Categoria: Aziendali

  • Finance: il curriculum formativo e professionale di Maurizio Tamagnini, AD di FSI

    Ha gestito oltre un centinaio di operazioni di finanza straordinaria, private equity, debito ed equity in più di trent’anni di carriera: il ritratto professionale di Maurizio Tamagnini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FSI.

    Maurizio Tamagnini

    FSI: la carriera internazionale del CEO Maurizio Tamagnini

    È l’attuale Amministratore Delegato e Direttore Generale di FSI. Maurizio Tamagnini, nato a Rimini nel 1965, si è costruito un percorso professionale di stampo internazionale. In oltre trent’anni di carriera ha gestito più di un centinaio di operazioni di finanza straordinaria, private equity, debito ed equity, lavorando a New York, Londra e a Milano. Opera inoltre nel Consiglio di Sorveglianza di STMicroelectronics di cui dal 2020 è Presidente (precedentemente aveva ricoperto questa carica dal 2014 al 2017) e nell’Advisory Board di RDIF – Fondo Sovrano Russo, del Business Forum Italia-Francia, del Comitato Esecutivo del Business Forum Italia-Cina, nell’International Executive Board del Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC) – Harvard Cancer Center di Boston USA e nell’Advisory Board della Comunità di San Patrignano. Laureatosi con lode in Economia Monetaria Internazionale presso l’Università Luigi Bocconi di Milano, Maurizio Tamagnini si è specializzato successivamente negli Stati Uniti presso il Rensselaer Polytechnic Institute di Troy. Ed è sempre all’estero che si afferma professionalmente arrivando a ricoprire ruoli di rilevante responsabilità in Merrill Lynch a New York e a Londra. La nomina nel 2000 a Co-Head di Merrill Lynch Investment Banking in Italia lo riporta a Milano. Nel 2005 diventa Head of Merrill Lynch Italy e Vice Chairman of European Investment Banking: in questa posizione gestisce con successo i collocamenti azionari di Enel, Geox, De’ Longhi e coordina alcune operazioni straordinarie di rilevanza internazionale come la vendita delle divisioni componenti ottiche di Pirelli a Cisco e Corning e quella di Genco per Enel, la fusione fra Autostrade e Newco 28 per Autostrade e per conto di Benetton la cessione di Sportsystem.

    Maurizio Tamagnini: i traguardi professionali raggiunti in FSI

    È il settembre 2011 quando Maurizio Tamagnini viene nominato Amministratore Delegato di Fondo Strategico Italiano: nel gennaio 2012 diventa inoltre Presidente del Comitato Investimenti di Fondo Strategico Italiano (“FSI”) che gestisce 4,4 miliardi di euro di fondi per investimenti di capitali di rischio in aziende italiane di grandi dimensioni. Oltre a perfezionare investimenti che riguardano importanti realtà come Kedrion Group S.p.A., Metroweb S.p.A., IQ Made in Italy Investment Company S.p.A., Assicurazioni Generali S.p.A., Gruppo Hera S.p.A., Ansaldo Energia S.p.A., Valvitalia S.p.A., SIA S.p.A., Gruppo Trevi S.p.A., Inalca S.p.A., Rocco Forte Hotels, Saipem S.p.A., l’AD chiude una serie di rilevanti accordi tra cui quelli con il Fondo Sovrano Russo e con Kuwait Investment Authority (KIA). Contribuisce attivamente alla costituzione di una joint venture paritetica tra FSI e Qatar Holding LLC (QH) denominata “IQ Made in Italy Investment Company S.p.A.” (di cui è Presidente dal 2013 al 2016). Nel 2014 è invitato a operare nella task force di esperti voluta dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi (fino al 2016): inoltre in qualità di membro dell’Organization Committee ha coordinato i lavori di preparazione e realizzazione del campionato mondiale di pallavolo femminile tenutosi a Milano. Il 2016 è l’anno dello spin-off del team dell’ex Fondo Strategico Italiano: incaricato di seguire la costituzione di FSI, Maurizio Tamagnini ne diventa Amministratore Delegato e Direttore Generale. La società gestisce il fondo denominato FSI I dedicato alle imprese leader del Made in Italy con prospettive di crescita, trasformazione e consolidamento nei mercati internazionali: con una dotazione di 1,4 miliardi di euro è partecipato dai principali investitori istituzionali italiani, fondi sovrani internazionali, asset manager, banche e assicurazioni europee e family offices. Negli anni sono stati perfezionati importanti investimenti in Cedacri, Adler Pelzer, Missoni, Lumson e Kedrion. Particolarmente attivo anche in ambito sociale, Maurizio Tamagnini è Presidente di Wamba Onlus, associazione no profit fondata nel 2004, e Partner di sviluppo dell’Ospedale Cattolico di Wamba in Kenya.

  • Nicola Bedin, Presidente di Snam: approvate le modifiche allo statuto proposte dal CdA

    “Energia per ispirare il mondo”: Snam, presieduta da Nicola Bedin, inserisce il “corporate purpose” nello statuto, a riprova dell’impegno sul fronte della sostenibilità economica, ambientale e sociale.

    Nicola Bedin

    Nicola Bedin: focus sul “corporate purpose” di Snam, inserito nello statuto

    Su proposta del CdA presieduto da Nicola Bedin, l’Assemblea degli Azionisti di Snam riunitasi in sede straordinaria lo scorso 2 febbraio ha approvato la modifica dell’articolo 2 dello statuto con l’inserimento del “corporate purpose”. Il nome, “Energia per ispirare il mondo”, ne riflette efficacemente il valore: l’iniziativa sancisce infatti l’impegno della società nel conformare le proprie attività sul perseguimento di una crescita sostenibile e nell’orientare la transizione energetica “verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell’ambiente e la progressiva decarbonizzazione”. In questa direzione guarda anche il Piano Strategico 2020-2024, il primo lanciato sotto la presidenza di Nicola Bedin, nominato nel ruolo lo scorso giugno: attraverso maggiori investimenti punta al raggiungimento della neutralità carbonica nel 2040 e a un incremento degli investimenti dedicati alla transizione energetica e all’adeguamento delle infrastrutture della società al trasporto e allo stoccaggio dell’idrogeno. Il modello di business di Snam è sempre più permeato da principi legati alla sostenibilità economica, ambientale e sociale: i fattori ESG ne improntano le scelte a beneficio di tutti gli stakeholder.

    Snam: il percorso formativo e professionale del Presidente Nicola Bedin

    Sostenibilità ma anche parità di genere: lo scorso 2 febbraio l’Assemblea degli Azionisti convocata sotto la presidenza di Nicola Bedin ha approvato modifiche relative agli articoli 12, 13 e 24 adeguando le vigenti disposizioni statutarie in materia di modalità di elezione dei componenti del Consiglio di Amministrazione alle nuove disposizioni in materia di equilibrio tra i generi di cui al comma 1-ter dell’art. 147-ter del TUF, come modificato dalla cd. Legge di Bilancio 2020. Inoltre è stata approvata l’introduzione di una clausola transitoria che prevede che tali disposizioni statutarie troveranno applicazione a decorrere dal prossimo rinnovo del Consiglio di Amministrazione (nuovo comma secondo dell’art. 24 dello Statuto). Nicola Bedin, originario di Montebelluna (TV), è arrivato alla presidenza di Snam nel giugno 2020. È il Presidente più giovane delle 40 principali società quotate d’Italia, come riportato in un articolo di “Forbes” lo scorso 23 febbraio.

  • Una nuova visione nei sistemi di sollevamento di nuova generazione

    Il Gruppo Servomech innova la concezione delle attuali applicazioni con le prestazioni della nuova serie di martinetti meccanici con vite a sfere. Un’evoluzione che risponde alle nuove esigenze dei progettisti e di una meccanica evoluta ad alto valore aggiunto

     

    La capacità di innovare e precorrere i tempi è una caratteristica costante per il Gruppo Servomech, dal 1989 player di riferimento internazionale nella progettazione e costruzione di attuatori lineari meccanici a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici a vite a ricircolo di sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere. Made in Italy, flessibilità, customizzazione, progettazione e produzione interna con controlli sistematici in linea durante tutte le fasi, un non comune supporto tecnico-commerciale sono solo alcuni del plus dell’azienda bolognese che ha saputo guadagnarsi in trent’anni un ruolo di primo piano nel panorama mondiale. Così come non sono dettagli l’offerta di vantaggi e plusvalenze di cui il mercato attuale sente l’esigenza: immediata riduzione dei costi grazie a un’efficiente ottimizzazione di prodotto e prestazioni, minori consumi energetici, maggiore capacità di carico a parità di grandezza, maggiore rigidità della struttura, affidabilità e servizio.

     

    La nuova concezione dei sistemi di sollevamento

    In un contesto industriale evoluto, dove è sempre più frequente la necessità di alte velocità e un utilizzo sempre più elevato in termini di intermittenza, nonché di carico e di precisione, i progettisti valutano con interesse sempre crescente soluzioni più performanti, più facilmente controllabili, più gestibili in termini di controllo di posizione, carico e velocità, tali da garantire un vantaggio competitivo in termini di qualità e quantità del lavoro svolto.

    Sulla base di questa evoluzione, Servomech promuove una nuova concezione dei sistemi di sollevamento, suggerendo un innovativo approccio, incentrato sull’applicazione dei propri martinetti meccanici ad alto rendimento con vite a ricircolo di sfere, in accoppiamento con motorizzazioni brushless e relativi azionamenti di controllo, lasciando la massima libertà di scelta ai progettisti in quanto al brand da utilizzare per motori e azionamenti.

    La nuova generazione di sistemi di sollevamento proposta da Servomech consente di raggiungere alte velocità lineari, cicliche ad elevata dinamica con significative accelerazioni e decelerazioni, elevata precisione di posizionamento, esatta ripetibilità della posizione ed utilizzo anche con funzionamento continuo. Il sincronismo tra i vari punti di sollevamento viene realizzato in asse elettrico, con il controllo in posizione o in posizione e coppia. L’utilizzo di martinetti con vite a sfere equipaggiati con servomotori, encoder assoluti multigiro e azionamenti in grado di gestire le leggi di moto dei motori ed il controllo della corrente richiesta, consentono di ottenere prestazioni ad alta velocità, precisione e ripetibilità.

    La nuova concezione made in Servomech consente di superare i limiti dei sistemi di sollevamento a più punti di tipo tradizionale, legati alle velocità lineari e di rotazione, alle masse inerziali coinvolte e alla potenza dissipata nei vari organi di trasmissione, alle vibrazioni, alla rumorosità e ai giochi che si possono creare tra le connessioni meccaniche e alla incerta precisione di posizionamento relativo dei vari punti di sollevamento.

    La nuova generazione di sistemi di sollevamento proposta da Servomech allarga pertanto con un approccio moderno e avanzato gli orizzonti applicativi dei sistemi di sollevamento in genere, ora in grado di essere utilizzati per lo svolgimento anche continuativo di funzioni di processo, con cicli di lavoro onerosi dal punto di vista del carico, della elevata dinamica di funzionamento, della velocità e della precisione di controllo.

     

    I plus della nuova serie di martinetti meccanici con vite a sfere

    La nuova generazione di sistemi di sollevamento proposta da Servomech garantisce maggiori prestazioni in termini di efficienza, capacità di carico, durata e rigidità grazie ai martinetti meccanici con vite a sfere traslante della Serie MA BS Modello A, caratterizzati da un design brevettato e depositato che a distanza di un decennio si dimostra ancora innovativo, affermandosi sul mercato per unicità e competitività.

    L’integrazione nativa dei componenti del riduttore e della madrevite a sfere, progettati e costruiti all’interno di Servomech assicurano in sinergia con l’evoluto design, una significativa riduzione del peso, eliminando il materiale superfluo a vantaggio dei costi. Ne derivano non solo prestazioni superiori e maggiore precisione di posizionamento, ma anche maggiore rigidità con ingombri compatti nelle dimensioni. La capacità di performance supera così i limiti applicativi dei più tradizionali martinetti a vite trapezia, aumentando i vantaggi di cui il mercato attuale sente l’esigenza: immediata riduzione dei costi grazie a un’efficiente ottimizzazione di prodotto e prestazioni, minori consumi energetici, maggiore capacità di carico a parità di grandezza, maggiore rigidità della struttura grazie all’integrazione nativa dei componenti.

    Disponibili in 8 grandezze – capacità di carico da 5 a 350 kN, diametro vite a sfere da 16 a 120 mm, velocità di entrata fino a 3.000 giri/min, lubrificazione a olio con fattore di utilizzo anche continuo, Servomech ne suggerisce l’impiego anche nell’esecuzione con vite a sfere rotante. Tre grandi famiglie, ognuna progettata e sviluppata con caratteristiche peculiari e con una vasta gamma di grandezze adeguatamente distribuite, in modo da facilitare un’ottimale selezione sia dal punto di vista tecnico che economico.

