Categoria: Arte e Cultura

  • Casa dello Spettatore anche quest’anno curerà il progetto “I Bambini e Art City 2019”: alla scoperta del Museo Nazionale di Castel SantʼAngelo.

    Casa dello Spettatore anche quest’anno curerà il progetto “I Bambini e Art City 2019”: alla scoperta del Museo Nazionale di Castel SantʼAngelo.
    Primo appuntamento Domenica 14 luglio con “Pinocchiata”.

    Nell’ambito di ArtCity con il sostegno del Polo Museale del Lazio – Palazzo Venezia diretto da Edith Gabrielli, per il secondo anno consecutivo Casa dello Spettatore, l’associazione che si occupa di formazione del pubblico ed educazione alla visione, curerà il progetto “I Bambini e ArtCity”.

    Un evento dedicato alle bambine e ai bambini dai 3 ai 10 anni e alle loro famiglie che propone una modalità innovativa per vivere il patrimonio storico, artistico e architettonico del Polo Museale del Lazio attraverso lʼincontro con le arti sceniche.

    A differenza della scorsa edizione, che ha visto coinvolti sette siti culturali (5 nel Lazio e 2 a Roma) tra cui, Villa Lante a Bagnaia, il Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti Decorative il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX a Roma, il Museo delle Navi Romane a Nemi, il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, l’Abbazia Greca di San Nilo a Grottaferrata e Palazzo Farnese a Caprarola, quest’anno, l’attenzione si è voluta mantenere su un’unica meraviglia che la Città di Roma ha il privilegio di vantare: il Museo Nazionale di Castel SantʼAngelo.

     

    Si svolgeranno, quindi, sette appuntamenti, tutti diversi tra loro e in grado di far scoprire, di volta in volta, nuovi squarci e nuove angolazioni di un sito di rilevante interesse culturale, non a caso, considerato al contempo monumento, area archeologica e museo.

    Ogni appuntamento prevede due percorsi di visita in contemporanea: uno pensato per le bambine e i bambini e uno dedicato agli adulti; entrambi i gruppi vivranno la loro attività di accompagnamento alla visione, sia del sito che dello spettacolo, al termine della quale, si uniranno nella suggestiva cornice del cortile Alessandro VI per assistere allo spettacolo che andrà in scena.

     

    Durante i sette appuntamenti, si accoglierà il pubblico due ore prima dell’inizio dello spettacolo per un viaggio ludico- educativo che accompagnerà gli spettatori- visitatori in un’esperienza complessiva dello sguardo mettendo in dialogo museo e teatro.

    Per ogni appuntamento è prevista, infatti, una particolare attività di accompagnamento alla visita e di introduzione allo spettacolo: tempi e pause da concedere allo sguardo in una didattica della visione pensata come occasione di crescita condivisa e di educazione partecipata.

     

    Sette modi diversi per visitare e conoscere il Museo Nazionale di Castel SantʼAngelo e sette spettacoli indirizzati alle nuove generazioni: un modo unico quest’estate per stare insieme in famiglia!

    PROGRAMMA
    ore 18.00: inizio percorsi
    ore 20.00: spettacolo

    14 luglio 2019
    PINOCCHIATA
    Compagnia Teatri d’Imbarco
    adattamento e regia Patrizia Mazzoni
    con Isabella Quaia
    dai 4 anni
    Pinocchiata invita i piccoli ad assaporare una “gustosa” prima lettura del libro e risveglia nei grandi il desiderio di rileggerlo. In Pinocchiata lo spettatore si trova inglobato nello spazio scenico, immerso nella geografia fantastica pinocchiesca. Ogni spettatore si sente un po’ Pinocchio, coinvolto in un viaggio sensoriale che si dipana attraverso luoghi, atmosfere, distanze e scansioni temporali, invettive verbali e sentenze proverbiali.

    3 agosto 2019
    STORIA TUTTA D’UN FIATO
    Teatro Fontemaggiore
    Tratto da “Narco degli Alidosi” di R. Piumini
    testo di Roberto Piumini e Luca Radaelli
    con Enrico De Meo, Emanuela Faraglia,
    Giancarlo Vulpes
    dai 4 anni
    La storia del conte Narco, cavaliere valente, riverito, rispettato, temuto e apprezzato, ma con un piccolo grande “problema” che solo il mago Antolfo può guarire. Inizia così il viaggio avventuroso di Narco e Baldante, suo scudiere, fino a raggiungere Antolfo che svelerà loro le tre difficili prove da superare per far guarire il conte.

    18 agosto 2019
    L’ANATRA, LA MORTE E IL TULIPANO
    Compagnia Tardito Rendina
    Liberamente tratto da ”Ente, Tod und Tulpe”
    di Wolf Erlbruch
    di Bruno Franceschini
    coreografia e interpretazione Aldo Rendina e Federica Tardito
    dai 7 anni
    Era da un po’ che l’anatra aveva una strana sensazione. «Chi sei? E perché mi segui tutto il tempo?» La strana e inaspettata amicizia fra l’anatra e la morte narrata attraverso un linguaggio coreografico fatto di corpi, movimenti e voci. Un duetto stralunato, buffo e poetico che dialoga con un inusuale duo di fagotto e violoncello.

    23 agosto 2019
    IL SOFFIO DI SOFIA

    CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
    di e con Desy Gialuz
    musiche dal vivo Michele Budai
    dai 3 ai 6 anni
    Cosa potrebbe accadere se una mattina tutti i mulini si fermassero? È quello che succede qui, dove le macchine perfette rendono tutto uguale. I mulini si fermano ma il vento no, lui rimane, in attesa. Sofia, una piccola sarta, non si arrende alle macchine, continua a sognare e nel silenzio della notte incontra il Gigante Solitario, che le ricorda l’importanza dei sogni e del desiderio di realizzarli.

    24 agosto 2019
    RANA RANA!

    Teatro del rimbalzo
    di e con Ombretta Zaglio
    Pietro Ariotti: fisarmonica
    Stanislav Kotovski: clarino
    dai 5 anni
    Come farsi amare da una rana? Cosa succede se insieme alle pere si raccoglie una bambina? Perché è meglio, a volte, non schiacciare una biscia e starla invece ad ascoltare? Come fu che un famoso ladro sposò la figlia di un re? Nel racconto di Ombretta Zaglio le più belle e antiche fiabe della tradizione italiana vanno in scena accompagnate dalla magia della musica dal vivo e del canto.

    1 settembre 2019
    RACCONTI DAL BOSCO
    Zaches Teatro
    di Luana Gramegna
    con Enrica Zampetti
    scene di Francesco Givone
    musiche di Stefano Ciardi
    dai 4 anni
    Tra racconto e lettura, uno spettacolo per bambini e adulti legato al motivo del bosco come luogo in cui ci si smarrisce e si va con coraggio alla ricerca di se stessi. Un mondo sonoro che consente un’ampia risonanza interiore e in cui l’immaginazione prende per ognuno forme distinte. Si entra in uno spazio intimo e suggestivo e si viene accompagnati in un racconto di cui le parole sono solo una parte.

    8 settembre 2019
    CARO ORCO
    Cà Luogo d’Arte / compagnia rodisio
    di Manuela Capece e Davide Doro
    con Maurizio Bercini
    collaborazione artistica Marina Allegri
    dai 3 anni
    Lʼorco è necessario. Dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo. Lʼorco è come la notte, che è bellissima, il problema è che fa paura. Ma anche la paura è necessaria. Lʼorco ti racconterà di tutte le meraviglie di un mondo fantastico. Lʼorco ti farà battere il cuore. Ma devi andargli vicino, molto vicino, tanto da prendergli la mano. Lʼorco è una storia a lieto fine.

    Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo
    Lungotevere Castello, 50

     

    gratuito per i bambini
    € 7,50 per gli adulti
    il costo comprende il percorso di visita e lo spettacolo

    INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
    Mob. + 39 333 4954424

    Casa dello Spettatore. Per una formazione del pubblico

     

  • Atteso a Spoleto il prestigioso Premio Modigliani per talentuosi artisti contemporanei

    Segue l’onda di successo cavalcata dalla mostra internazionale Spoleto Arte il Premio Modigliani. L’esposizione verrà inaugurata nella medesima sede, lo storico Palazzo Leti Sansi (in via Arco di Druso 37, nel cuore di Spoleto), venerdì 26 luglio e a partire dalle 17 e aprirà esattamente con il conferimento della prestigiosa targa agli artisti selezionati.

    Organizzata e presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, la mostra avrà il contributo di numerosi ospiti illustri, tra cui il direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara, Gianni Marussi, già responsabile dello Speciale Mostre TgCom e di Ardirectory del TgCom24, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e di Maria Lorena Franchi, curatrice d’arte di Montecarlo.

    «Il Premio Modigliani – ricorda Salvo Nugnes – nasce con l’intento di celebrare e mantenere viva la memoria dell’artista da cui prende il nome, proponendosi di diffonderne il genio e l’arte in Italia e all’estero».

    L’anticonformismo che ha contraddistinto il pittore che i francesi soprannominavano Maudit (pronunciato per l’appunto come l’abbreviazione “Modì”, che significa “maledetto”) è dovuto alle sue particolari influenze e ai suoi incontri con alcuni degli artisti dell’epoca. «Il primitivismo di questo meraviglioso pittore – spiega il prof. Sgarbi – è una sintesi di tradizione italiana e della civiltà africana delle maschere nere […]. Però poi, quando uno guarda l’opera, la sente totalmente italiana, direi petrarchesca. Si percepisce questo lirismo, questo rivolgersi alla donna come destinataria della passione, dell’amore, della dolcezza».

    L’artista non ha mai goduto in vita di fortuna né fama, al contrario di quanto avviene oggi. Modigliani è infatti considerato ora uno dei principali artisti della storia dell’arte e, pertanto, il premio diventa un modo per riconoscere i nuovi talenti e quelli già affermati, sostenendoli maggiormente nel loro percorso nel vasto panorama artistico italiano e internazionale.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • PierGió artista di ricerca e di riflessione

    Un’opera d’arte è quello che c’è dietro l’opera, non quello che vedi. Sulla scia di queste profonde riflessioni PierGió intraprende con slancio e passione il cammino artistico, accostandosi al filone informale con quell’entusiasmo e quell’energia insiti nel suo pregevole talento creativo. Per lui fare arte equivale ad esprimere appieno il suo essere in modo intimo, attraverso una completa e appagante libertà intellettuale. Nelle opere scorre e si percepisce un senso di infinito, di dimensione sconfinata e svincolata da limiti spaziali che accoglie lo sguardo dello spettatore e lo immette nella visione a tutto tondo. La dottoressa Elena Gollini ha commentato: “La pittura per PierGió è un mezzo indispensabile per parlare di sé, per raccontare e raccontarsi, per sondare ed esplorare le stanze segrete e più recondite dell’anima e della mente, recuperando tramite l’atto creativo la sua parte più celata e inespressa. Le opere assumono il colore degli occhi e dell’anima di chi li osserva e li contempla con trasporto generando un potente scambio simbiotico con il fruitore“.

    Nelle creazioni realizzate da PierGió si riesce a cogliere la qualità intrinseca insita dentro esse. I materiali compositivi vengono armonizzati tra loro con un intreccio sinergico e l’impatto estetico risulta da subito gradevole alla vista. Dalle composizioni di inedita prospettiva materico-informale scaturisce una commistione di emozioni, sentimenti e sensazioni compenetranti, che stimolano la fantasia di lettura interpretativa e riescono a racchiudere e custodire intatto un momento intenso e di pregnante espressività. La narrazione si spinge verso contenuti allusivi e innerva una poetica di matrice astratta ricercata e molto accattivante che si libera in cromatismi lirici. L’ispirazione creativa si sposta verso la ricerca dell’universo infinito della psiche, catturandone gli anfratti più nascosti e non rivelati. Le opere sono frutto dell’inconscio modulato e incanalato dentro un’attenta ricerca e indagine di scandaglio e analisi introspettiva. Il senso estetico è permeato da un forte gusto personale nella scelta e nell’utilizzo della tavolozza cromatica con tonalità incisive e di efficace resa scenica. Le creazioni compongono una sorta di “sequenza liturgica” insita nel compimento dell’atto e del gesto pittorico e sono frutto di un’illuminazione ispiratrice che proviene dall’osservazione del mondo sia esterno sia interno, nel tripudio appassionato della corrispondenza dei sensi.

