Categoria: Arte e Cultura

  • I vincitori di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio – 17. Edizione

    Giulio Mastromauro con il suo film breve “Inverno” si è aggiudicato i due principali premi, quello per il miglior cortometraggio e miglior regia, della sezione nazionale della diciassettesima edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio a Napoli. “In un modo dove c’è bisogno di verità, quindi di sentimento, di memoria, di passione è tutto ciò che ritroviamo in modo commovente, soprattutto la passione, in questo film breve, “Inverno”, con il fantastico sostegno di tutti gli interpreti, tutti portatori di “vero”, fino al più piccolo e meraviglioso di questi attori, Christian Petaroscia”. La giuria ha premiato il cortometraggio per il sapiente linguaggio cinematografico, per i contenuti  e per la raffinata direzione registica. Nel film viene raccontato il dolore di Timo, il più piccolo di una comunità di giostrai greca. Il dolore emerge nella incantevole interpretazione del piccolo Christian Petaroscia, che con lo sguardo e il silenzio silente e viscerale è in grado di catapultare lo spettatore nel suo “Inverno”, quello dell’anima. Al  film è andato anche  il premio in denaro di mille euro messo a disposizione da FCRC – Film Commission Regione Campania. La kermesse partenopea, diretta da Pietro Pizzimento e Fabio Gargano,  si è tenuta in forma ibrida: online nel mese di novembre dello scorso anno sulla piattaforma internazionale FESTHOME TV e la cerimonia di premiazione si è tenuta in presenza il 9 luglio 2021 presso la Corte dell’Arte di FOQUS a Napoli, e si è chiusa con un notevole successo di pubblico e notevole gradimento da parte degli addetti ai lavori. In giuria come presidente il montatore Giogiò Franchini accompagnato dai giurati, l’attrice Nastro d’Argento 2021, Teresa Saponangelo e il regista, Lamberto Lambertini.

    Il primo premio della sezione campana di questa edizione è andato al cortometraggio “Scannasurice” di Giuseppe Bucci, una pièce tratta dall’omonima celebre opera teatrale, scritta da Enzo Moscato e interpretata da Imma Villa, “per la purezza dello sguardo nel raccontare l’esigenza di crescere e di trovare posto al mondo facendo il conto con il peso dei condizionamenti. La giuria ha inteso premiare la sincerità d’intenti dell’autrice e il suo intento creativo”. La produzione del film si è aggiudicata un crane cinematografico cortesemente offerto al vincitore da ASCI, scuola napoletana di cinema. Alla protagonista di “Scannasurice”, Imma Villa, è andato il premio come miglior attrice, “per la forza ed abnegazione con cui affronta i suoi personaggi, evocando la dimensione teatrale, come luogo da cui tutto parte e si forma”.

    Migliore attore della 17.ma edizione di accordi @ DISACCORDI, per la giuria è stato Pier Giorgio Bellocchio per la intrigante interpretazione in “Il ritratto” di Francesco Della Ventura con la motivazione “Il realismo è il motore che lo accende,  le spigolosità e l’ imperscrutabilità dell’animo umano ,  riflessioni di un percorso,  che portano alla creazione di un personaggio  sempre credibile”. La direzione artistica del festival ha, altresì, ringraziato la “Fondazione Fare Cinema” presieduta  da Marco Bellocchio e diretta da Paola Pedrazzini, per la gentile collaborazione offerta a questa edizione.

    Il premio per il miglior montaggio, istituito da AMC – Associazione Montatori Cinematografici e Televisivi per il festival accordi @ DISACCORDI, con la giuria composta dal presidente, Giogiò Franchini e da Osvaldo Bargero e Alessandro Giordani, è andato a Corrado Iuvara per il film “Gas station” di Olga Torrico, “il montaggio in parallelo tra il mondo onirico e la realtà del live, dà un supporto determinante e fantastico alla dinamica del pensiero della protagonista. L’autorialità del montaggio onirico porta al finale con leggerezza e a un tempo giusto di chiusura. Il montaggio come seconda scrittura del film”.

    Per la sezione cortometraggi d’animazione ad aggiudicarsi il primo premio è stato il film breve “La grande onda” di Francesco Tortorella, “per la potenza evocativa del tratto grafico e per il coraggio di rappresentare in modo fiabesco tragici fatti storici che di fiabesco non hanno nulla”.

    “La scuola nella foresta diretto da Emanuela Zuccalà è un piccolo gioiello che ha il merito di farci conoscere storie terribili in mondi magnifici da noi lontanissimi attraverso la lente di ingrandimento del Cinema usata in modo espressivo  come non mai” motivazione della giuria per il miglior documentario di questa edizione di accordi @ DISACCORDI.

    Ad aggiudicarsi il primo premio della sezione internazionale è stato invece il film breve, “Anna” di Dekel Berenson, multipremiato nei principali festival internazionali, “per la capacità di raccontare, in 16 minuti di immagini mai banali, la speranza e la disperazione in una piccola città dell’Ucraina orientale devastata dalla guerra. Dall’incipit tra i quarti di carne penzolanti che Anna classifica e macella, alla fine in un night club di periferia dove Anna e altre donne, tra cui sua figlia sedicenne, sono esposte, classificate ed esaminate da uomini americani in cerca di mogli straniere, il film mette in scena i sogni e i bisogni infranti di due culture diverse e distanti. Il regista ha il talento di uno sguardo profondo e di una delicata ironia”.

    Il premio del pubblico infine, votato tramite la piattaforma internazionale Festhome Tv, è stato aggiudicato ex aequo da “Il ritratto” di Francesco Della Ventura e da “Nisciuno” diretto dal regista campano Alessandro Riccardi.

    La 17.ma edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio è  stata organizzata dall’Associazione Movies Event, con lo sponsor principale ASCI – Scuola di Cinema Napoletana,  con la partnership di Film Commission Regione Campania e AMC – Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo e in collaborazione con il Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo, con  il Centro Sperimentale di Cinematografia, con il Centro Nazionale del Cortometraggio, e con il sostegno della Regione Campania.

  • La tigre viola

    La tigre viola è un’opera di Maria Civitillo edita da BookSprint Edizione. Maria è una studentessa di Lettere che già da tempo insegue il sogno di diventare una scrittrice. L’opera in questione è composta da poesie autobiografiche e si ripromette di arrivare dritta al lettore in un viaggio nell’inconscio più profondo. Un urlo che squarcia il silenzio, che vuole uscire e cantare di tutti i mostri celati all’interno del proprio sé. Avventura complicata che si legge a gocce così come sono scritte le poesie. Da assaporare lentamente e dare il tempo di viaggiare con la mente per poter afferrare tutti i silenzi che si celano al nostro interno.

  • Armando Fanelli – Drinking rain

     

    Sabato 10 luglio alle ore 17.00 presso la Sala Ipogei “Galleria Marconi” di Monsampolo del Tronto si inaugura Drinking Rain, mostra personale dell’artista Armando Fanelli a cura di Nikla Cingolani. La mostra, organizzata per la riapertura della nuova stagione dal Comune di Monsampolo del Tronto, da Galleria Marconi e da Marche Centro d’Arte, propone una selezione di lavori, che l’artista ha già esposto precedentemente, in cui è possibile riconoscere un alto potenziale comunicativo con riferimento al momento che abbiamo vissuto e di cui ancora non si hanno certezze riguardo alla fine. In alcune opere sono state attuate modifiche, formulate dallo stesso artista, che hanno messo in essere una versione diversa, al fine di proporre significati fortemente riattualizzati.
    La mostra pone molteplici spunti di riflessione sull’evoluzione del rapporto tra umanità e natura attraverso la costruzione di un immaginario spesso rivolto al tentativo di cura e protezione. Talvolta l’espressione di trasformazioni nella percezione di naturale e artificiale pone gli esseri umani in un ruolo centrale da assolvere nel tempo. Questo concetto è stato esplorato dall’artista con temi come il provvisorio e l’effimero, il caso e l’imprevisto. Come spiega la curatrice, Nikla Cingolani: “Armando Fanelli combina una serie di pratiche (performance, poesia, film, fotografia) traendo ispirazione da ambienti naturali. Drinking rain, titolo della mostra scelto dall’artista, costringe lo spettatore a confrontarsi con interrogativi allarmanti dovuti, soprattutto, al periodo di pandemia che ha imposto un cambiamento quasi radicale delle nostre abitudini, ad iniziare dal distanziamento sociale. Ora più che mai, abbiamo bisogno di vivere esperienze emotive e sensoriali con entusiasmo. Bere pioggia, quindi, per soddisfare la sete di arte che spinge verso un nuovo viaggio di crescita”.

    “…cosa fare a questo punto? Ogni mostra è una storia a sé, ci sono opere che segnano la storia altre che dalla storia sono segnate. Stiamo vivendo un periodo difficile, la pandemia ci ha privato del più viscerale dei cinque sensi: il tatto, il primo cui facciamo affidamento fin dalla nascita. Fare arte non è solo una scelta di Resistenza, fare arte è un bisogno di vita. È la possibilità di poter toccare la realtà e di stringerla. Inauguro una nuova mostra e questo mi sembra molto, ancora una volta ho al mio fianco dei collaboratori insostituibili, perché amici prima di tutto, Lino Rosetti e Dario Ciferri. La vita toglie molto eppure loro sono ancora una volta con me, ringrazio anche Nikla Cingolani e Armando Fanelli, per la sfida che hanno accettato. E soprattutto ringrazio il Sindaco di Monsampolo del Tronto, Massimo Narcisi, e Mario Plebani. Spero di stringerti in un abbraccio…” (Franco Marconi)

    Drinking rain
    Info e Contatti
    artista: Armando Fanelli
    curatrice: Nikla Cingolani

    comunicazione: Dario Ciferri
    fotografia: Catia Panciera
    allestimenti: Pasquale Fanelli – Sabatino Polce

    dal 10 luglio al 30 settembre 2021
    Orari e modalità di prenotazione:
    VISITE SU PRENOTAZIONE

    ORARI:
    tutti i giorni
    10,00 – 13,00 / 16,00 – 19,00
    martedì anche 21,00 – 24,00
    Punto informativo, e prenotazioni Museo della Cripta Tel.3771500858

    www.monsampoloborgoaccogliente.it

    Spazi Ipogei Galleria Marconi
    Via Fratelli Kennedy
    63077 Monsampolo del Tronto
    web http://galleriamarconi.it/ – http://marchecentrodarte.it
    e-mail [email protected]
    Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

  • UNITRE MILANO – Lezione Magistrale del 2 luglio2021 “Le Sette Meraviglie del Mondo Antico”

    L’Università delle Tre Età UNITRE Milanopropone nell’ambito delle proprie attività accademiche, una Lezione Magistraledal tema: “Le Sette Meraviglie del Mondo Antico”

    in programma per venerdì 2 luglio2021alle ore 17:15.

     

    La Lezione Magistralesi terrà online sulla piattaforma Google Meet e verràcondotta dalla

    Prof.ssaMauriziaMANARA (UNITRE MILANO)

    -Presentazione Prof. Marco MARINACCI (Università eCampus / UNITRE MILANO) –

    UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

    La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

    Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 1°luglio 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

    UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

    Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

  • Speech in Israel on the occasion of the presentation of Giancarlo Elia Valori’s book Geopolitics of the New Middle East.

    Tel Aviv – June 29, 2021 Hotel Hilton – Tel Aviv

    Ladies and gentlemen, dear friends,

    I am very glad to come to the beautiful city of …. and to participate in this meeting. First of all, I would like to extend my personal warm thanks to Ambassador Avi Pazner, author of the excellent foreword of my book, and to all those who have made it possible for my considerations on international politics to be brought together in a book that is so dear to me! I wish to express my heartfelt thanks to those who invited me to this happy event.

    Today’s world is undergoing major changes never seen in a century. On the one hand, the profound development of globalisation and information technologies has led to unprecedented development and integration in all countries of the world, while – on the other hand – it has caused unbalanced development and a growing gap between rich and poor.

    Some people have seized the opportunity to support populism and protectionism in an attempt to make the world go back to the isolation of the past. However, the globalized world cannot go back to the past and the civilisations that have already met cannot be isolated from each other.

    What we need to do is to allow different civilisations to communicate with each other, and not to come into conflict. We need to enable different countries to cooperate, and not to confront each other. This is to make people of all countries friendly to each other, and not hostile. Culture, knowledge of history, and in-depth study of the development of international relations play an irreplaceable role as a link between the hearts and minds of people and citizens.

    In Italy there is Rome, the cradle of law, which was the first to extend its citizenship to the world. Italians have always believed that individuals are the foundation of Peoples. They are – so to speak – like university students and they have been so since ancient times, as representatives of both Eastern and Western civilisations.

    In Palestine there is Israel, and Jerusalem irradiates the planet with its three faiths and is the centre of the world. Israel and Italy have different cultural backgrounds, but 3

    their spiritual pursuits lead to the same goals: peaceful cooperation, openness and tolerance, mutual learning, democracy, mutual benefits and benefits for others.

    Italy and Israel play a major role in strengthening the dialogue between civilisations and in promoting cultural diversity in the world, as the first duty is to provide solutions to the problems of world peace and development.

    Both countries must continue to play their important roles in cultural exchanges between East and West. This year marks the 72nd anniversary of the establishment of diplomatic relations between Israel and Italy. Since then, cultural exchanges have always been the basic foundation and engine for the development of our relations.

    The reason why the Italian people have great sympathy for the Israeli people is because of their understanding and love for Italian culture and their contribution to the promotion of cultural exchanges between our two countries, and vice versa.

    We hope that the two countries will seize the many opportunities for exchange that the gradual improvement of the well-known pandemic crisis affords us, in view of further deepening the all-round cooperation between the two countries in the field of human sciences, continually enhancing the friendship between the two peoples, and creating a model of exchange and dialogue of the Mediterranean civilisation.

    We need to adopt innovative thinking to advance Italy- Israel cooperation in every field. In today’s world, science and technology are progressing with each passing day. Information is highly developed and the definition of culture has greatly expanded, thus intersecting and influencing economics, commerce, education, tourism, art, health, sports, cinema, television, cuisine, etc.

    Curiosity pertains especially to our young people, and many of them would like to learn each other’s languages, well beyond the easily used lingua franca. So they have a strong interest in Israeli and Italian cultures.

