Categoria: Arte e Cultura

  • Biennale Milano: la Direttrice Silvana Giacobini presenta il suo nuovo libro “Hillary. Vista da molto vicino” presso Brera Site

    Venerdì 13 ottobre, alle ore 18.00, la Direttrice Silvana Giacobini, giornalista e abile scrittrice, presenterà il suo ultimo libro dal titolo “Hillary. Vista da molto vicino” (Cairo Publishing) affiancata dal sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni e da Salvo Nugnes manager di noti personaggi, nonché moderatore dell’incontro.
    L’appuntamento si terrà nel contesto della mostra “Biennale Milano – International Art Meeting”, presentata da Vittorio Sgarbi e allestita presso Brera Site, a Milano, a pochi passi dal Piccolo Teatro.
    Il romanzo è un’analisi obiettiva della vita privata e pubblica di un personaggio importante dell’America che conta, Hilary Rodham Clinton. Un libro appassionante, senza elementi artefatti rispetto a verità storiche ormai note, che offre uno spaccato di quell’America greve, cruda, vera che non è solo quella delle elezioni, dei dibattiti pubblici e delle primarie ma è anche quella dei drammi, degli scandali e dei silenzi che ha vissuto sotto la direzione di diversi presidenti partendo proprio dall’aurea di mistero che ruota intorno alla figura di John Fitzgerald Kennedy.
    La Giacobini ha dichiarato: “Hilary è una donna sicuramente forte e fiera dell’immagine che offre in pubblico, una donna che ha detenuto moltissimi record, uno degli avvocati più importanti ed influenti degli Stati Uniti e che il più delle volte appare col volto della luna oscura, dell’antipatica arricchita proprio perché è una donna estremamente caparbia, tenace e di grande preparazione culturale. Ho avuto modo di conoscerla ed il privilegio di intervistarla più volte e vi assicuro che nel dialogo privato è molto diversa da quell’algida immagine pubblica che inevitabilmente deve offrire”.
    Un libro gremito di richiami privati e pubblici legati ad Hillary Clinton ma anche di storie di uomini e donne che, prima ancora di essere presidenti, first lady e candidate premier, sono esseri umani.

    Per info: 0424.525190, 388.7338297, [email protected]

  • Il disturbo bipolare e il suo trattamento

    Il disturbo bipolare si caratterizza per profonde alterazioni dello stato dell’umore con ripercussioni importanti sul comportamento, sui pensieri e sul sentire emotivo degli individui che accusano tale patologia.

    A livello emotivo si hanno passaggi, anche molto repentini, da uno stato profondamente depresso a uno stato di intensa ma infondata euforia accompagnata da irritabilità, logorrea, iperattività, scarsa capacità di attenzione, inopportuna e invadente socievolezza, creazione di piani grandiosi e inattuabili. I tentativi di fermare questo genere impulsi provocano rabbia e a volte reazioni furiose.
    Spesso il disturbo si accompagna ad abuso di sostanze (droghe, alcool).

    Esistono diverse tipologie del disturbo bipolare che variano in base alla ciclicità con cui fase depressiva e fase maniacale si alternano, e in base all’intensità delle fasi maniacali.

    L’incidenza di tali disturbi è dell’1,2% nel sesso maschile, nel sesso femminile dell’1,8%; durante il corso della vita si arriva al 2%. Per quanto riguarda le forme si osserva che nella forma I l’incidenza è pressoché pari fra i due sessi, nella forma II il maggiore impatto è sul sesso femminile; invece non vi è alcuna differenza in rapporto alle culture e ai gruppi etnici. Il disturbo ciclotimico ha un’incidenza più bassa (0,4-1%).

    La tarda adolescenza e la giovinezza sono anni di picco per l’insorgenza del disturbo bipolare, con un esordio maggiore intorno ai 18 anni (per il disturbo ciclotimico 15-20 anni). Dall’inizio del XXI secolo sono aumentati i casi che riguardano l’età infantile. Uno studio ha anche riscontrato che nel 10% dei casi di disturbo bipolare, l’inizio della condizione era avvenuto dopo i 50 anni d’età.

    Il disturbo bipolare è curabile ed è totalmente compatibile con una vita normale e produttiva, ma il trattamento cui ci si sottopone di solito dura tutta la vita. Alla stessa stregua del diabete e delle malattie cardiologiche, infatti, il disturbo bipolare è una malattia di lunga durata che deve essere controllata costantemente.

    L’approccio per questo tipo di disturbo, quindi, è integrato e combina la farmacoterapia alla psicoterapia. E’ importante precisare che la psicoterapia non può sostituire i farmaci e non è efficace da sola nella prevenzione delle ricadute e nel trattamento del disturbo. Molti studi, tuttavia, hanno indicato che gli interventi psicologici possono migliorare la stabilità dell’umore umore, ridurre i ricoveri ospedalieri e migliorare il funzionamento dell’individuo.

    L’obiettivo dell’intervento psicoterapico è quello di aiutare l’individuo a conoscere meglio il proprio funzionamento e ad accettarlo, a distinguere se stesso e la propria personalità dalla malattia, a migliorare la gestione dello stress e indirettamente, quindi, a ridurre i fattori di rischio di ricaduta.

    È utile, infine, un trattamento psicoeducativo per il soggetto e i suoi familiari perché comprendano meglio le fasi della malattia.

    La Dott.ssa Barberis, psicologo a Messina, si occupa in particolare delle seguenti problematiche: Abuso, anoressia, ansia, attacchi di panico, bulimia, depressione, difficoltà legate allo sviluppo dell’identità personale, difficoltà relazionali, dipendenza affettiva, disturbi di personalità, elaborazione del lutto, fobie, ipocondria, ludopatia, nevrosi, problematiche di coppia, stress, trauma psicologico.

  • Punto Luce: la scelta vincente per le tue luminarie natalizie

    Si sa, il Natale ha qualcosa di magico ma, infondo, durante il periodo natalizio è la realtà ad avere qualcosa di magico: non c’è niente di più magico di alberi di Natale e luci di Natale che fanno brillare le nostre città, le nostre case e i nostri cuori.
    La magia del Natale è anche questo: giochi di luci e colori che come per magia ci accarezzano riscaldando l’atmosfera e i nostri cuori. Per far avverare questa magia è necessario che le luminarie natalizie non siano una semplice sequenza di luci ma il risultato di un attento lavoro di studio, progettazione e realizzazione di chi con arte e maestria, tramandata di padre in figlio, trasforma quelle fredde lucine led in un capolavoro.
    Anche se oggigiorno auto munirsi di luci di Natale e decorare le proprie case, i propri locali commerciali e le proprie città è diventato molto, veramente molto, semplice, se non ci affidiamo a professionisti che fanno del proprio lavoro, arte, il risultato non sarà, “magico”.
    Professionalità, grande senso artistico e passione per il proprio lavoro possono trasformare delle semplici luci di Natale in luminarie natalizie; ecco perché grandi centri commerciali, hotel e semplici locali commerciali scelgono, ormai da anni, di affidare la propria decorazione natalizia, sia interna che esterna, alla punto luce s.r.l.
    Punto luce s.r.l. è un nome che rappresenta una garanzia nel settore delle luminarie natalizie, l’utilizzo di prodotti tecnologicamente avanzati combinati con l’esperienza e l’artigianalità del lavoro realizzato consentono all’azienda di essere oggi leader nelle decorazioni natalizie e di rivolgersi ad un vasto pubblico.
    Nel corso degli anni la tecnologia si è evoluta e con essa anche la punto luce ha modellato il proprio modus operandi. Oggi, i lavori realizzati dallo staff punto luce risultano moderni e tecnologicamente avanzati, ma, senza mai tralasciare le tradizioni e l’artigianalità del lavoro realizzato. Grazie a questo, Punto Luce, con le sue luminarie natalizie riesce a soddisfare le richieste e le esigenze delle più svariate categorie di utenti.
    Ad illuminarsi per mano della punto luce s.r.l. non sono solo i grandi centri commerciali, gli hotel e i locali commerciali perché anche i comuni italiani scelgono la punto luce s.r.l. per ornare le proprie strade, i propri corsi e le proprie piazze.
    Grazie alla punto luce s.r.l. le luminarie natalizie si trasformano in racconti che con giochi di luci e colori ci narrano tutto ciò che la mano abile dello staff vuole raccontarci e che il nostro cuore vuole ascoltare.

  • Alessandro Galanti e le sue meravigliose opere alla “Biennale Milano” presentata da Sgarbi

    Alessandro Galanti, eccellenza nel panorama artistico, parteciperà alla prossima edizione di “Biennale Milano – International Art Meeting”, rinomata mostra internazionale d’arte contemporanea presentata da Vittorio Sgarbi e ideata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, che si svolgerà dall’11 al 15 ottobre presso Brera Site, un innovativo spazio dedicato a eventi culturali, collocato nel cuore del capoluogo lombardo, e in altre prestigiose sedi milanesi della MAG- Milano Art Gallery.
    Artista originario di Monza, dopo la laurea in Economia e Commercio all’Università Cattolica di Milano, ha iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia operante nel settore della meccanica di precisione. Successivamente si è dedicato alla sua carriera artistica, partendo da una nuova fase di studio e di sperimentazione della materia, riprendendo le tecniche della tradizione orafa. Le sue creazioni prendono spunto dall’osservazione della natura per poi dare vita a opere dal design unico e contemporaneo. Le sue sfere dorate, realizzate a partire dal metallo con placcatura in oro, effondono una luce diffusa e si combinano con altri materiali plasmandosi in un’emozione pura che riesce a sorprendere ogni volta che le si osservano.
    A “Biennale Milano” sono previste conferenze e presentazioni ad ingresso gratuito con la partecipazione di numerosi artisti italiani ma anche stranieri e di illustri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che interverranno in occasione degli incontri: dal noto sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni al direttore di TGcom Paolo Liguori, dal soprano e attrice Katia Ricciarelli alla scrittrice e conduttrice Silvana Giacobini, dal volto noto di Canale 5 Alessandro Meluzzi al conduttore de Il Bagaglino Pippo Franco, e tanti altri ancora. Pittura, scultura, fotografia e video-arte saranno accolte in una meravigliosa esposizione collettiva in cui ogni artista avrà un proprio spazio per mostrare il suo talento e le sue creazioni.
    Alessandro Galanti sarà sicuramente uno degli artisti che spiccherà con le sue opere, segnando così un altro grande successo nella sua carriera artistica.

    Per informazioni: 0424.525190, [email protected], www.biennalemilano.it

  • Comunicato stampa – Tuttaunaltracosa 2017

    Fiera di Osnago (LC) ● 22 – 24 settembre 2017

    XXXIII Festival nazionale del Commercio Equo e Solidale

    E ora in Lombardia è TUTTAUNALTRACOSA!

    (altro…)

  • Per bambini e ragazzi comincia il corso di teatro in inglese

    Da ottobre al teatro “La scala della vita” di Milano partiranno i nuovi corsi di Open Minds

    Milano, 15 settembre 2017 – A partire dal 19 ottobre, Open Minds in collaborazione con il Teatro “La scala della vita” di Milano organizza due nuovi corsi di teatro in inglese per bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni.

    Abbiamo creato due percorsi formativi, per ragazzi e bambini, al fine di coniugare i benefici ed il divertimento del teatro con l’apprendimento della lingua inglese

    Per creare questa opportunità, lavoreranno insieme Stefano Bernini, attore professionista, regista e direttore artistico del Teatro “La scala della Vita” , e Elena, la docente madrelingua di Open Minds, che ha già progettato con grande successo il percorso teatrale in inglese che si è tenuto durante l’estate presso il teatro.

    I percorsi mettono insieme il meglio delle due esperienze: si lavorerà sulla coscienza della voce e del corpo, consapevolezza necessarie ad un attore, e accanto a questo si lavorerà in inglese sul testo, sui tagli, sulla pronuncia ….il fine è di creare una opportunità formativa veramente ricca per i partecipanti.

    I due corsi si rivolgono ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni ed ai bambini dai 6 ai 10 anni, e si terranno rispettivamente il giovedì alle 1730-19 ed il venerdì 1730-19 presso il Teatro “La Scala della Vita”, di Via Piolti De Bianchi 47 a Milano.

    Al termine dei corsi è prevista una recita finale in inglese. Il corso  prevede la messa in scena del testo “Le Streghe” di Roald Dahl, autore di romanzi come “Matilda”, “GGG” e “Charlie e la fabbrica di cioccolato”.

    L’inizio dei corsi è fissato per il 19 ottobre. Il 5 ed il 6 ottobre, alle 17:30, è prevista una lezione di prova gratuita (per cui si richiede prenotazione).

    Il costo del corso è 480 Euro, di cui parte verrà devoluto all’associazione “Il Sipario dei bambini ONLUS”.

    Per ulteriori informazioni riguardo i corsi si rimanda al sito www.open-minds.it/corso-teatro-inglese-milano.