  • Paper Walls “Stringimi”


    la giovane band torna in radio con un nuovo singolo 

    Ritrovarsi nell’abbraccio di qualcuno anche quando ci si sente fragili, confusi e indifesi può fortificare. “Stringimi” racconta il bene e la sua capacità rigeneratrice. In un momento come questo  in cui si parla troppo spesso di amori malati, c’è la necessità di rievocare la bellezza di un sentimento, che mai dovrebbe essere causa di sofferenza e dolore. Ma che al contrario, nella sua forma più pura, è il rifugio per tutti i mali di questo mondo.

    Provenienti dalla soleggiata Puglia, quattro ragazzi sbadati ma pungenti, intraprendenti osservatori, simpaticamente critici, completamente differenti tra loro, accomunati dalla stessa passione, quella per le “note musicali”.

    I Paper Walls nati nel 2010 da un’idea del chitarrista Nicola Renigaldo,  muniti di fantasiose melodie, accompagnate da testi realistici e irriverenti, raccontano le stranezze della società attuale lasciando trapelare nelle loro canzoni sempre risvolti profondi ed emotivi. Nonostante la loro giovane età riescono a dipingere un quadro chiaro e nitido della realtà’ adoperando però sottili e divertenti sfumature. Hanno all’attivo più di duecento concerti. La loro uscita discografica datata Luglio 2018 con il brano “Senza uscita” ha raccolto numerosi consensi restando in rotazione radiofonica per sei mesi.

    I Paper Walls:

    Sonia Belvedere: Voce
    Nicola Renigaldo: Chitarra
    Antonio Di Lauro: Basso
    Fabio Conoscitore: Batteria

    Facebook: https://www.facebook.com/paperwallsrock/
    YouTube: https://www.youtube.com/user/PaperWallsMusic
    Instagram: https://www.instagram.com/paperwallsrock/

    Press, radio, Tv Agency
    DCOD Communication By GB Play
    [email protected]
    [email protected]

  • Il coinvolgente “delirio creativo” di Alessandro Maria Zucca

    L’arte pittorica di Alessandro Maria Zucca ricorda per certi versi il senso della concezione del non finito di Michelangelo, oltre il quale si entra nell’infinito. Le opere proposte all’attenzione del fruitore sensibile e perspicace offrono un peculiare e non consueto modo di vedere il mondo e di percepire la realtà circostante. La dottoressa Elena Gollini ha rimarcato come “Alessandro ci invita a imparare a guardare e intendere, configurando un’inedita organizzazione percettiva di forme disposte nella continuità dello spazio, che si congiungono in commistione e generano delle orchestrazioni coreografiche di articolata sfaccettatura. I giochi cromatici si snodano su declinazioni e gradazioni variegate e si indirizzano verso una luminescenza brillante e luminosa, con toni decisi e incisivi che fanno emergere in primo piano la costruzione dinamica e pulsante. Inserisce nelle opere anche forme a cui attribuisce un particolare significato semantico insito profondo e mai casuale. Crea combinazioni curiose e originali, che spingono l’osservatore a una lettura aperta e a una conoscenza approfondita verso il mondo dell’arte e della cultura in generale“.

    La pittura di Alessandro è orientata allo studio del colore, delle armonie e dei vari abbinamenti cromatici associati allo studio delle luci, delle ombre e delle prospettive luminose e rafforzata dalla componente energetica della materia che conferisce dinamismo e vitalità alla composizione. Il suo linguaggio astratto contiene emozioni del vissuto esistenziale e produce una pittura informale accostabile per certi aspetti alla corrente dell’espressionismo astratto americano. La ricerca si dirige e si incentra sulla materia per dare risalto alla sua massima espressione sostanziale. Alessandro nella dimensione informale si sente libero, svincolato da canoni imposti e riesce a catturare i pensieri e il pathos del momento, imprimendolo sulla tela con spontanea ispirazione. La tecnica prevede una successione preparatoria ed esecutiva che permette di ottenere risultati interessanti e stimolanti per l’osservatore, attribuendo grande importanza anche al dato contenutistico, che fa leva sulla sfera introspettiva e la canalizza verso una sorta di continuità ideale, protesa all’infinito, all’assoluto, al divino.

  • Accademia Verdi, doppio Premio Internazionale: Miglior Musical e Award a Londra

    La scuola veneziana per i musicisti premiata in pochi giorni tra Roma e la Gran Bretagna per le esibizioni dei propri studenti. La fondatrice Francesca Seri, pronipote del maestro Giuseppe Verdi: “Orgogliosi di far conoscere il Veneto delle eccellenze musicali in tutto il mondo”. Le storie di Massimo e Chiara

     

    Seicentocinquanta studenti, trentacinque insegnanti, centoventi iniziative musicali organizzate negli ultimi tre anni, una storia iniziata il 5 novembre del 1994 e un solo obiettivo: diffondere la cultura della musica insegnando alle nuove generazioni la bellezza del saper usare uno strumento. L’Accademia Musicale Giuseppe Verdi di Venezia festeggia il proprio primo quarto di secolo di vita con un doppio riconoscimento prestigioso, che pone la scuola veneta ai vertici mondiali nell’insegnamento degli strumenti musicali.

    Il riconoscimento più importante è quello ottenuto dal musical “Cinema Future Show” che, in fase di preparazione, ha coinvolto cento coristi e cinquanta interpreti solisti. L’opera si è classificata in seconda posizione a “Primo”, il premio italiano dedicato ai musical originali. Il riconoscimento, ideato da Franco Travaglio, ha premiato il team veneto composto da Anna Zago, Anna Patanè e Francesca Seri per il libretto e le liriche, Giorgio Susana e Andrea D’Alpaos per le musiche, con il supporto di Ester Mannato per le coreografie. “Cinema Future Show” abbina film famosi (citiamo La Famiglia Addams, Maleficent, Harry Potter, Peter Pan, Pirati dei Carabi e Guerre Stellari) a musiche coinvolgenti, scene mozzafiato e lo straordinario spettacolo della multivisione curata da Francesco Lopergolo. Spiegano gli autori: “La peculiarità sta soprattutto nell’aver creato un interscambio armonioso tra la storia, il cantato e le videoproiezioni che avvolgono la scena ed i protagonisti”.

    Il secondo riconoscimento arriva da Londra, direttamente dal Trinity College, ente che vanta una storia di 130 anni ed è diffuso in sessanta nazioni a livello mondiale. Ebbene, quest’anno in Italia due giovanissimi candidati, Massimo Caggiula e Chiara Delaini (le loro biografie sono in scheda, qui sotto), hanno ottenuto l’ambitissimo premio “Exibition Awards”, premio riservato ai ragazzi dell’elite musicale che si distinguono per la qualità delle esecuzioni durante gli esami dei “grades” più alti. Tra tutti gli allievi che sostengono l’esame vengono segnalati quelli che sono ai massimi livelli secondo gli standard londinesi. Per Caggiula, enfant prodige del pianoforte a soli 15 anni, è il primo riconoscimento internazionale dopo anni di premi in Italia. Inoltre, da poco un’altra studentessa, Veronica Palmarin, è diventata testimonial sull’importanza delle certificazioni per i ragazzi italiani: va infatti precisato che l’Accademia veneziana, nel suo ruolo di centro accreditato per il Trinity College, ha rilasciato nel corso degli anni circa 220 certificazioni e cinque diplomi.

    La presidente e fondatrice Francesca Seri è orgogliosa dei riconoscimenti ottenuti dai propri allievi. “E’ la conferma che il duro e meticoloso lavoro di insegnamento alla fine paga, nel musical ad esempio siamo di fronte ad una operazione durata più di un anno, dalla progettazione alla realizzazione”, spiega la pronipote del grande Maestro Giuseppe Verdi. “Ma siamo anche felici per il fatto che, competendo con migliaia di coetanei in tutto il mondo, due nostri allievi abbiano ottenuto questo prestigioso riconoscimento a Londra. Il London Exhibition Award è infatti un premio molto ambito e di grande valore che spronerà tutti noi a lavorare con sempre maggiore impegno e passione. Crediamo fortemente nel progetto didattico e di formazione umana e artistica che con la musica sta creando le nuove generazioni di giovani veneziani”.

     

    UFFICIO STAMPA VELVET MEDIA / [email protected]

     

    MASSIMO CAGGIULA Massimo Caggiula, figlio della flautista e direttrice di coro Francesca Seri e del violista Vincenzo Caggiula, ha iniziato a studiare pianoforte da quando aveva 5 anni presso l’Accademia Giuseppe Verdi con Carla Talamini come insegnante. Sta seguendo anche dei master di perfezionamento col pianista Olaf Laneri (vincitore del Premio Busoni). Massimo si è classificato primo al Concorso musicale Città di Palmanova del 2015, primo al Concorso Città di Venezia, giovani pianisti, del 2016, primo al Concorso internazionale Diapason d’oro di Pordenone del 2018 e ancora primo nella sezione musica da camera del Concorso “A tutto flauto” del 2018. Ha conseguito le certificazioni del Trinity College London per i grades 4, 5 e 6 con alte votazioni che gli hanno permesso di risultare promosso con “distinction”. Nel 2019 è stato insignito del premio London Exhibition Award per la migliore esecuzione durante un esame Trinity del 2018.

    CHIARA DELAINI Chiara Delaini inizia a suonare il flauto traverso all’età di undici anni nelle scuole medie Paolo Caliari di Verona sotto la guida di Stefano Maffizzoni, successivamente entra al Liceo Musicale Carlo Montanari di Verona dove si forma con Marcello Barberi. Diplomata, si sposta a Venezia dove studia all’Accademia di Musica Giuseppe Verdi con l’insegnante Francesca Seri, la quale la prepara agli esami di ammissione al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia e alle Certificazioni Trinity. Nel 2016 viene ammessa agli studi del Conservatorio Benedetto Marcello sotto la guida della professoressa Monica Finco e continua i suoi studi attualmente con l’insegnante Federica Lotti.

    L’ACCADEMIA MUSICALE GIUSEPPE VERDI ha sede a Venezia. Fondata il 5 novembre 1994, l’Associazione ha l’obiettivo di diffondere la cultura musicale e porsi come punto di riferimento nel panorama della didattica musicale rivolta in special modo ai giovanissimi, in particolare a livello propedeutico e divulgativo.  Negli anni l’Accademia è riuscita a proporre corsi individuali e collettivi e proponendo percorsi di qualità ed iniziative di alto livello.  Molteplici le attività poi rivolte alle scuole, dall’infanzia sino alla secondaria di primo grado, inclusi i progetti Asl (Alternanza scuola lavoro). Nel triennio 2016-2019 ha organizzato più di 120 iniziative musicali tra concerti e saggi musicali, 3 edizioni del concorso nazionale “ A tutto Flauto”, 8 workshop e masterclass estive, 9 spettacoli e saggi presso il teatro Goldoni, e partecipato con i propri soci ad una ventina di iniziative organizzate da altre realtà nel Veneto. L’Accademia è inoltre centro autorizzato per rilasciare le certificazioni musicali del Trinity College of London.

