Categoria: Comunicati

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  • Waynabox propone nuovi sconti viaggio per il Black Friday 2019

    Milano, Novembre 2019 – Waynabox, società spagnola che dal 2015 propone in tutto il mondo incredibili viaggi al buio, strizza l’occhio al Black Friday 2019 e dal 25 novembre all’1 dicembre 2019 propone ai viaggiatori italiani speciali sconti per viaggi a sorpresa in Europa e non solo!

    VIAGGIO A SORPRESA IN EUROPA
    Sconto pari a 15 € + 3 destinazioni da scartare gratis, con partenze da Milano, Roma e Bologna.

    Destinazioni: più di 60 possibili città tra cui Parigi, Madrid, Oporto, Valencia, Berlino, Londra, Dublino, Manchester, Cracovia, Bruges, Amsterdam, Varsavia, Lisbona

    Durata soggiorno: volo + hotel per 3 giorni / 2 notti

    Costo del box viaggio a partire da Euro 150 a persona

    VIAGGIO A SORPRESA NEGLI STATI UNITI
    Sconto pari a 50 € + 1 destinazione da scartare gratis, con partenze da Roma e Milano.

    Destinazioni: Boston, Miami, San Francisco, Chicago, Los Angeles, New York.

    Durata soggiorno: 8 giorni / 7 notti

    Costo del box viaggio a partire da Euro 990 a persona

    VIAGGIO A SORPRESA IN SPAGNA
    Sconto pari a 15 € + 1 destinazione da scartare gratis, con partenze da Roma e Milano e volo A/R.

    Destinazioni: Barcellona, Madrid, Malaga, Valencia, Alicante, Ibiza, Malaga, Bilbao, Almeria, Zaragoza, Granada, Siviglia, Oviedo, Valladolid, Gijon e Santander.

    Durata soggiorno: 3 o 5 giorni.

    Costo del box viaggio a partire da Euro 200 a persona

    VIAGGIO A SORPRESA AL MARE
    Sconto pari a 50 € + 1 destinazioni da scartare gratis, con partenze da Roma, Milano e Bologna per prenotazioni nei mesi da Aprile a Settembre 2020.

    Destinazioni: Barcellona, Palma di Maiorca, Alicante, Ibiza, Fuerteventura, Capri, Sardegna e Sicilia.

    Durata soggiorno: 3, 5 o 7 giorni.

    Costo del box viaggio a partire da Euro 290 a persona

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    COME FUNZIONA WAYNABOX?

    1. Pianifica il viaggio a sorpresa
      Scegli il box vacanze Waynabox che più si adatta a te. Seleziona il numero di wayners (ovvero di viaggiatori), l’aeroporto di partenza, le date e prenota uno dei migliori viaggi del momento scoprendo una città in Europa.

    2. Scarta le destinazioni
    Scopri le 12 possibili destinazioni del box viaggio e scarta tutte le città in cui sei già stato (fino ad un massimo di 9). La prima città da scartare è gratis! Le successive hanno un costo di 5 euro a destinazione per ciascuna persona che prende parte al viaggio.

    3. Vivi un’avventura sorprendente
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  • Impegno sociale e difesa delle donne: Flavia Sagnelli insignita del Premio Matera

    Intraprendente, giovane, lungimirante. Flavia Sagnelli è un avvocato e prima ancora una donna. Presidente di WE (Women Empowerment), a Flavia è stato dedicato il Premio Matera per “l’impegno sociale e la difesa delle donne”. Il suo progetto infatti, concretizzatosi in un’associazione di donne per le donne, ha suscitato l’interesse del comitato di giuria, composto dal prof. Vittorio Sgarbi, dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, dalla curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi, dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara. Il Premio Matera le è stato conferito dall’associazione Spoleto Arte e il fatto che si iscriva nell’anno in cui la città, Matera, è stata nominata capitale della cultura, aggiunge un valore tutto simbolico al riconoscimento.

    Il legame con Spoleto Arte nasce durante la mostra Biennale Milano, una rassegna in cui ha partecipato una delle artiste dell’entourage di WE. E si sa, in questi casi “galeotto fu il quadro” e curiosa l’occasione. La missione che Flavia Sagnelli si propone con Women Empowerment, in breve, è quella di sostenere, inserire e reinserire le donne nel mondo del lavoro attraverso dei progetti imprenditoriali mirati.

    We Empowerment e il Premio Matera

    Come direbbe la celebre psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, conosciuta sempre nel contesto di Biennale Milano: «Le donne devono prima di tutto imparare ad essere amiche. L’alleanza tra di loro è fondamentale per cambiare il mondo». Questo concetto è profondamente radicato nel modus operandi di WE che, basandosi sulla solidarietà femminile, vuole creare una rete di professionisti capace di riconoscere la donna per il suo ruolo indispensabile all’interno della società e in questo modo, renderla partecipe di un cambiamento rivoluzionario, più umano ed equilibrato. Con il Premio Matera a Flavia Sagnelli viene riconosciuta la sua professionalità nel saper indicare una strada da seguire, quella dell’informazione. Fare breccia nell’isolamento e in quei luoghi comuni che costringono le donne a negarsi a contesti a cui potrebbero appartenere è il primo passo per cambiare la nostra società.

  • IX EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA DOTTRINA SOCIALE. A VERONA “ESSERE PRESENTI: POLIFONIA SOCIALE” Dal 21 al 24 novembre la Costituente sociale dei cristiani su economia, lavoro, famiglia ed immigrazione.

    Verona, 13 novembre 2019 – “La Ministra alle Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti ed il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, sono alcuni dei rappresentanti di spicco del Governo, che figurano tra i politici che interverranno alla quattro giorni

  • “O SI VENDE SUL WEB O RISCHIAMO DI MORIRE”. ECOMM, L’URLO DEGLI 800 MANAGER A VICENZA

    Dai marketplace alla logistica, passando per le carte di pagamenti e il marketing. Oggi al Convention Centre si è radunato il distretto del vendere online a Nordest: successo oltre le aspettative per Ecomm. Quattrocentocinquanta aziende rappresentate, oltre quaranta speech: tra i relatori Amazon, Ebay, Poste Italiane e PayPal. Il titolare di Velvet Media, Bassel Bakdounes: “Le aziende che non sono ancora online ci chiedono aiuto, i professionisti hanno gli strumenti per aiutarli in questo cambio di paradigma nel business”

     

    L’obiettivo di Ecomm era quello di raccontare agli imprenditori le ultime frontiere del vendere on line. Dai marketplace, dove l’utente compera usando gli ultimi sistemi di pagamento digitale, fino al marketing e alla comunicazione necessarie per vendere, senza dimenticare i temi connessi alla logistica. In sala c’erano dirigenti e manager di aziende di fama internazionale. Oltre quaranta relatori hanno disegnato di fronte a 450 aziende, rappresentate da ottocento manager, il futuro del vendere on line, tra intelligenza artificiale e like predittivi, tra algoritmi e tempi di gestione degli ordini sempre più istantanei. Sul palco sono saliti, tra gli altri, rappresentanti di Amazon, Ebay, AliExpress, PayPal, Poste Italiane, Bracchi Group, Storeden, Cifnews group, Hoepli, docenti universitari, politici e i top player del mondo della logistica, delle carte di pagamento, degli ecommerce e del web marketing.

    “Gli imprenditori non hanno scelta: le vendite si sposteranno sempre più dagli spazi fisici a quelli virtuali”, spiega Bassel Bakdounes, titolare di Velvet Media, agenzia trevigiana che ha organizzato l’evento in collaborazione con Dimecom, Poste Italiane e Storeden. “Ma maneggiare il marketing e la vendita on line è un lavoro complicato, sempre in divenire: un lavoro che ha bisogno di strategie studiate nel dettaglio, capaci di avvalersi di tecniche che solo i professionisti possono conoscere. Molti imprenditori ci stanno chiedendo come strutturarsi per guadagnare on line, riceviamo il loro grido di allarme. Alcuni temono l’apocalisse del retail, che già sta accadendo negli Stati Uniti. Noi siamo qui per dar loro gli strumenti professionali per far business sul web”.

    Che ci sia sensibilità attorno al tema, appunto, lo ha dimostrato Ecomm. Un evento che, alla prima edizione, ha già registrato un picco di interesse oltre ogni aspettativa. L’innovazione nel mondo degli ecommerce corre a velocità impressionante e siamo ormai di fronte a scenari imprevedibili fino a qualche anno fa, per certi versi sembra di essere finiti dentro una puntata della serie televisiva di Black Mirror. Per questo, Velvet Media ha già deciso di trasformare questo evento in un appuntamento fisso, annuale, dedicato a tutte le ultime tendenze relative al mondo del vendere on line. E continuerà a farlo chiedendo alle aziende più importanti, a livello mondiale, di spiegare agli imprenditori del Nordest il confine oltre al quale si stanno spingendo.

    “Il Nordest ha nel proprio dna la vocazione alla leadership economica”, chiude Bakdounes. “Noi speriamo, con eventi come questi, di diffondere quel know how digitale che nel futuro dominerà i mercati”.

     

     

    L’EVENTO Ecomm, 15 novembre, dalle 8.30 alle 17.30. Location: Vicenza Convention Centre, centro congressi in via Oreficeria, 20, 36100. Email: [email protected]. Telefono: 0423 722113. Tutti i dettagli relativi alle relazioni che saranno presentate, gli orari dei workshop e la pianificazione della giornata sono aggiornati su www.ecomm.events. Un evento nato in collaborazione con Poste Italiane, ma anche con Storeden, azienda leader negli e-commerce, e Prima Posizione, agenzia seo di Padova. Per l’elenco completo dei partner e dei relatori coinvolti si rinvia al sito www.ecomm.events.

    VELVET MEDIA Marketing management, web marketing e new media: sono questi gli ambiti nei quali Velvet Media, agenzia di comunicazione di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, è ai vertici nazionali. Nata come casa editrice nel 2013, specializzatasi prima in couponing e poi come editore del magazine Storie di Eccellenza, oggi è diventata una holding che gestisce il marketing in outsourcing di oltre mille aziende del Nord Italia grazie ad un organico di circa 150 persone in continua espansione. Per questo è stata premiata come una delle aziende col tasso più alto di crescita in Europa dal Financial Times. Il core business è la gestione della comunicazione aziendale a tutti i livelli: dalla grafica ai video, dal posizionamento del brand allo sviluppo di siti di e-commerce fino alla lead generation. Attorno alla galassia Velvet sono nate alcune società parallele, che hanno sviluppato specializzazioni nel mondo dello Sport (Velvet Sport), nell’hotellerie (Velvet Planet), nell’e-commerce e marketplace (Vendere Online), nell’influencer marketing (Just X), nella moda (Velvet Fashion) e nel mondo medicale, bellezza e benessere (Velvet Healthcare & Beauty). Con l’apertura delle agenzie sorelle negli Stati Uniti a Denver, in Thailandia a Bangkok e negli Emirati Arabi a Dubai, Velvet agevola il processo di internazionalizzazione delle pmi. La storia di Velvet Media è raccontata nel libro “Marketing Heroes”, nel quale emerge lo stile aziendale basato su manga e rock and roll; uno stile che ha fatto parlare di sé a livello nazionale anche per il management quasi integralmente femminile e per la presenza in organico della manager della felicità per gestire i rapporti in ufficio. Informazioni e contatti: www.velvetmedia.it.

