Categoria: Aziendali

  • L’appetito vien cliccando

    Far conoscere i prodotti nazionali mediante campagne digital. Obiettivo raggiunto per Neting, web agency di Bologna specializzata nella promozione e valorizzazione del food Made in Italy

     

    Alla bolognese Neting, Full Stack Agency specializzata in campagne digital, è stato affidato un progetto di promozione volto a far conoscere il cibo italiano di qualità, attraverso attività on line miranti a far scoprire uno tra i più rinomati prodotti DOP italiano, il formaggio Piave.

    È il caso di Nice to eat-EU, progetto co-finanziato dall’Unione Europea, per il quale Neting ha condotto sponsorizzazioni sia sui social – in particolare su Facebook e Instagram – sia su Google con campagne Google ADS, da Dicembre 2019 a Gennaio 2020. Nel dettaglio, sui canali social si è puntato soprattutto sulla brand awareness e sulla generazione di traffico qualificato al sito, per poi passare dal virtuale al reale. Atterrando sulla landing page, infatti, l’utente aveva modo di visualizzare un elenco di punti vendita dove poter degustare il prodotto. Del resto, se una bella immagine ha una certa attrattiva, un assaggio è decisamente una ghiotta opportunità per conoscere un prodotto e la risposta, con il passaggio dal digitale e mondo reale, non si è di certo fatta attendere.

    Se il gusto vuole la sua parte, anche il concetto di gaming ha avuto un ruolo importante. Per i più piccoli la campagna coordinata di Google Ads ha promosso il gioco online Fakehunters  tramite campagne video e display.

    Il risultato ha testimoniato la forza dell’online – indica Luca Mainieri, CEO di Neting – nell’intercettare gli utenti. La multicanalità che caratterizza il food lascia decisamente uno spazio primario all’on line (online) , dove video, foto, ricette, influencer e blogger giocano un ruolo determinante nella creazione di una community. La conoscenza di un prodotto, il suo Consorzio di riferimento e la declinazione dello stesso in ricette e momenti di degustazioni sono ormai una pratica diffusa, ma il web è diventato negli ultimi anni un ambito di promozione imprescindibile”.

    Il successo delle campagne sui diversi canali ha poi portato da Dicembre 2020 a fine Gennaio 2021, sia a una nuova campagna Google Ads, tramite video su Youtube, per promuovere la app di realtà aumentata Piave DOP & Nice to Eat-EU AR per Android e Ios, sia alla prosecuzione dell’attività di promozione dei punti vendita in cui trovare il prodotto.

    “Il pubblico è sempre più informatizzato e informato – commenta Mainieri – grazie a una sempre maggiore dimestichezza col digitale e l’ausilio di device altamente performanti. Il tessuto produttivo considera ormai l’on line come fattore chiave per il successo di un brand, inserito a pieno titolo nel marketing mix aziendale. Con l’esperienza maturata negli anni, Neting si pone come consulente specializzato e interlocutore di primo piano sia nello scenario nazionale che europeo. Il web ha abbattuto le distanze e noi di Neting crediamo molto nel cosmopolitismo dell’informazione, in cui devono però essere tutelati i valori fondanti e le identità di prodotti che hanno reso celebre il gusto italiano e che continuano a farlo a qualsiasi latitudine”.

     

    Neting Srl è una web agency tra le più dinamiche e innovative nel panorama nazionale, specializzata nella progettazione di esperienze digitali e identità visive ad alto valore aggiunto, progettate per rispondere alle esigenze del mercato e alle aspettative del consumatore. Tra le principali soluzioni create dall’azienda spicca WeVid, prima piattaforma di videoconferenze totalmente made in Italy.

  • Claudio Machetti: focus sul percorso professionale del dirigente Enel

    Claudio Machetti ha iniziato il suo percorso professionale in Banco di Roma come impiegato, per poi passare al ruolo di analista finanziario. Arriva in Enel nei primi anni del 2000 come Responsabile dell’Area Finanza: oggi è alla guida della Global Trading Business Line del Gruppo.

    Claudio Machetti, manager Enel

    Claudio Machetti: i primi passi nella carriera professionale

    Conseguita la maturità classica presso il Liceo "Tito Lucrezio Caro", Claudio Machetti frequenta Scienze Statistiche all’Università La Sapienza, laureandosi nel 1982. La sua carriera ha inizio presso il Banco di Roma come impiegato nella filiale di Milano. Trasferitosi due anni dopo alla Direzione Centrale, assume il ruolo di analista finanziario e cura l’analisi del merito di credito dei grandi gruppi industriali del Paese. In seguito, decide di specializzarsi in equity e opera come funzionario all’interno della Direzione Finanziaria (Ufficio Analisi Finanziarie), curando l’IPO di alcune società nella Borsa Italiana. Nominato Responsabile del nucleo Analisti Finanziari nel 1990, successivamente passa a Ferrovie dello Stato come Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari. Claudio Machetti assume poi il ruolo di Direttore della Finanza Operativa (1996): sono gli stessi anni in cui collabora alla costituzione di Fercredit, di cui diventerà Amministratore Delegato. Fa il suo ingresso in Enel nel 2000 come Responsabile dell’Area Finanza e costituisce Enelfactor, società finanziaria captive del Gruppo di cui diventa da subito AD. Sempre nel 2000 costituisce Enel Insurance, società assicuratrice captive del Gruppo, per la quale ricopre il ruolo di Presidente fino al 2014.

    Claudio Machetti: focus sugli incarichi in Enel

    Presidente di Fondenel e Fopen, nel 2005 Claudio Machetti diventa Direttore Finanziario di Enel, incarico che lo porta a diretto riporto dell’Amministratore Delegato. Si occupa, tra l’altro di M&A, dei rapporti con gli investitori e con le agenzie di rating. Attivo nel board di diverse consociate, tra le quali Wind Telecomunicazioni, Endesa e Terna, nel 2009 viene scelto per guidare la Direzione Risk Management appena avviata e dedicata al controllo dei rischi aziendali (finanziari, creditizi, industriali, assicurativi e relativi alle commodities). In seguito alla ristrutturazione aziendale del 2014, Claudio Machetti viene incaricato di guidare la Direzione Global Trading, una delle 4 Business Line del Gruppo: è l’incarico che mantiene tutt’oggi, occupandosi di gestire il sourcing di carbone, gas ed olio combustibile, la gestione dei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica (in tutti i Paesi dove Enel è attiva) e la programmazione degli impianti di generazione. È inoltre Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel Trade. Durante la sua permanenza in Enel è stato due volte presidente di Fondenel ed una di Fopen, i due fondi pensione dei dipendenti del gruppo.

  • Roberto Casula: dai primi incarichi in Agip alla crescita professionale in Eni

    La carriera professionale di Roberto Casula, manager che ha maturato negli anni competenze nel settore energetico, anche su scala internazionale.

    Roberto Casula

    Roberto Casula: gli anni in Agip e l’ingresso in Eni

    Cagliaritano, Roberto Casula si è laureato in Ingegneria Mineraria nel 1988 presso l’Università della sua città. Dopo aver conseguito l’abilitazione alla professione di Ingegnere, entra a far parte di Agip S.p.A. in qualità di Reservoir Engineer (ingegnere di giacimento). Tale ruolo lo vede inizialmente preposto al production test e al well logging, per poi passare anche all’attività di reservoir modelling che svolge presso Beicip-Franlab, a Sophia Antipolis (Antibes, Francia). Nel 1992 si trasferisce in Luanda presso la consociata Agip Angola Ltd. Due anni più tardi viene nominato Chief Development Engineer. Rientrato in Italia, Roberto Casula assume l’incarico di Development and Production Coordinator di Eni S.p.A. presso la sede di San Donato Milanese, ruolo che lo mette alla guida delle attività di business per i Paesi nelle zone dell’Africa Occidentale e Centro-Asiatiche: è l’inizio di una carriera di successo all’interno del Gruppo.

    Roberto Casula: la crescita professionale in Eni

    Già dal 2000 Roberto Casula comincia ad assumere ruoli di crescente importanza all’interno del Gruppo Eni: diventa Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) per le operazioni in Iran. L’anno successivo è Project Director del progetto in corso a Teheran (Iran) denominato giant South Pars Gas fasi 4-5. Nel 2004 diventa invece Managing Director della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., la consociata con sede a Gela. Ricopre la stessa carica anche per Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, in Libia. Tornato in Italia nel 2007, Roberto Casula viene nominato Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana, dove si trasferisce l’anno successivo per operare in qualità di Chairman (Presidente) delle tre conosciate di Eni in Nigeria. Diviene, successivamente, Executive Vice President con responsabilità sui territori di Africa e Medio Oriente, dove consegue ottimi risultati nelle trattative con le autorità locali. È stato, inoltre, Chief Development, Operations & Technology Officer, responsabile in Italia della nuova Direzione Tecnica.

  • Quali mobili scegliere per il bagno

    Se stai arredando casa o pensi di rinnovare il tuo bagno e renderlo uno spazio ancora più comodo e vivibile, ci sono molte cose importanti alle quali dovrai pensare. Sicuramente la scelta dei mobili e dei sanitari è quella più importante in quanto ha una funzione sia pratica che decorativa. Qui trovi alcuni spunti utili per scegliere bene.

     

    Gli spazi a disposizione

    Ci sono sicuramente alcune cose sulle quali devi porre alla tua attenzione prima di tutto, tra queste lo spazio a tua disposizione. In base agli spazi di cui disponi sarà possibile andare a scegliere tipi di arredo per il tuo bagno. È inutile innamorarsi di uno stile o di un particolare modello se poi non c’è materialmente spazio per installarlo. Puoi farti un’idea visionando il catalogo online di Bollini Arredamenti.

    Inizia dunque con il misurare gli spazi a tua disposizione tenendo conto sia delle misure che degli eventuali mobili che vorrai acquistare. Presta inoltre attenzione al fatto che l’apertura delle eventuali ante dell’armadio oppure quelle dei cassetti non entrino in collisione con altri arredi o elementi presenti nel tuo bagno.

     

    I materiali

    Sicuramente quello dei materiali è uno degli aspetti che influisce maggiormente nella scelta dei materiali dei mobili del tuo nuovo bagno, e questa scelta sua volta dipende anche dal budget che hai a disposizione. Ci sono diversi tipi di legno, tra i quali legni di qualità (ma anche alcuni economici) e legno massello, che è più costoso ma offre il massimo della qualità.

     

    Spazio di conservazione

    Quando scegli i mobili per il tuo bagno devi anche tenere in considerazione quali sono gli spazi di conservazione che ogni mobile ti offre. Di sicuro un mobile con uno o due grandi cassetti non può mancare, e puoi suddividere ulteriormente questi spazi in base alle necessità.

    Tenere conto di tutte queste piccole cose ti consentirà di realizzare un bagno veramente commisurato alle tue necessità, un ambiente piacevole da vivere e dotato di ogni comfort ci si possa attendere da questo importante spazio di casa.

  • Fjällräven presenta SAMLAREN: nuova vita alle eccedenze di tessuto

    Fjällräven presenta Samlaren, che in svedese significa “il raccoglitore”. Un concetto nuovo e radicato nell’impegno di Fjällräven verso la qualità e la tradizione contro lo spreco di risorse. L’idea che sta dietro al concetto di Samlaren è quella di creare un’iniziativa che premi la sostenibilità e l’innovazione, con l’intento di esplorare la circolarità e gettare le basi per un futuro migliore e più sostenibile.