    I PREMI VINTI Tra i prestigiosi riconoscimenti annovera il terzo posto al concorso cultura indetto dal comitato olimpico di Sochi nel 2014 con “Il Gatto Zorba e la Gabbianella fortunata”, nel 2016 il primo premio al concorso internazionale di composizione M. Ravel per la composizione “Dulcinea” con “Tra fantasia e realtà. Le avventure di Don Chisciotte” e il recente 2° premio al concorso “PRIMO” per il musical inedito in lingua originale “Cinema Future Show” nel 2018.  Non solo, due allievi dell’Accademia italiani hanno ottenuto l’ambito “Premio per l’Exibition Awards 2018”, riconoscimento che nessun italiano aveva finora ottenuto.

  • SMART-UP! Il romanzo ispirato al progetto Easyjoint di Rita e Tommaso Felicetti

    Il racconto di una realtà tutta italiana, dal punto di vista della pianta più discussa del momento!

    Mercoledì 3 Luglio: approda in libreria SMART-UP!, il racconto dell’avventura di Easyjoint dai primi battiti alla generazione di un settore tutto nuovo, utilizzando il fantasioso punto di vista della pianta più discussa del momento. La storia di Easyjoint, azienda leader in Italia nella produzione e vendita della cosiddetta Cannabis Light, inizia qualche anno fa, attraverso un “vuoto normativo” di una sentenza del 2016. Luca Marola avrà così l’intuizione che lo porterà alla fondazione dell’azienda, rivoluzionando il mondo della cannabis nel Belpaese.

    Rita e Tommaso Felicetti in SMART-UP! raccontano questa storia, e lo fanno mescolando giornalismo e fantasia, in un romanzo in grado di essere anche testimonianza e ispirazione, non solo per il mercato della Cannabis Light, ma per il mondo imprenditoriale a 360°. Tra difficoltà e scontri con il mondo della politica (e non solo), la canapa narra la sua storia per mostrare la sua volontà di non arrendersi.

    Il volume, in uscita per la collana Fuoricollana di Chinaski Edizioni, costituisce un importante documento per comprendere e conoscere la parabola di una azienda che, attraverso le intuizioni del suo proprietario, ha saputo creare un nuovo mercato in un Paese all’apparenza senza più porte da aprire.

     

    Il volume

    La storia di una delle più dirompenti realtà imprenditoriali degli ultimi anni in Italia, narrata in prima persona dalla pianta che negli ultimi anni è stata oggetto, in tutto il mondo e da ultimo anche in Italia, di una clamorosa ri-scoperta. La canapa, cannabis, marijuana comunque la vogliate chiamare, si racconta, e ci racconta come un guanto di sfida lanciato al sistema della “guerra alle droghe” sia diventato un affare talmente interessante da coinvolgere anche ingenti capitali esteri. Con la leggerezza che compete a questa pianta, si getta lo sguardo sul nostro paese, sul sistema sociale occidentale e sulla società dei consumi, sino

    a interrogarsi sul senso stesso di certe parole che vengono troppo spesso abusate, piuttosto che usate correttamente. La forma del romanzo è visionaria per quel tanto che basta a ricollocare gli eventi dalla cronaca ad un piano più intimo di riflessione, focalizzato proprio sulle vicende di quella che è tutto sommato, una pianta, e come tale innocente rispetto ai problemi che noi umani le costruiamo intorno.

    Rita Felicetti, laureata DAMS, attrice, regista e autrice di teatro; lavora nel teatro dal 1997 come attrice. Dal 2002 scrive e interpreta monologhi semi-comici con tematiche sociali. Vive a Bologna dove disegna, insegna teatro e suona la batteria preferibilmente in stile punk-rock.

    Tommaso Felicetti, giornalista professionista, è direttore responsabile della testata giornalistica online Gazzetta di Bologna. Dopo la laurea in scienze della Comunicazione e dell’Animazione socio-culturale ha concluso un master biennale in giornalismo. Compie il suo lavoro di giornalista e scrittore con lo sguardo rastafariano: “Equal rights and justice for all”, uguali diritti e giustizia per tutti. Informare sui diritti umani calpestati, subiti o ottenuti può rappresentare un’arma contro quegli uomini che non rispettano i diritti altrui. Crede che il giornalismo sia uno dei più alti strumenti per difendere la democrazia.

     

     

  • FUNAMBOLO: IL PRIMO SINGOLO UFFICIALE DI WILLY LO

    Dal 29 Giugno il primo lavoro solista del rapper romano è disponibile in anteprima esclusiva sulla piattaforma di Spotify.

    “Inseguiamo sempre qualcosa per completarci. Il mio obiettivo è l’equilibrio… Essere e avere, amore e odio, in una parola: musica” con questa espressione l’artista annuncia l’uscita del suo primo singolo ufficiale dal titolo FUNAMBOLO prodotta da G ROMANO. Una frase molto realistica, visti i problemi del mondo moderno, dove risulta sempre più difficile districarsi in un vortice di degrado, droga, allontanamento dalle proprie radici e discriminazioni sempre più frequenti. Di grande complessità per Willy Lo è riuscire a trovare il giusto contrappeso tra quello che ritiene giusto e quello che viene imposto dal mondo in cui suo malgrado si trova a vivere quotidianamente, infatti questo brano racconta  la difficoltà di acquistare un proprio equilibrio interno per poter completare se stessi. Nella maggior parte delle persone questa disperata ricerca suscita un comportamento discontinuo e a volte contrastante, generando incomprensioni nei rapporti interpersonali, alla stregua dei cosiddetti “psicofunamboli”, come definiti da Anthony Smith.

    Il singolo è disponibile su tutti gli store anticipando l’uscita del  video ufficiale. Per continuare ad essere aggiornati basta visitare i social di Willy Lo ai link qui sotto.

    Spotify: https://open.spotify.com/album/5SPEfrtenvVRU1OElPfntV

    Facebook:

    https://www.facebook.com/therealwillylorbo/

    Instagram:

    https://www.instagram.com/willy_lo_acd/

    https://www.instagram.com/p/BzTCylVoDnm/

  • Intervista: i ritratti di Rosanna Gaddoni tra ragione e sentimento

    Artista del ritratto, Rosanna Gaddoni è una pittrice e disegnatrice nata a Forlì, che dopo aver vissuto per qualche anno in Asia, si è stabilita in Olanda a Helmond, dove attualmente lavora e risiede. Avendo visto e sperimentato profondamente la condizione umana durante i suoi viaggi e nella vita, la sua arte parla di emozioni, vulnerabilità e umanità, e ogni aspetto dell’espressione visuale che include immagini, colori e che comunica emozioni, la attrae. Di seguito l’intervista a Rosanna Gaddoni.

    D: Quali sono le 3 componenti sceniche fondamentali per ottenere una resa ottimale del ritratto?
    R: Intendo la componente scenica di un ritratto quella qualità che attiva l’immaginazione di chi lo crea e di chi ne fruisce e che a mio parere ne manifesta la natura profonda. Scelgo di utilizzare tecniche di focalizzazione che ritraggono una parte del viso del soggetto per sottolineare il dettaglio: è infatti nelle micro espressioni che ci riveliamo integralmente e sono i piccoli dettagli del nostro viso, quelli che ricordano di noi le persone che ci amano. Prediligo i ritratti che raccolgono un istante rubato, come con uno scatto nascosto, perché nella lealtà del gesto che ci racconta senza pose, si svela il nostro messaggio di unicità, che rende i ritratti così affascinanti e seduttivi. Un’ulteriore componente di grande importanza è la scelta di esecuzione del contrasto di ombra e luce, in coerenza con l’emotività e la drammaticità del ritratto. Anche l’anima più luminosa ha le sue ombre con le quali giocare.

    D: Come coniughi la combinazione di queste parole dentro la tua formula espressiva: anima/mente ragione/sentimento;
    R: Non c’è opera d’arte che non esprima l’umanità dell’artista, a mio parere presente anche nell’arte concettuale e nell’iperrealismo. Esprimersi significa per me esternare il risultato di una pressione interna, il prodotto di un movimento interiore. Anima e mente si compenetrano nell’arte, così come ragione e sentimento. Ciò che creo in un’opera d’arte e che risponde al mio bisogno animico di espressione viene prima immaginato e ricreato nella mia mente. Il mio intento è di ricreare lo stesso processo di empatia e imitazione in chi guarda e per questo ho scelto la ritrattistica e la pittura astratta come mezzi di espressione principali (o forse queste due tecniche hanno scelto me). Nel ritratto, il figurativo non si sovrappone al messaggio artistico, al contrario ne è vettore, nel momento in cui le emozioni vengono riconosciute e vissute in chi crea e in chi fruisce dell’opera. Nella pittura astratta l’interdipendenza tra razionalità e irrazionalità (ragione/sentimento) è ancora più rafforzata, perché ognuno di noi attribuisce ad una pittura astratta un significato, un pensiero, in quanto rappresentazione delle domande più profonde, delle nostre interrogazioni senza risposta, e di conseguenza, una risposta emotiva. Non cerco di dare risposte, ma di sollecitare le domande nascoste della nostra anima e dei nostri sentimenti per farle vivere attraverso la coscienza della mente e della ragione, che danno a ognuno di noi un proprio linguaggio di codifica dell’opera d’arte.

  • MILLON BWOY È disponibile dal 14 giugno in digitale “QVDV” l’album anticipato dal singolo “VIENI CON ME PT. 2”

    E’ disponibile dal 14 giugno sulle principali piattaforme digitali “QVDV”, il primo album del giovane rapper MILLON BWOY, pubblicato e distribuito da Neverland Records e anticipato dal singolo “VIENI CON ME PT. 2”.

    “QVDV” esprime la voglia di godersi la vita al massimo, cogliendo senza paura tutte le possibilità che essa offre. Il brano affronta le tematiche del quotidiano, e lo fa volutamente senza censure o limiti. In questo tipo di approccio diretto e sincero MILLON BWOY ha voluto rifarsi ai cantautori di un tempo, descrivendo la vita dei giovani da un punto di vista inedito“Se negli ultimi anni la scena Hip Hop nazionale ha preso finalmente posto nell’Olimpo del mainstream, – dichiara Millon Bwoy – è soprattutto grazie a giovani emergenti che si sono distinti per talento, attitudine e forza di volontà. Il tema principale dell’album è la voglia di prendersi tutto. Probabilmente la stessa volontà che, ai tempi, aveva incoraggiato i cantautori ad esprimere sé stessi senza filtri”.

    Questa la tracklist dell’album:

    1 – SEMBRA DI NO
    2 – NON C’È (feat. KALT)
    3 – VIENI CON ME, PT.2
    4 – BAILAMOS
    5 – PUSSY COCAINA (feat. YOUNGGUCCI)
    6 – QVDV
    7 – CALIFORNIA (feat. LIL SCAR)
    8 – DAINO
    9 – VIDA LOCA (feat. BOLLA)
    10 – FUJIKO E LUPIN
    11 – G.F.P.C (feat. YOUNG SLASH)
    12 – PUSSY RAPPER

    La tracklist comprende 12 brani, di cui 5 in collaborazione con alcuni dei migliori rapper della scena emergente: Young Slash, YoungGucciLil ScarBolla & Kalt.

    “VIENI CON ME PT. 2”singolo di lancio dell’album, ha segnato il ritorno di MILLON BWOY dopo un anno di silenzio. Il brano rappresenta anche il seguito di “VIENI CON ME”, brano pubblicato su YouTube dopo la vittoria al Revenge Contest, competizione che lo ha premiato con un beat prodotto da Garelli ed un video ufficiale realizzato da 404 Films.

    È disponibile online anche il video di “VIENI CON ME PT. 2”, realizzato da Guido Brigante al seguente link

    www.youtube.com/watch?v=EZ1ylbGu2qc

     

    MILLON BWOY, all’anagrafe Michael Pinto, nasce a Castelnuovo Né Monti (RE) nel 1997. Cresciuto tra Genova e Milano, comincia la sua carriera nella “Million Clique” – ex crew di Cromo, Lil Scar & Kalt – e decide successivamente di dedicarsi ad un progetto solista per consolidare la propria identità e soddisfare il bisogno di esprimersi senza filtri. In questo nuovo percorso è spesso affiancato da Demo, storico produttore della scuderia “Studio Ostile“.