  • SDGs e finanziamenti: l’AD di Enel Francesco Starace nella GISD Alliance dell’Onu

    L’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace è entrato a far parte della Global Investors for Sustainable Development (GISD) Alliance delle Nazioni Unite.

    Francesco Starace

    Enel: Francesco Starace aderisce alla GISD Alliance per lo sviluppo sostenibile

    “La sostenibilità è un fattore trainante per la creazione di valore di lungo termine”: è l’Amministratore Delegato Francesco Starace a sottolinearlo nel commentare la notizia della partecipazione di Enel alla Global Investors for Sustainable Development (GISD) Alliance. Rispondendo all’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, il Gruppo è entrato a far parte del progetto che riunisce 30 business leader mondiali con l’obiettivo di promuovere investimenti per lo sviluppo sostenibile e accelerare quindi i progressi verso il conseguimento degli SDGs. Un ruolo di rilievo per Enel, unica utility globale inclusa nell’alleanza e la sola realtà italiana. Fondamentale il riconoscimento su scala globale del notevole impegno messo in campo dal Gruppo guidato da Francesco Starace nell’affrontare la sfida del finanziamento per il raggiungimento degli SDGs.

    L’AD Francesco Starace: il valore della GISD Alliance nel futuro di Enel

    “Stiamo lavorando per rafforzare ulteriormente la cooperazione con altre aziende globali e sbloccare finanziamenti per raggiungere gli SDG” ha spiegato Francesco Starace parlando dell’inclusione di Enel nella GISD Alliance. L’AD ha fatto notare inoltre come l’integrazione della sostenibilità nel modello di business e nelle operazioni del Gruppo abbia portato anche a un aumento della redditività. Una strategia lungimirante che ha quindi premiato Enel su più fronti. E guardando al futuro, aggiunge Francesco Starace, “GISD Alliance fornirà lo strumento per accelerare l’impegno del settore privato verso modelli di business sostenibili e consentire a finanziamenti sostenibili di dare il via a un miglioramento sociale, economico e ambientale in tutto il mondo”.

  • Eni, cresce la produzione nel terzo trimestre 2019: l’analisi dell’AD Claudio Descalzi

    Eni presenta i risultati della terza trimestrale 2019: l’analisi dell’AD Claudio Descalzi sui primi nove mesi dell’anno e le prospettive per il quarto trimestre.

    Claudio Descalzi

    “Risultati di grande solidità”: l’AD Claudio Descalzi parla della terza trimestrale Eni

    Risultati “di grande solidità” quelli conseguiti da Eni nel terzo trimestre 2019. È l’AD Claudio Descalzi a definirli così, presentandoli: “Abbiamo conseguito nel trimestre una crescita rilevante della produzione, pari al 6%, grazie ai contributi dall’Egitto, Kazakhstan, Ghana e la prima produzione dal Messico, ottenuta a soli undici mesi dalla decisione finale di investimento”. L’AD sottolinea come la produzione crescente e i risultati della commercializzazione gas e del marketing oil abbiano permesso di generare nei primi nove mesi dell’anno “un flusso di cassa, in sensibile crescita nonostante lo scenario in peggioramento, pari a 9,4 miliardi di euro, capace di finanziare non solo gli investimenti netti di periodo per 5,6 miliardi di euro ma anche il dividendo e il buy-back previsti per l’intero anno in circa 3,4 miliardi di euro”. Il Gruppo registra un utile netto in calo del 66% rispetto all’anno precedente, a 523 milioni, e l’utile netto adjusted a 776 milioni di euro (-44% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso): numeri su cui pesano uno scenario complesso, segnato anche dall’abbassamento dei prezzi di petrolio e gas. Ma Eni, come sottolineato da Claudio Descalzi, chiude il terzo trimestre migliore di sempre in termini di produzione: 1,89 milioni di boe/giorno, in aumento del 6% escludendo l’effetto prezzo e il portafoglio e nei 9 mesi a 1,85 milioni di boe/giorno (+1,8%).

    Claudio Descalzi: “Da nuovi asset spinta sviluppo, grande fiducia nel futuro”

    Nel suo commento l’AD Claudio Descalzi evidenzia come, secondo quanto sembrano confermare i numeri registrati, l’efficiente portafoglio Eni annoveri “uno scenario di break-even ben inferiore a quello riscontrabile nel già difficile scenario odierno. In particolare nel terzo trimestre il Brent ha perso oltre 13 dollari/barile mentre il prezzo del gas in Europa si è ridotto di oltre il 50%, accelerando un trend in riduzione rispetto al 2018 evidente dai primi sei mesi dell’anno”. Le attese per il quarto trimestre fanno ben sperare: “Alla solidità dei risultati contribuiranno poi da fine anno l’acquisizione in Norvegia, che apporterà circa 100 mila barili giorno di produzione, e il contributo stabilizzante della partecipazione nella raffineria di Ruwais che accrescerà del 35% la nostra attuale capacità di raffinazione”. E Claudio Descalzi si sofferma anche sui “continui progressi nei business complementari del futuro, dalle bio-raffinerie, alle rinnovabili e ai primi impianti pilota waste to fuel, che in gran parte fanno leva sulla ricerca interna che sarà sempre più la nostra ‘seconda esplorazione’, volano di generazione di nuovi business”. Basi che gli consentono di guardare “al futuro più prossimo così come a quello di transizione nel medio lungo termine con grande fiducia”.

  • Affittare una casa: alcuni consigli utili

    Hai ereditato uno stabile? Hai una casa vacanza dove non ti rechi più? Hai acquistato appositamente un appartamento? Affittare, in questi casi, è un’ottima idea per racimolare qualche soldo senza particolari spese. Tuttavia, prima di pubblicare annunci su gruppi Facebook o siti specializzati, è necessario seguire alcune semplici indicazioni.

     

    1) Analizzare con occhio critico e oggettivo le condizioni della casa

    Nessuno verrebbe a vivere in una catapecchia, poco ma sicuro. Una volta deciso di affittare bisogna anche prendere atto delle condizioni dell’appartamento: un’analisi preliminare è fondamentale per stabilire i passi successivi.

    2) Rimuovere gli oggetti personali

    Qualora in casa abbiate fotografie, poster e altri oggetti personali, rimuoveteli: il nuovo inquilino dovrà essere libero di rendere propria l’abitazione a suo piacimento.

    3) Cambiate i vecchi mobili

    Bello il vintage ma fino a un certo punto: una casa dev’essere funzionale. Cambiate i mobili antichi con soluzioni moderne, anche a basso costo purché siano valide e non fatiscente.

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    4) Scattare delle foto attraenti e stabilire un canone mensile congruo

    Una buona vetrina social e online permetterà alla vostra casa di trovare un inquilino il prima possibile: scattate fotografie ampie, in grado di mettere in evidenza gli ambienti più spaziosi e vivibili dell’appartamento. E non dimenticatevi di stabilire con attenzione il canone mensile d’affitto: consultate altri annunci, fatevi un’idea dei prezzi medi nella vostra città e valutate di conseguenza.

    5) La pulizia è fondamentale

    Prima di affittare un appartamento, è buona norma provvedere alla sua pulizia nella maniera più completa possibile: pertanto, per far splendere la casa e attirare potenziali inquilini, la soluzione più semplice e veloce è affidarsi a un’impresa di pulizie a Parma o nel resto d’Italia. I loro professionisti sapranno, in tempi brevi, far tornare all’antico splendore qualsiasi interno domestico: in particolare, cucina e bagno sono gli ambienti che presentano più criticità e che necessitano di un intervento specializzato.

  • Silvana Giacobini ai Glamour Awards: la celebre giornalista premiata a Roma

    ROMA. Giovedì 14 novembre si preannuncia una giornata all’insegna della moda e, in particolare, di prestigiosi riconoscimenti per il mondo della comunicazione al femminile. A rappresentarlo, con l’ambito premio alla carriera, la già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna» Silvana Giacobini. La celebre giornalista e scrittrice, amata dal grande pubblico per la sensibilità con cui è riuscita a entrare nelle case degli italiani e per aver intervistato personalità del calibro di Gianni Versace, Hillary Clinton, Elizabeth Taylor e George Clooney, verrà premiata in quanto vero e proprio modello di comunicazione. Lo stile inconfondibile con cui ha condotto la sua attività professionale le è infatti valso un riconoscimento alla prima edizione dei Glamour Awards per il Fashion World. In una cerimonia simbolica, fortemente voluta nel mese dedicato alla battaglia contro la violenza sulle donne, Silvana Giacobini diventa ufficialmente un virtuoso esempio di come “donna” e “lavoro” non siano nomi antitetici, ma sinonimi di successo e gratificazione.

    La conferenza stampa evento, aperta esclusivamente alla stampa e agli addetti del settore, verrà presentata dal conduttore tv Anthony Peth, due volte vincitore del David di Michelangelo. Ideati da Elisabetta Viccica e prodotti da Daniela Valenzi, i Glamour Awards nascono con l’obiettivo di premiare i giovani operatori del settore della moda: designer, sarti, fashion blogger, fotoreporter, make-up artist, hair stilist e direttori di passerella. Dopo essere giudicati da una giuria di esperti, ai vincitori verrà offerto inoltre un contratto di lavoro.

    Si tratta di una lodevole iniziativa, che vedrà riconosciute durante la presentazione, oltre a Silvana Giacobini, anche altre icone del settore. E così, Mariella Anziano, direttrice capo servizi del TG3, verrà premiata per il giornalismo; la presentatrice Monica Setta per la tv, l’attrice Elisabetta Pellini per il cinema, Hoara Borselli per l’informazione e la showgirl Milena Miconi per il teatro. Ancora, Daniela Chessa (ufficio stampa dei David) riceverà il premio nella sezione management, mentre Lucia Sali, fondatrice delle stanze make-up all’interno dei reparti oncologici infantili nel Lazio e in Campania, verrà riconosciuta per l’associazione Raggio di Sole.

    Questo Glamour Award per Silvana Giacobini fa dunque ben sperare: è una prova per le future generazioni di come il mondo dello spettacolo e della cultura abbia sempre bisogno di menti brillanti e dedicate, e di come questo lavoro dia poi i frutti desiderati.