    Vocata a questa nuova concezione è anche la serie SJ BS, realizzata per applicazioni con un funzionamento intermittente (fino al 70%). La scatola riduttore monoblocco si presenta come molto robusta e compatta. La lubrificazione del riduttore in questo caso è a vita con grasso sintetico. Con una velocità di rotazione in ingresso fino a 1.500 giri/min questi martinetti hanno un azionamento lineare con vite a ricircolo di sfere da Ø 16 mm a Ø 140 mm, con capacità di carico da 5 kN a 800 kN. Sono disponibili 11 grandezze standard a catalogo.

    Amplia le opportunità la serie HS, acronimo di High Speed che si caratterizza per la trasmissione con riduttore a coppia conica con dentatura Gleason. Ciò consente di ottenere un funzionamento a basso livello di rumore ed elevato rendimento. Particolarmente indicati per applicazioni con utilizzo anche continuo ed elevate velocità lineari. La velocità di rotazione in ingresso fino a 3.000 giri/min li rende idonei all’utilizzo con motorizzazioni brushless. La lubrificazione del riduttore è a olio sintetico. Sono disponibili in 6 grandezze standard a catalogo, con capacità di carico da 10 kN a 200 kN e vite a ricircolo di sfere da Ø 25 mm a Ø 80 mm, velocità lineare fino a 2 m/s.

     

    Servomech Spa nasce nel 1989 e fin dai primordi segue internamente tutto il ciclo produttivo all’interno dei propri stabilimenti ad Anzola dell’Emilia, nell’area di Bologna. Si specializza in attuatori lineari a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici con vite a sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere. Apprezzata in tutti i paesi dell’Unione Europea e dai paesi industrializzati di tutto il mondo, mette a disposizione una gamma di servizi all’avanguardia e specializzati che assicurano alta qualità, flessibilità e cura dei progetti dei propri clienti.

  • Frecciarossa Covid free Milano – Roma: lo annuncia l’AD di FS Italiane Gianfranco Battisti

    Alla presentazione del treno sanitario e hub vaccinale, presso la stazione Termini di Roma, l’AD di FS Italiane Gianfranco Battisti ha annunciato che, a partire da aprile, il Frecciarossa Covid free collegherà Milano alla Capitale.

    Gianfranco Battisti

    Gianfranco Battisti: “Vogliamo realizzare un treno Covid free, che andrà inizialmente a Roma e Milano

    Inizialmente collegherà Milano e Roma ma l’obiettivo è il raggiungimento delle destinazioni turistiche in estate. Il progetto del Gruppo FS Italiane è la realizzazione di un treno Covid free che, a partire da aprile, consentirà ai viaggiatori di muoversi in maggiore sicurezza. Lo ha annunciato l’Amministratore Delegato Gianfranco Battistialla presentazione del treno sanitario e hub vaccinale, presso la stazione Termini di Roma. La scelta di Roma e Milano è soltanto “la fase di test”. Il manager ha infatti evidenziato come l’obiettivo sia l’implementazione di questa soluzione “soprattutto sulle destinazioni turistiche per l’estate e questa sarà una occasione straordinaria che permette di arrivare a destinazioni, come Venezia e Firenze, in assoluta sicurezza sanitaria”. Gianfranco Battisti ha concluso sottolineando la collaborazione con la Croce rossa per fare i test prima di salire a bordo sia al personale, ma soprattutto ai passeggeri.

    Gianfranco Battisti presenta il treno sanitario e inaugura l’hub vaccinale

    Il Frecciarossa Covid free è solo una delle numerose iniziative del Gruppo FS Italiane che hanno l’obiettivo di dare un importante sostegno al Paese in questo delicato momento. Presso la stazione Termini di Roma, l’Amministratore Delegato Gianfranco Battisti ha presentato il treno sanitario, un convoglio messo a disposizione per la gestione di emergenze nazionali o internazionali. Dotato di personale sanitario dedicato su carrozze equipaggiate con specifiche attrezzature mediche, il mezzo fungerà come trasporto dei pazienti verso altre zone d’Italia o all’estero per alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere e come Posto Medico Avanzato, rappresentando un’integrazione al servizio sanitario territoriale per la gestione delle emergenze. Contemporaneamente, è stato inaugurato da Gianfranco Battisti l’hub vaccinale, una struttura allestita dal Gruppo FS Italiane in piazza dei Cinquecento che, grazie alla dotazione di 21 postazioni, due delle quali dedicate alle persone con disabilità, consentirà a pieno regime di arrivare a 1.500 vaccinazioni al giorno.  

  • Grande successo per Rubinetterie Stella al MosBuild 2021 di Mosca

    L’azienda ha rappresentato il made in Italy con ottimi riscontri all’importante manifestazione russa dedicata a design, architettura e edilizia.

    Si è conclusa venerdì 2 aprile a Mosca la fiera internazionale MosBuild 2021. Lo spazio espositivo allestito da Rubinetterie Stella in collaborazione con AM-GROUP, nel contesto del Crocus Expo International Exhibition Center, ha raccolto numerosi consensi da parte del qualificato pubblico, che ha apprezzato i prodotti e le serie di miscelatori presentate dallo storico marchio novarese.

    Protagoniste le serie contemporanee firmate dai migliori designer internazionali, che hanno mostrato al meglio la qualità e l’eleganza del made in Italy. I numerosi visitatori hanno potuto ammirare, in particolare, la versatilità dei modelli e l’innovazione dei materiali, come le nuove accattivanti finiture in PVD, l’avanzato processo fisico che garantisce una maggiore resistenza.

    Infine, grande consenso hanno suscitato le serie Bamboo disegnata da Marco Piva, nella pregiata finitura oro rosa, e 130, nella lussuosa variante oro, firmata da Michele De Lucchi, accanto alle collezioni Casanova by Maurizio Duranti, in nickel PVD, e Sirius by Arnaud Bezhadi nell’esclusiva versione oro inglese spazzolato.

    www.rubinetteriestella.it

  • La guida di Mondoflex nella scelta del copripiumino perfetto

    A tinta unita o a fantasia, in cotone o in flanella? La scelta del copripiumino perfetto per la camera da letto non è sempre così immediata perché le opzioni sono davvero tante. Mondoflex ha da darvi alcuni consigli utili per scegliere il copripiumino perfetto per le vostre esigenze, per la stagione e per il vostro stile di arredamento.

    Milano, aprile 2021. Scegliere il piumino più adatto alle proprie necessità non è semplice, è vero. Pensavate che la scelta del copripiumino fosse più scontata? Tutt’altro! Il copripiumino è un articolo di biancheria da casa indispensabile per la camera da letto, perché oltre a proteggere il piumino, ha anche una funzione decorativa

    Mondoflex – azienda italiana leader nella vendita di materassi, letti, divani, poltrone ortopediche, reti e guanciali – è pronta a darvi alcuni preziosi consigli per orientarvi in questa scelta, che parte da diverse considerazioni.

    Il copripiumino ideale: attenzione alla stagionalità e ai materiali

    Se è vero che il copripiumino serve anche ad abbellire e decorare la stanza da letto, lo stile, tuttavia, non è l’unico criterio da tenere in considerazione per individuare quello più adatto. La scelta tra copripiumini in tinta unita o con fantasie multicolori e motivi floreali di grande eleganza viene solo per ultima, o quasi.

    Per scegliere il copripiumino bisogna prima di tutto tenere conto della stagionalità: di solito il piumino è utilizzato per lo più durante i mesi autunnali e invernali, ma va da sé che in funzione del periodo in cui lo si utilizza, anche la scelta del materiale del copripiumino sarà diversa. Infatti, parlando di materiali, bisogna considerare che ciascuno di questi avrà un grado di calore diverso: quelli in lino e in cotone sono i più freschi e traspiranti, adatti dunque alle mezze stagioni o a chi non è particolarmente freddoloso, mentre i copripiumini in flanella sono i più indicati per le temperature più rigide, quando la colonnina di mercurio precipita vertiginosamente e si ha bisogno di riposare al caldo. 

    Ma non finisce qui: per chi cerca invece eleganza e raffinatezza, l’ideale è puntare su materiali di pregio come il percalle di cotone o il satin, con effetto lucido. Chi, invece, desidera optare per una soluzione che permette di dire addio al ferro da stiro dovrà allora orientarsi su fibre sintetiche, come la microfibra di poliestere.

    Oltre ai materiali, vanno tenute in considerazione le misure del copripiumino: infatti, queste vanno di pari passo con quelle del piumino a cui viene associato. Una piazza e mezzo, singolo o matrimoniale, ciascun copripiumino infatti ha le sue dimensioni. In realtà, dal momento che il copripiumino deve poter contenere comodamente il piumone, sarà meglio che la misura del copripiumino sia leggermente maggiore: per coprire gli angoli e adattarsi con armonia al letto, il copripiumino dovrebbe misurare circa 30 o 40 cm in più.

    E per i colori? Via libera alle proprie preferenze, prediligendo tinte accese se si vuole dare un nota di colore alla stanza da letto e tonalità neutre se si cerca un effetto elegante e un tocco di classe. 

  • Finanza: il profilo professionale di Claudio Machetti

    Classe 1958, manager di Enel Claudio Machetti vanta anche esperienze professionali pregresse presso Banco di Roma e Ferrovie dello Stato Italiane.

    Claudio Machetti manager Gruppo Enel

    Claudio Machetti: esperienze formative e primi incarichi professionali

    Nato nel 1958 a Roma, Claudio Machetti opera attualmente in qualità di manager del Gruppo Enel. Entrato nella multinazionale dell’energia come Responsabile dell’Area Finanza, oggi è a capo della Divisione Global Trading, che si occupa di gestire il portafoglio integrato della società operando su tutti i mercati all’ingrosso, sia fisici che finanziari, relativi alle commodity energetiche. Diplomato in studi classici al “Tito Lucrezio Caro” di Roma, prosegue il suo percorso formativo laureandosi in Statistica presso l’Università “La Sapienza”. È il 1983 quando ha inizio l’iter che lo porterà in Enel. La sua prima esperienza è a Milano, dove viene assunto come impiegato in una delle filiali del Banco di Roma. Successivamente torna a Roma, passando alla Direzione Centrale. Qui Claudio Machetti si specializza nell’analisi finanziaria dei gruppi industriali italiani più importanti, sviluppando competenze anche nel settore Equity.

    Claudio Machetti: l’ingresso in FS Italiane e la carriera in Enel

    L’esperienza di Claudio Machetti presso il Banco di Roma continua: nel 1990 viene nominato Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari, incarico che ricoprirà per due anni. Nel 1992 entra in Ferrovie dello Stato Italiane come Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari. Il percorso in FS Italiane dura 8 anni: il manager arriva a ricoprire il ruolo di Direttore della Finanza Operativa e allo stesso tempo è uno dei fautori della nascita di Fercredit, società captive di servizi finanziari, diventandone anche Amministratore Delegato. I successi ottenuti gli consentono di passare al Gruppo Enel. Dopo i primi anni da Responsabile dell’Area Finanza, nel 2005 viene nominato Direttore Finanziario della multinazionale. Contemporaneamente contribuisce alla nascita di Enelfactor ed Enel Insurance, fa parte di diversi importanti CdA (Terna, Wind, Endesa) ed è Presidente sia di Fopen che di Fondenel. Successivamente (2014), dopo 5 anni a dirigere la Divisione Risk Management, arriva ai vertici della Global Trading Business Line del Gruppo, è Amministratore Unico di Enel Global Trading Spa, braccio operativo della Business Line. Dal 2016 al 2018 Claudio Machetti è anche Presidente di Fondenel, il Fondo Pensione dei dirigenti del Gruppo.

  • Local marketing e proximity marketing spiegati da Spada Media Group

    Gli esperti di Spada Media Group, storica agenzia pubblicitaria milanese, spiegano due strategie di marketing molto importanti per il successo di un business.

    Milano, marzo 2021 – In un mercato sempre più complesso, anche le strategie di marketing sono diventate più articolate. Tra le più importanti, il local e il proximity rivestono un ruolo decisivo per garantire il successo di un business. Lo confermano anche gli esperti di Spada Media Group, storica agenzia pubblicitaria milanese, i quali hanno scelto di illustrare in modo semplice e chiaro la differenza tra queste due strategie di marketing, che se all’apparenza possono sembrare simili, in realtà sono molto diverse tra loro.