    For my part, I hope that the two countries will create and establish a concept of great culture, innovate boldly, and make the most of the greatest potential for cooperation, in view of building a common platform and performing successfully in every sector, so that both countries may bring more tangible benefits to their citizens.

    I am certain we are able to mobilise local forces, not only governmental ones, to give strong momentum to the joint promotion of Israeli-Italian cooperation. It focuses on the local area and its expression of exchange is in the private sector.

    I often go to some Italian cities, even to small villages and towns, and I meet many people who know Israel, even if they have never been there, but even people who do not know much about your country are eager to learn and willing to establish further contacts to know more. For example, there are notable examples of twinning between Italian and Israeli cities: Montecatini Terme-Tiberiade (Tverya) (1979), Pisa-Acri (Akko) (1988), Teramo-Rishon LeZion (1988), Novellara-Neve Shalom (Mateh Yehuda) (1994), Milan-Tel Aviv (1997), Verona-Ra’anana (1998), Como-Netanya (2004), Rome-Jerusalem (2004), Turin-Haifa (2005), Lugo-Yoqne’am Illit (2006) , Sorrento-Eilat (2017), etc.

    We must take further advantage of flexibility, pragmatism and win-win local cooperation, as well as promote various forms of exchange and cooperation between local provinces, autonomous regions and municipalities in Italy and Israel, and strengthen mutual understanding and friendship between both peoples, as well as strengthen the public basis to improve Israel-Italy relations.

    We need to build ever more bridges of communication between the hearts of the two peoples, so that Italians and Israelis have more knowledge in their hearts, and more tacit understanding and closeness. In this regard, the study of foreign affairs and the analysis of international politics helps significantly.

    Ladies and gentlemen,

     

    I sincerely hope that this meeting will be a complete success and a building block in the construction of ever better relations between our two countries.

    May the colours of our flags be reflected in the Mediterranean, radiating an even more dazzling shine surrounded by the blue of our shared waters.

    Giancarlo Elia Valori

     

    Advisory Board Co-chair Honoris Causa Professor Giancarlo Elia Valori is an eminent Italian economist and businessman. He holds prestigious academic distinctions and national orders. Mr. Valori has lectured on international affairs and economics at the world’s leading universities such as Peking University, the Hebrew University of Jerusalem and the Yeshiva University in New York. He currently chairs “International World Group”, he is also the honorary president of Huawei Italy, economic adviser to the Chinese giant HNA Group. In 1992 he was appointed Officier de la Légion d’Honneur de la République Francaise, with this motivation: “A man who can see across borders to understand the world” and in 2002 he received the title “Honorable” of the Académie des Sciences de l’Institut de France. “

     

  • Il giorno nuovo. Rinascere dalla memoria.

    In tutto il difficile periodo appena trascorso, Fondazione Creberg ha proseguito con determinazione nel suo impegno in favore del territorio. L’esplodere e il persistere della pandemia hanno determinato i vertici della Fondazione a rimodulare gli interventi liberali e a reinventare le modalità di proposizione delle iniziative sociali e culturali al fine di proseguire, con immutata efficacia, la storica presenza di sostegno e di animazione nelle nostre Comunità.
    Sul piano dei sostegni sono stati disposti significativi contributi d’urgenza ad ospedali, ad istituzioni e ad associazioni, bergamasche e bresciane, impegnate in prima linea per far fronte alla situazione di emergenza sanitaria verificatasi nei nostri territori; è stata altresì disposta una miriade di piccole erogazioni – rientranti nella c.d. “liberalità ordinaria” – volte a consentire la sopravvivenza sul territorio di formazioni sociali (associazioni ed enti benemeriti) che la contrazione di risorse economiche in circolo rischia di azzerare con effetti molto negativi per il tessuto sociale delle nostre Comunità.
    Le attività espositive, culturali e restauro non si sono mai fermate. Le mostre sono state dapprima declinate in forma virtuale e poi, nei momenti di allentamento delle restrizioni sanitarie, sono state (e vengono ora) proposte dal vivo; in correlazione con i tempi, le esposizioni sono dedicate a temi esistenziali e culturali di rilievo, sono rivolte alla valorizzazione di artisti contemporanei – con cui da tempo la Fondazione collabora, affidando loro un percorso di approfondimenti tematici –, vengono declinate in forma diffusa sul territorio con partner storici, sono realizzate in forma rigorosa e sobria (sempre con dotazione di catalogo gratuito per enfatizzare la finalità culturale e didattica).
    «Ci riconosciamo molto in un recente intervento del Presidente Mattarella, che ha evidenziato come, in tutto questo periodo di “stress straordinario” per l’Italia, il nostro Paese non sia stato né inerte né passivo», evidenzia Angelo Piazzoli, Presidente della Fondazione Credito Bergamasco. «Oltre alla comunicazione di contenuti culturali (mostre virtuali, docufilm, esposizioni live), Fondazione Creberg continua a concentrare gli sforzi su progetti di ripristino, svolti in totale sicurezza, anche durante l’emergenza sanitaria. Infatti
    – in aggiunta agli interventi di solidarietà e a favore della ricerca scientifica, che continuano ad essere al centro della attenzione ma per i quali il motto è “preferiamo agire piuttosto che parlare” – si è proseguito nell’ azione di restauro di opere d’arte bisognose di cure appartenenti a chiese e istituzioni del territorio, continuando a far sì che queste attività costituiscano occasioni di salvaguardia, di divulgazione, di arricchimento culturale per tutti».
    «Le predette iniziative culturali e di salvaguardia del patrimonio storico/artistico – specifica il Presidente – affiancano, non penalizzandola, l’attività liberale che la Fondazione da sempre esercita negli ambiti della solidarietà sociale, dell’educazione, della cultura, della ricerca medica e scientifica; queste ultime, in questo difficile periodo, sono state ulteriormente rafforzate. In tal senso ci ha ricordato recentemente il Presidente della Repubblica, con una riflessione illuminante, che: “La crisi sanitaria ci ha lasciato un’esperienza. Ognuno ha bisogno degli altri, ciascuno di noi ha avuto bisogno di tutti gli altri e viceversa, e questo è un criterio che speriamo non venga rimosso. Non lo sia a livello di relazione tra le persone, e neanche nelle relazioni tra gli Stati”. È un insegnamento che sarà bene custodire e mettere a frutto».
    In questo inizio d’estate del 2021, nella quale si intravvedono concreti segnali di uscita dall’emergenza e di ripartenza delle attività, Fondazione Creberg ha posto in essere due iniziative simboliche nel segno della memoria, della speranza e della fiducia, presentandole alla stampa e al pubblico: la dedicazione della scultura Anima Mundi al ricordo delle vittime della Pandemia da Covid 19 – in occasione del decennale della collocazione dell’opera in Porta Nuova – e la realizzazione di una installazione site specific (realizzata da Giovanni Bonaldi e composta da due opere intitolate “Rifiorire” e “Nel silenzio”) collocata nel Loggiato di Palazzo Creberg quale memoria della pandemia e, nel contempo, quale messaggio di attesa e di fiducia nel futuro.

     

  • Cecilia Martin Birsa: arte scultorea inno alla sublimazione

    L’arte scultorea declinata in chiave moderna e contemporanea ci offre interessanti occasioni di approfondimento ampliato e allargato e delinea delle prospettive espressive all’insegna di una formula di sublimazione simbolica davvero impattante. Su questa dimensione visionaria di pensiero e di stile si può accostare in parallelo di corrispondenza l’arte scultorea realizzata da Cecilia Martin Birsa esponente di calibro e di caratura del multiforme assetto artistico attuale, impegnata a tenere sempre alto il vessillo della tradizione antichissima, che resta un pilastro di riferimento imprescindibile per ogni base e fondamento di ispirazione. La Dott.ssa Elena Gollini nel rimarcare questa coesione sinergica con il concetto di sublime, di sublimato e di sublimazione, che inficia il percorso creativo della Martin Birsa ha dichiarato: “Cecilia cavalca l’onda di questa concezione portante per l’intera storia dell’arte universale e la applica al suo operato scultoreo con delicato e armonioso intreccio. La tendenza alla sublimazione non è mai troppo orpellosa o ridondante, ma resta sempre dentro binari virtuali di equilibrio perfetto e impeccabile e si innerva alle fattezze formali di elevata potenza aulica evocativa, si plasma insieme ai contenuti sottesi e subliminali insiti dentro le pieghe della narrazione compositiva e si fonde in alchimia con tutto il palinsesto semantico e con il ricco corollario del registro dialettico, talvolta più manifesto e talvolta più racchiuso in una sfaccettata dissertazione concettuale cifrata e codificata ad hoc, che appare sempre molto ben studiata e congeniale all’insieme della sintesi rappresentativa. Per Cecilia l’ideale della sublimazione è riconducibile ad un’elevazione interiore e introspettiva, autentica e incontaminata, è sinonimo di un’evoluzione spirituale consapevole, di una crescita intimamente percepibile da chi si approccia con la giusta sensibilità. L’ideale della sublimazione decantato e celebrato da Cecilia si palesa in modo sobrio, ma altrettanto permeante e avvolgente e stimola ad una fruizione attenta e ponderata. Per Cecilia conquistare il placet di consenso e di approvazione da parte dello spettatore in modo spicciolo e sommario non è assolutamente utile e funzionale, serve invece ottenere una compartecipazione volontaria a tutto tondo e a tutto campo, perché l’arte va osservata assorbendone e respirandone tutta l’energia vitale e il flusso dinamico, che contiene e conserva al suo interno, lasciandosi completamente e beatamente pervadere nel pieno tripudio sensoriale più appagante. Per Cecilia la comunicazione tra lei e lo spettatore deve produrre dunque una sublimazione qualificante e avvalorante di scambio emotivo ed emozionale, di sinergia coinvolgente e di trasporto spontaneo. Soltanto così si potrà davvero realizzare la vera elevazione sublime che l’arte si concede di perseguire e di raggiungere”.

    https://www.elenagolliniartblogger.com/cecilia-martin/

  • Pubblicata a giugno “Brucia”, la silloge poetica di Laura Mancini

    La giovane casa editrice Ego Valeo Edizioni, fondata nella provincia di Milano da Valerio Achille Semenzin, inserisce nella collana Poeti Contemporanei del suo catalogo sempre più ricco di proposte, una nuova opera dal titolo “Brucia”. Si tratta della prima silloge poetica dell’autrice romana Laura Mancini. Blogger e giornalista, la Mancini ha già pubblicato narrazioni di viaggio, raccolte di racconti brevi, un saggio accademico e un romanzo. Scrive poesie da sempre, molte delle quali hanno concorso a diversi premi e sono state pubblicate all’interno di svariate antologie.

    Quest’opera è la prima interamente dedicata ai componimenti poetici dell’autrice e mostra, rispetto agli esperimenti del passato, una maggior maturità e libertà espressiva. Amore, fede, illusione sono al centro dell’ispirazione di Laura che parte spesso dagli elementi della natura e del paesaggio che la circondano per indagare, poi, nel proprio animo.

    Come sottolinea la bella prefazione a cura di Barbara Simona Gottardi, ritorna nei versi sciolti delle poesie moderne di Laura Mancini l’elemento dell’acqua. “Scriveva Edmund Burke: La poesia è l’arte di dare sostanza
    alle ombre” e sono proprio le ombre dell’anima che prendono forma in queste intense poesie” continua la Gottardi nella sua prefazione, che inquadra perfettamente la raccolta.

    Costanza Cerrotta, che ha curato la prima presentazione online, in diretta Instagram sul suo canale “Il club del lettore di Capri” (visibile a questo link https://lauramancini.it/presentazione-brucia/) ha evidenziato, invece, la tendenza ad ambientare ed esternare molte delle emozioni e delle riflessioni nella notte. Dall’intervista emergono anche molti curiosi aspetti sul metodo compositivo della scrittrice.

    Quello che campeggia nella copertina di “Brucia”, curata dalla stessa autrice, è un cuore infiammato dalla passione e dall’ardore per la vita, sempre al limite tra la possibilità di fare luce a un’esistenza ed il rischio di consumarla.

    Brucia”

    https://www.egovaleoedizioni.it/prodotto/brucia/

    Laura Mancini

    Edo Valeo Edizioni

    Prezzo di copertina 10€

  • Davide Quaglietta: un percorso pittorico di avventura e di scoperta

    L’arte contemporanea con le sue molteplici sollecitazioni espressive si offre come terreno fertile e fecondo per improntare e consolidare un percorso inedito e sui generis, che ciascun artista può trasformare a suo piacere e può rendere sempre più avvincente e intrigante. Sulla scia di questa portata a largo raggio dell’arte attuale, Davide Quaglietta accoglie queste riflessioni lungimiranti e recupera tali sollecitazioni metabolizzandone l’essenza ed estrapolando un proprio filo conduttore trainante per la sua formula pittorica. Sulla base di questo percorso compiuto da Quaglietta la Dott.ssa Elena Gollini ha manifestato il suo placet di apprezzamento dichiarando: “Parlando in chiave metaforica la pittura di Davide si può considerare come il germoglio florido e fiorente, che nasce e cresce dal terreno fertile e fecondo dell’arte contemporanea più rigogliosa e portatrice di frutti sani e consistenti. Davide concepisce ogni quadro come una vera e propria occasione di avventura e di scoperta, come un’opportunità da cogliere a se stante unica, speciale e irripetibile. Si applica sempre con il massimo impegno ed è molto intransigente sul suo operato e anche molto autocritico. Quest’aspetto appartiene al suo carattere ed è connaturato alle sue sfumature mentali ed emotive più recondite. La sua umiltà e modestia gli trasmettono quella virtuosa dote di pacatezza, che diventa parte integrante nella sua comunicazione pittorica. Ecco, perché Davide conserva sempre uno sguardo di visione e di prospettiva molto realistico e pragmatico, seppur riuscendo a volteggiare con le ali della fantasia all’interno delle sue originali rievocazioni narrative. Rappresentare a livello pittorico significa per Davide far emergere in superfici un simbolico tracciato di avventura e di scoperta, che cambia e si modifica sempre, che trova sempre nuova linfa da cui poter attingere per perfezionarsi e per migliorare la propria efficacia formale e sostanziale. La formazione a monte diventa dunque funzionale per comprendere i vari passaggi compositivi, che a loro volta sono predisposti per confluire e convogliare dentro questo percorso sempre più coinvolgente, quadro dopo quadro Davide non perde mai quell’entusiasmo e quella gioia iniziale, che vengono sempre mantenuti vivi e rigenerati tramite lo spirito guizzante dell’avventuriero curioso e sempre pronto a sorprendersi. Fare arte per Davide coincide anche con questa capacità di tenere sempre alto il desiderio creativo, di accudirlo dentro di sé, di coltivarlo fuori, di preservarlo da potenziali dinamiche ambigue e fuorvianti, affinché possa essere sempre acceso e pulsante. L’avventura e la scoperta alimentano e nutrono il suo ego artistico e sono dei pilastri insostituibili per sostenere e supportare il fervido ingegno votato alla pittura”.