     

    Contatti:

    Open Minds Srl,

    Telefono: +39 02 671658091

    E-mail: [email protected]

  • Riapertura MAG – Milano Art Gallery con Alberoni e le opere del vincitore di Spoleto Arte Gaetano B

    Venerdì 8 settembre Gaetano B, artista primo classificato dell’ultima edizione della mostra internazionale “Spoleto Arte”, curata da Vittorio Sgarbi e ideata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, ha esposto le sue opere in occasione della riapertura della MAG – Milano Art Gallery, storica galleria nel cuore del capoluogo lombardo, conosciuta come luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show nei primi anni della messa in onda della popolare trasmissione. All’evento ha partecipato anche il Francesco Alberoni, sociologo e studioso italiano di fama mondiale e Cristina Cattaneo, che hanno presentato il loro ultimo libro pubblicato, “L’universo amoroso”, che contiene sei conversazioni con il Professore incentrate sulla riflessione dei cambiamenti che stanno interessando le relazioni d’amore.
    Gaetano B ha partecipato alla Pro Biennale a Venezia e ha esposto le sue sculture alla sua mostra personale “Legno e luce – L’emozionante fascino della corruzione” nel mese di luglio sempre alla MAG – Milano Art Gallery, che è stata rinnovata in occasione della riapertura della galleria.
    Le singolari composizioni di Gaetano B, caratterizzate da un prezioso design originale, simboleggiano i pensieri e le sensazioni dell’artista, concretizzandoli nel materiale legnoso ricco di passato e di mistero. Sceglie dei pezzi ben precisi supportandoli da luci poste con l’obiettivo di accentuare il loro significato profondo, sperimentando un’arte caratterizzata da una forte predilezione per la natura e il suo significato estrinseco.
    Grazie alla sua originale creatività l’artista ha vinto il primo premio della prestigiosa mostra d’arte contemporanea “Spoleto Arte”. La giornata della premiazioni è avvenuta il 7 luglio a Palazzo Leti Sansi, alla presenza dell’organizzatore Salvo Nugnes, del presidente del “Festival dei Due Mondi” Fabrizio Cardarelli, del noto conduttore televisivo Pippo Franco, la funzionaria presso la Fondazione di Casa Buonarroti Veronica Ferretti e il funzionario del Museo Modigliani Alberto d’Atanasio, oltre a numerosi giornalisti e a un folto pubblico. Antonio Menegon, assistente e amico di Gaetano B ha ritirato il primo premio.
    La mostra alla MAG – Milano Art Gallery rimarrà aperta fino al 29 settembre, dando la possibilità di conoscere un artista innovativo che si contraddistingue per la sua singolare sensibilità estetica.

    Per informazioni: 02.76280638, www.milanoartgallery.it

  • Festa Vip per il compleanno di William Vittori per il suo “My Wonderful Forty” alla Locanda degli Ulivi by Eds WP Eventi

    Meravigliosa festa di compleanno di William Vittori per il suo “My Wonderful Forty” alla Locanda degli Ulivi

    by Eds WP Eventi

    _ABZ3672-01Meravigliosa festa di compleanno di William Vittori per il suo “My Wonderful Forty” alla Locanda degli Ulivi by Eds WP Eventi

    E’ Terminato l’evento dell’anno il compleanno di  William Vittori Coordinator  Support  Event & Manager. Una serata ha dir poco strepitosa, piena d’Amore, di Gioia, Allegria e di momenti di Emozione vera…

    Una serata iniziata alle 20,30 sotto gli occhi delle telecamere Ufficiali Angelo Apolito – BACKLIGHT VIDEO e del Fotografo Ivan d’Angelo , con l’arrivo degli ospiti, l’accoglienza curata e organizzata nei minimi dettagli dalla Eds WP Eventicon Erno RossiDenise RossiSiria RossiAlessio Vittori e il festeggiato William Vittori.

     

     

     

    _ABZ3174-01Una delle prime ad arrivare direttamente da “GoogleBox” di Italia1 la Principessa Conny Caracciolo con Roselyne Mirialachi, l’attrice Demetra Lisa Ann Hampton, Anna IannucciWAL_3205della “Bewell” la grande bellezza di via Girolamo Boccardo, 26 Fleming Roma con il suo press office Giò Di Giorgio, la pittrice Ester Campese con il produttore Riccardo Bramante, il coreografo Raoul Morandi, Vincenzo Merli, Anna Silvia Angelini, Flaviana, Julia Maria kaczmarek, Rossella Smiraglia “il profumo della dolcevita” Angelo Ippolito, Maria Ferro, Paola Desini, Valentina_ABZ3184-01Blandino, il fotoreporter Giorgio Algherini e Carlo Senes, Barbara Carli, lo stilista Giorgio Corvaglia, i fotografi Renata Marzeda e Adriano Di Benedetto, Romina Spiridigliozzi, Emiliano Pietroforte, Cristian Forlini , Fabio Di Febbo, Giuseppe Rapetti, Claudio Napoletano, Ivan D’Angelo, Stefano Vittori, Bruno Chiara Latini in Vittori, Simona Vittori, Jacopo Vittori, Annalisa Santacroce, Alessio Vittori, Roberta Tersigni, il Wedding Planner Erno Rossi, Denise Rossi, Siria Rossi, Valeria De Santis, Sabrina Rizzitelli, Emanuele Puddu, Emanuela Corsello, Emile Amicucci, l’attrice cantante Emanuela Mari, l’on. Antonio Paris, Sara Iannone, la regina dei salotti romani Mara Keplero con Carmen Carone e Lea Pasetto, Roberta Caldarini, Alessandro D’Orazio, il comandante Ferdinando Quattromani, l’avv. Laura Nucceteli e tanti altri.

    William agli ospiti ha omaggiato un piccolo cadeau… Tutti gli ospiti sono stati immortalati dal fotografo Adriano Di Benedetto.

    _ABZ3436-01L’arrivo di William alle 21.30 con un Outfit strepitoso, tra mille flash e un’infinità di foto nel Red Carpet con tutti gli ospiti… Tra lacrime e sorrisi con il Figlio Alessio, i suoi genitori e sua sorella…_ABZ3621-01

    Grandi ospiti come: la Nobildonna Marchesa d’Aragona, presente all’evento in veste di Madrina che indossava un vestito Lon Guette di Pizzo nero con trasparenze sensuali che ha ricordato l’amicizia che lega Lei a Erno, Denise e William e inaspettatamente l’adorata marchesa,nota istrione, e oramai personaggio televisivo, per omaggiare il festeggiato si è esibita cantando alcuni brani famosi di Patty Pravo, riscuotendo applausi, incredulità e consenso da parte di tutti gli invitati.

    WAL_3140grr.jpgUn’altra sorpresa per il festeggiato: Un momento molto toccante e coinvolgente, è mentre veniva proiettato un video che rappresentava una parte della vita di William Vittori con fotografie e filmati, mentre Erno che Alessio figlio di William declamavano frasi bellissime ed emozionanti scritte con la mano del cuore, e da osservatore, ho notato un po’ di lacrimucce in giro.

    Un grande successo  ha ottenuto  l’iniziativa Benefica a favore della “Onlus Save the Children” organizzata da William

    Possiamo dire che il  TP Catering & Banquetingè stato strepitoso e tutto perfetto, di qualità, la musica e l’accoglienza perfetta.

    William elegantissimo come sempre ma questa volta è stato strepitoso e con un cambio di Outfit (mimetico) a sorpreso tutti per il Taglio della Torta con le classiche foto di rito.

    Dopo l’ottima cena, dopo il taglio della torta, dopo l’emozioni che ci ha fatto vivere William con Erno e tutta la famiglia, gli ospiti si sono scatenati in balli e canti a bordo piscina fino a notte inoltrata, a tutto questo ci ha pensato il mitico ed unico trascinatore d’eventi Jack Le Animation.

     “My Wonderful Forty” Grazie a tutti gli sponsor ufficiali :

    Locanda degli Ulivi ,  TP Catering & Banqueting , Rappresentanze Conti Giorgio Corvaglia , Mondialtecnica 2.0 , Autonoleggio dei Parchi Soc – CoopProserve Service Agency Momento Magico , Caffè Fisichella , FDF Shoes , FC Company , Elettrocomponenti s.r.l

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    Ufficio Stampa G.R by Eds WP eventi

  • International Fashion Week Night Out

    Milano è da sempre la capitale della moda italiana nel mondo ed è la città con le più rinomate scuole per fashion designer che formano nuovi talenti del fashion world.

    Ma analizzando il mercato della moda, possiamo accorgerci che i giovani brand si trovano ad affrontare numerosi ostacoli per emergere: i concorsi organizzati dagli enti operanti nel settore danno spazio solo a pochi fortunati e le fiere hanno costi, talvolta, proibitivi per i giovani fashion designer.

    Il progetto “International Fashion Week Night Out” si pone, quindi, l’obbiettivo di realizzare un piano di comunicazione efficace che possa permettere ai giovani fashion designer di farsi strada e catturare l’attenzione del mercato; sostenere e guidare i giovani talenti nella scelta dei mezzi di comunicazione più idonei ed efficaci per il raggiungimento dei risultati prefissati.

    La serata sarà presentata dalla vice-presidente di Rofimi The Italian Luxury Kristina Latuta, e sarà palcoscenico milanese per la presentazione del progetto Russia-Basilicata e proprio in tale occasione verrà scelto un abito da una delle designer che sarà reso protagonista del progetto.

     

    Per questa prima edizione dell’International Fashion Show Night Out, che si terrà al NYX Hotel di Milano, Sabato 23 Settembre, organizzato dalla PM Management, Rofimi The Italian Luxury e col patrocinio della Camera Helvetica della Moda e della Camera di Commercio Italo- Russa, sfileranno la svizzera Tania Caruncho, frequentante l’Istituto Marangoni e la rumena Julia Rusu, del NABA, che debutterà sulla passerella, accompagnate dai gioielli della maison italiana Blevio Jewels.

     

    Tre designer, tre stili diversi ma accomunati dalla sobria eleganza e raffinatezza dettate dal comune amore per la femminilità.

  • L’open day sui soggiorni linguistici all’estero del British European Centre, 27 settembre 2017

    British European Centre organizza un incontro conoscitivo gratuito presso i suoi uffici di Milano in via Cornaggia 9, il 27 settembre 2017


    Milano, 14 settembre 2017 –
    BEC (British European Centre) ha organizzato un Open Day dedicato ai programmi scolastici all’estero: l’evento si terrà a Milano il 27 settembre 2017, dalle ore 15.00 alle 19.00, presso gli uffici di Via Cornaggia 9. Si tratta di un incontro gratuito e aperto a tutti (per partecipare non è necessario iscriversi), proposto per presentare tutte le novità sulle opportunità di studio all’estero.
    BEC, organizzazione specializzata in esperienze formative all’estero, fornisce agli studenti la possibilità di investire sul proprio futuro, immergendosi completamente in un’altra cultura e confrontandosi con usi e costumi completamente differenti per accrescere il proprio spirito di adattamento.
    La partecipazione ad un exchange program è un’opportunità unica per trascorrere un periodo di studio all’estero: si tratta di un’avventura che cambia a seconda del paese di destinazione, uno scambio che permette di crescere frequentando una scuola superiore locale e vivendo con una famiglia ospitante (host family). Tutte le informazioni necessarie e i dettagli sulle destinazioni disponibili verranno forniti dallo staff di BEC nel corso dell’Open Day.

    Per maggiori informazioni: http://www.becasse.it/i-nostri-programmi/anno-scolastico-all-estero.html.

  • La creazione Alessandro Tosetti al Festival del film di Venezia.

    Simona Rosito, la nota imprenditrice ed attuale compagna di Roberto Ferrari di Radio Deejay, per la serata di gala della 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, ha scelto di indossare una creazione dello stilista Alessandro Tosetti.
    L’abito, di colore nero con riflessi oro creato con un gioco di trasparenze, sovrapposizioni e ricami, è un’anteprima della collezione di abiti da sera che sarà svelata, al grande pubblico, proprio in concomitanza alla settimana della moda di Milano.
    Il festival del cinema di Venezia è anche il primo evento che sigilla la collaborazione e l’amicizia tra la coppia  Simona Rosito e Roberto Ferrari, con lo stilista comasco Alessandro Tosetti; in occasione della promessa d’amore tra l’imprenditrice e il noto dj, prevista per sabato 24 settembre 2017, Simona Rosito indosserà proprio una creazione della collezione sposa firmata Alessandro Tosetti.
    www.alessandrotosetti.com

     

  • Giuditta, ovvero Le quattro stazioni di una guerra

     

    https://www.facebook.com/events/128586217780646

    Dopo il grande successo al Festival AD ARTE di Calcata (VT), conclusosi in questi giorni, con prossime esibizioni al Teatro Hamlet (Roma) e al Teatro San Prospero (Reggio Emilia) arriva in prima assoluta per la provincia di Latina
    a ITRI
    un corto d’Autore

    C.T. Genesi Poetiche in collaborazione con Robert Rivera Press Events, la Direzione Artistica della Rassegna Spettacolo Sipario D’Autore e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Itri

    presenta

    “GIUDITTA, ovvero le quattro stazioni di una guerra”

    con Daria Contento
    Ideazione, Testo, Drammaturgia e Regia di Gianluca Paolisso

    Foyer Museo del Brigantaggio – ITRI
    29 settembre 2017 – Ore 19.30 e Ore 21.00
    30 settembre 2017 – Ore 20.00 e Ore 21.30
    Contributo Associativo Euro 5,00

    PRENOTAZIONE CONSIGLIATA
    [email protected]
    339/6122417

    Il corto è un primo studio sulla Bibbia, e in particolar modo su uno dei libri più celebri dell’Antico Testamento, in stretta relazione al capolavoro pittorico di Artemisia Gentileschi “Giuditta che decapita Oloferne”.
    Così l’eroina biblica ripercorre i capitoli della sua storia in un serrato dialogo con la pittrice seicentesca, come fosse l’ultima confessione di un’amica ad un’altra amica.
    Guerre di conquista, uomini assetati di potere, gesti di sangue e il nome della divinità a fior di labbra…
    Il tempo di Giuditta è così lontano dal nostro?

