Categoria: Arte e Cultura

  • Inquinamento luminoso: Claudia Lattuada firma il logo di MISSION DARK SKY, la più importante campagna sull’inquinamento luminoso

    È l’Architetto Claudia Lattuada la designer che ha realizzato il logo di MISSION DARK SKY, la più importante campagna sull’inquinamento luminoso d’Italia.

     

    Un logo non è soltanto un segno grafico, racconta una storia, un concetto, un progetto”. Claudia Lattuada – Architetto e Interior Designer.

     

    È una donna la designer che ha disegnato il logo di MISSION DARK SKY, la campagna globale sull’inquinamento luminoso che lo scorso maggio ha preso il via dall’Italia. Un progetto internazionale che fin dalla sua nascita ha riscontrato un grande successo di pubblico e stampa.

    Claudia Lattuada è un architetto di successo, che ha prestato la propria creatività per dare un brand ad una campagna che in poche settimane si è ritagliato un posto di primo piano nella lotta ad un problema globale.

     

    Ho chiesto a Claudia di realizzare il logo di MISSION DARK SKY, la campagna globale sull’inquinamento luminoso di COSMOBSERVER per la  grande sensibilità che ha da sempre dimostrato verso questa tematica” ha dichiarato il divulgatore scientifico Emmanuele Macaluso, fondatore del progetto, che continua “Conosco Claudia da qualche tempo, e fin dall’inizio mi ha raccontato del suo impegno nella gestione della luce nelle sue scelte progettuali in ambito di interior design. Un impegno che la porta a diminuire l’impatto dell’inquinamento luminoso in ogni singola scelta. Volevo che fosse lei a farlo, perché unisce la sensibilità dell’essere umano alla forza di una donna che ha dovuto ritagliarsi il suo spazio in un mondo di uomini. Le ho chiesto di creare il logo della più imponente campagna sull’inquinamento luminoso, e lei ha detto sì. Fantastico. È per tutti noi un orgoglio e un privilegio”.

     

    Ed è imponente il logo della campagna. Una scritta (MISSION DARK SKY ndr), che indica chiaramente gli obiettivi della campagna. Il font è forte, netto e richiama quello dei supereroi molto in voga in questo momento storico. Un logo diretto, intuitivo che è stato creato per essere compreso a livello internazionale.

     

    Creare un logo come quello di MISSION DARK SKY è stata una sfida eccitante per me”, commenta L’Arch. Claudia Lattuada a latere della conferenza stampa di presentazione. “Quando Emmanuele mi ha raccontato il progetto, ho voluto appoggiare la campagna dando il mio contributo concreto. La gestione della luce è un fattore attivo nella creazione del benessere nella (e della) casa. Ecco perché sono da anni particolarmente attenta alle ricadute psico-fisiche della luce, soprattutto nell’attivazione dei cicli circadiani (giorno / notte ndr) all’interno dei miei progetti. Direi che il risultato sia positivo e potrà permettere a MISSION DARK SKY di poter arrivare presto a quella riconoscibilità che si merita”.

     

    Di seguito i riferimenti dei protagonisti di questa partnership:

     

    Claudia Lattuada – Architetto e Interior Designer

    Web: http://www.cinquepuntounocode.it/

    Facebook: https://www.facebook.com/5.1code/

    Instagram: https://www.instagram.com/5.1code/

     

    MISSION DARK SKY – A Global Campaign Awareness about Light Pollution

    Web: http://www.cosmobserver.com/missiondarksky.htm

    Facebook: https://twitter.com/missiondarksky

    Instagram: https://www.instagram.com/missiondarksky/

    Twitter: https://twitter.com/missiondarksky

  • L’Arte contro il pregiudizio, installazione di Tommaso Chiappa per la “Carovana dei sogni” al Teatro Jolly

    Palermo – Una contaminazione tra teatro, pittura e spettacolo. “Libertà”, la nuova installazione site-specific dell’artista Tommaso Chiappa, pensata per gli ambienti del Teatro Jolly di via Costantino Domenico 54-56, in occasione dello spettacolo “Sogni d’autore” che la compagnia “Carovana dei sogni” porterà in scena mercoledì 12 giugno alle ore 21.

    Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con l’Associazione italiana Sindrome di Williams e l’Associazione Nuovo Sentiero. A recitare saranno giovani attori affetti dalla Sindrome di Williams, i quali hanno scoperto il valore terapeutico del palcoscenico grazie ai laboratori teatrali, artistici e musicali diretti con passione e competenza da Tiziana Martilotti, Giuseppe Giambrone, Luca De Paoli, Daniele Restivo e Laura Ambra.

    Con le sue installazioni, un trittico e una serie di lavori monocromatici sul valore della libertà, Chiappa intende contaminare lo spazio teatrale e farne un luogo espositivo. Ma anche interagire con lo spettacolo e il suo significato. La libertà raffigurata dall’artista è quella dei bambini che guardano con occhi innocenti e senza pregiudizi alle diversità razziali, sociali e culturali. Una libertà

    di giudizio che spesso viene meno nell’età adulta. L’artista vuole provare a cambiare l’opinione comune sul diverso e offrire, attraverso l’arte, spunti di riflessione sui temi dell’integrazione e della società multiculturale.

    L’installazione fa parte di Multicultural.0, un progetto avviato cinque anni fa. Esso prevede l’allestimento di mostre d’arte e installazioni nei luoghi di lavoro studi, aziende, scuole. Tra gli altri, ricordiamo: Outsider nella storica fabbrica Electrolux di Solaro, in provincia di Milano (2017); Excursion nello studio commercialista Gregorio di Palermo (2018); Global Station nelle sedi dello

    Studio Legale Internazionale Damiani&Damiani di Palermo; Maugeri in Arte nello struttura ospedaliera Maugeri di Pavia (2019).

    Tommaso Chiappa (Palermo, 1983) si è diplomato all’Accademia di Brera a Milano. Lanciato dal gallerista Luciano Inga-Pin con una serie di importanti mostre tra il 2005 e il 2008, ha preso parte a numerose personali e collettive in Italia e all’estero.

  • Festa della Musica 2019, all’ex mattatoio “maratona” di note per dare il benvenuto all’estate

    Modica (RG) – Musica, concerti, performance, teatro danza e arte. Tutto questo e molto altro offrirà la Festa della Musica 2019, in programma il 21 giugno dalle ore 15,30 fino a mezzanotte negli spazi del laboratorio artistico polivalente “Matt’officina” (ex mattatoio comunale) in via Fontana 421, sede dell’Associazione Artisti Associati e in altri luoghi della città. La kermesse, organizzata da Artisti Associati con il patrocinio del Comune di Modica, si inserisce nel cartellone internazionale della XXV edizione della Festa della Musica, un evento targato AIPFM (Associazione italiana per la promozione della Festa della Musica), SIAE e MiBAC, che coinvolgerà quest’anno 490 città e oltre 7 mila artisti solo in Italia.
    L’idea-forza della manifestazione è quella di dar vita a un’opera totale, dove Musica e Arti visive si fondono in una festa all’aria aperta all’insegna della creatività. La direzione artistica è affidata a Marco Grifola di Artisti Associati, che ha messo insieme alcune tra le migliori realtà nel panorama artistico siciliano.
    Amplissima l’offerta musicale, con decine di artisti e band che spaziano dalla musica popolare siciliana (Enza Strazzulla – Duo Coppola) a performance di Flamenco (Serena Augello) alla musica celtica (Tir Na Nog) alla musica Etnica (Intro Percusion) alla musica d’improvvisazione (Pantomima), passando per il Rock declinato nelle sue influenze Wave e Alternative (The Shameless, Di Viola Minimale, Tapso II) da performance di manipolazioni vocali (Tribolo per i Ferribò) per concludersi con improvvisazioni musicali,video e performace pittorica (Accidentale Trio). Le esibizioni musicali saranno intervallate da performance di teatro danza, a cura di Pamela Vindigni, Serena Augello e Arianna Occhipinti. Opere d’arte e istallazioni offriranno un nuovo scenario estetico agli spettatori.

    La Festa della Musica coinciderà con il solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno nonché l’inizio della calda stagione, un evento carico di significati simbolici e ancestrali sui riti di passaggio, le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

    Tra gli altri motivi di interesse della manifestazione, vi è anche l’inedito utilizzo di uno spazio urbano come l’ex mattatoio, recentemente riqualificato come “dimora creativa” e restituito alla collettività per la fruizione di eventi artistici e culturali. Previsti anche tre concerti ed eventi collaterali nei locali del centro storico, con inizio alle ore 21: Raggae Music all’American Bar (Viale Quasimodo 8); Metal Militia al Piccolo Bar (Piazza Matteotti) e Dime Lie al Bar Sicilia (Corso Umberto). Tutti i concerti sono gratuiti.

    Info e contatti:Artisti Associati
    tel. 349 705 5355
    [email protected]
    https://www.facebook.com/Festadellamusicamodica/

  • Premio Caravaggio: Spoleto Arte di Vittorio Sgarbi porta i suoi artisti a Malta

    Location esclusiva quella scelta da Spoleto Arte per inaugurare la mostra dedicata al Premio Caravaggio. Sabato 8 giugno, all’Hilton Hotel di Malta (Portomaso, St Julian’s) è stato riservato un trattamento speciale per gli artisti omaggiati con questo autorevole riconoscimento. Il Premio Caravaggio porta infatti le firme dell’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, del prof. Vittorio Sgarbi e del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, organizzatore di questa importante manifestazione. Tra i contributi vanno citati inoltre lo psichiatra Alessandro Meluzzi, noto volto di programmi televisivi quali Matrix e Quarto Grado, lo storico d’arte esperto del Caravaggio Keith Sciberras e l’onorevole maltese Jason Azzopardi, questi ultimi due in visita per l’occasione.

    Nel concreto, pittori, scultori e fotografi italiani hanno avuto la possibilità di esporre grazie ai loro meriti artistici nell’isola in cui Michelangelo Merisi, passato alla storia come il Caravaggio, ha vissuto i suoi ultimi giorni. A Malta le opere di ventisei talentuosi artisti sono state mostrate a un pubblico visibilmente interessato. Il riconoscimento assegnato al talento artistico di ciascuno di loro porta la seguente motivazione: “La selezione delle sue opere per questo prestigioso Premio è prova della qualità del suo lavoro nel panorama artistico contemporaneo. Ci complimentiamo per l’impegno profuso e per le capacità comunicative manifestate nei suoi lavori”.

    Possono dirsi soddisfatti quindi, visto il successo di questa rassegna, gli artisti a cui è stato conferito il prestigioso Premio Caravaggio. Eccone i nomi: Ronnie Brogi, Gino Dalle Luche, Vanni De Conti, Lina De Demo, Giuseppe Fanfoni, Matteo Fieno, Francesca Fiore, Monica Gheller, Silvana Landolfi, Gabriella Legno, Alfredo Lucifero, Mantegazza da Magenta, Angiolina Marchese, Massimo Mariano, Enrica Mazzuchin, Antonella Mezzani, Milo, Graziella Modanese, Antonella Murzilli, Salvatore Natale, Giuseppe Notarbartolo, Sara Pezzoni, Giulia Quaranta Provenzano, Antonella Rollo, Maria Pia Severi, Toni Zarpellon e Antonio Zuccon.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525 190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure consultare il sito www.spoletoarte.it.

