Categoria: Arte e Cultura

  • Al rettore di UniBg consegnato il Sigillo di Ateneo di Macerata

    “Per aver svolto con dedizione, lungimiranza e competenza il ruolo di Rettore in un momento complesso e difficile come quello dell’emergenza pandemica, tuttora in atto, particolarmente rappresentando per gli studenti e la Comunità accademica anche nazionale, un esempio da seguire”. Con questa motivazione giovedì 15 ottobre in occasione della Cerimonia di inaugurazione del 730° anno accademico, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, l’Università degli studi di Macerata, in una giornata storica, ha conferito il “Sigillo di Ateneo” al Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini.

    Dopo il corteo degli Accademici e la relazione del Rettore dell’Università degli studi di Macerata Francesco Adornato dal titolo esplicativo “Futuro prossimo”, è intervenuto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che insieme al Ministro Gaetano Manfredi, presente a Bergamo meno di un mese fa per aprire simbolicamente l’anno accademico ’20-21, ha rivolto un messaggio di profonda fiducia agli studenti dell’intero Paese.

    «Ricevere questo encomio da parte di una delle più antiche università d’Italia è per me motivo di grande onore – afferma Remo Morzenti Pellegrini –. Un riconoscimento simbolico che sento il dovere di portare a Bergamo e condividere con tutta la Comunità accademica, dagli studenti ai professori, ai ricercatori, fino al personale tecnico-amministrativo. Il dialogo costante, avviato con gli

    studenti della mia Università e con gli altri Rettori delle Università italiane, è stato per me lo strumento privilegiato non solo per ridefinire, di fronte alla crisi pandemica, i nostri modi di essere all’interno e all’esterno dell’Accademia, ma anche un’occasione per comprendere più a fondo l’importanza del sapere relazionale, fondato sul confronto e lo scambio. Questo sapere rappresenta un rinnovato impegno nell’azione di formazione scientifica e civile dei nostri giovani, nonché un patrimonio da promuovere e attraverso cui costruire il futuro».

    Il Sigillo di Ateneo, quale attestato di stima e riconoscenza, viene conferito a personalità prestigiose che hanno saputo distinguersi, anche a livello internazionale, negli ambiti professionali e sociali nei quali operano.

    Il rettore dell’Università degli studi di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini, in carica dal 1° ottobre 2015, è professore ordinario di Diritto amministrativo presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bergamo.

    Dal 2016 è membro del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), su designazione della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, e dal 2018 è presidente del Comitato Regionale di coordinamento delle Università della Lombardia (CRUL). Dal 2019 è presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione University for Innovation (U4I), nata da un’iniziativa congiunta dell’Università degli studi di Bergamo, dell’Università degli studi di Milano-Bicocca e dell’Università degli studi di Pavia, ed è membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università italiane (CRUI).

  • Spoleto Arte conferma la partnership con Broker Insurance Group

    Torna anche quest’anno alla Terrazza Frau di Spoleto l’attesa rassegna Spoleto Arte, a cura di Vittorio Sgarbi, con la storica partnership di BIG – Broker Insurance Group.

    Nello storico palazzo di via del Seminario 8, accanto al Duomo di Spoleto, nel più totale rispetto delle regole anti covid, più di 200 artisti esporranno i propri lavori alla presenza dell’organizzatore Salvo Nugnes, curatore di mostre e gradi eventi, e di note personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra gli altri grandi nomi daranno il loro contributo all’iniziativa il sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni, Cristina Cattaneo, giornalista e psicologa, Roberto Villa, fotografo internazionale, la scrittrice e psicologa Maria Rita Parsi, Josè Dalì, artista e figlio di Salvador Dalì, Flavia Sagnelli, curatrice d’arte, Silvana Giacobini, giornalista e già direttrice di Chi e Diva e Donna, Patrick Ray Pugliese, del GF vip, e molti altri.

    Partner della kermesse sarà ancora una volta BIG – Broker Insurance Group, società d’intermediazione assicurativa con sede a Milano. Fondata negli anni Settanta da Massimo Ciaccio, consigliere e AD del gruppo, BIG è da oltre vent’anni leader nel settore assicurativo dei beni artistici. Rilanciata da Gabriele Ciaccio nell’ambito di Fine Art e Special Risks, BIG, coverholder di Lloyd’s di Londra, può annoverare tra i suoi clienti alcuni tra i più importanti operatori del settore, galleristi, case d’asta e collezionisti. Tra i suoi partner figurano inoltre importanti musei, fondazioni, organizzatori di mostre, esperti, trasportatori e restauratori di prestigio.

    Nota per la realizzazione di eventi esclusivi in location d’eccezione, BIG conferma la sua professionalità ad ogni nuova iniziativa rendendo ogni occasione davvero unica.

  • L’arte ricorda la grande astrofisica Margherita Hack alla Milano Art Gallery

    Ancora una volta la storica Milano Art Gallery di via Alessi 11, spazio espositivo e culturale che da ben 53 anni ospita i più grandi artisti del panorama italiano e non, si fa teatro del concorso artistico “La Signora delle Stelle”. La competizione, che celebra la memoria della grande astrofisica Margherita Hack, prenderà avvio il 28 novembre e si protrarrà fino al 12 dicembre 2020. Artisti provenienti dall’Italia e dall’estero si contenderanno i premi in palio presentando opere che in qualche modo si leghino alle molteplici e varie passioni della professoressa, astrofisica di fama mondiale ma anche grande amante della natura e degli animali e appassionata di sport.  Dalla pittura alla scultura, dalla grafica alla fotografia, i lavori potranno essere ritratti, paesaggi, opere astratte e tutto ciò che secondo la sensibilità degli artisti potrà ricordare e celebrare l’indimenticata e indimenticabile Signora delle Stelle. La manifestazione, patrocinata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, agente e amico della Hack, vedrà il contributo di diverse personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, partendo dal professor Vittorio Sgarbi. Tra gli altri grandi nomi il sociologo Francesco Alberoni, la giornalista già direttrice di Chi e Diva e Donna Silvana Giacobini, l’eminente fisico Antonio Zichichi e ancora Morgan, Don Antonio Mazzi e Amanda Lear. In un momento difficile come quello attuale, iniziative come questa, voluta da Salvo Nugnes per rendere omaggio al patrimonio di conoscenza e sapere lasciato dalla professoressa Hack, svolte nel massimo rispetto delle distanze di sicurezza e delle norme anti-covid,  ricordano a tutti l’importanza dell’arte e della cultura come cura per le avversità che la vita può riservare. L’inaugurazione si terrà  28 novembre alle 18.00 nella sede milanese di via Alessi 11 ad accesso gratuito.

    Per informazioni sulla mostra e sulle selezioni contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a [email protected] oppure visitare il sito www.margheritahack.it.

  • Domenico Gentile – Indagando le sottili trame

    Domenico Gentile - Indagando le sottili trame - Asola

    Artista: Domenico Gentile (Salerno 1933 – Asola 2017)
    Titolo: “Indagando le sottili trame”
    Tipologia: mostra retrospettiva di pittura
    Inaugurazione: domenica 25 ottobre 2020 ore 16.30
    Durata: dal 25 ottobre al 20 Dicembre 2020
    Luogo: Museo Civico “Goffredo Bellini”
    Indirizzo: via Giuseppe Garibaldi 7 – 46041 – Asola (MN)
    Curatori: Carlo Micheli / Beatrice Pastorio
    Ente promotore: Comune di Asola
    Info: [email protected] – tel. 0376733075
    Mediapartner: Frattura Scomposta – contemporary art magazine

    A tre anni dalla sua scomparsa il Comune di Asola dedica a Domenico Gentile una mostra intitolata “Indagando le sottili trame” che si terrà al Museo Civico “Goffredo Bellini” con inaugurazione domenica 25 ottobre alle ore 16.30.

    L’esposizione, curata da Beatrice Pastorio e Carlo Micheli con l’aiuto imprescindibile di Nicoletta Gentile, intende ricordare la figura dell’artista e intellettuale salernitano che scelse Asola come propria città d’adozione, divenendone cittadino benemerito.
    La personale di Domenico Gentile consterà di una ventina di grandi oli scelti tra i più vivaci e significativi della sua ricca produzione. Il catalogo intende sottolineare l’amicizia che lo legò ad Alfonso Gatto, anch’egli d’origini salernitane, per cui ogni dipinto sarà corredato da alcune rime riprese dal corpus delle opere del poeta.

    Per accedere alla mostra nel rispetto delle normative anti-covid è opportuno prenotarsi alla segreteria del Museo “Goffredo Bellini” di Asola. Info: [email protected] – tel. 0376.733075

     

    Domenico Gentile - Febbre del weekend -1988 - cm 140x200 - olio su tela. (Foto di Luca Morandini)

    Domenico Gentile nasce a Salerno nel 1933. Della sua terra manterrà l’accento, l’amore per la luce e il colore, la vocazione a sdrammatizzare gli accadimenti e il fatalismo… Per il resto sceglierà Asola per viverci, per lavorarci come medico, per radicarsi come uomo e come artista.

     

    1960 | 1970

    Negli Anni ’60 a Mantova si creò una temperie culturale di spicco, animata da personalità eccellenti quali Francesco Bartoli, Gino Baratta, Mario e Umberto Artioli, Renzo Margonari, presenze stimolanti che si aggiungevano alle frequentazioni giovanili di Alfonso Gatto e Filiberto Menna, a completare una formazione culturale di ampio respiro, ad acuire una sensibilità ormai votata alla ricerca pittorica.

    Così, dai paesaggi materici e coloratissimi degli Anni ‘60, Gentile approderà ad una sorta di disgregazione della rappresentazione, a favore di geometrie pressoché astratte, aventi come tema fabbriche, cantieri, depositi di gusto palesemente sironiano.

    1980 | 1990

    Una poetica in costante equilibrio tra realismo e astrazione, che si protrarrà sino agli Anni ‘80, quando l’artista inizierà un nuovo ciclo più giocoso, ironico, concettuale, basato sull’iterazione di oggetti d’uso comune (bulloni, libri, scatole, monete, sigarette, coni gelati, funghi, rottami) a rappresentare un genere umano variopinto, formato da individui solo apparentemente uguali, in realtà diversificati da accostamenti cromatici mai ripetitivi.

    Negli Anni ‘90 poi, la componente ludica si fa manifesta e gli oggetti/soggetti dei dipinti appaiono stregati e irrequieti, come nella “danza delle cose” di Fortunato Depero, ma sono gli stessi fumaioli delle fabbriche, i libri, le lattine, i fogli arrotolati, le stelle comete, le girandole, le spirali, i bottoni… gli stessi elementi degli esordi, accarezzati però da una diversa consapevolezza rappresentativa, in ossequio a Picasso, Severini, Braque ma anche, perché no, alla geniale verve di Jacovitti.

    2000 | 2017

    Negli ultimi anni poi, entrando (non senza rimpianti) nel terzo Millennio, gli oggetti/personaggi di Gentile si liberano dall’abbraccio della massa multiforme, a cercare uno spazio più autonomo, un linguaggio più intimo, una vibrazione interiore. Le tessere del suo gigantesco puzzle paiono ribellarsi alla costrizione dell’incastro, rivendicando una propria autonomia espressiva. Ne deriva un’atmosfera a forte connotazione onirica, popolata da figure che agiscono in teatrini di carta della memoria. Nulla sembra essere mutato rispetto agli esordi, eppure tutto è diverso in questa rivoluzione misurata e senza strappi, condotta con coerenza ed equilibrio, profonda e leggera, seria come serio è il gioco… al pari di un lavoro.

    dal lunedì al venerdì: 9.00-13.00 sabato 9.00-12.00 domenica: 15.30-18.30
    Evento Facebook

  • Sgarbi: “Spoleto Arte contro la paura”

    Appuntamento immancabile quello della mostra internazionale Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi, che anche quest’anno torna in tutta la sua grandezza.

    La kermesse infatti aprirà a Spoleto il 18 ottobre alla Terrazza Frau (via del Seminario, 8), storico palazzo nel cuore della città, a fianco al Duomo di Spoleto, nonché sede di registrazione della famosa serie televisiva Don Matteo.