  • Milano Art Gallery apre le selezioni per il più famoso concorso d’arte dedicato a Margherita Hack

    Torna a Milano l’atteso concorso d’arte La Signora delle Stelle. Dedicata alla memoria della celebre astrofisica Margherita Hack, la competizione artistica vedrà la premiazione dei vincitori a partire dalle 16 di sabato 14 dicembre, data che consacrerà anche l’apertura della relativa esposizione. Il tutto avrà luogo presso la storica Milano Art Gallery, prima in via Ampère 102 e poi in via Alessi 11, dove la cerimonia di premiazione proseguirà dalle 18.

    Il concorso d’arte in memoria di Margherita Hack

    L’evento, organizzato e presentato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, avrà i contributi di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. A partire dal prof. Vittorio Sgarbi infatti, figurano anche i nomi del noto sociologo Francesco Alberoni, di Morgan, del grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, e di Umberto Veronesi. E ancora, troviamo Silvana Giacobini, don Antonio Mazzi e Amanda Lear a chiudere l’elenco di testimonianze che impreziosirà l’anima del concorso.

    concorso d'arte

    I requisiti d’ammissione

    Una “gara” che si preannuncia esclusivamente dedicata a tematiche che ruotano attorno alla vita e al percorso di studi, alla carriera della professoressa. Gli artisti che vorranno prendere parte alle selezioni dovranno presentare quindi opere di pittura, scultura, grafica o fotografia che ne rispettino il ricordo e lo rielaborino. Ben vengano dunque ritratti, paesaggi o pianeti, lavori astratti, tutto ciò che risulta essere attinente al credo dell’indimenticabile Margherita Hack. In palio per i vincitori ci sono 20.000 € in servizi per la realizzazione di prestigiose mostre.

    Il ricordo del direttore delle Milano Art Gallery

    La Signora delle Stelle permetterà così di rendere un simbolico omaggio attraverso l’arte al patrimonio intellettuale che ci ha lasciato l’insostituibile divulgatrice scientifica. Commenta così Salvo Nugnes, agente e amico di Margherita: «Questo concorso vuole offrire a tutti i talentuosi artisti partecipanti l’opportunità di ottenere grande visibilità e ritorno d’immagine, di portare avanti il proprio percorso nel mondo dell’arte. Verrà data risonanza all’evento per ricordare Margherita, che ha lasciato un tesoro inestimabile di sapere e di conoscenza a noi e alle generazioni future e si è conquistata la stima e l’ammirazione da parte dell’opinione pubblica internazionale».

    La Signora delle Stelle resterà aperta al pubblico fino al 10 gennaio, tutti i giorni, ad esclusione della domenica, dalle 14.30 alle 19. L’accesso è gratuito.

    Per informazioni sulla mostra e sulle selezioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.margheritahack.it.

  • Porte scorrevoli: guida alle varie tipologie

    Una porta scorrevole è la soluzione ideale per completare i tuoi ambienti domestici con gusto e funzionalità: a differenza delle comuni porte a battente, infatti, esse permettono di recuperare lo spazio che, diversamente, sarebbe destinato al raggio d’apertura. Così facendo, di conseguenza, la casa acquista un’altra dimensione, fondamentale in particolare per gli appartamenti più piccoli: separare e dividere le stanze a proprio piacimento, regolando anche l’illuminazione naturale, è più semplice con una porta scorrevole. Vediamo ora le principali tipologie presenti sul mercato, non prima di aver operato una distinzione preliminare tra porte scorrevoli a vista e porte scorrevoli a scomparsa.

    Le porte scorrevoli a vista

    Questa tipologia di porte è la più economica e semplice da installare: essa non necessita infatti, a differenza della sua gemella a scomparsa, lavori di installazione a livello murario. Questi serramenti sono composti da due elementi, l’anta e il binario su cui essa scorre.

    Le porte scorrevoli a scomparsa

    Più eleganti e discrete, le porte scorrevoli a scomparsa richiedono l’installazione, nella porzione di muratura interessata, di un controtelaio (o cassonetto) adibito ad accogliere l’anta una volta aperta. Questa soluzione risulta più costosa dell’alternativa a vista ma assicura una resa visiva decisamente migliore.

    brown wooden parquet flooring

    I materiali disponibili

    Una volta scelta la tipologia desiderata, il passo successivo è decidere il materiale da utilizzare: legno, vetro e pvc sono i più comuni. Le porte scorrevoli in legno sono le più classiche, con una struttura verniciata a lacca per la realizzazione di stili differenti; i serramenti con inserti in vetro sono i più eleganti e personalizzabili, a seconda del proprio gusto, e garantiscono un’illuminazione migliore tra i vari ambienti; le ante in pvc, infine, sono una soluzione pratica ed economica, adatta soprattutto per cabine armadio o bagni.

    Dove acquistarle?

    Un produttore di porte è ciò che fa al caso vostro: gli addetti vendita di un’azienda specializzata nella commercializzazione di serramenti saranno consigliarvi al meglio, proponendovi le soluzioni più adatte alle vostre esigenze. Cosa aspettate ancora? Recatevi subito presso un rivenditore di porte scorrevoli e rendete speciali gli accessi della vostra abitazione!

     

  • MONDO LIBERO DALLA DROGA arriva ad Ancona

    Lo scorso fine settimana i volontari di MONDO LIBERO DALLA DROGA, sono arrivati ad Ancona distribuire copie dell’opuscolo dedicato alla prevenzione contro le droghe.

    Fatti, esperienze e dati recuperati da oltre 190 paesi in tutto il mondo racchiusi in un’opuscolo formato tascabile permettono a chi lo legge di comprendere la gravità degli effetti collaterali che le droghe producono in chi le assume.

    E così nella tarda mattinata di sabato, i volontari hanno consegnato direttamente al pubblico cittadino ben 800 copie dell’opuscolo La verità sulla droga. Dal Passetto a Piazza Cavour a piazza Roma, i volontari hanno ricevuto da molte persone apprezzamento e parole di gratitudine per il servizio svolto.

    Ancona, che proprio in questi giorni ha fatto parlare di sé a motivo dei vari scandali che l’hanno colpita, può trovare in queste azioni di supporto, un valido sostegno, per aiutare in modo sano la propria popolazione sul soggetto prevenzione alla droga.

    La droga è una piaga sociale che distrugge ogni ceto nobile e non, pertanto raggiungere famiglie, nonni, ragazzi, è una risorsa che genera un’attenzione collettiva al problema e di conseguenza la voglia di fare qualcosa. Aspettarsi che le Amministrazioni aldilà della loro corretta applicazione delle leggi e degli statuti possano da sole risolvere problemi così capillarizzati, può essere utopistico; a meno che la presa di posizione responsabile da parte di tutti i cittadini contro un problema sociale come la droga, non diventi un pensiero e un’azione comune che generi tolleranza ZERO nei confronti di chi nascostamente mina al futuro delle nostre generazioni.

  • Case in legno: vantaggi e svantaggi

    Da molti considerate il futuro dell’edilizia, soprattutto in termini di sostenibilità, le case in legno non hanno nulla da invidiare alle loro sorelle in muratura. Tuttavia, forse per una convinzione comune legata alla triste immagine delle capanne di fortuna, queste abitazioni non hanno ancora preso definitivamente piede seppur, al contrario, possano essere davvero lussuose. Vediamo ora nel dettaglio i vantaggi e gli svantaggi che l’acquisto di una casa prefabbricata in legno può comportare.

    I vantaggi di una casa in legno

    Scegliere una casa in legno significa dare un taglio significativo alle bollette: infatti, grazie alle proprietà isolanti (anche sul versante acustico) del materiale con cui sono costruite, queste abitazioni hanno consumi energetici ridotti rispetto a una casa tradizionale. Peculiarità tipiche sono inoltre la leggerezza e la robustezza: un fabbricato in legno è perfettamente antisismico e, a differenza di quanto si potrebbe pensare, resistente agli incendi. Un altro vantaggio da tenere in considerazione risiede nelle brevi tempistiche di realizzazione: per la costruzione sono necessarie dalle 8 alle 24 settimane, decisamente meno rispetto a una casa tradizionale in muratura. Ultimo, ma non per importanza, è il fattore economico: mentre le comuni imprese edili forniscono preventivi che spesso vengono sforati, una casa in legno presenta costi fissi che variano soltanto in base alla metratura (i prezzi al mq sono generalmente più contenuti) e alla tipologia di legname utilizzata.

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    Gli svantaggi di una casa in legno

    Una casa in legno, se realizzata a regola d’arte e tenuta bene, può durare quanto l’equivalente in calcestruzzo: solo dopo alcune decadi (40/50 anni) potrebbero essere necessari dei lavori di manutenzione straordinaria, dovuto al naturale logorio dei materiali impiegati. I nemici principali di queste abitazioni sono acqua, muffe e insetti: nonostante i legni utilizzati per la costruzione siano totalmente asciutti e appositamente trattati, il rischio di infiltrazioni può esserci nel caso l’operazione di posa sia stata eseguita in maniera non ottimale; muffe e insetti, invece, sono un’evenienza che, per quanto scocciante, può essere risolta con prodotti specifici e in tempi relativamente brevi.

    A chi rivolgersi?

    Nel caso vogliate acquistare una casa prefabbricata in legno, il consiglio è quello di rivolgersi a un’azienda specializzata nella lavorazione del legname per l’edilizia. Così facendo, si avrà un’assistenza completa, dall’acquisto alla realizzazione, e il parere di un esperto è sempre ben accetto: in questo modo avrete la certezza che una casa in legno è proprio ciò che fa per voi.

