Categoria: Dieta e Alimentazione

  • AL VIA LA PARTNERSHIP TRA CAFFITALY E FOODNESS

    Alta qualità, innovazione continua, ascolto dei consumatori e attenzione per l’ambiente: sono molteplici i valori condivisi su cui si fonda la nuova partnership tra Caffitaly – l’azienda italiana che con il suo sistema unico, innovativo e sostenibile porta in tazza un’esperienza di gusto mai provata prima – e Foodness – la prima azienda italiana ad introdurre il concetto di Wellness nel settore Ho.re.ca. con bevande senza glutine, senza lattosio, NO OGM, senza grassi idrogenati e senza zuccheri aggiunti.

    Caffè al Ginseng Classico, Caffè al Ginseng Amaro, Ginseng & Matcha, Bevanda d’Orzo Bio, e le tisane gusto Zenzero & Limone e Melograno & Mirtillo: queste le sei bevande Foodness protagoniste della collaborazione – già disponibili sull’e-commerce di Caffitaly, negli oltre 100 monomarca e nella rete di oltre 1.000 negozi multimarca specializzati su tutto il territorio italiano -, che vanno ora ad affiancarsi ai caffè (a marchio Caffitaly e dei torrefattori partner Caffè Cagliari, Chicco d’Oro, Kimbo), ai caffè aromatizzati e alle altre bevande calde (a marchio Caffitaly e dei partner Ricola e Twinings) della vasta proposta di Caffitaly.

    «Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza di gusto mai provata prima. Per questo non possiamo che essere entusiasti della collaborazione con Foodness, che, come noi, presta la massima attenzione alla qualità delle materie prime e investe continuamente in R&D per offrire ai consumatori la miglior esperienza possibile – ha affermato Giuseppe Casareto, AD di Caffitaly. Con Foodness ampliamo la nostra vasta gamma con sei nuove proposte che coniugano gusto e proprietà benefiche, col valore aggiunto di Caffitaly: il sistema brevettato che combina perfettamente la tecnologia di capsule e macchina per esaltare al meglio il gusto e l’aroma dei migliori caffè e delle migliori bevande calde».

    «La partnership con Caffitaly è per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione. Caffitaly è sinonimo di innovazione e qualità, e sono molti i valori che ci accomunano – ha dichiarato Franco Lusetti, AD di Foodness Spa. Siamo lieti quindi che Caffitaly abbia scelto Foodness per ampliare ed integrare la propria gamma con prodotti buoni, golosi e che si adattano ad ogni tipo di esigenza e di stile di vita. Teniamo molto a soddisfare ogni tipo di consumatore, in particolare chi ha problemi di intolleranze ma anche chi è semplicemente attento alla lista degli ingredienti e cerca prodotti dall’alto profilo qualitativo».

     

     

    ***

    A proposito di Caffitaly:

    Con una presenza radicata in oltre 70 paesi nel mondo e circa 450 dipendenti, Caffitaly è una società leader in un mercato in forte espansione come quello del caffè monodose. Nel 2021 l’azienda ha registrato un vero e proprio boom delle entrate grazie al suo innovativo e unico sistema di estrazione che combina perfettamente l’alta tecnologia di macchine e capsule, offrendo ai clienti un’esperienza di gusto superiore, portandola a superare il traguardo di 150mio euro. Caffitaly investe costantemente in innovazione e ricerca per migliorare la propria offerta di macchine e capsule: attualmente la società investe annualmente 2,5 milioni di euro in Ricerca & Sviluppo. Presente in Italia nella rete dei 1000 multimarca, e con oltre 100 punti vendita monomarca sul territorio, l’azienda punta fortemente sull’internazionalizzazione, con il fatturato in capsule che proviene al 71% dal mercato estero.

    https://caffitaly.com/

     

     

    A proposito di Foodness:

    Foodness è un’azienda italiana che ha fatto del wellness la sua mission. Presente nel canale Ho.Re.Ca. attraverso un’ampia rete commerciale con prodotti alimentari innovativi, rigorosamente senza glutine, senza lattosio, senza grassi idrogenati e, dove possibile, con materie prime biologiche. I prodotti Foodness oltre a essere privi di allergeni, coloranti e aromi artificiali, contengono ingredienti pregiati e superfood provenienti da diverse parti del mondo e appartenenti a diverse culture. Foodness è attenta all’ambiente e alla sostenibilità, e dal 2021 è Carbon Neutral, ovvero compensa le proprie emissioni di CO2 investendo in un progetto di riforestazione in Brasile.

  • INGRUPPO riaccende i motori: 19 ristoranti portano in tavola l’eccellenza della cucina a menu e prezzo fissi

    Dall’1 febbraio fino al 30 aprile 2022 torna la nona edizione di INGRUPPO, la manifestazione dell’alta cucina accessibile a tutti. Dopo lo stop forzato dello scorso anno, tradizione e innovazione si fondono, creando una formula vincente a prezzo fisso, sempre più apprezzata.

     

    Mai come ora la ripartenza assume un nuovo stuzzicante sapore. Dopo un anno di stop torna INGRUPPO, con una rinnovata creatività e una forte spinta motivazionale. Un’esperienza concreta del piacere della cucina a menu fisso, per volere degli chef che desiderano in questo modo presentare le loro migliori preparazioni. L’invito è rivolto ad un pubblico curioso, che proprio a tavola trova uno dei maggiori piaceri della vita.

    Per questa edizione 19 ristoranti lombardi, dall’1 febbraio fino al 30 aprile 2022, propongono i loro menu, completi di bevande, tutti, tranne un’iconica insegna, Da Vittorio, allo stesso prezzo garantito.

     

    La formula – Cancellata l’edizione 2021 a causa dell’emergenza pandemica, l’appuntamento annuale INGRUPPO è nuovamente riproposto, pur nel rispetto delle misure di protezione e distanziamento. Seguendo l’ormai tradizionale format, 19 locali presenteranno un menu al costo di 75 euro per persona tutto compreso. Un percorso sensoriale di almeno 4 portate, dall’antipasto al dolce, accompagnato da vino e caffè.
    Unica eccezione il ristorante “Da Vittorio”, il cui menu, completo di bevande e servizio, ha un costo di 180 euro per persona. L’idea che muove l’iniziativa di quest’anno è un ritorno alle origini: nessuna distinzione di merito tra i vari ristoranti. Tutti desiderosi di cucinare le migliori pietanze, offrendo alle persone cibo, ambienti e servizio di altissima qualità. Cucine di tradizione e innovazione che si mescolano per soddisfare le diverse aspettative di un pubblico sempre più vasto, ma pur sempre finalizzato alla difesa dell’immenso patrimonio gastronomico italiano.

     

    La novità – Sono 18 i ristoranti che parteciperanno alla nona edizione, con l’aggiunta di una new entry: il ristorante Nasturzio di Albino (Bg), dove i tre giovani chef e la loro brigata, stuzzicano i palati con piatti contemporanei, spesso nuovi e sempre golosi.

     

    L’appuntamento con INGRUPPO 2022 annovera i seguenti ristoranti: Al Vigneto (Grumello del Monte – Bg), Antica Osteria dei Camelì (Ambivere – Bg), Casual Ristorante (Bergamo), Collina (Almenno S. Bartolomeo – Bg), Cucina Cereda (Ponte San Pietro – Bg), Da Vittorio (Brusaporto – Bg), Frosio (Almè – Bg), Il Saraceno (Cavernago – Bg), Impronte (Bergamo), La Caprese (Mozzo – Bg), Lio Pellegrini (Bergamo), LoRo (Trescore Balneario – Bg), Osteria della Brughiera (Villa d’Almè – Bg), Nasturzio (Albino – Bg), Posta (S. Omobono Terme – Bg), Roof Garden Restaurant (Bergamo) e Tenuta Casa Virginia (Villa d’Almè – Bg).

    Oltre ai locali di Bergamo e provincia, due altre insegne fuori porta, condividono lo spirito di questa promozione: Pomiroeu Giancarlo Morelli (Seregno – MB) e Il Cantinone (Madesimo – So).

     

    L’obiettivo e il target – Il fine ultimo del progetto è quello di promuovere la conoscenza dell’alta ristorazione soprattutto tra le nuove generazioni. Il successo delle passate edizioni è la conferma dell’imprescindibilità di una ricerca delle materie prime fresche e stagionali per un cibo salutare e squisito.

     

    Come prenotare – La promozione dei variegati menu nei 19 ristoranti aderenti a INGRUPPO è valida dall’1 febbraio fino al 30 aprile 2022, a pranzo e a cena, compatibilmente con le scelte e i giorni di apertura dei diversi locali. Sono esclusi il weekend di San Valentino (12-13-14 febbraio) e il giorno di Pasqua (17 aprile). Per prenotare basta chiamare direttamente il ristorante prescelto, specificando la richiesta del menu “INGRUPPO”. Sul sito www.ingruppo.bg.it sarà possibile consultare gli orari e le proposte gastronomiche dei vari ristoranti. Da non perdere sono le pagine Instagram e Facebook dell’iniziativa, ricche di curiosità e aggiornamenti. Qui si possono trovare anche le principali novità dell’edizione 2022, tra cui, in alcuni menu, l’appassionante abbinamento di cibo e vino.

     

    I numeri – Nel 2021 è stato il cibo a diventare la prima ricchezza d’Italia, per un valore pari al 25% del Pil. Secondo il rapporto Coldiretti/Censis, l’arrivo della pandemia ha fatto emergere maggior food awareness: l’83% è disposto a pagare di più per alimenti di cui è garantita la tracciabilità. È in questo panorama di nuovo slancio e consapevolezze che la formula dell’iniziativa INGRUPPO, giunta alla sua nona edizione in dieci anni, si conferma vincente. L’interesse per un’alimentazione sana sta prendendo piede specialmente tra i giovanissimi; lo conferma un recente studio condotto da YouGov per Whole Foods Market in cui emerge che il 68% dei Millennials è disposto a spendere di più per prodotti di livello.

     

    Un quadro confortante, specie per un comparto che nell’ultimo anno si è scontrato con un quadro congiunturale tutt’altro che semplice. È in questa ritrovata consapevolezza che l’associazione INGRUPPO, nata nel 2013, punta a diffondere il piacere del cibo, sensibilizzando il pubblico alla filosofia del moderno ristorante.

  • L’importanza di bere una buona acqua ogni giorno

    Quanto è importante avere la certezza che l’acqua che si beve quotidianamente sia di buona qualità?

    Sicuramente tantissimo, considerando che questa è in grado di influire sul benessere del nostro organismo. Essa infatti offre il giusto apporto di sali minerali di cui nostro corpo ha bisogno, anche semplicemente per una piccola integrazione.

    Delle volte però capita che all’interno dell’acqua cui abbiamo accesso possano esservi delle sostanze nocive o che comunque a lungo andare possono avere effetti indesiderati.

    Da qui nasce allora l’esigenza di fare in modo da purificare l’acqua, così da avere la certezza non vi siano assolutamente elementi che possono dare qualsiasi tipo di problema alla nostra salute.

    In casi come questo, un depuratore d’acqua domestico è la soluzione migliore. Questi dispositivi sono infatti in grado di eliminare dall’acqua le sostanze e gli elementi indesiderati conferendole al tempo stesso un miglior sapore.

    Si fa oggi un grande utilizzo dei depuratori d’acqua domestici, considerando che sempre più spesso le società che gestiscono l’acqua pubblica non sono più in grado di garantire la perfetta salubrità della stessa e considerando altresì che in alcuni casi la parte finale delle tubature, ovvero quella che aggiunge fino a casa, è ormai obsoleta r ossidata e va inevitabilmente ad interferire sulla qualità dell’acqua che otteniamo dal rubinetto.

    Anche per questo motivo diventa prioritario andare a far installare il miglior depuratore acqua in base alle proprie necessità e alle caratteristiche dell’acqua cui si ha accesso.

    Esiste infatti una tipologia specifica di filtro o depuratore per ciascun tipo di acqua da andare a trattare o sostanza da eliminare.

    Un vantaggio indiretto è quello per il quale si andranno ad eliminare le pesanti bottiglie del supermercato con il positivo tornaconto del risparmio.

    Infatti bisogna considerare che il prezzo al litro dell’acqua minerale è almeno 50 volte superiore a quello dell’acqua del rubinetto. Dunque i vantaggi dell’adoperare un depuratore d’acqua domestico sono molteplici.

  • LE CENE DI CLAUDINE” portano l’amore per la cucina nel cuore di Bergamo

    L’amore per la cucina, la passione per il cibo, lo spirito di squadra e la ricerca di piatti sani e gustosi sono gli elementi che caratterizzano il nuovo laboratorio “Le Cene di Claudine”, in via San Lazzaro, 26 a Bergamo. Il progetto gastronomico nato dalla passione di Claudine Giampiccoli e le sue sorelle ha da oggi uno spazio dove creare e raccontare i propri piatti. Nato grazie al contributo e alla passione condivisa per la cucina anche dal marito di Claudine, Sebastiano, il laboratorio prêt à manger è un ambiente ricco di calore, in un’atmosfera familiare, dove gustare o ritirare il proprio menu d’asporto. Un format che si completa con chef a domicilio per eventi privati e richieste personalizzate.

    Il segreto? Un’alchimia tutta al femminile resa ancora più solida grazie al clima familiare e all’approccio attento a un’alimentazione sostenibile, che trasforma i piatti più golosi in ricette capaci di unire gusto e benessere. Ogni piatto diventa così un elisir di lunga vita, una coccola buona e sana, da provare e condividere.

    Nel laboratorio, attrezzato con una cucina professionale, è possibile fermarsi a mangiare un piatto nella pausa pranzo, oppure ritirare pasti da asporto, un luogo accogliente in cui ritrovarsi per trascorrere un momento in compagnia gustando i piatti originali rivistati da Claudine. Uno spazio che non lascia segreti: a dividere la cucina dal bancone e dai posti a sedere, solo una parete a vetri che rende visibile l’area delle preparazioni. E a rendere ancora più confortevole l’esperienza, un angolo libreria.

    Claudine, di mamma belga ma da sempre a Bergamo, ha anche coronato la sua passione per il cibo con un master in Cucina Evolution tenuto dalla dottoressa Chiara Manzi. Il suo è un approccio orientato non solo alla tradizione e alla cucina classica ma anche alla naturalità dei piatti e alla loro leggerezza prevedendo anche proposte macrobiotiche, vegane e vegetariane, per piatti già bilanciati tra proteine vegetali e non. Un esempio? La cacio e pepe evolution, saporita come quella tradizionale, ma più leggera.

    Ogni settimana una nuova proposta, ogni giorno un menu speciale pensato per esaudire i desideri dei palati più esigenti. A partire dalla migliore materia prima, lavorata a mano in maniera autentica, per un gusto che rimanda alla tradizione. Una vera e propria e scoperta nel cuore cittadino, pronta ad accogliere e soddisfare ogni palato!