    La C.T. Genesi Poetiche nasce nel gennaio 2016. Fondatori Gianluca Paolisso (Attore, Regista e Drammaturgo) e Daria Contento (Attrice).
    Sempre attenti a nuove possibilità di messa in scena, alla Nuova Drammaturgia e al teatro di ricerca, portano la compagnia ad ottenere ottimi riscontri di pubblico e critica con le sue prime produzioni, Requiem for Medea e HamleTown.
    Attenta alla formazione, la Compagnia ha avviato un laboratorio di formazione in collaborazione con Astra Lanz, celebre interprete di “Suor Maria” nella fiction RAI “DON MATTEO”.
    Un gruppo di giovani professionisti guidati da un solo comandamento: la necessità di dire.
    Generazione perduta? Poetica, semmai …

    Note di Regia

    Il capolavoro pittorico di Artemisia Gentileschi “Giuditta che decapita Oloferne” (1620 ca.) rimanda non solo alla biografia della Pittrice, a quello stupro che non trovò mai giustizia e alla successiva raffigurazione di donne forti e indipendenti, ma anche e soprattutto ad una storia biblica fatta di guerre, prevaricazione e sangue.
    Il Libro di Giuditta costituisce forse la più alta manifestazione letteraria della sete di potere, immortale nei secoli, che conduce alla distruzione di interi popoli sotto l’egida di una fantomatica divinità.
    Così Giuditta, nobil donna d’Israele, si addossa tutto il peso di una situazione politicamente delicata, e lo fa con la consapevolezza della guerriera che non conosce arte alcuna di diplomazia: se le armi sono di ferro, anch’essa non potrà far altro che ripagare il nemico della stessa moneta, con l’ausilio di una lama ancor più affilata e imprevedibile: la bellezza.
    Oloferne, primo generale del Re assiro Nabucodonosor, personaggio abietto e privo di pìetas, si lascia irretire dalla bella straniera, la accoglie nella sua tenda e proprio qui viene decapitato dopo una notte di eccessi e bagordi.
    Giuditta, in compagnia della sua ancella, porta il capo del generale al suo popolo, che la acclama al pari di un’eroina.
    Gli Assiri, privati della loro bandiera, perdono la guerra contro le genti d’Israele, che lodano Dio e la giusta punizione elargita nei confronti di nemici empi e irrispettosi.
    Giuditta morirà alla veneranda età di centocinque anni nella sua casa di Betulia, per sempre fedele al suo sposo Manasse, morto anni prima.
    In linea con l’operato della C.T. Genesi Poetiche, il corto desidera mettere in luce non solo la storia che precorre la realizzazione di un’opera d’arte, ma anche i temi di stretta attualità che la rendono immortale.

  • Scuola primaria: al via il bando di Facile.it che premia l’eccellenza

    Prosegue l’impegno di Facile.it a supporto delle eccellenze nella scuola pubblica; dall’1 ottobre 2017 aprono le iscrizioni per il bando di concorso “Facile.it per la scuola” (https://www.facile.it/scuola.html), il progetto nato per sostenere la capacità innovativa e progettuale degli istituti primari pubblici.

    «Continuiamo a investire sui giovani e sulla formazione, quest’anno attraverso un bando di concorso aperto a tutti gli istituti primari pubblici del Paese. La scuola italiana è piena di energie e idee, spesso però condizionate da bilanci stretti e conti da far quadrare. Con questo progetto vogliamo stimolare e incentivare la creatività, a beneficio degli alunni di oggi che saranno le eccellenze di domani» spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it.

    Per partecipare al bando, aperto sino al 30 novembre, gli istituti primari dovranno presentare un progetto che illustri come intendono impiegare la donazione e la tecnologia messe a disposizione da Facile.it a supporto della didattica e della crescita degli alunni. Una commissione creata ad hoc valuterà tutte le candidature e selezionerà la scuola con l’idea più creativa e originale, che si aggiudicherà la somma di 5.000 euro, destinata all’implementazione del progetto, e una dotazione tecnologica proveniente da Facile.it.

    L’edizione 2016 del progetto “Facile.it per la scuola” ha premiato la scuola primaria Armando Diaz di Milano che grazie ai fondi ottenuti ha creato un laboratorio di scienze dove la materia viene insegnata in inglese ai piccoli alunni con la collaborazione di ricercatori di primo livello. L’Istituto ha ricevuto anche una cospicua strumentazione tecnologica proveniente dagli asset di Facile.it, riuscendo così a rinnovare le dotazioni informatiche della scuola e fornendo ad ogni classe tablet utili all’insegnamento.

    Il bando completo è disponibile all’indirizzo https://www.facile.it/scuola.html

  • Biennale Milano: appuntamento imperdibile con Vanna Ugolini che presenta il libro “Non è colpa mia. Voci di uomini che hanno ucciso le donne” con la partecipazione straordinaria di Paolo Liguori,…

    Giovedì 12 ottobre, alle ore 18.00, la giornalista Vanna Ugolini presenterà il libro “Non è colpa mia. Voci di uomini che hanno ucciso le donne” (Morlacchi editore), scritto a quattro mani con la psicologa Lucia Magionami, affiancata dal Direttore del TGcom Paolo Liguori, da Alessandro Meluzzi noto psichiatra e volto di trasmissioni televisive come Matrix e Quarto Grado e da Salvo Nugnes manager di noti personaggi, nonché moderatore dell’incontro. L’appuntamento culturale avrà come cornice artistica la grande mostra “Biennale Milano – International Art Meeting”, presentata da Vittorio Sgarbi e allestita presso Brera Site, a Milano, a pochi passi dal Piccolo Teatro.
    “Non è colpa mia. Voci di uomini che hanno ucciso le donne” è un viaggio nell’anima di uomini che hanno ucciso le proprie compagne, persone comuni eppure assassini. Il libro è una ricerca profonda, un percorso emotivo ed evocativo che risponde alla necessità di capire, per poi comunicare, cosa spinge un uomo ad uccidere l’amore della propria vita, cosa succede in quei minuti in cui decide di diventare assassino e qual è il percorso che trasforma un uomo normale, un padre di famiglia in un omicida.
    E dal libro emerge anche quello che l’autrice Ugolini afferma chiaramente: non siamo di fronte a raptus, né scatti d’ira: il percorso verso il femminicidio è più lungo, lastricato di silenzi, di prigioni culturali, di diversi modi di intendere la vita, dell’incapacità di dare un nome ai sentimenti, alle situazioni e, quindi, di riconoscerle, di rapporti di potere all’interno della coppia, dove una delle due parti prevarica e controlla l’altra. “Arriviamo a un punto e decidiamo se usare la ragione o la forza – scrive l’autrice – se vogliamo mantenere a ogni costo il potere su una persona fino ad arrivare a toglierle la vita o se vogliamo amare, liberamente, accettare che questo possa finire e possa far male. Ci sono mille altri modi diversi dalla violenza per chiudere una relazione. La violenza è una scelta. Una scelta da non fare.”
    A “Biennale Milano” sono previsti numerosi eventi di notevole spessore culturale: mercoledì 11 ottobre ci sarà la conferenza stampa con rappresentanti delle Istituzioni, Alberto d’Atanasio dirigente del Museo Modigliani, Veronica Ferretti funzionaria del Museo Michelangelo Buonarroti, Carlo Motta, responsabile di Editoriale Mondadori, Elisabetta Marelli regista del film “Sgarbistan”, e Vittorio Sgarbi in videoconference. Lo stesso giorno il conduttore Pippo Franco si esibirà in uno spettacolo dal titolo “La Vita è Arte” con tanti altri illustri personaggi. Venerdì 13 ci sarà la presentazione dei nuovi libri del sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni e della scrittrice e conduttrice Silvana Giacobini, con la mediazione del manager Salvo Nugnes. Il giorno successivo è stata organizzata l’inaugurazione della mostra “Biennale Milano – International Art Meeting” presso la prestigiosa sede Brera Site (in via delle Erbe, 2) con la presenza del Prof. Vittorio Sgarbi. Nell’ultimo giorno della manifestazione, domenica 15, è prevista la presentazione di altri due libri: quello di Tony di Corcia sullo stilista Gianni Versace, con la partecipazione del fratello Santo Versace, e quello di Roberta Camerino, “Schegge di R” dove racconta la storia della famosa madre stilista amica di Salvador Dalì e di Coco Chanel.

    Per info: 0424.525190, 388.7338297, [email protected]

  • Galleria Berga inaugura la mostra “Paolo Giaretta – Settembre”

    Venerdì 22 settembre alle ore 18.00 la Galleria Berga inaugura la mostra Settembre dell’artista Paolo Giaretta.

    Dolci e malinconiche, il pittore scledense staglia le sue figure verso un orizzonte dai mille colori. Distintamente percepibili da lontano, queste opere da vicino raccontano una storia più astratta: ciò che prima era una persona, ora è un’ombra, sfumata ed evanescente nel dipinto.

    In ogni sua tela, l’artista narra una storia, condivide un ricordo, rappresenta un pensiero: guardare un quadro di Paolo Giaretta significa immedesimarsi in un suo racconto.

    Mirabile è l’uso del colore, vero cuore della rappresentazione, dai tratti romantici e delicati. Ogni tonalità viene utilizzata dalla mano sapiente dell’artista, che con morbidezza lega l’arancio all’azzurro, il giallo al grigio.

    Dopo un inizio nel 1978 con la galleria ART2 di Città di Castello (PG), Paolo Giaretta allestisce con regolarità esposizioni sia in Italia che all’estero. Importanti sono le collaborazioni con la Piccola Galleria di Asolo e Bassano e con la Galerie-Vendôme di Parigi, con la quale lavora da più di dieci anni.

    Dal 22 Settembre al 12 Ottobre 2017
    Inaugurazione: 22 Settembre 2017, ore 18.00.
    Luogo: Galleria Berga, Contrà Porton del Luzzo, 16, Vicenza – www.galleriaberga.it[email protected]
    Orari: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 16.30 – 19.30, sabato su appuntamento

  • Cimarosa e Perugini: un nuovo matrimonio segreto

    Durante una breve pausa di una sessione di registrazione de “Il matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa, in uscita nel mercato discografico a partire dal primo novembre 2017 per l’etichetta RC Record Classic Label di Londra, incontriamo e intervistiamo Simone Perugini, direttore d’orchestra della registrazione, considerato uno dei massimi esperti del compositore aversano.

    Maestro Perugini, probabilmente, con questa nuova produzione discografica a firma di RC Record Classic Label, ha coronato il suo sogno di interpretare l’opera più celebre del compositore che tanto ama. E’ vero?

    Pur dedicandomi a Cimarosa fin dal 1993, non mi ero mai occupato, né come musicologo, né come interprete, de “Il matrimonio segreto”. Ho sempre creduto che un’opera così celebre, di cui già esistono una revisione critica firmata da Francesco Degrada per l’editore Ricordi (e altre edizioni critiche, realizzate con criteri scientifici più aggiornati, preparate proprio in questi ultimi anni), una serie di incisioni discografiche e che ancora viene rappresentata con una certa regolarità in tutti i teatri del mondo, potesse continuare la propria fortuna anche senza alcun mio contributo. La mia interpretazione non avrebbe aggiunto né tolto nulla di ciò che su questo lavoro era stato detto da colleghi assai più illustri di me.
    In più, paradossalmente, conoscendo ormai a fondo le altre opere di Cimarosa, non l’ho mai considerata il suo capolavoro; certo non perché non sia un’opera di straordinaria fattura, tutt’altro; ma semplicemente perché tanti altri suoi titoli, oggi inediti, meriterebbero, per felicità di scrittura e straordinario intuito teatrale, di stare al fianco de “Il matrimonio segreto” nell’olimpo dei capolavori di un’epoca.

    Allora, qual’è stato lo stimolo principale che l’ha convinta a inciderne un’ennesima versione?