    Il local marketing, sottolineano i professionisti di Spada Media Group, ha il fine ultimo di attrarre i clienti in store, focalizzando dunque le strategie di marketing all’interno di un’area geografica relativamente ampia, che può essere per esempio la città o il quartiere dove è fisicamente ubicato il negozio. Scopo del local marketing, che può essere pianificato mediante l’utilizzo di diversi strumenti, dalla pubblicità tradizionale, come le affissioni, al marketing digitale, come una campagna sui social network, è creare una solida base di clienti che gravitano attorno all’area dove è presente una determinata attività.

    Il proximity marketing, invece, si articola all’interno di un campo d’azione molto più limitato, anche di poche decine di metri quadrati. Mentre per il local marketing anche la pubblicità tradizionale può rappresentare un valido ausilio, il proximity marketing ha bisogno della tecnologia. Obiettivo di queste strategie di marketing, infatti, è dialogare con il potenziale cliente direttamente tramite lo smartphone, in modo da creargli un’offerta personalizzata in base al luogo in cui si trova. Ciò è possibile, spiegano gli esperti di Spada Media Group, avvalendosi di specifici tools, come per esempio le tecnologie di eye tracking o di audio prossimità, che permettono di inviare all’utente notifiche push riguardanti un’attività che è presente proprio nel luogo in cui si trova. Un’interessante sfida per il marketing del futuro, che permetterà di proporre offerte ad hoc e geolocalizzate.

     

    Spada Media Group

    Viale Ercole Marelli 132, Sesto San Giovanni (MI)
    Tel. +390224308560
    Email [email protected]
    www.agenziaspada.com 

  • Come e quando arieggiare il prato

    Il prato è un qualcosa che abbellisce qualsiasi giardino e che ovviamente richiede una certa manutenzione. L’areazione del prato è a tal proposito una delle attività più importanti per mantenere il manto erboso in buona salute. A chi d’altronde non piace avere un prato ben curato, considerando anche che è una risorsa in grado di aumentare il valore di qualsiasi casa?

    Ma cosa significa esattamente arieggiare il prato? Quando farlo? Approfondiremo questo argomento di seguito.

     

    Cosa è la areazione  del prato?

    Per quanto si cerchi di mantenere l’erba in buone condizioni, nel tempo possiamo vedere che questa presenta delle macchie di vegetazione secca e in eccesso che dovremmo eliminare. Questi problemi non sono solo legati all’estetica del prato, ma potrebbero produrre anche alcuni inconvenienti alla sua salute da considerare. Per questo motivi bisogna tenerne conto sia nella fase di manutenzione che progettazione giardini.

    Quando si arieggia l’erba, ciò che si fa è favorire l’aerazione delle radici, assicurandosi che l’erba possa crescere come previsto. Inoltre, viene aggiunta anche della materia organica per rendere il terreno più fertile, così che l’erba riceva tutti i nutrienti necessari per poter proliferare e proseguire il suo sviluppo.

    La areazione è un processo di raschiatura superficiale del suolo, che ha lo scopo di eliminare quanto più feltro è possibile. Quando parliamo di feltro, ci riferiamo ad uno strato sottile (tra 1 e 2 centimetri di spessore) che si forma nella zona della superficie dove si trova l’erba. Questa massa è composta da resti di radici, terra e foglie che si sono accumulate.

    Il problema dell’accumulo di questa massa è che impedisce in un certo modo il passaggio alle radici di acqua, aria e compost. Inoltre, crea condizioni favorevoli per lo sviluppo di funghi.

    Con il processo di aerazione (metodo che consiste nel realizzare piccoli fori nel terreno), il terreno viene ossigenato fino a una profondità di circa 10 cm. Sebbene il processo di aerazione rompa un po’ il feltro, non è un processo così efficace come la scarificazione .

     

    Quando arieggiare il prato?

    Non possiamo arieggiare il prato quando vogliamo, ma il momento migliore va studiato. In generale, il periodo migliore per arieggiare i prati è solitamente la primavera, il periodo dell’anno in cui, sta per arrivare il picco vegetativo. In autunno si consiglia di ripetere l’operazione. Ciò sarà fondamentale, non solo consigliato, se si è formato molto feltro nel corso dell’inverno, ad esempio perché è un terreno argilloso, o altri fattori.

  • Gruppo Danieli: la nuova acciaieria ABS darà lavoro a 160 persone

    Il Gruppo Danieli investe 190 milioni in una nuova acciaieria in provincia di Udine e darà lavoro a 160 persone: il progetto della controllata Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. (ABS), attiva su scala internazionale nel settore della produzione di acciai speciali lunghi.

    Gruppo Danieli

    Gruppo Danieli: i risultati al 30 giugno 2020 e l’impatto della pandemia sui conti

    Nonostante lo scenario particolarmente difficile, il bilancio annuale, al 30 giugno scorso, di Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. si è chiuso con un utile netto di 62,9 milioni di euro e ricavi per un totale di 2,8 miliardi di euro: il portafoglio ordini per il Gruppo Danieli, tra i primi tre costruttori di acciaierie al mondo, ammonta a 2,936 miliardi e il patrimonio netto si attesta in crescita, a 1,936 miliardi di euro. Il Consiglio d’Amministrazione, riunitosi per l’approvazione lo scorso 24 settembre sotto la presidenza di Gianpietro Benedetti, ha rilevato come negli ultimi dieci anni l’87% degli utili sia stato reinvestito in azienda. Numeri che indicano come il Gruppo Danieli sia riuscito a contenere gli effetti della pandemia nel settore senza interrompere le attività negli Stati Uniti, in Russia e Cina nonostante l’impossibilità di spostarsi a causa dei lockdown. I risultati conseguiti in questo settore hanno in larga misura compensato il calo di ricavi e margini registrato sul fronte della produzione di acciai speciali, in particolare dalla ABS, su cui ha influito il lockdown del periodo febbraio-giugno.

    Gruppo Danieli: il profilo di Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. e il nuovo impianto che darà lavoro a 160 persone

    Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. (ABS) è la divisione steel-making del Gruppo Danieli. Nonostante le difficoltà riscontrate nel primo semestre dell’anno a causa della pandemia, si riconferma tra i leader europei nel settore dei prodotti lunghi di alta qualità. Non a caso continua ad investire in nuovi impianti in Italia: ne entrerà in produzione entro ottobre-novembre uno nuovo, realizzato con investimenti per 190 milioni di euro. È il primo di un programma definito con l’obiettivo di aumentare il fatturato del 50% e confermarne il primato di unica acciaieria per la produzione di acciai di qualità. In ABS, nata nel 1988 dalla fusione tra due acciaierie di lunga esperienza ed alta qualificazione, la secolare esperienza nel settore si coniuga allo spirito di innovazione caratteristico del Gruppo Danieli a cui appartiene, garantendo la massima qualità e la leadership necessaria a soddisfare le richieste dei mercati più esigenti.

  • Renato Mazzoncini: cooperazione A2A e Snam, obiettivi e progetti

    L’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini: il Memorandum of Understanding siglato con Snam rappresenta “un’ulteriore accelerazione lungo il percorso della transizione energetica già intrapreso dal nostro Gruppo, coerente con le nostre strategie in tema di economia circolare e decarbonizzazione”.

    A2A

    A2A insieme a Snam per lo sviluppo di progetti sull’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito della decarbonizzazione

    Guidata da Renato Mazzoncini, A2A è fortemente impegnata sul fronte della decarbonizzazione e della transizione energetica. Guarda in questa direzione anche il Memorandum of Understanding siglato lo scorso 25 settembre con Snam: al centro una cooperazione tecnologica tra le due realtà, finalizzata allo studio di progetti sull’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito della decarbonizzazione del settore energetico. L’accordo è stato siglato per conto di A2A da Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale, e da Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam, in occasione del festival della ricerca scientifica Trieste Next, alla presenza del Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. La cooperazione è focalizzata in primo luogo sullo studio, l’analisi e la valutazione di fattibilità di progetti legati alla conversione delle centrali termoelettriche del Gruppo a gas naturale, idrogeno o miscele gas naturale/idrogeno. L’accordo prevede inoltre lo studio di soluzioni finalizzate al retrofit delle esistenti turbine a gas a ciclo combinato di A2A per idrogeno o miscele gas naturale/idrogeno.

    Decarbonizzazione: la cooperazione A2A-Snam nelle parole dell’AD e DG Renato Mazzoncini

    “Siamo soddisfatti di questo accordo, un’ulteriore accelerazione lungo il percorso della transizione energetica già intrapreso dal nostro Gruppo, coerente con le nostre strategie in tema di economia circolare e decarbonizzazione”, ha sottolineato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A Renato Mazzoncini parlando della cooperazione con Snam. “Per noi è un’occasione interessante per valorizzare la natura multiutility di A2A sia nella produzione di energia che nella distribuzione“, ha spiegato l’AD evidenziando come la collaborazione con Snam possa rappresentare “un’importante opportunità per valorizzare una filiera italiana di infrastrutture chiave per raggiungere l’obiettivo europeo di emissioni zero al 2050”. Non a caso l’accordo prevede anche la definizione di iniziative per la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno da fonti rinnovabili e per modificare le infrastrutture di distribuzione gas di A2A con l’obiettivo di renderle “hydrogen ready”.

  • FS Italiane, ad aprile i primi Frecciarossa Covid free: l’annuncio di Gianfranco Battisti

    Continuano le iniziative di FS Italiane, Gruppo guidato da Gianfranco Battisti, nel contrasto al Covid-19.

    Gianfranco Battisti

    Termini primo hub vaccinale ferroviario, Gianfranco Battisti: “Giornata importante

    Oggi è un giorno importante, perché presentiamo tre iniziative importanti assieme a due grandi istituzioni del Paese: la protezione civile e la Croce Rossa”: a dirlo è Gianfranco Battisti, AD e DG di Ferrovie dello Stato Italiane, durante l’inaugurazione dell’Hub vaccinale allestito presso la stazione Termini, in un’area in Piazza dei Cinquecento. L’evento, tenutosi lo scorso 8 marzo, è stato anche l’occasione per presentare il nuovo treno sanitario, creato per il trasporto di pazienti gravi tra le regioni italiane e oltreconfine. Le due iniziative, alle quali hanno collaborato anche Regione Lazio, Regione Lombardia, il Ministero della Salute e l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia, combattono il Covid-19 su due fronti. Il primo è il contributo alla campagna vaccinale. Grazie all’Hub ferroviario, ha spiegato Gianfranco Battisti, sarà possibile “vaccinare 1.500 persone al giorno” sfruttando le 21 postazioni presenti. Il treno sanitario, “dotato di 8 carrozze che possono trasportare fino a 21 malati” in tutta Europa, aiuterà invece ad alleggerire il carico sugli ospedali. Inoltre, svolgerà anche funzioni di Posto Medico Avanzato.

    Gianfranco Battisti: Frecciarossa Covid free in fase di test

    La terza iniziativa del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti riguarda invece la realizzazione di treni Covid free. L’Amministratore Delegato ha infatti annunciato che già da aprile inizieranno a viaggiare i primi Frecciarossa con questa caratteristica. La fase sperimentale avverrà sulla tratta Milano – Roma. Nello specifico, chi prenoterà sui Frecciarossa Covid free dovrà obbligatoriamente sottoporsi al tampone antigenico. Il test rapido verrà effettuato un’ora prima della partenza grazie alla collaborazione della Croce Rossa. In caso di esito positivo, il cliente dovrà osservare un periodo di quarantena mentre l’Asl si occuperà del tracciamento. Il biglietto potrà essere riutilizzato tranquillamente in futuro. Gianfranco Battisti ha specificato che, una volta verificata l’efficacia dei treni Covid free, verranno coinvolte nell’iniziativa anche altre mete, in particolare quelle turistiche “come Firenze e Venezia”, per consentire un rilancio in tutta sicurezza.

  • FORMAZIONE, MY LOVE: tirocini curriculari in azienda

    Tirocini in azienda: il talento incontra l'opportunità

    DUNA-Corradini prosegue, nel pieno rispetto delle norme di contenimento COVID-19, la stretta collaborazione con le Università del territorio per formare studenti attraverso tirocini curriculari e dare il suo contributo al mondo dell’istruzione e dell’imprenditoria locali.

    Le difficoltà dettate dal protrarsi dell’emergenza pandemica non fermano il programma di accoglienza di studenti universitari in tirocinio curriculare in collaborazione con le università di Bologna, Modena e Reggio Emilia che DUNA-Corradini ha avviato ormai da tempo.

