiettivi etici”, ha sottolineato il Direttore di Valeur Capital e Valeur Securities parlando dell’investimento nel Wildlife Conservation Bond. “Il titolo obbligazionario ci ha attirato perché emesso da un’emittente sovranazionale tripla A, con un rischio di credito contenuto e quindi di natura non speculativa”, ha spiegato nell’intervista Alessandro Noceti evidenziandone il carattere di “strumento finanziario innovativo e unico”: noto come Rhino Bond, è infatti stato lanciato dalla World Bank nell’ottica di supportare i rinoceronti neri e le comunità locali nell’Addo Elephant National Park e nella Great Fish River Nature Reserve in Sud Africa.

    Alessandro Noceti: il profilo formativo e professionale

    È attivo da oltre dieci anni nel settore finanziario Alessandro Noceti: oggi Responsabile della Distribuzione di Valeur Group, società indipendente specializzata in asset management, advisory, risk management, trading, strutturazione di fondi di investimento e real estate, ha lavorato anche in Credit Suisse International Investment Banking prima nel ruolo di Analyst – Equity and Fixed Income Derivatives Sales e successivamente in qualità di Associate con responsabilità nella copertura commerciale per la clientela italiana retail e istituzionale. Dal 2012 Vice Presidente, arriva a ricoprire nel 2015 il ruolo di Direttore con responsabilità nella copertura commerciale per il cluster italiano dei Fondi Pensione. Lo stesso anno entra in Valeur Group: Direttore di Valeur Capital Ltd (Londra), entità specializzata in asset management e strutturazione di soluzioni d’investimento, dal 2019 nello stesso ruolo guida Valeur Securities SA (Pfäffikon, Svizzera), efficiente piattaforma di trading con esteso accesso al mercato. Alessandro Noceti si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia: ha conseguito inoltre un Master in European Business Studies presso la ESCP-EAP European School of Management (Londra/Torino).

  • Fincantieri: un futuro più green e digitale con il Piano Industriale 2023-2027

    Fincantieri: “Per noi la sostenibilità non è solo un’opportunità ma una vera e propria missione di rappresentare un modello di eccellenza nel mondo”.

    Fincantieri

    Nave Digitale e a Zero Emissioni: la vision e l’impegno di Fincantieri

    Il futuro di Fincantieri continuerà a parlare di transizione ecologica e digitalizzazione. Lo sancisce il Piano Industriale 2023-2027 che il Consiglio d’Amministrazione ha approvato lo scorso dicembre. Distintività e sostenibilità ne sono i principali tratti distintivi, come ha ricordato anche l’AD Pierroberto Folgiero sottolineandone il valore. Uno dei cinque pilastri della Strategy guarda in particolare al raggiungimento di un target di notevole rilievo: diventare pionieri nel settore delle navi a Zero Emissioni. D’altronde l’attenzione di Fincantieri per la sostenibilità e l’impegno messo in campo si riflette anche nei numerosi progetti su cui è al lavoro. Tra questi l’applicazione a bordo nave di nuove tecnologie di propulsione (nuovi motori a combustione interna e celle a combustibile) e nuovi carburanti (LNG, metanolo, ammoniaca e idrogeno) facendo leva su competenze e capacità produttive già consolidate in-house.

    Fincantieri: commitment industriale alla strategia di sostenibilità

    La strategia integrata di sostenibilità di Fincantieri punta a coniugare crescita del business e solidità finanziaria con sostenibilità sociale e ambientale e a creare valore nel lungo periodo. Il Piano Industriale 2023-2027 identifica in particolare le diverse aree in cui si orienta l’impegno a favore della sostenibilità: innanzitutto si punta a potenziare la salvaguardia del patrimonio di competenze, promuovendo la crescita e la valorizzazione costante del capitale umano in un ambiente inclusivo ed internazionale. In secondo luogo, a identificare una roadmap per rispondere proattivamente alle regolamentazioni sempre più stringenti e offrire ai clienti soluzioni innovative per il raggiungimento dell’obiettivo di Net Zero. Infine, Fincantieri guarda a un aumento della competitività, attraverso un miglioramento costante dell’efficienza e della sicurezza e mantenendo standard di eccellenza in tutta la filiera di fornitura.

  • Marco Nicola Domizio: quando legalità e gestione dei rifiuti vanno di pari passo

    Per molti imprenditori la tutela dell’ambiente è diventata oggi un tema di fondamentale importanza, soprattutto nel settore della gestione dei rifiuti. La visione di Marco Domizio, fondatore di Ares Ambiente.

     Marco Domizio

    Marco Nicola Domizio: una corretta gestione dei rifiuti per tutelare ambiente e persone

    Incorrere in un’imprecisa interpretazione delle normative in materia di rifiuti, significa non realizzare la tutela delle persone e dell’ambiente, che le normative e i principi delle direttive europee mirano a salvaguardare”. Lo ha dichiarato Marco Domizio, fondatore dell’azienda specializzata nel servizio di intermediazione di rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati Ares Ambiente. Troppo spesso i concetti di legalità e smaltimento dei rifiuti non sembrano andare di pari passo: da qui ne conseguono effetti nocivi non solo per l’ambiente, ma anche per le persone stesse. Nonostante ciò, oggi sono numerosi gli imprenditori che, attraverso scelte mirate, si confermano sensibili e attenti alle tematiche green. Tra questi anche Marco Nicola Domizio che nel 2008, dopo aver maturato una comprovata esperienza nel settore ambientale e aver partecipato a importanti progetti, ha dato vita ad Ares Ambiente. Grazie all’impegno dimostrato, la società di intermediazione dei rifiuti è stata premiata con il punteggio massimo nel Rating di Legalità concesso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

    Marco Domizio: “Offriamo una gestione del rifiuto conforme alle normative vigenti

    Gli intermediari nella gestione dei rifiuti, in quanto figure specializzate iscritte all’Albo Gestori Ambientali e valutati quindi idonei a svolgere la propria attività solo a seguito di apposita autorizzazione, sono tenuti a garantire la corretta attuazione delle normative nell’intero ciclo di gestione del rifiuto. Un obbligo, tuttavia, non sempre rispettato. Vista la persistenza di comportamenti poco congrui, Marco Nicola Domizio si è impegnato affinché dalla società da lui guidata trasparisse un codice etico solido in cui si concretizzano modelli di comportamento esemplari capaci di garantire la correttezza e trasparenza nella gestione degli affari e delle attività aziendali. “In Ares Ambiente – ha commentato – offriamo la gestione del rifiuto, applicando la legislazione vigente, con aggiornamento costante e indirizzando l’operato dei nostri clienti, affinché il rifiuto venga trattato, fin dalla sua origine, nelle modalità previste dalle normative”. Il rispetto del codice etico è oggi imprescindibile per un’efficace politica di prevenzione del rischio-reato da cui deriva il buon funzionamento, l’affidabilità e la reputazione della società stessa.

  • Claudio Descalzi: “L’Europa e la guerra”, il confronto a Palazzo Borromeo con l’AD di Eni

    È fondamentale per l’Europa la collaborazione con l’Africa: l’intervento dell’AD di Eni Claudio Descalzi all’incontro organizzato presso la Santa Sede dall’Ambasciata d’Italia in collaborazione con la rivista di geopolitica “Limes” e i media vaticani.

    Claudio Descalzi

    L’AD di Eni Claudio Descalzi all’incontro “L’Europa e la guerra: dallo spirito di Helsinki alle prospettive di pace”

    L’AD di Eni Claudio Descalzi è intervenuto lo scorso 13 dicembre all’incontro “L’Europa e la guerra: dallo spirito di Helsinki alle prospettive di pace” organizzato dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, in collaborazione con la rivista di geopolitica “Limes” e i media vaticani. Per discutere di quali siano le vie concrete e percorribili attraverso cui ridare spazio al dialogo in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, segnato da tensioni geopolitiche, pandemia, crisi economica ed energetica, sono intervenuti il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Francesco di Nitto, il Direttore Editoriale dei Media vaticani Andrea Tornielli e il Direttore della Rivista “Limes” Lucio Caracciolo unitamente all’AD di Eni. La guerra, ha osservato Claudio Descalzi, ha colto l’Europa nel suo momento più debole: “È scarica di energia e piena di competitività interna. Ha dei tassi d’interesse in crescita e un’industria che, rispetto ai partner, paga otto volte la sua energia. Stiamo correndo il rischio di dimenticarci di questa guerra a causa delle sanzioni, correttissime, che però stanno indebolendo la struttura interna europea. L’Europa è sola”.

    Claudio Descalzi: il cambiamento climatico una guerra da non dimenticare

    L’Europa, ha spiegato nel suo intervento l’AD Claudio Descalzi, è “la sola che sta subendo il peso delle sanzioni e che sta lottando davvero per il cambiamento climatico, una guerra da non dimenticare”. Dall’altra parte invece “c’è l’Africa, che sta pagando altre conseguenze incredibili di questa guerra sul piano energetico ma soprattutto alimentare”. Interrogandosi quindi su come poter costruire un nuovo e più giusto sistema di relazioni internazionali, l’AD di Eni ha sottolineato il valore di “leader con visione e con spiritualità”. La Grande Europa deve pensare di essere debole, ha ribadito Claudio Descalzi: “Dobbiamo renderci conto della nostra debolezza, fare un atto di umiltà. Questo momento di consapevolezza ci deve far diventare visionari verso chi è più debole. Ad esempio, l’Africa. L’Africa e l’Europa sono due grandi entità simili. Siamo deboli. Ma loro lo sanno, noi no. E se riusciamo a creare solidarietà, aiutando sé stessa l’Europa aiuterà anche l’Africa”.

  • Il Tyrrhenian Link di Terna finanziato dalla Banca Europea per gli Investimenti per 1,9 miliardi

    Terna: un nuovo passo in avanti verso la realizzazione del Tyrrhenian Link, “il più importante progetto al mondo di trasmissione di energia elettrica sotto il mare”, come osservato dall’AD e DG del Gruppo Stefano Donnarumma.