    Ideata e organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, l’esposizione porta i contributi di numerose personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra queste si citano il sociologo di fama mondiale Francesco Alberoni, la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, Silvana Giacobini, già direttrice di Chi e Diva e Donna, Josè Dalì, artista e figlio di Salvador Dalì, Roberto Villa, fotografo internazionale, Flavia Sagnelli, curatrice d’arte, Patrick Ray Pugliese, del GF vip, Cristina Cattaneo, giornalista e psicologa e molti altri.

    Il Prof. Vittorio Sgarbi spiega così l’intento della manifestazione: “la contemporaneità è un concetto molto importante, vuol dire capire quello che sta accadendo e a Spoleto tenteremo di farlo […] attraverso una scelta che io stesso continuerò a fare di artisti attivi, contemporanei, giovani ma anche storici e con la collaborazione di un antico amico che è Salvo Nugnes, che si è mosso per sostenere l’arte di coloro che non hanno più trovato spazi per esporre.”

    La mostra rimarrà aperta dal 19 ottobre al 1° novembre, tutti i giorni dalle 10 alle 18.30 ad ingresso libero

  • È online il “Concettualismo di pensiero” di Giovanni Amoriello

    È stata inserita sulla piattaforma web curata dalla Dott.ssa Elena Gollini l’esposizione pittorica dell’eclettico artista Giovanni Amoriello, ispirata ad un’articolata e sfaccettata formula di concettualismo di pensiero su cui Amoriello basa la sua intensa spinta di ispirazione creativa trainante. Infatti, la mostra si intitola proprio “Concettualismo di pensiero” per evidenziare il profondo apporto fornito dai concetti simbolici insiti e sottesi che vengono immessi dentro la narrazione scenica e rappresentano l’essenza sostanziale intrinseca dell’intera produzione realizzata da Amoriello. Sono stati selezionati 20 quadri, che costituiscono ciascuno con le proprie peculiari ed esclusive componenti qualificanti distintive e caratterizzanti dei preziosi tasselli, che compongono il grande variegato mosaico di ricerca sperimentale su cui si cimenta con appassionato e intraprendente slancio di dedizione. La Dott.ssa Gollini nel porre in rilievo i tratti avvaloranti della dimensione pittorica ha spiegato: “Giovanni è senza dubbio un artista anticonformista e con indole vulcanica, personalità camaleontica e trasformista, che non si accontenta di fare una ricerca banalmente scontata, semplicistica e superficiale, ma si addentra in modo totalmente permeante nei laboriosi meccanismi e ingranaggi creativi ed estrapola delle soluzioni davvero convincenti sul piano dell’originalità formale e della genesi contenutistica. Giovanni con le sue retrospettive figurali non convenzionale si pone volutamente in modo alternativo all’interno del panorama attuale e risulta al di fuori dagli accademismi dottrinali sistematici più austeri e costrittivi. La personalità artistica è versatile e volitiva, molto recettiva e reattiva agli stimoli circostanti, dai quali trae la linfa vitale per imprimere dinamismo e movimento plastico. Mentre lavora Giovanni sente battere forte il cuore, sente il moto dell’anima vibrante e fremente e si lascia guidare dal bisogno incalzante di liberarsi dal carico di emotività, ma al contempo è attento e vigile a seguire anche la ratio e a dosare al meglio istinto e ragione. Giovanni per certi versi sembra allinearsi alle teorie filosofiche di Hegel, che sosteneva che la persona, l’individuo, a un certo punto diventa un’esistenza accidentale, perché non si riconosce più nel mondo sociale circostante che diventa una realtà estranea. Alla stessa stregua, Giovanni non si riconosce nella massificazione e nella mercificazione collettiva dell’arte e rivendica invece una valorizzazione ideale del concetto di arte e di artista contemporaneo, ponendosi delle tappe e dei traguardi costruttivi e arricchenti da poter condividere con lo spettatore in modo autentico, senza filtri, senza maschere e senza impedimenti e forzature a monte. Per Giovanni fare arte significa dunque raggiungere un potere di elevazione da offrire e da comunicare senza riserve”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/concettualismo-di-pensiero-giovanni-amoriello/

  • UNIBG consegna i diplomi ai laureati a distanza, alla presenza del ministro Manfredi

    “Oggi viviamo una emozionante giornata che parla di futuro. I giovani laureati dell’università di Bergamo sono stati grande esempio di comunità universitaria, per il senso di sacrificio, il senso del dovere e della responsabilità che hanno mostrato di avere.  La pandemia è stata anche un momento di verifica rispetto alle trasformazioni globali che investono il nostro Paese e il mondo intero, nell’economia, nelle relazioni sociali, nel modo di lavorare, nel modo di studiare. Abbiamo oggi la necessità che le università vivano con maggiore consapevolezza e da protagoniste la trasformazione in atto, insieme alle forze sociali, alle forze produttive, alle istituzioni, in una visione che conservi al centro sempre la persona, il senso di comunità, il valore dell’inclusione. Nessun futuro può essere senza sacrificio e senza impegno. Bergamo, i suoi studenti, le loro famiglie, l’intera comunità universitaria sono testimonianza del coraggio di saper cogliere le sfide e intercettare il cambiamento”.

    Con queste parole il ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi ha lanciato simbolicamente da Bergamo a tutta Italia un forte messaggio di resilienza del mondo accademico, durante la cerimonia di consegna dei diplomi di laurea dell’Università degli studi di Bergamo.

    Nella mattinata di mercoledì 30 settembre, oltre mille studenti, laureati nelle sessioni da remoto dell’anno accademico 2019/2020, si sono riuniti per l’occasione al Lazzaretto di Bergamo, la “cittadella accademica” allestita temporaneamente per garantire accessibilità e sicurezza nel primo mese di ripartenza.

    Messaggi di incoraggiamento, buona musica e tanta emozione sono stati gli ingredienti che hanno caratterizzato la mattinata di festa, organizzata dall’ateneo orobico e trasmessa in diretta streaming sul sito e sulla pagina Facebook dell’ateneo.

    «Oggi ci troviamo qui alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, che ha dato un bellissimo messaggio agli studenti di tutta Italia. Un messaggio così che parte da Bergamo, città baluardo del mondo accademico durante quei mesi terribili, così definita proprio dal Ministro, acquisisce un valore ancor più simbolico perché ci troviamo al Lazzaretto. Questo posto ha molto da rivelare in termini di sofferenza e volontà di ricostruzione: fu infatti proprio qui che nel 1630 le autorità dell’epoca ospitarono le persone che avevano contratto la peste, che nel nostro territorio causò più di 55mila morti. Dovremmo provare a lasciarci ispirare da ciò che è avvenuto in risposta a tale evento: la ripresa, la voglia di guardare avanti, la rinascita, appunto – ha affermato il rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini–. Che la vostra laurea concretizzi di fatto una ripartenza, una vera e propria rinascita: un punto luminoso in grado di riaccendere le speranze e di rimettere in circolo il vostro talento e le vostre capacità».

    L’intervento del rettore si è concluso con una dedica tratta dai versi di “Forever Young” di Bob Dylan, augurando ai neodottori di continuare a sognare e costruire il proprio percorso di vita verso grandi ideali, rimanendo allo stesso tempo saldi, con i piedi per terra e con le mani occupate: «Portate i vostri sogni in giro per il mondo, care dottoresse e cari dottori, e, insieme, portate dentro di voi anche un pezzo di UniBg con il ricordo di tutte le persone che avete incontrato qui».

    La mattinata si è conclusa con un’esibizione speciale per i giovani dottori e dottoresse dei Pinguini Tattici Nucleari, classificati terzi all’ultima edizione del Festival di Sanremo con la canzone “Ringo Starr” e fortemente voluti dall’ateneo orobico per questo giorno per via della loro “identità ibrida meravigliosa, a metà strada tra l’attaccamento al proprio luogo di origine e l’apertura al mondo, come l’Università degli studi di Bergamo” come ha dichiarato il rettore Remo Morzenti Pellegrini presentando la band che si è esibita, tra gli altri, nel pezzo sanremese e nelle canzoni che più l’hanno resa nota al grande pubblico.

    Alla cerimonia hanno partecipato anche le autorità locali: l’assessore regionale Claudia Terzi, il prefetto Enrico Ricci, il procuratore Angelo Antonio Chiappani, il questore Maurizio Auriemma, il presidente della provincia Gianfranco Gafforelli, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il segretario generale della curia mons. Giulio Della Vite in rappresentanza del Vescovo, la direttrice dell’ufficio scolastico territoriale di Bergamo Paola Graziani, il direttore generale di Ats Bergamo Massimo Giupponi, il direttore generale dell’Asst Bergamo Est Fabio Locati, il comandante dell’Accademia della Guardia di Finanza Bonifacio Bertetti, il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Calogero Turturici, il comandante dei Vigili Gabriella Messina, il comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Mario Salerno, il comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Alessandro Nervi.

    Una giornata dove ripartenza non significa solo inaugurare l’anno accademico e ritirare i diplomi ma anche ritornare alle lauree in presenza: nel pomeriggio stesso, infatti, le proclamazioni dei corsi di psicologia, alle 15 presso l’auditorium del Seminario, e di ingegneria e informatica, alle 17.30 presso la sede universitaria di Dalmine.

     UNIBG IN NUMERI

    L’Università degli Studi di Bergamo offre ai suoi studenti un percorso formativo variegato e dalle molteplici possibilità. L’Ateneo comprende 8 dipartimenti (Giurisprudenza; Scienze economiche; Scienze aziendali; Lettere, Filosofia, Comunicazione; Lingue, Letterature e Culture Straniere; Scienze Umane e Sociali; Ingegneria Gestionale, dell’Informazione e della Produzione; Ingegneria e Scienze Applicate) che assicurano 15 corsi di laurea triennale, 3 corsi di laurea magistrale a ciclo unico, 20 corsi di laurea magistrale di cui 9 in lingua inglese e 11 percorsi di doppio titolo.  L’Università di Bergamo è una realtà dinamica e propositiva, che accoglie oltre 24 mila studenti, quasi 8000 studenti internazionali e oltre 400 tra docenti e ricercatori. Numerose le opportunità per entrare in contatto con il mondo del lavoro, grazie agli oltre 3000 stage e tirocini in aziende, enti pubblici e privati in Italia o all’estero. Grazie alla qualità dell’offerta formativa, al rapporto con le imprese sul territorio e alla diffusione dei tirocini, il tasso di occupazione dei laureati UniBg rimane superiore alla media nazionale (87,7% a 3 anni dalla laurea). Numerosi gli accordi internazionali – con oltre 300 realtà universitarie in Europa e nel Mondo – che permettono a ricercatori, assegnisti e professori di svolgere proficui scambi, avviare progetti di ricerca e aiutano gli studenti a vivere esperienze all’estero. Sono infatti oltre 20 i progetti di ricerca internazionali a cui partecipano studiosi e ricercatori dell’Università di Bergamo (che si sommano ai 18 progetti nazionali e ai 9 regionali), e oltre 500 gli studenti che ogni anno partecipano ad esperienze all’estero. Nel 2020/2021 è stata attivata la laurea magistrale in «Management Engineering», portando a 43 il numero di corsi erogati negli 8 dipartimenti dell’Università.  Il nuovo corso di Management Engineering permetterà agli studenti di acquisire competenze nel progettare e dirigere processi aziendali complessi, unendo competenze tecnologiche e informatiche con gli aspetti economici e organizzativi. Il corso è offerto anche in inglese, rendendo questa scelta perfetta per chi sogna di lavorare in contesti internazionali. Quest’anno è stato introdotto anche il nuovo corso di Scienze motorie e sportive, del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali. Il corso di studi offre un piano formativo originale ed equilibrato tra le discipline motorio-sportive, biomediche e cliniche, storico-filosofiche, psicopedagogiche, socio-antropologiche, giuridico-manageriali, linguistiche e informatiche. Il piano è stato in parte positivamente sperimentato per due anni nel Curriculum, disattivato dall’anno accademico 2020-2021, in Educatore nei Servizi per la attività motorie e sportive nell’ambito del corso di laurea in Scienze dell’educazione.