    Le facoltà interessate sono principalmente quelle di ingegneria e chimica ma si pianifica di estendere questo genere di programma anche ad altre facoltà. Recentemente, sono stati inseriti quattro studenti nelle aree Quality Assurance, Operations & Innovation dove hanno seguito progetti relativi a qualità, ricerca e sviluppo, produzione e logistica tra quelli proposti dall’azienda a professori ed atenei.

    DUNA si impegna ad affiancare gli studenti durante tutto il percorso in azienda, mettendo a disposizione coaching da parte di personale senior, strumentazione di ultima generazione e risorse in genere per lo svolgimento corretto dell’intero tirocinio didattico-sperimentale.

    “Investiamo molte risorse ed energie in questo progetto poiché crediamo nei benefici che possano derivarne per l’intero territorio” commenta Gabriella Uguzzoni, responsabile HR di DUNA-Corradini. “È una preziosa opportunità di collaborazione tra giovani, sistema formativo e imprese finalizzata ad orientare i laureandi rispetto alla domanda di professionalità del tessuto imprenditoriale locale e creare così le basi per una collaborazione duratura a sostegno di innovazione, qualità e sostenibilità sulle quali il nostro territorio deve puntare.”

    Il tirocinio universitario è utile a tutte le parti coinvolte: gli studenti approfondiscono competenze coerenti con il loro percorso di studi ed hanno occasione di confrontarsi con il contesto industriale arricchendo i curricula vitae, mentre le università hanno modo di misurare quanto il corso di laurea sia in linea con le esigenze del mondo imprenditoriale.

    “Questi percorsi rappresentano “contaminazioni positive” che ci arricchiscono di conoscenze aggiornate e di entusiasmo in dote ai laureandi” commenta Simone Grandi a capo dell’Area Operations & Innovation del Gruppo. “Anche durante la pandemia, il supporto di DUNA ai nostri giovani che si affacciano sul mondo del lavoro non è mai venuto meno” prosegue soddisfatto.

    “Gli strumenti informatici rendono oggi possibile ciò che fino a poco tempo fa non lo era” aggiunge Marta Brozzi, Presidente e AD del gruppo. “Rimane tuttavia fondamentale lavorare a fianco di personale esperto per acquisire cultura d’impresa e cimentarsi nel gioco di squadra poiché “sporcarsi le mani” in un laboratorio alla ricerca di soluzioni non convenzionali è un’esperienza professionale e sociale insostituibile” aggiunge. “Non si può chiedere a Michael Jordan di fare canestro su Zoom e pensare che l’esperienza per pubblico e giocatori sia la medesima” conclude sorridendo.

    Se sei un giovane laureando o neolaureato alla ricerca di un progetto, un tirocinio o un’opportunità di inserimento contattaci a [email protected]

     

  • Attenzione alla ripresa della pratica sportiva

    La primavera e la voglia di rimettersi in forma in libertà spinge gli Italiani a correre. Da Corazza Srl, creatrice di Fly Walk, supporto plantare hi-tech, arriva il monito per il rischio di overuse e la prevenzione a traumi

     

    Già nei mesi scorsi Corazza, azienda di Molinella (BO) da 50 anni leader nella produzione di plantari ortopedici dedicati a tutte le problematiche che interessano la pianta del piede e ideatrice di Fly Walk: il supporto plantare ultrasottile pensato per chi pratica sport, aveva lanciato l’allarme.

    Sedentarietà, smart working e la perdita del consueto allenamento sono una fonte di traumi e malesseri per gli Italiani, sempre più desiderosi, complice l’arrivo della bella stagione, di tornare a praticare sport all’aria aperta, godendosi finalmente un po’ della tanto agognata libertà.

    L’anno trascorso, tra limitazioni imposte dal Covid-19, lavoro da casa e l’inattività portata dalla ridotta socialità hanno messo a dura prova la popolazione italiana che denuncia un crescente sviluppo di dolori muscolari e articolari. Se già nella normalità circa 7 persone su 10 possono soffrire di disturbi articolari, la mancanza di una vita attiva ha acuito questa condizione. Una ricerca realizzata da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione ha evidenziato come a soffrire di dolori posturali pre pandemia sarebbe addirittura il 73% degli Italiani. Mal di schiena (49%), dolori al collo (37%) e dolori alle articolazioni degli arti inferiori (29%) sono i sintomi più comuni e che tra quarantene e lockdown sono arrivati a far soffrire quasi un 1 italiano su 2 di queste problematiche, senza distinzioni di genere ed età.

    Le persone hanno voglia di tornare a muoversi dopo un anno di sacrifici e rinunce, ma bisogna stare attenti, riprendendo l’attività fisica con prudenza e con certi accorgimenti – allerta Violetta Corazza, titolare di Corazza perché in questi mesi abbiamo registrato una crescita della richiesta di prodotti ortopedici dedicati che ci giungono da tutta Italia e anche da altri Paesi”.

    Proprio la lunga esperienza nel settore e l’approfondita conoscenza in ambito biomeccanico hanno permesso all’azienda di realizzare già lo scorso anno un prodotto in grado di coniugare prevenzione e performance, aspetti imprescindibili per chi pratica sport sia a livello professionale che amatoriale. Fly Walk, infatti, è ideato per la corsa, la camminata e le discipline da salto, con l’obiettivo di supportare adeguatamente nel raggiungimento degli obiettivi, mantenendo però sempre un adeguato livello di sicurezza.

    Sulla base degli studi effettuati e dei risultati di test, è la stessa Violetta a suggerire attenzione: “Non si può pensare di ripartire come se non ci si fosse mai fermati. Il fisico non è più tonico, ma la gente si concentra sul cosiddetto minor fiato, spesso trascurando muscoli e articolazioni che possono dare parecchi problemi. Occorre prevenire possibili traumi causati da inattività prolungata, scarso allenamento e overuse alle strutture corporee che accrescono il pericolo di infortuni a lungo termine”. Proprio pensando a queste problematiche insorgenti e nel tentativo di scongiurarle, l’azienda Corazza aveva già presentato la scorsa primavera Fly Walk, con due importanti componenti che ne caratterizzano la struttura: la parte anteriore costituita da materiale dall’elevata risposta propulsiva e antivibrante che rende il riscontro molto reattivo e quella posteriore, ammortizzante, realizzata con materiale absorber, rispondendo così alle sollecitazioni delle diverse discipline.

    A distanza di un anno, questo prodotto hi-tech si rivela quanto mai attuale, con la sua capacità di sostenere la maggiore superficie di appoggio al piede nel rispetto della correttezza anatomica, ponendosi come un prodotto sia fisiologico che funzionale, garante di sicurezza, benessere e performance.

    Le persone spesso hanno iniziato a correre perché consentito dai vari Dpcm – conclude la titolare di Corazza – però chi si è lanciato in una disciplina sportiva apparentemente semplice, ma in realtà con fattori tecnici specifici in termini di sollecitazioni e corretta gestione del peso e della falcata, ne ha ottenuto non solo benefici, ma talvolta anche problematiche. Ora che la bella stagione in arrivo è un ulteriore incentivo a calzare le scarpe e mettersi a correre, è bene dotarsi della giusta attrezzatura e non sottovalutare i possibili rischi, senza distinzione di genere ed età”.

     

    Corazza S.r.l. nasce a Bologna nel 1968. L’azienda guidata da Violetta Corazza, rappresenta un punto di riferimento di valore per tutte le ortopedie italiane ed estere. Esperienza, competenza tecnica, utilizzo di tecnologie avanzate orientano l’attività di Corazza consentendogli ogni giorno di interpretare e soddisfare le richieste dei tecnici ortopedici attraverso la realizzazione di plantari ortopedici personalizzati, innovative e di altissima qualità.

  • Rubinetterie Stella in Russia al MosBuild 2021

    La storica azienda novarese partecipa all’importante evento fieristico di Mosca dedicato ai settori di arredamento, architettura e costruzioni.

    L’eccellenza e il prestigio di Rubinetterie Stella approdano a Mosca, in occasione del MosBuild 2021, in programma presso il Crocus Expo International Exhibition Center dal 30 marzo al 2 aprile.

    L’autorevole evento fieristico è un’ampia finestra internazionale dedicata alle soluzioni più innovative nell’ambito dell’interior design e non solo, dall’arredamento per la casa all’architettura, dalle apparecchiature elettriche alla ceramica, fino ad attrezzature e tecnologia nel mondo delle costruzioni. La qualità e l’eleganza del made in Italy saranno onorate dall’accurata selezione di collezioni presentate dalla storica azienda novarese all’interno dello stand F3097 – Pavillion 3 – Hall 14 in collaborazione con AM-GROUP.

    Focus dell’esposizione saranno le serie contemporanee firmate dai migliori designer, emblema del connubio tra precisione costruttiva inossidabile e raffinata innovazione stilistica. In particolare saranno sotto i riflettori le serie Bamboo, nella pregiata finitura oro rosa, e 130, nella lussuosa variante oro, entrambe firmate da Michele De Lucchi, accanto alle collezioni Casanova by Maurizio Duranti, in nickel PVD, e Sirius by Arnaud Bezhadi nell’esclusiva versione oro inglese spazzolato.

    MosBuild, Crocus Expo, Moscow

    30 marzo – 02 aprile 2021

    Stand AM Group

    Pavillion 3 – Hall 14 – F3097

     

    www.rubinetteriestella.it

  • L’esperienza di Bioagrotech per la qualità e la difesa di orticole, fruttiferi e vite

    Nella combinazione di zinco, alghe, e zeolite cubana l’azienda sanmarinese individua un unico trattamento efficace nella fase di risveglio delle foglie

     

    Un unico trattamento in grado di conferire vigoria e protezione alle piante nella fase del risveglio vegetativo, momento decisivo per il buon esito di ogni ciclo di produzione. La proposta pensata per diverse tipologie di colture proviene da Bioagrotech, da anni impegnata nella lavorazione e commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali per l’agricoltura biologica. Dopo studi e prove in campo i professionisti dell’azienda sanmarinese hanno individuato in Agrofito Cu/Zn Bio + Agrofito Alghe Bio + Zeolite Cubana una combinazione vincente e valida per il trattamento di fruttiferi, viti e orticole. Applicazioni fogliari a 6 +1 + 6 kg/ha, a cadenze variabili a seconda dell’andamento climatico e dello sviluppo della vegetazione, ottengono risultati curativi su carenze di rame e zinco e donano un aspetto lussureggiante alle colture.

    Durante la fase del risveglio lo Zinco ricopre un ruolo di grande importanza. Entrando come elemento fondamentale per la produzione di auxine provoca uno slancio nella crescita dei giovani germogli e da forza alle prime foglioline dei rametti. Ruolo simile giocano le Alghe Bioagrotech che hanno un effetto biostimolante grazie alla presenza di aminoacidi di origine vegetale, di carbonio, di betaine, di vitamine del gruppo B e di citochinine naturali. La Zeolite Cubana, in questa fase invece, ha un’azione determinante su molte patologie che possono presentarsi da questo momento in poi. Funghi e insetti svernano tra gli interstizi dei rami, dei tronchi e delle foglie per poi attaccare in maniera violenta quando si presentano le condizioni ottimali. L’azione della Zeolite Cubana è un’azione preventiva e risulta efficace in quanto agisce in un momento di debolezza dei patogeni che al loro risveglio trovano un ambiente ostile alla loro propagazione.

    Il trattamento messo a punto dalla Bioagrotech srl si rivela efficace anche nel periodo di caduta foglie dove ricopre una funzione disinfettante e di protezione in vista dell’inverno e della fase di dormienza.

     

    Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti.

  • L’anno di maggior successo nella storia aziendale: Sun Contracting installa oltre 32 MWp di potenza fotovoltaica nel 2020

    Triesen. L’impegnativo 2020 è stato, sotto molti aspetti, un anno del tutto speciale. Nonostante le avversità e gli ostacoli messi in serbo dalla pandemia, Sun Contracting AG può guardare all’anno migliore negli undici anni di storia aziendale. Il gruppo ha registrato una crescita di oltre 32 MWp della potenza fotovoltaica in 12 mesi.

     

    Nel gruppo aziendale si era già soddisfatti degli eccellenti risultati raggiunti nel 2019. Quel primo anno di attività operative nel mercato fotovoltaico tedesco, era stato concluso con un’aggiunta potenza fotovoltaica di 11,7 MWp e un pacchetto di progetti già pronto per riempire il 2020. Ma la crescita del 2020 aumentata in maniera addirittura esponenziale, ha superato tutte le aspettative. Toccando quasi 50% di nuove installazioni fotovoltaiche, il gruppo Sun Contracting si trova ben al di sopra della media europea dell’11%.