    Terna

    Terna e BEI insieme per il Tyrrhenian Link

    La Banca Europea per gli Investimenti finanzierà circa il 50% del costo totale del Tyrrhenian Link. È quanto si apprende da una nota rilasciata da Terna, società che gestisce la rete di trasmissione di energia elettrica in Italia, che ha comunicato l’avvenuta sottoscrizione di un contratto di finanziamento con la BEI per un importo di 500 milioni di euro. Si tratta della prima tranche dell’ammontare complessivo approvato a servizio del Tyrrhenian Link, pari a 1 miliardo e 900 milioni. “Siamo particolarmente soddisfatti che la Banca Europea per gli Investimenti abbia riconosciuto la strategicità del Tyrrhenian Link, un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza del sistema elettrico del nostro Paese”, ha commentato Stefano Donnarumma, AD e DG di Terna: “Il Tyrrhenian Link è il più importante progetto al mondo di trasmissione di energia elettrica sotto il mare, un’opera di eccellenza ingegneristica italiana che consentirà di accelerare in maniera determinante lo sviluppo delle fonti rinnovabili”.

    Tyrrhenian Link di Terna: i dettagli del progetto

    Il Tyrrhenian Link collegherà la Sicilia con la Sardegna e la penisola italiana attraverso un doppio cavo sottomarino di circa 970 chilometri e 1.000 MW di potenza in corrente continua: un’opera strategica per contribuire allo sviluppo delle fonti rinnovabili e ad accrescere ulteriormente l’affidabilità della rete e la sicurezza energetica. Nello specifico, il contratto di finanziamento da 500 milioni di euro sottoscritto da Terna con la BEI è destinato a supportare la costruzione e messa in esercizio del “Ramo Est” – il cui primo cavo sarà operativo a fine 2025 – per collegare la Sicilia alla Campania. Il “Ramo Ovest” unirà, invece, la Sicilia alla Sardegna. L’opera di Terna, a regime nella sua interezza nel 2028, comporterà un investimento totale di circa 3,7 miliardi di euro, con 250 imprese coinvolte e importanti ricadute per i territori. Nell’ambito del progetto anche un centro di eccellenza per lo sviluppo delle competenze tecnologiche e digitali – il Tyrrhenian Lab – che formerà oltre 150 figure di elevata professionalità in collaborazione con le Università di Cagliari, Palermo e Salerno.

  • Fincantieri al lavoro sulla nuova nave oceanografica per l’Istituto Idrografico della Marina

    Fincantieri costruirà la nuova nave oceanografica maggiore della Marina Militare, l’AD e DG Pierroberto Folgiero: riconosciuta “la capacità distintiva di un Gruppo come il nostro”.

    Fincantieri

    La nuova unità Navale Idro-Oceanografica Maggiore (N.I.O.M.) di Fincantieri: i dettagli del progetto

    Fincantieri, nell’ambito di un bando comunitario per il settore della Difesa e Sicurezza, ha firmato con il Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti – Direzione degli Armamenti Navali (NAVARM) il contratto per la realizzazione di una nuova unità Navale Idro-Oceanografica Maggiore (N.I.O.M.): destinata all’Istituto Idrografico della Marina, sarà consegnata nel 2026 presso il cantiere integrato di Riva Trigoso-Muggiano. Il progetto del valore complessivo di circa 280 milioni di euro comprende inoltre i servizi di supporto logistico integrato e di temporary support per la durata di sei anni più quattro in opzione. L’unità è stata concepita con la massima attenzione verso gli aspetti green, a riprova dell’impegno trasversale a favore della sostenibilità sancito anche nel Piano 2023-2027 di Fincantieri: rientrano tra le sue principali caratteristiche infatti le tecnologie per il contenimento delle emissioni, una propulsione diesel-elettrica per ottimizzare consumi, forme di carena funzionali alla riduzione della resistenza all’avanzamento e l’utilizzo di materiali environment-friendly. E anche il processo produttivo si inserisce in questo percorso, in particolare per quanto riguarda il presidio dei sistemi di gestione ambientale, testimoniato dalla conformità alla norma internazionale ISO 14001 del cantiere integrato di Riva Trigoso-Muggiano, nonché da tutti gli altri i siti italiani del Gruppo.

    Innovazione tecnologica, sostenibilità e sicurezza nella nuova unità navale progettata da Fincantieri

    Siamo fieri che il primato tecnologico di Fincantieri si affermi ancora una volta in un ambito come quello scientifico, che richiede capacità specialistiche peculiari” ha commentato l’AD e DG Pierroberto Folgiero. “L’unità dovrà essere in grado di operare garantendo elevate performance in ogni condizione meteo marina. Questo richiederà l’integrazione di molti sistemi complessi, capacità distintiva di un Gruppo come il nostro, che non solo realizza piattaforme all’avanguardia come le navi militari ma può contare sulla sinergia tra mondo naval e mondo offshore nello sviluppo di sistemi di controllo avanzati”. Ulteriore key driver della nave sarà il tema di Health&Safety che per Fincantieri significa garantire al personale che opererà all’interno dell’unità navale i massimi standard di sicurezza: in quest’ottica è stato sviluppato un approccio proattivo finalizzato a identificare, anche in cooperazione con un parco fornitori di primo livello, le migliori soluzioni tecniche per soddisfare a pieno i requisiti operativi del cliente. Il programma di rinnovamento delle unità navali del servizio idrografico della Marina è parte di un innovativo progetto di respiro europeo che coinvolge anche il Ministero della Difesa: nel 2020 la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) avevano sottoscritto un accordo di finanziamento per supportare la costruzione della nave oceanografica maggiore nonché di due unità più piccole che andranno ad operare nel Mediterraneo.

  • Musumeci SPA chiude con il miglior fatturato dal 2003

    Il printing atelier con sede ad Aosta torna a registrare una crescita importante, superando i dati pre pandemia e confermando la strategia commerciale di ingresso nei mercati extra europei del lusso. Nuove professionalità, specializzazione e sostenibilità ambientale e dei processi produttivi alla base della crescita aziendale.

    Cresce del 35% il fatturato e del 15% l’EBIDTA[1] di Musumeci S.p.A., il printing atelier con sede ad Aosta, che registra i dati migliori rispettivamente dal 2003 e dal 2013, guardando, per il 2023, al consolidamento dei mercati extra europei e allo sviluppo dell’ambito packaging, in particolare per il settore della cosmesi di lusso.

     

    Il dato del 2022 è un passaggio importante a conferma degli sforzi di ammodernamento e innovazione mirati a trasformare l’azienda aostana da esclusivo atelier di stampa a realtà capace di gestire un progetto nella sua totalità, dall’ideazione alla stampa. Un processo one-stop solution, in sinergia con la società sorella Genoud Arts Graphiques di Losanna, fondato sulla capacità di fornire una vasta gamma di servizi e beni correlati in un unico luogo gestendo, da qualsiasi prospettiva, le esigenze progettuali dei clienti con la massima qualità e il prestigio che contraddistinguono il printing atelier.

     

    “Competenza e creatività sono le due colonne portanti del cambiamento. L’innovazione di Musumeci e la sua carica rinnovatrice segnano un nuovo passo confermato dai numeri di andamento che risultano in crescita nonostante le difficoltà del momento – afferma Michele Biza, amministratore unico di Musumeci S.p.A. e di Genoud Arts Graphiques di Losanna.

     

    Un’evoluzione che ha visto l’ingresso di figure specializzate nella realizzazione foto e video digitale, e nella produzione nei due settori principali che segnano anche la presenza dell’azienda in nuove nicchie di mercato: l’editoria – anche nel bacino Medio Orientale – e il packaging nel Nord America. Senza tuttavia dimenticare il mercato italiano, ora seguito più da vicino con l’apertura di un ufficio commerciale nell’hinterland milanese.

     

    “Questi due settori risultano oggi trainati non solo a livello economico, ma anche come drivers di sviluppo imprenditoriale. La collaborazione con realtà internazionali ci consente di migliorare ogni giorno il nostro approccio al lavoro cogliendo le sfide del settore e mettendo in atto nuove strategie di sostenibilità ambientale e dei processi produttivi. Un trend che intendiamo consolidare e incrementare quest’anno” – conclude Biza.

     

    Proprio la sostenibilità ambientale a chiudere il bilancio aziendale che guarda al 2023 con la gestione della produzione e dell’approvvigionamento di materie prime di qualità in collaborazione con altri Paesi, più vicini ai mercati di sbocco, con l’obiettivo di diminuire la carbon footprint mantenendo il pregio della materia prima e della sua lavorazione.

     

  • Municipia S.p.A.: Digital Transformation dei Comuni, l’importanza di una vision a lungo termine

    Municipia S.p.A., il presidente Stefano De Capitani: “L’avvento dei fondi PNRR contribuisce al processo di digitalizzare l’Italia ma si sta aprendo un tema importante per i Comuni, ovvero i successivi costi di gestione dei servizi”.

    Municipia S-p.A.

    Municipia S.p.A.: nell’ultimo anno un’accelerazione della trasformazione digitale delle città italiane

    Il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani ne aveva parlato anche lo scorso 30 novembre intervenendo a Firenze nell’ambito dell’incontro organizzato per ‘Le città possibili’, l’iniziativa che la società del Gruppo Engineering porta avanti insieme a Fondazione Italia Digitale per approfondire i temi legati al digitale nella trasformazione urbana. “Ci sono stati grandi progressi nell’evoluzione digitale delle città”. D’altronde anche ICity Rank, rapporto annuale sulle Smart City in Italia, ne certifica la crescita nel corso degli ultimi 12 mesi. E “il PNRR sta contribuendo a questo processo attraverso una spinta operativa ed economica”: bisogna però dire che se si guarda all’intero territorio nazionale non si può parlare ancora di uno sviluppo omogeneo. Il Paese non viaggia alla stessa velocità in termini di innovazione.