     

  • Cerimonia di Premiazione di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio – 17ma Edizione

    Giunge a conclusione la 17.ma edizione di “accordi @ DISACCORDI – Festival  Internazionale del Cortometraggio” e la cerimonia di premiazione con la proiezione dei cortometraggi, e del documentario e del film d’animazione vincitori per la giuria artistica formata dal presidente, il montatore Giogiò Franchini, accompagnato dai giurati: l’attrice Teresa Saponangelo e il regista Lamberto Lambertini, si terrà il prossimo 9 luglio 2021 dalle ore 20.30 presso la Corte dell’Arte di FOQUS a Napoli in Via Portacarrese a Montecalvario, 69. Verranno premiati, alla presenza dei vincitori,  i miglior: cortometraggio internazionale, cortometraggio italiano, cortometraggio campano, cortometraggio d’animazione, documentario, attore ed attrice, premio del pubblico. L’Associazione Nazionale Montatori Cinematografici e Televisivi assegnerà il suo premio tramite la giuria formata da Giogiò Franchini, Osvaldo Bargero e Alessandro Giordani. La partecipazione alla serata è gratuita nel rispetto delle norme per il contenimento da contagio da Covid-19 e si consiglia la prenotazione all’indirizzo email: [email protected]. Conduce la serata la presentatrice Mariasilvia Malvone.

    La 17.ma edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival Internazionale del Cortometraggio è  stata organizzata dall’Associazione Movies Event, e diretta artisticamente da Pietro Pizzimento e Fabio Gargano,  con lo sponsor principale ASCI – Scuola di Cinema Napoletana,  con la partnership di Film Commission Regione Campania e AMC – Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo e in collaborazione con il Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo, con  il Centro Sperimentale di Cinematografia, con il Centro Nazionale del Cortometraggio, e con il sostegno della Regione Campania.

    www.accordiedisaccordi.it     Info: 0815491838    [email protected]

  • L’attrice Angelica Loredana Anton in un ruolo decisivo nel video clip di Federico Fashion Style.

    Meravigliosa come sempre, la bella attrice e scrittrice Angelica Loredana Anton, che da poco terminato la sua ultima fatica con il film “Anna, una voce umana” per la regia di Ugo Cavaterra, si è saputa distinguere nel videoclip di Federico Fashion Style “Io sono pazzesco”. (altro…)

  • Le armoniose sinfonie pittoriche di Federico Marchioro

    All’interno della produzione pittorica realizzata con sapiente abilità strumentale da Federico Marchioro si possono individuare delle tessiture compositive articolate con originale impronta di sintesi strutturale, che si declinano in armoniose sinfonie cromatiche e segniche, con una cadenza sequenziale sempre perfettamente studiata e ponderata con meticolosa precisione. La Dott.ssa Elena Gollini che supporta Marchioro nella gestione della comunicazione promozionale mediatica, ha espresso delle significative dichiarazioni in merito affermando: “Colore e segno sono componenti archetipi primari nell’arte pittorica di Federico e generano una sinuosa linea di intercomunicazione e intersezione, che funge da simbolico collante di bilanciamento per l’intero palinsesto scenico. Armonia e sinfonia sono elementi chiave indispensabili, che Federico trasporta e trasferisce dentro ogni rievocazione, filtrandoli in modo soggettivo e personalizzandoli a seconda dell’impostazione formale contenutistica. Armonia e sinfonia diventano la metafora di una formula comunicativa rivisitata da Federico e fatta sua dentro un paradigma linguistico, che attinge spunti e richiami allusivi ovviamente anche dal comparto musicale, che per lui costituisce l’essenza pura e precipua di riferimento assoluto. Federico trasla in pittura la sua autentica e spontanea sinfonia del cuore e dell’anima e la pone in sintonia con quanto affiora dagli stimoli esterni e dall’ispirazione creativa fantastica. Ogni singola opera è sempre accostabile alle altre e segue un virtuale legame di coesione simbiotica per offrire allo spettatore una visione omogenea e uniforme nel suo complesso sistema di progressione empatica. E al tempo stesso ogni opera racchiude e custodisce un proprio prezioso humus sostanziale, un frammento di essenza genetica portante dalla quale si produce e si alimenta la pregevole energia armoniosa, quell’energia delicata e vigorosa contemporaneamente, quell’energia potente e garbata al contempo, che si trasforma in sinfonia accattivante. Ecco, perché osservare la produzione di Federico è di continuo stimolo mentale ed emotivo. Toccando proprio da vicino la sfera delle sollecitazioni più sottili e acute, si arriva ad uno stato di completo abbandono, disinibito, genuino, proprio analogo a quello che avvolge Federico durante il momento catartico della creazione, quando tutto il resto intorno scompare e si annulla alla sua vista e lascia spazio al tumulto dell’enfasi, che si fonde alla dimensione del reale e lo modula, lo modella, lo plasma nell’armonia dell’intreccio sinfonico. E così tutto il resto viene accorpato dentro questa speciale magia profondamente ammaliante”.

     

  • Daniel Mannini: una pittura di luce e di energia

    Parafrasando in termini subliminali sottesi la pittura di Daniel Mannini si può asserire, che corrisponde ad una scia virtuale di luce e di energia protesa e canalizzata verso un infinito simbolico, un orizzonte sconfinato, che si proietta ad infinitum e viene pervaso da una prorompente e sferzante energia vitale illuminante”. La Dott.ssa Elena Gollini esprime delle attente e approfondite disquisizioni analitiche sulla sintesi pittorica dell’artista Daniel Mannini, facendo emergere la componente della luminosità radiosa e della forza energetica ed energizzante. Inoltre, entrando ancora di più nel merito dell’articolata riflessione critica, ha proseguito nell’argomentazione rimarcando: “Per Daniel la pittura equivale ad un simbolico fluire di luce e di energia, diventa un dirompente flusso, che scatena emozioni e pulsioni immediate nello spettatore. Il momento fruitivo per Daniel coincide con una sorta di assorbimento e di rapimento mentale ed emotivo assoluto e incondizionato, dove l’atto del guardare coincide a sua volta con lo stesso atto creativo e in esso viene virtualmente intrecciato in una coesione di collante speciale. Luce ed energia sono componenti nevralgiche all’interno di una produzione, che resta volutamente scissa e avulsa da restrizioni a monte e si conserva sempre libera e indipendente, per rivendicare un affrancamento di autonomia prioritaria e per potersi calare in toto nella ricerca sperimentale con assidua voglia e spontanea propensione. Luce ed energia diventano dunque per Daniel degli strumenti sui quali far leva per ottenere risultati sempre convincenti da condividere e per dare una compensazione sempre soddisfacente alla dinamica formale ed estetica delle composizioni. La sua pittura fatta di materia si innalza e si eleva tramite questa interazione luminosa ed energetica, che conferisce alle opere una dimensione rarefatta, atemporale dove nulla esiste e tutto esiste attorno e dove tutto ruota intorno come per magia. Essere spettatore delle sue rievocazioni fantasiose significa essere avvolti e permeati da questa frizzante e magnetica carica energetica e luminosa e filtrare la sua positività, avere un contatto molto appagante. Luce ed energia per Daniel corrispondono al suo stato d’animo di giovane artista, che vive l’oggi nel qui e ora con entusiasmo e con desiderio di comunicare. Al contempo luce ed energia trovano una rispondenza nella sua indole e nella sua personalità, che attraversa e supera, che oltrepassa e vede già oltre il futuro e il futuribile preparandosi ad affrontarne al meglio ogni fase e convogliando la sua pittura in questo viaggio favoloso”.

     

  • DUNA e TEDxModena 2021 – VISION OF SUPER

    Sabato 3 Luglio 2021 h 15:30 / Teatro Storchi / Modena
    Save the date!

    TEDx torna a Modena per il quinto anno consecutivo sostenuto con entusiasmo da DUNA-Corradini nell’ambito delle sponsorizzazioni rivolte alla divulgazione scientifica e tecnologica. Sabato 3 luglio sul palco del Teatro Storchi saliranno pensatori e innovatori che proporranno la loro idea in tema di “VISION OF SUPER”.

    Ogni Speaker avrà a disposizione non più di 18 minuti, come da regole TED, per coinvolgere il pubblico nella propria idea di VISION OF SUPER, ovvero la visione come origine e motore del cambiamento e fondamenta di ogni evoluzione sociale e culturale.

    TED è un’organizzazione no-profit assolutamente apartitica che ha l’obiettivo di diffondere idee, sotto forma di brevi e potenti interventi di speaker innovativi e selezionati. Nasce nel 1984 in California come conferenza sulla tecnologia, l’entertainment e il design (da cui l’acronimo TED). Nel tempo TED è diventata una community mondiale grazie anche al programma TEDx, ovvero eventi indipendenti organizzati a livello locale ma certificati TED. Dal 2009 ad oggi, gli eventi TEDx a livello globale sono stati circa 20 mila generando oltre 1 miliardo di visualizzazioni sulla piattaforma dedicata. TED affronta argomenti e propone riflessioni che spaziano dalla scienza al business, dalla cultura all’arte, stimolando il pensiero laterale alla base di ogni innovazione e trasformazione sociale e culturale.

    Per parlare di VISION OF SUPER la città di Modena offre il palcoscenico del teatro di Largo Garibaldi ai pionieri del cambiamento che smantellano equilibri consolidati, affrontano rischi ed estendono i confini del pensiero a volte creando nuovi scenari, altre volte reinterpretando l’esistente in modo non convenzionale. In soli 18 minuti.

    Segui TEDxModena sul web e sui social nei prossimi giorni per sapere chi saranno gli speakers di questa edizione (https://www.tedxmodena.it/)

    DUNA-Corradini, da anni partner e sponsor di TEDxModena, sostiene l’iniziativa e vi invita a trascorrere un pomeriggio alternativo, finalmente in presenza!
    Ci vediamo il 3 luglio alle 15:30 a teatro.

    VENDITA BIGLIETTI: https://bit.ly/3zKjBKL

    Partecipa alla CENA DI GALA con speakers, organizzatori e volontari e sostieni la diffusione di idee di valore nella tua comunità: https://bit.ly/3xIklyc

  • Domenica 27 giugno ore 16.30: appuntamento al Centro di documentazione sulla lavorazione del ferro di Netro per Suoni in Movimento

    A Netro la musica della tradizione napoletana contaminata da sonorità di altri stili musicali nel segno della talentuosa e giovanissima cantante Emilia Zamuner, protagonista dei palcoscenici jazz italiani e internazionali

    Location dell'evento
    Location dell’evento

    La rassegna Suoni in Movimento porta in scena il 27 giugno un evento particolare della sezione Progetto Giovani: l’esibizione della talentuosa e giovanissima cantante Emilia Zamuner, protagonista dei palcoscenici jazz italiani e internazionali che canterà la musica della tradizione napoletana contaminata da sonorità di altri stili musicali nella splendida cornice di Netro. Riletti in chiave jazz, echeggeranno tra gli oggetti di ferro del corposo museo le note di Era de MaggioMalafemmenaIo te vurria vasàAnema e coreVasameNuttata e sentimentoReginellaQuandoAlleria e tanti altri brani famosissimi. Ad accompagnare l’artista jazz ci saranno i musicisti Enrico Valanzuolo alla tromba Francesco Scelzo alla chitarra. Prima e dopo l’esibizione, alle ore 15.30 e alle 17.30 – due visite guidate presso l’industria del ferro tra Netro Mongrando, dove alla fine del Cinquecento vennero impiantate le prime unità produttive per la lavorazione del ferro.

    Il programma della giornata

    ore 15.30 e ore 17.30 Visite guidate all’industria del ferro
    Lungo il torrente Ingagna, tra Netro e Mongrando, alla fine del Cinquecento vennero impiantate le prime unità produttive per la lavorazione del ferro. A Netro, dove tale attività ha avuto il maggiore sviluppo industriale, sono custodite le serie di attrezzi prodotti dalle Officine Rubino, accanto ai campionari che rimandano alle pratiche locali delle regioni cui erano destinati, e a macchinari, disegni e manuali tecnici che testimoniano l’evoluzione dei sistemi di lavorazione. Il centro collabora con la Fucina Morino di Mongrando.

    ore 16.30 concerto

    “Napoli in Jazz”

    Emilia Zamuner voce – Francesco Scelzo chitarra – Enrico Valanzuolo tromba

    Musiche

    Costa – Di Giacomo
    Era de maggio

    Totò
    Malafemmena

    Russo – Di Capua
    I te vurria vasà

    D’Esposito – Manlio
    Anema e core

    Gragnaniello
    Vasame

    Cassese – Capolongo
    Nuttata e sentimento

    Bovio – Lama
    Reginella

    P. Daniele
    Quando
    Alleria

    Le biografie degli artisti

    Emilia Zamuner
    Emilia Zamuner

    Emilia Zamuner, nata a Napoli nel 1993, a pochi anni, inizia lo studio del pianoforte ma la sua grande passione è il canto. Dopo aver studiato per un anno canto lirico, nel 2012 inizia a studiare canto jazz presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli dove si laurea in canto jazz e successivamente in composizione Jazz con 110 e lode. A partire dal 2011 svolge un’intensa attività concertistica che l’ha portata ad esibirsi in numerose città italiane e straniere (tournèe in Spagna, Macedonia, Portogallo, Germania, Belgio, Turchia, Svezia, Francia, Kazakistan. Nel 2016 si classifica al primo posto del Premio Internazionale Massimo Urbani. Dopo la vittoria del Massimo Urbani è stata invitata in prestigiosi festival jazz e ha iniziato collaborazioni con alcuni tra i più importanti jazzisti del panorama internazionale. A luglio 2016 ha aperto, riscuotendo grande successo di pubblico e di critica, il concerto di Diana Krall all’Arena Flegrea a Napoli. Nel 2017 vince una borsa di studio (unica artista italiana) per partecipare al prestigioso International Congress of voice teachers a Stoccolma. Nel 2019 è selezionata tra le cinque finaliste del prestigioso “Ella Fitzgerald Competition” di Washington ( unica artista italiana) e vince con grande successo di pubblico e di critica il secondo premio. Nel 2017 forma il quartetto Convergenze parallele con cui ha inciso per la casa discografica Le dodici lune un disco intitolato Chi tene o mare con brani del grande Pino Daniele.Nel 2018 forma un duo voce e contrabbasso con Massimo Moriconi (contrabbassista storico di Mina) con il quale incide per la casa discografica Abeat records il CD Doppia vita. Nel 2019 incide per la casa discografica Philology un CD di standard jazz in quartetto con Piero Frassi pianoforte, Massimo Manzi batteria e Massimo Moriconi contrabbasso. E’ docente di canto jazz al Conservatorio Gesualdo Da Venosa di Potenza e di canto jazz e pop al Centro della Voce di Napoli. E’ ideatrice e Direttore Artistico della Rassegna Pignatelli in jazz che si svolge a Napoli.