  • Intervista all’artista romana Paola de Gregorio dopo il Premio Biennale Sgarbi 2019

    Paola de Gregorio è una delle scultrici più interessanti del panorama nazionale. Dal 5 al 27 maggio ha partecipato alla mostra Pro Biennale presentata da Vittorio Sgarbi a Venezia. Organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, l’esposizione ha visto il contributo dell’Assessore al Turismo di Venezia Paola Mar, dell’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, del direttore d’orchestra Silvia Casarin Rizzolo che collabora con il Teatro La Fenice, della giornalista RAI Antonietta Di Vizia, del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, della communication manager Daniela Testori e di molti altri ospiti illustri.

    Le opere di Paola de Gregorio sono rimaste esposte così allo Spoleto Pavilion, riscontrando molti commenti positivi da parte dei numerosi visitatori, e continuano a incontrare l’interesse degli osservatori che giungono a visitare la rassegna del Premio Canaletto, dove si trovano ora i suoi lavori, sempre in Calle dei Cerchieri 1270. Fresca del Premio Biennale Sgarbi 2019, l’artista ha risposto sinceramente a tutte le nostre domande.

    Domenica 5 maggio la mostra Pro Biennale, presentata dal prof. Sgarbi e organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, è stata inaugurata a Venezia con numerosi ospiti vip nelle due sedi, quella dello Spoleto Pavilion, dove lei espone due sue sculture, e della Scuola Grande. Avendo partecipato di persona al vernissage, che impressione ne ha avuto?

    È stato un vernissage vivace, ben organizzato, animato soprattutto dall’elegante e onnipresente Salvo Nugnes a cui va il merito di aver fatto incontrare tra loro i vari personaggi, vip o meno vip, in una cornice come Venezia, semplicemente fantastica. Ho trovato però difficili gli spostamenti da una sede all’altra della mostra, l’unico punto su cui sono sicura che lavoreranno per migliorare.

    Durante la vernice allo Spoleto Pavilion è stato riservato un momento per la cerimonia di premiazione, nella quale è stata insignita del Premio Biennale Sgarbi 2019. Cosa significa per lei questo speciale riconoscimento?

    Penso che molti artisti vogliano sentire e leggere il nome di Sgarbi accanto al proprio: sono quindi orgogliosa di questo prestigioso riconoscimento. Lo voglio però considerare, più che un traguardo, un’ulteriore tappa della mia lunga e appassionata ricerca artistica: un appoggio concreto per la promozione e diffusione delle mie opere, vista la stima che mi dimostra e che non è solito regalare facilmente.

    Come ha conosciuto il professor Vittorio Sgarbi e il dottor Salvo Nugnes?

    Ho incrociato spesso il prof. Sgarbi, in varie manifestazioni, l’ultima delle quali è stata la mia mostra a Salerno, nella bellissima stazione Marittima (realizzata dall’architetto Zaha Hadid), dove la simpatica Marisa Laurito mi ha consegnato il premio Arte Salerno 2016 e in seguito durante la mostra Arte Firenze, quando ho ricevuto il premio Botticelli firmato dallo stesso Sgarbi. Il dottor Nugnes invece ho avuto modo di conoscerlo solo quest’anno in quanto presentatomi da un’amica comune, la dottoressa Maria Rita Parsi.

    Il visitatore ha potuto ammirare alla Pro Biennale Iosonoiodevo e Mater fancella, due sculture, e potrà continuare a farlo con il Premio Canaletto fino al 22 giugno 2019: nei suoi lavori sono presenti volumi, linee e anche parole. Com’è nata questa volontà di unire questi elementi e qual è il processo che ha condotto all’elaborazione di questi titoli così particolari?

    Giocare con le “scritte” le è valso inoltre l’invito a esporre alcune sue opere nella sede dell’Accademia della Crusca nel 2014… Secondo lei cos’è stato determinante per questo fortunato connubio di arte e lingua, di materia e parola?

    I miei mezzi di espressione sin da ragazzina erano il disegno e la scultura e il mio interesse comprendeva anche, soprattutto come lettrice, il mondo della scrittura. Via via mi sono resa conto che in noi ogni immagine non si forma per settori, ma per la confluenza di vari linguaggi. E proprio nel bassorilievo sono riuscita a fondere scultura, disegno e parole. Nello stesso tempo mi rendevo conto che il modo più diretto di fare scultura consisteva nello “scavare” con gli scalpelli, incidere la materia: sono nate così le mie “forme concave”. La concavità è per me anche espressione e valorizzazione di una visione al femminile della realtà, un modo di essere accogliente e coinvolgente senza dover mostrare la propria forza con gesti o azioni violente. Il titolo, inevitabile per individuare e catalogare le singole opere, è sempre un qualcosa di “aggiunto”, per cui io preferisco farlo risultare direttamente, cercando cioè, tra le parole incise, quelle più significative. Quanto all’interesse della Crusca, ciò che è per loro significativo nelle mie opere è come le parole con la loro grafia e collocazione sempre diversa in ogni contesto si accordano sempre con le immagini, in una coinvolgente simbiosi. Ed anche il fatto che io cercando con la scultura di esaltare la vita, la storia mentre si fa realtà, scrivo alcune parole nella mia lingua madre nella loro veste attuale, mostrando però quando posso la loro etimologia dal latino o a volte dal greco.

    Qual è il suo rapporto con l’arte sacra?

    Il mio rapporto con l’arte sacra è molto semplice e diretto. Più che illustrare pedissequamente dei fatti o dei personaggi ho sempre cercato di capire, dopo uno studio diretto approfondito basato su scritti, documenti e, dove possibile, foto, che cosa è rimasto dentro di me: se coincide con i valori del mio modo di sentire accetto il compito con passione, a volte anche forzando pian piano le aspettative del committente. Non amo cioè le cosiddette “provocazioni”, mi piace invece portare per mano i fedeli ad allargare la loro immaginazione a volte stretta in schemi iconografici. Ma il legame più forte con l’arte sacra è che mi è possibile conciliare la mia espressività artistica tutta basata su forme concave e coinvolgenti con la stessa rappresentazione figurativa di alcuni valori propri del Cristianesimo, come l’accoglienza, l’accettazione del dolore, il dialogo costante con il nostro prossimo.

    Qual è la situazione attuale per quanto concerne il mondo della scultura in Italia?

    Nonostante il mio percorso artistico sia stato lungo e naturalmente in evoluzione, attualmente sento che il cosiddetto figurativo è ignorato se non addirittura considerato del tutto “inutile”. Infatti da alcuni critici della cosiddetta “avanguardia” non viene neanche preso in considerazione dal punto di vista della tecnica artigianale (gli stessi che elevano ad opera d’arte magari una vecchia sedia di legno).

    Cosa consiglierebbe a chi volesse intraprendere il suo stesso percorso artistico?

    Come conseguenza logica di quanto detto più sopra, non consiglierei mai, a qualcuno che amo, di percorrere una strada così difficile. A meno di una passione folle, immotivata, del tutto priva di aspettative economiche o di gloria…

    Si rispecchia nelle parole che il professor Sgarbi ha rivolto agli artisti durante la presentazione di domenica 5 maggio?

    Per gli stessi motivi naturalmente approvo il discorso fatto quella domenica da Vittorio Sgarbi: il monopolio dell’arte non può essere delegato a pochi illuminati che non riescono a capire dove c’è veramente ricerca, studio, creatività e sofferenza. È facile, per ragioni per lo più di interesse economico, passare da un eccesso all’altro: a volte si premiano pittori della domenica, senza un minimo di selezione, altre volte, specie nelle mostre istituzionali, vanno avanti semplicissime  “americanate”.

  • 29 giugno a Milano Caporaso dona la Gaviota alla Repubblica Dominicana

    L’artista spezzino Claudio Caporaso è da sempre lo scultore ufficiale del Comitato Mondiale per Cristoforo Colombo. Fu lui a scolpire il busto ufficiale di Cristoforo Colombo.
    Bruno Aloi, nella figura di Presidente del Comitato, da diversi anni ha conferito il busto ufficiale di Cristoforo Colombo ai piu rilevanti personaggi il cui nome sia associato al noto esploratore.
    Da un paio di anni si sta lavorando al progetto e alla realizzazione di un opera simbolica per la Repubblica Dominicana.
    È cosi che è nata “La Gaviota”: un tondo raffigurante un gabbiano che si libra nel cielo sopra la Repubblica Dominicana. Questo gabbiano simboleggia la libertà tanto cara al Presidente dominicano. Infatti egli fu il primo a battersi personalmente per liberare il suo popolo dalla tirannia e dall’oppressione.
    Il 29 giugno presso la sede del Consolato della Repubblica Dominicana di Milano, con cerimonia ufficiale, il Comitato donerà La Gaviota al vice presidente della Repubblica Dominicana. Presenzieranno le più importanti personalità del mondo politico e culturale del vecchio e del nuovo mondo.

    http://www.cristoforocolombo.com/comitato-colombo/7697/

  • Milano Art Gallery applaude Giuseppe Oliva: la sua personale è un successo

    Ha lasciato senz’altro un’ottima impressione sul pubblico la personale dell’artista Giuseppe Oliva, inaugurata ieri, giovedì 6 giugno, nella storica Milano Art Gallery. In via Alessi 11, nel cuore di Milano, il pittore di origini ragusane ha aperto la rassegna presentata dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, da Carlo Motta responsabile editoriale di Editoriale Giorgio Mondadori e dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, organizzatore della mostra. Impressioni del tempo ha suscitato nei presenti meraviglia e ammirazione nei confronti dell’autore, capace di raccontare finemente i più lievi mutamenti della natura.

    I colori evocativi delle terre in cui ha vissuto, del mare che tanto ama, hanno affascinato gli ospiti giunti per il vernissage. Il blu intenso della sua Sicilia rivela la sensibilità dell’artista nel catturare il particolare quale parte del tutto attraverso dense spatolate. Oliva cerca di addentrarsi in modo sempre più forte e incisivo nella realtà circostante. Spiega infatti: «La sovrapposizione dei colori, senza confonderli e mischiarli, permette di ottenere una superficie omogenea su cui poi, scavando con dei passaggi di spatola, si possono ricavare delle sensazioni di movimento e di profondità e ciò mi attira in particolar modo in questa forma di pittura».

    Ciò che Giuseppe Oliva cerca di fare è trasmettere al fruitore non solo le emozioni, ma anche dei riferimenti – e qui si potrebbe aggiungere sensoriali – del proprio vissuto. La dicotomia tra l’infimo e il tutto, la compenetrazione tra queste due esistenze fa sì che si possano apprezzare ancor più le tele per la loro fonte ispiratrice. I dipinti di Oliva fanno riferimento alla natura, a quanto ci circonda e, attraverso il gesto energico e la luce che si riverbera tra le infinite sfumature cromatiche, fanno comprendere che le nostre emozioni generano proprio dal contesto in cui siamo immersi. Passato, presente e futuro convergono così in un’unica irresistibile visione, quella delle Impressioni del tempo.