    Municipia S.p.A.: Digital Transformation nei Comuni, necessario garantire la sostenibilità dei servizi negli anni a venire

    Nel corso dell’evento di Firenze, il presidente di Municipia S.p.A. aveva sottolineato come tale disomogeneità dipenda “dal focus delle varie amministrazioni, da quanto i decisori locali credono nell’utilità della digitalizzazione”. Stefano De Capitani aveva inoltre evidenziato un tema particolarmente importante: i costi successivi di gestione dei servizi realizzati attraverso gli investimenti pubblici. Per quanto il PNRR contribuisca ad accelerare “questa trasformazione intelligente dei centri urbani”, rappresentano “solo il calcio d’inizio” perché è necessario “garantire la sostenibilità di questi servizi negli anni a venire”: non si può infatti pensare alla trasformazione di un servizio pubblico in senso digitale “e poi immaginarsi che questo stesso servizio muoia un anno dopo”. Come insegna anche l’esperienza maturata da Municipia S.p.A. in anni di attività al fianco degli Enti locali nello sviluppo di progetti di Digital Transformation, la soluzione più efficace per “garantire maggiore efficienza e ritorni economici sui territori” è nella collaborazione fra realtà pubbliche e private con l’obiettivo condiviso di creare “spazi smart funzionali alla gestione della complessità dell’ambito socio-economico e ambientale delle città, favorendo inclusione, resilienza, sostenibilità evoluta dell’impianto del contesto cittadino”.

  • Francesco Starace: Enel e Fondazione Symbola, il punto sulla mobilità elettrica in Italia

    Fondazione Symbola ed Enel presentano “100 Italian E-Mobility Stories 2023”: energie e talenti protagonisti di “una tra le filiere più innovative e dinamiche del Paese”, evidenzia Francesco Starace.

    Francesco Starace

    Francesco Starace: E-mobility, 100 storie di eccellenze del Made in Italy nel report di Fondazione Symbola, Enel ed Enel X Way

    La mobilità sta entrando in una nuova era, più sostenibile ed efficiente: Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, ha spiegato con quali ricadute lo scorso 11 gennaio nel corso dell’evento di presentazione di “100 Italian E-Mobility Stories 2023”, lo studio di Fondazione Symbola, Enel e Enel X Way giunto alla quarta edizione che, nel raccontare e premiare le 100 storie di eccellenza protagoniste di questa nuova era della mobilità, fotografa lo stato di salute del settore. “La strada del cambiamento è tracciata come dimostrano i numeri e i progetti di alcune delle più importanti eccellenze presenti nel volume: imprese, centri di ricerca, università e associazioni che con talento e passione sviluppano soluzioni tecnologiche all’avanguardia per la mobilità elettrica, una tra le filiere più innovative e dinamiche del Paese”, ha commentato in merito Francesco Starace. Dal design alla produzione manifatturiera dei veicoli fino all’infrastruttura di ricarica e alla componentistica alle batterie: ognuno nel proprio ambito d’attività si è impegnato concretamente per lo sviluppo di una nuova forma di mobilità che contribuisce “a creare un’economia e una società più a misura d’uomo e per questo con ampie prospettive di crescita, in linea con i principi del Manifesto di Assisi”. L’evento ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Ermete Realacci, Presidente di Fondazione Symbola, ed Elisabetta Ripa, CEO di Enel X Way.

    Francesco Starace: il processo di elettrificazione è trasversale e coinvolge più settori

    Dallo studio, come sottolineato anche dall’AD Francesco Starace, emerge come la trasformazione della mobilità stia portando interessanti opportunità per l’Italia. È necessario però saperle cogliere: “Il panorama industriale della E-mobility si sta ampliando. C’è grande vitalità in tutto l’indotto italiano e sta continuando a manifestarsi in un settore che dopo 100 anni possiamo dire ha raggiunto una fase di maturità”, ha spiegato l’AD di Enel rifacendosi ai numeri indicati nel report. Nel mondo circolano attualmente quasi 20 milioni di veicoli elettrici per passeggeri, 1,3 milioni di mezzi elettrici commerciali e oltre 280 milioni di ciclomotori, scooter e motocicli elettrici. Le stime recenti prevedono al 2030 una quota di mercato globale per le auto elettrificate superiore al 50%, trainato dalle tecnologie Battery Electric Vehicle. I mercati principali sono la Cina e l’Europa: quest’ultima nel 2021 ha registrato un aumento del 65,7% delle immatricolazioni di auto elettriche o a bassissime emissioni (Ecv) rispetto al 2020. E a dicembre le vendite di veicoli elettrici hanno superato per la prima volta quelle delle autovetture a diesel. In questa transizione l’Italia può giocare un ruolo di primo piano e a più livelli. Inoltre, come ha ricordato Francesco Starace, il processo di elettrificazione è trasversale e coinvolge più settori: “Con l’aumentare delle auto elettriche in strada ci saranno anche nuove esigenze industriali sia in termini di produzione manifatturiera e meccanica, sia di generazione di energia elettrica pulita, sia in chiave chimica per i sistemi di accumulo. La stessa rete elettrica cambierà per far fronte al numero crescente di nuovi veicoli elettrici in arrivo sulle nostre strade. Gli investimenti sulle batterie cresceranno, per ridurre il peso e aumentare le prestazioni, aumentando l’efficienza e la sostenibilità. Le batterie elettrificheranno non solo l’industria, ma molti settori economici nel prossimo futuro”.

  • Rincaro bollette, Luciano Castiglione: “Individuare soluzioni strutturali”

    “Il rincaro bollette è figlio delle dinamiche della politica internazionale e delle scelte fatte dall’Unione Europea”. L’articolo di Luciano Castiglione.

    Luciano Castiglione

    Luciano Castiglione, il tema del rincaro bollette

    Il rincaro delle bollette di luce e gas continua a essere uno dei temi di maggiore attualità su cui è ormai focalizzata l’attenzione dell’opinione pubblica. “L’andamento dei costi del gas naturale, e di conseguenza dell’energia elettrica è figlio delle dinamiche della politica internazionale (rapporti Russia/UE, Cina/Russia, Russia/USA) da un lato e delle scelte fatte dalle UE nel corso degli ultimi anni dall’altro”. Lo ha dichiarato Luciano Castiglione in un articolo pubblicato sul suo blog. Il rincaro delle bollette di luce e gas non è quindi da imputare al green deal, alla spinta verso le rinnovabili o ai movimenti d’opinione. A gravare sull’incremento dei prezzi, ha spiegato, è invece “la mancanza di una visione organica degli approvvigionamenti energetici europei ed il continuo procedere in ordine sparso delle Nazioni per affrontare un tema così delicato e onnicoinvolgente”.

    Luciano Castiglione: “Identificare soluzioni strutturali

    Ad oggi sono state proposte soltanto “soluzioni tampone”, ha spiegato Luciano Castiglione, con l’obiettivo di “evitare che tutto il peso di queste scelte (e delle non-scelte) ricada interamente sulle bollette degli imprenditori italiani”. Tali interventi risultano però essere piuttosto vani: da qui la necessità di identificare “soluzioni strutturali” capaci di contribuire attivamente a “rendere il futuro più solido”. Ma come rendere l’Unione Europea meno dipendente dal metano? “Solo una ferma volontà politica finalizzata a riequilibrare il mix energetico europeo potrà farci uscire dal tunnel velocemente”. Per evitare che si generino altri tunnel, ha aggiunto Luciano Castiglione, l’Europa deve pertanto realizzare contemporaneamente una “pluralità di scelte senza alcuna preclusione dogmatica”.

  • Maurizio Tamagnini (FSI): Missoni, mercati esteri e diversificazione i pilastri del nuovo corso

    Positive le stime per il 2022, con i ricavi che superano i livelli pre-pandemia. A promuovere lo sviluppo del noto marchio di moda FSI, il Fondo guidato da Maurizio Tamagnini.

    Maurizio Tamagnini: l’impegno di FSI nella recente evoluzione di Missoni

    Risale a giugno 2018 l’ingresso di FSI nel capitale di Missoni, la storica casa di moda fondata da Ottavio e Rosita. L’operazione voluta dalla realtà fondata da Maurizio Tamagnini nasce con uno scopo ben preciso: promuovere la crescita aziendale del marchio attraverso lo sviluppo nel canale retail, l’espansione nei mercati USA e Cina e il consolidamento delle vendite online. Oggi, a distanza di quattro anni, il percorso di rilancio sembra dare i suoi frutti: secondo le stime, Missoni chiuderà il 2022 con 115-120 milioni di ricavi, superando così il fatturato netto pre-pandemia. Fino al 2025 il trend è destinato a continuare, con il Gruppo che prevede di arrivare gradualmente a 150 milioni. Un trend merito non solo degli investimenti messi in campo dal Fondo guidato da Maurizio Tamagnini, ma anche della profonda trasformazione avvenuta con il passaggio dalla matrice familiare ad un modello manageriale.

    Maurizio Tamagnini: Missoni, internazionalizzazione e diversificazione le leve della nuova strategia

    Simbolo del nuovo corso di Missoni è Livio Proli, Amministratore Delegato e principale artefice dell’accelerazione del Piano Strategico 2020-2025. Cresciuto professionalmente in Armani, Proli è stato scelto da Maurizio Tamagnini per guidare l’espansione dell’iconico brand dopo gli anni complessi della pandemia. Sviluppo che punta principalmente al mercato asiatico e a quello statunitense. Due i nuovi negozi aperti in Cina nell’ultimo anno, ai quali si aggiungono un outlet e un punto vendita elettronico su Tmall. Nel 2023 è previsto invece il rilancio nei mercati giapponese e coreano. Cruciale il ruolo dell’innovazione, sia a livello di prodotto che di digitalizzazione dei processi. Tra gli obiettivi del Piano anche il rafforzamento della squadra dedicata alle vendite online. Lato offerta l’azienda punta sulla diversificazione, promuovendo un vero e proprio stile di vita di lusso Missoni. Un esempio è il progetto Missoni Resort Club, con la prima struttura allestita questa estate in Liguria: “Abbiamo un progetto analogo per le Maldive e poi in tutto il mondo – ha spiegato l’AD Livio Proli – prevediamo di aprire 20 resort entro la fine del 2023”.