     

    Principale presenza in Germania

     

    Con un’aggiunta di quasi 29 MWp di potenza fotovoltaica, Sun Contracting AG ha potuto estendere enormemente la sua presenza in Germania per il secondo anno consecutivo, raddoppiando in 12 mesi la sua produzione di energia sostenibile nella Repubblica federale. Il tanto discusso tetto di 52 GW per gli incentivi fotovoltaici, ha perfino accelerato questa espansione in Germania, dove, alla fine dell’anno, il gruppo è riuscito ad aggiudicarsi un portafoglio di progetti da 68 impianti fotovoltaici e oltre 18 MWp di potenza fotovoltaica. Questi impianti saranno implementati entro la metà del 2021, permettendo a Sun Contracting di raggiungere già nei primi 6 mesi dell’anno i due terzi dell’intera espansione annuale del 2020.

     

    Espansione verso il Sud Europa

     

    Già dall’inizio dell’anno 2020 erano cominciati i preparativi concreti per l’entrata nel mercato fotovoltaico sloveno. Dopo una breve fase di stagnazione causata dalle limitazioni ai viaggi all’interno dell’Europa, a novembre del 2020 la società slovena Pansolar d.o.o è stata incorporata nel gruppo Sun Contracting. Dalla fine dell’anno, Sun Contracting gestisce i primi due progetti Contracting in Slovenia, con una potenza complessiva di circa 600 kWp.

     

    Cooperazione austriaca per il futuro

     

    Nel 2020, Sun Contracting AG ha avviato una cooperazione preziosa, non solo per il gruppo stesso, ma anche per un futuro ecologico. All’inizio del 2021 il più grosso gestore austriaco privato di stazioni di servizio doterà di impianti fotovoltaici della casa Sun Contracting inizialmente 19 dei suoi punti. Questa importante collaborazione si trova per il momento agli inizi, ma è in pianificazione un allargamento dei progetti in tutta l’Austria.

     

    Ritratto aziendale

     

    Il gruppo Sun Contracting può oggi con orgoglio gettare uno sguardo indietro a 11 anni di storia aziendale. La sua notorietà si è fatta strada soprattutto nell’area di lingua tedesca, grazie al suo innovativo modello commerciale di Contracting fotovoltaico. Con una capacità fotovoltaica attuale installata e progettata in quattro Paesi di 86,4 MWp, Sun Contracting fa parte delle aziende fotovoltaiche più grosse in Europa. Nel settore del Contracting fotovoltaico, il gruppo aziendale è tra i leader di mercato in Austria, Germania e Liechtenstein, con 309 impianti fotovoltaici progettati come Contracting. Accanto alla costruzione e gestione di impianti fotovoltaici, Sun Contracting AG è anche attiva nell’emissione di investimenti sostenibili da alcuni anni. Oltre al Sun Contracting Registered Junior Bond 2020, concepito specialmente per il mercato tedesco, e il Sun Contracting Registered CHF Bond 2020, sottoscrivibile solo in franchi svizzeri, sono stati emessi il Sun Contracting Registered EURO Bond 2020 e il Sun Contracting Bearer Bond 2020. Tutte e quattro le obbligazioni possono essere sottoscritte presso l’emittente direttamente online e sono disponibili in 14 Paesi europei.

  • Rapporto sul cartello dei camion: Quattro mesi alla prescrizione un milione di camion in tribunale, ma piccole e medie imprese ancora inattive.

    • La fondazione unilegion ha intervistato 3.500 imprese edili, industriali e di trasporto, creando un rapporto sulla situazione riguardando il cartello dei camion.
    • Nonostante il l’incredibile volume di 1 milione di camion con un volume complesso di circa 10 miliardi di euro già portati nella causa, più del 50% di imprese non sono attive, particolarmente le piccole e medie imprese.
    • Con solo 4 mesi fino al termine di prescrizione il compito di informare le imprese ancora non attive sarà nelle mani delle istituzioni europee, della stampa specializzata, delle associazioni di categoria e delle comunità di interesse.

    Attualmente a fare causa per risarcimento dei danni contro i grandi produttori sono circa 30.000 imprese nell’UE per un totale di quasi 1 milione di camion. Però a 4 mesi dal termine di prescrizione in molti stati membri dell’UE circa il 50-60% delle imprese, con ulteriori 2,6 milioni di camion acquistati nel periodo del cartello, sono ancora inattivi.

    L’importo per camion può sorpassare 10.000 euro di risarcimento più gli interessi, questi ultimi possono ammontare anche al 100% del danno vero e proprio. Così anche le imprese con 5 camion facilmente arrivano ad importi di risarcimento dei danni totale da 50.000 a 100.000 euro.

    “Risarcimenti di 10.000 a 20.000 euro per camion sono possibili – purtroppo, molte piccole e medie imprese non sanno come procedere”, ha detto Michael Gramkow, direttore della fondazione.

    La fondazione unilegion Truck Claims ha analizzato lo stato delle cause nell’UE intervistando circa 3.500 imprese di trasporto ed industriali in quattro stati UE: Germania, Austria, Francia ed Italia per creare un quadro dell’atmosfera. I risultati sono chiari:

    • Le imprese grandi con più di 500 dipendenti in genere sono ben informati e processano già il cartello dei camion per conto proprio oppure in una causa collettiva.
    • È diversa la situazione delle imprese piccole e medie. Qui, infatti, le imprese sono diventate attive soprattutto se informate, per esempio dalla stampa specializzata o dalle associazioni di categoria, sulle possibilità di partecipare ad una causa collettiva.

    Maggiori informazioni sull’offerta e le procedure della fondazione sono disponibili qui: https://unilegion-truck-claims.eu/it/cartello-dei-camion/. Gli interessati possono richiedere senza impegno ulteriori materiali ed informazioni per telefono.

    Informazioni sulla fondazione unilegion Truck Claims

    La fondazione unilegion Truck Claims è un’organizzazione olandese senza scopo di lucro con sede ad Amsterdam. La fondazione è stata creata per recuperare i danni (“claims”) degli acquirenti di camion causati del cartello, sia in sede giudiziale che in sede extragiudiziale. Il nostro obiettivo è quello di lavorare a stretto contatto con le associazioni europee del commercio e dell’industria per costituire un’ampia alleanza. Tutti i costi per l’esecuzione delle richieste sono a carico della fondazione. Le aziende danneggiate possono quindi unirsi alla class action completamente senza alcun rischio né costo. Soltanto in caso di successo, la fondazione, la quale è finanziata da investitori europei, riceverà una percentuale del risarcimento danni. Essendo un’organizzazione senza scopo di lucro, la fondazione non realizza alcun profitto.

    Contatto stampa: Fabio Garzotto

    E-mail: [email protected]

    Sede centrale: Herengracht 449a, 1017 BR Amsterdam, Paesi Bassi

    Per informazioni e richieste sul cartello dei camion visitare il sito: https://unilegion-truck-claims.eu/it/cartello-dei-camion/

  • smeup cresce in Veneto con Asi

    smeup annuncia oggi di avere acquisito il 100% delle quote dell’azienda Asi srl di Padova, specializzata in consulenza ICT per le aziende con focus sulle soluzioni ERP, di gestione documentale e risorse umane.

    Presente sul mercato da oltre 30 anni, con oltre 20 collaboratori, Asi ha sviluppato particolari competenze nell’ambito delle soluzioni gestionali rivolte alle imprese manifatturiere e commerciali operanti nei principali settori in cui si esprime il Made in Italy.

    Con l’acquisizione di Asi, smeup, con sede legale a Erbusco (BS) e altre 12 sedi nel nord e centro Italia, con 450 collaboratori e 2350 clienti in Italia e nel mondo, rafforza la sua presenza in Veneto e arricchisce l’offerta di soluzioni applicative per aziende di medie e grandi dimensioni nel mercato ERP, integrando le proprie competenze con quelle di Asi.

    La scelta di crescere per linee esterne passando per progetti industriali di lungo termine, continua dopo l’ingresso nel capitale sociale di Progetto 6 avvenuto qualche giorno fa e dopo le operazioni riguardanti il mondo dell’Industria 4.0 con IoT ready datato Gennaio 2021 e quello della logistica e dei trasporti di DataDea di Dicembre 2020.
    Questa strategia ha contribuito negli anni, e continuerà a farlo nei prossimi esercizi, allo sviluppo sostenibile delle performance di business aziendali.

    “Asi è l’esempio concreto di come rapporti di business di valore possano far ricongiungere le strade delle aziende anche dopo diversi anni. Abbiamo collaborato agli inizi dei nostri percorsi per gran parte degli anni ‘90 e oggi ci incontriamo di nuovo per iniziare insieme un nuovo cammino.
    La nostra mission si basa sul concetto di aggregazione delle intelligenze sviluppate studiando processi aziendali complessi, di settori diversi e realtà specifiche con il know how tipico del cliente.  Da sempre, infatti, mettiamo i bisogni dei clienti prima dei prodotti, proponendo nostri componenti anche su altri ERP. Lavorare con i professionisti di Asi sarà per noi sicuramente un grande valore aggiunto che andrà ad arricchire il nostro know how proprio in quest’ottica. Inoltre con questa operazione rafforziamo la presenza smeup in Veneto.”
     – ha dichiarato Silvano Lancini, Presidente smeup.

    Con 55 milioni di euro di ricavi nel 2019, in continua crescita, smeup intende essere leader nel mondo delle soluzioni applicative per le imprese, grazie anche alle competenze consolidate di Asi. Con l’acquisizione dell’azienda di Padova, infatti, smeup punta a sviluppare nuove sinergie rafforzando la sua presenza in Veneto.

    Siamo veramente felici di avere compiuto questo passo, che conduce la nostra Società in un gruppo solido, in forte sviluppo, che garantirà alla nostra struttura continuità di crescita. Nella nostra visione questa operazione costituisce un trampolino di lancio nel percorso di crescita

    collettiva. Per questo continueremo ad operare in prima persona per facilitare l’integrazione tra le nostre realtà” – ha dichiarato Paolo Brunino, Presidente di Asi.

    A garanzia di continuità per le risorse, i clienti e per il mercato, il management di Asi manterrà le attuali mansioni direttive e operative e rimarranno invariati anche i ruoli di tutti gli attuali collaboratori.

    smeup

    smeup è il partner ideale per le aziende che vogliono essere accompagnate nel processo della Digital Transformation, valorizzando intelligenze e processi di lavoro sotto la guida dell’innovazione.

    La mission di smeup può infatti essere così sintetizzata: aggregare le intelligenze sviluppate studiando processi aziendali complessi, di settori diversi e realtà specifiche con il know how tipico del cliente. L’obiettivo è semplice: attraverso la digitalizzazione dei processi, i dati delle aziende vengono trasformati in valore aggiunto per il loro business.

    Per accompagnare le aziende nel processo di innovazione, smeup mette in primo piano le proprie competenze per proporre la soluzione più adatta alle specifiche esigenze dell’impresa e al contesto di business.

    Un vero e proprio partner strategico che con la propria capacità di integrazione esaudisce i desideri di innovazione del cliente che vuole differenziarsi nel suo mercato competitivo.

    I numeri di smeup oggi:

    • 14 sedi in Italia
    • 450 risorse
    • 2350 clienti in Italia e nel mondo
    • 55 milioni di ricavi nel 2019

    Le esigenze aziendali in cui smeup ha sviluppato la propria expertise sono:

    • Software gestionali – ERP
    • Infrastruttura, Cloud e Security
    • Retail
    • Business Analytics
    • Software Documentale
    • Digital e Web Marketing
    • Industrial IoT
    • Soluzioni per la gestione delle Risorse Umane
    • Software di progettazione.

    smeup, il nuovo brand

    Nell’ottica di rinnovamento continuo perseguita a livello aziendale, che tenga conto del contesto globale in cui opera, smeup si presenta con un nuovo brand che intende rappresentare, anche a livello visual, ciò che in 30 anni di storia il gruppo ha costruito: un’aggregazione di aziende, persone, competenze, conoscenze. E affinchè tutte le aziende coinvolte possano sentirsi rappresentate da un’unica entità, in tutti gli elementi che le caratterizzano, il nuovo brand abbandona la definizione di “Gruppo”: (solo) smeup, quindi, nessun punto e nessuna distanza,
a favore di unione e coesione, anche nel nome.

    Con il nuovo brand arrivano anche un nuovo logo e un nuovo colore, un vero e proprio cambio d’abito che l’azienda ha scelto di realizzare come segnale di comprensione della nuova realtà e della conseguente necessità di evolvere. Il rosso, da sempre il colore rappresentativo di smeup, cambia in una tonalità più scura, molto intensa, per sottolineare il carattere di forte solidità, affidabilità e competenza dell’azienda. Al rosso si aggiungono anche altri colori, con lo scopo di rappresentare i diversi elementi che la caratterizzano e aggiungere una sferzata di energia e innovazione.