  • L’ECONOMIA CIRCOLARE TRA ARTE, DESIGN, MODA E SVILUPPO SOSTENIBILE

    L’ECONOMIA CIRCOLAREL’ECONOMIA CIRCOLARE
    TRA ARTE, DESIGN, MODA E SVILUPPO SOSTENIBILE

    Sabato 15 Giugno 2019, dalle ore 10 alle 13, nella Sala Alessi di Palazzo Marino, in Piazza Scala 2 a Milano, si terrà la conferenza L’ECONOMIA CIRCOLARE – TRA ARTE, DESIGN, MODA E SVILUPPO SOSTENIBILE. Un’iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Milano e da Montabone editore, ideatore dell’evento in cui si confronteranno artisti della matericità tessile, esperti dell’industria tessile e della moda, operatori dell’economia circolare.

    Pur essendo mondi diversi, arte, design, ricerca innovativa e industria condividono la capacità di indagare la realtà e sperimentare forme espressive, modelli interpretativi, soluzioni che suggeriscano un’idea di futuro. Un’occasione straordinaria per stabilire connessioni e sinergie è data dalla lotta ai cambiamenti climatici e in particolare dalla circular economy, un nuovo modo di concepire e realizzare produzione e consumi destinato non solo a delineare innovativi modelli di business e modalità di trasformazione delle risorse disponibili, ma ad incidere negli stili di vita e nella coscienza collettiva.

    Se ne parlerà a Milano, sabato 15 giugno prossimo in un evento promosso dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Milano e da Montabone editore ideatore dell’ evento in cui si confronteranno artisti della matericità tessile, esperti dell’industria tessile e della moda, operatori dell’economia circolare.
    ‘ Abbiamo immaginato un dialogo tra esperienze diverse ma accomunate dall’ impegno per un futuro sostenibile –ha dichiarato il Comune di Milano – Difesa dell’ambiente e sviluppo sostenibile necessitano della collaborazione tra i molteplici soggetti della cultura, della ricerca e del dialogo con i soggetti economici senza l’impegno dei quali gli obiettivi di Parigi 2015 sintetizzati nell’Agenda 2030 non potranno essere realizzati. E Milano è il palcoscenico ideale per affrontare questa riflessione per la sua identità di metropoli culturale, di capitale del design e in quanto centro economico di rilievo internazionale’.

    Il programma si presenta vario ed articolato.
    Si parte dall’ormai ventennale esperienza creativa di Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori ( DAMSS) le cui istallazioni tessili sono apprezzate a livello internazionale, per riflettere con la giornalista e saggista Renata Pompas sulle molteplici espressioni dell’arte tessile.

    Aurora Magni (Blumine-sustainability-lab) e Christian Tubito (Material Connexion) presenteranno lo stato dell’arte della ricerca tecnologica e delle sperimentazioni in atto nell’industria tessile e della moda mentre Alex Veronelli (AURIFIL) racconterà l’esperienza concreta di una manifattura tessile che investe sulla sostenibilità.
    Il direttore del Comieco Carlo Montalbetti illustrerà risultati e problematiche della gestione dei rifiuti cittadini mentre Paolo Galli interverrà sul tema della bioplastica full sustainable.
    Le conclusioni saranno affidate alla sensibilità artistica del maestro Adriano Bassi, Presidente Associazione Dante Alighieri Milano.

    A coordinare e stimolare il dibattito è stato chiamato il giornalista Fabio Pizzul.
    Protagonisti di questo evento non saranno però solo i contenuti espressi dai relatori. Sarà infatti possibile apprezzare la nuova collezione di abiti scultura realizzati con sfridi tessili e nella Sala Arazzi sarà esposta un’interpretazione dell’Ultima Cena di Leonardo nelle misure originali con tessuti e filati di recupero. Entrambe lo opere sono realizzate da Damss.

    Sarà inoltre presentato il progetto sperimentale TREDDY CUBE a cura di Digicopy.
    Al termine verrà offerto un drink.

    La partecipazione è gratuita ma è vincolante la preregistrazione
    [email protected] e http://comune.milano.it/salaalessi

    PROGRAMMA

    Saluti istituzionali: Lamberto Bertolé Presidente Consiglio Comunale Milano
    Beatrice Uguccioni Vice Presidente Consiglio Comunale Milano
    Carlo Monguzzi Presidente Commissione Consiliare Mobilità e Ambiente Milano

    Apertura dei lavori: Eugenio Costa Montabone Editore, Ideatore del convegno
    Modera l’incontro: Fabio Pizzul, Giornalista

    Interventi di:
    Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori Artisti DAMSS, Designer, Stilisti
    Renata Pompas Giornalista, Saggista

    Sfilata abiti scultura DAMSS

    Aurora Magni Presidente BLUMINE /sustainability-lab, Docente LIUC, Università Cattaneo
    Christian Tubito Project Manager, Innovation&Research MATERIAL CONNEXION ITALIA
    Alex Veronelli AURIFIL srl, filati di puro cotone per il ricamo, cucito creativo ed arte tessile
    Adriano Bassi Presidente Associazione Dante Alighieri Milano, Direttore d’Orchestra, Musicologo
    Carlo Montalbetti Direttore Generale COMIECO
    Paolo Galli Direttore Comitato Scientifico BIO-ON

    La partecipazione è gratuita ma è vincolante la preregistrazione
    [email protected] e http://comune.milano.it/salaalessi

  • L’ECONOMIA CIRCOLARE RA ARTE, DESIGN, MODA E SVILUPPO SOSTENIBILE

    L’ECONOMIA CIRCOLARE

     

    L’ECONOMIA CIRCOLARE

    TRA ARTE, DESIGN, MODA E SVILUPPO SOSTENIBILE
    Iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Milano

    Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria:
    [email protected]

    MILANO, PALAZZO MARINO, Piazza Scala 2, Sala ALESSI,
    15 Giugno 2019 – ore 10,00 –13,00

    Pur essendo mondi diversi, arte, design, ricerca innovativa e industria condividono la capacità di indagare la realtà e sperimentare forme espressive, modelli interpretativi, soluzioni che suggeriscano un’idea di futuro. Un’occasione straordinaria per stabilire connessioni e sinergie è data dalla lotta ai cambiamenti climatici e in particolare dalla circular economy, un nuovo modo di concepire e realizzare produzione e consumi destinato non solo a delineare innovativi modelli di business e modalità di trasformazione delle risorse disponibili, ma ad incidere negli stili di vita e nella coscienza collettiva.
    Se ne parlerà a Milano, sabato 15 giugno prossimo in un evento promosso dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Milano e da Montabone editore ideatore dell’ evento in cui si confronteranno artisti della matericità tessile, esperti dell’industria tessile e della moda, operatori dell’economia circolare.

    ‘Abbiamo immaginato un dialogo tra esperienze diverse ma accomunate dall’impegno per un futuro sostenibile – ha dichiarato la Vicepresidente del Consiglio Comunale di Milano, Beatrice Uguccioni.

    Difesa dell’ambiente e sviluppo sostenibile necessitano della collaborazione tra i molteplici soggetti della cultura, della ricerca e del dialogo con i soggetti economici senza l’impegno dei quali gli obiettivi di Parigi 2015 sintetizzati nell’Agenda 2030 non potranno essere realizzati. E Milano è il palcoscenico ideale per affrontare questa riflessione per la sua identità di metropoli culturale, di capitale del design e in quanto centro economico di rilievo internazionale’.

    Il programma si presenta vario ed articolato.
    Si parte dall’ormai ventennale esperienza creativa di Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori ( DAMSS) le cui istallazioni tessili sono apprezzate a livello internazionale, per riflettere con Renata Pompas, autrice della storia della Fiber Art Italiana, sulle molteplici espressioni del movimento.

    Aurora Magni (Blumine-sustainability-lab) e Christian Tubito (Material Connexion) presenteranno lo stato dell’arte della ricerca tecnologica e delle sperimentazioni in atto nell’industria tessile e della moda, mentre Alex Veronelli (AURIFIL) racconterà l’esperienza concreta di una manifattura tessile che investe sulla sostenibilità.
    Il direttore del Comieco, Carlo Montalbetti, illustrerà risultati e problematiche della gestione dei rifiuti cittadini, mentre Paolo Galli interverrà sul tema della bioplastica full sustainable.

    Le conclusioni saranno affidate alla sensibilità artistica del maestro Adriano Bassi, Presidente Associazione Dante Alighieri Milano.
    A coordinare e stimolare il dibattito è stato chiamato il giornalista Fabio Pizzul.
    Protagonisti di questo evento non saranno però solo i contenuti espressi dai relatori. Sarà infatti possibile apprezzare la nuova collezione di abiti-scultura realizzati con sfridi tessili e nella Sala Arazzi sarà esposta un’interpretazione dell’Ultima Cena di Leonardo nelle misure originali, realizzata con tessuti e filati di recupero: opere realizzate da DAMSS.
    Sarà inoltre presentato il progetto sperimentale TREDDY CUBE a cura di Digicopy.
    Al termine verrà offerto un drink.

    PROGRAMMA

    Saluti istituzionali: Lamberto Bertolé Presidente Consiglio Comunale Milano
    Beatrice Uguccioni Vice Presidente Consiglio Comunale Milano
    Carlo Monguzzi Presidente Commissione Consiliare Mobilità e Ambiente Milano
    Apertura dei lavori: Eugenio Costa Montabone Editore, Ideatore del convegno
    Modera l’incontro: Fabio Pizzul, Giornalista

    Interventi di:
    Daniela Arnoldi e Marco Sarzi-Sartori Artisti DAMSS, Designer, Stilisti
    Renata Pompas specializzata in Colore, Textile Design e Fiber Art
    Aurora Magni Presidente BLUMINE /sustainability-lab, Docente LIUC, Università Cattaneo
    Christian Tubito Project Manager, Innovation&Research MATERIAL CONNEXION ITALIA
    Alex Veronelli AURIFIL srl, filati di puro cotone per il ricamo, cucito creativo e arte tessile
    Adriano Bassi Presidente Associazione Dante Alighieri Milano, Direttore d’Orchestra, Musicologo
    Carlo Montalbetti Direttore Generale COMIECO
    Paolo Galli Direttore Comitato Scientifico BIO-ON.
    Sfilata abiti scultura DAMSS

    Partecipazione gratuita con iscrizione obbligatoria:
    [email protected]

    Sito di riferimento: http://comune.milano.it/salaalessi

  • Spoleto: torna il Premio Margherita Hack all’interno della mostra curata da Sgarbi

    Evento nell’evento, il Premio Margherita Hack si rinnova anche quest’anno all’interno della mostra internazionale d’arte contemporanea Spoleto Arte. La cerimonia di premiazione, prevista per le 11 di domenica 30 giugno a Palazzo Leti Sansi (via Arco di Druso 37, Spoleto), vedrà insignite del prestigioso riconoscimento numerose personalità del mondo dello spettacolo e della cultura.

    Il premio è stato istituito in memoria della Signora delle stelle, scomparsa il 29 giugno del 2013, dal suo agente, il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes che la ricorda sempre con affetto. Margherita Hack, oltre a essere una famosa scienziata e astrofisica, era soprattutto una donna autoironica dai solidi principi, che ha lasciato in eredità studi, ricerche e un ricordo di grande disponibilità al mettere tutto in discussione. Impegnata a difendere le proprie posizioni, la celebre astrofisica non ha mai temuto critiche, che spesso provenivano dal mondo politico e religioso. Atea, vegetariana, sostenitrice delle coppie omosessuali e dell’eutanasia legale, Margherita Hack si è sempre battuta per difendere diritti civili e sociali. Per questo motivo il premio che porta il suo nome acquisisce un valore simbolico di incredibile levatura.