  • Italgas adotta Piano Di Creazione di Valore Sostenibile: il commento del CEO Paolo Gallo

    Da Italgas azioni concrete e target ambiziosi a beneficio di stakeholder e territori. Paolo Gallo: “Miope considerare la sostenibilità come concetto astratto”.

    Paolo Gallo

    “Costruttori di Futuro”, i dettagli del Piano e le dichiarazioni dell’AD Paolo Gallo

    Il Consiglio di Amministrazione di Italgas ha dato il via libera lo scorso dicembre al Piano di Creazione di Valore Sostenibile 2022-2028. “Costruttori di futuro” – questo il nome scelto dal Gruppo – è stato presentato a Milano dall’Amministratore Delegato Paolo Gallo. Il documento offre una disamina delle azioni concrete che Italgas intende mettere in campo a beneficio di stakeholder e territori in cui opera, nonché dei target ambiziosi da raggiungere al 2028. Ad affiancare il Piano anche il report “Driving innovation for energy transition”, un approfondimento dedicato al rapporto tra le attività di Italgas e gli impatti legati al cambiamento climatico in considerazione delle raccomandazioni della Task Force on Climate-Related Financial Disclosure (TCFD). Entrambi i documenti sono perfettamente in linea con il percorso di sostenibilità tracciato da Italgas con il Piano Strategico, che vede tra gli obiettivi principali la Net Zero Carbon al 2050: “Per anni – ha dichiarato Paolo Gallola sostenibilità è stata considerata un concetto quasi astratto, rispetto al quale adeguare strategie e obiettivi aziendali ma senza una correlazione diretta a uno sviluppo reale”.

    Paolo Gallo: “Sostenibilità principale driver per la net zero economy

    Una visione miope e distante – ha aggiunto l’AD di Italgas – da quell’idea di azioni e interventi concreti che fanno della sostenibilità il principale driver per raggiungere il traguardo della net zero economy”. Pianeta, persone e partnership sono i tre i pilastri della nuova strategia illustrata da Paolo Gallo, e per ciascuno sono previste linee d’azione, target misurabili e risultati attesi nel medio e nel lungo periodo. Innovazione, sviluppo di competenze, economia circolare, diversità e inclusione i principali alleati per raggiungere gli obiettivi prefissati, con la sostenibilità nel ruolo di faro guida: “I due nuovi documenti vanno proprio in questa direzione: fornire una mappa di dettaglio entro cui muoverci secondo coordinate precise e traguardi intermedi”, ha commentato Paolo Gallo. Uno dei principali traguardi di Italgas al 2028 riguarda la realizzazione di un network al 100% hydrogenready. Contemporaneamente, il Gruppo sarà impegnato nella produzione di 200 tonnellate di idrogeno grazie all’impianto Power to Gas che sorgerà a Sestu (Cagliari).

  • Wall Street adesso diventa un fattore di rischio secondo la Federal Reserve

    Il 2022 ha consegnato alle banche centrali di tutto il mondo una serie di problemi e di matasse da districare. Secondo la Federal Reserve, all’elenco potrebbe aggiungersi anche Wall Street, ossia il mercato azionario americano.

    Perché la Fed teme Wall Street?

    wall streetIl sunto del pensiero della Banca Centrale americana rispetto a Wall Street, ed in particolare riguardo al rally azionario cominciato a dicembre, è nei verbali della riunione di politica monetaria che si è svolta a il mese scorso.
    Si legge infatti che “un allentamento ingiustificato delle condizioni finanziarie, soprattutto se guidato da un’errata percezione da parte del pubblico della funzione di reazione del Comitato, complicherebbe lo sforzo del Comitato di ripristinare la stabilità dei prezzi”.

    Tradotto: la Banca Centrale Americana teme che la corsa del mercato azionario potrebbe creare uno scollamento rispetto alla realtà, vanificando in parte gli sforzi che sono stati fatti finora, a suon di aumenti del costo del denaro.

    Infatti il rally di Wall Street può innescare un “effetto ricchezza”, ossia nuovi consumi potenzialmente inflazionisti. Proprio mentre la Federal Reserve, come tutte le banche mondiali, sta cercando di combattere l’inflazione che galoppa. Un discroso che potremmo estendere anche alla Eurozona, dove FTSe Mib, DAX40, CAC40, FTSE100 marciano al rialzo nonostante i venti di recessione.

    Un tavolo da poker

    La Banca Centrale Americana e i mercati azionari è come se si fossero seduti attorno a un tavolo da poker. Da una parte c’è un giocatore che prova ad avvertire che le carte in futuro potrebbero essere molto deludenti, dall’altra c’è un mercato che sembra considerare questi avvertimenti come un bluff.
    Potrebbe nascere un tira e molla nei prossimi mesi, che finirebbe spingere verso l’alto tutti gli indicatori di volatilità e alimentare il clima di incertezza sui mercati finanziari.

    Lo scenario

    Quello su cui si può essere ragionevolmente sicuri è che molte dinamiche che hanno caratterizzato il 2022, proseguiranno anche nel 2023.
    L’inflazione non ci abbandonerà di colpo, così come continueranno ad esserci molti dubbi sulla crescita economica, e fin quando ci saranno tensioni geopolitiche, continueranno le incertezze anche sulla questione energetica e di conseguenza sull’andamento dei prezzi. Per questi motivi le banche centrali rimarranno ancora… “centrali” nel 2023.

  • Private banking, “Progetto Giovani” di Banca Generali apre le porte ai talenti under 35

    Da Banca Generali un percorso di sviluppo a 360° per i giovani consulenti che vogliono diventare professionisti del private banking.

    Banca Generali, un ricambio generazionale per innovare la consulenza private banking

    Offrire il massimo supporto alla nuova generazione di consulenti private banking e prepararsi a intercettare le esigenze di una clientela sempre più giovane. È l’obiettivo di “Progetto Giovani”, la recente iniziativa promossa da Banca Generali nel solco della politica di ricambio generazionale delineata dal Piano Strategico 2022-2024. Un piano di ingresso destinato ai talenti under 35 che intendono sviluppare le skills necessarie per eccellere nella professione ed entrare a far parte del network di private banker e wealth advisor di Banca Generali. A spiegarlo è il Vice Direttore Generale dell’Istituto Marco Bernardi, che parla di un vero e proprio “travaso di competenze” dai professionisti affermati verso i giovani consulenti: “Come banca leader nel private banking in Italia siamo consapevoli della necessità di allargare le maglie della nostra professione anche a una nuova generazione di consulenti che saranno coloro i quali si occuperanno di creare valore per il risparmio del futuro. Siamo convinti che il percorso creato possa rappresentare la strada giusta per la creazione di valore nel lungo periodo”.

    Private banking, con “Progetto Giovani” Banca Generali scommette sulle skills relazionali

    Il Progetto di Banca Generali prevede un percorso di 36 mesi tra formazione continua e attività di mentorship. Oltre a garantire l’aggiornamento costante sotto il profilo delle competenze tecniche, l’iniziativa si focalizzerà in particolar modo sullo sviluppo delle capacità relazionali. Fondamentale per l’Istituto leader nel private banking è infatti la componente empatica, necessaria a creare il rapporto di fiducia tra professionisti e clienti. I partecipanti verranno inoltre messi alla prova con un obiettivo di portafoglio, con i tutor che alla fine del percorso decideranno se dar vita o meno ad un nuovo team di consulenti under 35 dedicato al private banking. Abbassare l’età media e favorire il ricambio generazionale non è tuttavia l’unico scopo di Banca Generali, che attraverso consulenti sempre più giovani si prepara a intercettare le esigenze di quella fascia di clienti che ancora non è private ma è destinata a diventarla: “In questo le nuove generazioni rappresentano sicuramente un bacino dal quale vogliamo pescare – commenta Bernardi – con giovani consulenti che possono così crescere di pari passo insieme ai propri clienti”.

  • Rc auto: in Piemonte aumenti in arrivo per quasi 70.500 automobilisti

    Il 2023 si apre con una brutta notizia per quasi 70.500 automobilisti piemontesi; secondo l’osservatorio di Facile.it –  realizzato su un campione di oltre 41mila preventivi raccolti in Piemonte su Facile.it a dicembre 2022 – tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

    Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Piemonte occorrevano, in media, 426,69 euro, vale a dire il 7,8% in più rispetto a dicembre 2021.

    «Ad incidere sulla tendenza al rialzo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «sono diversi fattori; da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri. In un contesto di rincari, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato potrebbe essere una soluzione per risparmiare e contrastare eventuali aumenti futuri.».

    Rincari e morosità

    I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 3,02% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che non solo risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,51%), ma fa anche guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica italiana.

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Torino è la provincia piemontese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,22%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Segue Biella (3,10%).

    Valori inferiori alla media regionale, invece, per le province di Novara (2,80%), Asti (2,79%), Alessandria (2,70%) e Cuneo, area dove il 2,32% degli assicurati vedrà peggiorare la propria classe di merito. Chiudono la graduatoria Verbano-Cusio-Ossola (1,68%) e Vercelli, provincia piemontese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,55%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti piemontesi che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,35% del campione femminile ed il 2,81% di quello maschile.  

    Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che le casalinghe sono risultate essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,88%) che farà scattare un aumento della polizza. Seguono gli insegnanti (3,50%) e i pensionati (3,46%). Di contro, sono gli impiegati pubblici coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (2,17%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 735.071 preventivi effettuati in Piemonte dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2021 e il 31 dicembre 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 16 ed il 19 settembre 2022 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Lorenzo Vangelisti: mission e valori del CEO nell’intervista al Founder di Valeur Group

    Lorenzo Vangelisti, il Founder di Valeur Group si racconta a “The CEO Publication”: i valori che ne hanno ispirato la crescita, i traguardi raggiunti e i nuovi obiettivi al centro dell’intervista.