    Tutti i prodotti contrassegnati dall’etichetta Samlaren sono stati creati usando eccedenze di tessuto provenienti dagli stabilimenti Fjällräven, sapientemente abbinati in edizioni limitate con design esclusivi e allegri accostamenti cromatici. Tutti i pezzi offrono lo stesso elevato livello di praticità, durata e affidabilità che ci si aspetta da qualsiasi prodotto Fjällräven, ma con materiali di recupero e un design di grande impatto.

    Il primo lancio di prodotto Samlaren consiste in una collezione di classici reinventati e realizzati con eccedenze di tessuto G-1000, tra cui la Greenland Jacket in patchwork colour-block, il leggendario zaino Kånken e una versione rivisitata della borsa Totepack e del berretto. La collezione Samlaren sarà disponibile dal 1 marzo 2021 in punti vendita selezionati e online sul sito  www.fjallraven.com.

    “Gli scarti di qualcuno sono il tesoro di qualcun altro”

    Henrik Andersson, Global Creative Director di Fjällräven, è il responsabile del design di Samlaren. Osserva: “L’idea è quella di trasformare un problema in un’opportunità e dare nuova vita alle eccedenze di materiali. Mi piace il detto ‘gli scarti di qualcuno sono il tesoro di qualcun altro’ e con Samlaren stiamo trasformando i nostri ‘rifiuti’ in prodotti preziosi“.

    Christiane Dolva Törnberg, Responsabile Sostenibilità in Fjällräven, aggiunge: “Con Samlaren il nostro obiettivo è trovare un nuovo utilizzo per le eccedenze di materiale, riducendo al minimo gli sprechi. Se consideriamo la sostenibilità come un concetto integrante ed essenziale, ci apriamo a idee nuove e innovative“. Per saperne di più sull’idea e il concetto alla base di Samlaren, leggi qui le interviste complete a Christiane e Henrik.

    Fjällräven: una storia di innovazione circolare

    La sostenibilità e l’innovazione sono sempre state il cuore di Fjällräven. Nel 1964 il fondatore Åke Nordin mise da parte un rotolo di tessuto che non fu ritenuto appropriato per lo sviluppo della rivoluzionaria tenda Thermo Tent. Pochi anni dopo, quello stesso materiale venne usato per produrre la prima, leggendaria Greenland Jacket. Nella primavera 2021 Fjällräven compirà un ulteriore passo di questo percorso attraverso il lancio di Samlaren, una nuova iniziativa sostenibile, radicata nella tradizione e nello spirito di innovazione di Fjällräven.
  • Cucina echt.zeit di TEAM 7

    Messa in pausa la frenesia del mondo digitale, tutti desideriamo un rifugio dove poterci riunire con famiglia e amici, o semplicemente con noi stessi. Per molti questo rifugio è rappresentato dalla cucina, il luogo della casa destinato alla sperimentazione e alla condivisione, che negli ultimi mesi ha visto tantissime persone cimentarsi come mai prima nelle vesti di piccoli o grandi chef.

    A tutti i grandi amanti della cucina e dei valori autentici, l’azienda austriaca TEAM 7 dedica echt.zeit, la nuova cucina abitabile in puro legno naturale. Firmata da Sebastian Desch, head of design di casa TEAM 7, echt.zeit (che in tedesco significa “tempo reale”) è un vero e proprio luogo di incontro e di condivisione del tempo. La sua ispirazione nasce dalla volontà di combinare il legno naturale lavorato artigianalmente e tante funzioni intelligenti con uno stile di vita ecologico e un‘esperienza condivisa.

    Legno naturale sostenibile

    echt.zeit celebra lo stile di vita ecologico in ogni dettaglio e combina la qualità sostenibile con la massima funzionalità, mettendo in scena il legno naturale nella sua forma più bella. La percezione al tatto e quella visiva delle superfici interagiscono sapientemente e sottolineano con linee pulite la forza espressiva del materiale preferito da TEAM 7: il puro legno naturale. Autentico, artigianale e ricco di emozioni.

    Caratteristica peculiare di echt.zeit sono le fresature verticali dei suoi pannelli frontali, che sottolineano il carattere del legno massello, creano accenti tattili e profondità visiva. Progettati in combinazione con scaffali aperti, danno vita a una cucina dal fascino moderno che emana un’atmosfera accogliente, ma che allo stesso tempo convince per comfort e funzionalità.

    Una cucina per veri chef

    Inserti portaposate configurabili, un cassetto portacoltelli da cucina con inserto magnetico, un ripiano estraibile per gli utensili da cucina e altri vani abbinati garantiscono un ordine efficiente nella cucina echt.zeit. Progettata in modo ingegnoso, l’isola con la zona cottura sorprende con tre aree di lavoro disposte in modo ergonomico ad altezze diverse. In questo modo è accessibile a tutti e invita a cucinare insieme.

    Un ulteriore vantaggio è rappresentato dal mobile del lavello progettato in una delle aree di lavoro e dotato di un sistema di trattamento dell’acqua pratico ed ecologico. I contenitori estraibili nel mobile dispensa sono studiati in modo altrettanto accurato. Garantiscono una ventilazione ottimale degli alimenti che possono così essere conservati anche fuori dal frigorifero e, grazie all’azione antibatterica e di regolazione dell’umidità del legno naturale, si rivelano lo spazio perfetto per frutta e verdura.

    Pratici inserti

    Gli inserti funzionali, configurabili in base alle singole esigenze, aumentano il piacere di cucinare e sfruttano in modo efficiente ogni angolo della cucina. Che si tratti di un pratico divisorio per le ingombranti teglie da forno o di uno scomparto aperto con ripiano estraibile per elettrodomestici come bollitori o tostapane, TEAM 7 ha pensato a tutto. Un intelligente sistema di bloccaggio dei ripiani estraibili garantisce la fuoriuscita degli scomparti in totale sicurezza.

    Ponte di luci e vani a giorno

    Il ponte di luci nero opaco regala un tocco scenografico alla cucina echt.zeit. Configurato sull’isola, sopra l’area di lavoro, mette in primo piano tutti gli utensili da cucina con una gradevole illuminazione e crea un’atmosfera di lavoro piacevole. Inoltre, la luce che illumina uniformemente verso l’alto e verso il basso imita la luce del giorno, ed è quindi ideale per coltivare in modo eccellente piccole piante decorative o erbe aromatiche.

  • JETCO Italia-Turchia, Pierfrancesco Latini sigla partnership tra SACE e Rönesans Holding

    In occasione del Forum Joint Economic Trade Commission tra Italia e Turchia, l’AD di SACE Pierfrancesco Latini ha illustrato i dettagli dell’accordo di collaborazione siglato con Rönesans Holding, società d’investimento e costruzioni leader in Turchia.

    Piefrancesco Latini

    Pierfrancesco Latini: la cooperazione Italia-Turchia per lo sviluppo dell’export

    "Una collaborazione basata su relazioni commerciali solide, ben bilanciate e che poggiano su pilastri importanti": così Pierfrancesco Latini, Amministratore Delegato di SACE, ha definito le relazioni tra Italia e Turchia, un Paese importante che costituisce il primo mercato di destinazione dell’area Medio Oriente e Nord Africa. Nel corso del Joint Economic Trade Commission, che ha visto la partecipazione di Luigi Di Maio, Ministro italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e Ruhsar Pekcan, Ministro turco del Commercio, l’AD di SACE ha evidenziato come l’impegno del Gruppo in Turchia rifletta la solidità della partnership bilaterale tra i due Paesi. Il Forum JETCO è stato occasione della stipula di un accordo di collaborazione tra SACE e Rönesans Holding, società d’investimento e costruzioni leader in Turchia, attiva nei settori delle infrastrutture, sviluppo immobiliare, energia e healthcare. "L’operatività di SACE in Turchia riflette pienamente la solidità delle nostre relazioni economiche e commerciali", ha dichiarato l’AD Pierfrancesco Latini, che ha aggiunto: "Il nostro ufficio internazionale di Istanbul è ormai un punto di riferimento per le imprese italiane che intendono esportare e investire in Turchia".

    Pierfrancesco Latini: le strategie di SACE per il Made in Italy

    La partnership siglata da Pierfrancesco Latini rinnova dunque l’impegno di SACE a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione del tessuto imprenditoriale italiano: l’accordo di collaborazione prevede infatti lo sviluppo della cooperazione economica e commerciale tra il nostro Paese e quello turco, con il fine di sviluppare soluzioni assicurative e finanziarie a sostegno delle opportunità di business delle imprese italiane. E proprio verso tale direzione è orientata la partnership con Rönesans Holding che, come rimarcato dalle parole dell’AD di SACE, mira a "facilitare nuove opportunità di business soprattutto per la filiera delle piccole e medie imprese, per lavori e opportunità di business con questa importantissima realtà turca". Gli stessi obiettivi di supporto all’export sono perseguiti da SACE in numerose altre aree geografiche di grande interesse per l’Italia: tra queste, anche l’Africa subsahariana che, come sottolineato recentemente dall’AD Pierfrancesco Latini, rappresenta un territorio strategico per il Made in Italy e per lo sviluppo di attività di business per le imprese nazionali.

  • Emergenza sanitaria, Gianfranco Battisti: “Cogliere opportunità per ridisegnare il mondo”

    Nuovi bisogni sono nati nel settore dei trasporti: a parlarne è Gianfranco Battisti, dal 2018 alla guida di Ferrovie dello Stato Italiane.

    Gianfranco Battisti, AD FS Italiane

    Cortile di Francesco: l’intervento di Gianfranco Battisti

    Con l’avvento della pandemia e le numerose restrizioni adottate dai Governi per contrastarla, uno dei settori che più di tutti ha dovuto fare i conti con il Coronavirus è quello dei trasporti. Il tema è stato affrontato ad Assisi dall’Amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane Gianfranco Battisti durante la sua partecipazione all’ultima edizione del Cortile di Francesco. In uno degli appuntamenti dell’evento, "La trasformazione dei mercati", il numero uno di FS Italiane ha parlato di come l’emergenza sanitaria in atto stia cambiando le esigenze del settore. "Il post Covid è una straordinaria occasione di discontinuità, dobbiamo cogliere tutte le opportunità per creare un nuovo mondo − ha dichiarato il manager − Sul trasporto regionale, ad esempio, abbiamo l’esigenza strategica di abbassare la curva di ingresso nelle ore di punta. Va completamente ridisegnato il mondo in quanto le persone non possono viaggiare in treni strapieni". Quello del trasporto regionale è uno dei temi sui quali ha puntato la gestione di Gianfranco Battisti: "È una esigenza strutturale sulla quale il mondo del trasporto, insieme alle istituzioni, dovrà riflettere. Questo ci permetterà di far viaggiare i pendolari in sicurezza, facendo pagare meno e riempiendo treni che in altre fasce orarie viaggiano vuoti".