    Naturalmente, in primis, l’idea stessa di registrare un nuovo cd, sempre fonte di grande soddisfazione per un direttore d’orchestra. In seconda istanza, il piacere e l’onore di poter collaborare nuovamente con Rc Record Classic Label e con tutti i colleghi e compagni d’avventura che hanno partecipato alla registrazione. Poi, naturalmente, c’è anche una ragione di tipo squisitamente artistico personale: il mio amore per il teatro è almeno pari a quello per la musica; pur riconoscendo l’alto, talvolta altissimo, valore artistico delle tante edizioni discografiche dell’opera già presenti nel mercato, nessuna di queste mi pareva puntare, come criterio principale, sugli aspetti più squisitamente teatrali del libretto e della musica di Cimarosa (composta, in più di un momento, quasi come suggerimento per la messa in scena). Moltissimi spunti musicali dell’opera e accorte indicazioni dell’autore (ripetizione di incisi e temi, cambi di tempo, cadenze, accompagnamenti dell’orchestra) sembrano quasi alludere a moderne indicazioni registiche che non possono essere separate dal loro intrinseco, e spesso altissimo, valore musicale. L’idea, quindi, al pari di quella che ha nutrito la mia interpretazione delle incisioni de “Il barbiere di Siviglia” e de “La serva padrona” di Paisiello, era quella di restituire a una registrazione discografica effettuata in studio, il “sapore” e il colore di una rappresentazione teatrale, traendone lo spunto, per così dire, registico, dagli elementi presenti nel libretto e, ancor più, nella partitura.

    Come spiega il motivo per il quale “Il matrimonio segreto” sia l’unica opera di Cimarosa rimasta nel repertorio dei teatri di tutto il mondo, con interrotto successo, a scapito del resto della produzione cimarosiana (una settantina di melodrammi) caduta nella maggior parte dei casi nell’oblio?

    La cronaca (intesa come storia della ricezione a breve e media distanza di un avvenimento), anche quella della musica e del teatro, fa le proprie scelte e fa cadere molte teste, a volte troppo avventatamente. Ci pensano poi la sedimentazione culturale e la storia a fare giustizia. Per quello che riguarda, appunto, il motivo per cui “Il matrimonio segreto” sia stata, almeno fino a 30 anni fa, praticamente l’unica opera cimarosiana a rimanere in repertorio, sono sicuro solo di un fatto: il motivo non è certo dovuto alla scarsa qualità delle altre opere del musicista. Tutte le partiture cimarosiane (sia comiche, che serie) sono dotate di una teatralità e di una freschezza di invenzione altissime; la produzione poi dedicata alla corte di Caterina II di Russia (e quasi totalmente formata da opere serie) è costellata di partiture molto innovative rispetto alla tradizione italiana del tempo (utilizzo massiccio dei cori, orchestrazioni brillanti e utilizzo di impasti timbrici inediti per il pubblico italiano di allora). Cimarosa fu uomo estremamente intelligente, oltre che grande artista: riuscì sempre ad aggiornare il proprio stile e la propria competenza ogniqualvolta entrò in contatto con maniere di composizioni diverse rispetto a quelle che andavano per la maggiore nei teatri della penisola italiana.
    Sicuramente su “Il matrimonio segreto” fu costruita, ad arte e a ragion veduta naturalmente, una sorta di aura leggendaria fin dalla data del suo esordio. I primi biografi cimarosiani, all’inizio dell’Ottocento, scrissero che l’opera ottenne la richiesta di bis integrale da parte dell’imperatore viennese Leopoldo II che assistette alla prima; la notizia non è confermata da nessuna fonte primaria, e con quasi assoluta certezza la notizia è falsa. Ma sicuramente la notizia accrebbe e amplificò un dato di fatto incontrovertibile e cioè che l’opera ebbe comunque un grandioso successo di pubblico. (Come del resto sempre grande successo, anche internazionale, ottenevano le produzioni cimarosiane).
    Nel corso dell’Ottocento, complici scrittori quali Stendhal, “Il matrimonio segreto” fu preso a emblema di un’epoca intera e di uno stile compositivo e drammaturgico paradigmatico; fu per questo motivo, probabilmente, che l’opera rimase in repertorio, in barba a tutte le nuove mode invalse nell’Ottocento, a scapito però delle altre produzioni cimarosiane. Un altro possibile motivo è dovuto al fatto che molte opere cimarosiane, composte per le scene napoletane, sono composte su libretti i cui personaggi parlano in napoletano e, quindi, per questo motivo, difficilmente esportabili in teatri di altre città dove il napoletano non poteva essere agevolmente compreso.

    Come si sta trovando con i suoi colleghi di lavoro durante questa produzione discografica?
    Ottimamente. Straordinari i cantanti, non solo tecnicamente preparatissimi, ma anche dotati di straordinaria fantasia e creatività; con l’orchestra Harmoniae Templum Chamber Orchestra il rapporto con me è già consolidato. Lavorare con un’orchestra così straordinaria provoca a un direttore d”orchestra che si occupa di periodo barocco e classico come me, il piacere che prova un bimbo goloso entrando in un negozio di dolci: il paradiso!

    Per concludere: perché proprio Cimarosa nella sua vita?
    Il bello del sentimento d’amore (anche quello artistico) è che non si può e non si deve spiegare. Ci siamo incontrati per caso nel 1993, mi sono innamorato della sua musica, mi sono dichiarato e non l’ho più lasciato. Stop.

     

    Intervista di Maddalena Biagiotti 

  • Yeerida, la prima piattaforma di libri gratis da leggere in streaming

    Vi siete già iscritti a Yeerida, la piattaforma di lettura in streaming? Questo content provider, nato a Torino nel marzo 2016, permette agli utenti la lettura di libri gratis in streaming.  La registrazione al sito, cosi come la fruizione dei libri sulla piattaforma , è gratuita, e vi permette di scegliere tra più di 6000 libri da leggere a catalogo.

    Su Yeerida puoi leggere gratis e consultare testi inediti condivisi da case editrici e autori professionisti. Leggere libri online su Yeerida è facile e sempre gratuito. Sul primo sito di streaming letterario al mondo si accede da qualsiasi dispositivo (smartphone, tablet, pc…) trovando tutto ciò che è letteratura: dal romanzo al saggio, dal racconto alla poesia, dal grande classico al manuale più specialistico. In seguito all’iscrizione puoi accedere a tutti i libri gratis presenti nel catalogo, leggerli, commentarli e condividerli con altri lettori. Yeerida è un vero e proprio social network del libro che oltre a farti leggere libri online ti permette di entrare in contatto direttamente con autori, editori e anche con altri lettori. Il sito permette agli autori e agli editori di promuovere il proprio catalogo di libri da leggere, anche attraverso le funzionalità social di Yeerida. Tramite la struttura social della piattaforma gli editori hanno la possibilità di entrare in contatto direttamente con i propri lettori e conoscerne le preferenze

    Inoltre Yeerida promuove la cultura e si impegna a lavorare esclusivamente con autori professionisti e case editrici tradizionali assicurando ai suoi lettori solamente contenuti di qualità. Anche se gli utenti accedono ai libri da leggere gratis, Yeerida retribuisce gli autori attraverso un sistema di royalty molto simile a quello utilizzato nell’industria musicale. Ogni lettura genera una royalty e ogni trimestre la piattaforma paga in maniera analitica e trasparente gli autori in base alle royalty accumulate. La piattaforma di libri gratis non acquisisce il diritto d’autore dei libri, ma si limita ad offrirli gratuitamente in streaming, gestendo di fatto il solo diritto di comunicazione dell’opera. In questa maniera i diritti rimangono di proprietà dell’editore o dell’autore che ne dispongono come preferiscono. Questo consente agli editori non solo di condividere testi editi ma anche inediti, senza alcun timore di vincoli contrattuali in caso di pubblicazione.

    Oltre a non gestire il diritto d’autore Yeerida protegge i libri online dalla pirateria informatica. La tecnologia del “social letterario” converte tutti i documenti condivisi in un formato proprietario non selezionabile, non copiabile, non trasferibile e non scaricabile, rendendoli fruibili solo ed esclusivamente in streaming.

    Attraverso la tecnologia dello streaming Yeerida è in grado di estrarre dati relativi ai flussi di lettura dei libri online, fornendoli poi agli editori che possono analizzarli e studiare il modo in cui i lettori si approcciano ai propri testi.

    Sul blog di Yeerida troverai recensioni di libri, curiosità, interviste ad autori ed editori e articoli di approfondimento intorno al mondo letterario. Per saperne di più visita il sito www.yeerida.com.

     

  • “Il pozzo più profondo. Le indagini dell’ispettore Soriano” da oggi in libreria

    Un giallo avvolgente ambientato nella Sicilia più autentica

    Sul filo della storia e della cronaca, dove la penetrazione al Nord delle mafie affonda le radici nella Guerra, muore Damiano, figlio del boss Ciccio Zagallo.  Negli stessi giorni scompare Emanuele, un ragazzo tranquillo. Sono due eventi indipendenti e casuali o qualcosa li collega? L’impegno civile della vittima e la figurina di un calciatore dell’Atalanta degli anni Sessanta sono dei validi indizi?
    A dipanare l’intrigata matassa è l’ispettore Soriano. Inizia così la ricerca, tra le pieghe della Storia, di un assassino forse seriale… ma sarà la direzione giusta?
    Giuseppe Tramontana, siciliano, insegna in un Liceo di Padova. Autore di saggistica storica e filosofica collabora con alcune riviste online.
    Tra le opere pubblicate ricordiamo La storia obliqua, Messina, 2009 Sottile è  il pensiero, Arezzo, 2012 e, per Leucotea, Il giorno della maturità.
    http://www.edizionileucotea.it
  • Festa a tema Rosa: idee e consigli

    Vuoi organizzare un Pink Party o più semplicemente una festa a tema di colore rosa? Segui i miei semplici consigli fai-da-te e farai un figurone!

    Ricorda di decorare di rosa la location, la tavola e anche il cibo! Se vuoi un effetto un po’ più glamour e alla moda, abbina il rosa con un colore brillante come l’oro o l’argento!

    Parti dalle cose più grandi e che richiedono più tempo, come l’addobbo della stanza o della location all’aperto o al chiuso con i palloncini rosa. Sceglili sia in lattice, sia in mylar o alluminio e gonfiali ad elio a formare dei grappoli da mettere ai lati del tavolo del buffet. Usa invece i palloncini in alluminio a forma di lettere fuxia per creare il nome del festeggiato!

    Decora le pareti con festoni fatti a mano con la carta velina. Forma delle frange e uniscile a formare una ghirlanda da appendere, nelle diverse sfumature del rosa.

    Decora la tavola con barattoli di vetro verniciati in oro o argento e usali come centrotavola di fiori o come porta posate o porta cannucce di carta rosa, fuxia e oro e argento in base all’abbinamento che hai fatto del secondo colore!

    Per la decorazione del cibo delle bevande, colora con il colorante per alimenti rosa tutto ciò che è commestibile, come pop corn, bibite e cocktail. Infine se vuoi veramente stupire tutti alla tua festa rosa, metti all’interno dei cubetti di ghiaccio a congelare, petali di fiori o fiorellini freschi rosa e di altre tonalità simili.

    La festa a tema colorata che sia rosa o di altri colori, puoi organizzarla con facilità e soprattutto è perfetta per i bambini, ma anche per gli adulti!

    Ovviamente la festa che ti ho appena proposto è rosa, ma puoi decidere di utilizzare qualsiasi altro colore a tinta unita per la tua festa a tema colorata!!

     

    http://www.addobbiamolafesta.it/2017/09/11/pink-party-idee-fai-da-te-per-una-festa-a-tema-colore-rosa/

  • Damast e Vifra sostengono l’arte a Palazzo delle Stelline.

    Le aziende di Invorio sono sponsor di “Alfabeto Segnico”, un evento che coinvolge Italia e Spagna con quattro artisti di generazioni differenti impegnati nella ricerca semiotica del valore che si cela al di là dei segni della realtà sensibile.

    La mostra, curata da Alberto Fiz, promossa e prodotta dalla Fondazione Stelline di Milano e dal Centro arte moderna e contemporanea di La Spezia, si prefigge, attraverso le opere di Sergi Barnils, Giuseppe Capogrossi, Achille Perilli e Joan Hernandez Pijuan, lo scopo di indagare i processi di decodifica, e quindi di comprensione, della realtà contemporanea, che si esprime mediante un codice linguistico in continua evoluzione.

    Ho accettato con entusiasmo la proposta di sostegno ad un’iniziativa artistica volta ad indagare il rapporto tra significante e significato – dichiara Concetta Mastrolia, AD di Damast – innanzitutto perché credo fermamente nel ruolo sociale dell’impresa ed anche perché, dopotutto, l’acqua, che è al centro del nostro modello di business, è, al tempo stesso, forma e sostanza e grazie alla sua fluidità riempie ogni spazio divenendo espressione del contenitore”.

    L’inaugurazione della rassegna è fissata per giovedì 14 settembre alle ore 18.30 presso la sede di Fondazione Stelline in Corso Magenta 61 a Milano e sarà visitabile a Milano dal 15 settembre al 29 ottobre e a La Spezia dal 04 novembre al 7 gennaio 2018.

     

    www.damast.it

    Damast.
    Sistemi Funzionali per la Doccia

  • Miriam Masala, “Settembre” è il nome del suo nuovo singolo

    MIRIAM MASALA

    SETTEMBRE

     

    Una corposa esperienza che annovera la partecipazione al talent “Amici di Maria De Filippi” e ai più importanti concorsi italiani di musica (Castrocaro, Lunezia), porta ora la cantante ligure a proporre un brano che si mantiene in perfetto equilibrio fra pop e cantautorato. 

