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  • Politerapico: quale soluzione scegliere in caso di disturbi articolari o per la riabilitazione

    In caso di disturbi articolari o di riabilitazione post chirurgica, le soluzioni per tornare in forma sono molteplici. Gli esperti di Politerapico, centro polispecialistico di Monza, ci  aiutano a capirne di più.

    Milano, Gennaio 2020 – Traumi, dolori articolari, riabilitazione post chirurgica: le situazioni in cui si ha bisogno dell’aiuto di un professionista per tornare in forma sono molteplici, ma bisogna sapere con precisione a che tipo di medico rivolgersi. Per questo tipo di problemi, infatti, esistono quattro principali figure di riferimento: l’ortopedico, l’osteopata, il fisioterapista e il fisiatra. Tutti sono accomunati da un medesimo scopo e cioè ripristinare le funzionalità fisiche del paziente; ciascuno, però, persegue questo obiettivo con metodi diversi. Per aiutarci a capirne di più, gli esperti di Politerapico, struttura all’avanguardia presente a Monza, spiegano le differenze tra le diverse specializzazioni.

    Cominciamo dall’ortopedia, una branca della medicina che nasce nel XVIII secolo per aiutare i bambini con deformazioni agli arti e alla colonna vertebrale e che, nel corso del tempo, si è ulteriormente articolata, arrivando a includere la chirurgia degli arti (superiori e inferiori), la chirurgia ricostruttiva – come l’alluce valgo. Per diventare ortopedico è necessario conseguire una laurea in Medicina e Chirurgia e quindi prendere una specializzazione. Al contrario dell’ortopedia, l’osteopatia non prevede interventi di tipo chirurgico né l’utilizzo di medicinali, ma si propone di risolvere i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico tramite manipolazioni manuali. 

    La fisioterapia è invece particolarmente indicata nei casi di riabilitazione (per esempio a seguito di un intervento chirurgico) e può fare ricorso anche all’utilizzo di protesi. Il fisioterapista, per svolgere al meglio il proprio lavoro, può avvalersi di diverse tecniche terapeutiche, tra cui la fototerapia, l’idroterapia e la termoterapia. Anche la fisiatria, ribadiscono gli esperti di Politerapico, è una disciplina molto importante nell’ambito della medicina riabilitativa: il fisiatra, infatti, svolge un duplice ruolo, occupandosi da un lato della cura della patologia e dall’altro della previsione del suo decorso, coordinando il lavoro sia del chirurgo ortopedico che del fisioterapista nell’ottica di un’integrazione tra le diverse specializzazioni.

     

  • Madri lavoratrici: 25% di lavoro in meno tutti i giorni a parità di stipendio

    Mentre l’Italia continua a macinare record negativi in fatto di natalità (nel 2019, come certificato dall’Istat, si è registrato il minor numero di nascite di sempre, appena 435 mila), e il nord Europa si fa sempre più pioniere di buone pratiche in fatto di genitorialità (da ultimo il caso della Finlandia con 164 giorni di congedo retribuito per ogni genitore), c’è chi prova ad andare controcorrente, spingendo anche il nostro Paese verso nuovi orizzonti di welfare. È il caso di Automha, azienda leader nel settore dell’automazione intralogistica, che da quest’anno ha introdotto una nuova misura che prevede la riduzione del 25% dell’orario di lavoro, a parità di stipendio, per tutte le madri con figli di età compresa tra 1 e 10 anni.

    La misura nasce con l’obiettivo di favorire la conciliazione vita-lavoro, riconosciuta come valore sempre più importante soprattutto dalle nuove generazioni di lavoratori (Millennials e Generazione Z, in particolare). A beneficiarne sono tutte le donne impiegate in azienda, pari al 15,5% del totale dei dipendenti (118), concentrate soprattutto nei reparti Operation & Engineering (9), Amministrazione (4), Direzione (2), Risorse Umane (2) e Marketing e Comunicazione (1).

    Il provvedimento è automatico e alle lavoratrici è richiesto solo di comunicare la preferenza circa l’orario da adottare che sarà, appunto, di 30 anziché 40 ore alla settimana, pari al 25% in meno ogni giorno. Una proposta che nei primi due mesi di attivazione ha riscontrato soddisfazione da parte delle mamme lavoratrici e nessuna lamentela da parte degli uffici, dei clienti o dei fornitori. Non solo: la misura ha sviluppato un passaparola positivo che ha portato a un sensibile aumento del numero dei curriculum inviati spontaneamente in azienda da parte di personale femminile.

    L’attenzione per la conciliazione – vita lavoro è, del resto, uno degli aspetti a cui le lavoratrici prestano maggiore attenzione. Tra le ragioni per cui il nostro Paese ha indici così bassi di natalità vi è, infatti, proprio la difficoltà di conciliare l’avanzamento della carriera con la cura della famiglia. Non a caso, secondo uno studio della Lega Europea delle Cooperative, il 43% delle dimissioni in Italia è dettato da motivazioni familiari che hanno a che fare con la necessità di accudire i propri figli, anche alla luce degli alti costi degli asili nido. Per questo, l’iniziativa di Automha di ridurre del 25% l’orario lavorativo giornaliero di tutte le madri con bambini in età scolare, si pone come una vera e propria best practice.

    «Come azienda italiana è nostro dovere impegnarci a favore della società civile e questa misura è un investimento sociale di forte valenza umana. Siamo convinti che possa tutelare la salute personale, giovare sulle dinamiche familiari e private, diminuire lo stress e contribuire allo sviluppo della comunità. Siamo orgogliosi di essere i primi in Italia a proporre un’iniziativa di questo tipo e speriamo di poter essere un esempio positivo anche per tante altre realtà» commenta Giuseppe Stefanelli, Amministratore Delegato di Automha.

     

    LA STORIA 

    Vanessa Vaglietti, 37 anni, mamma di una bambina di 3 anni e mezzo sta beneficiando della misura per le mamme.

    «Sono Vanessa Vaglietti, ho 37 anni, una bambina di 3 anni e mezzo e lavoro in Automha dal 2011. Ho iniziato il mio percorso come receptionist, poi sono stata in maternità e al mio rientro mi è stata offerta la proposta di lavorare nel comparto Amministrativo e Back Office. Un bel salto in avanti, cosa che non accade molto spesso: dopo la maternità, l’azienda non solo non mi ha declassata, ma ha creduto in me, offrendomi un ruolo con maggiori responsabilità. L’ufficio in cui lavoro ora non esisteva fino a qualche tempo fa: è nato proprio a seguito del fatto che Automha ha deciso di investire in me, potenziando il Customer Service. Siamo diventati così un vero e proprio reparto.

    L’introduzione di questa misura per le mamme è un ulteriore passo avanti. Garantisce maggiore equilibrio tra vita privata e professionale, mi permette di passare più tempo con mia figlia, di andare a prenderla all’asilo, di portarla al parco. Momenti di vita quotidiana importanti, che non vanno trascurati. Prima contavo molto sull’aiuto e sulla disponibilità dei nonni, ora riesco a conciliare tutto molto meglio: due ore sono tante per una donna che deve gestire lavoro, casa, figli. Si è alzata la qualità della vita, con molto meno stress.

    Ritengo, quindi, che sia una possibilità importante per le future madri: Automha ha messo in atto un ottimo welfare, facendo un reale passo avanti verso il futuro».

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  • Unione sportiva Acli e casa editrice Edizioni 2000diciassette sul territorio sannita per un incrocio tra cultura e sport

    In rete con l’unione sportiva Acli la casa editrice edizioni 2000diciassette aderisce al progetto sul bullismo e sulla violenza di genere promossa dal presidente U.S. Acli Benevento Alessandro Pepe in virtù di un percorso innovativo all’insegna della cultura e dello sport. Finalità del progetto smuovere le coscienze su tematiche che riguardano la fragilità.

    Sarà il santagatese Gerardo Biscardi ed il suo libro dal titolo: “Con le tasche piene di felicità”, edito da Edizioni 2000diciassette, a inaugurare questa nuova serie di incontri su tema del bullismo e della violenza di genere. “Con le tasche piene di felicità” è una produzione letteraria, che sta riscuotendo successo di vendite ed è presente sulle maggiori piattaforme distributive.
    L’amore, la gioia di vivere, la scoperta della felicità anche nelle difficoltà trovano risposte nel memoire dello scrittore.
    “Un percorso, un approdo; la luce dell’alba ed il paesaggio puro di un’anima che incanta. L’ebbrezza della voglia di vivere”

    Al convegno promosso dalla delegata U.S. Acli Benevento Immacolata Petrillo, che avrà luogo il 7 Marzo alle ore 18:30 nel salone dell’Istituto Comprensivo Telese Terme-Solopaca (scuole elementari), parteciperanno anche il presidente U.S. Acli Benevento Alessandro Pepe, l’avvocato Roberto Marino,la dottoressa Angela Rita Rotondi, la dottoressa Maria Vittoria Crocco, la fashion blogger campana Teresa Morone che per il secondo anno si impegna in prima persona contro il bullismo e la violenza di genere.

    A conclusione del convegno i presenti potranno partecipare ad una dimostrazione di difesa personale organizzata dal maestro di pugilato Clemente Di Crescenzo con rilascio di attestato riconosciuto dal CONI.

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  • Il Carnevale di Casoria diventa fashion con la moda Fornelli

    E’ l’Atelier Fornelli ad accendere i riflettori del fashion per il Carnevale in Villa Comunale a Casoria (NA), che ha coinvolto gli istituti scolastici del territorio ed ha messo in risalto la bellezza e lo stile femminile.
    L’evento organizzato dall’Amministrazione Comunale ha visto sfilare sulla scalinata della fontana piccola del parco pubblico ben 24 modelle giovanissime, che hanno arricchito la festa in maschera dei bambini con gusto ed eleganza.


    Subito dopo le esibizioni degli Istituti Scolastici, il quadro moda ha visto due momenti in passerella: il primo con una presentazione delle 24 modelle mascherate, che sono entrate in scena sorprendendo i presenti con tessuti preziosi (dalle sete ai coralli, con swarovski, pizzi e merletti), portando con aria disinvolta lo stile curato nei minimi dettagli dalla stilista Chiara Fornelli, sui brani musicali più noti del momento.
    In seconda battuta, su un revival musicale anni ’80, le stupende modelle della Young Fashion Agency, sono tornate in passerella alle pendici della scalinata per lasciarsi andare agli scatti di curiosi ed estimatori.