     

  • Luigi Perone espone in mostra online le sue “Suggestioni pittoriche”

    L’artista figurativo Luigi Perone è stato selezionato per l’inserimento nella piattaforma delle mostre online curate dalla Dott.ssa Elena Gollini. Per l’importante occasione espositiva sono state appositamente scelte 20 opere, che evidenziano al meglio il potere e la portata delle suggestioni evocate attraverso le immagini realizzate mirabilmente. Infatti, per la mostra è stato proprio simbolicamente coniato il titolo “Suggestioni pittoriche” per dare risalto a questa pregevole componente distintiva caratterizzante, che si può ravvisare nell’intera produzione. La Dott.ssa Elena Gollini apprezzando la spiccata sensibilità espressiva racchiusa e custodita nell’ideale artistico manifestato da Perone ha dichiarato: “Il potenziale comunicativo di Luigi è acclarato e indiscutibile. Luigi racconta nei suoi quadri una ricerca unica, la sua ricerca generata e scaturita dalla ricerca del proprio io interiore, che sfocia in una visionarietà versatile molto pregnante e profonda. Per Luigi la pittura diventa una sorta di trascrizione e di trasposizione autobiografica, poiché ogni rappresentazione contiene la sua più intima rivelazione. Per Luigi osservare con attenzione quanto lo circonda e appartiene alla sua esperienza di vissuto esistenziale diventa un efficace stimolo per portare avanti la propria arte e per riuscire attraverso essa a descrivere e rivelare ciò che prova, i propri sentimenti autentici. Il suo lavoro è in primis di tipo introspettivo e analitico e si traduce in una sorta di realismo figurale di fondo, che poi viene trasformato e modellato secondo la propria libera ispirazione. Luigi cerca una strada autonoma e indipendente e trasmette appieno una personale e soggettiva dimensione di pensiero e di riflessione. La vita diventa nella sua piena e articolata sfaccettatura la sua musa ispiratrice prediletta e l’essere umano ne è parte integrante fondamentale, con tutte le sue svariate ed eterogenee distinzioni esclusive che lo rendono sui generis e lo qualificano. Luigi vuole cogliere e fare emergere questi variegati tratti e aspetti peculiari, anche i più nascosti e ancora inespressi, proprio per offrire al fruitore una molteplice prerogativa e possibilità di chiave di accesso e di approccio. Racconta usando risorse preziose contenute anche nei colori e nella luce oltre che nel disegno e sviluppa una propria tecnica perfettamente studiata e di grande resa strutturale e compositiva. Luigi è un artista in continua evoluzione e in costante crescita. Riesce a modificare e a cambiare nello spettatore il punto di vista dell’osservazione, esortando ad una compartecipazione attiva e interattiva che nasce e si alimenta attraverso una seria e coerente lettura meditata e meditativa“.

    VISITA LA MOSTRA ONLINE:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/suggestioni-pittoriche-luigi-perone/

  • Il mondo nascosto nella pittura di Davide Romanò

    Nulla è lasciato al caso nel lavoro pittorico egregiamente compiuto da Davide Romanò. Molto al contrario deriva da una rigorosa considerazione della coerenza non precostituita, ma bensì deduttiva dell’immagine nelle strutture, negli equilibri interni, nel colore, nella luminosità, nelle spaziature e nella definizione stessa del suo figurativo simbolico e allegoricamente allusivo. La prospettiva visionaria appare estremamente libera e costituisce il punto focale e nevralgico e il traguardo di arrivo di un articolato processo esistenziale, attraverso il quale ha conseguito e raggiunto una sorta di volontà mentale e spirituale davvero ammirevole e molto difficile da trovare nell’intricato e spesso groviglioso panorama creativo attuale. Infatti, mentre molti sono protesi e impegnati a cercare soltanto la perfetta identità tra uomo e artista, invece Davide spiega con sublime lucidità il suo modo di vedere e di concepire l’arte come un mezzo e non come la fine di tutte le cose”. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le doti artistiche e l’originale ricerca di sperimentazione portata avanti da Romanò ha così messo in evidenza alcune componenti particolari del suo operato creativo e ha sottolineato anche: “Il mondo della pittura è per Davide una continua e costante fonte di scoperta sempre coinvolgente, che lo conquista in totus e ne assorbe la potente carica di energia vitale, riversandola dentro la narrazione visionaria. I dipinti non hanno soggetti protagonisti nel senso più tradizionale del termine. Davide non produce nature morte e ritratti classici, secondo una concezione di tradizione canonica e accademica, ma dipinge mondi speciali, nascosti e sommersi, che aspettano di essere messi in luce e fatti emergere in superficie. Davide dipinge anche texture sui generis e trova in esse dei segreti reconditi e remoti scaturiti dal suo ego intimo e introspettivo, che aveva e custodiva dentro di sé senza neanche saperlo e senza conoscerne l’arcano mistero. Per Davide fare arte equivale ad un senso e ad una sensazione assoluta e completamente appagante e gratificante di liberazione e di scoperta. La sua pittura potrebbe essere metaforicamente paragonata ad accumuli di materia sopra cui crescono e germogliano delicati fiori. Nei suoi quadri Davide racconta storie virtuali, irreali e surreali, fantasie sognanti, che come per magia sembrano quasi diventare una realtà ovattata e conservata dentro a una nicchia protettiva, da condividere con lo spettatore sensibile e perspicace, che sa andare oltre la proiezione estetica. Davide tende a dipingere come seguendo una sorta di ordine sequenziale, dando e infondendo una continuità alle sue storie e rendendole più versatili alla fruizione, proprio come quelle cantate dai narratori di strada e di piazza e utilizzate nei fumetti per renderle ancora più sorprendenti e mostrarle come un dato di fatto, pur sapendo che in realtà è tutta pura fantasia”.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/davide-romano/

  • Roberto Re: arte e vita tradotte in pittura

    Il nucleo e il fulcro della produzione artistica di Roberto Re è la vita in tutte le sue manifestazioni: essere ed esistere, essenza ed esistenza. Ogni quadro profonde un’incontenibile voglia di espressività che bolle e ribolle dentro di lui. Nella scelta mirata e ponderata di percorrere un corso incline all’astrazione cerca di raggiungere e di ottenere una più rilevante emancipazione creativa. Si propone di creare opere facendo un ulteriore passo alternativo di affrancamento e discostandosi dal filone astratto standard per acquisire un modus pingendi assolutamente personalizzato. Ottiene dei risultati ragguardevoli e degli esiti ottimali con soluzioni compositive molto originali, che dimostrano anche la notevole capacità di assemblare, plasmare e accorpare insieme materiali, elementi e componenti insoliti e atipici con abile tecnica e riuscendo a produrre degli accostamenti molto impattanti e convincenti. L’amore e la passione viscerale per il mondo dell’arte in tutte le sue molteplici configurazioni ne animano e ne alimentano e accendono il genio creativo guizzante. La sua evoluzione pittorica nasce da un processo di metamorfosi interna, dal desiderio di costruire qualcosa di concreto e di lasciare una traccia visibile e tangibile del proprio operato. La pittura astratta lo fa sentire finalmente realizzato, soddisfatto e appagato e la ricerca sul colore blu lo compiace totalmente e accresce la sua capacità di dedizione e di concentrazione nello studio sperimentale. Per Re c’è qualcosa al di là del materiale, c’è una sfera spirituale da coltivare e da custodire, che gli consente di vedere e andare oltre l’apparenza e di trasformare la sua pittura in arte che scava e penetra nel profondo. La vita diventa di rimando espressione d’arte nella sua pregevole e preziosa potenzialità. Re trasporta e trasferisce dentro le sue coreografie sceniche il significato di una vita piena, vissuta con coerenza matura, ricca e strabordante di emozioni vive e di riflessioni accorate, che segue una luce che si staglia all’orizzonte e viene sublimata nel bene e nella positività. La speranza e la fiducia che lo sostengono trasformano tutto quanto in magici cristalli d’amore, di fede, di generosità. L’uomo-artista saggio e lungimirante si lascia condurre e accompagnare dall’azione delle memoria e dell’esperienza, che risiedono nel suo intimo e nel suo cuore. L’excursus creativo di Re corrisponde ad un approccio emotivo forte e deciso e ad un approdo emozionale altrettanto incisivo, che viene assorbito e filtrato nel tripudio della materia e del colore.

    Dal 3 al 15 Ottobre 2020, Roberto Re sarà presente in mostra personale presso la Galleria Wiki Arte di Bologna con un circuito di pregevoli opere ispirate allo studio sul colore blu.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/roberto-re/

  • Come insegnare online

    Essere un insegnante o un professore comporta una grande responsabilità. Alcuni pensano che tutti siano in grado di insegnare, ma non è così. Prima di tutto, bisogna essere un po’ esperti nel campo che si vuole insegnare. Questo non significa solo avere una laurea, ma anche stare al passo con i più recenti metodi di apprendimento e di insegnamento. Inoltre, bisogna avere molta pazienza, nonché la capacità di relazionarsi con gli alunni.  Con l’espansione di Internet, gli insegnanti possono oggi svolgere il loro lavoro online, in maniera flessibile e bilanciandolo con il loro tempo libero. Vediamo come.

    Dove posso farlo?

    Ci sono diversi modi in cui è possibile avviare la propria attività di insegnamento online. Ad esempio su Preply (https://preply.com/it) puoi fare domanda per diventare insegnante. Se non hai mai insegnato online prima d’ora, puoi candidarti per i corsi di insegnamento online che ti preparano a questo lavoro. Tuttavia, se hai già un po’ di esperienza in questo tipo di lavoro e magari hai anche qualche studente regolare, puoi costruire un tuo network di studenti. Pubblicizzare i tuoi servizi di insegnamento e/o creare una pagina Facebook o Instagram dedicata sono alcuni dei modi per raggiungere un numero maggiore di tuoi potenziali studenti.

    Dovrò andare a casa degli studenti?

    Il più grande vantaggio dell’insegnamento online è che può essere il tuo lavoro secondario per generare nuovo reddito. Puoi organizzare il tempo delle tue lezioni in base al tuo tempo libero e prendere tutti gli studenti che vuoi. Non devi andare a casa dei tuoi studenti: puoi fare tutto il lavoro direttamente dal tuo soggiorno! In questo modo risparmierai i soldi che altrimenti spenderesti per il trasporto.

    Ci sono dei programmi di studio prestabiliti?

    Essendo il manager di te stesso, avrai la libertà di organizzare le tue lezioni individualmente e di adattarle ai tuoi studenti. Ogni studente è diverso; alcuni possono imparare rapidamente senza problemi, altri possono avere difficoltà a padroneggiare alcune parti del programma di studi. Potrai creare quindi dei programmi di studio ad hoc, scegliendo gli argomenti da trattare, fornendo così ai tuoi alunni diversi tipi di compiti creativi ed esercizi personalizzati. Potrai anche creare quiz e test adattandoli al numero di argomenti che avrai insegnato ai tuoi studenti. In altre parole, non c’è limite a ciò che puoi fare per aiutare i tuoi studenti ad imparare e/o migliorare le loro conoscenze. Inoltre, lavorare con un solo studente alla volta ti aiuterà a rendere il processo di apprendimento molto più semplice.

    A chi potrò insegnare?

    Con l’insegnamento online è possibile raggiungere un numero maggiore di studenti. Con questo tipo di insegnamento, infatti, non sei limitato alla tua città di residenza/domicilio, puoi insegnare a studenti da tutto il mondo. In questo modo potrai conoscere persone da diversi paesi, familiarizzare con la loro vita quotidiana e la loro cultura. Chissà, forse possono anche insegnarti qualcosa.

    E lo stipendio?

    Quando si tratta di stipendio, questo può variare in funzione di quanto si lavora e per chi. Se sei impiegato in un’agenzia, sarà quest’ultima a determinare il tuo stipendio settimanale o mensile a seconda delle tue credenziali e/o della tua esperienza. D’altra parte, se lavori in modo indipendente, avrai la possibilità di guadagnare quanto vuoi poiché il prezzo ad ora lo decidi tu.

    L’insegnamento online è una delle tante carriere create dal nuovo mercato digitale. Questo modo di insegnare ha molti vantaggi e può aiutarti a sviluppare la tua esperienza di insegnamento nonché incrementare il tuo reddito.