     

     

  • Inaugurazione tra gli applausi per Spoleto Arte con Sgarbi, Alberoni e molti altri amici vip

    Quella del 2019 resterà un’edizione memorabile negli annali di Spoleto Arte. La mostra internazionale d’arte contemporanea ha aperto i battenti lo scorso sabato 29 giugno a Palazzo Leti Sansi, in via Arco di Druso 37 a Spoleto. Inaugurata alla presenza di due grandi professori, il sociologo Francesco Alberoni e il critico d’arte Vittorio Sgarbi, la rassegna spoletina organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes ha visto prendervi parte oltre 120 artisti provenienti dall’Italia e dall’estero con quasi 300 opere. L’evento ha suscitato l’attenzione di numerose personalità illustri, tra cui la stilista Anna Fendi, l’attrice e cantante Serena Autieri, l’assessore alla Cultura Ada Urbani, la scrittrice e giornalista Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», la pittrice Antonella Cappuccio Muccino, il presidente del Festival dei Due Mondi Umberto De Augustinis, il direttore dell’Ansa Vincenzo Di Vincenzo, la giornalista RAI Antonietta Di Vizia, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, e Patrick, inviato di Striscia la Notizia. La kermesse, oltre che per l’evento in sé, ha trovato un pubblico sensibile in occasione del discorso di apertura di Francesco Alberoni che, assieme alla scrittrice e psicologa Cristina Cattaneo, ha trattato il tema dell’amore in un contesto così ampio e vario come quello spoletino. Argomenti come l’innamoramento nella nostra quotidianità, l’utilizzo dei social e il loro effetto nella relazione di coppia sono stati solo alcuni dei punti cruciali toccati assieme al parterre di vip e agli artisti che qui rimarranno esposti fino al 22 luglio.

    Ecco dunque i nomi dei talentuosi autori le cui opere sono ospitate a Palazzo Leti Sansi: Anna Actis Caporale, Patrizia Almonti, Manuela Andreoli, Lanfranco Antonini, Vincenzo Armato, Laura Assalve, Maria Cristina Balboni, Sabrina Barbagallo, Massimiliano Bellinzoni, Daniele Beretta, Giuseppe Bertoletti, Renata Bertolini, Piero Boni, Giuseppe Bossa, Ronnie Brogi, Antonella Cappuccio, Teresa Carcasio, Franco Carletti, Cesare Carrieri, Margherita Casadei, Rosanna Cecchet, Bruno Cerboni Bajardi, Norberto Civardi, Bruno Colla, Adriana Collovati, Maria Beatrice Coppi, Felice Cremesini, Claudia Crestani, Renata Cuomo, Giovanna Da Por, Elisabetta D’Agnano, Gino Dalle Luche, Francesco De Cristofaro, Gloria De Marco, Paolo De Polo, Daniele Digiuni, Mirta Diminić, Jacqueline Domin, Micaela D’Onofrio, Giuseppe Fanfoni, Matteo Fieno, Beniamino Figura, Francesca Fiore, Elisa Fossati, Jacqueline Gallicot-Madar, Monica Gheller, Diana Giudici, Maria Stella Giuliani, Gianfranco Gobbini, Maria Franca Grisolia, Carlo Guidetti, Stephanie Holznecht, Pinella Imbesi, Cinzia Innocenti, Rita Ioannacci, Asli, Silvana Landolfi, Gabriella Legno, Pietro Lembo, Francesca Lettieri, Livia Licheri, Ernesto Lodi, Francesco Loliva, Gioia Lolli, Luigi Lucernini, Alfredo Lucifero, Francesca Aurora Malatesta, Mantegazza Da Magenta, Angiolina Marchese, Massimo Mariano, Giovanni Marozzi, Mauro Martin, Silvana Mascioli, Sergio Massetti, Mario Mattei, Pietro MattiazziAndreas Mcmuller, Marilena Memmi, Raniero Menin, Antonella Mezzani, Milo, Luigi Minguzzi, Graziella Modanese, Beatrice Moggi, Salvatore Natale, Anna Nigro, Giuseppe Oliva, Silvano Ottaviani, Luciana Palmerini, Oliviero Passera, Mauro Pavan, Giuditta Petrini, Gabriella Pettinato, Sara Pezzoni, Vincenzo Piatto, Gino Pigolotti, Fabrizio Pinzi, Antea Pirondini, Silvia Polizzi, Giulia Quaranta Provenzano, Antonella Rollo, Orlando Rosa, Alessia Rosati, Rolando Rovati, Diego Rudellin, Sara Rutigliano, Donatella Saladino, Gino Maria Sambucco, Ionela Scripnic, Angelo Scuderi, Isabela Seralio, Maria Pia Severi, Giovanna Silvestri, Elvira Sirio, Anna Sticco, Fredericha Taccari Taira, Carla Tomatis, Anna Trzuskolas, Paolo Uttieri, Emel Vardar, Maria Velardi, Cinzia Viola, Italia Vogna, Lisa Yachia, Toni Zarpellon, Antonio Zenadocchio, Flavio Zoner e Antonio Zuccon.

    Tra i partner della mostra: 101CAFFE’ e BIG Broker Insurance Group. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • HAPPINESS ON THE MOVE 2019 | Il premio dedicato alla felicità va a Stephanie Gengotti

    La fotografa italo-francese Stephanie Gengotti vince con il progetto Circus Love – The Magical Life of Europe’s Family Circuses il premio internazionale Happiness ONTHEMOVE realizzato in collaborazione con il Consorzio Vino Chianti. 

    Il premio Happiness ONTHEMOVE, alla sua ottava edizione, chiedeva agli artisti di rappresentare la felicità attraverso il linguaggio fotografico e ha registrato la partecipazione di centinaia di fotografi da tutto il mondo.

    Circus Love – The Magical Life of Europe’s Family Circuses (amore da circo: la magica vita delle famiglie circensi d’Europa) è un progetto a lungo termine sul ‘Nouveau Cirque’, iniziato nel 2016. Il lavoro è suddiviso in capitoli, e ogni capitolo racconta la storia di una diversa famiglia. Queste famiglie nomadi incarnano molto più di uno stile di vita bohemien. Sono circhi moderni, artisti che hanno ridefinito i confini del circo tradizionale. Vivono viaggiando per il mondo e si esibiscono in festival internazionali di street art, offrendo il loro spettacolo a chi vuole ancora osservare la realtà con meraviglia e fascino. Possono essere considerati parte degli ultimi eredi di un mondo quasi scomparso. Una conferma che l’umanità esiste ancora in questo mondo ipertecnologico, un grido di ribellione per riaffermare la dimensione umana. Come romanziere, Fabio Stassi ha scritto ne L’Ultimo ballo di Charlot: Solo in quel disordine chiamato Amore, ogni acrobazia è possibile. Siamo tutti funamboli in equilibrio precario su un filo sottile, quasi impercettibile.

    Stephanie Gengotti riceverà il premio il 13 luglio a Cortona da Lorenzo Tersi, Marketing manager del Consorzio Vino Chianti e il suo lavoro sarà esposto al festival Cortona On The Move nel 2020.

    Della giuria internazionale hanno fatto parte: Peggy Sue Amison – East Wing; Alexa Becker – Kehrer Verlag; Elena Boille – Internazionale; Arianna Rinaldo – Cortona On The Move; Andreas Trampe – Stern Magazine; James Wellford – National Geographic.

    Le motivazioni della giuria: “Il tempo si dilata e un passo dopo l’altro, con l’aiuto del giusto respiro, il funambolo avanza alla costante ricerca dell’equilibrio. Partendo dal circo come metafora della vita, Stephanie Gengotti si è immersa nella quotidianità dei piccoli circhi itineranti, per esplorare la possibilità di un’esistenza diversa, in cui la centralità dei legami affettivi e la libertà di muoversi ed esprimersi in armonia con l’ambiente ripagano degli sforzi e della situazione di precarietà. Con immagini dalla luce accogliente, sapientemente costruite nella loro spontaneità, Circus Love – The Magical Life of Europe’s Family Circuses restituisce quel senso di pace che viene voglia di chiamare felicità.”

    I lavori vincitori delle passate edizioni del premio internazionale Happiness ONTHEMOVE

    2012 Roll Whatever – Asbjorn Sand 

    2013 Lina & Mengchun – Albert Bonsfills

    2014 Hannah & Alena – Carla Kogelman

    2015 Futuristic Archaeology – Daesung Lee

    2016 Golden Days Before They End – Klaus Pichler

    2017 #Instagrampier – Pierfrancesco Celada

    2018 Santa Barbara – Diana Markosian

  • Clara Woods e Daniele Gulizia presentano la mostra di pittura “DIVERGENZE”

    Clara Woods torna a esporre i suoi dipinti presso il centro per disabili adulti autosufficienti Don Orione di Firenze con l’obiettivo di attirare l’attenzione sul progetto di integrazione e inclusione dell’Istituto e incentivare i visitatori a fare una donazione non solo sotto forma di contributo economico ma anche in termini di tempo ed energie da impiegare in attività di volontariato.

    Ancora una volta, la tredicenne pittrice fiorentina, che non può parlare a causa di un ictus che l’ha colpita mentre era ancora nel grembo materno ma comprende tre lingue, dimostra una grande sensibilità e attenzione nei confronti di chi, per via di una disabilità ma non solo, si ritrova escluso o marginale rispetto alla società. “Non per nulla – spiega Betina Genovesi, mamma di Clara – ogni giorno Clara ci dimostra la sua voglia di vivere, indipendentemente dai suoi limiti, e di scoprire il mondo, anche se quest’ultimo spesso la guarda con indifferenza”.

    Nonostante la sua giovane età, Clara sta costruendo il suo futuro a colpi di pennello: nel corso dell’ultimo anno ha esposto in Giappone, a Miami, a Milano, a Roma e prossimamente sarà prima in provincia di Viareggio e poi nuovamente a Stia (AR), ospite di una mostra del pittore e critico d’arte toscano Marco Biscardi e del pluripremiato maestro giapponese Katsu Ishida.

    Nel corso dell’esposizione fiorentina l’artista presenterà alcuni dei suoi ultimi dipinti, per i quali trae ispirazione proprio da un vissuto quotidiano tanto costellato di ostacoli quanto ricco di sorrisi, amicizia e fiducia nel futuro. Tra questi: MakeMake, che richiama il nome della divinità della creazione secondo la mitologia dell’isola di Pasqua, Caparica, ispirato alla bellissima spiaggia portoghese di Costa di Caparica, Spray Sky, frutto della prima sperimentazione della tecnica con spray e acrilico, Friends?, un esemplificazione della grande fiducia di Clara nel potere dell’amicizia e della sua capacità di superare ogni differenza, e Frida’s pain, un ritratto di Frida Kahlo in cui la pittrice racconta il proprio punto di vista sul dolore affrontato da Frida, rappresentandola mentre manifesta un dolore intenso pur mantenendo un’espressione serena e sorridente.

    In occasione della mostra “Divergenze” Clara condividerà la scena con Daniele Gulizia, un altro giovanissimo pittore toscano allievo della celebre Barbara Antonelli. Fin da piccolo Daniele ha manifestato un attaccamento all’arte intenso e viscerale, che l’ha portato allo studio dei grandi maestri classici, replicando le loro opere più famose per affinare la propria tecnica e compiere un proprio percorso di elaborazione del colore. Oggi, ormai diciassettenne, il giovane fiorentino continua a sperimentare approfondendo un’intricata ricerca della figura umana, delle sue infinite sfaccettature e delle storie che si celano dietro la profondità di uno sguardo. Tra le opere di Daniele in mostra in questa occasione si segnalano “La Rosa” e tre autoritratti.