  • Come affrontare il Black Friday. Le birre Gritz per il venerdì più nero dell’anno

    Offerte, sconti e ribassi: sono queste le parole chiave del periodo più nero dell’anno. Il 26 novembre arriva infatti il Black Friday, giornata in cui in Italia – come nel resto del mondo – si acquista e si risparmia.
    La tradizione vuole che l’origine del Black Friday, ormai importata nel nostro paese e diventata una prassi consolidata da diversi anni, risalga al 1924, quando la catena americana Macy’s organizzò una parata il primo venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento per inaugurare l’inizio delle festività natalizie. A partire da allora, sempre più attività commerciali hanno ripreso ciò che era stato iniziato da Macy’s, intensificandosi sempre di più fino ad arrivare all’apice di vendite negli anni di presidenza di Ronald Reagan.
    L’Italia ha col tempo adottato a sua volta l’usanza statunitense: il Black Friday può diventare, infatti, l’opportunità non solo di risparmiare ma anche di scoprire realtà artigianali del territorio, esplorare un consumo consapevole e portarsi avanti per gli acquisti di Natale, ormai imminente.
    Tra le realtà del territorio da scoprire, quella del birrificio Gritz è davvero singolare. Nato tra i filari della Franciacorta, terra tradizionalmente conosciuta per i suoi vini dove Claudio Gritti, birraio nonché fondatore di Gritz, ha dato vita a un’idea unica: produrre birre per tutti, senza discriminazioni di sorta. Grazie all’innovativo metodo di produzione gluten removed (unico birrificio in Italia nonché uno dei pochi al mondo), è riuscito a produrre birre senza glutine che, attente alla salute di tutti i beer lovers, siano anche buone da gustare. La convinzione è che chi soffre di celiachia non debba privarsi del piacere di una buona birra: nascono così cinque referenze uniche nel loro genere, dedicate ognuna a una donna diversa ma a suo modo importante per Claudio Gritti e per il suo birrificio.
    Le birre Gritz sono tutte certificate senza glutine.
    • La Graziella, ispirata al carattere deciso di nonna Graziella, è una Bohemian Pilsner (5,3%) a bassa fermentazione, dal gusto maltato, con una morbida amaricatura. Dal colore oro pallido e la schiuma densa e duratura, presenta profumi floreali dati dai luppoli cechi, tipici di questo stile. Si abbina a piatti leggeri, come pesce, carni bianche o insalate. Si adatta perfettamente al clima primaverile, stimolando il gusto.
    • La Camilla prende il nome dalla moglie Camilla ed è una birra decisa e seducente (6% vol.), dall’aroma floreale che prima inebria il naso e poi avvolge la bocca, con un sapore di luppolato delicato e piacevole al suo passaggio. È una Indian Pale Ale dal colore ambrato e schiuma persistente e si abbina a piatti di verdure, carne alla griglia e piatti speziati.
    • La Barbara è dedicata alla mitica mamma Barbara: è una Weiss ad alta fermentazione (5,5% vol.), dal sapore delicato che ricorda la banana. E’ di color giallo paglierino, torbida alla vista e dalla schiuma voluminosa, tipica di questo stile. Si abbina perfettamente a piatti salati, ad esempio specialità di mare o insaccati, ma si lascia bere anche da sola, conquistando assaggio dopo assaggio. Presenta una particolare e piacevole acidità, resa ancora più speciale al palato grazie ai sentori fruttati e alle note di chiodi di garofano.
    • La Danda, dedica alla famosa zia che ne ha ispirato il nome, è una birra artigianale ad alta fermentazione di tipo belgian strong ale. Al naso si presenta fruttata, con leggere note alcoliche. Il sapore è liquoroso, con un morbido carattere maltato. Dal colore ambrato, con schiuma fine e compatta, si adatta particolarmente agli abbinamenti di carne, meglio se speziati.
    • La Cri (Alc. 4,7% vol), ispirata alla cara amica Cristina e ultima arrivata nella fermentata famiglia Gritz, è una birra ad alta fermentazione di tipo Dry Stout. I malti tostati spiccano al naso, dando profumi di caffè e un leggero sentore di cioccolato. Il sapore, accompagnato da un amaro ben bilanciato, è deciso e piacevole al palato. La birra presenta un colore tendente al marrone scuro, con una schiuma cremosa e persistente. È l’ideale per pranzi e cene dalle atmosfere primaverili, perfetta da accompagnare con carne stufata o grigliata, ostriche, formaggi saporiti e dessert cremosi. Servita a una temperatura di 7-9°, è preparata con acqua, malto d’orzo, fiocchi d’orzo, frumento, luppolo e lievito.
    In occasione del Black Friday, anche le birre Gritz saranno a loro modo protagoniste con una promozione disponibile sullo Shop Gritz (https://www.gritz.it/shop/) : il 30% di sconto venerdì 26 e sabato 27 novembre con il codice GRITZBLACK30.
    ***
    BIRRIFICIO GRITZ – Nato nel 2015 dalla passione di Claudio Gritti, il birrificio Gritz è l’unico in Italia e uno dei pochissimi birrifici artigianali al mondo specializzato nella produzione totalmente senza glutine da processo gluten removed. Ha sede a Erbusco (BS), nel cuore della Franciacorta. Le sue referenze sono: la Belga della Danda, la Pils della Graziella, la Weiss della Barbara, la IPA della Camilla, la Stout della Cri e la speciale Birra di Natale, tutte certificate senza glutine.
  • Quando il brand abbraccia i propri valori e diventa protagonista dello sviluppo sostenibile. Il caso di QUIN

    La partecipazione alla chiusura del 1° Congresso nazionale ASAND, con uno show cooking, il sostegno all’iniziativa ASAND #laSettimanadelDietista e il coinvolgimento nel progetto pilota ECO -LAB per il riutilizzo degli scarti di produzione. Iniziative che hanno visto nell’ultimo mese la presenza e l’impegno della filiera italiana della quinoa nel perseguire due degli obiettivi dello sviluppo sostenibile: salute e benessere, consumo e produzioni responsabili.

     

    Un ottobre in prima linea per QUIN all’insegna della sostenibilità, della ricerca e dell’innovazione. Il brand che ambisce a diventare la prima marca di quinoa italiana biologica continua ad abbracciare e a perseguire i propri obiettivi, facendosi promotore e simbolo di un’alimentazione sana e gustosa, di uno stile di vita equilibrato e di un approccio all’ambiente responsabile. Un insieme di valori che quotidianamente orientano l’azienda e che nell’ultimo mese hanno trovato realizzazione in diverse iniziative.

    Lo scorso 9 ottobre QUIN ha partecipato con uno show cooking in chiusura del 1° Congresso nazionale ASAND, l’Associazione tecnico Scientifica Alimentazione Nutrizione e Dietetica. L’evento svoltosi in modalità online ha approfondito il ruolo della corretta alimentazione per la prevenzione delle patologie croniche più diffuse in Italia. Esperti nazionali e internazionali si sono avvicendati presentando diversi contributi e aggiornamenti sulle patologie renali croniche, sulla nutrizione sportiva, sulla prevenzione e riabilitazione nelle malattie cardiovascolari, sul diabete e sul ruolo della corretta alimentazione in oncologia. E’ in tale contesto che Virginia Tundo, responsabile commerciale di QUIN è stata protagonista di uno show cooking con la preparazione di due piatti sani e sfiziosi, uno dolce e uno salato.

    QUIN ha sostenuto l’iniziativa nazionale ASAND #LaSettimanadelDietista”, ( https://www.asand.it/settimana-del-dietista ) concorso di buone idee riservato ai dietisti dell’Associazione per la selezione di 5 progetti rivolti alla popolazione e agganciati al tema del World Food Day 2021. Quest’anno il tema è stato sulla valorizzazione dei FOOD HEROES – agricoltori e lavoratori di tutto il sistema alimentare, che coraggiosamente hanno garantito il cibo (sano, sicuro e sostenibile) nonostante il difficile anno di pandemia. Nell’ambito della stessa iniziativa, QUIN è stata anche scelta tra gli #eroidellalimentazione nel progetto ASAND fuori concorso, “La Salute nel Bosco ed in cucina”. Un progetto esperienziale, sul” Bagno di Foresta” o Shinrin-yoku, (un’immersione sensoriale nel bosco) nato in Giappone negli anni ’80, ed un laboratorio didattico di alimentazione e salute, dove alimenti semplici e di origine vegetale, come la quinoa QUIN, sono stati protagonisti. Con la sua ricchezza di proprietà nutritive, la quinoa QUIN coltivata secondo i disciplinari biologici in Italia, è un cibo sano, sicuro, sostenibile ed etico.

    Il riutilizzo degli scarti di produzione per lo sviluppo di nuove attività di impresa e la valorizzazione della filiera agroalimentare. È il filo conduttore di ECO – LAB, innovativo progetto guidato dal Comune di Argenta con la collaborazione dell’Università di Ferrara e il finanziamento della Regione Emilia Romagna. Il 21 ottobre nella suggestiva cornice dell’Agripub La Romagnola, sono stati discussi e analizzati i primi risultati dello studio che vede la partecipazione di diverse aziende del territorio tra cui l’ Az. Agr. Tundo Sebastiano, titolare del marchio QUIN. Prendendo in esame alcuni campioni il prof. Stefano Manfredini dell’Università di Ferrara ha descritto un primo quadro circa le possibilità di trasformazione della quinoa QUIN in prodotti di valore per il settore farmaceutico e della cosmesi. Il progetto sperimentale è ancora nella fase di avvio ma procede con un obiettivo chiaro: far rete per intercettare le risorse disponibili in questo momento storico e non perdere un’occasione essenziale di innovazione.

    Dalle fertili Valli del Mezzano alle case di tutti gli Italiani: la mission dell’azienda è sempre più orientata a proporre la quinoa come alimento sano e versatile, di utilizzo quotidiano. Un obiettivo aziendale, tradotto efficacemente con lo slogan “mangia sano e mangia con più gusto”, espressione con cui il brand intende stringere sempre di più il legame con il consumatore, avvicinandolo a un’alimentazione equilibrata ma gustosa. Un approccio dove la bontà si declina sotto tutti gli aspetti, dal rispetto del territorio a quello delle persone, in un concetto di filiera sostenibile, tutta italiana.

     

     

    QUIN è un brand di proprietà dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano, azienda agricola con sede a San Biagio di Argenta. Guardando con massima attenzione alla sostenibilità alimentare, QUIN ha creato la filiera italiana della quinoa. Dalla coltivazione al raccolto, fino alla trasformazione della materia prima, l’azienda di si impegna a consegnare al mercato un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità. www.quinitalia.com è l’e-commerce dedicato alla vendita dei prodotti a marchio QUIN.

  • Un magico Natale con le tante sorprese di Bennati per il 2021

    L’azienda lombarda, specializzata nel confezionamento di cesti natalizi, si conferma anche per quest’anno un alleato prezioso per rendere il Natale ancora più speciale

    Milano, settembre 2021 – Sono arrivati a quota 37 gli anni di esperienza che vanta Bennati, azienda di Cassinetta di Lugagnano, alle porte di Milano, specializzata nel confezionamento di cesti natalizi.

    Durante questo lungo periodo di tempo, sono state tante le innovazioni che hanno interessato questa originale realtà lombarda, che ha saputo accogliere e affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo ed esigente, investendo sulla qualità dei prodotti e del servizio, sempre puntuale e impeccabile.

    Bennati è diventata negli anni un imprescindibile punto di riferimento per l’acquisto di cesti natalizi, rivolgendosi alle aziende ma anche ai privati, con offerte e consulenze personalizzate. Molte realtà, infatti, sono solite celebrare l’avvento delle festività natalizie con dipendenti, colleghi e partners e il cesto con prodotti eno-gastronomici rappresenta un pensiero perfetto, un dono adatto a tutti e sempre gradito.

    Bennati seleziona con estrema cura i prodotti per il confezionamento dei cesti natalizi, scegliendo come partners aziende italiane qualificate, che utilizzano ingredienti sani e genuini. La bontà dei prodotti contenuti nei cesti natalizi proposti da Bennati rappresenta senza dubbio uno dei tratti distintivi dell’azienda. Ma non è il solo. Bennati, infatti, è una realtà da sempre impegnata nel sociale e dal 2018 collabora con Banco Alimentare, con l’obiettivo di donare pasti a chi ne ha più bisogno. In tre anni, grazie a Bennati sono stati distribuiti oltre 600mila pasti gratuiti e l’obiettivo per il 2021 è arrivare a quota 400mila in un solo anno.

    Bennati si distingue anche per essere un’azienda green: operando nel cuore del Parco del Ticino, non era possibile rimanere indifferenti alla bellezza della natura ma anche alla necessità di salvaguardarla. Per questo la filosofia di Bennati è incentrata sul rispetto dell’ambiente, che si traduce nella scelta di materiali al 100% riciclabili per il packaging e di ingredienti bio.

    Un impegno che viene certificato da oltre 20 anni dal TÜV tedesco, che riconosce l’azienda come un’eccellenza per la qualità dei prodotti e per la riduzione dell’impatto ambientale. La certificazione ICEA, invece, è un riconoscimento speciale che distingue Bennati come un’azienda operatrice del biologico, unica nel settore della regalistica enogastronomica.

  • Alla ricerca di idee regalo a Natale per chi ama il cibo? Ci pensa Bennati

    L’azienda milanese propone anche per Natale 2021 una ricca offerta di prodotti genuini e certificati per cesti natalizi dal gusto unico e inconfondibile

    Milano, ottobre 2021 – L’anno in corso sta ormai avviandosi al suo tramonto e già si può cominciare a pensare alle idee regalo per Natale. Un compito piacevole ma che talvolta può suscitare qualche piccola preoccupazione, in particolare quando si tratta di trovare il dono perfetto per tutti. Per uscire dall’impasse che possono creare alcuni regali di Natale, un’ottima idea è optare per un pensiero eno-gastronomico, che risulterà in ogni caso gradito e senz’altro utilizzato!

    Regalare cesti natalizi, tuttavia, non è solo un modo per trovare facilmente un regalo adatto a tutti: la tradizione legata a questo dono è molto antica e nasce soprattutto come gesto di solidarietà, per condividere beni preziosi, come quelli alimentari, con chi ne ha più bisogno. 

    Non a caso, molti cesti natalizi sono veri e propri regali solidali, che permettono di aiutare concretamente le realtà impegnate a favore delle persone più fragili.

    Bennati, azienda di Cassinetta di Lugagnano, alle porte di Milano, specializzata nel confezionamento di cesti natalizi, dal 2018 opera al fianco di Banco Alimentare per donare pasti gratuiti a chi ne ha più bisogno. Con oltre 600mila pasti donati in tre anni e con l’ambizioso obiettivo di arrivare a quota 400mila nel solo 2021, Bennati ha dimostrato di essere una realtà attenta tanto alla qualità dei prodotti selezionati per il confezionamento dei cesti, quanto alla solidarietà.