  • Il micro-macrocosmo animale nella pittura di Federico Colli

    Noi siamo “abitati” dalla natura, non la abitiamo come si crede superficialmente e questa percezione di alterità si esprime in molteplici forme, formule, immaginazioni, riflessioni e cerca continuamente un equilibrio di bilanciamento tra interno ed esterno, tra singolarità e molteplicità, tra dentro e fuori che si confondono. Nella pittura ad ampia proiezione e prospettiva di pensiero realizzata da Federico Colli si può individuare un’assonanza e una corrispondenza con questa concezione, in particolare riferita alla presenza di un micro-macrocosmo animale collocato e inserito all’interno della vivace e animata composizione figurale. A riguardo la Dott.ssa Elena Gollini ha espresso alcune valutazioni mirate: “Federico preferisce soprattutto raffigurare animali sinonimo di libertà, come tigri, orsi e scimmie, ma anche di razze, rinoceronti, elefanti, nonché polipi e fenicotteri. Certamente il suo è un messaggio molto eloquente anche a favore del rispetto verso gli esseri viventi del regno animale che abbiamo nel nostro Pianeta, che rappresentano un patrimonio immenso da tutelare e proteggere, ma diventa al contempo uno stimolante marchio distintivo del suo fare arte e del suo modo di concepire una visionarietà volutamente anticonformista. Queste presenze segnano una sequenzialità pittorica particolare e sono associate a una simbologia metaforica, che consente più chiavi di lettura sostanziale. Il suo scremare e ritagliare la proiezione del reale e della realtà oggettiva per rielaborare e ricostruire uno spazio sostitutivo tramite le immagini rievocate modifica, altera e spezza quelle regole e quei dettami teoretici di continuità con la tradizione più rigida e apre per così dire una finestra più ampia e allargata, accentuando la compatibilità delle creazioni con una metafora ottica articolata e sfaccettata. Questo discorso intavolato da Federico lo pone come deus ex machina al centro di un’operazione sperimentale inedita, che sottolinea la singolarità del suo sentire e si riflette nel processo stesso dalla manipolazione del reale all’immaginario e nel fare un salto di qualità contenutistico elevato, consentendo allo spettatore di accostarsi non tanto e semplicemente con la vista, ma con tutto se stesso, con la propria storia, con le proprie emozioni, con i propri sentimenti, con i propri sensi, con le proprie intuizioni, in un percorso che è sempre concepito come movimento attivo, come un andare verso, un penetrare, un immergersi, un tuffarsi, eliminando il senso di staticità e di fissità. Ecco, perché i suoi animali sono sempre immortalati in fieri e sembrano vivere di vita propria anche a prescindere e al di fuori della struttura dialettica in cui vengono inseriti e acquisiscono un intenso potere vitale incalzante, che si trasmette al fruitore e si espande a tutto tondo”.

     

  • La poliedrica Francesca Ghidini lancia le sue esclusive t-shirt artistiche a favore di “Mission Bambini”

    Arte e moda come si suol dire vanno di pari passo e formano da sempre un perfetto connubio sinergico, che nel tempo ha dato vita a situazioni davvero pregevoli. Sulla scia di questo positivo legame di coesione, la talentuosa pittrice Francesca Ghidini ha deciso di intraprendere un interessante percorso, con un progetto che unisce la sua pittura all’ambito della moda intesa come artistica e creativa. In particolare, ha ideato delle esclusive t-shirt con vari colori di tendenza sulle quali è stata impressa l’immagine di suoi quadri molto rappresentativi, trasformandoli in originali capi di arte da indossare, riprendendo e recuperando proprio questo concetto così attuale, che valorizza l’arte accanto e insieme alla moda, stimolando ad indossarla e a portarla sempre con sé. La Ghidini risiede a Quistello (MN) e nel tempo si è costruita un curriculum di tutto rispetto con mostre ed iniziative espositive importanti. La critica curatrice Elena Gollini nel manifestare il suo grande apprezzamento verso l’appassionata intraprendenza ha spiegato: “Considero Francesca un’artista davvero promettente e con una marcia in più, perché non soltanto dimostra di essere molto volitiva e versatile, essendo anche una talentuosa poetessa oltre che valida pittrice, ma spazia all’interno di una dimensione significativa, che sancisce la fusione armoniosa tra arte e moda aggiungendo come plus valore ulteriore al progetto lo scopo benefico, che coinvolge Mission Bambini. Infatti, i proventi della vendita delle t-shirt sono a favore di questa realtà umanitaria. Dunque, come dice Francesca -aiutatemi ad aiutare- è proprio un motto simbolico trainante davvero congeniale per esortare all’acquisto di queste creazioni, che supportano a monte una giusta e ammirevole causa benefica“. La Ghidini oltre alle t-shirt ha realizzato anche la progettazione di orologi, cover per cellulari, agende, nonché borse e zaini che sono sempre contrassegnati dalle immagini dei suoi quadri e si prestano a diventare delle vere e proprie creazioni artistiche adatte a tutti i target. La Ghidini si sta muovendo con forte slancio di inventiva e certamente le sue creazioni moda fanno la differenza rispetto agli oggetti seriali e standardizzati. Sono impresse varie tipologie di immagini pittoriche, offrendo ampia scelta e prestandosi a diventare anche degli oggetti da collezionare, proprio come come i suoi speciali quadri. Francesca Ghidini nel mese di Settembre ha preso parte a due importanti iniziative espositive tenutesi a Montepulciano e a Milano, per dare ancora più impulso alla promozione del suo operato e fare conoscere a largo raggio la sua ammirevole produzione creativa.

    https://www.elenagolliniartblogger.com/francesca-bice-ghidini/

  • Fondazione Creberg, si riparte: dal 1/10 la mostra diffusa “Oltre la Pop Art. La Mec-Art italiana”

    Nell’ambito della sua storica attività di salvaguardia del patrimonio artistico e di sensibilizzazione del pubblico all’arte e alla bellezza, la Fondazione Credito Bergamasco ha presentato mercoledì 23 settembre presso Sala Consiglio di Palazzo Creberg, gli eventi espositivi autunnali “OLTRE LA POP ART. LA MEC-ART ITALIANA” e “BAGLIORI VENEZIANI”  (i Grandi Restauri dell’anno 2020).

    Dal 1° al 23 ottobre, cinque spazi d’arte della città ospiteranno cinque esponenti della Mechanical Art (Mec-Art) italiana: Gianni Bertini, Bruno Di Bello, Elio Mariani, Mimmo Rotella, Aldo Tagliaferro. Un percorso diffuso, aperto al pubblico, alla scoperta di un’espressione artistica moderna che va oltre la pittura su cavalletto. Un approccio artistico, nato nel boom degli anni ’60 ma ancora oggi fortemente attuale. In un video, on line dal 30 settembre, sarà presentato l’intero percorso di mostra. A cura di Angelo Piazzoli e Paola Silvia Ubiali.

    Presentata anche l’iniziativa diffusa Bagliori Veneziani: nell’ambito del suo storico progetto Grandi Restauri, Fondazione Creberg si è assunta il compito di effettuare importanti interventi di ripristino di Capolavori del Territorio (quattro di Alessandro Varotari, detto il Padovanino, una di Giulio Carpioni e una, in polittico di cinque tavole, di Vittore Carpaccio). Le opere saranno ricollocate e visitabili a partire dal 25 settembre nelle Chiese di appartenenza, rispettivamente San Pietro ad Alzano, Sant’Andrea in Città Alta, Santo Spirito a Bergamo bassa e chiesa parrocchiale di Grumello de’ Zanchi. In un video, on-line dal 20 ottobre, il restauro dello straordinario Trittico di Padovanino della Chiesa di Sant’Andrea.

    A cura di Angelo Piazzoli e don Giovanni Gusmini.

  • Prima giornata di accoglienza per le matricole di UniBg al Lazzaretto

    Sono stati accolti stamattina, martedì 22 settembre, presso la “cittadella accademica” del Lazzaretto di Bergamo, allestita per garantire sicurezza e accessibilità nel rispetto delle norme anti-Covid, i neoiscritti ai corsi di laurea in Giurisprudenza e in Diritto per l’impresa nazionale e internazionale dell’Università degli studi di Bergamo.

    Dopo una breve panoramica sulla struttura universitaria è intervenuto il rettore Remo Morzenti Pellegrini, che ha salutato più di 100 matricole augurando loro un buon inizio: “Partono oggi, con i corsi di laurea in Giurisprudenza e in Diritto per l’impresa nazionale e internazionale, le giornate dedicate all’accoglienza dei neoiscritti all’Università degli studi di Bergamo. A voi studenti va il mio augurio di iniziare al meglio la carriera universitaria, senza mai perdere la positività e l’entusiasmo che contraddistinguono la vostra giovane età: è nei momenti di sconforto, come quelli che tutti noi abbiamo attraversato negli ultimi mesi, che è importante perseverare e alimentare la speranza”.

    Sono poi intervenuti il direttore del dipartimento di Giurisprudenza, prof.ssa Elisabetta Bani, il presidente del corso di laurea triennale in Diritto per l’impresa nazionale e internazionale, prof.ssa Mariacarla Giorgetti e il presidente del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, prof. Roberto Pucella, illustrando i contenuti principali dei corsi.

    Infine il dott. Cristiano Poletti dell’ufficio comunicazione ha fornito ai neoiscritti indicazioni su come reperire le informazioni importanti per iniziare al meglio la carriera accademica e su come navigare il sito in modo efficace, oltre agli aggiornamenti in materia di sicurezza sanitaria per prevenire la diffusione di Covid-19 in università.

    In programma nei prossimi giorni, fino a venerdì 2 ottobre, le giornate di accoglienza delle matricole iscritte ai corsi degli altri dipartimenti.

    Per informazioni www.unibg.it

    PROGRAMMA PRESENTAZIONE CORSI
    Mercoledì 23 settembre ore 10: corso di laurea in Lettere e corso di laurea in Filosofia
    Mercoledì 23.09.20 ore 14: corso di laurea in Scienze della comunicazione
    Giovedì 24.09.20 ore 10: corso di laurea in Lingue e letterature straniere moderne
    Venerdì 25.09.20 ore 10: corso di laurea in Economia aziendale
    Venerdì 25.09.20 ore 14: corso di laurea in Economia
    Sabato 26.09.2020 ore 10: corso di laurea in Scienze motorie e sportive e corso di laurea in Scienze dell’educazione
    Lunedì 28.09.20 ore 10: corso di laurea in Ingegneria meccanica e corso di laurea in Ingegneria delle tecnologie per l’edilizia
    Lunedì 28.09.20 ore 14: corso di laurea in Ingegneria delle tecnologie per la salute, corso di laurea in Ingegneria gestionale, corso di laurea in Ingegneria informatica
    Venerdì 2.10.20 ore 10: corso di laurea in Scienze della formazione primaria e Scienze psicologiche

     

     

  • Sola – in radio e nei digital stores il nuovo singolo di Aliperti

    “Sola” è il secondo singolo di ALIPERTI, prodotto da
    Formica Dischi e distribuito da Artist First.
    “…una canzone che sbircia dietro all’apparenza di una
    ragazza che sacrifica ogni aspetto della sua vita per
    mostrarsi perfetta e sentirsi amata…”

    Daniele Aliperti, in arte “ALIPERTI”, nasce a Lucca nel 2000 e incontra la musica fin da bambino,
    quando inizia a prendere lezioni di pianoforte.
    Durante l’adolescenza prende forma la sua passione per la composizione che nel corso degli anni si
    consolida, affiancata anche dallo studio della chitarra e del canto.
    “La musica e la composizione sono un’ottima cura per i momenti peggiori e una perfetta
    compagna nei momenti euforici, entrambi fonte di ispirazione per le mie canzoni”.
    Autore ALIPERTI

    Etichetta discografica Formica Dischi
    Publishing Gianni Rodo Edizioni
    Distribuzione Artist First
    Ufficio stampa Gianni Rodo

  • Performance live dell’artista Gabriele Maquignaz al Forte dell’Annunziata di Ventimiglia