    Una sfilata di moda all’insegna di eleganza e creatività, con un focus particolare sull’abbigliamento da cerimonia dove i capi dell’emergente stilista di alta sartoria napoletana, le splendide modelle sapientemente curate dalla coreografa Nancy D’Anna e le fini acconciature di Glamour Parrucchieri con lo staff di Stani Scanzano, hanno lasciato il segno su questo evento.
    L’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Raffaele Bene con il supporto dei Consiglieri Comunali Luisa Marro e Rosalba Talletti, per questo evento di Febbraio, sceglie il giusto mix tra stile ed eleganza portati in passerella dall’Atelier Fornelli in collaborazione con la Young Fashion Agency e Glamour Parrucchieri, tra l’entusiasmo e la grinta dei bambini in maschera e la serenità dei genitori che si sono goduti così, una calda mattina nel verde cittadino.

  • San Valentino HappyNing a Napoli: a sorpresa arriva Elodie

    La cena di San Valentino organizzata da HappyNing sulla splendida terrazza dello Starhotels Terminus di Napoli è stata un successo.
    Tra le tante sorprese della serata, ogni coppia di innamorati ha ricevuto l’accoglienza da uno staff dedicato ed ha trovato sul proprio tavolo, una frase diversa tratta da celebri film d’amore. L’evento ha avuto un’ospite speciale ed inaspettata: Elodie la giovane cantante, reduce dal settimo posto in classifica al Festival di Sanremo con il brano Andromeda.

    Elodie ospite della struttura, ha fatto il suo ingresso durante la cena, dove gli ospiti ascoltavano le performance del Maestro Andrea De Vivo e di Federica Cardone, con brani cantati e recitati, ispirati alle colonne sonore dei film d’amore più celebri.
    A fine serata l’ex concorrente di Amici di Maria De Filippi, ha concesso ai fans autografi e selfie.


    Location di questo grande evento è stato lo Starhotels Terminus, struttura facente parte di un’importante catena alberghiera a 4 stelle, che grazie alla sua strategica posizione è meta favorita da chi vuole avere, a portata di mano, gli accessi alla città per godersela nel giorno più romantico dell’anno.
    Missione compiuta per lo staff di HappyNing, che a fine evento ha ricevuto i complimenti dagli ospiti per la cura dei dettagli.

  • Cdp per la seconda volta Top Employers, Fabrizio Palermo: “Le persone fanno la differenza”

    In un mondo di ricavi, investimenti e cifre, capita spesso di perdere di vista una delle componenti fondamentali di un’azienda, il capitale umano: non è il caso di Cassa Depositi e Prestiti, società guidata da Fabrizio Palermo, che si aggiudica anche quest’anno la certificazione Top Employers Italia.

    Fabrizio Palermo

    Cdp tra le eccellenze in ambito Human Resource, il commento di Fabrizio Palermo

    Nato nel 1991 in Olanda, il Top Employers Institute è un Ente internazionale indipendente sorto con l’obiettivo di valutare e certificare le condizioni di lavoro dei dipendenti delle aziende più importanti a livello globale. Dal 2008, l’Istituto ha aperto una sede a Milano: quest’anno sono 113 le aziende che hanno ottenuto il Top Employers Italia, tra le quali Cassa Depositi e Prestiti, certificata per il secondo anno consecutivo. “Questo importante riconoscimento – ha dichiarato l’Amministratore Delegato Fabrizio Palermo a seguito della notizia ricevuta – rappresenta una nuova tappa nel percorso intrapreso dal Gruppo per la realizzazione degli obiettivi del piano industriale 2019-2021″. La conquista di Cdp è frutto di una grande attenzione nei confronti del proprio capitale umano: la certificazione tiene infatti conto di numerosi parametri, tra i principali il benessere dei dipendenti, le loro condizioni di lavoro e le opportunità reali di formazione e di crescita. “Siamo convinti – ha concluso l’AD – che siano le persone a fare la differenza, perciò intendiamo impegnarci e continuare ad investire per il rafforzamento del capitale umano, un fattore cruciale per la crescita del Paese”.

    Piano Industriale 2019-2021, Fabrizio Palermo: “Cdp investirà 200 miliardi di euro”

    La riconferma della certificazione come Top Employers del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, guidato da Fabrizio Palermo, va di pari passo con la nuova fase avviata dall’approvazione del Piano industriale 2019-2021. Con un investimento di 200 miliardi di euro in tre anni, la società sta confermando il suo ruolo proattivo nella crescita e soprattutto nello sviluppo sostenibile del Paese. Le risorse finanziarie messe in campo si dividono in 4 linee di intervento: sostegno all’innovazione, alla crescita e all’export delle imprese; finanziamento delle infrastrutture statali e aggiornamento della partnership con le PA; investimenti nei Paesi in via di sviluppo; infine, riorganizzazione del portafoglio di Gruppo. “Stiamo introducendo un nuovo modello operativo che punta all’ulteriore rafforzamento delle competenze di Gruppo, alla semplificazione organizzativa e operativa. Una trasformazione di grande respiro – spiega Fabrizio Palermoche ci consentirà di attivare ingenti risorse in favore di imprese e territori, aumentando il numero e l’efficacia dei nostri interventi”.

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  • La consulenza inizia online

    Con il nuovo sito web, Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. offre ai propri utenti un canale di comunicazione diretta con i diversi reparti dell’azienda, con l’obiettivo di semplificare la richiesta di informazioni, ridurre i tempi di risposta e accelerare l’operatività del proprio pubblico

     

    In Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A. l’innovazione tecnologica è una tradizione di lunga data, una costante che da alcuni anni viaggia di pari passo con un’altra esigenza fondamentale del mercato: quella di offrire al proprio pubblico un servizio di consulenza qualificato, personalizzato ma anche immediato, in grado di accelerare l’operatività e la realizzazione dei propri progetti. È proprio da questa idea e necessità che nasce il nuovo sito dell’azienda bolognese, punto di riferimento mondiale nella progettazione e produzione di organi di trasmissione.

    Il rinnovamento del sito web non si caratterizza solo per l’impostazione di un nuovo layout, pulito e ordinato, ma soprattutto per il valore aggiunto di offrire ai propri utenti un canale di comunicazione diretto con i diversi reparti dell’azienda: Progettazione, Produzione, Controllo qualità, Magazzino, Vendita e Marketing. Grazie a uno specifico form gli utenti possono infatti inoltrare in base alle proprie esigenze tecniche e progettuali le differenti richieste e ottenere in breve tempo indicazioni e risposte specifiche. Uno strumento di lavoro che perfettamente si integra con la piattaforma Trace Parts che consente ai progettisti di scaricare i file 3d dei prodotti.

    Si pongono così le basi per un dialogo fluido, diretto e immediato, che permetterà a Poggi Trasmissioni Meccaniche S.P.A di presentarsi ai propri clienti non solo come fornitore di prodotti ad alto valore tecnologico ma anche come partner capace di guidare il proprio pubblico attraverso una consulenza customizzata e orientata alla scelta delle soluzioni più efficaci in base alla tipologia di applicazione e allo specifico settore di riferimento.

    Altra importante novità del sito è l’introduzione di una sezione dedicata agli eventi e alle news, uno spazio per raccontare e presentare a tutti l’universo di Poggi Trasmissioni Meccaniche S.p.A., una realtà che dalla sua fondazione, nel 1958, fino ad oggi, non ha mai smesso di evolversi e innovare portando sul mercato soluzioni uniche e all’avanguardia. Eclatanti esempi di questa capacità di anticipare i tempi sono P-drive®, gamma di pulegge e cinghie sincrone a bassa rumorosità e altamente performanti e il concept P-gear®, sistema di trasmissione del moto con ingranamenti senza contatto, applicato nel campo dei rinvii angolari e dei riduttori: non un semplice prodotto, ma una soluzione rivoluzionaria ed evoluta, capace di ridurre il consumo energetico, la rumorosità e le vibrazioni. Attualmente il sito multilingua è online nella versione italiano e inglese, molto presto però sarà disponibile anche in spagnolo, tedesco e francese con l’obiettivo di intercettare un pubblico sempre più vasto e internazionale

     

    Poggi Trasmissioni Meccaniche SpA nasce nel 1958 grazie all’impegno e alla dedizione di Pierluigi Poggi, oggi portato avanti dai tre figli. Specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari e altre soluzioni nel ramo degli organi di trasmissione come cinghie dentate e trapezoidali, produce elementi di fissaggio, giunti, pignoni e slitte per motori elettrici. Da oltre 60 anni viene apprezzata in oltre 40 paesi del mondo per il suo approccio innovativo e customizzato. Il ventaglio di servizi all’avanguardia proposto da Poggi è frutto di continue ricerche e sperimentazioni, di un accurato percorso di progettazione e produzione che assicura un prodotto innovativo, certificato e orgogliosamente made in Italy.

     

    https://www.poggispa.com/

  • Parassiti intestinali dei cani, cosa sono e come trattarli

    I parassiti intestinali sono vermi di piccole dimensioni che si insediano nell’intestino del cane, dove si nutrono del sangue e del cibo ingerito.

    In alcuni casi le loro larve possono migrare, infestando i polmoni e altri organi.

    Una volta introdotti, questi piccoli organismi si riproducono; le uova e le larve vengono espulse con le feci, riversandosi nell’ambiente esterno e infettando altri ospiti.

    I cani cuccioli sono i soggetti più vulnerabili: i parassiti posso infestarli addirittura prima della nascita, raggiungendoli attraverso la placenta.

    Tuttavia, a causa dell’alto tasso di contagiosità e dei numerosi veicoli di trasmissione, il cane può essere colpito anche in età adulta.

    Tre sono, in particolare, le tipologie di parassiti intestinali che interessano il cane: i nematodi (ascaridi, anchilostomi, tricuridi), i cestodi (tenie) e i protozoi (coccidi, giardia, toxoplasma gondii).

    Alcuni di questi organismi possono essere individuati ad occhio nudo: è il caso degli ascaridi, vermi lunghi circa 8-10 cm simili a spaghetti cotti, la cui presenza è ben visibile nelle feci del cane.

    Altri, invece, come i tricuridi e i protozoi, possono essere rilevati solo attraverso esami accurati. Comune a tutte le parassitosi è la sintomatologia: il cane infestato dimagrisce e soffre di vari disturbi gastrici (diarrea, vomito, inappetenza, spasmi e gonfiore addominale).

    In alcune circostanze possono sopraggiungere anche problemi respiratori.

    Non sottovalutare mai questi segnali: se trascurata, una parassitosi può degenerare in complicanze molto gravi e di difficile gestione.

    Nei cuccioli, soggetti ancora molto vulnerabili, i parassiti possono causare anche il decesso: per questo, la sverminazione viene effettuata sempre a poche settimane dalla nascita.

    Se quindi sospetti che il tuo cane sia stato infestato, rivolgiti immediatamente al veterinario.

    Per prevenire infestazioni o reinfestazioni, cura in modo scrupoloso l’igiene domestica e tieni sotto controllo il tuo cane durante le passeggiate.

    Impediscigli, in particolare, di leccare il terreno, dove potrebbero essere presenti residui fecali; di ingerire resti di cibo e di bere dalle pozzanghere.