    Bennati accompagna l’attenzione verso il tema della solidarietà a una spiccata sensibilità ambientale, che si traduce non solo nella scelta di un packaging realizzato con materiali al 100% riciclabili, ma anche in un’accurata selezione dei prodotti contenuti nei cesti natalizi, tutti provenienti da aziende italiane certificate e da lavorazioni artigianali.

    Con Bennati, scegliere il cesto natalizio perfetto per un regalo aziendale o per un dono a una persona cara è semplice e veloce: il cesto, infatti, può essere acquistato anche online e recapitato direttamente al destinatario in pochi click.

  • La floriterapia Moderna: non medicina “alternativa” , ma un’azione sinergica alle cure convenzionali

    Le essenze floreali che risolvono gli squilibri energetici arrivano dall’Italia, ma anche da Australia e California

     

    Ogni individuo è differente, ed ognuno può quindi guarire in maniera diversa, ricevendo benefici da differenti terapie anche a seconda delle proprie condizioni personali e del proprio stato emotivo. Convinzione comune è che la medicina classica (intesa come la moderna medicina occidentale) e la medicina naturale debbano essere contrapposte, e non possano integrarsi.

    Si possono distinguere due tipi di pensiero:

    • Allopatico, che si focalizza sui sintomi e utilizza cure, principi farmacologici o azioni curative per contrastarli. Secondo questo approccio, ogni malattia si manifesterebbe nello stesso modo in tutti gli individui.
    • Olistico, che prende in considerazione anche gli aspetti non meramente “chimici” del corpo, ovvero elementi immateriali quali l’energia e l’equilibrio interiore. Tra le discipline olistiche rientrano quindi le cure tradizionali e a base naturale, come la floriterapia.

    Certamente ci sarà chi è più incline ad una scuola di pensiero o all’altra, addirittura con un sentimento di diffidenza verso quella opposta. Ma l’approccio più moderno a queste due metodologie, è quello di integrarle. Questo in modo che possano sostenersi l’una con l’altra adattandosi al singolo caso, e perseguendo come fine ultimo il benessere sia fisico che psicologico del paziente.

    Chi è scettico nei confronti della naturopatia, crede che la scienza fornisca elementi sufficienti per trattare qualunque disturbo, e che tutto si possa curare seguendo sempre gli stessi protocolli, variando soltanto dosi e frequenza delle somministrazioni.

    Pur non contestando i grandi progressi e le soluzioni fornite dalla scienza, chi pratica o si sottopone a uno o più tipi di terapie definite di medicina “alternativa”, crede che la scienza fornisca solo una porzione di conoscenza della realtà. Secondo queste persone, la malattia o il disturbo nascerebbero quindi da un problema specifico del singolo paziente, che ogni individuo manifesta in tempi e modi del tutto personali, necessitando di cure e rimedi cuciti su misura.

    Le terapie olistiche di Medicina “Vibrazionale” non si propongono quindi di guarire le malattie a livello del corpo, fornendo una “alternativa” alla medicina classica, ma vanno ad intervenire sulle energie metafisiche, quali i pensieri, le emozioni e l’energia interiore, al fine di portarvi equilibrio.

    Lo squilibrio dell’assetto energetico, porterebbe infatti a stati emotivi negativi, terreno fertile per lo sviluppo di malattie, ed allo stesso tempo un ostacolo per guarirne.

     

    Floriterapia ed i Fiori di Bach

     

    Le origini della floriterapia sono da ricercarsi nell’antica “Dottrina delle Segnature”, che studiava le proprietà terapeutiche delle erbe medicinali. Padre della floriterapia è considerato Edward Bach, medico inglese vissuto tra il XIX e XX secolo in Gran Bretagna. Negli anni ‘30 Bach individuò in 38 fiori, i cosiddetti “Fiori di
    Bach”, altrettanti rimedi utili per sbloccare la forza reattiva di un individuo.

    Ognuno di questi rimedi floreali, è indicato per risolvere diversi squilibri della personalità, che portano a stati emotivi negativi (quali ansia, incertezza, svogliatezza, rigidità mentale,…), con il fine di riconnettere il paziente al proprio Sé più vero. Tra i 38 fiori individuati dal medico figurano piante “comuni” in Europa, quali il pino, il prugno, il castagno, l’ulivo, la genziana, la rosa canina… in Italia se ne può reperire la quasi totalità. I fiori di Bach originali vengono tutt’ora raccolti e preparati secondo la ricetta e le rigide indicazioni di Edward Bach.

     

    Le essenze floreali provenienti dal mondo

     

    Con l’evoluzione della floriterapia negli ultimi decenni, a questi fiori si sono aggiunte anche altre varietà di fiori provenienti da luoghi “mistici”: Più di 60 fiori Australiani vengono raccolti nel “bush”, l’entroterra australiano, nonché oltre 100 Fiori Californiani, provenienti dalle pendici della Sierra Nevada. Alcune di queste essenze sono oggi rese disponibili per curare in maniera specifica anche gli animali da compagnia.

     

    Chi può trarre beneficio dalle essenze floreali

     

    Una delle caratteristiche per cui i le essenze floreali sono così apprezzate, e raccomandabili a tutti, è che non hanno controindicazioni, né incompatibilità con i medicinali. Qualora un paziente assumesse un fiore dedicato ad un disequilibrio che non presenta personalmente, non si avrebbero eventi avversi.

    Che si sia improntati o meno a credere nei principi e nella potenzialità della medicina naturale e delle terapie vibrazionali, anche un possibile effetto rilassante o placebo derivante dal provare queste essenze potrebbe portare ad una buona predisposizione mentale, capace di agevolare la guarigione.

     

    La floriterapia a supporto della salute e di una “vita sana”

     

    Salute del corpo e stato d’animo non sono scissi.

     

    Per guarire, oltre che trattare il sintomo, è utile e necessario curare lo stato emotivo negativo alla base, sviluppando uno stato positivo o una virtù contrapposta, in modo da entrare in uno stato armonico il più favorevole possibile alla guarigione.

    Affidarsi alla floriterapia non significa soltanto “curarsi con i fiori”, ma abbracciare una filosofia che considera l’individuo non solo nelle sue componenti organiche, ma anche emotive e psicologiche. In un approccio moderno alla medicina, la salute globale non è vista come semplice assenza di malattia, ma benessere globale di corpo, mente, società e ambiente, e anche come evoluzione psicofisica.

    I rimedi naturali e la floriterapia si integrano quindi in un concetto di “vita sana” che contempera uno stato fisico ottimale, un’alimentazione corretta ed un solido equilibrio interiore.

     

    A cura della Farmacia di Montelupone in provincia di Macerata, specialisti in floriterapia.

    Farmaciamontelupone.it

  • MedicAir Food e la shelf-life degli alimenti: di cosa si tratta?

    MedicAir Food, azienda di consulenza alimentare, rappresenta un importante punto di riferimento per la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni per prolungare la shelf-life degli alimenti.

    Milano, settembre 2021 – L’espressione shelf-life degli alimenti è diventata sempre più di uso comune nel corso degli ultimi anni, ma per comprenderne appieno il significato è bene rivolgersi a esperti del settore, in grado di fornire una spiegazione completa ed esaustiva. Il team di MedicAir Food – azienda di consulenza alimentare nata come spin-off di MedicAir Group, leader nell’ambito dell’Home Care – affronta tutti i giorni le sfide legate proprio al prolungamento della shelf-life degli alimenti, al fine di evitare gli sprechi e migliorare la qualità dei prodotti destinati al consumo.

    La shelf-life, infatti, espressione che tradotta letteralmente dall’inglese suona come “vita di scaffale”, designa la vita commerciale di un alimento, ossia il tempo che intercorre tra la sua produzione e il suo consumo, senza che si incorra nel rischio di problemi di salute.

    In particolare, si parla solitamente di shelf-life primaria e shelf-life secondaria, indicando con la prima l’intervallo di tempo compreso tra la produzione e il confezionamento, mentre con la seconda la capacità, da parte del prodotto, di conservare le sue qualità nutrizionali, organolettiche e igieniche anche dopo l’apertura della confezione. In sintesi, la shelf-life di un alimento risulta accettabile nel momento in cui non si ravvisa la presenza di microrganismi nocivi per la salute umana, né modifiche di odore, sapore, colore e nemmeno, infine, una diminuzione delle sue proprietà nutritive dovute, per esempio, all’ossidazione delle materie prime.

    Per il consumatore finale, comprendere qual è la shelf-life di un alimento è abbastanza facile: occorre semplicemente saper leggere nel modo corretto l’indicazione della data di scadenza del prodotto. Infatti, gli alimenti sulla cui confezione è riportata la dicitura “da consumarsi entro…” non possono essere consumati oltre il periodo di tempo indicato, mentre quelli con riportata la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro…” possono essere consumati anche qualche giorno dopo la data di scadenza.

  • I benefici dell’Aloe Vera

    L’aloe è una delle piante più conosciute al mondo per le sue proprietà benefiche. Sono circa quindici le specie di questa pianta che presentano queste proprietà, tra cui proprio l’Aloe vera, conosciuta anche col nome di Aloe delle Barbados. Questa pianta, appartenente alla famiglia delle Aloeaceae e originaria dell’Africa, è coltivata ormai in tutte le zone del mondo dal clima caldo e secco. Cerchiamo di saperne di più.

    Scopi, utilizzo e benefici dell’Aloe Vera

    L’uso delle proprietà dell’aloe avvengono maggiormente sottoforma di succo e gel che si ricavano dalla pianta stessa. E’ importante che il prodotto ricavato sia il più naturale possibile, per garantirne un’efficacia maggiore.  Un primo uso è sicuramente cutaneo. Infatti,dalle foglie si estrae un succo denso e gelatinoso ricco di principi attivi.  Questo gel, impiegato per un uso esterno e ricco di vitamina C e collagene, svolge un’azione idratante ed emolliente per dare sollievo a bruciature, scottature solari o di altro tipo, e sulle punture d’insetto. E’ un ottimo rimedio anche per combattere e ridurre l’acne e favorire una rapida cicatrizzazione della pelle proprio grazie al collagene che aumenta la rigenerazione cellulare.

    L’aloe può essere impiegata anche sul cuoio capelluto per un’azione anti-caduta, rendendo i capelli più forti e luminosi. Il succo di aloe vera, invece, agisce come un vero e proprio gastroprotettore naturale, per lo stomaco, aiutando a ridurne l’acidità dovuta a disturbi gastrici derivati da malattie, gastrite o semplicemente da stress e cattiva alimentazione.

    E’ utile anche per aiutare a svolgere al meglio le funzioni del pancreas, attivando la produzione dei succhi digestivi, regolando l’attività dell’insulina e stabilizzando il glucosio nel sangue; nel fegato regola l’attività epatica depurandolo da tossine e altre sostanze dannose per l’organismo.

    Rafforza il sistema immunitario,proteggendo l’organismo dalle infezioni virali, quali raffreddamento, febbre, bronchiti e altre. Molto interessante è anche l’azione riduttiva per le infiammazioni: contiene steroli vegetali che aiutano a combattere malattie reumatologiche autoimmuni, come artrite, reumatismi e dolori articolari generici.

    Un altro uso per cui è nota l’aloe è quello lassativo: il puro succo da bere stimola una regolare attività intestinale favorendo l’evacuazione delle feci. La presenza di molte vitamine nel succo, come la vitamina A, C, E, B1 e B12 e di un amminoacido come la cisteina, garantiscono un’azione antiossidante e contrastano l’invecchiamento cellulare per un’azione anti-age.

    Aloe Vera: un alleato per perdere peso

    In pochi forse sanno che l’aloe vera, oltre a svolgere un’attività depurativa, velocizza anche il metabolismo e riduce il tessuto adiposo. Infatti aiuta a far bruciare grasso corporeo più rapidamente, placando anche il senso di fame. Il succo di aloe, rallentando lo svuotamento gastrico, dà all’apparato digerente maggior tempo per assumere meglio contenuti energetici e proteine come il collagene, che è di difficile digestione, costringendo l’organismo ad attingere alle riserve di grassi e zuccheri per la propria energia. In questo modo è favorita l’azione del bruciare calorie.

    Oltre che sottoforma di gel e succo, l’aloe può essere assunta anche come integratore alimentare, di solito compresse. Ad esempio, un integratore utile se si vuole perdere peso è Aloe Vera Slim,compresse che, se assunte quotidianamente e in maniera regolare, aiutano a eliminare le tossine, riattivare l’organismo e a bruciare calorie. Per avere maggiori informazioni sulle proprietà benefiche dell’aloe, sull’azione dimagrante e il suo contributo alla perdita di peso, potete consultare il sito https://www.aloeveraslim.info. In conclusione, dopo aver visto le molteplici proprietà benefiche di questa pianta, a prescindere di come si assume,bisogna ricordare però che è sempre importante affidarsi ai consigli del proprio medico.

  • Come conservare gli asparagi grazie alla tecnologia alimentare? Ce lo dice MedicAir Food

    L’azienda, pioniera della creazione di soluzioni innovative per l’industria agroalimentare, ha di recente messo a punto un nuovo sistema per garantire l’ottimale conservazione degli asparagi.

    Milano, luglio 2021 – Il settore agroalimentare è in continua trasformazione e la richiesta di soluzioni innovative per la lavorazione e la conservazione dei prodotti è in costante ascesa. Sono sempre di più, infatti, le aziende che cercano nuovi sistemi per conservare gli alimenti in modo ottimale, conservandone le proprietà nutritive e organolettiche e, nel contempo, garantendo la salute dei consumatori.

    Per rispondere a questa esigenza, MedicAir Food – spin-off di MedicAir, azienda leader nel settore dell’Home Care – ha avviato un’interessante collaborazione con un’importante realtà del comparto del food&beverage, offrendo una pionieristica soluzione per la conservazione degli asparagi. Per raggiungere questo obiettivo, lo staff dell’azienda ha eseguito test specifici sulle modalità tramite le quali è possibile lavorare e conservare il prodotto:

    • Prima di tutto, le verdure sono state cotte sottovuoto e successivamente abbattute; 
    • Un altro test prevedeva di limitarsi a scottare e abbattere l’asparago, per poi confezionarlo in ATP (atmosfera protettiva); 
    • In un ulteriore esperimento, gli alimenti sono stati lavati a crudo mediante l’utilizzo di appositi antiossidanti e poi confezionati in ATP. In questo caso sono state usate due diverse miscele, con l’obiettivo di verificare nel corso del tempo quale si sarebbe dimostrata più performante;
    • Un’ultima sperimentazione ha comportato invece il surgelamento degli asparagi tramite l’immersione in azoto e il successivo confezionamento in ATP.