    Gianfranco Battisti: la reazione di FS Italiane al Covid-19

    Nel suo intervento l’AD di Ferrovie dello Stato Italiane si è poi concentrato su come il Gruppo ha reagito alle sfide nate durante i mesi di emergenza sanitaria: "I trasporti si possono considerare centrali in questa epidemia non solo per un tema sanitario – ha spiegato Gianfranco Battistie proprio per questo stiamo cercando di rivedere il modello di sviluppo dei trasporti. Nella pandemia abbiamo garantito i collegamenti, pur tagliandoli, non solo per i passeggeri, ma per le merci che hanno garantito la sopravvivenza del Paese. Abbiamo realizzato un treno sanitario con le più alte tecnologie mediche disponibili per andare incontro alle esigenze del momento". FS Italiane si è mossa anche oltre il suo settore e ha deciso di riconvertire una delle aree per la produzione di mascherine: "Oggi produciamo 1milione e 200mila mascherine al mese e la produzione in eccesso la doniamo alla Protezione Civile". Iniziative che hanno portato il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti ad essere considerato un esempio: "C’è stato riconosciuto il fatto che siamo un benchmark per come abbiamo gestito l’emergenza sanitaria ridisegnando completamente il modello del trasporto", ha dichiarato il manager a conclusione del suo discorso.

  • Eni, la collaborazione con SNOC: Claudio Descalzi incontra l’Emiro di Sharjah

    Eni, l’AD Claudio Descalzi incontra l’Emiro di Sharjah dopo l’avvio della produzione dal campo di Mahani: tra i temi in agenda anche la transizione energetica e lo sviluppo di progetti nell’ambito delle rinnovabili.

    Claudio Descalzi collaborazione SNOC

    Claudio Descalzi, l’AD di Eni incontra l’Emiro di Sharjah (UAE): si rafforza la collaborazione con SNOC

    Il punto sulle attività di Eni nell’Emirato di Sharjah ma non solo. In occasione dell’incontro tra l’AD Claudio Descalzi  e sua Altezza Sultan bin Muhammad Al-Qasimi, Emiro di Sharjah nonché membro del Consiglio supremo federale degli Emirati Arabi Uniti, si è approfondito anche il tema della transizione energetica con particolare attenzione ai progetti nel settore delle energie rinnovabili, sempre più strategici per Eni e per il Medioriente. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi è impegnato con SNOC nell’esplorazione di future collaborazioni nell’ampia catena del valore dell’energia, comprese le rinnovabili.

    Claudio Descalzi: la collaborazione tra SNOC ed Eni guarda alla sostenibilità e alla transizione energetica

    I traguardi raggiunti finora con un incredibile time-to-market sono il risultato del supporto di Sultan bin Muhammad Al-Qasimi e della continua e proficua collaborazione tra SNOC ed Eni”, ha commentato l’AD Claudio Descalzi in occasione dell’incontro con l’Emiro di Sharjah. È da gennaio 2019, quando acquisì i diritti esplorativi delle aree onshore A, B e C, che Eni è impegnata nel Paese: lo scorso 4 gennaio è stato annunciato l’inizio della produzione dal campo di Mahani, situato nella Concessione Area B, assieme a SNOC, la compagnia di Stato, ed è impegnata nelle attività di esplorazione nelle aree A e C dell’Emirato. Non a caso Claudio Descalzi ha sottolineato come siano “grandi traguardi di cui essere orgogliosi, considerando anche le eccezionali sfide sostenute durante l’anno a causa della pandemia da COVID-19".

  • Torino, Fabrizio Palermo all’evento di inaugurazione della nuova sede CDP

    L’emergenza sanitaria aveva interrotto le nuove aperture delle sedi di Cassa Depositi e Prestiti previste nel 2020: Fabrizio Palermo, durante il discorso tenuto all’evento di inaugurazione, ha illustrato gli obiettivi del Gruppo per i territori.

    Fabrizio Palermo

    Fabrizio Palermo: "Nuove sedi per rispondere alle esigenze dei territori"

    "Oggi siamo all’apertura di una nuova sede territoriale che per noi ha un significato particolare: Torino rappresenta la città dove nasciamo 170 anni fa ed è una città in cui abbiamo lavorato molto": sono le parole di Fabrizio Palermo , Amministratore Delegato e Direttore Generale, all’apertura della nuova sede del capoluogo piemontese. All’inaugurazione, che si è tenuta lo scorso 10 settembre, sono intervenuti il Governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio e la Sindaca Chiara Appendino. Consulenti esperti, finanziamenti, garanzie, private equity: i nuovi uffici torinesi di Via Corte d’Appello, 10 offriranno i loro servizi alle oltre 12.600 imprese e alle oltre 1.300 amministrazioni locali dislocate in Piemonte e in Valle d’Aosta. Lo spazio di CDP, grazie alle 12 risorse presenti in loco, rappresenterà un centro strategico per tutto il territorio: "Siamo felici dei risultati di Torino e speriamo siano di buon auspicio, siamo pronti a firmare qui nuovi protocolli – ha dichiarato Fabrizio Palermoquesto è un segno di come CDP voglia essere vicino alle persone".

    CDP tra nuove aperture e focus sui territori: il commento di Fabrizio Palermo

    "Questa ulteriore apertura dimostra quanto vogliamo essere vicini al territorio sostenendone e promuovendone lo sviluppo a livello locale – ha continuato Fabrizio PalermoStiamo andando avanti con il piano di aperture, temporaneamente sospeso a causa della pandemia. Nell’arco di un anno apriremo altri dieci punti territoriali, completando così il piano e dando una presenza costante, stabile e di vicinanza al mondo delle imprese e della pubblica amministrazione in modo capillare, per intercettare le esigenze e tradurle in progetti operativi". CDP continua quindi a puntare sui territori e sulla crescita sostenibile, veri e propri pilastri dell’ultimo Piano Industriale. "C’è un rapporto storico che unisce il Gruppo ai territori, un rapporto che stiamo rafforzando e innovando grazie a un modello di cooperazione con le pubbliche amministrazioni e le imprese, per rispondere alle esigenze del territorio in una fase caratterizzata da nuove sfide per l’Italia, come la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale e sociale". Durante l’emergenza sanitaria, CDP è rimasta al fianco di PMI e PA attraverso numerosi strumenti e iniziative che hanno limitato la crisi: per il rilancio dell’economia, ha annunciato Fabrizio Palermo, il Gruppo è pronto ad utilizzare le risorse del Recovery Fund.

  • Francesco Starace, Enel: la performance del Gruppo al 30 settembre 2020

    Enel, approvati i risultati consolidati del terzo trimestre 2020: il Gruppo guidato da Francesco Starace registra una performance operativa e finanziaria "solida" e conferma i target.

    Francesco Starace

    Francesco Starace: Enel, utile in crescita nei primi nove mesi del 2020 e target confermati

    Utile in crescita per Enel nei primi nove mesi dell’anno. Nonostante uno scenario complesso in cui si sono inevitabilmente riflessi gli effetti della pandemia, nel periodo gennaio-settembre 2020 la performance operativa e finanziaria registrata dal Gruppo denota "solidità" e "resilienza". Lo dicono i risultati al 30 settembre, approvati dal CdA lo scorso 5 novembre, che permettono al Gruppo guidato da Francesco Starace di confermare i target per il 2020 e di mettere in sicurezza il pagamento dei dividendi. Il risultato netto sale a 2,92 miliardi (+259,3%) mentre l’utile netto ordinario di gruppo a 3,593 miliardi (+9%). Sui ricavi, a 48,05 miliardi (-19%), pesano soprattutto le minori quantità di gas ed energia elettrica vendute in Italia e Spagna per effetto della pandemia. L’Ebitda ordinario si attesta poco sopra i 13 miliardi (-0,9%), in lieve riduzione rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente a causa della variazione negativa di Infrastrutture e Reti, principalmente per l’effetto cambi in America Latina, e dei Mercati Finali. Restano quindi confermati gli obiettivi indicati nel piano strategico 2020-22 lanciato dall’AD Francesco Starace e aggiornati lo scorso luglio: 18 miliardi di Ebitda e utile netto di 5-5,2 miliardi. In questo scenario "non c’è alcun rischio" per il pagamento del dividendo per il 2020.

    Francesco Starace: nei risultati al 30 settembre 2020 i nuovi traguardi di Enel sul fronte della sostenibilità

    L’impegno a favore della sostenibilità di Enel non si è fermato nei primi nove mesi del 2020 nonostante "un quadro macroeconomico volatile e fortemente condizionato dall’epidemia da Covid": nel mix di produzione l’energia elettrica da fonti rinnovabili supera ampiamente quella termoelettrica e la produzione a zero emissioni raggiunge il 64% della generazione totale. Il Gruppo guidato da Francesco Starace mostra dunque una "significativa resilienza" grazie alla "solida struttura finanziaria", a un "modello di business integrato lungo la catena del valore" e alla "diversificazione geografica". Come anticipato lo scorso 8 ottobre dall’AD e DG Francesco Starace nel corso di un evento organizzato da "Il Sole 24 Ore" e dal "Financial Times", il prossimo 24 novembre Enel presenterà il nuovo piano per il prossimo triennio e "un outlook per i prossimi dieci anni nel quale vediamo un’espansione delle rinnovabili che non ha limiti fisici nei prossimi dieci anni".

  • Energia, Renato Mazzoncini (A2A): cruciale investire nella rete idrica nazionale

    L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A Renato Mazzoncini è intervenuto durante la prima giornata dell’Italian Energy Summit promosso da "Il Sole 24 Ore".

    A2A

    Renato Mazzoncini (A2A): di primaria importanza investire nel settore idrico

    Organizzato online nelle giornate del 29 e 30 settembre, il 20esimo Italian Energy Summit ha affrontato i temi della transizione energetica nell’ottica della ripartenza economica post Covid-19. Alla prima giornata dell’evento ha partecipato Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, con un intervento incentrato sul ruolo delle multiutility per il rilancio del Paese e sull’importanza dello sviluppo del settore idrico in Italia. "Non abbiamo una rete idrica nazionale e mancano investimenti interregionali o tra province", ha spiegato l’AD e DG, il quale ha posto l’accento sull’incentivazione degli investimenti nel settore idrico del Paese, anche alla luce dei temi di interesse nazionale legati al Recovery Fund. Puntare sugli investimenti nella rete idrica, sia a livello nazionale che tra province e regioni, è dunque di primaria importanza e può dare un apporto significativo in termini di infrastrutture e creazione di posti lavoro. Ma per far ciò, ha spiegato Renato Mazzoncini, è necessario implementare l’integrazione della rete idrica con il fine di "collegare le aree che hanno grande disponibilità di acqua come la Campania con quelle che, come la Puglia, non ne hanno proprio".

    Puntare su infrastrutture strategiche: l’impegno di A2A

    Il riferimento proposto dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A è dunque verso un meccanismo integrato di tipo nazionale che consentirebbe sia di convogliare l’acqua dolce verso quei territori che ne sono maggiormente sprovvisti, sia di generare uno strumento di storage energetico nel caso in cui le altre fonti rinnovabili fossero spente. "Soprattutto nel Sud Italia", ha proseguito Renato Mazzoncini ai microfoni de "Il Sole 24 Ore", "abbiamo bacini idrici che potrebbero essere ripristinati e utilizzati per i pompaggi", una risorsa che può rilevarsi determinante anche nella produzione idroelettrica. Cruciale dunque investire nel settore idrico per il rilancio del Paese, contando anche sul prezioso apporto fornito dalla multiutility guidata da Renato Mazzoncini: fortemente impegnata sul fronte della sostenibilità, A2A ha già previsto di incrementare i propri investimenti in infrastrutture strategiche quali rinnovabili, economia circolare e reti idriche. E sempre nell’ottica della sostenibilità e dell’ottimizzazione delle risorse si inserisce inoltre il recente accordo stipulato tra A2A e Snam per lo studio di progetti relativi all’utilizzo dell’idrogeno e finalizzati alla decarbonizzazione del settore energetico.