    Attenzione agli ospiti intermedi: il tuo cane, infatti, può essere infettato anche tramite contatto con flebotomi e roditori.

    Usa regolarmente un antiparassitario esterno contro pulci e zecche e controlla che il tuo amico non venga a contatto con topi e altri animaletti.

    Per saperne di più >>

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  • Tappeti d’Arte Moderni e Contemporanei

    È innegabile che un tappeto elaborato e ben annodato sia paragonabile ad un’opera d’arte, poiché la complessità nella produzione, l’impatto finale che ha sull’animo umano e la componente decorativa che ci sono dietro alla realizzazione di un tappeto non sono secondi a quella di un quadro o di una scultura. Per questo motivo non abbiamo timore ad utilizzare il termine tappeti d’arte , essendo un’opera dell’uomo che rappresenta talento inventivo e capacità espressiva.

     

    Il Tappeto come Forma d’Arte

     

    Le esposizioni di tappeti d’arte hanno lo scopo di far conoscere questo speciale tipo di corrente creativa millenaria: diffondere la cultura orientale del tappeto in Europa è un compito importante, affinché opere di maestri talentuosi e meritevoli non vengano svalutate e private del loro intrinseco e profondo valore per mancanza di conoscenza e dei mezzi necessari a comprendere la bellezza e il pregio di determinate opere.

    I Bhadohi sono tappeti di design di ottima qualità, che coniugano rara bellezza e prezzi convenienti; sono tappeti realizzati grazie alla lavorazione di lane pregiate e luminose, con nodo persiano e vello rasato basso. Ogni pezzo è unico e originale, dall’anima complessa e dalla forte personalità, pur stendendo a terra in modo discreto ed elegante. Il prezzo basso non è dovuto a un inferiore indice di qualità, ma a un fatto storico: i Bhadohi fanno parte delle importazioni anti crisi. I tappeti Tibet nascono da una rigorosa selezione di disegni contemporanei dai motivi fantasiosi, che insieme alla scelta di colori intensi donano ad ogni pezzo fascino e  carattere forte. Anche se in apparenza difficili da collocare, i tappeti Tibet si inseriscono in contesti molto diversi tra loro fino a diventare i veri protagonisti dell’arredamento.

     

    Tappeti di Design Moderni e Contemporanei

     

    Le aziende specializzate sempre più spesso realizzando progetti in collaborazione con architetti e il risultato sono sempre pezzi unici, originali e di alta qualità. La ricerca sperimentale ha lo scopo di unire l’ambientazione del tappeto e l’abbinamento dei tessuti.

    L’ultima tendenza dei tappeti di design è quella di disegnare e progettare tappeti su misura e affidare tale compito ad architetti ed arredatori: la ricerca sperimentale ha lo scopo di unire l’ambientazione del tappeto e l’abbinamento dei tessuti. I tappeti delle esposizioni d’arte vengono disegnati da artistici riconosciuti e importanti a livello nazionale e internazionale, e sempre nuove opere su misura o su ispirazione dell’artista vengono create per arricchire le collezioni di tappeti moderni, rinnovando la tradizione dell’annodatura fino ai giorni nostri.  Nelle esclusive gallerie d’arte non troverete solo tappeti antichi e moderni, ma anche opere della più alta espressione artistica umana: uno degli obiettivi di queste esposizioni è quello di integrare le arti classiche con quella antica del tappeto annodato per “favorire un percorso di comunicazione culturale tra Occidente e Oriente”. Gli artisti moderni traggono ispirazione da elementi tradizionali della propria terra natia e li reinterpretano esaltandone la bellezza: ad esempio possiamo trovare un tappeto annodato in Nepal con lana degli yak utilizzando lo speciale nodo tibetano, riproducendo infine un quadro dell’artista stesso in modo molto fedele.

  • Valori Morali in Declino – Strumenti per Imparare a Vivere più Felicemente

    Ron Hubbard scrisse i 21 precetti della Via della Felicità per fornire una guida che ogni individuo potesse seguire al fine di fare scelte che conducessero a una vita più felice, decente e appagante. Questo codice morale basato sul buon senso può essere seguito da persone di ogni razza, cultura o credo.L’intolleranza, i crimini razziali e quelli di odio etnico, sono purtroppo una realtà; le differenze culturali, etniche o religiose alimentano ancora più conflitti.

    Per portare solo un esempio tra i molti della dilagante immoralità: la pornografia occupa un terzo delle pagine web e, per chi ha davvero coraggio di affrontare una delle più crude e cruenti realtà: la pornografia infantile è l’attività on-line che sta crescendo più rapidamente …

    Volendo anche solo fare qualche esempio di criminalità: una cifra che va da 600 a 1600 miliardi di dollari viene riciclata ogni anno da spacciatori di droga, trafficanti di armi e altri criminali. Uso di stupefacenti: più di 210 milioni di persone fanno uso di droghe.

    Rispetto di sé? ogni anno, dai 10 ai 20 milioni di persone tentano il suicidio e 1 milione di queste muore.

    E l’irresponsabilità nei confronti dell’ambiente? l’aumento del 400% di disastri naturali dagli anni ’80 è stato attribuito a episodi connessi alle condizioni atmosferiche, conseguenza dell’aumento dei gas responsabili dell’effetto serra. Più della metà dei letti degli ospedali di tutto il mondo sono occupati da persone colpite da malattie riconducibili all’acqua contaminata.

    Molte persone si riversano nelle strade in aperta rivolta contro i propri governi perché apparentemente non esistono soluzioni. Sebbene si sia ben consapevoli che sommosse e rivolte non sono la corretta risposta né tanto meno la soluzione.

    Alla radice di questa crisi c’è una mancanza di principi e valori morali. La Via della Felicità sta aiutando ad invertire questo declino e a ripristinare l’integrità e la fiducia nell’umanità.

    VEDERE GLI ANNUNCI DI PUBBLICA UTILITÀ SULLA VIA DELLA FELICITÀ 

     

     

    Per maggiori informazioni su Scientology, il suo Fondatore e programmi:

    www.scientology.it – www.lronhubbard.it – www.scientologyreligion.it

     

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  • “UnCaffèConAlessandro”: Alessandro Benetton racconta come concretizzare i propri sogni

    “Il vero imprenditore non è chi sogna, ma chi sa trasformare i propri sogni in obiettivi”: nel recente appuntamento con la rubrica social “#UnCafféConAlessandro”, Alessandro Benetton dà le direttive per comprendere il proprio obiettivo e per raggiungerlo con consapevolezza.

    Alessandro Benetton

    Alessandro Benetton: sogni e obiettivi non sono la stessa cosa

    Non sempre volere è potere: ne ha parlato Alessandro Benetton in una recente puntata della video rubrica “#UnCafféConAlessandro”. L’imprenditore ha dedicato l’appuntamento social al fare chiarezza sul concetto di obiettivo, che non sempre coincide con i sogni che abbiamo nel cassetto e che ci impegniamo a realizzare. “Obiettivi e sogni sono cose molto diverse. Non saper distinguere la differenza, è il primo passo verso il fallimento”, ha dichiarato Alessandro Benetton. Come di consueto, il video è stato condiviso anche sulle pagine online del “Corriere della Sera”. L’argomento è di particolare interesse per giovani universitari così come per aspiranti imprenditori, o per chiunque sia in procinto di affrontare una nuova sfida professionale o di vita. Il primo step verso il successo è domandarsi il perché si vuole raggiungere un determinato obiettivo. “Bisogna porsi la domanda costantemente. Conoscere le nostre motivazioni, i nostri valori, è la prima cosa da fare per passare dai sogni agli obiettivi”. È importante che questi valori siano ben chiari prima di iniziare, in quanto saranno proprio loro a guidarci lungo la strada.

    Alessandro Benetton: alcuni consigli per raggiungere il traguardo

    Nella rubrica social “#UnCafféConAlessandro”, Alessandro Benetton è solito partire dalla propria esperienza professionale per fornire utili consigli. Nel video in questione, l’imprenditore suggerisce di “vivere grandi sogni in piccoli obiettivi”. Questo significa che al risultato finale si può giungere attraverso diversi step intermedi, più realistici e più costruttivi. Ogni piccolo successo rappresenta uno scalino da superare per giungere in cima all’intera scalinata. Con il progetto delle video rubriche su Youtube, Alessandro Benetton si impegna procedendo per step, “trovando volta per volta il modo giusto di comunicare e costruendo una squadra che mi permetta di lavorare al meglio”. L’imprenditore ha consigliato infine di darsi delle tempistiche adeguate: si evita così di perdere troppo tempo per raggiungere un risultato che, di fatto, non riusciremo ad ottenere. Si pensi a un ragazzo che punta a diventare medico: si potrebbe dare due anni di tempo per superare il test di ammissione a medicina. Se al termine di quei due anni l’obiettivo non fosse stato raggiunto, sarebbe meglio scegliere di cambiare strada. “Il vero imprenditore”, ha concluso Benetton, “non è chi sogna, ma chi sa trasformare i propri sogni in obiettivi”.

  • Storia del ricamo

    Il ricamo ha origini antichissime e si distingue in:

    – Ricamo bianco, così detto anche se eseguito con fili colorati, per la biancheria personale e da casa.
    – Ricamo fantasia, in cui viene sfruttato ogni tipo di materiale: seta, lana, cordoncino, lustrino, ecc.
    – Ricamo in colore, per ottenere effetti suggestivi.
    – Su tela, a fili contati.
    – In oro, per parati e tessuti importanti, con seta e oror, molto in rilievo e resistente, per paramenti e arazzi.
    – Ricami a riporto, che si ottengono con l’applicazione di tessuti diversi da quello del fondo per ottenere un dato disegno.
    – ricamo ad arazzo, uno dei più antichi, a fili contati, che riproduce scene di caccia, di ambienti familiari o soggetti sacri.
    – ricamo lamellato, molto delicato, per il quale si usa un ago piatto a 2 buchi.
    – ricamo in metallo, per bandiere, gagliardetti e altre applicazioni di carattere militare.

    Vi sono poi il ricamo umbro, a colori, quello persiano, fastoso e ricco, il ricamo a giorno, a bandiera, a intaglio e tanti altri.

    Il ricamo rappresentava il modo più semplice per impreziosire e personalizzare i capi d’abbigliamento indossati da personaggi di grande risalto politico o religioso, aumentandone così dignità e prestigio.
    In Italia, e precisamente in Sicilia, questa arte inizia intorno all’anno mille, durante il dominio dei Saraceni, che vi introducono laboratori di tessitura e di ricamo, rispettivamente Thiraz e Rakam, dai quali escono manti cerimoniali di grande pregio. La parola ricamo, infatti, deriva dal lemma arabo raqm (racam) che significa “segno, disegno”.