    La pluralità di test è stata una scelta guidata da motivazioni ben precise: lo staff di MedicAir Food, infatti, allo scopo di soddisfare al meglio alle richieste dell’azienda con cui ha intrapreso la collaborazione, ha voluto proporre diverse soluzioni di conservazione dell’asparago, in modo che il cliente potesse scegliere quella a suo avviso più idonea.

  • Un open day tutto da gustare

    QUIN presenta il 7 luglio 2021 la Filiera Italiana della Quinoa aprendo le porte dell’Azienda Agricola Tundo Sebastiano ad Argenta (FE) dove natura, passione e tradizione si incontrano

     

    Tutti pazzi per la quinoa, pianta erbacea che per l’importanza delle sue proprietà nutritive e salutari è annoverabile a pieno titolo tra i super food. Originaria di Perù e Bolivia, ha trovato nell’Azienda Agricola Tundo Sebastiano, con sede a San Biagio di Argenta (FE), un modello di agricoltura etica e sostenibile che con il marchio QUIN ha dato vita alla Filiera Italiana della Quinoa nell’oasi naturale del Pre Parco del Delta del Po.

    Immersa in un territorio ideale, l’azienda trova nell’entusiasmo del giovane e innovatore Sebastiano la forza di far crescere un progetto ambizioso. L’obiettivo, infatti, è quello di far entrare nell’alimentazione moderna la quinoa, con tutti i benefici da essa derivanti, grazie alla più vasta gamma di prodotti a base quinoa italiana da filiera bio controllata e certificata presente sul mercato. Un’offerta che comprendente diverse tipologie di prodotto, dalla farina, ai chicchi, alle gallette, ma anche crackers, pasta, quinoa birrificata, potendo così spaziare in modo versatile durante tutta la giornata, dalla colazione al pranzo, fino a merenda e cena, o per un qualsiasi altro momento di pausa.

    L’open day del 7 luglio 2021 nasce dal desiderio di far conoscere i valori che caratterizzato “QUIN” la Filiera Italiana della Quinoa, vivendo per un giorno l’azienda agricola non solo nelle sue dinamiche produttive, ma anche nella constatazione di una filiera interamente dedicata alla produzione e alla trasformazione della quinoa e dei prodotti da essa derivati, per garantire un prodotto di alta qualità, sano, gustoso ed eticamente sostenibile.

    Gli ospiti potranno così provare personalmente un’esperienza sensoriale che passa dal rispetto costante dei rigidi protocolli della coltivazione biologica, ai principi di conservazione e rotazione dei terreni, per ottenere una varietà di quinoa caratterizzata da un basso contenuto di saponine. Fattore e peculiare, questo, poiché la ridotta presenza della sostanza che ricopre la maggior parte dei chicchi coltivati all’estero consente di non decorticare le produzioni QUIN, mantenendo tutte le proprietà integrali del chicco: concentrazione di minerali e fibre, un sapore molto più profondo e ricco, fino alla sua declinazione gastronomica, superando così le successive fasi di stoccaggio e selezione, per arrivare alla trasformazione in pasta e altri prodotti derivati con tutte le caratteristiche organolettiche, gustolfattive e nutrizionali che rendono la quinoa a marchio QUIN un unicum nel panorama attualmente presente sul mercato.

    Il primo open day di QUIN, degustando piatti gustosi, accompagnati dalla quinoa birrificata Quinoa IPA, Quinoa Maqui e infine Quinoa Ale, dal delicato profumo di luppolo e dal sapore bilanciato, è anche l’occasione per scoprire in anteprima la nuova veste grafica e relativo packaging con cui si esprimeranno i valori e l’essenza di “QUIN” la Filiera Italiana della Quinoa che verranno esposti per la prima volta alla Fiera Sana, dal 9 al 12 settembre, a Bologna.

     

    QUIN è un brand di proprietà dell’Az. Agr. Tundo Sebastiano, azienda agricola con sede a San Biagio di Argenta. Guardando con massima attenzione alla sostenibilità alimentare, QUIN ha creato la prima filiera italiana della quinoa. Dalla coltivazione al raccolto, fino alla trasformazione della materia prima, l’azienda di si impegna a consegnare al mercato un prodotto orgogliosamente italiano, affidabile e di altissima qualità. www.quinitalia.com è l’e-commerce dedicato alla vendita dei prodotti a marchio QUIN.

  • Sviluppo produttivo, strategie 2021-2022 e mood rinnovato per l’Open Day Ferraboli

    Domenica 27 giugno a Prevalle (BS), in una cornice incantevole tra verdi ulivi e piatti da chef, si è svolto con successo l’Open Day Ferraboli, una giornata dedicata agli addetti ai lavori, organizzata dal team Ferraboli e diretta dal CEO Davide Apollonio, durante la quale sono state presentate le strategie di marketing 2021-2022,  le novità di prodotto e  le tecniche produttive ad esse connesse.

    Solidità, resistenza, semplicità di montaggio, praticità d’uso e qualità dei singoli componenti. La scelta delle materie prime di Ferraboli, dal vetro all’acciaio inox, passando per ghisa, lamiera e legno, è estremamente rigorosa e tutti i trattamenti delle superfici a contatto con gli alimenti sono certificati a garanzia dell’idoneità e della qualità del prodotto finale: tutto questo è stato ampiamente trattato durante l’intera giornata, con dimostrazioni pratiche sul montaggio e l’utilizzo dei prodotti.

    Video tutorial, shooting fotografici e riprese aeree hanno immortalato il meeting e le esercitazioni che hanno messo in scena i barbecue di casa Ferraboli, vere e proprie eccellenze del Made in Italy, progettati per soddisfare qualsiasi esigenza e valorizzare il gusto di ogni piatto.

    I nuovi modelli e quelli più rappresentativi sono stati oggetto di lezioni esaustive che hanno reso fruibili le tecniche di cottura, la preparazione e degustazione di piatti e ricette regionali, i consigli per grigliare in totale sicurezza, nell’ambito di un processo di miglioramento continuo e costante da parte del settore di ricerca e sviluppo Ferraboli.

    A pochi mesi dall’acquisizione di BST, l’azienda bresciana ha preannunciato gli eventi fieristici, le campagne digital e off line, il nuovo mood nella comunicazione ATL e BTL con rinnovate proposte per il trade e il consumatore finale. Un ulteriore passo avanti, insomma, per confermare un progetto di leadership in costante ascesa nel pieno rispetto delle tradizioni.

    Dal 1964, Ferraboli produce attrezzature e accessori di qualità per la cottura degli alimenti su griglia, piastra e spiedo. Dai barbecue a gas o a carbonella alle graticole e bistecchiere elettriche, Ferraboli vanta un vasto catalogo di soluzioni per la cucina pensate per incontrare ogni richiesta. Tutti i prodotti Ferraboli sono robusti e pratici da montare e utilizzare, realizzati rivolgendosi tanto alle feste outdoor in famiglia quanto alla ristorazione professionale. Dietro a ogni barbecue, griglia, bistecchiera e girarrosto c’è una solida esperienza maturata in oltre mezzo secolo di produzione di kitchen equipment, sempre all’insegna dell’alta qualità Made in Italy e di una passione innovativa rivolta alle nuove tendenze internazionali. Se una grigliata è prima di tutto buon cibo e convivialità, Ferraboli si impegna a offrire gli strumenti per realizzarla al meglio.

    Ferraboli srl – Via Industriale, 27 – 25080 Prevalle (BS) -Tel +39 030 603821 – Fax +39 030 6801171 – [email protected] Marketing Ferraboli: marketing@ ferraboli.it – Andrea Pasini

    Ufficio Stampa – Studio Binaschi – Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 MILANO – tel. 02.36699126 www.studiobinaschi.it

  • Alba, la fragola che contribuisce a contrastare il tumore al seno

    Uno studio internazionale pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” mette in luce le proprietà benefiche della varietà proposta da Geoplant Vivai, con riscontri positivi sia per gli agricoltori in termini di reddito che per di gradimento per il pubblico

     

    La fragola come alimento virtuoso per la salute dell’uomo e la prevenzione di patologie cronico-degenerative. A verificare l’ipotesi è un importante studio pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” del gruppo “Nature” che ha preso in esame la varietà Alba, ottenuta da un’idea di Oscar Secondo Danesi, fondatore del centro di ricerca New Fruit, poi confluito in Geoplant Vivai, azienda vivaistica di Ravenna, che produce e commercializza cultivar prevalentemente high chilling requirement.

    La ricerca, che ha dimostrato come il consumo di fragole possa essere particolarmente utile nel contrastare la proliferazione di cellule tumorali al seno, ha visto protagonista un’importante rete di istituzioni scientifiche. Da una parte l’Università Politecnica delle Marche attraverso la collaborazione tra il Prof. Maurizio Battino della facoltà di Medicina e il Prof. Bruno Mezzetti del Dipartimento D3A e dall’altra il Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino (Prof. Mirco Fanelli) e la Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell’Università di Camerino (Dott. Augusto Amici).

    La scelta di concentrare lo studio su Alba deriva da precedenti lavori svolti dai gruppi di ricerca di Mezzetti e Battino che avevano già dimostrato le qualità nutrizionali della varietà moltiplicata e commercializzata da Geoplant Vivai, individuando un aumento significativo della capacità antiossidante plasmatica dopo consumo a lungo termine. Dunque in virtù di queste caratteristiche antiossidanti e dell’elevato contenuto di vitamina C e di polifenoli (perlopiù flavonoidi, rappresentati per la maggior parte da antociani) si è ottenuto un estratto per svolgere lo studio che prevedeva il trattamento di cellule tumorali in vitro, per verificare l’eventuale effetto antiproliferativo della fragola su cellule di cancro al seno e successivamente la valutazione dell’effetto su esseri viventi (analisi in vivo). I risultati hanno suggerito che oltre a contenere alte quantità di composti bioattivi, la fragola Alba possiede un potenziale anti-invasivo molto interessante, in grado di ridurre la vitalità delle cellule del carcinoma mammario sia in vitro che in vivo.

    Storicamente il comparto fragola rappresenta per Geoplant Vivai uno dei segmenti trainanti sia in Italia che all’estero. Il miglioramento genetico, avviato in maniera ufficiale nel 1997 da New Fruit e portato avanti da Geoplant Vivai a partire dall’anno 2010, ha permesso alla realtà ravennate di crescere affermandosi su vari mercati, Europei ed extra UE. Merito di questo successo è anche di Alba, varietà di punta registrata con il codice NF311 e coperta da brevetto e marchio.

    Siamo molto legati ad Alba. commenta Lucilla Danesi, responsabile commerciale di Geoplant Vivai Questo nome è stato scelto da mio padre per onorare sua mamma, quando ancora era in vita, Prim’Alba. Si tratta di una fragola molto precoce, produttiva, di colore rosso brillante e dalle importanti caratteristiche organolettiche. Quando una fragola vale siamo ovviamente appagati non solo per quanto ottenuto dal nostro lavoro, ma anche per i benefici che può garantire agli agricoltori in termini di reddito e per il gradimento del pubblico. Sosteniamo tanti progetti sulla fragola e scoprire che una varietà di nostra invenzione ha queste caratteristiche benefiche contro delle linee tumorali al seno ci restituisce una soddisfazione incredibile. Oggi l’alimentazione è al centro di un discorso legato alla cura e alla prevenzione delle malattie e per questo motivo gli studi e le scoperte condotte intorno ad Alba ci riempiono di orgoglio”.

     

     

    Geoplant Vivai è una società agricola romagnola presente sul mercato da quasi quarant’anni, specializzata nella coltivazione di piante di fragola e da frutto. Consapevole che le piante non rappresentino un bene di consumo, ma di investimento, l’azienda agisce su più direttrici per interpretare le esigenze dei clienti, impegnarsi a migliorare la struttura e la morfologia delle cultivar, controllare tutti i processi per la sicurezza sanitaria e proporre le migliori varietà provenienti dalla ricerca mondiale.

  • Dimagrire senza diete restrittive: come si fa?

    Sono molte le attività e i progetti quotidiani che richiedono la giusta dose di forza di volontà al fine di raggiungere gli obbiettivi desiderati. Un esempio condiviso indistintamente da donne e uomini è l’esigenza di raggiungere la giusta forma fisica attraverso una perdita di peso costante e regolare. Non tutti riescono a seguire con determinazione percorsi alimentari rigidi, cedendo spesso alla tentazione di consumare cibi sconsigliati o comunque fuori regime. Questa circostanza può generare un senso di insoddisfazione costante, vista l’incapacità sia di portare avanti il percorso, sia di perdere i kg desiderati.

    Nonostante la necessità di perdere peso sia piuttosto comune, spesso le differenti circostanze alla base possono creare non poche difficoltà in questo percorso. Alcune persone infatti necessitano di una dieta particolarmente restrittiva che può causare scompensi ed esitazioni di diverso genere; la presenza di determinate patologie o intolleranze di tipo alimentare possono rivelarsi un ostacolo insormontabile nel tentativo di seguire tipologie di dieta particolarmente ferree. Una svolta fondamentale è rappresentata da un prodotto innovativo e di qualità come Slim4Vit, https://www.slim4vit.fit/, fortemente consigliato per chi vuole perdere peso in poco tempo senza dover ricorrere a regimi alimentari stringenti.

    Come perdere peso senza mettersi a dieta

    Chiarito quanto possa essere difficile per alcune persone seguire una dieta particolarmente dura, sia a causa di patologie o intolleranze alimentari, sia per negligenza dal punto di vista della forza di volontà, è bene conoscere percorsi e metodi alternativi al fine di raggiungere comunque l’obiettivo sperato. Un primo percorso utile che può alleggerire il ritmo della dieta è senza dubbio l’attività fisica; dedicare diverse ore e giorni a esercizi ginnici ottimizzati e performanti per la perdita di peso e per tonificare il corpo può essere un’arma fondamentale per bruciare grassi in eccesso e raggiungere la forma sperata.

    Un’altra possibilità particolarmente diffusa negli ultimi tempi è rinomata per gli ottimi benefici e risultati ottenibili è quella dell’utilizzo di determinati prodotti atti a facilitare i processi dimagranti senza la necessità di optare per diete restrittive. Slim4Vit è uno dei prodotti più innovativi e di qualità in questo settore; il suo composto è in grado di velocizzare il metabolismo, ottimizzare i processi per bruciare i grassi convertendoli in energie utili per il proprio organismo. Inoltre, è uno dei prodotti maggiormente consigliati dai medici e specialisti del settore in virtù dell’assenza di sostanze sintetiche che possono presentare effetti deterrenti per l’organismo. Grazie alla presenza di elementi come l’alga spirulina è possibile ottenere un soddisfacente senso di sazietà che permette una più agevole tendenza a seguire un regime alimentare sano e bilanciato.