    Francesco Scelzo è nato a Trujillo (Perù) nel 1990 ed ha intrapreso molto presto gli studi di chitarra classica. Nel 2010 ha conseguito presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sotto la guida del M° Maurizio Villa il Diploma in Chitarra Classica e nel 2012 il diploma Accademico di Secondo Livello, entrambi con il massimo dei voti e lode. Vincitore della borsa di studio Erasmus, trascorre tra il 2011 ed il 2013 un periodo a Londra dove ha modo di perfezionarsi nell’Historical Performance (su strumenti antichi) e nella musica contemporanea, con l’esecuzione del celebre Les Marteau sans Maitre di Pierre Boulez. Nel 2013 consegue il Master of Performance presso la Guildhall School of Music and Drama di Londra con il M° Robert Brightmore. Nello stesso anno ultima il suo primo lavoro discografico Welcome per l’etichetta discografica NoVoices. Nel 2016 termina con il massimo dei voti il Tirocinio Formativo Attivo (a.a.2013/15 Biennio di II Livello Formazione docenti, e TFA) e consegue l’abilitazione all’insegnamento. Nell’aprile 2017 è uscito il suo nuovo lavoro discografico Mood Swings, (SoundLiveRecords) un disco dedicato alla figura del M°Roland Dyens e al jazz. Numerosi sono stati i successi conseguiti in concorsi internazionali tra i più importanti ricordiamo: 1° Premio all’Ivor Mairants International Guitar Competition di Londra, 1°Premio al Claxica International Guitar Competition di Castel D’Aiano (BO), 1°Premio Festival internazionale della chitarra di Fiuggi (RO), 1°Premio al Brno International Guitar Competition in Repubblica Ceca, 1°Premio al Enrico Mercatali European Guitar Competition di Gorizia, 1°Premio al Omis International Guita Cometition in Croazia, 3°Premio al Berlin International Guitar Comptetion di Berlino, Vincitore del Premio Nazionale delle Arti 2010 per la categoria chitarra. Tiene regolarmente concerti, sia in Italia che all’estero, invitato da importanti istituzioni quali il Ravello FestivalAssociazione Rodolfo Lipizer il Festival Andres Segovia di Madrid, La fondazione William Walton di Forio d’Ischia, solo per citarne alcune, e nel febbraio 2014 ha debuttato presso la Wigmore Hall di Londra, una delle sale da concerto più prestigiose del Mondo. Attualmente, è titolare della cattedra di chitarra presso il Liceo Musicale F.Severi di Castellammare.

    Enrico Valanzuolo, napoletano classe 1993, studia tromba jazz al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Giovanissimo si avvicina allo strumento studiando nel tempo con Giulio martino, Marco Spedaliere, Marco Sannini e Pietro Condorelli. Ha partecipato a numerose Masterclass tenute da musicisti quali Barry Harris, Fabrizio Bosso e Daniel Roten. Suona regolarmente in formazioni jazz ed è membro del gruppo di World Music “Azul”. Ha all’attivo varie partecipazioni in dischi jazz, pop e indie.

    Informazioni

    • L’ACCESSO AI CONCERTI E’ CONSENTITO NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA VIGENTE ANTI CONTAGIO DA COVID 19 in vigore e successivi aggiornamenti.
    • IN CONSIDERAZIONE DEL NUMERO DI POSTI RIDOTTI NEL RISPETTO DEL DISTANZIAMENTO E’ VIVAMENTE CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE PER IL CONCERTO TRAMITE SMS O WhatsApp AL NUMERO TELEFONICO 370/3031220 OPPURE ALL’INDIRIZZO MAIL [email protected] entro le ore 12.00 DEL GIORNO DEL CONCERTO
    • COSTO DEL BIGLIETTO €5,00 con assegnazione del posto

    TESSERAMENTO ANNUALE A SOSTEGNO DELL’ATTIVITA’ DI N.I.S.I.ArteMusica €20,00 con omaggio un CD realizzato da artisti dell’associazione. Per effettuare il tesseramento comunicare al numero di telefono o alla mail sopra indicata i dati anagrafici al fine della preparazione della modulistica necessaria e della tessera che sarà consegnata nelle date dei concerti. Riduzioni Studenti e personale di Città Studi e di UPBEduca come da convenzione.

    Informazioni N.I.S.I.ArteMusica
    Cell. 370/3031220 333/8180066
    www.suoniinmovimento.it
    www.nuovoisi.it
    [email protected]
    facebook suoniinmovimento
    Facebook retemuseale
    Instagram @suoni_in_movimento

  • La pittura evanescente e trascendente di Federico Marchioro

    “Si tratta di una pittura, che individua e definisce nel flusso cromatico sfumato e nei giochi chiaroscurali intensamente miscelati un’evanescenza speciale e sui generis, che funge da cornice di contorno per enfatizzare la struttura costitutiva e la palingenesi sostanziale dell’impianto narrativo”. La Dott.ssa Elena Gollini spiega e approfondisce la sintesi pittorica informale di Federico Marchioro facendo emergere alcuni particolari tratti distintivi pregevoli. Proseguendo ha commentato ancora: “L’evanescenza di fondo diventa di rimando una formula di trascendenza simbolica e concettuale, che si immette dentro la sequenza narrativa e la compenetra nel profondo, la integra e la completa di un essenzialismo sotteso e subliminale tutto da scoprire e sempre sorprendente. Rapportarsi con Federico uomo-artista, pittore di promettente proiezione espressiva e musicista di consolidata e acclarata formazione diventa molto stimolante, poiché si riesce a cogliere e a carpire quel suo eclettismo poliedrico e versatile, che ne esalta l’aspetto umano ed esistenziale e ne potenzia la dimensione comunicativa, arricchendola di elementi e componenti avvaloranti. Pittura evanescente e trascendente diventa una definizione, che racchiude un pullulare di possibilità interpretative e offre sempre prospettive inattese e inaspettate. Evanescenza non è mai sinonimo ovviamente di incoscienza, ma anzi al contrario è volutamente insito in qualcosa che sfugge a una classificazione e a un inquadramento limitante e restrittivo e si indirizza invece verso una libertà recettiva pienamente appagante, ma sempre consapevole e responsabile. La trascendenza attiene a messaggi allusivi, che portano lo spettatore a riflettere e a valutare sempre secondo coscienza e cum grano salis, garantendo un apparato contenutistico di indiscusso valore genetico. Federico cerca nella pittura la sfera di trascendente misticismo spirituale che svela e rivela la grande essenza dell’essere e dell’esistere traslata dentro la forza vigorosa del suo modus pingendi e la carismatica spinta di trasporto creativo improntata ad un’incessante appassionata voglia di sperimentare e di andare oltre in continua ricerca. Federico ci offre una produzione ricca di colore densamente modulato e modellato, che corrisponde al respiro di chi vuole vivere sempre al massimo dell’intensità, senza precludersi mai niente. La sua volontà ferma e ferrea denota la sua lucida ratio, che lo induce ad un saggio pragmatismo, allineando in perfetto bilanciamento pensiero emotivo e azione ragionata e garantendo soluzioni sempre convincenti”.

     

     

  • Esce Napule’s Power di Renato Marengo

    Copertina del libro

    Napule’s Power
    Movimento Musicale Italiano
    di Renato Marengo
    Prefazione Renzo Cresti
    a cura di Paolo Zefferi
    Tempesta Editore

    Esce per Tempesta Editore Napule’s Power di Renato Marengo, il volume che sancisce definitivamente il racconto del nascere e dello svilupparsi di un movimento musicale – lungo i decenni e attraverso i molteplici generi – che, con i nuovi suoni del rock, dell’etno e del pop, ha riportato la musica di Napoli in Italia e nel mondo, con tutto il suo carico di tradizione, cultura, passione e ritmo, rinnovandola. Il libro ha la prestigiosa prefazione di Renzo Cresti ed è curato da Paolo Zefferi e gode del Patrocinio di Comune di Napoli Assessorato ai Giovani, Siae, Nuovo Imaie, Festa della Musica, Mei e Audiocoop e Osservatorio Giovani dell’Università Federico II.

    Era il 1971 quando per la prima volta Renato Marengo pensò di usare la definizione Napule’s Power per aggregare e guidare la vita musicale partenopea. Erano gli anni del Black Power, il ’68 non era passato poi da molto tempo e proprio allora stava prendendo l’avvio una grande onda che, alla fine, ha coinvolto musicisti legati alla ricerca colta e popolare, artisti folk, musicisti dal curriculum internazionale, giovani appassionati di rock’n’roll ed artisti visionari. Artisti che conoscevano le proprie radici, che avevano ben presente le loro tradizioni, ma con uno sguardo al futuro e con una precisa volontà di cambiamento: artistico, personale, politico. Musicisti usciti dal conservatorio di San Pietro a Maiella o cresciuti all’Università della strada. Musicisti che da ragazzini ascoltavano, e assimilavano, i suoni che riecheggiavano al porto subito dopo la guerra: le canzoni americane, il jazz, il rock’n’roll, scambiandosi note con altri musicisti che ogni sera scendevano dalle gigantesche portaerei della Nato a caccia di whisky, di musica e “signurine”. Musicisti arrivati al successo negli anni ’70 e ’80 e poi diventati il punto di riferimento delle nuove generazioni, della Napoli anni ’90, prima, della nuova onda legata al rap, dopo, e oggi ancora di tutte le grandi novità che animano la città. Tutti, in comune, hanno avuto l’opportunità di vivere in una città come Napoli: crocevia di civiltà, luogo di incontro tra persone diverse, punto di snodo di contaminazioni, fucina di grandi idee, serbatoio della grande tradizione della canzone e luogo che per definizione è una fucina di creatività. La storia, raccontata da Renato Marengo, testimone e protagonista con i musicisti che diedero vita al movimento, parte nel ’71 e arriva fino ad oggi, in un percorso in cui i ricordi, le riflessioni, i riferimenti culturali, storici e politici vanno insieme alla storia musicale, alle canzoni, ai dischi, ai concerti. Insomma questo libro racconta, anche con episodi e aneddoti piacevoli e inediti, come un gruppo di musicisti straordinari sia riuscito a creare un vero e proprio movimento. E come questo movimento, il Napule’s Power, sia diventato e sia ancora oggi patrimonio non solo di Napoli, ma di tutta Italia. Il movimento quest’anno con questo libro festeggia i suoi 50.

    Gli artisti

    Protagonisti della storia, molti dei quali prodotti da Renato Marengo, sono: The Showmen, Renato Carosone, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Roberto De Simone, Osanna, James Senese e Napoli Centrale, Alan Sorrenti, Edoardo Bennato, Tony Esposito, Pino Daniele, Tullio De Piscopo, Enzo Gragnaniello, Teresa De Sio, Enzo Avitabile, Franco Del Prete, Lina Sastri, Jenny Sorrenti e i Saint Just, Patrizio Trampetti, Peppe Servillo e Avion Travel, Concetta Barra, Pietra Montecorvino, Eugenio Bennato, Carlo D’Angiò, Musicanova, Armando Piazza, Luciano Cilio, Mario Schiano, Daniele Sepe, Alberto Pizzo, Ciccio Merolla, , 99 Posse, Almamegretta, Raiz, Clementino, Rocco Hunt, A 67 E ancora Antonio Infantino, Patrizia Lopez, Shawn Phillips, Tony Walmsley, Mark Harris, Paul Buckmaster ed altri.

    Contenuti ed interventi

    Nel libro prefazione di Renzo Cresti, introduzione di Paolo Zefferi, presentazione di Francesco Coniglio, tra i vari capitoli, contributi di: Renzo Arbore, Giovanni Minoli, Ezio Zefferi, Giorgio Verdelli, Lello Savonardo, Dino Luglio, Willy David, Anna Cepollaro, Dario Ascoli, Federico Vacalebre, Antonio Tricomi, Carmine Aymone, Claudio Poggi, Gino Aveta, Gianfranco Salvatore, Franco Schipani, Fabio Santini, Giordano Casiraghi, Vince Tempera, Giulio Tedeschi, Antonella Putignano, Arturo Morfino, Nicola Muccillo, Fabio Donato, Umberto Telesco, Enzo La Gatta, Peppe Ponti, Carlo Ferraiuolo, Nando Misuraca, Fabio Donato, Francesco Di Vicino, Giuliano Scala.