    La Chiesa assegna al ricamo il compito di edificazione religiosa. Il materiale che il Medioevo offriva per i soggetti era inesauribile, le figure del Vecchio e del Nuovo Testamento e la crescente schiera di Santi presentava un’infinita abbondanza di avvenimenti interessanti e meravigliosi. Dal Medioevo fino al XVI secolo inoltrato, i ricami sono sovente portatori di tradizioni popolari e di poesia, ma anche di leggende profondamente radicate nell’animo dei popoli.

    Durante il regno dei Normanni, in particolare di Ruggero II, la maestria dei ricamatori e tessitori è tale che i loro manufatti sono degni di Papi e Imperatori. I motivi ornamentali sono, in quell’epoca, ancora limitati a pochi elementi fitomorfi (albero della vita, giglio) e zoomorfi (grifoni, pappagalli, aquile), resi in maniera schematica ed essenziale.

    Ci rimane, quale monumentale testimonianza, il Mantello da incoronazione del Sacro Romano Impero, ricamato con oro e perle, con un motivo di cammelli assaliti da leoni tigrati, a specchio, separati da una palma da datteri, simbolo dell’albero della vita. Fu ordinato nel 1133 e fu portato a termine nel 1134; ora è conservato nel Kurstgeveben Museum di Vienna. Molto probabilmente la tecnica e i decori sono stati portati presso le altre maggiori corti della Penisola dalle stesse maestranze arabo-sicule, costrette a fuggire sulla fine del secolo XIII a seguito della rivoluzione dei Vespri.

    La moda dei ricami coinvolge le “nobili et virtuose donne” europee, che continuano a trovare in quest’arte un modo materiale e spirituale di evadere dalla quotidianità familiare. A Venezia si occupa di ricamo persino suor Arcangela Tarabotti, la scrittrice femminista ante litteram.

    Si diffondono ovunque gli Istituti di religiose che accolgono giovinette abbandonate per insegnare loro un mestiere, di ricamatrice o merlettaia, e per aiutarle poi, anche con l’apporto di una dote messa da parte in anni di lavoro all’interno del collegio, ad inserirsi degnamente in società.

    In Francia la riorganizzazione dell’Arti e dell’Artigianato determinata dall’accorta politica di Jean Baptiste Colbert, ministro di Luigi XIV, riunisce in un unico luogo, dov’era esistita la Manifattura d’Arazzi di Gobelins, tutti i laboratori destinati a produrre soltanto per il re. Sotto la direzione del pittore Le Brun, dal 1663, una équipe di artisti rinomati, tra cui scultori, architetti, ebanisti, incisori, tessitori e ricamatori, vengono riuniti nella “Grande Fabrique” per creare gli arredi dei sontuosi interni ed il guardaroba personale del loro sovrano.

    Nel Settecento si assiste addirittura ad un aumento di ricami, anche se forse meno rilevati e spessi.

    Viene usato prevalentemente per l’abbigliamento maschile, “camiciole” e “velade” si arricchiscono di bassorilievi auro-serici lungo le bottonerie e sui bottoni, attorno alle tasche, a sottolineare gli orli degli scolli, gli spacchi, risvolti, sui paramani delle maniche sagomate. Sono per lo più fiori, di tutte le tipologie, a mazzi, a tralci a ghirlande, intrecciati a nastri, nodi d’amore, nappe, conchiglie e piume.

    Articolo offerto da La Bottega del Camice, abbigliamento da lavoro Brescia.

  • La storia dell’abbigliamento

    L’abbigliamento nasce in tempi preistorici per rispondere a esigenze di tipo utilitaristico. Esso protegge il corpo umano dai pericoli dell’ambiente: sia agenti atmosferici (freddo, pioggia, sole..), sia insetti, sostanze tossiche, armi e altri rischi alla sicurezza personale.

    Tutti gli scavi finora effettuati che hanno portato al rinvenimento di oggetti e resti fossili risalenti al Paleolitico (da circa 2,5 milioni a 11-10.000 anni fa) non hanno portato alla luce elementi che possano dimostrare con sicurezza l’utilizzo di oggetti di abbigliamento da parte di ominidi in quel periodo.

    Il ritrovamento di rudimentali strumenti in pietra, realizzati con la tecnica della pietra scheggiata, atti con ogni probabilità alla trasformazione delle pelli in indumenti, ha però portato molti antropologi a sostenere che già 18.000 anni fa (periodo Magdaleniano), e forse anche prima, gli uomini utilizzassero pelli per coprirsi.

    In questo contesto la ragione fondamentale per cui gli esseri umani cominciarono a lavorare le pelli, per poi indossarle, è da ricercarsi nella necessità di coprire il corpo, nudo e più fragile rispetto ad altri animali, dalle intemperie. Non sono comunque da sottovalutare altri fattori.

    Tra questi occorre citare la funzione simbolica dell’abbigliamento: indossare la pelle di un altro animale era equivalente a identificarsi con esso, oltre a dimostrare la propria forza, con cui si era ucciso lo stesso. Con ogni probabilità l’introduzione delle pelli per coprire il corpo ha un legame anche con delle forme primitive di pudore.

    Questo contravviene alcune teorie secondo le quali il senso del pudore sia stata una condizione psicologica dettata dall’abbigliamento: essendo gli altri appartenenti alle comunità primitive coperti, l’uomo nudo percepiva la propria diversità dalla norma ed era portato ad equipararsi agli altri per non essere “escluso”.

    L’adozione di forme di abbigliamento agli albori della civiltà umana è quindi dovuta sia ad un fattore funzionale (protezione del corpo) sia a fattori di altra natura (simbolici, religiosi, psicologici, ecc.).

    Durante gli ultimi millenni dell’Età della pietra l’utilizzo di pelli di animali per coprirsi si diffuse tra gli uomini. Una vera e propria rivoluzione nel costume avvenne nel momento in cui si diffuse tra le civiltà preistoriche la lavorazione dei tessuti, che spesso garantivano maggiore protezione dal freddo e una maggiore reperibilità.

    La nascita della tessitura, avvenuta intorno al VI-V millennio, portò ad una notevole crescita dell’uso delle vesti, che venivano tessute anche grazie ai primi telai, che apparvero proprio nel Neolitico, anche se erano assai rudimentali. La filatura e la tessitura furono introdotte nel mondo antico grazie agli strumenti, che gli uomini preistorici iniziarono ad utilizzare intorno al 4500 a.C.

    Nel Mondo antico l’abbigliamento era costituito esclusivamente da oggetti filati di tessuto, e l’utilizzo di pelli di animale fu ben presto superato nella maggior parte delle comunità già a partire dal I millennio a.C. I tessuti utilizzati variano a seconda del luogo: ad esempio in Cina era assai sviluppata la produzione della seta, in India la canapa ed il cotone ed in Egitto il lino.

    In Europa occorre ricordare come i Fenici furono i primi a praticare la tintura dei tessuti, grazie alla scoperta del pigmento della porpora, ricavato dall’essiccazione del murice.

    A questo punto dell’evoluzione umana l’abbigliamento non era più visto esclusivamente come metodo per proteggersi da intemperie o altri agenti esterni, ma costituiva soprattutto un simbolo di appartenenza ad un gruppo (economico, religioso, politico, ecc.). I popoli mediterranei consideravano la porpora un bene di lusso ed i Fenici ottennero grossi guadagni vendendola alle altre popolazioni. Tra gli altri tessuti utilizzati nel mondo antico ricordiamo il cotone, la lana e il bisso.

    L’Impero Romano con la sua grande espansione venne in contatto con gli usi ed i costumi di molte popolazioni, dalle quali importò l’utilizzo di alcuni tessuti per il vestiario quotidiano o riservato ai più ricchi. Vengono così confezionati abiti come la toga, la tunica ed il pallio.

    Dopo Roma la filatura e la tessitura di seta, lino e lana diventano comuni a gran parte delle comunità europee, in particolare quella Bizantina, grazie ai suoi rapporti privilegiati (data la collocazione geografica) con l’Oriente. Di queste tre fibre tessili la più diffusa in questo periodo fu certamente la lana, sia per ragioni economiche (l’allevamento di ovini era abbastanza diffuso) che funzionali (alta capacità termica della stessa).

    Lo sviluppo del settore tessile conosce un fermento, almeno per quanto riguarda l’Europa, a partire dai primi secoli del I millennio d.C., grazie soprattutto ad una rinascita degli scambi commerciali sia tra le nazioni sia tra Oriente ed Occidente. In Italia l’importazione di tessuti era uno dei fattori che produssero più ricchezza per le repubbliche marinare, anche se assunse un certo rilievo anche il commercio interno, soprattutto per rifornire le città più ricche (Firenze, Palermo, Lucca, ecc.).

    L’abbigliamento di lusso o comunque con materiali pregiati rimase appannaggio delle classi nobiliari, delle corti di re e imperatori e dei ceti più abbienti (grandi commercianti, banchieri, ecc.). La qualità generale delle vesti comunque aumenta anche per le fasce di popolazione meno agiate, anche grazie all’adozione di strumenti che permettono una maggiore precisione nella sartoria: il ditale, gli aghi d’acciaio, le forbici a lame incrociate.

    Lo sviluppo dell’abbigliamento era andato di pari passo con quello della tecnologia tessile, in particolare con lo sviluppo dei telai: nel 1790, nell’ambito della Rivoluzione industriale, Joseph-Marie Jacquard inventa l’omonimo telaio, che permette di aumentare sia la precisione sia la velocità di produzione dei tessuti.

    L’evoluzione tecnologica si estende anche ai filatoi: tutto ciò attribuisce il primato nell’industria tessile ai paesi che per primi sono investiti dal fenomeno della rivoluzione industriale, tra tutti l’Inghilterra. Il mercato del vestiario conosce una crescita continua: la produzione tessile si meccanicizza e razionalizza assumendo notevoli dimensioni, rendendo l’industria dell’abbigliamento la più sviluppata del periodo.

    Tra le fine del Settecento e l’Ottocento l’industria tessile è in grado di soddisfare le richieste, oltre che delle classi più abbienti, anche della media e bassa borghesia. Durante il XIX secolo cominciano ad apparire quei tipi di vestiti che sono utilizzati ancora oggi: aderenti al corpo, con le maniche, leggeri o pesanti, con stoffe prevalentemente scure.

    Il miglioramento delle condizioni igieniche, assieme a quelle economiche, permette ad una buona parte della popolazione europea e nord-americana di indossare la biancheria. Il 1842 è un’altra data fondamentale: John J. Greenough brevetta la macchina per cucire, con la quale gli indumenti possono essere confezionati con grande velocità, ed il risparmio di denaro che ne deriva fa sì che la produzione può assumere dimensioni ancora più vaste.

    L’industria dell’abbigliamento può adesso realizzare la produzione in serie dei vestiti, favorendo la creazione di centri industriali tessili e di grandi magazzini per la vendita dei loro prodotti. Successivamente, sia nell’Ottocento che nel secolo successivo, il perfezionamento della macchina per cucire permetterà di meccanizzare anche altre operazioni (ricamo, soprafilo, rammendo, cucitura dei bottoni, ecc.).