     

  • ESET presenta ESET Full Disk Encryption, la soluzione di crittografia che protegge i dati sia nel mondo reale che in quello digitale

    ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell’Unione europea, ha annunciato il lancio di ESET Full Disk Encryption (EFDE), una soluzione progettata per proteggere l’accesso non autorizzato ai dati aziendali. Disponibile come componente aggiuntivo delle console ESET di gestione remota – ESET Cloud Administrator e ESET Security Management Center – EFDE è la soluzione più innovativa per proteggere i dati di un’azienda in caso di furto o perdita di dispositivi. Proteggere il business aziendaleLa perdita fisica o il furto di dispositivi, come telefoni cellulari e laptop, è una preoccupazione molto seria per numerose aziende. Oltre ai costi di sostituzione dei dispositivi IT, il danno più grande è rappresentato dal rischio di perdita dei dati aziendali. E questo rischio ha numerosi risvolti, poiché si può incorrere in pesanti sanzioni ai sensi del GDPR per la gestione inappropriata dei dati sensibili, ma soprattutto le perdite possono avere un impatto negativo sulla continuità aziendale e sulla sicurezza oltre che sulla reputazione dell’azienda.Con la nuova soluzione di crittografia completa del disco ESET Full Disk Encryption, gli amministratori IT possono distribuire, attivare e gestire la crittografia in remoto sugli endpoint collegati tramite un clic, evitando così ai malintenzionati di trarre profitto da computer smarriti o rubati. Gli amministratori IT possono implementare questa soluzione attraverso la console di amministrazione remota oppure utilizzando il sistema di gestione basato su cloud ibrido di ESET. Dopo l’installazione, gli utenti potranno monitorare e gestire la crittografia dei dati archiviati sui dispositivi aziendali da un’unica console. EFDE è disponibile come funzionalità aggiuntiva per le ultime versioni delle console di gestione remota ESET – ESET Cloud Administrator 1.2 e ESET Security Management Center 7.1 – entrambe recentemente aggiornate per supportare ESET Full Disk Encryption.L’ascesa della crittografia completa del discoSecondo i dati di una ricerca condotta recentemente da ESET su oltre 100 aziende, l’85% degli intervistati ritiene che la crittografia completa del disco sia la caratteristica più importante quando si valutano le diverse forme di crittografia disponibili sul mercato per proteggere la propria attività. Inoltre, un rapporto di IDC prevede che, entro il 2023, il mercato della crittografia dell’intero disco crescerà costantemente dell’1,4% all’anno. Questi risultati inducono ESET a ritenere che le preoccupazioni in merito alla protezione dei dati stiano orientando le aziende all’implementazione di soluzioni di crittografia solide e efficaci ma allo stesso tempo semplici da implementare e utilizzare. Commentando il lancio di ESET Full Disk Encryption, Ervín Rendek, Product Manager di ESET, ha dichiarato: “Malware e virus rappresentano senza dubbio un rischio enorme per le aziende di tutto il mondo, ma in ESET sappiamo che esistono altre sfide molto importanti da affrontare per assicurare la protezione dei dati. Questo ci ha spinto a lavorare molto per espandere il nostro portafoglio con la nuova soluzione ESET Full Disk Encryption, che risolve il problema della perdita di dati aziendali, direttamente da un’unica console di gestione insieme agli altri prodotti di sicurezza IT di ESET. ESET Full Disk Encryption è ideale per le aziende di tutte le dimensioni e con differenti esigenze di crittografia.

    Per maggiori informazioni è possibile collegarsi al link:
    https://blog.eset.it/2019/11/eset-presenta-eset-full-disk-encryption-la-soluzione-di-crittografia-che-protegge-i-dati-sia-nel-mondo-reale-che-digitale/

  • Come riscaldare la casa: stufa a legna o stufa a pellet?

    L’inverno è alle porte e le bollette del gas fanno paura solo a nominarle? La soluzione è semplice, cinque lettere e inizia per S: stufa. Fin qui tutti d’accordo. Ma a legna o a pellet? Quale delle due scalda di più l’ambiente? Qual è la più economica? Esaminiamo ora le caratteristiche delle due tipologie nello specifico e cerchiamo di schiarirci le idee.

    La stufa a legna

    Immaginate la scena: arrivate a casa, dopo una giornata estenuante di lavoro, vi mettete comodi sul divano e ammirate rilassata la fiamma dolce e viva della vostra stufa, con in sottofondo lo scoppiettio della brace. Un sogno, praticamente. E non solo. Una stufa a legna, a conti fatti, è addirittura più ecologica (seppur di poco) della sua equivalente a pellet: le emissioni della combustione non raggiungono quelle prodotte nella fase di lavorazione della segatura compressa. Silenziose, elettricamente indipendenti e dalla facile manutenzione, le stufe a legna sono un complemento d’arredo esteticamente fascinoso, adatto a qualsiasi ambiente domestico nel quale vengano posizionate.

    Fuoco, Legno, Fiamma, Fuoco Di Bivacco, Avventura

    La stufa a pellet

    Il pellet è il combustibile in grado di generare il maggior potere calorifico tra quelli disponibili sul mercato (purché si scelga di buona qualità): questo, unito al prezzo irrisorio se confrontato con altre soluzioni, dovrebbe bastare per indurre all’acquisto. Economico, igienico, accensione e spegnimento possono essere programmati e la produzione di cenere è contenuta: serve altro? Una stufa a pellet è ideale per riscaldare ambienti spaziosi e la possibilità di controllarle da remoto le rendono perfette per una casa vacanze, magari in montagna.

    A chi rivolgersi?

    Qualsiasi stufa, che sia a legna o a pellet, richiede un investimento in termini di denaro piuttosto elevato: pertanto, onde evitare spiacevoli inconvenienti, è meglio lasciarsi aiutare nella scelta da un esperto. Ultimamente questi articoli stanno iniziando a essere trattati anche da aziende che si occupano di pavimenti e rivestimenti, diventate rivenditori ufficiali e autorizzati di stufe a pellet a Piacenza e nel resto d’Italia.

  • Campagnola impreziosisce la linea Green ideata per un utilizzo non intensivo

    Campagnola, sinonimo di affidabilità e qualità, propone strumenti adatti a una clientela consapevole e intelligente in cerca dell’attrezzatura più idonea alla raccolta e alla potatura.

    Sfruttando le tecnologie di ultima generazione, Campagnola studia materiali e processi per rendere efficienti, ma anche economici, i propri prodotti. La linea Green, dedicata ad un utilizzo non intensivo, nasce dall’ascolto delle richieste di chi cerca prodotti con un prezzo contenuto e si suddivide in due linee: Line 24 e Line 44. Caratterizzata comunque da alte prestazioni, è composta da forbici elettriche ad impugnatura manuale con batteria nello zaino o incorporata, oltre a forbici su asta di prolunga e legatrici con batteria nello zaino.
    Con questi attrezzi il catalogo di Campagnola per la potatura si arricchisce ulteriormente, divenendo il più completo che si trovi sul mercato. Con lo scopo di incontrare le molteplici necessità di una clientela sempre più attenta a ridurre tempi e sforzi operativi, l’azienda propone i frutti del suo accurato processo di studio, analisi e collaudo.

    Molto apprezzata è la nuova Line 24 cordless, con batteria plug-in, incorporata.
    SPEEDY è leggera e maneggevole, appositamente studiata per effettuare piccoli tagli (fino ad un diametro di 25 mm) a grande velocità, perfetta per florovivaismo e viticoltura.
    STARK M ha un ottimo rapporto peso/potenza, effettua tagli precisi, senza sbavature, fino ad un diametro di 32 mm, ed è ideale per viticoltura, frutticoltura ed olivicoltura.
    STARK L è la più potente della Line 24, effettua tagli fino a 37 mm di diametro di qualsiasi tipo di legno e trova applicazione in agrumicoltura, olivicoltura e nella potatura di piante ornamentali.
    Continua a riscuotere grande successo la Line 44 con batteria inserita nello zaino, presentata l’anno scorso, con due modelli ad impugnatura manuale, tre su asta di prolunga ed una legatrice.
    EASY S è veloce e leggera, con capacità di taglio di 30 mm, utilizzabile per viticoltura e frutticoltura.
    EASY L è la più potente della Line 44. Estremamente versatile, viene usata in frutticoltura, agrumicoltura, olivicoltura e viticoltura grazie alla sua capacità di taglio fino a 36 mm di diametro.
    Completa la gamma la legatrice LINKER, con un kit, inserito in una comoda valigetta, che si compone di elettronica, cavo, batteria al litio, zainetto ergonomico porta-batteria, caricabatteria, accessori e due bobine di filo. Veloce, leggera e maneggevole, è caratterizzata da 4 modalità di legatura che la rendono adatta a molteplici impieghi.
    Campagnola, con le sue continue soluzioni innovative per un’agricoltura 4.0 si conferma quindi un brand amato da tutte le categorie di utilizzatori.

    https://campagnola.it/

  • La Software Monetization secondo Thales Gemalto: i vantaggi per le aziende italiane che approcciano la Digital Transformation

    Le innovazioni nello sviluppo del software tra i principali elementi di crescita per le aziende italiane

    Milano, 13 novembre 2019 – Con la Digital Transformation e l’onnipresenza del Cloud, i modelli di consumo sono cambiati in modo fondamentale. Il risultato? Le aziende rivoluzionano il proprio modo di approcciarsi al mercato mentre i servizi e la customer experience sono sempre più determinanti per il successo del business.

    Il software gioca un ruolo fondamentale in questo nuovo contesto. E il concetto già presentato 7 anni fa da Marc Andreessen nel suo famoso articolo “Why Software is eating the world” secondo cui ogni organizzazione diventerà un’azienda di software è ormai un assunto consolidato.

    Con le aziende che si allontanano sempre più dall’hardware come principale fonte di ricavo, è interessante capire come queste possano integrare, in modo efficace, una strategia di monetizzazione del software nei loro processi aziendali. La software monetisation può essere vista come l’adozione di diverse tattiche che un’organizzazione adotta per aumentare la redditività della sua proprietà intellettuale, in questo caso, del software, per esempio sofisticate tecnologie contro la pirateria e il furto della proprietà intellettuale oltre a strategie di pricing e packaging.

    Questo è quanto discusso oggi durante la tavola rotonda organizzata da Gemalto Thales in collaborazione con The Innovation Group e Indigo Communication dove il tema dei nuovi Business Model abilitati dalla digitalizzazione e dal cloud sono stati oggetto di approfondimento con esperti di settore.

    “Le aziende italiane sono oggi pienamente coinvolte nel processo di trasformazione digitale del proprio business. Secondo le rilevazioni di The Innovation Group (#DBTsurvey 19)*, un’azienda su due ritiene che negli ultimi anni la Digital Transformation abbia impattato in maniera significativa sul proprio settore. Nonostante questo, si osserva un ritardo nell’implementazione dei piani di trasformazione: solo una minoranza di aziende (il 26%) ha formalizzato una strategia digitale trasversale per tutta l’organizzazione e, inoltre, solo in poche aziende l’area IT guida questi processi di trasformazione. Nel 60% dei casi il ruolo dell’IT è quello di «collaborare attivamente» con le altre funzioni. L’accelerazione sul fronte dell’interesse e dei nuovi modelli di business generati dal digitale è però un fenomeno evidente che si misura anche nell’accresciuta capacità di investimento in digitale al di fuori dell’area IT, un aspetto che da solo dimostra quanto l’Innovazione Digitale sia oggi un trend che non riguarda più solo il presidio puro della tecnologia”, commenta Elena Vaciago, Associate Research Manager, The Innovation Group.

    Il software quindi è sempre più cruciale per migliorare le prestazioni aziendali, per creare opportunità di reddito e per portare le aziende a un livello più alto di competitività. Sempre secondo la ricerca è emerso che una delle aree di maggior investimento è proprio quella dello sviluppo del software che passa dal 41% al 55% nel 2019.