  • Davide Quaglietta: ricerca cromatica e ricerca semantica

    “Nello scandaglio relativo alla mimesi formale e sostanziale della pittura di Davide Quaglietta si può distintamente discernere una sequenzialità di ricerca attenta e scrupolosa, che da una parte si incentra e si orienta all’elemento cromatico e alla profusione tonale e dall’altra parte si canalizza e di focalizza sulla dimensione semantica e sul registro linguistico sempre mirato ad hoc all’interno della composizione scenica”. La Dott.ssa Elena Gollini si esprime così nell’individuare la peculiare ricerca artistica di Quaglietta, che si modula su una sperimentazione sempre vivace e dinamica, supportata da una vena fantastica e da una fervida capacità immaginifica. Inoltre proseguendo ancora nella sua dissertazione critica ha argomentato: “Davide possiede una versatilità di pensiero e di vedute molto elastica. Riesce perfettamente ad introiettare insieme più stimoli e più sollecitazioni esterne e a codificarli secondo un proprio imprinting soggettivo dentro le sue rappresentazioni. Il colore è efficace per dare ancora più carica energetica e viene utilizzato con incisività di stesura corposa e marcata, per aumentare la portata dell’effetto plastico bidimensionale e la resa strutturale d’insieme. La sua ricerca cromatica denota una maturità consolidata a livello strumentale e anche una speciale empatia sensibile verso le molteplici risorse di suggestione ottica e visiva, che possiede la tavolozza cromatica nelle sue svariate combinazioni e declinazioni, negli innumerevoli intrecci e nelle variegate gradazioni chiaroscurali. Per Davide imparare ad avere un’acquisita e radicata padronanza nell’uso del colore è fondamentale e primario. Accanto alla ricerca cromatica va di pari passo e viene associata la ricerca semantica, poiché ogni sequenza a livello di narrazione possiede un valore essenziale di comunicazione insita e sottesa, che lo spettatore coglie e a sua volta recepisce seguendo i propri stimoli emotivi ed emozionali e fondendoli insieme a quelli che Davide immette dentro le opere. Questa reciproca trasmissione è ancora più forte attraverso la ricerca semantica compiuta da Davide, che non lascia mai nulla al caso e all’improvvisazione, ma dosa e misura ogni dettaglio e ogni particolare con una cura certosina. Ecco, perché ricerca cromatica e ricerca semantica diventano un potente collante di coesione con il fruitore e consentono a Davide di procedere in modo convincente, lasciando affiorare ideali condivisibili e pensieri sempre coerenti, che vengono suffragati e appaiono essere assolutamente credibili”.

     

  • Daniel Mannini: vitalità interiore e dinamismo vigoroso

    Daniel Mannini è un talentuoso esponente emergente della pittura di matrice astratto-informale, che dimostra una virtuosa potenzialità espressiva e comunicativa. A tal riguardo, la Dott.ssa Elena Gollini che si occupa della curatela promozionale di Mannini ha messo in luce dei punti nevralgici di rilievo. In particolare ha rimarcato: “Daniel è già dotato di innate risorse artistiche, che sta attivando e sviluppando con una grande carica di slancio. Questa influisce positivamente nell’imprimere una sferzante e pulsante vitalità interiore all’intero palinsesto rappresentativo, definibile come esplosivo e prorompente. Questa vitalità diventa un motore di traino di forte impulso emotivo ed emozionale, ravvisabile e percepibile fin dal primo sguardo da parte dello spettatore. Siamo dinanzi ad un trionfo cromatico e tonale, che canalizza al suo interno un potente e vigoroso dinamismo, riversato a favore del gesto e dell’atto creativo di Daniel. Siamo dunque coinvolti dentro una commistione, che si sprigiona a tutto tondo e a tutto campo, che manifesta appieno l’energia e la forza carismatica di Daniel e del suo stile anticonformista e volutamente scanzonato. Nella sua essenza intima Daniel dimostra una forma mentis matura e responsabile, una mentalità elastica, aperta e versatile, una capacità volitiva e vivace di scelte di valutazione. Questo gli consente e gli permette di avere una base di fondamento da cui partire e di acquisire e consolidare delle valide credenziali. La guizzante e incalzante vitalità interiore corrisponde al suo pieno risveglio sensoriale, alla voglia di avere soddisfazione e gratificazione dal suo operato creativo e di riuscire a trasmetterla e a trasferirla in toto dentro la sua visione pittorica, scevra da meccanismi speculativi e da parafrasi e orchestrazioni ambigue. Daniel è artista di spessore e di profondità. È una vera forza della natura nel suo modus pingendi. Osservando la sua produzione corposa e variegata si viene letteralmente rapiti da questa vitalità, voce della sua introspezione e si viene letteralmente catapultati in un’avvincente sfera fantastica e immaginifica, dove il sogno diventa realtà e dove la fantasia trasforma tutto quanto da impossibile a possibile come per incanto. Daniel è un vulcano di idee in movimento, un vulcano di pensieri da trasportare nel vento cromatico che si respira osservando le opere. Il dinamismo vigoroso viene accentuato dalla portata materica densa e corposa e si accorpa con enfasi creativa esaltando al meglio ogni pennellata. Perché, per Daniel dipingere è sempre una magia”.

     

  • Salvo Nugnes, Paolo Liguori e tanti altri a Milano per la presentazione del catalogo “L’Arte in Quarantena”

    Giovedì 17 giugno dalle ore 15.00 il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e il direttore Tgcom24 Paolo Liguori presenteranno il prestigioso catalogo “L’Arte in Quarantena” presso l’auditorium dello IULM di Milano, alla presenza di tanti ospiti di rilievo e di stampa e televisioni nazionali.

    Questo volume Editoriale Giorgio Mondadori nasce dall’omonima rubrica del Tgcom24 e raccoglie opere di nuovi talenti del panorama artistico italiano e non solo e di grandi star internazionali come Yoko Ono, Paul McCartney, David Bowie, Romina Power, Sylvester Stallone, Franco Battiato, Gina Lollobrigida, Federico Fellini ed altri ancora.

    Inoltre le splendide opere presenti in catalogo saranno esposte dal 17 giugno al 1 luglio nelle sale della Milano Art Gallery, storico spazio culturale con oltre 54 anni di storia sito in via G. Alessi 11, nel cuore della città.

    Hanno contribuito al volume specialisti come la psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi, il grande sociologo Francesco Alberoni e lo psichiatra Alessandro Meluzzi, accanto a professionisti del panorama culturale e artistico italiano quali Vittorio Sgarbi, il presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri, Silvana Giacobini, giornalista e già direttore di Chi e Diva e Donna, Caterina Grifoni, presidente FIDAPA Sp, la giornalista e psicologa Cristina Cattaneo ed altri ancora.

     

    Ecco i nomi degli artisti presenti nel volume:

    Accigliaro Walter,  Actis Caporale Anna,  Agostini Loretta,  Aimi Loredana,  Albertella Carla,  Ambrosca Tina,  Amodio Vincenza,  Andreini Catia,  Antonello Beniamino,  Appiano Mario,  Arabito Patrizio,  Arkeo,  Arresta Angela,  Avanzi Corrado,  Azzini Bruno ,  Baglieri Gino,  Barillaro Umberto,  Basuino Mirko,  Bertoncelli Barbara,  Boldini Loredana,  Bonini Luciano,  Bozzato Selene,  Brambilla Matteo,  Bruno Laura,  Brusatin Giuseppina,  Buccio Gonzato Stefania,  Calascibetta Giuseppe Giancarlo,  Caldonazzo Nathaly,  Camellini Sergio,  Camporota Paolo,  Canino Paola,  Capoccetta Anna,  Capozzi Antonello,  Cappelletti Carlo,  Carletti Franco,  Carlito T.,  Carluccio Giorgio,  Carpinteri Antonio,  Casadei Margherita,  Castellani Alessandro,  Castellani Claudio,  Catarella Irene,  Cauli Susanna,  Cavanna Elena,  Cavestro Andrea,  Cecchet Rosanna,  Ceirani Danilo,  Celano Pasquale,  Cerrato Eugenio,  Chechile Maria Teresa,  Cingolo Maria Stella,  Ciotta Serena,  Cobas Mario,  Colaciello Francesca,  Corda Maddalena,  Cremesini Felice,  Cremonesi Docrè Donatella,  D’Urso Nelly,  D’Agostino Livia,  D’Aniello   Michele,  D’Anna Rossana,  De Francisco Angelo,  de Palma Emma,  de Santis Raffaella,  Detto Claudio,  Di Cecca Rosanna,  Di Francisca Raffaele Pier Luca,  Di Liberto Irene,  Di Sabatino Laura,  Diaz Lorenzo Jose Luis,  Divittorio Donato,  Donati Cristiano,  Donato Rosaria,  Dragani Raffaele,  Drensi Valcarlo,  Farneti Virginia,  Fassio Alma,  Favaro Davide,  Fazio Francesco,  Fedre Grazyna,  Ferrari Monica,  Ferruzzi Caruso Debora,  Fiore Francesca,  Forte Gaetana,  Fortunato Orazio Signorello,  Frigerio Davide,  Fumagalli Prisca,  Fusari Giuliana Maddalena,  Gabriele Francesca,  Galizia Maria,  Galli Gabriella,  Garcea Veronica,  Garcia Nikolas,  Garufi Giuseppe,  Garufi Rita,  Gerasimova Natalia,  Gheller Monica,  Ghigliotti Rossella,  Giganti Giuliano,  Giglio Irene,  Gioia Serena,  Girondi Franco,  Gjuka Sami,  Gorlani Luisa,  Greco Alessandra,  Grobi Antonio,  Guarducci Raffaella,  Guida Catherine,  Herzog Ira,  Iacomino Rita Anna Maria,  Iera Norberto Carlo,  Ierardi Francesca,  Irosa Guido Giuseppe,  Jarda Maria,  Joppolo Nuccia,  Kara,  Kiziltas Demet,  La Leggia Onofrio,  La Rosa Giuseppe,  Lahna Driss,  Lanfranchi Isabella,  Larotella Agnese Margherita,  Leporale Bridano Pia,  Loliva Francesco,  Madonia Paolo,  Mancuso Luciano,  Marchionni Elvio,  Mari Fabio,  Mariani Mariangela,  Mariano Massimo,  Mascioli Silvana,  Matera Patrizia,  Mattioli Paola,  Mauceri Giovanni,  Mazzetti Sergio,  Mele Marilena,  Menegazzi Michela,  Merlini Lucio,  Micali Antonietta,  Miceli Gero,  Micheli Annarita,  Michelotti Monica,  Milano Alberto,  Modesti Marina,  Mollo Maria,  Monschauer Karin,  Montone Mattia,  Mura Luca,  Napolitano Deborah,  Nevel,  Nicolazzo Aurelio,  Nobili Federica,  Nocera Clotilde Anna,  Nocera Virginia,  Notarbartolo Giuseppe,  Olivieri Lucio,  Orilia Giovanna,  Ouatu Gheorghita,  Paesano Paola,  Paletta Graziella,  Pallavicini Maria Camilla,  Pamato Antonio,  Panseri Alberto,  Papaleo Katiuscia,  Patella Carla,  Patrone Augusta,  Patti Angela,  Pedonesi Angela,  Pellegrino Francesca,  Perrone Amelia,  Perusco Paola,  Petrucci Maria,  Pezzani Giovanni,  Pierandrei Patrizia,  Pietragalla Anna Maria,  Pirondini Antea,  Pisegna Alessandro,  Pivelli Filippo,  Poggio Luisa,  Polizzi Silvia,  Ponteduro Massimo,  Populin Giuliana,  Pozzo Regina Loredana,  Privitera Salvatore,  Provenzale Marco,  Puccio Valentina,  Pugliese Catia,  Pulcini Eleonora,  Rampulla Alessia,  Recchia Fabio,  Reci Mirseda,  Remotti Renzo,  Reque Ana Maria,  Ricordo Saverio,  Rietdijk Mandy,  Righi Giovanni,  Rocchetto Maria Milena,  Roma Attilio,  Roncelli Mirko,  Rondinelli Rosanna,  Rosica Teodolinda,  Rossato Luciana,  Rossi Arduino,  Rota Milani Anna,  Rotondi Ruggero,  Roulè  Andrea,  Ruggiero Paola,  Russo Luciana,  Russo Sabrina,  Sabella Monica,  Sacchetti Teresa,  Sacchi Franca,  Salmeri Umberto,  Sanavio Lucia,  Santi Calamandrei Anna Maria,  Santini Manuel,  Santitto Gioacchino,  Sauto Lillo,  Scandura Piero,  Scelfo Rita,  Scripnic Ionela,  Scuderi Angelo,  Sebastiank,  Serratore Antonella,  Simonè,  Spruch Magdalena Anna,  Surace Silvana,  Suriano Pasquale Pakos,  Tarascio Giovanna,  Tasin Emiliana Maura,  Tassinari Widmer,  Tesi Simona,  Toffoletti Pier,  Toffoli Laura,  Toniolo Giorgio,  Torrisi Flora,  Trevisan Luciano,  Tripodi Ilda,  Ulpiani Carlo,  Urgese Annunziata,  Vardar Emel,  Velardi Maria,  Vercelli Gino,  Verducci Gabriele,  Viggiani Francesca,  Viglianisi Dina,  Villano Domenico,  Viola Cinzia,  Virgone Giuseppa,  Virgone Joseph,  Visconti Marco,  Visentini Bernarda,  Wobst Ulla,  Zamponi Rita,  Zinna Luisa,  Zoner Flavio

  • Al via gli eventi per celebrare Il solstizio d’estate insieme alla rete degli orti botanici della Lombardia