    L’abbigliamento conobbe, nel XX secolo, una evoluzione straordinaria, ed una espansione produttiva e tecnologica senza pari. I due conflitti mondiali, ed i relativi dopoguerra, portano, dapprima, la crisi economica in molte nazioni: i materiali pregiati diventano appannaggio di pochissimi, mentre si diffondono quelli di recupero (lana riciclata, sughero per le scarpe).

    In seguito, con il miglioramento della situazione economica, si ha un sempre maggiore sviluppo dell’industria del vestiario, che introduce, oltre ad una grandissima scelta di nuovi prodotti (busti, tailleur, gonne, jeans, tute da sport tanto per citarne alcuni) anche la scelta di nuovi materiali frutto della tecnologia come le fibre artificiali e sintetiche, meno costose e adattabili a situazioni diverse (tecnofibra).

    Articolo offerto da La Bottega del Camice, abbigliamento professionale Brescia.

  • L’igiene degli abiti da lavoro

    L’igiene è un aspetto di fondamentale importanza per quel che riguarda l’abbigliamento da lavoro, che in particolar modo in alcuni ambiti lavorativi potrebbero diventare un ricettacolo di microbi.

    Nella maggior parte dei casi il lavaggio di questi indumenti viene eseguito da ditte esterne specializzate nell’igienizzazione delle divise da lavoro, ma ci sono casi in cui lo si può fare anche da soli, utilizzando una normale lavatrice avendo comunque cura di non lavarli insieme agli altri indumenti e di utilizzare detergenti che abbiano anche una funzione antibatterica che garantisca un livello di pulizia più profondo e accurato, soprattutto nel caso di indumenti che vengono utilizzati in particolari ambienti ad esempio quello della ristorazione o quello medico-sanitario.

    Oltre a sicurezza personale, spesso gli indumenti da lavoro servono anche a garantire la massima igiene sul posto di lavoro, ad esempio quando parliamo del settore della ristorazione.

    Non per niente, cuochi, barman e camerieri nella maggior parte dei casi svolgono la loro attività in divisa, con l’aggiunta di cuffiette, camici e guanti per chi lavora a contatto con il cibo nelle fasi di preparazione. Il tutto, nel rispetto delle basilari norme igienico sanitarie previste per il settore della preparazione degli alimenti che andranno serviti al pubblico.

    Dalle grandi mense aziendali o scolastiche fino ad arrivare al ristorante di quartiere, un abbigliamento adeguato per chi lavora in cucina a contatto con il cibo è obbligatorio e regolato da una serie di normative di legge.

    Nel settore sanitario e ospedaliero, più che in tanti altri, è di fondamentale importanza la questione igienica, in quanto si è sempre a contatto con i degenti e spesso le spore e i batteri si attaccano ai tessuti e vengono trasportati dentro e fuori dagli ospedali, con conseguenti rischi sia per i degenti che per il personale.

    Nel caso in cui non si utilizzino i lavaggi industriali, infatti, è necessario prestare particolare attenzione alla pulizia e al lavaggio degli indumenti da lavoro, avendo cura di utilizzare il pre-lavaggio e speciali prodotti battericidi come ad esempio il Napisan, per citarne uno. Anche il lavaggio a secco è un metodo di lavaggio altamente disinfettante che può essere utilizzato per questo tipo di indumento.

    Certo, la cosa migliore sarebbe sterilizzare gli indumenti con lavaggi a 100 gradi, che assicura un’igienizzazione completa pur rispettando i tessuti. Per effettuare questa sterilizzazione bisogna necessariamente lavare gli indumenti in lavanderia, specificando il tipo di lavaggio richiesto.

    Articolo offerto da La Bottega del Camice, abiti da lavoro brescia.

     

     

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  • Divise da lavoro e loro significato

    Sono molte le professioni che richiedono divise da lavoro di tipo specialistico, adeguate all’attività che si sta svolgendo.

    Parliamo ad esempio del personale che lavora presso le fabbriche o le industrie, le professioni nel settore medico-sanitario, la ristorazione e tanto altro ancora: sono sempre di più infatti i settori in cui si decide di vestire il proprio personale in divisa, a cominciare dalle catene di negozi che richiedono, se non proprio una divisa, un abbigliamento particolare al proprio personale.

    O all’industria alimentare che richiede mascherina, cuffietta, camice e guanti. Oppure al personale ospedaliero che ha bisogno di un abbigliamento speciale dalla testa ai piedi.

    L’abbigliamento da lavoro è un tipo di indumento preposto allo svolgimento di una determinata attività e va quindi indossato prima di lavorare e tolto prima di lasciare il posto di lavoro. Solitamente chi lavora in divisa dovrebbe anche evitare di indossare troppi effetti personali come orologio e gioielli qualsiasi altra cosa che potrebbe essere di impedimento per il normale svolgimento delle attività lavorative.

    È anche importante occuparsi della pulizia e dell’ordine del proprio abbigliamento da lavoro, esattamente come se si trattasse dei nostri abiti di ogni giorno. Anche i piccoli dettagli, infatti, vanno a vantaggio dell’immagine dell’azienda per cui si lavora e in questo caso il rispetto è d’obbligo.

    Inoltre, adeguati capi di abbigliamento da lavoro possono anche essere utili nella prevenzione di eventuali incidenti, soprattutto per determinate categorie di lavoratori, ad esempio gli operai, che indossano accessori e indumenti antinfortunistici come caschi, mascherine, guanti speciali, scarpe rinforzate.

    Anche l’igiene è un aspetto di fondamentale importanza per quel che riguarda l’abbigliamento da lavoro, che in particolar modo in alcuni ambiti lavorativi potrebbero diventare un ricettacolo di microbi.

    L’abbigliamento da lavoro ha origine nell’ambiente industriale e in altre categorie lavorative, dove vengono impiegate persone per il lavoro all’aria aperta, ad esempio gli operatori ecologici, oppure nelle mense, dove è comunque richiesto un abbigliamento particolare.

    Indipendentemente dall’attività lavorativa svolta, gli indumenti da lavoro hanno il comune denominatore della sicurezza. In alcuni settori industriali, come ad esempio l’industria, l’abito da lavoro è uno standard e un must per qualsiasi persona lavori all’interno di una determinata azienda.

    Questa esigenza deriva naturalmente dal tipo di lavoro svolto: nelle industrie infatti gli operai sono spesso a contatto con materiali che possono sporcare, lasciare odori sgradevoli o essere in ogni modo dannosi o pericolosi per la salute, che si tratti di liquidi bollenti o di acidi, o dei prodotti chimici che spesso vengono utilizzati anche nell’industria alimentare.

    Solitamente in questo settore lavorativo l’abbigliamento da lavoro è realizzato in cotone, nella maggior parte dei casi con colorazione blu, e con una trama particolarmente resistente in modo da non sfibrarsi a causa dei ripetuti lavaggi energici spesso ad alte temperature.

    Ovviamente i capi di abbigliamento da lavoro non vengono utilizzati solo nel settore industriale privato ma in qualsiasi attività lavorativa dove si trattano materiali particolari o si svolgono lavori fisicamente impegnativi, basta pensare agli operai che lavorano per la creazione del manto stradale di strade e autostrade o chi si occupa di smaltimento di rifiuti.

    Oltre a sicurezza personale, spesso gli indumenti da lavoro servono anche a garantire la massima igiene sul posto di lavoro, ad esempio quando parliamo del settore della ristorazione e delle aziende ospedaliere.

    Gli ospedali (sia le strutture pubbliche che quelle private),le cliniche, i laboratori di analisi e tutti i luoghi di lavoro del settore sanitario prevedono l’utilizzo da parte del personale di un abbigliamento adeguato, che serve in primo luogo come segno di riconoscimento sia per le varie persone che vi lavorano, che spesso non sono poche, sia per i fruitori del servizio, che sanno identificare senza problemi un camice bianco.

    Articolo offerto da La Bottega del Camice, divise da lavoro Brescia.

     

     

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  • Ottimi riscontri per Davide Romanò in Fiera Arte Genova

    Il pittore Davide Romanò ha riscosso ottimi riscontri di consenso, a fronte della sua partecipazione alla storica fiera Arte Genova, svoltasi dal 14 al 16 Febbraio nel suggestivo capoluogo ligure. Romanò ha esposto in loco due opere particolarmente intense e di alto spessore sostanziale, dal titolo “Scacco matto” e “Lo spazio”.

    Nel commentare i profondi risvolti contenutistici della sua arte la dottoressa Elena Gollini ha dichiarato: “La pittura di Davide è fatta soprattutto di percezioni e sensazioni. È una pittura fortemente intimista. A lui non interessa semplicemente descrivere, perché ha capito che il grande segreto della pittura del nostro secolo è la capacità di andare oltre la realtà. Avverte e metabolizza tutte le emozioni del reale, ne coglie tutte le complesse pulsioni vitali e le trasforma in visioni cromatiche accese e vibranti, con cui riesce a farci comprendere il contenuto insito e a renderci partecipi attivamente, estraendone l’essenza più autentica e pura. L’intreccio variopinto del colore brillante con le forme figurali stilizzate di tendenza astratta, gli permette di afferrare, bloccare e trasfigurare la realtà. Il colore scioglie e mescola insieme le forme e i contorni predefiniti, nega i volumi circoscritti e si affranca dal secolare dovere vincolante della raffigurazione più tradizionalista, si allarga, si espande e acquista vita propria, vive una propria esistenza, diventa entità autonoma e indipendente. Davide filtra la realtà, la immette dentro una sorta di vetro polarizzato per scrutarla curioso e al contempo la scandaglia e la analizza con acuto spirito critico. La materia pittorica, talvolta più lieve e talvolta più densa, bilancia perfettamente gli accordi cromatici d’insieme, che offrono un risultato espressivo molto caratterizzante. Il colore assume effetto plastico e si accentua in un corollario di pigmenti accattivanti, che seguono il paradigma emotivo e il trasporto psicologico di Davide. Si tratta di una comunicazione lirica e contemplativa, interiore e introspettiva che si realizza attraverso il colore nella sua declinazione più evocativa. Ottiene effetti di sorprendente resa, dove gli accordi tonali si compongono e si sovrappongono nella sintesi visiva, che accoglie la luce e ne moltiplica il potere irradiante e l’energia dinamica“.

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  • Renord: il 50° compleanno

    Nuovo logo, eventi e concorsi per i clienti, per celebrare la storia di una tra le maggiori concessionarie auto del Nord Italia. 

    Renord, la storia. 

    Quest’anno, la concessionaria Renord compie 50 anni. È infatti dalla sua fondazione, avvenuta nel 1970, che la concessionaria opera nel mercato dell’automobile, diventando negli anni leader nel nord Italia per i marchi che rappresenta. Crescendo nel tempo, grazie alla qualità del suo servizio, è riuscita a svilupparsi fino a raggiungere le attuali sette sedi, tra servizio vendita e assistenza, presenti sul territorio di Milano, Sesto San Giovanni e Monza. 