    Al fine quindi di sfruttare tutti i benefici che il software ha da offrire, le aziende hanno bisogno di una strategia di monetizzazione del software che colleghi ogni parte del proprio go-to-market – sia che si tratti di gestire i diritti o di connettersi ai sistemi finanziari e ai servizi di assistenza alla clientela.

    Thales Gemalto si pone come un facilitatore per le aziende aiutandole ad acquisire una serie di vantaggi: grazie infatti al Software Licensing proposto dal Brand è possibile gestire il ciclo di vita della licenza e, di conseguenza, del software, partendo dall’acquisto fino all’attivazione, la revoca e l’aggiornamento.

    Tra i vantaggi che ne derivano, sicuramente l’aumento di fatturato, la crescita del parco clienti e la riduzione dei costi operativi sono fondamentali per le aziende che vogliono crescere, oltre a poter beneficiare della gestione in totale sicurezza dei software.

    Grazie alle soluzioni di Gemalto Thales, le aziende hanno la possibilità di automatizzare i processi di generazione e attivazione delle licenze software as a service facendo in modo che il personale possa dedicarsi ad attività maggiormente strategiche, riducendo l’errore umano e velocizzando il time to market. Tutto ciò si traduce con una migliore soddisfazione del cliente.

    “La Digital Transformation ha avviato un cambio di mentalità che sta portando le aziende a una maggiore consapevolezza del valore del software aprendole a nuove opportunità di business. Le tecnologie di oggi offrono soluzioni sempre più flessibili, modulari e vicine alle esigenze dei clienti che potranno gestire il software nel modo più conveniente per loro”, commenta Marco Costa, Country manager Software Monetisation, Gemalto Thales

    Ne è un esempio SCM group che progetta e vende macchine per la lavorazione automatica del legno, pietra, vetro, plastica, materiali compositi, alluminio. Il gruppo aveva infatti la necessità di passare da una gestione delle licenze “tradizionale” a una modalità più flessibile, in parte cloud-based. “In Gemalto Thales ci aspettiamo di trovare il partner ideale che ci aiuti a velocizzare e trasformare i nostri processi produttivi attraverso un progetto a 360 gradi che includa chiavi di protezione software ma anche la consulenza necessaria per la creazione di un efficace ed efficiente workflow che interessi tutti gli aspetti, dall’acquisto all’implementazione del prodotto”, commenta Dario Bellatreccia, Digital Services Group Director, SCM Group. “La nostra collaborazione ci aiuterà ad aumentare la competitività, esplorare nuovi modelli di business e attuare nuove forme di revenue”.

    L’evoluzione verso aziende più agili e focalizzate sul software è quindi diventata un imperativo e pianificare un’efficace strategia di trasformazione digitale grazie all’implementazione di una soluzione di monetizzazione software sarà sempre più prioritario per creare nuove opportunità di reddito.

    *Ricerca condotta da The Innovation Group tra Dicembre 2018 e Febbraio 2019 su un campione di 187 aziende italiane operanti in diversi settori di mercato al fine di analizzare la diffusione delle tecnologie digitali nelle aziende italiane.

  • Sistemi antiabbandono, complimenti!

    Dopo avere letto la bozza del regolamento sui sistemi antiabbandono predisposta al tempo del ministro Toninelli (ve lo ricordate?), avevamo fatto un salto sulla sedia ed immediatamente preparato un articolo nel merito.

    sistemi antiabbandono

    Raramente ci è capitato in tutta la nostra lunga attività di leggere un coacervo di stupidaggini, imprecisioni, grossolani errori, come in quella bozza. Il detto che il pesce puzza sempre dalla testa si dimostrava ancora una volta più che veritiero.

    Per ragioni analoghe ma opposte, dobbiamo esprimere la nostra soddisfazione nel leggere il regolamento finalmente arrivato alla firma e che disciplina i sistemi antiabbandono.

    Facciamo un po’ di cronistoria.

    Il 1 ottobre del 2018 con legge n. 117 il Presidente della Repubblica modificava il Codice della Strada rendendo obbligatorio un sistema antiabbandono sulle auto, quando trasportano bambini che hanno meno di 4 anni.

    In quel testo era presente anche la seguente frase:

    “Le caratteristiche tecnico-costruttive ………. sono definite con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge”, forse il Presidente aveva dimenticato chi reggeva quel Ministero.

    Dopo circa un anno da quel Ministero era stato “partorita” una “cosa” impossibile da definire, perché mescolava: omologazione, sistemi di gestione certificati, organismi notificati, marcatura CE, Accredia ??????, tutte cose assolutamente incompatibili tra loro, sia per legge che per logica.

    Ora a pochi mesi dal cambio di ministro e comunque con un ritardo di un anno qualcuno di “normale” che pur esiste anche nei Ministeri, ha scritto un regolamento molto semplice, che poteva esserlo ancora di più.

    Infatti, sarebbe stato sufficiente scrivere: i dispositivi antiabbandono devono rispettare le direttive ed i regolamenti europei che disciplinano le apparecchiature elettriche/elettroniche ed eventualmente radio immesse sul mercato UE.

    Comunque, rimane la soddisfazione di constatare che anche in Italia ed anche nei nostri Ministeri esistono persone di buon senso e capaci di scrivere sei pagine di regolamento, perfettamente comprensibili.

    Ora i fabbricanti di questi dispositivi hanno una chiara linea da seguire, pensate che c’era qualcuno che aveva tentato di seguire la “bozza Toninelli”, poverini, crediamo abbiano incontrato molte difficoltà insuperabili.

    Ci spiace per gli organismi notificati e per quelli di omologazione, completamente estromessi da questo business, anche se verrebbe da chiedersi come mai erano invece così pesantemente presenti nella precedente bozza, c’era addirittura inserito l’unico organismo di accreditamento italiano, che nessun ruolo avrebbe potuto avere in nessun caso, misteri ministeriali.

    Per i genitori che avessero necessità di chiarimenti siamo ovviamente a disposizione per fornire informazioni, così come siamo a disposizione delle aziende che decideranno di investire in questo nuovo settore, che è tra l’altro incentivato con contributi previsti dalla nuova legge di bilancio.

    Renato Carraro

    C & C Sas

    Via Lauro, 95

    35010 – Cadoneghe (PD)

  • Dalla sperimentazione alla produzione due nuove stelle in casa Campagnola

    L’azienda emiliana implementa la produzione di alcuni articoli già amatissimi, per soddisfare pienamente le esigenze sia del mercato italiano sia di quello estero.

    La gamma di prodotti made in Italy nel catalogo di Campagnola presenta soluzioni per tutte le necessità relative a vigneti, frutteti, agrumeti, piante ornamentali e sempreverdi.
    Di tre abbacchiatori elettrici per la raccolta delle olive già affermati nel mercato – Alice, Hercules e Holly – propone ora due versioni: Linea 58 e Linea ECO.
    Alice è nata dapprima per rispondere alle esigenze del mercato italiano, che richiedeva una macchina particolarmente rispettosa delle piante. Col particolare movimento ellittico contrapposto del rastrello, coperto da brevetto Campagnola, ed i suoi rebbi flessibili ed intercambiabili in tecnopolimero, non danneggia i rami e riduce al minimo la defogliazione. Resta l’abbacchiatore più venduto al mondo.
    Hercules è invece nato per soddisfare le richieste del mercato andaluso, ma poi si è ampiamente diffuso negli oliveti di tutti il mondo che presentano rami particolarmente fitti ed intricati. Caratterizzato da un movimento ellittico del rastrello e da rebbi flessibili ed intercambiabili in tecnopolimero o carbonio, con la sua potenza nella raccolta è l’attrezzo ideale per un utilizzo professionale su piante di grandi dimensioni e con chiome particolarmente folte.
    Holly è stata progettata per garantire buone prestazioni di raccolta abbinate ad una grande facilità di utilizzo ed un peso molto contenuto e ben bilanciato.
    La Linea 58 nasce quindi dalla necessità di agevolare il lavoro dei professionisti che operano nel settore. Ampiamente testata nel 2018, viene ora proposta al mercato con la produzione in serie. I tre attrezzi sono dotati di un’unità di potenza più leggera con motore brushless, un economizzatore del consumo della batteria e due velocità di battuta. Possono essere alimentati sia dall’apposita batteria al litio o da una batteria al piombo per auto (tramite convertitore). Si tratta della linea più professionale di abbacchiatori elettrici Campagnola.
    La Linea ECO, invece, ha una velocità dei rastrelli di 1200 battute al minuto, è dotata di un motore a spazzole e viene alimentata da una batteria al piombo per auto. Si tratta della linea più economica, che però mantiene gli alti standard qualitativi di Campagnola.

    Per quanto riguarda ricambi, lubrificanti e accessori, Campagnola dimostra il proprio rispetto per l’ambiente proponendo sul mercato un olio pensato appositamente per le coltivazioni biologiche, che non rischia di inquinare con elementi chimici e soprattutto non lascia residui sul frutto: un olio certificato NSF, ecologico ed ecocompatibile in linea con lo spirito di Campagnola.

    https://campagnola.it/

  • Maria Elisabetta Alberti Casellati: i bambini del progetto “Ora di Futuro” ricevuti in Senato

    Nell’ambito dell’iniziativa “Ora di Futuro”, oltre 200 bambini della scuola primaria hanno presentato in Senato 9 “mozioni di fiducia” su temi che riguardano salute e benessere, ambiente e lavoro: la partecipazione del Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati.

    Maria Elisabetta Alberti Casellati

    Maria Elisabetta Alberti Casellati accoglie in Senato i bambini del progetto “Ora di Futuro”

    Un futuro più green e solidale. È quello immaginato dai bambini che sono arrivati in Senato lo scorso 30 settembre, accolti dal Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Provenienti da tutta Italia, erano in circa 250, in rappresentanza dei 30mila studenti delle classi terze, quarte e quinte che hanno partecipato al progetto di educazione ‘Ora di futuro’, organizzato da Generali in collaborazione con le onlus L’Albero della Vita, Mission Bambini e Centro per la Salute del Bambino. Gli 800 elaborati prodotti (disegni, installazioni, oggetti che parlano di “una tecnologia amica” in grado di risanare l’ambiente) raccontano i desideri dei bambini: città più verdi, maggior tempo da spendere in famiglia e da dedicare ad attività di impegno sociale e volontariato. Nel pomeriggio diverse classi a cui sono state aperte le porte di Palazzo Madama hanno avuto modo di presentare al Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati e ad altri rappresentanti istituzionali le loro ‘mozioni di fiducia’ che guardano nei prossimi anni verso un mondo sempre più green e solidale.