    Gli Orti botanici della Rete lombarda festeggiano l’arrivo dell’estate con “SIAMO TUTTI BIODIVERSI”, una rassegna di eventi per adulti e piccini, in programma dal 19 al 22 giugno. “SIAMO TUTTI BIODIVERSI”: è questo il nome della rassegna di appuntamenti organizzata dalla Rete degli orti botanici della Lombardia per celebrare l’arrivo della bella stagione. Dal 19 al 22 giugno, in concomitanza con il solstizio d’estate del 21 giugno, gli orti botanici di Milano (Brera e Città Studi), Toscolano Maderno, Bergamo, Pavia e Bormio saranno animati da percorsi tematici, laboratori, visite guidate e incontri culturali per tutte le età.
    Quella di quest’anno sarà la XVIII edizione della Festa del solstizio d’estate organizzata dalla Rete lombarda: l’iniziativa, consolidata nel tempo, unisce gli orti botanici del circuito in una collaborazione fondata sull’obiettivo comune di avvicinare il pubblico al mondo vegetale. Il tema dell’edizione del 2021 si ispira proprio alle peculiarità degli spazi verdi della Rete: biodiversi, appunto, nei loro contrasti. Micro/Macro, Sotto/Sopra, Vicini/Lontani. Un gioco degli opposti, di “sguardi” diversi racchiusi nello slogan “SIAMO TUTTI BIODIVERSI”.
    Dal 19 al 22 giugno, gli appuntamenti della rassegna, consultabili sul sito della Rete a questo link (https://www.reteortibotanicilombardia.it/2021/06/09/festa-del-solstizio-destate-negli-orti-botanici-della-lombardia-xviii-edizione/), attendono i visitatori delle due sezioni dell’Orto bergamasco “Lorenzo Rota”, degli Orti milanesi di Città Studi e Brera, del Giardino botanico “G.E. Ghirardi” di Toscolano Maderno, dell’Orto botanico di Pavia e del Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio che, per l’occasione, aprirà straordinariamente al pubblico il 19 giugno, per poi partire ufficialmente con la stagione 2021 dal 1° luglio. Il progetto della festa del Solstizio d’estate, caratterizzato da una serie di iniziative che celebrano l’inizio della stagione estiva e il culmine del periodo vegetativo per molte delle piante ospitate nelle collezioni, comprenderà mostre, laboratori ed eventi di intrattenimento. Un’ulteriore, preziosa opportunità fornita dagli orti della Rete lombarda, che accoglieranno persone di tutte le età, al fine di avvicinarle al meraviglioso mondo della botanica e della scienza.
    Per citare alcuni eventi: domenica 20 giugno alle 11:30, presso la sezione di Città Alta dell’Orto di Bergamo, reading poetico per famiglie “Poesie della notte e del giorno, di ogni cosa intorno” (prenotazione a questo link https%3A//www.eventbrite.it/e/biglietti-poesie-della-notte-e-del-giorno-di-ogni-cosa-intorno-154620051737); la mostra fotografica “LUCE” (focus sul tema “Micro/Macro”), un progetto che Brera ospita ormai da anni e che vede gli studenti di tutta Italia coinvolti direttamente attraverso l’esposizione dei propri lavori fotografici, sarà visitabile il 19 giugno dalle 10:00 alle 18:00 presso l’orto milanese; presso l’Orto di Città Studi, invece, la festa del Solstizio si svolgerà martedì 22 giugno con apertura straordinaria fino alle 21:00. Qui sarà presente il Direttore dell’Orto botanico, Marco Caccianiga, che dialogherà con i visitatori in merito all’operazione di studio, conservazione e reintroduzione in natura di 1000 cactus cileni del deserto di Atacama, a cui ha collaborato attivamente.
    E ancora, all’Orto di Pavia, il 19 giugno alle ore 16:00, “Specie lontane viste da vicino”: una visita guidata sulle specie originarie di paesi lontani che vivono all’Orto botanico cittadino, con il curatore Nicola M.G. Ardenghi; il Giardino botanico di Toscolano Maderno propone lo “Sketching botanico itinerante” a cura di Renata Barilli, il 20 giugno alle 15:00; infine, il Giardino botanico alpino di Bormio organizza, nella giornata del 19 giugno e in via del tutto eccezionale, un’apertura straordinaria con visite guidate alla mostra “Lombardia un tesoro di biodiversità” e attività per bambini e famiglie a tema “Micro/Macro”, dalle ore 10:00 alle ore 18:00 circa. Ma questi sono solo alcuni degli appuntamenti previsti dalla ricca rassegna “SIAMO TUTTI BIODIVERSI”.
    Come afferma Martin Kater, presidente della Rete degli orti botanici della Lombardia, “gli orti botanici sono musei della biodiversità e, grazie a questa iniziativa, i nostri Orti avranno l’opportunità di accogliere visitatori curiosi aiutandoli ad acquisire una maggiore consapevolezza verso un patrimonio di inestimabile valore e bellezza”.
    In tutte le sedi gli ingressi saranno contingentati per garantire la sicurezza del pubblico e del personale. Inoltre per verificare programma, orari, costi d’ingresso e modalità di prenotazione è fortemente consigliata la consultazione del sito www.reteortibotanicilombardia.it e dei siti dei singoli orti.

    La Rete degli orti botanici della Lombardia è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli orti botanici aderenti. Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino botanico alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto botanico di Pavia; il Giardino botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS).
    La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli orti botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative.
    www.reteortibotanicilombardia.it
    www.ortibotanici.unimi.it
    www.ortobotanicodibergamo.it
    https://ortobotanico.unipv.eu
    www.stelviopark.it

  • La parte nascosta della storia antica raccontata nelle opere di Federico Motta Editore

    La nota Casa Editrice milanese, Federico Motta Editore, è oggi un punto di riferimento soprattutto per quanto riguarda l’Editoria enciclopedica e la saggistica.

    Federico Motta Editore

    Federico Motta Editore: le collaborazioni con le grandi firme

    Dopo quasi 90 anni di attività, lo storico marchio editoriale Federico Motta Editore è diventato ormai sinonimo di tradizione e qualità di contenuti, frutto di anni di lavoro improntato alla realizzazione di opere esclusive grazie soprattutto a collaborazioni con personalità autorevoli del calibro di Umberto Eco, Margherita Hack, Mario Tozzi e Angelo Lombardi. Una delle collane di maggior successo, Historia, è ad esempio il risultato di una longeva collaborazione con il grande uomo di cultura alessandrino. Nonostante quest’ultimo sia venuto a mancare nel 2016, la Casa Editrice ha continuato ad affascinare milioni di lettori e appassionati con saggi e storie che trattano di epoche passate. Tra i volumi più apprezzati ci sono sicuramente quelli appartenenti alla sezione L’Antichità, dove il mondo antico prende nuovamente vita tra le pagine.

    Il saggio di Federico Motta Editore sul primo faraone donna d’Egitto

    Una delle qualità più apprezzabili delle opere pubblicate da Federico Motta Editore è riportare alla luce fatti e vicende storiche spesso passate inosservate, come quella sulla regina d’Egitto. Sebbene i suoi successori abbiano tentato di cancellare per qualche ragione la sua memoria, la Casa Editrice milanese prova a ridare il giusto prestigio a colei che viene considerata una delle prime figure femminili politiche della storia, nonché tra le prime a detenere il titolo di faraone. A scrivere di lei è il docente di Egittologia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Emanuele Ciampini, che racconta di come Hatshepsut sia riuscita a raggiungere il potere dopo aver convinto tutto il popolo del suo legittimo diritto a salire sul trono.

  • Odissea, un viaggio senza meta

    Fondazione Creberg continua con le esposizioni in presenza. Dopo il successo della mostra “Il SEgno. Opere di Luisella Dell’Acqua”, la programmazione itinerante prosegue con “Odissea, un viaggio senza meta” con venti opere dell’artista
    bergamasco Giuseppe Albergoni. Nel pieno rispetto delle normative sanitarie vigenti, dal 19 giugno al 1° agosto 2021 la mostra “Odissea, un viaggio senza meta” – curata da Angelo Piazzoli, Selene Carboni e Sara Carboni
    – sarà visibile al pubblico presso la Sala Tadini del Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia, nel segno della storica collaborazione tra la Fondazione e il M.A.C.S. Da oltre dieci anni Fondazione Creberg collabora con artisti per la realizzazione di mostre itineranti con le quali le opere d’arte vengono inserite in percorsi ben delineati volti a
    sensibilizzare il pubblico su significative tematiche di carattere culturale. In questo progetto si innesta la mostra “Odissea, un viaggio senza meta”. Giuseppe Albergoni – artista informale di origini bergamasche – invita il visitatore a ripercorrere, attraverso le opere in mostra, personaggi e vicende appartenenti al poema omerico quali Calipso, Nausicaa, Polifemo, le Sirene, Euriclea, il viaggio di Telemaco, la reggia di Alcinoo, il viaggio di Ulisse
    nell’Ade, l’anima del Tebano Tiresia, la Strage dei Pretendenti, il sonno soave di Penelope e Odisseo, Atena (“Dea dagli occhi lucenti”). Nel catalogo edito da Fondazione Creberg e distribuito gratuitamente, le opere sono accompagnate, a fronte, dai versi di riferimento legando ciascun dipinto ai relativi passaggi omerici in un intento di valorizzazione e di
    diffusione della conoscenza di un grande capolavoro della letteratura antica. A causa delle restrizioni legate alla pandemia, nel marzo 2021 la mostra venne presentata al pubblico in forma virtuale, con un video pubblicato sul canale YouTube della Fondazione (visibile al link https://www.youtube.com/watch?v=adA5B1-46v0 e sempre accessibile dal sito www.fondazionecreberg.it visitando la sezione “Eventi virtuali – Mostre virtuali”); il docufilm – nato da un progetto di Angelo Piazzoli e di Enzo Noris – è stato realizzato in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Bergamo. Ora si torna “dal vivo”. «Siamo davvero felici – evidenzia Angelo Piazzoli, Presidente di Fondazione Creberg e ideatore del progetto – di presentare in presenza, grazie alla fattiva collaborazione del M.A.C.S., questa bella mostra di elevato spessore culturale e didattico, che sarà ben valorizzato nella programmazione estiva del Museo romanese».
    «Ringrazio – dichiara Mons. Tarcisio Tironi, Direttore del M.A.C.S. – la Fondazione Credito Bergamasco e l’artista per aver scelto di esporre al M.A.C.S. e per aver accolto la richiesta di prolungare la mostra fino al 1° agosto così da permettere anche lo svolgimento di attività laboratoriali con i ragazzi e le ragazze della scuola primaria e secondaria di primo grado sul tema de “il viaggio”, partendo proprio dalle opere di Albergoni». «Le suggestive opere dell’artista – prosegue Angelo Piazzoli – sorprenderanno i visitatori per la loro eleganza e capacità evocativa. L’intonazione di fondo dell’opera di Albergoni è un sostanziale ermetismo che richiede, a chi guarda i dipinti, una attività di ricerca e di introspezione che, andando al di là della prima impressione, consente di cogliere piani e soggetti di primo acchito invisibili. L’artista ci impone un itinerario mentale di approfondimento che ci invita ad andare oltre l’apparenza, a ricercare un messaggio di forte valenza etica o estetica che egli pone nel recondito del dipinto, quasi criptandolo». «Le ortogonalità su cui si fonda da sempre il lavoro di Albergoni – spiega Selene Carboni, storica dell’arte – lasciano spazio alla sperimentazione: il sapiente uso dei materiali, dal legno al gesso, dal tessuto al pastello, dalla tempera all’inchiostro, trovano spazio in un piccolo formato rettangolare che richiama alla mente la sezione aurea, la proporzione divina. Superfici sovrapposte, collage, texture inusuali, macchie di colore evocano, in modo semplice ma cristallino, un avvenimento o un luogo scelto intenzionalmente dall’artista. La semplificazione nella resa della complessità dell’opera originale è volta ad aiutare il fruitore nella metabolizzazione delle sue diverse sfaccettature. Semplificare significa scomporre ciò che è difficile e le opere di Albergoni comunicano molto di più di quello che l’immagine descrive a livello cognitivo. La lettura si fa simbolica e si compie il trasporto di significato necessario a passare da una forma d’arte ad un’altra, dalla pittura alla poesia». La mostra verrà presentata – con intermezzi musicali a cura di Interludio Duo – sabato 19 giugno alle ore 16.30 presso la Basilica di San Defendente in Romano di Lombardia, con ingresso libero e con posti contingentati in rapporto alla capienza della Chiesa. L’evento avrà una durata di circa 60 minuti. Seguirà la visita alla mostra (per informazioni: Segreteria organizzativa del M.A.C.S. – telefono 0363.902507 – E-mail: [email protected]). L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 1° agosto 2021 con le seguenti modalità: mercoledì e giovedì dalle 9.30 alle 12.00; venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00.
    «In Odissea – conclude Angelo Piazzoli – proponiamo un percorso intenso, dal contenuto stimolante per chi voglia accettare una sfida intellettuale. Il carattere informale delle opere ci mette a disposizione spazi sconfinati di evocazione, lasciando piena libertà al nostro pensiero che – nell’ascoltare i versi omerici – può librarsi nell’immaginare, senza vincoli precostituiti, ciò che ci viene poeticamente narrato, tornando a noi stessi e alle nostre origini».
    ale è volta ad aiutare il fruitore nella metabolizzazione delle sue diverse sfaccettature. Semplificare significa scomporre ciò
    che è difficile e le opere di Albergoni comunicano molto di più di quello che l’immagine descrive a livello cognitivo. La lettura si fa simbolica e si compie il trasporto di significato necessario a passare da una forma d’arte ad un’altra, dalla pittura alla poesia». La mostra verrà presentata – con intermezzi musicali a cura di Interludio Duo – sabato 19
    giugno alle ore 16.30 presso la Basilica di San Defendente in Romano di Lombardia, con ingresso libero e con posti contingentati in rapporto alla capienza della Chiesa. L’evento avrà una durata di circa 60 minuti. Seguirà la visita alla mostra (per informazioni: Segreteria organizzativa del M.A.C.S. – telefono 0363.902507 – E-mail: [email protected]). L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 1° agosto 2021 con le seguenti modalità:
    mercoledì e giovedì dalle 9.30 alle 12.00; venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. «In Odissea – conclude Angelo Piazzoli – proponiamo un percorso intenso, dal contenuto stimolante per chi voglia accettare una sfida intellettuale. Il carattere informale delle opere ci mette a disposizione spazi sconfinati di evocazione, lasciando piena libertà al nostro pensiero che – nell’ascoltare i versi omerici – può librarsi nell’immaginare, senza vincoli precostituiti, ciò che ci viene poeticamente narrato, tornando a noi stessi e alle nostre origini».