    “La tenacia con cui Clara affronta l’arte e la vita – racconta ancora Betina – le permette di essere un esempio virtuoso per tutti coloro che la seguono, sui social e non solo. Per questo ci tiene molto a poter raccontare ai suoi 26.600 follower su Intagram, oltre che ai visitatori della mostra, un progetto di inclusione come quello dell’Istituto Orione, che si propone di aiutare alcuni adulti disabili a diventare consapevoli di se stessi come soggetti aventi diritto a uno spazio e a un ruolo personale attivo all’intero della società”.

    L’appuntamento con il vernissage della mostra, durante il quale saranno presenti sia Clara che Daniele, è per sabato 6 luglio dalle 16.30 alle 19.30 presso l’Istituto Don Orione in via Capo di Mondo 34 a Firenze.
    Nei giorni successivi, “Divergenze” resterà poi aperta al pubblico, tutti i giorni fino al 13 luglio, con il seguente orario: lunedì-sabato ore 16.30-19.00, domenica ore 10.00-12.00 e 16.30-19.00. L’accesso all’esposizione è sempre gratuito.

  • 101CAFFE’ consolida la collaborazione con Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi

    Di ritorno dall’ultima esposizione tenutasi a Venezia per Pro Biennale, 101CAFFE’ si conferma partner di Spoleto Arte, la grande mostra internazionale a cura del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi, che apre i battenti a Spoleto, presso Palazzo Leti Sansi, sabato 29 giugno alle ore 17. Organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi e presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, la kermesse debutta nel contesto del Festival dei Due Mondi e rimane nel territorio spoletino fino a lunedì 22 luglio. Grazie ai contributi artistici di personaggi illustri ‒ tra cui il grande sociologo Francesco Alberoni, la nota psicoterapeuta Maria Rita Parsi, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, la scrittrice e giornalista Silvana Giacobini, già direttrice di “Chi” e di “Diva e Donna”, la pittrice Antonella Cappuccio Muccino, il presidente del Festival dei 2 Mondi Umberto De Augustinis, la giornalista RAI Antonietta Di Vizia e Patrick Ray Pugliese di Striscia la Notizia ‒ la mostra esprime un messaggio positivo, all’insegna della libera creatività. Come da tradizione, all’interno di questo contesto si iscrive il Premio Margherita Hack, un evento nell’evento, un prestigioso riconoscimento in memoria della celebre astrofisica, che verrà assegnato al Presidente del Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri per la cultura, all’architetto Stefano Boeri per l’architettura, al curatore del Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2019 Milovan Farronato per l’arte, al giornalista, autore e conduttore televisivo Massimo Giletti per il giornalismo, alla stilista e imprenditrice italiana, fondatrice del marchio FENDI Anna Fendi per la moda, al cantautore Morgan per la musica, alla direttrice del CERN Fabiola Gianotti per l’eccellenza femminile e al presidente dello storico pastificio Giovanni Rana per l’impresa. In tale scenario si consolida, quindi, per il secondo anno consecutivo, la partnership tra Spoleto Arte e 101CAFFE’, primario marchio italiano specializzato nella vendita di caffè porzionato, tramite la sua rete di negozi in franchising, che aggiunge una peculiarità tutta aromatica alla manifestazione.

    “Siamo orgogliosi di essere tra i partner consolidati di Spoleto Arte, un vernissage di alta qualità, onorati di poter contribuire a diffondere la cultura dei nostri caffè, provenienti dalle migliori torrefazioni italiane di eccellenza. L’obiettivo è quello di far conoscere ai presenti un bene di consumo artigianale del nostro Paese, che con l’arte condivide il gusto, la passione e la tradizione del Made in Italy”, afferma Umberto Gonnella CEO e fondatore di 101CAFFE’.

    Con questo spirito si conferma la partecipazione di 101CAFFE’ a questa edizione di Spoleto Arte che, oltre all’esposizione di opere di illustri artisti, è palcoscenico di premiazioni di personaggi di rilievo che si sono contraddistinti nell’ambito dell’arte, della scienza, della musica, dello sport, dell’eccellenza femminile e del giornalismo, alla presenza di una giuria di celebri esperti. Nell’ambito di questa prestigiosa vetrina, in uno spazio dedicato, trovano espressione le molte miscele artigianali di 101CAFFE’, oltre ad un vasto assortimento di bevande alternative e caffè aromatizzati, offerti a tutti gli ospiti, grazie all’unicità del caffè espresso di qualità del marchio.

    “Un ringraziamento particolare va a Spoleto Arte e a tutta l’organizzazione per averci dato l’opportunità di promuovere l’eccellenza del caffè italiano proprio nella città di Spoleto, un territorio ricco di bellezze storiche ed artistiche di rilievo, con cui condividiamo la nostra espressione d’arte”, conclude U.Gonnella.

  • Intervista a Matteo Fieno: realtà e fantasia, essenza e apparenza

    Ancora una volta il poliedrico artista Matteo Fieno è stato intervistato, questa volta per parlare del suo stile espressivo. “Nel percorso di ricerca di Matteo Fieno, compiuto con fervida passione e innata attitudine, si comprende subito come il concetto di Arte per l’Arte fine a se stesso non lo attiri per niente” asserisce la Dott.ssa Elena Gollini e continua “piuttosto si lascia conquistare dal desiderio di guardarsi intorno, nel contesto in cui vive, opera e si muove, per raccogliere elementi preziosi da traslare e trasportare come linfa vitale primaria del sua espressione comunicativa”.

    D: Come coniughi la combinazione di queste due parole dentro la tua formula espressiva: realtà/fantasia;
    R: Posso dire che la realtà è un recipiente pieno di stimoli per la mia fantasia. Sicuramente con gli anni e l’esperienza ho sviluppato la capacità di essere realista e va da sé che sono riuscito a far frutto della mia creatività in modo più concreto. Mi vengono in mente le celebri parole di Basquiat: “Non penso all’arte per fare arte ma alla vita per fare arte”.

    D: Come coniughi la combinazione di queste due parole dentro la tua formula espressiva: essenza/apparenza;
    R: Sicuramente è una domanda pertinente a quello che faccio in quanto dall’apparenza, o ancora meglio da un’impressione, cerco di creare una sintesi del vissuto dei miei personaggi, permettendomi di arrivare alla loro essenza.

  • Bel Canto & Storia al Castello

    L’ Associazione Culturale Noi per Napoli

    In collaborazione
    con
    Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
    Associazione Culturale Timeline
    Presenta
    Il 29 giugno 2019
    in occasione della Festa della Musica al Maschio Angioino
    BEL CANTO & STORIA AL CASTELLO
    Grande appuntamento con il Bel Canto, la Storia e l’Archeologia
    h.17.30 con Archeologia Sottosopra
    tour guidato a cura di Timeline
    h.18.30 Recital Lirico ” Il Bel Canto nella Bella Epoque”
    presso la Sala della Loggia
    Con
    OLGA DE MAIO soprano
    LUCA LUPOLI tenore
    LUCIO LUPOLI tenore
    MAURIZIO IACCARINO pianista
    note storiche a cura di GIUSEPPE GIORGIO
    Evento molto particolare con un affascinante intreccio tra il Bel Canto,la musica, la storia e l’archeologia, quello che attende gli spettatori il 29 giugno 2019 presso Castel Nuovo Maschio Angioino:
    il Recital lirico dedicato al repertorio del Bel Canto napoletano ed italiano, considerato sempre piu come Patrimonio dell’Unesco, d’epoca tardottocentesca e primo novecento della Belle époque, con le piu’ belle romanze da Salotto, duetti, le pagine immortali dell’operetta e dell’opera che a Napoli ebbe tanta eco e risonanza con i riferimenti e radici nella tradizione culturale partenopea della canzone classica napoletana.La città della Sirena Partenope,il canto, la musica erano evidentemente nel codice genetico sin dalla sua origine mitologica, tanto che dal XVI secolo in poi Napoli è un punto di riferimento in Europa per lo sviluppo dell’arte musicale e del Bel Canto .Musica piena di sole“ fu definita quella del musicista Cimarosa, icastica immagine di quella che era la vitalità, la soavita’ delle melodie che esprimevano il sole di Napoli e del meridione italiano, quella che indiscutibilmente ed inequivocabilmente si definiva come una delle capitali mondiali della musica dall’epoca aurea della settecentesca scuola napoletana. Esemplare è l’universalità della canzone ‘O sole mio per testimoniare il successo planetario delle melodie napoletane, amate ed interpretate dai più grandi cantanti lirici della storia, in primis quell’Enrico Caruso nei confronti del quale la sua città natale fu ingiustamente avara di successo.
    Per provare poi le emozioni della scoperta il tour guidato, proposto dall’Associazione Culturale Timeline,si intitola:
    Archeologia Sottosopra, uno straordinario viaggio nel tempo, alla scoperta della fortezza di Castel Nuovo – Maschio Angioino. Attraversando l’arco di Trionfo, volutoda Alfonso d’Aragona, ai visitatori attende una grande avventura tra le opere di fortificazione aragonese, dal cortile monumentale agli scavi archeologici di epoca romana, ritrovati nei sotterranei fino ad arrivare sul punto più alto del castello.
    INFOLINE E PRENOTAZIONI
    339 4545044 Associazione Culturale Noi per Napoli Associazione Culturale Noi per Napoli
    331 7451461 Associazione Culturale Timeline Associazione Culturale Timeline
    Tickets point Edicola Piazza del Gesù
    Contributo di partecipazione 15€
    Contributo Cral di partecipazione 13€
  • I ritratti del cuore di Rosanna Gaddoni

    Osservando i lavori di Rosanna Gaddoni si comprende come lei concepisce il disegno e la pittura, intesi come manifestazioni naturali che sono insite nell’uomo e fuoriescono come la lava di un vulcano. La pittura le permette di continuo di conoscere se stessa, quello che cerca, quello che è, quello in cui crede. Nei quadri di stampo figurativo con predilezione per la formula del ritratto, le immagini evidenziano un senso di bellezza, equilibrio e armonia poetica. L’ispirazione saldamente radicata coincide con la conoscenza di se stessa e guardando le sue opere è come guardarsi dentro nel profondo davanti ad uno specchio che riflette. Rosanna si impegna con costanza e dedizione per coltivare, educare e sviluppare il suo talento innato con sensibile coscienza e spiccato intuito creativo. È fermamente convinta che, se ci si adagia passivi sulle vane glorie dell’esistenza si provoca l’inaridimento e la morte dello spirito critico e bisogna dunque rafforzare la capacità di saper apprezzare e valorizzare i doni e le virtù che la vita offre e trasportarle nella propria vena creativa.

    La dottoressa Elena Gollini ha voluto evidenziare alcune riflessioni significative sul percorso pittorico di Rosanna spiegando: “Il linguaggio artistico di Rosanna Gaddoni si può ricollegare al famoso postulato del filosofo greco Eraclito, riferito al cosiddetto concetto del -Panta Rei- cioè del -tutto scorre- inteso come tutto è soggetto a mutazione, cambiamento e trasformazione costante e continua nel tempo. In tal senso, per Rosanna allo spettatore dell’opera d’arte deve essere data la possibilità non solo di osservare e di capire, ma anche di toccare con mano ed essere causa delle mutazioni presenti in essa, mutazioni che riguardano la materia così come il pensiero, l’idea e gli equilibri generati dall’artista-creatrice. Mutazioni che riguardano altresì chi possiede l’opera e ha deciso di condividere con essa un percorso e uno spazio fisico, tenendo conto che non siamo tutti i giorni uguali, non abbiamo tutti i giorni le stesse predisposizioni emozionali e sentimentali e le stesse percezioni sensoriali, estatiche e visionarie“.