    In questo percorso, anche il nuovo payoff Powered by data. Driven by people. intende rafforzare l’identità e i valori dell’azienda: per smeup, da sempre, la potenzialità dell’utilizzo dei dati acquisisce forza solo quando è affiancata al valore e alle competenze delle persone che ci lavorano.

    Il nuovo brand rafforza quindi ulteriormente il posizionamento di smeup quale partner globale per quelle imprese che vogliono differenziarsi sul proprio mercato, e lo fa aggregando intelligenze in grado di studiare processi aziendali complessi e creando valore attraverso strumenti come software strategico e infrastrutture dinamiche.

    www.smeup.com

    Asi

    Asi nasce nel 1989 da un team di consulenti ed esperti informatici. Si tratta di un’azienda nata per diffondere l’innovazione d’impresa e che da allora rinnova quotidianamente il proprio impegno nella programmazione e nello sviluppo di software dedicato a rendere competitivo il saper fare delle Aziende italiane. Asi si pone come interlocutore diretto di imprese manifatturiere e commerciali che operano nei principali mercati in cui si esprime il Made in Italy.

    Un obiettivo importante: costruire prodotti e servizi che portino soluzioni specifiche e affidabili nei singoli settori di impresa, ma che allo stesso tempo creino una cultura dell’innovazione d’impresa nell’intero sistema Azienda. Asi è una società di Consulenza partner dei più importanti player tecnologici e impegnata nella ricerca con il mondo universitario, attenta nella creazione di uno scambio creativo di esperienza e visione con i propri Clienti, che ponga al centro il valore umano di ogni relazione.

    Competenza, passione, ricerca e capacità di dialogare: su questi principi si basa il prodotto plain®, una suite capace di pianificare, gestire e programmare tutte le attività di un’Azienda.

    www.plain.it

  • Presenza on line premiante

    Il web per l’internazionalizzazione e il superamento dei limiti imposti dal Covid-19. Il Gruppo Servomech conferma il valore dell’innovazione informatica con i dati di esercizio del proprio configuratore dopo un anno così particolare

     

    E’ passato un anno dalla messa on line del nuovo sito del Gruppo Servomech, dal 1989 player di riferimento a livello internazionale nella progettazione di soluzioni per il movimento lineare. Un anno non comune, considerando come sia stata stravolta la vita delle aziende con le limitazioni imposte dalla pandemia globale da Covid-19.

    Il nuovo layout, la grafica pulita e minimale, i facili passaggi tra una pagina e l’altra e numerosi link per la focalizzazione delle informazioni del nuovo sito (www.servomech.it) hanno agevolato il mantenimento dei rapporti con la clientela a livello internazionale. A ritagliarsi un ruolo da protagonista è stato indubbiamente il configuratore che rende pressoché immediata la visualizzazione dei componenti desiderati. Una soluzione che permette di configurare il prodotto di cui necessita il cliente in base alle sue esigenze, generando modelli 3D, 2D, nei formati CAD più diffusi.

    Dopo un anno di attività, i download registrati provengono da oltre 50 paesi nel mondo: Italia e Germania in testa, ma anche Russia, Stati Uniti, Francia, Danimarca, Regno Unito, Svezia, Olanda e in generale da tutti i paesi maggiormente industrializzati a livello mondiale. Un segnale che evidenzia come l’informatizzazione sia una risorsa importante per le aziende, resa ancora più preziosa in un anno come il 2020 dove la visibilità on line è stata determinante per mantenere il dialogo con clienti e prospect a livello internazionale.

    Osservando i riscontri ottenuti, lo scorso anno il totale dei modelli scaricati dal configuratore è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente e ad acuire l’interesse ha concorso anche l’inserimento del nuovo catalogo sugli attuatori lineari Made in Servomech. Nel catalogo sono presenti tutte le serie di prodotti standard, sia con vite trapezia che con vite a ricircolo di sfere e oltre alla possibilità di scaricare in tempo reale il modello del prodotto configurato, l’utente può sempre contare su un elevatissimo livello di supporto tecnico dato dal team di ingegneri applicativi.

    Lavoriamo con impegno, passione e tenacia allo sviluppo di soluzioni per migliorare le applicazioni dei nostri clienti – spiega Valentina Cataldo, Responsabile marketing del Gruppo Servomeche siamo orgogliosi di mettere al servizio dei un pubblico internazionale la nostra eccellenza applicativa, maturata con tanti successi in oltre 30 anni. La progettazione e produzione interna con controlli sistematici in linea durante tutte le fasi ci rende portatori di un vero Made in Italy ad alto valore aggiunto e poterlo comunicare in maniera efficace è per noi non solo una soddisfazione aziendale, ma anche una responsabilità”.

    Quanto riscontrato a distanza di un anno di esercizio del configuratore conferma come l’innovazione tecnologica rappresenta una risorsa volta a favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese. Un approccio evoluto al sistema mondiale che sostiene l’engagement e la gestione dei clienti, offrendo un vantaggio competitivo determinante in uno scenario globalizzato.

    Grazie a questa presenza on line performante – conclude Valentina Cataldo – abbiamo fronteggiato una pandemia globale riuscendo a garantire tutti i servizi pre e post vendita a cui i nostri interlocutori sono abituati da anni. Per questo, nonostante i segnali di un ritorno alla normalità, alle fiere e agli incontri in presenza siano ancora deboli, abbiamo in programma per il primo semestre 2021 la pubblicazione di un nuovo catalogo sempre sulla piattaforma CADENAS, con tutta la nostra gamma di martinetti meccanici con vite trapezia e l’inclusione nel configuratore tutte le grandezze disponibili a catalogo”.

    La formula on line consente effettivamente un notevole risparmio di tempo e un accresciuto servizio per l’utente. Una volta che il sistema genera i disegni, possono essere inviati o analizzati in tempo reale, con il supporto dell’ufficio tecnico aziendale dedicato. In questo modo è possibile discutere su un progetto in maniera semplificata ed estremamente efficace anche da remoto. Anche gli strumenti di comunicazione di ultima generazione sono una conferma di quella capacità di rispondere alle esigenze di una clientela mondiale con rapidità ed efficacia. Il configuratore infatti, grazie alla costruzione completamente modulare dei prodotti e le differenti tipologie costruttive, consente di garantire ai clienti la massima flessibilità di utilizzo, anche con soluzioni personalizzate, fin dal primo approccio all’azienda.

     

    Servomech Spa nasce nel 1989 e fin dai primordi segue internamente tutto il ciclo produttivo all’interno dei propri stabilimenti ad Anzola dell’Emilia, nell’area di Bologna. Si specializza in attuatori lineari a vite trapezoidale e a ricircolo di sfere, martinetti meccanici con vite a sfere, martinetti meccanici a vite trapezoidale, rinvii angolari e viti e madreviti a ricircolo di sfere. Apprezzata in tutti i paesi dell’Unione Europea e dai paesi industrializzati di tutto il mondo, mette a disposizione una gamma di servizi all’avanguardia e specializzati che assicurano alta qualità, flessibilità e cura dei progetti dei propri clienti.

     

  • Modalità e funzioni comuni dei moderni condizionatori d’aria

    Oggi parleremo delle funzioni dei moderni dispositivi di climatizzazione, che nel tempo si sono evoluti per offrirci più comfort nella nostra quotidianità, nonché più opzioni di climatizzazione.
    Forse anche a te è capitato di trovare pulsanti sul tuo telecomando di cui non conosci la funzione. Per paura di usarli, stai sprecando alcune caratteristiche interessanti del tuo condizionatore d’aria! Cconosci, ad esempio, la modalità DRY o la modalità silenziosa? Sai come usare la funzione AUTO?

    Modalità e funzioni comuni dei moderni condizionatori d’aria

    Al giorno d’oggi un condizionatore d’aria non è più solo “freddo” o “caldo”, in quanto ora questi dispositivi hanno anche diverse funzioni aggiuntive (oltre alle opzioni di base del condizionamento), come la purificazione dell’aria, la modalità ventilatore o la modalità deumidificazione.

    Per accedere a queste funzioni e per poter configurare le diverse opzioni a tuo piacimento, i telecomandi dei climatizzatori sono dotati di numerosi pulsanti con relativi disegni o indicazioni, a seconda del modello e del produttore. Vedremo alcuni dei casi più comuni:

    • Il pulsante “MODE” e le sue possibilità: questo tasto ci permetterà di passare tra i diversi tipi di aria (Cool, Heat) o le diverse modalità (Dry, Auto o FAN).
    • Aria fredda o Aria calda: Per alternare tra le modalità aria fredda e aria calda, dobbiamo scegliere con il pulsante “MODE” che abbiamo appena visto. In alcuni modelli, alcuni simboli di freddo / caldo appaiono sullo schermo del telecomando quando le rispettive modalità sono selezionate.
    • Modalità DRY: La modalità DRY viene utilizzata per abbassare il livello di umidità nella stanza, e questa modalità non deve essere confusa con il freddo o il caldo, perché è a tutti gli effetti un deumidificatore.
    • Modalità AUTO: Con la modalità AUTO (automatica), imposteremo la temperatura desiderata e lasceremo che il condizionatore stesso decida se utilizzare il freddo o il caldo per mantenere tale temperatura.
    • Modalità FAN: La modalità FAN (Fan) ci permette di configurare l’unità di condizionamento per utilizzare solo le ventole interne, senza utilizzare il compressore per generare aria calda o fredda, utilizzando quindi solo le ventole del dispositivo.
    • Modalità SLEEP: un’altra delle modalità più comuni che possiamo trovare in un’ampia varietà di modelli di aria condizionata è la modalità Sleep. Come suggerisce il nome, questa modalità è pensata per essere utilizzata quando si va a dormire con l’aria condizionata accesa, e ciò che essa fa differisce un po ‘tra i modelli. Il più comune è che aumentano gradualmente la temperatura fino ad un certo punto (poiché quando le persone dormono, la loro temperatura corporea scende leggermente), oppure spengono l’apparecchiatura dopo un certo tempo.
      Ora che abbiamo rivisto un po’ il funzionamento di base del telecomando del climatizzatore e le sue modalità più comuni, sicuramente potrai sfruttare al meglio quello che hai già in casa. Se stai pensando invece di acquistarne uno nuovo, considera che i condizionatori Mitsubishi sono tra i più innovativi e ricchi di funzioni sul mercato.
  • Fiocco azzurro al Parco “Le Cornelle” che dà il benvenuto ad un piccolo sitatunga

    Gli ospiti del Parco Faunistico “Le Cornelle” non smettono mai di regalare emozioni: l’ultimo arrivato, un esemplare di antilope sitatunga, è nato in una situazione insolita, presso l’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi dove la madre è stata operata 40 giorni prima del parto a causa di una frattura scomposta dell’arto anteriore. Un intervento delicato non solo per l’entità della frattura, ma che poteva compromettere anche la gravidanza. Una collaborazione, quella tra il Parco Le Cornelle e l’ospedale Veterinario Universitario di Lodi ormai consolidata da tempo e che ha permesso di curare diversi animali ospitati al Parco.

     

    Tutto è iniziato con una radiografia, effettuata dal personale veterinario del Parco dopo aver notato che la femmina di sitatunga aveva difficoltà ad appoggiare una zampa. L’accertamento ha evidenziato una grave frattura del radio, probabilmente provocata da una caduta accidentale e ha portato a conoscenza del personale veterinario anche la gravidanza dell’animale. A seguito della diagnosi è stato programmato un intervento d’urgenza per salvare madre e piccolo presso l’Ospedale Universitario.

     

    L’operazione di osteosintesi – portata a termine con successo in 4 ore dal dott. Maurizio Oltolina, direttore sanitario del Parco, dalla dott.ssa Liliana Carnevale e dal prof. Giuliano Ravasio, entrambi medici dell’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi – ha portato l’equipe veterinaria ad optare per l’applicazione di un fissatore Ilizarov: una “gabbia”esterna fissata all’osso attraverso fili di acciaio che permette alla frattura di saldarsi e guarire. Il ricorso a questa soluzione, meno praticata rispetto ad altre tecniche chirurgiche, si è reso necessario a causa del tipo di frattura e delle dimensioni dell’animale.