     

    «Settembre è un mese particolare, che a me fa venire in mente una ripartenza. A settembre finiscono e riprendono le cose. L’estate finisce, la scuola inizia, gli amori restano un po’ in sospeso, ci si ritrova a fare i conti con sé stessi. E si ricomincia». Miriam Masala

    Questo singolo, pur essendo un brano in qualche modo separato da altre canzoni interpretate in precedenza, per il suo lato “poetico” è un tassello che si aggiunge ad altre creature appena nate, tutte comprese in un progetto che Miriam raffigura come una casa sull’albero.

    «Lo vedo così perché in questi anni, insieme al mio team e alla mia etichetta, ho messo le fondamenta, le radici attraverso lavoro, tempo, fatica e passione, e adesso tutti insieme abbiamo in testa proprio questa immagine che peraltro considero anche molto divertente». Ed è proprio alla sua squadra che la cantante vuole dedicare un pensiero speciale perché il suo è «un gruppo di lavoro solido, un team di belle persone che credono ancora tanto nella musica, che mi fanno pensare che vale davvero la pena amarla, e amare, così tanto da riporre ogni speranza, ogni energia in ciò che crediamo possibile. In ciò che mi fa svegliare col sorriso. Che mi fa cantare». Miriam Masala

    “Settembre” ha conquistato due importanti vittorie aggiudicandosi il terzo posto nella sezione nuove proposte e il premio della critica come miglior testo durante l’ultima edizione del Premio Lunezia.

     

    ETICHETTA: Senza Dubbi Sas

    AUTORI: F.Ferraboschi – M.Masala – M.Becucci

    DIREZIONE ARTISTICA: Lorenzo Confetta

    ARRANGIAMENTI: Matteo Gozzi

    RADIO DATE: 25 agosto 2017

     

    BIO

    Miriam Masala, classe 1992, è all’inizio del suo percorso discografico. Dopo aver partecipato a molti concorsi canori, è approdata nel 2013 alla trasmissione Amici di Maria De Filippi che l’ha vista arrivare alle fasi serali, riscuotendo un ottimo successo tra il pubblico televisivo.

    Ad ottobre 2014 ha pubblicato il suo primo EP per l’etichetta Senza Dubbi dal titolo “Ancora un po’…”: un disco d’esordio che vede tra gli autori anche il suo compagno di scuderia Matteo Becucci. La prima presentazione del disco viene fatta ad Albenga, città natale di Miriam.

    Nei mesi successivi la giovane artista ligure presenta il suo ep nelle principali città del nord e centro Italia: da Torino a Milano, da Bergamo a Firenze fino a Roma. Da questo primo Ep escono due singoli: il primo è “Ancora un po’”, uscito nel luglio 2014, che anticipa l’uscita del disco, mentre il secondo è “Amore senza fine” scritto da Matteo Becucci.

    Dal 2015 Miriam è ambasciatrice ufficiale dell’Associazione Nazionale Italiana Cantanti, presenziando a numerose partite ed eventi a scopo benefico organizzati dall’associazione.

    Il 2 giugno scorso, con presentazione ufficiale allo Juventus Stadium di Torino, durante la Partita del Cuore 2015, è uscito il suo nuovo singolo, “La cosa più bella”, composto da Giulio Filotto e scritto dal giornalista Carlo Nesti in memoria di tre grandi campioni dello sport, venuti a mancare prematuramente mentre facevano ciò che per loro era “La cosa più bella” del mondo: Pier Mario Morosini, Marco Simoncelli e Vigor Bovolenta.

    Un singolo importante e ricco di emozione che ha fatto il “giro del mondo” grazie alle presentazioni durante alcune tra le più attese partite della Volley World League 2015 andate in onda in mondovisione su Rai Sport 2, come ad esempio Italia‐Australia giocata a Verona il 14 giugno e Italia Brasile disputata lo scorso 19 giugno a Roma in un‐gremito Foro Italico.

    A dicembre 2015 è uscita una sua personale reinterpretazione del singolo di successo di Lorenzo Jovanotti “Le tasche piene di sassi”.

    Durante l’estate 2016 il suo esordio alla conduzione delle selezioni di semifinale delle 59esima edizione del Festival di Castrocaro dove, ovviamente, non ha mancato di incantare il pubblico con la sua splendida voce attraverso alcune esibizioni a sorpresa e particolarmente emozionanti.

    Il 16 giugno 2017 è uscito ufficialmente “I miei sentieri”, il nuovo EP di Miriam Masala.

    Un lavoro, realizzato con la produzione di Lorenzo Confetta e la partecipazione di Matteo Gozzi alla chitarra, che anticipa l’uscita del nuovo album, prevista per la fine del 2017.

    In questo momento Miriam è già al lavoro sul nuovo disco, nel quale non mancheranno collaborazioni con importanti autori del panorama musicale italiano, come Zibba e Fabio Ferraboschi (vincitore insieme a Cristiano De Andrè del Premio della Critica “Mia Martini” e del premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo del 64° Festival di Sanremo) autore di “Le strade del mondo” e co-autore di “Settembre”, brani che Miriam ha sottoposto alla commissione del “Premio Lunezia Nuove Proposte 2017”. E proprio nell’ambito del Premio Lunezia, di scena il 21 e 22 luglio in piazza Menconi a Marina di Carrara, Miriam ha conquistato due importanti vittorie con il brano “Settembre” aggiudicandosi il terzo posto nella sezione nuove proposte e il premio della critica come miglior testo.

     

    Contatti e social

    Facebook: www.facebook.com/MiriamMasalaOfficial/

    Instagram: www.instagram.com/miriamasalareal/

    Twitter:n twitter.com/mirammasalaof

    Youtube: www.youtube.com/user/senzadubbi14

     

  • Donne, Vino e Poesia” si incontrano il 19 settembre presso Ristopiù Lombardia

    Oltre ad Angioletta Masiero, Lia De Martin, Rodolfo Vettorello sarà presente lo scrittore, regista e attore Alessandro Quasimodo.
    Ultimi posti disponibili

    https://ristopiulombardia.it/ristopiulombardia/poesia-ristodonna.aspx

    Varedo, 12 settembre – Una location inusuale ed estremamente “pop”, nel più alto senso del termine. Un gruppo di autori, poeti, amanti delle Lettere e delle Arti in generale, che sapranno creare un’atmosfera unica e raccontare in versi l’amore per la vita, le donne, la poesia e il vino. Questo eccezionale evento prenderà vita il 19 settembre presso Ristopiù Lombardia, azienda che commercializza prodotti alimentari per Bar, Ristoranti e Locali.

    Nella sede di Varedo, in via Monte Tre Croci 5, si terrà l’incontro dal titolo “Donne, Vino e Poesia”, che vedrà susseguirsi, su un inedito palco virtuale, Angioletta Masiero, Lia De Martin, Rodolfo Vettorello. La giornata sarà presentata e coordinata da Donatella Rampado, Direttore Risorse Umane Ristopiù Lombardia e scrittrice.

    Angioletta Masiero, giornalista pubblicista, recensore critico d’arte e critico letterario, poetessa, scrittrice, promotrice di Premi Letterari Nazionali e Internazionali leggerà quattro poesie dedicate alle donne.

    Lia De Martin, Presidente dell’Associazione Culturale Clan Verdurin, dedicherà il suo intervento al rapporto tra cultura e responsabilità sociale, forte dell’esperienza, vissuta insieme al marito Flaminio, della creazione dell’Associazione, che negli anni ha visto transitare presso Casa Flaminio, a San Pietro di Feletto (TV), poeti, registi e scrittori di fama internazionale, tra cui Federico Fellini, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Alberto Sordi.

    Il poeta Rodolfo Vettorello, che ha partecipato a concorsi letterari, pubblicato Raccolte Poetiche e che ricopre la carica di Presidente del Cenacolo Letterario Internazionale Altrevoci ed è stato Presidente di Giuria di molti Premi Letterari, declamerà quattro poesie dedicate alle donne e all’amore.

    Ospite d’eccezione e presenza graditissima della giornata sarà Alessandro Quasimodo, scrittore, regista, attore, erede di una sensibilità poetica che gli proviene direttamente dal padre Salvatore, Premio Nobel per la Letteratura.

    La giornata vedrà uno svolgimento duplice: i partecipanti potranno infatti essere presenti all’evento della mattina, con orario dalle 9,15 alle 12, oppure a quello del pomeriggio, con orario dalle 14,45 alle 17,30. In entrambi i casi, alle letture poetiche seguirà una degustazione di vini e cibo curata da Chef Ruggero De Lazzari dell’Academy Ristopiù Lombardia.

    “Abbiamo pensato – racconta lo chef – di creare un’experience coinvolgente per tutti i sensi, da quello visivo a quello gustativo. Ai presenti proporremo tre assaggi di vino abbinati ad altrettante portate. Il Franciacorta Brut Villa Crespia Biologico Simbiotico sarà proposto con frittini assortiti e tempura di verdure; il Campania IGT Oppida Aminea Biologico Simbiotico con le code di mazzancolle in croccante ai cereali e mini-tartare di tonno rosso; il Sangiovese IGT Rubbia al colle Biologico Simbiotico con bartolacci con rucola selvatica e salumi, mousse di verdure con Parmigiano e crostini”.

    “Desidero – commenta il Presidente di Ristopiù Lombardia, Giuseppe Arditiche questa sia la prima festa delle arti nelle loro molteplici forme, e che le persone presenti possano partecipare a un evento unico, un’immersione totale nel mondo delicato della poesia, capace di avvolgere e affascinare le corde più profonde dell’animo umano”.

    I posti sono ad esaurimento. Per prenotarsi è necessario scrivere a:
    [email protected]
    oppure
    chiamare il numero 0362 5839200 (chiedere di Anna Esposti).

  • “Maledetto amore” è il secondo singolo estratto dall’album di Fabrizio Borghese

    FABRIZIO BORGHESE

    “MALEDETTO AMORE”

    Il secondo singolo estrapolato dall’album di prossima uscita “Do di matto”, attraverso un sound psichedelico anni ’70, racconta le varie sfumature di un amore profondo ma insano. 

     

    Come dice il titolo stesso la canzone narra di un amore tormentato, tinto di un carattere distruttivo che sfiora il patologico. La donna descritta nel brano è artefice degli umori, dei pensieri, delle azioni del suo uomo, un uomo in balia dei suoi sensi. La lei della canzone assume una duplice chiave di lettura: quella di salvatrice, che detiene la chiave della ragione, ma anche quella che manifesta la propria indipendenza ed egotismo riducendo il proprio lui a schiavo dell’amore.  Persino il badare a se stesso dell’uomo diviene oggetto di scherno da parte della donna, come se la su a stessa anima non fosse degna di una qualsiasi attenzione da parte di alcuno. In un gioco di colpe e meriti si perde la verità su chi abbia torto o ragione, trama ricamata dall’astuzia femminile che confonde i ruoli, il bene e il male.

    Il brano è certamente ispirato alle sonorità rock degli anni 70, alla psichedelia. Non mancano riferimenti a band quali Led Zeppelin, Deep Purple e alle suite rock anni 70 italiane di gruppi quali BMS, PFM. L’ispirazione del pezzo viene, come molte canzoni tormentate dell’animo rock, dopo la fine di una struggente storia d’amore, intrisa di passione, dolore, sensualità e persino malattia, malattia dell’animo e della mente.

    Radio date singolo: 1 settembre 2017

    Pubblicazione album: settembre 2017

     

    BIO

    Il percorso di Fabrizio Borghese ha origini lontane, quando, ad appena 8 anni, su un barcone ormeggiato all’isola di Vulcano, comincia a cantare con impostazione da tenore. L’adolescenza lo portò poi verso il rock psichedelico degli anni 70, cominciando a seguire i Pink Floyd, Led Zeppelin, tutto lo scenario del progressive inglese, e non disdegnando jazz, world music e blues.

    Pubblica la raccolta di poesie, per la casa editrice “Europa edizioni” del gruppo “Albatros”, intitolata “DI’ NOTTE”. Attualmente si sta dedicato alla produzione di un album di brani rock.