  • 2019 da scintille per Giuseppe Oliva: Milano Art Gallery proroga la personale

    Il 2019 per il pittore di origini ragusane Giuseppe Oliva è un anno ricco di soddisfazioni. Da dove cominciare? Solo negli ultimi mesi la sua arte è stata protagonista di una serie di eventi che hanno riportato l’attenzione sul suo personalissimo stile. La mostra personale Impressioni del tempo, inaugurata lo scorso giovedì 6 giugno nella storica Milano Art Gallery (in via Alessi 11, MI) con la presentazione del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, di Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori e del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, ha riscontrato immediatamente il meritato successo di critica e pubblico. E cavalcando la scia, la sede espositiva prolungherà l’esposizione di altre due settimane, chiudendo così il prossimo 4 luglio.

    Ma a breve si potranno osservare le creazioni del maestro a Spoleto (PG), presso il Palazzo Leti Sansi, in occasione della mostra internazionale Spoleto Arte presentata dal prof. Vittorio Sgarbi e dal prof. Francesco Alberoni, in concomitanza con il Festival dei Due Mondi. Presenti per l’inaugurazione l’organizzatore Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, la giornalista Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e «Diva e Donna», l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e molti altri ospiti illustri. A partire da sabato 29 giugno dunque, in via Arco di Druso 37, i dipinti di Giuseppe Oliva porteranno l’anima blu della Sicilia nel cuore della città spoletina.

    Proprio per il talento artistico dimostrato, inoltre, all’artista è stato conferito il Premio Caravaggio dall’associazione Spoleto Arte quale “prova della qualità del suo lavoro nel panorama artistico contemporaneo”. Inutile dire poi che i suoi quadri abbiano capacità comunicative superbe, in grado di affascinare chiunque. Il gusto raffinato con cui il pittore dipinge l’essenza delle stagioni, della terra in cui ha vissuto, della distesa marina che tanto ama rivela una sensibilità straordinaria. La ricerca dei toni e l’utilizzo di una stesura materica del colore aggiungono alla tela un universo di intense sensazioni, distribuite elegantemente sulla superficie attraverso delicate spatolate. Il carattere di queste “evocazioni” brilla di luce, di vissuto, è tanto scultoreo quanto in perenne movimento. Vedere per credere.

    Fino al 4 luglio la Milano Art Gallery resterà aperta tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, a eccezione della domenica. Dal 29 giugno invece per ammirare i lavori dell’artista sarà possibile recarsi a Palazzo Leti Sansi. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] o a [email protected].

  • La magia poetica di Alessandro Sammarini

    Il processo creativo di Alessandro Sammarini vive di incessanti sostituzioni di idee e di stimoli, che si avvicendano e si concretizzano in quella che nell’atto creativo si può individuare come formula semantica esclusiva e identificativa, assumendo anche un significato di simbologia concettuale e metaforica. Desideroso di agire e muoversi in campo libero e aperto, si orienta verso una poetica comunicativa intesa in senso più intimo e introspettivo. Dimostra di possedere una solida conoscenza linguistica e dialettica, pur restando al di fuori degli indottrinamenti accademici più rigidi e costrittivi. Per Alessandro ogni componimento include in sé un lavoro concettuale precedentemente formulato dallo spirito umano. Ed è proprio questa essenza spirituale che si compone e si concretizza nelle poesie, diffondendo vibrazioni vitali sottili e persistenti. È capace di cogliere e rievocare la magia poetica, ma non quella tipica, bensì quella indescrivibile e volutamente misteriosa ed enigmatica che viene “mascherata” e induce lo spettatore a scoprirla e rivelarla. Leggere i suoi versi è come ascoltare una musica di sottofondo che penetra nell’anima e la nutre con stupore e sorpresa. Alessandro lavora da autore meticoloso, attento, autentico e sincero, come le sue idee e mentre crea diventa una “creatura spirituale” protesa ad emozionarsi e a fare emozionare.

    La dottoressa Elena Gollini nell’esprimere un commento sulla pregevole arte poetica di Alessandro dice: “La produzione è caratterizzata dall’eleganza ricercata dei versi aulici in evoluzione, che non appaiono in condizione di staticità, ma seguono un ritmo interno dinamico, nella volontà di imprimere forza e movimento vitale alle composizioni. La sua ricerca espressiva è indirizzata a dimostrare l’unità armoniosa di legame inscindibile tra contenuto e apparenza, senza che l’uno prevarichi l’altra ma lasciandoli coesistere insieme in perfetta sinergia di costruzione strutturale. La combinazione di questi elementi genera visioni di piacevole e gradevole approccio analitico e suscita anche interessanti spunto di lettura interpretativa. Il processo della scrittura diventa una bilanciata sintesi d’equilibrio tra forma lirica e contenuto sostanziale. La combinazione vincente mette in moto l’immaginazione e trae spunto sia dal suo mondo interiore sia dal mondo esterno circostante“.

    Il nuovo libro in stile raccolta di versi e rime si intitola “Le facce del dado” ed è disponibile su Amazon oppure acquistabile tramite contatto diretto alla mail [email protected] .

  • Il sospiro del mistero: il libro urban – fantasy di Cristiano Venturelli conquista i lettori

    Il sospiro del mistero è l’esordio letterario dello scrittore emergente Cristiano Venturelli. Sette racconti che fotografano personaggi, situazioni e avvenimenti, trascinando il lettore in un turbinio di emozioni.

    Il libro è disponibile in formato cartaceo sui siti “Il Mio Libro” dell’editore Feltrinelli, Ibs.it e Mondadoristore.it. Il formato e-pub, invece, può essere richiesto gratuitamente attraverso il blog dell’autore, all’indirizzo https://cristianoventurelli.blogspot.com o scrivendo una mail a [email protected]

    Il sospiro del mistero raccoglie sette racconti attraverso i quali l’autore propone la sua visione del genere fantastico. Appassionato lettore di fantasy, infatti, ha notato nei libri di genere una certa predisposizione degli autori a dare valore alla propria immaginazione, subordinando a essa messaggi più profondi.

    Il libro Il sospiro del mistero nasce proprio da questa riflessione: Cristiano Venturelli scrive la sua opera con l’obiettivo dichiarato di portare il lettore a riflettere su argomenti come la morte, la vita, la vendetta, la lealtà e l’amore.

    I sette racconti che compongono il libro scorrono uno dopo l’altro, come attori che sostengono un provino a teatro. Salgono sul palco, occupano il cono di luce con la loro storia e poi, con eleganza, lasciano il posto al racconto successivo.

    L’umanità varia che sbuca dalle pagine del libro descrive in modo dettagliato e impietoso alcune peculiarità del vivere moderno, in particolar modo nei racconti “La donna della folla”, “La signora in nero” e “Dio”.

    Cristiano Venturelli riesce nella difficile impresa di coniugare forma e contenuto, trovando il giusto equilibrio tra gli elementi fantascientifici e gli argomenti della vita reale che desidera trattare. Un buon libro d’esordio che cattura l’attenzione di tutti i lettori, non soltanto degli appassionati di genere.

    Per leggere i primi commenti dei lettori del “Il mio libro” vedi il link:

    https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/fantascienza/493023/il-sospiro-del-mistero/

    Titolo: Il sospiro del mistero

    Autore:Cristiano Venturelli

    Formato: Cartaceo e epub

    Genere: Racconti di fantascienza, soprannaturale, paranormale, horror

    Editore: L’autore stesso (Self-publishing)

    Anno di pubblicazione: 2019

    Pagine: 93 (versione cartacea)

    Prezzo: Formato cartaceo 10 euro sul sito “Il mio libro” di Feltrinelli, 11,05 sul sito Ibs.it, 11,70 sul sito Mondadoristore.it. Epub gratis su richiesta inviata attraverso il blog.

  • FME Education: “MyEdu” dona oltre 800 tablet nelle scuole italiane

    Le scuole sono uno dei target di riferimento di FME Education. Editore specializzato nel settore della formazione, crede nel valore della tecnologia, mettendo a disposizione di studenti e docenti contenuti digitali e innovativi. Ha ideato la piattaforma “MyEdu” e ha consegnato, in dotazione gratuita, oltre 800 tablet nelle classi di 72 istituti comprensivi.

    FME Education

    FME Education dona più di 800 tablet nelle scuole d’Italia

    Fornire contenuti originali e proporre un approccio innovativo all’insegnamento è parte della mission di FME Education. Editore specializzato nella formazione, mette a disposizione di nuclei famigliari, studenti e docenti materiali utili ai fini dell’insegnamento e dell’apprendimento, fruibili durante lo studio a casa, ma anche nel corso delle lezioni in aula. In questo contesto, essendo convinto del potenziale delle nuove tecnologie, ha ideato il progetto “MyEdu School”, rivolto alla scuola primaria e secondaria. Ogni scuola aderente ha ricevuto in dotazione 10 tablet Android da utilizzare per fare lezioni digitali con gli strumenti e i contenuti disponibili sul portale “MyEdu School”. L’anno scolastico 2018/2019 è stato assolutamente positivo per FME Education: sono stati consegnati oltre 800 tablet in dotazione gratuita nelle classi di 72 istituti comprensivi. Lombardia e Piemonte si confermano le regioni più innovative d’Italia, ma anche il Sud si rende partecipe: la Sicilia si posiziona al terzo posto con Palermo che ottiene il titolo di “Città MyEdu”: 29 scuole coinvolte con oltre 5.000 studenti e 600 docenti.

    FME Education: l’offerta formativa dedicata a famiglie e scuole

    Editore specializzato nel settore della formazione, FME Education progetta e realizza contenuti didattici innovativi da utilizzare a scuola e a casa, finalizzati all’apprendimento e alla crescita dei ragazzi. Il motto “imparare divertendosi” costituisce la mission aziendale, in quanto l’obiettivo ultimo è quello di agevolare il momento dello studio, rendendolo più facile, coinvolgente e piacevole unendo tecnologia e creatività. Non sono solo gli studenti a trarne giovamento, bensì anche gli insegnanti, poiché avranno a disposizione una vasta offerta di contenuti da impiegare per rendere più appassionante le proprie lezioni. A tal proposito, FME Education ha progettato e realizzato la piattaforma digitale “MyEdu”, dalla quale è possibile attingere materiale per lezioni, verifiche, giochi ed esercizi relativi a tutte le materie scolastiche. Tutti i contenuti offerti dal portale rispettano le ultime Indicazioni Nazionali del Ministero dell’Istruzione. Oltre alla scuola, FME Education si rivolge anche alle famiglie con prodotti mirati in modo specifico sulle esigenze di quest’ultime, nell’ambito del progetto “MyEdu Family”.

  • Graziano Ciacchini artefice di profondi intrecci pittorici

    La poetica artistica di Graziano Ciacchini si può allineare a quanto dichiarato da Pablo Picasso nella celebre frase che pronunciò: “Dipingo ciò che vedo come lo sento”. Graziano appartiene alla generazione di pittori al passo con i tempi, consapevoli, colti, preparati, che utilizzano l’arte in modo raffinato e ricercato e imprimono sulla tela dei percorsi figurali, capaci di intrecciare insieme la storia con la letteratura e la poesia, la ricerca interiore con la filosofia esistenziale e individuando nell’universalità del medium pittorico l’opportunità per intraprendere un cammino di significativa e qualificante metamorfosi evolutiva. Le raffigurazioni appaiono come lucide visioni consce della loro finalità portante e sembrano costruite alla ricerca di un cammino, che intende scoprire verità oltre l’apparenza, oltre la materia, oltre la figurazione, oltre lo strato superficiale della bellezza in sé e del suo apparire.