    Ora di Futuro: l’intervento del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati

    Parlando ai bambini il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha sottolineato il valore di “una iniziativa virtuosa e lungimirante” come questa. “Creare le condizioni per favorire pari opportunità di vita non deve essere solo una scelta umanitaria ma una precisa strategia di crescita come comunità” ha aggiunto il Presidente del Senato evidenziando come lo sviluppo di un Paese sia indissolubilmente legato “alla formazione umana e culturale dei suoi cittadini, anche di quelli più svantaggiati”. Fondamentale, come ha precisato Maria Elisabetta Alberti Casellati, è “adoperarsi per rimuovere quegli ostacoli di ordine sociale ed economico che impediscono ai bambini di liberare sin dalla più tenera età tutto il loro potenziale, significa riaffermare il valore della scelta genitoriale come investimento sul futuro dell’umanità”.

  • Grandioso vernissage al Museo Crocetti per Tra Sacro e Profano

    ROMA. Al Museo Crocetti si respirava un’aria satura di gioia e creatività lo scorso sabato 9 novembre. La mostra d’arte contemporanea Tra Sacro e Profano, a cura di Salvo Nugnes e Nicoletta Rossotti è stata inaugurata all’insegna della condivisione e dell’allegria generale. Presenti ospiti di spicco, tra cui Pippo Franco, conduttore di numerose trasmissioni TV di successo, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì e la giornalista RAI Antonietta Di Vizia.

    I curatori di tra Sacro e Profano

    Commenta così il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes: «Quelle qui presenti sono espressioni vive, sincere. Sono espressioni di una passione che si eleva a preghiera per toccare le corde del cuore in modo diretto, semplice e puro». Aggiunge Nicoletta Rossotti: «È proprio questo l’intento della mostra Tra Sacro e Profano, che ho avuto il piacere di realizzare assieme a Salvo. L’aspetto del sacro è visibile in tutto ciò che ha una natura religiosa, intima; il profano in tutto ciò che si discosta da questi elementi, fino a giungere al paesaggio. Gli artisti in esposizione sono talenti affermati o scoperti da poco, molti arrivano direttamente da Biennale Milano». Lo stesso Pippo Franco ha voluto rendere onore alle opere e agli artisti presenti in rassegna soffermandosi a commentare ciascun lavoro assieme agli autori e ai visitatori.

    Tra Sacro e Profano con Pippo Franco, i curatori, José Dalì e altri personaggi di spicco

    Tra Sacro e Profano rimarrà visitabile fino al 29 novembre con gli orari di apertura del museo: dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19, il sabato dalle 11 alle 19.

    Gli artisti di Tra Sacro e Profano

    In esposizione le creazioni di: Almonti Patrizia, Augelli Angela, Barbagallo Sabrina, Bertolini Renata, Bonanni Barbara, Calì Dario, Capuano Simona, Cormio Concetta Maria, Astrid, D’Alessio Francesca, D’Elia Anna, Favaro Davide, Ferrante Giusy Cristina, Figura Beniamino, Nevèl, Gerardin Sylvia, Landolfi Silvana, Marchese Angiolina, Memmi Marilena, Murzilli Antonella, Nanni Costa Margherita, Olivieri Pietro, Pani Salvatore, Perrone Amelia, Pozzetti Paolo, Praed Dannie, Rodella Federica, Roman Beatrice, Russo Carla, Sablon Carlos, Scorcelletti Laila, Scuccimarra Antonio, Scuderi Angelo, Seralio Isabela, Silvestri Giovanna e Tironi Romano Elia.

  • Barceló Imagine presenta le audioguide per conoscere Madrid attraverso la musica

    Madrid è una città che ha quasi tante storie quante sono le strade e molte di esse vengono percorse attraverso la musica. Per mantenere viva la storia della città e permettere ai visitatori di scoprire Madrid dai movimenti culturali, Barceló Imagine, il primo hotel musicale di Madrid, ha deciso di creare e offrire in esclusiva ai suoi ospiti le prime audioguide che permettono di viaggiare a Madrid negli anni ’80, il decennio in cui è nata la Movida.
     
    In collaborazione con Ariel Rot, Barceló Imagine ha creato un’audioguida che racconta le origini di uno dei movimenti più importanti della cultura spagnola, da concerti indimenticabili come l’omaggio a “Canito” a un tour dei locali dove è iniziata la Movida. Il tutto raccontato dai ricordi e dagli aneddoti di uno dei musicisti che hanno vissuto in prima fila la nascita di quel movimento contro-culturale che avrebbe cambiato per sempre la città di Madrid.
     
    Prenotando il soggiorno in hotel, gli ospiti di Barceló Imagine riceveranno un esclusivo link per ascoltare la prima edizione delle audioguide. Attraverso questo nuovo servizio chiamato “Walk & Play”, l’hotel di Madrid offrirà ogni anno ai suoi clienti nuove audioguide con le quali potranno viaggiare nel tempo a Madrid, sempre con qualche genere musicale come filo conduttore.
     
    La Madrid della Movida, vissuta da Ariel Rot
    In fuga dall’Argentina, Ariel Rot arriva a Madrid in adolescenza, nel 1976, e la prima cosa che lo affascina della capitale spagnola è la sua ampia offerta culturale, gli splendidi musicisti che fanno tremare i palchi e la sensazione di libertà che si respirava nelle strade.
     
    Per l’argentino, l’emergere della Movida era inaspettato “ma in un certo senso era inevitabile, se si tiene conto dei sentimenti repressi, della mancanza di libertà e della censura che si era vissuta anni prima in Spagna“. Ariel ha vissuto l’omaggio a “Canito” come spettatore, ma ricorda di aver sentito che questo piccolo concerto era qualcosa di più di una staffetta generazionale del rock spagnolo, e così è stato: è stata la pietra miliare da cui è iniziata la Movida.
     
    Dopo la nascita di questo movimento, la sua escalation fu rapida e vertiginosa. Sono emersi locali iconici come El Penta, Vía Láctea, Madrid me Mata e Sala Sol, palchi che ancora aprono le loro porte e in cui si mantiene vivo il ricordo del genere musicale che ha ridefinito la notte di Madrid.

  • Scopriamo qual è il ruolo di ESET nella collaborazione con Google: The App Defense Alliance

    Mercoledì 6 novembre ESET ha annunciato di aver aderito all’App Defense Alliance. A partire da oggi, ESET collaborerà fornendo informazioni che renderanno le applicazioni mobile sul Google Play Store più sicure.

    Perché questa partnership è importante e cosa significa per gli utenti?

    Come funziona

    ESET integrerà il proprio pluripremiato motore di scansione nel noto processo di compliance impiegato da Google nel proprio Play Store per verificare la conformità delle app. Quello che prima era uno sforzo reattivo di ESET per identificare le problematiche di sicurezza è ora una campagna proattiva a pieno titolo per proteggere i consumatori e le imprese. L’obiettivo principale di App Defense Alliance è garantire la sicurezza del Google Play Store, identificando eventuali app potenzialmente dannose e indesiderate prima che vengano incluse nel Google Play Store.

    La competenza e l’esperienza ESET

    ESET è leader nella sicurezza informatica e in particolare nella ricerca delle nuove minacce ed è inoltre una prolifica fonte di ricerche sulla cyber sicurezza.

    Un approccio multilivello

    Questa partnership non annulla la necessità di un’applicazione di sicurezza mobile installata sui dispositivi. Non esiste un’unica soluzione che risolva tutti i problemi e i rischi nella sicurezza informatica. Le app terze parti come ESET Mobile Security sono ancora una componente essenziale della sicurezza online garantendo la protezione del dispositivo contro le minacce che possono provenire da molte fonti diverse.

    Mettere tutto insieme

    Non è la prima volta che ESET partecipa a collaborazioni strategiche con Google. Questo annuncio segue la partnership siglata all’inizio di quest’anno con Alphabet’s Chronicle e all’ impegno nello sviluppo di Google Chrome Cleanup, uno strumento di sicurezza che avvisa gli utenti di Google Chrome sulle potenziali minacce.

    Insieme, i membri dell’App Defense Alliance saranno in grado di stare un passo avanti rispetto ai criminali, così da proteggere al meglio aziende e utenti privati. ESET è entusiasta di iniziare questa collaborazione unica ed emozionante.

    Per maggiori informazioni sull’argomento collegarsi al seguente link: https://blog.eset.it/2019/11/scopriamo-qual-e-il-ruolo-di-eset-nella-collaborazione-con-google-the-app-defense-alliance/

  • Bilancio positivo per l’Università degli Studi di Bergamo in Giappone

    Un bilancio più che positivo per l’Università degli studi di Bergamo in Giappone per 7 giorni insieme ad altre 19 università italiane per valutare scambi e accordi di collaborazione.

    Il Rettore Remo Morzenti Pellegrini e il Prorettore all’Internazionalizzazione Matteo Kalchschmidt, alla guida della missione che ha coinvolto 20 università italiane, hanno presentato il sistema di alta formazione e ricerca italiano e l’ateneo bergamasco al Salone Studiare in Italia, organizzato dall’Istituto di Cultura Italiana in Giappone e dell’ambasciata italiana a Tokyo dal 9 all’11 novembre, presentando agli studenti giapponesi l’offerta formativa dedicata agli stranieri e rispondendo a un forte interesse espresso nel corso della tavola rotonda conclusiva della missione, sulla cooperazione internazionale e le politiche di scambio di competenze e studenti, aperta dall’ambasciatore italiano in Giappone, Carlo Starace, e dal direttore dell’istituto di cultura italiana in Giappone, Paolo Calvetti.

    Stiamo progettando il futuro dell’Università attraverso ponti di collaborazione concreti e straordinari. Abbiamo sottoscritto accordi di collaborazione didattico-scientifica con tre atenei giapponesi: Aoyama Gakuin University e Kanagawa University a Tokyo, Kwansei Gakuin University, nel Kwansei, perché vogliamo far diventare Bergamo un ateneo globale, che offra alle ambizioni dei nostri giovani opportunità di studio coerenti con i loro talenti” sottolinea il Rettore Remo Morzenti Pellegrini.

    A partire dal prossimo anno accademico quindi studenti e docenti dei Dipartimenti di Giurisprudenza, Scienze Umane e Sociali, Economia, Scienze dell’Educazione, Lingue e Ingegneria saranno il ponte culturale-scientifico tra Italia e Giappone.

    Accordi che vanno ad ampliare l’offerta “nipponica” che vede partnership ormai consolidate con Ritsumeikan University (Kyoto), Kyoto Institute of Technology, Nihon University College of Engineering (Koriyama) e Tokyo Metropolitan University.