    Lorenzo Vangelisti

    Lorenzo Vangelisti: la vision di Valeur Group nell’intervista al CEO

    Circondati di quanti hanno la tua stessa missione”: Lorenzo Vangelisti, intervistato per “The CEO Publication”, riassume in queste parole l’essenza del suo percorso professionale che nel 2010 lo ha portato a dare vita (e a guidare ancora oggi in qualità di CEO) Valeur Group. Specializzato in asset management, advisory, trading, ricerca e real estate, il Gruppo indipendente in oltre dieci anni di attività ha valorizzato molti giovani talenti divenuti oggi professionisti affermati nel settore finanziario. La capacità di creare team di professionisti altamente qualificati, unitamente a una profonda esperienza contraddistinta per gli elevati standard di aggiornamento e alla condivisione di competenze e valori sono alla base della crescita di Valeur Group, come ricorda nell’intervista il CEO Lorenzo Vangelisti.

    Lorenzo Vangelisti porta Valeur Group e Valeur Foundation su “The CEO Publication”

    Nella vision del CEO Lorenzo Vangelisti ogni obiettivo può essere raggiunto anche da soli ma è insieme che si arriva oltre: questa filosofia permea la crescita di Valeur Group, oggi punto di riferimento nel settore finanziario grazie alla qualità e all’eccellenza dei servizi che è in grado di fornire. Fondamentale in questa ottica anche la propensione all’innovazione e allo sviluppo tecnologico: lo scorso anno l’acquisizione di LinkedTrade Technologies, nota piattaforma SaaS multi-dealer specializzata nella trasformazione digitale dei Prodotti Strutturati, sottolinea l’impegno del Gruppo nel disegnare il futuro del settore. È questa la direzione per portare valore e non solo nelle proprie aree d’attività: come ricorda Lorenzo Vangelisti, infatti, oggi più che mai è necessario impegnarsi trasversalmente contribuendo anche alla crescita della società e a uno sviluppo sostenibile del pianeta. È quello che si propone di fare Valeur Foundation: la no-profit, nata su iniziativa del CEO di Valeur Group, persegue obiettivi di natura umanitaria, culturale, sportiva e in favore degli animali garantendo assistenza alle categorie sociali più deboli.

  • Pierroberto Folgiero: Fincantieri approva il Piano industriale 2023-2027

    L’AD e DG Pierroberto Folgiero: “Le linee guida del piano 2023-2027 si basano su cinque pilastri volti a far evolvere Fincantieri in leader mondiale nella abilitazione della transizione energetica per le grandi navi e nella costruzione e gestione di navi sempre più automatizzate e digitalizzate”.

    Pierroberto Folgiero

    Fincantieri approva il Piano industriale 2023-2027: il focus dell’AD e DG Pierroberto Folgiero

    Distintività e sostenibilità sono punti qualificanti del nostro Piano”: l’AD e DG di Fincantieri Pierroberto Folgiero lo ha sottolineato commentando la notizia dell’approvazione del Piano industriale 2023-2027 da parte del Consiglio di Amministrazione presieduto dal Generale Claudio Graziano. Il Piano punta a rafforzare la leadership mondiale di Fincantieri nella realizzazione e gestione a vita intera della nave digitale e green, per i settori del turismo crocieristico, della difesa e dell’energia: in quest’ottica, come evidenziato dall’AD e DG Pierroberto Folgiero, distintività e sostenibilità saranno le direttrici che “ci permetteranno di continuare a crescere, volgendo in opportunità le criticità del settore e del contesto macroeconomico”. Non a caso, l’obiettivo è anche di potenziare il posizionamento competitivo internazionale di Fincantieri e dell’industria navalmeccanica italiana creando valore per l’intera filiera.

    Pierroberto Folgiero: sostenibilità e distintività centrali per il business  

    Le linee guida del Piano 2023-2027, ha spiegato Pierroberto Folgiero, sono basate “su cinque pilastri volti a far evolvere Fincantieri in leader mondiale nella abilitazione della transizione energetica per le grandi navi e nella costruzione e gestione di navi sempre più automatizzate e digitalizzate”. Nel suo commento, l’AD ha precisato come a rendere possibile tale evoluzione sia “la focalizzazione sui nostri tre core business (navi da crociera, navi militari e navi specializzate offshore) con riferimento ai quali siamo pronti ad essere pionieri nella abilitazione delle nuove tecnologie”. Per rafforzare ulteriormente il posizionamento e la distintività competitiva di Fincantieri nel panorama dell’industria navalmeccanica a livello internazionale sono inoltre state individuate specifiche linee di azione e progetti strategici da realizzare in arco piano con un focus su capitale umano, tecnologie abilitanti e catene di fornitura. “Il piano prevede l’impegno continuo sulla modernizzazione e digitalizzazione delle operazioni dei cantieri navali fino all’eccellenza, e la massima attenzione alla disciplina finanziaria e al deleveraging”, ha aggiunto in merito l’AD Pierroberto Folgiero sottolineandone il valore.

  • Mercati Azionari o Oro Su Cosa Investire ?

    I mercati azionari sono un mare magnum di difficile interpretazione anche per gli investitori più esperti si calcola che la stragrande maggioranza di chi investe su questi perdano parte dei soldi investiti.
    Chiaramente la maggioranza di quelli che subiscono delle perdite sono gli investitori che non hanno conoscenza ne dei titoli ne dei metodi di investimento più sicuri.
    Per chi non possiede competenze specifiche sui mercati azionari è sicuramente più semplice e meno rischioso investire in beni come l’oro che hanno un andamento meno altalenante almeno sul lungo periodo.
    Investire in oro è possibile farlo anche sui mercati azionari stessi con strumenti come gli etf dedicati, anche se soprattutto negli ultimi anni il mercato dell’oro ha visto una crescere le persone che preferiscono oro fisico.
    Una scelta dettata anche dal clima di sfiducia generale che induce le persone a detenere personalmente l’investimento che nel caso dell’oro lo si può monetizzare direttamente.
    Per monetizzare un investimento in oro fisico lo si può fare recandosi presso attività come questo compro oro Firenze regolarmente autorizzato da banca italia per acquistare ed anche vendere oro da investimento.
    Per quanto riguarda invece gli investimenti sui mercati azionari è necessario fare molta attenzione a realizzare un portafoglio ben bilanciato in modo da minimizzare il rischio di perdite.
    Nonostante ciò i mercati azionari sono anche una opportunità che si è fatta sempre più allettante se si osserva le crescenti difficoltà a cui vanno incontro le persone che investono su una attività produttiva o commerciale reale.
    Con l’arrivo del nuovo millennio le possibilità di aprire e riuscire a guadagnare con una qualsiasi attività commerciale e produttiva di piccole o medie dimensioni è divenuta una impresa molto complessa.
    Il regime fiscale italiano profondamente invalidante per le aziende e le attività economiche non è oggi il solo ostacolo ad un buon andamento delle attività.
    Il permanente stato di crisi economica e non solo che si è instaurato non solo in italia ma in tutta europa ha reso difficilissimo riuscire ad ottenere guadagni sufficienti per gli imprenditori.
    Una difficoltà tanto profonda da avere fatto rivalutare i mercati azionari come fonte di guadagno, questo trend ha portato un numero crescente di persone anche comuni a divenire dei trader.
    Rispetto ai rischi di impresa oggi esistenti nel nostro paese i mercati azionari offrono dei vantaggi maggiori.
    Uno di questi è quello che si può decidere fin dall’inizio la quantità di soldi che vogliamo investire in modo da non perdere una cifra maggiore di quella che ci si può permettere.
    Un fatto che mette al riparo chiunque investi sui mercati dal rischio di contrarre dei debiti, come accade sempre più spesso a chi possiede una attività commerciale reale che spesso si indebita anche a causa del pagamento di tasse estremamente pesanti.

     

  • Innovation Hub di Fiumicino, Alessandro Benetton: “Innovazione è ormai parte delle nostre vite”

    Inaugurato lo scorso ottobre, l’Innovation Hub di Fiumicino nasce per migliorare la customer experience dei passeggeri. Ne parla Alessandro Benetton in un’intervista al “Corriere della Sera”.

    Alessandro Benetton

    Innovation Hub, sul “Corriere della Sera” il commento di Alessandro Benetton: “Non un costo ma un investimento per il futuro

    Una nuova era fatta di contaminazione, grandi cambiamenti e macrotrend”: è con queste parole che Alessandro Benetton apre la sua recente intervista al “Corriere della Sera”. Al centro del colloquio l’Innovation Hub recentemente lanciato da Aeroporti di Roma nel Terminal 1 di Fiumicino. Un acceleratore nato in collaborazione con LVenture Group per lavorare a stretto contatto con start-up provenienti da tutto il mondo e contribuire allo sviluppo di prodotti e servizi innovativi destinati all’ecosistema aeroportuale. Dieci le realtà selezionate dalla prima call for ideas, alle quali si aggiungono tre start-up promosse direttamente da AdR, che per l’iniziativa ha previsto un investimento di 50 milioni di euro. Risorse che serviranno per contribuire direttamente al supporto delle strart-up: “L’ordine mondiale sta cambiando, con le piattaforme tecnologiche sempre più fondamentali – ha detto Alessandro Benetton al “Corriere della Sera” – Tutto questo ci obbliga a guardare oltre”. Non è un caso che la Holding guidata dall’imprenditore abbia sostenuto con forza il progetto di AdR: “Mi piace pensare che questo tipo di iniziative non vengano considerate costi ma investimenti. La sostenibilità – ha aggiunto – deve essere vista come un’occasione per dare inizio a un nuovo ciclo, vantaggioso per tutti”.

    Alessandro Benetton: “Innovation Hub modello replicabile in tutto il settore della mobilità

    Tra i progetti in corso d’opera spiccano soluzioni innovative come “Digiport”, sviluppata da Airsiders e che consente di visualizzare sul proprio smartphone tutte le informazioni, i servizi disponibili e i percorsi dell’aeroporto. Intanto AdR è pronta a lanciare una seconda call for ideas. Un’edizione ancora più allargata, spiega Alessandro Benetton: “La contaminazione di idee e tecnologie deve essere meno disciplinata. I giovani avranno più spazio per presentare progetti anche apparentemente meno legati a questo settore”. Il progetto di open innovation già prevede collaborazioni con altri scali e soprattutto, sottolinea Alessandro Benetton, è un modello facilmente replicabile nei diversi rami del settore dei trasporti, dalle stazioni ferroviarie fino alle autostrade: “I canali che per noi erano classici, come la banca d’affari o la società di consulenza, oggi vengono messi in discussione dalla voglia di essere più al centro del proprio destino. Un’opportunità – conclude – resa possibile dalle nuove tecnologie”.