    Ecco come la dottoressa Elena Gollini ne commenta le connotazioni peculiari e distintive affermando: “Graziano Ciacchini artista dalla mentalità eclettica e cosmopolita e al contempo legato alle proprie radici e alla tradizione di matrice figurativa, approda alla ricerca di una formula espressiva in cui si innesta un dialogo che si snoda e si dipana a livello concettuale, metaforico e simbolico. Gli elementi narrativi su cui poggia la sua pittura sono essenziali, mirati e canalizzati a suscitare la concentrazione meditativa e riflessiva dell’osservatore e a condurlo in una dimensione sospesa tra mondo reale e irreale, tra immaginario mentale e visione concreta sviluppando un insieme di forti suggestioni. Le rievocazioni traggono spunto anche dalla sfera onirica. Le opere sembrano voler indicare la possibilità di uscire e affrancarsi dal limbo delle ristrettezze di pensiero, dagli stereotipi, dai luoghi mentali comuni, per iniziare il viaggio verso la luce assoluta dell’essere umano e della ricerca della conoscenza e del sapere, prestando attenzione alla lettura dell’esistenza nei suoi aspetti più intimi e intimisti“.

  • Federico Motta Editore e le Tavole Transvision: un’opera innovativa

    Le Tavole Transvision, messe sul mercato tra gli anni ’70 e ’80 da Federico Motta Editore, sono un’iniziativa editoriale originale e innovativa all’interno del panorama nazionale: attraverso foglitrasparenti, è possibile osservare uno stesso soggetto su più piani di lettura differenti.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: le peculiarità delle Tavole Transvision

    Scienza, tecnologia, natura, corpo umano, letteratura, geografia, professioni: tante nozioni utili appartenenti a diverse branche del sapere vengono veicolate in modo originale da Federico Motta Editore attraverso le Tavole Transvision. La Casa Editrice, da sempre attenta a trovare soluzioni innovative per integrare le proprie opere, ha puntato su questa iniziativa editoriale di particolare successo tra gli anni ’70 e ’80. Sfogliando le pagine delle tavole, che hanno la particolarità di essere impresse su un supporto trasparente, è possibile notare subito i differenti piani del medesimo soggetto, che viene mostrato sempre più in profondità. Le Tavole Transvision di Federico Motta Editore sono composte da una collana di due tomi: ogni tavola, formata da molteplici fogli trasparenti stampati, è delle dimensioni di 23,5 x 32,5 cm. La sovrapposizione dei livelli, posti in successione l’uno all’altro, facilita una lettura approfondita del soggetto, come sotto a una lente di ingrandimento. Ogni foglio, dotato di nomenclature ben dettagliate, coinvolge e affascina il pubblico più giovane ancor più di una lettura di tipo tradizionale.

    Federico Motta Editore: una storia fondata sulla qualità e l’autorevolezza

    Dalle Tavole Transvision al Sonobox, dalle videocassette ai CD-Rom fino all’avvento di Internet, Federico Motta Editore ha sempre dato grande impulso alle sue opere anche sfruttando nuovi mezzi garantiti dall’innovazione tecnologica. I settori di interesse della Casa Editrice spaziano dal mondo dell’Enciclopedia all’editoria per ragazzi (MottaJunior), ma negli anni non sono mancate le riviste di moda, le collane di libri d’arte e di fotografia, i cataloghi di grandi mostre d’arte realizzate in collaborazione con musei nazionali e internazionali. Federico Motta Editore ha lavorato con autori di fama internazionale come Umberto Eco, che ha contribuito alla stesura della collana Historia, oppure con Margherita Hack che si è occupata del mondo delle scienze. L’autorevolezza della Casa Editrice e il valore delle sue opere è confermata da diversi riconoscimenti, nonché da numerose partnership e collaborazioni con Telecom, Telefono Azzurro, Zecchino d’Oro, Rai, Disney, il Corriere della Sera e molti altri. Nel corso della storia, si è presentata la possibilità di mostrare le sue proposte editoriali alle cariche più alte dello Stato presso il Quirinale: coinvolgendo ad esempio i Presidenti Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano.

  • GIUGGIANELLO (LE) – Ritorna l’appuntamento con la Sagra di San Giovanni nel giardino megalitico di Puglia

    Dal 22 al 24 giugno 2019. Ricca di significato, magia e spiritualità la sagra e la festa che da sempre si svolge nei giorni della luce, del solstizio d’estate, nell’uliveto secolare del giardino megalitico più bello di Puglia.

    Un rito antico, un luogo magico e spirituale perpetuato e custodito nel corso dei secoli e dal 1990 affidato alle cure del Centro di Cultura di Giuggianello.

    Ricca di significato, magia e spiritualità la sagra e la festa che da sempre si svolge nei giorni della luce, del solstizio d’estate, nell’uliveto secolare della collina del Mito di Ercole li proprio dove Aristotele narra della battaglia fra i giganti, li dove maestosi blocchi di pietra vegliano fin dalla notte dei tempi i pastorelli trasformati in albero d’ulivo dalle ninfe, solo per il fatto di averle sfidate nell’arte della danza. Li dove i monaci bizantini, attraversando l’adriatico, scelsero di ricavare dal tenero banco roccioso posto a 120 metri sul livello del mare, una cripta dedicata al culto di San Giovanni che, tramandato da generazione in generazione, ancora oggi vive e racconta della nostra storia, delle nostre radici che gli antichi hanno impresso e trasmesso alla ricerca di un bene comune, di un propizio evento.

    Tra l’odore di iperico, salvia, rosmarino e macchia mediterranea bagnati dalla magica rugiada. La notte ha reso le piante magiche sotto il benevolo sguardo di San Giovanni. Da secoli, nel Salento, si tramanda la magia della notte catturata dalla rugiada che si posa sulle erbe, sui prati e sui fiori selvatici. Magia racchiusa in tante piccole gocce d’acqua pronte ad essere utilizzate come balsamo rigenerante e fertilizzante su tutto il corpo, per debellare ogni male e dare nuova forza ed energia.

    Il tutto racchiuso dalle voci e dai suoni di musica popolare, onde vibranti, cariche di energia e propizi lunghi secoli di storia e tradizione. I canti dei nostri padri che racchiudono le intenzioni, le memorie, la fatica e l’energia di un passato svelato alla prima flebile luce del sole pronta a far brillare quelle piccole e tante gocce di magia.

    La festa nell’uliveto più magico del Salento
    Sul palco la tradinnovazione dei Mascarimirì, l’el-etnofolk campano con i Terraemares e balera night con i Riviera Salentina

    Meta obbligata nel weekend che va tra il 22 e il 24 giugno 2019 è Monte San Giovanni a Giuggianello. Tre serate tra ottimo cibo, il piatto forte come sempre è l’agnellone al forno con patate, buon vino, birra e un panorama mozzafiato sospeso a 120 metri sul livello del mare tra ulivi secolari e macchia mediterranea.
    SABATO 22 GIUGNO
    ore 21:30 spazio alla tradinnovazione di Claudio Cavallo nel rinnovato progetto dei Mascarimirì.
    DOMENICA 23 GIUGNO

    ore 21:30 Balera night con i Riviera Salentina
    LUNEDI 24 GIUGNO
    ore 20:00 distribuzione gratuita di formaggio e vino secondo l’antica tradizione
    ore 21:00 el-etnofolk campano con i Terraemares

    Link: https://www.centrodiculturagiuggianello.com/sagra-di-san-giovanni-1

  • Matteo Fieno il pittore delle donne

    La gestualità bilanciata e l’armonia del movimento contraddistinguono il fare pittorico di Matteo Fieno, che dimostra una consolidata maestria nella capacità di rappresentare e rievocare, con un imprinting quasi fantastico e fiabesco, figure femminili che acquistano particolare valenza iconica e simbolica e al contempo hanno un significato personale e soggettivo. Dalle raffigurazioni di Matteo, sempre curate nel minimo dettaglio, si denota la matura competenza tecnica. Nel processo creativo lo scenario riprodotto diventa il veicolo di trasmissione più adatto e congeniale per rivolgersi, parlare e comunicare con il pubblico dei fruitori, innescando un dialogo di condivisione articolato e stimolante. Con i suoi lavori si propone di dare vita ad un linguaggio di comunicazione aperta, dove l’esuberanza pittorica del colore funge da catalizzatore e accentratore dell’attenzione per dare maggior risalto all’intera narrazione. Le opere possiedono “un’intelligenza attiva” permeante e coinvolgono visivamente ed emotivamente chi le guarda. La ricchezza della visione attira e cattura in una commistione percettiva di emozione e “giocosità”. Ogni quadro ha una sua sequenza speciale, propria e specifica. Lo stile caratteristico e identificativo delle sua pittura qualifica il “deposito interno” di messaggi e contenuti sostanziali e imprime potenza espressiva alla composizione.

    La dottoressa Elena Gollini nel rimarcare gli aspetti fondanti del suo modus pingendi ha spiegato: “Quella di Matteo Fieno è un’arte dotata di efficace formula comunicativa in continuo divenire e in costante progressione, che si propone come un universo di idee ritrovato e rigenerato, al cui interno Matteo ha la libertà piena e totale di esprimersi, attraverso un’estrinsecazione senza vincoli, barriere e convenzioni. La poetica artistica coincide con la volontà di appropriarsi di un linguaggio senza retaggi e sedimenti schematici imposti, nell’intento di perseguire una possibilità comunicativa autonoma e indipendente. Le opere entrano in relazione diretta e interattiva con lo spazio reale circostante e si genera un contatto diretto con lo spettatore. Matteo dimostra una straordinaria capacità di saper coniugare e sintetizzare insieme l’antico e il moderno in un’incisiva, inedita e accattivante visionarietà dal gusto contemporaneo e al passo con i tempi“. Inoltre ha sottolineato: “Nel suo fare artistico Matteo è perfettamente consapevole dei cambiamenti in atto nel mondo dell’arte. Considera l’arte viva, in grado di comunicare, di agire con il suo osservatore, se quest’ultimo è capace di partecipazione con interazione diretta e attiva. Le sue opere non appartengono al mondo predefinito e prestabilito dell’apparire e dell’essere, intesi nel senso più comune e di frequente uso del termine, ma assumono una connotazione inedita e sui generis. Il suo pensiero si può accostare a quello dell’illustre storico dell’arte Arturo Schwarz che asseriva che -un’opera d’arte per essere tale deve avere tre caratteristiche fondamentali: essere originale, provocare un’emozione, essere iniziatica“.

  • Mauro Maisel eclettico sperimentatore creativo

    L’arte di Mauro Maisel non è “ingabbiata” e condizionata da alcun canone estetico ferreo e rigoroso e si abbandona a dare pieno e libero sfogo al suo fervido e incalzante spirito creativo. Si muove con maestria e autorevole padronanza della materia, conferendo alla tavolozza cromatica un ruolo basilare e primario nella costruzione scenica. Il colore ricco e corposo nella stesura e nella partitura delle sfumature tonali viene distribuito generosamente, definendo e scandendo il ritmo dell’intera superficie narrativa e garantendo un risultato finale molto gradevole e piacevole alla vista. La produzione eterogenea si articola in un’espressione personalizzata e soggettiva, dove l’informale e l’astrazione coesistono insieme all’interno di una progettualità artistica versatile e poliedrica. La ricerca cromatica espressionista è il risultato dell’equilibrato rapporto tra gestualità ed emotività, il tutto ben controllato e monitorato da una mente ingegnosa, sempre vigile, capace di guidare la mano e fermarla nel momento giusto con un’esecuzione precisa e puntuale. Mauro Maisel concentra l’attenzione sulla tensione interiore, con uno stile in cui predomina l’essenza rispetto all’apparenza, spostando il punto di vista del fruitore ben al di sopra di una semplice alternanza visionaria e indirizzandosi verso l’interiorità del colore. Crea guardando il mondo con gli occhi del cuore, superando i limiti formali dell’apparenza con un approccio fortemente intimista.