    La crescita dell’azienda, organizzata per funzioni per garantire un’elevata specializzazione, ha infatti permesso di ampliare e differenziare l’offerta di servizi che consentono di soddisfare sia clientela privata che aziende, garantendo sempre elevati standard qualitativi. 

    Una crescita continua. 

    Quella di Renord è una storia di successi accompagnata da una crescita continua. Ad ottobre 2019 ad esempio è stata celebrata ufficialmente l’opera di rinnovo e ampliamento della sede in via Milanese, a Sesto San Giovanni. Qui sono stati inaugurati gli uffici commerciali e direzionali, completamente rinnovati, gli ampi showroom Nissan e Dacia e la nuova struttura dedicata al service, uno spazio all’avanguardia di oltre 5000 mq di superficie. Sempre nel 2019, Renord ha aperto poi un’ulteriore sede a Monza, una concessionaria dedicata solo al brand Nissan. 

    Nuovo logo. 

    Renord ha sempre seguito i cambiamenti e le evoluzioni che il mercato ha offerto negli anni ed è per questo che ha deciso di rinnovarsi anche nel logo che, seguendo i trend grafici attuali, è stato minimalizzato, snellito e reso ancora più elegante. Il nuovo logo è il risultato di un’evoluzione di quello storico, reso nel restyling definitivo più lineare, essenziale e forte per sottolineare nei suoi tratti i valori del brand. Il nuovo logo, così come Renord, è quindi al passo con i tempi e in linea con i trend del momento che richiamano il minimal, la pulizia e l’eleganza. In occasione del 50esimo anniversario e per tutta la durata dell’anno 2020 il nuovo logo sarà accompagnato da una grafica speciale, riportante il numero 50. 

    Eventi e iniziative per dipendenti e clienti 

    Durante tutto il 2020 Renord attiverà una campagna dedicata all’anniversario su mezzi pubblici di Milano e Monza, circuiti di cartellonistica, social media e radio per celebrare questo importante traguardo con il pubblico. Verso la fine dell’anno sarà inoltre organizzata una festa per tutti i dipendenti con ospiti VIP, spettacoli di artisti e performer, per celebrare insieme questo importante traguardo. Non solo: per tutti i follower delle pagine social di Renord e per i clienti che passeranno dalla concessionaria saranno previste tante sorprese e iniziative dedicate. 

    Renord, concessionaria Renault, Nissan e Dacia, opera nel mercato dell’automobile da oltre 40 anni: con sette sedi, tra servizio vendita e assistenza, presenti sul territorio di Milano, Sesto San Giovanni e Monza, è tra i più importanti concessionari della Lombardia.

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  • L’appassionata ricerca artistica di Alessandro Giordani

    Per Alessandro Giordani ogni opera parla da sé, ma al contempo deve anche restare un mistero e lasciare l’opportunità allo spettatore di potersi approcciare ad essa, stimolando più chiavi di lettura e risvegliando sensazioni e percezioni eterogenee, all’insegna della libertà interpretativa per condividere al meglio i messaggi e i significati, inseriti dentro lo scenario narrativo. Propone una pittura spontanea senza filtri che la condizionano e senza frenare l’impulso passionale che lo spinge a dipingere. La sua ricerca ponderata e doviziosa, non tralascia mai alcun dettaglio per ottenere la miglior resa d’impatto visivo ed estetico.

    Sul suo percorso creativo di grande valenza qualitativa la dottoressa Elena Gollini ha sottolineato: “La pittura di Alessandro, che trae la sua ispirazione di spunto ideativo dall’arte astratta di tendenza geometrica e dai suoi parametri espressivi, si compone di vere e proprie riflessioni esistenziali concretizzate nelle visioni proposte. I pensieri, le emozioni e il pathos dell’anima vengono immessi dentro la composizione narrativa e sembrano magicamente fluttuare nel ritmo dinamico d’insieme. Le opere si possono considerare come dei veri e propri enigmi della psiche, con una potenza energetica che si sprigiona a tutto tondo. La sua è una pittura d’azione e di movimento, che gioca sull’effetto ottico illusorio e visionario, rafforzato dalla componente cromatica ed è libera dai condizionamenti facenti capo alla tradizione del figurativo considerato in senso classico. La catena illusoria formata da segni, forme e colori si colloca in sospeso tra realtà e fantasia e possiede una profonda forza comunicativa. Ogni quadro catalizza da subito l’attenzione dello spettatore che rimane coinvolto e quasi ipnotizzato a scrutare e contemplare le rappresentazioni. Un turbinio di forze vitali abita dentro le opere e le vivacizza. Le virtuose capacità di ricerca e di sperimentazione le permettono di conseguire traguardi sempre più qualificanti e di perfezionare sempre meglio la tecnica esecutiva, dando anche il massimo risalto ai contenuti insiti“.

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  • La One Express ideale non è “un gioco da ragazzi”: il Pallet torna a parlare di sé su tv e radio

    Un nuovo spot di 60” per raccontare il viaggio verso un servizio ottimale e rimarcare i risultati raggiunti fino ad oggi. Stasera il lancio su La7

     Esordirà stasera su La7 la nuova campagna pubblicitaria firmata One Express. Alle 20:40 circa, tra l’anteprima di Otto e Mezzo – lo storico programma di Lilli Gruber – e il promo di rete, il Pallet Network tornerà a parlare di sé con uno spot di 60”: un racconto efficace e mirato a trasmettere al pubblico i valori e le plusvalenze che ogni giorno ispirano e orientano l’attività del gruppo facendone un esempio di eccellenza, sia a livello nazionale che internazionale, del trasporto su PALLET ESPRESSO.

     L’eccellenza però non è un gioco da ragazzi. Il video infatti gioca con ironia su un doppio registro. Nella prima parte emerge la One Express dei sogni, un mondo ideale che non conosce problemi né imperfezioni.
    Dall’altra, invece, si impone la realtà dei fatti con le sue incongruenze e i suoi imprevisti. Difficoltà quotidiane che però non impediscono ai componenti del Pallet Network, rappresentati da 120 Affiliati, di lavorare ogni giorno per avvicinarsi a un livello di servizio ideale, in parte oggi già conquistato grazie al raggiungimento di performance importanti, che ci permettono di essere il vero pallet espresso.

     Se è vero che la One Express ideale non è un gioco da ragazzi è altrettanto vero che questo mondo ideale può rappresentare la direzione dei nostri passi, il motivo dei nostri sforzi – spiega Roberto Taliani responsabile marketing della Rete, – con questo spot abbiamo voluto ribadire il nostro impegno a ottimizzare il nostro servizio di spedizione di merce espressa su bancale ogni giorno, e allo stesso tempo sottolineare i risultati raggiunti fino ad oggi. Se pensiamo a 12 anni fa, quando questa storia è cominciata, diventiamo consapevoli che tutto è possibile e non esiste limite alla nostra crescita. Questo grazie a un lavoro dietro le quinte straordinario che vede i nostri Dipendenti e Affiliati disposti ad affrontare qualsiasi imprevisto per rispettare i tempi delle consegne”.

    Dopo l’esordio di questa sera lo spot andrà in onda anche nei giorni successivi secondo la seguente programmazione: Mercoledì 26 e Venerdì 28 (Febbraio), Martedì 3, Giovedì 5 e Sabato 7 (Marzo). Il racconto di One Express ovviamente non si ferma qui. A partire dall’8 marzo fino al 21 marzo lo spot sarà veicolato anche in radio sulle principali emittenti nazionali.

    Trasporto Pallet One Express

  • “Il sapore e il sapere: Salumificio Roncadese”

    Oggi vi parleremo di quei Artigiani di un tempo a partire dalle materie prime semplici e uniche che caratterizzano i prodotti del Salumificio Roncadese, occhi e mani esperte lavorano ogni giorno
    per scegliere l’eccellenza della materia prima.

    Abbiamo incontrato Ivan Bozzato, contitolare con il padre del Salumificio Roncadese, lo abbiamo messo sotto torchio per fornirci tutti i segreti produttivi e, perché i suoi salumi sono cosi buoni e molto apprezzati dai clienti:

    • Perché Ivan i vostri salumi sono semplicemente splendidi?

    Siamo ancora un salumificio artigianale di Roncade in provincia di Treviso, e da sempre offriamo salumi di qualità. Produciamo i nostri salumi come artigiani, con carne selezionata di prima qualità e spezie 100% naturali. Ciò che rende unici i prodotti è l’esperienza che mio padre mi ha trasmesso, che hanno fatto di questo mestiere la passione più grande della propria vita. Siamo da sempre un salumificio a conduzione familiare, legati ai sapori autentici e genuini di una volta. La nostra filosofia è semplice: un’attenta selezione delle materie prime, una lavorazione artigianale in tutte le fasi e una ricerca costante – in equilibrio tra tradizione ed innovazione.

    • Quando avete capito che eravate sulla strada giusta?

     Nel nostro salumificio ogni salume ha il suo tempo per divenire buono. Solo attraverso una stagionatura adeguata e mai forzata si riscopre il tempo reale del gusto, della genuinità e del sapore vero. La stagionatura rende il prodotto veramente esclusivo, “questo è il sapere dei sapori”.

    * Un sogno?

    Vorrei fare assaggiare il mio cotechino a Carlo Cracco.

    Per concludere Ivan, cosa vorresti aggiungere: il nostro lavoro è una missione che racchiude in sè valori professionali ed etici, la conoscenza di tecniche e di procedure precise che rappresentano poi il gusto, la bontà e la genuinità di tutti i nostri prodotti sulla tavola e, questo lo percepisci dalle relazioni che abbiamo, questo è il fattore-chiave di una buona salute aziendale.

    Tirando le somme, che voto daresti alla tua azienda? Un bel’8 non voglio essere presuntuoso.

    Distinti salumi a tutti.

    Info e Informazioni utili

    Salumificio Roncadese

    Roncade – Via Manera 21

    www.salumificioroncadese.it

    mail: [email protected]

     

  • Alessia Annesi, Alza la testa

    in radio il singolo dell’artista dall’anima rock

    Il brano racconta della fatica che le persone di oggi fanno  nel voler raggiungere una propria consapevolezza. Nella vita attuale, purtroppo, questa consapevolezza viene molto spesso a mancare visti gli eccessivi automatismi che le persone si ritrovano abitualmente, ogni giorno, ad eseguire. Un cocktel di concetti, grinta ed energia pura.

    Alessia cresce immersa nella buona musica soprattutto quella degli anni 60/70, grazie alla famiglia amante anche del teatro.
    La nostra AnimaRock inizia il suo percorso proprio con il teatro di prosa, passando poi alle commedie teatrali, con la direzione artistica di grandi insegnanti come: Antonio Bilo Canella, Carlo Merlo; passa attraverso il cinema lavorando come protagonista con Franco Nero, copre piccoli ruoli con Gabriel Garko e Maurizio D’Agostino.