    L’evento si iscrive nella mostra curata dal prof. Vittorio Sgarbi, che verrà inaugurata sabato 29 giugno alla presenza del sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni, in concomitanza con il Festival dei 2 Mondi. Qui verranno consegnate le targhe agli illustri ospiti che si sono contraddistinti nell’ambito artistico, sportivo, scientifico, musicale e giornalistico. Un particolare premio verrà dedicato all’eccellenza femminile, l’anno scorso assegnato a Carolyn Smith, nota presidente di giuria del programma di Rai Uno Ballando con le Stelle. Oltre a Carolyn Smith, nell’edizione 2018 sono stati nominati anche il giurista e costituzionalista Michele Ainis per la cultura, il talentuoso pittore Roberto Ferri per l’arte, il fisico statunitense vincitore del premio Nobel Samuel Chao Chung Ting per la scienza, l’atleta paraolimpica, conduttrice televisiva e politica Giusy Versace per lo sport e l’inviato di Striscia La Notizia Edoardo Stoppa per l’impegno animalista.

    Del comitato, composto da una giuria di esperti presieduta da Francesco Alberoni, fanno parte il grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, la psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e molte altre celebri personalità.

    Commenta così l’ideatore, organizzatore e moderatore del Premio Margherita Hack: «Questo premio vuole essere un simbolico ringraziamento a Margherita per tutto ciò che la sua sincera amicizia mi ha regalato, e per il tesoro inestimabile di sapere e di conoscenza che ha lasciato in eredità a tutti quanti noi e alle generazioni future».

    Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il numero 0424 525190 oppure scrivere una mail a [email protected] o visitare il sito www.margheritahack.it.

  • Laudato sì. Tra bellezza e grido

    BERGAMO, PALAZZO STORICO CREDITO BERGAMASCO 7 giugno – 5 luglio 2019

    INAUGURAZIONE: giovedì 6 giugno ore 18.00 – ingresso libero

    La mostra “Laudato si’. Tra bellezza e grido” rientra in un’operazione culturale di ampio respiro nella quale Fondazione Creberg è impegnata, ormai da diversi anni, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico su tematiche che coinvolgono l’essere umano e il contesto in cui vive attraverso percorsi artistici itineranti.
    Il progetto, ideato da Angelo Piazzoli, richiede la collaborazione di artisti contemporanei (ad oggi sono stati coinvolti Mario Paschetta, Angelo Celsi, Doriano Scazzosi, Francesco Betti, Ugo Riva, e in quest’ultima occasione la coppia Margherita Leoni e Luciano Mello Witkowski Pinto) scelti da Fondazione Creberg per consonanza di ricerca, coerenza e linguaggio espressivo. Gli artisti sono chiamati a mettere a disposizione lavori storici, lavori recenti ma anche opere ideate ad hoc in uno scambio reciproco tra gli attori coinvolti che rappresenta un’opportunità per tutte le parti: la Fondazione persegue le sue finalità di promozione dell’arte e della cultura rafforzando la sua presenza sul territorio; gli artisti vedono la loro creatività incanalata in progetti articolati e di grande impatto; le comunità locali che accolgono le tappe di ogni mostra successivamente all’apertura a Palazzo Creberg, beneficiano di un importante arricchimento emotivo ed esperienziale.
    Dopo l’esposizione presso il Palazzo Storico del Credito Bergamasco di Bergamo la mostra “Laudato sì’. Tra bellezza e grido” farà infatti tappa a Romano di Lombardia e a Grumello del Monte che già in passato hanno aderito alle proposte di Fondazione Creberg, mentre si aggiunge in itinere, per la prima volta, la comunità di Vertova.
    “Laudato si’. Tra bellezza e grido” – a cura di Angelo Piazzoli e Tarcisio Tironi – dedicata ad opere di Margherita Leoni (artista bergamasca, specializzata di botanica) e di Luciano Mello Witkowski Pinto (scultore brasiliano) coppia impegnata, da oltre vent’anni, nella celebrazione della bellezza della foresta amazzonica e nella denuncia della silenziosa distruzione della natura che si perpetra giorno per giorno, nell’indifferenza globale della società modernista e consumista. Il loro lavoro di sensibilizzazione richiama l’attenzione sull’impatto della deforestazione ed è presente in una lunga serie di mostre con titoli che evocano la salvaguardia e la magnificazione del dono della natura.
    “Da circa dieci anni, sottolinea Angelo Piazzoli, seguiamo il percorso professionale di Margherita Leoni – con il sostegno ad esposizioni di carattere naturalistico – a cui nel 2010 abbiamo commissionato un lavoro site specific per il Loggiato di Palazzo Ceberg che dal 2011 fa parte del patrimonio della Fondazione Creberg. L’approfondimento della conoscenza personale e professionale di Margherita e, nel tempo, di Luciano (suo compagno di vita e di professione) ci ha consentito di promuovere un ragionamento sulla salvaguardia del Creato, fino a proporre loro una sorta di sfida: realizzare un’esposizione di dipinti sul tema della “Creazione” sviluppando un percorso di approfondimento dell’argomento che costituisse poi la base teoretica sulla quale costruire un itinerario espositivo di grande forza evocativa e di rilevante valenza culturale ed educativa, volto ad approfondire il tema dei cambiamenti climatici, il loro devastante impatto sul Pianeta e la recente Enciclica del Papa con le sue accurate analisi e con i rimedi che autorevolmente suggerisce.”
    Aggiunge il co-curatore Tarcisio Tironi: “L’Enciclica è una lettura del conflitto in atto tra persone e ambiente con il richiamo alla missione per l’uomo e della donna di tutelare e promuovere il creato senza alterarne le finalità. Il Papa ha a cuore che non solo i credenti ma ogni persona di buona volontà voglia riflettere sui problemi del degrado dell’ambiente e della stessa vita della persona umana e lo sviluppo della famiglia”.
    Da queste suggestioni nasce la mostra che porta – prima a Bergamo, a Palazzo Creberg, e poi in altre tappe sul territorio – un angolo esotico attraverso una selezione di lavori eseguiti tra gli anni 2007 e 2013 quando i due artisti vivevano nello stato di San Paolo in Brasile (Paese natale di Pinto e adottivo della Leoni) a cui si uniscono numerose opere recenti e inedite (alcune di queste realizzate ad hoc in accordo con la Curatela) caratterizzate dal legame con la vegetazione spontanea e paradisiaca brasiliana.
    “Nell’allestimento, continua Angelo Piazzoli, vengono ricreate tre distinte sezioni con oltre 30 opere: Paradiso Terrestre (il Creato che ci è stato affidato), Paradiso Perduto (l’effetto delle nostre devastazioni), Paradiso Ritrovato (se ci mettiamo d’impegno a modificare politiche ambientali e comportamenti individuali…).”
    Cercando risposte o semplicemente avvalendosi di un mezzo per diffondere domande, i due artisti operano su linee convergenti: l’universo pittorico ad acquerello, carboncino e processi digitali di Margherita Leoni, dove in modo analitico e decorativo l’artista “tocca” la natura fino ad immedesimarsi con essa; l’indagine dei suoi abitanti, uomini e animali, nelle sculture in resina e ceramica di Luciano Pinto, che con immagini di aulica quotidianità ricerca un’immersione e un contatto profondo con la Grande Madre Terra, che – come ci ricorda il Papa, con una icastica definizione – rappresenta la nostra Casa Comune.

    Iniziative collaterali
    A corollario dell’esposizione Laudato sì, la Fondazione Credito Bergamasco promuove, per i mesi di giugno e luglio, alcune iniziative culturali a Palazzo.
    Si inizia sabato 8 giugno, dalle ore 14.30 alle ore 19; presso il Salone principale di Palazzo Creberg, è in programma l’apertura straordinaria della mostra “Laudato sì”, alla presenza degli artisti con la lettura dell’Enciclica, quale sottofondo.

    Venerdì 5 luglio, alle ore 18, sempre presso il Salone principale di Palazzo Creberg, si terrà invece l’evento inaugurale con presentazione ufficiale dell’edizione 2019 di Art2Night. Per l’occasione, la compagnia Antiche Contrade presenterà uno spettacolo progettato ad hoc “Dal cielo al chaos e ritorno. Il Paradiso tra Dante e Milton”.

  • Tutti innamorati di Alberoni e della nuova mostra di Spoleto Arte a Villa Rezzonico

    Si è aperta a suon di applausi la mostra Arte in Villa, uno degli appuntamenti a cura di Spoleto Arte di Vittorio Sgarbi. Sabato 1 giugno a Bassano del Grappa, la storica Villa Rezzonico, che ha ospitato grandi condottieri come Napoleone e Garibaldi e grandi letterati come Manzoni e Foscolo, ha assistito a una manifestazione grandiosa in tutti i sensi. A partire dal neosindaco di Bassano Elena Pavan, sul palco hanno preso la parola il proprietario della splendida location e imprenditore Bernardo Finco, la direttrice d’orchestra Silvia Casarin Rizzolo e il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, organizzatore della rassegna. L’inaugurazione ha avuto inoltre il contributo dell’Assessore alle risorse umane di Vicenza Valeria Porelli e del Gruppo solisti lirico Bassano che ha magnificamente rappresentato l’operetta La principessa della Ciarda.

    Ospite d’onore della serata il celebre sociologo Francesco Alberoni che, assieme alla psicologa Cristina Cattaneo, ha presentato il suo ultimo libro pubblicato da Piemme edizioni Amore mio come sei cambiato. Ma, oltre il testo, il grande studioso dei movimenti collettivi e dei sentimenti umani si è soffermato su un tema a lui caro, quello dell’amore per l’appunto. Con convinzione l’ex direttore generale della Rai, creatore della più grande università privata, lo IULM di Milano, e ideatore di famosi brand quali Tod’s, Mulino Bianco e Poltrone Frau, ha ribadito che in una relazione amorosa bisogna sempre avere il coraggio della verità, da entrambe le parti, perché l’amore è una passione violenta, che non va domata ma guidata. «Deve esserci un aiuto reciproco. Bisogna darsi proprio nel momento in cui l’altro cede. Bisogna saper correggere le manovre sbagliate con la stessa differenza che c’è tra l’intervento di un pugile e quello di un terapeuta. È un’abilità umana. È una sensibilità. In genere sono più brave le donne a trattare gli uomini con questa cura».