  • Alessandra Ricci, l’AD di SACE commenta il nuovo Piano Industriale “Insieme2025”

    Sostenibilità, sostegno alle PMI e innovazione i pilastri del nuovo Piano Strategico di SACE. L’AD Alessandra Ricci ne ha parlato in un’intervista rilasciata a “Il Messaggero”.

    Alessandra Ricci

    Alessandra Ricci: con “Insieme 2025” SACE è pronta a guidare le aziende verso un orizzonte sostenibile

    Garantire al tessuto economico una maggiore resistenza alle sfide dei mercati, rilanciare la competitività di imprese e Paese e guidarli verso un orizzonte sostenibile. A illustrare gli obiettivi del nuovo Piano Strategico di SACE “Insieme2025” è l’Amministratore Delegato Alessandra Ricci in una recente intervista pubblicata sul quotidiano “Il Messaggero”. “Al centro di tutto c’è la sostenibilità economica, sociale e green – ha spiegato la manager – un maggior sostegno alle Pmi investendo in tecnologia e innovazione, e il rafforzamento di una cultura aziendale ego-less, senza ego”. Il nome scelto testimonia la volontà di SACE di costruire un percorso “per e con le aziende”, partendo innanzitutto dall’ascolto e dalla condivisione di valori: “Si tratta di un piano di azioni e strumenti che possano incidere sul tessuto economico nazionale in maniera capillare ed efficace, cercando di raggiungere le Pmi che ne costituiscono la spina dorsale”. Tecnologia, digitalizzazione ed education i principali driver strategici, aggiunge Alessandra Ricci, in linea con il percorso portato avanti da SACE in materia di semplificazione dell’offerta e coinvolgimento delle Pmi.

    Alessandra Ricci: “Su export puntiamo a una crescita di oltre il 30% dei volumi

    Sono 111 i miliardi messi sul piatto da SACE con il nuovo Piano, tra investimenti, progetti supportati e liquidità garantita. DI questi, oltre 60 miliardi andranno a sostenere settori ad alto impatto per l’economia italiana e progetti connessi alla transizione green. Sul fronte dell’export, nel triennio 2023-2025 il Gruppo guidato da Alessandra Ricci punta ad una crescita di oltre il 30% dei volumi di contratti assicurati e investimenti garantiti per circa 49 miliardi. Un Piano che si rivolgerà ad una platea sempre più ampia: l’obiettivo di SACE è infatti quello di raddoppiare le piccole e medie imprese servite raggiungendo quota 65mila. E lo farà attraverso un nuovo ecosistema digitale che consentirà un facile accesso a prodotti, servizi e strumenti di Business Promotion offerti dal Gruppo. Prosegue intanto l’impegno di SACE sul fronte del caro energia. Negli ultimi mesi l’offerta si è arricchita con diversi strumenti pensati per supportare le aziende alle prese con gli effetti del conflitto russo-ucraino. Iniziative che, sottolinea Alessandra Ricci, hanno registrato una forte adesione “Dalla Garanzia SupportItalia sui finanziamenti alle imprese che abbiano subito ripercussioni economiche negative a seguito della crisi russo-ucraina, agli strumenti come Cauzione Energia Pmi per facilitare la dilazione del pagamento delle fatture dei consumi energetici”.

  • Caro carburante: nel 2023 l’Italia è diventato uno dei Paesi UE dove il pieno costa di più

    Quanto costa fare il pieno in Italia e negli altri Paesi europei? In quali nazioni incidono maggiormente le tasse sul costo alla pompa? Facile.it ha analizzato il prezzo dei carburanti in 12 nazioni dell’UE* ed è emerso che se nel 2022, anche grazie ai tagli sulle accise, gli automobilisti italiani sono stati tra coloro che hanno speso di meno per il carburante, l’inizio del 2023 ci ha proiettato ai primi posti della classifica europea con un triste primato: siamo la nazione, tra quelle analizzate, dove oggi le accise e imposte pesano di più sul prezzo finale.

    La spesa nel 2022

    L’analisi, realizzata tenendo in considerazione il prezzo del carburante riportato dalla Commissione europea e ipotizzando il consumo di un’autovettura utilitaria con una percorrenza di 10.000 km l’anno, ha evidenziato come nel 2022 la spesa media sostenuta dall’automobilista italiano per la benzina sia stata pari a 1.008 euro, valore che fa guadagnare al nostro Paese il settimo posto tra i dodici analizzati cioè, oltre all’Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia.

    Nello scorso anno, il prezzo del pieno è stato più salato in diverse nazioni; in Danimarca, ad esempio, gli automobilisti hanno speso il 15% in più rispetto a noi (1.160 euro), in Grecia il 13% (1.140 euro) e in Germania il 6% (1.069 euro).

    Se la Francia ha fatto registrare valori molto simili a quelli dell’Italia (1.005 euro) sono stati decisamente più fortunati gli automobilisti austriaci, per i quali la spesa è stata inferiore del 5% rispetto a quella sostenuta dai nostri connazionali (960 euro) e soprattutto quelli della Slovenia (-18%; 830 euro); prezzi che spiegano come mai molti italiani varchino spesso i confini per fare rifornimento in questi Paesi.

    Se si guarda al prezzo del diesel, invece, la spesa sostenuta nel 2022 dall’automobilista italiano dell’esempio è stata pari a 1.009 euro, valore che fa guadagnare al nostro Paese la quart’ultima posizione nella classifica dei dodici. Fanno meglio di noi solo Portogallo (-1%, 998 euro), Spagna (-1%, 997 euro) e, ancora una volta, Slovenia (-10%, 909 euro).

    Maglia nera dei costi per la Svezia, dove gli automobilisti nel 2022 hanno speso, per il diesel, 1.275 euro (+21% rispetto all’Italia); al secondo posto tra i Paesi più cari si posiziona la Danimarca (1.091 euro, vale a dire l’8% in più rispetto alla nostra nazione).

    Prendendo in considerazione il prezzo dei carburanti rilevato nella prima settimana del 2023, la classifica cambia radicalmente e, purtroppo, in peggio per gli automobilisti italiani.

    Considerando 2 settimane di uso dell’auto*, se si guarda al prezzo della benzina, l’automobilista italiano balza al quarto posto della classifica, con una spesa di 42 euro, vale a dire oltre il 40% in più rispetto a quello sloveno e il 15% in più rispetto a quello austriaco. Peggio di noi solo Danimarca (44 euro) e, parimerito, Grecia e Francia (43 euro).

    Se si guarda al prezzo del diesel, invece, il conto pagato dall’automobilista italiano è addirittura il terzo più caro d’Europa; 43 euro, vale a dire il 24% in più rispetto alla Slovenia e il 17% in più sul Portogallo. Fa peggio solo la Svezia con 49 euro e la Francia con 44 euro.

    Il peso delle accise e imposte

    Analizzando i dati della Commissione europea aggiornati alla prima settimana del 2023 e relativi al valore percentuale di accise e imposte sul prezzo del carburante emerge che, tra le nazioni esaminate, l’Italia è quella dove queste voci pesano di più; per la benzina sono pari al 58,2% del prezzo pagato alla pompa, mentre per il diesel sono pari al 51,1%.

    Solo un mese fa, nella prima settimana di dicembre 2022, invece, il nostro Paese era terzultimo in classifica; accise e imposte incidevano il 46,4% sul prezzo della benzina e il 38,9% su quello del diesel.

    Tornando ai dati della prima settimana del 2023, per la benzina, al secondo posto della graduatoria, si posiziona la Grecia (57,9%) mentre al terzo la Germania (54,2%). Decisamente più fortunati gli automobilisti di Spagna e Slovenia dove le percentuali si fermano, rispettivamente, al 46,6% e al 47,9%.

    Per il diesel, dopo l’Italia si posiziona la Francia, dove accise e imposte pesano il 48,7% del prezzo totale, e l’Austria, dove arrivano al 44,6%. In Germania il peso di queste voci è pari al 41,8%, mentre scende addirittura al 39,9% in Spagna.

    Curioso il caso svedese: è il Paese, tra quelli analizzati, dove il peso percentuale delle tasse sul diesel è più basso (37,2%), ma nonostante questo il prezzo alla pompa è il più alto d’Europa.

     

    * L’analisi è stata realizzata da Facile.it ipotizzando una percorrenza annuale di 10.000 km e un consumo di 5,6 l/100km. Per il prezzo del carburante 2022 è stata considerata la media delle tariffe riportate nel bollettino settimanale della Commissione europea; per il prezzo del carburante 2023 sono state considerate le tariffe aggiornate al 9/1/2023 e una percorrenza di 416 km. Per il peso di imposte e accise sono stati considerati i valori riportati nel bollettino della Commissione europea aggiornato al 9/1/23 e al 5/12/22.

     

  • Rc auto: in FVG aumenti in arrivo per oltre 19.000 automobilisti

    Il 2023 si apre con una brutta notizia per più di 19.000 automobilisti del Friuli-Venezia Giulia; secondo l’osservatorio di Facile.it – realizzato su un campione di oltre 10mila preventivi raccolti nella regione su Facile.it a dicembre 2022 – tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

    Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Friuli-Venezia Giulia occorrevano, in media, 315,31 euro, vale a dire il 6,5% in più rispetto a dicembre 2021.

    «Ad incidere sulla tendenza al rialzo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «sono diversi fattori; da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri. In un contesto di rincari, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato potrebbe essere una soluzione per risparmiare e contrastare eventuali aumenti futuri.».