    La moda, le passerelle di Sarli e di Abei e grandi aziende come la Jean Louis David l’hanno accompagnata per molto tempo.
    La passione per il canto si risveglia ma questa volta, la nostra Alessia si lancia senza l’aiuto del teatro, lascia la scena infatti qualche anno fa.
    Inizia a studiare ad approfondire ciò che secondo la sua insegnante di teatro e di canto sanno essere il suo punto di forza; l’interpretazione.
    Attraversa tante sfumature di musica Pop/Rock e studia per approfondire l’interpretazione di grandi interpreti italiane come Mia Martini e Fiorella Mannoia con l insegnante Deborah Italia e poi con Stefano Zanchetti.

    Segue musica straniera e ama Skunk Anensie e Janis Joplin.
    Fino ad arrivare ad oggi, dove a distanza di 5 anni, ha un progetto dedicato a Gianna Nannini della quale Alessia è grande fan, il tributo ha il nome di ProfumoRock. Una  avventura iniziata casualmente grazie ad un impresario.
    Il rock che le vive dentro e la passione della musica anni 60/70, si risveglia e si ribella talmente tanto da portarla a promuovere il suo album “Rivoluzione 70”  grazie alla Macrì Productions e Lorenzo Sebastianelli che ne ha curato gli arrangiamenti.

    La voce di Alessia in questo momento viene seguita da Lanfranco Carnacina che ne cura i dettagli.
    In questo progetto Alessia parla del suo percorso intimo con la musica e con il “suo” Rock Grunge…

    https://www.facebook.com/alessia.annesi.7
    https://www.youtube.com/channel/UCoU02d8rKsyJYxTXmc7Uzuw

    Press, radio, Tv Agency
    DCOD Communication By GB Play
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  • Volontari per l’ambiente ripuliscono l’area del porto di Senigallia

    In un paio d’ore raccolti 3 sacchi di spazzatura

    I volontari de La via della felicità di Senigallia, organizzano diverse attività nell’area, come pulizia parchi, spiagge libere ed altre attività che hanno lo scopo di ripristinare, con i fatti, quei valori sociali molto importanti per vivere una vita migliore e più felice per tutti.

    Nel pomeriggio di ieri, giovedì 20 febbraio, approfittando della bellissima giornata, il gruppo di volontari, armati di guanti e pinze, si sono dedicati ad un intervento di pulizia nella zona porto di Senigallia con il risultato di 3 sacchi di spazzatura, tra plastica e cartacce; incastrate tra i roccioni, ma pur sempre degradanti per l’ambiente.

    Il rispetto dell’ambiente è uno dei punti trattati nella guida al buon senso La via della felicità, l’opuscolo che ispira i volontari ad impegnarsi costantemente nelle diverse attività nella comunità.

    Molta la soddisfazione dei volontari per il lavoro fatto, e anche per l’apprezzamento dai cittadini che passando hanno dispensato tantissimi “Bravi”, “Grazie per quello che fate”; ecc… che fa capire quanta sia  l’attenzione all’ambiente; considerando che anche queste piccole azioni contribuiscono a mantenere il litorale di Senigallia “un gioiello”, apprezzato e ammirato ogni anno da migliaia di persone che si godono la meravigliosa spiaggia di Velluto.

    Dato che il nostro benessere è legato alle azioni degli altri, diventa vitale promuovere i benefici di una buona condotta. “Rispettare e proteggere il proprio ambiente” questo è uno dei messaggi che i volontari vogliono diffondere nella società.

    Il filosofo L. Ron Hubbard scrive: “Un ambiente deturpato da persone in disordine può avere un effetto leggermente depressivo sul morale. Comunque, ricchi o poveri, o per qualunque altra ragione, quelli che non hanno cura delle loro proprietà e luoghi possono provocare disordine alle persone che vivono accanto a loro.”

    Vai sul sito: www.laviadellafelicita.org e decidi come puoi entrare in azione per migliorare il tuo ambiente.

     

     

     

  • Avis Regionale Lombardia: il Coronavirus non è un pericolo per chi dona e chi riceve

    Il sistema sangue italiano è sicuro e non teme il Coronavirus. AVIS Regionale Lombardia, alla luce del decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha rafforzato le misure di contenimento, tranquillizza e invita i donatori a continuare a donare. A scopo puramente prudenziale sono sospese temporaneamente dall’attività donazionale i residenti nei comuni di Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione D’Adda, Castelgerundo, Fombio, Maleo, Bertonico, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini.

    Il presidente di AVIS Regionale Lombardia, Oscar Bianchi rassicura: «I donatori devono comportarsi come sempre, seguendo il fondamentale criterio dell’autosospensione in caso di sintomi da raffreddamento e febbre o altri sintomi simili.  Si dona il sangue solo quando si è in buona salute, quindi è opportuno avere la sensibilità di comunicare alla struttura trasfusionale se tali sintomi sono comparsi nei 15 giorni dopo la donazione. A tutti i donatori raccomando di informare il servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con l’infezione da “Coronavirus” o in caso di diagnosi, nei 14 giorni successivi ad una donazione. Vige il principio di massima precauzione, ma è importante ribadire che il nostro sistema trasfusionale è sicuro e di qualità”.

    Insieme alle istituzioni nazionali e locali, Avis Regionale Lombardia sta costantemente monitorando la situazione e dando aggiornamenti puntuali sui canali social e sul sito. Non sono state documentate trasmissioni mediante la trasfusione di emocomponenti e non è noto alcun rischio di trasmissione trasfusionale ma in linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono state rafforzate le misure di sorveglianza anamnestica sul donatore di sangue. I criteri di esclusione dalla donazione sono: soggiorno in area interessata nei 28 giorni precedenti, soprattutto se vi sono stati contatti personali con soggetti confermati o potenzialmente infetti, specie se con sintomi simil influenzali, ma anche in fase ancora asintomatica; presenza di sintomatologia simil influenzale. I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Il periodo di incubazione è attualmente stimato in 3-14 gg. E’ competenza e responsabilità del medico l’ammissione o meno alla donazione.

    Sul sito di Avis regionale www.avislombardia.it è pubblicato il pieghevole informativo del Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità su sintomi e prevenzione del Coronavirus.

  • Coffee Set Colonia di Greenwood. Legno e alluminio per un giardino moderno.

    l set in legno Colonia è la scelta migliore per inaugurare la bella stagione nel segno dello stile e del comfort.

    La costante ricerca di soluzioni tecniche e stilistiche moderne rende le proposte Greenwood sempre attuali e al passo con i tempi.

    Il nuovo Set Colonia, ad esempio, è composto da un confortevole divano a tre posti e da due comode poltrone, corredate da cuscini sfoderabili color grigio chiaro, ideali per godersi la zona outdoor all’insegna del relax.

    Il Coffee Set, arricchito da elementi in legno di teak, è supportato da una resistente e leggera struttura in alluminio bianco,  creando un mix perfetto di materiali per uno stile al tempo stesso rustico ed elegante. Completa il set il tavolino da caffè rettangolare, dalle linee pulite e decise.

    Oltre all’ottima resa estetica, Greenwood garantisce ai suoi clienti la migliore praticità grazie all’elevata resistenza agli agenti atmosferici.

     

     

     

     

     

    Greenwood

    Numero verde 800.985006

    www.moiaspa.com/greenwood

  • 3 destinazioni per il riposo dell’anima

    Hai bisogno di una ricarica? Forse un pizzico di magia per la tua vacanza? Che tu sia stanco o abbia semplicemente bisogno di premere un pulsante di ripristino, queste tre destinazioni hanno quel qualcosa in più per darti il rinnovamento che stavi cercando per la tua anima. Quando dai priorità al benessere e al tempo di decompressione, il tuo corpo, la tua mente e il tuo spirito ti ringrazieranno.

    Una ricerca spirituale nel Dwarikas Resort

    Situato sulle montagne vicino a Kathmandu, in Nepal, il Dwarikas Resort nutre, ispira e guarisce con la sua gamma di servizi ed un’offerta variegata di attività da svolgere.. Se una settimana di meditazione e alimentazione consapevole, combinata con l’escursionismo e un bagno in piscina suona come il Paradiso che stavi cercando, allora questo è il posto per riallineare i tuoi chakra. Rinnova il tuo spirito nella stanza della camera di cristallo o rilassati nella grotta di sale dell’Himalaya. Trascorri del tempo immerso nell’ arte, facendo yoga o semplicemente rilassandoti, ma non perdere il succo verde del mattino e una passeggiata a piedi nudi attraverso il labirinto.

     

    Noleggio barca a Vela a Ponza

    Per una vacanza all’insegna della Natura e del mare scegli il noleggio barca a vela a Ponza. L’isola più grande dell’arcipelago Pontino, situato nel Mar Tirreno ed una soluzione nostrana che permette di coniugare lo spirito dell’avventura con un profondo senso di relax.

    I colori dei minerali sulle scogliere, l’acqua color blu cobalto e i profumi nell’aria che contribuiscono a rendere unica questa meravigliosa isola.

    Numerosi sono gli ancoraggi che l’isola offre e che permettono a tutti i naviganti del Mediterraneo.

     

    Snowbird Mountain Lodge

    Situato nelle Great Smoky Mountains, Snowbird Mountain Lodge genera magia in un ambiente naturale e vive appieno il suo slogan: “disconnettiti per riconnetterti”. Con un all-inclusive (3 pasti al giorno inclusi nel soggiorno) viene servito del cibo davvero buono. La cucina qui offre cibo confortevole, salutare e varie opzioni anche per il mangiatore più esigente. Conosciuto per le sue selezioni di bar (whisky e vino), cibo, servizio e panorami incredibili, Snowbird rimane la vacanza perfetta per coppie o comitive . Trascorri una giornata facendo un’escursione sui numerosi sentieri nelle vicinanze, prendi una canoa, un kayak o un paddleboard per navigare sul Lago Santeetlah, a 2 miglia dalla struttura.

     

  • Benessererboristico.it: informazioni utili sui benefici delle piante

    Benessere Erboristico ha pubblicato il nuovo sito internet benessererboristico.it del dottor Francesco Marino, presenta tantissime piante officinali dalle molteplici proprietà curative. Il dottore conosce le erbe da sempre perché nasce in una famiglia che viveva in mezzo alla natura vicino al Monte Giove con la tradizione della raccolta delle erbe spontanee. La passione per la natura ha spinto Francesco a studiare la materia erboristica prima all’Università della Calabria nel dipartimento di Farmacia e Scienze della Nutrizione con il titolo di studi in “Etnobotanica dei pascoli silani”, poi all’Università di Pisa in Scienze dei Prodotti Erboristici della Salute.