    Con questa presentazione straordinaria e in questa cornice unica resteranno esposte in via Ca’ Rezzonico 68/72 fino all’11 giugno le opere di: Cristina Acquistucci, Manuela Andreoli, Grazia Azzali, Stefano Balzano, Stefano Bellettato, Alda Boscaro, Cesare Carrieri, Sergio Cavallerin, Rosanna Cecchet, Norberto Civardi, Vanni De Conti, Felice Cremesini, Claudia Crestani, Francesco De Cristofaro, Lina De Demo, Gloria De Marco, Paolo Di Nozzi, Daniele Digiuni, Mirta Diminic, Mimmo Emanuele, Giuseppe Fanfoni, Davide Favaro, Matteo Fieno, Francesca Fiore, Erna Fossati, Pinella Imbesi, Driss Lahna, Gioia Lolli, Giuseppe Lorenzet, Fabiana Macaluso, Mauro Martin, Patrizia Matera, Mario Mattei, Beatrice Moggi, Irma Mores, Sara Pezzoni, Antea Pirondini, Giulia Quaranta Provenzano, Antonella Rollo, Diego Rudellin, Claudia Salvadori, Gino Maria Sambucco, Laila Scorcelletti, Maria Pia Severi, Antonella Stellini, Anna Sticco, Veronica Tiveron, Cesare Triaca, Anna Trzuskolas e Flora Veneran.

  • Mark Caltagirone gay in un romanzo

    Nuova puntata del Prati gate: Mark Caltagirone non avrebbe sposato Pamela Prati perché in realtà è gay. Non è una notizia vera, ma la trama del romanzo “CHEMSEX – l’amore ai tempi di Mark Caltagirone” dello scrittore polacco Adam Kaczinsky.

    È la storia di un festino della durata di tre giorni, a base di droghe sintetiche, al quale prendono parte uomini della Milano bene. Ma qualcosa va storto e l’organizzatore è costretto a fare un’introspezione profonda nel proprio passato. Un racconto realista e al contempo sconvolgente, che parte dal piacere sessuale, per poi toccare il lato più profondo della miseria umana, la dipendenza e la solitudine. Chiunque faccia parte della generazione Grindr si sentirà identificato con uno dei personaggi del libro, disponibile su Amazon, sia in versione cartacea che quella Kindle.

    È la prima volta che il personaggio più discusso del momento appare, nella veste di personaggio secondario, in un romanzo.

  • Premio Canaletto: commozione tra gli artisti allo Spoleto Pavilion

    Si è inaugurata ieri, giovedì 30 maggio alle 18, presso lo Spoleto Pavilion, in Calle dei Cerchieri 1270 (VE), la mostra dedicata al Premio Canaletto, apertasi con una cerimonia di premiazione commovente ed emozionante. Testimoni della consegna delle prestigiose targhe sono stati il direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la direttrice Silvia Casarin Rizzolo che collabora con il Teatro La Fenice, la nota curatrice della galleria di Monte Carlo Maria Lorena Franchi e il delegato del sindaco, il consigliere Giancarlo Giacomin. Presentatore, ideatore e organizzatore dell’esposizione il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte.

    Ciascuno degli artisti presenti è stato premiato “per l’impegno profuso nel panorama artistico contemporaneo e per le capacità comunicative manifestate nei suoi lavori”. Al momento della consegna del riconoscimento ognuno ha potuto esprimersi liberamente sulla propria personale visione artistica, sulle proprie ragioni stilistiche, regalando al pubblico un momento ricco d’emozioni intense. Tra i membri della giuria, oltre ai già citati Gattinara, Villa, Nugnes e Rizzolo, figura anche il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Venezia Giuseppe La Bruna.

    Gli artisti a cui è stato consegnato il Premio Canaletto e che rimarranno esposti allo Spoleto Pavilion fino a sabato 22 giugno sono: Patrizia Almonti, Daniele Beretta, Renata Bertolini, Ronnie Brogi, Dario Calì, Luca Cameli, Paola de Gregorio, Raffaella Di Benedetto, Davide Favaro, Giusy Cristina Ferrante, Matteo Fieno, Francesca Fiore, Elisa Fossati, Luigi Gattinara, Diana Giudici, Gabriella Legno, Luigi Lucernini, Angiolina Marchese, Massimo Mariano, Milo, Salvatore Natale, Pietro Olivieri, Giuseppe Pasqualetto, Oliviero Passera, Amelia Perrone, Silvia Polizzi, Giulia Quaranta Provenzano, Rolando Rovati, Fedor Kuz’mic Suskov, Maria Velardi e Italia Vogna.

    La galleria è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Dopo Mauritania e Algeria, Sahara Mon Amour apre anche in Niger

    L’Uomo del Sahara – sempre più al centro dell’attenzione mediatica – e la sua agenzia viaggi specializzata in “viaggi avventura”, ampliano il proprio raggio d’azione e dopo Mauritania e Algeria, aprono una sede anche in Niger.

     

    Fabrizio Rovella, il torinese noto alle cronache come l’Uomo del Sahara, e la sua agenzia “Sahara Mon Amour” aprono una nuova sede nel Sahara. Dopo l’Algeria e la Mauritania, Sahara Mon Amour attiva una sede in Niger.

     

    Una meta con molti gioielli da esplorare e con luoghi unici (come ad esempio il mitico “cimitero dei dinosauri” ndr), che vanno ad arricchire le mete ormai storiche, tra le quali Marocco, Algeria e Mauritania, che vedono l’Uomo del Sahara protagonista da più di 25 anni.

    L’apertura della sede in Nigerautentica perla del Sahara – segue quella algerina e quella mauritana e fanno di Sahara Mon Amour l’unica agenzia italiana con sedi formali sul territorio, a diretto contatto con le popolazioni e gli apparati politici e religiosi in loco. Un fattore essenziale e con ricadute positive nella gestione della sicurezza dei gruppi accompagnati nel deserto.

     

    L’aggiunta del Niger nel catalogo di Sahara Mon Amour, è frutto non solo di accordi commerciali, ma di una credibilità raggiunta a tutti i livelli nell’area sahariana dallo stesso Rovella, e che è uno degli indici di sicurezza che fanno dell’uomo del Sahara un riferimento in quei luoghi. L’inserimento del Niger nelle mete “coperte” da Sahara Mon Amour rappresenta una tappa strategica importante, che potrebbe portare ad una presenza sempre più selezionata in quella zona dell’Africa occidentale.

     

    La notizia relativa al Niger, giunge a poche ore di distanza dall’annuncio da parte di “4×4 Evolution” di uno speciale, che sarà pubblicato in una delle prossime uscite della rivista, completamente dedicato a Fabrizio Rovella e alla sua storia da viaggiatore. Allo speciale dedicato all’Uomo del Sahara, nelle ultime ore si sono aggiunti, i “ringraziamenti per iscritto”, nel suo ultimo libro, del grande fotografo americano John Pepper.

     

    L’ennesimo segno di interesse da parte della stampa verso l’Uomo del Sahara (www.fabriziorovella.com) che in queste ore è a Torino per chiudere gli ultimi accordi con partner e sponsor per una nuova iniziativa che lo vedrà protagonista nelle prossime settimane.

     

    È possibile prenotare tutte le proposte di Sahara Mon Amour ai recapiti presenti sul sito ufficiale dell’agenzia a questo indirizzo www.saharamonamour.com

     

    Contatti Sahara Mon Amour

    E-mail: [email protected]

    Web: www.saharamonamour.com

  • Gli appuntamenti di Spoleto Arte di Sgarbi: il Premio Caravaggio a Malta

    Il Premio Caravaggio è uno degli appuntamenti di Spoleto Arte di Vittorio Sgarbi più attesi. L’8 giugno 2019, dalle 10 alle 18 presso il lussuoso Hilton Hotel a Malta (Portomaso, St Julian’s), prenderà il via la mostra degli artisti premiati. Il prestigioso riconoscimento istituito per omaggiare e riconoscere i migliori artisti e professionisti del panorama contemporaneo porta il contributo di Vittorio Sgarbi e dello storico d’arte esperto del Caravaggio Keith Sciberras. Ma anche dell’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, dello psichiatra e scrittore Alessandro Meluzzi, volto di trasmissioni televisive come Matrix e Quarto Grado, dell’onorevole maltese Jason Azzopardi e del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, ideatore e organizzatore dell’evento.

    Il Premio Caravaggio consentirà a un selezionato gruppo di artisti di mostrare le loro opere a un pubblico internazionale e non solo. Il luogo scelto per l’esposizione ha una valenza fortemente simbolica. Malta è infatti l’isola in cui l’artista da cui prende il nome il prestigioso riconoscimento ha vissuto l’ultimo periodo della sua vita travagliata. Lo spirito creativo non lo ha abbandonato nemmeno qui, nonostante le numerose vicissitudini, anzi. Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, ha dipinto proprio su quest’isola alcune delle sue opere più famose come La decollazione di San Giovanni Battista, oggi alla Concattedrale di San Giovanni a La Valletta.

    Malta non è però solo un luogo di passaggio, è la perla del Mediterraneo, un patrimonio mondiale dell’umanità secondo l’Unesco. È un luogo intriso d’arte, una location perfetta per dare voce a tutte le manifestazioni artistiche e per offrire un’ampia visibilità ai talenti affermati o emergenti. L’Hilton Hotel Malta, situato a solo un quarto d’ora di distanza dalla capitale, patrimonio dell’Unesco, è sicuramente la sede ideale per ospitare questo genere di eventi unici.

    Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Festival Nazionale della Comicità del Makkekomiko

    Vi hanno mai detto “Ma che ti ridi?” e voi presi dall’imbarazzo non avete saputo cosa rispondere? Lunedì 10 giugno 2019, alle 20:30, presso il Teatro Vittoria di Roma si riderà a crepapelle e nessuno verrà giudicato per le proprie risate!

    Invece sotto giudizio saranno i dieci comici che dopo aver superato i quattro giorni di selezioni tra più di quaranta comici provenienti da tutta Italia, si sfideranno nella finalissima del Festival Nazionale della Comicità del Makkekomiko, il “MakkeTiRidi”.

    L’obiettivo del Festival, patrocinato patrocinato nelle precedenti edizioni dalla Regione Lazio, è di ricercare tra i partecipanti la creatività, l’originalità, il rigore che sono alla base della professione del comico. Partner radiofonico ufficiale del Festival è RID 96.8.

    Un vero e proprio talent live show in cui oltre al voto del pubblico sarà determinante anche quello espresso dalla giuria tecnica formata da comici professionisti, giornalisti, autori televisivi e radiofonici e agenzie di spettacolo.

    Nella serata condotta da Alessandro Mago Mancini, ideatore e fondatore del Makkekomiko, il laboratorio di scrittura per soli professionisti, verranno assegnati premi alla carriera a comici che si sono distinti per le loro qualità e per il loro inpegno nel campo artistico. Il festival vedrà anche la partecipazione di tanti ospiti noti al grande pubblico ma soprattutto sul palco ci saranno i comici del Makkekomiko che ogni martedì all’Accento Teatro da 15 anni fanno divertire i romani come: Sergio Viglianese, Annalisa Aglioti, Marco Passiglia, Angela De Prisco, Oscar Biglia, Antonio Catalano, Fabrizio Mazzeo (vincitore della 2^ ed. del MakkeTiRidi), Gianluca Giugliarelli, Claudio Sciara (vincitore della 1^ ed. del MakkeTiRidi) e Gli Stonfiss.