    Rincari e morosità

    I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,72% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più alta rispetto a quella nazionale (2,51%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Trieste è la provincia del Friuli-Venezia Giulia che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che, lo scorso anno, hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,00%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Seguono Gorizia (2,98%) e Udine (2,70%).

    Chiude la classifica la provincia di Pordenone, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,60%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti del Friuli-Venezia Giulia che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 3,45% del campione femminile ed il 2,29% di quello maschile.  

    Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che gli impiegati in azienda sono risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,87%) che farà scattare un aumento della polizza; seguono gli operai (2,97%). Di contro, sono gli appartenenti alle forze armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (1,43%).


    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 187.205 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2021 e il 31 dicembre 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 16 ed il 19 settembre 2022 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

  • Stefano Donnarumma: la prima società di Terna dedicata all’innovazione tecnologica

    Stefano Donnarumma: attraverso Terna Forward, nuova società dedicata all’innovazione tramite investimenti di corporate venture capital, Terna accelera sull’innovazione tecnologica.

    Terna

    Terna, Stefano Donnarumma: la nuova società veicolo dedicata all’innovazione

    Un importo iniziale di 50 milioni di euro e un nuovo special purpose vehicle: la costituzione della nuova società veicolo, Terna Forward, ha l’obiettivo di incrementare la collaborazione di Terna con startup e PMI ad alto potenziale innovativo e di crescita in ambito hi-tech. Nonostante il Gruppo sia dotato di una struttura dedicata all’innovazione con all’attivo lo sviluppo di circa 70 progetti altamente tecnologici, il gestore della rete elettrica nazionale guidato da Stefano Donnarumma ha scelto di premere ulteriormente l’acceleratore sull’innovazione tecnologica supportando lo sviluppo di progetti con un approccio di open innovation. Individuare le migliori opportunità tecnologiche e traslarle all’interno delle altre società del Gruppo, al fine di elaborare spin off di progetti innovativi, è il principale obiettivo di Terna. Tra gli altri ambiti di applicazione, il Gruppo ha inoltre individuato l’utilizzo della meccatronica: tecnologie strategiche con una forte previsione di crescita come robot, droni ed esoscheletri vengono già utilizzati dall’azienda per il monitoraggio e la manutenzione degli asset.

    Stefano Donnarumma: gli obiettivi futuri di Terna

    Attraverso la nuova società veicolo, Terna punta ad avviare, nel breve termine, una partnership con lo scopo di sviluppare le prime sperimentazioni in laboratorio e testare in campo i prototipi realizzati. L’obiettivo a lungo termine riguarda invece l’espansione dell’applicazione di tali tecnologie lungo tutta la rete elettrica nazionale: circa 75mila chilometri di linee e circa 900 stazioni elettriche su tutto il territorio italiano. La collaborazione del Gruppo guidato da Stefano Donnarumma consentirà di investire nello sviluppo e nelle competenze delle realtà più promettenti, dotate inoltre delle tecnologie di maggiore impatto per accelerare il processo di transizione energetica. Il programma di corporate entrepreneurship Terna Ideas ha recentemente premiato le idee di innovazione sostenibile nate all’interno dell’azienda. Per l’edizione 2023, anche community di startup, scaleup, aziende innovative, ricercatori e solver potranno partecipare proponendo idee e iniziative.

  • Gruppo FS, al via la gara per la nuova linea Palermo – Catania – Messina

    La gara indetta da RFI (Gruppo FS) riguarda i lavori del lotto funzionale Caltanissetta Xirbi – Lercara. Il progetto prevede anche la realizzazione della nuova stazione di Vallelunga.

    Gruppo FS: gli interventi previsti nella nuova gara RFI

    Buone nuove per il trasporto ferroviario siciliano. Lo scorso 8 novembre Rete Ferroviaria Italiana, controllata del Gruppo FS, ha indetto la gara per i lavori del lotto funzionale Caltanissetta Xirbi – Lercara Friddi, Comune della Provincia di Palermo. Il bando, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, prevede un investimento di circa 1,7 miliardi di euro, di cui 470 milioni coperti con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Risorse che verranno utilizzate per la progettazione esecutiva e la realizzazione di 47 chilometri di nuovo tracciato in variante, circa 10 chilometri di viadotti e otto gallerie naturali per 21 chilometri totali. Tra gli interventi programmati anche la nuova stazione di Vallelunga, insieme con i posti di movimento di Marcatobianco, Marianopoli, e San Cataldo. Il lotto è parte del nuovo collegamento ferroviario Palermo – Catania – Messina, per il cui ammodernamento Gruppo FS ha stanziato 9,3 miliardi di euro, di cui 1,44 miliardi finanziati sempre dal PNRR. Diminuire le tempistiche di viaggio l’obiettivo dell’opera, che una volta portata a termine consentirà di spostarsi da Palermo a Catania in meno di due ore.

    L’impegno del Gruppo FS per la mobilità dell’isola

    La nuova gara indetta da RFI arriva a meno di un mese di distanza dall’aggiudicazione, sempre in Sicilia, di un appalto per 616 milioni di euro per gli interventi sulla tratta Nuova Enna – Dittaino, anch’essa parte integrante della Palermo – Catania – Messina. Ad aggiudicarsi il bando lanciato dal Gruppo FS il Raggruppamento Temporaneo di Imprese con Webuild Italia nel ruolo di capofila e Impresa Pizzarotti come mandante. Gli interventi prevedono la realizzazione di tre gallerie e un viadotto, per un totale di 9,5 chilometri, oltre alla nuova stazione di Enna Nuova e all’ammodernamento di quella di Dittaino. Sempre per conto di RFI, Webuild è già alle prese con i lavori, ormai in fase avanzata, nelle tratte Bicocca – Catenanuova, mentre la scorsa estate, tramite il Consorzio Messina Catania Lotto Sud, ha avviato le attività di cantiere per realizzare il raddoppio dei binari delle tratte Fiumefreddo – Taormina/Letojanni e Taormina – Giampilieri. Infine, lo scorso settembre la controllata del Gruppo FS ha aggiudicato una gara per diversi interventi sulla linea Dittaino – Catenanuova: oltre 588 milioni per costruire la nuova stazione di Catenanuova, realizzare un nuovo tracciato da 7 km di viadotto e 2,3 di galleria. La conclusione per fasi dei numerosi interventi in corso lungo la Palermo – Catania – Messina, si legge sul portale “FS News”, consentirà “progressive riduzioni dei tempi di percorrenza, a vantaggio delle persone che viaggiano per motivi di lavoro, studio e turismo”.

  • Pierroberto Folgiero: Fincantieri, intervista all’AD e DG sulla road map per la sostenibilità

    La sostenibilità è necessaria per ottenere le commesse del futuro e per far lievitare i margini: l’intervista all’AD e DG di Fincantieri Pierroberto Folgiero.

    Pierroberto Folgiero

    Pierroberto Folgiero: la sostenibilità al centro del nuovo Piano 2023-2027 di Fincantieri

    Lo ha sottolineato Pierroberto Folgiero in un’intervista a “Milano Finanza” pubblicata all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio d’Amministrazione del nuovo Piano industriale che proietta Fincantieri nel quinquennio 2023-2027. “La genuinità del nostro impulso alla sostenibilità non è un elemento esterno, ma è un fattore abilitante per il business”: d’altronde è uno dei principali pilastri del nuovo Piano e, come ha ricordato più volte l’AD nel corso degli ultimi mesi, per andare incontro alle richieste dei grandi gruppi mondiali del settore della cantieristica navale bisogna portare necessariamente un elevato valore aggiunto che “si traduce in digitalizzazione e criteri ESG”. In quest’ottica è da leggere il forte impegno di Fincantieri a favore della sostenibilità, come ha ribadito Pierroberto Folgiero nell’intervista.

    Fincantieri, l’AD Pierroberto Folgiero: sostenibilità, il punto sui progetti in sviluppo

    La road map che dovrebbe portare entro il 2050 a costruire navi con zero emissioni, come spiega nell’intervista l’AD Pierroberto Folgiero, è realtà: “Già oggi abbiamo la possibilità di abbassare le emissioni di oltre il 30% e questo con i carburanti attuali, senza quindi considerare i nuovi combustibili”. Nell’immediato si guarda al Gnl (gas naturale liquefatto): “Siamo già al lavoro per questo nuovo tipo di navi ma nel frattempo guardiamo ai carburanti del futuro, dall’ammoniaca al metanolo, e abbiamo già in essere partnership con chi sta lavorando allg produzione di questi motori”. Uno sforzo che andrà fatto “da tutto l’ecosistema”, osserva Pierroberto Folgiero. Basti pensare al progetto Zeus, una nave-laboratorio galleggiante per acquisire informazioni sul comportamento nell’ambiente reale delle fuel-cell (dispositivo elettrochimico che permette di ottenere energia elettrica direttamente dall’idrogeno senza processo di combustione termica). “Inizialmente la tecnologia sarà testata sui sommergibili della Marina militare, che come spesso è accaduto in passato aprirà la strada alle innovazioni sulle navi civili”, ha sottolineato l’AD di Fincantieri.

  • Davide D’Arcangelo: IPSA completa round per 1,380 milioni, Next4 nell’operazione

    L’azienda piemontese specializzata nella logistica ospedaliera raccoglie 1,380 milioni di euro. Davide D’Arcangelo (Next4): “Una champion pronta a scalare i mercati internazionali”.

    Davide D'Arcangelo

    Round IPSA, i dettagli dell’operazione guidata dalla holding co-fondata da Davide D’Arcangelo

    Novità nel settore italiano del MedTech. IPSA, realtà piemontese specializzata nel campo della logistica ospedaliera di farmaci, dispositivi medici ed emocomponenti, ha completato di recente un round di investimento da 1,380 milioni di euro. A guidare l’operazione la holding di investimento Next4 co-fondata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta, che insieme a CDP Venture Capital SGR ha attivato il Fondo Rilancio Startup per 1 milione di euro. La Pmi di Chivasso ha sviluppato una serie completa di dispositivi IoT (Internet of Things), come armadi e carrelli intelligenti e interconnessi, in grado di offrire supporto agli operatori sanitari nella gestione, stoccaggio e distribuzione di farmaci e dispositivi medici sia nei reparti ospedalieri che all’interno delle sale operatorie.Soluzioni che permettono di efficientare i processi, ridurre gli sprechi e soprattutto aumentare la sicurezza del paziente. Un potenziale riconosciuto da Davide D’Arcangelo e soci già nel maggio 2021 con l’ingresso di Next4 nel capitale di IPSA e che oggi risulta pienamente in linea con gli obiettivi del PNRR, che prevede oltre 4 miliardi di euro di investimenti per la digitalizzazione delle strutture ospedaliere del Paese.