    A chiusura della missione, il ricevimento della delegazione italo-nipponica presso l’ambasciata italiana a Tokyo dove l’ambasciatore Starace ha presentato, attraverso una delegazione di Confindustria, il sistema delle imprese italiane dei settori agro-alimentare, fashion e design presenti in questi giorni a Tokyo per un evento internazionale.

  • Riapre lo storico hotel Santa Catalina

    Un’attenta e rigorosa ristrutturazione esalta l’originale identità britannica e preserva il patrimonio artistico del XIX e XX secolo, per far vivere agli ospiti un’esperienza Grand Luxury a cinque stelle.

    Punto d’incontro dell’alta società di Gran Canaria, rifugio di innumerevoli celebrità e mecenati culturali, e in procinto di celebrare i 130 anni, il Santa Catalina Royal, a Hideaway Hotel riapre le sue porte con l’intenzione di preservare il suo patrimonio e di condividere la sua storia con lo splendore e l’eccellenza di un hotel di lusso classico. Grazie alla conservazione e al restauro dei suoi spazi più rappresentativi, l’hotel è chiamato a diventare ancora una volta un esempio di eleganza conle sue  204 camere e sotto la gestione del gruppo spagnolo Barceló Hotel Group.

    Un’oasi di lusso senza tempo nel cuore di Gran Canaria
    Inaugurato nel 1890 dall’architetto britannico James MacLaren, il Santa Catalina Royal, a Hideaway Hotel fa parte di una lunga tradizione turistica nella capitale di Gran Canaria. Grazie alla sua posizione privilegiata nella zona residenziale di Ciudad Jardín, nel cuore del Parco Doramas, è diventato un punto di riferimento turistico e sociale, soprattutto alla fine degli anni Cinquanta e Sessanta.
    Lo stabilimento è stato acquistato dal Comune nel 1923 e nel 1951 è stato inaugurato il nuovo edificio progettato dal famoso architetto canario Miguel Martín-Fernández de la Torre, il cui sigillo è stato conservato fino ad oggi. Attualmente fa parte del patrimonio architettonico e culturale del capoluogo delle Canarie, come uno degli esempi più significativi del movimento architettonico regionalista del XX secolo.

    Una storia scritta con le stelle
    Dal 1890 il Santa Catalina Royal, a Hideaway Hotel è punto d’incontro di diverse personalità nazionali ed internazionali che hanno trovato tra le sue mura il luogo ideale per riposare e godere dell’isola con i comfort e la discrezione di un hotel di lusso. Tra i personaggi illustri ci sono il soprano Maria Callas, l’attrice Ava Gardner, l’attore Gregory Peck durante le riprese di Moby Dick, diverse personalità britanniche attratte dalle origini dell’hotel come il presidente Winston Churchill, il principe Carlo d’Inghilterra o la drammaturgaAgatha Christie. Tra gli ospiti spagnoli ci sono membri della Famiglia Reale, gli ex presidenti di governo Felipe González e José María Aznar e artisti del calibro di Julio Iglesias e Lola Flores.

    Gastronomia d’élite con impronta canaria
    Con un nome ispirato al progetto pittorico “Poema de los Elementos” del noto artista canario Néstor Martín-Fernández de la Torre nasce il nuovo ristorante“Poemas” del Fratelli Padrón. Juan Carlos e Jonathan Padrón, gli unici chef di origine canaria con una stella Michelin e due soli Repsol, sono riusciti a trasferire l’essenza di alcuni dei dipinti più iconici dell’artista a creazioni gastronomiche che si distinguono non solo per il loro sapore, ma anche per la loro attraente presentazione.
    “Poemas” del fratelli Padrón approfondisce le combinazioni che uniscono arte e cucina, puntando su una fusione di ingredienti internazionali e locali provenienti dal mare, dalla terra e dalla natura, creando opere d’arte per il palato.

  • Tempocasa presenta Tempocasa Luxury


    Tempocasa, leader nell’intermediazione immobiliare con oltre 400 punti vendita in tutta Italia, presenta Tempocasa Luxury, l’ultima realtà nata all’interno del Gruppo e dedicata alla compravendita di immobili di lusso. Il Dipartimento, coordinato dal Project Manager Senior Daniel Toppan, conta oltre trenta consulenti qualificati e ventitré filiali dedicate, presenti nei più importanti centri storici come Milano, Roma, Bologna, Napoli e Torino, ma anche in località turistiche come il lago di Garda e quello di Como.
     
    Oltre alla consulenza prettamente immobiliare, Tempocasa Luxury offre un pacchetto completo di servizi complementari, a partire dai servizi finanziari, fiscali e assicurativi fino ad arrivare alla ristrutturazione e all’arredamento. In questo modo, i clienti hanno la possibilità di delegare tutte le attività legate alla compravendita di un immobile a consulenti qualificati. 
     
    “Creare un network di agenzie dedicate al segmento lusso ci ha consentito di dare forma a una corposa base di clienti e ci permette di vivacizzare il mercato, anche con iniziative mirate. Per esempio, con cadenza periodica gli showroom Tempocasa Luxury organizzano eventi dedicati a progetti di crowdfunding immobiliari, aperti a una fascia selezionata di investitori. Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento per il settore”, commenta il Direttore della Comunicazione Valerio Vacca.

  • Parma da gustare: i salumi del territorio

    Emilia-Romagna, terra di sapori e di tradizioni: a Parma i salumi sono una vera e propria istituzione. Le macellerie si possono trovare in ogni angolo, pronte a prendere per il palato i clienti con materie prime del territorio e di altissima qualità. Si dovesse stilare una lista di tutti gli insaccati prodotti nella zona, si perderebbe sicuramente il conto: vediamo ora i principali, i più noti, apprezzati e conosciuti.

    1) Prosciutto crudo di Parma (marchio DOP)

    Simbolo della città ducale in tutto il mondo, il prosciutto crudo di Parma DOP è prodotto a partire dalle migliori cosce di suino selezionate: da secoli carne e sale sono gli unici due ingredienti che conferiscono a questo insaccato un sapore inconfondibile ed equilibrato, universalmente apprezzato e valorizzato. Una stagionatura di almeno dodici mesi conferisce un profumo intenso e piacevole al prosciutto, perfetto da gustare accompagnato da un bicchiere di Lambrusco e da una porzione di torta fritta.

    prosciutto parma berkel bottega del restauro

    2) Culatello di Zibello (marchio DOP)

    Stagionato nella nebbia della Bassa Parmense, il culatello di Zibello DOP è un incredibile mix di natura e lavoro artigianale: la carne, lavorata con sale, pepe e aglio, viene insaccata in una vescica suina e legata rigorosamente a mano. Dieci mesi di stagionatura fanno il resto: il risultato è un salume dal gusto inconfondibile e dalla consistenza morbida e vellutata.

    3) Spalla cotta di San Secondo (marchio PAT)

    Prodotta da tempo immemore in alcune zone della Bassa Parmense, la Spalla cotta di San Secondo PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) è ricavata dalla scapola del maiale disossata. Marinata con sale, pepe, noce moscata, cannella e aglio, la carne viene lasciata riposare per due settimane prima di essere legata. Un mese e mezzo di stagionatura consente è il preludio alla sua cottura: salume molto tenero, la spalla è ideale tiepida con torta fritta, pane fresco nostrano e confetture.

    4) Salame Felino (marchio IGP)

    Lavorato nell’omonima cittadina a pochi km da Parma, il Salame Felino IGP è il perfetto bilanciamento di parte magra e parte grassa: è un salume adatto per ogni occasione, dal colore rubino intenso. In otto secoli di storia non è cambiato nulla nei processi di produzione, se non la stagionalità: oggi, infatti, viene insaccato tutto l’anno e non più soltanto d’inverno.

    Aperitivo, Vino, Drink, Vetro, Nature Morte, Tavolo

    5) Coppa di Parma (marchio IGP)

    Prodotta dal XVII secolo, la Coppa di Parma IGP è un salume piuttosto magro dal gusto equilibrato. Ricavata dalla carne del collo del suino, essa viene lasciata sotto sale grosso, pepe e spezie prima di essere asciugata e messa a stagionare per almeno due mesi. La coppa, inoltre, è strettamente legata a un’altra eccellenza locale, la Malvasia: per renderlo più morbida, infatti, l’insaccato veniva avvolto in panni imbevuti con il vino rosso. 

    Consigli

    Non si può visitare Parma senza assaggiare almeno una volta tutti questi salumi: in città si possono trovare praticamente ovunque, in tutti i ristoranti e nelle trattorie più tradizionali. Inoltre, per i più golosi, le macellerie sparse sul territorio sono sempre pronte a rifornire la vostra dispensa. Nel caso vogliate portarvi a casa una prelibatezza da far gustare ad amici e parenti, l’ideale sarebbe un taglio accurato e sottile fatto con un’attrezzatura professionale: trovare un’affettatrice Berkel a Parma e nel resto d’Italia non è più così difficile!

  • Successo per la mostra su Dalì alla Milano Art Gallery presentata da Salvo Nugnes

    MILANO. Con un brio contagioso, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, ha inaugurato ieri, giovedì 7 novembre, la mostra fotografica su Salvador Dalì Nel nome del padre e del figlio. Presentata alla Milano Art Gallery in via Ampère 102 dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la kermesse ha riscosso l’immediato consenso del pubblico. E questo perché si possono ammirare fotografie inedite che ritraggono assieme i due Dalì e alcune delle loro opere fino al 21 novembre. Assieme a questa preziosa documentazione si trovano inoltre alcune delle creazioni di artisti contemporanei, tra cui Alda Boscaro, Felice Cremesini, Paolo De Polo, Francesco Fazio e Tullio Gombac.

    L’interesse dei visitatori e della stampa si è fin da subito rivelato con un susseguirsi di domande, alle quali José Dalì ha risposto con tono scherzoso. Così, quando gli è stato chiesto come ci si sente a essere figli di un artista di tale spessore, la battuta non si è fatta attendere: «Ci si sente sicuri. Diversamente, per esempio, da Giacomo Celentano o dai Carrisi, che si trovano nella mia stessa situazione, posso dire che mio padre ha fatto talmente tanto che, quando io ho capito di chi ero figlio, non potevo più fare niente, perché aveva fatto tutto lui». José Dalì, cresciuto in Italia con i tutori, ricorda la figura eccentrica del padre, il suo teatro-museo a Figueres e i momenti di svago dell’infanzia condivisi con un compagno di giochi veramente unico. E, proseguendo su questa scia, alla domanda sulle esposizioni fatte e quelle in corso o in fase di realizzazione, chiosa: «La pigrizia è un bene di famiglia e va preservato, quindi faccio pochissime mostre. Ma sicuramente, spero, ci saranno altre occasioni di ritrovarci, proprio come oggi, con il mio amico Salvo».

    Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Missione in Giappone: l’Università degli studi di Bergamo alla guida di 20 atenei italiani

    Dal 4 all’11 novembre una delegazione di 20 università italiane è in missione in Giappone per stringere alleanze e accordi internazionali.

    L’occasione è la partecipazione a Tokio il 9 e 10 Novembre al Salone Studiare in Italia, organizzato dall’Istituto di Cultura Italiana di Tokyo e dall’Ambasciata ma soprattutto la missione ha obiettivi concreti il cui denominatore comune è il confronto e il percorso in team per una crescita coerente degli atenei italiani.

    Fitto il programma che prevede incontri con altri 25 atenei giapponesi e l’11 novembre una giornata di confronto sul tema “Perspectives of Internationalization and Co-education programmes in the Universities of both Countries” e cioè le prospettive dei programmi di internazionalizzazione e co-education in entrambi i Paesi. L’incontro sarà introdotto dal direttore dell’Istituto di Cultura Italiana, Paolo Calvetti, e dall’Ambasciatore Italiano Giorgio Starace.

    Con un boom di iscritti e progetti di nuova crescita, guida la missione, su delega della Crui (Conferenza dei Rettori delle Università italiane), l’Università degli studi di Bergamo, al Salone con uno stand per presentare l’offerta formativa orientata agli studenti giapponesi.

    A margine del Salone in tre incontri specifici, Remo Morzenti Pellegrini e Matteo Kalchschmidt, rispettivamente rettore e prorettore all’internazionalizzazione dell’Università di Bergamo firmeranno accordi di collaborazione didattico-scientifica con tre atenei giapponesi: Aoyama Gakuin University e Kanagawa University a Tokyo, Kwansei Gakuin University, nel Kwansei.

    Sottolinea il rettore Remo Morzenti Pellegrini: “Vogliamo affiancare all’attività formativa “standard” corsi comuni e accordi tra università per mettere a fattor comune competenze e percorsi, spingendo il sistema universitario italiano verso l’alto nelle classifiche internazionali e rispondendo alla forte spinta verso l’internazionalizzazione che sta diffusamente interessando le università italiane.  Basti pensare al periodico monitoraggio da parte della CRU https://www2.crui.it/crui/2019-2020%20Corsi_En%20presentazione.pdf tra  https://global.kwansei.ac.jp/l’ultima rilevazione del 2019 e quella precedente del 2016 segna una crescita delle esperienze censite pari a circa il 30%”.

    Prima firma oggi tra l’ateneo bergamasco e la Kwansei Gakuin University https://global.kwansei.ac.jp/. In particolare l’accordo prevede lo scambio di docenti e studenti tra i due Atenei, nelle diverse aree di Giurisprudenza, Scienze Umane e Sociali, Economia, Scienze dell’Educazione, Lingue e Ingegneria.

    Alla cerimonia hanno partecipato il Rettore Remo Morzenti Pellegrini, il prorettore all’Internazionalizzazione Matteo Kalchschmidt e la dott.ssa Elena Gotti, Responsabile del Servizio Orientamento e Programmi Internazionali mentre da parte Giapponese: Dr Osamu Murata, President, Professor Naomi Hiura, Vice President International, Professor Tomonao Fujita, Dean, International Education and Cooperation, Mr Yutaka Sawamura, Head, Center for International Education and Cooperation, Ms Yoshiko Sakai, Partnerships Coordinator.

    LE UNIVERSITA’ CHE PARTECIPANO ALLA MISSIONE IN GIAPPONE

    Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
    Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM
    Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli
    Politecnico di Milano
    Sapienza Università di Roma – Sapienza University of Rome
    Università degli Studi di  Napoli L’Orientale
    Università degli Studi di Bergamo
    Università degli studi di Cagliari
    Università degli Studi di Firenze
    Università degli Studi di Foggia
    Università degli Studi di Macerata
    Università degli studi di Milano
    Università degli studi di Milano – Bicocca
    Università degli Studi di Parma
    Università degli Studi di Siena
    Università degli Studi di Torino
    Università degli Studi di Udine
    Università Ca` Foscari Venezia
    Università per Stranieri di Siena
    IED Istituto Europeo di Design
  • Elisabetta de Strobel è la nuova Italian Chief Design Officer di DER

    Verona, Novembre 2019 – Nuovo importante incarico per Elisabetta de Strobel, Interior Designer e Art Director di livello internazionale, nominata Italian Chief Design Officer del colosso cinese DER.

    La prestigiosa collaborazione vede protagonisti due importanti figure del settore: da una parte Elisabetta de Strobel, affermata Interior Designer, Product Designer e Art Director di numerose realtà imprenditoriali a livello internazionale, membro di SBID (Society of British and International Design), nonché fondatrice dell’agenzia di comunicazione Terzomillennium. Agenzia che, alla luce di questo progetto, è stata designata come Italian Co-design Center di DER. Dall’altra parte DER, leader nazionale nel settore della pavimentazione in legno. Il Gruppo Der è stato fondato nel 2000 e, dopo 19 anni di rapido sviluppo, conta un capitale sociale totale (comprese le filiali) superiore a 2.4 milioni di CNY. La sua società sussidiaria Der Future Science & Technology Holding Group CO., Itd è stata quotata alla borsa di Shenzhen nel 2011. Negli ultimi anni il Gruppo Der ha assistito ad una crescita senza precedenti: alla fine del 2017 contava 13 filiali, più di 3000 dipendenti, quasi 2000 negozi specializzati e collabora con una rete di vendita di 1000 distributori e 51 partner strategici (dati 2018).

    “DER nasce con l’obiettivo di fornire prodotti, soluzioni e servizi competitivi, sicuri ed affidabili e cooperare con partner ecologici al fine di creare valore per i clienti e ispirare l’innovazione” ha affermato Elisabetta de Strobel. “Per una compagnia di tale calibro, la ricerca e l’analisi dei trend globali nell’ambito del design è una funzione fondamentale per essere competitivi e mantenere la propria leadership. Questo il ruolo che andrò a ricoprire, ulteriore riconoscimento del mio expertise nel settore.

     

    Press contact: Terzomillennium press office

    [email protected]

    T. 045 6050601

    www.terzomillennium.net

     

     

  • ARRIVA IN ITALIA “LAGUNITAS SUCKS”: LA BIONDA STAGIONALE CHE INCARNA IL CARATTERE DEGLI STATES

    8% di alc. vol e gusto deciso, la Double IPA americana sarà disponibile da dicembre 2019 grazie a Dibevit Import, da vent’anni specializzata nell’importazione e distribuzione di birre premium e speciali provenienti da tutto il mondo.

    È una bionda con carattere, dal gusto deciso e dalla personalità audace. Arriva dalla costa est degli Stati Uniti d’America ed è pronta a lasciare il segno anche nel Vecchio Continente. Come? Facendosi desiderare! Lagunitas Sucks, uno dei fiori all’occhiello del birrificio di Petaluma, diventa stagionale. La prima disponibilità sarà a novembre 2019. A portarla in Italia Dibevit Import, società che da 20 anni si dedica all’importazione e distribuzione di birre premium e speciali.

    Lagunitas Sucks porta con sé tutto l’ardore dello storico birrificio che fin dalla sua nascita – nel 1993 – si è contraddistinto per un mix perfetto di birre senza compromessi e un pizzico di irriverenza vero lo status quo. Lagunitas Sucks infatti è nata per sostituire la sorella maggiore Brown Shugga. Quando nel 2011 i Lagunitas men si accorsero che non erano in grado di produrre la quantità di Shugga necessaria, decisero di comunicare la triste notizia addolcendola con l’introduzione di una nuova Double IPA. «We suck for not doing it» – affermarono per dimostrare le loro sincere scuse. Il risultato? Una nuova avventura, nata dall’unione di orzo, segale, frumento e avena.

    Double IPA americana, con 8% di alc. vol, Lagunitas Sucks è una birra dorata e dalla schiuma compatta e persistente. Avvicinandola al naso, rivela intense note aromatiche di pino, agrumi, cedro ed eucalipto. Dorata alla vista, con riflessi rame, già dal primo sorso fa percepire un corpo strutturato, morbido e rotondo. E con il ricorso al dry hoppping, diventa espressione di un gusto piuttosto amaro caratterizzato da note tropicali di pompelmo e litchi.

    Caratteristiche che la rendono perfetta in accostamento con cibi piccanti e saporiti, specie delle cucine etniche, come il messicano o l’indiano. O, per chi vuole giocare in casa, si sposa alla perfezione con la lonza di maiale. È disponibile sia nel formato in fusto da 20 litri che in bottiglia da 35,5 cl.

    «Lagunitas, con il suo carattere irriverente e anticonformista, è riuscito a entrare stabilmente nella top five dei birrifici americani. E la Sucks, così decisa e provocatoria, ne rispecchia tanto nel gusto quanto nel nome, l’essenza e la storia. Per questo – dichiara Davide Daturi Amministratore Delegato di Dibevit Import – siamo felici di importarla in Italia in versione stagionale. Perfetta per dare un’ondata di grinta alle lunghe serate invernali, sempre al motto di “Beer Speaks, People Mumble”».

     

     

    www.dibevit.it   –   www.bieretheque.it   –   www.beviresponsabile.it

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    DIBEVIT IMPORT. Da 20 anni Dibevit Import mette a disposizione di grossisti e locali pubblici di tutta Italia una vasta gamma di prodotti selezionatissimi del panorama birrario internazionale e gli strumenti più idonei per la loro corretta somministrazione, anche attraverso corsi specializzati. Nel portafoglio di Dibevit Import ci sono circa 200 birre, importate da diversi Paesi europei, oltre alle italiane (Birra Moretti Selezione Riserva da 75cl: Grand Cru, Lunga Maturazione, Grani Antichi; e la gamma Cervisia: Camallo, Mozzo, Ciurma). Specializzata nell’importazione dei prodotti delle più importanti birrerie belghe e tedesche e principale partner dei prodotti di linea inglese, Dibevit Import (www.dibevit.it) è una società del Gruppo HEINEKEN Italia.

     

     

    LAGUNITAS BREWING COMPANY. Beer speaks, people mumble: sin dalla sua fondazione il birrificio californiano Lagunitas si è sempre contraddistinto per un mix perfetto di birre senza compromessi e un pizzico di irriverenza verso lo status quo. Nato nel 1993 nella cucina di Tony Magee a Lagunitas e spostatosi l’anno successivo a Petaluma, celebre set di American Graffiti, nel cuore della Sonoma Valley, Lagunitas Brewing Company, con spirito provocatorio e per certi versi rivoluzionario, è riuscito ad entrare stabilmente nella top five dei birrifici americani. Oggi le sue birre, prodotte utilizzando come da tradizione solo acqua, luppolo, lievito e malto d’orzo, alimentano storie e canzoni dei beer lovers di una ventina di paesi nel mondo.