    Novità di quest’anno è la collaborazione con il Direttore creativo dell’evento, la giornalista e direttore del Roma Web Fest, Janet De Nardis. Grazie all’esperienza pluriennale nella valutazione di giovani talenti, Janet collaborerà con Alessandro Mago Mancini a rendere il format più innovativo e presto pronto per navigare in rete… A giudicare i finalisti e a decretare il miglior comico, oltre il giudizio inappellabile del pubblico, avremo anche quello di una giuria tecnica composta da Antonio Giuliani, Marco Falaguasta, Cristiana Merli (Rai Radio 2) e agenzie di spettacolo, tra cui la Sosia e Pistoia, una delle agenzie di attori comici più prestigiose del panorama nazionale.

    Il Festival Nazionale della Comicità, vuole essere un punto di riferimento della comicità italiana, scoprendo e valorizzando giovani talenti che dimostrino non solo le proprie capacità nel coinvolgere e nel divertire il pubblico, ma anche l’attitudine alla disciplina e allo studio che sono alla base di una comicità pulita e originale.

    Lunedì 10 giugno 2019 è un giorno perfetto per ridere!

     

  • Carta da parati per regalare un’esperienza immersiva: nuovo concept per Maurizio Marcato

    Verona, Giugno 2019 – La carta da parati rompe il concetto di spazio e accompagna l’ospite in un’esperienza immersiva fuori dagli schemi: il fotografo internazionale Maurizio Marcatoha realizzato un progetto di interior unico nel proprio genere per Verona Romana Apartments, un edificio storico che si trova a pochi passi dall’Arena, tra Castelvecchio e Portoni Borsari.

     

    Porta Leoni, Porta Borsari, Arco dei Gavi, Decumano Massimo, Ponte Pietra e Teatro Romano: sei appartamenti che richiamano, attraverso gigantografie, i luoghi simbolo di Verona. Le carte da parati realizzate dall’azienda specializzata Creativespace, raffigurano immagini in bianco e nero di Maurizio Marcatoche raccontano una Verona ricca di storia e di fascino. Inconfondibile, la sua firma impreziosisce gli ambienti di questa struttura che combinano nuovo e antico in una chiave innovativa e senza precedenti. I colori tenui addolciscono e danno un senso di comfort amplificato dagli scatti dei dettagli dei monumenti storici di Verona.

     

    Oltre alle stanze, Maurizio Marcatoha letteralmente trasformato il corridoio che porta alle camere in un’esperienza immersiva. Grazie ad un attento studio delle forme e alla specifica disposizione delle carte da parati, è riuscito a dare un senso di tridimensionalità all’ambiente, accompagnando lo sguardo in un percorso per Piazza Bra con protagonista un’Arena spettacolare. Un’illusione ottica che fa perdere completamente all’ospite la sensazione di trovarsi in un appartamento, proiettandolo direttamente nella piazza principale della città.

     

    “Avevo un sogno, costruire un grande spazio fatto di materia effimera, raccontare concretamente quanto il sentire, il vedere e il toccare possano essere frutto di illusione”ha affermato Maurizio Marcato, che raccontando il progetto del corridoio continua “ho voluto sviluppare una tecnica di fotografia immersiva, per dare agli ospiti l’illusione di ritrovarsi nella piazza più famosa della città, a due passi dall’Arena. Ho scelto il bianco e il nero perché permettono all’occhio umano di accedere più facilmente alle forme, che in questo gioco di spazi sono fondamentali.”

     

    Tra i progetti futuridi Maurizio Marcatoc’è sicuramente l’applicazione di questa tecnica immersiva, che utilizza la fotografia amorfica, anche all’interno dimostre artisticheoltre che in progetti di interior.

     

    Maurizio Marcato Press office

    Terzomillennium – Barbara Bruno [email protected]

    T. +39 045 6050601 – www.mauriziomarcato.com

     

  • Artivism: Il Padiglione per la Prevenzione delle Atrocità

    The Auschwitz Institute for Peace and Reconciliation (AIPR) presenta Artivism: Il Padiglione per la Prevenzione delle Atrocità, curato da Luca Berta, Francesca Giubilei e Kerry Whigham, Venice Logistical Partner iNEVENTS. E’ la prima mostra di questo genere, situata nel punto in cui arte, diritti umani e prevenzione del genocidio si intersecano.

    Artivism è un’esperienza irripetibile che illustra come le arti possano essere utilizzate come meccanismo per prevenire e rispondere alla violenza di massa. Il padiglione, ospitato a Palazzo Dandolo (San Polo 2879, fermata del vaporetto S. Tomà), porta i visitatori a conoscenza delle realtà personali, emotive e storiche legate alle atrocità di massa. Ma è grazie a questa esibizione che è possibile conoscere il ruolo essenziale svolto dalle arti come strumento di base per la trasformazione sociale e come deterrente contro la violenza sistematica.

    Sono in mostra, fino al 24 novembre (10:00 -18:00, chiuso lunedì e martedì) con ingresso libero, le opere di sei artisti e collettivi di attivisti provenienti da tutto il mondo. Rebin Chalak Ismael dall’Iraq, Canada’s Truth and Reconciliation Commission, Elisabeth Ida Mulyani dall’Indonesia, South African Intuthuko Embroidery Project dal Sud Africa, Argentinian Grupo de Arte Callejero (GAC) dall’Argentina e Aida Šehović dalla Bosnia e Erzegovina.

    Le arti svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione della violenza su vasta scala ed Artivism informa i visitatori riguardo al potere e alla responsabilità che gli individui e le loro comunità hanno nel prevenire le atrocità di massa e proteggere i diritti umani. La mostra educa, responsabilizza e trasforma i partecipanti in veri agenti del cambiamento perchè mette in evidenza la capacità di contribuire alla prevenzione delle atrocità di massa.

    Nell’ultima stanza del padiglione, l’AIPR e altre organizzazioni per i diritti umani, condividono il loro lavoro con i visitatori e propongono passi concreti che ogni individuo può compiere a livello locale e globale per costruire un mondo che prevenga il genocidio.

    The Auschwitz Institute for Peace and Reconciliation

    [email protected]

    www.auschwitzinstitute.org

    +1 (212) 575 2605

    www.artivism2019.com

  • Venezia: Silvana Giacobini presenta il suo ultimo libro a Pro Biennale

    Si è chiusa ieri, lunedì 27 maggio, a Venezia, la rassegna d’arte contemporanea definita dal prof. Vittorio Sgarbi come “l’unica Biennale vera, la Biennale della libertà e della creatività della proposta”. L’ideatore e organizzatore di Pro Biennale, il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, ha pensato di valorizzare il finissage con una coppia di incontri alla Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador 4810), la più antica delle due sedi espositive. L’ultimo degli appuntamenti di Spoleto Arte a cura di Sgarbi si è tenuto domenica 26 maggio con Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e «Diva e Donna». La nota scrittrice e giornalista ha potuto così presentare in un contesto artistico il suo ultimo libro dedicato a un mostro sacro del cinema italiano. Intitolandolo Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana, Silvana Giacobini ha voluto così rendere omaggio a un divo dal carisma intramontabile. Attraverso l’analisi dei suoi numerosi film, è emerso un ritratto dell’attore a 360°, senza tralasciare il ruolo drammatico assunto per il film felliniano de I vitelloni.

    Protagonista della commedia rosa e nera italiana, Alberto Sordi ha lasciato una profonda traccia nella nostra cultura e in ben oltre centoquaranta film. Rappresentante dell’italiano medio, dei suoi vizi e delle sue virtù, l’attore viene ricordato nel libro attraverso una serie di preziose testimonianze, cercando di scalfire quel mistero che, attraverso la celebrità del mito, ne vela la profonda umanità.

    Domenica vi è stato uno spazio aperto alle curiosità su Alberto Sordi e all’attualità, dunque, ma ancor più agli artisti esposti in Pro Biennale. Dopo gli autografi con diversi visitatori, Silvana Giacobini si è lasciata guidare tra le opere presenti nella Scuola, apprezzandone tipologie e stili differenti.

    Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Concorso di Coromtraggi “ilCORTO.it Festa Internazionale di ROMA 2019“

    Concorso rivolto ai Registi e Filmaker italiani e stranieri, agli Istituti scolastici, Università, Associazioni e Società che hanno prodotto cortometraggi.

    IL CONCORSO: L’iscrizione è gratuita e la data finale di scadenza ultima per l’invio dei corti per la premiazione finale è il 15 Novembre 2019.
    • Sono previste tre sezioni: 1°) TEMA LIBERO; 2°) Tema: “GLI ALTRI”; 3°) Tema: “LAVORO SICURO”.

    Invio tramite  software di trasferimento files, anche gratuiti, come WeTransfer.com o Filemail.com, inserendo come mittente la propria email e come email del Destinatario: [email protected]

    Il BANDO e la SCHEDA di ISCRIZIONE al link:

    http://www.ilcorto.eu/concorsi-cortometraggi/bandi-concorsi-cortometraggi-consigliati/concorso-di-cortometraggi-ilcortoit-festa-internazionale-di-roma-2019-scadenza-15-novembre-2019.html

    ……….. ed ogni mese puoi partecipare al PREMIO DEL MESE !!Concorso CORTOMETRAGGI ILCORTO.it 2019

  • Intervista all’artista ritrattista Rosanna Gaddoni

    Pittrice e disegnatrice nata a Forlì, attualmente vive e lavora in Olanda. Tramite l’utilizzo di diverse tecniche e strumenti, come il carboncino, la matita e la fusaggine, Rosanna crea ritratti realistici con un personale tratto, intenzionato a investigare l’animo umano attraverso il contrasto del bianco e nero. Di seguito l’intervista all’artista.

    D: L’arte del ritratto ha radici antichissime. Quali sono le fonti a cui ti ispiri?
    R: Le opere d’arte che rappresentano il volto umano sono sempre state di mio interesse. In particolare, dopo l’invenzione della fotografia, il ritratto ha perso la funzione di documento storico, potendo fiorire in sperimentazioni per esplorare ed esprimere la complessità interiore dell’uomo. La ritrattistica moderna e contemporanea è per me, quindi, fonte di grande ispirazione per la capacità di investigare l’animo umano. La produzione di Egon Schiele in particolare mi ha indirizzato alla ricerca di espressività dei ritratti, alla possibilità di trasmettere vibrazioni ed emozioni di grande intensità, pur mantenendomi nel solco del figurativo. Dal punto di vista tecnico, utilizzo spesso nei miei ritratti la tecnica fotografica del “close up”, per evidenziare il dettaglio. Mi ispiro anche all’intensità e alla drammaticità del chiaroscuro, di cui le composizioni di Caravaggio sono esempi formidabili, e all’arte giapponese Sumi-E. Prediligo infatti disegnare ritratti di forte contrasto tra luce e ombra (bianco/nero), come espressione visuale di tensione interiore, e ricercare angolazioni del ritratto non convenzionali.

    D: Quali sono le componenti particolari che vuoi mettere più in evidenza in un ritratto?
    R: Nel mio lavoro artistico voglio comunicare il valore e la profondità dell’essere umano, della sua Umanità (intesa come forza e vulnerabilità) che si esprime nelle espressioni del viso, come linguaggio corporeo, in diretto contatto con le emozioni profonde. Penso che in un mio ritratto si incontrino le anime di tre diversi soggetti: chi viene ritratto, io che ritraggo e chi osserva. Per questo voglio che il disegno trasudi spirito ed emozioni, quelle che io so leggere in colui/colei che ritraggo, e che queste ultime vengano percepite e sentite dall’osservatore. In questo unione virtuosa di intendimenti, si sviluppa una energia e una consapevolezza che ci arricchiscono interiormente.