  • Terna, ufficiale il nuovo Piano Industriale: in Italia 8,9 miliardi di investimenti

    Investimenti sostenibili, assunzioni e spinta all’innovazione: il nuovo Piano di Terna per gestire la transizione energetica e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

    Terna

    Terna: i pilastri del nuovo Piano Industriale

    Uno sforzo inedito da 8,9 miliardi di euro per integrare le fonti rinnovabili all’interno della rete elettrica nazionale attraverso investimenti sostenibili, digitalizzazione e innovazione. Il nuovo Piano Industriale 2021-2025 di Terna, approvato lo scorso 19 novembre dal CdA, nasce con l’intento di governare la rivoluzione energetica in atto: "Terna non è solo un operatore cardine del sistema – ha dichiarato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma durante la presentazione del documento – ma un facilitatore del sistema, un regista della transizione energetica". Un Piano che, rispetto al precedente, insiste maggiormente sulla sostenibilità: uno degli obiettivi principali del Gruppo è infatti quello di guidare l’Italia nel raggiungimento degli obiettivi green imposti sia dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima che dal Green New Deal Europeo. Obiettivi raggiungibili, secondo quanto dichiarato dall’AD e DG, attraverso un’accelerazione degli investimenti, il potenziamento delle interconnessioni (un esempio è il Thyrrenian Link con la Sardegna) e la digitalizzazione della rete per sfruttare a pieno regime la potenza generata dalle rinnovabili, oggi in crescita. "Attraverso questo Piano Industriale vogliamo rafforzare il fondamentale ruolo di Terna non solo per il sistema elettrico nazionale, ma per tutto il nostro Paese, con uno sguardo al contesto mediterraneo di cui l’Italia è il naturale hub energetico", ha commentato il manager.

    Terna, il nuovo Piano Industriale tra digitalizzazione e nuove assunzioni

    Delle risorse messe in campo da Terna per raggiungere gli obiettivi del nuovo Piano Industriale, una parte cospicua sarà dedicata agli interventi su digitalizzazione e innovazione. Circa 900 milioni di euro verranno investititi nei prossimi cinque anni per potenziare le attività di controllo da remoto delle stazioni elettriche e delle infrastrutture grazie all’installazione di sistemi di sensoristica, monitoraggio e diagnostica. "Gli investimenti sono disegnati per rispondere ad uno scopo di lungo periodo che è quello della decarbonizzazione. Non c’è però solo la sostenibilità ambientale – ha specificato la Presidente Valentina Bosetti – ma anche il welfare e la sicurezza del lavoro". Ed è proprio sulle assunzioni che Terna prevede un incremento del 10% nei prossimi tre anni, portando il Gruppo a superare le 5.000 unità. Inoltre, grazie all’integrazione delle nuove tecnologie, il gestore della rete elettrica ha previsto l’introduzione di nuovi modelli di organizzazione del lavoro (uffici virtuali, coworking) in linea con lo scenario attuale. Per questo attraverso il Piano Industriale è stato costituto un comitato direttivo che avrà lo scopo di garantire funzionalità del lavoro, benefici logistici e qualità della vita.

  • Eccellenza certificata per Servomech

    Il rinnovo a inizio febbraio della UNI EN ISO 9001:2015 riconferma il valore di Servomech, azienda di riferimento nello scenario internazionale in cui qualità, tecnologia e performance di prodotto sono da oltre trent’anni l’espressione di un made in Italy ad alto valore aggiunto

     

    Una gradita conferma a inizio febbraio, il rinnovo della certificazione UNI EN ISO 9001:2015 per il Gruppo Servomech, dal 1989 player di riferimento nella progettazione e costruzione di attuatori lineari meccanici a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici a vite a ricircolo di sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere. Non certo inaspettata, se fin dal 2000 tale riconoscimento internazionale, riferito all’intero sistema di qualità aziendale, testimonia l’impegno e la propensione dell’azienda al miglioramento costante dei prodotti e dei servizi offerti.

    La certificazione è stata rilasciata da TÜV Italia srl – Gruppo TÜV SÜD e sancisce come da oltre trent’anni l’azienda bolognese, proiettata nello scenario mondiale, sia dedita alla progettazione di tecnologie per il movimento lineare con un approccio che la rende un partner in grado di accompagnare i propri clienti verso una crescita reale in termini di efficienza e riduzione dei costi, leve imprescindibili per competere nel contesto attuale.

    La qualità non resta un termine vago, ma anzi è riscontrabile in tutto l’approccio che Servomech ha nei confronti del lavoro e del cliente. Fin dalla sua costituzione nel 1989, esegue internamente nei propri stabilimenti produttivi di Anzola dell’Emilia (BO) tutte le fasi di sviluppo del prodotto e di trasformazione delle materie prime in prodotti finiti di alta qualità, grazie all’utilizzo di moderni macchinari CNC prodotti in Italia o Germania, espressione delle più moderne tecnologie in ambito produttivo.

    Un Made in Italy, quello messo in atto dall’azienda emiliana che viene declinato in ogni fase, dalla progettazione fino alla consegna. Proprio questo tipo di operatività consente di offrire una non comune flessibilità produttiva anche nella realizzazione di prodotti speciali “custom” personalizzati secondo le specifiche esigenze applicative del cliente. L’attenzione al dettaglio e la ricerca costante di quella che si potrebbe definire eccellenza Made in Servomech sono ottenute grazie ai controlli sistematici in linea durante tutte le fasi produttive, svolti secondo le procedure interne del sistema qualità Servomech certificato ISO 9001:2015.

    Una qualità che è un vanto e un punto fermo per tutti i prodotti, costante nel tempo e il cui frutto è un prodotto di altissimi requisiti, robusto e affidabile, in grado di soddisfare le necessità del cliente. Una qualità che non si limita alla produzione, ma che si estende a tutti gli aspetti della vita aziendale, come dimostrato dal valore del supporto tecnico-commerciale. Avvalendosi di personale altamente qualificato, il cliente viene infatti supportato nelle scelte tecniche e di selezione del prodotto fornendo verifiche, calcoli di durata e disegni, fin dal primo contatto sul sito internet aziendale (www.servomech.it), dove l’inserimento di un configuratore favorisce la scelta personalizzata dei prodotti desiderati, agevolando la valutazione dell’ampia gamma prodotti, con l’assistenza del reparto tecnico e di progettazione.

    Una qualità che si estende anche all’offerta di quei vantaggi e plusvalenze di cui il mercato attuale sente l’esigenza: immediata riduzione dei costi grazie a un’efficiente ottimizzazione di prodotto e prestazioni, minori consumi energetici, maggiore capacità di carico a parità di grandezza, maggiore rigidità della struttura, affidabilità e servizio.

     

    Servomech Spa nasce nel 1989 e fin dai primordi segue internamente tutto il ciclo produttivo all’interno dei propri stabilimenti ad Anzola dell’Emilia, nell’area di Bologna. Si specializza in attuatori lineari a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici con vite a sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere. Apprezzata in tutti i paesi dell’Unione Europea e dai paesi industrializzati di tutto il mondo, mette a disposizione una gamma di servizi all’avanguardia e specializzati che assicurano alta qualità, flessibilità e cura dei progetti dei propri clienti.

  • Meno costi, meno errori e più velocità 
con l’EDI (Electronic Data Interchange). 
GS1 Italy ne riepiloga benefici e vantaggi, 
anche per il portafoglio.

    L’Italia è salita sul treno della digitalizzazione, che si conferma uno dei temi-chiave del 2021. E l’EDI (Electronic Data Interchange) è uno dei principali vettori del processo di digitalizzazione del paese. Sono 19 mila le aziende che finora hanno adottato l’EDI, condividendo in modo digitale 240 milioni di documenti in un anno. Ma sono ancora poche e sono concentrate in soli cinque settori (il 98% delle aziende appartiene a largo consumo, automobilistico, farmaceutico, elettrodomestici ed elettronica di consumo). Quindi, la maturità digitale nei processi business-to-business sembra ancora lontana.

    Eppure, per le imprese l’EDI comporta molti vantaggi e un importante taglio dei costi: un produttore può risparmiare dai 3 ai 5 euro per ogni fattura, dai 10 ai 14 euro per ogni ordine ricevuto e fino a 42 euro a ciclo se completa la dematerializzazione di tutti i documenti del ciclo dell’ordine; mentre un retailer può risparmiare tra 4 e 6 euro per fattura, dai 5 ai 7 euro per singolo ordine emesso e fino a 23 euro a ciclo. Inoltre, l’EDI può essere implementato in modo semplice se si adottano sistemi user friendly e a misura di PMI, come Euritmo, la soluzione web-EDI studiata da GS1 Italy, già usata da 7.500 aziende italiane per lo scambio dei documenti commerciali.

    A riepilogare i benefici, diretti e indiretti, dello scambio elettronico dei documenti è il “Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel largo consumo in Italia”, che GS1 Italy realizza in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano.

    Adottando lo scambio elettronico dei documenti (EDI) le imprese possono:

    • Ridurre costi ed errori.
    • Velocizzare i pagamenti.
    • Accelerare i tempi di consegna.
    • Eliminare le attività a scarso valore aggiunto (come il data entry).
    • Azzerare controlli e verifiche manuali per tutte le transazioni commerciali.
    • Diminuire le rotture di stock e le scorte.
    • Ridurre i contenziosi.
    • Migliorare la tracciabilità dei prodotti.
    • Esportare i prodotti.

    Adottando Euritmo, ai benefici dell’EDI “tradizionale” si aggiungono:

    • Semplicità di adozione e di utilizzo.
    • Facilità di accesso per qualsiasi dimensione aziendale.
    • Interoperabilità con i vari sistemi e con gli standard GS1.
    • Ampia rete di trasmissione, con provider certificati e interoperabili tra loro.

    Sul sito di GS1 Italy è possibile scaricare il “Monitoraggio dell’uso dell’EDI nel largo consumo in Italia” e trovare approfondimenti su GS1 EDI ed Euritmo.

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    Per informazioni:

    Ufficio Stampa GS1 Italy: Nuage Comunicazione – Emanuela Capitanio

    Tel. 3474319334 – email: [email protected]

    Pressroom e approfondimenti: https://gs1it.org/chi-siamo/pressroom/

    GS1 Italy. A partire dall’introduzione rivoluzionaria del codice a barre nel 1973, l’organizzazione non profit GS1 sviluppa gli standard più utilizzati al mondo per la comunicazione tra imprese. In Italia, GS1 Italy riunisce 35 mila imprese dei settori largo consumo, sanitario, bancario, della pubblica amministrazione e della logistica. I sistemi standard GS1, i processi condivisi ECR, i servizi e gli osservatori di ricerca che GS1 Italy mette a disposizione semplificano e accelerano il processo della trasformazione digitale delle imprese e della supply chain, perché permettono alle aziende di creare esperienze gratificanti per il consumatore, aumentare la trasparenza, ridurre i costi e fare scelte sostenibili.

    web: gs1it.org

  • Business Coaching Italia

    Business Coaching Italia s.r.l. è una società di business coach che si prefigge lo scopo di affiancare imprese e professionisti nell’organizzare e gestire al meglio tutti i processi aziendali al fine di migliorare il livello di produttività e di conseguenza il fatturato.