    La dottoressa Elena Gollini nel cogliere i tratti salienti del suo operato creativo ha sottolineato: “La ricerca artistica di Mauro Maisel confluisce nella ricerca del moto interiore della sua anima e si rivela nella ricerca di luce, colore, dinamismo vitale. Analizzando in modo introspettivo la produzione si comprende che è posta ad un crocevia tra diverse tendenze e sperimentazioni. La sintesi narrativa che realizza si manifesta nella potente valenza energetica del colore, puramente e sostanzialmente molto incisivo. In un grumo di colore si raggruppano idee, percezioni, pensieri, sentimenti, emozioni. Le commistioni e le mescolanze cromatiche generano visioni plastiche di fantasia che equivalgono al ritratto del vero, rivisitato e trasformato dall’immaginario fantastico. La sua arte si può ricondurre ad un linguaggio astratto d’orientamento futurista e metafisico, scorgendo gli aspetti di un procedimento alchemico a cui fa riferimento, dove il senso di dispersione nello spazio e di leggerezza della materia insieme alla componente luminosa, arrivano ad una sintesi formale estrema, dopo aver filtrato ogni fattore della realtà visibile. In ciò si raggiunge anche a intesi tra la realtà interiore di Mauro e il mondo che lo circonda“.

  • “Cynara”, dal 22 giugno al 13 luglio personale di Giuseppe Bombaci alla galleria Quadrifoglio

    Siracusa – Dal 22 giugno al 13 luglio la galleria Quadrifoglio arte contemporanea di via Santi Coronati 13 a Ortigia ospiterà una personale di Giuseppe Bombaci dal titolo “Cynara”, a cura di Mario Cucè (inaugurazione sabato 22, ore 18,30).

    Giuseppe Bombaci si è formato artisticamente tra Siracusa, sua città natale, Firenze e Milano, dove è stato allievo e poi assistente di Alberto Garutti e Giuseppe Maraniello all’accademia di Brera. Dal 1998, anno del suo debutto in pubblico a Siracusa, ha partecipato a numerose e qualificate collettive e personali, in gallerie private e in sedi istituzionali. Vive tra Siracusa e Milano.

    Il percorso espositivo propone circa dodici opere recenti, alcune di grande formato, realizzate con colori a olio su diversi supporti. Il titolo della mostra trae origine dalla mitologia classica: Cynara era una ninfa dai capelli color cenere e gli occhi verdi dalle rarissime sfumature viola che Zeus, vistosi respinto, per vendetta trasformò in carciofo. Attraverso le suggestioni cromatiche e il simbolismo concettuale presenti nel mito (la bellezza prigioniera, la forma come limite, l’essenza come sola realtà dell’esistente), Bombaci dà vita a una pittura grafico-segnica, essenziale, scarnificata dalla materia, che approda a un sintetismo nuovo ed efficace, dai tratti eleganti e ricco di forza interiore. Una pittura, la sua, fortemente ancorata alla Storia dell’arte, che annovera tra i suoi referenti artisti come Diego Velasquez, Gino De Dominicis, Pablo Picasso.

    “Nella sua ultimissima produzione – scrive Ettore Pinelli in un testo pubblicato nel pieghevole della mostra – [Bombaci] rappresenta esili icone incorporee che si materializzano sulla tela come fantasmi. Figure plastiche dai tratti lineari si stagliano su fondi monocromi ed emergono silenziose dall’ombra, una pittura disegnata e un disegno pittorico, stabiliscono il rapporto di contaminazione tra le due pratiche nella più recente produzione di Bombaci”.

    La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, dalle ore 10 alle 13, e dalle 17 alle 20.

    Info e contattiGalleria Quadrifoglio
    Via dei SS. Coronati, 13 – Siracusa
    tel: 0931 64443
    mail: [email protected]
    web: www.galleriaquadrifoglio.it

  • COSMOSBSERVER media partner della Space Apps Challenge di Brescia promossa dalla NASA

    Il progetto di divulgazione scientifica COSMOBSERVER è media partner ufficiale dell’evento promosso dalla NASA e che si terrà a Brescia per il secondo anno.

     

    Si terrà il prossimo 19 e 20 ottobre, nella prestigiosa cornice del Mo.Ca, Palazzo Martinengo Colleoni, la seconda edizione 2019 della NASA Space Apps Challenge organizzata a Brescia dall’associazione culturale INTERSTELLARS.

     

    La manifestazione, che si svolge in contemporanea mondiale, si è svolta per la prima volta nel 2012, ed è promossa dalla NASA (National Aeronautics and Space Administration), l’agenzia spaziale statunitense. Attraverso questa manifestazione la NASA si propone di affrontare, in modo partecipativo, le nuove sfide dell’esplorazione spaziale attraverso lo sviluppo di progetti tecnologici.

     

    Quest’anno, gli organizzatori della NASA Space Apps Challenge Brescia si avvarranno della collaborazione del progetto di divulgazione scientifica COSMOBSERVER (www.cosmobserver.com). Il protocollo d’intesa è stato formalizzato nelle scorse ore.

     

    Le dichiarazioni dei protagonisti dell’accordo:

     

    Siamo entusiasti di poter collaborare con il Prof. Macaluso e lo staff di COSMOBSERVER per questo importantissimo evento che ha come scopo avvicinare la popolazione, e specialmente i giovani, alle grandi opportunità che i dati spaziali e le applicazioni di trasferimento tecnologico offrono per risolvere problemi globali”. – dichiara Chiara Chiesa, presidente di INTERSTELLARS, l’ente che organizza a Brescia la manifestazione. – “La nostra associazione si pone come obiettivo primario la divulgazione scientifica aerospaziale tramite l’applicazione pratica del trasferimento tecnologico e l’utilizzo di dati satellitari anche in supporto del rilancio della nostra economia. Tutti i progetti della gara prevedono l’utilizzo di dati spaziali utilizzando il programma NASA EARTH, e i progetti saranno strettamente legati agli SDG goals 2030” conclude Andrea Giannattasio, Vicepresidente di INTERSTELLARS.

     

    Siamo felici e pronti di poter dare il nostro contributo in un evento così importante dedicato allo spazio e alla scienza – dichiara Emmanuele Macaluso, divulgatore scientifico e fondatore di COSMOBSERVER, che conclude – l’accordo con gli organizzatori della NASA Space Apps Challenge di Brescia, rappresenta per noi un tassello strategico importante per le nostre attività di divulgazione della scienza applicata allo spazio. Il nostro team è pronto a dare pieno supporto a questo importante progetto”.

     

    Appuntamento al weekend del 19 e 20 ottobre a Brescia.

     

    Maggiori informazioni su www.cosmobserver.com

     

  • Alessandro Zucca emerge come giovane talento del panorama pittorico attuale

    Alessandro Zucca si inserisce a buon conto nel variegato panorama pittorico contemporaneo con un percorso creativo meritevole di attenzione. Alessandro riesce a fare rivivere tramite la materia pittorica dei messaggi di grande passionalità e sensibilità, che appartengono ad un’indole artistica di forte spessore. Le opere sono elaborate con sicurezza e competenza d’azione e acquisita conoscenza dei mezzi strumentali e delle tecniche esecutive, delineando un’impronta stilistica responsabile, coerente e accorta, che sorregge la vena ispiratrice estremamente versatile, eclettica e poliedrica. Le forme e i volumi delle composizioni sono armoniosi e proporzionati, consentendo una piena sintonia e assonanza strutturale e producendo un’elegante e ricercata plasticità. Queste qualità compositive sono un riferimento primario nel suo percorso evolutivo di ricerca e sperimentazione e gli permettono di raggiungere una costante e crescente forza espressiva. Alessandro ha una visione moderna del fare arte, dimostrando un fantasioso potenziale creativo e apportando alla pittura significati e simboli non consueti, in nome di un’arte protesa alla comunicazione innovativa, mai scontata e mai ripetitiva.

    Su di lui la dottoressa Elena Gollini ha commentato:”Il linguaggio pittorico di Alessandro Zucca denota una personalità umana e artistica incisiva, carismatica, fantasiosa, ricca di vitalità e di contenuti, che lascia emergere uno spirito d’inventiva vivace e passionale, ma al contempo riflessivo e meditativo. La sua pittura rispecchia appieno il suo essere. Nell’alchimia strutturale delle rappresentazioni si delinea una forma di richiamo ed esortazione collettiva e sociale, per coinvolgere l’osservatore con chiavi di lettura di profonda valenza. La sua è un’arte studiata e meditata, fulcro nevralgico di simboli, metafore e allusioni esistenziali importanti. Un’arte pregnante di significati concettuali in codice, realizzata con lungimirante proiezione e razionale capacità di pensiero analitico. Una pittura che racchiude progettualità, abilità, sentimento e amore, in un armonioso intreccio a commistione fissato sulle tele. C’è in Alessandro l’idea della comunicazione intesa come offerta del sé, dell’esperienza artistica concepita come servizio da condividere e mettere a disposizione degli altri. Le composizioni hanno una formula quasi magica molto accattivante e un’impronta visionaria onirica. Le costruzioni sceniche possiedono un immediato impatto visivo e catalizzano da subito l’attenzione dello spettatore, in modo attivo e partecipe, facendosi apprezzare anche nella loro fruizione estetica di piacevole orchestrazione“.

  • Una Sirena Liberty come testimonial del Bel Canto nella Città di Napoli

    La Sirena Liberty,testimonial per il Bel Canto di Noi per Napoli

    nella foto il soprano Olga De Maio

    Una Sirena Parthenope dal carattere Liberty, testimonial del Bel Canto della Città di Napoli, l’immagine che l’Associazione Culturale Noi per Napoli ha scelto per pubblicizzare i prossimi Eventi dedicati al Bel Canto presso il Maschio Angioino, uno dei luoghi simbolo della città di Napoli, già proposto per il Maggio dei Monumenti 2019con il grande successo del Recital Bel Canto al Castello e presso altri siti Storici di Napoli, della Campania e di altre Regioni che hanno richiesto la realizzazione di alcuni appuntamenti del format Luoghi Storici &Musica.

    L’Associazione che ha lanciato da due anni questo Format con i prestigiosi riconoscimenti dei Patrocini dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e della Presidenza del Consiglio Regionale della Campania, in cui,ricordiamolo, alla visita guidata ed alla scoperta dei Luoghi Storici più o meno conosciuti, si abbina sempre il Recital lirico dei suoi artisti, rappresentanti ed ideatori, il soprano Olga De Maio, il tenore Luca Lupoli, nel cast anche il tenore Lucio Lupoli ed il giornalista e storico Giuseppe Giorgio, ha eletto ad ambasciatrice del Bel Canto, italiano,in generale, ma anche partenopeo, in cui il primo affonda le sue radici, come proprio patrimonio culturale ed artistico, nonché, come presto ci auguriamo, dell “Unesco”,l’immagine di una Sirena Parthenope, in costume d’Epoca Liberty,raffigurata dalla raffinata artista Olga De Maio,con lo sfondo del Castel dell’Ovo, il castello che sorge sull’isolotto di tufo di Megaride (grecoMegaris), propaggine naturale del monte Echia, unito alla terraferma da un sottile istmo di roccia: questo è il luogo dove venne fondata Parthènope nell’VIII secolo a.C., per mano cumana.

    Una Sirena della Belle Époque, come simbolo della continuità storica dell’antica e mitologica discendenza del canto delle sirene, protrattosi fino ai grandi ed immortali capolavori dei generi musicali dagli antichi ” canti neapolitani, fino a quelli della scuola operistica del ‘700 napoletano, dell’ottocento e primo novecento che ha visto la Città di Napoli come capitale europea della musica e della cultura.

    Il repertorio eseguito dei Recital di Luoghi Storici e Musica infatti comprende sempre i generi dell’aria da camera, la romanza da Salotto dell’ 800/900, dell’opera, operetta e della tradizione classica napoletana, un vero e proprio excursus storico in cui il Bel Canto è protagonista e fruibile ai più, intenditori o meno, appassionati e coloro che desiderano avvicinarsi e conoscere questo genere di musica.

    Vi invitiamo quindi a tenervi aggiornati per tutti i nostri appuntamenti sui nostri canali web e social .

    Associazione Culturale Noi per Napoli

    https://www.facebook.com/AssociazioneNoiPerNapoli/

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