    D: Perché prediligi la tecnica del bianco e nero?
    R: Da giovane ragazza appassionata d’arte ho avuto la grandissima fortuna di visitare una mostra fotografica di Cartier-Bresson a Bologna. I suoi scatti in bianco e nero raccontavano la Roma del Dopoguerra nei primi anni Cinquanta ed erano presenti alcuni dei suoi famosi ritratti. Posso dire di essere stata folgorata dall’intensità di quelle foto in bianco e nero, a cui non mancava nulla e che comunicavano tutto. Il disegno figurativo in bianco e nero è a mio parere il connubio di semplicità e complessità, realtà e sofisticazione allo stesso tempo, ed è il metodo da me utilizzato per i ritratti. Nella mia esplorazione dell’animo umano, il ritratto in bianco e nero mira all’essenziale, quello che rimane oltre ai colori, che fa parte della memoria, e di ciò che le nostre sensazioni sono in grado di percepire e sublimare nella nostra visione e conoscenza interiore dell’altro, al di là dell’immagine.

  • Venezia: Maria Rita Parsi e l’arte terapia a Pro Biennale

    Sul finire della mostra Pro Biennale si è tenuto il penultimo importante incontro che ha messo al centro l’arte, individuandone i benefici terapeutici. Si tratta dell’appuntamento con la famosa psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, giunta alla Scuola Grande di San Teodoro in Campo San Salvador 4810 (VE) lo scorso venerdì 24 maggio. A partire dalle 16 la celebre docente e scrittrice ha intrattenuto il pubblico di presenti indagando il tema della terapia in campo artistico, ossia l’arte terapia. L’evento, pensato e organizzato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, ha trovato un pubblico molto attento e partecipe.

    Un particolare momento è stato riservato alle nuove generazioni, culminato con la presentazione del libro Generazione H di Maria Rita Parsi, parentesi in cui l’autrice ha trattato la relazione che i ragazzi, in particolare i Millennials, hanno con il mondo virtuale, di come interagiscono con esso e con l’esterno. La scrittrice è infatti membro del Comitato ONU per i diritti dei fanciulli e delle fanciulle, ha dato vita alla Fondazione Movimento Bambino ONLUS per la tutela giuridica e sociale dei minori, per la diffusione dei loro diritti, per la formazione degli educatori e per l’ascolto, l’aiuto e l’assistenza ai minori e alle loro famiglie, in Italia e all’estero.

    Sulla scia delle sue argomentazioni, la celebre docente ha poi visitato entrambe le sedi espositive di Pro Biennale, la Scuola Grande di San Teodoro e lo Spoleto Pavilion, in Calle dei Cerchieri 1270, lasciando spazio agli autografi per i numerosi visitatori.

    Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Post atomic springtime – Guido Drago e Gaetano Fracassio

    Post atomic springtime - Guido Drago e Gaetano Fracassio - Galleria Francesco Zanuso - Milano

    “Post atomic springtime” è la proposta culturale che, a partire da mercoledì 5 giugno (inaugurazione dalle 18.00 alle 21.00), la Galleria Francesco Zanuso propone al pubblico.

    Dall’incontro di due personalità eclettiche nasce una serie di considerazioni sul futuro dell’umanità.

     

    Se per Guido Drago la rappresentazione è quella post apocalittica, ottenuta tramite la realizzazione di scenografie in miniatura, dove l’essere umano sopravvive alla distruzione della civiltà, per Gaetano Fracassio la visione è meno aspra, tanto da ipotizzare una sorta di rinascita che avviene attraverso l’unica via possibile: quella dell’arte, dell’onirico e del surreale.

    Le maquettes di Guido Drago, tuttavia, non devono intendersi come una concezione pessimistica del futuro, bensì come una ripartenza fatta di semplicità, di riutilizzo dei residui della civiltà scomparsa, decontestualizzati e finalizzati alla sopravvivenza. È in fondo il trionfo della creatività che consente uno spiraglio di speranza all’umanità.
    Gaetano Fracassio propone un’eclettica raffigurazione, ottenuta con le tecniche più disparate, di una rinascita etica, che si basa sulla riproposizione di archetipi della civiltà passata che ritornano romanticamente a creare una nuova estetica, fatta di presenze delicate, ombre e miraggi. Le sue opere sono un germogliare di idee, che danno il senso di una possibile ripartenza del genere umano, affidata all’arte e alla fantasia.

    “Post atomic springtime” è la costruzione di una speranza. Per Guido Drago avviene attraverso la realizzazione di microcosmi tridimensionali che consentono di misurare a “tutto tondo” le possibili drammatiche conseguenze di una civiltà sfuggita ad ogni controllo. Per Gaetano Fracassio si fonda sul rinnovamento di valori etici ed estetici, che avviene sia con la proposizione di oli delicati ed eleganti, sia attraverso l’introduzione di evocativi oggetti tridimensionali.

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    Cenni biografici

    Guido Drago:
    Nasce nel 1979 a Novara, vive e lavora nel Monferrato. Diploma al liceo artistico, frequenta la scuola del Fumetto a Milano. Inizia la sua carriera lavorativa presso lo studio “Movimenti” di Saronno come disegnatore di character e background per i cortometraggi delle canzoni dello “Zecchino d’oro” usciti con TV sorrisi e canzoni. Ha poi lavorato presso la GFB group di Sesto S. Giovanni come colorista delle ristampe di Diabolik, uscite con Panorama. Dopo alcune collaborazioni come illustratore per l’editore Black Cat di Rapallo si dedica per sette anni alla coltivazione di fragole di bosco nel Monferrato. La vita a stretto contatto con la natura lo porta a sperimentare nuove tecniche artistiche in cui unisce scultura, miniatura e arte del riciclo, ricreando ambienti sia realistici che di fantasia.

    Riceve il premio per la scultura al concorso Arte sul Naviglio 2017 a Milano, ottenendo anche la segnalazione della giuria composta dall’architetto Italo Rota, dalla scenografa Margherita Palli, dal critico d’arte Mimmo Dimarzio e dal critico fotografico Giovanni Pelloso. Viene contattato da Colin Cantwell, stretto collaboratore di George Lukas, che ha disegnato alcune delle più famose astronavi di Stars Wars che, estimatore del suo lavoro, lo invita a partecipare ad alcune delle sue conventions negli Stati Uniti.

     

    Gaetano Fracassio:
    Nasce nel 1962 a Bitonto, vive e lavora a Milano. Autodidatta, scopre giovanissimo, come egli stesso afferma, “l’arte, come esigenza psicofisica di sopravvivenza”. Artista lirico e visionario, racconta le sue storie con una poetica delicata e surreale, muovendosi tra pittura, scultura, fotografia e sistemi audiovisivi (montatore, regista e autore), con la stessa spontaneità ed entusiasmo. Il suo eclettismo si trasferisce anche nella scelta dei materiali che spaziano nelle infinite possibilità offertegli dalle sostanze: carta, cartoni, legno, metallo, oggetti ready-made si fondono e confondono gli uni negli altri adombrando qualsiasi scala di grado generalmente accettata per le opere d’arte. Ha partecipato a numerose mostre e rassegne museali ed è presente nelle più importanti fiere d’arte internazionali.

    Tra i critici e i curatori che hanno scritto di Fracassio, citiamo in ordine alfabetico: Andrea Beolchi, Roberto Borghi, Lara Carbonara, Jaqueline Ceresoli, Claudio Cerritelli, Maurizio Corrado, Raffaele De Grada, Carlo Franza, Laura Forti, Matteo Galbiati, Chiara Gatti, Micaela Mander, Sandro Martini, Valeria Vaccari, Alberto Veca, Claudio Rizzi, Maria Grazia Schinetti, Riccardo Zelatore.
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    Titolo: Post atomic springtime
    Artisti: Guido Drago e Gaetano Fracassio
    Sede: Galleria Francesco Zanuso
    Indirizzo: Corso di Porta Vigentina 26 – 20122 Milano
    Date: dal 5 giugno al 20 giugno 2019
    Inaugurazione: mercoledì 5 giugno dalle 18.00 alle 21.00

    Orari: da lunedì a giovedì 15.00 – 19.00 | venerdì e in altri orari su appuntamento
    Mobile: +39 335 6379291
    E-mail: [email protected]
    Sito: www.galleriafrancescozanuso.com
    Mediapartner: Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine

  • Silvana Giacobini inaugura la nuova sede di Spoleto Arte a Bassano del Grappa

    Sabato 25 maggio Spoleto Arte ha inaugurato la nuova sede degli uffici a Bassano del Grappa. In via Andriolo la Spoleto Art Factory ha ospitato per l’occasione la nota scrittrice e giornalista Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna» per la presentazione del suo ultimo libro intitolato Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana. L’evento, ideato e organizzato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, ha visto la partecipazione di Renato Manera, ex vicepresidente della Fondazione Canova di Possagno e del pittore Toni Zarpellon, l’artista che ha fatto delle Cave di Rubbio una galleria d’arte a cielo aperto.

    Passando da un’interessante analisi di un Alberto Sordi nei panni di un ruolo drammatico come quello avuto nel film I vitelloni alla rivelazione di alcune chicche sul suo conto, Silvana Giacobini ha poi spaziato dalle avventurose interviste a Hillary Clinton al recente flop televisivo di Adriano Celentano fino all’avvenuta reunion di Al Bano e Romina.

    L’apertura della Spoleto Art Factory ha visto l’onore di avere Silvana Giacobini come prima ospite vip in un evento “apripista”. In programma infatti ci sono numerosi incontri a tema artistico-culturale e la presentazione di un libro su un’icona del cinema italiano è stata un ottimo pretesto per fare il punto sulla situazione dello spettacolo italiano, sul fatto che vi sia stata un’evoluzione che ha portato alla creazione di numerosi personaggi e di un esiguo numero di divi. La giornalista ha così commentato la situazione: «Ormai i divi sono tutti soggetti che, mediante i selfie, Instagram e i vari social sono protagonisti. Quindi si diventa divi con l’immagine di se stessi. Un tempo il carisma del divismo nasceva anche dalla segretezza, dalla riservatezza, dalla poca conoscenza. All’inizio della storia del cinema, quando non c’era ancora la comunicazione come mano a mano nel tempo si è instaurata, i divi erano proprio dei dell’olimpo. Ricordiamo Valentino, Hollywood, poi la televisione che ha avuto una comunicazione ancora maggiore, tutte le reti televisive, l’enorme offerta televisiva e poi ancora il web… Il web è ormai il re, il “Signore degli Anelli”».

    Rimanendo su questa scia di celebrità, il prossimo appuntamento alla Spoleto Art Factory è previsto per domenica 2 giugno con il grande sociologo Francesco Alberoni. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

  • Lasse Matberg e Sara Di Vaira aderiscono alla campagna “La Verità sulla Droga”

    Una delle coppie più belle e talentuose della TV italiana, partecipanti all’edizione 2019 di “Ballando sotto le Stelle”, ha deciso di distinguersi anche per il loro impegno sociale: Lasse Matberg e Sara Di Vaira hanno infatti aderito alla campagna “La Verità sulla Droga” promossa dall’associazione internazionale “Un Mondo Libero dalla Droga”.