    Considerazioni finali

    Il bisogno di perdere peso accomuna persone dalle condizioni ed esigenze diverse, per quanto l’obiettivo finale sia il medesimo. È importante però essere consapevoli del fatto che non tutte le nozioni e consigli generali sono validi a priori; affidarsi a consulti medici e al consiglio di specialisti del settore deve essere una consuetudine consolidata per non incorrere in problemi ben più gravi. Anche nel caso in cui si decida di optare per prodotti dimagranti o integrativi, è sempre necessario riscontrare se si tratti di prodotti consigliati dai professionisti del campo sia per qualità che per proprietà positive e concrete, come nel caso di Slim4Vit.

  • Come perdere peso con i prodotti bruciagrassi

    Il sovrappeso rappresenta un fattore di rischio importante per la salute. Il grasso in eccesso causa patologie che influenzano il sistema cardiovascolare, favoriscono l’insorgenza di diabete, apnee durante il riposo, disturbi osteoarticolari o danni epatici di diversa entità. Il sovrappeso si può però combattere con specifici accorgimenti, tra cui l’assunzione di integratori che favoriscano la diminuzione del peso corporeo e aiutino nel raggiungere e mantenere la propria costituzione entro i giusti parametri. Per perdere peso occorre ristabilire le normali funzionalità del metabolismo, contrastando il senso di fame nervosa e conducendo una vita con abitudini sane e meno sedentaria. Vi sono parecchi prodotti sul mercato; tra i migliori bisogna senz’altro nominare Keto Actives, di cui puoi verificare l’efficacia sul sito dell’integratore ketoactives.info. Si tratta di un integratore alimentare realizzato con ingredienti naturali al 100%. Un valido bruciagrassi che offre supporto nei regimi alimentari controllati, è il miglior prodotto per uomini e donne che necessitino di un aiuto per raggiungere il peso forma.

    Sfruttare la chetosi per dimagrire

    Tutti produciamo corpi chetonici: si formano nell’organismo, in particolare nel fegato. Per tale motivo, nel caso di diete dimagranti povere di carboidrati e zuccheri, il metabolismo di ognuno deve essere in grado di stimolare la produzione dei corpi chetonici da substrati lipidici. L’assunzione di chetoni esogeni accelera l’attività metabolica e induce al dimagrimento. Nella maggior parte dei casi, i chetoni esogeni sono trigliceridi presenti in diversi fonti alimentari come l’olio di cocco, un integratore chetonico esogeno naturale. I chetoni esogeni sono fra i più apprezzati poiché riescono a indurre uno stato ottimale per sostenere un regime dietetico ipocalorico, senza la totale eliminazione di carboidrati o periodi di digiuno forzato. La chetosi quindi, può essere appunto stimolata dall’assunzione di chetoni, che, associati ad altri super alimenti naturali, attacca i grassi in eccesso e velocizza il metabolismo, portando in tempi brevi a riequilibrare il proprio indice di massa corporea.

    Dimagrire con gli integratori bruciagrassi

    È dimostrato che gli effetti degli integratori bruciagrassi si amplifichino per merito dell’attività fisica. Il modo migliore per sveltire il dispendio metabolico basale è quindi attraverso lo sport. Non occorrerà diventare dei campioni, sarà sufficiente evitare di condurre uno stile di vita eccessivamente sedentario. L’aumento del movimento contribuirà ad aumentare le possibilità di successo degli integratori bruciagrassi, evitando anche il tanto temuto recupero del peso perso quando si cessa l’uso del prodotto.  Una dieta a basso contenuto di carboidrati semplici dovrà fornire proteine a sufficienza, grassi dagli effetti positivi, varie vitamine e minerali, per sostenere il lavoro svolto dall’integratore.

    Ulteriori consigli

    Anche il riposo ha la sua importanza! È stato scientificamente dimostrato che le persone che dormono meno hanno maggiori probabilità di soffrire di obesità, diabete e ipertensione. Se si vuole ottenere il massimo da un bruciagrassi magari valido come Keto Actives, occorre supportare il metabolismo con le giuste ore di riposo. Ricordiamo inoltre che i bruciagrassi più stimolanti, causano un aumento della temperatura corporea con la conseguente perdita di liquidi nell’aumentata sudorazione: sarà molto importante una costante idratazione. Questo problema potrà mitigarsi bevendo un buon quantitativo di acqua, o inserendo nell’alimentazione tisane, infusi, zuppe e altri prodotti liquidi, come quelli estratti dalla frutta.

    Concludendo

    Le persone che riescono ad avvicinarsi al loro peso ideale potranno apprezzare un’enorme differenza nella loro vita e nella loro salute: un obiettivo che alcuni continuano a cercare di raggiungere per tutta la vita. Sarà indispensabile apprendere le modalità opportune per perdere peso, come mantenerlo e quali integratori siano i più adeguati: propositi sempre validi prima di iniziare ogni percorso di dimagrimento.

  • Come migliorare la digestione e perdere peso in fretta

    La cattiva digestione è un disturbo molto diffuso. Si stima infatti che circa il 35% degli italiani abbia dei disturbi digestivi e molti di loro non sono neanche coscienti di averlo. A causa di una digestione lenta molte persone non riescono a perdere peso. Le cause possono essere diverse, ma sicuramente questo problema via ad influenzare la vita quotidiana di chi ne è affetto. Infatti mangiare non è solo un istinto, ma anche un piacere e la cattiva digestione va ad eliminare tutte le emozioni piacevoli che derivano da un buon pasto. Uno dei modi più comuni ed efficaci per risolvere il problema della cattiva digestione è l’utilizzo di integratori alimentari,come Idealis, di cui puoi approfondire le caratteristiche sul sito idealisintegratore.com, che integrano enzimi digestivi per migliorare la digestione. Oltre all’utilizzo degli integratori va comunque eliminata la causa che porta ad un problema digestivo

    Cause e sintomi di una cattiva digestione

    Un sistema digestivo problematico può essere dovuto a diversi fattori come lo stress, l’alcol e l’eccessivo uso di farmaci. Inoltre anche una alimentazione scorretta può potare ad avere una cattiva digestione, anzi è proprio una delle prime cause. I pasti abbondanti, ricchi di cibi grassi e fritti o con grandi quantità di fibre di certo non aiutano a velocizzare il metabolismo, anzi. Se sono in atto cambiamenti ormonali, come in gravidanza o durante le mestruazioni o in menopausa, si può avere una cattiva digestione. Anche alcune patologie organiche o funzionali, come gastrite o ulcera, e patologie neurologiche sono tra i fattori che possono compromettere la digestione. In questi casi è sempre un bene rivolgersi al proprio medico curante. Come detto in precedenza, molte persone non si rendono conto di avere una digestione lenta anche si i sintomi sono molto chiari. I principali sintomi sono i crampi nella zona addominale, nausea e pancia gonfia, senso di costrizione, ad esempio si sentono stretti e opprimenti i vestiti che si indossano, si sente un sapore amaro in bocca, continua sonnolenza. Questi sintomi si possono attenuare facilmente, basta prendere alcuni accorgimenti.

    Come riattivare l’apparato digestivo

    È essenziale seguire uno stile di vita corretto, eliminando le cattive abitudini, per migliorare la propria digestione. Seguire una buona alimentazione è un primo passo verso una digestione sana. Bisogna evitare i pasti troppo abbondanti, le calorie che vanno assunte ad ogni pasto vanno adeguate al proprio fabbisogno. In linea generale bisognerebbe fornire al proprio corpo dalle 400 alle 800 calorie a seconda dell’attività fisica che si svolgono. Una buona abitudine da avere è quella di evitare di mangiare prima di fare sport o attività mentali particolarmente intense. Inoltre bisognerebbe distanziare i pasti di circa 3/4 ore l’uno dall’altro. Quando si mastica, poi, bisogna farlo lentamente, questo farà si che lo stomaco possa lavorare con calma. Non si deve neanche dimenticare che bere è importantissimo. Non assumere abbastanza acqua rende la digestione più lenta. Attenzione, però, ad non bere troppo durante i pasti perché sarebbe controproducente. Quindi i liquidi vanno distribuiti equamente durante il corso della giornata. Per quanto riguarda i cibi difficili da digerire, come il caso dei legumi, data scegliere quelli decorticati e cuocerli don erbe che aiutano la digestione (alloro, salvia, semi di finocchio). Un’ultima consiglio è quello di consumare tisane per digerire come quelle a base di zenzero, camomilla, finocchio, menta e tiglio.

  • Ice Cube: «Innovazione e sostenibilità, le nostre chiavi per ripartire»

    Innovazione e sostenibilità sono le leve su cui il mondo intero scommette per la ripartenza nel post Covid-19. Le uniche che potrebbero arginare le perdite portate dalla pandemia. Perdite che per il settore HoReCa si stima possano ammontare a 31 miliardi di euro nel 2020 e ad altri 20 miliardi tra gennaio e maggio 2021. Una strada su cui sta investendo anche Ice Cube, azienda leader nella produzione, vendita e distribuzione di ghiaccio alimentare confezionato. Alle nuove tendenze di consumo innescate dalle esigenze di distanziamento e dalle restrizioni anti-contagio devono corrispondere, infatti, nuovi prodotti, nuovi packaging e nuovi approcci comunicativi.

    Così, per rispondere a un consumo “on the go” ‒ che per molti mesi è stata l’unica modalità possibile per la consumazione di bevande acquistate presso i locali ‒ Ice Cube ha ideato nuovi prodotti, come Flat pack, l’innovativa produzione di ghiaccio alimentare che permette di ridurre del 38% il volume occupato dal prodotto sottovuoto, e Ice Cup, bicchiere monouso sigillato contenente ghiaccio tipologia Tube Ice. Inoltre, per far fronte alla tendenza sempre più diffusa dell’aperitivo a casa, dando al consumatore la possibilità di avere a disposizione tutti i prodotti necessari per il proprio “happy hour” ‒ ghiaccio, drink e food – Ice Cube ha sviluppato in partnership con il retail la soluzione Mix at Home.

    Per venire incontro agli operatori e sostenere la ripresa, ha lanciato la linea LAB, che offre dei la gamma di ghiaccio premium più ampia e qualitativa del mercato ad un prezzo molto competitivo.

    Ghiaccio puro e cristallino in vari formati : Cube Deluxe, 5x5x5 cm; Old Fashioned, 5x5x7 cm ; High Ball 4x4x10 cm; Collins 4x4x1 2 cm; Sphere di diametro 5,5 cm – Minima diluizione e massimo effetto scenico .

    C’è poi l’Ox Ice, un innovativo e brevettato processo produttivo: arricchendo l’acqua con ossigeno attivo, prima del congelamento, si conferisce al ghiaccio una barriera naturale contro le contaminazioni accidentali che possono avvenire durante il processo di produzione e stoccaggio, o durante l’utilizzo professionale del prodotto.

    Si tratta di offerte che si aggiungono a una linea già molto ampia e trasversale: Ice Cube Classic è la linea completa pensata per i professionisti, con High Perfomance, cilindretti forati di acqua purissima, dall’alto potere refrigerante; Crushed, gemme di ghiaccio ; Full Cube, cubetti di ghiaccio pieno e cristallino; Balls, sfere di ghiaccio 4,5 cm .

    Ma anche in fatto di distribuzione Ice Cube ha ampliato i canali. I suoi prodotti, da sempre presenti in Italia e in Francia nella grande distribuzione e all’interno delle catene di Cash & Carry, vengono distribuiti anche grazie a una rete di grossisti su tutto il territorio nazionale e ad alcuni canali e-commerce, come Winelivery, che consegna in 30 minuti tutto il necessario per un drink.

    La stessa attenzione è stata riposta sui packaging, con la nuova linea Green, 100% vegetale e compostabile, attualmente presente nella GDO in Italia e in Francia. Si tratta del pack meno impattante al mondo per consumo di inchiostri e biodegradabilità dei materiali: per il packaging viene infatti utilizzato il granulo biologico derivante da prodotti cerealicoli. Inoltre, anche la produzione ha fatto decisi passi avanti in termini di sostenibilità grazie all’installazione in Sicilia di un impianto fotovoltaico che copre l’intera superficie di 1.600 metri quadri del tetto dello stabilimento produttivo con una potenza nominale di circa 200 kw. Sarà così possibile generare in 1 anno energia elettrica per la produzione di oltre 100 milioni di cubetti di ghiaccio confezionato.

    Infine, la comunicazione. Con l’obiettivo di sviluppare un dialogo sempre più immediato, veloce e autentico con i consumatori, Ice Cube ha lanciato un nuovo sito web (https://www.ice-cube.it) accompagnato dai profili social. User friendly, dalle grafiche eleganti e intuitive, che rispecchiano la brand identity, sul portale sarà possibile conoscere l’intera gamma e i suoi diversi utilizzi attraverso sezioni come Ice Mood, con le ricette più sfiziose, i cocktail o mocktail più sfiziosi.

    Un mix di canali per conoscere i prodotti, scoprire curiosità e informazioni in fatto di ghiaccio e cocktail e approfondire la storia dell’azienda. Ice Cube è nata infatti a Termini Imerese, in Sicilia, dove si fa erede di un’antichissima tradizione risalente al XVIII secolo. Pochi sanno che la Sicilia, un tempo, era tra i primi produttori di ghiaccio in Europa. Gli uomini delle neviere, fin dal 1756, trasformavano in ghiaccio la neve dei Nebrodi, delle Madonie e dell’Etna, lo commercializzavano per usi alimentari e medici di vario genere, e lo esportavano via mare per portare freschezza in tutto il mediterraneo.

    E ancora oggi, il ghiaccio di Ice Cube è “figlio” del gruppo delle Madonie e della fonte di Scillato. Da qui, infatti, sgorga un’acqua microbiologicamente pura, caratterizzata da un basso contenuto di minerali e da un basso livello di alcalinità. Il ghiaccio è quindi ancora più puro e povero di minerali. In questo modo, quando il ghiaccio inizia il suo processo di fusione all’interno della bevanda, le proprietà organolettiche di quest’ultima non vengono alterate, e non vi è alcun rilascio di sostanze corruttrici del sapore originale della bevanda, qualsiasi essa sia. Ice Cube possiede infatti la certificazione ISO9001:2008 e la certificazione internazionale per prodotti alimentari IFS (International Features Standards) FOOD (Higher Level). È inoltre parte di INGA – Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare.

    «La pandemia ha messo a dura prova moltissimi settori, tra cui il mondo HoReCa. Sono nate nuove abitudini di consumo, dal delivery, all’asporto all’e-commerce, e si sono delineate nuove prospettive. Noi abbiamo deciso di trasformare un momento difficile in una nuova opportunità, ridefinendo il nostro business model per mettere al centro i valori dell’innovazione e della sostenibilità. Abbiamo innovato a 360° per soddisfare sia le esigenze del retail che del consumatore finale. Crediamo, infatti, sia questo l’unico modo per reagire alla crisi e per prepararsi al “new normal”» – dichiara Simone De Martino, direttore commerciale di Ice Cube.