    Ventimiglia – Lo scorso 16 settembre, nell’incantevole cornice del Forte dell’Annunciata di Ventimiglia (attiguo al nuovo porto di Cala del Forte, che aprirà i battenti alle prime imbarcazioni già dalla metà del prossimo ottobre), nel pieno rispetto delle normative di sicurezza previste per l’emergenza sanitaria legata al Covid 19,  si è svolto “ Strategia di cooperazione transfrontaliera… per tornare a volare”, il primo convegno organizzato dall’Associazione Sportello Italia nel Principato di Monaco dopo il periodo di lockdown. Un evento, questo, che con relatori autorevoli tra cui il sindaco di Ventimiglia, Gaetano Scullino, il nuovo ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, S.E. Giulio Alaimo alla sua prima uscita pubblica  ufficiale, Laurence Garino, direttrice del Welcome
    Office di Monaco, Laurence Navalesi, consigliera municipale e metropolitana, delegata alle relazioni Franco – italiane, Marco Scaiola, assessore all’urbanistica della Regione Liguria, Marco Cornacchia, direttore del porto di Cala del Forte, Eric Althaus, patron di Althaus Luxury Yachting e Marco Masella, presidente della Scuola di Palo di Milano, si è posto l’obiettivo di illustrare ad un autorevole e selezionato pubblico le tematiche attuali riguardo al Covid 19, analizzando la situazione della Regione Liguria e in particolare, l‘ attività imprenditoriale che riguarda i transfrontalieri con il Principato e la Francia (Nizza).
    Nondimeno, Marco Masella, presidente della Scuola di Palo Alto (la più autorevole business school italiana non accademica) in un’edizione speciale legata al territorio, ha consegnato i Positive Business Award – l’autorevole premio nazionale di cui la scuola è fondatrice ed organizzatrice – a Regione Liguria e ad alcuni personaggi di prestigiose aziende, tra cui Edelman Italia, nella figura del suo amministratore delegato Fiorella Passoni; Oman Aviation; Davide Jacquin, imprenditore e promotore immobiliare di Construction Immobilier di Monaco; NIRP dei fratelli Ghione; Gabriele Maquignaz, artista contemporaneo, padre fondatore del Movimento Artistico Aldilà. L’artista, che è colui che per la prima volta nella storia dell’arte ha superato i vincoli dello spazio – tempo, ha voluto dedicare il premio al compianto Philippe Daverio, lo storico dell’arte e scrittore che credeva moltissimo nell’artista e proprio con lui e lo storico e critico d’arte Guido Folco, lo scorso febbraio in Galleria Vittorio
    Emanuele II, a Milano, in occasione della presentazione del volume edito da Skira “Gabriele Maquignaz. La Porta dell’Aldila’” aveva incantato la platea milanese aprendo “La porta dell’Aldilà”, una performance, mistica, spirituale e concettuale, attraverso un taglio ragionato e concettuale sulla tela, legando per sempre le due dimensioni dell’arte.
    Al termine del convegno, sulla suggestiva terrazza del Forte, diretto verso il mare e l’infinito, Maquignaz questa volta ha letteralmente ammaliato il pubblico presente con l’apertura del “Portale dell’Aldilà”, con una performance molto suggestiva, realizzata per la prima volta sul metallo con una particolare forma di incisione al plasma: un evento che resterà nella storia, rappresentativo, ancora una volta, della sua ricerca di una dimensione umana e spirituale che va al di là del tangibile, e rielabora da sempre il concetto di forma – volume – tempo – spazio in scultura e pittura.

  • È online la mostra pittorica “Arte e vita” dell’artista Daniela Veronese

    L’artista Daniela Veronese è stata inserita all’interno della piattaforma web delle mostre curate dalla Dott.ssa Elena Gollini con un circuito di 20 opere di intenso impatto espressivo, che meglio rappresentano e testimoniano il suo talento innato e le consolidate e radicate capacità di padronanza tecnica e strumentale, nonché la spiccata sensibilità che guida e sostiene la vena ispiratrice. La mostra online s’intitola “Arte e vita” proprio per enfatizzare la componente esistenziale ed esistenzialista, che ha un ruolo principale portante come radice di fondamento del suo fare pittorico. La Dott.ssa Gollini ha dichiarato al riguardo: “Dinanzi alle creazioni di Daniela eseguite con magistrale progettazione ideativa a monte, si comprende subito come il percorso di ricerca da lei seguito con fervida passione sia dettato da un coinvolgimento emotivo ed emozionale potentissimo, che influisce profondamente sul suo modus pensandi e operandi e si trasmette di rimando anche nel modus pingendi. Daniela dipinge nel moto dell’anima e questa vibrante e pulsante carica energetica la supporta e la sorregge nel trasferire e nell’imprimere alle raffigurazioni una grande vitalità, una forza comunicativa che si sprigiona a tutto campo e fuoriesce dalla superficie del supporto pittorico, espandendosi e dilatandosi. L’amore autentico verso il mondo degli animale e in particolare dei cani e dei gatti si percepisce in ogni opera a loro dedicata e diventa un notevole plus valore aggiunto sostanziale molto rilevante nell’insieme del costrutto. Anche i quadri dedicati al figurativo in stile ritratto prospettano sempre un particolare afflato di trasporto e di coinvolgimento, che la porta a realizzare una proiezione molto piacevole nell’impatto estetico, ma altrettanto intensa nel risvolto psichico e psicologico, riuscendo perfettamente a cogliere e a carpire anche i tratti e gli aspetti distintivi caratterizzanti del mondo interiore e introspettivo dei protagonisti immortalati. I colori sempre radiosi e luminosi hanno un’accattivante briosità e catturano e conquistano lo sguardo del fruitore, infondendo dinamismo e movimento alla narrazione visiva. Daniela non cerca di stupire e di sorprendere usando espedienti ridondanti e macchinosi e tanto meno elaborando prospettive figurali borderline, ma si affida a una soave, dolce e delicata poesia espressiva, a un elegante, raffinato e garbato virtuosismo scenico, che rende le opere pacatamente e sobriamente affascinanti. Nel complesso e troppo spesso esasperato panorama pittorico contemporaneo, senza dubbio Daniela emerge e si distingue per lo stile di classe, per il pensiero elevato, per l’espressione fluida e suadente come un’incantevole melodia sonora”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/arte-e-vita-daniela-veronese/

  • È online la mostra personale di Angelo Oliboni dal titolo “Pittura emozionale”

    La piattaforma delle mostre online curata dalla Dott.ssa Elena Gollini ospita la personale di Angelo Oliboni intitolata “Pittura emozionale” tutta quanta dedicata a celebrare e a rendere omaggio al variopinto, incantevole e poetico mondo floreale, che ha ispirato l’artista a realizzare un circuito di opere di particolare formulazione, molto impattanti nella resa compositiva e nell’orchestrazione scenica d’insieme. Per la mostra sono stati selezionati 20 quadri particolarmente rappresentativi di questo interessante e stimolante filone tematico, che da sempre suscita e alimenta l’attenzione sensibile da parte del mondo artistico e si inserisce a buon conto e a buon diritto come un tassello importante e pregevole nel multiforme campo applicativo della storia dell’arte dall’antichità fino ai giorni nostri, mantenendo intatta e inalterata la sua speciale dimensione accattivante di allure e di magia intramontabile e sempre attuale. La Dott.ssa Elena Gollini nel mettere in evidenza le significative connotazioni distintive qualificanti e avvaloranti della poetica espressiva di Oliboni ha commentato: “Angelo racconta in questi quadri una propria ricerca, che parte dalla lontanissima tradizione del culto dei fiori e della loro bellezza idilliaca e dell’amore verso la Natura in generale e arriva fino ai giorni nostri, traslandone e rivisitandone i contenuti e i significati più salienti e imprimendoli all’interno della propria personale e soggettiva narrazione visiva e visionaria, per ottenere delle soluzioni pittoriche con un imprinting caratterizzante esclusivo e ricavarsi una propria specifica direzione di orientamento indipendente e affrancato, scevro da tentativi di emulazione copiativa e focalizzato sul conferire al fiore una simbolica proiezione articolata e sfaccettata su più piani e su più livelli. Oltre all’aspetto estetico e formale, Angelo vuole fare emergere e affiorare la componente del messaggio insito e sotteso connesso e collegato al fiore, che possiede una sua genetica purezza assoluta, incontaminata e inviolabile. Angelo utilizza una tavolozza cromatica accesa, vitale, vivace, plasticamente corposa, marcata, densa e intensa, per imprimere uno slancio dinamico come se i fiori rievocati potessero quasi essere colti e raccolti dallo spettatore senza limitarsi soltanto ad ammirarli visivamente, stabilendo un virtuale contatto tattile ancora più permeante, avvolgente e coinvolgente, per aumentare la portata recettiva e le percezioni sensoriali. Angelo offre attraverso questo suo percorso di inno al fiore e alla Natura in generale l’occasione anche per pensare e soffermarsi e riflettere sull’importanza di tutelare, proteggere e salvaguardare quanto di bello ci circonda nel nostro habitat, nel nostro Paradiso terreno naturale, trasmettendo un’esortazione sociale e collettiva molto preziosa come testimonianza di esempio a modello”.

    VISITA LA MOSTRA:

    https://lemostreonlinedielenagollini.wordpress.com/pittura-emozionale-angelo-oliboni/

  • Le forme dell’anima nella pittura di Federico Colli

    L’immagine così composta sarà vera se in essa verranno colti i legami che da una parte la rendono simile alla vita e dell’altra apparentemente al contrario la rendono unica e irripetibile. Come è unica e irripetibile ogni osservazione” (Andrei Arsenyevich Tarkovsky– tratto da “La forma dell’anima”). Questa pregevole e illuminante osservazione riflessiva offre degli interessanti spunti di rimando nella visione analitica approfondita dell’arte pittorica di Federico Colli e suggerisce delle valutazioni stimolanti per comprendere il suo particolare modus pingendi e contestualmente intrecciarlo al suo stile di vita e di pensiero esistenziale. Questa citazione sottende in sé più accezioni di significato nel parallelismo con la pittura di Colli, che hanno lo scopo primario e principale di creare e di rimarcare la distinzione sostanziale tra vedere e osservare, tra riprodurre e ricreare, tra raffigurare e rappresentare. Questa peculiare correlazione di significati fondamentali si ravvisa anche nelle opere di Colli, che offre allo spettatore una cosiddetta “predisposizione mobile” in quanto lo pone dinanzi a immagini, che possiedono un’energia dinamica di movimento insita e ad ogni sguardo suggeriscono un certo tipo di approccio visivo, percettivo e sensoriale, riuscendo di continuo a sorprendere il fruitore e a creare un’aspettativa costante e continua e una diretta compartecipazione. L’effetto scenico della narrazione figurale è armonioso, calibrato nel dettaglio e al tempo stesso straniante e immesso dentro una dimensione ideale, un contesto utopico, che offre una simbologia metaforica ricca e pregnante a cui poter attingere. Colli si rivolge al dictat figurativo della tradizione moderna, senza però mai dimenticare i punti cardine di fondamento della storia dell’arte, raggiungendo una commistione espressiva capace di ospitare e racchiudere un dialogo scenico vivacemente eclettico e poliedrico e potentemente impattante. Nei suoi lavori il ruolo del disegno possiede una propria saliente rilevanza di base e costituisce un nucleo nevralgico autonomo a cui riserva massima cura e attenzione, pur tuttavia non volendo approdare ad una riproduzione sistematica fotografica e copiativa intesa in senso lato e in senso stretto, ma estendendo ed espandendo il proprio orizzonte recettivo per accogliere e raccogliere una formula rievocativa e raffigurativa, che consente grande libertà applicativa e interpretativa. Per Colli il corpus dell’anima diventa uno spazio prediletto e privilegiato, uno spazio straordinario, che simboleggia il pulsare vibrante del cuore e il moto incessante dell’anima che prendono forma e insieme ne scandiscono lo slancio e il trasporto creativo e ne traslano la corposa intensità. Il rispetto di una propria personale e soggettiva disciplina creativa è parte integrante e irrinunciabile e coincide con i suoi principi e valori di vita e di professione.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/federico-colli/