    L’adesione si concretizza nella firma di una promessa il cui testo recita: “esprimo la mia preoccupazione per il dilagante problema della droga… mi impegno a sostenere il programma e concordo di parlare pubblicamente ogni volta che sia possibile per incoraggiare tutti a scoprire la verità sulla droga e a prendere la propria decisione di vivere liberi dalla droga… chiedo ai funzionari eletti e ad altre persone in posizioni di influenza di unirsi nel sostenere un’efficace educazione sulla droga che informi i giovani sulla realtà in merito alla droga.”

    L’impegno preso dai due artisti ballerini è particolarmente importante perché in questo periodo molti personaggi dello spettacolo assumono, irresponsabilmente, l’atteggiamento opposto, promuovendo la diffusione, l’uso e la liberalizzazione della droga. Non si contano le canzoni che parlano di marijuana e altre sostanze stupefacenti, facendole apparire “alla moda” e spesso persino decantandone le supposte proprietà terapeutiche.

    Lo scopo di “Un Mondo Libero dalla Droga” è quello di arrivare a informare i giovani prima che lo facciano gli spacciatori o i loro coetanei che già fanno uso di stupefacenti. In Toscana, a partire dal 2015, i volontari della campagna hanno tenuto lezioni a migliaia di ragazzi toscani delle scuole medie inferiori e superiori.

    “L’arma più efficace nella guerra contro la droga è l’educazione.” L. Ron Hubbard

  • L’artista Maria Brunaccini tra Neofigurativo e Neoclassicismo all’antico chiostro di San Domenico

    Si avvicina la data che consacrerà al pubblico la personale della pittrice di origini messinesi Maria Brunaccini. Effetti di luce sulla realtà verrà inaugurata alle 18 di sabato 21 settembre 2019 presso l’antico chiostro di San Domenico a Lamezia Terme (CZ), oggi caffè letterario. Presentata dal curatore di eventi e grandi mostre Salvo Nugnes e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, l’esposizione farà il punto sull’ultima produzione dell’artista.

    Autodidatta sin dalla giovane età, Maria Brunaccini per le sue tele trae ispirazione dalla corrente Neofigurativa, intensificando il suo lavoro dal 1978. Studia i pittori classici, senza però allontanarsi da quanto propone la pittura contemporanea. Le sue composizioni sono pertanto il risultato di un’attenta osservazione di tutto ciò che crea bellezza e dà senso alla vita.

    Destreggiandosi tra figurativo, paesaggistico e naturalistico, la pittrice fa confluire la sua espressione nella forma corposa del Neoclassicismo. L’artista si immerge nella vita dei grandi pittori, nel loro tempo, nella loro storia e da qui spesso trae spunti creativi, immaginando la loro vita attraverso i loro dipinti, riportandoli e reinterpretandoli sulle proprie tele. La passione di Maria Brunaccini non si ferma all’analisi dei lavori dei Maestri del passato, ma è in continua ricerca di tutto ciò che più l’attrae. Questa sua caratteristica verrà messa in risalto da Effetti di luce sulla realtà, uno dei prossimi appuntamenti di Spoleto Arte di Sgarbi.

    In occasione della sua partecipazione alla mostra Spoleto Arte incontra Venezia, il presidente Salvo Nugnes ha commentato così: «La passione che guida Maria Brunaccini trova il suo ricco nutrimento nella corrente neofigurativa e in quella neoclassica, conducendo l’artista a un attento studio e a una contemporanea reinterpretazione di celebri opere pittoriche. Prendendo in considerazione le sue versioni di Jeanne del Modigliani o il Patroclo della mitologia greca l’artista viene a comunicarci con raffinata tecnica la potenza immaginifica della vasta cultura storico-artistica che accomuna e unisce al di là delle nazioni di appartenenza, rendendoci più che spettatori colmi d’ammirazione, viandanti tra varie epoche».

  • Grande successo del Recital Bel Canto al Castello al Maschio Angioino di Napoli

    Grande successo e consensi per il Recital lirico ” Bel Canto al Castello “al Maschio Angioino dell’Associazione Culturale Noi per Napoli

    Sold out,grande successo e ed entusiastici consensi del pubblico per l’evento Bel Canto al Castello per il Maggio dei Monumenti 2019 al Maschio Angioino il 17 maggio, realizzato dall’Associazione Culturale Noi per Napoli, per il format “Luoghi Storici & Musica “ con i loro artisti ed ideatori il soprano Olga De Maio, il tenore Luca Lupoli che,insieme al tenore Lucio Lupoli ed alla pianista Nataliya Apolenskaja, con le note storiche del giornalista Giuseppe Giorgio, hanno dato vita ad un fantastico recital lirico, iniziato con le Arie del ‘700 napoletano di Scarlatti,Durante, per poi passare ad altri autori operisti dell’ Ottocento che dimorarono ed operarono a Napoli, come Gioacchino Rossini,Saverio Mercadante, Luigi Denza,dalla Belle Époque fino ai grandi maestri della melodia napoletana come Bovio,Ernesto De Curtis e Vincenzo Russo.

    Il Bel Canto è stato il protagonista del concerto, idealmente collegato al tema del Maggio dei Monumenti del 2019 ” diritto alla felicità ” formulato dall’illustre illuminista napoletano Gaetano Filangieri,un abbinamento nato nella comune temperie culturale del ‘700 napoletano che appunto vide l’affermazione della gloriosa,fervida e felice ” Scuola napoletana,diventata modello ed ispirazione dei maggiori compositori europei nel campo della musica strumentale ed operistica come quelli di Vico e Filangieri per il sapere illuminista europeo.

    Napoli come una delle capitali della cultura europea del ‘700 e del Mediterraneo,apportatrice ancor più nel suo dna delle radici araba,greco romana in ogni campo del sapere ed in particolare musicale e canora, nella spiegata e bella melodia,vede la nascita del Bel Canto di Parthenope che diventa scuola, stile, mito: “diritto alla felicità ” che si esprime nella” felicità del Bel Canto”, come testimonianza appunto di una tradizione e di una civiltà millenaria che oggi deve essere preservata e diffusa !

    Felicità del Bel Canto che gli artisti di Noi per Napoli hanno saputo trasmettere durante questo stupendo recital, tanto da suscitare coinvolgimento, entusiasmo, emozioni nel numeroso pubblico che ha partecipato, fino alla grande ovazione finale per la bellezza senza tempo delle melodie eseguite.

    Il grande compositore Domenico Cimarosa adoperò un’immagine icastica per definire la soavita’, la vitalità delle melodie e dell’arte del Bel Canto della scuola napoletana del ‘700 come quella di “musica piena di sole”: qui possono essere ricercate le radici di quella che ha avuto un successo planetario, attraverso le interpretazioni dei più grandi cantanti lirici della storia e precisamente di O sole mio che gli artisti di questa splendida serata hanno regalato come bis al pubblico entusiasta.

    Testimonial di prestigio della serata è stato il decano del giornalismo napoletano il Dott. Ermanno Corsi che onorera’ della sua presenza e della sua testimonianza anche i futuri appuntamenti di Luoghi Storici & Musica!

    Alla “felicità del Bel Canto “, della musica e della magica storicità del luogo,ha contribuito anche la “felice” degustazione di vini curata dall’azienda Vitivinicola Monte Spina.

    Altro obiettivo di questa splendida iniziativa è stato anche provvedere alla “felicità altrui”,con la spesa di generi alimentari che l’Associazione Noi per Napoli consegnerà direttamente alla Mensa dei senzatetto di Piazza del Gesù!

  • Milano Art Gallery: Giuseppe Oliva porta in mostra le sue Impressioni del tempo

    Torna alla Milano Art Gallery Giuseppe Oliva, l’artista siciliano che riporta con raffinatezza sulla tela le influenze della propria terra d’origine. Alle 18 di giovedì 6 giugno inaugurerà in via Alessi 11, nel cuore di Milano, la sua personale intitolata Impressioni del tempo. Presentata dal curatore di eventi e grandi mostre Salvo Nugnes e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, l’esposizione mira a presentare il pittore ragusano al culmine della sua carriera creativa.

    Il titolo stesso, Impressioni del tempo, indica le intenzioni della mostra e, al contempo, mette in evidenza una delle principali caratteristiche di Giuseppe Oliva. Con una sensibilità unica, l’artista riesce a includere sulla tela quelle particolari percezioni che accompagnano la ciclicità delle stagioni, esplicandole nei toni che rimandano alla sua Sicilia.

    Nato a Vittoria, in provincia di Ragusa, nel 1949, Oliva intraprende giovanissimo la carriera dettata dall’estrosità, influenzato in particolar modo dal trasferimento a Trapani. L’ambiente è di forte impatto e le tracce di questo speciale incontro si ritrovano tuttora nelle sue tele, specie in quelle tonalità di blu che richiamano il mare. Spostatosi successivamente a Varese, il pittore unisce nei suoi lavori tanto il Mediterraneo quanto le colline lombarde, lasciando che la sua pittura prenda un carattere quasi scultoreo. Attraverso spatolate cangianti nelle molteplici sfumature, i dipinti di Giuseppe Oliva vibrano di luce, si muovono, portano in vita le emozioni che il paesaggio suscita.

    Di lui scrive Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery: «Se si desidera concentrare una stagione su una tela è sufficiente prendere a riferimento un’opera di Giuseppe Oliva. È come osservarla in una boule de neige al cui interno vanno a librarsi solamente le sensazioni e le caratteristiche migliori di quei mesi. Con generose spatolate di vivi colori l’artista intesse le trame pregiate del tempo e le fa respirare con vibranti riflessi di luce. I suoi lavori infatti si generano dalla natura e la portano con sé, facendoci inspirare la pienezza dello spazio».

    La mostra rimarrà aperta fino al 20 giugno, tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, a eccezione della domenica. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 02 7628 0638, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

  • Un Corto per i Diritti Umani

    Sabato 25 maggio alle ore 14:00 presso il Teatro Golden di Roma – Via Taranto, 36 – si svolgerà la cerimonia di premiazione del concorso nazionale per le scuole Un Corto per i Diritti Umani, un’iniziativa ideata e progettata dall’Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus nell’ambito del progetto Gioventù per i Diritti Umani, in collaborazione con l’Academy del Teatro Golden di Roma.

     

    Lo scopo del progetto – che anche quest’anno ha visto la partecipazione di un altissimo numero di istituti primari e secondari di tutta la nazione ed ha ottenuto il patrocinio della Regione Lazio e dell’Assessorato alla Crescita Culturale di Roma Capitale – è promuovere la conoscenza, la divulgazione e l’applicazione dei Diritti Umani, cosi come espresso nella Dichiarazione Universale promulgata dalle Nazioni Unite.

     

    La giornata si aprirà con un laboratorio teatrale offerto dai docenti dell’Academy del Teatro Golden agli studenti delle 12 classi finaliste e proseguirà nel pomeriggio con la presentazione dei video realizzati dagli studenti delle scuole finaliste e quindi con la consegna dei premi e delle menzioni speciali ai corti selezionati dalla giuria di esperti.

     

    Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus

    www.dirittiumanietolleranza.org

    www.uncortoperidirittiumani.it