    ICE CUBE è il primo produttore in Italia di ghiaccio puro per uso alimentare. Il ghiaccio ICE CUBE è prodotto con acqua oligominerale pura, cristallina, inodore e insapore, ottenuta dalle sorgenti di Scillato, nel gruppo montuoso delle Madonie, in Sicilia. L’elevata qualità è assicurata dalla conformità del processo produttivo e del prodotto finale alle normative vigenti CE sulla produzione di alimenti. ICE CUBE copre tutto il territorio nazionale, comprese le isole, avvalendosi di operatori specializzati e piattaforme dedicate. Si rivolge al canale Ho.Re.Ca e al canale G.D.O. con una propria rete di vendita e numerosi intermediari. Il canale Ho.Re.Ca è quello di maggiore ricettività e semplicità di penetrazione, tanto che oggi ICE CUBE conta più di 140 distributori lungo tutto lo stivale con una produzione di 6mila tonnellate di ghiaccio l’anno. Il ghiaccio ICE CUBE può essere acquistato anche nei supermercati, nei centri commerciali, negli alimentari della GDO e nel canale Cash&Carry dove è presente nel 90% dei punti vendita sul territorio nazionale.

  • Cefalea e alimentazione, quando il cibo picchia in testa

    Basiano (MI)_25 maggio 2021_

    La Cefalea, argomento dell’evento digitale svoltosi il 20 maggio, si è dimostrato un tema molto sentito sia dai professionisti che lo hanno analizzato da molteplici punti di vista che da coloro che hanno preso parte alla serata collegandosi live. Prosegue infatti il progetto realizzato da Il Mondo delle Intolleranze con la collaborazione di Regione Lombardia, con l’obiettivo di offrire suggerimenti e informazioni a coloro che soffrono di disturbi come la cefalea, derivanti da intolleranze alimentari, in epoca pre e post Covid.

    Tiziana Colombo, presidente dell’Associazione Il Mondo delle Intolleranze ha presentato la serata insieme a Sonia Re, Direttore Generale APCI (Associazione Professionale Cuochi Italiani), con il supporto del Dott. Michele Di Stefano, Specialista in gastroenterologia ed endoscopia digestiva.

    Grazie all’intervento iniziale del Dottor Ennio Pucci, ricercatore presso il Centro di Diagnosi e Cura delle Cefalee, è stata chiarita l’importante differenza tra cefalee primarie (emicrania, cefalea muscolo-tensiva e cefalea a grappolo) e cefalee secondarie che si riferiscono invece a quei mal di testa conseguenti a una condizione medica, a una patologia esistente o un trauma subito. Importante punto di partenza per curare correttamente la patologia.

    La Dott.ssa Maria Zugnoni, dietista, ha subito dopo risposto alla domanda più frequente della serata ovvero “Quali sono gli alimenti da evitare in caso di cefalea ricorrente?” Illustrando come purtroppo non esista una risposta univoca ma che si possono comunque individuare alcuni alimenti a cui fare maggiore attenzione. Quali sono? Tra i principali: cioccolati e cacao, caffeina, crostacei, insaccati e alcolici. A seguire è intervenuta la referente di Al.Ce. Group Italia e CIRNA Foundation Onlus, Lara Merighi, colei che grazie a costanza, determinazione e ad un lavoro instancabile è riuscita a luglio del 2020 a far riconoscere a livello nazionale la cefalea cronica come patologia invalidante, ovvero come una patologia che necessita della stessa attenzione che viene data ad altre situazione di sofferenza cronica. “In che misura la cefalea può interferire sull’allattamento?” A questa e altre importanti domande di mamme e future mamme collegate all’evento live ha risposto Giuseppina Giunta, Consulente Professionale Associazione Allattamento IBCLC. In prima linea a sostegno di tutte quelle mamme colpite da cefalea che pur con notevole sforzo non vogliono rinunciare ad allattare i propri figli. Un tema molto delicato che è stato ripreso dalla Dott.ssa Alice Chierico, dell’associazione Prossimità Aps che ne ha poi evidenziato gli aspetti famigliari e sociali. Un intervento può essere riassunto, come da lei suggerito, dalla citazione “Quando il Capo non sta bene tutti i membri ne risentono”, interpretabile in ottica fisiologica quanto di relazione famigliare.

    Lo show cooking della serata ha visto Danilo Angè, Chef Docente de Il Mondo delle Intolleranze, impegnato nella preparazione di una deliziosa quanto scenica crostata salata con verdure al vapore e olio aromatizzato, perfetta per avvicinare anche i più piccoli alla cucina sana e naturale. Come sempre Tiziana Colombo, nella veste di Nonna Paperina, era al fianco dello chef nella realizzazione del piatto. Da una ricetta all’altra con l’intervento de Dott. Domenicantonio Galatà, fondatore Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina, che dopo aver affrontato il tema della correlazione tra intolleranze alimentari e cefalea ha trasmetto la ricetta dei tortiglioni di grano saraceno con finocchi stufati e crema di radicchio.

    Successivamente è stata trasmessa la Pillola d’arte a cura dagli Amici dei Musei e dei Monumenti Pavesi in collaborazione con Decumano Est che con un excursus storico ha analizzato il rapporto tra testa e malvagità nella storia dell’arte rappresentato in dipinti e statue dedicate alla figura mitologica di Medusa.

    A concludere la serata l’intervento del Dott. Claudio Riamati, Gnatologo, che ha evidenziato la stretta correlazione tra problemi di masticazione e cefalea, riscuotendo l’immediato consenso da parte di Sonia Re che si è resa conto in diretta di soffrire da anni, come probabilmente molti altri spettatori, dei disturbi evidenziati dallo specialista.

     

    Il Mondo delle Intolleranze

    www.ilmondodelleintolleranze.it

    Tel. +39 02 95761531

    [email protected]

  • I migliori integratori naturali per dimagrire in fretta

    Perdere peso spesso può diventare faticoso e impegnativo, a volte anche seguendo una dieta corretta e facendo attività fisica si possono incontrare oggettive difficoltà. In questi casi gli integratori alimentari come Spirulina Fit, acquistabile sul sito dell’integratore spirulinafit.info, rappresentano un ottimo supplemento naturale brucia grassi a base di alga spirulinae sono consigliati per migliorare il metabolismo e favorire un rapido calo del peso, possono essere dei veri alleati per il corpo.

    Integratori alimentari: tipologie e informazioni

    I supplementi alimentari generalmente si differenziano per principio attivo e per come agiscono sull’organismo. Gli integratori antifame operano limitando il senso di appetito e stimolando una sempre più persistente sensazione di sazietà. Si tratta di un valido aiuto per controllare lo stimolo della fame ed evitare gradi abbuffate. È possibile che in alcuni casi agiscano sulla glicemia in modo da normalizzare il picco e facendo quindi sentire meno fame dopo mangiato. Esistono poi supplementi termogenici i quali mirano ad aumentare il processo di produzione di calore corporeo favorendo un maggiore dispendio di calorie. Infine gli integratori bruciagrassi, come suggerisce il nome, sono una soluzione ottimale per eliminare il grasso in eccesso migliorando l’efficienza del metabolismo.

    L’importanza dello stile di vita per perdere peso

    Gli integratori possono essere un valido supporto ma è consigliabile, per ottimizzarne i benefici e gli effetti, assumerli adottando uno stile di vita sano ed equilibrato. È preferibile seguire un piano alimentare bilanciato, bere molta acqua al fine di eliminare i liquidi in eccesso ed effettuare una costante attività fisica. È molto importante eliminare cibi spazzatura e bevande zuccherate e alcoliche e sforzarsi di regolarizzare l’orario dei pasti all’interno della giornata. Inoltre può essere utile limitare l’assunzione di carboidrati e controllare l’apporto calorico di ciò che viene ingerito in modo da tenere sempre il fabbisogno sotto controllo. Può essere di aiuto imporsi di mangiare lentamente, masticando con cura. Questo oltre a stimolare un più rapido senso di fame permetterà all’organismo di digerire meglio e più efficacemente.

    Per quanto riguarda l’attività fisica è sufficiente mezz’ora al giorno tutti i giorni per ottenere benefici sia a livello di peso che di energia e benessere. Una passeggiata all’aria aperta oltre a stimolare il dimagrimento e a bruciare calorie permette al cervello di staccare e rilassarsi riducendo la tensione fisica e mentale che spesso porta a spuntini poco salutari fuori pasto e a ingozzamenti nervosi. È fondamentale in più riposare bene per permettere al corpo di ricaricare le energie utili al suo sostentamento. Dormire bene riduce i livelli di stress e favorisce l’attivazione del metabolismo. Abitudini sane, unite ad un apporto di integratori dimagranti naturali porterà molto più facilmente agli effetti desiderati.

    Conclusioni

    Gli integratori sono sicuramente un’ottima scelta per tenere sotto controllo il peso e riattivare il metabolismo. Il loro apporto può essere molto utile per accelerare e dare un impulso al dimagrimento, soprattutto quando questo diventa difficile da raggiungere. È bene però ricordare che questi supplementi svolgono al meglio le loro funzioni e apportano maggiori vantaggi se abbinati a un sano regime alimentare e alla giusta dose di attività fisica.

  • Intestino e dimagrimento: quali sono le correlazioni?

    L’apparato intestinale è collegato alla salute dell’intero organismo ed è importante prendersene cura per iniziare un processo efficace di dimagrimento. Molte persone pur seguendo una dieta ipocalorica, povera di grassi, e facendo attività fisica non riescono a perdere peso nel modo sperato: ciò avviene perché spesso l’intestino non lavora correttamente e non riesce a metabolizzare i nutrienti in modo normale. Perciò è importante prestare attenzione alla salute dell’intestino per aiutarlo a liberarsi da tossine e infiammazioni: un prodotto che può essere utile è Ideal Slim, acquistabile sul sito ufficiale www.idealslim.net, l’integratore formulato sulla base di ingredienti di origine vegetale che contribuisce a ristabilire la corretta funzionalità dell’intestino.

    Mantenere l’intestino in salute con la dieta

    L’organismo umano è una macchina perfetta in cui ogni apparato lavora in simbiosi con gli altri: mantenere l’intestino in salute attraverso alcune semplici regole può aiutarci a ritrovare senza troppi sforzi il peso forma. Si può iniziare bevendo più acqua, dato che una maggiore idratazione dei tessuti che compongono l’intestino favorisce i processi di digestione. Mangiare, poi, cibi ricchi di fibre, quindi verdure possibilmente crude, è un altro modo per mantenere l’intestino sano. Via libera a una dieta varia: è importante seguire un regime alimentare il più possibile equilibrato e ricco, includendo alimenti freschi e poco lavorati ed escludendo in modo categorico cibi spazzatura, fritti, carni grasse e salumi, tutti ricchi di grassi difficili da digerire e assimilare. Gli esperti della salute del colon e dell’apparato intestinale consigliano di moderare i latticini e suoi derivati, senza però escluderli dalla dieta: ogni cibo consumato con moderazione non sarà mai nocivo per l’organismo. È importante ricordare di mangiare delle porzioni ridotte, ma con una quantità di cibo distribuita lungo l’arco di tutta la giornata. Altre regole fondamentali per prendersi cura del tratto intestinale e mantenerlo in salute sono quelle che predicano di limitare l’assunzione di sostanze come alcol, caffè, nicotina e di prediligere invece la frutta, gli alimenti e i cibi ricchi di minerali e vitamine eliminando per quanto possibile gli zuccheri.

    Come prendersi cura dell’intestino

    Per aiutare l’intestino e la flora batterica presente al suo interno a ritrovare il benessere e il normale equilibrio si può scegliere di seguire il digiuno intermittente terapeutico, da effettuare in cliniche specializzate, oppure assumere probiotici utili a ripristinare la flora batterica. Anche lo stress, la vita disordinata e i ritmi frenetici della vita moderna contribuiscono ad affaticare l’intestino, provocando fenomeni infiammatori anche gravi. Tuttavia, una dieta corretta, povera di grassi e ricca di fibre può, insieme ad una moderata attività fisica, aiutare l’apparato intestinale a ritrovare l’equilibrio. Anche gli integratori possono avere un ruolo importante per perdere peso, detossificare l’organismo da eventuali liquidi e tossine in eccesso e prendersi cura dell’intestino per assicurarne la corretta funzionalità.

  • Dimagrire con gli integratori bruciagrassi

    Con il termine sovrappeso si intende l’eccessivo raggiungimento di peso corporeo, superiore agli standard stabiliti dall’OMS, l’Organizzazione Mondale della Sanità. Essere in sovrappeso è una condizione in cui il grasso in eccesso, tende ad accumularsi senza mai diminuire e spesso è dovuto al fatto che si segue un’alimentazione scorretta e poco movimento: la mancanza di queste due buone abitudini, genera un rallentamento del metabolismo e un aumento proporzionalmente scorretto del peso. Fortunatamente sono state studiate delle soluzioni a questo problema che hanno portato moltissime persone a diminuire quanto bastava e riottenere il proprio peso ideale. Una di queste soluzioni è l’invenzione degli integratori brucia grassi, prodotti che contengono delle sostanze in grado di accelerare il metabolismo di chi li assume. La loro funzione è quella di aumentare la spesa energetica stimolando così l’eliminazione dei grassi in eccesso. Gli integratori brucia grassi presenti in commercio sono tanti, ma tra questi ne esiste uno molto interessante, ossia Reduslim, https://www.reduslim.fit/, 100% naturale e sicuro. Assunto tramite capsule, aumenterà la sensazione di sazietà fino a stimolare e migliorare la digestione.

    La composizione degli integratori brucia grassi

    La loro composizione è generalmente formata da sostanze a base di caffeina, mescolate con altre come cola, guaranà, the verde ecc. L’insieme di queste, stimola una risposta ormonale che accelera il metabolismo corporeo, i battiti del cuore e il sistema arterioso in generale, aumentando così il livello di ossigeno nel sangue. Se le sostanze assunte negli integratori raggiungono il livello richiesto, in poco tempo si avranno risultati significativi. Gli integratori brucia grassi contengono anche lo iodio fondamentale per la funzione tiroidea, antiossidanti e diuretici naturali.

    Le diete funzionano?

    Spesso pur di abbandonare la realtà dei fatti, ossia quella di essere in sovrappeso, si prende in considerazione l’idea di recarsi da un dietologo e ricorrere alla soluzione da semprepiù usata per dimagrire: la dieta. Se questo non è sbagliato da una parte, lo è però dall’altra. Le diete non sempre funzionano e danno risultati positivi entro poco tempo. Molte persone vorrebbero abbandonare all’istante quel corpo che non gli appartiene più e non vedere da subito i risultati che si sperano può creare la classica situazione di sconforto e arrendevolezza. Gli integratori brucia grassi nascono anche per questo motivo, per dimostrare che si possono ottenere risultati senza aspettare troppo tempo e stimolano così anche la positività di chi soffre della propria condizione.