     

    Quaranta giorni dopo l’intervento, durante la convalescenza della madre, è nato il piccolo, che è stato immediatamente riconosciuto e allattato. Nonostante la mamma fosse alla sua prima gravidanza ha dimostrato un grande spirito materno andando ad accudire e difendere il piccolo. Le due antilopi sitatunga hanno concluso il primo periodo di convalescenza, di circa due mesi, presso l’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi, in attesa che si formasse il callo osseo attorno alla frattura e potessero essere rimossi i mezzi di fissazione esterni. Una volta rientrati al Parco, il cucciolo e la mamma hanno poi passato un altro mese in un box a loro dedicato, per permettere all’osso della zampa di saldarsi completamente.

     

    «Assicurare il massimo benessere agli animali ospitati è una nostra prerogativa, ciò è possibile grazie alla capacità e alla passione di tutte le persone che lavorano al Parco, una passione che ci aiuta durante il difficile periodo storico che stiamo attraversando. – dichiara il dott. Maurizio Oltolina, direttore sanitario del ParcoIl caso di questa femmina di sitatunga e del suo piccolo rappresenta un simbolo di speranza per tutti noi, oltre a evidenziare come, a disposizione dei nostri ospiti, non ci siano solo le migliori cure, ma anche attenzioni e premure. A tal proposito, vorrei ringraziare il prof. Ravasio per la collaborazione con l’Università di Lodi, e la dott.ssa Carnevale per la sensibilità dimostrata, andata ben oltre la semplice assistenza sanitaria alle due antilopi.»

     

    La specie di antilope sitatunga è diffusa in natura in Senegal, Kenya, Namibia e Botswana. Molto legata all’acqua, vive in foreste paludose, foreste a galleria lungo i corsi d’acqua e su isole nei laghi. Possiede un dorso arcuato, corna avvolte a spirale e zampe lunghe; il corpo è coperto da un folto pelo idrorepellente con caratteristiche macchie e strisce. Non esiste una stagione riproduttiva definita e al termine della gestazione, che dura 7-8 mesi, nasce un piccolo, raramente due. Si tratta di una specie vulnerabile con popolazioni in calo per la perdita dell’habitat – conseguente alle attività umane – e per la caccia a scopo alimentare. Con l’ultimo nato, gli esemplari di antilope sitatunga ospitati al Parco “Le Cornelle” sono in totale 6 adulti – 3 maschi e 3 femmine – e 3 cuccioli nati nel corso degli ultimi mesi.

     

    Il contest su Facebook

    Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome al cucciolo di sitatunga avrà la durata di 3 giorni (dal 26 al 28 marzo 2021) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, infatti, potrà partecipare alla scelta del nome del piccolo commentando il post che lo ritrae con la proposta di nome e il vincitore del concorso riceverà un biglietto d’ingresso omaggio fruibile durante la stagione di apertura del Parco. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento al post. Per il post è possibile indicare solo un nome. Lo staff del parco sceglierà tre nomi tra quelli proposti e saranno i fan a votare quello più bello.

  • Qual è il momento migliore per acquistare un condizionatore d’aria?

    Hai deciso di non voler più patire il caldo in estate? Ti chiedi qual è il momento migliore per acquistare un condizionatore d’aria? È da premettere che linstallazione di un condizionatore d’aria in casa, anche al di fuori della stagione estiva, ha molti vantaggi. In questo articolo ti racconteremo tutto!

     

    Quando acquistare un condizionatore d’aria? Nella stagione di minore richiesta

    In occasione delle ondate di caldo , le vendite di apparecchiature per il condizionamento dell’aria salgono alle stelle e la legge della domanda e dell’offerta entra in gioco. Con l’aumento della domanda, chiaramente aumenta anche il prezzo. In generale, e sebbene in estate si possano trovare condizionatori Daikin a prezzi molto economici, le migliori offerte si concentrano durante i mesi più freddi.

    Chiaramente non è solo questione di prezzo. Il periodo in cui acquisti il tuo nuovo condizionatore influenzerà anche la qualità del servizio che riceverai. Nella stagione estiva, le aziende che vendono questi dispositivi sono piene di lavoro, mentre se scegli di installare un condizionatore in casa in un altro periodo, eviterai di far coincidere il tuo acquisto con il picco delle persone che hanno deciso di fare altrettanto in estate. Questo è uno dei motivi per cui il momento migliore per acquistare un condizionatore d’aria è probabilmente in primavera o in autunno.

     

    Quando puoi anche sfruttare la tua pompa di calore

    Anche in inverno  l’aria condizionata è molto utile. Con dispositivi a pompa di calore si può  godere di una temperatura migliore anche  durante i mesi più freddi  dell’anno. Se acquisti un dispositivo di questo tipo, sarai protetto da eventuali sorprese meteorologiche tutto l’anno e in questo modo potrai sia riscaldare la tua casa durante le giornate più fredde che rinfrescarla nei momenti più caldi.

  • “Fortune Italia”, Fabrizio Palermo Businessperson del 2020: “Italia torni su crescita sostenibile”

    Su"Fortune Italia" l’intervista integrale: "Il Gruppo è convinto che il capitale finanziario debba essere messo a servizio dell’industria per difendere e creare occupazione", ha dichiarato Fabrizio Palermo.

    Fabrizio Palermo

    Fabrizio Palermo: il ruolo di CDP nell’emergenza

    Fabrizio Palermo si conferma uno dei top manager italiani: l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti è Businessperson of the Year secondo la classifica stilata dalla rivista "Fortune Italia". Il riconoscimento, conferito al manager già lo scorso anno, consolida la sua gestione alla guida di CDP dal 2018. Una conduzione che negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con l’emergenza Covid-19 e con il ruolo di primo piano assunto grazie alle misure prese dal Governo per contrastare la crisi economica: "Sin dall’inizio dell’emergenza ci siamo attivati per sostenere le imprese e la pubblica amministrazione, agendo su più fronti – ha spiegato l’AD durante l’intervista in versione integrale sul numero di "Fortune Italia" del 2 dicembre – garantire la liquidità e la solidità patrimoniale delle imprese, favorendo il consolidamento e lo sviluppo delle aziende strategiche, e supportare gli enti territoriali per le loro esigenze di spesa corrente e per gli investimenti". Una delle operazioni che più ha avuto successo, secondo Fabrizio Palermo, è stata la rinegoziazione dei mutui a supporto delle Pubbliche Amministrazioni, che grazie al lavoro di Cassa Depositi e Prestiti hanno potuto liberare circa 800 milioni di risorse da destinare ad interventi Covid-19: "Abbiamo poi lanciato CDP Venture Capital per lo sviluppo e l’innovazione del Paese e più recentemente il Fondo Nazionale del Turismo e gli acceleratori CDP, che offrono nuovi strumenti a sostegno dello sviluppo del capitale umano delle imprese".

    Fabrizio Palermo: prossimo obiettivo creare campioni nazionali

    Per uscire dalla crisi economica ora c’è bisogno di puntare sulla crescita sostenibile, in linea con il trend mondiale su transizione energetica e decarbonizzazione. "Ci auguriamo tutti che con il 2021 l’emergenza possa essere superata – continua Fabrizio Palermoil nostro contributo sarà focalizzato su innovazione e formazione, anche nella convinzione che Il capitale finanziario debba essere messo a servizio dell’industria per difendere e creare occupazione. CDP supporta il Paese dal 1850, e continuerà ad accompagnare ogni passaggio storico del Paese". Il prossimo obiettivo del Gruppo è quello di aumentare la competitività dell’Italia a livello internazionale. Per farlo, il manager fa affidamento sulle ultime operazioni di CDP nate con lo scopo di creare "veri e propri campioni nazionali" in determinati settori ritenuti strategici: "Mi riferisco alla nascita di Webuild nelle costruzioni, alla fusione SIA-Nexi nei pagamenti digitali, al nostro ingresso in Euronext funzionale all’acquisizione di Borsa Italiana – ha spiegato Fabrizio Palermononché al nostro impegno nell’ambito delle telecomunicazioni, con l’obiettivo di dotare il Paese di una rete unica capace di colmare il gap digitale".

  • Belmond Hotel Splendido di Portofino sceglie Rubinetterie Stella

    La struttura che si affaccia sul Golfo del Tigullio ha selezionato la rubinetteria dell’azienda novarese per completare le sue sale da bagno.

    Nato come monastero del XVI secolo, l’Hotel Splendido è un’autentica icona del fascino italiano, un’oasi paradisiaca nel cuore di Portofino. Belmond Hotel Splendido è immerso in un parco verdeggiante, con vista sul Mediterraneo e sull’incantevole porticciolo del borgo, meta turistica tra le più rinomate in Italia.

     

     

     

     

     

     

    Le camere ampie e luminose sono decorate con incantevoli affreschi e oggetti artigianali risalenti alla metà del secolo scorso, che rievocano tutto lo splendore della riviera ligure, mentre i colori pastello e i velluti aggiungono un tocco di modernità, in un mix perfetto tra bellezza, stile, comfort e servizi.

    Il prestigioso Hotel Splendido ha da sempre scelto Rubinetterie Stella per le sue camere e suite, impreziosendo ulteriormente questa caratteristica struttura dallo stile Mediterraneo.

     

    www.rubinetteriestella.it

  • Convegno Consorzio ELIS: intervista all’AD di Open Fiber Elisabetta Ripa

    “Realizziamo una grande infrastruttura in fibra ottica per abilitare la rivoluzione digitale”: l’AD di Open Fiber Elisabetta Ripa tra i 100 CEO intervenuti al convegno del Consorzio ELIS “Una Bussola per orientarsi nel Nuovo Mondo. Un Timone per non perdere la rotta”.

    Elisabetta Ripa

    Open Fiber: tra i 100 CEO riuniti dal Consorzio ELIS per confrontarsi sul rilancio del Paese anche Elisabetta Ripa

    La rinascita del Paese passa attraverso l’iniziativa del Consorzio ELIS a cui ha preso parte anche Elisabetta Ripa. L’Amministratore Delegato di Open Fiber è infatti tra i 100 CEO che si sono riuniti lo scorso 13 ottobre con l’obiettivo di definire una serie di azioni funzionali a promuovere una efficace trasformazione della scuola, delle imprese e del mondo del lavoro. Dall’incontro è emersa infatti la necessità di un intervento strategico focalizzato sull’educazione dei giovani: occorre che la comunità si impegni fortemente nel prepararli alle grandi sfide che saranno chiamati ad affrontare in futuro. Per questo si deve puntare sempre più sull’apprendimento continuo, su creatività e capacità di adattamento, mai come oggi così fondamentali. In ambito imprenditoriale invece a realtà come quella guidata da Elisabetta Ripa è richiesto di accostarsi sempre più al territorio, di costruire ponti con le comunità e sostenere il Sud, limitando l’abbandono scolastico: l’inclusione è la direzione.

    Elisabetta Ripa: la rinascita del Paese passa anche attraverso la digitalizzazione, l’impegno di Open Fiber

    “Noi realizziamo una grande infrastruttura in fibra ottica per abilitare la rivoluzione digitale”, ha sottolineato Elisabetta Ripa ai microfoni di “Affari Italiani”. L’AD di Open Fiber ha parlato del ruolo della società che guida nel quadro delineato nel corso dell’incontro organizzato dal Consorzio ELIS: “Per utilizzare appieno le infrastrutture, sono indispensabili nuove competenze sul mondo del digitale e una nuova cultura più attenta a svilupparle”. Elisabetta Ripa ha quindi ribadito l’importanza di lavorare su scuola, educazione e sul reskilling dei lavoratori. E sui progetti di Open Fiber ha evidenziato come l’obiettivo sia di raggiungere 20 milioni di unità immobiliari entro il 2023: la digitalizzazione infatti ha un peso strategico rilevante nella rinascita del Paese.

  • Con Snom gestisci le chiamate in maniera intelligente direttamente tramite l’headset DECT multicella A190

    logo snomCon la nuova versione del firmware 520B1 attualmente disponibile, chi si avvale della cuffia monoaurale multicella Snom A190 può assegnare funzioni ai pulsanti dell’headset e quindi, ad esempio, avviare una chiamata direttamente dal dispositivo o utilizzare i tasti per l’interazione durante una chiamata. Una caratteristica che rende la conduzione quotidiana delle telefonate ancora più comoda ed efficiente e che Snom, produttore internazionale di terminali IP e accessori per la telefonia premium per professionisti, imprese e industria, ha reso disponibile su richiesta di numerosi clienti e sviluppatori.

    Chiunque ami avere le mani libere durante le chiamate sarà particolarmente soddisfatto di queste nuove caratteristiche. Dopo tutto, spesso occorre mettere una chiamata in attesa o inoltrarla ad un altro interlocutore, o silenziare il microfono per una breve domanda al collega. Fino ad ora, questo tipo di gestione delle chiamate era possibile solo attraverso i tasti del terminale collegato alla cuffia. Per garantire una maggiore flessibilità, il team di ricerca e sviluppo di Snom ha esteso notevolmente le caratteristiche funzionali dei pulsanti della cuffia DECT A190.