     

    Curriculum artistico

    •  2003 A 19 anni, partecipa a Sanremo Rock con il brano “Il tempo che corre”
    • 2004 Crea il gruppo rock “I TIRESIA”.
    • 2010 Partecipa al “Festival di Castrocaro” con una cover di Zucchero (Miserere) arrivando in semifinale.
    • Partecipa come corista all’opera “La Traviata” tenutasi nel Museo Diocesano in Napoli.
    • E’ tenore solista nella Messa di Mascagni con il coro della maestra Pia Ferrara, eseguita nel Duomo di Napoli nel Natale 2008.
    • Finalista al concorso lirico internazionale “Valerio Gentile” a Bari anno 2009.
    • Vincitore di borsa di studio nella XV edizione anno 2009 del concorso lirico internazionale “Ritorna Vincitor” (sezione canzone napoletana) e finalista nella sezione lirica.
    • Premiato come rivelazione dell’anno 2009 dall’associazione culturale “I COLORI DI NAPOLI” nell’ambito del Gran Galà svoltosi il 16 novembre 2009 al teatro Sannazzaro in Napoli col patrocinio della Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Napoli e Unicef.
    • Tenore solista al per il capodanno tenutosi a Villa Vannucchi in San Giorgio a Cremano nel gennaio 2010, 2011, 2012, 2014 con il patrocinio del comune di San Giorgio a Cremano.
    • Vincitore del “Premio speciale giovani talenti” durante il primo concorso lirico internazionale “Augusto Zabaroni” di Mercato San Severino.
    • 2011 Finalista al concorso lirico Augusto Zabaioni.
    • 2012 Finalista al concorso lirico Francesco Albanese.
    • 2014 Partecipa ad AREA SANREMO.
    • Il 28 maggio 2014, in seguito alla candidatura sul web, tra circa mille partecipanti, viene convocato a Verona con altri 9 tenori, per la selezione finale per la partecipazione alla trasmissione Rai “UNA VOCE PER L’ARENA”.
    • Partecipa alle selezioni di Italia’s got talent, di x Factor, Videofestival live, Tour music fest, arrivando solo alle semifinali.
    • Nel 2017 produce il nuovo singolo “Identita” edito dalla ADVICE MUSIC.

    . A settembe 2017 è prevista l’uscita dell’album dal titolo “Do di matto edito dalla ADVICE MUSIC.

     

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  • Sergio Casabianca, “Prendimi la mano” è il suo nuovo singolo

    SERGIO CASABIANCA

    “PRENDIMI LA MANO”

    L’artigiano della musica che ha saputo fondere musica, prosa e cabaret, dopo prestigiose partecipazioni (Castrocaro, Sanremo Rock) e numerose collaborazioni (Zucchero, Irene Fornaciari, Paolo Vallesi, Marco Moretti, Marco Baldazzi ecc…), presenta un intimo e denso brano che abbraccia la sfera delle emozioni.

     

    Il singolo, come tutte le intuizioni più vere, nasce in modo spontaneo in un momento particolare di riflessione, dove ogni certezza perde forma, rendendo l’autore vulnerabile all’attacco di quelli che il cantautore stesso definisce “lupi”. Lupi che non gli permettono di raggiungere l’essenza delle cose. Ed ecco allora “Prendimi la mano”, un grido rivolto ad un amore, ad un amico, ad una mamma…al destino, per ritrovare la forza di essere se stesso senza il timore di mettersi a nudo.

    L’autore è convinto che tutte le richieste vengono raccolte da una forza universale che ci permette di vedere più lontano di dove siamo adesso e ci porta verso un posto più pulito dove non ci sono dubbi né incertezze, ma solo l’avversarsi del nostro sogno, pronti per accoglierne un altro.

    L’arrangiamento ha una sonorità che naviga tra il latino e il reggae ed esprime gioia attraverso la sua ritmica, in cui la tromba canta la sua voglia di fare arrivare un messaggio profondo dentro il cuore di ognuno, mentre le percussioni danno un colore caldo e avvolgente.

    Il brano è estratto dall’album, pubblicato la scorsa primavera, “Sorrido libero”, diventato anche uno spettacolo musico-teatrale, presentato al teatro Novelli di Rimini sempre nella primavera 2017. Sorrido Libero è un messaggio, un modo di vivere la vita sapendo godere delle cose semplici ed essenziali, con la certezza che l’Amore spontaneo rimane la più grande forza dell’uomo. Quell’amore che giorno dopo giorno sembra perdere il suo significato più profondo. Un amore universale, l’amore per tutto ciò che ci circonda e per ogni essere vivente; il rispetto verso tutto ciò che non ci appartiene, ma che fa parte della nostra vita.

     

    Testi e musica: Sergio Cenci (Sergio Casabianca)

    Arrangiamenti: Francesco Montesi 

    Produzione: 3 Sound Record

    Radiodate: 1 settembre 2017

     

    BIO

    Sergio Cenci, in arte Sergio Casabianca, è un cant-attore riminese. Comincia la sua carriera come cantante e cabarettista suonando la chitarra nei locali del riminese. Dotato di grande capacità comunicativa, insieme ad alcuni amici organizza a Rimini uno spettacolo dal titolo “Festival della musica sciancata”, rassegna dedicata a musiche famose rivisitate in chiave ironica, presentato da Alessandro Greco. Dopo essersi proposto al pubblico interpretando cover di grandi artisti, comincia a dedicarsi alla composizione di suoi testi e musiche, esprimendo così appieno le sue doti.  Musicista da diversi anni, ha partecipato ad importanti manifestazioni come l’apertura del concerto  di  Zucchero  a  Parma,  Castrocaro,  Sanremo  Rock  e  altri  spettacoli  a  livello nazionale,  collaborando  con  grandi  artisti  della  musica quali  Giulio  Capiozzo  e  Paul Manners; vanta inoltre numerose collaborazioni artistiche con personaggi dello spettacolo quali: Irene Fornaciari, Filippo Graziani, Paolo Vallesi, Iskra Menarini, Cristina Di Pietro, Andrea Mingardi, Marco Della Noce, Alessandro Politi ed infine i Nomadi aprendo il loro concerto a Rimini nell’occasione del Rose & Crown summer festival 2017.

    L’incisione del singolo “Che bambola” lo ha visto ospite di importanti trasmissioni televisive come “Il Senso della vita” con Paolo Bonolis e “Geo & Geo”.

    Pubblicherà successivamente i seguenti album:

    • Moda…no grazie! (2003)
    • Mendicante d’amore (2006)
    • E grida… il Mondo (2007)
    • L’indiano (2009)
    • Quando sarò grande (2011)
    • Sorrido libero (2017)

    Il genere musicale appartiene alla tipologia dei cantautori, i brani sono scritti dallo stesso Sergio   danno voce all’amore e alle contraddizioni del mondo.  Per coltivare la sua passione per la musica e il suo forte impegno nel sociale (Sergio ha fondato e sostiene la Onlus “Una goccia per il Mondo” di Rimini), chitarrista e voce del suo gruppo musicale, si esibisce nelle piazze e nei teatri nazionali insieme alla sua band.

    Personaggio poliedrico, dotato di mille risorse, da alcuni anni Sergio si è avvicinato anche al mondo del teatro scrivendo e interpretando, in collaborazione con i registi Marco Moretti e Marco Baldazzi, diversi spettacoli e ottenendo sempre un grande successo di pubblico.

     

    Contatti e social

    Facebook www.facebook.com/sergiocasabianca.it/

    Sito www.sergiocasabianca.com

    Player dell’album SORRIDIO LIBERO http://3sr.me/sorridolibero_player  

  • Davide Buzzi, “Te ne vai” è il nuovo singolo del cantautore svizzero italiano

    DAVIDE BUZZI

    “TE NE VAI”

     

    Il brano è estratto dal disco “Non ascoltare in caso d’incendio”, primo episodio di una trilogia pubblicata a scadenze regolari dal 2017 al 2019.

    “Te ne vai” è un richiamo sul senso della responsabilità individuale in una realtà quotidiana che risulta sempre più difficile da vivere e affrontare. Al giorno d’oggi, sempre più internet dipendente, sono i social a calare le istruzioni sul nostro modo di vivere. In un mondo dove le persone sono sempre più interconnesse fra loro e dove non è permesso il lusso dell’irrintracciabilità, paradossalmente tutti ci ritroviamo sempre più preda della nostra solitudine, in quanto non più in grado di interagire attraverso il contatto umano diretto fatto di un “ciao come ti chiami?” e di una stretta di mano.

    Per Davide Buzzi questo brano ha un significato anche più profondo e legato alla sua battaglia contro la malattia. Il cantautore svizzero da cinque anni combatte contro una rarissima forma tumorale e “Te ne vai” vuole anche essere il suo grido di battaglia, un incitamento a se stesso a non perdere il coraggio.

    Le atmosfere e le influenze sonore sono quelle tipiche del rock italiano, dove a dettare il ritmo sono batteria, basso e chitarra e con la voce graffiante di Davide appoggiata su una solida e densa base rock. Alla chitarra solista l’ex Gotthard Jgor Gianola.

     

    Testo: Davide Buzzi

    Musica: Davide Buzzi e Alex Cambise

    Produttore artistico e arrangiatore: Alex Cambise

    Etichetta: Pyramide /distr. IRD

    Radio date singolo: 1 settembre 2017

    Pubblicazione album: 10 settembre 2017

     

     

    BIO

    Davide Buzzi nasce ad Acquarossa (Svizzera) il 31 dicembre 1968, a pochi minuti da mezzanotte.

    Nel 1993 pubblica il suo primo CD “Da grande”, completamente auto prodotto ed in seguito è un susseguirsi di esibizioni, concerti e concorsi, tra i quali il “Festival Internacional de l’Isla de Margarita”, “Una voce per Sanremo”, Sanremo Nuovi Talenti”, “A Voice for Europe”, ecc. Nel 1997 si classifica secondo al Festival di Lissone con la canzone “Vuröss”, dove si aggiudica pure il premio speciale per il miglior testo. Nel 1998 esce il suo secondo CD “Il Diavolo Rosso: Romaneschi”, realizzato con la partecipazione di alcuni musicisti di fama internazionale. Nello stesso anno Davide vince il “Festival di Lissone: Cantem Insemma” con la canzone “Ul Vegèt di Mariunètt”.

    Nel 2001 viene invitato ad esibirsi all’ARISTON CAFÈ, nell’ambito delle manifestazioni collaterali al Festival di Sanremo. Per alcuni anni il cantautore ticinese porta le sue canzoni in giro per l’Europa, esibendosi in concerto in Svezia, Svizzera, Italia, Francia, ecc.

    Nel 2006, Davide Buzzi si presenta al pubblico con il suo nuovo album, dal titolo “Perdo pezzi”, un lavoro al quale hanno partecipato numerosi artisti internazionali (fra i quali il cantautore italiano Leandro Barsotti ed il Country Man australiano Jason Kemp). Il suo “Perdo i pezzi Tour” (durante il quale è stato accompagnato dalla Band cunense degli Almaplena) ha registrato diverse date fra Italia e Svizzera, riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica.

    Sempre nel 2006 la sua canzone “Vuröss“, tratta dall’album “Perdo i pezzi”, viene inserita nella KAM Compilation 2006 della casa discografica Kid Antrim Music di Ronkonkoma, NY (USA) e nelle playlist di diverse radio in Australia e USA, dove scala le classifiche delle richieste.

    Nel 2009 partecipa al Vannulo Festival di Capaccio (Salerno), dove si esibisce con l’orchestra AGRO, diretta dal m° Matteo Franza, composta da 11 elementi e conosciuta ed apprezzata per le svariate apparizioni sui diversi canali Mediaset.

    Nel 2012 è stato candidato agli ISMA Award di di Milwakee (USA), ricevendo due nomination per la canzone “The She Wolf”, scritta per il cantante americano Jimmy Lee Young (canzone Pop dell’anno e canzone Folk dell’anno).

    Nel 2013 ha invece ricevuto una nomination per i NAMMY Award di Niagara Falls (NY/USA), sempre per la canzone “The She Wolf” (canzone Folk dell’anno).

    Sempre nel 2013, in Albania, è stato il protagonista della  XIII edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, tenendo 2 concerti ufficiali a Tirana e Scutari (Teatro Mijeni).

    Purtroppo, a causa di seri problemi di salute, negli ultimi anni Davide ha dovuto rallentare la sua attività musicale, per arrivare infine sospendere le sue esibizioni Live a partire dal mese di gennaio del 2014.

    A settembre 2017 esce il primo album del suo nuovo progetto discografico La Trilogia, dal titolo emblematico Non ascoltare in caso d’incendio” e supportato dal nuovo singolo “Te ne vai“.

    La Trilogia, prodotto in collaborazione con Alex Cambise, vedrà la luce in tre fasi, con la pubblicazione dei tre album che la compongono a partire dal 2017 fino al 2019.

    Fotografo di formazione, Davide Buzzi è attivo pure nel campo del giornalismo in qualità di membro di redazione del mensile Voce di Blenio e, da diversi anni, come inviato speciale di Radio Fiume Ticino al Festival di Sanremo. Ha scritto diversi racconti brevi, alcuni dei quali sono stati pubblicati in raccolte o sul mensile Voce di Blenio. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro “Il mio nome è Leponte… Johnny Leponte” (ed. Albatros il Filo / Viterbo, Italy) ed attualmente sta lavorando a tre nuovi romanzi.

     

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  • Watt, “Decido io per me” è il loro nuovo singolo

    LA POP-ROCK BAND DI GIOVANISSIMI CHE SOMMA 62 ANNI IN QUATTRO TRAVOLGE LA SCENA MUSICALE COL NUOVO SINGOLO “DECIDO IO PER ME”

     

    Con già alle spalle un’entusiasmante attività live che li ha visti cavalcare i più importanti palchi milanesi (Alcatraz e San Siro), il gruppo di quattro talenti presenta un inno adolescenziale che saprà appassionare tutte le generazioni. 