    Tutti i benefici degli integratori naturali

    Con l’assunzione degli integratori e le sue relative sostanze brucia grassi si trarranno molteplici benefici: Tra cui: l’eliminanzione di tessuti adiposi, i cosiddetti “adipociti”, la diminuzione dell’appetito, ciò vuol dire che si avvertirà la sensazione di aver la pancia piena dopo aver ingerito meno cibo del solito, il miglioramento del processo di metabolizzazione nel breve e lungo termine, l’organismo depurato e l’aumento delle difese immunitarie che di conseguenza incrementa anche maggiore energia e crea una barriera infrangibile per virus e batteri. Inoltre essendo un prodotto naturale non ci sarà nessun rischio per la propria salute. Le conseguenze di chi è sovrappeso gravano sul proprio stato di salute. È fondamentale accorgersi in tempo quando è il momento di cambiare stile di vita per correggerlo e migliorarlo. L’uso di integratori brucia grassi è un’ottima soluzione per chi vuole eliminare il peso in eccesso in brevissimo tempo.

  • La dieta chetogenica per perdere peso

    La dieta chetogenica è una delle più conosciute e note di cui si è parlato. Si tratta di un metodo molto famoso per perdere peso in maniera rapida e senza soffrire la fame. Sono molti i prodotti naturali che si ispirano a questa dieta per consentire un dimagrimento più efficace, il migliore è senza dubbio Keto Light Plus, a base completamente naturale e privo di controindicazioni. Puoi acquistare il prodotto su ketolight.info. Keto Light Plus è il primo prodotto naturale che consente di attivare il metabolismo e di eliminare i grassi sulla zona dell’addome e dei fianchi. In sole poche settimane consente di dimagrire fino a sei chili di massa grassa. Per sapere di più riguardo la dieta chetogenica continuate a leggere questo articolo: illustreremo, infatti, cos’è la dieta chetogenica e come funziona e quando conviene seguirla.

    Dieto chetogenica: che cos’è

    La dieta chetogenica è un tipo di dieta che consente di perdere peso in breve tempo, sfruttando la chetosi, ovvero una situazione in cui l’organismo riduce l’apporto di carboidrati e zuccheri, alimentandosi principalmente con piatti proteici. Infatti, in questa condizione il nostro corpo è costretto a sfruttare e dunque a bruciare i grassi, favorendo una rapida perdita di peso. Il suo nome deriva proprio dalla formazione dei corpi chetosi, in assenza di carboidrati e zuccheri. Sebbene esistano diverse diete chetogeniche, tutte si basano sullo stesso principio: infatti, i carboidrati vengono ridotti drasticamente in favore dei lipidi (che si aggirano intorno al 70% all’interno dell’alimentazione chetogenica) e delle proteine (15-20%).

    Prima abbiamo parlato della chetosi, ma di cosa si tratta? La chetosi è una condizione che colpisce il corpo in assenza di zuccheri. In particolare, avviene dopo pochi giorni dall’inizio di una dieta chetogenica, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi. Infatti, non si tratta di una situazione patologica, ma di un momento in cui il corpo risponde alla dieta con diversi sintomi, quali nausea, spossatezza, stanchezza, vomito e mal di testa. Nel giro di pochi giorni il corpo si abituerà alla nuova situazione e i sintomi andranno via.

    Dieta chetogenica: quando conviene seguirla e per chi è adatta

    La dieta chetogenica è adatta a tutte quelle persone che desiderano perdere peso in maniera rapida e senza patire la fame. Prima di iniziare la dieta chetogenica è consigliabile chiedere un parere al medico o a una figura esperta, come un dietologo o un nutrizionista. Inoltre, è bene sapere che una dieta chetogenica può essere seguita solo per brevi periodi di tempo, ed è adatta a tutte quelle persone che: sono affette da diabete di tipo 2, soffrono di obesità, soffrono di epilessia o di emicrania.

    Ci sono anche casi di persone che non possono assolutamente seguire una dieta chetogenica. Tra queste troviamo sicuramente le donne in gravidanza e tutti coloro che soffrono di problemi e disturbi renali o cardiaci. Ancora, non possono seguire una dieta chetogenica i malati di diabete di tipo 1 e i bambini piccoli, poiché ostacolerebbe e rallenterebbe la crescita.

    Come funziona

    Il funzionamento della dieta chetogenica è molto semplice, poiché si basa sull’assunzione elevata di proteine e lipidi a discapito degli zuccheri. Questo porta il corpo a utilizzare i grassi come fonte di energia, portando alla loro distruzione a un conseguente dimagrimento. Durante una dieta chetogenica è bene idratarsi costantemente e assumere sale, in modo da eliminare i primi sintomi di chetosi e procedere senza problemi.

  • La Salute ed il Buon Cibo Italiano, Sano in Modo Naturale

    La salute è un aspetto della vita delle persone determinante per il benessere, ed il buon cibo è uno degli aspetti primari da tenere in considerazione per preservare un buono stato di salute.
    Attualmente viviamo in un epoca in cui si vorrebbe far passare il messaggio che un buon stato di salute dipende da una serie di elementi aggiuntivi ideati da logiche commerciali generalizzate.
    In questo contesto promosso da mainstream commerciali si rischia di trascurare aspetti primari come il buon cibo che è essenziale per mantenere il proprio organismo in un naturale stato di salute.
    Il buon cibo italiano rappresenta una tipologia di alimentazione nella quale possiamo trovare molte di quelle sostanze nutritive essenziali per star bene.
    Alimenti come le tante varietà di verdure o di frutti che fanno parte della tradizione del buon cibo italiano sono un vero e proprio toccasana per l’organismo.
    Oltre ad essere funzionali alla salute la varietà del cibo italiano rappresenta anche una miniera inesauribile di sapori.
    Sapori che sono stati adottati anche da un punto di vista commerciale da ristoranti e servizi di catering Firenze e di ogni altro luogo italiano.
    Una scelta che ha determinato il successo di queste attività non solo nel nostro paese ma in tutto il mondo.
    Non per niente i ristoranti italiani di qualità disseminati nei vari luoghi del mondo sono soliti rifornirsi ove è possibile degli alimenti di origine italiana grazie ai quali ottengano i sapori tradizionali della cucina italiana.
    Spesso da italiani sottovalutiamo il valore del nostro buon cibo dando per scontato un aspetto primario di ciò che esso rappresenta.
    Non solo la possibilità di avere a disposizione una alimentazione ricca di sapori ma anche quella di poter contare su una nutrizione fatta di cibo sano e variegato che quando dosato nelle giuste proporzioni rappresenta il metodo più semplice per mantenersi in salute.

  • Le nuove declinazioni del “senza” in tavola: l’Osservatorio Immagino racconta come cambia
(e cresce) il mondo del food “free from”

    Il successo del “free from” si conferma una delle tendenze più importanti nel mondo alimentare italiano. L’aumento delle vendite non si ferma neppure al tempo della pandemia: in 12 mesi è cresciuto di +2,2% il giro d’affari dei prodotti food sulle cui etichette è specificata l’assenza di un ingrediente, di un additivo o di un nutriente. A rivelarlo è l’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, realizzato in collaborazione con Nielsen.

    Incrociando le informazioni presenti sui pack digitalizzate dal servizio Immagino di GS1 Italy con i dati di vendita rilevati da Nielsen, l’Osservatorio Immagino identifica, circoscrive, misura e rileva l’evoluzione del carrello della spesa degli italiani, seguendo il trend di alcuni fenomeni di consumo, tra cui il free from.

    A questo mondo appartengono oltre 13 mila prodotti alimentari confezionati, venduti in supermercati e ipermercati italiani, che complessivamente muovono un giro d’affari annuo di 6,9 miliardi di euro. Grazie a una crescita incessante, anno su anno, l’universo dei prodotti alimentari “free from” è ormai arrivato a generare il 25,4% del giro d’affari complessivo dei 73.590 prodotti alimentari che vengono monitorati dall’Osservatorio Immagino.

    L’offerta di prodotti alimentari privi di almeno un nutriente, ingrediente o additivo non cresce solo come numero di prodotti ma anche come varietà dei claim utilizzati. L’Osservatorio Immagino è arrivato a rilevare 17 indicazioni differenti (come “senza olio di palma”, “senza zuccheri aggiunti” e “senza OGM”) ed è la dinamica tra di essi a testimoniare la vivacità di questo fenomeno e la sua capacità di evolversi in linea con le nuove richieste e preferenze dei consumatori (Figura 1). Se la più diffusa delle indicazioni del free from resta il “senza conservanti” (presente sul 6,0% dei prodotti), quella che è maggiormente cresciuta nell’arco degli ultimi 12 mesi è stata “senza antibiotici”, che ha aumentato le vendite di +51,7%, anche se resta su valori assoluti ancora bassi (0,2% dei prodotti). Tra i claim emergenti l’Osservatorio Immagino ha evidenziato anche l’escalation dei prodotti “non fritti” (+8,7%), di quelli “senza aspartame” (+7,0%) e di quelli “senza lievito” (+2,0%). Mentre fanno capolino anche nuovi claim, come quelli relativi all’assenza di polifosfati, uova o latte.

    Figura 1

    pastedGraphic.png
    Fonte: Osservatorio Immagino GS1 Italy, ed. 2, 2020

    L’attenzione crescente verso la presenza nei prodotti alimentare dell’ingrediente latte è l’ultima evoluzione del fenomeno del “lactose free”, che continua ad andare a gonfie vele. In 12 mesi i prodotti presentati sulle etichette come “senza lattosio” hanno aumentato di +7,8% le vendite, arrivando a superare le 2 mila referenze per oltre 1,2 miliardi di euro di sell-out tra supermercati e ipermercati.

    Anche il grande segmento del “gluten free” continua a crescere, come conferma l’Osservatorio Immagino che misura sia il claim “senza glutine” sia il marchio Spiga Barrata rilasciato dall’Associazione italiana celiachia (Aic). Nell’anno finito a giugno 2020 le vendite dei prodotti accompagnati dal claim “senza glutine” sono cresciute di +4,1% e quelle dei prodotti con il marchio dell’Aic di +2,7% su base annua.

    Complessivamente il mondo dei prodotti alimentari rivolti a chi soffre di allergie o intolleranze alimentari al glutine o al lattosio genera oltre 3,9 miliardi di euro di vendite nei supermercati e ipermercati, coinvolge oltre 9.600 prodotti e cresce di +14,4% a valore nell’arco dei 12 mesi rilevati dall’Osservatorio Immagino (Figura 2).

    Figura 2

    pastedGraphic_1.png
    Fonte: Osservatorio Immagino GS1 Italy, ed. 2, 2020

    Per scaricare l’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino: osservatorioimmagino.it

    Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social: #OsservatorioImmagino

    ***

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Le nuove annate di 700 brut, Jalé e Angimbé FICUZZA, VINI REGALI La tenuta all’interno della Riserva Naturale, a 700 metri slm, a Piana degli Albanesi

    Marzo 2021«A Ficuzza – racconta Diego Cusumanol’aria è fresca e il microclima unico crea vini altrettanto unici. Le note fruttate raccontano le infinite varietà floreali rare che dipingono una vera e propria opera d’arte». Siamo all’interno della Riserva naturale orientata Bosco della Ficuzza: Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere, Gorgo del Drago, nomi da favola che rimandano a un ecosistema unico e indubbiamente fiabesco. Sono 450, appartenenti a 90 famiglie, le specie vegetali catalogate sin dai tempi dei Borbone: numerose varietà di orchidee endemiche, le rupestri della Busambra come il fiordaliso, il cipollaccio, l’erba-croce e lo sparviere, le erbacee peonie, giaggiolo e viola e ancora la rosa di San Giovanni e l’erica arborea. Le schede botaniche, trasferite su catalogo digitale, sono consultabili nella Real Casina di Caccia, maestosa reggia che dal 2013 ospita il “Museo multimediale del bosco di Ficuzza”.

    «È la prima tenuta del nuovo corso – prosegue Diego Cusumano. Da qui è iniziato tutto. Si estende armonicamente all’interno del bosco di Ficuzza, a Piana degli Albanesi, su colline che superano i 700 metri sul livello del mare. Questo fa sì che ci sia una buona escursione termica: di giorno fa caldo per via dell’esposizione al sole dei vigneti, la sera la temperatura cala, complice il vento di collina. Abbiamo scelto di tenere su parte della proprietà i boschi e la macchia mediterranea tipica della zona. Così i vigneti ricordano un mosaico. Anche questo contribuisce alla qualità del vino. Abbiamo adottato una potatura a Guyot. Non è comune in Sicilia, ma una tenuta così particolare, per altitudine, per i boschi che la circondano, per il paesaggio che la caratterizza non poteva avere una potatura comune. Anche i filari sono disposti in modo diverso: a giropoggio, un tipo di allevamento più facile da trovare in Piemonte. Questo ci facilita nella raccolta, permettendo una maturazione uniforme sulla parcella».

    Jalé nasce da uve Chardonnay in purezza, mentre da un blend di Insolia e Chardonnay che vengono da queste parcelle nasce l’Angimbé. È stato impiantato anche il Pinot Nero, un vitigno noto per essere difficile, ma anche elegante. È il vitigno utilizzato per produrre un rosato, il Ramusa, e uno spumante metodo classico che si chiama 700, proprio come l’altitudine di questi vigneti. Qui nasce anche il vino di Re Ferdinando IV: il Salealto, un “vin du Terroir” di Ficuzza, ottenuto da Inzolia, Grillo e Zibibbo in parti uguali, vinificati separatamente poi affinati insieme.


    LE NUOVE ANNATE

    700 Metodo Classico Brut 2017

    Un metodo classico di montagna, da vigneti di Pinot Nero e Chardonnay che si trovano a 700 metri sul livello del mare. L’eleganza per celebrare Tenuta Ficuzza.

    Pinot Nero in prevalenza e Chardonnay. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700m slm, esposizione nord-est, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 50 ettolitri per ettaro. Raccolta manuale in cassette.

    Vinificazione: pressatura di uve intere e utilizzo solo del primo mosto fiore per evitare tannini e conservare l’acidità, decantazione statica e fermentazione a bassa temperatura. Dopo circa 6 mesi sulle fecce fini, filtrazione e tiraggio, rifermentazione in bottiglia a 13°C. Le bottiglie riposano in cantina per 36 mesi dopo i quali avviene la sboccatura.

     

    Angimbé Terre Siciliane I.G.T. 2020

    Affabile come l’estate siciliana, grazie all’Insolia, complesso come lo Chardonnay.

    Insolia 70%, Chardonnay 30%. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700m slm, esposizione sud-est per l’Insolia, est per lo Chardonnay, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 ettolitri per ettaro. Raccolta manuale in cassette nella prima decade di settembre.