  • Roberto Re, artista di ragione e di passione

    La ricerca artistica di sperimentazione procede incessante per il talentuoso ed eclettico Roberto Re, che sceglie l’arte non come auto celebrazione esibizionista, ma bensì come vocazione pura e incondizionata, con lo spirito di chi si cimenta con sentimento e pathos in un percorso che richiede grande impegno e grande dedizione e con l’intento di innescare e sviluppare una comunione e una comunanza intensa, profonda, autentica e duratura con lo spettatore. La Dott.ssa Elena Gollini nell’apprezzare le qualità salienti della coinvolgente impronta espressiva ha affermato: “Quando la vocazione chiama a gran voce dev’essere accolta e abbracciata e così ha fatto Roberto con slancio vibrante nell’intraprendere la sua strada creativa, dimostrando un virtuosismo davvero autorevole e delle credenziali ad alto livello. In particolare nella sua ricerca dedicata al colore blu, la scrupolosità meticolosa determina un equilibrio compositivo impeccabile. Il blu spiccatamente posto in primo piano e messo potentemente a risalto all’interno della parabola narrativa viene intrecciato in modo armonioso e non risulta mai fuori luogo come collocazione. Roberto è un attento conoscitore delle tecniche strumentali e accogliendo la storia pittorica europea si immette sulle orme di quei maestri di tendenza impressionista dell’arte occidentale, che considerano e concepiscono il colore come medium e strumento indispensabile e fondamentale dell’espressione stilistica e lo utilizzano proprio per dare un plus valore importante ai loro scenari visionari. Da Matisse passando per Munch e per Kandinskij si genera una simbolica sintonia elettiva alla quale anche Roberto prende parte nella sua concezione di fondo. L’esuberanza vitale e al contempo la suadente delicata profusione del blu attira da subito lo sguardo e lo convoglia dentro un turbinio magico di pensieri e di sensazioni. Le soluzioni pittoriche proposte appaiono assolutamente convincenti e conquistano da subito il placet di apprezzamento del fruitore. Eleggere il colore blu a vero e proprio codex comunicativo preferenziale significa innescare e alimentare un sistema e un registro linguistico autonomo e compiuto, dotato di una sua peculiare ed esclusiva fonetica, grammatica, sintassi, nonché di un lessico che si rende pienamente esaustivo e compenetrante. Per altro, il blu non cancella e non svilisce la composizione d’insieme e non risulta mai esageratamente predominante, ma si struttura e si distribuisce in modo ordinato, composto, garbato, relazionandosi alla perfezione con gli elementi e i componenti e innervando e sviluppando relazioni reciproche con esiti espressivi eccellenti e all’insegna di una magistrale piacevolezza d’insieme”.

    http://www.elenagolliniartblogger.com/roberto-re/

  • La stimolante sensibilità immaginifica di Alessandro Giordani

    La spiccata e stimolante sensibilità immaginifica, perfettamente coniugata con la radicata e consolidata competenza tecnica e perizia strumentale, consente all’artista pittore Alessandro Giordani di cimentarsi in opere ad ampio e sfaccettato respiro fantastico, dove lui per primo e di rimando anche il fruitore può spaziare a largo raggio nelle chiavi di accesso interpretative. La Dott.ssa Elena Gollini nel porre in evidenza questa importante componente del suo pregevole fare pittorico ha dichiarato: “Il luogo dove nascono gli arcobaleni, il colore dei silenzi, il progetto della memoria, sono tutti assiomi sottesi e insiti a livello subliminale, che concorrono e partecipano alla connotazione sostanziale distintiva peculiare della poetica espressiva di Alessandro e vengono sollecitati e alimentati da quella sferzante carica di sensibilità fantasiosa e immaginifica, che gli appartiene e viene generata direttamente dal suo DNA creativo innato. Nella pittura di Alessandro ogni elemento costitutivo risulta sempre pertinente e bene congeniato all’interno della sintesi compositiva globale. Ogni opera racchiude un’elegante delicatezza, un afflato sobrio e garbato che ne avvalorano l’essenza e diventano lo specchio fedele e attendibile di un intimo e lirico legame di fusione e di coesione tra dipingere e sentire e viceversa. Alessandro si dimostra un attento, acuto e perspicace osservatore di tutto ciò che esiste e si cela oltre la soglia e il limite della percettività più immediata. Il suo lungimirante pensiero pittorico è sì partecipe della realtà visiva circostante, ma altrettanto risoluto a non farsi sopraffare dalle apparenze, focalizzandosi e incentrandosi sulle speciali sensazioni empatiche di immagini, che sulle tele diventano pura essenza di astrazione incontaminata, incondizionata, inviolabile, imperturbabile nella sua dimensione unica e sui generis. Il colore protetto e custodito nella cornice visionaria dell’illusione geometrica, viene convogliato ad assurgere a potente ed incisivo motore trainante dello scenario narrativo, infondendo un’efficace pulsione energica e vitale e imprimendo un senso di movimento dinamico e una plasticità vibrante, che accentuano la portata strutturale e creano degli ulteriori giochi di proiezione prospettica, che si dilatano e si estendono al di fuori della superficie marcando i limiti del supporto e coinvolgendo quanto di circostante hanno attorno. Il colore diventa una finestra spalancata sul mondo e le forme colorate acquistano vita propria. Alessandro è un astrattista motivato, convinto per scelta coerente e nella metafora del razionale consente alla sua pittura la massima, più rarefatta ed evanescente, gratificante e appagante libertà espressiva. I quadri diventano dunque speciali e magiche apparizioni dove tutto è possibile”.

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  • Milk and Coffee in campo con Italia dei Diritti a Percile e Marcetelli

    Monica Persiani e Morena Rosini, cantanti del noto gruppo musicale, sono candidate nelle liste del movimento presieduto da Antonello De Pierro nei 2 comuni del Lazio

    Monica Persiani
    Morena Rosini
    Roma – Dopo il soddisfacente risultato incassato nelle scorse elezioni amministrative con, solo nella Città Metropolitana di Roma Capitale, 22 eletti in ben 8 comuni, anche quest’anno, in occasione delle consultazioni previste per il 20 e 21 settembre prossimi, data insolita decisa a causa del rinvio imposto dall’emergenza covid 19, il movimento Italia dei Diritti, fondato e presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, noto per aver subito un’aggressione con minacce di morte da parte del boss mafioso Armando Spada, accompagnato sotto casa sua dal noto imprenditore di Ostia Alfonso De Prosperis e da sua moglie Angela Falqui, ha presentato le sue liste.

    Antonello De Pierro

    Tra i vari comuni, in cui gli elettori troveranno da barrare, sulle schede elettorali, il simbolo del movimento che ha fatto orgogliosamente della legalità la sua imprescindibile bandiera, con l’ambizioso progetto, pianificato dal presidente De Pierro, di “scardinare”, tra le altre cose, specie in alcune realtà locali, “consolidati percorsi clientelari e gestioni simil-feudali, ma soprattutto la logica del voto familiare, che spesso va a falsare il naturale orientamento del consenso”, spiccano Percile, Roiate e Marano Equo, nella Città Metropolitana di Roma Capitale, e il delizioso borgo reatino Marcetelli, il più piccolo paese del Lazio. Non sono passati inosservati ai più, scorrendo lo sguardo sulle liste di Percile, dove il candidato sindaco è Giovanni Ziantoni e Marcetelli, che vede schierato per lo scranno di primo cittadino Giuliana Rainaldi, i nomi di Monica Persiani e Morena Rosini, le bravissime, affascinanti ed effervescenti cantanti dello storico gruppo musicale Milk and Coffee, che dagli anni ’70 ha spopolato nel panorama musicale italico. Le candidature di Persiani, capolista a Marcetelli e al quarto posto in lista a Percile, e Rosini, nota anche per essere una seguitissima conduttrice di Radio Italia Anni 60, sono state volute fortemente da De Pierro sulla base del notevole impegno profuso dalle due artiste in campo culturale per la valorizzazione di tutte le forme di spettacolo e, in riferimento in particolar modo a Persiani, alla luce del lungo attivismo politico messo in atto negli anni ’90. Il movimento Italia dei Diritti, come da sempre afferma il suo leader De Pierro, “assegna un ruolo di primo piano ai fermenti culturali, che considero alla base di qualsiasi esperienza amministrativa. Promuovere iniziative culturali il più possibile denota un’apertura mentale capace di fare la differenza nella valorizzazione dei piccoli comuni, che, al contrario,sono condannati all’immobilismo e di conseguenza all’abbandono. Purtroppo sono pochi gli amministratori capaci di recepire questi assunti concettuali, che, che se elementari e figli della logica deduttiva, vengono il più delle volte ignorati, per incapacità e poca sensibilità alla cultura oppure per mancanza di una volontà orientata nella direzione di una crescita intellettuale per i corpi collettivi. L’esempio di un sindaco dell’Italia dei Diritti può far comprendere la differenza. Sto parlando di Marco Orsola, sindaco di Saracinesco. La pianificazione e la realizzazione di una miriade di eventi culturali sollecita agevolmente la percezione di un valore aggiunto, di cui il paese ha il privilegio di godere. Basta recarsi a Saracinesco per rendersi conto di cosa significhi una buona amministrazione. Non esagero se dico che l’opera istituzionale di Orsola può essere eletta a emblema di buona amministrazione. Se i cittadini di Percile, Marcetelli, Marano Equo, Roiate e di tutti gli altri piccoli comuni al voto ripudieranno la logica del voto familiare e orienteranno il loro consenso verso l’Italia dei Diritti, secondo un criterio di raziocinio e di buon senso, finalmente assisteranno a quel cambiamento a cui ambiscono da tempo e a cui hanno diritto, esattamente come i cittadini di Saracinesco, e di cui finora non hanno visto la realizzazione solo per non aver avuto l’opportunità di poter votare Italia dei Diritti e a cui ora potranno affidare il destino della loro comunità perché il nostro movimento è presente. Pertanto, se non assisteranno a questo auspicato cambiamento, potranno imputarlo solo al fatto di aver scelto, nel segreto della cabina elettorale, un’azione politica ormai anacronistica, e non il nuovo modello proposto dal nostro movimento, capace senza ombra di dubbio di soddisfare le istanze formulate dalla cittadinanza”.

  • La fantasia della Carità: opere di Fabio Agliardi

    Lo scorso 12 giugno – data originariamente prevista per l’inaugurazione a Palazzo Creberg della mostra La fantasia della Carità – è stato pubblicato sui canali social della Fondazione il suggestivo video che consente la visita virtuale alla esposizione delle opere di FabioAgliardi.

    Da oltre dieci anni Fondazione Creberg ha ideato e realizzato un progetto culturale che ha come obiettivo la sensibilizzazione del pubblico – attraverso esposizioni artistiche itineranti che approfondiscono tematiche che riguardano la persona umana e l’ambiente circostante – collaborando con artisti contemporanei.

    In stretta correlazione con i Curatori (Angelo Piazzoli, Segretario Generale di Fondazione Creberg, e Tarcisio Tironi, Direttore del MACS di Romano di Lombardia), Fabio Agliardi ha realizzato quindici pannelli (150×150 cm) dedicati al tema della misericordia. Nelle tele sono raffigurate le sette opere di misericordia corporale e le sette opere di misericordia spirituale, mentre il quindicesimo dipinto raffigura “La cura della Casa Comune”, innovativa opera di misericordia delineata da Papa Francesco nel suo messaggio del 1° settembre 2016 per la giornata mondiale dipreghiera per la cura del Creato. In tutti i dipinti sono state inserite rappresentazioni di luoghi o monumenti della città di Bergamo e della provincia, selezionati dall’artista per meglio esplicitare ilmessaggio.

    A causa delle restrizioni sanitarie, la mostra La fantasia della Carità non è stata allestita nel Salone Principale di Palazzo Creberg; come già evidenziato in premessa, dal 12 giugno 2020 è stato pubblicato, sul sito (www.fondazionecreberg.it) e sui canali social della Fondazione, un video che consente una accurata visita virtuale.

    Ora – grazie alla collaborazione della Fondazione Credito Bergamasco con il M.A.C.S. di Romano di Lombardia, con Grumello Arte e con la Parrocchia di Sant’ Andrea in Città Alta – l’esposizione sarà resa visibile al pubblico, dal vivo, riprendendo l’esperienza itinerante nel pieno rispetto delle normative sanitarie vigenti. Presso le sedi di mostra sarà distribuito gratuitamente ai visitatori il catalogo edito dalla Fondazione, il cui PDF sarà comunque visibile e scaricabile dal sito di Fondazione Creberg a partire dal 18 settembre 2020.