  • Alessandro Bassani: fotografia di passione e di vocazione

    All’interno del vasto e variegato comparto nel quale si sviluppa e si evolve la moderna arte fotografica contemporanea, certamente Alessandro Bassani si sta ben muovendo con un percorso che resta volutamente al di fuori degli schemi dottrinali convenzionali e cerca invece degli sbocchi alternativi, molto validi e molto attuali all’interno dello sfaccettato campo applicativo della Mobile Phone Art. Bassani ha di recente lanciato il suo nuovo sito web www.alessandrobassani.com dove sono presenti informazioni interessanti sul suo percorso di ricerca e di sperimentazione nonché la sua ricca e corposa produzione. Inoltre Bassani è stato scelto per partecipare ad un’esposizione che si colloca contestualmente allo svolgimento del rinomato Festival della Fotografia Europea a Reggio Emilia, nel circuito off. Le date di questa mostra intitolata simbolicamente “Visioni oniriche” coincidono con quelle ufficiali del Festival, precisamente dal 21 Maggio al 4 Luglio 2021. Il titolo vuole riprendere e richiamare il concetto di sogni e di sognatori designato come testimonial del Festival. La mostra curata dalla Dott.ssa Elena Gollini è allestita presso Pavarani Atelier del Design a Reggio Emilia, nel cuore del centro storico ed è stata volutamente contestualizzata all’ambientazione fatta di eleganti e ricercati arredi antichi e di modernariato, proprio per risultare in perfetta armonia e alchimia con il prestigioso contesto ospitante. Le opere fotografiche vengono dunque valorizzate al meglio dalla cornice circostante e a loro volta la valorizzano in una fusion di impeccabile stile raffinato e di classe. La Dott.ssa Gollini ha così commentato: “Ho scelto Alessandro per un’esposizione in questo ambiente davvero congeniale, perché le sue fotografie artistiche sono molto versatili e hanno una resa di impatto ottimale. La Mobile Phone Art è senza dubbio una nuova e innovativa prospettiva di grande tendenza nel settore dell’arte fotografica e Alessandro è un degno e meritevole esponente. La sua presenza in mostra personale durante una manifestazione così conosciuta e apprezzata a livello nazionale e internazionale contribuisce a dargli il meritato elogio per il suo operato. Abbiamo individuato 10 immagini mixando insieme la tradizione del bianco e nero sempre evergreen e le sperimentazioni inedite e sui generis del colore. Alessandro riesce a conciliare insieme antico e moderno e a produrre immagini davvero originali, che non copiano e non emulano nessun cliché infrazionato, ma sono uniche nelle loro composizioni narrative e peculiari nella loro sintassi espressiva. Ogni foto costituisce per Alessandro un piccolo-grande mondo a se stante, un micro-macro mondo dove invita lo spettatore a entrare e condividere insieme a lui pensieri, sentimenti, emozioni, sogni e visioni oniriche. Ogni foto diventa uno strumento per innescare un contatto ravvicinato, un incontro di coesione perfetta. Perché, per Alessandro l’arte fotografica è in primis il suo dialogo non parlato, il suo dialogo silente e silenzioso, ma altrettanto eloquente e al tempo stesso il suo dialogo del cuore e dell’anima”.

  • UNITRE MILANO – Lezione Magistrale dell’11 giugno 2021

    “Semplificare non basta: l’approccio sistemico alle scienze delle vita”

     

    VENERDÌ 11 GIUGNO 2021 alle ore 17.15  una LEZIONE MAGISTRALE

    RELATORE: Prof. Marco VANONI (Università Milano-Bicocca/UNITRE MILANO

    Presentazione:   Prof. Marco MARINACCI (Università eCampus / UNITRE MILANO)

    su:

    L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, una Lezione Magistrale  dal tema: “Semplificare non basta: l’approccio sistemico alle scienze delle vita”

    in programma per venerdì 11 giugno 2021 alle ore 17:15.

     

    La Lezione Magisrale si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotta dal

    Prof Marco VANONI (Università Milano-Bicocca/UNITRE MILANO

    -Presentazione Prof. Marco MARINACCI (Università eCampus / UNITRE MILANO) –

    UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

    La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

    Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 10 giugno  2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

    UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

    Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

  • “We Are Humans”: l’ordinario e lo straordinario della condizione umana all’undicesima edizione del festival internazionale Cortona On The Move

    Cortona apre le porte all’undicesima edizione del festival internazionale di visual narrative Cortona On The Move portando, dal 15 luglio al 3 ottobre 2021, nel centro storico della città toscana e alla Fortezza del Girifalco, un percorso artistico che mette al centro l’uomo e le sue relazioni.

    We Are Humans è il tema centrale di Cortona On The Move 2021. “Siamo tutti protagonisti di questa edizione, l’essere umano torna al centro nella sua quotidianità, con le sue relazioni, gli affetti e la condivisione di esperienze, un omaggio all’ordinario e allo straordinario della nostra condizione umana” spiega Arianna Rinaldo, direttrice artistica del festival.

    Cortona On The Move si caratterizza da sempre per la centralità della fotografia contemporanea, con un’attenzione continua all’evoluzione del linguaggio fotografico che anche quest’anno metterà in mostra opere che sapranno emozionare e far riflettere.

    PAOLO PELLEGRIN E INTESA SANPAOLO

    Tra i protagonisti dell’undicesima edizione, Paolo Pellegrin, fotografo italiano di fama mondiale dell’agenzia Magnum Photos e Canon Ambassador, ha accolto la proposta di Cortona On The Move e Intesa Sanpaolo, Main Partner del festival, di realizzare un progetto fotografico sugli effetti della pandemia da COVID-19 nei rapporti tra le persone. L’Altro, titolo della mostra di Pellegrin, è un progetto fotografico che cattura la quotidianità in un periodo storico atipico segnato dal distanziamento sociale. Le fronti corrugate, le bocche nascoste dalla mascherina e i volti in bianco e nero che emergono dal buio raccontano l’indebolimento dei rapporti interpersonali e il timore dell’uomo verso il prossimo. La mostra di Pellegrin spiega visivamente come i volti diventano lo strumento con il quale il singolo si mostra all’altro e a sé stesso.

    Insieme alla mostra di Paolo Pellegrin sarà proposta Come saremo – L’Italia che ricostruisce, una selezione di fotografie dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo a cura di Arianna Rinaldo, direttrice artistica del festival, con la supervisione scientifica di Barbara Costa, responsabile dell’Archivio Storico di Intesa Sanpaolo. Un dialogo per immagini che racconta la rinascita dell’Italia nel secondo dopoguerra suggerendo un parallelismo con la situazione post pandemica che viviamo oggi. Un racconto di ottimismo e speranza.

    Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, ha commentato: “Il legame sempre più solido di Intesa Sanpaolo con il Festival di Cortona dimostra la costante presenza della Banca al fianco delle più creative e dinamiche realtà culturali del Paese e rientra in una logica di crescente attenzione del nostro Progetto Cultura per il mondo della fotografia. Lo straordinario lavoro realizzato da uno dei maggiori protagonisti della fotografia contemporanea, Paolo Pellegrin, e la mostra con preziose immagini dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo rilevano gli elementi chiave attorno cui stiamo costruendo il grande progetto delle nuove Gallerie d’Italia a Torino. Committenze, promozione della fotografia come racconto del presente e archivio della memoria, collezioni di proprietà saranno infatti punti di forza del quarto museo della nostra Banca in Piazza San Carlo”.

    LE MOSTRE FOTOGRAFICHE

    L’edizione 2021 ospiterà, tra le altre, la mostra I Know How Furiously Your Heart is Beating realizzata da Alec Soth. L’artista statunitense, dopo una pausa dalla fotografia, torna a guardare il mondo dal suo obiettivo. Un’esplorazione poetica che va oltre lo scatto e rappresenta un nuovo approccio del fotografo ai soggetti ritratti, un tentativo di guardare al di là delle persone intravedendo la loro vita interiore.  I Know How Furiously Your Heart is Beating è l’ultimo lavoro di Soth realizzato in tutto il mondo ed esposto in Italia, al festival di Cortona, per la prima volta. Molti gli artisti di richiamo internazionale selezionati dalla direzione artistica. Tra loro Alessandra Sanguinetti che con il lavoro An Everlasting Summer – The Adventures of Guille and Belinda tratta i temi dell’amicizia, delle relazioni e dello scorrere del tempo. Andrea Mastrovito che, con NYsferatu – Symphony of a Century, ricrea in rotoscopio (tecnica di animazione) Nosferatu, film storico di Friedrich W. Murnau, come metafora dei nostri giorni. Sarà in mostra il progetto vincitore del premio internazionale Happiness ONTHEMOVE 2019, Circus Love – The Magical Life of Europe’s Family Circuses di Stephanie Gengotti: un reportage sull’arte circense e sul senso di condivisione, di famiglia e il bisogno di riscoprire il rapporto con la natura. Una visione differente, quella del ruolo universale della ninna nanna, viene raccontata da Hannah Reyes Morales nel suo delicato Living Lullabies. L’invecchiamento e il dolore insito nel dirsi addio sono i protagonisti di Leaving and Waving di Deanna Dikeman. Sono invece le gioie e il pathos della vita ad essere osservati in Conversations with Myself di Jo Ann Chaus. Il dialogo con se stessi, così come l’autonomia, l’inclusione e l’amore responsabile sono i concetti principali attorno ai quali ruota anche Gabo Caruso con Cora’s Courage. Le interazioni tra l’uomo e il mondo animale sono invece il centro delle mostre di Aleksi Poutanen con Fellow Creatures e di A Sensitive Education di Francesca Todde. Spazio al reportage di attualità con Jon Henry, che in risposta agli insensati omicidi di uomini di colore avvenuti negli Stati Uniti per mezzo della polizia, porta a Cortona una serie intitolata Stranger Fruit e con Jonathan Torgovnik che attraverso Disclosure – Rwandan Children Born of Rape torna a rappresentare la realtà ruandese per dar voce alle donne violentate come strumento di guerra.  È invece la Corea del Nord che fa da sfondo al progetto di Tim Franco Unperson – Portraits of North Korean Defectors con i suoi racconti di fuga e libertà. Padanistan di Tomaso Clavarino racconta di un territorio idealizzato ma che geograficamente, culturalmente e giuridicamente rimane indefinito: la Padania. Aurore Dal Mas porta a Cortona un progetto video, I Am Not Seen, che affronta la questione della disumanizzazione e della dematerializzazione del mondo. Marco Garofalo con Energy Portraits, progetto fotografico promosso da Fondazione AEM – Gruppo A2A e WAME (World Access to Modern Energy), affronta invece un tema contemporaneo molto delicato: la sfida globale dell’accesso all’energia.

    LE OPEN CALL DI CORTONA ON THE MOVE

    New Visions: realizzata in collaborazione con LensCulture, piattaforma globale di fotografi e professionisti del settore, affermatasi come una delle più grandi comunità online al mondo per la scoperta della fotografia contemporanea. La open call si è chiusa 15 marzo e ha visto la partecipazione di 775 fotografi da tutto il mondo che hanno partecipato presentando opere originali di tipo documentaristico. Catherine Panebianco con il progetto No Memory is Ever AloneFederico Estol con Shine Heroes esporranno la loro mostra individuali a Cortona On The Move 2021. Alexey Pavlov con Time to be Together e Cristiano Volk con Laissez-faire vedranno i loro lavori pubblicati sul sito web di LensCulture nel corso del 2021.

    Il premio internazionale Happiness ONTHEMOVE è organizzato in collaborazione con il Consorzio Vini Cortona. L’interpretazione del tema è lasciata libera alla visione, creatività e sensibilità degli autori che sono chiamati a riflettere sulla felicità, discostandosi dal suo significato puramente letterale e a svilupparlo nelle sue molteplici sfaccettature. La call si chiude il 14 giugno. Il 22 giugno verranno comunicati i finalisti selezionati da una giuria di photo editor ed editori internazionali, il vincitore sarà annunciato il 30 giugno e il lavoro verrà proiettato il 17 luglio durante il weekend inaugurale di Cortona On The Move 2021.

     

    Medici senza Frontiere, charity partner del Festival

    Medici Senza Frontiere (MSF), Charity Partner del festival, partecipa con una speciale Open call di fotografia “Storie di umanità” che premierà, sabato 17 luglio a Cortona, tre giovani fotografi con la possibilità di realizzare un reportage sui progetti sul campo e con la mostra “GUARDARE OLTRE – MSF & MAGNUM: 50 anni sul campo, tra azione e testimonianza” realizzata in collaborazione con Magnum per i 50 anni dell’organizzazione medico umanitaria.

    72 scatti tra foto storiche d’archivio Magnum sulle principali crisi umanitarie dal 1971 ad oggi e quattro nuove produzioni di Enri Canaj, Thomas Dworzak, Yael Martinez e Newsha Tavakolian, per ripercorrere 5 decenni di collaborazioni in cui MSF e Magnum sono stati testimoni diretti e amplificatori sull’opinione pubblica internazionale di crisi lontane dai riflettori mediatici.

     

    Canon italia a cortona on the move

    L’edizione 2021 dei workshop di Cortona On The Move si svolge in collaborazione con Canon Academy. La Summer School è una delle iniziative realizzate insieme a Canon che affianca per il quinto anno il festival in qualità di Digital Imaging Partner.  Nelle giornate inaugurali del festival saranno organizzati workshop tenuti da Jérôme Sessini e Evgenia Arbugaeva.

    Tutte stampe del festival verranno prodotte all’Officina di stampa utilizzando tecnologie di stampa e carta Canon, il tutto realizzato grazie al grande knowhow di Center Chrome.

    “Siamo convinti che le immagini siano uno dei più potenti strumenti di racconto dell’era moderna.” Afferma Massimo Macarti, Amministratore Delegato di Canon Italia “A distanza di cinque anni dall’inizio della nostra collaborazione, abbiamo visto crescere e trasformarsi questo importante Festival Internazionale, che ha sa-puto portare nel nostro Paese alcuni fra i più significativi nomi della Fotografia attuale. Ci sentiamo molto vicini al tema di quest’anno, che celebra l’individuo in un periodo storico in cui, per necessità, il digitale ci ha allontanati dagli aspetti più personali e sentiti dell’essere umano. Un contributo costante il nostro, che ci rende fieri di continuare a fornire la nostra tecnologia e le diverse esperienze dei nostri Canon Ambassador a un progetto di grande valore storico e culturale.”

     

    Fondazione CR Firenze sostiene cortona on the move

    “Questa è la terza edizione del festival che Fondazione CR Firenze sostiene – afferma Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze – e le attività svolte ogni anno rafforzano la convinzione del nostro impegno. Cortona On The Move ha saputo posizionarsi nel panorama nazionale e internazionale offrendo non soltanto l’occasione di apprezzare la fotografia contemporanea e la ricerca continua di nuove visioni e forme originali di comunicazione visiva, ma un’esperienza importante di riflessione globale. Dopo l’edizione dedicata lo scorso anno al Covid-19, quest’anno torna al centro il concetto di umanità. Un tema che è vicino all’attività che ogni giorno svolge la Fondazione, poiché proprio l’attenzione verso l’altro guida i nostri progetti e le nostre iniziative. La pandemia ha rivelato le profonde debolezze dell’essere umano, certamente l’arte in tutte le sue svariate forme è uno strumento importante per un nuovo inizio”.