    Proprio tramite un buon processo di crescita è possibile ottenere sia nel breve che nel lungo termine gli obiettivi prefissati. Ciò avviene tramite delle sessioni di business coach nelle quali viene applicato il metodo BCI, ovvero un sistema che tiene conto delle unicità del tuo settore e va a creare specifiche strategie coerenti con la tua realtà.

     

    Individua criticità e punti di forza

    Il compito del coach o dei coach che vengono assegnati al cliente è quello di riuscire ad identificare insieme quelle che al momento sono le criticità del business che si sta analizzando e al tempo stesso evidenziare le opportunità di crescita, sfruttandole in maniera strategica. Grazie al metodo BCI è possibile aiutare gli imprenditori a rendere più efficace il proprio lavoro, aumentare i profitti e lavorare meno ore.

    Il metodo è basato su dei protocolli che sono stati verificati e testati nel tempo, e che oggi vantano centinaia di casi studio di successo che ne testimoniano il valore. I business coach che fanno parte di questa importante realtà sono a loro volta dei professionisti o imprenditori che hanno sperimentato il metodo BCI sul proprio business traendone profitto.

     

    Come funziona il coaching di Business Coaching Italia

    Il metodo prevede un costante affiancamento dell’imprenditore o professionista, affiancamento che si svolge prevalentemente da remoto con il vantaggio di poter avere un supporto continuo nell’arco del tempo ed una modalità di lavoro più rapida ed efficace. L’affiancamento sarà interamente incentrato su quella che è l’organizzazione della realtà imprenditoriale sulla quale lavorare, migliorare gestione e sviluppo delle risorse al fine di aumentare la qualità dei processi aziendali e di conseguenza il fatturato.

  • LaPresse S.p.A.: le considerazioni del Presidente Marco Durante sull’andamento della pandemia

    "Dobbiamo tutti essere coscienti dei rischi, sia per la salute che per l’economia e dare segno di maggiore responsabilità": il monito del fondatore e Presidente di LaPresse S.p.A. Marco Durante, in seguito all’aumento dei contagi.

    Marco Durante

    LaPresse S.p.A., intervista al Presidente Marco Durante: l’impegno di tutti per contrastare l’aumento dei contagi

    Un invito ad avere più consapevolezza, ad essere prudenti. Si rivolge all’opinione pubblica il fondatore e Presidente di LaPresse S.p.A. Marco Durante, intervistato in merito all’aumento del numero di contagi: "Dobbiamo tutti essere coscienti dei rischi, sia per la salute che per l’economia e dare segno di maggiore responsabilità". È necessario che tutti facciano un passo indietro: le misure restrittive definite nel nuovo Dpcm secondo l’editore e imprenditore sono "fondamentali" per contenere la pandemia ma occorre farle mantenere. Questo è il problema: "Dobbiamo essere cattivi per il bene del Paese". In quest’ottica Marco Durante esorta l’Esecutivo di Giuseppe Conte ad "avere il coraggio di far intervenire l’esercito che fermi le persone" senza mascherina: "Purtroppo andando in giro ci rendiamo conto che specialmente i giovani o anche persone della mia età girano con la mascherina abbassata, non si lavano le mani. E tutto questo peggiora la situazione".

    Il valore dell’informazione nei giorni della pandemia: il commento del Presidente Marco Durante

    "Il virus è presente in tutto il mondo e tutto il mondo deve farci i conti", sottolinea nell’intervista Marco Durante. L’aumento dei contagi, secondo il fondatore e Presidente di LaPresse S.p.A., si deve anche alla riapertura "tutto d’un colpo" di locali, ristoranti, negozi: "E ci abbiamo aggiunto la scuola. Tutto giusto, perché il mondo deve andare avanti. Se non andiamo avanti l’industria si ferma e si fermerebbe tutto il Paese, però dobbiamo fare più attenzione". Occorre prudenza, soprattutto tra le mura domestiche: "C’è preoccupazione che i bambini dalle scuole portino il virus in casa, ai nonni e ai genitori. Stiamo salendo di nuovo come numeri e ora manca poco a un lockdown mirato". Per evitarlo serve l’impegno di tutti, come ricorda Marco Durante: bisogna fare il possibile per salvaguardare l’economia del Paese. In questo contesto di particolare complessità, LaPresse S.p.A. non si ferma: "L’informazione è un bene primario su cui continuo, soprattutto oggi, a investire. C’è bisogno di informazione primaria, certificata, verificata sempre ma in questa epoca ancora di più. I social li usiamo tutti ma le notizie, le informazioni devono arrivare da fonti certe, da professionisti". Nuove assunzioni a settembre, l’apertura di 15 sedi nel mondo: "Ci vogliono coraggio e fiducia. Noi andiamo avanti", ribadisce il Presidente.

  • U-Power e Vibram insieme per la sicurezza dei lavoratori

    Al via l’importante collaborazione tra le due aziende leader nel settore dell’innovazione calzaturiera.

    Sintonia di valori del brand, stessa mission all’insegna dello sviluppo tecnologico per creare prodotti sicuri e altamente funzionali, a tutto vantaggio del comfort della clientela. È nel nome di questa comunanza di intenti che nasce la partnership tra U-Power e Vibram, due colossi nel settore dell’innovazione calzaturiera pronti a mettere insieme le rispettive competenze per studiare soluzioni antinfortunistiche ancora più performanti.

    L’azienda di Paruzzaro, che da sempre persegue l’eccellenza in ogni fase del processo produttivo, ha scelto così di dare vita a una lungimirante sinergia con il leader mondiale nello sviluppo e nella produzione di suole in gomma ad alte prestazioni per le attività outdoor, tempo libero, lavoro, moda, ortopedia e riparazione. Da oltre 80 anni l’ottagono giallo che identifica universalmente Vibram è sinonimo di qualità, performance, sicurezza e innovazione nell’industria calzaturiera. “Siamo lieti che un’azienda italiana dei settori dell’abbigliamento e delle calzature da lavoro come U-Power abbia scelto Vibram in qualità di partner per la propria linea di scarpe.” dichiara Paolo Manuzzi, global general manager dell’azienda con sede internazionale ad Albizzate (VA). “Sicurezza è una delle parole chiave che ci caratterizza fin dalla fondazione, accompagnandoci nella creazione di prodotti che soddisfino tutti i requisiti richiesti nel mondo Work & Safety.” – sottolinea – “Siamo certi che la collaborazione vincente tra Vibram e U-POWER avrà la possibilità di offrire delle calzature di alta qualità per tutti i lavoratori che le indosseranno”. Un ottimismo fondato sull’autorevolezza di un’industria che ha tutti i numeri per auspicare grandi risultati: oltre 40 milioni di suole all’anno, più di un milione di km dedicati ai test, presenza in 120 paesi e sedi di produzione, ricerca e rappresentanza negli USA, in Cina, in Giappone e in Brasile, oltre che in Italia.

    “Per U-Power ogni singola calzatura deve essere garanzia di vero confort e funzionalità, per migliorare la qualità e lo stile di vita delle persone che la indossano, nel segno del puro design italiano”: il direttore generale Giovanni Falco riassume così la filosofia che dal 2006 ispira l’azienda di Paruzzaro simboleggiata dal leone che ruggisce. “Siamo quindi particolarmente felici di questa partnership tra U Power e Vibram, una collaborazione che unisce due Brand leader per la qualità, la tecnicità e la riconoscibilità dei loro marchi.”

    www.u-power.it

  • Rivestimenti antitrauma per impianti sportivi

    Grazie ai rivestimenti antitrauma per impianti sportivi è possibile mettere in sicurezza ogni tipo di struttura e consentire ai giocatori di potersi sfidare senza alcun tipo di preoccupazione per la propria incolumità.

    Infatti, all’interno di strutture sportive di ogni tipo, possono esservi degli elementi che vanno a insidiare la sicurezza degli atleti. All’interno delle palestre ad esempio, in caso di caduta accidentale è possibile urtare i pilastri, i termosifoni, le panchine o altri elementi strutturali che possono trovarsi nei paraggi.

    Allo stesso modo, nei campetti di calcio, tennis, padel o altri sport vi è una recinzione metallica sorretta da pali che possono presentare bulloni o altre asperità che se urtate possono chiaramente fare male.

    È possibile mettere in sicurezza tutte queste superfici grazie ai rivestimenti antitrauma, i quali aderiscono perfettamente alla superficie da proteggere rendendo sin da subito innocuo ogni urto, dato che sono realizzati con morbida gomma così come previsto dalla normativa europea.
    Tale gomma è inoltre ignifuga e dunque presenta un elevata resistenza al fuoco (classe 1)

    Un altro aspetto interessante è quello legato ai colori: i rivestimenti antitrauma sono infatti disponibili in una ampia tonalità di colori ben in grado di adattarsi ad ogni tipo di ambiente o struttura all’interno della quale vengono collocati, indoor o outdoor che sia.

    Questi elementi non andranno dunque a guastare quello che è l’aspetto estetico di una struttura sportiva ma al contrario andranno ad arricchirlo, grazie al loro design semplice ma accattivante e ai colori che ben si adattano ad ogni tipo di ambiente. Usufruire di sistemi di questo tipo offre agli sportivi delle garanzie in più sulla propria incolumità e dunque potrebbe anche essere un interessante argomento sul quale far leva per le proprie campagne pubblicitarie.

    Gli utenti infatti, amano sapere che chi gestisce degli spazi che vengono messi a disposizione adotta tutte le soluzioni necessarie per garantire il massimo della sicurezza.

  • Gruppo Danieli: nuovo progetto in Corea del Sud

    Il nuovo contratto siglato da Gruppo Danieli in Corea del Sud: l’azienda di Buttrio continua a farsi strada in tutto il mondo, diversi i progetti su cui è al lavoro.

    Gruppo Danieli

    Gruppo Danieli tra le eccellenze italiane nel mondo: nuova commessa in Corea del Sud

    Il Gruppo Danieli prepara il ritorno in Corea del Sud dove realizzerà la sua prima acciaieria completa di laminatoio. È Korea Steel Shapes Co. a commissionare all’azienda di Buttrio il progetto di un nuovo laminatoio ad alta velocità per la produzione di barre in acciaio di dimensione variabile, da installare nello stabilimento di Chilseo. L’impianto sarà collegato direttamente a una colata Danieli a 5 linee, tramite un riscaldatore a induzione Danieli Automation Q-Heat. Il Gruppo guidato da Gianpietro Benedetti aveva già lavorato in Corea del Sud nel 2007. E anche nel nuovo progetto commissionato dall’azienda coreana emerge l’attenzione del Gruppo Danieli e il suo impegno a favore della sostenibilità: la nuova acciaieria avrà infatti un impatto ambientale molto contenuto, secondo quanto specifica "Il Messaggero Veneto" nel darne notizia.