    La prima tappa si terrà a Romano di Lombardia presso la Basilica di San Defendente (19 settembre – 11 ottobre) con presentazione il giorno 19 settembre alle ore 17.30.

    Seguirà poi Grumello del Monte presso la Chiesa SS. Trinità (17 ottobre – 15 novembre) con presentazione il giorno 17 ottobre alle ore 16.00 nella Chiesa Parrocchiale.

    L’ultima tappa sarà in Bergamo Alta presso la Chiesa di Sant’Andrea (28 novembre –20 dicembre), con presentazione il giorno 27 novembre alle ore 18.00.

    Grazie alla sensibilità della famiglia dell’artista – che ha dato seguito ad una intesa verbale intercorsa a suo tempo tra Fabio Agliardi e il Segretario Generale della Fondazione – le quindici opere sono state acquisite da Fondazione Creberg che, al termine del percorso espositivo itinerante, ne farà dono ad enti e associazioni del territorio che, a giudizio della Fondazione stessa, ne siano particolarmente meritevoli o per esercizio di una particolare opera di misericordia (raffigurata nel dipinto donato) o per rilevanza del ruolo sociale e civile svolto nellacomunità.

    Mediante questo ulteriore gesto la Fondazione intende ricordare adeguatamente la figura di Fabio Agliardi, scomparso il 13 aprile 2020, Lunedì dell’Angelo, non superando gravi complicazioni derivanti da infezione da virus Covid 19; egli rappresenta dunque una delle vittime della terribile epidemia che così duramente ha colpito Bergamo e i nostriterritori.

    «La mostra “La fantasia della Carità” – evidenzia Angelo Piazzoli – intende ricordare la persona e l’attività di Fabio Agliardi attraverso quindici opere, monumentali e intense, che mai avremmo pensato avrebbero costituito un mirabile testamento spirituale e artistico; la loro donazione a formazioni sociali e la loro collocazione in luoghi pubblici lascerà un segno diffuso della mostra e dei suoi intenti culturali in località del territorio ove le opere di carità vengono quotidianamente declinate nella vita reale».

     

     

     

     

     

     

  • LITTLE PUFF OF WIND

    Boccanera Gallery Milano apre la stagione espositiva con Little puff of wind la mostra personale di Nebojša Despotović (Belgrado, 1982). Presentando gli ultimi e inediti lavori dell’artista serbo, si celebrano i dieci anni di collaborazione tra la galleria e il pittore che fin dai suoi esordi si è caratterizzato per un linguaggio figurativo ricco, enigmatico e magnetico.

    L’artista è presente sulla scena artistica internazionale da oltre un decennio e ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la qualità della propria ricerca pittorica. Il rapporto tra Boccanera Gallery e Nebojša Despotović è stato un percorso “mano nella mano”, in cui la galleria è cresciuta insieme al lavoro dell’artista che ne ha sposato la mission fin dalla sua nascita.

    Il progetto espositivo nasce da opere appositamente create per l’occasione, in cui l’artista dimostra a pieno spettro la sua evoluzione espressiva. I dipinti selezionati si distinguono per un marcato e personale sguardo sul mondo psichico dell’autore: l’assenza di un’asse temporale e di una narrazione esplicita lascia spazio a interpretazioni poetiche nella costruzione dell’opera, attraverso la massima qualità ed espressività raggiunta dalla pittura dell’artista.

    L’immediata narrazione ermetica che arriva all’osservatore diventa così un palcoscenico popolato da fantasie, ricordi, eventi ed emozioni vissute da Nebojša Despotović e tradotte in un linguaggio sensibile alla trasfigurazione formale dell’opera d’arte.

    La presentazione di quest’ultimo ciclo di lavori, durato oltre un anno, segnerà una nuova fase per la carriera artistica di Nebojša Despotović: è il frutto di una maturità pittorica sedimentata attraverso anni di pratica, sperimentazione e ricerca, mostrando un marcato passo in avanti rispetto alla produzione presentata fino ad oggi, e che non va oltre il 2018.

    Little puff of wind sarà quindi l’occasione per esporre in anteprima l’innovativa costruzione narrativa realizzata da Despotović, con quella vivacità ottenuta da una tavolozza di tonalità complesse e accese.
    NEBOJŠA DESPOTOVIĆ
    LITTLE PUFF OF WIND

    SOLO SHOW
    BOCCANERA GALLERY MILANO, VIA VENTURA 6, MILANO – IT

    Inaugurazione: martedì 22 settembre, 16.00 – 21.00

    23 settembre – 31 ottobre 2020

    [email protected]
    www.arteboccanera.com

  • Un dono per la città che rinasce: il volume fotografico di Alex Persico

    Un viaggio fotografico dall’alto alla scoperta della città di Bergamo: questo il progetto di Alex Persico che celebra i suoi 30 anni di carriera con la pubblicazione del volume “Insolite visioni. La passione per il volo. Bergamo dall’alto”, esito di un lavoro di ricerca iniziato nel 2010.

    Alto e basso. Ieri e oggi. Bianco e nero. È una città dalle plurime sfaccettature quella che emerge da «Insolite Visioni. La passione per il volo. Bergamo dall’alto», il volume fotografico edito da Grafica & Arte firmato da Alex Persico, fotografo specializzato in fotografie aeree, che in occasione del trentennale della sua carriera ha deciso di regalare a Bergamo un reportage inedito e profondo, dall’alto valore simbolico. Il volume di Persico, nelle librerie e sui principali siti di e-commerce, cattura infatti l’immagine di una Bergamo desiderosa di tornare alla normalità dopo essere stata travolta dall’emergenza Covid-19.

    Ripresa con l’uso di droni – strumento a cui Persico, iscritto al registro ENAC come operatore riconosciuto, si è avvicinato fin dal 2010 -, Bergamo appare ancora più autentica in questo suo scatto di rinascita. Una città che dietro ogni tetto o facciata inneggia alla vita. Il lavoro di Persico si realizza, infatti, per assonanze e contrapposizioni: immagini di edifici storici, immobili rispetto al passaggio del tempo, si alternano a quartieri in rapida trasformazione, che puntano veloci al futuro.

    Gli scatti sono stati realizzati in vari periodi dal 2010 ad oggi e ripropongono i paesaggi di un viaggio che inizia a partire dallo svincolo autostradale di Bergamo, da dove si biforcano due arterie che originano il grande anello della circonvallazione nel quale si intersecano le direttrici per l’aeroporto e per il centro della città. La lettura fotografica parte dunque dalla periferia, raggiunge la stazione dei treni, prosegue verso il centro e Città alta e scende lungo i borghi storici e le periferie industriali.

    Il volume si completa con una selezione di fotografie tratte dalla pubblicazione “Bergamo dal cielo”, realizzata tra il 1981 e il 1985 da Grafica & Arte con le fotografie di Piero Orlandi, scatti nati da vertiginose riprese aeree, come si usava fare un tempo che dialogano con gli scatti realizzati con i droni. Una sperimentazione che troverà ulteriore espressione in una mostra in programma per la primavera 2021.

    «Volevo dedicare a Bergamo, città che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare una grande prova, un ricordo che, in un certo senso, fosse immortale, come solo la fotografia sa essere. Ho scelto così di intraprendere un viaggio ad altitudini elevate in cui, grazie alla tecnologia, la città potesse mostrarsi con uno sguardo diverso. E mi sono accorto che è proprio con questa visione dall’alto che Bergamo si è saputa rivelare molto di più di quanto non faccia nella prospettiva orizzontale cui siamo solitamente abituati. Mi sono poi affidato all’utilizzo della scala di grigi con cui ho amalgamato e sfumato il paesaggio. Il bianco e nero non solo ha definito i contorni, ma ha dato forma alle emozioni contrastanti che tutti noi abbiamo vissuto in questi mesi» – anticipa l’autore, Alex Persico.

    Il libro vuole quindi essere un modo per celebrare la bellezza e il fascino della città di Bergamo con un occhio moderno, cogliendo le trasformazioni che in questi anni l’hanno attraversata.

    Facebook: Alex Persico 

    Instagram: persicoalex

    Linkedin: Persico Alessandro

    L’autore – Fotografo professionista fin dal 1990, Alex Persico lavora in maniera autonoma e fonda AP Fotografia, esito della pluriennale esperienza e della sua passione per l’arte del fotografare. Al passo con i tempi, con le nuove tecnologie e il mutamento sociale, Alex abbraccia l’era del digitale sfruttando tutte le sue possibilità fino a sviluppare progetti e lavori tecnologicamente avanzati, specializzandosi e diversificando la sua attività in quattro ambiti: fotografia aerea, virtual tour 3D, shooting aziendali e fotografia d’architettura. Il suo interesse per la tecnologia l’ha portato ad esplorare le innumerevoli possibilità della fotografia aerea mediante l’utilizzo del drone, uno strumento a cui Persico si è avvicinato fin dal 2010, utilizzando SAPR autorizzati.

  • In libreria “La Cura, La Pietra filosofale” dell’autore trapanese Giovanni Battista Savona.

    È fresco di stampa il libro di poesie dal titolo “LA CURA La Pietra filosofale” dell’autore siciliano Giovanni Battista Savona, editato dai tipi della Aletti Editore. Il volume si fregia della prefazione del Professore Accademico Emerito Hafez Haidar, Candidato al Premio Nobel per la Pace, tra i principali traduttori di Gibran. La potenza dello spirituale e del naturale, che contraddistingue i libri del grande scrittore libanese Gibran, è un elemento fondamentale anche nelle poesie di Savona. I testi sono incentrati sull’importanza di entrare in contatto con sé stessi e con la natura circostante.

    «Io mi sono autoguarito», ha confidato Savona. «Tutto ebbe inizio quando concepii i veri poteri della mente che mi hanno portato alla conoscenza umana. Essa è connessa con la natura circostante e oltre. Quando scoprii che le vibrazioni derivavano da universi, si incanalavano nella mia vera essenza a cui inconsciamente si connettevano, portandomi pian piano alla guarigione, attraverso quel pensiero radicato in tutto il mio essere».

    È proprio da questo principio che nasce la prima parte del titolo dell’opera: “La cura”. È un’esistenza singolare, quella di Savona, che ha conosciuto troppo presto il dolore con la D maiuscola (è nato clinicamente morto per una frazione di secondo: «È da lì che è avvenuto qualcosa di inspiegabile ma percettibile» ha confessato). Attraverso il rapporto autentico con se stesso e il creato, è riuscito a liberarsi da tutti gli impulsi negativi della sofferenza, percepiti già in grembo materno e trasmessi «attraverso quel cordone ombelicale che mi ha portato ad avere altre gravi patologie alla mia nascita, come balbuzie, soffio al cuore, attacchi epilettici».

    Per quanto riguarda l’altra parte del titolo, essa è nata dalla consapevolezza che ad ognuno di noi, dall’origine della vita, viene trasferita la parola “karma”. Spiega Savona: «In questo concetto karmico, le stesse vibrazioni di varie vite passate e vissute dovrebbero cambiare i nostri comportamenti, tramite le anime. Fino a raggiungere l’ultima anima millenaria, che si acquisisce attraverso i nostri miglioramenti. L’unica guarigione possibile nasce attraverso i centri energetici chiamati chakra, che corrispondono ad ogni organo, ognuno rappresentato da una pietra di colore diverso. Questo è per far comprendere i vari blocchi che potremmo avere su ogni organo, come dovremmo curarli e aprirli. È in questo modo che dovremmo introdurre all’interno un’energia vitale che dà il risveglio alle cellule dormienti. Nonostante quello che noi pensiamo del nostro involucro umano, che è quello che ci rappresenta, la vera fonte è quella nascosta all’interno, chiamata aurea, che tutti noi dovremmo custodire nel migliore dei modi con positività».

    La ricerca dell’autenticità è l’urgenza avvertita dall’autore che, per questo motivo, si avvale di un linguaggio chiaro e immediato, accessibile a tutti. D’altronde, la sua vita è carica di eventi, grandi cambiamenti, è materia viva che già da sola è sufficiente a garantire la particolarità dei suoi scritti. Savona è approdato alla scrittura da autodidatta, «grazie a tutti i miei spostamenti da nomade, senza mai aver avuto la conoscenza letteraria, che però è stata assorbita dalla mia fame di evoluzione, come se io fossi una spugna».