    FONDAZIONE AEM SOSTIENE CORTONA ON THE MOVE

    Fondazione AEM dal 2007 si propone di perseguire la tutela e la valorizzazione del patrimonio e della cultura aziendale di AEM, storica società energetica del Comune di Milano, oggi Gruppo A2A. Sostiene la ricerca scientifica, la formazione specialistica e la promozione di iniziative di educazione ambientale.

    Nelle giornate inaugurali del festival (15-18 luglio) si daranno appuntamento a Cortona i più importanti professionisti della fotografia della scena mondiale, impegnati in eventi, presentazioni, talk, workshop e letture portfolio. Cortona On The Move offre ai fotografi professionisti ed emergenti la possibilità di far valutare il proprio lavoro ai photo editor delle più importanti testate e a esperti del settore a livello nazionale e internazionale nei giorni di inaugurazione del festival. L’iscrizione è aperta a tutti, fino a esaurimento posti. Tra i lettori presenti quest’anno: Manila Camarini  (Picture Editor, D La Repubblica, DLUI);   Andrea Comollo (Head Of Communication, ‎WeWorld Onlus); Lucy Conticello (Director of Photography, M Magazine, Le Monde ); Renata Ferri (Photo Editor IO donna); Gabrielle Fonseca Johnson (Senior Editor, Special Projects and Wider Image, Reuters); Orsoloya Groenewold (Photo Editor, Stern); Sara Guerrini (Parallelozero, Yourpictureditor); Beppe La Rosa (Digital Content Editor, Medici Senza Frontiere); Lars Lindemann (Director of Photography and Deputy Visual Director, GEO and PM); Emanuela Mirabelli (Photo Editor Marie Claire); Maysa Moroni (Photo Editor Internazionale); Andrei Polikanov (Visual Director, Takie Dela);  Paola Romano (Perimetro).

    Le sedi espositive sono dislocate nel centro storico di Cortona e nella Fortezza del Girifalco adiacente alla città. Da Cortona On The Move riparte il Festival della Crescita che fa parte del cartellone degli eventi 2021. Tra gli interventi quello del suo ideatore e presidente di Future Concept Lab Francesco Morace, dell’architetto Michele De Lucchi e dell’artista Felice Limosani.

    Una serie di appuntamenti che segnano la ripartenza e un ritorno alla quasi normalità, dando speranza a tutti dopo l’edizione 2020 segnata dai cambiamenti imposti dall’emergenza Covid-19. Un momento di ripartenza segnato anche dall’avvicinamento di Cortona alle grandi città del nord Italia, grazie al nuovo servizio Frecciarossa di Trenitalia che collega Torino e Milano alla stazione di Terontola in poche ore.

    Cortona On The Move 2021 riprende la sua forma tradizionale espositiva e di eventi. Gli appassionati, i fotografi e le professionalità della fotografia contemporanea torneranno di persona e renderanno ancora una volta Cortona un centro di incontro e di confronto.

    Un segno di fiducia condiviso dalle istituzioni e dai partner che supportano il festival nella sua undicesima edizione, tra cui Regione Toscana, Comune di Cortona, il Main Partner Intesa Sanpaolo, Fondazione CR Firenze, il Charity Partner Medici Senza Frontiere, il Digital Imaging Partner Canon Italia, la Fondazione AEM e il Consorzio Vini Cortona.

    L’associazione culturale ONTHEMOVE nasce nel 2011 con la missione di promuovere le arti visive e in particolare la fotografia. Dall’anno della fondazione, l’associazione organizza il festival internazionale di fotografia Cortona On The Move. Dal 2015 all’associazione è stata affidata la gestione della Fortezza del Girifalco di Cortona e l’attività di ricerca di fondi per l’avanzamento del progetto in corso di restauro del bene, con l’obiettivo di farne un centro internazionale dedicato alla cultura, alle arti visive, alla fotografia. Il presidente dell’associazione è Nicola Tiezzi.

     

  • Miss Progress Italia 2021 è casertana

    Francesca, una brillante 24enne, rappresenterà l’Italia, il prossimo autunno, al concorso internazionale che premia le donne impegnate nel sociale. Alla giuria proporrà un progetto dedicato all’ambiente.

    TARANTO – L’associazione culturale In Progress, ideatrice e organizzatrice di Miss Progress International, ha reso noto il risultato del casting organizzato per trovare l’ambasciatrice del progresso che rappresenterà l’Italia alla finale mondiale che si svolgerà in Puglia dal 24 settembre al 3 ottobre.

    Si chiama Francesca Speranza, ha 24 anni, vive a Caserta, è laureata in giurisprudenza e parla in modo fluente inglese e spagnolo ma, nel corso della selezione online, ha dimostrato di sapersela cavare anche con il francese. Non avrà, quindi, alcuna difficoltà ad interagire con le altre concorrenti che, da tutti e cinque i continenti, raggiungeranno la Puglia per scoprirne le tante meraviglie e l’impareggiabile ospitalità.

    La presidente di In Progress, Giusy Nobile, ha seguito tutte le fasi della selezione e aggiunge “Abbiamo ricevuto tantissime candidature, tutte da parte di ragazze che hanno apprezzato l’originalità del nostro format che esalta l’impegno nel sociale di giovani donne di tutto il mondo. Mai come quest’anno abbiamo fatto non poca fatica per prendere una decisione e siamo certi che le grandi capacità comunicative di Francesca le consentiranno di eccellere nel nostro concorso.”.

    Partecipare al programma Erasmus in Spagna ha consentito a Francesca di vivere la sua prima esperienza multiculturale e di farle decidere di proseguire gli studi con una specializzazione in rapporti internazionali, con l’auspicio di affermarsi in campo diplomatico, in particolare nella tutela dei diritti umani.

    “So che mi è stata data una grande responsabilità – dice con entusiasmo Francesca – ma sono abituata alle sfide. La sola idea che il mio progetto possa dare ulteriore impulso alle azioni volte alla salvaguardia dell’ambiente, mi fa sentire di avere l’energia per sfruttare al meglio questa fantastica opportunità”.

    Da oggi, dunque, inizia per lei questa nuova avventura, che presto la vedrà confrontarsi con sue coetanee di tutto il mondo. Toccherà poi alla giuria individuare tra esse l’autrice del miglior progetto che, col sostegno degli organizzatori, sarà trasformato in realtà.
    Prossimo appuntamento il primo luglio, quando sarà dato il via alla votazione online che tutti potranno seguire tramite l’account Instagram di Miss Progress International (@missprogressinternational) e il sito www.missprogressinternational.com. Partecipare sarà facile e gratuito, per tutti.

    Francesca Speranza, Miss Progress Italia 2021

  • Daniel Mannini: progettualità informale e resa accattivante

    “All’interno del multiforme e variegato palcoscenico espressivo dell’arte contemporanea le formule comunicative attuali si lasciano spesso affossare da dinamiche applicative già preconfigurate e già preordinate a monte e non lasciano emergere quella creatività di ispirazione informale, precludendo la resa accattivante, libera e spontanea della narrazione scenica e compositiva. A fronte di questa connotazione negativa, Daniel Mannini invece si stacca in toto e dirige la sua arte pittorica al di fuori e al di là di situazioni tarpanti e già impostate e definite in modo condizionante”. Sulla scia di questa analisi critica approfondita la Dott.ssa Elena Gollini ha manifestato la sua valutazione positiva verso l’operato creativo di Mannini e proseguendo nelle argomentazioni è entrata ancora più nel merito del discorso dichiarando: “È importante entrare nella filosofia artistica perseguita da Daniel e avere un approccio correlato ad essa per poter comprendere e capire al meglio i suoi valori cardine basilari imprescindibili. Il progetto creativo di Daniel è incentrato su parametri informali, che denotano il suo pensiero libero e puro connaturato al DNA di giovane artista di visione genuina e limpida. Daniel si pone in modo autentico senza preamboli di facciata e cerca una dimensione progettuale dove poter esprimere e manifestare senza remore e senza inibizioni. Il suo fare artistico diventa prezioso e avvalorante anche per stimolare una prospettiva di rapporto-confronto con se stesso e le proprie risorse. Daniel non si vuole trincerare e nascondere, ma apprende con impegno e costanza in modo graduale e progressivo e si addentra senza pretesa e senza ostentazione. Il suo diventa dunque un cammino, che partendo dal progetto sempre coerente e sempre consapevole si espande e si estende all’interno di un discorso articolato e sfaccettato e assume man mano la proiezione di rivelazione creativa. Daniel virtuoso e intraprendente pittore informale cerca una sua propria personale resa, che dallo spunto estetico formale si riflette e si rispecchia nella valenza intrinseca e sostanziale, che diventa essenza primaria, precipua di una rigenerazione semantica intensa e stimolante. Questa rigenerazione si propaga al di fuori delle opere e avvolge e coinvolge lo spettatore alimentando una compenetrazione compartecipe. Dal progetto informale dunque prende vita il suo unicum generatore di pensieri, sentimenti ed emozioni, che garantiscono soluzioni compositive di resa ottimale, subito impattanti, dove Daniel e il fruitore si legano saldamente e diventano simbolo di un’unione che si consolida e si rafforza”.

  • Cecilia Martin Birsa: arte scultorea contemplativa e riflessiva

    Nell’attuale panorama della moderna arte scultorea, senza dubbio l’artista Cecilia Martin Birsa merita di essere positivamente considerata anche per la stimolante prospettiva a livello contemplativo e a livello riflessivo, che la sua produzione genera e alimenta fin dal primo sguardo. Di recente la Martin Birsa è stata intervistata da Radio Canale Italia e ha raccontato alcuni aspetti caratteristici delle sue pregevoli creazioni, dimostrando una radicata e consolidata competenza e anche una spiccata sensibilità comunicativa. L’intervista è stata occasione di interazione con un target di fruitori a largo raggio, che hanno potuto accostarsi alla sua arte per la prima volta ed essere immediatamente conquistati dall’accattivante e carismatica personalità creativa della Martin Birsa. La Dott.ssa Elena Gollini, che segue il percorso di ricerca e la supporta nella comunicazione promozionale, ha espresso alcune particolari valutazioni: “Cecilia si muove all’interno di un’articolata piattaforma sperimentale, che viene integrata e rafforzata dalla vibrante dimensione contemplativa e riflessiva, che imprime alle sue sculture in modo avvalorante, caricandole di pathos e di pregnanza sostanziale intrinseca. Alla bellezza della narrazione estetico-formale, pertanto viene sempre accorpata in perfetta fusione armoniosa una potente forza espressiva molto qualificante proveniente dalla portata contemplativa e riflessiva. L’arte scultorea per Cecilia dev’essere sempre improntata a fornire una piacevolezza esteriore d’insieme associata e in coesione con una plus valenza insita e sottesa di matrice concettuale, che contiene e racchiude un corollario di significati e di messaggi codificati e cifrati, che costituiscono dei rimandi allusivi, dei richiami e dei riferimenti di tipo metaforico, che arricchiscono e completano l’intero palinsesto scenico. All’ideale del bello Cecilia congiunge sempre anche una speciale essenza subliminale, che lo spettatore può carpire e fare sua per riuscire a penetrare appieno nella sfera della contemplazione e della riflessione profonda. Per Cecilia dunque l’intento primario del suo operato artistico è riconducibile alla volontà di innescare uno sfaccettato processo di interazione dinamica, che supera la semplice analisi a livello di primo impatto ottico e visivo e si addentra in una sorprendente scoperta percettiva e plurisensoriale, attraverso la quale si ottiene un pieno e totale coinvolgimento recettivo, che catalizza la mente e il pensiero su un piano di contemplazione e di riflessione, che si trasforma in una sorta di appagante stato meditativo. Soltanto così per Cecilia si può davvero parlare di arte condivisibile e condivisa”.

     

     

  • Davide Quaglietta: quando l’arte diventa socialmente rilevante

    Assistiamo purtroppo all’incalzante e incessante mutamento ambientale e climatico, provocato dai gravi danni all’ecosistema. Questa situazione incostante e in continuo aggravamento ci rende impotenti dinanzi ad una catastrofe planetaria, nonostante la colpa dell’uomo sia tra le principali cause di questa devastazione generale. Tra i segnali più eclatanti, che si stanno palesando in modo sempre più frequente e diffuso, quello dello scioglimento degli iceberg e dei ghiacciai è senza dubbio molto preoccupante e influisce poi negativamente sull’intera struttura terrestre. A fronte di queste dinamiche di vera e propria minaccia sociale Davide Quaglietta, artista di particolare sensibilità e umanità, mette la propria pittura come vessillo simbolico per sollecitare una reazione collettiva e scuotere gli animi e risvegliare le coscienze della gente, che assiste ad uno sfacelo ambientale senza precedenti. Parte della sua produzione pittorica è infatti destinata ad accentuare l’attenzione della pubblica opinione verso il disgelo e lo scioglimento di consistenti iceberg, che si staccano e vanno poi alla deriva provocando anche di rimando un pericoloso innalzamento del livello dei mari e degli oceani. La Dott.ssa Elena Gollini ha approfondito le tematiche specifiche affrontate da Quaglietta all’interno del palinsesto narrativo. In particolare ha evidenziato: “Davide è un artista di grande merito anche per il prezioso e pregevole contributo fornito verso la giusta causa ambientale ed ecologica, che lo pone in prima linea nel sostenere la tutela e la salvaguardia del nostro ecosistema. Davide si schiera con motivazione e convinzione attraverso una pittura intrisa di significativi messaggi rivolti e indirizzati alla collettività. La pittura viene dunque prestata al sociale e canalizzata ad un discorso a largo raggio di diffusione e di divulgazione. Considero questa mission sociale di Davide estremamente avvalorante per dare ancora più slancio di autorevolezza al suo percorso di ricerca creativa. La sua pittura si avvale di un plus rafforzante, che diventa una credenziale importante per far emergere anche l’aspetto sostanziale e intrinseco oltre a quello informale ed estetico. Davide è certamente destinato ad entrare in un circuito di particolare meritocrazia, che prescinde dal giudizio puramente visivo e si addentra in parametri valutativi molto più complessi e articolati, il suo intento, infatti è quello di dare vita a opere, che seppur piacevolmente orchestrate possono diventare soprattutto funzionali a livello simbolico e concettuale e possono risultare di impulso e di fermento e fervore interiore per ricordarci, che la nostra Terra è un bene di tutti noi e deve essere protetta da tutti noi”.

    http://elenagolliniartblogger.com/davide-quaglietta