    Gruppo Danieli al lavoro anche negli Stati Uniti: il punto sul progetto per Nacor

    Nei prossimi mesi il Gruppo Danieli sarà impegnato a livello internazionale su più fronti: oltre alla commessa in Corea, infatti, Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. inizierà entro novembre la spedizione delle attrezzature per la costruzione di un nuovo impianto negli Stati Uniti. Il progetto, commissionato dalla statunitense Nucor (Brandenburg; Kentucky), comporta un investimento complessivo di 1,7 miliardi di dollari: l’ordine specifico ha un valore di 330 milioni di dollari. L’impianto a cui lavorerà il Gruppo presieduto da Gianpietro Benedetti entrerà in funzione nel 2022 e sarà il più grande laminatoio al mondo. In particolare il Gruppo Danieli si occuperà di fornire la nuova acciaieria di forno elettrico e laminatoio lamiere di tipo Steckel, unitamente a un pacchetto di automazione e parte elettrica realizzato dalla consociata Danieli Automation.

  • Arredo luxury per casa

    Quando si necessita di arricchire l’arredamento di casa con qualcosa di veramente unico e speciale, non è semplice avere l’intuizione giusta che porta ad individuare effettivamente quell’elemento di design in grado di completare efficacemente l’arredamento e di integrarsi perfettamente nello stile e nel contesto degli arredi già presenti.

    Infatti, riuscire a mantenere una certa linea di continuità tra gli arredi esistenti e quello da integrare non è semplice e delle volte non è sufficiente neanche avere del buon gusto. Al contrario, può rivelarsi molto azzeccata l’intuizione di acquistare del particolare arredo luxury in grado di colpire il visitatore grazie alla particolarità delle finiture e alla qualità della lavorazione artigianale. Se ciò che si cerca è quel tocco in più in grado di completare l’arredamento infatti, un arredo di design e ciò che effettivamente fa al caso proprio.

    Questo tipo di arredo è infatti in grado di testimoniare tutta la ricercatezza e la cura per gli arredi di casa che ognuno di noi ha. Spesso inoltre, questi arredi sono in grado di raccontare ai visitatori tutta l’attenzione che mettiamo nel prenderci cura di casa, ma anche raccontare qualcosa di noi agli altri tramite le soluzioni di arredo che abbiamo pensato per il nostro appartamento.

    Non solo stile e ricercatezza dunque, ma anche personalità e modo di essere. Gli arredi di design sono questo e tanto altro e puoi farti un’idea visionando il catalogo online di FG Art and Design, una realtà con un team che vanta decennale esperienza nel settore e che è in grado di dare vita a vere e proprie opere d’arte pronte ad arricchire e valorizzare ogni ambiente di casa.

    Dal living alla zona notte, qui troverai tantissime soluzioni adatte e che si calano perfettamente nel contesto e nello stile che hai adottato per la tua abitazione.

  • “Il Foglio”, l’editoriale di Nicola Bedin: capire la pandemia attraverso i dati

    Le considerazioni di Nicola Bedin sul Covid Index: nato su iniziativa del data scientist Raffaele Zenti, lo strumento unisce diversi modelli di calcolo per sintetizzare i numeri riguardanti la pandemia.

    Nicola Bedin Covid Index

    Nicola Bedin: il Covid Index per l’analisi della situazione pandemica

    Con un andamento del Covid-19 in costante evoluzione, fare chiarezza sui dati è di fondamentale importanza, oltre che utile alla comprensione del fenomeno. Per farlo è necessaria competenza, evitando il “chiacchiericcio” da parte dei non addetti ai lavori. A evidenziarlo è Nicola Bedin  che, in un editoriale pubblicato su “Il Foglio”, ha condiviso una riflessione sul significato, oggi, della corretta interpretazione dei numeri e delle informazioni. Lo spunto è fornito dal Covid Index, un modello ideato da Raffaele Zenti che, impiegando un processo di machine learning, ha normalizzato e standardizzato i dati sulla pandemia, tra cui ricoveri in terapia intensiva, positivi rispetto al numero di tamponi, deceduti, ricoverati con sintomi, isolamenti domiciliari. Come rimarcato dal fondatore di Lifenet Healthcare, il risultato rappresenta “una metrica descrittiva assolutamente interessante, un termometro che ci fornisce il quadro d’insieme del livello di criticità della situazione”. Il modello restituisce altresì “un pattern sulla forza del virus”, caratterizzato da una valenza di tipo descrittivo e non predittivo. La situazione descritta evidenzia come la seconda ondata sia “solo di poco meno grave della prima”, nonostante, specifica Nicola Bedin, sia chiaro che “ci troviamo comunque in una situazione critica”. L’auspicio del fondatore di Lifenet Healthcare è che lo strumento del Covid Index possa trovare impiego anche nelle istituzioni, col fine di semplificare il monitoraggio della pandemia.

    Nicola Bedin: esperienze formative e percorso professionale

    Da giugno 2020 Presidente di Snam, Nicola Bedin è il fondatore di Lifenet Healthcare, realtà attiva nel settore healthcare con dieci aziende ospedaliere e ambulatoriali in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Originario di Montebelluna (TV) dove è nato nel 1977, è laureato con lode in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano. La sua formazione include diverse esperienze internazionali svolte presso University of Texas, Austin e University of California, Berkeley. Ha frequentato inoltre il quarto anno di scuola superiore presso Charter Oak High School (Stati Uniti). Il suo percorso professionale si avvia come analista finanziario presso Mediobanca (2001-2004). Successivamente è assistente del Prof. Giuseppe Rotelli presso il Gruppo Ospedaliero San Donato, di cui diventa Amministratore Delegato nel 2005 e fino al 2017. In quegli anni è protagonista del rilancio di IRCCS Ospedale San Raffaele. Dal 2015 al 2017 è inoltre AD dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Ulteriori nomine ricoperte da Nicola Bedin includono quelle di Amministratore non esecutivo di Italgas S.p.A. (2016-2019), Presidente del Comitato Sostenibilità e componente del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate. Parallelamente alle attività svolte in Snam e Lifenet Healthcare, è attualmente Professore a contratto di Economia Applicata presso l’Università degli Studi di Pavia.

  • Alta Velocità nel mondo, Gianfranco Battisti: FS Italiane protagonista a livello internazionale

    Ferrovie dello Stato Italiane: dallo sviluppo dell’AV in Europa all’innovazione tecnologica, dalla progettazione alla realizzazione e manutenzione di infrastrutture, la società guidata da Gianfranco Battisti ha raggiunto una posizione di primo piano nell’industria internazionale dei trasporti.

    Gianfranco Battisti

    Gianfranco Battisti: il viaggio di FS Italiane nel mondo

    Ricavi esteri che si attestano a 1,8 miliardi di euro nel 2019 (circa il 14% del fatturato totale), con una quota relativa al mercato europeo che rappresenta circa il 94% del fatturato estero: sono alcuni dei numeri raggiunti da Ferrovie dello Stato Italiane nel comparto internazionale dei trasporti, un settore in cui, sotto la guida di Gianfranco Battisti, la società ricopre da anni un ruolo da protagonista. Progettazione, sviluppo tecnologico, direzione lavori, studi di fattibilità, esercizio e manutenzione di infrastrutture costituiscono infatti solo alcuni dei campi in cui FS Italiane ha consolidato un altissimo livello di specializzazione, grazie al quale ha raggiunto la vetta del mercato dei trasporti su scala globale. Risorse di tipo ingegneristico, tecnologico e progettuale che prospettano per il Gruppo un futuro sempre più orientato verso l’esportazione dell’eccellenza italiana oltre i confini nazionali. È questa la direzione tracciata nell’ultimo Piano Industriale presentato dall’AD e DG Gianfranco Battisti, che mette in campo investimenti pari a 58 miliardi di euro per il periodo 2019-2023.

    Gianfranco Battisti: i progetti di FS Italiane in Europa e negli altri continenti

    Grazie a 22 sedi dislocate in cinque continenti, il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti è supportato nelle sue attività internazionali dal costante lavoro di connessione avviato tra la Holding e le società controllate, un impegno che ha consentito a FS Italiane di sottoscrivere 12 accordi di cooperazione internazionale. Sono numerose le società già attive a livello europeo, in particolare nel settore del trasporto ferroviario passeggeri e nei servizi di trasporto merci. Tra queste, Netinera e TX Logistik in Germania, Trenitalia UK nel Regno Unito (tramite le controllate c2c e First Trenitalia West Coast) e Thello in Francia, a cui si aggiungono Ilsa in Spagna, Trainose in Grecia e QBuzz nei Paesi Bassi. Ma i progetti di Ferrovie dello Stato Italiane non si fermano all’area europea: la presenza globale è infatti supportata dalla società d’ingegneria Italferr, con cui FS Italiane è operativa su importanti progetti infrastrutturali in Stati Uniti, India, Colombia, Turchia, Perù ed Egitto. Guidato da Gianfranco Battisti, il Gruppo opera anche in Arabia Saudita e Tailandia per mezzo di FS International, ed è attivo nei servizi di valutazione e certificazione insieme a Italcertifer, che opera in aree quali Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, India e Australia.

  • Italian Energy Summit: l’intervento dell’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma

    Nel corso dell’intervista, Stefano Donnarumma ha annunciato il nuovo Piano Industriale di Terna per il mese di novembre.

    Stefano Donnarumma, AD Terna

    Covid-19, Stefano Donnarumma: "Una palestra per il sistema elettrico"

    Il 29 e il 30 settembre scorso si è tenuta in modalità online la XX edizione dell”Italian Energy Summit, evento dedicato al settore energetico a cura del quotidiano "Il Sole 24 Ore". Una serie di dibattiti che quest’anno sono stati incentrati principalmente sugli effetti della pandemia e sugli strumenti da mettere in campo per le sfide future. Tra i partecipanti Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, intervenuto al talk "Il ruolo del TSO nella transizione energetica". Intervistato da Celestina Dominelli, il manager inizialmente ha descritto gli effetti dell’emergenza sanitaria: "Un impatto c’è stato ed è ancora in corso: mi riferisco principalmente al calo dei consumi, che ad oggi si misura tra il 7 e l’8%. Nei momenti più critici dell’emergenza c’è stato il rischio concreto di andare in sovrapproduzione e Terna ha dovuto in quanto system operator impedire l’immissione di energia rinnovabile. Attualmente ci ritroviamo in un’altra condizione anomala, ossia stiamo esportando energia, anche in quantitativi significativi. Condizioni rare che devono fare molto riflettere". Nei prossimi anni ci sarà bisogno di regolare attentamente il flusso sempre più ingente dell’energia proveniente dalle fonti rinnovabili: "Il Covid è stata una palestra per il sistema elettrico nazionale su situazioni e condizioni che potrebbero verificarsi in futuro", ha commentato Stefano Donnarumma.