    Ha al suo attivo tante esperienze lavorative, alcune molto singolari. Giullare, fachiro mangiafuoco, saltimbanco, funambolo, pranopratico, operatore olistico del massaggio, pizzaiolo qualificato e altro ancora, è inoltre scrittore e poeta. Una licenza media ottenuta a 47 anni, testimonia la forza di un uomo che ha voluto contrastare le negatività incontrate e subite. Savona, originario di Trapani, attualmente vive a Caserta. Ha vissuto tanti anni a Monopoli (ben dodici). Poi a Foligno, a Perfugas, a Senise. Sempre teso alla ricerca del suo posto nel mondo. Chissà in quali altri lidi lo porterà la sua sete di conoscenza ed esperienza!

  • Lo Spirito Lakota parte dalle librerie italiane. Una raccolta di opere che testimoniano lo spirito dei Lakota-Sioux, fiero popolo di Toro Seduto

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    L’artista Lakota Jim Yellowhawk pubblica il suo primo libro Spirito Lakota direttamente in Italia.

     

    E’ grazie alla casa editrice Mauna Kea, già nota per aver pubblicato il Lessico Lakota, che contiene il primo dizionario Italiano-Lakota, che esce in questi giorni nelle librerie italiane e negli shop online un libro da non perdere per tutti gli appassionati di Nativi Americani: Spirito Lakota. Lakota Spirit, una opera completamente bilingue, con testo in italiano e in inglese.                                                                                    L’artista Lakota Jim Yellowhawk racconta, con parole e stupende opere, il passato e il presente del suo fiero popolo. Attraverso 70 stupende tavole a colori, Yellowhawk ci dischiude le porte della cultura Lakota. Ci racconta le cerimonie e la storia del suo popolo: le Black Hills, Toro seduto, Cavallo Pazzo, i pow wow, le tradizioni. Narrati attraverso immagini di pura arte nativa ricca di simboli ancestrali.

    Chiediamo alla responsabile della casa editrice Mauna Kea, Raffaella Milandri, come sia stato per un autore nativo americano partire dall’Italia per la pubblicazione. “E’ una scelta coraggiosa: Jim ha  pregato prima di firmare il contratto. L’Italia ha un vasto pubblico di appassionati della cultura degli Indiani d’America. Anche se il libro sarà distribuito in simultanea negli States, è una bella scommessa. L’opera di Jim è fantastica e gli abbiamo ‘fatto la corte’ per parecchio tempo”.

    Dice Jim Yellowhawk, il cui nome Lakota è Tawoihamble Kpago, che significa “Colui che traccia i suoi sogni”:                                                          “ Voglio ringraziare la casa editrice  per questo libro, che dedico al Popolo Lakota, alla Nazione Irochese e a tutte le Nazioni del mondo. Onoro e ringrazio i miei genitori e Antenati che ci hanno aperto la strada fino a oggi”.

    Jim aggiunge sulla opera in copertina: è ovviamente una sorta di manifesto, con Toro Seduto su uno sfondo di dollari capovolti, a significare che il denaro non è importante e mette appetiti che nuocciono all’uomo”.

    Jim Yellowhawk, membro della Banda Itazipco della Cheyenne River Sioux Tribe e della tribù Onandoga della Nazione Irochese, da parte di madre, è un artista Nativo Americano conosciuto a livello internazionale, molto apprezzato per la sua tradizionale ledger art.

    Egli rappresenta nelle sue opere il patrimonio Lakota spirituale e culturale, ma anche il tempo attuale, con vari mezzi espressivi e arte socio-politica, entrambi esposti in gallerie intorno al mondo. L’opera ha la introduzione del disegnatore bonelliano Marco Ghion e la nota critica dell’artista Carlo Gentili. Per tutti gli appassionati di Nativi Americani: Spirito Lakota. Lakota Spirit è davvero una chicca.

  • “Corea in camera”, il nuovo video concorso coreano che mette in palio 20mila euro

    L’Ambasciata della Repubblica di Corea e l’Istituto Culturale Coreano lanciano, per la prima volta, il concorso Corea in Camera, il video concorso, aperto a tutti, che premia i migliori e originali progetti per presentare i diversi aspetti della Corea, come cucina, turismo, cultura, cosmesi e sport, e la loro relazione con l’Italia. Termine per presentare la domanda è il 12 ottobre, mentre entro il 26 ottobre saranno selezionate le idee e i progetti che verranno finanziati per essere realizzati con 20mila euro totali: il primo premio è di 7.500 euro, il secondo di 6.000 euro, il terzo di 4.000 euro, il quarto di 2.500 euro.  I video dovranno poi essere realizzati e consegnati entro il 20 novembre. Il regolamento è disponibile al link http://italia.korean-culture.org/it/760/board/525/read/104242.

     

    “Istituto Culturale Coreano – commenta Choong Suk Oh Direttore dell’Istituto Culturale Coreano – è un osservatorio privilegiato per constatare l’interesse degli Italiani nei confronti della Corea. In quattro anni nelle nostre iniziative abbiamo coinvolto migliaia di persone e i nostri corsi di lingua risultano sold out in poche ore. Proprio per promuovere ancor di più la conoscenza del nostro paese, sia nei suoi aspetti più conosciuti come il cibo e la cosmesi, sia in quelli ancora da scoprire come il vestito tradizionale Hanji o la casa Hanok, abbiamo promosso con la nostra Ambasciata “Corea in Camera”, un video concorso aperto a tutti che premierà i progetti più originali e creativi”.

     

    L’iniziativa si avvarrà di un partner d’eccezione la Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia, tra le più antiche e prestigiose scuole di cinema al mondo dove si sono formati tra gli altri Michelangelo Antonioni, Garcia Marquez, Claudia Cardinale, Carlo Verdone e in tempi più recenti Claudio Giovannesi, Riccardo Scamarcio e Alba Rohrwacher e dove insegnano Giancarlo Giannini, Daniele Luchetti, Giuseppe Lanci e tanti altri artisti del cinema.

     

    La Scuola Nazionale di Cinema non solo farà parte della giuria, ma collaborerà anche per un progetto rivolto ai propri studenti: il Korea Lab, un laboratorio didattico esperienziale che porterà gli allievi registi a seguire uno specifico percorso didattico che si conclude con la produzione di un ciclo di cortometraggi. I corti verranno proposti a festival di cinema in Italia e in Corea.

  • Presentato A VISO APERTO, il docufilm girato nelle zone più colpite dal Covid

    Una storia raccontata, e soprattutto affrontata, con coraggio: “A Viso Aperto”. Si chiama così il docu-roadmovie firmato da Ambrogio e Luigi Crespi e presentato questa mattina a Milano, in anteprima nazionale. Un viaggio in cinque città del nord Italia – Cremona, Crema, Brescia, Milano e, ovviamente, Bergamo -, per fotografare un Paese in guerra contro Covid-19.

    Con immagini in presa diretta, “A Viso Aperto” è l’unico film girato nelle zone più colpite dalla pandemia mentre il virus impazzava, in quei mesi tra febbraio e maggio 2020 che mai l’Italia e il mondo intero dimenticheranno. Mesi che hanno messo a dura prova anche chi, per natura, è portato a non arretrare mai. Proprio come i bergamaschi che durante l’emergenza sanitaria hanno mostrato tutta la loro resilienza e il loro spirito solidaristico.

    Il documentario entra, infatti, anche nell’ospedale realizzato a Bergamo grazie al lavoro congiunto di volontari, tra tifosi atalantini, alpini e oltre 300 aziende artigiane, altamente specializzate, chiamati a raccolta da Confartigianato Bergamo. Muratori, carpentieri, imbianchini, idraulici, impiantisti tecnici del gas ed elettricisti specializzati che hanno lavorato per quasi 20.000 ore, creando dal nulla e in tempi record, un vero e proprio ospedale con 142 posti letto, 72 dei quali destinati alla terapia intensiva e sub-intensiva e i restanti a chi stava uscendo dalla fase critica del Covid-19. Un gioco di squadra che ha visto insieme gli artigiani di Confartigianato e dell’Associazione Nazionale Alpini, i volontari di Emergency, i sanitari dell’esercito russo e, ovviamente, il personale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, che ha garantito la direzione medica, infermieristica, tecnica e gestionale del presidio. Tutti determinati ad aiutare una città messa sotto assedio da un nemico invisibile eppure potentissimo.

    «“Il cantiere della vita” è così che chiamo il lavoro che abbiamo fatto in quei giorni. Da una semplice e-mail è partita una sfida che ha coinvolto centinaia di artigiani. Ognuno di noi era responsabile di una zona e con grande determinazione abbiamo portato a casa il risultato. Basti pensare che in 26 ore abbiamo dato tre mani di bianco su quasi 30 mila metri quadri di spazio. Un’esperienza che nessuno di noi dimenticherà mai» – commenta Giacinto Giambellini, Presidente di Confartigianato Imprese Bergamo.

    Così, nel documentario, immagini di lavori frenetici e di corsie piene si alternano a riprese di strade deserte e silenziose. Strade risvegliate solo da sirene improvvise di ambulanze, tutte dirette nello stesso luogo. Un luogo di cura e accoglienza in cui ha lavorato senza sosta il personale dell’Ospedale di Bergamo che, da un giorno all’altro e primo tra tutti, ha dovuto affrontare la marea inarrestabile dei contagi.

    «Rivivere questi momenti nel documentario è stato molto emozionante. Sembrava che il Covid-19 fosse qualcosa di lontano da noi, un virus che aveva attaccato solo un’area della Cina. E invece, in pochissimo tempo ci siamo ritrovati ad avere l’ospedale pieno di persone: e non codici verdi, ma malati bisognosi di ossigeno. Sono stati momenti incredibili, una valanga che il nostro Paese ha dovuto affrontare per primo, ma di fronte alla quale non ci siamo arresi» – dichiara Maria Beatrice Stasi, Direttore Generale dell’ASS Papa Giovanni XXIII.

    “A Viso Aperto” è, infatti, una storia individuale, fatta di tanti volti e tante voci – ammalati, familiari, imprenditori, medici, volontari -, ma al tempo stesso una storia collettiva tenuta insieme da valori solidi e radicati nel territorio. «Non potevamo non rispondere al grido di aiuto che veniva dalla nostra terra perché la gente come noi non molla mai – conferma Sergio Rizzini, Direttore Generale della Sanità Alpina dell’Associazione Nazionale Alpini –Sapevamo che l’ospedale avrebbe dato speranza e aiuto concreto a tante persone e per questo la soddisfazione quando l’abbiamo terminato è stata grandissima. La stessa che proviamo oggi, a distanza di mesi, nel rivedere quelle immagini».

    “Mai avremmo immaginato di dover impegnarci in una missione umanitaria in Italia. Eppure è stata la logica conseguenza dell’esperienza che abbiamo maturato in tanti anni, con i protocolli messi a punto con Ebola e la gestione degli ospedali a 360 gradi. Il documentario mi ha fatto rivivere quei primi giorni di aprile, quando siamo arrivati a Bergamo e insieme agli alpini, agli artigiani e al Papa Giovanni XXIII abbiamo contribuito a organizzare un ospedale dal nulla. Siamo contenti di aver potuto contribuire in un momento così difficile per le nostre comunità” ha dichiarato Rossella Miccio, Presidente di Emergency.

    Resilienza. Passione. Determinazione. Forza. Sono emozioni che emergono con chiarezza dal reportage dei fratelli Crespi che dopo aver inquadrato l’emergenza sanitaria, si concentra anche sulle sue conseguenze socio-economiche. Con la consapevolezza che c’è un’Italia da ricostruire, un’Italia più lenta – forse – e anche per questo più autentica. Un Paese che avrà molti problemi da affrontare e che dovrà farlo, ancora una volta, “A Viso Aperto”.

    Il documentario sarà presentato il 9 settembre a Bergamo, alle ore 18.30, presso il Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, e il 10 settembre a Venezia, tra gli eventi del Fuori Salone della 77°edizione della Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica di Venezia.