    I tasti integrati possono essere utilizzati per rispondere o terminare una chiamata, silenziare o riattivare il microfono, mettere una chiamata in attesa e recuperarla, inoltrare la chiamata a un numero o chiamare direttamente un contatto tramite composizione rapida.

    Ai tasti sono state assegnate sei classi di funzioni a cui è possibile attribuire diverse funzionalità. Ogni funzione può essere utilizzata a seconda dello stato in cui si trova il dispositivo, ad esempio durante una chiamata in ingresso, in uscita o in attesa, nonché durante chiamate in conferenza. Assegnare funzioni multiple ai tasti della cuffia consente quindi di ottimizzarne l’impiego in base all’uso corrente.

    Pesa solo 45 g: Snom A190 cuffia DECT monoaurale multicella
    Pesa solo 45 g: Snom A190 cuffia DECT monoaurale multicella

    La cuffia monoaurale cordless DECT multicella Snom A190, introdotta sul mercato alla fine del 2019, supporta handover e roaming senza soluzione di continuità in presenza di un’infrastruttura DECT multicella, ad esempio in edifici aziendali o magazzini particolarmente articolati, padiglioni fieristici o luoghi in cui si tengono grandi eventi.

    L’headset Snom A190 pesa solo 45 g e convince per l’eccellente qualità del suono a banda larga, oltre che per la cancellazione dei rumori di fondo ed eco, ma non solo. Dotato di due modalità operative, lo Snom A190 può essere impiegato come un vero e proprio telefono IP autonomo (modalità stand-alone) o accoppiato ad un terminale DECT Snom (modalità paired). Con una portata di fino a 50 metri all’interno degli edifici e di fino a 300 metri all’esterno monta una batteria agli ioni di litio che garantisce un tempo di conversazione ininterrotto di fino a sette ore. Qualora la batteria si stia esaurendo, l’A190 emette una notifica vocale che avvisa l’utente in tempo utile su possibili limitazioni. La cuffia cordless DECT A190 multicella è compatibile con tutte le stazioni base Snom della serie M.

    Per maggiori dettagli sulle funzioni: https://service.snom.com/display/wiki/How+per+assegnare+le+funzioni+ai+pulsanti+A190

    Dettagli sul prodotto: https://www.snom.com/en/headsets/a190-multicell-dect-headset/

     


    Snom Technology

    Produttore di telefoni IP per le imprese e l’industria riconosciuto a livello internazionale, Snom fu fondata nel 1997 come pioniere del VoIP (Voice-over-IP) e della telefonia e si afferma rapidamente in uno dei marchi premium a livello mondiale per soluzioni innovative per le telecomunicazioni.
    Un approccio a tutto tondo: il successo dell’azienda trova fondamento in una strategia che mette al primo posto la soddisfazione delle esigenze della clientela a 360°.
    I prodotti e servizi di Snom sono caratterizzati da
    • tecnologie di prima classe
    • massima sicurezza
    • design ergonomico
    • sviluppo in house di firmware e aggiornamenti, messi regolarmente e celermente a disposizione
    • laboratorio audio proprio
    • formazione continua
    • eccellente servizio di assistenza tecnica
    • sistema di supporto remoto
    • tre anni di garanzia
    • soluzioni personalizzate e
    • gestione locale nei mercati chiave
    Il processo di sviluppo di nuove soluzioni Snom è di tipo inclusivo: il produttore fa proprie le esigenze e aspettative della clientela e dei partner commerciali, facendole confluire regolarmente nelle attività dell’R&D.
    I telefoni IP da tavolo o cordless DECT come le soluzioni per teleconferenze di Snom sono dotati di una qualità audio di altissimo livello. Fanno parte del portafoglio prodotti anche modelli concepiti appositamente per ambienti particolarmente impegnativi, come nel settore della sanità, della produzione industriale o in aziende o in cui è prevista la condivisione delle scrivanie.
    Dal 2016 Snom è parte del Gruppo VTech, il più grande produttore mondiale di telefoni cordless.
    Per ulteriori informazioni: www.snom.com
  • Renato Mazzoncini: A2A, la collaborazione con Snam e Fnm per la prima “Hydrogen Valley” italiana

    A2A insieme a Fnm e Snam per la nascita in Lombardia della prima “Hydrogen Valley” italiana: il valore del progetto nelle parole dell’AD e DG Renato Mazzoncini.

    Renato Mazzoncini manager A2A

    A2A con Snam e Fnm per la prima “Hydrogen Valley” italiana: le considerazioni dell’AD Renato Mazzoncini

    La prima “Hydrogen Valley” italiana sorgerà in Lombardia. È l’obiettivo a cui A2A lavora insieme a Snam e Fnm, come sancisce l’accordo siglato dall’AD e DG Renato Mazzoncini lo scorso 29 dicembre. La collaborazione punta a individuare modalità di fornitura e rifornimento di idrogeno da fonti rinnovabili e dal recupero di materia per alimentare i nuovi treni della linea Brescia – Iseo – Edolo: il progetto denominato H2iseO è dunque finalizzato alla realizzazione della prima "Hydrogen Valley" italiana in Lombardia, in particolare nel Sebino e in Valcamonica, inoltre dotata a partire dal 2023 di una flotta di treni a idrogeno e delle relative infrastrutture. In seguito, entro il 2025, la soluzione a idrogeno dovrebbe essere estesa anche al trasporto pubblico locale, con circa 40 mezzi gestiti in Valcamonica. Nel sottolineare il valore del progetto, l’AD e DG di A2A ha ribadito come innovazione e sostenibilità siano “due parole chiave della nostra azione, valori che sono alla base di questa importante collaborazione”. La natura multi-business del Gruppo, come evidenziato inoltre da Renato Mazzoncini, “ci pone nella condizione di poter mettere a disposizione diverse soluzioni per la produzione di idrogeno green nell’area interessata dal progetto: dagli impianti idroelettrici ai nostri asset nell’ambito dell’economia circolare”.

    L’AD e DG Renato Mazzoncini al “Corriere della Sera”: la vision di A2A sull’idrogeno green

    Che A2A punti sull’idrogeno green lo confermano anche i recenti accordi sottoscritti con Ardian, Snam e Fnm per lo sviluppo di progetti in questo ambito. L’AD e DG Renato Mazzoncini ne ha parlato lo scorso 21 dicembre a “L’Economia”, l’inserto del “Corriere della Sera”. “Il punto di partenza per sviluppare l’idrogeno è avere qualcuno che lo voglia utilizzare”, ha spiegato l’AD, osservando inoltre come le fonti rinnovabili abbiano “il problema dell’intermittenza, perciò stabilizzarle tramite batterie e idrogeno è uno degli elementi chiave nella transizione energetica”. Non solo: “Un grande utilizzatore dell’idrogeno sarà la mobilità pesante, dai treni ai grandi camion e autobus. Mentre sui veicoli leggeri penso che le batterie abbiano vinto la partita. E poi c’è l’industria molto energivora: l’idrogeno può aiutarla nel percorso di decarbonizzazione”. In questo contesto si inserisce il progetto di realizzazione della prima Hydrogen Valley italiana: “Queste componenti ci sono tutte e tre: la mobilità, una tradizione industriale pesante rilevante e l’energia prodotta da A2A. Trenord, quando ha ordinato i primi 6 treni a idrogeno per la Brescia-Iseo-Edolo, ha dato la spinta per passare ai fatti. L’obiettivo è trasformare a idrogeno l’intera linea entro il 2026 per le Olimpiadi. Ma i primi treni arriveranno entro il 2023 e se non c’è idrogeno per alimentarli resteranno fermi. Questo è il caso in cui la domanda trascina l’offerta”. Per produrre idrogeno in quell’area A2A ha due le opzioni al vaglio, come anticipa Renato Mazzoncini: “C’è un impianto idroelettrico fluente lungo il fiume Oglio attivo 24 ore su 24. In alcune ore del giorno può essere utile produrre idrogeno. E poi c’è il termoutilizzatore di Brescia che, in un’ottica di economia circolare, può consentire di produrre e accumulare energia”. L’area è strategica anche perché “c’è un panel di industrie pesanti che possono avere grandi benefici”. A2A è dunque concentrata su tutti gli aspetti della filiera in cui può essere protagonista: produttore di H2 per rifornire i treni bresciani e sfruttando i propri impianti rinnovabili ma anche utilizzatore, per alimentare insieme al gas le centrali termoelettriche o per la riconversione di quelle a carbone.

  • Da Monella Vagabonda a Jeremy Jean: I Gorgoglione da venti anni dettano la moda delle giovani generazioni

    Una tradizione nel settore della moda, quella della famiglia Gorgoglione, che si tramanda di padre in figlio, sempre con un unico intento: vestire le ragazze “comuni” con semplicità e stile. L’azienda fondata da Luigi Gorgoglione divenne celebre per il marchio Monella (altro…)
  • Il Rotary e il Governo degli Stati Uniti sostengono la lotta dell’Italia contro il COVID-19

    Di fronte all’aumento ripetuto delle infezioni in Italia, il Rotary e il Governo degli Stati Uniti, attraverso l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), si sono impegnati a sostenere la risposta del Paese al COVID-19 ed alle iniziative di recupero collegate.

     

    Nell’ambito della partnership, prevista in 18 mesi, USAID elargirà 5 milioni di dollari alla Fondazione Rotary – ente filantropico del Rotary International – per sostenere la risposta alla pandemia, preparare le comunità per il possibile reiterarsi della crisi e affrontare il conseguente impatto sociale ed economico a medio e lungo termine.

    Questa partnership è tra gli impegni degli Stati Uniti verso l’Italia per aiutare a salvare vite e costruire resilienza per il futuro. Ad oggi, gli Stati Uniti hanno elargito 60 milioni in assistenza all’Italia, attraverso USAID.

     

    Attraverso la partnership USAID-Rotary in Italia: Comunità contro COVID-19, i 13 distretti italiani del Rotary hanno accesso ciascuno ad almeno tre sovvenzioni da 100.000 dollari, per sostenere progetti nel campo della salute, l’istruzione e lo sviluppo comunitario. Le attività idonee includono la fornitura di attrezzature per le strutture mediche; materiale didattico e attrezzature per le scuole, gli studenti e le famiglie; e risorse per aiutare le aziende a rimanere aperte in sicurezza durante i momenti di crisi sanitaria. Una parte importante di questo sforzo è il sostegno agli studenti nel processo di apprendimento a distanza.

     

    “Parte attiva delle comunità in cui opera, il Rotary si è dedicato alla selezione di scuole italiane in cui distribuire tablet per aiutare gli studenti che oggi seguono le lezioni online a seguito della didattica a distanza causata dall’emergenza sanitaria, per garantire a tutte le fasce della popolazione un facile accesso all’istruzione, altrimenti compromesso”, dichiara Giulio Koch, responsabile italiano del progetto Rotary. “La nostra collaborazione con USAID ci fornisce risorse e competenze preziose per contribuire a rendere le nostre iniziative nell’emergenza più impattanti e sostenibili”.

     

    “In questa prima tranche di finanziamento americano si è privilegiato l’ambito istruzione: la scuola è il luogo dove le disuguaglianze sociali emergono in modo più evidente. Per questo, come rotariani, abbiamo il dovere di offrire pari opportunità per l’inclusione nel sistema scolastico, a maggior ragione in questo periodo in cui la didattica torna a svolgersi prevalentemente con modalità telematiche. Questo è il principio imprescindibile su cui abbiamo lavorato in queste settimane difficili: attraverso gli Uffici Scolastici Regionali abbiamo effettuato un capillare monitoraggio per capire quali fossero le situazioni più difficoltose per l’accesso alla didattica a distanza e, grazie agli Stati Uniti e TRF, siamo adesso in grado di consegnare agli istituti scolastici più di 5.000 tablet, che permetteranno agli studenti di seguire al meglio le lezioni online”.

     

    La pandemia ci ha imposto un nuovo modo di apprendere, un approccio virtuale, per il quale sono necessari dispositivi affidabili.  Grazie a questa iniziativa, diverse centinaia di studenti riceveranno un tablet per facilitare l’apprendimento a distanza.  Siamo fieri di questa partnership con Rotary, attraverso la quale aiutare gli studenti a raggiungere i loro obiettivi, e continueremo ad essere al fianco dell’Italia nella lotta contro il Covid-19, ha dichiarato l’Incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia Thomas D. Smitham.