    Vinificazione: macerazione a freddo delle bucce per 12 ore a 8°C, pressatura pneumatica, decantazione a freddo, fermentazione a 18°-20°C, permanenza in acciaio sulle fecce fini per 4 mesi e successivo affinamento in bottiglia.

     

    Jalé Sicilia D.O.C. 2019
    Vigneto del Ventaglio

    Proviene dallo storico vigneto di Chardonnay chiamato “del ventaglio” per la sua caratteristica forma. Uno Chardonnay che conquista per intensità, freschezza e pulizia.

    Chardonnay 100%. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700/800m slm, esposizione sud, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 quintali per ettaro. Età media del vigneto pari a 25 anni, raccolta manuale in cassette nella prima decade di settembre.

    Vinificazione: macerazione a freddo e successivo illimpidimento statico. Fermentazione in carati di rovere da 225 litri, permanenza per circa 8 mesi negli stessi e successivo affinamento in bottiglia.

     

    GLI ALTRI VINI DI TENUTA FICUZZA

    Ramusa Terre siciliane I.G.T.

    Grande freschezza e bevibilità in un rosato da uve Pinot Nero in purezza allevato a 700-800 metri sul livello del mare.

    Pinot Nero 100%. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700 slm, esposizione nord-est, con una densità di ceppi pari a 5.000 piante per ettaro e una resa pari a 60 ettolitri per ettaro. Raccolta manuale in cassette nella prima metà di settembre.

    Vinificazione: diraspatura, macerazione a freddo per 24 ore poi svinatura e fermentazione a temperatura controllata. Affinamento sulle fecce fini per 6 mesi.

     

    Salealto Terre siciliane I.G.T.

    Il nome richiama le caratteristiche del vino al palato e il terroir di produzione: 700 metri slm. Un vino unico, montanaro e mediterraneo allo stesso tempo

    1/3 Insolia, 1/3 Zibibbo, 1/3 Grillo. Vigneti allevati in collina ad una altitudine di 700/800m slm, con una densità di ceppi pari a 5000 piante per ettaro e una resa pari a 60 quintali per ettaro.

    Vinificazione: raccolta manuale in cassette, macerazione in pressa a temperatura ambiente e successivo illimpidimento statico. Fermentazione in acciaio a 20°C, travaso ed assemblaggio dei vini, permanenza per circa 10 mesi sulle fecce fini e successivo affinamento in bottiglia.

     

     

    ***

    A TOUCHING EXPERIENCE. Sentire uno specifico territorio ad ogni tocco. Il legame che unisce ogni vino alla propria terra d’origine è un legame profondo e indissolubile che definisce l’essenza del vino stesso. Partendo da questa consapevolezza, Cusumano ha voluto rendere visibili e palpabili sulle sue bottiglie le più intime sfumature delle terre Siciliane, mostrando come siano intrinsecamente connesse al vino cui danno origine. Una trama di linee libere posta in rilievo sulle etichette sintetizza i territori di ciascuna tenuta, lasciando al consumatore l’ebrezza di scoprirli uno ad uno al solo sfioro della bottiglia. Chi sceglie i vini Cusumano sarà così accompagnato ad ogni tocco in un viaggio sensoriale che coinvolgerà vista, olfatto, gusto e tatto, per un’esperienza unica dall’intensità straordinaria.

    VITICOLTURA SOSTENIBILE. Tutti i vini Cusumano si avvalgono della certificazione SOStain/VIVA “Sustainable Wine”. Comune denominatore delle diversità e delle unicità dei vini Cusumano, infatti, è l’impegno per una viticoltura sostenibile che nasce dal sentimento e dall’obbligo etico di proteggere le risorse, limitandone lo spreco. Una ricerca che si traduce in azioni conformi al protocollo di SOStain, il programma di sostenibilità per la vitivinicoltura siciliana, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, attraverso il progetto di sostenibilità V.I.V.A.

     

    ***

    CUSUMANO. Fondata da Alberto e Diego Cusumano nel 2001 a Partinico dove ha sede, produce vini eleganti e identitari in cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi in provincia di Palermo, San Giacomo a Butera (Caltanissetta), Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico (Palermo). Nel 2013 la famiglia Cusumano ha creato Alta Mora racchiudendo sotto un unico nuovo marchio le contrade di Guardiola, Pietramarina, Verzella, Feudo di Mezzo e Solicchiata sull’Etna.

    www.cusumano.it

    Materiali stampa disponibili al link Google Drive
    https://drive.google.com/open?id=1mZvHGefy_EXMBzLwdk568GRkOFd0uDMd

  • LA PASQUA CON TORREVILLA E IL MEGLIO DELLA TRADIZIONE DELL’OLTREPÒ PAVESE

    VINO E PRELIBATEZZE GASTRONOMICHE DAI PRODUTTORI LOCALI: LA PROPOSTA DI TORREVILLA PER LA PASQUA 2021 È UN VIAGGIO NEI SAPORI PIÙ AUTENTICI DELL’OLTREPÒ PAVESE, CHE, CON IL SERVIZIO DI CONSEGNA A DOMICILIO, ARRIVA SULLE TAVOLE DI TUTTA ITALIA.

    Pasqua: da sempre un’occasione speciale per imbandire la propria tavola di sapori e profumi tipici del nostro paese. E in occasione di questa imminente festività, Torrevilla, l’Associazione di viticoltori che riunisce oltre 200 vignaioli nel cuore dell’Oltrepò Pavese, è pronta a deliziare i palati di tutti gli italiani con il meglio delle produzioni enogastronomiche del territorio.

    Si inizia dai brindisi con il Pinot Nero Riserva 110 Nature: D.O.C.G. Metodo Classico, è uno spumante dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, al gusto intenso, fresco e molto morbido, con finale persistente. Si continua con un Pinot Nero Riserva 110: rosso rubino con riflessi violacei, è perfetto per accompagnare primi e secondi di carne, grazie al suo profumo intenso con eleganti note di piccoli frutti rossi che si sposano a piacevoli sentori di spezie, e al suo gusto intenso e piacevolmente fresco.

    Buono invece con formaggi morbidi e stagionati il Sangue di Giuda della Linea Il Montù, nata lo scorso anno dall’acquisizione della Cantina Storica fondata nel 1902 a Montù Beccaria (PV): vino rosso frizzante dal profumo intenso, fragrante di mosto e frutti di bosco, e dal gusto dolce, ma mai stucchevole, con una piacevole freschezza sul finale, è da provare anche con i biscotti o – per un accostamento più goloso e particolare – con del cioccolato al latte ai profumi di frutti rossi.

    E, parlando di dolci, tra i protagonisti del dessert non può mancare il Moscato, che Torrevilla propone nella Linea Classica, con l’Oltreoro Moscato Frizzante, dal gusto dolce, pieno e con piacevole retrogusto leggermente “citrino”, e nella Linea La Genisia con il Moscato Spumante, dal profumo tipicamente aromatico, con sentori di rosa canina e foglia di salvia, e con il Moscato Passito, che conquista per il suo intenso profumo di frutta gialla candita con piacevoli note finali di foglia di salvia e cannella.

    Perfetto con il Moscato è un dolce simbolo dell’Oltrepò Pavese, tanto da aver ottenuto la De.Co. nel 2006: la torta di mandorle, o – nel dialetto locale – “Ra turta d’armandor”. Le sue origini risalgono al X secolo quando i Saraceni invasero queste terre e piantarono numerosi mandorli, e storia vuole che la torta di mandorle fosse protagonista dei banchetti dei Malaspina, i Signori di Varzi che annoverarono, tra i loro ospiti, nomi illustri come Dante Alighieri e l’Imperatore Federico Barbarossa. Dalle corti dei nobili alle cucine dei giorni nostri, ricetta e tradizione sono rimaste invariate: preparata con farina, zucchero, uova, burro e qualche goccia di limone, la torta di mandorle non si deve tagliare con il coltello, ma…và rotta con un energico pugno!

    La torta di mandorle si può trovare nelle Botteghe del Vino di Torrevilla, insieme ad un’accurata selezione di prelibatezze gastronomiche e specialità tipiche del territorio, risultato della collaborazione che l’Associazione di Viticoltori porta avanti da anni con i piccoli produttori locali: dal miele biologico alla Mostarda di Voghera, passando dal salame crudo di Varzi D.O.P., fino ai dolci tipici, come, oltre alla torta di mandorle, i Baci di Godiasco, i Brasadè e le Ciambelle dell’Oltrepò Pavese.

    Tutti i vini Torrevilla e le produzioni gastronomiche dell’Oltrepò sono disponibili nelle Botteghe del Vino a Codevilla e Torrazza Coste e si possono ricevere direttamente a casa grazie al servizio di consegna a domicilio, attivo in tutta Italia. Per info: https://www.torrevilla.it/

     

    TORREVILLA è l’associazione di viticoltori punto di riferimento per la viticoltura oltrepadana da 114 anni. Riunisce 200 vignaioli che ogni giorno, con fatica e dedizione, si dedicano alla coltivazione della vite su oltre 600 ettari di terreno sparsi su nove comuni lombardi. Tra le più dinamiche realtà dell’Oltrepò Pavese vitivinicolo (circa 50.000 quintali di uve lavorate ogni anno e una produzione annua attorno ai 2.500.000 di bottiglie), Torrevilla rivendica con orgoglio il suo profondo legame con il territorio, la secolare esperienza tramandata di padre in figlio, e la voglia di guardare al futuro investendo in tecnologie e collaborazioni che rendano la viticoltura sempre più efficiente e sostenibile.

  • Exploit di avocado, mandorle e semi, e stop dello zenzero: la classifica degli ingredienti benefici nel carrello dell’Osservatorio Immagino

    È ancora la mandorla la regina dei prodotti benefici più venduti in Italia, ma è boom per l’avocadoe crescono in maniera generalizzata i semi. Sono questi i dati più significativi che emergono dalla classifica dei prodotti/ingredienti benefici stilata nell’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy.

    Nei 12 mesi le vendite di mandorle e dei prodotti che le contengono, evidenziandolo in etichetta, sono aumentate di +4,7%. Questo prezioso superfrutto si conferma il prodotto benefico più utilizzato e continua ad essere inserito dall’Industria come ingrediente in un numero sempre maggiore di prodotti, in particolare nei gelati, nelle fette biscottate e nelle bevande, ma è anche aumentato l’assortimento nella frutta secca sgusciata.

    Sarà la voglia di esotico o il successo del guacamole, fatto sta che si registra un vero e proprio exploit dell’avocado il cui sell-out è aumentato di +115,2% grazie sia alle vendite del frutto sia al suo crescente uso in salse e sughi.

    La “famiglia” di ingredienti benefici più performante è quella dei semi, capitanata dai semi di zucca(+42,6%), trainati da fette biscottate, pesce panato surgelato e yogurt bicompartimentale. A seguire: semi di sesamo (+33,8%), sempre più usati in panini e cracker, semi di chia (+22,2%) presenti nelle basi per la pasta sfoglia, nei biscotti e nei cracker, e semi di lino (+13,5%), utilizzati in fette biscottate e cracker. Mentre a latte fermentato/kefir e panetti croccanti si deve il +4,0% nel sell-out dei semi di canapa.

    Battuta d’arresto invece per la zenzero-mania. Dopo anni di crescita a due cifre, ora il paniere dei prodotti contenenti zenzero vede scendere le vendite di -2,7%, a causa della frenata di zuppe, succhi freschi e yogurt funzionali. In sofferenza anche un altro superfood, la curcuma (-4,4%), sempre a causa della frenata dei piatti pronti e degli yogurt funzionali.

    La classifica completa degli ingredienti benefici dell’ottava edizione dell’Osservatorio Immagino è scaricabile gratuitamente dal sito osservatorioimmagino.it.

  • Ripartire da un progetto comune: la Campagna Associativa del Seminario Veronelli

    È nei momenti più difficili che la vicinanza, la condivisione e l’agire comune dimostrano tutta la loro forza, consentendo ai singoli di confrontarsi, di unire le idee e i punti di vista per trovare soluzioni, per individuare nuove possibilità, per compiere, insieme, dei passi in avanti. Ogni percorso collettivo, grande o piccolo che sia, rappresenta in questo senso un’opportunità preziosa, un terreno fertile e un importante spazio di progettualità.

    Nel pieno della pandemia e della crisi che ha colpito in modo particolarmente grave tanto il settore agroalimentare quanto la ristorazione e il mondo della cultura, è su questo valore dell’essere associazione, cioè patrimonio comune e laboratorio di relazioni, che il Seminario Permanente Luigi Veronelli ha deciso di concentrare le energie nel 2021, a trentacinque anni esatti dalla costituzione ad opera di Luigi Veronelli, il massimo degustatore del Novecento e padre della critica gastronomica italiana.

    La campagna associativa 2021, che si svolge proprio in questi mesi cruciali, è, perciò, un invito alla partecipazione rivolto a tutti coloro che vedono nel cibo e nel vino elementi culturali imprescindibili per la costruzione del mondo di domani.

    Nel Seminario Veronelli l’obiettivo di condividere il sapere in ambito agricolo e alimentare si concretizza in quattro ambiti di attività – sintetizzati dalle parole chiave degustareformareapprofondire e condividere – che vedono l’Associazione impegnata su più fronti, con progetti che invitano ad “accendere” sensibilità e pensiero critico. Diventare Socio del Seminario Veronelli significa sostenere il pensiero veronelliano, dare futuro a una prospettiva originale di pensare e di vivere la cultura gastronomica, significa essere costantemente aggiornato sui progetti, sulle pubblicazioni e sulle attività dell’Associazione, oltre a godere di alcuni servizi e vantaggi.

    Sospesi gli eventi culturali e le attività formative in presenza, il Seminario Veronelli nell’ultimo anno ha concentrato le proprie energie sul fronte editoriale: la Guida Oro I Vini di Veronelli 2021, innanzitutto, puntualmente pubblicata in ottobre, che ha rinnovato con contenuti inediti un percorso di oltre mezzo secolo al fianco di appassionati e operatori. A questo si affianca una costante opera di informazione e approfondimento attraverso i canali web, con contributi di autorevoli autori e molteplici aree disciplinari.

    In effetti, la promozione delle eccellenze enologiche italiane passa, oggi più che mai, anche attraverso gli strumenti digitali: ecco, dunque, la nuova applicazione in lingua inglese Veronelli’s Gold Guide to Italian Wines, versione essenziale della Guida Veronelli riservata ai mercati esteri e totalmente gratuita, a sostegno dei vini italiani nel mondo.

    I Soci SV costituiscono una vera e propria comunità aperta del cibo e del vino “secondo Veronelli” che raccoglie attorno a sé appassionati, cultori della gastronomia ma anche aziende e professionisti dei settori vitivinicolo, agroalimentare e della ristorazione.

    Per maggiori informazioni e per aderire seminarioveronelli.com/mi-associo