    Stefano Donnarumma: nel nuovo Piano un capitolo su come gestire il "new normal"

    Recentemente, la Commissione Europea ha dato una forte accelerata al processo già avviato di decarbonizzazione, ribadendo il crescente peso delle fonti green: "Solo pochi anni fa le unità produttive italiane da collegare alla rete erano circa 800 – ha sottolineato Stefano Donnarummaoggi abbiamo raggiunto gli 800.000: l’incremento sarà continuo e bisognerà creare i presupposti perché ciò avvenga, intervenendo ad esempio nell’ambito autorizzativo. Terna deve fare di tutto nei prossimi anni per abilitare questa crescita: da un lato continuando negli investimenti per sbottigliare la rete, dall’altro dovrà anche raggiungere, meglio di oggi, le aree di potenziale sviluppo". La transizione energetica rientra anche tra gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, nel quale Terna riveste un ruolo cruciale: "Una partita che deve essere vinta. Nel piano decennale di Terna si parla di più di 14 miliardi di investimenti destinati alla reinfrastrutturazione, quindi all’irrobustimento e alla resilienza del sistema. Sono convinto che il clima in cui ci troviamo possa essere favorevole per questo importante processo di sviluppo, soprattutto dal punto di vista dell’iter autorizzativo". Tra le sfide future di Terna, anche la gestione delle nuove modalità di lavoro diffuse in risposta alle restrizioni causate dal Covid: "Una prova complessa ma che abbiamo affrontato grazie all’esperienza nella gestione delle emergenze, che accadono spesso in questo settore. Durante il lockdown è stato attivato in pochi giorni lo smart working per l’80-90% dei dipendenti. Oggi siamo intorno al 30-40%. Indubbiamente oggi siamo di fronte a un cambiamento nel mondo del lavoro. Nel nuovo Piano Industriale che presenteremo indicativamente a novembre – ha dichiarato Stefano Donnarummaci sarà una parte dedicata proprio al cosiddetto ‘new normal’, sugli accordi sindacali, le tecnologie da applicare e in generale tutto ciò che necessiterà fare per garantire al meglio il prosieguo delle attività nel futuro".

    

  • Rinnovabili, Renato Mazzoncini: “Terra, acqua e aria le tre risorse chiave di A2A”

    L’obiettivo di A2A è consentire ai cittadini di vivere in maniera più sostenibile, lo ha dichiarato l’AD Renato Mazzoncini.

    Renato Mazzoncini, AD A2A

    Renato Mazzoncini: gli obiettivi di A2A nella corsa alla transizione energetica

    Nel suo nuovo piano A2A ha deciso di destinare una grossa quota di investimenti alle energie rinnovabili: la strategia della utility si baserà su risorse chiave come terra, acqua e aria. A dichiararlo è l’Amministratore Delegato Renato Mazzoncini agli Energy Talks organizzati da RCS Academy . L’obiettivo finale è quello di "consentire ai cittadini di vivere meglio possibile, in maniera più sostenibile": per farlo, secondo il manager, bisognerà "guardare al fine più che al mezzo e usando la tecnologia che l’uomo è riuscito a sviluppare". Per questo il Gruppo, attivo dalla fornitura di gas ed elettricità, al ciclo idrico, fino alla gestione dei rifiuti, punterà in particolare su eolico e fotovoltaico. Senza tralasciare lo storico idroelettrico, che deve essere valorizzato. Il tutto sui binari della transizione energetica, un ambito in cui l’Italia registra un netto ritardo rispetto ai partner europei: "Ci sono paesi come l’Italia – ha dichiarato l’AD di A2Ache devono quadruplicare la velocità e paesi come Germania che procedono in modo lineare uniforme".

    Renato Mazzoncini: i nuovi progetti di A2A per la sostenibilità

    Renato Mazzoncini si è poi soffermato su un altro tema al centro del dibattito economico, ossia l’utilizzo del Recovery Fund: secondo il manager, verranno accettate solo proposte di grandi dimensioni. Per questo A2A è al lavoro su diversi progetti, tra i quali quello destinato a recuperare il calore latente della grande centrale termoelettrica di Cassano D’Adda e utilizzarlo per alimentare il teleriscaldamento di Milano. Ma le attività del Gruppo si espandono anche nell’ambito della mobilità elettrica, settore chiave soprattutto per le aree urbane. "L’Italia è molto indietro e deve velocizzare gli obiettivi di dieci-quindici volte rispetto al resto d’Europa", ha concluso Renato Mazzoncini.

  • Alessandro Benetton: la carriera tra Private Equity e sport

    Cavaliere del Lavoro, Imprenditore dell’Anno secondo Ernst&Young, Presidente di Fondazione Cortina 2021: il percorso professionale di Alessandro Benetton tra successi imprenditoriali e passione per lo sport.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: da Harvard ai Mondiali di Sci Alpino 2021

    Non è semplice riassumere in poche righe il percorso professionale di Alessandro Benetton. Una formazione di livello internazionale culminata in un Master in Business Administration ad Harvard. Terminata la gavetta in Goldman Sachs, l’idea di fondare 21 Investimenti (oggi 21 Invest), una delle prime realtà italiane specializzate nel Private Equity. I successi durante gli anni di presidenza in Benetton Formula, con i due mondiali vinti da Schumacher. Infine, la responsabilità del Gruppo Benetton dal 2012 al 2014 e la scelta di continuare su un percorso autonomo, “lontano” dagli affari di famiglia. Oggi le attività dell’imprenditore sono molteplici. Oltre al ruolo di Managing Partner di 21 Invest, la sua passione per lo sport, in particolare per lo sci, lo ha portato alla nomina a Presidente di Fondazione Cortina 2021, il comitato organizzatore dei Campionati del Mondo di Sci. Spazio anche per il web: Alessandro Benetton è stato infatti uno dei primi manager italiani a riconoscere le potenzialità dei social. È presente in particolare su Youtube, dove grazie a diversi format è diventato un punto di riferimento per tutti gli interessati al mondo del business, dello sport e dell’arte contemporanea.

    Dal Cavalierato del Lavoro a Imprenditore dell’Anno: premi e riconoscimenti di Alessandro Benetton

    La carriera di Alessandro Benetton è caratterizzata da numerosi successi. La sua creatura, 21 Invest, è stata negli anni protagonista di un’espansione che ha portato la società ad operare in Svizzera, Francia e Polonia. Tra le operazioni più importanti il rilancio di Pittarosso, della catena The Space Cinema e quella di Forno d’Asolo. È stato anche il primo italiano a far parte dell’Advisory Committee di Robert Bosch International, l’organismo di consulenza per le attività estere del Gruppo Bosch. Membro di Confindustria, nel 2010 arriva uno dei primi riconoscimenti. L’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo nomina Cavaliere del Lavoro. L’anno successivo è la volta di Ernst&Young, che lo valuta come “Imprenditore dell’Anno”. Nel 2018 arriva il riconoscimento per la svolta sostenibile di 21 Invest: Alessandro Benetton è tra i vincitori del Premio “Robert Kennedy Human Right”. Infine, per il suo impegno nella promozione dello sport e per i risultati conseguiti come Presidente di Fondazione Cortina, nel 2018 riceve il Premio Internazionale Sport Civiltà.

  • Francesco Starace: il mondo dell’energia nel 2021, l’intervento a “L’anno che verrà”

    "L’anno che verrà": le considerazioni dell’AD e DG di Enel Francesco Starace sul futuro dell’energia al centro dell’intervista dello scorso 14 dicembre nel corso dell’evento online organizzato da "Repubblica".

    Francesco Starace, AD e DG Enel

    Francesco Starace: l’intervento dell’AD e DG di Enel a "L’anno che verrà" di "Repubblica"

    "Il 2021 sarà l’anno dei vaccini, un grande anno. L’anno della rinascita, della ripresa, della liberazione": l’augurio di Francesco Starace è che "insieme si possa riprendere a camminare nel percorso che si è interrotto all’inizio di quest’anno, a causa della pandemia". Intervistato lo scorso 14 dicembre nell’ambito de "L’anno che verrà", evento online promosso da "Repubblica", l’AD e DG di Enel ha parlato delle sfide che attendono il mondo dell’energia nei prossimi mesi. Il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi nel 2015 continua ad essere la priorità: il mondo in questi anni si è mosso bene. Non sempre la velocità con cui ci si arriva è quella auspicata, ma oggi su questi temi c’è una consapevolezza maggiore rispetto a cinque anni fa: "Parigi ha seminato bene e oggi i semi stanno germogliando". Il 2021 sarà anche l’anno della Cop 26 di Glasgow: secondo l’AD un’occasione per riflettere in particolare sugli strumenti di governance e dunque sulla trasparenza nei dati relativi all’impegno sul fronte della sostenibilità che oggi non richiedono più solamente la scienza e le istituzioni ma anche gli investitori stessi. Nel corso dell’intervista Francesco Starace si è soffermato inoltre sulla transizione energetica evidenziando come non si possa prevedere una fine perché "è intrinseca nella storia dell’uomo": c’è da sempre e continuerà ad esserci per molto tempo perché guidata da forze "profondissime" che sono "le radici dell’evoluzione tecnologica nel mondo".

    Francesco Starace: il 2021 di Enel sempre più all’insegna della sostenibilità

    Impossibile non proiettarsi nel futuro dell’energia senza parlare di idrogeno green: per l’AD Francesco Starace "un’idea eccellente" che Enel è fortemente intenzionata a sviluppare. L’idrogeno attuale ha un’impronta di carbonio molto alta mentre quello green, prodotto dall’elettrolisi utilizzando esclusivamente energia da fonti rinnovabili, è decarbonizzato ma "al momento è molto costoso": il Gruppo ha avviato diverse collaborazioni con Eni e altri partner che hanno portato allo sviluppo di progetti pilota finalizzati a rendere l’idrogeno green competitivo e incentivarne la diffusione. Per quanto riguarda la mobilità elettrica, l’AD Francesco Starace ne ha analizzato le prospettive di crescita, focalizzandosi in particolare sull’impegno di Enel nel promuoverne lo sviluppo nel Paese, anche attraverso la realizzazione di una infrastruttura capillare e tecnologicamente avanzata per la ricarica dei veicoli elettrici, funzionale ad aumentarne il numero in Italia e a portare benefici per l’ambiente, il sistema economico, le imprese e i cittadini, in linea con la mission che si è dato il Gruppo.

  • Quando serve il Pronto Intervento Idraulico?

    A chi non è mai capitato di dover chiamare un Idraulico a Roma per il Pronto Intervento Idraulico Roma la notte o nel weekend per risolvere un problema che necessitava di assistenza immediata? In questi casi diventa fondamentale poter contare sul Pronto Intervento Idraulico, vediamo di cosa si tratta.

    Cosa è il Pronto Intervento Idraulico?

    Il servizio di emergenza idraulica o Pronto Intervento Idraulico è un servizio a cui aderiscono diversi professionisti per permettere ai clienti di contare su un’assistenza immediata e tempestiva in caso di guasti improvvisi o incidenti che coinvolgono l’impianto termoidraulico. Si tratta di un modo per poter contare sulla consulenza di un Idraulico a Roma anche la notte e nei giorni festivi in situazioni complicate come la rottura di un tubo o di un sanitario.

    Tutti possono accedere al servizio di Pronto Intervento Idraulico Roma a ogni ora del giorno e tutti i giorni, festivi compresi contattando l’Idraulico a Roma di fiducia. In questo modo si potrà avere a casa un tecnico specializzato, capace di risolvere il problema anche in piena notte. L’unico svantaggio del Pronto Intervento Idraulico Roma sono i prezzi più alti, che comprendono una maggiorazione per l’uscita festiva o notturna.