    Davide D’Arcangelo: “Da IPSA proposta innovativa e programma di sviluppo solido

    Quando abbiamo deciso di investire in IPSA – ha commentato Davide D’Arcangeloeravamo certi che l’innovatività della sua proposta e la solidità del suo programma di sviluppo potessero essere di interesse anche per un investitore istituzionale”. Consolidamento della piattaforma di soluzioni IoT ed espansione sui mercati esteri i pilastri del piano di sviluppo avviato dall’azienda guidata dall’AD Michele Baronio, che si è detto orgoglioso del successo ottenuto con il round di finanziamento: “Tutto questo ci dà oggi ulteriore spinta e fiducia per accelerare il nostro piano di sviluppo che ci vede diventare attori di riferimento del processo di trasformazione digitale dell’ospedale a beneficio della sostenibilità del sistema sanitario”. Grazie al buon esito dell’operazione e al “boost” ottenuto, ha aggiunto Davide D’Arcangelo, ora IPSA ha tutte le carte in regola per “scalare definitivamente non solo il mercato italiano, ma anche a livello internazionale”.

  • Stefano De Capitani: infrastrutture intelligenti integrate per città più resilienti

    Stefano De Capitani: “Il digitale si conferma il motore propulsivo che spinge le città a offrire ai propri abitanti un ambiente di vita innovativo ed efficiente, comodo e salubre e, infine, attrattivo, sostenibile e resiliente anche e soprattutto, in vista delle sfide del futuro”.

    Stefano De Capitani

    Stefano De Capitani: soluzioni per incrementare la resilienza delle città contro gli effetti dell’inurbamento

    La spinta all’inurbamento, sottolinea sui suoi canali social il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani, pone nuove sfide di cambiamento sociale, economico e ambientale: le stime nei prossimi 30 anni vedono un aumento di circa il 60% degli abitanti nei contesti cittadini. “È, quindi, necessario porsi la domanda di quali siano gli strumenti per incrementare la resilienza delle stesse città rispetto alla spinta (multidirezionale) che il fenomeno implica”: pressione sociale, sovraccarico del consumo energetico e idrico, congestione del traffico veicolare e non solo. “L’attenzione va allo sviluppo smart delle città. L’innovazione digitale corrisponde, infatti, al superamento e, talvolta, al sovvertimento dell’ormai obsoleta organizzazione amministrativa locale o dei processi sul territorio, non negando l’esistente ma rigenerandolo secondo una visione dinamica e tecnologicamente all’avanguardia”, spiega il presidente Stefano De Capitani.

    Stefano De Capitani: i dati alla base dei nuovi modelli di città, l’esperienza di Municipia S.p.A.

    Nell’ottica di snellire la burocrazia ed efficientare i servizi pubblici, indispensabile secondo Stefano De Capitani è l’implementazione di “infrastrutture intelligenti integrate, in cui interoperabilità e accesso ai dati aprono ai diversi segmenti operativi comunali e alle persone”. I riferimenti sono “alla rete elettrica e idrica, all’ottimizzazione della raccolta dei rifiuti, all’illuminazione, alla mobilità (implementandone la veste di sharing e di e-mobility)”. Reti intelligenti che si replicano nella dimensione housing, elevando ciascun abitante al ruolo di prosumer: in ogni ambito “strumenti tecnologici che consentono l’abbattimento dell’inquinamento, il risparmio delle risorse naturali ed economiche (reinvestibili)”. Il digitale, come evidenzia il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani, si conferma dunque “il motore propulsivo che spinge le filiere cittadine a offrire ai propri abitanti un ambiente di vita innovativo ed efficiente, comodo e salubre e, infine, attrattivo, sostenibile e resiliente anche e soprattutto, in vista delle sfide del futuro”.

  • Banca Generali: il focus del report O-Fire sugli investimenti sostenibili ESG

    Nonostante gli investimenti sostenibili ESG siano più resilienti del mercato, è ora necessario concentrarsi sul gap comunicativo tra imprese e Tassonomia UE. Il primo report O-Fire promosso da Banca Generali, AIFI e Università di Milano Bicocca.

    Banca Generali: report su investimenti sostenibili ESG e parametri Tassonomia UE

    Un forte disallineamento tra i dati ESG forniti dall’industria europea e i parametri indicati dalla Tassonomia UE, classificazione introdotta nel 2020 per individuare le attività economiche eco-sostenibili e accelerarne la transizione ecologica. È quanto emerso dal primo rapporto annuale di O-Fire, Osservatorio sulla Finanza d’Impatto e sue Ricadute Economiche, promosso da Banca Generali, AIFI e Università di Milano Bicocca. “Serve grande responsabilità e coordinamento da parte delle istituzioni per incanalare nella corretta direzione gli sforzi delle imprese nella transizione sostenibile”, ha dichiarato Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali. Dal report presentato il 29 novembre scorso presso l’Università Bicocca è inoltre emersa una maggiore resilienza degli investimenti sostenibili ESG rispetto al mercato, oltre a una correlazione tra le performance ambientali e finanziarie delle imprese, principalmente quelle attive in ambito energetico.

    Report O-Fire e investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: “Focalizzarsi sulla definizione delle best practices

    Prendendo in esame l’analisi di alcune fonti, tra cui Morningstar, Bloomberg e Ocse, il report ha rilevato una maggiore resilienza degli investimenti sostenibili ESG nei confronti della crisi economica in atto. Gli afflussi netti dei fondi sostenibili hanno infatti raggiunto i 23 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2022, 35 nel trimestre precedente e circa 80 nel primo. Dati ben diversi rispetto agli investimenti convenzionali (fondi del mercato generalizzato) che, al contrario, hanno subito deflussi pari a circa 280 miliardi nel secondo trimestre e 200 miliardi nel terzo. Terminata “una prima fase di forte crescita delle sensibilità ambientali e dell’offerta di investimenti ESG”, ha sottolineato il Vice Direttore Generale di Banca Generali, “serve ora focalizzarsi sulla definizione delle best practices e indirizzare in modo ancora più costruttivo questo percorso virtuoso”. “Ringraziamo l’Università Statale Bicocca – ha aggiunto – e tutte le persone coinvolte nel progetto per lo straordinario e meticoloso lavoro di analisi che traccia una linea importante su cui riflettere per le sfide future dell’industria degli investimenti sostenibili”.

  • Rc auto: in Abruzzo aumenti in arrivo per oltre 17.000 automobilisti

    Il 2023 si apre con una brutta notizia per più di 17.000 automobilisti abruzzesi; secondo l’osservatorio di Facile.it – realizzato su un campione di oltre 13mila preventivi raccolti in Abruzzo su Facile.it a dicembre 2022 – tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

    Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Abruzzo occorrevano, in media, 392,41 euro, vale a dire il 13,4% in più rispetto a dicembre 2021.

    «Ad incidere sulla tendenza al rialzo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «sono diversi fattori; da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri. In un contesto di rincari, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato potrebbe essere una soluzione per risparmiare e contrastare eventuali aumenti futuri.».

    Rincari e morosità

    I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,36% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,51%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Teramo è la provincia abruzzese che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che, lo scorso anno, hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,77%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Seguono Pescara (2,48%) e L’Aquila (2,18%).

    Chiude la classifica la provincia di Chieti, area abruzzese dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (2,07%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti abruzzesi che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,70% del campione femminile ed il 2,16% di quello maschile.  

    Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che i pensionati sono risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,50%) che farà scattare un aumento della polizza; seguono le casalinghe (2,93%). Di contro, sono gli impiegati pubblici coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (1,74%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 216.162 preventivi effettuati in Abruzzo dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2021 e il 31 dicembre 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 16 ed il 19 settembre 2022 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

     

  • Rc auto: in Veneto aumenti in arrivo per quasi 71.000 automobilisti

    Il 2023 si apre con una brutta notizia per quasi 71.000 automobilisti veneti; secondo l’osservatorio di Facile.it – realizzato su un campione di oltre 55mila preventivi raccolti in Veneto su Facile.it a dicembre 2022 – tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

    Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Veneto occorrevano, in media, 377,40 euro, vale a dire l’8,9% in più rispetto a dicembre 2021.

    «Ad incidere sulla tendenza al rialzo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «sono diversi fattori; da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri. In un contesto di rincari, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato potrebbe essere una soluzione per risparmiare e contrastare eventuali aumenti futuri.».

    Rincari e morosità

    I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

    L’andamento provinciale

    A livello regionale il 2,52% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale in linea con quella nazionale (2,51%).

    Analizzando il campione su base provinciale emerge che Belluno è la provincia veneta che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,62%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria le province di Vicenza (2,81%), Treviso (2,73%), Venezia (2,66%) e Verona, aree dove il 2,59% degli assicurati vedrà peggiorare la propria classe di merito.

    Chiudono la classifica Padova (1,99%) e Rovigo, area veneta dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,92%).

    Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

    Ma qual è l’identikit degli automobilisti veneti che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,67% del campione femminile ed il 2,42% di quello maschile.  

    Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che i disoccupati sono risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,67%) che farà scattare un aumento della polizza. Seguono i pensionati (3,22%) e i liberi professionisti (3,11%). Di contro, sono le casalinghe coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (2,02%).

     

    *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 952.070 preventivi effettuati in Veneto dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2021 e il 31 dicembre 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

    Nota metodologica: Indagine mUp Research – Norstat svolta tra il 16 ed il 19 settembre 2022 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.