     

    “Decido io per me” è un pezzo pieno di influenze musicali. La ritmica potente e la chitarra distorta si ispirano al punk-rock dei primi anni 2000, mentre le linee melodiche richiamano al pop italiano ed internazionale.

    La canzone parla della situazione tipica dell’adolescenza in cui i ragazzi e le ragazze pretendono di poter decidere per loro stessi. Parla della volontà dei ragazzi di seguire le loro passioni e non di seguire i passi degli adulti, di essere se stessi.

    Decido io per me esprime la volontà giovanile di non farsi comandare da nessuno.

    Guarda il video realizzato con le due guest star Leonardo Manera e Rita Pelusio 

    www.youtube.com/watch?v=yYxx7K5wgmY

     

    La pop-rock band milanese composta da Luca Corbani, Matteo Rampoldi, Luca Vitariello, Greta Rampoldi annovera già più di 50 concerti su palchi prestigiosi tra cui l’Alcatraz (decretando Greta come la più giovane musicista salita sul questo importante palco) e lo Sta dio di San Siro (dove hanno aperto il concerto di Davide Van de Sfroos).

     

    Radio date: 25 agosto 2017

     

    Greta Rampoldi – voce

    Luca Corbani – basso e voce

    Matteo Rampoldi – batteria

    Luca Vitariello – chitarre e programmazione

     

    BIO

    I Watt si formano come gruppo rock di giovanissimi. Nati fra il ’99 e il 2000, e amici fin dai tempi dell’asilo, Luca, Luca e Matteo coltivano da presto la passione per la musica, per cui frequentano alcune fra le più prestigiose scuole milanesi, e arrivano a formare la band nel 2013.

    Si attirano fin dall’inizio la simpatia del pubblico, per l’energia fresca che sanno sprigionare nei loro concerti, grazie al repertorio variegato, nato dai differenti gusti musicali i tre componenti, e dal desiderio di spaziare fra la musica dei loro anni e quella respirata a casa per l’influenza dei genitori. Un anno dopo il debutto, l’ingresso della cantante Greta (classe 2004), abbassa ancora la media anagrafica (al momento sommano 62 anni in quattro), e alza l’energia sul palco, tanto che riescono a piazzarsi fra i vincitori nel concorso Emergenza 2015, nonostante siano i più giovani partecipanti di ogni edizione, (e Greta la più giovane musicista salita sull’importante palco dell’Alcatraz di Milano).

    Nel 2015 iniziano a comporre pezzi propri, e realizzano un ep, contenente un brano originale (Killers of the world) e tre cover, distribuito sulle più importanti piattaforme digitali.

    Nella primavera 2016 portano in scena al prestigioso teatro No’hma di Milano, con la regia di Marco Rampoldi, lo spettacolo (breve e incompleta) Storia del Rock (che piace a noi), appassionante percorso nella loro musica preferita, dai Beatles ai Muse, che viene replicato poi in numerose situazioni outdoor e indoor.

    In autunno risultano band preferita dal pubblico alla finale nazionale di Rock Targato Italia. Il brano Contro il muro, registrato al Massive art studio, – e primo testo in italiano, che parla una presa di distanza dall’ossessione da social dei coetanei, molto apprezzato dai giornalisti radiofonici, – entra a far parte della compilation RTI 2016.

    È il primo segnale di una virata verso una musica più articolata, che unisce l’energia rock a melodie di forte impatto e suoni moderni.

    Questo appare ancora più evidente nel singolo Decido io per me, sempre registrato al Massive, che viene pubblicato, insieme ad un divertente videoclip, a inizio giugno 2017, mese cardine per la band. Il 9 giugno infatti, scelti personalmente dal ‘cantautore laghée’, suonano sul palco di San Siro aprendo il concerto di Davide Van de Sfroos, ed ottenendo un grandissimo successo personale. Successo che si ripete pochi giorni dopo al loro ritorno al Teatro No’hma, dove propongono Pop reloaded – 70 anni di musica italiana riletta dai Watt, un coinvolgente spettacolo in cui molti successi amatissimi vengono ‘rivitalizzati’ utilizzando spesso anche la tecnica del ‘meshup’ con brani e arrangiamenti di star internazionali come Michael Jackson, Madonna, Red hot chili Peppers. Nei prossimi mesi, accanto all’attività live che ripercorrerà il recente spettacolo, si concentreranno sulla composizione e realizzazione di nuovi brani originali, che faranno tesoro delle ultime esaltanti esperienze.

     

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  • Salvatore Riso, “Canzoni inutili” è il suo nuovo singolo

    Il cantautore campano propone un brano di ispirazione “battistiana” dall’animo sarcastico che crea un ponte fra sonorità “vintage” e sound moderno.

     

    Canzoni inutili è un brano ironico (ma non troppo) in cui l’autore, prendendo in giro anche se stesso, si diverte a raccontare un mondo musicale dove sempre più spesso si producono canzoni “usa e getta”, fatte di melodie orecchiabili ma con scarsi contenuti testuali. Tratto dall’album “Sound check” (2016), “Canzoni inutili” è un brano di chiara ispirazione battistiana (del periodo post Mogol), ed è splendidamente interpretato da Salvatore Riso che riesce ad incarnarne ed esaltarne i contenuti con ironia e leggerezza.

    Scritto e arrangiato da Ciro Scognamiglio, il brano unisce elementi “vintage” a sonorità e dinamiche moderne e si avvale della collaborazione artistica di Federico Nardelli (ex Astral Week), che nel brano ha suonato le chitarre acustiche ed elettriche.

    Le registrazioni vocali sono state effettuate nell’home studio di Salvatore, mentre tutta la produzione, dalle registrazioni strumentali fino al mastering, è stata curata da Ciro Scognamiglio presso Museek Studio, che è anche l’etichetta indipendente che ha pubblicato l’album.

     

    Etichetta: MUSEEK STUDIO

     

     

    BIO

    Salvatore Riso è un interprete e cantautore italiano. Il suo genere può definirsi pop che miscela cantautorato e sperimentazione. Le canzoni che interpreta riflettono la sua personalità e raccontano storie sincere – a volte impegnate, altre volte ironiche o romantiche – che esprimono le complesse dinamiche dell’animo umano con un linguaggio semplice, a tratti disarmante. Il timbro della sua voce è capace, senza trucchi, di trasmettere emozioni forti e contrastanti, e di rievocare alla mente i grandi cantautori. Sebbene Salvatore Riso canti fin da bambino, la sua carriera professionale inizia nel 2013, anno in cui partecipa al “Cantagiro”. Approda in finale interpretando il brano di N. De Filippis “Un bacio, una carezza, una canzone”. Subito dopo diventa un artista Museek con cui pubblica prima l’EP “Prova a prendermi” (2014) e poi l’album “Sound check” (2016). Quest’ultimo lavoro è anticipato dal singolo “L’amore non è…” (2015), brano che si piazza al primo posto de “Il meglio di Zimbalam”, classifica dei brani più votati dagli utenti dell’omonimo distributore di musica digitale. A marzo del 2017 prende parte a “Talent Factory”, un web video contest a cui Salvatore partecipa con i video di “Canzoni inutili” e “Se”. Con entrambi i brani, raggiunge le finali di giugno e vince sia il 1°, sia il 2° posto, rispettivamente con “Canzoni inutili” e “Se”. Il brano “Se”, inoltre, riceve anche il premio della giuria popolare per essere risultato il video più visto e votato. Attualmente sta lavorando contemporaneamente ad un live e al terzo disco, la cui uscita è prevista entro la fine del 2017.

     

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  • “Giorni così” è il secondo singolo di Luca Bash

    Un ritmo funk incalzante sostiene una canzone che apre una finestra sul punto di vista dell’artista circa la consistenza effimera dei rapporti umani nell’epoca dei social network.

     «Al fine di sottolineare o descrivere un fenomeno talvolta si usa un epilogo surreale al fine di identificarne le contraddizioni. Questo è il caso di Giorni Così, in cui descrivo un giorno banale in cui decido di navigare come di consueto sul mio social network preferito, nel dopolavoro, per vedere chi c’è nell’agorà del nuovo millennio. Scrivo un post e, passando da una pagina all’altra, mi gusto i relativi like, commenti, magari condivisioni. E mi crogiolo nel gustarmi la virtuale felicità di vederne i cenni e gli apprezzamenti, i pareri e le battute… ma sento che manca qualcosa. Allora chiedo chi c’è per una birra… ma tutti hanno da fare. Hanno tutti un gran buon motivo per dire “no, grazie”. E mi stupisco del pensiero di cosa darei, in realtà, per una sana sbronza con un amico, forse strano come me, nonostante una serata così banale piena di like». Luca Bash

    Il singolo è estratto da un CD di 15 brani, scritto e prodotto in due lingue (italiano e inglese). L’LP in inglese è intitolato “Keys of Mine”, mentre in italiano si chiama “Oltre le Quinte”. Il progetto si è sviluppato senza direzione artistica, in maniera sequenziale, chiedendo ad ogni musicista di arrangiare e registrare in remoto nella propria città senza indicazione alcuna. L’LP è quindi una composizione dove ognuno ha fatto ciò che la sua arte e gusto gli ha indicato. Di fatto il fine ultimo del progetto di Luca Bash è una dedica ai suoi amici musicisti. Il motivo è semplice:

     

    «Per quanto una persona possa partecipare ad un progetto per sperare che succeda qualcosa o per tentarle tutte, loro (i musicisti) sono gli unici che con un semplice gesto quale suonare e amare le mie canzoni, hanno di fatto reso possibile il dare una forma a quello che io semplicemente sono: uno stupido artista che non ce la fa a rassegnarsi a vivere senza fare ciò che mi rende felice». Luca Bash

     

    BIO

    Luca Bash inizia a studiare musica all’ inizio degli anni ‘90, inizialmente con lo studio del violino, per poi passare nel ’94 alla chitarra. Comunque aspetterà fino al ’99 prima di scrivere la sua prima canzone, quando impatta in Dave Matthews, acquistando per caso il suo duo acustico “Live at Luter College”. La volontà di comprendere la composizione chitarristica lo spinge ad iscriversi all’ UM – Università della musica – a Roma, approfondendo la chitarra ritmica e l’armonia. Produce le sue prime 13 canzoni, tra cui “Dear John”, che lui stesso riconosce come il primo pezzo da poter presentare al pubblico.

    Nel 2006, Bash fu invitato a partecipare al Festival Internazionale di Piombino, rassegna che vinse in duo acustico, corredando il suo successo con il premio di miglior interpretazione. Formò in seguito una band, chiamata BASH, la quale in 5 anni produsse un LP, “On Air” e vinse diversi eventi nella realtà indie.

    I BASH ruppero nel 2011 dopo che I suoi membri principali cambiarono città per motivi lavorativi, ma l’avventura di Luca Bash non terminò. Continuò a scrivere ma nel 2013 ebbe un grave incidente in moto, che lo debilitò per diversi mesi e cinque giorni di coma. Durante la riabilitazione Bash acquisì una coscienza diversa rispetto la sua musica, trainato dalla fortuna di poter di nuovo suonare la chitarra. Da qui, ricontattò da Torino, la sua nuova città, il suo amico e chitarrista storico Giova (Giovanni) Pes per iniziare un nuovo capitolo della sua storia musicale. Nel 2014, un interessante storia discografica prende piede: il progetto CMYK. Il duo ha realizzato 4 EP di canzoni acustiche: Cyan, Magenta, Yellow and Key Black. Ogni EP rappresenta uno dei colori base nella stampa grafica che, a differenza dei colori video, RGB, sono fondamentali per stampare ogni tipo di immagine. L’ intento è quindi quello di fissare in maniera indelebile ciò che Luca Bash vuole esprimere dal profondo del suo io. Attraverso il progetto CMYK, la musica di Bash inizia a mettere piede nel panorama internazionale indie. Nel 2015 the duo realizzarono Single Drops, che raccoglie il singolo “Your Tomorrow” ed un brano favorito da ognuno dei 4 EP. La critica descrive questa nuova direzione al meglio: “Con una semplice base acustica, Pes aggiunge bellezza alle composizione di Bash attraverso la sua chitarra al fine di definire al meglio il proprio stile folk. Una sorta di fusione tra una chitarra latina e il country americano rendono unico il loro stile, specialmente per due italiani di provincia. Attraverso il suo viaggio musicale, Luca Bash è rimasto solido nella sua ricerca: cercare il link con il suo pubblico attraverso una vera e pura espressione della sua visione del mondo. Attraverso i suoi testi, che delineano il nocciolo di cosa significa essere ancora vivo, e grazie ai sui esperti manufatti chitarristici evidenti nei suoi brani, Bash continuerà la sua ricerca, provando nuove vie con ogni pubblicazione per collegarsi con i fan e gli amanti della vita. La ricerca è per un sorriso cosciente, un respiro profondo, un “Bravo!” e questo è più che sufficiente per guidare questo appassionato cantautore.