    Il dottor Marino si occupa di formazione ed è docente in corsi di Erboristeria, Fitoterapia, Fitoaromaterapia e Passeggiate Erboristiche in Italia e all’estero. Inoltre collabora come docente di Erboristeria presso il centro Zohar per la scuola di Naturopatia Superiore ABEI. Tutte le informazioni sul dottore si trovano nel sito benessererboristico.it realizzato in modo chiaro e schematico con una sezione dedicata ad articoli sulla proprietà delle varie erbe come ad esempio il Tarassaco, la Passiflora, il Sambuco, la Borragine, il Corbezzolo, il Ribes Nero e molte altre ancora.

    Un’altra sezione interessante riguarda la formazione e gli eventi in cui vengono riportati gli ultimi corsi in vigore con date, orari, luoghi e gli enti che collaborano con gli eventi. I corsi sono organizzati in workshop teorico-pratico per apprendere al meglio le conoscenze basilari nel campo dell’Erboristeria, imparando a conoscere le proprietà delle piante per il benessere naturale.

    Per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità, è possibile l’iscrizione alla Newsletter e per qualsiasi informazione o chiarimento, il Dottor Marino è disponibile compilando il form nella sezione contatti, oppure per e-mail o telefono.

  • Concorso Cuore d’oro 2.0: edizione #gialloplasma

    Ultimi giorni per partecipare al secondo concorso “Cuore d’Oro 2.0 – Edizione #gialloplasma” promosso da Avis Comunale di Bergamo per sensibilizzare i cittadini sulle donazioni di plasma.

    Il plasma è la parte liquida del sangue di colore giallo. Da questo prezioso elemento è possibile ottenere dei veri e propri farmaci per la cura di numerose malattie e – poiché il fabbisogno nazionale rende necessario importare dall’estero alcune scorte di tali farmaci – è fondamentale incrementare il numero di donatori e di donazioni. Per questo Avis Comunale di Bergamo organizza questo concorso la cui partecipazione è gratuita ed aperta a tutti i cittadini di Bergamo e ai soci Avis iscritti nella sezione Comunale di Bergamo.

    Scopo del concorso: la realizzazione di grafiche e fotografie utili a sensibilizzare donatori ed aspiranti donatori al dono del plasma.

    Partecipare è semplice, basta inviare la scheda di adesione (individuale o di gruppo) e l’elaborato in alta definizione, che può essere un disegno grafico o una fotografia, all’email [email protected] entro e non oltre il 7 marzo 2020.

    In palio numerosi premi. A tutti i partecipanti verrà consegnato il kit #gialloplasma mentre ai primi tre classificati dei buoni dal valore di 300 euro, 200 euro e 100 euro. I lavori più meritevoli saranno promossi sui canali social di Avis Comunale Bergamo, e utilizzati per il materiale informativo promozionale dell’Associazione.

    Per informazioni e programma: www.avisbg.it

    Facebook @avis.comunalebergamo

    Instagram @aviscomunalebergamo

  • Ganoona in radio con Cent’anni

    Da venerdì 31 gennaio sarà in rotazione radiofonica “Cent’Anni” (Noize Hills Records), l’ultimo singolo di Ganoona già disponibile sulle piattaforme digitali. 

    Ricordo che presi la scossa la prima volta che ti ho toccata”: così canta Ganoona in una strofa di “Cent’Anni”, brano urban-pop dai toni malinconici e sonorità latine che ha tutte le caratteristiche di una lettera d’amore/odio destinata a un “traditore”, una persona che guadagna la nostra fiducia e poi la usa per scopi e vantaggi personali, la famosa serpe in seno. «“Cent’anni”, come quasi tutti i miei brani, nasce dall’esigenza di raccontare, in primis a me stesso, qualcosa che mi è successo. Il brano parla di una relazione di amicizia molto tossica che mi aveva fatto perdere la serenità e la fiducia in me stesso. Da qui la metafora della vipera e della “serpe in seno” – racconta Ganoona – il ritornello è una citazione a un romanzo classico della letteratura latino-americana, “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez. “Cent’anni” mi rappresenta molto musicalmente, essendo una commistione tra sonorità latine e le sonorità più moderne dell’indie pop italiano ed europeo».

    Il videoclip di “Cent’Anni”, diretto da Lorenzo Chiesa, racconta la storia di due amici in partenza per un viaggio on the road. All’inizio vi è intesa, ma gradualmente vediamo crescere la tensione in un’escalation emotiva messa in risalto da sequenze di immagini con una marcata mimica teatrale.

    Biografia
    Ganoona è un cantante, rapper e songwriter italo messicano e vive a Milano. La sua musica è una combinazione di sonorità black, latin e hip-hop accompagnata da liriche intense ed originali. Si esibisce sia in Italia che in Messico distinguendosi per i suoi live energici e coinvolgenti. Ganoona collabora a tutti gli aspetti del progetto artistico, spesso è anche compositore dei suoi brani. A dicembre 2018 il brano in collaborazione con Kayla, prodotto da Polezski (già produttore di Gemitaiz e altri), viene selezionato da Youtube Music come “Artists to watch – il suono del 2019”. L’ultimo inedito “Cent’Anni” (Noize Hills Records) sarà in rotazione radiofonica dal prossimo 31 gennaio.

  • Il fascino intramontabile delle carte geografiche antiche

    Tra i complementi d’arredo più ricchi di fascino, le carte geografiche antiche rappresentano oggi un vero e proprio must in grado di trasformare istantaneamente l’aspetto di ogni ambiente.

    La mappa antica, infatti, coniuga la preziosità di un oggetto d’arte al gusto del meraviglioso tipico della scoperta: per questo, non esiste stile di arredamento che non possa essere valorizzato dalla sua bellezza.

    In più, possedere una carta geografica antica significa dare alla propria cultura un valore aggiunto, sia che ci si dedichi in modo sistematico alla ricerca, sia per gli occasionali riferimenti di cui si possa aver bisogno durante una lettura o una conversazione.

    Sono molti, a tal proposito, gli ambiti che ricevono dalle mappe antiche un supporto insostituibile: non solo la ricerca storica, ma anche la filosofia, la cartografia, le scienze nautiche, la storia dell’arte, l’antropologia e tutte le discipline geografiche.

    La valenza di ogni cartina antica, infatti, non si limita al dato storico-geografico, ma offre altre informazioni di prima mano di grande interesse documentario, dal tipo di proiezione utilizzata alla concezione del mondo conosciuto caratteristica dell’epoca.

    Diverse, quindi, sono le motivazioni che possono portare alla scelta di una particolare cartina antica; non ultima, la pura e semplice preferenza estetica.

    Rispetto alle cartine moderne, molto più pratiche ed essenziali, le carte geografiche dei secoli passati spiccano per la loro propensione alla raffinatezza del decoro e ad uno squisito gusto artistico in grado di colpire l’immaginazione.

    Colori quasi “crepuscolari” ne aumentano la poesia, diffondendo in qualsiasi ambiente un’atmosfera elegante e soffusa. Per questo sono sempre più numerose le persone che scelgono una carta geografica antica come complemento d’arredo glamour per la casa o gli spazi di lavoro.

    Poco importa se l’arredo sia d’antiquariato, classico o minimal: una mappa di questo tipo si sposa alla perfezione con ogni stile e con ogni destinazione d’uso.

    Qualche spunto? Una cartina dell’Italia della seconda metà del Settecento può conferire ad uno studio un po’ datato un nuovo splendore: basta corredarla con una elegante cornice in legno profilata in oro.

    Appesa sopra una chaise longue stile impero, una mappa ottocentesca delle Americhe crea un angolo ricercato e fuori dal tempo; la stessa carta è perfetta per mettere in risalto l’eleganza chic di una camera da letto contemporanea.

    Un’idea originale per un corridoio o un ingresso? Basta coprire un’intera parete con un planisfero cinquecentesco di grandi dimensioni: l’effetto è assicurato!

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  • Otoacariasi del gatto, cos’è e come curarla

    Gli acari dell’orecchio (otoacariasi) rappresentano un problema molto comune nei gatti. Questi piccoli parassiti infestano con più frequenza i gatti randagi, ma possono colpire anche i soggetti che vivono esclusivamente in casa.

    Le loro popolazioni, infatti, sono molto numerose e si spostano agevolmente da un ospite all’altro, transitando su luoghi e oggetti: ciò ne favorisce al massimo la diffusione, rendendo l’otoacariasi estremamente contagiosa.

    Anche se le probabilità di contagio aumentano nei luoghi con scarsa igiene o con molta promiscuità (strade, cortili, colonie feline, gattili, canili e perfino pensioni), basta anche un contatto occasionale o indiretto perché l’animale venga infettato.

    Questa condizione non interessa l’uomo: può trasmettersi solo fra gli animali domestici (gatti, cani e furetti).

    Nel condotto uditivo del gatto, l’acaro (Otodectes Cynotis) trova il suo habitat ideale: una volta stanziato, si ciba dei residui cutanei, delle secrezioni e delle cellule morte, riproducendosi in modo incontrollato e formando un gran numero di colonie.

    Da un canale uditivo all’altro, il passo è breve: per questo, di solito, l’infezione colpisce entrambe le orecchie. Come riconoscerla?

    L’insetto in questione è invisibile ad occhio nudo: la sua presenza può essere rilevata solo da strumentazioni specifiche e da esami accurati.

    Se quindi si sospetta un’otoacariasi, è fondamentale contattare immediatamente il veterinario: un intervento tempestivo, infatti, può scongiurare gravi complicanze in grado di danneggiare l’udito e di causare al gatto inutili sofferenze.

    No anche alle cure fai da te: l’unico modo per debellare l’acaro consiste in una terapia mirata a base di antibiotici e antiparassitari molto specifici, che solo il veterinario è in grado di prescrivere con le modalità, le dosi e i tempi più corretti.

    Ma come si manifesta l’otoacariasi? Il primo sintomo che è possibile notare è il prurito: il gatto si gratta insistentemente l’orecchio per alleviare il fastidio insopportabile prodotto dai morsi degli acari. Altro segnale inequivocabile è l’aspetto delle orecchie.

    In condizioni normali, il padiglione auricolare del gatto è pulito, inodore e di color rosa chiaro; in presenza di acari appare invece arrossato, tumefatto, con sovrabbondanza di cerume nerastro e maleodorante.

    All’esterno, la cute presenta spesso ferite e croste, con tracce di sangue e pus. Se noti quindi questa sintomatologia, rivolgiti subito al veterinario.

    Periodicamente, per prevenire la comparsa (o la ricomparsa) del problema, controlla spesso le orecchie del tuo micio e cura con meticolosità l’igiene degli spazi domestici, lavando e disinfettando frequentemente le cucce, le coperte, le spazzole, i tappeti e i tessili d’arredamento che possono costituire un veicolo per gli acari.

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