    Se si verificano guasti e rotture che rischiano di portare all’allagamento dell’appartamento allora è importante far intervenire tempestivamente l’idraulico a Roma di fiducia e contattare il Pronto Intervento Idraulico. Tra le situazioni più frequenti ci sono la rottura di una tubatura o di un sanitario, che richiedono un intervento immediato.

    In altri casi l’idraulico deve intervenire con tempestività per il malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento o raffreddamento anche nei giorni in cui i centri di assistenza sono chiusi o può essere coinvolto in altre situazioni per cui non si voglia aspettare i tempi lunghi di una normale attività di riparazione.

    L’importanza di rivolgersi a un idraulico competente

    Solitamente gli idraulici che si rendono disponibili per il servizio di Pronto Intervento Idraulico a Roma sono veloci e competenti e sanno risolvere ogni tipo di guasto. Da sempre l’idraulico è la figura di riferimento per la messa in posa dei sanitari, la realizzazione degli impianti e l’assistenza per climatizzatori e impianti di riscaldamento.

    Oltre a questo, chi chiama un Pronto Intervento Idraulico sa di trovare professionisti competenti, che sanno davvero risolvere ogni problema e guasto. Non mancano le doti personali, come cortesia, serietà e professionalità che sono fondamentali quando si accoglie un professionista per il lavoro nei propri spazi di casa. Anche per questo è importante scegliere con cura l’Idraulico a Roma più preparato rivolgendosi a chi ha tanti anni di esperienza nel settore e facendosi aiutare nella scelta dalle recensioni dei clienti online.

    Ci occupiamo anche di :

    • Manutenzione Caldaie Roma
    • Costi Idraulico a Roma
    • Idraulico Economico a Roma
    • Sostituzione Scaldabagni a Roma
    • Sostituzione Rubinetteria a Roma
    • Spurgo Fognature a Roma
    • Spurgo Wc a Roma

     

     

  • NASCONO I SOCIAL MEDIA MANAGER DELLA CULTURA, UN PROGETTO DELLA PROVINCIA DI PADOVA E FÒREMA

    Concluso il corso per i nuovi “promoter digitali” del polo museale padovano. Sinigaglia: “Si rinnova la collaborazione tra Provincia di Padova e Fòrema”

     

     

    Con il ritorno alla zona gialla in Veneto i musei possono riaprire al pubblico, con le adeguate precauzioni. La Provincia di Padova da tempo ha deciso di spingere nella promozione del polo museale padovano, puntando sulle forme di marketing digitale.

    Nasce così il progetto “Mus.Net – MUSeum NETwork – Building Bridges between Cultures” frutto di collaborazione tra la Provincia di Padova e Fòrema, società di Assindustria Venetocentro dedicata alla formazione diretta da Matteo Sinigaglia. Si tratta di un progetto finanziato tramite fondi europei (UE-Creative Europe) per la valorizzazione dei musei sul territorio padovano, un centinaio in tutto. Si rinnova attraverso questo progetto la collaborazione tra Provincia e l’ente di formazione Fòrema, finalizzata alla valorizzazione e promozione del territorio locale, della cultura e del polo museale padovano.

     

    “Siamo orgogliosi di aver portato a termine questo corso di formazione che ha messo in relazione un ente pubblico come la Provincia e uno privato come Fòrema per raggiungere un comune obiettivo”, dichiara Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema. “Noi abbiamo messo a disposizione le competenze formative, la Provincia un progetto da implementare. Siamo riusciti a formare delle persone, a proporre delle idee per valorizzare la rete museale padovana che tanto indotto genera sul territorio. Ora si tratta di mettere a terra le competenze e i piani sviluppati. In ogni caso, di questa esperienza rimane il dialogo produttivo tra Provincia di Padova e Fòrema, un modello che auspichiamo prosegua nei prossimi anni”.

     

    “Sono particolarmente soddisfatto della sinergia realizzata con Fòrema, – ha dichiarato Fabio Bui, presidente della Provincia di Padova – perché la formazione è fondamentale e strategica in tutti i settori, soprattutto in questo momento particolarmente difficile. La nostra rete museale è un fiore all’occhiello, sono luoghi da vivere, ricchi di arte, storia e cultura ed è giusto farli conoscere con piani di comunicazione adeguati perché la nostra regione fonda la sua ricchezza in questo grande patrimonio sul quale ruotano il turismo, la ricettività e l’accoglienza. I musei della Provincia sono ben inseriti nel contesto ambientale e storico del territorio e offrono dei momenti di svago in assoluta sicurezza. La ripartenza ci sarà se adesso riusciremo a mantenere viva la vitalità intellettuale e la creatività. Auspico che questo progetto sia solo l’inizio di una collaborazione più continuativa e proficua anche in diversi ambiti, un impegno, una sollecitazione e una responsabilità per non ribadire il presente, ma per costruire il futuro”.

     

    Il progetto si è concretizzato in un corso di formazione finalizzato a formare operatori capaci di fare una capillare promozione della rete museale di Padova, attraverso gli strumenti digitali e i social network. I social media manager della cultura e dei musei padovani. L’iniziativa si è sviluppata attraverso un corso intensivo on line di 72 ore nel mese di dicembre 2020 per un totale di 3 settimane di formazione. Vi hanno partecipato persone provenienti da esperienze lavorative diverse, sia di tipo amministrativo che commerciale.

    A condurre le lezioni è stato Mauro Mazzetto, esperto nell’ambito della comunicazione, nuovi media e organizzazione aziendale. I partecipanti al corso hanno sperimentato la nuova modalità didattica implementata per l’occasione e definita “learning by doing” (imparare facendo), elaborando un piano attuativo di marketing per i musei padovani.

    L’approccio non è stato quello della lezione teorica da parte del docente, quanto quello pratico. Per imparare infatti i discenti sono stati chiamati ad elaborare, con l’assistenza di Mazzetto, un proprio progetto di marketing per il polo museale di Padova. Le linee guida su cui si è sviluppato il progetto sono state presentato durante un incontro avvenuto il 3 dicembre cui ha partecipato Alessandra Tormene della Provincia di Padova.

    Il corso si è concluso il 23 dicembre con la presentazione del progetto di marketing elaborato dai partecipanti. Un piano da sviluppare nell’arco di un anno e mezzo attraverso alcuni “Open Day” da realizzarsi presso le sedi museali.

     

     

    SCHEDE DI APPROFONDIMENTO

     

    IL DOCENTE: MAURO MAZZETTO Mauro Mazzetto, nato a Venezia, è un esperto nell’ambito della comunicazione, nuovi media e organizzazione aziendale. Ha sviluppato e lavorato in progetti sia in ambito strettamente aziendale fino al socio-culturale nonché in ambito tecnico/produttivo e consulenziale/formativo. Esperto di grafica, video, UX/UI design e linguaggi web collabora con molte aziende ed enti per lo sviluppo di progetti che vanno dal design Thinking, lo sviluppo di prodotto e le campagne di marketing attraverso metodologie ispirate al Growth Hacking.

     

    FÒREMA Nata a Padova nel 1983 in seno all’Associazione degli Industriali con l’obiettivo di formare i propri associati, dal 2012 ha iniziato a concentrarsi nella formazione esperienziale applicata allo sviluppo delle persone e alla lean production. Dopo la separazione da Niuko (la Srl costituita nel 2014 da Confindustria Padova e Confindustria Vicenza), completata nel 2019, e il conferimento della società ad Assindustria Venetocentro, oggi Fòrema si basa sul lavoro di sessanta professionisti, chiamati a proporre e gestire corsi e attività di consulenza con focus su salute, sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro, ambiente (HSE), sviluppo organizzativo e metodologia lean nelle smart factory, soft skills e formazione esperienziale, servizi per il lavoro. Fòrema lavora in partenariato con molteplici enti pubblici, in particolare segue progetti per la scuola, gli ITS e l’Università di Padova. Questi sono i numeri che la rendono una delle maggiori società di formazione del sistema Confindustria in Italia: tra il 2017 e il 2019 ha mobilitato oltre 16 milioni di euro per la formazione delle imprese tra Fondimpresa, Fondirigenti, FSE e altri fondi. Solo nel 2019 ha formato 23.000 persone, tra occupati (dagli apprendisti ai manager), soggetti in cerca di lavoro o di ricollocamento (neet, giovani under 30, disoccupati e over 50), personale della pubblica amministrazione e delle scuole. Nel mentre, ha erogato 58.400 ore di formazione a 1.548 aziende, oltre a 50.000 ore di e-learning.

     

  • 4 buoni motivi per cui è importante avere un sito web

    Sempre più aziende decidono di rivolgersi a una Web Agency Roma per richiedere un Preventivo Siti Web, dal momento che è cresciuta la consapevolezza sull’importanza di avere un sito web. Internet ha cambiato profondamente il modo di vivere e acquistare ed è diventato una fonte di informazione primaria per i clienti. Per questo avere un sito web è oggi parte integrante di una strategia di marketing di successo.

    Perché non si può più fare a meno di avere un sito web

    A chi si rivolge a una web agency viene spiegato come il sito web possa portare importanti vantaggi all’azienda in termini di:

    • Visibilità: solo chi è visibile online può trovare sempre nuovi clienti, nella consapevolezza che le persone usano il web per trovare informazioni su prodotti e servizi da acquistare. Oggi il 93% delle decisioni di acquisto avviene dopo una ricerca online e il 97% delle ricerche sono fatte tramite Google. Per questo è importante avere un sito web accattivante, completo e ben posizionato, ma soprattutto contenente tutte le informazioni su prodotti e servizi e i dati di contatto.
    • Accessibilità: rispetto al negozio fisico il sito web è online 24 ore al giorno e tutti i giorni dell’anno, per cui i clienti possono accedere ogni volta che hanno bisogno di informazioni su un prodotto e servizio.
    • Vendite: ogni azienda per crescere e raggiungere il successo deve essere conosciuta e chi non è presente online sta perdendo importanti opportunità di raggiungere nuovi clienti, a vantaggio della concorrenza. La maggior parte delle persone che navigano online ha intenzione di acquistare un prodotto o servizio e per questo si informa grazie a Google. Se non si è online come fare in modo che i clienti vedano cosa avete da offrire loro? Il sito web vende in ogni momento e per questo va studiato con attenzione e inserito in una strategia di marketing completa.
    • Credibilità: i consumatori che non riescono a trovare un’azienda online provano un senso di smarrimento e scarsa fiducia e si chiedono se l’azienda esista davvero. Un’azienda non presente online dà la sensazione di essere una truffa, mentre un buon sito web regala in senso di tranquillità ai potenziali clienti. Non importa se si sta vendendo un prodotto o servizio o si sta semplicemente fornendo informazioni, l’azienda – indipendentemente dalle dimensioni e dal settore di business – deve essere presente online.

    Come vedi i vantaggi di creare un sito web sono tanti e diversi e riguardano non solo la possibilità di aumentare clienti, vendite e fatturato, ma anche la percezione del brand e la sua reputazione. In ogni caso, quando si crea un sito web è fondamentale rivolgersi a una web agency Roma specializzata e competente, che possa mettere a disposizione dei clienti web designer, web developer, grafici ed esperti di SEO e contenuti capaci di assicurare il successo del progetto online.

    Ci occupiamo anche di :

    • Siti Web Ecommerce
    • Preventivi Siti Web Vetrina
    • Agenzia Web
    • Ottimizzazione Seo