     

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    SITO UFFICIALE www.lucabash.com

  • “Cucù” è il nuovo singolo degli Iron Mais

    IL PIGLIO PROVOCATORIO DELLA BAND COWPUNK TROVA NUOVA ESPRESSIONE IN “CUCÙ”,

     NUOVO SINGOLO ESTRATTO DALL’ALBUM

     “THE MAGNIFICENT SIX”

     

    Il punto di vista sempre acuto e pungente dei sei istrionici musicisti dà ora vita al racconto musicale che descrive metaforicamente chi vive di rendita senza mai esporsi in prima persona.

     

    “Cucù” è un brano che prende un po’ in giro gli arrampicatori sociali, le persone prevaricanti, i finti saccenti, e lo fa in modo ironico paragonando la loro vita a quella del cuculo, un uccello che si appropria dei nidi altrui senza fatica e che ha la caratteristica, oltre che del canto, del parassitismo.

    Il progetto Iron Mais è nato riproponendo alcune pietre miliari del rock, del punk, del metal e non solo in chiave più bluegrass, country, rock’n’roll, stile che viene mantenuto anche nel nuovo album “THE MAGNIFICENT SIX”, parodia del famoso film cult, dove i magnifici sono i sei componenti del gruppo.

     

    Etichetta: Maninalto!

     

    Radio date: 8 settembre 2017

    Pubblicazione album: 19 maggio 2017

     

    BIO

    Gli Iron Mais sono la più celebre band cowpunk del panorama musicale italiano.
    Il progetto nasce dall’idea di rivisitare in uno stile che amalgama folk, bluegrass , country e incisi western, alcuni dei maggiori successi della storia del Rock in tutte le sue epoche e sfumature. I personaggi portati in scena sono Testa di Cane (voce e banjolele), La Contessina (violino e voce), Jack La Treena (banjo e voce), Lo Scollo (contrabbasso), il Ragazzo Nutria (chitarra) e Burrito (batteria).

    Il loro show è una miscela esplosiva di ironia, look caratteristico, esilarante carisma bifolco, e soprattutto un groove massiccio ed energico della loro radicata vena hard-core, passando per un’attitudine innata al Roots folk tipico degli Stati Uniti del Sud. Gli Iron Mais hanno portato al main stream un genere misconosciuto al pubblico italiano grazie alla loro partecipazione alla nona edizione del celebre talent X-Factor, durante la quale si sono distinti come qualcosa di assolutamente alternativo rispetto alle edizioni precedenti, e hanno dato identità ad uno stile che fino a prima di loro era pressoché inesistente in Italia.

    La produzione discografica della band conta all’attivo un album di cover (HARDCOCK 2015), un EP contenente il primo inedito Nausea (NAUSEA 2016) e il nuovo disco THE MAGNIFICENT SIX (2017) che include anche 6 brani inediti che trattano di temi attuali presentati con la caratteristica ironia, provocazione e irriverenza della band. I brani inediti sono tutti in italiano, scelta voluta per comunicare e coinvolgere in maniera più completa il pubblico ed immergerlo nel goliardico mondo degli IRON MAIS. A partire dal 2017 il management e booking sono gestiti dall’etichetta Maninalto! (www.maninalto.org.).

     

     

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  • Massimo Priviero, “All’Italia” è il nuovo disco che celebra il ritorno del rocker italiano

    Un vero e proprio concept-album, in uscita il 15 settembre, che omaggia storie di vita degli Italiani di ieri e di oggi, parlando di rinascita, di rinnovamento, di forza.

     In “All’Italia” Priviero fotografa storie scandite lungo la nostra strada comune dal Novecento fino ai giorni nostri. Un viaggio italiano vissuto fino in fondo, a volte con commozione ed altre con dolcezza, attraverso linguaggi ed approcci musicali diversi che tuttavia conservano una precisa ed uniforme sonorità acustica a sostegno di un’importante cifra letteraria. Si partirà da un pezzo d’Italia per dipanarsi in altri angoli di mondo o del nostro stesso paese e si conserverà sempre il tratto che accomuna tutte le storie che è nel grande amore verso gente sentita più cara proprio quando decide di mettere in gioco la propria esistenza. Cambiamento dunque. Con forza e con coraggio. Canzoni con dentro una speciale epica di fondo, che scavano tra ieri e oggi.

    In occasione dell’uscita del nuovo album, Massimo sta preparando inoltre un giro di presentazione nei negozi di dischi, con annessa esibizione dal vivo. Sarà una sorta di tour gratuito nominato “Salvate il soldato disco”, (collegato alla precedente iniziativa pubblicata sul sito ufficiale dove venne indetto un referendum che invitava le persone a votare il loro negozio di fiducia), che avrà l’obiettivo di valorizzare i negozi tradizionali come luoghi di incontro, di scambio e diffusione della musica.

    Dopo il successo della data milanese del 26 ottobre 2014, Priviero torna il 15 ottobre all’Alcatraz di Milano per un concerto-evento che porterà in scena il nuovo disco. Prevendite su Ticketone, Vivaticket e prenotabili anche sul sito ufficiale dell’artista www.priviero.com .

    TRACK BY TRACK

    VILLA REGINA: Da questi inizi prende il via il viaggio nella seconda decade degli anni venti. Dentro questa storia di figli d’Italia che migrano oltreoceano per cercare lavoro e che è già fenomeno di massa. La forza e la determinazione di questa gente li porterà a trasformare terre improduttive in piccole città operose circondate da terreni resi fertili da lavoro immane. Piccole città, tra cui la stessa Villa Regina, ancora oggi testimoni del coraggio di questi uomini.

    AQUITANIA: Un giovane parte verso la Francia Sud Occidentale per spendere la propria vita di contadino. Viene da un mondo in cui anche la possibilità di imparare a scrivere e a leggere, durante l’infanzia, non era data. Per questa ragione, cerca aiuto per poter comunicare il suo amore alla giovane donna che non è potuta partire con lui. Dalla quale vuole tornare. Perché la sua vita è rimasta idealmente in una valle del Trentino da dove è partito e dove alla fine riuscirà a tornare per bussare alla porta di chi lo ha aspettato.

    FIUME: Un uomo ritorna, ormai anziano, nel pezzo di terra istriano che da bambino aveva dovuto lasciare insieme alla madre. Quanto era avvenuto in quelle terre negli anni della sua infanzia è ben noto. Suo padre non era riuscito ad andarsene in tempo, in difesa ostinata di una piccola attività con la quale dava da vivere alla moglie e al figlio. E la vita di chi all’epoca visse sfollato in Italia fu difficile. Anche per una sorta di diffidenza, diciamo di tipo storico e politico, che spesso circondava questi esuli italiani. Una frase del padre accompagnerà quest’uomo per tutta la sua vita, ritornando anche nel momento in cui, dopo tanto tempo, egli decide di tornare là dove era partito.

    CIELO BLU: Un figlio dei fiori lascia la città in cerca di un nuovo approccio con l’esistenza e con la natura. Sale una montagna e vive in una baita da dove guarda il mondo spesso con distacco che diventa diffidenza e disprezzo per chi talvolta decide di salire fin da lui senza comprendere cos’è una scelta di vita vissuta fino in fondo. Il cielo blu è il bisogno di solitudine vissuto nella sua cifra migliore e quasi autosufficiente rispetto alla nostra civiltà. Senza alcun desiderio di tornare ai ritmi del nostro tempo ma avendo sposato fino in fondo il proprio nuovo posto ai margini del mondo.

    FRIULI ’76: Un ragazzo ha vissuto il dramma di un terremoto che ha spazzato via la sua famiglia, insieme al proprio paese. La forza tuttavia non lo ha abbandonato e lo ha spinto a ricominciare altrove la sua esistenza. Allo stesso modo, non può dimenticare. E rivive nel ricordo, ad ogni inizio di maggio, quanto la natura ed il destino possono essere stati e possono essere crudeli anche nei confronti di giovani innocenti. Ha costruito la sua storia ed ha provato ad essere semplicemente un uomo giusto. Vivendo anche in nome di chi, un giorno, aveva visto spazzata via la propria vita.

    BERLINO: Negli anni ottanta tanti giovani dirigevano il loro destino verso altre città europee soprattutto per cercar lavoro nei ristoranti italiani. Così questo ragazzo negli anni che precedevano la caduta del muro. Berlino all’epoca è città meravigliosa ma assai difficile da sopportare per chi a malincuore ha lasciato l’orizzonte sicuro della propria famiglia, dei propri amici e del proprio bar. Apparentemente disincantato rispetto a quanto sta per accadere, disilluso sulla bellezza del proprio destino, deciso a tornare nel piccolo paese da dove qualche anno prima è partito.

    ALBA NUOVA: Un ragazzo decide, oggi, di andarsene via. Senza alcuna certezza. Solo. Pure con la rabbia di chi non vede riconosciuto il proprio desiderio di costruire una vita attraverso il proprio studio e il proprio sacrificio. Tuttavia, lo fa con la leggerezza di un giovane che considera di avere in mano il proprio destino. Dunque parte. Incazzato, innamorato, disilluso rispetto alle opportunità che non gli sono state date fino ad oggi ma allo stesso modo deciso a giocarsi le sue carte. Sapendo che, non farlo, significherebbe probabilmente far morire la propria giovane anima giorno dopo giorno.

    RINASCIMENTO: Un salto dentro ai giorni nostri. L’andamento “irish” della canzone accompagna il modo rabbioso ma anche positivo con cui il protagonista si guarda intorno. L’amarezza nel constatare come è il nostro paese oggi. La luce che sboccia, anche se solo alla fine, induce tuttavia al desiderio che ancora oggi si possa intervenire per provare a spingere la vita e pure il nostro tempo verso un cambiamento positivo. Anche se non abbiamo certezze il cammino va fatto. Perché, anche solo nel provare a dirigerlo, può esserci il senso migliore di un’esistenza.

    MOZAMBICO: Un medico volontario. Partito quasi per caso verso un’esperienza che, specie negli ultimi decenni, ha caratterizzato molti italiani impegnati profondamente in associazioni di volontariato che sono spesso tra le migliori del mondo. Immagina di comunicare con un amico che conduce la propria esistenza in modo diciamo più “normale” rispetto a lui. La sua scelta, all’inizio assai complicata, si è viceversa rapidamente rivelata irrinunciabile. Soprattutto, al di là di luoghi comuni e di difficoltà immaginabili, essa è assolutamente felice nella scoperta di quanto valore può esserci dentro l’acquisizione degli essenziali valori umani.

    LONDON: E’ una canzone contemporanea e felice. Dove un ragazzo parte per Londra conservando l’amore che lo lega a chi invece rimane. Col desiderio e la certezza che questo amore può sopravvivere al cambiamento di vita. Chissà, forse perché l’odierna possibilità di muoversi rende ogni orizzonte molto più vicino di ieri. Dunque, si può magari partire anche con leggerezza di sentimenti e con entusiasmo. Per provare a modellare la propria vita in una direzione che si ritiene più giusta. Per scoprire nuove opportunità. Senza che per questo un amore vero sia destinato a finire ma, anzi, aspettandolo il prima possibile allo scalo dell’aeroporto.

    BATACLAN: E’ una ipotetica mail che Valeria Solesin, giovane vittima innocente al Bataclan, scrive alla madre. Nulla della canzone è triste. Viceversa, c’è l’infinita tenerezza tra una madre e una figlia che fa un rapido quadro della propria giornata a Parigi. Nessun attentato è ancora compiuto, nessuna tragedia che il destino può far trovare dietro ad un angolo nel tempo che viviamo oggi, è ancora accaduta. Solo la dolcezza di chi si rivolge verso la propria mamma sorridendo ed evocando la propria infanzia ed il proprio legame. Infanzia di ieri che è diventata la vita adulta di una giovane donna italiana in una grande città europea.

    ABBI CURA: Qualunque sia la tua scelta di vita e qualunque sia il cambiamento che decidi di abbracciare, la prima cosa che mi verrebbe sempre da dire, in termini di augurio, è quella di provare ad aver cura di se stessi e forse ancor più della gente che ci è vicina. Abbi cura di chi sta al mondo forse nel modo migliore, abbi cura di chi decide di mettersi in gioco. Abbi cura anche della sofferenza che incontri e che dovrai superare. Abbi cura del tuo tempo che passa e decidi che vale ancora la pena ripartire, anche con qualche ferita da mettere a posto. Abbi cura del tuo sogno che ti spinge avanti. Non esiste un momento in cui è giusto che abbia fine.

    BASSO PIAVE: Nel novembre del 1966, giusto nella terra da dove io vengo e dove ero bimbo, l’alluvione e ancor più le mareggiate provocarono la perdita di terreni non più coltivabili, la distruzione totale di allevamenti e la fine di alcune vite. Molte più vite di quelle che fisicamente andarono perdute, finirono come possibilità d’esistenza per come essa era stata conosciuta fino a quel momento. Il mondo contadino veniva spazzato via ed eventi come quello che lì avvenne ne precipitarono i tempi. Così, un uomo emigrava verso la città e verso un nuovo lavoro. In questo caso, in una fabbrica d’automobili. Tuttavia portandosi nel cuore l’idea che in ogni caso, un giorno, il cerchio di una vita si dovesse chiudere ritornando là dove si era partiti.

    Pubblicazione: 15 settembre 2017

    Etichetta: Moletto/MPC

    Distribuzione: Self

    Distribuzione digitale: Italy Digital Music